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SENOFONTE

- Nasce ad Atene nel 430 ac circa


- Di famiglia aristrocratica, in giovent fequenta Socrate
- Dopo la guerra del Peloponneso, nel 401 ac, parte mercenario in Persia per conto di Ciro: l'obiettivo vero per il quale
il principe persiano necessitava di mercenari (detronizzare il fratello) non gli era per chiaro
- Aveva probabilmente, in quanto di simpatie oligarchiche, un rapporto difficile con la citt; forse per questo che
partecip a diverse imprese da mercenario senza tornare in patria

- Al seguito di Ciro partecip nella battaglia babilonese in cui il re persiano venne ucciso; anche i capi del contingente
ellenico vennero eliminati, lasciando i mercenari in territorio nemico senza guida
- Senofonte venne scelto tra gli strateghi per pianificare un ritorno di fortuna in patria
- Impresa che, tra vari pericoli e problemi, alla fine riusc: ma Senofonte prefer rimanere sulla costa turca a
saccheggiare
- Qui incontra, al fine restituirgli l'armata superstite di mercenari, un contingente spartano, con cui stringe amicizia,
tanto che decide di passare al loro servizio
- Combatter contro gli ateniesi, e per questo e per l'atteggiamento di opposizione al regime dei Trenta, viene
condannato all'esilio
- Si ritira in Elide, dove sta per 20 anni, e poi a Corinto, dove rimane anche dopo la revoca dell'esilio
- Muore dopo il 357 ac

- Il suo corpus di opere ci giunto in maniera completa, cosa che testimonia il grande interesse riscosso gi
nell'antichit
- Ha un'impronta decisamente autobiografica, quasi diaristica
- Difficile per determinarne l'esatta cronologia
- Nelle sue opere troviamo testi di pochi pagine e invece testi che occupano molti volumi; e anche diversi stili, da
quello narrativo a quello dialogico
- Le si divide per temi: storiche, socratiche, pedagogiche, tecniche

OPERE STORICHE

- Anabasi
- Frutto dell'esperienza da mercenario in Asia
- Narra sia la spedizione verso l'interno della Persia (il titolo originale dell'opera si riferiva propriamente solo a tale
esperienza) sia il ritorno verso la Grecia

- L'opera circol sotto pseudonimo per volont dello stesso Senofonte


- Tale soluzione aveva un intento apologetico: oggettivando l'autore in una figura terza (e quindi eliminando i
riferimenti autobiografici), si proponeva di riscattare la figura di Senofonte (condannato all'esilio da Atene) narrandone
il valore e il coraggio
- La figura di Senofonte del resto protagonista incontrastata dell'opera

- L'opera si presenta come il resoconto abb. preciso (date, nomi, distanze) di una spedizione militare
- Una sorta di libro di memorie dallo stile molto cronastico e secco, senza particolari elaborazioni artistiche
- Cronaca per vissuta in prima persona, come evidente dall'intensit narrativa nel resoconto dei fatti (non c'
un'osservazione 'terza' e fuori dall'azione), che fa ben risaltare la drammaticit dell'esperienza vissuta

- L'esercito era fatto di pochi uomini ma duri, addestrati e soprattutto disciplinati, il cui unico obiettivo era la
sopravvivenza; Senofonte assume, tra loro, la figura di un capo geniale e carismatico, capace di esaltare la truppa
portandola al successo

- Tale 'prospettiva dal di dentro' ad es. evidente nella descrizione della battaglia di Cunassa, quella in cui rimangono
uccisi Ciro e i comandanti greci (la cui narrazione quella di un soldato in prima linea), e nelle ore ad essa successive,
in cui, dopo una notte tragica, totalmente smarriti e disperati, i superstiti si ritrovano e prendono coscienza di essere
vivi tornando a sperare
- O anche nel famoso episodio della 'vita del mare' dopo settimane di tribolazioni
- La narrazione della guerra, inoltre, non si fa scrupolo di mostrarci gli aspetti pi cruenti e duri
- Elleniche
- Narrano gli avvenimenti del cinquantennio tra 410 ac e 360 ac, tra le battaglie di Cizico e Mantinea
- Sebbene presenti una certa unit tematica, probabile che l'opera sia un'aggregazione di parti in origine autonome
- La prima parte, che inizia in maniera 'brusca' riallacciandosi alle Storie di Tucidide, fatto che ha portato ad ipotizzare
(Luciano Canfora) che l'autore non fosse Senofonte ma proprio Tucidide. Impossibile per dirlo
- La parte centrale narra del periodo della dominazione spartana e poi tebana sulla Grecia
- Anche questa opera scritta in prima persona basandosi sull'esperienza diretta dell'autore, cosa che comporta
enorme attenzione a determinati episodi e totale omissione di altri
- L'opera come detto si chiude sulla battaglia di Mantinea: tale battaglia non determin alcun vincitore univoco, e
infatti il finale delle Elleniche marcato da un certo disorientamento di Senofonte
- Le Elleniche sono importanti e a livello storico (nonostante l'attendibilit non sia proprio indiscutibile) e anche
storiografico, visto che inaugurano un genere fortunato, la storia della Grecia fatta tramite la narrazione dei periodi
egemonici di una e dell'altra citt (genere che si chiamer proprio 'elleniche')

- Scrive anche una biografia encomiastica, l'Agesilao, in onore del re spartano che lo accolse e protesse. Rappresenta il
primo caso di biografia come genere a se, distinto da altri generi storiografici

OPERE SOCRATICHE

- La principale sono i Memorabili: 4 libri di raccolte di detti e aneddoti del/sul filosofo


- Spazio preminente dato al Socrate 'morale', che si pronuncia su virt e doveri del cittadino
- L'intento apologetico, e vuole proteggere Socrate dalle accuse di 'compromissione' col regime tirannico dei 30

- Altra opera connessa a Socrate l'Economico: Senofonte narra di un dialogo tra Socrate e un giovane ricco sulla
corretta amministrazione del patrimonio familiare
- In tale dialogo Socrate una conversazione avuta con un uomo di campagna che era esemplare nella gestione delle
terre
- L'ottica di Senofonte in tale opera decisamente aristocratica: l'attivit pi nobile l'agricoltura, e non il commercio
- Ma ci sono anche lati moderni: ad es. l'importanza conferita al ruolo della donna (che deve condividere la propriet
dei beni col marito e alla quale demandata la gestione 'interna' della casa)

OPERE PEDAGOGICHE

- C' poi un nucleo di opere il cui tema di fondo la riflessione sul miglior governo e ordinamento
- Senofonte era critico del sistema democratico ateniese, e si ispirava invece a Sparta e alla Persia, entrambi modelli
opposti a quello della sua patria
- La chiave per la creazione di un buon cittadino era l'educazione aristrocratica e elitaria. Esaltava anche l'importanza di
un addestramento militare

- Tale problema dell'educazione e della selezione dei governanti alla base della sua opera pi importante in tema
politico, la Ciropedia, biografia in 8 libri di Ciro Il Grande
- Ci viene narrato tutto l'arco della sua vita: formazione, battaglie contro gli stranieri e contro i lidi, occupazione della
Babilonia, matrimonio con conseguente annessione del regno dei Medi (si sposa la figlia del re di tali terre), per finire
con la morte e, nell'ultimo libro, valutazioni sul declino della Persia e dei costumi nell'era post-ciriaca
- A tale percorso biografico si accompagna una lunga serie di digressioni politiche, morali e filosofiche, che prese
insieme sono una summa del pensiero di Senofonte
- Senofonte, come gi Erodoto, mette in bocca a personaggi persiani la riflessione su tematiche di attualit invece per i
greci, e identifica nella costituzione persiana dei tempi di Ciro il modello perfetto (oligarchico e in qualche modo simile
a quello spartano)
- Nella Ciropedia alla parte storica (come sempre dedotta dalle esperienze personali dell'autore) si accompagnano parti
che potremmo quasi definire precursorie del romanzo storico e anche di formazione
- Sulla storia principale si innestano anche alcune vicende di carattere quasi novellistico (ad es. la storia tra Abradata e
Pantea), i cui temi e motivi prefigurano quanto accadr regolarmente nei romanzi antichi romani ed ellenistici
- Leggendo la Ciropedia e altre opere pedagogiche (es: la Costituzione dei Lacedemoni, in cui esalta il modello
spartano), evidente come Senofonte mitizzi il passato, visto che a livello storico, cosa riflessa nelle sue opere in tema,
sia Persia che Sparta erano in declino

- C' infine una serie di scritti quasi tecnici su temi come l'equitazione o la caccia. Ed uno studio sul fisco ateniese, le
Entrate, in cui si argomenta che Atene, per rimanere indipendente, deve sfruttare le sue miniere d'argento
- Si detto che Senofonte era conservatore, antidemocratico, religioso tradizionalista, e favorevole al modello di vita
aristrocratico
- Scrive genere disparati, quindi impossibile confinarlo in un unico filone. Sicuramente per aveva una carica
innovativa a livello letterario, visto che anticipa forme come la biografia, la memorialistica, e in qualche modo anche il
romanzo storico (la Ciropedia ma anche l'anabasi sono quasi dei diretti predecessori di tale genere)
- Alcuni tratti del suo pensiero (ammirazione per personalit forti, simpatie monarchiche) e della vita (rifiuto di legarsi
permanentemente ad una sola polis) anticipano per in qualche modo la figura dell'intellettuale ellenista
- Quindi lati tradizionali e altri invece innovativi
- Offriva anche una figura di scrittore-uomo d'azione che suscita un certo fascino e desiderio di imitazione, dal mondo
latino a quello rinascimentale
- E' forse questa la ragione principale dietro la sua popolarit (oggi appassita)
- A livello di contenuti e di sviluppi tematici, infatti, l'opera di Senofonte non spicca quanto a gradiente di acutezza o
originalit
- E nemmeno a livello di stile possibile considerarlo un grande scrittore; anzi, le sue pagine sono monocordi, di stile
medio, senza picchi immaginifici
- Stile medio per che pulito e sobrio, cosa che lo fece ritenere gi in epoca antica un modello di prosa attica
- Altro elemento che contribuisce alla sua popolarit il rapporto personale con Socrate

- Al corpus di Senofonte appartiene anche un'opera, La Costituzione degli Ateniesi


- In realt ragioni tematiche e stilistiche (si riferisce a questioni del secolo precedente l'attivit di Senofonte, e lo stile
arcaico) fanno escludere che ne fosse l'autore
- L'incorporazione all'interno della sua produzione dovuta al fatto che tale opera costituisce una sorta di parallelo de
La Costituzione dei Lacedemoni (su Sparta)
- L'autore vero fu probabilmente Crizia: si tratta di un violento pamphlet filo-oligarchico e antidemocratico, sistema
quest'ultimo che analizzato e scomposto nel dettaglio. Elemento che conferisce importanza politologica a tale opera