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I PRINCIPI COSTITUZIONALI SULLA TUTELA GIURISDIZIONALE DEL CITTADINO NEI

CONFRONTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Per valutare i caratteri fondamentali del diritto alla tutela giurisdizionale del cittadino nei confronti dell
amministrazione essenziale riferirsi alla costituzione. La costituzione indirizza verso una amministrazione
ispirata ai principi democratici che tendono a superare loriginaria OSTILITA e CONTRAPPOSIZIONE del
cittadino rispetto alla amministrazione.
Gli istituti costituzionali che attengono alla tutela del cittadino nei confronti della amministrazione sono
articolati tra
DISPOSIZIONI SUL GIUDICE
102-111
DISPOSIZIONI SULL AZIONE
24-113
DISPOSIZIONI SULL ASSETTO DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA
103

DISPOSIZIONI SUL GIUDICE


ART 102 COST: la funzione giurisdizionale esercitata dai magirstrati ordinari istituiti e regolati dalle
norme sull ordinamento giudiziario. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali

ART 111 COST: la costituzione considera valori essenziali indipendenzam imparzialit e terzieta del
giudice. Sono infatti prerogative componenti del c.d. giusto processo. Per imparzialita si intende che il
giudice deve decidere senza essere condizionato dalle parti ; per terzieta invece intendiamo che il giudice
deve decidere in una situazione di indifferenza e equidistanza rispetto alle parti.
Riguardo alla indipendenza , si intende la relazione dell organo giurisdizionale con i soggetti estranei al
rapporto processuale , quindi con il governo e il potere politico in generale. L indipendenza caratteristica
sia del G.O sia del G.A.

Per il GO la garanzia dell autonomia data dal CSM


Per il GA vale la stessa autonomia : il fatto che l uno sia ordinario , e l'altro sia speciale non preclusivo di
indipendenza , non a caso i compiti svolti dal CSM sono svolti , per i giudici amministrativi dal
CONSIGLIO DI PRESIDENZA DELLA GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA.

DISPOSIZIONI SULL AZIONE

Art 24 cost : TUTTI possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti soggettivi e interessi
legittimi.Con questa disposizione viene garantita la tutela giurisdizionale di tutte le situazioni giuridiche
soggettive , e la collocazione tra diritti soggettivi e interessi legittimi , sullo stesso piano , ha fatto sorgere la
convinzione che la Costituzione abbia sancito una interpretazione qualificata di carattere sostanziale dell
interesse legittimo , che a questo punto non piu una posizione processuale.

Art 113 cost: definisce il rapporto tra la garanzia della tutela giurisdizionale e la poosizione della PA. La
tutela giurisdizionale sempre ammessa contro gli atti della pa. contro gli atti della PA sempre ammessa
la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi della giurisdizione ordinaria o
amministrativa.
Il termine sempre garantisce il carattere assolutio della tutela che non conosce restrizioni.
La tutela vale sia per i Diritti Soggettivi , sia per gli Interessi Legittimi.
113 ,c2 impedisce di circoscrivere i margini della tutela giurisdizionale in ragione di tipi di atti o vizi di atti ,
con la prerogativa pero che la tutela si estende ai soli vizi di legittimita: rimangono escluse da ogni
protezione costituzionale le possibilita di sindacato per vizio di merito , quindi opportunita e
convenienza della scelta della PA.
Sulla base di tale ovviet sono escluse le tutele nei confronti degli atti politici , cioe gli atti espressione di un
potere politico.
113,c3 la legge determina quali organi di giurisdizione possano annullare gli atti della PA indicando i casi.
Nel rinviare alla legge la determinazione di tali organi , la costituzione delegittima ogni tipo di riserva a
favore del GA del potere di annullare gli atti amministrativi e quindi non possono ritenersi illegittime le
disposizioni di legge ordinaria che conferiscono al GO il potere di annullare i provvedimenti amministrativi

Rileggendo quindi il 113 c1 , e 113 c3 , ricaviamo che il giudice puo sempre sindacare la legittimita dell
atto , ma non sempre puo annullarlo. Non a caso l art 21 octies l.241/1990 stabilisce casi in cui l atto
amministrativo in talune ipotesi non annullabile.
Le ipotesi suddette sono quelle in cui ci sia una semplice irregolarita (21-octies) e quindi in tal ottica l
illegittimit vorrebbe la vera illegittimita amministrativa , cioe la lesivita del provvedimento.

DISPOSIZIONI SULL ASSETTO DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA

La costituzione ha sancito la regola del riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice
amministrativo.
ART 103 cost. il consiglio di stato e gli altri organi di giustizia amministrativo hanno giurisdizione per la
tutela nei confronti della PA degli interessi legittimi e , in particlari materie indicate dalla legge , anche dei
diritti soggettivi.
Ricaviamo innanzitutto il carattere generale della tutela degli interessi legittimi , e il carattere tassativo della
giurisdizione esclusiiva.

La norma inoltre contribuisce a definire il Consiglio di stato e i Tar quali giudici naturali degli interessi
legittimi. Con tale istituto stato costituzionalizzato l assetto dualistico che caratterizzava l Italia prima della
Cost , e lo stesso art 103 ha risposto alla necessita di dare rilievo costituzionale a una giurisdizione che, in
quanto speciale , doveva essere definita.
Tale definizione trova corpo nella distinzione tra giurisdizione civile e amministrativa sulla base del criterio
ripartitivo tra diritti soggettivi e intertessi legittimi ( salve ovviamente le ipotesi in cui LA LEGGE individui
giurisdizione esclusiva)

L art 103 contribuisce inoltre a costituzionalizzare il doppio grado di giurisdizione del giudice
amministrativo , riconoscendo quindi il Tar quale primo grado e il consiglio di stato quale secondo grado.

IL RIPARTO DI GIURISDIZIONE

Con l allegato E della l 2248/1865 , legge sul contenzioso amministrativo , vennero aboliti i tribunali del
conteznioso amministrativo, e venivano cosi lasciate priva di tutela giurisdizionale le situazioni giuridiche
soggetttive diverse dai diritti soggettivi , ascrivibili alla categoria dell interesse legittimo. Venne cosi
istituita la 4 SEZIONE DEL CONSIGLIO DI STATO con la legge Crispi del 1889 , con l intento di stabilire
regole certe per il riparto della competenza tra giudice ordinario e quarta sezione.
Originariamente si faceva leva sul criterio del petitum, secondo il quale il dato caratterizzante la
giurisdizione amministrativa era il potere di annullamento degli atti impugnati , e allora qualunque
provvedimento avesse leso un diritto soggettivo doveva poter essere ricorso dinanzi al giudice
amministrativo , che poteva annullatlo. In realta essendo diritto soggettivo , il ricorrente poteva pur sempre
ricorrere dinanzi al GO, determinandosi cosi una doppia tutela.
La giurisprudenza rigetto la tesi del petitum avvalorando invece una tesi funzionalizzata sul criterio della
causa petendi. Tale criterio voleva valida la teoria della prospettazione , secondo la quale la posizione
giuridica da tutelare era quella che il cittadino aveva prospettato nella sua domanda giudiziale ; quindi ove
avesse fatto valere un interesse legittimo sarebbe stata competenza del giudice amministrativo ; competenza
del Giudice ordinario dove avesse fatto valere un diritto soggettvo.
Ovviamente fu respinta tale tesi , a pro invece di una tesi basata sul petitum sostanziale : cio che rileva
ai fini del riparto di giurisdizione l effettiva natura della posizione fatta valere in giudizio , e la sua
oggettiva qualificazione come dir. Soggettivo o int. Legittimo.

LIMITI INTERNI DELLA GIURISDIZIONE ORDINARIA:


L art 4 della legge di abolizione sul contenzioso amministrativo vieta al giudice ordinario di revocare o
modificare l atto amministrativo. Tale disposizione stata interpretata in modo estensivo , fino a
considerare oggetto di protezione qualunque espressione di attivita amministrativa che non fosse
riconducibile al diritto privato. Cio significa che il divieto per il GO di revocare o modificare l atto
amministrativo si traduce in impossibilita per il Go di assumere una qualunque decisione che possa incidere
sulla Attivita Amministrativa.

Problema innanzitutto rileggere il concetto di atto amministrativo. Una prima interpretazione voleva che
Tale atto fosse qualsiasi atto dell ammiinistrazione posto in essere nell interesse pubblico. Cio comportava la
naturale comparazione tra atti, provvedimenti e anche comportamenti materiali della pa.
Con l entrata in vigore della costituzione tale interpretazione non ha pi sostegno , dal momento che il
principio di legalita impone la conformita della PA al potere ad essa riconosciuto ; cio significa che rientrano
tra gli atti amministrativi ( e quindi il limite della giurisdizione ordinaria) solo quelli espressione del potere
conferito dalla legge.
IN conlusione , il limite interno della giurisdizione civile non va esteso a tutto cio che non sia diritto
privato , ma va circoscritto a tutto cio che costituisca in base alla legge , espressione di un potere
pubblico.

La legge di abolizione del contenzioso amministrativo assegn al giudice ordinario , quasi a comprensare l
esclusione di un potere di annullamento degli atti amministrativi , la capacita di procedere alla
disapplicazione degli atti amministrativi.
Infatti , l art 4 aveva sancito l impossibilita di revoca e modifica dell atto amministrativo per il giudice
ordinario , e che esso dovesse limitarsi a conoscere degli effetti dell atto stesso in relazione alloggetto
dedotto in giudizio.
L art 5 della l 2248/1864 continua disponendo che in questo , come in ogni altro caso , le autorita giudiziarie
applicheranno gli atti amministrativi e i regolamenti generali e locali in quanto siano conformi alle leggi.
L art 5 sancisce quindi un potere di disapplicazione del Go rispetto agli atti amministrativi ,
- dove si tratti di una controversia inerente a un diritto soggettivo
- limitatamente a un sindacato di legittimita ( quindi non merito , opportunita e convenienza)
-anche d ufficio per il fatto che l atto rilevante per la decisione.

In realta tale potere va circoscritto a quelle controversie in cui una parte Abbia fondato la sua pretesa su
un atto amministrativo , e quindi tale disposizione si applicherebbe quando per stabilire la fondatezza della
pretesa sia essenziale valutare la conformita dell atto alla legge.

Va infine sottolineato che le regoli di cui all art 4 e 5 della legge 2248/1865 hanno portata generale , ma cio

non significa che esse non incontrino deroghe ed eccezioni:


- la stessa giurisprudenza sembra escludere che i limiti affermati dall art 4 possano essere invocati per
circoscrivere la tutela possibile rispetto ai diritti costituzionalmente protetti
- in altri casi il legislatore ha disciplinato il giudizio sulla base di un assetto diverso dai limiti interni

QUADRO GENERALE DELLA GIURISDIZIONE AMMINISTRATIVA

Il ricorso alla 4 Sezione fu introdotto per estendere la tutela del cittadino nei confronti dell amministrazione ,
offrendogli la possibilita di ottenere dal CONSIGLIO DI STATO una pronuncia costitutiva , di
annullamrento di un atto amministrtativo illegittimo.

Il ricorso al G.A. fu configurato innanzitutto cme mezzo di Impugnazione dell atto amministrativo. Ma
accanto a questo primo obiettivo , il Consiglio di Stato ha assicurato un obiettivo ulteriore : la garanzia dell
interesse legittimo.
La ragione essenziale della giurisdizione amministrativa non tanto l impugnazione dei provvedimenti ,
quanto la tutela degli interessi legittimi. La configurabilit di un interesse legittimo criterio fondamentale e
incardina la giurisdizione amministrativa rispetto ad una data controversia. L art 103 cost, che identifica la
competenza generale del giudice amministrativo con la tutela degli interessi legittimi nei confronti della PA e
che permette oggi di definire TAR e CONSIGLIO DI STATO quali giudici ordinari degli interessi legittimi
, ha chiarificato una cosa importante:
la tutela degli interessi legittimi devoluta non solo in ragione di una impugnazione di un provvedimento.
( si pensi alla tutela rispetto al silenzio)

L art 7 c3 c.p.a. (dlgs 104/2010) definisce l ambito della giurisdizione amministrativa , articolandola in
-giurisdizione generale di legittimit
-esclusiva
-estesa al merito

GIURISDIZIONE DI LEGITTIMITA

LART 7, c4 c.p.a. sono attribuite alla giurisdizione generale di legittimit del giudice amministrativo le
controversie relative ad atti, provvedimenti o omissioni delle PA , comprese quelle relative al risarcimento
del danno per lesione di interessi legittimi e (relative) agli altri diritti patrimoniali consequenziali , pure se
introdotti in via autonoma
La norma trascura di menzionare lelemento storicamente determinante che definisce tuttora la giurisdizione
di legittimita , cioe la tutela giurisdizionale degli interessi legittimi. dato comunque per scontato che la
mancanza di riferimento agli interessi legittimi sia riconducibile al fatto che il codice assegna in via
generale al giudice amministrativo la giurisdizione per le controversie relative ad interessi legittimi.
Nei casi di giurisdizione di legittimit ( controversie su interessi legittimi) la decisione sugli interessi
legittimi puo comportare la necessit di un esame e di una pronuncia anche rispetto a diritti soggettivi. In
passato tali questioni erano riservate al GO , poi la giurisprudenza si oriento per la risoluzione di esse in via
incidentale da parte del GA, quando tale questione pregiudiziale sia necessaria ai fini di una pronuncia
principale di interesse legittimo ; unica eccezione costituiscono quelle questioni relative allo stato e alla
capacita delle persone , che sono riservate al GO.

GIURISDIZIONE ESCLUSIVA

LART 7, C 5 c.p.a nelle materie di fiurisdizione esclusiva, inficate dalla legge e dallarticolo 133, il
giudice amministrativo conosce, pure ai fini risarcitori, anche delle controversie nelle quali si faccia
questione di diritti soggettivi.
In alcuni casi assegnata al giudice amm, una giurisdizione anche sui diritti soggettivi. In questi casi il
cittadino puo agire davani al GA non solo per tutelare i suoi interessi legittimi o per ottenere il risarcimento
dei danni cagionati a tali interessi , ma anche piu in generale per tutelare i diritti soggettivi che vanti contro la
PA.
La nascita dell istituto della giurisdizione esclusiva legata a quelle ipotesi in cui il Diritto Soggettivo e l
Interesse Legittimo coesistono ; sarebbe opportuno rileggere l anche a cui fa riferimento la norma di cui
all art 103 cost , come se volesse dire nelle controversie nelle quali si faccia questione anche di diritti

soggettivi.
Tale giurisdizione Tipica , perche tassativamente previsti i casi nel 133 c.p.a. e la parola esclusiva da
interpretare come escluso. CHI? Il igudice ordinario ovviamente.
La giurisdizione esclusiva, introdotta con la riforma del 1923, nasce con lintento di far giudicare in via
principale il giudice amm in materie in cui la materia era confusa perche coesistevano interessi legittimi e
diritti soggettivi.

Quindi a quella originaria ripartizione fondata sulla distinzione tra le posizioni soggettive
( GIUDICE ORDINARIO = DIRITTI SOGGETTIVI
(GIUDICE AMMINISTRATIVO = INTERESSI LEGITTIMI
siubentrava nei casi di giurisdizione esclusiva il criterio della materia. Di cui all art 7. C5

Un profilo problematico lo desta ovviamente il 133 c.p.a. perche in alcuni casi devolve istituti generali , in
tal altri casi istituti molto specifici. Non stupisce che in molti casi tali materie siano incerte.
La sentenza 204/2004 ha sottolineato l esigenza di una interpretazione della giurisdizione esclusiva rispettosa
dell art 103 Cost.
Secondo la Corte Costituzionale , l assegnazione delle materie , da parte del legislatore deve comunque
presupporre un coinvolgimento di un potere amministrativo. Cio significa che questo criterio della materia ,
per la giurisdizione esclusiva, non vuole piu , ai fini della assegnazione al giudice amministrativo , la
individuazione dell interesse legittimo; senza dimenticare che in tali ipotesi di giurisdizione esclusiva , il
giudice amministrativo utilizza i poteri ad esso conferiti in generale , quale anche la possibilita di annullare
( e non disapplicare) il provvedimenti amministrativo.
Altrettanto importante il regime di conseguenze che si determinano dalla assegnazione della tutela di un
diritto soggettivo al giudice amministrativo in via di giurisdizione esclusiva:
l ultima parola sull interpretazione delle norme applicabili alla vertenza spetta al consiglio di stato. E il
ricorso contro le decisioni del contiglio di stato alla corte di cassazione ammesso solo per motivi di
giurisdizione , e non per violazione di legge.
Di conseguenza , nel caso di ricorsi a tutela dei diritti soggettivi , la Cassazione perde la propria funzione
nomofilattica , nell ipotesi in cui si tratti di giurisdizione esclusiva.

LA GIURISDIZIONE ESTESA AL MERITO

ART 7, c6 c.p.a. il giudice esercita giurisdizione con cognizione estesa al merito nelle controversie
indicate dalla legge e dallarticolo 134. Nellesercizio di tale giurisdizione il giudice amministrativo puo
sostituirsi allamministrazione.
Lestensione rigurada ipotesi particolari , corrispondenti alla c.d. giurisdizione di merito, rappresentate da
alcune controversie inerenti spesso diritti soggettivi. Sono racchiuse nell art 134 c.p.a.

In passato la giurisdizione di merito si caratterizzava per l estensione al giudice amm. Di alcuni poteri per la
decisione e cognizione della controversia ; in particolare in casi di giurisdizione di merito poteva disporre di
mezzi istruttori ulteriori rispetto al giudizio di legittimita ( dove rileva solo la illegittimita ) e poteva , oltre ad
annullare latto impugnato , riformarlo o sostituirlo.
Il carattere del merito pero non erano chiari.

in una prima interpretazione si diceva che fosse caratterizzata per il fatto che il provvedimento potesse essere
impugnato , oltre che per vizi di legittimit ( incompetenza eccesso di potere violazione di legge), anche
per vizi di merito , quali per esempio linadeguatezza della scelta discrezionale , lincongruit del criterio
tecnico, ec..
Cosi facendo il giudice amministrativo era pienamente legittimato a sovrapporsi alla P.A.
In una seconda imterpretazione invece precludeva al giudice amministrativo la possibilita di conoscere vizi
diversi da quelli di legittimit. I poteri piu ampi non gli permettevano comunque un sindacato nel merito , ma
poteva , una volta riscontrata lillegittimita, modificare latto.
In realta il problema che il concetto di merito molto vago.
MERITO FATTO O MERITO DIRITTO??
Il merito diritto ci porrebbe infatti dinanzi a un problema , perche noi sappiamo che opportunit e
convenienza non sono sindacabili. Dovrebbe pertanto trattarsi di merito fatto.
anche perche , la norma dice cognizione estesa al merito , cio significa che mentre nel giudizio di
legittimit il giudice si ferma alla conformita ad un paradigma normativo , nei casi di giurisdizione di merito

puo conoscere anche del merito , cioe del merito fatto. Cioe il giudice non estende il proprio potere
indagando sulla opportunita e convenienza della scelta , ma potra conoscere anche del profilo logico della
scelta della P.A.

Cio che probabilmente contraddistingue tale giurisdizione che sul piano cognitivo , il giudice puo
utilizzare testimonianze, perizie , mezzi istruttori. E conoscere , ove il provvedimento impugnato
costituisca esercizio di potest amministrativa discrezionale, alla convenienza, opportunit ed equit
delle determinazioni adottate.

Nel c.p.a. la giurisdizione di merito prevede una ampiezza dei poteri decisori del giudice , il quale puo
sostituirsi allamministrazione , adottare un nuovo atto , o modificare quello impugnato.

In conclusione , la giurisdizione di merito contraddistinta dalla capacit del giudice amm. Di


adottare pronunce sostitutive del contenuto dellatto impugnato.
Cio perche in realt le materie identificate dal 134 sono quasi tutte materie in cui non vi quasi per nulla
attivita discrezionale , non vi potere amministrativo.
Lunico caso problematico il giudizio di ottemperanza , dove puo esservi in discussione anche una
inottemperanza ad un giudicato che concerna attivita discrezionali ; anche in taluni casi il giudice
amministrativo puo intervenire in via sostitutive , sebbene il c.p.a. pone limiti particolari al potere del giudice
di adottare ptonunce sostitutive in sede di ottemperanza.

CONDIZIONI GENERALI PER LAZIONE NEL PROCESSO AMMINISTRATIVO

Le condizioni generali per lazione sono:

-legittimazione a ricorrere
-interesse a ricorrere

La legittimazione a ricorrere sorge in capo a chi vanti una situazione giuridica soggettiva qualificata
(interesse legittimo o anche diritto soggettivo nei casi di giurisdizione esclusiva ) lesa dallazione della P.A.
Se il giudice accerta che il ricorrente non titolare di tale posizione qualificata dichiara il ricorso
inamissibile.
In talune ipotesi la legittimazione a ricorrere costituita da una condizione formale del ricorrente , e non
dalla affermazione o dalla titolarita di un interesse qualificato. Cio si verifica nelle ipotesi di azioni popolari ,
dove la legittimazione a ricorrere si identifica con la qualita generica di cittadino.
sul modello delle azioni popolari oggi trovano tutela anche gli interessi diffusi costituiti in associazioni o
comitati che posson definirsi come interessi collettivi.
Linteresse diffuso , in linea teorica un interesse semplice, perche manchevole di qualificazione soggettiva.
La legittimazionee per essi , talvolta , attribuita nei casi in cui essi siano rappresentati da associazioni
previamente identificate , per le quali la collettivita di riferimento rappresentativa dell interesse diviene il
soggetto interessato , qualificato perche quella collettivita non tutta la collettivita, ma parte di essa.

Linteresse a ricorrere puo definirsi come linteresse del ricorrente a conseguire unulitil o vantaggio
attraverso il processo amministrativo.

Graduatoria concorsuale per l assunzione dei pubblici dipendenti, la cui legittimita contestata per aver
attribuito a un candidato un punteggio inferiore al dovto: la giurisprudenza amministrativa ritiene
ammissibile il ricorso solo se il candidato dimostri che il punteggio corretto lo potrebbe qualificare vincitore
del concorso.

Cio significa che il risultato utile qualcosa in piu del mero interesse legittimo: deve essere una posizione
di vantaggio .
Nell esempio del concorso , chi ricorre ha senza dubbio interesse legittimo , ma per adire una tutela
processuale deve poter dimostrare la utilita conseguibile con il petitum.

L interesse a ricorrere deve essere


- personale = il vantggio deve riguardare il ricorrente
- attuale = linteresse deve esistere al momento del ricorso
- concreto = deve esserci stato reale pregiudizio
Inoltre linteresse deve insistere fino al momento successivo al ricorso , altrimenti verrebbe dichiarata
improcedibilit.

LA TIPOLOGIA DI AZIONI
Il c.p.a disciplina le Azioni nel Processo Amministrativo agli articoli
29 = azione di annullamento
da proporre entro 60 gg nei casi di violazione di legge , incompetenza ed eccesso di potere
30= azione di condanna
puo essere proposta contestualmente ad altra azione o , nei singoli casi previsti dallo stesso articolo , anche in
via autonoma
31=azione avverso il silenzio e declaratoria di nullita
decorsi i termini per la conclusione del procedimento amministrativo e negli altri casi previsti dalla legge:
chi vi abbia interesse puo chiedere laccertamento dellobbligo dellamm. Di provvedere

AZIONE DI ANNULLAMENTO

Il ricorso al giudice amministrativo , nasce storicamente come strumento per impugbare un atto
amministrativo al fine di ottenere l annullamento. Si tratta di una tutela successiva perche presume la lesione
dell interesse del cittadino da parte della PA.
Ai sensi dell art 29 cpa deve proporsi in 60 gg ( carattere della inoppugnabilita dell atto)
Ovviamente prima dell annullamento ci sara esercizio di un potere di accertamento finalizzato alla
sussistenza dei presupposti

- incompetenza
- eccesso di potere
- violazione di legge

Lazione di annullamento presenta il carattere della


generalita : sempre ammessa purche vi sia un atto lesivo di una situazione giuridica qualificata
necessit: la contestazione della legittimita ammessa solo se sia stata proposta azione di annullamento.

Lazione di annullamento comporta due effetti tipici


un effetto ripristinatorio e uno confermativo

EFFETTO RIPRISTINATORIO : O eliminatorio : ripristinare quo ante gli interessi precedenti


lemanazione del provvedimento. Cio non sempre possibile in quanto talvolta certi effetti sono
consolidati. In questo caso la sentenza avr efficacia EX nunc , il che ovviamente una deroga alla
regola generale che vuole gli effetti ex tunc della tutela dannullamento.
EFFETTO CONFORMATIVO: La P.A. dovra conformarsi al dictum della sentenza; la p.a. nel
riesercitare il potere deve tenere necessariamente conto del paradigma della sentenza affinche il
nuovo provvedimento sia esente da vizi.

AZIONE DI CONDANNA

Fu introdotta nel processo amministrativo con la legge TAR 1034/71 con riferimento alla giurisdizione
esclusiva ed esclusivamente per il pagamento di somme di denaro dovute dalla P.A.
Oggi nel c.p.a. lart 30 disciplina lazione di condanna con caratteri piu generali
nella giurisdizione di legittimit puo la condanna puo essere solo al risarcimento dei danni per lesioni di
interessi legittimi ; nelle materie di giurisdizione esclusiva puo riguardare anche ladempimento di qualsiasi
altra obbligazione.

Differenza tra legge tar e cpa

LEGGE TAR:

ammetteva la condanna solo nei casi di

C.P.A. :

giurisdizione esclusiva e nei confronti della

nelle materie di giurisdizione esclusiva ,

PA. Era un limite per lamm. Dato che una

lazione di condanna puo essere proposta

sentenza di mero accertamento nei

anche dalla Amm. nei confronti di un

confronti di un privato risultava di scarsa

privato per ladempimento di obbligazioni

utilita in quanto il giudizio di ottemperanza

nei suoi confronti


Nelle materie di giurisdizione esclusiva il

non poteva essere esperito nei confronti di

un privato.
Ammetteva la condanna solo per l
adempimento di obbligazioni pecuniarie

cittadino puo essere titolare anche di


obbligazioni diverse da quelle pecuniarie ,
per cui oltre alla tutela per equivalente , puo
richiedere anche il risarcimento in forma
specifica ex art 2058 cc.

Si deduce che ad oggi i risultati conseguibili con la tutela risarcitoria possono essere

Risarcimento x equivalente : condanna la PA al risarcimento di una somma di denaro


Riscarcimento in forma specifica: Lart 30 a specifico richiamo a tale tutela risarcitoria dove
ricorrano i presupposti di cui all art 2058 cc, il risarcimento in forma specifica. Con esso permette al
ricorrente di ottenere la stessa utilita che gli stata pregiudicata dal comportamento lesivo,
restituisce la stessa utilitas. Le condizioni di cui fa menzione il 2058 sono la non eccessiva
onerosita e la possibilit materiale e giuridica di adempiere lobbligo.
In merito alla possibilita, Fintanto che si parla di interessi oppositivi non vi problema alla
risarcibilita in forma specifica , dato che il bene vita gia appartiene alla sfera giuridica del soggetto ,
che stato privato.
Quando si parla di interessi legittimi pretensivi si corre il serio rischio che l apertura della
risarcibilita in forma specifica di tali interessi svii il lettore a interpretare un adempimento della PA
nei termini di conferimento di uun bene vita che non nella sfera giuridica del destinatario e quindi
per esempio di un provvedimento . In tal modo la sentenza di condanna a risarcimento in forma
specifica dell interesse legittimo porterebe una invasione del potere del GA nella discrezionalita della
PA. Per tale categoria di interessi , il risarcimento ,non va letto come risarcimento per il mancato
godimento , ma come risarcimento per le chances , tempo processuale , ecc..

Prima del codice La Corte di Cassazione e il Consiglio di stato sostenevano soluzioni diverse anche in
merito alla possibilit che la domanda di risarcimento dei danni per lesione di interesse legittimo potesse
essere accolta solo se il provvedimento fosse sato impugnato e annullato:
per il consiglio di stato lazione risarcitoria veniva esclusa in mancanza di una previa domanda di

annullamento e diceva inoltre di non poter risolvere la questione di annullamento in via incidentale. E
spesso cio che capitava era che la domanda di annullamento , che aveva tempi di decadenza in 60 giorni ,
molto piu breve rispetto alla tutela risarcitoria , diveniva improcedibile, venendo meno il presupposto
pregiudiziale.
per la cassazione invece le due azioni erano autonome.

La discussione fu superata con l art 30 del c.p.a ilquale ammette in via di principio lautonnomia della
domanda risarcitoria. In realt lart 30 vede due possibili strade :
- azione di condanna constestuale alla azione di annullamento
-azione , in casi indicati , in via autonoma , entro 120 giorni dal momento del fatto o della conoscenza.
Come si legge , viene meno la pregiudizialit, dal momento che la azione di condanna proponibile in
via autonoma ; e pero la condanna , che sul piano processuale non puo essere respinta , puo essere
esusa sul piano sostanziale , dal momento che viene utilizzato il principio civilistico della
liquidazione del danno , e del buon creditore ( ricorrente) ; laddove il giudice nel valutare il risarcimento
rinvenga che una previa azione di annullamento del provv. Avrebbe ridotto il danno , puo ridurre il danno
anche fino a negarlo del tutto.

AZIONE DI ACCERTAMENTO e AZIONE AVVERSO IL SILENZIO

Lart 2 l.241/1990 sancisce che la PA ha il dovere di concludere il procedimento mediante ladozione di un


provvedimento espresso. Il termine per provvedere di 30 giorni.
Quindi risulta chiaro che il privato , di fronte allinadempimento della PA puo richiedere al giudice , tramite
azione di Accertamento, che accerti linadempimento della PA ed eventualmente proporre anche azione di
condanna.
Il ricorso , non soggetto allordinario termine di decadenza di 60 gg , ma puo essere proposto finche
lamministrazione ometta di provvedere , purche entro un anno dalla scadenza del termine per lultimazione
del procedimento ex art 31 c.2 c.p.a.

Il giudice se accoglie il ricorso ordina allamministrazione di provvedere entro un termine congruo di 30


giorni . l ordine di provvedere puo contenere un contenuto specifico nei soli casi di attivita vincolata , e in
tali casi la sentenza puo condannare la PA a rilasciare un provvedimento determinato. Pertanto , se il
ricorso proposto per il silenzio mantenuto dalla PA sulla richiesta di provvedimento , il giudice puo
verificare la sussistenza delle condizioni prescritte al rilascio di quel provvedimento e ordinare
allamministrazione di rilasciarlo.
ovviamente il GA non puo sostituirsi alla PA quando vi sia discrezionalita amministrativa. Nel caso del
silenzio , quindi , il giudice ordina alla PA di provvedere , con un ordine a contenuto generico (se vi att
discrezionale) o a contenuto specifico ( se vi att. Vincolata)
Questa azione conosciuta come azione di adempimento. Tale azione non puo essere proposta
autonomamente , necessariamente previa una azione di annullamento.
Se entro 30 giorni l amministrazione non si conforma al dictum della sentenza , il giudice puo nominare un
Commissario ad acta , istautandosi un giudizio di ottemperanza. Il commissario e un organo che adempie in
sostituzione della PA inadempiente; affinche il commissario ad acta non prenda i poteri della PA , la pa puo
sempre provvedere in ragione della inesauribilita del potere amministrativo , ma se non fa cio si parla di
consumazioone del potere amministrativo.
Condizioni:
-inadempimento
-il giudice valuta la fondatezza della pretesa (ATTIVITA VINCOLATA= ordina di provverere con QUEL
provvedimento ; ATTIVITA DISCREZIONALE = ordina di provvedere)

Esecuzione:
-la PA deve conformarsi al dictum della sentenza entro 30 gg.

Il processo amministrativo

LA COMPETENZA

Come sappiamo la giurisdizione amministrativa esercitata

in primo grado dai TAR


In secondo grado dal Consiglio di Stato e dal consiglio di giustizia amministrativa per la Regione
sicilia

La competenza dei TAR disciplinata dall art 13 del c.p.a. che da rilievo innanzi tutto alla sede dellorgano
che ha emanato latto impugnato. Tale criterio trova temperamento in un ulteriore criterio , quello della
efficacia dellatto che sancisce la competenza del TAR della circoscrizione in cui latto ha effetto anche
laddove latto sia stato emanato da una PA di una regione diversa. Integra la disciplina il cd. foro del
pubblico impiego, per il quale competente il TAR nella cui circoscrizione ha sede lufficio del pubblico
dipendente per i ricorsi in materia di pubblico impiego del personale di servizio.
Le regole sulla competenza hanno carattere inderogabile e una loro violazione pu essere rilevata anche
dufficio e costituisce motivo dappello. Lincompetenza pu essere rilevata dal TAR finche la causa non
decisa nel primo grado e il giudice incompetente non pu adottare misure cautelari , salvo che non siano state
adottate prima del rilievo dell incompetenza, e in quel caso le misure cautelari hanno una ultrattivit per 30
giorni dalla pubblicazione dellordinanza con la quale il Tar dichiara la propria incompetenza. La stessa
ordinanza poi individua il tar competente e la causa deve essere riassunta nel termine perentorio di 30 giorni.
Ad ogni modo lordinanza con la quale il TAR pronuncia la propria incompetenza impugnabile con
regolamento di competenza da parte delle parti.
Accanto a questa competenza inderogabile resiste la originale competenza funzionale, limitata a casi

specifici per il TAR LAZIO e il TAR LOMBARDIA, sulla base di previsioni che pero si discostano dai tre
criteri gi analizzati.

Per quanto concertne il Consiglio di Stato, per far fronte al carico di arretrati , oggi riconosciuto al
Presidente del Consiglio di Stato il potere di anche le sezioni consultive (la prima, seconda e terza) possano
essere investite di funzioni giurisdizionali in aggiunta alla Quarta, quinta e sesta sezione. Ad ogni modo, il
CDS oggi giudice dappello nei confronti delle pronunce dei Tar

LE PARTI

Anche nel processo amministrativo dobbiamo distunguere tra parti necessarie e parti non necessarie.
Affinche la sentenza sia valida occorrer che sia rispettata la garanzia del contraddittorio nei confronti delle
sole prime , e non anche nei condronti delle seconde.

Le parti necessarie sono

Il Ricorrente : colui che fa valere in giudizio una propria sit. Giur. Sogg. Il ricorrente colui che
da avvio al procedimento tramite un atto di sua iniziativa : il Ricorso. Il ricorrente ha piena
disponibilit dellazione proposta , pertanto potra decidere della eventuale rinuncia. Nel caso di
ricorso presentato congiuntamente da pi persone avremo un cd. ricorso collettivo. Per il ricorrente

si parla di un interesse individuale.


Lamministrazione resistente : la PA che ha emanato latto impugnato e nei confronti della quale
viene fatto valere un diritto soggettivo. Il c.p.a espressamente stabilisce che ad essere convocato sia
lente , non lorgano. La PA resistente parte nel processo, e non autorit , soggetta in tutto e per
tutto alle regole del processo, su tutte la parit delle parti in giudizio. Del resto la PA , al pari del

ricorrente ha un ininteresse, quello a mantenere latto impugnato.


I controinteressati : sono i soggetti a cui latto amministrativo conferisce unutilit specifica.
Quindi essi hanno un interesse alla conservazione dellatto ( es. il vincitore di un concorso la cui
graduatoria impugnata dal ricorrente). Ad essi deve essere notificato il ricorso, almeno ad uno
dove i controinteressati siano pi di uno , ma in questo caso sar necessaria la successiva
integrazione del contraddittorio. In dottrina si dice che il controinteressato abia una posizione

speculare risptetto al ricorrente : mentre infatti il ricorrente trae una lesione a un suo interesse
legittimo da parte di un atto , il controinteressato , trae il suo interesse legittimo dallatto impugnato.
per questo che la speculiarit di posizioni merita parit di trattamento , suffragata di certezza
dallart 24 Cost che impone una garanzia di tutela giurisdizionale per chi abbia un interesse legittimo
, e quindi come tale sia per il ricorrente che per il controinteressato. Per individuare i
controinteressati, oltre allutilit specifica, necessario anche un requisito formale , ossia che sia
individuabile dallatto.

Le parti non necessarie

Stando al cpa sono parti non necessarie tutte quelle che abbiano un interesse, come tali legittimate ad
intervenire in giudizio. Pertanto , il loro ingresso vincolato ad un intervento in giudizio, ma la norma non
individua chi possa intervenitre.
Per essi quindi esiste una variet discendente da una variet di situazioni sostanziali e di posizioni
processuali.

Sicuramente sembra possano intervenire coloro che hanno un cd. interesse dipendente, ossia coloro
che patiscono indirettamente gli effetti del provvedimento impugnato perch hanno una relazione
giuridica con una parte necessaria ( la PA vs. un proprietario di un appartamento. Linquilino del
proprietario ha un interesse dipendente). In dottrina per necessario sottolineare la diversit del suo
interesse rispetto a quello della parte necessaria : se infatti il titolare dellinteresse in questione
avesse pari dignit processuale della parte necessaria vuol dire che linterventore in questione
parteciperebbe al processo con un mero interesse semplice o di fatto, perche di questo si tratta ( ha
differenziazione fattuale , ma il provv. non lo lede direttamente). In realt bisogna invece intendere
lintervento semplicemente adesivo, ad adiuvandum nel caso linterventore intervenga a favore del
ricrrente , ad opponendum nel caso intervegna a favore della parte resistente o di un
controinteressato. Per entrambi sono comunque molto discussi i poteri processuali , posto che i primi
possono solo introdurre argomenti aggiuntivi a quelli del ricorrenti, ma non hanno poteri processuali
veri, mentre i secondi non sembrano avere grandi limitazioni.

Oltre ai titolari di un interesse dipendente, possono intervenire anche i titolari di un interessde


giuridico autonomo alla conservazione dell atto impugnato, pur non essendo controinteressati ,
perche non ottengono utilit dall atto stesso ( il vicino di un soggetto che abbia impugnato il
provvedimento di annullamento del suo permesso di costurire).

I PRINCIPI GENERALI DEL PROCESSO

Il processo amministrativo e soggetto innanzitutto al cd. principio della domanda per cui il giudice non pu
esercitare le sue gunzioni giurisdizionali dufficio. Cio impone

Da un lato che il processo sia ad iniziativa della parte , la quale mantiene la piena disponibilit
dellazione , potendovi anche rinunciare a giudizio in corso. Una volta depositato il ricorso il matura
la cd perenzione, cio la parte entro un anno deve chiedere fissazione delludienza di discussione

altrimenti il proc. Si estingue.


Dallaltra che il giudice vincolato a pronunciarsi non oltre i limiti della domanda. Il suo riferimento
quindi il ricorso principale , e anche laddove egli riscontri una questione d ufficio , decisiva ai fini
della decisione del ricorso, deve sottoporla previamente alle parti.

Altro principio fondamentale il cd. principio del contraddittorio , previsto dall articolo 111 Corst. Il
giudice non si pu pronunciare sulla domanda se prima non sia stato integrato il contraddittorio rispetto a
tutte le parti necessarie al giudizio. Tale principio trova temperamento nella sola ipotesi in cui il ricorso sia
manifestamente infondato o inammissibile ,per cui non necessario integrare il contraddittorio.

Gli altri principi fondamentali sono spesso oggetto di rinvio al codice di procedura civile. Generalmente si
tratta di rinvii precisi e puntuali. Non mancano per talvolta rinvii di difficile interpretazione, su tutti quello
di cui all art 39 cpa che rimanda al codice di procedura civile per quanto non disposto espressamente nel cpa
e in quanto compatibili o espressione di principi generali. Si tenga presente che i lavori al cpa dovevano
essere ispirati al cpc, per cui per alcuni in dottrina maturata quella concezione che il cpa fosse disciplina
speciale alla generale del cpc. In realta invece possono ben definirsi 2 procedimenti autonomi e separati , e

quindi anche il suddetto rinvio esterno previsto all art 39 cpa non puo che considerarsi come operativo solo
per principi che siano in qualche modo conformi ad entrambi i sistemi.

Il GIUDIZIO DI PRIMO GRADO

1- Il Ricorso

Il giudizio avanti al Tar introdotto con un Ricorso (art 41,1 cpa). Storicamente il Ricorso era latto con il
quale, chi sostiene di essere stato leso in un proprio interesse da un provvedimento della PA, impugna tale
provvedimento , chiedendone lannullamento. Era quindi storicamente uno strumento processuale di
reazione ad un atto lesivo della PA. Oggi, in virt della giurisdizione esclusiva, il ricorso ha perso la sua
peculiare ontologia di reazione ad un atto lesivo, visto che nel caso di giurisdizione esclusiva, conoscendo di
diritti Soggettivi ( che sono situazioni autonome) non necessaria limpugnazione del provvedimento. Ad
ogni modo il ricorso conserva quella peculiarit di primo atto processuale che introduce il giudizio
amministrativo. A differenza che nel processo civile , nel proc. Amministrativo il ricorso viene prima
notificato alle parti necessarie e poi depositato.
Esso deve contenere quegli elementi tipici del ricorso sanciti all articolo 40 c.p.a

Il giudice adito
Generalit del ricorrente e delle altri parti
Loggetto della domanda, e nel caso di azione di annullamento il provvedimento impugnato
Esposizione sommaria dei fatti e i motivi su cui fonda il ricorso
Indicazione dei mezzi di prova
Provvedimenti che si chiedono al giudice ( annullamento, modifica, riforma)
Sottoscrizione

Specificamente nellazione di annullamento necessaria lindicazione dell atto impugnato e dei vizi dedotti
rispetto allatto stesso. Per vizio si intende uno dei tre ordini di legittimit che comportano lannullabilit
dellatto :
-

Incompetenza
violazione di legge

eccesso di potere : inteso come sviamento di potere, disparita di trattamento, ingiustizia


manifesta

Per lindividuazione del vizio fatto valere col ricorso non sono richieste formule sacramentali. Cio che rileva,
a pena di inammissibilit, che loggetto della domanda e dei motivi sia coerente con lazione esperita. Non
a caso , diversamente dallazione di annullamento , per esemprio nel giudizio sul silenzio non vi sar
impugnazione , non essendoci alcun atto impugnabile , di conseguenza nessun vizio di legittimit. Allo
stesso modo , nei casi di giurisdizione esclusiva, pu non essere impugnato il provvediemento quando la
controversia verta su diritti soggettivi, bastando lidentificazione del diritto.
Il ricorso sempre nullo quando manchino gli elementi essenziali della controversia. Nel caso di
irregolarit il giudice puo ordinare la rinnovazione entro un termine stabilito.
Ancora riguardo il ricorso per lannullamento di un provvedimento , esso deve essere notificato
allamministrazione che ha emanato il provvedimento ed almeno ad uno dei controinteressati entro 60 giorni
dalla comunicazione o pubblicazione o piena conoscenza del provvedimento.
Cio che stupisce che un ricorso proposto contro lillegittimit di un atto amministrativo sia soggetto ad un
termine perentorio, di 60 giorni. Tale previsione evidentemente risultato di una contemperazione tra
lesigenza del ricorrente alla tutela del suo interesse legittimo , e le ragioni di certezza delle altre situazioni
giuridiche.
Per i giudizi proposti a tutela di diritti soggettivi, che non comportino limpugnazione di provvedimenti, non
opera un termine di decadenza perche non viene impugnato un provvediemento. E si discusso in questi
termini anche riguardo al giudizio sul silenzio: in effetti nemmeno qui il giudizio verte su un provvedimentoe
il ricorso quindi non ha carattere impugnatorio. Il CDS in passato esigeva comunque la perentoriet dei 60
gg per proporre il ricorso sebbene il legislatore si poi orientato diversamente prevedendo che il ricorso , in
caso di silenzio , puo essere proposto fintanto che dura linadempimento.
Loriginale del ricorso , notificato, deve essere depositato entro 30 giorni dall ultima notifica al TAR
competente , e con il deposito si attua la costituzione in giudizio della parte ricorrente.

2- I Motivi aggiunti

Sono quelle doglianze del ricorrente aggiunte in un momento successivo alla proposizione del ricorso
iniziale. In passato si riteneva che una volta decorso il termine perentorio per presentare lazione di
annullamento non era possibile presentare nuove censure. Questa rigidit per esponeva il diritto dazione
allannichilimento perch spesso il cittandino viene a conoscenza di un vizio solo in un momento successivo.
Per rimediare a questo gap di tutela giurisdizionale la giurisprudenza ha introsotto la possibilit per il
ricorrente che abbia previamente impugnato il provvedimento, e solo successivamente conosciuto di ulteriori
vizi, di integrare il ricorso con i motivi aggiunti. Con essi ci si riferisce non solo a vizi dellatto gi
impugnato, ma anche vizi di altri provvedimenti , purch connessi con quello impugnato. Limpugnazione
con motivi aggiunti , anzich con ricorsi separati, realizza esigenze di economia processuale. Tali esigenze
individuate dalla giurisprusenza sono state poi accolte dalla legge 205/2000 e riportate nel C.P.A.
I motivi aggiunti vanno notificati alle altre parti del giudizio entro il termine perentorio di 60 giorni dalla
conoscenza dei nuovi documenti.

3- La Costituzione delle altre parti (art 46) e il Ricorso incidentale (art 42)
Entro 60 giorni dalla notifica del ricorso, l amministrazione resistente e i controineteressati , possono
costituirsi in giudizio presentando memorie e documenti. Se il ricorso principale non stato notificato a tutti
i controinteressati, ma stato notificato ad almeno uno di essi , il GA ordina lintegrazione del
contraddittorio.
Anche se non si costituisce in giudizio, la PA ha lonere di depositare il provvedimento impugnato e i
documenti del relativo procedimento entro 60 giorni dalla notifica.
Entro gli stessi 60 giorni dalla notifica del ricorso, le parti resistenti e i controinteressati possono proporre
ricorso incidentale. In passato esso era concesso solo al controinteressato, il quale poteva impugnare lo
stesso provvedimento gi impugnato dal ricorrente facendo valere vizi diversi , dai quali egli avrebbe potuto
ottenere un risultato a lui favorevole. ( Tizio ricorrente impugna la graduatoria dalla quale risulta che egli
arrivato 2 perche non gli son stati riconosciuti dei punti ; Caio, controinteressato, fa ricorso incidentale
adducendo mancata attribuzione di ulteriori punti che lo qualificherebbero comunque al di sopra di Tizio). La
giurisprudenza oggi riconosce al controinteressato la possibilit di impugnare con ricorso incidentale anche
un atto diverso da quello impugnato dal ricorrente con il ricorso principale , ammesso che pero tale atto

diverso sia funzionale allo stesso risultato utile. Lart 42 del C.p.a riconosce queste facolt , e rispetto alla
disciplina vigente prima del codice ha aperto la possibilit del ricorso incidentale anche alla
amministrazione resistente. In verit in passato non era riconosciuto tale potere alla Pa perche si diceva che
laddove la PA avesse riconosciuto una illegittimit dellatto da essa emanato , impugnato dal ricorrente,
avrebbe potuto annullarlo, in sede di autotutela. E in effetti , se il ricorso incidentale ha ad oggetto ulteriori
vizi , ossia altri elementi di illegittimit , la PA nel riconoscere lillegittimit di un proprio atto puo annullarlo
in virtu del proprio potere illimitato.
Oggi comunque il codice , quando allart 42 fa menzione delle parti resistenti , quali quelle legittimate a
proporre ricorso incidentale, fa inevitabilmente riferimento anche alla PA.
Il ricorso incidentale inoltre, oltre ad avere la stessa scadenza temporale del ricorso principale ( 60 gg dalla
notifica) , si assimila ad essa anche per cio che concerne lonere di notifica alle altre parti, in altrettanti 60gg.
Una volta instaurato il giudizio , ossia una volta che le parti necessarie si siano costituite con le eventuali
memorie e ricorsi incidentali , possono fare intervento le parti non necessarie. Per esse vale la pena spendere
due parole in merito alla volontariet o non dell intervento. In passato era assolutamente volontario
lintervento : oggi , a seguito dell entrata nel cpa dellistituto dell opposizione di terzo , il giudice puo
ordinare l intervento di un terzo. Lintervento iussu iudicis ha lo scopo fondamentale di evitare che , quando
il giudice ritenga che un soggetto plausibilmente possa essere interessato al processo , una sua opposizione
dopo la sentenza possa pregiudicare la sentenza stessa.

4- Listruttoria
In ciascun ordinamento processuale listruzione lattivita del giudice diretta a conoscere i fatti rilevanti per
il giudizio. Accanto alla generale attivita interpretativa delle norme , il giudice accompagna una accurata
attivit di conoscenza e valutazione dei fatti. Piu propriamente , listruzione consiste nella :
attivit volta ad acquisire le prove e gli elementi necessari a costruire i fatti di un processo.
Il fatto che in concreto spesso i giudici non ravvisino la necessit di disporre mezzi istruttori, non legittima a
pensare che il processo amministrativo sia pertanto un processo ad istruttoria eventuale. Infatti anche nel
proc amministrativo il GA ha dei poteri di cognizione, che di volta in volta si pongono sul piano dottrinale in
particolari rapporti con altrettanti importanti principi.

in particolare importante capire che relazione esiste tra le allegazioni riservate alle parti e i poteri di
cognizione del giudice ; lonere probatorio delle parti rispetto ai poteri istruttori del giudice ; che vincolo
abbia il risultato dellistruttoria sulla decisione .

Innanzitutto nel proc amministrativo vige il principio dispositivo, che impone alle sole parti
lindividuazione dei fatti che possano essere introdotti nel processo. Non rileva nemmeno la distinzione tra
fatti principali ( ossia quelli che descrivono la pretesa) e fatti secondari ( ossia quelli che verificano i fatti
primari) ; sul punto dottrina e giurisprudenza sono all unisono nel senso che solo le parti possano introdurli

Secondo profilo attiene alla prova dei fatti. Nel processo amministrativo insiste lonere probatorio a carico
delle parti, per cui la parte a dover suffragare di certezza la propria doglianza. A differenza pero che
nellallegazione dei fatti , il principio dispositivo , in merito alla prova dei fatti , pi flessibile, per cui il
giudice pu dufficio disporre di mezzi di prova. Questo principio , il cd. metodo acquisitivo , affianca il
classico principio dispositivo , e sembra esser suffragato di legittimit dallesigenza che le parti siano
equilibrate all interno del processo, evitando la piu classica sudditanza di posizione tra ricorrente e amm.
resistente.

Ultimo profilo concerne lincidenza dellistruttoria sulla decisione finale. In verit nel processo
amministrativo vige il libero apprezzamento del giudice, per cui le prove raccolte nel giudizio sono rimesse
al suo apprezzamento libero , ad esclusione delle prove legali ( confessione ) che vincolano il giudice a
quella verit fattuale.

Oggi , i poteri dintervento del giudice , come detto , consistono per lo pi nel riequilibrio di quel distacco di
posizioni che inevitabilmente esiste tra ricorrente e amministrazione resistente, che ovviamente in possesso
di materiale probatorio legato al procedimento relativo al provvedimento impugnato.
Per questa ragione la attivita istruttoria ex oficio del giudice si traduce spesso nellordine alla PA a
consegnare i documenti delle quali in possesso.

In particolare gli articoli 64,3 e l art 66 c.p.a. sanciscono i tre principali mezzi istruttori :

richiesta di chiarimenti : consiste nella richiesta alla PA di informazioni sui fatti rilevanti per il

giudizio
richiesta di documenti : richiesta a che la PA consegni i documenti rilevanti in suo possesso
verificazioni : possono avere contenuti molto ampi. Il giudice con esse puo acquistare anche
elementi tecnici che siano necessari allapprezzamento dei fatti. Prima la verificazione era
demandata esclusivamente alla PA : molto spesso era la stessa amministrazione resistente , e ci
metteva in forte dubbio la coerenza di un tale istituto alla stregua della uguaglianza delle parti , posto
che in tal modo la PA veniva investita di un ruolo preminente nellistruttoria. Tale gravit era poi
sugellata dal fatto che era preclusa la classica consulenza tecnica, il che vincolava il giudice a
richiedere alla PA tutti gli accertamenti di carattere tecnico. Una soluzione insoddisfacente
nonostante sulla Pa gravasse lonere di agire in maniera imparziale.
Il codice ha cercato di bilanciare limperfezione dellistituto della verificazione , prevedendo che il
giudice possa ordinare di eseguire la verificazione ad un organismo , il che apre la possibilit di
richiesta anche a soggetti che non siano soggetti pubblici e che siano esterni al processo. Ma pur
prevedendo la possibilit di nomina di un soggetto esterno , cio non impedisce che possa essere
deputata dal giudice la stessa amministrazione resistente, il che quindi non sfugge a critiche. Sarebbe
stato piu opportuno valorizzare la consulenza tecnica, introdotta con la 205/2000 e cristallizzata
nel codice , ma che resta comunque strumento successivo alla verificazione e soprattutto
strumento eccezionale.

Comunque , oltre ai 3 classici strumenti che tradizionalmente possono essere esperiti in sede istruttoria dal
giudice , merita attenzione anche
-

la testimonianza : che ammessa solo su istanza di parte, e avviene in forma scritta. Per essa non
pu che non esprimersi una critica relativamente al modo in cui essa introdotta nel proc
amministrativo. Mentre infatti nel proc. Civile la prova scritta richiede il consenso delle parti , e
dove questo manchi puo essere assunta direttamente dal giudice ; nel processo amministrativo la
prova puo essere solo scritta. Inoltre nel proc civile la prova oggetto di libero apprezzamento da
parte del giudice, nel proc amministrativo nulla di tutto ci. Questo comporta degli inconvenienti

sulla ragionevolezza dell istituto , perche sacrifica la celerit processuale ad una plausibile necessit
del giudice di chiedere l audizione di un teste.

5- Gli incidenti del giudizio


Lo svolgimento del processo pu subire una serie di eventi che possono condizionare il suo corso naturale e
che comportano la sospensione o l interruzione del processo. Per entrambe le regole sono da ricercarsi
all interno del codice civile.

6- La decisione
Affinch il ricorso possa essere deciso, necessario che sia richiesta, con una apposita istanza, la fissazione
di una udienza di discussione. In caso di urgenza la parte pu chiedere di anticipare la data di udienza al
presidente del Tar con un istanza che si definisce istanza di prelievo.
Una volta presentata listanza, il Presidente del Tar fissa ludienza di discussione dandone comunicazione
alle parti con un preavviso di almeno 60 giorni.
Le parti costituite possono depositare:
-

documenti fino a 40 giorni prima delludienza


memorie conclusionali fino a 30 giorni prima
memorie di replica fino a 20 giorni prima

Nelludienza, che pubblica,ciascuna parte puo illustrare le proprie ragioni, e una volta terminata la
discussione, il TAR procede alla decisione del ricorso e quindi alla sentenza.
Unipotesi particolare quella della sentenza in forma semplificata, che la si ha nei casi in cui il ricorso sia
manifestamente fondato o manifestamente infondato, o inammissibile o improcedibile. Si caratterizza per
una motivazione sintetica sui soli profili decisivi della vertenza. Altra ipotesi particolare quella in cui il
giudice definisce il giudizio con decreto presidenziale, nei casi di estinzione o improcedibilit del
ricorso.

7- Il rito camerale
Per alcune controversie
-

giudizio di ottemperanza
giudizio sul silenzio

opposizione ai decreti presidenziali di estinzione o improcedibilit del giudizio


materia di accesso

il c.p.a prevede uno svolgimento pi celere, designato quale rito camerale , ex art 87 . Queste decisioni
richiedono tempi pi veloci, generalmente ridotti della met, fermo restando che per gli atti piu importanti ,
quali ricorso principale , incidentale , e motivi aggiunti, vengono deifniti dei tempi adeguati , per cui
limportanza di tali atti prevale sulle ragioni di celerit.
In questo tipo di procedimenti il giudice decide senza udienza pubblica , ma appunto in camera di consiglio.

LA TUTELA CAUTELARE

La tutela cautelare , nel processo amministrativo , ha sempre il carattere della strumentalita : realizza infatti
linteresse ad evitare che la durata del giudizio possa rendere praticamente inutile per il ricorrente la
decisione finale

Lesecuzione di un provvedimento amministrativo puo compromettere in modo molto grave , talvolta


irreversibile la posizione del destinatario del provvedimento,
Si pensi ad un provvedimento di esproprio , dal quale puo derivare la trasformazione dellarea , tale da
precludere la stessa possibilit di restituzione al privato ;
Dove il provvedimento fosse illegittimo, e venisse annullato in un secondo momento , la sentenza di
annullamento non soddisferebbe comunque l interesse leso del cittadino; la tutela cautelare previene al
danno.

La legge crispi del 1889 prevedeva che limpugnazione del provvedimento non avesse effetto sospensivo ;
il ricorso al giudice amm. non incideva sull efficacia e l esecuzione del provvedimento impugnato. Gia
subito dopo l entrata in vigore della legge che istitui la 4 sez. del Consiglio di Stato , fu ammesso che il
ricorso a tale organo sospendesse lefficacia del provv. Impugnato

Il c.p.a. si attiene alla regola per cui nel giudizio promosso per l annullamento di un provvedimento , tale
ricorso non sospende lesecuzione del provvedimento impugnato ;

onere della parte ricorrente per l annullamento richiedere una misura cautelare del giudice
amministrativo per evitare che le sue ragioni possano essere compromesse durante il tempo necessario
per la decisione del ricorso ( art. 55)
Il c.p.a. prevede tre categorie di misure cautelari
- collegiali
-monocratiche
-ante causam

Dai principi genrali si ricava la definizione dei presupposti per la misura cautelare , quali fumus bonis
iuris e periculim in mora

Fumus bonis iuris deve esserci parvenza che il ricorso sia fondato ; il giudice deve verificare
che ipoteticamente il ricorso sia fondato , che l attore sia legittimo , e che l azione non sia
manifestamente infondata e tardiva ( ragionevole previsione dellesito del ricorso)
Periculum in mora lart 55 identifica tale elemento nella possibilit di subire un pregiudizio
grave ed irreparabile dal provvedimento impugnato durante il tempo necessario a giungere alla
decisione del ricorso.
Tale pregiudizio va specificato dal ricorrente nella istanza.
Abbiamo detto deve essere pregiudizio grave e irreparabile .
Grave : il giudice deve valutare se quel pregiudizio possa essere difficilmente sopportabile per il
ricorrente
Irreparabile: il giudice deve valutare se , non concedendo la tutela cautelare , dal provvedimento il
ricorrente potrebbe avere un pregiudizio tale da perdere per sempre quella utilit

In passato si discuteva del fatto che la tutela cautelare nel processo amministrativo avesse un suo volto tipico
: la sospensione del provvedimento.
Vista la sua natura interinale rispetto alla impugnazione del provvedimento , si pensava che ovviamente il
fine ultimo dell impugnazione ( la tutela caducatoria) fosse coincidente con il fine temporaneamente
garantito dalla tutela cautelare ( una tutela caducatoria temporanea , con la sospensione degli effetti)

Oggi la giuriprudenza orientata per una tutela cautelare dal contenuto atipico , modellata sul casdo concreto
, di volta in volta idonea ad assicurare interinalmente gli effetti della decisione del ricorso . Il limite che
ovviamente incontra il giudice nel prevenire attraverso tutela cautelare , di non poter mai DETERMINARE
LA DEFINIZIONE DEL GIUDIZIO.

Sulla misura cautelare , provvede generalmente il collegio in camera di consiglio;Lart 56 prevede che nei
casi di estrema urgenza ed estrema gravit , , tali da non consentire neppure la dilatazione fino alla camera
di consiglio , la misura cautelare puo essere richiesta al Presidente del Tar o della sezione cui il ricorso
principale sia stato assegnato , previa notifica della istanza alle parti.
Da ultimo , il c.p.a. ha esteso la possibilit di una tutela cautelare ante causam, in caso di eccezionale
gravit e urgenza tale da non consentire neppure la previa notifica del ricorso. Chi sia legittimato a
presentare ricorso , puo fare istanza al presidente del tar e chiedere ladozione delle misure interinali
( cautelari ) necessarie per assicurare la tutela fino a quando non possa essere proposto ricorso e non
possa essere trattata l istanza cautelare nelle forme ordinarie (art. 61).
la misura cautelare destinata a valere fino alla pronuncia cautelare collegiale , successiva alla notifica del
ricorso e il relativo decreto deve essere norificato entro 5 giorni.

LA DECISIONE DEL RICORSO E I MEZZI DI GRAVAME

La decisione del ricorso


In coerenza con il principio della domanda, il giudice amministrativo tenuto a pronunciarsi sulla
domanda proposta dalle parti e non oltre essa. In linea di massima , ellesame della domanda il collegio
procede secondo un ordine logico, che vede prima lo scrutinio delle questioni pregiudiziali , e in un secondo
momento le questioni di merito, perch ovviamente le questioni pregiudiziali potrebbero di per s definire il
giudizio. Lordine logico della causa vuole inoltre che il primo ad essere oggetto danalisi sia il ricorso
principale , e in un secondo momento quello incidentale , essendo esso subordinato al primo. Ai fini della
decisione il collegio , per motivi di celerit ed economia, adotta il cd. assorbimento delle questioni , che
avviene laddove le questioni , pur non essendo collegate tra loro, seguono un preciso ordine logico. A volte i
giudici applicano questo assorbimento anche quando l questioni non presentano quel collegamento logico
richiesto, ed la mera opportunit a farne ragione : in tal caso si definisce un assorbimento improprio.
Ad ogni modo , il giudicato amministrativo definito da una sentenza. In alcuni casi pu definirsi con un
decreto , e ci accade nei casi di ricorso improcedibile.

Il termine sentenza adoperato per quelle pronunce che definiscono in tutto o in parte il giudizio (art 33,1).
Questa definizione non lascia scampo ad equivoci , per cui le pronunce che non definiscono il giudizio, ma
curano situazioni interprocedimentali non sono sentenze ma ordinanze. Tra le sentenze bisogna distinguere
quelle
-

Di rito : che sono quelle che dichiarano lirricevibilit, linammissibilit, limprocedibilit.

Sono quindi quelle sentenze in cui non viene esaminato il merito del ricorso.
Di merito : sono quelle in cui viene analizzato il contenuto della domanda, accogliendola o
dichiarandola infondata. In caso di accoglimento avremo una sentenza di annullamento , una
sentenza che dispone la sua riforma e sostituzione , sentenze che rdinano di provvedere ,
sentenze che dispongono una condanna ad un adempimento pecuniario.

La sentenza va sottoscritta dal presidente del Collegio giudicante, e va depositata : il deposito vale come
pubblicazione della sentenza.

Le impugnazioni
Il libro III del Cpa dedicato alle impugnazioni delle sentenze. Nei confronti delle sentenza del GA sono
previsti vari mezzi dimpugnazione :
- nei confronti delle sentenze del TAR previsto lappello al Consiglio di stato
- nei confronti delle sentenze del CDS proponibile appello in Cassazione per le questioni di giurisdizione
- nei confronti delle sentenze del TAR e del CDS sono ammessi, revocazione e opposizione di terzo.

I termini per proporre le impugnazioni sono di due ordini :


- termini brevi : in 60 giorni dalla notifica della sentenza
- termini lunghi : in 6 mesi dalla publlicazione della sentenza in caso di mancata notificazione della stessa

Le impugnazioni si propongono con ricorso , notificato alla controparte, e successivamente depositato presso
la cancelleria del giudice adito entro 30 gg dallultima notifica.

Appello al Consiglio di stato

Le sentenze del TAR possono essere impugnate dinanzi al CDS. Questo appello ha carattere innovatorio
( sostitutivo) perch di regola la decisione del CDS si sostiuisce a quella del TAR. Lappello per potrebbe
avere anche carattere devolutivo , in quanto il giudice dappello deve poter conoscere la materia con la stessa
pienezza del giudice di primo grado ( si parla perci di grado di riesame della vertenza).
Legittimati a proporre lappello sono le parti necessarie entro 60 giorni dalla notifica della sentenza di 1
grado. Legittimato ad appellare anche linterventore ad opponendum. La presentazione dellappello
presuppone che il soggetto appellante abbia linteresse ad appellare, in coerenza con i principi sullazione
processuale. Tale interesse va valutato in una prospettiva processuale : linteresse a impugnare una sentenza
a lui sfavorevole. Pertanto si definisce quale interesse del soccombente nel primo grado di giudizio. La
ricorstruzione del soggetto soccombente , come tale legittimato ad appellare, non sempre pacifica ( es. un
soggetto che abbia promosso azione di annullamento e che in primo grado abbia ottenuto lannullamento del
provvedimento impugnato ma solo per alcune delle censure proposte). Per questi inconvenienti la
giurisprudenza ha concesso lappello anche alla parte vittoriosa in 1 grado , a condizione per che tale parte
possa ottenere un risultato utile rispetto alla definizione di primo grado a lui gi favorevole.
Larticolo 101 c.p.a. sancisce che lappello va proposto con ricorso, contentente :
-

Ricorrente e il suo difensore


Le controparti
La sentenza di 1 grado
Le censure contro la sentenza di 1 grado

Ad essi poi si aggiunga che per poter impugnare obbligatorio il patrocinio di un avvocato abilitato dinanzi
alle giurisdizioni superiori.

Elemento caratterizzante lappello il divieto di ius novorum.


Partendo dal presupposto che la funzione dellappello riesaminare la stessa controversia gi decisa, la parte
appellante non pu porre rimedio alle manchevolezze delle sue difese del primo grado di giudizio,
proponendo censure , eccezioni , o mezzi di prova nuoovi. Loggetto del contendere deve essere quello
originario. Ad esso fa eccezione pero la disciplina degli eventuali motivi aggiunti , che ne giustifica

leventuale introduzione in appello , ma solo per il fatto che essi concernono vizi che emergono da
documento conosciuti per la prima volta , non conoscibili prima, nel precedente grado di giudizio.

Lo svolgimento del giudizio dappello regolato in modo omologo al giudizio dinanzi al TAR in primo
grado. Lappello va proposto con ricorso da notificarsi entro 60 giorni dalla notifica della sentenza, o 6 mesi
dalla sua pubblicazione ( in caso di mancata notificazione). Lappello va notificato alle parti in causa, e a
quelle con interesse a contraddire. Quando latto non notificato a tutte le parti , ma almeno ad una il CDS
ne ordina il contraddittorio.
Lappello non comporta la sospensione dellesecutivit della sentenza. Tale sospensione pu essere
disposta dal CDS in seguit ad un istanza dellappellante.
Gli appllanti che vogliono costituirsi in giudizio, possono farlo depositando un controricorso entro 60
giorni dalla notifica dellappello. Nello stesso termine di 60 giorni si pu proporre appello incidentale, cio
lappello della parte che vittoriosa in primo grado , decide di appellare perche soccombente in alcuni punti
della sentenza.
Le decisioni del CDS possono essere :
-

Accoglimento con rinvio : se in appello si accolto il ricorso per un vizio di forma o per un
difetto di procedura. In questo caso il processo verr ricelebrato dinanzi al giudice competente di

1grado.
Accoglimento senza rinvio : quando si tratti di difetto di giurisdizione o di competenza o

lesistenza di cause impeditive del giudicato


Rigetto nel merito : quando viene confermata la sentenza del TAR

In caso di appello al Consiglio di Stato, il Cpa prevede che la questione possa essere deferita alla competenza
dellAdunanza Plenaria del Consiglio di Stato. Cio avviene quando deve essere esaminata una questione che
ha dato luogo o puo dar luogo ad un contrasto giurisprudenziale oppure quando la questione da risolvere
assume una certa importanza. All adunanza plenaria riconosciuta la funzione nomofilattica, omologa a
quella riconosciuta alla Cassazione a sezioni unite.

La revocazione

Lart 106 cpa ammette contro le sentenze del Tar e del Cds il rimedio della revocazione. I casi sono
tassativamente previsti dalla legge, e la disciplina del cpa si appoggia a quella del cpc con esplicito rinvio di
cui all art 395 cpc.
La revocazione si distingue in
-

Ordinaria : ammessa contro le sentenze non ancora passate in giudicato


Straordinaria : ammessa contro le sentenze passate in giudicato , ammissibile solo nelle ipotesi
previste dall art 395 cpc. Esse sono:
1. Sentenza affetta da dolo di una delle parti a danno dellaltra
2. Sentenze pronunciate su prove false
3. Ritrovamento di documenti decisori che la parte non aveva potuto esibire per forza
maggiore
4. Sentenza affetta da errore di fatto risultante da atti o documenti
5. Sentenza contraria ad altre precedentemente passate in giudicato
6. Sentenza affetta da dolo del giudice accertato

Il ricorso per revocazione si propone innanzi al medesimo giudice che ha emanato la sentenza impugnata. La
richiesta deve contenere
-

Richiesta di annullamento della sentenza impugnata


Richiesta di rinnovazione del giudizio

Il giudice si pronuncia con un unica sentenza, contro la quale sono ammesse le impugnazioni eccetto che per
una nuova revocazione.

Opposizione di terzo
Nel processo amministrativo lopposizione di terzo entrata in virt della sentenza 177/1995 della Corte
coostituzionale. Oggi lopposizione di terzo contemplata all articolo 108 del c.p.a.
Con la pronuncia della Corte Costituzionale era stata definita la sola opposizione di terzo ordinaria ,
attraverso la quale un terzo avrebbe potuto mettere in discussione una sentenza passata in giudicato o
comunque esecutiva che pregiudicasse i sui diritti e che fosse stata pronunciata in un giudizio in cui egli era
rimasto estraneo. Il c.p.a. ha introdotto invece lopposizione revocatoria , per i creditori e gli aventi causa
delle parti nei confronti della sentenza che sia il risultato di dolo nei loro confronti. Il testo originario del cpa
menzionava come legittimati a proporre lopposizione soltanto il terzo titolare di una posizoine autonoma

e incompatibie. Tale previsione fu per ritenuta incompleta e pertanto integrata con la previsione del rinvio
al c.p.c. per la identificazione degli stessi legittimati.
In maniera molto critiva stato osservato come questa opposizione di terzo possa compromettere la certezza
del giudicato amministrativo in quanto esperibile anche contro le sentenza passate in giudicato. pur vero
pero che essa lunica tutela concessa a soggetti i cui interessi legittimi risultino compromessi da un giudizio
che non li ha visti parti in giudizio.
Oggi il cpa ha anche posto fine alla confusione che prima cera tra opposizione di terzo e appello , visto
che in passato era concesso al terzo di proporre appello. Oggi , in base al codice, nei confronti della sentenza,
il terzo puo proporre solo opposizione , dinanzi al giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. Questa
soluzione pero comporta che una sentenza del Tar possa essere al contempo oggetti di appello ( da parte di
una parte legittimata ) e di opposizione da parte del terzo. Per evitare cio il codice assegna prevalenza
allappello , tale per cui ove gia fosse proposto appello , il terzo deve introdurre la propria domanda
intervenendo nellappello.

Ricorso per cassazione per motivi di giurisdizione


Nei confronti delle sentenze del Consiglio di Stato ammesso il ricorso per motivi di giurisdizione. Questo
ammesso per denunciare la violazionee dei limiti esterni della giurisdizione amministrativa , ovvero il
ricorso possibile sia
-

nel caso in cui il GA abbia deciso una questione riservata alla PA o devoluta al GO o altro

giudice speciale
Nel caso in cui il GA abbia declinato la propria giurisdizione in una questione che sarebbe stata
di sua competenza.

Il ricorso va proposto entro 60 giorni dalla notifica della decisione del CdS o entro 6 mesi dalla
pubblicazione della sentenza in caso di mancata notificazione, alle SSUU della Corte di Cassazione.
Il cpa ha introdotto la possibilit di una sospensione dellesecuzione della sentenza del CdS, in pendenza del
ricorso. La sospensione disposta dallo stesso CdS in casi eccezionali di gravit e urgenza.
Ove la Cassazione accolga il ricorso :
-

Cassa la sentenza senza rinvio, quando neghi la giurisdizione

Cassa con rinvio se afferma la giuirisdizione , negata dal GA. In caso di rinvio il giudizio
prosegue innanzi al TAR con fissazione delludienza.

IL GIUDICATO AMMINISTRATIVO E LESECUZIONE DELLA SENTENZA

Si ha passaggio in giudicato di una sentenza del giudice amministrativo quando nei suoi confronti non
ammessa pi alcuna impugnazione ordinaria ( appello al Cds, ricorso per cassazione). Nei confronti delle
sentenze passate in giudicato pertanto possibile solo la revocazione e lopposizione del terzo.
Bisogna distinguere tra:
-

Giudicato solo interno : la sentenza comporta un vincolo soltanto alle ulteriori fasi del giudizio
Giudicato anche esterno : la sentenza comporta vincoli anche rispetto a giudizi diversi che
possono istaurarsi tra le stesse parti nei quali assume rilevanza la questione

Le sentenze di rito hanno tipicamente il solo vincolo interno.


Le sentenze di merito hanno ovviamente invece anche vincoli esterni.
Per cio che concernei cd limiti soggettivi del giudicato una parte della giurisprudenza amministrativa ritiene
che il giudicato amministrativo di regola valga solo tra le parti , i loro successori e gli aventi causa eccetto se
si tratta di annullamento dellatto con contenuto indivisibile , per esempio un atto normativo ,
regolamento, per cui gli effetti del giudicato valgono erga omnes. In questo modo per ipoteticamente anche
soggetti terzi al processo potrebbero promuovere giudizio di ottemperanza. Contro questa dottrina si oppone
pero quella di chi fa distinzione tra effetti della sentenza e autirit del giudicato:
vero che la sentenza dannullamento di un provvedimento inscindibile coinvolge tutti i soggetti , ma il
giudicato fa stato in modo autoritativo solo tra le parti processuali. Per cui a quanti non siano stati parte del
giudizio non potrebbe essere opposto il giudicato

La sentenza del TAR immediatamente esecutiva : cio significa che la PA tenuta a dare esecuzione alla
sentenza, adottando tutti i comportamenti opportuni per darne esecuzione. Il dovere di dare esecuzione si
scontra, talvolta, con la modifica del quadro normativo che disciplina la materia oggetto di sentenza, le cd .
sopravvenienze. Ragioni deffettivit porterebbero a sostenere che la PA dovrebbe provvedere ora per

allora. La giurisprudenza invece invocando il principio del tempus regit actum, ritiene che la PA non
possa prescindere dallapplicazione della disciplina sopravvenuta. (es. impugnazione di un diniego
illegittimo di autorizzazione, quando dopo la sentenza muti la disciplina per lautorizzazione, con la
conseguenza che essa non potrebbe piu essere rilasciata)
Se la sentenza non eseguita spontaneamente previsto il giudizio d esecuzione dinanzi al GA : il giudizio
di ottemperanza.

GIUDIZIO DI OTTEMPERANZA

Rispetto alle sentenze del giudice amministrativo lesecuzione ( cioe l attuazione di una norma , in questo
caso di una sentenza) richiede ladozione di provvedimenti :
la sentenza di annullamento di un provvedimento negativo impone ladozione di un provvedimento nouvo.
Lesecuzione della sentenza coinvolge la funzione amministrativa (svolgimento dinamico del potere ).
Nel caso di inesecuzione esperibile il ricorso per ottemperanza al G.A. , che trova disciplina nel c.p.a.
allarticolo 112.

l articolo 112 prevede che tale giudizio possa essere esperito sia
Per i casi di inesecuzione della sentenza del G.A

Per ottenere chiarimenti sulle modalit di


ottemperanza. In questo caso , il ricorso , non
presuppone uninottemperanza , ma presuppone
incertezze sugli effettu della sentenza da eseguire ,
sugli adempimenti necessari per l esecuzione. Per tal
ragione il ricorso puo essere esperito anche dalla
PA , il soggetto che deve ottemperare.

Inoltre l art 112 prevede una serie articolata di casi nei quali puo essere ammesso il ricorso.

In merito alla esecuzione delle sentenze del G.A. , il

Il ricorso per lottemperanza esperibile anche per

ricorso esperibile indipendentemente che siano

lesecuzione delle sentenze passate in giudicato del

passate in giudicato o siano solamente esecutive, e

giudice ordinario e dei giudici speciali avanti ai

non rileva se inadempiente sia lamministrazione o

quali non sia previsto un giudizio di ottemperanza.

una parte privata.

In tal caso pero il codice precisa che parte resistente


possa essere solo la PA ( per ottenere
ladempimento dellobbligo della PA a
conformarsi)

Alla luce di quanto letto , il giudizio di ottemperanza verte essenzialmente sullesecuzione di una pronuncia
giurisdizionale ; il legislatore ha previsto la possibilita per la parte ricorrente di richiedere il risarcimento
degli interessi maturati successivamente alla sentenza rimasta ineseguita.

Lart 134 c.p.a. conferma che nel giudizio di ottemperanza il GA esercita una giurisdizione estesa al
merito, e quindi che possa sostituirsi direttamente o atttraverso un commissario allamministrazione
inadempiente.
Il giudice dell ottemperanza puo anche annullare gli atti adottati in violazione o elusione del giudicato ,senza
doversi avviare nuovo giudizio di cognizione , tale giudizio puo maturarsi direttamente in seno al giudice per
lottemperanza.
Ricordando che si tratta di giurisdizione estesa al merito , il GA puo sostituirsi allamministrazione
inadempiente , direttamente o indirettamente attraverso la nomina di un commissario ad acta , che si
sostituisce a sua volta allamministrazione

Secondo alcuni il commissario organo straordinario dellamministrazione e come tale i suoi atti sarebbero
atti di pura autorit amministrativa, impugnabil davanti al giudice amministrativo. Questa soluzione
appagava in quanti volessero preservare la cupola di cristallo della PA .

altra parte della giurisprudenza sembrava invece propendere per l identificazione dello stesso commissrio
quale ausiliare del giudice , i cui atti quindi erano giurisdizionali.
Non mancata una visione dinsieme che voleva invece la bifrontezza del commissario ad acta ; ove fosse
un inottemperanza ad un attivita vincolata poteva ben qualificarsi come ausiliario del giudice ; ma dove fosse
inottemperanza ad una attivita discrezionale non poteva che considerarsi organo para-amministrativo.
Il codice in realta disciplina in alcuni tratti una necessaria GIURISDIZIONALITA DEL COMMISSARIO
AD ACTA, dal momento che se ne prevede un controllo di vigilanza del giudice dell ottemperanza , e la sua
figura inserita nel libro dedicato agli ausiliari del giudice.

Lart 114 disciplina il procedimento in ottemperanza

il ricorso si propone con ricorso notificato alla PA e a tutte le parti del giudizio definito dalla
sentenza
il termine di prescrizione di tale azione legato al regime di prescrizione della sentenza, quindi
in 10 anni.
Competente il giudice che abbia pronunciato la sentenza : pertanto sara il consiglio di stato ( in
unico grado ) o il Tar, al quale spetta anche la competenza per linottemperanza a sentenze del
giudice ordinario o di altro giudice diverso da quello amministrativo.
Il processo si svolge nel rito camerale , e la decisione assunta dal Tar sempre ricorribile in
appello al consiglio di stato.