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DIRITTO AMM.

VO E I SUOI PRINCIPI
(By Lucky64 ed il suo gruppo di lavoro argo)

Il diritto amministrativo quel ramo del diritto che disciplina: a) il funzionamento della pubblica amministrazione; b) la pubblica amministrazione e i suoi rapporti con i privati; c) la pubblica amministrazione e il giudice amministrativo. La risposta esatta b). Il diritto amministrativo quel ramo del diritto che disciplina la pubblica amministrazione e i suoi rapporti con i privati. Rientrano nel diritto amministrativo, ad esempio, le norme sull'organizzazione dei ministeri, sugli enti pubblici, sulle sovvenzioni pubbliche a privati, sui servizi pubblici erogati alla collettivit, ecc. Si consideri, peraltro, che non tutta l'attivit della pubblica amministrazione regolata dal diritto amministrativo: infatti, quando stipula contratti di appalto o di societ, la pubblica amministrazione si vale delle norme del codice civile e, quindi, utilizza il diritto privato. Le caratteristiche del diritto amministrativo sono: a) un diritto statale e speciale; b) un diritto statale, regionale e ultrastatale, ma non pi speciale; c) un diritto composito, statale, regionale e ultrastatale e speciale. La risposta esatta c). Per lungo tempo si ritenuto che il diritto amministrativo fosse un diritto statale e speciale, sulla base di due considerazioni distinte. In primo luogo, perch, di regola, si considerava la pubblica amministrazione legata al governo nazionale e soggetta a leggi emanate dal Parlamento. Tuttavia, negli ultimi cinquanta anni, sono intervenuti alcuni cambiamenti: l'ordinamento giuridico italiano entrato a far parte di un pi vasto ordinamento sopranazionale, quello dell'Unione europea; si sono sviluppati ordinamenti globali, aperti a tutti gli Stati; sono state istituite le regioni, alle quali stata trasferita la competenza legislativa in ordine a numerose materie, tutte relative al diritto amministrativo (ad esempio, governo del territorio, turismo, agricoltura, trasporti). A causa di tali mutamenti, l'ordinamento italiano divenuto composito, nel senso che la sua disciplina non pi esclusivamente statale, che la sua organizzazione si innesta su quella sopranazionale europea e su quella mondiale, che le sue procedure sono in parte nazionali, in parte sopranazionali o globali, che il diritto amministrativo ha ora anche una componente regionale. In secondo luogo, perch l'amministrazione dispone di poteri che eccedono quelli che risultano dalle normali regole applicabili nei rapporti tra privati e perch, di conseguenza, nel diritto amministrativo sono presenti istituti, regole, rapporti diversi da quelli propri del diritto privato. Di conseguenza, il diritto amministrativo speciale in quanto esso misto o composto sia di norme e principi di diritto pubblico, sia di norme e principi di diritto privato. In conclusione, oggi, il diritto amministrativo presenta un carattere composito, sia perch in parte statale, in parte ultra statale ed in parte regionale, sia perch ha una parte pubblicistica e una privatistica. La specialit del diritto amministrativo rafforzata dalla esistenza di un giudice speciale. a) vero? b) falso? vero. La specialit del diritto amministrativo rafforzata dall'esistenza di un giudice proprio di questo ramo del diritto. L'ordinamento italiano, infatti, caratterizzato dal principio del dualismo giurisdizionale (giudice ordinario-giudice amministrativo). merito del giudice amministrativo lo sviluppo di istituti e di poteri c.d. derogatori riconosciuti alle pubbliche amministrazioni come figure soggettive privilegiate (ad esempio, supremazia, imperativit, esecutoriet). Pagina 1 di 74

Il diritto amministrativo costituito dalle sole norme che indirizzano e limitano l'attivit della pubblica amministrazione. a) vero? b) falso? falso. Non pu pi essere accettato il sillogismo, proposto in passato dai seguaci delle teorie liberalistiche e positivistiche, secondo il quale diritto uguale a norma dello Stato, pubblica amministrazione uguale a esecuzione delle norme statali, diritto amministrativo uguale a complesso delle norme statali relative alla pubblica amministrazione, perch, da una parte, mutato l'assetto costituzionale, con la sovraordinazione del potere legislativo a quello esecutivo e la adozione di una fitta rete di norme, poste a tutela non solo dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione, ma anche di quest'ultima nei confronti del governo e dei partiti, e, dall'altra, si sono moltiplicati i centri di normazione (ad esempio, Unione europea, regioni e cos via), per cui lo Stato non che uno di essi. Oggi possibile enucleare una nozione unitaria e di sintesi di pubblica amministrazione. a) vero? b) falso? falso. Una nozione unitaria, di sintesi, di pubblica amministrazione non solo inutile, ma anche impossibile (solo gli economisti sono alla ricerca di un carattere comune dell'amministrazione, che starebbe nel fatto che gestisce servizi senza valutazione del mercato). L'amministrazione consiste in partecipazione o collaborazione all'attivit di governo (ad esempio, gabinetti dei ministri), di regolazione o di disciplina (ad esempio, il Ministero delle attivit produttive), di erogazione di servizi o di mezzi finanziari (ad esempio, Servizio sanitario nazionale, Istituto nazionale della previdenza sociale - Inps), di attivit di esazione (ad esempio, Ministero dell'economia e delle finanze), di attivit di impresa (ad esempio, Poste italiane) e cos via. Ne deriva che, pi che di pubblica amministrazione al singolare, meglio parlare di pubbliche amministrazioni al plurale. Attivit amministrative possono essere svolte: a) dai soli apparati pubblici pertinenti alla persona giuridica Stato; b) dai soli apparati pubblici dei poteri statali e substatali; c) da soggetti pubblici e privati. La risposta esatta c). Non vero che pubblica una amministrazione che pertiene ad una persona giuridica pubblica: da un esame del diritto positivo, infatti, si evince, da una parte, che non tutte le persone giuridiche pubbliche hanno una amministrazione pubblica (ad esempio, la Banca d'Italia) e che, dall'altra, vi sono amministrazioni pubbliche le quali pertengono a soggetti privati (ad esempio, i concessionari di servizi pubblici essenziali). Dunque, il riferimento all'appartenenza soggettiva dell'amministrazione non sufficiente, ma occorre far riferimento anche alla natura dell'attivit. La definizione secondo cui l'amministrazione consiste nella " esecuzione di leggi " esaustiva. a) vero? b) falso? falso. Si tratta di una definizione scolastica, dettata dalle preoccupazioni ideologiche proprie del liberalismo e del positivismo: infatti, in primo luogo, essa fa riferimento alla divisione dei poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario, che ha avuto significati storicamente diversi e funzioni Pagina 2 di 74

differenti; in secondo luogo, essa non corrisponde ad alcuna fase del diritto positivo, perch la pubblica amministrazione ha sempre svolto compiti molto pi che esecutivi. L'amministrazione " cura concreta di interessi pubblici ". a) vero? b) falso? falso. Questa definizione solo una variante rispetto a quella secondo la quale l'amministrazione sarebbe " esecuzione della legge ": la cura " concreta " alla quale essa si riferisce presuppone una cura " astratta ", consistente nell'attivit legislativa: la prima subordinata alla seconda, cos come l'esecuzione della legge alla legge. Tuttavia, sono frequentissimi gli atti della pubblica amministrazione che non possono essere ricondotti a tale concetto, poich sono generali ed astratti e comportano scelte politiche: si pensi, ad esempio, alle delibere del Cipe relative al piano delle telecomunicazioni, alle istruzioni di vigilanza della Banca d'Italia, all'adozione degli schemi di prospetti da parte della Consob, ecc. Va sottolineato, peraltro, come da questa definizione emerga un aspetto importante, quello della " funzionalizzazione " dell'attivit amministrativa: quest'ultima, infatti, sempre diretta ad un fine pubblico, indicato dalle norme, ed predisposta, quindi, per la cura di un interesse, per lo pi collettivo, prescelto dalle norme e per questo qualificato come pubblico. Le principali nozioni di pubblica amministrazione si traggono: a) dal diritto nazionale; b) dal diritto europeo; c) dal diritto nazionale e da quello europeo. La risposta esatta c). Una prima nozione di pubblica amministrazione definita nel diritto europeo e in quello nazionale, con riferimento all'area alla quale si applicano le procedure di scelta dei contraenti in materia di appalti; essa include amministrazioni dello Stato, regioni, enti pubblici territoriali, loro unioni, consorzi e associazioni, enti pubblici non economici, organismi di diritto pubblico (cio persone giuridiche private con finalit d'interesse generale, non svolgenti attivit economica, finanziati, controllati o influenzati in prevalenza dallo Stato o da altri enti pubblici); si tratta di una nozione ampia perch lo scopo delle norme che la regolano di consentire la circolazione delle imprese in Europa e, dunque, di sottoporre il maggiore numero di soggetti pubblici o sotto comando pubblico alle procedure di bando e di esame comparativo delle offerte, per la stipulazione di contratti di appalto di lavori, di servizi e forniture. Una seconda nozione si trae dal diritto europeo e, di riflesso, da quello nazionale, in relazione al fine di individuare il debito e il disavanzo pubblico: per pubblico si intende la pubblica amministrazione, vale a dire l'amministrazione statale, regionale o locale e i fondi di previdenza sociale, ad esclusione delle operazioni commerciali, quali definiti dal Sistema europeo di conti economici integrati. Una terza nozione si trova nel diritto nazionale per soddisfare l'esigenza di delimitare l'applicazione delle norme sul rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni: per amministrazioni pubbliche si intendono tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunit montane e loro consorzi ed associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, e le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran) e le agenzie di cui al d.lgs. n. 300/1999. Una quarta nozione propria del diritto europeo: questo stabilisce che la libert di circolazione dei lavoratori non si applica agli impieghi nella pubblica amministrazione, la quale, secondo la giurisprudenza comunitaria, caratterizzata da due tratti: l'esercizio di poteri pubblici e la tutela di interessi generali dello Stato o di altre collettivit pubbliche. Pagina 3 di 74

Nozioni legali della pubblica amministrazione possono essere sia di fonte normativa sia di fonte giurisprudenziale. a) vero? b) falso? vero. Le nozioni legali della pubblica amministrazione sono sia di fonte normativa (come nei casi delle procedure di scelta dei contraenti in materia di appalti, della individuazione del debito e del disavanzo pubblico e del rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni), sia di fonte giurisprudenziale (come nel caso delle limitazioni alla libert di circolazione dei lavoratori relativamente agli impieghi nella pubblica amministrazione). La posizione costituzionale della pubblica amministrazione: a) riconosciuta a livello sostanziale; b) riconosciuta a livello formale; c) non riconosciuta. La risposta esatta b). La Costituzione italiana disciplina la pubblica amministrazione in pi norme: all'art. 5, secondo il quale la Repubblica riconosce e promuove le autonomie locali ed attua il pi ampio decentramento dei servizi statali; all'art. 95, secondo il quale i ministri sono responsabili individualmente degli atti dei loro dicasteri; all'art. 97, secondo il quale i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialit dell'amministrazione; all'art. 118, secondo il quale le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a province, citt metropolitane, regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione ed adeguatezza. Inoltre, molte delle disposizioni contenute nel titolo I della prima parte della Costituzione, avente ad oggetto i diritti e i doveri dei cittadini, sono rivolte anche alle amministrazioni pubbliche: cos, ad esempio, il diritto alla salute, la cui cura assicurata dal Servizio sanitario nazionale, o il diritto allo studio, al quale provvede il Sistema nazionale di istruzione. La Costituzione si occupa della pubblica amministrazione solo in via indiretta. a) vero? b) falso? falso. La Costituzione regola le amministrazioni pubbliche in modo sia diretto che indiretto. Nel primo caso, rimette alla legge l'organizzazione degli uffici, stabilisce chi ne responsabile, detta criteri per la dislocazione delle funzioni. Nel secondo, assegna ai privati diritti rispetto ai quali vi sono o limiti dell'attivit delle pubbliche amministrazioni oppure obblighi di prestazione di queste. La funzione servente svolta dalle pubbliche amministrazioni nei confronti del governo: a) non incontra limiti; b) incontra il limite della riserva di legge prevista dall'art. 97 cost.; c) incontra il limite della riserva di legge prevista dall'art. 97 cost. e quello del principio di imparzialit. La risposta esatta c). La funzione servente svolta dalle pubbliche amministrazioni nei confronti del governo incontra due limiti. Il primo quello della riserva di legge prevista dall'art. 97 cost., secondo il quale l'organizzazione amministrativa sottratta al governo: questo pu dettare, con Pagina 4 di 74

regolamento, l'organizzazione interna dei ministeri, ma non istituirli, sopprimerli, modificarli. Il secondo quello del principio di imparzialit della pubblica amministrazione, che costituisce un limite alla politicit indotta in essa dal vertice politico: tale principio ulteriormente sviluppato dalla Costituzione, nella parte in cui prevede l'accesso ai pubblici uffici mediante concorso, il divieto di promozioni non per anzianit dei funzionari pubblici che siano membri del Parlamento, la possibilit di vietare con legge l'iscrizione ai partiti politici di magistrati, militari, funzionari ed agenti di polizia, diplomatici. Il principio di sussidiariet consente agli organismi superiori di intervenire in sostituzione degli organismi inferiori ogniqualvolta questi ultimi agiscono illegittimamente. a) vero? b) falso? falso. Il principio di sussidiariet, introdotto per la prima volta nell'art. 5 tr. Ce, ora sancito dall'art. 118 cost., che regola la distribuzione delle funzioni amministrative: in base a tale principio gli organismi superiori (dal basso verso l'alto, province, citt metropolitane, regioni e Stato) intervengono solo se e nella misura in cui le finalit dell'azione prevista non possano essere sufficientemente realizzate dall'organismo di livello inferiore e, quindi, pi vicino alla collettivit amministrata, il comune. Le norme costituzionali sui diritti e sui doveri dei cittadini: a) incidono sulla pubblica amministrazione in modo diretto; b) incidono sulla pubblica amministrazione in modo indiretto; c) non incidono sulla pubblica amministrazione. La risposta esatta b). Le norme costituzionali sui diritti e sui doveri dei cittadini incidono sulla pubblica amministrazione in modo indiretto: infatti, alcune producono l'effetto di escludere interventi di amministrazioni pubbliche (ad esempio, le limitazioni della libert personale e della libert e segretezza delle comunicazioni possono essere disposte solo dall'autorit giudiziaria); altre consentono attivit amministrative, ma stabiliscono che queste possono essere svolte solo dopo un intervento legislativo (ad esempio, art. 41, secondo cui la legge determina i programmi e i controlli per indirizzare e coordinare a fini sociali l'attivit economica); altre ancora promuovono interventi amministrativi a favore della collettivit (ad esempio, art. 32, per cui la Repubblica tutela la salute). I principi fondamentali del diritto amministrativo si traggono: a) dalla Costituzione e dalle leggi nazionali; b) dai trattati e dagli altri atti dell'Unione europea; c) dalla giurisprudenza dei giudici amministrativi nazionali e di quelli europei; d) da tutti e tre. La risposta esatta d). Alcuni dei principi fondamentali del diritto amministrativo sono stabiliti dalla Costituzione o da leggi; altri sono il risultato della giurisprudenza consolidata dei giudici amministrativi nazionali o di quelli europei; altri ancora sono stabiliti dai trattati o da atti dell'Unione europea. Cos come la definizione della pubblica amministrazione, dunque, i principi che reggono il diritto amministrativo sono il frutto, congiuntamente, del diritto nazionale e di quello europeo, in quanto, per effetto dell'integrazione, da un lato, l'ordinamento sopranazionale si formato sulla base delle tradizioni comuni dei diritti nazionali e, dall'altro, l'ordinamento sopranazionale penetra in quelli nazionali.

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Rispetto ad altri rami del diritto, nel diritto amministrativo vi maggiore necessit dell'azione ordinatrice svolta dai principi. a) vero? b) falso? vero. I principi hanno un posto importante nel diritto amministrativo, anche a causa dell'assenza di una codificazione. Negli altri rami del diritto, da quello civile a quello penale, alle procedure, persino a quello costituzionale, le norme pi importanti sono raccolte in modo organico in codici (o nella Costituzione). Ci non accade nel diritto amministrativo, dove vi , quindi, maggiore necessit dell'azione ordinatrice svolta dai principi, che reggono i diversi istituti positivi. Il principio di legalit dell'azione amministrativa rende la pubblica amministrazione indenne da qualsiasi controllo da parte di altri poteri dello Stato. a) vero? b) falso? falso. Il principio di legalit sta a significare che la pubblica amministrazione sottoposta solo alla legge, nel senso che possono essere esercitati solo i poteri indicati da quest'ultima e solo nei modi prescritti. In origine, tale principio ha definito e limitato l'autorit della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini; in seguito, prima, si esteso anche ai rapporti tra amministrazione e governo; poi, ha acquisito ulteriori, pi ampi significati, divenendo ora regola di funzionamento dell'amministrazione, ora disciplina dei rapporti, ora norma di organizzazione. Il principio di legalit dell'azione amministrativa: a) implicito nella Costituzione e nel Trattato della Comunit europea; b) enunciato espressamente dalla Costituzione; c) enunciato espressamente dal Trattato della Comunit europea. La risposta esatta a). un principio non enunciato dalla Costituzione, ma implicito nell'art. 113, secondo il quale contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa. Esso, inoltre, si trae, in forma indiretta, ma in termini pi ampi, dall'art. 220 tr. Ce, secondo il quale la Corte di giustizia assicura il rispetto del diritto nell'interpretazione e un controllo di legittimit sugli atti degli organi della Comunit europea. La funzione principale del principio di legalit di tutela dei cittadini. a) vero? b) falso? vero. La funzione principale del principio di legalit di tutela dei cittadini: il Parlamento, attraverso la legge, garantisce questi ultimi, difendendoli dalla pubblica amministrazione. Peraltro, tale principio ha anche una funzione di indirizzo dell'amministrazione, in quanto assicura il funzionamento del circuito democratico: elezione popolare del Parlamento - approvazione parlamentare delle leggi - esecuzione amministrativa delle leggi.

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Il principio di legalit riguarda tutte le attivit svolte dalla pubblica amministrazione. a) vero? b) falso? falso. Nella sua accezione pi estrema ed ampia, il principio di legalit riguarda l'attivit detta correntemente autoritativa dell'amministrazione, quella cio che l'amministrazione svolge in modo unilaterale, senza il consenso e contro la volont del privato, esercitando nei suoi confronti un potere comunemente definito di supremazia (ad esempio, l'espropriazione di un bene privato). Tuttavia, l'amministrazione pubblica, quando esercita la sua autonomia privata ed agisce come un privato, con il consenso dell'altra parte, non sottoposta al principio di legalit in tale forma ampia, bastando, ad esempio, che la legge conferisca un certo potere, senza che vi sia necessit che ne regoli minutamente l'esercizio. Il principio di legalit comporta: a) il rispetto della tipicit e nominativit degli atti; b) il divieto del ricorso a poteri impliciti; c) tutti e due. La risposta esatta c). Il principio di legalit comporta sia il rispetto della tipicit e nominativit degli atti, per cui possono essere emanati solo gli atti espressamente previsti dalla legge e solo in presenza dei presupposti e per i motivi da questa indicati, non essendo ammessi atti misti o innominati, sia il divieto di ricorso a poteri impliciti, cio di poteri non espressamente attribuiti dalle norme, ma derivanti direttamente dall'esigenza di garantire il soddisfacimento degli obiettivi della pubblica amministrazione. Esso inoltre comporta l'esclusione di taluni principi, sviluppati dalla giurisprudenza o dalla scienza giuridica, ma non consacrati dalla legge come tali, quali quelli di autotutela (potest dell'amministrazione di farsi ragione da s) e di autarchia (potest delle amministrazioni minori di emanare provvedimenti). Principio di legalit e principio della riserva di legge esprimono lo stesso concetto. a) vero? b) falso? falso. Il principio della riserva di legge diverso da quello di legalit. La riserva di legge disposta in numerose materie dalla Costituzione, a differenza del principio di legalit. Essa implica un previo intervento del legislatore, che deve regolare a sufficienza la materia, prima che possa intervenirvi la pubblica amministrazione. Il principio di legalit comporta il rispetto della legge formale da parte della pubblica amministrazione. a) vero? b) falso? falso. Secondo la giurisprudenza, il principio di legalit comporta il rispetto di qualcosa di pi della legge: ad esempio, di principi elaborati dai giudici, come ragionevolezza e proporzionalit. Poi, alla legge si aggiunta la Costituzione, che va anch'essa rispettata. Infine, alla legge nazionale si aggiunta la norma comunitaria e il giudice comunitario ha stabilito che l'autorit amministrativa nazionale deve disapplicare la legge nazionale in contrasto con la norma europea.

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Il principio di azionabilit delle pretese trova il suo fondamento: a) nella Costituzione; b) nel Trattato della Comunit europea; c) nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo; d) in tutti e tre. La risposta esatta d). Il principio di azionabilit delle pretese o di giustiziabilit trova fondamento sia nell'art. 24 cost., secondo il quale tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi, e nell'art. 113 cost., secondo il quale contro gli atti della pubblica amministrazione sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti ed interessi; sia nell'art. 230 tr. Ce, che prevede la azionabilit delle pretese dei cittadini nei confronti dei poteri pubblici; sia nell'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, che sancisce il diritto ad un equo processo, cio il diritto di ogni persona a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente ed imparziale, costituito per legge, il quale decider sia delle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile, sia della fondatezza di ogni accusa penale che le venga rivolta. Il principio di imparzialit della pubblica amministrazione stato sancito dalla giurisprudenza del giudice amministrativo. a) vero? b) falso? falso. Il principio di imparzialit stabilito dall'art. 97 cost. Esso ha un contenuto negativo ed uno positivo per la pubblica amministrazione, in quanto comporta non solo il divieto di favoritismi, preferenze e discriminazioni, ma anche l'obbligo di determinare criteri e modalit prima di procedere, quello di esaminare in modo accurato, completo e imparziale tutti gli elementi rilevanti della fattispecie, quello di compiere in modo oggettivo un esame comparativo degli interessi da valutare e di tenere conto dei relativi risultati e quello di astensione quando vi sia un interesse alla decisione, per assicurare la terziet dell'azione amministrativa. Il principio di buon andamento connesso: a) ai criteri di economicit e di efficacia; b) al diritto ad una buona amministrazione; c) al principio della buona gestione finanziaria; d) a tutti e tre. La risposta esatta d). La portata del principio di buon andamento sancito dall'art. 97 cost. molto vasta: vi si fanno rientrare l'obbligo della pubblica amministrazione di perseguire la migliore realizzazione dell'interesse pubblico, in modo che vi siano coerenza e congruit tra l'azione amministrativa e il fine che essa deve perseguire; ovvero la tempestivit dell'azione amministrativa; ovvero ancora l'economicit (minor costo), l'efficacia (che misura il rapporto tra risultati ottenuti e obiettivi prestabiliti) e l'efficienza (minore dispendio di risorse per ottenere i risultati) dell'attivit amministrativa. Ad esso si connettono sia i criteri di economicit e di efficacia stabiliti dall'art. 1, c. 1, l. n. 241/1990 sul procedimento amministrativo, sia il " diritto a una buona amministrazione " riconosciuto dall'art. 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, sia il principio della " buona gestione finanziaria " disposto dall'art. 274 tr. Ce a carico della Commissione europea, per l'esecuzione del bilancio.

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I principi di ragionevolezza e di proporzionalit hanno contenuto identico. a) vero? b) falso? falso. I principi di ragionevolezza e di proporzionalit sono diversi, anche se vengono spesso applicati congiuntamente. Il primo inteso in tre modi: come congruit tra disciplina normativa e decisione amministrativa, come coerenza tra valutazione compiuta e decisione presa e come coerenza tra decisioni comparabili. Il secondo comporta un giudizio di adeguatezza del mezzo adoperato rispetto all'obiettivo da perseguire e una valutazione della portata restrittiva delle misure che si possono prendere, per cui gli atti amministrativi non debbono andare oltre quanto opportuno e necessario per conseguire lo scopo prefissato: se si presenta una scelta tra pi opzioni, occorre ricorrere a quella meno restrittiva, perch non si possono imporre obblighi e restrizioni alla libert del cittadino in misura superiore a quella strettamente necessaria a raggiungere gli scopi che l'amministrazione deve realizzare. Il principio del legittimo affidamento sancito dalla Costituzione. a) vero? b) falso? falso. Il principio del legittimo affidamento di esclusiva formazione giurisprudenziale, sia nel diritto nazionale, sia in quello europeo. Esso un'applicazione del principio di buona fede oggettiva e comporta la tutela dell'affidamento ragionevole generato da un precedente comportamento dell'amministrazione pubblica. I principi del contraddittorio (o del giusto procedimento), dell'obbligo di motivazione e della trasparenza (o pubblicit) sono disciplinati dalla l. n. 241/1990. a) vero? b) falso? falso. La pubblica amministrazione, pur essendo separata dal potere giudiziario - cos come da quello parlamentare, governativo, giudiziario e privato - ne in qualche modo condizionata: ad esempio, i suoi provvedimenti sono sottoposti, su iniziativa dei soggetti che se ne ritengono lesi, all'esame del giudice amministrativo, che pu annullarli. Il diritto di accesso assicurato: a) nei confronti delle amministrazioni pubbliche; b) nei confronti dei gestori di pubblici servizi; c) nei confronti di ambedue. La risposta esatta c). Il diritto di accesso assicurato non solo nei confronti delle amministrazioni pubbliche, ma anche dei gestori di servizi pubblici. Riguarda i documenti amministrativi, e cio rappresentazioni grafiche, cinematografiche, elettromagnetiche e di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni, formati dalle pubbliche amministrazioni, o, comunque, utilizzati ai fini dell'attivit amministrativa. escluso solo quando necessario per salvaguardare sicurezza nazionale, difesa, relazioni internazionali, politica monetaria e valutaria, ordine pubblico, prevenzione e repressione della criminalit, riservatezza di terzi.

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L'obbligo di motivazione previsto a tutela dei destinatari del provvedimento. a) vero? b) falso? vero. L'obbligo di motivazione, che comporta una completa esposizione del ragionamento di fatto e di diritto alla base del provvedimento, in relazione alle risultanze dell'istruttoria, ha una duplice funzione: permette agli interessati di conoscere la giustificazione del provvedimento per difendere i propri diritti e consente al giudice di esercitare il suo sindacato sulla legittimit della decisione. I principi di sussidiariet e di leale cooperazione riguardano direttamente i rapporti tra amministrazione pubblica e cittadini. a) vero? b) falso? falso. I principi di sussidiariet e di leale cooperazione non riguardano direttamente i rapporti tra amministrazione pubblica e cittadini, ma le relazioni organizzative tra amministrazioni pubbliche. Il primo menzionato dall'art. 118 cost. quale criterio di attribuzione delle funzioni amministrative per assicurarne l'esercizio unitario, ai livelli di governo superiori a quello comunale ed richiamato nell'art. 2 tr. Ue, secondo il quale nei settori che non sono di sua esclusiva competenza la Comunit interviene soltanto e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzati meglio a livello comunitario. Il secondo definito dall'art. 10 tr. Ce, secondo il quale gli Stati membri adottano tutte le misure di carattere generale e particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dal Trattato stesso ovvero determinati dagli atti delle istituzioni della Comunit: la Corte costituzionale italiana ha affermato un obbligo analogo nei rapporti tra Stato e regioni: quando concorrono competenze dell'uno e delle altre, devono contemperarsi i rispettivi interessi Nell'ordinamento italiano, in virt del principio della separazione deipoteri, l'attivit amministrativa non pu essere assolutamente influenzata dal potere giudiziario. a) vero? b) falso? falso. La pubblica amministrazione, pur essendo separata dal potere giudiziario - cos come da quello parlamentare, governativo, giudiziario e privato - ne in qualche modo condizionata: ad esempio, i suoi provvedimenti sono sottoposti, su iniziativa dei soggetti che se ne ritengono lesi, all'esame del giudice amministrativo, che pu annullarli. Rispetto a fenomeni quali il potere politico o le amministrazioni transnazionali, la pubblica amministrazione: a) ne in qualche modo condizionata; b) il fattore condizionante principale per gli stessi; c) agisce su di un piano completamente diverso senza alcun contatto con la loro azione. La risposta esatta a). Interi settori della pubblica amministrazione seguono gli indirizzi delle amministrazioni internazionali, multinazionali o transnazionali, come nel caso dell'agricoltura, ovvero agiscono secondo criteri fissati da queste ultime, come nel caso delle poste; inoltre, di regola, a capo delle pubbliche amministrazioni si trovano funzionari tratti dal corpo politico.

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LE FUNZIONI DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO Le funzioni: a) identificano la ragion d'essere e la posizione dell'amministrazione nei confronti della societ; b) costituiscono il principio ordinatore dell'organizzazione e dell'attivit amministrativa; c) determinano la fonte competente a regolarle; d) tutte e tre. La risposta esatta d). Le pubbliche amministrazioni sono istituite, dotate di mezzi e disciplinate da regole speciali per garantire lo svolgimento di specifiche funzioni. Pertanto, le funzioni identificano la ragion d'essere e la posizione dell'amministrazione nei confronti della societ, costituiscono il principio ordinatore dell'organizzazione e dell'attivit amministrativa e, infine, determinano la fonte competente a regolarle. Per queste ragioni lo studio del diritto amministrativo non pu prescindere da un'analisi giuridica delle funzioni, in quanto disciplinate da norme e fonti di rapporti rilevanti per l'ordinamento. Nel nostro sistema la tripartizione delle funzioni e la separazione dei poteri: a) hanno valore descrittivo, non normativo; b) rappresentano un principio costituzionale; c) sono il frutto di una costruzione giurisprudenziale che ha assunto valore normativo. La risposta esatta a). La tripartizione delle funzioni e la separazione dei poteri (esecutivo, legislativo, giudiziario) servono a comprendere le origini di alcuni istituti del diritto amministrativo, ma ormai non corrispondono pi al diritto vigente; al massimo, hanno un valore orientativo. Vi sono soggetti pubblici, come le autorit indipendenti, non appartenenti ad alcuno dei tre poteri; cos come la stessa amministrazione non integralmente riducibile al suo vertice politico-governativo, che ha soltanto poteri di indirizzo e di controllo, non di gestione. Spesso, poi, vi una dissociazione tra il potere in senso funzionale o sostanziale (di eseguire, di porre norme, di dirimere controversie) e il potere in senso formale: l'autorit e l'atto che da essa promana (il provvedimento dell'amministrazione, la legge del Parlamento, la sentenza del giudice). Si pensi alle funzioni amministrative affidate ai giudici (ad esempio, l'attivit di volontaria giurisdizione); alle funzioni normative svolte dall'esecutivo (cos, l'esercizio del potere regolamentare); alle funzioni di soluzione dei conflitti attribuite all'amministrazione (si parla, in proposito, di attivit " paragiurisdizionale "). Il principio della separazione dei poteri ha valore normativo nell'ordinamento europeo, che distingue nettamente le tre funzioni esecutiva, legislativa e giudiziaria. a) vero? b) falso? falso. Infatti, il principio della separazione dei poteri ulteriormente eroso dall'ordinamento europeo che, al suo interno, non distingue nettamente le tre funzioni. Ad esempio, la Commissione europea, l'organo amministrativo dell'Unione, partecipa al procedimento legislativo e svolge funzioni contenziose. Il diritto europeo, inoltre, nei rapporti verticali con gli Stati membri, impone il superamento di qualsiasi immunit: non soltanto il potere esecutivo, ma anche quello legislativo sono sindacabili da parte del giudice. Quest'ultimo, anzi, pu condannare lo Stato " legislatore " al risarcimento del danno, ad esempio, per mancata o erronea attuazione di direttive comunitarie.

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La distinzione tra " funzione " e " servizio " spesso utilizzata per affermare che solo la prima : a) un'attivit svolta da un potere pubblico ma che potrebbe esserlo, per sua natura, anche da un privato; b) un'attivit necessaria per la collettivit, in gestione pubblica riservata e retta dal diritto pubblico; c) un'attivit di interesse pubblico svolta da privati. La risposta esatta b). Nel diritto amministrativo, un'opinione diffusa distingue funzione e servizio per affermare che soltanto la prima un'attivit necessaria per la collettivit: quindi, in gestione riservata, retta dal diritto pubblico. Questa concezione, a volte, ispira singole soluzioni legislative: ad esempio, l'esclusione dal regime privatistico del rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni degli impieghi pi strettamente connessi all'esercizio delle funzioni " sovrane " (come i magistrati, il personale militare e delle forze di polizia, il personale della carriera diplomatica e di quella prefettizia: art. 3, d.lgs. n. 165/2001). La contrapposizione tra funzione e servizio costituisce un retaggio dello Stato liberale oggi in larga misura superato. a) vero? b) falso? vero. Per un verso, la fornitura di determinati servizi considerata parimenti necessaria al funzionamento della collettivit: si pensi, ad esempio, che la continuit di entrambi i tipi di compiti pubblici - funzioni e servizi - garantita da un'apposita legge sullo sciopero nei servizi essenziali (la legge n. 146/1990) che si applica all'esercizio di attivit economiche cos come allo svolgimento di funzioni proprie dei pubblici poteri (l'amministrazione della giustizia, la protezione civile, la tutela dell'ambiente). Per altro verso, anche l'esercizio delle funzioni amministrative si traduce nell'erogazione di servizi alla collettivit in base alle disponibilit finanziarie dello Stato. Le funzioni, inoltre, al pari dei servizi pubblici, possono, a certe condizioni, essere delegate a soggetti privati e persino svolgersi in concorrenza. La distinzione tra funzione e servizio, dunque, non ha valore generale: serve soltanto ai fini dell'applicazione di singole previsioni normative; queste ultime, tuttavia, adottano criteri di individuazione diversi caso per caso (anche se a volte assimilabili). Per " servizi pubblici " si intendono, di norma: a) i servizi erogati all'utenza, a condizioni di mercato, da parte delle pubbliche amministrazioni; b) i servizi erogati all'utenza a condizioni diverse da quelle di mercato, sulla base di una previsione legislativa e di un incarico dell'amministrazione; c) i servizi erogati all'utenza, a condizioni diverse da quelle di mercato. La risposta esatta b). Per servizi pubblici si intendono generalmente i servizi erogati all'utenza a condizioni diverse da quelle di mercato, sulla base di una previsione legislativa e di un incarico dell'amministrazione. opportuno, comunque, chiarire che non esiste una nozione legale di servizio pubblico. Vi sono, invece, tante nozioni diverse, funzionali all'applicazione delle singole discipline. Ci evidente nei casi in cui il legislatore elenca i settori e le attivit considerate come servizi pubblici ai fini di determinare l'ambito oggettivo di applicazione di una data normativa. Il discorso, tuttavia, vale anche quando la legge utilizza la nozione, senza definirla o esemplificarne i contenuti. L'estensione della disciplina pubblica, allora, si determina in relazione alla sua ratio complessiva: la maggior parte delle volte, ad esempio nell'art. 43 cost. o nelle norme sulla regolazione, la nozione di servizio pubblico intesa in senso economico.

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L'amministrazione considerata, in quanto tale, funzione nel senso che essa preposta alla cura di interessi generali e che, pertanto, deve essere, nella sua globalit, in un " rapporto di congruenza " con i fini pubblici. a) vero? b) falso? vero. L'amministrazione considerata, in quanto tale, funzione. In questo modo, si intende dire che essa preposta alla cura di interessi generali e che, pertanto, deve essere, nella sua globalit, in un " rapporto di congruenza " con i fini pubblici. L'ordinamento, dunque, assicura la funzionalizzazione dell'amministrazione, in tutti i suoi aspetti: l'organizzazione, i mezzi (personali, patrimoniali e finanziari) e l'attivit. Questa concezione, tuttavia, ha valore descrittivo. Indica, in sintesi, l'esistenza di determinate discipline orientate a garantire il perseguimento dei fini pubblici; non la necessaria applicazione di uno specifico regime fondato sugli istituti generali del diritto amministrativo, concepiti in termini contrapposti a quelli del diritto privato. Di conseguenza, la funzionalizzazione opera con intensit e tecniche giuridiche differenziate, a seconda delle soluzioni adottate dal legislatore o dalla stessa amministrazione. L'attivit amministrativa: a) persegue i fini determinati dalla legge; b) sottoposta a determinati principi, a cominciare da quelli costituzionali di imparzialit e buon andamento; c) , in via generale, procedimentalizzata e sottoposta a controlli; d) tutte e tre. La risposta esatta d). L'attivit amministrativa, secondo un'opinione diffusa, si contraddistingue per il carattere funzionale: , cio, rilevante nella sua globalit, diversamente dall'attivit privata, che tale soltanto per alcuni aspetti. L'attivit amministrativa, dunque, persegue i fini determinati dalla legge; sottoposta a determinati principi, a cominciare da quelli costituzionali di imparzialit e buon andamento; , in via generale, procedimentalizzata e sottoposta a controlli. Bisogna per distinguere le varie modalit in cui ci avviene. A volte, l'attivit amministrativa si svolge secondo una sequenza tipicamente pubblicistica: si avvia un procedimento che si conclude con l'emanazione di un provvedimento (anche se questo pu essere sostituito o determinato nel contenuto da accordi retti dal diritto privato). Altre volte, l'attivit amministrativa si svolge tramite contratti. In questi casi, il perseguimento dei fini stabiliti dalla legge e il rispetto dei principi dell'azione amministrativa sono assicurati con strumenti diversi: da un lato, vi sono procedimenti amministrativi diretti alla definizione dell'operazione contrattuale e alla scelta concorsuale del contraente; dall'altro, vi un apprezzamento successivo dell'attivit complessiva, attraverso meccanismi propri e diversi da quelli fondati sul giudizio di legittimit-liceit dell'elemento puntuale (dai controlli di risultato alla valutazione della responsabilit dirigenziale). Si conferma, cos, la pluralit delle tecniche di funzionalizzazione dell'amministrazione. Negli ultimi anni, sono divenute sempre meno frequenti le ipotesi in cui i soggetti privati sono chiamati a svolgere compiti di interesse generale. a) vero? b) falso? falso. Le ipotesi in cui soggetti privati vengono chiamati a svolgere compiti di interesse generale hanno conosciuto, negli ultimi anni, un notevole sviluppo, per diverse cause. In primo luogo, le riforme amministrative hanno condotto alla privatizzazione di molti enti pubblici, cui rimangono affidate funzioni svolte nella precedente veste (si pensi alle casse previdenziali dei liberi Pagina 13 di 74

professionisti). Contemporaneamente, alcuni compiti propri dell'amministrazione sono stati affidati a terzi: in particolare, a soggetti di diritto privato, appositamente costituiti per legge ovvero operanti sul mercato. In secondo luogo, il disegno costituzionale di un sistema sociale misto, dove le prestazioni sono erogate da amministrazioni e soggetti privati, ha trovato sempre pi riconoscimento nella legislazione: si pensi ai " servizi nazionali " e ai " sistemi integrati " nei settori della sanit, dell'istruzione, della previdenza e dell'assistenza sociale, ai quali partecipano a pari titolo erogatori pubblici e privati. Questa prospettiva ulteriormente rafforzata da una recente riforma costituzionale che invita i pubblici poteri a favorire " l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivit di interesse generale " (art. 118, c. 4, cost.). In terzo luogo, i principi comunitari di libera circolazione e di concorrenza hanno ridotto anche nel campo economico la possibilit per lo Stato di riservarsi l'assolvimento di missioni di interesse generale. Imprese pubbliche e private, pertanto, sono libere di concorrere nella fornitura di prestazioni essenziali per la collettivit. Secondo un orientamento diffuso, il carattere funzionale dei compiti di interesse generale svolti dai privati impone l'applicazione dei medesimi principi e regole del diritto amministrativo elaborati con riferimento alle organizzazioni pubbliche. a) vero? b) falso? vero. Il carattere funzionale dei compiti di interesse generale svolti dai privati impone, secondo un'opinione diffusa, l'applicazione dei medesimi principi e regole del diritto amministrativo elaborati con riferimento alle organizzazioni pubbliche. Soltanto in questo modo sarebbe possibile assicurare il corretto svolgimento della " missione " e tutelarne i beneficiari. Cos, a volte, lo stesso legislatore a prevedere espressamente l'estensione di singole discipline pubbliche a soggetti privati: ad esempio, il diritto di accesso ai documenti amministrativi si esercita nei confronti non soltanto delle pubbliche amministrazioni ma anche dei gestori privati di servizi pubblici (art. 23, legge n. 241/1990). I terzi (gli utenti del servizio) possono cos ricorrere ai medesimi strumenti di garanzia di cui dispongono nei confronti dell'amministrazione. Altre volte, invece, la giurisprudenza a pervenire all'estensione delle norme del diritto amministrativo. In alcuni casi, il problema risolto sul piano " soggettivo ", attraverso una riqualificazione in termini pubblicistici di enti pur ordinati secondo forme e strutture tipiche del diritto privato. In altri casi, invece, la giurisprudenza imposta il problema sul piano " oggettivo ": anche senza contestare la natura privatistica dei soggetti, i profili dell'attivit rilevanti per l'interesse pubblico sono sottoposti alla disciplina generale dell'attivit amministrativa e persino del provvedimento. I privati, pertanto, possono agire, ad esempio, per l'annullamento dell'atto, per illegittimit derivante da un vizio della funzione. In entrambi i casi, per, si trascura che il paradigma funzionale non giustifica una meccanica e integrale applicazione dei principi e delle regole generali del diritto amministrativo. L'ordinamento dispone di varie tecniche per garantire la cura dell'interesse generale o collettivo, anche quando questa affidata a soggetti di diritto privato o a cittadini singoli e associati. a) vero? b) falso? vero. L'ordinamento dispone di varie tecniche per garantire la cura dell'interesse generale o collettivo, anche quando questa affidata a soggetti di diritto privato o a cittadini singoli e associati. Pertanto, a volte, vi pu essere la semplice indicazione dei fini cui il privato, nel perseguire il proprio scopo, deve orientare l'attivit. Altre volte, l'ordinamento vincola l'attivit del privato al rispetto di una serie di obblighi, condizioni e limiti. Infine, si pu prevedere per legge la soggezione dei privati al rispetto di regole concepite in via primaria per l'amministrazione. La ricerca di una corretta composizione tra i diversi interessi in gioco conduce a scomporre e applicare in modo differenziato le varie discipline. Pagina 14 di 74

Il ricorso integrale agli istituti del diritto amministrativo per garantire la tutela dei terzi non sempre necessario perch tali istituti: a) possono risultare eccedenti rispetto alle finalit perseguite e contraddittori con le soluzioni volte ad avvalersi di soggetti privati per la cura dell'interesse generale; b) possono legittimare nuovi poteri e privilegi in capo ai privati incaricati di funzioni e servizi pubblici; c) sia a) che b); d) possono comportare una eccessiva spesa pubblica. La risposta esatta c). La tutela dei terzi non richiede necessariamente il ricorso, per di pi integrale, agli istituti del diritto amministrativo. Questi, infatti, da un lato, possono risultare eccedenti rispetto alle finalit perseguite e contraddittori con le soluzioni volte ad avvalersi di soggetti privati per la cura dell'interesse generale. Dall'altro, possono legittimare nuovi poteri e privilegi in capo ai privati incaricati di funzioni e servizi pubblici; oppure rivelarsi inefficaci, perch comunque concepiti per situazioni diverse. In tutti questi casi, dunque, tutele e controlli possono operare, anche in base alle previsioni della disciplina speciale, innanzi tutto sul piano associativo o contrattuale. Il ricorso ad alcuni rimedi propri del diritto amministrativo potr avvenire invece in via residuale, attraverso applicazioni articolate e calibrate in relazione al caso concreto. In base al principio di sussidiariet, gli Stati membri della Comunit europea adottano tutte le misure di carattere generale e particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dal Trattato ovvero determinati dagli atti delle istituzioni della Comunit. a) vero? b) falso? falso. Secondo il principio di sussidiariet, la Comunit europea interviene " soltanto e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri " (art. 5 tr. Ce). Viceversa, in base al principio di leale cooperazione che gli Stati " adottano tutte le misure di carattere generale e particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dal [...] Trattato ovvero determinati dagli atti delle istituzioni della Comunit " (art. 10 tr. Ce). Il principio di sussidiariet e il principio di leale cooperazione sono criteri di distribuzione tra l'amministrazione comunitaria e quella nazionale: a) delle sole funzioni legislative; b) delle sole funzioni amministrative; c) sia delle funzioni legislative che delle funzioni amministrative. La risposta esatta c). Per effetto del principio di sussidiariet e del principio di leale cooperazione le funzioni non soltanto legislative ma anche amministrative possono essere ripartite tra Comunit e Stati; oppure svolgersi in modo concorrente, attraverso procedimenti composti. In questo secondo caso, sono responsabili delle singole fasi ora l'amministrazione comunitaria, ora quella nazionale, ora persino quella di altri Stati membri (in virt del principio del mutuo riconoscimento).

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Nelle materie appartenenti alla legislazione concorrente, le regioni esercitano la potest legislativa: a) nell'ambito dei principi fondamentali espressamente determinati dalla legge statale o, in difetto, quali desumibili dalle leggi statali vigenti ovvero oggetto di appositi decreti legislativi di carattere ricognitivo; b) esclusivamente nell'ambito dei principi fondamentali espressamente determinati dalla legge statale; c) in attuazione delle leggi statali vigenti. La risposta esatta a). In base all'art. 117 cost., nelle materie appartenenti alla legislazione concorrente, le Regioni esercitano la potest legislativa nell'ambito dei principi fondamentali espressamente determinati dalla legge statale. Ai sensi dell'art. 1, legge n. 131/2003, in difetto di apposite leggi cornice, i principi sono desumibili dalle leggi statali vigenti ovvero oggetto di appositi decreti legislativi di carattere ricognitivo. L'art. 118 cost. stabilisce che le funzioni amministrative sono attribuite: a) a comuni, a province, citt metropolitane, regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza; b) ai comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite da leggi statali o regionali, secondo le rispettive competenze, a province, citt metropolitane, regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza; c) ai comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite da leggi statali, secondo le rispettive competenze, a regioni e Stato, sulla base del principio di sussidiariet. La risposta esatta b). L'art. 118 cost. stabilisce che le funzioni amministrative sono attribuite ai comuni, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite da leggi statali o regionali, secondo le rispettive competenze, a province, citt metropolitane, regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiariet, differenziazione e adeguatezza. Le funzioni amministrative, quindi, rispetto alla precedente versione dell'art. 118 cost., non sono pi distribuite in corrispondenza con le potest legislative (e, dunque, in base al criterio della materia), ma sono anzitutto attribuite al livello di amministrazione pi " vicino " ai cittadini, quello comunale. Il principio di sussidiariet: a) ha esclusivo riguardo all'allocazione delle funzioni amministrative; b) ha esclusivo riguardo all'allocazione delle funzioni legislative; c) pur essendo introdotto con riguardo all'allocazione delle funzioni amministrative, si riflette anche sul piano della distribuzione delle potest legislative. La risposta esatta c). Secondo la giurisprudenza della Corte costituzionale, il principio di sussidiariet, pur essendo introdotto con riguardo all'allocazione delle funzioni amministrative, si riflette anche sul piano della distribuzione delle potest legislative. In determinati casi, pertanto, lo Stato legittimato ad assumere e regolare l'esercizio di funzioni amministrative anche su materie di potest legislativa concorrente, quando l'istanza di esercizio unitario trascende l'ambito regionale. Il principio di legalit, infatti, " impone che anche le funzioni assunte per sussidiariet siano organizzate e regolate dalla legge ": ci conduce ad " escludere che le singole regioni, con discipline differenziate, possano organizzare e regolare funzioni amministrative attratte a livello nazionale e ad affermare che solo la legge statale possa attendere a un compito siffatto ".

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Lo Stato pu sempre assumere e regolare l'esercizio di funzioni amministrative anche su materie di potest legislativa concorrente. a) vero? b) falso? falso. La Corte costituzionale ha precisato che il normale riparto di competenze legislative previsto dall'art. 117 cost. derogabile soltanto se la valutazione dell'interesse pubblico sottostante all'assunzione di funzioni regionali da parte dello Stato risponda a standard di proporzionalit e di ragionevolezza e sia oggetto di un accordo stipulato con la regione interessata. Di qui, l'adozione di " una concezione procedimentale e consensuale della sussidiariet e dell'adeguatezza ". L'attribuzione della funzione allo Stato, pertanto, impone di verificare la natura e le dimensioni di ciascuna funzione e la capacit dei diversi soggetti di svolgerla. La valutazione, tuttavia, affidata a una concertazione fra tutti i soggetti interessati. Si intende cos evitare che l'attrazione della competenza amministrativa, e quindi anche di quella legislativa, in capo allo Stato si traduca in un'indebita sottrazione di prerogative regionali. In tale sistema, in conclusione, l'amministrazione non intesa come esecuzione della legge, ma come cura di interessi. La distribuzione della funzione tra i diversi livelli di amministrazione dipende prima di tutto dalla dimensione e dalla natura degli interessi da soddisfare e occorre partire dalle funzioni amministrative e dalla loro collocazione costituzionalmente regolata per stabilire a quale soggetto spetti disciplinarle. Gli elementi fondamentali delle funzioni sono: a) la materia, i fini, le attribuzioni; b) la materia, i fini, le attribuzioni, i destinatari; c) l'organizzazione, il personale, la finanza, i procedimenti. La risposta esatta b). Gli elementi fondamentali delle funzioni sono quattro: la materia, i fini, le attribuzioni, i destinatari. Senza una considerazione di insieme di tutti questi elementi, non possibile comprendere i caratteri delle funzioni. La materia quale elemento della funzione indica: a) il campo di intervento, come definito dalla legge; b) il complesso dei compiti conferiti all'amministrazione; c) lo scopo complessivo dell'attivit amministrativa. La risposta esatta a). La materia indica il campo o ambito di intervento della funzione, come definito dalla legge: ad esempio, la legge italiana attribuisce alla pubblica amministrazione compiti relativamente all'agricoltura, distinguendo, per, tra attivit di tutela e attivit di produzione. In ordine a una stessa materia, le attribuzioni possono essere ripartite fra pi amministrazioni. a) vero? b) falso? vero. Con il termine attribuzione ci si riferisce al complesso di compiti conferiti all'amministrazione dalle norme in ordine ad una materia (" policy " nella terminologia inglese). Ad esempio, in materia di istruzione, vi sono amministrazioni che provvedono direttamente all'erogazione dei servizi scolastici ed altre che svolgono attivit di controllo nei confronti di istituti privati: dunque, nella stessa materia, si riscontrano soggetti pubblici che svolgono compiti diversi.

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Tra gli elementi delle funzioni, il fine quello che riguarda ogni singolo atto. a) vero? b) falso? falso. Fine lo scopo complessivo, nel senso che non riguarda ogni singolo atto: ad esempio, quello di assicurare l'istruzione obbligatoria e gratuita, a carico delle amministrazioni centrali, sino al compimento della scuola dell'obbligo, un fine regolato soltanto a partire dal 1962. Tra i vari tipi di attribuzioni, il caso delle prestazioni sanitarie, di quelle assistenziali e previdenziali, nonch di quelle dell'istruzione un'ipotesi in cui le amministrazioni: a) erogano servizi a ciascun cittadino, attraverso la costituzione di rapporti individuali di utenza; b) vendono beni e servizi; c) erogano servizi indivisibili alla collettivit. La risposta esatta a). Il caso delle prestazioni sanitarie, di quelle assistenziali e previdenziali, nonch di quelle dell'istruzione costituisce un'ipotesi in cui le amministrazioni erogano servizi a ciascun cittadino, attraverso la costituzione di rapporti individuali di utenza. Quanto agli altri generi di attribuzioni, la categoria pi tradizionale quella relativa all'esercizio delle funzioni di ordine, che si traducono nell'erogazione di servizi indivisibili alla collettivit: si pensi all'ordine pubblico o all'amministrazione della giustizia. Una ulteriore ipotesi quella in cui le amministrazioni vendono beni e servizi: in questi casi, di norma, si ordinano in forma di impresa, per svolgere attivit commerciali di interesse pubblico o collettivo. Un'altra ipotesi riguarda la direzione di attivit private per la cura di interessi collettivi: il caso delle funzioni di governo del territorio e di disciplina dell'economia. Infine, i pubblici poteri esercitano attribuzioni di tipo regolativo aventi ad oggetto rapporti tra privati: si pensi alla regolazione dei servizi a rete, dei mercati finanziari o alla tutela della concorrenza. Nel classificare gli elementi delle funzioni, l'individuazione dei destinatari operazione di scarsa importanza sotto il profilo giuridico. a) vero? b) falso? falso. L'individuazione dei destinatari delle funzioni amministrative operazione importante: ad esempio, utile per stabilire i soggetti legittimati a partecipare ai procedimenti amministrativi e a impugnare i provvedimenti finali. Con riferimento alle funzioni di ordine, il processo di integrazione europea e il riconoscimento di competenze alle regioni e agli enti locali hanno raggiunto un grado molto avanzato. a) vero? b) falso? falso. Le funzioni di ordine fanno parte, anche storicamente, del nucleo fondamentale delle funzioni " sovrane ". In questi casi, il processo di integrazione europea ancora limitato, cos come il riconoscimento di competenze alle regioni e agli enti locali.

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Le funzioni di ordine si traducono in: a) una concessione di benefici a ciascun cittadino; b) una erogazione di servizi alla collettivit; c) una compressione dei diritti dei cittadini. La risposta esatta b). Le autorit pubbliche operano soprattutto mediante poteri, che limitano le libert dei cittadini. Di qui la necessit di una loro particolare garanzia, anche a livello costituzionale. Le funzioni d'ordine, allo stesso tempo, servono a garantire i diritti dei cittadini, che spesso chiedono direttamente l'intervento dei pubblici poteri. Anche le funzioni d'ordine, pertanto, si traducono in un'erogazione di servizi alla collettivit, il cui livello dipende da scelte allocative (ad esempio, quante risorse destinare all'incremento del personale e dei mezzi a disposizione delle forze di polizia o della magistratura). Di qui l'idea che tutti i diritti (non soltanto quelli sociali) hanno un " costo " e che anche " la libert dipende dalle tasse ". Le funzioni amministrative relative all'ordine pubblico e alla sicurezza sono attribuite: a) allo Stato, mentre competono a regioni ed enti locali quelle di polizia amministrativa; b) allo Stato, cui competono anche quelle di polizia amministrativa; c) allo Stato e alle regioni, mentre competono agli enti locali quelle di polizia amministrativa. La risposta esatta a). Le funzioni amministrative relative all'ordine pubblico e alla sicurezza sono attribuite allo Stato, mentre competono a regioni ed enti locali quelle di polizia amministrativa. Tali funzioni sono dirette al " mantenimento dell'ordine pubblico, inteso come il complesso dei beni giuridici fondamentali e degli interessi pubblici primari sui quali si regge l'ordinata e civile convivenza nella comunit nazionale, nonch alla sicurezza delle istituzioni, dei cittadini e dei loro beni ". Per queste ragioni, si tratta di funzione tipicamente conservativa, anche se, in realt, si risolve nell'erogazione di servizi alla collettivit. Nell'esercizio dei relativi compiti, l'amministrazione adotta " misure preventive e repressive " (art. 159, d.lgs. n. 112/1998). La tutela dell'ordine pubblico appare una funzione caratterizzata dal conflitto tra " autorit " e " libert ". a) vero? b) falso? vero. Proprio in quanto caratterizzata dal conflitto tra autorit e libert, la funzione di tutela dell'ordine pubblico assistita, gi nella Costituzione, da una serie di garanzie a tutela della libert personale e del domicilio, della libert e della segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione, della libert di circolazione e di soggiorno, del diritto di riunione e di associazione, della libert di religione e di manifestazione del pensiero (art. 13-21 cost.). Per effetto di queste disposizioni costituzionali, i poteri dell'autorit amministrativa sono in alcuni casi totalmente banditi; in altri, subordinati al ricorrere delle ipotesi tassativamente previste dalla legge e talora dalla Costituzione stessa; in altri, ancora, soggetti alla previa autorizzazione o alla successiva ratifica dell'autorit giudiziaria (riserva di giurisdizione). A questi vincoli devono conformarsi tutte le leggi regolatrici della funzione. La funzione di tutela dell'ordine pubblico deve essere intesa a protezione dello Stato e delle sue istituzioni, prima ancora che dei cittadini. a) vero? b) falso? falso. La tradizionale rappresentazione della funzione in termini di conflitto autorit-libert non deve far dimenticare che i privati chiedono l'intervento dei pubblici poteri a protezione dei propri Pagina 19 di 74

diritti e beni. Da questo punto di vista, la funzione deve essere intesa a protezione dei cittadini, prima ancora che dello Stato e delle sue istituzioni. L'esistenza di una vera e propria domanda per il servizio spiega l'importanza crescente delle politiche di sicurezza, che trovano riflesso nelle misure, anche finanziarie, di speciale sostegno alle forze di polizia e ai loro organici; nello sviluppo di servizi di vigilanza privata; persino nell'introduzione di forme di partecipazione ai costi per gli organizzatori di eventi che richiedono misure aggiuntive di sicurezza (concerti, spettacoli, eventi sportivi). "Funzione giudiziaria" e "funzione di amministrazione della giustizia" sono espressioni che hanno, sostanzialmente, il medesimo significato. a) vero? b) falso? falso. Le espressioni " funzione giudiziaria " e " funzione di amministrazione della giustizia " non hanno il medesimo significato. La prima una funzione (non amministrativa) di ordine: si svolge attraverso atti autoritativi (le sentenze) non provvedimentali, per finalit tipicamente conservative (dichiarare l'esistenza di diritti e obblighi). La seconda, invece, mira a garantire una fruizione diffusa delle forme di tutela giurisdizionale dei diritti e un esercizio efficiente delle azioni a protezione degli interessi dello Stato e della collettivit. " Funzione giudiziaria " e " funzione di amministrazione della giustizia " sono espressioni che hanno, sostanzialmente, il medesimo significato. a) vero? b) falso? falso. Le espressioni " funzione giudiziaria " e " funzione di amministrazione della giustizia " non hanno il medesimo significato. La prima una funzione (non amministrativa) di ordine: si svolge attraverso atti autoritativi (le sentenze) non provvedimentali, per finalit tipicamente conservative (dichiarare l'esistenza di diritti e obblighi). La seconda, invece, mira a garantire una fruizione diffusa delle forme di tutela giurisdizionale dei diritti e un esercizio efficiente delle azioni a protezione degli interessi dello Stato e della collettivit. Nell'ambito delle attribuzioni necessarie all'esercizio della funzione di amministrazione della giustizia, spetta al Ministero delle giustizia: a) l'amministrazione dei giudici; b) l'amministrazione dei servizi; c) ambedue. La risposta esatta b). Le attribuzioni necessarie all'esercizio della funzione di amministrazione della giustizia si distinguono in due categorie fondamentali: l'amministrazione dei giudici e l'amministrazione dei servizi. La prima retta in prevalenza dagli organi di autogoverno, a cominciare dal Consiglio superiore della magistratura. L'amministrazione dei servizi spetta invece al Ministero della giustizia, che esercita i compiti concernenti i servizi relativi all'attivit giudiziaria, l'organizzazione ed i servizi della giustizia, i servizi dell'amministrazione penitenziaria e i servizi relativi alla giustizia minorile. Le relazioni tra i due tipi di attribuzioni, tra obiettivi qualitativi e quantitativi del servizio, tra valori di sistema e diritti dei cittadini sono all'origine di continue tensioni. Ne costituiscono un indice significativo i ripetuti disegni di riforma che finiscono per interessare lo stesso ordinamento giudiziario e i codici di diritto processuale.

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Le dotazioni infrastrutturali consistono in strumenti fondamentali: a) esclusivamente per il funzionamento del mercato e le libert di circolazione e comunicazione dei cittadini; b) per il governo del territorio e per la protezione dell'ambiente; c) per il funzionamento del mercato e la libert di circolazione e comunicazione dei cittadini, per il governo del territorio e, in molti casi, per la protezione dell'ambiente. La risposta esatta c). Le dotazioni infrastrutturali sono strumenti fondamentali per il funzionamento del mercato e la libert di circolazione e comunicazione dei cittadini, oltre che per il governo del territorio e, in molti casi, per la protezione dell'ambiente. La funzione di provvedere alle infrastrutture tra le pi importanti dei pubblici poteri, anche quando prevalgono orientamenti contrari a forme di intervento diretto nell'economia. Non a caso, anche l'Unione europea si interessata alla costituzione e allo sviluppo di " reti transeuropee " (art. 154 tr. Ce). La funzione di dotazione infrastrutturale svolta attraverso attribuzioni di tipo direttivo. a) vero? b) falso? La funzione di dotazione infrastrutturale svolta attraverso attribuzioni di tipo direttivo. a) vero? b) falso? Le " societ organismi di attestazione-soa ": a) attestano i requisiti per la partecipazione alle gare d'appalto; b) attestano i requisiti per eseguire opere pubbliche; c) certificano i bilanci delle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici. La risposta esatta a). L'attestazione dei requisiti per la partecipazione alle gare di appalto, in passato svolta dall'amministrazione, ora resa, sulla base di rapporti contrattuali, da appositi soggetti privati: le societ organismi di attestazione-soa. Nella funzione di dotazioni infrastrutturali, infatti, rilevanti compiti di interesse pubblico e collettivo sono svolti da operatori privati. Un altro esempio rappresentato dai soggetti che assumono il ruolo di " promotore " e " contraente generale ": in presenza di determinate condizioni (ad esempio, l'utilizzo di fondi pubblici), essi sono comunque considerati come organismi di diritto pubblico, ai fini della soggezione alle procedure di gara per la selezione dell'impresa contraente. Ai sensi dell'art. 117 cost., il " governo del territorio " : a) materia di legislazione esclusiva statale; b) materia di legislazione concorrente; c) materia di legislazione esclusiva regionale. La risposta esatta b). Nell'art. 117, c. 3, cost., il " governo del territorio ", ossia l'insieme delle prescrizioni che influenzano o determinano la trasformazione e l'uso del suolo, individuato come materia di legislazione concorrente.

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La maggior parte delle funzioni amministrative in materia urbanistica compete: a) allo Stato e alle regioni; b) allo Stato; c) alle regioni e agli enti locali. La risposta esatta c). La maggior parte delle funzioni amministrative compete a regioni ed enti locali. Ad essi spetta " la disciplina dell'uso del territorio comprensiva di tutti gli aspetti conoscitivi, normativi e gestionali riguardanti le operazioni di salvaguardia e di trasformazione del suolo, nonch la protezione dell'ambiente " (art. 80, decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977). L'esercizio di tali funzioni si realizza mediante attribuzioni di direzione e di regolazione che si traducono in misure di zonizzazione, localizzazione e, pi in generale, di vincolo, fino all'adozione di procedure espropriative. L'amministrazione statale, invece, ha fondamentalmente poteri di indirizzo e vigilanza ed chiamata, quindi, ad " assicurare, nel rinnovamento ed ampliamento edilizio delle citt, il rispetto dei caratteri tradizionali, di favorire il disurbanamento e di frenare la tendenza all'urbanesimo " (art. 1, legge n. 1150/1942). Ad essa oggi spetta l'" identificazione delle linee fondamentali dell'assetto del territorio nazionale, con riferimento ai valori naturali e ambientali, alla difesa del suolo e all'articolazione territoriale delle reti infrastrutturali e delle opere di competenza statale, nonch al sistema delle citt e delle aree metropolitane, anche ai fini dello sviluppo del Mezzogiorno e delle aree depresse del paese " (art. 52, d.lgs. n. 112/1998). In alcuni casi, tali obiettivi sono perseguiti con interventi speciali, diretti alla realizzazione di grandi progetti di interesse nazionale. I piani territoriali di coordinamento sono adottati da: a) regioni; b) regioni e province; c) province; d) comuni. La risposta esatta b). Sono le regioni e le province che adottano i piani territoriali di coordinamento, ai quali deve conformarsi la pianificazione comunale. Questa si articola su due livelli fondamentali: il piano regolatore generale, che deve estendersi all'intero territorio comunale, e il piano particolareggiato d'esecuzione (spesso, per, sostituito da un piano di lottizzazione, di iniziativa privata). Il piano urbanistico, poi, pu essere sottoposto a procedimento di variante, ove sia necessario modificare in parte l'assetto previsto. Questa la disciplina generale in materia di pianificazione urbanistica, che viene per integrata dalla legislazione regionale e da leggi speciali che regolano piani settoriali o particolari. Accanto all'attivit di pianificazione urbanistica, inoltre, i comuni, sulla base di norme statali e regionali, operano interventi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio. In alcuni casi, tali interventi utilizzano fondi alimentati dall'Unione europea. La funzione di tutela dell'ambiente di origine relativamente recente. a) vero? b) falso? vero. Nella Costituzione del 1948 manca una specifica attenzione alla materia, anche se questa interessata indirettamente da almeno due previsioni costituzionali: l'art. 9 cost., dedicato alla protezione del paesaggio, e l'art. 32 cost, relativo alla salute. Oggi, l'ambiente , innanzi tutto, oggetto di una politica comunitaria, diretta ad assicurare " un elevato livello di tutela " (art. 174, tr. Ce). Inoltre, a seguito delle modifiche alla Costituzione introdotte dalla legge costituzionale n. 3/2001, la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema contemplata quale materia riservata alla potest legislativa esclusiva dello Stato (art. 117, c. 2, lett. s, cost.). In quanto materia di scopo o Pagina 22 di 74

trasversale, la protezione dell'ambiente giustifica ulteriori ingerenze statali in altre materie di competenza regionale, concorrente o primaria. L'ordinamento italiano non riconosce unitariet e autonomia alla nozione di ambiente. a) vero? b) falso? falso. Pur essendovi diverse definizioni normative di ambiente, funzionali all'applicazione di specifiche disposizioni (spesso derivanti dal recepimento di discipline internazionali o comunitarie), l'ordinamento, tuttavia, tende a riconoscere l'unitariet e l'autonomia della nozione. In questa prospettiva, l'ambiente include la conservazione, la razionale gestione ed il miglioramento delle condizioni naturali (aria, acque, suolo e territorio in tutte le sue componenti), la esistenza e la preservazione dei patrimoni genetici terrestri e marini, di tutte le specie animali e vegetali che in esso vivono allo stato naturale ed in definitiva la persona umana in tutte le sue estrinsecazioni. Una recente previsione legislativa di carattere generale, nell'individuare i compiti dell'amministrazione centrale, fa riferimento alle aree naturali protette, alla biodiversit e alla biosicurezza, alla fauna e alla flora, al mare e alle coste, ai rifiuti e ai siti inquinati, alle risorse idriche, all'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico, ai rischi industriali, ai valori naturali e ambientali (art. 35, d.lgs. n. 300/1999). Quando stato istituito, in Italia, il Ministero per l'ambiente? a) nel 1977; b) nel 1986; c) nel 1992; d) nessuna delle tre. La risposta esatta b). Il Ministero per l'ambiente (ridenominato Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio con il d.lgs. n. 300/1999) stato istituito con la legge n. 349/1986. In questa legge, tra l'altro, si prevede che lo scopo fondamentale dell'intervento pubblico quello di " assicurare, in un quadro organico, la conservazione ed il recupero delle condizioni ambientali conformi agli interessi fondamentali della collettivit ed alla qualit della vita, nonch la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturale nazionale e la difesa delle risorse naturali dall'inquinamento " (art. 1, legge n. 349/1986). I compiti in materia di tutela dell'ambiente spettano allo Stato laddove l'interesse ambientale: a) abbia rilievo nazionale; b) sia infrazionabile; c) sia connesso ad altri interessi nazionali; d) in tutte e tre le ipotesi. La risposta esatta d). Nell'ambito della tutela dell'ambiente, i poteri spettano allo Stato laddove l'interesse ambientale abbia rilievo nazionale (danno ambientale, valutazione d'impatto ambientale, specie animali e vegetali protette, aree protette di rilievo internazionale e nazionale), sia infrazionabile ( il caso dell'ambiente marino) ovvero sia connesso ad altri interessi nazionali (ad esempio, per i grandi impianti di produzione di energia). Le relative funzioni sono attribuite, a livello statale, al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, coadiuvato, per i compiti e le attivit tecnico-scientifiche, dall'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici.

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L'art. 32 cost. definisce la tutela della salute: a) un fondamentale diritto dell'individuo; b) un interesse legittimo del singolo cittadino nei confronti della pubblica amministrazione; c) un interesse diffuso di particolari categorie protette. La risposta esatta a). L'art. 32 cost. ha ridefinito materia e fini della pubblica amministrazione nel settore, individuandone il campo di azione nella " tutela della salute ", stabilendo che questa un " fondamentale diritto dell'individuo " (oltretutto, in seguito, definito " primario e assoluto " dalla Corte costituzionale) e garantendo " cure gratuite agli indigenti ". Cos come definita dalla legge n. 833/1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, la funzione " sanit ", comprende: a) la sola polizia sanitaria; b) la sola igiene e profilassi; c) tutta la gamma delle attivit sanitarie. La risposta esatta c). La legge n. 833/1978 ha unificato le materie dell'igiene e della sanit, dell'assistenza sanitaria e ospedaliera, della prevenzione degli infortuni, ecc., includendovi l'educazione sanitaria, la prevenzione delle malattie e degli infortuni, la diagnosi e la cura delle malattie, la riabilitazione, la tutela dell'igiene e della salubrit dell'ambiente, l'igiene degli alimenti, la prevenzione e la difesa degli allevamenti animali, la profilassi e la polizia veterinaria, il controllo dei farmaci, la formazione e l'aggiornamento del personale, la sicurezza e la medicina del lavoro, la tutela della maternit e dell'infanzia, i servizi medico-scolastici, la tutela sanitaria dello sport e degli anziani, la tutela della salute mentale e, infine, la tutela dagli inquinamenti. Il " diritto alla salute " nel nostro ordinamento riconosciuto: a) ai soli cittadini italiani; b) anche ai cittadini dell'area comunitaria; c) oltre che ai cittadini italiani e comunitari, anche agli extracomunitari ed agli apolidi regolarizzati. La risposta esatta c). Sia secondo l'art. 32 cost., che secondo l'art. 1, legge n. 833/1978, beneficiari del diritto alla salute sono gli " individui ", cio non solo i cittadini, ma anche gli stranieri. Questa generalizzazione al diritto alla salute stata confermata dalla normativa comunitaria per i cittadini degli Stati membri e dalla normativa interna sui cittadini extracomunitari e sugli apolidi regolarizzati. Le prestazioni sanitarie devono essere erogate a tutti gratuitamente. a) vero? b) falso? falso. Nell'ambito del servizio sanitario nazionale si superato progressivamente l'originario impianto egualitarista, secondo cui le prestazioni sanitarie dovevano essere erogate a tutti gratuitamente. La legislazione pi recente ha cercato di introdurre forme di compartecipazione ai costi, differenziate a seconda delle condizioni economiche e sociali dei cittadini (determinate in base ad un apposito indicatore di situazione economica - Ise, che trova applicazione anche ai fini dell'accesso ad altri servizi sociali).

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L'istruzione inferiore obbligatoria e gratuita prevista: a) dalla legge del 1877; b) dalla legge del 1906; c) dalla Costituzione. La risposta esatta c). L'art. 33 cost. rappresenta l'inizio di un cambiamento radicale nella materia dell'istruzione: esso non prevede soltanto l'istituzione di scuole statali per tutti gli ordini e gradi, ma dispone anche che l'istruzione inferiore obbligatoria e gratuita. Si stabilisce in tal modo non solo un obbligo, ma anche un diritto allo studio. Il fine del " Sistema educativo di istruzione e formazione " di: a) promuovere l'apprendimento in tutto l'arco della vita; b) assicurare pari opportunit di raggiungere elevati livelli culturali e di sviluppare le capacit e le competenze; c) favorire il conseguimento di una formazione spirituale e morale; d) tutte e tre le ipotesi. La risposta esatta d). In base alla legge n. 53/2003 e al il d.lgs. n. 59/2004, che dettano a disciplina organica in materia di istruzione, prevista l'istituzione del " Sistema educativo di istruzione e formazione ". Oltre a quelli indicati, tra i fini del Sistema vi anche quello di garantire il diritto all'istruzione e alla formazione per almeno dodici anni. Il Sistema, in particolare, si articola nella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, nonch in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell'istruzione e della formazione professionale. La scuola primaria: a) promuove, nel rispetto delle diversit individuali, lo sviluppo della personalit e mira innanzi tutto a far acquisire e sviluppare le conoscenze di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche; b) concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini; c) finalizzata alla crescita delle capacit autonome di studio ed al rafforzamento delle attitudini alla interazione sociale; d) tutte e tre. La risposta esatta a). In base alla legge n. 53/2003 ed al d.lgs. n. 59/2004, la scuola dell'infanzia " concorre all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini ". La scuola primaria, invece, " promuove, nel rispetto delle diversit individuali, lo sviluppo della personalit " e mira innanzi tutto a " far acquisire e sviluppare le conoscenze di base fino alle prime sistemazioni logico-critiche ". La scuola secondaria, poi, finalizzata " alla crescita delle capacit autonome di studio ed al rafforzamento delle attitudini alla interazione sociale ". Il secondo ciclo, infine, mira " alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani attraverso il sapere, il fare e l'agire, e la riflessione critica su di essi ".

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Le funzioni amministrative di protezione sociale si fondano su due pilastri: la previdenza e l'assistenza. a) vero? b) falso? vero. Le funzioni amministrative di protezione sociale sono previste nella Costituzione e si fondano su due pilastri: la previdenza, riservata ai lavoratori, e l'assistenza, garantita ai cittadini. Con riguardo alla prima, si stabilisce che " i lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidit o vecchiaia, disoccupazione involontaria ". In relazione alla seconda, si afferma che " ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale ". Inoltre, " gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale ". Alla soddisfazione di questi diritti devono provvedere " organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato "; peraltro, " l'assistenza privata libera " (art. 38 cost.). La protezione sociale non ancora stata inclusa tra le politiche dell'Unione europea. a) vero? b) falso? falso. L'Unione europea sostiene e completa l'azione degli Stati allo scopo di assicurare " una protezione sociale adeguata ". A tal fine, pu anche adottare prescrizioni minime che tengano conto delle condizioni e delle normative esistenti in ciascun paese e non ostacolino lo sviluppo delle imprese. Rimane comunque compito degli Stati membri definire " i principi fondamentali del loro sistema di sicurezza sociale " (art. 136-137 tr. Ce). Nell'ordinamento italiano, la previdenza sociale materia di legislazione: a) esclusiva regionale; b) concorrente tra Stato e regioni; c) esclusiva statale. La risposta esatta c). Nel nostro ordinamento costituzionale, spetta alla competenza legislativa esclusiva dello Stato la materia della previdenza sociale oltre alla determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art. 117, c. 2, lett. m, e lett. o, cost.). , invece, materia di competenza concorrente la previdenza complementare e integrativa (art. 117, c. 3, cost.). L'assistenza sociale, infine, non menzionata: rientra quindi nella competenza legislativa esclusiva delle regioni, fatto salvo quanto concerne la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni. Le prestazioni previdenziali sono erogate: a) da enti pubblici e privati; b) soltanto da enti pubblici; c) soltanto da enti privati. La risposta esatta a). Le prestazioni previdenziali sono erogate da enti pubblici e privati, nei confronti dei quali vige l'obbligatoriet dell'iscrizione e della contribuzione. Tra gli enti pubblici, il pi importante l'Istituto nazionale di previdenza sociale - Inps. Su di esso gravano anche una serie di prestazioni pi propriamente assistenziali connesse agli eventi dell'invalidit (invalidi civili), della vecchiaia (assegni sociali), nonch gli interventi collegati al bisogno da disoccupazione, tubercolosi, maternit, carenza di reddito familiare. Le casse di previdenza dei liberi professionisti, invece, sono state trasformate in associazioni e fondazioni di diritto privato. La previdenza Pagina 26 di 74

integrativa, infine, affidata ad appositi fondi pensione, ordinati in forme privatistiche e sottoposti a vigilanza pubblica. I soggetti protetti dal sistema previdenziale sono: a) soltanto i lavoratori subordinati; b) tutti i produttori di reddito; c) i disoccupati involontari. La risposta esatta b). I soggetti protetti dal sistema previdenziale sono ormai tutti i produttori di reddito e non pi soltanto i lavoratori subordinati (emblematica, in tal senso, l'estensione dell'obbligo assicurativo ai lavoratori autonomi). Il particolare rilievo assegnato alla posizione dei beneficiari delle prestazioni previdenziali emerge anche da alcune peculiari soluzioni istituzionali. I soggetti protetti, tramite le associazioni sindacali maggiormente rappresentative, infatti, partecipano, insieme ai rappresentati degli enti finanziatori, agli organi di indirizzo e vigilanza degli enti pubblici erogatori delle prestazioni. Analoghe soluzioni sono previste per le casse previdenziali private e per i fondi di previdenza complementare. Inoltre, lo Stato finanzia gli Istituti di patronato e di assistenza sociale, costituiti per assistere gratuitamente i privati nel conseguimento in sede amministrativa di prestazioni previdenziali e assistenziali. La disoccupazione involontaria ancora oggi priva di protezioni organiche. a) vero? b) falso? vero. La disoccupazione involontaria, uno dei rischi gi indicati nella Costituzione, ancora priva di protezioni organiche. Per quanti perdono il lavoro, vi sono alcune prestazioni straordinarie e integrative erogate, in base a procedure discrezionali e non automatiche, da un'apposita Cassa integrazione guadagni. Sono poi state introdotte alcune forme di tutela per i titolari di contratti di lavoro a tempo determinato con il d.lgs. n. 276/2003. Ancora pi fragili, poi, sono le protezioni per chi non ha accesso al mercato del lavoro. Anche il " reddito minimo di inserimento ", inteso come " misura generale di contrasto della povert, alla quale ricondurre anche gli altri interventi di sostegno del reddito ", rimasto oggetto di un progetto sperimentale, di applicazione limitata. I servizi pubblici sono generalmente erogati in regime di monopolio da imprese pubbliche o da concessionari incaricati dall'amministrazione. a) vero? b) falso? falso. I servizi pubblici - ossia i servizi che soddisfano esigenze fondamentali della collettivit, quali i trasporti di linea, le telecomunicazioni, le radiodiffusioni, il recapito della corrispondenza postale, la somministrazione di energia elettrica e di gas naturale - in passato erano erogati in regime di monopolio da imprese pubbliche o da concessionari incaricati dall'amministrazione; ora, invece, tali servizi sono diventati, nella maggior parte dei casi, oggetto dell'iniziativa economica dei privati. Ci il risultato dell'intervento del diritto comunitario, che non tollera limitazioni alla concorrenza e alla libera circolazione. I pubblici poteri, tuttavia, mantengono la responsabilit di assicurare la fruizione diffusa (" universale ", secondo la terminologia comunitaria) di tali servizi, garantendo il funzionamento del mercato, e intervenendo a volte per correggerne i risultati. Di qui, il convivere di attribuzioni diverse: quelle nuove, di regolazione, e quelle antiche, di direzione e di gestione, ma in ambiti pi circoscritti e in forme diverse dal passato. Accanto ai principi stabiliti dal trattato istitutivo della Comunit europea e dalle discipline generali della concorrenza e della regolazione, poi, vi sono leggi speciali, perch relative a singoli settori. Pagina 27 di 74

Nel settore dell'energia elettrica, sono " libere " le attivit di: a) produzione, importazione, esportazione, trasmissione, distribuzione, acquisto e vendita; b) produzione, trasmissione, dispacciamento, acquisto e vendita; c) produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita. La risposta esatta c). Il d.lgs. n. 79/1999 dichiara libere le attivit di produzione, importazione, esportazione, acquisto e vendita di energia elettrica, nel rispetto degli obblighi di servizio pubblico. L'apertura alla concorrenza della vendita , tuttavia, parziale e graduale: vi , infatti, un doppio mercato dell'energia, il primo " libero ", il secondo " vincolato ". Le attivit di trasmissione e dispacciamento, per un verso, e di distribuzione, per l'altro, sono, invece, assoggettate a riserva e affidate in concessione. L'Ente nazionale energia elettrica - Enel - : a) un ente pubblico economico; b) un azienda speciale; c) una societ per azioni a partecipazione statale. La risposta esatta c). L'Ente nazionale energia elettrica - Enel, istituito nel 1962, stato trasformato nel 1992 in societ per azioni, che, attualmente, ancora sotto il controllo dello Stato. Nel settore del gas, il servizio di distribuzione locale riservato all'Ente nazionale idrocarburi - Eni, che ne assicura direttamente lo svolgimento. a) vero? b) falso? falso. Il funzionamento del mercato del gas affidato a un sistema di accesso regolato sulla base di condizioni trasparenti e non discriminatorie. Le imprese di gas naturale, quindi, hanno l'obbligo di permettere l'accesso e l'interconnessione a coloro che ne facciano richiesta, nel rispetto di determinate prescrizioni tecniche. Pertanto, il servizio di distribuzione locale affidato esclusivamente mediante gara, per periodi non superiori a dodici anni, e le modalit di fornitura delle prestazioni sono disciplinate da ciascun ente locale, mediante appositi contratti. Nei settori dell'energia elettrica e del gas, i destinatari delle funzioni amministrative non possono pi inquadrarsi nella logica binaria che contrapponeva enti pubblici di erogazione e utenti dei servizi. a) vero? b) falso? vero. L'articolazione dei compiti pubblici, con l'emersione di nuove funzioni di tipo regolativo, d luogo a relazioni multilaterali tra organi di governo, autorit tecniche, operatori pubblici e privati, categorie differenziate di beneficiari dell'intervento pubblico. Da segnalare, in particolare, l'esistenza di forme di regolazione asimmetrica, con l'introduzione di obblighi e limiti gravanti soltanto su alcuni operatori e in favore di altri (per facilitare l'introduzione della concorrenza) e di strumenti di protezione particolari per categorie determinate di utenza (gli utenti " vincolati ", perch non possono scegliere il fornitore di energia elettrica, e quelli in condizioni di disagio economico e sociale, che beneficiano di tariffe e prezzi agevolati).

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Le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materie di: a) legislazione esclusiva statale; b) legislazione concorrente; c) legislazione esclusiva regionale. La risposta esatta b). Nell'ordinamento nazionale le grandi reti di trasporto e di navigazione sono materie di legislazione concorrente (art. 117, c. 3, cost.); l'adozione delle norme a tutela della concorrenza e dei livelli essenziali delle prestazioni spetta invece allo Stato (art. 117, c. 2, lett. e, lett. m, cost.). Nel settore dei trasporti ferroviari, con l'espressione " oneri impropri " si indicano: a) gli oneri imposti, per motivi sociali, dai poteri pubblici alle imprese ferroviarie; b) gli oneri imposti, per motivi economici, dai poteri pubblici alle imprese ferroviarie; c) gli oneri imposti, per motivi economici, dalle imprese di gestione della rete ferroviaria alle imprese di trasporto. La risposta esatta a). Gli " oneri impropri " sono gli oneri imposti, per motivi sociali, dai poteri pubblici alle imprese ferroviarie, specialmente quelli relativi alla gestione dei " rami secchi ", ovvero delle linee in perdita, e quelli derivanti dalle politiche tariffarie di favore. Proprio al fine di evitare che le imprese possano " mescolare " tali oneri con i costi derivanti dalle inefficienze del servizio, sono stati introdotti meccanismi come la distinzione tra rete e servizio di trasporto, imponendo la separazione istituzionale o contabile tra il gestore dell'una e dell'altro. Sia i trasporti aerei e marittimi che i trasporti locali sono settori completamente liberalizzati. a) vero? b) falso? falso. Soltanto nei trasporti aerei e marittimi, vi una completa liberalizzazione: l'imposizione di obblighi di servizio consentita in via eccezionale e a seguito di procedure trasparenti. Anche nei trasporti locali, i pubblici poteri dovrebbero limitarsi ad acquistare sul mercato i servizi da garantire alle proprie collettivit. L'affidamento dell'incarico, tuttavia, in molti casi non ancora sottoposto a procedure di gara. Gli enti locali, inoltre, sono spesso i proprietari delle aziende incaricate della gestione. La fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica subordinata ad una concessione. a) vero? b) falso? falso. La fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica, settore liberalizzato, subordinata non a una concessione, ma ad una autorizzazione generale. Questa consegue alla presentazione di una semplice dichiarazione di denuncia di inizio attivit. Dall'autorizzazione derivano diritti e obblighi, determinati secondo condizioni proporzionate, trasparenti e non discriminatorie. Obblighi specifici possono essere imposti al fine di garantire l'accesso e l'interconnessione e nei confronti dei soggetti che dispongono di un significativo potere di mercato o che forniscono il servizio universale.

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Nel settore delle comunicazioni elettroniche, garantire il " servizio universale " implica mettere a disposizione degli utenti finali, a prescindere dall'ubicazione geografica, l'accesso alla rete telefonica pubblica, la fornitura di elenchi e di servizi di informazione sugli abbonati, l'installazione di apparecchi telefonici pubblici a pagamento, misure speciali per gli utenti disabili. a) vero? b) falso? vero. Il " Codice delle comunicazioni elettroniche " (d.lgs. n. 259/2003) garantisce il servizio universale e i diritti degli utenti: in particolare, sono messi a disposizione degli utenti finali, a prescindere dall'ubicazione geografica, l'accesso alla rete telefonica pubblica, la fornitura di elenchi e di servizi di informazione sugli abbonati, l'installazione di apparecchi telefonici pubblici a pagamento, misure speciali per gli utenti disabili. L'Autorit per le garanzie nelle comunicazioni pu incaricare una o pi imprese del compito di garantire il servizio universale e imporre loro l'erogazione del servizio a prezzi accessibili e secondo livelli qualitativi efficienti. L'eventuale costo netto derivante dall'assolvimento degli obblighi di servizio universale ripartito tra i fornitori di reti e servizi di comunicazione elettronica, attraverso un apposito fondo. Pi in generale, i rapporti tra consumatori e imprese sono retti da contratti che assicurino informazioni e livelli qualitativi adeguati. Le eventuali controversie sono risolte mediante procedure extragiudiziali. Destinatari delle funzioni amministrative nel settore delle comunicazioni elettroniche sono: a) le imprese e gli utenti e le loro relazioni; b) solamente le imprese; c) solamente gli utenti. La risposta esatta a). In particolare, le imprese possono essere sottoposte ad una regolazione asimmetrica, diretta a imporre obblighi specifici in capo agli operatori in posizione dominante in favore di quelle che entrano nel mercato. Gli utenti finali beneficiano della regolazione pubblica, ma in misura differenziata a seconda della loro " debolezza ". Misure speciali, dirette a garantire l'universalit del servizio, sono adottate a protezione degli utenti in condizioni di disagio economico e sociale. Nei servizi pubblici, sono previste apposite autorit, cui sono affidati compiti di regolazione, nei seguenti settori: a) energia elettrica, gas, trasporti di linea, comunicazioni elettroniche; b) energia elettrica e gas, trasporti di linea, poste; c) energia elettrica e gas e comunicazioni elettroniche. La risposta esatta c). Nei servizi pubblici, come autorit di settore che esercitano compiti di regolazione vi sono: l'Autorit per l'energia elettrica e il gas - Aeeg, istituita dalla legge n. 481/1995, e l'Autorit per le garanzie nelle comunicazioni - Agcom, istituita dalla legge n. 249/1997. Il settore dell'agricoltura stato oggetto di una specifica disciplina normativa solamente a partire dagli anni Novanta del XX secolo. a) vero? b) falso? falso. Il settore dell'agricoltura stato forse il primo ad essere oggetto di un organico intervento pubblico nell'economia, diretto alla regolamentazione di attivit e rapporti e al sostegno delle imprese agrarie. Oggi, la materia in larga misura retta dal diritto comunitario. Gli art. 32-38 tr. Ce disciplinano sia il mercato dei prodotti agricoli sia le politiche agricole. Si dispone che il mercato Pagina 30 di 74

comune comprende l'agricoltura e il commercio dei prodotti agricoli e si consente la parziale sottrazione dello stesso alle norme della concorrenza. Quindi, si stabilisce che il funzionamento e lo sviluppo del mercato comune per i prodotti agricoli devono essere accompagnati dall'instaurazione di una politica agricola comune. Le finalit sono le seguenti: incrementare la produttivit dell'agricoltura, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, stabilizzare i mercati, garantire gli approvvigionamenti, assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori. Il nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione non menziona la materia dell'agricoltura. a) vero? b) falso? vero. In effetti, il nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione non menziona la materia dell'agricoltura. In via di principio, dunque, essa costituisce oggetto di potest legislativa esclusiva delle regioni. In base alla legislazione vigente, tuttavia, lo Stato svolge tuttora compiti importanti: disciplina generale e coordinamento nazionale in materia di scorte e approvvigionamenti alimentari, tutela della qualit dei prodotti agroalimentari, educazione alimentare, ricerca e sperimentazione, importazione ed esportazione dei prodotti agricoli e alimentari, interventi di regolazione dei mercati, regolazione delle sementi e dei fertilizzanti, salvaguardia delle biodiversit vegetali e animali. Spetta altres allo Stato riconoscere gli organismi nazionali di certificazione e svolgere i compiti amministrativi relativi agli accordi interprofessionali di dimensione nazionale, alla dichiarazione di eccezionali avversit atmosferiche, alla prevenzione e repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei prodotti ad uso agroalimentare (art. 2, d.lgs. n. 143/1997). Del resto, la complessa organizzazione dei mercati agricoli articolata su pi livelli. Gli organi dell'Unione europea definiscono gli interventi. La loro gestione poi affidata a organismi nazionali (in Italia, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura - Agea). Questi sono responsabili nei confronti dello Stato, ma sono funzionalmente legati all'Unione stessa. Altrettanto complessa la strumentazione di carattere finanziario e monetario. In questo quadro, dunque, l'ambito della disciplina e delle competenze nazionali notevolmente ridotto. Al Ministero per le politiche agricole e forestali sono affidati compiti in materia di: a) agricoltura; b) pesca; c) qualit dei prodotti agricoli; d) tutte e tre. La risposta esatta d). Il Ministero per le politiche agricole e forestali opera nelle due grandi aree funzionali dell'agricoltura e della pesca e della qualit dei prodotti agricoli e dei servizi. Nell'ambito della prima, il Ministero preposto, tra l'altro, agli adempimenti relativi al Fondo europeo di orientamento e garanzia in agricoltura - Feoga, compresa la verifica delle regolarit delle relative operazioni (cui preposta l'Agea); nonch al riconoscimento e alla vigilanza sugli organismi pagatori (la cui istituzione affidata alle regioni) previsti dalla normativa comunitaria. Nell'ambito della seconda, assumono ulteriore rilevanza i compiti relativi allo sviluppo dell'agricoltura biologica, della produzione ecocompatibile, alla valorizzazione dei prodotti agricoli e ittici, all'elaborazione del codex alimentarius (art. 33, d.lgs. n. 300/1999). Nel settore alimentare si registra un crescente intervento diretto dell'Unione europea. a) vero? b) falso? Vero. Il reg. Ce n. 178/2002 ha stabilito i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, ha istituito l'Autorit europea per la sicurezza alimentare e ha fissato le procedure di tutela.

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Nell'ordinamento italiano, il " sostegno all'innovazione per i settori produttivi " materia di legislazione: a) esclusiva statale; b) concorrente tra Stato e regioni; c) esclusiva regionale. La risposta esatta b). Con riferimento all'industria e alle attivit produttive, la Costituzione italiana individua come materia di legislazione concorrente il " sostegno all'innovazione per i settori produttivi " (art. 117, c. 3, cost.). Una definizione pi compiuta della materia si trova, comunque, nell'art. 17, d.lgs. n. 112/1998, ove si chiarisce che le funzioni amministrative relative alla materia " industria " comprendono qualsiasi attivit imprenditoriale diretta alla lavorazione e alla trasformazione di materie prime, alla produzione e allo scambio di semilavorati, di merci e di beni anche immateriali e le relative attivit strumentali. Nel settore dell'industria e delle attivit produttive, l'istituzione di appositi " sportelli unici " spetta a: a) lo Stato; b) le province; c) i comuni; d) le regioni. La risposta esatta c). Nell'ambito delle funzioni amministrative in materia di industria e attivit produttive, ai comuni, attraverso l'istituzione di appositi " sportelli unici ", spettano le funzioni amministrative di controllo concernenti " la realizzazione, l'ampliamento, la cessazione, la riattivazione, la localizzazione e la rilocalizzazione di impianti produttivi ". Allo Stato, invece, spettano compiti prescrittivi, certificativi, regolativi, direttivi, attraverso una pluralit di strumenti di sovvenzione e di ausilio finanziario alle attivit di rilievo strategico e nazionale. Alle regioni, infine, competono le erogazioni della parte restante dei contributi pubblici. Le misure di incentivazione comportano benefici esclusivamente per le imprese destinatarie. a) vero? b) falso? falso. Delle misure di incentivazione beneficiano non soltanto le imprese destinatarie, ma l'intero territorio nel quale esse operano. Tutto ci impone una programmazione degli obiettivi prioritari attraverso procedure rapide, efficaci e trasparenti. Queste sono ora disciplinate dal d.lgs. n. 123/1998, che individua a tale scopo tre procedure: automatica, valutativa e negoziale. Si prevedono, inoltre, il censimento e la gestione informatica di una banca dati sugli aiuti pubblici: lo scopo garantire il rispetto del divieto di cumulo delle agevolazioni previsto dalla legislazione nazionale e comunitaria (art. 14, legge n. 57/2001). I mercati finanziari sono divisi nei settori: a) bancario, mobiliare, assicurativo; b) bancario e mobiliare; c) bancario e assicurativo. La risposta esatta a). I mercati finanziari sono tuttora divisi nei tre settori tradizionali: bancario, mobiliare, assicurativo.

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I confini tra i diversi mercati finanziari, un tempo non ben definiti, sono oggi nettamente distinti. a) vero? b) falso? falso. I confini tra i mercati finanziari vanno attenuandosi: imprese bancarie ed assicurative sono presenti sui mercati dei valori mobiliari; sono offerti servizi misti o ibridi; le reti di distribuzione si unificano. Diventa possibile, quindi, stabilire anche un diverso criterio di riparto delle competenze amministrative, fondato non sulla distinzione dei mercati e dei relativi operatori, ma sulle finalit della vigilanza. I mercati finanziari: a) sono strettamente ancorati all'ambito nazionale; b) sono sempre pi integrati a livello internazionale; c) nessuna delle due. La risposta esatta b). I mercati finanziari sono sempre pi integrati a livello internazionale. Per questa ragione, l'Unione europea ha emanato regolamenti e direttive, allo scopo di garantire la libera circolazione dei servizi e dei capitali (art. 56 ss. tr. Ce). Ci ha trasformato il regime dell'entrata nel settore, la disciplina dell'attivit, le finalit della vigilanza. Le autorit pubbliche sono chiamate a esercitare i propri poteri " in armonia con le disposizioni comunitarie " e a collaborare tra loro, sia a livello nazionale, sia a livello europeo. Le funzioni di vigilanza sugli enti creditizi e sulle altre istituzioni finanziarie possono essere assegnate alla Banca centrale europea (art. 105, par. 6, tr. Ce). Gli interessi tutelati dalla funzione di vigilanza sui mercati finanziari sono la stabilit degli intermediari e la trasparenza e la correttezza nella sollecitazione e nella gestione del pubblico risparmio. a) vero? b) falso? vero. Gli interessi tutelati dalla funzione di vigilanza sui mercati finanziari sono fondamentalmente due: la stabilit degli intermediari; la trasparenza e la correttezza nella sollecitazione e nella gestione del pubblico risparmio. Trova cos attuazione un'esplicita direttiva costituzionale: quella secondo cui " la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito " (art. 47 cost.; " tutela del risparmio e mercati finanziari " sono altres individuate come materie di legislazione esclusiva dello Stato dall'art. 117, c. 2, lett. e, cost.). Per queste ragioni, per ciascuno dei mercati finanziari, sono stabilite le regole fondamentali relative alle operazioni ammesse e ai prodotti che possono essere scambiati; inoltre, sono disciplinate le condizioni di crisi, per evitare la propagazione di danni che colpiscano i risparmiatori, i creditori, gli assicurati, le persone di cui si sia raccolto il risparmio.

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Nell'ordinamento italiano, la funzione di tutela della concorrenza: a) relativamente recente, poich stata istituita con la legge n. 287/1990; b) risale agli anni Trenta del XX secolo, con la costituzione dell'Iri; c) risale agli anni Cinquanta del XX secolo, con la costituzione del Ministero per le partecipazioni statali; d) risale agli anni Settanta del XX secolo, con l'istituzione della Commissione nazionale per le societ e la borsa - Consob. La risposta esatta a). La funzione di tutela della concorrenza relativamente recente. istituita dalla legge n. 287/1990, che ne attribuisce la cura ad un'apposita autorit indipendente, l'Autorit garante della concorrenza e del mercato - Agcm. La disciplina nazionale, peraltro, si innesta su quella comunitaria, contenuta negli art. 81 ss. tr. Ce. La legge nazionale si applica in tutti i casi " che non ricadono nell'ambito di applicazione della normativa comunitaria " e va interpretata " in base ai principi dell'ordinamento delle Comunit europee in materia di disciplina della concorrenza ". Inoltre, l'Autorit garante della concorrenza e del mercato, quando ritenga che un caso al suo esame non rientri nell'area di applicazione della legge nazionale, ne informa la Commissione europea e, in caso, sospende l'istruttoria avviata (art. 1, legge n. 287/1990). Nell'ordinamento italiano, la legge n. 287/1990 dettata in attuazione: a) dell'art. 41 cost., a garanzia della libert di iniziativa economica; b) dell'art. 42, a garanzia della propriet pubblica e privata; c) dell'art. 118, a garanzia degli enti locali. La risposta esatta a). La concorrenza assurge poi a valore esplicitamente protetto nel nuovo titolo V della parte seconda della Costituzione: le norme a tutela della concorrenza rientrano nella potest legislativa esclusiva dello Stato (art. 117, c. 2, lett. e, cost.). Questa anzi, secondo la giurisprudenza costituzionale, comprende " interventi regolativi, la disciplina antitrust e misure destinate a promuovere un mercato aperto e in libera concorrenza ". Nella disciplina nazionale della concorrenza, le condotte imprenditoriali da valutare al fine di assicurare il rispetto delle norme antitrust consistono in: a) intese restrittive della libert di concorrenza e abusi di posizione dominante; b) intese restrittive della libert di concorrenza e operazioni di concentrazione; c) intese restrittive della libert di concorrenza, abusi di posizione dominante e operazioni di concentrazione; d) esclusivamente intese restrittive della libert di concorrenza. La risposta esatta c). Le intese limitative della concorrenza e l'abuso di posizione dominante sono direttamente vietati dalle norme. Per le operazioni di concentrazione, invece, prevista una comunicazione all'Autorit garante della concorrenza e del mercato e una valutazione di quest'ultima, per accertare " se comportino la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato nazionale in modo da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza ". Nei primi due casi, pertanto, l'Autorit procede, in forme contenziose, ad accertare la violazione o meno dei divieti: in caso positivo, ordina la cessazione delle condotte lesive ed applica sanzioni pecuniarie. Nel terzo, vi una procedura autorizzatoria, che si pu concludere anche con un atto di assenso condizionato.

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Per assicurare il rispetto delle norme antitrust sono conferite all'Autorit garante della concorrenza e del mercato attribuzioni di natura paragiurisdizionale. a) vero? b) falso? vero. Per assicurare il rispetto mercato deve valutare condotte concorrenza, abusi di posizione esercizio di potere discrezionale, libert costituzionali. delle norme antitrust, l'Autorit garante della concorrenza e del imprenditoriali consistenti in intese restrittive della libert di dominante e operazioni di concentrazione. Non vi , dunque, ma un giudizio sulla violazione di norme, a garanzia di diritti e

LORGANIZZAZIONE DEL DIRITTO AMMINISTRATIVO Di solito l'espressione organizzazione amministrativa viene utilizzata per indicare: a) il complesso dei soggetti e delle strutture che svolgono attivit di pubblica amministrazione; b) l'esercizio della funzione organizzativa dei pubblici poteri; c) ambedue. La risposta esatta c). Con l'espressione organizzazione amministrativa si indica di solito sia il complesso dei soggetti e delle strutture che svolgono attivit di pubblica amministrazione, sia l'esercizio della funzione organizzativa dei pubblici poteri. Nel primo senso assumono rilevanza i profili strutturali e statici: l'organizzazione viene concepita come un apparato, in termini meramente soggettivi e, quindi, oggetto di analisi divengono le singole articolazioni organizzative, come, ad esempio, il ministero o l'ente pubblico. Nel secondo senso, invece, vengono in evidenza i caratteri funzionali e dinamici: l'attenzione si concentra sull'attivit organizzativa, sulla base di una impostazione di tipo oggettivo e, dunque, diviene preminente l'esame degli strumenti attraverso i quali si esercita la funzione di organizzazione pubblica, come, tra l'altro, i regolamenti, gli statuti, gli atti amministrativi, sino a giungere alla prassi, che, nel settore, ha assunto un valore giuridico non trascurabile. I due significati dell'espressione organizzazione amministrativa sono strettamente connessi, anche se rivelano differenze marcate. a) vero? b) falso? vero. Infatti, da una parte, le strutture organizzative non esercitano esclusivamente attivit amministrativa (a molte autorit indipendenti, ad esempio, sono riconosciute funzioni quasigiurisdizionali), dall'altra, l'attivit amministrativa non viene svolta soltanto dall'organizzazione amministrativa (il caso pi noto quello dei magistrati ordinari che esercitano funzioni amministrative riconducibili all'ambito della c.d. volontaria giurisdizione). L'organizzazione amministrativa si presenta come un corpo estraneo e sovrapposto rispetto alla comunit stessa. a) vero? b) falso? falso. Se la si concepisce come il complesso degli uffici - intesi sia nella loro individualit, sia nei loro collegamenti, cio nell'unit dei mezzipersonali e reali - che sono predisposti per la cura degli interessi generali di una collettivit, l'organizzazione amministrativa non si presenta come un corpo estraneo e sovrapposto rispetto alla comunit stessa, bens come un suo sviluppo logico. In questi Pagina 35 di 74

termini, l'organizzazione diviene elemento di integrazione, di rafforzamento e di potenziamento della comunit. L'assetto organizzativo si modella in relazione: a) alle finalit da perseguire; b) alle esigenze del personale; c) alle risorse finanziarie disponibili. La risposta esatta a). Modellandosi l'assetto organizzativo in relazione alle finalit da perseguire, le scelte in materia risultano strumentali a quelle sostanziali. Tuttavia, esse non si limitano soltanto a preparare o a creare le condizioni di esercizio dell'attivit amministrativa, ma ne diventano parte essenziale. L'istituzione di un ufficio e la sua qualificazione giuridica, l'adozione di uno specifico regime organizzatorio, la scelta di un determinato tipo di organo e la definizione della sua sfera di competenza e cos via sono tutte circostanze che, in misura diversa, condizionano l'esercizio dell'attivit amministrativa. Le norme organizzative sono generalmente prive di effetti, sia diretti sia indiretti, sui cittadini. a) vero? b) falso? falso. Influenzati dalle teorie del liberalismo, che si soffermavano sul rapporto tra individui e Stato, nel tentativo di fissare garanzie ai primi, i fondatori del diritto amministrativo tedesco, in particolare Otto Mayer, esclusero che la materia dell'organizzazione facesse parte del diritto amministrativo, in quanto ritenevano che essa rimanesse all'interno dell'amministrazione, senza esplicare effetti sulla collettivit in termini di diritti e di doveri. In seguito, si venne ad ammettere che esistevano norme di organizzazione, ma - sempre sotto l'influenza del liberalismo - le si tennero distinte da quelle giuridiche generali, che erano dirette a tutti i cittadini, in quanto norme di condotta (mentre quelle di organizzazione erano indirizzate alla realizzazione del diritto). Col tempo, per, si dovette riconoscere che le norme organizzative possono ridondare in norme aventi effetti sulle situazioni giuridiche soggettive: ad esempio, se la legge dispone l'obbligatoriet di un parere, la sua mancata acquisizione pu essere motivo di impugnazione del provvedimento. Oggi, si consapevoli del fatto che le norme organizzative producono effetti anche nei rapporti con i cittadini, perch distribuiscono poteri tra uffici e assumono importanza fondamentale nella determinazione del peso di ciascun organismo nei confronti degli altri uffici pubblici e dei cittadini: cos, le norme che attribuiscono poteri ai dirigenti (d.lgs. n. 165/2001), sono rilevanti ai fini della determinazione della competenza dell'autorit che ha emanato l'atto. La disciplina dell'organizzazione, quindi, non n irrilevante, n secondaria, tant' vero che l'art. 97 cost. contiene una riserva di legge in materia di organizzazione amministrativa. Affinch possa aversi una organizzazione amministrativa, devono sussistere: a) le funzioni; b) l'articolazione in uffici; c) l'attribuzione di potere agli uffici; d) tutti e tre questi elementi. Tra gli elementi che compongono l'amministrazione, le funzioni sono quello determinante. a) vero? b) falso?

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vero. Sono le funzioni che determinano gli altri elementi: in relazione alle funzioni che chiamata a svolgere la pubblica amministrazione che si articolano gli uffici, si sceglie il personale, si dispongono gli stanziamenti finanziari, si ordinano i procedimenti.

I criteri fondamentali attraverso i quali si realizza la distribuzione delle funzioni sono: a) quello delle materie; b) quello delle attribuzioni; c) ambedue. La risposta esatta c). I criteri fondamentali attraverso i quali si realizza la distribuzione delle funzioni sono due. Innanzitutto, quello delle materie, in base al quale queste sono attribuite dalla legge ad un determinato soggetto. Poi, quello delle attribuzioni, in base al quale una singola materia spetta indistintamente a soggetti diversi, ma variano i compiti di ciascuno di essi (ad esempio, si distingue tra compiti di indirizzo e di controllo e compiti di gestione relativamente alla stessa materia). La competenza la misura dei poteri attribuiti a ciascun ufficio pubblico per lo svolgimento delle funzioni cui preposto. a) vero? b) falso? vero. Ogni ufficio deve essere dotato di poteri: la misura dei poteri attribuiti a ciascun ufficio denominata competenza. La teoria dell'organo, che riconduce l'organo allo Stato o ad altra persona giuridica pubblica, non corrisponde pi al diritto positivo. a) vero? b) falso? vero. Tradizionalmente, il problema dell'organizzazione non stato affrontato nel suo complesso, in quanto ci si soffermati sulla nozione di organo, che lo strumento che consente allo Stato di agire: quest'ultimo persona giuridica e non pu raggiungere i suoi fini se non valendosi dell'attivit di persone fisiche-organi (in questo senso, dunque, la teoria dell'organo una derivazione della teoria dello Stato). Tuttavia, un'organizzazione in senso proprio, come insieme degli organi, non esiste, n pu esistere, se l'unit degli organi si realizza nello Stato-persona giuridica: ne deriva che l'approccio tradizionale parziale, perch non coglie il fenomeno nel suo insieme, ma solo nelle sue singole parti. Inoltre, la riconduzione dell'organo allo Stato o ad altra persona giuridica pubblica, oltre a presentare una serie di contraddizioni, non corrisponde pi al diritto positivo: nella realt, innanzitutto, esistono enti che sono anch'essi pubblici, senza essere per n statali, n organi; poi, vi sono organizzazioni complesse, non pertinenti ad una persona giuridica (ma anzi composte da una pluralit di persone giuridiche); infine, anche nel caso dello Stato, cio della figura pi tradizionale, non si riscontra unit: ad esempio, non lo Stato che stipula i contratti, acquista, amministra, vende, bens i suoi diversi organi. L'entificazione dello Stato ha costituito uno dei mezzi per mantenere l'unit del sistema politico amministrativo. a) vero? b) falso?

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vero. Probabilmente, la teoria dell'organo stata il frutto di una preoccupazione di ordine ideologico e culturale, motivata da due esigenze. In primo luogo, quella di rendere impersonale il potere sovrano, svincolando lo Stato dalla figura del monarca e soggiogando quest'ultimo al diritto (e consentendo in tal modo il passaggio dallo Stato assoluto a quello di diritto). In secondo luogo, quella di trovare nello Stato l'ente esponenziale della nazione contro i particolarismi locali e delle classi subalterne. In questi termini, dunque, nei paesi dove la tradizione dello Stato si affermata (e non, quindi, nelle " Stateless societies "), la teoria dell'organo servita a mantenere l'unit al vertice e alla base degli organismi politico-amministrativi. Una condizione essenziale dell'organizzazione la distribuzione delle funzioni tra gli uffici. a) vero? b) falso? vero. Perch vi sia una organizzazione, occorre che le funzioni siano articolate e distribuite tra uffici: questi sono disposti in reti complesse, che corrispondono alla molteplicit delle funzioni. Dunque, si pu dire che esiste una organizzazione, in quanto le funzioni sono connesse tra loro (e non in quanto gli organi sono tutti legati ad una persona giuridica pubblica). Il principio dell'articolazione delle funzioni tra una pluralit di uffici ha fondamento in norme costituzionali. a) vero? b) falso? Non vi sono elementi che consentono di distinguere l'organizzazione amministrativa pubblica da quella propria di un soggetto privato. a) vero? b) falso? falso. Innanzitutto, nell'organizzazione pubblica funzioni, uffici in senso stretto e poteri sono rigidamente e minutamente regolati da leggi e da altri atti normativi (mentre nell'organizzazione privata questo non avviene: ad esempio, in una societ per azioni, di regola, solo l'assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione e il suo presidente, nonch il collegio sindacale sono regolati da norme, mentre la parte restante dell'organizzazione rimessa al potere organizzativo degli amministratori). Inoltre, la disciplina organizzativa delle organizzazioni private solitamente per categoria (ad esempio, il codice civile disciplina la categoria delle societ per azioni), mentre quella delle organizzazioni pubbliche tale solo in via eccezionale. L'imputazione di una attivit ad un ufficio necessaria. a) vero? b) falso? vero. Un ufficio pu essere considerato, oltre che come centro di attivit, anche come centro di imputazione, nel senso di attribuire la sua attivit o gli effetti di essa ad altri uffici. L'imputazione si rende necessaria per due diversi motivi: per mantenere, nella complessit dei poteri pubblici, una responsabilit al vertice (cos, attivit svolte da una divisione di un ministero saranno da imputare al ministero stesso) e, all'opposto, per assicurare ai privati la possibilit di tutelare le proprie situazioni soggettive (cos, occorrer ricorrere non contro la divisione, ma contro il ministero del quale fa parte).

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I consigli di amministrazione dei ministeri sono uffici pubblici non necessari. a) vero? b) falso? falso. In relazione alla loro esistenza, si definiscono necessari gli uffici pubblici espressamente previsti come tali da una norma; al contrario, si in presenza di un ufficio non necessario quando la potest istitutiva lasciata all'apparato amministrativo stesso, che pu cos decidere se crearlo oppure no. Si dicono " speciali " gli uffici pubblici istituiti a tempo determinato. a) vero? b) falso? vero. In relazione alla durata, gli uffici si distinguono in ordinari e speciali o straordinari: i primi sono istituiti senza un termine e sono permanenti; i secondi sono istituiti per un periodo determinato (ad esempio, la Cassa per opere straordinarie di pubblico interesse nell'Italia meridionale - Cassa per il Mezzogiorno - istituita nel 1956, pi volte prorogata e soppressa nel 1985). Le amministrazioni di " missione " sono istituite per un periodo correlato al raggiungimento di un determinato scopo. a) vero? b) falso? vero. Negli ordinamenti moderni, la regola che gli uffici non hanno termine di scadenza: spesso, per, vengono istituite amministrazioni per obiettivi o di scopo (o di missione, secondo la terminologia francese), che cessano di esistere non appena stato raggiunto il fine per il quale sono state costituite. I pubblici uffici aventi sede centrale ma rappresentativi degli interessi di uffici sia centrali sia locali si definiscono: a) misti; b) periferici; c) locali; d) centrali. La risposta esatta a). In relazione all'area in cui operano, gli uffici si distinguono in centrali, periferici, locali e misti. I primi curano interessi nazionali e sono posti a Roma; i secondi dipendono da uffici centrali, ma sono posti in periferia; i terzi appartengono alle amministrazioni autonome e sono posti in periferia; i quarti hanno sede centrale, ma rappresentano interessi di uffici centrali e locali. Quale dei seguenti uffici amministrativi ha natura di ufficio-ente? a) la direzione di un ministero; b) il Consiglio nazionale delle ricerche - Cnr; Pagina 39 di 74

c) il gabinetto di un ministero. La risposta esatta b). In relazione alla loro natura giuridica, gli uffici si distinguono in meri uffici e uffici entificati. Negli uffici collegiali il rapporto d'ufficio ha come parte l'intero collegio e non i singoli componenti. a) vero? b) falso? Negli uffici collegiali il rapporto d'ufficio ha come parte l'intero collegio e non i singoli componenti. a) vero? b) falso? Rappresentanza di interessi e rappresentanza di volont o politica sono sinonimi. a) vero? b) falso? falso. Diversamente dalla rappresentanza di volont o politica (si pensi al caso del consiglio comunale, eletto dagli abitanti di un comune), la rappresentanza di interessi consente di valutare le opinioni e gli interessi di categorie e di gruppi (si consideri l'ipotesi del consiglio di amministrazione dell'Istituto nazionale della previdenza sociale - Inps, dove sono rappresentati anche gli iscritti ai sindacati): essa molto diffusa nel nostro ordinamento e riguarda sia interessi omogenei, che interessi disparati. I collegi cosidetti virtuali o di composizione hanno il compito di raggiungere una pi accurata decisione. a) vero? b) falso? falso. I collegi si dividono in collegi imperfetti, se non possono discutere, ma solo esprimere la loro volont (ad esempio, i collegi elettorali) e in collegi perfetti, se possono fare ambedue, nonch in collegi di ponderazione o reali, se devono raggiungere una pi accurata decisione, e in collegi di composizione o virtuali, se loro compito di risolvere conflitti o, pi in generale, di consentire la composizione di interessi eterogenei. La distinzione fra pubblici uffici interni ed esterni ha riguardo agli effetti della loro attivit. a) vero? b) falso? vero. Si definiscono uffici esterni quelli che operano in rapporti giuridici esterni e uffici interni quelli che esauriscono la propria rilevanza all'interno della pubblica amministrazione: esempio dei primi il prefetto, dei secondi una commissione di concorso. Il coordinamento un rapporto tra pubblici uffici in base al quale un ufficio equiordinato ad altri ha il potere di adottare atti vincolanti al fine di armonizzarne l'attivit. a) vero? Pagina 40 di 74

b) falso? falso. La forma del coordinamento non ha autonomia giuridica, anche se le norme la menzionano frequentemente: il coordinamento l'effetto di fatto raggiunto da atti di direzione, di controllo o di altre formule organizzative (come la collegialit). I rapporti di gerarchia includono poteri di comando, controllo e avocazione. a) vero? b) falso? vero. La gerarchia una forma estrema di subordinazione, perch l'ufficio sottordinato assoggettato a poteri di comando (mediante ordini), di indirizzo (mediante istruzioni), di controllo, vigilanza, annullamento e riforma di atti dell'ufficio sopraordinato, che pu delegargli propri compiti e persino giungere a sostituirsi all'ufficio sottordinato. Nell'organizzazione ministeriale quale rapporto intercorre tra l'ufficio di direttore generale e quelli sottordinati? a) gerarchia; b) primazia; c) direzione; d) autonomia. La risposta esatta c). Nell'organizzazione centrale, gli uffici principali sono retti da dirigenti con propri ambiti di funzioni, che non sono fungibili. Per cui, rispetto al dirigente posto a capo di un ufficio sottordinato, il dirigente generale pu esercitare poteri di direzione e di controllo, ma non di avocazione (cio poteri che determinino il trasferimento di compiti dall'autorit inferiore a quella superiore) o di sostituzione. Quale rapporto organizzativo tipico dell'ordinamento militare: a) la gerarchia; b) la direzione; c) il controllo; d) il coordinamento. La risposta esatta a). Nella realt degli ordinamenti contemporanei, il rapporto di gerarchia non ha l'estensione che gli si attribuisce correntemente ed limitato ad alcune amministrazioni, tra le quali si evidenzia quella militare. In quest'ultimo caso, la gerarchia ha carattere generale, collegata al grado e va oltre l'apparato di appartenenza. Quale di questi caratteri estraneo ad un atto indirizzo? a) indicazione dei fini; b) vincolo del destinatario; c) generalit. La risposta esatta b). Sono state enucleate diverse nozioni di atto di indirizzo: si sostenuto, per un verso, che il contenuto o l'oggetto a definirlo, nel senso che esso si limita a indicare i fini, lasciando al destinatario il potere di determinare i mezzi; per un altro, che sono gli effetti a caratterizzarlo, in quanto esso non vincola il destinatario, il quale sarebbe tenuto soltanto a motivare un eventuale comportamento diverso; per un altro ancora, che esso generale e lascia al destinatario un ampio margine di apprezzamento in ordine alla scelta del momento dell'attuazione, della verifica dei presupposti, dei modi di realizzazione, ecc. Pagina 41 di 74

Il controllo si concretizza mediante direttive. a) vero? b) falso? falso. In base ad un rapporto di controllo, un'autorit sovraordinata verifica la conformit della condotta o dell'atto dell'autorit sottordinata a regole preesistenti e, al termine di tale verifica, adotta una misura, di contenuto positivo o negativo (approvazione, annullamento, ecc.). Il controllo pu avere ad oggetto sia atti singoli, sia l'attivit complessiva dell'ufficio sottordinato ovvero i risultati di essa o l'insieme di questi elementi. Ve ne sono diverse specie, a seconda del soggetto che lo pone in essere (interno o esterno), del suo ambito (legittimit o merito), della sua collocazione nel procedimento (preventivo o successivo), della sua natura (contabile, denominato anche riscontro, amministrativo, ecc.). Nella prassi, il controllo viene talvolta confuso con il rapporto di direzione, che si concretizza attraverso direttive, essendosi diffuso il significato inglese del termine controllo, che va invece tradotto con direzione o comando (cos, si dice che una societ controlla un'altra, per voler indicare che la prima possiede il pacchetto di maggioranza delle quote della seconda e, quindi, pu indirizzarne l'attivit). Il controllo cosidetto di conformazione ha lo scopo di assicurare la coerenza dell'attivit dell'amministrazione pubblica al relativo schema normativo. a) vero? b) falso? vero. Va segnalato, peraltro, che, accanto al controllo cosidetto di conformazione, di recente venuto emergendo un diverso tipo di controllo, che potrebbe essere definito di integrazione, in quanto diretto ad assicurare la coerenza della condotta delle varie amministrazioni e il raggiungimento dei risultati ultimi del sistema: rientrano in questa categoria gli obblighi di informazione, che danno vita al controllo-conoscenza (si pensi, ad esempio, all'obbligo dell'Istituto per la vigilanza delle assicurazioni private - Isvap - di pubblicare annualmente un rapporto sul settore assicurativo nazionale). Nel rapporto di delega l'attivit delegata si imputa al delegante. a) vero? b) falso? falso. Nella delega o delegazione, l'ufficio sopraordinato (delegante) trasferisce a quello sottordinato (delegato) propri compiti, oltre ad esercitare poteri di indirizzo e di controllo sull'attivit delegata. Quest'ultima si imputa interamente al delegato, mentre il delegante si deve limitare a controllarla e ad indirizzarla (oppure ad annullare la delega ed a svolgere direttamente la relativa attivit). Nei rapporti di equiordinazione sono compresi quelli di: a) delegazione; b) parit; c) direzione.

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La risposta esatta b). I rapporti di equiordinazione sono i pi semplici, perch si esauriscono nella parit e nella primazia. Si definiscono in rapporto di parit quegli uffici con i medesimi poteri, che normalmente appartengono ad uno stesso apparato, pur agendo in ordine a materie diverse (ad esempio, due direzioni generali di un ministero). Il rapporto intercorrente fra il Presidente del Consiglio ed i singoli ministri a quale figura riconducibile? a) alla gerarchia; b) alla primazia; c) al controllo; d) alla parit. La risposta esatta b). Si definiscono in rapporto di primazia, due o pi uffici in posizione paritaria, ma di cui uno nella posizione di " primus inter pares ": nel caso di specie, il Presidente del Consiglio ha, rispetto agli altri ministri membri del collegio, alcuni poteri in pi di natura strumentale, poich convoca e presiede il collegio ed ha il voto che prevale, in caso di parit. L'elemento differenziale dei rapporti di autonomia dato dal contenuto dell'autonomia stessa. a) vero? b) falso? vero. La materia dei rapporti di autonomia piuttosto complessa. L'elemento differenziale dato dal contenuto dell'autonomia: questa, infatti, pu essere politico-amministrativa, normativa, organizzativa, finanziaria, di bilancio e contabile. La formula organizzatoria dell'autonomia politico-amministrativa indica: a) la direzione di un settore economico; b) l'assenza di controlli governativi; c) la potest di darsi un indirizzo politico-amministrativo divergente da quello del governo; d) la potest di autorganizzazione. In quale dei seguenti Stati si sviluppata la forma organizzativa dell'autogoverno? a) Italia; b) Francia; c) Gran Bretagna; d) Germania. La risposta esatta c). L'autogoverno esistito storicamente solo in Gran Bretagna fino agli anni Trenta dello scorso secolo: esso indicava che l'ente non solo era dotato, in virt del proprio carattere rappresentativo, di autonomia, ma era anche attributario di tutte le funzioni pubbliche sul territorio di competenza, con esclusione di quelle attinenti alla difesa ed ai rapporti con l'estero. La formula organizzatoria del " decentramento " indica la distribuzione dei poteri: a) tra uffici centrali; b) tra uffici locali; c) tra uffici centrali e uffici locali; d) tra uffici periferici.

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La risposta esatta c). La figura del decentramento (che si contrappone a quella dell'accentramento) consiste nella devoluzione di funzioni prima esercitate da uffici pubblici centrali a uffici locali: in questo senso, essa rappresenta qualcosa di meno dell'autonomia. Peraltro, il decentramento pu essere realizzato anche senza dotare gli uffici destinatari delle funzioni di autonomia, come si verificato in Italia, nel periodo fascista, quando compiti statali sono stati devoluti a province e comuni, che per rimanevano sotto stretto controllo del centro. I trasferimenti di funzioni alle regioni previsti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977, dalla legge n. 59/1997 e dal d.lgs. n. 112/1998 hanno posto in essere un processo di: a) accentramento; b) decentramento; c) deconcentrazione; d) delegazione. La risposta esatta b). Quelli realizzati con il decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977, prima, e con la legge n. 59/1997 e il d.lgs. n. 112/1998, poi, sono stati i maggiori decentramenti operati nel nostro paese a partire dalla met del secolo scorso. Tali norme hanno realizzato la " regionalizzazione ": le regioni erano state istituite nel 1970; nel 1972, si provvide ad un primo trasferimento ad esse di funzioni statali; nel 1977, ulteriori funzioni dello Stato e di enti pubblici nazionali, vennero attribuite alle regioni (e, contemporaneamente, una devoluzione parallela avvenne nei confronti delle province e dei comuni); infine, a partire dal 1997 il disegno stato completato. In questo caso, dunque, essendo gi stati istituiti enti dotati di autonomia, si operato un mero decentramento. I comuni hanno il potere di emanare atti normativi primari. a) vero? b) falso? falso. Ai comuni riconosciuta una autonomia normativa ai sensi dell'art. 114 cost. Ci significa che essi possono emanare veri e propri atti normativi secondari: ad esempio, possono adottare i propri statuti, nonch i regolamenti di polizia urbana, di igiene, edilizi, per la circolazione all'interno dell'abitato, per la sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e cos via. Con la deconcentrazione, sempre il governo che decide, ma non pi al centro, bens sul luogo. a) vero? b) falso? vero. La nozione di deconcentrazione, che nasce dall'esperienza francese, sta ad indicare il trasferimento di funzioni di uffici centrali ad uffici periferici, ma dipendenti dal centro. Che cosa caratterizza l'autonomia finanziaria di un ufficio? a) la determinazione delle poste del bilancio; b) la disponibilit di entrate proprie; c) l'adozione di una particolare disciplina contabile; d) il concorso dei tre elementi. La risposta esatta b). L'autonomia finanziaria consiste nella disponibilit di entrate proprie, cio provenienti da imposte proprie o da quote di tributi di altri enti. L'autonomia organizzativa consiste nella potest di un ufficio di darsi una propria organizzazione.

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a) vero? b) falso? vero. L'autonomia organizzativa o statutaria consiste nella potest di un ufficio o di un complesso di uffici di darsi una propria organizzazione con statuto: la legge non si estende all'ordinamento interno dell'ufficio, ma consente che quest'ultimo lo regoli con proprio atto. Di solito, essa molto limitata, in quanto la legge tende a disciplinare gli organi maggiori degli enti, lasciando a questi il compito di ordinare quelli minori: ad esempio, regola la presidenza, il consiglio di amministrazione e quello sindacale di un ente pubblico, consentendo che il secondo detti la disciplina dell'organizzazione interna. L'autonomia contabile e di bilancio non consente di assegnare le risorse ai diversi capitoli di bilancio. a) vero? b) falso? falso. L'autonomia contabile e di bilancio consiste nella sottrazione dalla disciplina della contabilit di Stato e nella potest di formare il bilancio - spesso sulla base di un modello fornito dalla legge stessa - ma con libert di determinarne le poste, cio di assegnare le risorse ai diversi capitoli di bilancio. La codipendenza un rapporto tra pubblici uffici per il quale un ufficio dipende da un altro ufficio in via organizzativa ad anche da un terzo in via funzionale. a) vero? b) falso? vero. Talvolta, vi sono rapporti che possono dirsi composti, come quello della cosidetta codipendenza: in questo caso, un ufficio, sotto il profilo organizzativo, dipende da un altro, ma, sotto quello funzionale, agisce anche sotto il comando di un altro ancora. Nell'attuale ordinamento positivo i pubblici uffici non possono regolare i loro rapporti reciproci mediante accordi e convenzioni. a) vero? b) falso? falso. I rapporti tra uffici non sono tipizzati: anche in questo settore vale la regola della relativit degli istituti del diritto amministrativo, per cui nuovi rapporti possono essere stabiliti: in questa prospettiva, di recente, molte leggi (prima tra tutte, per importanza, la legge n. 241/1990) hanno previsto la possibilit di stipulare convenzioni e accordi di programma ovvero di convocare conferenze di servizio. Considerata nella sua fisionomia attuale, la pubblica amministrazione italiana: a) articolata sul modello cavouriano (ministeri e aziende); b) ha una natura multiorganizzativa e reticolare; c) un ordinamento del tipo " common law ". La risposta esatta b). Secondo la presentazione abituale, il disegno organizzativo della pubblica amministrazione italiana estremamente semplificato: esisterebbero organi (in particolare, quelli dello Stato, come i ministeri) ed enti pubblici (nazionali e territoriali). In realt, abbandonando il riferimento alla persona giuridica, specialmente quella dello Stato, ma utilizzando quello alle Pagina 45 di 74

funzioni ordinate e dotate di poteri, ci si accorge che l'assetto organizzativo vigente molto pi complesso. Come quelle dei paesi sviluppati, l'amministrazione italiana multiorganizzativa, nel senso che l'ampiezza e la variet delle funzioni pubbliche non solo le hanno fatto perdere il carattere dell'unit intorno allo Stato, ma hanno favorito l'introduzione di modelli diversi: per questo motivo, l'amministrazione sia frammentata, che differenziata, sicch preferibile affermare che essa multiorganizzativa. Tra i principi e i criteri che reggono l'organizzazione amministrativa italiana rientra quello di sussidiariet. a) vero? b) falso? vero. L'organizzazione amministrativa italiana retta da numerosi principi e criteri. Innanzitutto, vi quello di sussidiariet, disposto dall'art. 3B del Trattato sull'Unione europea, ma che trova applicazione anche negli Stati membri: esso prevede che l'istituzione superiore intervenga solamente se e nella misura in cui gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dalle istituzioni poste in un ambito pi ristretto e di livello inferiore (dunque, per le dimensioni e per gli effetti dell'azione in questione, vengono realizzati meglio dalla prima). Tale principio stato sancito ora anche dalla nuova disciplina costituzionale dell'art. 118, la quale prevede che tutte le funzioni amministrative spettano ai comuni, salvo che, per assicurarne un esercizio adeguato ed efficiente, esse non debbano essere conferite, a seconda dei casi, alle province, alle citt metropolitane, alle regioni o allo Stato. L'organizzazione amministrativa italiana si ispira a criteri e principi sanciti: a) solo nella Costituzione; b) solo nel Trattato sull'Unione europea; c) anche in altre norme. La risposta esatta c). Oltre a quelli previsti nella Costituzione in via diretta dall'art. 97 e in via indiretta dagli articoli 5 e 114, 99 e 100, nonch 117 e 118, e dall'art. 3B del Trattato sull'Unione europea, altri principi e criteri dell'organizzazione amministrativa italiana sono disposti ora dal d.lgs. n. 165/2001: secondo tale normativa, le amministrazioni pubbliche sono organizzate in modo da assicurare economicit, speditezza e rispondenza al pubblico interesse dell'azione amministrativa; vengono articolati in uffici per funzioni omogenee, distinguendo funzioni finali e funzioni strumentali o di supporto; assicurano il collegamento, anche informatico, degli uffici e la collaborazione del personale che vi preposto, nonch la informazione dei cittadini; armonizzano gli orari secondo le esigenze degli utenti, coordinandoli con quelli dei paesi dell'Unione europea e con quelli degli uffici privati. Ai sensi dell'art. 97 cost., l'istituzione, la modificazione e la soppressione degli uffici esterni deve avvenire attraverso la legge. a) vero? b) falso? vero. L'istituzione, la modificazione e la soppressione degli uffici esterni, nonch la definizione del loro assetto organizzativo, devono spettare al Parlamento, attraverso atti di normazione primaria, mentre quelle degli uffici interni sono proprie del governo, attraverso atti di normazione secondaria. L'organizzazione amministrativa disciplinata: a) da fonti eterogenee; Pagina 46 di 74

b) da fonti di diritto pubblico; c) da fonti di diritto privato. La risposta esatta a). L'organizzazione dei pubblici poteri non disciplinata in modo uniforme, ma da fonti eterogenee: da disposizioni costituzionali, da provvedimenti normativi di livello primario e secondario, da atti di autonomia e da comportamenti che condizionano di fatto le scelte amministrative. La frammentariet delle strutture, infatti, comporta una notevole diversificazione delle norme in relazione alla natura, alla forza e al contenuto. In tal modo, nella realt, la regolamentazione dell'assetto organizzativo si rivela estremamente varia. Nel complesso, la disciplina positiva dell'organizzazione amministrativa contenuta, anche se non esclusivamente, in atti normativi - primari (leggi e atti aventi forza di legge) e secondari (regolamenti statali, regolamenti e statuti degli enti pubblici) - e amministrativi (generali o individuali). Altre volte, invece, trattandosi di scelte che coinvolgono pi soggetti ed hanno efficacia esterna, si utilizzano strumenti di natura convenzionale. Norme di organizzazione, inoltre, sono contenute anche in atti comunitari. Infine, tra le fonti dell'organizzazione rientra anche la prassi. Norme di organizzazione sono contenute anche in atti sovranazionali. a) vero? b) falso? vero. Sempre pi spesso si trovano norme comunitarie che attribuiscono a soggetti nazionali il compito di svolgere in proprio una determinata attivit necessaria e indispensabile per lo svolgimento di una funzione comunitaria (si pensi al caso dell'organizzazione comune dei mercati agricoli per quanto attiene alla disciplina degli organismi nazionali di intervento). Si vengono cos ad avere soggetti che, pur facendo parte dell'organizzazione nazionale, esercitano in via principale poteri attribuiti dall'Unione europea. L'organizzazione ministeriale ha un proprio vertice. a) vero? b) falso? falso. Sviluppatosi in particolare nel XIX secolo, con l'affermarsi degli ideali democratici, il modello ministeriale ha rafforzato il nesso di continuit esistente tra popolo, governo e amministrazione. Per questa ragione, l'organizzazione dei ministeri non ha un proprio vertice, ma lo mutua dal governo: il ministro, membro del Consiglio dei ministri - organo politico, posto anche a capo del ministero - organo amministrativo. In questa ottica, ai sensi dell'art. 95 cost., i ministri divengono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri e individualmente di quelli dei loro dicasteri. Da questo primo carattere dell'organizzazione ministeriale ne discende un secondo, che costituito dall'identit, in estensione e forza, dei poteri del ministro e del ministero: di solito, quelli del primo si estendono sin dove arrivano quelli del secondo e viceversa. Infine, il ministero un corpo unitario, ordinato per settori corrispondenti a materie, strutturati secondo una logica divisionale che comporta una ripartizione di uffici di maggiore ampiezza in uffici di minore ampiezza, estendentisi dal centro verso la periferia. Nel disegno ministeriale si riscontra una marcata difformit. a) vero? b) falso? vero. I ministeri sono uffici complessi, dotati di personale e mezzi propri, che operano in settori di intervento omogenei. Essi si diversificano in ordine ai tipi di funzioni, alle soluzioni strutturali,

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interne e periferiche, alle dimensioni ed alla disciplina. Per questa ragione, quello dell'amministrazione ministeriale non un sistema di eguali. Con la riforma dell'ordinamento dei ministeri introdotta dal d.lgs. n. 300/1999 si inteso: a) ridurre il numero dei ministeri; b) istituire agenzie; c) concentrare gli uffici periferici dell'amministrazione centrale; d) realizzare tutti e tre questi obiettivi. La risposta esatta d). Con il d.lgs. n. 300/1999 stata riformata l'organizzazione ministeriale, delineandone un nuovo assetto. Il decreto ha operato in tre diverse direzioni. Innanzitutto, si operata una riduzione degli apparati ministeriali. I ministeri da diciotto sono stati ridotti a dodici; sono state limitate le singole unit di comando, identificandole con precisione (segretariati generali, dipartimenti, direzioni generali); si sancito il principio della flessibilit nell'organizzazione, stabilendo - salvo che per quanto attiene al numero, alla denominazione, alle funzioni dei ministeri ed al numero delle loro unit di comando - un'ampia delegificazione in materia. In secondo luogo, sono state istituite dodici agenzie (sei delle quali con personalit giuridica), con funzioni tecnicooperative che richiedono particolari professionalit e conoscenze specialistiche, nonch specifiche modalit di organizzazione del lavoro (ad esempio, nei settori della protezione civile, della formazione e della istruzione professionale, dei trasporti terrestri e delle infrastrutture o della protezione dell'ambiente e dei servizi sociali). In terzo luogo, si provveduto alla concentrazione degli uffici periferici dell'amministrazione statale. In particolare, si previsto che, a completamento della trasformazione in senso autonomista dello Stato, in periferia, accanto ad amministrazioni specializzate che operano nei settori della sicurezza, della difesa, della finanza, della giustizia, della scuola e dei beni culturali, vengano istituite strutture a carattere generale, attraverso la trasformazione delle prefetture in uffici territoriali del governo. Peraltro, negli anni successivi, il disegno originario non ha trovato piena attuazione, perch stato modificato. Oggi, i ministeri (quelli espressamente denominati dalla legge) sono dodici. a) vero? b) falso? falso. Inizialmente il d.lgs. n. 300/1999 aveva previsto la riduzione del numero dei ministeri a dodici. In seguito, per, con il decreto legge n. 217/2001, il numero stato aumentato a quattordici, con l'introduzione del Ministero della salute e di quello delle comunicazioni. Quello del numero dei ministeri un problema che viene risolto in via convenzionale, avendo riferimento ai soli ministeri cos denominati dalla legge. a) vero? b) falso? vero. Quella per cui i ministeri sono quattordici poco pi che una convenzione: infatti, vi sono anche altri apparati stabili con compiti propri e permanenti, ai quali normalmente preposto un ministro (ad esempio, il Dipartimento della funzione pubblica e quello per il coordinamento delle politiche comunitarie). Sotto il profilo funzionale, i ministeri configurano un ordinamento meno compatto rispetto al passato. a) vero? b) falso? Pagina 48 di 74

falso. Sotto il profilo funzionale, i ministeri vengono ora a configurare un ordinamento ben pi compatto rispetto al passato: questo perch vi una migliore distribuzione delle competenze, che ha riferimento ad aree organiche (ordine e indirizzo, economico-finanziaria, sociale e culturale, infrastrutture e servizi), piuttosto che ad interessi settoriali. Sotto quello organizzativo, invece, essi sono regolati da una disciplina comune: l'insieme delle strutture delle amministrazioni centrali viene configurato come un apparato sostanzialmente unitario, ancorch non uniforme (perch articolato sulla base di modelli differenti, come le direzioni generali e i dipartimenti); ci in attuazione di un modello flessibile a geometria variabile che prevede, salvo che per gli uffici di stretta collaborazione del ministro, la possibilit di scelte diversificate, pur nel rispetto di tipologie predeterminate. La Presidenza del Consiglio dei ministri un ministero. a) vero? b) falso? falso. La legge n. 400/1988 ha disciplinato l'attivit di governo e l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri, dando finalmente attuazione all'art. 95 cost. Secondo tale legge, il Consiglio dei ministri ha tre fondamentali compiti di ordine amministrativo, accanto ad altri e pi numerosi compiti di ordine politico-costituzionale: determina l'indirizzo generale dell'azione amministrativa, delibera sia gli atti di indirizzo e di coordinamento alle regioni, sia l'annullamento straordinario degli atti amministrativi illegittimi, nomina i presidenti di enti, istituti e aziende di carattere nazionale. Corrispondentemente, il Presidente del Consiglio dei ministri adotta le direttive per garantire l'imparzialit, il buon andamento e l'efficienza degli uffici pubblici e promuove l'azione dei ministri per assicurare che enti e aziende pubbliche operino secondo gli indirizzi delle leggi e del governo. Il Segretariato generale della Presidenza del Consiglio dei ministri un ufficio complesso. a) vero? b) falso? vero. Il Segretariato generale il nucleo centrale della Presidenza del Consiglio dei ministri: ha una serie di uffici necessari (ad esempio, il Dipartimento per gli affari generali e per il personale, il Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, ecc.); da esso dipendono i dipartimenti, quando non siano affidati a ministri appositamente nominati; pu essere costituito da altri uffici e dipartimenti, per l'esercizio dei compiti presidenziali espressamente indicati dalla legge. Alcuni ministeri svolgono le proprie funzioni attraverso amministrazioni separate. a) vero? b) falso? vero. Vi sono ministeri che non si avvalgono - in tutto o in parte - di strutture proprie, bens di amministrazioni separate: ad esempio, il Ministero delle attivit produttive si vale dell'Istituto per il commercio estero - Ice - e quello del lavoro e delle politiche sociali dell'Istituto nazionale della previdenza sociale - Inps. L'appartenenza ai comitati interministeriali conferisce ai ministri compiti e poteri spesso pi ampi di quelli spettanti ai rispettivi ministeri. a) vero? b) falso? Pagina 49 di 74

vero. Compiti e poteri del ministro e dei ministeri non sempre corrispondono: ad esempio, i poteri dei ministri che presiedono o partecipano a comitati interministeriali si estendono a materie che non rientrano nella competenza dell'apparato ministeriale cui sono preposti ( il caso, tra gli altri, del Ministro dell'economia e delle finanze che presiede il Comitato interministeriale per la programmazione economica - Cipe). Ci permette di rilevare - considerando anche che, da una parte, l'unione tra politica e amministrazione, al vertice, si realizza in modi diversi e, dall'altra, l'assetto organizzativo interno non pi uniforme - come i tre caratteri tradizionali dell'organizzazione ministeriale hanno subito col tempo numerose eccezioni. Il d.lgs. n. 300/1999 ha riformato l'amministrazione periferica dello Stato costituendo uffici territoriali del governo: a) presso le prefetture; b) presso le regioni; c) presso gli enti locali. La risposta esatta a). Il d.lgs. n. 300/1999, tra l'altro, ha trasformato le prefetture in uffici territoriali del governo (in seguito, ridenominati prefetture-uffici territoriali del governo): si tratta di strutture con competenze generali, in quanto titolari di tutte le attribuzioni non espressamente conferite ad altri uffici. In essi avrebbero dovuto confluire le articolazioni periferiche di sei ministeri su quattordici (quelli dell'interno, delle attivit produttive, dell'ambiente e della tutela del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti, del lavoro e delle politiche sociali, della salute), con la previsione della separazione degli aspetti funzionali e organizzativi caratterizzati da una specificit professionale, soprattutto di natura tecnica, nonch dell'esercizio unitario delle funzioni strumentali: nella realt, per, il disegno originario non ha trovato piena attuazione. Gli uffici centrali hanno compiti di decisione mentre quelli periferici hanno compiti di esecuzione. a) vero? b) falso? falso. Ci avviene di frequente, ma non sempre: vi sono casi nei quali gli uffici periferici hanno compiti propri che quelli centrali non hanno; oppure compiti istruttori, che sono preordinati alla assunzione di decisioni da parte degli organi centrali; o ancora di decisione, ma sotto la direzione del centro. In Italia esiste una articolazione territoriale dell'amministrazione centrale: a) per controllare l'esecuzione delle decisioni prese dal centro; b) per la sfiducia della classe dirigente nazionale nei confronti di quelle locali; c) per ambedue i motivi. La risposta esatta c). La scelta di adottare una articolazione territoriale dell'amministrazione centrale (uffici posti in periferia ma dipendenti dal centro) dovuta essenzialmente a due motivi: in primo luogo, per controllare l'esecuzione delle decisioni prese (queste vengono elaborate al centro ma realizzate in periferia) e, dunque, per far fronte a particolarismi, a tendenze centrifughe ed a differenziazioni dello sviluppo; poi, per la sfiducia della classe dirigente nazionale nei confronti di quelle locali. Gli uffici dell'amministrazione periferica sono dotati di autonomia politico-amministrativa. a) vero? b) falso? Pagina 50 di 74

falso. L'amministrazione periferica quasi completamente costituita da uffici operanti fuori dal centro, ma da esso strettamente dipendenti, in forza del rapporto di subordinazione: ci esclude che tali uffici abbiano la capacit di darsi un indirizzo-politico autonomo. Quale tra i seguenti organi dell'amministrazione locale ricopre anche il ruolo di organo dell'amministrazione periferica dello Stato? a) il sindaco; b) il presidente della giunta provinciale; c) il presidente del consiglio regionale. La risposta esatta a). In alcuni casi e soltanto per l'esercizio di particolari funzioni, l'apparato ministeriale si serve non dei propri uffici, ma di altri enti: ad esempio, del sindaco, che assume la denominazione di " ufficiale del Governo ", per l'attivit di stato civile, quella relativa alle liste di leva, quella elettorale, ecc. (in tal caso, le attivit svolte dal sindaco vengono esercitate sotto il controllo di altre autorit). L'amministrazione periferica dello Stato si articola esclusivamente su base provinciale. a) vero? b) falso? falso. Non esiste solamente una dimensione territoriale della amministrazione periferica dello Stato: la pi diffusa quella provinciale, ma vi sono anche amministrazioni periferiche interregionali, regionali, interprovinciali e subprovinciali: una direzione generale di un ministero pu avere una doppia, tripla e, spesso, quadrupla organizzazione scalare su pi livelli, con diversi tipi di rapporti concentrici, in parallelo, specializzati per materia, ecc. Le agenzie introdotte dal d.lgs. n. 300/1999 svolgono attivit: a) di indirizzo; b) di carattere tecnico-operativo; c) di natura normativa. La risposta esatta b). Le agenzie sono strutture che svolgono attivit di carattere tecnico-operativo di interesse nazionale al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese anche quelle regionali o locali. La disciplina delle agenzie introdotta dal d.lgs. n. 300/1999 consente di definire i lineamenti di un nuovo tipo organizzativo, ordinato con regole unitarie. a) vero? b) falso? vero. Con il d.lgs. n. 300/1999 stata introdotta una normativa generale di riferimento che, per quanto connessa a fattispecie piuttosto differenziate, consente di definire i lineamenti di un nuovo tipo organizzativo, ordinato con regole unitarie. Tale decreto, nella sostanza, definisce un modello generale, seppure aperto a varianti applicative, prevedendo due distinte specie di agenzie. Innanzitutto, quelle soggette alle disposizioni generali contenute nel decreto stesso, le quali ne regolano l'ordinamento, il personale e la dotazione finanziaria, nonch le modalit di azione e di gestione (esse hanno propri organi, propri bilanci e regolamenti di contabilit, potest di autorganizzazione; sono sottoposte ai poteri di indirizzo e di vigilanza del ministro; i loro rapporti con i ministeri di riferimento sono disciplinati da apposite convenzioni nelle quali, tra l'altro, sono Pagina 51 di 74

stabiliti gli obiettivi e i risultati attesi in un arco temporale determinato, l'entit e le modalit dei finanziamenti da accordare all'agenzia, le modalit di verifica dei risultati di gestione. In secondo luogo, quelle sottoposte ad un regime speciale, previsto espressamente, che deroga le disposizioni generali, soprattutto per quanto attiene ai profili concernenti lo statuto, i rapporti con il ministro, il personale, la finanza ed i controlli (si tratta delle quattro agenzie fiscali: delle entrate, delle dogane, del territorio e del demanio). Le disposizioni introdotte dal d.lgs. n. 300/1999 in materia di agenzie contribuiscono all'affermazione del principio di: a) sussidiariet; b) flessibilit; c) interdipendenza. La risposta esatta b). L'adozione di disposizioni di carattere generale e sistematico in materia di agenzie ha rafforzato l'orientamento della pubblica amministrazione a strutturarsi secondo un modello decentrato. Le nuove previsioni, infatti, oltre a ribadire l'affermazione del principio di distinzione tra politica e amministrazione, contribuiscono, per un verso, a realizzare il principio di flessibilit dell'organizzazione ministeriale e, per l'altro, ad affermare quello di complementariet tra l'amministrazione centrale e quella regionale e locale. La figura dell'amministrazione indipendente rappresenta uno strumento di tutela nei confronti: a) del potere politico; b) del potere economico; c) del potere burocratico; d) di tutti e tre. La risposta esatta d). Introdotta gi nell'Ottocento nei paesi anglosassoni e in Francia, la figura dell'amministrazione indipendente si sviluppata in Italia soprattutto a partire dagli anni Settanta dello scorso secolo, con l'introduzione, in molte regioni, del difensore civico. In seguito, sono state costituite la Commissione nazionale per la societ e la borsa - Consob (1974, poi riformata nel 1985), l'Istituto per la vigilanza delle assicurazioni private - Isvap (1982, poi riformato nel 1991/92), il Garante dell'editoria (1981, con competenza estesa, nel 1990, anche al settore della radiodiffusione), la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi (1990), la Commissione di garanzia per l'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali (1990), l'Autorit garante del mercato e della concorrenza (1990), l'Autorit per l'informatica nella pubblica amministrazione (1993), il Garante per la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali (1996) e l'Autorit per le garanzie nelle comunicazioni (1997). Tutte queste autorit, pur presentandosi con caratteri differenziati e disomogeneit notevoli, rivelano la presenza di un elemento comune: godono di uno specifico grado di indipendenza nei rispetti del potere politico, di quello economico e di quello burocratico. In tal modo, esse possono agire in posizione di terziet e di neutralit rispetto a tutti gli interessi settoriali, senza essere influenzate da fattori esterni, al fine di garantire il regolare funzionamento e lo sviluppo equilibrato dei settori ai quali sono preposte. Di regola, le leggi attribuiscono alle amministrazioni indipendenti poteri di regolamentazione e di protezione di interessi collettivi, che evidenziano il carattere tutorio e quasigiudiziale di tali autorit; stabiliscono che siano loro riconosciuti compiti, uffici e personale propri; prevedono regole per la designazione degli organi di vertice, con riguardo sia ai requisiti oggettivi, che a quelli soggettivi, e condizioni per l'esercizio del mandato La posizione di neutralit e di terziet delle autorit indipendenti assicurata dalle leggi. a) vero? b) falso? Pagina 52 di 74

vero. Di solito, le diverse leggi che regolano questo tipo di autorit prevedono, soprattutto, tre tipi di misure. Anzitutto, viene loro attribuita autonomia di gestione, organizzatoria, di organico, finanziaria e contabile. Sono stabilite, poi, talune garanzie in ordine ai requisiti soggettivi dei titolari, alle condizioni di esercizio del loro mandato e alle modalit di designazione (ad esempio, i componenti dell'Autorit garante della concorrenza e del mercato sono scelti tra persone di notoria indipendenza dotate di alta riconosciuta professionalit, non possono essere confermati, sono nominati con determinazione adottata di intesa dai presidenti della Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica). Infine, la piena indipendenza delle autorit in questione si pu apprezzare sotto il profilo funzionale, cio in relazione all'effettivo esercizio dell'azione di regolazione e di protezione di interessi socialmente rilevanti. Le autorit indipendenti: a) non sono subordinate a nessun soggetto, n condizionate altrimenti; b) sono assoggettate ai poteri di controllo del governo; c) sono subordinate soltanto ai poteri di indirizzo del governo. La risposta esatta a). Le autorit indipendenti sono direttamente e immediatamente sottomesse alla legge: ci significa che esse non sono subordinate ad altri soggetti, n condizionate altrimenti e che, in particolare, a differenza delle altre amministrazioni, non sono sottoposte ai poteri di indirizzo e di controllo del governo. Di solito, le autorit indipendenti dispongono di poteri: a) di controllo; b) di regolazione; c) di sanzione; d) di tutti e tre i tipi. La risposta esatta d). Di solito, per l'esercizio delle funzioni loro attribuite, le autorit indipendenti, sebbene in misura diversa a seconda dei casi, dispongono di una ampia gamma di poteri di vario tipo: di controllo (inteso qui nel significato ampio del termine), di indagine, di raccomandazione, di proposta, di sanzione (in senso lato), di regolamentazione e di decisione individuale (anche sulla base di criteri extragiuridici e, in particolare, dell'analisi economica). L'Autorit garante della concorrenza e del mercato un ufficio-ente costituito presso il Ministero delle attivit produttive. a) vero? b) falso? falso. L'Autorit garante della concorrenza e del mercato una amministrazione indipendente. I cinque componenti sono nominati con determinazione adottata d'intesa dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica tra persone con particolari requisiti di indipendenza. Durano in carica sette anni e non possono essere confermati. Non possono esercitare uffici pubblici, n professioni. L'Autorit delibera le norme sulla propria organizzazione e sul proprio funzionamento. La Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici una autorit amministrativa indipendente. a) vero? b) falso? Pagina 53 di 74

vero. La Commissione di garanzia per l'attuazione della legge sull'esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici composta da nove esperti di diritto, designati dai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e nominati dal Presidente della Repubblica. Per i membri sono dettate alcune incompatibilit. La Commissione stabilisce le modalit del proprio funzionamento. Nell'attuale ordinamento positivo non possibile individuare una figura unitaria di ente pubblico. a) vero? b) falso? vero. La nozione di ente pubblico era gi in crisi negli anni Quaranta del secolo scorso, perch la moltiplicazione e la diversificazione di tale istituto ne avevano attenuato i tratti comuni: di conseguenza, ci che si guadagnato in estensione, si poi perso in contenuto. In particolare, con il moltiplicarsi dei tipi di enti, si dovette riconoscere che ogni definizione concettuale era inutile o superflua, non potendosi riscontrare un minimo di regole uniformi. Si discusse soprattutto su due aspetti, gli elementi comuni alla categoria e quelli differenziali, ma senza esito positivo. Per cui si abbandon la tecnica dei criteri di definizione e si pass a quella degli indici rivelatori (utilizzata dal giudice amministrativo, prima in Italia e poi in Francia): anche con questa metodologia, per, non si conseguirono risultati pienamente soddisfacenti. Si giunti cos alla conclusione che difficile distinguere, oltre che inutile: quello dell'ente pubblico, dunque, non un istituto, ma una somma di un insieme di istituti, i cui caratteri non sono precisi e le cui classificazioni sono imperfette. Un istituto giuridico tale quando il riassunto di una normativa (ad esempio, la propriet e il contratto): quando esistono pi discipline e, in conseguenza, necessario ricorrere ad un aggettivo qualificativo, l'istituto perde le sue caratteristiche unitarie. Nel caso degli enti pubblici, l'unica norma di natura generale sembrerebbe essere la legge n. 70/1975, la quale prevede che nessun ente pubblico pu essere istituito o riconosciuto se non per legge: nella realt, tuttavia, cos non , in quanto tale disposizione non ha applicazione comune, perch riguarda solo gli enti regolati dalla stessa legge. La maggior crescita degli enti pubblici si registrata negli anni Trenta dello scorso secolo. a) vero? b) falso? vero. I motivi furono diversi: il desiderio del fascismo di evitare la burocrazia statale, formatasi nel periodo precedente e mai divenuta interamente fascista; la tendenza di alcuni settori economici ad avere propri enti di governo o di incentivazione di settore; la facilit di finanziare gli enti pubblici, a differenza delle amministrazioni statali. importante sottolineare, peraltro, ancorch possa sembrare paradossale, che proprio il regime per il quale era " tutto dentro lo Stato, nulla fuori dello Stato " ha lasciato sviluppare un cos largo settore parastatale. I motivi dello sviluppo degli enti pubblici nel secondo dopoguerra sono: a) l'esigenza di una disciplina flessibile; b) il bisogno di espandere gli uffici amministrativi di nomina governativa; c) ambedue. La risposta esatta c). Tra le varie ragioni dello sviluppo degli enti pubblici nel secondo dopoguerra ne vanno sottolineate due. Innanzitutto, fu necessario espandere il numero dei posti sui quali pu esercitarsi la scelta del governo: quest'ultimo ha avuto sempre minore discrezionalit nei confronti dei dipendenti statali (per effetto dello " statuto " del personale statale e delle regole fissate dal giudice amministrativo), mentre pu liberamente nominare il vertice degli enti pubblici e, attraverso Pagina 54 di 74

questo, influenzare la scelta dell'altro personale. Poi, si volle ottenere una maggiore flessibilit nella gestione: i ministeri sono sottoposti a regole minute, fondate sul sospetto; amministrazione, finanza e procedure degli enti pubblici, invece, non sono soggette ad una disciplina rigida. Oggi, il modello dell'ente pubblico in forte espansione. a) vero? b) falso? falso. Per effetto delle privatizzazioni che hanno condotto alla trasformazione di un grandissimo numero di enti pubblici in societ per azioni, attualmente questo modello ha subito un forte ridimensionamento. Tratto comune degli enti pubblici la personalit giuridica pubblica. a) vero? b) falso? falso. Nel settore degli enti pubblici esistono pi norme, che stabiliscono discipline diverse. dubbio che, in alcuni casi, la personalit giuridica sia pubblica e, addirittura, che, in altri, esista. L'unica norma all'apparenza generale, diretta a contenere l'istituzione di nuovi enti pubblici la legge n. 70/1975, secondo la quale " nessun nuovo ente pubblico pu essere istituito o riconosciuto se non per legge ". In mancanza di un criterio previsto dalla legge, stata la giurisprudenza ad elaborare indici di riconoscibilit della natura pubblica di un ente. a) vero? b) falso? vero. Enucleare criteri distintivi degli enti pubblici non agevole: ad esempio, se, analizzando le finalit di un ente, si sostiene che deve qualificarsi come pubblico ogni ente che persegua istituzionalmente un fine pubblico (e, quindi, non occasionalmente o in via secondaria), ci si imbatte in non pochi inconvenienti, perch quella di fine pubblico una nozione solo apparentemente chiara e perch, al tempo stesso, anche soggetti privati perseguono, talvolta, finalit di interesse collettivo. Per questo, meglio affidarsi ad una impostazione di tipo empirico e procedere all'analisi dei singoli enti, operando distinzioni caso per caso, cos da rinunziare alla definizione di categorie generali. In tale prospettiva, risulta estremamente importante il contributo della giurisprudenza, la quale, attraverso l'elaborazione del criterio degli indici di riconoscibilit, individua vari elementi distintivi della natura pubblica di un ente: la titolarit di poteri d'imperio (di autorganizzazione, di certificazione, di autotutela, ecc.), l'istituzione da parte dello Stato o di altro ente pubblico, il riconoscimento della c.d. " operativit necessaria " (impossibilit che i compiti attribuiti vengano espletati da altro soggetto ovvero impossibilit di fallimento o di estinzione volontaria), l'assoggettamento al controllo o all'ingerenza dello Stato, la fruizione di agevolazioni o di privilegi tipici di amministrazioni statali e cos via. La combinazione di tali indici, di volta in volta variabile, viene considerata come indicatore del carattere pubblicistico dell'ente. Nella realt, per, anche questo metodo si rivela impreciso, perch correlato a regole particolari, oltretutto spesso in contraddizione tra loro. La nozione di ente pubblico, per quanto di difficile definizione sul piano pratico, comunque utile a fini scientifici. a) vero? b) falso? Pagina 55 di 74

falso. Dall'esame del diritto positivo si evince che le differenze sono maggiori dei tratti comuni e che ci si imbatte sempre in fattispecie non riconducibili ad unit. Se ne deduce che la nozione di ente pubblico appare inutile sotto il profilo scientifico, in quanto in materia prevale l'atipicit e, dunque, che non risulta possibile definire una disciplina unitaria. Elemento costitutivo della categoria degli enti territoriali il territorio. a) vero? b) falso? falso. Gli enti territoriali (ad esempio, le regioni e le province) trovano nel territorio una limitazione alla validit dei propri atti amministrativi (e non anche di quelli che sono espressione di attivit svolte in forme privatistiche). Contrariamente ad una opinione ancora diffusa, dunque, il territorio si prospetta non come elemento costitutivo della categoria, ma come un limite spaziale alla legittimazione ad agire degli enti stessi. Sono enti pubblici economici quegli enti che: a) intervengono nei settori economici; b) esercitano una attivit di impresa; c) esercitano attivit di tipo privatistico. La risposta esatta b). Gli enti economici (il maggior esempio dei quali rappresentato attualmente dalle aziende sanitarie locali e dall'Agenzia del demanio) si caratterizzano per il fatto di esercitare in via principale e prevalente un'impresa, non assumendo importanza, al contrario, il settore di intervento che, eventualmente, pu essere non economico. Di conseguenza, nella maggior parte dei casi, la loro attivit di tipo privatistico, essendo pochissime le ipotesi rilevanti per il diritto pubblico (lo , ad esempio, quella dell'approvazione del bilancio). La disciplina pubblicistica degli enti pubblici economici non riguarda la loro gestione. a) vero? b) falso? vero. Gli enti pubblici economici o imprenditoriali sono quelli che esercitano imprese, cio attivit di produzione di beni e di erogazioni di servizi destinati alla vendita: se il soggetto pubblico, tuttavia non pubblica la gestione, salvo che per alcuni atti. Di enti pubblici economici esistevano pi specie (ad esempio, gli enti nazionalizzati, perch costituiti a seguito di nazionalizzazioni, e quelli di gestione, perch gestivano, come " holding " o capo-gruppo, partecipazioni azionarie): dal 1990, per, la maggior parte di essi (ad esempio, l'Istituto per la ricostruzione industriale - Iri, l'Ente nazionale idrocarburi - Eni, l'Istituto nazionale delle assicurazioni - Ina, la Banca nazionale del lavoro - Bnl) stata trasformata in societ per azioni in pubblico comando (ci al fine di rendere pi agevole la loro privatizzazione, mediante la vendita a privati delle azioni, attualmente detenute dal Ministero dell'economia e delle finanze). Quella degli enti pubblici non economici una categoria di contenuto residuale. a) vero? b) falso? vero. Si tratta di una categoria di contenuto residuale, perch individuata in termini negativi, in quanto comprende tutti gli enti che non sono riconducibili alle due precedenti. Per questo motivo, essa formata da realt che sono fortemente disomogenee sul piano delle funzioni e delle strutture, Pagina 56 di 74

avendo in comune soltanto la disciplina collettiva del rapporto di lavoro per i propri dipendenti (l'Inps, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - Inail, il Consiglio nazionale delle ricerche - Cnr, l'Automobile Club d'Italia - Aci, le universit, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, gli ordini professionali ne rappresentano qualche esempio).

Quali compiti sono affidati agli enti pubblici di disciplina di settore? a) controllo di attivit private; b) erogazione di servizi alla collettivit; c) svolgimento di attivit imprenditoriali; d) controllo di partecipazioni azionarie. La risposta esatta a). Gli enti di disciplina di settore sono in funzione di controllo di attivit private: per esempio, la Commissione nazionale per le societ e la borsa - Consob - controlla la borsa e la sollecitazione del pubblico risparmio; l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo - Isvap, invece, controlla il settore assicurativo. Gli enti pubblici di servizio hanno il compito di erogare servizi alla collettivit. a) vero? b) falso? vero. Si definiscono enti di servizio quelli che, invece di controllare attivit private, erogano a privati servizi finanziati con risorse fiscali e parafiscali: ad esempio, l'Istituto nazionale per la previdenza sociale - Inps, che eroga, tra l'altro, le pensioni di invalidit, di vecchiaia e di morte, nonch l'Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti dell'amministrazione pubblica - Inpdap. L'Istituto Centrale di Statistica - Istat - : a) una amministrazione indipendente; b) una azienda autonoma; c) un istituto di Stato; d) una societ privata in partecipazione pubblica. La risposta esatta c). Istituti di Stato sono amministrazioni con propri organi, i cui membri sono scelti dal governo, con proprio bilancio, ma finanziati dal Ministero dell'economia e delle finanze, sottoposti a controlli ministeriali e caratterizzati dalla circostanza di svolgere funzioni essenziali dei poteri pubblici: ad esempio, l'Istituto nazionale di statistica - Istat - che predispone il programma statistico nazionale, esegue i censimenti, indirizza e coordina le attivit degli enti del sistema statistico. riconducibile alla figura degli istituti di Stato anche l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni - Aran, istituita nel 1994, che rappresenta le pubbliche amministrazioni in sede di contrattazione delle condizioni dell'impiego pubblico. A quale categoria di enti pubblici sono ascrivibili gli ordini ed i collegi professionali? a) enti associazione; b) enti-fondazione; c) enti a struttura complessa. La risposta esatta a). Negli enti-fondazione prevale l'elemento patrimoniale, mentre negli entiassociazione quello personale; gli enti a struttura complessa, invece, affiancano ad una fondazione un numero pi o meno ampio di soci. Negli ordini e nei collegi professionali, che tengono gli albi Pagina 57 di 74

delle libere professioni, ne ammettono e ne cancellano i membri, mantengono la disciplina e cos via, l'associazione prevista obbligatoriamente dalla legge, in virt dei fini pubblici che si intendono perseguire (in altri casi, al contrario, essa volontaria, come nel caso degli Automobile club provinciali).

Le universit degli studi sono: a) enti pubblici; b) societ private in partecipazione pubblica; c) aziende autonome; d) amministrazioni composte. La risposta esatta a). Le universit sono enti pubblici (corporativi), che, ai sensi dell'art. 33 cost., hanno diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato: di recente, la legge n. 168/1989 ha attribuito loro una potest statutaria autonoma. La diffusione della potest statutaria in capo a diversi soggetti pubblici costituisce un tratto caratteristico attuale del diritto amministrativo italiano. a) vero? b) falso? vero. Di recente, per regioni, province, comuni e universit stata prevista la possibilit di darsi ordinamenti autonomi con propri statuti: ci costituisce un tratto caratteristico dello sviluppo del diritto amministrativo italiano degli ultimi anni, in contrasto con l'ordinamento uniforme, disposto dall'alto, che era prevalente in precedenza. Va sottolineato, peraltro, che la potest statutaria in questione non completamente autonoma, perch la legge dispone circa il suo contenuto necessario, vincolandone le scelte e sottraendone alcune materie alla sua disponibilit. Attualmente, il modello dell'ente pubblico un modello in via di dispersione. a) vero? b) falso? vero. Attualmente, alla figura dell'ente pubblico viene ricondotta una serie di figure organizzative le quali si differenziano in ordine alle funzioni, alla struttura, alla disciplina giuridica, alle modalit di finanziamento e ai rapporti con gli altri soggetti dell'ordinamento. Per questo motivo, in mancanza di tratti comuni, correttamente si afferma che quello dell'ente pubblico un modello in via di dispersione. Gli organismi di diritto pubblico sono definiti nella normativa comunitaria in materia di: a) ambiente; b) concorrenza; c) appalti pubblici. Gli organismi di diritto pubblico sono definiti nella normativa comunitaria in materia di: a) ambiente; b) concorrenza; c) appalti pubblici.

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La risposta esatta c). Gli organismi di diritto pubblico sono definiti nella normativa comunitaria in materia di appalti pubblici: essi sono persone giuridiche private istituite per soddisfare specificamente finalit di interesse generale, svolgenti attivit non economiche (quindi, non industriali o commerciali) e sottoposte a controllo o influenza pubblica. Si tratta, dunque, di una qualificazione che viene riconosciuta a soggetti che hanno gi una propria caratterizzazione (come associazioni, fondazioni, societ, consorzi, ecc.), al fine di assicurare la piena concorrenza nel settore degli appalti e, in particolare, di definire l'ambito di applicazione delle procedure di scelta dei contraenti. Elementi dei consorzi di enti pubblici sono: a) la pluralit di soggetti pubblici portatori di interessi affini; b) il vincolo associativo, c) l'apparato organizzativo stabile dotato di personalit giuridica; d) tutti e tre gli elementi. La risposta esatta d). Per quanto assumano configurazioni giuridiche differenziate, i consorzi di enti pubblici si ispirano ad una ratio unitaria, presentando comunque tre tratti comuni: una pluralit di soggetti pubblici portatori di interessi affini, un vincolo associativo e un apparato organizzativo stabile dotato di personalit. Quanto al primo elemento, va rilevato che tra i consorziati esiste una affinit di interessi che preesiste alla costituzione del rapporto giuridico: il consorzio, infatti, viene creato per l'assolvimento di compiti che sono propri di tutti i soggetti partecipanti, tant' vero che, in tali termini, viene ad assumere una posizione di strumentalit nei confronti di questi ultimi. Con riferimento al secondo, va sottolineato che la relazione associativa pu derivare da un contratto, nel caso dei consorzi volontari, ovvero da un provvedimento di natura autoritativa, nel caso di quelli coattivi. In ambedue le ipotesi, si determina l'obbligo per i consorziati di astenersi dall'esercitare determinati poteri e, nello stesso tempo, di fornire le prestazioni indispensabili per la realizzazione delle attivit di comune interesse. Infine, relativamente al terzo, si evidenzia la necessariet della presenza di un apparato organizzativo, dotato di personalit giuridica, che strumentale al perseguimento dei fini consortili (e, dunque, indirettamente dei singoli consorziati). Regioni, province e comuni sono enti indipendenti. a) vero? b) falso? vero. Regioni, province e comuni sono enti autonomi territoriali indipendenti dallo Stato. Essi derivano la propria indipendenza dal fatto di essere rappresentativi delle collettivit di riferimento (rispettivamente, quelle regionali, provinciali e comunali) e sono, conseguentemente, titolari anche di poteri di indirizzo politico-amministrativo. Le regioni, le province e i comuni sono i soli enti pubblici autonomi previsti nel nostro ordinamento. a) vero? b) falso? falso. Nell'ambito delle regioni, delle province e dei comuni si sono costituiti altri organismi, che hanno minore importanza, talvolta sono in via di sperimentazione e non sono diffusi su tutto il territorio: i consorzi formati soprattutto da comuni e province, per la gestione associata di uno o pi servizi e l'esercizio di funzioni; le unioni di comuni, costituite da due o pi comuni contermini per esercitare congiuntamente una pluralit di funzioni di loro competenza; le comunit montane, unioni di comuni montani o parzialmente montani, con compiti di valorizzazione delle zone montane; le citt metropolitane (previste dalla Costituzione e dalla legge, ma non ancora costituite), Pagina 59 di 74

le quali, previa delimitazione della rispettiva area metropolitana, acquisiscono tutte le funzioni della provincia in quella medesima area; i municipi, la cui istituzione pu essere prevista dagli statuti dei comuni derivanti dalla fusione di due o pi comuni contigui.

Gli enti pubblici autonomi trovano la loro disciplina di base: a) nella Costituzione; b) nelle leggi ordinarie; c) nelle leggi regionali. La risposta esatta a). Gli enti pubblici autonomi, a differenza degli altri enti pubblici nazionali, trovano la loro disciplina di base nella Costituzione. Questa, infatti, prima, dispone che " la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali " (art. 5). Poi, dedica a regioni ed enti locali l'intero titolo V (art. 114-133): l'art. 114, in particolare, qualifica questi enti, cos come lo Stato, elementi costitutivi della Repubblica. Si comprende, quindi, che gli enti autonomi hanno rilevanza costituzionale e fanno parte dell'assetto fondamentale della Repubblica. Peraltro, la stessa disciplina costituzionale, da un lato, e quella dettata dalla legge n. 59/1997 e dal correlato d.lgs. n. 112/1998, dall'altro, stabiliscono i compiti legislativi delle regioni, quelli amministrativi di regioni ed enti locali, definiscono le condizioni di autonomia delle une e degli altri, sanciscono il principio per cui i compiti amministrativi spettano ai comuni. Il numero e le dimensioni delle regioni: a) sono stati ricavati dall'assetto preesistente alla regionalizzazione; b) sono stati determinati " ex novo " dalla Costituzione; c) sono stati individuati e definiti dal decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977. La risposta esatta a). La dimensione territoriale delle amministrazioni locali trova il suo fondamento nella storia. Nella prima parte del XIX secolo, negli ordinamenti preunitari, il numero dei comuni corrispondeva a quello attuale ed anche i confini erano simili. Il numero delle regioni e la loro estensione, invece, deriva dalla situazione preesistente alla unificazione, che era espressione, a sua volta, delle regioni augustee e dei " grandi raggruppamenti " del primo censimento dopo l'unificazione. Spesso quella regionale viene definita " amministrazione esponenziale ". a) vero? b) falso? vero. Di solito, vengono indicati due motivi: per un verso, si sottolinea che la dimensione locale delle funzioni (ad esempio, la disciplina del traffico e dell'uso del suolo) necessita di una differenziazione territoriale; per un'altro, si rileva che le amministrazioni centrali sono sovraccariche di compiti e debbono devolverli alle amministrazioni locali. Tuttavia, queste due spiegazioni non soddisfano pienamente: il motivo della elettivit dei vertici delle amministrazioni locali e della loro autonomia politica un altro: il personale elettivo pi sensibile alle esigenze locali del personale burocratico e, in conseguenza, maggiormente responsabile del proprio operato. MANCA LA DOMANDA La risposta esatta b). L'organizzazione di vertice delle amministrazioni locali principali (regioni, province, comuni) regolata in modo uniforme a livello nazionale secondo il modulo proprio degli apparati politici statali (Parlamento, governo, Presidente della Repubblica). Pagina 60 di 74

Nell'organizzazione di vertice dell'amministrazione regionale il consiglio l'organo esecutivo, posto a capo dell'amministrazione. a) vero? b) falso? falso. Il consiglio regionale (cos come quello provinciale e comunale), eletto dalle collettivit stanziate nel territorio, assolve a compiti normativi e regolamentari. L'organo " esecutivo " della provincia : a) il consiglio; b) il presidente della giunta; c) la giunta. La risposta esatta c). La giunta provinciale (cos come quella regionale e comunale), eletta dal consiglio nel suo ambito, l'organo esecutivo posto a capo dell'amministrazione. I rapporti tra gli organi di governo delle regioni, delle province e dei comuni (consiglio, giunta, presidente o sindaco) sono disciplinati secondo principi: a) differenti; b) uguali; c) simili. La risposta esatta c). I rapporti tra questi tre organi sono disciplinati secondo principi molto simili per ciascuno degli enti autonomi indicati. La regola, infatti, che il capo dell'esecutivo venga scelto direttamente dai cittadini (ma gli statuti regionali possono adottare soluzioni diverse); ad esso, poi, spetta scegliere (e nel caso revocare) i componenti della giunta, denominati assessori, e darne comunicazione al consiglio. Il consiglio, a sua volta, non pu influire sulla formazione della giunta, ma determinare con una mozione di sfiducia la cessazione dalla carica della stessa e del capo dell'esecutivo. Altre norme, tuttavia, stabiliscono un legame indissolubile tra il capo dell'esecutivo e il consiglio: qualunque causa che faccia cessare dalla carica il primo (dimissioni, impedimento permanente, morte, ecc.) determina lo scioglimento del secondo; viceversa, qualunque ragione di scioglimento del consiglio comporta la decadenza del capo dell'esecutivo e, ovviamente, della sua giunta. Il consiglio, infine, eletto con un sistema di scrutinio maggioritario, temperato con norme dirette a garantire la rappresentanza proporzionale dei vari gruppi politici (ma anche per l'elezione dei consigli gli statuti regionali possono scegliere sistemi differenti da questo). La disciplina vigente in materia di organizzazione di governo degli enti autonomi configura i governi regionali e locali come sistemi di tipo presidenziale. a) vero? b) falso? vero. Lo scopo perseguito quello di stabilizzare l'esecutivo e, per questa via, anche quello di dare maggiore efficienza all'azione dell'amministrazione di riferimento.

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Il principio generale della distinzione tra uffici politici e uffici amministrativi si applica ai rapporti tra organi politici e organi amministrativi: a) delle regioni e delle autonomie locali; b) delle regioni; c) delle autonomie locali. La risposta esatta a). La specificazione di questo principio, per le regioni, demandata alle norme statutarie. Per le autonomie locali, invece, il principio trova una sua specifica enunciazione nel d.lgs. n. 267/2000 (recante il testo unico delle norme sull'ordinamento locale). La normativa, infatti, attribuisce agli statuti e ai regolamenti locali il compito di disciplinare la dirigenza locale ed enuncia i principi ai quali tale regolamentazione si deve uniformare, stabilendo, tra l'altro, che ai dirigenti sono attribuiti tutti i compiti di attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con atti di indirizzo; che essi sono titolari della c.d. competenza residuale, e cio di tutti i compiti non diversamente attribuiti ad altri organi dell'ente; che essi, infine, sono responsabili della correttezza amministrativa, dell'efficienza e dei risultati della gestione. L'organizzazione amministrativa delle regioni, delle province e dei comuni rimessa alle scelte compiute, in regime di autonomia, da ciascun ente, per mezzo dello statuto e del regolamento. a) vero? b) falso? vero. Gli statuti e i regolamenti prevedono una grande variet degli schemi organizzativi. Vi sono, tuttavia, alcuni tratti comuni. Innanzitutto, di norma, ogni assessore (regionale, provinciale o comunale) posto a capo di un complesso di uffici, identificato in ragione della materia affidata alla propria competenza (urbanistica, commercio, agricoltura, ecc.), denominato assessorato. Poi, nelle regioni frequente il ricorso ad enti strumentali o aziende e a societ per azioni a prevalente partecipazione regionale. I primi sono legati da un rapporto di ausiliariet con la regione e sono soggetti, perci, a poteri di indirizzo, controllo e nomina da parte della giunta e del consiglio. Le societ finanziarie regionali, inoltre, sono anche esse sottoposte a poteri di indirizzo, controllo e nomina da parte del consiglio; sono partecipate da pi enti pubblici (specie quelli locali) e privati; operano, prevalentemente, nel settore della assistenza e della promozione in favore della pubblica impresa. Nell'organizzazione amministrativa di comuni e province la presenza del segretario: a) facoltativa; b) necessaria; c) necessaria solo per le province e i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti. La risposta esatta b). Nell'organizzazione amministrativa di comuni e province prevista la presenza (eventuale) di un direttore generale e quella (necessaria) del segretario comunale e provinciale. Il direttore generale pu essere nominato nelle province e nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti dal sindaco (o dal presidente della provincia), previa delibera della giunta. scelto al di fuori della dotazione organica e ha un contratto a tempo determinato. Provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente, secondo le direttive impartite dal sindaco (o dal presidente della provincia) e sovrintende alla gestione dell'ente. Anche il segretario comunale e provinciale non elettivo. un impiegato di carriera, selezionato mediante pubblico concorso. Dopo essere stato per oltre settanta anni dipendente dello Stato, ora dipendente di una apposita Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali e intrattiene un rapporto di tipo fiduciario con il sindaco o il presidente della provincia. Il segretario esercita funzioni di collaborazione e di consulenza amministrativa. Inoltre, quando il sindaco o il

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presidente della provincia non si avvalgono della facolt di nominare il direttore generale, le funzioni di questo sono esercitate dal segretario medesimo. Con riferimento alla organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali le norme operano una distinzione tra: a) servizi con rilevanza economica e servizi privi di rilevanza economica; b) servizi economici e servizi sociali; c) servizi assistenziali e servizi di trasporto. La risposta esatta a). Le norme del titolo V del d.lgs. n. 267/2000 operano la distinzione tra i servizi con rilevanza economica e i servizi privi di rilevanza economica. Quanto ai primi, anzitutto, viene stabilito il principio della separazione tra la propriet delle reti e degli impianti, di norma riservata all'ente locale, e l'erogazione del servizio, affidata a soggetti terzi. L'affidamento dell'erogazione del servizio, poi, pu avvenire secondo tre diverse modalit: a favore di societ di capitali, scelte con procedure di evidenza pubblica; in via diretta (senza cio bisogno di gare preventive) a favore di societ a capitale misto (pubblico e privato), nelle quali, per, il socio privato sia scelto con procedure di evidenza pubblica; in via diretta a societ a capitale interamente pubblico. L'erogazione del servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, invece, affidata direttamente dall'ente locale, a seconda dei casi, a societ a capitale interamente pubblico, ad aziende speciali e ad istituzioni (queste ultime due sono figure di enti pubblici dipendenti dall'ente locale, ma provvisti di una certa autonomia rispetto all'ente stesso). L'esigenza di individuare adeguati strumenti di coordinamento tra soggetti che agiscono nei vari settori di interesse pubblico dipesa: a) dalla regionalizzazione; b) dalla moltiplicazione e dalla differenziazione dei centri di potere; c) dalle privatizzazioni. La risposta esatta b). Con l'accentuazione del processo di moltiplicazione e di differenziazione dei centri di potere amministrativo si sono perse la coerenza e l'unitariet della struttura organizzativa originaria, ordinata in modo gerarchico, e si affermata la disunione dello Stato, rafforzandosi il legame tra organismi disposti a rete. Di conseguenza, si ancor pi evidenziata l'esigenza di individuare adeguati strumenti di coordinamento tra soggetti che agiscono nei vari settori di interesse pubblico. Le strutture di coordinamento tra amministrazioni hanno: a) valenza sia nazionale, sia periferica; b) valenza solo nazionale; c) valenza solo periferica. La risposta esatta a). A livello nazionale, poteri di coordinamento e di indirizzo sono attribuiti, oltre che alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai comitati interministeriali (organi collegiali composti da ministri, che esercitano insieme a funzioni di natura politica e di governo, anche funzioni propriamente amministrative, come ad esempio il Cipe, al quale compete, tra l'altro, stabilire gli indirizzi della programmazione e del bilancio). Accanto ai comitati interministeriali operano anche comitati di ministri (composti da funzionari, istituiti con decreto del Presidente del Consiglio, con il compito di esaminare questioni di interesse comune a pi amministrazioni e di esprimere pareri su problemi di rilievo da sottoporre al Consiglio dei ministri, nonch altri organi collegiali con funzioni tecnico-consultive, come ad esempio il Consiglio superiore dei lavori pubblici). Vi sono, poi, la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, la Conferenza Stato-citt e autonomie locali, rappresentativa delle Pagina 63 di 74

autonomie locali, nonch la Conferenza unificata Stato, regioni, citt e autonomie locali, che si propongono come strumenti di coordinamento a livello nazionale competenti ad esprimere pareri sulle proposte di normative statali concernenti materie di interesse locale, ad individuare i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie ed a conformare la programmazione regionale e locale a quella statale. Tra i maggiori strumenti di coordinamento a livello periferico, invece, si segnalano i prefetti (che sono ora posti a capo delle prefetture-uffici territoriali del governo) ed i commissari straordinari del governo (organi temporanei istituiti per la realizzazione di obiettivi determinati), nonch la conferenza permanente presso la prefettura-ufficio territoriale del governo (organo collegiale composto prevalentemente da rappresentanti degli uffici decentrati delle amministrazioni statali). Il modello strutturale dell'amministrazione composta si sviluppato con riferimento ai rapporti tra centro e periferia. a) vero? b) falso? vero. I rapporti tra centro e periferia sono caratterizzati da una profonda incertezza, perch il sistema organizzativo non pi centralizzato, ma non si ancora completamente ordinato in termini autonomistici. Infatti, nella realt, si registrato, da un lato, uno spiccato disordine nella distribuzione delle funzioni e nell'assetto strutturale e, dall'altro, una prevalenza del sezionalismo. Il tutto in un pi ampio quadro di endemica contrapposizione tra l'ordinamento centrale e quello locale. Per tali ragioni, di recente, si sono fortemente sviluppate interdipendenze e interrelazioni tra soggetti che operano a diversi livelli territoriali. Si venuto a creare cos un nuovo modello strutturale che si caratterizza per la complessa rete di funzioni, poteri e responsabilit: quello dell'amministrazione composta. Le amministrazioni composte sono formate da rappresentanti di diverse amministrazioni ed anche da esperti. a) vero? b) falso? vero. In un ordinamento amministrativo estremamente frammentato, come quello attuale, nel quale, nello stesso tempo, si verificano molte situazioni di conflitto e di dipendenza, per assicurare ordine e collaborazione, si talvolta fatto ricorso a formule organizzative nuove: il caso, ad esempio, delle amministrazioni composte, nelle quali concorrono autorit separate, ma contitolari di funzioni o di parti di esse, che vengono conferite in una organizzazione comune, alla quale contribuiscono reciprocamente, in termini di risorse finanziarie, di personale, ecc. Questo tipo di amministrazioni non sono ordinabili in una scala gerarchica, del tipo centro-periferia, ma sono costruite integrando, in forma associativa, elementi o parti di amministrazioni centrali e locali in funzione della collettivit da servire. Dunque, esse si collocano in una posizione neutra e, per questo, sono state definite anche amministrazioni " adespote ". In una simile situazione, il rapporto politica-amministrazione non si presenta nei modi consueti, tant' vero che tali organismi sono formati sia da funzionari politici o non professionali, che da amministratori-impiegati. Gli esempi di amministrazioni composte sono numerosi: si pensi, tra l'altro, al Servizio sanitario nazionale, al Sistema statistico nazionale e al Servizio nazionale della protezione civile (istituiti, rispettivamente dalle leggi n. 833/1978, n. 322/1989 e n. 225/1992).

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Nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, a chi spetta la determinazione degli obiettivi della programmazione nazionale? a) alle regioni; b) alle unit sanitarie locali; c) al Ministero della salute; d) al Consiglio sanitario nazionale. La risposta esatta d). La legge n. 833/1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale, e, successivamente, il d.lgs. n. 502/1992 (poi modificato) ha previsto la seguente ripartizione dei compiti in materia sanitaria: in sede centrale, gli obiettivi generali e gli indirizzi sono stabiliti dal piano sanitario nazionale, deliberato dal governo, sentite le commissioni parlamentari competenti, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome; nell'ambito dei principi cos definiti si esercita la funzione legislativa e di programmazione delle regioni; la gestione, invece, attribuita alle unit sanitarie locali - usl (aziende dotate di personalit giuridica pubblica), che devono rispettare non soltanto il piano nazionale e quello regionale, ma anche gli indirizzi del comune (o della conferenza dei sindaci); quest'ultimo organo, a sua volta, provvede al controllo dell'attivit svolta. Il finanziamento del servizio sanitario nazionale assicurato da un fondo sanitario, che a carico dello Stato e determinato ogni anno dalla legge finanziaria, e dai contributi di malattia di competenza delle regioni. Il Sistema statistico nazionale composto dall'Istituto nazionale di statistica - Istat - e dagli uffici statistici di molte pubbliche amministrazioni. a) vero? b) falso? vero. Il sistema statistico nazionale disciplinato dal d.lgs. n. 322/1989: esso presiede alle attivit di rilevazione, elaborazione, analisi e diffusione, nonch di archiviazione dei dati statistici, svolte dagli enti ed organismi pubblici di informazione statistica; ne fanno parte l'Istituto nazionale di statistica - Istat - e gli uffici di statistica statali, regionali, provinciali, comunali, delle camere di commercio e degli enti pubblici. Al vertice del sistema vi sono il Comitato di indirizzo e coordinamento dell'informazione statistica e l'Istat stesso (ente pubblico dal quale dipendono sul piano funzionale tutti gli uffici statistici), nonch la Commissione per la garanzia dell'informazione statistica operante presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Al Sistema nazionale della protezione civile concorrono, oltre allo Stato, alle regioni, alle province e ad altri organismi pubblici, anche privati. a) vero? b) falso? vero. Il Servizio nazionale della protezione civile, dovendo tutelare l'integrit della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamit naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi, estremamente ramificato: esso non comprende solamente organismi pubblici (Stato, regioni, province, comuni e comunit montane), ma anche i privati (tant' vero che, per assicurare la partecipazione dei volontari, sono previsti contributi pubblici). Istituito dalla legge n. 225/1992, il Servizio fa capo alla Presidenza del Consiglio dei ministri; suoi organi centrali sono la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi (composta da rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, della Croce rossa italiana e delle associazioni di volontariato) e il Comitato operativo (con composizione variabile), che assicura la direzione degli interventi di emergenza; sue strutture operative sono il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le forze armate e quelle di polizia, il Corpo forestale dello Stato, i Servizi tecnici nazionali, la

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Croce rossa italiana, le strutture del Servizio sanitario nazionale, il Corpo nazionale del soccorso alpino del Club alpino italiano, i gruppi di ricerca scientifica e l'Istituto nazionale di geofisica. Il modello delle organizzazioni a rete ha soltanto una valenza teorica, non trovando riscontro nella realt. a) vero? b) falso? falso. Accanto al modello dell'amministrazione composta si sta diffondendo nell'amministrazione contemporanea quello pi generale delle organizzazioni a rete. Si tratta di un modello che, per quanto in termini giuridici risulti ancora piuttosto indefinito, si rivela utile sul piano descrittivo, perch individua un fenomeno importante. Oggi, infatti, il potere pubblico, avendo perso le caratteristiche di unit e di compattezza proprie dell'assetto originario, si presenta come un conglomerato di amministrazioni non collegate tra loro e poste in posizione asimmetrica, che agiscono seguendo itinerari diversi e ispirandosi a problematiche differenti. Una peculiarit del modello in esame la natura rappresentativa. In esso, intervengono pi soggetti che sono portatori di interessi diversi, interagendo l'uno con l'altro e scambiandosi risorse e informazioni nella prospettiva di un'aggregazione in vista di un fine comune. Nell'ambito di tale processo, innanzitutto, non vi un organismo che si pone come centro dell'organizzazione. In secondo luogo, l'esercizio della funzione viene attribuito a soggetti non soltanto pubblici ma anche privati, accentuando cos l'interdipendenza tra la sfera pubblica e quella privata secondo una concezione multilaterale dell'attivit pubblica. Infine, si evidenzia la progressiva perdita di territorialit delle funzioni pubbliche che vengono gestite a pi livelli. Uno degli esempi pi noti di organizzazione a rete quello del settore dell'ambiente, che si caratterizza per una struttura tripartita, articolata su un livello politico (Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio), uno tecnico-scientifico (Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) e uno operativo (province e agenzie regionali per l'ambiente), che oltretutto opera in collaborazione con una amministrazione sopranazionale (Agenzia europea per l'ambiente). Il ricorso da parte delle pubbliche amministrazioni a strumenti tipici del diritto privato dovuto alla necessit: a) di assicurare maggiore efficienza e economicit all'azione pubblica; b) di evitare l'applicazione delle norme della contabilit pubblica; c) di garantire una maggiore tutela ai privati. La risposta esatta a). Ai fini dello svolgimento di talune attivit delle pubbliche amministrazioni, si ricorre, oltre che ad istituti tipici del diritto amministrativo, anche, e soprattutto, a strumenti propri del diritto privato. In questo modo, si sono avuti fenomeni di sostituzione delle forme ordinarie di intervento nell'organizzazione e nell'attivit amministrativa, al fine di assicurare maggiore efficienza ed economicit dell'azione pubblica. Di conseguenza, si diffondono discipline di natura mista, articolate in moduli complessi, dove non risulta agevole individuare le linee di demarcazione tra regolamentazione pubblicistica e regolamentazione privatistica. Nella sostanza, la ragione principale di tale tendenza sta nella esigenza delle pubbliche amministrazioni, maturata alla luce delle esperienze passate, di esercitare attivit imprenditoriali in modo efficiente ed efficace, senza i condizionamenti che derivano dalle specifiche regole di gestione dell'attivit amministrativa, relative al disegno organizzativo, alla disciplina finanziaria, all'ordinamento del personale e alle procedure contrattuali.

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Con l'utilizzazione di strumenti privatistici da parte dei pubblici poteri stata abbandonata del tutto l'idea dell'amministrazione come titolare di una posizione di preminenza. a) vero? b) falso? falso. L'utilizzazione di strumenti privatistici da parte dei pubblici poteri, peraltro, non avviene in modo completo. Infatti, non viene abbandonata del tutto l'idea dell'amministrazione come titolare di una posizione di preminenza, con la conseguenza che si impongono deroghe ed eccezioni al diritto comune. Si determina cos una accentuazione delle interferenze tra diritto comune e diritto amministrativo e una diffusione di discipline caratterizzate dalla combinazione tra elementi di diversa natura e dalla esistenza di moduli compositi. In tal modo si realizza un contemperamento tra gli aspetti soggettivi, nei quali prevale il profilo pubblicistico, e quelli oggettivi, nei quali, al contrario, si afferma la connotazione privatistica. La diffusione delle interferenze tra diritto comune e diritto amministrativo consente di semplificare i rapporti tra privati e amministrazioni. a) vero? b) falso? falso. La diffusione di discipline che favoriscono interferenze tra diritto comune e diritto amministrativo non sempre risulta conforme ai principi dell'ordinamento comunitario, il quale, in considerazione degli obiettivi sanciti dall'art. 4 tr. Ce, presuppone la parit dell'amministrazione con le altre parti nel momento in cui essa esercita attivit in regime di diritto privato: con la conseguenza che risultano incompatibili tutte le norme nazionali che tendono a conferirle posizioni di privilegio, quali, ad esempio, quelle che non riconoscono l'obbligo di buona fede nella fase delle trattative commerciali, quelle che prevedono l'inapplicabilit delle clausole vessatorie, quelle che escludono i controlli di opportunit sulla potest di autotutela e cos via. I tipi principali di amministrazioni pubbliche in forma privata sono: a) due: amministrazioni private in pubblico comando e enti pubblici-societ per azioni; b) tre: societ di diritto speciale, amministrazioni private per l'esercizio di funzioni pubbliche e amministrazioni private in pubblico comando; c) quattro: amministrazioni private in pubblico comando, societ di diritto speciale, amministrazioni private per l'esercizio di funzioni pubbliche, privati in funzione dell'amministrazione. La risposta esatta b). I tipi principali di amministrazioni pubbliche in forma privata sono tre (tenuto conto che quello degli enti pubblici disciplinati da regole pubblicistiche negli organi di vertice e dal diritto privato nella struttura organizzativa rimanente, come gli enti pubblici economici, si molto ridotto rispetto al passato). Il primo tipo quello delle c.d. societ anomale o di diritto speciale o legali, cio di quelle societ per azioni che presentano caratteri derogatori rispetto al modello definito nel codice civile in quanto previste e regolate da una legge, che ne detta i principi essenziali (come, ad esempio, avvenuto di recente per le societ Patrimonio dello Stato, Infrastrutture, Coni Servizi e Cassa depositi e prestiti). Il secondo tipo quello delle amministrazioni private per l'esercizio di funzioni pubbliche, cio di quei soggetti privati ai quali attribuito dalla legge l'esercizio di compiti pubblici (cos, le associazioni e le fondazioni che gestiscono la previdenza e l'assistenza obbligatoria per talune categorie di lavoratori, come avvocati, dottori commercialisti, notai, ecc.). Infine, vi sono le amministrazioni private in pubblico comando: l'ipotesi pi diffusa quella delle societ per azioni di diritto comune nelle quali soggetti pubblici detengono partecipazioni azionarie di controllo. In questi casi, si applicano totalmente le norme civilistiche in materia societaria che definiscono le relazioni giuridiche tra societ e azionisti.

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Quando istituisce societ anomale o di diritto speciale o legali, il legislatore incontra limiti in ordine alla disciplina da applicare alle persone giuridiche pubbliche. a) vero? b) falso? falso. In questi casi, la legge non incontra limiti in ordine alla disciplina da applicare alle persone giuridiche pubbliche: pu riconoscergli la titolarit esclusiva di potest amministrative, pu attribuirgli poteri negoziali solo con riferimento a procedure amministrative specifiche, pu consentirgli l'uso della capacit di diritto privato in via generale o limitata e cos via. attraverso singole leggi, infatti, che sono state introdotte, di volta in volta, differenziazioni in ordine alla disciplina stabilita negli art. 2247 ss. c.c., la quale, in questo modo, viene ad essere utilizzata pi per la attitudine a proporre modelli astratti, che per i suoi caratteri specifici (cos, talvolta, stata disposta, direttamente o indirettamente, la costituzione di societ per azioni, determinando una limitazione della libert negoziale privata; talaltra, sono stati stabiliti l'oggetto e il capitale sociale, prescindendo dalla volont dei soci; talaltra ancora, sono stati indicati gli amministratori, impedendo all'assemblea di esercitare il proprio potere di scelta). Il modello delle societ anomale o di diritto speciale o legali sta avendo uno sviluppo straordinario, in quanto il legislatore vi ricorre con grande frequenza (da ultimo, nel caso della Societ per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo - Arcus - e in quello della societ appositamente costituita per l'amministrazione, l'organizzazione, il coordinamento e la gestione dei servizi generali di supporto della Presidenza del Consiglio dei ministri, ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. n. 343/2003, che ha modificato l'art. 10 del d.lgs. n. 303/1999). Il modello delle societ anomale o di diritto speciale o legali e quello dell'ente pubblico economico si differenziano in relazione alla natura e al regime dell'attivit. a) vero? b) falso? vero. Nel modello dell'ente pubblico economico il soggetto pubblico, pur operando per la maggior parte in base a regole privatistiche, mentre in quello delle societ anomale o di diritto speciale o legali il soggetto privato, ma retto da norme che derogano in chiave pubblicistica alla disciplina civilistica. Con riferimento a tale caratteristica, di recente, la giurisprudenza giunta ad affermare che si tratta di enti pubblici a natura societaria. Generalmente, le amministrazioni pubbliche si avvalgono di privati. a) vero? b) falso? vero. Vi sono dei casi nei quali la collaborazione di privati nello svolgimento di funzioni amministrative acquista carattere di continuit. Sempre pi di frequente, le amministrazioni pubbliche, invece di organizzare nuovi uffici, di assumere personale necessario, di ordinarne l'attivit, trovano pi conveniente affidare compiti a privati, che operano in funzione strumentale all'amministrazione (negli Stati Uniti, con riferimento a questo fenomeno, si parla di " new public administration ", di " twilight zones ", di " quasi-public organizations ", di " third party government ", di " fringe bodies " e di " government by contracts "). Valendosi di atti autoritativi o concessori ovvero attraverso contratti, si ricorre spesso ai privati: questo aspetto viene tradizionalmente definito con l'espressione esercizio privato di funzioni pubbliche (ad esempio, assicurazione del servizio di pulizia di edifici pubblici attraverso contratti stipulati con imprese private ovvero attivit costitutiva di certezza pubblica svolta da un notaio).

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L'utilizzo, da parte di una pubblica amministrazione, del personale di organizzazioni private configura un rapporto di: a) ausiliariet; b) codipendenza; c) concessione di servizio. La risposta esatta a). Ad esempio, nel settore dell'agricoltura, dove vi una limitata organizzazione pubblica, sono stati utilizzati in forma ausiliaria altri organismi: l'autorit pubblica opera esclusivamente attivando strumenti finanziari, esaminando disegni operativi formulati da imprese e valutandone la loro conformit ai fini pubblici. Quindi, essa non elabora autonomamente i disegni operativi, ma lascia che questa opera venga svolta dai privati, i quali, oltretutto, provvedono anche alla direzione delle relative attivit (mediante concessioni). Si sviluppato cos un modello di rapporto pubblico-privato, nel quale l'attivit pubblica svolge una funzione di impulso e di valutazione e controllo delle attivit private, mentre gli operatori privati preparano i programmi di azione, dirigono le attivit e curano il concreto svolgimento dell'opera. L'esercizio privato di funzioni pubbliche si realizza anche attraverso: a) la creazione di enti dotati di potest pubbliche; b) un rapporto concessorio tra autorit pubblica ed operatori privati; c) lo svolgimento di un'attivit regolata dal diritto privato da parte di un'autorit pubblica. La risposta esatta b). Tra i diversi rapporti che possono stabilirsi tra un'amministrazione pubblica ed una privata assume particolare rilievo la concessione di servizio. una ipotesi nella quale il servizio pu essere o meno di competenza di una pubblica amministrazione (servizio pubblico in senso soggettivo o in senso oggettivo): comunque, quest'ultima lo affida ad un privato. Si combinano cos l'interesse del perseguimento del fine pubblico e quello di ottenerne una remunerazione: il rapporto viene regolato da un atto di concessione, attraverso il quale si affida il servizio e si definisce il rapporto tra concedente e concessionario. Ad esempio, il d.lgs. n. 285/1992, contenente il nuovo codice della strada, prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti possa affidare in concessione quinquennale ad imprese di autoriparazione iscritte nel relativo registro l'attivit di revisione dei veicoli, al fine di accertare che sussistano le condizioni di sicurezza per la circolazione, di silenziosit, ecc. Talvolta, le amministrazioni piuttosto che svolgere compiti direttamente ritengono pi conveniente affidarli a terzi. a) vero? b) falso? vero. Le amministrazioni pubbliche provvedono alla realizzazione dei propri fini e all'esercizio delle proprie funzioni anche avvalendosi di soggetti privati, di solito in forza di rapporti continuativi. Talvolta, infatti, piuttosto che svolgere compiti direttamente - costituendo uffici, assumendo personale, ordinando attivit - risulta pi conveniente affidarli a terzi, i quali vengono ad agire in funzione strumentale dell'amministrazione, rimanendo separati da quest'ultima e utilizzando organizzazione e mezzi propri. Per definire il fenomeno, di solito, si utilizza il termine " esternalizzazione ": questa si realizza sempre per mezzo di atti specifici, che assumono di volta in volta natura normativa, autoritativa o contrattuale.

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Il contratto di servizio consente ad una pubblica amministrazione di esercitare un'attivit di interesse pubblico in forma indiretta, cio avvalendosi di un'organizzazione esterna. a) vero? b) falso? vero. Attraverso un contratto di servizio (denominato nella prassi - ma erroneamente - anche appalto di servizio), una pubblica amministrazione che abbia deciso di non predisporre direttamente un proprio ufficio, si avvale di una organizzazione esterna. Quest'ultima si impegna a svolgere un'attivit nell'interesse pubblico, ma a condizioni che soddisfino l'interesse privato dell'assuntore del servizio: mentre, per, nel caso della concessione di servizio, l'attivit oggetto dell'affidamento servizio pubblico, nel caso del contratto di servizio, l'attivit oggetto dell'accordo un'attivit privata, della quale l'amministrazione si d carico occasionalmente, facendola cos divenire attivit privata di interesse pubblico. Il soggetto privato che opera in qualit di ausiliario di una pubblica amministrazione: a) assume natura pubblicistica; b) conserva natura privatistica; c) assume natura pubblicistica limitatamente ai compiti pubblici; d) assume natura mista. La risposta esatta b). L'ausiliario resta ente-privato, anche se svolge attivit per conto di amministrazioni pubbliche: si tratta di due posizioni che non sono incompatibili, perch il privato ha compiti e responsabilit propri, che oltrepassano quelli che, di volta in volta e limitatamente a periodi determinati, vengono ad esso attribuiti da poteri pubblici (mentre l'amministrazione pubblica svolge funzioni pubbliche necessariamente e permanentemente). Il privato si presenta come portatore di un interesse proprio, in nome del quale assume attivit affidategli a vario titolo. L'affidamento all'Automobile Club d'Italia - Aci - della tenuta del Pubblico registro automobilistico configura un rapporto di ausiliariet. a) vero? b) falso? vero. L'attivit di privati in veste di ausiliari della pubblica amministrazione ha avuto una grande espansione: si pensi, tra gli altri, al caso delle banche che agiscono come collettori delle imposte per conto del Ministero dell'economia e delle finanze; a quello della Societ generale di informatica Sogei - e della Societ italiana Sistemi informativi elettronici - Italsiel - che sono concessionarie del servizio della gestione informatica degli archivi relativi alle imposte sulle persone fisiche, sulle persone giuridiche e sul valore aggiunto ed alle spese dello Stato, per conto del Ministero dell'economia e delle finanze, nonch ai controlli relativi, per conto della Corte dei conti; infine, a quello dell'Automobile Club d'Italia, che tiene il Pubblico registro automobilistico. Nelle ipotesi di pagamenti di tributi attraverso istituti di credito, la banca: a) incaricata della riscossione dell'imposta; b) si sostituisce al contribuente con un rapporto di delegazione passiva tra essa ed il fisco; c) assume il ruolo di organo dell'amministrazione finanziaria. La risposta esatta b). Non sembra che vi siano limiti alla attribuzione di funzioni pubbliche a privati. Questi possono svolgere anche funzioni autoritative: ad esempio, possono provvedere alla riscossione delle imposte. In questo caso, per, occorre distinguere tra la cosidetta riscossione

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esattoriale e la loro mera collazione, dove le banche si sostituiscono al contribuente nel pagamento dell'imposta. Agli attuali mutamenti dell'organizzazione amministrativa italiana si accompagna un nuovo modo di agire dei poteri pubblici. a) vero? b) falso? vero. Nell'ordinamento vigente, l'organizzazione amministrativa dominata dalla dispersione, perch al corpo centrale si affiancano altri corpi centrali, organizzati sempre meno " a piramide " e sempre pi " a rete ": a questa diversa struttura si accompagna un nuovo modo di azione dei pubblici poteri, che non si trovano pi ad agire seguendo direttive provenienti dal vertice. L'evoluzione del sistema politico-amministrativo comunitario ha inciso anche sull'organizzazione amministrativa italiana. a) vero? b) falso? vero. Nel corso degli ultimi anni, soprattutto per effetto dei pi recenti mutamenti costituzionali, la complessit del sistema politico-amministrativo comunitario si progressivamente accentuata. Sotto il profilo organizzativo, l'Unione europea divenuta una struttura composita, perch comprende non soltanto le istituzioni comunitarie con i loro apparati burocratici, ma anche quelle degli Stati membri, che sono chiamate a partecipare, a diversi livelli, al processo di elaborazione delle decisioni comunitarie. Questa evoluzione, per un verso, ha favorito il processo di integrazione europea e, per l'altro, ha determinato conseguenze importanti sul piano dell'organizzazione amministrativa degli Stati membri, che ha dovuto adeguare le proprie strutture a quelle sopranazionali. In particolare, la piena affermazione del principio di sussidiariet sancito con l'art. 5 tr. Ce ha agevolato l'utilizzazione delle strutture nazionali da parte dell'Unione europea come amministrazioni comuni di un ordinamento integrato. Nei rapporti con l'Unione europea assumono rilevanza: a) i soggetti che operano a livello politico; b) i soggetti che agiscono sul piano amministrativo; c) ambedue. La risposta esatta c). Il pluralismo amministrativo favorisce lo sviluppo di rapporti immediati tra le istituzioni comunitarie e le autorit amministrative di settore: di conseguenza, vi sono numerosi soggetti che intervengono sia al momento della elaborazione delle prescrizioni di principio, sia al momento della loro concreta attuazione in via amministrativa. In primo luogo, vi sono soggetti che operano a livello politico: tra questi il Consiglio dei ministri (competente per la definizione delle linee di indirizzo concernenti la politica comunitaria) e il Presidente del Consiglio o un ministro da questi delegato (con il compito di promuovere e coordinare l'azione del governo in materia, nonch quello di coordinare e promuovere l'azione diretta ad assicurare la piena partecipazione dell'Italia all'Unione europea e lo sviluppo del processo di integrazione), nonch la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome (che interviene qualora la progettazione normativa comunitaria e l'attivit conseguente all'adozione di atti sopranazionali e in vista della loro attuazione sia connessa alle problematiche di interesse regionale). In secondo luogo, vi sono soggetti che agiscono sul piano amministrativo: tra questi occorre distinguere tra le istituzioni centrali e quelle regionali. Con riferimento all'organizzazione ministeriale, si sono affermati due modelli diversi: di solito, vi sono amministrazioni centrali nelle quali esistono pi apparati che intrattengono relazioni con l'Unione europea; in altre casi, invece, le relazioni comunitarie sono Pagina 71 di 74

affidate prevalentemente ad un ufficio unico, che svolge il compito di mantenere i rapporti con l'Unione europea. Con riguardo alle amministrazioni regionali, invece, specialmente negli ultimi anni, si verificato un aumento degli interventi comunitari nei settori di rispettiva competenza: queste, di recente, si sono impegnate in una serie di iniziative a livello comunitario che hanno contribuito ad ampliare il concetto di " attivit di rilievo internazionale ", sino a giungere a prendere parte attivamente al processo di formazione delle decisioni comunitarie (ci ha consentito alle regioni di mantenere sempre pi spesso contatti diretti con gli organi dell'Unione europea competenti, in conformit, peraltro, con l'orientamento di rendere partecipi al processo decisionale tutti i soggetti interessati): tale orientamento stato ora recepito nel nuovo testo dell'art. 117 cost. (cos come introdotto dalla legge costituzionale n. 3/2001), il quale prevede espressamente tra le varie materie di legislazione concorrente quella relativa ai rapporti internazionali e con l'Unione europea delle regioni e attribuisce alle regioni poteri di attuazione e di esecuzione degli atti dell'Unione. In Italia, il coordinamento delle politiche comunitarie assicurato prevalentemente: a) dalla Presidenza del Consiglio dei ministri; b) dal Ministero degli affari esteri; c) da una apposita struttura organizzativa. La risposta esatta c). Il potere di gestione dei rapporti con l'Unione europea ripartito tra diversi soggetti, che operano a tutela di interessi settoriali, non omogenei tra loro e, spesso, addirittura contrastanti. Per questo motivo, per garantire il coordinamento delle amministrazioni interessate, con la legge n. 183/1987 stato istituito il Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. La partecipazione contemporanea di pi soggetti alle vicende di rilievo comunitario, infatti, comporta che la composizione preventiva dei diversi interessi non pu essere assicurata solamente dagli stessi soggetti interessati, attraverso forme di collegamento e di consultazione basate sui contatti personali, e che occorre una effettiva attivit di coordinamento e di indirizzo. I rapporti tra autorit comunitarie e autorit nazionali vanno inquadrati nei modelli dell'amministrazione diretta e di quella indiretta. a) vero? b) falso? falso. Negli ultimi anni, accanto ai modelli tradizionali dell'amministrazione propria o diretta e di quella indiretta dello Stato che agisce in funzione comunitaria, se ne sono sviluppati altri, pi numerosi e complessi. Questi ultimi - diversamente dai primi che si fondano sul fenomeno della dissociazione tra la disciplina della funzione, di competenza comunitaria, e quella dell'organizzazione, tendenzialmente esclusiva del livello nazionale - assumono una forma composita, perch si articolano su strutture che operano in sedi differenti in connessione tra loro, spesso in modo da risultare complementari le une con le altre. Con il modello della coamministrazione nei settori di rilievo comunitario si realizza una sorta di contitolarit di competenza tra la Commissione dell'Unione europea e le autorit amministrative nazionali. a) vero? b) falso? vero. Con il modello della coamministrazione si realizza una sorta di contitolarit della competenza tra la Commissione dell'Unione europea e le autorit amministrative nazionali. Vi sono casi nei quali ai soggetti nazionali viene attribuito, in modo formale ed obbligatorio, il compito di Pagina 72 di 74

svolgere in proprio una determinata attivit solo in senso lato esecutiva, necessaria e indispensabile per lo svolgimento della funzione (si pensi, in particolare, all'esempio dell'organizzazione comune dei mercati agricoli e alla disciplina dell'organismo nazionale di intervento italiano, cio dell'Agenzia per le erogazioni in agricoltura - Agea). Ipotesi, questa, che si differenzia da quella in cui la funzione viene esercitata da una amministrazione nazionale per conto della Commissione, senza titolarit, come si verifica nel tradizionale modello di esecuzione indiretta delle decisioni comunitarie. Tale modello presuppone l'esistenza di alcuni caratteri. Si tratta di elementi, collegati tra loro, che concorrono a creare la struttura giuridica idonea al miglior svolgimento della funzione. Innanzitutto, vi deve essere un'attribuzione della titolarit della funzione a due soggetti differenti, che agiscono sia in stretta connessione, per assicurare un raccordo tra il momento della decisione e quello dell'esecuzione, sia sulla base di un rapporto di necessariet, in quanto l'attivit dell'uno risulta essenziale per l'altro. Di solito, la Commissione opera le scelte, l'organismo di intervento le concretizza: la funzione viene esercitata con il concorso di ambedue i soggetti, perch sia la prima che il secondo non hanno i poteri per provvedervi autonomamente. Poi, vi deve essere una concorrenza di centri di potere diversi: da un lato, quello comunitario, che, ai fini della armonizzazione delle normative, stabilisce e approva i principi generali, dirigendo, indirizzando e coordinando; dall'altro, quello nazionale, che provvede alla loro concretizzazione sostanziale. Ne deriva una situazione di contitolarit della funzione, che si prospetta come un elemento differenziale di fondamentale importanza del modello. Infine, l'affidamento ai singoli Stati membri - e, per essi, a loro specifici organismi di intervento - dei compiti necessari alla effettiva realizzazione a livello nazionale degli obiettivi da raggiungere sancito espressamente nella normativa generale: la disciplina minuta dei compiti attribuiti alle amministrazioni nazionali, invece, stabilita dai regolamenti particolari. Una simile caratteristica porta ad affermare che gli organismi di intervento non appartengono in via esclusiva al livello nazionale o a quello comunitario, ma hanno una natura mista: infatti, la loro regolamentazione deriva da fonti differenti, di natura interna e comunitaria. Ne consegue che essi possono essere ricondotti contemporaneamente ad ambedue gli ordinamenti. Nel modello dell'integrazione decentrata le attribuzioni relative ad una determinata funzione comunitaria vengono ripartite: a) tra organi comunitari, nazionali e misti; b) solo tra organi comunitari; c) solo tra organi nazionali. La risposta esatta a). Nel modello della integrazione decentrata le attribuzioni relative ad una determinata funzione comunitaria vengono ripartite tra una pluralit di uffici nazionali, sovranazionali e, talora, misti, procedendo contestualmente alla istituzione di una " agenzia europea " e mettendo a punto una serie di strumenti giuridici di raccordo e di integrazione tra le diverse autorit individuate come competenti. Questo modello rappresenta un modo di svolgimento di una specifica funzione amministrativa di carattere regolativo, indirizzata al raggiungimento di obiettivi economici e sociali, in ordine ai quali sono conferiti ai poteri pubblici compiti, rispettivamente, di regolazione condizionale e di regolazione finalistica (lo si veda, tra i vari esempi, nel settore dell'ambiente o in quello delle droghe e delle tossicodipendenze). Gli elementi differenziali del modello della integrazione decentrata sono tre. Innanzitutto, si ha una contitolarit della competenza tra l'amministrazione comunitaria e quella degli Stati membri, che discende dal conferimento ad una pluralit di uffici distinti di attribuzioni attinenti alla medesima funzione comunitaria. Poi, i vari uffici vengono integrati in una amministrazione unitaria sotto il profilo funzionale e strutturale, realizzata secondo modalit tipizzate. Infine, vi un ufficio comunitario dotato di personalit giuridica, titolare di attribuzioni conferitegli dalla normativa sovranazionale, ausiliare rispetto alla Commissione, con il quale intercorre un rapporto di potest-soggezione, organizzato secondo la formula della rappresentativit e caratterizzantesi, sotto il profilo funzionale, per essere diretto a garantire la collaborazione tra i governi nazionali e tra questi e l'amministrazione centrale comunitaria. Nel complesso, si realizza un ordinamento decentrato, composto da una pluralit di apparati pubblici nazionali, integrati mediante strumenti organizzativi e procedimentali di Pagina 73 di 74

collaborazione, governati da un ente sopranazionale autonomo rispetto all'amministrazione comunitaria. Nel modello del concerto regolamentare europeo si realizza una integrazione tra: a) autorit ministeriali; b) autorit indipendenti; c) autorit regionali e locali; d) tutte queste. La risposta esatta b). Con il modello del concerto regolamentare europeo si realizza una integrazione strutturale e funzionale di autorit indipendenti nazionali. Si tratta di fattispecie di integrazione amministrativa che possono essere ricondotte al fenomeno dell'emersione di numerosi apparati amministrativi comuni a Stati membri e Unione europea, concepiti come sistemi composti da soggetti complementari tra loro ( quanto si verifica, ad esempio, nei settori della protezione della riservatezza, delle comunicazione elettroniche, della sicurezza alimentare e della concorrenza). Le caratteristiche principali di questo modello sono tre. Innanzitutto, vengono sanciti alcuni vincoli all'autonomia degli Stati rispetto alla scelta dell'assetto organizzativo dell'autorit di regolazione, soprattutto con riferimento al funzionamento del regolatore nazionale, essendo definiti in via comunitaria le finalit che quest'ultimo deve perseguire e i principi essenziali dei procedimenti amministrativi nei quali opera e gli indirizzi della sua attivit. In secondo luogo, si prevede l'integrazione dei regolatori nazionali in un'amministrazione unitaria, nonch, in determinate fattispecie, la configurazione unitaria della rete dei diversi regolatori rispetto ai terzi. Infine, viene istituita una organizzazione composita, in parte nazionale, in parte comunitaria, alla quale talora espressamente riconosciuto il requisito dell'indipendenza: questa organizzazione titolare di una pluralit di funzioni (dall'assistenza alla Commissione ed agli Stati membri al controllo sull'applicazione del diritto comunitario) ed ha una composizione mista, peraltro compensata dalla attribuzione di una posizione di preminenza funzionale dell'amministrazione centrale comunitaria. L'evoluzione strutturale dell'amministrazione comunitaria ha comportato una limitazione della autonomia delle scelte degli Stati membri. a) vero? b) falso? vero. Il mutamento dell'assetto strutturale dell'amministrazione comunitaria si riflette direttamente sull'organizzazione nazionale, incidendo sulla autonomia delle scelte degli Stati membri: le decisioni relative ai modelli e ai moduli da utilizzare diventano obbligate, in quanto dipendono da quelle adottate a livello sovranazionale. Sul piano strettamente organizzativo, questa nuova tendenza provoca un duplice effetto. Per un verso, viene limitata l'autonomia degli Stati nello scegliere i modelli strutturali e la distribuzione dei compiti tra gli uffici: ci comporta che anche la disciplina dell'organizzazione viene in parte sottratta alle scelte degli Stati membri e, nella sostanza, da nazionale diviene comunitaria. Per l'altro, l'intrusione comunitaria nell'organizzazione amministrativa nazionale si risolve in una tutela per gli uffici nazionali, perch la loro indipendenza, le funzioni e le procedure vengono garantite persino nei confronti dello stesso Stato di cui sono parte, che non pu pi interferire con le decisioni assunte a livello sopranazionale.

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