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internazionale

domenica 27 novembre 2016

HASTASIEMPRE

Lo storico discorso di Fidel Castro allOnu nel 1979; a pesca con Ernesto Che Guevara negli anni Sessanta

SenzaFidelora
cosasucceder?
Lannuncio della morte ai compatrioti lha dato Ral in diretta tv dopo il film della sera
ROBERTO LIVI

LAvana

II Hasta siempre comandante! Sar una morte annunciata


quella di Fidel Castro ma, facendo riferimento al suo grande
amico Garcia Marquez, la cronaca della scomparsa di un gigante politico del Novecento non
ha nulla di normale. Da giorni
era in ospedale, ma quando venerd dopo il film della notte, la
tv ha interrotto le trasmissioni
e ha annunciato un comunicato speciale, i brividi sono corsi
nella schiena dei telespettatori.
Quello che quasi nessuno voleva sentire e vedere, perch Fidel esta vivo, stava accadendo.
Uno sguardo al fratello Ral, in
uniforme da generale, accasciato su una scrivania, un foglio in
mano, la voce tremante, stato
come un lampo. E quando il
presidente ha annunciato ai
cari compatrioti Fidel falleci,
quellistante ben pochi lo dimenticheranno.
Finisce unera, finisce un
mondo, un modo di essere cubani, con dignit, al centro degli
eventi pur vivendo in una piccola isola che prima di lui era il casino degli Usa. Una visione certo manichea, ma quasi tre generazioni sono cresciute cos, con
Fidel come un padre, degno o tirannico a seconda dei punti di
vista, ma sempre la grande figura dominante. Un baluardo,
simbolo dellindipendenza nazionale soprattutto dalle mire
egemoniche del potente vicino
del Nord. Un baluardo indebolito da quando, nel 2006, era stato operato e si era messo da parte temporaneamente.
MA MILIONI DI PERSONE a Cuba
hanno continuato a sentirlo come uno di famiglia. Lo shock
emotivo stata la prima reazione. E una grande tristezza, assieme a un senso di vuoto, di incertezza sul futuro. Ma in generale
sentimenti contenuti, manifestati, fatto insolito per Cuba, a
voce bassa. Come fosse difficile
esprimere un tale vuoto. Anche
i giovani, accusati di essere ormai legati solo al giorno per
giorno, con pochi valori e poca
politica, esprimevano cos, con
parole a mozziconi, una noticia
fuerte y triste. Un silenzio pro-

LHavana ieri
si svegliata
con la bandiera
a mezzasta
e il lutto ufficiale
fondo nella notte. A fronte
dellindecente rumore delle feste a Miami.
LA CITT IERI SI SVEGLIATA con
le bandiere a mezzasta in edifici pubblici e hotel, in lutto ufficiale, scuole chiuse, cerimonie
rimandate, compreso latteso
concerto di Placido Domingo
previsto per ieri sera al Gran teatro della capitale. Mentre il corpo di Fidel, secondo i suoi desideri, veniva cremato.
Le sue ceneri partiranno
dallAvana il 3 dicembre e percorreranno lisola a ritroso rispetto a quella che fu lavanzata
della rivoluzione dal 1958 fino
al trionfo nel gennaio 1959, dalla Sierra Maestra allAvana. E
verranno sepolte, dopo aver raccolto lomaggio di tutta Cuba,
nel cimitero di Santa Efigenia a
Santiago, dove gi dallanno
scorso pronto il mausoleo di
Fidel. Accanto a Mart, Apostolo
della patria e a altri grandi, dalla lotta di indipendenza contro
la Spagna e alla guerriglia rivoluzionaria.
LA PRIMA CERIMONIA PUBBLICA, di
massa, prevista per luned in
piazza della Rivoluzione, dove
limmagine di Fidel per pi di
50 anni per volere del lider maximo esposta solo in uffici- comparir accanto a quelle del Che
Guevara e di Camilo Cienfuegos. A questultimo, quando l8
gennaio era entrato trionfante
allAvana e arringava la folla
proclamando una nuova era di
libert, Fidel aveva chiesto voy
bien Camilo?, dico bene?, ricevendone lassenso. Sulla medesima piazza, a met degli anni
60, il comandante leggeva la
lettera con la quale il Che salutava Cuba e annunciava che altre
rivoluzioni lo attendevano.
Non vi dubbio che il saluto al
comandante sar dato da una
folla immensa.
Ieri in mattinata la citt era
tranquilla, latmosfera di tristezza e di incertezza era pre-

sente ma abbastanza sotto


traccia.
Senza Fidel che succeder?
Una domanda che per non era
pronunciata per la prima volta.
Ma circolava da tempo. Da quando nellultimo congresso del Pc,
il comandante aveva annunciato che si metteva da parte. E che
toccava ai giovani gestire e continuare la Rivoluzione. Ma ora
la domanda concreta, ognuno
ha la sua ricetta, chi pensa che
le riforme intraprese da Ral
verranno accelerate, chi teme
che lo zoccolo duro della burocrazia di partito resista. Ma i cubani sono soprattutto emotivi.
Per tutto il lutto non saranno
distribuite bevande alcooliche,
polizia e forze di sicurezza sono nelle strade come sempre
per dare garantire la sicurezza
di una citt in generale sicura. I
negozi resteranno chiusi durante il lutto? Molta gente, in
attesa di una risposta ufficiale,
si messa in coda, lunghe fila,
per comprare generi alimentari e quanto pu servire per la casa. Code anche di fronte alle ca-

se di cambio. Nella coda i discorsi erano polarizzati, un dolore contenuto ma anche gli interrogativi sulla nuova fase che
si apre, perch la scomparsa di
Fidel , appunto, non ha nulla di
ordinario.
VI SONO POCHI DUBBI sul fatto che
il fratello Ral Castro gestir la
transizione. Il fratello minore
ha ormai da pi di dieci anni il
timone politico e militare, perch gran parte del suo staff in
uniforme. E le forze armate,
controllano anche pi dell80%
delleconomia con un conglomerato, la Gaesa, che controlla
pi di 50 compagnie che operano in molti settori, dal turismo
al commercio, dalla ristorazione alla costruzione, dai trasporti alla sicurezza. La sua squadra
di Ral sperimentata. Ma vecchia. Appartiene alla generazione di Fidel.
E dovr mettersi da parte presto. Il presidente lascer la carica nel febbraio del 2018. E
dallaltra parte del Golfo di California, si allunga lombra di Donald Trump.

Fidel allAssemblea nazionale allAvana il 2 dicembre 1976 foto Reuters

INTERVISTA A ENRIQUE LPEZ OLIVA

Lanuovagenerazionesarprotagonista
RO. LI

LAvana

II Con la morte di Fidel finisce una lunga e importante fase della storia di Cuba, sono
certo che ora si aprir un nuovo proceso che porter a grandi cambiamenti nel prossimo
futuro. Non ha dubbi Enrique
Lpez Oliva, professore di Storia delle religioni e analista politico, che questa nuova fase
dovr portare a ununit nazionale, nella quale alla vecchia generazione, quella che
ha partecipato alla Rivoluzione vittoriosa nel 1959, si affiancheranno giovani politici, provenienti dal partito comunista
ma anche dalla societ civile,
dunque dalle fila cattoliche,
dalla componente afrocubana
della societ e anche da una
parte dellemigrazione, in
gran parte stabilitasi in Flori-

da. Di una tale unit nazionale, prosegue, vi oggi un gran


bisogno per stare al passo con
la globalizzazione e anche con
la nuova presidenza Usa.
Fidel lho conosciuto personalmente, anche se non sono

La storia insegna che le


circostanze creano i
leader. Lo stesso Fidel
allinizio era quasi uno
sconosciuto, di poco peso
nelle organizzazioni
universitarie e nel partito

mai stato iscritto al Pcc. Ma soprattutto ne conosco la mentalit, avendo frequentato la stessa scuola dei gesuiti allAvana.
Come tutti gli uomini ha avuto
fasi positive e negative, specie
quando ha accentrato su di se
tutto il potere, ma non vi alcun dubbio che vi stato un
prima e un dopo la vittoria della Rivoluzione. Fidel ha trasformato un paese che era notoriamente, scusate lespressione,
un casino a dispozione degli
Stati uniti, dove gli yankee venivano a bere e giocare dazzardo e andavano a prostitute e
dove le grandi compagnie nordamericane, come la United
Fruit Company, avevano imposto la monocultura. Cera una
grande frattura sociale nellisola, con una grande maggioranza di analfabeti. Con Fidel diventata una, seppur piccola,
potenza ideologica, politica e

anche culturale. Nel bene e nel


male ha saputo favorire lintegrazione dellAmerica latina,
per anni Cuba stata centrale
anche per lattivit dei Paesi
non allineati, la cosidetta Tricontinentale.
Ritiene che la Chiesa possa
svolgere un ruolo importante
in questa fase?
Certamente. Non dubito che ai
funerali di Fidel verr una delegazione di alto livello del Vaticano, se non lo stesso Francesco, primo papa latinoamericano. E gesuita, come i maestri di
Fidel, il quale, come ebbe a scrivere la rivista dei gesuiti cileni
fu il primo politico latinoamericano formato dai gesuiti che
ha fatto la prima rivoluzione
socialista in America latina.
Anche Francesco impegnato
in un processo di riforma e rinnovamento della Chiesa cattolica, il suo un messaggio mol-

internazionale

domenica 27 novembre 2016

Pochi dubbi sul fatto che Ral gestir la transizione


Da pi di dieci anni ha il timone politico e militare

stato il leader del XX secolo pi longevo al mondo.


Sono stati organizzati 637 piani per eliminarlo
Suo padre era un
proprietario
terriero. Nel 1955
a Citt del Messico
incontra il Che

1959 lesercito ribelle conquista Santa Clara, Fidel Castro sfila vittorioso per la citt, Batista fugge da Cuba

LA VITA

Daigesuitialfucile,laparabola
diunrivoluzionariodibuonafamiglia

to sociale, diretto e compreso


dai giovani. E cresce linteresse per la religione a Cuba anche per effetto di Francesco.
Parliamo dei giovani. A Cuba
sono oggetto di molte critiche, in generale perch non
politicizzati...
La nuova generazione, vero,
ha unaltra formazione e soprattutto vive alla giornata.
Noi, la generazione della rivoluzione, eravamo sempre rivolti al futuro, sognatori. Questi
giovani vivono legati al momento, per sfruttarlo. Al suono del regaetton pi che del
son. Ma non vi dubbio che
avranno un ruolo. La storia insegna che le circostanze creano i leader. Del resto lo stesso
Fidel allinizio era quasi uno
sconosciuto, di poco peso nelle organizzazioni giovanili
universitarie e nello stesso
partito nel quale militava. Per si trasformato in uno dei
giganti del Novecento. Non
ho dubbi che sar la nuova generazione a essere protagonista. Anche se per ora non saprei indicare un nome.

Come reagiscono alla morte


di Fidel?
Vi una grande emozione, perch vi sono almeno due generazioni che sono cresciute nella
Rivoluzione e con la figura di
Fidel come una sorta di grande
padre (senza nessun riferimento per a Stalin, mi raccomando). Credo abbia fatto loro impressione quando allultimo
congresso del Pc, Fidel ha letto
un intervento nel quale si metteva al lato, si ritirava, e affidava proprio ai giovani il compito di continuare la Rivoluzione. Ora che se ne andato, devono cominciare a camminare
con le loro gambe.
Quanto conta lincognita
Trump?
Molto, sicuro. Ma Trump,
esponente di una destra dura
e fascistizzante, anche un
uomo daffari. Credo che la gestione pratica del potere lo
porter a cambiare il suo discorso. Non vi dubbio, per,
che i primi segnali nella formazione della sua squadra di
governo non sono incoraggianti per Cuba.

II Le ultime foto di FidelCastro


sono dello scorso 15 novembre,
quando andato a fargli visita il
presidente del Vietnam. Le immagini lo ritraggono particolarmente vispo e reattivo. Nellultimo decennio, Fidel ha vissuto
lontano dal potere che occupava dal 1959. Nellagosto del
2006, dopo un viaggio in Messico, venne operato durgenza e si
temette per la sua vita. Diverticolite acuta, fu la sentenza dei
medici. Il passaggio di consegne
al fratello Ral divenne ufficiale
nel 2008. Da allora in poi il comandante en jefe ha vissuto ritirato nella sua residenza con la
moglieDaliaSoto del Valleapparendo di rado in pubblico. Ogni
tanto scriveva le sue riflessioni
per i giornali cubani e qualche
nota storico/biografica.
CASTRO HA VISTO sfilare undici
presidenti statunitensi nel corso della sua leadership: da
Dwight D. Eisenhower in poi (va
tenuto anche conto delle doppie presidenze di Reagan, Clinton, Bush junior e Obama). Barack Obama, nel suo recente
viaggio a Cuba, ha dovuto riconoscere che la politica a stelle e
striscecontrolisola stata fallimentare. Ecco perch Castro
appartieneai nomistampati sulle enciclopedie. Su di lui si pu
pensare tutto il male o il bene
possibile, resta il fatto che ha attraversato incolume oltre 60 anni di storia contemporanea.
Fidel stato pure tra i principali leader del Movimento dei
paesinon allineatie haincontrato innumerevoli personaggi
che appartengono alla storia del
XX secolo: Nikita Krusciov, Leonid Breznev, il maresciallo jugoslavo Tito, Salvador Allende,
Malcom X, Indira Gandhi, Nelson Mandela, Yasser Arafat, Hugo Chvez, i dirigenti del Fronte

rimasto al potere per


pi di sessantanni,
durante i quali ha visto
sfilare undici presidenti
degli Stati uniti e
incontrato intellettuali
di tutto il mondo

sandinista del Nicaragua, gli


esponenti dei movimenti progressisti dellAfricae dellAmerica Latina, tanti intellettualia iniziare da Ernest Hemingway che
visse a Cuba fino ai primi mesi
del 1960, fino a Gabriel Garca
Mrquez ed Eduardo Galeano.
OLTRE ALLINDUBBIO record della longevit politica, Fidel deteneva il guinness dei primati per
il discorso pi lungo della storia: il 24 febbraio 1998, un intervento di sette ore e quindici minuti di fronte al Parlamento cubano. Il terzo record quello degli attentati contro di lui. Dopo
il 1989, sono stati resi pubblici
alcuni documenti della Cia: dalla loro lettura si apprende che i
piani per eliminare fisicamente il leader cubano sono stati
ben 637 dal 1959 in poi.
Era nato 13 agosto 1926 da Lina Ruz Gonzlez e ngel Castro y Argiz, proprietario terriero del podere Manacas a Birn
nella zona orientale di Cuba. In
ossequio alle origini sociali di
buona famiglia, Fidel educato
nei collegi La Salle e Dolores di
Santiago e poi nella rinomata
scuola privata gestita dai gesuiti di Beln a LAvana, dove si diploma nel 1945. In quellanno
si immatricola presso la Facolt
di Giurisprudenza. Nel 1947
aderisce al Partito ortodosso,
formazione politica dispirazione democratica e nazionalista
diretta da Eduardo Chibs. Castro appare negli anni universitari pi attratto da posizioni nazionaliste e dal pensiero indipendentista di Jos Mart che
da riferimenti marxisti. Nel

1950, dopo la laurea a pieni voti, inizia lattivit di avvocato.


Alle elezioni parlamentari
del 1952 si candida tra le fila del
Partito ortodosso. Il 10 marzo il
golpe di Fulgencio Batista annulla la competizione elettorale e Castro si convince della necessit di intraprendere la lotta
armata. Il 26 luglio 1953 la data che avvia la rivoluzione cubana. Fidel e 165 militanti del Movimento 26 luglio - fondato da
lui stesso - decidono di dare lassalto alla caserma Moncada.
Liniziativa fallisce, in 29 sono
assassinati. Castro arrestato
assieme al fratello Ral e ad altri militanti. Nel processo, il leader del Movimento 26 luglio
pronuncia da solo larringa difensiva diventata famosa con il
titolo La storia mi assolver.
FIDEL E I MILITANTI del suo movimento sono scarcerati il 15
maggio 1955. Castro si trasferisce a Citt del Messico dopo un
viaggio negli Stati uniti che serve a raccogliere fondi per il Movimento 26 luglio presso la comunit cubana. E in Messico
che incontra per la prima volta
Ernesto Che Guevara. Il 25 novembre 1956, a bordo della piccola imbarcazione Granma, 82
uomini (tra cui litaliano Gino
Don) partono alla volta di Cuba. Solo in 15 sopravvivono ai
primi scontri con lesercito batistiano, ma saranno appena 12
coloro che si uniranno a Castro.
Il braccio di ferro con lesercito
dura fino al 2 gennaio 1959,
quando Guevara e Camilo Cienfuegos fanno il loro ingresso
trionfale a LAvana.

La rivoluzione radicalizza il
suo programma gi nei primi
mesi del 1959. La scelta di una
via socialista per la rivoluzione cubana per annunciata
da Fidel solo nellaprile del
1961, alla vigilia del fallito tentativo di invasione mercenaria
di Cuba finanziata dagli Stati
uniti (quella che va sotto il nome di Baia dei porci). Nellottobre 1962 scoppia la crisi dei
missili. Il 14 ottobre un aereo
spia di Washington fotografa
una serie di basi missilistiche
dotate di ordigni nucleari che i
sovietici stanno costruendo a
Cuba. Il presidente Kennedy intima lultimatum a cubani e sovietici: quelle basi vanno smantellate. Krusciov, da Mosca, ordina lalt alle operazioni.
IN QUESTE PRIME FASI della rivoluzione Ernesto Guevara ad
assumere il ruolo di colui che
acuisce il dibattito e chiede una
scelta netta tra opzioni politiche differenti. Castro si limita a
seguirne la scia, a rafforzare il
suo ruolo di leader alternando
prudenza e radicalit. Guevara
lascia ufficialmente Cuba nel
1965. E probabile che fino alla
decisione di organizzare la
guerriglia in Bolivia guidata da
Guevara ci sia una divisione di
compiti tra Castro e il Che: il primo far lo statista in patria con
lobiettivo di istituzionalizzare
la rivoluzione, il secondo si assume la responsabilit di far
uscire Cuba dallisolamento in
America latina, condizione per
liberarsi dallabbraccio soffocante con lUnione sovietica di
cui proprio il Che ha intuito il
destino. La morte di Guevara
nel 1967 in Bolivia fa ripiegare
Cuba che si allinea allUrss.
In piena stagione della perestroijka Mikhail Gorbaciov arriva con la moglie Raissa in visita
ufficiale a LAvana il 2 aprile
1989: il dissenso con Fidel palese. Abbondano le previsioni
su un Fidel solitario e sconfitto. Ma lo sconfitto sar Gorbaciov, non lui. LAvana tenta in
quella fase un ritorno alle origini della rivoluzione ma deve
aprire al turismo e alle riforme
economiche.
TAD SZLULC, K. S. KAROL e Saverio Tutino, tra gli studiosi pi
documentati su Cuba, hanno
individuato giustamente fin dagli anni Settanta nel centralismo onnivoro di Fidel il limite
maggiore dellavventura politica dellAvana. Per alcuni decenni il suo dominio sulla politica
cubana stato assoluto: presidente del Consiglio di Stato e
del Consiglio dei ministri, primo segretario del Partito comunista, comandante in capo delle Forze armate di terra, della
Marina e dellAviazione.
Nei discorsi degli ultimi anni, Fidel ha insistito pedagogicamente sulla certezza che Cuba
non piegher la testa perch il
suo popolo ha acquisito una
profonda coscienza di s e lorgoglio dellindipendenza. Da
qui la diffidenza dellultimo Fidel verso le diseguaglianze sociali indotte dalleconomia mista introdotta nellisola e dallo
sviluppo del turismo. Ma la lealt verso le riforme avviate dal
fratello Ral stata totale.
(a cura di Aldo Garzia)

internazionale

domenica 27 novembre 2016

HASTASIEMPRE

Fidel Castro con Ernesto Che Guevara; in barca con Jean Paul Sartre
e Simone de Beauvoir attraversano la Cienaga (palude)
di Zapata ( nella provincia di Matanzas, Cuba) nellottobre del 1960
foto di Alberto Korda; allo stadio del baseball e un murales allAvana

IlComandantechehafatto
la rivoluzione senza perderla
Ha lasciato un paese in condizioni migliori di quando lo ha liberato dal dittatore Battista
GIANNI MIN

II Con un esempio palese di


assoluta discrezione venerd
se ne andato da questo mondo il Comandante Fidel Castro, lunico, nel mondo moderno, che abbia fatto una rivoluzione e non labbia persa.
LUNICO LEADER che abbia lasciato un paese in condizioni
migliori di quando ha rischiato la pelle per liberarlo dalle
prepotenze del dittatore Fulgencio Battista, uno che governava sotto braccio alla mafia.
singolare che queste realt, inconfutabili per lAmerica
Latina (Piano Condor, desaparecidos) non siano ancora adeguatamente riconosciute e ricordate da una parte del mondo
occidentale che pure, in questi ultimi anni, ha toccato tetti
inauditi di empiet perseguitando esseri umani come noi e
riempiendosi la bocca con le
parole libert e democrazia, quando in realt il loro
unico merito era di essere nati nel posto giusto, al momento giusto.
Questa logica invece era stata ben chiara, fin dal tempo
delle insurrezioni studentesche, per il giovane avvocato
Fidel Castro tanto che, arrestato per le sue sedizioni, si
era difeso da solo in tribunale con una frase che avrebbe
fatto epoca: La storia mi assolver.
IN REALT PI CHE DISONESTO,
da parte dei farisei di casa nostra (i cosiddetti riformisti)
ignorare che Cuba ha pagato,
per la testardaggine del suo Comandante, un prezzo altissimo con lassurdo embargo
che dura da pi di 55 anni.
E questo solo per aver rivendicato il diritto di autodeterminazione del proprio popolo
scegliendo un sistema che

direttore responsabile
Norma Rangeri
condirettore
Tommaso Di Francesco
desk
Matteo Bartocci, Marco
Boccitto, Micaela Bongi, Massimo Giannetti, Giulia Sbarigia

non piaceva agli Stati uniti. Insomma una punizione di assoluta prepotenza. Questo meccanismo perverso ha significato per che il 70% degli attuali
cittadini dellisola sia cresciuto schiacciato, per molto tempo, dalla repressione dellembargo nordamericano.
Non sorprendente dunque che questa resistenza fosse il peccato che qualcuno continuava (e continua) a imputare a Fidel Castro malgrado da
10 anni fosse uscito di scena a
causa della salute precaria.
EPPURE NON UN MISTERO che
quasi tutti i premier e i capi di
Stato latinoamericani, da anni, facessero sempre, di ritorno dai meeting del nord (Onu,
multinazionali) uno scalo a La
Havana per sentire il parere
del Comandante sul riscatto
dellAmerica Latina e sul futuro da scegliere nonostante le
politiche criminali del Fondo
Monetario Internazionale o
della Banca Mondiale o della
Borsa di New York.
C addirittura chi convinto che il ritiro di Fidel abbia
messo in crisi levoluzione di
alcuni processi politici e sociali di altri paesi del sud del pia-

Presto compir 90 anni.


Non mi aveva mai sfiorato
una tale idea e non stato il
frutto di uno sforzo. Presto
sar come tutti gli altri, il
turno arriva per tutti

consiglio di
amministrazione
Benedetto Vecchi
(presidente), Matteo Bartocci,
Norma Rangeri
il nuovo manifesto
societ cooperativa editrice
redazione, amministrazione
via Angelo Bargoni 8, 00153,
Roma
fax 06 68719573,
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Fidel Castro

e-mail redazione
redazione@ilmanifesto.it
e-mail amministrazione
amministrazione@ilmanifesto.it
sito web
www.ilmanifesto.info
iscritto al n.13812 del registro
stampa del tribunale di Roma
autorizzazione a giornale murale registro tribunale di Roma
n.13812
il manifesto fruisce dei contri-

Il suo ritiro
avrebbe messo
in crisi processi
di altri paesi del
sud del pianeta
neta. Non sorprende quindi
che, in quasi tutto il mondo, la
notizia della sua dipartita stata trattata con assoluto rispetto, tranne forse da alcuni gruppuscoli di Miami, quelli che
hanno favorito il terrorismo
organizzato in Florida e messo
in atto a Cuba, come Posada
Carriles che continua a passeggiare tranquillamente per Miami. Sarebbe ora, anzi, che qualcuno chiedesse la verit agli
stessi Stati uniti.
E non un caso che proprio
la Chiesa, coerente con latteggiamento di Papa Francesco
contro la violenza e la guerra,
abbia scelto di impegnare la
propria diplomazia per la soluzione di complicate situazioni
ferme da tempo scegliendo,
due volte, come luogo di pace,
proprio Cuba.
Non nascondo che come cittadino del globo, in caccia di
verit, ancor prima che come
giornalista, io senta ora la
mancanza di un protagonista
della storia che i critici diranno che ha spesso sbagliato, ma
nello stesso tempo si sacrificato per rispettare i diritti e la
dignit di tutti.
SE NE DEVE ESSERE ACCORTO anche il Papa quando un anno fa
andato in visita privata da Fidel, accompagnato solo da un
monsignore e di conseguenza
fornendo al mondo un esempio tangibile di sensibilit.
Quella sequenza che ho inserito nel film-documentario
Papa Francesco, Cuba e Fidel
testimonia una tenerezza
buti statali diretti di cui alla legge 07-08-1990 n. 250
Pubblicazione a stampa:
ISSN 0025-2158
Pubblicazione online:
ISSN 2465-0870
abbonamenti postali
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annuo 320 - sei mesi 165
versamento con bonifico
bancario presso Banca Etica
intestato a il nuovo manifesto
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emozionante. Il Pontefice
prendendo la mano di Fidel lo
ha esortato: Ehi, de vez en cuando tirame un Padre Nuestro
(Qualche volta lanciami un
Padre Nostro) ricevendo come risposta dallo stesso Fidel
un inatteso: Lo recordar (Me
ne ricorder).
QUANDO 30 ANNI FA, una combinazione della vita, favorita da
Gabriel Garcia Marquez e Jorge Amado (giurati al Festival
del Cinema de La Habana), mi
permise di conoscere Fidel Castro, mi resi conto subito della
personalit di questo protagonista della storia.
Con una ovvia gentilezza
gli chiesi prima dellintervista
se, come tutti i capi di Stato,
desiderasse conoscere in anticipo le domande. Fu drastico:
No. Con la storia che abbiamo, possiamo aver paura delle
parole?.
Lintervista, concessa successivamente, dur 16 ore e fu
pubblicata con due prologhi,
uno di Garcia Marquez e laltro di Jorge Amado.
Durante la visita di Papa
Francesco a Cuba, a settembre
del 2015, ho visto il 90enne Fidel a sorpresa in sedia a rotel-

Promessa
al Papa
Qualche volta
lanciami un Padre
Nostro ha chiesto
Papa Francesco a
Fidel nel loro ultimo
incontro, ricevendo
come risposta dallo
stesso Fidel un
inatteso: Lo
recordar (Me ne
ricorder)

via A. Bargoni 8, 00153 Roma


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000153228
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le, ma lucidissimo. Qualcuno


gli aveva detto che con una
troupe stavamo documentando quellincontro inatteso e
pieno di speranze. Ci convoc
nella sua villetta e, oltre a spiegarci limbarazzante situazione dellEuropa sul problema
dei migranti e dei diseredati,
si espresse con molto entusiasmo riguardo al Pontefice argentino: Il suo modo di essere
non mi stupisce per niente
spieg - perch essenzialmente si tratta di una persona molto onesta, molto sincera e disinteressata.
stata lultima volta che
lho visto.
AVEVO LA PROMESSA DI ANDARE,
a met dicembre, al Festival
del Cinema de La Habana e
di portargli una copia del documentario. Non ho avuto
tempo di farlo, ma mi ha colpito, qualche mese dopo, il
suo intervento al congresso
del partito.
Non tanto la frase: Presto
compir 90 anni. Non mi aveva mai sfiorato una tale idea e
non stato il frutto di uno sforzo, stato il caso. Presto sar
come tutti gli altri, il turno arriva per tutti.
Mi ha emozionato questa affermazione piena di speranza:
Rimarranno le idee dei comunisti cubani come prova che
questo pianeta, se si lavora
con fervore e dignit, in grado di produrre i beni materiali
e culturali di cui gli esseri umani necessitano Alla gente
dobbiamo trasmettere che il
popolo cubano vincer.

Lamicizia unica
con Maradona
Lex calciatore argentino,
Diego Armando Maradona
ha ricordato Fidel Castro
da Zagabria, dove ha
assistito alla finale di
coppa Davis tra Croazia e
Argentina: E stato come
un secondo padre - ha
detto -. Mi ha aperto le
porte di Cuba quando in
Argentina molte cliniche
non mi volevano. Ho avuto
con lui un rapporto unico.
Gli devo molto. Gli ho
parlato della mia malattia,
mi ha consigliato
moltissimo. In questi anni,
Maradona intervenuto
pi volte in difesa di Cuba e
del Venezuela, facendosi
fotografare spesso
accanto ai presidenti che
si richiamano al
socialismo del XXI secolo.
Fidel - ha aggiunto -
stato una leggenda. Ho
avuto con lui un rapporto
di amicizia che non credo
abbiano avuto altri. Ora
andr a Cuba per salutare
un amico. Fidel Castro
amava in particolare il
baseball e lo aveva
praticato a lungo, tanto da
sfiorare il professionismo;
ma amava anche il
pugilato e il calcio,
passionalimentata
dallamicizia con
Maradona, che and a
Cuba per la prima volta
nell87 per curarsi dalla
dipendenza da cocaina.

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rivendite, abbonamenti:
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del 06-04-2016

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internazionale

domenica 27 novembre 2016

Il quindicennio progressista latinoamericano si sta


chiudendo con il ritorno delle destre al potere

Ci sono stati arresti indiscrimiati, ma la rivoluzione


non sarebbe sopravvissuta solo fidando sui gendarmi

UNA RIVOLUZIONE PUO ESSERE ANCHE ALLEGRA

Quelleaderbarbutoincontrato
perlaprimavoltaintipografia
LUCIANA CASTELLINA

II La prima volta che mi sono

La sobriet delladdio

Cuba non stata


socialismo reale
in salsa tropicale
ALDO GARZIA
er Cuba lora della verit. Da molti anni gli osservatori di vicende cubane si chiedevano cosa sarebbe accaduto nellisola al momento dellannuncio della
morte di Fidel Castro. Dopo
tante notizie smentite che
contribuivano al mito del comandante en jefe, non ha colto
di sorpresa la sua scomparsa
a novantanni suonati festeggiati lo scorso agosto.
Lannuncio stato dato da
Ral Castro poco dopo il decesso con un breve e sobrio
comunicato letto in televisione: dunque, nessuna strategia di gestione manovrata
dellevento.
La televisione cubana per tutta giornata di ieri ha alternato documentari depoca a notizie sulle reazioni interne e
internazionali fornendo le
immagini della camera ardente prevista una grande manifestazione il 29 novembre a
piazza della Rivoluzione, luogo simbolo delle grandi manifestazioni rivoluzionarie. Poi
una carovana funebre attraverser lisola da LAvana a
Santiago, dove si terranno i
funerali il 4 dicembre presso
il cimitero di Santa Ifigenia
che ospita la salma di Jos
Mart, padre della patria della
Cuba postcoloniale. Il corpo
sar cremato per volont dello stesso Fidel, non si prevedono mausolei in stile sovietico.
Come reagiranno Cuba e i cubani che vivono nellisola la
domanda di queste ore. Il mo-

mento quello per lappunto


della verit. In gioco il lascito della rivoluzione del 1959:
prevarr chi la ritiene un incidente della storia da cancellare dun tratto o chi pensa, pur
tra errori e molti limiti, che
questi cinquantasette anni
non sono da buttare nel cestino? E come agir la nuova
Amministrazione in fieri di
Donald Trump non interrogativo di poco conto. Certo,
la morte di Fidel cade in una
congiuntura sfavorevole per
Cuba non solo per quanto
accade a Washington: in
America latina soffia forte
un vento di restaurazione,
come dimostra ci che accaduto in Brasile e Argentina. Il
quindicennio progressista
latinoamericano si sta infatti
chiudendo con il ritorno delle destre al potere.

Nellimmediato non c per


da attendersi nulla di traumatico, Ral e il governo
dellAvana sono saldi e anche
la morte di Fidel era messa
nel conto. Il problema sar
capire quale sar la reazione
sul medio/lungo periodo a
Cuba. Il primo banco di prova
per il peculiare nazionalismo cubano che ha pure tinte
latinoamericane. Lidentit
la cosiddetta cubania prevarr ancora una volta sullistinto di omologazione agli stili
di vita del potente vicino statunitense? La rivoluzione ha
sedimentato molta cultura
sulla questione identitaria di
Cuba: ultimo paese latinoamericano a liberarsi dal colonialismo spagnolo nel 1898,
ma primo a mettere in discussione il dominio degli Stati
Uniti che si era di fatto annessa lisola. Ledere il principio
di autodeterminazione non

sar facile per chi a Miami ha


festeggiato la morte di Castro
con clacson e fumogeni come
la vittoria di un Mundial di
football. Istruzione, cultura,
sanit pur in regime di austerit perenne non sono beni a
cui si pu rinunciare da un
giorno allaltro in nome delle
virt taumaturgiche del libero mercato. Pur tra contraddizioni e periodi bui, Cuba stata infatti un non banale laboratorio sociale, politico e culturale: sbaglia chi pensa che
si sia trattato solo di socialismo reale in salsa tropicale.
Non si resiste per oltre cinquantanni a un embargo
commerciale statunitense e
poi per venticinque anni a ci
che accaduto a Mosca se
non c un grumo forte di valori e di connessione sentimentale con parte consistente della propria popolazione.
Il destino di Cuba perci nelle mani dei cubani di dentro e
di fuori lisola.

Difficile che prevalga la guerra civile o listinto di vendetta, anche perch Barack Obama e papa Francesco - con i
loro viaggi recenti sullisola hanno spianato la via del dialogo e LAvana ha saputo reagire a tale novit con orgoglio
e intelligenza. Il tema di attualit perci come si svilupper la transizione gi in corso a
Cuba verso un modello sociale a economia mista, non pi
interamente statale, e con
aperture politiche in grado di
gestire inevitabili cambiamenti. A Ral, che ha annunciato il suo ritiro nel prossimo biennio, spetta il compito
di lasciare in consegna Cuba
alla terza generazione nata
dopo il 1959. Fidel laveva condotta fin qui.

imbattuta in Fidel stata mentre ero in una tipografia sulla


Tiburtina dove stampavamo il
settimanale della FGCI Nuova
Generazione. Stavo impaginando quando, su una delle riviste che avevo sul tavolo perch rubavamo le loro foto (mi
pare fosse Newsweek), scorsi
limmagine di un barbuto in
un bosco, armato di fucile.
Nella didascalia si diceva che
si trattava di tal Fidel Castro.
Incuriosita, lessi anche larticolo di accompagnamento.
Sicch alla fine invece che solo due righe scrissi due cartelle: riferivo che si trattava di
una guerriglia, che mangiavano erba e carne di serpente, e
tutto il resto.
ERA PARECCHIO PRIMA che conquistassero Cuba. Diventammo subito dei fan. Ancora di
pi quando per la prima volta
incontrammo una delegazione dellorganizzazione giovanile a Mosca, in occasione - era
il 60 - di un grande raduno internazionale per la pace: quelli arrivati dallisola caraibica
anzich sfilare cantavano e ballavano. Scoprimmo cos che
una rivoluzione poteva essere
allegra e non tetra come quella sovietica.
Per molti anni non ebbi occasione di andarci: prima per
ragioni casuali, poi per il freddo che intervenne nei rapporti
fra il manifesto e il regime castrista, dopo la svolta filo sovietica
dei primi anni 70 che aveva
posto fine alla bella stagione rivoluzionaria che aveva reso
lHavana punto di riferimento
di tutte le lotte di liberazione
del mondo. Ce laveva raccontata Rossana, non a caso poi la
pi colpita dalla svolta, in un
lungo reportage su Rinascita,
in cui riferiva di un viaggio attraverso lisola compiuto a bordo di una jeep proprio con Fidel, che aveva entusiasmato
molti di noi, e invece un po irritato gli ortodossi del Pci.
POI GLI ANNI PASSARONO e accaddero molte cose. Fu mentre
ero a Managua con una delegazione del Parlamento europeo
che fui avvicinata da un funzionario dellambasciata cubana
che mi chiese se fossi stata disposta ad andare con un aereo
militare che partiva poco dopo
allHavana per un incontro
con Alarcon, presidente del
Parlamento. Mi avrebbero riportato indietro dopo 24 ore.
Fu la mia prima visita a Cuba, un record di brevit. Se-

demmo attorno al tavolo, io,


un po imbarazzata, esordii dicendo che i rapporti fra noi
non erano stati buonissimi, e
che per eccetera. Tagliarono
subito corto, dicendo che cerano comunque tante cose comuni. E mi chiesero consigli
su come stabilire un rapporto
con la Comunit europea, fino ad allora subalterna agli
americani, a differenza di
quanto avveniva in rapporto
agli altri paesi del centro America, grazie al ruolo assai autonomo giocato dal commissario socialista francese Claude
Cheysson, animatore del c.d.
processo di Contadora: un aiuto diplomatico alle guerriglie
per liberarsi delloppressione
di Washington.
NEL POCO TEMPO che quella prima volta rimasi allHavana visitai anche un ospedale. Mi colp
un reparto assai importante e
non medico, bens metallurgico: dove si fabbricavano tutti
gli strumenti indispensabili alla chirurgia o alle analisi che
non potevano, per via dellembargo, importare e che Cuba
non aveva ancora i mezzi per
produrre.
Poi ci furono altre visite, ufficiali (come vicepresidente della delegazione permanente
del Parlamento europeo per
lAmerica Centrale), e semiufficiali
(come
presidente
dellAgenzia per il cinema italiano e poi come Arci). Grazie
alle quali mi capitato di visitare le cooperative create dalla
locale Slow Food in campagna;
le scuole periferiche finalmente dotate di luce per iniziativa
della branca cubana dell Associazione Eurosolar; di assistere alle proiezioni (tante, affollatissime) del film Fragole e
cioccolata, prima pellicola in
cui apertamente si parlava di
omosessualit; di incontrare
ministri aperti come Abel Prieto e sconcertanti funzionari
imbalsamati; di cenare con intellettuali giustamente insofferenti per le tante ridicole censure; di girare per la citt e vedere nugoli di bambini e adolescenti con una bella divisa verde uscire dalle tantissime scuole gratuite. Ho avuto modo di
vedere la fame negli anni successivi al crollo dellUrss del

Solo chi conosce


la miseria
dellAmerica
centrale capisce
il mito di Cuba

cui aiuto (soprattutto limportanzione dello zucchero) Cuba


ha a lungo vissuto, pi recentemente la miseria dei dipendenti pubblici, anche di quelli di alto grado, chirurghi e/o docenti, per stipendi in moneta locale insufficienti persino a cenare in un ristorante, e facchini
dei lussuosi alberghi con le tasche piene di dollari ricevuti
come mancia. Ma quello che
mi ha fatto meglio capire Cuba
stata la conoscenza degli altri paesi dellAmerica centrale
e del sud. Perch solo dopo
aver visto quelle miserie si capisce perch tuttora e comunque Fidel e la sua rivoluzione siano rimaste oggetto di venerazione. Si capisce perch le difficolt - e gli errori - abbiano potuto sviluppare odii, ma anche
come sia possibile che centinaia di migliaia di cubani si siano
affollati nelle piazze per ricevere il papa o per ascoltare i Rolling Stones senza che nessuno
abbia colto la facile occasione
di una protesta politica. Ci sono arresti ingiustificati, certo,
ma Cuba non un regime di
polizia. Del resto neppure la
Germania dellest, con le sue
Stasi potentissime, ha retto, figuriamoci se avrebbe potuto
farlo, solo fidando nei gendarmi, unisola caraibica. Capire
Cuba pi complicato: critica
e orgoglio per la propria rivoluzione si intrecciano. E sono certa che oggi saranno milioni
quelli che piangeranno con
tutto il cuore il loro Comandante supremo.
LUI, FIDEL, ERA DEL RESTO davvero un bel personaggio. Di contagiosa simpatia.
Lultima volta che lho visto,
saranno circa 20 anni fa, gli
avevo portato un regalo. Poco
prima ero stata a Washington,
perch la nostra delegazione
europea si incontrava regolarmente col Dipartimento di Stato per confrontare le rispettive
politiche. Discutemmo anche
con la sottocommissione esteri del Congresso, presieduta
dallorrendo italoamericano
on. Torricelli, autore della pi
disumana legge di embargo
verso Cuba. Uscendo dalla sala, ero rimasta in coda, e mi
prese linsensato desiderio di
rubare la targhetta disposta
sul banco della presidenza con
su scritto: on. Torricelli.
Quando consegnai a Fidel il
trofeo di guerra lui scoppi in
una bella risata e poi appese il
cimelio dietro la sua scrivania. Ho avuto molti regali mi disse - ma curioso come
questo mai.

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internazionale

domenica 27 novembre 2016

HASTASIEMPRE

Glianticastristi
conlexCiaCarriles
festeggianoaMiami
Tweet laconico di Trump che - come Batista - ama i casino.
Molte persone in strada per celebrare la morte di Fidel
LUCA CELADA

Los Angeles

II Morto Fidel Castro! stato il laconico tweet del cinguettatore in capo mandato nella
notte mentre si diffondeva la notizia giunta dallAvana. Uneloquenza non esattamente kennediana come hanno notato i pi
maligni, ma dopotutto - hanno
aggiunto altri - Donald Trump
semmai ha pi naturali affinit
(la passione per i casin ad esempio) con Fulgencio Batista.
MENTRE I SOCIAL si riempivano di
commenti le reti all news si sono collegate con lAvana, e con
Miami la speculare antitesi della capitale cubana. Nella roccaforte della diaspora anticastrista, poco dopo la mezzanotte
molte persone erano gi in strada per celebrare la morte
delluomo pi odiato dagli esiliati cubani. Cos, mentre Cuba si
appresta ad osservare il lutto nazionale, la catena Sergios ha annunciato cuba libre gratis
e cafecito omaggio agli avventori dei propri ristoranti in Florida. Ieri alle tre di notte davanti
al Versailles sulla Calle Ocho,
principale arteria di Little Havana, si erano radunate qualche
centinaio di persone inneggianti a libertad! con bandiere cubane che facevano gran sfoggio di
sventolare davanti alle telecamere dei network.
Miami pur sempre la citt
in cui risiede in piena libert Luis Posada Carriles, ex agente della Cia, autore dellattentato al
volo Cubana 455 che nel 1976
cost la vita a 73 passeggeri, il
centro di reclutamento per
loperazione Baia dei porci. Ieri
la citt tornata ad essere la capitale tropicale della guerra
fredda grazie a dichiarazioni come quella di Marco Rubio falchetto del exilio ed ex candidato alla presidenza. morto un

dittatore maligno e brutale ha


detto Rubio, esprimendo il sincero augurio che Obama non
mandi nessuno a presenziare i
funerali. Castro ha imposto la
sofferenza sulla sua gente e trasformato il paese in una squallida isola-prigione.
LIPERBOLE ANTICASTRISTA daltronde stata fondamento di molte carriere politiche reazionarie
costruite sul virulento odio della comunit cubana emigrata,
compresa quella di Rubio che
non ha esitato a ricamare la narrazione sulla militanza dei genitori (in realt emigrati in America tre anni prima della rivoluzione). Per oltre cinquantanni la
diaspora cubana stata utile grimaldello della destra per estremizzare la linea politica del partito repubblicano e fare leva sugli istinti pi retrogradi del Gop
producendo ancora questanno
figure estremiste come Rubio e
Ted Cruz. Il fatto che la comunit sia principalmente radicata
in Florida, uno swing state con
un influenza decisiva sullesito
delle elezioni ha ingigantito
leffetto cubano come zavorra
reazionaria sulla politica americana del dopoguerra, beneficiando per ultimo proprio Donald Trump.
LA NOTA UFFICIALE del neo presidente recitava che Il retaggio di
Fidel Castro sono plotoni desecuzione, furto, inimmaginabili
sofferenze, povert e privazione di diritti umani. Un ciclostile di luoghi comuni conservatori che non sono realmente serviti ad illuminare il potenziale fu-

Lapertura cubana
rimarr storica
fra i risultati della
amministrazione
di Barack Obama

turo delle relazioni attraverso lo


stretto della Florida. Anche in
questo caso molto dipender
dallesito della lotta in corso
fra ortodossia reazionaria
(quella del vice Mike Pence per
intendersi) e gli iconoclasti
trumpisti. Gli istinti post-ideologici di Trump sono infatti imprevedibili sullo scacchiere internazionale. E al di l delle dichiarazioni scontate, il neo
presidente ha spesso espresso
una sorta di affarismo possibilista come principio guida di

policy estera. La prevedibile


tendenza del presidente/imprenditore alberghiero potrebbe essere quella di trattare
lisola principalmente come
mercato vergine per nuovi investimenti nordamericani. Di
continuare cio in qualche modo, pur condita di diversa retorica, lapertura liberista di
Obama per, come ha dichiarato in passato, assicurare che il
popolo cubano inizi il tragitto
verso libert e prosperit.
CERTO SAR UNA POSTURA ben diversa dal suo predecessore. Il primo presidente a compiere una
vista ufficiale allAvana ieri ha
esteso una mano amica al popolo cubano in lutto e lasciato ai
cubani il compito di riflettere
sul passato e sul futuro, nellassicurazione che in quel processo
avranno un amico e partner negli Stati uniti.
Lapertura cubana rimarr
storica fra i risultati della amministrazione Obama. La sua prossima uscita di scena, assieme alla scomparsa di Fidel, ha rafforzato sulle due sponde dei Caraibi la sensazione di vertigine e di
forte incertezza in un momento
di imprevedibile accelerazione
storica.

REAZIONI NEL MONDO

Una triste notizia per il Papa, esempio per Putin


S. PIE.

II Reazioni da tutto il mondo


alla notizia della morte di Castro, sia da parte di governi considerati amici sia da parte di
paesi che poco hanno condiviso
con la storia, recente e non solo
di Cuba.
UNO DEI PRIMI MESSAGGI giunto
dal Vaticano a testimonianza di
una vicinanza tutta latinoamericana tra il Papa e Fidel.
Nellapprendere la triste notizia della scomparsa dellex presidente del consiglio di Stato e
del governo della Repubblica di
Cuba esprimo i miei sentimenti
di dolore ai famigliari del defunto dignitario, nonch al governo e al popolo di quella amata
nazione, si leggeva nel telegramma inviato allAvana da papa Francesco.
REAZIONI ANCHE DAGLI USA e non
solo dal presidente eletto
Trump. La Casa bianca, quindi
Obama, ha fatto sapere che
Tendiamo la mano dellamicizia al popolo cubano. Cos il
presidente degli Stati uniti Ba-

rack Obama sulla morte di Fidel


Castro: La storia giudicher
lenorme impatto di questa singolare figura sulla gente e sul
mondo attorno a lui, sipoteva
leggere in una nota diffusa dalla Casa bianca.
IN CINA stato ricordato il grande protagonista del Novecento.
La morte di Fidel Castro ha fatto perdere al popolo cinese un
compagno vicino e un sincero
amico. La sua gloriosa immagine e i grandi risultati andranno
nella storia: ha scritto il presidente cinese Xi Jinping nel messaggio di cordoglio inviato a
Raul Castro per la scomparsa
del lider maximo. Il grande
Compagno Fidel Castro vivr
nei cuori della sua gente, ha aggiunto Xi che ha incontrato Castro a Cuba nel luglio del 2014.
A settembre fu la volta del
premier Li Keqiang che gli offr
aiuto allo sviluppo di Cuba come un compagno e un fratello. La storia e la gente ricorder
Castro come una grande figura
del suo tempo. Castro ha anche dedicato la sua vita allami-

cizia tra Cuba e Cina, le cui relazioni hanno beneficiato di un


grande sviluppo dallavvio delle relazioni bilaterali avvenuto
56 anni fa, grazie alla sua premura e agli accurati sforzi.
IN FRANCIA HOLLANDE, ha sottolineato come La Francia ha denunciato le violazioni dei diritti
umani, ma ha sempre contestato lembargo imposto dagli
Stati Uniti a Cuba e ha accolto
la sua apertura e il dialogo ristabilito tra i due paesi, mentre il
laeder dei Labour inglesi
Jeremy Corbyn ha ricordato
leroismo di Fidel sottolineando la sua importanza non solo
per Cuba ma anche per lotte internazionali.
NON MANCATO PUTIN, presidente russo, stato un amico sincero e affidabile della Russia, il
simbolo di una epoca.La Cuba
libera e indipendente che lui e
i suoi alleati hanno costruito
divenuta un membro influente della comunit internazionale ed un esempio di ispirazione per molti Paesi, cos come il segretario generale

uscente dellOnu Ban Ki-moon, che si detto rattristato


per la morte di Fidel Castro.
Il suo ruolo alla guida di Cuba
in quasi mezzo secolo ha lasciato una grande impronta
sul suo Paese e sulla politica
globale, ha affermato. Sar ricordato per la sua leadership nella rivoluzione cubana, ed era
una voce forte sulla giustizia sociale nelle discussioni presso
l'Assemblea Generale dell'Onu.
Nelle speranze di Ban che Cuba
continui a progredire sulla strada delle riforme, maggiore prosperit e diritti umani.
IL PRIMO MINISTRO CANADESE Justin Trudeau ha sottolineato la
grande personalit del leader
che ha servito il suo popolo per
quasi mezzo secolo. Un rivoluzionario e oratore leggendario,
Castro ha apportato significativi miglioramenti per l'istruzione e la sanit nella sua nazione. Una figura controversa, cui
sia i detrattori sia i sostenitori
hanno riconosciuto la grande
dedizione e amore per il popolo cubano.

internazionale

domenica 27 novembre 2016

Pechino: Perdiamo un compagno e un sincero


amico. Trudeau: Rivoluzionario leggendario

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Alba, Unasur, Celac, Movimento dei Non allineati,


le tante tessiture di pace nellisola del Comandante

Da sinistra gli anticastristi di Miami esultano; un murales


allAvana; un ritratto di Fidel nel 2005; con il fratello Raul
nel 2011; lincontro con papa Bergoglio nel 2015 foto
Reuters

AMERICA LATINA

Oltremezzosecolodimpegno
perlintegrazionedelcontinente
GERALDINA COLOTTI

II Fidel ha levato l'ancora

Anche la Palestina in lutto


Il Presidente palestinese Mahmud Abbas, ha ricordato
l'appoggio di Fidel Castro alla Causa palestinese, in
particolare la dichiarazione con la quale Cuba interruppe le
relazioni diplomatiche con Israele durante il IV Incontro dei
Paesi non allineati ad Algeri nel 1973. Tra il 73 e il 75, su richiesta
della Siria, unintera squadra di carri armati cubani ha presidiato
le alture del Golan, quando quel territorio venne ingiustamente
strappato al paese. Fidel e Chavez hanno sempre condannato
loccupazione israeliana e i massacri contro i palestinesi.

Lider maximo

Non fece mai


ricorso
alla menzogna
GIUSEPPE CASSINI
olo i Grandi lasciano dietro di s odi indelebili e
ammirazione sconfinata. E solo chi naturalmente
dotato di straordinario carisma suscita emozioni straordinarie. Anche i diplomatici
possono provare emozioni:
noi giovani diplomatici in servizio allAvana eravamo emozionati ogni volta che incontravamo Fidel per lavoro o in

pubbliche occasioni.
Erano gli anni Settanta. A
Washington la Commissione
Church aveva avuto il coraggio di scavare nei maleodoranti recessi della Cia e scoperchiare le sue intrusioni
in mezzo mondo. Quelle che
riguardavano Cuba avevano
un sapore tragicomico, dato
che per far fuori il lder mximo le avevano pensate tutte:
sigari avvelenati, mute da sub
cosparse di sostanze letali,
polverine depilatorie per rovinargli la barba Lui ci scherzava su anche con noi: Se la
sopravvivenza ai tentativi
dassassinio fosse una prova
olimpica, la medaglia doro
lavrei vinta io.
Occorre tornare a quegli anni

verso l'immortalit: lo stesso


giorno in cui il Granma partito da Veracruz per Cuba, il 25
novembre del 1956. Lo ha ricordato a caldo il presidente
venezuelano Nicolas Maduro, dopo l'annuncio della
morte del Comandante cubano. Adesso tocca a noi, gli
eredi dei grandi ideali, quelli
di Fidel, del Che, di Chavez,
difenderne il cammino ha
detto -. Adesso tocca ai giovani - perch giovani sono sempre le rivoluzioni -, difenderne il portato.
Maduro ha ricordato la grande amicizia tra Fidel Castro e
Hugo Chavez, due vite all'insegna
dell'antimperialismo:
Due rivoluzioni perseguite
dall'impero, due rivoluzioni
che abbiamo fatto crescere e
che dobbiamo continuare a far
crescere, ha detto ancora, ricordando gli ultimi incontri
avuti con Fidel: incontri significativi, sia sul piano concreto
che simbolico. Fidel ha ricevuto lattuale presidente venezuelano (che stato a lungo
ministro degli Esteri di Chavez) un giorno prima di incontrare Obama. Gli ha inviato lettere di appoggio nei momenti
pi difficili del suo mandato.
Lo ha sostenuto con la sua diplomazia, discreta ma efficace, a nord come al sud.
E quando Fidel ha compiuto
novant'anni, il 13 di agosto, ha

per capire il castrismo. Cuba


non era un Paese latino-americano come gli altri: dal 1898
Cuba era stata di fatto una colonia degli Stati Uniti pi o
meno come lo tuttora Portorico. Non era possibile liberarsi dallumiliante tutela
yankee con metodi democratici: chi ci aveva provato (Arbenz in Guatemala, Allende
in Cile, Mossadeq in Iran...)
era stato spazzato via. Restavano altre due opzioni: il
marxismo o il nazionalismo,
Karl Marx o Jos Mart. Per
proteggersi dalle aggressioni
dal nord, Fidel non poteva far
altro che ripararsi sotto
lusbergo sovietico: dichiar
dunque di scegliere Marx, ma
in realt opt per Mart. E di-

Da Nicolas Maduro
a Evo Morales:
Il modo migliore
per ricordarlo
lunit dei popoli
fatto il giro dei media una foto
in cui i presidenti dell'Alba lo
visitavano a sorpresa per il
compleanno. L'Alba, l'Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America, stata una
creatura di Fidel e Chavez. Ha
messo in moto un altro tipo di
integrazione regionale, non
pi rivolta al Nord America,
ma al continente Latinoamericano, basata su relazioni paritarie e solidali: ogni paese, un
voto, non importa se grande o
piccolo, interscambio di beni e
servizi senza contropartite politiche. E Raul Castro ha continuato sulla stessa linea, governando la barra in tutti i vertici
internazionali. E ieri, tutti i
pi importanti leader del sud,
sia di governo che di partito lo
hanno ricordato con gratitudine: dai Sem Terra in Brasile alla sinistra anticapitalista francese, a Podemos in Spagna.
Fidel morto nella giornata
mondiale contro la violenza
sulle donne, dedicata al sacrificio delle tre sorelle Mirabal. Le
tre mariposas come venivano
chiamate nella clandestinit
vennero trucidate nella Repubblica Dominicana dal dittatore
Trujillo, pupillo degli Usa, nel

venne il caudillo sud-americano che tutti conosciamo.


Ora a Miami chi balla bevendo rum e cantando Cuba s!
Castro no! dimostra scarsa
umanit e poco cervello. Ai
morti non si deve che la verit insegnava Voltaire. Perci, sullaltro piatto della bilancia va messo anzitutto il
peso schiacciante dellembargo nord-americano, disumano e contrario al diritto internazionale. Sul piatto vanno
messi i primati raggiunti in
campo medico, scolastico,
musicale e sportivo da un popolo economicamente isolato; e va aggiunta la produzione culturale che ritrovo sfogliando in casa la ricca biblioteca di letteratura cubana,

1960. A Cuba, invece, su un paese di 11 milioni di abitanti, la


lotta di oltre 4 milioni di donne organizzate nella Federacion de Mujeres Cubanas ha ottenuto fin da subito la parit di
diritti nella Costituzione, il Codice della famiglia e altri strumenti giuridici. La forza lavoro femminile, pari al 66% del
totale impiegata con un salario uguale a quello degli uomini, in tutti i settori ed presente al 49% in Parlamento (Cuba
la quarta nazione al mondo
per numero di donne in parlamento). A Cuba non esistono
n la tratta n i femminicidi,
l'aborto libero, gratuito e sicuro, un faro di progresso in
America latina. Fidel ha sempre rivolto importanti discorsi
alla Federazione delle donne,
la cui segretaria stata Vilma
Espin. E la Federacion Democratica
Internacional
de
Mujeres (Fdim) stata fra le prime a mandare un messaggio
di cordoglio.
L'America latina deve molto
a Fidel. L'11 aprile del 2002, durante il golpe contro Chavez
organizzato dai grandi gruppi
economici, dai vertici della
chiesa, delle forze armate e dai
grandi media, e guidato dalla
Cia Fidel consigli al giovane
leader venezuelano di non immolarsi come Allende, in
quanto, a differenza del presidente cileno nel 1973, egli aveva dalla sua gran parte delle
forze armate. E poi diffuse la
notizia ai media internaziona-

pur se precocemente ingiallita. Sul piatto vanno messi i


tentativi di Fidel di trovare
unintesa con Washington
ogni volta che alla Casa Bianca entrava un presidente meno ostile: se nel 1980 Carter
avesse vinto un secondo mandato, i rapporti con Cuba si
sarebbero normalizzati
trentanni fa (e noi allAvana
lo sapevamo). Vorrei infine
metter sul piatto della bilancia un dettaglio non da poco
per un politico di lungo corso: nella sua lunga gestione di
potere Fidel Castro non mai
ricorso alla menzogna, non
ha mai detto una bugia. Il ch
fa una bella differenza rispetto alla gena dei Nixon-Berlusconi-Trump.

li e parl al telefono con i militari fedeli a Chavez, che pot


cos sventare anche la trappola tesa dall'arcivescovo Baltazar Porras (ora cardinale in Vaticano), mandato dai golpisti
per convincerlo a dimettersi,
prima di essere fucilato. Il plotone che avrebbe dovuto uccidere il presidente venezuelano si ammutin e Chavez venne poi riportato al governo a furor di popolo, e il suo primo
pensiero fu per Fidel.
L'8 gennaio del 1959, Fidel
Castro pronunci all'Avana il
primo discorso pubblico dopo
la rivoluzione. Alcune colombe bianche si alzarono e cominciarono a volteggiare su di lui,
finch una si pos sulla sua
spalla. Fidel la trattenne per
qualche secondo e poi la liber
nel cielo. Un gesto che rimase
impresso nella moltitudine
dei presenti, e che in fondo
simbolizza lo spirito che ha fino all'ultimo animato il leader
cubano. La sua diplomazia ha
accompagnato il processo di
pace in Colombia fino alla recente firma degli accordi tra
Santos e la guerriglia marxista
Farc. Cuba vi ha dedicato lo
stesso impegno di quello rivolto alla lotta contro l'apartheid
in Sudafrica, la liberazione
dell'Angola o l'indipendenza
della Namibia e altre nazioni
africane. All'inizio del 2000, a
Cuba iniziarono anche le trattative tra l'altra guerriglia storica colombiana, l'Eln, e l'allora
presidente Alvaro Uribe.
L'Avana cos diventata la
capitale della pace. E sia le Farc
che l'Eln hanno inviato un
messaggio di cordoglio. E in
molti paesi dell'America latina
stato dichiarato il lutto nazionale. Ma tutto il sud in lutto.
Cuba stata al centro del Movimento dei paesi non allineati,
che rappresentano oltre due
terzi di tutti gli Stati del mondo, e il cui segretario generale
da quest'anno Nicolas Maduro. Fidel Castro dice un comunicato della Unasur - ha illuminato la regione con le sue idee
sulla libert, la sovranit,
l'uguaglianza per le quali ha
lottato per mezzo secolo. E il
miglior modo per onorarlo
ha detto il presidente boliviano Evo Morales quello di rafforzare l'unit di tutti i popoli
del mondo, la resistenza al modello capitalista e all'imperialismo. Ha detto Fidel a Ramonet nellAutobiografia a due
voci: Se l'impero divorasse
l'America latina come fece la
balena con il profeta Giona,
non riuscirebbe comunque a
digerirla. Prima o poi dovrebbe espellerla, e quella risorgerebbe di nuovo.

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internazionale

domenica 27 novembre 2016

HASTASIEMPRE

Oliver Stone e Fidel Castro durante le riprese del doc Comandante, 2003

Hollywoodelearmaterivoluzionarie
Cos la mecca del cinema ha messo in scena le atmosfere del grande gelo fra Cuba e Stati uniti. Da Lester a Stone passando per Coppola
GIULIA DAGNOLO VALLAN

II Fidel Castro e la sua armata rivoluzionaria stanno avvicinandosi allAvana quando Sean Connery atterra sullisola
caraibica. Il film Cuba, di Richard Lester, distribuito dalla
United Artists nel 1979, e Connery interpreta un ex militare
inglese, reinventatosi mercenario, qui assoldato per insegnare alle truppe di Batista come sconfiggere i ribelli. Che
laffascinante, soldato di ventura sia arrivato troppo tardi
per fermare il corso della Storia subito evidente in questo
mix di satira politica e melodramma alla Casablanca, in cui
il maggiore Dapes (Connery) ritrova una vecchia fiamma
(Brooke Adams) che si (infelicemente) sposata con il rampollo di unimportante famiglia cubana e manda avanti
una fabbrica di sigari.
TRA AVVENTURIERI che piacerebbero a Graham Greene, una
trama amorosa che finisce male e un decadente party di Natale con una sparatoria, evidente anche che le simpatie del regista angloamericano dei Beatles (Lester aveva gi firmato
Help! e A Hard Days Night), e del
suo sceneggiatore Charles Wood, vanno ai rivoluzionari (Castro appare in uno spezzone di
tg) e non ai vari esponenti del
regime o delllite dellisola, ritratti come profittatori, codardi ed aguzzini da commedia,
che alla fine del film vediamo
fare a gara per chi sale prima
sullaereo per andarsene. Il
passaggio epocale che fa da
sfondo a questo misconosciuto film di Lester (che per ha
estimatori illustri, come Steven Soderbergh) torna spesso
nel cinema americano. Lo stes-

so Soderbergh ha dedicato alle


fasi finali alla marcia verso la
conquista dellAvana, una vasta porzione del suo affascinante dittico, Che (che anche il titolo di un vituperato film di Richard Fleischer, con Omar Sharif nella parte di Guevara e
Jack Palance-barbutissimo- in
quella di Fidel Castro), con Demien Bichir nel ruolo del Comandante. Cinque anni prima
di Lester, Francis Coppola aveva ambientato scene importanti del suo Il Padrino-parte II nei
giorni della rivoluzione. Michael Corleone, su un tetto assolato che sovrasta lAvana,
spiega allo scettico boss di Miami Hyman Roth (modellato su
Meyer Lansky e interpretato
da Lee Strasberg) che i rivoluzionari vinceranno dopo
aver visto uno di loro farsi saltare in aria piuttosto che cadere nelle mani dei militari. Ed
a un gran ballo nella notte di

capodanno del 1958, mentre


gli uomini di Castro irrompono nella capitale, che Michael
rivela a suo fratello Fredo di sapere che stato lui a cercare di
farlo uccidere. Mentre glielo dice, gli d un bacio- mi hai spezzato il cuore Fredo; la sua disillusione drammatizzata in
sync con il rovinoso crollo di
Batista.
REALIZZATO da una nota coppia di liberal hollywoodiani, si
svolge nella confusione degli
stessi giorni anche Havana
(1980), diretto da Sydney Pollack, con Robert Redford nella
parte di un avventuriero con la
passione per le donne e per il
gioco, che per rimane suo
malgrado risucchiato dalla rivoluzione per amore di Lena
Olin. Anche qui, come in Cuba,
dietro agli echi di Casablanca, e
alle texture del melodramma,
il cuore del film batte per rivoluzionari, ancor pi esplicito

che nel film di Lester. Pi inattesa, e pi vicina al milieu culturale della Guerra fredda, la
trasferta cubana di Alfred Hitchcock: il film Topaz (1969),
tratto da un romanzo di Leon
Uris, a sua volta ispirato da fatti realmente accaduti (il cosid-

Vicina al milieu culturale


della guerra fredda, la
trasferta cubana di
Hitchcock con Topaz. La
crisi dei missili al centro
della deliziosa commedia
Matin di Joe Dante

Il lider maximo nei testi di Dylan, Cohen, Bragg e Wu-Tang Clan


Anche il rock si a pi riprese interessato alla figura del lider
maximo diventato protagonista - o quantomeno tra i
protagonisti - in molti brani. Leonard Cohen lo cita in un pezzo
in quota lisergica Field commander Cohen (estratto da
New Skin for the Old Ceremony, inciso sull'isola greca di
Idra nel 1974) dove si immagina una spia da guerra fredda:
Addio al Comandante Cohen, la nostra spia pi importante.
Ferito sul campo, l'uomo che sollecitava Fidel Castro ad
abbandonare campi e castelli.... Ne parla anche il neo premio
nobel Dylan in Motorpycho Nitemare in una canzone della
prima ora (1964) dal titolo Motorpsycho nightmare, lhanno
rappato persino i Wu-Tang Clan in Deadly Melody (da Wu
Tang forever, 1997), in Italia la rossa Milva mentre canta
Lungo la strada pensa decisamente a Fidel insieme a Che
Guevara.... Billy Bragg cita Castro in Waiting for the great
leap forward (da Workers playtime, 1987) un testo che la
personale professione di fede del cantautore all'epoca
impegnato in una serie di iniziative dove cercava di
sensibilizzare i giovani britannici all'impegno politico, per
sostenere il labour party, lottando al contempo contro la
deriva autoritaria del governo Thatcher.

detto affare Zaffiro) nel 1962,


quando la Cia scopr che il rappresentante Nato del governo
De Gaulle lavorava da molti anni per il KGB. Ambientato in
un giro di capitali tra cui Parigi, Copenaghen, New York e
Washington, il thriller spionistico di Hitchcock, prodotto
dalla Universal, si sposta a Cuba quando lagente francese
Andre Deveraux vi si reca per
raccogliere informazioni sulle
postazioni militari sovietiche.
Macchina fotografica e obbiettivi nascosti nei panini al prosciutto, il rullino con le foto
dei missili nella pancia di un
pollo, il microfilm nel rasoio al
posto delle lamette da barba,
la coppia di servitori torturata
dagli uomini di Castro, immagini di Fidel e Che Guevara dai
newsreel depoca
HITCHCOCK ADOTTA la grammatica della Cold war in un quello che rimane uno dei suoi
film pi incompresi, costosi e
produttivamente tormentati
(il finale originale, che prevedeva un duello, accolto male
in preview, venne riscritto). Indimenticabile la morte, ripresa dallalto, di Juanita, vedova
della rivoluzione, innamorata
di Deveraux ma che sta anche
con colonnello Rico Parra. Il
1962, anno della Crisi dei missili, anche il teatro di Matin
(1993), di Joe Dante, meravigliosa commedia di cinefilia e
guerra fredda (il mix in cui si
sono formati tutti i registi della nuova Hollywood) in cui,
mentre alla tv John Kennedy
annuncia il blocco navale al largo di Cuba, nemmeno 100 chilometri pi a nord dellisola,
una moltitudine di eccitatissimi teen ager di Key West celebra larrivo dellimpresario
horror Lawrence Woolsey alla

proiezione del suo ultimo capolavoro di fantascienza doc,


Mant!, storia delluomo formica derivato da un esperimento
nucleare poco riuscito. Spesso
utilizzata come sfondo dei
film davventura (per esempio
negli adattamenti da Hemingway, Il vecchio e il mare, del
1958, e Isole nella corrente, del
1977), nel cinema classico hollywoodiano Cuba era spesso
un simbolo di sensualit ed
esotismo: in Bulli e pupe (1955),
di Joseph Mankiewicz, , in un
caff dellAvana che Jane Simmons, gelosa di una ballerina
locale, si lascia andare rivelando a Marlon Brando la passione che si nasconde dietro alla
divisa dellesercito della salvezza. Tra le grosse produzioni
contemporanee, almeno due
007 hanno detour cubani, come anche Bad Boys 2. Miami Vice
(prima la serie e poi il film di
Michael Mann) respirano aria
cubana a pieni polmoni. E la
storia Marvel delle origini X
Men Linizio (2011) parte proprio dalla crisi dei missili durante la quale si volge anche il
thriller con Kevin Costner Thirteen Days (1990).
TRATTI DAI LIBRI omonimi dei
fuoriuscito cubano Reinaldo
Arenas e del cubano/americano Oscar Hijuelos, entrambi
del 1992, Prima che sia la notte di
Julian Schnabel e I re del Mambo
di Arne Glimcher sono segni
del cambiamento dei tempi.
Ma bisogna spettare il 2003,
perch Oliver Stone (che aveva
dato a Cuba un notevole spazio nel suo JFK), con Comandante, e lanno seguente con Looking for Fidel, dia finalmente la
parola a Castro.
(una prima versione di questo
articolo stata pubblicata il 27 dicembre 2014)