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IAMO di fronte, e non solo nella strage parigina di

due giorni fa, ad una guerra globale che, almeno


in apparenza, sembra una guerra di religione. Infatti, prima di uccidere le loro vittime, i terroristi
dellIs invocano il loro Dio: Allah grande, gridano, e
poi sparano a raffica o si fanno saltare in aria in mezzo
alla gente che hanno scelto come agnelli da sacrificare.
Muoiono essi stessi pur di uccidere. Sembra appunto
una guerra di religione.

via i cadaveri delle ottantanove vittime. &BHMF


scritto sullinsegna gialla che i proprietari hanno
voluto tenere accesa come segno di resistenza. Dopo
aver scaldato il pubblico, il gruppo Eagles of Death Metal stava cantando ,JTTUIFEFWJM. Il diavolo arrivato
davvero, con le sembianze di ragazzi normali.

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OMINCIO con unimmagine insolita. Quella di una

PARIGI

manciata di cinesi smarriti sugli Champs-lyses, nella parte alta, dove c lArco di Trionfo.
Sembrava una pattuglia asiatica stupita di trovarsi nel
centro di una citt triste, semivuota, grigia. Aveva laria di sentirsi truffata. La comitiva era convinta di arrivare nella metropoli delle luci e delle feste, e invece si
scopriva in una Parigi immersa nella tragedia. In lutto.

passaporto siriano. Un nome. Ahmad Almohammad. La storia di una notte di guerra, nera
come le TJMIPVFUUF del commando islamista dello Stato Islamico in cui non tutti hanno trovato o cercato il martirio, nera come le macchine, una Seat e una
Volkswagen Polo, su cui quel commando si era diviso e
viaggiava, comincia da un documento di identit.

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PARIGI. Comincio con unimmagine insolita. Quella di
una manciata di cinesi smarriti sugli Champs-Elyses,
nella parte alta, dove c lArco di Trionfo. Sembrava
una pattuglia asiatica stupita di trovarsi nel centro di
una citt triste, semivuota, grigia. Aveva laria di sentirsi truffata. La comitiva di Shanghai o di Pechino era
convinta di arrivare nella metropoli delle luci e delle feste, e invece si scopriva in una Parigi immersa nella
tragedia. In lutto. Sui larghi marciapiedi in discesa verso piazza della Concordia non cera la folla fitta e cosmopolita del sabato sera, ma una sottile colonna di
passanti che sfilava davanti a molti negozi con le vetrine spente o le saracinesche abbassate, e gli ingressi di
tanti cinema sbarrati. E al di l della Concordia, dopo
larco di Carrousel, il Louvre era chiuso. Ed erano chiusi anche i grandi magazzini, Lafayette e Printemps. La
Tour Eiffel era spenta e con gli ascensori fermi, bloccate le vicine stazioni della metropolitane. Le terrazze
dei caff, riscaldate da stufe incandescenti, erano semivuote. Ed era un brutto segno, perch grazie a
quelle terrazze che diventa allegra una capitale cintata sui boulevards da facciate monotone. Tutte uguali.
Chiuso il giardino delle Tuileries ed anche il Forum
des Halles. Le strade attigue al Palazzo dellEliseo erano presidiate da poliziotti e gendarmi che filtravano il
passaggio delle automobili e dei pedoni. Le pattuglie
militari si erano moltiplicate. Il municipio di Parigi
aveva deciso a sua volta di chiudere per la giornata bi-

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blioteche, piscine, palestre e mercati alimentari.


Insomma, una capitale in guerra come ha detto
Franois Hollande venerd notte, nel pieno del dramma, mentre i terroristi sparavano allimpazzata in almeno sei punti della citt, seminando il terrore. Uccidendo 129 donne e uomini, e ferendone almeno trecento, molti dei quali in fin di vita o mutilati. un atto
di guerra compiuto dallesercito dellIs. La Francia sapr essere spietata, ha aggiunto qualche ora dopo il
capo dellEliseo.
Il presidente non riesce sempre ad essere autorevole, come piacerebbe ai francesi, ma sa assumere toni
paterni quando necessario. Lo stato durgenza che
ha decretato una misura seria, adottata in situazioni
gravi per la nazione la guerra dAlgeria o linsurrezione delle banlieues). Aumenta il potere dei prefetti e
della polizia, ma non ha la gravit dello stato dassedio, che la misura pi alta nel repertorio dellemergenza. Lo stato di urgenza, accompagnato dallinvito rivolto ai parigini di non affollare i luoghi pubblici, e
di non riversarsi nelle strade senza una ragione, stato accolto come uniniziativa rassicurante, destinata a
rafforzare i consigli alla prudenza del presidente. Ma
ha creato al tempo stesso un clima somigliante a quello adottato in un paese appunto in guerra. Una guerra
asimmetrica, come sono in gran parte quelle in corso
oggi nel mondo, vale a dire un conflitto tra uno Stato
legittimo, operante con forze armate convenzionali, e

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un avversario che attacca o si difende con mezzi irregolari, ed senza legittimit per le istituzioni intenazionali. il confronto tra Daesh (acronimo di Stato islamico) e la Francia. In Afghanistan, e prima ancora in Algeria e in certe fasi della guerra in Vietnam, e ancora
in Iraq dopo Saddam e adesso in Siria, quel tipo di
guerra ormai normale. Per la Francia invece insolita. Ed quindi tale lesperienza che i cittadini della
Quinta Repubblica stanno vivendo. Gli episodi terroristici precedenti, a Londra o a Madrid, o nella stessa Parigi, erano attentati pi che confronti armati. Venerd
notte accaduto qualcosa di diverso per la Francia e
per lEuropa.
In pi punti della capitale, alcuni kamikaze si sono
uccisi, facendo esplodere i giubbotti pieni di esplosivo
di cui erano muniti, dopo avere compiuto assalti a mano armata. E avere quindi sfidato le forze dellordine
di uno Stato sovrano. un vero percorso di guerra che
i terroristi hanno tracciato. Lo Stadio di Francia, alle
21,20, dove si giocava una partita di calcio tra Francia
e Germania, alla presenza del presidente della Repubblica, stata la prima tappa. L, fallito il tentativo di
raggiungere gli spalti affollati, i terroristi si uccidono
con le cinture esplosive. Se fossero riusciti a entrare
nello stadio e crearvi il panico ci potevano essere migliaia di vittime. Dopo il loro fallimento lazione prosegue con altri uomini in rue Bichat, poi in rue Fontaine
au Roi, al caff Bonne Bire, uccidendo 17 persone. Al
momento della strage nessuno sa ancora quanti grup-

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quecento spettatori ascoltano il gruppo rock californiano Eagles and Death Metal. E aprono il fuoco nel
mezzo di una canzone, gridando: Noi vi facciamo
quel che fate in Siria. I morti al Bataclan saranno pi
di ottanta.
I terroristi, che a loro volta saranno uccisi, hanno
motivato il massacro, come poi sar precisato nella rivendicazione di Daesh: la Francia ci bombarda in Siria

e noi uccidiamo e uccideremo i francesi. una dichiarazione di guerra, di una guerra asimmetrica. Il modo
in cui avvenuto il massacro non ha precedenti n in
Francia n in Europa. I terroristi non si sono limitati a
far esplodere qualche bomba (bombole di gas piene di
bulloni)o hanno eliminato chi per loro ha insultato
Maometto. Il commando jihadista si scatenato per
ore nella metropoli. Aveva probabilmente gi scelto i
principali obiettivi, lo Stadio e il Bataclan, ma era soprattutto la Parigi vulnerabile del venerd sera che voleva colpire, per rispondere alle incursioni sulle basi di
Daesh in Siria. Per questo Franois Hollande ha parlato di guerra, e Parigi traumatizzata, prudente e dignitosa si adegua in queste ore alla situazione. Che il resto dellEuropa non pu ignorare.
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pi di jihadisti stanno percorrendo la citt. In boulevard Voltaire un terrorista si suicida con lesplosivo
senza una ragione apparente e senza fare vittime. Poco prima delle due, mentre noi cronisti cerchiamo ancora di ricostruire la tragedia in corso, allangolo tra
rue Charonne e rue Faidherbe, si accende una sparatoria davanti al ristorante La Belle Equipe, non lontano
dallabitazione del primo ministro, Manuel Valls. In
pochi secondi, sotto le raffiche di mitra di un uomo sceso da unautomobile, vengono uccise 19 persone e ferite decine di altre. Nessuno capisce perch sia stato preso di mira quel ristorante. Forse perch era affollato
ed capitato sotto tiro casualmente del terrorista lungo il percorso che non aveva una meta precisa. Mentre
poliziotti e pompieri soccorrono i feriti e contano i morti stesi sul selciato, unaltra sparatoria si accende in
boulevard Voltaire, non lontano da place de la Rpublique e della vecchia redazione di $IBSMJF)FCEo. Quattro jihadisti entrano nel Bataclan dove circa millecin-

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EI sobborghi di Parigi

uillaume B. Decherf,
critico musicale del
settimanale di tendenza,
e di sinistra, Les Inrockuptibles,
pubblicato dal 1986 da Les
Editions Indpendantes, era
allarena di concerti per
recensire la performance delle
Aquile della morte metallica,
il gruppo californiano che in
passato aveva fatto una tourne
in Israele nonostante le ripetute
minacce arrivate dal mondo
islamico. Guillaume Decherf,
capelli lunghi, orecchino al lobo
destro, era uscito dalla
redazione l vicino, a Rue
Saint-Sabin, sempre
undicesimo arrondissement di
Parigi. Conosceva quel locale di
riferimento della Parigi
musicale. Si era accordato per
unintervista a fine stage, era
vicino da tempo agli
organizzatori. stato tra i primi
a cadere al Bataclan.

Asta Diakite era stata


un riferimento per
linfanzia faticosa di Lassana
Diarra (OFMMBGPUP), oggi 31
anni, centrocampista
dellOlympique Marsiglia e
della nazionale Bleus, gi
Chelsea, Real Madrid. Tra le
vittime di Parigi, s, c anche
la cugina del calciatore
originario del Mali: Asta
Diakite, appunto, amata. Per
me stata una grande sorella,
ha scritto Diarra. Ha scoperto il
lutto molte ore dopo la surreale
partita che aveva giocato
contro la Germania, allo Stade
de France: Lhanno uccisa
mentre ero in campo. Asta era
per me un supporto, un rifugio.
In questo clima di terrore, noi
che rappresentiamo un paese e
la sua diversit, dobbiamo
guardare in faccia lorrore
senza colore n religione.

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ICK Alexander, 36 anni,

era di Londra. Vendeva


spillette e t-shirt per la
metal band californiana che
stava suonando sul palco del
Bataclan. Lhanno ucciso di
fronte alla sua antica fiamma,
lamericana Helen Jane
Wilson, tredici anni pi
grande. Siamo stati fidanzati,
non aveva funzionato. Ferita a
entrambe le gambe, lei
racconta: Mi aveva chiamato
il giorno prima: Sono a Parigi,
raggiungimi. Avevamo
passato la serata a parlare dei
nostri bellissimi ricordi.
Quando hanno colpito Nick,
mi sono buttata sopra di lui,
ho provato a fargli la
respirazione bocca a bocca, gli
ho preso a pugni il cuore.
Niente. Lamore della mia vita
era morto tra le mie braccia.
Glielo dir una volta ancora,
lultima: ti amo.

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nit degli studenti di legge ha il cuore trafitto, una tragedia difficile da comprendere, ma lamore pi forte dellodio, la vita della morte. Aveva unet da studente, Ribet,
PARIGI. stata la prima vittima identificata nellinferno
un ciuffo da ragazzo su una faccia pallida, un percorso da
del Bataclan. Un giovane, talentuoso avvocato francese avvocato raffinato.
laureato alla London school of Economics lanno scorso,
Nello studio legale con vista sui Campi Elisi si era spepoi dottorato a Parigi, Universit della Sorbona, e avviato cializzato in anti-corruzione, crimini da colletti bianchi
nella tradizione anglosassone.
a folgorante carriera in uno studio globale: lHogan Lovells fonLe grandi frodi pubbliche erano
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dato a Washington a inizio secoil suo lavoro. C un team dedica7BMFOUJO3JCFU BOOJ
lo, con sede parigina in Avenue
to in Matignon 17, si lavora in
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Matignon. Valentin Ribet, 26 angruppo: Our persons. Nei primi
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ni, parlava tre lingue, compreso
quindici mesi di pratica vera aveOFMDFMFCSFTUVEJP
il tedesco. caduto spianato veva fin qui affrontato contenziosi
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nerd intorno alle 21,40, ricorsulla salute affiancando gruppi
da chi gli stava intorno dai colindustriali produttori di energia
pi di kalashnikov degli assalitori jihadisti mentre gli Ea- pulita. Alle spalle, tre uffici legali parigini dove aveva fatgles of death metal attaccavano il riff di ,JTTUIFEFWJM: Il to stage e tirocini a partire dal maggio 2012, ma le sue pribacio del diavolo. Il corpo si piegato sotto il palco.
me prove da futuro lawyer iniziarono a 17 anni, ancora liLo ha salutato per primo lo studio dove si era afferma- ceale. Venerd sera si ricordato di avere solo 26 anni, che
to, lHogan Lovells appunto, quaranta uffici nel mondo, da adolescente ascoltava il metallo pi tirato e che in
uno anche a Roma. Quindi il cappellano della London quel locale cerano sempre tante ragazze. Poi partito il
school of economics, dove Ribet si era laureato in diritto riff, e la scarica di kalashnikov.
internazionale, ha voluto ricordarlo su Twitter: La comu3*130%6;*0/&3*4&37"5"

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A mattanza islamista ha

falciato anche due giovani


sorelle tunisine, Houda e
Halima Ben Khalifa Saadi,
rispettivamente di 34 e 35 anni.
Erano originarie di Menzel
Bourguiba, cittadina settanta
chilometri a nord-ovest di Tunisi.
Si erano trasferite da tempo a Le
Creusot, nella regione centrale
della Borgogna, dipartimento
della Saona e Loira. Erano
musulmane e si trovavano nel
weekend a Parigi per
festeggiare il compleanno di
unamica in un ristorante. Sar
assaltato da uno dei tre
commando. Tra le vittime di
religione islamica anche due
algerini. Lo ha rivelato
lambasciata di Algeria: sono
rimasti uccisi nei raid un
ventinovenne che viveva nella
capitale francese e una
quarantenne con doppia
cittadinanza.

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PARIGI. Fuori dal Bataclan i camion della morgue portano via i
cadaveri delle ottantanove vittime. Eagle scritto sullinsegna gialla che i proprietari hanno voluto tenere accesa come segno di resistenza. Dopo aver
scaldato il pubblico, il gruppo Eagles of Death Metal stava cantando Kiss the Devil, una strofa che dice cos: I meet the devil
and this is his song. Il Diavolo
arrivato davvero, con le sembianze di ragazzi normali. Non
avevano facce feroci o indemoniate, ricorda Clia che ha visto
i tre terroristi da vicino. Con suo
marito, Benjamin, aveva lasciato i figli a casa per regalarsi una
serata adolescenziale. Concerto
sold out da tempo per la band californiana,
millecinquecento
spettatori pigiati e felici dentro
al Bataclan, allincrocio tra il
boulevard Voltaire e il boulevard Richard Lenoir.
La coppia, lui giurista e lei architetto, era entrata con slancio
nel grande edificio colorato, riconoscibile dalla sua bizzarra architettura asiatica di fine Ottocento, quando andavano di moda le cineserie. Negli ultimi anni, il teatro aveva ricevuto minacce da gruppi islamici dopo
aver ospitato serate di associazioni ebraiche o filo-israeliane.
Non era stata organizzata una sicurezza rafforzata, neppure dopo gli attacchi a Charlie Hebdo,
a poche centinaia di metri, e
allHyper Cacher. Per gli ultimi
dieci mesi, Parigi si cullata
nellillusione che gli attentati di
gennaio fossero solo un brutto
incubo, mentre invece erano
una prova generale per spostare pi avanti lasticella dellorrore.
buio dentro al Bataclan
quando scoppiano i primi spari.
Per qualche secondo, Clia e Benjamin pensano a dei petardi, a
un piccolo spettacolo pirotecnico, poi tutto diventa chiaro.
Qualcosa sfiora le cosce della
donna: un frammento di proiettile. La band scappa dal palco, le
luci si accendono sulla sala. Insieme al marito, Clia si butta a terra, travolta dalla calca. Sentivo
che Clia era vicino a me, senza
poterne distinguere il viso, racconta Benjamin. Larchitetta riesce a intravedere i tre assalitori,

ZONA IN
DETTAGLIO

PARIGI

Poi attraversa la
strada e punta
la sua semiautomatica
verso Le Petit
Cambodge

Ore 21.25
Un soggetto
apre il fuoco
sulla folla
davanti al Le
Carillon bar

15 morti
Le carrillon bar
Rue de Alibert
Ristorante
Le petit cambodge
Rue de Alibert

Ore 21.30
Un individuo
armato spara
sui clienti dalla
terrazza del
ristorante La
Casa Nostra, in

Ristorante
Casa Nostra
Rue de fontaine
au roi

5 morti
Teatro
Bataclan
Boulevard
Voltaire

Ore 21.43
Un uomo si fa
esplodere
in Boulevard
Voltaire, vicino al
Teatro Bataclan

Bastille

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DENTRO AL TEATRO
Ore 21.49
Quattro
attentatori,
tra cui forse
una donna,
armati
di Ak-47
entrano
al teatro

Aprono
il fuoco
sulla gente
in sala dove
era in corso
il concerto
degli Eagles
of Death
Metal

Alcuni di loro
raggiungono
le balconate
e sparano
verso la folla
dallalto

Secondo
un testimone,
avrebbero
anche
lanciato
granate

Altre persone
riescono a
scappare da
unuscita di
sicurezza alla
sinistra del palco

Alcune
persone
riescono ad
arrampicarsi
ed uscire dal
tetto

Ore 22.10
Arriva la polizia
fuori dal teatro.
Gli attentatori
iniziano a radunare
ostaggi allinterno

E AG L

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DEAT

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Ore 00.15
La polizia entra nel
teatro, dopo che
gli attentatori hanno
iniziato a uccidere
gli ostaggi

Ore 00.58
Tre attentatori si
fanno esplodere
mentre un quarto
viene ucciso dalla
polizia

TAL

Uscita di
sicurezza

Balconata

Palco

Si conclude
loperazione
di polizia.
I sopravvissuti
vengono fatti
uscire dal teatro

Bar
IL BILANCIO
1 Attentatore
ucciso
dalla polizia

Bar Belle
Equipe
Rue de
Charonne

Ore 21.38
Due uomini, giunti
sul posto a bordo
di una Seat nera,
vengono visti
aprire il fuoco dalla
terrazza del bar

19 morti
FONTE PROCURATORE DI PARIGI FRANCOIS MULINS

INFOGRAFICA PAULA SIMONETTI

3 Attentatori
si suicidano
con esplosivi

a viso scoperto. Due sono vestiti


di nero, tratti mediorientali.
Avranno avuto ventanni, dice Clia. Lesame sui resti dei cadaveri conferma che uno degli
assalitori francese, nato in una
banlieue parigina: avrebbe compiuto ventanni il 21 novembre.
Il terzo terrorista, pi corpulento e meno giovane, indossa giubbotto chiaro, ha barba corta. Il
commando calmo, spietato. Il
trio parla francese. Avete ucciso i nostri fratelli in Siria, ora siamo qui. Alcuni testimoni hanno sentito: colpa del vostro
Presidente, di Franois Hollan-

87 Spettatori
uccisi

de e della decisione di lanciare


raid contro lIs.
Le raffiche continuano, con
brevi interruzioni per ricaricare
i fucili dassalto. Un corpo cade
addosso a Benjamin. Grondava
sangue addosso a me. Unaltra
donna vicina alla coppia ferita.
Gli spari vanno avanti, il commando professionale, determinato. Un uomo anziano prende
una pallottola in testa. I miei occhiali ricorda Benjamin si
sono macchiati di brandelli di
carne, non vedevo pi nulla. In
pochi minuti, le vittime sono gi
decine, cominciando dai vigilan-

ti allingresso, uccisi appena gli


assalitori scendono dalla loro Polo Nera, ancora parcheggiata su
boulevard Voltaire. Spingono la
porta a vetri, sparano, proseguono nel piccolo corridoio, tra biglietteria e guardaroba. La porta si apre sulla sala.
I terroristi si concentrano sulla platea poi salgono sugli spalti.
Uno di loro avverte: Se qualcuno muove il culo, gli sparo. Alcuni spettatori tentano di prendere il loro cellulare, vengono giustiziati davanti agli altri. Alcuni
spettatori scoprono unuscita di
emergenza, escono. Un terrori-

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Mentre filmava dalla sua finestra la fuga dal Bataclan,


inquadrando la silhouette scura di una ragazza sospesa nel vuoto,
il giornalista di -F.POEF Daniel Psenny dice di aver pensato:
come l11 settembre. Il terrore del terzo millennio, di strage in
strage, ha gi le sue icone visuali. Il falling man delle Twin
Towers, fermato nella sua angosciante caduta a testa in gi solo
da uno scatto del fotografo Richard Drew, si chamava Jonathan
Briley, dipendente del ristorante del centoduesimo piano. Anche
della ragazza aggrappata al davanzale del teatro sapremo il
nome, ma a gettarci nellangoscia la sensazione che lei siamo
noi, loro siamo noi, tutti sospesi in quellimponderabile intervallo
fra la vita e la morte che chiamiamo vita quotidiana, e che ora ci fa
paura sapere nelle mani di fantasmi armati che abitano i nostri
stessi luoghi. stato scritto che unestrema reazione della dignit
umana fece scegliere a tanti il volontario salto nel vuoto, contro il
morire passivamente per mano daltri. Ma nellicona di oggi c un
frammento in pi. Negli ultimi istanti del video, unaltra donna
appare a quella finestra e tende una mano alla ragazza, che vi si
aggrappa. Da quel gesto di solidariet forse potremmo far nascere
una diversa, resiliente icona per gli anni della nostra angoscia.
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sta se ne accorge, si affaccia da


una finestra per colpirli. Il giornalista di -F  .POEF, Daniel
Psenny, abita sopra al Bataclan,
riprende la fuga in un vicolo laterale. Si vede una donna appesa a
un cornicione. Aiutatemi, sono
incinta. Un uomo trascina un ferito a terra. Il giornalista scende
per offrire riparo, viene colpito
al braccio.
Mentre gli assalitori inseguono gli ostaggi, Clia e Benjamin
scappano dallingresso principale, insieme ad altri. Anche la
band riesce a mettersi in salvo.
Dentro, i sopravvissuti restano
a terra, tra cadaveri e feriti. Un
piccolo gruppo sale in cima al
teatro, nascondendosi nel sottotetto. Dal nascondiglio si sentono le raffiche, poi improvvisamente le detonazioni. lassalto
delle forze speciali. I terroristi attivano i loro giubbotti esplosivi.
Lattesa e langoscia non finiscono. Per ore, non ci sono certezze sullidentit delle vittime,
sui social network le famiglie
pubblicano strazianti messaggi
di ricerca. Sfilano volti di giovani di cui non si hanno notizie.
Centinaia di sopravvissuti, avvolti in coperte termiche, sono
interrogati dagli investigatori
nel palazzo del municipio
dellundicesimo
arrondissement. Il quartiere stato colpito
da due attentati in meno di un
anno. Sul boulevard Voltaire
avevano marciato i capi di Stato
per sfidare il terrore. La risposta
stata un macabro rodeo tra caf e brasserie fino al Bataclan,
espressione popolare per definire un gran casino. On vous aime Paris aveva urlato la band
californiana allinizio del concerto. Lamore, purtroppo, non basta mai.

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ai figli piccoli che avevano appena abbracciato per lultima volta la madre in lacrime. Lo
ANNO attaccato la zona franca, perch
stadio diveniva il luogo dove a una esultannon esistano pi santuari laici, spazi za infantile si sostituiva un dolore senza et,
di tregua dove la guerra sopravvive dove la violenza anzich combattuta era insoltanto per metafora. Gli obiettivi degli ulti- coraggiata e la crudelt una follia non indivimi attentati dellIs sono stati altamente sim- duale, ma di Stato, freddamente regolata e
bolici: un aereo che riparte da un luogo di va- imposta.
canza nel Sinai, un centro commerciale a
Oltre, il nulla: quando i talebani si ritireBeirut, una sala concerti, un ristorante e, in- ranno mineranno il terreno perch niente
fine, uno stadio a Parigi. Per colpire le perso- possa tornare come prima, nessuno possa rine (i russi, i libanesi sciiti, i francesi) certo, trovare il proprio posto al sole. Il vuoto la cima anche i luoghi. Centrarne uno per farne fra della loro cultura e del loro immaginario.
chiudere cento. E tra questi lo stadio assu- Loccidente per il vuoto prova spavento:
me una valenza particolare.
riempie le giornate, le ore, i minuti. ConcepiSe il colpo fosse completamente riuscito sce lesistenza come un palinsesto che non
sarebbe stato un dramma di
pu avere buchi. La farcisce
proporzioni inedite, tradi programmi pi o meno
smesso in diretta in due tra i *SFHJNJUSBTGPSNBOP
riusciti ma comunque tesi alprincipali Paesi dEuropa, RVFJMVPHIJEFMMPTQPSU
la felicit o, al limite, alla
con spettatori terrorizzati
soddisfazione: vacanze su coPEFMSFMBYJOUFNQMJ
dietro e davanti allo scherste esotiche, concerti di
mo, entrambi in trappola. EFMMBSFQSFTTJPOF
rockn roll, competizioni
Unico parziale precedente,
sportive globali. Chi locciun film del 2008 opportunadente combatte viene dal demente intitolato Senza apserto e il deserto predica.
parente motivo. Anche coSvuota lesistenza propria e
s, con le esplosioni dallealtrui affinch possa divenisterno a raggiungere il camre pi dedicata, pi semplipo che definiamo di gioco
ce, ma anche pi controllabileffetto stato comunque
le.
potente. Nella strategia
La paura il principale
dellIs non devono pi esistestrumento di questopera di
re per gli infedeli luoghi sicuconquista e dominio. Linferi n piacevoli. A seguire,
dele deve temere di prendeneppure per i sudditi di quelre un aereo per andare al malo Stato che intendono creare o un metr per raggiungere sulle rovine storiche e
re una discoteca, di trovarsi
ideologiche del califfato.
su una spiaggia, in un muQualunque eversione libertiseo, allo stadio. Al suddito
cida, qualsiasi progetto di
sottomesso tutto questo verannichilimento dellavversar poi precluso: vietata la
rio finisce prima o poi in uno
musica quandanche provenstadio. I golpisti cileni che roga dalle case, preclusa la vivesciarono il legittimo gosta delle opere darte (a
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verno di Salvador Allende
ogni buon conto distrutte),
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rinchiusero in quello di Sanconcesso lo sport a un solo
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tiago gli oppositori e proprio
genere (quello maschile) e
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l cominciarono a eliminarli.
in circostanze speciali.
QPMJ[JPUUPIBGBUUPJMHJSP
Struttura non molto diversa
una guerra alla libert e alla
EFMNPOEP
era il velodromo parigino in
gioia, ben prima che alla decui vennero condotti gli
mocrazia, quella che impediebrei rastrellati in citt
sce con il ricatto della paura
nellagosto del 41. Ma proprio quando al di tuffarsi nei fondali di Ras Mohamed a
potere va il fondamentalismo islamico che Sharm, di ammirare le opere custodite nel
lo stadio da contenitore di attivit sportive, Bardo di Tunisi, di essere spensierati a Montpur circondate da atti di segno opposto, vie- martre o di gioire per il gol di un francese o
ne dedicato al terrore puro e alla sua fruizio- un tedesco, magari con un cognome arabo e
ne spettacolare, sostituto della piazza nelle di religione musulmana.
comuni rivoluzioni. Quello di Kabul chiuse le
una guerra che si perde anche registranporte al calcio e le apr alle punizioni esem- do lannullamento dei concerti metal, la canplari, offerte al pubblico come unica e per- cellazione dei voli per il Cairo, i vuoti sugli
versa occasione di svago. Vi si eseguivano le spalti. Non pu esistere unestetica del vuocondanne a morte affidate alla mannaia dei to: solo negazione di ogni possibile bellezparenti di chi era stato offeso dal condanna- za. Non c legittimazione etica per gli atti
to. La folla, inevitabilmente, pretendeva la compiuti dallIs o in suo nome, non bastano
vendetta, giacch il perdono, segno di debo- neppure gli enormi errori compiuti dai lealezza e non di generosit, lavrebbe delusa der occidentali. E non c una sola parola atquanto uno zero a zero. Vi si lapidavano le tribuibile a un dio, tra le migliaia contenute
donne adultere o presunte tali e a scagliare in tutti i testi definiti sacri, che li giustifichi.
la prima pietra era il marito, magari davanti
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Stade de France

PARIGI. Quello che resta di uno dei kamika-

ze dello Stade de France su una parete di


cemento, a quattro metri di altezza. Oliver,
il signore in tuta bianca dei Services Funerarires inviato qui per raccogliere pietosamente tutti i brandelli di cadavere, alza lo
sguardo con perplessit. Non ci arrivo lass, non posso farci niente..., dice tra s, prima di allontanarsi con il sacchetto arancione gi mezzo pieno. Il suo lavoro finito.
Il giorno dopo nei dintorni dello stadio di
Saint Denis si cercano le tracce di un piano
stragista clamorosamente fallito.
Tutto doveva cominciare qui, con una
spettacolare carneficina sugli spalti. Ma
qualcosa, per fortuna, andato storto. Il
commando di tre terroristi, infiltrato tra
gli 80mila tifosi venuti a vedere lamichevole Francia-Germania, aveva il compito di
entrare nellimpianto e farsi saltare in aria
a met del primo tempo, in mondovisione e
davanti agli occhi del presidente Francoise
Hollande. Abbiamo le prove che lobiettivo fosse esattamente quello, a cominciare
dai filmati delle telecamere di sorveglianza, sostiene una fonte altamente qualificata della Prefettura parigina. E il racconto
che un testimone chiave, laddetto alla security del cancello D, ha consegnato alla polizia negli interrogatori di ieri notte ne
lulteriore conferma.
Erano passati pochi minuti dallinizio
dellincontro ha messo a verbale luomo
quando si presentato un ragazzo che
ha provato a superare i tornelli con il biglietto in mano. Mi sono accorto per che aveva

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Terrore allo stadio

qualcosa di strano sotto la giacca. Lo strano una cintura di esplosivo militare Tatp
(perossido di acetone), riempita di bulloni
e collegata a delle batterie con un detonatore a pulsante. Scoperto dalla vigilanza, il ragazzo corre via lungo la Avenue Jules Rimet, la strada attorno allo stadio che in
quel momento, sono le 21 e 20 minuti, semivuota. Braccato, si avvicina a un chiosco
e aziona il detonatore, uccidendo lunica
persona che ha accanto: un barista portoghese di 62 anni.
Abbiamo sentito un boato, ma nessuno
ha pensato a un attentato, dice a Repubblica Nicolas, 23 anni, uno studente che vive
nella cit di Saint Denis e che era presente
alla partita. Succede spesso di sentire dei
petardi, dalle nostre parti. Le telecamere
delle televisioni fanno in tempo a inquadrare lespressione stranita di Patrice Evra.

Ore 21.00 Allo Stadio di Francia


inizia l'amichevole
Francia Germania: 80 mila
persone sugli spalti

PARIGI

5 km

Ci sono anche
il presidente Hollande
e il ministro dell'Interno
Bernard Cazeneuve
Piste sopraelevate
portano a livello
inferiore

1
21.20 Un kamikaze
con giubbotto
esplosivo
si fa esplodere
nei pressi
del cancello D
Fa una vittima

Scale
per il livello
superiore
Passerelle
per il livello
intermedio

2
21.30 Un secondo attentatore suicida con giubotto esplosivo
si fa esplodere nei pressi del cancello H
Dopo due minuti, alle 21.22, il sospetto
si fa certezza. Unaltro botto, ancora una
volta proveniente dalla Avenue Rimet. il
secondo attentatore, che si fa brillare di
fronte alla porta chiusa del negozio Decathlon, sotto la tribuna H, ferendo almeno
25 persone. Bley Mokono allospedale ricorda: Era un magrebino alto 1,70, sui 25 anni, con vestiti larghi e un mantello. La situazione precipita: tutta larea sotto i settori H, G e J, varchi compresi, vengono chiusi
e sgomberati dalla security, alle radioline
di servizio si lancia lallarme.
La partita per non si ferma. In campo
c anche Lassan Diarra, che gioca mentre
sua cugina, Astadia Diakit, muore in una
delle sparatorie del centro. Il presidente
Hollande sparisce, perch su ordine dei servizi segreti deve riparare nei locali protetti
del ministero dellInterno. Alla fine del primo tempo un poliziotto scende negli spogliatoi e chiama in disparte i due ct, Didier
Deschamps e Joachim Lw: spiega loro
sommariamente ci che sta accadendo a
Parigi, pregandoli di non dire niente ai giocatori. Per motivi di sicurezza, i tifosi devono avere limpressione che tutto sia normale. Di normale, per, nella notte parigina

21.32 Hollande e Cazeneuve


vengono evacuati

del 13 novembre 2015, non c niente. Mentre i tre stanno parlando, alle 21.53, unaltra deflagrazione: il terzo attentatore si fa
saltare a 400 metri dallo stadio, nei pressi
di un McDonalds. Altre venti persone vengono ferite.
Chi sono, i tre uomini-bomba? Lintelligence francese ancora nel dubbio, nonostante due passaporti ritrovati vicino ai corpi dilaniati: appartengono a un siriano di
nome Ahmad Al Mohammad, classe 1990,
e a un egiziano, ma non detto che siano i
documenti reali. E di sicuro qualcuno dovr
dare qualche spiegazione in pi sulla misteriosa evacuazione della nazionale tedesca
dallalbergo Molitor, disposta intorno alle
16 prima della gara. Era lavvisaglia di qualcosa che poi stato sottovalutato?
Alle Stade de France, venerd sera, si
giocato fino alle 22.45, fino al triplice fischio dellarbitro. I tifosi, ormai consci
dellattacco a Parigi, sono usciti cantando
la Marsigliese. I giocatori, invece, no. Quelli francesi sono rimasti dentro lo stadio fino
alle 3 di mattina. I tedeschi hanno dormito
negli spogliatoi. Terrorizzati di essere loro
il prossimo bersaglio del delirio jihadista.
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La partita prosegue

21.45 I cancelli vengono bloccati: nessuno


pu entrare o uscire

3
21.53 Terza esplosione in rue de la Coquerie
a 400 metri dallo stadio, nei pressi
di un McDonald's e davanti
al caff "Coeur de Bl". Kamikaze
con dispositivo identico agli altri

22.45 Fischio finale: vince la Francia per 2 a 0

cancello H

4
22.50 Un annuncio informa il pubblico
di incidenti in strada
Gli spettatori sulla curva dal lato degli attentati
rimangono bloccati allinterno dello stadio
Si riversano sul terreno di gioco
cancello D

1
23.15 Gli spettatori bloccati escono alla spicciolata

23.45 Gli ultimi spettatori lasciano lo stadio

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Dopo la strage di Charlie Hebdo il presidente del comitato organizzatore di Euro 2016, Jacques Lambert, aveva gi ammesso che levento potrebbe rientrare tra gli obiettivi dei terroristi. Ma ora che stato
violato il tempio del calcio francese, per il 67enne ex prefetto ed ex capo di gabinetto ai tempi di Mauroy premier la priorit diventata
proprio quella: salvare il campionato europeo della prossima estate,
la cui eventuale cancellazione equivarrebbe a unammissione di impotenza di fronte ai terroristi. La risposta di un torneo senza incidenti, invece, diventerebbe una vittoria della Francia intera. In unintervista all&RVJQF Lambert si detto contrario alle reazioni emotive.
Siamo in una situazione di guerra, ma niente panico: sarebbe riconoscere che chi ci attacca ha ragione di farlo. La sicurezza era gi per
noi il capitolo pi importante e lo a maggior ragione ora.
Per la prima volta lEuropeo ospitato dalla Francia si avviciner
per dimensioni al Mondiale: un mese di durata (10 giugno-10 luglio), 51 partite in 10 citt, 24 squadre partecipanti, 2,5 milioni di bi-

glietti in vendita. Servir una quantit di uomini e di mezzi senza precedenti: per la sicurezza del Mondiale brasiliano del 2014 furono spesi 700 milioni di euro, per le Olimpiadi di Londra 2012 un miliardo e
mezzo. Il livello di allerta salito a 1, il massimo grado. La natura del
terrorismo in questione e il numero dei turisti previsti (8 milioni)
rendono tuttavia particolarmente vulnerabili le fan-zone, dove si raduneranno i tifosi attorno ai maxi-schermi: per difenderle, verranno
reclutate decine di migliaia di agenti privati.
Lallarme terrorismo non ha al momento portato al rinvio dei due
prossimi appuntamenti Uefa proprio a Saint-Denis: il workshop sui
biglietti del 25 novembre tra le 24 federazioni e soprattutto il sorteggio del 12 dicembre. N si temono ufficialmente contraccolpi sulla
vendita dei biglietti e sugli introiti (a Euro 2012 sfiorarono il miliardo e 400 milioni, di cui 815 dai diritti tv). Se per il 10 giugno scorso il
presidente Hollande celebr Euro 2016 con Platini, presidente
dellUefa poi sospeso per lo scandalo Fifa, 5 mesi dopo il calcio evoca
alla Francia pensieri ben pi cupi.
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Lilian Thuram, ex calciatore (con Parma e Juve), campione


del mondo nel 98 con la Francia, proprio in quello stade de
France, autore di un ultimo libro contro il razzismo, Per
LUguaglianza (Add editore), da sempre impegnato nella
lotta contro la discriminazione, dice che una tragedia senza nome.
Dovera laltra sera?
A cena nel Quartiere Latino con degli amici. Quando ho
iniziato a ricevere messaggi dalla mia nipotina che chiedeva dove fossi. Le ho risposto che era troppo giovane per farmi da mamma. E lei mi ha detto: ci sono sparatorie in citt.
A cosa ha pensato?
A un regolamento dei conti e poi ai fatti di gennaio di
Charlie Hebdo. Cos come gli altri ho iniziato a seguire le notizie. Parigi ancora muta, tutti sentiamo di aver perso figli, fratelli, padri. La gente morta e ferita fa parte della nostra
comunit, della nostra famiglia.
La sensazione questa. Non hanno ucciso gli altri, ma qualcuno
di noi.
Lattentato a Charlie era contro loffesa a Maometto, quello nei locali e allo stadio contro una quotidianit di vita,
contro tutti.
Non fa differenza. la stessa
cosa. I disegnatori di Charlie, la
gente che ascolta musica, che
va nei bar, che va allo stadio, fa
parte dello stesso immaginario
collettivo. la Francia, la sua
idea. E la cosa che mi piaciuta
nella grande tristezza che laltra notte accanto allo stadio la
gente ha aperto le porte di casa
per aiutare i feriti, per portare
aiuto e soccorso. Si chiama solidariet. fatta dalle persone
normali, fa parte dellanimo
umano: avere paura, ma anche
superarla.
Per lamichevole Francia-Germania continuata.
E che altro dovevano fare?
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Far uscire la folla dallo stadio
quando c un attentato pericoloso. Mi dicono che i tifosi alluscita hanno intonato allons
enfants. La societ civile ha risposto bene, ora tocca alla politica dare risposte intelligenti.
Lei ha dato al suo secondo figlio, Kephren, il nome di un
faraone dalla pelle nera. Come gli spiega questa guerra
di religione?
Ah no, la religione non centra. Quante volte lo devo dire. Forse che le Crociate uccidevano per fare nuovi praticanti? O gli Indiani dAmerica sono stati sterminati in nome
del cristianesimo? Ma no, per altri motivi, pi realistici: possesso di nuove terre, aggressioni politiche, guadagni, mire
espansionistiche. Sono le guerre nel mondo ad alimentare
in qualche modo frustrazioni e disgrazie assurde. Per questo dico: attenti alle strade che vogliamo prendere, alle risposte che vogliamo dare. Io una spiegazione non la trovo.
Ma chiaro che ci vogliono ridurre alla paura, togliere la libert. Dobbiamo tutti riflettere su che tipo di societ vogliamo ed essere uniti.

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Con Ahmad, allo Stade de France, sono altri due. E come lui si faranno saltare alle
21.30 (di fronte ai cancelli di entrata H) e
alle 21.53 (in rue della Coquerie, non lontano da un Mc Donalds). Uno di loro ha il passaporto egiziano.
Pi a sud, due automobili con altrettante squadre a bordo, finiscono il lavoro. Come ricostruir ieri sera il Procuratore di Parigi Francois Molins, alle 21.30, in Rue
Fontaine au Roi, da una macchina Seat di
colore nero vengono esplosi un centinaio di
colpi calibro 7,62 verso il caf Bonne
Bire. Mentre, alle 21.38, in Rue de Charonne, altri cento colpi di 7,62, investono la

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PARIGI
N PASSAPORTO siriano. Un nome. Ah-

mad Almohammad. La storia di una


notte di guerra, nera come le silhouette del commando islamista dello Stato Islamico in cui non tutti hanno trovato o
cercato il martirio, nera come le macchine,
una Seat e una Volkswagen Polo, su cui
quel commando si era diviso e viaggiava,
comincia da un documento di identit. Ahmad Almohammad, appunto. Cittadino siriano nato il 10 settembre del 1990. Un visto di rifugiato politico rilasciato dal ministero dellInterno greco il 3 ottobre scorso
nel centro di raccolta dellisola di Leros. Un
profilo Facebook in lingua araba con la sola
identit, privo di foto e di post. Una misteriosa X negli archivi di tutte le intelligence
europee. Un giovanissimo uomo di 25 anni
senza un apparente passato. Un fantasma
scomparso dallisola di Leros quel 3 ottobre
e riapparso nella notte di Parigi quaranta
giorni dopo. Forse transitando dallItalia
(ma in questo caso senza lasciare alcuna
traccia). Forse dal Belgio.
Nella notte di venerd, il passaporto di
Ahmad Almohammad, ammesso documenti la sua vera identit, la cosa pi importante che la polizia francese raccoglie
da ci che resta di un torso di uomo dilaniato dalla cintura esplosiva che indossava di
fronte ai cancelli dello Stade de France. Perch Ahmad uno degli sette fratelli del
Califfato che devono lavare nel sangue
lonta al Profeta. uno dei martiri imbottito di Tatp (perossido di acetone concentrato) e bulloni che devono seminare contemporaneamente lorrore a Saint Denis e
nel decimo e undicesimo arrondissment.
Una miscela esplosiva di cristalli di polvere
bianca inodore estremamente instabile.
Sensibile agli urti, capace di detonare ancor prima che linnesco faccia il suo lavoro.

clientela del Caf Belle Equipe, ancora


una volta esplosi da fucili di assalto e ak-47
imbracciati da uomini a bordo di una Seat
nera (verosimilmente la stessa). Da una seconda auto, una Volkswagen Polo nera, alle 21.49, scendono invece i tre martiri che
devono tirare nel mucchio allinterno del
teatro Bataclan. Moriranno tutti. Non prima di essersi trascinati dietro la vita di 86
innocenti. Mentre un quarto martire, in
Boulevard Voltaire, salta in aria dilaniato
dalla stessa miscela di Tatp e bulloni utilizzata allo Stade de France.
Ahmad il siriano, un egiziano e altri cinque cadaveri, dunque. Che parlano. Co-

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PARIGI. Il primo ministro Manuel Valls


lo ha detto chiaramente in serata: Temiamo nuovi attacchi. Una frase che
non frutto della paura. Ma di un preciso report dellintelligence che lancia,
per le prossime ore, lallarme per i reduci dellattacco di venerd sera. La polizia convinta che ci siano altre persone, oltre ai sette morti, che hanno partecipato ai sette attentati di Parigi. E
che siano pronti ora a nuove azioni.
Una convinzione che deriva dalle testimonianze che stanno raccogliendo in
queste ore. E da una serie di particolari.
Primo tra tutti il ritrovamento di una
Seat nera con targa belga, vista da alcuni testimoni vicino al luogo di uno degli
attentatori, nel cimitero di Pere Lacheise a Parigi. Chi cera a bordo di quellauto? E soprattutto dov ora? Non un

mistero che le forze di polizia si siano


persuase che il cuore e la mente dellattentato sia oltre confine, in Belgio, a
Molenbeek, un sobborgo di Bruxelles,
che nella serata di ieri la Polizia ha messo a soqquadro procedendo a una serie

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di fermi: almeno quattro, secondo il ministro della giustizia belga. A Molenbeek si arrivati dopo che gli investigatori francesi hanno individuato unaltra auto, una Polo nera, usata probabilmente dal commando. La vettura era
stata affittata da un cittadino francese,
residente a Molenbeek. Che venerd se-

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la Repubblica %0.&/*$"  /07&.#3& 



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me i primi due. Limpronta digitale dellindice della mano destra di uno dei tre corpi
recuperati al Bataclan appartiene a un cittadino francese. nato il 21 novembre del
1985 a Curcourognes spiegher ancora
il Procuratore di Parigi nella regione
dellEssonne. Ha precedenti penali, otto
condanne inflitte tra il 2008 e il 2010 per
reati generici, ma non mai stato detenuto. Dal 2010 era noto ai servizi antiterrorismo, che lo avevano schedato con la fiches
S (sicurezza OES) perch in contatto con
elementi di spicco di un gruppo radicale della periferia di Parigi, pur non essendone
parte trainante (e infatti a tarda notte a

Curcourognes verranno fermati il padre e


il fratello). Mentre degli altri quattro cadaveri, tre almeno sarebbero di cittadinanza
belga. E tutti ignoti agli archivi dellintelligence francese.
un dettaglio cruciale. Perch incrocia il
prima e il dopo di questa notte. Perch
dice molto della composizione mista del
commando, format utilizzato per confondere lintelligence e spuntarne la capacit di
prevenzione, e dei suoi mandanti. Perch
indica nellasse Parigi-Bruxelles il binario
su cui prima di venerd e da questa notte in
avanti si muove la paura che fa dire al premier Valls non finita. Hanno infatti la

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ra era per a Parigi. Luomo era rientrato poi a casa con altre persone, a bordo
di unaltra vettura: ora sono stati tutti
arrestati. Ma probabilmente non finir
qui. Anche perch Molenbeek non un
sobborgo qualsiasi. Ma la culla del nuovo terrorismo: a Molenbeek ha soggiornato Ayoub al Khazzani prima dellat-

tentato al Thalys di agosto. A Molenbeek si era stabilito per due mesi Mehdi Nemmouche, assassino del Museo
Ebraico di Bruxelles, al suo ritorno dalla Siria nel maggio 2014. E alcuni mesi
fa perquisizioni sono state eseguite a
Molenbeek nellambito di uninchiesta
sulla cellula jihadista di Verviers. E pensare che erano stati proprio i servizi
francesi a lanciare lallarme alcuni mesi fa di possibili nuovi attentati. Facendo attenzione a chi viene dal Belgio.
Servizi francesi che nemmeno un anno
dopo Charlie Hebdo non sono stati in
grado di prevedere il nuovo attacco. E,
perci, ora sono travolti dalle polemiche: concentrati sui lupi solitari, hanno
ignorato il possibile assalto di unorganizzazione. Hanno assicurato alle polizie straniere di controllare tutti i 4mila
nomi nel loro database. E uno di loro, invece, venerd si fatto saltare in aria.
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targa belga la Volkswagen Polo abbandonata non lontano dal Bataclan e la Seat che
ha vomitato fuoco in Rue Fontaine e rue de
Charonne e che verr ritrovata al cimitero
di Pere Lachaise. Ed in Belgio che le due
auto sono state affittate da un cittadino
francese che, ieri, verr arrestato al confine con la Francia mentre, insieme ad altri
tre belgi, sta provando a rientrare a Bruxelles, nel sobborgo di Molenbeek.
Non un caso che, mentre nella notte
che sta per cominciare, gli allarmi a Parigi
si inseguano tra levacuazione dellarea circostante la torre Eiffel (quindicesimo arrondissment) e lirruzione delle squadre
antiterrorismo nellhotel Pullman alla caccia di chi ancora si vuole in fuga, in Belgio
che ragionevolmente si trovi la chiave in
grado di venire a capo dellorrore. I quattro
uomini arrestati al confine (il cittadino
francese e i tre belgi) potrebbero infatti
consentire di tirare il filo che porta a chi del
commando originario (fiancheggiatori e
basisti inclusi) ancora in fuga. Di chiarire
se come pure vorrebbero alcune delle testimonianze raccolte tra i superstiti della
strage del Bataclan al gruppo apparterrebbe anche una donna. Perch come riferiscono fonti di polizia a Bruxelles
certo che il cittadino francese arrestato, venerd notte, fosse a Parigi. Magari proprio
al volante di quella Seat poi abbandonata
al cimitero di Pere Lacheise.
Del resto, anche le armi usate dal commando portano fuori dalla Francia. E non a
caso hanno fatto dire per lintera giornata
di ieri, prima di far registrare unimprovvisa prudenza, che allorrore di Parigi sarebbe legato anche larresto, nella regione di
Monaco di Baviera, di un cittadino montenegrino proveniente dalla Slovenia, nella
cui auto sono stati trovate armi da guerra
ed esplosivo apparentemente destinati a
Parigi (citt settata sul navigatore dellauto).
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Laccordo di Vienna per la transizione in Siria


I 20 paesi partecipanti hanno raggiunto un accordo

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COSA PREVEDE

Colloqui
tra governo
e opposizione
entro
fine anno

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Assad lascia
il governo
entro
fine anno

Cessate
il fuoco
dal primo
gennaio

Governo
di transizione
entro 6 mesi,
elezioni
entro 18

La zona cuscinetto
Territori controllati dallIs

Territori nelle mani dei curdi

Jarablus

TURCHIA
Kobane
Tal Abyad
Ain Issa

Azaz

Hasakah

Raqqa
Aleppo

Hama
Homs

SIRIA
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E un atto di guerra compiuto


dallesercito dello Stato Islamico, dice Franois Hollande. Un
attacco contro lumanit intera, gli fa eco Barack Obama. E
dunque anche sul terreno militare che si organizza la reazione.
Parte dal G20 in Turchia un
tentativo di controffensiva per
colpire lo Stato Islamico (Is). La
strategia politico-diplomatica si
affianca alle operazioni militari:
nuovi raid Usa in Libia decapitano lIs locale il giorno dopo luccisione di Jihadi John in Siria; i
peshmerga curdi filo-occidentali
riconquistano Sinjar, fino a ieri
roccaforte jihadista in Iraq. Il
/FX  :PSL  5JNFT prevede che
Obama dovr adottare una strategia militare pi offensiva: Gli
assalti sincronizzati che hanno
trasformato Parigi in un teatro di
guerra, pochi giorni dopo la strage di Beirut e lattentato al jet
russo in Egitto: questa rapida successione di colpi indica che da
una guerra regionale si passati
a un conflitto globale. Per Obama e i suoi alleati questi attacchi

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IR AQ

Damasco

ANTALYA

LIs nel mirino


ATTACCHI AEREI
E RAID MISSILISTICI
IN SIRIA

Stati Uniti

Emirati Giordania
Arabi Uniti

caccia
F15 e F16
(Usa)

Arabia
Saudita

Bahrein

Canada

ATTACCHI
AEREI
IN IRAQ

Turchia

Stati Uniti

Francia

Gran
Bretagna

Canada

Aksaray
Malatya
Diyarbakir

TURCHIA

Akinci
Base aerea
turca

Sanliurfa

Gaziantep

Base aerea
utilizzata
dagli Usa

Kobane
Azaz

Mersin

Al-Hasaka
Sinjar

Aleppo

Fiume Eufra
te
Raqqa
caccia
Rafale (Francia)

Deir al-Zor

SIRIA
Homs

BOMBARDAMENTI EFFETTUATI
DAI CACCIA RUSSI E
DALLESERCITO GOVERNATIVO SIRIANO

IRAQ
Palmira

LIBANO

al Qaim

Beirut

impongono una strategia pi aggressiva. A cominciare dalla frequenza, dallintensit e dal raggio dazione dei bombardamenti
aerei della colazione guidata dagli Usa (con la Francia). Lo shock
di Parigi pu riavvicinare perfino
Obama e Vladimir Putin sul da
farsi in Siria: a Vienna, dove in
corso il vertice dei ministri degli
Esteri coinvolti nella crisi, si accelera la transizione verso un governo di unit nazionale, che includerebbe temporaneamente Assad, in nome di una santa alleanza fra tutti i nemici dellIs.
Al G20 la presidenza turca fa
trovare ai leader mondiali una sala riunione su cui troneggia un
messaggio in francese, rivolto
dal padrone di casa Erdogan allospite assente: +FDPOEBNOFMBU
UBRVFUFSSPSJTUFFO'SBODF. Il terrorismo balzato al primo posto
fra i temi che saranno discussi.
Domina il summit in tutti i sensi,
a cominciare dal dispositivo di si-

Zona di controllo Is

Mar
Mediterraneo

Difese militari consistenti

Damasco

Zona di supporto Is
Libert di movimento
e attacchi frequenti

Turaibil

ISRAELE
caccia Sukhoi 27

GIORDANIA

curezza, senza precedenti: ci sar una no-fly zone sullo spazio aereo sopra il G20; e 13.500 poliziotti turchi presidiano la citt balneare di Antalya contro i 6.000
dellultimo G20, un anno fa in Australia. Ma da allora la capacit
dellIs di colpire ha avuto unescalation impressionante. Ben tre
nazioni rappresentate qui al G20
hanno subito attacchi diretti di
recente. Prima della Francia c

stata la Russia e la Turchia stessa: pi di cento morti ad Ankara


un mese fa.
Il segretario di Stato americano John Kerry parla di fascismo
moderno e medievale al tempo
stesso, che vuole generare il
caos, ma i loro atti rafforzano la
nostra determinazione di combattere tutti insieme. Gli fa eco
il suo omologo russo Sergei Lavrov: Non ci sar nessuna giusti-

-BGGPOEPEJ,FSSZ
i%PCCJBNPGFSNBSF
RVFTUPGBTDJTNP
NPEFSOPFNFEJPFWBMFw
ficazione per noi, se non faremo
di pi per sconfiggere lIs, Al Nusra e simili. Proprio dallincontro Kerry-Lavrov a Vienna, po-

ARABIA SAUDITA

che ore dopo gli attentati di Parigi, uscita la road-map per una
soluzione politica in Siria: dal primo gennaio cominceranno le
trattative dirette tra il governo
Assad e lopposizione, con lobiettivo di formare un governo di
transizione entro sei mesi, e andare alle elezioni sotto controllo
Onu entro 18 mesi.
Dellipotetica soluzione siriana torneranno a parlare qui Oba-

Zona in mano
ai ribelli siriani
Zona in mano
ai curdi
Zona in mano
al governo di Assad

ma e Putin. I due non si vedevano


da fine settembre a New York,
quando allassemblea generale
Onu il leader russo annunci lintervento militare in Siria. Da allora Obama stato accusato di avere abbandonato il campo al rivale.
Ma di recente lAmerica sta
tornando a colpire lIs con iniziative di pi alto profilo. Alla vigilia
delle stragi di Parigi, un raid ame-

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IUUQTFOUTJUFJOUFMHSPVQDPN

I GRANDI AL G20
Oggi e domani ad Antalya,
in Turchia
13.400 agenti
per tutelare la sicurezza

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350
telecamere di sorveglianza
con riconoscimento facciale

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BERLINO. .Populisti di tutta Europa uniti: ca-

20 sospetti miliziani
dellIs arrestati
nella provincia nellultima
settimana

La Turchia vuole la creazione


di una zona sicura compresa
fra Azaz e Jarablus

COSA PREVEDE
6 campi profughi
11 basi logistiche
17 "zone di sicurezza"
Ospitalit per 5 milioni
di profughi
(compresi parte
dei 2,2 milioni di rifugiati
siriani gi in Turchia)

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COME REALIZZARLA
la Turchia pronta a inviare
10.700 soldati in Siria
entro met dicembre
La fascia presidiata
dallesercito turco dovrebbe
estendersi fino a 46 km
in territorio siriano

Danimarca

Belgio

Paesi Bassi

Giordania

Regione autonoma
curda

Australia

Mosul

Erbil

Kirkuk

Tikrit
iu
me Tigri
Samarra

Haditha

Falluja
Ramadi

Bagdad

Kerbala

Najaf

ricano aveva quasi certamente ucciso a Raqqa Jihadi John,


alias Mohamed Emwazi, il britannico noto per i video sulle decapitazioni di giornalisti americani.
Ieri un altro raid aereo Usa, in Libia, ha ucciso Abu Nabil, leader
locale dellIs, luomo di fiducia di
Al-Baghdadi, portavoce nel video sullesecuzione di massa di
cristiani copti su una spiaggia libica.

Sul terreno militare quindi la


coalizione anti-Is incassa successi. Va aggiunta lavanzata dei
peshmerga curdi: hanno ripreso
la citt di Sinjar in Iraq, per 15
mesi una roccaforte dei jihadisti.
Sembra una conferma della nuova strategia di Obama: che sta
puntando sugli aiuti in intelligence ed armamenti ai peshmerga
curdi, esercito ben addestrato,
solidamente filo-americano. E
probabile che anche la Francia
voglia alzare il tiro, con raid pi
frequenti da parte dei suoi caccia-bombardieri, in risposta alla
rivendicazione dellIs sulle stragi
di Parigi.
Le parole non bastano nella
lotta al terrorismo. Siamo ad un
punto in cui questo il tema numero uno, dice Erdogan rafforzato dalla vittoria alle recenti elezioni. Una dura accusa viene rivolta invece da uno dei leader
dellopposizione turca, Selahattin Demirtas, del partito pro-curdo Hdp. Secondo lui gli attacchi
di Parigi sono il risultato di un fallimento collettivo di fronte allIs:
Il mondo intero non ha lanciato

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MBDPMMBCPSB[JPOF
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uno sforzo coordinato. Al contrario ciascuno ha usato lIs, o elementi ad esso legati, per i propri
interessi.
Uno dei temi pi delicati al
G20 sar la cooperazione tra servizi segreti. Nessuno dimentica
che proprio in Turchia riusc a
fuggire da Parigi uno dei terroristi coinvolti a gennaio nellattacco a Charlie Hebdo. Perfino allinterno dellUnione europea la cooperazione tra servizi, polizie e
magistrature inadeguata, come dimostra la cellula belga
che avrebbe contribuito alla strage del Bataclan. E la scoperta che
uno dei terroristi era arrivato a
Parigi dalla Siria con i profughi,
rilancer anche al G20 il tema
dellimmigrazione. La Turchia
il luogo giusto per parlarne: ha accolto due milioni di rifugiati dalla
Siria, ed la principale area di
transito verso i Balcani, lAustria, la Germania.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

valcano lo shock per la strage di Parigi, chiedono le misure pi dure contro migranti e
musulmani, rigettano laccordo a livello Ue
sulle quote di ripartizione di profughi tra
paesi membri.
A Varsavia il nuovo governo nazional-conservatore non vede pi le condizioni politiche per accettare migranti da altri
paesi dellUnione. La stessa linea espressa dal premier slovacco Robert Fico. La pi
dura di tutti Marine Le Pen: espelliamoli,
chiudiamo le moschee ove predicano odio,
via i predicatori, mettiamo al bando ogni organizzazione islamista. Parole durissime,
alla vigilia delle importanti elezioni regionali di dicembre. Il premier olandese Mark
Rutte annuncia energiche misure per di-

fendere le frontiere. A Berlino la linea delle porte aperte di Angela Merkel vacilla
sempre pi, fa temere una caduta della cancelliera e una crisi politica: Wolfgang
Schaeuble, popolare veterano della Cdu,
ha sparato a zero su di lei che accoglie i migranti, definendoli una valanga: insomma le ha dato dellincompetente, e lei ha
reagito lodandolo e confermandogli la fiducia.
A fianco di Schaeuble si schiera lideologo della Csu bavarese, Markus Soeder:
La strage di Parigi ha cambiato tutto, ha
detto, e se la Germania (quella governata
da Angie appunto) non sa garantire frontiere sicure, la Baviera agir da sola senza
aspettare Berlino. Sconfessione gravissima della leader, poche ore dopo quella di
Schaeuble.
Governo a rischio a Berlino, Marine

Le Pen alloffensiva a Parigi, schiaffi plateali allEuropa da Est, voglia di confini chiusi
ovunque: la Ue senza frontiere vacilla. Soffia voglia di ritorno alle sovranit nazionali. La Polonia deve mantenere il controllo
completo delle sue frontiere, della sua politica dasilo e dimmigrazione, quindi dopo
Parigi non vediamo la possibilit concreta
di rispettare gli impegni sul ricollocamento dei rifugiati, occorre rivedere la politica
europea sulla crisi migratoria, ha detto il
ministro degli Affari europei Konrad Szymanski. La riconoscenza di Varsavia, Praga, Bratislava e Budapest per i fondi di coesione senza cui starebbero ben peggio
nulla, osservano in anonimato fonti politiche tedesche. La rivolta a Berlino contro Angela Merkel, dopo Parigi, rafforza xenofobi
ed euroscettici in tutto il Continente.
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OPRA LA catasta di innocen-

ti morti nel mattatoio di


Parigi, lo Stato Islamico
pu oggi issare trionfalmente
la bandiera di una orribile quanto storica vittoria: ha costretto
la Francia, e con essa tanti in Europa, a pronunciare quella parola che non avevamo mai pi voluto sentire dal maggio di settantanni or sono. Guerra. Siamo in guerra, siamo addirittura in quella Terza Guerra Mondiale che mai nessuno stratega, nessun generale aveva immaginato sarebbe scoppiata in
uno stadio e un teatro di Parigi.
Unorganizzazione criminale che si spaccia per Stato, spezzettata in brandelli di territori
strappati alla decomposizione
di Iraq, Libia e Siria, con qualche decina di migliaia di combattenti al massimo, senza aviazione, marina n armi pesanti,
ha smascherato con i suoi assassini suicidi sguinzagliati a Parigi lipocrisia di unEuropa che
aveva rimosso la realt delle
dozzine di conflitti nelle quali
era stata risucchiata dopo la fine della guerra dichiarata, fingendo di essere in pace. Quel riconoscimento politico che disperatamente, e inutilmente, il
terrorismo ideologico aveva
cercato di strappare col sangue
ai governi democratici europei,
il Califfo e le sue cellule maligne
lo hanno ottenuto nel nome del
fanatismo religioso e dellodio
integrale verso la laicit illuminista della blasfema modernit. Sperando che la reazione degli aggrediti costringa anche le
democrazie pi robuste a rinunciare alla propria natura per
adeguarsi a quella del nemico.
Con le sue parole dette a caldo, Hollande ha accettato quella dichiarazione grottescamente, ma realisticamente formale, di guerra che il comunicato
di rivendicazione dellIs avrebbe poi diffuso in arabo in perfetto inglese e francese: linizio
della tempesta. La lotta contro il terrorismo, la vaga e
astratta 8BSPO5FSSPS che Bush aveva proclamato sulle travi
fuse delle Torri Gemelle diventata una guerra allIs. In un
cambio di stagione storica che
premia, e fa rabbrividire scriverlo, la strategia dei massacratori in nero e castiga la vacuit
delle democrazie occidentali.
In questo senso, ma solo in
questo, le almeno 150 guerre
a bassa intensit in corso nel
mondo oggi, dai territori contesi dellUcraina alla Nigeria, si

stanno coagulando in uno scenario di conflitti globali che non


sono la Terza Guerra Mondiale
proclamata da politicanti ansiosi di slogan, ma che hanno acquistato una coerenza bellica
che ha nel nome dellIslam salafita violento il proprio Schwerpunkt, il proprio centro di gravit, secondo la classica definizione di von Clausewitz. E si dispiega nei colpi che lalto comando infligge vigliaccamente, ma efficacemente contro innocenti avventori di bistr,
giornalisti, passeggeri di aerei.
Forte della felice debolezza di
societ aperte che non possono
mettere un poliziotto a ogni porta e sbarrare ogni ingresso senza condannarsi alla sconfitta.
Ed qui che lattraente metafora della Terza Guerra Mondiale cade sotto il peso della propria superficialit demagogica.
Il conflitto in corso fra le nazioni che coltivano il miracolo storico delle libert individuali sbocciate proprio dalle barricate della Parigi violentata venerd non
pi la classica guerra asimmetrica che vedemmo in Vietnam
fra una micropotenza e un ciclope militare.
Una guerra presuppone lo
scontro fra forze anche diseguali, ma animate dagli stessi obiettivi, luccisione del nemico, il
controllo o la difesa di territori,

)FCEP avevano fatto: ha europeizzato, quindi mondializzato, una guerra che gli europei
avevano spesso considerato come lontana.
Fummo tutti americani
l11 settembre del 2001, ma anche no, come indica la tenace
convinzione di tanti che dietro
quella strage ci fosse proprio
una mano americana per cercare un DBTVTCFMMJ. Oggi, lo siamo
diventati davvero, americani,
perch il cane rabbioso che morse New York ha morso la carne
pi europea dellEuropa, Pari2VFTUBHMPCBMJ[[B[JPOF gi. Minaccia, credibilmente, di
azzannare anche il cuore origiEFMSJTDIJPNPCJMJUB
nario della cristianit, Roma,
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dopo avere colpito la culla del
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laicismo, dimostrando che il cristianesimo, come la cultura greca, come lebraismo, come lillute non possono essere vinte e minismo appaiono nello sguarsono destinate a restare PQFO do allucinato del fanatico come
DPOGMJDU e si pose il problema sfaccettature della stessa stodella sopravvivenza della demo- ria e della stessa cultura che noi
crazia in guerra.
chiamiamo Occidente.
Ma nel ripugnante successo
Questa mondializzazione del
di una banda di criminali stragi- rischio daggressione, e della
sti articolati sui disadattati cre- inevitabile risposta militare,
sciuti nei Paesi di nascita, c il porta allo scoperto lIs, mobiliseme di una possibile, anche se ta anche gli scettici, riavvicina
parziale, sconfitta per chi ora si forzatamente Putin a Obama e
sente vincitore. A Parigi avve- potrebbe finalmente spaventanuto infatti quello che neppure re anche i complici del Califfala strage dellAtocha a Madrid, to, senza i quali il presunto stale bombe di Londra, lassassi- to dei tagliatori di teste si sgonnio dei giornalisti di $IBSMJF  fierebbe. Non per andare verso
una vittoria definitiva o una pace che nessuno firmerebbe, ma
almeno verso la speranza che le
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dozzine di morti di Parigi non
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siano morti invano. N siano
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stati, come fu invece il destino
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dei 3mila innocenti disintegraEFMFTJNPBSSPOEJTTFNFOU
ti nelle Torri Gemelli, soltanto
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la sorgente dalle quale far sgorTPOPTUBUJJOWJBUJOFMMBDBQJUBMF
gare altro sangue.
BMUSJTPMEBUJ
la vittoria e infine lagognato ritorno a casa del soldato. Niente
di tutto questo individuabile
in questa cosiddetta guerra,
perch neppure la cacciata dei
jihadisti di Al Baghdadi dalle loro roccaforti garantirebbe se
non la pace, almeno un armistizio come quello che regna in Corea. La Rand Corporation, in un
seminario nel decennale dellinvasione dellIraq, arriv alla
conclusione che queste nuove
Guerre Mondiali semplicemen-

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NEW YORK. Gli attacchi a Parigi confermano

tre cose dice Peter Bergen, direttore del


programma sulla sicurezza nazionale alla
New American Foundation di Washington e
maggior esperto di Al Qaeda fuori dalla Cia.
Primo, che la tattica alla Fedayeen, cio
di coloro che si sacrificano, combattendo

fino alla morte per massimizzare il numero


di vittime e limpatto mediatico, sempre
pi sofisticata. Secondo, che lIs ha definitivamente soppiantato Al Qaeda come maggiore centrale del terrore globale. Terzo,
che la Francia , e rester, nel mirino dellestremismo jihadista.
Cosa vuole dimostrare lIs?
Di essere sempre pronto a usare il terrorismo come arma internazionale. E in questo, riuscito in pieno. Poi di aver acquisito
una capacit tecnica maggiore rispetto al
passato. Anche se gli ingredienti sono gli
stessi di Madrid nel 2004, Londra nel 2005,
Mumbai nel 2008 e Parigi con Charlie Hebdo, cio sono tutti attacchi suicidi, multipli e
coordinati, con bombe e ostaggi, questi ulti-

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L comunicato con cui lIs rivendica il carnaio di Parigi


mostra la concezione del
mondo jihadista. Tradotto in
molte lingue, ovviamente anche in francese, il bollettino di
guerra dellorganizzazione si
apre con una delle Sure coraniche, la 59, versetto 2. Partire da
qui serve per comprendere come pensano gli ideologi del movimento che, fautori di un interpretazione astorica e letteralista del testo sacro, cercano sempre legittimazione alle loro azioni nel Corano.
Il comunicato introdotto dalla sura Al-Hasr, il Bando, che fa
riferimento allelemento sorpresa. Recita: Allah ha fatto uscire
dalle loro dimore quelli fra la
gente della Scrittura che erano
miscredenti. Voi non pensavate
che sarebbero usciti, e loro credevano che le loro fortezze li
avrebbero difesi contro Allah.
Ma Allah li raggiunse da dove
non se lo aspettavano e gett il
terrore nei loro cuori(..). Traetene dunque una lezione, o voi che
avete occhi per vedere.
Eccolo, il punto chiave: dove
non se lo aspettavano. In luoghi
non ritenuti sensibili, direbbero gli esperti di sicurezza. A dimostrazione che la scelta dei luoghi di svago e divertimento,
compiuta per aggirare la vigilanza sulle fortezze, stata moti-

vata dalleffetto sorpresa.


Scelta che, allo stesso tempo,
permette di colpire uno stile di
vita punito per la sua empiet. Come esplicita il comunicato facendo riferimento al Bataclan, locale nel quale dicono gli
uomini del Califfato, si teneva
una festa della perversione al
quale partecipavano centinaia
di idolatri.
Difficile che i terroristi, pur informati dai basisti locali, volessero colpire proprio un concerto
degli Eagles of Death Metal, il
gruppo che suonava nel locale,
che pure mescola insieme bluegrass, rock blues e stoner, sottogeneri associati generalmente
alle feste con sostanze stupefacenti, ai raduni motorizzati delle bande, ai grandi spazi americani. Questo o quel gruppo, o
musica, sarebbe stato lo stesso.
E la cultura occidentale, alta o
bassa, delite o pop, a essere rifiutata da un ambiente ideologico che non a caso, per indicare
gli effetti della cultura globale,
parla di intossicazione da Occidente.
I bersagli, dice lIs, sono stati
scelti minuziosamente, precisazione che fa ritenere probabile che il gruppo sia composto, anche, da cittadini francesi. Magari da quei giovani di periferia gi
titolari di scheda S, la classificazione che i servizi transalpini
usano per indicare i soggetti potenzialmente pericolosi per la si-

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mi attacchi stupiscono per la particolare abilit. E per la loro cruenza.
Perch colpire proprio la Francia?
La Francia ha il maggior numero di giovani che dai paesi occidentali sono andati in
Siria per unirsi allIs e farsi arruolare nelle
missioni suicide. Temo che non sar lultimo
attentato a Parigi, mentre non penso che
azioni simili si saranno qui negli Stati Uniti
perch il numero di americani reclutati dal
cosidetto Califfo relativamente basso.
Considera gli attacchi di Parigi una risposta alluccisione di Jihad John?
LIs ha ormai messo nellombra Al Qaeda: gli eredi di Bin Laden non sono riusciti a
compiere alcun attentato aereo dal settembre 2001 e nessunaltra azione dopo quello

alla metro di Londra. Risultato: le nuove reclute confluiscono tutte nello Stato Islamico, snobbando Al Nusra o altri gruppi vicino
ad Al Qaeda.
Quale sar la risposta di Francois Hollande?
La Francia rafforzer il suo ruolo nella
guerra contro lo Stato Islamico, ma gli altri
paesi continueranno a calibrare la loro presenza militare a seconda degli interessi nazionali. Non penso, ad esempio, che Barack
Obama cambier la sua strategia, basata
sui raid aerei: perch da un lato il presidente
pensa che sta avendo successo, dallaltro
vuole evitare che la Siria finisca in un ulteriore caos come la Libia post-Gheddafi.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

curezza dello Stato.


Come confermerebbe anche
la notizia che uno degli attentatori uccisi dalla polizia fosse originario della banlieue di Courcouronnes e gi negli archivi dei
servizi di informazione dal
2010.
Vi poi il consueto elogio degli TIBIJE, i martiri che si sono sacrificati nelloperazione.
Quelli che si sono fatti esplodere
allo stadio di Francia, dove giocavano le nazionali di Francia e
Germania, incontro a cui assisteva, secondo le offensive e sprezzanti parole dei seguaci del Califfo, limbecille Hollande; quelli
che hanno assaltato a colpi di kalashnikov gli altri locali della
perdizione. Un gruppo che ha
solo divorziato dalla vita di
quaggi, esaudendo il desiderio di morire per la causa di Allah e di salire al cielo.
Infine, la minaccia alla Francia a ai paesi occidentali che seguiranno il suo esempio: linizio della tempesta. Un monito
a quanti affiancano Parigi nei
conflitti nelle aree focolai del jihad. Paesi che, a partire dalla
Francia, resteranno i principali
bersagli dello Stato Islamico e
continueranno a sentire lodore della morte per aver preso la
testa della crociata e aver insultato il Profeta: sottolineatura
che indica come la vendetta perpetrata con la strage di Charlie
Hebdo non abbia lavato unoffe-

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sa ritenuta incancellabile.
Alla Rpublique viene poi imputato di combattere lislam in
Francia, espressione che mescola insieme il rifiuto del modello di laicit negativa, quello del
tentativo governativo di fare
emergere un associazionismo affidabile sul piano istituzionale a
scapito delle organizzazioni radicali, bandite dalla scena pubblica e duramente represse. E,
sopratutto, laver bombardato i
musulmani nelle terre del Califfato con aerei che a nulla sono
serviti quando lattacco stato
portato nelle maleodoranti strade di Parigi. Un vero e proprio
inno alla guerra asimmetrica,
questultimo.
Infine ,a chiudere il versetto 8
della Sura 63 La potenza appartiene ad Allah, al Suo Messaggero e ai credenti, ma gli ipocriti
non lo sanno. Il riferimento ai
NVOBGJRVO, gli ipocriti, indica
che il messaggio diretto anche
alla grande maggioranza dei
musulmani, che i radicali ritengono credenti solo a parole. Ai
quali si rivolgono cercando di
mostrare come essi siano gli unici a combattere i nemici dellislam.
Una rivendicazione, confermata pi che dai molti tweet di
simpatizzanti , dalla rivista on line %BCJR  'SBODF, la versione
francofona della pubblicazione
dellIs, che descrive il novembre
parigino come l11 settembre
francese.
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(0''3&%0%&."3$)*4
ROMA. Matteo Renzi fissa alcuni

punti, nel vertice con i capigruppo di tutti i partiti. Dice no allintervento militare o a un inasprimento dellazione gi condotta
dalla coalizione anti-Isis. Non
possiamo rischiare il bis della Li-

bia. Io non uso la parola guerra,


qualsiasi decisione sar presa
con i partner internazionali.
Apre a maggiori stanziamenti
per la sicurezza, da trovare nella legge di stabilit in discussione al Senato. Il prossimo anno
ci sono 71 milioni in pi per il
comparto dellordine pubblico,

*Importo massimo, iva inclusa, erogato allimpresa che realizzer i lavori.


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a dispetto di chi parla di tagli.


Ma se dal Parlamento verranno
la richiesta e la soluzione per ulteriori risorse, il governo le trover. LItalia, spiega ancora
Renzi, non adotta per il momento leggi di emergenza o speciali.
Ci concentriamo sul rafforzamento dellintelligence. Il Giu-

bileo si far, non possiamo darla vinta ai terroristi, primo. E


non dipende da noi, secondo,
sottolinea.
Lappello alla responsabilit
del premier viene raccolto da
tutte le forze politiche. Nella sala di Palazzo Chigi il clima positivo, come racconta il capogruppo Pd Ettore Rosato. Il governo
schierato al massimo livello,
da Alfano a Gentiloni alla Pinotti, fino al direttore dei servizi
Massolo e al sottosegretario delegato Minniti. Il presidente dei
deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto invita a lasciare gli
sciacalli fuori dalla porta e chiede solo di non far passare lo
scambio tra sicurezza e diritti.
La Lega insiste nellaccusare
lesecutivo di tagli alle forze
dellordine e accenna a un intervento militare pi diretto contro il sedicente Stato islamico.
Ma nel suo discorso Renzi lascia
capire come si muove lItalia e
come finora la strategia abbia
pagato: stiamo nella coalizione
che bombarda le postazioni irachene ma senza grancassa mediatica. Lo scontro politico, almeno in quella sala, non esiste,
lontano. La strage di Parigi
dice il premier segna profondamente le nostre coscienze. Il
compito di chi governa dire
chiaramente ai cittadini che c
stato un salto di qualit nella
minaccia terroristica allOccidente. Quindi lallerta massimo, ma non ci sono minacce
circostanziate allItalia, precisa Renzi prima di annunciare
un dibattito parlamentare domani.
Fuori da Palazzo Chigi invece
Matteo Salvini attacca a testa
bassa il governo. Imitato da Berlusconi indica la strada di una
vera guerra riferendosi allazione della Russia, che bombarda
in Siria, poi indica Renzi e Alfano come i possibili responsabili
di uneventuale minaccia in Italia: Per il bene dei nostri figli,
sveglia! Basta tagli a sicurezza,
stop immigrazione, espulsioni!
O sarete complici, scrive su
Twitter.
Ma nel vertice anche Forza
Italia e il Movimento 5 Stelle
hanno aderito alla richiesta di
unit. E il Carroccio, vero, ha
denunciato i tagli alla sicurezza
ma in un clima di dialogo, con
Renzi che ha spiegato lequivoco illustrando le nuove regole
della legge di stabilit.
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ROMA. Siamo in guerra. una
guerra. Ma ogni conflitto della
storia ha avuto una fine. Sia le
guerre lampo che quelle decennali. Ci hanno dichiarato una
guerra che non sar breve, va
avanti gi dal 2001. Anche la nostra contro il terrore un giorno finir.
una certezza. Quel che
non sappiamo quanto
durer, quali costi avr
in termini di vite umane, cosa sar delle nostre abitudini e della
nostra libert di oggi
e di ieri.
Angelino Alfano
ha il volto segnato,
al termine di una
giornata da codice
rosso. LItalia non
stata colpita ma
come se lo fosse
stata, Parigi in ginocchio e Roma gi
indicata come prossimo obiettivo dagli
stragisti del Califfato di Abu Bakr al-Baghdadi. E il
Giubileo l, a 23 giorni. Settecento soldati, fa sapere il capo
del Viminale, vengono subito
schierati a protezione della Capitale. Ma allo stato in cui siamo,
la sicurezza assoluta non esiste,
n a Roma n nel resto dItalia.
Non scatta lo stato demergenza francese ma come se lo
fosse, lo stato di allerta 2
quello che appena precede un attacco in corso. Lallerta dei capi
dei servizi e di tutti i corpi di polizia massimo.
I Gis e i Nocs sono gi in assetto operativo, i corpi speciali
militari pronti ad entrare in azione, tutti gli obiettivi sensibili
presidiati e altri se ne aggiungono su indicazione dei prefetti, le
maglie dei controlli alle frontiere tornano a farsi strettissime
ma non si chiudono. Le comunicazioni nelle carceri monitorate
come mai accaduto prima. gra-

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zie alla corsa affannosa per evitare lattentato, sottolinea il ministro, che si sono portate a segno operazioni come quella di
tre giorni fa in mezzo Nord Italia.
Alfano ha trascorso lintera
giornata al Viminale. Il comitato per lordine e la sicurezza pubblica convocato durgenza si
riunito in mattinata alla presenza del premier Renzi, nel pomeriggio poi la parentesi dellincontro coi capigruppo Palazzo Chigi, in serata 1PSUBB1PSUB con la
collega Roberta Pinotti.
Il ministro mette subito le cose in chiaro, col tono grave della
voce, lo ripete perch gli italiani
devono saperlo: Non esiste paese a rischio zero, lo sforzo di prevenzione messo in campo massimo e pu ridurre i rischi ma

non pu eliminarli con certezza. Ogni disperato estremista


con voglia di emulazione un potenziale terrorista. Il rischio si
annida nelle cellule, nei lupi solitari, oltre che nei foreign
fighters di ritorno ovviamente,
non dietro un esercito o una
grande organizzazione. Ma
dallinizio dellanno abbiamo
espulso 55 estremisti, lultimo
in queste ore. Le misure straordinarie di vigilanza sono scattate gi nella notte tra Roma, Milano e Torino e le abbiamo subito
estese a tutta Italia, spiega. Soprattutto lungo la frontiera con
la Francia.
Anche in queste ore il capo
del Viminale finito nel mirino
di Salvini e delle opposizioni che
lo ritengono inadeguato al ruolo, a prescindere da quel che dice e che fa. facile inseguire le
paure degli elettori e giocare
con le loro ansie, sciacalli che
hanno linteresse a cavalcare
londa emotiva per capitalizzare
la paura anche in un momento
drammatico come questo. Ma
mi chiedo dove siamo arrivati e
che maturit mostrano certe forze politiche di fronte a una tragedia.
Un kamikaze aveva un passaporto da rifugiato, la Polonia fa
sapere che non accetter pi piani Ue sui migranti. Ma per il momento la politica dellimmigrazione non subir retromarce, dice Alfano, i controlli sono gi
massimo e lo sforzo di salvare
vite umane ci colloca dalla parte
giusta della storia. Anche se
non possiamo escludere infiltrazioni cedere ai terroristi, retrocedere a uno stato di barbarie, come pure cambiare le nostre abitudini di ogni giorno, sarebbe un modo per darla vinta al Califfato. Gi drammaticamente forte. Ma i nostri valori
democratici e i nostri principi liberali lo sono di pi. Ed per questo che la guerra che ci hanno dichiarato la vinceremo.
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successo a mezzanotte e mezza. Il blocco durato tre ore:
stato come se si fosse deciso di colpo
di voltare indietro le pagine della storia, dice il vicequestore Alessandro Zanzi, responsabile del posto di Polizia del
traforo del Monte Bianco. La memoria
torna allepoca delle immagini in bianco
e nero, quando linaugurazione della galleria era stata salutata come il primo passo per il superamento delle frontiere in
Europa. Per tre ore, questa notte, si tornati a quellItalia degli anni Sessanta. E
questa volta non solo per gli immigrati

COURMAYEUR (AO).

ma anche per gli europei. Poi, allalba, il


traffico tornato a scorrere: I controlli
sul versante italiano - dice il vicequestore - sono stati rinforzati. Ma gi dal 13 novembre eravamo in allerta per il vertice
sullambiente Cop21 di Parigi. I maggiori controlli sul versante italiano sono
svolti da due pattuglie e il transito delle
auto si svolge su ununica corsia. Ma il valico praticamente deserto: Nemmeno
questa mattina - racconta il poliziotto abbiamo avuto particolari problemi di
smaltimento. E questo perch il primo
blocco, in realt, scatta nella testa di chi
viaggia e che ha evidentemente deciso
di non andare in Francia in queste ore.
Cos si spiega il fatto che il Monte Bianco

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sia poco frequentato nonostante la chiusura del vicino valico del Piccolo San Bernando, quello che porta in val dIsere. Il
vero disagio lhanno subito i frontalieri.
Nella piazza di Chamonix, primo paese
francese oltre il traforo, Luca racconta
una mattinata movimentata: Veniamo
qui ogni sabato a vendere la fontina. Partiamo da Aosta. Oggi siamo stati controllati tre volte. Temiamo soprattutto il ritorno verso lItalia. infatti chi lascia la
Francia a subire le verifiche pi insistenti. Pattuglie della polizia e della Gendarmerie sono sparse per chilometri lungo
le strade di accesso al traforo.
La perquisizione dei furgoni e il transito su una sola corsia fanno parte di un

protocollo applicato da ieri a tutti i valichi con la Francia. A partire da quello pi


frequentato, a Ventimiglia. Pochi chilometri oltre, a Mentone, la polizia ferroviaria francese ha respinto ieri una decina di magrebini che avevano scelto il
giorno sbagliato per tentare lingresso
nel paese senza documenti. Anche a
Ventimiglia nella notte il valico stato
chiuso per poche ore. Cos come accaduto al tunnel del Frejus e al valico del
Monginevro. Ritardi invece negli aeroporti dove lEnac ha alzato il livello di sicurezza nei protocolli di controllo dei
passeggeri. Sono comunque partiti tutti
i voli da e per la Francia.
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CITT DEL VATICANO. Lo choc di Parigi arriva subito, e forte, in

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Vaticano. Dove i timori per un eventuale attacco, nel centro della


cristianit, sono pi alti che altrove. E il Papa interviene
immediatamente. Lo fa in unintervista telefonica a Tv2000,
rilasciata al direttore Lucio Brunelli: non c giustificazione religiosa
e umana a quanto accaduto, dice Francesco. Questo non umano.
Per questo sono vicino a tutta la Francia, a cui voglio tanto bene. Il
Pontefice in passato si era riferito a quella che sosteneva essere una
terza guerra mondiale. Questo un pezzo, ha aggiunto ieri,
affermando di essere commosso e addolorato.
Dopo il Papa intervenuto il capo dei vescovi italiani, il cardinale
Angelo Bagnasco. Oggi in tutte le chiese si pregher per la Francia.
Un altro fatto dolorosissimo che mette inquietudine ha detto
larcivescovo di Genova, che anche vice presidente della
Conferenza episcopale europea ma che non deve spaventare n
lEuropa n tantomeno la Francia. un momento che deve suscitare
riflessione, sia per quello che sono questi atti terroristici, sia per non
spaventarsi e reagire in modo indebito, come ad esempio
rinchiudersi dentro un fortino.
Gli occhi di molti ora, non solo in Vaticano, vanno al Giubileo che si
aprir l8 dicembre. Nel clima di paura, fuori e dentro la Chiesa, c
chi apre lipotesi di un rinvio. Scrive ad esempio al Papa padre
Antonio Rungi, teologo stimato e citato da Francesco: Chiedo di

sospendere tutte le celebrazioni a tutte le manifestazioni per tutto


lAnno giubilare. Ci non vuol dire che non debba svolgersi. Anzi, al
contrario, si deve svolgere regolarmente. Non assolutamente
necessario andare in pellegrinaggio a Roma per poter usufruire dei
benefici spirituali.
Largomento divide i partiti politici. Nel Pd c chi come Stefano
Pedica appare contrario (Si dovrebbe cominciare a riflettere sulla
possibilit di rinviare il Giubileo), ma il suo compagno di partito
Edoardo Patriarca di un avviso diverso
(Rispondere uniti ai terroristi lo si fa anche
-" confermando il Giubileo). I dubbi non sono solo
(*03 a sinistra. Il senatore della Lega Nord, Sergio
/" Divina, si chiede se non si debba valutare il
di chiudere anche noi le frontiere e
5" caso
annullare quella che sar la pi grande
concentrazione di cristiani mai vista in Italia, il
Giubileo. E pure il Codacons contrario: Rivolgiamo un accorato
appello a Papa Francesco, non perch annulli il Giubileo, ma perch
lo trasformi in un momento di preghiera al quale i fedeli possono
partecipare dal proprio Paese, senza recarsi a Roma.
Di avviso totalmente diverso per il Vaticano. Non proprio tempo
di rinunciare al Giubileo dice il portavoce papale, padre Federico
Lombardi Dobbiamo resistere con decisione e con coraggio alla
tentazione della paura.
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gelino Alfano che ricorda lo speciale rischio
a Roma per la presenza del Papa. Eppure, il
messaggio ripetuto in queste ore che non
stato segnalato alcun allarme concreto.
Non che questo ci metta al riparo riferisce unaltra fonte dellintelligence visto
che nemmeno a Parigi ci si aspettava quello
che poi accaduto.
Il salto di qualit degli attacchi in Francia
impone dunque una modifica del piano di sicurezza che si stava scrivendo in queste ore
in Questura. Verr messo a punto per il 20 novembre e conterr le misure da adottare nella capitale in questo lungo anno giubilare,
dall8 dicembre al 20 novembre 2016.

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ROMA. Quello che vedranno tutti saranno le

mimetiche dei militari a San Pietro, i pattugliamenti dei soldati in via della Conciliazione, i presdi davanti alle basiliche di San Giovanni, San Paolo e Santa Maria Maggiore,
forse anche i droni sulle teste dei pellegrini.
Quello che non vedr nessuno sar il lavoro
di intelligence, le intercettazioni, il monitoraggio dei siti internet dove si inneggia allIsis e dove si fa reclutamento. Quello che si
spera di non dover vedere mai, invece, lintervento dei corpi speciali, incursori del Combusin, paracadutisti del Col Moschin, Gis e
Nocs, attivati da ieri con linnalzamento del
livello di allerta e in grado spiega una fonte dei nostri apparati di sicurezza di entrare in azione, in pochi minuti, anche in pieno
centro.
A 23 giorni allinizio del Giubileo, la strage di Parigi ricorda a Roma e ai simboli della
sua religiosit Vaticano e comunit ebraica quanto sia concreta la minaccia terroristica. C un messaggio, seppur generico e
diffuso su Twitter, che indica la capitale italiana prossimo obiettivo dellIs con Londra e
Washington. C il ministro dellInterno An-

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Ieri Alfano ha annunciato larrivo anticipato in citt di 700 militari. Lombrello sotto il
quale sono inquadrati la missione Strade
sicure. Avranno compiti non solo di sorveglianza di obiettivi sensibili (ministeri, ambasciate, luoghi di culto cattolici, ghetto
ebraico, stazioni, aeroporti) ma anche di
pattugliamento. Saranno, insomma, visibili nonostante governo italiano e Vaticano
vogliano evitare leffetto citt militarizzata. Ai primi 700 se ne dovrebbero aggiungere altri 300 e, con loro, un migliaio di
agenti tra poliziotti, carabinieri e finanzieri. Gi adesso, per, la Questura di Roma ha

messo in strada pi pattuglie. Non solo per


il rafforzamento della vigilanza ai potenziali obiettivi francesi in citt. Sulla scorta di
quanto accaduto a Parigi, infatti, verranno
monitorati pi attentamente anche quartieri e locali notturni frequentati dai pi giovani. Maggiori controlli anche per quanto riguarda le stazioni. A Termini, dove gi alle
banchine si accede solo con un biglietto, dovrebbero essere installati degli scanner per
i bagagli.

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Ci sono tre date segnate in rosso sul calendario dei nostri apparati di sicurezza. L8 dicembre, ovviamente, lavvio del Giubileo
con il Papa che aprir i battenti della Porta
Santa. Poi l8 febbraio, quando arriveranno a
Roma le spoglie di Padre Pio che verranno
esposte per una settimana, e il 4 settembre,
con la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta. Per ragioni di sicurezza, chiunque vorr passare sotto la Porta Santa verr tracciato: si dovr registrare sul web, lasciare i propri dati personali, cos che in ogni momento
sar possibile monitorare i pellegrini. Dopo
quanto accaduto a Parigi, per, c incertezza sugli arrivi. Dai 30 milioni previsti a luglio
si scesi a 20. Ma ne aspettiamo circa 11,
ha detto qualche giorno fa il prefetto Franco
Gabrielli. Possibile si scenda ancora.

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MILANO. Risponde al primo
squillo, nellattesa disperata di
sapere viva sua figlia. Magari ferita in qualche ospedale parigino, o davvero insieme a quella
donna francese che ieri mattina ha chiamato France Info,
la radio del servizio pubblico, e
ha raccontato di essere fuggita
insieme con unitaliana nei bagni del Bataclan, per poi nascondersi ore e ore nel sottotetto del locale.
Luciana Milani, la madre di
Valeria Solesin, spera di ricevere da un momento allaltro quella telefonata del Consolato. Ma
per ora, nessuno sa dov Valeria. Purtroppo non abbiamo
notizie, vediamo la sua foto su

tutti i siti, siamo in contatto con


i funzionari di Roma, dove tutti
si sono attivati per cercarla, ma
non abbiamo novit, dice dalla sua casa di Venezia, la madre
di Valeria. La ragazza, 28 anni,
a Parigi per un dottorato alla
Sorbona, dopo la laurea in Sociologia. Sappiamo che non
nella lista dei deceduti, e questo un piccolo conforto, lunica cosa che ci d speranza dice la donna con un filo di voce
Speriamo sia tra i feriti, anche se la Farnesina ci dice che
difficile accedere alle informazioni degli ospedali parigini.
Da un ospedale allaltro, girano a Parigi gli amici di Valeria e
il suo fidanzato, Andrea Ravagnani. Al Bataclan la coppia era
insieme alla sorella di Andrea,
Chiara, originari di Trento, e al
suo fidanzato Stefano Peretti,
per il concerto degli Eagles of

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Death Metal, che ieri hanno
annunciato la fine del tour. Abbiamo sentito allimprovviso
dei colpi racconta Andrea al
telefono al padre Non abbiamo capito subito che erano degli spari. Poi abbiamo visto i ragazzi accanto a noi sporchi di



sangue, e abbiamo inziato a correre.


in quegli attimi di caos e
terrore che le strade di Andrea
e Valeria si separano. Quando
inizia la mattanza, i due giovani non sono ancora nella sala
del concerto, ma vengono travolti dalla calca di ragazzi che
urlano e scappano. Andrea viene ferito di striscio a un orecchio, ma riesce a salvarsi e ritrova il gruppo di italiani. Di Valeria, invece, nessuna traccia.
Gi nella notte raccontano
gli amici abbiamo tentato di
contattarla. Ha perso la borsa
con il cellulare e i documenti, recuperata da unaltra amica. Ma
lei sembra scomparsa nel nulla. La speranza dei familiari
che si trovi, magari sotto shock,
senza la possibilit di comunicare il suo nome, in un ospedale
non ancora raggiunto dal fidanzato.
Tra notizie contrastanti e vere e proprie bufale online, i familiari sperano che lincubo finisca presto. E Valeria torni a
casa. Lho sentita il giorno prima della strage dice ancora
la madre era allegra e spensierata come sempre.
Un altro italiano, scampato
alle raffiche di kalashnikov al
Bataclan, Massimiliano Natalucci, 45 anni, sopravvissuto
trentanni fa alla strage
dellHeysel. Ho visto due persone con le mitragliette, hanno
sparato ininterrottamente per
dieci minuti, avranno sparato
almeno cinquemila proiettili, e
io ne ho preso uno. Una carneficina. Cera sangue dappertutto. Per uscire sono dovuto passare in mezzo ai cadavari.
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TRIBUNALE DI ROMA

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Uno dei capitoli pi delicati riguarda la sicurezza del Pontefice, allergico a qualsiasi costrizione, a cominciare dalla Papamobile blindata. Papa Francesco ha fatto sapere che non
vuole limiti al contatto coi pellegrini. Cosa
che render pi complicata la sua difesa per
le nostre forze dellordine. Ancora ieri il Comitato riunito al Viminale tornato a chiedere
al Vaticano pi collaborazione su questo
fronte. Singolare, invece, la sorveglianza di
piazza San Pietro: quando presente il Papa
spetta alla Gendarmeria Vaticana. Quando
invece il Pontefice non c tocca alla polizia.

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sulla prevenzione, per, che puntano
maggiormente i servizi. Solo due giorni fa il
capo del Dis, Giampiero Massolo, sottolineava che la minaccia maggiore potrebbe arrivare dai lupi solitari. Parigi ha dimostrato, per, la preparazione di un attacco contemporaneo, anche con kamikaze, su pi obiettivi.
Dobbiamo fare in modo di intercettarli prima sottolinea la fonte dellintelligence
lintervento dei corpi speciali arriva ad attacco gi in corso. come per un aereo sospetto:
devi fare in modo che non si sollevi da terra.
Se lo abbatti in volo un problema in pi per
tutti.
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I Curatori delle procedure in epigrafe, avendo ricevuto oferta di acquisto


al corrispettivo di 2.500.000.00.-, avvisano di aver avviato una procedura
competitiva avente ad oggetto la cessione di aziende di lavorazioni metalmeccaniche, facenti capo agli intestati fallimenti attualmente esercitate da
Revas Group S.p.A. presso la sede di Trieste via Caboto 27 (ex stabilimento
Stock), immobile industriale con superficie coperta di mq. 25.700.- multilivello e scoperta di mq. 20.124.-, e presso lunit locale di Cervignano, in
esercizio provvisorio con impiego di n. 132 dipendenti e CIGS richiesta,
secondo il disciplinare di gara, consultabile sul sito della www.revas.it e
richiedibile al seguente indirizzo mail proceduracompetitiva@revas.it cui
fare riferimento anche al fine di accedere alla documentazione aziendale
anche a mezzo data room virtuale per sopralluoghi e per ogni informazione necessaria.
Si precisa che il termine per oferte migliorative da presentarsi, con le
modalit cui al disciplinare stesso, fissato
e che in caso di pi oferte
presso lo studio del dott. Piergiorgio Renier in Trieste via Coroneo
4, alla presenza dei curatori, dei comitati dei creditori e, se interessati,
degli oferenti, si proceder allesame delle oferte pervenute e della loro
regolarit. In caso di pluralit di oferte ritenute ammissibili, si proceder
a gara informale con rilanci non inferiori all1% del prezzo base totale.
Trieste 15 novembre 2015
I Curatori
dott. Piergiorgio Renier
dott. Luca Camerini
dott. Roberto Bussani
avv. Stefano Sabini

ESEC. IMM. N. 1059/11 R.G.E.


G.E. Dott.ssa Barbara Perna. Vendita senza incanto: 14/01/2016
ore 10.00 presso il Tribunale di Roma IV Sez. EE.II. apertura buste
ore 09.30. Lotto 1: Comune di Roma (RM) Via del Casaletto, 140.
Piena propriet di fabbricato cielo terra adibito ad attivit di ristorazione - ricettiva sportiva, oltre area pertinenziale circostante, il
tutto come meglio descritto nella perizia di stima. Attualmente occupato ed utilizzato dalla societ esecutata. Prezzo base Euro
2.200.000,00 in caso di gara aumento minimo Euro 50.000,00.
In caso di mancanza di offerte vendita con incanto: 14/01/2016
ore 12.30 allo stesso prezzo base e medesimo aumento. Deposito
offerte/domande entro le ore 12:30 del 13/01/2016 in Cancelleria
EE.II. Custode: Dott. Adriano Corsetti tel. 064512579, cell.
3356577913. Maggiori info in cancelleria IV Sez. EE.II. e su
www.tribunale.roma.it, www.giustizia.lazio.it e www.astegiudiziarie.it. (Cod. A319027).
ESEC. IMM. N. 2045/11 R.G.E.
G.E. Dott. Romolo Ciufolini. Vendita senza incanto: 13/01/2016
ore 12.00 presso il Tribunale di Roma IV Sez. EE.II. apertura buste
ore 09.30. Lotto unico: Comune di Roma (RM) Largo dell'Olgiata,
15. Appartamento dell'edificio C/25, scala A, interno 3, composto
da soggiorno, bagno, antibagno, cucina e zona esterna al piano
terra, tre camere, disimpegno, bagno, ripostiglio e intercapedine
al piano seminterrato, oltre box al piano S2. Prezzo base Euro
275.000,00 in caso di gara aumento minimo Euro 2.000,00. In
caso di mancanza di offerte vendita con incanto: 13/01/2016 ore
13.00 allo stesso prezzo base e medesimo aumento. Deposito offerte/domande entro le ore 12:30 del 12/01/2016 in Cancelleria
EE.II. Custode: Avv. Elena Ruggiero Rubino tel. 063243865. Maggiori info in cancelleria IV Sez. EE.II. e su www.tribunale.roma.it,
www.giustizia.lazio.it e www.astegiudiziarie.it. (Cod. A287872).
FALL. 261/2012
G.D. Gentili, vende senza incanto villino in Fregene, in via Marotta
n. 98, prezzo base Euro 131.250,00 - udienza 20.01.2016 ore
12,45. Eventuale vendita con incanto 17.02.2016 ore 12,30. Info
Curatore 06.8078341 - Fax: 06.8078343. Pec: stefano.mastrolilli@legalmail.it
FALLIMENTO: G.R. IMPIANTI SRL N 145 ANNO: 2015
Giudice Delegato: Dott.ssa Angela Coluccio Curatore: avv. Mauro
Maltese AVVISO DI VENDITA di ramo di azienda costituito da
attrezzature tecniche, macchinari, arredi e minuteria di cantiere;
la cessione comprende i diritti afferenti lattestazione SOA n.
12379/11/10 rilasciata ai sensi del D.P.R: 207/2010 in data
08.01.2013 dalla PROTOS SOA con validit triennale in scadenza
il 07.01.2016 e con scadenza validit quinquennale il 07/01/2018
nelle attivit con codice OG1 class. III, OG10 class. IV, OG11
class. IV, OS27 class. III e OS30 class. VII. Il suddetto ramo di
azienda posto in vendita al prezzo base di perizia di
80.000,00, con le seguenti modalit: offerte irrevocabili cauzionate
10% prezzo offerto in busta chiusa entro le ore 13.00 del
16/12/2015, da depositare presso lo studio del notaio delegato
dalla procedura dott.ssa Annamaria Rastello, con studio in Roma,
via Sebino n. 16. Apertura buste ed eventuale gara tra gli eventuali
offerenti per il 17/12/2015 ore 16,00 presso lo studio del predetto
notaio. Nellipotesi di gara tra gli offerenti offerte in aumento non
inferiori ad 5.000,00. Maggiori informazioni reperibili presso il
sito www.astegiudiziarie.it tel. curatore 06/37353160.

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UANDO si piange e ci si torce le mani e ci si


vergogna della propria impotenza, il momento di fare qualcosa. Qualcosa, qualsiasi
cosa, non pretende nemmeno di misurarsi
con la violenza cui si assiste. Vale un po per gli altri,
per le vittime, per quelli che sono feriti, per quelli
che scappano e sono spaventati, e un po per s.
Mai come in questa circostanza vero che avremmo potuto trovarci al loro posto. La redazione di
$IBSMJF era ancora una trincea, seppure involontaria, il mercato kosher era un bersaglio dellinfamia
antisemita: qui la strada, il ristorante, il concerto,
lo stadio, la Parigi dei parigini e di tutti, le nostre
scolaresche, i nostri parenti. Ci fanno guerra, si dice, mentre commemoriamo la Grande Guerra, il
soldato con lelmetto che tiene alta la bandiera e
sorregge il compagno esanime in ogni piazza di
paese. Che monumento faremo a questi caduti, falcidiati dentro una sala di metal rock, aggrappati ai
cornicioni -appena due piani in ricordo delle Torri Gemelle, trucidati a una tavola di ristorante o a
un angolo di boulevard? Ieri era sconsigliato ogni
assembramento, e in tanti sono andati alla Rpublique: gli ordini della prefettura sono sensati, ma
c un sentimento che pu farli superare. Le porte
di casa aperte a chi nella notte avesse avuto paura e
cercato un riparo, poche o molte che fossero, volevano risarcire la grande citt che si chiudeva a doppia mandata. I tassametri staccati, spontaneo servizio civile come sotto un bombardamento. Le code

di cittadini che sono andati a donare il sangue, a risarcire il tanto sangue versato. I fiori, i pensieri e i
disegni affidati a foglietti, le candele. Ieri Parigi era
la ville lumire per le candele. Je suis parisien, Io
non ho paura. Si vuole fare qualcosa per gli altri, gli
altri farebbero qualcosa per noi.
Ieri era anche il giorno dopo delle dichiarazioni
delle autorit, ovvie, a volte sincere. Le autorit possono avere un cuore, quando gli avvenimenti spezzano il cuore. O no. Bashar al Assad vorrebbe dire
chiaro e tondo Ben vi sta e non pu, ma lo lascia intendere, e dice Noi stiamo vivendo cos da cinque
anni: lui sta facendo vivere cos e molto pi orribilmente di cos il suo popolo da cinque anni. I magnanimi finanziatori del terrorismo jihadista deplorano loltraggio allumanit consumato in quella
Parigi di cui sono prestigiosi acquirenti. Il presidente turco, Recep Tayyp Erdogan, esecra il terrorismo, che noi conosciamo molto bene, frase almeno sibillina.
Le persone vanno in piazza Farnese, depongono
fiori, inalberano il tricolore transalpino. Un giovane italiano-tedesco va con la bicicletta e un pianoforte a traino a suonare Imagine nei luoghi della ferocia: :PVNBZTBZ*NBESFBNFS, gi. Ieri di fronte
al Bataclan. Al Metropolitan Opera House a New
York hanno suonato e cantato la Marsigliese, e distribuito il testo completo. HPSHFSOPTGJMTFUOPT
DPNQBHOFT -a sgozzare i nostri figli e le nostre compagne. Anche sui campi di calcio italiani, dove ieri
toccava alla serie B, si cantata la Marsigliese. -J
CFSU MJCFSUDISJF. Forse lepisodio pi consolante

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il nostro modo di vita sfidato. Mentre guardavo e


nella costernazione di venerd notte era stato quelascoltavo mi chiedevo se le parole prese sul serio
lo dello Stade de France. Spettatori e calciatori soquesta volta non costringessero la folla fiera e calno tenuti dentro per ragioni di sicurezza. Anche pi
ma, gente che era andata a vedere una partita amitardi, quando potrebbero andare, i blu della naziochevole di pallone, a fermarsi su quell"VYBSNFT 
nale francese scelgono di restare per non lasciare
DJUPZFOT. Poco lontano da l, unaltra folla di 1500
gli avversari tedeschi, fino allalba. Quando le porpersone inermi, giovanissimi e giovani per lo pi,
te si aprono, alcuni spettatori sgattaiolano via, ma
veniva trucidata da un piccolo manipolo di assassimolti escono con calma e ordine, cantando la Marsini, bravi alle armi e ubriachi di un
gliese. Questo il bellepisodio. Vi riDio alla loro misura, come si macelcordate il film, 'VHBQFSMBWJUUPSJB: i
la un gregge di agnelli. Nessuno
nostri, prigionieri dei nazisti, scel- %BM.FUSPQPMJUBO
pu imputare alla folla di non aver
gono di giocarla fino alla fine rinun- EJ/FX:PSLBJDBNQJ
accennato (salvo che sia avvenuciando allevasione preparata.
Quando il nostro portiere il po- EJ4FSJF#UVUUJJFSJIBOOP to, e speriamo di venirlo a sapere)
un gesto di resistenza, di reazione
vero Stallone si prepara a parare DBOUBUPMB.BSTJHMJFTF
a quei boia: era successo su un treil rigore decisivo dellultimo minuno, ma laspirante boia l era uno
to, la folla dei parigini intona la Marsciagurato. Forse per dovremmo
sigliese: lui para, la folla travolge teripensare ai lunghi decenni in cui abbiamo tolleradeschi e recinti, e si trascina via i giocatori alleati.
to che si attribuisse al popolo ebraico una rasseLa Marsigliese non un inno fra gli altri, , per cos
gnazione a lasciarsi macellare come un gregge di
dire, il prototipo di tutti gli inni nazionali. La si pu
agnelli. Oltretutto dimenticando il ghetto di Varricantare prendendola sul serio, restituendo alle
savia, e una miriade di ribellioni personali e senza
vecchie parole un senso originario. Era successo di
speranza.
nuovo alla folla parigina meravigliosa per Charlie.
Ho una postilla che qui suoner tragicomica.
Potrebbe succedere anche a noi -Dio ce ne scampi
con linno di Mameli, di ricantarlo e passar sopra
Nel Secondo Impero francese, a met dellOttocenalla retorica e ricordarci che cosa volle dire nel
to, la Marsigliese era interdetta, e a fare da inno
1847 o nel 1945. Scrivemmo, dopo Charlie: Tuttanazionale era un canto composto (o usurpato) da
via una manifestazione cos non pu ripetersi allinOrtensia de Beauharnais sul testo di un Alexandre
domani del prossimo attentato. Eppure ancora
Laborde (1807). Si intitolava 1BSUBOUQPVSMB4Z
ieri il canto della Marsigliese stato il pi sentito seSJF
gno di solidariet con le vittime, con la Francia, con
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uesta tragedia onora la


Francia. un onore di cui
avremmo fatto volentieri a
meno, noi francesi. Siamo
in lutto, storditi da questo
bagno di sangue, consapevoli che altri
potrebbero seguire, naturalmente terrorizzati di vedere la guerra colpire Parigi con un attacco che avrebbe potuto
essere dieci volte pi sanguinoso di cos se i kamikaze fossero riusciti a portare a termine i loro piani anche allo Stade de France, dove il presidente della
Repubblica assisteva a una partita. Ma
almeno sappiamo che siamo sotto attacco perch la Francia, insieme alla
Gran Bretagna, il solo paese europeo
ad avere una Difesa degna di questo
nome. Perch non c pi nessun altro
paese dellUnione a contrapporre le
sue armate al jihadismo, dopo che i britannici, che contrariamente a noi commisero lerrore di seguire George Bush
in Iraq, si sono ritirati sulla loro isola.
Perch la Francia in prima linea
nella lotta contro i fanatici del jihad in
Mali, in tutto il Sahel e perfino in Nigeria, e siamo in prima linea da soli, senza gli Stati Uniti e senza il resto dellEuropa. Perch la nostra aviazione colpisce direttamente i campi di addestra-

dellestate 2014, che minacciava seriamente di far cadere Bagdad. Ormai deve far fronte a una nuova sfida, perch
da quando i russi hanno capito che
mantenere al potere Assad sar impossibile, a Vienna ha preso il via un processo di pace.
tuttaltro che semplice. Nulla ci garantisce che avr successo, ma tutte le
potenze, mondiali o regionali, interessate a questo conflitto, oggi cercano
un compromesso che passerebbe per
la trasformazione della Siria in una federazione che garantisca tutela e rappresentanza politica a tutte le comunit e un equilibrio fra linfluenza iraniana e quella saudita, fra il campo sciita e
quello sunnita. Se questo compromesso venisse trovato (e non pi impossibile), Daesh si ritroverebbe solo di
fronte al mondo. Il pericolo, per Daesh,
cos grande da spiegare lattentato
contro laereo di turisti russi che sorvolava il Sinai, lattentato di Beirut contro Hezbollah e adesso queste carneficine a Parigi. Daesh vuole intimidire la
Russia seminando terrore, far pagare
agli alleati libanesi di Assad il loro intervento in Siria e seminare il caos in
quel Paese nemico che la Francia.
tutto pensato attentamente, perch

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mento di Daesh in Siria, l dove vengono addestrati questi miserabili imbecilli in cerca di un senso alla loro esistenza, la cui missione cercare di piegarci venendo a seminare morte nei
nostri quartieri, in questa Francia dove spesso e volentieri sono nati e di cui
parlano la lingua. Sono ragioni pi che
sufficienti per colpirci, ma ce n unaltra, pi fondamentale ancora.
Daesh con le spalle al muro. Grazie
al coordinamento fra i combattenti
curdi e gli aerei da guerra schierati dalla coalizione arabo-occidentale contro
i jihadisti, Daesh in questo momento
sotto la minaccia di un accerchiamento a Mosul, la grande citt irachena di
cui ha fatto la propria piazzaforte dopo
averla atrocemente straziata. Mosul
non sar riconquistata in un giorno,
perch non sarebbe concepibile accrescere le sofferenze della sua popolazione massacrandola di bombardamenti.
La guerra contro Daesh purtroppo non
pu essere totale, per progredisce, in
modo lento ma solido. Lo Stato islamico dellIraq e del Levante, Daesh, questa alleanza fra sunniti fanatici ed ex
ufficiali di Saddam Hussein che ambisce a creare uno Stato sunnita a cavallo di Iraq e Siria, non solo ha dovuto rinunciare a proseguire la sua offensiva

lopinione pubblica russa teme un nuovo Afghanistan, Hezbollah si impegna


in Siria solo controvoglia, sotto la pressione dei loro padrini iraniani, e la
Francia fragile. Non assolutamente
indebolita quanto credono i francesi,
ma il suo presidente batte tutti i record di impopolarit, il Fronte nazionale continua a crescere e paralizza tutti
gli altri partiti e larghe fette dello scacchiere politico, a destra come a sinistra, contestano il rifiuto di Franois
Hollande di sostenere un mostro contro laltro, Bashar al-Assad contro Daesh.
La Francia impegnata in un difficile sforzo per riportare in equilibrio i
suoi conti pubblici. Si appresta ad accogliere la Conferenza sul clima. La Francia impegnata in battaglie dallesito
incerto, e il sogno di Daesh sarebbe di
aggiungervi tensioni interne reali, sollevando lopinione pubblica contro le
sue comunit musulmane. Hanno visto giusto. Hanno mirato bene. Non
un caso che i luoghi attaccati, lo stadio
e il decimo e undicesimo arrondissement, siano dei posti dove tutti stanno
gomito a gomito. Ma se la Francia accusa il colpo, risponde.
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un modo di vita, una cultura, la gioia di


vivere che i terroristi del venerd sera
hanno preso di mira. Una partita di calcio, un concerto di musica rock, un ristorante, un bar, un caff, e poi la strada cio la vita
quotidiana dei parigini, che escono alla vigilia del
weekend per tirare il fiato, divertirsi, istruirsi.
questa vita, con le sue piccole abitudini, le sue gioie
semplici, gli incontri tra amici, il senso di condivisione che questi individui hanno voluto assassinare.
Come quelli che nel gennaio scorso tentarono di uccidere la libert despressione, quella di scrivere e
disegnare, di ridere di tutto, compreso il sacro.
C in questo una logica che ci sfugge, poich abbiamo un super-io a guidarci e proteggerci da derive e deliri del genere. Ma possiamo fare uno sforzo
per comprendere e spiegare lorrore. Il nostro tipo
di vita, la cultura che privilegiamo, la libert conquistata a caro prezzo con tante lotte, la democrazia
che regola i nostri rapporti con laltro, con la legge e
il diritto in breve, questa civilt insopportabile
per i soldati dellodio e della barbarie, apparsi da
qualche tempo sulla scena internazionale. A questo
nostro vivere insieme contrappongono una religione in cui i sermoni sulla virt si mescolano ai traffici
di droga, al prossenetismo, allo schiavismo sessuale e alla vendita delle bambine, al taglio delle teste,
al furto e allo stupro, allignoranza soddisfatta e a
una sanguinosa brutalit. una religione? Direi
piuttosto una copertura, un alibi, che va cercando
nellislam del VII secolo, nelle sue guerre e battaglie, di che nutrire appetiti di dominio senza limiti

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l giorno dopo gli attentati, laria di


Parigi satura di paradossi. Venerd pomeriggio al cimitero di Pre
Lachaise si era svolta una commemorazione funebre per il filosofo Andr
Glucksmann e molti di coloro che hanno pronunciato un discorso funebre in
suo onore erano proprio coloro che fanno fatica a trovare il modo giusto per
parlare di terrorismo senza cedere alla
rabbia a caldo o offrire in ostaggio allilliberalismo lapologia.
Nessuno avrebbe potuto immaginare quello che sarebbe accaduto di notte. Glucksmann, dopo l11 settembre,
aveva scritto un libro apprezzabile e significativo, non ancora tradotto, intitolato %PTUPFWTLJK B.BOIBUUBO, nel quale aveva sostenuto che la natura reale
del terrorismo moderno, compreso
quello islamico, il nichilismo, prima
ancora che la religione o la politica: Uccido, dunque sono. Certo, il comunicato in francese col quale lIs si assume la
responsabilit delle stragi, esulta pi
di profonda rabbia scatenata, di pura
follia sanguinaria, gi gi fino allantica furia puritana per lesistenza stessa
di quel luogo di piacere chiamato Parigi.
A Parigi questo terrorismo cos fero-

la malattia autoimmune che subentra,


per la quale gli anticorpi concepiti per
attaccare il male invasore si ribellano
contro il loro stesso corpo sano. Ieri mattina in Francia pareva esserci un consenso generale a favore di rastrellamenti e arresti di massa. Il fatto che si
tratti di pochi individui non ne riduce
la nocivit. Ed altres difficile immaginare come tra coloro che pi beneficeranno politicamente di una notte come
questa possano non esserci Marine Le
Pen e lestrema destra. Ed ecco che, infatti, i loro slogan antimusulmani sono loro i nostri implacabili nemici interni.
Si tratta di un messaggio che, nelle
sue implacabili certezze, alla gente terrorizzata parr seducente. Lo scopo del
terrorismo seminare il terrore. Ed
veramente difficile non vedere le catastrofiche conseguenze di questi attentati.
Ma in Francia c anche il desiderio,
ben noto ai newyorchesi, di non farsi intimorire, di non farsi trasformare dal
terrorismo in una cittadinanza incapace di provarlo. Gli abitanti di New York
hanno appreso che si pu vivere la vita
o le proprie paure, e che sempre pi
saggio vivere la vita. Questa mattina

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n frontiere. Ma tutto questo non avviene per caso.
Allorigine c persino una data: il 1952, quando avvenne il primo colpo di stato in Egitto, seguito da decine di episodi di violenza totalitaria che misero il
potere nelle mani di dittatori quali Gheddafi, Saddam Hussein, gli al-Assad padre e figlio, Ben Ali,
Moubarak, il sudanese Omar al Bashir. E c inoltre la nebulosa dei Paesi del Golfo, che finanziano
chi combatter per loro. in questassenza di democrazia e di libert che si sviluppa e si espande un ca-

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liffato anacronistico, nemico dei popoli e delle arti.
Se lIs ha preso corpo, materialmente e politicamente, solo perch e su questo tutti concordano, anche se evidentemente non in via ufficiale ha ricevuto dagli Stati del Golfo armi e denaro. Gli intermediari sarebbero uomini daffari che hanno scommesso su un ipotetico Stato islamico. E come in
un casin, hanno giocato la carta delle peggiori disgrazie per poter continuare a far fruttare i loro miliardi, concedendosi una vita depravata che ci riempie di nausea e disgusto, largamente condivisi dai
popoli arabi. Le responsabilit arabe per lesistenza

dellIs sono evidenti: questo va detto e ripetuto.


Non serve rovesciarne la colpa sullOccidente, anche se vero che la sua politica in Medio Oriente, la
sua mancanza di fermezza nei confronti del regime
di Bashar al Assad (in particolare nellagosto 2013,
quando us armi chimiche contro il suo popolo) ha
aperto la via allarroganza dellIs. Va inoltre ricordato il gioco ambiguo e perverso della Turchia, e lassoluto cinismo di Putin, che va avanti senza il minimo scrupolo, con fredda durezza.
Gli attentati di venerd sono stati preparati, sincronizzati e mirati in un senso preciso: seminare il
terrore tra le gente anonima, che conduce una vita
normale. Non abbiamo a che fare con dilettanti.
gente addestrata, che da tempo ha accettato di
scambiare il proprio istinto di vita con listinto di
morte soprattutto quella degli innocenti. La loro
propria morte non conta: sono gi altrove, in un altro mondo, un altro pianeta dove i sentimenti semplici come la paura e il terrore non esistono pi.
Oggi pi che mai, i Paesi musulmani che credono
nellislam di pace, nella fratellanza monoteista, devono mobilitarsi, poich la loro religione stata rubata e violentata per commettere nel suo nome
stragi di innocenti. Reagire in massa, suscitare una
primavera dellislam: di un islam che riprenda le
fila della sua storia di secoli di illuminata sapienza.
Dire e gridare: Non in mio nome! Tornare alleducazione, alla pedagogia quotidiana, e lottare per rimettere i valori al loro giusto posto.

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ce e nichilista non certo nuovo. Ma, se


non altro, gli attentati dei terroristi degli anni Settanta parevano ispirati da
una finalit propagandistica, uccidere
per un motivo che aveva un nome preciso e si poteva enunciare, per quanto folle. La nuova frenesia di stragi di massa,
che vanno ben oltre le disumane necessit di una pubblicit diabolica, paiono
invece riconducibili a una visione apocalittica di pi ampie dimensioni, la rinnovata guerra di religione del dodicesimo secolo che il messaggio dellIs sottolinea con cos grande esultanza. Il comunicato avverte che questo solo linizio della tempesta. Questa visione
di una guerra permanente implacabile
tra la modernit e un inesorabile desiderio neo-medievale di potere assoluto
e di guerra totale di religione che era
poi la visione di Glucksmann oggi
apparsa pi convincente che mai per
un gran numero di parigini.
Certo, le scene al teatro Bataclan sono quelle di una follia scatenata al di l
di ogni plausibile normalit: prendere
ostaggi non per una finalit precisa,
ma soltanto per massacrarli, uno dopo
laltro.
Dopo lundici settembre i newyorchesi appresero che una delle conseguenze pi pericolose del terrorismo

sul giornale -FT3FHMFT%F+FV (della direzione del quale faccio parte), rivolgendosi ai suoi concittadini Bernard
Schlasa ha scritto che auspica da parte di migliaia di uomini e donne musulmane una reazione plateale ed enorme
di rinnegamento (Not in my name)
per queste azioni e che si arrivi a uno
slancio gigantesco di solidariet e che
francesi e immigrati condividano una
medesima lotta per la democrazia.E
che tutti noi dimostriamo la nostra fraterna umanit, testimoniando che i nostri valori sono universali e che un piccolo gruppo di individui non pu dividerci. E subito, prima possibile, che tutti noi torniamo a sorridere e bere allegramente sulle terrazze dei nostri bistro, per dimostrare che non ci sottometteremo mai. Per dimostrare che
amiamo la vita e che la difenderemo restando forti, serenamente forti. Pi forti dei pazzi forsennati che agognano soltanto la morte.
stato un bel desiderio, quello della
Francia di stamattina, difficile da provare in una difficile mattina parigina.
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La Procura di Roma
pronta a interrogare il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il governatore
aveva chiesto di essere ascoltato
il 29 ottobre scorso, qualche gior-

NAPOLI.

no dopo gli inquirenti hanno fatto sapere di voler completare prima una serie di accertamenti,
poi ascolteranno la versione del
governatore. Dunque entra nella
fase forse decisiva, linchiesta sulle manovre che sarebbero state
poste in essere dallavvocato napoletano Guglielmo Manna per

ottenere una nomina di prestigio


nella sanit campana sfruttando
la designazione della moglie, il
giudice Anna Scognamiglio, come relatrice del ricorso proposto
da De Luca contro la sospensione
imposta dalla legge Severino. Il
governatore indagato di corruzione per induzione con il magi-

strato, lavvocato Manna e altre


quattro persone, fra le quali lex
capo della sua segreteria, Nello
Mastursi.
Manna (che difeso dallavvocato Francesco Cedrangolo)
coinvolto anche nellinchiesta su
appalti nella sanit condotta dai
pm di Napoli Henry John Wood-

cock ed Enrica Parascandolo da


cui stato stralciato il capitolo
trasmesso a Roma quando
emerso il coinvolgimento del giudice. Gli inquirenti stanno seguendo la pista di scenari corruttivi emersi nella struttura
dellospedale pediatrico Santobono in cui risulterebbero come
soggetti attivi Manna, responsabile del settore legale dellazienda, e il capo sala Giorgio Poziello, indagato anche nel filone
De Luca. La gara pulita...c
stata una turbativa...c stata solo una minima...diciamo forzatura, dice Manna in unintercettazione. Il Santobono non oggetto dindagine, e sono serenissima per quanto riguarda le gare:
ci siamo sempre mossi rispettando il codice degli appalti e, nei casi dubbi, chiedendo il parere
allAutorit anticorruzione, ha
replicato a 3FQVCCMJDB la manager dellazienda Santobono-Pausilipon, Annamaria Minicucci,
estranea alle indagini.
Nel frattempo, il giudice Scognamiglio spiega a cosa si riferiva quando, con il marito, parlava
di nulla osta nella conversazione intercettata il 17 luglio scor-

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MFTBNFEFMDBTP
i'BSFNPQSFTUPw
so, giorno delludienza sul caso
De Luca. Nellinformativa della
polizia, la telefonata viene inserita nel contesto dei contatti intrecciati da Manna per mettere al corrente i suoi interlocutori della decisione del tribunale ed avviene
immediatamente dopo un incontro ad Avellino tra lavvocato e
due coindagati. Nel colloquio, rilevano gli investigatori, dopo
aver fatto riferimento al nulla
osta, Manna chiedeva alla moglie se tutto procedeva secondo
la normale aspettativa.
Nessuna frase in codice, replica il magistrato: i coniugi stavano discutendo dei documenti necessari per iscrivere uno dei due
figli ad una scuola diversa da
quella frequentata lanno precedente. Attraverso il suo legale,
lavvocato Giovambattista Vignola, il giudice esibisce anche
copia del documento, datato proprio 17 luglio. La terminologia
usata nella conversazione afferma il giudice non quindi affatto criptica, ma era relativa a un
problema che era effettivamente esistente. Le libere interpretazioni adombrate dalla stampa,
pur in astratto formulabili, sono
del tutto destituite di fondamento. Marted la vicenda torner
allesame della prima commissione del Csm, che ha aperto una
pratica per incompatibilit nei
confronti del giudice. Il Consiglio
far le sue valutazioni in pochissime settimane, assicura il togato di Area Antonello Ardituro.
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Si profila una cura Marino
per il governatore De Luca, che potrebbe prepararsi a un rimpasto di giunta
nelle prossime settimane, su stringenti indicazioni romane. Intanto, una rivelazione significativa, a sette giorni
dallesplosione del caso De Luca, illumina la zona dombra - tutta politica che costeggia linchiesta romana sulla
presunta corruzione per induzione ,
indagine che coinvolge il governatore
della Campania, il suo ex braccio destro Nello Mastursi, oltre al magistrato Anna Scognamiglio e al marito di lei
Guglilemo Manna. Nel Pd, non solo
campano, molti sapevano. S, ne parlai al partito. Quella nomina rischiava

NAPOLI.

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ROMA. Quel giorno cero e mi ricordo bene di quella pausa.... Lavvo-

cato Gianluigi Pellegrino ha letto lintercettazione tra Scognamiglio e


il marito di quel 17 luglio.
Lei era l per il Movimento in difesa del cittadino. Cosa ricorda?
Eravamo l dentro da quasi tre ore quando il presidente del collegio dispose una pausa. Lo ricordo bene. Ora apprendiamo che mentre
noi pensavamo al merito della causa, alle decine di sentenze che sconfessavano il ricorso di De Luca, il magistrato che avrebbe dovuto semplicemente applicare tutto questo pensava invece a parlare con suo
marito.
Colloquio che la polizia ritiene si riferisca allesito della causa.
C da rimanere avviliti. Sarebbe insieme il tradimento della giustizia e della democrazia, visto che si decideva delle sorti di una delle
pi grandi regioni italiane. Davvero mortificante per un avvocato vedere cos tradita la funzione giudiziaria.
Nelle intercettazioni il giudice non prende mai le distanze dal marito. Che impressione le fa?
Linteresse di un congiunto del giudice delegittima in radice qualsiasi decisione e fa s che oggi la Campania si reggerebbe su una sentenza farlocca.
Lei ha notato anomalie nel comportamento di Scognamiglio?
Il fatto che potesse anche solo ipotizzare di disapplicare una legge
applicata in tutta Italia in decine di casi validata da decine di giudici.
Invece poi incredibilmente lo ha fatto.
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di imbarazzare tutti. Ma ovviamente


non immaginavo ci fossero indagini.
Mario Casillo, lingegnere figlio di un
vecchio esponente Dc, oggi capogruppo Pd in Regione, e soprattutto azionista di maggioranza del consenso deluchiano a Napoli, a confermare a 3FQVC
CMJDB quanto disagio e amarezza
provocassero ormai da mesi quelle voci sullincarico dirigenziale che stava
per essere conferito a Manna, a capo
della Asl3: in quanto coniuge della giudice che era stato relatore di due ordinanze favorevoli a De Luca.
Come lo sapevo? Sono un osservatore, cerco di guardare anche le spalle
al mio presidente e certamente lui da


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salernitano doc non conosce Napoli,


quindi non che possa sapere perfettamente come difendersi da alcuni personaggi. Ma cerano questi personaggi
che volteggiavano sempre intorno a
delle persone o degli uffici. Ne parl
con Mastursi? S. Mi disse grazie, basta.
Lo stesso Casillo, solitamente prudente e silenzioso, non ha esitato ad
esprimere la sua irritazione sia con De
Luca, sia con il suo vice Fulvio Bonavitacola, per la grave caduta, la dfaillance nella comunicazione, io ho appreso dal giornale dellinchiesta, e sapevo
che Mastursi si era dimesso per motivi
personali. Stando a fonti interne al
Nazareno, Casillo ne aveva parlato perfino con i vertici del partito, Luca Lotti
e Lorenzo Guerini. Ma Casillo nicchia:
Con Lotti ci siamo visti a settembre,
non ne parlammo. Chiss se un caso
che poi De Luca allAsl 3, bacino elettorale di Casillo, ha rimosso il commissario ma aveva nominato a termine unaltra dirigente. In effetti cerano irregolarit e ho chiesto io di dare un segnale. Alta tensione nel partito. Oggi si
riunisce la segreteria regionale azzerata in settimana, ma i Giovani Turchi
hanno annunciato che diserteranno
lappuntamento. 
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Il biondino di via San


Gimignano ha zigomi pronunciati e occhi freddi. un disegno, al momento, non un volto.
un identikit che da ieri mattina sta circolando tra gli equipaggi in borghese della Digos e le
volanti con le sirene. Lo cercano
nel quartiere ebraico di Milano
perch l lo hanno visto sparire,
intorno alle 20.15 di gioved sera, i testimoni che lo avevano visto assalire alle spalle Nathan
Graff, accoltellarlo sette volte
con un passamontagna a coprirgli il volto, lottare e poi allontanarsi a passo svelto, mai di corsa, sempre a piedi. Solo uno di loro, lo studente italiano che aveva provato ad affiancarlo, lo ha
visto sfilarsi il cappuccio, e quindi per qualche istante in viso.
Ed stato sulle sue indicazioni
che gli esperti della Scientifica
hanno provato a delineare le fattezze dellassalitore. Non , per
ora, un identikit pubblico, la
Procura potrebbe per decidere
di divulgarlo a inizio settimana.
Il biondino di via San Gimignano, come qualche investigatore lo ha gi etichettato, voleva uccidere. E solo la prontezza di riflessi e la corporatura robusta di Graff hanno evitato il
peggio perch il primo fendente, quello che gli ha sfigurato la

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MILANO.

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guancia destra e che render necessario un nuovo intervento di
ricostruzione dei tessuti, era diretto alla gola. Lo ha confermato lo stesso supervisore di alimenti kosher agli investigatori,
che ieri mattina sono tornati in
corsia al Niguarda a risentirlo
tramite la moglie milanese in
veste di traduttrice. Poche parole per. Non ho davvero idea
del perch volesse ammazzarmi ha detto Graff agli specialisti dellantiterrorismo n tantomeno ho mai ricevuto minacce personali in passato. Sembrava quasi distaccato spiega un investigatore come se
lagguato riguardasse un altro. La ricerca di immagini utili alle indagini si sta allargando
a cerchi concentrici dal luogo

dellagguato. Finora, senza fotogrammi buoni.


In assenza di rivendicazioni,
il movente dellassalto resta un
enorme punto interrogativo.
Non per la signora Graff, che ai
cronisti in ospedale offre le sue
convinzioni e i suoi timori: Si
trattato di un atto di antisemitismo, ne siamo convinti, ma non
rimarremo soli, la nostra comunit molto unita. Abbiamo
paura di tornare a casa, credo
che ci sentiremo sempre insicuri, ci preoccupano le ferite emotive. Ma la matrice ideologica
resta una, pur solida, ipotesi di
scuola. E non quella prevalente,
se anche il questore Luigi Savina, in un colloquio con 3FQVCCMJ
DB, cristallizza i dubbi di unindagine (quella coordinata dal

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procuratore aggiunto Maurizio
Romanelli, capo del pool antiterrorismo) che resta per tentato
omicidio, senza al momento
laggravante dellodio religioso,
e che non ha ancora preso una
direzione precisa: Bisogna accertare bene i fatti. Non ci sono
state nemmeno grida di natura
ideologica come a Parigi. Che
non sia terrorismo unipotesi
concreta, cos come lo quella
che si tratti di un episodio isolato di un lupo solitario.

Le paure della comunit


ebraica non sono attenuate, la
loro eco risuonava nelle celebrazioni dello shabbat di ieri mattina, nella Sinagoga della centralissima e pattugliatissima via
della Guastalla. Speriamo resti
un episodio isolato auspica il
co-presidente della comunit,
Milo Hasbani Siamo scossi
ma torneremo alla vita normale. Bisogna essere pi ebrei. Anche il rabbino capo Alfonso Arbib ribadisce: Non possiamo
non essere preoccupati. Sui social network circola un appuntamento per marted sera in via
San Gimignano, ebrei e non,
con la kippah in testa. Ma senza, la preghiera della comunit, bandiere di partito.
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NAPOLI. Gio vanni Catena fa il cameriere in

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VENEZIA
NAZIONALE

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COMBINAZIONE VINCENTE

NUMERO ORO:

un pub nel cuore del rione Sanit a Napoli.


Ieri pomeriggio intorno alle quattro esce
dal locale carico di sacchetti di plastica. Sta
andando a buttare la spazzatura e attraversa piazza Sanit mentre gli vengono incontro due moto. Sono guidate da killer armati
che inseguono il loro bersaglio rivale
di camorra. Un colpo di rimbalzo si
conficca nelladdome del ventinovenne. Ancora vivo ma
in gravi condizioni,
ricoverato e operato allospedale Pellegrini, Catena lultima vittima innocente della faida. Anzi.
la seconda vittima innocente nella
stessa piazza di Napoli nel giro di due
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mesi. Prima di lui
Genny Cesarano, studente diciannovenne
ammazzato da un proiettile vagante. Un delitto senza colpevoli che scosse associazioni
e societ civile.
Si spera per la vita di Catena, muore invece sul colpo lobiettivo dei killer, il quarantacinquenne Pietro Esposito. Nome anonimo
per una storia criminale di tutto rispetto,
ammazzato davanti alla basilica di Santa
Maria della Sanit. A poche decine di metri

dal punto dove, dieci mesi fa, era stato ammazzato suo figlio Ciro. Prima il figlio, poi il
padre, forse per due guerre di camorra diverse. Gli investigatori non sono ancora arrivati ai responsabili della morte del ventenne Ciro, legato alle cosche della Sanit
in guerra con le paranze dei bimbi di Forcella. Una faida sanguinosa che ha caratterizzato lestate appena trascorsa e che sembra essersi conclusa con larresto a Terni
del boss ventenne latitante Pasquale Sibillo.
Non cos per il padre, con un passato criminale che riconduce ad altri clan, come gli
ex potenti Misso con cui lavorava per affari
di droga. Secondo gli investigatori Pietro
Esposito, ras della Sanit con gli alleati dei
Sequino, avrebbe subito lattacco dei fuoriusciti Lo Russo. Questi ultimi starebbero
infatti tentando di riconquistare il quartiere. Dieci giorni fa, il raid con colpi di pistola
sparati in aria da un commando di quattro
persone in sella a scooter. Nel fuggi fuggi
generale in tanti li avevano sentiti gridare:
Qui comandiamo noi. Dopo lavvertimento, il clan sarebbe passato allazione puntando a uccidere Pietro Esposito, considerato un riferimento per lo spaccio di droga nella zona. Lo hanno seguito mentre stava tornando a casa, ma hanno deciso di passare
allazione proprio davanti alla basilica. Linnocente Gennaro Catena, uscito dal pub
Pocho (il soprannome dellex attaccante
del Napoli Ezequiel Lavezzi), si trovato di
fronte i sicari che avevano gi cominciato a
sparare contro Esposito.
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ASTI. Quelluomo

le faceva paura. Erano anni che la picchiava e


faceva lo stesso con le figlie. Si
stavano separando, ma lui non
laveva presa bene, dice ora
unamica della vittima. Al punto
che Barbara Natale, 44 anni, aveva deciso di trasferirsi con le sue
due figlie a casa di una conoscente. Ma nemmeno la lontananza
bastata a sopire il rancore del suo
ex marito. Cos ieri mattina lui
lha aspettata in strada: sapeva
che prima o poi sarebbe dovuta
uscire per portare fuori il cane.
Lha aggredita con una brutalit
estrema. Una mattanza a cui hanno assistito impotenti alcuni testimoni. Anche il suo fedele animale, un dalmata di nome Kibo,
ha tentato di difenderla: museruola e guinzaglio glielhanno per impedito. Luigi Caramello, 47
anni, ha ucciso la sua ex moglie
con nove coltellate alle spalle: un
fendente, quello fatale, lha trafitta al collo, sgozzandola. Poi la
fuga, a bordo di una Fiat Punto
rossa che un amico gli aveva prestato. Andava talmente veloce
che ha rischiato di investire due
passanti. Sullo sfondo Canelli,
paese in provincia di Asti. Il cane era disperato, guaiva racconta un testimone -. rimasto con
lei a vegliarla fino allarrivo dei
soccorsi, ma non cera gi pi nulla da fare. Una scena straziante.
I carabinieri di Asti, coordinati dal colonnello Fabio Federici, si
sono messi subito sulle tracce
dellassassino. Luomo era fuggito verso Nizza Monferrato: per
trovare la macchina non ci voluto molto. Era abbandonata nelle

campagne vicino a Mombaruzzo. Poco lontano, fuori dal cimitero, i militari hanno individuato
anche lassassino: era riverso a
terra, si era appena tagliato i polsi usando lo stesso coltello con
cui poco prima aveva ucciso la
moglie. stato portato allospedale di Asti in ambulanza: non
sembra per essere in pericolo di
vita. Appena le sue condizioni lo
permetteranno sar sentito dai
carabinieri.
Luigi Caramello, originario
della Liguria, lavora per conto di
unazienda che si occupa del recupero di rottami di ferro: in passato aveva invece sbarcato il lunario come autotrasportatore. Barbara Natale invece faceva le pulizie per diverse famiglie della zona. La coppia viveva a Santo Stefano Belbo. Le cose tra di loro non
andavano bene da tempo. Cos
avevano deciso di separarsi, continuando per ad abitare insieme. Non era la prima volta: gi in
passato la donna aveva provato
ad allontanarsi da lui, proprio
perch si era gi mostrato aggressivo anche con le figlie.
Quellomicidio poteva essere

evitato commenta con la voce


rotta lavvocato Marco Fassone,
a cui si era rivolta la donna per la
separazione -. stata una tragedia annunciata. Due settimane
fa, una lite molto violenta: lei si
era spaventata cos tanto da lasciare la casa, insieme alle due figlie di 17 e 20 anni. Lintero paese scosso. Viveva qui da poco
spiegano i vicini e quindi non la

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AVELLINO. Li ha sorpresi nel

sonno e li ha massacrati con


unaccetta. Poi ha vegliato per
ore sui loro corpi, imprecando
contro il demonio. Ma le sette
sataniche centrano poco nella
follia omicida di Ivano
Famiglietti, 27 anni, con gravi
problemi psichici, che ha
ucciso i genitori e poi si
lasciato ammanettare dai
carabinieri. Era come un
invasato, raccontano i vicini.
La casa dellorrore in una
campagna di Frigento, piccolo
comune dellAvellinese. Cera
sangue dappertutto in camera
da letto, una scena
raccapricciante scoperta dalla
sorella del folle assassino,
lunico rimasto in casa a
contrada Amendola a vivere
con i genitori. Per loro una
morte orribile: quando sono
arrivati i soccorsi non cera pi
nulla da fare per Michele
Famiglietti, 55 anni, operaio
della Comunit Montana
dellUfita e la moglie Maria
Covino, 54 anni, casalinga. A
quanto pare da almeno due
giorni i coniugi non
rispondevano al telefono, ma
dagli accertamenti medicolegali si chiarir il momento in
cui si consumato il duplice
delitto. Ivano Famiglietti
stato trovato in stato
confusionale mentre ascoltava
musica a tutto volume. Di lui
avevamo paura, raccontano
in paese.
Il giovane, terzo di quattro
figli, era da tempo sotto cura.
Scriveva a volte sulle pareti dei
palazzi messaggi contro
satana. Due anni fa decapit il
diavolo scolpito sotto la statua
di San Michele Arcangelo nella
chiesa di un paese vicino. I
carabinieri lo denunciarono a
piede libero per quel raid. Sul
suo profilo Facebook scene di
istigazione al suicidio e alla
lotta armata ma anche foto
blasfeme sul satanismo.
Conoscevamo quei problemi
spiega il sindaco di Frigento, il
deputato Pd Luigi Famiglietti
ma la famiglia non ha mai
voluto coinvolgere i servizi
sociali.

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conoscevamo bene, ma era sempre sorridente e gentile con tutti. Barbara Natale era una brava ragazza dice il sindaco di Canelli, Marco Gabusi Lavevo conosciuta qualche settimana fa,
quando mi aveva presentato in
Comune un progetto di assistenza agli anziani. La sua morte un
vero dramma.
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LONDRA. Sar un albero caduto a svelare il mi-

stero di Stonehenge? Accadde pi o meno


6300 anni fa. Quel giorno, un nostro antenato premette del fango sulle radici venute allo
scoperto erigendo un muro, piant un ramo
nel buco lasciato dal tronco, ci appese una pelle di daino. Il primordiale rifugio divent una
tenda, una capanna, un accampamento, uno
dei primi in quella che oggi chiamiamo Inghilterra. Sei millenni dopo, 1,5 chilometri pi in
l, le pietre di Stonehenge sono ancora in piedi, puntate dritte verso il cielo. Cosa fossero
nellantichit, nessuno pu dirlo con certezza. Un sito funerario? Un tempio di preghiera? Un luogo magico? E cosa potrebbero rivelarci sulla nostra civilt?
Scavando nel terreno, trovando le tracce dellantico accampamento e dei suoi abitanti, ossa, monili, strumenti di lavoro o di difesa, una squadra di archeologi britannici
spera di scoprirlo. Cerano adulti e bambini
qui, dice il professor David Jacques, docente
della University of Buckingham, al New York
Times. Erano gente come noi. Avevano in
fondo le stesse preoccupazioni. Sfamarsi.
Amarsi. Sopravvivere a intemperie e minacce. Interrogarsi sul domani. Analizzando i resti dellaccampamento ed effettuando altri
scavi nella zona, gli studiosi sono fiduciosi di

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avvicinarsi alla soluzione di questo giallo
sullalba delluomo. La popolazione di Blick
Mead, il villaggio rinvenuto qualche mese or
sono unora e mezza a sud ovest di Londra,
non vide la costruzione di Stonehenge, che risale ad almeno mille anni dopo. Ma ricostruire la vita dei nostri progenitori in questarea
pu aiutare a capire perch i loro discendenti
eressero i monoliti in semicerchio che turisti
e scienziati visitano da tutto il mondo.
Su Stonehenge sappiamo pi di non molto
tempo fa. Recentemente, grazie a scanner
speciali in grado di vedere a grande profondit, stata individuata una Stonehenge 2,
molto pi grande di quella in superficie, a

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qualche chilometro dalla prima. Altri monumenti, strade, edifici sono venuti alla luce nelle vicinanze. Migliaia di anni or sono, in questarea fra Londra e Bath, molto prima che i
Romani fondassero le due citt, lHomo Sapiens muoveva i primi passi. Erano cacciatori-raccoglitori, non avevano ancora inventato lagricoltura, eppure avevano abitudini, riti e sogni non dissimili dai nostri. I villaggi
neolitici dellet del Bronzo svolgevano a Stonehenge solo una parte della loro vita quotidiana. Tagliare, spostare ed erigere pietre pesanti fino a 40 tonnellate non devessere stato facile. Perch lo fecero? Il professor Michael Parker Pearson dellUniversity College

London convinto che fossero un cimitero o


comunque un modo per commemorare i propri predecessori. Il professor Timothy Darvill
della Bournemouth University pensa al contrario che Stonehenge fosse una sorta di
Lourdes preistorica, un luogo per celebrare
la vita o curare i malati. Vincent Gaffney della University of Bradford ritiene che servisse
ai primi druidi a recitare formule magiche. Altri ancora pensano che Stonehenge abbia segnato il momento in cui il mondo cambi: lo
spartiacque verso il nostro tempo. E magari,
interrogandoci sul passato, riusciremo a sopportare meglio le incognite del presente.
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Isola di Budelli
Fa parte del Parco
nazionale dellarcipelago
di La Maddalena

abitata da una
sola persona, che ne
anche il custode

Si pu accedere allisola
solo accompagnati
da personale del Parco

Appartiene a privati
da met 800 (il Parco stato
istituto nel 1994)

E conosciuta per la
spiaggia rosa, che
si trova nella parte
sud-orientale

Nel 1964 sulla spiaggia


Michelangelo Antonioni
gir alcune sequenze
del ilm Deserto Rosso

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regno pietrificato del
Belpaese, pu anche accadere che lo Stato italiano
non riesca a esercitare la prelazione su un pezzo pregiato del
suo patrimonio naturale e paesaggistico perfino quando ha gi
stanziato i fondi per esercitarla.
Lodissea dellisola di Budelli
la perla dellArcipelago della
Maddalena nel mare di Sardegna non avr il pathos di quella omerica dellisola di Itaca, ma
assume comunque i contorni di
una tragicommedia allitaliana:
al limite della farsa o del genere
grottesco. E tutto ci per tre milioni, in fondo un piccolo obolo in
un bilancio pubblico con un debito complessivo di oltre due miliardi.
Da sempre propriet privata,
quel paradiso terrestre di circa
160 ettari che racchiude la celebre Spiaggia rosa se lera aggiudicato nel 2013 allasta un magnate neozelandese di nome Michael Richard Harte, allesito di
una procedura esecutiva immobiliare. Ma, in seguito alla mobilitazione degli ambientalisti e di un
fronte pi vasto di opinione pubblica, lo Stato sera deciso a esercitare la prelazione che gli spetta
per legge. Tant che il governo
ha inserito una voce di tre milioni nella legge di stabilit 2014.
Mister Harte, per, non s dato per vinto. Prima, ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo
della Sardegna che gli ha dato
torto. Poi, s rivolto al Consiglio
di Stato che invece ha ribaltato il
verdetto del Tar, con la motiva-

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zione formale che il Parco nazionale Arcipelago della Maddalena
non aveva ancora adottato il piano previsto dalla legge quadro
sulle aree protette (n.394). E
quindi, a tempo di record, il Tribunale di Tempo Pausania ha dato esecuzione alla sentenza, impegnando lacquirente a versare
2,9 milioni entro 60 giorni.
Carte bollate a parte, la conclusione che ora il magnate neozelandese pu riappropriarsi di Budelli e ha gi predisposto un ambizioso master plan con cui pretende di realizzare un progetto
di conservazione, tutela e sviluppo paesaggistico e culturale
dellisola. Sar pure un mecenate, questo signor Harte, un appassionato del nostro Paese e della Sardegna, un paladino della
natura e del mare. Sta di fatto, per, che quello scoglio incantato
appartiene di diritto allItalia e
agli italiani. E che lo Stato, per di
pi, dispone gi dei soldi per riscattarlo.
A prima vista, sfogliando le 73
pagine del master plan prodigo di foto, mappe e disegni, quel-

CORSIC A
(Francia)
Bonifacio

12,3

88

Km
Lo sviluppo
costiero

mt
Il punto pi alto

Budelli

(Monte
Budello)

Santa Maria

Isola Razzoli
Spargi
Santa Teresa
di Gallura
Porto Pollo

1,6
Kmq
La
supericie

La Maddalena

Caprera
Palau
Baja Sardinia

SARDEGNA

Canigione
Arzachena
Portisco

5 km

Olbia

lo di mister Harte non sembra un


progetto selvaggio. Lintervento appare concepito nel rispetto
dellambiente e del paesaggio,
con opere di restauro che puntano a valorizzare le costruzioni gi
realizzate sullisola negli anni. Sono la cosiddetta Casa del guar-

diano, che dovrebbe diventare


sede della futura Fondazione La
Maddalena e punto di ritrovo logistico; il manufatto diroccato
sulla spiaggia del Cavaliere, destinato a essere trasformato in
infopoint e piccola sede espositiva; la caserma di Monte Budel-

lo, promossa a belvedere e osservatorio naturalistico; la Casa del


Brigante, da ristrutturare come
atelier residenza temporanea per artisti e studiosi, insieme alla Capanna abbandonata
nel folto della vegetazione.
tuttavia il passaggio definitivo dellisola a un privato, con la
suggestiva Spiaggia rosa (dal
colore della sabbia lungo la battigia) e gli altri incantevoli approdi, a provocare le resistenze degli ambientalisti. N basta a superarle la motivazione giuridica
con cui il Consiglio di Stato eccepisce che nel frattempo lAmministrazione avrebbe dovuto approvare quel piano, demandato
dalla legge allamministrazione
medesima e la cui mancanza, come gi ammoniva questa Sezione nellordinanza 6 giugno 2014,
si oppone allesercizio del diritto
ora rivendicato. Tanto pi che
in precedenza il Tar aveva gi ritenuto la zonizzazione prevista
nella cartografia del 96 idonea
a supplire alla mancanza del piano, non ancora adottato. Il contrasto fra queste due sentenze
della giustizia amministrativa
destinato ad alimentare unulteriore mobilitazione.
Per quanto possa essere vero
che lappartenenza alla propriet privata come sottolinea il
Consiglio di Stato ha comunque sempre comportato lapplicazione delle norme che nel tempo hanno preservato i valori ambientali e paesaggistici dellisola
e che rimangono in vigore nella
loro interezza, lesperienza insegna che spesso i progetti cambiano in corso dopera e possono essere autorizzate varianti pi o
meno arbitrarie e generose.
Nelludienza che ha risolto per
il momento la controversia, lo
stesso mister Harte ha ribadito
gli impegni assunti per la protezione dellisola, tra cui la costituzione della Fondazione onlus La
Maddalena Osservatorio della Vita marina. Ma il suo proclamato
mecenatismo ancora da verificare.
Ecco perch, fra gli irriducibili
protettori di Budelli, circola adesso unipotesi estrema: una nuova
petizione popolare per reclamare lesproprio dellisola. Al suo ritorno a Itaca, Ulisse riusc a scacciare i Proci e i servi infedeli. C
da augurarsi che lo Stato italiano
sia capace di fare altrettanto con
un magnate neozelandese.
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I mercati sembrano ossessionati dallatteso aumento dei tassi americani a met dicembre, il primo dopo tanti anni, pi volte annunciato
entro la fine del 2015 e slittato a settembre per il rischio Cina. Non
chiaro perch.
Da tempo la Fed annuncia la prossima fine della politica dei tassi
nulli, con aumenti minimi (0,25%) e graduali. Laumento gi ampiamente incorporato nei rendimenti dei titoli di stato a breve, e non
si capisce che cosa cambi se avvenisse a dicembre o febbraio. Sorprende anche la mancanza di consenso sulla possibile reazione dei
mercati: per alcuni i tassi nulli sono essenziali per sostenere i prezzi
delle attivit finanziarie e immobiliari, e quindi leffetto ricchezza
che regge i consumi; per altri lopposto, il segnale che la Fed non ritiene leconomia ancora in grado di camminare con le proprie gambe.
La decisione della Fed sar preceduta da una maggiore volatilit,
ma il vero problema un altro: il mondo entrato in una fase duratura di tassi, inflazione e crescita bassi, che mette legittimamente in
dubbio la reale efficacia delle politiche di quantitative easing (QE).
In quattro parole: siamo diventati tutti giapponesi (che in questa situazione si trovano dal 1992). Il Giappone insegna che il vero problema lassenza di inflazione; e che la politica monetaria non riesce a
risolverlo. Dal 2012 il governo Abe ha tentato di uscire dalla deflazione con dosi massicce di QE ed espansione fiscale: la Banca del Giappone acquista 600 miliardi di titoli pubblici lanno, gi detiene un terzo
del debito pubblico e di questo passo in 5 anni arriver al 75%. Il deficit pubblico al 5% del Pil e il debito lordo al 240%. Eppure i prezzi al consumo
non aumentano, e i tassi a 10 anni rimangono allo 0,3%, segno che il 2% di inflazione obiettivo non credibile. Nonostante in termini reali il Giappone cresca
stabilmente, la disoccupazione sia scesa
al 3,4% e la produttivit sia simile alla
Germania, la deflazione un grosso rischio.
Primo: senza inflazione il debito pubblico tende a esplodere perch la crescita non basta a riassorbirlo. Secondo l&DP
OPNJTU, con uninflazione media al 2%
dal 1992, il rapporto debito/Pil giapponese sarebbe solo l82%. Secondo: con i rendimenti prossimi allo zero gli anziani diventano pi poveri, perch risparmiano
a tassi reali negativi. Terzo: il QE funziona da svalutazione del cambio e spinge
le esportazioni a scapito della domanda
interna. Quarto: i tassi bassi sono manna
per le imprese, ma fanno aumentare le
possibili distorsioni nel mercato dei capitali verso impieghi ad alto rischio.
La Cina, con sei tagli di tassi in un anno, carenza di consumi e inflazione poco sopra l1% sulla strada del Giappone. Come pure lEurozona: crescita zero dei prezzi a ottobre; dosi crescenti di QE che hanno portato in negativo i tassi tedeschi fino a 5 anni, e quelli a 10 anni
quasi ovunque sotto lobiettivo del 2% di inflazione; la crescita trainata dalla svalutazione delleuro, mentre i consumi languono; e i debiti pubblici crescono. Pure lItalia ha emesso debito a 2 anni con rendimento negativo: il mercato disposto a pagare pur di finanziare
uno degli Stati pi indebitati al mondo! Altro che paura del deficit.
Eppure la Bce propone altro QE, visto che negli Usa avrebbe funzionato. Legittimi i dubbi. La disoccupazione scesa al 5%, ma ai minimi anche la partecipazione al mercato del lavoro; la ripresa la pi
lenta da 100 anni; i prezzi alla produzione decrescono; in Borsa la crescita attesa del fatturato sotto al 2%; e i tassi reali a lunga sono vicini allo zero. Inoltre il QE negli Usa, a differenza che nel resto del mondo, ha potuto contare su un forte effetto ricchezza per le famiglie, e la
Fed ha un impatto maggiore sul credito alle imprese, non essendo
per la maggior parte intermediato dalle banche. Il QE, quindi, funziona meglio che altrove.
Sarebbero invece necessarie due svolte radicali. Prima: lannuncio
coordinato delle banche centrali di obiettivi di inflazione pi elevati,
al 4%. Non detto che siano credibili, ma aiuterebbe a cambiare le
aspettative. Seconda: che i Governi, con questi tassi reali bassissimi,
emulino i privati e si indebitino a lungo termine per finanziare infrastrutture o comprare attivit reali (come i fondi sovrani). In Italia, ci
sarebbe il rischio che i soldi siano sperperati. Ma da un punto di vista
economico resta unoccasione irripetibile per investire con ritorni anche lontani nel tempo, a beneficio delle generazioni future.

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ROMA.La ripresa lenta e modesta, lo


hanno appena fatto notare i dati Istat
e le previsioni di Standard&Poors
sulleconomia italiana dei prossimi
mesi, ma le famiglie cominciano a crederci. O almeno parte di esse.
Quel risicato pi 0,2 di Pil registrato dalla statistica nel terzo trimestre
basta infatti a far muovere la voglia di
consumo. Lo rileva un indice elaborato da Confesercenti-Swg sulla solidit
economica percepita dagli italiani,
e quindi sulle prospettive di spesa. Su
una scala che va da 1 a 100 la media
della famiglie italiane si piazza a quota 58, il gradino pi alto dal 2013. Pur
se con pesanti divergenze territoriali
fra Settentrione e Mezzogiorno, quasi tre famiglie su dieci (il 29 per cento)mettono in conto di aumentare i
consumi. Allo stesso tempo diminuisce la quota di chi pensa di tagliare la
spesa (dal 28 al 25 per cento),anche
se al Sud il 16 per cento delle famiglie
dichiara di non arrivare alla fine del
mese.
Un sentimento positivo con il freno
tirato che potrebbe ricevere una piccola spinta a dicembre, mese delle tredicesime. Al netto delle trattenute Irpef, fa notare la Cgia di Mestre, 33 milioni di pensionati e lavoratori dipendenti fra qualche settimana riceveranno la mensilit extra. Limporto distribuito sfiora i 30 miliardi(di 10 miliardi sar invece il gettito dellerario). Grazie ai rinnovi contrattuali
che hanno assicurato aumenti retributivi medi dell1,14 per cento superiori alla crescita dellinflazione, le tredicesime di questanno saranno un
po pi pesanti rispetto a quelle ricevute nel 2014 spiega il coordinatore
della Cgia Paolo Zabeo. Niente di sconvolgente: per un operaio specializzato
si parla di 14 euro in pi rispetto allo
scorso anno; 16 euro per un impiegato; 25 per un capo ufficio.Per i pensionati a mille euro al mese, laumento,
si ferma ai 3 euro. E va anche detto-

per chi ne ha diritto- che alle tredicesime non si applica il bonus Renzi da 85
euro.
Intanto si stringono i tempi per il
percorso della legge di Stabilit, che
entro venerd prossimo dovrebbe superare il vaglio del Senato. Tappa da
rispettare probabilmente grazie ad
un maxiemendamento che recepir
le modifiche introdotte in Commissione Bilancio.
Si contano, sinora, solo una decina
di emendamenti approvati (tra cui il
salva-delibere Imu-Tasi per i comuni
e il bonus mobili per le giovani coppie
raddoppiato a 16mila euro).
La Commissione dovr cercare di
stringere sui temi che ancora attendono risposta: Sud, pacchetto casa, patronati e Caf, money transfert. E, per

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quanto riguarda il pressing della maggioranza, si dovr decidere se e come
intervenire su canone Rai e risorse
per tiv e radio locali, la durata del
congedo obbligatorio per i pap, il
voucher per il baby sitting, i sostegni
allacquisto di auto e camper per portatori di disabilit, le bonifiche dallamianto per i tetti di edifici pubblici.
Temi sui quali si concentreranno i confronti nelle prossime ore. Ma i principali nodi verranno rinviati allesame
della Camera: ritocchi alle pensioni,
province, i giochi. E anche le regioni: il
decreto Salva-regioni, che ieri stato
firmato dal presidente della Repubblica Mattarella, stato trasmesso al Senato dove dovrebbe essere modificato per essere poi inserito in manovra
durante il passaggio a Montecitorio,
quando le intese con i governatori potrebbero essere diventate mature.
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MILANO.

La buona notizia, paradossalmente in parte anche per


le quattro banche a rischio, che
venerd scorso lItalia ha definitivamente approvato limpianto
legislativo del bail in, la disciplina per la soluzione delle crisi bancarie che prevede il coinvolgimento anche di obbligazionisti e
correntisti oltre la soglia dei centomila euro. Senza quel passaggio legislativo infatti la Banca dItalia non aveva ancora la pienezza dei suoi poteri, nel prescrivere come si interviene nelle crisi e
chi mette mano al portafoglio
(quali sono gli strumenti coinvolti, a partire ovviamente dalle
azioni).

Ma la cattiva notizia, sempre


per le quattro nella tempesta CariFerrara, Banca Marche, Popolare dellEtruria e CariChieti,
che a ora il tempo stringe davvero, perch in gennaio entrer
in vigore la nuova disciplina e
senza un intervento del Fondo di
garanzia dei depositi, che dal
canto suo lha gi deliberato, i rischi di incorrere nella nuova risoluzione ordinata sono elevati.
Come noto il nodo continua
a essere il trattamento dellintervento del Fondo nel capitale delle banche, che secondo Bruxelles un potenziale aiuto di stato.
In unintervista il presidente
dellAbi ha avanzato possibili ri-

corsi, anche in sede europea se ci


fossero veti. Intanto il sistema ragiona su possibili alternative, ad
esempio un intervento volontario, realizzato con risorse fornite
dalle banche al di fuori dello
schema delle risorse obbligatorie. Una strada teoricamente
percorribile. A fine mese intanto
si terr lassemblea straordinaria del Fondo medesimo, per
cambiare statuto e ricevere anticipatamente i versamenti
pro-quota delle banche aderenti
gi dal 2015 (il nuovo regime di
condivisione dei costi entrer in
vigore nel 2016).

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ROMA. Se dopo otto mesi di con-

tratto a tutele crescenti e centinaia di migliaia di assunzioni,


questo il primo caso di licenziamento con il Jobs Act, giusto che faccia notizia per la rarit con la quale si verificato.
Maurizio Del Conte, consulente
di Palazzo Chigi e co-autore della riforma del lavoro del governo Renzi, commenta la vicenda
di Mario B., 31 anni, operaio di
Tolmezzo (Udine), sposato con
due figli piccoli e licenziato dopo appena otto mesi a causa di
un persistente calo di lavoro.
Una storia triste. Professore,
che effetto le fa?

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MILANO. Grandi Stazioni va


verso la privatizzazione. Un
cda in agenda domani
dovrebbe deliberare la
scissione non proporzionale
del gruppo proposta dai suoi
due azionisti (al 60% Fs, al
40% Eurostazioni,
partecipata un terzo a testa
da Benetton, Caltagirone e
Pirelli) e avviare il processo di
vendita del 100% tramite un
bando internazionale.
Loperazione avverr con lo
scorporo, e assegnazione alla
nuova Grandi Stazioni Retail,
di alcune attivit, tra cui
quella di sfruttamento
economico in esclusiva degli
spazi commerciali,
pubblicitari, di deposito
bagagli e servizi igienici delle
14 principali stazioni
ferroviarie italiane, pi due in
Repubblica Ceca. In Italia le
stazioni coinvolte sono Bari
Centrale, Bologna Centrale,
Firenze S. Maria Novella,
Genova Brignole, Genova
Piazza Principe, Milano
Centrale, Napoli Centrale,
Napoli Piazza Garibaldi,
Palermo Centrale, Roma
Termini, Torino Porta Nuova,
Venezia Mestre, Venezia S.
Lucia, Verona Porta Nuova e
Roma Tiburtina.

Dobbiamo intanto distinguere se si tratta di un licenziamento giustificato o no. Neanche larticolo 18 impediva di licenziare per motivi economici.
Dal 2009 al 2015 abbiamo perso un milione e quattrocento
mila posti pur avendo larticolo
18.
Ma allora quali tutele crescono col Jobs Act?
Quelle successive alla pronuncia del giudice. La nuova
norma non cambia la ragione
del licenziamento, solo la sua
sanzione.

In questo caso lazienda non


ci guadagna solo perch otto
mesi sono un tempo ristretto. Ma se il rapporto prosegue per due anni o tre, allazienda conviene assumere,
sfruttare il bonus e poi licenziare con il rischio di qualche
mensilit di indennizzo...
Nel caso di Mario, se il giudice riconoscesse come illegittimo il suo licenziamento, a lui
spetterebbero quattro mensilit, a meno che non dimostri la
discriminazione.
Non pi il reintegro, per. Tu-

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tele crescenti peggio dei contratti precari?


Non c articolo 18 che tenga, se lazienda va male e licenzia. Almeno ora c la Naspi, pi
inclusiva e pi ricca nellammontare. Mario percepir 24
mesi di disoccupazione a circa il
75% del suo stipendio, considerati anche gli anni da camionista: pi di quello che avrebbe incassato prima. Molto pi tutelato.
Non cos i lavoratori intermittenti, come gli stagionali.
Per questanno chi lavora
sei mesi ne prender altri sei di
sussidio. Dal prossimo, la met.
La via maestra sono le politiche
attive, dunque aiutare questi lavoratori a trovare unoccupazione non pi stagionale.
Secondo lei, siamo entrati
nellera del licenziamento facile, targato Jobs Act?
Se licenziamento facile
uno su un milione, direi che
non esiste nessuna era. Neanche da un punto di vista normativo, visto che rimane tutto co-

.BVSJ[JP%FM$POUF
me prima.
Valutazione rimandata al
2018, quando scadr la decontribuzione triennale?
Escludo con forza lo tsunami di licenziamenti, sempre
che non chiudano tutte le aziende che hanno avuto il bonus.
Non conosco imprenditori che
pagano stipendi per guadagnarci, se non in termini di lavoro svolto. Se cos fosse, non starebbero sul mercato.
Perch non avete confermato la Discoll per i collaboratori anche per il 2016?
Bisogna aggiornarla e adeguarla al sistema Naspi. Ma
non me ne occupo io.
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ETTATE dal fuoco ami-

co che infiamma i ranghi del suo stesso partito pi che dal timore
degli anti-europei di Farage, le
richieste di Cameron allEuropa contengono, accanto a ragionevoli riforme, non pochi ammiccamenti rivolti alla scena interna che sottendono tuttavia
un disegno politico. A prima vista non fanno pensare al maestoso leone britannico o alla prosa scultorea di Kipling, quanto
ai mitici animali mezzo cervi e
mezzo narvali o ai personaggi
di Alice di Lewis Carroll. Ottima letteratura, certo, non politica realista, per, anche se presentata dal premier con toni
cortesi, aperto alla trattativa
nellintento, vinto il referendum, di restare in una Unione
riformata per il XXI secolo.
Il pensiero di Londra spazia
dal rifiuto formale, giuridico e
irreversibile
dellimpegno
strategico per una Unione
sempre pi stretta, un indirizzo teorico e programmatico,
fondativo per dei Trattati ratificati anche dal Parlamento inglese nei quali consacrata come base politica dellEuropa la
libera circolazione tra i Paesi
membri da cui deriva leguaglianza dei benefici sociali che
Cameron vuole di fatto abrogare, specie per i nuovi ammessi,
e restringere ai propri cittadini.
La rivendicazione della sovranit porta al rigetto della parte
inerente la giustizia e la sicurezza interna che dovrebbero restare nazionali. Una pi efficace sussidiariet, lo smantellamento delleccessiva regolamentazione e unenergica strategia commerciale meritano attenzione, come il coinvolgimento legislativo dei Parlamenti nazionali, anche se visto in funzione limitativa del Parlamento
europeo.
Oltre lassenza di riferimenti
alla politica estera e di sicurezza di fatto devoluta alla Nato
gli accordi anglo-francesi di
Saint-Malo sono finiti nel dimenticatoio la parte pi significativa del pensiero di Cameron riguarda il governo
delleconomia e i rapporti tra
zona euro e Paesi non-euro. Qui
il suo pensiero tassativo quanto potenzialmente dirompente. La parte positiva prevenire ogni discriminazione verso i
secondi e preservare lintegrit
del mercato unico cela appena lostilit verso la Bce. Risorgono i timori per lUnione bancaria e il sostegno alleuro, per
la vigilanza che non deve intaccare le competenze della Banca
dInghilterra. Pur non rivendicando apertamente il diritto di
veto nei confronti dellEurozona, Cameron chiede lunanimit dei membri dellUnione sulle
misure dellEurozona che tocchino i 28. Tuttavia, nellUem
non pu essere lesa la conquista del voto a maggioranza dove previsto: lalternativa sarebbe un ritorno al veto, allantica politica britannica di con-

trollare il continente dallesterno.


Brexit? Cosa pensare? Il negoziato richiede una visione del
futuro. Da un lato, a parte gli
aspetti militari, la dimensione
finanziaria del Regno Unito
complementare alleconomia
del continente, il dinamismo
della giovane generazione britannica e la propensione per
linnovazione sono adatti allintegrazione. Dallaltro, lEuropa
attraversa una crisi delle coscienze pi preoccupante di
quella economica, i giovani sono perplessi per lavvenire, la
crescita fiacca. Il nazional-populismo anti-sistema e privo di
un progetto politico preme in
tutti i Paesi. La MFBEFSTIJQ inquieta e portata a privilegiare il
breve periodo. Poi, la tragedia
delle migrazioni.
Mai sprecare una buona crisi, diceva Dean Baker. Infatti,
dal pensiero di Cameron traspare limmagine di due aree di differente intensit della sovranit condivisa, con lEurozona destinata a procedere con coraggio verso lintegrazione dellEuropa politica e larea circostante votata a una zona di libero
scambio che potrebbe accomodare anche molti aspiranti. Da
quanto il premier scrive a Tusk
sembrerebbe che altri leader
europei non ne siano lontani.
un pensiero che traspariva in
una dichiarazione del nostro
ministro degli Esteri Gentiloni.
Pi Europa, non meno Europa
la ricetta che i padri fondatori ci
hanno insegnato. Il negoziato
vicino: malgrado le difficolt,
conviene facilitare il compito ai
negoziatori, ma non ad ogni costo. Se alcune proposte sono
condivisibili, concepibile dare
soddisfazione a Londra su questioni dove i compromessi senza cambiare i Trattati appaiono
possibili, ma senza ledere il progresso del disegno europeo e
dellEurozona.
LItalia partecip con impegno alla campagna per ladesione britannica guardando alle dimensioni economica e di difesa, oggi ridotte, alla relazione
speciale di Londra con gli Stati
Uniti, di fatto accantonata, e alla tradizione liberista del Regno Unito per bilanciare lo statalismo franco-tedesco. Poi il
massiccio allargamento a Est
che Londra volle, attuato alla
buona, dimenticando la condizione del contemporaneo approfondimento delle istituzioni.
Questo il punto decisivo del
negoziato con Londra, quello
su cui il compromesso precluso: necessario preservare le
istituzioni europee da ogni rischio (o tranello) che le indebolisca, precisare la funzione legislativa magari associando i Parlamenti nazionali, mantenere
intatto il voto a maggioranza e
il carattere sopranazionale, preservare i principi fondativi di libert e solidariet che sono lidentit dellEuropa.
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UANDO il terrorismo arriva a questo grado di organizzazione e coordinamento significa che diventato un compiuto organismo militare e che le
sue sono azioni di guerra in territorio nemico.
Questo nuovo tipo di conflitto venne inaugurato durante
la lontana guerra del Vietnam, pi di mezzo secolo fa,
quando dei combattenti scalzi e coperti di cenci riuscirono a battere il pi potente esercito della terra. una guerra asimmetrica in cui quelli che appaiono sul campo i pi
deboli diventano, grazie ad attacchi imprevedibili, a una
sconfinata audacia, i pi forti. Non c organizzazione di
intelligence in grado di contrastare organismi che dispongono di mezzi illimitati, armamenti sofisticati e, soprattutto, di uomini che simpegnano in azioni che prevedono in partenza la loro morte, praticamente invincibili, mossi che siano dalla cocaina o dal fanatismo religioso o da entrambi. Questa guerra non si vince n a Parigi

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Alessandro, Alex, Arnaud e
Massimo. Siamo quattro studenti universitari in Erasmus
a Parigi. Venerd 13 novembre
siamo andati fuori a cena a Les
Halles, insieme a tanti ragazzi
come noi da tutto il mondo. A
met serata veniamo interrotti da notizie di spari vicino a
Place de la Rpublique. Pensiamo a un evento isolato. Pochi
minuti dopo altre notizie, altri
attacchi, lo Stadio, Hollande
evacuato. La paura inizia a salire, metro e rer sono chiuse,
prendere un taxi impossibile.
Lunica possibilit tornare a
piedi fino a casa di Arnaud, a
Pasteur nel sud della citt. Siamo costretti ad attraversare
tutta Parigi, passando per lle
de la Cit. Auto della polizia e
ambulanze corrono ovunque.
Siamo ormai vicino a Montparnasse, iniziamo a sentirci pi
al sicuro, anche se vediamo il
primo blocco stradale della polizia sul nostro percorso. Ormai arrivati non ci fermiamo a
guardare in faccia nessuno,
non ci guardiamo alle spalle,
entriamo in casa e chiudiamo
tutto. Siamo salvi. Noi tutti siamo cittadini italiani, ma anche
francesi, tedeschi e spagnoli.
Uno di noi, Arnaud, oltre a
tutto francese da parte di madre. Il dolore che prova enorme, e noi ci uniamo a lui, come
se avessero attaccato Roma, come se a morire fossero stati i
nostri concittadini, i nostri
amici, i nostri familiari. Abbiamo dovuto rassicurare amici e
parenti sulla nostra condizione, abbiamo sentito la loro apprensione e la loro paura, e questo solo perch siamo stati fortunati. Gli studenti da tutto il
mondo, in Erasmus con noi, sono sconvolti. Il dolore unisce
tutti i cuori e tutte le culture

senza distinzione di nazionalit o religione. Tutti noi siamo


vicini alle famiglie delle vittime. Questo terrore iniziato
prima di venerd sera, e va
avanti da troppo tempo. Pu essere sentita come una cosa distante ma prima o poi ci si potrebbe trovare nel mezzo. Questa volta successo a noi.

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Ho 20 anni, e sono una studen-

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n a Washington, tanto meno a Bruxelles. Questa guerra


strisciante e avvelenata potr avviarsi alla fine solo quando in Medio Oriente torner la pace o almeno savvier
un serio processo di pace. Parlavo di questo con il professor Riccardo Calimani, storico dellebraismo. Mi ha detto
con una veemenza nella voce che non avevo mai sentito:
La pace, cercare la pace, ogni giorno. Ad ogni costo, la
pace. Quarantanni fa Itzak Rabin era arrivato ad un
passo dalla pace, cos vicino che un fanatico ebreo decise
di ucciderlo per impedirgli di farlo, quellultimo passo.
Gli opposti si toccano, anche nel fanatismo etnico-religioso. Lo scrittore Assaf Gavron ha scritto in forma di romanzo la drammatica situazione degli insediamenti illegali
nei territori occupati dopo il 1967 (-B$PMMJOB Giuntina
ed.). l uno dei perenni focolai di tensione; avrebbero
dovuto essere in gran parte smantellati.
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tessa italiana a Parigi che ieri


sera, per la prima volta, ha assistito ad una guerra.
Alle 22.15 dallItalia mi chiamano per chiedermi se sono al
sicuro. Sono a casa con le mie
amiche, fino a quellistante
ignara di tutto comincio ora a
rendermi conto della situazione. Pensavamo di essere al sicuro in una capitale euorpea. Ma
non lo eravamo, non lo siamo.
Non avrei mai pensato di sentire le sirene, il rumore degli elicotteri tutta la notte e di avere
paura per gli amici ed i cari
sparsi in giro per la citt. Si pensava di essere al sicuro, che
lEuropa non sarebbe pi stata

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ARIGI sopravvissuta alloccupazione nazista, so-

pravvivr alle incursioni jihadiste. C una invincibile inerzia, nella libert, che perfino pi forte
della forza militare. La libert non pi unidea, ormai: lo
stata nei lunghi secoli della sua laboriosa, contrastata
definizione, ma ormai diventata un istinto, scritta nel
nostro Dna. Significa che la gente considera naturale divertirsi, ballare, mangiare al ristorante, bere alcolici, camminare per strada, fare musica, fare sesso, leggere i libri
che vuole, non leggere i libri che non vuole, usare le parole che preferisce per dire quello che ama dire. un nemico, la libert, che il jihadismo non pu neanche immaginare di sconfiggere. Chiunque ci abbia provato, almeno negli ultimi due secoli, ha vinto qualche battaglia ma alla fine ha perduto la guerra.
Si capisce che Parigi sia odiata tanto quanto New York,
nella guerra mondiale dichiarata dal jihadismo alla libert di tutte le persone (anche delle persone musulmane).
Sono le due citt che incarnano al livello massimo il cosmopolitismo brulicante, la febbrile promiscuit tra culture e dunque il primato culturale dellOccidente, che
quella promiscuit non teme e anzi promuove. Per non dire della libert delle donne, che la pi odiata, la pi temuta, la pi irreversibile di tutte le libert. Della nostra incolumit possiamo dubitare, di qui in poi. Della vittoria
della libert, mai.

sfiorata da barbarie simili, ma


stato un errore. Con un attacco del genere non hanno colpito solo Parigi ma tutti noi, hanno colpito la nostra libert, la
nostra sicurezza, i valori fondamentali della nostra societ e
la pace che il nostro continente
pensava di essersi guadagnato. Ma una cosa certa, loro
non vinceranno, i terroristi
non ci piegheranno.

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Dopo ogni attentato di matrice
islamica mi chiedo perch le
varie comunit islamiche in Europa o altrove, non scendano
in piazza per affermare con forza che questi assassini non hanno nulla a che fare con la religione in cui credono. Per questi
mostri essere sconfessati proprio da chi professa la stessa religione avrebbe un impatto notevole, forse pi di tanti missili. Penso ai tanti mussulmani
che vivono in Italia, Francia,
Germania. Uomini e donne integrati da decenni e che inorridiscono come me di fronte a
questi atti abominevoli. I tedeschi ai tempi del nazismo avevano la scusa che non sapevano, oggi nessuno pu nascondersi dietro lignoranza di quello che avviene.

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Per un errore tipografico la fotografia pubblicata ieri a corredo del pezzo sul bosco verticale
realizzato da Stefano Boeri
non era quella del grattacielo,
ma il rendering di un altro edificio simile che lo studio Boeri
sta progettando. Ci scusiamo
con i lettori e con gli interessati.

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la logica di ci che successo chiara: uccidere chi capita, per terrorizzare gli altri. Una
guerra batteriologica per spargere il virus del panico a bassa intensit, quello usurante che cambia le
abitudini. Che mina la lucidit fino a far ritenere inadeguata la democrazia facendo ingrossare il consenso
istintivo a favore di chi offre elisir di xenofobia protettiva. Le prime rivendicazioni collegano questa strage ai
raid dellaviazione francese sui campi di guerra dellisis. Ma una lettura troppo circoscritta per comprendere la
complessit di un conflitto meta-locale, che da anni si alimenta nella falda profonda della questione
israelo-palestinese. quella la ferita che dobbiamo risanare se vogliamo evitare altri contagi come in Tunisia,
Egitto, Libano, cancrene in Libia e Somalia, esodi in Siria. Fino alle rappresaglie in Europa. Ma ci vuole
unEuropa politica, unita e lungimirante. Che senta la responsabilit mondiale della propria cultura
democratica, da propagare con missioni non aeree, ma diplomatiche.

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<SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

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COME tale i carnefici usano la strategia di colpire gli altri;

non importa chi sono, giovani, vecchi, bambini; non importa in quale Paese: hanno colpito a New York, a Parigi,
in Turchia, in Egitto, nel Bangladesh, in Pakistan, nelle
Filippine, in Afghanistan, in Tunisia, in Iraq ed ora minacciano
Roma e Londra.
Tra le persone occasionalmente uccise ci potrebbero essere
perfino musulmani. Quindi, sotto le apparenze della guerra di
religione, la realt unaltra: c voglia di distruggere, in modo
cieco, una barbarie che sogna la fine di unepoca senza per un
solo barlume duna civilt futura.
Qualcuno ha paragonato questo terrorismo a quello che insanguin lItalia e la Germania negli anni Settanta del secolo
scorso; da noi furono chiamati gli anni di piombo, ma un paragone totalmente sbagliato. Quei terroristi conoscevano il nome
e perfino lindirizzo della vittima che avevano scelto; aveva- ne, ma ha un gruppo di comanno ripudiato un passato che do, scuole di preparazione alla
avevano vissuto e si propone- disumanit, campi dove si invano un futuro, unideologia, segna il maneggio delle armi,
un assetto diverso della socie- le tecnologie necessarie, i mot.
di di camuffarsi, le comunicaI terroristi di oggi non si pro- zioni sofisticate tra loro e con
pongono alcun futuro e non il comando del gruppo e gli
hanno alcun passato sociale e obiettivi da colpire.
politico da ricordare. Vivono
Questo il gruppo di comansoltanto un presente e alcuni do e i suoi soldati-schiavi handi loro, ma certamente non no scelto di soggiacere ai loro
tutti, vagheggiano forse un al- padroni.
dil dove un Allah che soddisfi
Qui si pone la domanda del
i loro desideri; non quello dei perch questa scelta labbiaveri musulmani che le loro sa- no fatta.
cre scritture hanno descritto.
***
Non sono persone libere.
La questione assai comCertamente hanno fatto libe- plessa, riguarda la libert, che
ramente una scelta che quel- cosa significa, da dove ci viela che Etienne de La Botie ne. Non mi pare oggi il giorno
chiam il servo arbitrio: loro adatto ad esaminare uno dei
hanno scelto di essere schiavi concetti pi complessi e pi
di chi li dirige, le cellule duno importanti della ricerca filosoStato che non ha confini stabi- fica e perfino religiosa, ma
li, non ha una sua Costituzio- qualche parola va detta per

tentare di capire lessenza di


quanto sta accadendo e il modo con il quale reagire perch
se duna guerra si tratta, caratterizzata da modalit del tutto nuove, la questione della libert e dellarbitrio, libero o
servo che sia, deve esser capita per poterla affrontare in modo appropriato e vincente.
Ebbene, noi non siamo liberi se non per un istinto e per la
natura che contraddistingue
la nostra specie da quella degli altri animali.
La nostra natura possiede
la capacit di guardare noi
stessi mentre viviamo. questa capacit che ci fa diversi
da tutti gli altri animali. Noi ci
guardiamo agire, vivere, invecchiare e sappiamo anche
di dover morire.
Listinto principale che abbiamo e che condividiamo con
tutte le altre specie vitali,
quello della sopravvivenza. In
pi abbiamo la memoria, altro
segno che ci distingue dalle altre specie viventi.
Tutte queste caratteristiche fanno s che il nostro istinto di sopravvivenza duplice:
vogliamo sopravvivere come
individui e vogliamo anche sopravvivere come specie. Allindividuo che ciascuno di noi ha
scelto di essere abbiamo dato
un nome che il nome dellIo
che siamo.
LIo una costruzione, il
nostro sentirci individui e c

sempre, in qualunque momento, dalla nascita fino alla morte. Quindi la sopravvivenza e
lamore per noi stessi automatico, fa parte della nostra
natura.
Lamore per la specie, o se
volete chiamatela il prossimo,
deriva anchesso dallistinto
della sopravvivenza perch
nessuno di noi pu concepire
dessere il solo abitante umano del globo terrestre. Tuttavia il livello dellamore per la
specie oscilla fortemente da
persona a persona. Ce n sempre una scintilla in ciascuno,
ma pu essere scintilla o fiamma o brace coperta di cenere.
Le nostre scelte dipendono
dal rapporto tra la fiamma che
abbiamo per noi stessi e quella che abbiamo per gli altri e
lestensione di quellamore.
Una scintilla, lho gi detto,
c sempre, se resta soltanto
tale vuol dire che quellamore
si restringe a pochi, a volte pochissimi, a volte una sola persona.
Se tiriamo le somme di questo ragionamento la conclusione che la barbarie dei terroristi attuali deriva dal fatto che
non hanno alcun amore, anzi
odiano, la specie cui appartengono, odiano tutti gli altri,
mentre amano solo quei pochi
che condividono con loro lodio per gli altri e vogliono distruggerli. E qui appare il servo arbitrio: lamore tra pochi

si differenzia tra chi ha il talento per comandare e quelli che


sentono verso di lui un sentimento di devozione quasi religioso e si mettono al servizio
del suo talento e del suo carisma.
Come si vede, la nostra libert pressoch inesistente ed
la natura che comanda.
***
Si direbbe che la grande
maggioranza delle persone
animata da caratteristiche diverse pur avendo in partenza i
medesimi istinti. certamente vero. I barbari sono pochi
numericamente parlando, ma
molti per le modalit del loro
operare e stanno crescendo di
numero. In Francia per esempio i musulmani sono 7 milioni. In gran parte moderati, ma
pur sempre musulmani. I capi
delle comunit sono, salvo pochi, desiderosi di inserirsi nella societ dove hanno scelto di
vivere; ma nelle loro file specie tra i giovani, il gusto
dellavventura, di imporsi, di
valorizzare il loro esser diversi, diffuso. Questo modo di
sentire si trova soprattutto
nelle banlieue di Parigi e nelle grandi citt non soltanto in
Francia.
Ci troviamo dunque di fronte ad un piccolo esercito, anzi
piccolissimo, ma estremamente mobile e difficilmente individuabile prima che agisca.
Aggiungo anche che questa

guerra sui generis la causa


di due effetti assai pericolosi.
Il primo che la guerra contro
i barbari impone vincoli molto
stretti alla nostra vita privata.
Il secondo che dal punto di vista politico questa situazione
rende molto pi forti i movimenti e partiti di una destra
xenofoba: guadagna terreno
ed un pericolo evidente per
la democrazia.
Concludo ponendomi una
domanda: poich bisogna sgominare lIs e i suoi capi, qual
la guerra che dobbiamo fare e
vincere? Le nazioni aggredite
ed i loro alleati debbono scendere sul terreno che sta tra Siria, Iraq e Libia, ma non solo
con bombardamenti aerei ma
con truppe adeguate. Ci vuole
unalleanza politica e militare
che metta insieme tutti i membri della Nato a cominciare dagli Usa e in pi i Paesi arabi, la
Turchia (che nella Nato c
gi), la Russia e lIran. Credo
che sia questo il modo di agire
nellimmediato futuro. Se non
si fa, la nostra guerra con la
barbarie terrorista non vincer.
Molto tempo per decidere
non c. Nel frattempo lEuropa federale devessere rapidamente costruita a cominciare
dalla difesa comune e dalla politica estera. Sono questi i soli
modi per difenderci dal terrore e dalla sua disumanit.
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ON VI CONVINCER. Lo so. Non riu-

scir a farvi cambiare idea. Ma


se anche solo riuscissi a farvi dubitare, a far vacillare convinzioni radicate, allora sarei felice come se vi avessi completamente convinti alla
mia causa. Avete le vostre idee su Caino e non
ritenete che Caino abbia dei diritti. Per voi il
carcere la risposta a molti problemi, la risposta alla corruzione in politica, la risposta
alla clandestinit. Ma credere che punire rappresenti un percorso di crescita e che alla fine
di questo tunnel ci sia la luce quanto di pi
pericoloso esista. Credere che, a fronte di un
delitto commesso, nella sofferenza inflitta
possa esserci redenzione. Ed pericoloso fare
discorsi di carattere generale. Perch la giu-

stizia, il reato, il processo, la detenzione, il carcere, la pena e la riabilitazione non sono concetti astratti, ma concretissimi. E soprattutto
perch giustizia e carcere in Norvegia hanno
un significato e in Italia ne hanno un altro.
Perci voglio parlarvi di carceri e di giustizia, ma non voglio farlo in astratto. Voglio parlare di Poggioreale, ma non voglio farlo solo
pensando a ci che stato, ma immaginando
quel che potrebbe essere. E voglio farlo partendo da immagini incredibili, quasi irreali:
le foto che Valerio Bispuri ha scattato nel carcere di Poggioreale. C chi dice che le carceri
siano la cartina di tornasole dello stato della
democrazia di un paese. E allora lo stato della
democrazia in Italia sta messo male.
Non guardate queste foto pensando che

chi ha sbagliato debba pagare. Non si paga in


questo modo. Non si paga defecando e cucinando nello stesso metro quadrato. Non si paga vivendo senza acqua calda e riscaldamento. Non si paga perdendo dignit. Il carcere
per i poveri? S, queste foto ci dicono che il carcere per i poveri. Il carcere per i disperati?
S, queste foto ci dicono esattamente questo:
il carcere per i disperati. I tempi della giustizia sono drammaticamente vergognosi e
spesso questo sistema inefficiente usato come grimaldello per convincere i detenuti a
collaborare con la giustizia. Ben venga, dir
qualcuno, senza comprendere che una scorciatoia che non fa bene a nessuno. Non alle indagini, non alla riabilitazione.
I dati che riguardano le carceri italiane so-

no allarmanti, ma ormai allarmano solo gli


addetti ai lavori e quei pochi che hanno voglia di prestarvi attenzione e che fanno ogni
giorno tanto con poche risorse: sto parlando
dellAssociazione Antigone e dei Radicali Italiani, unici nel tradurre in dati, parole e politica lurlo di dolore che si leva dalle carceri italiane. Sono oltre 54mila i detenuti nei 205 istituti italiani. Tra il 2000 e il 2013 i morti in carcere sono stati 2.239, tra questi 801 i suicidi e
non solo di detenuti ma anche cento agenti
della polizia penitenziaria e un direttore. Nelle condizioni in cui versano le carceri italiane,
lavorarci tortura quasi quanto esservi recluso. Perdi umanit, perdi sonno, perdi aria.
Perdi tutto.
>SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

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ONO DACCORDO con Livio Ferrari che in

/PQSJTPO(edito da Rubettino) parla


del fallimento del carcere, e del principio di punizione come ufficio stampa
dello Stato: un paese che punisce e non
riabilita un paese che ha fallito la propria missione.
Partire da queste foto importante,
cos come meritorio che Antonio Fullone, direttore di Poggioreale dal luglio dellanno scorso, abbia consentito
a Valerio Bispuri di entrare nel carcere
e di fotografare senza censure. Partire da queste foto importante
per capire che esattamente questo il paese in cui viviamo un
luogo in cui nello stesso metro quadrato cuciniamo e defechiamo
e che questo paese dobbiamo ricostruirlo, non fidandoci di chi ci
invita a rottamare, a distruggere tutto per ripartire da zero. Poggioreale non si sottrae a quelledilizia penitenziaria progettata per
affliggere le persone, per non dar loro alternativa, per tenerle rinchiuse in pochissimo spazio senza alcuna attivit possibile. Eppure non va distrutto, non va rottamato, ma reso vivibile. Impariamo
dai detenuti che padiglione dopo padiglione quel carcere lo rimetteranno a posto. I padiglioni Genova e Torino sono chiusi perch in
rifacimento, saranno pronti nel 2016. Poi toccher al Venezia e al
padiglione Italia (tra i peggiori). Il padiglione Milano lo stanno ristruttarando i detenuti, faranno lo stesso col Roma. Quindi guardiamo queste foto come guarderemmo un documento che presto
diventer storico, superato da un nuovo corso. Necessario e vitale.
Ma sono foto che immortalano anche un viaggio, tra esseri umani dalle vite sospese, in un carcere che non un carcere di mafiosi
(ce ne sono, ma solo in percentuale bassissima). Queste foto ci rac-

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contano non una, ma infinite storie. Provate a immaginare voi stessi chiusi in una
stanza; provate a immaginare voi stessi
senza alcun progetto o prospettiva; provate a immaginarvi poi ammassati in una cella. Ma perch provare a farlo? vi chiederete. Cosa abbiamo fatto di male, noi siamo
onesti, sono loro i disonesti, loro quelli che
hanno sbagliato, loro sono Caino. Pensiero
lineare, pensiero che sembra ragionevole.
Non lo perch in carcere ci finisce chiunque, e questa una verit che solo conoscendo profondamente la realt giudiziaria italiana possiamo comprendere fino in
fondo. In un sistema al collasso, gli errori
giudiziari sono allordine del giorno e le carcerazioni preventive sono quasi la met del
totale. I tribunali sono gravati da una infinit di procedimenti, molti frutto di leggi proposte e approvate sulla scorta di ondate di
securitarismo tanto incosciente quanto
inutile.
Non esagero se dico che chiunque lasci
che il carcere sia quello descritto da queste
fotografie, chiunque non si senta in dovere
di lavorare perch questo carcere cambi,
deve temere di poterne diventare una vittima e delle pi fragili, perch disarmata,
perch convinta che quello in cui vive sia
un sistema infallibile, che punisce i cattivi
e salvaguarda i buoni. Un sistema inefficiente, come il nostro, un sistema ingiusto, un sistema che sbaglia. Non purtroppo un caso che allinterno dei Tribunali di
sorveglianza ai quali rimessa la discipli-

na della esecuzione delle pene si annidino pi forti i residui della cultura inquisitoria.
Ma il carcere non deve essere pi giusto
solo per evitare che lingiustizia travolga i
giusti, il carcere deve essere giusto soprattutto per i colpevoli, soprattutto per chi ha
sbagliato. Non permettiamo che esistano
tante Guantanamo, luoghi cio dove il Diritto finisce e inizia larbitrio, la punizione
giustificata dallerrore. In un paese civile il
carcere deve essere il culmine dello Stato
di Diritto. Il carcere deve essere dignitoso e
umano; devessere lo specchio di una societ ideale. Un carcere dignitoso indice di
una societ dignitosa, un carcere che rieduca conseguenza di una societ empatica,
che considera ogni individuo un cittadino
con pieni diritti.
Poggioreale ha il 33 per cento dei detenuti condannati o in attesa di giudizio per reati di droga: immaginiamo che effetti avrebbe su questi numeri la legalizzazione delle
droghe leggere. Non si tratta di reati con
aggravante mafiosa, quindi per lo pi chi si
trova qui sono piccoli spacciatori e tossicodipendenti. Detenuti che forse dovrebbero
scontare la loro pena altrove, magari in comunit di recupero. Il 12 per cento dentro
per furto, il 25 per cento per rapina, il 5 per
cento per omicidio e tentato omicidio. Un
altro 5 per cento per associazione di tipo camorristico.
Queste percentuali raccontano bene la
disperazione di un territorio, e un carcere

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che non riesce a essere riabilitazione diventa accademia del crimine: pi le condizioni
carcerarie sono insopportabili, pi il detenuto si rivolger alle organizzazioni criminali per ottenere ci a cui avrebbe diritto.
Viceversa, pi nel carcere i diritti dei detenuti sono rispettati, pi non ci sar spazio
per le organizzazioni criminali e per i loro sistemi di protezione.
Il carcere deve smettere di essere il luogo in cui la societ si libera dei propri rifiuti e deve diventare uno strumento che viene in soccorso alla societ. La Norvegia ha
sconvolto il mondo con il caso Breivik, che
dopo il massacro di Utoya stato condannato a una pena detentiva di 21 anni, e non
rinchiuso in una cella in fondo al mare. Lo
Stato vince quando non diventa un soggetto peggiore di colui che ha sbagliato, quando non utilizza le logiche criminali che sono
logiche da legge del taglione.
Punire e torturare non portano giustizia
ma decuplicano sofferenze che spesso il detenuto ha gi vissuto. Non si pu educare alla legalit attraverso la coercizione e il carcere. La recidiva altissima quando in carcere non si lavora, non si impegnati, quando non ci si sente utili.
Mi fermo qui. E se non vi ho convinto io lo
faranno certo le foto di Valerio Bispuri e gli
uomini e gli spazi che ritraggono. Parlano
da s e raccontano una utopia: una societ,
libera dalla necessit del carcere. Nonostante Caino.
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Nazionale dopo un errore agli Europei. Il francese Six sbagli in semifinale ai


ADONO E SI ABBRACCIANO, perdonateli, perch
non sanno quello che fanno. Larbitro fischia Mondiali e trov difficolt a ottenere il patentino da allenatore: si prese a dire
un fallo in area e loro esultano prima ancora di che fosse instabile. Il serbo Djukic rimase seduto sulla panca nello spogliatoio
andare a tirare. Cosa volete che sia, pensano, sotto shock: i compagni telefonarono alla moglie perch andasse a riprenderseun rigore. Perdonateli, benedetti ragazzi, per- lo. Il ghanese Asamoah sbagli ai Mondiali 2010, promise a sua madre che non
ch invece un rigore una faccenda complessa. ci avrebbe riprovato, ci ricasc e due anni dopo in semifinale di Coppa dAfrica
lunico gesto del calcio in cui non centra solo commise di nuovo il peccato. Dovette lasciare il calcio per le minacce. Kuntz,
il calcio. il gesto sportivo pi studiato. Dentro Germania pure lui, and a tirare pensando ai suoi figli, a come sarebbero stati
il tragitto da undici metri di un pallone verso la presi in giro a scuola se lui avesse sbagliato.
Lo spettro dei rigori, dicono. Oppure la chiamano lotteria, ma non lo . Non
porta, dentro un mistero cominciato mentre finiva lOttocento, si sono immersi con le rispetti- esiste un rigore senza passato, questa la verit di Lyttleton e della sua indagive competenze economisti, fisici, informatici, ne. Chi tira si porta dietro la storia sua personale e quella del Paese, altrimenti
psicologi, fisiologi, militari, scrittori, semiologi, antropologi, etnologi, registi. perch gli inglesi segnano nell82 per cento dei casi con i club ma solo nel 66 in
Alla ricerca di una formula perfetta sono state analizzate prestazioni sotto Nazionale? Nessun ricordo si distrugge. C perfino il sospetto che il greco Gestress dei chirurghi, dinamiche aziendali, film western. Sono stati interrogati kas abbia sbagliato agli ultimi Mondiali per via di uno spot girato pochi mesi pricentinaia di calciatori per sapere cosa passi nella loro testa fino a un attimo pri- ma, nel quale un giovane tifoso gliene parava uno.
In termini shakespeariani, sostiene il professor Smyth da Oxford, i rigori
ma di quellattimo. Sono state viste e riviste migliaia di conclusioni per giungere a una. Ci sono strategie, meccanismi di compensazione e contromisure per hanno la stessa funzione di Rosalinda nel finale di $PNFWJQJBDF: abbattono la
quarta parete del teatro e parlano direttaogni debolezza. fiorita una vera e propria
mente al pubblico. unaggiunta alla traindustria del calcio di rigore. Sono nate soma principale, eppure noi finiremo per riciet che vendono database in cui custodicordare solo quelli. In genere guardiamo
scono meglio della Coca-Cola il suo ingreallerrore che fa perdere perch perdere
diente segreto indicazioni e dettagli sulla
pi romantico che vincere. Guardiamo melunghezza di una rincorsa, langolo corretto
no le mosse ingegnose, ma sono quelle che
da tenere, velocit, comportamento dello
danno scacco matto psicologico. Geniale fu
sguardo, precedenti. Sono stati messi a punil DVDDIJBJP inventato da Panenka agli Euroto sofisticati metodi di concentrazione. Eppur si sbaglia.
pei del 76. Lo subisci e ti abbatti. Geniale
Pare facile. Un pallone fermo, sette metri
stata la mossa olandese agli ultimi Mondiae 32 centimetri in cui piazzarlo, due metri e
li di far entrare un portiere di riserva solo
44 daltezza, un solo uomo fra te e la porta.
per i rigori: Krul non aveva alcuna specializ( " # 3 * & - &3 0 . " ( / 0 - *
Lerrore pi grave credere che si tratti di
zazione ma gli avversari lo credettero e perun lavoro per tutti. Si sbaglia perch il pallosero. Quello il momento in cui regna il terne in quel momento non il cuore della storore. Chi sa come governarlo, resta in piedi.
L RIGORE PERFETTO QUELLO PI difficile, tirato in
ria. I cechi per esempio sono convinti di non
Compagni che non guardano, allenatori
condizioni impossibili dal giocatore pi
aver mai perso una partita ai rigori anche
che si voltano, un giorno Zidane vomit priimprobabile. Da quello che non doveva esserci,
grazie al loro dna letterario, giacch il buon
ma di tirare. Tanti si nascondono anzich
lultimo della lista quando la lista gi finita. Da
soldato vejk di Haek sa improvvisare. I tecalciare: Falcao in Roma-Liverpool, Baggio
Copa Barry, il portiere ivoriano che fece limpresa
deschi si dicono certi di aver sempre vinto
in Fiorentina-Juve, tutti i tedeschi nella finaalla Coppa dAfrica 2014, in finale con il Ghana. Non
dal 76 per il consenso sociale che circonda il
le mondiale del 74 con lOlanda. Calci
portiere, figura al centro di un romanzo di
Breitner e non lo ricorda. Quando si rivide
doveva nemmeno giocarla, gli avevano preferito uno
Handke e del film che ne trasse Wenders.
in tv, sud per la paura sul divano. Shad Forpi giovane, che sinfortun in semifinale. Copa, un
Dave Alred, professione motivatore, diffonsythe, preparatore atletico, dice che il 90
nome
un
destino,
torn
per
lultimo
atto,
come
un
de un video in cui i consigli per il rigore ideaper cento psicologia. Strategie emotive.
riservista alla guerra fuori tempo massimo. Zero a zero
le si alternano alla scena in cui Clint East sbagliato credere che non si allenino,
nei regolamentari e supplementari. Ghana avanti 2 a 0
wood ammazza i fratelli Baxter in 1FSVOQV
sbagliato pure credere che basti allenarsi.
HOPEJEPMMBSJ. Al mio mulo non piace la genPrima di pensare al calcio giusto, bisogna
con i primi tiri. Lui che ne blocca la fuga con una parata.
te che ride. Pam. Gol. Il meccanismo anacostruire il contesto esatto. Perci la prossiPoi 8 a 8 quando finiscono i giocatori di piede. Restano
logo. Il codice quello. C in ballo la preserma volta che andremo ai rigori sar bene fai due portieri. E qui Copa fa quello che a nessun altro
vazione dellonore, c di mezzo la struttura
re quel che dicono gli esperti: prendersi un
mai riuscito: lazione che vale due gol. Para il tiro del
tribale della societ. Sul dischetto vanno i
secondo in pi per posare il pallone sul dicollega ghanese. Si alza, esulta, poi ricasca, facendo un
pi coraggiosi. I maschi alfa. Un rigore
schetto, non voltare le spalle al portiere,
morte o gloria, senza niente in mezzo scrinon far passare pi di quattro secondi per
po di scena per togliere concentrazione allaltro. Va
ve Ben Lyttleton, il giornalista inglese autopartire con la rincorsa, non cambiare idea,
infine sul dischetto. Gervinho di spalle, su una sedia di
re della Bibbia sullargomento, libro che armeglio mirare verso il basso, esultare con le
plastica bianca, non osa vedere. Ci vuole coraggio,
riva tradotto in Italia la prossima settimana
braccia sopra le spalle per demoralizzare gli
incoscienza,
pensare
che
stai
facendo
una
cosa
con il titolo 6OEJDJNFUSJ.
avversari. C solo un problema. Queste comeravigliosa e folle che non ripeterai mai pi. Il segreto
Un fallimento per sempre. Il tedesco
se le sanno anche i portieri.
Hoeness non mai pi stato convocato in
quello: non lhai mai fatto prima, non ci hai mai
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pensato, non lo tiri, lo giochi. Rincorsa, botta, gol. Poi,


come un gol che vale tre, Copa lascia la nazionale.
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MARGHERA
L SENSO DI STRANIAMENTO CHE SI AVVERTE salendo a bordo di unauto-

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mobile dopo essere arrivati dal Canal Grande, lo stesso che suscita
la prima visita allAsac, lArchivio storico delle arti contemporanee,
il caveau segreto della Biennale. Il grande e anonimo prefabbricato di cemento e vetro che si sviluppa su pi livelli, fra magazzini, scale di metallo, stretti corridoi e stanze climatizzate, mimetizzato tra
i padiglioni del nuovo polo scientifico tecnologico Vega a Marghera,
appena quindici minuti di macchina dalle calli e dai tesori veneziani. Un deposito di conoscenza e documenti immenso, data la moltitudine di materiali che per i vari settori (arti visive, architettura, cinema, danza, teatro, musica) la Biennale ha accumulato nellarco
della sua storia cominciata esattamente centoventanni fa con la
prima Esposizione Internazionale dArte del 1895.
Lopera di archiviazione appare infinita. Nella prima sala, dove vengono accolti
studenti, ricercatori e studiosi, ci sono ancora scatoloni e faldoni semiaperti. Nel
labirinto di cassettiere, scaffali e schedari sono gelosamente custoditi tre milioni
di documenti. Ma soprattutto la straripante corrispondenza che nel corso del
tempo intercorsa tra responsabili della Biennale, artisti e collezionisti a destare
il maggior interesse dei ricercatori, decine di migliaia di lettere scritte dai protagonisti della cultura dellOttocento e del Novecento (alcune sono quelle mostrate e
riprodotte in queste pagine). Nel Fondo storico, il cuore dellarchivio, ci sono le
missive inviate ad Antonio Fradeletto, che fu segretario generale dellEsposizione poi divenuta Biennale, da DAnnunzio, Monet e Rodin, e negli anni successivi
quelle spedite fra gli altri da De Chirico, Mir, Giacometti, Balla (questultimo soprattutto cartoline), e ancora da Walt Disney, Bertolucci, Igor Stravinsky, Luigi
Nono, Claudio Abbado e Berio. Gli argomenti e i toni sono i pi diversi, dalle banali
questioni tecniche e logistiche alle riflessioni e dichiarazioni pi marcatamente
politiche, e poi sfoghi, congratulazioni, molte
le esplicite richieste di denaro.
Il gioco dellarchivio il gioco dellastronauta, ci spiega Paolo Baratta, che della
Biennale presidente, dopo questo tour
esclusivo e mentre ci accomodiamo nella caffetteria di Palazzo Ca Giustinian: Ci si trova
di fronte a manciate di frammenti, perch
quei documenti cos che li dobbiamo considerare, senza mai peccare di idolatria. Frammenti che per se studiati e indagati ci possono portare ad altri frammenti, custoditi altrove, e dunque a nuovi collegamenti. Ecco perch il lavoro di conservazione che facciamo
crediamo sia un atto importante. E per questo la nostra missione, oltre a quella di archiviare, quella di favorire in tutti i modi la ricerca e gli studi di questi documenti.
In tutti questi anni nessun pezzo andato
perduto. NellArchivio sono conservate undicimila buste, sessantamila fascicoli, quattromila manifesti, una collezione incredibile di
partiture e spartiti. Nella fototeca e nella mediateca si trovano migliaia di lastre, negativi,
diapositive, nastri, pellicole, dischi. E ora che
lultima edizione della Biennale dArte curata da Okwui Enwezor volge al termine
chiude domenica prossima i tecnici si preparano a ricevere i nuovi materiali provenienti dallultima edizione. Ma stavolta si tratta
soprattutto di email.
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IO CARO FRADELETTO,

non invocata, linfluenza


venuta a darmi un pretesto
plausibile per chiedervi quella dilazione
che voi mi avete gi da tempo promessa.
La mia casa circondata dalla neve, e
io sono infelicissimo. Credo che i miei
spiriti non si risolleveranno se non con
la primavera che mi auguro prossima.
Secondo lopinione di moltissimi
amici miei, lepoca pi opportuna per la
mia lettura (a cui dar il carattere di una
orazione augurale, prendendo le mosse
dal significato che avr lEsposizione
veneziana e chiudendo con un inno a
Venezia e alla sua arte) lepoca pi
opportuna sarebbe quella dellapertura,
cio dellultima settimana di aprile.
Anchio inclino a questa opinione. E voi?
Avete veduto il Convito? Nel secondo
numero metteremo una bella nota su la
vostra Esposizione e parleremo della
facciata. Non era possibile inserire un
disegno architettonico in un libro di
quel genere. Ne converrete, quando lo
avrete sotto gli occhi.
Addio per oggi.
Scrivo sul letto.
Scusatemi.
Ricordatemi
a Riccardo Selvatico
e agli altri buoni amici.
Cordialmente vostro
GABRIELE DANNUNZIO

Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c

la Repubblica
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MILANO, 11 DICEMBRE 1955

ELBA, 10 AGOSTO 1955

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17 LUGLIO 1939

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GREGIO CONTE VOLPI

con rinnovato piacere che la


ringraziamo a nome della Venice
Motion Picture Exposition per il premio
conferito alla nostra prima pellicola
Biancaneve e i sette nani. La bellezza e i
dettagli della lavorazione di questo trofeo
di bronzo esemplificano davvero nel
migliore dei modi le qualit artistiche del
popolo italiano. Esso realizzato
perfettamente, in ogni pi piccolo
particolare: gli animali, Biancaneve, i nani
sono cos simili ai nostri personaggi
originali che siamo meravigliati
dalleccellenza di questopera. Dal punto
di vista artistico, questo trofeo supera
qualsiasi altro premio della nostra
collezione.
Il riconoscimento che il vostro paese ha
dato alla nostra produzione per parecchi
anni stato molto gratificante per noi, e ci
auguriamo che Pinocchio (senza alcun
dubbio caro al cuore di ogni bambino
italiano) sar accolto con la stessa
soddisfazione di Biancaneve.
Prevediamo di far uscire la versione
cinematografica della storia di Collodi in
inverno, ma probabilmente arriver in
Europa soltanto la prossima primavera.
Con auguri e saluti cordiali,

ARO PIOVESAN!

Ho atteso sino a oggi una


risposta a due mie lettere e ora
mi sono stancato. Ti chiedevo notizie
importanti sulla distribuzione dellopera
e su alcuni problemi da risolvere con
urgenza. Non sono abituato a questo
strano modo di agire n sul piano
personale n su quello del lavoro. Fra di
noi esiste, poi, un epistolario che giudico
perlomeno ridicolo, poich in una fase
veramente concreta sarebbe bastata
una lettera e la sua relativa risposta per
definire ogni cosa. Il fatto che io sono
stato costretto a scrivere, riscrivere,
minacciare, pregare decisioni, data
lassoluta incertezza vostra e il tuo
continuo evadere da risposte concrete.
Ora siamo al 10 agosto.
Personalmente considero chiusa la
questione. Se entro il giorno venti le cose
si saranno sistemate in un modo
soddisfacente per le mie esigenze di
lavoro, io partir per Venezia per iniziare
le prove, in caso contrario la Biennale si
provveder di un altro regista per lo
spettacolo in questione.
Allo stato attuale delle cose, credo, che
difficilmente potrai contare su di me per
la regia dellAngelo di Fiamma. Per
quanto riguarda lanticipo che ti avevo
richiesto da un mese e pi, non
arrivato. Eppure ti avevo spiegato da
amico le ragioni e lurgenza della cosa.
Non ne valeva la pena.
Cordialmente

WALT DISNEY

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STREHLER



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LLUSTRE PROFESSOR PALLUCCHINI

Ho ricevuto la sua gentile lettera e la


ringrazio. Per per non far perdere
tempo a Lei, n perderne io, per
accettare il loro invito, desidero che mi
siano garantite queste condizioni:
1 che tutti i quadri esposti siano scelti
da me e inviati da me,
2 che la sala a me destinata sia pi
grande. Quella segnata sulla pianta
veramente troppo piccola,
3 che solo io mi possa occupare
dellallestimento della mostra,
disposizione dei quadri, eventualmente
colore delle pareti.
Altrimenti, sar costretto a
rinunciarvi. Spero poi che, in questo
caso, la Biennale non allestir per conto
suo una mostra delle mie opere, senza il
mio consenso, come fece nel 1948. Sarei
purtroppo costretto a fare di nuovo
causa. A puro scopo di
semplice
considerazion
e, Le faccio
anche notare
che mi stupisce
il fatto della
mostra
antologica.
Non capisco
questinsistenza a
voler mostrare
opere mie, che sono
ormai note e
stranote, tanto in
Italia che fuori.
Attualmente, qui a
Milano, a Palazzo
Reale, vi una mia
mostra personale che
comprende
quarantadue pitture;
quind
i vede che non proprio il
caso di istruire la gente. Per, se loro ci
tengono alla antologica, vada pure
lantologica. La prego di rispondermi a
giro di posta per poter passare da
Venezia se fosse il caso.
Con distinti saluti
firmato GIORGIO DE CHIRICO

29 AGOSTO 1969

LLUSTRE DOTTORE

troppi, soprattutto se legati a


organismi governativi, tendono a
dimenticare le lotte e pretendono di agire
come se nulla fosse accaduto. Ma la storia,
per volont di altri, procede altrimenti.
Pure la Biennale agisce come se nulla
fosse accaduto, peggio ancora con una
gestione di commissario straordinario di
impronta fascista, e mascherandosi di
pallido riformismo, con la complicit di
chi intellettuale o artista si presta.
A questi troppi si oppongono altri: il
loro rifiuto cosciente responsabilit di
unaltra cultura di unaltra prospettiva di
unaltra realt storica cui le lotte operaie,
e le prossime per il rinnovo contrattuale, e
che si svolgeranno pi o meno parallele
alle manifestazioni della Biennale,
garantiscono una verit di cultura e di
civilt ben diversa da tutte le
manifestazioni della Biennale, specie in
gestione straordinaria. Io mi ritrovo tra
questi altri.
Le restituisco perci linvito
pervenutomi. Cordialmente
LUIGI NONO

ROMA 4 AGOSTO 1970

ARO LAURA,

Mi chiedi alcune dichiarazioni


sulla Strategia del Ragno.
Scusami ma non me la sento di scrivere
una sola riga di presentazione. un film di
35 mm, colore, l per essere proiettato e
visto. E discusso, se ci sar un dibattito.
Tutto quello che potrei dire io adesso, sul
bisogno di affrontare lambiguit della
storia, sulla demistificazione delle figure
eroiche dei padri borghesi e antifascisti,
sulla scoperta che le notti padane sono
fatte di luce azzurra come le notti di
Magritte, sui microfoni eroici della presa
diretta assediati dalle enormi zanzare del
Po, sulle carrellate che mi venivano
sempre laterali, parallele alle persone e ai
muri, tutto questo fa parte solo di
unesperienza. Il film significa quello che
significa, direbbe Moravia.
Cordiali saluti
BERNALDO BERTOLUCCI

P.S. Se hai bisogno di riempire un vuoto


tipografico nel tuo catalogo puoi
pubblicare queste mie poche righe.

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ARO CHIARINI,

grazie per la tua lettera e per la


prenotazione allExcelsior. Noi
saremo a Venezia il 25 sera o la
mattina del 26 ancora non so con
precisione, in quanto non so ancora se
verremo in treno di giorno o di notte.
Dacia non vuol andare in aeroplano, ha
fatto quasi cento ore di volo nellultimo
viaggio in oriente e preferisce il treno.
Comunque il 26 saremo a Venezia.
Grazie e credimi il tuo
ALBERTO MORAVIA

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la Repubblica

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NEW YORK
UOMO CHE INVENT DAVID BOWIE accarezza il librone che raccoglie

le foto che segnarono unepoca e intona una di quelle risate che i


gentleman inglesi abbozzano solo nei film: 0I0I0I. Poi scorge uno di quei ritratti meravigliosi in cui Mr. Bowie non sembra
n uomo n donna.
Le manca?
Mi mancano tanti amici: vivi e morti. Mi manca Lou Reed.
Ma possibile? Bowie scomparso perfino per lei?
Fa una vita da recluso. Ormai lavoriamo solo via mail. Lultimo a fotografarlo sono stato sempre io: 2002. Da allora si fida solo del suo assistente: le foto le fa tutte quello l. Ma poi perch dovrei cercarlo a tutti i costi? Quello che stato fra di noi, stato.
Perch, scusi, adesso? Che cosa diventato adesso David Bowie?
Adesso? Adesso David come Greta Garbo....
No: neppure il Rock pu far miracoli. Il Rock inteso come Mick, Mick Rock, il fotografo che aveva gi
nel nome (no che non uno pseudonimo) il suo
destino, il dottore in letteratura inglese allUni- ra scuola di dissimulazione che cosa ci racconversit di Cambridge che invece di Byron & Shel- ta -B[BSVT? Riprende la storia di Thomas Newley fin per insegnare larte di Bowie & Syd in- ton, cio il protagonista del film di Nicolas Roeg
teso come Barrett: e poi Lou Reed, Iggy Pop, Fred- che sempre quarantanni fa fu interpretato da
die Mercury. A sessantasette anni, quattro by- Bowie, concentrata adesso sul periodo in cui
pass e un trapianto di rene, tutto di denim vesti- Newton rimane sulla Terra, uomo incapace di
to, qui nella sede di Taschen, nel cuore di Soho, morire, la sua testa imbevuta di gin a basso coneppure il Rock pu fare il miracolo di alzare il sto, perseguitato da un vecchio amore. Finch
velo sul divo (rock) pi recluso del mondo. Per ca- non compare unaltra anima persa che potrebbe
rit. Lesile Duca Bianco il Thin White Duke, liberarlo.
come Bowie battezz quarantanni fa, 1976, uno
Anime perse o no, in un paio di foto del libro Bodei suoi travestimenti pi attivo che mai. Il liwie ha davvero le mani giunte: cos religiobro-celebration di Mick Rock, 5IF3JTFPG%BWJE
so?
#PXJF , solo uno dei tanti progetti.
Ha le mani giunte, s, in ginocchio, ma tra le
Tra pochi giorni, 19 novembre, esce #MBDLTUBS: dita ha una sigaretta: si prega cos?.
il singolo dellalbum il numero 25 che arriveAvrebbe mai immaginato che sarebbe divenr in regalo il giorno del suo compleanno, 8 gentato il pi grande?
naio, ma anche la colonna sonora composta per
Ma cosa vuole che mi sarei immaginato allo5IF-BTU1BOUIFST, lultima mini-serie di Sky. E la ra: avete presente il 1972? Io mi chiedevo piuttosera prima, 18 novembre, a New York apre -B[B sto quando tutto quello sarebbe finito: il rock, il
SVT, lo spettacolo di Broadway annunciato come fumo, la cocaina, le ragazze chiamiamoli i GSFO
un sequel de -VPNPDIFDBEEFTVMMBUFSSB e gi HFCFOFGJU di quella vita senza capo n coda.
tutto esaurito. Il solito reclusissimo Bowie che
Anche Bowie era cos?
lha scritto insieme a Enda Walsh ha imposto il
In testa aveva una cosa sola: farcela. La prima
segreto assoluto perfino al /FX:PSL5JNFT, che volta che lo vidi l alla Birmingham Town Hall ce riuscito per a impossessarsi di due righe di tra- rano appena quattrocento persone. Ma lui sognama. E in questo gioco di specchi e rivisitazioni, va lo TUBSEPN: diventare una stella. Ricordate
nellennesima danza kabuki accennata da Bowie 4UBS? *  DPVME  NBLF  JU  BMM  XPSUIXIJMF  BT 
grande ammiratore del teatro giapponese, ve- SPDLOSPMMTUBS / Potrei dare un senso a tutto di-

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la Repubblica
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/&--04503*$0$0/$&350%&--6(-*0"--)"..&34.*5)0%&0/%*-0/%3"

ventando una rocknroll star. Aveva ragione.


Che cosa aveva in pi.
Allinizio erano tutti e tre degli sbandati: David, Lou e Iggy Pop. A chi freg di )VOLZ%PSZ
che oggi un classico di Bowie? Lou lasci i Velvet e non sapeva dove andare a sbattere. Gli Stooges di Iggy fecero3BX1PXFS, 1973: e tre mesi
dopo il disco era sulle bancarelle da 50 cents.
David fu il primo a diventare una star.
Col trucco di 4QBDF0EEJUZ. Perch poi un
trucco aiuta sempre.
Che cosa vuol dire?
il 1969 e si inventa questa storia di fantascienza proprio mentre c la moda di 
0EJTTFBOFMMPTQB[JP. Capisce che funziona e due
dischi e tre anni dopo si inventa ;JHHZ4UBSEVTU. E
cambia tutto.
Ecco: il cambiamento. David si trasforma in
un altro personaggio ed ha successo. Perfino
Lou Reed si trasforma e sforna un album che si
chiama appunto Transformer. Diverr mitica anche la foto di copertina: scattata da lei.
Ma il cambiamento lessenza di David. Da
;JHHZ in poi ha lintuzione del trasformismo. Del
cambio di personalit. Coglie uno spirito del tempo. Andare oltre lumano: la simbologia spaziale.
Oltre luomo e la donna: lindefinito sessuale.
C la sua foto famosa di David e Lou sul sofa come due fidanzatini: Lou ha le dita laccate...

...Non si vede ma anche David.


Lei ha sempre detto: non gay.
Ho sempre detto che lho visto con le mani addosso a tante di quelle ragazze. Altri tempi. Dal
66 all84, dalla liberazione sessuale allAids, il
sesso tutto, e tutti fanno sesso. Anche dai modi
gay eravamo tutti attratti:
che eleganza, che stile.
Fu sempre David a ispirare Lou per Transformer.
E laltro grande del terzetto? Prendete Iggy, prima
di incontrare David non riusciva ad avere neppure uno
straccio di contratto.
Lo stesso nome di Iggy viene da Iguana: altro simbolo di trasforrmismo.
I simboli sono importanti. Io venivo da Cabridge, e
non mi sfuggiva limpatto
culturale di questi tre grandi
presi singolarmente e come
gruppo. Il 72 cambia tutto: tra il 72 e il 73. ;JH
HZ, 3BX1PXFS, 5SBOTGPSNFS. nel 72 che muore il rock di Elvis, prima del punk.
E adesso?
Ho passato una vita a fuggire dai miei fottutissimi anni 70. A uscirne vivo. Ma oggi? A un ragaz-

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zino qualsiasi bastano tre minuti per finire su Internet. David, Lou, Iggy: quanto tempo pass prima del successo? Ebbero il tempo di svilupparsi:
crescere. Non cera .UW, niente cellulari.
Anche la musica di David cambiata?
Ho ascoltato le ultime cose: tornato grande.
Ecco: anche lui ha avuto il suo momento di sbandamento. Ricordo gli anni 90. Mi diceva: mi criticano perch nei tour mi nascondo dietro ai vecchi successi. Ess che le soffre le critiche. Poi and
al festival di Glastonbury: era il 2000. E fu un
trionfo. Torn e mi disse: mi amano ancora.
Ossessionato dal successo.
Di pi. Il Victoria & Albert Museum lo chiama
per quella mostra su di lui che da due anni sold
out. Gli dicono: vogliamo ripercorrere la sua carriera dal 1970 all84. E lui furioso: la mia carriera
non finita mica nel 1984!.
C una sua foto bellissima, Bowie di spalle davanti a uno specchio. Quel volto imbellettato
nella cornice dello specchio sembra un ritratto fine Ottocento: il ritratto di Dorian Gray.
Ho sempre pensato che Lou fosse il mio Baudelaire. Lou era dark: New York. David brillante: la gioia di Londra. Per s, a ripensarci, davvero Dorian Gray: se ha continuato a trasformarsi fin qua, deve averlo proprio fatto un dannatissimo patto con qualche specie di forza oscura.
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N PAESE VERAMENTE un Paese quando ha una compa-

gnia aerea e una birra. E alla fine, di una bella birra


che si ha pi bisogno. Non c augurio migliore per
festeggiare il compleanno della birra artigianale nostrana. La dichiarazione di Frank Zappa si attaglia
benissimo: con buona pace di Alitalia, a ventanni
tondi dal decreto 504 che legalizzava la produzione
della birra casalinga (26 ottobre 1995), sono ben
mille i birrifici artigiani operanti in Italia.
Abbiamo cominciato copiando i migliori, e adesso
li guardiamo dritti negli occhi. Un successo al di l
delle pi rosee aspettative, che si traduce in premi,
partecipazioni a giurie, convegni, lezioni, libri. Certo, non possiamo assimiliarci al Belgio della tradizione trappista o alla Gran Bretagna con le sue pinte ultrasecolari. Ma piccoli mastri birrai crescono, e
mai come oggi lJUBMJBOXBZPGCFFS fa bella mostra di s sugli scaffali dei migliori empori gastronomici del pianeta, da Dean & De Luca (New York) a Beriksson (Stoccolma).
Ventanni fa, eravamo pi o meno fermi a bottiglie e lattine seriali, firmate dai soliti noti. Marchi
nazionali solo di nome, perch in realt progressivamente fagocitati dai giganti dellindustria. A inizio anno, la notizia della fusione della multinazionale belga AB-Inbev con la britannica SabMiller ha
scosso il pianeta birra dalle fondamenta. Unoperazione da 104 miliardi di dollari, diretta a controllare produzione e consumi in decine di paesi, con quasi centocinquanta marchi a riempire scaffali e boccali. Appena qualche settimana pi tardi, tra i seguitissimi (e costosissimi) spot messi in onda durante il Super Bowl stato inserito quello dellaffiliata Budweiser, contenente un violento attacco ai birrifici artigiani. In realt, tra acquisizioni (e successivo straniamento) dei microbirrifici e contemporaneo lancio sul mercato di etichette pseudo-artigianali, lindustria ha di fatto riconosciuto ruolo e pericolo economico dei piccoli marchi di qualit.
della materia prima. Cos, le birre made in Italy
Che non solo resistono, ma si moltiplicano, acquihanno cominciato a caratterizzarsi non solo per
sendo giorno dopo giorno clientela e credibilit. I
lo stile, ma anche per gli ingredienti vegetali che
comandamenti, pochi e inequivocabili, sono
la biodiversit mediterranea rende speciali e iniscanditi dal mentore della birra artigianale Lomitabili. Frutta fresca e secca, fiori e bacche
renzo Kuaska Dabove: Parliamo di una birra
pronti a impreziosire orzo e luppolo sempre pi
di norma non filtrata, n pastorizzata, creata
spesso coltivati in Italia dopo tanto dipendere da
con ingredienti di altissima qualit e senza lutilizzo di succedanei da un piccolo produttore, in
Europa dellEst e Germania.
quantit non necessariamente limitate. RispetSe siete neofiti della birra dautore, abbinate
to ai cadaveri in bottiglia, ovvero le birre induassaggi a un paio di buoni libri per scoprire quanstriali, pastorizzate e quindi morte, la birra artito entusiasmo accompagna lattivit dei piccoli
gianale un prodotto vivo, incomparabilmente
produttori. Poi andate a trovarli e godetevi una
pi ricco di aromi e di sapori e straordinariamenbirra comediocomanda. Bionda, rossa o scura sote vario.Un po come succede per i formaggi a
no solo dettagli.
latte crudo, la produzioneSBX esalta la qualit
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INGREDIENTI PER 4 PERSONE
PER I CAPUNET: 200 G. DI CASTAGNE DELLALTA VAL SUSA; 200 G. DI PASTA DI SALAME
DEL SALUMIFICIO ANSELMO BOCCHI MEZZA VERZA
PER LA SCHIUMA DI BIRRA: 125 ML. DI BIRRA DI MAIS PIGNOLETTO GRITZ CASCINA
CONTI; 125 ML. DACQUA; 12 GR. DI AMIDO DI MAIS; 15 G. DI BURRO
PER LA CIALDA DI MAIS: 85 G. DI MAIS CASCINA CONTI; 100 G. DI FARINA TIPO 1 CASCINA
CONTI; 5 G. DI SALE; 75 ML. DI ACQUA TIEPIDA; 500 ML. DI OLIO DI SEMI DI GIRASOLE BIO

er i capunet pulire le castagne, farle bollire e privarle della


pellicina interna. Far saltare in padella la pasta di salame.
Una volta cotta, aggiungere le castagne e frullare insieme
in modo da ottenere una purea densa. Sbollentare le foglie
esterne della verza e farcirle con il ripieno, facendo un pacchettino. Dorare in padella i capunet, salare e sfumare con
mezzo bicchiere di birra. Per la schiuma di birra, tostare burro e amido, aggiungere un pizzico di sale, acqua, birra e addensare sul fuoco, far raffreddare e mettere nel sifone in frigo. Preparare la cialda di mais, mescolando gli ingredienti e
stendendo limpasto molto fine, poi ritagliare dei cerchi e
friggerli in olio a 160. Impiattare: sul fondo una cialda di
polenta, sopra due capunet caldi e la schiuma di birra. Decorare a piacere con radicchio scottato e altre chips di polenta.

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ENSANDO AI PRIMI ventanni di

birra artigianale italiana,


bello tornare indietro ai
primi passi di questa idea di
pancia, che ha portato a
un vero cambio di approccio degli italiani
alla birra. Dagli incontri carbonari al
2000, anno della presa di coscienza della
potenza che questa nuova lettura poteva
avere, per arrivare al pensiero Birra
Terra che ho tradotto in un prodotto
cento per cento italiano e frutto dei nostri
campi, la Baladin Nazionale. E poi le birre
a progetto come la Open, la prima birra
open source dItalia, la cui ricetta stata
pubblicata sul web perch potesse essere
replicata da chi si produce la birra a casa.
Idea che si evoluta in una serie di locali
dove si possono trovare birre artigianali
nazionali, con lobiettivo di creare un
movimento di condivisione senza mai
dimenticare che le cose belle sono fatte di
piccoli particolari... Siamo diventati mille,
tutti presi dallentusiasmo di far parte di
questa rivoluzione. E che emozione fu far
dire a mio padre, quasi novantenne, che la
mia birra era quasi buona come un vino!
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RENTACINQUE ANNI da quando


me ne innamorai, venti da
quando anche la mia
professione. La birra
artigianale nata e ci
cresciuta tra le mani e io ci sono cresciuto
dentro. Guardo indietro e vedo un ragazzo
con il sogno di creare qualcosa di suo. Mi
rivedo una sera del 1996, al bancone del
neonato BI insieme a mio fratello, in
attesa che almeno un cliente entri nel
locale nuovo di zecca. E poi mi vedo oggi,
in giro per lItalia e per il mondo, raccolgo
apprezzamenti e ammirazione. La nostra
birra unonda in continuo movimento
che ogni giorno regala scoperte, nuove
prospettive e progetti. Non
pastorizziamo, non usiamo filtri,
centrifughe, stabilizzanti o enzimi, solo
cos la birra esprime il suo sorprendente e
complesso carattere, che ci piace cos
tanto. Combino i migliori elementi, poi
osservo la natura lavorare, come un
alchimista non intervengo n correggo,
ma rispetto e affino, cercando di
migliorare sempre pi il processo. Cos
nascono le nostre birre, una sfida
avvincente e senza fine.
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Per molti resta quello di Paper Moon, per quelli un po pi giovani lanalista dei Soprano, per altri ancora lamante della playmate uccisa dal marito. Fatto sta che uno dei grandi registi della
New Hollywood dopo quasi quindici anni di assenza torna al cinema con un nuovo film, Tutto pu accadere a Broadway, con una
Jennifer Aniston che pur di recitare per lui si abbassata il cachet. Alla domanda sul perch di una cos lunga latitanza risponde: Vari scontri con gli Studios di Roger Corman: costo trecentocinquantamila dollari, sette milioni dincasMa dieci anni dopo, con -PTRVBMP, tutto rientr nellordine. Gli Studios non
hanno avuto per obiettivo che riprodurre allinfinito quellesplosione al bottee diverse traversie personali. so.
ghino, una corsa ai blockbuster che li sta ancora divorando.
Quello di Bogdanovich, invece, un cinema a vocazione indipendente e
In patente contraddizione con la sua vita, che pare spesso il remake
Poi passa in rassegna i suoi mae- dautore.
dun film di serie B o di una seriaccia tv. Episodio centrale, nell80, lex-reginetta di 1MBZCPZ, Dorothy Stratten, sua compagna ventenne e attrice sul set di &
raggiunta a Los Angeles dallex-marito, pazzo di gelosia, che la stustri, Welles in testa: Dopo Citi- UVUUJSJTFSP,
pra, luccide e si uccide. In un attimo, tutto perduto. Ci son voluti anni per riprendermi, annuisce il regista: stato John Cassavetes a togliermi tre anni
dallisolamento depressivo in cui mi ero chiuso. Mi aveva chiesto di darzen Kane tutto quel che segue dopo
gli una mano in una sequenza di -PWF4USFBNT, che stava girando. Una scusa
per farmi uscire di casa. Ancora oggi mi commuovo ripensando a quel gesto
smisurato damicizia. Quella cronaca di sangue sarebbe diventata nell83 un
non pu che essere declino
film, 4UBS, di Bob Fosse con Mariel Hemingway: E anche un mio libro,5IF

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PARIGI
ARE UN RITORNO AL FUTURO. I capelli, lisci e neri, sono gli stessi di al-

lora ma tinti. Lo sguardo sempre ghiacciato, ferito dalla vita e


dalle lotte con il pianeta Hollywood ora dietro panoramici occhiali da vista. Ma i film, i suoi capolavori degli esordi, chi li ricorda? Preistoria, per i ventenni di oggi. Marziano il nome del loro autore, Peter Bogdanovich, conscio della sua condizione dalieno: Mi deprime
che la memoria cinematografica dei giovani non vada oltre il primo (VFSSF
TUFMMBSJ, anno 1977. Chi invece fu ragazzo attorno al 1971 venne folgorato da
-VMUJNPTQFUUBDPMP, cinema come iniziazione alla vita, con un Jeff Bridges ancora sconosciuto. Oppure, due anni dopo, dal film padre-figlia, ovvero 1BQFS
.PPO, Ryan e Tatum ONeal, deliziosa bambina di dieci anni, lOscar pi giovane della storia. Emerso di colpo dagli abissi del cinema, che aveva abbandonato quattordici anni fa, Peter Bogdanovich adesso davanti a noi, ha settantasei anni e scherza. Nella suite dun grand hotel parigino armeggia con un pullover impegnativo: Me lha regalato Jennifer Aniston. Cera ancora letichetta
col prezzo: tremilacinquecento dollari. Si rende conto? Quando lo indosso, mi
sembra dessere avvolto in tremilacinquecento bigliettoni!.
Abbassandosi il cachet per il puro piacere di essere diretta da lui, la Aniston ha interpretato, con Owen Wilson e una truppa di guest-star tra cui
Quentin Tarantino, il ritorno al cinema di Bogdanovich,5VUUPQVBDDB
EFSFB#SPBEXBZ, ora nelle sale italiane, dopo la prima nel 2014 alla Mo-

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stra di Venezia. E dunque lunga latitanza, mister Bogdanovich: perch? Gli ultimi scontri con gli Studios, per
.BTL e 5FYBTWJMMF, e varie traversie personali. Ero tornato al mio primo mestiere quello di attore ma per la
tv: psicoanalista nella serie dei 4PQSBOP. Negli Usa la
creativit, pi che al cinema, ora garantita in televisione. Dal piccolo schermo sgorgano i personaggi pi carismatici, una volta appannaggio esclusivo del cinema.
la resa finale del Re regista, nelleffimero feudo della New
Hollywood anni Sessanta-Settanta, di cui lei illustre esponente, con Francis Ford Coppola, William Friedkin, Steven
Spielberg: stato proprio Spielberg a dargli, senza volere, la mazzata finale. Lavvio di una strategia dinvestimenti su giovani pieni didee era stato, nel 66, 5IF8JME"OHFMT

,JMMJOHPGUIF6OJDPSO, scritto in risposta allarticolo sul 7JMMBHF7PJDF di Teresa


Carpenter, %FBUIPGB1MBZNBUF, che le era valso il Pulitzer e aveva fatto da canovaccio al film di Fosse. Sosteneva che Dorothy era la vittima non solo
dellex-marito ma anche mia e del produttore, Hugh M. Hefner. Bogdanovich
gira lo sguardo verso la finestra, il volto contratto, malinconico. &UVUUJSJTFSP
rimane il film cui sono pi attaccato, si riprende: Anche se la Fox sera subito
tirata fuori e avevo dovuto distribuirlo con i miei mezzi, rovinandomi. Del resto tutto pu accadere a Broadway. La protagonista del suo film, una
ex-escort, un omaggio a Dorothy? Credo che i miei film successivi siano tutti un omaggio a lei, sempre viva in me. Nessuno mi ha tanto ispirato quanto
lei. Laltro episodio, qualche anno dopo, suscit ancora pi gossip. Bogdanovich sposa la sorella minore di Dorothy, Louise Stratten, diciannove anni, conosciuta che ne aveva quattordici: c chi vi ha rivisto -BEPOOBDIFWJTTFEVFWPM
UF, la stessa ossessione di ridare al presente lidentit dun passato perduto.
con Louise , taglia corto il regista, che ho scritto quindici anni fa la sceneggiatura di 5VUUPQVBDDBEFSFB#SPBEXBZ, poco prima del nostro divorzio. Attraversavamo un periodo difficile. Senza un soldo, senza casa, vivacchiando qua
e l, attorno a New York. Ma, miracolo, scrivere insieme questa commedia ci
ha salvati, ci siamo lasciati con mente tersa. Poi torna allattacco, ovvero cambia discorso: Non sono mai stato un cieco devoto di Hitchcock. Se siamo diventati amici, divertendoci insieme, grazie al suo humor, perch gli ho sempre
detto quel che pensavo. Per esempio? Che 1TZDP non mi piaceva. Lavevo visto alla prima proiezione pubblica a New York, alle dieci del mattino. Alla famosa sequenza della doccia la gente rimase allibita. Io invece sono uscito, disgustato.
Hitchcock non che uno dei tanti maestri del cinema con cui Bogdanovich
ha avuto il privilegio di familiarizzare, grazie al suo lavoro di regista e, prima,
di critico, autore tra laltro di fondamentali interviste a autori di culto come
Ford, Hawks, Lang. Jerry Lewis una volta mi ha spiegato che, secondo lui, se
mi sono gettato nel turbine delle interviste ai grandi del cinema perch ero

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alla ricerca di un padre. Intuizione giusta? Due volte giusta. Sia per la mia infanzia spaesata sono stato concepito in Europa, sono nato a New York, da genitori in fuga dallEuropa nazista, mio padre serbo, pittore e pianista, mia madre ebrea austriaca sia per la mia cinefila (da ragazzo inghiottivo una media di quattrocento film allanno), diventata poi ricerca di modelli. O di padri,
appunto: esattamente come Truffaut. Il mio incontro con lui lo definirei storico, ride. il primo che mi abbia preparato una TBMBEFOJPJTF. Esperienza che non si dimentica. Mi aveva ricevuto nel suo appartamento,
con vista superba sulla Tour Eiffel in cui collezionava pensi un po?
Tour Eiffel in miniatura! Almeno quattrocento, di ogni altezza. Ma il vero padre stato un altro. Orson Welles? Beh, lui sempre stato il mio
mito. Nel 61, a ventidue anni, avevo organizzato al MoMA la sua prima
personale, inviandogli la monografia. Mi telefon, entusiasta, ma
ben sette anni dopo, e ha voluto incontrarmi chiedendomi di
scrivere un libro su di lui. La nostra bella amicizia nata cos.
Di Welles sono centanni dalla nascita, trenta dalla morte, il
Torino Film Festival gli dedica un omaggio. Ma manca qualcosa che tutti attendevamo: Certo, 5IF0UIFS4JEFPGUIF8JOE,
uno dei suoi grandi film incompiuti, nato da un incontro nel
1937 con Ernest Hemingway, ennesima sfida a Hollywood
dun vecchio outsider, interpretato da John Huston. Nel cast ci sono anchio, con Susan Strasberg, Lilli Palmer, Dennis
Hopper. Oltre mille pizze di negativi (35 e 16 mm e super8), blindate in un magazzino a Parigi, contese dai troppi aventi diritto. Welles ci aveva lavorato per quindici anni
fino alla morte. Nel 70 mi strapp la promessa di finirlo,
qualsiasi cosa accada. Non dispero di riuscire. Ma eventualmente, la prego, non parli di remake. Non ne esistono di
Welles. Dopo $JUJ[FO,BOF tutto quel che segue non pu essere che declino.
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pomeriggi assolati dove non


cera neanche un prete per
chiacchierare, elevati da Paolo Conte alla dignit metafisica
di un caracollare esistenziale
senza n fine, n meta, hanno dipinto per molti di noi estati dove le citt erano davvero deserte e la
solitudine di chi restava davvero esposta
allesperienza assoluta dellassenza. Il nostro tempo non conosce pi quelle sane
oasi di noia: limperativo della connessione perpetua ha frastornato sia il prete
che colui che ne ricercava invano la parola. Adesso, anzich tagliare le rose nel
giardino per resistere ad un tempo che
non passa mai, siamo a rincorrere un tempo in fuga perpetua che cancella tutti gli
spazi vuoti.
Ogni interstizio temporale deve essere
riempito da un febbrile attivismo o dalla
violenza rabbiosa di chi, in modi diversi,
non si trova immerso nel grande fiume
dellesistenza iperattiva, in permanente
mobilitazione totale. Li ricordiamo ancora i ragazzi delle pietre lanciate dai cavalcavia delle autostrade? Il loro teppismo sciagurato non denunciava forse
limpossibilit di sostare nel vuoto, nel deserto di una vita di provincia che probabil-

mente non era cos diversa da quella cantata da Conte? Ammazzare per gioco,
non era forse un modo (assurdo) per ammazzare il tempo? Non accade anche oggi? In disuso, se Dio vuole, il gesto orrendo della pietra scagliata al passare anonimo delle automobili, la noia continua a foraggiare passaggi allatto erratici che segnalano quanto insopportabile essa sia divenuta per noi occidentali: la violenza gratuita e vandalica, labbruttimento del consumo delle droghe, labuso compulsivo
degli oggetti tecnologici, lincentivazione
di sensazioni sempre pi inebrianti e assordanti hanno spazzato via limmagine
pastorale delloratorio deserto di Paolo
Conte.
a noia non accompagna solamente il vuoto dessere
di chi si sente tagliato fuori dalla corsa allaffermazione della propria vita,
ma anche chi in questa corsa si affermato come primo. quello che Kirkegaard, in pagine sublimi, descrive come lombra melanconica dello sguardo di Nerone che, nella leggenda, proprio per noia brucia la citt di
Roma. Anche il nostro tempo che sembra
ipnotizzato dal culto del Nuovo rivela la
stessa melanconia inquietante: tutto deve restare sempre acceso (I Phone, I Pad,
social networks, televisione, ecc.), cos
freneticamente acceso che, come direbbe Didi-Huberman lettore di Pasolini, la
flebile luce delle lucciole che alludevano ad un tempo dove la noia non era ancora vissuta come un demone cattivo ma come un momento necessario alla vita -, si
definitivamente estinta.
Se la noia divenuta oggi solo esperienza del tempo che gira su se stesso in una ripetizione priva di vita, i primi prigionieri
di questa gabbia sono innanzitutto coloro
che vivono facendo di tutto per sfuggirgli:
leuforia del Nuovo ricercato a tutti i costi
svela, infatti, sempre la stessa identica insoddisfazione. Tuttavia, come sa bene lo
psicoanalista, il Nuovo che vorrebbe evitare la noia non mai realmente Nuovo, ma
solo un suo cattivo antidoto che finisce, in
realt, per potenziare quella stessa noia
che vorrebbe invece contrastare. Lo psicoanalista raccoglie dietro alle quinte dello spirito libertino del nostro tempo fatto
di Aperi-cene e di Feste, la delusione annoiata che accompagna inesorabilmente i
suoi protagonisti felliniani di cui -B(SBO
EF#FMMF[[Bdi Sorrentino ci ha dato un ri-

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tratto irresistibile. Non questa una lezione della quale si dovrebbe tenere conto?
Se al fondo della grande giostra dellOccidente ritroviamo lo spettro della noia non
forse perch abbiamo frainteso profondamente il suo significato? Pu la noia
non essere solo lesperienza soggettiva di
qualcosa che si semplicemente esaurito,
che ha finito di essere vivo spegnendosi
inesorabilmente, come in un rapporto di
coppia sfiancato dal tempo o come nellascoltare un vecchio comico che ripete sempre lo stesso, ormai logoro, repertorio?
Nella noia, vero, tutto si appiattisce,
diventa grigio, ripetitivo, scontato. I padri della Chiesa, non a caso, la reclutano
tra i sette vizi capitali sotto il nome di accidia: il peccato della caduta del desiderio e del suo sfinimento, il peccato che fa
venire meno il miracolo stesso del mondo.
Lannoiato, infatti, sembra non riesca pi
a fare alcuna esperienza religiosa del
mondo perch niente lo colpisce, lo entusiasma, lo scuote pi. Tutto appare piatto, prevedibile, gi visto, gi saputo, gi
fatto. il carattere evenemenziale del
mondo che viene meno e riduce la vita
stessa a un ingranaggio anonimo che non
riserva pi alcuna sorpresa. Lannoiato sa
che non ci sar pi niente capace di toccarlo, di farlo vibrare, di sorprenderlo; la noia accompagna il disincanto ipermoderno
(cinico-materialistico) per il mondo. Il
quartetto perverso che organizza il godimento pi depravato e anarchico nel 4BM
di Pasolini , innanzitutto, annoiato dal
mondo. La loro apatia inquietante traduce la caduta verticale del senso autenticamente erotico della vita: nel nostro tempo non c pi spazio per la meraviglia nei
confronti dellapparizione miracolosa del
mondo.
a la noia davvero
solo il nome di questa malattia? La sua
lezione non ci insegna forse anche
qualcosaltro? La noia il desiderio
dellAltrove, ha affermato una volta Lacan associandola stranamente alla rivolta, alla preghiera e allattesa. Perch? Cosa hanno in comune queste esperienze apparentemente cos diverse? Esse indicano la necessit della vita umana di allargare sempre lorizzonte del proprio mondo,
di spostare in avanti i propri limiti. Lannoiato a prima vista colui che incontra il
mondo come un orizzonte chiuso, ristretto, soffocante. Ma la noia non registra solo la chiusura del mondo; essa agisce anche come una spinta a riaprire, a rinnovare il suo orizzonte. Lannoiato esausto
del mondo cos com, sfinito dalla presenza oppressiva di questo mondo, ma
non del Mondo come tale! Egli come chi
si rivolta ai padroni del mondo, come chi
attende larrivo dellAltro che gli porti un
annuncio di vita nuova, come chi si inginocchia pregando e invocando lAltro.
La noia mostra che questo mondo, il
mondo visibile, il mondo come pura presenza, non mai davvero tutto il Mondo.
Essa trapela nello sguardo del bambino
che per resistere al sapere asfissiante che
la maestra gli propina non pu che sbadigliare senza scampo. La sua testa cadrebbe pesantemente sul banco, se la sua noia, anzich ripetere sempre lo stesso mondo, come accade per la maestra, non ne invocasse lesistenza di un altro. Lo sguardo
del bambino si stacca dal banco e dai suoi
quaderni, dalla lavagna tetra e dallo
sguardo vuoto della maestra per rivolgersi finalmente Altrove. Dove? Fuori, via da
l, allaperto, verso un altro mondo, Altrove; verso il glicine viola, il campo di calcio,
la bambina che cammina con la sua veste
rossa per strada, la neve che copiosa scende sul cortile. Non forse questa la lezione pi positiva della noia? La noia del
bambino sempre una rivolta, una attesa, una preghiera.

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enticinque anni fa, il 12 novembre


1990, lo scienziato inglese Tim Berners-Lee, allepoca impiegato al Cern
di Ginevra, present un progetto intitolato
8PSME8JEF8FC, o 3BHOBUFMB.POEJBMF. Lidea era di sfruttare la rete Internet, di cui il
Cern era uno dei principali nodi, per costruire una biblioteca ipertestuale di link da consultare con un browser mediante unarchitettura client-server: tutte parole sconosciute
allepoca, ma oggi diventate di uso comune.

Quel progetto diventato uno dei tasselli


fondamentali dellEra Informatica. E il suo inventore oggi riconosciuto come uno dei guru, anche se il suo nome non tanto noto al
pubblico quanto quello dei mercanti di tecnologia altrui, da Bill Gates a Steve Jobs. Ma lo
tra color che sanno: a partire dalla regina
dInghilterra, che nel 2007 lha cooptato nel
ristrettissimo novero dei membri dellOrdine al Merito.
Nel programma delle Olimpiadi del 2012

di Londra, dopo la menzione delle invenzioni


che resero possibile la Rivoluzione Industriale, cera scritto orgogliosamente: Nel novembre 1990 un altro inglese inizi una rivoluzione, altrettanto epocale, una rivoluzione
che stiamo ancora vivendo. La Rivoluzione Digitale inizi con lo straordinario regalo di
Tim Berners-Lee al mondo, il World Wide
Web. Un regalo che, come lui stesso ha affermato, per tutti.
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tabile come lessere in pieno riposo, senza passioni, senza affari da sbrigare, senza svaghi,
senza unoccupazione. Egli avverte allora la sua nullit, il
suo abbandono, la sua insufficienza, la sua dipendenza, la
sua impotenza, il suo vuoto.
Appunto per sottrarsi a tale
tormento, la societ ha inven7"-&3*0."(3&--*
tato i divertimenti, che Pascal
er dire quanto vasto intende secondo letimo
sia il mare della no- EFWFSUFSF, ossia fuggire dagli
ia, nel 1916 Euge- affanni, volgere lo sguardo alnio DOrs compose trove. Da qui la folgorante afuna 0DFBOPHSBGJB  fermazione (peraltro ispirata
EFMUFEJP. Cos facendo, lo scrit- a Lucrezio) secondo cui tutta
tore catalano toccava un argo- linfelicit degli uomini proviemento millenario, relativo a ne da una cosa sola: dal non sauno stato danimo chiamato per restare tranquilli in una canei classici greci BLFEJB, nei la- mera.
Arriviamo cos al quadrilatetini UBFEJVN, nel medioevo
BDFEJB e nel Quattro-Cinque- ro composto da Leopardi,
cento melanconia. Il termine Schopenauer, Kierkegaard e
noia, per, deriva dal latino JO Nietzsche. Scrive il nostro poePEJP, avere in odio, formula ta: La noia in qualche modo
che, dal provenzale FOPKB, da- il pi sublime dei sentimenti
r vita addirittura a una forma umani sempre accusare le copoetica: lFOVFH. Cominciamo se dinsufficienza e di nullit,
e patire mancamento e voto, e
da qui.
Al contrario del QMB[FS, che per noia, pare a me il magelencava cose gradevoli, que- gior segno di grandezza e di
sta composizione era usata so- nobilt, che si vegga della nalo per lamentarsi. Cos Girar- tura umana. Del pari, il filosodo Patecchio poteva esclama- fo tedesco osserva: Col possesre: Noioso son, e canto de no- so, svanisce ogni attrattiva; il
io, tema ripreso da Shake- desiderio rinasce in forma nuospeare: Stanco di tutto que- va e, con esso, il bisogno; altristo, quiete mortale invoco. menti, ecco la tristezza, il vuoPer non parlare dellantichit to, la noia, nemici ancor pi
(quando il disgusto di s veni- terribili del bisogno.
Kierkegaard, invece, fa
va scrutato da Lucrezio, Seneca, Marco Aurelio), la noia, emergere piuttosto la nozione
dunque, fu innalzata a genere di angoscia, non senza che lo
letterario sin dal XIII secolo. scrittore indichi per in NeroAltro che malattia dei moder- ne, un uomo annoiato, in cerni Dietro lattuale idea di de- ca di distrazioni, che si divert
pressione, si cela un concetto provando a bruciare Roma
che investe la medicina, leti- Quanto a Nietzsche, anche
ca, lestetica e la religione. Ci senza citare un tema cruciale
che oggi definiamo calo di to- come quello dellEterno Ritorno o abbattimento del regime no, basti ripetere: Contro la
psico-fisico, nasconde insom- noia, anche gli dei lottano invama una genealogia millena- no.
ria.
Arriviamo cos al pensatore
Intesa come effetto della bi- del Novecento che pi si conle nera, la noia, in tutte le sue centr su tale sentimento. Per
possibili accezioni, seguiva Heidegger, la noia autentiuna tradizione che, dal medi- ca, interpretata come totalico greco Galeno alla scienza t dellesistere e momento riaraba, approd al neoplatoni- velativo dellesistenza, giunsmo fiorentino, finch, nel Ri- ge a rappresentare uno degli
nascimento, divenne il con- stati danimo fondamentali,
trassegno del Genio, associan- che va e viene nella profondidosi ai nomi di Michelangelo, t dellesserci come una nebDrer e Pontormo. Un paio di bia silenziosa.
Fermiamoci qui, nel mistesecoli dopo, anche grazie a
Kant, alla stessa famiglia si ro di una simile nebbia. E quanuniranno Nerval e Coleridge, do Paul Valry commenta
figure incomprensibili fuori amaro: Non sappiamo pi codel cerchio magico di quellu- me mettere a frutto la noia,
mor nero che Baudelaire ribat- affidiamoci a Cioran, il quale,
vedendo nella noia una conditezz con linglese TQMFFO.
Ci detto, bisogna ammette- zione superiore della conore che sar Pascal a compiere scenza, sosteneva che luomo,
il transito finale dalla nobile ben lungi dal doversi sentire
malinconia alla prosaica noia. condannato alla noia, proprio
Ci voleva un filosofo, cristiano da essa pu, viceversa, cercae matematico, per affermare: re dessere tratto in salvo.
Niente per luomo insoppor3*130%6;*0/&3*4&37"5"

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se ciascuno sar disposto,


riconoscendo le ragioni
dellaltro, a cambiare non partiti
o padroni, ma le proprie idee.
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un piccolo dono prezioso ai


lettori di Katherine Mansfield,
che nella breve esistenza
gener racconti sensibili e
vitali, questo diario di
unavventurosa escursione
compiuta nel 1907
nellentroterra neozelandese.
Curato da Nadia Fusini, che
alla sua KM ha dedicato
qualche anno fa un bel ritratto
biografico, il
taccuino della
Mansfield non
solo ne svela
lindole audace
e indipendente.
Fa assai di pi:
mentre ce la
mostra che
saddentra nella misteriosa
regione dei Maori fissando
emozioni, dipingendo
paesaggi e registrando la
possenza della natura,
testimonia la parabola di un
rito iniziatico che equivale a
unesperienza organica, fisica.
KM mette a fuoco la scoperta,
direttamente percettiva, della
realt inconsueta, ma al
contempo antichissima, su cui
si fonda la sua sacra
vocazione di scrittrice. Tra
cime di vulcani e suoni
acquatici, lambiente la
riempie e la sospinge dentro se
stessa, imprimendole
lurgenza dellesprimere il
sentimento dessere al mondo.
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Tutti conoscono il -BVSFBUP,


pi per il film che per il
romanzo, di cui forse pochi
ricordano lautore: Charles
Webb. Che in questi anni ha
pubblicato
diversi romanzi,
come #PP[F, del
1978, storia di
Calvin Barnes,
uomo generoso
ed originale,
orfano dei
genitori, pittore
scoperto per caso da un
gallerista, il quale per il
giorno del vernissage
scompare. Il romanzo, ora
tradotto in italiano, non la
storia di un successo artistico,
n un giallo, bens il racconto
della presa di coscienza del
protagonista del proprio
alcolismo. Ma siamo lontani dal
patetico, una confessione
lucida e tragicomica. E, se
Calvin ha una visione
straniante di s e del mondo,
non lunico folle della storia.

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ifficile parlare di scrittori russi senza incappare in una serie di riflessi


condizionati: il retaggio dellera sovietica, leredit di colossi come Pushkin,
Cechov, Tolstoj, il disagio attuale imposto
dallautoritarismo illuminato di Putin.
Ma nel caso di Ljudmilla Ulitskaja, una delle pi note romanziere russe viventi, e la
pi venduta in Italia, ci si pu finalmente limitare a considerazioni universali. A 73 anni, Ulitskaja stanca. Smette di scrivere.
La sua ultima opera, -BTDBMBEJ+BDPC appena uscita in Russia e
lei ha deciso che sar lultima. Perch? Semplicemente perch
non ce la faccio pi. Biologa, arrivata al successo con racconti brevi scritti per hobby in laboratorio tra un esperimento e laltro, Ulitskaja ammette di essere allo stremo: Il romanzo una fatica mostruosa. I racconti brevi mi aiutavano a rilassarmi. I romanzi mi
fanno soffrire. Come unatleta brava nei cento metri costretta a fare la maratona. Eppure di romanzi ne ha scritti undici, da 4JODFSB
NFOUFWPTUSP, 4VSJL al monumentale %BOJFM4UFJO USBEVUUPSF.
Ma lo spreco di energie stato immenso. Tante volte mi sono chiesta: perch non mi trovo un partner forte che scriva al posto mio?.
Per -BTDBMBEJ+BDPC ha usato lo schema epistolare ma solo diceper soffrire di meno. Ho scoperto e usato ampiamente un bellissimo scambio di lettere tra mia nonna e suo marito che mi ha aiutato moltissimo.
E adesso? Niente. Qualche racconto per bambini, forse. Voglio
solo godermi questa libert. E recuperare la cassa di libri ancora
intonsi accumulati in questi anni dietro al suo letto. Perch chi
ama i libri come me, pi che scriverli preferisce leggerli.

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In un tempo che abbina lo


storytelling alla realpolitik, che
predilige la narrazione al
ragionamento, giova rileggere
questo classico spesso
dimenticato del Novecento
italiano. Morcelliana riporta
infatti in libreria un grande
maestro del pensiero laico, che
oggi, introdotto da Stefano
Petrucciani, appare quale
originale
precursore di
quella svolta
dialogica della
filosofia
europea, di cui
Jrgen
Habermas il
pi celebre
interprete. Nel 1962 Calogero
concepisce il dialogo come un
principio non confutabile,
perch chi lo discute
implicitamente lo accetta e chi
non lo fa, per ci stesso, non lo
confuta. Ma non tanto
questione di logica: il dialogo ,
innanzitutto, il principio
etico-politico della democrazia,
lunico regime che (in teoria)
giunge a decisioni collettive
grazie al coinvolgimento non
plebiscitario, ma critico e
autocritico di tutti. La
democrazia funzioner, dunque,

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icordate? Il primo invito, rivolto ai


recensori, raccomandava ai medesimi di scrivere chiaramente, ci
che sembra ovvio sappiamo che non lo affatto. Il che significava guardarsi da viluppi sintattici poco perspicui, quindi evitare la falsa concettualit, luso di un lessico stereotipato che simula un pensiero che
non c, come nel sinistrese, nel sindacalese e in altri gerghi, non ultimo il giornalese. il manifesto del critico letterario di
Cesare Cases, che fu ideatore e direttore insieme a Gian Giacomo
Migone de -*OEJDFEFJ-JCSJEFM.FTF (e nel comitato di redazione
cerano fra gli altri Gianfranco Corsini, Luciano Gallino, Tullio Regge), e nel suo articolo di esordio per la nuova rivista si rivolgeva ai
colleghi con una serie di indicazioni di stile e contenuto. Trentun
anni dopo,-*OEJDF festeggia lo ha fatto venerd scorso con amici e collaboratori il nuovo sito, lindiceonline.com, realizzato grazie al sostegno dei lettori nella campagna di crowdfunding Grandi autori per grandi lettori. Il sito, ampliato e ridisegnato, offre
contenuti solo per il web (una video-intervista a Daniel Pennac),
un accompagnamento al percorso della rivista cartacea (sei testi
rari di Primo Levi da scaricare), le consuete letture e la rubrica
Cera una volta lIndice, che raccoglie le conversazioni e i dibattiti ospitati in diversi lustri e che hanno riguardato storia, filosofia,
scienza, arte, musica, narrativa, politica. Si comincia appunto da
Cases, e dalle intenzioni del giornale di privilegiare i libri meritevoli (tocc, in quel 1984, a-6TPEFJQJBDFSJdi Michel Foucault) cercando di farsi largo in quella che Cases medesimo definiva la sovrabbondanza (e non aveva ancora visto nulla).

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Minatori alcolizzati, soldati


corrotti, studenti svogliati,
prostitute bambine, loschi
trafficanti: ci sono tutti al Tram
83, epicentro della Citt-Paese.
In questo luogo che assieme
bar, ristorante, bordello e
tribuna politica, dove le sere
scorrono in abbondanza la
birra e le offerte di sesso facile,
si ritrovano anche Lucien e
Requiem, i due
protagonisti del
romanzo
desordio dello
scrittore
congolese
Fiston Mwanza
Mujila. I due
una volta erano
buoni amici: ora non
potrebbero essere pi diversi
uno dallaltro. Il primo,
laureato in Storia e con la
passione per la scrittura, sta
lavorando a unopera teatrale.
Il secondo, trafficone
tuttofare, pensa solo allalcol e
alle donne. Con una scrittura
ironica, a tratti caotica e piena
di ritmo, Mujila intreccia le
storie dei due protagonisti a
quelle degli altri avventori del
bar, raccontando la vitalit e le
miserie di questa dantesca
Citt-Paese ispirandosi alla
sua citt natale, Lumumbashi
svuotata nellanima nella
folle corsa alloro che ha
contagiato tutto il Paese.

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bugiardo), condanna la
violenza sulle donne e affronta
con ironia le contraddizioni
della vita contemporanea.

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Se nellantichit la gelosia era


uno slancio appassionato verso
qualcosa o qualcuno che si
teme di perdere, con lavvento
della modernit qualcosa
peggiora. Si trasforma in male
di vivere, in impossibilit di
dominare se stessi e gli altri. In
breve: in delirio.
Con il
Novecento, il
delirio diventa
annichilimento
di ogni
dialettica
possibile tra
pensiero ed
essere. Proprio in questo
quadro si inserisce il lavoro di
Karl Jaspers. In questo
prezioso testo per la prima
volta tradotto in italiano,
attraverso la descrizione della
vita di pazienti, il filosofo
tedesco mette in luce come il
delirio diventi metafora delle
contraddizioni inscritte
nelluomo. Lessere geloso
mette in gioco lintegrit della
soggettivit. Lesperienza
delirante distorce il giudizio di
realt e la capacit di agire e
reagire. E dunque viene meno
la possibilit di condividere il
mondo con gli altri. Cos il
mondo diventa abnorme. Nel
delirio, afferma Jasper
urtiamo contro ci che
irrimediabilmente perduto
nella non verit.

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La vita di Gertrude Bell una


storia di archeologia,
controspionaggio, rivoluzioni,
soprattutto viaggi:
dallInghilterra, dove Bell ha
vissuto, al Medio
Oriente dei
primi del
Novecento. Nella
sua biografia,
molto ben scritta
una decina di
anni fa
dallinglese
Georgina Horwell, risplende
unepoca in cui si pensava al
Medio Oriente con devozione e
incanto. A Bell si deve un
decisivo contributo nella
costruzione dellIraq moderno
(partecip alla mappatura dei
confini dello Stato). Non avevo
mai saputo cosa fosse il deserto
prima di arrivare qui, scrisse
giunta in Persia. Fu amore
reciproco. Sarebbe diventata
Umm al Muminin, la madre
dei fedeli, o Khatun, regina. La
regina del deserto.
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Giornalista free lance, precaria


da sempre e forse per sempre,
Gioia Lieve non si lascia
vincere n dalla mancanza di
soldi e di stabilit n da
fidanzati improbabili che
scadono come lo yogurt e
neanche da uno stalker che
non le concede tregua,
avvelenando il suo scarso
sonno. Ma, quando Gioia
incontra Guido
Giacometti,
lArtista, che
calca con
successo le
scene, il
seduttore
seriale bello e
impossibile che
diventa possibile e anche
irrinunciabile, tutto sembra
cambiare. E, fra pianti e risate,
per Gioia e Guido lamore
sembra trasformarsi
finalmente in favola. Eppure
non c pace, nelle favole come
nella realt.
Il romanzo lieve, proprio
come il cognome di Gioia, e
sprigiona ottimismo.
Ambientato nel mondo
dellarte e delleditoria che
Briganti conosce bene, la storia
si muove tra Napoli, Roma e
Milano, esalta lamore (perfino

Come essere Chiesa e vivere


bene la fede al tempo di
internet. In questo libretto lo
spiega Antonio Spadaro,
gesuita, direttore di $JWJMU
$BUUPMJDB e stretto
collaboratore di un altro
gesuita, papa Francesco, che
non disdegna di
servirsi proprio
della Rete con
i suoi twitter
per lanciare
messaggi sui
temi della Fede
e della dottrina.
E Spadaro lo fa
notare puntando a dimostrare
che tra la fede e le nuove forme
di comunicazione non c
contraddizione, ma quasi una
sorta di naturale feeling. Pur
precisando che per la Chiesa
la Rete non un mezzo di
evangelizzazione, ma un
contesto in cui la Fede
chiamata ad esprimersi.
Quasi una santa moderna
alleanza che grazie al
rinnovamento conciliare oggi
pu portare il messaggio
evangelico lungo la Rete,
capace di abbattere distanze e
cancellare muri. Senza paure,
ma con la consapevolezza che
internet un luogo di incontro
per eccellenza, a patto che per
il credente non sia solo una
questione di connessione, ma
sia un motivo di comunione.
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la Repubblica
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l Mulino pubblica il prossimo anno i


diari di guerra di Mussolini. Una cronaca in presa diretta uscita in quindici puntate, tra il dicembre del 1915 e
il febbraio del 1917, sul 1PQPMPE*UBMJB. Documento di straordinaria efficacia, dice
Ugo Berti che da decenni cura la saggistica
storica per il marchio bolognese: per lo stile asciutto, per la capacit di evocare la vita in trincea sotto le bombe, per le annotazioni sapide su commilitoni, canti e dialetti. Fin qui non c notizia. Che Mussolini sia
stato un giornalista brillante non cosa da
mettere in discussione. E che il Mulino possa pubblicare senza scandalo il diario del
soldato semplice poi caporal maggiore
Mussolini non appare materia opinabile.
La notizia va cercata nellintroduzione di
Mario Isnenghi, storico della grande guerra e in questo caso garante della correttezza politica delloperazione editoriale.
Isnenghi a rivelarci che quando pubblic*M
NJUPEFMMBHSBOEF HVFSSB per Laterza, al
principio degli anni Settanta, ritenne fuori
luogo attingere ai diari mussoliniani. Il personaggio era improponibile per quei
tempi tanto da indurre lo storico a unomissione grave come pu esserlo unautomutilazione. E fin qui tutto comprensibile. Ma Isnenghi aggiunge che ancora oggi qualche studioso della Grande Guerra si
rifiuta di citare il diario mussoliniano perch inopportuno, imbarazzante sul piano politico. E questo pu apparire una ossessione. Perch vero che non si tratta di
un documento neutrale. Da retore sapiente, il futuro duce va costruendo in quelle
pagine il mito del leader che pi tardi
avrebbe messo in campo per conquistare
lItalia e poi distruggerla. Ma basta dirlo,
come fa Isnenghi nellintroduzione. Ignorarlo dopo settantanni appare eccessivo.
***
Mussolini, ma solo lateralmente, compare anche in un bel libro dedicato a Gandhi
che Sellerio pubblica a breve. Che centra il
capo di un regime violento e illiberale con
il simbolo del pacifismo? Gianni Sofri ce
lha gi spiegato in una monografia uscita
anni fa e vi torna oggi con il suo (BOEIJUSB
0SJFOUFF0DDJEFOUF: per il duce come per
Giovanni Gentile o Farinacci ammirare
Gandhi significava tenerlo lontano. Le santificazioni garantiscono sempre questo effetto rassicurante della distanza. Il libro di
Sofri si concentra soprattutto sullesperienza formativa di Gandhi che smentisce
la favola di un Occidente e di un Oriente come mondi diversi e incomunicabili. Nella
circolarit culturale del leader indiano
rientrano le lettere scambiate con Tolstoj
tra il 1909 e il 1910 e riproposte in questo
volume ( ormai fuori catalogo una precedente raccolta curata insieme a Pier Cesare Bori). Ha ragione Sofri quando dice che
nel comune sentire Tolstoj un uomo
dellOttocento mentre Gandhi appartiene
al secolo successivo. Li separavano oltre
quarantanni di et. Tolstoj era uno scrittore celebre, forse il pi famoso nel mondo;
Gandhi un uomo politico che cominciava
ad avere una qualche notoriet internazionale. Tolstoj sarebbe morto di l a poco. Lultima lettera a Gandhi fu anche uno dei
suoi ultimi scritti.

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naise, e ora in libreria in Italia (Guanda).


Bosc, con una prosa asciutta, antisentimentale, perfetta, intreccia le storie dei passeggeri del Constellation alla cronaca minuziosa dei dati che si conoscono su quel volo
mortale, alternando loggettivit dei fatti e
dei dati tecnici alla soggettivit delle storie
personali. La pi romantica quella di Marcel Cerdan e di Edith Piaf. Piaf, che, protagonista di una trionfale tourne americana, ha
scongiurato lamato Marcel di raggiungerla
a New York, anche a costo di prendere lultimo biglietto gi prenotato da altri. Edith che,
si favoleggia, aveva detto a Marcel di prendere laereo perch altrimenti, in attesa dei
tempi lenti della nave, lei sarebbe morta.
Quella sera, disperata, canter lo stesso )ZN
OFMBNPVS come omaggio al suo amore per-

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anno, il 1714. Per. Il luogo il ponte di San Luis Rey, il fondamentale collegamento tra Lima e il Cuzco, costruito dagli Inca. Che crolla improvvisamente, scaraventando nel vuoto cinque persone. Cinque destini
spezzati, tra cui quello di una celebre attrice, la Prichole, francese,
grande seduttrice (che ispirer unopera di Offenbach).
Perch proprio queste cinque persone? il fato? La volont di Dio?
Uno scherzo perverso della Provvidenza? Alla ricerca di una spiegazione Fra Ginepro indaga, e attorno alla sua indagine, tra storica e filosofica, Thornton Wilder costruisce uno dei libri pi belli del Novecento, appunto *M1POUFEJ4BO-VJT3FZ, premiato nel
1927 con un Pulitzer.
1949, 28 ottobre. Il volo Constellation F-Bazn dellAir France decollato da Parigi e diretto a
New York, precipita su una cima delle Azzorre, il monte Redondo, senza lasciare superstiti.
Quarantanove le vittime, tra cui Marcel Cerdan, campione del mondo dei pesi medi, grande
amore di Edith Piaf, che lo sta attendendo a New York, la violinista Ginette Neveu, che, men
che trentenne, ha da poco inaugurato una
trionfale carriera e viaggia con due violini fili, quali alchimie del destino hanno portato
preziosi e suo fratello, Kay Kamen, luomo queste quarantotto persone a consumare la
che ha inventato quello che potremmo chia- loro vita nello stesso fuoco? Quali sono i minimare il merchandising, e cio lo stile e gli abi- mi movimenti del caso che hanno portato
ti, di Topolino. Pi unindustriale cubano, un questi esseri umani a condivere il loro tragico
destino? Esiste un disegno o il caso, con il
autista iracheno, cinque pastori baschi...
Quarantotto persone. Hanno cenato con suo colpo di dadi?
Adrien Bosc che un giovane scrittore
bue in gelatina, e navarin dagnello e bevuto
champagne. Qualcuno si assopito. Qualcu- francese (ventinove anni), fondatore anche
no troppo emozionato e non riesce a dormi- di una casa editice (Sous-sol) e di due riviste
re. Il comandante annuncia di aver visto ter- molto apprezzate ('FVJMMFUPO e%FTQPSU), inra. Poi limpatto contro il monte Redondo. E daga le storie degli sfortunati passeggeri in
un libro che, meritatamente, ha avuto un
nessun superstite.
*MQPOUFEJ4BO-VJT3FZ in grande. O il grande successo in Francia, 1SFOEFSFJMWPMP,
dramma delle Twin Towers in piccolo. Quali premiato con il Grand Prix de lAcadmie Fra-

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duto. Salvo svenire in scena.


Muore nellimpatto la violinista prodigio
Ginette Neveu e larchetto dello Stradivarius con cui viaggiava sar ritrovato da un pastore che decide di tenerselo anzich consegnarlo, perch, dice, ha unaria cos vecchia. Muore loperaia di Mulhouse che per
un colpo di fortuna ha ereditato una fabbrica
negli Usa e sta andando a prendere il suo nuovo posto nel mondo...
Ma, al pari del Fra Ginepro di Thornton
Wilder, anche Bosc deve arrendersi a raccontare (benissimo) le storie umane che si sono
infrante sul monte Redondo. Una spiegazione a questo inteccio di destini non si trova. Se
non si vuole ammettere che la sola cosa che
unisce tutte queste vite perdute , forse e soltanto, un radiogoniometro difettoso.
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Jung, padre dellinconscio
collettivo, accessibile in un
solo ebook. Dopo le 0QFSFDPN
QMFUF di Sigmund Freud, la Bollati Boringhieri propone in digitale ledizione integrale delle
0QFSFdel suo pi formidabile allievo, lo psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero, che
da lui si allontan nel 1913.
Ledizione digitale completa
delle 0QFSF( da gioved scorso
in vendita a euro 99, 99) comprende i volumi 1-18, con oltre
10.000 tra note e link intertestuali. Si tratta delledizione
che Paolo Boringhieri affid alla direzione di Luigi Aurigemma e a cui collaborarono 35 traduttori, lunica completa e annotata realizzata in Italia, conforme alledizione tedesca e aJ
$PMMFDUFE8PSLT in lingua inglese.
La conversione in formato
ebook delle 0QFSF aspira a far
giungere anche alle nuove generazioni - spiega la Bollati Boringhieri - questo patrimonio di
sapere, e a diffondere unopera
dallincommensurabile valore
scientifico e letterario che a
tuttoggi rappresenta uno dei
fondamenti insostituibili della
psicologia contemporanea.

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n best seller da 150 milioni di copie destinate


a salire, anche grazie
allultimo titolo della serie, uscito negli Usa lo scorso anno e ora
arrivato in Italia. Con 1PSUBUF
NJBDBTBla collana firmata (e
illustrata) da Jeff Kinney raggiunge quota nove libri ( in pi
c una sorta di manuale,
'BJEBUF , un film, oltre allormai celeberrima versione in latino). Anche stavolta la trama
catastrofico-quotidiana, cio
tutto quello
che pu accadere ad una
famigliola in
vacanza, e anche molto di
pi. Meta della gita estiva:
Disney
World, consigliata dalla rivista 'BNJHMJB*OTJFNF, piccola
Bibbia social-educativa per nuclei con ragazzini piccoli. Unavventura che lascia senza fiato
per linfinita sequenza di incidenti, accidenti, inconvenienti, imbarazzi, che capitano ai
cinque protagonisti della storia
(la Schiappa e i suoi fratelli Rodrick, Manny, madre, padre e
un maialino con evidenti problemi di impriting). Tra Mamma ho perso laereo di Chris
Columbus e i Tenenbaum di
Wes Anderson, lincorreggibile
american family intraprende
un viaggio che pi che altro
una crociata contro limprevisto e che naturalmente diventa
una battaglia persa. Lo schema
ridiamo sulle disgrazie altrui
evidentemente funziona sempre, soprattutto se in mezzo ci
sono adolescenti con le scarpe
da ginnastica che puzzano a tal
punto da vincere un premio, genitrici politically correct fino
allesasperazione, maschi che
tutto hanno tranne il carattere
alpha, gabbiani che assomigliano a personaggi di Stephen
King e perfino surrogati di supereroi di carta, come Flat Stanley, icona di quanto il caso sia
pericoloso. Come al solito, imperdibile.

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e i genitori sono degli eterni adolescenti come fanno i ragazzi e le ragazze a


crescere e a diventare adulti? Se padri e madri sono insicuri e in perenne crisi,
come possono essere un punto di riferimento per i propri figli? Sono queste alcune delle domande cui cerca di rispondere Massimo Ammaniti nel saggio -B
GBNJHMJBBEPMFTDFOUF ripartendo dal concetto di BEVMUFTDFO[B che, apparso
negli Stati Uniti gi negli anni Ottanta, ha poi avuto un notevole successo designando ormai anche in Europa quelle persone adulte per et, ma ancora adolescenti nel modo di vestirsi, negli atteggiamenti e negli interessi.
Per Ammaniti, la famiglia di oggi sarebbe una famiglia liquida, come direbbe Zygmunt
Bauman, ossia non solo una famiglia in cui si sta sempre insieme e si condivide tutto, ma anche una famiglia in cui gli adolescenti, quelli veri, non troverebbero alcun aiuto per affrontare
le complessit della vita. Certo, ladolescenza dei figli continua ad essere vissuta dai genitori
come un periodo delicato, che irrompe nella
vita familiare costringendo i genitori a con-"'".*(-*"
frontarsi con figli sempre alla ricerca di sensa"%0-&4$&/5&
zioni forti e che, talvolta, finiscono col metterEJ.BTTJNP
si in pericolo. A differenza del passato per,
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quando il modello familiare era pi rigido ed
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esisteva unetica del dovere, oggi non ci sarebbe pi alcuna capacit da parte dei genitori di arginare crisi e sbandamenti dei propri
ragazzi. Come si pu aiutare un figlio quando
si ancora insicuri e si preferisce il ruolo di
madri-sorelle o di padri-fratelli piuttosto
che quello di guide e di consiglieri?
Nel corso degli ultimi cinquantanni si
passati da una generazione di genitori autori-

tari che, a forza di imporre regole non erano


capaci di riconoscere la specificit e il valore
dei propri figli, a una generazione di genitori
deboli, quasi presi in ostaggio da un ruolo
che non sanno esercitare.
Ne hanno parlato illustri psicanalisti come
Jacques Lacan, che non ha mai smesso di ricordare limportanza del nome del padre e
della necessit che i padri, appunto, trasmettessero il senso della legge. Esattamente come hanno fatto alcuni scrittori, non esitando
a descrivere le proprie incertezze, come Michele Serra nel romanzo (MJTESBJBUJ. Ma allora quale sarebbe la soluzione, tornare indietro? Forse no, suggerisce Ammaniti basandosi sulla sua esperienza clinica e su molti studi.
Forse basterebbe solo cambiare marcia e
non confondere lautorit con lautoritarismo. Visto che nonostante la vita si sia allungata per tutti, i pi piccoli continuano ad aver
bisogno di figure adulte cui appoggiarsi e in
cui credere, un padre o una madre di cui fidarsi. Non si tratta di ricreare barriere che hanno separato le generazioni, ma di capire chela separazione serve a salvaguardare la differenza che caratterizza ogni essere umano.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

bbiamo pianificato una


bella gita e consultiamo
le previsioni metereologiche. La possibilit di pioggia stimata al 30%. Decidiamo comunque di partire; ma se poi effettivamente piove, la previsione era
giusta o sbagliata? Legrenzi e
Massarenti ci spiegano che la
previsione giusta se su 100 giorni in cui viene formulata, piove
nel 30% dei casi. Ma occorre che
il destinatario della previsione
sia abituato a leggerla come tale,
altrimenti
scambier
una stima sui
tempi lunghi
come valida
sui tempi brevi, e se la prender col meteorologo se
poi decide comunque di
partire e torna a casa bagnato
oppure se rinuncia alla giornata
al mare e poi vede il sole splendere.
Dopo 4FJFTFSDJ[JGBDJMJQFSBMMF
OBSFMBNFOUF, in questo libro
(scritto con Armando Massarenti) Paolo Legrenzi continua a guidarci alla comprensione e alla
consapevolezza di quegli inghippi cognitivi in cui rischiano quotidianamente di incappare le nostre scelte: dalla decisione di fare
una scampagnata sulla base delle previsioni meteorologiche alle
argomentazioni utilizzate da alcuni economisti per sostenere
labbandono delleuro da parte
della Grecia.
Una guida che gli autori intendono ambiziosamente offrire come antidoto a uneducazione
scolastica che a dispetto dei vari
tentativi di riforma, continua a
restare, a loro giudizio, troppo
slegata dai problemi concreti della vita di ogni giorni, e in particolare da quelli che caratterizzano
il mondo del lavoro. O anche
unintroduzione al pensiero critico come cassetta degli attrezzi, anzi come coltellino svizzero con vari strumenti a propria
disposizione, da portare con s
quando si va in gita. Magari insieme allombrello.
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Due mostre, al Broletto di Como e a


Lomazzo sua citt natale, ricordano
Francesco Somaini a dieci anni dalla
scomparsa. Lo fanno partendo dal disegno,
innervandovi sculture che riepilogano
mezzo secolo di
lavoro (catalogo di
Enrico Crispolti e
Luisa Somaini).
Modalit e
intenzioni
espressive di
Somaini, connesse
a una instancabile
ricerca tecnica, sono evidenti fin dai primi
disegni, del 1945, rivolti alla lotta con il
serpente, quindi al mito e alle leggende
dellOriente Antico. La valenza simbolica di
alcune scelte, i contesti culturali,
Mesopotania e Anatolia in primis,
appaiono immediatamente inconsueti.
Somaini autore di capolavori assoluti
quali la 1SJNBWFSBEBMUPGPSOP (1963),
.POVNFOUPBJ$BEVUJEJ-PNB[[P (1965),
5SJPOGP*** (1967), 'PSUVOJB**(1992).

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La prima italiana di 1FHHZ(VHHFOIFJN"SU


"EEJDU di Lisa Immordino Vreeland, biopic,
costruito su rari materiali darchivio, sulla
vita della pi famosa collezionista di tutti i
tempi. Lultimo, enigmatico lavoro
dellartista francese
Pierre Huyghe, in cui una
scimmia con indosso una
maschera del teatro Noh
diventa metafora della
condizione umana. Ma
anche il nuovo,
acclamato lavoro del
maestro russo Alexandr
Sokurov, 'SBODPGPOJB,
gi applaudito a Venezia;
un omaggio al filmaker Harun Farocki,
scomparso nel 2014, e una mostra di
videoarte con i lavori di 12 talenti under 35.
Ancora una volta Lo schermo dellarte,
festival ideato e diretto da Silvia Lucchesi,
indaga il rapporto fra cinema e arte,
attraverso una selezione di 26 titoli tra corti
e lungometraggi, documentari e opere
sperimentali. Appuntamento al cinema
Odeon di Firenze da mercoled a domenica.
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MILANO

i pu percepire il brivido
della corsa stando completamente fermi? Si pu sentire il rombo della camera a
scoppio anche se il motore
non c? Si possono vedere
aerei sollevare lombra da
terra anche se le eliche sono bloccate? S,
se si sta osservando unopera di Gianni Piacentino, campione di velocit immobile.
Intendiamoci: allartista torinese ( nato a Coazze nel 1945) la velocit piace davvero. Ed stato il suo amore per la moto
(una magnifica Indian degli anni 30) a deviarne e segnare per sempre il percorso
creativo. Era il 1968 quando lacquist. Fino ad allora Piacentino aveva esposto insie-

me al gruppo dellArte Povera con qualche dissapore opere minimal: pali, tavoli
smisurati, portali che si aprono sul nulla, ellissi e inservibili leggii.
Ma galeotta fu la Indian, e chi la restaur: Mi piaceva seguire i lavori ha raccontato a Germano Celant vedere i colori, cos mi venne in mente di immettere anche i
miei interessi e la mia passione nella mia arte tra gioco e mania, attenzione e attrazione per lestetica industriale e per il design
che includeva anche lidea di possedere e
guidare una motocicletta. Cominciai a fare
modellini segando parti di macchinine.
Quei piccoli oggetti di 20 centimetri contengono, in nuce, tutto il Piacentino degli
anni a venire. Da quel giorno i suoi oggetti
minimal si trasformano: prendono forme
aerodinamiche, si vestono di fregi e modanature, acquistano ruote ed eliche, metto-

no le ali. E si capisce perch un casco integrale sospeso in equilibrio precario ad una


sbarra orizzontale sia diventato il suo autoritratto. Giustamente questopera apre la
grande personale che gli ha dedicato la Fondazione Prada (a cura di Germano Celant,
fino al 10 gennaio), allestendogli uno spazio mosso da vertiginosi angoli acuti.
Non un caso. Acuto la definizione giusta per Piacentino: qui ogni cosa lunga e
sottile, ogni scultura una fusoliera disegnata per tagliare meglio un vento immaginario. Lo sono le barre (chiamate 3BDF, o
'MJHIU o 8JOH) appese alle pareti che evocano la forma di uno smisurato sci da kilometro lanciato, arricchito da una piccola elica,
da una coda di aereo, da una decorazione
un po vintage. Lo sono i veicoli che giacciono a terra: bicicli e tricicli bassissimi, come
le auto disegnate per battere i record di ve-

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la Repubblica
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locit, con carenature estreme e ruote perfettamente cromate.


Ecco, le cromature. E il nichel, e la ramature, e le vernici metallizzate, e le carte
marmorizzate e le tinte al nitro e madreperlate. Il colore unaltra delle ossessioni di
Piacentino: pu apparire un semplice smalto industriale, ma invece il frutto di mescole sempre diverse accuratamente
scelte dallartista. E infatti nel titolo delle
sue opere il colore sempre citato: blu-chiaro perla, viola-grigio, rosa-crema, amaranto-scuro e cos via. (Per ognuna di esse lartista conserva una scheda e una campione
destinato alleventuale restauro).
Piacentino , lavrete capito, un artista
metodico. Non uno di quelli che fa uno
schizzo di una scultura e poi la fa realizzare
agli assistenti, o peggio, in PVUTPVSDJOH.
No, lui appartiene alleletta schiera di coloro che TBOOPDPNFTJGB da ragazzo ha lavorato in una coloreria specializzata scoprendo possibilit sconosciute, e dopo ha cominciato a frequentare ebanisti, tornitori, fonditori e naturalmente le officine legate al mondo delle auto e delle
moto: uniniziazione a quella aristocrazia di altissimo artigianato
che nel Piemonte della Fiat era
molto radicato.
Le sue macchine godono di
quellaura: ai distratti e ai profani
possono apparire prodotti usciti
dalla fabbrica. Ma gli esperti capiscono quanta carta smeriglio e
quante mani di vernice a spruzzo
ci siano dietro la lucida perfezione
che brilla nel suo garage ermetico.
La mia idea che lopera possa essere confondibile con qualcosa di
reale, ha detto Piacentino. E dunque il rimprovero di creare oggetti
che sembrano design probabilmente lha preso come un complimento.
A prima vista le sue sculture sono immerse in una luce fredda. Ma
il gelo da oggetto industriale solo
apparente: lo contraddice quellaria retr, quella nostalgia di un futuro gi passato di cui impregnata la sua cifra stilistica. La stessa
che emana dai quadri dedicati
allepopea dei fratelli Wright e degli idrovolanti, la stessa impressa
nei loghi con le sue iniziali GP e i
fregi stile Impero o Novecento riprodotti come un marchio di fabbrica su ogni scultura al posto della firma.
Artigiano inutile si definisce Piacentino: e se ci pensate un bel binomio per descrivere un artista.
Ma la precisione che mette nel costruire
non solo frutto di una mania: lestetica
della tecnica ha uno scopo. Solo se sono perfette le sue macchine celibi possono sublimarsi nella nitidezza del disegno, possono
assumere la loro vera natura, che mentale, possono entrare nel paesaggio dellassoluto. Sono automobili platoniche, corrono
nel mondo delle idee.
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I visitatori
della settimana

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VISITATORI

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26.566
56a Esposizione
Internazionale dArte.
All the Worlds Futures.
La Biennale di Venezia
VENEZIA
Giardini della Biennale,
Arsenale

FINO AL 22 NOVEMBRE

14.615
Monet dalle Collezioni
del Muse dOrsay
TORINO
Galleria darte moderna

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FINO AL 31GENNAIO

12.513
Raffaello, Parmigianino
e Barocci.
Metafore dello sguardo
ROMA
Musei Capitolini,
Palazzo Caffarelli

FINO AL 10 GENNAIO

11.009
Dal Muse dOrsay.
IMPRESSIONISTI
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ROMA
Complesso del Vittoriano,
Ala Brasini

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FINO AL 7 FEBBRAIO

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Giotto, lItalia
MILANO
Palazzo Reale

FINO AL 10 GENNAIO

a cura di Silvia Silvestri

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n caleidoscopio dimmagini e colori. Unesplosione denergia e ironia. Alla Fondation Cartier pour lart contemporain una
mostra ricca e stimolante sottrae larte
africana agli stereotipi dellesotismo e del primitivismo. Grazie a trecento opere di una quarantina dartisti congolesi felici e spiazzanti, #FBVU  $POHP 
 (aperta fino al 10 gennaio) rivela le molte sfaccettature di una delle scene artistiche pi dinamiche di tutto il continente nero. Quella di Kinshasa, dove nel corso degli ultimi decenni nonostante
le innumerevoli difficolt politico-economiche pittura, scultura, fotografia, ma anche musica e fumetto, hanno prodotto eccellenti risultati.
Per il curatore Andr Magnin, nella seconda met
del secolo scorso, gli artisti congolesi hanno saputo
emanciparsi dalleredit di una tradizione impregnata di spiritualit rituale e dominata da temi e motivi presi in prestito dalla natura e dal mondo animale. Prendendo le distanze da quelluniverso ancestrale, hanno elaborato un linguaggio estetico autonomo capace di confrontarsi con la modernit della
realt urbana e con le sue forme di comunicazione.
Al centro di questa evoluzione, la mostra parigina
propone innanzitutto la pittura figurativa di artisti
ormai celebri come Cheri Samba, Cheri Cherin e Moke, gli autoproclamati pittori popolari che, rifiutando lastrazione, hanno realizzato unarte volutamente gioiosa e comunicativa. A partire dalla fine
degli anni Settanta, con le loro opere dominate da
una vitalit molto spigliata e colorata, hanno saputo
raccontare la vita quotidiana di
Kinshasa, come
pure i drammi e
le preoccupazioni politico-sociali
dellAfrica contemporanea, ma
sempre resistendo allafro-pessimismo dominante.
Al contrario,
la loro visione
del mondo vivacissima, piena di
energia e di ottimismo,
come
mostra ,JFTFOB
,JFTF, la tela di
JP Mika, la cui
coppia danzante
e felice stata
eletta a simbolo
della mostra alla
Fondation Cartier. Nelle loro
opere, gli artisti
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congolesi hanno
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affrontato la real
t africana senza
nascondersi nulla delle guerre, della povert e delle
ingiustizie che zavorrano il continente, mostrandosi
per inclini allironia e allautoironia, e soprattutto
capaci di proiettarsi verso un futuro in cui non mancano il sogno e lutopia.
Lo dimostrano le elaborate e scintillanti maquette di Bodys Isek Kingelez e Rigobert Nimi, i quali, nelle loro citt ideali e futuribili, hanno saputo racchiudere un piccolo universo di speranza e poesia. Lo
stesso vale per Monsengo Shula, che nei suoi quadri
ha persino immaginato alcuni astronauti africani,
simbolo di una tenace speranza di un progresso possibile.
Tra le tante sorprese che riserva la mostra parigina, oltre alla riscoperta delle splendide foto di Jean
Depara, che alla fine degli anni Cinquanta ha felicemente immortalato le mille luci delle notti di Kinshasa, non vanno dimenticate le opere degli artisti pi
giovani, maggiormente inclini a una riflessione critica sulle relazioni nord sud e capaci di confrontarsi
con modalit artistiche pi elaborate.
A cominciare da Kiripi Katembo, le cui straordinarie fotografie sulle pozzanghere della capitale congolese producono affascinanti effetti in direzione di un
realismo magico e quasi surreale. Insomma #FBVU
$POHP invita il visitatore a lasciar da parte i pregiudizi, spingendolo a guardare larte africana con occhi
nuovi.
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osa nasconde il cuore di una persona? Bice Mortara Garavelli una donna apparentemente felice. Il suo .BOVBMFEJ3FUPSJDB giunto alla sedicesima edizione. Da pi di 60 anni la lingua italiana il suo territorio di caccia. Una laurea
con il grande Benvenuto Terracini conseguita a Torino negli anni Cinquanta
sulle parentesi e gli incisi. Bice una donna arguta, curiosa. Vive a Torino con
un marito che stato un importante magistrato e compagno di banco di Umberto Eco. Mario Garavelli coltiva larte della discrezione. una presenza costante nella vita di Bice. Ma, in un certo senso, invisibile. Almeno ci che percepisco, tuffandomi nella vita di questa donna che mi accoglie con una eleganza mentale trafelata, dubbiosa, tormentata. Ma anche ironica. Chi avrebbe
mai scritto, affondando nelle carni molli della costruzione giuridica italiana,
un libro su-FQBSPMFFMBHJVTUJ[JB? Dove si intuisce attraverso un esame attento, rigoroso e perfino esilarante della lingua giuridica il perch nella patria del diritto romano stentano a formarsi strumenti legislativi chiari e certi. E qui verrebbe da aggiungere che la retorica ha svolto il
suo compito di copertura. Si capisce, dunque, che la lingua una grande invenzione che aiuta a dire o a
non dire: In questo siamo maestri e prestigiatori. Se una ragione di vita ha accompagnato il mio lavoro di
linguista stata di rendere lorganismo vivo e talvolta sfuggente della lingua qualcosa di stabile, almeno
nei limiti del possibile.
Rapidit di stile.
Ogni lingua pone problemi di trasmissione e di
E del pensiero. Italo Calvino nella rapidit di stiinterpretazione. Sono questi i limiti del possibile colse lagilit, la mobilit, la disinvoltura. Tutte
le?
Il confine del possibile si disegna con il grado di qualit, diceva, che si accordano con una scrittura
comprensione di un discorso. Ma chi stabilisce que- pronta alle divagazioni.
Dove nata?
sto grado? Il parlante? Linterlocutore? La lingua
A Refrancore, in provincia di Asti. La casa natamedesima? Montaigne not che il panorama della
lingua era mutato da quando le parole che serviva- le era sul confine di Montemagno. Qui vidi passare
no per interpretare le cose cedettero il passo alle pa- un giorno sul suo cavallo bianco Iolanda di Savoia.
role che avevano come oggetto o argomento altre Mi sembrava un sogno, una visione per una bambina vissuta fino a quel momento tra le cose semplici.
parole.
Oggi diremmo che sempre pi difficile parlare La mamma maestra elementare. Mio padre segretario comunale. Le zone, nel 1943 1944, erano predi fatti. Un linguista come reagisce?
difficile parlare delle cose, degli individui, sidiate dai partigiani. Ricordo certe fughe notturdei modi dessere e degli accadimenti di un mondo ne, nellangoscia perenne. Ci rifugiammo a Masio. I
reale o fittizio, senza tener conto di ci che altri han- tedeschi cercavano mio padre per fucilarlo. Reo di
no detto, o noi stessi altre volte abbiamo detto o aver aiutato la lotta partigiana. Per rappresaglia
pensato. Un linguista non pu che prendere atto bruciarono mezzo paese. Rivoltarono il municipio.
Nessuno trad n fece il suo nome.
che il discorso umano quasi sempre citazionale.
A lei cosa fecero?
Beh non che i fatti non ci siano.
Avevo 11 anni. Vidi i tedeschi arrivare con le
Ci sono, daccordo. Ma dentro unazione linguistica. Vestiti dalla parola. Che sempre o quasi sem- barche dal Tanaro. Mio padre fugg su un carro traipre una parola altrui, come fu detto con efficacia nato dai buoi, nascosto tra la paglia. I soldati irrupdi Michail Bachtin e come indipendentemente sep- pero a casa. Io avevo deciso di studiare la loro linpe teorizzare il mio maestro Benvenuto Terracini. gua. Tenni volutamente aperto sul tavolo della cucina il corso di lingua tedesco 1FMMJTF#JEPMJ. Riuscii coDove ha studiato?
Universit di Torino. Mi laureai nel 1954 con s a far risparmiare la casa. Malgrado la guerra fui
una tesi sulle incidentali nelle proposizioni. Pi una bambina felice.
Ha unidea della felicit?
semplicemente sulle parentesi.
una condizione rara e facilmente insidiabile.
Meraviglioso. Scelse largomento pi superfluo
Ma se dovessi definirla non troverei di meglio che
che ci fosse.
Superfluo? Forse. Ma un enunciato parentetico una frase contenuta in una lettera che Terracini mi
aggiunge, chiarisce, caratterizza. Nella scrittura sped: la vera felicit in noi e nelle circostanze dellinciso segnalato da parentesi tonda, virgole, li- la vita.
Sembra la frase di un innamorato.
neette. In quello orale da un cambio dellintonazioEra innamorato dellinsegnamento, della liberne della voce.
come chiudere una frase dentro una gabbia, sa- t della lingua e delluomo. Pat da ebreo le leggi
crificarla per meglio far risplendere il resto della razziali. Fu esule in Argentina e dopo il 1945 riprese linsegnamento in Italia. Per lui la lingua non era
proposizione.
Lordine della lingua richiede gerarchie, ma al- qualcosa di astratto, ma nasceva e viveva nellinterazione dei parlanti. Fu grazie a Terracini che ditres scoppi di libert, divagazioni.

venni amica di Maria Corti e Cesare Segre, anche loro suoi allievi. Era gi abbastanza vecchio e stanco
quando mi disse: Vai a Pavia da Cesare e Maria, loro ti possono ancora insegnare qualcosa.
Che ricordo ha della Corti?
Fu una donna di grande affabilit. Diventammo molto amiche, al punto che quando era a Torino
spesso dormiva da me. Aveva sofferto il distacco
sentimentale da Segre. Si scopr vulnerabile e fin
col rinunciare a tutto per lo studio. Maria era molto
sicura delle sue idee. stata una presenza fondamentale nella mia vita. Fu lei a darmi lidea di scrivere un manuale di retorica. Che ha avuto, e continua ad avere, un successo lusinghiero.
Qual il fascino della retorica?
Direi larte di persuadere.
E il limite?
La capacit di ingannare.
In un politico?
Se sprovvisto del senso della cosa pubblica la
menzogna diventer essa stessa cattiva persuasione.

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Quanto incide la retorica in pubblicit?


Tantissimo. Ma in modo inconsapevole. Un brano pubblicitario mette in gioco tutti i congegni della retorica, ma senza esserne profondamente cosciente.
La retorica una forma di potere?
il potere di fare presa sui destinatari. Ma per
catturare le persone cui ci si rivolge bisogna identificarsi con loro. Le diverse maniere di raggiungere
tale identificazione sono loggetto della retorica.
Da discorso innocuo e ornamentale, come la consideravano gli antichi, diventa una strategia comunicativa di conquista.
Anche nellantichit si pensava alla lingua come potere di persuasione. La retorica nasce nel V
secolo avanti Cristo. Nella Magna Grecia e in Sicilia.
Dove il pensiero divagava.
Mica tanto. Fin da subito le tecniche retoriche si
manifestano sia come larte di difendersi e di attaccare nelle controversie giuridiche e nei dibattiti politici; sia nelluso della parola come suggestione,

trascinatrice degli animi, incantamento della ragione.


Agilit e versatilit della parola.
Gi Omero immagin che il sapiente sapeva
conversare con gli uomini in molti modi. La retorica occidentale fu alla base della creazione della civilt greca. Per il suo fiorire furono determinanti lo sviluppo della polis e la democrazia.
Non crede che la retorica ci abbia allontanati dalla verit?
Nietzsche aveva compreso che il linguaggio
eminentemente retorico e che per questo non vive
di verit ma di assenza di verit. Le mobili metafore non sono il riflesso della realt ma la sua falsificazione o trasformazione.
Come reazione a tutto questo ha deciso di occuparsi del silenzio?
Anche il silenzio un linguaggio. Un modo di
parlare senza usare le parole. In letteratura e in poesia il silenzio accostato alla notte, al buio, alle ombre. Ma anche alla quiete e alla pace, come suggerisce Leopardi. Il silenzio vive in ogni tristezza ci ri-

corda Walter Benjamin; ma alberga anche nellindicibile come speriment Primo Levi ad Auschwitz.
Mi viene in mente quel piccolo e prezioso libro
che Padre Giovanni Pozzi dedic al tacere.
5BDFU fu uno dei suoi ultimi libri: un bellissimo
elogio della parola silenziosa che nasce dal sapere
ascoltare. Padre Pozzi lho conosciuto bene. Fu un
uomo straordinario. Terracini mi esort a leggere
la sua predicazione sul Seicento. Aveva unaria severa e limpida. Fu lui a ricordare Maria Corti al funerale. Era inverno. Nel cortile delluniversit di Pavia ci fu la cerimonia. Ricordo tante persone. Ovviamente Segre che era stato il suo compagno. Dante
Isella, Roberto Cerati, Umberto Eco. E poi il feretro
di Maria fu portato a Pellio. Un paesino dove trascorreva lestate. Nella chiesetta che lei amava Padre Pozzi prese la parola. Il silenzio del momento si
rivest della sua bellissima voce.
Cosa disse?
Disse che con la sua filologia Maria aveva ricercato la verit. N pi n meno quella che attribuiamo allOnnipotente. Cos Dio? Dio verit. Maria
cerc la verit nei testi.
E lei dove cerca la verit?
Non lo so. Essa ci appare brutale, drammatica, o
magari meravigliosa, solo in alcune circostanze.
Non bastano tutte le icone della letteratura, n le figure della lingua per dirci cos la verit. Quando
penso agli animali che rifiutano il cibo ho la sensazione che in quel dolore o in quellapprossimarsi alla morte si nasconda la verit.
Vale anche per gli umani?
pi complicato. Ma alla fine il meccanismo
analogo. Si rifiuta, si tace, si cancella, ci si lascia andare allacuta sonnolenza del dolore. Le ho detto
quanto da bambina sia stata felice. Cos come lo fui
al mio matrimonio con Mario nel 1957. E lanno dopo mor mio padre. Ma questo era in qualche modo
scritto nellordine naturale delle cose. Diverso se
ti muore un figlio e tu sei l a raccontarlo o a tacerlo,
come nel mio caso, e a disperarmi.
Intende che suo figlio morto, mentre lei ancora qui, in un ordine invertito delle cose?
C qualcosa di profondamente innaturale e di
ingiusto nella sparizione di un figlio.
Come si chiamava?
Giovanni, mor nel 1984. La notizia ci giunse improvvisa. Squarci il mio cuore.
Come accadde?
Era il 27 dicembre. Leggemmo sul giornale: studente italiano ucciso a Bangalore. Non cerano elementi ulteriori. Fui presa da unansia fortissima.
Perch suo figlio si trovava l?
Dovrei raccontarle la vita di questa persona. Fin
da bambino Giovanni sembr diverso. Unintelligenza acuta, profonda, prensile. Ricordo che a sei
anni gli feci vedere lalfabeto greco e in poche ore lo
comprese. Aveva una naturalezza sorprendente
nellimparare le lingue. Ma era affettivamente fragile. Capace di piangere per un nonnulla. Crescendo svilupp enormemente le sue doti intellettuali.
Ma emotivamente rest un bambino. La sua vita
stata per noi fonte di meraviglia e di paura.
Paura per cosa?
Per la sua esposizione al dolore. Scopr che il
mondo era diverso da come se lo aspettava.
Scopr la durezza e lattrito delle cose. Lo vedevamo soffrire. Disperarsi. Eravamo impotenti. Chiedemmo aiuto a Don Ciotti. Pass un certo periodo nel Gruppo Abele. Si
rasseren. La sua predisposizione alle
lingue lo aveva portato a imparare il tibetano. And in Nepal. Torn in Italia. Ma qui soffriva. E volle fare un secondo viaggio in India.
Cosera per lui lIndia?
Forse era larmonia che lOccidente non poteva dargli. Pochi gesti ci rivelano quale sia la vita segreta di unanima. Quelli di Giovanni
lo spinsero ad abbracciare un mondo che aveva deciso di conoscere e amare.
Lo sentiste in quei mesi?
A volte cerano delle telefonate. Diceva qui sto
bene, sto in pace. Gli spedimmo dei soldi su una
banca indiana. A un certo punto smise di telefonarci. Perdemmo le sue tracce a Nuova Delhi. Poi, quella morte violenta in un albergo di Bangalore. Fu
una rapina. Per me stata una prova difficilmente
superabile.
Come si sente oggi a trentanni di distanza da
quellepisodio drammatico?
Da lungo tempo penso di non essere pi la donna di carta presa dalle ricerche e dai libri. Sono stata una donna disperata. Quante volte ero l sul davanzale della finestra, pronta a farla finita. Lentamente mi sono ripresa. Grazie a mio marito Mario e
a mio figlio Paolo, il pi grande, che mi ha dato un
nipote. Dove rifiorisce una speranza, una nuova vita, l il gelo arretra e si scioglie.
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la Repubblica

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1304"

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Maestra indiscussa del teatro
narrazione al femminile, Laura
Curino ci racconta unaltra
avventura che ha fatto la nostra
storia imprenditoriale e sociale,
la Fiera campionaria di
Milano. In #FMMBF'JFSB diretta
da Emiliano Bronzino la Curino
ripercorre la meravigliosa
stagione del boom economico,
lottimismo e la voglia di
speranza di unItalia che
aspirava ad aprirsi al mondo.
.JMBOP 1JDDPMP5FBUSP4USFIMFSEBM
XXXQJDDPMPUFBUSPPSH

.64*$"
(La Fuga) e #2 (LIsola), tra
meccanismi di specchi, di
incantesimi e di malattie in
sintonia con la struttura
dellospedale. Annunciato
anche )ZQFSJPOda
Hoelderlin, in collaborazione col
musicista Paul Wirkus. Silvia
Costa e Laura Pante presentano
"TBOHVFGSFEEP con corpi da
sala anatomica. Tra laltro,
uninstallazione di Naoko
Tanaka, il burattinaio Patrizio
DallArgine, lattrice sensibile
SEH

Barbara Voghera.
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XXXMFO[GPOEB[JPOFJU

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&MFLUSBDIFEBO[B
OFMOPNFEFMQBESF
Elena Nebera e Maida
Hundeling si alterneranno nel
ruolo della protagonista, con
Natascha Petrinsky, Anna
Gabler e Jan Vacik, nella
produzione di &MFLUSB di
Strauss e Thomas Hall. Lo
spettacolo, prodotto dal Gran
Teatre del Liceu di Barcellona e
La Monnaie di Bruxelles
firmato da Guy Joosten. Scene
e costumi di Patrick Kinmonth.
Sul podio Lothar Zagrosek.
#PMPHOB 5FBUSP$PNVOBMF EBM
XXXDPNVOBMFCPMPHOBJU

1304"

'0-,

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VOBTUPSJBEJDPQQJB

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TVPOJEJ4BSEFHOB

Si ricostituisce la coppia
artistica formata dal regista
Marco Tullio Giordana e da
Michela Cescon per *M
UFTUBNFOUPEJ.BSJB
dellirlandese Colm Tibn,
ripensamento odierno del
rapporto tra Maria e suo figlio
nei giorni della predicazione e
in quelli della condanna.
5PSJOP 5FBUSP(PCFUUJ EBM
XXXUFBUSPTUBCJMFUPSJOPJU

'&45*7"-

7JTVBM VOWJBHHJP
OFMMBSUFEJ4FSSB
Inaugura un progetto triennale
dedicato allartista visivo
Richard Serra, la XX edizione
del Festival Internazionale di
Performing Arts Natura Di
Teatri a Parma dal 19 al 6
dicembre, diretto da Maria
Federica Maestri e Francesco
Pititto, curato da Lenz
Fondazione. Si aprir, nei
grandi spazi dei Padiglioni
storici degli Ospedali Riuniti di
Parma, con i primi quattro
episodi de *M'VSJPTP di Lenz,
interpretato dallensemble:
debuttano i nuovi capitoli #3
(Luomo) e #4 (Il Palazzo), con
mise-en-site dei precedenti #1

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.FSJOJ iMBQB[[Bw
EFMMBQPSUBBDDBOUP
Nel testo -BQB[[BEFMMBQPSUB
BDDBOUPClaudio Fava
ripercorre gli abissi della
mente della poetessa Alda
Merini, il suo rapporto con i
compagni quando lei visse in
un ospedale psichiatrico, la
nostalgia per la famiglia, e
laspirazione a una libert del
corpo e della mente. Ora
Alessandro Gassmann a
dirigere il lavoro, prodotto
dagli stabili di Catania e
Umbria, e protagonista, tra gli
altri, Anna Foglietta, nei
panni di una giovane Merini, in
tempi in cui la depressione era
paragonata alla follia.
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XXXUFBUSPTUBCJMFDBUBOJBJU

1304"

1BTTJPOFFEFMJSJP
JMiGVSPSwEJ'FESB
Laura Marinoni la 'FESBdi
Seneca nelladattamento e
regia di Andrea De Rosa,
avendo accanto Luca
Lazzareschi, Fabrizio Falco,
Anna Coppola, Tamara
Balducci. Nel testo latino
Seneca usa pi di tutte la
parola furor, che significa
anche passione violenta,
delirio amoroso. E la regia
accentuer quasi in unurna
lesaltazione di Fedra.
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XXXFNJMJBSPNBHOBUFBUSPDPN

Nato la scorsa stagione allinterno del Progetto Jelinek di Elena Di Gioia, /VWPMF$B
TB apre ora la rassegna Stanze che da
quattro anni propone a Milano esperienze
di teatro dappartamento, spettacoli scelti
con la cura di Alberica Archinto e Rossella
Tansini per case private e luoghi non-di-teatro. /VWPMF$BTB uno spettacolo di Chiara
Guidi, attrice e regista della Societas Raffaello Sanzio, che da tempo lavora sulla vo.JMBOP #JCMJPUFDB4JBN 
calit, per esempio seguendo nellinterpreEPNBOJ
tazione dei testi pi che la trama narrativa,
il respiro ritmico interno, la musica delle parole, restituendo comunque un profondo
senso emozionale. Qui la suggestione, in
una atmosfera di intima ritualit, parte dal
testo di Elfriede Jelinek (tradotto da Luigi
Reitani), uno dei pi apparentemente
astrusi della scrittrice austriaca, Nobel per
la Letteratura, perch composto da parole
rubate ad altri libri (di Hlderlin, Heidegger, Fichte, Kleist e da lettere della RAF del
1973-1977, ci avvisano le note) per costruire un altro testo in cui
rintracciare echi sulla Storia, la patria, la cultura... Nella scena minuta, Chiara Guidi su uno sgabello amplifica al microfono il testo
della Jelinek, Daniele Roncato al violoncello e un ragazzo, Filippo
Zimmermann, impila tomi di volumi antichi e salva le pagine bruciate di altri libri a partire da brandelli di carta. Tutto - suoni, immagini reali e parole, quel continuo ripetere noi come tensione identitaria - rimanda al valore per luomo della Cultura, del Passato, della Storia, la casa in cui quel noi prende un vero significato. Ecco
perch lo spettacolo viene presentato (per 30 persone a volta: info@lestanze.eu) in biblioteche storiche, case meravigliose di quella memoria e di quel sapere: la Biblioteca Malatestiana a Cesena,
quella dellArchiginnasio a Bologna, la Vallicelliana a Roma dove
stato visto al festival Short theatre e ora alla Biblioteca Siam della
Societ di Incoraggiamento dArti e Mestieri di Milano.
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Torna, nella nuova edizione


curata da Susanna Pasticci, -B
+VSB di Gavino Gabriel. Lopera
ambientata nella Gallura del
XIX secolo, porta in scena suoni
e tradizioni della Sardegna.
Direzione di Sandro Sanna, con
la partecipazione del Coro a
tsgia dellAccademia Popolare
Gallurese Gavino Gabriel.
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I Kraftwerk tornano con il
concerto in 3D visto in Italia
nellestate di due anni fa. Tra i
padri fondatori della scena
elettronica, i musicisti del
gruppo tedesco si pongono da
sempre allavanguardia anche
nella concezione visuale dei
loro concerti, e anche in questo
caso offrono uno show
assolutamente innovativo, in
cui per osservare le immagini
tridimensionali il pubblico
invitato a seguire indossando i
classici occhialini, cos da
cogliere movimenti e
coregorafie di luci altrimenti
invisibili. Lart-rave elettronico

lulteriore passo in avanti dei


Kraftwerk nella loro ricerca
musicale e visuale, una band di
innovatori senza sosta, tra i pi
longevi della scena musicale
contemporanea. Nati a
Dsseldorf nel 1970
dallincontro tra Ralf Htter e
Florian Schneider hanno
pubblicato 8 album, manifesti
musicali per indagare i diversi
aspetti della societ
tecnologica e il rapporto tra
uomini e macchine.
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30$,

*MCMVFTEJ%ZMBO
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Bob Dylan la scorsa estate ha
tenuto un unico concerto in
Italia tra i ruderi romani di
Caracalla, per uno degli eventi
del cartellone del Teatro
dellOpera. Torna ora dopo
aver scelto lAuditorium
Manzoni a Bologna e il Teatro
degli Arcimboldi a Milano, altri
due spazi per la maggior parte
dedicati alla classica e
allopera. Nonostante
latmosfera dei luoghi, lo show
intitolato #PC%ZMBO)JT
#BOE resta ci che : un
concerto di rock e di blues di
grande stile.
#PMPHOB JMFJM "VEJUPSJVN
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Al di Meola arriva al Blue Note
di Milano per tre date in cui
presenter il suo Elysium &
more unplugged con Philippe
Saisse alle tastiere, Gumbi
Ortiz alle percussioni, Elias
Tona al basso, Luis Alicea alla
batteria e Evan Garr al violino.
Al Di Meola suona sia
lelettrica sia lacustica. Un
concerto per tutti gli amanti
della chitarra con uno dei
maestri dello strumento.
.JMBOP JM JMFJM #MVF/PUF
XXXBMEJNFPMBDPN

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Di fatto quasi sconosciuta in
Italia, Lina Prosa, siciliana,
ideatrice a Palermo con Anna
Barbera del Teatro Studio
Attrice/Non, una grande
autrice del teatro
contemporaneo in Francia dove
stata la prima italiana donna
ad essere rappresentata alla
Comdie, tradotta nientemeno
i-BNQFEVTB#FBDIw
che da Jean Paul Manganaro,
JOUPVSOF
con la 5SJMPHJBEFMOBVGSBHJP,
bel titolo per raggruppare
-BNQFEVTB#FBDI(in Francia
ha vinto il prestigioso Bureau
de Lecteurs), -BNQFEVTB
4OPX e -BNQFEVTB8BZ,
racconti di esperienze terribili e
dolorose legate all
immigrazione nel Mediterraneo. I tre lavori con la
produzione del Biondo di Palermo saranno finalmente
presentati anche da noi e ospitati al Piccolo Teatro di
Milano dove si visto il primo,-BNQFEVTB#FBDI,
molto applaudito e ora in tourne. Il testo parte da
unidea potente: dar voce a una ragazza africana,

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Shauba, mentre annega nelle acque davanti a


Lampedusa al termine di un drammatico viaggio della
speranza. Il senso di morte, man mano che il corpo
affoga, si mescola alla vita, ai ricordi, ai sogni di un
futuro diverso nel nuovo paese, allaffetto della madre,
alla zia Mahama, a quegli occhiali da sole che dovevano
essere la salvezza contro il sole a cui la ragazza si
aggrappa... ma nel barcone stracolmo, Shauba subisce
la violenza degli scafisti, i quali causeranno poi il
naufragio e la morte. Linterpretazione di Elisa
Lucarelli, unica protagonista, risulta un po scolastica in
una scena peraltro importante, bianca spettrale, fatta
di un piano in pendio e alle pareti strati di tessuto che
evocano il movimento dellacqua. La scrittura di Lina
Prosa, anche regista, asciutta, lineare, chiara, ma la
struttura del racconto a perdere mano mano
lobiettivo, forse scontando i segni del tempo, perch il
testo del 2003. Il fatto che invece che seguire la
tensione soggettiva del dolore di Shauba, la storia
sembra avere come oggetto solo il filisteismo
dellOccidente (la giovane ragazza che mentre annega
parla del capitalismo, suona davvero stridente),
lasciando il dramma dellimmigrazione a parole e gesti
risaputi, senza unautentica comprensione culturale in
BC

pi.

Preceduta dalla fama di piccolo


cult milanese (il suo successo: *M
HJBSEJOPEFMMFDJMJFHJF), la Ninas
Drag Queens, compagnia en
travesti, sfata la sua leggenda
con %SBHQFOOZPQFSB,
dallOpera dei Mendicanti di
John Gay, drammaturgia di
Lorenzo Piccolo. Il protagonista
Macheath, deliquente e grande
w%SBHQFOOZPQFSBw 5FBUSP amatore, non c (lo
&MGP1VDDJOJ JOUPVSOF
simboleggia un macabro cappio
con lustrini). Ci sono le sue
donne, Polly, Jenny e le altre che
gli attori recitano con una
intensit isterica daltri tempi.
Nella regia di Sax Nicosia non
c verve n il gusto dei
Legnanesi, per esempio, dove la
scelta en travesti era un elemento drammaturgico per
storione popolari e lo straniamento per contrapporsi
agli stereotipi. Anche quelli drag. Qui siamo fermi agli
ammiccamenti. Una noia, se non si spettatori complici.
Salva dalle secche di tanta banalit la musica, facile
consolazione, per: Mina, Modugno...
BC

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E TRE ore dell*WBOPWdi Cechov con la regia vitale di Filippo Dini, anche interprete
profondo e insieme svagato
nel ruolo del titolo, lavoro cui
contribuisce in modo esemplare tutta una compagnia
ora drammatica e ora bizzarra di attori molto
affiatati, rappresentano 180 minuti di nuovo
teatro darte, di voltapagina cechoviano
allinsegna di naturalezza e humour scomodo che ci tocca e ci diletta. Lavevamo sempre
colta, nel volto di Dini, in una certa sua flemma, lombra di unartistica ansia, di un nevrotico distacco dalle cose, e ora il personaggio
di Ivanov, cos affetto da un misto di depressione e di mancanza dautostima (eccole, le
parole odierne precedute nel 1887 dai concetti di noia e di angoscia del vivere) gli calza ad-

dosso come un guanto.


Fino a oggi si sono individuati pregi e difetti in questa prima grande commedia di Cechov e se abbiamo in memoria una splendida
messinscena di caratteri (in parte scarpettiani) che ne ricav Carlo Cecchi nel 1982,
adesso il tono pi promiscuo, risale al Bartebly inerte di Herman Melville, anticipa lesistenzialismo, lassurdo di non saper spiegare
la propria angoscia come avverr in Kafka e
in Camus. E per questo spettacolo prodotto
dal Teatro Due e dallo Stabile di Genova non
disdegna leggerezze, ironie, lati ridicoli ed
energie piacevoli malgrado vi si avvertano i
sintomi di unintera crisi sociale. La regia di
Filippo Dini sa mettere a fuoco un bislacco,
grottesco quadro di stagnazione e va oltre le
caricature o, allincontrario, lo spleen. E
(grande merito di questimpresa) si resta af-

fascinati, divertiti da un declino. Il crollo di


Ivanov una caduta verticale di sentimenti:
per la moglie ebrea che morir di tisi (la
perfetta, diafana, quasi fantasmatica Sara
Bertel) e che egli tradir, mentre lei gi allo stremo, con una giovane invaghitasi di lui
(la candida e istintiva Valeria Angelozzi), a
sua volta destinata a non coronare in extremis il sogno di un matrimonio con lui, che durante invadenti preparativi neo-nuziali si spara, muore e mette fine al testo. Il fallimento
di Ivanov anche economico, perch non sa
gestire il patrimonio, insolvente debitore
(di una dama amministratrice, Orietta Notari) e sattira la fama di intercettatore di ricche doti, rifiutando un prestito del padre della mancata acerba sposa (Lebedev, molto
ben reso da Gianluca Gobbi). E Ivanov non sa
neanche trarre vantaggio da un parente sodale, quasi dispersivo quanto lui, il conte filosoficamente impersonato con maestria da Nicola Pannelli, cui il factotum coniato da Fulvio Pepe pone alle calcagne una danarosa signora da marito (Ilaria Falini). Ed alieno,
Ivanov, alla virt devota del medico della moglie moribonda (Ivan Zerbinati). Noi della
platea siamo la natura che fa da panorama cechoviano, la musica bellissima di pianoforte
di Arturo Annecchino (stona, un accenno a
Battisti), limpianto di pareti mobili che dimensiona le atmosfere (con candele vere)
di Laura Benzi, la fluida traduzione di Danilo Macr. Dini proprio bravo, per esempio
quando balla con la consorte morente, una
scena di poesia che ammutolisce. Ma si sorride, umanamente, quando scende il buio.
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Intarsiate nellultimo fine
settimana del cartellone di
Milano Musica, chera sotto il
segno del mdi Ensemble,
protagonista tra laltro di una
maiuscola ricreazione di "MMFHSP
TPTUFOVUP di Lachenmann, alla
Verdi due prime assolute
testimoniavano quanto vario e
prezioso sia il mondo della
.JMBOP 0SDIFTUSB
musica nuova. Come
7FSEJ1FSSPUUB"YFMSPE
aperitivo lennesima delle 25
Variazioni per Expo 2015 di
Nicola Campogrande, questa
settimana dedicata allOman.
Cinque minuti di bravura e
arabeschi orchestrali, bilanciati
tra lomaggio-variato al tema
dellinno nazionale e la strizzata
docchio alle tinte e agli umori del resto del programma
(1SPNFUFP di Skrjabin e 4BDSFEVQSJOUFNQT di
Stravinskij). Maestria artigianale e vivacit pi
astratte ma non prive di ripiegamenti elegiaci erano
evocate poi dallinedito 0SCJVT5FS[JVT, cinque fogli
dalbum, quasi studi in carattere orchestrale, di Carlo

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Boccadoro: libert espressiva, confezione chiara,


sofisticata sornioneria strumentale. In grande spolvero
lorchestra preparata e diretta da John Axelrod.
Poggiando su una concertazione pratica ma
approfondita e intrigante, Axelrod ha quindi diretto il
4BDSF individuando la misura tra vertigine ritmica,
spigolosit strumentali e furbizia lirica, curando il
dettaglio strutturale spoglio di esibizionismi:
ottenendo trasparenze aguzze e nitidezza senza
sacrificare gli echi cantabili e il barbarismo russo.
Lettura veritiera della modernit senza data di
scadenza del 4BDSF che ha giganteggiato nei confronti
della visionariet meno lucida e concreta di 1SPNFUFP,
musica che promette pi di ci che mantiene. La
presenza al pianoforte solista di Maria Perrotta ha
conquistato di per s: calamitando le tinte generali,
suggerendo respiri e colori e sottolineando la bellezza
del pianismo originale e tenacemente fantasioso di
Skrjabin. Notata tra il pubblico entusiasta lassenza di
Dario Franceschini. Se, oltre a difendere con puntiglio
burocratico i parametri artistico-finanziari del Fus
scrivendo lettere, il ministro venisse pi spesso ai
concerti gli sarebbe pi facile spiegare ai suoi
funzionari la differenza tra logaritmi e meriti sul
campo. BOHFMPGPMFUUP

Prima tappa dellannunciata


esplorazione sinfonica
completa, la 5FS[B4JOGPOJB di
Rachmaninov ha fastosamente
inaugurato la stagione della
Filarmonica della Scala col neo
direttore musicale Riccardo
Chailly. Scelta non
compiacente, anche se lautore
la scrisse quando aveva
.JMBOP 'JMBSNPOJDB
abbandonato la vena ribelle
XXXGJMBSNPOJDBJU
degli anni russi: la
composizione fumosa
nellinvenzione tematica e
cervellotica nella costruzione
sinfonica non offre appigli
facili. Ma Chailly lha orientata
con sicurezza verso una linea di
alta seppure anacronistica
civilt sinfonica tarda. Credendoci e persuadendo
lorchestra. Di eccezionale rilievo, in precedenza, la
concertazione aguzza del $PODFSUPQFSWJPMJOP di
Stravinskij, un gioiello novecentesco di cui Julian
Rachlin ha scavato suono e spirito con elegante
misura virtuosistica. BG

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mutui fino al 100 per cento della necessit, potevi comprare casa senza avere un soldo (e come speravi di ripagare?). Offriva interessi fuori scala in tutta Europa,
attir sterline inglesi e fiorini olandesi. Accumul debiti per 4 miliardi di dollari. Fece il botto la notte tra il 5 e
il 6 ottobre del 2008. Fu la notte pi lunga dellIslanda, dur anni. Gli Asgeir fuggirono sullaereo privato,
il Paese affond. La disoccupazione pass dallo 0,5
all8,2 per cento, quattro banche finirono sullorlo del
fallimento, la valuta croll. Trecentomila persone abituate al paradiso caddero sulla terra.
Maria lo ricorda come un atterraggio brusco, anche
se gli hot dog divennero pi diffusi dellaragosta, per
ovvi motivi. Poi quel che accadde in Islanda noto, ma

e ti svegli spesso nel cuore della notte, alle 4 e 32, sai di


che cosa sto parlando. Dello sconforto provocato dal
pensiero: ancora lunga, ci vorr tempo prima che ricominci il giorno, torni la luce, la vita riprenda, e io sono qui, come un sogno nella testa di chi dorme, ad
aspettare. Immagina che succeda a Reykjavik, in
Islanda. Immagina lattesa. Eppure proprio quello il
tempo che conta: perch non accade altrove e ti insegna qualcosa. Esci dallalbergo in una non-alba gelida,
novembre, ma c il ghiaccio intorno e rester cos fino a primavera inoltrata. buio, ma sono rimasti accesi i lampioni nelle strade e le abat-jour alle finestre,
chiss perch tutte di lato, come sentinelle, ordinate.
Il sole non sorge, la vita non ricomincia con gli stessi
ritmi. Quando lo fa, in punta di piedi. Le persone si aggirano come ladri, le auto ovattate dalla neve. Non ci
sono serrande che si sollevano, porte che si aprono.
Piuttosto, qualcuno non chiude mai. Nel caso, gli verrebbe di farlo nelle quattro ore di luce, per una forma
di ripicca. Tutta la letteratura islandese una questione di disgeli: storie sepolte, delitti che tornano a galla,
ogni cosa illuminata, ma artificialmente. Come le serre che rifulgono nel deserto di neve: qualunque cosa ci
coltivino oro. Come questo silenzio.
Hot dog! I migliori in citt! I migliori al mondo!.
Il grido inaspettato proviene da una baracchina accanto al porto. Ha colori squillanti, lampadine da ca-

fino a un certo punto, perch per qualche motivo ai


media piacque pi la prima parte della storia della seconda e la seppellirono. Fu cancellata una classe di governo, nella politica e nella finanza, venne riscritta la
costituzione, decretati lausterit fiscale, il controllo
sui movimenti di capitali, il blocco di quelli stranieri.
Curiosamente, venne dato pi potere alle donne. Non
fu facile, ma la barca si raddrizz, oggi la disoccupazione dimezzata, la moneta rivalutata, la legalit riaffermata su pi solide basi. Nei posti che contano, solo
facce nuove. Un esempio da oscurare.
l che Maria diventa filosofa. Guarda lontano, dove non si annuncia una sola striscia di luce rossastra,
mentre il campanile batte le nove e dice: Quando hai
visto notti come questa che sembra infinita eppure
passa, sai che ce la puoi fare, che le cose cambieranno.
Lannoto sul taccuino di aforismi dei filosofi inconsapevoli. La precede il capo silurista Mario Cattanea. Il
regista Francesco De Robertis e il suo assistente Roberto Rossellini cercavano sommergibilisti veri per girare 6PNJOJTVMGPOEP e gli fecero un provino. Lo scartarono perch, anche in quella trappola dacciaio, risultava sorridente. Perch? Perch non importa
quanto sei sceso, se resti vivo prima o poi torni a galla.

merino per illuminarla, una donna rubizza allinterno, sotto linsegna di una gioiosa salsiccia. Ora: io evito
la carne rossa, ma non in modo talebano. E un hot dog
in Islanda, come colazione alle otto, nelloscurit,
una tentazione irresistibile. Viene fuori che la venditrice si chiama Maria e la baracchina Baejarins Betzu.
famosa nel mondo: alle sue spalle c un ritaglio di 'PS
CFT, la rivista di cui tutti sanno una cosa sola: che elenca i pi ricchi del mondo. Come ci finito un chiosco
che vende hot dog? Uno: nel 2004, attratto dallo stesso grido, si ferm a mangiarne uno Bill Clinton. Due:
date le quattro sedi in Islanda si calcola che non esiste
un solo abitante del Paese che non si sia fermato almeno una volta. Tre: dura da settantanni e ha fatto effettivamente ricca la famiglia Krismunsdottir che lha
fondato.
Una delle cose che scopri viaggiando che i filosofi
non li incontri necessariamente nelle universit. Pu
capitarti a un angolo di strada, su un molo, a un chiosco. Con una frase ti spiegano cose che altri impiegano
un libro a dirti senza riuscire a essere convincenti perch manca loro la forza di un esempio. Maria guarda la
notte che non si schioda dal cielo. Seguo il suo sguardo
e arrivo alle insegne al neon delle banche che si riflettono sul ghiaccio. Qui, anni fa, splendeva la Landbaski
della famiglia Asgeir. Aveva creato una controllata online chiamata Icesave, risparmi congelati. Erogava

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la pittura metafisica per antonomasia, quella creata


da Giorgio de Chirico in un pugno danni, grosso modo
raccolti tutti nel secondo decennio del 900, a Parigi e
Ferrara soprattutto. Unidea di pittura che era giunta
gi a definitiva maturit tra il 1911 e i primi mesi del
15, a Parigi: dove essa era sbocciata pienamente senza che molti,
neanche nella capitale francese, ne prendessero atto, peraltro. Una
pittura che fece del mondo un eterno enigma; nella quale, in vaste,
silenziose piazze deserte le statue vivevano la loro vita di pietra, proiettandovi lunghe ombre ansiose e cariche di memorie classiche o
letterarie. Unesistenza assorta, nata incongruamente ai piedi di arcate immense e mute; ovvero ove la vela di una nave, o il fumo di un
treno, passavano lontano, sullorizzonte occluso da un alto muro
cieco, testimoniando forse la malinconia
dellesule senza patria.
Poi venne la guerra: e i due Dioscuri del
nostro XX secolo de Chirico e il fratello Alberto Savinio decisero di far rientro in Italia. Arruolati, furono aggregati a un battaglione di fanteria e inviati a Ferrara. Fu qui
che nacque una seconda, diversa metafisica:
fatta di incastri coloratissimi di squadre e righelli, di bastoncini di liquirizia, di rocchetti
di filo, di pani in croce latina, come il pane
ferrarese, di biscotti nelle loro scatole azzurre. Quella metafisica che affidava lo spaesamento, la tristezza, lo stupore di chi guarda,
al matrimonio improbabile e talvolta ironico
fra cose dogni giorno, raffigurate in uno spazio senzaria, ossessivamente misurato da vane prospettive geometriche. Era quella la metafisica che Giorgio de Chirico invent allora,
e che trasmise al pi esperto Carr, reduce
da una stagione futurista e da un successivo
invaghimento primitivista e giottesco; al giovanissimo de Pisis, ancora incerto se farsi pittore; e a Morandi, che pur non conobbe de Chirico se non a guerra
conclusa, a Roma.
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FBWBOHVBSEJF la mostra che documenta questi pochi anni
(1915-1918), altissimi, della pittura italiana: affiancando allopera di
quel magico tempo dechirichiano
quella di coloro che furono allora i
suoi sodali italiani, e ricordando anche, attraverso pochi ma ben scelti
esempi, lopera di coloro che, in Europa, subirono pi tardi il fascino
della sua pittura: da alcuni interpreti della Nuova Oggettivit tedesca
a Man Ray, fino ai primi interpreti
del surrealismo, fra cui Ernst, Dal,
Magritte. Voluta da Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie Civiche ferraresi, e curata con lusuale
competenza e perizia da Paolo Baldacci e Gerd Roos, la mostra notevolissima, e davvero rara per i prestiti prestigiosi di cui si giova. aperta adesso a Palazzo dei Diamanti (dove rester fino
al 28 febbraio); e con essa Ferrara Arte, che
lha promossa insieme alla Staatsgalerie di
Stoccarda ove sar in seguito trasferita, torna ai livelli espositivi che le sono stati usuali
per tanti anni. Si va di capolavoro in capolavoro. Per primo, *QSPHFUUJEFMMBGBODJVMMB (dipin-

to da de Chirico nel 15, poco dopo larrivo nella citt estense; e proveniente oggi, dal Museum of Modern Art di New York), con il
guanto appeso a occupare met della strana,
simbolica immagine: come era avvenuto, a
Parigi lanno precedente, a -FDIBOUEB
NPVS. Ma ora unombra strappata alla realt
sinsinua nella nuova composizione, e un
esatto, quasi iperrealista chiaroscuro d volume e certezza plastica agli oggetti riuniti sotto la torre del castello ferrarese: una scatola
verde, e alcuni rocchetti di filo, riuniti assieme a sorprendere, a spaesare.
Forse con minor ansia che non fosse a Parigi. Forse adesso de Chirico, dopo un impatto
esistenzialmente difficile, si va abituando
allantica, magica citt che lo accoglie. Qui
ha la madre accanto, come sempre; e il fratello, che ne condivide e ne agevola i proficui rapporti con poeti e letterati. Ha una casa; e per
amico quel giovane altolocato, Filippo de Pisis, che qualche volta lo esaspera con il suo
egocentrismo, ma qualche altra lo incuriosisce narrandogli vecchie, strane storie ferraresi di cui sembra sapere tutto; e che lo conduce
volentieri a esplorare i segreti nascosti nella
propria stanza delle meraviglie, da cui de
Chirico trae certamente qualche suggestione. Poi, del 16, sempre di de Chirico sono in
mostra -BOHFMPFCSFP, e *MTBMVUPEFMMBNJDP
MPOUBOP, con locchio bianco e nero che inquieta, spuntato dimprovviso in mezzo a triangoli e squadre che stanno per diventare un manichino, o sopra un pane croccante, di cui par
di sentire il profumo, tanto sembra vero. E finalmente del 17, del 18, i grandi manichini: *M5SPWBUPSF, &UUPSFF"OESPNBDB, *MHSBO
EFNFUBGJTJDP, -F.VTFJORVJFUBOUi, con quel
pavimento che non finisce mai, indimenticabile. Quadri memorabili del secolo, non solo
italiano; che tanto hanno dato a tante avanguardie e neo avanguardie.
Attorno stanno dipinti di Carr e di un Morandi metafisico (qui documentato, dopo
una delle rare Nature morte del 16, dalla /B
UVSBNPSUBDPOJMNBOJDIJOPTQF[[BUP di Mamiano di Traversetolo, e dalla /BUVSBNPSUB
DPONBOJDIJOP del Museo del Novecento di
Milano): non ancora giunto alla sua pi alta
maturit degli anni Venti qui documentati,
dalla /BUVSBNPSUBEBMUBWPMPUPOEP, che testimonia gi ladesione del pittore al clima di
7BMPSJ1MBTUJDJ ma gi ora tutto diverso da
de Chirico. Infine Soffici, Sironi, de Pisis.
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a metafisica di Giorgio de Chirico stata una di quelle


invenzioni pittoriche cos straordinarie da costringere
molti artisti a farci i conti. Carlo Carr lo raggiunge ben
presto su quella strada, in cui ci si imbatte in manichini, porte che si aprono su ambienti bui e sconosciuti, figure omeriche, apparizioni, enigmi, colpi di teatro. In mostra a Ferrara
raccontata la loro rivalit a colpi di capolavori, tra &UUPSFF"O
ESPNBDB e 1FOFMPQF. E anche Giorgio Morandi ha una breve fase in cui le bottiglie e le ciotole del suo studio assumono un ordine metafisico, incontrando squadre, misteriose casette, manichini e ombre, come si vede dalle nature morte esposte in questa occasione datate tra il 1917 e il 1919. Sono Carr e Morandi
a trasferire la metafisica in Germania dove sbarcher tra i seguaci della Nuova Oggettivit e nutrir la fantasia delle litografie 'JBU.PEFT1FSFBU"SU di Max Ernst, oggi in mostra. E se torniamo in Italia vediamo che persino Filippo de Pisis, la cui rapida pennellata assai lontana da quella di de Chirico, si confronta con i suoi1FTDJTBDSJ, citando locchio disegnato su un biglietto di visita con langolo piegato che compare ne -BOHFMPFCSFP.
E un costruttore come Mario Sironi elargisce un mistero metafisico alla sua 7FOFSFEFJQPSUJ.
Ma sono i surrealisti coloro che hanno fatto del Pictor Optimus la loro musa inquietante, per dirla dechirichianamente.
Com noto i loro rapporti furono a dir poco turbolenti. Andr
Breton, teorico del movimento, era facile alle scomuniche e
sulla 3WPMVUJPO4VSSFBMJTUF, dopo una prima, totalizzante infatuazione, condanna de Chirico come falsario di se stesso.
Da parte sua lartista, nelle memorie, liquida cos lavventura con gli antichi ammiratori: Poco dopo esser giunto a Parigi
trovai una forte opposizione da parte di quel gruppo di degene-

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rati, di teppistoidi, di figli di pap, di sfaccendati, di onanisti e di
abulici che pomposamente si erano autobattezzati surrealisti e parlavano anche di rivoluzione surrealista.
Eppure la pittura dei seguaci di Breton sarebbe stata unaltra
senza di lui, la sua influenza stata fondamentale nella costruzione di spazi onirici e di lucidi e perturbanti paradossi. Qui a
Ferrara lo si coglie appieno di fronte ai capolavori di Salvador
Dal e di Ren Magritte in mostra. (SBEJWB SFUSPVWFMFTSVJOFT
BOUSPQPNPSQIFT del primo, inquadra una singolare coppia abbracciata, ritratta in un immenso e desolato spazio vuoto su cui
sorgono rovine. La figura femminile in primo piano deriva da
quelle di spalle, circondate da drappeggi di de Chirico. Cos come risente delle sue suggestioni il lungo spazio verticalizzato
e costruito come un palcoscenico, luogo ideale per la messa in
scena di sogni, che sono soprattutto incubi, esibiti con una maniacale perfezione formale. Linfluenza di de Chirico su Magritte evidente nellaccostamento di oggetti apparentemente lontani tra loro per forme e significati. Qui analizzata con accostamenti affascinanti la loro fratellanza nellutilizzare il quadro
nel quadro. Ne-BDPOEJUJPOIVNBJOF del pittore belga, il dipinto raffigurato allinterno dellopera si confonde con la realt.
Perch questo il punto: non si conoscono pi, o forse non esistono, i confini tra ci che vero e ci che rappresentato, sognato, apparso.
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e punire, ma
non troppo. Se Mosca sapr
rimettere ordine nellatletica scombussolata dallo scandalo
doping, la Russia ha ancora buone chance di partecipare alle
Olimpiadi di Rio 2016. Mancano
nove mesi ai Giochi, c tutto il
tempo per redimersi e dimostrare di essere un sistema credibile.
La Iaaf, la federazione internazionale guidata da neanche tre
mesi da Lord Sebastian Coe, ha
preso s una decisione inedita sospendendo con effetto immediato la Russia dalle prossime competizioni ma, nellavverbio
provvisoriamente che accompagna il giudizio, semina speranza. Il bando atto dovuto, non irrimediabile. La prospettiva Brasile, insomma, tuttaltro che
lontana. In questo senso si mosso anche il presidente del Comitato olimpico internazionale,
Thomas Bach: La Russia far

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tutto in tempo per Rio. Lottimismo del capo del Cio arrivato
dopo un incontro col numero
uno dello sport russo (Roc), Alexander Zhukov, il quale si impegnato affinch lagenzia antidoping nazionale (Rusada), il laboratorio di Mosca e la federazione siano conformi alle norme
Wada, lagenzia mondiale antidoping al pi presto. Bach: Sono felice che il Roc abbia espresso il suo fermo impegno a proteggere gli atleti puliti e a punire

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tutti gli atleti e i funzionari legati al doping. Ho apprezzato molto la disponibilit alla discussione e mi fa piacere che il Comitato olimpico russo assumer il
ruolo di guida. Siamo convinti
che le iniziative che il Roc porter avanti, assieme a Wada e Iaaf,
assicureranno la conformit alle
norme in tempo per permettere
agli atleti russi puliti di partecipare ai Giochi Olimpici.
Molte le promesse di Mosca:
dalla rappresaglia contro i colpe-

voli alla rifondazione interna.


Zhukov: Siamo determinati perch gli atleti onesti possano competere a Rio. Chiunque sar trovato colpevole delluso di sostanze proibite, abbia agevolato questuso o sia stato complice, dovr
essere punito. Oggi riunione
demergenza del ministro dello
sport Vitali Mutko con i dirigenti
della federatletica russa (Arafa)
che andr ad elezioni anticipate,
entro tre mesi, con Vadim Zelichenok attuale numero uno che
non si ricandider. Il ministro
consigliato da Putin a offrire la
massima cooperazione, ha detto
di voler rispettare la sospensione della Iaaf: una decisione
prevedibile e comprensibile.
Ora dobbiamo capire cosa vogliono e quali minacce percepiscono. Svilupperemo insieme una
road-map e cercheremo di farlo
in fretta. Penso che possiamo sistemare le cose in due o tre mesi. Bastera?

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OV lantidoping?.
Chiedendoselo nei
giorni del grande
scandalo russo, Roger Federer
ha pizzicato una corda delicatissima. Questanno sono stato
sottoposto solo a cinque controlli, servirebbero pi risorse dice lo svizzero. Qualche ora prima era stato il tecnico dellArsenal Arsne Wenger a scongelare una sua vecchia battaglia,
molto combattuta in passato,
con scadenti risultati a giudicare dai numeri: Nel corso della
mia carriera non ho mai dato ai
miei giocatori sostanze per migliorare le loro prestazioni, ma
ho affrontato squadre che non
la pensavano allo stesso modo. Bum. Nel 2013, ad esempio, nel calcio inglese i test sono
stati 1343, meno che in Italia,
Brasile, Germania e Turchia, e i
positivi uno. Uno solo.
Esplosioni muscolari, le chiamava Zeman, allepoca della
sua crociata contro il doping
nel calcio. Ne nacque un processo, per un biennio in Italia atterr dalliperuranio una parola
nuova, nandrolone, e come pere scadenti vennero gi uomini
e certezze, Davids, Bucchi, Monaco, Da Rold, Caccia, Sacchetti, Torrisi, Couto, Stam, persino
Pep Guardiola. Poi il nandrolone o smisero di prenderlo, o smisero di cercarlo. Curioso. Secon-

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do i dati del Coni nel 2014 il calcio stato numericamente lo
sport pi controllato: 3309 esami, 435 dei quali fuori competizione, un positivo.
Ma come funzionano i test
negli sport che non sono ciclismo e atletica, i pi esaminati
al mondo? I controlli, se li vogliamo chiamare cos, sono stati 176 mila negli sport olimpici
(dati Wada del 2013, gli ultimi
pubblicati dallAgenzia mon-

6ONPNFOUPEFMMVMUJNBGJOBMFEFJ.POEJBMJEJSVHCZUSB/VPWB;FMBOEBF"VTUSBMJBWJOUBEBHMJ"MM#MBDLT
diale antidoping), ma appena
12 mila negli sport non olimpici, un mare magnum a cui afferiscono, tra gli altri, automobilismo, motociclismo, rugby, baseball. Pochini, con risultati modestissimi, se si eccettuano boby building (10% di dopati su
1710 controlli) e football americano (721 controlli, 36 positivi,
il 6%).
Prendiamo il motociclismo.
Funziona cos: al gioved, prima

di un Gran Premio, 3, 4 piloti


vengono sorteggiati e avvertiti, potresti essere controllato
nei prossimi giorni. Controlli
sulle urine, niente sangue. Nel
2013 i test furono in tutto 134,
un solo positivo. Si dir: a cosa
serve il doping nel motociclismo? Giusto fino a un certo punto, visto il peso delle moto (150
kg circa) e le energie necessarie a concludere un Gp. Stessa
meccanica
nellautomobili-

smo, 88 controlli della Federazione internazionale in un anno intero, zero positivi.


Tornando a Federer e al tennis, ci che inficia la credibilit
dei controlli (a questo si riferisce lo svizzero, probabilmente)
che questi ultimi siano svolti
quasi essenzialmente dalle due
sigle, Atp e Wta, le associazioni
di giocatori e giocatrici: controllori che indagano sui controllati, con la Wada totalmente

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estromessa dalla tenzone. Solo
i tornei dello Slam ricadono sotto legida della Itf, la federazione internazionale: 2561 i test di
questultima nel 2014, 2 i positivi. Rafa Nadal stato controllato 7 o pi volte ( la dicitura ufficiale tratta dal report della Itf)
fuori competizione (vige il regime del whereabouts per i tennisti) nel 2014, cos anche Federer e Djokovic. I primi controlli
antidoping sono diventati effet-

tivi nel tennis solo dal 1993, i


primi test fuori competizione
sono stati introdotti nel 2005.
Una ventina i casi complessivi a
memoria, da Wilander a Troicki, passando per Korda, Puerta,
Coria, Cilic, Gasquet (punito e
poi assolto per cocaina, contratta, secondo il francese, attraverso un bacio...).
Controllati e controllori si
identificano anche nellNba, dove gli o(r)moni vanno a canestro senza temere troppo i blandi controlli: magari sar diverso da questa stagione, con lintroduzione dei test sul sangue
alla ricerca dellHgh, lormone
della crescita. NellMlb (il baseball professionistico americano) il controllo sullHgh attivo
sin dal 2013.
Spicca la notevole pulizia del
rugby, sport nel quale, per la fisiologia dello sforzo, la disponibilit alla tentazione, a occhio,
sembrerebbe pi alta. In Italia
funziona cos: per gli atleti di interesse nazionale, non pi di
una cinquantina, vige il regime
della reperibilit. Per gli altri i
controlli avvengono nel dopopartita, come nel calcio, due sorteggiati e a casa. La somma di
tutto, nel 2014, stata 171, con
un solo dato anomalo. Da un anno la World Rugby ha un programma di educazione e sensibilizzazione ai rischi del doping
Keep Rugby Clean - con lezioni prepartita a tutti i giocatori,
obbligatorie. Bastano, evidentemente.

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una Formula 1 distratta, quella che scende in pista per le qualifiche a San Paolo,
penultima tappa di una stagione
che ha da tempo dato i suoi verdetti. Ognuno ha altro per la testa, e
Jean Todt inciampa in una gaffe
assurda: Vi rendete conto che il
numero delle vittime della strada
molto pi grande di quello delle
persone uccise a Parigi? Ogni giorno sulle strade muoiono 3500 persone, 30 volte di pi. Avevamo gi
pensato a un minuto di raccoglimento per questo, ma non possiamo ignorare quanto accaduto in
Francia: ricorderemo tutti. Ecclestone voleva un momento simbolico solo per le vittime di Parigi, in
serata la Fia ha corretto il tiro con
una nota: Solidariet a tutte le
persone colpite da questa tragedia insopportabile.
Alla fine, la pole la strappa lunico in grado di raggiungere un livello accettabile di concentrazione, Nico Rosberg, il secondo, insofferente, pilota Mercedes. Settantotto millesimi, alla fine della Q3,
lo separano dal campione del
mondo, ma bastano a dare un senso a questo sabato di nuvole e di
attesa. Sorride, Nico. Ma sorridono anche tutti gli altri, come capita negli ultimi giorni di scuola. Lunico un po imbronciato Lewis
Hamilton, protagonista di un teatrino poco edificante alla fine della qualifica. Invece di stringere la
mano al compagno di squadra, il
neo campione del mondo ha trovato una scusa sinceramente imbarazzante (con questi capelli non
voglio andare davanti alle telecamere, avrebbe detto) per evitare di comparire nella photo opportunity di rito con Rosberg e Vettel. I due lo hanno aspettato per
pi di cinque minuti, composti e
sorridenti, fino a quando Rosberg
ha capito e si stancato: Dai scatta questa foto anche se siamo solo
noi due ha detto trovando la
complicit di Vettel almeno ce
ne andiamo a casa. Hamiton alle prese con un imprevisto momento di appannamento tecnico
la quinta pole di fila che gli
sfugge e di impopolarit nazionale; allincidente stradale di Monaco, e alle conseguenti, forse eccessive, critiche della stampa britannica, si sono aggiunte le parole del collega Jenson Button, ex
compagno ai tempi della McLaren-Mercedes, e pilota tra i pi
ascoltati della griglia: Lewis sta
rapidamente diventando molto
arrogante, ha detto Jenson riferendosi a unintervista in cui Hamilton si era autodefinito un pilota completo. Nessuno di noi
completo. Se noi avessimo la sua
macchina potremmo batterlo.
Lui molto talentuoso, e sta facendo un bel lavoro, ma ha anche
qualche punto debole. Insomma, Lewis per Button dovrebbe essere pi modesto e rin-

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graziare che non c un reale avversario per la Mercedes: Se ci


fosse cambierebbe tutto.
Se ne riparler nel 2016, stagione alla quale ormai pensa ininterrottamente, e non senza qualche
ansia, la Ferrari. La pressione che
gli uomini di Maranello dovranno
affrontare sar enorme, e di questo cominciano a rendersi conto
un po tutti nel motorhome rosso.
Il prossimo anno non sar sufficiente dire: Ci stiamo avvicinando, abbiamo chiuso il gap. Il prossimo anno occorrer vincere. Anche perch sono stati presi in varie sedi impegni precisi a tale proposito.
Una situazione molto simile,
ironia della sorte, a quella in cui si
trovano Fernando Alonso e i suoi

nuovi compagni di viaggio. Dopo


una stagione a dir poco fallimentare (ieri per lennesima volta la
macchina dello spagnolo stata
spenta dopo un giro per problemi
tecnici) la McLaren-Honda costretta a riscattarsi, pena la chiusura del progetto Formula 1 con
conseguente cataclisma economico. Alonso lo sa bene e per questo
cerca di sdrammatizzare (atteggiamento molto diverso da quello
tenuto a Maranello negli anni
scorsi): durante lultima fase delle qualifiche insieme al suo compagno di squadra, Button, si intrufolato sul podio e si fatto fare
un po di foto sul gradino pi alto.
Era lunico modo per vederlo da vicino, questanno.
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BRA s, poi Ibra no, poi Ibra fuori infortunato e imbestialito.
Continua a ripetere che senza
di lui il prossimo europeo sarebbe un torneo senza sapore. Ieri,
dopo essersi in mattinata unito
allhashtag #prayforparis, Ibrahimovic (nel finale si fa male e deve uscire ma siccome secondo lui
lo fanno uscire tardi lui sinfuria
con la panchina) ha spiegato alla
sua Svezia come mettere due sassolini nelle scarpe della Danimarca ma non come evitare di subire
il gol che ha riaperto la qualificazione a dieci minuti dalla fine.
Nello stadio coperto di Solna la
Svezia ha vinto 2-1, si potrebbe
dire solo 2-1. Marted, forse senza Ibrahimovic, se la giocher in
bilico. Ben diverso sarebbe stato
vincere 2-0. Ma si sapeva. Con la
Danimarca va sempre cos, sono
squadre in eterna competizione
fra loro come possono esserlo
due sorelle che sincontrano e si
sfidano a passi di danza da quando sono nate, e non mollano mai,
pensano che ci sia sempre una
possibilit, la buttano sulla resistenza. Quella di ieri era la sfida
n.104, una leggendaria rivalit
(condita dal presunto biscotto
del 2004 ai danni dellItalia del

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Trap) iniziata il 25 maggio 1913
con un roboante 8-0 per la Danimarca, che in 103 anni ne ha vinte quattro di pi. Aveva iniziato
male la Svezia,ieri, la Danimarca
offriva miglior palleggio ma non
costruiva palle gol (a parte un colpo di testa di Fischer, il gioiellino
dellAjax). Rivitalizzata da tre
mezze occasioni per Berg, una genialmente costruita da Ibra, la
Svezia sale in campo e di testa,

sulla destra si esaltano Lustig e


Durmaz e al 45 del primo tempo
va in vantaggio con Forsberg,
che gioca nella serie B tedesca
(Lipsia). Suo anche il merito del
raddoppio, su di lui lo stupido fallo da rigore di Kahlenberg: Ibra
trasforma (5 st). Si aprono spazi, Ibra delizia con qualche no
look, si sfiora il 3-0. Ma Eriksen
(Tottenham), lex Bayern Hojbjerg e Jorgensen (bene i cambi di

Morten Olsen) spingono la Danimarca a crederci ancora e fanno


bene. Accorciano proprio con Jorgensen al 35. Manca poco, Ibra
strepita e se ne va, la Svezia crolla fisicamente, la Danimarca sfiora il pareggio un paio di volte.
un assalto. La Svezia tiene, rimane davanti, ben sapendo per di
essersi messa nei guai, ma non
da sola. Lhanno aiutata i danesi.
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gregio presidente Zamparini, anche se non ci
conosciamo personalmente le chiedo un favore. Insieme alla notizia del licenziamento di un allenatore,
potrebbe indicarci anche il totale raggiunto? Dopo Iachini,
che per pigrizia molti definiscono lennesimo licenziato ma
avr pure un numero, ho notato gran disordine sotto il cielo,
o quantomeno dati che si contraddicevano. Per la Gazzetta
lei ne ha cacciati 40, per la
Stampa 44, per il Corsera 45,
per Repubblica 53. Vuole darci
un aiutino? Se ci pensa bene,
anche nel suo interesse. Ormai
si entra nel Guinness dei primati per molto meno: fabbricando
la salsiccia pi lunga del mondo o vincendo il campionato di
sputo di semi danguria. Mentre la sua specialit pi appassionante, legata com a uno
sport molto popolare e ai rapporti con le persone, tutte scelte da lei e da lei prima o poi bocciate. Come Iachini. Chi ama le
scommesse gi al lavoro per
decidere quante settimane serviranno per far fuori Ballardini
e richiamare Iachini. Non sarebbe lunico, s gi visto a Carpi. Ma io non amo le scommesse. Nei record, c sempre qualcuno che insegue qualcun altro. Il caso di Zamparini diverso: insegue se stesso. E diversa,
questa volta, stata la reazione della squadra. In genere i
calciatori stanno allineati e coperti, non dicono nulla che possa contrariare il presidente-padrone n tantomeno il nuovo allenatore. Mentre a Palermo Vazquez e, con pi decisione, Maresca, si sono fatti sentire. E si
sono esposti alla replica di Zamparini, che s dichiarato stufo
di fare il presidente e impaziente di vendere. Non la prima
volta che lo dice, a occhio e croce sar la diciottesima, ma temo che dovr aspettare. Lo invito a perseverare: Zamparini
che insegue Zamparini, in un
certo senso Zamparini versus
Zamparini, qualcosa di epico,
di surreale, ci porta in un altro
mondo.
n questo mondo, molti hanno trovato strano che Iachini fosse licenziato dopo
una vittoria, sia pure sofferta e immeritata sul piano del
gioco. Allo stesso modo sera
comportato Moratti con Simoni. Troppo facile licenziare un
allenatore quando perde, come ha fatto Ferrero con Zenga.
Ma sapremo mai i motivi veri
di questultima decisione? Perch la Samp ha perso in casa
con la Fiorentina? Non ci credo.
Se si ragiona cos, Thohir santo
subito. Se anche Zenga, tipo abbastanza impulsivo, fa un comunicato british in cui ringrazia dellopportunit fornitagli,
brancoliamo nel buio. E ci restiamo. Gli ultimi tre allenamenti il Chieti (serie D) li ha
fatti con inizio alle 6.30, presen-

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tandosi in spogliatoio alle 6. La


decisione stata presa dal presidente Giorgio Pomponi, che
ha rilevato la squadra cinque
mesi fa e lha rivoluzionata confermando solo il tecnico e un paio di giocatori. Obiettivo: vincere il campionato a salire il prima possibile in B dove giocano
Pescara e Lanciano, storiche rivali del Chieti. Le cose non sono
andate nel verso desiderato e,
dopo due sconfitte, arriva la punizione, a fine educativo, del
presidente Pomponi. Vive a Roma, imprenditore nel campo
della ristorazione e la Gazzetta
lo dipinge loquacissimo, una
specie di incrocio tra Lotito e
Ferrero. Agli allenamenti
allalba la Gazzetta ha spedito
un inviato, e ha fatto bene. Nel
buio della curva una cinquantina di ultr con le torce. Con
scarso senso dellumorismo
hanno invitato i giocatori a svegliarsi (pi di cos?), a tirar fuori le cose che sappiamo, ma il coro andate a lavorare non
lhanno intonato.
omponi ha molto gradito la presenza dei tifosi, la societ li ha ringraziati su Facebook.
Passiamo a un particolare che
ha la sua importanza. Ha detto
Donato Ronci, lallenatore: Il
patron stato molto corretto.
Ci ha convocato dopo la sconfitta di Isernia per comunicarci
la decisione di far svolgere gli
allenamenti allalba. Lasciando per libero di restare a casa
chi non se la fosse sentita. Magnanimo. Si sono presentati
tutti, nessuno escluso. Commento di Pomponi: Non ho costretto nessuno ad allenarsi alle 6.30. Se qualcuno si fosse rifiutato sarebbe finito fuori dal
progetto. Ah, ecco. In parole
povere? Avrei continuato a
pagarlo fino a dicembre e poi
lo avrei lasciato libero di andare altrove. Impallidisce il ricordo di Gaucci, che al Perugia
imponeva lunghi ritiri in alberghi scalcagnatissimi. Pomponi nemmeno ci ha pensato:
Ma quale ritiro! I giocatori sono dei privilegiati anche a questi livelli. Certo non guadagnano le cifre della serie A, ma
stanno comunque molto meglio di tante persone che si alzano la mattina presto per uno
stipendio di mille euro o poco
pi al mese. E allora ho voluto
farli calare nella realt quotidiana di milioni di italiani. Alcuni colleghi presidenti mi
hanno telefonato per farmi i
complimenti, ma non ho fatto
nulla di speciale, ho solo cercato di inculcare il concetto di sacrificio a un gruppo di ragazzi
che non si stava comportando
bene. Se il Chieti batte il Giulianova, molti diranno: visto
che serviva una sveglia, gli allenamenti al buio? Ma nel
buio, dopo i massacri di Parigi,
quanto si fatica a scrivere di
sport.

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FIRENZE. A Bruxelles, in una serata in cui la vo-

glia di parlare di calcio era azzerata dalla tragedia di Parigi, Conte non ha comunque eluso i temi tecnici connessi alla sconfitta in amichevole col Belgio e alle prospettive per Euro
2016. C ancora un gap da colmare, anche
se sono soddisfatto dei miglioramenti continui. Sar fondamentale il ritiro prima dellEuropeo. Il ct ha dunque lasciato capire che
considera determinanti i giorni prima del torneo, per lassimilazione quotidiana di meccanismi tattici perfetti: lunico modo per salire
al livello delle favorite, superiori sul piano tecnico. In pratica, per potere competere con le
migliori, la sua Nazionale deve andare ancora a scuola di schemi, sul campo e al video.
Per questo Conte vuole avere a disposizione il
gruppo dei 23 subito dopo la fine del campionato. E per questo considera molto utile lanticipo della finale di Coppa Italia, magari a met aprile. Il ritiro serve. Se ce lo lasciano fare. La puntualizzazione preventiva. Il lavoro dovr cominciare appunto a Coverciano,
per proseguire in Francia. Dove lui andr al ritorno dallamichevole di dopodomani a Bologna con la Romania, per verificare le strutture opzionate dalla Figc: a Montpellier la prima scelta, a Parigi la seconda. Il centro sportivo del Montpellier ha i requisiti di segretezza
degli allenamenti che piacciono al ct, quello
di Parigi altrettanto allavanguardia. Lincognita legata pi che mai alla sicurezza, dopo gli attacchi terroristici, e alla possibilit di
requisire un intero albergo: il sopralluogo
al Courtyard Marriott di Montpellier servir
allo scopo.
Conte non vuole distrazioni. Ritiene che

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gi oggi la sua Nazionale giochi abbastanza a


memoria: un vantaggio, rispetto a chi si affida soprattutto al talento e allestemporaneit. Lui, per, non ha a disposizione chi pu inventare gol da un momento allaltro Wilmots ha schierato Hazard, De Bruyne e dalla panchina un attaccante novizio decisivo come Batsuhayi ed quindi costretto a puntare sul
gioco, sul ritmo, sugli schemi memorizzati,
come quello che ha portato al gol di Candreva. La partita di Bruxelles offre in proposito
dati contrastanti. Se vero che nei primi 70

lItalia ha avuto le occasioni da gol migliori e


che, dopo la traversa di Eder sull1-1, il portiere belga Mignolet stato prodigioso nellevitare il 2-2 di Pell, evidente la correlazione
tra il calo del ritmo e la sconfitta finale per
3-1. In pratica, gli azzurri a corto di talento rischiano di crollare, quando inevitabilmente
le energie si affievoliscono. Lorizzonte offre
solo Verratti, assente per infortunio, De Rossi caduto in disgrazia per lespulsione con la
Bulgaria, Insigne e Berardi declassati dopo il
rifiuto di ottobre (il belga Mertens, infortuna-

to, era con la sua nazionale a Bruxelles e Conte lo ha notato). E un altro problema si sta manifestando: la difesa, pi o meno la stessa da
settembre (Buffon-Darmian-Bonucci-Chiellini-De Sciglio) regala gol (5 nelle ultime 3 partite) e palloni, facendo mancare ormai anche
le certezze del trio juventino. Oltre allipotesi
di reinserire laltro senatore Barzagli, decentrando Chiellini, il ct deve perci provare le alternative: potrebbe farlo a Bologna con Acerbi e Astori, prima del letargo invernale.
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cavalli selvaggi, con metodi cruenti, per una fabbrica di mangimi.


Prende al lazo una preda molto ambita
ma costretto, dalla sua ragazza fragile e
nevrotica, a lasciar andare lanimale simbolo di libert. Con un cast-gioiello John
Huston seppellisce il vecchio West e racconta il malessere dellAmerica e il tramonto di un sogno. In (MJTQPTUBUJ del
1961 (Sky Cinema Classic, 22.40) ci sono
Clark Gable, Montgomery Clift, Eli Walla-

6.00 Rai Parlamento Punto


Europa
6.30 Unomattina in famiglia conducono Tiberio Tiberi,
Ingrid Muccitelli. Allinterno: 7.00 / 8.00 / 9.00 Tg 1
9.30 Tg 1 L.I.S.
9.45 Dreams Road 2015
10.30 A Sua immagine . Allinterno: 10.55 Santa Messa
; 12.00 Recita Angelus
12.20 Linea Verde - conducono
Patrizio Roversi, Daniela
Ferrolla
13.30 Telegiornale
14.00 LArena
16.20 Gran Premio Brasile di
Formula 1: Pole Position Gara. Allinterno: 16.30 Tg
1; Che tempo fa
18.55 LEredit - conducono
Carlo Conti, Fabrizio Frizzi.
Allinterno: 20.00 Telegiornale
20.35 Affari Tuoi - conduce Flavio
Insinna
21.30 Il giovane Montalbano
- con Alessio Vassallo,
Andrea Tidona, Sarah
Felberbaum. Allinterno:
Tg 1 60 secondi
23.40 Speciale TG1
0.35 TG1 Notte
1.05 Che tempo fa
1.10 Applausi
2.25 Sette note - Musiche e
musiche
2.55 Sottovoce
3.25 La tortura della speranza
- con Julian Beck, Bruno Corazzari, Piera Degli Esposti
4.45 Da Da Da
5.15 RAInews24

ch, una Marilyn Monroe splendida e crepuscolare. A lei affidata lincarnazione


della speranza, del cambiamento. Nella
realt fu lultimo film completo al quale
presero parte Gable e la diva prima di morire. Scritto da Arthur Miller, allepoca
marito della Monroe, il film gira tutto intorno a lei. Che cosa ti rende cos triste?
Sei la ragazza pi triste che abbia mai incontrato, le dice Gable. La risposta sarebbe arrivata un anno e mezzo dopo.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

CANALE 5

RAI 3

RAI 2

RAI 1

6.00 Lena - Amore della mia


vita - Tf
6.30 Memex - La scienza raccontata dai protagonisti
7.15 Experia, viaggio in Italia
nellanno dellExpo
8.20 Frigo
8.45 Il nostro amico Charly - Tf
9.30 I nostri amici animali - Serie
Tv
10.15 Il meglio di Cronache
Animali
11.00 Mezzogiorno in famiglia
- conducono Amadeus,
Alessia Ventura, Sergio
Friscia
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg 2 Motori
13.40 Meteo 2
13.45 Monte Bianco - conducono
Caterina Balivo, Simone
Moro
16.00 Il commissario Lanz - Tf
17.55 Tg 2 L.I.S.
18.00 Sea Patrol - Tf
18.40 90 Minuto Serie B
19.35 Squadra Speciale Cobra
11 - Tf
20.30 Tg 2 20.30
21.00 N.C.I.S. - Tf
21.45 Hawaii Five-0 - Tf
23.30 La Domenica Sportiva
1.00 Tg 2
1.20 Sorgente di vita
1.50 Meteo 2
1.55 Appuntamento al cinema
2.00 Film: Lindustriale - di
Giuliano Montaldo
3.35 Film: Il principe di Homburg - di Marco Bellocchio
4.55 Videocomic
5.35 Detto Fatto - conduce
Caterina Balivo

6.00 Fuori orario. Cose (mai)


viste
7.00 Geo
7.15 Zorro - Tf
8.00 Film: Classe di ferro - di
Turi Vasile
9.40 Doc Martin - Tf
10.25 Speciale Community
11.10 TGR EstOvest
11.30 TGR RegionEuropa
12.00 Tg 3
12.05 Tg3 Fuori linea
12.10 TG3 Persone
12.15 Meteo 3
12.25 Il posto giusto
13.15 Correva lanno
14.00 Tg Regione
14.05 Tg Regione Meteo
14.15 Tg 3
14.30 In 1/2 ora
15.00 Tg 3 L.I.S.
15.05 Kilimangiaro. Il borgo dei
borghi
15.45 Kilimangiaro. Tutto un
altro mondo - conducono
Camila Raznovich, Dario
Vergassola
18.55 Meteo 3
19.00 Tg 3
19.30 Tg Regione
19.32 Tg Regione Meteo
20.00 Blob
20.10 Che tempo che fa
21.45 Report
23.30 Tg 3
23.40 Tg Regione
23.45 Gazebo - con Diego Bianchi
0.45 Tg 3. Allinterno: 0.50
Meteo 3
0.55 In 1/2 ora - conduce Lucia
Annunziata
1.25 Fuori orario. Cose (mai)
viste

%*7"
.BSJMZO
DPO(BCMF
JOi(MJ
TQPTUBUJw

ITALIA 1

6.00 Tg 5 Prima pagina. Allinterno: 7.55 Traffico; Meteo.it


8.00 Tg 5 Mattina
9.10 Le frontiere dello spirito
- conducono Maria Cecilia Sangiorgi, Monsignor
Gianfranco Ravasi
9.50 Pianeta mare
11.00 Le storie di Melaverde
12.00 Melaverde - conducono
Edoardo Raspelli, Ellen
Hidding
13.00 Tg 5. Allinterno: Meteo.it
13.40 Larca di No
14.00 Domenica Live - conduce
Barbara DUrso
18.45 Avanti un altro! - conduce
Paolo Bonolis
19.55 Tg 5 Prima pagina
20.00 Tg 5. Allinterno: Meteo.it
20.40 Paperissima Sprint
21.10 Il segreto - con Carlota
Baro, Alex Gadea, Maria
Bouzas
23.30 X-Style Motori
0.10 Film: The Prestige - di
Christopher Nolan, con
Hugh Jackman, Christian
Bale, Michael Caine, Scarlett Johansson. Allinterno: 1.10 Tgcom; Meteo.it
2.25 Tg 5 Notte. Allinterno:
Meteo.it
3.10 Paperissima Sprint
3.40 La freccia nera - con
Martina Stella, Riccardo
Scamarcio, Ennio Fantastichini
5.00 Mediashopping
5.15 Tg5 - Notte. Allinterno:
Meteo.it
5.45 Mediashopping

RETE 4

10.25 Film: Poliziotto a 4


zampe - di Rod Daniel.
Allinterno: 11.20 Tgcom;
Meteo.it
12.25 Studio Aperto
13.00 Meteo.it
13.05 Sport Mediaset
13.45 Grande fratello
14.05 The Musketeers
16.15 Film: Dolf e la crociata
dei bambini - di Ben
Sombogaart. Allinterno:
17.10 Tgcom; Meteo.it
18.30 Studio Aperto. Allinterno:
Meteo.it
19.00 La vita secondo Jim -Smith,
Larry Joe Campbell
19.25 Film: Librarian: alla
ricerca della lancia
perduta - di Peter Winther. Allinterno: 20.20
Tgcom; Meteo.it
21.25 Film: R.I.P.D. - Poliziotti dallaldil - di Robert
Schwentke-Louise Parker.
Allinterno: 22.20 Tgcom;
Meteo.it
23.20 Lupin III - Lavventura
italiana
0.20 Film: Code Name: The
Cleaner - di Les Mayfield.
Allinterno: 1.15 Tgcom;
Meteo.it
2.10 Premium Sport
2.35 Studio Aperto - La giornata
2.50 Mediashopping
3.05 666 Park Avenue - Tf,
con Rachael Taylor, Dave
Annable, Robert Buckley
5.45 Mediashopping
5.55 Cyber girls - Tf

7.05
7.25
7.55
8.25
8.55
10.00
10.50
11.30
12.00
14.00
14.55

18.55
19.35
21.15
23.55
24.00

1.55
2.20
2.45

4.30

5.35

LA SETTE

Tg 4 Night News
Mediashopping
Superpartes
Due per tre - Tf
Terra!
Santa Messa
Le storie di viaggio a...
Tg 4 - Telegiornale. Allinterno: Meteo.it
La signora in giallo - Tf:
Angela Lansbury, William
Windom, Ron Masak
Donnavventura
Film: Il rosso e il nero - di
Jean-Daniel Verhaeghe.
Allinterno: 16.05 Tgcom;
Meteo.it
Tg 4 - Telegiornale. Allinterno: Meteo.it
Tempesta damore
Maurizio Costanzo Show
I bellissimi di Rete 4
Film: Pap dice messa
- di Renato Pozzetto, con
Renato Pozzetto, Teo
Teocoli, Felice Andreasi,
Giacomo Pozzetto. Allinterno: 0.10 Tgcom; Meteo.
it
Pezzi di cinema
Tg 4 Night News
Film: Eros - di Michelangelo Antonioni, Steven
Soderbergh, con Li Gong,
Chen Chang, Feng Tien,
Luk Auntie
Film: La figlia di Zorro
- di William Berke, con
Barbara Britton, Willard
Parker, Phillip Reed, Barton MacLane
Help

6.00
6.10
6.30
7.30
7.50
7.55
9.35
10.45
12.05
12.50
13.30
14.00
14.20

16.05
20.00
20.35
21.10

23.15

1.05

3.00
4.05
4.35

Meteo - Traffico
Oroscopo
Omnibus News
Tg La7
Meteo
Omnibus dibattito
Laria che tira - Diario
Otto e mezzo
Gustibus - conduce Giulio
Arena
Chi guida meglio?
Tg La7
Tg La7 Cronache
Film: La libreria del
mistero - La stanza
chiusa - di Walter Klenhard, con Kellie Martin,
Constance Zimmer, Amy
Locane, J.E. Freeman
Josphine, Ange Gardien Tf, con Mimie Mathy, Karin
Swenson, Jean Dell
Tg La7
Crozza nel paese delle meraviglie - Best - conduce
Maurizio Crozza
Film: Geronimo - di Walter Hill, con Jason Patric,
Gene Hackman, Robert
Duvall, Wes Studi
Mondo senza fine - con
Ben Chaplin, Charlotte Riley, Cynthia Nixon.
Allinterno: 0.20 Tg La7
Film: Confidenze troppo intime - di Patrice
Leconte, con Sandrine
Bonnaire, Fabrice Luchini,
Michel Duchaussoy, Anne
Brochet
Laria che tira - Diario (r)
Brasile
Omnibus (r)

DEEJAY TV
14.55 Lisola di Adamo ed Eva Alle origini dellamore
15.45 Airport Security
16.35 Airport Security
17.30 Airport Security
18.25 Undercover Boss
20.20 Hotel da incubo Italia
22.10 Lisola di Adamo ed Eva Alle origini dellamore
23.05 Lisola di Adamo ed Eva
XXX
0.35 Beauty Queen Murders:
belle da morire
1.15 Chi diavolo ho sposato?
1.55 Appuntamenti da incubo
2.35 Lisola di Adamo ed Eva 3
(Uncensored)

LA EFFE
16.10 Omicidi tra i fiordi - Serie Tv
18.00 RED - Posso dormire da
voi?
19.00 RED - Vicini di viaggio. C
posto per me?
19.30 RED - Viaggi nudi e crudi
20.00 RED - Il cuoco vagabondo
21.05 Film: Il calamaro e
la balena - di Noah
Baumbach, con Jeff Daniels, Laura Linney, Anna
Paquin, Owen Kline, Jesse
Eisenberg
22.40 Film: Ragione e sentimento - di Ang Lee, con
Emma Thompson, Hugh
Grant, Kate Winslet, Alan
Rickman
1.15 Maison Close La casa del
piacere - Tf

RAI
QRAI 4
7.15
8.00
8.45
9.00
9.45
10.30
11.15
12.00
13.55
14.05
15.45
17.00
17.05
18.05
18.50
19.35
20.20
21.15
22.05
22.50
23.00
0.45
0.50
2.20
2.25
4.40
5.40

QPREMIUM

Marvel Agents of Shield


Marvel Agents of Shield
Wonderland
Heroes
Heroes
Continuum
The Collector
Film: Unbeatable - di Dante Lam
Roma Fiction Fest 4
Film: La prova - di Jean-Claude Van
Damme-Claude Van Damme, Roger Moore,
James Remar, Janet Gunn
Delitti in paradiso
Rai News - Giorno
Delitti in paradiso
Zoo
Zoo
Supernatural
Teen Wolf
Marvel Agents of Shield
Marvel Agents of Shield
Roma Fiction Fest
Film: Until Death - di Simon FellowsClaude Van Damme, Stephen Rea, Selina
Giles, Mark Dymond
Anica appuntamento al cinema
Film: Game of Death - di Giorgio Serafini
Rai News - Notte
Film: The Yellow Sea - di Hong-jin Nawoo Ha, Yun-seok Kim, Sung Ha Jo
Delitti in paradiso
Continuum

14.50
14.55
15.15
16.00
16.50
17.45
17.50
19.35
21.20
24.00
0.55
1.00
2.40
3.00
4.00
4.35

Anica Appuntamento Al Cinema


Granpremium
Padre Brown
Padre Brown
Compagni Di Scuola
Rai News - Giorno
Tutta La Musica Del Cuore
Il Maresciallo Rocca
Tale E Quale Show
Mister Premium
Rai News - Notte
Zodiaco
Granpremium
Cuore
Un Certo Harry Brent
Piccolo Mondo Antico

QMOVIE
13.50 Moviextra
14.25 Film: Passengers - Mistero ad alta
quota - di Rodrigo Garcia
16.00 Film: Viaggio destate - di Richard
Loncraine
17.50 Rai news - Giorno
17.55 Film: Bar Sport - di Massimo Martelli
19.35 Film: The Stupids - di John Landis, con
Tom Arnold, Jessica Lundy, Bug Hall, Alex
McKenna
21.15 Film: The Impossible - di Juan Antonio
Bayona, con Naomi Watts, Ewan McGregor

MEDIASET PREMIUM

15.10
16.00
17.45
18.40
19.30
20.25
21.15
23.00
23.50
0.40
1.30
2.20
3.10
4.00

Animal Science
America: terra promessa
Tesori nascosti
Panorami cosmici
Un grande passo per
lumanit
Come fatto: Home Edition
Notti dAfrica
Mega aerei
Worlds Top 5
Eureka! Il potere delle idee
Come fatto
Invenzioni impossibili
Time Team
Citt misteriose

QRAI 5
17.10
17.35
17.40
18.05
20.05
20.40
21.15
22.10
23.00
0.30
0.35
0.40
1.35

Ubiq
Rai News - Giorno
Osn Smith
Ubiq
Petruska Incontri Barenboim
Cult Book
Natura Invisibile
Alfabeta5
Film: La Banda - di Eran Kolirin, con Sasson
Gabai, Khalifa Natour, Saleh Bakri, Shlomi
Avraham
Ghiaccio Bollente Sommario
Intro Macy Gray
Macy Gray
Rai News - Notte

GIALLO

8.25 Linvasione degli ultracorpi - di Don Siegel


Studio Universal
10.00 Disastro a Hollywood - di Barry Levinson
Premium Cinema
12.05 Giovent bruciata - di Nicholas Ray
Studio Universal
12.46 Fire with Fire - di David Barrett
Premium Cinema Energy
14.26 The Bourne Supremacy - di Paul
Greengrass
Premium Cinema Energy
14.35 Innamorati cronici - di Griffin Dunne
Studio Universal
15.21 The Best Man Holiday - di Malcolm D. Lee
Premium Cinema
15.52 Shakespeare in Love - di John Madden
Premium Cinema Emotion
16.50 Baseketball - di David Zucker Studio
Universal
17.51 Safe - di Boaz Yakin Premium Cinema
Energy
17.58 Un marito di troppo - di Griffin Dunne
Premium Cinema Emotion

Hell on wheels 3 - La guerra dei pascoli


Hell on wheels 3 - La partita
Rai news - Notte
Film: Sorrisi di una notte destate - di
Ingmar Bergman, con Ulla Jacobsson, Eva
Dahlbeck, Harriet Andersson
2.45 Film: Primavera, estate, autunno,
inverno... e ancora primavera - di Kiduk Kim-su Oh, Ki-duk Kim, Young-min Kim,
Jae-kyeong Seo
4.25 Wonderland
4.50 Film: Tony Manero - di Pablo Larran, con
Alfredo Castro, Amparo Noguera

QCINEMA

FOCUS

23.15
0.05
0.50
0.55

19.27 Ho cercato il tuo nome - di Scott Hicks


Premium Cinema
19.31 Lanima gemella - di Sergio Rubini
Premium Cinema Emotion
21.15 Cattivi Vicini - di Nicholas Stoller
Premium Cinema
21.15 Questione di tempo - di Richard Curtis
Premium Cinema Emotion
21.15 Vidocq - di Pitof (Jean-Christophe Comar)
Premium Cinema Energy
21.15 Full Metal Jacket - di Stanley Kubrick
Studio Universal
22.59 The Strangers - di Bryan Bertino
Premium Cinema Energy
23.20 Beautiful Lies - di Pierre Salvadori
Premium Cinema Emotion
23.23 Amori e incantesimi - di Griffin Dunne
Studio Universal
23.24 Andiamo a quel paese - di S. Ficarra, V.
Picone Premium Cinema
0.23 Lesercito delle 12 scimmie - di Terry
Gilliam
Premium Cinema Energy

CIELO
16.00
17.30
19.15
20.15
21.15
23.00
2.00
2.15
3.45
4.30

Taxxi 2
Cold Fusion
Affari in grande
Affari di famiglia
The Transporter
Rollerball
Malizia 2000
9 to 5: Days in Porn
Sex Therapy
Most Dangerous - Pericolo
reale

TV2000

9.45
10.35
11.30
12.20
12.30
13.25
14.25
15.30
16.40
17.35
18.25
19.20
20.10
21.05
22.00
22.50
23.40
0.30
1.25
2.20
3.15
4.10
5.05

Matlock
Matlock
Disappeared Special - Scomparsa a Maui
Disappeared Special - Lauryn scomparsa
Womens Murder Club
Womens Murder Club
The Missing
The Missing
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Nightmare Next Door
Nightmare Next Door
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Bones
Bones
Disappeared Special - Scomparsa a Maui
Disappeared Special - Lauryn scomparsa
New Tricks
New Tricks
Matlock
Matlock

15.10 Il Mondo Insieme


16.00 Visita Di Papa Francesco Alla
Chiesa Evangelica E Luterana
17.00 Il Mondo Insieme
18.00 Rosario Da Lourdes
18.25 Prima Di Cena
19.15 Otherworlds
19.45 Angelus
20.00 Rosario Da Lourdes
20.30 Soul
21.05 Sansone e Dalila
0.05 Effetto Notte
0.30 Il Respiro Di Dio
1.15 Rosario Dal Santuario Di
Pompei

REAL TIME
10.30
11.25
12.20
13.20
14.20
16.10
17.10
18.10
19.10
20.10
21.40
22.10
23.05
0.05
1.05

Il favoloso mondo di Whitney


Il favoloso mondo di Whitney
Il favoloso mondo di Whitney
Bake Off Italia: dolci in forno
Undercover Boss
Il boss delle torte
Il boss delle torte
Il boss delle torte
Il boss delle cerimonie
Il boss delle cerimonie
Il boss delle cerimonie
Una famiglia extra small
Una famiglia extra small
Body Bizarre
ER: storie incredibili

SATELLITE

DIGITALE TERRESTRE

/cowboy non pi giovane cattura

SKY

[servizio a pagamento]

QCINEMA MATTINA
8.35 Star Wars episodio I - La minaccia
fantasma - di George Lucas Sky
Cinema Star Wars HD
9.00 Tutto pu cambiare - di John Carney
Sky Cinema 1 HD
10.35 Vita da strega - Bewitched - di Nora
Ephron Sky Cinema Passion HD
11.15 Il giaguaro della giungla - di James
Algar Sky Cinema Family
12.20 Uno sbirro tuttofare - di Thomas Carter
Sky Cinema Comedy HD
12.55 Liberaci dal male - di Scott Derrickson
Sky Cinema Max HD
14.05 Infedele - di Christie Will Sky Cinema
Passion HD
14.20 Il Signore degli Anelli - Le due Torri - di
Peter Jackson Sky Cinema 1 HD

QCINEMA POMERIGGIO

QCINEMA SERA

QCINEMA NOTTE

14.55 X-Men: Giorni di un futuro passato - di B.


Singer Sky Cinema Max HD
15.35 The Terminal - di Steven Spielberg Sky
Cinema Passion HD
16.15 Star Wars: Una nuova speranza - di
George Lucas Sky Cinema Star Wars
HD
17.45 Planes 2 - Missione Antincendio - di R.
Gannaway Sky Cinema Family
19.10 Dreamer - La strada per la vittoria - di
John Gatins Sky Cinema Family
19.15 Cado dalle nubi - di Gennaro Nunziante
Sky Cinema 1 HD
19.20 3 colpi di winchester per Ringo - di
Emimmo Salvi Sky Cinema Classics
19.20 Io no spik inglish - di Carlo Vanzina Sky
Cinema Comedy HD

21.00 I guerrieri della notte - di Walter Hill Sky


Cinema Classics
21.00 Una bionda sotto scorta - di Dennis
Hopper Sky Cinema Comedy HD
21.00 Get Over It - di Tommy OHaver Sky
Cinema Family
21.00 Material Girls - di Martha Coolidge Sky
Cinema Passion HD
21.10 Lo sciacallo - Nightcrawler - di Dan
Gilroy Sky Cinema 1 HD
21.15 Il ritorno dello Jedi - di Richard
Marquand Sky Cinema Star Wars
HD
22.30 Neverland - Un sogno per la vita - di
Marc Forster Sky Cinema Family
22.40 Gli spostati - di John Huston Sky
Cinema Classics

22.45 La neve nel cuore - di Thomas Bezucha


Sky Cinema Passion HD
23.15 Scusate se esisto! - di Riccardo Milani
Sky Cinema 1 HD
0.10 Snowpiercer - di J. Bong Sky Cinema
Star Wars HD
0.15 Scoot poliziotto a 4 zampe 2 - di Stephen
Shimek
Sky Cinema Family
0.15 I fiumi di porpora - di Mathieu Kassovitz
Sky Cinema Max HD
0.30 La casa stregata - di Bruno Corbucci Sky
Cinema Comedy HD
0.35 Ragazzi miei - di Scott Hicks Sky
Cinema Passion HD
0.45 Fermo con le mani! - di Gero Zambuto
Sky Cinema Classics

14.00 Calcio: Germania - Azerbaigian


Qualificazioni Europei U21 2017
Eurosport
15.00 Pattinaggio di figura: Highlights ISU
Grand Prix Series Eurosport 2
16.15 Sci alpino: Slalom Speciale Coppa del
Mondo M Eurosport
17.00 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
17.15 Tennis: Doppio. Round Robin. Sessione
diurna ATP Finals 2015 Sky Sport 2
HD
17.45 Sci alpino: Slalom Speciale Coppa del
Mondo F Eurosport 2
18.10 Calcio: Brescia - Trapani Serie B Sky
Sport 3 HD

18.45 Calcio: Bosnia - Irlanda Qualificazioni


Europei 2016 Sky Sport 1 HD
19.15 Calcio: Svezia - Danimarca
Qualificazioni Europei 2016 Sky Sport
1 HD
20.25 Calcio: Cesena - Bari Serie B Sky Sport
1 HD
20.30 Calcio: Cesena - Bari Serie B Sky
Supercalcio HD
20.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
21.00 Sci alpino: Slalom Speciale Coppa del
Mondo F Eurosport 2
21.00 Tennis: Singolare. Round Robin.
Sessione serale ATP Finals 2015 Sky
Sport 2 HD

21.30 Basket: Minnesota - Memphis NBA Sky


Sport 3 HD
21.45 Sci alpino: Slalom Speciale Coppa del
Mondo M Eurosport 2
23.00 Calcio: Germania - Azerbaigian
Qualificazioni Europei U21 2017
Eurosport
23.00 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
23.15 Tennis: Singolare. Round Robin.
Sessione diurna ATP Finals 2015 Sky
Sport 2 HD
24.00 Ciclismo su pista: Revolution Series
Eurosport 2
0.30 Sci alpino: Slalom Speciale Coppa del
Mondo M Eurosport

14.40
14.50
15.20
15.30

20.05 Bones Fox Crime HD


20.05 2 Broke Girls Fox HD
20.25 Stupidi al quadrato National
Geographic
20.35 2 Broke Girls Fox HD
20.55 Come vincere facile National
Geographic
21.00 Leo Mattei - Unit Speciale Fox Crime
HD
21.00 I Simpson Fox HD
21.00 Sex & the City Fox Life
21.25 Come vincere facile National
Geographic
21.30 I Simpson Fox HD
21.30 Sex & the City Fox Life
21.55 I Simpson Fox HD

21.55
22.00
22.05
22.20
22.35
22.45
22.55
22.55

QSPORT
8.00 Pattinaggio di figura: Trofeo Eric
Bompard: Uomini Programma Libero
ISU Grand Prix Series Eurosport 2
9.45 Football americano: NCAA: Georgia
Tech - Virginia Tech Sky Sport 3 HD
10.30 Tennis: Finale ATP World Tour Masters
1000 Parigi Sky Sport 2 HD
12.00 Basket: Torino - Milano Serie A Sky
Sport 1 HD
12.30 Calcio: Spezia - Cagliari Serie B Sky
Supercalcio HD
12.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
13.15 Pattinaggio di figura: Trofeo Eric
Bompard: Coppie Programma Libero
ISU Grand Prix Series Eurosport 2

FOX


8.25
8.45
9.55
10.10
11.05
11.15
11.40
11.45
11.45
12.40
12.55
13.30
13.30
13.35

CSI Fox Crime HD


Wild America National Geographic
Ghost Whisperer Fox Life
Criminal Minds Fox Crime HD
Criminal Minds Fox Crime HD
I Simpson Fox HD
I Simpson Fox HD
Greys Anatomy Fox Life
Man v viral National Geographic
Car Strippers: le spoglio e ci guadagno
National Geographic
Criminal Minds Fox Crime HD
2 Broke Girls Fox HD
Greys Anatomy Fox Life
Dubai. Il mega aeroporto National
Geographic

15.35
16.35
17.30
18.00
18.45
18.50
18.50
19.10
19.40
19.50

Criminal Minds Fox Crime HD


Castle Fox HD
Greys Anatomy Fox Life
Il mega Tornado National
Geographic
Criminal Minds Fox Crime HD
Castle Fox HD
Castle Fox HD
Body of Proof Fox Life
La vita secondo Jim Fox HD
Greys Anatomy Fox Life
Crash Science National Geographic
Bones Fox Crime HD
I Simpson Fox HD
Stupidi al quadrato National
Geographic

23.10
23.40
23.45
23.50
23.55
0.15

Man v viral National Geographic


Bones Fox Crime HD
Sex & the City Fox Life
I Simpson Fox HD
Sex & the City Fox Life
Agents of S.H.I.E.L.D. Fox HD
Criminal Minds Fox Crime HD
Dubai. Il mega aeroporto National
Geographic
Sex & the City Fox Life
The Walking Dead Fox HD
Sex & the City Fox Life
Criminal Minds Fox Crime HD
Survive the Tribe National
Geographic
Empire Fox Life

Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c

AE0C3A2F1C44E67EB89794F0DFD2370C