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Settimanale di politica cultura economia - www.lespresso.it

N. 45 anno LXI 12 novembre 2015

La verit
sul libro
che fa tremare
il Vaticano
Gli incontri con le fonti nei ristoranti e nei parchi
di Roma. Le carte segrete. Le verifiche incrociate.
Emiliano Fittipaldi racconta i retroscena
dellinchiesta che ha terremotato la Santa Sede

Altan

12 novembre 2015

Sommario

12 novembre 2015 - N. 45

14
Prima Pagina

Cos nato il libro sul Vaticano


Tutto parte dalle inchieste pubblicate su lEspresso. Poi gli
incontri con le fonti. Le carte segrete. Le verifiche incrociate...
di Emiliano Fittipaldi

News

Buco di Stato, segreto di Stato

22

di Luca Piana
Chi brinda sui guai di Zonin

30

di Vittorio Malagutti
A primavera si porta civico

34

di Marco Damilano
Carcere durissimo per 90 superboss

42

di Lirio Abbate
Gratteri: Necessario. Manconi: Inumano

44

di Giovanni Tizian
Ve lo do io il tg del futuro

46

Cifre e misteri dei derivati-flop presi dal Tesoro


Popolare di Vicenza, i soci eccellenti in salvo
Renzi tentato dai sindaci senza bandiera
I mafiosi trasferiti di nascosto in Sardegna
A confronto sul nuovo 41 bis

I progetti di Sky raccontati dal vicepresidente

Altan
Luigi Vicinanza
Roberto Saviano
Michele Serra
Massimo Riva
Bruno Manfellotto
Lirio Abbate
Piero Ignazi
Soli Ozel
Marco Damilano
Sergio Staino
Denise Pardo
Eugenio Scalfari

Rubriche
Glocal
Visioni
Tavola
Lettere

Regista, poeta e scrittore di forza


espressiva straordinaria. A 40 anni
dalla morte di Pasolini lEspresso
raccoglie in volume gli articoli delle sue
grandi firme dagli anni 60 a oggi dedicati
al pi controverso intellettuale italiano.

I diritti sulla Champions non stanno funzionando


Il Paese alla vigilia delle prime elezioni libere

57
94
101
102

Con questo numero


il libro su Pasolini

colloquio con Andrea Scrosati di Riccardo Bocca


Lautogol di Mediaset
49
di Gianfrancesco Turano
Birmania anno zero

5
9
11
13
29
33
38
41
55
57
59
61
106

52

di Pio DEmilia

Reportage

Sulla portaerei a caccia di scafisti

A bordo della Cavour tra Libia e Italia

www.lespresso.it

62

Espresso 60

di Gianluca Di Feo

Culture

La nostra storia

Einstein bello e impossibile

80

di Pietro Greco
Vorrei tanto vedere quelle onde

82

di Giovanni Bignami
Supermercato Picasso

86

La relativit compie centanni

Cosa resta ancora da scoprire un secolo dopo


La mostra di Parigi ispirata al grande maestro

71

71

Dossier Friuli

Nuova frontiera

di Cesare de Seta
Adele, nostalgia senza tempo

88

Non solo vini eccellenti. Questa


terra di avanguardia scientifica

di Simone Porrovecchio
La leucemia si batte a Monza

92

72

a cura di Valeria Palermi


Hi-tech senza confini

di Daniela Condorelli
Cos parl Nello Santi

93

76

di Gloria Riva
Artigiani del gusto

La star del pop racconta il suo nuovo disco


Uneccellenza sanitaria italiana, per i bambini
Al San Carlo il patriarca dei direttori dopera

di Riccardo Lenzi

Copertina
Foto: Patrick Hertzog - AFP / Getty Images

Il documentario di Sky
Arte ci guida tra le sale
della mostra che celebra
il nostro settimanale

Film
Low Tide

Il regista Roberto
Minervini, dopo The
Passage, racconta i disagi
di un ragazzo solitario

In tutta la regione fioriscono


distretti che puntano sulla ricerca

Chef, contadini, ristoratori,


vignaioli. Galleria di personaggi
di Emanuele Coen

12 novembre 2015

Luigi Vicinanza
Editoriale www.lespresso.it - @vicinanzal

Lo slancio innovatore di Bergoglio trova le resistenze


pi tenaci, ancora una volta, nella Curia.
Anche tra le persone scelte proprio dal papa

Chi tenta di fermare


la rivoluzione di Francesco
PUREZZA DEI PRINCPI. Lusinghe del-

la mondanit. Nellarresto dei due


ladri di fiducia - monsignor Vallejo
Balda e la giovane Francesca Chaouqui
- si manifesta, in tutta la sua umana
materialit, una contrapposizione antica, sedimentata nel tempo. A tratti
oscura. il dilemma irrisolto della
Chiesa di Roma: come stare nel mondo senza essere del mondo. Pi semplicemente, come praticare il bene
senza farsi sopraffare dal potere e
dalla ricchezza. Il pontificato di Francesco, il papa venuto dalla fine del
mondo, nasce con questa missione.
Eredit diretta - per quanto i due siano differenti nei modi e nei linguaggi
- di papa Ratzinger.

CON LA SORPRENDENTE RINUNCIA al


seggio di Pietro, Benedetto XVI infatti
ha voluto ribaltare un potere millenario. Labdicazione, sia pure come gesto
estremo di personale debolezza, fu un
monito - rimasto incompreso - rivolto
a tutta la gerarchia di Santa Romana
Chiesa: dopo di me nessuno si consideri intoccabile, al sicuro nelle sue
posizioni di privilegio. Cardinali, vescovi, prefetti e amministratori dei
beni ecclesiastici, nessuno pi si senta
al di sopra di tutto e di tutti. A distanza
di quasi tre anni Bergoglio, il successore, procede con polso fermo verso una
rivoluzione tanto necessaria quanto
incerta nellesito finale.
Il clamoroso provvedimento nei
confronti del monsignore di curia e
della consulente di immagine rappre-

senta dunque una svolta nella gestione


delle faccende pi riservate allinterno
delle mura leonine. Allermeneutica
della cospirazione, su cui aveva ironizzato il pontefice nel corso del recente
sinodo, si contrappone la pratica della
repressione.
Papa Francesco pu farlo, forte del
carisma di cui gode. Unico vero leader
sulla scena mondiale. Capace di parlare un linguaggio di speranza ai poveri
della Terra, qualsiasi sia la loro religione. stato il primo a denunciare una
terza guerra mondiale combattuta a
pezzi. E la sua visione della geopolitica, come dei rapporti di forza sul terreno di scontro, non ha eguali tra i
capi delle grandi potenze internazionali, compresi Obama e Putin. Sa mescolare messaggi di pace e di speranza alla
realpolitik, come ha dimostrato nel
recente viaggio prima a Cuba e poi
negli Stati Uniti.
UN PONTEFICE COS VISIONARIO, e

amato, rinchiuso nei pochi metri quadri della residenza di Santa Marta,
vive con evidente fastidio le resistenze
della nomenklatura curiale. Di cui
conosce tutti i vizi capitali. Lanno
scorso, a Natale, ne elenc addirittura
15: schizofrenia esistenziale, indifferenza verso gli altri, Alzheimer spirituale Un campionario inquietante
di peccati consustanziali a quella gerarchia cos refrattaria a cambiare
stili di vita e a rinunciare a una quota
del proprio smodato benessere materiale. I nemici di Francesco hanno,

come evidente, concreti motivi per


tramare: pi che la fede pu la roba.
Avarizia, il libro di Emiliano Fittipaldi che tanto scalpore ha suscitato
prima ancora di arrivare nelle librerie,
tende a svelare questo vischioso mondo di poteri, affari, relazioni, mondanit. E soldi, tanti soldi. Lanti-chiesa.
Il modello negativo su cui si concentra
limpulso riformatore del papa.
NON SFUGGE TUTTAVIA una contrad-

dizione nella vicenda dellarresto della strana coppia. Sia Vallejo Balda che
la Chaouqui furono nominati nella
commissione per lo studio dei problemi economici e amministrativi della
Santa Sede per volere di Bergoglio. O
comunque qualcuno gli ha suggerito
quei nomi. Segno di una certa difficolt di Francesco - ha sottolineato Massimo Franco sul Corriere della Sera
- a conoscere esattamente gli intrecci
del sottobosco vaticano e riconoscere
le persone pi affidabili. Anche il cardinale Pell stato chiamato dallAustralia a Roma dal papa con lincarico
di mettere ordine nelle finanze vaticane. Pell si rivelato uno dei 13 conservatori firmatari della lettera che
ha contrassegnato parte del dibattito
nel sinodo sulla famiglia.
come se allo slancio di Francesco
non facesse riscontro quella che potremmo definire la nuova classe dirigente vaticana chiamata a realizzare la
rivoluzione di questo pontificato. Eppure resta intatta lutopia, come senso
del rimorso della Chiesa terrena.
12 novembre 2015

Roberto Saviano
Lantitaliano www.lespresso.it

Lo ha ricordato papa Francesco. Anche dopo


lassassinio, larcivescovo del Salvador fu irriso
e calunniato. Perch il suo coraggio dava fastidio

Il doppio martirio
di monsignor Romero
GRAN PARTE DEI SITI di retroscena ita-

liani utilizzano la diffamazione e la minaccia di svelare informazioni per procacciarsi mezzi. La formula sottintesa
compri un banner e io non ti attacco.
Tutto questo, oggi pi che mai, passa
inosservato per la velocit del flusso
continuo di informazioni, che non ha
tempo, che non d spazio a spiegazioni.
Oggi solo chi si ferma a respirare, chi si
tira fuori e approfondisce davvero, riesce
a non essere preda e poi complice della
macchina del fango, un meccanismo che
nutre se stesso.
Di questo ha parlato Papa Francesco
raccontando ci che accaduto a Oscar
Romero. Non la prima volta che Papa
Francesco dimostra di essere un uomo
del suo tempo, un uomo del nostro tempo. Ma la prima volta che un pontefice,
modificando il protocollo e aggiungendo considerazioni a un discorso gi scritto, utilizza il racconto di una vicenda
accaduta a un uomo di chiesa per spiegare un meccanismo terribile, cui spesso
si cede senza averne consapevolezza,
perch altri dicono perch altri scrivono Papa Francesco, durante il discorso
ai pellegrini giunti in Vaticano da El
Salvador, per ringraziarlo della beatificazione di Oscar Romero, ha colto loccasione per spiegare cosa sia la diffamazione e come funzioni.
Parlando di Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, ucciso il 24 marzo
1980 da un cecchino degli squadroni
della morte mentre stava celebrando la
messa, il Papa dice che il martire non
qualcuno relegato nel passato, una bella

immagine che adorna le nostre chiese e


ricordiamo con nostalgia. Io ho pensato immediatamente a Don Peppe Diana,
ma anche a Giancarlo Siani. E continua:
Il martirio di monsignor Romero non
fu solo nel momento della sua morte, ma
inizi con le sofferenze per le persecuzioni precedenti alla sua morte e continu
anche posteriormente, perch non bastava che fosse morto: fu diffamato, calunniato, infangato. Il suo martirio continu
anche per mano dei suoi fratelli nel sacerdozio e nellepiscopato. Il Papa aggiunge: Solo Dio conosce la storia della
persona. E vede se la stanno lapidando
con la pietra pi dura che esiste nel mondo: la lingua. Oscar Romero stato
ucciso per aver provato a fermare quella
che era (e sarebbe stata) una carneficina,
ma non stato ucciso solo con un proiettile che gli ha reciso la giugulare,
stato ucciso soprattutto con le parole.
Papa Francesco ha raccontato la vicenda
di Oscar Romero perch era finalmente
giunto il tempo che si facesse giustizia
alla sua memoria violentata, ma ascoltandola non possiamo non soffermarci
a ragionare sulla diffamazione, unarma
che nutre il web e nel web si moltiplica.
PAPA FRANCESCO non parla per sentito

dire, ma per aver vissuto e ascoltato in


prima persona lo scempio che veniva
fatto della memoria di Romero, che
aveva agito perch mosso da fame di
giustizia e sete di piet. Monsignor Romero fu ucciso il giorno dopo aver rivolto un appello ai militari perch non uccidessero i loro stessi fratelli. Romero

chiedeva che cessasse la repressione,


chiedeva di non utilizzare bambini per
bonificare campi minati. Usava il pulpito
domenicale per diffondere notizie, per
fare una sorta di inchiesta pastorale
sullo scempio della guerra.
QUESTA SUA RESPONSABILIT di racconto ci che lo ha reso pericoloso ed
il motivo per cui andava denigrato post
mortem, perch non diventasse un martire, un esempio. Diffamandolo si disinnescava la possibilit di emulazione,
diffamandolo si abbassava il volume di
Romero, si liberava del senso di colpa gli
altri sacerdoti silenziosi e spesso conniventi. Andava infangata la sua memoria
non solo a vantaggio di chi lo volle morto, ma anche di chi, in vita, non era riuscito a essere altrettanto coraggioso.
Papa Francesco fa riferimento alle
numerosissime lettere anonime che arrivarono in Vaticano dopo la morte di
Romero, tutte lettere diffamanti, scritte
da chi aveva interesse a screditare Romero e a fermare il racconto della sua eroica morte. Le tesi erano sempre le stesse,
Romero non sarebbe stato ucciso per
questioni legate alla sua predicazione,
ma perch donnaiolo o perch voleva
fare carriera proteggendo i marxisti
amando lui una guerrigliera. Per la sua
presunta passione per gli uomini o perch conservava armi. Tutto e il contrario
di tutto, come sempre accade quando un
uomo non lo si vuole eliminare solo fisicamente, ma si vuole cancellare definitivamente ci che ha detto e fatto, a futura
memoria. A futuro monito.
12 novembre 2015

11

Michele Serra
Satira preventiva www.lespresso.it

Il candidato a sindaco di Roma un tifoso


giallorosso, ma segue la Lazio. vegetariano, ma
anche presidente ad honorem dei macellai

Marchini, un bagno a
destra e uno a sinistra
COME CANDIDATO a sindaco di Roma,
Alfio Marchini ha un enorme vantaggio su tutti i suoi avversari: la sua
campagna per il Campidoglio partita
esattamente trentanni fa, nel novembre del 1985, con il celebre comizio la
Roma non di destra n di sinistra,
pronunciato al bar dellOlimpico. Seguirono due comizi ugualmente fondamentali nella sua carriera politica: La
destra non di destra n di sinistra
(1986) e la sinistra non di destra n
di sinistra (1987), questa volta nel bar
della Canottieri Aniene. Da allora,
Marchini stato costantemente in gara
per diventare primo cittadino, incrementando i suoi voti fino al dieci per
cento delle ultime elezioni. Secondo gli
analisti politici, se in trentanni arrivato al dieci per cento, in altri trenta
potrebbe ottenere almeno il venti, per
poi puntare a diventare il primo sindaco postumo della storia di Roma, verso
il 2065, sia pure con la maggioranza
relativa e lappoggio esterno dei Tre
Stelle (residuo della diaspora dei grillini). A quellepoca, sempre secondo gli
analisti, Roma sar sotto la dominazione cinese, e per Marchini una
buona notizia perch ha eccellenti
rapporti con la Cina, ovviamente senza
dimenticare lIndia, il Giappone e altre
nazioni ugualmente meritevoli.

Foto: Filippo Milani

LA VITA Erede di una dinastia di co-

struttori, Marchini ha il grande merito


di avere edificato interi quartieri nei
quali tutte le case sono costruite esattamente al centro della strada, in modo

da non essere n a destra n a sinistra.


Ogni appartamento dotato di due
bagni in fondo al corridoio, dando alla
padrona di casa lopportunit di indirizzare lospite in fondo a destra oppure a sinistra, veda lei. Dai rubinetti
delle case di Marchini non fluiscono
acqua calda e acqua fredda ma solamente acqua tiepida, per evitare una
eccessiva polarizzazione delle temperature. Vegetariano, ma bujaccaro
ad honorem ( presidente onorario dei
macellai romani), romanista per tradizione familiare e la domenica allOlimpico tifa per i giallorossi. Ma durante la settimana segue spesso gli allenamenti della Lazio, applaudendo le
giocate pi significative.

IL PROGRAMMA Due le anticipazioni


pi qualificanti. La chiusura della Breccia di Porta Pia, con riapertura lanno
successivo, e cos via, anno dopo anno,
fino alla definitiva pacificazione tra
lanima papalina e quella risorgimentale di Roma. La seconda idea creare,
allAcqua Acetosa, il Polo del Polo, un
gigantesco impianto sportivo con
lambizione di estendere il gioco del
polo (che Marchini pratica fin dalla
nascita) a tutto il popolo romano. Se
il popolo non va al polo, il polo va al
popolo lo slogan che Marchini avrebbe individuato dopo molti anni di lavoro con il suo staff. Una mazza da
polo a ogni bambino di Roma , da
molti anni, il suo sogno segreto.

LA STRATEGIA Marchini punta ai voti


del centrodestra, del Pd, degli ambienti clericali, degli atei, degli anziani, dei
giovanissimi, delle donne, degli uomini, dei transessuali, degli ambientalisti,
dei cementificatori, dellaristocrazia
nera, dei centri sociali, degli ordini
cavallereschi, dei burini, dei divorziati,
delle adultere, dei reduci della Legione
Straniera, degli ex terroristi, dei tassisti, della massoneria, dei parenti delle
vittime della Banda della Magliana e
dei membri della Fondazione Magliana che raccoglie reduci e vedove della
omonima Banda. Sembrandogli una
base elettorale troppo esile, intende
rivolgersi anche ai non romani, concedendo il voto ai turisti che dimostrino
di avere dormito a Roma la notte prima
del voto.

ALTRE INIZIATIVE Secondo indiscrezioni, unaltra mossa di sicuro effetto


sarebbe listituzione, a fianco dellAuditorium, di un Veditorium e di un
Manipolatorium, perch la capitale di
un grande paese come il nostro, secondo Alfio, non pu privilegiare un senso
a scapito degli altri. Molto ambizioso,
ma di difficile realizzazione, lo Stadio
Rotante, che dia modo a ogni spettatore, grazie alla rotazione degli spalti,
di essere ultra della Roma e della Lazio
nel corso della stessa partita.
LOBIETTIVO Marchini punta a battere

di soli due voti (uno di destra, uno di sinistra) il candidato dei Cinque Stelle.
Vincere con tre o pi voti di scarto sarebbe contro i suoi principi, perch umiliare
lavversario sempre sbagliato.
12 novembre 2015

13

Retroscena

14

12 novembre 2015

Cos nato
il libro
sul Vaticano

Tutto parte dalle inchieste pubblicate su


lEspresso. Poi gli incontri con le fonti.
Le carte segrete. Le verifiche incrociate.
Un materiale esplosivo. Il risultato
il volume che fa tremare la Santa Sede
di Emiliano Fittipaldi

Il giornalista
de lEspresso
Emiliano Fittipaldi.
A sinistra: papa
Francesco durante
una preghiera
A LEGGO SPESSO su lE-

spresso, caro Fittipaldi.


Leggo le sue inchieste sui
politici e sui corrotti. Leggo
che scrive anche di Vaticano, ogni tanto. Bello il pezzo
sugli scontri nello Ior. Ma
un po impreciso, secondo me. Ora io
vorrei aiutarla, voglio raccontarle segreti
inconfessabili. Se la sente di scrivere della
Santa Sede di cose che nessuno ha mai
scritto prima?. Ecco. La storia del mio
libro, Avarizia, comincia cos. Nel giugno del 2014, quando un giovane sacerdote che avevo conosciuto qualche anno
prima e che aveva fatto carriera sotto il
Cupolone disse che qualcuno molto in
alto voleva conoscermi.
Lincontro si fa, dopo una settimana.
Non sotto un ponte della Tangenziale
Est, come nei film. N dietro una pompa
di benzina in qualche viuzza della periferia romana, a notte fonda. Ma in un
ristorante dei Parioli. Il monsignore
alto e magro, vestito in abiti borghesi, e
comincia a parlare subito dopo che il
cameriere ha servito carpaccio di tonno
e battuto di gamberi rossi, innaffiati con
un Sacrisassi delle Due Terre. Francesco
vuole cambiare tutto, vuole rovesciare la
Chiesa come un calzino. La vuole povera
e per i poveri. Tu non sai quanti sono i
cardinali che sono terrorizzati dallidea
di perdere tutto quello che hanno sempre
avuto. Privilegi, potere, ricchezze. Per
bloccare Bergoglio faranno di tutto. Ora,
tu sai bene che la Chiesa da duemila
anni abituata a lavare i panni sporchi
dietro le mura dOltretevere. arrivato
il momento di raccontare davvero che c
dentro il Vaticano, i suoi possedimenti
immobiliari e finanziari, i suoi investi12 novembre 2015

15

Retroscena
La banca opaca
di Emiliano Fittipaldi
menti allestero, gli sprechi della curia,
gli affari e i business. Ora o mai pi.
Quella sera il prelato mi consegna alcune carte riservate. Vengono dallApsa,
lente che amministra gran parte del
patrimonio della Santa Sede, dallo Ior e
dalla Cosea, la commissione pontificia
voluta dal papa per fare luce sulle finanze vaticane. Tornato al giornale comincio il lavoro dinchiesta per scrivere un
pezzo sul mio settimanale. I dati sono
freddi, senzanima, e vanno capiti,
contestualizzati. Bisogna in primis verificare se sono reali, o contraffatti. Se si
tratta di una polpetta avvelenata, o di
notizie vere. Contatto altre fonti ecclesiastiche, partendo da quei numeri finanziari. Non facile, nessuno vuole parlare
con i giornalisti di notizie riservate. Dopo
qualche giorno convinco un vecchio dipendente dellApsa a darmi spiegazioni
sulle carte: mi dice che i loro appartamenti valgono miliardi, e che loro conservato nella cassaforte dellente di
appena 30,8 milioni di euro perch in
gran parte stato venduto ai tempi del
cardinale Castillo-Lara, che ha dovuto
risanare i buchi economici creatisi negli
anni 80 dopo il crac del Banco Ambrosiano. Alla fine aggiunge che le perdite
in bilancio, a causa dei costi fuori controllo dei dicasteri e dei monsignori, solo
nel 2013 costano allApsa 77,9 milioni
di euro. Ecco da dove arrivano gli appelli di Bergoglio contro gli sprechi e i lussi
delle porpore.
Spiego alla nuova fonte che vorrei fare
una copertina, e che mi servono pi informazioni. Dice che lui non si mette nei
pasticci per me, ma che conosce qualcuno che potrebbe avere accesso ad altre
notizie: se una gola profonda si fida del
giornalista, non affatto raro che te ne
presenti unaltra. cos che mi arrivano
nuovi documenti riservati, alcuni non
subito verificabili, che metto da parte
senza pubblicarli. Il 18 luglio 2014 lEspresso esce con la cover intitolata Un
Vaticano da 10 miliardi. Da quanto
scrivono in queste ore i giornalisti che si
stanno occupando dellinchiesta sugli
arresti dei due presunti corvi, monsignor
Lucio Vallejo Balda e Francesca Chaouqui, allora che la Gendarmeria vaticana
16

12 novembre 2015

Pubblichiamo alcuni stralci del capitolo sulla banca


vaticana, lo Ior, del libro di Emiliano Fittipaldi dal titolo
Avarizia (Feltrinelli, 214 pagine, 14 euro)
Appena arrivato, nel luglio 2013, Francesco annunci di non
sapere ancora se riformare lo Ior o fargli chiudere i battenti.
Alcuni dicono che forse meglio che sia una banca, altri che
sia un fondo di aiuto, altri dicono di chiuderlo, spieg ai giornalisti prima di decidere,
qualche mese dopo, che lo Ior avrebbe continuato a fornire servizi finanziari
specializzati alla Chiesa cattolica in tutto il mondo, con maggiore trasparenza
e pi onest (...)
I CONTI SEGRETI
Listituto e i media vaticani, insieme a quelli di testate di mezzo mondo insistono a
esaltare il nuovo corso della banca. Improntato, giurano, a una trasparenza assoluta
dei conti dei clienti. Fino allaltroieri cifrati e segreti, inaccessibili alle autorit
giudiziarie italiane e a chi voleva ficcare il naso nei depositi di coloro che celavano nel
torrione Niccol V i propri averi. Dal 2010 lo Ior, prima con il presidente Ettore Gotti
Tedeschi, poi con il successore Ernst von Freyberg, in seguito a scandali a catena ha
tentato davvero di cambiare verso, per mettersi a posto con gli standard internazionali
ed entrare nella white list dei paesi virtuosi. Da sempre considerato offshore al pari
delle Isole Vergini statunitensi o di Andorra, quellanno lo Ior ha chiesto lintervento
degli ispettori di Moneyval, lorganismo creato dal Consiglio dEuropa nel 1997 per
vigilare sulle misure di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento al terrorismo;
la commissione che, in pratica, ha il compito di valutare la conformit di ciascun
paese terzo con le regole europee.
Il rapporto Moneyval del 2012 ammette che il Vaticano ha fatto notevoli progressi
nelladozione di misure normative per combattere il riciclaggio, ma che la nuova
struttura deve essere ancora provata allatto pratico. I vertici della banca vaticana
e dellAif, la nuova Autorit di informazione finanziaria creata nel 2010 per vigilare
sullistituto e presieduta da novembre 2014 dallo svizzero Ren Brlhart,
periodicamente annunciano di aver fatto piazza pulita dei conti anonimi e di coloro che
non hanno diritto ad averli, cio i laici e gli utenti business che non risiedono nella
Santa Sede. Dallinizio della pulizia sono stati chiusi 4614 rapporti, spiega il bilancio
Ior pubblicato nel 2015, di cui la stragrande maggioranza dormienti (inattivi o con
saldi molto bassi) o chiusure fisiologiche. Ben 554 dei conti chiusi sono
appartenenti invece ad abusivi: presumibilmente professionisti, imprenditori, politici,
faccendieri che hanno usato la banca vaticana per i loro affari, o per depositare
allestero somme guadagnate in Italia. Ora, a parte le dichiarazioni vaticane e la
rivoluzione normativa effettuata, non tutti a Roma sono convinti che dal punto di vista
operativo sia cambiato davvero molto rispetto ai tempi di Benedetto XVI. Nelle
procure italiane, Roma in primis, e in Banca dItalia si chiedono da qualche tempo
se i conti attenzionati siano stati finalmente chiusi, o solo bloccati e lasciati dormienti,
al sicuro, nelle casseforti dOltretevere.
Di certo nessuno sa dove siano finiti i soldi dei vecchi clienti fuoriusciti dal Vaticano.
La filosofia dei manager del papa sembra infatti improntata alla tarantella napoletana
chi ha avuto ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato ha dato: se lobiettivo finale
quello di un nuovo inizio immacolato, il passato oscuro deve rimanere tale, e venire
rapidamente dimenticato. un fatto che i clienti pi pesanti e diplomaticamente
imbarazzanti abbiano capito che la musica stava cambiando gi nel 2008, quando
hanno cominciato a uscire dalle mura leonine per trovare rifugio altrove. Le nostre
autorit non hanno avuto alcuna informazione sui movimenti finanziari (al tempo il
Vaticano aveva mani libere potendosi muovere senza alcuna regola), ma sospettano
che enormi somme di denaro siano state bonificate in paesi offshore e in alcune

Foto: Imagoeconomica; Pag 14-15: A.Giuliani/Catholic Press

banche della Germania. Perch proprio a


Berlino? Perch le autorit antiriciclaggio
tedesche sono da sempre assai deboli
rispetto a quelle di altri paesi europei: la
Financial Intelligence Unit (Fiu) di Angela
Merkel infatti un dipartimento inglobato
nella polizia tedesca, senza autonomia,
con uomini, mezzi e capacit di analisi
finanziarie imparagonabili agli uffici italiani
dellUif (lUnit di informazione finanziaria
della Banca dItalia) o alle Fiu francesi o
spagnole. Se dei clienti scappati prima
della tempesta e dellarrivo di papa
Francesco la Uif non ha mai avuto nessuna
informazione, nemmeno dei 554 clienti
misteriosi scovati dalla societ di revisione
Promontory, gli esperti tricolori
dellantiriciclaggio sono riusciti ad avere
notizie: nonostante laccordo di
Francesca Chaouqui e monsignor
collaborazione firmato nel luglio 2013 tra
Angel Vallejo Balda
la Aif (al tempo guidata dal cardinale Attilio
Nicora) e la stessa Uif, finora la promessa
informale di girare allItalia la lista di tutti i clienti sospetti nascosti allo Ior non
stata mantenuta, e Bankitalia non ha potuto analizzare se non in pochissimi casi
eventuali trasferimenti illeciti o presunte evasioni fiscali, da segnalare poi alla
magistratura italiana per possibili indagini penali. Un fuggi fuggi generale che rischia
ormai di rimanere impunito.
Mentre andiamo in stampa allo Ior galleggiano poco pi di cento conti sospetti, tra
cui una decina intestati a nomi eccellenti che potrebbero creare pi di un disagio a
Santa Romana Chiesa. In qualche caso si tratta di eredit di clienti laici ancora da
liquidare (a bilancio la somma messa a 17 milioni), ma altri depositi appartengono
a professionisti e imprenditori. Questi depositi sono stati bloccati, ha giurato il
capo dellAif Brlhart. AllUif, per, sono rimasti di sasso quando hanno scoperto
dopo la lettura di un articolo giornalistico dellagosto 2015 che tra i clienti dello Ior
ci sono ancora i nipoti del fu commendatore Lorenzo Leone. Un manager della
Sanit che ha accumulato 16 miliardi di lire nella banca del torrione mentre dirigeva
(o depredava, come hanno scritto i magistrati di Trani in una recente inchiesta
sullospedale) la Casa della Divina Provvidenza di Bisceglie, un manicomio di una
congregazione religiosa di cui Leone fu dominus quasi fino alla sua morte.
IL PASSATO CHE NON PASSA
Nessuno, dal Vaticano, aveva avvertito le autorit italiane dellesistenza di quel
denaro. Solo quando i pm di Trani hanno spedito una rogatoria internazionale
listituto ha confermato lesistenza del deposito segreto. Prima di leggere la notizia
sui giornali la nostra Uif non ne sapeva assolutamente nulla. Nonostante, almeno
in teoria, lAif avrebbe dovuto girare ai colleghi dellantiriciclaggio le informazioni
del conto del commendatore mesi e mesi prima. Ma non tutto. Bankitalia non
solo ha capito che gli 8 milioni intestati agli eredi erano ancora Oltretevere, ma ha
anche scoperto che quei conti non erano affatto congelati, ma periodicamente
movimentati. Questo caso ha dimostrato a Bankitalia che il sistema
dellantiriciclaggio vaticano non funziona ancora a dovere.
Che le cose siano molto diverse da come appaiono sembra provarlo anche unaltra
vicenda. Mentre scriviamo la procura di Roma ha spedito oltre le mura unaltra
rogatoria internazionale, chiedendo conto e ragione di eventuali beni posseduti
da Angelo Proietti. Un costruttore titolare della societ Edil Ars, diventato celebre
perch la sua ditta ha ristrutturato gratis la casa in cui ha abitato per anni
lex ministro dellEconomia Giulio Tremonti; un appartamento preso in affitto
dal braccio destro del ministro, Marco Milanese, da una congregazione religiosa,

I PRIMI DOCUMENTI
ARRIVANO DURANTE
UNA CENA AI PARIOLI
CON UN MONSIGNORE.
TRA CARPACCIO DI TONNO
E GAMBERI ROSSI
apre per la prima volta un faro sulla fuga
di notizie.
Un mese dopo la pubblicazione mi
contatta unaltra fonte. Il numero privato, e la voce maschile sconosciuta.
Prima di andare allappuntamento mi
dice il suo nome, in modo che possa fare
le verifiche sulla sua identit. Poi mi
spedisce una sua foto usando WhatsApp
in modo che lo possa riconoscere tra la
folla. Lappuntamento a Villa Borghese, un grande parco al centro di Roma,
vicino alla Casina Valadier. Arrivo puntuale. Prima ancora di presentarsi mi
chiede di levare la batteria dal cellulare
per evitare di essere intercettati. Roba
da paranoici, penso.
Cominciamo a passeggiare, e mi spiega che allospedale pediatrico Bambin
Ges i revisori americani di PriceWaterhouse hanno lavorato ai conti per
settimane, e che hanno scoperto di tutto.
In Vaticano tutti sanno dello scandalo,
ma nessuno dice nulla. Alla faccia della
trasparenza. Mi fa vedere alcune fatture da oltre 200 mila euro che la fondazione del nosocomio ha pagato a una
ditta di Genova per fare alcuni lavori di
ristrutturazione. Ti dar altri docu12 novembre 2015

17

Retroscena

menti che provano che si tratta del famoso nuovo attico di Bertone. Oggi ti consegno il report che evidenzia come il
cardinale abbia viaggiato su un elicottero da Roma a Potenza spendendo 24
mila euro. Poi, se ti interessa, ti far vedere le consulenze e i contratti tra Vaticano e Qatar, un accordo che avrebbe
dovuto creare un nuovo business sanitario in Sardegna. Ti interessa?.
Mi interessa, ovviamente. In questi
giorni i colleghi mi chiedono in continuazione se io possa essere stato utilizzato
da qualcuno per qualche suo oscuro e
privato interesse. Una domanda maligna: i giornalisti, tutti nessuno escluso,
se arrivano ad ottenere una notizia dinteresse pubblico prima la verificano. Se
non viola la deontologia professionale,
la pubblicano. un loro dovere, prima
ancora che un diritto della stampa libera.
Quella sera capisco che il materiale
troppo ampio, articolato e complesso
per poter essere raccontato nello spazio
ristretto delle colonne di un articolo. E
che il modo migliore per raccontare gli
scandali finanziari e segreti della Chiesa
che Francesco sta tentando a fatica di
cambiare quello di fare un libro. Chiamo la Feltrinelli il giorno dopo e propongo lidea. Passano tre giorni e il mio
editor d il via libera. Hai un anno di
tempo, non di pi.
Mi butto su Avarizia, e invito di

il Pio Sodalizio dei Piceni. Ebbene, Proietti uno dei fornitori storici del Vaticano e della
curia romana per cui ha eseguito decine di lavori e interventi, e i pm che da mesi
sono alla ricerca del suo patrimonio sono certi che parte dei suoi guadagni siano
nascosti ancora oggi allIstituto per le opere di religione. Anche questa vicenda,
se le ipotesi investigative dei magistrati italiani si rivelassero corrette, dimostrerebbe
che la Santa Sede scambia informazioni con procure e autorit antiriciclaggio di Roma
solo col contagocce. Nonostante quello che sta scritto nel memorandum tra Italia
e Vaticano: Il protocollo impegna le due autorit, Aif e Uif, a scambiare ampie
e complete informazioni per lo svolgimento dei rispettivi compiti di analisi finanziaria
di operazioni sospette. A tal fine, ciascuna autorit fornir le notizie disponibili
o acquisibili attraverso lesercizio dei propri poteri, spiegava una nota ufficiale
della Banca dItalia dopo la firma dello storico accordo. Finora, per, il banco
di prova non sembra essere stato superato.
Lufficio stampa dello Ior, a nostra domanda sul perch Proietti e altri laici abbiano
ancora un conto in banca, replica che, per conformarsi alla legislazione antiriciclaggio
vaticana, lo Ior non si pu limitare a chiudere un conto. Se cos fosse si consentirebbe
agli utenti una sorta di condono. I conti sono sottoposti a blocco preventivo.
Quindi lo Ior deve procedere alladeguata verifica, sia dellorigine dei fondi, sia della
movimentazione. Nel frattempo i conti sono sottoposti a monitoraggio rafforzato.
Sono quindi possibili due scenari: in caso di assenza di profili di anomalia, cessata
ladeguata verifica, e ricomposto tutto il patrimonio informativo, lAif pu autorizzare
la chiusura del conto con un bonifico in un Paese dotato di un regime antiriciclaggio
effettivo, e, nel caso di cittadini italiani, solo verso istituti di credito italiani; oppure
nel caso vi siano profili di anomalia, il conto segnalato preventivamente alla Fiu
del Paese di cittadinanza. Lo Ior non conferma e non smentisce lesistenza del conto
di Proietti. Non possibile parlare di casi concreti, si violerebbero il segreto di ufficio e
il segreto istruttorio, ma se Proietti aveva un conto presso lo Ior, e questo conto non
conforme alla legislazione antiriciclaggio vaticana e alle nuove politiche Ior, ci che
si pu affermare che esso stato sottoposto alla procedura spiegata.
Il fatto che lautorit giudiziaria di un Paese estero chieda la collaborazione della
Santa Sede non significa che il conto sia ancora aperto o attivo, oppure che nel
frattempo non stia gi indagando lautorit giudiziaria vaticana.
La volont del papa di rivoluzionare le abitudini della banca non messa in
discussione nemmeno dagli investigatori italiani pi scettici, ma che in Vaticano
esistano anche forti sacche di resistenza contrarie al mantra della trasparenza
assoluta inchieste alla mano innegabile. Se il futuro della banca deve essere
incorrotto, il passato pesa ancora come un
macigno, e pulire le macchie e le incrostazioni
I cardinali in San Pietro
per farle definitivamente scomparire non
alla messa pro eligendo papa
operazione semplice, soprattutto quando non
si vuole tradire la fiducia dei vecchi clienti,
chiunque essi siano. La strada della
redenzione rischia di essere ancora lunga,
nonostante gli annunci ripetuti dai cardinali
sulla lotta senza quartiere a ogni opacit.
A oggi per la Banca dItalia lo Ior resta ancora
una banca extracomunitaria che opera in un
ordinamento che non incluso nella lista dei
paesi extracomunitari con regime antiriciclaggio
equivalente...
TUTTI CONTRO TUTTI
...Dallestate 2014 lo Ior, il suo tesoro
e le strategie finanziarie vaticane sono gestiti
direttamente o indirettamente da tre persone:
il cardinale George Pell e due finanzieri laici,
il maltese Joseph Zahra e Jean-Baptiste de
Franssu, consiglieri privilegiati dellaustraliano.

18

12 novembre 2015

Foto: M. Kappeler/dpa/Corbis

Entrambi gi membri della Cosea dal luglio del 2013 (la commissione referente
per gli affari economici poi sciolta dopo aver consegnato le conclusioni del rapporto
al papa), Zahra oggi tra i sette membri laici del nuovo consiglio per lEconomia
che con otto ecclesiastici ha il compito, insieme alla Segreteria di Pell,
di indirizzare le scelte economiche vaticane. De Franssu, invece, diventato
il nuovo presidente dello Ior...
...De Franssu anche amministratore delegato della societ Incipit, e manager
della Tages Capital Group del finanziere italiano Panfilo Tarantelli. Mentre il figlio di
de Franssu, Luis-Victor, dal marzo 2014 stato assunto proprio dalla statunitense
Promontory, che ormai del Vaticano e dello Ior conosce ogni segreto... Non tutti sono
felici della presenza degli statunitensi, per. Non solo perch i cardinali temono che
dati sensibili sui conti e i clienti finiscano in mano a soggetti stranieri, ma anche
perch Promontory ad agosto del 2015 stata travolta da uno scandalo gigantesco.
Che ne mina il mito di soggetto privato ma capace di fornire giudizi indipendenti.
Il Dipartimento per i servizi finanziari di New York ha infatti sospeso il 5 agosto 2015
le attivit dellazienda nellomonimo Stato, perch accusata di aver coperto
attivit illecite effettuate da un suo cliente con lo scopo di proteggerlo da eventuali
sanzioni economiche. Proprio cos: leggendo il rapporto del New York State
Department of Financial Services, si scopre che quando era consulente della banca
inglese Standard Chartered il gruppo che deve fare trasparenza in Vaticano avrebbe
volutamente eliminato da alcuni report la notizia di certe transazioni finanziarie che
la filiale newyorkese Standard Chartered aveva fatto verso lIran. Operazioni illegali,
visto che al tempo Teheran era sotto embargo internazionale. Ci sono numerosi
esempi che dimostrano come Promontory, sotto la direzione della banca o su suo
consiglio, o di sua stessa iniziativa, effettua cambiamenti per ammorbidire
e attenuare il linguaggio usato nei rapporti, evitare domande supplementari
dai controllori, omettere termini allarmanti o altri interventi per rendere i report
pi favorevoli alla banca, scrivono gli investigatori dellNysd, che accusano la
Promontory di aver rimosso informazioni, di aver usato invece di termini tecnici
tipo potenziali violazioni frasi pi ambigue e innocue e di aver alla fine
deliberatamente rimosso le transazioni con lIran dal rapporto. Inizialmente il
gruppo si difeso annunciando ricorso, ma alla fine ha deciso di levarsi dagli impicci
processuali pagando una multa da 15 milioni di euro. Nulla rispetto a quanto pagato
dalla banca nel 2012, che per non aver rispettato le sanzioni economiche operando
59 mila transizioni con clienti iraniani per un giro daffari di 250 miliardi di dollari, ha
accettato di pagare alla giustizia americana 340 milioni di dollari. Se la Promontory
ha chiuso la faccenda in tempi record, la storia dimostra che i dubbi sui potenziali
conflitti dinteressi dei consulenti bancari assunti e pagati dalle banche per indagare
sulle stesse sono molto lontani dallessere sciolti.
CARDINALE CONTRO CARDINALE
Dopo gli scandali finanziari e le inchieste giudiziarie a catena, il papa sperava
che George Pell, luomo che lui stesso ha soprannominato il Ranger, mettesse
finalmente pace tra le porpore e facesse trasparenza su conti ed enti. Finora,
al di l della propaganda bergogliana, non andata come sperava Francesco.
Basta leggere la minuta del verbale del 12 settembre 2014 della Commissione
cardinalizia dellApsa per capire che le mosse di Pell e dei suoi uomini hanno
spaccato la curia, in un tutti contro tutti molto simile alla guerra per bande
che ha caratterizzato lepoca di Ratzinger e Bertone.
Lo zar della Segreteria ha molti fan, ma la sua gestione e alcune inchieste
australiane hanno minato la sua credibilit. Cos oggi inviso non solo alle vecchie
volpi che temono di perdere quel che resta della loro influenza (come i reduci di
Bertone e gli epurati come Mauro Piacenza, Raymond Leo Burke e Giuseppe
Sciacca), ma detestato anche da alcuni emergenti che a Bergoglio sono
vicinissimi. C uno che fa tutto e gli altri no, dice secondo la minuta il
neocamerlengo Jean-Louis Tauran, discutendo con i monsignori Pietro Parolin,
Domenico Calcagno, Giovanni Battista Re, Giuseppe Versaldi, Attilio Nicora e altri
membri dellApsa. Siamo in una fase di sovietizzazione, molto preoccupante.

Le due copertine de lEspresso


da cui ha preso le mosse il libro di
Fittipaldi. La prima del luglio 2014,
la seconda di fine febbraio scorso

nuovo a cena il monsignore del ristorante dei Parioli. Stavolta cambiamo location, si va in una taverna a Trastevere.
linizio del 2015 e fa un freddo cane, ordiniamo spaghetti allAmatriciana e abbacchio. Gli chiedo se anche a lui risultano le storie sul Bambin Ges. Chi te le
ha raccontate? S, confermo tutto. E devi
sapere pure che lospedale ha accumulato su conti dello Ior e dellApsa beni per
quasi mezzo miliardo di euro, soldi che
sono stati investiti persino su azioni di
societ petrolifere e chimiche, come la
Exxon e la Dow Chemical. Abbiamo
comprato anche titoli della Pepsi-Cola.
Ma concentrati anche sullo Ior: tassicuro che di pulizia ne stata fatta, ma
molto meno di quanto si racconta. Mi
promette nuovi documenti che possano
agevolare il lavoro dinchiesta.
Invece scompare, senza rispondere pi
a messaggi e telefonate. Mentre aspetto
un suo segno di vita comincio a darmi da
fare su documenti aperti della Commissione europea MoneyVal (che evidenziano - senza dare cifre che trover in
altri report segreti - come la beneficenza
dellObolo di San Pietro viene usata
principalmente non per le necessit degli
ultimi ma per spese ordinarie e straordinarie dei dicasteri e delle istituzioni
della curia romana). Martello unaltra
fonte in modo da convincerla a raccontarmi (e darmi le prove) dellassurdo
funzionamento della fabbrica dei santi,
dove una canonizzazione pu costare
anche centinaia di migliaia di euro. E
soprattutto, comincio a indagare sulla
banca vaticana. Fonti investigative italiane mi confermano che la trasparenza
promessa dai nuovi dirigenti dellIstituto
una favoletta che il Vaticano sta vendendo alla stampa mondiale, che laccesso
alla white list di l da venire, e che i
laici abusivi effettivamente cacciati
12 novembre 2015

19

Tauran e gli altri congiurati, quel 12 settembre, sono davvero furiosi.


Pell da settimane sta forzando la mano per trasferire alla sua Segreteria tutti
i poteri dellorganismo. Francesco aveva gi deciso, nel luglio 2014, di girare
al dicastero del Ranger la sezione ordinaria dellApsa (quella che si occupa
della gestione degli immobili), ma Pell voleva di pi; cos, il 5 settembre
2014 ha ordinato via email al cardinale Calcagno, presidente dellistituto,
di procedere senza alcun ritardo alla transizione delle attivit della sezione
straordinaria a quelle di una tesoreria, intimando al capo dellApsa
di astenersi dal prendere altre iniziative.
Il monsignore, riletta la email, decide per di contrattaccare. Ottiene udienza
dal papa, per capire se il blitz dellaustraliano fosse concordato con lui.
Francesco dice di cadere dalle nuvole, e decide di firmare un rescritto che
blocca il trasloco delle propriet di migliaia di appartamenti e case sotto la
Segreteria. I cardinali si dicono soddisfatti, ma restano preoccupati: nella
bozza del verbale il segretario di Stato Parolin afferma che gli statuti che si
stanno elaborando vanno nel senso di un trasferimento anche della propriet.
Pell non si ancora arreso.
Lambizione del cardinale australiano di mettere le mani sulla gestione
dellintero tesoro del Vaticano, dallo Ior attraverso i suoi uomini allApsa,
passando per i fondi fuori bilancio della segreteria di Stato, ha subto uno stop
decisivo a febbraio 2015, quando Francesco con un motu proprio ha stabilito
poteri e contropoteri della nuova curia, pubblicando gli Statuti dei nuovi uffici da
lui voluti: la segreteria per lEconomia ha s inglobato la prefettura degli Affari
economici di cui eredita, rafforzati, i poteri di controllo e vigilanza sui dicasteri
vaticani, ma lo zar venuto da Melbourne non riuscito a impossessarsi,
come invece sperava, dei beni immobiliari dellApsa e di Propaganda Fide,
e nemmeno del Fondo pensioni dei dipendenti e dei cardinali (che, secondo
i documenti riservati di Kpmg, arrivato nel 2014 a superare i 433 milioni)
che continua a essere in carico alla segreteria di Stato guidata da Parolin.
La lotta, per, non terminata nemmeno dopo la decisione definitiva del papa.
Pell, Zahra e de Franssu hanno infatti prima lavorato alla creazione di un grande
Vam, un unico asset management del Vaticano per gestire in modo
centralizzato le risorse
sparpagliate tra ministeri,
La sede dello Ior con le guardie
enti e organismi vari. Poi,
svizzere che sfilano
congelata liniziativa, de Franssu
ha rilanciato proponendo la
creazione di una Sicav (una
societ dinvestimento a
capitale variabile) con cui
gestire pi liberamente i miliardi
dello Ior. Peccato che il progetto,
approvato dal consiglio di
sovrintendenza dei laici della
banca, sia stato bloccato subito
dai cardinali e dal papa in
persona. De Franssu aveva
infatti deciso di istituire il fondo
in Lussemburgo. Un paese
a fiscalit di vantaggio. Tante
volte io penso che la Chiesa
in alcuni posti, pi che madre
una imprenditrice, disse
Francesco il 19 dicembre 2014
a Casa Santa Marta, la sua
residenza. Mai immaginava
quanto fosse a lui vicino,
uno di quei posti.

20

12 novembre 2015

STAVOLTA NON VENIRE


IN MOTORINO. MEGLIO
LA MACCHINA.
IL CONSIGLIO ERA BUONO:
MI CONSEGNANO MOLTI
PESANTI FALDONI
dalla banca sono stati allontanati senza
che lasciassero tracce: di fatto, almeno
fino alla pubblicazione del libro, lUnit
di Informazione Finanziaria della Banca
dItalia non ha mai avuto la lista dei
presunti evasori fiscali allontanati dal
Vaticano. Non solo: altre fonti mi confermano che alcuni imprenditori italiani
indagati dalle procure nascondono ancora i propri averi allinterno dello Ior. Uno
Angelo Proietti, storico fornitore del
Vaticano, il costruttore che ristruttur
gratis la casa in cui abit Giulio Tremonti.
A marzo, finalmente, il giovane sacerdote che conosco da anni mi contatta. Mi
spiega che il monsignore mi vuole rivedere, e mi d appuntamento lo stesso
pomeriggio in un altro ristorante al centro di Roma. Non meglio in un luogo
meno in vista?, gli domando. Nemmeno risponde. Ha poco tempo, mangiamo solo un boccone al volo. Per non
venire in motorino, porta la macchina.
Quando i due aprono il cofano del portabagagli della berlina bianca capisco
subito che il consiglio era buono: ci sono
enormi e pesanti faldoni pieni di documenti segreti dellApsa, dello Ior, dei dicasteri, delle societ di revisione che hanno lavorato per la Cosea. Te li do perch
Francesco deve sapere. Deve sapere che
il Vaticano possiede a Roma case che
valgono 4 miliardi e che dentro non ci
sono rifugiati ma un sacco di vip e raccomandati che pagano affitti ridicoli. Deve
sapere che le fondazioni dedicate a Ratzinger e a Wojtyla hanno incassato talmente tanti soldi che ormai conservano
in banca oltre 15 milioni. Deve sapere che
ci sono un mucchio di cardinali che vivono in appartamenti da 400, 500, anche
600 metri quadri. Pi attico e terrazzo
panoramico. Deve sapere un sacco di
cose. Cose che non sa, perch nessuno
gliele dice. Torno a casa e sfogliando
lentamente i documenti capisco che c
molto lavoro da fare, ma che il materiale
esplosivo. E che Avarizia, quando
uscir, far davvero tremare il Vaticano. n

Foto: A.Serrano/AGF

Retroscena

Speculazioni

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sui derivati

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miliardi

Le fonti delle cifre riportate in queste pagine


sono: per il valore totale dei derivati e quello
con termine a marzo 2016, Mef; per i costi
subiti e il valore di mercato, elaborazioni su
dati Eurostat; per lesborso del derivato
Morgan Stanley e le probabilit di perdite
future, Corte dei Conti; per Deutsche Bank,
il bilancio del primo semestre 2015

22

12 novembre 2015

al Tesoro
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11-2014
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interessi
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Buco di Stato,
segreto di Stato
I contratti dei derivati-flop comprati dal Tesoro sono tenuti
nascosti a tutti. Eppure stanno gi costando miliardi alle
casse pubbliche. Mentre le banche ci fanno profitti doro

di Luca Piana

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CHE COSA CENTRANO I DERIVATI finanziari


con due tragedie come lattentato alla stazione
di Bologna o labbattimento del Dc-9 Itavia
nel cielo di Ustica, avvenute entrambe nel
1980? Nulla, se non fosse per unindiscrezione
di inizio ottobre: il governo di Matteo Renzi
ha valutato lipotesi di porre il segreto di Stato
sui contratti finanziari, noti appunto come derivati, costati al
Tesoro ben 16,9 miliardi solo negli ultimi quattro anni. Pu
suonare irriverente accostare un problema economico ai fatti
pi sanguinosi della storia repubblicana, che hanno visto i
documenti ufficiali desecretati proprio da Renzi. Eppure, scorrendo la legge del 2007 che ha riformato il segreto di Stato e il
successivo decreto attuativo, lipotesi di una misura cos estrema anche per i derivati pu non sembrare peregrina: in un
passaggio, molto controverso, il testo fa infatti esplicito riferimento alla tutela di interessi economici e finanziari.
Le voci di inizio ottobre, tuttavia, non hanno trovato
conferma e la firma del premier per porre il segreto non c
stata. Perch? Secondo alcune ricostruzioni, le strutture del
governo avrebbero dato un parere tecnico negativo. Il Tesoro, interpellato da lEspresso, getta acqua sul fuoco, dicendo di non aver avanzato alcuna richiesta in tal senso
e definendo probabilmente infondata la notizia che il
governo ci abbia pensato. Illuminante la spiegazione che lo
stesso ministero guidato da Pier Carlo Padoan fornisce di
questa sua valutazione: Laccesso agli atti dei derivati pu
essere negato senza invocare il segreto di Stato.
Proprio lo scorso 8 ottobre, il Movimento 5 Stelle ha visto
respingere la propria richiesta di avere copia dei contratti per
studiare nei dettagli i derivati del Tesoro, strumenti finanziari
molto complessi, che possono essere usati sia in modo prudente, proteggendo chi li fa dai rischi di mercato, sia a fini speculativi. Un esempio: sulla base di un valore pattuito di un miliardo, il Tesoro si impegna a pagare una volta lanno alla banca
un tasso fisso del 3,5 per cento; la banca a versare al Tesoro
12 novembre 2015

23

Speculazioni

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per un totale di 1,1-1,4 miliardi. Benini agun tasso variabile pari allEugiunge per un particolare importante:
ribor. Se lEuribor uguale al
quando stato firmato, quel contratto era
3,5 per cento, si fa pari e patta;
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cos sbilanciato in favore della banca, da far
se va sopra ci guadagna il goveru
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ragionevolmente supporre che questa abno italiano; se va sotto a brindab
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bia versato al Tesoro un sostanzioso bore la banca (vedi scheda a pagil
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nus dingresso, che i tecnici dei derivati
na 27). A negare i contratti ai 5
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chiamano upfront. Benini lo quantifiStelle stata la Commissione per
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ca tra i 700 e i 900 milioni. Incassare
laccesso agli atti amministrativi,
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subito, ovvero nel 2005, 700-900 miliopresieduta dal sottosegretario
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ni, per poi sborsare alla banca 1,1-1,4
Claudio De Vincenti. La risposta
miliardi nel giro di dieci anni: qual la
stata la seguente: siete deputati, fate
logica? Con lesperienza dei derivati analizzati in
le vostre domande attraverso le intanti anni, posso ipotizzare che lupfront iniziale potesse serviterrogazioni parlamentari. Alle quali, per, il ministero risponre per coprire una perdita su operazioni precedenti o per ridurde in modo sommario. Perch allora, se non nella forma, il
re il deficit pubblico di quel momento, dice Benini.
segreto di Stato sui derivati esiste nei fatti? A giudicare da alNon manca un terzo indizio. Nella stessa occasione il Tesocuni indizi, legittimo un sospetto: le perdite che, in questi
ro ha rivelato un altro colpo sfortunato. In alcuni contratti,
mesi, il Tesoro si sta accollando su questi complessi strumenti
infatti, esistono clausole di estinzione anticipata che, a certe
finanziari sono tali da motivare qualche imbarazzo.
condizioni, permettono ai banchieri di porvi fine, incassando
la cifra intera subito, non dilazionata fino al termine naturale.
DEUTSCHE BANK E GLI ALTRI
La scadenza, per uno di questi, il prossimo marzo, su un deIl 30 luglio scorso Deutsche Bank ha pubblicato il bilancio
rivato da 2 miliardi che oggi ha un valore negativo per il Tesodel primo semestre 2015. In una tabella si dice che il valore
ro di ben 849 milioni. Che cosa vuol dire? Gli esperti di Ifa
dei derivati italiani posseduti dal colosso tedesco sceso da
Consulting hanno calcolato che, visto landamento dei tassi,
4,4 a 3,5 miliardi in meno di tre mesi, tra marzo e giugno
lesercizio della clausola potrebbe costare alle casse dello Stato
2015. Semplici variazioni di mercato o ha incassato 800
quasi un miliardo, da versare in marzo a una banca il cui nome
milioni dal Tesoro per chiudere un derivato? Alcuni dei
non stato divulgato, chiudendo un contratto che in teoria
contratti sono arrivati a fine vita oppure la banca ha
durerebbe fino al 2036. Perch ci siamo imbarcati in unouno
accettato di rinegoziarli? A queste domande, Deut
Deutperazione cos disastrosa? Benini spiega che in
sche Bank ha risposto che non diffonde informaquesto tipo di derivato, detto swaption, il
zioni sulle relazioni con i propri clienti.
rischio grava tutto sul venditore, cio
Secondo indizio: nelle ultime settimane due depusul Tesoro. Che viene comtati della Commissione Finanze della Camera,
pensato da un premio
Giovanni Paglia di Sel e Carla Ruocco dei 5 Stelle,
iniziale versato dalhanno fatto a Padoan una serie dinterrogazioni.
la banca, il famige emerso cos che nel 2015 sono giunte a scaden
scaden-rato upfront:
za due operazioni firmate 10 anni prima del vaPurtroppo non
lore totale di 2 miliardi, definite swap, come
possibile essere molvengono chiamati quelli dellesempio fatto soto precisi, perch in
pra. In questo caso il Tesoro ha pagato 91,8
milioni di euro solo per lultima rata semestrale. Quali banche hanno incassato? Non
Valore
forniamo nomi per obblighi di riservatezza,
d
di un d i mercato
dice il ministero. Ma qualunque sia listituto,
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potreb erivato che egativo
quanto ci ha guadagnato in dieci anni?
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Partendo dai dati forniti nelle interrogazio-pagar e essere co Tesoro
ni, Nicola Benini di Ifa Consulting, societ
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banca
rzo 20 tretto a
specializzata nellingegneria finanziaria
il cui n
1
dei derivati, che ha assistito vari enti loome 6 a una
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iserva
cali nel rinegoziarli, dice che possibito
le arrivare a una risposta di prima approssimazione. In sostanza: in 10
anni il Tesoro avrebbe versato alla banca (o alle banche) dal nome ignoto interessi

8
4
9
milion
i

24

12 novembre 2015

Pier Carlo Padoan,


ministro dellEconomia.
I derivati sono stati fatti
dai suoi predecessori

un caso cos lincasso iniziale del Tesoro pu


variare enormemente, da un minimo di 100
milioni a un massimo di 500. In base a cosa?
Al potere contrattuale delle due parti o di quanto effettivamente sanno prevedere come si
muoveranno i mercati: Solo avere i contratti
ci darebbe risposte esaurienti, dice Benini.
SMASCHERARE I RESPONSABILI

Per avere idea di quanto costano agli italiani


i 160 miliardi di derivati del Tesoro bisogna
scorrere il Conto economico delle amministrazioni pubbliche dellIstat. Alla riga 66
della tabella numero 22 si scopre che negli
NEL 2015 SCADUTA LULTIMA RATA DI UNO SWAP:
ultimi 4 anni lo Stato ha versato alle banche
un flusso netto dinteressi di 12,6 miliardi. A
ALMENO 1,1 MILIARDI SONO STATI PAGATI DALLO
questi quattrini, per, bisogna aggiungere i
costi non contabilizzati tra gli interessi. Si
STATO A UN ISTITUTO IL CUI NOME RISERVATO
arriva cos a un totale in quattro anni di 16,9
miliardi, 4,5 dei quali nel 2014. In pratica, se il Tesoro non
di competitivit. Il direttore generale del Tesoro, Vincenzo La
avesse perso quei soldi, Renzi avrebbe potuto azzerare lImu
Via, ha spiegato: Si tratta di contratti privati fra due controsulla prima casa senza tagliare altre spese. Chi ha incassato?
parti, e in alcuni casi sono state ottenute condizioni molto
Non si sa. Lunico caso noto sono i 3,1 miliardi pagati nel
buone per lItalia. La Via si impegnato a diffondere un report
2012 a Morgan Stanley, che esercit una clausola destinannuale - atteso a breve - sulla gestione del debito, con i dati
statistici sui derivati. Ma la linea del Piave resta non fornire i
zione del contratto, evento che si ripetuto a vantaggio di
contratti, per non divulgare le condizioni molto buone.
banche rimaste ignote: il 10 febbraio Maria Cannata, reQuesta spiegazione, per, stride con il fatto che, nel marzo
sponsabile debito pubblico del Tesoro, durante unindagine
scorso, la perdita potenziale aveva toccato un picco record di
conoscitiva della Commissione Finanze della Camera, ha
45 miliardi (vedi ancora scheda a pagina 27), difficilmente
detto che altre due clausole sono state esercitate nel 2014,
giudicabile un buon risultato. E con la necessit di rispondere
senza nominare le banche coinvolte. Interpellato da LEalle critiche. Giovanni Paglia di Sel ha osservato che, senza
spresso, il Tesoro ha confermato la riservatezza. No
trasparenza, il governo pu spendere subito i quattrini che
comment stata la replica di JP Morgan, Morgan Stanley,
incassa quando i derivati vanno bene, senza accantonare nulla
Merrill Lynch, Barclays e Citi, alcuni degli istituti pi espo
espoper quando vanno male. E Carla Ruocco, deputata dei 5 Stelsti sui derivati. Ma legittimo il segreto? toccato proprio
le, dice: Visto il rischio di enormi perdite a cui il Tesoro ha
a Maria Cannata, in questi mesi, erigere il muro di silenzio che
esposto i cittadini per i prossimi anni, riteniamo nostro
avvolge i derivati. Ai Cinque Stelle che chiedevano i
dovere acquisire i contratti, fare una due diligence e
contratti, ha detto no perch un grado
trovare le responsabilit. Per il Tesoro le perdite
cos elevato di trasparenza
potrebbe farci per
perdere in termini

3
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Speculazioni
Il quartier generale
di Morgan Stanley,
a New York

Anche fuori dai partiti, la segretezza dei


derivati fa discutere. Fulvio Cortese, professore
di diritto amministrativo allUniversit di Trento,
dice che il punto dequilibrio fra le esigenze del
Tesoro e la necessit di trasparenza una questione
delicata. Il segreto di Stato stato riformato nel 2007
e, a una prima lettura, un decreto attuativo del 2008
sembrerebbe dare a Renzi il potere di blindare i contratti: la prima delle materie a cui il segreto si applica
infatti la tutela di interessi economici, finanziari,
industriali, scientifici, tecnologici, sanitari e ambientali. Per Cortese, tuttavia, un campo dazione cos
ampio rischia di allargare eccessivamente la possibilit di apporre il segreto, rispetto alle norme restrittive indicaprevedibili, calate a giugno a 32,4 miliardi (ma a oggi certate dalla legge. Che sono, tra le altre, lintegrit della Repubmente ri-aumentate per effetto del riacquisto di titoli di Stato
blica e la difesa dello Stato. Bollare i contratti come top
della Bce, sostiene Benini) non detto che si verifichino, perch
secret, secondo il giurista, potrebbe dunque essere
le condizioni di mercato potrebbero mutare. Tuttavia, ormai
illegittimo. Cortese dice di comprendere la cautela
dal 2006, queste perdite cosiddette potenziali si stanno regonel comunicare i contenuti di operazioni finanziarie
larmente trasformando in realt, al punto che a rate abbiamo
cos complesse senza inquadrarle nel modo giusto:
ormai pagato alle banche svariati miliardi, dice Ruocco, arFornire i contratti a chiunque, anche a chi non ha un
rabbiatissima per il veto sulla consegna dei contratti: Sanno
interesse circostanziato, pu essere eccessivo, osserva,
che nel Movimento abbiamo non solo la volont ma anche le
ma per il Parlamento diverso: il Parlamento vota il bicompetenze per trovare chi deve rispondere dei danni.
lancio dello Stato, deve poter controllare come il
governo si procura e spende le risorse. Se gli si tolgono
gli strumenti per farlo, viene meno il potere di controlChi comandava quando furono acquistati lo sulle responsabilit politiche di eventuali errori.

GIULIO TREMONTI
Dal 2001 stato ministro
dellEconomia per tre volte.
Come ha spiegato di recente il
Tesoro, il portafoglio dei derivati ha
iniziato ad aumentare dopo il 2000

DOMENICO SINISCALCO
stato direttore generale del
Tesoro dal novembre 2001, poi
ministro dellEconomia da aprile
a settembre 2005. In seguito
entrato nella banca Morgan Stanley

TOMMASO PADOA-SCHIOPPA
Ministro dellEconomia da giugno
2006 a maggio 2008. Preoccupato
dalle prime perdite sui derivati fatti
negli anni prima, chiam Bankitalia
e Consob per farne una valutazione

VITTORIO GRILLI
Direttore generale del Tesoro da
maggio 2005, nel novembre 2011
diventato prima vice-ministro
poi ministro dellEconomia.
Ora lavora nella banca JP Morgan

26

12 novembre 2015

Derivati ne sono stati fatti fin dal 1995 ma, come


ha spiegato Maria Cannata alla Camera, dopo il
2000 che lattivit andata intensificandosi. Fino
al 2005, il governo in apparenza ci aveva guadagnato. I derivati, per, tra upfront, clausole segrete e
andamento dei mercati manifestano i loro effetti per
anni a venire. Cos il governo ha iniziato a perderci
nel 2006, al punto che Tommaso Padoa-Schioppa,
appena insediato ministro dellEconomia nel governo Prodi, si mise in allarme: Mi disse che voleva
vederci chiaro e fece una commissione con la partecipazione di Banca dItalia e Consob che, partendo
dagli enti locali, doveva individuare i rimedi, ricorda Vincenzo Visco, allepoca vice-ministro.
Il Tesoro, dunque, cominci a perdere quattrini ben
prima della crisi dei titoli del debito pubblico, anche
se gli esborsi simpennarono proprio dal 2010, quando i Btp furono travolti dalla speculazione e lo spread
schizz allins. Il Tesoro ha spiegato che in un contesto cos complicato ha voluto tutelarsi da un rialzo dei
tassi, per proteggere le finanze pubbliche da uno choc.
Le banche erano restie a comprare Btp ed stato cercato un modo per indurle a farlo. Questo modo
stato, tra laltro, la vendita delle gi citate swaption.
La spiegazione ha fatto tuonare Renato Brunetta

Foto: Gettyimages, Imagoeconomica (3), Agf; pagine 24-25: P. Tre/FotoA3

QUEI DUBBI DI PADOA-SCHIOPPA

95%

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Le parole per capire


DERIVATI Sono strumenti finanziari
che impegnano le parti a scambiarsi (a
date e condizioni prestabilite) flussi di
denaro, determinati dal variare di altre
variabili di mercato. Possono servire
per coprire chi li sottoscrive dai rischi,
ad esempio, di un andamento negativo
dei tassi dinteresse o di una valuta
oppure, al contrario, per speculare.
IRS Interest Rate Swap: un contratto
che impegna le parti a scambiarsi,
sulla base di un nozionale di
riferimento, flussi periodici di
pagamenti. LIrs standard quello in
cui la prima parte paga un tasso fisso
e riceve dalla seconda un tasso
variabile. Se il variabile pi alto
del fisso, ci guadagna la prima, se
pi basso, la seconda. In febbraio
il Tesoro ha detto di aver stipulato
per un nozionale di 102 miliardi quelli
che ha chiamato Irs di duration,
in cui paga un tasso fisso
e riceve un variabile, serviti
per allungare la

durata del debito di circa 80 giorni. Ai


valori di mercato di allora le perdite su
questi Irs erano stimate in 33 miliardi.
SWAPTION unopzione venduta
dal Tesoro che, in una data futura,
d alle banche acquirenti la facolt di
stipulare uno swap con lo Stato per il
quale sono prefissati nozionale, tasso
e durata. A febbraio il Tesoro vi aveva
perdite potenziali per 9 miliardi.
UPFRONT il premio alla stipula,
ovvero il pagamento iniziale che una
delle due parti incassa subito per
entrare nel contratto. Il Tesoro lo ha
incassato ad esempio vendendo le
swaption, che di fatto hanno permesso
alle banche acquirenti di coprirsi dai
rischi futuri di oscillazione dei tassi.
MARK TO MARKET il valore attuale
dei flussi di cassa futuri di un derivato,
calcolato sulla base dei dati correnti di
mercato. A marzo quello sui derivati
del Tesoro ha toccato il picco negativo
di 45 miliardi (Eurostat), a giugno era
sceso a 32,4 miliardi. Gli analisti
legano il calo allanomalo e non
duraturo rialzo dei tassi swap nel
periodo e si aspettano per
settembre un nuovo
aumento del mark to
market negativo.

(Forza Italia)
contro il rapporto di sudditanza psicologica
nei confronti delle banche. E
non convince diversi
esperti sentiti dalla Commissione Finanze
Pro
della Camera.Alcuni
che s babilit
i rea
hanno sottolineato che
le pe
r
d
ite su lizzino
lattivit in derivati era fori der
che
te da anni, quando i Btp non
un va hanno og ivati
fanno propri alcuni calcoli
avevano difficolt ad essere
gi
lore
preoccupanti,
come quello che i derivenduti agli investitori, e che le
nega
tivo
vati pi in perdita costringano il Tesoro a
perdite sono partite nel 2006.
liquidare gi nel giro di 2-3 anni un quinto
Marcello Minenna, che insegna
delle perdite potenziali: un esborso certamenfinanza quantitativa alla London
te miliardario.
Graduate School of Mathematical Finance, ha
Due fatti meritano di essere citati. Il primo
osservato che tre quarti delle perdite potenziali dello Stato (e
riguarda il tema, per ora ignorato, sui controlli. Se le polemiche
cio a giugno 26 miliardi) si riferiscono a circa 100 dei 160
sono esplose alzando un po il velo, gran parte del merito - inmiliardi totali di derivati e che si tratta di operazioni speculavolontario - va al derivato da 3,1 miliardi che il Tesoro ha
tive. Sempre in audizione ha fatto notare che, nel caso in cui su
pagato a Morgan Stanley nel 2012. A dare la notizia fu per
uno swap si perda pi di un quarto del suo valore, la probabiuna rivista inglese per esperti, Risk, senza la quale nulla si
lit che quelle perdite si materializzino negli anni a venire
sarebbe saputo. Il secondo riguarda il futuro: Non ne faremo
altissima. Le considerazioni sue e di altri esperti hanno inquiepi, ha assicurato La Via, riferendosi ai derivati sui tassi,
tato la Corte dei Conti che, nellanalisi del bilancio dello Stato,
quelli su cui si perso di pi e che non si fanno dal 2013. Una
in un giudizio sui derivati firmato da Antonio Buccarelli e
consolazione, che non spegne le critiche per i soldi bruciati fiCinthia Pinotti, ha definito di tipo speculativo le operazioni
nora. E per quelli che lo saranno, ahinoi, nei prossimi anni. n
compiute dal governo con i soldi dei cittadini. Nel parere si

90%

12 novembre 2015

27

Massimo Riva
Avviso ai naviganti www.lespresso.it

La denuncia dello scandalo non servita a molto.


I paradisi fiscali europei continuano come prima.
Anzi, in qualche caso ci guadagnano ancora di pi

Un anno dopo LuxLeaks


nulla cambiato
GIUSTO UN ANNO FA di questi giorni
uninchiesta giornalistica su scala
europea (vedi lEspresso 45 del
2014) portava allo scoperto lo scandalo cosiddetto LuxLeaks. Vale a
dire quello dei pi che generosi sconti tributari concessi dal governo lussemburghese a una nutrita schiera di
multinazionali per attirarne le sedi
fiscali nei propri confini, con conseguente pregiudizio per lerario dei
paesi nei quali le medesime aziende
svolgevano la loro attivit operativa.
Il botto fu particolarmente clamoroso perch esplose proprio nel bel
mezzo del percorso di insediamento
al vertice della Commissione di Bruxelles di Jean-Claude Juncker, gi per
lungo tempo primo ministro del Lussemburgo.
Non mancarono reazioni anche
furibonde ma i cui risultati oggi
appaiono del tutto deludenti. Meglio di altre istituzioni europee si
mosso il parlamento di Strasburgo
insediando una Commissione speciale di indagine sulle pratiche di
elusione ed evasione fiscale i cui lavori dovrebbero fra poco concludersi. Ma il suo rapporto non potr
fare altro che avanzare proposte di
nuove misure alla Commissione
Juncker. Un po pi concretamente
lo stesso parlamento ha votato in
luglio una proposta di direttiva col
fine di obbligare le multinazionali a
rendere di pubblico dominio le tasse
che pagano in ogni paese in cui abbiano i loro stabilimenti.

Nel frattempo il Consiglio dei ministri delle finanze (Ecofin) ha raggiunto unintesa per lo scambio di
informazioni sui tax rulings ovvero
sullinsieme degli accordi fiscali che i
singoli Stati offrono finora sottobanco alle grandi aziende per attrarle in
casa propria. Fuori dal territorio Ue,
perfino lOcse ha spezzato una lancia
in favore della trasparenza ma - attenzione - a gittata ben delimitata: scambio dinformazioni s, ma soltanto tra
autorit fiscali. Il pubblico - ovvero la
generalit dei contribuenti - non deve
saperne niente!
A SPAZZARE VIA un po di questa

nebbia dorotea che avvolge la questione giunta ora liniziativa di


Margrethe Vestager, commissario
europeo alla concorrenza. Esaminati gli accordi fiscali di Fiat Chrysler
col Lussemburgo e di Starbucks con
i Paesi Bassi, Vestager giunta alla
conclusione che queste intese configurano la fattispecie proibitissima
degli aiuti di Stato imponendo alle
due multinazionali di restituire fra i
20 e i 30 milioni di euro ciascuna
allerario dei due paesi. In unottica
meramente bottegaia ci sarebbe poco da eccepire: qualcuno ha cercato
di fare il furbo per avvantaggiarsi
sulla concorrenza pagando meno
tasse ed ecco che Bruxelles interviene per ristabilire le tanto celebrate
parit di condizioni nella competizione mercantile.
Lesito paradossale delliniziativa

che questa finisce per regalare un rilevante premio in denaro alle casse degli
Stati che, a loro volta, avevano fatto i
furbissimi a danno degli erari altrui.
COSICCH LA MOSSA di Vestager
sottolinea la gravit dei problemi
connessi ai tax rulings ma anche
denuncia i pesanti limiti della volont di intervento della Commissione
Ue sulla questione. Va bene occuparsi della concorrenza sleale fra imprese, ma quella fra Stati allora?
In unottica non pi soltanto bottegaia, ma di politica europea - cio
al livello di visione che si ha il diritto
di pretendere dalla Commissione di
Bruxelles - la pratica del ciascun per
s in materia di tassazione delle imprese la pi insidiosa forma di sabotaggio contro lintegrazione federale della Ue. Ma come: si celebrato come uno storico passo avanti la
nascita di una moneta comune che
metteva fine alla disgregante pratica
delle svalutazioni competitive e ora
si vorrebbe chiudere entrambi gli
occhi dinanzi ai guasti esiziali connaturati ai non meno distruttivi
esercizi di sleale concorrenza fiscale
fra Stati? Ha ragione il presidente
del parlamento di Strasburgo quando dice che lEuropa sta rischiando di frantumarsi. Solo che queste
parole dellottimo Martin Schulz,
anzich alla desolante gestione del
nodo migranti, andrebbero riferite
a ci che si fa ovvero soprattutto
non si fa a Bruxelles.
12 novembre 2015

29

Credito & amicizie

Quanti brindisi
sui guai di Zonin
Migliaia di piccoli azionisti non hanno potuto liquidare il loro
investimento nella Popolare di Vicenza. Ma prima della crisi
la banca ha ricomprato i titoli di alcuni soci eccellenti. Ecco i nomi

di Vittorio Malagutti

ELLA STORIACCIA DELLA POPOLARE di Vicenza, tra buchi in bilancio, manager sotto
inchiesta e prestiti di favore agli amici degli
amici, c chi brinda al lieto fine. Una pattuglia di soci, nomi importanti, investitori milionari, sono riusciti a disfarsi del loro pacchetto di azioni poco prima che la banca
presieduta da Gianni Zonin si avvitasse in una spirale di
perdite e polemiche. E prima che, nellaprile scorso, il consiglio
di amministrazione della Popolare decidesse di svalutare il
titolo del 23 per cento, da 62,5 a 48 euro.
In base a quanto lEspresso ha potuto ricostruire, lelenco
di questi soci venditori comprende imprenditori come Giuseppe Stefanel, patron dellomonima azienda di abbigliamento, e
il suo collega Renzo Rosso, inventore del marchio di moda
Diesel. riuscita a defilarsi anche la banca romana Ibl, che tra
poche settimane esordir sul listino di Borsa, cos come la
holding Nevada che fa capo alla famiglia vicentina Spezzapria,
proprietaria del gruppo siderurgico Forgital. Tutti sono passati alla cassa nel corso del 2014 o addirittura nelle prime
settimane di questanno. A dare via libera alle vendite stata
la stessa Popolare di Vicenza. La banca infatti non quotata
in Borsa e da sempre gestisce un mercato informale dei propri
titoli, diffusi tra oltre 100 mila soci. Nel 2014, per, gli scambi si sono di fatto bloccati e migliaia di risparmiatori sono
rimasti intrappolati. Impossibile vendere, per loro. Troppe le
offerte da assorbire, in rapporto a una domanda che andava
via via diminuendo.
La pattuglia dei soci milionari quindi riuscita a imbarcarsi
per tempo sulle scialuppe di salvataggio, liquidando il proprio
investimento. Tutti gli altri, invece, non hanno potuto fare altro
che tenersi i loro titoli in attesa di tempi migliori. Unattesa che
si preannuncia lunga, lunghissima. Nel 2016 la banca veneta,
una volta trasformata in societ per azioni, sbarcher sul listino
ufficiale e in base ai calcoli degli analisti, la quotazione potreb-

30

12 novembre 2015

be crollare fin sotto 20 euro. Un valore lontanissimo rispetto ai


prezzi decisi a tavolino nel recente passato dal consiglio di
amministrazione dellistituto: si va dai 50 euro del 2005, per
passare ai 58 del 2007, ai 60,5 del 2009, ai 62,5 euro fissati nel
2011 e confermati fino al 2014, alla vigilia del crollo. Solo negli
ultimi cinque anni, la banca vicentina ha reclutato almeno 50
mila nuovi soci, anche grazie a due aumenti di capitale tra il
2013 e il 2014 con azioni offerte al prezzo di 62,5 euro. Non
c altra via duscita, allora. Lanno prossimo, dopo lesordio in
Borsa, i soci venditori dovranno rassegnarsi a chiudere in perdita la loro avventura.
Ben diverso invece il bilancio finale per chi riuscito a
sganciarsi per tempo. Dai documenti consultati da lEspresso emerge che nel corso del 2014 sono stati venduti almeno
una ventina di pacchetti azionari per un importo superiore al
milione. In totale gli azionisti in uscita si sono liberati di azioni per circa 70 milioni. Tra i soci che hanno ceduto in tutto o

Foto: Simephoto, Imagoeconomica (2)

in parte le loro quote troviamo


imprenditori come i fratelli
Gianbattista e Giancarlo Dallicani, la famiglia Morato, Lino
Diquigiovanni, tutti ben conosciuti a Vicenza e dintorni. La
Diesel di Renzo Rosso ha venduto nel 2014 per 3,2 milioni un
pacchetto di azioni Popolare Vicenza comprate anni prima per
poco pi di 2,8 milioni. Documenti alla mano, quindi, limprenditore-stilista riuscito perfino a guadagnarci: oltre 300 mila euro di profitti. Pu festeggiare anche Giuseppe Stefanel: la sua holding Finpiave ha fatto
retromarcia nel dicembre 2014 incassando oltre un milione di
euro. Le azioni a suo tempo comprate a un prezzo medio di 53,4
euro sono state cedute a 62,5 euro ciascuna.
Per la banca Ibl, controllata dalla famiglia romana DAmelio
insieme al manager Mario Giordano, si pu invece parlare di
una toccata e fuga. Un pacchetto di azioni del valore di 10 milioni di euro stato comprato nel 2013 e poi rivenduto lanno
successivo. Missione compiuta, quindi. E a quanto pare la
compravendita si chiusa alla pari. Ibl si sganciata senza
perdite nella tarda primavera del 2014, mentre migliaia di risparmiatori attendevano pazientemente (e quasi sempre invano) di poter rivendere i loro titoli.
Nella lista dei venditori compare anche la famiglia veneziana
Mevorach, costruttori e immobiliaristi. Nel bilancio 2013 della

loro Fem srl si legge che la partecipazione in Popolare Vicenza


deve essere considerata un asset strategico sia sotto il profilo
della solidit che della remunerazione. Belle parole, che lasciano il tempo che trovano, se vero che giusto un anno dopo la
Fem viene assorbita dalla controllante Itafem e la quota nella
banca di Zonin diventa non pi strategica. Questo almeno
quanto si legge nella relazione allegata ai conti desercizio. A
dicembre 2014 le azioni della Popolare vengono quindi cedute
per 7,2 milioni. Chi ha comprato? La risposta, anche in questo
caso, arriva dal bilancio societario. La partecipazione stata
ceduta allemittente stessa, recita il documento. Dunque listituto veneto si ripreso le proprie azioni, probabilmente attingendo a un apposito fondo accantonato a riserva.
Fine della storia? Non proprio, perch
la Stabile srl, una societ presieduta da
Giuseppe
Anna Laura Geschmay, madre di Andrea
Stefanel
Mevorach, proprio nel 2010 investe 10
e, in alto,
milioni in azioni Popolare Vicenza.
Renzo Rosso.
Quindi la famiglia Mevorach con una
A sinistra:
mano acquista e con laltra vende pacuna veduta
chetti milionari di titoli dello stesso istidi Piazza dei
tuto. C per un altro particolare che va
Signori, nel
segnalato. La Stabile srl, ora in liquidacentro storico
zione, fino a dicembre del 2014 risulta
di Vicenza
controllata da Finint, importante gruppo
di servizi finanziari, sede a Castelfranco
Veneto, fondato e diretto da Andrea De
Vido ed Enrico Marchi. Questultimo
un finanziere pi volte salito alla ribalta
delle cronache, da ultimo anche come
presidente della Save, la societ che gestisce laeroporto di
Venezia. I documenti al momento disponibili sono aggiornati
alla fine del 2014 e quindi non possibile stabilire se quei 10
milioni di titoli della Popolare Vicenza sono ancora in portafoglio alla Stabile srl. Le carte per rivelano che le azioni sono
state comprate lanno scorso grazie a una linea di fido concessa da un istituto di credito. Il sospetto che la banca creditrice possa essere proprio quella guidata da Zonin.
Il nuovo corso della Popolare, da maggio guidata dallamministratore delegato Francesco Iorio, ha alzato il velo su
prestiti ai soci per lacquisto di azioni proprie pari a circa 974
milioni. Una somma enorme che stata dedotta, come prescrive la legge, dai mezzi propri dellistituto. Deriva da qui gran
parte della maxi perdita, 1,05 miliardi, dellultima semestrale,
chiusa a giugno e pubblicata a fine agosto.
Nei mesi scorsi i controlli hanno fatto emergere pratiche
quanto meno discutibili come prestiti erogati a condizione
che il cliente investisse anche in titoli della banca. Sul tema
indaga anche la magistratura, ma il rischio supplementare,
per la Popolare, quello di essere investita da unondata di
cause legali dei soci minori, che protestano per le modalit
con cui negli anni scorsi stato fissato il prezzo. Oppure
cercano di far valere lettere di garanzia in cui listituto di
credito si impegnava a ricomprare i propri titoli entro una
determinata scadenza. Lettere che in gran parte sono rimaste
lettera morta. Il club dei soci milionari, invece, ha trovato
per tempo la via delluscita. Con tanti saluti allo scandalo,
alle polemiche e alle perdite di bilancio. n
12 novembre 2015

31

Bruno Manfellotto
Questa settimana www.lespresso.it - @bmanfellotto

Dopo gli spagnoli, i francesi. Il gruppo ora


davanti a scelte strategiche che riguardano
linteresse nazionale. Ma il governo tace

Tutti vogliono Telecom


tranne gli italiani...

Foto: Massimo Sestini

TUTTE LE VOLTE che succede, ti dici:

ma allora lItalietta ha grandi ricchezze ambte e contese. Tutte le volte che


lo straniero si annette una banca, una
maison di moda, un pezzo di made in
Italy, ti rendi conto del potenziale di
un Paese straordinariamente vitale.
Nonostante corruzione, burocrazia,
mafie. E per, ogni volta, siamo qui a
chiederci perch poi non se ne prenda
coscienza, perch non si giochi a fare
per una volta i cacciatori e non le
prede. O almeno i difensori degli interessi nazionali.
Nelle grandi banche italiane siedono
spagnoli, tedeschi, francesi; Pirelli
cinese, Italcementi tedesca, per non
dire dei mitici marchi del lusso comprati a suon di milioni da emiri arabi.
La Telecom parla francese. Vincent
Bollor, patron di Vivendi, intimo di
Sarkozy, acquistata la quota in mano
spagnola (Telefonica), detiene ora il 20
per cento delle azioni; un altro francese, Xavier Niel, numero uno di Iliad,
patrimonio personale stimato in 8,2
miliardi di dollari, ottimi rapporti con
Franois Hollande, ha fatto sapere di
poter contare sul 15,1 per cento, ma c
chi sospetta che abbia opzionato molto di pi. Assieme a un paio di partecipazioni amiche, i francesi controllano
quasi il 38 per cento di Telecom.
Ma se si tratti di soci amichevoli o di
spregiudicati raider non dato sapere,
anche perch non siedono ancora nel
cda. Ma si sa che se volessero raggiungere quota 51 per cento, potrebbero
contare su alleati importanti. Bollor,

per esempio, che gi aveva convinto


legiziano Naguib Sawiris (Oth) ad
aiutarlo nellaffondo finale, vanta
unantica amicizia con lo spagnolo
Cesar Alierta (Telefonica); di Niel si
dice che voglia solo fare trading, addirittura che sia il cavaliere bianco chiamato dagli italiani ad arginare Vivendi,
chiss, per in affari con i francesi di
Orange assai interessati a mettere le
mani su Telecom. Intanto Vodafone
inglese e il nuovo gruppo Wind-Tre
russo-cinese. Mercato globale. Ma nel
quale lItalia non protagonista.
Eppure, o ci si muove adesso o si finisce in braccio al pi forte perch in un
mercato sempre pi vasto non bastano
le dimensioni locali: negli Usa i gestori
sono quattro, in Europa una sessantina.
Troppi. Inoltre, poich il vero business
si spostato dalla telefona alla trasmissione di dati, informazioni, immagini, i
big delle tlc cercano di acquisire media
e tv, e media e tv sognano di fare altrettanto con le aziende di tlc. E infatti Telefonica controlla Canal Plus, British
Telecom vorrebbe mettere le mani su
Sky e negli Usa il vero concorrente di
At&T o di Verizon Time Warner, cinema, tv, giornali, Internet.
E TELECOM? come se non fossero

passati ventanni se stiamo ancora qui


a domandarci chi alla fine ne prender
il controllo. Allora DAlema si lamentava che non ci fosse cordata italiana
disposta alla battaglia, oggi non solo
non c, ma si d per persa la partita.
Eppure Telecom investir 12 miliardi

per disporre finalmente di una rete a


banda ultra larga per dati e immagini
(sono in arrivo Netflix e la tv on demand), visto che finora nessuno degli
scalatori se n preoccupato. Ma di
quei 12 miliardi, 7 sono pubblici, e chi
controlla Telecom controlla anche la
rete. Del resto, Romano Prodi rischi
dieci anni fa una crisi di governo solo
perch voleva che la rete fosse pubblica, e sul tavolo di Matteo Renzi fermo
un progetto per trasferirla a Cassa
depositi e prestiti.
CERTO, TELECOM unazienda privata,

e dunque il governo non dovrebbe


condizionarne scelte e strategie. Ma
accertarsi che queste non danneggino
il Paese, s. Anche perch le questioni
che il gruppo deve risolvere non sono
affatto banali. Per esempio: vendere
Sparkle, la rete Internet internazionale? Cedere il ricco boccone di Tim
Brasil o invece investire per diventare
loperatore numero uno in Brasile? Il
piano per la banda ultra larga prevede
accordi o fusioni con media company?
Con Mediaset, con la Rai? Quali saranno i passi successivi, un pi massiccio ingresso di francesi o spagnoli? E
come essere certi che i loro interessi
non siano in contrasto con quelli del
Paese? Che cosa intende il governo
quando dice che Telecom strategica, forse che finir il suo destino di
preda? E chi deve rispondere a queste
domande, lad Patuano o lazionista di
riferimento Bollor? Forse il presidente del Consiglio.
12 novembre 2015

33

La sfida dei municipi

A primavera
si porter civico
Da Milano a Roma la crisi dei partiti spiana la strada ad aspiranti sindaci
senza bandiera. Per convinzione o per calcolo. Che sta tentando pure Renzi

di Marco Damilano

34

12 novembre 2015

Foto: R. Antimiani - EIDON, D. Scudieri - Imagoeconomica

ER DESCRIVERE lo

stato in cui sono ridotti i partiti nelle grandi


citt bisogna partire
da quanto raccontano
su quel che successo
nel circolo Pd di Corviale, quartiere periferico della Capitale noto per il suo palazzo, detto il
serpentone, eredit delle giunte rosse
degli anni 70-80. Qui una sera si
avventurato il tesoriere del partito
romano per discutere con il segretario
del circolo, ma quando ha aperto la
porta della sede dentro non ha trovato n dirigenti n militanti, ma una
figura mitologica, degna di un film di
Fellini o di Sorrentino. Nella sezione,
mite e incustodito, si trovava un cavallo. Intero o solo la testa?, ha
chiesto un notabile del Pd in vena di
citazioni cinematografiche (Il Padrino sembra una chiave di lettura adeguata ai tempi) quando la cosa gli stata riferita. Quando
i responsabili sono stati richiesti di spiegazioni, hanno
motivato che non sapevano dove collocare il simpatico
quadrupede. Vera o leggendaria che sia limmagine disneyana non deve far dimenticare il contesto. La sezione
adibita a stalla, infatti, nel rapporto di Fabrizio Barca sul
Pd romano figura nella black list, tra quelle definite dallex
ministro come potere per il potere ed stata commissariata, come tutto il partito. Un tempo, quando cerano i
partiti di massa, si tesseravano i morti. Oggi i cavalli. E
neppure di razza.
Il Pd che ha defenestrato il sindaco di Roma Ignazio Marino finito cos. Delle formazioni di centro-destra meglio
non parlare: sparite dal radar della politica, polverizzate.
Nessuna sorpresa, dunque, che tra le macerie dei partiti si
faccia largo un nuovo personaggio candidato alla leadership, oggi delle citt, domani, chiss, del Paese intero. Il
Civico. N di destra n di sinistra. Si presenta come un
moderato appassionato alla cosa pubblica. Desideroso di
partecipare alla rinascita della sua citt, prima ancora che
alla salvezza dello Stato. Pronto a imbracciare la ramazza
per fare pulizia, a ricoprire le buche delle strade. Allergico a
simboli, bandiere, ideologie di parte. Pragmatico e senza
pregiudizi, disponibile a parlare con tutti. Non un fenomeno inedito nella storia repubblicana, n a sinistra n a destra.
Qualche giorno fa si rifatto vivo lex sindaco di Bologna
Giorgio Guazzaloca che con una lista civica nel 1999 strapp ai discendenti del Pci la guida della citt che avevano
sempre amministrato. E non un caso isolato nel resto
dEuropa. Per mesi le opinioni pubbliche progressiste sono
state ipnotizzate dal verbo dello spagnolo Pablo Iglesias e

del suo movimento Podemos che volaSilvio


va nei sondaggi in vista delle elezioni
Berlusconi.
di fine anno. Ora che al voto in Spagna
A sinistra:
mancano poche settimane Podemos
Alfio Marchini,
in netto calo nelle preferenze delleletcandidato
torato (solo le ultime rilevazioni danno
sindaco a Roma
qualche segno di ripresa). In compenso, ma senza alcun segno di interesse internazionale, come
lista virtualmente pi votata ci sono i Ciudadanos di Albert
Rivera, al 22,5 per cento nellultimo sondaggio, a un solo
punto dal Pp di Mariano Rajoy, che governa la Spagna, e
sopra il Psoe, il partito socialista di Pedro Sanchez. I Cittadini, un partito nuovo, guidato da un leader giovane e fighetto, di sembianze vagamente parioline, in grado di colmare
il vuoto nellelettorato moderato provocato dalla crisi dei
popolari al governo, di conquistare voti a sinistra e nellarea
della protesta a lungo tentata dal voto per Podemos. Due
parole spiegano il cambio di clima politico in Spagna: indignazione e ossigenazione, ha scritto lanalista Marcos Sanz
Aguero su El Pas del primo novembre. Lindignazione
si colloca fuori dal sistema e pretende di assaltarlo, lossigenazione sta dentro il sistema e ne persegue un radicale rinnovamento. Ossigenare significa ridare forza a una situazione deteriorata introducendo un apporto innovatore. Aria
fresca in un corpo malato.
Per un anno e mezzo la politica italiana si giocata sullipotesi che lossigeno iniettato nel sistema arrivato a boccheggiare potesse essere rappresentato da Matteo Renzi e
dal suo nuovo Pd. Gli ultimi avvenimenti, in particolare la
crisi del Comune di Roma con la cacciata dellex sindaco
Marino, ma anche la difficolt del partito del premier a
12 novembre 2015

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non presentare il simbolo


trovare un candidato competitivo nelle altre due
alle elezioni, promuovere
capitali italiane, Milano e Napoli, dimostra che
una lista civica, di sinistra
con il suo simbolo e la sua vecchia classe dirigente
con tutte le forze interessail Pd non riesce a diventare il contenitore del prote, associazioni, cittadini.
getto renziano. Come segretario del Pd Renzi
I notabili del Pd locale,
avrebbe dovuto impegnarsi per costruire una
per, non ci sentono. Punclasse dirigente di partito competitiva per le eletano su ministri come Mazioni amministrative di primavera. Invece non ha
rianna Madia o ex come
dedicato neppure un minuto a raggiungere questo
Barca, tutti riconoscibili
obiettivo. Il suo partito personale Renzi lo cerca
per la base del partito. E poi
fuori dai confini asfittici del Pd: prefetti come
nella Capitale lo spazio ciFranco Gabrielli o il neo-commissario di Roma
Giuseppe Sala, corteggiato per
vico gi occupato dalluFrancesco Paolo Tronca, magistrati come RaffaePalazzo Marino. Sotto: Matteo Renzi
nico nome che finora ha
le Cantone, manager come Giuseppe Sala. Lex
affermato di volersi candiamministratore delegato di Expo, dopo molte indare per il Campidoglio, limprenditore-finanziere Alfio
certezze, sembra ora disposto a candidarsi a sindaco di
Marchini. lui il Civico alla romana. Nel suo ufficio in
Milano, ma a una condizione: non essere un nome di parte,
piazza di Torre Argentina stanno arrivando i dati dei primi
dare alla sua candidatura una coloritura civica, non di schiefocus group organizzati nei quartieri. Le preferenze dei citramento. Sala il Civico, oltre le bandiere. Con un solo protadini vanno, manco a dirlo, ai candidati schierati senza
gramma, rilanciare il dopo-Expo, il grande successo che ha
bandiere di partito, lontani dai professionisti della politica:
fatto rinascere Milano. Non ci sarebbe da stupirsi se, a quel
nessuna sorpresa dopo il disastro incrociato degli ultimi
punto, il futuro listone dovesse presentarsi con lalbero
anni, la giunta di destra di Gianni Alemanno, laccidentata
della vita nel simbolo, o qualcosa del genere.
navigazione di Marino conclusa con uno scontro senza
A Roma loperazione lista civica pi difficile da compieprecedenti con il partito di appartenenza, il Pd, e con il prere per Renzi. A suggerirla un suo avversario interno, il
mier-segretario. La posta in gioco la rappresentanza polisenatore Walter Tocci, leader storico del Pd romano, di sitica di un elettorato che non si identifica pi con gli schieranistra ma senza appartenere alle correnti della stremata
menti che hanno fallito alla prova di governo. In gran parte
minoranza interna: Il Pd a Roma dovrebbe saltare un giro,
si trova nellarea moderata.
Marchini ha incontrato in
gran segreto Silvio Berlusconi, accompagnato da
Gianni Letta, fuori da Arcore e da Palazzo Grazioli
e il Cavaliere gli ha garantito lappoggio di Forza
Italia, senza simboli di partito, come gi successo a
Venezia. Un piccolo sacrificio, perch quel simbolo sul
mercato elettorale ormai
vale davvero poco. Un incontro, ancora pi segreto,
c stato con i vertici della
Lega. A Roma il partito di
Matteo Salvini vale poco. E
poi, a destra, c Giorgia
Meloni: difficile riciclarla
come civica. E una lista che
vola nei sondaggi, il Movimento 5 Stelle, di gran lunga il partito pi scelto dagli
elettori romani, il favorito
per la vittoria finale.
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12 novembre 2015

Foto: S. Scarpiello - Imagoeconomica, P. Tre - A3

La sfida dei municipi

La sfida dei municipi


Lirio Abbate

Tutta unaltra mafia. Capitale

dellintimidazione da cui derivano


assoggettamento ed omert. Il metodo
dellintimidazione di Carminati e dei suoi
IL PROCESSO La rete criminale di Carminati non pu
uomini emerge da decine di
essere confrontata con le cosche tradizionali.
intercettazioni. E nella Capitale ci sono
tutti gli elementi citati dalla Cassazione
Ma ha dominato Roma per anni con gli stessi metodi
per riconoscere giudiziariamente una
Se pensate a mafia Capitale come
nuova mafia autoctona, che agisce
giuridico, occorre partire dalle parole
unorganizzazione criminale organizzata
utilizzando pure larma della corruzione:
scritte dai magistrati della Corte
da paragonare a Cosa nostra o alla
corruzione che non pu essere negata
di Cassazione che si sono espressi
ndrangheta allora siete fuori strada.
davanti alle prove, e forse per questo
nei mesi scorsi proprio su questo
Il confronto con le mafie tradizionali
motivo c grande timore dei futuri
procedimento, confermando limpianto
non pu reggere, perch sono diverse.
indagati che potrebbero essere
accusatorio per associazione mafiosa.
Ci non significa che il clan di Massimo
processati con laggravante della mafia.
Gli ermellini hanno specificato che per il
Carminati non possa essere accusato
reato previsto dal 416 bis non rientrano La mafia mafia perch va a braccetto
e processato per associazione mafiosa.
con la politica, altrimenti sarebbe solo
solo grandi associazioni di mafia ad alto
Significa che questa mafia Capitale,
delinquenza. Perch la mafia non solo
numero di appartenenti, dotate di mezzi
che nasce dalle mani di un estremista
omicidi e stragi. Adesso i giudici del
finanziari imponenti, e in grado di
di destra, spaccone e arrogante - lagire
tribunale sono chiamati a decidere in
assicurare lassoggettamento e
di Carminati lontano dai modi felpati e
base alle pesanti prove prodotte dalla
lomert attraverso il terrore e la
silenziosi dei capimafia siciliani - sfrutta
procura di Roma. Un dibattimento aperto
continua messa in pericolo della vita
il metodo mafioso per pilotare la politica
in tempi record per la giustizia, a undici
delle persone. Per i giudici rientrano
e la pubblica amministrazione, per
mesi dagli arresti. Un processo destinato
anche piccole mafie con un basso
intimidire, aggredire, corrompere,
a fare storia perch il primo per mafia
numero di appartenenti (bastano tre
minacciare e picchiare. Tutto ci per fare persone), non necessariamente armate, aperto a Roma con imputati detenuti.
affari illegali mettendosi in tasca i soldi
La squadra dei pm guidata da Giuseppe
che assoggettano un limitato territorio
pubblici, quindi i nostri soldi, o per
Pignatone e Michele Prestipino, con
o un determinato settore di attivit
inquinare leconomia legale di una citt
Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca
avvalendosi, per, del metodo
e distruggere limprenditoria sana. Per
Tescaroli ha gettato buone basi
avere unidea precisa, dunque, bisogna
per affrontare il dibattimento.
Massimo Carminati ripreso dalle telecamere
partire da questi elementi di base e
I difensori hanno iniziato
dei carabinieri del Ros
analizzare i traffici criminali di
a fare ostruzionismo, come
Carminati & compagni, ascoltare le
accaduto a Palermo per il
denunce delle vittime, la paura dei loro
maxi processo a Cosa nostra
familiari, il terrore degli imprenditori
o come si verificato pi
e dei politici che hanno assecondato
di recente a Reggio Calabria
gli interessi della rete mafiosa
in alcuni procedimenti ai clan
del clan, ma non sono stati capaci
della ndrangheta. Tutto ci
di tirarsi fuori.
dimostra che anche quello
Se invece si vuole affrontare la
di Roma un processo di
questione del processo ai 46 imputati
mafia. Non quella tradizionale,
da un punto di vista puramente
ma della Capitale.

M5S partito come movimento dei cittadini, nel 2011-2013 ha


incarnato lindignazione della gente comune contro la casta
politica, poi stato bloccato dallossigenazione del sistema
garantita dallascesa al potere del giovane Renzi, capace di assorbire le spinte dellanti-politica e di incanalarle. Ora come
se le parti si fossero invertite: il movimento di Beppe Grillo si
trasformato in un partito allantica, con i suoi riti, le sue modalit di scelta delle candidature, la sua base che conta e decide (la
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12 novembre 2015

Rete), i suoi leader carismatici. Occupa lo spazio dellopposizione e d lassalto al sistema. I partiti di centro-sinistra e di
centro-destra, al contrario, per vincere devono tramutarsi in
civici, per conquistare consensi e arruolare pi gente possibile.
In una lista civica ogni imbarco possibile, dai vecchi volponi
della politica ai nuovi esponenti della societ civile, come nellarca della salvezza durante il diluvio. Sperando che, alla fine, a
bordo non si ritrovi solo un cavallo. n

Piero Ignazi
Potere&poteri www.lespresso.it

Timido sui diritti civili, allineato al neoliberismo su


quelli sociali. Renzi ripercorre la strada della sinistra
anni 90, succube delle ideologie dominanti

Premier giovane
idee vecchie
RENZI GIOVANE MA il suo program-

ma vecchio. Dalle iniziative del governo promana un sentore da anni


Ottanta, non solo per lo stile politico
del leader, che rimanda al craxismo
arrogante e decisionista degli esordi,
quanto per i riferimenti ideologico-culturali. Le proposte messe in
campo dallesecutivo sembrano pi
ispirate ad un conservatorismo compassionevole con qualche tinta di solidarismo cattolico piuttosto che ad
una visione di riformismo progressista, cio orientato allespansione dei
diritti (anche sul lavoro, ovviamente)
e alla conquista di una maggiore giustizia sociale.
Renzi ha perso per strada molti
spunti innovativi delle prime Leopolde: oltre a esibire una timidezza vittoriana sul terreno dei diritti civili, il
segretario Pd si allineato al pensiero
dominante di matrice neoliberista in
economia e ha declinato la pulsione
verso legualitarismo, insito nel Dna
della sinistra, in una versione caritatevole del welfare.
In realt, in questa rincorsa dellavversario sul piano dei valori e delle idee
Renzi arriva buon ultimo. Il presidente del consiglio, con la sua giovanile
baldanza, ha portato alle estreme conseguenze una linea gi tracciata dai
suoi predecessori. Il leader del Pd, a
ben vedere, si inserisce in una linea di
continuit con il passato. Ha solo inferto lultimo colpo a miti e simboli
della sinistra che erano gi stati incrinati, e a volte picconati, dai suoi pre-

decessori. Se rileggiamo la storia politica degli ultimi trentanni in questa


ottica possiamo immaginare un percorso circolare: inizia con lirruzione
craxiana che infrange certezze ossificate della sinistra comunista (ricordiamo solo lesito del referendum sulla
scala mobile del 1984 promosso - e
perduto - dal Pci); prosegue negli anni
Novanta, quando il centro-sinistra
al potere, con la scoperta dei vincoli
finanziari internazionali e le virt della imprenditoria arrembante (la rude
razza padana ); e si conclude con
la soggezione culturale vuoi al mercatismo tremontiano, vuoi allausterit
montiana. Un percorso a ritroso, quello della sinistra, a scoprire le virt
degli avversari lasciando cadere le
proprie bandiere. La timidezza dei
progenitori del Pd, alla fine, transitata anche nel partito democratico, ed
ha eroso le fondamenta valoriali di
una sinistra che volesse chiamarsi tale.
LE POLITICHE DEL GOVERNO Renzi si

affermano in questo contesto. E radicalizzano le sudditanze e i pensieri


deboli partoriti dalla sinistra in questi
decenni. Ha buon gioco Renzi a limare lart 18, a definire il Jobs Act come
una grande riforma modernizzante, a
imporre un concetto aziendalista alla
scuola con il preside manager, a intervenire sulla povert con la social card
dellepoca berlusconiana dimenticando che quando uno va a ritirare il
proprio bonus ritira anche la sua dose
di vergogna, come scrive il grande

sociologo Richard Sennett. Il presidente del consiglio prosegue la sua


marcia riformatrice adagiandosi sulle ricette del neo-liberismo e del conservatorismo compassionevole, e inserendovi, qua e l, alcuni spunti pi
solidali e radical. Lidea di giustizia
ed equit sociale, anche se talvolta
evocata, magari con vibrante retorica, rimane laterale al progetto riformatore del premier.
TUTTA LINNOVAZIONE politica renziana sembra allora pi inverarsi nei
mezzi (le slide, i tweet, il vortice presenzialista) che nei contenuti. Perch
questi ultimi vengono avvolti in una
nebbia che confonde i riferimenti.
Quando Renzi afferma che un provvedimento non n di destra n di sinistra, ma giusto, intende diluire la
connotazione ideologica delle sue
iniziative per potersi muovere al di
sopra, e tra, gli schieramenti politici.
Ma la negazione della divisione sinistra-destra velleitaria, o, al peggio,
una mistificazione qualunquista e populista. In realt loperato del governo
una impronta ideologica, in filigrana,
ce lha, ed vecchia di trentanni.
Per stata latrofia intellettuale
della sinistra per oltre un ventennio solo ora ci sono segni di risveglio con
iniziative culturali affidate a singoli di
buona volont - a consentire laffermarsi di un leader politico tanto insensibile alle mitologie della sinistra
quanto attratto da una terza via in
versione neoliberista.
12 novembre 2015

41

Lisola dei reclusi

Carcere durissimo
per 90 superboss
Padrini di mafia, camorra, ndrangheta. Trasferiti in segreto
in una struttura speciale sarda. Dove vivranno in pochi metri,
collegandosi solo in videoconferenza. Ecco il nuovo 41 bis

di Lirio Abbate

IL PRIMO CARCERE PENSATO e realizzato per


applicare la legge sui boss detenuti sottoposti al
41 bis, il duro regime riservato ai pi pericolosi criminali mafiosi. una struttura in cemento
armato inaugurata due anni fa che si spalma su
decine di ettari di terreno nelle campagne della
frazione di Bancali a otto chilometri da Sassari,
intitolata a un agente della polizia penitenziaria, Giovanni
Bacchiddu, ucciso nel 1945 mentre tentava di fermare unevasione. destinata a diventare lincubo di padrini e gregari,
perch di carceri cos non se ne erano mai viste in Italia. Non
sono certo i tempi di Asinara e Pianosa, ormai solo un triste
ricordo, ma il Bacchiddu ne ha perfezionato la struttura.
Tutto moderno: spazi e celle sono stati riprogettati rispetto ai
locali angusti dove allindomani delle stragi di Capaci e via
DAmelio vennero rinchiusi i dannati, i primi boss a cui fu
applicato il 41 bis. Un provvedimento che per i mafiosi divent la condanna delle condanne, spingendo numerose figure
di primo piano verso la collaborazione con la giustizia. Ci sono
voluti 23 anni per ottenere una struttura come questa creata
attorno al 41 bis.
Loperazione avviata a giugno dalla direzione generale del
Dap (Dipartimento per lamministrazione penitenziaria), guidata da Roberto Piscitello, si conclusa in gran segreto solo
poche settimane fa con il trasferimento di 90 detenuti provenienti dalle carceri di massima sicurezza della penisola. Sono i
mafiosi pi pericolosi dItalia, selezionati tra i 750 reclusi in
regime di carcere duro dai magistrati di tutte le direzioni distrettuali antimafia coordinati dal procuratore nazionale
Franco Roberti.
I boss sono stati condotti in Sardegna uno alla volta, a distanza di settimane luno dallaltro. Spostamenti segreti, usando velivoli messi a disposizione dalla Guardia di Finanza e
dalla polizia di Stato per arrivare allaeroporto di Alghero. L
cortei di furgoni blindati hanno scortato i reclusi fino ai cancelli della sezione incubo del Bacchiddu.

42

12 novembre 2015

La sezione di massima sicurezza


del vecchio penitenziario sardo
di Badu e Carros

Il primo stato Leoluca Bagarella, il


padrino corleonese, cognato di Tot
Riina, un sanguinario che port con il
suo atteggiamento violento e crudele al
suicidio della moglie che lo accompagnava durante la latitanza a Palermo.
stato sistemato in una cella che, come le
altre, di dodici metri quadrati. Negli
spostamenti interni per non attraverser lunghi corridoi su cui si trovano
altre celle e altri detenuti. Qui tutto
stato progettato per ridurre al minimo i
contatti tra i reclusi e la possibilit di
comunicare con lesterno. una sorta di
alveare. Le celle sono divise in blocchi, in
cui si possono affacciare solo quattro
detenuti: quelli che trascorrono insieme
lora daria in un piccolo cortile attiguo.
Non solo. Accanto a ogni cella c una
stanzetta per i video collegamenti con le
aule giudiziarie: da l assisteranno ai
processi in cui sono imputati o parleranno con i loro avvocati. Il loro mondo finisce l: tutta la vita avverr in poche
decine di metri.
un cambiamento radicale rispetto alle prigioni utilizzate
oggi. Bagarella se ne reso conto subito e ha cominciato a
protestare, nel solito modo violento che conosce. La stessa
sorpresa che ha accolto gli altri 89 detenuti, convinti di venire
sottoposti a un trasferimento di routine e invece finiti dietro i
cancelli del Bacchiddu. Non sapevano, e forse non sanno an-

La storia criminale
riunita a Bancali

Foto: Mario Spada

I NOVANTA DETENUTI custoditi in regime di


carcere duro nel penitenziario sardo di Bancali
comprendono alcuni dei nomi pi famosi della
storia criminale recente. Il pi importante
sicuramente Leoluca Bagarella, cognato di Tot
Riina e suo erede al vertice dellala stragista
dei corleonesi. Anche Giorgio Pizzo ha avuto un
ruolo nei massacri palermitani obbedendo al
clan Graviano di Brancaccio. Giuseppe Piddu
Madonia sedeva nella cupola che assieme
a Riina decise lattacco armato contro lo Stato.
Invece Filippo Guttadauro, fratello del capomafia
di Bagheria, stato considerato lufficiale di
collegamento tra Bernardo Provenzano e il
superlatitante Matteo Messina Denaro. Anche
il fratello di Matteo adesso stato trasferito
nel penitenziario sardo. Ci sono poi lo stiddaro
Ignazio Ribisi, il boss messinese Antonino
Bellinvia e il gelese Antonio Rinzivillo.
Nutrita la componente legata alla camorra
casalese dallo storico capo Francesco
Bidognetti a Pasquale Zagaria, detto
Bin Laden e ultima mente economica del
clan. Ci sono poi Francesco Schiavone, cugino
omonimo di Sandokan, e Antonio Cangiano.
Raffaele Amato invece stato il leader degli
Scissionisti nella faida di Secondigliano, il
sanguinoso scontro per il controllo del mercato
della droga, mentre Ciro Minichini ha avuto un
ruolo da boss nella guerra di Ponticelli. Michele
Mazzarella appartiene alla storica famiglia di
Forcella con ramificazioni in tutta Europa.
Tra gli uomini di ndrangheta, spiccano Francesco
Ciccio Pesce, ultimo capo del clan di Rosarno
potente nella Piana di Gioia Tauro e in
Lombardia, e Domenico Gallico, erede della
consorteria di Palmi catturato tre anni fa
dai Nocs in un bunker sotterraneo.

cora oggi, di far parte della pi grande comunit mafiosa italiana che concentra in una sola struttura capi e sicari di Cosa
nostra, camorra e ndrangheta. Una super cupola. Il Dap ha
disposto la loro divisione in venti gruppi di socialit, composti da quattro detenuti, accuratamente scelti per evitare
commistioni o legami criminali.

una svolta. Nel corso degli anni le maglie del


41bis si erano lentamente ma inesorabilmente allargate, con episodi clamorosi di boss che dal carcere
duro riuscivano a mantenere relazioni con i clan o
addirittura a concepire figli. Poi nel 2009 c stata la
svolta, almeno per quanto riguarda laspetto penitenziario. Un articolo del testo di legge ha riportato
rigore nella reclusione: I detenuti sottoposti al regime speciale di detenzione devono essere ristretti
allinterno di istituti a loro esclusivamente dedicati,
collocati preferibilmente in aree insulari. da questa legge che
si arrivati alla costruzione del padiglione speciale di Bancali.
Escludendo la Sicilia per ragioni di sicurezza e incompatibilit
ambientale, sar ancora la Sardegna ad ospitare un alto numero di boss. Si comincia da Sassari. Poi nei prossimi anni altri
padrini potrebbero arrivare in un nuovo reparto del carcere
12 novembre 2015

43

Lisola dei reclusi


Gratteri: una misura indispensabile

MAI SENZA CARCERE DURO.


Almeno finch mafia e
terrorismo continueranno a
insidiare la democrazia. Cos
Nicola Gratteri - procuratore
aggiunto di Reggio Calabria e
presidente della commissione
nominata dal ministro Andrea
Orlando per riformare la
legislazione antimafia - spiega
a lEspresso il valore del 41
bis nella lotta ai clan.
Isolare i boss mafiosi

indispensabile per
combattere le
organizzazioni criminali?
Isolare e rendere inoffensivi
i leader dei clan stato un
punto di svolta. Come le grandi
organizzazioni finanziarie anche
la cosca pu funzionare con
una cabina di regia distante
dal luogo dove avvengono le
produzioni criminali. Dunque
un capo anche dalla cella pu
gestire grandi interessi:
stabilire alleanze, dichiarare
guerre, selezionare obiettivi
da colpire. questo flusso
di comando che va interrotto.
Poi vi una ragione simbolica:
rendere il boss incapace
di governare, disorienta gli

di Cagliari. Il trasloco dei criminali pi pericolosi negli scorsi


mesi ha provocato proteste da parte dei politici sardi: temono
che questi boss possano portare la mafia sullisola. Ma la Sardegna lunico posto in cui si pu attuare sul serio questo regime carcerario, ostacolando anche con la geografia i rapporti
tra reclusi e cosche.
La Direzione nazionale antimafia ha sempre attribuito
massima importanza al 41 bis, perch strategico nellattivit di
disarticolazione delle organizzazioni mafiose, poich consente
di privarle dellapporto che i loro capi, finalmente assicurati
alla giustizia e raggiunti da condanne per reati gravissimi, potrebbero continuare ad assicurare anche in regime di detenzione ordinaria, spiega il procuratore nazionale Franco Roberti, che aggiunge:
Il penitenziario
Daltra parte non sono soltanto le strutdi Bancali, alle
ture di contrasto a mafia e terrorismo ad
porte di Sassari,
attribuire valenza strategica al 41 bis, ma
dove sono stati
anche le stesse organizzazioni mafiose e
trasferiti 90 boss
terroristiche, se vero, come vero che
sottoposti
da sempre queste organizzazioni hanno
al regime del
posto il problema dellabolizione del
carcere duro
regime speciale al vertice della loro
agenda politica.
Dopo Bagarella a Bancali sono arrivati boss e padrini siciliani, campani e calabresi a fargli compagnia. Anche se di fatto il
boss corleonese non ne ha saputo nulla. Nessuno ha notizie di
quello che avviene negli altri blocchi, isolati luno dallaltro.
Scavando tra i familiari che vanno a far visita ai detenuti e attraverso le udienze a cui partecipano gli imputati, si scopre che
ci sono il trapanese Salvatore Messina Denaro, fratello del latitante Matteo, il palermitano Filippo Guttadauro, che fra
pochi mesi torner libero per aver scontato la pena, lo stragista
44

12 novembre 2015

accoliti rimasti in libert.


Ci sono stati capi clan, per,
che continuavano a dirigere
la ditta dallisolamento.
Certo: perch il 41bis pu
solo attenuare i contatti con
lesterno. sufficiente che
difensori o gli appartenenti alla
struttura giudiziaria o
penitenziaria non facciano
il proprio dovere.
La norma pu essere
migliorata?
Le norme sono state pensate
in modo efficiente, ma non
sempre le strutture sono state
adatte ad una concreta ed
efficiente realizzazione e ci
nonostante gli sforzi della
polizia penitenziaria. Molti

di Giovanni Tizian
vecchi istituti non erano adatti
a limitare la possibilit di
comunicazione interna tra
affiliati. Pi in generale si pu
dire che le regole del 41 bis
sono state costruite operando
un bilanciamento di interessi,
tra il diritto dei detenuti a vivere
pienamente gli spazi di libert
residui e il diritto della
collettivit e delle persone
innocenti a non subire i gravi
danni personali che sono
conseguenza dei reati di mafia.
Troppo spesso in questo
bilanciamento hanno avuto
la meglio i diritti dei detenuti.
Si potr mai superare?
In un mondo senza mafia
e terrorismo certamente.

siciliano Giorgio Pizzo. Il calabrese Domenico Gallico, che riveste un ruolo importante nella ndrangheta e che due anni fa
aggred con un pugno in faccia un pm di Reggio Calabria durante un interrogatorio in carcere. E fra i calabresi sono presenti anche Francesco Ciccio Pesce e Giuseppe Pelle. Fra i
camorristi figurano Pasquale Zagaria, Francesco Schiavone,
cugino omonimo del boss chiamato Sandokan, Francesco Bidognetti e Ciro Minichini. Lincubo lo sta conoscendo anche il
vecchio padrino nisseno Giuseppe Piddu Madonia, membro
della storica cupola, che in passato in altre prigioni veniva
fatto girare comodamente fra i corridoi e omaggiato.
Adesso vivono in un mondo ovattato, silenzioso e con poche

Manconi: troppe violazioni dei diritti

Foto: M. Ferrero - Sync / Agf, G. Nicoloro - Agf, M. Chessa

NELLABISSO DEL 41 BIS:


Abbiamo riscontrato
numerose violazioni delle
garanzie dei detenuti.
Lo rivela a lEspresso
Luigi Manconi, senatore e
presidente della commissione
Diritti umani molto critico sul
metodo di applicazione del
regime speciale di reclusione.
Senatore, il 41 bis una
misura eccezionale
diventata regola nella lotta

alla mafia. Eppure...


un regime straordinario
per situazioni di emergenza.
Dovrebbe, quindi, terminare
una volta esaurita - fosse pure
tra mille anni - leccezionalit
del fenomeno. Si scelto,
invece, di rendere fisiologica
e accettabile una forma
particolarmente pesante
di reclusione.
In cosa consiste davvero
questo regime?
La verit che il 41 bis non
dovrebbe costituire un regime
crudelmente afflittivo, ma
perseguire uno scopo
strumentale: impedire la
relazione tra il detenuto
e lorganizzazione criminale.

finestre sulla campagna circostante. Una misura senza precedenti. Contro la quale i 90 boss hanno reagito con irritazione,
trattando male gli agenti e il direttore del carcere, che una
donna, Patrizia Incollu. E poi spedendo esposti ai giudici, alle
associazioni e alle redazioni dei giornali: sostengono di essere
vittime di uningiustizia. Ma loperazione Bancali stata
realizzata secondo le regole della legge del 2009. Perch nessuno di loro pu tagliare il vincolo che li lega allassociazione
mafiosa. Lo spiega Maurizio De Lucia, sostituto procuratore
nazionale antimafia: Il giuramento prestato allatto dellaffiliazione non prevede recesso unilaterale, n cessazione dellincarico per limiti di et, e dunque, di regola, il vincolo cessa con
la morte, ovvero con la decisione traumatica del tradimento, di rinnegare
lappartenenza per una scelta di vita, di
valori, antitetica a quella mafiosa, in una
parola la collaborazione con la giustizia. E poi precisa: Questo non esclude
che motivi di salute, di et, di condizione,
possano condurre allaffievolimento del
ruolo, allindebolimento della posizione
allinterno del gruppo, con conseguente
perdita di peso nelle decisioni e nel
comando, ma si tratta di eventualit rare,
che comunque lasciano traccia e dunque
sono in qualche modo verificabili. per
questo motivo che padrini come Bernardo Provenzano sono ancora sottoposti
al 41 bis, nonostante le condizioni di
salute lo costringano al ricovero nel reparto detenuti dellospedale San Paolo
di Milano.

Si pensa, invece, che tanto pi


alto il profilo delinquenziale
del detenuto, maggiore deve
essere la durezza della pena.
Tutte le misure finalizzate a
impedire quel collegamento
con lesterno sono legittime,
ma non quelle che rendono
pi intollerabile la pena. Per
quale motivo, ad esempio,
viene ridotto il numero di
quaderni acquistabili o viene
impedito di dipingere nella
propria cella? E perch mai
i dieci minuti di incontro col
figlio minore vengono sottratti
allora mensile di colloquio
con i familiari? Queste sono
misure inutilmente
persecutorie.

di Giovanni Tizian
La commissione dei Diritti
umani che lei presiede
si sta occupando proprio
del carcere duro.
Abbiamo riscontrato
numerose violazioni di diritti.
La Commissione verifica
la coerenza della sua
applicazione con leggi e
regolamenti. Tuttavia, ricordo
che un magistrato come
Gherardo Colombo ne
contesta la costituzionalit.
Il diffuso populismo penale,
per, impedisce una serie
discussione sul tema. Lo Stato
deccezione, prodotto dalle
stragi mafiose, si fatto
permanente e si presume
come eterno.

Ad oltre ventanni dalle stragi siciliane questi provvedimenti sono ancora necessari? Secondo Maurizio De Lucia una
questione di prevenzione: Se un detenuto per reati di mafia,
pu, anche durante la detenzione, collegarsi, comunicare o
comunque tenere contatti, con lorganizzazione di provenienza
(e ci sia attraverso un collegamento diretto con lesterno, sia
attraverso altri detenuti), questo potenziale collegamento genera pericolo, perch la cosca continua a ricevere il contributo
organizzativo, decisionale, di uno dei suoi esponenti principali, in tal modo rafforzando la propria operativit (anche per
effetto del prestigio derivato dal personaggio detenuto di riferimento), mentre il detenuto continua ad usufruire del potere
di leadership a lui derivato dalla operativit attuale della cosca
di appartenenza, con conseguente rafforzamento del suo potere personale dentro e fuori del carcere.
Lo scorso mese il capo dei Casalesi, Michele Zagaria, detenuto nel penitenziario di Opera, ha dovuto ammettere davanti ai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che di
stare al 41 bis non ne pu pi. Attraverso il video collegamento ha raccontato che vive una situazione disumana e che
nessun detenuto vuole trascorrere con lui lora daria per
paura di microspie: lo lasciano da solo. Zagaria detenuto da
dicembre 2011, quando si conclusa la sua latitanza. E da allora sottoposto al regime duro. Altri capimafia, invece, che
sono ancora sparsi per le carceri di massima sicurezza non
vogliono ammettere la loro condizione di disagio. E cos, se fra
i 90 posti di Sassari se ne dovesse liberare qualcuno questo
potrebbe essere pronto per altri boss come Riina che adesso
a Parma, oppure Giuseppe Graviano che ad Ascoli, o Salvatore Madonia che a Viterbo per finire con Massimo Carminati che il suo 41 bis lo sta trascorrendo a Parma. Ad ogni modo
lincubo per i mafiosi detenuti tornato e sta a Bancali. n
12 novembre 2015

45

Mister Sky

Ve lo do io
il Tg del futuro
Pi inchieste e reportage, nessun conduttore
superstar. E niente talk show. Linformazione tv
secondo Andrea Scrosati. Che difende Renzi:
giusto che un premier auspichi che i mass
media raccontino il meglio del Paese

colloquio con Andrea Scrosati di Riccardo Bocca

46

12 novembre 2015

L PATTO CHIARISSIMO: unin-

tervista a tutto ma proprio tutto


campo sulla televisione italiana.
Un bagaglio di temi che spazia
dalla politica alla comunicazione
allAuditel, passando dal cuore
della tecnologia e dallimpatto
sociale di un futuro sempre pi vicino. A
rispondere un uomo forte del settore
catodico: Andrea Scrosati, classe 1972,
preceduto dalla qualifica di vice presidente programmi di Sky Italia. In pratica,
colui che regna - sport a parte - sul fronte delle trasmissioni, partendo dallintrattenimento fino al campo minato
dellinformazione. Sopra di lui, lamministratore delegato Andrea Zappia. Sotto, unazienda che oggi ha 4 milioni 688
mila abbonati, che distribuisce le sue
proposte su 150 canali tematici e pay per
view, e che d lavoro a 3 mila 900 dipen-

denti e oltre 1.600 collaboratori. Una


macchina da 39 mila ore di programmi
autoprodotti nel 2014, ci tiene a ricordare Scrosati (da under 18 militante nella
Federazione dei giovani comunisti, poi
ufficio stampa di Leoluca Orlando allepoca della Rete, poi ancora comunicatore per il Dalai Lama, quindi capo campagna per Giorgio Guazzaloca nella celebre presa di Bologna, e infine manager
televisivo) con il sacro dovere di crescere e rinnovarsi, ponendosi senza incertezze dalla parte dello spettatore.
Bene, Scrosati, partiamo proprio da qui.
Oggi linformazione di Sky segnata dalla
sua terziet: cio il non schierarsi mai con
maggioranze o opposizioni, lessere il trampolino ideale per i confronti elettorali e
proporre un flusso inarrestabile di notizie.
Scelta funzionale e strategica, ma che
rende strutturalmente asettico il vostro
modo di comunicare. Non c il rischio,
nellItalia del 2015, che questa formula
stia virando dal sapore di novit a quello
del superato?

Foto: A. Casasoli - A3, L. Mistrulli

S, il rischio esiste, ma Sky Tg24 lavora


proprio per evitarlo. Il punto di partenza
che terziet non significa affatto evitare di prendere posizione. Noi ci siamo
schierati su materie come le sofisticazioni alimentari o limpatto della corruzione sul territorio. E sa cos successo,
prima che esplodesse il caso Mafia Capitale, quando partendo dallemergenza
simbolica delle buche a Roma abbiamo
intuito che da quelle parti stava accadendo qualcosa di anomalo? Che Sarah
Varetto e il suo tg sono stati accusati di
fare informazione troppo locale. Non
paradossale?.
Abbastanza, ripensandoci. Per torniamo
ai vostri rapporti con la politica, e in particolare con i governi. Prima in Italia cera
lo schema fisso destra contro sinistra,
mentre in sella si alternavano i vari Berlusconi, Monti o Letta. Oggi invece a Palazzo siede Matteo Renzi, e destra e sinistra
vagano nelle nebbie. Cos cambiato, in
concreto, per Sky?

Sul fronte dei contenuti, nulla. Per


evidente che per ventanni questo Paese
ha avuto una classe dirigente - politica e
non soltanto - che ha occupato militarmente tutti i ruoli decisionali in un circu-

ito chiuso e autoreferenziale, e altrettanto


palese che il governo
Renzi ha rotto con
quella compagnia di
giro. Dopodich anche giusto dire che dal
nostro punto di vista
lintroduzione della tax
Andrea Scrosati, vicepresidente di Sky Italia. Nellaltra
credit (cio la facilitapagina: lo studio del tg dellemittente satellitare
zione fiscale per chi investe, oltre che nei film,
nelle serie televisive) unottima cosa.
45 minuti il lavoro di settimane sul
territorio. L sta labilit del giornalista,
Resta un problema, in questa lettura cos
e l sta la qualit di indagine che poi
incoraggiante: la voglia del premier, denunviene ottimizzata con il montaggio. Un
ciata spesso dalle opposizioni, di interferire
discorso cruciale, per la televisione mosul telegiornalismo pi critico. Lei come
derna. Ormai il terreno di sfida il mix
commenta?
tra valore intrinseco del lavoro e confePenso, sinceramente, che gli editori
zione ideale per portare i contenuti su
dovrebbero fare gli editori, e i politici
computer, cellulari e tablet. Tuttaltra
limitarsi a fare i politici. Ci premesso,
cosa rispetto alle inchieste dove il crocapisco la posizione di Renzi. Anzi dir
nista, in stile Bignamino, spiega al pubdi pi: giusto che un leader auspichi che
blico cosa sta seguendo.
della sua nazione sia raccontato il meglio. In ogni caso, le conflittualit si
Da un diverso punto di vista, si potrebbe
scatenano in generale quando gli editori
parlare di spersonalizzazione. Un po come
fanno gli interessi propri e non del puba Sky Tg24, dove lavorano ottimi conduttoblico: ma questo un discorso lungo.
ri, ma imprigionati da un format che schiacPi breve, invece, chiederle perch finora
Sky Italia non abbia offerto ai suoi abbonati un talk show di punta. Timore di sporcarsi le mani?

Ma no. che i talk show rappresentano


un linguaggio vecchio, per nulla coerente con il consumo di tv attuale.

E questo li condanna per forza allestinzione?

C un dato oggettivo: un talk show


dura in media tre interminabili ore, e
dopo un minuto gi morto. Oggi
servono prodotti ad alta forza visiva,
come film e documentari dinchiesta,
che abbiano una durata minore e la
possibilit di essere riproposti su qualunque supporto.
Seguendo questa linea, Sky Tg24 ha trasmesso Cronache di frontiera: uninchiesta sullintegrazione multirazziale nella
periferia romana dove i giornalisti non apparivano n in audio n in video. Il dubbio,
antipatico ma lecito, che sia il prototipo
di uninformazione in punta di piedi.

Invece il contrario. Prodotti come


Cronache di frontiera riassumono in

cia il loro impatto pubblico.

No, no, attenzione: la questione diversa. Io non credo che il protagonismo


sia funzionale al nostro sistema all
news. Penso invece che la personalit e
lautorevolezza dei conduttori debbano
essere messe al servizio del prodotto, e
non il contrario.
Traduco: un fuoriclasse estroso come Enrico Mentana da voi avrebbe difficolt.

Mi pare che Mentana abbia gi un ottimo lavoro, e che lo svolga benissimo


dove si trova. Noi procediamo, ora pi
che mai, sulla nostra strada.
Pu dire, in forma meno generica, dove
porter questo viaggio?

Per esempio, al cambiamento profondo di Sky Tg24 che ho messo a punto


con Sarah Varetto, anche grazie, voglio
sottolinearlo, allampia autonomia
che mi concede Zappia. A partire da
questi giorni, infatti, e nel giro del
prossimo anno e mezzo, il 10 per cento
dei contenuti del nostro tg saranno
costituiti da reportage e video inchieste. Ripeto: il 10 per cento. Unenor12 novembre 2015

47

Mister Sky

mit. Una trasformazione radicale che


coinvolger tutti i nostri giornalisti.
Beh, questa in effetti una notizia. Ed
anche un bellazzardo, in prospettiva. Sicuro che i vostri abbonati apprezzeranno una
simile ibridazione?

La cosa peggiore, ne sono profondamente convinto, sarebbe produrre contenuti uguali al passato perch piacciono al pubblico. Lidentit comunicativa, e il necessario scarto in avanti, si
ottengono con lincoerenza. Oltre che
con il coraggio, giorno per giorno, di
convincere chi ti segue da casa.
In questo senso, un passaggio essenziale
nel rapporto tra Sky Italia e il Paese stato
quello di Gomorra e poi di 1992: serie
che hanno sceneggiato vicende in bilico tra
storia e cronaca. Ma davvero una scelta
saggia e auspicabile, quella di affidare a
opere di finzione i temi sensibili della coscienza nazionale?

Preferisco dire che un simile compito


devessere appannaggio della cultura.
Pi di 2 mila anni fa cerano le tragedie
greche, a svolgere questa missione.
NellOttocento ci ha pensato il melodramma. Poi nel Novecento arrivato

LE SERIE TV SVOLGONO
LO STESSO COMPITO CHE
NEI SECOLI HANNO AVUTO
LE TRAGEDIE GRECHE,
IL MELODRAMMA E IL CINEMA
il cinema. E ora, effettivamente, il
turno delle serie televisive.
Lo stesso accade, daltronde, negli Stati
Uniti, dove House of cards psicanalizza il
rapporto del Paese con il potere della Casa
Bianca mostrando un presidente disposto
a tutto. Lei, per capire il perimetro in cui si
muove, trasmetterebbe una fiction sulla
strage di Bologna con tutte le contraddizioni di Fioravanti e Mambro, gli intrecci
smascherati tra alta politica e massoneria,
e magari come finale la liberazione shock
dei due pluriomicidi?

No. A essere sincero, non lo trasmetterei un prodotto cos. Una fiction sulla
verit storica, di per s, non mi appassiona particolarmente. Lo trovo un approccio pedagogico e troppo tradizionale. Se
invece ci fosse una storia che sintreccia
con levento, allora s. Ma il fatto in s,
ribadisco, no.
Risposta che introduce in automatico una
riflessione. Cio: si parla tanto di nuove

Aurora Ramazzotti, conduttrice del day time di X Factor

tecnologie, di interazione tra


web e tv, si annuncia ovunque un
futuro a base di on demand - vedi anche lo sbarco in Italia di
Netflix - e per pochissimo si
discute di come innovare i contenuti.

Una cosa certa: lo sviluppo tecnologico ha bisogno di grandi numeri commerciali. Dunque serve cambiare, migliorarci, ma sempre creando prodotti che riscuotano ampio consenso. Un cerchio
virtuoso che si chiude quando le nuove
tecnologie consentono ai giovani di girare video a basso costo, noi li notiamo e li
portiamo a contaminare la grande tv.
Parole sagge. Per permetta: persino in
un luogo dove si valorizzano talenti come
X Factor, quando avete dovuto scegliere la nuova conduttrice del day time,
avete puntato non su una ragazza qualsiasi ma su Aurora Ramazzotti, figlia di Eros
e Michelle Hunziker.

La storia diversa. Aurora ha fatto un


provino come altri cinque o sei ragazzi,
e il suo risultato il migliore. Ora i buoni ascolti confermano la nostra convinzione: lei sa accendere nel pubblico il
cosiddetto processo di aspirazione.
Quel meccanismo prezioso che
porta a empatizzare con un
certo artista o programma.
Discorsi, va da s, che stridono
con il fastidio indotto in molti dal
sospetto di una raccomandazione. Come altrettanto disagio,
parlando sempre di rapporto tra
televisione e pubblico, ha creato
di recente il pasticciaccio brutto
dellAuditel (cio il disvelamento
involontario dei nomi delle famiglie campione) che lo ha paralizzato 13 giorni. Limpressione, al
di l delle polemiche a caldo,
che si tratti di un sistema di rilevamento obsoleto.

Premetto: faccio parte, con


unaltra trentina di persone,
del consiglio di amministrazione dellAuditel. Ma non per
questo evito la domanda. Nel
senso che trovo indispensabile
che esista un sistema condiviso
di valutazione delle performance televisive, e altrettanto
48

12 novembre 2015

Lautogol di Mediaset
indispensabile trovo che il sistema in
questione rappresenti pure le modalit
di consumo pi innovative. Il tutto,
aggiungo, garantendo massima affidabilit e trasparenza.
Scenario piuttosto diverso, rispetto a quello attuale... A proposito: Sky si attivata,
in questa fase, per aiutare Auditel a rinforzare la sua credibilit?

Sky ha giocato un ruolo importante


nella decisione di allargare il campione
delle famiglie da 5 mila alle future 15
mila. Ma a questo punto cambiare
interesse di tutti. Tant che al nostro
fianco si schierata anche Upa, lassociazione delle aziende che investono in
pubblicit e comunicazione.

Nel frattempo, con la fruizione on demand


da un lato, e dallaltro con i buoni ascolti
che la tv generalista continua a mietere,
c unaltra questione da affrontare. Ed
la spaccatura sociale, prima ancora che
televisiva, tra chi entrer nel mondo della
comunicazione in tempo reale - basata
sullutilizzo dei vari device e appunto dellon
demand - e chi invece rester agganciato
ai vecchi palinsesti, con il solito telegiornale delle ore 20 e le solite prime serate.
Non c il pericolo di una nazione che navighi a due velocit?

Foto: Ufficio Stampa SKY

Certo, la logica spinge a dire che ci


potrebbe essere una frattura. Ma voglio
ricordare che ancora oggi, negli Stati
Uniti, le generaliste raccolgono il 50 per
cento degli ascolti. E non un aspetto
conservativo. Anche in Italia, quando
avverr il cambio generazionale, molti
connazionali continueranno a seguire il
tg delle 20. Perch la visione lineare in
diretta rappresenta la condivisione,
mentre lon demand sinonimo di individualit. Ciascuno di noi, in futuro, avr
bisogno di attraversare entrambe le esperienze. Con il dettaglio fondamentale che
i social media consentono, gi adesso, di
condividere la visione individuale e trasformarla in collettiva.
Una transizione delicata. Lei, tanto per
farmi gli affari suoi, al momento come si
comporta? Nel senso: con quali modalit
pratiche segue i programmi televisivi? E
cosa le piace guardare, al di l dei doveri
aziendali?

Io seguo soprattutto film o serie tele-

di Gianfrancesco Turano

Il calcio fatto di episodi. I diritti del calcio pure. Al suo primo anno di esclusiva
Champions league, Mediaset Premium stata messa in difficolt proprio dalla
Lazio di Claudio Lotito, re dellautovelox e cardine del sistema controllato dagli
uomini del Biscione, a partire da Adriano Galliani per finire con la folta pattuglia
di ex passati ad altre squadre (Infront).
Leliminazione del club biancoceleste ai preliminari di Champions ha ridotto
a due le italiane in corsa (Juventus e Roma). Gli effetti sullaudience si sono fatti
sentire. I dati Auditel dicono che, se si considerano le prime tre giornate del
girone di qualificazione, la somma degli spettatori medi sulle due serate di
marted e mercoled fra chiaro e pay di 2,329 milioni. La stagione scorsa in
condizioni simili (due italiane iscritte ai gironi e Napoli eliminato ai preliminari)
e con una divisione delle partite fra Sky Italia e Mediaset la media era di 4,077
milioni. Nel 2013-2014 gli spettatori tra free e pay erano stati 5,155 milioni,
ma con una terza italiana ai gironi, il Milan.
vero che Sky ha una platea di abbonati molto pi vasta di Premium (4,688
milioni) ma agli sponsor che riempiono le casse dellUefa questo importa poco.
Sono loro i pi scontenti del netto calo di pubblico.
Per recuperare terreno Italia 1 e Italia 2 hanno trasmesso in chiaro cinque partite
nei primi tre turni di questanno. Nei due anni precedenti laccordo Sky-Mediaset
prevedeva un solo match in chiaro per turno e con un club italiano in campo. Le
cinque partite free di questanno hanno portato in tutto 8,2 milioni di spettatori.
Le tre del 2014, 18,9 milioni.
A Cologno Monzese si dichiarano soddisfatti di queste cifre. Ma la classifica
resta deficitaria. I nuovi abbonati di Premium, secondo le ultime rilevazioni
(settembre 2015), sono 1,815 milioni con un incremento netto di 112 mila
iscritti. A prezzo di listino (36 euro al mese) un ricavo di 48 milioni di euro.
Anche aggiungendo gli spot, ce ne vuole per arrivare a break even rispetto ai circa
230 milioni di euro che per tre anni Mediaset deve versare allUefa. A maggior
ragione perch le offerte speciali (fino a 19 euro) portano il ricavo medio per
abbonato molto pi in basso, sotto i 300 euro allanno.
Mediaset sta tentando di correggere il tiro in corso dopera. Lesclusione delle
italiane dalle trasmissioni in chiaro rientrata una prima volta con Bate BorisovRoma del 29 settembre (2,76 milioni di audience free contro i 7 milioni di
Atltico-Juve dell1 ottobre 2014) e una seconda volta mercoled 4 novembre
2015 con Roma-Bayer.
Se per questanno il deficit certo, la prossima stagione rischia di essere un
incubo per due ragioni. Allinizio del 2017 ci sar la gara per i diritti Champions
del triennio 2018-2020 e bisogner decidere quanto mettere sul piatto.
Inoltre, se si fa riferimento allattuale classifica di serie A, la Champions league
2016-2017 potrebbe schierare Roma, Fiorentina e Napoli, ed escludere le tre
regine del tifo: Juve, Milan e Inter.
A Mediaset rimarrebbe solo la stagione 2017-2018 per recuperare il passivo.

visive. Quasi mai in diretta, e quando


sono in casa non su tv tradizionale ma
su uno schermo con proiettore. Se poi
vuole sapere, Sky a parte, cosa mi diverte seguire, confesso che ho finito ieri
sera la serie Narcos su Netflix. Bellissima, la regia di Jos Padilha....
Bellissimo e audace, lo ammetta, sarebbe
stato pure sperimentarsi da direttore generale in Rai. Vuole svelare, ora che su quella
poltrona siede Antonio Campo DallOrto,
com naufragata la sua trattativa?

Ancora? Pensavo che largomento fosse esaurito, ormai. Comunque scriva:

lipotesi di un mio passaggio in Rai non


c mai stata. Chiuso.
Parliamo allora di Mediaset, invece che di
Rai. Spendendo parole di speranza, magari,
visto che siamo a fine intervista: sparir
prima o poi la tv in stile Barbara DUrso, con
il super-trash costante e labuso di licenze
etiche, o anche nella tv futura resisteranno
queste patologie?

Di Barbara DUrso non parlo. Quanto


alla televisione, non so neppure se tra un
decennio esister ancora questo oggetto
e concetto. Gli unici accreditati a rispondere, mi creda, sono i veggenti. n
12 novembre 2015

49

News Economia
Nuovi parchi

Fico Eataly
pensa in grande
ma arrivarci
un calvario
POCHI BUS Cinque milioni di
visitatori lanno, e pare sia una
stima al ribasso. A Bologna, aperti i cantieri di Fico Eataly World,
dieci ettari di parco alimentare
allestrema periferia della citt, il
primo a chiedersi se erano previsti collegamenti con il centro storico o la stazione, stato Romano
Prodi. Il parco, gestito da Oscar
Farinetti e da Coop Adriatica,
sorger al Caab, il centro agroalimentare: unidea del presidente
di questultimo, Andrea Segr,
che ha messo in moto un investimento da 100 milioni, coinvolgendo nomi come Lavazza, Granarolo, Consorzio del Parmigiano Reggiano. Ma larea - che
ospiter ristoranti, fattorie didattiche, coltivazioni e allevamenti
dimostrativi - non raggiungibile con i mezzi pubblici. Lazienda
di trasporti TPer ha garantito
nove autobus ibridi, con una capienza di oltre 100 passeggeri.
Meglio di niente ma ancora poco.
Certo, c lauto. Ma per raggiungere i 5 milioni di ingressi - e ricavi iniziali per 76 milioni - ogni
giorno dovrebbero varcare la
soglia quasi 14 mila persone.

Mamma mi si ristretto laereo


Airbus punta forte sullA320, laereo
capace di ospitare dai 124 ai 240 passeggeri.
La societ ha annunciato di voler realizzare
60 velivoli al mese entro il 2019, sfruttando
lapertura di un nuovo stabilimento ad
Amburgo, in Germania. Motivo? Compensare
il calo di ordini degli A380, i superjumbo
da 550 posti: da febbraio a oggi il gruppo
europeo non ne ha venduto nemmeno uno.

AVIAZIONE

Natascia Ronchetti

AZIENDE DI STATO

Ora lAnas vuole cambiare nome


MARKETING Un nome nuovo e

un altro logo. Il neo presidente


Gianni Vittorio Armani si d
parecchio da fare per cambiare
limmagine dellAnas, umiliata
dallinchiesta su un giro di
corruzione che ha gi portato

50

12 novembre 2015

alla custodia cautelare alcuni


funzionari. E cos, dopo aver
mandato a casa diversi dirigenti
promuovendo uomini di sua
fiducia, il manager ha incaricato
unagenzia di marketing di
rinnovare lidentit dellazienda

suggerendo una lista di possibili


nomi in grado di tagliare,
almeno sul piano dellimmagine,
i ponti con il recente passato
dellAnas. La svolta, condivisa
con il governo, attesa per il
nuovo anno. Michele Di Branco

Una fase della


produzione
degli A380,
a Tolosa.
A destra:
lazienda
agricola
Pedroni,
a Modena

Sentenze storiche
DOPO EXPO

Foto: Contrasto (2)

Sala a caccia
di 100 milioni

-0,039

Copia laceto balsamico.


Ma il tribunale tedesco gli d torto

CONTI IN ROSSO Chiusa da una


settimana lesposizione universale, la societ Expo punta a fare
cassa. Per raggiungere il pareggio
di bilancio non basta per il successo ottenuto con gli oltre 20
milioni di visitatori. Il costo di
2,4 miliardi di euro: 1,3 miliardi
per la costruzione del sito, 960
milioni per la gestione dellevento e 160 per acquistare larea. Per
far tornare i conti, il commissario Giuseppe Sala ha dato il via
a una manovra potenzialmente
da 100 milioni: ha effettuato una
serie di richieste di risarcimento
con i fornitori, ha bloccato alcuni contenziosi sugli extra costi e
sta affrontando una delle questioni pi delicate per lapprovazione del bilancio.
Il capitolo pi scottante la
bonifica dei terreni, il cui costo
salito da 6 a 72 milioni di euro,
come Sala ha notificato il 10 ottobre scorso ad Arexpo Spa (proprietaria dei terreni partecipata
da Regione, Comune, Fondazione Fiera e Comune di Rho). Uno
dei motivi legato a unopera che
non si fatta: 83 mila metri cubi
di terra rimossa dal cantiere avrebbero dovuto finire in una montagnetta di 22 metri di altezza, ribattezzata Collina Mediterranea. La
collina per sparita dal progetto
e tutto il materiale finito in discarica, facendo lievitare i costi.
Chi paga? In teoria se linquinamento recente tocca a Expo, se
vecchio tocca ad Arexpo, che
pu rivalersi sui proprietari originari, ovvero Fondazione Fiera
e la famiglia Cabassi. Rimane
per il conflitto dinteressi della
fondazione: allo stesso tempo
venditore dei terreni e socio di
Arexpo. Con chi si schierer?
Michele Sasso

DEBITI
Comprare
titoli di Stato
non conviene
A ottobre,
secondo la
Banca dItalia,
il rendimento
medio lordo
dei Bot - Buoni
ordinari del
Tesoro -
stato negativo:
meno 0,039
per cento.
Il fenomeno
coincide con
le politiche
monetarie
espansive
delle banche
centrali
occidentali,
in particolare
della Bce.

VINCE MODENA Laceto


balsamico di Modena uno dei
pilastri della nostra produzione
agroalimentare. E in quanto
tale, uno dei prodotti pi imitati
e contraffatti. Ma lo scorso
15 settembre il tribunale di
Mannheim ha pronunciato una
sentenza, che costituisce una
pietra miliare nella tutela di
una delle eccellenze emiliane.
Chiamato in causa da un
produttore tedesco che usava
la parola balsamico nei suoi
preparati (Deutscher
balsamico-traditionell e 1868
Balsamico), il Consorzio di
Tutela Aceto Balsamico di
Modena si costituito in
giudizio col fine di far accertare
labuso. Che il collegio
giudicante ha sancito, chiarendo
come la presenza della parola

Balsamico sia unevocazione


dellIndicazione
geograficamente protetta (Igp)
Aceto Balsamico di Modena,
protetta da precise norme
comunitarie. In particolare,
il processo che si tenuto nel
tribunale della citt del BadenWrttemberg ha permesso di
stabilire che aceto balsamico
e balsamico non sono termini
generici e non possono essere
utilizzati in modo libero.
La sentenza, dopo quella
dellesclusivit di Grana
associabile solo a Padano
e quella dellespressione
Parmesan, utilizzabile solo
per identificare il Parmigiano
Reggiano, pu essere di
fondamentale importanza per
la tutela di prodotti Dop e Igp.
Alberto Crepaldi

CONTENZIOSI

Bracco, pi quattrini per il fisco


FARMACEUTICA Tempi duri per Diana Bracco, capo del colosso

farmaceutico Bracco (1,1 miliardi di ricavi). Per via di un


contenzioso tra lAgenzia delle Entrate e la controllata Bracco
Imaging, il gruppo ha dovuto accantonare 6 milioni di euro, che
si aggiungono ai 15,3 gi messi da parte per lo stesso motivo.
La somma, dice il bilancio 2014, rappresenta la miglior stima
prevedibile circa lesito della controversia.
Gloria Riva
12 novembre 2015

51

Svolte

Il Paese va alle prime elezioni libere


con laccordo tra i generali e lex
oppositrice Aung San Suu Kyi. Che
potrebbe diventare vicepresidente

di Pio dEmilia da Yangon


52

12 novembre 2015

nia - o Myanmar come ora si chiama - quella di


spostare le lancette dellorologio. Di mezzora. Perch
la Birmania, cos come ce lhanno raccontata scrittori
come Kipling e Somerset Maugham, ma soprattutto,
in uno dei suoi pi belli e sconosciuti romanzi (Burmese Days,
Diario Birmano) George Orwell, un Paese che ama sottolineare la sua diversit. E lo ha fatto sempre con grande dignit, senza
minacciare nessuno fuori dai suoi peraltro molto indefiniti confini, ma finendo per far pagare prezzi altissimi ai suoi cittadini
orgogliosi, educati e tuttavia capaci di mostruose violenze. Basti
pensare a quando, dopo essere riusciti a strappare lindipendenza dagli inglesi nel 1947, i birmani videro prima saltare in aria
mezzo governo provvisorio (alla guida del quale cera Aung San,
padre dellattuale leader dellopposizione e premio Nobel per la
Pace, Aung San Suu Kyi). Poi subire, dagli anni 60 in poi, una
serie di colpi di Stato sanguinosi da parte dei militari appoggiati
dalla potente sangha buddhista (una sorta di sinodo, tuttora
coinvolto nella Ma Ba Tha, sorta di guerra santa molto poco
buddhista che impone ai propri fedeli di non intrattenere relazioni, n umane n commerciali, con le minoranze islamiche e hindu.
E infine vedersi cancellare nel 1990 i risultati delle prime elezioni
politiche democratiche dopo 30 anni di dittatura del Tatmataw,
il potente esercito fondato proprio dai nazionalisti di Aung San,
durante la resistenza contro i giapponesi e gli inglesi e oggi rifornito da sofisticati armamenti cinesi e israeliani. I militari, che

Foto: Ye Aung Thu- AFP / Getty Images, T. Weidman - LightRocket via Getty Images

Birmania
Anno Zero

A PRIMA COSA DA FARE QUANDO si arriva in Birma-

LA SIGNORA, PREMIO
NOBEL PER LA PACE, HA
GI INIZIATO A FARE
POLITICA ESTERA.
E GUARDA PI ALLA CINA
CHE ALLOCCIDENTE

avevano fatto male i loro conti e avevano organizzato le elezioni


pensando di vincerle, appena visti i risultati ci ripensarono: arrestarono la maggior parte dei leader dellopposizione, compresa
Aung San Suu Kyi, dichiararono la legge marziale e rimasero al
potere. Restandoci fino al 2012, quando una ventina di generali, tra i quali lattuale presidente Thein Sein, decisero di abbandonare la divisa e venire a patti con lopposizione interna, la comunit internazionale e il buon senso.
Ora, alla vigilia delle nuove, storiche, elezioni politiche libere
e democratiche (si vota l8 novembre), sono in molti ad agitare
il fantasma di questo lontano, ma vicinissimo, passato. Soprattutto tra commentatori, media stranieri ed esperti non si esclude
che i militari, dopo essersi tolti la divisa e deciso di gestire il Paese in abiti civili abbiano un piano B. Un piano che preveda ancora una volta lannullamento delle elezioni, nel caso di una vittoria
troppo schiacciante dellopposizione. Ma non succeder. E
questo perch le cose, in Birmania, uno dei Paesi pi poveri del
pianeta nonostante le ricchezze naturali, strategicamente importante sia per gli Usa sia per la Cina, sono davvero cambiate.
Leconomia negli ultimi due anni cresciuta attorno al 10 per
cento e dovrebbe continuare a questo ritmo per i prossimi anni,
se il nuovo Parlamento riuscir a riformare le obsolete leggi
bancarie e commerciali, alcune delle quali risalgono addirittura
allepoca coloniale, che bloccano investimenti e transazioni
commerciali. Sinora il Parlamento ha trovato solo il tempo di
approvare, sullonda di un crescente integralismo buddhista

guidato dal monaco razzista Ashin Wirathu (detto il Bin Laden


birmano) una serie di assurde leggi liberticide e misogine (tipo
il divieto di matrimoni interreligiosi e quello per le donne, ma
non per gli uomini, di cambiare religione).
Una cosa sembra tuttavia certa. Al di l del risultato delle elezioni, lo scenario politico dei prossimi anni sembra essere gi
scritto e si sa ma non si deve dire - minuziosamente concordato tra Aung San Suu
Kyi (la cui immagine si un po appannata
per via del suo mancato sostegno nei confronti dei Rohingya, minoranza etnica di
religione musulmana pesantemente discriminata) e gli ex generali. Con lattuale
presidente Thein Sein, innanzitutto, con il
quale si fatta spesso vedere assieme apprezzandone pubblicamente gli sforzi per
portare fuori dallisolamento internazionale il Paese e riavviare il processo di democratizzazione. E, soprattutto, con Shwe
Mann, speaker della Camera e, fino a due
mesi fa quando stato improvvisamente
deposto, capo del partito di maggioranza,
lUsdp (Union Solidarity and Development
Party), braccio politico dei militari, i
quali si sono comunque riservati per legge
il 25 per cento dei seggi. Nella Costituzione
c anche larticolo che impedisce a chi abbia un coniuge o dei figli di nazionalit
straniera di diventare presidente. Una norCercatori doro
ma ad personam scritta per impedire ad
cinesi in una
Aung San Suu Kyi, che ha avuto dallormai
miniera della
scomparso marito inglese Michel Aris due
Birmania.
figli con cittadinanza britannica, di accedeA sinistra:
re alla massima carica dello Stato. Dopo
la splendida
aver cercato in ogni modo di tessere alleansede del
ze e cercare appoggio per modificare la
Parlamento
Costituzione Aung San Suu Ky se ne fatta
una ragione ed scesa a patti con gli ex militari, compresi quelli,
come Shwe Mann, che avevano ordinato massacri e attentato
alla sua vita. L inciucio della Signora coi generali stato criticato da alcuni esponenti del Ndl, il suo partito, che sono stati
espulsi e non verranno candidati alle elezioni. Un malumore che
si esteso anche alla base e che ha portato il popolare leader
della rivolta studentesca dell88, Ko Ko Gyi, a dimettersi e candidarsi come indipendente.
In cambio della sua rinuncia a sfidare formalmente il nuovo
regime, premere per la riforma costituzionale e insistere per diventare presidente, Aung San Suu Kyi avrebbe ottenuto dagli ex
generali di concordare il nome del nuovo capo dello Stato, di
essere nominata vicepresidente e di avere un ruolo molto attivo
in politica estera, ruolo che di fatto si gi conquistato, negli
ultimi mesi. Provocando qualche preoccupazione in Occidente.
perch invece di rafforzare i rapporti con Stati Uniti, Europa e
Giappone si preoccupata di rassicurare Pechino, primo
12 novembre 2015

53

La maledizione del tesoro di giada


Lo scorso gennaio, presso la galleria
Sotheby di Hong Kong una collana
stata venduta per la cifra record di 27
milioni di dollari. A comprarla, uno dei
centomila miliardari cinesi, tale Ma Jie,
di Shanghai. Parliamo di giada, simbolo
di opulenza. Cos come per altre pietre
preziose, soprattutto rubini, smeraldi
e zaffiri, la patria della giada
la Birmania. O meglio, una delle sue
regioni pi inaccessibili e politicamente
turbolente: lo Stato Kachin. Da sempre
in lotta per lindipendenza o quantomeno
unautonomia mille volte promessa e
mai concessa, i Kachin, con le loro
miniere di giadeite, potrebbero essere
tra le popolazioni pi ricche del mondo.
E invece vivono in miseria, costretti
a subire le angherie dei ricchi mercanti
cinesi e dei loro complici/soci birmani,
per la maggior parte esponenti
del Tatmadaw, lesercito birmano,
che occupano militarmente le zone
dove si trovano le miniere.
A spartirsi un fatturato che Global
Witness - una ong che si occupa di
individuare e denunciare lo sfruttamento
illecito delle materie prime - indica
in 30 miliardi di dollari lanno sono
un centinaio di famiglie di militari, tra

partner commerciale della Birmania. Dopo la visita ufficiale compiuta lo scorso


agosto, durante la quale stata ricevuta
dal presidente Xi Jinpin, la Signora si
recata almeno altre due volte in forma
privata in Cina, guidando delegazioni di
politici e imprenditori. Il segnale chiaro:
la Birmania non ha nessuna intenzione di
ridurre la sua dipendenza economica (e
militare, visto che Pechino fornisce armi
per oltre due miliardi di dollari a Yangon)
e in cambio dei nuovi investimenti cinesi
aumenter le gi ingenti forniture di gas e
petrolio. Senza escludere la possibilit che
venga resuscitato lambizioso progetto da
30 miliardi di dollari di una ferrovia da
Kunming, capitale dello Yunan (Cina)
allo stato martoriato del Rakhine, patria, si fa per dire visto che il governo ha
tolto loro il diritto di cittadinanza rendendoli di fatto apolidi, di un milione di
Rohingya, la minoranza islamica contro
la quale si accaniscono i buddisti integralisti. E dove la stessa Aung San Suu Kyi si
recata, per la prima volta, negli ultimi
giorni della campagna elettorale, ma solo
nelle citt sicure del sud, come Taungup, Thandwe e Gwa,
senza mettere piede nellinferno del nord, dove scontri etnici e
religiosi sono allordine del giorno. Ma sullenorme mercato
delle pietre preziose (vedi box) che la collaborazione tra i due
governi continuer e si rafforzer, con buona pace delle grandi
societ occidentali e sudafricane che da tempo cercano di assicurarsi una fetta del mercato pi importante del mondo.
La nuova, democratica Birmania sar certamente pi libera e ricca, ma non necessariamente filo-occidentale, o filo Usa,
per essere pi precisi. I quali sembrano essere stati colti di sorpresa da questo inaspettato e progressivo inciucio istituzionale
e mettono in guardia contro possibili brogli alle prossime elezioni. Il che pi che possibile, visto che le liste elettorali sem-

54

12 novembre 2015

le quali quelle dellultimo dittatore, Than


Shwe e addirittura alcuni nipoti di Ne
Win, autore del colpo di Stato del 1960.
Lo Stato Kachin si trova allestremo nord
del Paese, confina con la Cina a est
e lIndia a ovest, ed off limits per
gli stranieri. Ma questo non impedisce
a commercianti e avventurieri di
raggiungerlo. Guillaume, un cittadino
belga che fa linterprete e il consulente
per i commercianti stranieri, vive a
Hpakant, il centro dove sono concentrate
il maggior numero di miniere da oltre
ventanni. Negli ultimi due anni,
lattivit estrattiva aumentata in modo
forsennato, racconta, provocando
dissesti idrogeologici senza precedenti.
La fine delle sanzioni ha permesso alle
grandi societ di importare centinaia
di ruspe che prima arrivavano via terra,
dalla Cina. I residenti locali sono ridotti
alla fame, ci sono solo due ospedali per
oltre un milione e mezzo di abitanti
e ogni giorno le ruspe raccolgono e
gettano in cave a cielo aperto i cadaveri
dei cercatori uccisi dalle guardie private
o travolti dalle frane. Due anni fa ho visto
una piccola scuola precipitare in un
burrone, con dentro almeno un centinaio
di persone, tra adulti e bambini. P. dE.

brano essere state manipolate e che milioni di cittadini appartenenti ad alcune minoranze non saranno in grado, per motivi
di sicurezza, di votare. proprio dalle minoranze - ce ne sono
ufficialmente 135, molte delle quali dispongono di eserciti che
ingaggiano furibondi scontri con le odiatissime forze armate
governative - che potrebbero nascere seri problemi per il nuovo
governo centrale, chiunque sar a guidarlo. Con il 40 per cento
della popolazione (52 milioni) appartenenti a etnie diverse da quella domiAung San Suu Kyi,
nante dei Bamar, promesse e accordi
70 anni, la Signora
regolarmente disattesi il rischio di
di Birmania
balcanizzazione della Birmania
e il presidente
molto forte. Ed un altro degli elemenThein Sein
ti anche questo poco pubblicizzato
ma ben radicato nellaristocrazia politica del Paese che favorisce la collaborazione, anzich lo scontro frontale,
tra gli ex generali assassini e corrotti e
Aung San Suu Kyi, sempre pi scaltra,
e pragmatica, attenta a non compiere
anche minimi errori che potrebbero
rivelarsi fatali. A 70 anni appena compiuti e splendidamente portati anche
comprensibile che la Signora non abbia
alcuna voglia di tornare in prigione. O
ancor peggio: finire come suo padre,
rimasto vittima di un attentato appena
assaporato il gusto della vittoria. n

Foto: J. Yeon-Je - AFP / Getty Images, R. Talaie - Corbis / Contrasto

Svolte

Soli Ozel
Senza frontiere www.lespresso.it

Ha vinto le elezioni turche grazie a intimidazioni


e minacce. Per i leader del Vecchio Continente
trattano con lui affari senza farsi troppi scrupoli

Erdogan fa paura.
Ma allEuropa piace cos
QUELLA DEL 7 GIUGNO deve essere stata

una delle notti peggiori nella vita politica del presidente Erdogan. Non soltanto era andato in frantumi il suo sogno
di diventare presidente di un sistema
presidenziale modificando la Costituzione, ma per di pi il suo partito,
lAkp, aveva perso la maggioranza
parlamentare. Con il voto di domenica scorsa 1 novembre, Erdogan riuscito a ribaltare quel verdetto. Con una
serie di brillanti mosse strategiche e
sfruttando lassoluta incompetenza e la
mancata determinazione dei partiti
dellopposizione, ha imposto al Paese
unelezione anticipata. Per farlo ricorso alle prerogative del suo incarico, e ha
impedito ogni tentativo volto a formare
un governo di coalizione.
Erdogan si tenuto lontano dal cuore
della campagna elettorale, non ha parlato di sistema presidenziale e ha insistito sullimportanza della stabilit. La
macchina della propaganda dellAkp
ha battuto su un medesimo tasto, affermando che se lelettorato avesse negato
al partito un numero di seggi sufficiente
a farlo governare da solo di fatto avrebbe scoperchiato un vaso di Pandora. Ne
sarebbe nato il caos, e tutte le conquiste
degli ultimi 13 anni di governo dellAkp
in tema di questioni economiche e politiche avrebbero corso il rischio di dissolversi. La base elettorale del partito,
formata dalla classe media, per reazione
al pericolo di un peggioramento delle
proprie condizioni ha serrato le fila. E
cos si affermata lidea che, una volta
ripristinato un governo monopartitico,

il clima dellanno scorso - negativo per


gli affari potesse essere invertito.
In modo ancor pi rilevante ha inciso
il timore del caos, dopo che unondata
di azioni terroristiche e militari e di attentati suicidi ha profondamente sconvolto il Paese. Il governo a quel punto
aveva gi rinunciato alle aperture nei
confronti dei curdi, mettendo il Paese
sul sentiero di guerra. Il Pkk ha reagito
con lescalation. Il timore di unimminente guerra civile ha preoccupato molto lopinione pubblica. La violenza
arrivata ai massimi quando ad Ankara
due attentatori suicidi affiliati allo Stato
Islamico hanno provocato una strage e
la morte di 102 cittadini, la maggior
parte sostenitori dellHdp, il partito filo-curdo. A quel punto il governo ha
sfruttato latroce episodio per affermare
che lincidente era il frutto di una collaborazione tra Pkk e Is e pertanto la
Turchia stava per essere presa dassalto
da organizzazioni terroristiche.
QUESTO RAGIONAMENTO, sebbene non
documentato da prove, pare aver toccato una corda nellopinione pubblica.
Lescalation delle violenze del Pkk ha
fatto s che i conservatori curdi della
classe media tornassero a scegliere lAkp. Sia il Partito del movimento nazionalista Mhp sia il Partito democratico
popolare Hdp hanno perso milioni di
consensi, andati allAkp. Infine, la paura di instabilit, incertezza e di ulteriori
elezioni ha mobilitato in massa lelettorato verso lAkp.
Questa campagna di propaganda

della paura stata accentuata da una


sistematica serie di aggressioni fisiche e
verbali contro i mezzi indipendenti di
informazione. Il quotidiano pi importante,Hrriyet, ha subito due aggressioni in due giorni da affiliati allAkp.
Lopinionista pi popolare del giornale
stato vittima di unaggressione davanti al condominio nel quale abita.
IL POTERE GIUDIZIARIO ha lavorato
come unestensione del potere esecutivo, prendendo decisioni in linea con i
desideri del presidente. In questo quadro, il primo novembre, nel 93esimo
anniversario dellabrogazione del Sultanato ottomano, il Partito Giustizia e
Sviluppo (Akp) ha conquistato quasi il
50 per cento dei voti e detiene ora una
comoda maggioranza in parlamento.
Anche se il numero dei seggi dellAkp
non sufficiente a fargli modificare da
solo la Costituzione, il risultato permette allAkp di trattare una revisione della
Costituzione in posizione di forza.
Erdogan domina larena politica.
lui a suscitare soggezione e preoccupazione. Finora le sue politiche basate
sulla polarizzazione, lintimidazione e
gli attacchi hanno lavorato a suo vantaggio. Come leader senza rivali.
lecito supporre che continuer a costruire un partito tuttaltro che liberale
e un sistema dominante di governo col
quale gli europei, come hanno dimostrato con il loro comportamento degli
ultimi tempi, trattano affari senza farsi
tanti scrupoli.
traduzione di Anna Bissanti
12 novembre 2015

55

Glocal
a cura di Riccardo Bocca e Stefano Livadiotti
MAROCCO

Record desertico di energia


RABAT Il Marocco sta costruendo
la pi grande centrale di energia
solare al mondo. A Ouarzazate,
nel deserto del Sahara, verr inaugurato nelle prossime settimane
il primo di quattro impianti tra
loro collegati. Quando sar completato, il progetto occuper uno
spazio grande quanto la capitale
Rabat, e sar cruciale nellaiutare
il Paese a ricavare dalle rinnovabili met della sua energia elettrica entro il 2020.
(D. C. P.)

Gran Bretagna

Studiosi
e indignati

LONDRA Pi di 300 docenti universitari britannici si sono impegnati a


boicottare le istituzioni accademiche israeliane in segno di protesta
contro quelle che definiscono intollerabili violazioni dei diritti umani del popolo palestinese. La dichiarazione sottoscritta da 343
professori stata pubblicata sul
Guardiancon il titolo:Un impegno dagli studiosi del Regno Unito
per i diritti dei palestinesi. (Pi. Fal.)

Marco Damilano Selfie e Contenti

Il partito dello Scudetto

Vanit in tribuna donore. Esultanza bambinesca. La crescita


economica, e va bene. I successi dellExpo, daccordo. I nemici
che si eliminano da soli, dalla minoranza Pd a Marino, che goduria.
Ma vuoi mettere con la Fiorentina in testa alla classifica di serie A?
Cosa c di pi auto-gasante per Renzi? Il partito della Nazione
punta allo scudetto. Con laiuto di troppi avversari immaginari.

ITALIA

Foto: G. Sproviero - CGE Fotogiornalismo, V. Ghirda - Ap / Ansa

Minoli chiama,
Matteo evita
ROMA Giovanni Minoli chiama,

e Matteo Renzi non risponde.


questo lo schema fisso quando di
mezzo ci sono il conduttore della
trasmissione radiofonica
Mix24, sullemittente confindustriale Radio24, e il presidente
del Consiglio. Non c niente da
fare: malgrado sia stato pi volte
invitato, il capo del governo ha
preferito declinare lospitalit
dellex direttore di Raidue. Si attendono sviluppi.
(T. M.)

Ion Iliescu,
ex presidente
della Romania
ora sotto
processo

Romania

ARABIA SAUDITA

Repressione
alla sbarra

Allarme rosso
bancarotta

BUCAREST Lex presidente rumeno Ion Iliescu sotto processo per


crimini contro lumanit. Capo
dello Stato dal 1990 al 1996 e dal
2000 al 2004, accusato di aver
represso nel sangue una protesta
nel giugno del 1990, pochi mesi
dopo la caduta del comunismo. Il
caso, che inizialmente si era chiuso con un proscioglimento, stato riaperto dopo un pronunciamento della Corte europea per i
diritti umani.
(D. C. P.)

RIYAD LArabia Saudita rischia la


bancarotta entro cinque anni. A
sostenerlo il Fondo monetario
internazionale, secondo cui il deficit di Riyad equivarr al 21,6
per cento del Pil nel 2015, e al
19,4 lanno successivo. La colpa
del crollo del prezzo del petrolio, che rappresenta il 90 per cento delle entrate e dal quale, secondo il Fmi, il Paese deve rendere
sempre meno dipendente la propria economia.
(R. R.)
12 novembre 2015

57

Glocal

RUSSIA

Anche i sadici
hanno la loro legge
MOSCA Tempi duri nei penitenziari russi. Passa il vaglio della Duma
la cosiddetta legge dei sadici che
autorizza le guardie carcerarie ad
usare forza fisica e armi contro i
detenuti. Via libera dunque a
manganelli speciali, gas, taser e
cani per prevenire crimini o violazioni del regime carcerario o
durante i servizi di scorta. Residuale lopposizione: dicono no
alla norma solo il Partito Comunista e Russia Giusta. (A. Can.)

Francia

Guerre stellari
per giovani in galleria
PARIGI Il pi celebre museo parigino inaugura uno spazio permanente concepito per i giovani. Con la mostra dedicata ai
Miti fondatori, da Ercole a
Dart Vader, infatti, che durer
fino al 4 luglio 2016, un eroe di
Guerre Stellari entrato ufficialmente al Louvre. Lesibizione, tra laltro, inaugura una
nuova galleria chiamata La

SARDEGNA

Budelli privata
CAGLIARI Lisola di Budelli, fa-

mosa per la sua natura incontaminata, passa a un privato. Il


tribunale di Tempio Pausania ha
chiuso la lunga vicenda processuale revocando la custodia
dellisola allEnte Parco della
Maddalena e assegnandola definitivamente al finanziere e ambientalista neozelandese Michael
Harte, che aveva acquistato Budelli ad unasta giudiziaria nel
2013 e ora dovr versare 2,9 milioni di euro.
(D. C. P.)

Siria

Biblioteca
tra le macerie
DAMASCO A Daraya, un sobborgo della capitale siriana, un gruppo di giovani ha aperto una biblioteca con i libri trovati tra le
macerie delle abitazioni. Gli attivisti hanno recuperato 11 mila

testi di letteratura, filosofia e teologia, li hanno catalogati e messi


a disposizione dei cittadini. Inoltre, hanno annotato il luogo del
ritrovamento, per poterli restituire ai proprietari quando la guerra sar finita.
(A. Mas.)

La celebre
spiaggia
dellisola
di Budelli

FRIULI VENEZIA GIULIA

Scontro
ereditario

ROMA battaglia legale attorno


alleredit di Margherita Hack.
Le associazioni animaliste Il Gattile, Astad e Enpa - che nel testamento lastrofisica aveva stabilito
si dividessero con sette suoi amici
500 mila euro - sono pronte a
fare causa alla badante, a cui il
marito della scienziata ha intestato prima di morire lintero patrimonio ereditato, mentre secondo
le volont di Hack doveva spettarle solo la casa.
(R. R.)

Sergio Staino

Foto: E. Spanu - CuboImages

Ecce Bobo

petite galerie pensata sia per i


bambini che per il pubblico degli adolescenti.
(T.M.)

12 novembre 2015

59

Glocal
Denise Pardo

Larresto
di Michele
Zagaria, boss
dei Casalesi

Pantheon www.lespresso.it
@pardo_denise

Candidatura Grande
AUSTRALIA

Emoticon
fuori luogo
CANBERRA La ministra degli
Esteri australiana, Julie Bishop,
stata duramente criticata da una
commissione parlamentare per
unintervista al sito americano
BuzzFeed in cui, usando solo
emoticon via WhatsApp, ha rappresentato il presidente russo
Vladimir Putin con una faccina
rossa arrabbiata. Secondo lopposizione, la ministra Bishop ha
tenuto un comportamento inappropriato e ha mancato di rispetto alla Russia.
(D. C. P.)

Cina

Foto: R. Esposito - Newfotosud / Olycom, S. Caleo

Presidente
Confucio
PECHINO Il Premio Confucio,
corrispettivo cinese del Nobel per
la pace, stato assegnato al presidente dello Zimbabwe, Robert
Mugabe. Il novantunenne capo
di Stato, sottoposto a sanzioni
europee e americane con laccusa
di violazione dei diritti umani,
avrebbe infuso linfa vitale nella ricerca di unarmonia globale. Prima di Mugabe, alleato di
Pechino, erano stati premiati Vladimir Putin e Fidel Castro. (V.G.)

Lombardia

Vade retro,
evasori
MILANO Con 2 milioni 138 mi-

la euro recuperati nel 2014, il


capoluogo lombardo la prima

citt italiana nella lotta allevasione fiscale. Al secondo posto


Torino (un milione 205 mila) e
al terzo Bergamo (un milione
179 mila). Negli ultimi tre anni il Comune meneghino ha
segnalato 2 mila 77 irregolarit, la maggior parte delle quali sulla base dellincoerenza tra
tenore di vita e reddito dichiarato.
(D. C. P.)

GERMANIA

Metalmeccanici
in rosa
FRANCOFORTE Per la prima
volta nella sua storia il potente
sindacato dei metalmeccanici
tedeschi Ig Metall sar guidato
da una donna. Christiane Benner stata eletta alla guida della pi grande delle federazioni
sindacali iscritte alla Dgb (2
milioni di tesserati) con una
maggioranza bulgara: il 90 per
cento dei delegati al congresso
ha votato per lei, in tandem con
lattuale vice presidente, Joerg
Hofmann.
(A. Mas.)

Campania

Auditorium
anti clan
CASERTA Sulle terre dei Casa-

lesi nascer un distretto produttivo anti clan. La Giunta di


Casapesenna, con il consorzio
Agrorinasce (formato da sei
Comuni del casertano), che si
occupa del riutilizzo dei beni
confiscati alla camorra, ha pubblicato un bando per assegnare

AVVISO PER I MOLTI questuanti del Mit.


Al momento solo il capo dellufficio
legislativo. Ma nel post Lupi, e nel piano
di riorganizzazione del ministero delle
Infrastrutture e Trasporti, detto anche Mit, la
candidata unica a una poltrona nuova di zecca:
quella di segretario generale. Nel bunker
del ministero di Graziano Delrio non sono
proprio pazzi di lei, che ha il leggiadro passo
di un panzer. Ma il potere di Elisa Grande
in crescita esponenziale.
ANCORA UNA VOLTA, ce lha fatta. una
sopravvissuta con tante stagioni alle spalle.
Non solo non stata rottamata. Ma
imbarcata da Delrio tra i pochissimi che
da Palazzo Chigi hanno traslocato al mega
ministero. Mauro Bonaretti ombra e capo
di gabinetto. Lei lombra dellombra.
MAI VISTA IN GIRO con giacche mascoline,
una predilezione per mini abiti color Disney cos partecipa ai ricevimenti del Quirinale - al
Mit va oltre il suo ruolo di responsabile degli
Affari legali. Controlla, setaccia, dice la sua
su tutto. Ha sempre la carta buona in mano,
quella che chiede Delrio. Voil. Sgranocchia
dati e numeri, per non parlare di norme e
commi.
A PALAZZO CHIGI arriva nel 2000, governo
Amato. Decolla con il Berlusconi uno e due
sotto la benevola egida di Gianni Letta e Mauro
Masi. Galleggia con lamministrazione Prodi.
Disinnesca la rottamazione lavorando per
i renziani al potere, diventando il capo del
Coordinamento amministrativo.
APPENA NOMINATO al Mit, Delrio incontrando
il prodiano Arturo Parisi racconta come Grande
gli dica sempre di aver cominciato con lui la
sua carriera. Parisi sorride: Pi con Masi. Ma
conferma la buona preparazione.
DA SEGRETARIO GENERALE del Mit diventer
centrale visto che la poltrona la porter al
vertice dei sedici direttori generali, annullando
due figure chiave: i potentissimi capi
dipartimento Lavori pubblici e Trasporti.
Grande gestione del potere.

18 terreni nellex feudo del boss


Michele Zagaria. Il progetto
prevede anche un centro servizi
e un auditorium.
(A. Mas.)
12 novembre 2015

61

Reportage

Sulla Cavour un
elicottero EH101
viene trasferito
dallhangar al
ponte di volo,
dove decoller
per controllare
le rotte degli
scafisti

Sulla portaerei
a caccia di scafisti
LEspresso salito sulla Cavour, la nave ammiraglia
della Marina europea in rotta sul Mediterraneo alla
ricerca dei trafficanti di uomini. Una sfida che si ripete
ogni giorno, fatta di tecnologia ma anche di umanit
di Gianluca Di Feo foto di Massimo Sestini per lEspresso

Reportage

64

12 novembre 2015

Giorno e notte al largo della Libia

Le attivit quotidiane sulla Cavour, ammiraglia della flotta


Ue. Da sotto, in senso orario: un ufficiale cammina nei
corridoi della zona classificata. Labbordaggio nel buio
a un peschereccio usato dagli scafisti ripreso dai visori
notturni di un elicottero. Un sottufficiale sul ponte
di comando. Lequipaggio schierato sul ponte della nave
per lammainabandiera con le note dellinno europeo.
Il decollo di un elicottero. La sala comando che gestisce
la navigazione della portaerei. La Berlin, una delle due navi
tedesche che fanno parte della missione Ue. La squadra
a bordo di un elicottero Agusta-Westland EH101 durante
una ricognizione a largo delle coste libiche

12 novembre 2015

65

Reportage
Sul gommone
verso la bufera
Il gommone con oltre cento
migranti avanza il 20 ottobre
nelle acque cupe del
Mediterraneo: il vento si sta
alzando ed in arrivo una
bufera. Limbarcazione
stata avvistata da un aereo
radar spagnolo, che ha dato
lallarme a un elicottero
italiano. Tutte le persone
a bordo sono state salvate

Reportage
IL COMANDANTE IN MARE DELLE NAVI UE: NON POSSIAMO
CORRERE IL RISCHIO DI ERRORI, INTERVENIAMO CON LE ARMI
CONTRO I BOSS MA SALVIAMO TUTTI I PASSEGGERI
AZZURRO SPARITO, inghiottito da un
blocco scuro, sempre pi minaccioso,
che fonde vento e flutti in unimmensit grigia come metallo liquido. Arriva
la tempesta e il gommone ci si infila
dentro avanzando dalla Libia verso la
Sicilia: miglio dopo miglio, le onde si
fanno pi alte e sembrano stritolare
quei quattro metri di plastica a cui sono
aggrappate le vite di cento persone. I trafficanti sperano che il
brutto tempo tenga lontani gli elicotteri europei quel tanto che
basta per permettergli di spedire a largo il loro carico e tornarsene al sicuro: una scommessa in cui la loro impunit conta pi
della salvezza dei bambini e delle donne che hanno pagato per
attraversare il mare.
Il quadrimotore spagnolo P3 Orion invece non teme quellanticipazione dinverno a sud di Malta. Ha preso il volo da Sigonella e con il suo radar scruta centinaia di chilometri di onde.
Inquadra il gommone e guida fino l un EH101, il pi potente
elicottero della Marina, che con un visore allinfrarosso studia
i passeggeri uno dopo laltro da dieci miglia di distanza. Nessuna figura sospetta, sono tutti disperati: chi ha impostato la
rotta gi scappato. La notte successiva, con la bufera che
gonfia acqua e cielo, invece sensori della flotta italiana inquadrano una barca zeppa di migranti trainata da un peschereccio.
Non si tratta di soccorritori: sono scafisti, che vengono filmati
a lungo prima di passare allazione. Nelloscurit totale scatta
labbordaggio dei mar. Chi ha bisogno di aiuto viene trasferito sulla fregata Fasan, gli schiavisti finiscono in manette.

68

12 novembre 2015

Dal 7 ottobre nel Mediterraneo cambiato tutto. Ogni presunto scafista che esce dalle acque territoriali libiche pu essere arrestato, con una delibera delle Nazioni Unite e una decisione della Commissione Europea che autorizzano lintervento
armato. Dieci navi e altrettanti velivoli hanno steso una rete
elettronica che copre 160 mila chilometri quadrati, con una
missione apparentemente impossibile: intrappolare gli scafisti e
salvare tutte le persone in fuga. questo il mandato di Eunavformed, la flotta europea incaricata di fermare i trafficanti. Sono
fregate, corvette, pattugliatori, rifornitori con poco meno di
duemila militari di 22 paesi: tra gli altri, inglesi, francesi, tedeschi, belgi, sloveni, irlandesi, spagnoli, finlandesi e persino
lussemburghesi. I mezzi pi moderni di cui dispongono gli
arsenali del Continente, tra radar, missili e dotazioni dassalto.
Occhio e croce, si tratta di armamenti per otto miliardi di euro
che richiedono decine di milioni per ogni mese di navigazione.
Senza dubbio, siamo allapice dei conflitti asimmetrici, con una
forbice enorme tra la tecnologia messa in campo dallEuropa
e lequipaggiamento primordiale degli scafisti.
Tirare le somme e parlare di sprechi facile. Laritmetica non
permette di cogliere la portata di questa operazione. Che non
solo la prima realizzata sui confini marittimi dellUnione ma
cerca di concretizzare nel Mediterraneo levoluzione massima
del concetto pi discusso degli ultimi venticinque anni, quello
di guerra umanitaria. Il nemico infatti non uno stato canaglia, n unorganizzazione terroristica: qui bisogna combattere
una rete di trafficanti pienamente inserita nel disfacimento libico, che d lavoro a molte persone, quasi sempre part time, e
alimenta una filiera di sfruttamento. Ma che al tempo stesso
rappresenta lunica speranza per la moltitudine in fuga dai massacri del Medio
Oriente e dalla fame dellAfrica.
In Libia i ruoli di vittime e carnefici
sono confusi, cos come le responsabilit
dei complici tra pescatori, camionisti,
imprenditori, leader tribali, miliziani e
governi rivali pronti a far partire i loro
vecchi Mig - come accaduto sabato 31
ottobre - se navi straniere si avvicinano
alla costa. E noi dobbiamo realizzare

Lunit tedesca Berlin si affianca alla Cavour per unesercitazione di rifornimento: una nave con scorte di carburante,
acqua, cibo e ricambi. Sotto: il briefing del comandante di un elicottero prima della missione a largo della Libia. A sinistra:
un quadrimotore da ricognizione P3 Orion spagnolo in sorvolo davanti alla torre di controllo della portaerei

interventi a rischio zero. Non possiamo sbagliare: non pu


esistere il rischio di danni collaterali, spiega il contrammiraglio
Andrea Gueglio, comandante in mare della flotta Ue: Ci succede di salire su imbarcazioni in condizioni pessime, barconi
marci che si sbriciolano sotto i piedi o gommoni artigianali,
stipati fino allinverosimile di gente. Basterebbe sbagliare una
sola mossa per provocare un disastro. E dobbiamo occuparci
contemporaneamente della caccia agli scafisti e del soccorso ai
migranti. Lobiettivo distruggere il network degli schiavisti,
identificandoli, catturandoli e soprattutto distruggendo i barconi che sono lo strumento chiave dellorganizzazione. I satelliti ci mostrano che ne hanno ancora tanti. E altri ne producono in piccoli cantieri: abbiamo sequestrato scafi di legno
fresco, continua lalto ufficiale.
Lammiraglia la Cavour, una base galleggiante imponente
che ha una stazza di 27 mila tonnellate ed lunga 244 metri.
L quasi 600 persone vivono per settimane senza vedere il
mare, correndo su e gi in un dedalo di quindici ponti illuminati da lampade rossastre. Non ci sono obl e le uniche vetrate si trovano nella sala comando e nella torre di controllo,
dove sembra che il potere sia in mano alle donne: una ragazza al timone, unaltra alla direzione dei motori, unaltra a coordinare lo spazio aereo. Il ventre della portaerei una caverna
dacciaio: lhangar che scorre per 134 metri e dove si pu custodire di tutto, dai caccia a decollo verticale Harrier ai carri
armati Ariete da cinquanta tonnellate. Il cervello invece la
zona classificata: le sale operative top secret dove arrivano i

dati raccolti dai radar di bordo e quelli trasmessi dal resto


della flotta. Sugli schermi si forma la visione completa di quello che accade nellintero Mediterraneo centrale. La Cavour
sono quattro navi in una. contemporaneamente una portaerei; ununit per azioni di sbarco, che pu ospitare seicento
marines; un ospedale navigante con due sale operatorie e un
quartiere generale per dirigere operazioni su vasta scala, illustra Alberto Sodomaco, 46 anni, che dallo scorso primo ottobre
comanda il mezzo pi costoso e avanzato costruito in Italia.
LEuropa stata insolitamente veloce. A Bruxelles si parlato per la prima volta della missione il 23 aprile, due mesi esatti dopo le navi erano gi allopera per raccogliere intelligence
sui trafficanti. E dal 7 ottobre scattata la fase due: il contrasto
armato in acque internazionali. Quando ci sar un governo
libico unitario con cui trovare un accordo, si potranno estendere le ricerche fino al bagnasciuga e poi lanciare la caccia
anche sulla terraferma. Gli scafisti sentono gi la morsa. Da
agosto le partenze si sono ridotte. E i profitti crollati: usano
sempre meno barconi - che gli garantiscono un utile di 380
mila euro a viaggio - e puntano sui gommoni, con un guadagno
di 67 mila. I trafficanti temono di perdere i mezzi migliori,
mandano pescherecci a studiare le mosse della flotta. Che a sua
volta, li filma e identifica per acquisire indizi e procedere alla
cattura quando escono dai confini marittimi. La nostra una
maratona, non uno scatto. Abbiamo gi dei risultati concreti,
ma ci vuole tempo, conclude il contrammiraglio Gueglio.
Gianluca Di Feo
12 novembre 2015

69

Dossier Friuli
Laboratorio
di neurobiologia
allinterno
dellArea
Science Park,
a Trieste

Foto: S. Dal Pozzolo - Contrasto

Nuova frontiera
Ai pi nota per le sue eccellenze enogastronomiche. Ma questa
anche terra di avanguardia scientifica e ricerca. Dove il futuro di casa
a cura di Valeria Palermi

Dossier Friuli

Hi-tech senza confini


A Trieste, su 10 mila
ricercatori oltre la met
viene dallestero. E in tutta
la regione fioriscono
distretti e aziende che
puntano sullinnovazione

di Gloria Riva

INQUE INVERNI nella


fredda Chicago non
sono bastati a prepararla. La bora? Non
me laspettavo cos micidiale, sorride lamericana Alissa Ferry,
32enne ricercatrice della Sissa, la Scuola
Internazionale di Studi Avanzati, fra i pi
quotati centri di ricerca al mondo per lo
studio di Fisica, Matematica e Neuroscienze. Alissa viene dalla Pennsylvania
ed arrivata in Friuli Venezia Giulia
quattro anni fa per un post dottorato in
scienze cognitive. Cerco di capire come
fa il cervello ad immagazzinare il linguaggio, dice lei, che alla Sissa lavora al
fianco di 537 colleghi in un parco scientifico che si affaccia sul
golfo di Trieste. Mastica poche parole ditaliano, ma non un
problema: In aula o al celebre Caff degli Specchi si parla
inglese, perch qui c uninfinit di centri di ricerca deccellenza e scienziati di tutto il mondo fanno a gara per ottenere una
cattedra, una borsa di studio, racconta. Oltre met dei 10.420
ricercatori che studiano e lavorano nei 35 poli scientifici della
citt proviene da un diverso angolo del mondo e uno studente
su 10 viene dallestero, ben al di sopra del 3,3 per cento della
media nazionale. Se Trieste lavamposto della ricerca, a buon
diritto lintero Friuli Venezia Giulia pu fregiarsi del titolo di
regione della conoscenza. Perch Udine il luogo del trasferimento tecnologico dalle aule universitarie allindustria, Porde-

72

12 novembre 2015

none vanta poli allavanguardia incastonati in multinazionali


strategiche e a Monfalcone (Gorizia) c un fiorente distretto
delle tecnologie marittime, con 8.500 addetti, trainato dal colosso Fincantieri: 2.440 dipendenti diretti e un altro migliaio
in un indotto di oltre 400 imprese.
Mentre svapora la nebbia della crisi, si fa pi nitido lavvento di una regione frontiera dellinnovazione, che punta a diventare centro della nuova Mitteleuropa e incarna il sogno italiano: una forte manifattura capace di dialogare con il mondo. Il
quadro in evoluzione, ci sono nuove iniziative imprenditoriali di grande potenzialit che prendono il posto di stanchi settori industriali in declino, spiega leconomista Cristiana Compagno, ex rettore dellUniversit di Udine e attuale presidente

Mappa delleccellenza
Le aree di ricerca nelle province del Friuli Venezia Giulia
AUSTRIA

Udine
Industria; Energia, Tecnologia
Digitale

VENETO

FRIULI VENEZIA GIULIA

Gorizia
Navale e nautico,
Scienze Sociali
e Umanistiche

Pordenone
Meccanica;
Sviluppo industriale;
Energia

Fonte: Regione Friuli Venezia


Giulia

SLOVENIA

Trieste
Scienze della Vita (biomedicale,
biotecnologico, bioinformatico);
Matematica e Fisica; Ict

Foto: S. Dal Pozzolo - Contrasto

Tecnologie
al Maritime
Cluster Fvg,
a Monfalcone.
A sinistra:
laboratorio
Area Science
Park, a Trieste

della Banca Mediocredito Fvg. Rifacendosi alle statistiche


della Commissione Europea, lesperta racconta che il 38 per
cento delle imprese della regione ha allinterno reparti di innovazione, contro il 33,5 della media nazionale. Pi marcati che
altrove gli investimenti pubblici in ricerca e sviluppo, mentre i
settori a media e alta tecnologia contribuiscono alla creazione
del 14 per cento della ricchezza regionale, quando la nazione
si ferma al 7,5. In futuro potrebbe andare anche meglio, se
cluster strategici come quello del Bio High Tech, specializzato
nel biomedicale, biotecnologico e bioinformatico, riusciranno
davvero a portare la forza lavoro da 5 a 7 mila addetti. Il distretto raduna 150 imprese, che si estendono da Trieste a Gorizia e si occupano di migliorare la qualit della vita sul fronte

medico, alimentare, sociale.


una sfida per una regione come la nostra, dove il 30 per
cento della popolazione
over 70, spiega Diego Bravar, presidente di Tbs Group
e vice presidente di Confindustria Friuli Venezia Giulia. Il cluster, nato nel 2005, genera un
fatturato annuo di 700 milioni e non ha mai risentito della
crisi. Ne fanno parte aziende figlie dei 35 poli scientifici locali,
una calamita per 7 mila ricercatori e 6 mila esperti che ogni
anno vengono a visitarli. Dal felice connubio nascono realt
come ludinese Lima, 145 milioni di ricavi, leader mondiale
nella produzione di protesi per ginocchia e gomiti, o la stessa
Tbs, nata da un progetto del Cnr per iniettare una dose di
rinnovamento negli ospedali della zona. Bravar un ingegnere
specializzato nella manutenzione di apparecchiature mediche
e produzione di software medicali. In una ventina di anni la sua
impresa ha assunto 2.400 dipendenti, 65 per cento italiani, e
oggi opera in 20 Paesi con un giro daffari di 230 milioni.
12 novembre 2015

73

Dossier Friuli

losso da 400 milioni di ricavi, parecchio dedito allesportazioParticolarmente strategico per il distretto della Salute Intelline, racconta come dopo la Seconda Guerra Mondiale Trieste
gente, cos stato ribattezzato, lIcgeb, il centro internaziosi ritrov amputata dei suoi territori, ceduti ai Paesi comunisti
nale per lingegneria genetica e la biotecnologia, dove si cerca
limitrofi e dovette convivere con la cortina di ferro, piazzata a
un vaccino contro lHiv. stato costituito nel 1987 dalle Naun chilometro e mezzo di distanza. Come compensazione lo
zioni Unite per dare la possibilit a scienziati di tutto il mondo
Stato italiano sostenne tutte le richieste del fisico Paolo Budidi accedere ai laboratori e fare ricerca di alto livello. Listituto
nich, che aveva proposto di far fiorire tanti parchi scientifici,
ha 15 gruppi di indagine, 800 ricercatori e accoglie 9 mila
fra cui lIstituto nazionale di Oceanografia, e rilanciare quelli
scienziati lanno provenienti da 25 Paesi: Il mandato del cenesistenti, come lOsservatorio astronomico di Trieste diretto da
tro usare le biotecnologie a beneficio dello sviluppo internaMargherita Hack, spiega Illy. Pur essendo una regione piczionale. Ora stiamo concentrando le nostre energie sulla rigecola, il Friuli Venezia Giulia sede di grandi multinazionali: le
nerazione del cuore dopo un infarto, mentre nelle sedi di New
Generali, le Officine Danieli, Electrolux a Pordenone. Perch
Delhi e Cape Town facciamo indagini di tipo agricolo e immuuna regione di emigranti e immigrati di ritorno, che hanno rinologico, spiega il direttore Mauro Giacca.
portato a casa un grande spirito internaLIcgeb si trova allinterno di Area
zionale, assorbito dagli imprenditori di
Science Park, parco scientifico con 2.500
UDINE INCARNA IL
qui, che considerano il mondo il loro
dipendenti e 95 centri di ricerca e svilupmercato di riferimento.
po, come quello della multinazionale
TENTATIVO DI AVVICINARE
In scia al dinamismo triestino, si
farmaceutica Bracco. Il parco nasce per
LA RICERCA ALLE
messa a pedalare Udine: negli anni Setcreare aziende a partire da unidea: 1.500
tanta ha creato luniversit e subito dopo
progetti ambiscono a diventare industrie
IMPRESE. LE GRANDI
Friuli Innovazione per il trasferimento
e qui possono trovare terreno fertile.
tecnologico. Il polo ha salvato decine di
Allinterno dellarea si trovano grandi
INDUSTRIE HANNO
piccole imprese del distretto della sedia,
istituti di rilievo mondiale, come Elettra
grazie a soluzioni di design e materiali
Sincrotrone, una copia dellacceleratore
RAPPORTI SEMPRE PI
innovativi. Sette anni fa, inoltre, stato
di particelle del Cern, voluto dal goriziaINTENSI CON GLI ATENEI
il comune di Tavagnacco, alle porte di
no e premio Nobel per la Fisica Carlo
Rubbia. Il sincrotrone serve a fare esperimenti, dallo studio dei grassi alimentari alla durata delle batterie al grafene per
gli smartphone. Sempre l alloggia lIstituto Nazionale di Fisica Nucleare e lIctp,
il Centro internazionale di fisica teorica,
creato per sostenere la scienza nei Paesi
in via di sviluppo. Nel centro operano
230 persone e le conferenze di fisica attirano ogni anno 6 mila scienziati provenienti da 190 nazioni. Ci occupiamo di
calcolo predittivo, analisi teoriche e, su
richiesta dei Paesi in via di sviluppo,
sviluppiamo competenze nel fotovoltaico, rinnovabili, scienze della vita, bioinformatica, dice Sandro Scandolo, capo
dellIctp. Il centro dedicato al premio
Nobel Abdus Salam, pakistano padre
della teoria delle particelle. Nei Sessanta
volle dare unopportunit ad altri scienziati come lui, provenienti da paesi poveri, e scelse di stabilire il suo istituto
proprio a Trieste. Il che rese la citt uno
dei pochi luoghi al mondo prima della
caduta del Muro in cui sovietici e americani potevano incontrarsi e confrontarsi.
Riccardo Illy, gi presidente della Regione e numero uno del gruppo Illy, co74

12 novembre 2015

Udine, a creare Ditedi, distretto delle tecnologie digitali. Qui


sono nate spontaneamente 120 micro imprese che operano in
settori legati allinformatica. Alcune sono diventate multinazionali tascabili, come Eurotech, una delle poche aziende al
mondo che realizza i super calcolatori, dice Mario Pezzetta,
ex sindaco del paese e presidente del distretto. Ditedi sta realizzando un processo di digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione e sta trasformando le tradizionali industrie metalmeccaniche in manifatture 4.0: un concentrato di
sensori e microchip, big data e connessioni. Udine incarna il
tentativo di avvicinare la ricerca alle imprese. Le grandi industrie hanno rapporti sempre pi intensi con scuole e universit,
per ridurre il divario troppo evidente tra lavoro e formazione,
dice Tommaso Cerno, direttore del quotidiano Messaggero
Veneto. Sempre qui ha sede il gruppo Snaidero, leader dellarredo con 800 collaboratori e 130 milioni di ricavi, che ha
creato nove anni fa la Rino Snaidero Scientific Foundation per
generare nuove idee come Touch Kitchen, una cucina intelligente che controlla e informa sui consumi energetici, idrici e
sprechi, rileva temperatura e umidit e cattivi odori. Dopo un
periodo caratterizzato da trend negativi gli indicatori economici del Friuli volgono al bello. Anche per Snaidero gli ordini
sono in crescita del 15 per cento e il dato fresco la ripresa del
mercato italiano, dice Edi Snaidero, presidente dellazienda.
La provincia di Pordenone ha formato un tessuto coeso di
medie imprese che gravitano attorno allindustria del bianco,

mentre quella di Gorizia in cerca di una


propria identit. Dal 2004, quando la
Slovenia entrata nellarea Schengen,
sono sfumate tutte le attivit legate a
frontiera, dogana, imprese di autotrasporto. Una possibile svolta potrebbe
venire dal distretto del mare e dallo
sviluppo della logistica funzionale al
porto del capoluogo giuliano: Trieste era lunico accesso
al mare ai tempi dellImpero austro-ungarico e per questo
possedeva un grande porto ferroviario, interviene Paolo
Possamai, direttore del quotidiano Il Piccolo: Dopo anni di
difficolt, negli ultimi sei mesi si riacceso il dialogo con le
nazioni del Centro e dellEst Europa, facendo rinascere la potenza logistica e portuale della citt. Cos Trieste tornerebbe al
ruolo di cerniera tra lEst e lOvest che ha sempre avuto. n

Conferenza
al Ditedi
di Tavagnacco.
Nellaltra pagina:
laboratorio
dellIcgeb,
a Trieste

Ricercatori e studenti da tutto il mondo


Studenti stranieri iscritti
al Sistema Universitario
(in %)

Numero di addetti alla


ricerca su 1.000 unit
di forza lavoro

Ricercatori e docenti
in organico nelle Universit
del Friuli Venezia Giulia

40

TOTALE
ricercatori
10.420

7,47

35

30

25

3,5

15

10

5
Friuli Venezia
Giulia

Italia

Stranieri
5.216

20

37,1

6,0

Friuli Venezia Europa


Giulia

Italiani
5.204

Fonte: La Mobilit della Conoscenza effettuata dal Coordinamento degli Enti di Ricerca regionali (Cer)
12 novembre 2015

75

Dossier Friuli

Artigiani del gusto


Chef, produttori di grandi vini, contadini, ristoratori. Donne e
uomini appassionati del proprio mestiere: sono i personaggi che
fanno la differenza in questa terra di confine. Che tra bottiglie
eccellenti e prodotti tipici non ha mai esportato cos tanto

di Emanuele Coen

IL CAPOSTIPITE DEI VIGNAIOLI SLOW, la


cuoca cosmopolita giramondo, linventore
dellaceto pregiato dalluva Ribolla gialla, lo
chef che come un folletto sceglie le erbe spontanee fra prati e boschi. Donne e uomini di
frontiera, artigiani del gusto appassionati del
proprio mestiere, che raccontiamo in queste
pagine. Senza dimenticare che la forza del Friuli Venezia Giulia
sta anche nei numeri. Se verranno confermate le previsioni,
infatti, a fine anno lexport agroalimentare dovrebbe sfondare il muro
degli 800 milioni di euro. Il massimo
storico, trainato dal boom del vino:
secondo unanalisi di Coldiretti su
dati Istat, nei primi sei mesi del 2015
le vendite allestero delle bottiglie
friulane sono lievitate del 14 per
cento. Inoltre, le zone vinicole della
regione con le sue denominazioni,
dal Collio ai Colli Orientali, adesso
incassano altri due riconoscimenti:
il terzo posto nella classifica delle
regioni italiane (alle spalle di Toscana e Piemonte) che i lettori statunitensi di Wine Spectator vorrebbero visitare di pi, nonch un piazzamento di tutto rispetto nel Best in
travel 2016 (Edt) di Lonely Planet,
unica destinazione italiana oltre a
Roma. Vini e non solo: anche grandi
prodotti Dop, come il prosciutto di
San Daniele, il formaggio Montasio
e la meno famosa brovada, le
fettucce di rapa fatte macerare nella
vinaccia. E ancora, casi di successo
commerciale comecrema&cioccolato (cremaecioccolato.org), il

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12 novembre 2015

marchio di gelaterie in franchising propriet di bmv, societ


con sede a Torviscosa (Udine), che negli ultimi anni cresciuto
in maniera esponenziale: 400 i punti vendita aperti finora da
Brescia a Palermo, con il progetto di raddoppiare nei prossimi
due anni, in parallelo con lespansione allestero.
CUOCA DI FRONTIERA

Non c nome pi azzeccato, LArgine, per chi come lei ha


deciso di fare una cucina di frontiera in una terra di frontiera.
Antonia Klugmann, 36 anni, ha
aperto il suo ristorante (16 ventesimi
nella guida I ristoranti dItalia
2016 dellEspresso) a Dolegna del
Collio, al confine fra Italia e Slovenia,
insieme al compagno, Romano De
Feo, matre e sommelier, attento selezionatore di etichette friulane. La
giovane chef con unincontenibile
passione per la vela - istruttrice a
Caprera, in Sardegna - assembla
raffinate delizie: topinambur dellargine; baccal e aringa affumicata;
polenta mantecata al nero di seppia,
cavolo nero, acciughe e capperi. La
mia idea di territorio deriva dalle mie
origini, dice Klugmann, nata nella
cosmopolita Trieste: suo nonno paterno, infatti, era un ebreo di Leopoli, oggi in Ucraina, mentre il padre di
sua madre pugliese di Molfetta. Dal
punto di vista del gusto mi sento
molto triestina, con una forte componente dellEst Europa, che fa capolino nelle mie ricette: agrodolce,
rape, cavoli. Vado spesso a fare la
spesa al mercato di Lubiana, dove
ritrovo i sapori della mia infanzia.

La guida Vini e
Ristoranti Friuli
Venezia Giulia
2016
dellEspresso,
in uscita il 20
novembre a 6,20
euro, distribuita
nel territorio
della regione.
A lato: Joko
Gravner.
Nellaltra pagina:
Antonia
Klugmann

Foto: M.Frullani, C. Genuzio

IL TEMPO LUNGO DEI VINI IN ANFORA

Macerati per un anno intero in anfore di terracotta interrate,


affinati a lungo in botti grandi, i suoi bianchi escono in commercio a distanza di sette anni dalla vendemmia. Sette anni,
difficile pensare un tempo pi lento. Ecco perch, nella guida
Slow Wine 2016 (Slow Food Editore), Joko Gravner e la
sua Ribolla Gialla 2007 merita un posto donore. Il viticoltore
di Oslavia, affiancato da sempre dalla moglie Maria e pi di
recente dalle figlie Jana e Mateja, il capostipite riconosciuto
dei vini in anfora con lunghe macerazioni sulle bucce: tecnica
classica nella regione del Caucaso. Un uomo di poche parole,
che ha fatto la storia del vino degli ultimi ventanni, in controtendenza rispetto al mercato. Provano a descriverlo, Stefano
Caffarri con le parole e Alvise Barsanti con le immagini, nel bel
libro Gravner coltivare il vino (edito da Il Cucchiaio dargen-

to): Non ho trovato un altro modo di raccontare Joko Gravner se non con una serie di cerchi: a volte eccentrici, a volte
sbilenchi, a volte nascosti, scrive Caffarri: Ma nella storia di
Joko tutto torna: il suo vino il suo pensiero, e il suo pensiero
il suo modo di stare nel mondo.
QUATTRO SORELLE PER IL PESTT

Luigina si prende cura della sala e della ristorazione. Margherita, la chef, dei corsi di cucina. Emanuela di ospitalit, magazzino e gestione dei prodotti. Carolina, 34 anni, la pi giovane
delle quattro sorelle Missana dellagriturismo e azienda agricola Casale Cjanor, fa tutto il resto. Sono il jolly di famiglia,
siamo molto unite ma litighiamo continuamente, scherza
Carolina Missana, rientrata a Fagagna, piccolo centro nella
zona di San Daniele del Friuli, dopo unesperienza di tre
12 novembre 2015

77

Dossier Friuli

IL SIGNORE DELLACETO E GLI AMICI ACIDI

permercati lo conferma. Io invece mi


batto per ridare dignit a questo sapore
dimenticato, dice Sirk. Che in questa
missione non solo: al suo fianco resistono altri quattro produttori sparsi per
lItalia, Andrea Bezzecchi, Mario Pojer,
Andreas Widmann, Andrea Paternoster. Gli Amici Acidi, cos si fanno
chiamare, distribuiscono laceto in buona parte dItalia, in alcuni Paesi dEuropa e in Nord America.
LALCHIMISTA DELLE ERBE

Joko Sirk
produce laceto
dalluva Ribolla
gialla. In basso:
Silvana Forte e
Cora Basilicata

Se vero, come vero, che un gran vino si fa da una grande


uva, da questa grande uva io faccio il mio grande aceto. Mi
ci vuole qualche anno, e in questo tempo devo accudirlo e
coccolarlo come un bambino in fasce. La grande uva la
Ribolla gialla e il mastro acetaio Joko Sirk, classe 1952, per
mestiere patron del ristorante Subida al Cacciatore, a Cormns, e per passione produttore dellaceto che porta il suo
nome, che si pu mettere su uova, asparagi, orzo e fagioli,
zuppa di gulasch. E anche su lamponi, mirtilli e fragoline. Per
ottenere il risultato Sirk pigia luva, lasciando mosto e vino a
contatto con le bucce in tini di rovere per circa nove mesi, poi
lo fa affinare per tre o quattro anni in barrique di rovere.
Lindustria ha avvalorato lidea che laceto si fa con gli avanzi del vino. E il prezzo stracciato a cui viene venduto nei su-

78

12 novembre 2015

La rosa di Gorizia un radicchio invernale con le foglie rosse che virano al rosa.
I contadini di Cormns, nel Collio, la coltivano per una stagione breve, poco pi di un mese. Non se la fa sfuggire Emanuele
Scarello, 45 anni, unico chef in Friuli a vantare due stelle Michelin con il ristorante Agli Amici, a Udine. E accosta lortaggio
- croccantissimo, intenso e amarognolo - agli scampi e alla
pelle di maiale soffiata. Sperimentatore infaticabile, Scarello
ama giocare con le erbe spontanee del Parco del Torre, raccolte e selezionate da Giusi Foschia dellazienda Giardino commestibile. Lei curiosa come un folletto: porta getti freschi
di kren (rafano), salvia campestre, senape selvatica e altre erbe.
Ne basta una fogliolina per dare al piatto un tocco inconfondibile: non sono cromatismi per abbellire, ma veri ingredienti,
dice lo chef. lui il perno gastronomico della famiglia, che
cominci qui lattivit nel 1887: oggi la sorella Michela si occupa della sala e della cantina, la madre Ivonne troneggia in
cucina. Tiene i rapporti con i contadini e, soprattutto, fa gli
gnocchi con una sensibilit che io non ho, ammette Scarello,
in costante ascesa anche nella guida I ristoranti dItalia
dellEspresso, dove ha raggiunto i 18,5 ventesimi.
MADRE E FIGLIA IN NOME DEL VINO

Non si incontra tutti i giorni una 22enne che snobba i social


network e adora sporcarsi le mani in vigna. Bisogna spingersi
fino a Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, dove Cora Basilicata lavora con i genitori nellazienda vinicola di famiglia: Le
Due Terre, in omaggio alle due matrici del terroir della zona,
terre rosse e marne. Solo cinque ettari e vini naturali di qualit,
tra cui il Colli Orientali del Friuli Rosso Sacrisassi del 2013, 18
ventesimi nella guida I vini dItalia 2016 dellEspresso. Prodotti naturali, ma senza certificazione bio. Lagricoltura biologica innanzitutto una scelta etica, che noi abbiamo fatto pi
di trentanni fa. Del resto non basta il bollino a garantire i
consumatori, dice Silvana Forte, contitolare dellazienda, che
per promuovere le bottiglie della casa gira per il mondo insieme
alla figlia, studentessa di Enologia alluniversit di Udine. Fin
da piccola Cora aveva la passione per questo mondo, ci ha
fatto un bel regalo a seguire la nostra strada. Non una vita
facile, sempre meglio che restare disoccupati. Un esempio per
chi vuole tornare alla terra e al lavoro artigiano. n
al Dossier ha collaborato Emanuele Coen

Foto: A. Addis - Spexi

anni a Londra. Le quattro sorelle oltivano viti, ulivi, frutta e ortaggi, e poi allevano oche e maiali allo stato semi-brado,
ma la loro vera missione unaltra:
portare avanti la tradizione del pestt di
Fagagna. Condimento a base di lardo
macinato, mescolato con un trito di carote, sedano, cipolla e una miscela di
salvia, rosmarino, porro, aglio e prezzemolo. Si spalma su un crostino di pane o
si usa per insaporire minestre, carni in
umido, sughi e soffritti. Prodotto sempre
pi raro, nelle mani di pochi macellai e
famiglie, tra cui Missana: Luigina la
referente dei produttori del presidio
Slow Food. Un tempo i contadini usavano il lardo per conservare le verdure
dinverno, conclude Carolina: Noi lo
prepariamo come lo faceva nostro padre. E pensare che da ragazze lo snobbavamo, solo lui lo mangiava.

Anniversari

Einstein bello e impossibile


Centanni fa veniva presentata la teoria della relativit. Che continua ad affascinare
e a porre problemi. Come nata e cosa oggi una delle idee pi geniali di ogni tempo

di Pietro Greco
IUTAMI, SENN DIVENTO pazzo!. un

caldo giorno di agosto del 1912 quando


un giovane fisico di origini tedesche, Albert Einstein, di 33 anni, spalanca la
porta dellufficio che lamico matematico
Marcel Grossmann ha presso il Politecnico di Zurigo per chiedere soccorso.
Sono cinque anni che cerca senza successo gli strumenti matematici per formalizzare e trasformare in solida teoria il pensiero pi felice della mia vita: lequivalenza tra accelerazione e
gravit. Che tradotto in linguaggio comune significa che se sono
in unastronave isolata che punta a velocit crescente verso
Giove non ho modo di capire se da Terra hanno acceso i razzi o
se il campo gravitazionale del pianeta che mi sta inghiottendo.
Marcel Grossmann fornisce le indicazioni richieste dal suo
giovane e disperato amico: lo strumento matematico che cerchi
il calcolo differenziale assoluto dellitaliano Gregorio Ricci
Curbastro. Einstein impiega altri tre anni e tre mesi per formalizzare il pensiero pi felice della sua vita e nel novembre del
1915, cento anni fa, rende pubblica per la prima volta la sua
teoria della relativit generale: una nuova legge della gravitazione universale. Una delle conquiste dellingegno umano pi
alte. Di cui tutto il mondo in questi giorni giustamente festeggia
il primo centenario.
La teoria geometrizza la gravit e la riduce a una curvatura
dello spazio. Anzi, dello spaziotempo. unidea geniale - una
delle idee pi geniali di ogni tempo - distillata in una formula
matematica. Einstein ha detronizzato Newton, titolavano i
giornali nel 1919 quando linglese sir Arthur Eddington dimostr, prove empiriche alla mano, che Einstein aveva ragione.
Oggi la relativit generale costituisce uno dei due pilastri su cui
si regge la nostra immagine fisica del mondo.
Eppure la teoria (o, almeno, a molti appare) come la Piet
Rondanini di Michelangelo. Bella. Maestosa. Ma incompiuta.
La relativit generale contiene in s i germi della propria autodistruzione, va sostenendo da anni il fisico inglese Stephen
Hawking. Lequazione che la descrive, sostiene negli anni Trenta del secolo scorso lo stesso Albert Einstein, ha una componente di marmo pregiato e unaltra componente di legno scadente. Va da s che, per Albert Einstein, il legno scadente debba
essere trasformato in marmo pregiato. E a questo compito il fisico tedesco dedica tutta la seconda parte della sua vita.
Come succede sempre nella storia della scienza, una gran80

12 novembre 2015

Princeton, 1933.
Albert Einstein tiene
la sua prima lezione

de conquista risponde a molte domande ma, soprattutto, ne


apre di nuove. E le critiche di Hawking e dello stesso Einstein
alla teoria indicano le due questioni lasciate aperte dalla teoria. La prima, quella di Hawking, riguarda la cosmologia.
La seconda, quella di Einstein, riguarda lunificazione delle
forze fondamentali della natura. Entrambe ammettono, forse,
una medesima soluzione.
Ma analizziamoli pi in dettaglio, questi punti critici. Perch
rappresentano la frontiera pi avanzata della ricerca fisica.
Partiamo dal punto indicato da Hawking. La relativit gene-

rale pu essere applicata alluniverso intero, come fece Einstein


nel 1917 formulando le cosiddette equazioni cosmologiche
con cui ha inaugurato la moderna ricerca sullorigine e levoluzione di tutto quanto. Ebbene oggi sappiamo che da 13,7
miliardi di anni il nostro universo, rispettando la relativit
generale, si espande. Creando continuamente nuovo spaziotempo. Ma se riavvolgessimo il film della storia cosmica lo
vedremmo contrarsi, il nostro universo, ripiegare su se stesso
e concentrarsi nella singolarit iniziale. In un punto piccolissimo, densissimo e caldissimo dove tutti i parametri fisici
assumono un valore infinito. Ma per i fisici i parametri con valore infinito sono ingestibili. Dunque,
sono un assurdo. Ecco perch, sostiene Hawking,
occorre superare la relativit generale. Occorre una
nuova teoria, pi generale, che eviti la singolarit
iniziale. Che eviti lassurdo.
C poi la critica di Einstein. Il problema posto dal
fisico tedesco quando descrive la duplice natura
della sua formula pu essere riassunto in questo
modo. C una parte dellequazione (quella che Einstein considera fatta di marmo pregiato) che descrive
il campo gravitazionale: unentit diffusa nello spazio in modo continuo. Laltra parte dellequazione (il
legno scadente) la massa, ovvero linsieme di quelle unit discrete, le particelle, il cui comportamento
viene descritto, con grande precisione, dalla meccanica quantistica e dalle teorie quantistiche di campo
a essa correlate. Ebbene, le due teorie, la relativit
generale e la meccanica quantistica non risultano, a
tuttoggi, conciliabili.
La fisica si regge su due pilastri di analoga potenza.
Ma questi due pilastri sono divergenti. Ecco perch
molti fisici teorici pensano che occorra rimetterli in
fase, quei due pilastri, se si vuole evitare che lintero
e maestoso edificio della fisica crolli su se stesso. Il
che significa che luna o laltra o entrambe le teorie
(la relativit generale e la meccanica quantistica)
sono incomplete e, dunque, da modificare.
Per quarantanni lo stesso Einstein si impegnato in questo tentativo e ha cercato una teoria unitaria - la teoria unitaria dei campi - che trasformasse il legno scadente in marmo pregiato. Non c
riuscito. Ma ancora oggi quello della conciliazione
tra le due teorie il pi grande problema aperto
della fisica. A differenza di Einstein, la gran parte
dei teorici sembra propenso a sacrificare il continuo e a salvare il discreto. Ovvero a trasformare il marmo pregiato in un altro materiale simile a quello che Einstein considerava legno
scadente. In ogni caso c chi giura che risolvendolo il problema della compatibilit tra relativit
generale e meccanica dei quanti si darebbe soddisfazione anche al problema della singolarit
iniziale posto da Hawking (e da tanti altri).
12 novembre 2015

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Anniversari
Vorrei tanto vedere quelle onde di Giovanni Bignami
Non facile immaginare la seduta della
Accademia Prussiana delle Scienze del 25
novembre 1915. In piena guerra mondiale
erano tutti l ad ascoltare un giovane (36
anni) professore ebreo che cominciava una
serie di conferenze su di una rivoluzione
nella fisica. A 17 anni, Albert Einstein aveva
rinunciato alla cittadinanza tedesca (ed era
perci immune dal servizio militare, che
profondamente disprezzava), a 22 aveva
avuto una figlia illegittima (poi morta di
scarlattina) da una giovane e talentuosa
serba, lunica donna ammessa al
Politecnico di Zurigo, poi tardivamente
sposata civilmente ma dalla quale si
separer proprio nel 1914, al suo ritorno
a Berlino.
Nonostante infatti la sua origine ebraica
e una vita turbolenta e politicamente
sospetta, nel 14 era stato nominato
membro della Accademia, professore
universitario (aveva dovuto riprendere la
cittadinanza tedesca) e direttore dellIstituto
di fisica di Berlino, il pi importante di
Germania. Tutti avevano capito che era un
genio fin da alcuni suoi lavori pubblicati dieci
anni prima, tra cui quello che gli sarebbe
valso il Nobel, nel 21. Ma questa teoria
della relativit generale, loggetto delle sue
prime lezioni tedesche, si annunciava come
qualcosa di ancora pi grandioso.
Partiva da una considerazione
apparentemente banale, ma invece
filosoficamente profonda: la massa del

sasso che mettiamo in moto con un calcio


(massa inerziale) e la massa dello stesso
sasso quando cade attirato dalla Terra
(massa gravitazionale) sono uguali.
Semplice no? A questo principio
fondamentale, detto di equivalenza,
Einstein aggiunse un secondo principio
(cosmologico), se possibile ancora pi
semplice: lUniverso omogeneo
ed isotropo e le leggi della fisica sono
le stesse in ogni suo punto.
Con principi fondamentali come questi,
Einstein costru le Fondazioni
(Grundlagen) della relativit generale e le
pubblic lanno dopo. La prima possibilit
di verifica della teoria fu di carattere
astronomico: i quanti (di luce), come li
chiamava Einstein, dovevano subire la
attrazione gravitazionale. Per esempio, la
luce di una stella che passasse radente
al Sole doveva mostrare una deviazione
causata dalla massa del Sole stesso.
Era un effetto relativamente facile
da misurare, ma si dovette aspettare
il 1919 a causa della guerra. Il grande
astrofisico inglese A. Eddington esegu
la misura durante una eclisse: la luce
della stella prescelta deviava della
quantit prevista. Einstein aveva ragione,
la teoria della relativit era un successo,
anche se ancora oscura. A domanda
infatti di un giornalista se fosse vero che
solo tre persone al mondo capissero la
teoria di Einstein, il borioso Eddington

rispose: Ah s? E chi il terzo?.


Poco pi di mezzo secolo dopo, lo stesso
effetto fu misurato su distanze
cosmologiche, con la famose lenti
gravitazionali, cio immagini di galassie
lontane distorte e talvolta moltiplicate
da una galassia vicina, quasi
perfettamente allineata rispetto
allastronomo. Sembra improbabile,
ma succede: le galassie dellUniverso
visibile sono pi di cento miliardi...
La deviazione avviene perch, secondo la
equazione pi famosa del mondo, E=mc2,
lenergia dei quanti di luce equivale a una
massa e subisce perci lattrazione
gravitazionale. Nei casi patologici delle
stelle di neutroni, superdense, la luce
emessa esce stanca, cio con energia
minore, proprio per aver dovuto vincere
lattrazione gravitazionale. Nel caso
estremo del buco nero, la massa ancor
pi concentrata e la luce non riesce proprio
ad uscire, e per questo si chiama nero.
Cosa resta da scoprire in cielo per il
centenario della teoria di Einstein ? Senza
dubbio le onde gravitazionali, da lui previste
ma osservate finora solo indirettamente in
strane coppie di stelle di neutroni. Quando
una stella esplode, o quando due stelle si
fondono una nellaltra, lo spazio circostante
perturbato da onde capaci di interagire
con la materia. sicuro che ci siano, lha
detto il grande Alberto, ma sarebbe tanto
bello vederle.

Non c modo migliore, per festeggiare


i cento anni della relativit generale, che
verificare come essa non sia affatto una
teoria superata, ma una teoria viva. Che
entra nel merito delle questioni aperte.
Quello che forse Einstein non avrebbe
immaginato che, dopo centanni, essa
sarebbe stata alla base di tecnologie che
pervadono la nostra vita quotidiana. Due su tutte. I vecchi televisori con tubi catodici potevano funzionare solo tenendo conto,
nella loro progettazione, degli effetti dovuti alla relativit generale. Ma c unapplicazione ancora pi recente e altrettanto
pervasiva: il Gps, il sistema di navigazione satellitare in dotazione alle compagnie aeree cos come ai nostri cellulari che consentono, in ogni momento, di calcolare le distanze con una precisione molto elevata, anche di soli pochi metri. Se il Gps non tenesse conto degli effetti di relativit generale, lerrore nel localizzare la pista datterraggio o il ristorante preferito potrebbe
Giovanni Bignami
A destra: le
galassie
Antenne, a 62
milioni di anni
luce dalla Terra

82

12 novembre 2015

Foto: pagine 78-79 Ullstein Bild via Getty Images, Corbis / Contrasto, Tania - A3

Gdel disse che secondo la teoria i viaggi nel


tempo erano possibili. Einstein rispose:
allora significa che c qualcosa di sbagliato

essere anche di alcuni chilometri. E il Global Positioning System


sarebbe pressoch inutile.
Non possiamo prevedere quali saranno i prossimi sviluppi
tecnologici dellapplicazione della relativit generale di Einstein.
Tuttavia possiamo alimentare alcune speranze che riguardano i
nostri viaggi nello spazio e (forse) nel tempo. Per quanto riguarda i primi lapplicazione della relativit generale tanto scontata quanto necessaria. Se vogliamo andare su Marte, nel calcolare la giusta traiettoria dobbiamo tener conto degli effetti relativistici. Su questo, anche da un punto di vista tecnologico, c
poco da studiare. Gi oggi le sonde che inviamo in giro per il
sistema solare navigano tenendo conto della curvatura dello
spazio e seguendo, dunque, le leggi della relativit generale.
Molto pi avveniristiche - anzi, per ora, del tutto speculative
- sono le previsioni dei viaggi nel tempo. La relativit generale
non esclude che sia possibile scarrozzare avanti e indietro, tra
passato, presente e futuro. Infatti, potenti campi gravitazionali
possono (potrebbero) curvare lo spazio tempo fino a creare dei

Anche il Gps
relativo
Il Global Positioning System
(Gps) non funzionerebbe se
non conoscessimo la relativit
generale (e la relativit
speciale). Con i suoi 26 satelliti
posti in orbita a unaltezza di
circa 20.000 chilometri, di cui
almeno 4 sempre visibili da ogni
punto, il Gps copre lintera
superficie della Terra ed in
grado di localizzare la posizione
di un qualsiasi oggetto con
grande precisione, grazie agli
orologi atomici collocati su
ciascuno dei satelliti.
Questa precisione pu essere
ottenuta, tuttavia, solo se si
tiene conto di due effetti
previsti dalla relativit
generale, la velocit satelliti
che orbitano nello spazio, la
velocit con cui si propagano i
segnali radio, i movimenti della
Terra stessa. In particolare
bisogna tener conto che gli
orologi nello spazio sentono
il campo gravitazionale
terrestre in misura minore
degli orologi posizionati sulla
superficie del nostro pianeta. Il
che li porta a segnare un tempo
diverso di 45,7 microsecondi
al giorno. Se non si tiene conto
di questo effetto, lerrore sul
posizionamento del segnale
da 30 centimetri passerebbe
a 15 chilometri.

wormholes (letteralmente buchi di verme), dei cunicoli che potrebbero in maniera pi o meno istantanea trasferire unipotetica astronave in unaltra parte dello spaziotempo: in unaltra
galassia o, anche, in un altro presente, che risulta passato o futuro rispetto al nostro. Diciamo che questi potenti campi gravitazionali esistono e sono quelli prodotti dai buchi neri, oggetti cosmici previsti dalla relativit generale ed effettivamente rilevati dagli astrofisici.
Non stata, invece, ancora provata lesistenza dei wormholes. N tantomeno stata messa a punto unastronave in grado
di entrarci dentro. Nulla vieta di sperare che in futuro gli uni e
laltra diverranno dattualit. Ma meglio fare, per ora, esercizio
di prudenza. Quel medesimo esercizio di sano scetticismo
fatto proprio da Einstein quando Kurt Gdel, considerato con
Aristotele il pi grande logico di sempre, gli dimostr che in
base alla sua teoria della relativit i viaggi nel tempo sono
possibili. Dopo un attimo di riflessione Einstein rispose, secco:
e allora significa che nella teoria c qualcosa di sbagliato. n
12 novembre 2015

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News Culture
Festival

Scontri di civilt
a Gender Bender
DANZA. La vita un dono o una

condanna? C del fascino nella


violenza? C bellezza nella crudelt? Non sono temi nuovi, ma
se vengono affrontati in danza e
lunico mezzo espressivo il movimento, si alza lasticella della
sfida. Sono questi i motivi di interesse per Collective Loss of Memory (Perdita di memoria collettiva), unesplosione di violenza
che la compagnia DOT504 presenta sabato 7 novembre ai Teatri
di Vita di Bologna. Cinque i ragazzi di diverse nazioni mettono in
scena i rituali della sopraffazione
per il ruolo di maschio alpha.
Con loro i coreografi Jozef Frucek
and Linda Kapetanea. Lui slovacco, lei greca, vengono dalla compagnia Ultima Vez del fiammingo
Wim Vandekeybus, che ha fatto
della fisicit estrema il suo marchio di fabbrica. La loro performance chiude Gender Bender, festival diretto da Daniele del Pozzo
che con teatro, danza, cinema,
mostre e convegni tornato, per il
tredicesimo anno, e finalmente
forte del sostegno ministeriale, a
riflettere sulle rappresentazioni
del corpo e delle identit di genere
e orientamento sessuale nella cultura e nelle arti. Tema che 13 anni
fa era considerato di nicchia, mentre oggi al centro di costanti
polemiche. Sergio Trombetta

Scatti allasta alla Triennale


Scatti dautore allasta per beneficenza. Succede
marted 10 novembre alla Triennale di Milano, con gli Scatti
per bene dellassociazione Caf e di Sothebys. In vendita,
immagini di fotografi famosi come Basilico e Glaviano,
Migliori e Jodice, Mulas e Ellen von Unwerth. Il ricavato va
alle quattro case-famiglia della Caf per i minori in difficolt.

FOTOGRAFIA.

Letture facoltative

Audrey, casalinga per niente disperata


ICONE. Sono una casalinga
romana, proprio come volevo
essere. Parole di Audrey
Hepburn durante la sua felice
seconda vita. Nella prima, che
risale soprattutto agli anni
Cinquanta, era stata una diva.

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12 novembre 2015

Nella terza, iniziata diversi anni


dopo la morte avvenuta nel 1993,
diventata unicona di stile, una
coetanea per le adolescenti di
oggi. Nella sua seconda vita, la
Hepburn stata anche una
mamma affettuosa per Luca,

avuto dal secondo marito, lo


psichiatra Andrea Dotti. A lei
e alle sue giovani ammiratrici
Luca dedica ora una calda fotobiografia con ricette intitolata
semplicemente Audrey, mia
madre (Mondadori).
A.C.P.

Arthur Rimbaud.
A sinistra: Migliori,
Ragazzi che
giocano. In basso:
Audrey Hepburn

Mostre

Rimbaud selvaggio in amore

Foto: N. Migliori, Corbis - Contrasto (2)

BELGIO. Mons, a unora di treno

da Bruxelles, finisce alla grande


il suo anno da Capitale della
cultura europea. Il Bam, il Museo
di Belle Arti ha da poco
inaugurato Verlaine Cellule
252, mostra dedicata alle
Turbulences potiques che
hanno segnato il rapporto tra
Paul Verlaine e Arthur Rimbaud
(fino al 24 gennaio). Fu nella cella
252 della prigione di Mons che
Verlaine, dopo aver sparato
il 10 luglio del 1873 due colpi
a Rimbaud, pass i 18 mesi pi
critici della sua vita. Dalle loro
prime fotografie ai manoscritti
dei versi agli atti del processo che
lo port in prigione, la mostra
ricostruisce il cruento rapporto
tra i due poeti, spiega Xavier
Roland, direttore del Bam, che
cambi lo stile della letteratura
francese. In una vetrina c
anche il famigerato revolver
Lefaucheux con cui Verlaine il nostro un amore delle tigri,
scrisse a Rimbaud - fer (al polso)
il poeta pi giovane. Ispirata
al loro dilaniante amore anche
Parade Sauvage, la mostra
al primo piano del Bam con

alcuni capolavori - da Cy
Twombly a Beuys, da Giuseppe
Penone ad Enrico Baj - dellarte
cos ribelle degli anni 60.
Pi divertente e colorata The
Passenger, una gigantesca
installazione in legno (alta 16
metri e lunga 43) che Arne
Quinze ha appeso tra il tribunale
della cittadina ed il campanile di
Sainte-Elisabeth. Non potevamo
dimenticare Doudou, il drago
protagonista della processione
che ogni anno realizziamo a
Mons spiega Yves Vasseur, il
direttore dellAnno della cultura.
Prendendo spunto dalla festa
popolare, le enormi sale del Mac,
il Museo darte contemporanea
ospiteranno, sino al 17 gennaio,
Lhomme, le dragon et la mort,
disegni, sculture e quadri ( tra cui
unopera di Luc Tuymans e un
video di David Claerbout) sulla
gloria di San Giorgio e il mito
del drago. Un motivo in pi per
visitare Mons; con una tappa
magari alla Maison van Gogh,
la casetta in mattoni rossi in cui
il giovane van Gogh scopr, tra
i minatori belgi, dessere pittore.
StefanoVastano

BAMBINI
Un premio
da parte di
Gianni Rodari
Sabato 7
novembre
a Omegna
saranno
premiati gli
autori scelti
dalla giuria del
Premio Rodari,
alla fine del
Festival di
Letteratura
per ragazzi
dedicato
al grande
maestro. Tra i
premiati, Paolo
di Paolo,
Andrea Bajani
e Sabrina
Giarratana.
COPIE
La Gioconda?
La faccio
con il Lego
I mattoncini
Lego
riproducono
larte. Fino al
14 febbraio
prossimo The
art of the brick
di Nathan
Sawaya, arriva
a Roma (Spazio
Eventi SET). In
mostra 80
opere darte dalla Gioconda
allUrlo di
Munch,
riprodotte da
Sawaya con
i famosi
mattoncini
danesi.

Stagione dellArena

A Verona si
chiude
con il Flauto
LIRICA. L8 novembre debutta

al Teatro Filarmonico di Verona


Il Flauto Magico di Mozart,
nel nuovo allestimento proposto
in lingua originale dalla
Fondazione Arena a conclusione
della stagione dopera.
Uno spettacolo sempre
complesso da affrontare, in
passato interpretato utilizzando
varie chiavi di lettura: oltre che
come fiaba per bambini, stato
letto infatti anche come racconto
massonico o come storia a
contenuto illuminista. La
Rivoluzione francese addirittura
porter a politicizzare i
personaggi: la perfida Regina
della Notte sar associata
allodiato Ancien Rgime,
Sarastro allIlluminismo. In
questa messa in scena sono
coinvolti il regista Mariano
Furlani, che ha ideato lo
spettacolo insieme al duo
di video-artists Masbedo,
composto da Nicol Massazza
e Iacopo Bedogni, a cui affidata
la parte video. Le scene sono di
Giacomo Andrico, che insieme
allo stesso Furlani firma anche
i costumi. Il lighting design di
Paolo Mazzon. Sul podio dirige
Philipp von Steinaecker. In scena
esperti interpreti mozartiani,
quali Insung Sim per Sarastro,
Leonardo Cortellazzi (Tamino),
Ekaterina Bakanova (Pamina),
Sofia Mchedlishvili (8 e 12
novembre) e Daniela Cappiello
(10 e 15 novembre) nella parte
della cattiva e affascinante
Regina della notte, Christian
Senn come Papageno, Lavinia
Bini Papagena e Marcello Nardis
Monostato. Repliche il 10, 12 e
15 novembre.
12 novembre 2015

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Arte

Supermercato Picasso
Koons e Cattelan, Lichtenstein e Warhol, Rauschenberg e Johns. Una mostra a Parigi
confronta le loro opere e quelle del maestro. Tra omaggi riusciti e goffe imitazioni

di Cesare de Seta
L GIOCO della torre

un frivolo modo per


dire cosa si pensa di
letteratura, cinema o
pittura: se dovessi scegliere nella letteratura
del Novecento avrei
esitazioni per dire chi resta in cima, ma
se mi si chiede della pittura non esito a
dire Pablo Picasso: non solo per quanto
ha creato ma per quanto ha significato
nella creativit contemporanea anche
dopo la sua morte. Picasso un mito
della modernit, un mito che possiamo

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12 novembre 2015

leggere per quanto di bello e meno bello


ha fatto, e quanto di bello e di brutto
hanno fatto i suoi contemporanei e i pi
tardi eredi o presunti tali. Se questa pu
sembrare una banalizzazione, in effetti
essa non lo : sta a dimostrarlo lo stesso
titolo della mostra Picasso.Mania, a
cura di Didier Ottinger, Diana Widmaier-Picasso e milie Bouvard, al Grand
Palais di Parigi (fino al 29 febbraio):
raccoglie una cinquantina di opere del
maestro e oltre sessanta opere di artisti
di ogni parte del mondo che hanno operato non solo nelle arti plastiche, ma in

fotografia, cinema, danza, teatro e video.


La mostra scandita in sezioni tematiche
e hanno come baricentro opere celeberrime: dalle Demoiselles dAvignon a
Guernica, alla splendida serie di acqueforti di Raffaello e la Fornarina fino
ai tardi Moschettieri che precedono la
morte nel 1973. Le prime due tele sono
inamovibili, ma sono rappresentate da
splendidi studi. I curatori alle opere del
maestro alternano monografiche dedicate a artisti contemporanei come David
Hockney, Frank Stella, Jasper Johns,
Roy Lichtenstein, Miquel Barcel, e di

vignon (1907), a cui dedicata una setanti e troppi altri artisti che hanno ruozione, sono lacuto che frantuma i cristaltato come satelliti attorno al sole Picasso.
li della tradizione: gli studi di queste raMolti come Icaro si sono bruciati le ali
gazze, riprese in un bordello della rua
in un volo impossibile. Di qui la mia
Avignon a Barcellona, ci fanno intendere
perplessit su molte scelte: c persino
quanto larte africana - assai ben rappreJeff Koons, ora celebrato a Firenze E
sentata con maschere e idoli - abbia siartisti che poco o nulla hanno a che fare
gnificato non solo per lui e Braque, ma
con il malagueo. La bulimia dei curatoper Brancusi, Modigliani e altri. Il tema
ri il tallone dAchille della mostra e fa
verr ripreso agli inizi degli anni Settanrivoltare nella tomba il grande Pablo. Ma
ta in tele ad olio.
in una tavola imbandita con tanti piatti
Picasso fu un uomo del suo tempo, un
conviene assaggiare i pi saporiti che
antifranchista e un comunista, che seppe
certamente non mancano.
guardare nel cuore straziato della SpaLa mostra sapre con il superbo Augna della guerra civile. Guernica il
toritratto blu (1901), una tela a suo
segno di quanto sia profondo il suo pamodo realista degna figlia della grande
thos e lunico riferimento possibile sono
tradizione dei ritrattisti di Spagna da El
i Disastri della guerra di Francisco
Greco a Velzquez, prima cio che PicasGoya: il grande aragonese fu pittore
so e Georges Braque iniziassero la loro
della corte di Spagna, ma mor a Bordericerca verso la nuova frontiera della riaux in un volontario esilio. Picasso non
voluzione cubista. La sezione dedicata al
fu mai pittore di corte, anche se a Stalin
cubismo merita una lunga sosta: affascidedic la sua colomba bianca della pace,
nano nature morte, chitarre e chitarristi,
e lo zar russo non la meritava. In questo
ritratti di uomini, paesaggi di Cret dove
simile a tanti intellettuali dEuropa che
andava a villeggiare. Lo spazio polifocasi fecero abbindolare dal papa comunile, la scansione delloggetto sono una
sta. Negli studi impressionanti per
rivoluzione dopo secoli di prospettiva e
Guernica si ritrova tutta la sua hispaRinascimento. Mi duole davvero che
nidad: perch Picasso, che trascorse la
manchino Braque e Juan Gris. Accanto
maggior parte della sua vita nella patria
a un capolavoro come lAutoritratto
elettiva di Parigi e sulla Costa Azzurra,
blu c un pupazzo di Cattelan (1999)
rimase sempre profondamente legato
con il maestro a braccia alzate. Che dire?
alle radici della tradizione artistica del
Intensi i ritratti fotografici di Rudolf
paese nativo. La supplicante (1937)
Stingel e Jean-Olivier Hucleux, come
solo un dettaglio diGuernicache grida
intelligente lincisione di Richard Hamilil dolore e lo strazio di una
ton, con il ritratto di Picasso
donna dinanzi alla guerra di
al posto dellautore de Las
ogni tempo. Come dice, fonMeninase la trasfigurazione
Cesare de Seta.
datamente, il titolo di una
cubista dei vari personaggi
A sinistra: Chri
sezione della mostra lenorche sono parte di questa celeSamba, Picasso
me tela di Picasso divenne
berrima tela di Velzquez.
2000 in mostra
una icona politica al tempo
Una sezione dedicata alle
a Parigi
della guerra del Vietnam. Qui
litografie che Picasso disele litografie di Rudolf Baragn, a partire dal 1959, avennik non sono un diversivo,
do per soggetto privilegiato
perch in Stop the war in
la moglie Jacqueline. Il salto
Vietnam Now (1967) e nel
alle monografiche di Hockcontemporaneo Angry Arts
ney e Stella ci conduce al noagainst the war in Vietnam
stro tempo con iperrealismo
lartista assume a immagie pop-art. Il simulacro di Pine-simbolo un dettaglio del
casso compare e scompare,
corpo disteso che in Gueruna sorta di fantasma evocanica. Emir Kusturica, dedic
to attorno al tavolo dello spiun film di 18 minuti in bianco
ritismo. LeDemoiselles dA-

e nero a Guernica (1978): un fotogramma mostra una bimba che chiede al


padre - dinanzi al grande dipinto - Papa,
qui a peint a?. Il cineasta ne trasse un
arazzo oggi alle Nazioni Unite.
Dal 26 marzo al 5 ottobre del 1968
Picasso, nella sua inesauribile creativit,
incide 347 stampe allacquaforte dedicate a Raffaello e alla Fornarina: sono
immagini di pose dellamata modella
mentre il pittore la ritrae, ma sono soprattutto amplessi tra due amanti come
troviamo solo nei Modi rinascimentali di Marcantonio Raimondi o nelle
stampe giapponesi del Kamasutra. La
sessualit, il possesso del corpo della
donna, le posizioni degli amplessi, i dettagli di vulva e pene, sono temi ricorrenti e quasi ossessivi delliconografia picassiana, soprattutto nella pi tarda stagione in molte incisioni e disegni. Malgrado
ci Picasso, che pure am molte donne,
ebbe con loro un rapporto da inossidabile macho e le numerose biografie delle
sue compagne e mogli ne sono una pi
che probante testimonianza.
Martin Kippenberger dipinge taluni
autoritratti a mo di P. a testimonianza
di dedizione al maestro. Assai pi convincente e studiato il rapporto che Jasper
Johns ebbe con la sua opera a met degli
anni ottanta: Johns attinge soprattutto
alle opere della stagione cubista. Mentre
la pur splendida opera di un artista del
talento di Robert Rauschenberg fatico a
capire che relazione abbia con Pablo. La
pop-art letteralmente fagocita leredit
di Pablo Picasso che ormai un artista
universalmente celebrato, ma nessuno di
costoro ha la capacit di digerire larte di
ogni tempo come seppe fare il maestro.
Roy Lichtenstein, Claes Oldenburg, Err, Andy Warhol vanno al supermercato Picasso: non fanno che il loro mestiere di artisti pop, ma il maestro solo un
pretesto di cui non si sente il bisogno. Il
cannibalismo di Picasso nasce da un talento strepitoso di cui nel secolo alle
nostre spalle e in quello presente inutile stare a cercare un equivalente. Qui a
mio avviso la parte pi caduca di una
mostra che meritava una selezione molto pi stringata e aderente allopera del
maestro che sintende celebrare. n
12 novembre 2015

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Musica

Adele, nostalgia
senza tempo
Le lezioni di canto di Ella Fitzgerald ed Etta James. E quelle
damore del nonno adorato. La star pi riservata del pop
racconta le emozioni che hanno fatto nascere il nuovo disco

colloquio con Adele di Simone Porrovecchio


ASTA CHE ADELE DICA HELLO, ed
subito record. Il suo nuovo singolo, lanciato il 23 ottobre come anteprima dellalbum 25 in uscita il 20 novembre per
letichetta XL Records, gi una leggenda:
una canzone scaricata un milione di volte
in una settimana, e un video che a ventiquattrore dalla messa in rete era stato visto ventiquattro milioni di volte stabilendo un record che cresce di mezzo milione
al giorno. Semplice, impeccabile, cantato magistralmente,
questo primo assaggio della nuova Adele non solo un prodotto di marketing, ma il manifesto di unartista matura che si
conferma la pi grande popstar della sua generazione. E che
nelle canzoni di cui co-autrice ha trovato lequilibrio tra
tecnica e autobiografia: 25 un album sul bisogno di rimettersi in contatto con tutti quelli che ho ferito, spiega. A cominciare da me stessa.
Adele Laurie Blue Adkins, 27 anni, ha percorso finora una
strada assai inusuale in questarea della cultura popolare. lei
a dirlo in una battuta: Sono diventata una star involontariamente. Quando il suo debutto 19 usc in tutto il mondo era
il 2008, Adele sembrava una delle tante giovani musiciste nate
allombra di Amy Winehouse, alla ricerca di nuovi contenuti
da dare ai vecchi suoni del pop. Tre anni dopo era gi chiaro
che Adele stava lavorando a qualcosa di pi grande di un buon
album. Gi il titolo del suo secondo lavoro, 21, segnalava i
contorni del progetto: Adele stava scrivendo il romanzo della
sua vita. Un romanzo destinato a farsi notare: con pi di 30
milioni di copie vendute,21 sarebbe diventato il primo grande album del XXI secolo.
Il videoclip di Rolling in the Deep era programmatico:
una giovane donna, seduta su una sedia, canta una canzone.
Sola, semplice, nessuna traccia della star, e tanto meno degli
effetti speciali a cui ci hanno abituati i video. Del resto, la via
per il successo spesso quella che va controcorrente, e Adele

88

12 novembre 2015

la sta percorrendo con maestria. Dopo un successo planetario generalmente si prepara


subito un altro album pi
commerciale, e un tour de force continuo sui red carpet di
tutto il mondo. Invece il nuovo capitolo del romanzo di Adele ci ha messo cinque anni ad arrivare. In pi, dal 2012 lartista ha praticamente cancellato la sua vita pubblica. Ha avuto
un figlio, e si presa una pausa mentre la sua fama cresceva
senza che lei facesse nulla. Ho avuto bisogno, e ne ho sempre,
di tempo per vivere. Senza il tempo non saprei da dove potrebbe arrivare la forza per creare. Il tempo che scorre segna
del resto i titoli dei suoi album, ispirati allet che lartista
aveva nel momento in cui ha iniziato a lavorarci. Unica eccezione Skyfall, titolo portante della colonna sonora del penultimo film di 007, una canzone cos bella da collezionare
Brit Award, Oscar e Golden Globe.
LAdele che vediamo oggi nel video di Hello non pi
quella di cinque anni fa: ora proprio una star. Se cinque
anni fa avessi assecondato una vita appesa alle altezze vertiginose della fama, sarei caduta. Perch se la fama copre la vita
con il mantello di un sogno, dal di dentro quella vita richiede
una forza sovrumana. Il successo allora arrivato improvviso.
Per fortuna mi sono accorta del pericolo: ti svegli un mattino
e su di te pesano i sogni, le speranze, le aspettative e le paure del
mondo. Anche la voce cambiata, come i gesti. Nella presentazione del suo disco a una piccola selezione di giornalisti di
Berlino, la cantante appare pi consapevole, confidente, sicura.
Hello il manifesto della sua arte, di una musica che figlia
del passato. Sono cresciuta divorando i dischi di Etta James:
con lei ho imparato a cantare, racconta. Per questo mi sono
orientata da subito verso il Soul, il vocal Jazz e lorchestral pop
degli anni sessanta. Ma tra i suoi maestri non c stata solo
Etta (39 album, cinque Grammy Awards). Con Ella Fitzgerlad

Foto: M. Sayles - Ap

Adele canta alla


ho esercitato le scale e le acrobazie ritmicerimonia per i
che, continua Adele. Con Roberta
Grammy Awards
Flack ho sviluppato la passione per il
del 2012
controllo, che si manifesta in pieno,
credo, nel nuovo album. Sono tutte
cantanti black: e infatti Adele la nuova icona del cosiddetto
blue eyed Soul, il Soul cantato da donne non afroamericane e spesso nemmeno americane. Come la londinese Dusty
Spriengfield. Lei una musa, conferma. Dusty ha portato
il Soul dallAmerica nel sobborgo inglese. Con lei, negli anni
sessanta, anche la donna borghese ha scoperto note che davano voce ai dolori del cuore.
con lo stile di questi grandi del passato che Adele, anche
nel suo terzo album, racconta storie di oggi. In questo senso, il
casale i cui ambientato il video di Hallo un simbolo:
una casa bella e antica che per un po di tempo stata disabitata ma che torna a vivere. Lentamente, spiega. Adele Non
sopporta il paragone con le colleghe, suprattutto se hanno
scelto altre direzioni della musica contemporanea: Apparteniamo allo stesso sesso, non a uno stesso genere musicale. E
davanti ai superlativi della stampa internazionale concorde nel
chiamare la sua musica magia, preferisce riportare lattenzione
sullimpegno: lesercizio continuo, incessante, a rendere
grande unispirazione.
Ispirazione la cui origine lartista colloca in un punto preciso
della sua biografia. Non una storia damore finita male, ma la
morte del nonno, padre di quel pap che di lei, invece, non si
mai occupato. Mio nonno era la persona che amavo di pi al
mondo. Ma non questo il punto. Quando successo, avevo

dieci anni, non ho conosciuto


solo il mio dolore, ma percepito in profondit anche
quello di mia nonna. Loro
rappresentavano per me il
rapporto ideale, lamicizia
ideale, lamore ideale, laffinit ideale. Il dolore stato
cos acuto che Adele ha deciso
di diventare un cardiochirurgo. E in un certo senso oggi
un chirurgo delle emozioni:
Ho cominciato a cantare
per rimettere a posto il cuore
delle persone, commenta.
25 allora lalbum della
presa di coscienza, dellentrata in unet adulta che oggi,
anche questo album a sancirlo, inizia proprio a venticinque anni. Un album che
comincia a fare i conti col
passato, con la consapevolezza delle cose passate che non
torneranno pi, con la presa
di coscienza di quanto sia importante nella vita, a tutte le et,
fermare per un attimo il momento speciale sapendo che in un
battito di ciglia sar scivolato via per sempre. Di quali attimi
speciali parla? Cose come passare un pomeriggio intero con
gli amici in un parco a bere sidro....
25 un album sulla presa di coscienza del tempo, che
essenziale proprio a ventanni. Diventare un genitore capovolge tutto. Con un figlio non hai pi voglia di cullarti nelle
cose di cui amavi preoccuparti. E capisci quanto sia pi facile
vivere senza laccumulo di troppo passato. Il video di Hallo
firmato dal regista canadese Xavier Dolan, 26 anni. Adele
avrebbe potuto scegliere i registi pi famosi del mondo. Ma ha
voluto Dolan, Premio della Giuria lano scorso a Cannes con
Mommy. Amo Xavier per il suo sguardo concentrato
sullessenza dei sentimenti, spiega. Nessuno oggi in grado
di mettere in scena il gesto melodrammatico come lui. Ogni
fotogramma un racconto a s, conferma Adele. Un video che
una cartolina dal passato. Un video darte, non solo un clip
commerciale. Anche un altro bellissimo brano dellalbum,
Someone Like You, una sintesi di questa poetica dellattimo.
Una canzone sulla ricerca del punto di equilibrio tra le diverse voci di unanima, spiega Adele. Che nelle altre canzoni
declina altre variazioni sul tema del tempo: dalla sensualit di
I miss you all'intimismo di A million Years ago, dai richiami agli anni Settanta di When we were young all'ironia di
Send my love to my new lover. Pi di due duetti, con Danger
Mouse e con Bruno Mars. Forse non arriveranno ai record di
Hello, ma volenti o nolenti li ascolteremo tutti. Adele tornata. E non accorgersene sar impossibile. n
12 novembre 2015

89

News Scienze&Tecno
Migrazioni

Gli etiopi
sono europei
per un quarto
DNA Tracce di una massiccia mi-

grazione umana avvenuta tremila


anni fa dallEurasia occidentale si
ritrovano oggi nel Dna delle popolazioni africane, in particolare in
quelle del Corno dAfrica. A svelarlo stato il primo genoma sequenziato da resti fossili delluomo di Mota, un individuo sepolto
in una caverna dellAltopiano
etiopico abbastanza asciutta e fresca da averne preservato il Dna. La
scoperta ha gettato luce sulla migrazione che intorno al 1000 a.C.
port uomini e donne provenienti
dallEurasia a insediarsi nel Corno
dAfrica. Lo studio ha rivelato che
questa migrazione fu molto massiccia, arrivando a incrementare la
popolazione locale di circa un
quarto. I ricercatori ne hanno
trovato traccia negli attuali abitanti del Corno dAfrica, che degli antichi immigrati conservano
circa il 25 per cento dei geni, ma
anche in tutte le popolazioni del
continente, dagli Yoruba, sulla
costa occidentale, agli Mbuti nel
cuore del Congo, il cui genoma
per il 5 per cento di discendenza
euroasiatica.
Marina Bidetti

Cosa succede alla vita negli oceani


Negli ultimi 200 milioni di anni
il numero di specie animali negli oceani era
sempre aumentato. Un lungo trend positivo per
la biodiversit, finito con lattuale fase di declino
dovuta alluomo: inquinamento, riscaldamento
globale e pesca eccessiva. A dimostrarlo una
S.V.
ricerca dello Smithsonian Institute.

BIODIVERSIT

Non solo cyber

ora di riconoscere il genere altro


Alessandro Gilioli
MEGLIO IL NEPAL Si chiama
Bhumika Shrestha,
nepalese e, dopo anni di
battaglie, ha ottenuto un
passaporto dove alla voce
sesso non c n la m n la
f, ma una o: che sta per
other. Bhumika una

90

12 novembre 2015

transessuale non operata:


quindi non appartiene n al
genere in cui il suo corpo
nato (ma che non sente come
suo) n al genere che sente
come suo (ma non espresso
dal suo corpo). Solo altri due
Paesi finora - Australia e

Nuova Zelanda - hanno norme


simili. In Colorado una
persona priva di unidentit
sessuale chiara ha fatto
ricorso alle autorit federali
perch le stato negato sul
passaporto lo status di
intersessuale. Lesistenza di

persone non classificabili in


uno dei due generi prevalenti,
per svariati motivi genetici e/o
psicologici, acclarata da
decenni dalla letteratura
scientifica. Ora, tra mille
resistenze, le norme iniziano
ad accorgersene. Allestero,
sintende.
www.piovonorane.it

Internet

Foto: Gallerystock

Su Facebook
ogni utente vale
12,7 dollari
PROFITTI I nostri post su
Facebook valgono 12,76
dollari lanno. quanto
Facebook guadagner
nel 2015 da ciascun utente,
secondo un nuovo studio
dellosservatorio americano
eMarketer. La crescita
del 20 per cento, rispetto
ai 10 dollari del 2014.
Secondo eMarketer, si salir
ancora, fino ai 17,5 dollari
del 2017. Twitter guadagna
molto meno, per utente:
7,71 dollari nel 2015.
La societ ha fatto profitti
per 1,2 miliardi di dollari
nei primi sei mesi 2015, segno
che ricava dai nostri dati
personali pi di quanto
le costiamo per il servizio.
YouTube condivide i ricavi
con gli autori di video pi
popolari, ma Facebook
al momento non segue
questa strada. La pressione
pubblicitaria sui nostri dati
personali inoltre sta
crescendo, anno dopo anno,
e cos si spiega la capacit
di Facebook di spremere
pi soldi da ciascun utente.
Da settembre ha cominciato
a personalizzare la pubblicit
anche in base alle nostre
navigazioni fatte fuori
dal social. Nel contempo
ha lanciato nuovi strumenti
pubblicitari che
permetteranno agli sponsor
di lanciare campagne
a cavallo tra la tiv e il social
network.
Alessandro Longo

APPLE
Il miglior
anno
di sempre
A ogni
trimestrale,
Apple batte il
record della
precedente.
Lultima indica
un fatturato di
51,5 miliardi di
dollari (+22 per
cento sullo
stesso periodo
del 2014) con
un utile netto
che sale da
8,5 a 11,1
miliardi di
dollari. Il 2015
si concluder
come il miglior
anno di
sempre.
ETOLOGIA
Agli elefanti
non viene mai
il cancro
Gli elefanti
si ammalano
pochissimo di
cancro. Come
mai? Jama
ha analizzato il
loro patrimonio
genetico
scoprendo
che il segreto
nelle copie
extra di un
gene che
codifica una
proteina dalle
potenti attivit
antitumorali.
Gli esseri
umani ne
hanno solo
due copie, gli
elefanti 40
An.Li.Bonf.

Chiassosa a comando
Maurizio Maggi
AUTO Di veramente estremo c
soprattutto il baccano, sulla
Peugeot 308 GT. Attenzione,
non una critica alla (ottima)
insonorizzazione. Ledonistica e
muscolare esibizione del sound
cattivo una scelta di chi sta alla
guida: si preme il tasto sport
et voil, gli strumenti digitali sul
cruscotto si colorano di rosso
e sincattivisce brutalmente
il rumore del motore, diffuso
dallimpianto audio allinterno
dellabitacolo. In realt il 1.600
turbo a benzina non si trasforma
da mammoletta in brutalone,
ma leffetto acustico divertente.
I bambini, per esempio, se la
spassano. Azionando la modalit
leggermente dopata, la versione
sportiva-ma-non-assatanata
della compatta dOltralpe non fa
solo casino, ovviamente: si
irrigidisce il volante e le
accelerate risultano pi
immediate. Comunque la 308
GT allegra anche senza
schiacciare quel pulsante, sotto
la spinta del turbo a benzina di
1,6 litri abbinato al cambio

manuale a sei marce (chi vuole


lautomatico deve puntare sul
diesel). Esternamente, la GT si
distingue anche per le minigonne
laterali, i cerchi in lega da 18
pollici e il doppio scarico
cromato. Le impunture rosse sui
sedili avvolgenti danno un tocco
di brio ai confortevoli interni. E
proposito di comodit va detto
che lassetto ribassato e le
soospensioni irrigidite sono utili
nella guida spiritosa senza
richiedere sacrifici alle schiene.

Peugeot 308 GT 1.6 Thp


Prezzo: 28.650 euro
Cilindrata: 1.598 centimetri cubi
Motore: quattro cilindri turbo
benzina
Potenza massima: 205 cavalli
Velocit massima: 200 km/ora
Accelerazione
da 0 a 100 km/ora: 79
Cambio: manuale a 6 marce
Consumo medio: 17,9 km/litro
Emissioni di CO2: 130 g/km
Lunghezza: 4,25 metri
Bollo annuale: da 455,37
a 501,26 euro
12 novembre 2015

91

Buona sanit

La leucemia si batte a Monza


Stanze singole e colorate. Un giardino dinverno. Maestri di scuola. E appartamenti per
i genitori. Il nuovo polo brianzolo per bambini malati uneccellenza a livello europeo

di Daniela Condorelli

I FA NOTARE GI DA LONTANO, con quel blu che

tati delle indagini su sangue e midollo arrivano ai medici in


tempo reale e danno la possibilit di seguire levoluzione
spicca tra il grigio dei blocchi ospedalieri e
della terapia giorno dopo giorno.
universitari; quando entri, poi, ti domandi
Bambini e ragazzi sono accolti in stanze singole, colorate
dove sei capitato. Un polo culturale allavanda disegni a tema: il bosco, la barriera corallina, la montagna
guardia negli Stati Uniti? Latrio colorato di una
con i suoi sciatori. Tra i numerosi sostenitori, la campionesscuola australiana? No, il nuovo centro Maria Letizia
sa Deborah Compagnoni e il centrocampista Riccardo
Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino,
Montolivo.
fresco di taglio del nastro, a Monza, in Brianza.
C poi larea per gli adolescenti, qui separati dai piccoli,
Nuovo perch in soli tredici mesi, grazie a un mix di pricon wi-fi e privacy, che ospita laboratori organizzati dallasvati, aziende e fondazioni, stato realizzato un ospedale di
sociazione Magica Cleme, magicacleme.org. E poi la presenquattro piani, funzionale e accogliente. Day hospital, ventiza della scuola in ospedale, primaria e secondaria di primo
cinque stanze di degenza, il centro per i trapianti di midollo
grado, ma anche di docenti delle superiori per garantire la
osseo, le aree per i bambini e le famiglie, quelle riservate a
continuit di studio ai pazienti.
medici e infermieri e perfino un giardino dinverno e un
A pochi passi la Cascina Vallera dove le famiglie, sessanta
terrazzo piantumato.
ogni anno, vivono in appartamenti ristrutturati ad hoc per
Inedito anche il connubio tra pubblico e privato: un
essere vicine al luogo di cura. Spesso vengono da lontano e
ente privato, la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino
non potrebbero sostenere i costi di spostamenti e alloggio.
e la sua Mamma, che gestisce il centro, su accordo con la
E ancora: assistenti sociali, psicologi, volontari Abio, lAsRegione Lombardia, ma in piena autonomia. Un modello
sociazione per il bambino in ospedale, abio.org, e un gruppo
organizzativo inconsueto: un ospedale pubblico, a cui si
di ascolto per i genitori. Oggi, la sfida del Comitato intitoaccede attraverso il sistema sanitario nazionale, gestito
lato a Maria Letizia Verga, (comitatomarialetizaverga.it)
privatamente.
mantenere tutto questo. n
Non solo: una novit la collocazione della ricerca insieme a quella dei reparti di cura e degenza.
Il piano interrato accoglie oltre cinquanta
Uno spazio del nuovo centro per la cura della leucemia del bambino a Monza
tra ricercatori, tecnici e biologi. Una squadra che ha pubblicato pi di quattrocento
ricerche su riviste internazionali, guidata
da Andrea Biondi, direttore scientifico del
Centro ricerca Tettamanti. Cinque le unit:
dalla genetica molecolare allimmunoterapia, dalla terapia molecolare a quella sulle
cellule staminali e di citofluorimetria.
Si guarisce di pi dove si fa ricerca. E
qui guarisce oltre l80 per cento dei bambini; 1.800 quelli curati fino a oggi. Laboratori cos vicini al luogo di cura, oltre
agli spazi accoglienti e funzionali, determinano il valore di questa nuova realt, conferma Momcilo Jankovic, responsabile del Day Hospital di emato-oncologia pediatrica e trapianto midollo osseo. Il confronto quotidiano tra
medici, tecnici e ricercatori permette di
elaborare percorsi personalizzati. I risul-

92

12 novembre 2015

Classica

Cos parl Nello Santi


il patriarca dei nostri
direttori dopera,
apprezzato nel mondo.
Al San Carlo per Traviata

Foto: S.Ruslan/ITAR-TASS Photo/Corbis

di Riccardo Lenzi
A MOLE E QUALCHE ac-

ciacco di un uomo anziano, ma lintelletto e la


freschezza mentale di un
ventenne: Nello Santi
Il direttore
uno dei pi grandi interpreti del repertodorchestra Nello
rio operistico italiano con alle spalle una
Santi al San
lunghissima carriera in tutto il mondo,
Carlo di Napoli
specialmente in Germania, Svizzera e
Stati Uniti. Un vero archivio vivente, con
i suoi 64 anni di attivit sul podio (e 84
di et). Tanto che dagli addetti ai lavori, in segno di rispetto,
soprannominato Papa Santi. Lo avviciniamo fra una prova
e laltra della Traviata che dirige al Teatro San Carlo di Napoli fino al 7 novembre (e replicata da Maurizio Agostini fino
al 13), con la regia di Ferzan zpetek.
A New York, Santi una presenza storica: Ho partecipato a
ventinove stagioni del Metropolitan. Il motto di quel teatro potrebbe essere: Chi contro di noi avr del piombo. Se un violoncellista arriva tardi alle prove, gli dicono: Che non succeda
pi. Se accade ancora, il giorno successivo c un altro in sua
vece. Musicisti e manager dovrebbero andare l a imparare come
si fa lopera. AllOpernhaus di Zurigo collabora dal lontano
1958. Un ambasciatore della cultura italiana? Uno fra gli altri,
pensi soltanto allottimo lavoro di Alberto Erede a Dsseldorf.
Quando gli si dice che il depositario della nostra tradizione
musicale, sintristisce. Sa di peggiorativo. Penso che ogni testo
possegga un nucleo intangibile e linterprete ha il dovere di identificarlo e rispettarlo: parlerei piuttosto di stile. Ed lo stile che
a rischio oggi, con le messe in scena di certi registi. Quando
interpreta, fa suo il metodo empatico. Per me indispensabile
entrare nellanima del compositore, sentire quello che ha sofferto, la sua solitudine. inutile pensare che a Mozart non piacevano le donne, avendo scritto Don Giovanni.
Verdi il suo grande amore. Ma anche Brahms. I due sono
partiti insieme, uno da Amburgo e laltro da Roncole di Busseto.
Alla fine si sono trovati sulla cima per assoluta chiarezza di composizione, ritmi, fraseggio. Credo che Brahms avrebbe potuto
scrivere Falstaff e Verdi la Quarta sinfonia in mi minore. C
qualche autore dellOttocento sottovalutato? Siamo vittime di
Verdi. Ha ammazzato tutti senza uccidere nessuno. DAnnunzio

davanti alla sua salma disse: Pianse e am per tutti.


Direttori di riferimento Toscanini e Furtwngler in primis. Poi
Mitropoulos. De Sabata? Un genio. Da gente come lui e Guarnieri non si imparava niente. Troppo grandi. Come pu un pianista copiare Benedetti Michelangeli: basta guardargli la mano.
Votto? Sa come cominci la carriera? And ad accompagnare
al piano una cantante per unaudizione con Toscanini, che sentenzi: La cantante non mi interessa, piuttosto, il pianista. Il
direttore dopera italiana ideale sarebbe un cocktail di Votto e di
Molinari Pradelli. Di questultimo dicevano fosse un gran donnaiolo. Adesso la moda unaltra, ammicca.
Carlo Bergonzi stato fra i suoi cantanti prediletti. Forse il pi
grande tenore verdiano. limitativo. Sapeva interpretare bene
tutto. Esemplari il suo fraseggio e lespressivit della dizione.
Fra i grandi con i quali ha collaborato, il soprano Birgit Nilsson:
Ricordo con lei un Ballo in maschera: il braccio mi fece male
per un mese, dopo aver tentato di tirar gi i suoi acuti. Joan
Sutherland? Un meraviglioso colore di voce, ma a livello musicale era unignorante. A Venezia con lei feci una litigata enorme.
Le dissi che poteva andare a grattar la pancia ai canguri in Australia (era nata a Sydney). Franco Corelli? Se lei ha un complesso di inferiorit umana, ascolti in disco il suo Poliuto:
straordinario quando fa laria con quel do naturale che viene
fuori. Alfredo Kraus? Classe sopraffina. Un po schipeggiante, nel senso che Schipa aveva unemissione che egli ha cercato
invano di imitare. Una star dei nostri giorni, Juan Diego Florez.
Non pu permettersi di fare quello che vuole come dicono - ma
non ci credo - facessero gli interpreti di una volta. E poi non un
tenore adatto alla Favorita di Donizetti.
Dica la verit: non ci sono pi i cantanti di una volta... Ma
non c neanche la volont di crearli. Oggi, nel mondo della lirica italiana, i ragazzi non ascoltano pi i vecchi. Incidono dischi
che vengono ascoltati da altri ancor pi giovani, che non capiscono niente di stile. E poi mancano i maestri di canto. Anche per
questo si eseguono dei mi bemolle che sembrano lestrazione di
un molare senza la puntura antidolorifica. n
12 novembre 2015

93

Visioni Spettacoli

Sulle spalle di Elio e Astrid


Emiliano Morreale
FILM Al terzo lungometraggio, Claudio Cupellini trova una

misura congeniale e realizza il proprio miglior film, Alaska,


purtroppo apprezzato meno del dovuto alla Festa del cinema
di Roma. Elio Germano, cameriere emigrato in Francia, per
farsi bello con una ragazza, che si trova nello stesso albergo
a fare un provino, si mette nei casini e finisce in galera. Da l,
continua a scriverle per anni senza risposta, ma quando esce
la trova ad aspettarlo. linizio di una storia damore appassionata e violenta, altalenante, in cui il bene delluno sembra
tragicamente implicare la sventura dellaltro: quando lei
una modella in ascesa lui uno spiantato, poi lei ha un incidente e lui fa fortuna...
Nella tenuta dellinsieme e in certe scene si sente lispirazione e il tocco del regista vero: c una scena di suicidio
emozionante, magistrale, e certi scontri fisici tra i due amanti, certe tensioni, sono resi senza esibizionismo e senza freddezza. Elio Germano bravissimo. Ha unenergia fisica

Altri film

45 anni
di Andrew Haigh, Regno Unito, 106

94

contagiosa che ci fa credere subito al personaggio, e Astrid


Bergs-Frisbey, nata a Barcellona da madre americana, sar
per molti una scoperta. Intorno a questa coppia, anche Valerio Binasco, che finora ha sviluppato soprattutto in teatro la
propria dimensione, convince, alle prese con un personaggio
un po pi letterario ma funzionale allatmosfera.
Certo, il film ha anche alcuni difetti vistosi. allagato da una
musica ordinaria che, anzich sostenere i momenti forti, rischia
di banalizzarli. Fa fatica a reggere le oltre due ore di durata; e nel
finale rischia di perdersi. Ma ha unidea forte, quasi un impulso,
che lo sostiene: partire dal rispetto delle regole di un genere, in
questo caso il mlo, non come pretesto intellettuale o come
schema narrativo che garantisca la quadratura della narrazione.
Cupellini prende sul serio equivoci e colpi di scena, e crede
che possano raccontare personaggi di oggi. Personaggi che
lui ama e segue, e che finiscono col restituire un momento e
una societ senza sociologismi. In queste vite tese al riscatto
e allautodistruzione, Alaska coglie un disagio cieco, un
conato feroce verso il cambiamento, qualcosa di profondamente contemporaneo.
Alaska di Claudio Cupellini, Italia, 122
aaabc

Tutto pu
accadere a
Broadway

aaabc

di Peter Bogdanovich, Usa, 93

Due anziani coniugi stanno per


festeggiare i 45 anni di matrimonio,
quando giunge la notizia che stato
ritrovato il corpo della vecchia fidanzata
di lui, scomparsa cinquantanni prima
in un crepaccio sulle Alpi. Se volete
godervi una delle pi belle
interpretazioni degli ultimi anni,
Charlotte Rampling e Tom Courtenay
sono una lezione di stile e uno
spettacolo emozionante.

aaabc

12 novembre 2015

Bogdanovich, gran rifacitore del cinema


classico e cantore della sua scomparsa
(Ma pap ti manda sola?, Lultimo
spettacolo), era quasi sparito da una
trentina danni. A 75 anni tornato alla
Mostra di Venezia 2014, con una
commedia che sta al livello dei Woody
Allen pi riusciti. Eleganza, ritmo,
controllo perfetto del cast, e colpo di
scena cinefilo prima dei titoli di coda.

Visioni

Questo Miller
mi sa di Ronconi

Ci vorrebbe un brivido

Rita Cirio

Riccardo Bocca

Foto: J. Hering, M. Caselli Nirmal

TELEREALITY A questo punto

servirebbe un gesto situazionista.


Una presa datto di eccentricit
abbagliante con cui Sky Italia si
mostrerebbe paladina di un nuovo pensiero. Dovrebbe insomma
gonfiare il petto, e con voce ferma
annunciare che quella in corso
unedizione sbagliata di X Factor. Al di l degli splendenti share incassati. Che meraviglia, immaginarlo. E che preziosa psicoanalisi, sarebbe, per lo show trasmesso da SkyUno Hd ogni gioved alle 21.10. La sua tele-parabola, infatti, giunta a un esito
paradossale. Lo show di una
bellezza abbagliante, grazie al
fantascientifico direttore artistico Luca Tommassini. Le aspiranti popstar, anche spiate dal vivo,
sono cariche di talento. Su Alessandro Cattelan neppure mi soffermo, perch la video-bravura
fatta persona. E poi ci sono la
giuria e il suo equilibrio chimico,
con zio Elio e bimbo Fedez in
quota Italia old & young, e Mika
e Skin che rappresentano il sogno
international. Cosa volere di pi?
Oltre c il nulla, anzi lutopia di
un meglio impossibile da realizzare. Ma proprio in questa esattezza, e in questo flusso levigato
da cima a fondo, incluso il male
che ha colpito X Factor, e che
lo rende uno spettacolo al tempo
stesso vivo e morto. Manca, infatti, la carnalit espressiva che appartenne al rauco Morgan, e che
si poi suicidata nel dedalo dei
vizi. Tutto oggi lindo, efficiente,
scorrevole, e per (in)tanto su-

perficiale. Senza mai il brivido di


una contestualizzazione artistica
o di unanalisi che esalti il senso
della gara (e di chi in studio per
valutarla). Perch insistere, quando si gi sfondato il cielo? Forse
soltanto per quella cosa che si
chiama denaro.
www.gliantennati.it

Sparare comunque
Wil Nonleggerlo
HO VISTO GIOVANNI TOTI cinguettare
lelogio della salsiccia, e il premier Renzi
solidarizzare con Valentino Rossi dalle
rovine di Machu Picchu. Fortuna che
a mettere ordine nel groviglio dei temi
pi infuocati ci abbia pensato il profilo
satirico Uomo morde cane, con un post
da oltre 23 mila like su Facebook:
Io credo che Valentino Rossi abbia
ragione: se tu mi entri dentro con la moto,
a casa mia, io la pistola la uso s, e non
solo ti sparo ma ti risparo pure, perch
non sta scritto da nessuna parte che a
sparare possano essere solo le coppie
tradizionali e quelle gay debbano subire il
fuoco di sbarramento quotidiano da parte
della Chiesa. Vorrei vedere voi, mentre
state tranquilli a casa che rincorrete
vostro figlio per vaccinarlo solo perch
tanto gi autistico, vedervi entrare
lOms che vi minaccia con un elenco
di cibi cancerogeni: se io avessi unarma
la userei, e poi vediamo se se ne tornano
a casa loro, invece di venire qua a fare
i signori negli alberghi a cinque stelle,
con gli smartphone, quando ci sono
italiani che aspettano in fila da 5 anni
fuori dal padiglione del Kazakistan (...).
Lo stupidario su www.lespresso.it

Cinema . Tv . Web . Teatro

X Factor
edizione 2015. A
destra: Il prezzo
di Arthur Miller

TEATRO Chiedersi quanti e quali registi


abbiano raccolto leredit artistica
di Luca Ronconi persino un po
blasfemo nei confronti di un uomo di
teatro unico, geniale e non duplicabile
come stato lui. Ma limprinting del
suo lavoro di maestro forgiatore anche
di attori resta in molti interpreti che
hanno abitato con finezza e intelligenza
tanti suoi spettacoli. Uno dei pi
assidui stato Massimo Popolizio,
e al di l del suo lavoro di attore, non
poche tracce della lezione di Luca sono
presenti nella sua regia di Il prezzo
di Arthur Miller (1968) allArgentina di
Roma. Per esempio il nitore e un certo
algido procedere con cui raffredda
braci e rancori sepolti da anni fra due
fratelli e che esploderanno nella
seconda parte dello spettacolo.
Il prezzo quello che deve stabilire
un vecchio broker su una catasta di
mobili appartenuti al defunto padre dei
fratelli, andato in rovina dopo il 1929.
Con lusato non si pu essere
sentimentali, sentenzia il broker.
Ma qual il prezzo giusto dei ricordi?
E quello delle scelte, delle sconfitte,
degli errori, dei sacrifici? Gi, perch
Victor, una vita da poliziotto, stato
sacrificato dal padre a favore di Walter
diventato medico ricco, pochi scrupoli,
molte case di cura. Qual il prezzo di
quella sua vita che Victor sospetta
inutile, accanto a una moglie depressa,
con un padre che avrebbe potuto fare
di pi per lui? Navigando in mezzo
a questo mare di evidenti metafore,
Massimo Popolizio si dirige e dirige con
mano sobria e sicura Alvia Reale ed
Elia Schilton e soprattutto il vecchio
broker ebreo, insieme saggio e scaltro,
filosofo e affarista, interpretato da
Umberto Orsini, in un personale
momento di grazia.
12 novembre 2015

95

Visioni Musica&Arte
E alla fine Maazel
trov il Requiem
Riccardo Lenzi

Tracey, una vicenda


tutta al femminile
Simone Porrovecchio
ROCK & CO. Nonostante la sua

ostinata riluttanza a entrare nel


circo del pop globale, negli ultimi
trentanni la voce di Tracey Thorn
ha occupato una nicchia speciale
nella musica contemporanea.
dal 1980 che la musicista e cantante inglese, 43 anni, una presenza
silenziosa ma influente del pop
elettronico internazionale. Lottimo doppio album Solo: Songs
and Collaborations 1982-2015
(Caroline Music) mette in evidenza soprattutto una cosa: Tracey
Thorn tra le migliori interpreti e
compositrici della sua generazione. Questa imponente raccolta di
34 brani apre con Oh, the Divorces! del 2010, che cattura perfettamente il suo stile narrativo tra il
caustico e lironico. Altri pezzi
quali Singles Bar, Kentish
Town, Late in the Afternoon,
Hormones, Joy, aprono por96

12 novembre 2015

te su stanze storicamente estranee


al pop: i dubbi, le passioni e la
sensualit di una donna di mezza
et. La cosa interessante che
Tracey questa sovranit adulta ce
lha da quando aveva ventanni,
dal suo debutto con band femminili di valore oggi purtroppo dimenticate come Marine Girls o
Stern Bops. Con il duo Everything
But The Girl insieme a Ben Watt,
negli anni Novanta ha raggiunto
notoriet mondiale. Eppure, a
sentire questo Solo, sembra che
il meglio della sua voce, e della sua
musica, sia sempre stato altrove.
Non un caso che questa antologia non si chiami The Best.
Molti pensano che un Best dovrebbe includere almeno alcuni
dei miei successi da classifica. Ma
io volevo una raccolta con un tema
unificante. E qui il tema la parte
pi intima di me.

CLASSICA Per Lorin Maazel la Messa da


requiem di Verdi rappresenta il canto del cigno
(2 cd Sony registrati quattro mesi prima della
morte), come per altre grandi bacchette del
calibro di Reiner, Fricsay, Barbirolli, Karajan e
Celibidache, che tornarono su questo
capolavoro al crepuscolo della vita. Anche nel
suo caso i tempi dellesecuzione sono dilatati
rispetto alle prove precedenti (ricordiamo un
dvd con la Symphonica Toscanini del 2007)
e certosino il cesello sul suono delle singole
parti orchestrali, in specie gli strumenti a fiato.
Di pari passo il senso del ritmo sembra sfaldarsi
e le voci dei solisti (Harteros, Barcellona, Kim
e Zeppenfeld) a tratti arrancare dietro
allincedere degli archi, segnato dagli estenuanti
rallentando imposti. Il disco sconsigliato a
coloro che lo ascolterebbero armati di partitura
e metronomo, giacch avrebbero da ridire sulla
fedele osservanza al testo emendato dallautore.
Ciononostante il prodotto di gran fascino e
rappresenta benissimo la fase finale di un artista
sensibile e raffinato: quasi un cardiografo che
misura il suo battito, puntellato da stasi cariche
despressione. Impagabile infine la ricerca del
bel suono dei Filarmonici di Monaco, che gi
sotto la guida di Celibidache dovettero
affrontare un impegno paragonabile. Maazel
cominci la sua carriera nel nome del tipico
pragmatismo della scuola americana, per poi
cedere gradatamente allesigenza di aprirsi, di
respirare con la musica, come testimoniano
questo Verdi e lintegrale sinfonica
bruckneriana del 2011 (11 cd Br Klassik).

Lorin Maazel. A sinistra: Tracey Thorn. A destra


dallalto: Lam, Arpas cardinales; Wright, No
Title; Vo Trong Nghia, Farming Kindergarten

Visioni
Classica . Rock . Mostre . Architettura

Surrealista,
ma di tipo meticcio
Germano Celant
ARTE La distensione politica tra paesi avversi aiuta la diffusione dellarte? Certamente s, come sta succedendo per le ricerche visive in Iran e a Cuba che, dopo lapertura politica di Obama, sono state catapultate al centro dellattenzione degli
storici e dei mercanti, ansiosi di inquadrare queste vicende poco trattate. Tra le figure fondanti di tale revisione estetica si pone
Wifredo Lam (1902-1982), figlio di padre
cinese e di madre mulatta discendente di
schiavi, che ha compiuto un tragitto intrecciato alle vicende delle avanguardie, in
Spagna e in Francia, da Picasso a Mir,
incluso il recupero dellarte africana, per
arrivare nel 1939 al linguaggio surrealista.
Attraverso un procedere liberatorio lartista si cos spinto alla scoperta dellimmaginario afro-cubano che lo ha portato a

rifiutare legemonia della visione americana. I suoi dipinti (al Centre Pompidou,
Parigi, fino 15 febbraio) si sono trasmutati in labirinti, percorsi da figure ibride ed
eterogenee tra lumano e lanimale. Esempi
di un primitivismo moderno che ricolloca
al centro dellarte i rituali di unidentit
impregnata di colonialismo, ma esaltata
dagli elementi simbolici e allucinatori dello spirito meticcio. Lam dipinge foreste
tropicali abitate da fantasmi e da demoni,
dai contorni sinuosi e lussuriosi, riproducenti leccitazione estatica di movimenti
corporali dal magico contesto cubano: una
giungla contraria alla de-culturizzazione
internazionale.

Lezioni da un asilo vietnamita


Foto: A. Csillag - Rex Shutterstock / Olycom, L. Xiaoguang - Xinhua Press - Corbis / Contrasto, studio Vo Trong Nghia Vietnam

Luca Molinari
ARCHITETTURA Una lunga striscia verde
che sale e scende come un nodo da marinaio
o come uno di quegli intrecci di corda e
bamb che compongono molte architetture
tropicali. La Farming Kindergarten, progettata
dallo studio vietnamita Vo Trong Nghia nella
provincia del Dong Nai, uno di quei lavori
in cui forma dellopera e missione sociale
si fondono mirabilmente. In una realt
economica che sta rinnegando le sue origini
agricole sotto la spinta di una feroce crescita
urbana e industriale, questo progetto,
pensato per ospitare i 500 figli dei
lavoratori di una fabbrica di scarpe,
diventa un modello educativo attivo
e insieme un monito alla perdita
di una cultura popolare diffusa.
Il lungo tetto stato costruito per
ospitare una serie di cinque orti
differenti che diventino laboratorio
e insieme parco giochi. Limmagine
inusuale di questa scuola un
richiamo collettivo alle radici della
cultura vietnamita e una lezione
sulle potenzialit dellarchitettura

contemporanea di progettare per densit e


sovrapposizione di funzioni distanti tra loro.
Sotto il tetto la struttura costruita in
maniera elementare: una facciata continua
di porte-finestre che consentono ventilazione
naturale e tre corti comunicanti. Lisolamento
termico del tetto verde, il riutilizzo delle acque
e luso di materiali tradizionali consentono di
non avere aria condizionata. Un altro, piccolo
insegnamento da una scuola che indica una
strada alternativa per il nostro futuro.

Art box
Alessandra Mamm
DALLA SCOZIA CON COLORE
Richard Wright. Fino al 18
dicembre. Gagosian Gallery.
Roma
Nato a Londra, artisticamente
cresciuto a Glasgow. La vita
di Wright esemplare: come
lui una nuova leva di artisti
britannici ha trovato pi
ispirazione in terra di Scozia
che nella capitale stordita dalla
finanza. Sono New British
Artists che a differenza dei
fratelli maggiori non cercano
scandalo, n effetti speciali
ma si muovono negli interstizi
tra concetto e decorazioni,
ricucendo pezzi di storia.
In concreto: dopo muri decorati
di foglia doro che gli valsero
il Turner Prize, ecco immense
finestre in pannelli piombati
tenuti insieme da logiche
estetiche e matematiche
alquanto complesse.
TAMBURI LONTANI
Alvin Curran: Concerto
preistorico. Fino
al 7 dicembre. Dolmen
la Chianca. Bisceglie
lapprodo radicale di uno dei
nostri (americano di nascita,
italiano dadozione) pi coerenti
e affascinanti musicisti di
ricerca. Abbandonare i luoghi
certi per laboratori naturali
come fiumi, grotte, laghi fino
a questa megalitica cella
sepolcrale dove risuonano cori
e percussioni. Da vedere-vivereascoltare sia pure nella
versione registrata da Ram
(live.radioartemobile.it).
12 novembre 2015

97

Visioni Lettura

Iosif Brodskij
nel 1967 a
Leningrado,
alla Fortezza
di Pietro e Paolo

Tutta la poesia del mondo


Mario Fortunato
IL LIBRO Suppongo che le scuole di
scrittura creativa e i corsi universitari di
poesia abbiano di fronte la seguente
opzione: adottare come testo obbligatorio leConversazionicon Iosif Brodskij (1940 - 1996) curate da Cynthia L.
Haven (Adelphi, traduzione di Matteo
Campagnoli, pp. 314, 20), oppure
condannarsi allirrilevanza. Non lo dico soltanto perch questa raccolta di
interviste effettuate fra il 1970, cio due
anni prima che cominciasse lesilio americano del grande poeta russo, e poche
settimane prima della sua scomparsa,
un documento avvincente e utilissimo,
per entrare nel sancta sanctorum del
premio Nobel 1987.
E non lo dico neppure in virt del fatto
che la lettura del libro (pur con inevitabili ripetizioni) fila
via che un piacere.
La ragione primaria

per cui ritengo che questa manciata di


colloqui con un uomo che passato
attraverso il cerchio di fuoco della repressione sovietica senza mai travestirsi da vittima o - il che lo stesso - da
eroe, che ci troviamo di fronte a un
vero e proprio trattato di estetica stoica e di etica applicata. Come non bastasse, unintroduzione ad alcune fra
le migliori menti del Ventesimo secolo
(Achmatova, Frost, Mandelstam, Auden) e in definitiva risulta come lunica
biografia possibile per un poeta che
sembra la somma totale di un poeta.
Se non sono stato sufficientemente
ricattatorio, aggiungerei che di rado,
come in queste pagine, il giornalismo
appare tanto insulso (penso a qualche
domanda degli intervistatori) quanto
illuminante, nel tentativo di penetrare
il mistero della creazione letteraria. E,
a proposito della sua seconda caratteristica, segnalo la bella intervista di
Gabriella Caramore, intitolata La
mia vita unastronave.

Controvento

Che faccia tosta, Mannheimer


NOTEVOLE. La Jaca Book di Milano, nata da Comunione e Liberazione ( la casa
che edita don Luigi Giussani), se ne esce con Demoskoppiati?, un saggio di
Renato Mannheimer. Vi si spiega, cos lannuncio di Jaca, perch i sondaggi
elettorali, anche alla luce dei recenti flop, non funzionano pi. Lautore,
fondatore dellIspo, docente universitario, a lungo collaboratore del Corriere
della Sera, della Rai, di Bruno Vespa a Porta a porta, definito uno dei
massimi esperti del settore. Giusto. Peccato che manchi un dettaglio
gigantesco. Mannheimer a febbraio ha patteggiato una condanna a un anno e
11 mesi per una clamorosa frode fiscale basata su false fatturazioni da circa
10 (dieci, s) milioni di euro: il professore (allontanato da Vespa) ne ha risarciti
6,3 allAgenzia delle Entrate. Ora, per, ci spiega i recenti flop. Perbacco.

98

12 novembre 2015

Quando le tasse
sono un progresso
Claudio Lindner
SAGGI Sin dal settembre 2004 Thomas
Piketty, poi autore del bestseller Il
capitale nel XXI secolo, ha pubblicato
interventi sul quotidiano Libration
suggerendo percorsi alternativi per
battere la recessione e rendere lUnione
pi democratica. Le riflessioni di questi
undici anni sono raccolte in un saggio
pubblicato dalla Bompiani con il titolo
Si pu salvare lEuropa? (pp. 404,
20), che consente una lettura
dinsieme del periodo ma anche una
personale scelta di articoli fior da fiore.
Tra i punti fermi, solo apparentemente
tecnici, la necessit di unimposta
progressiva sul capitale per ridurre
le disuguaglianze e lurgenza di
unarmonizzazione fiscale nella Ue. Il 29
dicembre 2014 Piketty cita le rivelazioni
di LuxLeaks (lo scandalo raccontato in
Italia da lEspresso) e il cinismo di
Jean-Claude Juncker, gi premier del
Lussemburgo e ora presidente della
Commissione europea, a sottolineare
che le decisioni in fatto di tasse vanno
prese a maggioranza, non allunanimit,
per evitare i no di paesi o paradisi fiscali
come il Granducato. Leconomista
francese firma una petizione a sostegno
di Antoine Deltour, perseguito per aver
trasmesso a un giornalista il contenuto
degli accordi fiscali confidenziali.
Il salvataggio dellEuropa potrebbe
avvenire attraverso listituzione
di un vero Parlamento di bilancio
delleurozona, in cui ciascun Paese
fosse rappresentato da deputati
esperti di ogni tendenza politica
(delle commissioni finanze del
Bundestag, di Montecitorio,
dellAssemblea nazionale francese...)
che potrebbero riunirsi una settimana
al mese. Contrappeso alla tecnocrazia
di Bruxelles e allonnipotente
Consiglio europeo dei capi di Stato.

Visioni
Narrativa . Saggistica

Hitler tra la folla,


Norimberga, 1938

Armi di persuasione di massa


Enrico Arosio
RISCOPERTE Il fenomeno non era
Hitler, ma il popolo tedesco. Cos dichiara un avvocato, allora 26 enne, che
vide un suo comizio a Bonn nel 1934.
Ricorda limpazienza delle folle, lapparire della Mercedes nera preceduta dalle
SS, il delirio demozioni; e la propria
delusione circa il carisma del Fhrer.
Eppure quelle folle, di impoveriti o indottrinati, negli anni del massimo consenso, pre 1939, subivano marce, raduni,
attese; chi andava in deliquio, chi, a casa,
accarezzava la radio. Il tema del consenso esplorato da Walter
Kempowski (19292007) in un libro-inchiesta uscito nel 1973 e poi
aggiornato, dal titolo
Lei ha mai visto Hitler?, ora edito da Sellerio (a cura di Raul Calzoni, pp. 222, 16). Kem-

powski scont sei anni di


carcere per spionaggio
nella Ddr; questo testo
parte della sua Cronaca
tedesca su base autobiografica, in nove
volumi. un tentativo di storia orale, la
domanda rivolta a 500 cittadini che incontrarono il Fhrer. Dalla Germania
denazificata che rifletteva sulla colpa
ricav una polifonia di reazioni: estasi,
repulsione, nostalgia, vergogna. Sono le
voci dei sudditi del Reich, complici o
vittime della propaganda. I vessilli al
vento, lo Junkers 52, gli stivali luccicanti, locchio magnetico, il viso truccato dal
cerone, le carezze ai bimbi: Kempowski
tesse una trama semiotica dal basso, che
non spiega la profondit del consenso
tedesco, ma ci segnala quanto la persuasione di massa la Goebbels seppe anticipare molte tecniche mediatiche. Ed
ci che pi turba il lettore doggi.

Ges, ma anche Pilato

Foto: I.Morath-Magnumphoto/Contrasto, Gettyimages

Wlodek Goldkorn

ROMANZI La parte pi forte di Le ultime


diciotto ore di Ges (Einaudi, pp. 246,
20) di Corrado Augias, autore gi, con
Marco Vannini, della fortunata Inchiesta
su Ges, viene alla fine. Nelle pagine
che chiudono il testo, Augias contrappone
la memoria di Cristo a quella di Pilato.
In apparenza si tratta di un esercizio
al limite della banalit: ovvio che il
procuratore della Giudea ricordato in
virt della sua vittima pi illustre; ossia il
Male lo ricordiamo grazie al Bene. E invece
no, sembra suggerire Augias, Ponzio Pilato
torna a Roma, una Roma ormai nelle mani
di Caligola, sconfitto e desideroso di
essere dimenticato. E infatti, a pensarci
bene, di Pilato, dei suoi sentimenti, dei
suoi pensieri, nessuno oggi si interessa.
Nessuno, tranne qualche eccentrico
scrittore. Augias (che rende espliciti tutti
i suoi debiti a tutti gli esegeti religiosi e
laici del processo a Cristo) segue le orme

di Bulgakov. Il grande
russo cerc di provare
empatia per Pilato. E cos
pure il nostro autore tenta
di raccontare non solo la
figura del Cristo, ma anche di tutti coloro
con cui entra in contatto lo strano
e coraggioso predicatore della Galilea,
e che sfida a Gerusalemme establishment
locale e autorit romane. Sul palcoscenico
del testo (quasi teatrale) costruito da
Augias si muovono figure che non abbiamo
frequentato nella loro intimit o inventate:
un intellettuale romano, la moglie
del procuratore, il grande sacerdote
e il suo genero, e naturalmente Giuseppe,
presentato come vero padre di Ges.
Augias racconta la favola di un ribelle
laico sullo sfondo di una provincia
romana inquieta. E perfino la Resurrezione
la legge in chiave spirituale, ma laica.
Vince Ges, Pilato perde.

Orrori cult
Oscar Cosulich

CARTOONING Lo sceneggiatore
Roberto Recchioni da due anni
curatore di Dylan Dog, nella cui saga
ha inserito nuovi inquietanti elementi,
ma anche creatore della serie
fantascientifica Orfani, sempre edita
da Sergio Bonelli. Il suo status
di superstar del fumetto horror e
fantastico permette la nascita di una
nuova collana editoriale da lui curata:
Roberto Recchioni presenta:
I Maestri dellOrrore (Edizioni Star
Comics, 4 volumi, 15 ciascuno).
I volumi propongono trasposizioni a
fumetti di quattro classici immortali:
Dracula di Bram Stoker;
Frankenstein di Mary Shelley;
Lo strano caso del Dottor Jekyll
e del Signor Hyde di Robert Louis
Stevenson e Alle montagne della
follia di H. P. Lovecraft. La missione
compiuta con stili e segni diversi:
si va dal raffinato realismo noir
dei disegni di Fabrizio des Dorides
in Dracula, al segno stilizzato
di Federico Rossi Edrighi, il cui uso
abbacinante del bianco permette
di affrontare gli orrori di Lovecraft;
mentre Francesco De Stena, in
Frankenstein, si rif allo stile grafico
del fumetto horror statunitense degli
anni 60. Gli autori scelti da Recchioni
reinterpretano i testi senza tradirne
lo spirito e segnando un nuovo
affascinante capitolo nel rapporto tra
fumetto e letteratura. I volumi sono
corredati da un ricco apparato critico,
dove i cartoonist spiegano quale
sia stato il loro approccio al testo.
La collana pu diventare la versione
adulta della mitica Scala dOro,
edita dalla Utet degli anni 30 e 40.
12 novembre 2015

99

Tavola Visioni
SI FA PRESTO A DIRE Moscato, ma sono
in pochi in Piemonte a poter vantare una
gamma articolata e compiuta come quella
della cantina Mongioia. Da un patrimonio
di vecchie vigne nel vocato terroir di Santo
Stefano Belbo, alcune persino centenarie,
il giovane Riccardo Bianco ricava tre
raffinati 2014: un Moscato dAsti, il Belb,
dallinvitante registro balsamico;
unaromatica e succosa
versione secca chiamata
Leonhard (entrambi a 10 euro);
e uno spumante arioso e
rarefatto, il Meramentae Brut
(24 euro).
Massimo Zanichelli

Cartoline dalla Sicilia


Fuori dallisola, una
cucina che interpreta
la tradizione con
eleganza e modernit.
Tra mare e terra
Enzo e Paolo Vizzari

Foto: P. Terzi (2)

NE LICENZI UNEDIZIONE e, subi-

to, ne scopri mende e omissioni.


presente nella nostra fresca
Guida Ristoranti dItalia il Grano
di Pepe, ma bugiardo il voto. Gi
lamuse-bouche folgorante, vivido, anche al di l della bont:
un cuoppo di carta di riso
(quindi edibile) che reca impresso
a nero di seppia una pagina
dellOra di Palermo del 30 luglio
83, il giorno delluccisione di
Rocco Chinnici, e contiene sarda,
seppia e gambero il prologo
di una magistrale declinazione in
chiava moderna dei piatti identitari della cucina siciliana, con le
sue armonie e i suoi contrasti, con
il mare e la terra, con il dolce, il
salato e il dolce-salato. Il Grano
di Pepe a Ravarino, fra le nebbie
della campagna modenese.
Proprietario e cuoco Rino Duca, di Leonforte, Enna: tanta
gavetta, impegno civile, anni a
insegnar cucina ai carcerati, passaggi decisivi da Mauro Uliassi e

da Enrico Crippa, e autore oggi


della miglior cucina siciliana che
si possa assaggiare lontano
dallisola. Duca cuoco di rara
sensibilit e di mano felice, e vive
dimpegno civile. Nel suo piccolo ristorante sfodera un repertorio di piatti di matrice schietta
ma di personalissima interpretazione. Tanto sapore e pari eleganza nellinvoltino di pesce
sciabola in zuppa fredda di olive
nere, come nella tartare di gamberi con pesche e cicoria, in brodo di gamberi e porcini; da antologia, poi, gli spaghetti con rag
di seppia al nero e allessenza di
mandarino, e il timballo del
Gattopardo (di anelletti e non
di maccheroni) velato da una
saporosa eppur lieve fonduta di

Ragusano; e ancora, una squisita


parmigiana dove la melanzana
un parallelepipedo fondente sovrastato da unidea di pomodoro e mozzarella; e il tonno al
ricordo di Palermo, delizioso,
semplicemente cotto sulla brace
e sfiorato da olio, capperi, origano e limone; per concludere con
un aereo cannolo, farcito di ricotta vaccina. Tanta Sicilia e tanti naturali in una cantina quasi tutta di bianchi. Tre bei menu
da 48 a 75 euro.

Gusto

La bottiglia

In alto:
lo chef
Rino Duca
e un piatto
del
ristorante
Il Grano
di Pepe

IL GRANO DI PEPE
Ravarino (Mo)
Via Roma 178/A
Tel. 059 905529
Chiuso luned
www.ilgranodipepe.it

Altre tavole
Osteria Ninetta

13 Salumeria&Cucina

San Severino Marche (Mc)


Via del Teatro 1, Tel. 0733 634962
Chiuso il marted
Bistrot dai dettagli curati e dalla cucina
originale che non sfocia nel pastrocchio,
con il territorio ben rappresentato da
materie prime ed etichette, ma contaminato
dOriente. Lorzo al nero di seppia con
filetto di baccal fa centro, come pure gli
spaghettoni allo stoccafisso. Sui 30 euro.

Salerno, Via Garibaldi 214


Tel. 089 9951350
Sempre aperto
Atmosfera distesa e formula centrata che
sta riscuotendo grande successo: ci si
siede e si mangia la proposta del giorno
(dai paccheri alla minestra maritata), salumi
o formaggi campani, italiani ed esteri, o
ottime carni alla brace. Buone bottiglie
regionali. Sui 30 euro la sera e 13 a pranzo.
12 novembre 2015

101

Lettere

N. 45 - 12 novembre 2015

Risponde Stefania Rossini

LESPRESSO
Via C. Colombo, 90, 00147 Roma.
E-mail: letterealdirettore@espressoedit.it
precisoche@espressoedit.it
Altre lettere e commenti su
www.lespresso.it

stefania.rossini@espressoedit.it

Facciamo della bont una notizia


Cara Rossini, ascolto i telegiornali sempre con uno stato di
angoscia. Le parole che si sentono sono sempre le stesse: spara,
uccide, accoltella, massacra, deturpa, violenta, stupra, travolge,
deruba... siamo ormai allhomo homini lupus! La natura umana fortemente egoistica
spinge lessere umano solo ad azioni di sopraffazione e sopravvivenza! Mi chiedo: ma
proprio cosi? Non esistono pi lamore e la fratellanza? O la televisione che mette
in primo piano solo le notizie pi truci? Nel mondo non succede nessun evento
dettato dallamore, da sentimenti di amicizia degno di essere riferito nei telegiornali?
Nella mia vita ho dato tanto, ma ora alla fine del mio cammino ho le mani vuote ma il
cuore pieno di nomi! E come me, tanti fratelli hanno amato e dato. Missioni, volontari
che si sacrificano, medici umili e sconosciuti che danno lanima con amore per
salvare chi soffre. Ogni tanto bello sentire dal telegiornale una di queste notizie!
La prego, mi dia una parola di conforto.
Giovanni Caso
Caro signor Caso, con la sua bella lettera e con il suo scoramento, lei
testimonia la desolazione di un giusto di fronte al mondo, anzi, per meglio dire,
di fronte alla comunicazione da cui siamo avvolti e sopraffatti. Ma il motto
latino che sembra inverarsi soltanto ai giorni nostri stato scritto gi nel terzo
secolo a. C. dal commediografo Plauto per descrivere la condizione umana.
Il punto che oggi laspetto pi malvagio di questa condizione viene scovato,
esaltato e amplificato dai tanti mezzi di informazione. Perch, lei chiede, non
dare lo stesso spazio alle notizie sulle azioni di altruismo e dedizione? La
risposta pi abusata : le buone notizie non fanno notizia. Non c il brivido,
la morbosit e la soddisfazione di sentirsi migliori del delinquente di turno.
Ma la verit che non esistono in assoluto notizie cattive o buone. Esistono
le notizie e il diverso modo in cui vengono diffuse: per informare, per attirare,
per persuadere. O anche per sconcertare cuori miti e buoni come il suo.

Expo, un successo
lungo una fila
Il commissario allExpo Giuseppe
Sala pu esibire i 23 milioni di
visitatori e dunque ha vinto. Viva
lItalia. Vorrei spiegargli chi ha
perso. Con moglie e due figli sono
stato allExpo il 17-18 ottobre
dopo aver prenotato e pagato i
(cari) biglietti un paio di mesi
prima esattamente per quelle date. Nessun padiglione era accessibile in tempi umani. Col record
del Giappone: 10 ore di coda. A
seguire lItalia: 7. Il Padiglione
zero: 5. Persino i meno frequentati viaggiavano sopra lora di attesa. Irriferibili i commenti, soprattutto degli stranieri. Il Sala, quando paga il biglietto per un concerto, una partita di calcio, sarebbe
102

12 novembre 2015

felice di essere trattato cos? Ci


voleva tanto a prevedere un numero chiuso che permettesse una
visita umana e non bestiale?
Carlo Gritti email

Amori Sfigati Chiara Rapaccini

Scrive Malgara

Nellarticolo Soldi neri in volo sul calcio (lEspresso n.


44) leggo di un asserito collegamento tra le mie societ e le
vicende riguardanti la Tax &
Finance. N la societ Malgara
Chiari e Forti, n alcuna altra
societ a me collegata ha mai
avuto rapporti di sorta con la
Tax & Finance. N il sottoscritto, n alcuna altra mia societ
ha mai ricevuto finanziamenti
occulti dal dott. Berlusconi o
dalla Fininvest (n da altri soggetti). Il finanziamento maldestramente richiamato dallarticolo (peraltro non di 3 milioni
di euro), da me ricevuto nei
primi anni 90 nellambito delle mie attivit imprenditoriali
(era destinato al mio acquisto
di una partecipazione nella Acqua Levissima), venne eseguito, ovviamente in Italia, con
perfetta regolarit e trasparenza. Di quel finanziamento (per
nulla occulto e invece ufficialissimo) ebbero modo di occuparsi negli anni successivi (attorno
al 2001) gli stessi organi di
stampa (anche lEspresso),
cos come le autorit giudiziarie cui furono garantite tutte le
informazioni richieste. Il tutto,
e di nuovo, confermandosi la
perfetta regolarit di quanto
accaduto.
Giulio Malgara

Il signor Malgara non smentisce


la notizia della perquisizione,
ma linchiesta della Procura di
Milano che lha motivata. Sui
rapporti con Berlusconi, lespressione finanziamento occulto tratta dal capo daccusa
2.4 del processo All Iberian,
come documenta la sentenza del
13 febbraio 2003 del Tribunale
di Milano, confermata dalla
Cassazione. (P.B.)

La copertina
dellEspresso
n. 44 del
5 novembre
2015

In edicola la prossima settimana


CLAUDIO ABBADO - MAURIZIO POLLINI

Imperatore e Corale
Quando comprai
LEspresso n. 1
stato per me un piacevole presente la ristampa del numero 1 de
LEspresso 2 ottobre 1955. Ricordo la curiosit intellettuale che
mi spinse neo-maestro ventenne
allacquisto di un settimanale che
gi dal primo foglio poneva attenzione alla scuola con in evidenza
allocchiello Lon. Segni vecchio
insegnante ha scritto un articolo
per gli insegnanti. Articolo che
affermava il ruolo fondamentale
di tutto ledificio dellistruzione
attribuito alla scuola elementare;
lauspicio per lestensione dellobbligatoriet scolastica ai 14 anni;
il riconoscimento dellinsegnante
quale elemento fondamentale
della scuola. Ricordo limbarazzo con cui entrai nelledicola cittadina di corso Mazzini per acquistare LEspresso, che poneva a
fondamento dellinformazione
lindipendenza, in un Veneto
cattolico, che aveva come appuntamenti settimanali i fogli diocesani (La Voce dei Berici,La Difesa del Popolo, Verona Fedele)
e il recapito agli abbonati di Rabarbaro (effervescente, antitossico, depurativo), medicina contro
la cultura laica e materialista, come si predicava dal pulpito. Da
allora non ho abbandonato lEspresso, che uso quale supporto
alla mia attivit culturale, politica,
amministrativa, pedagogica, di
cronaca locale; mai sconfessato
per la precisione e la realt dei
dati riportati, in un dibattito pubblico provinciale intriso di ignoranza e pressappochismo.
Mario Scuro Marostica

Dati Openpolis
Sono di Openpolis i dati illustrati
nellarticolo Se lItalia tocca il
fondo(lEspresson.44, pp. 62).

LUDWIG VAN BEETHOVEN.


Concerto per pianoforte e orchestra
n. 5 Imperatore con i Berliner
Philharmoniker. Fantasia Corale
R.C.
con i Wiener Philharmoniker.

A cura di Eco e Fedriga

Storia della
filosofia - Testi

Luned
9 novembre
10 volume
a 9,90 euro
in pi

Mercoled 11 novembre terzo Cd


a 9,90 euro in pi con lEspresso

TI ADORO

Luciano Pavarotti

IL CANTO. NEAPOLIS. Starai con


me. Ti adoro. Notte. Come aquile.
Domani verr. Buongiorno a te. Ai
giochi addio. Stella. Caruso... R.C.

Short Stories

Hanif Kureishi
Venerd
13 novembre
16 volume
a 2,90 euro
in pi

Sabato 7 novembre 4 Cd a 9,90 euro in pi

TUTTI I FILM DI NANNI MORETTI

Palombella rossa
MICHELE APICELLA, pallanuotista
iscritto al Pci, perde la memoria e
tenta di recuperarla attraverso brevi
flash che affiorano mentre in vasca.
Metafora della crisi didentit della
R.C.
sinistra italiana.
Sabato 7 novembre 6 Dvd a 10,90 euro in pi

Zagor Speciale

Lorda
selvaggia
Gioved
12 novembre
9 volume
a 6,90 euro
in pi

PIERGIORGIO ODIFREDDI RACCONTA

La conquista
degli arabi

LINFLUENZA MORESCA nelle


scienze e nelle arti tangibile
nel bacino del Mediterraneo.
Ma agli arabi si devono anche e
soprattutto la nozione di simmetria
e lalgebra con le sue equazioni. R.C.

Noir - Fulvio Ervas

Si fa presto
a dire Adriatico
Luned
9 novembre
20 volume
a 7,90 euro
in pi

Venerd 13 novembre 6 Dvd a 7,00 euro in pi

AUGIAS - MAGRELLI: LA POESIA ITALIANA

Giosue Carducci

LA METRICA DI UNA NAZIONE.


Primo italiano a conquistare il
Nobel per la letteratura (1906),
Giosue Carducci il poeta della
patria. La sua una poesia epica,
R.C
impetuosa, drammatica.

Prog Rock Brit - The Raven


That Refused To Sing

Steven Wilson

Marted
10 novembre
21 Cd a 9,90
euro in pi

Mercoled 11 novembre 8 Dvd a 9,90 in pi


12 novembre 2015

103

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N. 45 - ANNO LXI - 12 NOVEMBRE 2015


TIRATURA COPIE 229.300

12 novembre 2015

105

Eugenio Scalfari

Il vetro soffiato www.lespresso.it

Milano e Roma. Due citt diverse, nella storia


come nella mentalit degli abitanti. Ma cercare
una superiorit etica sarebbe sbagliato

Perch non esiste


una Capitale morale
LA CAPITALE MORALE dellItalia Roma

oppure Milano? Torino o Firenze? O


magari Napoli? O qualche altra citt del
nostro Paese, che visse per prima lepoca
dei Comuni e delle Repubbliche marinare: Venezia, Genova, Pisa, Lucca, Verona, Taranto, Bergamo, Palermo e tante,
tante altre?
Non c risposta possibile a queste
domande perch non esiste una Capitale
morale come non esiste una classe morale: morale la nobilt? morale il proletariato? Sono morali i medici, gli avvocati, gli ingegneri, gli scienziati, i docenti,
gli studenti? Sono morali i preti o i rabbini o i pastori che in qualunque ordine
di sacerdozio sono addetti alle liturgie
delle varie divinit?
La risposta sempre negativa, quindi
occorre spostare il discorso e chiedersi che
cosa la morale e letica, ammesso (ma
non concesso) che quelle due parole abbiano il medesimo significato. Ebbene, la
morale significa il bene cos come ciascun
individuo lo concepisce. Il bene proprio e
quello degli altri e la massima che meglio
esprime questo concetto quella cristiana:
Ama il prossimo tuo come te stesso.
Cos predicano ed esortano quelli che
aderiscono a quella religione ed una
massima che spiega con cinque parole il
dovere da compiere per realizzare lobiettivo della sopravvivenza dellindividuo e
della specie cui appartiene, ma non soltanto: perch la nostra una specie che per
sopravvivere ha bisogno di darsi cura di
tutte le cose create in mezzo alle quali viviamo, il nostro giardino che rende addirittura gioiosa la nostra fatica di vivere.
106

12 novembre 2015

Ma perch mai la vita faticosa? A


questa domanda la risposta molto
semplice: la vita fatica perch oltre il
bene in ciascuno di noi esiste il male e le
contraddizioni che esso comporta, esistono giovinezza e vecchiaia, salute e
malattia, pace e guerra, amicizia e odio e
soprattutto esiste la morte, della cui inevitabile presenza soltanto la nostra specie consapevole fin da quando, ancora
bambini, acquistiamo coscienza di questa realt e tentiamo (inutilmente) di
esorcizzarla relegandola nei sotterranei
del nostro essere o inventandoci un aldil
che ci promette una vita eterna.
LE ALTRE CREATURE viventi non si pongono questi problemi, non sanno di invecchiare, non sanno di potersi ammalare,
non sanno di dover morire. Anchesse
soffrono ma vivono soltanto il presente,
non hanno memoria del passato n immaginano il futuro. Anchesse soffrono o
gioiscono ma non sono consapevoli e
perci la loro fatica di vivere molto minore della nostra. Tutto ci detto nel tentativo di spiegare il significato profondo
della morale, resta la capacit di usare
quella parola anche come espressione
metaforica applicabile dunque ad entit
collettive; serve a cogliere alcuni aspetti di
quelle entit dandone una rappresentazione suggestiva anche se non rispondente alla realt. E quindi, sapendo che di
metafora si tratta, entro questi limiti si pu
porre la domanda che nei giorni scorsi
stata formulata: se la Capitale morale del
nostro Paese sia Roma oppure Milano, le
due citt oggettivamente pi importanti

del nostro Paese per la quantit degli


abitanti, per la loro storia, per lautorevolezza delle loro classi dirigenti e per la
ricchezza culturale di ciascuna di loro.
Tenter brevemente una risposta non
certo per aver studiato il tema ma per aver
vissuto contemporaneamente e per un
lungo periodo in entrambe.
EBBENE, ENTRAMBE hanno una morale,

cio un modo di concepire se stessi ed il


loro prossimo, ma si tratta di concezioni
assai differenti. La morale dei romani
contiene unelevata dose di indifferenza
verso la propria citt e perfino di critica
nei suoi confronti. Basta avvicinarsi alle
opere di alcuni autori come Gioachino
Belli o Trilussa per rendersene conto. Non
sono soltanto quei due poeti: sono molti
i romani, del popolo e della borghesia
colta che spontaneamente nutrono dentro di loro una visione critica della loro
citt. Al tempo stesso sono anche molti
che praticano carit verso il prossimo
della loro citt e molti che vanno orgogliosi della sua storia di citt imperiale per
eccellenza.
La morale dei milanesi diversa. La
critica verso la loro citt assai minore
che a Roma. I milanesi in grande maggioranza sono orgogliosi di Milano e cos
pure i molti abitanti nati altrove ma che
si sono trasferiti a Milano attratti dalla
possibilit di trovare unoccupazione e
un reddito maggiore dei luoghi dove
sono nati e hanno inizialmente vissuto.
A Milano il senso civico dunque maggiore per la semplice ragione che migliore
la struttura economica della citt e della
regione in cui collocata. La morale del
far bene a se stessi e al prossimo appagata dalla maggiore produzione di ricchezza e quindi una morale di carattere
economico che Roma non ha o comunque
in misura molto minore.
Roma e Milano sono dunque entrambe
Capitali che hanno una loro morale assai
diversa per quanto riguarda il bene. Per
quanto riguarda il male, direi che sono
allo stesso livello perch le mafie ci sono
in entrambe e in entrambe c lo stesso
grado di corruzione in alto e in basso dei
livelli sociali.