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Metalli

Il legame metallico pu essere rappresentato da un


reticolo di ioni positivi immersi in elettroni
delocalizzati liberi di muoversi allinterno del reticolo
Gli elettroni, carichi negativamente, attraggono gli
ioni positivi e tengono insieme i nuclei, garantendo la
stabilit della struttura
Caratteristiche del legame metallico Propriet del materiale

Legami forti Punti di ebollizione e di fusione molto alti

Alta densit

Non solubilit

Legami non direzionati Duttili

Malleabile

Elettroni delocalizzati Buoni conduttori di calore ed elettricit

Opacit e lucentezza 1
Metalli
La maggior parte dei metalli sono riconducibili a tre strutture cristalline.

Cubica a facce centrate


N.C. = 12 APF = 0,74

Cubica a corpo centrato


N.C. = 8 APF = 0,68
Esagonale compatto
N.C. = 12 APF = 0,74
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Metalli

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Leghe Metalliche

Le leghe metalliche sono miscele di metalli o di metalli e non-


metalli che solidificando presentano propriet metalliche.
Sono ottenute generalmente a partire dai metalli allo stato fuso e
poi raffreddando con cautela.
Le leghe hanno spesso propriet diverse dai suoi componenti
Le propriet non variano linearmente con la composizione
Permettono di ottenere propriet specifiche o ottimizzare un insieme
di propriet.

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Leghe Metalliche

Metallo base = elemento in maggiore quantit (Lega di piombo


Lega di Ferro, Lega di rame)

Elementi di alligazione = Elementi secondari che contribuiscono


alle caratteristiche della lega.
Vengono appositamente studiati e dosati
Non sono da confondere con le impurezze

Elementi di
alligazione Metallo base
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Leghe Metalliche

Variazione delle
propriet delle
leghe

Composizione Struttura
della lega intrinseca

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Leghe Metalliche
Struttura delle leghe
Soluzioni solide:
Gli atomi degli elementi coesistono nella stessa struttura cristallina
Cristalli di sostituzione o interstiziali
Limiti di miscibilit

Composti intermetallici:
Cristalli di composizione definita e costante che non seguono le regole delle
valenze (es.Cu3Al, Ag5Cd8)

Miscele meccaniche:
Miscele eterogenee di cristalli di elementi, soluzioni solide o composti
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intermetallici
Ferro, Acciai e Ghise
FERRO

LEGHE FERROSE LEGHE NON


Il ferro supera il 50 % in FERROSE
peso della lega Basate su altri
elementi in
concentrazioni tali
ACCIAI che il ferro, se
Max 1.7% C presente, lo come
impurezza pi o
GHISE meno controllata.

2% < C < 4%
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Ferro, Acciai e Ghise

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Ferro, Acciai e Ghise
Il ferro il quarto elemento in ordine di abbondanza, costituisce il 5.1%
della crosta terrestre ed contenuto in quantit variabile in quasi tutte le
rocce della litosfera.
Allo stato elementare (Fe) si trova sulla terra nelle meteoriti (sideroliti) e come corpo del
nucleo terrestre, di solito accompagnato da altri metalli in lega (nickel e cobalto).

Il ferro nativo di origine terrestre piuttosto raro e contiene cobalto (1-2 %)

I minerali utili nell'estrazione del ferro sono


ossidi
Ematite (Fe2O3) Magnetite (Fe3O4) Limonite (Fe2O3nH2O) Carbonato di Ferro
(FeCO3).

solfuri
Pirite (FeS) Marcasite Pirrotina

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Allotropia del Ferro

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Allotropia del Ferro

La forma "", ferromagnetica, stabile dalla temperatura ambiente


fino a 760 C (temperatura di transizione, detta di Curie) al di sopra
della quale, pur mantenendo la stessa struttura, perde la caratteristica
della magnetizzazione permanente.
Perci per un certo tempo, nei primi anni del '900, questa forma "" non-
ferromagnetica venne definita come forma "", stabile fino a 910C

Da 910C questa temperatura fino a 1390 C stabile la forma ""


che si trasforma nella forma "" stabile, a sua volta, fino al punto di
fusione a 1535 C.
Il ferro liquido sussiste alla pressione di 1 atmosfera fino a 2862 C
che rappresenta la temperatura di ebollizione.

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Acciaio
Acciaio
Lega di ferro e carbonio con tenore di carbonio inferiore all'1,8%.
Ghisa
Le leghe con una percentuale maggiore, fino al 6%
Molto spesso nell'acciaio sono presenti anche altri elementi, che
hanno lo scopo di conferire al materiale propriet particolari.

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Tipologie di leghe

(Fe3C)
Eutettoide

N.B.
Fe3C
, ferrite Ferrite + Cementite
(cementite)
0,02% C non una
fase di
equilibrio

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Tipologie di leghe
A Acciai ipo-eutettoidici: < 0.8% C

A C
B - Acciai eutettoidici: 0.8% C

C - Acciai iper-eutettoidici: > 0.8% C

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Tipologie di leghe

A Acciai ipo-
eutettoidici: < 0.8% C

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Tipologie di leghe

B - Acciai
eutettoidici: 0.8% C

Si forma una miscela


eutettica chiamata
Perlite

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Tipologie di leghe

C - Acciai iper-
eutettoidici: > 0.8% C

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Produzione
Minerali di ferro ottenuti scavando miniere sotterranee o a cielo
aperto
La metallurgia del ferro essenzialmente una metallurgia di riduzione dove
l'agente riduttore fondamentale utilizzato in siderurgia l'ossido di carbonio CO

La trasformazione del minerale di ferro in ferro metallico, o meglio in


una lega di ferro e carbonio chiamata ghisa, ha luogo nell'alto forno.
L'alto forno un forno a tino di grandi dimensioni: 8-10 metri di
diametro massimo, 30 e pi metri di altezza.
Sono presenti anche 3 o 4 scambiatori di calore, usati per
preriscaldare l'aria, alti circa come il forno.
L'altoforno mantenuto in funzione per 24 ore al giorno, per 7 giorni
alla settimana.
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Produzione
L'alto forno sorretto da una
robusta incastellatura esterna di
acciaio su cui si scarica il peso della
muratura refrattaria. Questa
rivestita nella sua quasi totalit da
una lamiera di acciaio dello
spessore di pochi millimetri, su cui
scorre continuamente un velo di
acqua di raffreddamento.
Il tino e la sacca sono in refrattario
silico-alluminoso a tenore di allumina
crescente a mano a mano si scende
verso il basso; il crogiolo, e talvolta
anche la parte inferiore della sacca,
sono in refrattario grafitico.
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Produzione
Dalla bocca, situata alla sommit del
tino, viene introdotta la carica solida,
costituita da strati alterni di
minerale di ferro
coke siderurgico
Fondente e scorificante
generalmente calcare
CO2 + C CO

C +O2 CO2

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Produzione
3 Fe2O3 + CO 2 Fe3O4 + CO2 H= - 12.000 cal
Fe3O4 + CO 3 FeOw + CO2 H= 9.000 cal Wustite
FeOw + CO Fe + CO2 H= -4.000 cal
3Fe + 2 CO Fe3C + CO2
Cementite
Formazione di idrogeno da CO e acqua:
CO + H2O H2 + CO2
Azione riducente dellidrogeno
Fe2O3 + 3 H2 2 Fe + 3 H2O
Fe3O4 + 4 H2 3 Fe + 4 H2O 22
Produzione
Alla base del forno, il metallo fuso,
raccolto nel crogiolo, viene versato in
secchioni di colata, o siviere, di capacit
tale da contenerne 300 t.
Il ferro esce dal forno sotto forma di
getto incandescente a 1500C.
La quantit spillata ogni volta dipende
dalle dimensioni del forno.
Nella parte inferiore del tino ha luogo
anche la formazione della scoria o
loppa

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Produzione

24
Produzione
Il ferro prodotto dall'altoforno contiene circa
il 5% di carbonio e risulta troppo fragile
per molte applicazioni.
La maggior parte di questo carbonio deve
essere rimosso e cos pure piccole quantit di
altri elementi, quali fosforo, silicio e alluminio,
perch il materiale acquisti resistenza e
flessibilit.

Il processo viene fatto attraverso


Il processo Bessemer
Il processo Martin-Siemens
Il processo a ossigeno
Il processo a Forno elettrico
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Produzione
Il processo Bessemer

Si + O2 SiO2
Mn + O2 MnO
C + O2 CO

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Produzione
Il processo Bessemer
Nel giro di 12-15 minuti silicio,
manganese e carbonio sono
quasi totalmente eliminati e si
inizia l'ossidazione del ferro
L'operazione non
controllabile e si arriva sempre
sino alla decarburazione
pressoch totale.

Il bagno metallico finale


contiene quantit tutt'altro che
trascurabili di ossigeno
disciolto. Bisogna di
conseguenza procedere a una
desossidazione e
ricarburazione
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Produzione
Il processo Bessemer
Non permettere l'eliminazione del
fosforo.
La sua eliminazione dal bagno metallico
possibile solo in presenza di una scoria basica
che blocchi l'anidride fosforica, a mano a
mano essa si origina, sotto forma di composti
a carattere salino (fosfati), non pi facilmente
riducibili.
Aggiunta di calce alla carica metallica,
impossibile in un convertitore a rivestimento
refrattario acido come il Bessemer.
Sino dal 1876 sono stati introdotti convertitori
a rivestimento basico, detti Thomas del tutto
analogo, sia nella costruzione, sia nel
funzionamento, a un convertitore Bessemer,
dal quale differisce solo per avere un
rivestimento di refrattari magnesiaci con sopra
una pigiata di dolomite calcinata.
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Produzione
Il processo Martin Siemens
La carica costituita da ghisa fusa e da una
grande quantit di rottami, e il combustibile,
gas o gasolio, alimentato da aperture
presenti nelle pareti laterali del forno.
1)Usare una elevata quantit di rottami,
fino all'80-90% della carica
2)Raffinare ferro ottenuto da minerali
contenenti apprezzabili quantit di
fosforo
3)Controllare l'acciaio durante la
raffinazione mediante campionatura
4)Produrre acciaio meno fragile
Laffinazione avviene per ossidazione e per
diluizione (rottami di ferro)
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Produzione
Convertitore a ossigeno
(processo L.D.).
L'ossidazione del bagno metallico
realizzata insufflando ossigeno sotto
pressione attraverso una lancia 2
introdotta verticalmente dall'alto al centro
del convertitore.
Il rivestimento del convertitore sempre
basico (magnesite e, nei punti c[i maggiore
usura, dolomite calcinata) per poter trattare
anche ghise fosforose.
Le reazioni chimiche che avvengono nel corso
dell'affinazione sono quelle classiche dei
convertitori ad aria. In questo caso per, non
essendoci pi da riscaldare anche l'azoto, si
pu fare uso di ghise di composizione assai
variabile, anche relativamente povere di
elementi termogeni.
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Produzione
Convertitore a ossigeno (processo
L.D.).
L'ossidazione del bagno metallico realizzata
insufflando ossigeno sotto pressione attraverso
una lancia introdotta verticalmente dall'alto al
centro del convertitore.
Tempo di raffinazione 45 minuti.
Il rivestimento del convertitore sempre basico
(magnesite e, nei punti a maggiore usura, dolomite
calcinata) per poter trattare anche ghise fosforose.
Le reazioni chimiche che avvengono nel corso
dell'affinazione sono quelle classiche dei convertitori ad
aria. In questo caso per, non essendoci pi da
riscaldare anche l'azoto, si pu fare uso di ghise di
composizione assai variabile, anche relativamente
povere di elementi termogeni.

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Produzione
Il processo a Forno elettrico
Come materiale di partenza si usano quasi
esclusivamente rottami.
Elettrodi in graffite sono introdotti finch
risultano a contatto con la massa di rottami.
Alimentando gli elettrodi, si producono enormi
quantit di calore, dato che le temperature
nell'arco possono raggiungere i 3300C.
Il calore provoca la fusione dei rottami e la
produzione di acciaio nel giro di poche ore.
Migliore controllo del processo.

Utilizzato per produrre acciai di pregio

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Produzione
Non appena l'acciaio fuso colato dal forno in una siviera a una
temperatura di 1600 C, viene sottoposto a uno dei seguenti due
processi:
colata in lingottiere
L'acciaio fuso viene versato in forme per lingotti (lingottiere), e lasciato
solidificare Dopo la solidificazione, le forme vengono rimosse e i lingotti
sono introdotti in una fossa coperta, detta fossa di permanenza, dove
vengono riscaldati in modo che assumano una temperatura uniforme.
Dalla fossa vengono poi passati a un laminatoio

colata continua.
Passaggio diretto dell'acciaio fuso dalla siviera ad un dispositivo che lo
trasforma in un semilavorato, senza i passaggi intermedi di
trasformazione in lingotto, preriscaldamento in fossa di permanenza,
laminazione
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Produzione
Difetti in fase di colaggio
Espulsione di gas
Interazione fra l'ossido ferroso ed il
carbonio sciolti nel metallo liquido; con
formazione di CO
FeO + C Fe + CO

Liquazione
Formazione di cristalli con diversa
composizione.
Difetti superficiali
Cricche o fenditure
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Trattamenti
Termici

Insieme di operazioni di riscaldamento e di raffreddamento mediante


le quali vengono conferite al materiale particolari caratteristiche
meccaniche e strutturali.
Ricottura
Normalizzazione
Tempra
Bonifica
Rinvenimento
Trasformazioni di struttura cristallina del ferro e delle soluzioni solide
ferro-carbonio.

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Trattamenti
Termici

Ricottura
Riscaldamento dell'acciaio sino ad una temperatura che consente
una trasformazione completa in austenite, seguito da un lento
raffreddamento in forno.
In seguito al trattamento di ricottura l'acciaio acquista la struttura perlitica
corrispondente al diagramma di stato ferro-cementite.
La ricottura annulla tutti gli effetti dovuti a trattamenti termici o meccanici
precedenti.
Essa pu anche avere lo scopo di uniformare la composizione chimica
dell'acciaio; in questo caso il riscaldamento eseguito a temperatura pi
elevata e per tempi pi lunghi.

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Trattamenti
Termici

Ricottura
Per ricottura di officina si intende impropriamente un trattamento
termico che consiste in un riscaldamento a temperature che ha lo scopo
di eliminare, almeno parzialmente, l'incrudimento del materiale, cio le
distorsioni reticolari e il tipo di struttura orientata conseguenti alle
lavorazioni plastiche a freddo, in particolare alla laminazione:
Dal punto di vista delle propriet meccaniche l'incrudimento si manifesta
un aumento quelle caratteristiche che esprimono una resistenza alla
deformazione, mentre peggiorano quelle che corrispondono ad una
capacit di deformazione.
Nel corso di una lavorazione plastica a freddo, per esempio operazioni di
trafilatura, dunque talvolta necessario procedere a trattamenti intermedi
di ricottura di officina per fare riacquistare al materiale la duttilit
necessaria al proseguimento della lavorazione.
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Trattamenti
Termici

Normalizzazione
La normalizzazione consiste in un riscaldamento del materiale a
temperatura di poco superiore a quella al di sopra della quale
stabile la forma austenitica seguito da un raffreddamento in aria
calma.
La normalizzazione distrugge gli effetti dei trattamenti termici o meccanici
precedenti. Viene solitamente eseguita sui semilavorati come ultima
operazione prima della messa in commercio.
Le caratteristiche assai variabili a seconda del tipo di acciaio trattato e
delle dimensioni dei pezzi. Generalmente si ottengono strutture simili a
quelle conseguibili con la ricottura; la velocit di raffreddamento per
pi elevata e di conseguenza la perlite risulta costituita da cristalli pi
minuti. Con pezzi molto piccoli e con acciai a velocit critiche di
raffreddamento poco elevate si possono avere strutture simili a quelle di
tempra. 38
Trattamenti
Termici

Tempra.
Aumenta la durezza e la resistenza a trazione attraverso la
formazione di una struttura martensitica o bainitica.
Causa per anche una notevole diminuzione della resilienza,
dell'allungamento e della strizione, per cui, come vedremo, di regola
abbinata ad un trattamento di rinvenimento.
L'acciaio viene portato circa 50 C al di sopra della temperatura di
stabilit dellastenite e viene mantenuto a questa temperatura un
tempo sufficiente ad avere una completa austenitizzazione senza
per provocare un eccessivo aumento delle dimensioni del grano,
dopo di che si esegue un brusco raffreddamento. Nella tempra vera e
propria la velocit di raffreddamento deve essere tale da avere
formazione di sola martensite.
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Trattamenti
Termici

Rinvenimento
Riscaldamento del pezzo temprato per un certo tempo ad una
temperatura inferiore a quella al di sotto della quale laustenite non
stabile. Per effetto dell'aumento di temperatura gli atomi di ferro e di
carbonio acquistano una certa mobilit e l'acciaio evolve dalla
struttura martensitica a strutture di maggior equilibrio.
Dopo la tempra di regola sempre necessario procedere ad un
trattamento termico di rinvenimento, che provoca un deciso aumento
della resilienza, causando solo una modesta diminuzione della durezza e
della resistenza a trazione, e che dunque finisce per impartire all' acciaio
caratteristiche meccaniche ottimali

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Trattamenti
Indurimento superficiali
All'acciaio viene conferita una notevole durezza superficiale (buona
resistenza all'usura), pur conservando nell'interno una elevata resilienza
Tempra superficiale.
Riscaldare superficiale rapido in modo da far superare la temperatura di
stabilit austenitica solo ad un sottile strato superficiale di metallo e nel
procedere subito dopo ad un brusco raffreddamento.

Cementazione
Arricchimento in carbonio della zona superficiale del pezzo

Nitrurazione
Indurimento superficiale dei pezzi di acciaio attraverso l'arricchimento in azoto
degli strati pi esterni. L'azoto si combina con il ferro e con altri elementi
presenti nell'acciaio dando luogo alla formazione di nitruri metallici molto duri,
tra i quali predomina il composto Fe4N 41
Tipologie

Caratteristiche
degli acciai

Composizione Trattamenti
Acciai al carbonio Termici
Acciai speciali.
Acciai maraging
Acciai patinabili 42
Tipologie
Acciai al carbonio
Impiegati per usi correnti (acciai comuni).
Le loro propriet dipendono dal tenore di carbonio
Tracce di altri elementi, quali manganese (0,2-1%) e silicio (0,1-0,5%),
oltre a fosforo e zolfo, il contenuto dei quali non deve per superare lo
0,034-0,05% in quanto risultano dannosi perch rendono il materiale
particolarmente fragile
C C
Extradolci < 0,15% Dolci 0,15-0,25%
Semiduri 0,25-0,50% Duri 0,50-0,75%
Extraduri > 0,75

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Tipologie
Le propriet dipendono dalla composizione, dai trattamenti
meccanici e termici
Gli acciai al carbonio costituiscono il prodotto pi importante dei
processi siderurgici e vengono impiegati soprattutto sotto forma di
laminati, profilati, lamiere e tubi nelle costruzioni metalliche e
navali

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Tipologie
Acciai speciali

Acciai binari (leghe di due soli elementi ferro e carbonio)


Acciai legati (o acciai speciali)
Acciai ottenuti per aggiunta di altri elementi
acciai ternari
acciai quaternari
acciai complessi
acciai debolmente legati
ogni elemento in lega non supera il 5%

acciai fortemente legati


almeno un elemento presente in lega supera il tenore del 5% 45
Tipologie
Acciai speciali

Gli elementi di lega possono essere suddivisi in due gruppi:

Elementi austenizzanti Elementi alfogeni


Allargano la zona di Allargano la zona di
stabilit del ferro stabilit del ferro
Elementi a destra del Elementi a sinistra
Mn (manganese del Mn
compreso) Cromo Molibdeno
Cobalto Nichel Vanadio Tungsteno
Alluminio Silicio

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Tipologie
Acciai speciali
W (Tungsteno)
Costituente degli acciai rapidi (10-18%) i cui carburi assicurano
allacciaio durezza ed elevata resistenza a rottura anche ad alta
temperatura pertanto vengono impiegati per la costruzione di
utensili per la lavorazione ad alta velocit dei metalli
Si parla di acciai extrarapidi se oltre a contenere tungsteno (18-
19%) contengono anche cromo (4-7%) e vanadio
Mo (Molibdeno)
Effetti analoghi a quelli del tungsteno e del cromo

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Tipologie
Acciai speciali
Si (Silicio)
Accresce nella lega il campo di esistenza della austenite
Diminuisce la deformabilit e soprattutto esalta le caratteristiche
magnetiche (diminuzione del le perdite per isteresi magnetica).
Uso in costruzioni elettriche ed elettromeccariche (trasformatori,
motori, alternatori ecc.).
Insieme a piccole quantit di manganese, si ha un dell'aumento del
modulo elastico (molle).
Al (Alluminio)
Altri elementi usati negli acciai speciali sono l'alluminio (acciaio da
nitrurazione), il rame (aumenta la resistenza alla corrosione), il
vanadio e il cobalto, il titanio, il piombo (favorisce la lavorabilit alle
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macchine utensili).
Tipologie
Acciai speciali
Acciai Maraging
a basso contenuto di carbonio e contenenti nichel, titanio, alluminio,
molibdeno e cromo; un complesso trattamento termico conferisce
loro elevatissimo limite di snervamento e aita tenacit
Acciai patinabili
contengono elementi (vanadio, in particolare) che, sotto l'azione
delle intemperie, consentono la formazione di una patina resistente
costituita dagli ossidi degli elementi in lega e che rende inutile la
verniciatura.

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