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Aurelio Cassiodoro

Flavio Magno Aurelio Cassiodoro Senatore (latino: Flavius Magnus Aurelius Cassiodorus Senator; Scolacium, 485 circa Scolacium,580 circa) stato un politico, letterato e storico romano, che visse sotto il regno romano-barbarico degli Ostrogoti e successivamente sotto l'Impero Romano d'Oriente. Visse un'importante carriera politica sotto il governo di Teodorico, ricoprendo ruoli tanto vicini al sovrano da far pensare in passato ad un effettivo contributo diretto al progetto del re ostrogoto. Al termine della guerra gotica si stabil a in via definitiva a Squillace, dove fond il monastero di Vivario con la sua biblioteca. La fonte principale che ci permette di conoscere la famiglia di Cassiodoro data dalla sua pi vasta e importante opera, le Variae. Nacque in una delle pi stimate famiglie dei Bruttii, originaria dall'Oriente e facente parte del patriziato. Dall'antica origine della famiglia si pu comprendere la scelta dei Bruttii come nuova patria, essendo questa una zona della Magna Grecia culturalmente pi vicina all'Oriente greco. Al padre di Cassiodoro furono indirizzate alcune lettere delle Variae, il che ci offre pi dati su di lui; ricopr il ruolo di comes rerum privatarum e successivamente di comes sacrarum largitionum nel governo di Odoacre, mantenne la propria posizione di funzionario d'amministrazione anche sotto Teodorico, tanto da diventare governatore provinciale. Attorno al 490 lo si ritrova governatore della Sicilia, e dopo essere entrato nelle grazie di Teodorico, governatore della Calabria fino al 507, quando si ritirer a vita privata. Cos come per i suoi familiari, ricaviamo notizie sulla vita di Cassiodoro solo dalle sue opere. Le date di nascita e morte sono solo ipotizzate, principalmente grazie a quelle note dei suoi incarichi amministrativi; nonostante ci molte cronache tendono a confondere alcuni dati della vita di Cassiodoro con eventi vissuti dal padre, attribuendo una grande longevit al letterato di Squillace. Proprio per quanto riguarda Squillace, non certo che Cassiodoro vi nacque; molto pi probabilmente vi pass l'infanzia, ricevendo dalla propria famiglia una prima educazione e seguendo degli studi. Ancora giovane fu avviato dal padre alla carriera pubblica, per la quale ricopr anzitutto il ruolo di consiliarius, per poi diventare quaestor sacri palatii nel 507. Poco tempo dopo ricevette il governatorato di Lucania e Bruttii, seguendo differenti interpretazioni storiche, questa congettura stata per di recente messa in dubbio. Al 514 risale la designazione a console, per la quale la data certa; nonostante si trattasse ormai di una carica onorifica manteneva una certa importanza, permettendo a Cassiodoro di ricoprire il ruolo di eponimo. Dei dieci anni successivi non si conosce nulla, salvo la pubblicazione della Chronica del 519. Successivamente, nel 523, fu nominato magister officiorum del re, succedendo nella carica a Boezio; il ruolo era di grande prestigio, e Cassiodoro rappresent con esso il capo dell'amministrazione pubblica, degli officia e delle scholae palatinae. Alla morte del sovrano, avvenuta nel 526, si apr una complessa fase di successione; divenne ministro di Amalasunta, la figlia di Teoderico, succedutagli sul trono come reggente per il figlio Atalarico. Presumibilmente Cassiodoro perdette parte della sua influenza nei primi anni di tali mutamenti politici, ma seppe poi riproporsi e nel 533, guadagn il titolo di Prefetto del pretorio per l'Italia. Non ricopr questo ruolo politico per molto tempo; Atalarico mor nel 534 e ai consueti problemi di successione si aggiunse la malvolenza di Giustiniano verso gli Ostrogoti, insofferenza che culmin poi con la guerra gotica. Cassiodoro resse nuovamente la prefettura tra il 535 e il 537, sotto i re Teodato e Vitige, per poi abbandonare definitivamente la carriera pubblica nel 538; nelle Variae si possono trovare le ultime lettere scritte per conto di Vitige, anche se non viene detto nulla sul concludersi della sua funzione politica n si sa alcunch dei suoi successori. Di fronte all'avanzata bizantina Cassiodoro rimase dapprima in ritiro a Ravenna, luogo che offriva ancora una certa sicurezza; nel 540 la citt fu conquistata dalle truppe imperiali, e da quel momento per dieci anni si perdono le sue tracce. Le alternative vagliate sono una permanenza a Squillace, dove per avrebbe avuto scarse possibilt di movimento, o un soggiorno pi lungo

a Ravenna. Nel 550 lo si ritrova nel seguito di papa Vigilio a Costantinopoli, citt nella quale potrebbe anche essersi spostato, secondo una terza ipotesi. Rientr nei Bruttii solo dopo la fine della guerra, attorno al 554; ritiratosi definitivamente dalla scena politica, fond il monastero di Vivario presso Squillace, in un periodo non meglio precisato. Si hanno anche per questa parte della sua vita pochissimi dati, non si conoscono quindi le motivazioni che lo portarono alla creazione di questa comunit monastica n particolari sulla contemporanea situazione politica della penisola italica; per quanto riguarda la sua situazione personale, si pu ipotizzare che non ebbe moglie n eredi diretti. Al Vivarium trascorse il resto dei suoi anni, dedicandosi allo studio e alla scrittura di opere didattiche per il clero. Qui istitu uno scriptorium per la raccolta e la riproduzione di manoscritti, che fu il modello a cui successivamente si ispirarono i monasteri medievali, come quelli Benedettini. Attorno ai novant'anni Cassiodoro scriver la sua ultima opera, il De ortographia; la sua data di morte non conosciuta, anche se viene generalmente datata attorno al 580. Il pensiero politico L'obiettivo principale del progetto politico-culturale di Cassiodoro fu quello di accreditare il regno di Teodorico come una restaurazione del Principato, ossia quella forma di governo che aveva garantito la collaborazione, quasi paritaria, tra l'imperatore e la classe senatoria. Questa auto rappresentazione del governo goto serviva in primo luogo come legittimazione del regno nei confronti delImpero di Costantinopoli. Sostanzialmente, essendosi conformato il regime ostrogoto al modello imperiale, il primato dell'imperatore orientale era fondato esclusivamente su un piano carismatico. Al tempo stesso, tale imitazione da parte di Teoderico poneva l'Amalo in una posizione di superiorit nei confronti degli altri regni barbarici. La prospettiva di Cassiodoro, non pi l'impero universale, bens quella "nazionale" dell'Italia romano-ostrogota, autonoma nei confronti di Costantinopoli ed egemone rispetto agli altri regni occidentali. In particolare, il fondamento dell'ideologia cassiodoriana ruota intorno al concetto di civilitas, che indica tanto il rispetto delle leggi e dei princpi della Romanit quanto la convivenza sociale, giuridica ed economica di Romani e stranieri fondata sulle leggi.Secondo Cassiodoro, il regno goto si sarebbe fatto custode della civilitas, garantendo cos la giustizia e la pace sociale, in accordo con la legge divina e la migliore tradizione imperiale romana. Vivarium Il periodo di fondazione di Vivarium non certo, bench si tenda a considerare il 544 come una probabile datazione, coincidente con il ritorno di Cassiodoro da Costantinopoli. Inoltre esiste la possibilit che un primo abbozzo di ci che sarebbe diventato il monastero esistesse gi da tempo, presente nei territori di Squillace da una data sconosciuta e utilizzato come residenza da Cassiodoro solo al ritorno in patria dopo la guerra gotica. Ad ogni modo lesatta data di fondazione rimane celata nel mistero, poich le Variae erano state gi pubblicate e nessuna delle opere dell'ormai ex politico tratt di questa fondazione; nulla si conosce sul parto di questo progetto, n quando quest'idea fosse stata concepita. Nonostante si intuisca dalle ultime opere di Cassiodoro un avvicinamento potente alla fede cristiana, (si pensi al De anima e all'Expositio Psalmorum) il monastero di Vivario nacque con uno scopo differente dal celebre Ora et labora: l'obiettivo principale del nucleo monastico fu infatti la copiatura, la conservazione, scrittura e studio dei volumi contenenti testi dei classici e della patristica occidentale. La caratteristica di Vivarium era quindi la sua forma di scriptorium, con lo studio delle tecniche di scrittura; i codici e manoscritti prodotti nel monastero raggiunsero una certa popolarit e furono molto richiesti. Le forme entro cui si espresse invece l'organizzazione monastica dal punto di vista religioso sono ben poco chiare. Alcuni storici avanzano l'ipotesi che la Regula magistri, su cui si basa la Regola benedettina, sia addirittura opera dello stesso Cassiodoro; questo presunto rapporto tra i due per generalmente rigettato dagli studiosi, anche alla luce di alcune citazioni provenienti dalle Institutiones che chiariscono le norme monastiche adottate da Vivarium: Voi tutti che vivete rinchiusi entro le mura del monastero osservate, pertanto, sia le regole dei Padri sia gli ordini del vostro superiore e portate a compimento volentieri i comandi che vi vengono dati per la vostra salvezza... Prima di tutto accogliete i pellegrini, fate l'elemosina, vestite gli ignudi, spezzate il pane agli affamati, poich si pu dire veramente consolato colui

che consola i miseri. (Cassiodoro, Institutiones.) Questa citazione mostra come Vivarium seguisse quindi le pi comuni regole monastiche contemporanee, mentre altri passaggi delle Institutiones ci suggeriscono un ruolo laico per Cassiodoro, forse esterno alla vita monastica e puramente patronale. Il vero centro vitale di Vivarium era, particolare che segna la differenza con ogni altro centro monastico, la biblioteca. Il monastero prendeva nome da una serie di vivai di pesci fatti preparare dallo stesso Cassiodoro; la loro presenza rappresentava un forte valore simbolico, legato al concetto di Cristo come Ichthys. Non lontano dal centro si trovava una zona per anacoreti, riservata a monaci con pregresse esperienze di vita cenobitica. Vivarium sorgeva, secondo gli studi ad oggi compiuti, nella contrada San Martino di Copanello, nei pressi del fiume Alessi; in quella zona fu ritrovato un sarcofago datato VI secolo, associato a graffiti devozionali e subito considerato la sepoltura originale di Cassiodoro, ipotesi che non convince fino in fondo gli studiosi. Per ci che riguarda la ripartizione del lavoro, i monaci inadatti a seguire la biblioteca con annessi oneri intellettuali erano destinati alla coltivazioni di orti e campi, mentre i letterati si occupavano dello studio delle Sacre Scritture e delle sette arti liberali; quest'ultimi erano divisi in notarii, rilegatori e traduttori. Le opere di carit erano espressamente raccomandate dal fondatore, e legati a queste fiorivano gli studi di medicina. Importanti furono gli studi sulle opere sacre: Cassiodoro fece preparare tre edizioni differenti della Bibbia e si occup di copiature e riscritture di molti altri testi della cristianit, considerando tutto ci una vera e propria opera di predicazione. Non mancano per nella biblioteca di Vivarium i testi profani: tra gli altri furono salvati grazie all'opera di Cassiodoro le Antiquitates di Flavio Giuseppe e l'Historia tripartita.

Opere Le opere di Cassiodoro del periodo di Teodorico, quelle da noi conosciute, sono tre: le Laudes, la Chronica e l'Historia Gothorum. La Chronica racconta la "saga" dei poteri temporali di tutta la storia, dai sovrani assiri sino ai consoli del tardo Impero, passando ovviamente per tutta la storia romana. Possediamo un frammento di un'ulteriore opera, l'Ordo generis Cassiodororum, la cui datazione varia tra il 522 e il 538 e che ci offre notizie sulla famiglia dell'autore Tra la produzione di Cassiodoro occupano un posto speciale le Variae, raccolta di documenti ufficiali scritti tra il 537 ed il540, i quali ci offrono quindi informazioni su differenti periodi della vita dell'autore e sulla storia dei Goti a queste si pu aggiungere il De Anima, opera per la prima volta lontana da interessi politici e invece basata su temi della spiritualit Il terreno religioso battuto anche dalla successiva Expositio Psalmorum, commento ai salmi di particolare importanza poich unico esempio pervenutoci dal mondo tardo antico.[ Al periodo di Vivarium appartengono due sole opere tra quelle a noi giunte, le Institutiones e il De ortographia. La prima, senza dubbio l'opera pi importante di Cassiodoro, datata 560-562, un periodo in cui il centro monastico era sicuramente avviato; rappresenta sostanzialmente una "guida" per gli studi nel monastero, ricca di informazioni sulla vita dei monaci e sulle opere intellettuali da loro compiute. Il De ortographia sar la sua ultima opera, scritta attorno ai novant'anni. Chronica Uno scritto di chiari intenti politici la Chronica, una sorta di storia universale scritta nel 519 su richiesta per celebrare il consolato di Eutarico Cillica (diviso con l'Imperatore Giustino), genero di Teodorico e designato al trono. L'opera propone una successione dei grandi poteri politici succedutisi nella storia, passando da Adamo sino ad approdare al 519 con Eutarico. basata su numerose fonti che Cassiodoro spesso cita quali Eusebio, Gerolamo, Livio, Aufidio Basso, Vittorio Aquitano e Prospero d'Aquitania per la trattazione successiva al 496 invece l'autore autonomo. L'elemento dell'opera che maggiormente colpisce il suo carattere spiccatamente filo-gotico: Cassiodoro arriva a manipolare alcuni eventi storici o a farne addirittura scomparire altri, al fine di non far apparire i Goti sotto un'oscura luce. Historia Gothorum

Una delle sue opere pi importanti composta da 12 libri, nel quale la sua ideologia filogotica era tracciata e sviluppata in maniera pi organica. Si considera l'opera contemporanea o poco successiva alla Chronica forse composta tra il 526 e il 533. Certamente la stesura fu caldeggiata da Teoderico, per essere infine pubblicata sotto Atalarico; nonostante ci essa ci pervenuta solo nella versione ridotta. Prima storia nazionale di un popolo barbarico, la Historia Gothorum era tesa a glorificare la dinastia degli Amali, la stirpe regnante, attraverso una ricostruzione della storia dei Goti dalle origini ai tempi presenti. Il tentativo pi ardito dell'opera fu - come emerge dal titolo stesso l'identificazione dei Goti con i Geti, popolazione gi nota a Erodoto e maggiormente conosciuta dal mondo romano. Il racconto narra eventi storici sino all'anno 551 e come scopo ha inoltre quello di celebrare l'unione tra Goti e Romani. Ordo generis Cassiodororum Di quest'opera rimane un solo frammento in pi copie, scoperto nel 1860 da Alfred von Hlder a Reichenau. Il testo, dalla difficile interpretazione, fu composto negli anni della carriera pubblica di Cassiodoro e le datazioni oscillano tra il 522 e il 538; dedicato a Rufio Petronio Nicomaco Cetego, politico contemporaneo dell'autore.[ L'opera offre rare notizie sulla famiglia di Cassiodoro, in particolare sul padre; nelle poche righe centrali vengono nominati anche Boezio e Simmaco, il che farebbe pensare ad un qualche grado di parentela tra l'autore e queste due figure, impossibile attualmente da stabilire. Variae La sua attivit di funzionario al servizio del regno goto testimoniata dalle Variae (la cui pubblicazione datata tra il 537 e il 540), una raccolta di lettere e documenti (468 in totale per 12 volumi) redatti in nome dei sovrani o trasmessi a firma dell'autore stesso in un arco di tempo che va dal 507 (assunzione della questura) al 537 (termine della carica di prefetto al pretorio). Il titolo come l'autore spiega nella prefazione all'opera - dovuto alla variet degli stili letterari impiegati nei documenti del corpus, il quale divenne successivamente un riferimento per lo stile cancelleresco e curiale. Cassiodoro espone nella praefazione dell'opera il fine di questa raccolta di testi, ovvero la necessit di fornire nozioni utili a chiunque si dovesse in futuro accostare alla carriera pubblica; ulteriore obiettivo dichiarato quello di far conoscere i propri trascorsi come membro del ceto dirigente. Le Variae sono assai utili per conoscere le istituzioni, le condizioni politiche, morali e sociali sia dei Goti sia dei Romani dell'Italia del tempo. De anima Cominciato poco prima della conclusione delle Variae, il De anima considerato da Cassiodoro come una sorta di tredicesimo volume per quest'opera, quasi ne rappresentasse l'appendice. Per la prima volta Cassiodoro affronta temi esterni al mondo della politica, avvicinandosi agli stessi interessi spirituali che poi toccher con la Expositio Psalmorum; l'opera si dipana su dodici questioni, tra le quali l'incorporeit e il destino dell'anima. Expositio Psalmorum Anche per quest'opera non possibile dare una datazione certa, anche perch la sua composizione sembra essere stata portata avanti per un periodo abbastanza prolungato Si tratta di un commento completo ai salmi, unico esemplare rimastoci da tutta la tarda antichit; per mole certamente l'opera maggiore di Cassiodoro, anche se non viene considerata la pi matura tra le sue produzioni