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La propensione a cambiare
i propri comportamenti (in %)
Tutti

Giovani in et 18-29 anni

Evitare
i viaggi
allestero

43
36

Evitare
di prendere
laereo

38
31

Evitare eventi,
manifestazioni,
o luoghi pubblici

46
39

un gran discutere
sulla disparit e liniquit del modo in
cui reagiamo. Tutti per Parigi, nessuno per Beirut, dove
il giorno prima due kamikaze dellIs hanno ucciso 41
persone e ferite 200.
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Demos & Pi, Nov. 2015 (base: 1010 casi)

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SANGUINOSI attentati di Parigi hanno emozionato e coinvolto anche noi. In Italia.


Non si tratta di un effetto preterintenzionale. Al contrario. La
scelta dei luoghi, delle vittime,
la stessa rappresentazione dei
massacri rivelano una evidente
intenzione e capacit di
colpire nel mucchio. Molti bersagli umani. Molti giovani.
Ma anche di lanciare messaggi.

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PARIGI
UCCISIONE di

Abdelhamid Abaaoud attenua, non cancella, il


fallimento del sistema antiterroristico francese. E di
quello europeo, incapace di
coordinare una valida azione.
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PARIGI

lEstate di San
Martino. E la sera di Parigi
mite. La temperatura di 15
gradi. Assenza di vento. Allo Stade de France, CBOMJFVF nord di
Saint-Denis,
in programma
alle 21.00 lamichevole Francia-Germania. I
caff hanno i tavolini allaperto. Nella citt
che non ha terrazzi, le chiamano UFSSBTTF. Il
cartellone del
teatro
Bataclan, al 50 di
Boulevard Voltaire, ha in programma il concerto degli Eagles
of Death Metal, gruppo garage
rock californiano. Prima tappa di
una tourne che deve toccare altre citt della Francia. Da settimane non si trova pi un solo biglietto.

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A CHIAMANO

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MILANO

dieci milioni di
euro. Bustarelle con
banconote da 500 euro, bonifici, auto di lusso,
appartamenti, ville, per
quelle che sembrano essere state le preferite dellex
Cavaliere: Barbara Guerra
e Alessandra Sorcinelli. Per
non parlare di Ruby.
UASI

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A Milano a Roma con


lauto elettrica. Con
un paio di soste da
una ventina di minuti per la
ricarica, ma senza uscire
dallautostrada alla ricerca
della colonnina perduta.
Stessa cosa da Torino a Venezia: e qui, siccome la tratta pi breve, potrebbe bastare anche un solo pit-stop.

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PARIGI. Ora anche il procuratore di Parigi, Francois Molins lo conferma: Abdelhamid Abaaoud morto crivellato di
proiettili nel raid di Saint Denis, allalba di mercoled. Era la mente del Venerd 13, lo psicopatico dellIs che la Francia
cercava inutilmente dal febbraio di questanno, dopo la scoperta e lo smantellamento della cellula terroristica belga di
Verviers, luomo che appena l8 ottobre
scorso i caccia francesi avevano provato
a incenerire con missili aria-terra lanciati verso un compound di Raqqa, nel deserto siriano. Era soprattutto dice ora
che morto - larchitetto di almeno quattro dei sei attentati sventati in Francia
dalla primavera dello scorso anno, compreso ragionevolmente quello
allalta velocit Amsterdam Parigi.
Abaaoud non era pi a Raqqa,
dunque. Da mesi. Peggio:
Da almeno il 10 novembre spiega a 3FQVCCMJ
DB una qualificata fonte
investigativa francese
era a Saint Denis, e la
notte del venerd 13 era
vicino ai luoghi degli attentati, per osservarli e
coordinarli. Di pi: come in queste ore i servizi francesi cominciano
con sgomento a ricostruire, Abaaoud ha
viaggiato pi volte
tra la Siria, dove
era in pieno svolgimento la pianifi-

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cazione delle stragi ordinate da Al Bagdhadi, e la Francia, passando dalla Turchia e dalla Grecia. Lo ha potuto fare grazie a documenti falsi e travestimenti fisici, per non farsi riconoscere.
Il ministro dellInterno Bernard Cazeneuve dovr spiegare, nei prossimi giorni, come tutto questo sia stato possibile.
Per ora, con imbarazzo, si limita a svelare che soltanto il 16 novembre, quattro
giorni fa, un servizio di intelligence al di
fuori dellEuropa (quello marocchino,
OES) ci ha segnalato di essere a cono*-&"%&3
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scenza della presenza di Abaaoud in Grecia. Anche il premier Manuel Valls parla. Ma non per rispondere alle domande
lasciate inevase dal ministro dellInterno, ma per alzare ulteriormente lasticella della paura. Si pu immaginare che
terroristi siano ancora attivi. E che possano utilizzare armi chimiche e batteriologiche in futuri attacchi. Aggiunge anche che Salah Abdeslam, lultimo dei
fuggitivi del commando stragista, ancora al largo. Non cio tra i tre morti
del 48 de rue de Corbillon, come pure vo-

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ci non accreditate e smentite dagli 007
francesi e italiani, avevano sostenuto.
Salah Abdeslam dice Valls potrebbe trovarsi ancora in Francia, oppure in
Belgio. E infatti, in Francia e in Belgio
continuano a cercarlo.
A Charleville, nelle Ardeenne, la Polizia ha fatto irruzione in un appartamento al 54 di rue 11 novembre. Ma era vuoto. Mentre nella vicina Auberviliers una
seconda operazione antiterrorismo
stata lanciata alla ricerca dei contatti in
zona di Hasna Aitboulahcen, la cugina
di Abaaoud, la kamikaze che si fatta
saltare in aria a Saint-Denis durante il
blitz di due giorni fa. Allo stesso modo,
in Belgio, ieri le forze speciali della Securit detat sono tornate a Molenbeek:
sei blitz in cerca di chi, negli ultimi mesi, stato in contatto

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scicolo era stato trasmesso per competenza alla procura di Trento che per
non ha chiesto la conferma dellarresto
per tutti gli indagati. Costringendo, di
fatto, il gip a firmarne la scarcerazione:
due di loro erano, comunque, irreperibili perch verosimilmente deceduti in Siria, si legge negli atti. Uno era in Kurdistan, due erano detenuti nelle carceri di
Trento e Bolzano, uno si trovava nel Regno Unito e uno in Svizzera. La decisione
ha creato smarrimento tra gli investiga-

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con Bilal Hadfi, uno degli attentatori dello Stade de France. Nove, alla fine della
giornata le persone arrestate.
Ma la fine di Abaaoud, e la ricerca di
Salah, non sono solo e soltanto una faccenda franco-belga. Nelle ultime ore, la
procura di Parigi e lintelligence francese sono tornati a chiedere alla Procura
nazionale Antiterrorismo e alle nostre
forze di polizia di incrociare le banche dati. Una delle persone fermate ieri era nota ai nostri servizi. Mentre confermato
il transito, lestate scorsa, di Salah nel

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Triveneto, a cavallo dei giorni in cui


Abaaoud si sposta freneticamente tra Siria, Grecia e Turchia per pianificare lorrore che deve abbattersi su Parigi di l a
qualche mese.

Una sollecitazione, quella francese,


cui la nostra Antiterrorismo riuscir a
dare una risposta compiuta solo quando
arriveranno i tabulati telefonici e che arriva in un giorno complicato.
Buona parte dei tre anni di indagine
dei carabinieri del Ros e della procura di
Roma sono infatti andati in fumo per
una decisione o forse pi banalmente
per un errore materiale che di fatto
ha portato alla non conferma della misura cautelare per sette delle 17 persone
arrestate nella maxi inchiesta Jweb. Il fa-

tori, convinti che linchiesta che ha portato allarresto degli uomini del mullah
Krekar, in Italia e in Europa, sia assai solida. Non vorremmo ripetere il caso Bari, dicono ora. La Corte dappello pugliese, infatti, assolse nel 2012 dallaccusa
di terrorismo Rafael Gendrom, che qualche mese dopo mor combattendo in Siria. E Bassam Ayachi, limam di Molenbeek, considerato la guida spirituale dei
jihadisti del quartiere di Bruxelles dove
cresciuta la generazione del terrore.
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PARIGI

di Abdelhamid Abaaoud attenua, in queste ore, non


cancella, il fallimento del sistema antiterroristico francese. E di
quello europeo, incapace di coordinare una valida azione delle varie intelligence nazionali. Ricevuta la conferma che, grazie alle impronte
digitali, il corpo lacerato dai proiettili della polizia, a Saint-Denis, la mattina di mercoled, era stato identificato con certezza e si era rivelato proprio quello del giovane belga-marocchino ricercato, Manuel Valls si affrettato a informare lAssemblea nazionale. La quale ha reagito con un
applauso. Il breve annuncio, fatto dal primo ministro con evidente soddisfazione, dava una notizia rassicurante, perch annullava un pericolo, e
aveva un effetto lenificante sulla bruciante senzazione di avere subito
una sconfitta. Questultima espressione appropriata, trattandosi di
una guerra, come ripete Franois
Hollande. Lavversario ha infatti to. Abaaoud era in un sobborgo delcompiuto unincursione nella capi- la capitale, dopo l eccidio del 13 notale lasciando sul suo passaggio vembre, mentre migliaia di poli130 morti e centinaia di feriti sen- ziotti gli davano la caccia. Non si
za che la difesa riuscisse a impedi- dato alla fuga. E non del tutto
re la strage. Dopo le forti emozioni, escluso che fosse per le strade di Pala caccia agli assassini, in larga par- rigi la sera del venerd di sangue.
te raggiunti e uccisi a loro volta, e Suo padre, Omar, pacifico commergli indispensabili riti del lutto na- ciante di abiti a Bruxelles, laveva
zionale, gli interrogativi si moltipli- ripudiato. Ma in compenso lui avecano.
va la stima dei capi di Raqqa, la caPerch le autorit e le loro intelli- pitale dello Stato Islamico in Siria,
gence, da anni a confronto con la dove era stato spesso per addeminaccia terroristica, non sono riu- strarsi, per consultazioni, per prescite a prevenire il massacro? A parare gli attentaprogettarlo
sarebbe
stato ti in Europa. PariAbaaoud, conosciuto nello Stato gi non era un deislamico come Omar al-Sussi. La butto. In fatto di
sua eliminazione non di poco con- attentati aveva
to. Quel giovane di 27 anni, prima un ricco passato.
sfaccendato, poi latitante dopo la Si capisce che la
condanna a ventanni per rapina, sua eliminazione
diventato in breve il responsabile sia stata accolta
di unoffensiva terroristica contro dalle
autorit
il Belgio, dove viveva in una fami- francesi come un
glia di immigrati, e contro la Fran- successo di riliecia, colpevole di bombardare la Si- vo. Lo . Ed alria. Il suo prestigio presso chi co- trettanto
commanda nello Stato Islamico doveva prensibile
che
essere notevole. Era spietato e ave- molti cittadini delva coraggio. Nelle fotografie le- la Quinta repubspressione passa dal cinismo alla blica, e della stesspavalderia. Non banale. Ci sono sa Europa, abbiano accolto la notilampi di una giovinezza in appa- zia con sollievo. Come una vendetrenza senza angoscia. Ai suoi uomi- ta compiuta, pensando ai cellulari
ni spiegava come si doveva uccide- che hanno suonato per ore, senza
re. I teatri affollati di ragazzi, suoi dare una risposta a padri e madri
coetanei, dove si tenevano concer- inquieti, tra i cadaveri del Batati rock, offrivano ottime occasioni. clan nella notte di venerd. Ma la
Lha dimostrato la strage del Bata- morte di Abaaoud non una rispoclan. Inoltre Abaaoud non si tirava sta agli interrogativi sullincapaciindietro. Sapeva mantenere il san- t francese, europea, di prevenire
gue freddo. Forse grazie alle anfe- il massacro.
tamine o ad altre droghe. Il fanatiMolti terroristi erano francesi.
smo a volte non basta. Va sollecita- Erano schedati. Quasi tutti aveva-

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no precedenti penali, piccoli furti,


aggressioni, truffe, ma anche rapine. Le conversioni al jihadismo, al
salafismo, erano avvenute spesso
in prigione. La polizia, non solo
francese aveva dunque negli archivi i loro nomi, E molti segnali indicavano azioni in preparazione. Li
avevano dati compagni di carcere,
informatori, o le polizie dei paesi alleati. -F.POEF riferisce che la sera
dell8 ottobre laviazione francese
ha bombardato un campo daddestramento a Raqqa, dove si trovavano dei francesi
e dei francofoni.
Al tempo stesso il
ministero della
Giustizia, a Parigi, designava in
un documento riservato con nome
e cognome Abdelhamid Abaaoud
come lispiratore
di un attacco a
una sala di spettacolo. I servizi
francesi avevano
dunque elementi
importanti
ma
non erano in grado di analizzarli e di intercettare in
tempo i commando di kamikaze.
La massa di informazioni da trattare e il numero di persone da sorvegliare costituivano un problema.
Non lincompetenza ma il sistema, che rende difficile raccogliere
e aggiornare i dati di 11700 persone da sorvegliare in permanenza,
1500 delle quali con particolare riguardo. La burocrazia e le procedure sono gli ostacoli denunciati dagli addetti ai lavori. Ostacoli che

hanno permesso ad Abaaoud, giudicato il pericolo numero uno, per


le sue implicazioni in almeno cinque attentati, in Francia e in Belgio, e in un numero imprecisato di
tentativi falliti, e ad altre centinaia
di personaggi sospetti di muoversi
con disinvoltura, senza rischi, tra
la Siria e lEuropa, attraverso la
Turchia e la Grecia.
Dopo la strage di $IBSMJF)FCEP,
nel gennaio scorso, di fronte alle
strutture dellUnione, che rendevano difficile la sorveglianza dei movimenti nella zona Schengen, Matteo Renzi ha suggerito come rimedio la creazione di unagenzia europea dellinformazione. Ma la maggioranza dei paesi, Francia in testa, ha rifiutato la proposta. Si valsa del Trattato di Lisbona dove
precisato che lintelligence riguarda le singole nazioni. Condividerla
sarebbe una violazione della sovranit. Oggi il ministro degli Interni,
Bernard Cazeneuve, chieder ai
partners europei una collaborazione pi intensa e leale. Non pare soddisfatto dellaiuto fornito dalle capitali amiche. Egli ne solleciter
uno pi aperto, meno condizionato
di quello praticato finora sul piano
bilaterale, spesso con reticenza.
Lemergenza e la necessit di uno
scambio pi intenso delle informazioni hanno attenuato gli orgogli
nazionali. La minaccia dei terroristi inafferrabili che si muovono seminando morti induce alla ragione. Per adesso si ha limpressione
che i nostri paesi affrontino la minaccia in ordine sparso, o che a volte siano riluttanti a spartire le notizie con gli amici europei.
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ROMA. Le notizie da Parigi e linnalzo dellallarme terrorismo al


livello 2 hanno regalato, ieri, una
giornata di falsi allarmi. In tutta
Italia. A Roma, lungo la metropolitana A, stazione di Lepanto (la
pi vicina a San Pietro), un sacchetto della spazzatura abbandonato sulla banchina ha scatenato
il panico tra i pendolari. Dentro
cera solo un pezzo di narghil.
Nel pomeriggio altre due segnalazioni: la prima alla stazione di
Torre Gaia sulla linea C (due borse frigo dimenticate da una bambina), la seconda ancora sulla linea A per una borsa lasciata su
un vagone alla fermata Cornelia.
Conteneva cibo. Artificieri e cani, infine, per un trolley abbandonato allaeroporto di Fiumicino.
A Milano, in serata, stata
chiusa per mezzora la stazione
di piazza Duomo (linea 3): valigia sospetta. Due allarmi infondati anche a Genova. Nella zona
della stazione Brignole gli alunni
di una scuola elementare sono
stati evacuati per uno zaino dimenticato da una maestra. Unora dopo: bombola di
gas lasciata sui sedili
di unauto parcheggiata sotto gli uffici
del Terminal di Voltri. Gli artificieri hanno rotto il parabrezza e reso inerte la
bombola. Un furgone con targa belga,
infine, ha destato ansie a Peretola, la zona aeroportuale di Firenze.
Mercoled due siriani sono stati
arrestati allaeroporto di Orio al
Serio, Bergamo: 19 e 30 anni. Sui
loro cellulari foto di guerra e
dellIsis, una ritraeva il pi grande con una mitragliatrice in mano. I documenti, falsi, erano austriaco e norvegese. A Catania la
polizia sta cercando un musulmano di 23 anni, Amed: a -B ha detto di appoggiare i terroristi di Parigi.

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In piazza San Pietro sono stati installati nuovi metal detector
allaltezza del colonnato, controlli e posti di blocco sono stati intensificati nellarea. Il prefetto Franco Gabrielli ha disposto la no-fly
zone su tutta Roma per il perio-

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do del Giubileo (inizia l8 dicembre): Se sar necessario abbatteremo i droni. Settecento militari sono gi in servizio, ne arriveranno altri 300: controlleranno,
tra laltro, le quattro basiliche e
lAuditorium. Il Codacons denuncia una scarsa presenza di agenti
alla Stazione Termini.
A Milano i metal detector sono
comparsi agli accessi al Teatro alla Scala. Controlli serrati si vedono allingresso del Duomo. Da ie-

ri in strada ci sono 250 forze


dellordine e 400 vigili in pi. Dei
seicento militari in servizio
allExpo, 150 resteranno a disposizione della citt. Potenziata la
videosorveglianza: ora sono due
le sale di controllo. E la Regione
Lombardia ha stanziato 5 milioni per i Comuni che installeranno
sistemi di videosorveglianza. Accordi con la Svizzera per visionare le immagini di frontiera. A Genova sono stati incrementati i

passaggi di forze dellordine in


porto, allaeroporto, al centro
commerciale la Fiumara, intorno
agli ipernegozi di Campi. Vigilantes alla stazione Marittima, i controlli dei documenti dei passeggeri sono passati dalle compagnie di navigazione alla polizia.

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Weekend difficile per Torino,
che al Pala Alpitour ospita tre
concerti di Madonna: ieri sera,

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domani e domenica. Artificieri e


unit cinofile: bonifiche in tombini e cassonetti. Domani larrivo
del premier Renzi alla Reggia di
Venaria e la sera Juventus-Milan.
Il sindaco De Magistris chiede
pi forze dellordine a Napoli,
trascurata. Reparti speciali in
assetto a Palermo. Sinagoga e aeroporto presidiati costantemente a Verona (dieci agenti dellunit speciale sul territorio). A Bari
controlli sui migranti del Centro
daccoglienza per richiedenti asilo. In provincia, blitz a forze congiunte ad Ascoli Piceno. Ieri e oggi date blindate per il concerto di
Bob Dylan al Manzoni di Bologna.

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ROMA. Matteo Renzi potr ordinare alle nostre for-

ze militari speciali di operare allestero per difendere gli interessi del nostro Paese e difendere i cittadini italiani. Gli uomini del Gis, del Consubim,
del Col Moschin, gli incursori dellAeronautica potranno agire coperti dalle garanzie funzionali di
cui godono oggi gli agenti dei nostri servizi segreti. Cio potranno, per esempio, commettere dei
reati e non essere perseguiti o opporre il segreto di
Stato alle richieste di un magistrato.
La novit, primo effetto degli attentati di Parigi
e del clima di terrore che aleggia in Europa, arriva
dal decreto legge di rifinanziamento delle missioni militari allestero approvato ieri dalla Camera
dei deputati con 319 voti favorevoli. Dunque, nonostante il nuovo appello del premier allunit a e alla coesione nazionale lanciato ieri, i 5Stelle hanno
comunque votato no. Il testo passa ora al Senato
per lapprovazione definitiva.
Dunque da Palazzo Chigi potr partire linput
per azioni tese a liberare ostaggi italiani allestero,

per operazioni di sostegno ai contingenti italiani


impegnati fuori dai confini, o per interventi in paesi stranieri per individuare e eventualmente bloccare sospettati. La norma stata inserita in fretta
e furia su proposta dal senatore Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa di Palazzo Madama ed stata votata quasi allunanimit dai deputati.
Questo emendamento per riprende una parte
della legge quadro sulle missioni italiane allestero che in discussione da tempo in Parlamento e
che dovrebbe mandare in soffitto i decreti semestrali o trimestrali per finanziare i nostri interventi. Sullemendamento clou si sono comunque astenuti in 26, tra cui i membri della neonato gruppo
di Sinistra italiana. E il principale motivo di critica
il potere che si accentra nelle mani del presidente del Consiglio che per agire dovr solo consultare
il Copasir, lorganismo parlamentare di controllo
sui servizi segreti.
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Pattuglie della polizia sono in


molti caselli autostradali. Allerta
in tutti gli aeroporti. A Fiumicino
i controlli a campione al passaggio dei viaggiatori sono stati aumentati: il metal detector suona
a un passaggio ogni cinque (prima ogni trenta). Pi stretto il raccordo con i servizi, che inviano alle dogane liste di persone o gruppi sospetti.

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Dopo aver abbreviato, marted
scorso, il corteo degli studenti romani, la questura della capitale
ha vietato oggi la manifestazione Cobas sul lavoro pubblico. Domani, invece, sono stati autorizzati i cortei della Coalizione sociale e degli arabi moderati.
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Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c

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Per contrastare il
panico tra la popolazione civile
dopo un attacco o una minaccia
dei terroristi ci dice Bernard
Kerik occorre soprattutto un
grande sforzo di sindaci e autorit locali. Devono mantenere
sempre un filo diretto con gli
abitanti lanciando messaggi il
pi possibile trasparenti e specifici. Non si devono stancare di ripetere che il sistema pronto a
fronteggiare al meglio ogni evenienza. Devono trasmettere un
senso di calma, facendo capire
che la situazione sotto controllo. Ed esattamente quel che
abbiamo fatto a New York dopo
l11 settembre.
S, perch Bernie, come
Kerik viene chiamato da amici
e colleghi, era il NY Police Commissioner, ovvero il capo dei
40mila agenti di polizia di New
York, quando i kamikaze di Al
Qaeda fecero schiantare i due
aerei sulle Torri gemelle. Fu lui,
assieme al sindaco Rudy Giuliani, a coordinare la risposta della metropoli a quellattacco.
Sempre lui a occuparsi un mese
dopo delle temibili buste allantrace. Kerik, che ha 60 anni ed
repubblicano, usc da quellesperienza a testa alta George W. Bush lo nomin ministro
degli interni del governo provvisorio in Iraq anche se poi venne trascinato in una brutta vicenda giudiziaria di tasse non
pagate. Attualmente dirige la
sua societ di consulenza sulla
sicurezza.
Kerik, cominciamo proprio
dalla sua esperienza del
2001: quale fu la vostra arma segreta per combattere
la paura?
Come forse sapete, ero insieme ail sindaco Giuliani vicino alle Torri quando sono crollate.
Invece di tornare al centro di comando, abbiamo subito parlato alle televisioni, tra il fumo e
la polvere. Le nostre parole erano chiare: successa una cosa
molto brutta, ma ne usciremo.
Come dire: abbiamo diffuso un
messaggio ottimista. E nei giorni successivi abbiamo continuato a fare due, tre conferenze
stampa al giorno: per comunicare ogni nuovo dettaglio e per
tranquillizzare lopinione pubblica. Invitavamo tutti a non essere codardi, a uscire di casa,
ad andare in vacanza. Che poi
non molto diverso da quel che
ha fatto laltro ieri lattuale sindaco Bill De Blasio.
Si riferisce alle dichiarazioni
dopo la diffusione del video
dellIs che minacciava attentati a Times square?
S, il sindaco e il mio successore a capo della polizia, William Bratton, senza perdere
tempo, hanno tenuto una conferenza stampa a unora insolita
le 11.30 di sera per dire
che le minacce erano credibili,
ma non specifiche: che quindi
non cera un pericolo immediato. Hanno insistito sulla preparazione della citt e invitato tutti i cittadini a segnalare eventuali cose sospette.
Ma gli otto milioni e mezzo
di newyorchesi sono abitua-

ti da tempo a vivere in questo clima: per lEuropa, invece, si tratta di un nuovo vento di paura, che soffia da Parigi e investe anche lItalia.
Non proprio cos: a cavallo
degli anni Ottanta venivo spesso in Italia, perch a quellepoca lavoravo in Arabia Saudita, e
ricordo molto bene gli anni delle Brigate Rosse e il sequestro
Moro. LItalia ha purtroppo una
esperienza di lotta al terrorismo, che per condusse con

molto coraggio: anche adesso


pu fare altrettanto.
Nel mirino delle Brigate Rosse cerano per manager, generali e politici, mentrelIs
attacca cittadini a caso...
Ed soprattutto nemico
delle convinzioni, delle fedi religiose e del modo di vita degli occidentali. importante che tutti si rendano conto di chi veramente il nemico e di quanto sia
vitale combatterlo. Chi lo ha capito bene, e reagisce nel modo

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migliore proprio il Papa.


Si riferisce alla decisione di
Francesco di confermare il
viaggio in Africa a dispetto
dei rischi? Perch tanto importante?
Perch diffonde un senso di
serenit e fiducia. E poi, considerato che si tratta del leader
moralmente pi importante
del mondo, indica una strada,
un percorso in cui tutti dovrebbero riconoscersi.
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ROMA. Cosa volete che sia unombra, qualche

milligrammo di zucchero in pi nel sangue,


destinato, per giunta, ad essere rapidamente
riassorbito? Be, dipende. Se un paziente appena uscito dalla rianimazione, tuttora in terapia intensiva, quel milligrammo sufficiente a far scattare lallarme e a convocare, attorno al capezzale, cardiologi con la fronte aggrottata. Li vediamo in queste ore. Il capezzale quello delleconomia europea, il trauma
sono i massacri di Parigi, i cardiologi sono i
banchieri centrali. aumentato il livello di
incertezza, commenta amaro il governatore della Banca dItalia, Ignazio Visco. Gli attacchi di Parigi potrebbero aver elevato i rischi di un indebolimento dellarea euro, concorda Peter Praet, il capoeconomista della
Banca centrale europea. Mettete in conto
che, nelle riunioni informali della stessa Bce,
gi ci si interrogava sullopportunit di ritoccare in modo robusto, agli inizi di dicembre,
le dosi di medicinali, vista la debole risposta
delleconomia europea alle terapie in corso e
capirete il nervosismo che circola a Francoforte.
Per una volta, i banchieri centrali sono pi
irrequieti degli stessi mercati. Le Borse non
hanno ancora deciso da che parte muoversi.
Il petrolio ha continuato a scendere, loro galleggia. Daltra parte, difficile prevedere
limpatto effettivo di eventi tragici come
quelli di Parigi. Il terrorismo dicono gli economisti tende ad avere conseguenze limitate e transitorie sulleconomia. Il caso di
scuola sono le due Torri di New York. Le stime parlano di oltre 20 miliardi di dollari di
danni fisici a edifici e infrastrutture, una paralisi del turismo con 12 miliardi di dollari di
profitti in meno per le compagnie aeree del
mondo. Tutto sommato, leconomia Usa crebbe nel 2001 mezzo punto in meno di quanto
sarebbe avvenuto senza gli attentati, e cre
600 mila disoccupati in pi. Dati che vanno visti in prospettiva: nel giro di un anno, lAmerica aveva recuperato il terreno perduto.
Gli attentati del 2001 non sono peraltro
comparabili, per scala (di morti e di danni), a
quanto avvenuto la scorsa settimana a Parigi. Pi vicino lattacco dei terroristi ai treni
dei pendolari a Madrid nel 2004, con 191 mor-

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ti. Gli economisti spagnoli hanno concluso


che i costi dellattacco furono equivalenti allo
0,03 per cento delleconomia nazionale. Nella situazione europea attuale, tuttavia, il dato complessivo pu non essere sufficientemente indicativo. Nei prossimi mesi, gli economisti guarderanno in particolare al turismo, che, per la Francia, che aspetta gli Europei di calcio, come per lItalia, che aspetta il
Giubileo, vale oltre il 7 per cento del Pil. Non
si tratta solo di viaggi ed alberghi. Anche di
consumi. Chi pensa che i ricchi facciano i loro
acquisti sotto casa, ad esempio, si sbaglia. Oltre met degli acquisti di lusso avviene in
viaggio.
Perch turismo e lusso sono cos importanti per lEuropa di oggi? Perch sono indicatori
sui quali facile leggere in fretta il clima psicologico delle economie nei mesi a venire, un
dato che viene ritenuto cruciale per le speranze di ripresa. Ai vertici delle banche centrali
europee sono, infatti, acutamente consapevoli delle difficolt che sta incontrando la rianimazione dellarea euro. Sotto gli occhi di tutti
c il fatto che nelleconomia continentale, in
questi mesi, stanno venendo immessi stimoli
di una intensit inedita. Un prezzo dellenergia ai minimi, come non si vedeva da anni. E
iniezioni massicce di liquidit di entit inedita, destinate a ripetersi ancora, almeno per
altri dieci mesi. Tanto che, finalmente, si sta
allentando la stretta al credito, anche nei Paesi pi difficili: in Italia stanno crescendo i crediti alle imprese e ne diminuiscono i costi.
Ma le economie si muovono lo stesso a passo di lumaca. Lespansione, in Italia, sar meno dell1 per cento questanno e dell1,5 per
cento il prossimo. La Francia crescer
dell1,1 per cento nel 2015 e dell1,4 per cento nel 2015. Anche la Germania rester sotto
il 2 per cento. A questi ritmi, se anche il terrorismo tosasse solo qualche decimale, limpatto sarebbe brusco e sensibile. In Italia, ad
esempio, anche uno 0,1 per cento in meno
equivarrebbe a tagliare la crescita di un decimo. Come osserva Moodys, meno crescita significherebbe deficit e debito pi pesanti,
rendendo dattualit manovre di bilancio
allinsegna dellausterit. E stroncherebbe
sul nascere i germogli di ottimismo e fiducia
su cui le autorit monetarie contavano per
un sostanziale rilancio dei consumi interni,
che compensi le debolezze della domanda
estera.
Quei germogli erano gi assai deboli, come confermano le aspettative di inflazione,
ancora a ritmi troppo lontani dallobiettivo
del 2 per cento. Ora, come dice Praet, potrebbero essere ancora pi avvizziti. E, se limpatto diretto del terrorismo transitorio, nel momento in cui intacca ottimismo e fiducia si
prolunga nel tempo. Sempre che rimanga
contenuto e isolato. Una vera e propria ondata terroristica, infatti, avrebbe costi assai diversi. Si calcola, ad esempio, che, nei Paesi Baschi, la campagna di attentati dellEta sia costata fino al 10 per cento del Pil. E altrettanto
ha pesato, sulleconomia israeliana, lIntifada.
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BRUXELLES. Schengen sotto accusa. Non tanto laccordo di libera circolazione tra i Paesi europei, che pure qualcuno vorrebbe rimettere in discussione,
quanto piuttosto il sistema di
controllo alle frontiere esterne
della Ue e lefficacia della comunicazione tra le forze di polizia

nazionali. Il fatto che la mente


degli attentati di Parigi, Abdelhamid Abaaoud, abbia potuto
tranquillamente andare e venire tra il Belgio, la Francia e la Siria, pur essendo da tempo ricercato, o che un altro degli attentatori sia entrato in Grecia con
la marea dei profughi senza essere correttamente identificato, dimostra che il sistema di

controlli in ingresso e in uscita


dallarea Schengen non funziona come dovrebbe.
Sar questo il problema che i
ministri della Giustizia e dellInterno, convocati durgenza oggi a Bruxelles, cercheranno di risolvere. Non intendiamo aprire una discussione sul futuro di
Schengen: ci sono cose che si
possono migliorare, tuttavia

mettere in questione gli accordi sarebbe un passo indietro,


avverte il commissario alla libera circolazione Dimitris Avramopoulos. Ma ci sono molti buchi da riempire. Il primo riguarda il controllo alle frontiere
esterne dello spazio Schengen.
I ministri approveranno una
modifica al regolamento che
consenta verifiche approfondi-

te anche sui cittadini europei,


confrontando i loro dati con il
casellario centrale del sistema
europeo Sis.
La seconda falla politicamente pi delicata, perch si incrocia con lemergenza immigrazione. Occorre, dicono i ministri nella bozza di conclusione che sar approvata oggi,
una sistematica registrazio-

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NEW YORK.

ne, compresa quella delle impronte digitali, dei migranti irregolari e dei richiedenti asilo
che entrano nellarea Schengen. I nuovi arrivati dovranno
anche sottoporsi a controlli di
sicurezza collegati alle banche
dati europee. La registrazione
dei migranti non in s una novit, in quanto gi prevista
dalle norme europee. Ma molto
spesso non viene applicata nei
Paesi di primo arrivo, in particolare la Grecia e lItalia, perch li
obbligherebbe a trattenere
limmigrato o il richiedente asilo senza lasciarlo proseguire
verso il Nord Europa, che spesso la meta finale del suo viaggio.
Linosservanza di queste norme, e la mancanza dei cosiddetti hot spots per lidentificazione e lo smistamento dei profughi, ha indotto il governo olandese a ventilare addirittura la
possibilit di ridurre larea di libera circolazione dando vita a
una mini-Schengen limitata
ad Austria, Germania e paesi
Benelux, e creando campi di
raccolta profughi al di fuori di

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questarea. Lidea, pi una minaccia indiretta che una ipotesi
realistica, non neppure stata
presentata alle autorit comunitarie e non verr discussa dai
ministri. Del resto i tedeschi sono stati i primi a bocciarla. La
soluzione alla crisi dei migranti
va trovata sulle frontiere esterne della Ue, ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo un incontro con il cancelliere
austriaco Faymann. Ma il solo
fatto che un governo europeo
abbia potuto contemplare una
eventualit simile d la misura
di quanto gli attentati di venerd scorso a Parigi e lallerta terrorismo abbiano ulteriormente
complicato la gi drammatica
emergenza immigrazione.
I ministri, oggi, dovranno per fare i conti anche con altri buchi nella rete della sicurezza
che hanno facilitato loperato
dei terroristi. Il pi grave la
mancanza di comunicazione
tra i servizi di polizia dei vari
Paesi. Le forze dellordine europee da tempo dispongono di diverse banche dati comuni, dal

)FCEP si era solennemente deciso di affrettarne la messa in


opera. Evidentemente senza risultato. Infine dovr subire una
accelerazione il progetto per il
varo di un passaporto europeo
con i dati biometrici, sollecitato
dalla Francia, per evitare che i
terroristi utilizzino, come fanno ora, documenti autentici ma
appartenenti a persone somiglianti sfruttando la scarsa attendibilit delle foto di indentificazione.

Con un voto a grande maggioranza, 283 voti contro 137, la Camera dei Rappresentanti ha bocciato il piano Obama per migliaia di rifugiati in fuga dalla Siria. Un voto scontato (i repubblicani hanno la maggioranza della
House) dopo la rivolta dei governatori che in 25 Stati guidati dal Grand Old
Party - pi il democratico New Hampshire - avevano scelto, con lappoggio di
'PY/FXT e dei guru conservatori delle
radio (che hanno unaudience di decine di milioni) il no alla Casa Bianca con
un consenso popolare crescente dopo i
massacri di Parigi. Per il presidente lo
schiaffo stato pi forte del previsto,
considerato che 47 deputati democratici si sono schierati a fianco dei repubblicani in un voto da loro definito bipartisan su una questione (terrorismo e sicurezza) che dall11 settembre 2001
una ferita sempre aperta negli Stati
Uniti.
La legge votata ieri che blocca, per
ora, il programma per chi fugge dalla Siria (nel 2016 ne dovevano arrivare
16mila) prevede che per ogni applicante ci sia il via libera (con conferma
scritta) del direttore del Fbi, del Segretario alla Homeland Security (il ministero degli Interni Usa) e del direttore
della National Security Agency. Come
dire le tre persone pi importanti (dopo lo stesso presidente) degli Stati Uniti in materia di sicurezza nazionale.
Per la Casa Bianca si tratta di una misura assolutamente insostenibile. Gli
uomini di Obama hanno tentato fino
allultimo di convincere i deputati democratici a non votare a fianco di quelli repubblicani, ma
stato tutto inutile. Con i media in
cui le notizie pi viste, lette o cliccate
sono quelle che riguardano i fatti di
Parigi, i kamikaze
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dello Stato Islamii*SJGVHJBUJTJSJBOJ
co addestrati in SiTDSJWF/JDIPMBT
ria e via dicendo, la
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scelta di appoggia5JNFTGVHHPOP
re il piano del presiEJTQFSBUJEBMMB
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lare anche nelleletSJGJVUBOPEJ
torato democratico
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(citt come New
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In attesa del voRVBOEPSJGJVUBWBOP
to del Senato - che
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dovrebbe avere luo(FSNBOJBOB[JTUBw
go dopo li giorni di
vacanza per Thanksgiving della settimana prossima - dove
dovrebbe facilmente passare sia pure
con una maggioranza pi risicata che alla Camera, il presidente ha gi annunciato che metter il veto sulla legge.
offensivo pensare che non vogliamo aiutare i rifugiati, ma se leggiamo il disegno di legge vediamo che si tratta solo
di un semplice processo di controllo da
aggiungere a quello esistente, ha risposto Sean Patrick Maloney, uno dei
democratici ribelli.
Per Obama questi controlli ulteriori
non forniranno nessuna significativa
garanzia di sicurezza per il popolo americano, perch lobiettivo dichiarato di
lunghi e complessi controlli solo quello di bloccare del tutto il programma di
ingresso dei rifugiati. Il presidente conferma quindi di voler mettere il veto
contro una misura contraria ai valori
americanizzi accoglienza per chi fugge
da guerra e terrorismo.

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3*130%6;*0/&3*4&37"5"

Laccordo di Schengen
Cosa prevede

COMPOSTA DA 26 PAESI EUROPEI


tra questi ci sono
6 PAESI UE NON ADERISCONO
4 PAESI NON UE
ALLACCORDO
DI SCHENGEN

Finlandia

Islanda
Norvegia
Svezia

Estonia

Abolizione del controllo


del passaporto
Abolizione del controllo
di immigrazione entro
i loro conini
Il trattato prende il nome
dal villaggio
in Lussemburgo in cui
fu irmato nel 1995

I controlli
Lettonia
Danimarca
Gran
Bretagna

Irlanda

Lituania

Paesi Bassi
Polonia

Germania
Belgio
R. Ceca
Francia

Slovacchia

Svizzera
Austria

Liechtenstein

Ungheria

Slovenia

Italia

Portogallo

Le regole per entrare


nello spazio Schenghen
variano a seconda
delle cittadinanze: i
cittadini di alcuni Paesi
(Usa, per esempio)
non hanno bisogno
di visti: quelli di altre
nazioni (Arabia Saudita,
Yemen ect.) sono invece
obbligati a richiederli

Romania

Bulgaria

Spagna

Grecia

Cipro

La proposta di modiica
Rafforzare
i controlli
alle frontiere
esterne:
chi arriva
dallarea esterna,
sar soggetto
a maggiori controlli

sistema SIS a quella di Europol.


Ma se informazioni potenzialmente rilevanti non vengono inserite nel sistema, come stato
il caso per i terroristi di Parigi,
evidente che lefficacia della rete antiterrorista ne risulta molto indebolita. Per la verit da
tempo che, ad ogni riunione dei
ministri degli Interni, i responsabili politici sottolineano la necessit di rafforzare lo scambio
di informazioni. Ma evidentemente le buone intenzioni dei
governi non sono finora basta-

Sottoporre
ai controlli
anche
cittadini
dei Paesi
Schengen
in arrivo
da localit
sensibili

Creare il registro
europeo dei nomi
dei passeggeri:
si tratterebbe
di schedare
i passeggeri
dei voli interni
e mettere i dati
a disposizione
dei servizi europei

te a cambiare le cattive abitudini dei servizi di sicurezza.


Poi ci sono le novit da introdurre. Nel comunicato che approveranno oggi, i ministri chiederanno la messa in opera entro il 2015 del PRN, il sistema
di registrazione dei passaggeri
aerei anche sui voli interni. Il
registro, in preparazione da
tempo, bloccato dalle resistenze degli europarlamentari che
temono violazioni sul diritto alla privacy dei cittadini europei.
Gi dopo la strage di $IBSMJF

Registrare
e prendere
le impronte
in modo sistematico
a tutti i migranti
che entrano
nellarea Schengen
e farle confluire
in tutti i database
di sicurezza europei

Aumentare
lo scambio
di informazioni e
il coordinamento
operativo
sul monitoraggio
e le inchieste
antiterrorismo
fra i servizi
europei

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PARIGI.

Cerco luomo che mi ha


aperto il suo portone in rue Alibert. Vorrei ritrovare la persona che mi ha soccorso in boulevard Voltaire. Da giorni strani appelli si diffondono sui social network. Sono alcune delle persone
che si sono ritrovate nelle strade
di Parigi, ferite o semplicemente
nel panico, durante gli attacchi di
venerd 13 e che vogliono ritrovare i parigini che nonostante la paura di quelle ore non hanno esitato
a scendere in strada, offrire rifugio, correre un piccolo rischio per
aiutare altri cittadini in difficolt.
Lappello era stato lanciato in
rete al momento degli attentati,
con lhashtag #porteouvertes. Uno dei primi
ad aver avuto lidea
stato un giornalista
che vuole essere chiamato solo per nome,
Christophe. Abita nei
pressi dello Stade de
France e vedendo la situazione ha pensato di
offrire ospitalit agli
spettatori che uscivano dalla partita. Intorno allo stadio per fortuna non ci sono state molte scene di panico e alla fine Christophe ha dovuto accogliere solo qualche studente venuto da fuori Parigi e che non poteva
tornare a casa perch metr e treni sono rimasti bloccati tutta la
notte.
E nellundicesimo che stata
organizzata uninedita gara di solidariet. Molti lhanno fatto senza dover neppure seguire la mobilitazione dei social network. Come Daniel Psenny, il giornalista
di -F.POEF, residente davanti al
Bataclan, che dopo aver filmato i
primi minuti di una sparatoria sotto casa sua sceso ad aprire il portone del palazzo per dare accoglienza a Matthew, un americano
ferito alla gamba che giaceva a
terra. Non ho riflettuto molto, ho

agito distinto racconta ora Psenny. Insieme a un altro uomo, Daniel riuscito a portare Matthew
nellandrone. Mentre entravano
insieme, una pallottola volante
ha ferito il giornalista al braccio.
Altri condomini prestano soccorso a Psenny e intanto fanno salire
lamericano ai piani alti. Passano
ore di lunga attesa, finch i feriti
sono evacuati dalla zona. Per un
caso Matthew e il giornalista si ritrovano nello stesso ospedale.
Non riuscivo a trovare le parole
giuste per ringraziarlo spiega lamericano che era sopravvissuto

per miracolo agli attacchi delle


Torri Gemelle a New York l11 Settembre del 2001. Ma al Bataclan
stato mille volte peggio. A Daniel alla fine ha detto solo: Sei il
mio angelo.
Sono tante le storie come questa, bagliori di luce in una notte di
tenebre. Come Jos, portiere di
un palazzo di rue Oberkampf che
ha portato coperte e bibite calde
ai primi sopravvissuti evacuati
dal Bataclan. Anche molti caf e
brasserie hanno dato rifugio a passanti che si sono trovati in mezzo
a scene di guerra. Il sindaco di Pa-

rigi ha ordinato subito di aprire il


municipio dellundicesimo arrondissement dove sono stati portati
nella notte molti sopravvissuti
del Bataclan che non erano feriti
ma avevano bisogno di unassistenza psicologica. Sylvie, unaltra residente del quartiere era
uscita a comprare le sigarette
quando ha visto delle persone in
strada correre allimpazzata. E
tornata indietro, lasciando aperta la porte del palazzo e proponendo a quelli che volevano di salire a
casa. Ci siamo messi in salone
ricorda la donna ho aperto una

bottiglia di vino per offrire un bicchiere, cercando di superare lattesa. Non potevo fare molto di
pi. Un altro parigino che abita
nei pressi del teatro sotto assedio
ha sentito bussare alla sua finestra. Erano degli ostaggi che erano riusciti a fuggire dai tetti. Ovviamente non ha avuto dubbi. Ha
spalancato la finestra e li ha fatti
entrare condividendo con loro ore
di angoscia fino alla fine del blitz
della polizia. E uno dei tanti angeli della notte del 13 novembre che
non ha ancora un nome.
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Fluctuat nec mergitur, naviga


tra le onde e non affonda. Si legge sui muri,
negli striscioni appesi fuori dalle scuole,
diventato anche un popolare hashtag.
Qualcuno cercava uno slogan per battezzare la resistenza al terrore di Parigi, ora c.
Uno dei primi a usarla stato un noto disegnatore, Joann Sfar sul suo conto Instagram nella notte del 13 novembre. La citazione latina fa parte del simbolo della citt
dai tempi antichi ma stato riscoperta in
questi giorni, diffusa sui social network e
soprattutto dal sindaco Anne Hidalgo che
PARIGI.

lha messa come immagine sul profilo ufficiale su Twitter, ripresa anche nei suoi
messaggi alla popolazione per sintetizzare
la necessit di non cedere al terrore.
Il coraggio viene dal passato. Fluctuat
nec mergitur scritto sullo stemma di Parigi, con un veliero alla conquista del mondo, simbolo degli armatori parigini, la pi
potente delle corporazioni durante Medioevo quando la Senna era il fiume che
portava ricchezza alla citt. Lapparizione
della frase risale al dodicesimo secolo,
adottata nel 1853 come stemma ufficiale
dal Prefetto di Parigi, il Barone Haussmann, e regolarmente nella cultura france-

se fino ai giorni nostri, inserita in una canzone di Georges Brassens o negli album di
Astrix.
Ora la scritta assume un nuovo significato, dipinta su un grande affresco al centro
di place de la Rpublique, la piazza che si
era riempita per la manifestazione dell11
gennaio al grido di Je suis Charlie. Questa volta non ci poteva essere un unico nome per mobilitare le coscienze, e non ci saranno cortei, almeno per un po visto che lo
stato di emergenza proclamato dal governo vieta qualsiasi manifestazione. Ma la
saggezza della lingua latina venuta in
soccorso. Fuori da un liceo del Marais la

scritta esibita in un gigantesco striscione, mentre comparsa anche sul Canal


Saint-Martin, non lontano dai caf dove ci
sono stati gli attacchi di venerd 13. E pensare che negli ultimi tempi la Francia si era
divisa a proposito dellinsegnamento del
latino nelle scuole: secondo la riforma del
governo non pi obbligatorio. Tanti intellettuali avevano ricordato quanto siano importanti le nostre radici culturali e una certa visione dellumanit. Per convincere gli
studenti a studiare il latino non ci poteva
essere occasione migliore.
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ROMA. Dopo lorrore dell11
settembre ho tolto il velo.
Troppa lostilit verso noi musulmani. Oggi lo tengo con fierezza, perch gli attentati sono contro ogni essere umano
e contro ogni Dio. Manar Mohamed, 31enne di Reggio
Emilia, indossa lhijab. Per lei,
i terroristi non centrano nulla con la vera fede. la rivolta dellaltro islam, dei musulmani di casa nostra: ragazzi e
ragazze nati o cresciuti in Italia che gridano Not in my name, il terrore non ci appartiene.
Oggi nel nostro Paese vivono oltre 1 milione e 600mila
musulmani, tra loro tanti
g2: ragazzi di seconda generazione. Soprattutto a loro si
rivolge lappello delle comunit islamiche a scendere in
piazza domani a Roma alle 15
in piazza dei Santi Apostoli
(ma anche a Milano, alla stessa ora, in piazza San Babila)
contro le stragi. Dobbiamo
dire che quella di Parigi stata una bestemmia contro il
creatore e lislam. A parlare
Izzedin Elzir. Il presidente
dellUcoii (Unione delle comunit islamiche italiane) oggi
ha 45 anni, arrivato in Italia
quando ne aveva 19, lasciandosi alle spalle la sua citt, Hebron, in Palestina. Dal 2000
anche imam a Firenze. In
piazza chiamiamo ogni religione spiega Izzedin il
nostro un abbraccio al popolo francese con la voglia di ribadire che i terroristi sono un
cancro nellislam. Il male
pu attecchire anche in Ita-

lia? Dopo l11 settembre abbiamo lavorato molto sulle nostre comunit e credo che oggi abbiamo gli anticorpi contro lestremismo. Quello a
cui tiene Izzedin far capire
che siamo tutti uniti nella
paura, tutte vittime possibili,
ma uniti possiamo vincere.
Perch invece il terrore divide, aumenta la diffidenza.
Pochi giorni fa ero su un Frecciarossa racconta Chaimaa
Fatihi, studentessa 22enne di
Modena e indossavo il velo.
Di fronte a me cera unanziana coppia, appena mi sono alzata per scendere la donna ha

pensieri e ragionamenti sono


stati in italiano, ma vado fiera
anche delle mie origini marocchine. Pure lei condanna gli
attentatori, perch tradiscono lislam che una religione pacifica. Allora bisogna
dissociarsi? Non dobbiamo
dissociarci da qualcosa che
non ci appartiene e non dobbiamo avere paura, se no vincono loro.
Hareth Amar ha 22 anni,
nato a Napoli da genitori palestinesi, studia architettura
ed presidente dei Giovani
musulmani dItalia. Anche lui
sar in piazza a manifestare,
perch siamo tutti colpiti come cittadini e nulla di simile
deve mai pi accadere. LItalia rischia? Da molti anni
spiega Hareth educhiamo i
giovani musulmani per evitare derive estremistiche e la
grande rabbia che muove gli
attentatori francesi da noi ancora non c. O almeno non abbiamo campanelli dallarme.
La religione non centra
nulla con quanto accaduto,
ripete Manar Mohamed. Nata a Reggio Emilia da genitori
egiziani, oggi Manar ha un figlio di pochi mesi e lavora per
un istituto di vigilanza. Lei
non potr essere in piazza perch deve lavorare, ma crede
che si dovrebbe manifestare
anche contro le stragi in Siria,
perch non ci sono morti di serie A e morti di serie B. Il suo
timore che crescano le discriminazioni, gli sguardi dodio,
quelli che mi hanno spinto
anni fa a togliermi il velo. Ma
ora non riaccadr.

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detto al marito per fortuna
se ne va e non si fatta esplodere, le ho detto che ero italiana come loro e me ne sono
andata. Chaimaa arrivata
in Italia dal Marocco assieme
alla madre, quando aveva cinque anni. Abbiamo raggiunto pap che lavorava come autista a Castiglione delle Stiviere. Oggi Chaimaa studia giurisprudenza a Modena e sogna di diventare magistrato.
Un anno fa ha giurato sulla Costituzione. Ci sono voluti pi
dei 10 anni previsti ricorda
per colpa delle lentezze burocratiche, ma alla fine stata una cerimonia molto commovente. Chaimaa italiana e si sente tale. Sono arrivata che ero piccola, i miei primi

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MILANO. Non si fermano le polemiche
sul caso dellistituto Daverio-Casula di
Varese, dove sette studenti (sia italiani
che stranieri) durante il minuto di silenzio per ricordare le vittime di Parigi hanno deciso di dissociarsi. C chi sostiene
che lhanno fatto uscendo addirittura
dallaula. Ma la preside Nicoletta Pizzato, a distanza di giorni, offre una versione diversa. E prova a smorzare i toni.
Luned, allinizio del minuto di silenzio,
alcuni ragazzi hanno chiesto perch si facesse una commemorazione solo per i
morti francesi e non per le stragi in Liba-

no o per i morti dellareo caduto nel Sinai. La dirigente parla di un dibattito


vero, di un confronto fra studenti con posizioni diverse. Cos, la professoressa
ha detto che se qualcuno preferiva ricordare tutte le stragi poteva farlo. E i ragazzi si sono divisi in due gruppi. E a
quel momento di raccoglimento, sostiene la preside, avrebbero partecipato tutti. Il ricordo delle vittime di Parigi era
stato chiesto dal ministero dellIstruzione. Un invito, rivolto a tutte le scuole, rafforzato dal direttore scolastico della
Lombardia, Delia Campanelli, che ha
scritto a tutti i dirigenti scolastici invitando a stimolare percorsi di approfondimento, a riflettere insieme e a costrui-

re nuovi progetti per la promozione e la


diffusione della cultura della Pace e della non violenza, come valori universalmente riconosciuti in grado di superare
qualsiasi barriera sociale. Al Daverio-Casula, per, quel minuto si sformato in vero polverone finito sul tavolo del
carabinieri e della Digos. Ho passato
lintera giornata a ripetere a chiunque
che non successo nulla di strano. Gli insegnanti non mi avevano neanche avvisato visto che lepisodio si era risolto internamente. Del resto, legittimo che i
ragazzi si pongano dubbi e facciano domande e penso sia compito della scuola
provare a dare risposte. Listituto ieri
rimasto aperto fino alle 22 per i corsi se-

rali, mentre sul web proseguivano le polemiche. Siamo una scuola modello dal
punto di vista dellintegrazione puntualizza la Pizzato e ne siamo orgogliosi. Non mai successo nulla e temo che
questo episodio sia stato strumentalizzato politicamente. La pensa diversamente lassessore alla sicurezza di Varese, il leghista Carlo Piatti: Sono stato io
a segnalare quanto accaduto al prefetto:
ci era stato chiesto di segnalare tutti i casi sospetti. Mi auguro che le cose stiano
come dice la preside. Credo per che in
un momento come questo sia meglio fare una verifica in pi, piuttosto che una
in meno.
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MILANO.

Con tutto quello che appena


successo, guarda come vanno in giro. State al vostro Paese, se volete conciarvi in
quel modo. Sul marciapiede di via Tommaso Grossi, a met strada tra piazza Cordusio e la Galleria Vittorio Emanuele, lo
sciame di turisti dello shopping del centro
non ha cittadinanza. E proprio per questo
una donna interamente velata di nero e un
uomo con una striscia di barba e un copricapo arabo passano ancora meno inosservati. Calamitano sguardi, irrigidiscono i
volti, attirano i commenti. Bastardi, sibila un tizio, che cammina in via Dante. Davanti alla Scala, gli agenti in borghese fermano la coppia e chiedono i documenti. In
Galleria i passanti scappano e vanno dai vigili a chiedere di identificare quei due,
che hanno unaria sospetta. Davanti a
quella specie di burqa nero, i bambini in gita scolastica vengono allontanati dalla
maestra prudente: Andate avanti, non
state a guardare. Un invito che ovviamente accende la curiosit degli scolari con gli
occhi sbarrati che vengono sospinti un po
pi lontano, a distanza di sicurezza. Sono
tipo i kamikaze dellIs, si danno di gomito
gli studenti che stanno perdendo la mattina di lezione. Un brivido che evidentemente corre nella schiena di molti, in questa
giornata in centro, vestiti come una coppia di mediorientali, lui col cappellino, lei
col velo nero integrale sul volto.
Lanziana che li incrocia, ha il volto livido, gli occhi sgranati. Siamo in Italia, e
non ci si veste cos!, impreca. Il Duomo a
trecento metri di distanza, per raggiungere la Scala sono altrettanti passi svoltato
langolo a sinistra. Una signora al bancomat fa un salto appena scorge lombra nera che cammina alle sue spalle: Oh madonnina, e fugge via tenendosi la borsa.
Allangolo con via Filodrammatici il funzionario in borghese comunica via radio, gli
occhi fissi sul potenziale pericolo: Si stanno avvicinando, dietro ci sono due con le telecamere. Lo stesso succeder ore dopo,
quando i due sospetti entrano in un supermercato di viale Piave, a Porta Venezia.
Non un giorno come un altro a Milano,
tra il Duomo e la Scala, i due obiettivi sensibili segnalati dallFbi allintelligence italiana. La tensione alta e si sente. Davanti a
Palazzo Marino come al Castello Sforzesco, in metr, in Galleria come al supermercato. Ci squadrano tutti, ci scansano in tanti, ci apostrofa qualcuno. Alle spalle, appena superati, mai in faccia. Facciamo paura,
soprattutto alle persone anziane e ai bam-

bini. A lanciare occhiate di disprezzo incrociando la coppia di origine islamica, sono i


professionisti che corrono verso un appuntamento di lavoro, le signore che passeggiano verso laperitivo. Una ci taglia a fette
con lo sguardo, come se fosse certa di vedere due kamikaze.
Il viaggio comincia dalla periferia del
Corvetto, dove pure vedere un burqa non
esperienza cos rara. Anche qui, in metropolitana, la signora avvicinata dal cronista
barbuto, si ritrae. Scusi, per Duomo questa la direzione?. Neanche il tempo di dire
s che il marito la strattona via: Ma lascia
perdere, con questi qui. Sul vagone troviamo due posti a sedere dirimpettai. Pure
quello alla destra della donna in nero libero. E lo rester.
La strana coppia attraversa la nuova
area pedonale che da piazzale Cairoli porta
al Castello. Passa fra i due grandi shopping

fra di loro: Adesso quella si fa esplodere,


stai a vedere. Quando la coppia si ferma al
centro della Galleria facendo finta di ammirare la grande volta appena restaurata,
la folla che era pochi secondi prima sul posto a scattare selfie, si dirada.
La voce arriva da una fila di studenti delle medie in gita di classe. Boom!, segue risolino accennato, la sghignazzata si stempera subito. In meno di un secondo gli
sguardi che piovono sui due arabiracchiudono istruttoria, dibattimento e sentenza di condanna. pieno di scolaresche
in gita. Di turisti da ogni parte del mondo.
Ma lombra di paura la stessa negli occhi
di tutti, adulti e ragazzini, uomini e donne.
Una coppia di cinesi si ferma a scattare
una foto, cercando di non farsi vedere. Un
americano, butta l un shit e se ne va arrabbiato. Anche in corso Vittorio Emanuele, fra le boutique e i bar di lusso, non ci so-

no altre persone in vestiti tradizionali dei


paesi arabi. Solo pochi mesi fa, durante lorgia turistica di Expo, era pieno di famiglie
arrivate forse dal Golfo per lo shopping nel
quadrilatero della moda. E nessuno guardava le signore intabarrate negli abiti neri. Ma nei giorni dopo la strage di Parigi,
tutto cambiato. Se in un inglese approssimativo chiediamo a chi cammina nel Salotto buono di Milano indicazioni per arrivare in Duomo, la risposta uno sguardo
scocciato, un silenzio, o al massimo poche
parole infastidite. Una pensionata che
camminava distratta, quando mette a fuoco limmagine scura, fa un salto indietro: e
scappa. I passanti tirano dritto, come se
nemmeno avessero sentito. In compenso i
venditori arabi di cartoline, salutano con
deferenza: Salam aleikum e si stupiscono di non ricevere risposta.

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ESTRATTO DI ESITO DI GARA


1) Stazione appaltante: ITALFERR SpA, in
nome e per conto di RFI SpA 2) Oggetto:
Procedura ristretta per laffidamento di appalto
integrato di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di sistemazione del Piano
Regolatore Generale della stazione di Bari
Centrale comprensivo di impianti di Armamento,
TE, LFM, TLC ed opere civili, comprese le modifiche allimpianto ACEI esistente - CIG
6199306525 - CUP J37I12000140001 (PA1257) 3) Soggetto aggiudicatario: ATI
Fersalento Srl (C) Cioce Giovanni Costruzioni
Srl (M) ESIM Srl (M) - Importo Euro
16.140.887,13 - Ribasso 0,1653% 4) Profilo del
Committente: www.gare.italferr.it
Il Responsabile
Ing. Fabrizio RANUCCI

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AZIENDA USL n6 LIVORNO


VIALE ALFIERI n 36 - 57124 LIVORNO

center eretti per Expo ora chiusi e in attesa di destinazione mentre quattro agenti accanto a una camionetta la scansionano
a distanza. Lo faranno anche, poco pi tardi, due agenti di Polizia in giubbotto antiproiettile sul selciato allangolo con Palazzo Marino.
In Galleria, lepicentro della minaccia
presunta, camminare con gli sguardi puntati addosso non piacevole. Guarda, quelli sono dellIs, si sente dire.
I pi giovani fanno gli spavaldi. Si avvicinano, puntano gli occhi addosso. Un po ridono, un po hanno paura davvero. E si allontanano di qualche metro, prima di dirsi

Questa ASL indice gare dappalto, con procedura aperta, da svolgere con modalit telematica, relative a:
1) Servizio di assistenza domiciliare e assistenza alla persona. Durata: 36 mesi.
Importo a base di gara 6.654.187,98. 2) Servizi socio-sanitari zona-distretto Livornese. Durata: 36 mesi. Importo a base di gara 6.331.386,21. 3) Servizi
socio-sanitari zona-distretto Bassa Val di Cecina. Durata: 36 mesi. Importo a base
di gara: 7.137.897,27. 4) Servizi socio-sanitari zona-distretto Val di Cornia.
Durata: 36 mesi. Importo a base di gara 3.700.890,87. 5) Servizi socio-sanitari zona-distretto Elba. Durata 36 mesi. Importo a base di gara 1.785.074,49.
Le gare di cui ai n. 2), 3), 4), 5) sono articolate in distinti lotti funzionali. Alla scadenza del contratto
prevista la facolt di ripetizione dei servizi per uguale periodo ai sensi del co. V lett. b) dellart. 57 del D.Lgs
n.163/2006. Il criterio di aggiudicazione quello previsto dallart. 83 del D.Lgs n. 163/2006 e cio quello
dellofferta economicamente pi vantaggiosa. Per partecipare alle gare i concorrenti dovranno inserirsi nel
sistema telematico, nello spazio relativo alle gare di cui trattasi allindirizzo http//start.e.toscana.it/serviziosanitario-toscana/ e inviare, entro e non oltre le ore 12,00 dei giorni di seguito distinti per ogni gara la
documentazione prevista dal disciplinare di gara. La stessa disponibile sul sito internet http//start.e.toscana.it/servizio-sanitario-toscana/, nellarea riservata alle presenti gare: 1) Servizio assistenza domiciliare
e assistenza alla persona: 28.12.2015. 2) Servizi socio-sanitari zona-distretto livornese: 14.12.2015.
3) Servizi socio-sanitari zona-distretto Bassa Val di Cecina: 21.12.2015. 4) Servizi socio-sanitari zona-distretto
Val di Cornia: 10.12.2015. 1) Servizi socio-sanitari zona-distretto Elba: 22.12.2015. I testi integrali del bando
di gara sono stati trasmesso allUfcio Pubblicazioni della Comunit Europea nelle date: 1) 11.11.2015;
2) 07.11.2015; 3) 07.11.2015; 4) 06.11.2015; 5) 11.11.2015.
Il RUP (Dr. Franco Bensa)

Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c



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SANGUINOSI attentati di Parigi

hanno emozionato e coinvolto anche noi. In Italia. Non si


tratta di un effetto preterintenzionale. Al contrario. La scelta
dei luoghi, delle vittime, la stessa rappresentazione dei massacri rivelano una evidente intenzione e capacit di colpire
nel mucchio. Molti bersagli
umani. Molti giovani. Ma anche di lanciare messaggi. Di trasferire paure, inquietudini, ben
oltre i confini di Parigi e della
Francia. Fino a noi. Paese confinante. Dove ha sede il Vaticano.
Dove i flussi migratori dal Nord
Africa continuano, incessanti. Lo
conferma il sondaggio condotto
da Demos per Repubblica, nei
giorni scorsi. Certo, la maggioranza degli intervistati (50%) vede negli attentati una punizione contro la Francia, colpevole
di partecipare ai bombardamenti in Siria e in Iraq. Pi di quanti
(40%) lo considerano, invece, un
avvertimento, contro luoghi e riti del consumismo occidentale.
Tuttavia, oltre 8 italiani su 10 ritengono che questo attacco non
abbia implicazioni solamente
francesi. Ma riguardi, al contrario, anche noi.
Oltre met delle persone (intervistate) ammette di sentirsi preoccupata per leventualit di atti
terroristici. Con un aumento di 14
punti, nellultimo anno, e di circa
20 rispetto al 2010. Gli effetti sul
clima dopinione risultano evidenti. Anzitutto, sul piano dellin-sicu-

$SFTDFMBEJTQPOJCJMJU
BMJNJUBSFBMDVOJEJSJUUJ 
NBOPOJMUJNPSF
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rezza, che appare diffusa.
Componenti ampie della popolazione (meglio: del campione)
pensano, infatti, che oggi convenga adottare comportamenti
prudenti. Pi che in passato. In
particolare, il 46% ritiene opportuno evitare di partecipare a manifestazioni ed eventi pubblici. Il
43%: di viaggiare allestero. Il
38%: di prendere laereo. Si tratta, perlopi, di persone pi anziane e meno istruite. Che, comunque, sono meno disponibili a mobilitarsi e hanno minore confidenza con il mondo. Ma il se-

SIAMO TUTTI PARIGINI?

LA PAURA DI ATTENTATI

Secondo lei lattacco alla citt di Parigi riguarda (valori %)

Con che frequenza le capita di sentirsi preoccupato per quanto riguarda


gli atti terroristici? (valori % di quanti rispondono di sentirsi
frequentemente preoccupati Serie storica)

17

51

Soprattutto
la Francia
e i francesi

39

81
2

32

33

Nov
2008

Nov
2009

37
29

Anche lItalia
e gli italiani

Non sa,
non risponde

Ott
2007

Nov
2010

Gen
2015

Nov
2015

Fonte: Sondaggio Demos & Pi, Novembre 2015 (base: 1010 casi)

LA PROPENSIONE A CAMBIARE I PROPRI COMPORTAMENTI


I RESPONSABILI DELL'ATTACCO
Secondo lei chi sono i responsabili dellattacco? (valori %)

16

Alcune persone, negli ultimi mesi, hanno cambiato o pensano


di cambiare i propri comportamenti. Quanto ritiene opportuno,
in questo periodo, ciascuno dei seguenti comportamenti?
(valori % di quanti rispondono molto o abbastanza opportuno
Confronto Tutti vs Giovani in et 18-29 anni)
Tutti

LIslam

72
Una frazione
di integralisti
islamici

12
Non sa,
non risponde

Giovani in et 18-29 anni

43

Evitare i viaggi
allestero

36
38

Evitare di prendere
laereo

31
46

Evitare di frequentare
manifestazioni, eventi,
o luoghi pubblici

39

LA CHIUSURA DELLE FRONTIERE


(valori %)
Favorevoli

Non sa,
non risponde

LE LIMITAZIONI ALLE LIBERT INDIVIDUALI

Contrari

56

76

Ora le elencher alcune possibili misure per aumentare la sicurezza


dei cittadini. Mi pu dire, per ognuna, se lei favorevole o contrario?
(valori % di coloro che si dicono favorevoli)
Nov 2015
Nov 2009
91
86
81
Mar 2003

46

3
5
19
Chiusura
delle frontiere
in Francia

gnale chiaro. Linsicurezza sta


penetrando nella societ. E spinge le aree periferiche dal punto di vista sociale ma anche territoriale (i piccoli comuni di provincia e le banlieue metropolitane) a chiudersi in casa. A guardare
gli altri con diffidenza. Quasi 4
persone su 10, infatti, oggi percepiscono gli immigrati come un
pericolo per lordine pubblico e la
sicurezza delle persone. E si rivolgono allIslam con atteggiamento diffidente. La scia di sangue lasciata dalle aggressioni criminali avvenute a Parigi, dun-

41
Chiusura
delle frontiere
in Italia

que, arrivata fin qui. E ha alimentato, presso gli italiani, linquietudine. Ha allargato le distanze, meglio, il distacco fra noi
e gli altri. Percepiti come possibili minacce. Nemici.
Cos, il trattato di Schengen,
che ha aperto le frontiere, reso
pi facili le comunicazioni e i movimenti personali, diviene un
problema. Un rischio. E insieme
alle porte di casa diventiamo pi
disponibili a chiudere anche le
frontiere. Anche se temporaneamente. un provvedimento auspicato dal 56% degli intervista-

Aumentare la sorveglianza
con telecamere di strade
e luoghi pubblici

ti.

Al tempo stesso, come avviene quando la paura penetra fra


noi, diventiamo meno esigenti,
sotto il profilo dei diritti e delle
nostre libert. Cos, oltre 9 italiani su 10 si dicono disponibili ad
aumentare la sorveglianza di
strade e luoghi pubblici attraverso telecamere. Mentre quasi la
met di essi (per la precisione: il
46%) vorrebbe rendere pi facile alle autorit il controllo sulle
nostre comunicazioni. Dalla posta elettronica alle telefonate.
Quasi 20 punti in pi, rispetto al

29

21

Rendere pi facile per le autorit


leggere la posta, la posta elettronica
o intercettare le telefonate senza
il consenso delle persone

2009. In altri termini, i fatti di Parigi hanno accentuato la sindrome dassedio, cresciuta negli anni della crisi. Alimentata dalla
globalizzazione che ci espone,
emotivamente, a ogni evento
drammatico, che avvenga altrove. Anche lontano. come se fosse qui. A maggior ragione quando si tratta di una citt esemplare, come Parigi. Destinazione
degli itinerari da tutto il mondo.
Per motivi turistici, di studio e di
lavoro. Tanto pi da qui. DallItalia. Affacciata ai confini. Per questo colpire Parigi significa colpire

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lEuropa, di cui il centro. Un


Centro strategico e attraente.
Per questo colpire Parigi ha un
impatto rilevante, sui nostri sentimenti. Per questo rischia di diventare un ostacolo, ulteriore, alla costruzione europea. Allintegrazione politica, culturale.
Eppure, evidenziare quanto
gli attentati di Parigi abbiano
cambiato il nostro modo di guardare gli altri e noi stessi, non basta. Potrebbe perfino essere deviante. Se non aggiungessimo
che, nonostante tutto, la paura
non sfociata in panico. La diffidenza non degenerata in distacco, segregazione.
La percezione negativa nei
confronti dellIslam, come religione e comunit, infatti, non ha
cambiato misura, nellultimo anno. Nonostante tutto. E oltre 7 italiani su 10 pensano che le responsabilit delle violenze di Parigi
siano da attribuire a una frazione di integralisti. Solo una minoranza le riconduce allIslam, come tale. Linsicurezza suscitata
dallimmigrazione, inoltre, elevata. Ma non cresciuta molto,
negli ultimi mesi. Rispetto allo
scorso giugno perfino calata.
Ed molto pi bassa, in confronto
allautunno 2007, quando la campagna mediale preparava quella
elettorale. Scandita e decisa dalle paure.
Ci muoviamo, dunque, in una
terra instabile, lungo il confine
mobile fra diverse destinazioni.
Diverse soluzioni. Marcate da diversi livelli di in-sicurezza, apertura e - reciprocamente - chiusura. Verso le altre persone, le altre
religioni. Verso gli altri Paesi. E
ci tende a estremizzare i sentimenti personali, i rapporti con
gli altri, ma anche gli orientamenti politici. Cos, si allargano
gli spazi per gli imprenditori politici della paura. Che fanno
dellinsicurezza e della sfiducia
una risorsa da investire sul mercato politico. Insieme alla disponibilit verso i controlli. Sui comportamenti degli altri, ma anche
sulle nostre relazioni. Sulla nostra vita personale. Da sorvegliati speciali, a tempo pieno. Si tratta di capire se lunica strada possibile sia questa. Rassegnarsi a
uno stato di emergenza permanente. Fino a diventare ostaggi
di se stessi. Di noi stessi.
Significherebbe cedere alla logica del terrore. In fondo, arrendersi ai terroristi.
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ATTEGGIAMENTI SULLISLAM

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Qual la sua impressione di queste religioni?


Molto positiva, abbastanza positiva,
abbastanza negativa o molto negativa?
(valori %)

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na guerra di religione? Non
questo lo scenario delineato
dagli atteggiamenti degli italiani nei confronti dellIslam. Non ancora, quantomeno. Inutile nasconderlo: il rapporto con la fede musulmana
rimane altamente problematico, nel
nostro paese. Segnato da una diffidenza che sconfina in paura. Tuttavia, non sembra essersi ulteriormente deteriorato, in seguito agli eventi
di Parigi. Una strage considerata, peraltro, opera
di estremisti.
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quanto
emerge
SBEEPQQJBMBRVPUB
dallindagine
EJRVBOUJSJUFOHPOP
realizzata da
DIFiTJBNPJOHVFSSBw
Demos&Pi,
nel
corso
dellultima
settimana.
Non lIslam - secondo gli intervistati - ad avere messo sotto assedio la
Francia. O meglio, non tutto lIslam:
per il 72% delle persone interpellate
dal sondaggio, lattacco stato condotto dagli integralisti. Anzi, da una
parte di essi: la frazione di una fazione. Solo il 16% attribuisce le responsabilit al credo musulmano e alla comunit islamica nel suo insieme. Sebbene questo dato salga, fino a raddoppiare, in alcune componenti della societ e, in particolare, presso lelettorato di centro-destra. Le stesse com-

12
Non sa,
non
risponde

27
Abbastanza
positiva

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31
Abbastanza
negativa

27

Molto
positiva

Molto
negativa

Positiva

Negativa

30

58

gen 2015

gen 2015

28

65

ponenti che, con maggiore convinzione, ritengono che siamo in guerra:


opinione condivisa, nel complesso,
da circa un terzo degli intervistati.
Mentre i rimanenti due terzi preferiscono circoscrivere linterpretazione
dei fatti di Parigi alloffensiva del terrorismo internazionale.
Questi orientamenti dellopinione
pubblica contribuiscono a spiegare la
relativa stabilit dei giudizi verso lIslam nel corso dellultimo anno. Rispetto allinizio del 2015 - prima
dellattentato a Charlie Hebdo - il quadro rimane pressoch inalterato. Ma
critico: se circa il 30% degli italiani
esprime un giudizio favorevole sullIslam, il 58% ha unopinione di segno
opposto. Un dato che sale oltre l80%
tra gli elettori di Lega e Forza Italia.
Per evitare che questi sentimenti si
radicalizzino, trasformandosi in islamofobia, sono indispensabili le ferme prese di posizione da parte della
comunit islamica. La condanna
dellImam di Monfalcone alla Jihad
un passo importante in questa direzione. Cos come la manifestazione organizzata dalle associazioni musulmane, che domani scenderanno in
piazza, a Roma, per manifestare la
propria vicinanza al popolo francese.
Per scongiurare che si affermi lequazione Islam = terrorismo. Per poter dire, come gli italiani intervistati dal
sondaggio, che a Parigi non si trattato di guerra. N di religione.
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ho letto la semplice domanda di un parigino,
testimone della strage
del 13 novembre, in risposta a un giornalista che gli chiedeva un commento: Perch proprio
noi? Perch di nuovo noi?. Bench il
suo stupore sia facilmente comprensibile, quella domanda appartiene
gi al passato. Sarebbe stata forse ancora pertinente il 7 gennaio scorso,
allindomani del massacro di $IBSMJF
)FCEP: molti cittadini, tra cui alcuni
miei colleghi americani, concordavano nel vedere una logica in questi assassini, della quale dovremmo tener
conto, mostrando ad esempio maggior rispetto per le religioni degli altri: col corollario che in cambio, loro ci
useranno forse la cortesia di smettere di ammazzarci.
Gi allora, pensavo che questo ragionamento non avesse senso. In primo luogo perch non mi ritengo affatto tenuto a rispettare la religione altrui (ma soltanto il credente, purch
meriti effettivamente il mio rispetto); e soprattutto perch non ho mai
ritenuto, neppure per un attimo, che
quegli attentati avessero qualcosa a
che vedere con la religione. Al contrario, rappresentavano un tentativo
cieco di arraffare un potere politico
puntando sul crimine organizzato,
sulla psicopatologia e sulla pseudo-religione.
La domanda perch proprio noi?
allindomani dei sanguinosi eventi
della settimana scorsa denota un atteggiamento analogo a quello degli
americani, che dicono da noi non
succederebbe quando per lennesima volta, in unaltra citt, un assassino irrompe in unaula e massacra decine di studenti. Questi due tipi di reazione suscitano il ricordo nostalgico
di un tempo in cui avevamo ancora
che lusso! una qualche presa sugli
avvenimenti. Oggi, termini quali logica, storia, prevedibilit, non hanno
pi lo stesso significato. E faremmo
bene a prenderne atto. Nel suo superbo saggio 1BUSJFJNNBHJOBSJF il mio
amico Salman Rushdie cita Richard
Wright, il pi parigino dei romanzieri
americani: Un tempo in America neri e bianchi si facevano la guerra per
le loro idee contrastanti sulla natura
della realt, incompatibili tra loro...
Fu necessario trovare nuovi termini
per dar conto del mondo, prima di
cambiarlo.
E bench la maggior parte di noi
non speri pi di cambiare il mondo
finch in vita, ma se mai di apportare qualche cambiamento per dissuadere chi aspira a cancellarci dalla carta geografica, la selezione quotidiana
delle parole potrebbe favorire questo
lodevole intento. Perch in effetti, sono tante le parole da ridefinire e riattribuire, per meglio adeguarle alla
nuova realt. Vanno trattate con fer-

mezza, perch cos ci serviranno meglio; ed fondamentale prenderle sul


serio. Dunque, da dove incominciare,
davanti a questa nuova emergenza?
Abbiamo limbarazzo della scelta.
Quando il presidente Hollande dice:
Siamo in guerra e afferma che questa guerra sar condotta in modo
spietato, cosa significa la parola
guerra, a fronte di uno Stato che non
una nazione, dietro cui si maschera
lazione di Daesh? E cosa sta a indicare per noi il termine spietato? Che significa oggi in sicurezza? La parola
shock ha ancora lo stesso peso? Abbiamo il tempo essere sotto shock?
Quando un mio amico giornalista,
in una telefonata da Parigi, mi dice:
Qui nessuno pensa che la strage sia
davvero finita, intende con queste
parole la stessa cosa che intendeva il
giorno prima? Dobbiamo dedurne
che siamo in attesa? Quando un politico dichiara di voler ripristinare la
fiducia allindomani del dramma, la
fiducia ancora dattualit? E c
qualcuno che abbia il potere di ripristinarla? Come sappiamo, Marine Le
Pen si esprime spesso in codice, ma in
concreto e nella vita reale, cosa significa il suo appello a riarmare la Francia?. E quando un parigino dice che
sta tentando di comprendere il senso di questa tragedia, ci si chiede
quale possa essere questo senso,
ma soprattutto per quali vie si possa
arrivare a comprenderlo. E quanto alla persona che si chiedeva perch di
nuovo noi, c da chiedersi a chi esattamente si riferiva questo noi, e se
il termine di nuovo non esprima altro che una ripetizione del tutto vuota di contenuti.
Anche la parola esistenziale fa
parte dellelenco. La questione di vita o di morte, che ieri era del tutto
esplicita, diventata una questione
esistenziale. C stato un tempo in
cui questaggettivo traduceva considerazioni meno elementari della semplice sopravvivenza. Lamico con cui
ho parlato oggi al telefono mi ha detto: Con tutti i discorsi dei vari politici
diventa difficile sapere come esistere. S, questo lo comprendo. Come
per i nostri amici giornalisti, i termini
che usiamo dovrebbero attestare che
siamo coscienti delle nostre azioni, e
di ci che comporteranno, anche con
le migliori intenzioni. forse questo
che sintende quando si parla di una
questione esistenziale.
Come ho gi detto, un dramma come quello che ha colpito Parigi in modo cos terribile implica conseguenze
complesse. E cambia il senso delle parole. Su questo non c granch da fare, se non tentare di non farsi trovare
impreparati dalla storia.

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onsieur le Prsident, nel suo discorso di sabato


pomeriggio ha
operato
una
scelta di parole davvero sconsiderata, parlando di un atto di
guerra perpetrato da un esercito terrorista. Ecco, alla lettera, che cosa ha detto: Quello
che avvenuto ieri a Parigi e a
Saint-Denis un atto di guerra,
e quando si trova di fronte a
una guerra il Paese deve prendere misure appropriate. Un atto perpetrato da un esercito terrorista, Daesh, contro tutto
quello che noi siamo, un Paese
libero che dialoga con lintero
pianeta. Un atto di guerra che
stato preparato e pianificato
altrove, con complicit interne
che le indagini cercheranno di
appurare. Un atto di assoluta
barbarie.
Concordo pienamente con
questultima frase, ma il resto
del suo discorso replica quasi
letterale di quello che George
W. Bush disse al Congresso
americano poco dopo gli attacchi dell11 settembre 2001.
Gli attacchi deliberati e sanguinosi che sono stati perpetrati ieri contro il nostro Paese
non sono semplici atti di terrore. Sono atti di guerra.
Le conseguenze di quelle parole storiche sono ben note. Un
capo di Stato che descrive un

evento come un atto di guerra


deve prendere iniziative appropriate. Bush invase lAfghanistan, decisione che poteva ancora apparire giustificabile considerando che quel Paese offriva rifugio ad Al Qaeda: perfino
lOnu era daccordo. Dopo arriv linvasione, completamente
insensata, dellIraq, senza alcun mandato dellOnu, semplicemente perch lAmerica sospettava la presenza di armi di
distruzione di massa. Di armi simili non cera traccia, ma linvasione produsse come risultato una destabilizzazione totale
della regione, che prosegue ancora oggi.
Dopo il ritiro delle truppe statunitensi dallIraq, nel 2011,
venne a crearsi un vuoto di potere. Poco tempo dopo, quando
nella vicina Siria, sulla scia della Primavera Araba, scoppi
una guerra civile, per la prima
volta si vide con chiarezza leffetto micidiale che avevano
avuto le azioni delle forze armate americane.
Nella parte nordoccidentale
di un Iraq privato delle sue radici e nella parte orientale di una
Siria lacerata dalla guerra cera spazio a sufficienza non solo
per le forze governative e lEsercito siriano libero, ma anche per lascesa di un terzo protagonista di rilievo: lIsi o Daesh. Senza la demenziale invasione dellIraq voluta da Bush,
non sarebbe mai esistito lo Stato islamico.
Milioni di persone, me compreso, manifestarono contro
quellinvasione nel 2003, e
quelle proteste ebbero una portata mondiale. E avevamo ragione, dannazione, ragione su
tutta la linea. Non che fossimo
capaci di vedere il futuro di l a
dodici anni, non eravamo lungimiranti fino a questo punto.
Ma ora lo capiamo: quello che
successo venerd sera a Parigi
stato il risultato indiretto della
retorica marziale usata dal suo
collega Bush nel settembre del
2001.
E che cosa fa lei? Come reagisce, a neanche ventiquattrore
dagli attentati? Usando la stessa identica terminologia che
us allora il suo collega americano! caduto nella trappola,
Monsieur le Prsident, ci caduto con tutte le scarpe. caduto nella trappola perch ha offerto ai terroristi proprio quello che speravano: una dichiarazione di guerra. Ha accettato di
buon grado il loro invito al jihad. Con il suo tentativo di reazione ferma corre un rischio

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enorme di lasciar crescere ancor di pi la spirale di violenza.


Personalmente mi sembra una
scelta tuttaltro che saggia.
Lei ha parlato di un esercito
terrorista. una contraddizione di termini. Parlare di un
esercito terrorista come
parlare di una dieta bulimica. Nazioni e gruppo armati
possono avere un esercito. Ma
stiamo parlando di otto individui completamente fuori di te-

sta, ex cittadini francesi tornati dalla Siria. Sono stati trasformati in mostri, dal primo allultimo, ma non necessariamente
in un esercito.
Ci sono altri modi per essere
fermi, a parte suonare i tamburi di guerra. Subito dopo gli attentati nel suo Paese, il primo
ministro norvegese Stoltenberg fece un appello esplicito a
pi democrazia, pi trasparenza, pi partecipazione. Nel

suo discorso lei ha citato la libert. Avrebbe fatto bene a citare anche gli altri due valori
della Repubblica francese, luguaglianza e la fraternit. In
questo momento, mi sembra
che ce ne sia molto pi bisogno
della sua discutibilissima retorica bellica.
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nche nellattacco a
Parigi, i videogiochi.
La tipica inquietudine che da sempre
questi ultimi incutono a genitori, educatori e frettolosi commentatori oggi prende proporzioni abnormi. Questo perch
si saputo che i reclutatori di
Daesh attirano e addestrano terroristi con giochi come $BMMPG%V
UZ e lorganizzazione comunica
anche attraverso le chat delle
Playstation, efficienti e difficili
da intercettare. Lansia per ladolescente di famiglia, la sua possibile dipendenza dal joystick e il
possibile scambio fra vita virtuale e vita reale diventa una questione politica e militare planetaria. la Realt tutta, che oramai
teme il proprio Game Over.
Nellintervista che Daniel Pennac ha concesso ieri per 3FQVCCMJ
DB a Fabio Gambaro riecheggiano le argomentazioni pi classiche contro i videogiochi: Il passaggio dalla dimensione ludica a
quella tragica della realt viene
probabilmente vissuto come il
semplice passaggio a un livello
pi avanzato del gioco. La letteratura scientifica ha invero sempre escluso una correlazione tanto diretta fra videogiochi e violenza, ma questo resta un pensiero
facile da pensare: un modo per
spostare la soglia del nonsense
un poco pi in l, dalla violenza alla dimensione ludica, e dunque irreale, che lavrebbe covata. Christian Salmon aggiunge qualche
altro elemento di riflessione
quando afferma che luniverso
dei videogiochi, cui ricorrono anche gli americani per il reclutamento di volontari, un eccellente strumento di desocializzazione, addestramento e assuefazione alla violenza. A pensarci dal
punto di vista del gioco, i videogiochi fanno parte della vasta categoria dei giochi di simulazione,
i quali vanno dal facciamo che io
ero il cowboy e tu lindiano ai
giochi di ruolo. La loro versione
bellica risale al 1811, quando
George Leopold von Reisswitz invent il primo ,SJFHTTQJFM, poi
adottato dallesercito prussiano.
Ma gi lantichissimo gioco degli
scacchi e quello ancor pi antico
del go simboleggiano, rispettivamente, guerra e guerriglia. Di
l in poi aumentato, esponenzialmente, il grado di realismo.
I wargame sono sempre stati
praticati nei quartieri generali
pi che nelle ludoteche. Nel vasto romanzo di David Foster Wallace *OGJOJUF +FTU, gli allievi di
unaccademia tennistica giocano a &TDIBUPO (escatologia e megaton): quattro campi da tennis

attigui rappresentano i continenti su cui gli allievi svolgono una simulazione di guerra. Il gioco va
allaria perch i giocatori prendono il terreno del gioco non come
mappa ma come territorio: la
stessa confusione tra simulazione e realt di cui parlano Pennac
e Salmon. Al di l di ogni fantasma angoscioso, i videogiochi inducono allazione solo se inscritti
in una pi vasta operazione di
propaganda e storytelling. Il loro
principale apporto diretto invece in termini di addestramento
(come gi per i software di simulazione del volo che sono serviti
agli attentatori dell11 settembre). Sintassi la parola che designava larte di schierare gli
eserciti, come nelle guerre classiche e nei classici wargame. Se oggi si dibatte sul significato di
guerra perch anzich da un
esercito lOccidente viene colpito da piccoli nuclei di giocatori,
e non nei propri eserciti ma nelle
proprie popolazioni.
Il videogioco del terrorista oggi non colpisce pi la mappa ma
il territorio, la sua violenza non
pi tv ma realt. Slavoj Zizek considera gli attentati come un momentaneo promemoria del mondo violento. Alla derealizzazione del gioco corrisponde la brusca presa datto nel reale di chi
assuefatto a un rapporto remoto
e mediato con la realt della violenza. Qui avviene il passaggio
decisivo, lasimmetria dei conflitti contemporanei. Il combattente rappresenta il Daesh, che infatti ne riconosce gli atti come
propri; ma i governanti occidentali rappresentano le vittime? La
libert che stiamo rivendicando
in queste ore quella di non giocare: ma al momento in cui la rivendichiamo il gioco non pi un
gioco e la mappa la nostra citt,
il nostro quartiere, casa nostra.
La debolezza strategica dellOccidente una debolezza politica:
non di conduzione di gioco, ma di
capacit di rappresentare il reale
e di capire che il rischio non viene
da una ludopatia criminogena,
ma dalla miniaturizzazione degli
apparati di distruzione (la bomba nella lattina che ha distrutto
laereo russo); dalluso del corpo
come munizione, o bossolo che
pu perdersi nello scontro; dalla
sintassi a rete e non pi, come
negli eserciti, ad albero gerarchico dei combattenti e dei loro
nemici elettivi: noi. I videogiochi
sono un passaggio funzionale a
questo processo. Non possiamo
pensare di interrompere questo
gioco soltanto mandandolo in
tilt.
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GERUSALEMME. LIntifada dei
coltelli diventata anche lintifada delle pistole e ha ucciso
ieri il maggior numero di israeliani dallinizio di questo ciclo
di violenze. Cinque persone sono state assassinate in due diversi attacchi, portati sempre
da lupi solitari palestinesi
che hanno riportato il livello di
allarme dopo una settimana
di relativa calma al massimo
livello.
In un commento a caldo il
premier Benjamin Netanyahu
ha paragonato londata di attacchi contro cittadini israeliani
oltre cento in un mese e mezzo

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di violenze agli attentati di Parigi. Chiunque condanni gli attacchi in Francia, deve condannare anche quelli in Israele: lo
stesso terrore. Chi non lo fa
ipocrita e cieco, ha detto , dietro questi atti di terrorismo c
lIslam radicale che cerca di distruggerci, lo stesso che colpisce a Parigi e minaccia tutta
lEuropa.
Attacchi, quelli di ieri, che
hanno subito avuto da Gaza i
complimenti di Hamas per i
due assassini palestinesi, definiti dagli islamisti eroi.
Le misure di sicurezza in tutto il Paese nelle ultime settimane sono state elevate con linvio
dei soldati nelle citt accanto a
migliaia di poliziotti, sono stati
istituiti check-point nei quartieri arabi di Gerusalemme est, da
dove sono molti degli aggressori, ma fermare gli attacchi con
il coltello non semplice. Gli assassini sono spesso giovanissimi e non legati a gruppi politici.
Questo gioved di sangue porta il numero degli israeliani uccisi finora a 17. Almeno 82 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano, 52 erano pugnalatori, il resto sono morti in
scontri con lesercito.
Il primo lupo solitario ha
colpito ieri nel primo pomeriggio a sud di Tel Aviv, in un centro commerciale che ospita anche una sinagoga. Il cameriere
palestinese di un ristorante impugnando un coltello in uno dei
corridoi ha ferito a morte due
persone, un terzo stato ferito
lungo le scale. Luomo stato
poi bloccato da un civile e una
guardia di sicurezza che lo hanno tenuto in custodia fino allarrivo della Polizia. Il palestinese,
Raed Khalil bin Mahmoud di 36
anni di un villaggio vicino Hebron, aveva ottenuto il permesso temporaneo di lavoro in
Israele solo un mese fa. Come

sempre in questi casi la Polizia


svolge una seria investigazione
prima di rilasciare il permesso.
Ma luomo era risultato pulito cos come il ramo familiare
principale, nessun indizio faceva sospettare le sue intenzioni.

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Sono oltre 55.000 i palestinesi


che hanno un permesso di lavoro in Israele, altrettanti i clandestini che lavorano in nero.
Il secondo assassino che ha
consumato la sua carneficina alle porte dellinsediamento colo-

nico di Gush Etzion che si trova


cinque chilometri a sud di Gerusalemme lungo la strada per Betlemme, uscito di casa con lintenzione di uccidere, armato di
una mitraglietta Uzi. Arrivato
con la sua auto allincrocio stra-

dale che porta verso Gush


Etzion ha aperto il fuoco a raffica sulle auto bloccate nel traffico: tre i morti e una decina i feriti di questa sparatoria. Fra le vittime un uomo con doppia nazionalit israeliana e americana e

un cittadino palestinese che


rientrava dal lavoro. Anche in
questo caso lassassino stato
ferito e bloccato da un civile armato prima dellaccorrere dei
soldati dal vicino check-point.
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IL CAIRO. Egitto e Russia hanno

firmato un accordo
intergovernativo per la
costruzione della prima
centrale nucleare nel Paese
nordafricano. Lo ha reso noto
Serghiei Kirienko, capo di
Rosatom, lagenzia federale
russa per lenergia nucleare,
citato da *OUFSGBY.
Limpianto di terza
generazione sar dotato di
quattro reattori da 1200
megawatt di potenza ciascuno,
e sorger ad El Dabaa, sulla
costa mediterranea, a 185 km
da Il Cairo e 150 circa da
Alessandria.
Laccordo, firmato al Cairo alla
presenza del presidente Al Sisi,
fa seguito allintesa siglata
durante la visita di Putin in
Egitto lo scorso febbraio.
Per costruire la centrale
occorreranno 12 anni, i primi
lavori inizieranno gi a
dicembre. Il progetto aveva
suscitato le proteste, in passato
anche violente, dei residenti
dellarea.
Lentit economica dellaccordo
non chiara ma il presidente
egiziano, Abdel Fattah Al Sisi,
ha riferito che linvestimento
russo verr ripagato nellarco di
35 anni, con gli introiti
derivanti dalla produzione di
energia nucleare. Il presidente
ha aggiunto che tra i due paesi
c laccordo per laumento
degli investimenti nel gas, e per
creare una zona industriale
gestita dai russi lungo il canale
il canale di Suez. Lespansione
dellarea industriale di Suez era
tra le priorit del governo
egiziano. E da tempo che il
Cairo voleva riprendere il suo
programma nucleare, sospeso
quasi 30 anni fa dopo
lincidente di Chernobyl.
Con una popolazione di quasi 90
milioni di persone e una
domanda di energia in costante
crescita, lEgitto sta cercando di
diversificare le proprie fonti di
energia. Oltre alla centrale
nucleare, Al Sisi ha annunciato
lintenzione di costruire
impianti di energia solare ed
eolica nei prossimi tre anni.
LEgitto, recentemente, ha
anche scoperto una ampia
riserva di gas naturale al largo
delle coste del Mediterraneo.
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MILANO. Quasi dieci milioni di


euro. Bustarelle con banconote da 500 euro, bonifici, auto
di lusso, appartamenti dalle
varie metrature, per finire a
due ville esclusive alle porte di
Milano, per quelle che sembrano essere state le preferite
dellex Cavaliere: Barbara
Guerra e Alessandra Sorcinelli. Per non parlare della marocchina Karima Rby El Mahroug, (fino a sette milioni di
euro solo per lei).
Un fiume di denaro che lex
Cavaliere Silvio Berlusconi
dal novembre 2011 fino al
giugno scorso, avrebbe sborsato per mettere a tacere ventitr ospiti del Bunga bunga.
Per evitare che raccontassero

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Escono definitivamente di
scena i due legali storici di Berlusconi, Niccol Ghedini e Piero Longo - le loro posizioni sono gi state archiviate dal gip
Donadeo - e anche il funzionario Giorgia Iafrate, per cui i
pm hanno chiesto larchiviazione dallaccusa di falsa testimonianza.
Nel lungo elenco dei 31 imputati, oltre alle 23 ospiti di
Arcore, c il direttore di Medusa, Carlo Rossella, il cantastorie dellex Cav, Mariano
Apicella, lonorevole Maria Rosaria Rossi (tutti per falsa testimonianza), lavvocato-bancomat di Ruby, Luca Giuliante (corruzione giudiziaria della giovane marocchina), lex
fisioterapista del Cav, Giorgio

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Puricelli, e lex fidanzato di Ruby, Luca Risso, accusato di falsa testimonianza e riciclaggio
del denaro ottenuto dallex
premier.
E raccolta nei documenti di
un anno di indagine la prova
su cui i pm vogliono il processo. Spesso, gli indizi sono
emersi nelle memorie di computer e telefonini, sequestrate mesi fa alle ospiti delle feste di Arcore. Ci sono le intercettazioni effettuate proprio
dalle ex amiche Guerra e Sorcinelli, in cui lo scorso anno richiedono denaro a Berlusconi,
perch da quattro anni viviamo nella m...., e il leader di
Forza Italia, quasi spaventato
che ricorda i 160 mila euro di
mobili che ti ho comprato il

mese scorso per arredare la


tua casa. Regali non sufficienti per la Guerra, che insiste
per chiedere altro denaro per
trasferirsi a Miami. Guarda
che altrimenti vado dai carabinieri e racconto tutto, lesplicita minaccia della ex soubrette delle reti Mediaset. Ci sono
anche le dichiarazioni del gestore del patrimonio personale di Berlusconi, il ragioniere
Giuseppe Spinelli, chiamato a
spiegare quel via vai continuo
dal suo ufficio delle ragazze
del Bunga bunga, con buste di
denaro, secondo quanto concedeva il fondatore di Mediaset.
Tre le ospiti delle cene eleganti, sono state considerate
parti offese Ambra Battilana, Chiara Danese e la ragaz-

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le vere finalit delle cene eleganti di Arcore, durante i processi sul 3VCZHBUF. Perch,
che in quegli incontri ci fosse
un sistema prostitutivo,
gi stato stabilito anche nel
primo processo che ha coinvolto Berlusconi e che finito con
l assoluzione della Corte di
Cassazione.
Ora, per questi interminabili versamenti, il tre volte presidente del Consiglio rischia un
nuovo processo per concorso
in corruzione giudiziaria. Il
procuratore Pietro Forno, e i
sostituti, Tiziana Siciliano e Luca Gaglio, ieri mattina hanno
formalizzato la loro richiesta.

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una legge giusta, scritta per evitare un inquinamento


dellamministrazione e per garantire la sua credibilit presso il
pubblico, cio il rapporto di fiducia dei cittadini verso listituzione.
Non una sanzione penale, ma una misura cautelare, pu essere
retroattiva, non lede il diritto allelettorato passivo. In 26 pagine,
relatrice il giudice Daria de Pretis, la Corte stoppa tutti i tentativi di
assaltare la legge dellex Guardasigilli Paola Severino, da quelli di
Berlusconi, a quelli pi recenti del sindaco De Magistris e del
governatore De Luca (su cui atteso un ulteriore pronunciamento).
Ma gi ora, come dice lavvocato Gianluigi Pellegrino, la Consulta
promuove la Severino, definendola una sacrosanta legge di necessit
&9.*/*4530%&--"(*645*;*" e di salvaguardia istituzionale in un sistema connotato da gravissima
1BPMB4FWFSJOPTUBUBNJOJTUSP illegalit. La bocciatura per i detrattori piena. Obbliga chi vorrebbe
OFMHPWFSOPEJ.BSJP.POUJ aggirarla, o peggio costringere il governo a modificarla, ad accettarla
come una scelta discrezionale del legislatore per sospendere o far
decadere a seconda che la condanna sia definitiva o no.

MNJ


za marocchina Imane Fadil.


Le tre ospiti in ununica occasione, ad Arcore non ci sono
pi tornate. E quando, nellottobre del 2010, scoppiato lo
scandalo Ruby, hanno raccontato le scene di sesso a cui hanno assistito nel salone delle feste dellallora premier.
Alla notizia della richiesta
di rinvio a giudizio, Forza Italia insorge. Parla di barbaria
giudiziaria, il presidente del
partito, Renato Brunetta. Per
Daniela Santanch, invece,
con la richiesta di rinvio a giudizio, i pm vogliono la morte
politica di Berlusconi.

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ROMA. Hanno torto De Magistris e De Luca. Per la Consulta la Severino

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ROMA. Guai a criminalizzare una fede


intera per un gruppo di terroristi, sebbene i pi sanguinari che la storia potesse offrirci. La distinzione deve essere
ben presente. Dopo Charlie Hebdo come dopo Bataclan e il fiume di sangue
che pure continua a correre per le vie di
Parigi e non solo. E lo anche nella strategia che muove il ministro degli Interni Angelino Alfano in questi tempi di
emergenza ed allerta elevata.
Chi ha paura non libero - La nostra
guerra contro il terrore (Mondadori,
178 pagine) il libro scritto quasi di
getto e sul campo della lotta allIsis
nelle settimane seguite agli attentati

di gennaio nella capitale francese. Ma


sembrano appunti e riflessioni scritti
in queste ore, altrettanto drammatiche.
Perch non cambiano le strategie
del terrore e non cambia il nemico, il Califfo Al Baghdadi. esattamente con
questuomo che dobbiamo fare i conti scrive - con le sue bombe, con le sue ambizioni, con la sua ferocia che vuole farsi scudo di un Dio nel quale credono oltre un miliardo e mezzo di persone nel
mondo e un milione e seicentomila in
Italia. Considerazioni molto generali
ma anche una vena intimistica e generazionale, in questo secondo saggio del

leader Ncd. Era unillusione, lidea che


la pace portasse a una crescita infinita.
Lillusione di chi nato negli anni Settanta e ha conosciuto solo pace e prosperit. Oggi non pi cos. E chi, come
me, fa parte di quella generazione e si
trova al governo del Paese ha una missione precisa: evitare in tutti i modi e a
tutti i costi di pagare e far pagare un
conto altissimo alla fine di quellillusione. Innanzitutto guardando la realt
dritto negli occhi: c una guerra in corso. Alfano ministro ma anche padre,
che la sera torna a casa, vede i figli che
dormono e si chiede se ha fatto tutto il
possibile per proteggere loro e tutti gli

altri italiani. Che si in guerra Alfano


ne convinto , ma non per questo invita a cambiare stili di vita e consuetudini. Solo il mondo libero pu togliere ossigeno alla barbarie scrive. Sul piano
politico lauspicio del ministro la creazione di un fronte compatto, come quello che dopo il venerd 13 parigino si
consolidato a Parigi. Il momento richiede cautela, spirito di coesione, senso di responsabilit, ma purtroppo non
mancano crepe. Anche in casa nostra si
aggirano sciacalli che hanno tutto linteresse a cavalcare londa emotiva.
(c.l.)
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ONDA lunga degli attentati di Parigi sta generando la psicosi collettiva, la paura diffusa spesso irrazionale, gli allarmi veri e falsi, il senso di
precariet. Qualcosa che cambia la vita delle
persone e contiene in s un inevitabile riflesso
politico ed elettorale. In Francia troppo presto per capire se il sussulto dorgoglio di Hollande permetter al
Partito Socialista di recuperare consensi o se invece
linquietudine popolare gonfier le vele della destra
moderata e soprattutto di Marine Le Pen gi nel voto
regionale, trampolino verso le presidenziali del 2017.
In Italia il quadro , se possibile, ancora pi complicato. Al momento, il sentimento di insicurezza sembra favorire - strano ma vero - i Cinque Stelle, ossia il movimento che si distinto fin qui per il silenzio sui fatti
francesi o per la superficiale ambiguit di certi scarni
commenti. Si direbbe che limpaccio dei grillini, il loro
non avere in sostanza nulla da dire, non disturbi gli
elettori. Alessandra Ghisleri ha fotografato questo apparente paradosso per Ballar e il risultato - ripreso
da HuffPost -, vede il M5S al 27,2 per cento, in crescita dello 0,7 rispetto a un precedente rilevamento. Al
tempo stesso il Pd soffre un lieve decremento, al 31,3,
mentre la Lega di Salvini sale al 14,7, ossia pi 0,2 (piccolo premio per la formazione pi bellicosa, pronta al
partiam partiam).
In sostanza, in Francia si discute se la svolta bellica
di Hollande, nel segno dichiarato della riscossa repubblicana, sia in grado di appagare lopinione pubblica; o
se invece la lunga predicazione del
Fronte Nazionale contro il lassismo
e linerzia del governo costituisca alla lunga la carta vincente. Da noi, viceversa, il basso profilo di Renzi non
porta consensi al partito del premier, almeno per ora, mentre a ricavarne vantaggio un movimento il
cui profilo ancora pi basso. Certo,
nellintervista alla Stampa, lideologo Casaleggio qualcosa dice: contro il terrorismo serve pi spesa per
lintelligence, no agli affari con i paesi collusi come lArabia Saudita, no
alla possibilit per lIsis di continuare a vendere petrolio.
RASI di buonsenso buttate l
quasi con noncuranza. Non
rappresentano lannuncio di
una campagna, non c alcuna mobilitazione via web, genere riservato alle iniziative anti-casta. In particolare manca qualsiasi visione europea e un giudizio su quello
che sta cambiando, se cambia,
nellUnione. Il che in fondo non stupisce, conoscendo la
diffidenza dei grillini verso lEuropa. Sembra quasi che
i Cinque Stelle abbiano colto un punto cruciale: la paura collettiva degli italiani, o della maggioranza di essi,
si risolve nel desiderio di non essere coinvolti, di rimanere estranei il pi possibile alla contesa in atto. I francesi hanno reagito alle bombe con la Marsigliese, molti
si domandano come reagirebbero gli italiani.
I grillini hanno una loro risposta al quesito e puntano sullisolazionismo, cio sul quieto vivere e sulla negazione di qualsiasi spirito nazionale. Ritengono che
tale linea permetta di intercettare il sentimento prevalente, almeno a breve scadenza. Ma in definitiva anche
Renzi lavora per un coinvolgimento che sia il minimo
necessario sul piano militare e comunque non conduca
lItalia a prendere impegni al di l della sua volont.
unattitudine che sembra mutuata dalla vecchia Prima Repubblica, quando fra Palazzo Chigi e Farnesina
si alternavano personaggi di consumata esperienza e
sempre molto prudenti. Per la cautela non premia il
governo, anche perch non c margine per una linea
di pacifismo vecchio stampo e, al contrario, i vincoli
politici e militari con gli alleati esistono e talvolta si risolvono in richieste precise (vedi la presenza in Afghanistan). Ne deriva una posizione allinsegna del realismo anche un po cinico, ma che sembra troppo oscillante agli occhi di un elettorato tentato di coniugare lo
spirito anti-sistema allinterno con lindifferenza verso
lesterno. Indifferenza spesso mescolata al complottismo pi sfrenato.

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ROMA. A un passo dal definitivo s.

Ultimi dettagli da mettere a punto,


ultime garanzie professionali da
strappare, poi Alessandro Sallusti ufficializzer la sua candidatura a sindaco di Milano. Se sono rose fioriranno, al momento solo una ipotesi
di lavoro - spiega il direttore del (JPS
OBMFa Radio 105 - Sono voci che mi
fanno onore. Fare il sindaco di Milano per non una professione che
piace o non piace, una possibilit
importante, seria e come tale va valutata. iniziato un percorso di verifica di condizioni. Ora se lofferta che
mi stata fatta superasse questo percorso di verifica, vedremo cosa fare.
il direttore del quotidiano della
famiglia Berlusconi, la sfida con Giuseppe Sala - se il manager Expo scioglier a sua volta la riserva per il centrosinistra - si preannuncia assai ardua. Dunque il giornalista sta valutando anche i rischi in caso di sconfitta, leventuale paracadute. Se una direzione Mediaset o a 1BOPSBNB
(Giorgio Mul in pole position per
succedergli al (JPSOBMF)si vedr.
Quel che certo che dopo la telefonata di investitura di Silvio Berlusconi di pochi giorni fa e il via libera di

Matteo Salvini nel vertice di mercoled a Palazzo Grazioli, la strada spianata. Lo sarebbe anche per Giorgia
Meloni, anche l questione di tempo. Ma lei tentenna, vorrebbe prenderne dellaltro, come ha spiegato ieri a pranzo quando ha fatto il punto
col fedele Fabio Rampelli e altri di
Fdi. Preferirebbe ufficializzare la candidatura il 7 febbraio, in occasione

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della manifestazione di piazza a Roma. Troppo tardi, le hanno opposto i suoi. Anche perch uno degli avversari pi insidiosi, Alfio Marchini,
gi in campagna elettorale. Abbandonato dal centrodestra, ma non da
tutti, limprenditore romano. Raffaele Fitto, ora leader dei Conservatori e
riformisti, si sbilancia: Marchini?
un candidato molto competitivo, da
valutare attentamente. Ma le primarie sono indispensabili. Di primarie
Berlusconi non vuole sentir parlare.
Il Cavaliere ieri a Roma ha trascorso
una delle sue giornate nere, dopo la
richiesta di rinvio a giudizio per il Ruby ter. Ci sono cinque terroristi in
circolazione e la procura di Milano anzich perseguire i criminali si preoccupa di incriminare me si sfogato.
Oggi il rientro a Milano, dove domenica terr una lectio di politica estera alla scuola di formazione politica della
Lega curata da Armando Siri.

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ROMA. Quasi certamente trasferita dufficio dal Csm, ma per colpa del marito,

il noto Guglielmo Manna, che laveva tradita perfino quando era incinta.
Anna Scognamiglio, il giudice civile di Napoli indagato dalla procura di Roma
perch sospettato di aver sospeso la Severino per De Luca per favorire i
maneggi del marito, ricever oggi latto di incolpazione del Csm. Dodici
pagine in cui il vero colpevole appare lui. Ma il trasferimento, anche per
una causa indipendente dalla colpa del magistrato, obbligatorio se la toga
non pu pi svolgere con piena imparzialit il lavoro. Lei sar sentita
mercoled. Ripeter che non ha compromesso la carriera per un uomo che
non amo. Tant. Manna vendeva la sentenza della moglie per ottenere la
presidenza di una Asl. Il problema se il giudice era complice o quantomeno
consapevole. Al Csm ieri pareva prevalere una linea abbastanza innocentista
perch agli atti non ci sarebbe una conversazione che provi la piena
complicit di lei nel prendere una decisione giudiziaria per favorire Manna.

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ROMA. Per noi non cambia nien-

te, andiamo avanti. Se c qualcuno che vuole rinchiudersi nei vecchi fortini di partito, che a Roma
hanno gi miseramente fallito,
facciano pure. Il nostro programma, che quello di coinvolgere e
valorizzare le energie migliori di
questa citt, non muta di una virgola.
Rinchiuso nel quartier generale di Torre Argentina, nel palazzo umbertino che affaccia sullarea sacra dove venne pugnalato
Cesare, Alfio Marchini fissa gli
uomini del suo staff senza muovere un solo muscolo. Quel qualcuno, per limprenditore che per
la seconda volta in tre anni intende mettersi alla testa di un movimento civico trasversale e privo
dinsegne per sfidare la politica
tradizionale e farsi eleggere sindaco, sono i leader del centrodestra: Berlusconi, Salvini e la Meloni, che mercoled sera, a cena a
Palazzo Grazioli, hanno deciso
che non sar lui a rappresentarli
nella corsa per il Campidoglio.
La notizia, in fondo, non lo ha
sorpreso. E neppure pi tanto allarmato. Ai suoi laveva ripetuto
anche in passato: Sono grato a
chi ha avuto apprezzamenti per
me. Anzi, lo sono doppiamente
proprio perch non richiesto, ma
dobbiamo marcare una discontinuit con chi ha contribuito ad affossare questa citt. Lui, come
aveva promesso, restato dovera e dov sempre stato. Al centro: per tagliare le ali ai competitor e volare dritto alla guida
dellUrbe. Lo aveva detto ieri e lo
ripete oggi: Non mi sposto di un

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millimetro, non cambio e non


contratto posizioni, non sar mai
ospite nelle liste di destra o di sinistra. Sono gli altri, semmai, a
doversi adeguare. I fatti hanno
dimostrato, dice, che a Roma

c un progetto civico che sopravvissuto al crollo dei partiti.


Alemanno stato un disastro,
Marino se possibile peggio, noi
e i Cinque Stelle siamo ancora l,
sempre dalla parte dei cittadini a

cui abbiamo provato a dare risposte concrete, pur dallopposizione. Se i nostri sfidanti vogliono riproporre schemi anacronistici, si
accomodino e auguri. Berlusconi, ma pure Renzi, col quale si so-

no a lungo annusati ma mai davvero piaciuti.


Dopo le ultime elezioni e il tragico epilogo della giunta pd, un ciclo si chiuso, argomenta Marchini. La politica, se non vuole
essere annientata dal populismo, deve dare una risposta
straordinaria a una situazione
straordinariamente drammatica. E siccome per non esistono uomini della provvidenza, n
movimenti o partiti che da soli
siano in grado di dare soluzione
al dissesto economico, sociale e
culturale della capitale a cui,
dopo i fatti di Parigi, si aggiunta la paura occorre mettere in
campo una proposta di governo
che chiami a raccolta i migliori
300, donne e uomini, di cui Roma dispone per risollevarla.
Una squadra, dunque. Schema che in qualche modo riecheggia quello avanzato da Francesco
Rutelli, che il 28 novembre chiamer a raccolta le personalit
pi illustri della citt per formulare un progetto di rilancio e sviluppo. Una manifestazione alla quale parteciper senza esitazioni,
spiega luomo che fino ieri sembrava il candidato del centrodestra, chiunque abbia a cuore
questa citt sar nostro alleato.
Perch inutile girarci intorno:
Ormai siamo in guerra, Roma
nel mirino dellIs e ognuno pu e
deve fare qualcosa. Anche il Campidoglio. Azionando quegli interventi concreti che diano sicurezza ai cittadini. A partire dallilluminazione delle strade, troppo
spesso buie. E pericolose. Solo
buona amministrazione. Quella
che a Roma, finora, mancata.
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Sorprendente per la sconfinata
comprensivit della richiesta, non meno che
per la sua assurda vaghezza. Adesso che
non pi al Quirinale, Giorgio Napolitano
usa parole dure per esprimere tutto il suo fastidio per la nuova citazione ad un processo
dopo quella alla quale lo costrinsero (prima
volta nella storia della Presidenza della Repubblica) i pm della Dda di Palermo che lo
chiamarono a deporre nel processo per la trattativa Stato-mafia. Al presidente della corte
dassise di Caltanissetta davanti alla quale si
sta celebrando il processo Borsellino-quater,
lex capo dello Stato risponde con una lettera
di cinque pagine. La mia deposizione al processo Borsellino non sarebbe rilevante, sarebbe invece ripetitiva scrive ricordando che
sulle stesse circostanze su cui i giudici vorrebbero sentirlo ha gi detto tutto quello che sa.
La testimonianza dellex presidente della
Repubblica gi stata fissata per il 14 dicem-

PALERMO.

bre a Palazzo Giustiniani, ma Napolitano


chiede al presidente Antonio Balsamo di rivedere la decisione con la quale la corte ha accolto la richiesta di citarlo come testimone, questa volta arrivata non dalla pubblica accusa,
ma dallavvocato Fabio Repici che rappresenta la parte civile di Salvatore Borsellino.
Ricordando la sua deposizione al processo
sulla trattativa Stato-mafia, Napolitano sottolinea che in quelloccasione nel rispondere
alle domande della pubblica accusa e delle altre parti del processo, ho avuto modo di illustrare ampiamente fatti e vicende politico-istituzionali di cui sono venuto a conoscenza nella mia qualit di Presidente della Camera nello stesso giro di anni e in relazione ad accadimenti storici largamente coincidenti.
La ripetizione - dice ancora lex Capo dello
Stato - di quelle dichiarazioni o leventuale
evocazione di altri ricordi personali, peraltro
lontani nel tempo, attinenti a vicende connesse, non darebbero lumi su nulla di significativo.

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ROMA. Basta con le condanne
per un avviso di garanzia perch solo cos la politica smetter di essere succube del populismo. Si toglie pi di un sassolino dalle scarpe il premier Matteo Renzi dopo la decisione della Cassazione di annullare con
rinvio lordine di arresto del senatore del Nuovocentrodestra, Antonio Azzollini. Il presidente del Consiglio si serve della Enews, consueto appuntamento con i supporter, per rivendicare la scelta dellaula
del Senato di respingere la richiesta di arresti domiciliari
per il senatore di Area Popolare. Ha prevalso la linea garantista - la sintesi del ragionamento di Palazzo Chigi - e abbiamo avuto ragione. Ricordate le polemiche - lincipit
del pensierino della sera - ricevute sulla questione di un senatore, per il quale la Procura
di Trani aveva richiesto larresto, arresto negato dai senatori semplicemente perch dai
documenti era chiara la infondatezza della richiesta?.
Quando laula di Palazzo Madama si pronunci sul caso Azzollini, esprimendo un voto
contrario sullarresto, le polemiche non mancarono. Sollevate dai cinquestelle e dai leghisti, ma anche dai una fetta
di Pd che contest aspramente la decisione della maggioranza del Nazareno. Spiega
Renzi: Allora io dicevo: il Parlamento non il passacarte
della procura di Trani. Ci furono reazioni spigolose e qualcuno disse che noi difendevamo
la casta. Ieri abbiamo scoperto
che la Cassazione ha addirittura annullato quellarresto.
Quando si parla di libert delle
persone, si pu perdere consenso, per carit. Ma si deve
procedere sempre con i piedi
di piombo. Da oggi, continua
il premier, la musica cambia e
ci vorr pi rispetto per la presunzione di innocenza. In sintesi, finch non ti condannano, sei innocente.

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La decisione della Corte di
Cassazione giunta nella serata di marted, ed ha annullato
la misura cautelare disposta
dalla Procura di Trani lo scorso
10 giugno. Adesso toccher al
Tribunale del riesame di Bari
ripronunciarsi sulla misura
cautelare degli arresti domiciliari per Antonio Azzollini. Oggi, per, esultano i parlamentari di Area popolare. Il primo
a chiamare il senatore pugliese, per esprimergli affettuosa vicinanza, stato il ministro dellInterno e leader di
Ncd Angelino Alfano: Evitato
un caso di ingiusta detenzione. Soddisfatto anche il capogruppo al Senato Renato Schifani: Il Parlamento ha dimostrato la sua autonomia, senza
obbedire a logiche di partito.
Maurizio Sacconi, presidente
della Commissione Lavoro al
Senato, twitta: Evviva, c un
giudice a Berlino. Sulla stessa
scia Maurizio Lupi, presidente
dei deputati di Ap, che lancia
un ultimantum: Basta richieste di arresto facili.
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Ma cosa vorrebbe chiedere a Napolitano il


legale di Paolo Borsellino? I punti del capitolato che lex capo dello Stato definisce assurdamente vago sono diversi: dallavvicendamento al Viminale tra Scotti e Mancino nellestate del 92 ai comportamenti dei vertici del
Ros dei Carabinieri fino al dibattito parlamentare sulla conversione in legge del ddl che introdusse il carcere duro per i mafiosi.
Napolitano dice di non essere venuto a conoscenza di alcun fatto rilevante ai fini penali
n per questo, n per altro processo: ove ci
fosse avvenuto naturalmente lo avrei, e da
tempo, dichiarato alle autorit competenti.
E conclude la lettera con un invito al presidente della Corte Antonio Balsamo a dispensarlo
dalla deposizione: Auspico che la Corte condivida la convinzione maturata in una vita al
servizio delle istituzioni e cio che laccertamento dei reati richieda la massima concentrazione delle energie processuali e non la loro dispersione.

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Ha abortito in casa approfittando dellassenza di mamma e pap.
Si fatta aiutare dal fidanzatino. Insieme hanno avvolto il feto in una t-shirt e
lhanno sepolto in un fazzoletto di terra che confina
con un parco giochi per
bambini. Due adolescenti,
17 anni lei e 18 lui, hanno
deciso di cancellare cos la
gravidanza inattesa di cui i
genitori ancora non erano
a conoscenza. la macabra scoperta fatta nel Padovano, dove ormai da 24 ore
lautorit giudiziaria e i carabinieri stanno cercando
di fare luce su un possibile
infanticidio.
Lallarme stato dato
da un medico dellospedale di Camposampiero che mercoled sera, verso le
19.30, si trovato di fronte la giovane
in difficolt per una forte emorragia addominale. Ha dichiarato di avere 19 anni e ha consegnato un documento che
poi si rivelato falso. Al medico di turno ha detto di essere al terzo mese di
gravidanza e di avere appena avuto un
aborto spontaneo.
Tuttavia, dopo i primi accertamenti,
il medico si reso conto di alcune incongruenze. Le dimensioni dellutero e la
presenza della placenta erano del tutto
incompatibili con la ricostruzione fatta
dalla ragazza. bastato parlarle e farle
qualche domanda in pi per far crollare il castello di bugie costruito insieme
al fidanzato. Di fronte ai medici ha ammesso di aver seppellito il corpicino in
un terreno agricolo a duecento metri
da casa e di averlo fatto per potergli far

PADOVA.

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visita ogni volta che voleva.


Ora il dramma interiore di questa ragazza ancora minorenne diventato
materia dindagine per i carabinieri e
la Procura dei Minori. Vista la fragilit
del quadro psicologico dei protagonisti, per capire quale piega prender linchiesta bisogner attendere i riscontri
medico-legali. Occorre capire innanziutto se la creatura sepolta sia stata
concepita veramente tre mesi fa, tempo consentito per legge ai fini dellaborto. Si dovr accertare poi se era gi morta o se invece stata seppellita viva. Il
medico legale, ieri pomeriggio, ha constatato che si trattava di una femminuccia.
La giovane madre, di origini albanesi, figlia di un piccolo impresario edile
che si rifatto una vita in Italia, ha ab-

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bandonato la scuola ormai da qualche


anno. Il suo fidanzato, invece, abita nel
Trevigiano e lavora come muratore in
provincia di Padova. Nella giornata di
ieri sono stati interrogati i genitori che
hanno ammesso di non sapere nulla
della gravidanza. Il dubbio degli investigatori che sia stata la diciassettenne a decidere di abortire e che per farlo
abbia chiesto aiuto al fidanzato e forse
anche a qualche amica. Nel ventaglio
di reati delineato fino ad ora c anche
lipotesi del procurato aborto e delloccultamento di cadavere.

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3*130%6;*0/&3*4&37"5"

Era in piedi, con il busto reclinato in


avanti e la mani poggiate sul petto. Loris era violaceo in volto, si era stretto una fascetta al collo,
ho provato a toglierla con le mani ma non ci sono
riuscita. Poi ho preso le forbici e lho tagliata, ma
non respirava pi. Ho pensato di chiamare i soccorsi ma poi ho pensato che non sapevo come giustificarmi. una confessione drammatica quella resa, ad un anno di distanza, da Veronica Panarello, la mamma del bimbo ucciso il 29 novembre
2014 a Santa Croce Camerina. Quello che la giovane donna, in carcere dall8 dicembre, ora ammette solo di essersi disfatta del corpo del figlio

RAGUSA.

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ROMA. Mentre fuori dalla Corte di Cassazione i parenti delle

oltre 300 vittime del terremoto dellAquila esprimevano il


proprio dissenso su degli striscioni, il potere ordina, gli
scienziati obbediscono, allinterno del Palazzaccio, che
ospita la Suprema Corte, andava in scena la prima parte
delludienza finale - oggi prevista la sentenza - a carico dei
sette componenti della commissione Grandi Rischi, organo consultivo della Presidenza del Consiglio, accusati di omicidio e lesioni colpose nei confronti di 29
parti civili costituite, per aver
fornito rassicurazioni infondate
alla popolazione aquilana, sulla inesistente o bassa probabilit di un forte terremoto. Il procuratore generale Maria Giuseppina Fogaroni, nella sua requisitoria, ha ritenuto adeguata la
sentenza della Corte dAppello
dellAquila, che assolse sei dei
sette scienziati componenti la (-*453*4$*0/*%*1305&45"
Commissione e condann a due *FSJEBWBOUJBMMB$BTTB[JPOF
anni di reclusione Bernardo De
Bernardinis, ex vice capo della Protezione Civile.
Proprio nel descrivere la posizione di De Bernardinis il pg
ha ricordato la riunione della commissione del 31 maggio
2009, cinque giorni prima del sisma, a cui tutti presero parte e i cui contenuti comunicativi trasfusi allesterno non ebbero un messaggio rassicurante. De Bernardinis, invece,
ha sottolineato il pg, in unintervista rilasciata prima che la
riunione iniziasse, espresse un messaggio sicuramente indebitamente rassicurante, che lo stesso non rettific dopo
lesito della riunione sebbene avesse avuto gli strumenti,
con profili di colpa, quindi, che sembrano evidenti.
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che sarebbe morto per un incidente dopo essersi stretto al collo una fascetta per elettricista. Ma
Veronica continua a negare di averlo ucciso. Ho
rimosso tutto subito dopo averlo lasciato al canalone - ha detto - per questo sono andata a prenderlo a scuola. Pensavo fosse solo un brutto sogno.
La donna ha detto di aver buttato lo zainetto del
bimbo in un canneto e la fascetta in un cestino di
rifiuti. Due giorni fa ha guidato gli investigatori
in un nuovo sopralluogo ma dello zainetto nessuna traccia. I magistrati della Procura guidata da
Carmelo Petralia non le credono e neanche il marito Davide Stival che oggi, allapertura delludienza preliminare, si costituir parte civile.

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VENEZIA.

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GENOVA
MILANO
NAPOLI
PALERMO
ROMA
TORINO
VENEZIA
NAZIONALE

10

LOTTO

COMBINAZIONE VINCENTE

NUMERO ORO:

Niente eccezioni, tutte respinte. Il maxi processo


Mose va avanti con tutti i protagonisti, i vip della politica locale e nazionale, ex sindaci e ministri accusati di corruzione o finanziamento illecito ai partiti.La Procura ha infatti chiesto il
rinvio a giudizio per gli undici indagati. Tra questi ci sono
lex ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, accusato
di corruzione, lex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, al quale viene contestato il finanziamento illecito dei partiti, e Lia
Sartori, ex presidente del consiglio regionale veneto ed ex europarlamentare. Nel procedimento potrebbe poi presto rientrare
Maria Giovanna Piva, ex magistrato alle Acque, inizialmente
esclusa per un errore di notifica.
Nel corso delludienza preliminare, il Gup del Tribunale di Venezia, Andrea Odoardo Comez,
che ha stilato un fitto calendario
di udienze per decidere entro Natale, ha respinto tutte le eccezioni e richieste di trasferimenti.
Lex ministro Matteoli aveva infatti chiesto il trasferimento del
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procedimento a Roma: la sua pro"MUFSP.BUUFPMJ
posta stata rigettata perch lipotesi di accusa della Procura legata al contratto per i lavori
per cui sarebbero state sborsate le tangenti, che stato chiuso a Venezia. Lex ministro, indagato per il reato di corruzione: sospettato di aver ricevuto bustarelle per la concessione di opere di bonifica che avrebbero favorito la societ Socostramo.Respinta anche la richiesta di trasferimento al giudice monocratico, anzich al collegiale, delle posizioni di Orsoni e Sartori, entrambi indagati per finanziamento illecito ai
partiti. Per loro il giudice ha ritenuto che lipotesi accusatoria sia intimamente legata a tutta la vicenda Mose e che quindi deve rimanervi associata.La prossima sar udienza il 27.
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ROMA. Lincubo di un medico


trovarsi di fronte a uninfezione
che non risponde agli antibiotici. Finora, nei casi estremi, si poteva usare un vecchio farmaco
chiamato colistina. Ora in Cina
sono stati trovati batteri resistenti anche a questultima risorsa. La loro presenza diffusa
sia negli allevamenti di animali
che fra gli uomini e si sta moltiplicando a un ritmo allarmante.
Dalla Cina gi passata a Laos e
Malesia. Saremo costretti a dire a un numero crescente di pazienti: mi dispiace, per la sua infezione non c nulla da fare
ammettono in un commento su
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David Paterson e Patrick Harris,
due microbiologi delluniversit
di Brisbane.
Nellultimo numero della rivista medica britannica un gruppo di ricercatori cinesi riferisce

infatti di aver trovato quantit


tuttaltro che trascurabili di batteri invulnerabili, appartenenti
ad almeno tre specie diverse e
responsabili di infezioni che vanno da polmonite, dissenteria, infezioni del sangue e delle vie urinarie fino alla meningite.
Lo scudo che conferisce a questi batteri la resistenza allantibiotico colistina un gene chiamato Mcr-1. Il meccanismo che
permette a questo gene di diffondersi a una velocit molto su-

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periore al normale e di saltare
da una specie di batteri allaltra
si chiama trasmissione orizzontale o trasmissione plasmidi-

ca. Quando Mcr-1 si trova in un


cromosoma pu trasmettersi solo di padre in figlio. Quando invece riesce a inserirsi in un plasmide, cio in un frammento molto
mobile di Dna, ha la possibilit
di trasferirsi in tutti i batteri vicini, anche appartenenti a specie
diverse. Possiamo paragonare
i plasmidi alle app dei telefonini.
In un baleno conferiscono agli
apparecchi delle caratteristiche
che prima non avevano spiega
Giuseppe Cornaglia, direttore
della Microbiologia allAzienda
ospedaliera universitaria di Verona e presidente del Gruppo di
studio sulla resistenza agli antibiotici della Societ europea di
microbiologia clinica (Escmid).
La app che rende i batteri invulnerabili ai farmaci (il gene
Mcr-1) stata individuata per
caso nel 2011, durante un controllo di routine in un allevamento intensivo di maiali in Cina (la
colistina usata in veterinaria).

Pechino che ha imparato la


lezione della Sars e ora prende
molto sul serio questi allarmi
commenta Cornaglia ha subito avviato una campagna di test
sugli animali da allevamento e
sui pazienti dospedale. I risultati sono stati allarmanti. Il gene
Mcr-1 nel batterio Escherichia
coli (dissenterie, infezioni delle
vie urinarie, meningiti, polmoniti) risultato presente nel 15%
dei campioni esaminati di carne
macellata di pollo e maiale, nel
21% degli animali da allevamento e in 16 pazienti ricoverati per
infezione nella Cina del sud-est.

Il gene che fa da scudo agli antibiotici stato trovato anche in altre due specie di batteri: Klebsiella pneumoniae (polmoniti,
infezioni delle vie urinarie) e
Pseudomonas aeuruginosa (infezioni polmonari, della pelle,
delle vie urinarie).
In Italia abbiamo una situazione molto critica per quanto riguarda la resistenza agli antibiotici spiega Annalisa Pantosti,
dirigente di ricerca dellIstituto
Superiore di Sanit. Quando
nessun altro farmaco funziona,
valutiamo luso della colistina,
che per un antibiotico piutto-

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sto tossico e difficile da usare.


Casi di batteri resistenti alla colistina sono stati registrati anche
in Italia, ma senza quella tra-

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smissione plasmidica che rende la diffusione di Mcr-1 cos micidiale. Di fronte ai casi di resistenza cerchiamo di usare vari

mix di antibiotici. Ma sempre


pi spesso purtroppo dobbiamo
arrenderci ammette Cornaglia. Il rischio, dopo la scoperta
di Mcr-1, che prendano piede
nel mondo ceppi di batteri
pan-resistenti, cio invulnerabili a qualunque tipo di antibiotico. In Europa si stima che i microrganismi insensibili ai farmaci uccidano 25mila persone
allanno, soprattutto pazienti
sottoposti a ricoveri lunghi e travagliati. Ma secondo una stima
della 3FWJFXPG"OUJNJDSPCJBM
3FTJTUBODF questa cifra potrebbe arrivare a 390mila nel 2050.

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MILANO. Lallarme partito marted sera. E da due giorni i centralini dellAsl continuano a squillare senza sosta, con oltre 2mila
chiamate arrivate fino a ieri sera. Da tutta Italia, ma anche da
Londra e Palma de Maiorca, da
parte di ragazzi di 20 anni, che
nello scorso weekend erano a Milano e hanno trascorso la serata
in alcuni dei locali pi noti della
citt. E che adesso hanno una sola domanda: Sono a rischio?.
allarme dopo la morte a Milano,
marted scorso, di un ragazzo di
22 anni, Michael Palazzo, per
una meningite fulminante: il giovane, ballerino di professione,
era molto noto nel mondo
dellhip hop milanese, e assiduo
frequentatore di locali notturni.
Di qui, lallarme scattato nel circuito delle discoteche. E i controlli avviati dallAsl, per individuare chi negli ultimi dieci giorni abbia avuto con lui contatti stretti,
tali da aver causato un contagio.
Il ragazzo si sentito male
marted intorno alle 15. E a niente valsa la corsa allospedale
San Paolo: morto poco prima
delle 18.30. Subito partita lallerta, con un appello lanciato
dallAsl e diffuso soprattutto su
Facebook. Che i medici stanno

usando anche per individuare,


nella cerchia molto ampia del ragazzo, chi a rischio (il contagio
avviene per via aerea) e deve fare la profilassi con un antibiotico.
LAsl ha anche aperto una linea telefonica per rispondere alle richieste di informazioni: a
chiamare sono migliaia di giovani, che negli ultimi dieci giorni
sono stati in alcuni dei club pi
noti di Milano, come il ragazzo
deceduto. E adesso vogliono sapere cosa fare. I locali sono il Karma di via Fabio Massimo, dove il
22enne era andato domenica e
che stato il primo a rilanciare,
sui social, lappello dellAsl. E poi
lAmnesia di via Gatto, dove era
stato venerd scorso, il Patchouli
Caf di corso Lodi (dove era stato fino a luned) e il bar Merenderia in zona Famagosta. Sotto osservazione anche i bambini di
due elementari, dove il 22enne
insegnava danza: la Moro e la
Capponi.
Ma bisogna evitare allarmismi dice Giorgio Ciconali, che
dirige il servizio di Salute pubblica dellAsl milanese Il contagio avviene solo tramite contatti
prolungati, a una distanza inferiore a un metro. Intanto domani si terranno i funerali del giovane.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

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Il piano di Enel
Milano

A4

40

Venezia

Torino

le stazioni
di servizio
coinvolte
(20 per senso di marcia)

A1

I vantaggi dellauto elettrica

... e gli svantaggi

Eicienza energetica
del 90% (contro il 25% del motore a benzina)

Tempi di ricarica lunghi

Non produce fumi di scarico, n vapore acqueo

Costi elevati della batteria


(300-350 dollari per kilowatt/ora)

Non produce inquinamento e non fa rumore

i tratti autostradali
coinvolti:
l'A1 nel tratto Milano-Roma
(560 km)
e l'A4 nel tratto Torino-Venezia
(400 km)

Firenze

Scarsa durata della batteria

Autonomia limitata (max. 200 km


sulle vetture di ultima generazione)

Adatta per viaggi brevi

Il mercato

740 mila

3 per volta le automobili


che si potranno
attaccare alle colonnine



i veicoli elettrici circolanti


nel mondo a fine 2014

Roma

2 euro

Napoli

15-20 minuti

di cui 320.000 venduti solo nel 2014


(+53% sul 2013)

Il costo
di una ricarica completa

il tempo di ricarica (modello "fast charge",


compatibile con tutti
i modelli presenti sul mercato)

1,5 - 2 euro

Palermo

consumo medio per


100 chilometri in elettrico

Oltre 2.000 le colonnine


di ricarica in Italia
Catania

1.800 quelle installate da Enel

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JMQJFOPBODIFJOBVUPHSJMM

Primi
tre Paesi per
immatricolazioni
USA

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A Milano a Roma con lau-

to elettrica. Con un paio


di soste da una ventina
di minuti per la ricarica, ma senza uscire dallautostrada alla ricerca della colonnina perduta.
Stessa cosa da Torino a Venezia: e qui, siccome la tratta pi
breve, potrebbe bastare anche
un solo pit-stop per chi ha un
veicolo di nuova generazione,
con autonomia fino a 200 chilometri. Ma quel che pi importante che tutto questo non dovrebbe accadere in un utopico
futuro HSFFO, ma nel giro di un
anno. Se tutto va bene entro la
fine del 2016: Abbiamo un piano per elettrificare lA1 nel tratto Milano-Roma e lA4 tra Torino e Venezia, annuncia il direttore di Enel Country Italia, Carlo Tamburi: Una colonnina di
ricarica veloce, 15-20 minuti,
ogni 60-70 chilometri alle sta-

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zioni di servizio. E persino
nellItalia Cenerentola europea
dellelettrico, se si pensa che
nel 2014 appena lo 0,1% delle
auto vendute era a emissioni zero, lennesimo tassello che potrebbe confermare che la HSFFO
NPCJMJUZ ora promette di diventare una sfida per tutti. Costruttori, governi e utenti.
I dati dei consumi del resto
parlano molto chiaro: a quasi
parit di prestazioni, un motore elettrico ha unefficienza
energetica del 90% contro il
25% di un motore termico. Per
di pi il primo non inquina e
non fa rumore. Dopo il diesel
gate una strada spalancata sulle praterie del mercato globale,
come dicono gli analisti? La rivista Science ha pubblicato da
poco una ricerca di varie universit tedesche da cui emerge
che le auto elettriche sono pronte a fare il grande balzo verso
luso cittadino diffuso grazie a
batterie pi leggere ed efficienti, parcheggi di scambio e tasse
per entrare nei centri storici.

Una rivoluzione verde dei trasporti pu ridurre del 20-50% le


emissioni di gas serra da qui al
2050, stima lo stesso studio. Eppure il mercato, vuoi per i costi

vuoi per le difficolt di ricarica,


non decolla. Per questo quella
di Enel con le autostrade italiane rischia di essere una rivoluzione.

Un conto in effetti progettare una spesa da 30-40 mila euro


per unauto in grado nella migliore delle ipotesi di garantire
la mobilit in ambiente urba-

no, altro poter contare su


due dorsali strategiche della rete stradale italiana elettro
friendly.
Ad oggi le colonnine in autostrada in Italia sono mosche
bianche: ne esiste una allautogrill Villoresi Est a Lainate (Milano) e unaltra a Dorno (Pavia). Per il resto si ricarica solo
in citt. E non nei pressi dei caselli. Enel punta su eco-tratte
per il grande pubblico: Milano-Roma, Milano-Firenze, Bologna-Roma sullA1, Torino-Milano e Brescia-Venezia sullA4
per fare qualche esempio. Dobbiamo uscire dalla sindrome
dei 100 chilometri, ora di progettare anche la media-lunga
percorrenza, ritiene Tamburi.
E infatti il piano Enel prevede
colonnine di ricarica elettrica
attrezzate per qualsiasi tipo di
voltaggio e di modello presente
sul mercato sulle due autostrade pi trafficate dItalia, lAuto-

CINA
GIAPPONE

Il mercato
delle auto
in Italia
Per tipo di
alimentazione,
dati in %, 2014

0,1
1,6

Elettrico
Ibrido

5,3

Metano

9,1

Gpl

28,7

Benzina

55,2

Diesel

-BSJWPMV[JPOFWFSEF
EFJUSBTQPSUJQPUSFCCF
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TFSSBFOUSPJM
sole e lA4. Lasse nord-sud e
quello est-ovest. E se allinizio
non ci sar lassalto, la nostra
speranza che nel giro di un
biennio sia lofferta a creare la
domanda, sostiene il direttore
country di Enel.
Come funzioner? Sulle autostrade c pi o meno una stazione di sosta ogni 35 chilometri, lidea di Tamburi quella di
mettere una colonnina ogni
due. Quaranta colonnine da 3
veicoli massimo luno per volta,
il modello il fast recharge
plus, adatto a tutti i tipi di macchine sul mercato. Quanto si pagher? Occorrer una card
dellEnel, per un pieno il costo
stimato in due euro. Un accordo con lassociazione dei concessionari autostradali dove Enel
installer le colonnine sembra
alla portata: Noi ci stiamo, garantisce il segretario generale
Aiscat Massimo Schintu. E il
conto alla rovescia per la scossa
elettrica pi attesa da migliaia
di automobilisti pu partire.
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Il mercato europeo
delle auto
elettriche
Norvegia

18.090
Francia

10.610
Germania

9.629
Regno Unito

6.697
Italia

1.101
1.072 auto elettriche
vendute in Italia
nel 2015
(gennaio-agosto)
+53,4%
rispetto al 2014

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ROMA. praticamente un aut aut

quello di Palazzo Chigi ai vertici


delle Ferrovie dello Stato: o
trovate un modo per condividere
le strategie aziendali in vista
della prossima privatizzazione
oppure vi fate da parte. Punto.
Michele Mario Elia,
amministratore delegato delle
Fs, e Marcello Messori,
presidente, sono usciti dal
vertice con il premier, Matteo
Renzi e il ministro
dellEconomia, Pier Carlo
Padoan (il Tesoro controlla il
100% delle Ferrovie) con la
consapevolezza che la paralisi
nellazienda ferroviaria non
pi tollerabile. Daltra parte gi
a giugno, quando cominci a
trapelare il piano del governo
per il cambio della guardia alla
Cassa depositi e prestiti (cosa
che poi accaduta), era
evidente che il secondo possibile
turnaround avrebbe riguardato
lazienda dei treni. Perch
troppo profonde sono le
differenze di visione tra
lamministratore delegato Elia,
manager della continuit della
stagione morettiana ma senza la
personalit e la determinazione
del suo predecessore Mauro
Moretti, e il presidente Messori
che insieme a Padoan ha scritto

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anche un libro con prefazione di


Massimo DAlema. Altri tempi,
ora i ruoli sono cambiati, e
Padoan vuole portare in Borsa il
gigante ferroviario anche per
migliorarne la trasparenza
gestionale. Esattamente come
ha fatto con le Poste. Elia ha gi
accettato lapproccio
pragmatico e pure un po low
profile del governo; Messori ha
in testa un altro percorso. Tanto
che poche settimane dopo la
nomina ha rimesso la delega
affidatagli proprio per la
privatizzazione. Padoan lha
girata allamministratore ma
questo non ha affatto migliorato
la gestione. Messori ritiene che
prima di cedere una quota delle
Fs (ma non i binari che
dovrebbero restare pubblici) sia
indispensabile ristrutturare in
profondit tutta lazienda. Solo
in questo modo la
privatizzazione non si
trasformer in una svendita di
un patrimonio pubblico. Elia ha
in mente una strategia dei
piccoli passi: cessione del 40 per
cento, rete compresa, senza
intaccare ma questo non lo
dice i centri di potere interno al
palazzone romano di piazza
della Croce rossa. Divisi alla
meta? No, divisi e basta.
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ROMA. Tra oggi e domani al Senato la fiducia sulla legge di


stabilit. Il maximendamento
presentato ieri sera dal governo, che ha dato il via libera alla
procedura parlamentare, ricalca sostanzialmente il testo
uscito dalla Commissione Bilancio. Tra le novit il pacchetto-casa le esenzioni Tasi (figli,
separati, disabili, canoni concordati), il tetto a 1.000 euro
per il contante nei money
transfer, la dilazione in 10 rate del canone Rai in bolletta
elettrica, la sanatoria delle delibere ai Comuni che rischia di
provocare nuovi aumenti sulla Tasi di questanno in pagamento il 16 dicembre o a gennaio. Interventi anche sullIva: resta al 10 per cento quella
sugli ormeggi brevi, bloccata
al 22 per cento quella sul pellet e sale dal 4 al 5 per cento laliquota sulle cooperative sociali. Molte micromisure: fondi
per terme , gran premio di
Monza, Lsu di Palermo e parchi. La Camera eredita i nodi
pi complessi: interventi per il
Sud e flessibilit pensionistica.
Intanto la Commissione europea, nel documento tecnico
che contiene il parere sulla legge di stabilit, come ha riferito Il Velino, esprime valutazioni diverse dal governo
sullaggiustamento strutturale (inferiore nel 2015) e il deficit nominale e strutturale (pi
elevato nel 2016). Il documento attribuisce la differenza nelle stima ad una valutazione
pi prudente delle entrate previste e di alcune misure contenute nella manovra, come le ri-

sorse aggiuntive dei giochi.


Torna in primo piano intanto la questione del fisco delle
imprese. Il carico fiscale complessivo sulle imprese in Italia
il pi alto dEuropa: 64,8
per cento (la Francia seconda con il 62,7 per cento e la media europea del 40,6 per cento). A pesare sulle imprese del
nostro paese la componente
lavoro (43,4 punti di cui 7 attribuibili al Tfr). Elevato anche il
tempo medio annuale per gli
adempimenti tributari: 269
ore, subito prima del Burkina
Faso e dopo la Tailandia. Anche il numero di pagamenti annuali al fisco ci colloca in posizioni poco esaltanti: sono 14 e
siamo tra la Romania e lIraq.
Tirate le somme, secondo il

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rapporto Banca Mondiale-Pwc
(su dati 2014), presentato ieri
al Mef, lItalia al 137 posto
(dopo la Colombia) per condizioni fiscali (sintesi dei tre indicatori) su 189 economie del
mondo.
Se si raffrontano i dati di oggi con il passato emerge che la
situazione tuttavia migliorata (e migliorer con alcune riforme in atto), ma non ancora
al punto di portarci nel gruppo
di testa dei paesi virtuosi.
Dal 2004 al 2014 il carico fiscale sceso dal 76,8 per cento al 64,8, cio di 12 punti, e il
tempo impiegato per gli adempimenti tributari si ridotto

da 340 a 269 ore, ha spiegato, nel corso della presentazione del rapporto, Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze.
Sul fisco ieri intervento anche il premier Renzi nella sua
Enews: Se scommettiamo
sullinnovazione telematica,
levasione morta. Abbiamo
chiesto alla GdF di capire come mai un signore di 61 anni
di Roma, che risulta senza alcun reddito, intestatario di
qualcosa come 833 auto.
Completa il quadro della
giornata il dato dellIstat sulla
soddisfazione degli italiani
per la propria situazione economica: nei primi mesi del
2015, prosegue la tendenza favorevole gi riscontrata nel
2014. La percentuale di persone molto o abbastanza soddisfatte del 47,5 per cento,
quota che torna ai livelli del
2011.
Non ci credono i consumatori. Dati inverosimili, hanno
replicato Trefiletti e Lannutti
di Federconsumatori e Adusbef. Basti pensare - hanno
aggiunto - che il potere di acquisto delle famiglie, dal
2008, diminuito del 13,4%.

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TORINO. I vertici di
Volkswagen Italia incontrano
i ministri Federica Guidi e
Graziano Delrio. Massimo
Nordio e Luca De Meo
garantiscono che
proseguiranno gli
investimenti italiani come
previsto, nonostante i
pesanti effetti dello scandalo
delle emissioni che, si
appreso ieri dalla Germania,
coster un taglio di 1,7
miliardi di investimenti
allanno. In Usa le indagini si
estendono anche alla Bosch,
la societ tedesca che
produce le centraline.
Nellincontro di ieri De Meo e
Nordio avrebbero illustrato ai
ministri dellIndustria e dei
Trasporti i tempi e le
modalit dei richiami delle
auto con il motore truccato.
Le lettere ai proprietari
partiranno in queste
settimane. Gli interventi in
officina inizieranno a gennaio
e in Italia dovrebbero
concludersi ad agosto.
Gli investimenti italiani di
Volkswagen sono in Emilia
con la Lamborghini e la
Ducati e in Piemonte con
lItaldesign. La conferma
degli impegni comprende
anche il nuovo stabilimento
Lamborghini realizzato
anche grazie ai soldi pubblici.
I sindacati esprimono
preoccupazione. Fim e Uilm
hanno chiesto un incontro
urgente con i dirigenti
italiani. La Fiom emiliana
ribatte: allarmismo. Una
situazione inversa a quella
che si vive di solito in Fca.

QH

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MILANO. Lincursione di Vivendi nel cda di Telecom Italia non
piace ai fondi e agli investitori
istituzionali presenti nel suo capitale. Con una lettera firmata
dal coordinatore del Comitato
dei gestori, Marco Vicinanza, e
condivisa dai fondi Apg, Fil, Jp
Morgan, Legal & General, Standard Life, i gestori sottolineano
come lallargamento a 17 dei
membri del cda e la nomina di
tre uomini su quattro aventi incarichi operativi nel gruppo Vivendi, solleva alcune criticit
con riferimento ai nuovi assetti
di governance della societ. In
pratica si verrebbe a diluire la
rappresentanza del mercato
nel cda di Telecom, in quanto
tre consiglieri su 17 pesano meno di un sesto del totale. Inoltre
si verrebbe a realizzare la presenza di tre figure apicali, con
ruoli esecutivi, del gruppo Vivendi, svincolate dal divieto di
concorrenza ai sensi dellart.
2390 codice civile, che si aggiungerebbe allaltro componente del consiglio di sorve-

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glianza di Vivendi, gi presente. Questultimo riferimento


per Tarak Ben Ammar che
allultima assemblea stato
eletto nella lista Telco ma successivamente entrato a far
parte, chiamato da Vincent Bollor, del cds di Vivendi.
I gestori, poi , nella loro lettera ricordano un particolare inte-

ressante. In occasione del rinnovo dellaprile 2014, era stato dichiarato dalla societ, del suo
ad e da Telco, che il nuovo
board non avrebbe compreso alcun rappresentante dei soci rilevanti. E cos Assogestioni si limit a presentare una lista di tre
soli nominativi, fiduciosi che
le rassicurazioni in tal senso sa-

rebbero state mantenute, pur


consapevoli del fatto che la loro
lista avrebbe potuto ottenere
la, o avvicinarsi alla, maggioranza dei voti in assemblea. E
in effetti cos si verific: nellaprile 2014 la lista Assogestioni
ricevette la maggioranza dei voti ma pot inserire in cda solo i
tre membri della sua lista, men-

tre i consiglieri Telco vennero


poi votati uno ad fino a rappresentare la maggioranza, nove
su tredici. Ora se passasse la
proposta di Vivendi si arriverebbe al paradosso che la lista pi
votata in assemblea sarebbe anche la meno rappresentata.
Dunque, a questo punto, Assogestioni chiede al presidente
Giuseppe Recchi e allintero
consiglio di esprimersi formalmente in merito a: 1) leffettiva
necessit di portare il numero
dei consiglieri a 17; 2) lopportunit che siedano nel board
tre rappresentanti operativi di
un socio qualificato di influenza notevole che sar cos in grado di esercitare uninfluenza ancora maggiore rispetto a quella
derivante dalla quota Telecom
in suo possesso, senza aver lanciato unOpa; 3) lopportunit
di svincolare dal divieto di concorrenza i tre candidati che
svolgono le funzioni di Ceo, Cfo
e direttore operativo di Vivendi. Oggi si riunisce il cda Telecom e si spera arrivino le risposte a tali spinose domande.
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ROMA. Alitalia si prepara ad affrontare un 2016 decisivo. I conti vanno un po meglio del previsto, con perdite che, secondo
quanto 3FQVCCMJDB in grado di
anticipare, si aggirano sui 92 milioni di euro per i primi nove mesi del 2015. Il primo anno di gestione italo-araba con Etihad al
49% del gruppo potrebbe dunque chiudersi con qualche spiraglio positivo che aprirebbe la
strada agli utili programmati
nel corso del 2017. Un target
che oggi i manager della compagnia di fatto confermano.
Ma che il 2016 sar lanno durante il quale si giocher lavvenire di Alitalia, scritto nelle
scelte imminenti a cui il cda
chiamato. In primo luogo c il
nome del nuovo amministratore delegato affidato ad interim
al presidente Luca di Montezemolo, coadiuvato dal vicepresidente di Alitalia e numero uno
di Etihad James Hogan, dopo
laddio di Silvano Cassano.
Montezemolo vuole una
azienda pi snella ed efficiente
dopo la partenza al ralenti dei
primi 11 mesi. E uno dei primi
passi stato annunciato nelle ultime ore: Carla Bugno assume la
guida delle relazioni istituzionali, vacante da diversi mesi. Bugno riporter direttamente a
Montezemolo il quale, pochi

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had.
Nei giorni scorsi il vettore con
base a Fiumicino ha introdotto il
nuovo volo diretto Venezia-Dsseldorf, mentre stata
rafforzata lofferta di collegamenti su Berlino e Francoforte
da Milano Linate. Pi servizi, infine, sono stati aggiunti anche
su Copenaghen, Ginevra, Madrid e Il Cairo, da Roma, e su Ti-

rana e Algeri da Milano Malpensa. Nella stagione i voli nazionali


Alitalia cresceranno quindi del
5%, fino a 2.200 ogni settimana,
con pi collegamenti fra il Nord
e il Sud Italia. Anche i voli di lungo raggio crescono del 5% rispetto allo scorso inverno, con incrementi sulle tratte da Roma verso Seoul e Miami.

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MILANO. Via libera Consob al

prospetto per la quotazione di


Open Job Metis (in foto lad
Rosario Rasizza), che da oggi al
30 novembre offre circa 5
milioni di azioni (2,9 milioni
nuova emissione, 2,1 milioni
vendute dai soci). La societ
attiva nel lavoro interinale
dovrebbe essere valutata tra
64,9 e 75,7 milioni, pari a un
minimo non vincolante di 6
euro per azione e un massimo
di 7 euro. Lagenzia si quoter
sul listino Mta, e qualora ne
ricorrano i presupposti sul
segmento Star delle societ ad
alti requisiti di crescita.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

giorni fa, ha incontrato a Bruxelles la commissaria europea ai


Trasporti Violeta Bulc per discutere dellAviation Strategy che
la Commissione sta finalizzando
e che potrebbe cambiare il volto
del settore nellUnione.
Nel contempo, Alitalia cerca
di mettere mano agli investimenti in flotta e spinge sul rinnovamento dellimmagine: in arrivo due nuovi aerei di lungo raggio, a cui ne seguiranno altri nel
2016, con connettivit wi-fi e
roaming che nei piani coprir
lintera flotta. E sono state circa
250 le nuove assunzioni a tempo determinato dallinizio
dellanno mentre 10 milioni di
euro sono stati stanziati per lacquisto di 50 mezzi aeroportuali
tra cui nuovi bus e scale per i velivoli.
C, infine, il capitolo relativo
al nuovo orario. Alitalia per la
stagione invernale (fino al 26
marzo 2016) prevede di offrire
oltre 3.800 voli alla settimana
cento in pi rispetto allo scorso
anno su 125 rotte e 80 destinazioni, di cui 27 in Italia e 53 nel
resto del mondo. Il vettore punta alla concorrenza diretta a Lufthansa, piegata dagli scioperi,
dal Nord Italia e nel cuore
dellEuropa grazie anche alle sinergie con la cugina Air Berlin, compagnia tedesca entrata
prima di Alitalia sotto le ali di Eti-

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MILANO. Alberto (in foto),

Paolo e Andrea Chiesi della


Chiesi Farmaceutici, sono i
vincitori della XIX edizione del
Premio Ey imprenditori
dellanno 2015. Tra i vari
imprenditori premiati dalla
giuria presieduta da Gianni
Mion, vicepresidente Edizione
Holding, anche Maurizio Bazzo
(Inglass), Renato Mazzocconi
(IMAC), Francesco Mutti
(Mutti), Andrea e Nicol
Favaretto Rubelli (Rubelli),
Alessandro Fracassi e Marco
Pescarmona (Mutuionline),
Bruno e Olga Urbani (Urbani
Tartufi) e Matteo Bruno
Lunelli (Cantine Ferrari).
3*130%6;*0/&3*4&37"5"



REGIONE MOLISE
GIUNTA REGIONALE
SERVIZIO CENTRALE UNICA
DI COMMITTENZA
Procedura aperta - C.I.G. 63489528ED per
lappalto del Servizio integrato di gestione dei rifiuti urbani nel Comune di
Vinchiaturo. SEZIONE I: AMMINISTRAZIONE
APPALTANTE: la Regione Molise Servizio
Centrale Unica di Committenza - Via Genova 11
- 86100 Campobasso Italia Tel. 0039
0874.429810, fax 0039 0874.429813, pec:
regionemolise@cert.regione.molise.it;
indirizzo internet: www.regione.molise.it
SEZIONE II: OGGETTO DELL'APPALTO: servizio di
raccolta differenziata porta a porta e altri servizi di igiene urbana e ambientali nel Comune di
Vinchiaturo. Durata appalto: 6 anni. Quantitativo
appalto: 1.229.073,00 IVA esclusa. SEZIONE III: INFORMAZIONI DI CARATTERE GIURIDICO, ECONOMICO, FINANZIARIO E TECNICO: Si
rinvia alla documentazione di gara. SEZIONE IV:
Criteri di aggiudicazione: procedura aperta e
offerta economicamente pi vantaggiosa.
Termine ricezione offerte: 16/12/2015 ore
12:00. Apertura offerte: il giorno 21/12/2015
alle ore 10:30. SEZIONE V: ALTRE INFORMAZIONI: Informazioni di carattere amministrativo:
Il bando, il disciplinare e la restante documentazione di gara sono pubblicati sul sito
www.regione.molise.it - Responsabile del procedimento il Geom. Carlo Maddaluni, Resp.
dellUfficio Tecnico del Comune di Vinchiaturo, email: urbanistica@comune.vinchiaturo.cb.it
- tel.(+39)0874.34132 - fax (+39)0874.34765
Data di invio del Bando alla G.U.U.E.: 04/11/2015
Data di pubblicazione in G.U.R.I.: 13/11/2015

COMUNE DI BAGNOLO SAN VITO


ESTRATTO ESITO GARA
CIG 63269257 AC
Procedura aperta effettuata tramite
piattaforma regionale SINTEL/ARCA.
Oggetto dell'appalto: Affidamento in
concessione della gestione servizio nido,
servizio conciliazione periodo estivo e
servizio di pre e post-scuola. Periodo
1/9/2015-31/08/2018.
Importo annuale a base di gara
73.650,00 di cui: 34.650,00 per
gestione nido, 23.000,00 per servizio
conciliazione ed 16.000,00 per pre e
post-scuola.
Importo presunto della concessione per
3 anni: 747.600,00.
Criterio di aggiudicazione. Offerta
economicamente pi vantaggiosa.
Imprese partecipanti: n. 2 Imprese
escluse: n._/_- Imprese annnesse: n. 2
Impresa aggiudicataria:
Associazione temporanea costituenda:
Il Giardino dei Bimbi Soc. Coop. Onlus
con sede in Via Nagy, 22 - Mantova, che
ha ottenuto il punteggio di 98,59/100.
Importo complessivo di aggiudicazione
annuale: 72.643,50 cos distinti:
34.534,50 gestione nido, 22.609,00
servizio conciliazione, 15.500,00 pre e
post-scuola oltre IVA.
Il R.U.P. Silvio Mari

PartnerRe hanno approvato il


piano di acquisto di Exor. La
finanziaria degli Agnelli
dovrebbe perfezionare entro
la primavera 2016
lacquisizione della societ di
riassicurazione con sede alle
Bermuda per un valore
complessivo di 6,9 miliardi di
dollari. Ieri lassemblea degli
azionisti ha detto s alle
condizioni di Exor: 140,5
dollari per azione dei quali 3
di dividendo straordinario. Il
risultato conclusivo del voto
arriver solo nei prossimi
giorni quando saranno noti
tutti i voti espressi per posta.
Ma gi ieri la prevalenza del s
era schiacciante.

QH

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Finale positivo alla Borsa di Milano,
con lFtse Mib in progresso dello 0,45%. Bene
tra le banche Bmp e Intesa (+1%), pi cauta
Unicredit (+0,1%). In deciso rialzo anche il lusso, con Ferragamo (+3%), Tods (+1,6%) e

MILANO

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Yoox (+1,8%). Campari aggiorna i massimi storici (+2,5%). Poco mossi i petroliferi con Eni
che fa +0,5% e Saipem in calo dello 0,4%. Bene
Fca (+1,4%). Ferma Exor, nel giorno del via libera dei soci PartnerRe alla fusione.

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Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c

la Repubblica 7&/&3%  /07&.#3& 



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<SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

"%3*"/040'3*
ICIAMO: Sono Parigi e non diciamo mai Sono
Peshawar o Sono Mogadiscio.
utile che ne discutiamo, senza fare confusione. La reazione alla violenza, la stessa solidariet
con le vittime, sono una cosa, il lutto unaltra cosa. Il lutto ci riguarda personalmente, e distingue fra le perdite.
Fra le ossa che ogni giorno in terra e in mare semina morte. Il lutto di una persona, di una famiglia, di una comunit. Pi spesso prossimo nel senso della vicinanza, ma
pu unirci anche a una gran distanza. Quando siamo colpiti dal lutto, diciamo: come se avessi perduto una parte
di me. Siamo umani, ma siamo fatti da ci che nel tempo
e nello spazio diventato parte di noi, cui abbiamo appartenuto e apparteniamo. Appartengo a Parigi pi di quanto appartenga a Beirut. Il mio amico Gad Lerner, che nato a Beirut e ci torna in corpo e anima, non scriverebbe la
stessa frase. Il lutto cos profondamente nostro che ci accomuna fino a farci uscire da noi, a farci riconoscere e abbracciare, non solo coi nostri famigliari, ma con gli sconosciuti che lo condividono, come avviene quando i passanti
si prendono per mano durante il minuto di silenzio. E allo
stesso tempo siamo intimamente gelosi del nostro lutto.
una faccenda nostra: mia e di Parigi. Mia e di Beirut. Di
Ankara e mia. Del Bardo e mia. A ciascuno il suo lutto.
A ciascuno, anche, la sua gioia. C una disparit anche
nellamore. Lamore non la giustizia. La giustizia dovrebbe essere distribuita in dose uguale per tutti. Ma il giusto
maestro del vangelo, cos capace di amore, ha le sue predilezioni scoperte, e insegna che il tuo prossimo colui in
cui ti imbatti e ha bisogno del tuo soccorso, hai bisogno
del suo soccorso.
La dialettica di vicino e lontano complicata. Vengono
rapite 247 nigeriane dalle canaglie di Boko Haram, e mezzo mondo dice: Ridateci le nostre ragazze. La Nigeria
lontana e le ragazze sono nere. Qualcuno obietter che
perch sono cristiane, e perch sono ragazze e studentesse. C sempre una vittima pi infelice e pi ignorata, se si
voglia a ogni costo fare una classifica. Nel Sud Sudan vengono rapite e massacrate bambine e donne a migliaia, e
Michelle Obama non si mette un nastrino, come per le ragazze nigeriane. La comparazione una buona maestra,
purch non se ne abusi. Una buona norma di sincerarsi
su chi deplora il risalto dato a una sofferenza in nome di
unaltra trascurata: lui, o lei, si dedicato a quellaltra sofferenza? A chi vi rinfacci di essere troppo commosso per il
destino della pastora Diesel mentre i cuccioli umani della
terra muoiono di fame, chiedete, con cortesia, che cosa
faccia lui di solito per i bambini affamati: caso mai, avrete
una buona occasione per dargli una mano, senza dovervi
sbarazzare del vostro bassotto.
Sulla scia di questi confronti, su Facebook qualcuno ha
contrapposto lindifferenza per 146 universitari kenyoti
trucidati a Garissa dagli assassini somali di al Shabab al
lutto per Parigi. Nella piena dellindignazione, hanno preso quelleccidio per appena avvenuto, invece che nello
scorso aprile. A me tocc scriverne qui: i loro coetanei di
Zagabria e di Caracas e di non so quali altri posti del mondo si sdraiarono poi a fare il morto, e nel parco al centro di
Nairobi si radunarono ad accendere candeline e deporre
messaggi.
Il fatto che non abbiamo due pesi e due misure: abbiamo innumerevoli pesi e misure, tante quante le sventure del mondo e la nostra capacit di parteciparne. vero
che la disparit delle reazioni mostra che non tutte le morti sono uguali: ma questo solo il complemento del fatto
che non tutte le vite sono uguali, e anzi sono cos diseguali
da far pensare che il genere umano sia un modo di dire, e
sia composto di specie viventi e morenti abissalmente distanti. Per questo abbiamo bisogno di leggi e istituzioni:
perch ci si occupi secondo umanit anche di quelli che
non succede a noi di amare, o di incontrare come il nostro
prossimo. Come i 250 mila morti in Siria. Non possiamo
volergli bene, il bene vive di dettaglio, non di ingrosso.
Possiamo voler bene a qualcuno di loro, perch labbiamo
visto, sentito piangere o gridare o tacere. Ma di tutti dovevamo volere la salvezza, ed esigere che qualcuno ne
avesse la responsabilit in nome di tutti noi. LOnu non fu
immaginata per i minuti di silenzio.
C Parigi, e ci fu il piccolo Aylan. Perfino con lui si lament un privilegio! Successe anche a me di provare un
sentimento di pena per il fratellino Galip. Di lui non avemmo una fotografia. Forse aveva cercato di afferrare Aylan,
come fa un fratello maggiore anche se non ha nemmeno
cinque anni, prima di essere travolto e portato dove nessuno lavrebbe pi visto, dei milioni che guardarono Aylan.
Ma ci sono luoghi e persone che diventano il cuore del
mondo: Aylan, Parigi. Valgono per tutti.

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morti uccisi da terroristi islamici per difendere le persone perbene. Non sono spinto da odio e/o rabbia: il
potere laico dovrebbe reprimere ogni forma di religione che tenda a diventare ordinamento civile, non
esclusa la cattolica. Credo che il mondo diventerebbe un luogo pi sicuro. Siamo in presenza di un fenomeno
bizzarro, non si ha pi il coraggio di chiamare le cose con il loro nome. Quella in atto non a tutti gli effetti una
guerra di religione? Le religioni sono state dietro o in prima fila nelle guerre pi crudeli e sanguinose
dellumanit, per non parlare di cruente efferatezze tipo linquisizione. Credo che il sentimento diffuso sia che se
esiste un Dio non abbia niente a che fare con le attuali organizzazioni religiose, grandi o piccole che siano. Non a
caso Ges Cristo non andava molto daccordo con gli Alti sacerdoti del suo tempo, se non mi sbaglio.

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HE si tratti di una guerra non c ormai dubbio. Pi

precisamente una guerra di tipo nuovo che non prevede dichiarazioni consegnate agli ambasciatori,
eserciti schierati sul campo, strategie di generali, uniformi e bande militari. La nuova guerra si combatte solo in
parte alla vecchia maniera, sul campo, nellex Siria e
Iraq; la novit riguarda laltra guerra, quella clandestina
che assomiglia semmai ai movimenti di resistenza europea durante loccupazione nazista: azioni improvvise e
imprevedibili, mordi e fuggi, anche qui per con una rilevante novit. Tutti i soldati sono sempre andati in guerra
determinati a riportare a casa la pelle. Questi vanno in
azione disposti a usare il proprio corpo come unarma
esplosiva. Stratagemma che d un vantaggio incalcolabile. una guerra di religione? Il papa ha detto che chiunque usi il nome di Dio per uccidere, bestemmia. Dipende.
Se io convinco un giovane infelice che uccidendo e uccidendosi aiuter a diffondere la parola del profeta, quel
giovane sicuro di obbedire al precetto coranico che im-

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Ho apprezzato la decisione del
governo Renzi di esentare dal
pagamento dellImu tutte le prime case, salvo le abitazioni di
lusso, e ho condiviso anche lo
sconto per chi affitta la sua seconda casa a un canone concordato. Non riesco per a capire
perch siano obbligati a pagare
addirittura limposta massima
per le seconde case i piccoli proprietari di case come il sottoscritto: essendo stato costretto
a trasferirmi in unaltra citt
per motivi di lavoro, ho dato il
mio appartamento in uso gratuito ai miei nonni, che una casa non ce lavevano. Dovr pagare lImu allaliquota massima per la seconda casa. E la stessa sorte tocca naturalmente ai
nonni che danno in comodato
gratuito ai nipoti la casa dove
non abitano pi, magari perch
ora vivono in una casa di riposo.
Mi sembra, nel contesto di una
manovra che ha un obiettivo secondo me giusto, una piccola ingiustizia.

rario di lavoro. A me sembra


che assegnare un prezzo al compimento del dovere e far credere che sottoscrivere una denuncia sia imbarazzante promuova la corruzione. Per combatterla bisognerebbe, semmai, contrastare la cultura dellomert
e dellindifferenza e tutelare la
libert di espressione favorendo le segnalazioni di irregolarit (non anonime) dirette al
pubblico (anche online) e impedire che gli autori possano essere censurati da provvedimenti
disciplinari ma perseguiti solo
per ragioni penali e civili dagli
eventuali interessati.

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Pd e M5S litigano alla Camera
per una proposta di legge che
dovrebbe tutelare il dipendente che denuncia irregolarit.
Per combattere la corruzione
sono previsti premi in denaro e
la possibilit di presentare anche denunce anonime. In pratica per fare il proprio dovere i dipendenti pubblici dovrebbero
essere comprati o essere anonimi. Mi sono ricordato di quando
venne previsto un vergognoso
incentivo per chi rispettava lo-

pone la conversione degli infedeli o la loro uccisione.


Ma basta questo a far diventare religiosa la guerra? Il richiamo religioso spesso usato per dare ai militanti senso di appartenenza e fierezza. Per esistenze spesso umiliate da indigenza ed esclusione, lappartenenza religiosa
il solo modo che molti di questi giovani hanno per lenire
la loro frustrazione ritrovando nei riti collettivi una dignit. Pi si allarga la forbice tra stati occidentali e mondo
arabo con le loro masse derelitte abbandonate al fanatismo e allignoranza, pi il richiamo a una religiosit cos
concepita aumenta il suo fascino. Mi scrive Dario Cavallina (cavadario@gmail.com): Lindottrinamento religioso iniziato a met degli anni 70 ha dato i suoi frutti. Oggi
esistono affinit culturali tra gli jihadisti e settori pi ampi del mondo musulmano. In occasione di numerose azioni terroristiche il consenso stato consistente. Chi nega il
problema dellintegralismo religioso, probabilmente fa
male allo stesso mondo musulmano.
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In questo periodo, fino a qualche anno fa, si sbirciavano le vetrine traboccanti degli oggetti
pi inutili, purch festosi e soprattutto natalizi. Oggi invece
trovo gran parte delle volte solo
saracinesche chiuse. Se vuoi rifarti gli occhi ti tocca andare al
centro commerciale, ma comunque una gran pena. E un
lento trascinarsi verso sera.

Il documento europeo sulletichettatura dei beni prodotti nei


Territori palestinesi sicuramente intempestivo. Una misura del genere, che pure non
vincolante, pu favorire, anche
al di l delle intenzioni, quel diffuso clima di risentimento verso le comunit ebraiche, di cui
il tragico fatto di Milano solo
lultimo frutto. Nel documento
si parla della corretta informazione dei consumatori ma non
dellintento politico che animava la proposta, cio far ripartire
il processo di pace, scandalosamente fermo da troppo tempo,
per responsabilit anche del governo israeliano. Questa la vera grande urgenza della regione, non letichettatura dei pompelmi. Con il Medio oriente in
fiamme, dobbiamo togliere un
alibi a chi strumentalizza la causa palestinese, che giusta, per
dichiarare guerra allOccidente.

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ICCOME siamo in guerra, e tutti sotto lo stesso tiro,

sono contento che Giuliano Ferrara abbia replicato


con mitezza alle mie (meno miti) osservazioni. Le
polemiche tra giornalisti sono quasi sempre noiose ripicche tra anziani narcisi, e forse questa non fa eccezione. Se
mi ci dedico per il terzo giorno consecutivo solo perch
largomento enorme. Vitale. Ferrara convinto che lIslam al completo abbia dichiarato guerra allEuropa cristiana. Io credo che un pezzo soltanto di Islam abbia dichiarato guerra allEuropa delle libert (specie quella delle donne). diversa, intanto, la quantificazione del nemico. Ma
soprattutto: il secondo bersaglio (lEuropa delle libert)
comprende al suo interno anche il primo (lEuropa cristiana). Mentre il primo, specie nellaccezione crociata ultimamente cara a Ferrara, non comprende il secondo, anzi
lo esclude, lo critica, gli si contrappone moralmente, lo accusa di vuoto valoriale in simmetria non voluta, ma oggettiva, con il jihad. Per questo ho scritto che morirei per la Marsigliese ma non per Cristo Re: perch la Marsigliese copre
un campo molto pi ampio e (credo) meglio munito. Per
quanto valga lumore delle folle, lo stadio di Wembley, non
certo pieno di philosophes, ha intonato la Marsigliese, non
un canto di chiesa: scelta che sarebbe stata complicata, del
resto, dalla separazione dei repertori anglicano, protestante, papista, ortodosso Anche questi danni del multiculturalismo.

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Un articolo pubblicato su 3F
QVCCMJDB il 16 novembre a pag.
26 sugli sviluppi dellinchiesta
Mafia capitale, relativo alla
truffa dei cassonetti dei vestiti
per i poveri, accompagnato
da una fotografia che illustra
un punto di raccolta di abiti usati allestito da Amnesty International. Desidero precisare che
Amnesty International non
coinvolta nella raccolta di abiti
o di altri oggetti di seconda mano da circa venti anni.

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ENTILE Augias, sono molto confuso e minfastidiscono certi buonisti cui non bastano neanche centinaia di

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UANDO ho sentito il presidente francese Franois Hollande e i maggiori


politici francesi ripetere che dopo
la strage terroristica di Parigi la
Francia in guerra era difficile non pensare all11 settembre. E non andare con la
mente alla risposta dellallora presidente
George W. Bush, a quella guerra al terrore che ci ha portati prima in Afghanistan e
poi in Iraq. Proprio linvasione dellIraq ha
destabilizzato la regione portando, tra altre
cose, la nascita di Is.
Dopo Parigi anche qui a New York assisto
a scene che richiamano, sia pure in scala minore, ci che accadde dopo l11 settembre.
Vedo due giovani americani che hanno dipinto i colori della bandiera francese sotto i
loro occhi, come se stessero piangendo lo
spirito nazionale francese. Molti ricordano
la risposta francese agli attacchi alle torri
gemelle (Nous sommes tous amricains)
e oggi rispondono nello stesso modo. Dimenticano ci che accadde quando la Francia espresse tutte le proprie riserve allinvasione dellIraq, fino al punto di ribattezzare
le French fries, le patatine fritte, Freedom fries, in risposta alle critiche francesi.
Oggi, la gran parte degli americani che
eleggono Parigi come prima destinazione
allestero riconoscendone la supremazia
culturale, vivono leccidio del weekend scorso come una perdita personale.
Ne sono anche testimone diretto: ricevo
molte mail accorate di americani che sanno
che ho vissuto a Parigi: mi scrivono per chiedermi se i miei amici francesi sono sani e salvi e per esprimere tutto il loro sgomento. Si
sentono cos coinvolti che una mia amica arrivata da Parigi non ha potuto fare a meno
di notare che quasi, quasi degli attacchi si
parla pi qui che a Parigi.
Con la tendenza molto americana di affrontare le cose in chiave religiosa ha spopolato per strada e in Rete lo slogan PrayforParis. Rispedito al mittente, con unaffermazione di laicismo, da uno degli illustratori di Charlie Hebdo. Ma questa impronta religiosa nel leggere i fatti di Parigi molto radicata. Mi capitato di leggere anche commenti come questo: La gente si disputa la
realt di Dio ma Satana ha dimostrato certamente la sua esistenza e i suoi propositi sanguinari. La partecipazione emotiva, anche
fuori dalle grande citt molto forte. Su alcune televisioni locali campeggia a caratteri cubitali lo slogan Guerra al terrore.
Linterrogativo prevalente a tutti i livelli
: cosa si pu fare?
Tanto pi che loffensiva terroristica cade in piena campagna elettorale sia in Francia che negli Stati Uniti.
In Francia, Hollande propone di riscrivere la costituzione, dando pi poteri allo Stato, mentre Sarkozy, che vorrebbe tornare
al potere, propone di chiudere delle moschee e mettere dei braccialetti elettronici
agli estremisti islamici.
In America, lex-candidato repubblicano
del 2012, Mitt Romney, dice che bisogna invadere la Siria, mentre alcuni candidati
hanno detto che gli Usa dovrebbero accogliere solo profughi di origine cristiana e
non quelli islamici. Vari governatori repubblicani hanno detto che non apriranno le
porte ai rifugiati siriani (ignorando che sono le prime vittime dellIs). Il palazzinaro-candidato Donald Trump ha rivendicato:
Quando ho detto di bombardare le installazioni di petrolio controllate dallIs hanno riso, oggi lo stanno facendo.
Solo Dominique de Villepin, ministro degli esteri francese al momento della crisi irachena ha avvertito il pericolo per la Francia
di entrare nella sindrome da guerra: Se
una banda di assassini fanatici vi dichiara
guerra non vuole dire che bisogna cadere
nella trappola di fare altrettanto.
Un mio amico francese, tra laltro molto
vicino ai socialisti francesi, mi dice che Hollande e il suo governo, cercano di sviare lattenzione dai propri errori, notando non a caso che non c stata nessuna inchiesta parlamentare dopo la strage a Charlie Hebdo.
Era stata ridotta la protezione alla redazione poco prima del raid di gennaio, nonostante la Francia avesse gi iniziato a bombardare le postazioni dellIs in Iraq. Nessuno ha
previsto una possibile risposta?, si chiede
il mio amico Patrick. E aggiunge un ulteriore elemento: sia i fratelli Kouachi tra gli
autori della strage di Charlie Hebdo che
alcuni dei terroristi di venerd scorso erano
schedati dalla polizia francese sulla famosa
lista S dei sospettati terroristi.
Il potere del terrorismo la sua natura

asimmetrica: la capacit di poche persone


di guadagnare uninfluenza sugli eventi
completamente sproporzionata ai loro numeri. Un terrorista serbo, uccidendo larciduca Franz Ferdinand ha iniziato la prima
guerra mondiale. Gli otto (per ora) terroristi dellIs stanno per cambiare la vita ad

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una nazione di 60 milioni e forse al resto


dellEuropa, proprio come i 15 fanatici
dell11 settembre hanno cambiato gli Usa.
Gi adesso, sta morendo il sogno della
nuova Europa, un continente libero e aperto. I francesi (comprensibilmente) hanno ristabilito i controlli alla frontiera con il Bel-

gio visto che alcuni degli uomini e le armi


per gli attacchi di Parigi venivano da l.
Ricordo un mio viaggio da Parigi in Olanda due anni fa: la piacevole sorpresa di andare dalla capitale francese a Rotterdam su
un treno superveloce. Passare per delle terre impregnate dal sangue di innumerevoli
guerre europee attraverso i secoli in due
ore e mezzo con solo un controllo dei biglietti sembrava un piccolo miracolo. Ma gi da
quando i terroristi hanno tentato di sparare
sul treno Thalys e gli ungheresi e i polacchi
si rifiutano di prendere i rifugiati siriani,
quel sogno sta finendo.
LIs, sulla scia delle sue ultime imprese
la bomba in Libano, lattacco rivendicato
contro laereo russo in Egitto e gli attacchi
di Parigi sembra una superpotenza mondiale. Ma in realt molto pi debole di
quanto sembri. E ha perso circa il 25 per cento del proprio territorio negli ultimi mesi.
Per questo bisogna continuare e intensificare gli attacchi contro lIs, sostenendo i suoi
nemici locali ma evitando una nuova occupazione dellIraq e della Siria.
Bisogna applicare le leggi esistenti sul
terrorismo, dedicandovi pi risorse ma senza stravolgere le nostre democrazie e lo stato di diritto.
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COMMISSARIO DELEGATO PER LEMERGENZA DETERMINATASI NEL SETTORE DEL TRAFFICO E


DELLA MOBILITA NEL TERRITORIO DELLE PROVINCE DI TREVISO E VICENZA
Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3802 del 15 agosto 2009
AVVISO
Lavori di realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. Approvazione progetti definitivi per: Risoluzione interferenze sottoservizi con lavori del Lotto 3 tratta B.
Comunicazione di avvio del procedimento per lapprovazione dei progetti definitivi e dichiarazione di pubblica utilit ai sensi e per gli effetti dellarticolo 166, comma 2, del D.Lgs
12/04/2006 n. 163, degli articoli 11 e 16, comma 6, del D.P.R. n. 327/2001, dellart. 8 della Legge 7 agosto 1990, n. 241, nonch dellart. 2 comma 2 dellO.P.C.M. n. 3802/2009.
Ai sensi e per gli effetti dell articolo 166, comma 2, del D. L.gs 12/04/2006, n. 163, degli articoli 11 e 16, comma 6, del D.P.R. n. 327/2001, dellart. 8 della Legge 241/1990, nonch dellart. 2
commi 2 e 5 dellOrdinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3802/2009, il Commissario Delegato per lemergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilit nel territorio
delle Province di Treviso e Vicenza, con sede in Mestre (VE) via Cesco Baseggio n. 5, nella qualit di soggetto aggiudicatore dei lavori di cui alloggetto, con il presente avviso
COMUNICA
lavvio del procedimento diretto allapprovazione dei progetti definitivi dei lavori in oggetto richiamati, equivalente a dichiarazione di pubblica utilit.
Entro 30 (trenta) giorni decorrenti dal giorno 20.11.2015 coloro che vi abbiano interesse possono far pervenire in forma scritta le loro eventuali osservazioni allo scrivente presso gli uffici del
Commissario Delegato per lemergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilit nel territorio delle Province di Treviso e Vicenza, Via Cesco Baseggio n. 5, 30174 Mestre-Venezia.
A tal fine si rende noto che:
1. la presente comunicazione sostituisce, avendone titolo, a tutti gli effetti la comunicazione personale agli interessati, poich nella fattispecie:
- superiore a 50 il numero dei destinatari della procedura;
- le opere sono ricomprese nei programmi della legge n. 443/2001;
2. i progetti con tutta la connessa documentazione sono consultabili presso lUfficio del Commissario Delegato per lemergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilit nel territorio delle Province di Treviso e Vicenza, Via Cesco Baseggio n. 5, 30174 Mestre-Venezia e presso lufficio della Sezione Regionale Strade Autostrade e Concessioni, con sede in Via Cesco
Baseggio n. 5 30174 Mestre Venezia, tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 dal luned al venerd ovvero previo appuntamento telefonico al n. 041-2907844, nonch presso lAmministrazione Comunale interessata;
3. il presente Avviso consultabile anche presso il sito internet del Commissario Delegato alla pagina: www.commissariopedemontana.it;
4. sono interessate alle procedure di esproprio, asservimento e occupazione temporanea di cui al presente Avviso le ditte di seguito riportate.
Progetto definitivo Risoluzione interferenze sottoservizi con lavori del Lotto 3 tratta B: Comune di Altivole: Meneghetti Erminio, Fg 4, p.lle 171, 742 e 755; Ceccato Lucia, Fg 4, p.lla
107; Carniel Alvise, Carniel Cinzia, Carniel Teresio, Fg 4, p.lla 235; Canil Dino, Fg 4, p.lle 672, 675 e 715; Barichello Egidio, Nascituri maschi di Antonio, Fg 4, p.lla 104; Barichello Pietro, Fg 4,
p.lla 216; Barichello Oscar, Fg 4, p.lla 217; Capovilla Caterina, Fg 4, p.lla 105, Fg 5, p.lla 341; Capovilla Angelo, Fg 5, p.lla 404; Capovilla Daniela, Fg 5, p.lle 287, 685 e 687; Tonin Bruno, Fg 5,
p.lle 727 e 874; Tonin Luca, Fg 5, p.lla 728; Cadorin Flavia, Fg 5, p.lla 812; Beltrame Natalina, Zorzi Giuseppe, Fg 5, p.lle 773 e 775; Gazzola Devis, Fg 5, p.lla 710; Dalla Costa Lina, Fg 5, p.lle
222 e 291; Rech Simone, Fg 5, p.lla 730; Tonin Matteo, Fg 5, p.lle 729 e 731; Facchin Fausto, Tonin Lucia, Fg 5, p.lla 732; Merlo Mario, Fg 5, p.lla 223; Dalla Rosa Paola, Loro Santa Maria, Fg
5, p.lle 224, 718 e 719; Spoladori Alberto, Fg 5, p.lla 892; Piccolotto Luigi, Fg 5, p.lle 755 e 848; Piccolotto Angelo, Fg 5, p.lle 382, 741, 744 e 748; Agrirocca di Rech Simone, Fg 7, p.lle 108,
216 e 217; Alban Mario, Loro Antonietta, Fg 7, p.lla 218; De Luchi Enrica, De Luchi Ernesto, De Luchi Goretta, De Luchi Marisa, De Luchi Silvia, De Luchi Ugo, Furlin Flora, Fg 13, p.lla 64; Ceccato Lina, Fg 21, p.lle 1, 135, 136 e 2; Caron Carmen, Caron Lorella, Fg 21, p.lla 3; Rainhard Gioi, Fg 21, p.lla 593; Garbini Camillo, Garbini Maria Rita, Zanin Elena, Fg 21, p.lle 217, 40 e 480;
Tessari Angelo, Fg 21, p.lle 313 e 48; Favaro Luciano, Zanchin Daniela, Fg 21, p.lle 240; Carniello Ornella, Compostella Italia, Fg 21, p.lla 49; De Bortoli Emilia, Durante Giovanni, Fg 21, p.lla 52;
Durante Giovanni, Fg 21, plla 51; Tessari Luciana, Fg 21, p.lla 53; Gatto Giuseppe, Fg 21, p.lle 676, 678; Tessari Alessandro, Fg 21, p.lla 631; Dalla Rosa Leda, Tessari Alessandro, Fg 21, p.lle
206 e 55; Silvestri Angelo, Fg 21, p.lla 56; Piovesan Giovanna, Piovesan Maria, Fg 22, p.lla 147; Bonetto Antonella, Bonetto Vania, Fg 21, p.lle 538, 539 e 543; Demanio Regione Veneto, Fg 13,
p.lla 259; Brion Luigina, Tonin Angelo, Fg 1, p.lla 101; Borsato Adele, Borsato Bruna, Borsato Ginetta, Fg 6, p.lle 151 e 407; Agnolin Gimmi, Sibillin Lina, Fg 5, p.lla 863; Bordin Antonella, Tonin
Andrea, Tonin Elisabeth, Tonin Giacomo, Tonin Ilaria, Fg 5, p.lla 138; Piccolotto Giuseppe, Fg 5, p.lle 156 e 862; Agnolin Dorella, Agnolin Mara, Agnolin Marzia, Agnolin Meris, Sibillin Lina, Fg 5,
p.lla 159; Dalla Riva Umberto, Fg 21, p.lle 214 e 215; Simioni Loredana Lucia, Tessari Primo, Fg 21, p.lla 204; Tessari Emanuele, Fg 21, p.lla 205; Societ agricola Tessari, Fg 21, p.lla 177; Dalla
Rosa Paola, Loro Santa Maria, Fg 5, p.lla 722; Favretto Luigino, Fg 21, p.lla 620; Favretto Giuseppe, Tittoto Anna, Fg 21, p.lla 622; Tessari Danilo, Fg 21, p.lla 640; Paretta Filippo, Tessari Alessandro, Tessari Valentina, Fg 21, p.lla 630, Toso Ado, Fg 4, p.lla 272, Zamprogno Elisa, Zorzi Giuseppe, Fg 5, p.lla 875; Tessari Angelo, Tessari Anna Enrica, Tessari Bruno, Tessari Danilo, Tessari
Gianni, Tessari Ginetta, Fg 21, p.lla 342; Comune di Montebelluna: Biasuzzi Cave, fg 37, p.lla 68; Bergamin Gabriella, fg 37, p.lla 225; Bergamin Brigida, Bergamin Massimo, fg 37, p.lla 3; Foscarini Rino, fg 35, p.lle 40 e 502; Monte Verde Societ, fg 35, p.lla 13, fg 36, p.lla 72; Sabbia del Brenta, Superbeton SpA, fg 36, p.lla 3; Tessaro Girolamo, fg 36, p.lla 60; Quagliotto Silvio, fg
36, p.lle 188 e 191; Edil-Montelliana snc, fg 47, p.lla 122; Perussato Giovanni, fg 47, p.lla 215; Perussato Olves, fg 47, p.lla 207; Sabbia del Brenta, Superbeton SpA, fg 36, p.lla 10; Salvadori
Claudio, fg 36, p.lla 100; Edil-Montelliana snc, fg 47, p.lla 121; Foscarini Assunta, Foscarini Gemma, Foscarini Noemi, Foscarini Rina, Foscarini Rino, Foscarini Romilda, fg 35, p.lla 515; Bergamin Massimo, fg 37, p.lle 226 e 230; Bergamin Brigida, fg 37, p.lla 231; Comune di Riese Pio X: Fogal Cirillo, fg 1, p.lle 129 e 42; Marostica Silvano, fg 1, p.lla 43; Fogal Diana, fg 1, p.lla 138;
Fogal Silvana, fg 1, p.lla 138; Gazzola Angelo, fg 1, p.lla 124; Aviani Giampaolo, Canil Luciana, fg 1, p.lle 202, 275 e 276; Carlesso Giovanni, Carlesso Luca, Gazzola Anna Maria, fg 1, p.lle 19,
636 e 699; Carlesso Giovanni, fg 1, p.lla 272; Nussio Pietro, Rinaldo Maria, fg 1, p.lla 668; Gasparini Lorena, Pivato Giacomo, Pivato Luca, Pivato Marta, fg 1, p.lla 688; Cremasco Donatella,
Cremasco Fiorella, fg 2, p.lle 426 e 47; Scopel Giuseppe, fg 2, p.lla 10; Feltracco Gino, fg 2, p.lla 250; Feltracco Gina, Feltracco Nadia, Feltracco Patrizia, Feltracco Raffaella, fg 2, p.lle 11, 12,
251, 53 e 54; Feltracco Olindo, fg 2, p.lle 1008, 1205, 1257 e 1259; Demanio pubblico dello Stato, fg 2, p.lle 1245, 294, 295, 296, 1147, 1246, 1250, 17 e 243; Crespan Gianni, Porcellato Margherita, fg 2, p.lla 272; Gazzola Velia Alice, Torresan Luigi, fg 2, p.lla 1249; Parisotto Adriano, Perizzolo Margherita, fg 2, p.lla 657; Parisotto Adriano, fg 2, p.lla 1004; Borsato Sergio, fg 12, p.lla
784 Giambelluca Maria, Livieri Bruno, Livieri Federico, Livieri Roberto, fg 12, p.lla 18; Piva Bruno, fg 12, p.lla 105; Piva Andrea, Piva Bruno, fg 12, p.lla 132; Gazzola Vitale, fg 16, p.lla 135; Giglio Srl, fg 12, p.lle 1 e 757; Piva Rino, fg 16, p.lle 1031, 1042; Piva Luca, fg 16, p.lla 372; Gazzola Adriano, Gazzola Bertilla, Gazzola Cesare, Gazzola Francesco, Gazzola Miriam, Gazzola Raimondo, Gazzola Silvana, Gazzola Tiziana, Piccolotto Angela, fg 16, p.lla 145; Piva Pierangela, fg 16, p.lla 211; Cattapan Diana, Cattapan Sonia, Cattapan Stefania, Dal Bello Enrichetta, De Luchi
Antonia, De Luchi Bruna, De Luchi Irma, De Luchi Luigi, De Luchi Pia, fg 16, p.lla 33; Gazzola Gianni, fg 16, p.lle 177 e 926; Cusinato Paolo, fg 17, p.lle 140, 203, 239 e 273; Minato Bruna, Minato Lino, fg 17, p.lle 11 e 535; Cavarzan Raimondo, fg 17, p.lle 19 e 401; Basso Michele, fg 17, p.lla 467; Basso Ernesto, Fietta Luigina, fg 17, p.lla 18; Mazzocato Eda, fg 17, p.lla 23; Daniel
Gabriele, Daniel Giovanni, fg 17, p.lla 44; Brion Luigina, Tonin Angelo, Tonin Elisa, fg 17, p.lla 46; Dussin Ilio, fg 17, p.lle 123 e 51, fg 24, p.lla 442; Bortolotto Diana, fg 17, p.lle 321 e 322; Pasqualotto Franco, Pasqualotto Massimo, fg 17, p.lle 127, 50, 52, 54, 76 e 77; Bresolin Paolo fg 17, p.lla 78; Bosa Margherita, Padoin Maria Anna, Pellizzer Albino, Pellizzer Bruno, fg 17, p.lle 512
e 95; Marchesan Francesco, Zardo Stefania, fg 17, p.lla 514; Bordignon Ester, Bordignon Olinda, fg 3, p.lla 104; Bordignon Pietro, fg 3, p.lle 105 e 29; Gasparetto Vittorino, fg 3, p.lla 2; Capovilla Giancarlo, fg 3, p.lla 4; Gazzola Narciso, fg 3, p.lla 13; Berno Eugenia, Gazzola Luigi, fg 3, p.lla 316; Gazzola Giovanni, Gazzola Maria, Gazzola Mario, Gazzola Stefano, Gazzola Susanna,
Gazzola Teresa, fg 3, p.lla 318; Bragagnolo Maristella, fg 3, p.lle 781, 782, 787 e 792; Meneghetti Adelino, fg 3, p.lla 326; Bragagnolo Maristella, Meneghetti Achille, Meneghetti Davide, Meneghetti Ester, Meneghetti Laura, Meneghetti Maria, Meneghetti Marta, Meneghetti Ornella, Meneghetti Raffaele, Meneghetti Roberto, fg 3, p.lle 283 e 287; Meneghetti Erminio, fg 3, p.lle 282 e
332; Carlesso Donatella, fg 1, p.lla 193; Gini Loredana, Zucchello Onorio, fg 17, p.lla 80; Carlesso Michela, fg 1, p.lla 638; Gasparini Lorena, Pivato Giacomo, Pivato Luca, Pivato Marta, Pivato
Pietro, fg 1, p.lle 687 e 689; Carlesso Luciana, fg 1, p.lla 642; Gasparini Lorena, Pivato Giacomo, Pivato Luca, Pivato Marta, fg 1, p.lla 28; Battagin Marino, Forner Rosanna, fg 2, p.lla 255; Provincia di Treviso, fg 12, p.lla 821; Dussin Fiorella, fg 12, p.lla 78; Agnolin Dorella, Agnolin Mara, Agnolin Marzia, Agnolin Meris, Sibillin Lina, fg 12, p.lla 79; Bernardi Anna, fg 16, p.lla 1017; De
Luchi Enrica, De Luchi Ernesto, De Luchi Goretta, De Luchi Marisa, De Luchi Silvia, De Luchi Ugo, Furlin Flora, fg 16, p.lle 52 e 861; Bulla Elena, Marchesan Gianni, fg 16, p.lla 1054; Favretto
Giuliano, Pauletto Teresa, fg 16, p.lla 983; Favretto Fabrizia, fg 17, p.lle 133, 272, 504 e 510; Favretto Emma, fg 17, p.lle 502, 503, 508 e 509; Gazzola Giampietro, fg 17, p.lle 132 e 99; Immobiliare Postioma, fg 17, p.lla 270; Favretto Lino, fg 17, p.lla 269; Dametto Pierina, Gazzola Francesco, fg 17, p.lla 4; Comune di Riese Pio X, fg 2, p.lle 1112 e 1156; Pizzolato Osvaldo, fg 17,
p.lla 361; Parisotto Vittoria, fg 17, p.lle 79 e 81; Petrin Guido, fg 17, p.lla 56; Dalla Costa Adriana, Gatto Eugenio, fg 17, p.lle 57 e 82; Furlan Rita, Zilio Ermenegildo, fg 17, p.lla 391; Furlan Rita,
Zilio Ermenegildo, fg 17, p.lla 84; Gatto Angelo, Gatto Paolo, fg 17, p.lla 517; Monico Antonio, Monico Guglielmo, fg 24, p.lla 241; Monico Guglielmo, fg 24, p.lla 514; Monico Guglielmo, fg 24,
p.lla 513; Tessari Marco, fg 24, p.lla 477; Fornasier Rita, Zilio Rino, fg 17, p.lla 235; Furlan Carla, Marchesan Edoardo, Marchesan Matteo, fg 12, p.lla 47; Battistella Vilma, Feltracco Denis, Feltracco Manuela, Feltracco Moreno, fg 1, p.lla 126, fg 2, p.lla 799; Gazzola Giuseppe, fg 1, p.lla 48; Carlesso Giovanni, Carlesso Giulio, fg 1, p.lle 230, 231 e 232; Pivato Pietro, fg 1, p.lla 27; Gazzola Francesca, fg 2, p.lla 1021; Carlesso Till, Immobiliare Tio Srl, fg 2, p.lla 1111; Comune di Riese Pio X, fg 2, p.lla 1114; Feltracco Decimo, Feltracco Francesco, fg 2, p.lla 249; Ganeo Monica,
Porcellato Elide, Zanin Dante, fg 2, p.lla 494; Pivato Emilia, Zanin Giuseppina, Zanin Paolo, fg 2, p.lla 85; Gazzola Teresa, Piva Luca, Piva Pierangela, fg 16, p.lla 1109; Furlan Rita, Zilio Ermenegildo, fg 17, p.lla 393; Crespan Gianni, fg 2, p.lle 1247 e 20; Gazzola Teresa, Piva Luca, Piva Pierangela, fg 16, p.lla 11; Comune di San Zenone degli Ezzelini: Serena Luigia, fg 18, p.lla 54;
Facchinello Luigi, fg 18, p.lle 64, 128 e 451; Zardo Ennia, fg 18, p.lla 338; Berton Rita, Valente Mario, fg 18, p.lla 65; Bortolazzo Donata, Capovilla Giancarlo, fg 18, p.lla 101; Reginato Gianni,
fg 18, p.lla 129; Fogale Antonio, fg 18, p.lle 62 e 66; Girolametto Daniele, fg 18, p.lla 846; Munarolo Dino, Munarolo Emanuela, fg 18, p.lla 202; Dalla Valle Ida, Guarda Giuseppe, fg 18, p.lla
174; Fogale Angelo, fg 18, p.lle 291 e 292; Bisiol Maria, fg 18, p.lle 57, 68 e 70; Dalla Rizza Florindo, Dalla Rizza Giuseppe, fg 18, p.lle 121 e 75; Pellizzari Leopoldo, fg 18, p.lla 295; Dalla Rizza
Bruno, fg 18, p.lla 71; Fogal Valeria, Torresan Maria, fg 18, p.lla 1045; Fogal Maria Graziella, fg 18, p.lla 60; Zanotto Gino, Zanotto Giovanni, fg 18, p.lla 99; De Marinis Maria Linda, Milan Giuliano, fg 18, p.lla 47; Fogal Cirillo, fg 18, p.lle 393 e 989; Dalla Rizza Giuseppe, fg 18, p.lla 435; Dalla Valle Ida, Guarda Giuseppe, fg 18, p.lla 1040; Pasqual Guglielmo, fg 18, p.lle 137 e 138;
Geremia Fosca Daniela, Zanchetta Daniele, Zanchetta Diego, Zanchetta Matteo, fg 18, p.lla 41; Marchesan Achille, fg 18, p.lla 853; Zanotto Gino, Zanotto Giovanni, fg 18, p.lla 927; Pellizzari
Leopoldo, fg 18, p.lla 968 e 971; Dalla Rizza Florindo, Dalla Rizza Giuseppe, fg 18, p.lla 991; Sancolodi Giampaolo, fg 18, p.lla 84; Geremia Angela, fg 18, p.lla 123; Alberton Norina, Pellizzari
Carni dei fratelli Pellizzari Snc, fg 18, p.lla 81; Comune di Trevignano: Comuna di Trevignano, fg 2, p.lla 46; Tonellato Claudio, fg 1, p.lla 603; Tonellato Giuseppe, fg 1, p.lla 78; Dottori Lidovina, Morandin Gianni, Morandin Michele, Morandin Tiziano, fg 1, p.lla 291; Trevinord immobiliare Srl, fg 1, p.lle 29, 30, 32, 362, 363, 370, 372, 376, 378, 380, 386, 39 e 92, Provincia di Treviso, fg 1, p.lle 224 e 508; Pontello Chiara, Pontello Luigina, Pontello Mara, Pontello Maria, Sottana Terzilla, fg 2, p.lla 45; Feltrin Adone, fg 1, p.lla 86; Claris Leasing SpA, fg 1, p.lla 568Merlo
Alessandra, Merlo Antonio, Merlo Vittoria, fg1, p.lle 11, 574 e 576; Calesso Fortunato, Pellizzari Michela, fg 1, p.lla 547; Immobiliare Saggal srl, fg 1, p.lle 371 e 373; Zanella Alfio, Zanella Guido,
fg 1, p.lla 469; Zanella Alfio, fg 1, p.lla 332; Pellizzari Silvio, fg 1, p.lla 16; Pellizzari Silvio, fg 1, p.lla 290; Morandin Maria, Pampurini Adriano, fg 1, p.lla 244; Merlo Alessandra, Merlo Antonio,
Merlo Vittoria, fg 1, p.lla 575; Immobiliare Saggal Srl, fg 1, p.lla 96; Comune di Vedelago: Gazzola Giovanni, Zatta Carla, fg 3, p.lla 170; Viel Albino, fg 3, p.lle 241 e 242; Bandiera Primo, fg 3,
p.lle 320, 321, 386 e 388; Battaglia Annalena, Battaglia Damiano, Battaglia Demetrio, Battaglia Rita, Battaglia Valentina, fg 3, p.lla 357; Chiavacci Giancarlo, fg 3, p.lla 42; Quaggiotto Maurizio,
fg 3, p.lla 131; Bandiera Silvana, Dalla Zanna Giorgio, Dalla Zanna Rino, Dalla Zanna Valerio, fg 3, p.lla 48; Carretta Bruna, Perin Ernesto, fg 4, p.lla 305; Perin Eliseo, fg 4, p.lla 134; Soligo Antonia, fg 4, p.lla 90; Gallina Marisa, fg 4, p.lla 254; Chiavacci Roberto, fg 4, p.lla 34; Quagliotto Rosetta, fg 14, p.lla 568; Lazzaron Renato, fg 14, p.lla 29; Morlin Achille, fg 14, p.lla 24; Paladin
Fernanda, fg 14, p.lla 30, fg 15, p.lle 15 e 24; Cavallin Mirella, Quagliotto Alessio, Quagliotto Beniamino, Quagliotto Damiano, fg 15, p.lla 7; Agric di Colomberotto & C., fg 15, p.lle 12, e 22;
Miatello Alberto, Priorato di Barcon, fg 15, p.lle 119 e 120; Zamperin Gianni, fg 3, p.lla 234; Viel Albino, Viel Franco, fg 3, p.lle 119 e 120; Bandiera Primo, fg 3, p.lla 322, 385 e 387; Scomparin
Zina, fg 3, p.lla 179; Casagrande Elisa, fg 3, p.lla 44; Gazzola Luciano, fg 3, p.lle 244 e 421; Daniel Donatella, Daniel Ennio, Daniel Lucia, Montemaggiore Anna, fg 3, p.lla 72; Perin Luca, fg 3,
p.lle 188 e 190; Perin Luigino, fg 3, p.lla 189; Perin Luca, fg 3, p.lla 403; Daniel Donatella, Daniel Ennio, Daniel Lucia, Montemaggiore Anna, fg 3, p.lla 404; Conte Elia, Perin Luigino, fg 3, p.lla
412; Morosin Giorgio, Reginato Graziella, fg 3, p.lla 91; Credito Trevigiano, fg 3, p.lla 343; Cavarzan Giuliana, Perin Gianfranco, fg 3, p.lla 180; Gatto Enrica, fg 3, p.lla 90; Bonetto Lina, Gazzola
Fiorella, Gazzola Giuliano, Gazzola Nada, fg 4, p.lla 30; Quaggiotto Anna, fg 4, p.lle 140 e 291; Perin Ernesto, fg 4, p.lla 299; Quaggiotto Anna, fg 4, p.lla 314 e 292; Perin Gino, fg 4, p.lla 176;
Perin Ivano, fg 4, p.lla 177; Quaggiotto Anna, fg 4, p.lla 294; Del B Giovanna, Pomini Anna Maria, Pomini Giancarlo, Pomini Guido, Pomini Lorenzo, Pomini Maria Valeria, Pomini Paolo Emilio,
Pomini Pier Luigi, Pomini Renzo, fg 15, p.lla 32; Perin Livio, fg 15, p.lla 67; Albanese Luigina, Foscaro Ilario, Foscaro Luisa, fg 15, p.lla 68; Albanese Giuseppe, fg 15, p.lla 33; Albanese Camillo,
fg 15, p.lla 75; Bolzonello Luana, Bolzonello Rino, Gallina Flavia, fg 15, p.lla 76; Chiavacci Giancarlo, fg 3, p.lla 405; Perin Eliseo, fg 4, p.lla 139; Pagnan Rita, fg 14, p.lla 31.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO Ing. Giuseppe Fasiol

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PARIGI

chiamano lEstate di san


Martino. E la sera di Parigi
mite. La temperatura di
15 gradi. Assenza di vento.
Allo Stade de France, banlieue nord di Saint-Denis, in programma alle 21.00 lamichevole Francia-Germania. I caff hanno i tavolini allaperto. Nella citt che non ha terrazzi, le
chiamano terrasse. Il cartellone del teatro Bataclan, al 50 di Boulevard Voltaire, ha in programma il concerto degli
Eagles of Death Metal, gruppo garage rock californiano. Prima tappa di
una tourne che deve toccare altre citt della Francia.
Da settimane non si trova pi un solo
biglietto. Alle 19.30 il ministro dellInterno, Bernard Cazeneuve a Montrouge, periferia sud di Parigi, per consegnare le onorificenze agli agenti della
polizia municipale che, l8 gennaio, ventiquattro ore dopo la strage di $IBSMJF
)FCEP, hanno per primi intercettato
Amedy Coulibaly, lassassino della vigilessa Clarissa Jean-Philippe, impedendogli di consumare una carneficina
che, purtroppo, avverr il giorno successivo.
Alle 20.30, il ministro di ritorno a
Place Beauveau, sede del Ministero
dellInterno. I giorni di $IBSMJF sono lontani. O almeno cos sembra. Cazeneuve
discute brevemente con i suoi collabo-

ratori dei due falsi allarmi terrorismo


della giornata. Alla Gare de Lyon, in
parte evacuata, e al Molitor, vecchio
hotel art dec sulla riva sinistra della
Senna che ospita la nazionale tedesca.
Non c motivo di ansia. #Diemann-

schaft ist zuruck im Hotel. Voller Fokus


auf #Frager, Siamo tornati in albergo. La testa solo alla Francia, twitta
la nazionale tedesca.
A duecento metri da Place Beauvau,
il presidente Franois Hollande sta la-

GRUPPO MABO
IN
AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

Lotto unitario n. 1: Complesso aziendale di Bibbiena:


(i) Complesso produttivo Mabo Prefabbricati di Bibbiena (AR) per la realizzazione
di manufatti civili ed industriali in cemento armato precompresso; (ii) Partecipazione totalitaria in Granducato Costruzioni S.r.l, ovvero l'azienda in questione, ovvero il ramo dazienda commerciale comprendente i contratti stipulati e le
trattative in corso; (iii) Ramo d'Azienda Mabo Servizi (Commerciale Centro-Nord);
(iv) Magazzino M.E.E. presso Bibbiena.
Lotto unitario n. 2: Complesso aziendale di Supino (FR):
(i) Complesso aziendale Mabo Prefabbricati di Supino (FR) per la produzione di
manufatti civili ed industriali in cemento armato precompresso, (ii) Complesso
Aziendale Mabo Edilizia ed Energia; (iii) Ramo d'Azienda Mabo Servizi (Commerciale CentroSud).
Lotto unitario n. 3: Marchi e Brevetti Mabo:
(i) Marchi registrati: Mabo e Mabo Due; Altri marchi di fatto: Mabo Group; Mabo
Prefabbricati; (ii) Brevetti vari esclusi quelli di pertinenza dei complessi produttivi,

sciando lEliseo diretto allo stadio. I titoli del telegiornale danno notizia dello
sciopero dei medici contro la riforma
del Governo e dellannunciata uccisione di Jihadi John in Siria. Consigliano di
anticipare i regali di Natale, annunciano la riapertura del museo Rodin e lattesa per la partita della sera. Il primo match contro la Germania dopo leliminazione ai quarti nel mondiale del Brasile.
Almeno nove uomini si salutano per
lultima volta e salgono su tre macchine di colore nero. Una Volkswagen Polo, una Seat Leon, una Renault Clio.
Hanno tutte e tre targa e immatricolazione belga. Sono state affittate pochi
giorni prima in unagenzia di noleggio
auto di Bruxelles a nome Salah Abdeslam e Ibrahim Abdeslam. Due fratelli
residenti nel quartiere Kareveld di Molenbeek. Sono arrivate a Parigi gioved
sera a distanza di dieci minuti luna
dallaltra, in convoglio. Hanno depositato i loro passeggeri in un appartamento
di Bobigny affittato per una settimana
attraverso il sito homeholidays e in due
stanze al terzo piano del residence
ApartCity Paris di Alfortville.

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Il Commissario Straordinario
Prof. Avv. Lucio Francario

In avenue Jules Rimet, il vialone che


costeggia il settore est dello Stade de
France, un giovane siriano chiuso in
un bomber nero. Ha un passaporto in
cui dice di chiamarsi Ahmad Almoham-

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7&/&3%  /07&.#3& 

mad, nato il 10 settembre 1990 a Edlib,


Siria. Ha raggiunto lEuropa cinque settimane prima. Il 3 ottobre, un barcone
di profughi lo ha sbarcato sullisola di
Leros. Le autorit greche lo hanno fotografato, gli hanno preso le impronte digitali e riconosciuto un lasciapassare
temporaneo nello spazio di Schengen.
Un timbro che gli ha consentito di raggiungere la Serbia e, da l, la Croazia.
Lultimo tratto di strada verso i fratelli
che lo aspettano a Molenbeek, Bruxelles, Belgio. La citt di Abdelhamid, di
Salah, di Ibrahim. La porta verso il Paradiso.
Ahmad non ha il biglietto. La partita
Francia-Germania cominciata da 10
minuti. Il risultato sullo 0-0. Hollande,
in tribuna, contempla lo spettacolo degli 80 mila dello Stade. Ahmad ha caldo. fradicio di sudore. Entra nei bagni
della birreria di fronte al cancello D. Il
bomber che nasconde la cintura imbottita di perossido di acetone (Tatp) e bulloni lo soffoca. Si dirige verso i lavabi. Si
appoggia con le braccia tese di fronte allo specchio. Incrocia lo sguardo di Blay
Mokono, un uomo di colore.
Il cronometro del tabellone segna il
minuto 10 della partita. Blay recupera
il figlio tredicenne Ryan e lamico Rashid al bancone della birreria. Sono in ritardo. Devono entrare. Ahmad lo urta
con la spalla. Non chiede scusa. Prosegue verso i tornelli e la biglietteria del
cancello D. Lo affronta con garbo uno
degli steward. Non pu entrare, monsieur. Ahmad rincula. Ma non si d per
vinto. Avanza di nuovo di qualche passo. Monsieur, le ho gi detto che non
pu entrare senza biglietto.
Ora il tabellone indica il minuto 16 e
24 secondi. Sullala sinistra, lavora il
pallone Martial con un profondo retropassaggio.
Il boato avvertito in tutto il catino
ed confuso con un petardo. Un innocente morto in un lampo di fuoco e bulloni. Si chiama Manuel Dias. Ha 63 anni. E il primo di 129. La folla ondeggia
in una ola. Sulle tribune si alzano felici i
1.000 impiegati della compagnia aerea
GermanWings in trasferta premio, per
cancellare il lutto dello schianto sulle Alpi francesi.
Il pallone ora dei tedeschi. Un rimpallo lo riconsegna a Evra. Diciannove-

simo minuto e 35 secondi. Di fronte al


cancello H, lungo le vetrine di Decathlon, in corrispondenza dellinsegna
Gaumont, un altro fratello muove i
suoi ultimi passi. Un secondo boato. Un
uomo della sicurezza presidenziale si
avvicina in tribuna ad Hollande. Si china leggermente e sussurra allorecchio
del Presidente.
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Il presidente sa cosa significa. Per
sessanta secondi fissa il vuoto. Quindi
si alza senza una parola. Frank Walter
Steinmeier, ministro degli Esteri tedesco seduto alla sua sinistra, lo insegue
con lo sguardo mentre prende la via dei
sotterranei. Un corteo di macchine nere esfiltra Hollande verso Place Beauvau. Dieci chilometri lo separano dal
bunker del ministero dellInterno.
21.53. A Bilal Hadfi resta
lultimo giro di orologio dei
suoi ventanni. In piedi, sotto
un palo arrugginito fissa le indicazioni stradali. Autostrada A86, La Courneuve centre, Aubervilliers, S33. Lo stadio un rumore di fondo lontano un chilometro. Quasi
quanto il ricordo dei mesi da
foreign fighter in Siria. Bilal
pigia linterruttore che lo spegne per sempre. Un brandello di carne e sangue imbratta le indicazioni per la S33. Negli spogliatoi dello
Stade, Sebastian Lowe, ct della Germania e Didier Dechamp, collega francese, annuiscono uno di fronte allaltro
con accanto i funzionari Uefa e agenti
della polizia. Ora sanno. Ma non devono
dire. Ne va della vita degli 80mila. Per
nessuna ragione al mondo devono sapere. La partita deve continuare.

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Allangolo tra rue Bichat e rue Alibert, Ouidad Bakkali, 29 anni, assessore alla cultura di Ravenna, marocchina
di seconda generazione nata in Italia,
ordina una birra. Intorno a lei, ai tavolini del Carillon una folla di universitari ride tra uno waikiki e laltro di
rhum e pera. Shot da due euro a bicchierino. Tra Bastille e canale Saint Martin,
questo spicchio dellundicesimo arrondissement non parla pi della sapienza

dei faubourg artigiani. Ha la gioia e lenergia della movida e la pi alta densit di locali della citt.
Nella Seat Leon nera con targa belga
GUT 18053 tre uomini hanno di fronte
4 chilometri, 15 minuti e 39 vite umane
da prendersi. Una vita ogni 100 metri.
Al tavolo di Ouidad e del suo fidanzato sono arrivate le birre. Accanto ai due
ragazzi, una coppia sta litigando. Una
macchina fa manovra in corrispondenza dellingresso del locale. una mamma con la bambina sul sedile posteriore. Deve togliersi di mezzo. Non fa in
tempo. Il calibro 7.62 del kalashnikov
imbracciato dalluomo sceso dalla Seat
le stacca la testa. Ouidad pensa a un petardo. Poi sedie e tavolini cominciano a
volare. I ragazzi urlano. Il sangue imbratta lasfalto. Le rose delle raffiche sono ad alzo zero. Da destra a sinistra. Da
sinistra a destra.
Sullaltro lato della strada, il proprietario del Petit Cambodge tira furiosamente gi la saracinesca e invita tutti a
stendersi a terra dentro il locale. Luomo col fucile si avvicina. Le raffiche sbriciolano il cartongesso del muro. Ouidad
vede cadere due ragazze come fantocci. Prega e piange.
La Seat riparte sulla rue Alibert lasciando dietro di s 100 bossoli e 15 cadaveri.

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In rue della Fontaine au Roi, ai piccoli tavoli della pizzeria Casa Nostra, la
pioggia di schegge di vetro anticipa di
qualche secondo la morte che porta la
Seat. Una donna, seduta allesterno, si
rannicchia a terra. Cest pour la Syrie, sente gridare. Luomo che le si avvicina alza il kalashnikov e lo rivolge
verso il basso. Appoggia la canna al cranio della donna. Tira il grilletto. Una,
due volte. Larma inceppata. Risale in
auto. Non c tempo. E cinque cadaveri
possono bastare.

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Nella sua casa dellundicesimo arrondissement, il primo ministro Manuel
Valls ha appena chiuso la telefonata
che lo avvisa che qualcuno ha dichiarato guerra alla Francia. Che il Presidente
sta raggiungendo il bunker del ministero dellInterno e che si sta sparando nel

quartiere in cui il premier abita. Ancora. Ancora una volta a dieci mesi di distanza da quella mattina di Charlie
Hebdo. Stesso quartiere. Stesso odio.
In rue de Charonne, alla Belle Equipe si festeggia Houda Saadi. Compie
36 anni e si presa una sera fuori. I suoi
bambini sono a casa. Al tavolo con lei,
insieme alla sorella, c, con altri amici,
Ludovic Bombasse. Ha 40 anni, nato
in Congo, ama i libri e gli restano pochi
secondi di vita. La Seat alla sua ultima
stazione di morte. Houda non ha il tempo di capire. N lo ha sua sorella. Ludovic decide di fare scudo a Chlo, una ragazza che conosce appena e che le siede
affianco.
Nascosto dietro il bancone, Gregory
Reibenberg, il proprietario del locale,
stringe a s sua moglie Djamila. La sente andarsene via, trafitta da una raffica.
Lei musulmana. Lui ebreo.
La contabilit dellorrore ha
spuntato la sua trentanovesima vita. Allesterno della
Belle Equipe, una ragazza
seduta al tavolino. Nella mano stringe un calice di vino.
La testa reclinata sul tavolo. Come dormisse. La Seat
nera ripartita. Un poliziotto
di quartiere corre con la pistola in pugno verso quel tavolo.
E del commissariato dellundicesimo. Lo stesso che intervenuto la
mattina di Charlie. Il poliziotto si china
sulla ragazza, che ha ancora gli occhi
sbarrati. Crolla in ginocchio. Piange.

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Sul maxi-schermo televisivo del
Comptoir Voltaire, il rumore delle raffiche nel quartiere non ha fatto in tempo ad arrivare, n a farsi strada tra le risate e il vociare che accompagnano le
immagini della partita. Ibrahim Abdeslam sceso per lultima volta dalla
Seat che prosegue verso Montreuil. E
per lultima volta ha guardato negli occhi suo fratello Salah. Si siede a un tavolo. Catherine, la cameriera, gli chiede
cosa gradisca. Ibrahim non muove un
muscolo. Non le risponde. Si alza lentamente e dopo due passi salta in aria. C
sangue dappertutto. La tv continua ad
andare. Ha segnato Giroud.

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<SEGUE DALLE PAGINE PRECEDENTI

A QUALCHE minuto, in Re-

te, gira il tweet con la foto delle luci del caff


Comptoir Voltaire. E
unimmagine singolare
e sgranata. Scattata dal tetto di un edificio che guarda boulevard Voltaire e
postata, alle 21.16, dal profilo twitter
OP_IS90. Lacronimo corredato da
una foto di Al Zarqawi, il macellaio di Falluja.

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In una Polo nera con targa


belga, parcheggiata di fronte
al teatro Bataclan, degli uomini sono chiusi da due ore
dentro labitacolo. I due sui sedili anteriori smanettano sul
cellulare. E arrivato il tweet
di OP_IS90. Si chiamano
Ismael Mostefai, 29 anni e Samy Amimour, 28. Hanno lo stesso passaporto
francese. Sono nati nella stessa citt,
Parigi, ma in due banlieue diverse.
Hanno avuto due vite diverse. Samy,
nel 2013, fuggito dalla Francia verso
i campi di Daesh. Non fuma pi. Ha
sposato la donna che le ha assegnato
il Califfato. Lultima volta che ha visto
il padre, un venditore ambulante di
vestiti, era ancora in Siria e gli ha riconsegnato la lettera con cui la madre
lo implorava di tornare e i 100 euro
che quella lettera nascondeva. Non
ne ho pi bisogno, ha detto. Anche
Ismael ha toccato lorrore siriano. Ma,
al contrario di Samy, che inseguito
da un mandato di cattura internazionale per terrorismo,
lui un invisibile.
Dai tavoli del ristorante
Cellar, Cristophe continua
a osservare quella Polo, dentro vede quattro ragazzi. Due
ore prima ha chiesto loro di
spostarla. Ma non ha avuto
neppure risposta. Li ha fissati
per un attimo negli occhi e ha
avuto la sensazione di aver incrociato lo sguardo vuoto di zombie.
Non ha insistito pi. Anche se non pu
fare a meno di chiedersi per quale diavolo di motivo, da due ore, quella macchina in sosta abbia le luci spente ma
il motore sempre acceso. Cristophe
guarda per lultima volta lorologio.
Sono le 21.30. Decide di andarsene.
la migliore decisione della sua vita.
Nella sala del Bataclan il concerto
cominciato. Da mezzora Jesse Hughes pesta sulla sua chitarra. La folla
felice. In mille e cinquecento tra platea e galleria ondeggiano e ballano facendo tremare le strutture in legno di
questo bizzarro edificio dellOttocento. Una guazzabuglio architettonico
che incrocia suggestioni cinesi. I flash
dei cellulari che scattano selfie lampeggiano insieme alle luci stroboscopi-

Le 12 ore che hanno sconvolto la Francia


Ore 21.20

21.25

21.30

Stade de France, Saint-Denis. Mentre


in corso lamichevole tra Francia e Germania
arriva la prima esplosione al cancello D.
Due vittime, tra cui il kamikaze che si fa saltare
in aria azionando la cintura fabbricata
con esplosivo Tatp, pile, detonatore e bulloni

In Rue Bichat, angolo rue Alibert


davanti al Caf Carillon e al ristorante
Petit Cambodge tre terroristi arrivati
in una Seat Leon nera sparano
un centinaio di colpi calibro
7 mm: 15 vittime e 10 feriti

I kamikaze
allo stadio

Secondo
kamikaze
allo Stade
de France,
cancello H

In Rue Fontaine
au Roi davanti
al Caf Bonne Bire
gli assalitori sulla
Seat nera sparano
circa cento colpi

Salah Abdeslam

Parigi

21.32

21.36
La Seat nera
si sposta in Rue
de Charonne
al Caf Belle
Equipe: 19
vittime
5

Brahim Abdeslam

26 anni residente in 31 anni residente in Belgio: si fa


Belgio aveva affittato esplodere in Comptoir Voltaire.
una Clio e la Polo nera Aveva affittato la Seat nera

Abdelhamid Abaaoud
27 anni residente in Belgio
training in Siria, mente
degli attentati e capo
delle operazioni

FRANCIA

3
Senna
Piste sopraelevate
portano a livello inferiore

cancello H
Scale per il livello
superiore

Passerelle per il livello


intermedio

1
cancello D

8
che del palco. La band su di giri come
chi ascolta. Jesse ha piantato un coltello in uno degli amplificatori. Il rock degli Eagles and Death Metal anche
questa roba qui.
21.42. Il motore della Polo in sosta
in boulevard Voltaire si spegne. I quattro uomini scendono dallauto. Il cellulare torna a illuminarsi. Il messaggio
ha 18 battute di testo. On est parti.
On commence. Siamo partiti. Comin-

ciamo. Il destinatario del messaggio


Abdelhamid Abaaoud. Il mastermind
della cellula. Lo psicopatico di origini
marocchine con passaporto belga che
trascina cadaveri nel deserto di Raqqa con il suo fuoristrada. Luomo sfuggito in gennaio alloperazione che ha
smantellato la cellula di Verviers.
Quello che la Francia d per certo in Siria, ma che in Francia tornato per
chiudere il conto.

AVVISO DI GARA
CIPE: Consorzio Interistituzionale per Progetti Elettronici, Via Bensa 1, 16100 Genova, ha indetto
una procedura comunitaria aperta per laffidamento della fornitura di monografie scientifiche
e/o didattiche edite da case editrici italiane e straniere e altre tipologie di materiale a carattere
monografico in qualsiasi formato anche digitale e servizi gestionali connessi per unaggregazione di 17 Atenei. Lotto 1 CIG: 6459945341, Lotto 2 CIG: 6459959ECB, Lotto 3 CIG:
6459977DA6, Lotto 4 CIG:64599875E9. La gara aggiudicata secondo il criterio dellofferta
economicamente pi vantaggiosa. Il bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale U.E. n.
S217 e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana V Serie Speciale n. 135 del 16/11/2015.
La documentazione ufficiale di gara disponibile in formato elettronico sul sito http://bibliotecadigitale.cab.unipd.it/public-procurement-trasparenza. Le offerte dovranno pervenire
entro il termine delle ore 13:00 del giorno 12/01/2016 presso la sede del Centro di Ateneo per
le biblioteche dellUniversit di Padova in via Anghinoni, 3; 35121 Padova. Eventuali chiarimenti potranno essere richiesti via posta elettronica allindirizzo pio.liverotti@unipd.it o via
PEC a: centro.cab@pec.unipd.it entro il 02/01/2016. RUP: Pio Liverotti. I plichi delle offerte saranno aperti alle ore 11:00 del giorno 18/01/2016 presso la sede del Centro di Ateneo per le
biblioteche dellUniversit di Padova.
Il Presidente CIPE: Laura Tallandini

i#"$*"*-%*"70-0w
Vite, vite! Partez, a tire. Veloci,
veloci, sparano. Didi unistituzione al Bataclan. Un po buttafuori, un
po butta dentro, un po angelo custode per chi, a notte, non si regge pi in
piedi per lalcool. Ne ha viste tante.
Non le ha viste tutte. Non quello che
gli si appena parato di fronte agli occhi. Due ragazzi usciti per fumare sono stati giustiziati da quei cavalieri
dellApocalisse che ora puntano a passo svelto verso linterno del teatro. Sono pochi passi. Tra la strada e la fosse dove si balla, si grida, si suda, sono
pochi metri. Una porta a vetri, il guardaroba, due ante girevoli.
I meet the Devil and this is his
song. Incontro il Diavolo e questa la
sua canzone, canta Jesse Hughes annunciando una delle loro hit, Kiss the
devil. Bacia il diavolo.
La prima raffica sulla platea ne falcia una decina, ma suona come un effetto speciale. La seconda mette in fuga Hughes, mentre il chitarrista, Dave Catching, continua ancora per qualche istante a tenere il centro della scena. Poi, lintera band si rifugia nel retro palco.

(*645*;*"5*

Assistente al Responsabile Unico del Procedimento per lespletamento delle gare dappalto.

Assistente al Responsabile Unico del Procedimento per la contabilit e la liquidazione dei lavori.

Progettista di impianti meccanici.


I requisiti per la presentazione della domanda, le condizioni giuridiche, amministrative ed economiche
.
sono contenute nellavviso di selezione integrale reperibile sul sito del Consorzio
Le domande dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro le ore 23.59 del 01/12/2015.
LAmministratore Unico Walter Volpi
TRIBUNALE DI NAPOLI

COMUNE DI UDINE
Avviso di gara mediante procedura aperta
Il Comune di Udine in qualit di Stazione Appaltante delegata dai
Comuni dellAmbito Territoriale Minimo Udine 2 Citt di Udine
e Centro, C.F. e P.I. 00168650307, via Lionello 1 - 33100 Udine
indice
procedura aperta per lafidamento in concessione del servizio di distribuzione del gas naturale nellambito territoriale
Udine 2 Citt di Udine e Centro; CUP: C87B15001230007;
CIG: 6456735A45. Importo stimato per la concessione
128.336.952,96 oltre IVA; Concessione di servizio pubblico;
Soggetti qualiicati: art. 38 del D.Lgs. 163/2006 e art. 10 del
DM 226 del 2011; Aggiudicazione: offerta economicamente
pi vantaggiosa. Data di spedizione alla GUCE: 04/11/2015.
Lofferta deve essere presentata entro le ore 12:15 del giorno
04/07/2016; Data di apertura dellofferta: 18/07/2016 ore
10:00 presso la sede municipale.
I requisiti richiesti, le modalit di partecipazione e tutta la documentazione di gara integrale sono visionabili presso il Dipartimento Gestione del Territorio delle Infrastrutture e dellAmbiente
- via Lionello 1, tel. 0432 1272424 - Udine - nonch sul sito
www.comune-udine.it previa acquisizione di credenziali.
IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (f.to dott. Marco Padrini)

La musica si interrompe e ora si sentono solo grida. Di dolore, di terrore,


di implorazione. Le raffiche non cessano un solo istante. Chi non riuscito a
fuggire usando le uscite di emergenza
sui lati della platea ora sdraiato a terra. Sono centinaia. Qualcuno si finge
morto. Qualcuno si copre con i morti.
Altri strisciano in un lago di sangue e
brandelli di carne. Gli uomini del commando hanno il volto di bambini e la
voce da orchi vendicatori. Avete ucciso i nostri fratelli in Siria, ora siamo
qui. colpa del vostro presidente
Hollande.
In due, cominciano ad aggirarsi tra
i corpi stesi. Se qualcuno muove il culo, lo ammazziamo. Ma una minaccia infame. Perch loro ammazzano
anche chi resta immobile. Con un piede colpiscono chi a terra per verificare se sia in vita o meno. E al primo cenno di reazione fanno fuoco alla nuca.

-"/(&-0$0/-"1*450-"
AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA
OSPEDALI RIUNITI DI TRIESTE
Estratto di Avviso di appalto aggiudicato
Appalto integrato per lafidamento della progettazione esecutiva e dellesecuzione dei lavori di Riqualiicazione del comprensorio ospedaliero di Cattinara in
Trieste (CIG6040462AEC CUP E98G06000810002).
Con decreto n. 288 dd. 27.10.2015, visionabile su
www.aots.sanita.fvg.it, sono stati aggiudicati i lavori
alla costituenda A.T.I. tra CLEA S.C. IMPRESA COOPERATIVA DI COSTRUZIONI GENERALI (capogruppo) di
Campolongo Maggiore (VE), BILFINGER SIELV FACILlTY
MANAGEMENT S.R.L. di Foss (VE), TECNO.GEO S.R.L.
Campoformido (UD).
Lavviso stato inviato alla GUCE il 30.10.2015 e
di seguito alla GURI.
Il RUP (ing. Elena Clio PAVAN)

Chi non pi in platea in cerca di


un qualunque nascondiglio. Le intercapedini del teatro, i camerini, i bagni, i locali della attrezzeria. In una
delle toilette, un gruppo di ragazzi e
ragazze sfonda il controsoffitto e si infila nei condotti della areazione. Una
donna incinta si appende ad una delle
finestre. Qualcuno salta gi chiudendo gli occhi fracassandosi gambe e bacino. Una colonna umana riesce ad arrampicarsi fino ai sottotetti. Qualcuno, guadagnate le scale antincendio,
raggiunge il tetto del teatro e di l salta sul palazzo prospiciente. Bussa di-

Copia di ae0c3a2f1c44e67eb89794f0dfd2370c

la Repubblica 7&/&3%  /07&.#3& 

21.40

21.40

21.53

In Boulevard Voltaire, al Comptoir


Voltaire un altro kamikaze
si fa esplodere con l'identico
dispositivo degli assalitori
dello Stade de France. Una persona
rimane gravemente ferita

Lassalto al Bataclan. Una Polo nera


con 3 terroristi arriva al teatro.
Sparano agli uomini della sicurezza
e cominciano a colpire in platea.
Il pubblico del concerto preso
in ostaggio. I morti saranno 89

Allo Stade de France,


in rue de la Coquerie,
terza esplosione
il kamikaze
aveva un dispositivo
identico agli altri

00.20
Al Bataclan assalto
delle squadre speciali
BRI E RAID: tre
terroristi morti
con dispositivi
esplosivi

09.20 di sabato
Una golf grigia viene fermata dalla polizia
francese sull'autostrada A2 all'altezza di Cambrai.
A bordo ci sono tre uomini: uno ha il documento
di identit di Salah Abdeslam, gli altri
sono Hamza Attau e Mohamed Amri.
Gli agenti li lasciano passare

E AG L

Lattacco
ai bar



Samy Amimour

Omar Ismail Mostefai

Bilal Hadfi

28 anni residente
in Francia. Training
in Siria nel 2013

29 anni residente
in Francia. Training
in Siria nel 2013

20 anni residente in Belgio.


il terzo kamikaze
dello stadio

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DEAT

H ME

TAL

St. Denis

Arc de Triomphe

Torre Eiffel

4
5

Lassalto
al Bataclan

Parigi

Irruzione al concerto
della band americana Eagles
of Death Metal: 89 morti

Place
de la Concorde

speratamente a porte e finestre.


22.01. Bfm, la televisione all news
francese, annuncia: Una sparatoria a
colpi di kalashnikov ha provocato diversi morti in un ristorante nel decimo arrondissement di Parigi.
22.18. Lagenzia di stampa 3FVUFST
batte il primo take che annuncia lorrore fuori dai confini del Paese. Two
dead, seven wounded in shooting in
restaurant in central Paris. Due morti, sette feriti in sparatoria nel centro
di Parigi.
Nessuno immagina. Nessuno sa.
Tranne chi dentro il teatro e chi verso il teatro sta correndo impugnando
una pistola. un commissario di quartiere che ha raccolto il primo allarme e
che rester un angelo senza nome. Entra nelledificio scavalcando decine di
cadaveri. E nella hall distingue la sagome di uno dei macellai. Lo protegge
soltanto un giubbotto antiproiettile. E
quando le raffiche cominciano a raggiungerlo risponde al fuoco. Uno dei
tre con il kalashnikov salito sul palco,
crolla. Gli altri due fuggono verso la
galleria.
Allesterno del Bataclan arriva il furgone blindato nero della BRI la Brigade recherche intervention, lunit di
lite della polizia giudiziaria. Gli uomini che ne scendono sono al comando
di Christophe Molmy. uno sbirro
che, dieci mesi prima, ha condotto il
blitz allHypercacher di Porte de Vincennes dove si era asserragliato Coulibaly. Ha scritto un romanzo, Loups
blesss, lupi feriti, sullumanit storta che ha combattuto per una vita:
banditi, tossici, rapinatori. Gli mancano i martiri di Allah. Li ha trovati.

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Molmy un uomo colto. Sa dare alle
cose il loro nome. E linferno di Dante, comunica alla centrale dallinterno del teatro. Pile di corpi smembrati,
lamenti. Un silenzio di morte bucato
dal concerto di decine di suonerie di
cellulari che squillano a vuoto accanto
a ragazze e ragazzi che non possono
pi rispondere. I due martiri in galleria si sono barricati in un locale con
venti ostaggi. Vorrebbero negoziare.
O almeno cos dicono. Ma non si capisce cosa. N a che prezzo. Molmy e le
teste di cuoio che sono salite in galleria dove tutto ancora buio e le uniche luci sono quelle dei puntatori laser dei fucili di precisione della BRI,
raggiungono la porta che li separa dai
due terroristi e dagli ostaggi. Uno di loro grida Fermatevi o ci uccideranno
tutti!. Convincono gli assediati a
prendere un cellulare attraverso cui
comunicare con il negoziatore della
BRI. Lo stesso che aveva inutilmente
trattato per ore con Coulibay. Con i
due martiri va ancora peggio. Non riesce neppure il primo degli step del protocollo del negoziatore. Quello che im-

pone di stabilizzare linterlocutore.


Raffreddarlo. Sgonfiarlo di adrenalina. Riportargli i battiti cardiaci a una
condizione di lucidit. Dallaltra parte
della porta si farfuglia soltanto di Siria
e Hollande. Si minacciano decapitazioni e non si negozia nulla. Molmy capisce che i 20 ostaggi non sono e non saranno moneta di scambio. Sono solo
animali sacrificali. E anche per questo
quando i due provano a chiamare Bfm

fanno cadere la linea del cellulare.


Non vogliono che quello che sta per
accadere vada in diretta televisiva e
in mondovisione.
Sono le 23.45. Negli ospedali di Parigi sono stati riaperti tutti i blocchi
operatori demergenza e tutti i chirurghi richiamati. Dalle ambulanze vengono sbarcate lettighe su cui sono stesi uomini e donne che sembrano usciti da una trincea. Sul marciapiede di

boulevard Voltaire il prefetto di Parigi


Michel Cadot in linea con Hollande e
il ministro dellInterno Cazeneuve. Il
presidente ha appena parlato in tv alla nazione, visibilmente sconvolto.
Quello che vogliono farci paura.
Al telefono il Prefetto Cadot annuisce. La decisione presa. Si dia lassalto. Anticipate da lunghi minuti di
scambio di fuoco, due deflagrazioni
scuotono il piano superiore del Bataclan. finita. Bisogna solo evacuare i
feriti e contare i morti.
Ottantanove.

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Ai tavolini del Les Bguines, un pub nel cuore di Molenbeek, Bruxelles, Mohamed Hamri e Hamza Attou
stanno fumando lennesima
canna e buttando gi lennesima birra. Il locale ha riaperto
da qualche giorno dopo essere stato chiuso dalla polizia belga per
droga. Da due anni il proprietario
Ibrahim Abdeslam. Da qualche ora, di
quel proprietario rimasto un tronco
duomo carbonizzato in boulevard Voltaire. Ma questo Mohamed e Hamza
non lo sanno. O, almeno, racconteranno di non saperlo. Squilla il cellulare.
E Salah, il fratello di Ibrahim. Chiama
da Parigi.
Dimmi fratello. Sono qui a Parigi. Ho bisogno che tu mi venga a prendere. Ora. Pago io la benzina e lautostrada. Ti aspetto. Ci vediamo a Barbs, il quartiere arabo del diciottesimo arrondissement, dove verr ritrovata la terza auto. La
Clio nera.
Alle tre del mattino una
Volkswagen Golf 3 grigia targata ILJV 973 che percorre
lautostrada A2 Bruxelles-Parigi passa la frontiera tra il Belgio e la Francia. A bordo, Mohamed e Hamza, che dellauto il proprietario. Non c ombra di gendarme lungo la strada. La Francia ha appena annunciato
la chiusura delle frontiere, ma il dispositivo fatica a mettersi in moto. Alle 5,
la Golf a Parigi e carica Salah.

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Alle 9,15 del mattino di sabato 14
novembre, la Golf grigia va in senso inverso. Allaltezza di Cambrai, accosta
allinvito di una pattuglia della Gendarmerie francese. I quattro uomini
mostrano i documenti. Lagente li controlla al terminale della banca dati del
ministero dellInterno. Tra le mani si
ripassa il documento di quelluomo indicato come Salah Abdeslam. Risultano precedenti per furto e spaccio di
droga. Il gendarme torna alla Golf e restituisce i documenti ai tre uomini.
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i sono zie magiche come Perla, di mestiere


entraneuse e star della vita notturna praghese dinizio Novecento. Da fiabesca antenata di Pretty
Woman, Perla simbatte in un cliente che le depone in mano un assegno
con tanti zeri e le domanda di sposarlo, svelandole
dessere uno dei magnati pi danarosi della Cecoslovacchia. Ci sono zie meno fortunate come la malinconica Dolceta, sola contro lostilit delluniverso e
cos piena di complessi di persecuzione da finire in
manicomio. Ci sono spie come lo zio Bernard, che al
pari del Limonov di Carrre cambia tumultuosamente identit e cognomi, sfoggia sui passaporti
facce sempre nuove e lotta con fede incrollabile per
la rivoluzione comunista. Attorno a queste figure
sbalzate in primo piano, scorrono come fluviali sfondi masse di bambini abili in trasformismi spionistici, preti allucinati che delirano in armeno aggirandosi per i bassifondi di Costantinopoli, folle di ebrei
massacrate dai nazisti, orfani incrudeliti dalla fame e dalla perdita di padri uccisi da regimi autoritari di colori opposti, agenti segreti che hanno gli stessi vizi alcolici e dongiovanneschi di James Bond.
Questo e altro c in 4QJFF[JF, il diario genealogico, se cos si pu chiamarlo, dello scrittore e giornalista Siegmund Ginzberg, che per anni ha viaggiato in diversi continenti come corrispondente e inviato dell6OJU. Sono avventurose e diramate le
sue radici familiari: il nonno paterno, durante uno
degli esodi cui furono costretti gli ebrei dellEuropa
orientale, raggiunse dalla Romania Costantinopoli, partendo da Costanza e costeggiando il Mar Nero. Tra i suoi cinque figli il secondogenito Paul sarebbe divenuto il padre dellautore di 4QJFF[JF, nato a Istanbul nel 1948 e cresciuto parlando turco, ladino sefardita e francese, mentre a casa si parlava
yiddish. Solo uno dei tanti aspetti del vorticoso melting pot che lo ha plasmato.
Immergendosi in cronache depoca attraverso
la ricostruzione di vicende individuali, Ginzberg si
muove dentro la spirale del farsi e disfarsi dellEuropa nella prima, violentissima fetta di Novecento.

Un mondo che, seppure lontano, sa dirci tanto sui


nodi identitari del nostro presente, sullinfrangibilit di muri che ci segmentano nonostante tutto,
sui germi di ununit continentale culturalmente
e politicamente artificiosa, cresciuta sopra un intreccio pluridecennale di guerre, menzogne, rancori, rivendicazioni e conflitti di etnie.
Concepito come un susseguirsi di episodi, il racconto prende ogni volta le mosse da una vecchia fotografia o dallimmagine di una citt, filtrata dal
fantasticare del narratore. Mettiamo Parigi. Qui,

nei primi anni Trenta, avviene lincontro fra Paul,


futuro padre di Siegmund, e il fratello Bernard, che
vuol portare i congiunti nella Russia del socialismo. Riesce a persuadere solo Benjamin, il membro pi giovane e plasmabile della famiglia, del
quale dora in poi perderemo le tracce. Saranno invece chiare quelle di Paul, scandite in pi tappe: ragazzino delle pulizie nel quartier generale degli Alleati a Costantinopoli, tra armeni, turchi, greci, sefarditi ed ebrei con cognomi tedeschi che simpatizzano coi verdi islamici; ospite in Cecoslovac-

chia della sorella Perla; condannato ai lavori forzati in una cupa Anatolia insieme ad altri ebrei; giocatore dazzardo a Istanbul; disoccupato nella Milano anni Cinquanta dove si trasferito col figlio
Siegmund e la moglie Sara.
Ma ancor pi di Paul lo zio Bernard leroe di
questi taccuini che rincorrono esistenze consumate fra pogrom e traslochi. Da giovane, a Istanbul,
opera ai vertici della propaganda comunista e si fa
arrestare a pi riprese ma la fa sempre franca. Poi,
da quando simbarca come clandestino per lUnione Sovietica, appare e scompare nei momenti pi
imprevisti. Probabilmente Bernard equivale a Eugen Fried, scopre la nostra guida Siegmund Ginzberg studiando e confrontando le loro foto. E Fried
non altri che il fantomatico e celebre compagno
Clment, luomo inviato da Mosca a Parigi negli
anni Trenta per seguire il Partito comunista francese. Tanto ne condizion le sorti da ispirare la creazione del Front Populaire, che avrebbe portato al
governo del socialista Blum.
Nel 1943 Eugen Fried, alias Clment, alias Le
Grand, forse Bernard, cadde sotto i colpi di un revolver in unimboscata a Bruxelles. Il corpo non fu
mai ritrovato. Non ci furono necrologi n meda-

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glie. Nei dossier della Gestapo non c mai il suo nome. Furono i nazisti a eliminarlo? O i sicari di Stalin? O mont una messinscena per sparire? Non ci
dato di saperlo. Intanto circonda la minuzia e potenza del suo ritratto un popolo di comprimari sempre interessanti. Ecco lebreo Stavisky, al centro di
una storiaccia di malcostume finanziario-politico,
finito suicidato nella Francia anni Trenta; ecco
Sergei Mrachkovsky, stalinista duro e puro, capace di farsi convincere da Stalin che per il bene del
partito e della causa bisognava confessare qualsiasi cosa gli fosse chiesta, anche crimini mai commessi; ecco il comunista Doriot, incoronatosi predicatore del sacro egoismo nazionale, che fin per simpatizzare con Hitler e ai cui comizi roventi alcuni lo salutavano col pugno chiuso e altri col braccio teso. E
altri ancora, in un inesauribile gioco delle parti.
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nizia e finisce in una stanza. Pi di trecento pagine con un unica ambientazione: detta cos potrebbe sembrare lepifania della noia e invece
Here, Qui in italiano, uno dei graphic novel
pi eccitanti mai pubblicati. Attraverso la prospettiva fissa dellangolo di un salotto si narra la storia di
un luogo e di quello che vi accaduto nel corso di centinaia di migliaia di anni. Non a caso lautore un personaggio
poliedrico, che non ha mai accettato confini. Si chiama Richard McGuire, ha cinquantotto anni ed in Italia per promuovere la versione definitiva del suo capolavoro, pubblicato per la prima volta nel 1989 come ministoria di sei
pagine e oggi rinato in una nuova veste. Gentile, affabile,
spiega come nata questa sua ossessione per il tempo,

anzi per lessere nel tempo. E si abbandona ai racconti di una vita trascorsa a cavallo di mondi diversi. Da dilettante, dice lui, perch quando
non si professionisti, tutto ancora possibile.
Illustratore, disegnatore di fumetti, ma anche di giocattoli, autore di libri per bambini e
di film di animazione, musicista della scena post-punk dei primi anni 80... Lei sembra non
avere limiti.
Mi piace lavorare a cose differenti, anche se
larte il mio primo amore: ho disegnato tutti i poster per la mia band, i Liquid Liquid. Nello stesso
periodo mi sono innamorato dei graffiti e ho deciso di andare sulla strada. Sono diventato amico
di Keith Haring e Basquiat ben prima che diventassero famosi. Erano semplicemente ragazzi
con cui ci si incontrava nei club. Ci si aiutava: Occhio, sta arrivando la polizia!, cose cos.
In quel periodo ha iniziato a lavorare a Qui,

che per ha preso forma quasi trentanni dopo.


Tutta la mia carriera stata cos. Ho iniziato a
lavorare per uno studio di animazione, poi ho
smesso, ho fatto i giocattoli e mi sono dedicato ad
altro. Nel 2000, grazie a Chris Ware (un altro tra i
pi stimati autori di graphic novel, ndr) firmai
un contratto per 2VJ. Solo che mi venne offerto
di andare in Francia per un film di animazione e
il progetto rimase in sospeso. L feci due film:
uno con il vostro Lorenzo Mattotti e altri artisti
come Charles Burns.
Come nata la prima versione di Qui, quelle
sei pagine apparse sulla rivista Raw nel
1989?
Ero appena andato a vivere in un nuovo appartamento e mi interrogavo su chi avesse vissuto l prima di me e quando un mio amico informatico mi ha parlato di un programma che si chia-

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mava Windows, si accesa una luce: Windows


of Time, le finestre del tempo! Io non avevo
mai pensato di fare fumetti ma avevo visto 3BX
di Art Spiegelman e mi aveva molto colpito, cos
ho fatto di getto queste sei tavole.
Grazie a Spiegelman ha anche iniziato a collaborare con ilNew Yorker...

Quando sua moglie, Francoise Mouly, diventata direttrice artistica del /FX:PSLFS, mi ha
chiesto di collaborare. Da allora ho fatto una trentina di copertine, tra cui una con una persona che
attraversa la strada, scomposta a seconda delle
epoche in una maniera molto simile a )FSF.
Dietro questopera c un lavoro incredibile:
alberi genealogici, schizzi, carte geografiche,
ricordi personali
S molte foto vengono dalla mia famiglia, altre le ho raccolte grazie a un collezionista. La mia
famiglia comunque il centro, tutti hanno collaborato alla ricerca del materiale della timeline
anche se allinizio erano un po nervosi. Non volevano che venissero messe in piazza storie troppo
personali. Avevo scritto veri e proprie racconti,
poi ho iniziato a lavorare per sottrazione, tagliando e tagliando.
Una metodologia molto zen.

Novit
Jean-Clause Kaufmann

Bruno Nassim Aboudrar

Peter Sloterdijk

Un letto per due

Come il velo
diventato
musulmano

Sfere III

Perch il velo ferisce tanto


il nostro sguardo?

Come pensano
gli ingegneri

La tenera guerra

D.J. Siegel, T. Payne Bryson

DISUGUAGLIANZA
Che cosa si pu fare?

La sda
della disciplina

Schiume. Sferologia plurale

Guru Madhavan

Governare il caos per favorire


lo sviluppo del bambino

Intelligenze applicate

Irvin D. Yalom

Lo schermo
empatico

Guarire damore
Storie di psicoterapia

V. Gallese, M. Guerra

Cinema e neuroscienze

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Il libro doveva avere un ritmo e qui stata utile la mia esperienza come musicista: ho appeso
tutte le pagine ai muri del mio studio e ogni giorno toglievo qualcosa fino a quando lequilibrio
tra la parte visiva e quella dei testi
cantava la sua canzone.
Quanto tempo ha impiegato?
Direi circa tre anni. Uno per la
ricerca della documentazione su
cui basato: bisognava risalire al
passato di quellarea, diari, foto, archivi, documenti antichi.
La stanza che viene rappresentata attraverso le epoche proprio quella della sua famiglia?
Non esattamente quella, ma
volevo che ci fosse un camino da
una parte e una finestra dallaltra
per una questione di bilanciamento. Ci assomiglia abbastanza comunque.
Dove si trovava la casa della sua
famiglia?
In New Jersey, a quarantacinque minuti da Manhattan.
Lei viene dallunderground e lavora per riviste sofisticate come
il New Yorker. Esistono ancora
controcultura e cultura mainstream?
Esistono ma si confondono e
hanno bisogno luna dellaltra. Oggi artisti come Jeff Koons o Julian
Schnabel sono sicuramente influenzati dallarte sequenziale.
una cosa che dura dai tempi di
Warhol e Lichtenstein.
Qual il suo vero mestiere?
Non mi sento un professionista
a nessun livello. Non voglio esserlo. Preferisco non sapere dove sto
andando. C una cosa che nello
zen viene definita mente del principiante: nella mente del principiante tutto
possibile. Il professionista invece pu andare in
una sola direzione, cos preferisco non essere
troppo professionista. Sar letica punk....
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rriva un giorno in cui anche


il viaggiatore pi inquieto, il
viandante perenne, sente il
bisogno di sostare. Di viaggiare da fermo. Di individuare un luogo remoto che imponga solitudine e silenzio. l che comincia il viaggio
dellanima: una navigazione ancor pi
tempestosa di quella per mare, un turbinio di visioni, ricordi, incubi, emozioni, allucinazioni, miraggi, pensieri.
Quel giorno arrivato anche per
Paolo Rumiz, che dopo tanto peregrinare per il pianeta, ha deciso di trascorrere tre settimane in uno dei pi alti e
impervi fari del Mediterraneo situato su una minuscola isola subito trasformata in Isola, con la maiuscola:
paradossale incontro tra lauto-reclusione e la massima libert. Lasciati a
terra internet, smartphone, mail e
messaggini, ora Rumiz si trova solo
con se stesso. Con le sue gioie quiete e i
suoi allarmi emotivi con le sue fantasie, le sue riflessioni, i suoi fantasmi. Ai
quali si abbandona sospinto da un contatto finalmente diretto e totale con
gli elementi naturali primigeni: i venti, le maree, le martellanti piogge, i fulmini assassini, i rari giorni di bonaccia.
NellIsola regna locchio ciclopico del

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e ricomporsi del tempo quotidiano secondo i ritmi peculiari di una fabbrica che lavora di notte. E venire a contatto cos con una dimensione del sonno (e dei sogni) pi simile a quella del
regno animale, sottoposta a continue
e quanto mai prepotenti variabili metereologiche. pi interessante perlustrare uno spazio minuscolo di terreno, ricco di sorprese: finocchietto di
mare, aglio selvatico, asparagi, gemme di cappero. E fare amicizia con i
suoi specialissimi ospiti: i faristi, esemplari di una specie in via di estinzione,
resi superflui dai Gps e dallautomazione, ultimi monarchi assoluti di regni
remoti e reclusi. Creature postume di
poche o punte parole, votate alla fantasia, e spesso e volentieri in balia della
follia. Uomini e donne senza padrone,
eppure sempre in costante e frenetica
attivit. Presi come sono a controllare
il generatore, fare il pane, badare ai tubi della cisterna, alla stazione meteo.
Per non parlare dellattivit pi importante, quella di vestali della sacra luce:
Una lampadina da dodici watt, grande come ununghia, che grazie a una
fantasmagorica magia di prismi, riflessi e rifrazioni, si potenzia a un punto tale da illuminare il mare avanti a s per

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faro, che casualmente si raddoppia


nellunico occhio di un asino guercio,
grande consumatore di limoni, subito
soprannominato Kyklops. Ciclope, del
resto, anche il titolo di questo libro
estremo che racconta cosa passa per la
testa di un uomo che va in cerca di un
luogo altrettanto estremo, dove poter
finalmente tornare in contatto con la
propria interiorit. Un luogo dove si
possa riscoprire il senso di una vita pi
autentica e frugale, pi rispettosa del
concetto di limite quindi timorosa
del Dio, o degli di, che comunque sovrastano ogni forsennata e ridicola IZ
CSJT. Rumiz non ci dice dove si trovi lIsola in cui si autosegregato (forse per
preservarne lintatta magia), anche
se dissemina il libro di un tale numero
di tracce da consentire di poterla individuare. Ma in fondo, a che servirebbe,
visto che stiamo parlando di un luogo
dellanima? infinitamente pi importante sapere cosa accade in quello scoglio circondato dal mare. pi importante conoscere il continuo sfrangiarsi

decine di miglia. Anche Rumiz, quando ne viene a conoscenza, rimane basito: Quel capolavoro millimetrico ti costringe quasi a prostrarti, come davanti a una divinit, un enigma. O la pupilla di una sfinge.
La vita sullIsola, del resto, piena
di misteri. Apre il campo alle peggiori
allucinazioni e alle pi grandi meraviglie. Qui tutto possibile. Anche che il
faro, scosso dal muggito straziante del
vento, pianga. Una volta giunti qui si
costretti, volenti o nolenti, a oltrepassare la linea dombra. Ed bene riconoscere, afferma Rumiz, che laldil
a un passo. Ma i benefici, per lautore,
si avvertono anche al di qua di quella linea ideale. Quasi che soltanto guardando il presente da tale scoglio desertico
risulti infine chiara la logica di sopruso
e rapina che governa le vicende del
mondo. proprio vero: molte, moltissime cose succedono nellIsola dove
soltanto in apparenza poco o nulla accade.

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Ta-Nehisi Coates ha vinto il National Book Awards per la non fiction. Il giornalista statunitense, figlio di un ex militante delle Pantere Nere e icona dei giovani afro-americani che si interessano di letteratura, ha ottenuto il premio, uno dei
pi importanti in America, per #FUXFFO
UIFXPSMEBOENF. Il libro, uscito nellanno della polizia razzista e delle violenze
a Baltimora, racconta i conflitti razziali
sotto forma di una lettera al figlio teenager. Nel suo discorso ha detto: Non posso
garantire la sicurezza di mio figlio. Non
posso dirgli che andr tutto bene. Lunica
cosa che posso fare non sostenere questa menzogna. Tra i premiati nelle altre
categorie Neal Shusterman, Robin Coste
Lewis, James Patterson e Don DeLillo
per il suo brillante contributo alla letteratura americana.

ROMA.

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er i bambini di un campo profughi iracheno lopportunit di una vita pi giusta passa anche per un rubinetto con
acqua corrente. Per un neonato della
Sierra Leone pu essere il documento con la registrazione della sua nascita. Nel caso di un
bambino serbo con sindrome di Down magari laccoglienza ricevuta da una coppia di genitori adottivi. Offrire uninfanzia senza diseguaglianze un traguardo che pu essere perseguito percorrendo strade molto diverse. E lUnicef
ce lo ricorda pubblicando il rapporto Per ogni
bambino la giusta opportunit, proprio oggi,
il giorno in cui il mondo festeggia la Giornata internazionale per i diritti dellinfanzia e delladolescenza: la celebrazione della Convenzione sui
diritti dellinfanzia e delladolescenza approvata nel 1989. Il 20 novembre, dunque, diventa
unoccasione per fare un bilancio dei progressi
raggiunti, ma soprattutto delle sfide che ancora restano aperte, per rendere la Terra un pianeta pi a misura di bambino.
Quando i bambini non hanno buone opportunit nella vita, fra i pi e i meno avvantaggiati emergono disuguaglianze significative, sottolinea il presidente di Unicef Italia, Giacomo
Guerrera. Queste disuguaglianze si trasmettono di generazione in generazione in un circolo vizioso che ha notevoli conseguenze economiche, politiche e sociali che creano un mondo
pi ingiusto. Liniquit insomma una gramigna che sinsinua ovunque e fin dalla nascita,
come troppe statistiche ci ricordano. I bambini
pi poveri, per esempio, hanno probabilit cinque volte maggiori di non frequentare la scuola rispetto a quelli pi ricchi. Fino alle estreme
conseguenze: hanno anche probabilit quasi
doppie di morire prima del loro quinto compleanno.
A scavare il solco delle diseguaglianze non
certo solo la vanga del denaro. Anche gli altri
fattori che le determinano sfuggono completamente a ogni controllo. Si pensi alletnia di appartenenza, al luogo di nascita, al genere. Nascere donna, per dire, significa avere nella vita
maggiori probabilit di contrarre lHiv, visto
che quasi due terzi delle infezioni fra gli adolescenti colpiscono le ragazze. Cos come nascere
con una disabilit espone a rischi quattro volte
superiori di diventare vittime di violenze. Proprio dalla violenza, nelle sue molteplici forme,
deriva un corposo campionario delle vulnerabi-

lit dei pi piccoli. Che oggi purtroppo esemplificato con drammatica eloquenza da un Paese come il Sud Sudan. Qui lo scorso anno la guerra civile ha provocato lo sfollamento di 750mila
bambini, determinato 235mila condizioni di
malnutrizione acuta grave, causato unepidemia di colera con oltre 6mila casi e 170 morti, e
interrotto la frequenza scolastica di 400mila
bambini. Conseguenze molto simili a quelle
che subisce la maggior parte dei bambini sfollati a causa di conflitti armati nel mondo (nel
2013 erano circa 26 milioni). Ma violenza anche quella che determina che in un Paese tecnicamente in pace come il Brasile gli omicidi siano la prima causa di morte per i ragazzi fra i 10
e i 19 anni. Eppure non c bisogno di proiettili

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perch la violenza segni in maniera profondamente negativa la crescita di un bambino. Quella domestica coinvolge circa quattro bambini
su cinque fra i 2 e i 14 anni. E le punizioni corporali, oltre a quelli psicologici, causano persino
danni finanziari. Secondo una stima citata nel
rapporto Unicef, infatti, le conseguenze della
violenza fisica, psicologica e sessuale ai danni
dei bambini potrebbero avere a livello globale
addirittura un impatto economico di 7mila miliardi di dollari. Trasformare questi circoli viziosi in virtuosi possibile, per. Ogni bambino,
sostiene Giacomo Guerrera, pu avere una
possibilit nella vita attraverso investimenti intelligenti e azioni mirate. Nel campo dellistruzione un esempio il Bangladesh, che negli ultimi anni ha deciso di concentrare proporzionalmente pi risorse nelle scuole dei quartieri poveri, facendo migliorare laccesso allistruzione dei pi svantaggiati.
Del resto, secondo calcoli eseguiti in 139 Paesi, ogni anno di scuola frequentato corrisponde
in media a un aumento del 10 per cento nel reddito individuale. Il che significa anche una crescita dei Pil nazionali, come spiega il presidente Unicef Italia: Offrire giuste opportunit ai
bambini non avvantaggia solo loro, permette
anche a noi di beneficiare delle loro competenze e potenzialit, aumentando il progresso sociale ed economico.
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uanti ne abbiamo perduti, quanti sono stati inghiottiti dal freddo, da unonda, per una mano
che non arrivata in tempo. Sono circa 700 i
bambini morti nel 2015 nelle incerte e disperate traversate del Mediterraneo. Dalle coste dellAfrica, dalla Grecia o dai Balcani. una stima, certo, nessuno ha la geografia esatta dei lutti, ma firmata dallUnicef che racconta nellultimo rapporto lepidemia delle violenze sui
minori: dai bambini soldato agli abusi sessuali, dallo
sfruttamento sul lavoro alla malnutrizione. La crisi dei
rifugiati e dei migranti in Europa una crisi che colpisce
drammaticamente i bambini, si legge nelle pagine che
ci inchiodano alle cifre. Nei primi otto mesi di questanno, rispetto al 2014, si verificato un aumento del 92%
dei piccoli richiedenti asilo in Europa. Significa che un
richiedente su quattro un bambino, 700 al giorno, da
gennaio a settembre 2015 fanno circa 190mila. Siamo
pronti? LUnicef sta promuovendo la petizione Indigniamoci per chiedere fondi e un impegno preciso al
governo italiano (XXXVOJDFGJUJOEJHOJBNPDJ) sul
tema dellimmigrazione.
Chi viene nel Vecchio Continente si aspetta prima
di tutto un porto al riparo dalle guerre: Nessuno mette i propri figli su una barca, a meno che lacqua non
sia pi sicura della terraferma, scrive Warsan Shire,
poetessa africana. I ragazzi in cammino che si lasciano alle spalle i villaggi bombardati o i fantasmi della povert, che fanno altrettanta paura, sono cresciuti di numero in maniera esponenziale: Quelli che viaggiano
non accompagnati sono sei volte di pi: da 932 registrati ad agosto a 5.576 registrati a ottobre nella ex Repubblica jugoslava di Macedonia. I bambini soli che hanno
chiesto asilo allUnione Europea dal 2014 a oggi sono

23.160, ma quelli che dal 2014 hanno abbandonato le


proprie case a causa delle guerre sono 30 milioni. Nelle
cifre ci si perde, ma dietro a ogni unit c un bisogno
che grida, una storia: c necessit di un luogo dove poter riposare, uno spazio sicuro per giocare, una nutrizione adeguata, abiti e servizi igienici.
In una parola, serve sostegno per rispettare il diritto
di tutti al futuro. Lintervento sullinfanzia fondamentale, spiega Giacomo Guerrera, presidente dellUnicef
Italia. Siamo davanti a flussi migratori biblici. Noi attraverso le donazioni che rice-  NJMJPOJ
viamo siamo impegnati in 190 Paesi a far JHJPWBOJTTJNJ
crescere non soltanto il singolo ma unintera comunit. Una volta in Ciad incontrai TGPMMBUJTPMP
un capo villaggio che mi mostr alcune der- JO4JSJB2VFMMJ
rate alimentari e mi disse che a loro non SJGVHJBUJ
servivano quelle cose, se le avesse date alla sua gente avrebbero smesso di coltivare JO-JCBOP 
il campo; lui voleva invece che noi inse- *SBR &HJUUP 
gnassimo loro a coltivare meglio per pro- 5VSDIJB
durre quelle stesse cose.
F(JPSEBOJB
I numeri del rapporto Unicef 2015 sono
a ogni capitolo un dito indice puntato con- TPOPNJMJPOJ
tro il mondo: Si stima siano 232 milioni i bambini che vivono in zone coinvolte in conflitti, si legge. Il 36% di
quelli che non vanno a scuola provengono da quelle
aree. Soltanto in Siria si contano 7,6 milioni di sfollati e
i piccoli che hanno trovato rifugio in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia sono 2 milioni. Ma non ci sono soltanto le guerre o le carestie: per esempio 200 milioni di
bambini nel mondo soffrono di malnutrizione, anche se
grazie allimpegno dellUnicef e di altre organizzazioni
umanitarie il tasso in diminuzione: dal 1990 al 2014
passato infatti dal 39,4 al 23,8%.
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ICIAMOLO subito: il
quarto il migliore. Il
primo episodio era discreto ma non entusiasmante. Niente male il secondo,
pi bellicoso e barbarico; ma il terzo serviva solo da transizione e deluse. Tuttaltra musica per *MDBO
UPEFMMBSJWPMUBQBSUF, eccellente
capitolo finale che fa volare )VO
HFS(BNFT dal limbo dei pop-corn
movie allempireo dei blockbuster di qualit. Bench arrivi un
anno dopo, stato girato assieme
al precedente e si apre al punto in
cui finiva quello. Ritroviamo Katniss Everdeen, la Ghiandaia Imitatrice anima della lotta contro la
dittatura, ammaccata ma non
quanto il suo Peeta, che ha subito
il lavaggio del cervello ed fuori
di testa. Intanto Panem piombata nella guerra totale: tutti i distretti sono in rivolta e il presidente Snow asserragliato a Capitol
City.
La Ragazza di Fuoco si unisce
allunit da combattimento formata dai suoi amici per conquistare la roccaforte. Snow, per, ha
disseminato la citt di trappole
mortali: edifici che esplodono, tsunami di greggio, un sotterraneo
popolato da creature mostruose e
una serie di altre insidie che fanno della spedizione i 76esimi
Hunger Games, ancor pi pericolosi dei precedenti.
Il quarto capitolo il pi cupo e
tenebroso: tanto che in America
lo hanno ribattezzato Hunger
Games of Thrones. Per anche
il pi intelligente. Mettendo un
po tra parentesi le relazioni sentimentali delleroina (la parte debole della serie), sviluppa meglio il
carattere di questa Giovanna
dArco del futuro che, pur nel pericolo estremo, non rinuncia alla
sua umanit. Il direttore della fotografia Jo Willems inquadra alla
grande la monumentalit sovietica dei palazzi in rovina, anima
le sequenze dazione e si produce
in movimenti di macchina virtuosistici, come la panoramica a 360
del ballo di Katniss con la sorellina.

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RIMA che il capitolo finale di )VOHFS(BNFT


sia sommerso da un
mare di cifre dincassi
e spettatori, o ridotta a
una diatriba fra milioni di fan, merita cercare di capire perch questa saga pop pi di ogni altra abbia mobilitato un esercito dinterpreti anche raffinatissimi, dai critici letterari del /FX:PSLFS fino a
seri studiosi marxisti che in genere disdegnano doccuparsi di blockbuster. E questo ben al di l dei
meriti letterari dei tre romanzi di
Suzanne Collins o della qualit cinematografica dei quattro film
che duro considerare bellissimi,
se non per la qualit straordinaria
di un cast stellare, da Jennifer Lawrence a Julianne Moore, da Donald Sutherland a Philip Seymour
Hoffman alla sua ultima apparizione, e per il genio artistico delle
scenografie di Philip Messina.
In )VOHFS(BNFTalmeno un
paio dinvenzioni sono sorprendenti e controcorrente. Una la figura della protagonista, Katniss
Everdeen, laltra la societ futuribile nella quale si muove lavventura, limpero fantastico di Panem. Ladolescente Katniss, la
sempre pi brava Jennifer Lawrence, che nellepisodio finale guida la rivoluzione contro il regime
autoritario del presidente Snow,
una specie di Giovanna dArco del
futuro, probabilmente la figura
femminile pi radicale mai prodotta a Hollywood, come ha scritto il critico del /FX:PSL5JNFT,
Tony Scott. E rappresenta anche
un sovvertimento dei canoni della macchina hollywoodiana, dove
alla fine la complessit sempre
maschile e i caratteri femminili sono riducibili a ununica dimensione, familiare o pubblica.
Katniss al contrario uneroina del dubbio che attraversa una
molteplicit di ruoli senza mai

identificarsi in nessuno. Non vorrebbe essere ma diventa una rivoluzionaria, e non lincarnazione dei simboli del successo nella
nostra societ. e non unatleta, e non una star tv, una leader politica, una testimonial della
pubblicit cos come nel privato
e non una fidanzata o una compagna, e in famiglia al tempo
stesso sorella e figlia amorevole,
ma anche unadolescente che ha
assunto dalla morte del padre mi-

natore il vero ruolo di capofamiglia e ha un atteggiamento genitoriale nei confronti di sorella e madre. Unindomabile inquietudine
non le permetter mai di vivere felice e contenta come nellultima riga delle vecchie e delle nuove favole. Per usare una categoria non
pi di moda, Katniss Everdeen il
trionfo dellideale femminista.
Non un caso che lautrice Suzanne Collins sia per anagrafe (53 anni) la capostipite della schiera di

scrittrici che dallinizio del nuovo


millennio hanno rivoluzionato al
femminile la letteratura (e il cinema) per linfanzia, formidabile
strumento di educazione sentimentale delle nuove generazioni,
accanto alla quasi coetanea J.K.
Rowlings di )BSSZ1PUUFS, prima
della quarantenne Stephenie
Meyer di 5XJMJHIU fino alla ventenne Veronica Roth di %JWFS
HFOU.
Laltro grande mito che )VO
HFS(BNFT rievoca ai giovani di
tutto il mondo quello della rivoluzione. Espulso dalla politica, dove non ne parlano neppure i pi
estremisti, il mito della rivoluzione armata dei poveri contro i ricchi il cuore del capitolo finale della saga. In fondo Katniss non altro che una Che Guevara con trecce e arco che guida alla sovversione una massa di lavoratori poverissimi, operai, minatori, contadini, contro un sistema di produzione che li sfrutta senza piet. Nel
film abbondano i simboli di richiamo al nazismo, le aquile e le svastiche mascherate un po ovunque
ma nel libro, che ha per questa
parte assai affascinato il filosofo
marxista Slavoj iek, la creazione distopica di Panem (sottinteso: et circenses) suggerisce uno
sviluppo futuribile di tendenze
gi in atto nel turbo capitalismo.
Quello del presidente Snow un
regime oligarchico, fondato sulle
tecniche manipolatorie della societ dello spettacolo, dove la capitale impone alle province pi povere unausterit al limite della
miseria dopo aver cancellato la dignit nel lavoro e annullato le libert civili, in cambio di una finta
sicurezza poliziesca garantita da
uno schieramento di soldati feroci e sadici denominati pacificatori, un po come tante guerre del
nostro tempo sono state candidamente ribattezzate missioni di
pace.
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RIMINI

cominciare
adesso un tour racconta Jovanotti, come
se fossimo in unaltra
epoca rispetto a questestate. vero, passato pochissimo tempo dal
tour negli stadi, ma nel frattempo
cambiato tutto: lorrore ha colpito al
centro la musica e il suo pubblico.
Ma in concerto non ne parler, servirebbe solo a strappare un applauso, e
del resto nella musica c tutto quello
che c da dire. Sono stati dieci giorni
pazzeschi, e mentre montavamo il
concerto ci sono stati i fatti di Parigi.
Cera uno strano silenzio mentre si laSTRANO

vorava, ma anche la ferma consapevolezza che fosse giusto andare avanti.


E cos da ieri sera al palasport di Rimini ripartita la macchina Jovanotti (in tour in Italia e allestero fino a
met gennaio) spumeggiante, sfrenata, ribalda, un flusso inarrestabile
che per due ore e mezza fonde riverberi etnici, elettronici, funky, melodici, rap e improvvisazioni, scorribande ritmiche e pezzi di cuore pulsante,
un concerto ovviamente figlio di quello estivo, ma completamente rivisitato, con nuovi visual, diverso allestimento (Dovevo cambiare, non amo
i confronti, anche perch ci si rimette
sempre, e poi sono uno stagionale:
linverno diverso dallestate, i palaz-

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Prima della sottoscrizione leggere


le
attentamente la nota informativa e le condizioni della promozione riportate nel sito www.cremaecioccolato.org

ROMA. Non ci avevamo mai creduto che quel

tenerone di James Taylor potesse essere linaffidabile vanesio di :PVSFTPWBJO. Il diavolo pu avere la voce di velluto, ma uno che intona :PVWFHPUBGSJFOE o 4PNFUIJOHJOUIF
XBZTIFNPWFT non pu essere il mellifluo fedifrago di cui cantava Carly Simon. Storia damore tormentata, quella tra i due artisti: matrimonio nel 72, due figli, laddio nell83. Per
quarantanni :PVSFTPWBJO viene considerata la vendetta contro lincolpevole Taylor,
che era sempre in giro invece di dedicarsi alla
famiglia (fosse il primo). Invece il vanitoso in
questione, confessa oggi la Simon, era un altro, un seduttore seriale con mascellone- chioma scolpita-sorriso a 32 denti: Warren Beatty. Nella classifica dei maschilisti contabili solo terzo con un carnet di 12mila donne (il primo Fidel Castro con 35mila, hasta la victoria siempre). Tra le ragazze di Beatty ci sarebbero la Bardot, Jane Fonda, Joan Collins, Madonna, Liz Taylor, Faye Dunaway, Leslie Caron, Candice Bergen, Isabelle Adjani, Natalie
Wood, Julie Christie, Diane Keaton. E Carly
Simon, che gliele ha cantate con un brano adottato come inno da milioni di illuse.
Sei stato con me parecchi
anni fa, quando ero ancora
cos ingenua/ Dicesti che
eravamo una cos bella coppia e non mi avresti mai lasciato/ Ma ti sei lasciato
sfuggire tutto ci che amavi: e una di quelle cose ero
io. Pare che solo il secondo
verso sia dedicato a Beatty, gli altri si riferiscono ad
altri vanesi frequentati dalla bionda Simon,
che col suo sorriso vagamente equino sar
stata pure ingenua ma ha avuto incontri ravvicinati con Mick Jagger, Cat Stevens, Kris
Kristofferson. Forse dovranno passare altri
quarantanni per scoprire chi le ha spezzato
il cuore. Intanto lex WBJO Beatty, sposato con
Annette Bening, quattro figli, fa la spesa al
supermercato e riga dritto.

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zetti sono diversi dagli stadi).


Dietro la band lo schermo diviso
in tre parti, autonome e sincronizzate, e una lunga pedana sincunea come una freccia di luce fino al centro
dellarea, a sua volta utilizzata come
schermo per giochi di grandi effetti.
Una volta la tastiera di un pianoforte suonata da Jovanotti a passo di
tango, unaltra volta un filo da equilibrista su cui il protagonista incede
in bilico, le sorprese non mancano
mai, fumetti, gorilla, le super chicche
di Cartoon Network, scene di viaggio, catene umane, per una volta ancora Jovanotti ribadisce la sua teoria
del momento: il concerto una sorta
di riproposizione in 3D, sfolgorante e
satura, di quello che i suoi pezzi risul-

tano su disco.
E i pezzi sono quelli di sempre: "UF,
-PNCFMJDPEFMNPOEP, 3BHB[[PGPS
UVOBUP, #FMMB, 1FOTPQPTJUJWP, tra tanti altri dellultimora, da 4BCBUP a MB
TDJFO[BCFMMF[[B, riarrangiati, ripensati per questa cavalcata al chiuso,
con margini dimprovvisazione, momenti acustici, e addirittura una sortita fino alla consolle di regia dove
per qualche minuto fa il dee jay manipolando il suono live della band e inserendo effetti da discoteca.
Ha ragione quando dice che nella
musica c gi tutto. Il suo concerto
una finestra aperta sul mondo, o almeno sul mondo che vorremmo avere.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

Sono in arrivo sette nuove


canzoni da unicona del
rock. Lalbum si intitola
#MBDLTUBSe uscir l8
gennaioIeri David Bowie
ha mostrato la copertina
del suo nuovo lavoro di
studio (una stella nera
su fondo bianco per il
formato cd e una stella
JOQJMMPMF bianca su fondo nero
per il vinile) e ha fatto
ascoltare un breve estratto
dalla title track grazie ad un
video promozionale. Il
singolo di 10 minuti esce
oggi ed nella colonna
sonora di 5IFMBTUQBOUIFST,
la nuova serie prodotta da
Sky Atlantic. Nel nuovo
video ci sono due citazioni
ai film $BUQFPQMF e a
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TORINO
OPO un mercoled di preoccupazioni e male-

dizioni, ieri la Juventus s rasserenata: le


nazionali di mezzo mondo hanno restituito
giocatori stanchi e un po ammaccati, ma non cos
malridotti come si temeva dopo la prima occhiata.
Pensavo di dover star fermo quattro o cinque giorni, invece mi sa che col Milan ci sar: il primo sospiro di sollievo stato quello di Gigi Buffon (gli doleva
una coscia, gli esami non hanno evidenziato lesioni), ma anche Lichtsteiner (risentimento agli adduttori) e Mandzukic (distorsione alla caviglia)
sembrano in grado di recuperare in tempo per domani, per questo paradossalmente fondamentale
spareggio per il sesto posto. In realt, da qui a Natale per noi le partite sono fondamentali tutte, precisa Buffon. Per un mese dobbiamo stare, come si
suol dire, con la testa dentro al carrarmato. Siamo
padroni del nostro destino: una fortuna e una responsabilit.
Ieri il portiere pi forte del mondo ha compiuto
ventanni di professionismo: cominci proprio contro il Milan (La partita dal significato maggiore
quella dellesordio, non questa che viene) e curiosamente domani si specchier in un ragazzo con il
quale ha analogie sorprendenti, e mica soltanto
per via del nome di battesimo: Gianluigi Donnarumma un debuttante minorenne, un fenomeno
predestinato. Gi il fatto che regga londa durto
delle pressioni, dice Gigi il vecchio di Gigi il giovane, un sintomo di enorme grandezza. E anche le

prime partite suggeriscono che potr fare una carriera straordinaria. Cerchi solo di maturare il pi velocemente possibile, per capire quali sono le cose
giuste e le cose sbagliate di questo ambiente.
Con Buffon sano e Lichtsteiner quasi, Allegri potr affidarsi alla formazione migliore, visto che gli
mancheranno solamente Caceres, Asamoah, Padoin e Pereyra. Rimane il dubbio su chi completer
il tridente, giocando tra Cuadrado e Morata: siccome Dybala tornato solamente ieri dal Sudamerica e Mandzukic non in forma sfavillante, nutre delle speranze Zaza, gi schierato titolare contro Napoli e Inter. Mihajolovic deve a sua volta valutare le
condizioni di Bacca, pure lui appena arrivato dal Sudamerica: in ballotaggio con Luiz Adriano, mentre le ali saranno Cerci e Niang e Bonaventura verr
arretrato a centrocampo, vicino a Montolivo e Kucka. A Milanello s rivisto Balotelli, reduce dalloperazione con la quale dovrebbe avere risolto i problemi di pubalgia: stava bene e camminava spedito, al
punto da essersi spinto a pronosticare una guarigione lampo. Voglio tornare in campo nel giro di due
settimane ha detto ai compagni di squadra.
Nel pomeriggio, intanto, Barbara Berlusconi
stata ricevuta da papa Francesco insieme ai presidenti di Boca, River, Atletico Madrid, San Lorenzo e
Huracan: lincontro stato voluto da Scholas Occurrentes, lorganizzazione internazionale di diritto
pontificio che promuove lintegrazione e la pace attraverso lo sport, e nello specifico attraverso i derby che coinvolgeranno i club rappresentati ieri in
Vaticano.
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MILANO
ONAVENTURA, la

serie A torna sulle


note della Marsigliese dopo gli attentati di Parigi, nei quali anche
uno stadio diventato bersaglio del terrorismo: potr essere ancora tutto come prima?
Lo choc stato enorme. Ma andare avanti
necessario. Giocare a calcio dopo quello che
successo anche bello, perch si d un segnale forte: si dimostra che non si ha paura.
Lo spogliatoio un miscuglio di etnie, culture e religioni, gi di per s un messaggio
contro lodio.
Lo sport un veicolo importante, per fare
capire che questo momento verr superato.
Nellera globalizzata ognuno di noi ha un amico allestero, io ad esempio ne ho alcuni a Londra. E il sentimento comune che lunione,
senza barriere, pu battere il male.
Proprio a Londra, prima di Inghilterra-Francia, i calciatori si sono mescolati al
centro del campo, gli uni abbracciati agli
altri: si potr ripetere una scena del genere domani per Juventus-Milan?
Perch no, si pu fare. Tutti abbiamo
grande voglia di dare spettacolo a chi ci guarder. una reazione emotiva gi scattata a
Bologna per Italia-Romania, marted scorso.

Quel minuto di silenzio stato particolarmente toccante, ha scosso le coscienze.


Ma quella con la Juventus non unamichevole.
Sportivamente, dal nostro punto di vista,
vogliamo dare un segnale a tutto il campionato. Io sono convinto che loro lotteranno fino alla fine per lo scudetto. E che noi, se come minimo riusciremo a pareggiare, potremo poi cercare di sfruttare un calendario in teoria favorevole, per chiudere landata il pi in alto possibile.
Lanno scorso siete finiti a 35 punti dalla
Juve.
E vogliamo rifarci. Loro hanno cambiato
tanto, noi ci siamo rafforzati. Per chi, come
noi, vuole tornare a giocare le coppe europee,
sono proprio partite come questa che non si
possono pi sbagliare.
Significa che prima perdevate con le grandi per colpa di una rassegnazione latente?
Significa che oggi abbiamo una bella mentalit, che sta portando risultati. Siamo pi liberi di testa, senza blocchi di insicurezza: Mihajlovic ha fatto un ottimo lavoro per annullarli.
Per la societ negli ultimi anni sembra volubile, cambia tanto: allenatori e rosa.
Non sta a un giocatore giudicare il club. Io
posso solo dire che il mister ha bisogno di tempo e che questa squadra forte. Questanno

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si mettono le basi solide e il prossimo si pu


puntare molto in alto.
La pi grande novit che il Milan sta giocando spesso con 8 italiani su 11 e con un
sedicenne in porta.
una cosa bella anche questa, si creato
un gruppo molto affiatato, in cui anche gli
stranieri si ritrovano.
Il ct Conte di casa al Meazza.
La speranza di andare allEuropeo una
motivazione in pi. C tanta concorrenza:
serviranno un grande campionato e un finale
di stagione grandissimo.
Pu aiutarla leclettismo: lei ha giocato in
tutti i ruoli del centrocampo e perfino in attacco.
Da seconda punta allAtalanta, una volta
proprio contro la Juve. Anticipo la domanda:
premesso che nel modulo del Milan di adesso
il trequartista non c, in teoria chiunque, giocando pi avanti, diventa pi decisivo. Ma il
problema, per me, non se faccio lesterno
dattacco o la mezzala. Lessenziale che la
squadra sia organizzata.
Ventisei anni sono let delloro di un calciatore: gi 2 gol e 6 assist in 12 presenze,
per i classe 89 italiani titolari siete solo
lei e Vazquez.
A parte il fatto che c anche Poli, si vede
che unannata buona, ma che ce ne sono di
migliori.

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TADI di massima allerta. Il calcio

in Europa riparte stasera con gli


anticipi dei campionati. Gli attentati di Parigi hanno trasformato
le partite in TPGUUBSHFU, e una malcelata inquietudine serpeggia fra gli atleti. Se Riccardo Montolivo assicura
che abbiamo fiducia nelle forze
dellordine, il ct azzurro Antonio
Conte ammette che pu accadere
ancora, ma rinunciare a vivere significa far vincere il male. Intanto il livello di psicosi collettiva ha portato
gli ospiti di un albergo di Anversa,
marted, a segnalare un presunto terrorista, con la cresta e laria minacciosa: era Radja Nainggolan, poi riconosciuto dagli agenti con i quali ha posato in una foto distensiva. Si gioca
ovunque, non a Parigi: il Psg (con la
scritta sul petto Je suis Paris) domani a Lorient, e nel rugby lo Stade

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Franais, squadra di Sergio Parisse,


ha rinviato il match interno di Coppa
Europa col Munster per non sottrarre agenti alle altre operazioni.
In Germania, dopo il falso allarme
di Hannover, stasera c Amburgo-Borussia Dortmund allImtech
Arena. La Dfl s opposta al rinvio,
per dare un segno di fiducia, ma cambiano i protocolli di sicurezza: raddoppiati gli agenti (da 200 a 400), cresce
il numero di telecamere con limpiego di un software di riconoscimento
facciale. Sconsigliati i petardi, possono creare il panico: anche la Fiorentina, sul tema, ha sensibilizzato i tifosi.
Le squadre in trasferta dovranno comunicare ogni spostamento.
In Francia, stasera allAllianz Riviera c Nizza-Lione: scartata lipotesi di un rinvio, resta il divieto di traDonadoni lha battezzata suo potenziale
erede.
Mi tengo il complimento, lui un ottimo
allenatore e da calciatore ha fatto la storia del
Milan. Veniamo tutti e due dallAtalanta, come molti che poi hanno fatto carriera.
C qualcosa di speciale nellaria di Bergamo, vedi Baselli?
C un settore giovanile efficiente e un
po sottovalutato dalle grandi. AllAtalanta si
d molta importanza ai valori morali e alla forza del carattere, che a volte conta pi delle
qualit tecniche.
Invece, per fare grande un club, quanto
contano i soldi e lo stadio di propriet?
Contano la programmazione e le potenzialit economiche, certo: credo che anche lo
stadio abbia responsabilizzato i giocatori della Juve. Ma San Siro, anche se non appartiene
a Milan e Inter, non ha niente da invidiare. In
certe partite fa venire i brividi.
A proposito di brividi, a lei che suona la chitarra quale canzone venuta voglia di sentire, in questi giorni di dolore mondiale?
La musica un linguaggio universale. La
Marsigliese a Bologna mi ha commosso. E il video di quel pianista che a Parigi ha suonato
Imagine vicino al Bataclan arrivato dritto
al cuore di tutti. Non c migliore colonna sonora per un messaggio di pace.
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sferta a tutte le tifoserie, deciso dopo


un vertice fra la lega e il corpo anti-hooligan.
Dopo il momento toccante a Wembley prima di Inghilterra- Francia, la
Premier League ha deciso di far eseguire la Marsigliese in tutti gli stadi,
con le squadre abbracciate a centrocampo. Lo faranno anche molti club
delle serie inferiori. A Newcastle ci sar il tricolore francese sugli spalti. Il
Joint Terrorism Analysis Centre e il
National Counter Terrorism Security Office hanno fornito un vademecum a tutte le societ.
Nella Liga, domani il Clasico,
Real-Barcellona, ad alto rischio
per la commissione antiviolenza,
mentre lincauto Bale si dice pronto
alla battaglia. Saranno impiegati
2600 uomini, 1600 agenti speciali

(con artificieri e unit cinofile) oltre


ai 1000 previsti di solito, con una tripla cintura di controlli intorno allo
stadio e luso di metal detector.
E in Italia? Diventa operativa la circolare del capo della Polizia Alessandro Pansa: stretta sui controlli, aumento del numero di agenti per tutelare i circa 230mila spettatori del
week-end. Domani c Bologna-Roma al DallAra dopo il falso allarme
bomba lanciato prima di Italia-Romania. Enrico Preziosi, presidente del
Genoa, drastico: Siamo in guerra e
non tutti i nostri stadi rispondono
agli standard di sicurezza. Viviamo
nel terrore. Ma a Bologna sono stati
gi venduti 23mila biglietti, e allo
Stadium ci sar il tutto esaurito per
Juventus-Milan.
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ROMA. La Federcalcio italiana passa lesa-

me di trasparenza. Lo ha annunciato ieri Cobus de Swardt direttore di Transparency International presentando il rapporto sullo stato del calcio mondiale (Transparency International Football Governance
League Table). Un risultato, nel suo genere, lusinghiero, considerando che solo 14
delle 209 Federazioni che compongono la
Fifa hanno fornito le informazioni necessarie per far conoscere cosa fanno e come
spendono i loro soldi, per usare le parole
di de Swardt. Tra i 14 paesi virtuosi, oltre allItalia ci sono Canada, Danimarca,
Inghilterra, Islanda, Giappone, Lettonia,
Nuova Zelanda, Irlanda del Nord, Norvegia, Portogallo, Repubblica dIrlanda e
Svezia.
De Swardt ricorda come tra il 2011 e il
2014 la Fifa abbia distribuito un minimo
di 2,05 milioni di dollari a Federazione tra
cui un pagamento una tantum nel 2014 di
1,05 milioni di dollari a seguito della Cop-

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pa del Mondo. Tra i dati forniti nelle 16 pagine del rapporto risulta che l81% delle
Federazioni calcistiche nel mondo (168
su 209) non rendono pubbliche le loro entrate, il 21% non fornito di sito internet e
l85% non segnala le iniziative che prende.
Un dato imbarazzante per lorganizzazione che sta cercando di ricostruirsi una
credibilit dopo gli scandali per lassegnazione dei mondiali a Russia e Qatar. Ancora ieri - a proposito di trasparenza - il procuratore Svizzero parlava di oltre 120 transazioni finanzierie sospette. Il numero potrebbe salire ulteriormente visto che le indagini sono ancora in corso
La Fifa - il comunicato che arriva da
Zurigo a proposito della relazione di Transparency - impegnata nelle riforme e
nellistituzione dei migliori standard di affidabilit, trasparenza e buona governance. Inoltre incoraggia i propri membri a lavorare verso gli stessi standard.

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ON la Russia e i suoi guai,


sembra davvero finita let dellinnocenza. Lo scandalo doping di stato sta trascinando tutti sotto la lente dingrandimento, nessuno pu dirsi al riparo dallo scandaglio
dellagenzia mondiale antidoping, la Wada, che ha scoperchiato la miserabile verit di
traffici, connivenze e silenzi
sulluso di sostanze proibite.
Non solo Mosca, forse non solo
latletica. Oltre al laboratorio
russo della Rusada, altri 5 Paesi
finiscono nella lista nera dei
non conformi alle norme antidoping: Israele, Andorra, Argentina, Bolivia e Ucraina. Ma
una black list che rischia di allungarsi, visto che tra gli indiziati ci sono anche altre nazioni finite sotto osservazione: il Brasile che ospiter la prossima edizione delle Olimpiadi a Rio de Janeiro, la Francia degli Europei
di calcio, il Belgio, la Grecia, il
Messico e la Spagna. Mezza Europa e Sud America (chieste delucidazioni anche al Kenya) che
dovr rimettersi in regola entro
marzo per non rischiare penalizzazioni.
Ieri, la stangata su Madrid:
tre anni di squalifica per anomalie nel passaporto biologico
di Marta Dominguez e tutti i risultati ottenuti fra il 2009 e il
2013 cancellati per la mezzofondista, compreso loro mondiale
di Berlino 09 e largento europeo di Barcellona 10 nei 3000
siepi. Il Tribunale arbitrale sportivo di Losanna ha accettato la
tesi di Wada e Iaaf, che avevano

denunciato le variazioni sospette dei valori ematici emerse dai


controlli antidoping. La Dominguez, 40 anni, ex vicepresidente della federazione spagnola,
squalificata per 4 anni nel luglio
2013, era stata assolta da ogni illecito nel febbraio 2014. Ma in
appello, tutto di nuovo capovol-

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to.
Arrivano tempi duri, per i furbi. Tanto che la stessa Wada sta
pensando a organizzare controlli autonomi in tutto il mondo e
in tutti gli sport con un gruppo
di lavoro formato dal Cio e dalle
federazioni internazionali. Unipotesi che al presidente del comitato olimpico, Thomas Bach
piace.
Dispiace invece al ministro
dello sport di Mosca, Vitaly Mutko, la decisione della Wada di
punire il laboratorio russo:
Ma siamo pronti a rimodellare
completamente il nostro sistema, tuttavia importante capire che lagenzia non stata liquidata e continuer il suo lavoro.
Per riuscire ad arrivarci, a Rio, il
lavoro da fare molto, profondo, e va fatto in fretta. Per ora,
Mosca rimane a terra. Con la sospensione sine die della federazione di atletica, la Russia non
potr portare i suoi campioni ai
mondiali indoor in programma
a marzo a Portland, in Oregon.
Per tutelare tutti gli atleti puliti non possono esserci scadenze
sulla fine della sospensione di
Mosca, che avr termine solo
quando tutti i criteri saranno
soddisfatti e continueranno a esserlo per sempre, ha detto il
presidente della Iaaf, la federazione internazionale, Lord Sebastian Coe. I cinque ispettori della Iaaf incaricati di seguire, controllare e incassare le riforme
chieste alla Russia entreranno
in azione non pi tardi dell1
gennaio e un primo rapporto
atteso per il 27 marzo. A quel
punto, sar gi primavera?

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pio dello scandalo e a due dallinizio del dibattimento il megaprocesso alla Lampre, lunica squadra Pro Tour del ciclismo italiano, viene fortemente ridimensionato dalle richieste dellaccusa. Il pm Condorelli,
prossimo al trasferimento alla Corte di appello di Venezia, evidentemente vuole andare sul sicuro e nella sua requisitoria ha chiesto lassoluzione per il manager Giuseppe Saronni, i due dirigenti Bontempi e Piovani e i due corridori Cunego e Mauro Santambrogio. Nessuna prova diretta e immediata a loro carico, dunque dei 27 imputati
nella rete rimangono lex iridato di Varese Alessandro
Ballan (doping ematico) per il quale la richiesta di due
anni e 40.000 euro di multa; mentre per i corridori Bandiera, Bruseghin, Caucchioli, Gavazzi, Massimilano e Manuele Mori, Ponzi e Bossoni 1 anno e 8 mesi (per loro pena
sospesa). Per altri dello staff: Messina, Gilmozzi, Piccoli,
Della Torre 1 anno e mezzo. Un anno e 7 mesi per Pezzini,
Zamboni e Castrini. Ma le richieste pi dure sono state
per il farmacista Nigrelli (4 anni e 6 mesi), inchiodato, secondo laccusa, da intercettazioni e prove pesanti; e per il
preparatore Gelati (2 anni e 6 mesi). La giustizia penale
appura che il doping lo facevano in tanti alla Lampre, ma
per laccusa solo a livello individuale. Dietro c uninchiesta che, pur dilatata nei tempi, non sembra mai essere andata a fondo. Non sono stati sentiti davanti al giudice Saronni, Ballan (che pure ha scontato due anni di squalifica
sportiva) o Cunego. La sentenza attesa per il 18 dicembre prossimo. Ma sullappello incombe la prescrizione.

UANDO Alfonso Gatto cominci a


dettare allUnit le sue quaranta righe quotidiane dallarrivo della
tappa del Giro con le parole: Ha vinto lo
spirito; dallaltra parte del telefono lo
stenografo gli fece notare con un certo
garbo che no, a dire il vero aveva vinto
Fausto Coppi. Fin a insulti, ma in modo
professionale assai, scanditi dallo spelling. Non cera che il telex, di ciclismo
scrivevano Buzzati, Campanile, Pratolini, Malaparte, la Ortese. Si vedeva poco
o nulla (in tv solo il nulla), si partiva, si
ammirava una montagna e si scriveva.
Era lepoca dei cantori, cantavano lo
sforzo, la fatica, il sudore, le puzze, le piaghe. Lavoravano bene di
fantasia, inventavano
molto, alla fin fine ingannavano poco. Gian Paolo Ormezzano parte da
loro, i pionieri del giornalismo sportivo, per passare in rassegna un mestiere tanto cambiato,
molte vite e un pochino
anche la sua. I cantaglorie scritto sui riflessi *$"/5"(-03*&
di uno specchio. Calco- 6OBTUPSJB
lando per difetto, ho pre- DBMEBFSJCBMEB
muto centocinquanta EFMMBTUBNQB
milioni di volte i tasti del- TQPSUJWB
la macchina da scrive- UIBOEOE 
re. Ma in sottofondo si QQ FVSP
sente pure il suono dei
tasti premuti dagli altri: la grande diversit di questa autobiografia.
Nostalgia: tanta. Disillusione: pure.
Ironia: di pi. Ormezzano infila ricordi e
memorie dentro uno schema che di fatto storiografico. Dopo lepoca dei cantori, scrive, arrivata quella dellerotismo, individuata nel periodo in cui la televisione cambia le regole dingaggio,
quando sulle pagine dei quotidiani lo
spazio dedicato al calcio sorpassa quello
per le bici. Lerotismo non pi amore
per lo sport, il suo studio, si fa accademia: Brera, per esempio, finisce in questo segmento. Anzi il traghettatore del
mestiere da una fase allaltra: dallera di
Pozzo Raschi Carlin e Arpino, a quella di
Fossati Ghirelli Palumbo Zavoli Min
Sconcerti. Il passo successivo fisiologico: lerotismo si fa pornografia, nel senso di esplorazione profonda del gesto. Cos da Ameri e Ciotti si arriva a Biscardi e
Mosca (ma anche Clerici & Tommasi).
Non c fase che Ormezzano non abbia
attraversato, con 62 dei suoi 80 anni consacrati a questo strano altare, 24 Olimpiadi da inviato, 7 Mondiali di calcio. Un
capitolo sulle donne (Emanuela Audisio il miglior giornalista sportivo dItalia). Uno esilarante sulle note spese. Invettive: contro le scommesse e il fantacalcio. Amarezze: tutto si scrive restando davanti al web. Gianni Mura un cantore reduce: Ama letica, la democrazia, leducazione, la sincerit, il vocabolario e la grammatica: pu persino risultare noioso, uno cos. Perch questi sono tempi senza certezze. Ormezzano lo
sa. Ma non ha risposte. Dove va a finire
tutto il mio splendido mondo?.

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LONDRA

amante del Tennis, mi domando se questo sia


un torneo, o non piuttosto
unesibizione agonistica, un termine
che suggerii a Carlo Della Vida, il
massimo organizzatore italiano, la
persona che resuscit, nel 1950, i
Campionati Internazionali di unItalia squalificata per il suo comportamento in guerra.
Oggi, sulla pubblicit consegnata
a un pubblico che non pare aver mai
avuto conoscenza di un torneo a
Wimbledon, erano iscritte le varie
possibilit dei due gruppi, intitolati a
Smith e Nastase, il primo dei quali disputava le sue ultime partite. Le possibili varianti erano solo sette, nel caso in cui Federer e Djokovic, sin qui il
primo e il secondo a pari con Nishikory avessero perduto i loro match.

ECCHISSIMO

Risparmio le 7 eventualit per non


esaurire le righette a disposizione,
ma vi assicuro di aver visto raramente un Federer cos indifferente, se
non verso la fine del set decisivo. Se
avesse infatti perduto, Federer si sarebbe egualmente qualificato, probabilmente contro Nadal o contro il vincitore del gironcino chiamato Nastase, e cio Wawrinka o Murray, in gara oggi. Simili possibilit, nel passato, hanno addirittura spinto qualcuno dei campioni a perdere volontariamente la propria partita, scegliendosi cos, di fatto, lavversario delle semifinali. Il ricordo pi vivo quello di
Lendl, che si fece battere apposta da
Connors, al Madison Squadre Garden 1980, per incontrare in semi il
mediocre Gene Mayer, e accedere cos alla finale contro Borg. Fu la volta
in cui appresi che gli americani chiamano un coniglio col nome del pollo,
chicken, perch questa fu loffesa

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che Connors gett pubblicamente a


Lendl. Per continuare con le citazioni
negative di una vicenda dissimile dalle regole del Tennis con la T maiuscola, ricordo che 21 volte su 45 il Masters stato vinto da un giocatore
sconfitto nelle eliminatorie.
Per continuare con Federer, nel
2007 rimasi incredulo nel vederlo
battuto da Mano de Piedra, allanagrafe Ferdinando Gonzales, che afferm in seguito Per una volta su 13
che riesco a battere Federer, questo
mi vincer il torneo. Come avvenne.
Non vorrei che il lettore occasionale
ricavasse da simili aneddoti lopinione che il tennis sia ormai un gioco
sporco, tipo calcio. questa oscena
formula, la macchina da dollari del

Masters, che produce incontri poco


attendibili. Dopo che si saranno correttamente qualificati Federer e Djokovic, quale avversario potrebbe scegliere Nadal per la semifinale? Vincendo o perdendo contro Ferrer? Per
ritornare al tennis giocato, contro il
giapponesino Nishikori ancora speranzoso di qualificarsi, in caso di un
Djokovic battuto in serata, Federer
stato a tratti addormentato, a tratti
sublime, soprattuto alla fine. Tantoch meriterebbe probabilmente il titolo di questo Masters, se non si giungesse per la ottava volta su quindici a
un tennista battuto nelle eliminatorie che ribatte il suo vincitore. Che
sia il caso di Djokovic ?
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

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EFMQSPDFTTPQJGBNPTP
EFMMBTUPSJB
*SJT

6.30 Tg 1
6.32 Previsioni sulla viabilit Cciss Viaggiare informati
6.45 Unomattina - conducono
Francesca Faldini e Franco
Di Mare. Allinterno: Che
tempo fa; 6.55 Rai Parlamento Telegiornale; 7.00 /
8.00 / 9.00 / 9.55 Tg 1; 7.30
Tg 1 L.I.S.; 9.30 Tg 1 Flash;
10.00 Storie Vere
11.05 Rai Player
11.10 A conti fatti - La parola a voi
12.00 La prova del cuoco
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia
14.05 La vita in diretta - conducono Marco Liorni, Cristina
Parodi
15.10 Torto o ragione? . Allinterno: Previsioni sulla
viabilit - Cciss Viaggiare
informati; Che tempo fa
16.50 Tg 1
17.00 58mo Zecchino doro
- conducono Flavio Montrucchio e Cristel Carrisi
18.45 LEredit
20.00 Telegiornale
20.30 Affari Tuoi
21.20 Tale e quale show .
Allinterno: 23.15 Tg 1 60
secondi
23.45 Tv7
0.50 TG1 Notte
1.20 Che tempo fa
1.25 Cinematografo
2.25 Memo - Lagenda culturale
3.25 Sottovoce
3.40 XXIX Canto dellInferno
4.30 Da Da Da
5.15 RAInews24

6.00
7.15
8.00
9.25
9.28
9.30
10.30
11.00
13.00
13.30
13.50
14.00
16.15
17.45
17.55
18.00
18.18
18.20
18.50
19.40
20.30
21.00
21.15
23.10
23.50
0.05
0.35
2.45
2.50
2.55
4.20
5.40

parsi del famoso pubblico di riferimento,


rimasto tutto il tempo sul proprio progetto di ricostruzione. La differenza che
questo -FB non viene dimenticato presto,
tornano in mente snodi e scelte di racconto e durer a lungo. Buon segno, dovuto
proprio alla scelta di non cercare facili effetti. Evento raro, nel genere, con un cast
(Vanessa Scalera e Linda Caridi, madre e
figlia sulla scena) che si ben adeguato alle azzeccate scelte di scrittura.
3*130%6;*0/&3*4&37"5"

CANALE 5

RAI 3

RAI 2

RAI 1

Detto Fatto
Il tocco di un angelo - Tf
Le sorelle McLeod - Tf
Rai Player
Meteo 2
TG2 Insieme
Cronache animali
I Fatti Vostri - conducono
Giancarlo Magalli, Adriana
Volpe, Marcello Cirillo
Tg 2 Giorno
TG2 Eat Parade
Tg 2 S, Viaggiare
Detto Fatto
Senza traccia - Tf
Rai Parlamento Telegiornale
Tg 2 Flash L.I.S.
Rai Tg Sport
Meteo 2
Tg 2
Hawaii Five-0 - Tf
N.C.I.S. - Tf
Tg 2 20.30
LOL :-) - Serie Tv
Film: I Tre Moschettieri
- di Paul Anderson
Senza traccia - Tf
Tg 2
Troppo Giusti
Monte Bianco - conducono
Caterina Balivo, Simone
Moro
Meteo 2
Appuntamento al cinema
Film: Besouro - di Joo
Daniel Tikhomiroff
Film: Magma - Disastro
infernale - di Ian Gilmore. Sheffey
Videocomic

7.30 TGR Buongiorno Regione


8.00 Agor
10.00 Rai Parlamento Spaziolibero
10.10 Mi manda Raitre
11.00 Elisir - conducono Michele
Mirabella, Virginie Vassart
11.55 Meteo 3
12.00 Tg 3
12.25 Tg3 Fuori Tg
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il tempo e la storia
14.00 Tg Regione
14.05 Tg Regione Meteo
14.20 Tg 3
14.25 Meteo 3
14.50 TGR Leonardo
15.00 Tg 3 L.I.S.
15.05 TGR Piazza Affari
15.10 Rai Player
15.15 La casa nella prateria - Tf
16.00 Aspettando Geo
16.40 Geo - conducono Sveva Sagramola, Emanuele Biggi
18.10 Meteo 3
19.00 Tg 3
19.30 Tg Regione
19.32 Tg Regione Meteo
20.00 Blob
20.15 Sconosciuti
20.35 Un posto al Sole
21.25 Film: Le Idi di Marzo - di
George Clooney
23.10 Io & George
24.00 Tg 3 Linea Notte
0.10 Tg Regione
1.00 Meteo 3
1.05 Rai Parlamento Telegiornale
1.15 Appuntamento al cinema
1.20 Rewind - Visioni private
1.50 Fuori orario. Cose (mai)
viste

"553*$&
7BOFTTB
4DBMFSB
i-FBw
TV3BJ6OP

ITALIA 1

6.00 Tg 5 Prima pagina. Allinterno: 7.55 Traffico; Meteo.it


8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino cinque - conducono Federica Panicucci,
Federico Novella. Allinterno: 10.00 Tg 5 Ore 10
11.00 Forum
13.00 Tg 5. Allinterno: Meteo.it
13.40 Beautiful
14.10 Una vita
14.45 Uomini e donne - conduce
Maria De Filippi
16.00 Grande Fratello
16.10 Il segreto - con Megan
Montaner, Alex Gadea,
Maria Bouzas
17.00 Pomeriggio cinque - conduce Barbara DUrso
18.00 Tg5 minuti
18.45 Avanti un altro! - conduce
Paolo Bonolis
19.55 Tg 5 Prima pagina
20.00 Tg 5. Allinterno: Meteo.it
20.40 Striscia la notizia - La voce
dellinvadenza
21.10 Il segreto - con Megan
Montaner, Alex Gadea,
Maria Bouzas
23.30 Supercinema
24.00 Murder in the First - Tf
1.35 Tg5 - Notte. Allinterno:
Meteo.it
1.50 Striscia la notizia - La voce
dellinvadenza
2.05 Uomini e donne - conduce
Maria De Filippi
5.00 Mediashopping
5.15 Tg5 - Notte. Allinterno:
Meteo.it
5.45 Mediashopping

RETE 4

6.10 Mediashopping
6.50 I Puffi
7.10 Marco dagli Appennini alle
Ande
7.35 Pollyanna
8.00 Pippi calzelunghe - Tf
8.25 Settimo cielo - Tf
9.25 Royal Pains - Tf
12.25 Studio Aperto
13.00 Meteo.it
13.05 Sport Mediaset
13.45 Grande fratello
14.05 I Simpson
14.30 Futurama
14.55 Big Bang Theory
15.25 2 Broke Girls
15.55 How I Met Your Mother - Tf
16.45 La vita secondo Jim -Smith,
Larry Joe Campbell
17.40 Mike & Molly - Tf
18.05 Camera Caf
18.30 Studio Aperto. Allinterno:
Meteo.it
19.25 C.S.I. - Scena del crimine Tf
21.10 C.S.I. - Scena del crimine Tf
23.55 Le Iene - conducono Ilari
Blasi, Teo Mammuccari,
con Trio Medusa
1.40 Premium Sport
2.05 Studio Aperto - La giornata
2.25 Slayers
3.20 Mediashopping
3.35 Film: Sensi - di Gabriele
Lavia, con Monica Guerritore, Gabriele Lavia,
Mimsy Farmer, Lewis
Ciannelli
5.05 National Museum - Scuola
davventura - Tf
5.50 Mediashopping

LA SETTE

6.00 Tg 4 Night News


6.20 Mediashopping
6.50 Rescue special operations
- Tf
9.10 Cuore ribelle
9.40 Carabinieri - Tf
10.45 Ricette allitaliana
11.30 Tg 4 - Telegiornale. Allinterno: Meteo.it
12.00 Detective in corsia - Tf, con
Dick Van Dyke, Victoria
Rowell, Charlie Schlatter
13.00 La signora in giallo - Tf, con
Angela Lansbury
14.00 Lo sportello di Forum
- conduce Barbara Palombelli
15.35 Film: Base artica zebra
- di John Sturges, con Rock
Hudson, Patrick McGoohan, Ernest Borgnine, Jim
Brown. Allinterno: 16.10
Tgcom; Meteo.it
18.55 Tg 4 - Telegiornale. Allinterno: Meteo.it
19.30 Tempesta damore - con
Mona Seefried, Simone
Ritscher, Erich Altenkopf
20.30 Dalla vostra parte - conduce Paolo Del Debbio
21.15 Quarto grado - conduce
Gianluigi Nuzzi, con Alessandra Viero
0.30 Maurizio Costanzo Show
- conduce Maurizio Costanzo
2.40 Tg 4 Night News
3.00 Mediashopping
3.20 A.D. - Anno Domini con Amanda Pays, Ava
Gardner, James Mason
4.00 Help
4.10 Premiatissima 1983

6.00
6.10
6.30
7.30
7.50
7.55
9.45
11.00
13.30
14.00
14.20
16.20

18.20
20.00
20.35
21.10
22.40
0.45
0.55
1.30
3.25
4.40

Meteo - Traffico
Oroscopo
Omnibus News
Tg La7
Meteo
Omnibus dibattito - con
Alessandra Sardoni
Coffee Break - conduce
Andrea Pancani
Laria che tira - conduce
Myrta Merlino
Tg La7
Tg La7 Cronache
Tagad - conduce Tiziana
Panella
Benjamin Lebel - Delitti
D.O.C. - Serie Tv, con Pierre
Arditi, Vincent Winterhalter, Catherine Demaiffe
Lispettore Barnaby - Tf,
con John Nettles, Jane
Wymark, Barry Jackson
Tg La7
Otto e mezzo - conduce Lilli
Gruber
Crozza nel paese delle
meraviglie - conduce
Maurizio Crozza
Bersaglio Mobile - conduce Enrico Mentana
Tg La7
Otto e mezzo (r)
Tagad - conduce Tiziana
Panella
Coffee Break (r)
Laria che tira (r)

DEEJAY TV
14.30
15.20
16.10
18.00
18.55
19.25
21.15
23.05

0.35
1.15
1.55
2.35

Crimini del cuore


Disappeared
Undercover Boss
Airport Security
Airport Security
Cucine da incubo USA
Film: La cosa pi dolce... - di Roger Kumble
Film: 28 giorni - di
Betty Thomas, con Sandra
Bullock, Viggo Mortensen,
Dominic West, Steve Buscemi
Alta infedelt
Alta infedelt
Appuntamenti da incubo
Lisola di Adamo ed Eva 2

LA EFFE
16.00 RED - David Rocco Dolce
Vita
16.35 RED - Jamie: menu in 15
minuti
17.35 RED - Jamie: menu in 15
minuti
18.35 RED - Il re dello Street Food
19.55 RNEWS - Life
20.00 RED - Il cuoco vagabondo
21.05 Film: Il segreto di Vera
Drake - di Mike Leigh, con
Imelda Staunton, Richard
Graham, Eddie Marsan,
Anna Keaveney
23.30 Omicidi tra i fiordi - Serie Tv
1.15 Film: Party Girl - di M.
Amachoukeli, C. Burger, S.
This, con A. Litzenburger,
J. Bour
3.15 RNEWS - Attualit

RAI
QRAI 4
9.15
10.00
10.45
11.35
12.20
13.00
13.05
13.50
14.00
14.25
14.50
15.35
16.20
17.05
17.10
18.00
18.45
19.30
19.40
20.25
21.10
23.15
23.35
23.40
1.20
1.25
3.05
3.55
4.45
5.35

QPREMIUM

Medium
Close to home
Numbers
Army Wives
Army Wives
Switched at Birth
Switched at Birth
Rai Player
Sabrina Vita da Strega
Sabrina Vita da Strega
Stargate Atlantis
Andromeda
Star Trek Enterprise
Rai News - Giorno
Robin Hood
Beauty and the Beast
Reign
Rai Player
Supernatural
Supernatural
Film: Detective Dee e il mistero della
Fiamma Fantasma - di Hark Tsui
Wonderland
Anica appuntamento al cinema
Film: Backcountry - di Adam MacDonald
Rai News - Notte
Film: Luomo senza sonno - di Brad
Anderson
Dexter
Soprano
Soprano
Ai confini della realt

17.00
17.45
17.50
18.35
19.20
19.30
20.20
21.20
22.20
23.15
23.40
0.05
1.40
1.45
2.45
3.35

Valeria
Rai News - Giorno
Legmi
La Signora In Rosa
Rai Player
Terra Nostra
Il Restauratore
Fuoriclasse
Fuoriclasse
Chiamata DEmergenza
Chiamata DEmergenza
LIspettore Gently
Rai News - Notte
Una Donna Per Amico
I Misteri Di Murdoch
La Squadra

QMOVIE
13.10 Rai player
13.20 Film: Lisola dei sopravvissuti - di
Stewart Raffill
15.00 Film: Impiccalo pi in alto - di Ted Post
17.00 Rai news - Giorno
17.05 Rai player
17.15 Film: Piedone a Hong Kong - di Steno
19.15 Film: Sono fotogenico - di Dino Risi
21.15 Film: Fuori controllo - di Martin Campbell,
con Mel Gibson, Ray Winstone, Danny
Huston, Bojana Novakovic
23.15 Film: Parkland - di Peter Landesman, con

MEDIASET PREMIUM

15.10
16.00
16.50
17.45
18.40
19.30
20.25
21.15
22.05
23.00
23.50
0.40
1.30
2.20

Wildest Islands
Clima assassino
Come fatto il cibo
MythBusters
Megacostruzioni:
Ingegneria estrema
Mega aerei
Marchio di fabbrica
Mega aerei
Worlds Top 5
Panorami cosmici
Alieni: nuove rivelazioni
Io e i miei parassiti
Mega aerei
Nelle terre selvagge

17.35
18.05
18.10
18.45
19.35
20.30
20.40
21.15
22.10
23.15
23.50
23.55
24.00
1.10
1.15

Come Si Guarda UnOpera DArte


Rai News - Giorno
Passepartout
Un Lento Viaggio Africano
Memo LAgenda Culturale
Rai Player
Passepartout
UnOra Sola Ti Vorrei
Scaramouche Scaramouche
Terza Pagina
Ghiaccio Bollente Sommario
Intro Eagles Story
Eagles Story
Rai News - Notte
Intro The Story Of Rod Stewart

GIALLO

11.07 Firewall - Accesso negato - di Richard


Loncraine Premium Cinema Energy
12.00 Mio fratello figlio unico - di Daniele
Luchetti Premium Cinema
12.05 Bullitt - di Peter Yates Studio Universal
12.28 Nel paese delle creature selvagge - di
Spike Jonze Premium Cinema
Emotion
14.30 A scuola con pap - di Alan Metter
Studio Universal
14.39 40 carati - di Leth Premium Cinema
Energy
17.39 Edge of Tomorrow - Senza domani - di
Doug Liman Premium Cinema
18.17 Torque - Circuiti di fuoco - di Joseph Kahn
Premium Cinema Energy
19.37 Lucy - di Luc Besson Premium Cinema
19.47 Il Ritorno della casa sulla collina - di Victor
Garca Premium Cinema Energy
21.15 Annabelle - di John R. Leonetti
Premium Cinema
21.15 The Words - di Brian Klugman, Lee
Sternthal Premium Cinema Emotion

QRAI 5

QCINEMA

FOCUS

Zac Efron, Tom Welling, Billy Bob Thornton


Rai news - Notte
Anica - Appuntamento al cinema
Moviextra
Alfabeto italiano: lavorare stanca
Alfabeto italiano: e pensare che eri piccola...
Film: The Prometheus Project - di Sean
Tretta
4.40 Film: Lo chiamavano Tresette...
giocava sempre col morto - di Anthony
Ascott (Giuliano Carnimeo), con George
Hilton, Chris Huerta, Sal Borgese, Evelyn
Stewart

0.45
0.50
0.55
1.30
2.20
3.15

21.15 John Rambo - di Sylvester Stallone


Premium Cinema Energy
21.15 Kick-Ass - di Matthew Vaughn Studio
Universal
22.52 Blood Diamond - Diamanti di sangue - di
Edward Zwick Premium Cinema
Energy
22.59 Cruel Intentions - di Roger Kumble
Premium Cinema Emotion
23.02 Mindscape - di Jorge Dorado Premium
Cinema
23.20 Le Spie - di Betty Thomas Studio
Universal
0.41 Un segreto tra di noi - di Dennis Lee
Premium Cinema Emotion
0.49 The Time Machine - di Simon Wells
Premium Cinema
1.05 Amityville Horror - di Andrew Douglas
Studio Universal
1.15 I segni del Male - di Stephen Hopkins
Premium Cinema Energy
2.25 Una notte per decidere - di Philip Haas
Premium Cinema Emotion

CIELO
15.15 MasterChef Nuova Zelanda
MasterClass
16.15 Fratelli in affari
17.00 Luomo di casa
17.30 Giardini da incubo
18.15 Love it or List it - Prendere o
lasciare
19.15 Affari in grande
20.15 Affari di famiglia
21.10 Cucine da incubo
22.15 Alessandro Borghese - 4
ristoranti
23.00 Lo strano vizio della signora
Wardh
0.30 Kink sesso estremo

9.45
10.35
11.30
12.20
13.10
14.05
14.45
15.35
16.40
17.35
18.25
19.20
20.10
21.05
22.00
22.50
23.40
0.30
1.25
2.20
3.15
4.10
5.05

TV2000
15.00 La Coroncina Della Divina
Misericordia
15.20 Siamo Noi
17.30 Il Diario Di Papa Francesco
18.00 Rosario Da Lourdes
18.30 Tg 2000
19.00 Attenti Al Lupo
19.35 Il Mio Medico
20.00 Rosario Da Lourdes
20.35 Tg Tg
21.00 Beati Voi Speciale Parigi
24.00 Effetto Notte
0.25 Rosario Da Pompei
1.10 Effetto Notte
1.30 Lispettore Derrick

Matlock
The Whole Truth
The Whole Truth
Bones
Bones
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Law & Order - I due volti della giustizia
Bones
Bones
Bones
Bones
Bones
Bones
Scott e Bailey
Scott e Bailey
Deadline: Dentro il crimine
Deadline: Dentro il crimine
Silent Witness
Silent Witness
Silent Witness
Silent Witness

REAL TIME
10.00
10.55
12.50
13.50
14.45
15.45
16.45
17.15
19.10
20.10
21.10
22.10
23.05
0.05
1.05

Gipsy Sisters
Fedele da morire
Alta infedelt
Amici Casting
Il boss delle torte: la sfida
Abito da sposa cercasi: Canada
Abito da sposa cercasi: Canada
Quattro matrimoni
Chi diavolo ho sposato?
Alta infedelt
Bake Off Italia: dolci in forno
Il boss delle torte
Il boss delle cerimonie
ER: storie incredibili
Bizarre ER

SATELLITE

DIGITALE TERRESTRE

la testimonianza civile, fortissima. Ed nelle cose: ma il richiamo anche al concetto di fiction
civile Rai, RaiUno ovviamente, i cui numerosi addetti farebbero bene a tenere a
mente qualche lezione da -FB, di Marco
Tullio Giordana, passato mercoled a ricordo di Lea Garofalo, testimone di giustizia anti ndrangheta uccisa selvaggiamente, storia quasi insopportabile da rielaborare. Il regista ha compresso la vicenda senza spendere un secondo a preoccu-

SKY

[servizio a pagamento]

QCINEMA MATTINA
7.25 Brivido di sangue - di Po-Chih Leong
Sky Cinema Max HD
8.00 Trilli e la nave pirata - di Peggy Holmes
Sky Cinema Family
9.15 Molti sogni per le strade - di Mario
Camerini Sky Cinema Classics
10.10 Un giorno come tanti - di Jason Reitman
Sky Cinema Passion HD
10.55 Prigionieri in paradiso - di B. Kish Sky
Cinema Hits HD
12.30 Eurotrip - di Jeff Schaffer Sky Cinema
Comedy HD
12.45 Poker di sangue - di Henry Hathaway
Sky Cinema Classics
13.35 Faster - di George Tillman Jr. Sky
Cinema Max HD

QCINEMA POMERIGGIO

QCINEMA SERA

QCINEMA NOTTE

14.15 Il paradiso per davvero - di R. Wallace


Sky Cinema Passion HD
15.15 Segnali dal futuro - di Alex Proyas Sky
Cinema Max HD
16.00 La pantera rosa sfida lispettore
Clouseau - di Blake Edwards Sky
Cinema Classics
17.35 Lamore un trucco - di Ken Kwapis Sky
Cinema Passion HD
17.50 The Art of the Steal - Larte del furto - di
Jonathan Sobol Sky Cinema Hits HD
19.25 SpongeBob - Fuori dallacqua - di Paul
Tibbitt, Mike Mitchell Sky Cinema 1
HD
19.25 Les choristes - I ragazzi del coro - di
Christophe Barratier Sky Cinema Hits
HD

21.00 Manuale damore - di Giovanni Veronesi


Sky Cinema Comedy HD
21.00 Monkey Kingdom - di Mark Linfield,
Alastair Fothergill Sky Cinema
Family
21.00 Clown - di Jon Watts Sky Cinema Max
HD
21.00 Ufficiale e gentiluomo - di Taylor
Hackford Sky Cinema Passion HD
21.10 La spia - di Anton Corbijn Sky Cinema
1 HD
21.10 I bambini sanno - di Walter Veltroni Sky
Cinema Hits HD
22.25 Palla di neve - di Maurizio Nichetti Sky
Cinema Family
22.35 ... e per tetto un cielo di stelle - di Giulio
Petroni Sky Cinema Classics

23.10 Chef - La ricetta perfetta - di Jon Favreau


Sky Cinema Passion HD
23.15 The November Man - di Roger
Donaldson Sky Cinema 1 HD
0.05 Detective a 2 ruote - di Marcos Siega Sky
Cinema Family
0.20 La notte - di Michelangelo Antonioni
Sky Cinema Classics
0.55 The Amazing Spider-Man 2 - Il potere
di Electro - di Marc Webb Sky Cinema
Max HD
1.10 Eurotrip - di Jeff Schaffer Sky Cinema
Comedy HD
1.10 Canone inverso - Making Love - di Ricky
Tognazzi Sky Cinema Passion HD
1.25 Nella terra del sangue e del miele - di
Angelina Jolie Sky Cinema Hits HD

13.30 Calcio: Milan - Juventus 15/05/10 Serie


A 2009/10 Sky Supercalcio HD
14.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 1 HD
15.00 Calcio: Juventus - Milan 07/02/15 Serie
A 2014/15 Sky Sport 3 HD
15.00 Calcio: Spezia - Cagliari Serie B Sky
Supercalcio HD
16.15 Calcio: Lanciano - Vicenza Serie B Sky
Supercalcio HD
16.30 Rugby: All Blacks - Francia Rugby World
Cup 2015 Sky Sport 2 HD
16.45 Salto con gli sci: Highlights Torneo I
Quattro Trampolini Eurosport
16.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 1 HD

17.45 Salto con gli sci: HS 140 Coppa del


Mondo M Eurosport
18.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 1 HD
19.00 Pattinaggio di figura: Rostelecom Cup:
Donne Programma Corto ISU Grand Prix
Series Eurosport
20.00 Calcio: Major League Soccer
Eurosport
20.30 Calcio: Pescara - Avellino Serie B Sky
Supercalcio HD
20.45 Tennis: Sky Studio Sky Sport 1 HD
20.50 Golf: PGA European Tour DP World Tour
Championship Sky Sport 3 HD
21.00 Automobilismo: Race of Champions
Eurosport

21.00 Salto con gli sci: HS 140 Coppa del


Mondo Eurosport 2
21.00 Tennis: Singolare. Round Robin.
Sessione serale ATP Finals 2015 Sky
Sport 1 HD
21.00 Wrestling: WWE Domestic
Smackdown! Sky Sport 2 HD
22.15 Salto con gli sci: Qualifiche Coppa del
Mondo M Eurosport 2
22.50 Football americano: NCAA: UCF - East
Carolina Sky Sport 3 HD
23.00 Tennis: Sky Studio Sky Sport 1 HD
23.00 Calcio: Juventus - Milan 07/02/15 Serie
A 2014/15 Sky Supercalcio HD

15.25 Cosa ti dice il cervello? National


Geographic
16.20 La vita secondo Jim Fox HD
16.35 NCIS Fox Crime HD
17.25 Criminal Minds Fox Crime HD
17.45 Friends Fox HD
18.40 I Simpson Fox HD
19.50 Stupidi al quadrato National
Geographic
20.00 2 Broke Girls Fox HD
20.05 Greys Anatomy Fox Life
20.10 Bones Fox Crime HD
20.25 Stupidi al quadrato National
Geographic
20.30 Mom Fox HD
21.00 Criminal Minds Fox Crime HD

21.00 Homeland Fox HD


21.00 Linferno della droga National
Geographic
21.55 Profiling Fox Crime HD
21.55 Grandi evasioni: le chiavi del successo
National Geographic
22.00 The Americans Fox HD
22.10 Greys Anatomy Fox Life
22.50 LEldorado della droga National
Geographic
22.55 Agents of S.H.I.E.L.D. Fox HD
23.00 NCIS Fox Crime HD
23.45 Limpero della droga National
Geographic
23.50 2 Broke Girls Fox HD
23.55 NCIS Fox Crime HD

QSPORT
7.00 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
7.00 Automobilismo: GP Brasile F1 Gara Sky
Sport 3 HD
8.30 Basket: Banvit - Buducnost Eurocup
Eurosport 2
9.30 Tennis: ATP Finals 2015 Djokovic Berdych Sky Sport 2 HD
11.00 Calcio: Major League Soccer
Eurosport
11.15 Tennis: Sky Studio Sky Sport 2 HD
13.00 Basket: Banvit - Buducnost Eurocup
Eurosport 2
13.00 Tennis: Doppio. Round Robin. Sessione
diurna ATP Finals 2015 Sky Sport 1
HD

FOX


7.00 Esperimenti esplosivi National
Geographic
8.10 La vita secondo Jim Fox HD
8.35 NCIS Fox Crime HD
9.20 Giudice Amy Fox Life
10.20 Criminal Minds Fox Crime HD
11.10 Ghost Whisperer Fox Life
12.45 Friends Fox HD
12.55 Lupi di mare: Nord vs Sud National
Geographic
13.50 Criminal Minds Fox Crime HD
13.55 Survive the Tribe National
Geographic
14.10 I Simpson Fox HD
14.30 Sex & the City Fox Life
14.35 I Simpson Fox HD

0.10
0.20
0.45
0.45
0.50
1.05
1.40
1.45
1.45
2.00
2.40
2.45

Greys Anatomy Fox Life


Mom Fox HD
Castle Fox HD
Megafabbriche - Dodge Viper
National Geographic
Bones Fox Crime HD
Greys Anatomy Fox Life
Castle Fox HD
Bones Fox Crime HD
Megastrutture giganti National
Geographic
Ghost Whisperer Fox Life
Law & Order: Unit Speciale Fox Crime
HD
I maghi del garage National
Geographic

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