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CORSO DI FINANZIAMENTI DI AZIENDA

DOCENTE DOMENICO PIATTI


PARTE RELATIVA ALLANALISI VOLUMI-COSTI-RISULTATI
NB Si tratta di sintesi delle lezioni che verrano svolte relativamente alla parte sopra menzionata.
Si ritenuto di fare tale sintesi in quanto questa parte, oggetto del corso, non specificamente prevista nel libro di testo
adottato.

PUNTO DI PAREGGIO E SUO UTILIZZO


Distinzione tra costi fissi e variabili
Tale distinzione pu essere ricollegata agevolmente al volume ed al tempo.
In generale, la base temporale considerata il periodo di budget cio lanno. Si tenga presenta che
nel lungo periodo niente fisso, potendo qualsiasi variabile mutare.
La distinzione tra costi fissi e variabili non fine a se stessa; ma strumentale rispetto agli scopi
che si vogliono raggiungere.
Alcuni costi fissi sono tali per obbligazioni assunte dallimpresa ed a cui essa deve sottostare (oneri
finanziari, premi di assicurazione) oppure per decisione della direzione o da particolari politiche
contabili.
Scopi per i quali utile la separazione tra costi fissi e variabili
a) lelaborazione del budget; (ed in tal caso la distinzione attuata con riferimento allintera
impresa)
b) il controllo dellefficienza; (ed in tal caso la distinzione riferita a livello di centro operativo);
In altri termini in questo caso la distinzione dipende anche dal livello organizzativo; il capo
reparto di un centro responsabile dei costi variabili ma non dei costi fissi eventualmente
imputati al centro ed ottenuti ribaltando i costi di altri centri.
c) le analisi di convenienza condotte a fini delle decisioni.
Definizione di BEP e suo calcolo:
Dato il segunte conto economico a costi fissi e variabili:
ricavi = vendite
costi variabili
margine contribuzione
costi fissi
reddito operativo

R=pu*Q
CV=cvu*Q
MC=mcu*Q
CF
RO

Dove
pu= prezzo unitario; Q= quantit; cvu=costo variabile unitario; mcu=margine di contribuzione
unitario
Lequazione di equilibrio economico (ricavi=costi + utile) la seguente:
p*Q=cvu*Q+CF+RE
da cui risolvendo per Q si ottiene:
CF + RE
Q* =
pu cvu
Ponendo RE=0, si ottiene:
CF
CF
Q* =
=
pu cvu mcu

Q* rappresenta il BEP ossia la quantit minima che deve essere prodotta e venduta per avere un
pareggio economico (ossia un utile nullo). Pertanto, limpresa ottiene utile se riesce a vendere una
quantit maggiore di Q.
Si osservi che il BEP presuppone implicitamente un modello di conto economico a costi fissi e
variabili
FATTURATO
- COSTO VARIABILE DEL VENDUTO
= MARGINE LORDO DI CONTRIBUZIONE
- COSTI FISSI
= REDDITO OPERATIVO
Ipotesi nella costruzione del BEP:
a) Lanalisi valida solo per il breve periodo, poich:
1. il costo unitario variabile costante; di conseguenza ci esclude che le imprese possano
realizzare economie di scala
2. il prezzo unitario di vendita costante; ci esclude lesistenza di un certo grado di elasticit
della domanda e la possibilit di perseguire politiche di sconti alle differenti classi di clienti
3. lazienda non considera il fenomeno delle scorte; infatti implicitamente assunto che la
produzione attuata coincida con quella venduta
b) lazienda monoprodotto. Il BEP non permette di tener conto del mix di produzione e non pu
essere impiegato nelle imprese multiprodotto con prodotti aventi margini di contribuzione
differenti.
Il limite di cui al punto b) in parte superabile utilizzando il BEP monometrico. I limiti di cui al
punto a) sono, invece, ineliminabili se non ricorrendo ad un BEP non lineare, concettualmente
facile da elaborare, ma difficilissimo da applicare.
Di conseguenza, il BEP pu essere utilmente applicato solo nel breve periodo poich in questo caso
realistico immaginare le variabili unite da una relazione lineare.
Esempio n. 1
Lazienda alfa ha una capacit produttiva di 120000 unit di prodotto e la seguente struttura dei
costi:
costi fissi annui = 1200000
costo variabile unitario=45
prezzo unitario di vendita= 57
La societ decide di ampliare la propria capacit produttiva portandola a 150.000 unit.
Al riguardo assume le seguenti decisioni:
a) effettua investimenti in beni strumentali per 3.500.000 euro, ammortamento del 20%;
b) con i nuovi macchinari realizza allinterno una fase della lavorazione in precedenza affidata
allesterno; ci comporta la riduzione dei costi variabili unitari per 10 e lassunzione di
personale qualificato con un in incremento del costo del lavoro per 300.000 annue.
Calcolare:
1. il punto di equilibrio prima e dopo lattuazione della decisione
2. il reddito operativo, prima e dopo la decisione, nellipotesi che la quantit venduta sia di
110.000 unit.
struttura ante
ampliamento

struttura post
ampliamento

costo variabile unitario

45

35

prezzo unitario

57

57

costi fissi

1.200.000

2.200.000

BEP

100.000

100.000

quantit venduta effettiva

110.000

AZIENDA
RICAVI
COSTI VAR
M. CONTR.
COSTI FISSI
RED OPE

110.000

ricavi

6.270.000

100,00% 6.270.000

costi variabili

4.950.000

78,95% 3.850.000

margine contribuzione

1.320.000

21,05% 2.420.000

costi fissi

1.200.000

19,14% 2.200.000

reddito operativo
NB costi fissi =
1200000+0,2*3500000+300000)

120.000

9,09%

AZIENDA
RICAVI
COSTI VAR
M. CONTR.
COSTI FISSI
RED OPE

9,09%

5.700.000
90,91%

BEP monometrico
E uno strumento utile per aziende pluriprodotto in quanto consente la comparazione anche con
imprese che producono beni differenti
Esso di fatto, sostituisce al margine di contribuzione unitario del BEP a quantit il margine di
contribuzione percentuale ossia:
margine contribuzione totale/fatturato = 1- (costi variabili/fatturato)
il risultato cos determinato:
da Q*=CF/mcu il risultato non cambia se si moltiplicano entrambi i membri per p (in modo da ottenere non la
quantit di equilibrio ma il fatturato di equilibrio ossia Q*x p)

Q* p =

CF
CF
CF
CF
CF
*p=
=
=
=
CV
mcu mcu * Q MC
mcu
1
R
R
p *Q
p

ESEMPIO n. 2

N. 1
AZIENDA
RICAVI
COSTI VAR
M. CONTR.
COSTI FISSI
RED OPE

VEND
VEND
VEN+20% CVAR+20%
-20%
20% CVA+10% V +10%
A
1000
780
220
170
50

%
100,00%
78,00%
22,00%
17,00%
5,00%

800
624
176
170
6

1200
936
264
170
94

772,73
4,4

1200
858
342
170
172

1100
936
164
170
-6

77,27%

772,73
29,33

772,73
2,81

596,49
1,99

1140,24
-27,33

1000 100,00%
500 50,00%
500 50,00%
450 45,00%
50
5,00%

800
400
400
450
-50

1200
600
600
450
150

1200
550
650
450
200

1100
600
500
450
50

90,00%

900,00
-8,00

900,00
4,00

830,77
3,25

990,00
10,00

1000 100,00%
300 30,00%
700 70,00%
650 65,00%
50
5,00%

800
240
560
650
-90

1200
360
840
650
190

1200
330
870
650
220

1100
360
740
650
90

928,57
-6,22

928,57
4,42

896,55
3,95

966,22
8,22

BEP MON
LO

1,91% 220.000

margine sicurezza
BEP monometrico
1200000/(1320000/6270000)
BEP monometrico %
0,1914/0,2105

BEP MON
LO

900,00
10
C

BEP MON
LO

928,57
14

92,86%

BEP PERCENTUALIZZATO
Unapplicazione del BEP interpretabile come un diagramma di efficienza si ha allorch si
esprimano i dati del conto economico a costi fissi e variabili in termini percentuali rispetto al
fatturato. I termini della formula che descrive il BEP diventano quindi percentuali ed il BEP %
esprime la percentuale del fatturato necessario per raggiungere il punto di equilibrio. Tale BEP
consente anche di operare utili confronti di efficienza nel tempo (considerando conti economici
della stessa azienda) o nello spazio (con conti economici di aziende diverse)
PIANO DEL RISULTATO ECONOMICO
E uno strumento utile per definire il reddito a fronte di diverse quantit prodotte. Esso rappresenta
uninteressante applicazione dellanalisi BEP. Sulla base della scomposizione dei costi fissi e
variabili e date le loro possibili variazioni si pu costruire un piano che serve per analisi
prospettiche sintetiche e statiche di questo tipo:
per 500
unit

Ricavi
costi variabili
margine di contribuzione
costi fissi
reddito operativo

per 1000 per 1500 ..

Leva operativa
Strumento che definisce lelasticit del reddito operativo rispetto ad una variazione percentuale
delle vendite. Questo strumento soggetto agli stessi limiti del BEP. Pu essere quindi utilizzato
nelle analisi di breve periodo.
Utilizzo dellanalisi costi-volumi-risultati
Il nostro punto di vista non quello del controller interno dellazienda che conosce i meccanismi
della contabilit analitica e dispone di informazioni articolate. Il nostro punto di vista invece
quello della banca o comunque di unanalista esterno che utilizzand i dati di bilancio e quelle
informazioni che limprenditore sar in gardo di dare deve farsi unidea del merito creditizio ossia
della bont economico-finanziaria dellimpresa affidata.
In questa prospettiva lanalisi del BEP pu consentire di determinare con approssimazione gli
impatti sulla redditivit di variazioni nei volumi prodotti e venduti.
I costi e i ricavi sono caratterizzati da:
1. tassi di crescita diversi
2. diversa possibilit di controllo da parte dellimprenditore.
Da qui la necessit di calcolare le variazioni nei volumi necessari per non pregiudicare la capacit
reddituale e in ultima analisi creditizia dellimpresa.
Immaginiamo per esempio la seguente situazione al 31/12/n:
ricavi
costi variabili
margine di contribuzione
costi fissi

52.000 100,00%
- 20.000 -38,46%
32.000 61,54%
- 23.000 -44,23%

reddito operativo

9.000

BEP mon
BEP mon %
LO

17,31%

37.375
71,88%
3,56

Supponiamo ora che limprenditore fornisca alla banca le seguenti previsioni di variazione dei costi e ricavi,
rispettivamente + 18% e +14%. Con lanalisi BEP immediato farsi unidea del possibile impatto di questa previsione

ricavi
costi variabili
margine di contribuzione
costi fissi

52.000
59.280
- 20.000 - 23.600
32.000
35.680
- 23.000 - 23.000

reddito operativo

9.000

BEP mon
BEP mon %
LO

12.680

37.375

38.213

71,88%
3,56

2,81

Cosa succede se con la nuova struttura dei costi il fatturato si riducesse del 10% rispetto al
previsto?
Applico la leva operativa 2.81*(-10%)=-28.14% il reddito operativo si ridurrebbe del 28,14% . Infatti:

ricavi
costi variabili
margine di contribuzione
costi fissi
reddito operativo
BEP mon
BEP mon %

LO

59.280
- 23.600
35.680
- 23.000 -

53352
-21240
32.112
23.000

12.680 9.112
-28,14%
38.213

2,81

Margini di contribuzione e problemi di scelta


Il criterio del Margine di contribuzione unitario rilevante nel caso si debba scegliere tra
intensificare o meno una produzione in presenza di vincoli di mercato (ossia i volumi produttivi
realizzabili sono superiori a quelli che il mercato pu assorbire).
Il criterio del Margine di contribuzione percentuale rilevante nel caso si debba scegliere tra
intensificare o meno una produzione in presenza di vincoli di mercato espressi non in unit di
prodotto, ma di fatturato massimo per prodotto.
Il criterio del Margine di contribuzione per fattore scarso rilevante nel caso si debba scegliere tra
intensificare o meno una produzione in presenza di vincoli della capacit produttiva (ossia i volumi
di produzione realizzabili sono inferiori ai volumi che pu assorbire il mercato)