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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CATANIA

Corso di Laurea Magistrale in


Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio

METALLURGY

DIAGRAMMA Fe - C
DIAGRAMMA Fe - C
• Il diagramma ferro-carbonio descrive le strutture di equilibrio delle
principali leghe ferro-carbonio (acciaio e ghisa).

• Queste leghe rappresentano il 90% della produzione mondiale di materiali


metallici perché presentano notevoli vantaggi quali:

 resistenza meccanica;

 tenacità, intesa come la capacità di un materiale di assorbire energia;

 duttilità, intesa come la capacità di un materiale di deformarsi


plasticamente prima della rottura;
 costi relativamente contenuti.
STATI ALLOTROPICI

ALLOTROPIA
Proprietà, posseduta da alcune sostanze, che consiste nella
possibilità di esistere in diverse forme dette “allotropi”.

Queste diverse forme possono differire per le proprietà chimiche


e fisiche e per la loro struttura cristallina, pur presentando il
medesimo stato di aggregazione (solido, liquido o gassoso).
STATI ALLOTROPICI DEL FERRO
Del Ferro esistono tre forme allotropiche:

Ferro α Ferro γ Ferro δ

Temperatura di 1394°C <T< 1538°C


T<910°C 910°C <T<1394°C
esistenza

Forma reticolo cubico a reticolo cubico a reticolo cubico a


corpo centrato facce centrate corpo centrato
CCC CFC CCC
STATI ALLOTROPICI DEL CARBONIO
Anche del Carbonio esistono tre forme allotropiche:

Grafite Diamante

 Ottimo conduttore elettrico Carbonio amorfo  E’ la forma più pura del carbonio
 Ha la più alta temperatura  Può avere diverse tipologie di
 Presenta una
di fusione strutture cristalline (cubiche,
struttura
Ha un colore nero-grigio ottaedriche…)
 monocristallina
 Cristallizza in forma esagonale  A temperature elevate, in
esagonale ambiente privo di aria, si
 Può essere presente
trasforma in grafite; invece in
 E’ tenera, sfaldabile e sotto forma di
presenza di ossigeno si trasforma
inattaccabile dagli acidi polvere, carbone
in anidride carbonica
o fuliggine
STATI ALLOTROPICI DEL CARBONIO
.
DIAGRAMMA DEL FERRO PURO
• La seguente figura mostra il diagramma di stato del ferro puro.
DIAGRAMMA Fe - C

o Neldiagramma Fe-C, la presenza del carbonio nel ferro incide, in funzione della
sua percentuale nella lega, sulle caratteristiche meccaniche e tecnologiche della
lega stessa.

o Laporzione del diagramma che si prende in considerazione è quella con un


contenuto di carbonio corrispondente alla composizione stechiometrica della
cementite Fe3C (6.67% in peso). Per questo sarebbe più appropriato parlare di
diagramma ferro-cementite.

o La porzione che interessa dal punto di vista tecnologico (di pertinenza dell'acciaio e
della ghisa) coinvolge percentuali di carbonio al di sotto di questo limite.
DIAGRAMMA Fe - C
o Il diagramma è costruito a
pressione fissata e presenta:
la concentrazione di carbonio
lungo l’asse delle ascisse;
la temperatura sull’asse delle
ordinate.

Si possono individuare tre parti:


- PARTE SUPERIORE: metallo allo
stato liquido;
- PARTE INTERMEDIA: metallo
liquido in equilibrio con il solido;
- PARTE INFERIORE: metallo allo
stato solido.
ACCIAI E GHISE
Il diagramma contiene vari tipi di leghe che vengono macroscopicamente divise in acciai e ghise.
Il confine convenzionale tra le due leghe è individuato da un tenore di carbonio di circa il 2.04%, che è la
massima solubilità del carbonio nell’austenite.

ACCIAI GHISE
ACCIAI
Vengono classificati in base al contenuto di carbonio presente nella lega come:
• extra dolci: carbonio compreso tra lo 0,05% e lo 0,15%;

• dolci: carbonio compreso tra lo 0,15% e lo 0,25%;

• semidolci: carbonio compreso tra lo 0,25% e lo 0,40%;

• semiduri: carbonio tra lo 0,40% e lo 0,60%;

• duri: carbonio tra lo 0,60% e lo 0,70%;

• durissimi: carbonio tra lo 0,70% e lo 0,80%;

• extraduri: carbonio tra lo 0,80% e lo 0,85%.

Gli acciai più dolci sono sicuramente i meno pregiati e i meno costosi.
FASI SOLIDE DEL DIAGRAMMA Fe – C

Gli stati allotropici del ferro sono in grado di dar luogo a differenti soluzioni solide
con il carbonio.

Nel diagramma Fe-C le fasi presenti sono le seguenti:


• Ferrite α;
• Austenite γ;
• Ferrite δ;
• Cementite (Fe3C);
• Perlite;
• Ledeburite.
FERRITE α
.
E’ la soluzione formata da piccole quantità di carbonio nel reticolo CCC del ferro α; la
presenza di atomi di carbonio produrrà delle notevoli distorsioni.

Occupa una zona del diagramma molto ristretta poiché la solubilità del carbonio nel ferro α è
limitata (si tratta di massimo lo 0.02% a 727°C).
AUSTENITE γ
.
E’ una soluzione solida in cui il carbonio ha massima solubilità del 2.04% a 1148°C che si riduce
fino allo 0.77% a 727°C.

Si osserva un campo di solubilità del carbonio più ampio e questo è legato al fatto che la
struttura cristallina CFC del ferro γ favorisce una maggiore solubilità del carbonio.
FERRITE δ
.
E’ una soluzione solida con struttura simile alla ferrite α ma con costante reticolare
maggiore, cioè gli atomi di ferro sono più distanziati tra loro all’interno del reticolo.

Questa caratteristica permette di avere una solubilità massima del carbonio nella ferrite δ dello
0,1% a 1496°C, quindi più alta della ferrite α.
CEMENTITE
.
• Per la maggior parte delle applicazioni pratiche è composta per il 6,67% da carbonio e per il 93,3% da
ferro.
• Ogni cella elementare contiene 4 atomi di carbonio ogni 12 atomi di ferro.
• La cementite conferisce agli acciai ottime proprietà in termini di durezza e resistenza conferendo
però allo stesso tempo una certa fragilità.
CEMENTITE
.
A seconda della quantità di carbonio presente si può avere:

• Cementite primaria: quando si forma dalla fase liquida, in un composto contenente


dal 4,3% al 6,69% in peso di carbonio;
• Cementite secondaria: quando si forma dall’austenite, in un composto contenente
dallo 0,8% al 4,3% in peso di carbonio;
• Cementite terziaria: quando si forma dalla ferrite α, in un composto contenente
dallo 0% allo 0,8% in peso di carbonio;
PERLITE
.
• E’ costituita da un aggregato lamellare di ferrite α e cementite.

• Si ottiene raffreddando l’austenite al di sotto di 727°C.

• Al di sotto di questa temperatura l’austenite non è più stabile e tende a trasformarsi in perlite.
LEDEBURITE
.
Deriva dalla solidificazione a 1148°C della miscela contenente il 4,3% di carbonio disciolto
nel ferro.

• Tra i 727°C e i 1148°C la ledeburite è una miscela di cementite e austenite e viene


chiamata ledeburite I;
• Sotto i 727°C ed in condizioni di equilibrio (raffreddamento lento) è formata da cementite
e perlite e viene chiamata ledeburite II.
TRASFORMAZIONI INVARIANTI NEL DIAGRAMMA Fe - C
Si tratta di trasformazioni in cui, per valori fissati di temperatura e composizione, si ha il passaggio
repentino da una condizione monofasica ad una bifasica.
Si definiscono trasformazioni invarianti in quanto le condizioni alle quali avvengono (nel nostro
caso la temperatura e la composizione) non possono essere mutate.
Si tratta quindi di trasformazioni di fase di equilibrio con zero gradi di libertà.

Nel diagramma Fe-C le trasformazioni


invarianti sono tre:

Eutettica
Peritettica
Eutettoidica
TRASFORMAZIONI INVARIANTI:
EUTETTICA
• Miscela eutettica
Miscela caratterizzata da un punto
di fusione più basso rispetto a
quello delle singole sostanze che
la compongono.
• Trasformazione eutettica
Trasformazione in cui il liquido con
il 4.3 % di C forma austenite con
il 2.04% di C e cementite (Fe3C)
che contiene il 6.67% di C.

Liquido austenite γ + cementite Fe3C


TRASFORMAZIONI INVARIANTI:
EUTETTICA

Queste trasformazioni permettono di dividere le ghise in tre diverse tipologie in


base al contenuto di carbonio; in particolare si avranno:

• Ghise ipoeutettiche: con percentuale di carbonio compresa tra il 2.04% e il 4.3%;

• Ghise eutettiche: con il 4.3% di C;

• Ghise ipereutettiche: con percentuale di carbonio maggiore del 4.3%.


TRASFORMAZIONI INVARIANTI:
PERITETTICA
• Miscela peritettica
Miscela costituita da una fase solida
di due componenti (A e B) e due
fasi solide α e β di cui α è più ricca
del componente A e β è più ricca
del componente B.
• Trasformazione peritettica
Trasformazione in cui il liquido con lo
0.54% di C si combina con ferrite δ
con lo 0.1% di C per formare
austenite con lo 0.16% di C alla
temperatura di 1496°C.

Liquido + ferrite δ austenite γ


TRASFORMAZIONI INVARIANTI:
EUTETTOIDICA
• Miscela eutettoidica
Miscela di due o più sostanze con
un punto di solubilità solida
inferiore a quella di entrambi i
componenti.

• Trasformazione eutettoidica
Trasformazione in cui l’austenite
da origine a ferrite α con lo
0.02% di C e cementite, dando
vita alla perlite.

Austenite ferrite α + cementite Fe3C


TRASFORMAZIONI INVARIANTI:
EUTETTOIDICA

Queste trasformazioni permettono di dividere gli acciai in tre diverse tipologie in base al
contenuto di carbonio; in particolare si avranno:

• Acciai ipoeutettoidici: con percentuale di carbonio minore dello 0.8%;

• Acciai eutettoidici: con lo 0.8% di C;

• Acciai ipereutettoidici: con percentuale di carbonio compresa tra lo 0.8% e il 2.04%.


PUNTI CRITICI DEGLI ACCIAI
Come si può osservare dalla figura sotto, i punti critici sono tre.

Acm
A3
A1
PUNTI CRITICI DEGLI ACCIAI:
A3
• Ci si trova in una fase di raffreddamento
caratterizzata dal fatto che l’austenite di un Acm
acciaio ipoeutettoidico inizia ad emettere A3
cristalli di ferrite α (che prende il nome di
proeutettoide); o viceversa si può parlare di A1
temperatura alla quale, durante il
riscaldamento, la lega di acciaio ipoeutettoidico
termina la trasformazione in austenite.
• E’ un punto che tende a decrescere man mano
che il tenore di carbonio aumenta; si tratta di
un valore compreso tra i 727°C e i 911°C.
• Continuando il lento raffreddamento, a una
temperatura inferiore a 727°C, i grani austenitici
si trasformeranno in perlite, creando una
struttura formata da perlite e ferrite
proeutettoidica.
PUNTI CRITICI DEGLI ACCIAI:
Acm
• Ci si trova in una fase di raffreddamento
caratterizzata dal fatto che l’austenite di un
acciaio ipereutettoidico inizia ad emettere Acm
cristalli di cementite secondaria definita A3
proeutettoidica; o viceversa si può parlare di
temperatura alla quale, durante il
A1
riscaldamento, un acciaio ipereutettoidico
termina la trasformazione in austenite.
• E’ un punto che tende a crescere man mano
che il tenore di carbonio aumenta; si tratta
di un valore compreso tra i 727°C e i 1300°C.
• Continuando a raffreddare a una temperatura
inferiore a 727°C, i grani austenitici si
trasformeranno in perlite, creando una
struttura formata da perlite e cementite
proeutettoidica.
PUNTI CRITICI DEGLI ACCIAI:
A1

• Ci si trova in una fase di raffreddamento


caratterizzata dal fatto che l’austenite Acm
divenuta eutettoidica si trasforma in perlite; o A3
viceversa si può parlare di temperatura alla
A1
quale, durante il riscaldamento, la perlite si
trasforma in austenite eutettoidica.

• E’ un punto invariante rispetto al tenore di


carbonio e vale 727°C.