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University of Toronto

littp://www.arcliive.org/details/papirigrecoegizi23comp

MOM'MKNTl ANTICHI

SUriMJ^lMKNTI FlI.Ol.iMilCO-STORICi AI

VM'Wli GlIECO-RCUZll
IMIIJIU.IOATI

DAMA

K.

SOTT(J

DI

l).

l-A

AiXUDKMIA

l)i:i

IJNiJKF

DIIIK'/IONK

COMI A RETTI

(l.

VITELLI

V
VoiJ

\IK

Sl'iCOXDf)

PAPIRI FIOPENTINI.
PAPIRI LETTERARI ED EPISTOLARI
PER CURA

DI

DOMENICO COMPAEETTI

Fasc.

N/ 106-117

(papiri lkttkrari)

CON 5 TAVOLE IN FOTOTIPIA

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
E DELLA R. ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1908
PRittife ^r:^

PROGRAMMA
La

Academia

K.

dei Lincei, accogliendo la proposta del suo presidente P.


Vitelli, deliber

Lnnibroso, Comparetti,

e doi soci

nell'anno 1902 di contribuire coi

di tante altre dotte nazioni, andavasi racco-

ad imitazione

suoi mezzi al fondo che,

V illari

o-liendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dichiaravasi disposta ad aggiungere alle altre sue

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazione la R.


siffatti

tali

papiri quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Societ Italiana per gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora


tuttavia attualmente dall' academico Prof.

dall'

academico Prof. G.

Vitelli,

poi

Comparetti.

T).

Coi mezzi forniti dapprima da questa Societ, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da pi privati, dal R. Governo, furono in pi missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati- in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di ispiri, ai quali si

aggiunsero quanti

altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
vsito

dell'

antica Hermupolis oggi Ashmunein. Cosi avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 iu poi cos per acquisto

ora in Firenze

commesso

come per

La

commettendone

raccolta papirologica sar annessa,

logico-epigrafica intitolata:

iscavo, trovisi

Monumenti

ai

quali

d'accordo colla R. Academia; la quale a

questa mio va serie di volumi papirologici assegna un posto fra


cazioni academiche,

materiale pa-

cm^e e agli studi dei due academici sunnominati,

alle

la pubblicazione

attendono a prepararne

il

1904 sul

due suoi soci prefati

come sup])lomento

le

varie sue pubbli-

la direzione.

flologico-storico, alla raccolta arclieo-

antichi pubblicati per cura della R.

Academia

dei Lincei] sar

per distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R, Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avr comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta, non abbia ad esser diverso; come quella,

avr tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotlpie in pagina.


I volumi di questa serie sarau pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o

La mole

dei

fascicoli.

volumi sar determinata per ciascun caso dai direttori. Ogni volume sar fornito

di

copiosi indici.

La stampa
risiedono

sar eseguita, per cura della R. Academia, in Firenze ove trovansi

due academici

direttori, presso dei quali trovasi

pure tutto

il

papiri, ove

materiale bibliografico

stampa di questa specie di monumenti.


I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi
secoodo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo la categoria (documentali, letterari,

e tipografico necessario per la illustrazione e per la

epistolari etc).

Saranno
in

esclusi da questa serie

numero considerevole, potranno

papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica,

quali, se

essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,

oppure nei volumi degli Atti academici.


Per la compilazione dei volumi sar
la

collaborazione di altri studiosi italiani

in facolt dei direttori di accettare o


il

cui

nome

figurer in fronte al

anche

volume

di sollecitare

alla cui

pub-

blicazione abbiano atteso.

Le
ai

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi

ULRICO HOEPLI
Firenze,

lilOS

i)ul)blicati dalla

in Milano.

Tip. QaUetti e Cocci.

R. Accademia dei Lincei

IMJKJJMINAKI

NO'l'IZIl';

Tutti

letturftvi

i)a[)iii

a(3iiuistata al

Cairo

(lai

contenuti

rioll'.

quosto

in

liiscicolo

Breccia e Soliiaparelli

noi In

Prof. Vitelli ivi stosso e puro in (luoll'anno. Sono pnitiovansi, por ora, a Fii*en/,o pn-sso Vlutitufu
di (questo voluuio fa

quindi

ili

AStinli

a (juella del

se<;uit(>

sono di acquinto.

manHitna

Lii

jjiirnHvera del l'JOB, alcuni

(jiu'sti

tiujjuriori.

chiamati

p.'irt

[joclii

fu

dal

l'ujjtr

Fiomutini, [nraU

La numerazione

dei Hingoli papiri

primo volume pubidicato pur

col titolo di J'a//itl

Fiorentini dal J*rof. Vitelli.

Seguir in breve

seconda e ma<j;gior parte del volume,

la

cipal mente dalla numerosa corrispondenza

dogli epistolari e la Prefazioiip del

coi

papiri epistolari, coHtituiti pi

jri-

l<]roniniana,

cogli indici separati dei papiri letterari


voIuuih da sostituirsi a (juesto foglio provvisorio di notizie

preliminari pel presento fascicolo.

Con questo

messo a luce tutto quanto abbiamo di papiri letterari inediti qui


a Firenze, eccetto pochi minuscoli frammentini di niun uso. Ad eccezione del n." 114 (J'oema Panegirico) che poteva considerarsi come inedito, non avendone pubblicato il Prof. Vitelli che un
tentativo di trascrizione, non ho ci'eduto convenisse riprodurre qui quei pochi papiri letterari, pur
fiorentini, che furono gi pubblicati ed illustrati, quale da me in Festschr. f. Th. Gomperz, quali
dal Vitelli in Atene e Roma (VII, 1904, 32 sgg., 354 sgg.) come neppure i papiri evangelici pubblicati dal Prof. Pistelli in Studi Religiosi (1906). Un piccolo papiro omerico (Iliade A^ 484-494)
di qualche valore per un verso addizionale che contiene, acquistato e posseduto dal Vitelli e da
lui poi deposto in Laitrenziana, avrebbe potuto figurare con vantaggio in questo nostro volume
ma dacch piacque al Vitelli di comunicarlo al Prof. Ludwich il quale lo pubblic e illustr nel
fascicolo viene

Pliilologus

LXIII

omerici fiorentini, quali

li

mi

parso superfluo qui riprodurlo. I pochi e poveri papiri


abbiamo qui pubblicati, prendono forse troppo pi posto in questo fasci-

(1904) pp. 473-475,

colo di quello meritino pel loro valore. Altri pi ricchi di noi

brevemente descrittivo.

A me

sarebber limitati a darne un elenco


per sembrato che in cima alla nostra modesta e incipiente rac-

colta di papiri letterari dovesse cospicuamente figurare

si

poeta sovrano che vediam dominare e


vivere nelle menti di quanti antichi scrissero bene o male genialmente o rozzamente su papiro
il

pergamena; QXoim-rov ' sqyov ngacoTTur XQ^ ^t\uv Trjkavyt'c.


Abbandonando il sistema gi seguito da me, come da quasi ogni altro, nelle pubblicazioni epigrafiche e papirologiche, ho creduto attenermi all'uso, da taluni papirologi pur seguito, di non
dare nelle trascrizioni accenti o altri segni non alfabetici se non l dove questi trovansi nel manoscritto e ci ho pensato dover valere pei papiri letterari come per gli epistolari e d'ogni altra
specie. Infatti, pel valore diplomatico che ha la grande massa di questi antichi manoscritti che
or va venendo a luce, pur necessario che si tenga conto di quanto pu risultarne per la sLoria
dei segni alfabetici e non alfabetici e dell'uso ortografico, n pu essere ben fatto nelle trascrizioni, sia pure interpretative, attribuire ad uno scrittore o ad uno scrivente un uso che non era
il suo n del suo tempo. Basti, per la maggiore perspicuit della trascrizione interpretativa, avere
introdotto la divisione delle parole dovunque fosse possibile accertarla e la distinzione dei nomi
o carta o

propri e locali colla iniziale maiuscola.

Adopero
tonda

per

la
le

parentesi quadra

lacune di rottura o scrostatura del papiro, la parentesi


mancanze di scrittura senza rottura o scrostatura del papiro, sia che trattisi di
[

per

le

scrittura sparita o irriconoscibile per sbiadimento ovvero omessa dallo scriba per abbreviatura, la
parentesi angolare < > per le lettere omesse o scorrettamente segnate e da me restituite o corrette

d pur contezza nelle note), finalmente il punto sottoposto a distinguere le


lettere incomplete o anche, per la tenuit e ambiguit delle tracce, incerte. Le abbreviature non
le d risolte nel testo se non dove ci mi paia necessario. L dove il segno di abbreviatura non esista
(fatti questi di cui si

in tipografia lo rappresento con

una lineetta sovrapposta lateralmente,

p. es. (fg

(fQ'ovtiGirc).

Firenze, Aprile 1908.

D. COMPAKETTI.

INDICE DKL (XJJNTENUTO

Imauic
107. Iliadk

N. 10.
..

870-105;

.128-47(J

H 855-67

Iliauk 397-108; 111-122


62-65; 105-114
10. Iliade

110.
Iliadk
(;il-617; 675-679
676-679
111. Iliadk
112. Commento ad una comkdia
113. Oprka filosofica
lOS.

./

/'

(>

/I

iJ

pkkduta

di

Aristokank
19

POKMA panegirico
115. Frammento filosofico
116. Frammento rktorico
117. Frammento medico

26

114:.

84
39
10

Tavole.
N. 1(16-110

Tav.

112
113
114

II

Ili

IV.

p.

36

Zincotipie.
N. 115.

116
117

,39

40

ILIADE A

:{rO-40r);

Tiw.

mass.

0"','J()

min.

scrittura in pi luoghi; opistogralb.

parte inferiore a sinistra, offro

del

1''

dell' Iliade,

si

la

un

l']ra

Imo

di

dei vv. 428-476. Quindi

35 versi;

tav. VI,

desume che

si

scrittura, di piccolo

modulo,

v.

nendo

il

ma

Fu

(Brit.

stabilire per la

inclinata ed

data

di

uno

non

sessantina

di

CXXVI, Kenyon

Classical Texts p. 81 sgg.,

alfabetici.
i

Questo maggiore papiro Harrisiano


fogli scritti

riferito al 4" o

da una parte sola rima-

anche

al 5 sec.

non

ma

il

posteriore al

di fatto incontrovertibili,

frammenti omerici, anch'esso

di

scrittura cos

del 3 sec. (ved. N. 3).


v'

ha

di

leggibile

in

questo frammento, lascio

assolutamente nulla rimane.

370

Papiri Fiorentini.

principio

versi.

* * *

X((Xxoxi\t('A^'^^'^'

{anoiva

372

(fQ(ov T ^an^QY^Gi

373

sx^^oXo\v ATioX[Xu)roq

375

della

non manchino che 8 o 9 versi e

recto.

374

370-405

numero
il

nella

leggera e corrente inclinata a destra e

buon fondamento,

dei seguenti

Rappresentando come segue quanto

371

il

la

dopo

versi,

la fine dei vv.

retrostante d

accorda anche quanto, con prove

si

apparentemente pi tarda

tutti quei versi dei quali

m montata

48 o 49

(Palaeogr. of Greek Papyri, p. 105 sgg.) ch'esso

sec, e con quest9 sue conclusioni

ho potuto

Mus.

faccia

La pagina

ma, a differenza del nostro, ha

esso, senza

Kenyon ha potuto dimostrare


3^'

19.

mano

chiara, di

faccia, fra

evanida

Falaeogr. p. 129) con questo che qui la scrittura alquanto pi pic-

di libro,

verso in bianco.

xO^O.^.

13 o 14 per raggiungere

meno che una

cola e non v'ha traccia di accenti n di altri segni

forma

La prima

altri

418 o

prima

])rincipio di

il

del principio delle pagine

maggior papiro Harritiano

Thompson Handbook

anch'esso in

seconda

la

no doveva contenere

che ciascuna pagina dovesse contenero poco

del tipo stesso del

libro di cui la

fo<,Mio di

scorge un brano del margine inferiore.

oltre ai quali

0'",14

scrostato, bucliorellato da tarme, consunta ed

pagina retrostante; ossia doveva chiudersi col

La

I.

0'",09.

In possiino condizioni; frantnmato,

l'ultimo dei quali

42H-47(.

xai X\iaaiTO 7ra[j'rac Axceiovg


xoain]T]oQs Xa([r

in

bianco

PAPIRI LETTERARI

376

[xccioi

eTTfVifrjlfxriGav
f:X^]cci

377

[c(\7T0iv[a

378
379

TToXXoav

380

]to/o

381

01 (f\iXog rjsv

382

01

rv

]f

Xaoi,

67TOH]xfio xjXa ^eoio

383
384

Ax\c(i(tv afifxi

Se {lavxig

385
xtXofi^v [0']eov {iXaGx\i:G/ai

386

avaarac

ai\pa {S\

387

HvOo\'

388

[ii

Axc<[ioi

i-Xcxo)Trt]g

389

san

TfJTfAfo'/troc

390
391

XtjQVXfQ f(Y]ovtfC

392

ofJar vtt]g Jx"4^^''

393

7l]cu[0Q fOlO

394
395

xai

rj

-o\yo)i

396
397

Elgorivi

xaXairi-](j[i-]i

Xoiyov ccii]vvca

398
399

OXr/inioi ]i^O-eXov uXXoi

400

(l*oi]^og

A[7ToXX(ji)v

401

402

OXv/^lTtOV

flC(x[Q0V

403

navreg

]e[ T

404
xvSt\i

405

\yrtion'

verso.

* * *

versi 396-406 erano


scritti.

mentre
//AAV

og

429

x(i)onavo\v xt[

430

r?yi'

V.

il

'Al^ift].

iSi]rj[i]

supplemento

al v.

393

si

ri-

e vulgata

Zenodotoo

invece dell'Aristarclieo e vulgato jo?.

dere per che qui in tutto

ove

creduto poter

lio
il

pure

*o/",^o? 'ytnX'Moi',

hanno l'Aristarchea

Dietro questo fatto

Ovfiov

[f-]xortog

ma

solo ms.

400 la lezione Zenodotea

tutti gli altri

.segnare in

Qc(

da Zenodoto athotizzati,

Questo, a mia notizia,

corra nel

uq\u {ifun'^aaa

428

Non

da

fatti fra

non

v'

ha posto che pel

della vulgata, di cui nulla rimane;


di
I

secondo

v.

404

la lezione

Zenodoto dovrebbe esservi posto per due versi

yQ avTS

l'alava' w/T

tnn

che

cre-

pel posto

seguisse Zenodoto. In-

vv. 403 e 405

nokv (ftQxaxg au

jih

TfCQTaQiu' fvQuiefza.

la sola lettera

(',

Del

quaK

nf naot

405 non rimane

che per chiarissima

che occupa, appartiene

quel verso

V.

nella vulgata.

alla

e,

anche

voce xv(hi

di

Km.

IMAI>K

1:11

lu-j

1:1:1

i::i

i:{r)

un)

ini

KiKK

f)ij

iii\io(]io)(i^\i

x(>/n(\Xlno)^ ii^y

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IX

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\.\\()t>(rii\t^\

t^.iKi

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\^x((l(^\llihj\^

n^y fuy

ne:

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,i\(to\i\ininoi\i'

;i\^\/.\u(fi(y

(J

xt i(v\nii

Ilo

niot; ixoi\iif

;ioki>f{t-y,'/n>,;

niti\X(<v\iu \'fn(\v

11/ i\

KiKiv

Xl/in'o*:

.'fa/.i(rf<ft^>;

.innXXniil

^x[y,^;/r

{io)]i\n;ni()iHft

jiii

(Uonoy

a\iX(iU
fn\t-ii\(fity

li:{

III

445

446
447

448

449

Xf-Qr[if)ccyio

450

ui\aiy dt\ X^^voi]!;

451

xl\v\ih

452

Ki[XXtt\y T [Za^^i^v

453

V^V

[{itv]

/'[^''

(([(}y]v[qoio''

^^^

f.af

454

455
456

fxXvs

457

ojg

458

c(vrc<Q] 67r[

459

aveQvaav

460

,ur,Qo]v[g X

461

i7rxvx]c( n[o]i[r.(Ta]yxg [f7t avxcov ] oou[o0^ixr.aav

rov

ff/nrr fvxoti]fy[o]g

Q fv]^ayTO

j]i'

7r[(]w[z

^^S.frX(xyio\v

ovX]oxi'i[ac TTQo^aXoyro

xf([i

xcu ea](fc('^a[y xai

i-i-ioccv

xaxa\ xs xy\iaj exaX.vxDccv

462
'463

Xfi^s] Vo[i ]

[naQ avrov

xaxa

464

ci\v[xa\Q enei

465

IAt[a]xi'[XX]oy[ x

466

(OTitr^o\ccy^

467

a\vxaQ

468

S\aivv\vx ove xi O^vuog


x{

f5T[ft

aga

pi\yiQ

sxa]

aXXa

neQKfQadewc

TiavGavxo

469
470

x[0VQ0\l

,fl'[

XQ]X1]QC(g

471
472

V,

431 a giudicare dallo spazio parrebbe che qui


aY\(av
p.

V.

&

ijeQTji'

come

in altro papiro

(Faym

si

avesse

Toicns,

90 sgg.).

432 chiaro

il

v.

v[(fvxs?]

chiarissimo V

vulgata. Ar.
V.

vulgato eVro?, non l'Aristarcheo yyvg.

434

453

t](frj

mss.,

,u[ef],

non

l'i;

v.

la

lez.

Zenodotea

cccpi-reg.

qui abbiamo la lezione solita di tutti


,uy

(fij

riferito dagli scholi T.

ad I 75

PAPIRI LETTERARI

e adottato

(ij.uf &>j)

[af-totfc

473

>cc(]k()V

474

i(fX7r[nrrfg txaf-Qyov

475

^/[/toe

476

i]

tjfhog

[rote

moderni dopo

dai pi degli ed.

una erronea anticipazione


che

Bekker.
V. 475-476.

Fra questi due versi

vede

si

gerissime tracce del principio

il

posto e leg-

un verso intermedio.

di

Pare che questo cominciasse con K.UT e fosso preceduto da due lineette .

Si tratterebbe

adunque

del v. 478

secondo

fa seguito al

r\uog

(x<ti

tt' eneii' ecc.)

df; corretta

questa

abolendo colle due lineette

subito dopo

che deve trovarsi dopo

il

verso

quel primo rj^og

(ftj

rte

il

verso e vergando

(f.

di

107.

ILIADE

JJ 855-67.

Tav.

0"',850

Frammento
bella

in

pi

pezzi.

piccoli

I.

f)"',350

Scrittura unciale, verticale, di modulo medio, di

n ben ferma, poco spazieggiata, tendenza a legare, per

es.

mano non

EP, 0A. Niente accenna ad epoca

posteriore alla prima et imperiale. Ninna traccia di accenti. Rovescio bianco.

Niente

di

peculiare nella lezione che la vulgata.

Ma

spiegabile pel riflesso del precedente viptjXovg.

v.

855 pare

forse quel che pare

di

ifj

risulta dalla legatura di

* * *

855

Kodjtrav % AiyuxXov xf xai vpjkovg] E()v^[crovg

856

((inQ hCovoV Oiog xi ETTi(STQ(Hfo\g t^q^^ov

857

Ti^Xoi>tv

858

Mvao)v

859

AA

oi'x

860

ali

f-ditni]

861

f-v

862

(PoQxvg av (pQvyftg

863

ry]X

864

Mi^iofJtv (tv

865

vif-

866

01

867

NrtfTnrjc

t'S

t Kqonig

rjQXf^

V7T0

xijQct

/ifAt]ri'

nodwxi-og Au(xi6(c\o

Xi-Q(ti

Toouc

jt-o

eGti] yfVf^li]

^' Evrofiog o\io)riaT]g

oiwroiaiv t-Qvomo

TTOtnttoH 0,'h

t-^

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AXviTfi oi}tv

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xf-Qcd'Cf

^"* AfSxctviog

xai aXX\ovg
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AfTxarirjg nf-iiftaar va{iivi\ fin%f diacci

MtdOXfi

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it

Fvyai^

xi Mi^iorc r^yov vrro

v hicouir

i^xt-

At/(r]);

Tfio)k(i)i

i^y^rrnio

itiKjog 'jY7ja]aa^iir

xai

* *

yt-yaorutg]

jaQia(>o(fO)]roV

leggere expv[^ivovg] errore

EP.

lOH.

II.IAliK

108.

IlilADK

/'

;5!I?--I(IS;

T;iv.

411-122.

I.

()"',07x<i"',08

Duo
Il

fnininioiiti

di

0"',

un

foj^licU-to

papiro tagliato da un volume che conteticva

di

stosso dolla colonna, troncando un buon terzo dei versi. Fra


versi (405)- 10).

Rimane parte

del

margine

inferiore, ed anche,

bench

in

minor misura,

dulo medio, di forma unciale, inclinata, spazieggiata, slegata, chiarissima,

sempre segnata;

regolare. L'elisione

ma

ascritto

La

3^'

scrittura certamente dei tempi imperiali

secolo.

abbassare

rozza

di

Ma

Xy

divisa in due parti (T),

Gamma

che

lo

non

si

di

questi frammenti

un terminus ante qiiem ben

mano verg una

si

osserva l'uso

certe

di

appendice a sinistra e pi

antiche epigrafi (P), fatto questo che

ma

non punto

oppone recisamente quel che

si

di

direbbe che possa essere anteriore al

e dell'Ypsilon con

ad un Pi

fa rassomigliare

primi; se

dei

non

Tau

pi notevoli sono le forme del

troppo l'et

fornisce

ci

leggera e rapida,

accenti sono pur segnati in assai luoghi dalla stessa

gli

riscontra frequente nei codici calligrafici del 6", 7 secolo ecc.,

che

mano

mo-

scrittura, di

non appare mai omesso.

ancora quella del


si

di

La

del superiore.

anche assai spesso omessi. Della stessa mano sembra pure qualche correzione. Lo iota

forme, quale ad esempio la


S-^

3" dell'Iliade.

il

duo frammenti non mancano che due

(Questa e probabilmente ogni altra colonna di questo nis. conteneva 25 versi.

mano,

Xfr/iS

fu latto a sinistra noli' intercolunnio lungo rcstreniit finale dei versi, a destra nel corpo

(.ai;li()

ma

10

nei papiri.
si

Ma

legge sul verso

una

positivo. Sul rovescio bianco del foglietto capovolto

lettera in grossi caratteri con

un pessimo calamo

ad

e inchiostro acquoso.

Di

questa riesco a leggere:

HQU)ri[ro)

tcdi

TTazQt [xcdQtir

xar

o[

TOV )CVQ10V[
c(eX(fov

con poco
quel
in

altro. Di qui

Sarapammon

sappiamo che

di cui

ha

chi

A}\v7nov

turpemente maltrattato questo volume omerico

cos

possediamo qui a Firenze altre quattro lettere ad Eronino che figureranno

questo nostro volume insieme a tutto quanto abbiamo dell'epistolario Eroniniano.

queste quattro lettere degli anni 11, 12, 13

di

Valeriano-Gallieno,

dati paleografici

poter pensare che

caso

il

non
il

manomesso un volume
ci

di

positivo termine ante

in

verso

la

data

di

Xon

e giacch

primi tempi imperiali crediamo

scritto alla fine del 2 o al principio del 3 sec. d.

quem per

di

luogo. Dal
Cr.

d.

receate scritto e non ancora molto usato

consighano a risahre troppo

volume fosse

La data

come vedremo a suo

che risulta che questo volume omerico dev'essere anteriore alla met del 3 secolo
credibile che fosse cos

Cr.

questo papiro deve invitare a riformar

le

In

ogni

opinioni

PAPIRI LETTERARI

sulla data di papiri imili per la scrittura a questo, quale p. cs.

paleografi quali
5" secolo

il

Thompson

')

Kenyon

il

fu

dapprima

noto Harrisiano che da autorevoli

(ved. sopra pag. 1) giudicato del 4^ o

ed in quello noppur ricorrono quelle forme del

il

v che

y, r,

anche

notiamo nel nostro e che darebber

luogo a pensare a pi tarda et.

J)

Handb. Gr. Lat. Pai.

129.

Classical Texts Pap. Brit. Mus. p. 82.

2)

!>'

infQOf-VKc xca oitiiara fi]frQfiC(iQo[rTa

397

(jTr^lkfd

398

i/^a/jS^fff-r

399

cafiorirj ti fie

400

401

a'fig

402

ti rig

403

ovvtxa

404

vixr^aag f-/eXfi (TTv]YfQ'>]v ffxe oixa^ ytci/ai

405

Tovvfxa

406

r^do Ttaq

407

fxr^'

408

ceXX

ne

Tnjt

ag enen enog

zavra XiXaieai
ttoIiov fv

tiqoti-qu

(liQvyifi

t]

t'

ttfaz^ f]x r' orol/ia^s

r^Ti\sQonev{eiv

raio]nerdo)[v

M]r^ovtrj[g f^r]ftj')]g

ij

roi xai xeiOi (f\Xoq ,uf^07r[wv a]j'i>oco7rw[j'

vvv dio\v AXf^avQov MiVfXcwg

r]

r]

fii

aui

vvr fv]Qo oXo(fQovsovaa naQsaxr^g

vtov iovG]a

Ihfcor *

ctneine xfX[eviyov

amai noeaai]v vrroatQipftag OXvfi[7Tov


rrfQi

xfiror

oiC]vf-

xaf

[(fvXaaae

^ ^ ^

397 fM]toumQo[ chiaro

come

401

T}o

404

(Jtv]ynTif

1'

in pi codici

ma

xfirov 7ioQav'f-ova]a Xexog Tgonai [e a

412

naaat

413

rrjv

414

|Mij

415

Tw$

416

luaao)

417

TooOV xai /ictvawv a\v f xfv xaxnv {onov oXr^ca

418

Mg

f(jca' ffiai-v

419

y\

t xaiaaxoCjifvr] earon] uayr^rt (fafiv[(oi

420

aiyr^i

421

f ^ otf AXi-'S(cvQ()io

<fo/JOJ']

422

aiKjmoXoi fnv tnena

i>o\(ig

fiofiriaorrai fj/w

i-Qfl^f

/'

a^

i-

'

axfTXirjl

TT^x'^^C^

>;k>

gnato correttamente a differenza

4%

(tnottne

(J'

l'iota ascritto.

casuale; poi niun

ricorre in tutti
risiano ecc.
editori

di

pi codici elio

.solita

lezione vulgata che

mss. a noi giunti, noi papiro Har-

V ilneixe

di

Aristarco adottato da alcuni

moderni, non ricorre

in

alcun ms. a noi noto.

41J Era stato scritto ^XH; fu poi segnata cancellatura


.suH'H

fx^
(i)g]

scrittovi sopra

".

x/vfi}

A(fQoi[Tr]

/wcrajUfVij ae {.u^eico

vvv xncty'K e(fCXr]aa

\Xfvri /liog -xyey\uvia

ai[f.i)v

ntQlxaXXt

ix{ovxo

eni tQy cii[Qct7iovio

415 BxmcyX ftXjaa,

come

vece dell'Aristarcheo
in

1'

Harrisiano e alcuni codd.,

tx7iuy'/.{( (plXjau

che pur

si

in-

trova

qualche ms. e fu adottato da taluni editori (Lud-

wich, Leaf e

altri),

ma non

416 sx^^eu vulgata non ;f*e


in

(cyf'a&ru.

ritroviamo qui la

xQiiu

nuactg e TQuuag XaO^i] r^QXf f

omettendo

forse quel sogno

x]

(tiHforeQUv n^rt]aof^ic(t ex^i[cc] Xvlyga

errore non corretto.

por

rf'

f xo^wo"!"*''^/] TTQoafffOVff i

accento, eccetto sull'ultima parola (cyfazru ov' se-

hanno

omaao)

411

di

dai pi.

Aristarco che pur

si

trova

qualche ms.

422 Era stato scritto foyc rmciovin

come hanno

tutti

mss. (codici e papiri); fu corretto poi segnando l'apostrofo

dopo r e un e sopra

(juindi la lezione (?/ ^rQnn.

ms.,

ma

si

rio (1541) e

1'

non cancellato

che non ricorro

in alcun

trova nell'antica ediz. di Micyllo o Camera-

da (jucsta nella moderna

di

van Loeuwen.

KMK

IMA III;

KM).

JlilADM

(-)

iiLHir,;

Tiiv.

o';2r)0

Duo
tratto
i

|)(y//i

(lt<l

1111

(li

o-.aryj

rrniumculi)

versi. Si

3i)

larglK circa

ragione

met
nuovo
Y.

2*'

secondo. Cos

il

margino

niag^,don! iiitMitc

>^,

piccolo offro

a parto di

primo, alla

il

alto circa

un 35 ctm. con colonne

una unciale piuttosto grande, ben formata

posteriore ai papiri ercolanesi

di milito

Ninna traccia

accenti,

di

non ; ed a

v.

114

spinti,

X"^^*Oi^w(j^xft)'

63

nTTXrjrT aXh^krjiai

64

fviha ai(

65

oXXvvTCov Ti

noXvg

oifiujyj

si

il

u/^iiiog.

aTC(Q a(T7Ttig

62

xcti

non

oii(j]((/.o{-[(T(Tai

OQVi.iayog\ oq(oq[h

xt xat tvxoXii 7Te/.]tv av[QO)V

oXXvuevMV Qee

cu^n]uii [yuia

* * *

Tqho]i

* *

nedioio

106

oioi

107

xQcunra\ iiaX

108

ovg Ti\oT

109

tovt](o iisv 0-Q[a7T0VTs xo/LieiTcor rcoe s

HO
IH

TQ)a]ir
fiaeT\ai

112

w$ e^]aT ov

113

narloQi-ag fisv

114

Ufi/ift\oi ^O^tvf-X{og T8

i7T7To[i

STnffTai^isvoi

sv{i)^a

xai svO^a iMxfj^isr

an AiVH\av

s(f
i^

r^f

(ff^effO^at

eXofirjv fxr^dTtQs (fo^oio


rtoi'

in7To[Safioig li/vvo/^ie' o(fQa xca Extuq

xai sfxov [oqv juaiverai V naXa^at^iatr


a7Ti[di](Ti
[tirsiO-

Fegpuog tTcnota NsGtoq

mnovg

d^aQanovTs

xoi.ieiTr^v

xca Evovi^utoy ccyaTip'yQ

* * *

iju

Rovescio bianco. Per

ecc.

pu notare per che questo

uj'H[(oi,

buon

versi; fra

ma

finale,

pi

poco

la

di

di

scrittura

mano assai
0. Non vedrei

e di

fluente fino a legare colla seguente, pel tratto mediano, le A, ,

in questi scarsi e tenui residui. Si

Ili offra

|jii

o-'.oo

colonna verrebbe ad avere pi, forse poco pi

la

volume

e nobile

l)ello

assegnare una data


sec.

Il

pu pensare cho appartenessero a duo colonne successive;

un 15 ctm. La scrittura

libera, e

i)er

del

il

l'S" doll'lliado.

che appartenessimo ad una st(!ssa colonna, alla parte iniziaN;

53 versi. Dovette essere un

ma

contenova

voluiiK! che

di

o parto di \ vorai,

discosto dal marj;ine inferiore,

buona

1.

0"',or)

mar^MMo suporioro

duo mancano

proba.l)ilo

in.-riii.

pensare alla prima


lezione niente di

pi antico nis.

che a

PAPIRI LETTERARI

110.

ILIADE

Gll-617; 675-679.

Tav.

Frammento
serrata, di

mano

Accento segnato
Niente

di

mancanti pure

di

un

I.

modulo medio

foglio di libro. Scrittura unciale di

e quasi piccolo, slegata,

ma

mediocre, affrettata, negletta. Probabilmente dei tempi imperiali e non dei primi.
in pi luoghi.

notevole nella lezione, se non l'assenza dei due versi 614-5, chiaramente superflui e
in alcuni dei migliori

mss. quali

il

Veneto

il

Lauronziano

assai secoli posteriori a questo papiro.

recto.

* * *

611

TTQoaao) yaQ xaitxvpt to s'^om^i-r oQv] iiaxo[nr

612

ovati tnaxi{njO-r^ eni ovQiaxog TTtXtJid'x^i]

613

*yz*o$

616

ivtiug

617

M^QlOVrj

fv^a entir
aoa

agt]i fierog o^gi/iog Agrjg

O^Vfiov tX(t\(SaTO (fUVt^Gev rs

T/ XV Ot

XCCl

OQ'/\l-ia[T']V

Tl\tQ

\tOYTli

* * *

verso.

* * *

to yico y^oag kti ^avovion'

675

tv/i^oH i>

676

wc ti/cn ov] aQct nu^iQog ar^xovaii^atr AnoXXov

677

^ri

678

uviixn

679

TToXXor unoTiQo] (ftQwv XoHatv no[ic(ttoin QO^iai

(r}n^Xr^i

[rt

dt xat \u((>n' ogeov tg (fiXon[]V aiVjV


tx] [iaXuv

2aQnriru

* *

l[(n'

afigag

ed

altri, tutti

per

di

111.

\*.

IMAI'i;.

rOMMKN'TO

UNA OOMKIMA

Al

l'KIthUTA

I>I

AUIHTOKANB

111.

IIjIADM

n"',(i:

Scrittura luioiald, verticillo,


forse

la.

stossa.

Niente
ripotuto

Ho
quelli

il

di

//

m-m.

X o^/ino

^'nimlo o pi rnf>;oIaro doli' autccodcuLo; uiuiio miglioro; ol poro

piii

Nessun accento. Verso bianco. Parrebbe

un volume.

Craimii. di

notevole nella lozione. Por una svista, dovuta alla somiglianza dolio Ietter
a

v.

A, fu

esser pubblicati,

come

078.

creduto che questi duo minuscoli frammenti (HO, 111) meritassero

che fra tanti papiri omerici sono, a mia conoscenza,

E questo

l\

pur notevole che l'uno e l'altro

soli

che offrano versi del IG dell'Iliade.

offrono versi di

ci

mirato e veramente ammirevole episodio della morte

di

di

una stessa parte

di

quel libro, l'am-

Sarpedone.

* * *

ov aga nargog avujxovGTtjatv AttoXXov

676

(og

e(fcc[i

677

/?>^

oh xai

678

avTixt(t[x fi^tcor ^aQTii^ova tor ctfiQug

079

uoXXov

/[Jrtfwr oofonv sg cfiXoTrrjv acv]v

sic

a[7T0TrQ0 (fi-QO)v

Xovasv nota^ioio

QOjiai

* * *

112.

COMMENTO AD UNA COMEDIA PERDUTA


Tav.

Questi frammenti, acquistati


pezzi

al

quando giunsero a me. Uno

scrittura,

va eliminato,

cogli altri pezzi pel

il

e la

forma

mano essendo
della scrittura.

diversi

cinque pezzi staccati


Papiri Fiorentini.

di

messi

in cartone,

erano in sette

framm. C

segnata con

uno stesso volume, senza

a,

la

12 hnee

bench qualche somiglianza vi

Un minor

f^icilmente riconobbi la pertinenza, in perfetta continuit, al


nella tavola questa parte del

lui

questi pezzi, piccola striscia con pochi residui di

soggetto e la

modulo

II.

Cairo dal prof. Breccia e da

di

DI ARISTOFANE.

pezzo che era spostato

maggior pezzo

C. restituii al

parte maggiore con

h.

di

di

sia

cui

suo luogo;

Cos abbiamo

visibile continuit fra di loro e quindi

senza pos2

PAPIRI LETTERARI

lo
sibiiit di riconoscere l'ordine in cui si

spezzature

un

di

succedevano. Molto probabilmente per essi non sono che

frammento maggiore

sol

dovremo

a poca distanza l'uno dall'altro.

collocarli

Il

verso affatto bianco.

maggior frammento,

Il

volume o

del
di

una parte

Almeno, par certo che

rotolo.

il

pezzo C

trovasse alla chiusa dell'opera o forse

si

dacch pur possibile che fosse scritta

di essa,

queW ruYQcc<fr che

potrebbe parere, da

pezzi, dovette essere dell'ultima parte

rimangono questi cinque

di cui ci

legge d'altra

si

mano

che certamente non va inteso della copia del commento (ved.

ma

in fine dell'opera o della copia

dovevano essere

spazio bianco che rimane dopo la 2^

volume,

misurano

quali

media 0,15

in

ma

la chiusa

calce alla col.

in

nota ad

la

dovette trovarsi

legge in fine

si

della

come

si

scorge dal margine che in tutto o

la

qual

quel framm.,

caso non

dallo

rileva

si

questo

di

con questa non


circa

scritta

met

si

a metta e

inferiore delle co-

La parte

parte rimane in A, B, C.

in

come

scorge traccia di

si

2^,

una colonna seguente

in

di

intercolunni

gli

col.

si rileva,

fatto

TI

larghezza mentre qui a 0"i,25 non

di

1'"^

nel

1.)

esteso di quello siano

quindi per noi perduta, dacch in questi frammenti non abbiamo che
lonne,

Ci non

rotoli.

quelle parole.

scritte

pii

come vediamo da quel che

scrittura. Certo per,

chiudeva l'opera,

troppo

col.,

due

in

inferiore

della colonna ultima, rimasta in bianco, fu spezzata o forse tagliata lasciandone quel tanto che

mane

siamo affermare
dei
stri

come

che,

C,

come

si

quelle

di

conteneva
tutto

ovvio riconoscervi

i^i

la

met

si

di

qui

tre pezzi

di

di

l)Uona

mano

50.

Il

di

penultima

di

queste colonne,

forma

poich n per

queste,

confrontando questo con

numero

Certamente

la

framm. maggiori.

tre

numero

il

piccola, verticale, regolare,

tempi imperiali; per

dei

scrittura

altri papiri di

totale delle

dello lettere nelle linee di circa 28.

ben ferma; unciale

e spazieggiata, chiara quindi e nitida.

quah era

alla parte superiore di

legge

si

fra

un maggio]- frammento che

nostro n." 113, possiamo pensare che

il

45 o

linee in questo dovesse elevarsi alle

scrittura

linee rimanenti di 24;

simile e di egual modulo, quale ad es.

La

una colonna che dovette trovarsi

residui di

vede e

si

scorge continuit fra essi e

massimo numero

TI

che

d quel

mo-

li

A, piuttosto che attribuirlo a colonne an-

frammenti D, E devono appartenere

certamente a qualche distanza

n per contenuto

di

inferiore di cinque colonne di scrittura, l'ultima delle


piccoli

col.
i

contenuto che

di

questi frammenti debbono essere assai prossimi

avremmo

e quelle di C. Talch in tutto

volume.

il

adatta n alla 1^ n alla 2^

A, par

teriori a qu(>lle di

dissi,

poro definire quale

impossil>ile

dacch non v'ha alcun indizio materiale o

poi,

coerenti fra loro o con C. Poich,

B non

offrono residui della parto inferiore di colonne, non pos-

ci

non che dovettero essere anteriori a C;

altro se

due veniva prima quale

fra loro e

ma

non esser quello un intercolunnio.

e che sufficiente a provarci

Dei frammenti

ri-

bene allineata

lo stile e ogni altra ca-

ratteristica credo possa riferirsi al 3" sec. e probabilmente ai tempi del papiro dei KtaioC di Giulio

Africano {(Xq/rhinch.,

nota

Si

lo

n. 412, tav.

iota ascritto

correzione d'altra mano.


stinti

La

V)

scritto fra

Ili,

n."

400,

t.

II.

altri,
Iff)

frammenti dramatici, quello cio

della
di

(C col.

1.

11,

fhoixHQo/iirt,

segnare

il

di

notahrne.

di

Tucidide

supi)onc

il

segnato obliquamente

Un segno
{().vijr]i.

1,

"/.

dotto editore.

XVI.

tav. TV),

alcun capoverso;
sul principio

II,

sono

periodi

che hanno nei

n.'>

211)

pai)iri

che

])ar(>

margine

della colonna con

indicare qui la nota,


si

osserva, in

preposti

KXa^

del

Monandro ed

di

di-

seguente,

della riga

Questi due punti cos

l-")).

uflcio

qualche

apostrofo,

spiriti,

cambiamento d'interlocutore. Nulla distingue

uguale, oltre alla parar/raphos,


n."

1.

[O.vyrh.

dalla chiosa relativa, ogni scolio per contradistinto in


ohelo^i perifitifjm,('nos

accenti,

di

lineetta nuQyQutj oc

la

devono avere quello stesso


e

Cr.

d.

scrittura procode continua senza

qualche rara volta con duo punti verticali

Oxyrh.

225-265

non sem]re segnato, l'assenza

con un piccolo spazio bianco, con

a certi lemmi e non ad

il

in
i

altri

lemmi

una specie

di

come una nostra manina

margine

delle

ove non credo possa aver funzione

di

colonne nel papiro

segno

critico,

come

CnMMKNTo AH UNA OOM Khl A

Il'i.

l>all:i.

din ro|iria

cliiaict

CDiiut

del

ii;iltir;i:

illusi

niMinnar raiditic
Arisloraiiu. hai

(M

Icniiiii

un

di

((',

15

1,

sg^'.)

medie perdute
ve

dell'

modo

poi

l'dce (fr. C, 2, 18) Koiiza

comninntata ora

indulihiaiiMMito cIkj la coiiujdia qui

al(

uno

ritrovi o

si

c.Ik'

o Aristocrato dopo

riconosca lun rrainriionti

si

coiiduco

ci

<l(;lla

di

clic

conosca

cui si

la d;ita i>recisa
(jui

non

pu pensale, daceli

(C, 11, 18)

che questa comedia aveva un coro di cecci

ivi)

si

co-

cui

di

uno

in

non

e fra questo

ap|)ro.ssimativa,

sappiamo

scolio dei nostri

annotatore dice espUcitamento

nostro

il

La

400. lien poche sono lo co-

dei

cho ebbero un commento {Schol. Plut. 210) e che potrebb(;ro parer indicato
ved. la nota

ristahilita

olii^'archi.

domanda. Allo Danaidi,

si

(C, II, 12,

400

dei

dtdla

Lz/sistrata e de-llo Thcstnoforlazutie,

avvento

di

tempo

al

dominio

))revo

il

anno cio seguente a quello

l'et corrisponda a (juanto

i)er

elio

il

dei probiU o (^uasi alla vigilia dell'

Aristofano

elio

La

lOj o

crjiiiJidiu. l)ul

[j'ut puro dolla conioilia viono sicurainoiito d(;toriiMnata dalla

Theramcue

di

tompo

di

alcuna

n'

non cssondovono

(UuKiue del 410-11,

rapprescnitato al

I,

apparincu

('liioHO,

relativa al liglio di Ski-lios, Aristocrato, ov' dotto dio (jostui era allora (loi*)

democrazia per opera


inodia.

(Ir. (',

11

lUil.f.o ikjIIo

"Ta mia

di ii.inini^utt,

Uccdti.

(I/i

ri.sulL'i

/"(/ly,

turma

in

In ijiiaiilo

jiiii'i'

con Thoniuiono ttutiib ut jiitaymait,

elio

(|Uelli

A i'ist(rjiiin,

loiitro aristolanoo.

innaiif^'ono del

chiosa

ciiiiiiiuaiLi)

AIIIHTOKANK

DI

lilrviaino clic non era alruiia dilh; siipci-HtlM; qualo fosHo iello i^orduU, dai pochi

licava,

si

cuinr

('iiininciiLiiLi

(((iiicdii" di

dircndi) f^tyty^

(>

non

stossi

Icninii

o piissi

rata in (jiifsh)

due

cilalt!

vt'ii^^Dii

Irinnii

l'KKUtn'A

che non pu credersi delle Banaidi. Par

il

certo che qui nella comedia figurasse un personaggio politico,

bench forse con nome inventato;

kw

atoairiyov xoiiao} lo :x>)m>v] questi

e tale debba essere colui che dico le parole (C,

pot essere, o

stosso

lo

15):

li,

Theramene che l'annotatore ricorda

bilmente quel komasta per eccellenza che fu Alcibiade


la

caduta

400

dei

f'g

quale, coni' noto, torn in

il

Una ingegnosa divinazione


nome ad una
Trlpiales che dava

nota ad

(ved. la nostra

approvata, riconosceva Alcibiade nel

1.).

il

= 411,

frgmm.

I,

la

Thcsmoforianti fra la caduta dei 400 e

lo
p.

529; appunto l'anno a

secondo

cui,

lo

comedia qui commentata, anno per che per noi

Fra tutte
per questo

comedie perdute aduiuiue,

le

commento

Triphales.

il

doria presso Aristocrate sarebbe

il

11

il

il

comedie perdute

delle

immediatamente dopo

att.

va indubbiamente

di cui sopra,

possa pensare, con qualche probabilit,

andare a

di

xoui^tir,

a far bal-

Triphales stesso della comedia, ossia in realt Alcibiade,

il

quale

{Tri-phales) e dedito a tutte le volutt.

un gioco

possibile anche che in quel figlio di Skelio (Aristocrate) sia implicito

126, allusivo qui

Uccelli^

riferita

410-11.

personaggio quindi che dice

quello che ricorre negli stessi termini negli

di

ritorno di Alcibiade (ved. Kock, Com.

la sola a cui si

drama figurava come superlativamente maschio

in quel

generalmente

del Siivern,

Ly-

scoho

Atene poco dopo

la

Aristofane, determinando pure l'et del Triphales nell'Ol. 92, 2


sistrata

o piuttosto e pi proba-

nella chiosa,

inV

parola uguale a

di

aristocr aleggiare Qiavoxoa-

THai>ai di Alcibiade.

Ad
scolio

Alcibiade- IV/p/ia^es potrebber pure

seguente

(C, 11, 1

sgg.) di cui

lemma

il

relativo alla legge Eleusinia circa V herr^Qia.

gravi accuse

empiet da

di

mistiche cleusinie da
ritorno in

lui

lui subite,

comedia

prima

ai

che

rimangono

ci

Beoti

questo

il

fr.

E par

del Triphales,

niAvtjfia di

tanto

riferito

fatti di

il

commentate

passo

Alcibiade circa

sappiamo pure del rinnovamento

di rilevare

Triphales, ci

fatto a cui, secondo

struttura metrica.

ove

perduto, ed

Sono ben noti

sue, le parole

delle

di
i

nello

Andocide
misteri, le

antiche cerimonie

le difficolt della

guerra, al suo

Alcib. 34).

Dalla nota interlineare nel


la

non eran

solennemente voluto e compiuto, malgrado

Atene (Plutarco,

un Beote. Se

se pur

riferirsi,

(fr.

una

si

che fra

personaggi della comedia figurasse

spiegherebbe pel fatto del

felice divinazione di Fritsche,

demo
pur

si

di

Oenea ceduto poco

alludeva in due versi

550-1, Kock).

natura puramente esegetica

non

critica del testo,

non dichiarazione

della

disinvolto e tirato via anche nella dicitura, tanto elementare in talune

dichiarazioni da parer destinato all'uso scolastico.

Pu

darsi sia

un estratto

di altro

commento mag-

PAPIRI LETTERARI

12
giore

certo per opera individuale, non raccogliticcia; non v'ha segno di quelle #xAoya inofivi]-

fidrcor dalle quali

risultano

gli

scolii

ung,

e ad Eufronio, a Facino xal Xloi

non pochi anni,

posteriore, e di
Callistrato

(fr.

B,

citato nel testo

1,

ma

1.

7).

Didymo dopo

assai posteriore.

ai

quella di

sopra r abbiam definito,

di

alessandrini dei quali cita, per

grammatico. Negli

Simmaco

Simmaco

anzitutto,

una espressione proverbiale,

io riterrei

scolii esistenti

mano, dedurre che l'autore

troviamo a volte cos

{Ivm^iaxg <fi](fi...., Jivuog S

dell'

posteriore a Didymo, anteriore a

mento

fan risalire a

Sarebbe ragionamento erroneo, dal fatto che Didymo qui non ricorre mai

Tenendo conto

alle oggi superstiti,

critici

si

tempi romani e imperiali. L'autore certamente

tutti dei

solo in note interlineari e marginali d'altra

teriore a questo laborioso


di

aristofanei esistenti e che

riferita

ad

(fr^aiv

Plut.

l'

sia an-

opinione

1010) pur

et probabile del ms. e del carattere di questo commento, quale

che

l'

autore debba essere un grammatico dei tempi imperiali,

Symmaco.

quei tempi* assai altre comedie di Aristofane,

erano lette e studiate. Si pu pensare che l'autore non

questa sola coraedia. Dal modo per com'ei cita a raffronto

di

si

oltre

limitasse al com-

due luoghi

di

questa un

luogo della Pace e un luogo degli Uccelli senza accennare ad illustrazione sua di quei luoghi, pare
poter dedurre che quelle due non fossero da

commentate.

lui

Fr. A, col.

I.

o^.ioxC'.oes

an

y
5

]fQdav

fi

\ax87i

iV(jQttvev

]w Hg To y

]tO TTQOg TCV10

77-

] ancoQ-

]xcckXfi

]vog Xs
]

15

icfoi

]aafig

fi

]oO-fv
]^fXr'/0)

u fxa-

]no<ri

20

1 (c

eg Cr]-

](ftovg
]axt(i)V

]xai

((/.

Il'i.

- (!(tMMKNT<l

UNA (XlMKIHA

Al

A, <ol.

\'\

l'KUlMITA

AIUHTOFANK

1*1

Il,

<

1(1

1
1

,(n)\

(Ut

o/'l

v!H(\
/HtQt/l

^X^y^

(Il

jft{((ua

/.

10

0,')((l

Oli l0(f[

'/.

15

Xpiy

TTO^r

Af's

[;7()lo)/oc

/. /oc

aud

nixQov

(rtC

12.

tic.

(ct

i<([(yx((Xi((i

il

nome

'loqxy,

che segue parlasi

di

arto,

pensare che questi fosse


Sofocle. Dalla

di

vediamo che

e poich

il

noto tragediografo

paragraphos

Forse

1.

da

un o

N da

non per

la

sixtoy si

ottiene senso soddisfacente per

prima asta

un

di

H.

sto di forse

figlio

come a

volte accade.

che ad un o

Veggansi

scalie.

1.

12 ed a

1.

dascalie paro debba aspettarsi qui

er-

che in questo che

insolito, forse

tura del papiro

con un segno
porre

scritto

ysixvi')

di cancellatura.

Non

ben essere quello stesso lofontea'cui possono


il

lui

che

e SsvxsQog della linea seguente.

rjyioi'iauTo xcc fi/.jae XufiTTQujg

e supplisco,

en

riferirsi

Sappiamo
^oT/TOf rov

di

nu-

1.

soggiunge

mi

si

parla sono

si

non

dia ragione di quel

parso poter supplire

le

del

di forse che solo

come a
nome,

propria del

fr. C. II, 21.

sia

che

si

tempo

di questi scoliasti

Certamente qui dovette trovarsi un

legga 'Avucf' sia che

si

legga Vr *':

quando Euripide produsse

riferisce

{Arg. Eurip. HippoL). Certo,

al

tempo

di

questa

co-

ben

lemma;

quindi da supplire utjnor, dicitura che in senso

forse all'uomo o al personaggio di questo

che abbiamo

le di-

Aristoteliche.

TQg e che riusc (fsvrsQog fra Euripide e Ione nel 428


l'Ippolito

di

575 sgg. Pare

n."

Par certo che queste parole faccian parte

20.

di dida-

bench dubitando. Probabilmente

dascalie di cui

possibile ricom-

un nome che pu

si

a^sf, ed in questo senso

frat-

dovette chiudersi in questa linea,

nella quale cominciava lo scolio con

x(Tog

la

corretto l'erroie che forse lo fu gi

lia

lemma che

il

fu

fft-

framm. dell'opera Aristotelica

tal titolo nella ediz. Berlinese V,

non

noto come

20.

di-

rore,

traccia di let-

spesso usato dai chiosatori parlando

Qsiv sia

questo

La

meglio ad un * della forma che

questa lettera ha a

per un

noXvg noo-

non pu appartenere

'7rc

luogo. Parlandosi appresso di vittorie teatrali e


j'/xo';

Vor^ojV

<>ti

viene usato in senso di /^hg o piutto-

tera circolare in alto dopo

o per

otxoji^

cominciava:

lo scolio

16. (}ui ff/ffJ'oV

segno marginale

il

14 noh>f[ ]ixwy; nella lacuna c' posto per

d"?^

rog xiX.

rileviamo che questo scolio dovette essere brevissimo.


1.

i-x

a'fxQay{i-v

in quel

dobbiamo

didascalie,

di

i^xa-

la iifxioinQu?

(.ifQovg]

In quel chiarissimo I04>[ deve cortamente ricono-

scersi

y((n

<t[f-()ny

(<:ra'^

r<ii-

(fi-uii((l

noT aXXog taiiv avvi g[

20

1.

i-oixuair

nXHatov

lov

f-i>tf-Q[oc

7y

or/fflor

(S\f-\

7T0-

'[/-|<XW'|

si

nome

Vavxv dello scoliasta nella linea seguente.

si

vorrebbe sapere chi mai fosse questo autore

come

media gi da assai anni lofonte teneva un posto emi-

di

nente fra

dramaturgi del tempo, posizione che,

lo fu

pure Cratino {nixoSg XUcv Da Comoed. ap. Mei-

tempo

neke

I p. 534);

coni' noto, egli

delle

Bane

conservava ancora pi tardi

(406)

al

dopo spenti Sofocle ed Euripide.

comedie

(1.

23)

che era qui trattato

pare che

il

di nixQg,

chiosatore spieghi xtac xv

fovr quel ntxQMg (vxouyev.

PAPIRI LETTERARI

14

cr[i'] j'[f

r,aiv

rag

]xwc avrov 7nxQor[

yao xcna tov vovv

rJ

]/xtAoi'[

xofi[(tndicig

Fr. B.

0,09

0"',0i

* * *

axv[

\vov\
]i,(tn'x\

]Taxij

v(f'[

^YVl^^l

]7iaQaXX[

]ivoiro[
]

lViOXf[

]Tafifi[

10

]ov

]a>[

]ovi'

ri

cf7r[

\a\v'il{}t{(rig

15

nf-Qi

]'C

x\aTi]Xioy\

\diu Xiitov\

20

KQat\ri\i; ia^[

]
\jt{

(/

x(i\

7i\fQifveyx(a (tn{
]wi'

xf-Qan(t)v[

\voiov tvU}>[
\x((i

I.

10.

la

Bencli non sia bori evidente


lacuna, mi pare elio la

dirsi sicura.

ben

la traccia del

lezione o

K((ct[\

\i(i\vc.

C dopo
possa

Quel xmijhihof della linea seguente pu

riferirsi all'antico

comico Cratete che, secondo

yitQ{ovc.

\'Knov\.

De Com.nQixog

Incerto se

certamente

fin
i;i

^eihvaovg v

qui arrivi
liti.

14.

11

lemma

y-ui-iuufUc

nuQjyays.

a cui appartiene

113.

COMMENTO

UNA OOMKIHA

Al)

VKHMl'l'A

Kr. C, col.

ali,.

15

AltlHTOPANK

Hi

I,

()'",7'^

* * *
i(tt<\

)/()'|i||/K'

OI'X.'

/Ok|

...
5

'"'

'O'I^
'/.

tvrjv

f/f/M'

'/.

77

'/.

(>[)/]

Aggiunto
saltate;
testo,

in

modulo

il

ma

la

ha segnato
sivi

margino

tiiyvfiog

lov

che erano state

diversa e forse

la

Il

1.

8.

4) della

1.

nota espressione

stessa che

mune

fra

ma

poco comune

comici e

altri
ai

scrittori del

tempi degli

quel mio v

ANIK dopo
una
1.

5. Il

anche due

supplemento

sticus in Petronio

scoliasti

di

Ari-

verbio xrcx

1.

7.

1.

sicuro di

1.

completa

lemma

il

9.

un commento

che

il

commento

Vespe,
si

come-

Uccelli.

ristiche della sua erudizione, la

una

Aristoplianeo, ap.
not. 52.

Nauck

Cfr.

modo
'.

sic,

inquit ru

Quanto

al

pu ricordare
nsg.

xxoV

pr

il

Apostol. Prov

Lo

scoliasta nota che

Aristofane qui,

come anche

forma

Lo

neXsxg, -vxog e
scolio

non

la pi

ad Av. 884 nota che

segna anche una forma

xt'.)

comune
la

forma

-ns'iexfcg,

10.

Per guasto della superfcie del papiro, manca

la

1.

11.

La paragraphos

cuna, sulla

lin.

qui doveva trovarsi

12.

Il

dov'

la la-

segno marginale sotto quella

al Fiuto, alle

linea distingue questo scolio. Inoltre son chiaramente

Qui vediamo

visibili

delle

caratte-

conoscenza cio e la

illustrazione dei proverbi o locuzioni proverbiali

correnti nelle comedie.

cf

proverbio del ru

paragraphos.

estendeva anche a questa come-

dia perduta e riconosciamo pure

xax

si

-x dorica.

citato negli scolii

propriamente
Pace,

alle

x')-()ine?,

ns'AExg Attica, e

1.

comedie superstiti

liane, Acarnesi,

9.

-civog.

die di Aristofane che pi volte


alle

/ny

nsXsxdf,

Bisanzio, scrisse pure

sic,

il

negli Uccelli x. 884 [xal ns'sxi^n x(d us'/.exiyM

lettere

le

Callistrato, l'illustre critico, discepolo di Aristofane


di

modo

es.

lin. 6, rov

Cent. IX, 62.

suggerito dalla frase stessa che leggiamo completa

detto del xig o tarma del legno

lettere. Certo poi reo- in capolinea.


si

ad

buon

la

con cui

'

varium porcum perdiderat

adopera

ro 7iXt]Qeg

aneddoto trovavasi a

Qog xiqv nuQOkfjiittv xrX. Cos

secolo,

divenuti pro-

un aneddoto o racconto popolare. Forse

titolo di tale

a compir la linea pu esservi

le quali

di quei detti

sticus,

Certissime sono

ftx[o]|rw[?.

Dev' essere uno

ero? assai co-

Non sono punto

capiti nel testo.

rwr nhjy-

Questa nuQotfiia non registrata nei paroemiografi

il

stofane che ne danno spiegazione quasi ogni volta


eh' essa

ex

verbiali dietro

soggetto dello

oj?x

(oiioi

esistenti.

scolio di cui cos poco rimane, pare fosse quell'ero?


(t sTg

TOT yt-

arrovfTag

/i

xvfi

sulla linea in caratteri pi minuti e cor-

a cui forse seguiva uXXiog.

nf-kf-xuy-

Tvmoi^aiv

ave xvlpaq

xi-

nliv-

ynhwc

avOQOnog

rjv

(fsVYf[i]

lo lettere ovxs

une. onrirsiv

delle lettere slmile a quello del

mano

\o-

7/A>^^c o(;w

t-

7n-Xtx((i;

aXi^i/tiuq

i-Ti

aXfag

T?^g

3.

(i)](r7Tt-o

oiiiot,

IO

x\<(X()'

lioy xia tv

'/.

i\i

Kfitr

h((Xhrsi()((ioc.

(j ^(Ji'\

fu[x()oy j

(iK

10

xt<v xts

ii

\Qoq Tijv nftQoijtKtv n{>o-

iji\(mv

1.

OK tn^r

7rA>^(J/-t:|

Q(it\

IO fio^ ((} /fx[o-?

|ir)'
I

Schmidt De

ri-

Callistrato

Aristoph. Bijz. fragmm.

p.

326

due punti

in luogo di spazio bianco fra que-

sto scolio e l'antecedente.


1.

12-15.

Qui

cvd-Qwnog
.

r.

il

lemma

mescolato collo schiarimento;

u no&vaag dichiara

TiL &sQfi. dichiara

flcato di

il

rtjs

l'

o at~g

Xceg.

che segue
Cfr.

rtjg

pel signifl-

questa voce, ironicamente usata, Ekklesiaz.

540 sg. Si noti

1'

dente e Vmuoi

di

ot,MO( di

dolore nel

lemma

rincrescimento in questo.

antece-

PAPIRI LETTERAKI

16
v

15

!}^fQi.iaaiag

AAa

'

xov argcc-

rjT eg

TTqyov xoj^iaff) xov 2xaXiov tgrjTai

avv

OTi AQi\GT\oxQaTrfi dietutxs


"/.

TOtt xai avTog za

Qttf.ivei

avxvyQ(t(p6v[

xui

1.

15 sg.

Anche questo
due punti

coi

di

Aristocrate CIA,

abbiamo

iy.eX'/.iov

Kirchhof

mentre

422,

erano

n. 3;

v.

conduce

aig dei

400 oligarchi

'-Z.^.

aioxQihrjv
Tijjy

xi'.

TiQuyfidrtav,

uXXovg,

di.

Quel x(

1.

xc

il

nostra Introd. a questi

di ci vedi la

(il

mano

delle

segno d'abbreviatura chiarissimo) da

La nota

intendersi JMfiov.

L' autore

Jid~

poco.

segno marginale

'/oj/rf? ;;'f-

re

su

questo

di

note interlineari; non ne rimane leggibile che ben

la y.ntu/.v-

tio'mt. 33.

spiega

Ma

18 sg. Questa nota in calce della stessa

una nota

\t(>i-

fisra^of fiy v zoTg nQtrotg

(cXXovg

la

frammenti.

6t]Qccfiif]f

caduta dei 400, bersagliato da Aristofane per

Leeuwen ad

dello scolio attinge a Tucidide Vili, 89:


fxvug TWf TKCfv axfintrjyuSt'

la

sua vita voluttuosa nel Triphales, appunto

cfr.

di cui idnuirutoi yvovxo "Jqkjto-

xouTijg xf f>tjo((uyf]g Aristot.

dopo

tempo.

dopo

ai fatti del 410-11

vede nei luoghi sopraci-

si

in-

Wilamowitz

cui dilTerisce

100

I p.

ma

come pure

signe, aristocrateggiante e reduce in patria

Uccelli 126

negli

capi,

Torna meglio pensare ad Alcibiade, komasta

tati.

Aves 126 segue Kirchhof. La notizia data qui nello


scolio ci

segno margi-

anche dal metro;

da

cit.

Athen

nelle iscrizione deli'Vrt^,u

richiesto

alla iscriz

Aristoteles u.

I,

dall'antecedente

scolio diviso

come

nalo. Ixb'aov qui

ngayna-

oltre alla paragr. e al

'.

]roi>

&rj-

di

di

Didymo

gli scoli e

Didymo ad un luogo che pu


la stessa

nell' interlinea

(1.

stesso

distinta collo

che distingue

ove in questa colonna

X( avig dello

esser quello

mano segn

2-3) forse

pare sia

nome

il

dicendo JiSvfiog

scolio.
Il

personaggio che qui parla dev'essere uno dei

principali della comedia, se

pur non

parole dello scoliasta non

si

rappresenti con altro

il

Queir Vn/prtqpeV [che potrebbe anche essere V-

principale. Dalle

pu indurre che

nome Theramene.

xiyoa(py[x

sia o

il

nome da

lui

.)

pare accenni piuttosto a controversia

che a copia, e

Questi no-

xiyQii(pw

minato perch quella nuova (huxa'Hg xwy nQuyfxaxw'


prendeva

ci

secondo

non equivalente

xlyoMpoy equivalente

di

il

pi

comune uso

di (noyQuqiio

di

malgrado

1'

VV-

nyQcfoy.

da Aristocrate che ne

Fr. e, col.

II.

alt. 0'",113

* * *

TU 1

[xarr]YOQrj<t-

[ar f iiov xca neQi


[xuialhairjV tyo)

toh

i-r

ixiTrjQtag ojg]

rr^g

EXi-v\(J{-irnii

sa r
[log

(:i]i

n(([iQtog o]g

or TTokXa entit

7taT]()l0V /^)'ft^
*Tt]?;xc

yjhuc

o(ji-]iXnr

tur

Il

f-

1-8.

Qui troviamo

Mi/fL 110116.

riferiti

duo luoghi

Lo scoliasta

rileva

di

la

differenza fra

TQing la

pena sarebbe

TtoUu) noll'aUro

la

il

y,uog

morto, o poco dopo

t-

ro^tov
7T(CQ

ai^Xi

Ite ixtiijQKcr

Andocide De

quel che detto nel primo, ove secondo

i'xf-

aiexiictg xt/.ivti

tv T]on EXtv(Ttivi(iH
1.

i-ni

rsO^rarai xai

Trj\Qiu' fivaTijQioig
/**]i

av

ro-

i7>;

nu-

(ftex^ oi

ove, secondo la stola, la pena sa-

i)]

(ftQt

vvr

ty-

rebbe una multa

di

mille

dramme. Una spiegazione

assai plausibile di questa differenza data da Foncart, Li's

Granila Mystrcs d'Elcusis

noi questa logge

Andocide qui

riforiti,

non

p.

9 sg.

nota clie dai passi di

e paro che l'antico chiosatore

Mi.

AD UNA tiuMKIHA

(OMMK.NTO

<ii

10

')

n\<iii(ii<Yuiy

lo.'htt

xia imi

ini

'
.

KVii

Ktv

//

xKXdK

(II'

>V

ebbe anche dinanzi un

luo^'o

(|iialo

il

per

durlo a riferire, per chiarimento, le parole

di

1.

posteriore di circa

nota alla

la

antec.

col.

15).

1.

correzione

m;

cJ"

di

Bekker dove

vediamo

in l

Queir V che

mss. hanno tutti

al

di

sopra con

fci'

ove leggesi

7i()oei()t]T(a

deve

ove parlavasi

i'<f()vaig

di

parla che di bue.

bue.

V.

il

di

con

((71.

1.

La nota

(II.

ricalcata

}'

(ci'yl

le x^'tqco, oltre

principale scolio che

della Pace ove dicesi


;/

ekeyoy

ro (SQeToy.

Plato (1198), son citati dagli

come

non

ci

E,

il

contrario potrebbe aspet-

forma ordinaria

la

253 ov

non pare

di copista

men

sulla

solita.

yttQ fioi yeyyaTof. Scoliasti e les-

il

il

chiosatore

quale altra

alla
1.

20-23.

ci

come giustamente
questo

apprende che

comune

coro oltre a

nei cori Aristo-

intit. rij^ag.

spesso presso

antichi

gli

chiosatori, qui

dubitativo e indica la spiegazione

getturale.

Che

il

tessitore

spesso

la bocca, sia

le

come pensa

liva,

dice per se

ci

Errerebbe chi dietro questa notizia pensasse

Come

fil.i,

ci'.wwpo' del

coro in questa

il

qualifica avesse questo

comedia perduta

fiijjioTs

un

nostro per questo luogo di Aristofane.

17-19. Nello spiegare e giustificare

fanei.

mentre qui non

nQo^dx(i) y oiov iv

al

scoliasti, cosi al Pluto

sul

altro

si-

240) secondo assai mss. e

/',

quella della vecchiaia, assai

questa stessa comedia

animali cominciando dal

tTfiT^io;

comedia era costituito da vecchi, non

cancellato

ri-

solito

di

solo al

come ogni

Aristofane,

per yyevg, avyysvixy,

key.)

comico

ad uno scolio ante-

/l'rpra,

llom.

anche

'}?].

922 sgg. ove, oltre alle %vtq(, son

sacrifici di vari

((f(>ve(jS-(a

Per

l'o

ma

sicografi spiegano questo ye^yatoy omerico (che

>'h].

luogo della Pace che qui

Il

abbiamo a quel luogo


^01

ma

riferirsi

un luogo

menzionati

(h)oi<

14-17.

riore illustrante

cordato

1.

mano.

dalla stessa

si

rig 'ixstjimci'

ei'

prevalendo

tarsi

questo luogo non c'entra, essendovi

in

11 in fine, era stato scritto

Quel

(hvQU).

secondo Erodiano. Ad un errore

la
fJ'f

due. Strano che

riferisca alla forma,

si

come Omero

(ei'Qia,

L'oraz. De Mysteriis,

gi V V, mosti'a che la correzione stata desunta


lin.

di

fra

lo

esclude che egli abbia potuto in qualche caso usare

erroneamente ni por

scritto

OHI corretto da altra mano

dalla

chiosa non

come anche Omero, usa

venne accusato,

H chiarissimo che conforma

2 queir

1.

segno marginale questo

il

spazio lasciato

da pensare, che piuttosto

Notiamo a

Pi

paragraphos e

lo

gnificato

del 399.

;V.

13 sg, l'or la

la

a ([uesta comedia (vedi

10 aimi

lovg

per per

in-

noscere, dovette riferirsi a ([uesta legge, non ad Ancui ([uesti

liiui'-

ri'v

brevissimo scolio non distinto dal .seguente;

passo poro, che sarebbe assai istruttivo co-

di

tjin yh-

io rdoiia uHih

in

Ando-

decide e a quel fatto

o-

iinkvfoi;

(()^Xi<

'^"'>'

yniaijiyytii uiuc <h

da

Il

in nu^i

iiki-xovit-c.

;i{)0(Siyov

cui si ricordava questa logge in termini tali

cide.

iit-

liiti

riKKir

^xviSu

ot

questa comedia

di

t-xa'N(r<<r (xiQt-futQ f-Xu^o[v

i-;rf-i]

no avosso notizia;

altra, forilo

(l;i

lU

X"("''-

x(([i\txnv

non

i)i l'Olii

iifi^

//(ioc

,ii<CCii

/niTroif-

(lOQfiovi;

(tilt

mf

ni

i^

ntrirjr oxiov ifiiQ/Kiy /ih-

t-yii)

x\n\v
'/.

1)

yi

(HI

ffi'yyn'hi;

^uijnoi'

ii{ttni-

yiiiKiny

l'.iKXiiviir

17

iti(tni)-

fini

/inizili

1^1

X""''

noiK'iv
20

ninf

lui

AKlHToFANK

MI

ii^i'-

/(.

fitti

xl'''lt"'^''

liKfli fhi\x\/

{)ii)i

'/

tXtyor

(Ut

XKi ly

iti'iyityoy

h(ii>(roiiia

{t^\u<t

(H'V

If)

n\vf tdiniii

l'KKKI'TA

di

come

con-

stuoie vi accostasse

per tener ferme e strette co' denti


il

chiosatore, sia, per darvi di sa-

cosa facilmente ammissibile e neppur estranea

all'uso pi recente;

ma

con

ci

non

si

spiega

la

due versi delle

strana imaginazione di questo personaggio della co-

Non credo possano essere quelli a cui si


riferisce il TQOBQrjxm. Ne risulterebbe che la comedia qui commentata sia le Danaidi, il che parmi da

media, che non sappiamo chi sia; come neppure a


chi (o a che cosa

escludere affatto dacch pi sotto

vecchia e tutta ruvida di grinze, tanto che a colui,

alla Pace,

Danaidi.

la

comedia avea un coro


Papiri Fiorentini.

(1.

di vecchi.

18) detto

che

di

?) si

riferiva quel ravxrji'.

Se

si

tratta

donna, come pare, dovrem pensare che questa fosse

nel baciarla, paresse di posar le labbra su di

una stuoia.

PAPIRI LETTERARI

18

Fr. D.

O'-.OS

0',02

* * *

'QJ

]^Q)7T0V t[
axTjV ([

a\rri toi\

]ijTf

Jtov nqooi^[iov\ tovt[

rg Ta[

\iiQcai t[

]axov n[
* * *

].

Dopo

4.

,"*'

traccia di

o di T, quindi

fi((fi\(o&ii)f];

fi(tyi{xwy]

l'uno

dopo r

oppure

Forse

e.

pi luoghi usato da Aristof.)

TrjTsg (in

vocabolo fa

l'altro

intendere in qual senso fosse detto

(|uel y.vy.'AlMv

che

6.

1.

che cosa

si

riferisca o

possa

riferirsi

quel tiqooi-

trovavasi nel testo in questo luogo e che era dichia-

,uiov

rato nella nota interHneare. Senza dubbio

vinare quel pochissimo che rimane di questo scolio.

l'esaltazione bacchica dei cori


1.

fu<i'T[s(t)p

Lo spazio

5.

della piccola lacuna

ciclici

si

ricordava

Certo che n

e ditirambici.

pu ammettere un e

ed una leggera traccia che pu essere

di

il

non

ci

xvxkiwy di sopra n

permette d'indo-

il

nQooi/ulov di qui

autorizzano a pensare che in questa parte delia

ci

comedia

vede

si

della nota interlineare,

trattasse d'argomento letterario.

si

Fr. E.
0'",035

X 0,027

* * *

]rj

aran\

]...
]fiariov

]ir

af.i(pt

f<}i(ji

fi[oi

/KH avT[ig

X(a ytCQ TovTo tov jioKDnov


jtj

re ^ictv

a]vTi TOV

Tj

Hvt

if xXt[nt(tn'
ov[

? inv 'niinv

10

8.

Dalla nota

personaggi

interlineare
di

un inganno

cieri

di

barbarissimi

ceduto

ai

di

rilevare

die

fra

ovx

questa comedia figurasse un Beote.

Noi 411, poco prima


di

par

]<'

di

questa comedia, per mezzo

Aristarco stratego, munitosi


(Ibcri),

cinifinanti Beoti

il

demo

che

in

di

un

Secondo una buona congettura


sto fatto
(fr.

questo modo, come

dice Tucidide (8,90,92,0,90), se n'erano impossessati.

alludeva

del

in

Fritsche, a que-

qualche verso del Trifalele

.WO-l, Rock).

Le parole

di ar-

Oenea era stato

si

di

lemma

del Bealo

Oenea.

jre (ilnv j'r?

xXi[nt(av]

sono certamente

e la nota interlineare anche questo (dicesi)

pu darsi

si

riferisca al colpo di

mano

di

W'.

KII.OHOKIOA

iil'KIlA

')

a.

Il

i)VVM\ Mi.osonoA.
Tiiv.

hirgh. rnaHH.

iiuiss. tr.'J'J

;ill.

mi rololo; residui

Kr;uiinioii(o di

di

sup(M'ioro, sciu])atc o mutilo in

]);irte

dolhi

della <'K

1-^

III.

Solamente

2'^

la

colonne

(|iiiit/(,i()

jx-r

gran parte

2'^

Residui del margine superiore solamente ed

e S'\

delle (Colonne 0"',06.

Un

pezzo staccato

locato al disopra delle col. 3" e

numero

Il

delle lineo della

inferiore, di
di

prima colonna,

probabilmente tale era

contengono

linee

mise

chi

chiara e assai regolare,

in

ma

4-^

il

numero

lettere.

ordinaria, di

1.

Larghezza

col.

l-'

col-

4=^

prime colonne, che tanto

non rimangono che pochi

di cui

col.

La

mano

scrittura

Forma

16.

margine superiore e

pezzo staccato, con 8 linee

Il

alla parte superiore delle tre

alla

del

par probabile

quel frammento oftre pochissime tracce

col.

media 25

col. II,

fc

sua altezza

la

cartone questo papiro

in

rimanga parte

in tutte le altre.

di

una

modulo medio,

di

Sempre omesso

sempre

del |

in linea

la

di

e inter-

parte su-

5.

verticale,

corrente e libera. Niente accenti n

zieggiature nelle sezioni, distinte anche colla paragraphos.

Itacismo corretto in

di utilizzahilo

verso allatto

Jl

quasi tutta

in

qual punto di questa appartenga non possiamo precisare

periore. Collocato cos nella

Le

da

0"',05) fu

1",

piccola parto nella

in

la sola di cui

non e perduto; devo quindi appartenere

rotti residui.

ultima; ftoco

doli'

i'-K

non pu dunque appartenere

scrittura,

quelle

-15,

(0"',07

tutto tronclio nella

coiitimio,

hiiono stato e leggihile.

in

bianco. Residui del margine inforiorc, in piccola parto nella col.


nella

ma

rimano

nulla

parti. Cenasi

piii

sciiti

di

0'",'J<)

slegata,

altri segni.

Spa-

jota ascritto nei dativi.

lo

continua senza distacco.

Non pare

scrittura di molto posteriore al periodo dei papiri d'Ercolano, forse del 2 sec. avanzato.

Abbiamo
quel Xsysig

qui

ai'

una discussione

oii xxX.

(II,

filosofica

intorno alla uaisia o educazione. Par di rilevare da

17) che lo scritto fosse

composto

forma

in

di dialogo,

ma

potrebbe anche

essere epistolare, non essendovi altri accenni a risposta d'interlocutori. Si parla di arnog nella 1
e ancora nella 3 col; par certo quindi che
in

quanto concerne

Pare che
apprendere
Chi

la

maniera,

costume

il

il

soggetto in questa parte che

civile,

18 nuanxwTfQOL

parla nella 2^

col.,

la

che

sola

pare uno scettico o un empirico.

ci

III,

35),

offra

rimane l'educazione

la urhanitas.

la discussione versi sulla efficacia della ncasia, se sia

{itsiO^eiv I,

ci

cosa da potersi insegnare ed

questione che troviamo agitata gi fra

un buono squarcio dell'opera, continuo

qual proposito egh ricordi

socratici.

leggibile,

non pochi che tengono cani da

guardia notturna e trappole o trabocchetti, non possiamo indovinare n congetturare in correlazione


col pochissimo che

rimane

(45) di xnh]xrir2

40

di xvvtQ etc.

Da

di

quel che precedeva nella

di areioq

col.

38 e 34 e pi sopra

quel che segue per

certe disciphne, lo scopo delle quali

di

antecedente, parlandovisi di UeoTTovin?


zvqavvoi 24 e anche

pii

si

rileva che trattasi pur ivi della inutilit o

si

pu ottenere

da molti

si

sopra

poca

di Xvxoi

efficacia di

ottiene con mezzi materiah ordi-

nari e prattici indipendentemente da ogni teoria pedagogica e da ogni allevamento disciplinare, forse
relativo
"

ma

al

reggimento della casa, della famiglia o dei famigliari?

del resto, seguita egli a dire,

tanto altres in

medicina,

che

il

non soltanto
medico

si

in fatti di

d pensiero

questa specie
di

curare

il

io

veggo

ci avvenire,

malato medicinalmente

20

PAPIRI LETTERARI

(secondo

talento te lo rimette in salute

secondo

ed altrettanto avviene pur nel lottare

(istruttiva) di costoro sta nel

pur
g'

cose,

segua

io

tuoi rivah

mentre

piatti di pesce, e che certuni dissero ad

Purtroppo, diss'egli, non marittimo

'

la

tua scuola, tu non

E pur

'.

Antistene:

mio dominio se

il

colui

simposi {xvXi^i

si

narra

una cena

va

in cerca di siffatte

nella terza colonna fra le tante lacune e incertezze

supplemento, possiam rilevare che seguita tuttavia a parlarsi

gentili in societ e brigate e

'.

costoro che scialano

fra

'

a farmi

riesci

certo garzone, e che alcuni volendo attirar costui ad

di

insegno ad astenersene

io

di lezione e di

'.

forza persuasiva

la

quanto tu apprendi nel giorno

'gli , diss'egli, che altri disfanno nella notte

imbandirono dei

sono

per gran tempo che

'
:

Antistene che s'invaghisse

di

a terra. Tu mi vai dicendo che

lo gitta

metodo. Qui per parmi torni a proposito quel che Socrate rispose

ad Alcibiade che aveagli detto


';

che a volta quei che lotta

ad abbattere l'avversario, mentre un altro dandogli d'un

regole della palestra stenta

lo

bastone o d'un sasso nella caviglia

migliore

un qualunque con qualcosa somministrata a suo

principi dell'arte medica) ed ecco che

15) fra amici e

1.

si

di

urbanit e

modi

di

ricorda altres l'antica usanza, nel

pi amichevole amplesso, di prendere per le orecchie l'amico e baciarlo.

Non

si

distingue per eleganza e correttezza di stile e di frase

indicar l'autore,
assai povero

si

ma

quest'opera

di

cui

non saprei

che mi pare attribuibile a qualche minor sofista dei tempi Plutarchei. Certo,

mostra

sempre ripete

frasario di questo scrittore che

il

la stessa espressione

ste-

reotipata ovx TT iQTcov quanto volte abbia a riferire un qualche fatto o detto, cosa assai frequente,

giacch

il

ragionamento qui procede con mezzi

aneddotiche o

xQ^Tai,

gamente usarono

certamente attinte a qualcuna

retori e sofisti de'

singolarmente con grande uso

retorici e

]^(>

.T

]^vxoi

x/()0)noig

]o/f

f-v

]fa

]'

>w

.[

i-l)th)ic(V

^oVj'Jrj-

ffVKJ] TQOC

mi

fiov^-

a7To]XaxTi(f(nii
]oxf-t

//

pare che qui sia riferito un brano

quindi va esclusa la lezione che

che

pu stare
1.

13.

Dopo

aut'ei,

riga; poi,

non

si

ha

a piccola

di

1(0

(v

Parlandosi
'ff

(\.

'.'>)

ta\;fnuinoi<;'l

ben chiaro che

distanza, un

cani

di

poco

in fine di

pi in alto

ON non

ncH" intercolunnio,

poesia o

so se aggiunto per ripa

raro ad una omissione dopo m o por correzione dol-

presenta alla prima

forse seguito da
si

di

voglia supplire Jio]^ uiaay

k/juh]? fciany o altrimenti.

]t^fxXfivev

15

(h Ky[ sia

avvav-

evc\ot i

((i<-

pfo/^fTaff l'/fft

\((lfj((g

taofcf

x^oiv-

11

-ni

oi'x

\vfiiic.

10

aurei (h av-

\(J((i

[g

cui lar-

vv[

ft

xvvfc
]y

Non

siffatti, di

I.

lovg

6.

sentenze

tempi imperiali. L'argomentare qui sofistico e paradossale.

Col.

1.

aneddoti

di quelle raccolte di

di

r
1.

(.)

stesso?

14-1") (jvi^ut'lTtjaai^Tic

doto

si

riferisca alla

.]

eSexkfwsi''?

Paro che l'aned-

poca o ineguale socievolezza o

cortesia di qualcuno che a volto secondo


nisse stringeva la

mano

(;rfr(c ffr*']'i/'??

gli
1.

13)

conve-

a tale

1|;{.

lt\luXlil

t'f

21

l'Il.oHOFICA

')l'i;i(A

Hit'

ill^

iyuir

l(<or

ltt^XU-

\ltlli

'f

ik)

](/j)f/l'

01'f

|(/r)(r)'/trn/

'jo

it/iftJ-

xi<nt^o'n

(t<)i

i(i>;

1'-

V
.

\n
\r<r

125

\l<(fl

ft)\

Iti)

..(<....

xitiiut
]

]'

\o

u,il

/f[

\i (tit

<((rino[c

\^

]yi(

35

lan (tXXov

'-

l'

(riix\

](icX

(T

n\

;{()

!(((/-

rnuvdK ....

1)1'

I'

]f

'J'Z?/[

f-7n[

x((i

nvx

]l

]wr
]ov

((Xa\

aa[tHoc

i-rioif^l

]fX7TXl][

40

[ravTO
]ov

exei'l

]xai (iw) XI

45

che l'avea

offeso, a volte

vede che

tema

infatti

il

oig

i>eQ\

ne schivava l'incontro. Si

1.

23 24.

come

1.

44 rw xi^ip/w?

qui la urbanitas o

due volte ricorre

6 tlaisto? in

(laieixrjg,

;((ad]vaiy'>

Col.

IL

xTfOfvoriac xvvug xi

ff

Incerte tracce

dere
1.

3.

di lettere

dopo

T, tuli

per da esclu

anche

qui

in quel

ordine di

viene a diro l'autore rileviamo clic

che precedeva, sostenevasi, per altro

fatti, la

deglanovaiy?

7Tc<Yce[g

stessa tesi che in quel che segue,

[f-

la inutilit cio della teoria

meglio

fist^T[ni.

Da quanto

loig

[ofxO.rjuccyn?

{vv-

ovx oXiyovc. oiag ov fiuior

1.

45

rw iv^un'oig

quel che segue.

]jUf r

1.

rica.

si

cui scopi

raggiungono per via materiale ed empi-

Questo che appresso

medicina e
di

disciplinare,

di palestra,

educazione

si

osserva in materia

sopra era esposto

civile o di Vrftori;?, le cui

in

di

materia

norme,

sia

pur

PAPIRI LETTERARI

22

ini tiov toiovtojv oqu lov-

yuye

To yi-i'of^itror aXXrc xccL tnL t(av

icngtiuv t avi or o fiiv yuo

'i\cc-

TQOQ aroxa^ixai xov cctqixoq


0-eQa7TevGa{i

i{r)[l-

rvxo)r nQodtvtyxag ti

oxs

ano ravrofiarov

10

xafivovra

/])'

vy[\a enoir^dev

lov avO^QUnov to avr x(a

ni Tov naXaiiir yHvtxca o

fi

t-

tv

yag naXaiaxQixuK axi-va^opcsvog ^Qufwg ertoxf xaxt-jia-

xai txf-Qog e xw

^f-v

15

'^vXo)

rj

ncuffag

/.i,/(o

^aXiv Xeyng

(Sv

xo (T(fVQov xuxeoti

avioi nt(}o-

nuXiaxu vvav-

o) nii!}f-iv

ano XQonov

xai xai ovx

f-iioi

^wxQaxTjg fin tir nQog

oxti

20

tg

xov Xtyovx agri AXxi^ia^v


o)

^(i)xoaxtg ov

(a

noii(Tai

vraaai ^tXxH-

lOGovxov xqovov avr-

(TxoXaCovxa a yag a[v]


25

ia'^tai tii-Qoi xr^v vv-

rjiXf-Qav

XX a avaXvovfflv

mezzi materiali e

tal

viene quasi da s la loro combinazione

non pochi

parere strano che esso

(orsloi

che in citt tenevano cani da guardia notturna e


trappole (da lupi?

cfr. col. I, 3, 5)

qui par trasparisca

il

come

in

lui

di darelog

Quel

ferirsi

libro

i.yBi?

molto

av con quanto segue pare piuttosto

ad uno scritto della persona a cui rivolto


che non ad un interlocutore

tamente
i

medici e

dottrinari

educazione,

nel

non sono

cer-

gli

elementi

conoscerlo gi

qualche antico

Senofonte, Platone e ((uanti

altri

scrit-

antichi

parlarono dei rapporti fra Socrate e Alcibiade non


ci

tramandarono

tali:

la

1."

dell'

aneddotto che

tre fatti capi-

rapporti intimi di Alcibiade con Socrate e

sua scuola;

2." Il

niun profitto da

lui

ricavato dalla

froquciitnzione del grande maestro che proponevasi


di

render

con

gli

lui; 3."

ceri tanto

uomini migliori e a (juesto non

La

viziosit di Alcibiade, dedito

riusc
ai

i)ia

che pur frequentando Socrate passava

notti in orgio e bagordi.

1.

Con questi

fatti

in

non

trovi in alcun

si

di

una

l'

autore deve averlo de-

([uelle

raccolte di %()s(a che

;fce' e

propagarono dopo

si

Esso ha

gli

Alessandrini.

26 sgg. Ecco un altro aneddoto, certamente questo

pure una

esso

il

z<>t((c.

di cui

non avevamo

capitolo relativo ad Antistene,

relativo a Diogene,

raccolta di Chrie
T,

fin

(jui

alcuna

neppure presso Diogene Laerzio, bench

notizia,

Sdir.

filosofi e ao(ft,ai(d.

e di averlo incontrato presso

Ma

tutti

materia d'insegnamento, istruzione,

in

notissimi da cui risulta che pare di

tore.

ma

palestriti di cui sopra,

Questo aneddotto tanto ovvio per

19-26.

il

dialogo

in

libro stesso. Gli l'roi di cui parola,

ri-

forma

la

sunto da qualcuna di

contrapposto ad yQotxog.
17.

troviamo e pu

qui lo

gi

un aned-

in

altro degli antichi scrittori a noi pervenuti.

campagna.

senso etimologico

come

dotto COSI formulato

prattici di sicurezza, e in

senso sembra l'autore ricordi

e xai Av-

(pacfi

bene apprese e pratticate, non dispensano VaieTo? dal


valersi di

xr^v

f(jrj

p. 74).

non

sia,

come pur

L'aneddoto ha

dell'istruzione

KL

in

lo stesso significato del-

rantocedente, mostrare cio la inefficacia


nel!hftv,

quello

per gran parte, che una

Diimmler Antisthenica

(cfr.

in

razionale e

de\fisfi-6o>

metodica. Anti-

stene deve avere, nel caso riferito, riconosciuto che


la forza

persuasiva della sua dottrina era inferiore a

([uolla di quei bei tagli di

lettore di Aristofane

Ateniesi.
lo

pesce

(rf,M;^f,)

di cui

sa ({uanto fossero

Da questo concetto

fui

ogni

ghiotti gli

guidato nel supplire

lacune ripristinando la chiusa dell'aneddoto. Dopo

(luol <9(d(((iaox()((Toviu(ei ,

e negativo, a

feriore di

1.

che non pu esser che medio

36 dopo rof

si

scorge

la

parto

una verticale che potrebbe ossero un

lo

e quindi

la

monto

i[xfh'(>ii'],

ma

suggestione del supplemento


la

distanza di

(|ucl

ini

foiexeat^ca

segno dal prece-

itl'KKA

Ii:(.

x\(<i

*|^'|/c^

nini'

(ij

'|

(^

i\i)ic

Kj
nn

//)<f^"

!h<\).i(i

(ir

h)'ut

()

"

)'\i(i>

Z"^'

i(nt\iK!h<i

({Hindi supplire,

iiitf

fosso
sitivo

cosa.

che

i>ix\

rale, rigida

(Snir\

come ho

dalla retorica alla filosofia

di

fatto rw> tIoiovtmi'].

Antistene non sap-

pi che probabile che Pitagora non

la scuola di

Tuso

che sta

il

si

gene-

spesso avviene in aneddoti


le

bestemmia (V. Gomperz Gr. Denkerll

questo

nota

p. 116, 544)

filosofi

siffatti,

di

nome, cosa che

bench

noi pervenute,

nome

fra tutte

questa non

si

(vedine la raccolta presso


sgg.).

Ma

vai meglio avvertire che queste Chrie sogliono

es-

d. gr. Cireia p.

81

sere fabbricate da uomini a cui la fedelt storica era

sua

la

Chrie di

Wartensleben Begriff

innamorato

ad Antistene filosofante.

potrebbe pensare ad uno scambio

ritrovi sotto alcun

stenta a credere in

filosofia.

si riferisce

cinici in

fatto di Antistene

natura della sua

ue.'^ifoi nil'teiy,

Si

in urto flagrante colla figura storica di

filosofo e la

doto, diretto a mostrare l'inefficacia del

po-

predicare la sobriet e l'astinenza da ogni leccornia.


Ci che desta sorpresa e

poich l'aned-

ma

dei pesci;

Antistene e dei

[xffifxtd^TJi;),

essenzialmente

ed essenzialmente antivoluttuaria, dovette

questo aneddoto,

i\iiiovui)r

dare che Antistene non era pi giovane quando pa.ss

solo ad escluder

il

ft\i\inv

\ii(\vi

doversi piuttosto pensare ad

Delle proscrizioni diototiche

piamo gran

^i

]$

un T e

iikjLk

Itimi

p.ir

ttv-

(ix{>iin'ii((i

\Xi'

dento N r tale che

(>ttt<<f IV

x((i

1(1

xui

liiio'fi-

:i(ittK

in\i I nidfi

III

tyi'i

ix'h<\iiiy\

.n(n ungili

//o7|)'

.Vi^-

HIIt'tlV /H<(J(f

Xii/nh(<

iiHiyiii

;iu

lijit

/'/|i'|>l//'ris

(d'io 1,11

(JH'IIV

iiiiK

iimiitxiiif

i/a|.V/rJ

23

II,(jH()KI<:A

indifferente, e che ad

che

contro

il

cosi detto

un

amor

di essi

pu esser sembrato

socratico potesse esser pure

Afrodite, e la sua definizione dell'amore: roV ts sQtoTa

attribuito ad Antistene tanto entusiasta di Socrate,

xaxlaf

che nel notissimo Simposio senofonteo

(prjdl

Trji' f'ffoy

(pvasiog

i]g

x(dov(rit' y.rX.

jriovq oftsg

(Clom. Al.

ot

&6f

xccxoifteifioysg

p. 485).

N giova

chiarasi addirittura innamorato di

ricor-

(e.

Vili) di-

lui.

Col. III.

;f:

H=

TK i[
fterTo[i ?

X fvxfQfc[
To nera

novov T

10

1.

10.

Qui

si

7t\

xu[

irai 7TQ0(j[

l-i

avrai to[

i TO fie^[otxo)g rrei^etv?

chiude la risposta a colui che sostiene

ficacia educativa dell'istruzione metodica.

l'ef-

La para-

graphos a
di

1.

17-18 della col. antecedente ed a

1.

10-11

questa distingue questa sezione che comincia con

PAPIRI LETTERARI

24
ovv

m[a]t
V

]o)r nct\oi-

oi'[

f[

]o)[

((ic(\

15

q]ai

Qo[

\ouvai

no{ .... \iaig

n\vd

]tr[

...

TX

orar qvtiov v

Tbv

.[....

xvXi'Si

vta^ac

/iiy7ror*[

exHva\i\g Sia rov


Xo%>

naG\

*[!

[x]ai ti o(T/ia

^ka[^]ev aTToneimuv tu w20

]ac

xtt

yiVi-

ccxQtt{o))i;

aO^ai ovTut s xai roig avOgcoTTOig

o[T]t!cr

anaVTon' axovw-

aiv xai Tiaffiv alvrovc f-vv\SQi^iofT

25

<f(o

!>

r axQHov

x[)-

t]o;

(Jvi^i[^ai]vf-[i

f-ivta^[(xt

dio X(a 01 UQXCtlOl OVx\ (k\7T0 t\QOnoi^ ore

uva ^eXouv

xMC aGnuaaalhai

yceg

oiuv

T(t\v

i(/[iXovv

lt(\fi(-i[ct\vovifq

30

(fih

xuc avTVj

ta)]r (t)T)v tv

(fi[

n']

ovv ov VV^[

/<]t'

a<fT{-ioc[

i-iv

Qtrui aXXog yccQ\

\n:HaTix(tntQo[

35

^VTOV tv

tv T0[
a[

]vvufitvoig

ov]x ceXXoq tig ntiG


]

V ovx

ano

]oi/tv

f^e,9{n(hxo7g neifhaiv].

Riprende poi

1.

r .autore l'esposizione delle sue idee in continuazione


di

quanto

certo clie

venuto dicendo prima

sempre

nando a discorrere
non

permette

ci

ltjifirr}?,

fra
1.

di Xyeis ov.

(lo

qual

(1.

cani malandati e

orecchie basse, cosi

sordi,

si

tappano

le

gli

uomini

le

orecchie

orecchio

La

il

prio,

vorrebbero esser

ciandolo, secondo anticamente usavasi.

1.

Fritsche ad

di

p<;l

nome

amplesso sarebbe

e; probabilmente a Teocrito

Teocrito un antico.

steneto

le in-

bene aperte dell'amico ba-

dato a questa maniera

monianze certe

senso debba

chiasso e

40,

(l)ial.
1.

(l,

ma

di

si

uomo dei tempi impeNon pare eh' ei sappia

che l'uso sussistesse a tempo suo, ed invero

malmenati vanno a

fra

p.

pi antica testimonianza

riferisce l'autore, pel quale,

per poter supplire


il

Roin.

Gr. u.

stosso Teocrito

della

mentre poi nell'espansione amichevole acco-

stano a s

Theocr. V, 123

riali,

tutto questo luogo. Par certo per clie

come

d.

Sittl,

Eunice, poeta della comedia antica; por l'amplesso

15).

24 sg. Troppo sono le incertezze

solenze

modo)

Gebdrden

di ;fi'r()

e particolarmente noi banchetti e simposi

bicchieri

essere:

Par

stato frammentario del testo

precisare in

di

24 sgg. Su questa costumanza degli antichi vedi


Die

stesso continui a parlare, tor-

lo

tqoti\ov

t... [...]...[

ist

av e finisce con

\trai Xeytiv oi{

40

Xe'yeii

testi-

quei tempi non ne abbiamo. Ari-

24), coni' noto,

non vaio

pel

tempo

pro-

attinge da scrittori pi antichi. In Luciano

mer.

3, 2)- la

cosa ahiuanto diversa.

39 sg. Qui, col solito ovx (io ifnqv, seguiva un altro

aneddoto o Chria
so non

di

cui

ci

(fi{>]fT(a Xt'ystt' 'r['.

duole che non rimanga

OI'KHA

M:t.

stju'c-iil.o

I''i;iiinn.

lorso lUcciil"'

|i.iili'

XI

()"',()7

((;io\(rfKT(((

\nror

()>

vnv

nv\i.(t

ii'X,
.

](*)

10

v\o(i\(H'i

i<

\()i\i<xtt-

nnfff-\t\

in

in^

Qiov[

Irr^o

^ ^

lo
cc{
XtlCC

;[

/'

..t{
?

.[

xca

ip'

.".[
.

aivo
Papiri Fiorentini.

\v

Col. IV.

iit-

r vyiuaiti Uhi- o

fdTir K<y

Hy\

(HV((hi

xiti

t<

IV.

>"',(! ir.

^''

}U<h(

ij

col.

ili'll;i

ii'X<'i*'

<>

:i((Xiv

\i(xuK tv
I

yf^

2r>

l'ir.OHOl'MOA

t>n[

nov[
[

PAPIRI LETTERARI

26

]or[

* * *

Dai miseri frantumi

mente

nulla da cavare.

me-

e pare si adatti

che altrove alla parte superiore, con quel che

offre di leggibile

presenta

ci

non piuttosto rispondendo a quanto

ateiT]?,

medicine

delle

5 sgg.

col. II,

trovare qui

(1.

viamo

9).

(1.

il

contesto che per una prima

(lnoa[a(u ye 6

TOP ni'oy y

che r opera

empiricamente improvvisato

di effetto

td/wV che

stesso o

quello

2),

possibile ristabilire

di

sopra.

voffoiVrw

7J((Xiy

dell'

(fvvTqasrui

non

pu

si

si

pu quindi

venisse a mostrare

si

rr/wV non pu essere che precaria

momentaneo, mentre

come dovrebbe

l'arte medica,

parole di risposta

di

rico-

inniTvS?

poi

malato deve

il

esser sottoposto a cure regolari o normali

tro-

Sarebbero quindi queste parole

rv^Mf

definire se in quel che seguiva

che reso assai verosimile dal

il

'A^yug av

TI

rapporto colla

in

il

noscere

ivi di uf-

Ma non

aspettare

lo fa

parte di quel che rimanojleggibile ove

soggetto delle cure

amichevole e caritatevole,

ficiosit

detto

il

non so se parlandosi

soccorsi per malati,

come

frammento staccato cho

Il

certamente ad essa appartiene


glio

un altro interlocutore e quindi risulterebbe dialogo,

questa colonna non c' assoluta-

di

secondo

aspettarsi se fossero

un interlocutore.

di

114.

POEMA PANEGIRICO.
Tav. IV, V.

0'",28x0",13.

Acquistato dal prof.

Aschmunn

dai pressi di
il

])r(f.

Vitelli in

Egitto insiemo ad altri papiri provenienti dal

Un

(Hermupolis).

tentativo

di

di

Blass che trovandosi in Firenze esamin e studi con

parole e con ]iochc noto

Una breve
E un

notizia ne diede
foglio di

libro in

il

lui

di lezione, ])ubblicata dal Vitelli in

Blass

in

Ardi.

papiro, mutilo

scrostature. Ciascuna faccia prosenta fra

potremo chiamare

scrittura che
di

questo fossero

il

papiro.

La semplice

Vitelli,

che

fn

da

la

regola

la,

parte inforiore,

margini superiore

un

scorge anche che

libro

trascrizione

B, fu, senza divi-

Roma VI

(1903) p. 149-158.

lacunoso per rotture e

latoiali,

residui

di

della direzione delle fibre,

per

due colonne

di

e dovendosi escludere che le pagine


le

due colonne

concavo della piegatura

il

osservazioni rimane determinato ci che

cio in cui queste pagine


nella qual segnatura
il

si

uni

ha chiamato redo^

in

si

quella faccia

convesso

il

scorge ben

quella

in

detta verno.

lui

Da queste

del papiro,

lutla

a due colonne. Infatti nello spazio bianco fra

.scritte

secondo

Atene

si

Papunisf. IH, 266.

i^agino trattandosi di

chiara la traccia della piegatura, e

che

in

f.

meridionale

trascrizione fu fatto dal Vitelli a cui

quale risultava dallo studio suo e del Blass, o che quindi noi designeremo con
sione

Faym

quale

il

in

si

Vitelli

non parve determinabile, l'ordine

succedono, che quello da m^i segnato distinguendole coi

redo e
fogli

al

di

il

verso non definito secondo

liiiro

scritti

egualmente da

a]plicazione; bens per la loro posizione sono redo \a jag.

il

aniito
1,

3,

criterio della
i

lati,

come

verso le pag.

n.

direzione

1,

2, 3,

delle

4;

fibre

questo, non pu avere


2,

4.

III.

Il

iiiiissniin

iiiiiiii'io

|!i,;4ii;i,

cniiiincsi

r;iiiliii;i

di

sersi,

meno

scrilXura

iiii

r di

iii;ii;j;iiii,

I,

|tcl

poco marcata
dell' (X.

spesso

clu*

scrittura

\\

ka|i|ia

di

delcienze di

Ima

lei

ma

o^iii

tondinl.i;

non

si distinj^'uc d;i

d'

!(>

littore,

inchiostro. Tutto ci

(;he

altri

in

\)m spiegare

notano nella trascrizione

si

con

<;orHvu,

al

mano

di

grovo. No-

notoriamente comune

Hitiillo

l'iitto

|<rgatura e

(|iial(-|i<;

La tosta

dol

cobi

not(!volo la l'orma (|uaH corsiva d(;ir o

I;

ma

in assai

rondi! irrii-ono.scihili la

lo

e scusare

di

(lolla

coiitcnjHrtO cJrcii Utia (|ua-

paj^iiiji

o nniiio avanzati.

|iiii

iaij^tio/./.a

I,:i

largo.

<lii!

hla; mi

di

ini|i(iiali

t.('iii|ii

distinguono

si

l{0.

di

per so sarohho abliastan/a chiara e di tacilo lettura,

sbiadita tanto che mal

venuta por slia\atiiia

iinrlio

y^l

(piulla lotter

alln

jii

iia^iii.i

vurao; inoUganlo, inolialo, gro8Ha o

di

Ini

nollc snilliiro corsivi) dei

S(\i;iio

in

N'ajorc d

l'Oli

lusso Iropim

iin.i

cIk;

culi-uUirc!

pili)

modulo, non inclinala

;iMirfValura, m;i quosta soltanlo

tevole l'uso del K

Si

In

ti'iiccjii

riiii;in;^M

(i"',l'l.

lihi'n

il

nicdii)

di

*'

rlio

nii

di

vur.si

tli

27

l'ANB<ill(IO()

l'(Jt:MA

15,

luoghi logora

doformaziono av-

tanto nunuirosi orrori e

e le incortoz/e che

lo

tanto

rimangon puro nella

lezione che qui diamo.

Dei segni non alfabetici non ricorro

che l'apostrofo,

(jui

fu

come pensa

si

di
il

Vitelli,

il

uno o pi

principio del

poema, anzi

Secondo

[aleogratia,

cos nel

hi

H, riferire al 5

metro come nel

da taluni collocato
papiro s'avesse

questo

secolo.
lessico,

al principio

a riferire

lando spondei
p.

certamente

poema

Il

altri

bassa et,

il

metro pare

naaavv, nriiov
questo che

il

vazioni simili

Nonno

lui

lo

come a me pare

pu,

il

e parve

V. che scorge qui,


i>oeta

quindi potrebbe darsi che questo

V. stesso pur nota, non curandosi

il

accosti a

evitare

di

l'

anche insolite licenze

accumu-

iato,

p. es. not.

(v.

nome,

vifaivei; tkoti'^hc,

nostro poeta sia posteriore a


si

1'

uso

di

vocaboli prediletti da quel poeta o anche,

aamoXig, aiaxvw^g,

Nonno

6i.if.icc

e sotto la

xncdiir, ccegr^fir). Dedurre per da

sua influenza, sarebbe

non era che un

gli
pii

agli occhi nostri

epici anteriori e

distinto fra

veramente straordinaria tenacia e

l'inflessibil

primo introduttore n gh antichi

Dai raffronti adunque con Nonno nulla


quale, se

tanti e considerato

poema;

rigore con cui egli

badiamo

al

lo dicono,
si

come

che

di

n noi abbiam

pu conchiudere

questo,

come

si

di

nel quale noi

questo per

di

valore dell'opera sua, non dovette esser

che quest'opera paresse degna

gli

XoyiooTaTog per la dottrina

nella

di

ammiriamo

struttura dell'esametro
egli fosse l'autore,

il

pro-

che poterlo affermare.

preciso circa l'et di questo poeta,


pii

antico del foglio che

probabilmente suo contemporaneo, e press' a poco contemporaneo pur

Non

Osser-

contemporanei, oggi perduti e a noi noti soltanto

applica un canone stabilmente definito e determinato


il

illogico.

come un caposcuola, mentre per

apparisce

mitografica raccolta nel suo tanto esteso quanto scompaginato

motore,

vmeiv,

fecero per Quinto Smirneo che per per valide ragioni dovette esser collocato prima

poeta questo che solamente

egli

Nonno

solo adoperati (V. nota ?.!}jog, j^ccQvtanoc, ^r^h'uiuv, iiwitov

antichi che conoscevano tutti

il

si

poeta tutt' altro che rigido osservante

nostro

il

se,

che non offre

Nonno, dovrebbe essere posteriore a questo

principio e in fine di verso, e permettendosi

in

a nostra conoscenza, da

la

possibile definire

dacch a pag. 8 comincia l'epilogo.

alla fine del 5" secolo, e

Se non che

come

la fine,
di

la

iiuosto fra le pagine 2-8. Certo, tracce

in

stando a quanto osserva

per,

l'intluenza di

da

6.

al

libro,

alto,

in

4 V. lo).

Pi che

di

siamo gi verso

in essa

dei canoni metrici nonniani,

di

trovassero inseriti

punto

cucitura o d'incollatura non se ne vede. Fogli dovettero esservi prima della pag.

pure a

fogli

il

mano. iXon

dalla stessa

riparata

rado omesso,

prima doircj)ilogo. J/ ortografia abba-

paragraphoiri e (luaU-ho sogno marginale a guisa di Coronide

stanza corretta: a (lualche omissione

di

di

Nonno. Mal

si

ci

rimane,

pu credere

esser tramandata alla posterit.

pens dapprima, un poema mitografico, alla maniera del nonniano;

piuttosto un carme laudatorio, encomiastico,

come ne

scrissero in latino Claudiano

e tanti

altri

pi tardi Cresconio Corippo ed in greco parecchi verseggiatori egiziani le cui lucubrazioni encomia-

stiche

ci

furono

in

parte rivelate da papiri. Piuttosto che accanto al pi antico papiro strasburghese

28

PAPIRI LETTERARII

decantanbo Diocleziano per

guerra persiana, questo nostro i)u tgurare come quarto accanto

la

tre berlinesi che teste furon dati nei Berliner Klassikertexte,

per

Poesie Panegiriche

Personaggi.

alti

scrittura non ]>m tarda dei primi

Blemyi

5 sec. ed

<1el

pur esso e

nel secondo, libro

si

a trattato

di

questi,

di

cui

in

proveniente da Tebe, era un libro

di

pace coi Romani. Nel terzo, foglio

nominato dall'imperatore Praefedus Praetorio

encomia un

si

di

ed anche qui

Germano

tnl

nominato (lux

tale

sui

della

Blemyi, erano stati ridotti

grossa scrittura del 6" sec,

{{jytiiwr),

un

la vittoria di

nemici, probabilmente

col

di

p.

poema encomiava

il

107-126 riuniti

titolo

scrittura del 5" sec,

di

ricordava un fatto d'arme

Tebaide e

primo

Il

V,

ai

encomia un lohannes

si

parla del pericolo perma-

si

nente dei Blemyi neppur contenti del tributo che allora riscuotevano.

apostrofato

come

poema

nostro

Il

(tu,

aaTTToXic

te,

te,

di

seco un Pirro che faccia strage dei

capo dei barbari,

di cui l'eroe

ed anche

Xi7rQ(>]c,

nome

il

mai costui

alcuna notizia. Ed

ove queir
che

si

chiamasse

un Perseo

(Herod.

2, 91).

atorf'TOC

{xf-(jK^i'

In ({uel che

soliti

Blemyi che

si

ma

trova n

si

parli

p.

x'/of^roi

il

di

4''',

[)ii

l'iiid.

P. Xll, 8).

dei barbari debellati dall'eroe, u alcuna speciale

secoli

mal

si

vede quali

essere

altri i)otessero

tormentarono l'Egitto e i)arti('olarmente


Lilia

ove

che

antichi imaginarono

gli

testa, con occhi e

la

bocca sul petto. Non so

ricoi'dare

poi

stal)iliti

leggenda dei

la

nei
5*'

pressi

della

secolo visitava

egizio Olimpiodoro di Tel)e; la princijiale fra le cinque ch'egli accenna, era Talmis, e forse

(luesta di cui la presa valse all'eroe del

in

questa regione da

lui

soggiogata

Pare che l'eroe avesse un


guerra come

lui

questo fratello o

perde e d'allora
nel baratro

come

lui

si

ancora

pii

titolo di .hoXittq^^c e forse

lo stile

cui

di

gli

si

con

lui

improvviso e

questa citt e

in

|Mema fu scritto.

straordinariamente sconnesso

quanto rimane
il

sempre concorde

dice nella pag. 2 che

la

delle

tre

questo

di

prime pa

Pelide, educato dalla

/uKjQOy

(p.

mala arie

di

v.

8).

una

madre
Fors(^

tale

lui

occhi al cielo (asceta cristiano?) di quello innamorato e scese

guardando a quello non curante della terra

violate da tali che cori

il

un compagno d'armi, come

Xt'iixitxoc e

prese a figger

il

dice dei fatti dell'eroe in

fratello o

compagno d'armi

egli

poema

rimaneva quando

egli

stato frammentoso del testo e

poeta rende assai oscuro quel che

alla

abbiamo

n xooGorgone gemebonda

capo mozzato della

sgg. di esseri mostruosi che paiono

fu

gino.

affatto ignoto

lancia, ovqc

Tebaide, ebbero alcune citt (sia lor proprie sia prese ai Romani) che appunto nel

Lo

so se altri

Perseo lungo due braccia

cima ad una

Molionidi. Questi Blemyi, barbari irriducibili, originariamente nomadi,

lo storico

Non

p. 4, 13).

mo-

principio di quella stessa pagina

in

FoQynvov

nome, senza

ipiosto

3, 1

gi Ulisse, di

Tebaide; popoli barbari provenienti da remote regioni della

se a tal proposito

nota a

la

come

poema rimarrebbe sempre

all'epoca di questo carme,

di

titolo,

ove Perseo aveva pure un tempio sontuoso

riport

nome

il

ne' bassi temili por

dimorasse una gente mostruosa

il

celebrato per aver, nella presa della citt dei barbari, preso

ivi

[rrf-Xwov?]; cfr. ovXior

rimane non

insofferente della

presso a Deidamia, meni

di

preteso sandalo

riferirsi al

nella Tebaldo,

dal fondo della Libia

indicazione intorno ad essi;


se non

eroe del

quella del

poeta allude alla figliuolanza del re

loro duce e i)ortatane la testa in trionfo in

il

come Perseo

il

Perseo pare fosse ricordato gi

di

Pare che l'eroe venga

pure e decapitato

gi Achille

meritando

citt,

l'

come pur

questi tempi che figurasse nei fatti di Egitto, non

di

novg ... del primo verso pu

f/ffTf

come

Priamo. Con che

avea preso una

mostrava a Chemmis (Panopoli)

si

rxov

mito

il

egli,

celebrato

cui cittadini inneggiano

patria sua

la

Perseo perch neganroXic (ved.

di

fosse, che di

che sia

Egli

15).

2,

(p.

che essa agogna a riaverlo,

fa sentire

di

figli

preferir credere che cos realmente


chi

gli

lei,

brama pure che

15 sgg.), e

4,

(p.

E Tebe par

loro salvatore.

nome

poeta che, parlandogli a

ed enfaticamente chiamato f/owc

ecc.)

e Xt'eixaxog (p. 1,8, 2, 17) p(!r la citt di Tebe,

come a

{ivv(ivovaiv) a lui

sua assenza

con .te

3, 16)

(|).

un personaggio vivente, che viene continuamente

tutto rivolto all'encomio di

non hanno, non

Elicona,

e seii/a

)ur

badare

non Muse, che pero

terribile qual procella, fatto i>ur allora celebrato

da quei

ai

l'ciroe
di

gemiti delie donne

conquise piombando

Tebe che videro

in lui

il

Ti'lir

||Im'|;iIii|i-,

ihiiiilo

il

l'iMil

[x'iit'iichi'

A
di

tirili'

di

driri'i'or,

ma

disi ini o

sia

si

t\L,di

vi'^';;ii

(f

piTino
di

Massinnno

di

uientc

il

l'ii^d/iaiio

'HQnxXti^c)
in

a.d

una

'

Inane vanto

IS.

.),

p.

riassuuu! nel valilo:

si

Europa, dai Vandali


sopravvt'iito

avrebber

iiell'

piuttosto:

dir

MovGui

V.

La

1.

traccia di

bile; poi
V. 2
V. 3.

l'I

gli

leve

iiaxVji'

ed in fine

>,

ovi

ctui Gi\

dopo

che

/A;ff7fKJ'

YB

si

ben

....

visi-

che non

gnasse
V.

t([

per

partor'.

la

...]!'

di <:

fi]TT]n

guerra

VB;

prima

ti

la

/.

quindi

la

le-

limitalo a proporre in

lui

madre

dell'eroe decantato,

una Calliope che

g' inse-

f>'

posto per

di
di

cui

piuttosto

In fine ben

unico supplemento

fuor

possibile

alla

pur

poi

di

distinto

feroci

colla

presa

coniand<j su-

il

pare doves.so essere

iirpiuir narrativo e

die

ipi(;ll<;

oltrech Tebano, schietta(/"'Jm'

Ayviiiiuv

^'c

vanto,

di

'li(><cx).tK;) '.

1.

'

{-/.nlaivs

ii\{-oTal,ovTa ^otir^v

metro non permette

tamente

di

f'MKci'svs-^

furfoiimo duale accu-

la

rimano

picco-

dubbio ehr ove

ehT[((ire

dacch

il

cui

siasi parlato di sopra,

il

supplemento

poeta che

non
la

stesso

[syonjrjg;

ooi

che poi divenne

non trovo

noneto^d^fttc cui

insolita in greco.

lettere (ufiai

come

omesse da

YB

di

meglio;

duale acc.

Pare voglia dire

madre pregava perch l'uno

riuscisse esperto in guerra

gi

il

il

e l'altro

Pelide.

son per certe. In-

certa solo l'asta dopo a che pu essere T,

ma

cer-

1)'?

congruenza del sing.

Le

compagno

quello stesso di cui pi sotto si dice

lui dtj'Cog (v.

mio

V. 5.

di

ouocfooi' (v. S); forse lo

/.('A

v. 6.

chiaro

m-ppuro

t;

Krcoli d'Egitto {ovvtg Alyvmiov

che

lissima traccia.

l'

e siasi

tlfitpotino

(!).

dopo traccia

r|uali;una

in

Ercoli in terra d' Egitto

per
nxvin

hailiaii

iia/ionale
gli

jiiio a|)pli(;ar;

si

sativo pare debba riferirsi ad un fratello o

B.

nota.

La

a Floro

Tobo sua patria

d'armi dell'eroe
tracce del / e del

le

ih'

vi\'a prcj^liicra della citt stessa, l'u

ei(([ffxe] fo-y ai^KjoK-oo)

Y B.

.]msi

Certissime
zione

omesso da V

)',

morte

aQiaTtvoi>[aai] aut {icaiAtiar aoir^v

layah^v

xiti,

45;{, HOf^uita, d>|M) la

fiovov o' [f/</]frf Jy'oc (c/.k xai uvi(c[i

((()(c

xai Gt

la hpi'di/.ionc viL-

sai'cl>hi;

tanto che, rovesciando (luella forinola

difeso,

pag.

ovx

rilVjriHC',

tempi ([uando riuii)ero era jjiagato a morte da Attila

sono

nulla

'

(|IJhI(;Iii'

barbari lUemyi e Nobatae e altri jirendevano sempre pi

indebolito e mal

MlIIo

potuto

essi

quando

un

storia

la

rc^olai'e contro c(jstoro sotto

nulla sono

tristi

s])rovi.sta,

aiii'lic

v,

!ii!l

Massiuiiiio

di(;Lro

poema, che non

'

quei

in

Africa,

in

\\r

rill

la

s[i'di/ioiU'

molo, domina un seiitimciilo patiio

piccola

W-m^

alla

i;itt

la

Roiiiaiii conti'*)

d<:i

Tdhaidc, niprcissu pur cpicsto con una nuova podi-

prr fatti valorosi respiiii,M;ndo

bdoro. Certo, nel

e di

Manaaim,

viitn

aMiiaiiio ^la parlai.^.

c-iic

i|iii'll<:

Ih-

<

mU(

tifile

e.

;'

Hollrrcri/c

di

iiii|(rc,.s<!

piussima

pili

la

S()I,L<j

l'];^dl,t<,

(air dir direnili'

pai'r

(^lii

(|iia*li'ii

d<'||i;

ipialr IL;ura coiiir lui ri'ou locali- di

il

riiiiliiiiili

hi

drlinii'io.

di

jMilifolaii,

S(ii/a

Alossaiidria.

associatosi

harliaii

una. citt, dcM

Tcjbaidc o

drU'cro)!

(;loj.^ii(

mi

l'iK-diiilaHtira, Ha[iiilu di hizantiniHiiiM, di

lUiiiivi iH'Ila

incursioni improvviso dio sorprciulraii


di

ii|iiIiiIm

iiiilla

pnssiliilil

la

iutIi'IIh di

dipriidrii/a (IciriiiipiiniloiT,

darsi die

Hli'iiiyj

di'!

lii('iiLra/ii)iii'

iiilrliri'

ini

|i|i-^av:i

llll

Unsi itiviisnri,

iiHisli

I-

.1,

llloH.i)

iiuslni. Scibili' rrpilo^o dil

iiiriiisiiiiii di

l'Moin,

li'u-iaiiin

ipii

crinli'll

sc^^Minili',

li-f^^iiiiiciili!

da iiunvr

Imiosa da

Il

dai

iiiriii'siiiiii

jnHi

^'.iliocrhin

III

ciimaiidaiilc siipiTiiii) d'

Massiiiiiiiii,

dir

ipirl

jiai^iiia

i|ii('sla

Inii'ainliuii'

Massiiiiiiio,

/iiMH'

in-lla

iiiiiiii'i'iisct

lilri'iisi

|i('ii't

Imiosa
di

siill'ri'lo

Ica

lui

;i

aviM

(jnicciilits fsiiriciis,

S(Mii|irr

i|lii,ili/,l

niiiana niriiniria

l'Ili

ili

possa

|tn\'i'io

iliiuili'sa

SI

ijiialr

i>ssi

Tel'

i|ii;iiilii

ili

iiiiiasa

|i|ii:.| i.il.i

'III'

l'OKMA PANKOIUICO

III.

pi probabile T, forse ar[Qtp' u]sQTu^ovt(f^

i,

n, K,

30

PAriRI LETTERARI

Odor

i-tc

i(()yvQ{-ri[

avi' dot
f-

....

]i-i^

NiXmic in^v

((Xf-ii)caxo[g

((X''f[

xat o{U)(jou[v

(Tot

wxfoc

i(j{>[ov

i^[']/

ra

vafitv^o)[

??[

((XX'

i-aidi

atto 7l((l^O

naoQMv

ov

tUTT

l{

(Tfu

71

iveiv

Tifo

ovt

af^uvic

X{-aGi[i

aviov
.

15

ov

vtr
.

VQavxt

TTQ
"'^'^

10

Xff

neaeva

toi'foific

(tg

(([

...

x\

Vf-/^if-o[

(poifiog

vv

... ivn

Xxf-ii^i;[

15

oiv

at

ov

20

25

* * *

V.

VB; ma

7 (cnyvi)soy[

di

per ben chiaro

sovrapposto fra y ed
V.

8 (dfhx

V B;

t;

cfr.

falsa lezione e di niun

yikcoitfie

poi fr - -

non

2 v. 17.

leggere

Il

VB

V. 9.

Di questo verso

V B non

lia

che

ij[nr
t-]g

noi fio V

c(7t](jqc(

f[

]r)(

V B omettendo

escludo quindi

si

v.

<hoa

il

a dopo

f-iXf-v

rj,

aocp]tl <f (iiv di

il

V13; intendi

elio (p) eaey si


:^

]e()oi

prima

al di l

lo

della

diamo;

la parte

grande lacuna

lettura disperata, da

di

t?

hng

VB

,t<[
;

foona

(ffiot>.

che pur

di

ii[f-a](i)r

j'

colui

or

VB;

non lesse

si

si

scorge

come un

attir (iiXey)

col

finale dei
fu

omessa,

per nulla omet-

noi,

poco che se

suo fissar

VB;
V.

]ti>rt

i-x']

si

yvvidxorv

lo

sguardo

al cielo (,nT(('iveiv nufxa g

('cTt' t'7ieQon.ot'

Vm. 01. 1,88. In fino

lig);
(>fe.>(w

l'gge per chiaramente ^sqs&qu.

si

VB
.

(((} vd)

(i{-()fO()0)~

elio

una piccola
Xoi'[

i^at^v

ovi-

'

cfr. i'Xey

VB
di

vntvvfi

Lettere d'incerta

B; una traccia

mania che

loXi-tSi-

tto ..

ciliare;

distinguo appena, ((fpyo ben chiaro.


.

lur

i-

Blass.

del N. ]j't(wf (di^tQnc: considerato

mule, specie

Jr^c

iiaaif-von' x^o\og\ jfi^Qoxtv

lozione dopo la lacuna; in fine (dove

V.

quale pur noi

2.

Jiog ofifia xituivf-v^ ...].

a\i}f-Q()g

v(f((ivf-[v

ne pu leggere con qualche certezza.

poche lettere

le

riuscii

io

che per lettura certa-

tere, riferiamo di tutti quei versi quel

pag.

v.

VB

come

legge ben chiaro

senso. Si

(axeng tjyuc &i(pQ[ov

medesimi

o^o(pntt>[v.

grande stento

principio dei versi seguenti fu letto correttamente

da

B.
nuoaoioi>[

leggibili del principio.

Awt'rfw

corretto con un

(f(i'r][

in fine

pag.

vede dopo

si

un' asta appartenente ad H

o,

VB;

che

la traccia

propone
traccia

]ftiii(Tey

VB

,M;r]f(>;

ma

elio

propone

legge poro distintamente

legge O, non

vede

do!

si

si

in

;^.'>oV[

>;,"/^(""'f''-

basso

poi

Q]ft,i(asy

<u\ii(i)yiiy

Xmvii

t<t\<ti

in<yyoyin

filli

in

'

ti'

y((o

xui nonty afo//'|r^|

nvx

finn

(IH)

oi'ih

t^yyi(ni<i

//

xi<i

uxmi

vKai

iiiniiny
'"'

Kyid/ii^

fi oh;

ItvtXXuti;

ni

((XX'

;i((()iio{u\iii-y

Kxovifi^

X"(J<>'i

iiut

yi((i

(tfli^xt

\i(\y((Yxi^y

ii\i'.'/iiy

i^\f

uxiivf

v.iniiniy

',"|'/f''^^^

y<<\o

Iorio

Hijiij^;

itriCjfxi^v

tV v.iii^iti y

i(iiiiiiiii

niin'

i()\n\i^y

min

/vit^f

fli'ititoxi y

ili>{iit<

Movdit

lO.ixuty or

i^QOK

IT)

lu

iiiK

<ir

""'

"f\(j\

invio

111^

Ihiiii

l'orx

\i-{iiii\ii

XKi (irx i-!UXnv(T\i(\

(tiit

tm

|()'or|x

fUii

Xi'Kio 111^(11

i/nflot:

()/

i)\i)<(>\i)ni

tAxnin n^

ii\t>XXi<xi<;

o\i't

tal

x'fmc

l\fl^()l(K

31

l'uKMA l'ANKOlUHf

111.

xi yvr

n'[t>\iivi-ov(Iiv

(fii<xi'<'>(^f-<>U]

ofti-yoKnv ((Xt-i:ix((xoy (U (jurtVKt

yaQ

ftXij

xvXiydo\n\hyi]

(ff)*

ni)r]yi]i;

TtoXXa ttoXk; Xiiy[ivny

nffintv

20

/io(J(n

iu({)((

'((xoyi<(

nxdny

\itoy

/T(^o(/[

Oii^rj x(xyx(([
^

xoXnoig

f-[

Traaavor[
25

7rp>6j'[

OTtXoif-Q[

eiQitt[

xaYX(([

* * *

V.

o[

me
V.

]ojus

.SUI

segnate fuor

VB,

]ff(,-}(>;

V. 7

MI'

rflfff

dopo

la lacuna,

VB;

gamento

tutte le lettere da

parere

visibili.

legge P non

VB

che non d supple-

V.

V B,

9 xov

V.

10

o[

ma

VB;
VB;

]j;i/

supplem.
V.

11.

V.

13

legge per

si

TO

la lezione toito e

,M]i'i'^or

V B. Prima

quindi

babilmente ad un
15

fASf

VB;

16

e[o]<T

ch

in

ovaiy

VB

yMxop

V B;

due lettere

questo luogo

^usovaiv

lo scriba

si

congiungeva

in

basso

sono evidenti

e'

le

tracce di

uno spazio nel quale pu

i;

esi,

pi probabilmente non fu scritto nulla per gua-

qp,

VB, ma

v. 8.

lo stesso

si

meno

pro-

sione del

abbia dato un prolun-

secondo

V.

19

hifey'i

v'
il

<t

si

? finale

V. 7.

VB.

noijfjae

ricorre,

f^'

si

l'omis-

scritta

corretta-

axoyTug

bens un prolungamento

singolare che

VB;

vede corretta iscrivendolo

La stessa formula

mente, a pag. 3

par certa. Svia

legge chiaro ben-

dipendono da

legge chiaro T, non Y; del A poco

rimane; H quasi intiero; poi

P.

epiteto per lo

Gli accusativi

una

nell'f.

VB;

si

di

vedo parte

H e

se-

vfj.yovai,v.

V. 18 ev

la lezione nr(Qt]o[(i]fist>

all'i

pare traccia di e invece

senso e pel metro. Ricorre

certo

p.

dal riconoscerla la legatura fra


V.

il

omessa da

lunga asta che pot appartenere ad un

V.

VB

fa

lo

sto del papiro che ivi fosse; Xf^-^xftxor conviene pel

Tj.

or.

di (rig si

che

un simile prolungamento ha dato

stesso eroe in pag. 1

quest'ultima non d che

di

}'('[

la finale

To[a]t]i'.

Par certa

che

pur evidente

dell'

sere stato segnato erronemente un e, dando ei per

tracce evidenti

di n[]P.
V.

17 Af

fra le

Nella lacuna, non supplita da

medio

con altro Y perduto nella lacuna.

mento.
V. 8.

et;

tratto

al

traccia di e; poi chiaro Y che

pure

e s scorge

I,

legge pur chiara la traccia del e

omesso da

basso

in

guente. Quel che a

in not.

;('>;

VB; ma si
del M. Poi si

parte

i'

lacuna sono ben

di

ffros

riferisce a colui

VB; ma

dell' ,.

non

Sta bene

che pregato.

PAPIRI I.ETTERARI

32

pag. 3.

]axov evog XQ^og exnsipvcoTag


]xog ini ^bV^v fiev ideaiXai
]

oQi xuQi^

athQvov

'

{ro(JtxO)~'

rf'

]u yooc avsfiiaytto f^ivO^on

]noXv(/aQfi(xxov aifia yers^Xr^g

]iai

TiQjlvr^g

S\

ott[

10

moXig agatvoo

f-aiag jia'^ir

xafi

xhX\i^onf:vr^

fiuku

'

]wj'

rovio TTuoog
15

xvog

i-xtiv

oaffni

yao

Ihtiiq

yciQ xa/ii-r oiu

/'X*

7T-(foo^io[

e(S]

Xov (UH oQf-a viftrn nooijijv

]/<w nXiqy
Xvc!c([

naQu nodai

at xvXivo/^uvt]

xXovov xui aTaXO-jior ovrabv

ji^o"

cn\

xufxuioiair

fSaQvro/^ieri]

roXvTifi^fTctg fki-vO^tQiar

7roA[f]? i^d]

^/^'

Ktxoi^

uyc([7i]((C(i[v

flhtXdv xai xsof-og ovx {tXoyi^o)[v

'

XHQa aaomoXiv

t'rro

H(ti

/';fjj(7)4

ovftao xca G(jir f-Mxag avaiQsiiev\

ovStv ag AiyvnriMY HgaxXif-g

veQTfQiag Aiao Ci

V. 3

fx((Q

B;

lo lettere oq

VB; ma

oaaavefjiiaysro

auv e chiaro puro

di

doppio

il

chiaro, sia erroneo e da espungere e

forse s]&oq7

bench non

[yoog)

intiero.

man

Il

formante una

qui usato corno dittongo

oyoff

pur chiara

la traccia di n.

V.

come

norjvtjg ae xt',

R; certo per

Y,

non

in

](jo(

cede l'

poi

esisto,

basso

di

i^owi/

la

B; chiaro

e<ri((g,

men

certo

elio
,,

il

2'

un

non

(iocJr;

di

di

O.

'^(uol

2;

di

che

la traccia

leggo

si

in

fin

biamo

altro

un nomo proprio

esempio

'^iQtrsfoog di cui

l'abbiamo bens

V.

il

non ab-

12. nXij

VB

1.^).

Diamo
I

VB

t'

Kifi,

non

non

si

VB;
tre, e

si

veggono per

sono ben chiare

v.

V.

dopo

(piattro lettere
of.

li'oaii

pu approvare se non ponendo che

di
il

e,

VB
pur

coli'

Blass

k essendo segnato

il

uXcyi^ioy

HM

lo scriba

bench

come parvo

mia notizia non

si

in

ramente, por

maggior nobilt

la

di (lueU'oi'x,

10.

xto(fn<:

sia por la

In fino /u<xe(T

18. Il

10 Fv\

conosceva

oppure

ma

B;

(19-21)

P>;

ma

ma

uso che

il

fin

metro
(|ui,

(kayeio.

dell'eroe,

si

Ve-

farebbe

(juol

cho .seguo che

e lasciamo correre.

logge

si

pare

la

si

ftf'x'l

'

riferisca

alla

note-

Ilo.

.//;'.

ben chiaro

che contengono

Par

al Vitelli.

aspetterebbe un verbo

si

pare da

nhg

sogno marginale

dell'i.

sono per lontanissime

lXnyH^M.

meno

il

le lettere iz

abbia segnato uXoysMf, che

vole sentenza ovifh' fV


V.

legge per T, non

estremit inferiore

altro cho evidenti;

il

10 KifKxtn

legge chiaro

questa e della seguente linea.

di

la lozione di

ut

si

non permetto. E possibile un

Vogliam

Arsinoo?

si

ri-

C' qualche incertezza nella lettura

o Arsinoo o la citt che qui

della citt di

VB;

V B,

nesso fra KOl

il

che dicesse curarsi;

nomo

senso

sua obliqua inferiore vien congiunta coU'o

rebbo cho

il

di 'Aituli'oo/;. Rj-

dico sua.

fjioixp

il

scorgono assai distintamente

si

m.ino per da sapore chi mai fosso questo Arsenoo


si

Comunque,

e.

oian ....

dal poter esser lotto

verso

di

avverta

si

siano

in

dopo

pensare ad una qualche variazione fantastica sul

V.

T.

non

]'w

proceduto da una piccola linea

dovette far parte

di

VB

]i(infjsi']

cho diamo con

pro-

fino

quale poi congiunto


V.

coiidnrrobl)e a supplir oasfooro o questo sarebbe

genitivo

da trovare. In

in alto, la

A con-

il

parto inferiore di un asta di P o

senso n pel metro pu stare

ma

11

se

pag. 2 v. 18.

ka

C. Tn

Torna qui

giunto col tratto obliquo inferiore do! K.


V.

che a noi pare

n; le altre lettere

stossa formula

la
V.

V B;

;<Tfff

(luel

concedendo che

fiOQCprjv.

sillaba lunga.
V.

sia

chiarissimo O, non e, prima

nv[

eVQOog fx[

sono ben chiaro; precede

un segno che pu appartenere ad un


V.

'

k,

non

v.

Questi tre versi

chiusa dell'encomio sono

111.

XKIX

f)j,

'JO

::j

l'ASI'CIIIIi'l)

l'iil'MA

ih'kic

nij

iu{t()/in((ri\

i<vtii>

r'

filoni]

C''"^''""

* * *

(listjiiti

m;ni;im> Ira (lue

ili

lasciato fra

(|U(>sl;i.

cainio o

paili^ do!

tro volsi iKiro corto elio si doeanti

Hocoiuld

il

avanza conio ima coronido

si

(inali

(l(M

S('<;iii (li l'IiiiiHii

noi

Noi

v.

.... XXovg

noi'':

xKi xKj((Xii aiovui-rioc

Oli

(<i(i)y

rota

4.

((H

rjlfieri-Qccg

air

x((i

poi charo AXo, poi

leo-ge
V.

3.

V.

V. G.

Fu

V. 7.

Il

V.

13

par

(Ti-o

fc

io

VB;

via di ritorno alla .sua patria e invita

rav elio

i(!i

non

si

G.

Il

>'

la lezione

NCKe,

v.

lo stesso

owbxs che ricorre

tutti (juesti accusa-

Il

poeta paragona

le

imprese del suo eroe

contro popoli mostruosamente barbari e crudeli


di l del

Nilo a quella di Perseo contro

nella Libia; ricorda che Perseo


Papiri Fivrenlitii.

le

venne poi

al

Gorgoni

al Nilo in

1.

14.

CYNOIK

altro Perseo

sno eroe a

ma

cosi

il

(ntoafo;)

titolo di nsoainoXig o

pi sotto

(v.

20)

ove

ad Ulisse.
metro,

VB;

oxiit.

eppur

si

legge chiaro, dopo xm,

seguito da un segno angolare di abbreviaois-.

metrica di questa lezione,

pu leggere r dov'

NOC

il

come vediamo

tura che deve stare per

si

dando

perch distrusse

nemica meritando

',

suo eroe, non perch que-

chiamasse,

corr., poi

x(ayst'og

l.j

un

al

citt

Da

'

Perseo anche

lo ravvicina

pu cercare una forma verbale

verbo che regge

di

sti cosi si

Anale.

dovette trovarsi nella parte perduta del verso an-

tecedente.

Perseo dice

di nTohnohio?
il

il

fare altrettanto. Nella sua ampollosit, egli dell'an-

come

tracce di tre lettore

essendo certissima

({ui

^ig

()Vroix{ovg)

x((t

nome
<tfi

roaxiiiog ^XOev

oixtKc

vedo K^l^n.

deve riconoscere

sopra, V.
tivi

ti[

'

]vq

naiQia

di leg,:;ere

introdotto contro l'iato escluso dal metro.

]vexs

si

'

una

chiaro che

ma

]o/

t[

tico

YB;

^^''V.i

ned) ora a (fiXor yoro[

B.

scritto ovvsxei', poi cancellato


(V

\otg

r'

incerte.
.

]yV

(oirag aifr^Qnaaag

nove::

piuttosto

Omesso 1" apostrofo in ;r.


w VB; par certo (Jl; dopo

V. xca ov

tfffiov a7toi[

tvan it-xvov (T/Tfvoic

Lettere confuse e incorto dopo


>;fffr,

oX(i[

IhQatvg xat luru Ni-iXov

1.

noi^n'Kc noQor nort^ JleQOea ' aXXnv

ov\vi-xi-

V.

(nthmnoiai ntXf x"Qf'"b"

fii-r

^{i^X]}iun' Tt

15

tvtio voaifir torrog i-nng

10

an-

{(Titparro ytY)OoTf-[g

^qv

rjvaijr

di

i>[

uc nolic naXir

ovvfxf-iv
fiv(>coi

(((Siif-(Si()y

XKiK ad IV

TfQTToyXi]

[looiiia.

((xoouciov \

itn

ov(>(tg

h (jiiando

K'irio l'olico por la vit.a d.-ll'oroo.

IKi;^'.

fi(Ti-ii

di

cominciava con parolo

Si-k'ho V ('.[Ahmo elio

-J'J.

l'ima di

liclhi

elio hiHcorii

iKiiiiini

ii<\^\\

Hcoiida all'Aido l'oroo dol

liiaiico

r('|iiln^r,).

l;i

hoiK'fiit.luro

Veggo

ma

la

irregolarit

veggo pure che non

scritto

ben chiaro CY n

dov' pur caiaro NOI. Per irregolarit simili in

poemi

di

questo tempo vedasi

linesi Beri. kl.

gustae

etc.

T.

carm.

p.

rei. p.

125 e
6 sg.

il

terzo dei papiri ber-

Ludwich Eudociae Au-

PAPIRI LETTERARI

34

uiH nfQontaaiv

]oc f^t'c

iifVHC

i']ocr^/

K Axi^fvg ]7TaQoc

uQ^^ytiq

naiQic. ^ eri

'

fftio

X'^^'f^*

fg oixeia /tr^ianfifi

i]fv

naiQii //]vQQor ayoig IlQianov rfxfwr o^ftrjQec


]7iT[oX]iTroQ!)iog (g Ovaaji

20

]TrroXig

'

o)$

xsv

]i]Ta ^aQvrXrjTOV

fXccffrjg

ano

';'[

1.

18 qui pure

otxeirc

versi secondo

il

per

oixiu.

senso.

Ho

(fn)~

completato questi due

poeta pei suoi


noto

La parola pu esser diversa

come

Propriamente

fini.

il

Achille

figlio di

l'uccisore di Priamo, del figlio di

lui

nel secondo: nel primo per 'J%ikei'g fuor di dubbio.

Polite e sopratutto per l'uccisione di Polissena sulla

Pare che l'eroe del poema avesse avuto un

tomba

nel paese in cui

trovava, sul (jualo

si

dava speranza che succedesse

al

il

figlio

poeta fon-

1.

di Achille.

20 nTohn^fhio?,

padre nel debellare

l'Odissea

9,

allude

si

504, 530.

Questo

all'eroe

cospicua che ebbe Neoptolemo nella presa di Troia

asvg (v. nota al v. 13) o

molti

quali sono pure

alcuni

Priamo (nominati da Quinto 8m. XIII, 213

sgg.),

ma

come

qui la presenta

Sopra per

nel-

pu appartenere

di Troia,

Per

la

parte

anche a Neoptolemo, come


titolo di 7JTohTi(>&iog,

il

poeta non considera di Neoptoleno se

il

non l'uccisione

il

d Ulisse

pu (meno verisimilmente)

ad Ulisse, poteva applicarsi

quest'ultimo un particolare che non fu mai special


caratteristica di Neoptolemo,

({ui

avuta nella presa

di

figli

titolo

si

essere augurato all'aspettato Pyrrhos

furente per la jnorte del padre, fa strago di


Troiani fra

che

decantato e gi sopra denominato neQ-

la nuova generazione di barbari nemici. Nella parte

egli,

titolo

al

dei figli di Priamo.

115.

FRAMMENTO
0,09

FILOSOFICO.

X 0,07

Acquistato

in

0',07

0'",02 V^

Egitto dal prof. Breccia. Provenienza ignota. Sono duo pezzi, uno maggiore, che

qui presentiamo riprodotto nella grandezza originale, uno minore; questo dovette essere sottoposto

vediamo

all'altro in cui

pezzi avveniva per un lirano


e che

margino superiore. Probabilmente

residui dol

papiro

di

non trovo dove collocare.

di

due pezzi sono opistografi, residui

la

data nella

2^^

met

Kenyon

indicata o tutt'al pi la prima


di

questo tipo

di

{Palaeogr.

del 1 sec. d. Cr.

scrittura.

met

branacei,

Kunst

come

p. 31.

ai

tempi

Kenyon

Gr. P. 85 sgg. Tav.

p.

Tal. Gr. Pap. p.

24

libri

es,
sg.).

un

libro

due

rimangono

di libro.

La

scrit-

ma

discreti

argomenti

oggi la data che

generalmente vengon

riferiti

fssa

abbiamo
i

i)apiri

anzich un volume pu far obbiezione, poich

o codici papiracei

(Birt Ant.

un foglio

XVI) con

Dubbio pu sempre rimanere;

l'esser questo

Marziale

di

di

fra

medio modulo, affatto simile a quella

di

del 2 sec, quella a cui

niente |)rova che non potessero esistere

congiungimento

cui forse fecer parte alcuni minuti pezzetti che

tura chiara e nitida, unciale tondeggiante, non inclinata,


del papiro d' Iperide di cui

il

Buchw.

quando esistevano
p.

lil)ri

o codici

mem-

119, 115; Id. Die Buchrolle in der

vero che ad Ercolano non

si

trovaron che volumi e che

lUAMMKNTO rn.OHOFIOO

\'t.

l']^'i^t(l

li

iiiaHsiiui

l:i

rocchi Hoiiu

ili

K|j;itl,o,

(lilloiKlorsi

romani o imperiali;

Icdit

(|uaii(lo

carci l'eia di (piesti

lottnnui

pajiri

poco

amonto

non

libri,

o parcaiiKuito i'ustj

cominciasse ignoriamo;

no rimano non

clu^

le

80

di

comoda

di

nota per

si

ri^hr dovettero ossor lunghe

non mono

1'

paloograllca,

rapporto coi

fatti

elio {tu-

^?iA riforito al

5" 8oc.,

avveniva

('io

d(!l

di

primi ed istintivi

dell'

(juella.

di

almeno

dallo

jtroporzioni

della

(luell*

(Fr. I v.

fijiixQnt-

massima rimanente

troppo grande essendo

sui)i)liro,

un'opera, cortamente

lilosoflca,

il

contenero

parto mancante.

la

nella quale

Vediamo che

si

ricordano

nuidtvhaUui

mal

gl'interlocutori figurasse Democrito,

forma

antichi,

gli

presente.

lutr.'/diHy

il

potrebbe con certezza. Ben pu darsi che

si

Che l'autore

dynaia ov

anche per altro

Cf,v t'anv

Adv.

Colot.

I,

possa essere, non

molto SO
v.

come pure molto


3 sgg., 30

sgg.).

rileviamo che in essa Socrate,

1.

si

sg.)

parte

come spesso

di

av-

quanto

facile indovinare.

percorra

un residuo

due noti

press' a

di quel

di quel libro
di

fin dal principio

qualche citazione

qui Democrito,

hbro stesso. Oltre per

conosciamo,

poco come pare avvenga pur qui

(id.

ib.

Plutarco contro quel libro

di

libri

prendeva con Socrate pel suo principio simile a

tratteneva

E da

come

la

Xa^rag mi^tvaccg Xyovg, & ^coxQcaeg xiX.

detto

in rjuesta

ad Eraclito a Democrito a Socrate, cosa evidente;

sia posteriore

Eraclito qui ricordato (Fr.

(Plut.

umana.

Plutarco sappiamo che l'epicureo Colete nel suo libro flfQ lov on xcn l tw u/Jmv

XoGifuv
d'

come

anche dirottamente apostrofandolo come se polemizasse con un contemporaneo

egli sia posteriore, chi egli sia o

Da

o,

si

dialogo e che fra

di

dell'opera l'autore discuta e critichi una teoria del grande atomista e ci faccia,

viene fra

paro

infante appena nato, e trasparisce in pi luoghi la teoria

10) che l'opera fosse scritta in

l.

in

Certamente

scrittura.

e r osservazione lsica della nascita degli animali e della genesi delle idee con questa nell'anima

Dedurre da

tfjiiipi

caso, riovr'i indi-

o;^'iii

iti

ai

che l'asson/a dol iota ascritto, Doll'altez/a

ortoj,'ralia

pare, criticandole, ben note affermazioni di Kraclito e di Socrate circa


hi

pur vero

*-

o facile lettura, abbastanza corn.'tto:

vecchio problema della genesi dello idee o cognizioni.

il

ma

voliiiiii,

libro papiracor.

doppio almeno della lunghezza

il

Desta viva curiositri (luosto framrnonto


discutesse

(U;!

la ra^,'ion

^'indicare che

(Quindi la diClicolt,

h^ttere.

r,

l'ossor loro di libro contrapjtorsi allo inili<;ay,ioni

iii:ii

non possiamo

e la.i>?he/,za delle pa^'im;

tnniiLi

(|iti

prevaleva l'uso dol voliimo, paro cho coiniiiciaHsc, almoiio

M(!iitr()

'A".

Dovc^tto esser ([uesto un bel libro


(|iu'l

fin

mitico sun.-hbo un piipiio omorico loridinoMo (('XX V)

pili

il

piubuhilinciitc ul

pili

pii

iii;i

lilii;

li

dei

|i:irl,()

Jj5

si

alla

pu obbiettare

a criticare

di quest'

opera,

chi,

di Colete,

mancanza

di

prossimo parrebbe ricordare

pii^i

tbv J^fxxQivov

^Tjyr'jaHg,

dei

quali

(l.

3 sgg.), ed

idee di

Democrito

apostrofato:

pu venire

mente che qui abbiamo

in

alcun raffronto ben conclusivo con quanto

che, stando a quel che dice Plutarco,

due hbri

U. yo

avendo dinanzi questi frammenti,

Eraclito in quello fosse ricordato accanto a quel di Socrate

getturare,

come

qui lo

non pare che


.

per non abbiamo che

il

titolo

da Diog. L. V,

6.

il

voler con-

Erachde Pontico Ugg Jyixonoi'

di

(jucl

che non era in dialogo'

veniva, nel criticarlo,


18).

le

<ji-

e IJog

In tal caso

converrebbe forse riconoscere un dialogo nei nostri frammenti, poich sappiamo da Cicerone {ad Att.
XIII, 19) che

gli

scritti filosofici di

fece in alcuni libri suoi,

bench

di

Eraclide erano per lo

pii

in dialoghi e che,

personaggi dei dialoghi non erano contemporanei

tempo prossimo

al suo,

come appunto sarebbe

il

dell'

come Cicerone

autore

ma

stesso

pi antichi,

caso fra Democrito ed Eraclide.

PAPIRI LETTERARI

36

verso.

recto.

i**-

f'^f or/ f?

recto.

Fr. 1.0

XVQllig
Il

tra

(;lQl^TCa[

TXUC

xaiax[(iiOiixo>g

^(lvitt

TTU

xiyo^ita

iivt\

Y((Q

go)[vi]

111

g et II ti' xui

Qf-lP

oimo)

liti'

ti

ll\

ov\t

fj(!t(((>

ri^aoittoy vgttI
^oov
Xtc

10

^[w^' ,?

(ciitQi^

xta

yti'tiui

t(>ii(i\

TifcKor ((iccxioi

tomo
]

TQoaty^oc xai
.

]r

tirato)

ri

a Ot

yao mi

t\xa(in(

1-5.

iiitr

Trattasi di un vocabolo impropriamente adoperato

da un qualclie

vxaair?

.
[

70i;[

7r[

x\

* *

1.

Tr[t(j

1.

6 corto

ffc'f(>,

bench

animali e degli uomini. Forse era un verbo; e qual

1.

^((lur

I.

Il in line pare

debba aver rapporto queir l'Vrw

1.

l'2

della

1.

si

pu forse rilevare da quel

5 con cui par

fif (fQttiQ della

testo mal

si

1.

6, la

potrebbe spiegare altrimenti. Che

il

filo-

seguaci del 7ucyn(

che Platone {Thcd. 181, A) chiamava piacevol-

mente

lot'i

(itofriti?

o, ma

1'

sia

deformato per

nella testa.

incerto; [(j/wk-k] ?

lozione incerta potendosi leggere luel

che pare

incompleto. Del composto fjKUMrlUo) non abbiamo

con-

cui i^resenza in (luesto

sofo sia Eraclito o qualcuno dei


(>t

i>ff

primo P

una macchia d'inchiostro

filosofo noi parlare della genesi degli

7 ;'f'|r;(Tof;'f'?

potesse essere

il

altro

esempio; non so per se ad

preferibile leggero in'


fff

a Democrito?

ukn

altri

ae iVor

t[

possa parer

riferendo quel

II.'.

l'UAMMICNTo ni.OHOKKJK

'.i7

Fr. 2.

]fllOlV

\x(il

l\

I I
I

i7/r|)'i'

Ir

uvK

k^'/

t\

'/l

>yn\

'<,"!

* * *

verso.

Fr. 1.0

Gitaihd Xeyovta Uou\xAhiov fxaXXov


aXrji/ti'tH'

1.

1.

Forse

;;';/,

Eraclito fieiovry

(ft^;ff,M>;*'.

ovx tVjTia]tvror tintv

^T^xr^ai-ai'

putes? Poi vien ricordato

il

Veggansi

noto detto
tutti

di

luoylii

degli antichi scrittori che ricordano questo detto di

Eraclito riforiti da

Paro che

il

Bywater Heracl.

senso debba essere

(parlando forse a Democrito)


Eraclito

quando diceva

quando diceva

1.

2.

lo

'

Epli. rei. p.

33 sg.

vorrai tu credere

clie fosse pi veritiero

quello fosse Socrate

etc. di

mie

lor ^o)x]oanp' oc xar

1]

stesso mentre poi etc.'. Su (juesto

1.

4 sgg.

tc-

Non pare che

Socrate;

si

qui

riassume un concetto da

Senofonte. Forse qui

pii

Thceteto: ayofg

nao

yvfiEvoi ....
ro/

7T()'

eiui

aotfUcg

(cvTMf rtoXhc

y.tc

detti

Socrate oaxig

come

la

enuncia Plu-

e.)

presentandola, secondo Aristotele,

punto

di

partenza

discussione

crito

di tutto

il

memore

si

accanto a quel d'Eraclito.

ricorda

di

LiavS^icvsiv

oi

uoi

'

/.che svQovTeg

xi'/..

Questa

p. es.

Crat. 439

EVQiaxsiv r ovxa. ved.

anche

Lcich. 186 C,

7]

Crai. 438 A, Phaed. 85 C. Perci nel supplire, o piut-

tosto azzardare

un supplemento a

1.

ho creduto

dover segnare st\)la]xovay piuttosto che M(ca]xovac(y


che

si

presentava alla prima dinanzi a queir ov

fiu-

so-

'[nTjox]Q(Tt]f,

cratico

Tjf ao(fu(y.

qui

si

fa,

Socrate, presso Platone,

Parrebbe doversi intendere nel concetto

come

di-

e ^(cyS^icffiu frefiuente nei

&ova(n'.

filosofico

il

avyyi-

Demo-

conosce alcun detto o principio

Ippocrate che possa esser messo,

Socrate.

dei noti rapporti fra

ed Ippocrate, penser a supplire

ma non

come

metodo d'indagine

{(hioiUtg xa v;rjjffew?) filosofica di

Forse (jualcuno,

d'

^i]T(Jy avxy,

(1.

tarco
il

eir]

di

si

fxov oCv ninoie uad-yreg, d'AX" ii-

ved. Plutarco Ade. Colot. 20.

massima

particolarmente

pensiero espresso da Socrate nel ben noto luogo del

stinzione fra svolaxsii'

diversa da quella di Eraclito era la

espresso in

lui

varie maniere e in varie occasioni presso Platone o

raffronto e critica del detto di Eraclito e di Socrate

Non

riferiscano le parole stesse di

si

sotto

si

ma

da quel che poi segue e pi

viene a dire degli infanti lattanti pare piut-

tosto doversi intendere

T>]y

^pv/tjt'.

PAPIRI LETTERARI

38

? rat l^r if^vxr^v iVQio\xov(rav ov

fiaOovGav

xaiccQxeiv uvir^v

](Tj'

\ovx ovv TTf-naif-inai

tvnaif-inog

]q x((i

tx xca]Qov ii((Oov(T((
]v

10

Jr^noxciii-

]ai iinv fiuDbDV


ceti

(lO

111^

]Tic(iior

vifir^Gi

]ai

xf-

x((i

af^i-

tvOvc

yfYovf]rca Ih^Xa^ftui xt

TU)

r^v

luc-

f-roy[

1^

7i]ov t{a) tcaxi^r^

15

^ ^ *

7-9. 11 Ttenui(fevTi. evTKeuhinoc:

Socrate,

ma

riferisce f^nO^of a
^l'v/TJ.

riferirsi

a (luello stesso soggetto a cui

risce ^(ix^ovaa, clic

sua

non possono

t-

1.

si

neutro

qualche animale

di

rife-

nui'lov della

1.

di

deve

13,

si

con significato pi generale,

11 cio l'infante o piuttosto

la

pretendere

Pare che qui

si

trovi

di

al

neonato

nome maschile come xvmv

stesso certamente a cui

lo

riferirsi

axi^^ivog,

dar sicuri supplementi

axvXaS.

io

l'idea di Socrate esposta sopra.


10 sgg.

Democrito

clito e di

si

approssima

Socrate col suo

iisgi

al

principio di

de oMsi', eV

i^vxi-oi

Era-

S7161

(fia^rjTiaifiov (paifetyci

yQ

xvMV

Quel maschile

,a.'>wV,

che non pu

Tw

riferirsi al

* * *

u
]aTato'[
Yorii'i

]fAiaic[
]r^v

(jv(!i[

])'T[
]t{(

]g

10

7Ta[

vf[

fjr^

]i]

to

iir]\

x\

](!))

5T0)C

]tO)

TfX''^^/[^'"*

1^/

lot'C

\iori\

in][

ccjurc

v(pir]<!i

Fr. 2.0

]g

tf>;Aoj',

xo)

nov

yeyof]yca

/JTjfioxQiTS, y.m u/u-

fiu!^o)v evO^vg
't^TjhcCsTta xai

xo s] 7imdiof[ xxX.

Senza

concepirei la

frase in questo luogo costrutta cosi:

contradizione nel-

o,

fjiH[<!-

IIIAMMINTO KKToniUO

Ilo. -

.*{'.

n(>.

rUAMMKNTO
!)'",(

Acquistato dal

mano,

dei

toinpi

Vitelli;

pidl'.

|iinv<'iiicii/;i

inoltrati,

iinixM'iali

corto so
V\

pel

xO"',()r)

Scritliirn

if^iiota.

del

|)rol)al)ilui((iito

ima coloniKV mancanti del principio o della

di

17

UKTOIilCO.

;{"

quasi corsiva,

iiicliiiiita,

scsc.oio

cadcnto. Sotto

iiiarj^iuf;

il

notevolo questo tVaninicnto

soggetto

cui

di

ma

o graumiatico,

in

o:jso

si

uno sciitlo

di

che

tratta.,

singolarmente

decidere se quel retore fosso

il

cortamente non molto

retorico,

fiaior.
lhet.

cfr,

nomo

Gr.

v/To(Ti()o(j))

il

di

vocabolo vnj((ior

cui

di

non abbiamo esempio

nol-

di

pii^i

u.

d'un retoro

un Eraclio retore, non possiamo rilevare, come neppure possiam

una

special

figura

imfiator conio per simili figure o tropi erasi creato e largamente usavasi vntQ-

7Ww,.' p.

436

{SchoL ad Hermog.

sgg.; e
II n.
s.

sappiam pure che ad una variet

392

p.

to'

y* fi)v

d]*,-

il

nome

di

(v.

anche

fu dato

Volkmann,
il

nome

di

{moargoififi (Tx^'H^ xul {rniQ^tnov .iynui

vv. v^tQ^atov, tnoaiQoif]).

qual genere fosso da un qualche tecnico formato


di

in-

primo a usare questo vocabolo.

Ernosti Lex. techno. Gr. rhet.

maniera

liiK-e

ins.,

|)iii

K ben noto che l'hyperbato ebbe parecchie variet e quindi pur varie definizioni
il.

otto

antico del

per da meravigliare se a qualche retore paresse legittimo dare ad


il

l;lla

Sul verso poche tracce di scrittura corsiva,

linu.

l'antica technologia retorica a noi nota. Quel che so ne dica citando l'esempio di

tropo

non

lettera.

di

Non

di

Non sappiamo

im^atov

si

per qual tropo e

di

pu pensare ad una qualche

posposizione.

5P^
]HQCexXlOV Q^TOQOcl

VTTO^caov[

(jj^ioQog

ov]T)g A^r^roxXt[uv;

i]7iorTog ovT)g[

t>]no^aTov TO(rom[

HQax[Xtiov gr^TOQog v7t[o^t


? Hgo)t]((rog ai/Tfv

7T{-q[i

o]vTOg EQiio'Aaov[

* * *

1.

1.

Di un Eraklio retore non abbiamo notizia.

1.

.3.

Non so

se questo Athenokles possa essere

matico Cyziceno noto nella


Aristarchei.
1.

7.

Non

Ne

critica

suo neol
il

gram-

omerica dei tempi

dubito.

trovo altro

nome

riferirsi
1.

8.

Non

a;(f]fiKT(oy

a questo soggetto.

so di alcun

questi tempi.
di

possa adattarsi qui meglio

retore o grammatico che


di quello di

Erodiano. Nel

non trovo per nulla che possa

Giustinianei,

questo ms.

Il

Ermolao retore

grammatico

non pu

di tal

grammatico

nome

dei

essere, che tanto tardo

di

tempi

non

PAPIRI LETTERARI. 117.

40

FRAMMENTO MEDICO

117.

FRAMMENTO MEDICO.
0'",04.5

Acquistato dal prof.

Vitelli

X O^.O

provenienza ignota. Residui

scrittura unciale piccola riferibile al 1 sec. d. Cr. se pur

trova quasi perfetto riscontro nella scrittura


{Herc. Voi

Coli.

Per

tale nobilt

uno

frammento

listi

potranno determinar

altri

un volume ercolanese

il

jota ascritto.

la

del

forma

ntgl
del

la

forma e

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scritto
la

bella

lo stile

Epicuro

pi rigida ed

Verso bianco.

sua ho creduto dover pubblicare qui colla riproduzione fototipica questo

colo

di

omesso

una colonna

non prima, poich per

37 sgg.); dico. quasi unicamente perch

Alt. VI,

epigrafica col che qui

di

dieci linee di

di

certamente medico e dei buoni tempi del quale forse

pic-

dotti specia-

natura del contenuto (mali muliebri?) vedere se abbia rapporto con

papiri medici Londinesi e Berlinesi di recente pubblicati e se sia parte di opera antica a noi

pervenuta, cosa che ho cercate inutilmente

di

ritrovare io profano a questi studi.

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113. Opera

filosofica.

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COMPARETT!

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VlTELiJ

VOIJIMK SkCONDO

PAPIRI FIORENTINI.
PAPIRI LETTERARI Eb EPISTOLARI
PER CURA
DI

DOMENICO COMPARETTI

Fasc.** 2:

N/ 118-169

(papiri epistolari)

CON 20 FOTOGRAFIE NEL TESTO

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
E DELLA

R.

ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1910

Prezzo L.

SS

PROGRAMMA
La

E.

e dei soci

Academia

dei Lincei, accogliendo la proposta del sno presidente P. Villari

Lambroso. Comparetti,

suoi mezzi al fondo che,

deliber nell'anno 1902 di contribuire coi

Vitelli,

ad imitazione

di tante altre dotte nazioni,

gliendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dicliiaravasi disposta

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazicme la R.


siffatti

tali papiri

andavasi racco-

ad aggiungere

alle altre

sue

quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Societ Italiana i^er gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora

dall'

academico Prof.

poi

Vitelli,

Gr.

tuttavia attualmente dall' academico Prof. D. Comparetti.

Coi mezzi forniti dapprima da questa Societ, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da pi privati, dal R. Governo, furono in pi missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di papiri, ai quali si

aggiunsero quanti

altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
sito dell' antica

Hermupolis oggi Ashmunein. Cos avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 in poi cosi per acquisto

materiale pa-

il

come per

1904 sul

iscavo, trovisi

ora in Firenze commesso alle cure e agli studi dei due academici sunnominati,

attendono a prepararne la pubblicazione

d'

accordo colla R. Academia

questa nuova serie di volumi papirologici assegna un posto fra


cazioni academiche,

La

commettendone

raccolta papirologica sar annessa,

logico-epigrafica intitolata:

Monumenti

ai

due suoi soci prefati

come supplemento

le

la

quali

quale a

varie sue pubbli-

la direzione.

filologico-sfcorico, alla raccolta archeo-

antichi pubblicati jjer cura della R.

Academia

dei Lincei] sar

per distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R, Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avr comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta, non abbia ad esser diverso; come quella,
avr tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotipie in pagina.
I volumi di questa serie saran pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o

La mole

dei volumi sar determinata

per ciascun caso dai direttori.

fascicoli.

Ogni volume sar fornito

di

copiosi indici.

Academia, in Firenze ove trovansi i papiri, ove


risiedono i due academici direttori, presso dei quali trovasi pure tutto il materiale bibliografico
e tipografico necessario per la illustrazione e per la stampa di questa specie di monumenti.
I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi

La stampa

sar eseguita, per cura della

E,.

secondo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo

la

categoria (documentali, letterari,

epistolari etc).

Saranno esclusi da questa serie i papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica, i quali, se
in numero considerevole, potranno essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,
oppure nei volumi degli Atti academici.
Per la compilazione dei volumi sar in facolt dei direttori di accettare o anche di sollecitare
la collaborazione di altri studiosi italiani il cui nome figurer in fronte al volume alla cui pubblicazione abbiano atteso.

Le
si

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi

ULRICO HOEPLI
Firenae, 1910

i)ubblicati dalla R.

in Milano.

Tip. Galletti e Cocci.

Accademia

dei Lincei

C()|{HINP()M)KNZA DI ITEIU)M\OS

Dopo

gli sciivi intrapresi nel 1898-9

da Gront'ell

denominata Harit, dai quali risult esser quello

scavi furono fatti nella stossa localit da frugatori

tuenti la corrisponden/a di un tale


(ffiag

stessi

che aveano, a scopo di

Dime

circa

il

il

1890,

indigeni,

numero

una

quali in

di papiri in

Kaynm
altri

'J,

quelle

di

gran parte

in assai di essi qualificato (foovnaiiq

'll{)ith(>^

mano

iuki hjcalit del

costi-

(Otut-).-

uno o pi negozianti, forse quello o quelli


lucro, promossi quelli scavi, come quelli pure fatti a

Questi papiri passarono in

-).

lluiit in

posto dell'antica Theadelfia

il

antiche case trovarono una cassa contenente buon

di

che furono promossi da certo Farag

')

negoziante di Ghizeh, presso

quale furono acquistati taluni dei papiri Heroniniani che qui a Firenze possediamo.

Messi in commercio, questi papiri Heroniniani andarono sparpagliati presso diversi


acquisitori; la

massima parte per fu acquistata da

Dapprima

riprese.

alcuni pochi ne acquist, con altri

nostra Societ per gli Studi Classici

il

prof.

non

noi,

una

in

volta,

ma

in pi

altra natura, per incarico della

d'

Ernesto Schiaparelli nella sua missione in

Egitto nel 1901; pi altri assai ne acquist per la raccolta fiorentina


Breccia, mandato in Egitto con particolar missione nel 1903;

il

il

prof. Evaristo

pi gran numero ne fu

acquistato per la stessa raccolta dal Prof. Vitelli in due sue missioni in Egitto del

908-4.

Cosi avvenne che la massima parte di questa corrispondenza Heroniniana e del contenuto
di quella tal cassa o cassetta, circa

un 160

lettere, trovisi in

mano

nostra qui a Firenze.

hanno pure alcuni resoconti di Heronino, forse provenienti dalla


stessa cassa, passati al Museo Britannico (pubbl. da Kenvon nel 3*^ voi. p. 103 sg., 193 sgg.
di quella raccolta) e in piccola parte pur qui a Firenze. Delle lettere trovansi, a nostra
Oltre alle lettere,

si

notizia, all' estero edite e inedite

Una

Cairo nel Museo di Grhizeh, pubblicata da Grenfell in Faym Towns

al

Nove

nel

Museo

di Alessandria,

una delle quali fu pubblicata dal

direttore di quel Museo, in Bullet.

questa e di tutte

le

d.

l.

Soc. Ardi. d'Alex,

inedite egli ebbe la cortesia di

n.o 153, p. 288.

prof. Breccia, egregio


9 (1907) p. 91 sg.

n.*^

comunicarmi

Di

la fotografia.

Cinque nel Museo Britannico, di cui quattro pubblicate dal Kenyon nel 3 voi. dei Gr.
Pap. of the Br. Mus. j). 173 sgg. 209 sgg.; una descritta ivi p. lxvii.
Due a Lipsia, di cui una pubbl. dal Mitteis in Gr. Urk. d. Papyrnssaml. z. Leipz. I, 311 sg.
l'altra gentilmente comunicatami dal prof. Wilcken.

Faym Towns

2)

'

p. 51.

by natives who found a box containing the

Papiri Fiorentini.

Heroninus and other papyri


Tebtunis Papyri

II,

348.

'.

Cos Grenfell e

Hunt

Tebtunis Pap. ibid.


6

in

PAPIRI EPISTOLARI

42

Quattro a Parigi presso Tb. Reinach, pubblicate nel volume del medesimo Pap.

gr. et

fmot. etc. p. 156 sgg.

Due pure a Parigi, frammenti inservibili, presso Th. Reinach, a lui cedute dal sig.'" Seymour de Ricci che gentilmente me le comunicava trascritte.
Una a Vienna presso il Pr. Wesselj che la pubblic in Sitznngsher. di queir Academia,
1906 n.o Vili.

Una

a Knigsberg presso

il

prof. Grradenwit/ che la pubblic in Arch. f.

Pap. Forsch.

Ili, 405 sgg.

Una

a Strasburgo pubbl. da Preisigke in Griech. Pa}).

d.

/'.

Univ.

z.

Strassi), n." 32.

Tutte cxueste lettere esistenti all'estero servono al complemento di tutta la raccolta


che qui pubblichiamo, mentre dal complesso di essa vengono illustrate. Perci noi le
riferiremo, illustrandole insieme alle nostre, ciascuna nel luogo che le spetta secondo il
mittente e la data. Dei resoconti di Heronino, non faremo che prenderne nota

cene all'uopo nelle illustrazioni della raccolta.


probabile che assai altri papiri Heroniniani esistano,
presso acquisitori che non ne diedero ancora notizia

').

sia

e valer-

presso negozianti, sia

Certo, dall'esame del complesso di

quanti ne abbiamo risulta chiaro che nella serie cronologica di questa corrispondenza vi
sono lacune cosiderevoli difficili a spiegare se non ponendo che non tutto il contenuto di
quella tal cassa sia questo che noi conosciamo e che buona parte ne rimanga ancora

Vediamo

disperso e ignorato.

conserv in quella cassa

quell'uomo d'affari che era Heronino, ripose

le lettere relative alla

sua azienda a lui dirette da numerosi

minute o le copie delle lettere e dei resoconti da lui stesso dirette


medesimi durante un i)eriodo di quindici anni, che noi dobbiamo anzitutto definire di

mittenti ed anche
ai

infatti che

le

qual secolo fossero.

Quanto

fallace possa essere

il

criterio paleografico per definire l'et di queste scrit-

ture di tante mani diverse, lo mostra la variet e l' erroneit delle opinioni espresse da
quanti non videro che alcune poche di queste lettere, che danno bens la loro data, anno,

mese, giorno, senza per mai dire di qual regno sia l'anno segnato. Grenfell, che ne vide
una sola, colla data dell'anno 7'', credette riferirla, dalla paleografia, al 4 secolo e pro-

priamente

al 7" di

Costantino II (343-4

d. Cr.).

Al Reinach, che ne vide quattro con date

parve pure poterle riferire al 4 secolo, secondo la scrittura. A me, quando


non ne conoscevo che tre, nel pubblicarne due portanti la data del 9, 14 parve dovei^i
del 1^

12'*

5*^1

scendere

meno

in basso e riferire quelle lettere alla fine del 3" secolo, agli anni cio di

missione Vie
Diocleziano e reggenti. Quando per, dopo la missione Breccia e la
telli, venimmo in possesso di una massa tanto considerevole di queste lettere e pren2-'^

l-"^

demmo,

il

Vitelli ed

io,

con istudio comune ad esaminarle

fissarne

apparve chiarissima l'erroneit delle opinioni sopra ricordate,


ragione paleografica,

ma

lettura,

la

e si apprese,

per dati di fatto forniti dalle lettere

stesse,

tosto

non pi per

che

gli

anni di

tutta questa corrispondenza sono quelli di Valeriano-Gallieno, ossia della incipiente se-

Di tal fatto piacque al Vitelli dare e diffondere a pi rimentre io mi riserbava di trattare esaurientemente la questione croprese la notizia
nologica in questa mia edizione di quella corrispondenza, come ora vengo a fare.
conda met del

3"^

sec. d.

Cr.

''),

Alcune inedite furono veduto dal

seo del Cairo {At.


)

Atene

II 10^)3

Roma VI

p.

Vitelli nel

Ma-

Atene

-250).

(1903) p. 254, Atti

Se. Stor. II (1904) p.

dd

Congr. di

Roma

186; Pap. Fior.

Vili (1905)

p.

225.

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Muxu.

225

U/'

226

hiu^t.ymny.ii
tu

(iHi.Kji

Palas.
110.

111.

112.

113.

U"

n^aom^ Ty

Reinach

Lt-"

(ja^iavo)^

Alessandria

Lio" q.

227

228

.7

* *
.

229

230

Philippos.

114.
115.

231

232

(f.uo(ji

e;

(faQi.iov^i ^

Sarapammon.
116.

117.
118.
119.

120.

233

Lia" xoiax

234

U^" ^0)^

235

Liy" (fuwqi i6

236

Liy"

237.

(Pap.

Mus.

lett.

108^)

Brit. (ined.)

ly

i-itx^iQ

xy

* *

* *

* *

* *

* *

SUCHAMMON,
121.
122.

123.

238

Ly" quogi

239

Ly" go;y/

240

Lia' ^0)^

PAPIRI EPISTOLARI

48

Syros

241

L"

125.

242

L/^' rv^i

126.

243

Ly" <fao)qi

127.

244.

12-t.

128.
129.

Ly"

(fa)(fi la

245

Ly" (fawifi

246

Ly"
Lipsia

xj3

lifffoQij

* *

/ofttx

\-y" rv^t, i^

247

Ly" tv^i~x

248

Lo" (fafxevo)^ x^

132.

249

L" (faQiiovOt

133.

250

L" fuaoQT] 7^

134.

251

Le" qaoxfi

252

Lf" alfvQ

253

Li" yjoiux x

137.

254

LC" Uoi}"^

138.

255

LC" aUvQ 7f

256

140.

141.

258.

130.
131.

135.
136.

139.

r^

trj

257.

Seymour de

Ricci (Reinach).

* *

* *

* *

TlMAEOS.

142.

259.

Tryphon.

143.

260

Lf"

/({-xf-iQ

144.

261

Lf"

(fc(fieru)i/

</

Incerti o ignoti, ad Heronino.

262.

Geminos?

263.

Koi^ais?

147.

264.

Ign

Liy"

OwO

x,'>

14B.

265.

Ign. ad Ileronas

Lic"

.7^.'/

149.

266.

Ign

* *

150.

267.

Ign

* *

145.

146.

n(-(roQi,

(/kohji

/?

/'^Z^'C 'Y

UOltUlHl'dNUKNZA

2()H.

Ik'ii

2(1'..

I^Mi

15:1.

L'7<).

|^,'ii

164.

271.

'AU

lai.
lf/2.

49

lIKKoNINOH

hi

L<)

Aloss.'imliia,

Mns.

Hiil.

M;i,\iiiii)S

Maximos.

;\iir.

Alossiiiulria,

ij^ii

.\l(!ssan(liia,

i^^ll.

iiicort.

muy.

iitrtoQi^

i-ifi

u!Jv{t

Lf,'{"

idtvo x.>

L/,/

/utxmt' (i?

it

Seyniour du Ricci (Rcinacli)

ign.

Hehoninoh.

Mus.
155.

P)iit.,

Resoc. ad Ai)piano

Lutt. a Neilas?

272.

Mus.

156.-273.

Brit.

L,;

:j(,>:j

L*" navvi e

Resoc. a Heraklide

Lr" tv^i

W'errtKfTy

Lett. ad Alypios

data

L Mu-

esterna

XQiavov xtX.
157.

158.
159.
160.

Di

Heronas suo

274.

Lett. ad

275.

Lett. ad Alypios

276.

Lett. ad

277.

Lett. ad Alypios?

figlio

Uy"

Ooxt

i.'J

Eudaemon

tutte queste lettere ricevute o scritte da

* *

**

**

**

Heronino diamo ora

il

registro crono-

logico per anni, mesi e giorni.

Anno

da Ischyrion

^o)ih xO(fuo)(fc x?y

aO^vQ

1.

iq

ApoUonios

Horion

xoiax

manca

Tv^i u

da Ischyrion

lie%HQ

manca

<fct}isv(/i>

da Alypios

i^

(faQuov^i xy

Harpalos

TTctxMv x^

Heraklides

Tiavvi

Alypios

insKf

i)-

id.

(xeaoQtj xj

in
Papiri Fiorentini.

due lettere

di

Alypios

di

Syros

quest'anno manca

il

mese

il

giorno.

PAPIKI EPISTOLARI

50

Anno

2."

Heronino ad Appiano

j^

(7j

da Heraklides

"t?

Ninnos

;^

Alypios

^w,'>

._

;.

<fao)(ft

i^id.

a^vQ

manca

xoiax

manca

Tv^i y

da S5T0S

x^

Ninnos

icl.

,,

Horion

ly

/^Z*'?

da Tryphon

(fa/Aivo)^

manca

(faQf.ioi'^1

manca

Ttaxov i

da ignoto

Ttavvi

manca

Tii(p

nanca

da Appianos

/.uGOQ]

eTiay

ce

Anno

{}oi^

Alypios

3.

da Eudaemon

a
^^

id.

;;

Syros

,;

ta

1^

id.

xt

Appianos

Syros

<fa(fi

,,

id.

Suchammon

ai/vQ

manca

xocax a

da Syros

Tv^i

/?

Horion

Monimos

/?

Syros

Appianos

(resoc.)

(W)|{UINr()NIiKN/A

ii<,i(

<l;i

X.V

iIKUONlNUM

l>l

SyroH

NilItlOH

,,

A|)piaiio8

fnXHQ

lini

(fKiitd),'/

(ftcQ/iov'U

'Il

t-

net l

Niiiims

THtxd'V

iniincd

nnvvi

vvinra

nn<j C

''"

'/'

^'V

X({

flKTOO^

l'iiinii

Appiaiios

''!

K()|I"US

Anno

4,"

,!/w.'>

manca

(fao}(ft

manca,

uih'Q

x((

V>i((^

fi

da Irenaeos
n

Alypios
id.

rv/ii

manca

(xsxHQ X

da Heraklides

<paf.irci)/

)j

(fuQftovif^c

,,

Alypios

X i>

Syros

manca

naxwv
navvi

id.

da Alypios

ji

manca

e7rei(f

/.ifoogr]

da Horion

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Ophellios

il

ifi

Heras

Syros

;;

Palas

STtay.

da ignoto

Anno
manca

O^M^
rj

(fc(0)(fi

^c

a{/^vQ

^
ic;

da SjTOS

Alypios
id.

Appianos

01

PAPIRI EPISTOLARI

52

da Syros
^oiax x

fuxfto X?

naxov

IT]

TTfiq

Irenaeos

Ischyrion

Tryphon

Palas

Horion

Ischyrion

da Heroninos a Neilas

manca

Ttavri

id.

Appianos

manca

da Kopres

tnay.

f.itaoor^

(?)

Anno
* * *

6.

mancano 3 m.
mesi seguenti, Heronino ad Heraklide

x'/yo

da Ischyrion

xa

Tiaxov

(resoc.)

* * *

mancano 3 m.

Anno
^0)^

,j

if

7.

da Syros

Irenaeos

(fao)(fi

manca

a^vo u

da Syros

.......

Ischyrion

X<uax

manca

Tv^i a

da Heraklides

Ixf'/HoJ

Alypios

(fufuvoi y

Ischyrion

(fuQiiov^t

manca

navvi

manca

enuif

da Heronino ad Alypios

ly

sul rovescio notato

il

1*^

di

Macriano e Quieto

Anno

***
Xoiccx

8.

mancano 3 m.
ifi

La" MaxQiar.

Kvrjr.

da Horion

****

mancano 4 m.

Ttaxov la

da Alypios

****

mancano

4 m.

^(ai^ a.

COllllIHI'ONliKN/A

Anno
i|il|ii|*ti'ifiHii|'fp

in%Mv

iC

* "
(

ct:h'{>

in.

nimicano 2

di.

10."

Alypios
i(l.

lunicAi

Xot<(x
x,7

(la

Alypios

manca

fii-X*-'i'

yrtfii-u):/

da Appianos

*****

mancano

Anno
^(1)^

ni.

:i

<l;i

))

AIy|io8

iiitivcaud

Anno

ivfii

*..

iiKinniHo
<l''i

* * *

IIKIKtNIN'OH

l'I

da

.'/

* *

in.

11.

Suchammon

mancano 2 m.

xoiax

da Sarapammon

ly

********

mancano 8 m.

Anno
ihO-

12."

da Sarapammon

Alypios

x<r

^^^

Ischyrion
id.

cpacocfi

Alypios

la

Horion

Alypios

Maximos

Alypios

'i5

id.

id.

xO-

a^vQ

Xoiax

i^

>

,,

:(::(!:(:

;;

:S:

:::;::(;

ri:

Aur. Maximos
Alypios

id.
id.

mancano 8 m.

T/S

PAPIRI EPISTOLARI

Anno

da Heronino ad Heronas

.>oj.'/

i^

'(

Alypios

x^

ignoto

Sarapammon

id

tjcaiHji

aOi'o

manca

'/oucx

manca,

tv^i

da Alypios

iff-X^io

manca

(fuLu'oiJ

da Alypios

* * *

nancano 3 m.

f7Ti(f

da Alypios

<C

manca

l^aaoQj

Anno
::

r^

>:

.da

,>

TViii

ly

* * *

^'

da Alypios

manca
da Palas

Anno
'^-

'^

Xoiux

ir^

da Alypios

********
* *

tali e

16."

ad Heronas da ignoto

si

scorgono a prima vista

le

lacune a cui sopra ho accennato, e

tante da non poter pensare elio l)asterebbero a colmarle tutte quelle

non abbiamo la
non abbiamo che

lettere di cui

data, che sono circa

dell'anno

tina lettera,

6'^

S m.

da Ischyrion

xa

In (luesto prospetto

id.

)fi)icano

Anno
^ci>.>

15.

mancano 2 m.

td^vo

* *

id.

Utaoo]
?

Alypios

mancano 4 m.

e7TH(f

</[

14."

mancano 3 m.

Xoiax

queste sono

13."

mentre

un

4'^

di tutta la raccolta, Cos, ad

l'attivit di

Heronino

in

es.,

tutto quel-

('(tHI(ISI'((N|ti;N/A

raiiiin r

m\

iiiit)

(die
IT)

;il

dal

((astata

solo

Htio

(lei

sim rcsuconlo per

(-oiiiiiiit

('III

Ietter, e

rif'orire (|iies((>

sii<;:;trita.

veniva poi
(lue,

letter(> (m1

Una
cui redo

che

c-oiiforiiiatii dalla.

si

(hdle lettere di Ap|)iano


si

1(><:k<'

c'uii-

mdrejxtca
C^iasHtii

Quieto,

dm

tiitt(!

inferr'otta

Oia,

M!.

non aldnanio

non

nr-ric

Hpinj^oiio a

cui

il

koIo

dolini/iorn;
(jiieHt(!

rc^no

r,o|o

<ii

poHhilii(?

(die

v(Miiva

jcttei-e

datat;,

due impciratori, come pure dei

esplicita di i|U(d
(5

una

|)er

coinph^Hso di

ricorre

t(r^odi talune di (jufiste

coirne:

(u."

171)

ad Ileroniuo

scritta sul rarso d\ un foglio sul

('

un uui^istrato da un

(luerela per rapina, sjorta ad

'^"'''

Iti al< Ijdc

anni

[t taluni

Im-

lallieno.

pastore di Tlieoxenide addetto

(iiuiliica

anni

lo

di

lettore^

Vuleriaiio

Macriano

una; ed ecco

in calce di

meno

inen/.i()n(5

intei'culari

cos,

ik'

|)iin'

palleremo,

imposta dal

potriMiio dire aiudie

diciamo

poi

re;^no di

il

ail

i-iv(lt<i

anni, (die per un s(d caso, di cui

una durata di non pi

.../

HtcHHo.

(|iicir aiiiio

Malgrado (iiicsjc lai'^ln^ lacune e malgrado


lina o due o poi die Icittoi'ti, piife ahhiaino

(dio ahliia

lll'.HONINOM

l'I

tah;

Aur. Sakis

bestiame (hdl'ecc.mo Aur, Apjjiano.

al

Questa querela di cui (jui non rit'eriauio il testo, gi pubblicato md I" di questi volumi
regnanti, com' uso in (jiieste
(n." 9 p. 28), porta la data, non gi senza nominare
i

menzione di

lettere private, uni colla integrale

magistrati

atti pubblici o rivolti a

L^

'

essi e dei loro titoli

come

e di regola in

avioxoaiooor xaiGctoov IlovnXiov

Alxivviov OvaXi-Qiavov xui IlovnXiov


AixivriQV OvttXi-Qiavov rakXir^vov tvGt^ov

SVtVXMV

Tvi

Gi-^iccGlUV

Sul roves(;io bianco di questa querela,

Heronino ed Ireneo segnandovi


querela di Sakis

ci dice

l'

Xjj

anno appresso Appiano

modo

in calce la data nel breve

che questo anno

tere di Appiano, di cui

una porta

di Valeriano-Gallieno.

Come

fin la

il

Valeriano

3 di

data del

poi quella querela

10^,
si

vanno

x7.

che quindi tutte

le let-

riferite al

regno quindicenne

non gi fra le carte del mafra quelle di Appiano il quale,

Aur. Apollonio dekadarcha, a cui era sporta, ma


non pi di 8 mesi da che era scritta, considerandola come
la

La

solito: Ly' (fuoxji

trovasse,

gistrato,

per iscrivervi

scrisse la lettera ad

inutile, si serv del rovescio

sua lettera, rimane da sapere. Probabilmente quella non era che

minuta della querela che Appiano fece redigere pel suo pastore, il quale ricorse
primo luogo e, pel suo tramite e col suo appoggio, al magistrato.

la

a lui in

Una

Kopres ad Heronino esistente nel Museo di Alessandria e pubblicata


dal Prof. Breccia (ved. sopra p. 41) non ha data in calce, ma offre una data segnata in

modo

lettera di

insolito sul rovescio, che secondo le fibre sarebbe

Lf'

redo^ in questi termini

TOH' xvQion' r^itov

OvaXsQiavv (sic) xai


as^aajbv

Il testo di

il

rc(/.[?u]ipoi'

MiOoQiq

67rayo,U[v()j'.

questa lettera insieme alla fotografia delle due facce gentilmente comu-

nicatami dal Prof. Breccia,

io

riproduco a suo luogo in questa raccolta insieme

unica lettera che noi abbiamo di questo Kopres


regolare, cio in calce, colla solita breve

(n.

208) la

forma innominale

quale ha

Ly" ntoogr^ xa.

la

alla

data al posto

Ora per dovrem

56

PAPIKI EPISTOLARI

domandarci

quella data scritta in quella forma a tergo della lettera, veramente la data

della lettera? Cosi dovrebbe parere dacch la lettera

Esempi

stento a crederlo.

mittente segnata,

non

e'

si

poi di quella data

data in calce. Eppure io

di data

mancano

affatto; questo sarebbe l'unico della sua specie.

posto (n qui sarebbe

la

omessa in qualche lettera mentre in altre dello stesso


possono vedere nel prospetto qui sopra. Esempi di data omessa in

calce e segnata a tergo,


in calce

non ha

il

caso) la data segnata in margine.

un piccolo, ben segnato

La

Quando

scrittura

elegante unciale affatto in-

e spazieggiato,

solito in queste lettere e in singolare contrasto col brutto corsivo di questa e dell'altra

lettera di Kopres.

povero garzone,

Finalmente non

naiddoior, qual'era

si

vede per quale straordinaria circostanza questo

Kopres, volesse in questa lettera segnare

regnanti, cosa che n egli stesso nella sua lettera dell' anno

3'^

nomi

dei

n Heronino n alcuno

mi porta a credere che quella data si trovasse


in calce di qualche documento, scritto sul recto di un foglio da cui fu tagliato quell' estremo
pezzo, sul verso bianco del quale Kopres scrisse la sua lettera. Per, se tant' , rileveremmo pur sempre da quella data tergale che la lettera posteriore all' anno 5" di Vadei suoi corrispondenti fece mai. Tutto

leriano-Gallieno e potrebbe anche essere di parecchio posteriore, dacch troviamo questo

Kopres

in servizio

ancora nell'anno

di Aljpio,

IS'^ (lett.

n.*^'

come v'era

150)

gi nell'anno

S*'

di quel regno.

Una

Heronino ad Alypio (n. 273), rimasta fra le carte di Heronino, forse


perch non era che la minuta della lettera spedita, porta in calce la data \-t' enei(f ly.
Scritta sul verso di un brano di registro di conti, essa porta a tergo ripetuto l' indirizzo
ed oltre a questo segnata d' altra mano ed in carattere maggiore (come pu vedersi nella
fotografia che riportiamo a suo luogo) una datazione cos concepita
lettera di

L" avT oxouTOQUv xaiaaQwv Tnov (PovX^iov lovviov Muxgiavov xca Tnov
lovviov Kvr]tov svGf^wv tvrvxn' ffs^aarov

(l>ovXifiov

La

Te

presenza in questo luogo di questa data che non pu avere alcun rapporto colla

una data anteriore, per quanto strana, non sar difficile spiegarla. La
il 7 Luglio dell'anno 7'> di Valeriano-Gallieno, che compievasi il 28 Agosto,

lettera portante
lettera fu scritta

l'ultimo fortunoso anno di quei due regnanti uniti.


di

&alh

Avvenuta

la

proclamazione in Egitto

Macriano, Heronino pens a farsi dare appunto dei precisi nomi

e titoli dei

nuovi

re-

gnanti e lo fece segnare sulla parte libera di quel pezzo di papiro, nel nuovo anno egizio

che cominciava

(29

La

Agosto) poco dopo scritta quella lettera.

data di mese

Ooi>

non

vuol necessariamente dire che quell'appunto fosse segnato precisamente in quel giorno.

Heronino la formola, la segn cos, come la data corrispondente all' inizio


dell' anno egizio da cui normalmente si contavano gli anni dei regnanti in Egitto. E infatti quella la formola completa per la datazione di Macriano-Quieto e ne abbiamo pi d'un
Chi

scrisse per

esempio

in papiri

documentali; cos in

n. 954 p. 153, ixoiux

particolarmente

il

papiro

formola completa con

GPBM.

n."

905 p. 127, {Mi^xhq x

29 Nov. 260); cos anche in Pap. Strasb. n." 6


n.''

(fa/tivoO^

57 di Lipsia (Mitteis p. 179

ngo xuvxfi ^uacXfiag, espressione che,

sg.)
.

(I,

in cui

.tov
Marzo 261 e nel testo:
come ben nota il Mitteis, fa

a nominare in quel periodo di rivoluzione

\b Febr. 261)

p. 36).

troviamo

Notevole
la stessa

uXrjXvOanog C ftovg

rr^g

sentire la ripugnanza

regnanti col spodestati.

Macriano-Quieto corrisponderebbe all' 8" di Valeriano-Gallieno. Come


vede nel nostro prospetto, di questa data non si ha che una lettera, test pubblicata,

L'anno

si

Ili

]" di

{)niii(isi'()Niti;N/A

il,

S(

(>(l

riisl)lllf;(>.

rraiiiiiicnldsa

diede

L-i

H('Ui-a,
il

c(niic

noi

ccrLc

le

volumi

12'.

p.

-!////.

<

'ornw

darlii.
|).

x)

M;i<T;iM')-(^ll<'to,

ili

i;

la

iottcni

l<'t.f!r:i

I'uiom'- ad

hiipplit-ii

dintin^nc

hi

iiiiy

xvotuty

indir M<(XQt<(i>r

(die s()|)ra

abbiam

jotevamo aspettare

i(i

visto (Udl'appiinto proso


clu^ si siMitisse

da Hcronino per

la

bisogno, alnieno sui primi

il

nuova
d

pur

usata negli stessi termini in papiri documentali quale quel di Vienna


II, p, 33 sg.)
eroi,

fragm.

golare at^aaiov dopo

il

Koptos

'),

nomi

trova

si

284 (Fiihrer p. 84

contenente un contratto del 5 Marzo 20 !, quel di Londra


p. 83)

nome

contenente una ricevuta del 24 Ottobre 260. Quel

sin-

mentre sconcorda con quel che precede, fa penQuieto in Egitto, ricordata in una epigrafe frammen-

di Quieto,

sare alla visita che fece, da solo,


taria di

n."

i'oi

nuovo

dei regnanti. Vediaujo die qui questo fu fatto colla forniola pi breve, che

(Grenfell Alex.

]n:r

seli(^

FEli

l:i

rifcri^eo pnn- io

regno, di segnare aiudie nelle date di queste lettere ])rivate, costituenti una

Mittheil.

li<'i-o

dajc una Icffuf.i

Cosi Uittn

e (;osi

N(ia

'|"**H*'ii

I"i

conispondciit,!;

(pici

llorioiic in (picHtii raccolta. (Questa

leltcM'c di

yjiKcx

data.,

di

Wcsscly non avrclihc potuto

il

di

sopi-a

Idi

il

pctsscdianm paicccliic Icifcrc

faial,f,(>TsM('lic

L.<(

mola

Wcssriv Uid.

dal

data sii^nata col nome dei i-e^nanti

Dopo (pud

(|l|f|r iilllM, hC.JJ-Iialo CMiiM'

(Il

clic,

Vitidli ned l'di (piesli

a HUO luo^o IVa


la,

p!iici|)i().

in

In r.icilc licoiioscci-c

coinplcla.

li'(lii;i

llllll

posscdiila e piihl)! ical

r (|linlla.

nino

Msis(( |H'lo

''-7

iii:iti)NiN<m

IH

accattivandosi la popolazione anche con distribuzioni di grano {am^oiaui)

come rileviamo dal pap. 955 di Londra sopra citato. Se


quest'anno, ci non va certamente attribuito ai rivolgimenti
ragioni che valgono per l'anno

6"

per

altri.

cosi scarse sono le lettere di

politici d'allora,

ma alle stesse

ben possibile che altre lettere di

pur possibile che altre se ne trovino colla data del \" di


Macriano-Quieto cos segnata, ed altre semplicemente datate dall'anno L?/' come quella
di Strasburgo. Infatti le monete Alessandrine offrono una serie non interrotta di tutti
gli anni di Valeriano-Gallieno compreso l'S'^ il quale se ai tempi di Banduri e di Eckhel
(IV, p. 91 VII, p. 267) era in quelle monete quasi punto rappresentato, oggi lo vediam
quest'

anno vengano a

luce, ed

rappresentato in buon numero di esemplari della raccolta Dattari (Numi Augg. Alexan-

8 DeMacriano del 12 Choiak


cembre 260, quella in data dell'anno 8'^ dell' 11 Pachon =: 6 Maggio 261.
Da quella lettera colla data cosi segnata il Prof. Wessely ha creduto arguire (1. e. p. 42)
che tutte le altre con data innominale dell'anno 1 (e forse anche del secondo) -) debbano
riferirsi al breve regno di Macriano-Quieto. Ci non ha fondamento, e certamente il
Wesselj quand'abbia visto il prospetto di questa raccolta non vorr insistere nella sua
idea. Non possibile riferire a quei regnanti intercalari che le date ove i loro nomi

drini p. 347-359).

Va

notato che la lettera

figurino. Piuttosto pei

primi anni, fino al

coli'

3'^

anno

di

o anche fino al 6

si

pu dubitare

se

sian

anni di Valeriano Gallieno o non abbiano, almeno in parte, a riferirsi a qualcuno dei
pi brevi regni precedenti o susseguenti. Anche qui per, tutto ben considerato, trovo

>)

FI nders-Petrie, Jvop^os p. 34; Milne, Egxjpt under


i

Rom. Rule
II

p.

77; Seyuiour de Ricci, Axh.

450 sg.
Papiri Fiorentini.

f-

Pap. Forsch.

2)

In alcune

monete

di

questi regnanti

data LB; Eckhel, VII, 467; Cohen VI,


notizia, solo nel n. 6 dei P. Strasb.,

6.
I,

abbiamo

la

In papiri, a mia
p. 36.

PAPIRI EPISTOLARI

58

non quando la esplicita menzione di altri principi nelle date ce lo imponga, cosa che fin qui non si mai veduta
nella corrispondenza Heroniniana. Heronino, a quanto pare, amava conservare tutte le
carte della sua amministrazione, anche le pi inutili e d' interesse momentaneo e passeggero, forse per documentare i resoconti che d'anno in anno compilava pei suoi committenti. In questa cassa sembra a me ch'egli riponesse tutte le carte dei quindici anni di
Valeriano-Grallieno, comprese quelle dell' intercalare Macriano-Quieto, sia per distinguerle
(sendo le date innominali) da quelle di altri principati, forse aggruppate altrove o in
altra guisa, sia perch la sua gestione cominciasse e finisse con quel regno. Se questa
sua gestione cominciasse gi prima di Valeriano, non saprei dire; che per cessasse dopo
l'ultimo di Gallieno, m'induce a pensarlo una lettera (n." 265) di cui non rimane che la
data e l'indirizzo, ed rivolta, non sappiamo da chi, non gi a lui, ma ad Heronas fr. di
che iion

si

limiti del regno di Val. -Gali, se

pu uscire dai

Thraso in data di Li^" />w^ xa. Ora, questo Heronas era un figlio di Heronino, secondo
apprendiamo da una lettera di costui a lui rivolta (n." 274 [quvu lo) vim) in data dell'anno 13
quando sappiamo da altre lettere che, come pur nei due anni appresso, fr. di Thraso era
Heronino. Poich vediamo che in uno stesso tempo Heronino front, di Theadelfia, di
Thraso, di Sathro, parrebbe dover pensare che in tutte queste sue gestioni dopo il \b^ di
Gallieno gli fosse succeduto

figlio.

il

Se per

altri dicesse potersi

pensare eh' egli avesse

commesso al figlio Heronas, la frontis di Thraso riserbando le altre per s, io non


saprei come escludere questa possibilit; solo per farei osservare che, molto probabilmente, come sotto vedremo, tutti quei nomi sono sinonimi che designano una sola localit ed una sola (jQovzig.
Quanto alla data del sedicesimo anno, Thoth 21 {= 18 Settembre), non punto sorprendente che 21 giorni dopo spirato l'anno quindicesimo, propriamente l'ultimo di Gallieno, qualcuno segnasse ancora, secondo la serie durata fin li, il nuovo anno come il 16,
non essendosi ancora diffusa in Egitto la notizia della morte di Gallieno avvenuta a Milano nel Marzo. Di fatti simili abbiamo pi esempi nei papiri; basti veder quelli notati
e ricordati da Grenfell-Hunt in Oxyrhynch. VI, p. 248 sg. E neppur mancano monete
alessandrine di Gallieno colla data L<c una almeno, ricordata gi da Zoega e da Eckhel
allora

(IV, p. 93) deve trovarsi nel Cabinet des mdailles a Parigi.

Or dunque riman fermo per


tempo

noi che tutta questa corrispondenza Heroniniana del

di Valeriano-Gallieno e che tutti gli anni delle date innominali, dal 1 al 15 sono

anni di quel regno.

Non

nota la precisa data dell'assunzione di Valeriano,

buon fondamento Clinton ed altri la suppongono verso


in Alessandria, e quindi il 1 anno di Valeriano comincia
sto del 253, ed a questo noi ci

nome

atterremo nel tradurre

la fine del 253 d. Cr.

in Egitto col 1 di
le

ma

con

proclamata

Thot

= 29 Ago-

date di queste lettere.

Heronino non punto comune. Comunissimo invece Heron, il quale


non deve per mai esser preso come un' abbreviazione di Heronino; se troviamo in queste
lettere "Homi per 'Hooveivo dobbiamo considerare quella scrittura come incompleta. Heron,
che ricorre nelle lett. n. 216, 261 il nome di tutt' altra persona. La forma regolare 'Hqovivog e cos egli stesso scrive sempre il suo nome, ma per la pronunzia del tempo frequentissima la scrittura 'HgonTvog. Questo Heronino in parecchie lettere qualificato
Il

di

(f^Qoviiatifi

talune

</o.

di

senz'altro; in molte qgovTiGT^jg 0iaeX(ffiac, in molte altre


IuI^qw e tale

si

c/q.

Ogacrc;

in

dice egli stesso in una sua lettera ad Alypio che di re-

roHIlISI'ONDKN/.A

lo

^olii

cliiaiii;!,

c^li r (Icilio

<li

i\t((>titir:h'(>i^

yo.

radi

<//,'.

<')i i<i)//.<f n'it>:

di

non

(|iialilica

cui

lina localit a iiotrvolr (li.^laii/,a

nindiisr

in

alti'i

casi

in

Icronino detto

cos proniiscuaiiu'iito clic dolihiam ci-csdere

sola

7(<or//\-,

sua residenza

i-onino aveva,

la

ooi)i

dove

riori scavi

{?

()pj)iii'(!

'l'IiraHo e

il

trovarono

si

suo ullicio

il,

Heronino

suo stato un

di

ili

\^v.

per

cs.

altri ifooniaud. (^os

rion (joainai

>^^

iwr

dovrebbe tradurre

.i.^o

]).

'.V.)\

corto

I)i

indiriz/o di

rjiudl*'

Satino dcv(Mio

-hhcro

1"

la f'oi-niu pr!Valerit<!, i\<;llo

Tlieadelfia e fV
state tanto

(!HH(?rc

TliraKO

di

da

vi(;iiic

')

fV>r-

nome

isci'izioni col

di Tlieadellia;

anche

come

(ji>oiic(rTi)c

Tlieadelfia. C^iHJHto corto, che

sono parecchi

lo

]\1.

Ili

p.

103),

dove

che ulte-

possibih!

altri

si

(dn?

fi^ni-ano

in

definisce

-fQo morii

noe

espressione che troviamo adoperata anche

ArSvonc inoroovni

2:niQf7Tdn (234,3),

trovatf;,

He-

noim^ di Thraso o Sathi-o,

il

questa corrispondenza. K^li stesso intc^stando un suo resoconto


1WV 7TKH f)fa6&hf}-mc (Gr. P.

p,

l (lov(! finente lettore furori

stesso o in (pici dintorni rivelino

localit

(|iiell(!

Tolemaico

tipo

e di

(!

Ir.

Nar-

(pudla koin avoK8(! due nomi, pin antico forHC e ancora

(die

meno antico

pr(>val(Mit(> MMiraso,

llart,

jmji

(Tr/ifini.

Ino^^^o.

il

Aljpio

luttoi'*' alt l'o OHCfiipio.

(|ii()Ht(?

da 'riiradidliit

scambiando

simili,

stesso tiMiipo e dalla stossu porsona

lina

('"

HtoMHO

ilclN

hif.t.iMa

cosa; Satino ana|;i'ainina popolai'c di Tliiasf) die

st.(SHa

niai'c

una

in

fj\)

scritto per ci'I'oit dallo ^ciiv.ino di Alypiorlic .sc|^no

nome In
lettere, come

(pici

iniii

H{jt<(iut

(/().

IIIIIONIXOH

IM

("Ki'^f-ruoQ

Stando

il

cio (Koriiarf^

47, 8)

<).;

Ho-

al valore proi)rio di questi vocaboli

curatore, procuratore, provveditore,

ma

si

questi son termini molto jfeuerici

che esprimono o possono esprimere troppo di pi d(dla natura assai limitata

modesta

Heronino egli altri che qui figurauo, sono tutti f/oorrtarat


di una qualche xw/r^, qual' Theadelfia, Evhemeria, Dionysias etc. Questa chiamata la loro
qQoriq (cos p. es xrfi aov (fQoviioc, ir (jQorrioc Saaaw). In linguaggio moderno questi (fcomara dovremmo chiamarli agenti o gerenti ed azienda o gestione la loro (fgarrlc. Tutte queste
lettere ci dicono quali sono le loro funzioni. Propriamente sono agenti rurali, addetti o
preposti all'amministrazione dei fondi rustici di una kome. Non trovo certo esempio dei
fondi di pi d'una kome retti da un solo agente; certo per che non pi di uno di tali
dell'ufficio di cui qui

si

tratta.

agenti vi ha per ciascuna kome. Cos Heronino era unico agente o

Twv

rn-Q

(fcorriffti^g

di tutti

fondi

Questi fondi o possessi o x)oderi (xrytar^ potevano essere di propriet

0fafX<ffic(c.

pubblica imperiale, demaniale o privata.

ciascuno dei possessori l'agente rendeva conto,

da ciascuno riceveva ordini. Suo dovere era di vigilare su tutti

lavori agricoli, diri-

provvedere pel bestiame, pei veicoli di trasporto, per gli ordigni rustici, per l'irrigazione e le macchine relative etc oltre al riscuotere e pagare
redigendo i conti dell'amministrazione e tenendo la corrispondenza coi padroni e cogli

gerli nelle varie stagioni,

altri agenti

Su

pur in rapporto con

questi.

un documento ufiiciale appunto di


I, 58. E una circolare che nel 288 d.

questi (fQovTiGTai gitta una luce considerevole

quel secolo, edito da Grenfell-Hunt in Oxyrh. Pa2)-

Cr. l'epistratego Servaeus Africanus rivolge agli strateghi dei Sette


noite, colla quale
aral, YQatifiaTHq

nanzi, ei dice,

')

che

non

invita a mettere

li

si

ci

una remora

In due lettere di Alypio (129,

131),

l'indirizzo

interno porta Theadelfia, l'esterno porta Thraso. Nelle


lettere

di

Alypio prevale Thraso, in quelle

Theadelfia. Ischyrion in lettere di

di

Syros

uno stesso anno segna

Thraso Theadelfia promiscuamente. Cos pure Appiano


che

in lettere

dell'anno 3 segna Theadelfia o Sathro, in

(fQovTiaTfjc

una

(ovaiai rauiaxa);

per ciascuna

del 5

Thraso

etc.

ovaia

Per Horione
di

la

Dionysiade (anno

Sentrepaei (an.
anni

cosa

3-5.

non

si verifica

diversa; egli
2-5), di

12-13''); (fo. di

si

al

pi

pu pensare,

dall'anno

/tici-

d'ora in-

con due o

traslochi

poich la stessa promiscuit

(fo.

e dell' Arsi-

agli abusi dei sedicenti (fooruarc,

arricchiscono a carico dei beni imperiali

deve essere che un solo

Nomi

1 al 15.

successivamente

Evhemeria

Evhemeria

(an. 10), di

Ireneo negli

PAPIRI EPISTOLAHI

60

tre vnr^Qerai, e per costui deve farsi garante la ^ovXi]

Fino a qual punto questa disposizione


possa riferirsi al caso di Heronino e degli altri (fQovTiaTu che qui figurano, non saprei
dire. Se le ovaica la^i. aveano ciascuna per capoluogo una w/jtj, possiamo osservare che al
tempo di Heronino, ossia dai 20 ai 35 anni prima della circolare, 1' abuso di tanti (}(.ovTiara per una ovaia non si era verificato. Ma la ^ovli] di cui parola quella del capoluogo del nomos dove risiedeva lo stratego

pu darsi che gi allora pi d' uno di questi


che qui incontriamo ciascuno addetto ad una xw/jtj si trovasse a funzionare per

(fooviKfTc

una sola

ovaia ra^i. estendentesi nel raggio di pi

questi (fQovnGial,

come

si

proprio arbitrio

ficio di

M.

d'una

Prima

xw/o^.

di quella circolare

rileva dai termini della circolare stessa, assumevano quell'uf(v^iara uvrog 'ievQvrfc)^

come

esercenti la professione di agenti

rurali al servizio di quanti proprietari avessero beni in quella kome.

come potesse

esser convenuto che

non ve ne

Come

entrassero

uno per ciascuna kome,


non si rileva da questa corrispondenza. La circolare del 288 che vuole non ve ne sia che
uno per ciascuna ovaia ci d qualche lume su quest'ultimo punto; si vede che ai tempi
di Heronino ancora non si era introdotto l'abuso deplorato in quella, ma rimane sempre
oscura la nomina di costoro all'ufficio, se per parte delle autorit della kome o del nomos
o per parte dei proprietari. La permanenza in ufficio di Heronino per almeno 15 anni
poi il fatto che Heronino figura
fa pensare a nomina piuttosto privata che pubblica.
in ufficio,

fosse che

come

al servizio di

personali,

pi proprietari dai quali riceve ordini d'ogni sorta, anche di servigi

come da padroni

aspramente redarguito

aiQutiooirfi.

Grli

ai

quali rende conti e dai quali, per mancanze o negligenze

anche minacciato di punizioni gravi con intervento pure dello

che questi proi)rietari non sono realmente che appaltatori di domini im-

Alypio

periali. Il principale

di cui sono

si

gran parte delle lettere ad Heronino. Egli

una schiera d'impiegati con s, assistenti, segretari, economi, oltre ai servi domestici ed un bel numero di scribi giudicando dalla considerevole
variet delle scritture di sue lettere. La sua autorit e il suo dominio si estende, da un
lato alle principali komae della Themistumeris fino a Dionjsias e al lago Moeris i cui
risiede in Arsiuoe ed ha tutta

pescatori hanno dipendenza da


meris p.

es.

lui,

da un altro lato

s'

inoltra anche nella Polacmonos

ad Ibion Argaeu, a Narmuthi, a Talei etc Tutti o quasi

tutti

(/gomaza

corrispondenti di Heronino, parlano con riverenza di Alypio frequentemente chiamandolo


xvoiog iiov, xvoiog

fjf^iwr.

Pi d'una volta vediamo datogli

titolo di

il

xoditarog,

titolo

grado (t'ir egregius) che spetterebbe al ioixr^Tijg centrale. Egli per non certamente
tale, dacch Ischyrion (anch' egli dipendente da Alyp.) in una sua lett. ad Heronino dice
che Alypio ha annunziato la sua imminente venuta insieme al ioixrfir]g (n." 201). Sono
di

due autorit che accedono

medesime

tore delle
ufficio,

ma

sul luogo,

il

ioix^ir'jg

delle ovaCai

tati,

il

Questi non ha mai, in tante menzioni di

^).

coir epiteto di grado xodriarog viene equiparato al

n." 144)

ufficiale dello stato

xvqu

fiov avyxQir^

Rostowzew

*)

Jn quella lettera confidenziale

del

'*.

il

tit.

di

ximnaim;.

le

sue funzioni

si

il

cffo/xj/rij?

dria incerto.

nomi-

questi tempi la dignit


il

titolo

sonante

gli

limitassero ad Alessan-

le ovaica

E uomo

(lett.

ricco

Anubion

di

Non

^ioXoywiaiog

crederei pero die

ha qualche esempio

nell'Oxyrhynchites.
146 o

ai suoi dipendenti,

sul

in

Arch.

f.

Cfr. P.

Ppf.

Meyer

Ili,

ln4.

come

n'>axjfio)r,

il

con Alypio potesse essere uno

locali di cui si

p.

alcun titolo di

appaltatore dei beni imperiali, e non

suo proprio titolo

il

Staatspaclt etc. p. 166 sg.

era assai menomata, bench

rmianesse. Se

Come

n della casa imperiale, egli figura dinanzi

proprietario di quei beni e quindi

nato senza

jtXvml

lui,

ioixi]TT^g.

potente a cui tutti s'inchinano, umilmente; taluno arriva a dirgli


rovescio di

principale appalta-

(^.

ci

che

che visitava
quei

(Tioixjrcd

del 1" sec. dell'impero


\n Festschr.

Hirschfdd

H[)(!hH()
Xiiyo':

clic

i'()\

un

'ti

in

<|iial(5

i.'i

(tato a

Ilio

Hiio Hpociiil

l.iillc

<i{>i)n(ii\^

addctld ad

d(drappall.(> clic in
il.

l)cnc|)la.c.it()

Sf(((i/.s/)iir/tf

di S( rasi

III

r^(>

(I,

ii."

giiistaiiKMito ()SKci\a
di

icicniino'i aiicli(>

cle/iiano

30,')

;")()()).

2H)
il

ric^cvuta del

*rcisirkcl clic

una

di

pai'Iasi

una

ossia di

h(!

<fn(>iii;

anni, coiiif

vuole ad
7{)o{niiv

Al.vpio poKscdova

(|iiaraiitiiia

Alypio

ma dura

cont(!niita

Ma

in

Tliraso

(pudla

d'anni

queir Alypio non

nostro,

il

ma

fosse;

e d'altri

un suo

Resoconti rivolti ad Alypio da Heronino

Un

altro proprietario corris])ondento di

mando ad Heronino, abbiamo frammenti


f^^yfj^/^ro-^sl

l//.'^i'lrc)J'(;f/ffcl

-)

un

in

d(d

papii'o

(come
'/(-oii/^

di

\'.\

lettoro

p^cstioni

di

l)ir)-

Alyi)io

Ilfrf>nino

di

pu anello darsi

elio

fip^lio.

])er la

vasta azienda, Un

Heronino

A])])iaiio. ()ltro

come

lo

pure

non

(pii
all(;

di resoconti di H(!ronino a lui

in questi resoconti,

"'

alle

j)ost(;rior(!

t'osse

'cjr. Ito-

suo tempo

(al

ricoviita

dovoano essere cessate da un poz/o;

di

a.pi)a.lli

H('rii|)n*

indcfinitanicfitc

d'anno

lin

(t^Mii

e di tanti altri ij(ioynaiit

yli

Vii notato

Hciiiprc <oni<' propi-ictario in vir't

lo

licfoiiiiio; allora

2211).

Icroiiino f^iini

conio pur(;

ad

221,

npccial

hiio

liii

oraiK Akvulnv iiiTliraso, l'isiiltcchlie

hcni |)ropri e non d'appalto.

d. (h*.,

n." 220,

liniitafd al hislrntu,

piii

sosjxuidcilo

|)H()

una

)a

AI.\jio lij^iira

iuph

l'i

ha puri-

<|ij:ili;

iSyroH huo.

aliiiciio

<li

01

iro/i^iKm) la

i\

|i|ii('srii(aiil,c

cok

clic

cui

in

(li)iiiia

durala

d'iiipi

(|iicsl.()

p.

la

Al.\|ii(>

d(dr iinpcu'aton^

Htow/cw

o la

^(i-ciil.c

Iclicrc jx'r

(|ii(',sj,(

sua

alla

lui

IIKIIONINOH

DI

('(iI{|{|SI'ON|ti:N/,\

')

in molti

si

son trovati.

suo lettore; di co-

KrI

do<^li

<-

'jualificato

ostraka del

Fa^ni pubbl. dal Jouguet. Se dopo essere stato esegeta in Alessandria e^rli andasse a
stabilirsi ad Arsinoe o in qualche posto di quel nomos, non sappiamo. Dalle sue lettere
e dai resoconti risulta eh' egli avea delle propriet ed affari a Theadelfia ed anche ad
Evhemeria e altrove. Per imperiosit e per la natura degli ordini ch'ei d, le sue lettere

assomigliano a quelle di Alypio tanto da concluderne che fosse anch' egli un ap-

si

paltatore di beni imperiali o

da

nuli

lui nomini^to in

un partecipante

all'

queste lettere sue che

ai^palto di Alypio,

ci

il

quale per non

rimangono. Negli ostraka del Faj'm,

Jouguet e dal Preisigke % figura il nome e il titolo di questo


Appiano dopo la menzione di Theadelfia e dei /r/J/mTa del tale anno. Quegli ostraka
sono ricevute dei prodotti agricoli di un dato anno versati da Appiano l'anno tale nel
pubblico granaio [Or^aavQg) di Theadelfia. Certamente il versamento non fu fatto da Appiano stesso, ma da altri, forse da Heronino, per lui, registrandolo per in suo nome come
di proprietario; assai probabile che le relative ricevute provengano da Theadelfia e
forse dalla casa stessa da cui provengono i papiri Heroniniani. In ciascuna di esse
spiegati diversamente dal

segnato r anno corrente del versamento e l'anno in cui furon raccolti


iysvt'/^iccTa)

versati

questo suol essere

l'

anno antecedente o anche

il

prodotti agricoli

preantecedente a quello

abbiamo i yerrmaja dell'anno 7 e il versamento dell'anno 1;


distanza che si spiega con un cambiamento di regno, fra le due date Jouguet, approvato
da Preisigke^ ha pensato che il 7 sia di Filippo e il 1*^ di Decio e pur trovandosi, bench
rare, monete Alessandrine di Filippo colla data LZ, finch non si trovino altri ostraka
simili con anni superiori al 7 la cosa potr anche stare.
per da notare che noi
abbiamo lettere di Appiano degli anni 1, 3'^, 5*^ e 10'^, e che dal fatto soprariferito risulta
positivamente che questi (dei primi, almeno il terzo) sono anni di Valeriane-Gallieno,

del versamento. In qualcuno

Un frammento nel
GPBM. p. 103 sg. uno a
')

in

Fior.

p.

1,
2)

Mus. Br.

di

]226 pubblicato

Firenze, pubblicato in

Pap.

'Anniayg

3)

set]}',

etc.

La forma

questo nome, affatto romano, Appianus,

come pure

per frequente

27.

Jun. UnuvHvog Avo. Aniayo)

regolare

n."

V List.
ini

Fayoum par

fr. d'ard, oriett.

Fayoum

in

trova in questi papiri

nei

quali

riduzione del doppio n ad un solo.

la

Ostraka da

si

Arch.

f.

II,

P. Jouguet, in

BuU. de

1902. Preisigke Kornfrachten

Papyrusf. Ili (1903)

p.

44 sgg-

62
e

PAPIRI EPISTOLARI

che finalmente l'anno

dal

1 di

piano,

7" e

poi

Macriano come nelle

come quella

1"

pu essere il 7" di Valeriano seguito


Heronino di cui sopra. Certo l'attivit di Ap-

degli ostraka

lettere di

Heronino, non pu essersi ristretta agli anni di Valeriano-Gallieno,

di

ed assai probabile che certi anni sian quelli di regni anteriori;


e distinguere quelli

Il

papiro

d'un regno da quelli d'un altro?

1170 del Mus. Brit. pubblicato dal

n.'^

ma come

assicurarcene

'j.

Kenyon

in

GPBM.

contiene estesi frammenti di rendiconti di Heronino diretti ad un Avq.

Ili, p. 193 sg.

'HoaxXi-ii] (iovltvrfi

Quel che rimane per pi mesi dell'anno 6.


Di un Heraklide vi sono tre lettere ad Heronino nel Mus. Brit, pubbl. nel voi. Ili di
quella raccolta p. 209 sg. e tre lettere abbiamo noi (n." 185-7). Dubito assai che questo possa
essere lo stesso dei resoconti. L' Heraklide delle lettere un subordinato di Alypio, il suo
oxovniiog {Faynm Toins n." 133 nostro n." 134*, 1. 2), in rapporto con Syros, Ischyrion ed altri
di quella cerchia; egli chiama xvQiog fiov e xvqioq fjnd)\ non solo Alypio, ma anche Ischyrion,
che alla sua volta dice pure di Alypio xvqloc /tov^ e di pi anche Heronino egli tratta con
affettuosit rispettosa chiamandolo (fiXrarog, tX(fng ed anche naT'^Q. Non pare che tutto
questo possa convenire per 1' Heraklide senatore e gymnasiarca della metropoli del nomos
Arsinoite, a cui Heronino rende conto rispettosamente. Invero, pei nomi di persone e di
luoghi che ricorrono in quel lungo e importante documento, pare che in esso si riveli
un altro ramo della gestione di Heronino, diverso da quello rappresentato nella corrispondenza di lui a noi nota. Alypio, Appiano, Syro, Ischyrione e tant' altri che figurano
xcd yv{i.iraoiuQX',(ii(vii)

^ofrivotruv

rffi

nltut;.

in questa corrispondenza in continuo rapporto d'aftari

con Heronino, in quel resoconto

non sono mai nominati L' Horion fnkQonog pi volte nominato nel resoconto, non pare
possa essere 1' Horion delle nostre lettere nelle quali il titolo di ^nirgonog non dato che
a Sarai^ammon, ed Horion non figura mai altrimenti che come ijQovnatrig. Molte spedizioni di vino e Jun^, che
yeXog

che non

Kenyon bene intende

mai nominato nelle

lettere,

e J(,ov[vaidu), sono dirette ad un'

nelle

come

quali

(pQoviiai)'^g

di

jE/ry-

Dionysiade

Horion che riceve i^er ordine di Alypio e d'altri parecchie consegne di vino da
Heronino. Vogliamo dire che quell'anno 6'^ non fosse il 6'^ di Valeriano ma di Filippo e
che allora per questo Heraklide avesse Heronino a Theadelfia una (jonnig diversa da
quella assunta pi tardi per Alypio ed altri? Ed era questo Heraklide un proprietario,
un appaltatore o partecipante all'appalto di Alypio? Non vedo come, coi pochi dati che
figura

abbiamo,

Un

si

possa rispondere a tali quesiti.

altro

ramo

della gestione di Heronino, del (juale

sua corrisponden/a e nei suoi resoconti,


(I p.

ci

28 sgg.) ne' quali sono registrate le

un Antonio Filosseno

xouriatog

non abbiamo alcun cenno nella

vien rivelato dai papiri

somme

del

(fQog 7rgo/S?aroi'

Strasburgo

n." 6, 7, 8 di

ricevute dal

ed n fnirgnov pel corso di 22 anni, dal

2" di

^f'o'^^y e

di

Valeriano-

pagamenti son fatti a nome degli eredi di un tale


Abus figlio di Onnofris e si effettuano dapprima i KaroQog ntauQtov, poi (dal 29 Pliarm.
dell'anno 2" al 30 Pliam. del 7'^) dia 'Hcmn-Cvov (fQiovtiarov)^ ])oi (dal 4 Phaophi del 1" di MaGallieno al

Tacito

1" di

(254-276). I

criano-Quieto) i NnlniKorog
Tlicm. mer. presso

Polydeukia

nominata nelle lettere

notato

')

n. 3)

il

rrot/u'rog.

paganti risiedono

f-'r

x/n^ 2:^rlo^;Tfl cho,

quindi poco discosta da Theadelfia {Teht. Pap.

Alypio come (f^orrg di Horion negli anni


Preisigke, questo (jnnc non un'imposta dovuta all'erario,

L'cstrakon

di

di

.Jouguet n." 27 che Preisigke

adduce a prova che

si tratti

degli anni 7

(p.

44

di Filippo-

Decio, non

ii;i

nulla di coniuno

era neh

II, 401)

ed

12-13.

Come ha ben

ma un

censo dovuto

cof,'li

ostraka

ed appartie/ie ad una serio affatto diversa.

di

Appiano,

<;(|{|{|mi'ondi;n/a

o loca

|)|):il(;i((i'i

(l.'i

;i

IH'

|>()SS(m1('ssi

ultre

koiiiiic,

ed un

liciiiciia

(|iii

tarsi da

dii Alit. ]*'iloHHon<),

per

'I\nrtis n." (IM). Aii< Ih- j'T Ini

jiiiiN-

il

('(iru-

di

anni

distinguono por

alili

un

cs<'rc:itiii"(>no

non

cdie

era k ido chu

('(\

Il

{4I

altri

coriispondcnti di costui sono d<dla cercliiadi Alyjiio.

siano ritrovati resoconti [xir Al.vpio

si

Kp(!c;iuli rcHOCDriti i-cjdatti

((die

pei'(")

iIovi-cMmio aspet-

Arsinoci dove Alypio risi(M('va, ])iuttoKto che da ^riicad(dfia) coiik! pure per altri

(piali,

come vediamo

dalle

hittf'i'c

coridsj)ondcnti secondari sono

v'eran

<jaoii(,i((i

partit(!

di

vari(!

di

dare

(;

d'avere.

k(Hnae, llcid.s di M,v-

IrcHco d P]vbemeria, Jlorioii di Dion.vsias, Evhenieria, Sentrepjiei successivamente,

Palas di Filoteris, Suchammon di Talei, oltre ad altri di eni non a})biaino lettere

troviamo nuMizionati
di Tlieoxonide.

in questo,

Da una

quale un Dianysio di Ibion Argaou

lettera di Horaklide

Syros frontistes di non so dove,

il

(f^otitatui

tamente o indirettamente ricevono ordini


x nag atm vaXwi.iara)\ taluno,

come Horion, riceve ordini


xaa.

titolo, suoi

anche dalla

lettere che abbiamo,

il

pi

di

un

alti

185**)

131),

par di rilevare

cIh;

che

un Arrdunn
vi

un

fosse

sono subordinati ad Alypio, da cui diret-

pagamenti per
p. es.,

tvax'incn'
xv^loc

loro aziende

donna

di Alypio, rappresentata

funzionari o rappresentanti; tale


si

il

Pap. Fior.

il

e,

da un

non sap-

Syros delle

distinguesse fra gli infiniti portanti


(n.

pure Ninnos^ che risiede in

rappresenta nel dare ordini; secondo

(tg

anche agli ordini di Appiano; taluno,

ossequiato da Heraklide

alter ego\ tale

le spese di

Alj'pio alcuni residenti in citt

quale non sappiamo come

questo nome; tale Ischyrion che


Al^^pio di cui iDare

come Ireneo

Trasmettono ordini dal loro

piamo con qual

(n.

in."

ma

qnale sarebbe diverso dal Syros delle lettore ad He-

rouino che possediamo. Tutti questi

e lo

;iutda-

loiin'jy.

Pi'incipali fVa

Syros

tanto

(pndlc hoinnic alla cuHha di

di

Appiano

in

Aly[)if),

fx-r*

M\ lunKiia, Seni icpaci

l'apporti coi (laoiiKin di

jiare

uppalfo dri fondi iinpcriali. H<'

frutti di

(die

corrispondenti coi

rolis,

ccpaci

anni Ho|)ra indienti, servi/io

iic^li

per loro da lli'ronino, tutti

un caso

S<'iil

ii

coiiui rituvitoi'c e {'onsc^iiiifoir

liufiii-a

Airinfiiori di

(/'V///.

pin OKsor (jiUiHtioiio hc

cui coiioscia ino

A. P^ilossono
(itof

dei Iniidi poHHrdul.i

li

ad M\

|iui("

Appiano, llcraklidc
rollino, di

(;i

63

iii;i((tNiNOH

i>i

n.

mentre ossequia egli


citt, obbedisce ad Alypio
185)

10 egli era anche rappresentante

Appiano.

Ed

Appiano dice suo

pure in rapporto con Alypio.


Con ufici minori sono addetti ad Alypio due corrispondenti di Heronino Harpalos ygcef^ifiaTtvg, Heral'lide ohov}.iog, Eudaeinon TragahluTirr^g, KojJ'es jicaSdQiov, Moninios e7TixTi^v~, Maximos ia(rrol~, Snrapammon inkQonog, Philippos yoannatevg e ^6r^Oog\ come ^r^Oog pare funOphellios che

fratello (n. 172)

Certamente addetti ad Alypio,


corrispondenti di Heronino, de' quali poco ci

zioni Apollonio che risiede in citt e cos pure Timaeos.

non sappiamo con quale

ufi&cio

sono altri

rimane, Ation^ Herapion, Isidoro, Tryphon


qui

e l'incerto

Geminos

(?).

Tralascio di ricordare

parecchi addetti ad Alypio menzionati in questa corrispondenza come

altrimenti dei quali non abbiamo lettere

ma

^]ltoi

pu aspettare di trovarne.
Talune lettere sono indirizzate ad Heronino e ad un altro insieme. Quest' altro, a volta
un (fQovTiGzr^g di altra kome qualificato come tale; cos Ireneo fr. di Evhemeria in una lettera di Appiano (n. 171); o detto g^Q~ senza dir di dove, come un Syros in una lett. di
Heraklide (n. 185**), o non qualificato ma sappiamo d'altronde che era un gp^, quale
Dionysio (che era cfQ. di Ibion Argaeu) in una lettera di Syros (n.^ 252). Altri non qualificati e di cui non troviamo notizie sono Pontikos nell' indirizzo di due lett. di Ninnos
(n. 216, 217), Ejoagathos in quello di una di Sarapammon (n."^ 233); Serenos in quello di
una di Syros (n.'' 248). Non possiamo dire se costoro fossero pur (fcorTcarai o addetti alsi

64

PAPIRI EPISTOLARI

come

r ufficio di Heronino

ufficio di cui stava a

vTii^Qiiai

o con altra attribuzione.

capo Heronino

quantunque indirizzate

al solo

si

Al personale addetto

riferiscono talune lettere nelle quali

si

a quel-

dice

^'0^,

Heronino. Le lettere con doj)pio indirizzo, anche quelle

secondo nome era di un q qovtigti'jc, rimasero nell'ufficio di Heronino a cui erano


principalmente indirizzate. Nell'ufficio suo rimasero pure pi lettere non indirizzate a
di cui

il

due (n. 172, 177) di Appiano ad Ireneo fr. di Evliemeria, ed una di Tryphon (n.'' 261) pure al medesimo, una di Aljpio (n." 168) allo stesso. Certamente queste
erano state spedite ad Heronino, come la suricordata n." 171, quantunque il suo nome
lui;

notiamo

non

figurasse,

le

come

in quella, nell'indirizzo. Altrettanto va detto di talune lettere tro

vate nella sua corrispondenza,

ma

indirizzate a tali che

addetti con vario titolo al suo ufficio; cosi una


xT]

(n.^ 126),

tal

nome

(n.''

187)

Non
di
e

una del med.^ a

Heraklide

(n.

133)

abbiamo lettere e che era olxori^iog; una


che pare un subordinato di minor grado.
di cui

di

quest'ultimo forse quello di

Heraklide ad un Petesuchos

possil)ile riconoscere, distinguere e definire tutte le fila di quella rete di affari

campagna che
un

Grelasio ed

lett. di

non erano (jQomatai, ma forse


Aljpio ad un Herakle(on?) em

ifoovTiarr]g

estendeva su di un vasto territorio dell'Arsinoite con numerose

si

per ciascuna,

queste lettere

e di cui

ci

komae

additano come i)rincipal capo

signore Alypio in Arsinoe e principale agente di lui Heronino a Theadelfia. Per vedervi

chiaro converrebbe conoscere tutto l'archivio di Heronino, di cui non abbiamo che una

relativamente piccola parte,


essere assai vasto e di cui

pi ancora l'archivio o la

non abbiamo nulla; n

(}ihodr]xr^ di

da credere che

Alypio che dovette


gli altri

(fQortiGxaC

non usassero serbare le lettere e le varie carte della loro amministrazione tenendo comunque una specie di archivio, come vediamo aver fatto Heronino.
Propriamente Heronino un (/QovttGzr'ig come tanti altri che qui figurano e non eran
da meno di lui, dovean tenere la loro (fqovTic com' ei la teneva, serbando le carte, registrando g' incassi e le spese e rendendo conti i&v Xyov wati vale por tutti), com' ei faceva.
Niente accenna ad una sua superiorit sugli altri. Da taluno dei suoi corrispondenti egli
trattato come un subordinato; da altri, impiegati come lui, di vario titolo, egli trattato alla pari ed amichevolmente come (jlXraroQ e anche tXijc. Taluno a lui inferiore
per et o per grado di ufficio lo chiama narriQ (da non prendere alla lettera, in oriente
e in queir epoca, come altri ha fatto) e per qualcuno egli anche rifiiTaroc, titolo, non
di rango, ma di complimento dato da chi avesse ragioni di particolar riverenza verso il
probabilmente anziano (fQovuax^g. Non troviamo che alcuno lo chiami xvoiog, bench a quel
tempo si usasse quel titolo anche senza significato di padronanza ed un padre parlando
del figlio scrivesse

xvQiog noi>

vuk

(n."

173).

tant' altri allora, nei rendiconti e altrove

vestito di gala.

Veggansi

le

Aurelio

si

come

dice ed detto Heronino,

quando, come noi diciamo,

Massimo

ricevute complimentose di Aur.

si

vuole usare

il

(n." 271**).

Le lettere hanno due diverse maniere d'intestazione. Le meno familiari sono intestate
col nome del mittente al genitivo preceduto da n^ = nag, che qualche rara volta
segnato per intiero. Tali sono principalmente le lettere di Alypio. Le meno rigide sono
intestate colla formola usuale h dfhu im hvc
Hvi

T'

suoi scribi o

poche
di
il

La

f/iXirfo x'^^Wh'.

comunque

oppure,

poi scritta di

mano

pi frequentemente,

del mittente,

rrt-

tvxofiai, scritto,

di

fha

uno dei

singolarmente nelle lettere di Alypio,

del mittente che cos intende firmare la lettera aggiungendo

saluto la sigla del suo

ordini di pagamento,

ma

attendenti. Il saluto finale, di cui la formola usuale suol essere con

e rare varianti iQQwaDai

mano

non

lettera

x''?'t',

il

nome

per lo pi sotto

o la sua firma propriamente detta. In lettere recanti

mittente suole aggiungere di suo pugno

la

conferma

dell' oi-dine

OOKRIhrn.MH.N/.A

riprliilo,

per

j)a|'ai'c

rniiir

<>

In

pili,

(erre;

vente

scrive

(di(*

giunge

il

neo-li

nome

vari(>t

(lii'izzo est(M'no

Tntti
ma.ne'iori

1(>

colla

i,

In calcu) kuoI

mani
pii

l(>ttere

i'ouli

usati per altre scritturi;

espressamente

il

In

diversa, da

rovescio

di
'

cui

es.

in

e(l

minine

oriliii
i;tc.

di

valutata

e.^sir

ima

una

IIiidiiiih)

riiiiane()iio

bianco non

'

f|iic||<>

rice-

al

lo HtcjhHO,

indi rizzo

ni ;ijr.

riscritto a tf;r^o

ad

lie

idiuiin

Ih ioni ik)

ail

osBervano

si

l'in-

c\\i',

lfjj

in."

che

ad Ah/jiio!

di

foy-lietti

11'

("

eriori

di S_\ros

A/i/j/io

di

(filili-

(|mlla d<dr indirizzo inttirno.

sin/^^olari

in

casi a

l'indirizzo

(Il

vino o di cereali

di

piodoKi a^iicfdi

po(dii

In

Ic^ttcre

pii

mano

rovc^sciato in

sono scritte su

data.

la

come ad

(n." 2^A))

lauti-

AtTxt

toi

;ini>.raoi

pro/./o deldia

lett(!ni sjjie^^a

<|iiesti',

ad Horio/i

Anello quelle lettere di cui

(piesto

nn' (hinK).

una stessa

d'iina di

ri\()l.e(>

dopo

in

C^m;ht,i

x//..

neonato dallo hcriha, non seniju-c

('HS(3r

unciali e di

in

in

(i)t

s|)ro|)ositiitani(Mite

^-i

con

niassiino dei

il

sine(di cani a (piai

l'indiri/zo e

liiiieliezza

di

in

hciii|iic

allora

I'ohsc

mti ns

uiai^niiKiiiKt

litriiiolii

(|iiasi

t'aiiiiu

si

portatole

d(d

di

indiri/./i

mdr esterno

vino.

lettera,

la

lud senso d(dla


(^hiesta,

presciiNc

did

iiiisnia

la

peni K

pare

(die

\iii<

iiiitteiid'

il

tiii

|)a;4aiiicii(

pi di

lo

imi diciaiiio /ninni clic spcHHO ('(miiiicia no

inalisi h:ioav()I()h<\

ma per

111

00

IIUHM.M^iiM

l'I

pa|)ir()

tagliati

i-esidui

sul

da

altri

r()vesci(j

U)\i\\

di m(.>lte.

da ci-edere siano Bcritto bu fo^li

grandezza, n su fogli tagliati da fogli maggiori intiera-

fatti di quella

mente bianchi da ambo i lati. Certamente anche quelle sono scritte sulla parte rimasta
bianca di volumi o striscio o fogli scritti. Alcuno lettere sono scritte su papiri usati per
scritture ormai inservibili spettanti alT ufficio stesso del mittente, anche a tergo di altre
lettere gi pervenute a quell'ufficio (v. p. es. i n.' 126 e 218); la massima parte per

prima usati per scritture estranee; i quali dovettero essere


acquistati presso chi faceva commercio di volumi gi scritti in parte e ancora utilizzabili
nel rerso o nelle parti bianche per scritture private di minor pretesa; anche i volumi di
atti degli ufiici pubblici dopo un certo numero di anni passavano per tal modo in commercio, come vediamo negli estesi resoconti di Heronino del Br. Mus. di cui sopra, scritti
sul rerso di un enorme volume amministrativo di uno stratego dell' Arsinoite (Them.-Pol.)
come lo sono resoconti simili di non so chi nel verso di un grosso volume di lettere militari di cui un considerevole frammento fu da me pubblicato nei MHanges Nicole. Di
scritta su papiri gi assai

rado

le scritture del

rovescio sono letterarie. In due lettere soltanto ho potuto ricono-

scere residui di volumi letterari sul redo\ uno conteneva

un

altro un' opera filosofica

1 di

questi volumi. Noi non

sidui di scritture tergali che

Heronino

o servano

papiro con misure

ad

in

e di

qualche pregio furon dati

darem conto qui

qualche mo-lo

illustrarla. Piuttosto

e dettagli

(v. n. 108),

120).

inservibili e senza valore; taluni dei meglio conservati

dal Vitelli nel

libro dell'Iliade

Generalmente sono scritture documentali, conti,


sono anche corrispondenze. I pi di questi residui sono

(n.

registri, contratti e simili; vi

un

si

se

non

di quei pochi re-

connettano colla corrispondenza di

che dilungarci nella descrizione di ciascun

minuti sulle lacune,

guasti, la

mano

o le

mani

etc,

abbiam

creduto opportuno dare la riproduzione fotografica in grandezza originale di tanti di


questi pax)iri da rappresentar tutte le variet delle scritture e delle diverse

mani

nelle

Ogni paleografo apprezzer l'importanza e l'utilit di tal


maniera di pubblicazione per scritture tanto numerose e di tante mani diverse, tutte di
un sol tempo e con variet tali che mai pi non si sarebber credute contemporanee se
di tal fatto non si avesse l'assoluta certezza.
Il recto essendo gi stato usato per altre scritture, la massima parte delle lettere
scritta sul verso; neppur quelle il cui rovescio bianco sono sempre scritte sulla faccia

lettere di ciascun mittente.

che sarebbe

il

recto

Papiri Fiorentini.

secondo

la regola di

Wilcken,

la

quale per piuttosto confermata


9

PAPIRI EPISTOLARI

66

CORRISPONDENZA DI HERONINOS

che contradetta da quelle scritture tergali che non son di natura affatto privata come
queste. Vano sarebbe cercar l' osservanza di quella regola in tali letterine {TTioroliia)

primo pezzo

tirate gi sul

di papiro bianco che gli capitava

da gente grossa che, come

vediamo, scrive con eguale noncurante facilit sul verso come sul redo senza troppo badare alla direzione delle

In alcune

fibre.

particolarmente nelle pi larghe, come ad

lettere,

tracce di piegatura longitudinale.


gate; la piegatura

pu

Non

certo

es.

n." 148, si

osservano

per che queste fossero spedite cosi pie-

essere avvenuta nell'ufficio di

Heronino

forse nel ripoiie

in

quella cassa in cui furon trovate. Crederei, d'accordo con Ibscher [Arciiv PF. V, 191 sgg.)

che piuttosto

si

esser fatto nel

ha traccia.

usasse ravvolger in rotolo queste minori scritture; qui per ci dovette

modo

il

pi semplice senza suggelli u chiusure complicate di cui non vi

Il rotoletto fu

probabilmente fermato con leggera legatura di

filo.

La

roto-

latura fu fatta longitudinalmente, ossia, poich le lettere sono in massima parte scritte
sul verso, nel senso delle fibre verticali,

segnato lo

Quanto

sempre
al

in quel senso longitudinale.

contenuto delle lettere, l'importanza

assai piccolo, per


e di

dacch l'indirizzo esterno, in quante lettere

non poche pu

non piccol valore storico

dirsi

il

il

valore di ciascuna da s sola

anche minimo, per talune anche nullo. Importante

loro complesso. Noi, limitandoci ad assicurar la lettura

ad una sobria dichiarazione filologica ed interpretativa di ciascuna, lasceremo la illustrazione e la utilizzazione storica di tutto questo materiale ai dotti specialisti che
e

tempo attendono questa pubblicazione (Wazjnski, Die BodenjKirM p. 2); dopo la


quale pu darsi che quanti sono possessori di lettere o altri documenti Heroniniani si
decidano a farli di pubblica ragione. Assai pu sperarsi, cos per l'accrescimento come

gi da

per
il

la illustrazione di

sig.""

questa raccolta, dagli scavi che va ora conducendo a Theadelfia

Lefebvre, ispettore del servizio delle antichit d'Egitto, circa

dalla cortesia sua e del Prof. Breccia promettenti notizie.

s"^!'',-

quali ebbi gi

.\IA1M()8
UH.
r^J

'#

-f^r-

;i

\y

Il(uqu) A'f.vniov

Kca u'khnt

i:

\itv v/jiiv 7itGTn).u

ono)g xoQiov

iioi

^iiitr^fjov

(fQOVTia noir^ar^aOui
5

tntir^TieQ

iuta

rouov

ycro/xai tcg lov


ipoixtvoc

uvoiov

tr^v

TU nuo

villi

trro-

tuycc

2"

m.

eo-

QOGui GtvxoiJCd

(firma)

^Z.

^^

.i:>
<r

"'^"

Hqoh'HVO) (f~ 0oaao)


10

{(Tovg) a" gaufo'/

i^~

indirizzo esterno

M^^n'o^.

1.

4.

Chiara lezione
orjxs e
y.c.y

6.

Alypio avr dettato nou]-

Tioirjatere,

come

prima

di

sTsitSjneQ,

in altre lettere di simil

una

forma*

tempo una buona conferma


"Wilcken (Ohserv.

singolarmente

d'

Alypio ad Heron., (Reinach, 52) che riferiamo sotto

poli del

n. 137; parole saltate dallo scriba.

distinta dal

yipoum

sig

in

lof vofioi'.

del tutto simile a questa,

Di

pur

qui rileviamo certamente

che Alypio risiedeva in Arsinoe ed abbiamo in pari

Mqvivo (fQo~ GoaGco

del fatto gi notato da

p. 14 sgg.) e poi

da

altri

(Simaika

Prov. rom. d'Eg. 225 sg.) che in questo tempo, e pro-

il

1.

nou]ar,<j&(a

quindi avr aggiunto,

vvf

AXvmov

IJiaga)

priamente dopo

nomos

il

202, Arsinoe,

Arsinoite, era amministrativamente

nomos,

di cui

fosse pur residenza

degli

zione di questo.

pur rimanendo metro-

non faceva parte bench


ufficiali

dell'amministra-

PAPIRI EPISTOLARI

68
In data

nandovi
nel

di

dell'

8 Marzo,

25-i,

Alypio scrive ad Heronino front,

approntarmi del foraggio semiasciutto; [ora fate

nomos ad

ispezionare

L' ordine dato ad

l'uso del plurale viur

le

opere che presso

voi

di

l'indirizzo e

il

Io gi vi scrissi ordi-

'

poidimani

ci subito] giacch

fanno. Stai sano

si

Heronino ed imphcitamente a

quantunque

Thraso

di

verr

io

'.

egU era a capo

tutti dell' ufficio di cui

quindi

saluto finale sinno al singolare.

119.

n{ccQu) Akvniov

Errtwxar

ai[eig oi negi dicna-'

ot

}Jioi

Y^r ((ii(/i^a?J.ovai

xl^^'i ^(^Tsa- (?)

r^v

in^r Goi 07T0)c ox[ifiaaf(g yqa-

l//7jg

noi

nvT);

fi

^'

fy.[fi

rayr^r ka^oacv tov a[

rctv

ri[.ie-

i(ajf-QOVTO[r

(Tot

Trii)[l]in'

Usklug

^^Tt-

ix0^t>o-?

,[

HQMveivu (fQo~ &[

10

{itovg) a" jtuvvi cc~

pi prob.

1.

.3.

yrv

1.

9.

Chiarissimo
di

1.

luogo;

il

pu anche leggersi

m'/.'f.ug

nome

sul

i'>.

che qui non pu essere che

di

un

nome

ma

due

dal

villaggio iW.a ricorre in

recto,

il

che non darebbe un' assoluta certezza,

sopratutto perch tale risulta incontrastabilmente


taglio

per iscrivere sul verso

papiro fatto

del

se

fosse detto

che

ostraka trovati a Theadelfla (Harit); ved. Fay. Toivns

la lettera di Alypio. Certo,

n." 26, 33.

l'anno 5 di Valeriano, converrebbe riferire l'anno

La data L"

11.

si

stanza chiara
di

un framm.

r indirizzo

come pure abba-

legge chiarissima,
la

data Ls" (non ?"

di lettera

che

si

come parve a

legge sul rovescio

V.)
col-

della lettera di Alypio

come pens

anno

di

Wessely per tutte

niane in data dell'anno


,

il

all'

ivi

1;

ma

per noi rimane fermo che

il

Macriano e Quieto

leriano e che quindi

pu essere che

fuor

d'

ogni dubbio che la lettera del rovescio

anteriore a questa

Lettera mutila
front, di Th[

di

Alypio, non solo perch scritta

in

poich questo non


1

anno

5"*

di
il

questa

1 di

della lettera del recto

5" dei Filippi, ossia

(fuella lettera di

il

249,

il

Va-

non
che

cinque anni ante-

riore a questa di Alypio.

tutta la parte destra. In data del 26 Maggio, 254 scrive Alypio ad Ileron.

(Thraso? Theadelfla?) circa un reclamo rivoltogli dai pescatori, non sappiamo bene su

qual soggetto, forse sul diritto


dell'autorit.

vuol dire che

il

il

Heroni-

le lettere

e di tutte le altre lettere Heroniniane

Le" ./?[

pesca

di

in

determinate localit e l'obbligo

Pare che Alypio abbia dato incarico ad Her-onino

affermavano e

di

comunicar loro

suoi ordini

i)

proposito.

di

verificare

di fornir pesci

su ordine

quanto quei pescatori

(JOUUIHl'ONUBNZA 1IKI((JNINIANA

09

ALVI'MjH

120.

r^

rr*

AXvntiw

/H(((tu)

y.

frri.

noi

<yin).((

aVXOUl^

(ixfif^

(<).).(C

ii(({j((iniy((i

l^V

X((l

ITI

d((7l((-

rinioy

xaitt IO

/-.Voc

x((i

/./.(<

xn^y((Oiov

((h.}

avTO) nuQuaxt-i ntQUQtxotv


Ta{\ aX)c

m.

2^

i-ooo)G(Oia\ Gt f-v/Joutu)
(firma)

m.

1''

10

HQOveiyo) q()oviiiGi^) 0f-af-ji.<ftig

[erovc)

6.

1.

Ci"

It

scritto xtr^vuoiop che pur poteva stare,

Era stato

ma

fTrfi[q]

fu corretto

mano

da altra

col

pi elegante

diminutivo xxtjyvdoioy.
7.

1.

Non senza
ex

distinguono

difficolt si

e quindi la lezione TJSQiros^ojy

gli

elementi

che per certa.

Kiman sottinteso w xQV*^^^^'^ o altro di simile, a


meno che il nominativo si riferisca ad Heronino
che accompagni
1.

8.

Certo

t[?]

si tratta,

^.

Awf.

in quel

colui.

La radunata

mese

di

(avyxouiSrj)

Giugno-Luglio

di

cui

di gra-

naglie.

In data del 3 Luglio 254 Alypio scrive ad Heronino front, di Theadelfia che

gli

proprio assistente Dioscorione perch questi assista alla raunata (dei raccolti) e

g'

nire a costui l'intiera spesatura ed insieme


Il

ponga

saluto finale di

di

na^

lettera scritta sul verso di

un'opera

filosofica.

verso, in Festschr.

Fu
Th.

chiara la scrittura

= niaga)

un foghetto

pubblicato da me, cos

il

ingiunge

il

di for-

servirgli nel percorrere le aie.

un giumento da

Alypios come pure

degli elementi di tre lettere

La

men

mano

ha mandato

la sigla

sottoposta o firma che pare

si

com-

AXiimiov).
di

papiro tagliato da un

frammento

Gomperz. darg. (1902) pag. 80 sgg.

mi ha condotto a correggere

volume che conteneva

filosofico del recto

Un esame

la lezione

pii:i

come

la lettera del

attento delle hn. 6-8 dov'

che gi diedi

di

quei luoghi.

70

PAPIRI EPISTOLARI

121.

JI{aQa) AXvniov

Enti

fo'^fv Toig[

txuTiQonoig?

Tov diaxovov EilQrjvavov ? en


aviavtov XQi^Gi{ixevsn' r^iav ?
yeveaOu)

naoa

t\oig

... tv

TaXXiiTT^ ovai {Xa^ov gaxfJiag ?

tri

TSGGtQctg xai aXa\g

xui

o^ovg TO avTapxf[g

TTQog v7Trjoe(na[v

xoYOfiiav xai

10

oixoogtt-

QICC

TU nctQu

i^t]

xai XTr^vr^

CS(^V

rrsfifJavlTOv

Hq(/)v[61V)

(sTovg)

15

forse to6? [xw,up/f??

1.

2.

1.

6. T>/

TaXKHxri

kome

nome

TkAc pi volte

Tfditg ricorre in
bizant.

di

probabilmente

= 253-4.

un anno l'uso d'un

Heronino perch
specificati.

ricorrente in

in tutta la

Talt; ved. Tebt. Pap. II 402 sg.,

Lo spazio bianco

14.

lez.

fra ovai e

ovai[a a cui

il

mar-

pur

si

penserebbe.

in pap.

Faym

chiama

gine della lacuna esclude la

queste lettere;

la stessa localit del

si

FayHm Towns

luogo che ricorda quello della

un papiro tolemaico, Tahr

Lettera mutila

Valeriane

che pur oggi

1.

9.

i'

corretto da

s;

era stato scritto

parte destra. Della data non rimane che l'anno,

il

ent]Qsai(cy.

primo prob.

di

Pare che una deliberazione dei (dekaproti?) avesse concesso ad Alypio per

tal inserviente (iuxorog)

I[renco?]; in seguito di che Alypio dia degU ordini ad

colui sia impiegato nei possessi in quel di Taiei con

Le dramme

(4 o

14?) e

il

sale

devono rappresentare

la

attribuzioni e assegnamenti

mensualit assegnata.

IIKKONI.N'IANA

COliltlSI'ONlpKN/A

71

AI.YI'IOH

I*^li

/J{((Q<()

Tu

.tXv/llOV

/itiuf !Jnite[

i}Qt\pui

<j

()or\it0y x(a((

aXXn

i-!h(K

...

\x\it\i

1(0

IO

io

itov

7t\

10

xai ctvta\oxeiav ?

{ftovg)

1.

1.

Seguiva prob.

1.

2.

Aqia

il

/'

numero.

dev' essere

il

1.

nome

del

proprietario

7-8.

si

conduttore dei cameUi.


1.

4.

Forse

Pare

si

tratti

del trasporto di oggetti di uso personale di Alypio.

ronino

di fornire

il

la

legge a

-(f[7,u]w.

ax[oha{xcix(oy o altro di simile.

Mutila in tutta

Qui era segnato un

met

destra.

nutrimento

Anno

ai camelli

oggetti di uso suo personale, ed anche

all'

di
1.

1 prob.

1.

8,

che, secondo quel che

avrebbe per seconda parte

Pu essere

Alypio

nome

il

nome

dell'

-<f[or]w

attendente alla roba

tw nQovoovvn rwV r^uexowp ?

10. io [oipuyiop?

di

Valeriano

che in numero

di

= 253-4.

Alypio ordina ad He-

.... furon mandati pel trasporto

attendente per questa roba sua

il

di

trattamento conveniente.

72

PAPIRI EPISTOLARI

123.

Tl{aqa) Akvniov

Ano'kvGov

SQftovi

qQOVTiCTr] JiovvGiaog
TO)V fTOlUOTfQV

f-X

oivov fwroxoQu

fxarov

Xoyov

0)v

oaH Xoyi^o/uvov
avTO rov iioroyo-

QOV

fXCi-

QCiX{-l(iV

f?

10

xai uitoXvGov

a(sGrifiit)fjiai)

ra Tov oiYov iiovo%~


ixaror xai io
c>

TTQoq

15

QX~

i^iov~

exae'^

;*

.^(r-^t^PS!t^'
-"f/-

'

0QaGo)

HQwvtiro) (fQo

1.

4.

fx rwi- SToiuoTSQMy. fx Tir x(ctn(UMT()coy,

dUG

espressioni che ricorrono assai frequenti

queste lettere e

non abbiamo,
di

queste.

di

cui,

eh' io sappia, altri

La prima, a mio

tesa del vino nuovo,

cente fattura

Av

credere, va in-

noi diciamo, di restoiuoc,

vecchio

come pur da

xftQifxoc:;

nella qual voce riconosciamo gi

noi

dice stagionato,

si

il

ha xtuQg nel greco

volgare
5.

fioi'ox>{(c.

Le misure

di

vino in tutta (luesta

corrispondenza sono sempre chiamate fiovXM(>(t. fijiXc

di cui

nnf^toQu. (fi/MQa,

denominazione

non abbiamo esempio che

V I-

vino,

bevibile; l'altra, del vino

significato di xQfo? che

1.

come

di

esempi fuori

appena pronto,

maturo per essere

:^U ri *-^ '}^f ^

parlandosi

in

altro papiro del

Faym

pur

di

in

qualche

tempo prossimo

a questi (Fay. Towns 220, PBerl. 248, 531)

CdUUIHI'ONDKN/A IIICIiMNINIANA
un

ili

liH

iioUilo

n'ii

('J4H

l)i<illiiitN

<lii

Ki<nyi)ii

riloviuiiio Hill viilorodi


l'idoii

.li

misuiH

(il

(dl'HM,

I,

III.

I.

7(V.])

('lut

qui

ciipacitd

(/('6'V).

il

(|imnto

ftnw,

Hi

iibhlii

nouLro

h\

iiiiii

riforlHPo

[ilri

|ji

iniHiirn

>

ftnyj(t,nti$i>

oomu

r<^tcl

VVili'kon fO,

(rlV.

I)

itijftmft

I,

oquivalo a

ti

noi

l'aj.

fittili

(^'

ihihr

Mi

M<?rl.

parla doi J(/(m corno di rociplontl vuoti

nota

In pi pa-

T'V; o<iiiiv,ii>;'<ii a((ll

dui rioHtrl

('-

donoinIriA'

ploriti; lo

.iXif KHjiifitK, ihnXi>Ki\iui4ny.

fiiinijfuniu

ihhiuii

ull.i

i-ijtii')

7M)l\\

^tiukIm sutto o^u\ iiHpolto.

iiitioraniDiitu ^Mocll, iiidloiindo

K)

\>>:\),

tiilHUin vinaria tit{tiifuo, o

CuiiH)

f(i//(i(j<'.

iniHiira iihcIikIo all'attn

ijiiitstri

l'iuiiicii cor, \vo\>\>o

VOCI)

I/Il

Wilckoii ((IO,

lui iiiiclii'

hI

78

AI.YI'IOM

ni

>j>tt',uiiiii)

rw xntafitt).

/
l^)iiost;i

lotter,

aitov o, collie

iu)i

clit

cf)!!!!!)'!;!

iliciaino,

con mVkvuv r ci dir

un himno.

In

front, di Thraso, ordinandogli di rinioLtero


ilo!

pi

(Vosco, di

datu
aii

ilei

'l'

in

pi Tirovi

il

iiitr'

Scttcnhri'

llorioiio Iroiit.

che colui dar conto, calcolandogli

saluto, la trnia di Alypio o

in

li

ve<liani

chiamato nu'kv-

204 Aiypio scrive

a<l

Heroiiino

Dionysiade cento monochori divino

vino a 16

tormini la conferma

lettore

dramme

doli' ordino,

il

il

monochoro. Segue
tutto scritto

di

pugno.

Papiri Fiorentini.

10

il

suo

74

PAPIRI EPISTOLARI

124.

n{uQa) Alvniov

***
rt**A'

AnoXvGov JlaXa
(fQOVTKJTij (piXoarsQV-

OC ex TbV iTOtl.lOtSQO)r otrov fxoroxo)Qa

exaxov

wGH

ov

Xoyov

oyi^ofitvov

avro) Tov fxovoxwQov

txae^ 2^ m. eQQco-

Q((Xli(Jy

Cxai at tv%~

10

Gia{i^f.iiio)(xai)

xai unoXvGcr xa tov otrov


fjiovox~ fxarov

1^

m.

(etovc)

HQcovfiru) (fQ
/S"

Ggaau

^0)0^ xcr~

-^

Js^m^r-^

*"

'Anolvaidiov del tutto simile al precedente, colla sola differenza che questo per Palas, front.
di Filoteride

62 sgg.

Tbt.

(kome

della

P. II, 408).

per la stessa.

Them. mer.^ oggi "Wadfa, non molto discosta da Dionysiade,

Le due

La conferma

di

lettere

sono dello stesso anno e giorno

la

mano

cfr..

Fay. T.

del testo

Alypio pi breve qui, omettendosi l'assegno del prezzo.

non

<'<tl(|(IHi'nN|.KN/.\

Sul rovescio, redo,

ili

furono scritto sul vn'so

di

Co^^'liotti

\a\

\'il.flli

furon

o piihiliciiti

lo(,ti

ainhodiin

IIKItuNINIANA

Nitl.nf icHidiii

lo

tali;iti

iKtl

conti

uno stosso

(l;i

di

<li

(Ji

loglio.

volumi sotto

(|ii(..sli

70

ALYI'IOH

una HtoHHu mano


I

il

il

elio

IVaninionti di conti
ri,"

prova che

(\<A

rov-ncio

iV.

125.
Akvjiiov

//i <(()<()

Kjin
n'

X(([iit)r

YO((ii iiKi
txi-t

t(

;/(>'K-

t^y!h^-

((VI

(t>(Xi(y(ii(h

nh'fKoc

t!>ni(( yn'Tj

((,i(n

((

ne

11(11'

txn(<iii (r

loy

(ViXlTTTToy

fiOTjOoV l^/KDl t.ttti-

^0)V /OIV

10

M-

lOUOVC

C<7Tl-if-0j

0-Ct

at ivxioif.ua)

(firma)

HQVfiro) (fQovt{iai^
1^

m,

{sTovg)

(jiconji

,i"

x~

In data del 17 Ottobre 254 Alypio scrive ad Heronino front, senza dir di dove:

dato ordine che

le

Avendo

derrate riposte in Filagride vengano portate via, tu appena ricevuta la

lettera fai di accorrer col, presso

Stai sano

'

il

nostro assistente Filippo, per mostrargli

io

mia

luoghi ove furon riposte.

'

'
.

126.
Iliaga)

AXvmov

Tovg (Taxxovg navrag xac rovg rcor xa{.ir^Xcov

TcaQuog

TOig sQXOfxsvoig
TTQog Gs ovr^Xaraig
671(1,

CCVQtOV UVTOVg

^ovXofiai anoaxsiXtti
ig

10

BeQvsixia eni

tov

(firov

eoQCxadca

(Ts

fvxof-iai
v

HQaxXe

1.

9.

lienyevxiu)

deve essere

ad Evhemeria

cfr.

la Beoeyixlg Ayiakov

Tebt. P. II, 373.

ani xrr^

prossima

1.

13.

Probabilmente 'HpwxAe^w) per

T. 88, 2, 10, 94, i.

"HoftxAet w,

Poi certamente ini

come

xrijp{rj),

in Fai/.

come

PAPIRI EPISTOLARI

76

detto Monimo, in una lettera di Syros (Lipsia, nostro 246*),

La

mandare costoro

l'

questa lettera macchiata

indomani a Berenikis a caricare

lettera,

quantunque non

Appiano

verso da queir OphelUo, che

scritta sul verso la lettera

che verranno a

asinai

agli

n." 218.

ordinandogli di

giumenti,

ai

il

lui,

poich vuol

grano.

il

rivolta ad Heronino, rientra nella corrispondenza Heroniniana,

Heronino per

fra le carte di

soppressione

di

Ophellios ad Heronino che diamo sotto

di

compresi quei dei camelli,

sacchi,

venne a trovarsi

di

Agosto 254 Alypio scrive ad Heraklio, preposto

In data del 24

consegnare tutti

che fu fatto in segno

il

quando due anni dopo fu

ini t xxi^vrj.

scrittura di

Questa

slavatura,

(172, 9)

chiamava

costui

la lettera

rivolta

che

fu

vi

scritta

sul

fcfc fiov.

127.
II{aQa) \A\Xv7nov

col.

a 2vv

(farai rrooaoxa ijuag

^(t)

lifvovg

o)Qag ovr Xaf^i^areig

rfi

ttj
f.ioi^

xy ttqoc Cf rnvo-

ra yoaiinaxa

xo (iaXavHOY Trarli tqotto noirioor imoxavO^rjrai xai oxovg

ng avr nuotvsXxyr^rai

noir^ffag

w^volor nartaxoiJer (vXXe^ag ira

xai

i)tQ-

fuog /.ovaui^ifOa /ft/jwi'oc orrog xai yag nQorjQiifisOla] Tcaga dot xaraxO^^rai enfi xai

ra naga

rra x^A(P\'^^^^ ^niOeciQfir ^sXkofxtr xai

10

ra vnoXoi-

diaT\u'S]ai xai xr^r [//Tjr ?] iierroi 7r[]cri'

()0i

imr^

Qtaiav (fQorxiCor txeir ttqo s \7T\urx0ir


XoiQiior xaXor Sia xovg

aXXa xaXor naXir

faxo

avr rjair orxag


w^ ngun^r xai

jir^

XfTTxor xui axQ,<JTor Trs^apor i xai snc

xovg aXftia ira ix'Jvv xofursaai

15

rj/^iir

sic
^^

arri-aruXa Se ani yoafi^aaxa ngog SQtiva


col.

h iva ani aTTOGxHXt] xoQtov

ntrxaxoaiag xai

f-aiiag

nuXir
doGfrig

20

xa yag tqyaxixa

nov xn^^
il

lor laor avio-

ftvi(i)

xX^^Q^^'

f-f^^'^i'

xai narxog negiGGo-

xQor //cooofr /Jojjtov


Txoir^aor

2.

TT}

xy; non deve aspettarli pel 23

i-n-x'^tj't'f't'

(=

18)

cio della data della lettera che del 22


essi
altri

muoveranno

(xBivofxtyov?,

vorrebbe, ved.

n.

76

non

n. 1)

l'indomani

(=

ynyofiti'oix;

verso

Arsinoe e forse non arriveranno che

lui
il

23

1.

come

24.

Il

12)

ngW assistenti

ihxov?,

5.

in

non conosco

senso

di

altri addetti al

altro

di ^0x6?

adoperato

xuvat^uu ^vht,

legna da ardere

plurale

1.

13.

Pel porcellino x(nv

dei soci

1.

20.

Pare che Alypio

che accompagnasse Alypio, quei che con noi

esempio

suo seguito.

come

qui

certamente.

partendo da

noi deve riferirsi a qualcuno della famiglia


d'affari

17). Il

(1.

rati

da

bestie

cfr.

il

n. 166.

e sguito viaggiassero in carri

da lavoro ossia

buoi.

ti-

IIK XKI

'.!ri

H""f

((flit

>,>'

m:i{t)NINIANA

(fiUUIHI'()NIrA'/.A

f^X''!

l^f

77

AI.VI'IOH

\t<\l'lt<{IMI^

"" '"

"''

'it'IiU"'*'

i/nnnn
1"

HO

III.

li(><iirnr\o>\

(/toi's)

1.

20 H^^.

\a\

111.

(lata

(lol

asiitttaci elle

x({

n'iti

.\lypio atesso.

(li

Tiihblicata dal Vitelli


In

y"

(/(loriiiaii^)

Atrtir e

in

17 ruMiiiaio

l'5()

muoverenici verso

che sia acceso un buon fuoco

Roma

VI (l'JO^j

250.

\).

Alypio scrive ad lleroniiio front, senza dir


to

il

d L^S

al Itai^Mio

(=

dunque

18); tostocli

facendovi portar tronchetti e

pajjjlia

abbiam

preferito

volendo noi visitare

cose

tua azienda.

ogni altra maniera

altri

paesetti e regolare

le

di

perch

ti

dai pescatori che

nutrono

si

mia

lettera fai

raccolta d'ognidove acci

recarci
(Jr

presso

stare

dunque

clie

fai

portino del pesce. Ti ho pur

il

gli

di

test,

magro

mandato una

di

le

anche

buon da nulla;
per Horione

lettera

renderai l'equivalente, poich

le

modo hai a far rimettere sopratutto


nutrimento conveniente manda dunque pel fieno assolutamente

di fieno

acci abbian pur esse


Stai sano

ci

spedisca cinquecento fasci di fieno, di che tu

da lavoro

\)u) jjukxi.-i,

servigio sia pronta e anzitutto un buon porcellino per le persone che abliiam

di

con noi; ma, ripeto, che sia veramente buono e non come quello

manda anche

Se a

'

tu ricova questa

possiani bagnarci ben caldi, sondo inverno; poich


gli

dove:

di

verde e tu ad ogni
;

mie bestie

fieno verde

oggi stesso.

'.

128.
^

^ ^

]wcri'[
]ftj

yuQ noXXa\

avror vneQ^ea^ai
gag x'^qiv
5

Qexovva

aav

rj

r.

xr^q

t-

ntyaXt^v na-

j-ioi

ov'

arp^eax^o}-

eavrovc airiacovrai

{firma)

HQUVfivb (fQov^ Ogaffo)


[{erovc)] " /[o^^Jx p?~

10

Frammento
che per sia
nino front,

comunque
cui

Alypio

minacciosa

di

di lettera

della parte superiore e quindi della indicazione

Alypio risulta certo dalla sigla o firma

Thraso

di

mancante

in

data del 28

Novembre

di costui

sotto

il

saluto.

Alypio dopo aver offeso

si

sono allontanati dalla residenza

sommamente

si

dilettava e ch'ei volea preporre (?)....; conchiude

dunque

ritornino, o

rivolta ad Hero-

256. Trattasi di persone, certamente inservienti o

dipendenti, che

'

del mittente;

di

avran da prendersela con s

stessi. Stai

sano

(?)

tale di

colla ingiunzione
'.

PAPIKI EPISTOLARI

78

129.

^t

n{aqu) AlvTTiov

J,

Euv TU
xft]

xttin]Xia xarsl-

TTQog G

ciTtoarsiXov

r.

>:*;-^^'^

n?^o

(PiXanegiu

avr

fig

OTiog

yofiwGr^

ta

va ^vXa

xa

yevofievci eie

\/^y\y
)iarixa sQya xov

fxr^-

Nhxo-

'V.
lir^ovg.

2^

ev^oiiai

(firma)

<--f i'':vjL?^'".

m. eggoG^ai ae

10

Hquvivo (fo{ovTiOxi) 0a{eX(fiag)

" {fxovg) xoticix) }if~


indirizzo esterno

Jliaou) AXvTTiov HgbvivM <fQo~ Ogaffco

-^

-*ri

U(tUIlIl'UN|tKN/A

III

(liit.i

intorno,

Stai san(

Duooiiibro 256 scrivo Alypio

Ul

Tliriiso

di

caricaro

(lei

lIKKONINIANA

secondo l'ostorno:

lo^Miumi (iccorsi

iioi

'

lavori meccanici in

79

AKYI'IOH

Hccondo l'indirizzo

lloroiiim^ front, di Tlioadolfla

kI

T(Hto(;li

siano

ti

giunti

NcoummIo

(|in)l di

caniolli,

fclr.

iniindali

hu quonto

a Kiloterido a
184, 9,

Ititi,

d).

perduta tutta

la

sicuramente dalla solita sigla o firma sottoposta

al

n.'

'.

l.'U).

*
\x((i((;ii-]

<a\'/n(T((y

xKi t\y

l'I

f/twaur

y\(((yini

^q

t-Qoo(sOui

[/rj^iv

ab (vy~

(firma)

HQUVeiVO) (fQOV^ 0QC((TO)


[etovg) " (fu" i~
indirizzo esterno

n{c<Qct) AXvttiov

Non rimangono

che

le tre

ultime linee del testo

parte superiore. Che sia di Alypio

si

rileva

di

questa lettera

saluto finale e da quel che rimane dell' indirizzo esterno. In data del 6

Heronino

front, di

bisogno. Stai sano


Tote, n.o

115.

Thraso
'
.

'

di

cui

Marzo 257 scrive Alypio ad

porcella (accus.) saginata ed anche piena di cui io avea gran

Probabilmente doveva

servirgli, porcella e porcellini,

per un sacrifizio

cfr.

Fay.

PAPIRI EPISTOLARI

80

131.

JI{aQa) AXvTTiov

Ef-Ti'xor o/c eQyapaQ xra (-mar


fiiog XQ^M^^' ^V'' '/("^''""
c(

dia nqv rorv

Xl(Ji(t

uvaX(j)}iuTHiV x(a fiu-

(Tov

fOQim' xui

Ai^if-ffvfyion'

tov x'^IqVov

trjv

TTQovoiav tnef^ixpa aoi uno-

txaior

X\i<\(yiior

oivov

ano

iiovoy^ooiiv

I^iorrog jQyatov

TiQog Jtovvaiov tov (jqovti-

10

atiqv i(f

anodrsikai

f-[v]x)-to)g

anovadov
2'*

m.

(:QooG)ai ati'xiof^cd)
{firma)

1^

m.

15

Hq[(i)]vhvo (JQ-

&afXq{f-iaq) (sic)

(eroyc) "

i[-i

navri

indirizzo esterno

Tl{aQu) Alimiov Hqovi^ivm (fQ~ &ott\a(t)

utavaiMv; questa festa ricorre menzionata in Aniherst Pap. 93, 12


j?,

non

re),

III p. 179

(altro

in Faij.

T. 95, 16 {ctfisa

Le

{(ciie<fr](jioig).

nome

Khem)

di

delle terre, ai

26 del

itc^Baieavoig, ov' forse

mese

tempi

di

a.

in

),

GPBM,

di

Ramesse

= 21

III

avean luogo

non essendo

festa che ai tempi romani

di

vaso e come

werden

Questa

nel suo Lexcon.

rm. Wrterb. 6238,

agricola,

vediamo dalla data

in quel

come
di

si ce-

periodo dell'anno, Maggio-Giugno.

La prestazione annua per quella

Nel pap.

Londra, per un' azienda agricola dei tempi augu-

stei,

valutata in 13

In data del 6

dramme.

in

Ho

Va

no-

(il

un nome
Her-

dall'

tradotto buono, o tratta,


(fr.

police)

di

discussa

riferita

ad dnSah?, che potrebbe,

pare, assai pi direttamente riferirsi


nel significato in cui troviamo

(jui

ad dn-

usato

di-

il

14.

Chiarissimo 9K(hh^~ por 9ewM.(p~

esterno pur chiaro


indir, int.

front,

visto quanto tu

mi

wp^

cio Sqmio.

nell'indirizzo

La mano

del-

diversa da quella dell'est.

di

Theadelfia secondo

scrivesti e

l'indirizzo

venendo a sapere che

la

bisogno per alcune piccole spese, singolarmente per la festa delle Amesysie e per

la provigione del fieno,

nochori del vino

1.

l'

'

l'unica

minutivo.

Giugno 257 Alypio scrive ad Heronino

interno, di Thraso, secondo l'esterno:

tua azienda

me

i.vaig

festa era in generi,

olio d'oliva o di rafano, vino o altro.

(tt-

etimologia, da G. Paris, approvato dal Krting, Lat.

Amesisia, o Amesysia ed era certainente

lebrava pur

voce

tale- fu registrata la

anche polizza, voce questa

chiamavano Ame-

questa lettera che

incipienti con

quando pubblicava

noti al Grenfell

sesia,

di

pagamento

stro 134') credette egli potesse esser questo

il

Greci d'Egitto, con va-

riet di scrittura facile a spiegare,

questa voce dichiarato

significato di

lettera di Alypio allora esistente, Fay. T. n. 133

Maggio (Birch presso

Cast. anc. Eg. III, 379).

il

kvaof che troviamo in questa corrispondenza. Questi

Amsi,

feste in onore del Dio

((Tinkvnidioy,

dai parecchi ordini di

da leggere

per la vegetazione e fecondit

Pachon

Wilkinson Mann.

1.

di

ti

col,

ho mandato un buono su Dionysio

Argaeu per cento mo-

front, di Ibion

che manderai sollecitamente ad esigere. Stai sano

'.

OllHllISfoNllENZA IIUIKINIKIANA

AI.YI'Ion

l.'Jl.

>

Ihuau)

-r^'\'^!^\rh<rrTod;

x(i)ii((Qy((U

Tuvonvnv
TlfOl

.t/.t'.noi'

in;

u?.t-/.'/riv

lOV V(OV lOV Ol/.U-

Tov Axrjoc ovrnq

TiQoaruxov tov XovrJoyoov


XTr^f/azog xui ().i{]uv nt-

notr^xavuc

tuvtu uyvoiu

vntfjyovTO rt
10

tiq

tu

iir^viaue

uviov vnoxoovaui ruvtrv


rr^v
(X

oaiv orn-o avuyxuiov


rjv

avToic

yvrai iv oviog
).oyiGi~

2^ m. OQcoa&ai ffevxoiiai
(firma)

Hoo)riro) (fQo~

15

CA

e" (sTOvg) <fuo)(fi

xq

indirizzo esterno

Hoonivb} (fQ-

JiorvGiuog &c(i).(fiiag
cancellato

"

jK

m^immm^t

1.

2.

La kome Taurina
P.

1.

5.

6.

Un

xrfjfia di

Syros

questo

Alypio

9.

T((

lettere

di

Horione

11. rriv &6aiv;

di

nome

pur

come

menzionato

xirjfKcnoy in

in

una

una pur

di
1.

da una data persona


Cfr.

nn pagamento

sommato,
alla

Wilcken GO,

dei

640

sg.

conto

pagamenti

cassa o lounela
I,

il

di

fatti

quel

vi fosse

rateale probabilmente

contestazione da parte

quei comarchi circa una rata


poi, verificata la cosa, si

quanto Alypio rappresent

10. vnoxoovaui ng xa

vnoxoovix, interpello

che traduco conti mensili sono

corrente, mensilmente

imposta. Pare che

che

(167).

nrviuhi

comune.

in

(247).

lettera di Syros (254) e

1.

1.

d'

Questo asinaio nominato

di

Teht.

cfr.

II, 403.

(222, 226) e di
1.

era presso Evhemeria;

fi.

dovuta da colui e

scusassero per inscizia


loro.

non conosco

altro

esempio

di

adoperato in questo senso e con

tal costrutto.
1.

1-2.

Altro esempio

dirizzi; qui
il

oscitanza nel segnare questi

in-

per Terrore fu corretto; nell'indir.

int.

di

luogo non era indicato.

Papiri Fiorentini.
11

82

PAPIRI EPISTOLARI
In data del 23 Ottobre 257

marchi

di

Taurinu circa

Alypio scrive ad Heronino front,

dissero che tanto fecero per inscizia,


mensili,

il

Theadelfia:

'

Parlai coi ko-

dell'asinaio Akes, preposto al possedimento del Chrysochoo,

figlio

il

di

ma

mi promisero

che era duopo tu sapessi acci tu cos

mi

intercalare questa rata nei suoi conti

di

la riporti ne' loro conti. Stai

sano

'.

133.
Ih

'^"'^.^W^

/Jiaoa) A'/.VTTiov

EI

fifV

,U\f

l>ji(C(C

l'-

aia

TTOfir^Gf-WC

XQy^HV

^ny^^
iovTCor vpion' rag ru-

xrag

r^f^UQug tjc oGt-

w$ YsreGi/ai ovv xura


zo i>oc

f-ic

oov TO xw^xa

Tov MovTiXa aTTsari-

l'ultimo

da a

corr.

sic

Xc(

yao

rote ntQi

10

xca

f-[x]f-i

Tif.iai()V,

xui

rtXuaiov xai

^iQUor mari/.uTf:

\ji\oi

sic

rovTO.

2^ m. fQQwa^ai evxoiiai

ti

;vr

vfi

-^.^\f-

f"(fToi'c)

15

M/Vtf'--'

ug

a-U^vQ

1^

m. FaluGio) xai HQUxXtii


sic

sul rovescio l'indirizzo

Hqux),(ii] xai Fi-XuGiuu

'^m

r"?^^ ^

i'

^,
1.

rr^i
fi'inig

rtoasog,

il

pagamento rateale

XU)Uf(xixv,
1.

8.

MoruAn

da quel che seguo rileviamo che questa

su

di cui

V.

fu gi definito

dell'

imposta per

Wilken GO,

come

il

I,

nome

le

un grande

(l'ebt.

P.

II,

390) e

non

di villaggio,

il

che ora

confermato da questo luogo ove parlasi del suo /w,m.

dighe,

333 sgg.
di

canale

1.

11.

la

Vuol dire
lettera

tTjioTtihai; (lelasio ed Heraklide

diretta

cui

debbono comunicare quant'

ei

(-OUKIHI'UNKKN/.A

Hcrivo (finiut'XXnf) H^li

aneliti

i<d

(^Mit'slu

(|iiolli

liriicli

li'ti l'Ili,

ma

rivalla mi llnroniini
tro

o ad

Ha|i|ii;iiiU)

ilala

In

bisogno

ilei

L".

un

sia.

(i<laHo di cui

lii'iakiidi'

un

<li'laHM

lomunicata a

di;;a

tutta, la

im-

(pici

Montila;

di'l

Gelasio e

di

di

nomo di

da

di cui aldiiaino

nuli' al-

I)

Imm coiioscoto

voi

iaiimu)iit;irvol(), elio

di

t^uofitn (iui'mIo

lo

|(i<r.-tl(lido

altri d'dlo

(-li gii'i io

un -^

o <t(fii)toda

un pHtronlini'^

hIo^ho noni*,

(JiHt.in

'jual''j

qiKdlo

lottoro ad iloronlno o elio (ho |>ur

i)lii

llfiniklido:

'

Non doveva

mandai pur Timeo col;

State sani

esservi pur

dunque

giorni stabiliti [n-i la rata; or

l'"irino.

di

Un.* 70.

HtOHHo) da Alyjilo (VM' h detto uixoyfiof.

(Mloltid LT)? Alypio schivo a OoIuho od

secondo costuma, por


mia.

ad un

da Alypii

il

elio foiHo abi)P<viiitiirti

rorliiiiuuito

a|i|)iirt.(inK)i

lloroniniami, non

coirisitoiKloii/a

;ill,i

Noli' Indir. Int.

l'iiiiKi.

ili

AI.YI'KiH

tnitiato noi cuntl di Iluronlno (nibhllcnti Motto

hIohmo,

ioIiihIu

ili

iit.l,iiiiili>iili

llKlioNlNIANA

si

e fate elio

va^bi,

questa

'.

l'U.

AXvjtiov

JI{ic()(()

To lavuixov
X((l

TJJ

l'l

no uooioo)

((iu<

Xai

TKVQf--

IO)

XaTj jTaQctog ^LaguTiiwoixorofio

TO)

ri

ir[c<]

i(ov

ro avayonex'ov sr

BovfiaGro) xrr^iiariov
VTTOGXKT^]

m.

2''-

vy~

agooGO^ca Gt
{firma)

10

in.

l''^

Hoorfiro (f~

(erovg) C" /'^X^'C

1.

1.

in

buoi

da

anche

il

bue (non

in generale indica

direi tori o toro)

da lavoro

ambedue

l'

In data del

(n.

s'

intraprendono. Per la variet e

il

nu-

dei suoi possessi, di questi facitori Alypio do-

veva averne parecchi.

7.

Non

crederei che

questo Bubasto fosse molto

di-

stante da Theadelfia. Dovett' esser presso al lago od

tiro sia dell'aratro o del carro.

seguente, di poco posteriore

al

Qui l'economo (facitore) Sarapion

In

mero

quelle di Gemello [Fay. T. n. 112 sgg.)

qui la coppia di buoi da aratro

5.

agricole che

T xuvovxy che frequente ricorre in queste lettere

come

1.

C~

nella lettera

134')

Heraklide.

a Beren-ikis di cui parla la lettera


P.

II,

n." 126.

Ved. Teht.

373.

economo deve dar ordine ad opere

1*^

Febbraio 260 Alypio scrive ad Heronino front, senza dir

mio economo Sarapione,

buoi

basto venga dissodata. Stai sano

coli'
'.

aratro,

il

vomere

il

di

dove:

bifolco perch la terra

'

Consegnerai

annessa

in

Bu-

PAPIEI EPISTOLARI

8-i

134.

Trovasi nel Museo del Cairo. Pubblicata

Faym

in

Toicns

138.

n."^

niaga) AXvniov

Ansar tiXa xor

oix{or\()nor

xa^ a

xXeidr^v tiqoc Gt

tra rrjv tarayrjv

^'ico)[Gac

xQvyr^c

Ti]g

[v]7rf()ifov i Tj/^isqv

TTOtTiar^rai

[Hoa-

tu xovqcc ani

[vo] xai TOiov ira

[a]vvQafi^ u'/J.u xta o oiroc [Ef70</oc5]

xa/og YfvVjTca oiuc yao ori


xcaooz rvv iranr opifxwTfQoc xa10

xat

^'/(og

TOig aXXoig xjr^fAaTioig

i-

erroir^aa xai)
jt(?y

ovv

c(VTr]v

tr^r olpir

malheig ovv roig xagnovaig


xui uvtok

yiqv Troncai

/<o<

rr^v

tqv-

enianiXov

sic

ensupa f

ttooc at

T^r r^i'y^r

eig

1-5

xca anoXvaiiov oivo{v

aoi

iioror

eQQOaOai a e tvxo(u((i)
HQon'eiro)

QquCm

<f()~~

(eTOvg) C" liisaoQi^

1.

6.

xov(f(c,

questo vocabolo,

non

di cui

si

aveva esem-

pio che nella pi bassa grecit, ricorre in questo


in altri papiri dei
I,

Esso

766).

di

tempi imperiali
uso notorio in

cine ted. Kufe ecc.)

(fr.

pii

come

e,

(cfr.

di

piente da ricevere

mosto nel

fare

somma

che noi diciamo tino e

In data

ho mandato

dell'
il

giorni perch

quanto
fai la

in

il

11

arrivino

ritardo, e cosi

Stai sano

notizia;
'.

ti

moderne

vino,

ha

zionati
1.

in-

7.

vasi

ed

il

Notevole queir

1.

in

ti

dico e

la

sono

12. 3<p;TwVfa

anche nel Pap.


sroiiio?,

altri

g'

front, di

di

Fior. n. 65, 9.

che fu scritto e poi cancellato,

abbiam detto

4).

incettatori o appaltatori del frutto

Thraso

'
:

Come

tu volesti,

vendemmia; tu soprassiederai per due


poich

sai

che

la

stagione

vino per

la

de' frutti; e del cosi

vendemmia da

ti

o tre

possessi; appena dunque tu vegga questa

non secondo gl'incettatori

ho pur mandato un buono

men-

erba come noi diciamo.

vino riesca buono,

ho disposto pure per


ch'io

xotTqcft

altrove (nota a 123,

Greci gi dissero

tutti

pel significato del rty toifiojtQMv di cui

reci-

ci

voce a questo tempo usata in Egitto in altro

senso, ved. n. 139. Con riferenza alla rovyi; sono

il

Heraklide per apprestare

vendemmia secondo

mi darai

il

come

Agosto 260 Alypio scrive ad Heroniiio

facitore
ti

lingue

un grande

cupa cio

'/r^vS?

Wilcken GO,

qui vediamo,

significato del latino

n~

al-

mia

aver fatto

servire per te

solo.

"UHIHIMiNKKN/A

I:U((NINIANA

II

86

AI-YJ'IOM

VA4r
Lotter osiati^nto a Strasbur^Mj,

Ilittutt)

Col.

Mit^tfiov Kiv

I.

(f

nntuoi

(h^

^/.iiK

(fili

uri'

yf-vt-o'fii)

TTUQdffX^'*'

(f\hti

ri^i'h^

x((i

10

tuf

Gr.

Strani).

/'.

n." 32.

xKi Oioi

o'Z'^''

"'" oi'iM^

ai}o)

x(u

fnayi-Kd

lof n in,'fai'

).oy<iy

KViM

xi ^woiu

mi'ioi'

i^r

fTt-

nifii-

ljiiu

,11^'iir

(f/ioi<-

tu

ytvi^iut

y,ijn<<

une

(h

(JI'q-

ine nc/iior ynf-

lov (tooioov

/.(((i^

la'ioi

ii

xki

lU

xki

(kj nX\i-]i((i

tr/.oy^!(i aitov^

[v\nyiQtaucv

l^v

tu

xut

hy^itfiu

(<

7iQ0<;

ncvQixnr m^ xaiKityi^iai. utkJihXu

IO

x((i

u/n-fTinht

i(<i'()ixo>

nitrici

t-Til(J

x(<'f

>^(ait(titc

((oyvoiof ine

Eqhkc

]:f((xt\

yn^Kd

(ti)(H{>oy

x(<t

ffiv

lor

i^v

ifUt

l'iiiiHigkH

(I;i

AXviikv.

ni( Ki'in)

|iiil)lil.

t noi

7r(>v

iraQt-

yt-i-

nuouayinv avv

m)O"ii{at\i

tu

(h f-ntyov nuoic aoi

L^t<yor

rov i-nin]dtiOT('Qov aviw naQct-

Col. 2.

lor laor arnvio

ff/f^'

15

rroii^Gac,

TU TiaQu aoi fQy

eig

*^

A/

iij

enti io \T\ciVQixor

cii.ifXr^Grfi

IO ilf^ai-

xaraQytirca

xcti

xc^/^f*

ravirjC tvjc VTrr^QfGtai xtr^vi] e


avTit)

20

avo iva avi or ara-

7TC(Qa(Txec

Y'^YV A'^ZC* ^^/? TToXeoog.

m. Eoo(j)G^ai ae

2'"^

vxofi{ai)

(firma)

m. Hoorvtiro)

1^

[srOVO)

1.

2.

Il

nome

(rot7 Tluxi)

di

luogo

ricorre

lUcy-i

e 233 (r iixei)

ma

nel

delle

nostro

n.

due lacune

]"

6. eniarr^acu

come

&e uva,

ingiuntivo,

indicativo dal Preisigke:

Thier ich meine


1.

infinito

werke

se-

ja

'

mit dem ankommenden Wasserschpf-

'

12. Ciyor, di qui

1.

indica

welches

vediamo che rwf^fxoV propriamente non

un bove

o toro,

ma una

segno che

22. Il

'

1.

si

vede sotto

il

viazione di

(f[i).tKxe),

come l'ha

male inteso da Preisigke che traduce qui

lita sigla o

firma

Alypio.

diminutivo

In data del 6

di xxijyoy,

come

nel

Maggio 261 scrive Alypio ad Heronino

a te Massimo front,

di

paki

perch

egli

si

coppia

di

buoi da ag-

giogarsi pel tiro dell'aratro, del carro ecc.

nostro

11. xijyvdQtoy.
n." 120,6,

dubitando

mal tradotto

du weisst

'

TTCCXWY iu~~

152

gnate dal Preisigke non so che cosa pensare.


1.

(fQovT{iarr^.

di

saluto non

inteso Pr.,

front, (non detto di dove)

'
:

1'

ma

Ho

abbrela so-

diretto

abbia un aratro, siccome scrissi anche ad Hermas, ed

ho mandato anche quattro cavicchi per inchiodarlo

sia

dunque tua cura

di fornire

buoi quando

PAPIRI EPISTOLA!!]

86
abbisognino pel
poltriscano
gli

tiro,

e farai che

possa

ci

farsi al pi presto e

ho anche mandato danaro perch Hermas sia pagato per

dovuto designando

cura

qualcuno sorvegli perch

di fornire

il

il

luogo dov'ei consegn acci cos

necessario al facitore

come

al

giumento con

si

l'

aratro e dia conto

che

di

quanto

segni per suo conto. Sia anche tua

cui viene

procurati anche un giogo dei

pi adatti e fornisciglielo, uno eguale facendotene per te per le opere di tua azienda

trasandare, poich

buoi non

bada a non

buoi di col poltriscono e han duopo di questo servizio; porgigli pur due giumenti

lo riportino fino alla citt. Stai

sano

'.

135.

T"

'i

J^*
i

XI

n{aQa) AXvmov

Ta

c(7Tolvx}tvTa aoi oirov

ixoQa iiexci

n H i-/f Na^ ATT ve>^ )^

ano

(fQO'Tlog K6{c(Q0VQ0)')

oixo-

ngog oax/nceg

vofirjaov

TtGGiQaxovta dvo xai


avaXoaov

(Tot

>^y >>'

^yn
/

/ -

10

tic,

tu ttuqu

tQyci

2^ m.

(TGrji/ii-ioiiai)

in]Cov

ra tov oivov

l^MQU

O\\l-X(C

df/_c>{Qov)

OC

xcu oixoro-

lOV

TTQog oicxiinag)

Teaat-Qaxovrci itaaaQccg
1^

-\
15

A
J

'

'I

UMMM

m. UQuntio

(ftovc)

0-"

Trtr/o'

(f

Q{orTiGTri\

i^

OquOco

villo

di

dii-lioii

jn-i

M;i^,'^io

lij

luaudalu ad

c.liu

tua a/icnda

lavori di

villo

2i\2 Hcrivd

doi 25 cuiiipi

l'alniia

(Iella

iiiil>i(';j;ali

gij\

(Irl

(l.il.i

II)

nel

renna Alypio n^Millcu


prezzo assai elevato

in

nt,'^iiiii;,'i)

llcronlno

mio

(-ni

fronf.

mano:

ildidioro',

K questa

staitililo

il

'

'

d.juirj

44,

<li

mi Unno

l;ttora

[.rc/zo

buoni che sognano H; dr.

altii

di

Tliniho:

di

ilichori

Il

buoni), valutali a quarantailurMlramiiM' Hi

S(gnata dallo scriba, dio

fonlVonto

87

AI.YI'IOH

Aly|)io di sua

non ora stato

(jiiali!

somma

la,

MH.sitgiiai

diaiiiiiK'

(|iiaiaiita(iuatl,ro
lloroiiiiin

'

ad

Aly|iiit

ti

IIKUftN'lNIANA

(*oliltIHI'()NIKN/A

di

non
il

valuti-rai

r-

(loli<;i

un'a^^?iunta ad un buono

qu^l

vino; qui

drammo

42

di

monorboro

nolla

con-

dichoro;

il

anche meno.

ia5.*
seguenti' lettera j)osseduta dal

J.a

pubblic poi egli stesso

in

Arrhiv

l'ro!'.

l'F.

f.

(iradenwit/ mi

IIJ,

x(c[i(c

/nyl'

luav

x[ac ((qyvq]ioi' au/jucc

tixofi

xca

xai

xoTv).ug Ttff(Tu(Jtc

f-VKd'ior tig l'inalfrjxov

xcci

taOlCQiCXOK

()UXfllCK

m.

2"'^

10

la

tKfto olpoviov

^fiicfv

t/.(ciov

gentilmente comunicata;

Ilo'/.Hfvi

TTVQOV hxci\itQU) ci\oiu(i^r

lui

4U.

/ilov Ev(tin<)t x(

((oi()r

da

hi

(IXI

Jti'Sov xca tov xiiiu

(XaaiO) TTVQOV uqtu^^y


itv

in,c(
p.1-

r^uKJv t).caov xoiv).ac

Tsaaagag xat aoyvgiov


Quxiiceg ixoai xai
Tia^iov xca

vntQ

fij.ia-

arog ()ax,uccg

raGGccQccxovTCt oxtu

15

HQon'eiro) (fo~ QquGo

1.

8.

ifi9tjxoy, COS

trascrizione a
.

Gradenwitz nella starDpa; nella prima

me

comunicata

d'

leggeva assai

10. dsieoy, nella

stampa, proposto da Wilcken:

trascrizione portava dsgca; probabilmente

pii

'*

sic

.,

vensimilmente tucataxou, con


cabolo

egli

1.

x per

correttamente scritto

Alypio a

1.

una erronea lettura

lo stesso vo-

si^uccnafiov

di

13-14.

In data del 1

prima

questa

del asai;{usia)U(u) che Alypio suol

segnare con curiose abbreviature, come

mano

la

si

pu vedere

nelle fotografie di pi lettere.

Novembre 262

scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

'
:

Ad Eudemone

Sarapammon darai mensilmente per salario un'artaba e mezza di grano


per ciascuno e venti dramme d'argento e quattro ciottole di olio ed annualmente per vestiaro quarantotto dramme '. Manca
saluto finale. Segue la conferma dell'ordine tutta di mano di Alypio.
La interpretazione che d il Prof. Gradenwitz, diffondendosi sul significato di tutore o curatore
Po(l)lione

figli

del garzone

il

che pu avere e qui avrebbe, secondo


fanciulli, affatto errata.

Le funzioni

lui,

di

la

voce (fgamarr^g trattandosi della tutela

Heronino

corrispondenza, non hanno assolutamente nulla

di

e di

quanti (joovnaTc come

comune

lui

di

quei due

figurano in questa

colla tutela, curatela ecc.

88

PAPIRI EPISTOLARI

136.
X

n
AXVTTIOV

I1{((Qa)

fluoaog SQ^(0)(r}i
(foioviiai) Evr^iuQfiuQ
irig

Ttag uvio) araX(o)iaTu)

T(c

o)V /.oyor offtt oivov

fxatov uno

HOVO'/_u}{qci)

xrr^ifxarog)

AmrjtfOQov

ka[i^av)v

nao

/--

uv-

lov YQainfiaru)

^ e^'^^T^'^?^"*^- .3

10

naoaXriii-

rrfi

{yivarai) oivov n{ovo)x('QC()

iptoiq

2*

m.

TOT

Tov

aeaiqiii-iMfxat)
(iirov

xai nuQaoc

noroxo){Qa)

fxaror wg TtQOxurai

m.

\^

[txovg)

15

1.

Hooveiro) (fQiovTiazr^) &i:ud{fX(ftiag)

7.

7ii&ri(po()nv,

uOvQ

r]~

non ricorre altrove questo nome

dere che forse andava scritto

'ATiicpQov

da

di ponia,

(<nuh(( pere.
I.

aspetterebbe

10. 81

vino

'z-'^^r^ c}ip0^i^<

come

([ul

in altri

omessa. Forse

il

ir

come

simili

designazione del prezzo del


buoni;

prezzo del vino

era gi stabilito
Qui,

la

ma
di

questa qui

quel tal podere

indicato con lettera speciale.

altrove,

7r(>'J'o?

=: tnXvaoy.

%
j

In data del 4

Novembre 262 Alypio manda ad Heronino

(TToXvaiior) dicendogli:
delle quali

Consegnerai ad Horione front,

dar conto, cento raonochori

dico monochori 100

Alypio.

'

'.

Segue, senza

il

di

di

front,

di

Theadelfia questo buono

Evhemeria per

le

spese di sua azienda

vino del podere Apideforo ritirandone da

saluto finale, la conferma dell'ordine

come

lui

sopra, di

ricevuta;

mano

di

IIEItoVINfANA

(>"<IUUIMI'()N1)KNZA

AI-YI'IOH

Hi)

M,
.iAv;iinv

I/i (({)(()

E7TH
IO

txt-Xt-vntf
/ijin^(<i'

r;i()

flUVai IQfXJKC

TTQIK
jV

noin

m. dog

.l((0((-

I^IH-()((V

Il

7(011^(71(1

di to tavQfXceTiq rr^v awr^x/r^ u-

navTjV eQQO)(a^i(i)

10

1"'

(Sni

t;in Kjyov

i-xi-i

txi-ltvaa (<vio)

2"

Ji <({>(<

(d'Idi

IIKtV

^V

luvfiixiiv

1(1

m. HQUVeiVM (fQOVl~
(eiovg) i" Tv^i

(jik{taTt)

(rtvxioiicii)

&Q((O0

xif

In data del 24 Gennaio 263 scrive Alypio ad Heronino front,

che la coppia

verde per
di

propria

l'

di

buoi condotta da

Demea venga

a stare presso di

unico giorno che passer cost per certo lavoro da

mano

'

me

di

Thraso

Avendo

'
:

te, forniscigli

ordinatogli

ordinato

foraggio di fieno

il

'

io

Aggiunge Alypio

darai pure al bifolco la spesatura consueta. Stai sano carissimo

'.

137.

Lettera posseduta da Th. Reinach e pubblicata nel suo volume, n.^ 52.

JI{aQa) AXvniov

Kai aXXoTS

vfiiv

eyQa(fri t]V TisQinoiri-

Giv Tov (XfiTov xai T^v avanounr^v


sic

i]Xoaai vf^ific s tifiiX^Oara


5

ov xaXo dvviiSoxi x?^^wt'o*


x((v

1.

2. 7iEQmoltj(jiy, in
si

vvv

vista dell' dvanounrjy che

7T0t7j(TaTS

segue e quasi

contrappone, non pu tradursi produzione,


Papiri Fiorentini.

ia(/)g

come

fa

ira

Reinach

l'emesso

trattasi del

grano serbato

{neQi-noieTv) e dol-

{clvunfi-nsiv)).

12

PAPIKI EPISTOLAEI

90

/<7j

/il

fra aTQUTKTOV arayxaa^T]-

T6 lOVTO noirjCui

[firma)

HQOvtivo <fQ~ Qqugu

10

1.

7.

L'uso del plurale mostra che


ficio di

da altre

Alypio

all'ufficio di

la lettera

Heronino.

va

dall' uf-

Come

lettere, l'impiego della forza militare

propriamente

di

Alypio

ma

vede

si

non

del suo ufficio, quantun-

que a questo

egli presieda

ed abbia anche facolt di

impedire o far sospendere l'uso


il

n."

151.

Bench da

lui

di quella forza;

firmata, questa lettera colla

sua minacciosa durezza affatto burocratica.

In data del 23 Settembre 264 Alypio scrive ad Heronino front,

di

fu scritto di darci ragguaglio delle riserve e delUe rimesse del grano e

Thraso

'
:

Gi altra volta vi

non ne faceste

per non buona coscienza che voi aveste; fatelo dunque ora subito, se non volete che
costringa a farlo. Stai sano

vedi

nulla, forse
il

militare vi

'.

138.

niaga) Akvniov

Evd^twc. Xa^v
fiov

ra yQanfia-

fTTti

avayxaioog

aov
2^

XQ'iqCu

m. tQQwad-ai at

svx'

{firma)

Hqcovivo)
(fQOV 0Qtt(Tb)

10

In data del 1" Ottobre

(tTOvg) i" (/a)(fi

264 scrive Alypio ad Heronino front,

questa mia lettera, vieni che

di te

ho urgente bisogno. Stai sano

di
'.

Thraso:

'

Appena tu

riceva

noUltlHI'ONDKN/A lli:ituNINIANA

Ar.YPiOH

91

VAU.

,L^.

IKuoa) AXimiov

Trjv (hxi(it^\r\ h^rov

unoXvao' Mu^iiio) diuai

ne tu (cvakoiiuiu TU

tm

noktoq

Tifi

koyor ooti

0)1

XUl UTTolvriCV

'^ef-'

m.

2='

i^V

atenei ixnojnui)

t-

xarrjv A^vov w$ tiqo-

xiirai

y^/^-4^^^

m.

1^

10

HQO[vf\ivo (foiovriOTi^)

i~

(iTOvg) i^" qc(0)(fi

3a m.
X Si/-' o ax'^

1.

2.

Tt]t'

il

^.a^-

Sexaxrjv Xrjvov, tutta intiera la

vino in

dichori e

IO

essa contenuto, di cui

monochori

come pure

in

.r]vg,

cio tutto

ragguaglio in

il

segnato in calce. Ar^yg

Oxyrh.

Ogaao)

n.

BPU

1005 e in

n.

qui,

14 (con-

temporanei del nostro) un grande recipiente da


bare

il

come

vino

[n. 134*)
1.

3.

il

dolium

lat.

mentre

it. botte,

ser-

xov(fov

recipiente o tino da farlo.

Certamente

&iaar,

non

leggere, e da supplire

come dapprima parveci


diaaroiXst) come risulta" dalla letdiano,

tera seguente ove leggesi in piena scrittura ducaroh


(t

e().

Il

significato di tfiaaroXevs dev' essere distri-

come

butore (non commesso,

il

pa-

gatore dei salari (o>wV() agli impiegati addetti

al-

l'ufficio
'^^.ije!^'

trad. Reinach);

alla

casa

di

Alypio in

significato pare possa intendersi

ricevuta del 7 sec. in


^31
1.

GPBM,

il

citt.

In

diccaTo?.evg di

simil

una

III, 250.

z deve significare zi'^9^'') contiene 100 dichori,


849 monochori. La corrispondente ricevuta di Massimo (ved. Ti." 154") per 1900 monochori, ma in

12. Il

quella incluso

Novembre.

il

vino

ricevuto

fra

l'Ottobre

il

PAPIRI EPISTOLARI

92
In data

dell' 11

Ottobre 264 scrive Alypio ad Heronino front,

botte a Massimo distributore

sua mano:

'

mi firmo

(?)

per

le

e tu rilascia la

spese

Thraso:

dar conto

di citt delle quali

decima botte come sopra

di

'

'
.

Rilascerai la decima

Aggiunge Alypio

di

'.

139.

Lettera esistente presso Th. Reinach e pubblicata nel suo volume,

n.o 53.

n{aQcc) AXvniov

Ano

Toov xaioinuneoov
unoaiF'K'/.ouf'u

y.Hi

TU aTTOGraXsvTa

xccfitikla

yfficGov oivov xai anoorei-

Xov

noXir nagaSoi^i^vai)

eiQ TV^v

Ma^i/O) iaatoh

ecg opw-

ria un' Xoyov wasi


ceai]

(cancellato)

(ooo)(rlhctt

at i'x(o)/it

{firma)

MqVIVCI (fQO~ 0Qa(fO

10

1.

4.

per yefxiaov R.

yefiojaoy

Non indicata n
numero dei camelli.

piuttosto per yofimaoy.

la

1.

5.

Ved. sul

].

8.

Aveva Alypio cominciato


formola

(fi(c(jToX.

di

la

quantitt

il

il

nota alla lettera precedente.


a segnar di sua

mano

conferma; non essendo per questa

In data del 3
ti

vino,

limit poi a segnar di suo pugno,

come

lo

Novembre 264

l'

let-

antecedente,

scrive Alypio

son mandati tu caricherai

di

vino

la ricevuta di

che riproduciamo sotto


la

il

come

di solito,

saluto firmato.

Secondo

tera un buono o dnoXvaiov

furono e

del

si

il

Massimo (GPBM,

n."

III, 173)

271", questi avrebbe

avuto per mezzo

di camelli, in tre

29 Novembre

quell'anno 264, 753 monochori sem-

di

mandate, dal 25

al

plici di vino.

ad Heronino front,
pii^i

di

Thraso:

'

camelli che

ti

stagionato che spedirai alla citt da consegnare

a Massimo distributore, pei salari, de' quali dar conto. Stai sano

',

(jonniHroNiJENZA uickokikiana

98

Ar.vi'foH

140.

\V^

I
/JiuQCt)

T(<

x((()r((

no(K

///.l'TTtOV

(cTTf-ai

f-m

fj

n).u

'^v/.u

Tf uvartyxUir) tic

ofj-

lu

toyu tu f-rravx/a

^'

.\
TOig ovv ravQixoig

yoQTor TTaocea'/tg
TOV avviai)
TOig

y.ui

ravQiaracg

10
'

'

'l

2^

m.

t()oo)-

g/cu

fff

f:vy~

(firma)

^'4

'-mb'

4
-^t

m. Hqovuvo qo

QoccGo

{trovg) i^" ui/vQ i^


i

1^

94

PAPIRI EPISTOLARI
In data dell' 8

Novembre 264

legnami pei lavori

carretti pel trasporto dei

bovari la spesatura

Heronino

cost

di

front, di

fornirai

buoi

ai

Thraso
il

'
:

Ti

ho mandato

consueto foraggio

ed ai

'.

Sul rovescio (redo)

gnalata dal Vitelli (PF,


per,

scrive Alypio ad

si

legge una lettera ad Alypio


n.

88,9

un tale Anubion che fu gi letta e

questa

anteriore a

n.);

di

di

Alypio scritta sui verso^

non sappiamo poich non ha data. Pel suo tipo caratteristico

rispondenza Heroniniana, per

la luce

e diverso

Akvm

XaiQ]oic XV Qu

jiiov

r]ov^i(t)r

rrQotTayoQevco

(Te

e7nff]Tohor rov afXcjov aov KXaviavov


eG(fo\ayiaiivov
fTie\{xpa Gol

avTO ?

]i;

ti]

tovto

avxov aifQayLi

Xa^wv

noir^asig xvQie

avriyQalpsig

/.lov

tiqovo]-

auc\ xa/xoi fxerQrjTOV ofXifccxivov


oiv\ov

rfi

sav
[xoi

iqv

riiir^c.

iareloig

Z^

nera

m.

fQQODiiisvog

toy (fiX-

TarcDv xvQie fxov aGvyxQtre

10

AXvTTl
i

quanto

da quello della cor-

che gitta su Alypio e l'alta sua posizione, credo far bene

rendola qui per intiero:

di

supplementi sono del

prof. Vitelli

se-

rife-

COHUIHIM.NDKNZA IIK1(..N|NIANA

Al.Vlir.^
J

ll^Q(()

.1).v;iiov

O
IItto((oc

wxf

Ila/.u (jooviianj

ne cu nu(j cw-

(PcXo)tt-(jiog

uru/.ojiiiau ojv J.oyor o)-

10)

^^^-

'^

'^J^^

rwr

f^

[ioi]iioi[tQO)]v

oirov iywoa oj[f:x]a


"

riivsTai) oiivov) ix)(ou)

i^~

ka^^avuv nuy uviuv yoaufjiuTcc

10

2a m.

rr^g

napuXrjiilpfoc

(T6ar]iiuio>,uai} xui

tyr otxu

nuouog tu tov onov


)c

3^ m. naX\ag 7iuq[]u^ov
[tu

tiIqoxhtui]

7i]qo-

x]H^uerc( r/oou [di]xudvo

15

1^

m.

Hocofiro)

qoS

Ogaaco
ierovg) c^" uifvg

J<^^a^^^
fa'-

i~

96

PAPIRI EPISTOLAKI

In data del 10

Palas front,
dich.
di

12,

Palas:

Novembre 264

di Filoteride

per

le

spese

facendotene dar ricevuta


'

(Io)

scrive Alypio

Palas ho ricevuto

'.

di

ad Heronino front,

di

Thraso:

'

Consegnerai a

sua azienda dodici dichori del vino pi recente, dico vin.

Segue

la

conferma

dodici dichori,

come

e firma di

mano

di

Poi

Alypio.

sopra, de' quali dar conto

di

'.

142.

">.
fe'.

'4

..

^rUi
'^V^A^'^H^I'

W^
V

n
1/

''H-,f-M
JLi^

j^

mano

COKUIHPONDICNZA UKUONINIANA

.i/.l'.l\t()v\

/J{(C{l((l

H:iH(h^:iti) ni(t/.ixny

uvKyxKKtf

ifi/.iir

ytvhalhi) oro/v"

noitaxoviK
i^Kt^;

V. utili

i(vn(>:

10

h'/t

(f(i()yiig

ani

Hi^Xma;

i)vii

Kdn'Hi; <svv(or troica !)iu

vfi^hts:

Il

AI-YTIO

tur

C',i>i'>f'^'^'('

',,"""'

7tXnO'lt

ini

>^s

l'Ir

oi ter

i^c

i-.uH Kitnt^nio i-v!)to)g

aoi t'im)i^oiU't^c.
2'^

f-ooo)(T'J((i

111.

at-

tv/

(firma)

r^

avyiofjaaa&ai qui

5.

1.

6. (c? Tiu>]c:,

1.

8. ?."?

1.

il

re

Oro

Novembre 264

prezzo adeguato che n

vate che

io le

sar,

abbia,

Papiri Fiorentini.

il

il

dopo ispezione delle asine per parte

prontamente

al valore.

rifit]

scrive Alypio ad
di

effettuato,

fatta e accusata,

compra.

ho da un mio stretto amico, datti cura

&ouao)

x,'/

rimborso o pagamento ad Heronino

In data del 25
io

t,-i"

(jQor

di altri.

cio l'ufficio di Alypio responsabile della

10. s^o(fi((^ofxsi']g,

che

comprare per conto

prezzo corrispondente

il

Hooff-tro)

(fiore)

15

1.

111.

ma

ti

secondo

il

real

la

spesa da

lui

valore o ft

delle bestie.

Heronino

front, di

Thraso

acquistarmi due asine

venditore ne scapiti n maggiore scapito ne

prezzo

non secondo

di Alypio,

sar prontamente pagato. Stai sano

alte,

'
:

non

Per commissione
difettose per

soffriaiii noi

un

quando, osser-

'.

13

PAPIRI EPISTOLARI

98

143.

V-"-

?'

^^iM^/-<<c^^5^^^<r^^^^
/,

'.<

V
/.

-:^
r:^

ll{uQa) AXvniov

Ano tov

xaiQiffonfoov oirov

oixovofiiqaov oivov

nsvTtjXOVTa ng

tee

iioxoQa
ttcqu

(sic)

goi

tQyn tovitOTir xottqjiuv xai

!OUltlMl'ONIKNZA

loi

knyny

7T(t(Ki

ihixfni;

t\l((XII'<<

III.

ot

(((i

iiornx(i)()((
/(;

(f-iov<:)

')

/iH'iijxoi'Kt

ifi"

/i(>i>>;

(Jan

<)

Segue

la

le

l'i

le

opero

di

tua azienda, e cio


il

conferma e firma dell'ordine

accorsi, nel

date mi avvenne di segnare per questa lettera

xotax invece di

(td-vo;

quindi

lo

di-x((iKT(Tn/ai

(')ui((oi

((<h>Q

Per una svista di cui troppo tardi mi

registrare

ik luv oivov

<js'

(tt()^'

nei poderi, delle quali darai conto, valutando


'.

min

264 scrive Alypio ad lleronino front,

monocliori del vino vecchio per

14

\)\)

jinrir/(^ti>{titv

lUKiHiKi) XKi iitxmujit

ii()i(tx^iii{f(tt'

H{)(iHi-lliit

dr.

AI.Yl'108

'"

!"

In data del 29 Ottobre

mi'

lhxitlK<I({tl<K.

[{)

oiii

UKI{f)NINrAVA

spostamento di questa che

Thraso:

di
il

trasporto

monochoro a dramme
di

mano

di

p.

43

di

letamo

cinquanta

o di

quattordici, dico 50

sabbia

mon. a

Alypio.

dovrebbe trovarsi dopo


lettori che

Irapiegiierai

'

il

n." 139.

vorranno coi-reggere

e 53.

Di

ci

chiedo venia ai

relativi luoghi nei registri

PAPIRI EPISTOLARI

100

144.

y
\
1

Wt

ir

J^.

n{c(Qa)

AXvmov

Joq 2af.iorvaQO)

rt-

xTOVi Jiorv(y\ic(\doc
rcoir^GaVTi t[

egyu ex rov rraou aoi

oivov oivov
iXdiQcc

avo

2^ m. aeG^ifmoiica) xai dog

oivov

ai^ro

dixioQa) avo

Hqwvhvo)

10

g^QovTiiGTr])

ierovg)

1.

4.

La

traccia che

certamente
1.

6.

gno
8.

si

di q; forse r
;

come nvQov

Trattandosi

di

<

<^V

lacuna

eQuatJ?

secondo

opov

legato a

(cQTu^a? espresso con

un

se-

poca cosa, Alypio ha sbrigativala

sua conferma omettendo

luto finale ed anche

^u.^r^^

il

la

solo.

mente segnato

rj

vede dopo t sotto

Curiosa ripetizione
di^Mfd,

1.

xoiax

1^3

il

solito

suo segno

il

sa-

di firma.

In

(lata del

hrcniiltii'

legnaidln

di

coiiforni.-i

dciroidiiit) di

IMoiiysiado

dm

Alypio Hcrivo ad lloronino front,

::(il

latin

ji.i

mano

li

duo diclmri

lavori di

101

AI.VIMOH

Mi:i(iNINIANA

('(il(lilHI'(iNI)KN/A

di

TliraHo:

vino

do!

Dai a .Sanioiinaro

'

tu hai

elio

'

h<';,'IJ<j

la

Aly|)i(t.

145.

.iXvmnv

Il{i({)(c)

T(( (tnoffrixXtrict xttorit vo


IO

1^

ll((jti((

eig TTjV

IO

x((i

./rjiiKi

iuv

((r(fo()ay

^ivXov yof.niGor ^Xo)-

anq lov agiO^/iov


TOig

lorr '^vXoov

ovv lavQoig lag ffvvij^ttg

TQOifag dog xai toig tavQtXaraig


TT^v

anavip'

2^ m. tQQwalf^ai Gt

10

ti'xo-

^ai
1^

m.

(firma)

HQOVfivo) (fQov Qoaao)


{utovg) i^' xo<x x'/

1.

2.

Frequente ricorre
xuQvoy non nota

d'

in

La

la stessa

come

etimologia (prob. celtica,

come

ha pensato) del mlt. carrus, carrum da

furon mandati, quel


guaglio del

tirato

qui,

numero

ren ecc.

Decembre
di

cui (non

26-1 scrive

Papias e quel

di

1.

da

3.

1.

nostro carro,

Un

mlt. carnellus,

s.

5-6.

bovari a taurelatae addtti

di veicolo, registra

ai

possessi di Alypio.

Dev' essere legname da costruzione.

Demeas, pel trasporto


il

nome

v.

Alypio ad Heronino front,

dei legni; ai buoi darai

kar-

char, ingl. car, ted.

fr.

Papias e Demeas sono noti anche da altre lettere

come

d'uno

pi;

il

Du Gange

da

voce, colla desinenza greca -fof, deve avere

In data del 25

currus)

altronde, col chiaro significato di

carro o carretto da trasporti,


buoi.

voce

queste lettere questa

di

Thraso

dei legni, tu

consueto nutrimento ed

ai

li

'
:

due

carri che ti

caricherai dando rag-

bovari la spesatura

Sul rovescio {recto) framm. di registro di contratti pubbl, da Vitelh sotto

il

n.'""

51.

'.

PAPIRI EPISTOLARI

102

146.
-

,-/!

m,m
rnc

"%
~^-

^
^^S^'^'^^*

n{aqa) Akvniov

Oixovoiirjffov

72 Xf.x.

ig

Gol ava-

Xo)fiaTa xa utto-

^^^

kvD^evxa coi arto

'"^^B/^^

-m

za naQCi

:.>=_

(fQOVTiog Ogaffo)

oivov fiovoxoQa

exaxor wc tov
liOVOXOQOV TlQOg
10

^^

Quxnag

(-xa

oxT)

(Qaxfiftg) irf

2^

m.

ai(Tr^{(Xfi)iiai)

aov za tov oivov


'oxo){qc)

15

1^

m.

fio-

fxaxov TTQog

Qaxif^cig)
ug

xai oixorofirf

Sfxa

oxTO

TTQOxeitui
iQiorvi

(f

QiovTKTtr^)

[eTOvg) i^" xoiax

e*.

^y^'jci

^-i^^-^^s^

^YtQtnaai

fu
'

tl,il,;i

del

(iiiaiic.'i

conto nionoclioii

azioiuln,

li

conrt'iiiia

di

il

viin

iiii|ii('fj;lii'rai

dilla l'attoria

valnlainidli

Noi (laro (irdinf ad

liroiiiiio

di

Alypio non aveva pensato a Ussaro


scritta,

dirottanionte ad

lldiidiir

la ripose Ira le carte della

diciotlo

mano

e liniia dell'ordino di

Tliniso oho

<li

diaiiinio

ti

il

lOfJ

AI.YI'IOH

264 Bcrlvo A lypio

i\nv.-Doc.

i;unin))

IIKUONINIANA

()0U11IHI'()NI)|;N/A

Ilorion

kI

aHH()^,Miai

con hmnio

ji<;r

Sontropael

di

HpOHo

lo

nionoclioro, dico drarnnio

18

tua

di

Hogue

',

la

Alypi*.

di

passaro ad llorion conto nion.

vino della Hua frontiH (Thrao),

di

prezzo del vino da rimettere.

il

front,

ma, conmnicata, per

ci ripara con

contabilit, ad lleronino

la

quenta lettera

quale

il

la

tratteimo

sua gestione.

147.

JJ{ccQct)

AXvniov

AttoXvgov Av^iivor-

&e-

iL TTQoroovrrc

o^trtoc eiQ ra

nag rrw uraXwf.iaia

Xoyov

(tv

MGtl O^OVQ
Qce

IXO)-

leaaaQa 2^ m.

ceair^fiftwfiai)

xai oc T Tov otrov (sic)

tx~ rsGaaqa

10

1^

m. HQontivu)
Tovg ly"

1.

3.

7.

Ggaaco

^(ti>

queste lettere come pure nei resoconti

TQovoovvn equivalente di cpQoynarg, ved. Introd. p. 59.

Di questo
1.

(f

Auxanon non

Chiamavasi
in qualche

soldati

^og

il

v' altra

menzione.

si

Mus. Br.

Ili,

p.

228).

dallo scriba

Poich per in

mentre Alypio aveva dettato

egli stesso scrisse poi nella

front, di

Segue

la

Theoxenide per

conferma

dichori di viio

'.

dell'

le

ordine di

spese

mano

di

sua azienda,

di

Alypio,

il

di

'

Rilascerai ad

che dar conto, quattro dichori

quale per dice

'
:

come

oyov

conferma.

In data del 21 Settembre 266 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso:

xanon

fra oyo? e lo?, con-

sempre molta distinzione

vien credere che Siovg fosse qui scritto per oscitanza

vino aspro o di bassa qualit che

documento troviamo dato per bevanda a

(Pap.

fa

Heronino

di

mi firmo

di aceto

e darai

'

Au(sic).

quattro

104

PAPIRI EPISTOLARI

148.

L:

\^fifrh^^^^^^*'rxju^fjr^
yir^H^ rr^k^lcrH^^tp^i^^

r^j}T

^^^"j^

&-ff

rH^

^^!f^ Z/;AyM'^'i^*>*C

Kfiii

ht<lo(><

oxiaf

{^^^'\i

un)/

/"

III

t-i

it(

itiKKiii^

()((

i^i

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III

mr

ino

un

iior

0.1

7<i(iii(<i

')/"

i^.'fiKt 1^^

i^ii^

<j

i(ii>iiii')'l(ii(ii

ijoritUiti

.naiK u<

yniiKaj iinv

iitriifii

'/qi^Oh'ix

ii/.nr

.(iioitom

111^

offnt

nttdtxtt-

xtti

yi^i;

imr iii jIki kh

ii<)iini/^

ut

.i()of<ni(s
1

lor.

Ai.vriof

ytiiny xiiofti'Yirrtd

i"!",-

|/|i^c

iiji'

/.i^Qiit.'hiKUr

.1

lynt

xit^iiKiK

<<ii /.i^iixK

liti'

njyiiif

ii'ii'

11^^

y)^

iii:ii()\iNiAN.\

UoitiiiMros'ii:\/A

II

/j^c

II

7r(JO<;

t,il/it-

ini ih:

KfUit/.ov

SU'

H(V

i(

Il

')V

H^

HIV

x/.t^iiiau

iiiii^or

()t

H'xJf-OIC

iiiir

ini'iiiif

'AA^i*(f/^

I Iti

10

II-:

(il-

yijKii iiui

mr

).ivxi(

xi<i

('i^:'ii<ixi(

jikhor oiim .iqiivo^Uki

si,t()./.Kt!hil ine

'

h/.Kiim

iii^

m ik

illKl!)!
s

III.

l'olili)

or (fnnnfit r-

laiKXiiro'i^

<)i

i<).i(irioiv

kiiihk

i t ii

KOII-^ (HI XUI

ri

f-XUCll.V

ij

KIC
II'IV

(fOlllll(l(

(f

III

(S^HlOVIlKl

llhlltlf

H'IIII!- Iltl'

l'I

l-XKfTKtli

(fllOIl-

bic

n ne

aiDV xKi xn.tiKiDc iottoi'Jktikv ine


i-yx(-/.hV(iy

15

^^ftKoh^

1^

Hi^flixiir

(<iii

Il

C>,!'i<(t'

segno di firma
2,^

[loMVfno)

111.

(foovi(i(ri-)

ii,y

k/J.h

ii

nn,r
x/.i^hk

touotailui at tv/oiua

ruoaoxic

,"'/

x^;ri<iny

/.t-vxov

i^

.ikok

hi.k/.iu

f-aicctio

i-ioxk)

ly"

quindi (kt^^

rv^L

indirizzo esterno

AkvTTiov HQbveivo (joor~

rj{c({)cc)

1.

(o'Thjtixa xrijfucKc

3.

sono

le

tciTo pi

gazione pratticavasi sollevando

moto da

chine messe in
1.

5.

xotQ(((piMi',

scritto

non

le

due volte per

1.

7.

01

acque con mac-

1.

9.

Tralci o palmiti di

giovenchi. Cfr. n. 150.

xioQ(c(fiu)i'

cos

si

terre in piano,

sTiiTTe&a le

tratta dei

ai significati della latina

livello

dei

1.

1.

6.

Tot4)]

10.

dev'esser

il

da piantare

non

pu pensare

si

alla

special qua-

Va

inteso

TOTTo^eaUcy,

14. xTjnci&ioy,

aunsXog

si ri &s dei,

Xbvxtj

il

piano di tutte

le

di

provvedere

alle

opere

cura perch sendo gi indurita e da zappare


scassi necessari acci neppure

un

quanti (posti)

di questi solchi

nome

di

una qualit

di vite (forse

debbano aver

20 palmi e se

subito

immesse

pii

in

fattoria dei luoghi piantati prendo

cuno pianti diversamente

si

prima

come

la vite
di

il

vite;

tra-

gi

gli

e anche pei poderi in

tagho se prima non siano riempiti

che se alcuno non dia ascolto a questa mia lettera,

Thebaico e
si

di

bianco (uva bianca),

provveda pur

cos,

di

non meno che

e le piante tagliate siano

dissecchino (prosciughino) che voi sapete che io per ciascuna

appunto

delle situazioni di ciascun fattore e

dai miei ordini od invece di

podere acci se

al-

Tebaico o bianco immetta del cepadio o altra

specie di palmite ne abbia tal punizione quale neppur se l'aspetta. Stai sano
Papiri Fiorentini.

'

della riempitura, si facciano tutti

rimanga senza

non facendo

o pi grandi (ne abbisogni)

acqua acci non

da giar-

quanti avete poderi irrigati a macchina, datevi

la terra,

taglio,

non gliene verr bene. E raccogliete palmiti


di

voi,

sol posto dei solchi

egualmente scassateli prima del

piano,

lui

durre.

onde

(rurali),

,3(ck'/.a&o).

piantagioni da

In data del ? Tybi (27 Dee. -25 Genn.) 266-7 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso:

tempo

che

poi nQoyorjaccrw erroneamente

dino e per uva da tavola?) che non so

in

quei posti, fatto su piante gi molto sviluppate.

il

da vino

viti

ordinate.
1.

taglio dei palmiti

1-3.

non

irrigate a macchina.
1.

ima

invece della forma passiva quale la seguente

porca.

canali,

di

la Bryonia.

faceva scorrer l'acqua irrigatrice e la voce

deve corrispondere

si

e quindi

con-

si

uva bianca e

uva rossa detta Thebaica. Son

lit di

stato

sia

voce che

servata inalterata nel greco odierno. Qui


solchi ove

sottinteso rnoi.

fj'dforrfc,

l'irri-

pu pensare che

si

ove

alto

0caao)

'.

106

PAPIRI EPISTOLARI

149.

W^^^^M^^i^^^TIfc^

Ad

lM
\

'/

vi

'

-^

re

n{aQu)

A'/.vniov

Tovg vo TavQovg
ove anayyh'kXu aoi

iClMV

(jQorii-

OQtpov iva VV1]^1]

^~~ uvtXlhtiv

11^

2^ m. 6QQ0)a^ai aevifrma)

Xo~

r -H^X/-^"'

(iTOvg) ly" (fa(H6(ra)^) x~

10

1.

1.

4.
7.

:t

&Qaou)

tlQOvsiro (fQOv

Horione era allora


Cio

il

2 di

front, di Sentrepaei.

Pharmuthi

= 28 Marzo. Forse

Horione era venuto ad Arsinoe presso


Alypio e pel ritorno andava fino a Thraso

Theadelfia pel canale, da Thraso alla

sua
A':.

frontis,

con carro tirato da buoi?

/,

In data del 16 Marzo 267 scrive Alypio ad Heronino front,

annunzia

il

front.

Horione mantieni dihgentemente acci

egli

Thraso:

'

possa tornarsene

il

di

due buoi che a te

giorno

2.

Stai sano

'

IIKIIONINIANA

(;()UI{IHI'UNI)KN/A

107

ALVriOK

ir>().

.\).V

//{((lit)

IIOV

hoiiQi^

.it(0(td()<

ii/ii^ini(

^it-

t(

1(1)

KdKQio uurit n^ n^i Ticvfjuvov rrQog

oiy<(>:
((.IO

Il

<(/.(<(

1^1

/nai^txa

)^iuni(>:

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loif

XKi

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ir n KiyittXo)

IhniiHK xia ovx

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>^fQij

o/.i-

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sic
(<).}.

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in,

i)()<(

i-^an

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ne ;u(Qtc rsm

i-^ti

^oiiltuv

(Tf-

'^^(>t,

xict

rrni

orar

(TvrxoiuoUi^vui

(cio ((/J.oir tottov

ooi (ftoonevuv.

fi()i<i(o[r]

2'-^

m.

-oooaUi

()(

fi;xo//i

(firma)
3="^

m.

aneaxaXi^aav
TTU

11]

15

1''^

m.

Uoofi'o)

ifQor

iezovc) ly" [n]ig:

QaQaco

(sic)

l^~

indirizzo esterno

n{c(QCi)

1.

2.

^ovia

= ^oWia,

ttVTXovvTiav,

AXvTcov HQCori-iro) qoov Qoaao)

tutti bovini giovani, vitellini, vitelli,

impiegati cio a girare

le

i.

6. Il

macchine pom-

era stato in parte roso dai topi. Ivi

s'impiegavano

patrici per l'irrigazione delle terre.


1.

4.

La kome

di

dell'

piccoli bovini in

come

numero per

altrove
fare, cal-

pestando, la battuta del grano.

Taurinu pi volte menzionata in queste

lettere dovette trovarsi in prossimit del lago.

In data

raccolto dei grani raunato in spiga sulla spiaggia

1.

14.

Vuol

dire r^ 7i(pwV) tf~.

11 Luglio 267 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

'
:

Quanti giovenchi tu

hai (eccetto quei delle pompe), sia vitelli sia pi grossi, consegnerai al garzone Kopres perch in

Taurinu per pochi giorni faccian

la

battuta del raccolto sulla spiaggia, che fu con non piccola nostra

perdita mangiato dai topi, e bada a non trasandare, che non

avrai duopo di raunare

anche a te da
pi sotto

'

altri

il

converrebbe, poich pur tu quando

raccolto di tua azienda, su maggior soccorso potrai contare se giovenchi

luoghi vengan recati. Stai sano

furon mandati

ti

l'

altrieri

15

(=

9)

'.

'.

Un'altra mano, forse

di

Heronino, segna

PAPIRI EPISTOLARI

108

151.

Il[aQa) AXvTiiov

nuou

Tovg

JloirjGO'

oriuc

oot

ano tov ^a^eiva K^ouva


Ilarrou

x((i

n/.r^QOaui tovg

uno

i^fiiTfQOvc Tovc

lov ^a^iiva

10 ft<ro<fOQior tneiT^nto

xXovvxai nfQi

f-ro-

Xoinudoc

Ti]q

Tov xar arQa aXXa oga


tovjo

f-r

Xr^Grfi

in-

in^

in avroiK

fir^

oioationr^g anooruX^ xca aX-

10

Xo)C f-(foiov

^Xa^wair ntX-

yaQ arQaTionr^g

Xo)v
Cx/^ai

tn avTOvg

tyo

ne/^ine-

ine()%ov

2^ in. tQQOOd^ai
Gf:

15

ivyjoiua)
{firma)

3^ m.

anfQaii

m. Hqothvu

1'"^

(foov

(iTOvg) l" yoiax

Questa lettera fu da
nel

me

un framm.

Vitelli e pubblicato
1.

3.

lupeiva dev' essere

di

istanza letto da

nome

di

un

il

me

da

4.

minacciavano
1.

n. 91.

-/looloi'

di cui

fiao(fOQiov

6.

pia,

di farli arrestare.

= aocpQiop senz'altro esempio, eh" io sap-

che tradurrei

iacpQiop,

1.

10. B(fon)f intenderei

1.

16.

procedere dei lavori.

il

una societ

di lavoranti o

sQydrm, del luogo nomi-

nato, de' quali

una parte era

allora a lavorare presso

nino. Si vede che

Pansa devono essere due

Alypio ad Arsinoe, mentre

Heronino. Essi erano

altri

capi {sQyoXu^ot?)

lavoravano presso

in debito delle

paghe dovute a

resto erano

Kerdon

scappati

via

presso te

quel di Sabina

non trasandare

di
il

quel di Sabina (cio) Kerdon e Pansa, paghino a quei


saldo, poich questi sono stanchi dell'arretrato

in questo, che

non s'abbia a mandar per loro

procedere (dei lavori); che gi stavan per mandare contr'essi

Un'altra mano, certamente

di

Pansa minacciati
quattrini

coi

dovuti

di ar-

agli

altri dei loro.

In data del 5 Decerabre 267 scrive Alypio ad Heronino front, di Thraso

al

correggere

Non sono ben leggibili le ultime lettere, ma certamente va letto (cn&Qufjoi' scritto di mano di Hero-

Kerdon
di

hai

scddo.

il

pur senza esempio, non mi par da pensare.

non

abbiamo altra menzione.


1.

quei dei loro che lavoravano presso Alypio e questi

Sul rove-

(p. 87).

da questi sotto
il

i/

pubblicata, senza illustrazione,

volume onorario per Gomperz

scio [recto)

OociGw

Heronino, segna pi sotto

'

il

il

'
:

Fai che questi che

che abbiam

pagamento

qui pur di

del testatico:

militare e se n'abbia altro

militare ed io

son fuggiti

'.

l'

vedi di

danno

impedii. Stai sano

'.

llIlUdMINFANA

CUItliI.sro.NDICN/.A

109

AI-YTlOh

ir>2.

Jkv/iioii

Il({)(()

Enti llKilH/.K IhXl Ilice

Manufor
^V/.<(

tu

Il ((XI

X((l

xni/n^

ty((

ll)JI(l\x((\

l(t

H' !)(((] t

Idlf

(>wr (fQoriiaoy
TUV()lx[o\l\c\
(TXf-iy

aXXcc xca

TKQa-

iHVQtXaTaig
itxtovi

t(t)

trjv GvrrjO^

10

ll((-

loic.

l()0(fu[c\

tote

x((t

KW

[((\n((-

fQQOaOai a e tvxoixai

VIjv

(firma)
HQ(i)Vf-iv(i)

(f^oviiiarri)

Oquoia

{trovc) l' iv^i ly

1,

5.

rw*' ej',^(ff iu(<Q<x)y;

sere

come

d'

traduco stagni;

la

parola dev'es-

origine latina e derivar propriamente da

il

dimenti

frane, marais, marcage.


di

acque

11

dell'

il

ad irrigare

se-

anche nel

Le macchine

1.

7.

le

il

legname per

vitto ai buoi, ed ai bovari,

le

come

in altre lettere,

congegni

terre coltivate.

Paki menzionato

Ai buoi mandati pel trasporto del legname.

di

macchine del Paki e

come pure

Il

acque

n." 233.

8 Gennaio 268 scrive Alypio ad Heronino front,

legnaiolo Marino a tagliare

tu a fornire

cui parola, sono,

idraulici per attingere (VrAj;nxa) e sollevar le

luoghi bassi dal

Nilo al ritirarsi delle solite inondazioni.

In data

mare

Devono essere

fluviali lasciati in

di

la solita

Thraso
delli

spesatura

'
:

Avendo

stagni

(?)

di

io

mandato

col,

al legnaiolo. Stai

pensa

sano

'

110

PAPIRI EPISTOLARI

153.

JlUiQCi) AXvttiov

Enep^pa za xuqvu iva

ree

xonevra ^vXa naoe-

imo

Vf-y^xr^

rorr tt^qi

TieQt ysvriv oig tqosic

(fag og rag e0^if.iovg

(fQovTia i Troncata

-^'.y^x

xui u'ovov IV

10

/-li]

iXOVaiV

(ioXrj

1J

7TQ0-

avTaQx[r^g] Vf

/iiv TTy v7rrjQe[(x]ia

iog

voq

cu ioQvyeg
I

ye-

vtac
sic

eoooGOcci Gf iVXOiiiM
(firma)

/T

Hqovivo g govriiarif]) Qqccgw

15

^^^^^y

[erovg) l" entnf

1.

4.

vno TMf

xt'a.,

x[

giumenti die servono

al

trasporto delle derrate devono essere applicati (invece dei

^^^Umi*'
ym^^

"^il

soliti

buoi o Tccvntxy)

ai carri.
1.

7.

(cioyiof.

gli assi

per servire alle macchine

da attinger acqua

(VrAj^trx cQya)

per

l'ir-

rigazione.
1.

9 sgg.
tura,

Come
il

'i

^''^ W.*p^'

ww

vede dai

salti

nella

scrit-

papiro era gi guasto quando

fu scritto.

^jr^^^'^^ff^^^^
^-^-i-

si

vi

III

|)i>nlir

darai
aiuiua,

1"

it'iJiiiaiui'

il

il

tiri

(lilla

\.\\'^\U

trasportato

front, di Tlir.'iHo:

ll(r(tiiiii()

Borvono

elio

(^^iu^leIlti)

(|ucii

(-oii

Al.yi'lOH

'

Ti

avurno

possiaiiKi

aano

poi survi/io. Stai

Huriicicii/a

;i

lio riiaiiduto

pf-r

cdiisiicln; e devi aiirlii' piovvinioro p}r gli asHi, ondo, finche

iiiitriiiiniilo
lini

2(W Hcrive Alypio ad

l.a^dialo Kia

IIKUONIMANA

(U)I{UIHr(iNIiKN/A

carri

dcrrato, ai quali

lo

canali non abbiano

'.

154.
Ut

A).V IIOV

II{(((H()

.iii((

iKw

t-^italhd

1(1)

1(1

\yQt(t(-

r
tnti

a()i{(f(C';

qJ

/o/[t,"

(^)^(7((>:

tXCtTTQMKUg VTTtO HHo[^-

fiatuv xi

g'

fio)

TToauc Xoi7TaC[ij iva

far t

Aoma^^ avt\v

II

3
'

t/jwr Yijannaiun'

2'^

m.

xcii

i^itTQ^G]g

forrai exnv v-

TI

fi

(ii^

HOV xai TOvro rJM-

10

aov

f-Qooa^ai G evxoiiiai)

"a"

{firma)

1^

m. Hooveiru

(f

o{ovTi(TTr])

Qeat{X(f^tiaq)

(fTovg) le" xo'^ **~


co

1.

Trattasi di pagamenti d'imposte in derrate

5.

fratte)

ai

dekaproti del

di Gallieno

In data

nomos

Arsinoite che

riscossione delle imposte. Cfr.

{,ustqj-

al

tempo

Decembre 268

(dell' ediz.

waltungsbeamten

erano due per toparchia, incaricati della

dell' 1 1

229 sgg.

p.

p.

russa) Hirschfeld Kaisei-l. Ver-

74 sg. Wilcken GO,

scrive Alypio ad Heronino front, di Theadelfia

questa mia lettera fammi sapere quante artabe hai contato

ai

'

Aggiunge poi Alypio

Stai sano

di

mano

'
:

e se

626 sg.

Appena ricevuta

la

dare senza lettera

da voi ripetono qualcosa, pur questo fammi sapere.

'.

Sul rovescio {redo) framm.


ricavi

sua

'
:

I,

dekaproti pel conto dovuto e quante

ne rimangono a dare, per mia regola, e se qualcosa rimane ancora a dare, non

mia

Eostovzew Staatspacht

non sar

di lettera

d'ignoto ad Alypio

inutile riferirne qui la lettura

Tu) xvoico

(lov

aik(f(t

AXv{tti(io

yta

'/\QT^GT]r
]

]a

e 1.101

txot.nG)^]

sito fratello.

avvTvyjar
r^v

oi[

OT TU rrtoi vov

fTi'Xif t

,u[

Quantunque poco

se ne

112

PAPIRI EPISTOLARI

JTTfOf

CiVTOV XC(l 7T01Y

W XVQU

],>C

(Sh

irTnCx\

OVTOC f/el OV d[

]v vur^Qi-aia ctkkrj i)i.io?j)y[


]iG7ifQ xai 001 f-TTfarf-iktr *[

xu{

]x7T/,ovr TOT i-vxtvO^tv

10

IlToXfixai'a TIC aoic av[

]v r]V(fQCirac

f-7TiffXr^[Gag

iit

? Trcad]c(Txof tov tTTiGtoXuy oqov x[


sic

]a txoiAiCtv arsazHl
]v evlhvg avriyQatfu xoiii[

15

2^

xvQiav

T]v

TC\..]b

ttq\

155.

IJiaoa) AXvTcov

Avi/)Qor TU TTCioa
aoi xrr^vq /.ifiu
T)V aaxxitv

auoaTiiXov

zr^v

tig

xzr^aiv TTQog

ava-

(fOQCeV aiTOV

f-TlH

TU nXoici naooQiui

aXX OQu

i^i,

liUi-X^mfi

10
*

indirizzo esterno

1.

6.

Questa che detta


era forse una

^xifoi?,

non

^fsaTtonxrj xtijaig

front, di

in calce;

Thraso

'
:

il

fiume.

Immediatamente
le

si

grano da quella tenuta

al

fiume
desti-

nazione, forse per Alessandria.

legge l'indirizzo esterno. Scrive Alypio ad Heronino

spedisci alla tenuta

navi gi sono

il

ove veniva imbarcato, non sappiamo per qual

giumenti

data e indirizzo perduti

trasporto del grano, poich

dovoan portare

anonima

(Rostovzeff lo8') e do-

veva trovarsi fra Theadelfia e

Mutila

xr,Ju, ed

proda

giumenti che

hai,

bada a non mancare

insieme

ai sacchi, pel

CJ<)HltlHI'f>N|ii;N/.A

IIKKONINIANA

118

AI.VI'IOH

ir>(>.

I
dm

oov h((

ii(

x((i

xiijitdKc

((

itii;nhxi(

tliuxu

d\r

(dt'l.)

(Tov x((i

voiitv

yvii

tijio)

(tvyxoni-

ii^r

x((t

n^y inv ynninv

i().A

tnn rjnn^tr

tto'i-

iii-

avtXi/nr

f-y

ir]

noXti tiv

(ivity-

xcau (int-axHku ^l^iKuinov can-

cellatura iva TTHVKC t7n[

3-3

iTTt

10

* * *

1.

3.

Sia aov, era Alypio in via d' ispezione per

terre e proponevasi di passar pure

le

questa corrispondenza. Cos

varie

co-

1.

5. rijy avyxofxiStjv aov, la

4.

Non mancavano
denza

uliveti nei vari

di Alypio,

prevalevano

ma

vigneti

in quelli

tenimentt

dopo

il

delle granaglie e dei fieni e

alla dipen-

commessi ad Heronino

come pur vediamo da

come prima

lettera dev'essere scritta al fine

della stagione estiva

strinsero a tornare in citt (Arsinoe).


1.

spiega

fosse scritto Xuxd corretto poi in uttsXixu.

per quelle del-

l'azienda di Heronino, quando aiYari urgenti lo

si

1.

8.

prima

Questo Filippo dev' essere un


forse lo stesso di cui

tutta

raccolto e la riponitura
della

^07]g

abbiamo qualche

vendemmia.
Alypio e

di

lettera.

Mutila in fondo; data e indirizzo in calce (se pur v'era) perduti. Dall' indirizzo in margine (cu-

riosamente spropositato)
delfia,

a cui scrive:

'

si

rileva che la lettera diretta

Era invero mia intenzione

{era scritto uliveti poi cariceli.)

provvista del fieno;

ma avendomi

passar da te

io

stesso per esaminare

Thea-

di
i

vigneti

prender conoscenza delle derrate che hai immagazinato e della


qualche faccenda urgente obbligato a tornare in

dato Filippo perch (esamini) ogni cosa

Papiri Fiorentini.

di

da Alypio ad Heronino front,

citt,

ho man-

'

15

PAPIRI EPISTOLARI

114

157.

n{c<Qa)

AXvmov

Ent[i\ norafisirag exsXevGa

HQ

t[o]

fQyor fxairo ro

xrfi

Qeo[i]tviog roinadTiv

TO

TJjC

af-ifiov

aveXd^eiv

anov] GOL y8Vfa{>w agTOi{c] xai rrjr aXXr^v vniq-

Qtaiav a7ioGTi).XHr avTOig iva VTTV^QfTOVf^li)]inv

VOI 7TQoi}v}^i(xK

10

eQyat,ovrai axovxeg

TO aflSQllVOV T(OV
TQOifOV

2^ m. fOQOGOai G

1^ ra.

15

evxo{f.ic(i)

HQw]vt[i]voi) (fgiovTiGTTi])

f^ie]GOQ^[

indirizzo esterno

n{aou) AXvniov

1.

2. I noxaneittti

che trovansi spesso menzionati anche

in altri papiri

d degli

ed

ordini,

ai

quali

non pare fossero

speciali operai /^MuiaZt; qui


gli

operai che noi

Per guasto

Heronino

front, di

(di

vitto. Stai

servi pubblici,

Th
il

non
:

si
'

ma

come

que-

renaioli

che

essi figurano

chiamiamo renai o

del papiro

a Theoxenide, dico
occorra

vediamo qui che Alypio

HQon'HV(x{

lavorano

io

non era

'.

sul Nilo

ma

ove,

Essi

come dovunque

per l'inondazione e pei canali l'acqua

questa lasciava sedimenti

f^it]G0Q'q{

lavoro della sabbia, sia tua cura

di

son

mandar per

arrivasse

del

fiume,

sabbia argillosa.

scrive Alypio ad

di recarsi

per quel tal lavoro

(Luglio- Agosto)

ordinato agli operai fluviali

vettovaglie) acci cos serviti lavorino per noi

sano

sabbie argillose dei fiumi.

chiamati a prestar l'opera loro a Theoxenide che

legge della data che

Avendo

alle

essi

pani e quant' altro loro

alacremente non avendo da pensare

al

HIMIONINIANA

(!()ltRlHI'ONI)BN/,A

IIG

AI-YI'IOH

ir>s.

l/.l'IIOI'

Il[((l>((\

'O

((Villi

(fi<i'\

Kfi n((

((.(

i(y((\)'xitH(^

/f(;oH

(ixfii^

XQH((<:

tixn'

(71-

xoifxn

((oyi(/.H((

s
nc^

i\ijv

VTi^{f-Gi((V

avv^^Ung iQiKfitg

lag ovv

Tjiio'

IO KCI'OIXOV iK ffVQI^

X(((

ut SvXa

/j[J'

i-TTt(Tif-ih(

XO-

i-ig

<h

TavQfivov iva xuxtivo

fig

vi[oi]g

7T((o(TXf-g

x((i

f-Xifrj

To rcd'Qixor xia (((fctna^ tu

10

^[l']/ TrCCQfViX^f] *'C T7^

m.

2''

....

i-iv

ae ivxioitcd,)

t()Q(i}ai)ia

{firma)

m. HqOVH'O)

^'^

fTovg

1.

4.

uQy(dsi
prob.

egyaXeicc cfr. Amhei'st Pap.

gli

utensili

delle

II, 93, 20.

6oyc<

firjxceyixc

pei*

0QC<a)

(fQ

i.ifa]oQri

Sono

x~

lettere intermedie; certa la finale

forse

V irriga-

Notevole

zione.
1.

1.

10.

cc(pcc7iceS,

lezione certa bench appaia

La parola

men completo
nuova per

che in

altri

ma

corretta struttura e di chiaro significato.

11.

Il

di

rtly s7i(tv]Xiu

luoghi lo

|.

guasto del papiro non permette

In data del 13 Agosto del

di

rovescio, che
e pubblicato

leggere le

(n." 89)

scrive Alypio ad

il

da

Heronino

recto,

front,

il

vitto consueto

ho pur mandato a Taurinu perch vengano anche


sportato alla (rimessa?). Stai sano

'.

ed

il

come

sulla

ordinario. Sul

d'

framm.

di

ordinanza letto

primo

di

questi volumi

di

Thraso

'
:

Ho mandato

gh ordigni per

buoi che tirino alla

buoi di col e

eiy,

anche dal Wilcken.

legnaioli Olimpiodoro e quei che con lui per bisogni urgenti, che taglino

faccende, tu dunque fornirai ad essi

il

Vitelli nel

e studiato

da

margine

ripetuto in

stessa faccia, non sul rovescio

noi,

corr.

indirizzo

l'

-hy

legname

kome

sia in

il

le

nostre

legname,

una volta

tra-

116

PAPIRI EPISTOLARI

159,

JJiaoa) Akvniov
.

f-ig

{7t)i:Q

yQuqjv rroog
isnsfipa

tfiaGag avriyQUivovTO)g ia

{x){-i

(lei.)
.

ra(ffQfiv f-pt-

TI t

ra ovonara
?^fig

Egi-itiu

c(X.

fkag negag
2^

m.

fppoo-

10

{&Q)a(Ta)

{firma)

indirizzo esterno

IluQa AXvTXiov HQUVfiVd (fQOVT~

framm.

sul rovescio {recto)

di lettera di cui

Jcfwg Eqiaiu eni


])

(DqcG

TTOOVOOVVrl

TO

xt]

tjv

VI

leggo:

...

TOV XVQIOV

]oC

AXvmv

oan ....

\v tni Vjyayiv
\tn'

filOV

anu tvi

a
xa~

tfox],aag iaxoaiag yiiverai) {ga^l^icd) e"

Solo dalla solita firma e dall'indirizzo esterno


di

Alypio ad Heronino front,

di

Thraso.

si

sinistra, in parte

nita la scrittura. Delle otto linee costituenti la lettera,


sufficiente a definire

il

soggetto. Pare

papiro su

di cui fu scritta

Alypio su

di cui

dire,
il

ma

si

abbiamo un framm.

rileva che qui

manca

il

di lettera

papiro, in parte affatto sva-

non rimane che una piccola parte

tratti di azione giudiziaria o di controversia.

Il

finale in-

brano

questa lettera, fu tagliato da un foglio che dov trovarsi nell'ufficio

era scritta una lettera anteriore;

che essa appartenga aUa cerchia

mittente chiama suo signore e da quel

lettera di Alypio scritta sul verso.

di
di

di

chi questa sia e

questa corrispondenza

si

Ermeia che leggiam pure

di
di

a chi diretta non possiam

vede dal nome


nella,

di

Alypio che

certamente posteriore,

HKKON'INIANA

U(tl(ltlHl'ONIti;N/A

117

AhVI'108

100.

A/.VIUOV

Il{i<(>)

Erifcri

tu

{i/.tt

dovrai

iij

(('i(ii\v\<i)\y

luv

iifii^

ii()ioxo()or

%\((\

du)\tx(c
.

ri(

TTj

Ti

()<);

ovi

x<(t

//

ori'

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n\y(<t

(/i^[s

noi

ji\i<()<c\

o(r((\ni\((

i\oi>]Yii,'/i-\r\i\o\c

i[o(t\oviov

o\(iof

xic-

tuyjnt';

o)g

(TvrOo)iiui

Tl/^lfj

eQQoyiaiJai) at tvy^ionai)
Ho(i)r]iro)

10

</(/"

{erovg)

1.

2,

Aveva

supplito ia]oy,

ma

precede or esclude affatto

un

(>

che

con cui non

o]Qoy.

Pare

v'

la
il

altro

si tratti di

traccia
<t

di

NQ/iiovl/i-[o)]i;

luaogrj irj~

lettera che

1.

ed offre chiaramente

4.

oit'dQia,

come
1.

8.

si

supplemento possibile

Narmuthi, kome della

stante da Theadelfa (Tebt. Pap.


simile che Alypio,

valutazione o definizione

di

Thraso e a volte

Poi.

di Theadelfla,

1 1

Agosto

(l'

anno non

si

lo

notato neir Introduz.

legge)

Non

di-

vero-

che a un dipresso

sbalzasse a Narmuthi

sere uno dei soliti errori degli scribi,

forse avrw]y, cio cwVw'?

mer. assai

II, 391).

vede dal prezzo relativamente mite.


f,

sia detto

quale sempre dice Heron. front,

il

a un tratto

Heronino

lo stesso,

Chiara traccia di

Ho

l'unica lettera in cui

qui indica vini leggeri o di qualit inferiore,

In data dell'
'

questa

front, di

di prezzo.
1.

10.

dev' es-

come ho

gi

(v. p. 59).

scrive Alypio ad Heronino front, di

Narmuthi

scritto ordinando che per la valuta degli assi sia dato del vino del valore di quello della tua

vendemmia, se dunque mi
cos io

mi accordi

dici

che

tali

sono

prezzi, sia a dodici

pel (loro?) prezzo. Stai sano

'.

161.

n{uQa) AXvniov

ATtiGTSiXa Goi anoXvaiiov liovoXcoQOv sxaror rrfvrrjxovTa

ano
i^])^c

T]C

imo G

fxsir

(foovTio.; ira

ara/.oi^iara

vrr-

la xa-

dramme

il

monochoro acci pur

PAPIRI EPISTOLARI

118

T]{e7Te)iYorTce tic

za

wr

]x[ui] ttjc

f-oya

tov xir^/.iari-

ixavor antiQca

10

oioac xoQTOV lov

* ^

mancante

in calce e quindi

diretta ad Heronino;

dice:

gli

dell' indirizzo

e della data.

di

Alypio e certamente

mandato un buono per centocinquanta monochori

Ti ho

'

rifiiv

(TTflaVTTfQ Tikei-

Lettera mutila

anoQac aov

(di

vino)

della fattoria a te sottoposta, acci tu possa avere di che far fronte alle spese urgenti per le opere
e per la tua

dei poderi

conveniente per noi seminare

seminagione

giacch

sai del fieno di

pi

162.
n{cCQCi) AXVTTIOV

Ei

vvaae twv

TI

/^ifTQtj-

sio

fiatcov 7T[u\o((og ru)

exangono) Sia rov


aov
5

a\\TOHiTQOV XUl TO

ai\U^O?MV avl>(iQOV

afifXfg ri

xai
10

T((

euv

ori

xofxiffai eidog

Troirjar^g

avii^oXa

iir^

Xa^rfi

xca tu TxaKiaa Gov atiaor]?^/fara ent'SaXavGio\q

fQOOff^ai

Tfv'^ftai

Ce evxofxui
* * *
indirizzo esterno

n{ccQu)

1.

5.

Aggiunto sopra
sian

ben chiare

lettere

le

staccato in due parole.


fattoria

come

Il

Tuaifuoiof,

ov\

oov,

bench non

airofxsTQov

ano/isTQTjg era

1.

HQO)Vfir}[

6. avu-it'Any

cumento

scritto

addetto alla

Y yrjXuTtjs ecc. Era

il

proto per

qui
di
l'

certamente niente altro se non

ricevuta rilasciato

imposta

rimessa o misurata

dispen-

do-

ricevitore deka-

dal

in generi (uTQi]U(()
(fisfiBTQrjxsf 6

il

ri.);

che

gli

stata

traduco tessera

satore delle vettovaglie, traduco quindi dispensiere

quali erano gli ostraka su di cui segnavansi queste

da intendersi per

ricevute.

Manca per
a cui dice:
siere e al

il

certamente

la linea

AXvmov

non

'

in tal senso.

frattura in calce l'indirizzo e la data. L'indirizzo esterno di Alypio ad Heronino

Quanto

hai di derrate per l'imposta consegnalo al dekaproto a

tempo stesso

ritiri

le

ritira la tessera (di ricevuta),

tessere avrai da scontare anche

gli

mezzo

del tuo dispen-

poich ben sai che se tu commetti trascuranze

antichi tuoi peccati. Stai sano

'.

OOHHIHI'ONDKN'/A IIKIKtNINIANA -

IH)

AKYI'IOH

u\:.

AXvitiov

IIU<{>(()

Enfi ttn^Xlfn'
h(tuiit)

/n^i((i<)^

n[

x((t
I

lor

l'ili)

i-i-xn'

((()^/.()(ii'

l'iiiDf

/it-iifKa

(f

luiv

Muiiiioi'l

noiKTof

((i'\

KvlhjdKtovc,

i(iv>:

.
\

lor (iOYi'Qiof lov (KfKhttit\y<w

Ili

nav\

lov fir^vu(io\v

\nQi)

Frammento
si

tratti di

pagamenti

(xr^iaTor (ved.
lettere.

sopra

Notevole

delle lettere
T\.'^

di lettera di

il

in

n.*'

Alypio probab. ad Heronino

danaro da

banca

farsi alla

132). Ireneo

deve essere

titolo di fratello

il

troppo ne

dello Stato
front,

il

di

manca

come

si

per poter supplire

il

pare

menzione del

rileva dalla

Evhemeria che conosciamo da

che d Alypio a questo Massimo che dev'essere

139 e 139*; non so se possa essere

158 e pubbhcata sotto

il

altre

iamo/.vg

beneficiarius dell'ordinanza segnata sul recto

(ini

n. 89.

164.
Jliaga) AXvniov

nccQudoc Tlaka qQov


e

OiXoixsQiog
r)

XQeiccg

dcOsi

iig

la nag av-

Xoyov

(xv

Xan^uvun' nccQ av-

Tov YQa^ifuaa
h]i.(lpt(jo[g

r7y[c

nuoa-

oivov uovoxo)-

Qa ox[rw
* * *

Mutila in calce,

mente

rivolta ad

manca per

soltanto

il

saluto finale, l'indirizzo e la data; la lettera certa-

Heronino a cui Alypio scrive:

occorrenze, di che dar conto, otto monochori

Notevole x?e invece del


Ttt

pel

(1.

3).

Forse

consumo

di

il

'

di

Consegnerai a Palas front,


vino ritirandone da

solito avako^ara, che

vino non doveva servire per

Palas e dei suoi.

le

ebbe

in

mente

spese dell'azienda

lui

di Filoteride

per

le

sue

'

ricevuta

chi scrisse za, corretto poi in

come equivalente

di

danaro,

ma

120

PAPIRI EPISTOLARI

165.

Il{c<Qa)

Akvniov

Ti-GGCCQCCXOVTU

ka iva exatov
5

uQTCi^ag avajifiiXpvfi

c((f

cor

avv(vi]accTo dia

GOV

O]l^OC

litOV

OiXinnog {ttvqov aora^ag)


10

q'

TiaQaoO^rjao/.ie-

[vag]
^ ^ ^

Mutila in basso e quindi mancante della


volta ad Heronino al quale Alypio scrive

'
:

fine,

Ti ho

dell'indirizzo e della data; per

spedito quaranta giumenti acci tu

cento artabe dell'acquisto fatto per tuo mezzo dal mio assistente Filippo, dico (qui

artabe di grano) 100, che dovranno esser consegnate a


I

giumenti o bestie da soma, sono certamente

mezza per

asino, forse divise in cinque sacchi

non sono prodotti

delle terre di Alypio,

ma

certamente

il

ri-

mi mandi
segno delle

'.

Come

il

carico era di due artabe

da mezza artaba ciascuno

? I cereali di cui parola

asini.

si

vede,

acquistati per cornmissione,

e da consegnare quindi al committente o ai committenti.

come

le

asine del n. 146,

(JdltltlSI'ONMKN/.A

IIKMONINIANA

121

AI.YIMOB

!()(>.

..774rJ^^'*^fej^^
JJiuQu) AJ.VT110V

Tov
la

tu

yinioov xcti

TTuoaoc Pgif

xa/.c(

/?

yooio

IO)

uXXu

r^TO)

f).(faxiu

iiuytioo)

ixov

xoiooc xuLoz.

2^ ra. toooO Iteci


fi

ca

(jf

tv/o-

(firma)

Hou)vt[
* * *

-^"^^^.^w^-l^i

Per guasto
e

in calce

parte

dell'

due buoni, consegnerai

porcellini, quei

Stai sano

manca

indirizzo e la data. Scrive Aiypio ad


al

mio cuoco Gregorio,

ma

Heronino

'
:

che sia pur buono

Il
il

porco
porco.

'.

La menzione

del cuoco esclude che

dersi saginati o ingrassati al punto,


Papiri Fiorentini.

si

come

tratti di animali per sacrifizi

nel n.^ 127

1.

buoii [xal]

dovr inten-

12 sg.
16

PAPIRI EPISTOLARI

122

167.

A[kv\7nov

JI{cc(ji()

Tolti \xu\nT^Xia CKn[iGrfi-

/ iva ^vyoTavQ\u

/loi

anoGreiXrig tx TT[arro>;

ovv TQonov ta

xa-

j()[i((

fxr^ha youoGor [Cvyo-

TavQorr

nav fyw[

f-ior

TtaQu

fXfii [yc(Q (?)

f^'S

xTrifxaT\i\o ov- (?)

TU)

T To(v) XQvGoyoov

10

xai

aXXu

jr art wg

..[.].[

87iixiif.iera

xopor xat 7Tfit[lpor

XQ^j^M e oxraniqx^^^'

svvanr^X(>v fQ

w[

yXatyoxofion' ron'

15

fxeic d[e

tXoVVTOV

[r-

(xV

(del.)

TOC TQ07TUQ tOlK TOetC

ira

TU ravAa ainov

f-it]

o)Or^g\

)'0,((WO'a[

xaXa

off

tdTO xai

^?^,[f-

....[.

yrjf-

sic

non]iiira tav yuQ

20

Tao

aavTO

i]g

Toig fXsvToi y(-ivafi[Voig xa/xi^XiTaig ?

og TQO(/ag Tag

avr[7ii}^tig

tQQOaO^ai

G ivx~

Mutila

in tutta la

non rimane che

lunghezza a destra; per guasto

(f- cio (joovtigtt^

malgrado qualche lacuna,

gli

non ne ha, ne

cubiti, ... di

che segue par

nove
di

(cfr.

.;

di

faccia, tagliando
II.

il

senso chiaro

(il

rilevare che quegli ordigni

della hn. 15 (forse le incassature degli assi

'

caraelheri

?).

fatti

'

(i

devono servire pei buoi che muovon


di quelle

di

si

egli

1.

17).

di

stesso

comunque

le

Segue

la

quel

macchine da
i

far

yXuaaoxofia

macchine?); tu ruvXu deve

le

fornir

senso

il

legge in

macchine devono essere

da far girare {TQonag)

CvyTavQu?) e l'ordine

lin. 14,

gliene occorrono di otto

Dal poco che

Cvyo) svvfdnrjxv)-

cui

di

mandato ad

ha ed

altri giacenti

legname) e gliene mandi ...

a bestie prese a nolo [ruvXwaiiiu) forse asini {Tovg Tgeig della

che sian buoni e

Thraso. Fino alla

dice Alypio di aver

Chrysochoo, e ne ha poi degli

sahre acqua per l'irrigazione (avTXovvTwv); una parte

rirsi

di

carichi sei sui tre camelli, poich ne

270 ^vydeaiior fia

24,

data e l'indirizzo

la

spedisca dei gioghi a timone per buoi (tale dev'essere

podere

il

manca

dev'esser Heronino front, forse

modo adunque ne

(Alypio) ne ha veduti presso


per, se

la lezione sicura e

Heronino tre camelli perch


CvyoTavou); che ad ogni

in calce

rife-

raccomandazione

consueti alimenti

ai

(cameUi

Sul rrr/o

ron/o ad

poco se

loKt,'('H

mi

liiiiiimciiln

Alyiiio elio cnnUi^Mt',


Ile

riras'i

la

pei-

lettera

odi

t\,iiinfi<<

\xnn(^v
.

Q
.

15

ut

t-yo)

KT

wc

XI

((t'iov
f-

bK

liti

ot'4

7U(Q((

io xi<

(701

i^ia

(tnoovcti

avo

Akvnig

xvQiO'; /lov
10)

Moi^vfitog

j^c

xvQiog

f-xhXtvni-r

h'qo' /^rKfioi'K

X !/.{ va i-'

xvQUt

iir^

AIvtxic

/liov

oxvfi

TOV XVUIOV IIOV

TToieffiv

20

i-QooaOia
/'''

fff-

tv/o II ai

xvgia

olo{xhfi\ovGu'
Tor[

questo, probabilmente perch rivolta alla sua donna.

stazione e di saluto finale, sono diversi dai

soliti di

mai alcun Diodoro, n Ammonio, bench, come qui

la stessa,
il

Ammonio

del n.^ 205. Si

era

Tf^g

conosce da

Il

venne a trovarsi

tipo per della lettera,

la

fra

carte di

le

formola d'inte-

questa corrispondenza, nella quale neppur figura


si

vede,

ambedue costoro

Moi^v^i^oq [g^QovriGTrjg),

altri papiri

lettera, sul cui verso fu poi scritta quella di Alypio,

un Ammonio

f'ramriKMitoHo,

nh-

noi

f-(Tyj^Xf-rc(l

invilir

]7T0C0V'Tl'

Alypio. Probabilmente

rif(--

noi'

laior xia ufi

n()0>:

i-niaif-Xt-iQ

\i^S.f-ic

Questa

htaf,o

ilo

l'er lo

Vit,?lli.

il<-l

l'ioi'

iit'ihv

oi'Xf-y

JfCxor Aj^iiiwio)
y

ini'

()i(<

ove TTi-QUC

a lor
f

loiina,

orv TToi/fv uTioXvuc. lor aiiov

tx

\i(;\

una

lXKItd' ((illuni i

id-KiXfl^
I

bcncli

a<l

yn'KHid ini ho"

\x^Xt-i'(Tt^^

10

patir

rivolta

l>i()(|()ro

./in(i>\()n>:\

lai

2S

AI-YI'IOH

(.iiiiniicart',

(|iii

giaii

piti

hi

un

ili

duNdi.i

cimIo
r

Ic/ioiic

di

IIKItONINIANA

:(JUItlHr(JNIiKN/A

stiano agli ordini di

non certamente

una kome dal nome Mote^vutg

(v.

una lettera

di

credo, che qui detta MoiO^vnig. Ritroviamo Mot^vf-ug in

quale ha pur rapporto colla sGyj^nwv che dev'esser

la

donna

di Alypio.

rr/.dTi^g

Tebt. P.

Syros

qual'
II,

390)

(n.

226)

PAPIRI EPISTOLARI

124

168.

n{Qa.) AXvniov

Iluoaoc.

IlQ{o\vei\v(t\

(foov-

TiaTtj ig aQT07T[o]l[f]u(V

....

sic

67r[<7rf]7rrO;itfi'Cin'

TCtV

...

aq

01

... V n[v]Qov aglra-

ofxci

m.

2*

ElQV^VttlO

...

10

Per guasto del papiro non


ad Ireneo front,

[di

di

ferisca alla destinazione del


71.

avro)

grano

xat \og t]ov tivqov

aea^ixti(tfiai\

(fQOYr\

(fcco(f[

legge della data, che

Evhemeria, come noi sappiamo]:

per far pane, dodici artabe

{vntQ T)v

si

(yivovrai) [agra^ai) i^

alla

= Sett.-Ott.

la lacuna, se q\XQ\V 7nninToixv(av si ri-

provenienza del grano da darsi; pi prob.

wr?). Segue la conferma dell'ordine di

ad Ireneo fu mandato ad Heronino a favore

di cui

Alypio scrive

Consegnerai ad Heronino front, (senz'altro),

non s'indovina, causa

';

pane o

'

mese Phaophi

il

mano

di

Alypio.

Il

il

primo caso

buono

diretto

era emesso.

169.

TI{aQ-cc)

JXvmov]

(?)

]ciVQi()V

]c i

lavQCxov
Qsaiav

(?)

x(a ti^v ]AAryr

xai IO
i'tttj-

l''Tfo oiag
]v

nav

t TTOiiGor

]uvov
f]QYa^o* * *

Per nulla omettere, comunico qui questo piccolo frammento


par certamente debba essere
ordini che

gli

di

di

Alypio ad Heronino; trattasi, come

una

lettera che dalla scrittura

in altre lettere dello stesso, di

d per l'indomani, quando verr o verranno, forse dei lavoranti?

SUPPLKMMNTI

FII.OL()(iI('()-ST()III('I

Al

MONI'MKNTI ANTICHI

rAlMKl iUimO-FMV/Al
PDHHI.K^AT! DALLA

K.

AC(JAI)KM1A

l)i:i

LINCKl

SOTTO LA DIIUOZIONK

DI

J).

COMPARETTI

k (i

VITELLI

Volume Secondo

PAPIRI FIORENTINI.
PAPIRI LETTERARI ED EPISTOLARI
PER CURA
DI

DOMENICO COMPARETTI
Fasc. 3: N/ 170-278
(papiri epistolari)

CON UNA tavola E 47 FOTOGRAFIE NEL TESTO

Ulrico Hoepli
EDITORE-LIBRAIO DELLA REAL CASA
K DELLA R. ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1911

PROGRAMMA
La

Academia

R.

dei Lincei, accogliendo la proposta del suo presidente P. Villari

Lumbroso, Comparetti,

e dei soci

suoi mezzi al fondo che,

Vitelli,

ad imitazione

deliber nell'anno 1902 di contribuire coi

di tante altre dotte nazioni, andavasi racco-

gliendo per missioni in Egitto intese a procacciare

all'

Italia per acquisto o per iscavo

papiri greci o romani, ed inoltre dicliiaravasi disposta ad aggiungere alle altre sue

pubblicazioni scientifiche pur questa di

Con
per

tale sua deliberazione la R.


siffatti

tali papiri

quanti se ne venissero raccogliendo.

Academia assecondava

e faceva

pur sua

l'

iniziativa

acquisti e ricerche presa nel 1900 dalla Societ Italiana per gli Studi Classici

avente sua sede in Firenze presieduta allora

dall'

acaderaico Prof. G. Vitelli, poi e

tuttavia attualmente dall' academico Prof. D. Comparetti.

Coi mezzi forniti dapprima da questa Societ, poscia dalla R. Academia, da

altri

corpi scientifici italiani, da pi privati, dal R. Governo, furono in pi missioni successive dai Prof. Schiaparelli, Vitelli, Breccia acquistati in Egitto e recati a Firenze

buon numero

di papiri, ai quali si aggiunsero quanti altri

ne furono ottenuti dagli

scavi intrapresi dal Prof. Breccia nel 1903, continuati dal D.' Biondi nel
sito dell' antica

Hermupolis oggi Ashmunein. Cos avviene che tutto

pirologico raccolto fin qui dal 1900 in poi cos per acquisto

il

come per

1904 sul

materiale paiscavo, trovisi

ora in Firenze commesso alle cure e agli studi dei due academici sunnomiuati,

quali

attendono a prepararne la pubblicazione d'accordo colla R. Academia;

la

questa nuova serie di volumi papirologici assegna un posto fra

sue pubbli-

cazioni academiche,

La

commettendone

raccolta papirologica sar annessa,

logico-epigrafica intitolata:

Monumenti

due suoi soci prelati

ai

come supplemento

le varie

quale a

la direzione.

filologico-storico, alla raccolta archeo-

antichi jnibblicati per cura della R.

Academia

dei Lincei; sar

per distinta da quella col titolo speciale: Papiri greco-egizii pubblicati dalla R. Acad. d. Lincei
sotto la direzione di D. Comparetti e G. Vitelli: con quella avr comune il formato, la carta e quanto
altro tipograficamente, per la special natura della raccolta,

non abbia ad esser diverso; come

quella,

avr tavole di riproduzione fotografica ed anche all'uopo zincotipie in pagina.


I volumi di questa serie saran pubblicati senza termine fisso intieri o a puntate o fascicoli.
La mole dei volumi sar determinata per ciascun caso dai direttori. Ogni volume sar fornito di
copiosi indici.

La stampa
risiedono

sar eseguita, per cura della R. Academia, in Firenze ove trovansi

due academici

direttori, presso dei quali trovasi pure tutto

il

papiri, ove

materiale bibliografico

stampa di questa specie di monumenti.


I volumi non conterranno che papiri greco-egizi od eventualmente latino-egizi con notizie ed
illustrazioni succinte. I papiri potranno essere a talento dei direttori aggruppati e divisi nei volumi
secondo l'epoca (Tolemaica, Romana, Bizantina) o secondo la categoria (documentali, letterari,
e tipografico necessario per la illustrazione e per la

epistolari etc).

Saranno esclusi da questa serie i papiri copti, arabi o d'altra lingua non classica, i quali, se
in numero considerevole, potranno essere pubblicati da competenti in volumi speciali fuori di serie,
oppure nei volumi degli Atti academici.
Per la compilazione dei volumi sar in facolt dei direttori di accettare o anche di sollecitare
la collaborazione di altri studiosi italiani il cui nome figurer in fronte al volume alla cui pubblicazione abbiano atteso.

Le
si

sottoscrizioni ai Papiri

ricevono dall'Editore

Greco-Egizi pubblicati dalla R. Accademia dei Lincei

ULRICO HOEPLI
Firenze, 1911

in Milano.

Tip. Galletti e Cocci.

IIKKmNINIASA

<50UI{IKriNI)KN/A

120

AI'I'IANOM

APPI.VNOS

170.

.i:ii(((>v

/J((c(,<()

hai

((X/.OI-

p((i

1(1

7 01'

(IV

aoi

L^vyi (?)

icv((\.i\hii-

f-y\(>((\(j,

HTt-/^tlp((\':

xt(\i\

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,"UlxC"

XKV VV

(del.)

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ovi

KcTTi-iHfJia iva

ao(

(l

xC"(0'<"i"'-[>^"]

ovUii^iro'

iixv

71000)

''

nu-

iT^C-t

(cfii-Atiii-

uctXXov lUV avYX((ioit()oir

fi"

(irlOVg)

Hqu'h['o]

10

o)C

f/(]>^

.'/

fitOOQI,

(ff)"

(-yi-utAquuc

indirizzo esterno

HQWYHVd
(fQ"

1.

3.

r[Jp[o|Cw7i?
e nel n." 167

r
1.

4.

[T](>[t]

il

?>;'(

ma

le

i')f-(((^X(f~

apparenze non corrispondono

composto

invece CvyoravQce.

].

(3.

Forse

ti'((

ufj

(og

ToioviM aoi ^orjaiofxsf^d. acci

a trattarti come

come buondanulla

tale cio

Altro fra od e x fu scritto e poi cancellato.

stato scritto di rimandare

subito, che
di

1.

scritto

(tre?) gioghi e fino

non abbiamo a trattarti per

minor momento quanto pi

Come

nella

tt;

cfr.

tale (quale

ci farete per le pi

massima parte

con un solo

7.

ov^aucfojf ^=

or(f(cfx(i'i'

ma

Introd.

in ragione inversa

ad ora
ti

non

come

mandasti;

li

in altri

p.

61),

omesso

importanti!

il

Appiano

infatti di regola la

Papiri

t'inr-iiliiii.

di

mandarli ora

dell'importanza delle cose;

ma

Il

(il

cui

nome

ragionamento

sempre
dell'ul-

negligenza non cresce in ragion

qui Appiano esprime

maggiore

cose neglette da Heronino o da quei del suo ufficio; notisi la mescolanza

come

di

'

solito saluto finale.

tento e la sua sfiducia che tanto maggiore dovr essere quanto

cos parlando di s

Gi altra volta

'
:

fai

esempi.

mostri negligente) che se voi trascurate cose

delle lettere assai imperiose di questo

tima frase appare zoppicante perch male espresso


diretta

o negli-

gente.

In data del 2 Agosto 255, scrive Appiano ad Heronino front, di Tlieadelta


ti

non abbiamo

di

sia

l'

il

suo malcon-

importanza

delle

plurale e di singolare

Heronino.
17

126

PAPIRI EPISTOLARI

171.

Amarov

JJ(aQa)

Ev^foC XaiiovitQ
YQCijinca

uTToai tiXtnt

((

HQ (PiXoufota
rrf-vn-

lfi

xa

f.i()v

xi^ri^

avaxonir^r

i-ic

(j((Xfi

(c/.?.f(

xai

(TV

HQwreiroc avunhfUpor
TOV nctQcc

i-x

aoia^' ff

(Tot

// nuviuc v

av-

rr^

oior naQadoth^Goiiera

10

Et'aifiovi naQa/.riJ.imri

yuQ

7TQ0

loaovtMV

{xai cancellato)

i^fAtgarr

TOVZO

axovffag

hvOa

t r^nfXrjaag

Hoon'firu) (fQ"

QtadtXifiuQ

xai Eimpccio (fQ~ EvijfUQiag

15

i-OQUa!)((i

i-vyn' dia

(Tf^

AffxX^TTlov?

y" {sTovg) (fao)gi xi-~

i.

Filoteride era front. Palas con cui

rapporti

come vediamo

non

nel n." 174. Qui per

nominato n detto che


mandati a

Appiano avea

7.

I.

<rv

giumenti debbano esser

avyy.ouirj\ la

raunata delle
al

ricevitore

Evhemeria:

Appena

'

Appiano ad Heronino

da tanti giorni hai intesa ed

le

lettera

essere

in

lenti
il

lo

omesso da Appiano,

pi

qui se-

il

a cui propriamente

nome

al

mandata

solo

la

del portatore Asclepiade

let-

(?)

di

al

manda

di

quel che tu hai

caso hai poi trascurata

mandata ad Heronino

Evhemeria mandando a

numero

(Wilcken 0. 0.

I.

lui

al

ricevitore

a Theadelfia che la

un

Eudaemon. Fu

ufficiale ricevitore o riscotitore

584, v.

Herwerden

Le.r. f/r.

s.

v.),

im-

Eudemone, cosa che tu

gi

trattiene e

qualche giumento con

al ricevitore

ma

(di

lenti) sei

artabe;

'.

sei

dei giumenti col (Corrispondente carico di imiti

devono esser consegnate

titolo di

front, di Theadelfia e ad Ireneo front,

ricevuta questa mia lettera mandate a Filoteride cinque giumenti per la

mancabilmente dovendo dentro domani farsene consegna

ove

(ff)

tera; segue

cui

di

rimessa della lente, ed anche tu, Heronino,

il

per

cui per la lezione incerta.

In (lata del 22 Ottobre 255 scrive

fino a 5

nominativo dichiarativo del

invece del vocativo.

Heronino

lenti del-

appresso.

ad Ireneo

il

gnato insolitamente dopo T indirizzo e rivolto

(cyfcxofiiTjt' (cfr.

La

in altre lettere,

16. Il saluto,

1.

lui.

r ultimo raccolto, da rimettere

di

Como

d'imposte

ne comunica

artabe

di lente:

ed inoltra

il

il

contenuto

Ireneo completa

tutto a Filoteride,

gi pensato che nagaXi^inmrfi possa


in

derrate

come

grano, orzo, fieno

idea che potrebbe applicarsi anche qui

ier

le

lauto

liMili,

iiili'inli'isi

[liu

ili

consoi^n.i

si

<-liit

un

t.i'iLtt.a

;i(i|ui,siloi"()

la

(|iiiilc

chi'

si

usa parlando

rilascor

il

<>

assai (oinnno; (|uanl'all.n di

214,

271)),

la

lapidila

tssor fatta

roii

riiidoiiiani

mente non da Alessandria


o

iiiei,dio

di

ipii

a.

Sul
II."

5)

p.

mi

nonu:

da

i|iialrlic

b'iloti'iide

si

della

pi

dov(!va esser percorsa

e scritto

28

di

cui

il

abbiamo

(\ed.

da;,di

asini

Appiano datato

ricorso ad

(hd.to a

")

p.

dove

hi

dell'

IJHHato

da osHcrvarf

<

ninno alla

sfrrivesse

Ini lod. p.

fll

gli

ordini,

lellH

la

lI^

iru

ISK,

iriiitOHt<

l'M
.

consfjgna do-

Appiano, non sappiamo; certai,

ni.i

prof)al)ilrnfnt<! (la

La distanza da Tlieadellia ad

in

nwi

KudaoMioii

IH'**,

(n.'

ri<;vitoriu

i^ionio

il

nome

Il

vocah'>l<*

i{ijol

:ii({/itn)i>jn

<:li?

<:orris|iondMi;*i

vogliono eseguiti

si

Tlioadellia.

;i

e'

questa

Aly|i)o,

di

scritta,

prossima

ll;,'nraiio

lasnicltono o

lettera

hhku iliibiMa. putoiKlo

\v\va\- {,in(j,^i,i(it(\.

in

iiii|o.sl.i'

do\(' era. stato (seu'<'la

|(ir,i|it

ricti)
t

fili

TJ?

coni lalto di aciiuiHto alibia

pai^'aiiniih d'

(|iit'sl(t

i'

n]^ .u({}i<ki]iilihms\ o

y{ti(fiit.

di

oohu

In

l'i<r<i

jsono tnlti addclli airanuniiiistrazionc

Not.ovolt-

vendo

):<iiis(i^ii;i.

o licrvfiitf Im

dopn

V(>rlio

uhm

m-i-iavom

iii:iininiana

<;<)i{uisroNiii:N/A

l'ors*;

ArsJDoe

Kvlitni!ria o

meno.

del 2" di Valeriano-(iallieno, pnljlilicatf in

l'I-',

I.

Introduzione.

172.

JJiuQu) Atiuc'ov

Ern-i x(ci

t
5

o(

loi'c

x((i

(CTO ^((Uq}

Evrj-

((710

ftQiuc (cvt/.iHiv
a'fQXf-(T!/o)a(cr

liitoXi-v

yceo

at<foc i(ov

(loi

[O](ff-/,hog OTi

10

VOI r^Sr^

i-xf^i-

fTOiiioi

(xviX]Xvi>aaiv

EiQr^Ycau (fQO~~

'

{nove) TV^i l

indirizzo esterno

EiQijfiuwi (fQo~

In data del 9 Gennaio 256 scrive


di

mi ha

di

front,

lettera,

Evhemeria:

bench indirizzata ad Ireneo,

sue carte, comunicandone

il

contenuto ad Ireneo.

accordo, per l'esecuzione degli ordini

di

fu

Come

Evhemeria

di

fatto sapere che coloro son gi venuti e son pronti

Anche questa
le

Appiano ad Ireneo

Sathro son venuti, debbono anche venire quei

Ofellio

Evr^id-'

'
:

Dacch pur quei

vengano! poich mio

fratello

'.

mandata ad Heronino che


nella lettera antecedente,

Appiano, fra Heronino ed Ireneo. Quei

di

la

tenne fra

doveva esservi

Sathro che diconsi


128

PAPIRI EPIST01>AR]

Appiano

gi venuti, sono della trontis di Heronirio (detta da

mente) e

quelli

Tlieadelfia, Sathro,

che han da venire da Evhemeria sono della frontis

Thraso promiscua-

Ireneo. Trattasi probabilmente

di

di

lavoranti agricoli che da varie parti devono raccogliersi nel luogo ove trovasi Ofellio (certamente

lo

stesso di cui abbiamo una lettera ad Heronino,

in

altra localit pi prossima a Theadelfia o Satliro. o viceversa.

mentre Appiano trovasi

218), forse in Arsinoe,

173.

fliaoa) Atticcvov

xt^Qiog

TIqihoc o

vioc

iiov

na-

a'SioXoyan uiog (-x^iu

ona-

VTTi^QiGiur xai

(Tar

Qta STrni^f-ia xai t-Xya-

la aXka

xiov xai c(orii(( xai

narra

xai

Qi]G^

iva

u'kk

Seviav

t^v

t^iTO xai

TI

ti

/lagiv-

[loi

i-

aXko tvdix^tai

ec^

i(.

UqUVIVO) (fQ~

0tudi-X(fiag
y" (iTOvg) rv^i i^

1.

8.

c(oAo;'wrrof detto

Primo perch

'ff//Mw',

com'era

col

suo padre.
1.

7.

tv((

juuQTvotjar].

fj.01

attesti

I.

Volendo intendere

buon trattamento da

il

vrebbe aspettare piuttosto

aoi

te

,o^
il

Ma

li

'

si

pivi

do-

1.

10.

onde attesti per

me

di

cio

figlio

Appiano,

di

cui

di

me

sappiamo;

il

suo

sappiamo che era stato esegeta

nome

pu essere ravvicinata a

preceduto da genitivo,

(luello

omesso

nelle

di sigla

firma e pu essere integrata

di

come

meno probabilmente come

Theadelfia:

'

vini convenienti e porcellino

in

Alessandria

(v.

11

del

Primo

di

padre. Pi breve e pi altiera,

quella di Alypio che sotto

il

n."

127.

distintissimo

e pani

fini

convenga

'.

Introd. p. 61), figura qui

dell'esser suo e di questo suo figlio

romano, come

mio.

pu anche stare, bench

(dell'esser mio) e cosi pure abbiasi alloggio e se altro gli

come un grande personaggio, superbo

figlio

at]fxH(f/i]f].

Primo abbiasi completo trattamento,

quant' altro da attestare

mostri

vediamo qui ima specie

f(c'C"^''*"') ^(f) f(%'',"f)

data del 12 (Gennaio 256 scrive Appiano ad lieronino front,

signore mio

rjxui

si

In luogo del saluto finale, per lo pi

che tien luogo

dovremo
'

ovvio sarebbe

lettere di Appiano,

Appiano,

nobile suo tiglio

sia trattato in proporzione di questo e cos

intendere queste parole

'

ejrle/fTm certa lezione e

9.

perch mi

ricevuto

che

superbo del suo grado, vuole che

'

trattamento che riceve,

cui

nuli' altro

questa lettera

Probabilmente Primo andava a

tuli

TIluiultllhi
|iosci,

t('i;i

pei

Ir.i

^^imiifiil,!

'

il

SI

itM'Mva

padre,

silo

cnl.i

lieiicli

i|ii;iiil';iltio

o sojinitiilhi

Alyi'id clic e (iclln sluHSd

(li

Alypio
di

llciro

il

S('^,'iiit(p

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aiiii<>

iKHi

dic;i

Ile

'

iit-r

siui

l;i

AIM'IANOH

i';n,(ti(ii((

hagiio iiMo, poicln-

stBHHo iriHHe o

dolli.

scope d' ispo/iniic

iiiiesti

(lURIsruNhKNZA lli:il<iNIMy\NA

di

\2'<t

i/r/V^ <lovnt.ttio

ora

Holi

in

uHHor <:omprfi

(icnujiio, roiiu-

iit'll;i

let-

10 j^iorni jxmtorioro a queta.

piid pensarsi rlic altn-flantf) facoHHO l'rirtio uiW'uU-rf^t^-

iiiilla.

174.

nUxQa)] Aniarnv

Anolkvoor

f-i>:

ll(().u

ut] 7r(> uvi.u []j'[l-

/(!)/

}r

(d'I 01'

7T((i^]

irjc]

uv

oyor

YQUui^iattt

naoakr]i.nlJ(i}C

oivo]'

xtu(e\nia f]f

HiHivtrw (fQ^

1(1

^at/oo y"

In data del 30 Gennaio 255 scrive

(eroifc)

misure

uno
sono dubbie

di

vino

(inali

front,

5,

nota.

Sathro

'
:

Rilascia

dar conto e ritirando da

La

lezione della

lin.

9 certa in tutto

lui

solo le ultime

certamente seguiva qualche parola nella linea seguente, forse f xa

l'uso di xsQania invece del solito hoyxwqu che poi equivalente,


1.

di

Palas

ricevuta,

'

dei soliti nolvaiia.


;

iifX^'Q ^'

Appiano ad Heronino

front, di Filoteride per le spese di sua azienda, delle


.

sei (?)

xn

xa

come sopra abbiam

due lettere
?

Notevole

visto, n."

128

PAPIRI EPISTOLARI

130

1^

Il[uo(t)

*^

y1~r(((()v

II uni jooTTO dSovii

kor

i-rTf^nr^diov

caliceli.)

ir fi

iVQi-tt-

cariceli.)

{(

s'o

jT/.noiog

x((i

{ic

IlToXffiaioc ()q-

x/[j^l/j

noi'

f-^fqiriC xiaticyi-r

f-.Ti-i

i(i>y

TT^dioc

/(;(Joi'i'/

f-xn

^iiii

((?./.((

f-rrf-i-

Kcr fifVTOi (cyoQaaiog

<ic,

111

uno

r^koi

11

rag it-

XTOVOg JOQU(Jx/^ XUl TU


fif-TQu

rr

^l

a,

te

((

uvi[o\v tur

i caliceli.)

>-

&i(g Oli

\-,

e;

XOTTHg

7Tu[Qu]'li/.(n

Kcv

xuiuyvoaO^g

rt

uviov uiiioc

[<sv'l\

t-7Tf(Tl(t[k]u

yHVfj
7Ti-(Ji

t\ovio

[i-v'

ii-xiovu

io[r]

yf^n^r

XUl IO x((or\ov]

i'ric

?? uv-

i\c (e[r\uxo\iu\(ri'hi xui

20

tTTi-i

lu orili xuin/.tu

f-axoQTTKTuiif-y

{-rri-i

lug

tn^

sic

ffitvaug xTi^rri jqovti-

ug ng

i-oyu uviov

2')

i^'/.ii[a\or

caliceli.)

{vTTo

i((

ovvxo}urig

l^g

II

01

vnoXoirru

TTOotxopi-r

vnov lu tQyu iru io

iHouoriui
i

1.

Su questa Ptolemais Honnou

6.

Fay.

ctr.

ur (/.</ oi'(Ti

Tubt. P.

VI sg. Grenfell collocherebbe

T.

(Tvi

Il,

questa

f-ig

400,

1.

10. ir,hii

piuttosto

a
1.

16.

1.

1.

14

ni[(>t(]ifi].ni,

tfrjh'HJoi',

la collocava

come regolarmente

<J'i?Aot>

scritto

128,6.

iinu-

1.

dotto
^

di

poi

itiTKnfK

cui

si

(i.

2H)

(1.

32) vedosi

che

pro-

il

tratta sono le uve.

insieme

Kiv Tfxrora.

..

lia

al

carro,

mandato

il

fatto

venire da

Fi-

legnaiolo per farne

altri.
,,

Tfrouoi'iia,

,,

fittrir

da quel che segue

18. yfi'ip'.

loteride

24 e 33.

n.

<I>t/.ini i-oi-

ir^r

Petrie.

erroneamente per

Forse 'atUcmov o aiofov. vuol dire

cfr.

il

ir

kome

ad lUahVin, luogo molto distante da Tlieadelfia. Pi

prossimo .sarebbe Talt ove

carri

squadriglia

di

giumenti da tirare

con carico pesante.

da Filoteride, dove avea


altre lettere.

Una ne avea

posse.ssi, corno

in (|uattro

fatta venire

vediamo

dalle

lIKUDMMANA

OOUIUSl'ONItKN/wV

811

</o(ittr

HIV (xaXu

tXviti

/(.

y)i^

Hterno

IIqUIVUVC)

xntKiior. solili

;{(i.

1.

moslo;

pel

(<

{\'\-,

xin'tfu

(1

n."

com

MI. t/ntiu(i\

dol coiifiriuntivo,

.solila

co.s

invoco

(|iii

*'''*'

dovr inteiuioro

o Io

loio V(>tnUa

uomini

ci va

<>

donno,

vendommia
82. Col

"

'

elio

abbiano

(il

dovono recarsi

punzione prima

che

;'f'ffs-

antichi esomiti di

va.seiiamo) alla

risillabo;

ma

di

t^c

(^

la

In (lata del

trovare un altro asse a

I'

pei prodotti (delle uve)

(i

tini

raunata

(del riporre

a quattro

il

Questa lettera dettata


pendente, per irregolarit
in

li

alla

di

abbiano

ma

macchine idrauliche: nella seconda

venuta

stagione dei vari raccolti

in

Egitto;

camelli, dei cereali gi raccolti, e

sporto dei grandi

donne

si
(1.

mese,

cfr.

n."

fittili

i)er

la

si

18-1-*.

si

lavoro me-

oA Appiano vuol

ii-r,y(d

pii

di

Theadeltia:

pel possesso di

'

Fate

di

tutto per

Ptolemais Hormu,

che sia a modo, e se sia acquistato


sia tagliato sul

colpa cadr su

la

nostro

di te.
e,

Ho

me
gi

poich

le restanti

opere

se le opere vostre sono avanzate tanto

(i

vendemmiatori); poich, quante ne hanno

'.

si

e scritta

parla una volta al

(1.

sbadatamente da un suo

pluralf^

tratta di

frasi,

di-

riesce alquanto

{(-vofif),

ad Heronino

ad Heronino solo. Appiano, che figura come

23) qui particolarmente

si

occupa del suo possesso

un lungo asse da provvedere, probabilmente per

17 sgg.), dei provvedimenti pYesi e da prendere per la rac-

trasporto delle uve e pei preparativi per la

la fine del

[E^ovai) le

al

s. v.).

Filoteride aljbiano a venire pel trasporto dei vasi

al singolare

(fooriti-g

le

verso

di

alla loro

sempre

poi

Ptolemais Hormu. Nella prima parte

il

lavoranti venivano

linguaggio e manchevolezza nella struttura delle

aziende o

in varie

ma

buona dal romano Appiano

in

colta e

qui che

;'-

per esem-

Ilerwerden, Lex.

(v.

carro acci sian subito trasportati,

il

fammi sapere

raccolto),

(|ualche punto. In principio

cio e quei del suo ufficio,

avente possessi

Abydos

niiT^ym abbiani

aziende che non hanno giumenti per

le

insieme a quel

di asini

per la vendemmia) che

oscura per noi

iscr. di

quanto misuri, che se poi

donne portauva? or tu fammelo sapere

delle

uomini

questo sarai biasimato

in

camelli che abbiamo furono sparpagliati fra

tiri

di

sapere quante ne hanno.

spezzato,

si

legnaiolo ed

il

per qiieHto

dando un nom

dei casi obliiph

anche

nando seco

misuri dieci cubiti o anche

ne darai ragguaglio ben sapendo che se

che due

una

in

l)io

18)

(1.

dichiarerai da qual legnaiolo fu acquistato e

loro della

demmia

iiit(,'r-

poich a un tratto quello che aveano col

mandato

prevalso

noto che

Antico l'uso d'impiegar donne nella ven-

yan) sopra

modo che

V.

iiaxu.

Luglio 255 Appiano scrive ad Heronino front,

(5

pa-

(|uali inter-

parola che segue esclude atatto


di

com

uno scrittore

dettatura.

ha

greco odierno

tema

Vediamo

pi.

Hi)ropOHti di

Non

il

l'interrogativo elio va se-

possa ossero Tace.

nxf

nome

quindi

in

due

dstinjj;uorsi

prima dolio

doclinat.o

;'''//

pire ci che scriveva dietro


nel volgare

vendono a

(<AA(<

riconoHCTo

di

ntyijyiic,

probabilmente non greco che neppur pensava a ra-

lavoranti,

vi^noti per la

ai

abbiamo

<im

voce

la

hi-

pi-l

crittiira per yiifc o yvyaxta.

una erronea

mancano

doi

Invece

uve' impone

portatrici di

yfi'ta:

^'/<')rt/l'

rt/V//;-'c.

ysi'uc: oii'i^yui;.

,,

'

la tVa.so.

intoso, parnii,

rogativa, Taltia rit'orontesi a questa

invoco

i'f'/.!h>vni

duo parole

.|nowto

gnilliwito,

concordare,

noti <;HHorido poHHibilo

rioiniiiafo,

ivi.

con^iiHitivo

tlol

<-)K<l)l).iftl(^

pijriarc

ila

frange nialainoiito

frasi ajJTgiunto di sbalzo, la

gnato dopo

If

o lo oporazioni vinarie.

poi coir

;'<<()

nota

|;i

iiulicalivo

l'

uve

Ir

\t('i-

l.'l', (>

r iniponitivo fx^'""^'"'
Si

1.

tini

t<).).((

(^Xiitoin

filli

iii(ilri/,/,o

1.

xufttiinv

(c.n,\\(U>\\.)

ymt>: ninjui;

i:n

ATI'IANCJM

va terminando

pensa

alla

iQvyil.

la

questa

infatti

raunata {avyxoiadi].

vendemmia

e al fare

il

(primi di Luglio) la
1.

2-j).

per mezzo di

vino, che dovr aver luogo

Forti carri tirati da (juattro giumenti dovran servire pel tra-

pigiatura delle uve e pel mosto.

132

PAPIRI EPISTOLARI

176.

x-TT-^.^^-y^

--, .-

Aniuvov

Il{uQCi)

Kav

zr^/iTT?^

o(ftt/.n

(fi)f-iu

ro)v in'UTTi-(iTTeiv

xm

YQ((fifj.a-

r^Xovv

due iiroc u f

ri uvf-m-fxf !h^

ne avu-

zo fi(ju/vr((ior

uvintulpac ovx

roaavra

i^v

oq-

Tt xft avOauTTOV xui ovov xu-

U^/ >-r>^ W/^^ '^^^ -'/r/^r

TaQyi]U drici ia iKTrruQu xfQ-

TvXXut (TVXUQIOW
ifttlVtTO

1()

(TaTTOOV

hX l^C

f-

lOV

H't-

(TV-

xov xuxiuc. xai S^QotVf

Tog xai ilprfi


l([Xf?M(

f((C

1]

tov

TTf-Ol

x^'K'^"^'

/(tv TOV-

sic

Titv

7TQ0C

15

QUtg
x)-

x/i^aoiur

XM

UVTOVC
i-

TTOTi-

akXov

oXiyo)v

XoyaQior
T^C

an-TTf^ilpi-

sic

TfQOi ut lov
ipai

J)

,f-

dvvuai/ai un(fo-

x(((

si-j

El'^fie-

fi OC

iir^vvaai'TfC

H(jo)rf-ivo)

(f()~

y" (i-iovg)

i-ni-i(f

((ranf-ft-

f-tc

lo)

-i

indirizzo esterno

HqwHV) (fQ"

).

H.

noti

xtQxv'A'.i(i,

conosco altro esempio

di (juesta

voce

1.

che qui parrebbe dover significare corbelli da contenere

fichi

noi in casi
al

quattro pu significare,

tali,

vile valore di questi

neta x(\tuu
tesimini

'

(xf(iiit(n'<k>.Kc)

fichi

come

sprezzantemente.

<h!>t]c.

sete,

come pur da

soltanto pochi; pu anche pensarsi

12.

non
1.

14.

dico del suolo arido o della pianta che

si

aspetta cio
f)

h}yu(tiir.

mo-

di

quattro

i-pp-

chiedendo loro conto

'

1.

U).

Ixtitre

f('c

TM

ijui

applicato

if\.

un contkino ossia
uno

di

ai

tclii

ci?(>o'rv?.

minaccia con diminutivo ironico,

e quindi a piccola

dicesse

pioggia;

una ripetizione pi enfatica

elio

i^]ai)nei

la

ha

di

di ([uesti

all'altro.

andare
fatti.

a redarguirli

<;"i{|msim)nii;n/.a

In
clid

siii

nie/./.o

hi

IS

ilei

il.il.'i

Liii^liu

Hcrivi'

Ap|)l;ili>

quel clic In

ai'I'1an<jm

iJiMunilio

ni

insieme

iiim spedisce, (|ev'et,'li s|)e(lii|ji

flif

(^>^;l

Jf)(5

iikuoniniana

tale e tanta

inainliiti)

asino avessero a indni^iaisi per essa,

\h>\-

(|ii;itl,id

tanto cattivi e asciutti e assetati

mostrare ipiunto mal tenuta

cose laremo un

un altr'iiomo
r

uno

all'altro

ni

clii;

i,'ioriio

poca roba

cnii

prende nn

se

la

di

piccola cosa,

ha dato

l'iijdri

('/)

di

ll<-,hi

sia

guanti! d

(quella

Uomo

ohe un

la

ed Uh

eran que'lir.hi
hu

t<UTa; ina

<iue8t4'

ha mandato

anche quel

di Kvherneritt ini

hen potrnste amliediie spedire

a ine/./o di

un solo uomo, dandovi cenno

(ooliti

con

pielhi gente,

clic

mostra

lleroiiiiio

'gii

r\u-

la

striii^'atez/a

non ne

abbia, fatto ([Ucsta

del

sempre burbero Appiano,

responsabile; iiu

spedizione senza

la

a,

lui

l'ei

cattivi fichi,

stessa cagiou

due

si

Fiorentini.

di

di

la

non

solita e regolare lettera di avviso; e pili

maggior conto: e poich

dolersi, egli spinge;

ei

dispiace che H(5ronino, trattandosi

dispiace clic per cos poca e ainlic cattiva cosa siasi sprecata l'opera di un

gli

spedizioni

coiliellucci

<'-08U MJ H[>0(li.''

liJd

di

nn asino sottraendoli ad impieghi


gli

oohi

im

l'ur piccola

'

'.

Curiosa lettera

ancora

un po'

d;i

iieii

<loV(;)^

'Il

lettera iho indichi che

:i

hai

ili

i||i;t)

liiMii

l'pMil,,

ini

il

l'^-'

l'altro

hisiiieria fino

suo agente Ireneo

di

uomo

e di

Evhemeria

ad esigere che per siffatte piccole

mettan d'accordo incaricandone un solo uomo!

^^

PAPIRI EPISTOLARI

134

177.

*.

niaqa) Aniavov

Kca

TTQo

rjmmv

nifaiei-

Xa ira aQiiia xuXa


arli al

x(ci

Tronfi-

avanf-filpri-

lai jtfir xi ovx t7T{oi)l]aasic

Tf xai

'i

avnvxor

r.-<-^"""

5;>,'

^1

'

'^

^(xXQa

n''

i-air

''p^'^

i-X'^^'^

i^~

or^Xati

io)i

ta avr avio)

(-vfi-

TSiXaiiJiv tnti oh oia ori


l(t

xai avnyxi^g xai vnoivriy(_o^t,nai

at-oc

ia lovio

sic

xui vvr vi^uir tntGttiXa


sic

ntQi toviov

15

Xayot-

x((i

uv f

XQ^^"

o nvx

av oXiyov

ont-

f-cfrtv

io

nuQlov

(HjnXtrai liaXtir aionov


sic

yao iGiiv avTovg onufTOai


ro

naai avrovg

y[orT]ag
20

avi or

oi

x4'^/^oj'o'<

l'aiooi

XovQia xai

xag

x?*'^'

ftc

rrage-

yao

xai

ng xoX-

ntQag

laiQi-

Kjo(i)a'/ai

Of m'/o-

[lai

EiQiraio) (fo~

25

Il

n<iAi

<" (fJ'H'c) a'h'Q i^~ xt

iikuoniniana

i;(jUKisroNiti:N/A

I.

H.

I'uhiiuio

lt<)X{iit,

imi 'Li li'Kiirn


1.

.Mi(,

IH.

ili

iliillf
(ji.

f2;ionii

ch',

l((p!i,

al

liiin

I'

mandai

l'acoste; anclif
iiiissione,
j)Ui'

iiil.illi

Imuiiiiiii,

ullru (iKMin|iin,

iiutiiiial
ii."

ma

ora vi

unsi

1!_'

I.

h riciivavii

I.

poi,

mando

facc^ssiM'o dei

sapendo die bisogna

al

i)assai,'gio,
i

in

panini

leprotti

di

t\\

collirii

avere dal suo agente senza spesa. L'avarizia

e su quello del
il

12,

non

|)^fs7"

fu spedita

xiiXh\nit inodl'taiiMMii.i por

inna

<ia

jiorv

ii'Ihm

noi

r(l

rroiit.

si

si

(l

il

21.

(m'x 'kiyof)

Kvli<;nieiia):

niiuplansero,

Sokras

'lo^li

\a

rlcorca

rieliiamandovi

ha

(iA la pi

voi

<;i

morite,

|)er

(;omprarli

non

questo
poco;

cosa ohe non da

liisof^no,
il

'

diedi a lui la stessa coui-

comprare

il

pas^i

e per altri usi medicinali. Stai sano

si

facesse,

ma

di

di

che
*,

fra le cui carte

dovesse star pi giorni senza pane se

pani speciali

Appiano

si

vede anche

pi

tini

in

i|uel

sopratutto da

che segue sulle

colte al passo per le sue terre speculando sul loro valore

che se ne ricava. La doppia data del giorno vuol dire che


che

mail

campa^^na non molto lungi da Theadelfia. Non par verisimile

un luogo dove pane non

che non devono esser comperate

lu/iinlut,

certamente mandata ad Heronino

Ireneo o Heronino non gliene mandava. Forse trattasi

lepri

;i'l

forzandovi

medici se ne servono per

in

(il

lnpri.

ilolit

che sarebbe mia sciocchezza

Paro che Appiano stesse

"iiK nloriLu u

iiK^ontrato l'asinaio

insister*'

stesso online. Md aiidie

lo

|))r

non foKHO

clin

huoiii

avendo

lo (r= ih,

il

<:oiii|iOM/,iuriu

tl<>llu

iii(^r<)<ll<)(it,)

occhi, Monipro coiimniMMliiiI in K(fJlt^),.S'lnl)n<J<! <jum<li

ailoporavH por niniica-

si

muovi

ju. ituXh>v{>u(

an-

(luesta lettera indirizzata ad Ireneo

per che stesse

IH,

Novciiilirc 257 scrivo Aiipiiiim

cinr

icii,

se ne ricava, poich

poi rimase.

si

nnlini' clir

conviene tirar loro

Anche

li.

Colili-

<>

L'IO

luriiiiu;!.

'J-l.

OHMtMc

(|((Vo

unii MOHtanzii cIh

l'.M,

iiioiil.i*

coiiif lauto iilUd H()HlHii/.t> aniiimli

ili

ilei

il;il;i

io

ili

:t<l

lif/oar, caslnifMiiii, /.tbol.tn occ.) In toinpi

ts.

tii'lii

Ili

iinii c;on(Hi'(i

l'oisc (j^i/.id,

iiiiiin',

il

lui

liiUdi'u

iiii;i

III

iiMiiin

i|I|i'mIii

ili

aimmanoh

la

lettera,

scritta

PAPIRI EPISTOLARI

136

178.

r* ^^"^'^

n{aQu) Aniccvov

JtvTf-QoxvjMv oaov

vvarov ani t-mir ttqovorjffor

uno

xca

irfi

ano

&i-aiX(fiui xat
(I>i/.aY[Q]io^

xai

ano

tuv f-yyvg xmiiov

xai

ano

Ev^i^tf-oiag

>.^

{iovg) e"

.!5L*

navri lf

?^*pc>e>r^</'l?
1(1

HoMHro) <jQ~
indirizzo esterno

HQOriVi (/()'

Qgaao}

iikkonimana

(;()|{1{|hi'oni)i:n/a

*J.

i)(i'.(iij^|i(i)r,

il

'ci'xdo

h)^iiI1('mLii

vti'd

H(>

imii

imi.

jpi'i

una

cDiiiitOHto di

<'it'

in

lHiliii(>n/.a
talli a

111

'

oi/.i)

M ailn Mirouli

da sparK'M'Hl

spio^'a porciit- se
cui

dal

ril

in

u^i'li'olo do(tt'

dell' alt

tiri

lai'cnlt.o,

|uan(ita

li'

Fai (pianto \wv to


villajj;i,M,

ii\ii)

t*

(Jiiii,Mi(i

si

s(>

dniiiaiidiiio

(*

ih

i>

di

Amo

11.

I.

pu pfovvisiono

da Kvhemeria

di

rano

lutlndo

i'ayiii,

h del

\h

dello

cominciavano od

orari

itniiiinontl

mia

hIohmo

l'uron rii)08to dorrate.

presa fra

le

iloroniiin fruiit.

ilentcrocliiitt' ,c<>s

da

'

datata del

l-'ti

noU

ni

fanean

ivi);

luoiita

moHO, quando

lo

per cominciaro.

nominata nolle

Aiifiiano. Kila^rido tlf^iira noi n." 12r

ovo

lesto

ri."

jiHpottereliho Kilotorido elio, con Tliea-

/'^<;'[t<jt)'c.M

di

in <|uoNto tunipo, coiii6

Alypio,

lottrira di

<lall>i

dolila od Kvliemoria, h sposso

spiej^a pure pei-fln

258 scrivo Appiano ad

luo^o appunto

iiveiiii

Appiano

t'osto

ik-I

i|iii'll(

Le

di

i:'.

liiepurativl pr enHo Ivod. la

ooroali di sua

ricortdii.

vodo

l'J

iilliiiio

<li>li'

iunriiHiouc

Appiano avoa posHOssi

imlotiiita

(lata

pnssimi

limici

H|nM'ial i|iialit. di 'n'-

secondo giorno dolio grandi foste

koinao

AiiKmyHJo

iiiiloviiiiii in-

tiuiipu

aiidi'i'iiio

iluviiiio oHHiM'M

rucoritisaimii raccnllc,

sysio.

[icr

la riivviciiiiiiiim al Itfii iinlu nvhijfvtid. (^iioHtc

ihvtn>i>j(vii(i
Xii)(viifi

iiiinva

\{)r{<

AI'I'IANOM

komae

<li

come luogo

Forso Filoforido (com-

circostanti

',

'l'iiraso (cos neiriritiir.

'riieadelfia,

lotter

coinf-

da

esterno):

Fila^'ridf-

'.

179.

n{aoa) Anittvov
lQuii

iQoqo

yi-Yoi^ievr^

anoXvoov oirov i/uga avo

1''

ni.

H()o)rtro)

qQo~^

(sTovg) i" qafifvo)^

In data del 28 Febbraio 263 scrive Appiano ad Heronino front,


nutrice Heraide rilascia due dicliori di vino senza a
(Questa Heraide, di cui non

abbiamo

lei

chieder nulla

altra menzione, dev'essere

era stata nutrice in casa di Appiano. L'apolysidion firmato.

(omesso

il

luogo):

'

Alla

gi

'.

una donna

di

quel contado che

PAPIRI EPISTOLARI

138

180.

J;T(aroc HoMVf-ivo)
1(0

(f

1^1 ((IO)

Eni-{i(f

;(/cfn'

ih^Gav aoi xia vvr uXXai

ouy^iiia

t-x((i(tr

i-ic

n^r iiXav

tov x"("oi' tntaruXtcc i Tf


kui'h^rui ani

tov /ita^or

fi

or nuUiai <sic!> Xan^uvtir

di

-ttoi-

>*^,'

..

xKDiai KTitv t

*^ f-i/ovg avrori
sic.

1.

4.

uk<ef, svdlitiira,

vale per la falciatura e tutte le ope-

razioni del raccolto del fieno.

ny unciale N come a

Mutila

."*'

1.

La

lezione sicura

anche

di

che

io

ti

servizio al

comudor ved. Hirschfeld

"p. cit. 129 sgg.

Alypio:

'Appiano

furori

ti

mandate

al

Amavov ha

rileva

si

dalla

Appiano

l'altra, insolita nelle lettere di

carissimo suo Heronino salute.

altre cento

faccia sapere qual' la

di

fondo e quindi mancante (lell'indirizzo e della data. L'indirizzo per

in

Pur ora

sTKHxiwua, sui coloni dei praedla (noixia) e le loro

7.

prestazioni

il

7.

intestazione che invece della solita formola tte

1.

dramme

per la falciatura del fieno.

mercede che soglion ricevere

Tu mi

hai

scritto

coloni; questa, secondo l'uso loro,

'

Duole che
fTiuixiwiia.

credere che

sia

cos

mutila questa lettera che sarebbe importante per quel^chc

Pare strano che Heronino non sappia qual'


egli

sia al principio

della

la

sua gestione per Appiano, e questo potrebbe

non so dove, da Appiano stesso.

?<i

dice degli

mercede che costoro ricevono; convien

della lettera che ignoria,mo; oppure, e ci pi probabile, che questi coloni di cui

allora mandati, di

vi

si

dirci

la

data

tratta fossero

IIKIIOMNIANA

(!(iUI(ISI'()NliKN/,A

!:

AI'ii|,|,(iNiriH

AIM)IJJ)NI()

18();

Possodutn

Th. Ivoiiuich v pubblicata nel suo volume sotto

tl;i

il

n,"

55

j..

U>0.

noXXoViog //l(>]wi7-nw no

Km

tv

j^tjV

Gol xui i tTn\G\^oXl^g aXXr^g

irj

TToXn ovn t-vtttiXu-

(wc del.) tra tur ytvi^icu

xoQoc on^Xair^g
(iviov oiYov

aXX

in^

avaTTf-fiiprjg

{sTQvg)

1.

6.

Non

biamo qui

yefjLlar^?

la ripetizione testuale delle

di tV

ad

o>g

per un costrutto tale


1.

9.

xff.Vw? erasov [lot

il

'

come sarebbe

hai di

padre!

me
'

fai

cio "

per

di

si

pu aspettare

questo

in

luogo, e che pur suggerito dalla lettera seguente,


:

solito AA

come

'

tu gi facesti altra volta

riconoscere

cile

stato bene

il

snca^fcg ?

'n.

xc'/'/ots

'

non

diff-

in quel xtduff^o)] in sne^ov poi

non

cos,

riu-

= 258

Gi mentre tu

quando venga da

lettera, rispettosa

anche

nell' indirizzo

senza sdegno, e scherzevolmente

si parli della

disobbedienza di Heronino che rimandavagli

da quella lezione

La

e nel saluto finale, assai bonaria, e sta bene che

quale non pare

n frase n costrutto ne senso.

Ap. ad Her. padre suo salute.

luest' ordine, che,

Quel che

scrittura

di

dall'apparente scrittura, un senso plausibile irrcuot

la

data del 25 Ottobre dell'anno

In

di lettura.

ab-

son qui parecchi errori

mentre stava bene

K(dy9(o, cosi R.

da cavare

K.;

vi

converr cercare, per avere, senza troppo scostarsi

scire a costruire la frase; ed infatti


e'

x~

parole scritte

dubiti della sua lettura, pur confessando di

non

(fa(t)(fi

sostituzione

Erronea piuttosto

a torto cancellato

Ka-

i-vxo/iai nazT^Q

che s'intende con-

fermare r ordine senza pur aggiungere


noliqaof.

avi or

Sicuramente

come crede

nell'altra lettera ricordata, con

xV vvy

u"

(}{:

ben supplito da R.

da correggere

/or

i-ra^ot> firn

touo)()i/i(i

2. 7i{iQi) {vioi')

f-xfic

XuVT)

10

1.

yf;f.iiaor

o'

xfvov xa!/o)g

Ima-

at

ttqo;

colle ceste

(se
eri

di

in

gli asini

vuote!

Valeriano) scrive Apollonio ad Heronino:


citt e poi

pur con altra lettera

te l'asinaio Dioskoro tu dagli

non rimandarmelo vuoto come gi me

1'

un carico

di

io ti diedi

quel vino che

hai fatta altra volta.

Stai

sano,

PAPIRI EPISTOLARI

10

181.

AnoX[Xo v^^ioc Hqu vi-i-

Jb>>^* V^?Xf'lcf^>-H^f

V'1

vw

r.'

/:/[

infunalo)

y^aiQi-iv

xa

ti-

n[

JTioktwg exoi-

<0J'[

]irl,Vai

i-ic

ie TTQoq

iTTfll-

or ov^Xax^v ^oxqu
xca

avVjX'/^i-r

(jf-

(Tot

ka-

/n^

xar rvr ovv aSeX-

l^ijv

lo

pa ovv
10

lO

yioiftor

1^1(1)

x((i

<(?.(c

TTUQa

ntQor

lOV ((i-XyOV

(-t((l

<(70

IjfiUl'

IJl-AoVQOV

iva lov nrr^Xuiov


{X/orroc
/n^
'20

TXQoc.

ai-

xdKCQY^lh^

tQQwaiHci at

ti'xoi-iir

sic

noXXoic nQax^r]C

"WF

(-v

xQ)o{yoic)

Miiiiea

ilal.i

la

HiiiU)Miii(l,iiiii

(wson*,
fili

(li

;i

iiiiiiitlai

l'asinaio venga da
lariina

ad

ricliiodo

lotter

sia

lleroniiio,

Ir

(li

non abbia

iin[)('(lis(H,'

di

lino a!

hi

appunto

(piestt!

mi

il

turiir

Stai sano per

neiitio;

ipii

pai(la.

Stnniira

lloronino avia avuto

le

sue buone ragioni por cos fan;,

corno vediamo anche noi

un intoUorabile
denza

fra

partenga

/'((;?!>

/iody:hj>:

(pii

|)er

costui o

Cerchia

Fiorentini.

di

anni

(V-iiri

gli

pnjl'ondorsi,

riinandasso

an/ich

poro
i

xi'ufioi.'
volt<i

clic

suoi

che

asinai

pi onfatico saluto tinaie, nel (juale per

gli

lois:.

'.

La.
(v.

Pilo (jarsi
in

(pjolla si

in

177,

l'.ili

(pj;Hta

ricordano

mani vuote; e

titoli

avvenne

inoii/ione dell'asinaio Solcras, che figura


n."

che

come anche Apollonio avr avuto


in

odi

pronto

lloronino HpoHSf) e volentijri

rimproveri,

pt;r

Appiano. IhMdiiino e Ihmioo


alla

iiiolli

disoMiodionzo d'altra

le

ricliiostt-

non mostrarsene otloso o

rittii

nostro l'eluro acci qiiurnio

lr;it}|

un carro,

l'orso

le

pi>r

ila!

(lolla

iivorln ri<;vut<, oni pero, IraUillo,

acri/a

|in;iiiliiH-

trattasse alla loggeia

di

U;

lioronino Huluto.

preciso so;,'|^otto dcilla jottora, dio cma sia questa cu;

iioinc

eui

di

allid

inliit,'iursi.

anleiiore air^iiil.iiedrnte e ehe

(xXoit) siano

i;<jiiHU(!t'

iiii

ni

AI'nlJ.uNIOH

ApullniiK .iiroiiurovoliaMiiin^

'

'^;j^i

rd alleile

loiiosccit!

rhr

inli' iiil.osla/KUMt:

\nlic rasiiiait Siikias n

dii.'

|iivs.so

le.

<

lenii.,

il

-la

le

avorio inolilo

1-a

iinlin/./n

enea

Ir
a

l'

MI'.UdNlNlANA

tJOUIIIHI'MNDIiN/.A

indm-e a pensare

elio

frasi
d'

cort^
lo

suo

ossequiose,

inciampare

in

nella corris|)on-

questo Apollonio ap-

A[)piano.

l$t

PAPIRI EPISTOLARI

142

HARPALOS
182.

^r*,-?^

n{uQa) QTTaXov

Toig lavQtxoig
toig anoGiaXfiGt,

ano

/tiorvaiaog

naQaaxt-g

iccc

avvr^l^eiQ

iQO-

(fag 2"

m.

HgwrHro)

fy^t<^U^^^I'
-

:'

V? i/

(-QQUaO^ai

<fQ

OOHUIHI'oNDIvN/A IIKUONIMANA

In
ti

drl

iulii

Hotio stati

ls Aprii*) 204

inandati

A hioiiysiadn
llarpalo

mi,

(ini

hioiiysiailo luniisci

<lii

l'iDiit.

Yiti<iiii((in''<

llurpiilo mi

siti'ivf

toi^

IIoik.ii

(lipnidi-iitc

AAviinv.

x{;iitnitv

IIAKl'AI,').-

aliinniiti.

Alypio o

il.-i

loltora

la

'\'v.

I4''i

iroiiL (jiiihhmo

ll<>rotiiiii)

soliti

Stai Haiio

luut{o):

'

Ai buoi

cli^

ijUf>Ht'<)r<linn
(li

il

proviene pur

Alypio;

<l;i

NirinoH n." 215.

is:^

1(11

a\o(

<f

{iklteldl

uc.

l^c

-/^(((QUi

t:iKri K/.i-v

dia x((in\ionioc.
.

indirizzo esterno

Piccolo

frammento

di

da Harpalo, dietro ordine

Fra

di (forse

clie

il

...

la lettura di -oc e di -ov.


la lettera

ov

annunziava ad Heronino una spedizione

fattagli

di

Alypio) con n." .... camelli

mittenti di queste lettere non

deir intestazione ed

mentre

una lettera

e'

che Harpalo,

dell' indirizzo

La formola

il

cui

esterno. Palas

nome

si

presti per supplire

il

a/.oc

non potrebbe convenire, essendo certa

d'intestazione qui usata ben quella che usa sempre Palas

antecedente ed anche una che

in

Alessandria intestata IJ~ AqtcuXov

questa variet d'intestazione abbiamo esempio anche in lettere

di

Alypio e

di

Appiano.

ma

di

PAPIRI EPISTOLARI

144

ATION
184.

AllUV Hoo)i-io)

iiiiiw-

lu)

laro) ;(fOfrr

Mftfoxa

Ut)

iun>

xi'oi

/fkimiu tvtxer tov


5

lavQixov

TTaQTyyi-Xf

x((t

KvQiaxoc xuTtXOi-iv

t-n

uv-

sic

yoccpor

iV*fxo/n;(foi'C ttut
1(1

sic

(trn iv io)

itoi

OK -youptr

(Sin

ovv noni{v)
/-l'or/j^-

'.

la

ni-rrf-

iif-^
IT)

o)r

xn^'rj

eie

io

exovat rraxxon-

yeiiiauc va f-xxf-roO-fict
loie

(Tir (iota

i-

iir^

h^^'^^

rovi rtaOKQt'; aaxxovg yfiuGav


sic

oi'C

tig

20

trovai yoiioaor xai la


70 Bf-fiot'xoc / xfrn
f-QQff^cei

on'xioiictt)

nXXa

yf-fiiC(o

nn

"^
.

\
\

1.

Avevo
chiaro

letto 'Aiiiw,
r,

non

n, e

assai

comune,

quindi va letto

comune ma che pur


l'unica lettera che

nome

ricorre in

abbiamo

?B

'Atiioy,

ma

mai nominato

ben

nome non

141, II, 9.

di costui

addetto all'ufficio

E questa

che neppur

in alcun' altra, yi

mento
1.

6.

si

di

vede chu era allora

Alypio in citt bench pel mo-

trovasse altrove.

Di questo Ciriaco non abbiamo altra menzione.

(?)

(!o1IIIIHI'(N|i|:N'/A

I.

M.

In
(lei

Idi

|i|ll

In

clii'

siniK

muiiiimlo Hupiii;

\i\i\.

lotto *'i'x(i)k,

Vii

ov(> s'iiiKiiiii^'o
n."

(cfr.
l'qiii
I.

I;!.

I.

IS'.t,

l'j,

nomi'

iffliv^fuc.

HM;

cfr.

l'cr

'i'i>li|.

(jc

fii(ni

HHMor

(Macchi),

all'otiilH-

I.

PI.

itialtr' lotter

li

Il,

drl

mi funixim-; vod.

M7"J. Soffilo,

[lapiid,

t'ia

prolabilmoiiti' antorioro

e'

j,'rani,

circa

ti

20,

la data.

(?).

l'

ii<in]{)

conio

dov'io sono in quel

rl"iri|in

\''

dovf, for<to

cirnjiio

ad ArnlnoM,

iunifnti a lUd>ryi;hoH

a coinpif>re, all'uopo,
p5l

il

lraM|iorto a dv

in

n.

180*;

uu[i't)io^

i,

[u6 aMpettar? n-

offni ior ni pr^-

7ii<{t'tf'/.)oit.

Atioii sunv(; all'onorevoliasiiiio lieroiiiiio:


di

recarsi a

prenderli,

'

Ki-

ina se

Nicomefle; or dunque, ese-

di

scrisse lo Spettabile, spedisci nella notte

che hanno, riempiendo

non so

abbreviatura me.'". Si

buoi e ne venne ordine a Ciriaco


l

omhim" rloiri[itl, cai l'.n

w'intondo, a provvodoro

h,

<|i',

giorno porlall a

lai

dovoMMoro

stano i)iuttosto por

cinque giumenti

al

podere

grani allora vuotati, che se non abbiano da poter

quattro sacchi, carica quelli che hanno e


'

il

roclir'i [uiro Atlon.

fncerta

t'oixf

dicendosi dei

manca

iii(<ltwr

tinazione,

ima sin^olar confu-

sacchi o

si

carico

son/.a traccia di scrit-

del papiro in fondu,

coi sacchi

sano del tutto

k^hiio i

>;ininonti o iiiaridati

dovo

l'ap. l'iur. n." Jl

\'.l)

ukIiid^ ditto dall' ^i'///Mm' (ohm- cIm*:

lltTonitio dov*' Hpodiro

guendo ogni cosa secondo

riempire

i!i

hii

ci si faccia altrimenti scrivimi

Bebrychos

Hncclii

c|ii<

iisamio l'osprossiono a .jm'Hta

mio signore Alypio


di

\m\\

I.

H Ml^rillicani Vliolur

vlfffio

y^fillw

(mhccIii),

-Jdl, 7)

riist rutili,

ii(>|

um.

(]i

tutti t'oi

cIiom o cola vuotati

I.

i^iuisti

vuoi che

di

ii'inii.

Coht

taluno Hpoclizioni mila notti*

In tutto i|uost() liio^'o

simm,

al

Mucclii.

li'tti'ia.

s},'.

ierii

"Oli i>ii

ii|iiiniri(l(i

com abbiamo

iiii

(lol

145

cllH (JoVr'-'M'O 'llTHl {illtltfUt{tn'IK, ntyii

ilttlifllX l|||)'l

ttlt'jfm

vaioliti" ti:i 'rxf(K-.

alla
i.")

ATlnS"

l'aro

(li

Ima, un Miiasld

1.

|K)HH)i

i>MHt<ii'

(|('ll'/i'<i//7'""' ""II" i|"'

ijiii'llu

.\ly|>in

i|iir,in

cm'

|i;iri'

iiiiii

|irn|iiio

lllDHtO |lOHHt<MH(l

llli'ti/llllllltl)

t>

.XiKiinrth.

'//

li. M'x<K,

l'I I'

IIKimNINfANA

gli

altri

vuoti riempio

io

Be^rychos. Stai

146

PAPIRI EPISTOLARI

HERAKLEIDES
185.

(fi I ((IO)

IO)

^((lOi-lV

Etti ^ot^Uoc urrtaicch^

vrro

sic

lov xvciov
(tvoc

la^vQi-

jio-

QUYiicnrjHuc.

ir^c

XtiQir li oh xavi)r^Xt-i((
x((rf-((yiin((

n'o^

'XQ^Giic

(cvKyxiaor noi

yt-vtalai /.((fiori

in'v

fiov

10

i(c

7T((()C(di)vr((i

v((

((Qi(i

jTQog

10V

rtxi Odi

Mid(e no

((VI

or

.^((i-

((yayy^

f/oia t u(v/-

,HC(C

x((i

n((

y(j((ii ii((i((

ibv n((Qi( Gol

n-

xict

i-QyuXiu ivc(

7rt

sic

uvxuv leXtaO^evxov
vvr^i) 0)11 f- V QKyii arif

y]ac
i-o{to)(yO((i

aid tv^oiiai
S'O

(l-lOVg)

1.

3. ^or,og,

dev'essere, non

nome

brare in questo contesto,


di

ma

(n."

201)

(n. 186).

In
rion fu

(latii

ei

"lei

di

regola non

al

come pu sem-

degli

la

mia

meni qui da noi con seco

sporto dei manipoli. Stai sano

non nelle lettere

assistenti

rappresentante

II."

(il

I.

cosi p.^es. Alypio

Lirano mietuto, legato in manipoli

{(i'Q(iy,u((tr()

era

caricato sui basti di giumenti che lo

portavano

al-

">.

11

1.

11.

TsxTot'o)!',

teline

al

eran

di qui si
di

commetta un

rileva che que.sti z'.^/;A* o di-

legno.

carissimo Heronino:
basti

si

'

Poich dal signor Ischy-

trovaron rotti e

dei tuoi legnaioli al tuo

suoi arnesi, acci .'compiuti


'.

manda,

120.

pel trasporto dei manipoli ed


lettera tu

di chi lo

l'aia, e ci dicevasi Q<tyixajr]yeTv.

trova segnato se

22 Maggio 254 scrive Heraclide

ricever

XL.

chiama suo signore

si

mandato un assistente

duopo che

TKC/.OV

come lo chiama pur lo stesso Heraclide


Il nome del ,ior],'he: mandato a sorvegliare

opere agricole,

lo

uno

questo Ischyrion che era un

Alypio cui nelle sue lettere

proprio

(("

quelli

(basti)

noi

inservibili,

garzone Mydas che

possiamo fare

il

tra-

in;it<NINIANA

(J(i|(lU.HI'ONIKN/A

-'

lini.

11."

1M)2,

(il'hiM.

llu((xXn(nv ytvov

ll{(XQu)

/or 7ii)iiut<(

x<(i

inv

(txofiiec

o(c}(II((:

yfc
j

n^

f-

(Si-'Std

111.

|i

71{joc

.li

210.

ti

THiQ <(Vxai

t-'/f-

.n-nixMftuiKriKtr

/.oyov nponiov

xcci

xKitX'h^
o)y

M7

IIKIIAKI,KH>KH

185.

Miis.

tioiDooc x((i

lotavioig ^ooojrr//'

ok kcv

avvaf-vyoiKd

HqCDH'O) 7T(CIOl
1(1

l.

4.

,Tf(>t;^w,arfff,uor,

minato

5.

n6i>i%Mfi di piscine

in pi papiri

werden Lex.
1.

il

oipioncoy,

s.

v.;

d' alti'O

ed anche in ostraka, ved.

Tebtun. 378, 19

v.

Her-

al

ri-

cinto.
1.

7.

Non

lettera

se .questo Diodoro,

come economo, possa essere

che pare funzionasse


lo

stesso

rivolta a

del n." 167 (ved. p. 123).

di

cui

la

pio,

il

come quel Diodoro,

il

pastore a ricever da

anche per conto dei salari


cose. Stai sano

'.

le

lui

nome

duecento

dramme

redo

scritta sul

comune

troppo
si

potrebbe

ai

beni della donna

di

Aly-

che sarebbe d'accordo anche colla lettera

se-

ijuente rivolta ad Heronino ed a svros.

In data del 15 Settembre 254 scrive Heraclide ad Heronino dandogli

da Atais

Il

donna

pensare che questo Heraclide fosse specialmente addetto,

so

frammeutosa

per poter nulla affermare. Se ci fosse

ecc.

che lavoravano

salari degli operai

no-

il

titolo di

padre:

'

Vai

e queste terrai pel terrapieno di cintura

impiegherai come tu voglia, finch venga Diodoro e

le applichi

a tali

H8

PAPIRI EPISTOLA iil

185.
Mus.

TOVJTIOV

x((i

(Tnt'(>g

(IV r

Itti

10

xtoaaioc

TTi-ai

lur

r(cc

[<]/

2i'ooc

x((i

Oltr

II

xwuinv.

aspetta, dopo

di lettura. 8i

nome

col

l'si

por n)

gherebbe

fTiv
lUoi':

rtiv

rebbe vedere
nabili
in

ldi

ye/ui(j(c[ts,

x((i

f-

ro\

in

lliof

indeclinati di cui

correggere

r<iv

ma

un

^rooi

quei

abbiamo

pi

prohahihiiente

///or riconoscen<ii>vi

va supplito

xavniluioy,

xdXiof, per accenderle


4.

stesso asinaio fosse incaricato

si

si
il

nomi

-i.

Tutto

ci

Piuttosto che

Jn 'Ulta del

menti

di

u,

sarebbe

la

spie-

vede quindi come

vi

Ma non sappiamo

Pio

(?)

si

adunque

di

quali andate e venute fossero im-

dovr leggere

quegli ordini (forse Alypio?) n di dove.

romano

aficiutte,

la paglia

I.

/.houu

s.

cht-

ha qui

1.

li.

./f(ac

dente,

(;,"'"'),

il

il

significato generico di danaro; trat-

yei-n^h. cfr.

18")',

yn-ov n."

VI. l'rob. f['^6.

i.

18.

per una riscossione

Mantenendo

la lettura del

parmi debba essere

egli

non avesse agio, vengo

fu

via, io; e<l

scritto:

anche

nfc(i]tJTM?

si

18")'.

di 20(i dr.

Kenyon,

r\v] tiq '[i)y{nv)

Cfr. 187'.

\tv]7ioi>.

'

lia

Caricate
tinito

"venga via Heraclide

del tlanaro

supplemento

il

legna da ardere bene asciutta e venga via se pur non

non trascurate; a noi

dandogli

scrivesse

gli

altri

pastore nominato nella lettera antece-

lo

n chi

danaro da riscuotere. Poi forse

Mspetterebbe

nominata

aspetterebbe /*. l'are

ma

trovasse cogli

si

del suo ufficio

uoiiic

si

fosse tanto bisogno di affrettarsi.

14 Febbraio 257 scrive Heraclide ai front, lleronino e Syros:


di

questa lettera; non

esempi anche

dovr servire pel bagno, come nella

FUI-

data

poste ad Heraclide n dove

indecli-

che devono essere bene

deve servire

primo del mese seguente cio un

il

dopo

e quindi

trasporto?) delle paglie;


so mai

t;

(t.

1.

dieci giorni

ardere

ibi

raccogliere e cari-

di

care paglia in quantit?

spie-

lettera di Alypio n." 127.


I.

tasi di

Trattasi certamente di legna

I.

<f(i(>\'\

Plus.

}-vx<)ii\f<(]

za ... x]r/;|r/y

pu a inala pena

di

rrniiii-

rroo/

se fosse certa la lozione, corivei"-

quel

queste lettere;

scrittura

di

questo contesto; meglio

in

>^

2vQoq

dell'asinaio a cui deve riferirsi i'i'fo/fVTrw

della linea seguente; jovnioi'

ga

Vi-

deve essere qualolie errore

i[\x\

f-t'A^

\(-o]o(i)(r'/^'

HOdi

2. xtj

(Tal

7T0V

15

1.

loiK

rro[o]c

lOVIOV

C(rr((ii^(T\<c]i(i)

a kcv

Aiuig <Q

((TTO

/'l^l"

arf-'f-o-

yacaff-iici

Arrvy'xi'i

()

/oj

(</./.[((

i^iur

:r(cr-

in^

(-(iv

Haux'Aei)fi n^

/^{(iKii

xdi

(del.)

(('/[VQOV

you<ff-i((t

Xi^fTiyif^

J^r^
tiO'

(crto-/^{-(riM

101'

209.

p.

'V/.0)1'

yhtunictf-

x((/.o)f

III,

Haaxkf^tdoi' yf-iu(nc[if-

IJ(uQ(c)
XT^

GPBM,

n. 948,

Bi-it.

**

ci si

scrive;

si

il

(il

giu-

lavoro o

giorno !";
rechi

dunque

(;()ltUIMr(NI>EN/A

Syros
,.li

.iMi

,h,.

pasto,-.;
,(;,

(-1.

..ostoro;

...u-sti)
cl.i.".la

pa,

..;;1.

Mavrrsn

in

Sai nr/o scritto,

Ary-.'-l-i^

2() s. .lollo stesso v-.ln....,

1'=^

I:.

.1.11..

IIKHONIMANA
'^vuto

nm

ror....,la

Illa.,

. porlanl-

lu.

14 H

llBKAKI.FIDEH

.Inunn...

Ma..

.Irannn.; SyroH hh .oh..

1<h,

....ntnittuale, pn-inosHM a. ront,.

.nutratt.,

.l:.!.

-I-I

''>'

Mi
'1'

nave,

por

tranportn

Stai nano

(?,.

pul,blM:utn

Massin.inu o MaKsi.no, oHHa

;.

2'.U:.

18(>.

(
>;

Etoo-

llixix'/.ni^c

rtjc

xn^ii]

(trn'/.van

Kc niiv Kci'ior

"

/()((-

."(

AlvTTic

f>roj>'

IO)

alile

(CI

(ii^/.air^

i\r laixj^r io)r

i((

10

xvoioc lUlV

f.KltOi'
sic

a '/.o ; un 0)1' avOo-

'sic

fiUTCc
TCt

TU yoaii-

noi'

[q\ov /m^o

icv-

aTToaiti'/.nr

tv

i^

Tcd'oirnv

tQQOOlflU

ffid

15

"x
1.

a:,sXvay,

4.

parlando

di

di xr,;yr] fa

pio avesse
il

l'uso

1.

7.

cui prezzo

o.'wi'

1.

1.

non a

cosi specificati

xr,/;'^.

il

giu-

genitivo

ma

alla

si

Vo-

ilnoXvaiioy.

lettere (crr.:
Chiare tracce delle tre
eraso in
poi un erroneo grosso Jota

10.

mezzo.

<,'1^

gli

!"

di cui si tratta:

riferisce,
Ai'ff/c

pensare che Aly-

dovesse servire per

<~ sono

menti

vocabolo

emesso un buono per 4 asini

vaXiuaic, di cui a

.^uesto

20

PAPIRI EPISTOLARI

150

Decembre 259

In data del 27

menti che

il

chiaiiiandolo fratello:

Quei giu-

'

signor mio Alypis ordin con sua propria lettera di consegnare, e son 4 asini, tu ap-

pena ricevuta questa


Stai sano

scrive Heraclide ad Heroniiio

lettera mia, per la

urgenza delle spese, mandali insieme all'asinaio

Taurinu.

in

'.

187.

AOTTOVafTuii^

or

ao) /o/

f-

G-

i-Xo,-

.i(n'Xoiut[i

loinvior

f-iva\i

*.[...][.]
opr^

xofiiaan^roq

to emffroXtor
ei<i/ea)g
1(>

jioi

tt{-i-

fjcc

la vo xfQain{a

TOT

xana^tov
\i

[]yoo[((]Gag

j/0<
.

IO ^iu-

iV-C

XQ^

^ ^ ^

lettera, trovata fra le Heroniniane, dev'essere dolio .stesso Heraclidt^ delle antecedenti,

Questa

rivolta ad

un Petesuchos, subalterno forse

quantunque non
lettere del

lui

di

Heronino a

indirizzata. Gli errori e la dicitura sono gli stessi che

medesimo. La intestazione

mandata

cui dev'essere stata

notano nelle altre

si

della solita forinola salutatoria; qui per

viato ed al destinatario, che Heraclide tratta dall'alto,

ma

colla

solita

sua

la lettera

il

'^

'"^bbre-

x^^'Q^^^'

non

bonariet,

si

alcun titolo.

La

lettera mutila in fondo e

Dice Heraclide

'

Tu

ancora non mi trascurerai

supplemento a

al

in

pi luoghi,

punto premuroso per me, ed

ricevere questa

mia

letterina,

io
ti

manca

quindi la data.

non voglio che tu


darai

cuia

di

sia cos

se

1.

dunque

mandarmi quei due

'.

barattoli di capi)eri
Il

fosti

frammentata

H sg. potr essere, presso a poco, i[r ovr lu rXiv or

^tkji\ij)i^.

hkuak

iikhdniniana

()()|{hisi'()nii:n/a

1,1:1

deh

l.il

187/

Mus.

]\22h,

11."

liiil.

imi

.i((i(ii

mi

IV,

i-u ?

7i\((\uno.;

iJcdii

avi-

x\(a

1.

3.

Quantunque

il

Kenyon

the cross stroke of


della lezione xvnov.

modello, forma
circolare

me

r ',

noti:

'

there

non credo

Questa voce

si

is

legale

cfr. le

liiii^r

t:fir).n

KVKtv ne

l U/JAl

no trace of

1.

.").

usata in sensu
di

ri/rroc

convenuta

in

si

il

Kenyon che

di

moderni Greci

Su questa ved. Wilcken Gr.

campestri e

yfitv

nominato

Nel

n."

iv]noi' si

185"

188 sgg. L'

'/.uiov(>-

14 dove

ho proposto

tratterebbe dello stesso

genere

il

guidator

xuvorjXdrai

di

camelli

denominato

ecc

pei

trasporto di prodotti agricoli.

si

lavori

Un

tal

Pare debba aspettarsi aomartoc oppure

(c(x)QtTioc

poteva pur darsi ad un guidatore

Certamente xm

1.

7.

scritta

1,

9.

in questt-

1.

11 Sg.

di

dei

carovane.

suppl.

il

antichi, yioyi(cr>jg

di

titolo

in pi pap. berlinesi.
1.

pu

altre bestie per viaggianti, ciie cos'i

la

iniziale;

&itij'/mt]?

invece di o;

un vetturino

distingue dagli i'ifMhca

1,

mantiene queir

equivalere ad (cyioyev? degli

concessione della '/.movoyla a queir intraprenditore.


0.

la lezione certa

spieghi assai bene riconoscendovi una

erronea scrittura

= y^ilu^u

determinati termini per

assicura

parmi per

lettera

Mitteis, Reichsr. ecc. p. 96 n. 6. Qui rvTiog dev' essere


la scritta

adiTfMcTt],

infatti inesplicabile se si

di

lettere militari da

pubblicate e pel senso legale di

tu

Ih!

bench non sappia come spiegare questa voce, che

possa dubitare

formula parlando pur

di scritta

1^

{-/.((tovoyov

\or

i<\v\i'

ii-iii,

]<(()Ciit)C

10

(((iii-

\c((/ai

-'Il

|..

HIV niy inr

ufit-ai'C

x((i

111.

yidour

tXiaovoyor

kaii^

(.Jl'JiM,

['naa? vt](t'} nuiir.

passata coi notursg.


1.

5.

(luavg

per (^aing non

straordinario

scritture.

?.l(Tf

Forse

xTjfi;

x'u

n vXU: Jtxod-noa

.^uoea^ffti-

Lettera frammentosa e mutila nella parte inferiore e quindi mancante della data.
Heraclide scrive ad Heronino chiamandolo ix<rfre:
bricante di olio consegnerai
(fabbricante ?)

<

definendo

il

immediatamente ad Horos
prezzo

'La formola
il

(contrattuale?) che pel fab-

guidaviaggianti
*.

(?)

col prezzo pel

medesimo

PAPIRI EPISTOLARI

152

HERAPION
188.

Hqovhvm

HQaTTto)[r
Ibi

Kcaa

xaiQHV

(id{}-X(io

IO

fi'>[

aov ccviin\
GreiXov

iiy[

e TTO Tot[

/<*? oAo;[
eniitfXlq

iQOTTor yf\

10

^uQaTT a filnov
iatoroa[
* *

indirizzo esterno

Frammento

di lettera scritta

ad Heronino eh'
la

data.

Che

Pare

mandare
ixai T

si
il

ei

chiama

sia rivolta
tratti di

da un Herapion,

Manca,

fratello.

ad Heronino

si

uomini ^lavoranti

giorno \mn).iiy n^

tal

f.'/oc)

Hobniro

Forse a

che dev'esser quello stesso

1.

4 ima

di

oltre alla

non abbiamo altra menzione che nel

met

non

(se

pi) destra,

pur

n.''251,

la fine e (luindi

rileva dall'indirizzo esterno.


'.')

di cui

di

Tot

.,

|/f>rc

ad un luogo detto Kleop

forma

di

vriTrfino?

n Tot

fV>ya]rc

1.

cui aljbiaino parecchie lettere ad

.;

ci

.,

che Heronino deliba

secondo

si

costuma

10 menzionato un Sarai)ammon

Heronino.

(MiHUIHI'ONhKNZA

IIKIMiNINIANA

lIKKAh

A
'*
'

<XC ]tf
-~{f

(AN^ki-jTSc^Ti-'^

/(

rI

1 1

i-

li

AS

181).

lloioHiii

Ho((':

sic

(cr

f)

IdH

(ji).-

-,i';

/ttovav

f-7ru,'/aiin-

l^

Ih)

Xl^dH

Ufi ori

Kilt

X((l

xvcio^

ni-y.i-

Xll(fir0)\r

A/.r.ii^

r^nu

sic

hv 77

tm

nix lanr

rrn/.f-i
'

o*
'

-I

XOiii^r

rro\o]^

(crioi xi f-.yoMt

lev IO y

yoKli}-

rroi

ic/.).

t-ri

sin
1(1

ruy'x^

xuif-Tr(,t-

lyn

uytof-u yoKijo) aot


'

r^

ori

i^

iik

xui av o(vx iM.)vdt

(ji/.iaif-

otto

--V^Jqn!
zrj

iy~

TU

xTi^^

i-iff-

ine

((7T0

vvxin.; urtoGiti/.r^z

x((t

nr^

lovg

ic

xi)(fioi'[c

rrctovai'

ngog

v7T\^of-aifcr

sic

15

ayiit
11

xai vvv io ttvio[ ttccOu-

fV
(oobai}ai

u'

(if-

(fTOVC) " lliGOOr^

\^

'^^

sic

fh

^'

[f-v/nnca
Ifj

PAPIKI El'lSTOLAHI

lJ-

In data del 5

che
in

ci

Agosto 257 scrive Heras

diedero l'altranno

citt,

che mi

mi pi-ema,

e le ceste, acci non

Stai sano

te,

lui

perch

fare

di

cui

front, di Myrolis in

essendo del 5 e

vere

18

dell'

(=

il

mente

il

da fare

signor nostro Alypis non

6)

nella notte tu

altranno e

si

mi spedisca

ripeta pur ora

lo

giumenti

stesso guaio.

non abbiamo che (juesta lettera, probabilmente


una lettera

di

scusa

(;he (hil

di

la

(n."

stesso che nominato

212) del Settembre dell'anno 2" (254).

mn pare dovesse

spedizione dovendo farsi nella notte

essere una

kome

dt-l

(5.

Heras

Dove

si

cerchia prossima

della

figura qui

avere scritto direttamente ad Heronino. mentre ordini

loro

comun

signore Alypio. Secondo

per l'imminente raccolto delle uve e


(Jltre ai

Ninnos

lo

Heronino, con terre spettanti ad Alypio. La richiesta per l'indomani, la lettera

alla frontis di

si

il

Ti richiaino a

neppur tu ignori quanto grande urgenza

scrivesse, e

ti

lavoro

il

trovasse questa Myrolis non sappiamo;

che

ceste (mancanti); e poich

le

carissimo, perch

abbiamo a

'
:

'.

Questo Heras,

come

recato da

sai'ei

scrivo a

io

giumenti e

carissimo Heroniiio

al

numerosi

il

l;i

tali

come un subordinato

questi non doveva rice-

data, trattasi probabilmente

di

provvedimenti

loro tra.si)orto.

soliti errori ortografici

procedenti dalla pronunzia,

si

nota

la

pessima e imbaraz-

zata struttura e suddivisione del periodo con tre firn. Doveva essere regolarmente: fjrd ovv
(/jyin^v yo

ani),

i]

ruYX)^

yvi-ic.

youcjo)

ftoi

xr/..

toiir,

IIIIHoMNIANA

(1(IHUIH1'(iN|)|:N/.A

105

KI'HAIMON

DALMON

Kl

UH).

lluuni-

Ev((<titur
(i>

1(1)

/((lof-ir

(fi/.iiaii)

ETTf/lpu aot rj^nujof

(h((

(i\)i-()fi(ot(>c

ioi<

[xi\^vuyv

Qb\

ii-aact-

Aionio^

xc(i

{o)vrf~ XlipOV

(ytreica)

o^Ik-

TTf-Vlf-

avr

.'/

iy^

i^~

ax^innoi )r noi
TTf-upor youi^ifiara
{i-)o(Hoa~
.

(Ti-

{vx~

xaio)~ (eTOvg) y"

i/o'f

indirizzo esterno

15

Evc<iito)i
(fo~~

In

Qtudf-X(f.~

data del 29 Agosto 255 scrive Eudaimon

front, di Theadelta)

'
:

Per ordine

dell' eccell.

bone asinaio con quattro giumenti e

di

32 monochori semplici con 16 dichori


intimissimo

?)

si

lettera seguente detto

hoX.

al

carissimo Heroniiio (secondo

Spettabile,

ti

l'

indir, esterno,

ho mandato quest' oggi, a mezzo

di

Ner-

Aionis asinaio con cinque giumenti, in tutto 9 (giumenti),

(di

vino), de' quali

mi manderai

ricevuta. Stai

sano

(o

mio

'

Panni che quel che

j'

Hoonib

tvaxTi'Hwr

legge dopo

il

saluto finale debba intendersi {ra)yxmj{Tari), cio qO.t

meno enfaticamente

(fO.Tiarf).

pu essere Appiano. Ved.

le

note

al n."

171.

nella

PAPIRI EPISTOLARI

156

191,

^/S^'^Wj.J

>=. 6>7 ,->,


EviapoY Hooiio
TO)

xaiQtiv

(f litici 0)

//^(jor

Xl

(SOI

E7Tf^filp(C

(71-

i'C(V-

i((

XwfSllUtV Xl^VUf

NhIov

humo-

.'/^

^uyiavtui t~

KcdiT
10

JSn

ri

JioaxoQ" ~ (ynerat)
Tl-(T(T^Q((X11((

(Hov ori' d'ix"


((rT/.((

\,

uxoai
lo

ni

iQKixnfuc

(lv

II

01

ntfilpoy /(>,"-

nata

,V-J

Il

fQ()0)(r'}t(t

'

at M'X

^^P^C-0^
Cy^^-y-?(~r^':f

DU-

^^'W'J-Chf

(fTOvc) y"

(ji/-i{((if-)

.V">.'>

x~

lIKKONINIAN

i!n|!lilsr()Nhi:s/,A

In

liii'//ii

|ir|'

Kalil, s
Villo,

iji'i

Nilo,

ilic-lioii,

BtMMiil.

carii'o

di

fra

III

rlir

(li

hiuscon,

III

ili

Hill.

tutto

chi;

(^iii

ussmI pi asini;

un solo;

clic

(osmio

Un'altra lettera
lettera di

si

pili

i|ii!iiMrit;i,

Si.n

s;i|-;i

siiiio,

lo

piirolj

iiiiiioic

|icr

le

e nicii

<;;irissiin(i

<li

con

folII<'

oiiiscuii

essendo

1,1

lui

lli)roiJilio

'ilHtorO,

dicliori,

rarHHino

stosMO

t()(!clit'n'l)l)('

asini

Nilo,

Il

.il

<li

'

Ti

Ilo

AhoIo, 5

trfiu!ritov<jriti

MpoUiUj

oi^^l tiU;BHO

(li

^'-miilioi

li

SaglHIIOH,

(|i

ni<iiio(tliori

iisiiio

UH

(|ii;intil;'i

o.'irico

di

didioh, vuoi dire die


loMisti? Piuttosto par
iiolr

Non

pKiCodoiiU;.

<la

di

vino

i|;i

'

canato

dichori

^H

ehhen un carico
e,|ir;

il

iiunh;!''

rnonoch.

spedire, vedjanif rJiviHo

(pjelli

di

non losHoro

2 di;hori,
w/Z/y/v/V///

paunr^.

Eudaiinon ad ILoronino ({raniiuontn) trovasi nel Museo

abbiamo

.',

'.

lli'll;i

potesso aliliondan non cssondovi

di (luesto

Heronino

l'apiri Fiorentini.

'

l'!ll<l;iiiiniii

OHI)

dll

rii'i'Viit.'i.

oKJiiii'

>,iivl.l.r

C(mc i|ucsti e i|uindi

Una

||(ili-^m;il

iii.iiMlci'.n
|M r

sriiv

:-''^'

litici;! ,iiitcci'l"iito, iissiii

Ni'll;i

il

ini

(|ii;ili

Noli del
(lei

A;4"'^l"'

;4lUllir!ili

ill

(li

2'

'lfl

<l,il;i

l.i:iAIM')N

di

Alessandria.

noi (n." J76).

21

PAPIRI EPISTOLARI

ITS

EIEENAIOS
192.

EiQT^raioc.
Idi

?.oyov

iiovoc

yaium

f(t?.(jo)

IJciQf'/.u^ov
(erro

Huovim

f-ii

nuoce
ioi<

(Jov

f-v(>X-

tu naoa

uoi uruhipHia
or

oyor

o)(To)

oi-

rov jiomxdyQu
e'Sr^xorxai-'i

{yivucci) f?

f-otirt(Ji'fat

1(1

(Sai
sic

In data del 17

Novembre 256

Lo

di vino, dico 60.

Stai sano

xa~

scrive Ireneo ad Heronino chiamandolo fratello:

da te per conto dello Spettabile per


nochori

(itovg) KJvQ

le

spese della mia azienda,

di

'

arra kayor

si

ricevuto

cui dar conto, sessantasei

mo-

'.

Spettabile (f-ixTxrjuon) certamente Alypio di cui abbiamo qualche rroh'criSior

punto per Ireneo:

Ho

riferisce

di

vino ap-

ad un ordine tale mandato da Alypio ad Heronino.

lll.i;')MMANA -

i;i)ltUl.Sl'i).NUl.N/..\

IM)

EIUKNAIW.S

VX.

/(ti^r(((ii^
li

un

III

lodi-

((()f^/.ff<ii

XKIOUt'
lht{)hX{i<iy
ani'

mv

/.iiyiir

III

(<

:ii(0(<

H'rT'/^iiinit<

n^ u(

min

Ud

u-

mv

((VuAiiiiiKiu
sic.

Xoyiiv uKJii)
IIIUV

1(1

IIOVO)/(H()l<
^ii-

oxiii)

yiii-Ha)

t-{)()(t)ff

>')

(d

f" (fTOVc)

xici

n^

(Ti-

1^

n'yoiiKi

ivfii

n^~

akhi r/joQu

/.V

ii-aaccQH

15

In data del 13 Greiinaio 258 scrive Ireneo ad Heronino cliiamandolj fratello:


te per conto

dello

per

Spettabile,

vino, dico (mon. 8. Stai sano

'.

le

spese

di

mia azienda,

Poscritto dopo la data:

La lettera dunque non fu spedita che dopo


lettere di ricevuta (yQfiiiccra
tivi.

Un'altra ricevuta simile

cf^g

di

nafahluptui;)

la

'

ed

'

Ho

di cui laro conto, otto


il

19

(=

ricevuto da

monochori

14) altri dichori quattro

di
'.

data segnatavi. Questa e l'antecedente sono

formulate secondo la formula degli rroAvaiuc rela-

Ireneo segnata sotto un buono emesso per

lui

da Ischyrion

(n." 197).

PAPIRI EPISTOLARI

IHO

KtfMt

'4^

^^

*'^'

194.

.-.

Hqo-

Eicr^rctioq
rivo

IO)

Ci

X((iQnr

Ovx HI
,5

1(0/

t^XoGac

io)r

(y

(Tv(^o)

oiruQ\i-

i([v\

TTl-Cl

io>

f-\r]

itf

{TTOi)[of

mi ai oc

yfi-]-

sic

sic

vrit-

xc:i

70C f-nn yf-rtaitca


1(1

rvv ovv nv/cw

x((r
x((i

^hofov

tra

i-'/.!t(rt

luvc.

(tQu

noK ovx
(c

hxiviaa (sic)

f-x((Tr(.orioi'g

tXDti
15

iioi

in-

f-

xqi- (sic)

}-aiir

Ahoviar fia^ir

(sic)

loviov

n\i-gi

a\kXa xai Ma^aio)]

avrXtXaixit

xa-

i^

sic
2(1

Xlain^ tra

lure-

i-v!)ad}r

rtxxih^
SIC

IO Xillo y

ov

lov

hXi-- (sic)

..io

ytyi-v^xtv

sic

^(lxoag

25

.-;/r^^^

/fot

7Ti-}i\l>oi

ola kavxaXov aXXa


xai aoia^^Y \ao\a-

...

xoaanujjiov

\TTf-\n-

sic

ijiov

f^^'

(il

avio'

nv-

f-\7Ti]

sic

of/o])'

IIqi

rr:iioo)

sic

30

xX/joy

f-'io)

aXXa ooa
TTf-Qi

llioa
in^

fff^.;<Tjc

lov aoaxov f-OQMfTX

ihai

<

(Jy

H'xonai

(fi

IIIlHftNINIANA

(M)HI(|SI'(iNI>l',N/A

I.

[HihIuU
<|U
I,

!hj<)itv(iii<:,

li,

II

/iKl'icnli (l'n^'Ill S|HMMl' Culli

l'in

piiiiiii;

inniiiiK-.

III

(s.

|).

In.rnhi Itxvill.
I.

I.'.

(l(>kaiiiiii

Jl. fi;'h<th. al

I.

22.

ynihiir n

oonio

il

nome

ai'i;il.sat

imn

'J,

71>,

comi'

(li

? al

vediamo,

di

denza,

vino nominata in pi papiri,

conti di

i|iit,'lla

simile denominazione da
i|ui

propiiaiuonti'

misura, come
i-itt

proiiriainente par

si

di

tiio

dove

le

tratti del

25^) scrive

Kvinvi;,

x'k.

dopo

.,

loii'

x)..

pasnata poi a far


Alypio. Altra

ad

qiieHta corrif>on-

in

8<i (fSo,

376 vien notato

acci io venga; ho gi

Ili,

l'M

hj/j?.

Ti'(tf~ (HX.

Per questa indicazione

71 r.

Ireneo al carissimo Heronino:

fammene sapere

K/.tJ{nii

ne trovati nominafi nei reno-

'

quanto

Ancora non

indotto

di

luoghi

in Tot.t. V.

'F^taioidum

v.

s.

sono nel deposito se hai interrogato Leontas e se

terrogalo adunque subito e

IIkI"

II

incerte e con traccia di correzione

Tap. Cenv.Sl,

I[ p.

in a|iiiaito

jiareoclii e

iiiotj

lettere

ctV.

di l'ri

Heronino ad Horaclidc (Ji'HM.

Kvi(hj.

x'A.

fA.

vini che

ma

Illudo del convoglio ?

noccioli.

non ricorre

di xh]{tiu

pt

paeHi l'oriente

nonio. Mev'eMnero <|Ueito

di ijiioHto

in
i

grado

ini iiai

li

fatto

venire;

mezzo

di

Kaukalos ed anche a mezzo

domani semino

la

Porzione

Stai sano, carissimo

'.

di

Lo

knidio dell'olio, se Sokras andato (col?),

dello stesso

Pri(mo)? fuor

di

mandami un'artaba

Pto

.;

ma

bada

di

in-

dekaproti a venire;

bada per che forse non sar necessario che Leontas sappia questo; anche Matteo ha radunata
stipula perch sia trasportata cost.

di

ancora

nIh

pero non crod<'rei hh

elio

[larte dei xnji4uf dati

menziono

iiicMi/.lorM

Non mo ho

piii

hiio

una terra oniinativa ^ih

non so indovinare.

1']

oHtrao dai

U(ii(fiitv)

.Appiano

di

dei ilokaproti, sol-

aiirlio d'olio.

HJ

ForHO

'J9 Hjf,

<|nosto convo^cno poi

ili'ir iti(i'rvnto

data del 12 Settembre

sapere circa

r olio die

i|<'l

Apollonio

(n. 177; e di

ricorro in pio papiri la

coltivata in KKitto; lo 6 In

I.

a!l'amniiiiislrazioii(

Appiano

di

un amnaio ren

Mkr.in o

IMI).

i((i(nHt:in>i4i)r,

Jfi.

ilalivn

il

*.

i|iieMta |)larita elio V aracInH.

TSli, H.

forse venivano; o
ti>v

|iiiii'

i.

trova

{ntiwii int'ntM mI

per

nato nello hdtorf

il

uxyi'li.

una misuia

di

lutrtirr.

ti

ricorro [)ur quostu foniiii

del vaso {xfodfuor) di

II

Ivd

/x

l'roii,

Ji{.

vinn, t'iUW

il

laliiiii [n'ii

.'//ntr()(is

i|iii

t.ant' altri

vaso.

I'

insaputa, di Looiitas,

all'

I.

i',

Iti

I.

pfHsitnlovaiKi

vini ivi (iipositiil

hn-itato

il

(jual t'ossf la laj^iono

hjiuriii':.

Ili

pfOMO

I,

(n"

(l()vn<ltb(t o.s.scii'

>,'i'tiilivn
ili

di'inmitu di

pi't'

VOtllllMii.

ImiiatiK] poiclio

7.

niiiiiiri|iitl)t

iiia^Mr/./,iii<)

101

i;il(i:NAlMh

semenza

di

la

mandamelo a
arachis poich

non dimenticare

l'

arachis.

162

PAPIRI EPISTOLARI

ISIDOllOy

195.

H(jo)iKr<

lai (i) (joc

(jlXldKii

lU)

-/((IVl-ll

Tov ^uvf-k"
i''tc

((i'[!/]o)oor

ro c(kh(

IO)

Ctar^C

tv

f-()yO)

yt--

TTCi-

tTT^Ol-

(.10 ac.

Tl^V OX^T^Glt'

ItjC

/iiovvcicioc.

rvv

Oli

or

TTUVV XUT&TTtl-

yovTOC

10

1(1^

((VI

rovto c^?;?

Qf-Qyo)
X((l,

i-Trt-fxpa

[?)

yu(}

lOtC TTUQOl^at

OVi-

vnaxov-

vvoiii'/ce
sic

(-oooiai/yai de

f-ir

i-ti/ofiiai)

3.

in parte incerta la lettura ntws'.

propone
tera
si

di

ymT'/.of

ma

spedizioni

tali

si

detto

abbia
dell'

il

nome

di

un

1.

nome

(>r,?c.
Tteif.

gli

di

let-

1.

Che yuiaoy

semitico

abbiamo qui

S'intende che Heronino abbia a fare

la

data scrive Isidoro

dia carico di due artabe di pani:

molto urgente, poich ben sai

quanto

7Jt\u-

(p;'w

al

ma

1.

8)

dev'essere
di

il

tempo

Dionysiade, a

s'

intende

di orzo.

delle maggiori

meno che non


di

come per opere

((uel

si

luogo;

agricole

ci

do-

di quella stagione.
13.

rotg

Titt(jov(j(,

che gi son qui; se gi non

quelli

possiam pi soddisfare
r

urgenza per quei che

'
:

Ti ho

non prendere a comodo n

sia ora affollata Dionysiade


'.

grano o pi prob.

concorso per feste speciali

carissimo Heronino

cudire a quei che son qui. Stai sano, carissimo

di

vesse esser pi gente col che a Theadelfia o altrove

1.

accusativo mentalmente connesso con

x<a(>ov,

poich non

ben

il

Forse

tratti di

sia

2VcrAo?.

10.

due artabe

opere agricole

regola

asinaio anzich dell'asino un fatto punto

Senza segnar
tu

questa

possa dubitare che

oV/;A'r??.

insolito in queste lettere. Prob.

noto

in

fatte per navicello;


si

tanti pani per

Vitelli (ad n." 25)

non v'ha esempio

fanno per asinaio n parmi

qui

(fi/.{raif-)

in

gi venuti, tanto maggiore


si

aspettano.

mandato Savelo

(?)

acci

non cale quest'opera che

mentre appena riusciamo ad

ac-

Noli
Si

vtiilt'

dopo

hiiuir

ilal

armi

gli

2^-^i"

La littca r
li."

J.

ne iilhc

;ilil>i,iiiiii

11

ilt'll.i

sulla

vciiilit;i

di

alrima

qiit'ila

iiifH/iDiic

fHi'IIVHlON

i)iiihii

ili

kmiK!

un

llniidii

In

di

rnuiiiii.

(v.

rc^^'iMlro

|<}Ji

IsiucMo clu; hcnvfi

ora (DiitiHtoH di ijuulla koiiio,

elio o^^li

nr.sn di

sul

come

viH^cliic

di

IV.

ii<'

Isiddjn ricorrt in

iKniir di

pilo ('.onsidonirsi

Udii

ubitela

({iiaiido

si-rilta

luttt!!'

IIKKoNIMANA

(.|iKIUSI'(iNIiI:N/A

Intrnd.

|<.

i'At

OU not.

contralti

di

(Jov;tt!

d'iirii('i

l>ionyMa<l<-.

mH<-'n-

[hiii

1).

puMd. da

ViUdli Hotto

il

(htcurnonto elio poro, jMocodfindo da un ulflrio pubblico,

(|ii(iHto

spottaiito all'Isidoro della lettera. Vod. (piant*' diss-

r-a.rtc

la

nell'Introd. p. 5,

pubblici.

18CHY1M0N

195.

Pap.

di Lipsia pubbl.

in

GUPL,

Mitteis

I,

ii."

1()7,

p.

8J2.

n{aoa) laxvQioVog
Ei}avnc((Sa ttwc /'f/o' C)-

Hioov ovx av^^fg

(sic)

aXXa-

ic lor Xoyov raSafisrog

yao erroQ

TOVTo

igiov

r^fii-oov

rroir^Gai

ovx tnoir^aaq

narra ovv vnfo^f/urog


ira xai ra ttooc aa
il^tVTa

Gi/at
1^

Xr^i^tiiiatiar^g

10

(Tf-

C^fT]-

m,

ogu)-

n'xoiiai

m. HooVHvaH q-Qo~ OeafX

a' {erovg)

x>o).'/

x.'/

In data del 26 Settembre 253 scrive Ischyrion ad Heronino front, di Theadelfia:

che tu tino ad oggi non sia venuto, contro


tre

giorni,

quanto da te

Questa

non
si

l'hai fatto:

richiede. Stai

sano

Mi sorprende

parola data, poich avevi convenuto di farlo dentro

or dunque, tralascia

ogni cosa e vieni, anche per prender nota

di

'.

e tutte le lettere di Ischyrion

quelle di Alypio.

la

'

scritta questa di citt

recarsi per dar conto e prender ordini dal

sono intestate colla forraoa semplice del fJiaoa)

come

dove risiedeva Ischyrion ed ove Heronino era tenuto a

comun

signore che era Alypio.

PAPIRI EPISTOLARI

ini

196.

laxvtiovoc

II{(cQ(i)

(fuovuan^

/J<co((nc Sioiiiii

EnayccUnv

di

(tiroiTO)Xov

fiOoxoiiga) txcaov xai


oivottidXt^

(ifididc

(c/.X((

o[i\vov

or

Ol

i-xiaor ((tto xni}tu\ni)r\

IU010X(')(q((

yievxov x(a ho/.oxi<,'Joiv


yii'if-ica)

i'J

lo

1.

come sappiamo da

Horion,

2.

T)ionysiade
1.

3, .

vinai

(|ui

nominata a

tiruYfior xoin^c ^fiov[r(ri((\og

(iK

ioi<

2''

m.

bQ

TTQOx{Hlia)

u"

(f-iovg)

vanno intese ambedue

}u>roxo{)OV {oic/i'Or) i-xaii-aauiQOv)


(rf-ff)^ft{f-io)iiai)

oivov iiorox(o)0(() Sutxoaia

u"

tvfii

altre lettere, fu front, di


1.

parla per venderlo e passare


Cos'i

tig

t(>y(<ri

il

vino

di

prezzo ad

il

cui

Horion.

yccrai

1.

Monimos

(n.'

come

ri-

corre in pi papiri, fu intesa da taluno per battitura


del grano,

Lex.

s.

V.

fanno

si

(Frt//.

da

altri

fxr.
in

altri

il

ved.

v.

Decembre. Notiamo che

Toions, 102)

si

registrano

Herwerden

le

in certi

spese pei

vino dei poderi

n."

148

di

Moiiimo,

Leukos

1.

dramme

cento monocliori

di

il

monochoro

vino,

'.

Segue

come sopra

'.

la

193) si regi-

Sono questi

vinaio,

13).

ove

f(>"

e ((uelT opera

non pu essere che


[rijv yrji)

colla
in

zappa
Egitto

come vediamo

nel

nostro

mese son pure

le

lettere

si

iur

Notiamo che

il

parla

del

rii'uy^nc:

nostro scansare, se,

a taluno parve, procede da un

lat.

exquassare,

traduce xTivdaaftr.

Heronino

front, di Tlieadeltla
di

vino ed a

e di Kolokyntliai, dico in tutto

prezzo de' quali, da impiegarsi perla scassatura nella

quattordici

di

rv^i,

4; e di (|uesto

1.

209,

come

conti

Iscliyrion ad

di

Brit. (Ili p.

operazione che appunto facevasi

questo mese

Horion per mezzo del vinaio Epagathos cento monochori


di

Mus.

rifianety o xi.

in

(n."

Tiydijaot'Tec:

Decembre 258 scrive

cento raonochori

cento,

Sono per operazioni queste che non

In data del 27
al front.

per cagliatura

del

del luuyfi?, e pur nei

certamente lavoratori della terra

axiUprjxoov,

pur xuvayuc:.

somma

scassare o dissodare la terra

lo

-iOS-Oin).

ni'uyuor. questa voce che,

Il,

Heronino

che dicesi

loro

diverse e ci dice pur r,Mo(w<: della seconda. Si confr.


le lettere di

la

stra la spesa per gli xKxtaaoi'Teg.

si

espressioni quantunque

le

ed in fine

conti di

10.

nominati ricevevano

(jui

utxoff[ta]

/lorox

(coi!^

~o

conferma

di

kome

mano

di

Consegnerai

'
:

pur vinaio,

monochori due-

Dionysiade, sar valutato a

d'Ischyrion: 'Mi firmo

por due-

(J)U11IH1'0N)1:N/.A

jikuoniniana

t,:,

ihciivhion

U)7.

'fi

''f^X^'/^.

:io).i'Coi

xic(

iiin<>'/<iia((

txdiov

/.nyitv

(III

idi-vitoov /.^rov

o)Cf-i

HcOllUdl

lo

i-).((ixui

((i/jiiiU(io>y)

).h

Ol IH'

((i('i

frx(<(f i^inr

iriitQ)
f)

/oii

(tHt).(j~

(JO

^ju^'^f %.
2''

)li.

Eig^iu~

Hooitiioj

n icthjio ycaotiv
IIccQfXafiov 71UUIC (lov

tu Tov lavov Hovoyowic


txiaov {yiitiai) y'

IT)

)C

TTQoxf-irai

fQOOG / (d

tl'XOIll

{tTovg) (/t(iuro)O (sir)

1-"

].

(TI-

4. ax(((f]xov

ehiixMv. panili

per la piantagione degli


in

debba intendersi della zap-

altri

papiri (v.

= axiinsioc)

{x^isxoc

scavatura delle fosse

patura

ulivi. Il

significato di hcxt]

Herwerden Lex.

v.)

s.

non pu

convenire qui ove certamente va inteso come nel


uTtehxd
n. 1-j6 in cui va insieme con
I.

8.

Il

segno dopo

.i"~

vale

(<>';

quindi

,it>o''

=^ svTfoov.

indiIn questa aggiunta, che pare d'altra mano,


come in altre lettere, il numero della >.;i'Os- da

cato,
cui

1.

deve esser preso

11. sgg.

Come

il

in altri di

vino.

questi

buoni,

la

ricevuta

segnata sul buono stesso, mandato ad Ireneo, presentato da questi ad Heronino a cui lo rilasciava
colla ricevuta iscrittavi

dopo

ritirato

il

vino.
22

Papiri Fiorentini.

FAPIKI EPliSTOLAKI

166

In data del 20 Febbraio 258 scrive Ischyrioii ad Heronino front,

Ireneo front,
di

di

Evhemeria, per

Sotto a questo buono segnata


fratello

i\

Heronino,

sopra. Stai sano

gli

'
:

Rimetti ad

zappatura dell'uliveto e per altre spese cento raonochori

la

che dar conto, (poi d'altra mano) del 2" tinello

tando

Theadelfia

di

dice:

'

'.

ricevuta di Ireneo

la

Ho

vino

di

quale in data del 6 Marzo 258 salu-

il

ricevuto da te cento monochori

di

vino,

dico

100,

come

'.

198.

fl[aca) Icryi'oiooc

jTCtQa noi xit^vr^

ri^C

f-'i

por

(i'KTTl-jl-

Hc np'

xoQT^-

yiav fiiiu Kov


ituaxo)

IO TTQOiKyor {-

IIC

2''

iVoc
1**

u(iu
il

noi-

(iTovg)

uunhixM'. econdo Hesycliio, che

Choerobosco,

^inov.
II.

voce

(iiucyuaTc.

T(c

Qui

data
i

la

del

troviamo

di

in

unione

'.

coi

dorso.

cio

ii

8uno dunque

lat.
1.

7.

IO

{(fe<jfi(d, (iiHcy/Lncru)

La voce non pare possa

ducare come pensa

lavu/.)^

zrj;V>;,

la /oon^yiie.

spe-

congegni con cordami o corregge da applicare a

fascio di manipoli

'/Jket)'u-

187

da servire per

guisa di basto ai gi;'.menti per tener legato

Eust. ad

I p.

il

il

gran

imposti sul loro

riferirsi al lat.

Herwerden.

ma

man-

piuttosto al

mantica.

nnnuynv f*oc par debba significare l'uso allora

invalso di servirsi di <iueste

Marzo-Aprile 258 scrive Ischyrion ad Heronino front,

giumenti che hai per

Stai sano

GPBM

ciali

Ricorre la voce

touxtji'.

insieme a (hnlyLKad e nvm in

u(ct'()\uxT)

subito

y.uTii

asini,

d' oi fUVihixta oig d'enuovi'-

nota pure che la voce

tok

(fvh'cnaeKci tuoh

(l" sec.)

f'/.'/.s'(iyoi

(fuoiiovOi

si riferisce

L>:x. s. v..

f-vx<>ii{ai)

[0Q](yo)

significherebbe thaui'

Herwerderi App.

doyTo) spiega

In

ufa''uxrjQ

i-'

553 (AA ('ouyuuruy (^ (linO.hxhTfQeg v

-.

yn?ifi

im

V.

(C'fr.

la

m. toawaihd at

m. Hooviro) (jo~

10

6.

xcc-

mandake per

di

la /o(>t/;'i.

Thraso: 'Spedisci

trasporto del fieno insieme alle itiamlache secondo l'uso corrente

(?).

IIKIIONINIANA

(J0|<1{|KI'<)NII;N'/,A

l7

IhillVHHtN

HM).

lli((Q(()

Inyi'ijidid.

/lllKd

7TKTllt/.((

lOf IHV{)t/U(l^'

u'Sova xoniCojit-

rnv

ov

y.(((

lo

Si-ixoiir^-

1(11

avi-

ii^y

lou Tdvyoig Tug

iQoifug
(Ti-

2''-

IV,.

tuooaOca

tv/oniai)
Oouffo)

Hijovtiro) (JQo

{erovc)

1.

pio, di

Demea chi^ figura nelle lettere di AlySarapammon e di Syros come THvosMjrjc:; in

una

Syros

2.

lo

stesso

di

In data

varo

Demea

satura ed

ai

(n." '2l)

<lel

1.

xcc~

quel luogo

come

ur,/ai-ix

eoyu di

nel n." 129.

detto yMovcioic.

col carro per l'asse


il

rrcr/ov

Forse l'asse deve servire ek va

6.

16 Maggio 259 scrive Iscliyrion ad Heronino front,

buoi

<;'

da portare

nutrimento. 8tai sano

'.

in quel di

di

Thraso

Nicomede: ad esso

'
:

Ho

spedito

il

bo-

fornirai la consueta spe-

PAPIKI EPISTOLARI

168

200.

f/{a()u)

laxvQiuVoq

Toig xaifXihwGi lavQixoig fTTi

Makay'xa

ia-

XUouvvia Hg oixodoitr^r

xor^rr^g 7Tag[a-]

G^tg

irjr

(/

^v

arv^h^

tqo-

f-oooGO-ai

ffs

Hoonuvo (JQ~

In data del 12

Novembre 259

vengono per Malankas


Stai sano

La

il

lettera assai

scrive Ischyrion ad Heronino front, di Tlieadelfia

quale procede a costruire

una

fonte,

fornirai

compendiosa; non c' nulla pel bovaru, n

non trovo altra menzione


i

('J(-af-Xif\eiag

il

'
:

Ai buoi che

consueto nutrimento.

che Ischyrion ha mandato

tv^oiiai

si

parla di carro.

iS'

intende per

Theadelfia buoi e carro e bovaro a prendere questo Malankas,

e dovette essere

un maestro muratore, che dovea passare,

suoi utensih, a costruire, non so dove, una fonte.

]rob. col

di

cui

carro

CoKHISI'nNIiKN/A

KItoNIM ANA

II

100

IhCIIVIUHN

201.

l(fxi'oi(i>roi;

//(((()(()

Errn hy^Kfin

AXvmc

uov

IIHK

IDI'

o xvonn;
Kvoiii

u)^

iotx^iov

n\,'h(\f Kjy<>iin(i^
(fOOtlI^

ceno
()(>l

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)'HKS!)(i

jikok

idi',:

((XtH(C KJKXJlH-

Aia /-xoj'/ac yjfmxa/J.KTiov

lo

likX tulttr

((bayi-

fp^wC.'/fif/

(T^

f-v-

XOficd

I.

4.

Notevole questa menzione del

Sioixrjri?.

veggasi quanto ho detto nella Introd.


1.

;").

non

in citt, dov'

vede dove

sia;

certo

si

Heronino,

giacch

la

su

di

giorno stesso recando ordini per

cui

p. 60.

ei'tHah, Iscliyrion

non

Alypio,

arriva

questo

ma

1.

8.

Heronino disponeva

di pescatori,

sera

l'

indo-

come sappiamo da

altre lettere, dipendenti questi per

da Alypio; ved.

n." 119.

il

In data del 27 Febbraio 259 scrive Ischyrion ad Heronino front,


il

la

mattina.

a piccola distanza da

lettera

0oa(To)

Hodivt-iro </'>""

15

di

Thraso

'
:

Avendomi

scritto

signor mio Alypio che domani verr qui col governatore (dioeketes), sia tuo pensiero di spedire

questa notte
Stai sano

'.

tuoi pescatori con assai quantit

di

pesce; che sian qui per

la

mattina presto.

r/o

PAPIRI EPISTOLARI

202.
r-r

'i-m,^'^

C
U(uQ<() laxvQioj'oc

Tu
ano

anoXvihf-'Tu

TuXi-i oirov fio-

voX^(i)()a

f^xtaor

m-VTiqxovTCt

1/

oixovoin^Goi
r\()\v

(Tot

{yimca)

fi

qv"

iic

ttqoc

f.((>rox('()(>v

do(cxfU(C dtxa

^"" Y^, >Ji^

c^^

iyivovTca) {Qax/iac) c^~

'

i-ic

ra nuqa

Goi

lakoiuacc ov

1(1

XoyOY bGilQ
2^

m.

afaj({fi(i)fiai)

xai oixovofn-aov la

nQox{tifitra) ttqoc qc^ i-xctvo

HqOVI'O) (fO

15

(k^

{t-iovg)

ifi"

0Q(((TO)

(trovg)

^co^

o)g

ttqox'

COUHIHI'ONUIiN/A IIKIIDNINIANA

.l,il;i

III

Tliiiiso:
vmJuU'iIi

quali
ili'

tii^ioiiu

ilaiai

iloilici,

(iiiiiii'M

;^'i()rn())

il

.oiitoc;iii(|UMiilii,

'

<ltl

cniito
('(Ullf

ili

limili

'.

Sp^mic

sn|tl"a

li(;()

AKOHto-Sottcmhre

li

150, iiioriociiori

ili.iiiiiiii'

iiioiiihIihiu,

li

luiiitoniia,

la

ilici

iiiaim

ili

2(\4

viki

ili

ili

ili

ili'.

171

IhCIIVKION

iHchyrioii

Hcriv;

che

'ViiU-i

12,

iHf.hyrion

per
:

|i-

ti

a<l

U-j
H|'Ho

'Mi Unno

Ilirroniiio

l'ront,

'li

rimotUjro fcon huono),

tua a/jiida

li

valuta

lU'lU'

HUdfl,'

'.

2( Ki,

ll((toit)

llitoitay^hc

idi

(>ii
x((i

Ktv-

1(0

x((itQytt-

()ix(i)

1(1-

l(TXI'oi<i>t'i>4

yotiut-

j^fc

yjoior

i'i'/.(jr

(Tvvrj'Jip'

1^1

sic

anuvr^r
1-000)0 i'fl
(Tf-

i-

VX Il (ti

NqUVHO) (fQ~ 0QaO)

IO

{nove) i^" (fiovc)

(/((/{

re'

In data del 28 Settembre 264 scrive Iscliyrioii ad Heronino front, di Thraso

che vengono cost per caricar legna,

il

'
:

Fornisci ai buoi

fieno e la consueta spesatura (sottint. al conduttore). Stai

sano

'.

204.
n{aQa) laxvQCMo^ Hoanivo
Tota

(fgavriian^) xto<-M'

antaniXa

tic

xt^v^

Jiorvaiaa aiay-

xaiov f^yoi^ trt[xa] far ovr snaf)

rf-QXOi^ura 7ro[ aoi] xarax^r^ Xoq-

Tor avioig

7ro[]o'X6:

ah ei'xo-

{oooolf^ai
,u[t]

(erot'c)

In data del (per guasto non

si

legge

il

(fiXrarf-

u"

mese

Heronino, intestando, diversamente dal solito:


tre giumenti per lavoro urgente a Dionysiade;

loro

il

foraggio. Stai sano carissimo

'

Da

il

giorno) dell'anno 268-9, scrive Ischyrion ad

Ischyrion ad Heronino front, salute.

quando all'andare sieno menati presso

'.

Ischyrion scrive forse di citt: fra (juesta e Dionysiade trovavasi Theadelfia.

te.

Ho

spedito

tu fornirai

PAPIRI EPISTOLARI

172

205.

laxvQiovoc

IJ{f(p(i)

JoC

T(CVOt[(rxO) ?

((]7T0

(fQOVil[OC Jiovv-

AlQI^
.

IO)

o[f]ror

* * *

Frammento

di

una lettera

di

Ischyrion certamente ad Heronino, mutila

cante della data e dell'indirizzo. Ischyrion ordina

Dionysiade

Un Atres

dare ....

di

di

in line e

quindi

man-

vino a Taurisco? dell'azienda

di

ad Atres che
taurelates nominato in una lettera

Horion, n." 223.

di

206.

II{u()u)

Tote

laxvQiwvog

77 (>(KT(-i ITT ord

xain^XoiQ ovai lor kqiIf^fior

TTor x((i

a^tc ruc

f/olvxuo-

TlQonvv iraQu

tvxofna

Manca
numero

di

carissimo

Non
delfia;

la
14,

data e l'indirizzo;

la

rooffuq

avvrjx/f-ic

(fi*"

lettera per certamente rivolta ad Heronino:

della scorta (o coiivof^lio) di

Polycarpo e Protys

fornisci

'

Ai camelli,

in

consueti alimenti. Stai sano,

'.

trovo altra menzione

non detto dove

della sfera

di

dominio

(/TQ07T finti r) efj'erre)

di

si

di

questi due, forse mercatanti ?

venivan

di citt e

recassero, certo per assai pi in l di Dionysiade

Alypio, andando con camelli e

o ad un;i

missione militare non mi

in

i)ar

tal

passavan per Thea-

(cfr. n.*'

204) ed anche

numero. Ad un convoglio l'unehro

da pensare.

(;olllllhl'f)NI)KN/A

IIKIioNINIANA

178

IHCIIYHION

207.

l()\'/f( ll'ItO^

//{(<()(()
I

Ilici lu

//i<(t\t(a\xt-<:

UlVQtkun^
yiitiKf

l'I

llo\i(x\'/.nn<

ne.

hTTl-

or xiairnv
x((or((<itoi>

r7Tli\()]nOVlll
rinXf-iiC

Tl\f-Q\l

i'i'/or

I t^>.

io

l I'0i7fw

He

1.

3.

eie:

UPBM,

sni-^QSin' cfr.

ITI p.

220 xui

jrjv

rnv

:fc

nhnov

senza dell'articolo nel seguente xuovov e l'uso

naariv enixQeKtf, contratto del 236 d. Cr.


1.

4.

()VTov

non pu qui

significar tirato,

ma

Ti/nsia

dovr inten-

dersi riparato, coperto, o fornito di ripari, secondo


significati di

^vo

(^voficu).

wfioi di cui al n." 233.

come

in altre,

Ripari posson dirsi

La forma

ma

fa

il

la

servizio di citt

126,13 e n. 211,3;

t'uniog.
1.

7.

cvAoy

i,

per

la

numerazione

dei legni cfr. n. 145, 5

1.

8 eivofug, lezione certa; forse

nome

data. Ischyrion scrive ad Heronino front.:


il

del carro a ripari (coperto?) del carrettiere

l'apiri Fiorenliiii.

cfr. n.

^vyp.

potrebbe

offenderebbe l'as-

Per guasto del papiro manca


bovaro Papias che

C,

un semplice

forse quest' ultimo lo stesso che qui detto xuo-

mano,

di

HimxXeov per 'HqkxMov

5.

quattro

del q in questa

essendo simile a quella del

invero leggersi anche Cvyov,

1.

parlando

di

legno n.o 10, quel di Inona

Herakleo

(?),

'

di

luogo?

Consegnerai

al

da servire per l'armatura

'.

23

PAPIRI EPISTOLARI

174

KOPRES
208.
^^^^^^URof

cJ

KojTQfi
T(t

HQOniVM

XMQHV

adf/.<fO)

Tovz xoqirovc rovg

naQu

(Sv

rov ivax^i^o^sic

sic

sic

alla xai rov agn^fiov


avrov xai

fi^

ra er

avTvg (faida alXa


sic

10

rrartoc ir

ri]

iOriv

x/S

rjrig

avoiov

fQQM(J^ai a e iv^oiiai
{ti ove)

atlift

y"

!.ieGOQi,

xa

Mandam, que e
chiamandolo fratello:
scrive Kopres ad Heronino
256
Agosto
14
del
data
In
non pero dell
(indicami, il numero di esse,
anche
ed
te
di
presso
son
ceste lelo Spettabile che
doman, eoe
(ci. sia Mto, dentro
momento che contengano; ma .mmancabihnente

coirlln
il

22

(=
LO

15). Stai

sano, fratello

Spettabile,

'.
^

certamente Alyyo

vuole che nella lettera di spedizione

: n n dele cosucce che

vi

si

di

cui

Heronino

trovasser dentro,

Kopres era garzone


si

limiti

come

.largii

i
o .,., (ved

o 1^,^^
loO,^
"

conto del numero de e cest

forse Heronino

aveva fatto altra

Knnrps
Kp^^e
spedite

volta.

lIKKoNINIANA

r.iItUtSl'(iNI)|.:S'/.A

170

KOlMtKH

2()H.

Dt^l

Museo

<li

AIcssMiuliia

jiiihl)!.

il.il

l'.rccci;!

|ii<tl'.

in

/>////.

Soc.

Ardi. Alex.

'J

(l'J07)

'i2.

|.

l'I'f.SII.

Ih

hoTTQTjg

Olii ro)

y/uotiv

((fh).(j<ii

IO)

uno

Exofiiaunr^v

ffov

tee

'/.o-

yov uvuoixaTv iiovox"'


(del.)

fiovo"/^
(li

rv^c

ro)

fir^

ntfxlpov

ov

fioi

TU vvv eni XQ^S^^

xa

"'''

sic

Twr

1.

3. exofiiaufiriv

uno

aov, nei conti di

spese Heronino avea

si

segnato quei tanti monochori da darsi a Kopres.


1.

5.

Non

ben certa questa

anche leggere

,"'

cifra

^; assai

uTj

di 48,

comune

in

potendosi

queste

somma

gi prima segnata in

sarebbe oxtw
dal
e

rj

fiofo^'",

^a'"

;;

il

tutte lettere;

grande

con un segno che pu essere

come un

piccolo

o.

Pare che a

1.

di

fosse erroneamente scritto fioxrw~ o altro di simile


e riconosciuto l'errore fusse

il

tutto cancellato

come

Tv^t,

ix{riv)i

ridotto ad

1.

6-7.

come parve

fiovoy/'',

come ha ben
la

letto

data tergale
strano

Agosto inoltrato ed

ov\y\ xca

TU vvv,

Breccia. Se

il

come data

che Kopres
in

tempo

ad esigere questo vino assegnatogli

separato

4 invece di oxtm

rw

lettera parrebbe assai

qui

abbreviatura

5-6.

n'xoiiui

(jt

Breccia.

dovesse considerare

let-

tere ripetere, con o senza ytVcTw, con segno di cifra,


la

vede. Certo non vi fu scritto

al prof.
1.

(rQQOa^ui

di

in

si

si

della

fosse

vendemmia

Gennaio

possiamo con sicurezza completare

men

cos la lezione interrotta del B.

notando

il

mune

n. 811)

invece del

xui

solito xuv

T vvv
J'ri'.

(cfr.

OxyrJi.

IV

co-

PAPIRI EPISTOLARI

176

recto.

(erovg) rcov xvqiov r^fiwv

OvaXtQiuvuV xai ra/.[h]^rov


sic

Non

fu segnata la data in calce. Secondo la data segnata in

{recto) la lettera

sarebbe dell'Agosto (24-28) dell'anno 5"

data per veggasi quanto ho osservato nella Introd.


Scrive Kopres ad Heronino chiamandolo fratello:

48

(?)

monochori nel mese

Stai sano

'.

di

Tybi (Dec.-Genn.)

or

p.
'

di

55

modo

forma

insolita sul rovescio

Valeriano-Gallieno, ossia 258. Su questa


sg.

Tu mi

hai

provveduto, in conto

di

spese,

dunque mandameli subito poich ne ho bisogno.

- MOMMO

Ili;iM)NINIANA

(!()l(UIHlM)NliKN/A

177

MONLMO.S
2()J).

Movifut<

H(.(i)in(ii

//((ot-J.Kfiov
x((i

fJTi'

(hyiDooii;

.iitnoniiov)

it(

oruv

(h((

(t/iA.((

t-TTi(t

n<iri)y(iio((

tx Kor anoXvOtriur

TTf-vr^xoriKf-'i
01

O^iiKjoi'

x((i

//o/'/oc oniiXaiov)

on'ot'

Il

<fi/.i(<iiii

itii

htyoy diao n(y (h loiitvnt

(ov

rjr

sic

oXn

nefintg ov

((

XQ'',^^^

ai'rov

ir

xui yuQ
10

ircc

noXXa

o')^

ntgi roviov

(jccaiv

fioi

TTf'jiUfJ^i;

xai o^i<q(c

i-x^i

ira roivvr ara'^o) xai

n ((Qi-7riGoi.it
sic

aie

avr xai raya aXXa Xk^o xaXu xai


vnr^QtaGdi] o sxTirayfiog xa yao

fxr^

(-nf-iipag

sic

fioi

anoxnai

xtei

eQQOff^ca

6.

Con buono,
la vendita,

(}{

et'xof^tai

a questo vinaio Monimos, una quantit


di

eragli gi stata

monocliori

di

vino, di cui

mandata prima

(1.

il

una parte
parte

13) un' altra

13.

muffa

(o^(>); cosi

10. (fKoiy in

14.

spiegherei questi due

nomi

1.

15. VQ''^*':

non conosco

altro

Senza segnar
degli asinai
di quelli

di

o^p forma volgare dispregiativa, da non

senso

di

Ammonio

cenno,

Monimos

TJQxet'

^oi\ in volgare odierno

si

nfzihrjg.

ni]QEda{h]. Il

prodotto della vendita del


l'

xnvayug

come pur

= xsQctuioi'.

mal

pu credere, in questo contesto, che

si

stia per Tjoxsaey. Piuttosto si

o incominciare, o,

un recipiente

scrive al carissimo Heronino

pu pensare ad

scrittura per tJQXsy esprimente

una erronea

mano

Si^tjocc.

una parola, un

la data,

xeoduiv

1.

confondere colla regolare classica


1.

^ov

Vuol dire

punta

neutri plurali, del secondo dei quali

esempio

>'

nfxUitjg

Si noti

scassatura. Cfr. la nota al n. 196.

Vino guasto che, come noi diciamo, ha preso


{oh]) e di

volgarismo tV

vino dovea servire a pagare le opere per

da ricevere.
9.

qiX

direbbe

quella di cui accusa ricevuta, altra ne avr ancora

1.

er xegafxiv

ricorre in altri papiri, p. es. Oxyrh. n. 293.

forse di Alypio, era stata assegnata, per

considerevole

ovi-

V pxf-r

15

1.

oi>f-(c

come

il

metter

noi diciamo, incignare

vinario.

'
:

Ho

ricevuto pur oggi per

mezzo

ed Heout e sette asini, con dichori, cinquantasei, dico 56, monochori semplici

che mi furono assegnati (con buono)

essere tutti quelli che mi mandi,

io

dei quali dar conto.

non so che farmene, poich

Se per come questi han da


pii

san d'aceto e

di

muffa.

PAPIRI EPISTOLARI

178

intorno a ci perch

Mandami una parola

che forse ne ricever degli

io

riporti indietro e chieda di esserne dispensato

li

non ne sar intralciato

altri migliori e

quei che gi mi mandasti rimangon

quindi

lavoro del dissodamento; poich

il

nessuno ne ha incignato neppure una misura. Stai sano,

carissmio

210.

Mo'if( ag Hfjo'f-iVM
X.

o
IJaohkajov xi

ff^/a-oor

Sia HgaxXi-Kivoi; xca Hovrog


ovjkuTOv ic( orov SccXt
*-

f>

oirov oix

e,

(t)

ip

fiot'ox

anla

(yivirai)

(t)

r^~

jii

sic

AA
10

fioi

nt-n-

xca yao hVToXag taxov

o'^oc

fjf-

,'J(-XrjG]g

i^irj

sic

dia tov tTTKTioXiiov naQcc tov


{[va]Xj(oroQ xai eav aoi
OXl

noi fX TOV GhV

TTt-fpf:
*

sic

sic

lovtov iva

f-x

og

avvrji/eiav jtw/w

15

f-Xf-iQ

(Toi

f-QQOaUia

1.

6.

Non pare possa

leggersi

del proprietario degli

Forse

degli asinai.
1.

8.

La somma

(^tjho'.

Dev'essere

il

nome

1.

che non sempre erano

asini

qui apparisce errata; dovrebbe essere 48

per 7 asini 56 monochori, ossia 8 monochori per asino,

dobbiam pensare che anche


di asini si

debba avere

e che quindi,
le

due

cifre

non

la

qui per lo stesso

stesso

somma

numero

sia errata,

sommate che dovettero

28 mon. e non 12 e 24

Senza segnar
pur oggi, cio

lo

il

come

si

la data, se

19

di

Choiak

di

ma

numero
monoch.

piuttosto

essere 14 dich.

vede

n.
1.

V.

in

come Ischyiion

costui

di

.Sj'ros

(cfr.

ut'ticiale

n."

196 e

246").

Heronino era retribuito

in

tanto vino che riduceva

danaro dandolo da vendere a questo vinaio. La

distinzione fra
corre, se

il

vino

di

propriet sua e d'altrui

ho ben supplito, pur nella

ove parlasi

di

Monimo,

lett. di

ri-

Syros,

n. 246'.

scritto.

non del mese, scrive Monimos

(=

chiamata una lettera con varie

Alypio trasmessa a Moninios da qualclie

non 56. Ma poich nella lettera antecedente abbiamo

{-vxo/fcei

ordinazioni da parto dello Spottatiiie che dev'essere

o f)(ih[ov]?

9(di[o?]

11. niainXuhot' qui

ai-

al

carissimo Heronino:

'

Ho

ricevuto

15 Dee), a mezzo degli asinai llerakleon ed lleout, con 7 asini

lli:H(iNIMAr,A

MO.VIMMH

tiith; iiKJiKjclion

semplici

("OHKl: l()MM..N/A

(li

'Tliali

(Iciratcln,
piiicu

(Il

diclioii

II!

pni'clir

|i(i

iiiaiKl.iiimiic

L'I

|iiir

ilei

iikuidcIkii
niilini

tuo,

di

viim

((ujiitn

li

tiiatidamciic

iii

cotiM' tu

Non

r^o.

con lettura dello

ci) traHiiieHHiini
|iiirc,

171^

kiimI,

aci

voler

Hpfirttabije

vonda per

io lo

iiiaiiiJarini

\t<^r(>

te.

che He u te

Stai ino

',

211.

II (munito

storni oc

mi

yiann

(fiAi((itii

Un((-

Ii((Ot-Xa{ior i<(

xktov Kg avrnX^oo5

fT'i'

T~

iiovoxo~

txKvo

fii>rox('>~~

yiivTai) fioroxo~

iQOOffltui

10

g.

Urea

Decembre 255

di

scrive

H'X0,UUC

G-

Ir

{nove) y"

In data, del 28

i{i

rVfii

Monimos

,i

al

carissimo Heronino:

'

Ho

ricevuto per mezzo

Herakleo a complemento dei 300 monochori, dodici monochori; dico mon. 12; saldato. Stai sano,

carissimo

'.

Colla ricevuta degli ultimi dodici monochori,

Monimos

qui d

288 aveva ricevuto

in

pi

antecedenti, senza data, possono pur essere le ricevute

di

due

gnatigli per la vendita e di cui gi

questa per non

si

arriva che ad una

Ho

somma

carte di Heronino.

n.

2i6* potessero far parte dei 300 di cui qui

mi comunica

il

Wilcken

non

del 3

quell'assegno fu fatto nello stesso

noto gi da altri papiri e pur dal


Crnert APF. I, 211, v. Herwerden Lex.
dall'

Herakleon

ai

300 mon. asse-

Le due

si

parla;

(rv^t) di

il

ma

queste mandate. Con quelle e


ci

dovettero essere fra

se quella lettera dell'anno

Mitteis, questa idea

questa ricevuta e per

lo

Herakleo

{= Herakho)

di

Syros

5*^

come

va esclusa. Certo per


stesso scopo.

N. Test. nh]Qrfi indeclinabile in senso


s. v.

lettere

di

saldo,

su

di

cui

dev'essere un asinaio diverso

della lett. antecedente.

Dalla gi citata

preposto

di

anteriori.

124. Altre ricevute simili

come segnava

mese

mandate

158 monochori assegnati a Monimos colla lettera

le

pensato che

di

saldo di tutti

il

lett.

di

giumenti, ini %

Syros rileviamo che questo Monimos, prima


xxt^vt^.

di

esser vinaio, era stato

PAPIRI EPISTOLARI

180

NINNOS
212.
'i^

J v> - _

T*^ vi*/

'i*

Nivvo; Ho(t)i'iro) no (fiXicc-

EiQ toaavTtjv aTi'Xiccv r^XOeg

Toaavra h^/nfiara HvaXiaxov


5

oQ

f.(ri

tx^tv

nivov
/^TJV

rrjr

iit-'

ot agia-

tv TOffOVTO) Gol

t ori eav

>

aQTa\li\r^' fiiav

<re

iir^

Cltl

lr7ll-{.lpa

atavi (d tov nav-

Tog TTQOVO^a^i fftttvto) jiitya10

kr^v

utvxKxv tvnoL^at\i xai H-

oac t

.^^37^

o^^

'^'i^

^'TTT?^

ti]g

MvQoXiog

GTifi iqTiaGaio Gt

A-t^W^Y' f^^t^.

o)C

(f-gorzi-

offtiXov-

Tog ceno Ttifxi^g xa^afiov tri arra

TOV fitxtiQ

j.n]voc

xorta yiivtrai)

15

{Qcexnctg)

[Q.)

(li

exaxov

e^rj-

xai vtto tv xov

xaXcef.iov noki^Gariov 7to-

X oxXovf.ievvv q^QOvxiGov
ovv rug dgaxf^iag avru nttupai
^" {tTOvg) Voi/

%-

1.

4.

yiUtax(i)y.

'iTjiAfiitH

cambiando

'/.ijU^aTU

zione di Alypio, a cui apparteneva Ninnos che ami-

(t'<duj-

in

chevolmente ne avverte Ileronino.

U((TtC.
1.

6.

konifov.in

una lettera

di

Gemellos(i^ai/.

Towns

parlasi pur di artabe Ao^nVon che forse

come sogna
di cui
1.

11.

toQbGi^ai Gt tvxofiai

(flXjUTt

'^y

Te

v.

Herwerden

s.

v.,

ma

non

i!

n." Ili)

seme

il

loto,

di loto,

poveri facevan pane; ved. Wilkinson

II,

4.

Questo Heras cortamente l'autore della lettera

che possediamo,
che qui

si

n."

189. E^li

dice l'ufficio

avea informato

principale

ilell'

di

quel

amministra-

1.

12. re

w?

ocpsiXot'Tog,

curiosa applicazione a persona del

genitivo di cosa voluto dal verbo {iiua^fd Tini

mentre torna
roi-

linea

1.

poi

di

persona

/'Aoifjs-

17.

marginale; questa fu

dopo aver firmato


si

l'accusativo

Tirn?)

chiudeva con

premurosamente aggiunta

col saluto e datata la lettc'a

r/f/n/'w.

che

(JoimiSl'ONUKN/A

In

tantn

s[KniH(ii(l()

io

riin

t,o

an^Mislic

iiij-isi

diaiiiiiio,

lo

non posHodoro niippun? un'artuba

dii,

ponsa poro dio ho tu

mcclicir

di

molili

tissorc

dari^li

riiLnito,

vorrai a trovaro;

Un dal mesi'
di

(Utilo

iii;iM(lMt:i;

II

181

Srliniiihn' 2i)4 aerivi) Niiiioh al ciirisHiiiKi lloionijio:

i;l

(It'l

iliil-a,

NINNOH

IIIWIONINIANA

((

|)ol('-ll(>

da c.oloid

idilo

Floras

;iiicli('

i(niii. I''(l)l)r.)

di

o^tn cona non

|)or

IVoiil.

contoseHsaida, diro

cIk

la

hanno

ciinna

t,anta niKi!rla Bel ridotto,

quoHt'artaha

loto! Intanto

di

provvedi da to HteHHo,

ti

Myl'oJiH

di

'

t,l

accusato

lia

drainnio dol

|(;o,

oHHor dobitoro

di

cura

v<Midut.a; or duFi(|ue datti

canna

dolla

pro/,/,o

accio niiclio por (piosln tu non sia in colpa. Stai sano, carissimo

grandi

in

di

man-

'.

21 ;j.

UT

'di:

Nifvog

Htm ri

lou

III

(jiXtuto) /a/ofn'

Tu

->rr^^/
\/.

'y-^

Tj

iuTTiiJinoiif-vu (Toi

uno

TTfjc

rwr

ruvJ.oaifiov oi-

VOV

^.r,t-

TT-

noXtoK iu xii-

71 u-

f-lt/iyClCU f.l~

QuXu^i xut

tuffar ttuou

ffoi

sax UT iJtruTrefUpijf:

sic

uvra

tt

[o

JiorvffiaoQ

r]j^c

t tu ton'

IfQioVTlGTr^c) h^ll]flUTlOG{v]

10

XoyOV ffOV TTUQ Evuij^io-

vog ovuv
ce;

d-

TrQO?.ufjo)r

fiSTUTTejiipr^TS

uvTu

o (foiovriGTi^g)

sic

^^^^^t>

6. fisucpLxia,

nome

di vasi vinari di special

terminata misura,

ma

di cui

che va aggiunto

non conosco

nomi

agli altri

forma

e de-

del front, di

altro esempio,

quali vedi

dei soliti

Wilcken GO,

Perch qui

Ili, 448.

monochori

una spedizione

di citt

TOV

Tifi

uv-

i'Sai ttuo

7TUQU?,r^/.llpiO)g

simili ricorrenti

si

I,

764 sgg., Arch. PF.

adoperi questo nome, invece

e dichori,

non saprei

dire. Certo,

affatto speciale questa che si

ad Heronino perch

Papiri Fiorentini.

la

nianda

tenga a disposizione

Dionysiade che era, come noi sappiamo,

allora Horione.
1.

nei papiri, 6Sia, xalocpoiviu, xvi&vu (n. 194, 22) (inuc,


sui

JiovvGiuog

jsawj

^i\

1.

15

ir^g

11.

Yed.

note
1.

17.

le lettere di

questo Eudaemon,

n. 190-1,

eie

ivi.

in questo

segnato

il

complemento marginale

nome

del portatore

stinto con

un

mente

stesso che

lo

(forse)

della

lettera

che un Syros

di-

patronimico abbreviato certaricorre

cos

distinto

nei nu-

meri 220-1-9.
24

PAPIRI EPISTOLARI

182

In data del 24 Gennaio 255, scrive Ninnos al carissimo Heronino:


ti

di

furono spediti dalla citt con giumenti noleggiati tu

ricevili

'

48 raemfiti

e tienli presso di te

Dionysiade mandi a prenderli; segnali pei tuoi conti presso Eudaemon

ritirarli

il

da

front, di Dionysiade, fattene dare

vino che

finch

front.

il

quando poi mandi a

sano, carissimo

lui ricevuta. Stai

di

'.

214.

Nivvog Hquvivo rw

Aa^urr aov ra

%mQHV

(fiXrai.[(i

avutQOV

-/Qa/ifiara

rov TTcaduoiov rov xagraoiov

^uQaniovi
5

evtxiv og
jio^Uo

fd

10

fi

10 O

u/UQiiJiroi

ti

diov xat i-niGTtiXov

i(i\v

v[

f-xi]g

fioi

(iov[X

ri

xca

ovv luav

(-1

\^

f7Tl(TT[

i-

lovg ovi^Xaiag

{-xoi

.\

(xXku f-iXi^ifoiog a[

TTf-iipa/^i^r

ovr TO

V av

)c

TiaQaSovrai ani

xTrjVOv
f.ifv

f-7T(Oin'Vi

aVjfXiQor

fiiza

tneaiaXlhat,

i-Xtyf-v
.

di-xanQunb no

TO)

t[

naQa[

7()07r7^i'[

ira

fi'[

rovrn

yao

Xa^ofTir

nagovieg une

fioi

iQQMG/ai

ff ivxofiai

15

[exovg) fii-xiQ

/9"~

indirizzo esterno

HQiovtvoH (fQ~ Oi-ceiXqtiag

Questa lettera portante

la

data del 27 Gennaio 255, mutila in tutto

manca

della fine delle linee, piuttosto lunghe, per poter supplire,

lettera

non

della

22 fa pensare ad un soggetto simile a quello del

1.

dei pii

La menzione

comuni

del dekaproto a

e in pi di

1.

4 e

un luogo

tanto pi che

n.

minato

1.

3,

nella

rrXijix

che parmi vada inteso


parte perduta.

'Qycc.

Ma

Pu

di

uno

darsi

(?) fa

tutto ci incerto.

si

tratti

del

Il

fiiar

trasporto

di

assi,

della

rgonrir
1.

17.

pensare a lavori non


il

special garzone che fosse addetto ad

che

soggetto

167 ove pur questa voce ricorre,

indipendenti dall'amministrazione comunale; forse opere idrauliche? Notevole


vagiov,

il

la lezione incerta o lacunosa.

spedizione che questi doveva fare

di

lato destro e troppo

il

TraiaQiov rov xo-

un

legni,

carrettiere no-

ordigni

per gh

- NINKOK

lirnONlNIANA

(!(>nHIHPnM>i..N/..\

\HH

215.

NlVVOC

lou

//\o\yi(xtii
IC((

XKI

II (toni vox

(fi

H'tttJi

(('i(i<<

X'^'i"^"'

f-0(V-

ijXit'

Hir,

((yicitfUlKci

trjC

ne

i((

lliithir

XKI

f-nn
.

xi^.iof

01

h'ii(v[i\^c

(().}.

i((

i(K KJiir

'"s"

iiv-

:ii-iiili(((> !)i(i

/or fTiT

10

/i<i(rx\(>\o[i>\ii

xij;io)

Ir

/(DQovr-

IH)

iityi

ffiioc

ttiaiD/ior n

II)

Ut

aWf-nf-fllpK TfQOC

lu

ru i^xnHi-r io xiic.or

15

avr

xr^v

flCGij

avi

ori or

lauxo-

i^y

f-

cen-

tii-xi-y

ai lu 7TQ0C l'fucc lira ira


sic

avTor

firj

2'*^

xctr[f<a]yr^r}-

m.

f-OOUGifUl

fiai

t\UC<C

(frcnot

y" {tTovg) (fc(o{i.iovOi)

20

irV'U'i-

i-~

indirizzo esterno

xai IIoviix\(i\

Hqovivo (fQ~

1.

Da

).

servire cio per le macchine da

di questi

due coltivatori dipendenti da Alypio

non trovo
1.

7-11.

irrigare

altra

Le lacune

1"

t((vos).urt]g

orto

nome menzionati

de' quali

menzione.

lui si

il

senso. Pare

si

tratti

1.

Questo Heron pare dovesse essere un

12.

In data del 31
il

tit.

di front,

servire per
col

l'

Marzo 256

scrive

xuovccgig

Ninnos

da

ai carissimi

dato a Heronino, non a Pontikos)

orto di Dioscoro e Betilo,

La

ma

nello stesso giorno riporti di col, mandategliela


sani, carissimi

'.

vede che

momento

'

lui

debba intendersi

abbiso-

di

un qualunque mandi

Heron

destinato ad altra incombenza.

Heronino

Pontikos (nell'indirizzo esterno

Mandate subito un asse

mandata

di

e Pontikos.

diretta ad

di

nove

cubiti

da

conviene sia mandato

proprio subito poich

lettera poi che con questa ho

mandato qualcuno. State

dello stesso

dato da Ninnos perch serva loro invece

del carro che deve servire pel trasporto dell'asse.


1.

servivano ed anche in quel

16. riva pare

altri

in queste lettere. Si

gnavano Heronino

e la incerta lezione di queste linee ren-

dono impossibile indovinarne

da non confondere con

Heron

ed appunto perch voi non

acci lo stesso carro


lo

tratteniate vi ho

PAPIRI EPISTOLARI

184

216.

Nirroq Ugovircoi
xai

II()vrix(t

(fi

xaiQiiv

AQTxaXoc

toic

YQa/iiiarivg

tov xvQiov jiov xoaiKTrov

Akvniov avvtra^aTO
yV0'^ai ie t^v

rjfieiv
SU'

VTcoaxo-

sic

fuvog (Tvva'^ai nar-

rag lovg ysvofxs-

10

vovg (Svr

ato 0\'$v-

QVY^Xeu[ag
\ca

(fiX\

l.i\eTaX'la^[

\v^ov[

15

aV'/JQOiTTOvgl

]ovTa

]7TQ0Gi/f-

20

]fl

.[

\mf.i[

1.

4.

questo certamente

1'

Harpalo delle lettere

Di qui veniamo a sapere qual fosse


1.

8.

Sathro uno dei nomi della frontis

di

il

suo

n." 182-3.

prossima kome, non sappiamo. Egli non figura che

ufficio.

in

Heronino. Qual

parte vi avesse Pontikos o se fosse front,

1.

mancante

Ninnos dice:
di trovarci

'

Harpalo,

a Sathro

da Oxyrhyncha

il

il

della data.

di

Ninnos.

Prob. con gente (operai

che era nella Poi. mer.

di altra

Ninnos scrive ad Heronino e a Pontikos senza


mutila in fondo e quindi

11.

queste tre lettere

titolo d'ufficio e

Poco rimane

?)

della

dell'

kome Oxyrhyncha

Arsinoite.

chiamandoli carissimi. La lettera

delle lineo

inferiori.

Nelle superiori

segretario del mio signor valentissimo Alypio ha dato a noi incombenza

giorno 30 di
'.

promettendo

di riunire tutti

quanti

venuti con ....

iikkoniniana

(!()Ukihi'oniii;n/a

186

ninnob

217.

XCCl

lloi'IlXUt

oiKcQKc

KHC

(fl?.-

\iuif-rt-

%it-evTa

Ta-

Xei fxeta
.

loig

* * *

Frammento
ai carissimi

kome

di lettera di cui

Heronino

di Talei (?)

non rimane che

l'

Pontikos dando ordini circa

intestazione e pochissime parole. Ninnos scrive


i

vini

die furon portati presso loro

(?)

dalla

PAPIRI EPISTOLARI

186

0PHELLI08
218.

/2" ^i^/y^JV
1

:^

IliuQo) ()(ft/.hov

Honqoov

rovc.

na-

Qa COI Tfxtovag
xoxpca apia
5

(xiuv xai avapor


sic

TTokiv di A-

eig T?yi'

vov(ff-o)c

ravQS-

Xaiov x^'^QOVGav
ftc

10

xaraGxivrjV

TQoxov (TOC

roif

vno avtor xuqvov


u'kXa TTUVTOK iva
IO xufjor
yrjx/^i]

lo

yi(Q
tct

oi'x

fii^

xcaao-

ayrotiq

ra xuttnfrtyoviQycc rov x((ov(M)V


t()Q(i)()')((i

G evxo-

fKU

HQMVflVM

///^'-M<//sW-./^.,^.^,;^

i^

J?^'/U?oy

/f/rr

20

(fTOi'c)

(fQovtiariq

d" }UG0Q1]

y'~

iikhuniniana

(}()UUIhi'()Nii:n/a

4.

mlJiifu,

non

f).

In

liiirilo

|>iiri<

o Halu (iollu

ilitlilm

iii

ruota

iiinuHsn

pel

del 27

lo^'iKUiioli

clu!

liai

(l

il<'l

ipidu

fu

una sala

taglino

d.i

Anutis, dovendo essa servir alla costruzione di


elio

il

carro non abbia, a rimaniiro

urgente. Stai ^;ano

Questo
in

l^iKmld taiirolal<tM, non inMiKlonato altrovu, paro

Appiano

in

come pur con

Ofolllo.

coli

raccolto,

di

vondcmnila

nchlodoritl

occ.

antthi

front,

senza

dii di

ruota e spediscila alla citt

una ruota

dol carro che egli

dove:

|)0r

Fai

'

mezzo

mena; ma

del
di

(^lie

bovaro

premura,

ozio; giacclK' tu non ignori quanto l'opera dei carri sia ora

ciiiania

Ilerakloio proposto ai giumenti (n."

mano

iJi

fa-

'.

Ofollio che

in

Horvlzlo

citt ove* torno rlnlodova

in mi- liifatll ora la Htii^iono dol niUNNlml lavori a^rl-

suo

fratello (n."

172) scrive e intesta la lettera in tono e

forma padronaU^ come Appiano od Alypio. Sul rovescio

a trovarsi

II

257 scrive Opliellios ad llnroniiio

te,

187

<>|'|ii;i,i,iom

ojora di carri.

xi'ii/infiiixiy.

Liif^^lio

pressa

iroc,(t(lnnto

((.

cuhho
I.

Hcritto coH MV(tfi<

il;it;i

I.

<'.li(i

cKTchid.

lo'inimy, forH(*
(|ui

miIhih'h,

hi

(liit;i

(Ini

|iiiil.tiist(i

t(tti(l(ii'H

(lei

OHHoiult)

di

quelli di

12fi)

di

(recto) si

la

lettera

duo anni anteriore a questa. La lettera

Ofellio pei rapporti che costui dovette

Appiano.

leggo

certamente avere cogli

di

di

Alypio ad

Alyjjio

affari di

venne
Alypio

188

PAPIRI EPISTOLARI

HORION
219.

Qiov

HQO)Vf-i[vo) r]o)

IlctofXa^ov xai vvv Ttaoa

Gov ano Xoyov

tvaxt]-

Tifi

fiovog v Xoyov o)(TO)

Qivov /lorox"' TfGGaQa-

xavra oxzw [yiveTai)

fi

firi'

fQQwaO-ai at i-vx"

{azovg)

Novembre 253

In data del 12

uyJvQ

i<^~

scrive Horion al carissimo Heronino

'
:

Ho

ricevuto pur ora da

te per conto della Spettabile, quarantotto raonochori di vino, dico 48, de* quali dar conto. Stai sano

La Spettabile
seguenti,

ma

Euschemon

dev' essere la

donna

di

Alypio.

Non

detto qui,

credo sia ben inteso, che l'ordine fu dato ad Heronino da Syros.

come

'.

nelle lettere

OOUUIHI'fiNKKN/A

II

KKONINIANA

189

IloKlU.N

220.

I
)

ii{)lO)V
i

K'i

HqIVUVO
'/^((IQHV

<f().l((l(i)

IJaof-dfiov

7f((0((

noi

).v!tf-ri((

f-'i

[iiaac ^l'uini
7T((0

hiioik/.-

ng iu

h(efT( looog) ?

((((/.(,tllt(lU

l-IIOl

/.oyor oxTdi

(III'

k< laio-

ftor

01-

ov iiovoyoKnc

ntvii^xoriu y{ivtrui)

v"

fi

:'

fQQO)a~ at tv/'

KJ

(erovg)

/5"

la-xf-cg

(fi'/.xutt

t~

/
f

II:

vra avaXoaov

eni iov

In data del 30 Gennaio 255 scrive Horion al carissimo Heronino:

quanta monochori, dico

Il

ricevuto da te

'.

In calce aggiunto:

'

Syros qui nominato dev'essere certamente


suo

Il

una

Ninnos

cin-

mia azienda,

Tutti per le spese del

nome
(n.

in

lo stesso di cui

abbiamo parecchie

questa lettera e nella seguente, come pure in una

213) accompagnato dal distintivo abbreviato

Kaa-

anche addetti come

lui

all'amministrazione di Alypio. Parve gi al

Palas

di

in cui

che un patronymico (forse KaaroQog) inteso a distinguere questo Syros fra

mese

Vitelli,

titolo tale

pare potersi aspettare per un

zioni che lo

uomo

di

di

(n.o

229) e in

non pu aspettarsi
nome,

pure a me, potersi

ma

ci

non

n un

ogni epiteto onorifico,

del suo signore Alypio o della

come

^io. o simile quale

donna

di questo.

converrebbe per un

titolato di grado.
Papiri Fiorentini.

He-

del grado di questo Syros quale si rileva dalle fun-

vediamo esercitare nell'amministrazione

notata anche l'assenza

lettere ad

tanti di questo

leggere nei tre luoghi anche xoa" e riconoscervi un'abbreviatura di xoGfir^Tov;

Va

'.

ronino.
di

'Ho

50, assegnatimi per ordine di Syros di Cas(tore ?) per le spese di

delle quali dar conto. Stai sano, carissimo

Mecheir

itt'/i^tiQ

25

PAPIRI EPISTOLARI

190

221.
Sioiwr HQwvf-iro)

<jiX-

to

tUTO) y/dof-ir

IlaQtXtt^ov

nuQa aov

xai vtn'

ano

/.oyov lfi f-ixxxijl^iovog


5

i-'S

i7T(tGtafiaiog) ^i'qov K\aa]{toQog) ? tig

gya

/.oyov Jwfrw

lov

/.loroxoQa

ra ttuq

f-iiot

oinw

rgiaxonuvo

(yiviTM) it(>vox~ 1^
fgQO(r!/ai

10

(Jf-

t-vx<f~

(jtXzurs

(iTOvg) y" ;(otax X

In data del 26 Decerabre 255 scrive Horion al carissimo Heronino

ora per conto della Spettabile con ordine

Syros

di

'
:

Ho

ricevuto da te pur

Cas(tore?) per lavori della mia azienda, dei

di

quali dar conto, trentadue monochori, dico 32, di vino. Stai sano, carissimo

'.

222.
iiQiorv

Euv

Hqovivu tod (/iXtuto x^^Q^^^'

i^f-wg

txT^g

HeTartx'^f-yidiv}

tow

(jih[c(\ii tx
fioi

ano

tr^g

nokewg

fig

sic

T nao
5

f-iioi

uvakomata

otvaoKDV fK-ia^aov yloy^tiro

/iov
Tti

(fiXo)

(v

x((i

nao

oiYov ixdoa 0X1 M iyivtTai) iyoiQa) rf~

T^v Tfif.n^r

av'tov fig

taxor tr^af-

ra avakwuaTa aov

rr^g

10

(fQortiog

xiqg

(fQovtiog

f^r

uray'xrj

ovv fiera^akoi^ amo)

navTwg

ama

f-v

ti]

Cif

fitQor to (faQuaxov io xaiivex^^^'

vno

xij

Q tiioi

ovr^Xavov ffov ng lor na-

ruvQov navog tam-ftlpai

iva xai o ravQog


15

Ot-oant-vit^i^

i-oQOa!)ui

(ftovg) y" tnH(f

(.iOi

at-

f-vx"

(i\tk]taTe.

In data del 1" Luglio 256 scrive Horion al carissimo Heronino:

per

me

'

Di quel vino che fu trasmesso

dalla citt per le spese occorrentimi per la mia azienda, compiaciti, o carissimo, rimetterne

otto

tlicliori,

dico

iiii.i

;i/nuid:riii

dir

il

stnttto/./.o

iill';iiiiii-o

di

diiiii|iii'

l'ai

dfi

hnii^'iiio,

(|iiiili

sano, caiissiino

llorioii

tVoiitis di

liii

rinu^tturo

il

citt

vino a

^'ii'i

iid

o^iii

riiiicttcr^lioii*:

prima

clu^

eia Dionysi-'idc, "la

liOU;,'iiio

venisse

di

pci-

Akcs

citt

viim

il

clic

,i

di

modo

lui

il

pre/./o por la npatm di

deritr' oi^^i

il

inedicuinenU;

promura acci

loriii

inossiiiia a fjU(;lla di Iloronino,

a.^>ai

i;

ricovuta.

ilovc piiic portaro

la

piv.sso

llniinii

Thcadcllia che

di

da

(]iii

iiiaiidaiiiolo di

ItUcra scritta

^'ioiuo stesso della

il

dallo stosso asinaio

dovette ossero imo

llil

i'

hf.\.(-

t-in

'.

clic

incdicamoiito l'uron portali

lluKM^N

i!l)l)i

tuo asinaio Akus ha porl,ato (dalla citt?) pel hovc,

curati. Stai

dalla

s,

dirli,

IIKHoNINIANA

)UUI{IH|M(NI)|;N/.A

llcr<iiiiiiM.

Lmii;,'iio

il

pel bove.

Vino o

trovo altra menzione

(ujii

danaro necessario ad llorion

il

ucvu

vino ora stato portato

medicamento
cui

di

Il

juaiu

il

momento

un

in

critico

provvederlo.

228
HljOllllOI

licllO'

Eicr

(jC/.ll(-

.'lucuaxi-c

i-x\c

^i-oc.

101

Aro^ tarai- /.ai r^ tto rov y.vomxav


5

loyov

tr n^ av i) t

o'T^

ru/.r^

sic

lOQVXt

l(ll((

OGlir

((/./.OtC

TOiQ TavQocg ai'TOv y^oojov tovio


yccQ txfrX^vatv o xvcioc

^voog
10

fpg&jff"

tvxo~~

<r

(iTOvg) " {.lcogr^

i(ov

indirizzo esterno

HQOVf-lVO 7T{f(Qa) io(0)roc

In data del 26 Luglio 257 scrive Horion ad Heronino

varo Atres della pubblica amministrazione, che trovasi

xvQcaxg Xyog in altri papiri credesi significare

Xyog del sovrano

cos

Wilcken GO,

I,

simile.

si

il

Mover

645, P.

della frase e l'articolo rov escludono che qui

Abbi

al canale

la

compiacenza

padronale

fisco o la ioixr^aig in

Atres pare fosse un taurelates addetto

alla

contrapposto
139.

La

^^^e essere

il

[watir

di

cui abbisogni cio

sovrano, primo padrone di quella ovaia e del canale che

spesso adoperato

il

senso eUitticamente)

struttura

buoi.

la

l'

appalto.

traversava.

Heronino deve fornire ad Atres ogni

vitto e quant' altro ed oltre a ci (, /j.oig)

in tal

all' tiog

amministrazione dello stato che allora impie-

Sento per quanto questa mia esposizione sia discutibile.


cosa

il

z.yov zov xvgtov j;,c5r lvrrtov

gavalo, forse per trasporti, ai lavori in quel canale della xvoiaxf] ovaia di cui Alypio aveva

V avi>vTrig

altro,

'.

in Festschr. Hirschfeld p.

abbia a intendere rr

di fornire al bo-

con quant'

(?),

mio signore Syros. Stai sano

foraggio pei suoi buoi, tale essendo l'ordine del


Il

'
:

il

fieno

da servire per

PAPIRI EPISTOLARI

192

224.

Kta vvv
ov

Xoyor oicco onov

jnoroxooa roiaxoriavo

iyiVfTai) jLiovox

tQQ(oG\)ai
(srovc) e

In data del 16

rraou oov

jTC(Oi-aj3or

(Tf-

^^f^

f-vx<>~

x~

(fa/^itrwl^

Marzo 258 scrive Horion

al

(fllrare

carissimo Heronino:

'

Pur ora ho ricevuto da

trentadue monochori, dico mon. 32, de' quali dar conto. Stai sano, carissimo

te

'.

224.
Presso

il

Pr. Wessely, pubbl. in Sitzungsher.

{iQion'\

X"'C*'*'

vvv TTuga aov

Ilc<Qt\Xci^ov xia

o)[v

n." Vili.

HQwrtiVd) [r]w

\(f-i\XtaT(f

ano

Wien. Akad. 1906

Xoyoi^ Tifi tvfjxrj/iiovog


X\oyo' oGO) ocrov

/j.[ovo]xo)Qa fixoai

TiGCaQeg
sic

yiivttui) fjiovox"'

eQQwaOtti

L"
10

Gir

tvxoT

TOV XIHUOV

TjitoV

Muxoiavov

XCU Kv^tOV 2f^UGT0V


sic

yoiax i^

Veggasi su questa lettera e


In data dell' 8

Heronino:

'

Ho

di vino, de' quali

la

sua data,

Decembre dell'anno

1 di

la

Introduzione pag. 57.

Macriano e Quieto

(=

260-1) scrive Horion al carissimo

ricevuto pur ora da te per conto della Spettabile ventiquattro, dico 24, monochori

dar conto. Stai sano

'.

IIKIIONINIANA

(J0liIlIHPONI)KN/A

SQIOV

198

/((iQiiy

lt7x\oXv!)tVI((

l'/IO

11(11

Hftioontm

^[<(Q(e]nc(H iiovoc

otvot> ixt'xjx

Xoyor

IIOUION

llntnnid) no

(jcXi(<ni)

(lv

oiffo)

eQQOa'Jai

(7

ni n'X

<fi

SIC

(fiore)

(fi"

lu

(j(((i)(jt

In data dell' 8 Ottobre 264 scrive Horion al carissimo Heronino


chori di vino assegnatimi dall' epitropos

Abbiamo

(n.o

234)

il

buono

di

Sarapammon,

Sarapammon

quel buono, che del 17 Settembre, Horion segn:

de' quali

'
:

di-

'.

per questi 4 dichori da darsi ad Horion. Sotto


'

ho avuti

ecc.

';

qui

abbiamo

qualifica di iniTQonog data

emissione del buono.

La

a questo Sarapammon, che ben quello

abbiamo

lo

sario dell'amministrazione di Alypio.

ricevuto da te

dar conto. Stai sano

la ricevuta regolare, di 21 giorni posteriore alla


di cui

Ho

pii

lettere,

designa

in foglio speciale

come un commis-

PAPIRI EPISTOLARI

^m

226.

"**^1

i^

noo)vei{ro\ %o) (fiXraTd

qiuv

Jitnt}iljJafJiri[v

Goi\ ia

Axrj

on^Xatov rovg aTTo[kv]lftVTag

-^'
5

Goi aaxxovg i^o xuXog noir^Gic


sic

TTf-filpag

avTv yQa/iiara

[101

xai uXXmi- hYQa(}i] Goi ni^Qi tv


xrt^vun' (ov ira p.trsvey'xoiGi

10

fi

otrov

01

ano TaXfi

xai

ovx TTfulfJac tXi TU yaQ tfia


(del.)

axvQj&i loig nXsyiiataig

xuv vvv ovv


TaXei TM
i-X^fi

15

^T[>^

tfio)

ovoin\a]ii

iioro'/'

mavii^i

xTT^t'ry

20

OH n

i-

ovx

att,

r^r

f-id-XXf-g

oia

Ga la

fTT^Qf-n^i-iv

ovv lov xyv f/oJ7 ^

XT^v^

yt-itf-iGov

avTov fx

trfi

sic

Xomaog
IiXmgov

i'Ga

ovidz loic nfyoig tni-^Upa


Gol

T.

eav

ovv oiSa g\ov\ io

GVifii-oor

vom^o

i^

fig

(;/?

anaviJQOTTor aXXa

f-iT}.

avr

rxaQU Goi Tiffipor za

xi^oana
ov

TTfiipor

r^g

fi

01

xc fwv xai
(-QQ" <y'X~

MKUONINIANA

liOUUIHI'0NI)KN/A

loif xiijUiii

S.
I

lilii|iiiiir,

Olii

clV.

OSOIIIpU

melili
1").

K).

Xt'(l((f4(X

|l(<r

^M"iiv(>
fi

l'iT

villiui

(li

iili

H^nlflcMlto

pallili

(li

vino da Talei e non

dunque a Talei

al

invero
i

a, cello, iijckIKj h lliUiniH^Utii- m; diiruHMi

Micondo

u\n nw.tu

elio ({iiohU,

conio

M'Intondo m(\in\-

xit^yf)

non

pohnonnI,

hM'uiiitio

U.

un puHcritU),

non pi
col

non pi

di

iu).ti,

117111

front, di

f/i'Arraoc

'ini-

(jUOHto

piohaljjliiionle llorion ora allora,

DionyHiado. aHMai lontana da Taloi

WoHHoly Top.

nostra nota a

yn^i'inr

ma

Dionysiade,

ricevuta. Gi

mandasti (che

n."

ti

Sentrepaei

di

dt;!!'

fu scritto di

asinaio

Fiuj.

121),

ma

14'J.

Tnht.

da oggi che

io

conosco

la

quanto

ti

te,

tua scortesia

resta di

4<)2,

un

e la

di

Gallieno,
al

due sacchi a te assegnati;

tuoi giumenti pel

manderai

da un pezzo
lavori; or

(cfr.

Horion scrive

trasporto del

miei erano a trasportar paglia pei trecciaioli)

giumenti non istaresti ad intralciare cos


di

II.

I'.

non pi

n\k di Kentropaei,

n." 254).

(cfr.

Akes

mandare

mio, dove pure, se ne hai presso

con due giumenti; caricali

'(iioi

Kiunirinti.

'Ti ho iiiandato per mezzo

nome

'Il

xnjfiKtH a cui od al cui propriotario Mpottavano quo)

lice-

spazio In omessa la data, che per dev'essere degli anni avanzati

li

orari di Ile-

;i|i|.|i.HSO.

iiii'il|,'Klllilii. i|ii;i.si

per

I.

rollino HO tion In 'jiinnto ora hiiu Ih ipaoyt

I.

mandarmene

se fosser tuoi

mento

clic torso fiicoviino rivostl-

Iront.,
:

della

Itoti

fll

\u>ii tr()V(j iillio

C.llluro

Chi pMic in i-ontradizionn

carissimo lieronino

Non

(il

iiiaiiciinza di

bone

fintltiH

XUfUfJlU.

quando llorion wii

farai

HAI jfiutitii,

(liciiiiiii),

iiin|ni)V('r(i

lit.

i;i'

iiilipcciutori

Sc^Mic con ca|n(V('isn

(li

IS.

VJIsi

|H'i

(IkII.I

Kij/iiiiit,

HOHflllltiVd

Soiid

coiiK imi

(;|i||||llllt

h^'.

ll,(l"JH

(|llt'Mto

(li

(jiXfyf4uin'nf).
iMiiioli,

IS

I.

rn.

11. i</t'Qtj)'n l'Ir.

i|||i'

\i|i>|

1%

KOKION

mandali ora

vasi per 102 monochori.


la

conosco

dunque

ti

io

penso che

ho mandato Akes

mio e dammene ragguaglio. Stai sano

'.

PAPIRI EPISTOLARI

196

PALAS
227.

xaiQHV

(fiXzar)

KuXoC

TW Tar-

TTOl^aig
sio

(<XW

//>

XVQIU) f.lOV

AXVJIHOV GVQOVXl
sic

^vXa uno

TTfi

iiiQv-

yog i-nav yerv^xai


TiQOQ Gf naQaaxi-Q

aino xriv tQO<fiqv

^>)^'

i-QQOaOui Gi-vy^o^iat,

10

qiX{T\a%s
torg " ii^GoQ^

aV^

T25X(c(i(tv

15

rag

iricoa

lactg

In data del 6 Agosto 257 scrive Palas al carissimo Heronino:

mento
te.

ai

buoi che tiran via dal canale

Stai sano, carissimo

grado

'.

Forse

si

'.

In

le

uov

(cr

>fj

^qvXti

Farai bene a fornire

'

il

nutri-

legna pel signor mio Alypio tosto che arrivino presso

un poscritto, dopo

la data, si

aggiunge:

'

rivalendoti sopra di

tratta di legna venuta pel canale che era in prossimit

(era questa la frontis di Palas) e tirate all'alzaia, contro corrente, da

li

Thcadelfia e

(jiiei

buoi?

di

me

di

a tuo

Filoteride

IIKKONINIANA

(;ci|(l<IHI'ONI>KN/A

l';i|tirii

Hi'iiiacli

IIkAkC.

Illlltltl

Udii)

(fi).

n'ior

fin

fj-t

197

AH

101

I.

Iti)

ir

'/(((III

noi II

{!

11."

l'Ai,

XI

l'I

III

1^

ri(i/.i'iifiili<

M'
')

iKviK

("')

IKiV

<)l<(

(hnn-iil[i(tii^y

l'KKf VKXlilV 07rO)i;

(f

KI'IK

yf-flKSlC.

DI

((7T0Xv!)Hllii\'

IO

{ilotroc.

IO

x(<i

rou

(jurkov

Il
I

X^rov

1.")

(<:i\o]

(c;io

(701

iiovo'/iniQOii:)

(}r/i'i{<j(iu

((/.?.((

'

X"i'\'iY^t^^'*'\
\t-r\

av-

K/J.o

1^

vac. 7ini:7>-

tjg

f-

r/^(i[Q(x)

((

Trf-^lpig

llT'/lf-

un- (jitvXa
noi

f-vQf-ifii

(d'io,:

(71'

Oli

i-i(hiK

log

liilV

VII)

11(11

i^iiKTi'

IX

l'Iti'

iunior

(CIO oain^c

10

ffoi

Kf-w/jj

xcu MfVbxoGcc
yKi)

{yii}

(7%oXr^v ov-

X ta^ov TTQog

20

icc

l'/fH'

ano

t^c

rov

nao

^^'^^^

no

((Xuov

hiioi
Gf-

i-vtxi-r

i-vxo-

(fiXrart

H((i

Lf" (jaiuvol^

25

4. ev.

().-

ne yQctijtria

focudiJui

1.

ai-

che R. dice estremamente dubbio, potrebbe essere

un numero,

ma

p. es. e~-,

forse fu

sfxccvTcc

scritto

diani delle piantagioni


1.

per Evxavfha.
].

5.

(pvxo(pvX(i/.o}v,

non

In data del 5

so,

come neppur

R.,

che ricorra

Marzo 258 scrive Palas

nolo che potei trovar qui disponibili a

me

dichori

da

te,

mezzo

'

me

li

di

Aj^^o?

che in altre

al

dei

di

Ischyrion

carissimo Heronino

n."

196

monochori

1.

Ti ho

'
:

phytophylakes, acci tu
in

tinello di

causa quanto mi fu scritto

di

Kenyche

citt

intorno

met

Menechosa poich
;

ai

pescatori a

il

nome

me

io

let-

dei po-

vino in quella contenuto. Cfr. la

il

lett.

7.

mandato

giumenti da

carichi di vino (desunto)

in

dichori,

puzzo, che se io vi trover questo od altro guasto,

manderai dal

Papiri Fiorentini.

deri da cui

guar-

ne fu assegnato da Ischyrione, met

stesso che non sappian


i

Invece del numero della

tere vediamo indicato, qui segnato

altrove questa voce che par debba significare

quanto

15. sg.

'.

ti

ma

da

provvedi tu

saran rimandati;

non ho avuto tempo

di

venire

addetti. Stai sano, carissimo


26

'.

PAPIRI EPISTOLARI

198

228.
^>j*

\\

TluXac Hquvhu)
10)

y/dfjnv

(ft/.aio)

naga aov

IJuaf-a^iiy

xia

rvr

Toi'

tvax\HvoQ

i((

((TTOvlft-nu

ano

koyoi'

((tto

noi

lov xQCdiGiov

AXvniov

la na-

i-i^

i.<.

1.101

ara?.o) nu-

T((

0)v

j.oyor o-

(j(i)

nirov i^h-

Q
lo

f-

Ol-XfC

0((

15

}-oooG-

(y/r.)

ix'~

0{i(i\

Gt\ }-vyon(a

xa[/o)c]

ifi

(fi

noii^fig

f-

sic

at\k(jt\

avTbn'

i-'

[XoroxoQOv yoTTf-itlpac

in cckXa
20

dv

x^'S^^^'

xa/.X[iG\ioy taiiv
iyXt'aGi)c(i av-

r X

/.

orr^r

a?J.a
cnncellaUirii

25

7ra\t]oK adf-Xiif^XXu

iff-

i-l

Va,, ^t^-^rl
30

or

rj

yan
(V

laTit
.

i^[ai

tnodG-

a\f-

hvyonai

adtXfft

Vi
1^

(fia

M niiiossu

{)uta

riamiiiciitosa.

t)

nioMoclioii ....

del

orr..

\init

a.

Stai sano, rial.cllo

'.

iicliori

notevole

I']

titillo

in

ilidi.

'.

Ini

Paro

p.

lei

(io.

Ina

im altro

in

sai.i

(Ili

174)

pensai'c

(luella

che

i-

li

lii.stin/joiic
1'

ma

/-/V/x '/',"""'

n'ox-

lof*

l;il,(!lo

'Sar hono,

conto

la te p<;r

Alypio per

8p(;he

1;

Ira

ira-j^i'^itoy

^i

'

poicli io

quonti

dehho

Palas

si

di

cui

di

riferisce

abbiamo un

Alypio;

ricorre in altre lettere colla variante


Iratello

liijlio,

<Ji

ed Alypio che x^iiaun;, sul qual

ponsure ad Appiano

I""*

a cui qui

''''f'

fratello, elio

ciii-

eHHore Hpediti quoHti rnonochori


(rateilo,

iiionnir.i,

di

in;i

'

mi parente,

sia

l'^^o-;.

ricevuto pur ora

clic (|iialit dcliliaiio

('(.in/.vnu

la

l'ospressioiie .i h'tyov

lato,

induce a

aves.s(>

collie

lltiioMino

e comliiudi':

l.i

Un

'
:

Sui^uo UM'a^(^;iunta a capovorHo, coiik; poscritto, tutta

'.

(lisp()ii}.,'a

asso;j:iiato,

VM

l'ALAH

\iiio a.ss(j^;natirni lai vxUIhhuo

ili

I..',

l'ahis cliiauia

(|iir.sl,i

(jiieshi

Intiodu/..

\i.\\.

In

luiono di vino per l'alas di."

i-rnx-

ilnn

a/icuda. Stai sano, carissimo

lina

llciuniiio

l'alas al (;arHHiii<>

Spntt,al)il() (loiliri iIicIkui,

ilolld
ili

Scrivi

(lata.

hi

lIKUONINIANA

CoUItlhl'KNDKN/A

di

Alypio che, come

n
la

da

e,

X. tffi

donna,

aminiiiistrazione mi conto speciale.

229.

///u HqUVUVO
(jltaioi

IO)

X(<ii'^i^'

naoa aov

IJceQtafior

xai

vvv

TU a7T()Xvi}tvra noi tx nov

ano

Ifiioivog)

f-TnaraXfAaTog

t-'^

^l'Qov KaaiioQoc'?) xfyQo{vtfff({-rov) y (nova)


X oiror

(jt

Tf^

/""

ntVT^xov-

i-voeOr^

o'

(/c<o>-

o^ovg "" tv
u

1.

Non

5.

detto di quale Ibion.

Syros n"

!248

dovrebbe essere

pure nella lettera


1.

6.

.,

di

Alypio

Secondo
l'

la

lettera

Ibion Argaeou, qual'

Sul Syros cos distinto ved. la nota

al n. 220.

xs/()o{yiafieyov), Tpoch, oltre all'anno,

la data.

Syros

di

mese

il

xexQo~

di

segnato an-

ora da te cinquantasei rnonochori di vino a


di

che

fxuTog

n." 131.

Per guasto dei papiro, manca

dine

di

il

all'oiVoi;

giorno, non pare debba riferirsi

che segue,

che precede. Se cos

ma

piuttosto BV marck-

questa lettera sarebbe

poco posteriore a quella data e quindi anteriore

al n." 227.

Scrive Palas al carissimo Heronino

me

'
:

Ho

ricevuto pur

assegnato su quello (proveniente) da Ibion con

Cas(tore?) in data del 27 Ottobre dell'anno 3" (255); dei quali un monochoro

trov esser d'aceto. Stai sano

'.

il

orsi

200

PAPIEI EPIbTOhAKl

230.
riaXac

Hq(jo

(J

l/.lltO)

KaXdC

TO)

Vf-lO)

7ro\i^(fi\ic

roc Ev[ai}io]vi

anir/.vGtv

,uoi

10

Ma'\i\i,i[og

ia(rio/.f-v\c

oivov
XtTlO
ixoQtc

xaA/.o

?.((

15

avo ....
.

tv ...

y-cci

f-Vf-lflUlO

TOV ... X

tntfApa (faaiY TTQoc

{gi-\

ira xuX'Ao r{v\v

20

fi

01

TTtfllprjC

tQQOGOal
at-vxoiKti

XkliQ t-xfiv

X(Cl

7iavo{ixn)

25

1.

7. Ei'd'L"',"'']''*

lezione e supplemento

Su Eudaemon
1.

9-10.

questo

non

nuQui.'^fjmtrjg ved. n."

il

cfr. n.

ma

1.

12. ;ftnfo

Dev'essere

171 e n." 213.

il

nome

prei

come integrarne

di

assai peggio.

Palas

228; scritta su

n."

La pessima

di

frantumi, incerta in pi luoghi.

Manca

Scrive Palas al carissimo Heronino:


?) di

chitide ? che

che segue pare che Palas disponga

segni che seguono.

da cui

il

vino asse-

esempio e non

n' altro

sa-

principio.

la
'

di

striscia

papiro,

di

dalla

scrittura e le cattive condizioni del papiro tutto sciupato

penosamente conquistata

data che forse non fu segnata come neppure nel

Compiaciti

di

trasmettere ad

mi furono assegnati da Massimo


altro che

dando cenno ad Heronino perch questo


e a tutti di sua casa.

il

una stretta

e lacunoso ne rendono assai difficile la lettura. Quella che ho data,

vino del (podere

del xxiiuu

gnato a Palas; non ve

senza

cTtfMrroAer?

certa lezione; incerti

139 e 139*.

Lettera simile all'altra


stessa mano,

del tutto certo.

luogo in cui troviamo questo Mas-

simo cos qualificato; e qui detto


abbreviatura;

(fi~

gli sia

Massimo

gli

il

Eudemone

distributore

ma

...

felicit

'

n." 228.

due dichori

assegn nella distribuzione

mandato). Chiude augurando salute e

tra

(in

di

quel

(treiftaio)

all'amico

(JUUUIHI'ONUIONZA

lIKKoNINIANA

201

l'IllI.II'l'Oh

IR

lMIILiriM)S

2:m.

VHi(i)

un

(Jl/.-

iio> '/((lo^tr

AqttuXiov
5

(hx((-

TTQonog tXu^tv
%o unoXvGidinv
rr^g

dr^^oGiag

anovdccaov ovv
TraQCiXafitcr
lu

o(f {-1X01.1

avTOV

ia

fra imo
nXrjQU)-

*/c

air TTVQOV iaQta^ov)

naQctXa^iiv

v"

hu

can^jeUnto

orar ra
/

ri

If)

xjr^rr^

xaitX^i]
Y]i)^y,

Sia

IH]

ciXXu

JliiXci

aOV uXXci
20

xaiciQx((i

lac

{ttvqov agra^ag) f

tie-

(f7T(W-

affov TOVTO TTony-

aui TTfQl TOV


{Qaxi-i(tn')

f.in

V cqiQi-

sQQcoffxJ^ai

svxoi.iai

ae

fVTVXOvr-

ra

25

(f.a(t(fi

c;~

indirizzo esterno

HQOveiYb

qo"

Ooaac

rtuocc (Jfi/.irrrrov yoiuixncaebg)

PAPIRT EPISTOLARI

202

In data del 3 Ottobre (l'anno omesso) Filippo (che nell' indir, esterno qualificato di segre-

scrivano) scrive

tario

consegna

al

carissimo Heronino

grano, acci quando giungano

di

sportare

60 artabe

le

di

ma

cerca di far questo delle 300

125,

165)

certamente

la

come un suo

rgm^a

Quel che qui

^or^^g.

o banca dello stato.

Il

acquistato pel pubblico granaio da Heronino

pagare 300 dramme. La banca, sollecitata

pahon

la polizza pel

banca

ficio

di

400 artabe

dall' ufficio

ei

e altro, e piendere in pari

che Alypio nomina

lo stesso

mi pare debba

ei dice

di

senza

dovr

intendersi cos:

di

di

grano, del

dare

prezzo

IV i

.rv

somma

s(41ecitar

la

riscossione acci

11

floO)-

VKO 10)

(f-ikTaro

T[ri\

x(c(iQHv)

XOQTOXOTTCi

^C()(Tx[o()<)]v

0^/it-(or

og avidi
iii

10

Ai((V

lOV

<j'-'

/T((0((-

ir((

yjo-

log rrjg Qto'Siitog axoTTog


iif-ivi^

M^.

j^^'ft-'^^C!

r'^^^^'-:

'^t-mm

(rQO(jlha
sic
atr

t-V'/OIKel

(JC(Q(f(OVi}l)

ii

gli

ha

rimane da

il

grano

riscossa che l'asinaio porter all'uf-

(Pl?J7TTT0g

r>:-'^<

(jiioXyog

spediti per caricare

232.

->

-j^maiu

sollecitar la riscos-

abbiano a indugiarsi.

La

polizza da Harpalion, presentarla

la

vengono intanto
la

cui

Heronino stimolandolo a

farsi

tempo

Alypio. Filippo dice quindi ad Heronino

'

in pi lettere

Alypio, ha gi emessa e rimessa ad Har-

di

ci

e riscuotere a quella cassa. Dei giumenti

mandato da Palas

dramme

dekaproto Harpalion" funzionando come

pagamento. Filippo avverte

sione senza frapporre indugi. S'intende eh'


alla

fai tra-

'.

Questo Filippo che qui detto yQafifxaTevg dev'esser


(n.o

di

riscuotere quel ch'egli deve a saldo delle

di

giumenti non abbiano a indugiarsi ed anche

grano depositate da Palas

impacci. Stai sano e felice

dekaproto Harpalion ha ricevuto l'ordine

'Il

adunque

dalla pubblica (banca); datti cura

400 artabe

(fi

giumenti non

iir.unNrMAS'A

(:(uuisi'(inhi:n/a

I,

I.

falci

zidiic.

Ili

(li

cui Hfi'vlviiiiHi

(li

Hj,'llltlfilIll

imr

/(<(fx<'/n(

Htt^,'!ii'

U.

I.

troppo

del

(l.ita

la

L'

Icllcia

riiiKiiicr

(li

trova

n"

Alyi'i"

Aitrilc (rniiiio

tVoiit.

il

non

ipii'sln imiiic

(Il

Sui-(>iii|i>

Pioscoio

LliK'tt

ali

I-JT, frolli

(tiiiosso)

<

clic

nel

iiioii-

1,1

scrivo Filippo

(;()iisegn;ik!

non c^ato. Stni sano,

caiissiiiid

ii

(laro

(acilo

m-uno
t\\

if,o

Hpi<j(;a/,i(no

'
:

Lo

fieno di Tlieoxeni'k;

il

Vt\

(JiHpciHtn.

ciirissiino Iloronino

;il

;icci(i

lui

l!t'.

trovano proHMo

Hi

ma non

'

liioK'o

ora

di

'

dolio lotter #-/

di

nell'aiiin^

Icziono inwiUi o

(li

i.tl

^'.'.i

AvifMy

'l'Imoxcnlilo uni

H|i('CIlll

i'

uMpctlciclilto

mi rmiil.

|)i

.1.

l'iilct'tl.i

i>

IllloVIl

liclUI.

il

I.

voce per noi

^iniiiixiriii.

hakai-ammon

falci (Ja Ootio


iifui

aldil

:i

'.

8ARAPAMM0N

233.
Uiaga) ^agaTrai^t ficovoc: Ugorrtirco xut
Enayad-(o y^aiQe\iv

Ti]aaaQac

o) fi

ove vo lur

iip'

f-tc

.]. V [xca avo] n^ IO JJaxfi


l^i\ov

cti^Kc

^i'Xct^f-ir

zo

ra YQaii Ultra ev fioiuo) noi-

'^aart

ira eTtQor xagror avv

/irif^isa

aTToaraXr^ xai rroo

lo

rr^g

rovyifi

toQOai/ai i\uag evx~

\a\va^Xi]i^()Gi

(trovg) la" x^'^x iy~

1.

2.

Un

nominato

1.

3.

Epagatlos oivonuhjg

lofiovg, la

clie

trovasi presso Heronino

nella lettera di Ischyrion n. 195.

lezione par certa, dubbio

il

questo luogo. Pare debba essere quello


si

tratti di

quattro tavole

di

come una cassa

il

significato
di

Mula

1.

7.

pronto quattro spalliere

(?),

'.

Tijg

xQvyfjg, in

Alypio

babilmente

di olive.

segnato in

e ad

di

vi

si

un carro a cassa.

Epagathos:

due a Sy .... e due a Paki, tosto che abbiate ricevuta

Demea

raccolto pro-

oliva legent; e per queste si

pu intendere che sian caricate su

di

un

dev' essere

Nel calendario rustico romano

Decembre

Sarapammon ad Heronino

pii lettere.

Decembre certamente non pu

minute come

scrive

di

come un luogo dov'eran

taurelates che conosciamo da

il

vendemmia

perch un altro carro sia mandato insieme a quel


della raccolta. State sani

Demeas

trattarsi di

^vxv xd^foy del n." 207. Perch

Decembre 263

152 conosciamo t ndxt.

- no

due debbano essere approntate in un luogo due

In data del 9

riman da sapere. Dalla lettera

altro,

fij^Hvix (qya).

in

che

UM

modo da formare

pel trasporto di cose

sabbia o altro. Cfr.

n."

legno da essere adat-

tate sopra {va^XrjSmaif) un carro in

poi

in

adattino

(le

la

'

Mettete

mia

spalliere)

in

lettera,

prima

PAPIRI EPISTOLARI

204

234.

HQwvti-

^iagctTia/uiiiKiv

Jog

Sigeioni (fQovrcairi

xbr

TTf-Qi

2(-VTQfnai

anav.v

svg

tov

avrxoidoi

TV,

tm

poi.

J (in
(dol.)

^y

koyov doCn Xa^ufla-

u)V

nuQ avTOV

vuv

la
10

zrfi

2^

TTaQaXvjfifJtog

IXMQCC

OlVOlf

m.

ygafif^itt-

TtaGuQa

aeGrj{fiei)iiiat)

xac og xa xov

vov ixoQCi Tsffffaga


8"^

j^y-^n

'i

^^ L

ni.

iQion- f^a^or

'

txoQct

15

m.

tu tov oivov

TtGGaQa

iitovg)

</9"

,Vw,>

x"

m
-&

rh

-tMr^

In data del 17 Settembre 264 bcrive Sarapainnion ad Heronino


di

Sentrepaei per la spesatura

dell'

'
:

Dai ad lloiiuii front,

di

quel

assistente alla rannata (dei raccolti), di che dar conto, quattro

oi-

villo

(liclioii

<l

(|iialli(

(lai

diclioii

Un
[icr

villo

di

riliiaiidoiir
(liilion
'.

Una

vino

di

'.

liiuivuta

Ini

dii

Sc^iid la

'.

sponial ric.nvnia

\<r\-

assist.eiit(i o lioij'f^, l'oisc di Aly|)i(),

sorvogliaic

la

rannata o

Dionysiado, ma, (;omi'

riporro dei

il

Si'^ik;

(|nfsli

coiiruniia

vckk'i^'

era mandato,

'

Mdtto

lo

llrmo

iii

ho ri';ovuto

llorioii

ii."

il

'

nntU:}iil,e;

l'^l

quattro

220.

vodiaiiio in altre lettere (p. OH, n." 120)

.otiif!

Ilorion non ora allora pi

raccolti (<ivYxnfin^\.
piii

inaii'i

li

llorion:

di

ii(;(;vuta

vodiaiiio, di lS(!ntropaoi,

(lui

l;i

205

HAKAI'AMMON

IIKKoNINIANA

1((|(I<ISI'oNII:N/A

prossima

front,

di

Tlioadolfla.

IKuou)

2((0((7runiio) vin;

Hootrtivo

^u'Jfjo)

(f(j

IfflQtTlftfl

OtOlb /ludi

y/oc SOIUVI (fQ

xuo~ uvuonovii

nv{toy oir

).o-

yov docJH (Hor iiovo'/oqov


tv ydvtxcu) n

2'^

10

u~

m.

2''

TO

7 01'

tv

0)C

(Ja^iutioiiai)

oiov iiovoyi^

TTQOXtnUl

m. iouov Hgovivb) xwotn'


71

ta^ov lov oivov

1^

1.

").

xa()~

(cyicanoji'Ti.

y.(c(>~

il

non vedo come

altrimenti che con

y.(c(){y(eoiio)

da spiegare dyaaTKixi detto del


di dvuancita

via

teso del grano,

il

ma

della pianta del


d'

il

monochoro

di

fa

sarchiando

Lo stesso uso

stessa spiegazione

PB

(CQTt^ca

d'orzo,

7isQiytyfienc tov tivqov, tagliar via, svellere, sradi-

conto, un

si

e,

poich un carrettiere im-

di Vffrrw ricorre in

ed in PTebtun. n. 428 parlando di orzo o

grano ed inoltre

ha avuto luogo gi da

il

che

aratro.

in-

trattarsi che del ^eoiCsiv

front, di Sentrepaei per Deios

si

mon.

'.

Segue

come un

PB

n."

xQrj,

ove

la

in

tanto terreno piantato a orzo per 15 ar-

tabe di questo.

front, di

Sathro

la

conferma dell'ordine

il

di

'
:

Dai ad Horion

grano,

mano

di

che dar

del

mittente

e sotto a questa la ricevuta di Horion con intestazione epistolare.


Papiri Fiorentini.

1041

ts~ dopo (IveanaGd^rj vuol dire tante piante

Saraparamon ad Heronino

si fa-

pu applicare notando che

carrettiere che sta svellendo (o sarchiando?)

vino, dico

(juoHfi

cesse con sarchio attaccato ad un carro,

che strappar

In data dell' li Ottobre 266 scrive

ly"

piegato in questo lavoro, dovrem pensare che

signiflcato

il

Ottobre, quando la mie-

raccolto del grano

un pezzo. Non pu dunque


Ili

altro

rimane per

chiaro che nvQg non pu essere

va notato che siamo qui


titura e

tvo:

non potendo essere

svellere,

(fTot'c)

wc

care quanto rimano nel terreno delle piante di grano,

possa integrare

si

m.

,a

27

xai oc

PAPIRI EPISTOLARI

206

236.
Pagana f.ifi)r

tw

UQo)rira)

TifilcoraTU)

Xf^t^Q^f''^

Ent^ipa AtxoXXwviov
xai KXai^iov tniax^ao(Xivovg

Xgvao-

TQvyr^ rov

tr^

Xoov fTTOVTat f xai


TOVTOig uXXoi xui

ano

l'i'-

xrog xaTfQXovrai ni-

ovv rgryare

/.leXog

G fvx~ Tt[iwTa-

alf^ui

10

eQOb-

Tai
SIC

{erovg) cy"

In data del 17 Febbraio 267 scrive

Apollonio e Claudio perch sorveglino

veranno nella notte; eseguite dunque


Di questi, che devono essere due
il

xrfifia

denominato Chrysochoou da

^y~

Sarapammon

onorando Heronino:

al molto

le principali colture

il

si

non trovo altra menzione. Da

^orjO^ol,

cui proviene, per lo

pii,

altre lettere

vino. Qui per


si

il

'.

conosciamo

abbiamo una

zQvyrj di

chiama raccolta invernale,

termina a mezzo Febbraio, nel medio a mezzo Marzo

frumento, l'orzo,

Ho mandato

raccolto con diligenza. Stai sano o molto onorando

Febbraio che non pu essere una vendemmia. Dev'essere quella che


che oggi neir alto Egitto

'

raccolto del Chrysochoo; a questi seguono altri che arri-

il

il

l^itX^'^Q

e di cui

sono oggi

trifoglio e le fave.

237.
E questo

il

posto del framm.

di

lettera che

si

legge sul verso del n. 108 e

di

cui

ho dato

la

descrizione nella Introduzione a quel numero. Della lettera non v' ha di leggibile che due o tre parole.

Nella intestazione notevole

pessima, grossa, rozza

come

il

titolo di nar^g

che

in niun' altra lettera di

Sarapammon d ad Heronino. La

scrittura

questo stesso.

237.
Qui andrebbe collocata una lettera

di

che, forse perch poco offre di leggibile,

quella raccolta, pag. lxvii, n. 1236.

Sarapammon ad Heronino,
non

fu

E mutila

esistente nel

pubblicata

ma

mancante

della data.

Museo Britannico,

solamente descritta nel 3"

voi.

di

HKUONINIANA
UOUIUHI M>NI>EN/A

207

HUCilAMM-N

SU('IIAMiM<>^'

]>:h.

^
lO

TceXn UooVtivo)

Rara tu iTnaruXiviu
vno xov uSioXoyonuxov

hvayr^novoi; trrf^fxipu
aoi Sia vttvloainov

ovov excaoioV oi-

rov iyowa roiaxorru


10

xc(t

i.ioyo-MQ"'>

t.aaeoaxovTa

xeaaaQi (yivsxaO Six'

sic

yoa^iuane^irpov uoi ovr

xa avxbv
ipeoc

15

xrfi

TTUQcriii-

eoQOG^cd et evy

y"
(fxaxs iexovg)

<fc(<'(fi

<J

208

PAPIRI EPISTOLAKI

In data
gli

dell'

11 Ottobre 255

Suchainmon

ordini ricevuti dall' ecc.o Spettabile

quarantaquattro monochori
carissimo
L'

di vino,

ho mandato con

ti

Heronino:

front, di Talei scrive al carissimo

dico dich. 30

tredici asini

'

Secondo

noleggiati trenta dichori e

mon. 44; or tu mandamene ricevuta. Stai sano,

'.

non

prob. Alypio. Nelle lettere di questo

fax\HMv

lo sia la Talites

(n.<>

121 not.);

lo

nominata

la fattoria di Talei,

bench

per nelle lettere di Horion e di Ischyrion dipendenti da

lui.

239.

(fibrata) ^f^igf-iv

TU)

Entnpu

ano
5

ooi xai

y irriti arac (fcovTioc

TaXiri wc tJTtoiiXi-v o ahoosi

yunatoc

fxafma
v~

otrov iXdQCi
(ja

/lorox)-

ToictxovTct'^ (Ycrttcd)

TTffilpov noi

Tu

i^vaxrjnov dia

vavXoatfiov

10

G^(i-(jOI

Tr^g

fi

qX^

ovr yoaufia-

TiaQaXr^n'ipfftg

cellatura tQQOG^m

(Ti:

can-

fvx~ qiXTare

{txovi) y" (faoxfi i^~

In data del 13 Ottobre 255 scrive

oggi dai prodotti della fattoria


noleggiati,

50

dichori, trentasei

sano, carissimo

omesso

di

Talei,

Suchammon

al

carissimo Heronino:

siccome mi ordin

monochori

di

vino, dico

1'

'

Ti ho

mandato pur

ecc. Spettabile, con diciasette (asini)

mon. 136; or tu mandamene ricevuta. Stai

'.

per isvista o perch facile a sottintendere voyr o xzjvwv.

'

lir.KnS'INIANA

(l()l(RIHl'ONIKN/,A

"

BfOIIAMMON

''

240.

^nrX(<il

ll( nifi

ti(ii)

liii

'/((tOflf

Idi

(flItlldl

iig

^i^tX^it^tv

T7;

tQvyt] f.itttnt:(^ipui()

(c^ioXoyuna-

avtoXag ktxo'

x(ei

fii-

ntiilpt-

(Tot

sic,

aoi

Xoyov ia

i-Tii

xrr^vwv rt-coaguv

xovia avo Kx

lU

ovv oxTO)

xovra

ovov
{-

iqicc-

ilIovoxoqcx)

'icvXuaifiOV

i-

f.io{roxo)Qtt)

e^r^

M<;

jn

ovv yQuixfJiara

TragaXrjfipecog

jlIOv

trrtii'Wtt

xvqiuxov

fif-v

aXXa ocrov

f.ioL

wc

?;-

a^ioXoyoTccTOC f-vayj-

i)-eX]Giv

15

o)r

rfffcTfQa tnii to avr)

Tieiulpov
Trjg

a<j

fioivoxMQct) ()x~

oivot>

o)a(f;{c

ff

Ili

G^ixtuor

iov

f-

ruvXu
f-ig

yavXoffifibv

yt-i

TuXn

rotolai

ttqoc tov

i-vGxr^novK i-ooooDai at

tvxoifuu) (fiXiaii-

20

In data del 6 Settembre


l'

ecc."i" Spettabile,

te 120

monochori

che

si

mandamene

Oo)0^

trova in Talei, fatto venire per

di vino, dei quali te

ricevuta; secondo

ne ho mandati

il

altri

in

la

il

'

Avendomi

la

vendemmia, ebbi ordine

volont
di

del-

mandare a

acconto, con quattro giumenti padronali

sessantaquattro monochori

di vino, pari

volere dell'eccidio Spettabile pagherai

oggi stesso sar a Talei presso lo Spettabile. Stai sano, carissimo


In tutte queste lettere

>

263 scrive Suchammoii ad Heronino:

trentadue monochori e con otto asini da nolo


or tu

(ttovc) la"

il

a mon. 96;

nolo degli 8 asini;

'.

carico di ciascun asino risulta esattamente di 8 monochori.

210

PAPIRI EPISTOLARI

SYROS

241.

* * *

UTTIT

tOVC

7]

Gvv avTO) enmXr^aGiv

(Jv

f rovTOV

sic

aiTiog

^^

i
sic

'

('^'el")

TO ToiovTO

yai-

(dilT

xuQVOv xalpixov
tvxaxi

TTOir^aor

sic

10

ytLveGihai

fTTi XQTf]Cofifv rjii


sic,

atiTOv fig trjv afi-

{OQOfJ-

d-ai
15

(Te

ei'xoi^icu

(fi~

a' (sTOVg)

x/?""

/If-GOQTJ

indirizzo esterno
]

1.

Incerta
trovarsi

1.

6. iSuQTLHy,

la
il

lezione della

nome

a cui

voce nuova

0fadfX(fiiag niaga) 2vqov

prima parte ove dovette

si riferisce

ma

-_

di

1.

7.

utw.

Theadelfa.
'

La data

del 15

ad un carro per farne una cassa per

chiaro significato: adat-

capsa.
(w,"oi)

sabbia da

la

trasportare. Cfr. la nota al n.* 233.

si

apprende che

punire {qui un nome) o quei che con

ci

lat.

la lettera di

Syros ad (Heronino)

front, di

Agosto 254:

che un fatto simile avvenisse. Or


poich gi

certamente da xuxpa

Trattasi di adattare (.fpr>) quattro spalliere

tamento, montatura, impianto (f|prw).

Mutila in cima. Dall'indirizzo esterno

xMpixov, voce nuova,

fai

che

al pi

lui

e di questa cosa la colpa di te che hai

presto

si

eseguisca la montatura

abbisogna pel trasporto della sabbia. Stai sano, carissimo

'.

di

permesso

un carro a cassa,

OORRIHPONIKN/A IIKFiONINIANA

HVK08

211

040
*

x(((

n'HV
;in>i

((l'Ilo

r
iVf

iva

ovr

ctXXovc

ainagxiar

t'/orucc
'

",

^Z'""'
(tv

t-Gi

avi or

tt^/oc

lofv"

cTj'I'j^xAtj?

in{>i^

((

^X^l^'

irr

^).t^y^y

ic

a(c

tv noi 110) ytvrittti


10

oGctq
xcci

tav

<ff

(OC

fVQi^g {agra^Suo)

uv aiHuc

t-x

tt/.i-

ovoq iTTiGTf-iXor noi ttootf-QOV 7TQVV at


XTip'l

TU

fXft TTif.lpai

toouoi/ca GB

15

67iiVX0f.i(a
/S"

{sTovg) TV^i

qi~

y~

indirizzo esterno

(fQ~ OtatJ.qtiag

r^

Mutila in cima. Scrittura e segnatura delle lettere di Syros. Neil' indirizzo esterno
finale del

nome

obliterato, invece di ,

prima

di g^g.

indir, esterni fosse scritto HQax?.H]r^ o simile

tue proprie; quante artabe

tu mandi

invece

di HQjveivoa.

La data

legge

soliti sbagli in

del

un

r^,

questi

29 Decembre 254.

quei che ne hanno, acci tu possa averne a sufficienza fino a che siano in pronto

'

le

Osa. Pare che per uno dei

si

giumenti

(di

grano) poi tu trovi, queste quanto prima spediscimi, prima che

col. Stai sano, carissimo

'.

212

PAPIRI EPISTOLARI

243.

2VQ0C Uffiro) 10)


(JI/.(t((10))

Eav

^X'j'?

^^ '^"'

vi-'/^OtVKiy

Xi^lOtlV

no

ani

o)oc oivuQio'

f/'l'-^f"
I^ii-

nacuog

Eiorjvato) (fQiorriGT) Evrjif-oiac

//
ti

fioro%a[ou) txcaoi iyivttai) q~

iirj

TTaoadnc tx torv

TTUQa aoi troifioii-QO)r


10

TU aa Q~

ii^g

lifting

avxb araXojiiaTu (o)r

av-

/.)oyoi'

o)a(fc)

xai

[lalii-

l.iat[a]

i\r^g

7TaQ\a[]^filJ(-oC

15

aviov]

TTCiQ

[f-QQO)]G^((l

y" (fTovg) (fiuo))(fi <;~

ygajii-

at
tv^oiica (fi"

In data del 3 Ottobre 255 scrive Syros al carissimo Heronino

da Ibion, danne
pur cento
di

di

altri

cento monochori ad Ireneo front,

quei pi freschi che tu hai dovendo

che dar conto; e ritirane da

Non
in n.

detto da quale Ibion

131 e 248.

lui

il

di

U dxoaiTitvtaoovomv

in

Se ne hai

dei

vini

loio prezzo servire per le spese di

n."

il

nome

sua azienda

'.

245. Sar prob.

229,

menzionato senza

rimessiti

Evhemeria, dico mon. 100; se no, dagliene

ricevuta. Stai sano, carissimo

come neppure

'
:

Ibion Argaeou,

Ibion in n.o 135.

come

()0RIIIS1M)NI)KN/A

IIMKONINIANA

MVIIOH

'^ili

li44.

r-,
^

^vgog Iqoiihyo)

IO)

-/(iQf-iv)

(fi

/Juouoc IJu).u

a/

tf-QOV

Ol

anka

or

fiovo)X~
sic

TlVTTjXOVTa
yiivtxtti)

10

fx

v~

eoooGtJui

Gt {vyoiua (fi~

y" (Tovg) (faocfi lu

m. xca

2^

f'^ca

Tov yQcc~
15

rrao ccvrr^q

naou-

Xrjf^ilfjeayg
,

o)v

koy

00) ai

^W

In data dell' 8 Ottobre 255 scrive Syros al carissimo Heronino


ride cinquanta

monochori

calce dopo la data:


Papiri Fiorentini.

'

di

'
:

Dai a Palas front,

vino del pi fresco, dico mon. 50. Stai sano, carissimo

e prendine da lui ricevuta; di che

ei

dar conto

".

'.

di Filote-

Poscritto in

214

PAPIRI EPISTOLARI

245.
jwt'W^^HSWTO*

to

^l'Qog Hoovttru)

H^ ^hri

x<ofn'

(fiX

T(t

*<^

*^
JlaQccog

^(-Qj-

(jQorriG-

ro)

bv

55

ex TOV fUTS-

ve^d-avrov aoi

ano

I^iovog

TaXti oirov

11

iiovo-

Xojga t(Jiaxovia

10

avo lan^avuv rta-

ainov YQUfifxaTa

=1

(V

Tt^e

xaraGrax/^TjTU) de

naQahjipfoyg

avTb ia T)v

15
S5

naga

aoi xrrjvcov

1
1

enei

CO

o)g

P3

oidag

uno

7]

Tqixo)

1'

* * *

In data del

Sett.-Ott.

dei vini a te provenuti

fatta a lui rimessa per

Mutila in fine;

margine
[lieiofxai)

sinistro,

scrostatura a

1.

5)

dei

la scrittura

og

al

carissimo Heronino:

la

giumenti che tu

hai, poich,

quale pare seguisse la conferma

nnoxeijua.

La

frontis di

Dai a Sereno front,

queste lettere.

di

(il

e siane

da Trico[mia] ....'.

La data

nome

di

ricevuta

lui

tu sai

dell'ordine

questo Sereno

dovette essere molto prossima a quella

in alcun' altra di

come

arrivava fino all'estremit inferiore.

un'altra lettera di Syros diretta ad ambedue, n." 248.

menzionata

'

da Ibion e da Talei trentadue monochori ritirando da

mezzo

dopo

255 scnve Syros

di

segnata quindi sul

mano

dol

mittente

arj-

della quale perduto nella

Heronino come

La kome Trikomia,

della

si

i)u

rilevare da

Them. mer., non

CORniHPONI>ENZA lIKUONlNIANA

210

HYltOM

24(;.

^VQOC
IO)

H(tOn't b)

x<(>Atv

(fc

llicoico-;

itQtog
o

ll((/.fc

(fu~

tpi/.o)-

tu 7T0 uv-

f-ig

((u).oii((t

(Di'

((

AoyoY o)(TH oivov

f-x

lUV f-lOlllOTfQV

itorox~ nfrvrrjxo'Tu
a^ijiiarov ttuq

10

yQai^inara

luriitjOQu
yfi'ffft^w

Qu

na-

xrfi

Qa/.r^iiipwg

r^

uvtov

avTMv
(rx

T)v Tta-

GOL xn^rov

2-

m.

eoooCO^ai Ga 6vxofJiac

y" (ttovc) xoiiax)

In data del 21

Novembre 255

scrive Syros al carissimo Heronino

'
:

u"

(fi~

Consegnerai a Palas front,

di

Filoteride per le spese di sua azienda, di che dar conto, cinquanta monochori del vino

pii

facendoti dare da

Stai sano,

carissimo

'.

lui

ricevuta; ed

il

loro trasporto

si

faccia coi

giumenti che tu

hai.

fresco

PAPIRI EPISTOLARI

216

246.
Papiro

Lipsia n." 12 dell'Inventario.

di

2vQog Hgon'HV) tw

(fiXiraTO))

XCCIQHV

llcwadog xai vvv \M\ovifiui

note

f-TTi

o)V

[tu]

o']ti (?)

xTiji'ftj

naga

i-xeic

[toj

[ao]i oirov

fiovoxoQa [ojxfw fTOifio-

TQMV

a[X]X[oio)r] i^iovoxMQoc

exarov n[e]vt7]xovTa
[o)v

hiv]ov fioroxooa

TQtTTjg

exarov reraQTrjg fioroxoQu

10

nevrTqxovTa
avTbV

xiqg

rii^nrjg

xw(>[o]tiO'i^c

riray'

tig

fior tXa'ixoin' xTTjuazov

akXa narra
ira

15

ii

Ho

presente la lezione

meno

o^i^ro) avro)

ola rovro o riray'fxog

/ij

iUnodiaOri

eQQwalhai

e" (srovg)

vfiag f-vxofiai

rv^i i^

(fikiraroi)

corretta di questo papiro gi data dal Prof. Mitteis, e la

retta gentilmente comunicatami dal Prof. Wilcken.

ai

cor-

supplementi sono miei.

In data del 7 Gennaio 258 scrive Syros al carissimo

nimos, gi un tempo preposto

pii

Heronino:

'

Consegnerai pur ora a Mo-

giumenti, otto monochori del vino pi fresco che tu hai presso te

e centocinquanta monochori di quel d'altri, de' quali cento del (terzo) cinquanta del quarto tinello
il

prezzo

di

questi dovendo servire per la scassatura degli uliveti

la scassatura

La

non abbia ad essere per questo impedita. State sani

ma

siagh data ogni cosa acci

'.

lettera indirizzata nell'intestazione ad Heronino, nel saluto finale rivolta a

cio ad Heron. e agli altri del suo ufficio, forse


{/.).oio)v

se ho ben supplito).

Monimos, gi preposto

carica della vendita dei vini che riceve,

scassatura

di cui parola.

anche secondo

Ved.

le

il

lettere di

ai

la

d'uno

(t)/mg)

di cui si

tratta

pi

provenienza dei vini

giumenti, ora vinaio, om>7rwA7^c

prezzo dei quali deve servire per pagare

Monimos

(n.

egli s'in-

lavoranti alla

209-11) e sul nrayfxg la nota al n. 196, 10.

(10RI(lhr(JM>KN/A

IIKiKtNINIANA

217

Milt'iM

247.

2Lv^o^

lliiiiit

ltV IO ^VUfJlOi

'/rf

in

i(('cixf)r

ntv

(TDV

lOV KTl

IZ>

H'ifii

ji((i)((rS'/hc

s^

(T1^

3
10

l((l

IO .tuQii

'/iQ^iin

(<r

(tv-

l((7TH)((-

\lhit XKl 'YH-

II

tiuvi^c VHOOlOh-

pui avtuQxog

unu'S

f-Xf-ic

Axi

.li-

(t'dxniii^T^

iiKts:

Idi

iii

1 1

ni-oi

dt-

t7Ti(ritX'Ab)v

1(1)1

xn^roir

Tov avunf-iilpui xuv


4

vvr arcenf-npov ira

15
(Ty

fti^

yi-rr^iui

XQi-tic

noog

Gt (fuvkov yoaiiiiuTon'
f-OO)(T^Ul

fjf
'/.

f-ryoiiui

y" {tTOvg

20

(fi

iv^i X

indirizzo esterno

Hooufiro)

(fo~~

&i[ud

niaga) ^vqov

Non trovo

9.

1.

'0;j'.>w ?)

bisogno
13.

1.

altra

menzione

di

(n.

xs^to

(o

forse

pel passaggio del quale pare potesse esservi


di

buoi di rinforzo.

Axt dat. forse per Axsl o

Axrjv

questo

(n."

giumenti

di

cui

Axtji,)

qui

troviamo

all'acc.

222 e 226) ed Axr^xog

parola non pare

abbian che fare col trasporto

di

legname

Pare

di

Heronino a mandare

si tratti

di

un indugio

di cui sopra.

senza ordine speciale questi giumenti non so per

17. cp(tv'/Mv ygctfifiarov, int.

dell'amico Syros,

ma

qualche ruvida lettera non

dell'autorit superiore,

forse

con minaccia dello arocaKrrjgl

226), al gen. Axt] (n.

132). I

1.

Poscritto marginale, H'koy avxauivivoy, questo lo


di cui sopra,
Il

legno

{mimosa

Sv'^.r'gtoy

che qui distinto dalle legna da ardere.

di gelso,

come quel

di cipresso e di

akantha

nilotica) serviva e niaxBvg uT^^faywy (prob.

macchine idrauliche) come detto nel pap.


del Mus. Brit. (Ili, p. 186

n.

1177

7.

qual cosa richiesti.

In data del 15 Gennaio 256 scrive Syros al carissimo Heronino front, di Theadelfla (indir, est.)
'

al

Quando Demea abbia a trasportare quel


passaggio dello Chtho e subito

ei

legno, forniscigli

buoi che tu hai, se ne abbisogni fino

potr ritornarteli; quanto

al

mandare

giumenti basta solo

218

PAPIKI EPISTOLAKI

che tu ne dia ordine ad Akes e mandali pur ora, che non


tivi termini. Stai

sano, carissimo

Poscritto in margine:
il

legno

di

gelso, fornisci

'

abbia a venire con te a lettere di cat-

'.

della legna da ardere

foraggio

il

s'

ne ho assai

in

pronto;

buoi quando trasportino

ai

'.

248.
2i}Qog Hqwvivo) xcu
2fQr]vo) Totg gcXraToi[g]

XaiQBiv

Eav

fv TOv ravQi-

xov

JiovvGiadoc

TTfi

orrotfQ

nciQ\e\xt]T^^

imo

Vfxo)[v]

(feQOjLitvov

ano-

a'S{o)va

Hg

I[^io)va

J()yaio[v] xai

rj

oQa avrov

eTiavayxaaT] tov xar

10

xataXa^rj tov xaTax^jvat nalg] v\uiv naoaaxst avTO TQoqag xac

tw

TavQe[XaT]rj tip' Gvvtf

^iav

15

anavr^v ava WM.ov-

(sic)

sic

tu yotinnara

Tg \iov

xaOr^x\ai

M.

uvayxaiia-

zo

sic

sic

(lari

' [yiovg) iQQUaOai


20

vfiag f'xfo/(

(fafievwi)-

xO-~

1.

2.

Sereno nominato come

Vediamo

front, in n. -240.

qui che la sua frontis, di cui perduto

quella lettera, era prossima a quella

nome

il

di

[<f)[t^]

Heronino

5.

Dionysiade prossima

al

lago

posta

1.

10

La

frase che era stata costrutta con

fu poi riformata con xarciXu^rj;

Them.

nella

di voi,

ma

nnvayxuarj

l'idea

yuyxdar] ritorna poi neirV;/x<r^r(. della


scritto uvrv

mer. era assai distante da Ibion Argaeu posto nella


Poi. mer. presso Tebtunis; front, di Dionysiade era

un

dallo parti vostre.

in

sulla via fra Dionysiade ed Ibion Argaeu.


1.

rUQfQxr^Tm ototeq vfxwv passi dalla parte di

6.

1.

11. xr/.9-7;>fa,

avendo

in

mente

il

dell' 7T1.

17; fu

taurelates.

recarsi a far sosta presso di voi.

allora Horion.

In data del 25

Marzo 257 scrive Syros

ai carissimi

vicino a voi un dei carri da buoi di Dionysiade carico

r ora

lo

colga da doversi dirigere su

satura; appena riceviate la


carissimi

mia

di

Heronino e Sereno
di

voi, fornite ai buoi

lettera

apprestatevi

per

'
:

Quando venga a passar

un asse trasportato ad Ibion Argaeu, e


il

foraggio ed al bovaro la consueta spe-

tale

necessaria occorrenza. State sani,

iikkonimana

nnnTiisPfiSMiKNZA

219

hvituM

241).

2v(>og

Hinii-

riio)

lui

xit^ai

lov Si

sic

t-TTl

/'ij

11^

ov-

ILitQia
aie,

10

7T0)

X^^'i"^^'

i-yi-i

a& [(vxon\iu

" {fTovg)

15

(faQifwv^i) y~
indirizzo esterno

HQn'ivo)~

1.

Dev' essere

7.

non
1.

10.

il

nome

di

nn onelates

di

Evhemeria,

allora (fin di Marzo)

vi fosse

ancora fieno verde

ad Evhemeria mentre ve n'era gi a Theadelfia.

del frontistes che allora era Ireneo.

Forse per una pi tarda seminatura avveniva che

In data del 29 Marzo 257 scrive Syros al carissimo Heronino


di

non

'

Fornisci fieno verde ai giumenti

poich in Evhemeria del verde non ve n' ancora. Stai sano, carissimo

250.
2vQog Hoioretru) rw

(fiX

XcciQir

XOV GTQaT\lO\T^V
ey

^f

TiXs ...

o[j']

CtjTfG-

(:7ny{o)j.i(:V

sic

sic

6Vx)-ecog

r^ffai

i7T

avTOV

rakei
.

VOI X

vr

ti~q-

'.

220

PAPIRI EPISTOLARI

xctr [v]vv

xato)

[fQ]oo)<T[xf^ai

aevxofica (pr'

10

d" (fTOVC) luaoQTj i^~

indirizzo esterno

(fQ~ JiovvaiadoQ

Sigiovi

Il

pessimo stato del papiro, tutto scrostato, non

lettera che comincia col dire;

1.

6 pare compaia

La data

del 5

il

nome

'

Mi meravigho come mai

della

kome

Talei

Agosto 257. Per una

lettera ad Heronino, un'altra

permette

ci

il

militare Filone cui

9 forse

1.

f rt ylxarw

l'indirizzo

questa

mand

'.

mentre una mano ha intestato

delle solite oscitanze,

ha segnato all'esterno

leggere che poco di

di

'

ad Horion front,

di

Dionysiade

la
'.

251.
^VQOC

UqoV-IV) tu)

x"'C^'^

(fi

Eneiixpa aot Ji]fitav tov


l

xaQvaQiv tni ^v

xav-

Gifiov HQancvi

xai

o)

sic

danav^v xac rag TQOcfag


s" (etovg)

evxoficci

1.

2.

Demeas che

tera ad Heronino

il

carro es-

di iaxB

sendo tirato da buoi.


1.

5.

(fC

altrove detto taurelates, qui detto

karnaris o carrettiere. Torna lo stesso,

Herapion dev'esser quello

In data del 5

1.

di cui

abbiamo una

foraggio. Stai sano, carissimo

al

fornirai a

lui

la

252.
2:vQog Hooiiro)

x(ci

Jiovvaio)i X"*("4'']

or
5

jtf-r

i^r

iiooxog

hx'^ hX>f-i^(fu

oO^TjVcel

nucQtaing avKo
xfd

TTftn

to/,?

nota qui l'omissione

mvqoig.

carissimo Heronino:

'.

Ear

188). Si

innanzi al dativo.

Sottint. xt

7.

(n."

let-

Ottobre 257 scrive Syros

carrettiere per legna da ardere per Herapion

eQQitai/ai Gt

rf

(f){a(>(f>)i

11 ala

j'fi-ofifroc

((Vidi

(Tv

o ^/lovv-

'

Ti

ho mandato Demeas

consueta spesatura ed

(ai

buoi)

il

il

lIKKoNlNIANA

()0UI{IS1'<)NI)KN/A

tur

yi

fim:

un

XKi

ii{)iiii

Xtvdhv
lucvv

Cn

SYIIOM

;ilil

'l>i).io-

uri or

(tri

nirm

itvtrty xin

10

H^

/i'rri'/iyV

txt-

yt<{)

xrQun; iiov .tXtmti

tt

urinr

ytt(j

ty!h<tt

'/i^q^-

ni.

L'"

h(t{tu)(j!h(i

V fitti; tTXtvxojKti
t" {novi)

15

l,"

((>')V()

storno

iii(iiri/./o

Iludlllfdl

In
(li

data del 14 Novoiiibrc

dar a l'alas riuscito

a Filoteride

e,

h;i

suo ^'rndiniento o

di

gran bisogno

L'indirizzo esterno pel solo

essere un addetto
di

Alypio

(n.''

la

ragione

di

all' ufficio

di

131) conosciamo

questo scambio

abbisognasse per un

(")t[((()\h/.(f\n\((q

(jfJO

Syios ad

l'57 scrivo

preso da Palas quollo

signore Alypio che

<Ji^-

'

averlo

Heronino

Heronino

come

Se

il

vitello

che ordinai

ritiene presso di se, tu o Dionysio recati subito

lo

State sani, carissimi

(|nj.

front, di Theadeltia

mio

'.

Questo Dionysio dovrebbe dunque

'.

Argaeu nell'anno

differenti forse per qualit. o

Palas avesse

sacrificio e quel di

il

non pare potesse essere quel Dionysio che da una lettera

front, di Ibion

di vitelli,

'

ricambio, portalo qui tosto, che tanto ha ordinato

di

(h

Dionysio:

liui(niin(j e

le

4'-

(256-7).

Non

so imaginare

et? pu darsi che Alypio ne

qualit di colore o d'altro richieste dal rito.

253.
^vooc

flou)

'f-i

ro)

A
T(l)

(fi

Xf(fM'

Jlagaioxfi de\.)og

Sqi-

MVi (fQ~ JiovvGiaSog


5

(xv

a(f

ano

fX^'S TTctQa aoi

y~'

Xip'[ov o]{r[ov]

ftovox~ 7tevri][xo]rr[a]
yiiveTtti)

XO)Qova]C
TO

10

v~

fi

HC

TTfi

Tct

Tifirfi

TTccQ

amov

av-

araXiufiaTa) v ?.oy{or) wai


sic

xai t^ai

nao avzov

yoiafx flava) rr^g TraQaXr^fiXpeog

QQ)ad^ai

i" (erovc)

Cf ei'XOfiai (fiT
;(ofax

15

In

xd

data del 20 Decembre 257 scrive Syros

front, di Dionysiade del vino che tu hai,


de' quali

da servire per

Papiri Fiorentini

le

spese

di

al

carissimo Heronino:

del 3 tinello,

sua azienda

'

Consegnerai ad Horion

cinquanta monochori, dico mon. 50,

e tu ne ritirerai

da

lui

il

prezzo

ricevuta. Stai sano, carissimo


29

'

222

PAPIBI EPISTOLARI

254.
^Hi>fca

/
^VQoc HooVfiro

lO

qi'A

IJaQaog IJQwra xagncovr^

\^

xtrif^iarog

T]q

TtjUijc

2naQtiarov

vno uviov ia-

YQaqofXfvr^g eni rQan[t]L,aq

^lparov

oivov ix toiv

yf.

anXa

troinozeQor

XQU iXat^
10

/.lovo-

TOV

(tQ

fiorox" XoyiCoixavov
avrai ttqoc rrjv yivo/xevrjv
TifirjV

tov xtru-iazog evrsv-

!>tv t
if.

15

uyQapev

2[i\Xav(t

Qaxnccq fxarov yiirorrai) igax,uat) q

xai r^Xoao*'

fxoi

naQh-

xn^jiiarog avro)

bxeg

ano noiov

fQQOffO^ai

sic

f" (fTOVc)

20
V4,*-v*5^

2'"^

m.

ti^fv i

,<i

i^>-f

y^^,

frTTfVXOfXai

ano xt~ XqvOo-

sic

Xoov avrai

.;;

Ci-

ox/r^vai,

:t.

(^)(l|tHti)

ohiiuim

i:ir,

11."

in

ii."

me

ili'l

ll^'lio

Hill.)'

pu

is liuti

(III.

x((i>/i(n'/, iit;(|iiisil
l'Ir.

1.

In

(mHOl'i* i|Ui<l|ii cliit

Injiiillllo

for/nil

iimiin

||

colilo riiryHOclioii

|iii(|('i(>,

iji'l

in H^r.

I.

u simili,
.

l'nit.to

tii

pi'l

i|ii:il('

t'^'li

(iiiol

potliMO.

n)i<;if'Cs

illt.

ifijuoaiti,;,

7.

l(^i-1itfi,

iinii

ri(;or!(>

il

elio (jui

volto

Ili

Arch.

iMcritto

l'V. Ili

la

ji.

1F>

Rornniu di

frutto del podere.

prozzo dol vino elio rlcover/i da Meronlno,

il

t'ol

(lata

sfruttatoro

del
(i(>l

(>

ti.i

mia

Si^tteinbn

poiliM'

lottofii

;iliiiir .lilra

in

chiliaii-a.

(li

podere

(|ol

;ic(|ilir<'iiti'

di

Piirc fosso

il

scriv(^

l'5!

pt;!

trova

l'ossero

proprio-

In calce d'altra
dati dal pod." di

pensare che

Synis

al

da

pn,'//,u

carissiirio
lui

hai dati. Stai sano, carissimo

Poich per

'.

ei^li

dramme.

trattamento 6 oHcura

di

Alypio)o

monoclioro

il

Sylvano od lleronas.

'Consegnerai

a<l

lleronas

per Silvano (chiliarcha

l)anca

alla

qiir-sfi

al

dico dr.

?)

prezzo ricavato da quel

100, e

fammi sapere da

'.

di

la lettera

ma

l<K)

di <|Uosto H|)Ocial

lloroiiiiio

dramme,

mano, che dovrebbe essere quella

Chrysochoo

(ciot"!

is(;riLL(j

vino pi fresco calcolandogli

non fosse scritto da Syros,

ci

ora Hfruttatore e huI quale

(^

rapporti d'affari fra la gestione di Hyron e

llnroniiio

podere, ond'egli iscrisse por Silvano (chiliarcha?) cento


glieli

cui

por noi elio non conosciamo quali e di qua! natura

ijiii'hIo

sl^'iu ([imlo si

Spniliaiio

sodici nionocliori semplici del

qual podere tu

di

La rajfiono

st>^J;l^lll)

vuloro

laltd

oi;i

si

aveva accreditato Silvano por

().

nomo

|4) poi

(j,

aveva

(lov'uHHorKti calcolato Hiilla ItaHe dei pro/,/i fatti dal

pfo/./.o

Il

IraiiMiio

cfr.

a muo credito

citati)

ivi

JIoronsiN

nntn^Cl<

df/ ";'("<'//

delitti

(fii

conto

l'J.

l:iu(tni<ri>r

poiloro HpArtianu.

alla Ijiiiica
11) |ii'r ,i|iiivll.( > Il

228

HVItOH

iiirio ilo!

.!7I

II III

lIKKoNINIANA

COItllISl'oNhKN/A

da un

Syros

(?):

'

rimasta fra

dell'ufficio di

ha fatto sapere che

le

carte

di

gli

furon

Heronino, dovrera

Heronino stesso.

255.

:f:

og r

Tiv[

xcu ^XwOor

iioc

ola rov xom^ovTog


(Tot

ctvrr^v offric

xoi.ua^i] 2^

m.

1^
10

Frammento
segnatura e

la

di lettera di

maniera

ronino. Data, 11

di

cui

Novembre

259.

portato. Stai sano, carissimo

'.

la
'

sQooGd^ca

^" {erovc)

a e evxouui

aUvQ

(fi

X
is

non rimane

segnar

m.

di leggibile

data in due

righi,

che

sei linee della

parte inferiore. Scrittura,

propria delle lettere di Syros. Forse ad He-

fammi sapere per mezzo

del latore di essa quale stato

PAPIRI EPISTOLARI

224

256.
J^VQOC Hqovivo TOJ f/t/-

laro y^cdOfir

TQia Cvyoravga rtXia xai


sic

aa

navTog

TTi]X^rr

i^Qct

tx

i{-~

aranf/x-

tqottoi'

Uior ia rov xagrov ano-

(fioonfvu

Moi\i\Dvnir

tic

[/]/ navTUC tni

X?*'"

sic

1.

3.

CvyoiKVQCi, cfr.

eaua e
1,

4.

il

n. 167.

rXeut cio coi loro ^vy-

[(Tr]>;o ?

le loro l^svyXca.

Incerte

le

1.

due prime lettere

forse

(j(p[tyxr]r]()n ?

7.

cfr.

sul recto del n. 167

Cw-

ad ogni modo col carro tre gioghi a timone da buoi, completi

ma

di

premura poich

bisogno

il

PBr. Mus.

II,

Mniivfxiv, ved. la nota alla lettera di

Mutila in fondo e mancante quindi della data. Scrive Syros

Moiethymis,

ravQsu Cioar

(p.

di

Diodoro scritta

123).

carissimo Heronino

al

11,8.

'
:

Mandami

15 cubiti da portare a

'

257.
2vQog HQUveivM
ro

(ftXixaTO) xaiQtiv

OixovofX^Gov a(f
t^tiQ naQtc Goi

(rv

i-x

TdV fTOt/lOTfQOV

o)GT6

Avyyo yvi^ivuGiaqyr^GavxC)

exangono) oivov
\xovTa

Mutila

in

fondo,

manca

ov

quindi la data. Syros scrive

hai presso di te e del pi fresco riservane pel dekaproto

servire pel

pagamento

carissimo Heronino

'
:

Di quanto vino

Lyngos exgymnasiarcha .... nta [mono-

'.

chori], dei quali

Forse seguiva wr

al

fj

di

tijnr)

dei

quali

(qualche tassa

?).

il

prezzo valuterai a

dr.

il

monochoro, o dovr

IIKlUtNINIANA

(K)URIHIMtNI)i;N/A

HVHOH

iiiiii

258.

^'t'(K>C

ll{ni)Vti'ii)

i<<ni)

Toii;

lu

uri)t(n'(U

<yi'f'

f-(Ti^i(<g

Manca

la

data e

la

porgeranno questa mia


duecento fasci

titolo, si

((Vl(i)

(Uu

iiciiii

.ti(h>\n\o>

xtu

OC (ixn

{]}]

lettera,

di fieno e tre

ITj

xoi

iaxoa(\t(Q] x((i

uQiu^ag

TQtt[c\

Didymo

artabe

di

e quei

orzo

che con

lui,

di

darai,

perch siano

e gli altri siano persone estranee all'azienda

sorta.

'

di

quei

che

ti

lor propriet,

'

dovesse dare quanto qui detto, come cosa

pagamento n ricambio

nov

chiusa della lettera. Syros scrive al carissimo Heroiiino:

Pare che questo Didymo


qual

l).-

((VKoy xoaiov

xijat-i

O-iqg

(J

X'" {"''*'

yQ(tnn((i((

70<s

Ilo

di loro

alle

quali,

non so per

spettanza e quindi senza alcun

226

PAPIRI EPISTOLARI

TIMAEOS
259.

HQMVivt

Tif^iaioc

^-.'

xaiQiiv

(fi

il

T(o[i]

'e

Kav

'1/
'

iZ^^^

su

Vi

vvv xaiQov fX**S

f^'

tv

'

vanefilpai

C<1
1

i^

ra (Ttragca

rj

ir^v TiZ-ir^v

xai fia-

'^

Kiot^ ori sav

/>f7f/)

S
o

7j

Tov uXXov aaxxov

firj

rj

a-

sic

Qy

'/rj

a-

*6

i-TT

amor

nkku. Travrcog a-

?.

-<

'^

'X,

^i

<^

aigatibT^g xareQXiTS
^ic

10

^
o

xai co xut avxov sv-

ri-XxJrj

vani-ftpov avi a {-QQwad^ai

Gh

i-vxofiat,

CM

-^

'-'-j

Senza data, quantunque

lo

spazio non mancasse. Scrive

sarebbe tempo che tu mi mandassi


l'altro sacco

damele

(le

le

granaglie

il

Timeo

al

loro prezzo e sappia Kiot che

oppure non venga qui a versare quel ch'ei deve, verr da

granaglie) di premura. Stai sano

Questo Timeo figura

in

una lettera

dato da Alypio per sollecitare

gli

di

Ormai

s' ei

non dia

carissimo Horonino

'

ma

tu

man-

all'ufficio di citt e

man-

lui

il

militare;

'.

Alypio

appresti per la

(n."
ffig.

133)

come addetto

Pare che qui

si

tratti di

qualcosa

di

simile,

OOimiHl'ONDKNZA IIKItONINIANA

con

<|U('.sL(i

Hia in

daH'

(l;iii:ii'o,

sia por colpa

non

}j;li

'Timeo

clic

sia

sii:i,

|>cr

porche

lo

(nt'hj) di

cortainonto

t't

spedisca col resto


(pianili ci

con

grano.

lloronino o

della,

versi in corsivo

fosse familiari a

Il

elio

li^

all'iilicio

racco^Iiirli

le(4gosi

Kiot

vorKaiiioiiti Hia
;

iii

per era

qu(;Hti

aveva ancor

elio

^ranagln;,

'la

in

mora

darli,

o cho poi Honso non convorrohhe

I.

Hpodirli

(;

Kiot dove dare l'altro hucco ad Horonino

iJti^.

oppure deve recarsi

Tiiiioo,

di

HpoiliLi

.siaiKJ

paro Iohho quel

(|iialc

un'orronoa acrithira por

due versi omerici


parole

ripetizione onlatica dolio

gonto del suo

essoro uno scrivano o


i

di

col

dovoa

(|ii:ilc

il

allii

di

elio

227

egli

stesHo a laro

versamonto

il

ihivo.

Notovolissimi sono

di

colpa

dava, mi altro sacco

riferir

stro,

llcronino,

di

iiriico

od jispnlLa

citi.i

in

l,;i

TKVrilON

ma

dormian tnttanotte

'

anche

noli'

regolare nncialo sul margino ini-

ironicamento allusivo all'inerzia

'

seguendo l'uso sempre vigente

o,

unciale o ben corresse l'orrore v por

in

tutti

ma

pi(;cola

in

Timeo

(.'ertamente furono scritti dallo stesso

ulicio.

y()<(iiii((itv<;

scritti

ambiento

ij

nel v. 2".

basso e greggio

cosi

pei testi

letterari,

Vediamo

qui

<;he

dovette

non scrisse

come Omero

questa corrispondenza

di

Hero-

niniana.

TRYPHON
260.
? Tovcfjov Flgcoveivo)

Ta

nQ\oc avQiov

Xvaag\ nsi.iXpov
ij

avr

ano

nag
agra^ac

x]qsi^i^c
sic

xaXwg

tJ"

V^i]]ao)

Vj/Xdov]

0)c

ae aX\Xa
10

avr

?.oyo[ig

sX^) ngog

{.U]

xca

rvv

agguoO^ai

aixsX]rjai]C

ae

/.largr^aag

svxoiiiicu)

cefX{(f)

isTovg)\ /9" ,uexig iy~

Mutila lungo la parte sinistra

nendo conto

di ci e

mancano quattro

confrontando col seguente

n.

o cinque lettere del principio delle linee. Te-

261 ho supplito

nome

il

del mittente Trj-phjon,

Sento quanto siano incerti taluni dei supplementi che propongo. Anche nella data,

certamente

'\

ma non

si

pu escludere che potesse pur essere

In data del 7 Febbraio 255 (o 265?) scrive


'

Nel rimettere

le

segna metter queste cose nei conti (nostri


ora. Stai sano, fratello

'.

?)

finch io

venga da

artabe
te

numero dell'anno

i]^".

Tryphon ad Heronino dandogh

cose per domani manda, oltre a quelle,

il

di

orzo

il

titolo \ fratello:

fatta a

modo

la con-

bada per a non trasandare anche

228

PAPIRI EPISTOLARI

Pare

si

tratti di fiergriinaTa

pagamenti

zione di queste derrate da Heronino a cui

si

in

derrate da farsi l'indomani e

ingiunge

di

unire al resto tante artabe di orzo. Prov-

visoriamente Tryphon segner queste partite sui conti del suo


conto air

ufficio di

aspetti la spedi-

si

ufficio, finch

non

rechi egli a darne

si

Heronino.

261.

TQV(fO)V ElQ^VCUO)

Tag anoXvi/iaug

vno

fioi

sic

HqWVOQ TOV

XOff/IT^TOf

nvQov ctQTa^ag

uxoffi ni
sic

rrj

Gav

TavQivov

X']fX{iaTiaov xai

avaXwaov
TQiriqg

(V'
J-^

tni

fioi

rrjg

lov (fa/nevu)^

a(v} s xai

10

eolhiq-

[f]ox/rj(Tav

iv^o^ai

eQQOfflhac (Tal

"

xaxs
(iTorg) " (faf.iVbd-

In data del 27 Febbraio 258 scrive

mi furono assegnate
per

dal

Tryphon

al carissimo Ireneo

kosmeta Heron, poich furon date

in

'
:

Le

Taurinu, registrale

in

al tre di

La

lettera indirizzata ad Ireneo che certamente dev' esser quello stesso di cui

phamenoth (= 27 Febbr.)

ad Heronino ed era front,

conosciamo

di

se pur gi date. Stai sano, carissimo

ambedue

agli ordini di

trovarsi fra le carte di Heronino.

Par certo che Tryphon scriva

kosmetes Heron

sappiamo. Taurinu

di cui

avere e dare

'.

abbiamo

Evhemeria. Rientra quindi nella corrispondenza Heroniniana

fra Ireneo ed Heronino,

nuli' altro

di

Alypio

citt

y~

venti artabe di grano che

me

porti che

(fiX-

sic

(cfr. n."

lettere

pei rap-

171),

venne a

ove doveva essere questo

luogo noto da queste lettere come spettante

Tryphon non

alla cerchia di affnri di

Alypio

ma

tenga a sua disposizione registrandolo come ricevuto da Taurinu e dovuto

vuole che Ireneo

lui

da questa data.

lo

(n." 132),

ed anche della sua autorit.

esige

il

grano,

(()KItlHPoNHi:N/A

ItuNlNIXNA

III

iNCKirri

INrKKTI O IONTI, AI IIKIlONINO

ad

i(;i\(rri,

229

iiki^onino

2(;2.

ll.^iDiK tei

Eon,c

iiof

byti

ii^xidv

ro

i((C

()(.((-

ovv yoi-

i(,n,yH': i-.n

(ixi

/((tinti

tic

tic

x^.toc

L^n
XQV,Cf-t

iicyn

(rKt'inioc

i^<;

((ioroc Tt^yfoiv fv-

((t'Kiy

,'<("

n'i'i,'i^

{-.Il

(I

XI-

sic

(coyn ((vnycaxpov uoi nvv

noe.

lOVTOV

TTiQl

10

tm

KcvQixov
loK ak/.a

15

ar^f-ucov

ir]

ovr ov

yuQ

(cn\Xcc^tY
si

avi or uU.k. ttkv-

f-v

7rQ0Tr]Q(fi,y

IO

m-Itll'O

\ri(

xfQiuaog

txi

ioti-

ror rcyyiv
SIC

(hxa

Qi(X}i(')i'

fQQOGli^at

1.

0.

eolertcTo?,

parrebbe che chi scrive fosse

il

Theoxenide. Tale fu un Auxanon secondo


e forse

un Dioskoros secondo

vede per del

nome

il

n." 232.

del mittente

macchina da irrigazione

front, di
il

n."

147

Quel che

1.

un solo

non corrisponde

9. o xTjno? (coyst,

mancando

l'

asse rimane inoperosa la

Incerta, per guasto del papiro, la lezione del

Niifuiog: invece cred poi Vitelli (PF.

p.

di

il

'/.,

8 cub. Heron avea

Ora che se ne richiede

cub., la spesa, a quel tasso,

di

65

dr. sulla

somma mandata.

del mittente

parve dapprima poter leggere

nome

senz'altro esempio in

documento pubblicato da
*

Il

egnaiolo

Vitelli sotto

Hermes ha

di

il

guarda a che

n' del

Papiri Fiorentini.

questo acci

io

mandi

buoi a prenderlo

danaro, poich allora valut (Hermes)

il

mio

24.

cen-

un

l'orto di Theoxenide abbisogna

asse di nove cubiti e mezzo, adoperati a trovarmelo prestamente, che l'orto inoperoso;
di

sarebbe

95 dr. e dovrebbe esservi quindi una rimanenza

La data non fu segnata. Scrive il mittente ad Heronino


tosessanta dramme per due assi di otto cubiti; ora, poich per
dunque risposta su

rice-

di

nome
di

di

cubito, 160 dr.

49) poter leggere ref^ieiioc,

questa corrispondenza. Sul rovescio {redo) framm.

e quindi la coltura dell'orto.

per due assi

14. unrjlXu'^ev,

vuto, a 10 dr.

si

affatto a questi nomi.


1.

(7tVX0i([((l

ma

di

premura

cubito a dieci

dammi

dentr' oggi

dramme.

Stai sano
30

e
*.

PAPIRI EPISTOLARI

280

263.
VQTj' EvTTOQUxv Koxaic.

MqVIV) X'("^"'

fxrjvog

xQiOrjc aQta-

ben certa

la lezione del

testazione,

come pur

la

nome paterho Kokais,

forse abbreviato nella desinenza.

formola della ricevuta, diversa da tutte

non ha riscontro che

tamente privata, simile a talune

di

quale anno, come neppure a qual titolo

in-

nome Euporion non

Il

il

giorno 2

abbia ricevute.

le

cer-

Wilcken), colla quale Euporion

n." 714,

es.

p.

dichiara ad Heronino di aver ricevuto dell'orzo in misura di 27 artabe

senza dire

altre.

Maximos. Abbiamo qui una quietanza,

nelle ricevute di

degli ostraka (cfr.

le

La

L'uso del prenome Aurelios pel mittente e

ricorre in alcun' altra parte del carteggio Heroniniano.


pel destinatario

(agra^ai) x^

/?c f-ixoGi f-TTiu {yivoviai)

Non

AvQTfj

di

Pu

Mesore

(=

26 Luglio)

darsi che costui fosse

un qualunque acquisitore avventizio, estraneo a quella amministrazione.

264.
* * *

rag Evai[i(ori
o)v

Xoyor oOti xai

rag uXlag ovv {ttvqov aora^ag) q


fv

f-ioifio

at^Qiov

exs

yag

xTtjvrj

ciTToareXko) ini av-

tag

2'i

m, toooGOai at tvxon\ai
{firma)

1^

m.

HQOvtivo (foioritai^)

Qgaaw

10

ifTovg) ly"

Mutila nella jarte superiore.

Ordine ad Heronino front,


questo un certo numero

di

di

La

<'>w.7

x.'/~

(corr.

firma simile a quella

Thraso circa una quantitc

artabe da darsi o mandarsi

altre 100 artabe tienile in pronto poich

di
di

'

da xr-)

Alypio.

La data

del

26 Settembre 266.

grano che trovavasi presso

di

ad Eudaemon, delle quali dar conto

domani mander per esse

giumenti. Stai sano

'.

Di

lui.

le

(M|il(IKl'iiNlti;N/.\

lintMNINIANA

--

INi'HUTI

o UtNOTI,

281

IIKHoNINo

AI)

t{i{itii<s !t((t

Oh

i-vy(tiii(i

(firma)
H{(i)t(

')

(-tatcoii)

(j <i

(noiK) l^' .Vw.V

X(<

Piccolo frammento non senza importanza. Della lettera


sotto la firma che simile a quella

ma

ad Hcronas front,

lo

chiama suo

18 Settembre

Thraso,

di

Segue

figlio.

2()9,

al

quale Heronas diretta una lettera

regno

il

il

saluto

finale

con

Alypio. Segue l'indiriz/.o notevole perch non ad Heronino

di

la data, e anclie

mentre

non rimano che

questa notevole perch del 21

Gallieno non supern

di

Heronino

di

lo

di

Ma

[inni.

(n."

274) che

Thoth dell'anno Vi

su tutto ci veggasi

quanto ho detto nella Introduzione pag. 58.

266.
^ ^ ^
]p

; f^xa

]}-yror

vai

i-ic

]v'[

^r-[

xaioiuuntQOV oiiagiov

iuaTC(X]'cn
fxar[o])'

]i>fi'

ti

]avTa

fxeXeva

(.lovoxMQa

T/,UT|0'[o]r

eggoGltai ae vy^
(firma)
HQ(iv\ei\vo

10

Frammento

di lettera

](fuo(f[i

mutilo nella parte superiore e nella sinistra;

ne rimane. diretta ad Heronino front


(1.

di

4)

e potrebbe essere Alypio

colui. Trattasi di

che

si

qQovr{

vino del

pii

commette ad Heronino

n a

ci

da un superiore che, dice

il

di

cento monochori

(Sett.-Ott.).

il

tempo

quel che

aver comandato {xXevaa)

di

questo, e del suo apprezzamento

iaarci]ca xilevaa fa pensare ad

dal mittente al ucOToXfvg su di cui vedi la nota al v

Phaophi

di

cattivo stato

contradirebbe la scrittura che ha buon raffronto nelle lettere

stagionato e

{ri^ur^aor);

in

una ordinazione data

Della data non rimane che

delle ultime operazioni vinarie.

il

mese

232

PAPIRI EPISTOLARI

267.
* * *

TU naga

fxiv

coi xn^vi

vttj-

]^

[(!v]vr;(h]c:

rj

QfGia

f(Tro)

f-[To]ii(og

^r^Qoc Toig xi^ai fiov

x[cx]l
i^

x^Q^f"?

xai

'\qoc

xai xQeii/Tj
in sigla ^^

=: eoowa'hct

tvyonai

(Tf

HooVi-tvo) cfQor^

10

Frammento

di lettera

f'^X^'Q

'^~

mutila nella parte superiore e quindi

d'

La

ignoto mittente.

scrittura del

saluto finale che serve anche di firma ha raffronto in talune lettere di Alypio, e cosi pure

tenuto

di

senza dir

quel che rimane che ricorda la lettera di Alypio n. 127. L'indirizzo ad Heronino front,
di

dove. Della data non segnato che

probabilmente leggo ora i^"; sarebbe dunque

mese d'inverno,
appresti,

il

1'

il

mese

11 Gennaio.

il

giorno; questo che lessi gi

Come

nel n.

126, che

mittente, annunziando la sua imminente venuta ad Heronino,

servendosi anche dei giumenti

occorre pel consueto trattamento

di

aggiunge

cui
il

gli

si

parla e

si

richiede fieno verde

'

dello

dispone, quanto necessario pel bagno e

mittente che

si

tale essendo

il

/y

pi

stesso

d ordini perch
quanto

appresti pure pei giumenti eh' egli

avr seco del fieno secco oppur anche fieno secco e orzo. Notiamo che nella lettera

non

con-

il

pasto consueto dei giumenti

n.
di

127

di

Alypio

orzo
'.

CO|{HISIM)NIEN/A

IIKIIONINIANA

INCKUTI

M.NOTI,

<>

AD IIKHoNINO

23H

12()H.

<^/7SuM

li^

^W
HQO)r]t-tro) x((t

y]((toKf

]vroii(<:

Ktyv^-

K-

(X(((i>^

\i-y()i.;

arofff-iovg
sic

]lpo)

novTUv

10

OOv fniiQf-

\tTri7T((Qov()^g

yi-YQuiftrai
\v

(d'iT^g

uXXu

^quyvxaxuv

\xr j^oafi^r

hdi-

fiar TTCtVTbV

Tov rvyxurir
sic

\^Gtog vrrr^ofior

15

x]ccTfth^(faii(iV

]Te Tit'Xtj

xara

iv \AXt'iarQtue
r^utoccc

Tram

20

\Xi'

arf7Tf-i(-

-i>J^^

Mutila a sinistra ed in
dell'intestazione

si

altro frontistes che,

fine.

Manca

quindi

il

nome

rileva che la lettera indirizzata ad

come

p. es. Ireneo,

possa essere Alypio n Appiano o

Heronino

ad un

ma

Il

piuttosto un qualche subordinato.

Herapion

(n.o

188),

ma

d'altra

mano

Da

altro,

avesse prossimi rapporti con Heronino.

simili,

unciale, di tipo simile alla lettera di

del mittente e la data.

le

quel che rimane

probabilmente un

mittente non credo

La

scrittura, semi-

ultime cinque righe,

234

PAPIRI EPISTOLARI

pur dello stesso tipo e modulo, sono d'altra

mano

tutte le righe non possibile supplire, tanto

pii

di

questa corrispondenzii. Trattasi

pu pensare a supplire

(roGi'ovc /.yovc)? Si

che

il

la

met

di

soggetto affatto diverso da quello solito

una controversia forse

di

Mancando almeno

e d'altro calamo.

circa imputazioni fatte allo scrivente

Etth {nome)

in principio:

o s^aioerog dtxccnQiatog

togov

tvvoittc tax]xiry ... ?

269.
* * *

xo(fiv{

jrig

iGTlv i7rayoxtyu)[r
fVTfQft f-nti

Qa

t'r^g

Tjfif--

TQVydGl i-xf-Ko-

fXf^l

Guv

TTj

xui lag oinjyag


xia TU'; (il nxug

f-

G((o\y\u{v\ag xai f-vioXag Xu^t-

TOGav

01

orrjXuTai f-iravfQ-

Xo/t^voi xofiiGca Gol Tovg

10

f:QQ)GO[ai] Gt fy/o-

xo(fii'ovg

Hai
Q

H()0)rivo)

0tadtX(jiug
sic

sic

Mutila in cima. In data del 24 Agosto 257

Alypio

(cfr. n.-^

fani

[domani, cio]

si

vendemmia

di portarti
I

134*),

oppure Appiano
secondo

il

ed abbiano pure

(cfr. n." 175),

ai

quali

scrive ad Heronino front, di Theadelfla:

si

oivrjai diconsi le

riferisce X xtioGar

delle

gane o paniere che servono a portarle;

il

1.

Pap. Beri. 417, 14.

25 Agosto), poich nel giorno seguente col


e sia dato ordine agli asinai

5,

dovranno por mano

quale ordina ad Heronino

uve
il

(ved. la nota al n. 175

alle uve. In altri papiri si


n." 5)38).

1.

32); qui

proprio vocabolo sarebbe oivuag,

sargane che avean servito pel grano devono servire per

yavag x^Q^ov, Oxyrh. VI

.... co.

alla
di

vendemmia

il

provvederli delle

/e oivr^yag aggiunto nell'interlinea xai rag Giuxug. Propriamente

donne portatrici

specialmente destinate

'

'.

giorno qui indicato in uno dei poderi del mittente


necessarie paniere e cofani.

(=

uva come da grano,

cestoni cosi da

cofani al ritorno. Stai sano

vendemmiatori,

mittente che dagli ordini che d pare debba essere

il

d degli intercalari
i

tnayo^ a

(etovg) /lUGoqtj

le

uve insieme

trova menzione

di

si

come

dicon
lo

tali le sar-

Ginxag.

alle altre forse d' altra

sargane

di fieno

Le

forma

(wexa guq-

Cofani e sargane per uva matura iGnafvh]) son menzionati

in

INCKUTI D HiNnlI,

CdUUISI'dNHI.N/A IIKUiiMNIANA

IIKHONINO

Al'

2'^t)

*>

1270.

* * *
|r

((i'itii\

\ti>

((.;

o|i%'

\i(<

un

frammento

altro di quella cerchia. Trattasi di

pronto per essere spediti a (qui

xt<t

Kiiy

/>^s"

IO

((i'\

hf mntt\ut

n^

(j{>i)yit\()o.:

cortamente diretta ad un

lettera

di

itittf >'foi(fi

Piccolo

i'j'/noi'C

t\yi(
r>

yui^

il

f'rontistes

non so quali oggetti

nome

di

di

legno

una kome) per mezzo

dei

che pu essere Heronino od

che devono esser tenuti


(giumenti

?)

in

della frontis.

271.
* *

]0-rjg

]r

M\(f\eiXeY e 7TQ0ti{l\i^qfYai xottqov ttqiv


M(feXr^i>r^Yai ori

ay sver

o(ffi).(-tc

yag

r]

TQvyt] tcov nccoa Goi

aiSsiGHii

2* m. sQQ(iai}ca oe ei'xoina

Frammento
lettera

di lettera

acquistato dal Vitelli insieme ad

altri papiri

Heroniniani. Era pur questa

certamente diretta ad un frontistes che ben pu essere Heronino; vediamo

poche righe

di

chiusa

il

Alypio, di Appiano e di

destinatario severamente redarguito


altri.

Pare

si

tratti di

una non ben

come

lo

riuscita

Heronino

vendemmia

concimazione non provveduta a tempo opportuno. La data non fu segnata.

infatti in
in

queste

pi lettere

o raccolta e di

di

una

PAPIRI EPISTOLARI

2r5()

MAXIMOS
271.
Dal Museo

Alessandria.

di

Ma'^ifiog Hgon'i-i'd)

7 0)

TiaTQl Xf-QflV
sic

z/o$ Eq/k-i

ano

sic

Lifi"

In data del V>

conto al cuoco

comunicata dal

Novembre 264

Hermes quattro

>

tu)

fiuyf-iQ)

lov tfiov /.oyov

i-QOGOe

me

f^i

OIVOV lXUQa TtaaC(QC(

;")

Trascritta ed a

<

scrive

(Si-

f-vx^H^
sic

sii;

uOvQ e"

prof. Breccia.

Massimo ad Heronino chiamandolo padre:

dichori di vino. Stai sano

Heronino come funzionario

dello stesso anno.

degli tvaxrmoveq.

Il

Il

lo

stesso delle

suo conto quello eh'

cuoco Hermes

{si

alla casa degli eax-,

sappiamo

chiamava

tempo, ebbe un cuoco che

Massimo possa esser

si

non

di

rgr^ygiog (n." 166).

quello che Alypio dice suo fratello nel n.^ 163,

271.
British

Museum. Pap.

-/l'OTy/oc

AvTO)V(ov
.IroTjXiu

lot

n."

Mct'SifUC.

**

1210

atee

GPBM,

(liioif-roi'

Hqo'io)

1(1)

rr<(-

X"i'J^if'

;r((()i-/.[u]f}oy

[,7]

yfrrjiifao)[v]

ricevute

ei

che riprodu-

doveva avere presso

pare fosse ripetuto e poi abohto)

pu essere un qualunque o anche uno addetto


in qual

Dai per mio

'.

Questo Massimo che chiama padre Heronino dev'essere

ciamo qui appresso e che sono

III,

p.

173.

Massimo. Alypio, non

Non

crederei che questo

CoUKISl'ONDKNy.A llKHoNINI ANA

loil

l'h/l

(inor

Itili

tfKOKJI

XdiV

UH'

ut

fi(H'<)X<i>(J<(

iit

(<,iAi<

(Hi IH'

IT)

()t((
('

Oli ut 01^

i\((\

I.

t.

Kenyon

/,

()'(!(

piuttosto

(p. 'A'A)

/{("'s

1.

9.

come

il

nome

in

/[mitaiov)-^

1.

cio

giorno.

il

il

nomo

Athyr che segue

mente, forse come intestazione


ove

proprio suo posto

al

fu segnato

alla partita

segnato

il

^.'ifi

Jo. Kc xdfAi'/.on',

Le

che

si

ripete, collo stesso errore, nelle

ma

s' in-

di

per questi trasporti o

vino pei quali abbiamo visto che

1900 monochori

seguente
e

soliti asini

il

fiexu(f.0Q(

carico

di

un

asino suoleva essere di otto monochori, talch per

oziosa-

mese

alte cifre spiegano l'impiego di camelli piuttosto

che dei

ci

sarebbero voluti 238 asini! Prob.

per, anche con camelli,

questi

essere spediti in pi mandate;

il

giorno.

1900 m. dovettero

cfr. la

nota

al n.' 1.39*

(ove corr. la cifra 753 in 746).

Nel mese

di

Choiak (Nov.-Dec.) dell'anno 264 Aurelio Massimo manda per mano

Filosseno ad Aurelio Heronino eh'

Ho

'

(('/'

f-(tfT()(<xov-

tende che debba valere anche e sopratutto per quella.

mese dev'essere

del

date seguenti, fu omesso nella prima data,

lettere

dopo

^iiji

(C/'"

(uvov

^ytyn((t)

numero dell'anno scritto fra duo diversi sej,Mii L, S signitcanti frovg com in parecchie lettere
Heroniniane. Poi il segno S elio Kenyon ha rappresentato cos

i)'tvn((t]

()t((x()(ri(<

del portatore.

Il

()t((x(t-

(h'o

((

x(((ttkii)r

(h((

altre

i'c

ii(iri)Xiii(j(<

KTffttott

propone dubitando

;f(f*(j<oV)

nello quali indicato

h'ii^xov-

xioitJ.iiir

i\ti(

itof(>xi'>{>((

ii7fL(i

i(,i/,i<

ic/''

t(((((^((xnyi

"'^

XK/U-

()ll(

(h((X(KUit

onniiii^

((

t<x"'

Hill

<)

{ytriiKi)

l'i

.\utt(x

1(1)

X.'/'

Kilt

b|

|/|'/

l(,')!'('

UftiUUK tt'h'lf

lo

2li7

nrttxtttfnt

yi/./ix

te/'"

{yiit
L/,V

/l 11^

III I'

MAXIMOS

ei

chiama padre questa

lettera in cui

di vino,

Similmente,

il

dico

mon. 1900.

il

Antonio

di

gU dice:

ricevuto dei prodotti agricoli degli Spettabili (prod. dell'anno 12

monochori

di

264) millenovecento

3 Ottobre 264.

25 Novembre, a mezzo

di

camelh, monochori semphci

di

vino in numero

di

due-

centosessanta. Dico mon. 260.


Il

27

Novembre similmente, a mezzo

di camelli,

monochori semplici

di

vino ducentoquarantadue.

Dico mon. 242.


Il

30 similmente, a mezzo

mon. 244

di camelli,

monochori semplici

di

vino duecentoquarantaquattro. Dico

'.

Di questo Massimo, che certamente


n.o 230, noi

il

uearoXavg delle lettere di Alypio

non possediamo alcuna lettera; perci ho collocato qui

ad Heronino da noi possedute, queste due

Papiri Fiorentini.

di lui,

in

n.i

139, 139* e di Palas

fondo alla serie delle lettere

che trovansi all'estero e non furon lette da me.

31

PAPIRI EPISTOLARI

238

HERONEINOS
272.

tT^

f^'X'^'

H{Q\(in'fivog

Tw

Ear

NeiXa

(?)

aiX(fu) xaiQeiv

Tjfwg extjg xeev-

dov o^r^vai

toj

Axir Caxxovc avo


ovf iva txopLer

STTC
sic

g taGs

fir^vfiaag
sic

fQQCoai^cci) G svxioficei)

'\

^y^rWij

1.

1.

SeiXu, V

come

in alto

riduzione del

nome

in abbreviatura.

Seihi/nfiioy.

Questo

{erovg) e"

Nj

forse

una

nome non

ri-

corre in alcun' altra lettera. Forse era nn altro frontistes

un superiore addetto a quella amministra-

.5.

xty, l'asinaio

che conosciamo da altre lettere;

nel n. 247 (Syros)


\.

7.

fiTjvemuc:,

di

il

dat.

per oscitanza

In data del 31

1'?

scritto

rf;

ne risulterebbe

esempio eh' io sappia,


Patiol.

s.

mune

gr.

due pare

'.

in-

senz'altro

fiijueindn?,

ma non impossibile (cfr. Lobeck,

441 sgg.) e forse equivalente a

fttjt'Kureg

sarebbe mesata o pagamento mensile; co-

per piuttosto

il

neutro t fitjyuaa sul cui


1.

9.

con tre aste

Maggio 258 scrive Heronino a Neilas chiamandolo

fratello

'
:

Compiaciti

dinare che sian dati ad Akis due sacchi, poich neppur uno ne abbiamo pei pagamenti

mese. Stai sano

voluto

siasi

special significato ved. la nota al n." 132,

yixi.

fu

due; poi fra

trodurre uu

(doaeis?);

zione.
1.

invece

navri ?~

di

di

or-

questo

(!()|{UIHl'(tN|)KN/A

IIKUt)NINIANA

IIEUONIM V"K

23'.l

i27;{.

oy

.-\

^y

>

Tm

xrQiiii

II

At'TrlO)

01'

llfilnUVOV IfQ

71{UQ(C)

2ilt>'}Q0)

-v
'ritv[{ii\y(n<

M^s

((.IO

<)i

:ftt{ih

i ..

OV

7T^(T

i]nnq (h

/Uy

T)

.-H

lOfToi'ioi

ne

.v^n-

h{tyuaoiit!h<

ioxjvyic

rrjv rifiov

x((i

i-o)>i

(CIO

(ti

iKc

aoiihUa

10

^sS^J(-

xoi^

T((V(Jiroi<

f-oyu-

xutn^r

ir^v

fig

ioovya tur aov (Jkji-

(VQfltr^ria

J-UjU'K

xf/.f-vdt

doi]

iv'/jt]

(71)^

tj,

ttotu

/.utcec
-

i"

xuivr^

Ti]V

f^ig

ioovya iva egyaCov-

15

-i

Tf Tovxo yao

r^i}e).i^Gttv

sic

U7T0 ^a'/OO) XtQlUi

01

dovrai ira tviuxior


To foyov yvrjca xui

xwfirjca

20

ano

oi

xov ^vyoiia-

ibv foyaGoy/ui yoacfO) Goc


sic

''\\^^yr^

ovv iva TO o^ov aoi


fooooO^ai Gevyoaui

ngax^i,

xvQiov svTi'xovrra
naroixr^x'

25

C~ entKf iy~

[sTOVc]

1.

11.

La formola usuale, scrivendo ad

ctv
1.

aov

rtj

autorit, sarebbe

tv^t} dSg xfAerfft.

20. ^vywficnvjy, trattandosi di

un canale nuovo, dovremo

intendere della congiunzione del nuovo

coli'

CUI si dirama, e delle chiuse da pratticarsi

/
tamiti,

come abbiam

agger

ai

lavorano
finito

il

due

allo

nuovo canale; quei

sbocco da

cui,

di queste.

ivi. I

po-

le

della

kome

quando sar aperto, dopo

nuovo canale, passeranno

missione

da

visto altrove, lavorano al xr<^^

lati del

dove dovran porsi

altro

in

questo

le

acque,

chiuse per governare l'im-

PAPIRI EPISTOLARI

240
indirizzo esterno
Tu)
al

xvQio

f.iov

AXvmon niaou) Hqmvuvov yo~

disopra presso al margine superiore

e{TOvg)

a~

avroxoctTOQOV xaiaagov

OovX^iov lovviov Kvr^Tov

si

2iui}uo)

mano

legge d'altra

Titov ^ov^iov lovriov Muxqiuvov xai Tirov

svGf^f>n' fvivxov Gt^aavov

u"

!/olh

In data del 7 Luglio 260 scriveva

Sathro

front, di
tera,

(li

al

suo signore Alypio questa

carte, fu in parte obliterata o detersa


(egizio)

che

seguente

l'anno

modo

segnata a tergo, nel

vi fu

sue

le

vede nella fotografia qui annessa, quella

si

data dei nuovi regnanti Macriano e Quieto

let-

non abbiamo, a quanto pare, che

cui qui

minuta, poich vediamo che rimate fra

la

Heronino

abbiam detto a pag. 56

dell'

di cui

Introduzione.

Trattasi dei lavori per un nuovo canale dira-

mantesi da un
ri

fra

gi esistente e estendentesi

alti'o

Sathro e Taurinu.

questi lavori attendevano,

ciascuno dalla parte sua, quei

Sathro e quei

di

s
di

Taurinu. Sathro, come gi sappiamo, tutt'uno

7-

con Theadelfia

-I

kome

la posizione

la

Taurinu, trovavasi fra Theadelfia e l'estre-

mit occidentale

conosciamo

di cui

del

dovesse convergere

lago,

verso la quale

pare

nuovo canale. La lacunosa

il

ed incerta lettura dehe prime righe non permette

sapere che cosa chiedessero quei

di

Dalla
'.

1.

3 in poi

si

di

Taurinu.

legge e s'intende quanto segue:

e noi intanto

lavoreremo

al

nostro canale

finch (vengano?) quei di Taurinu acci lavoriamo


in

comune

al

canal nuovo, se alla Signoria

piaccia dar ordine che

si

trovin per noi 10 potamiti

perch faccian lor lavoro


quei di Sathro

si

ti

->vyi.-;ih'

al

si

compia l'opera mentre

kome lavoreranno

scrivo acci

si

canal nuovo, poich

dichiaran disposti a dar danaro

acci pi prestamente

quei della

Tua

dagli argini.

faccia a tuo giudizio

'.

Tanto

(n|{|(lhl'()Nlii;N/A

9A]

m"l((iN'l"IVfiK

lli;itoNINIANA

li74.

ll{)U)VHV0<

hukog
Il

TTonjfTtg

noi iKi'iK

oirnv

ll(fiiir(i()

noi'

oxio)

i)(_oO(c

i-x

i<

f-<i>(ji

tour

nn>

nuo

Xovaoy^oov Aaiuv

avrov

(nitrifior

ne YQUfiiiia

ro

yoii(((ji((

itn

rfot'g

vidi

Iti)

(101

ic

xt-onu i-oo(ia!)ui Of-vyionui)


lu

[hoik) ly' OoU lU

far

f-

O::

uvioic

c()J.o

yoiiaoir

/.cti^ov

'Jt-^.inair

rt^v itt/n^r
sic

-.

=^

-il^fi

4fnf.-il'
irli''

1.

1.

Su questo Heronas

figlio di

fcf.

**''**..

Heronino ved.

265

n."

1.

voce

soma anche
tuttora

6.

senso

di

misura

di

al

carico.

nostro
Esiste

greco odierno, cosi nel senso

yofi()i nel

soma come
1.

forma volgare equivalente

di

nel

monochori per asino, come noi abbiamo gi

rilevato altrove; cfr. la nota al n.

e Introd. p. 58.
5. yo/uKQiM,

in otto

in quello di

di

soma normale

di

ritirava

il

consegner questa mia lettera due some ossia otto dichori

il

danaro che

rimetter

danne loro ritirando

il

prezzo

'.

'.

intendere che

di

il

latore

un asinaio che

certuni che

non

chi fossero.

vino

ti

ti

fa

vino per commissione

In data del 16 Settembre 266 Heronino scrive al figlio Heronas:

ei

ci.

della lettera e ricevitore del vino era

sappiamo

somaro o somiere.

(fixojQu oxxu), e cos definita la

11. Hfhoaiv, questo plurale

di

Poscritto in calce dopo la data:

'

Sar bene che tu dia a chi

vino del Chrysochoo, ricevendone


'

Se un'altra soma ne volessero

PAPIRI EPISTOLARI

lH2

275.

[To XVQIU iiov

Hqovuvoc (jq" 2aO^QO)]

A\hi7T[i(t)

^6
xrj

tvr}

na
rr^

ev

ngoa-

2:c<0qo) xcu

r^XUtcv avTO) ainofitVOI ntQi

10

roiTon'

T(/)v

atyi-

{(yo)vi(TTO)v ti' TO)

uXo

xca uXXort

(tQ

yoaXpaq

ly/iftv tiqi
sic

ovv

15

Tog

)f,ta-

Tor aiyiaXov

irtg

lieta Tov Jlora xat tov rvfi

^evTQenaH

ij

neQtf'irj ree

xafxaxia aXlor

aXua

fv TO) aiyialu xui

20

icfrj

ICVTM OTl ovx e'^ov

uXXor (ni^r^vai

2a

eie

TTgoatj-

xV aXuveiv aviov

e aXXovg xonovg ano

25

yaQ axoirwv eariv


aXog

e[xt]i [yqaifu]

iva To o'^or aoi

1,

17.

/wi'/rrrw;',

di

delimitati, appartati

o,

1.

15. Il

vocabolo qui usato, cantonati; cantonamento

1.

17.

pescatori)

non

stando

al

che

eseguiva a mezzo dei pali o palizzate, xauuyMt.

nominati a

1.

24 che circuivano

ai pescatori.

non esemplato
1.

13

iMoTs

mutila;

ma

luoghi {per

segnato

aoi ovv

rrQax^'^,

lezione certa; parrebbe, secondo quel che

segue, non trattarsi qui di luoghi disputati,

si

o aiyi-

ywt'iZui

tyoini)((i Tjiuf,

il

cantone [yuma) as-

Avremmo dunque un
invece del gi noto

ri.

qui

yiofio).

a diatribe di pescatori

risce la lettera di Alypio ad Jloronino

fii)

si

119

rife-

elio

ma

il

soggetto delle lagnanze o diatribe non

in quella lo stesso di qui.


(f

e V

son

certi.

nota, dev' essere

Questo
1.

(o

21. uvju)

Forse

24 vTov

\.

uno

Il

suo

prime righe oggi

di nord^iMv.

due pescatori.
dev'essere colui che volendo

pescare in quel luogo avea suscitato


pescatori.

tov %]u)^u<(to? ?

una forma abbreviativa

e l'altro prob.

J[top/

nome

le

proteste dei

dovette essere segnato nelle

illeggibili.

OOUUIHI'ONDICN/A IIRUONINIANA -

lotloia

(.i)iiosta

HHKiio

(Il

tanto

sopproKsiono
lo

di

1.

liniilo

ma

(india,

in

ilntoiHa in

liiti-ia,

l.i

assai pi cho

fjnolla,

in

non

traccia, di altro

mano

la

miimta; vediamo

l;i

da

Alypio

ad

lUnxiuo rivolta

infatti

chiudo

hi

Hcrittura fu,

lu

riconoHcono cho pocho

si

Horonino,

il

omesso, b(5nch

Io

/.tm

quale ritenne pur


spazio non manchi,

data che cortamente non avrehber potuti} mancare nell'esemplare inandHto ad


in

ovidenza, corno

cima a fondo, un conto

so^no

di

soppressione

non sojprossM,
ili

scrittura

la

ijiiando si vuol scrivere sul rovr.'scio e

limilo

lia

i|iiello.

di

trasporti di vino, di cui giova

^/oyoK

Ti]

(h'/~^

(f

prime linee:

le

(pii

x~

avn^ jitou due orr^(kuiov)

.'/

aXka

rilorii

occupandolo da

scritto,

tv (il

iQUiVl

verm

Sul

oiiOKig Sotinvi

tx^

l^

iy~ Signori

ix~^ i^

lo

SQiori

ix~^ i^

it~

ia iwi

i-fio)r

/Jo{.ov

xtr^ruv ix~^

x~

e cos di seguito fino all'estremit del foglio ove l'ultima data leggibile di (fuiiifvol^) a".

cevente sempre Horion che solo nella prima menzione qualificato


l'Horion frontistes delle lettere ad Heronino

dunque

di

met-

(Hi (tv

it!-i((<jo()((.;

/o/

scritto sul verso

in

con Mpuf^na o |janno ba^^nato,

(oihc}

Ino^^lii,

|in

non rimano alcuna

linci

La lotter

l'.

Alypio. La dotorsioiio
In

tntt.i

alano

<'omn

XI X.

torse porche non eia clic

salulo

tere

di

(101

h lolla sUjHMa l'orina, della btoHha

'J7.M;

sotto linoo (luasi nulla rimano; della intostaziono non rimano visibile che

prilliti

prini;ipio della

(jui^sta,
il

elio

In

lottoro. Dolio
in

tutto similo al n."

paroli' Y(ta<f(o

st(Hso

collii

in

(1

24K

IIKItONKlNdM

Heronino. La

di cui

mano

di (figornarr^q).

parecchie sono ricevute

di vino.

da quella della

ben diversa

Il

ri-

certamente
Questo conto

lettera,

ma

assai

simile a quella di altri conti di Heronino che qui abbiamo.

Debbo avvertire che


in luoghi detersi,
11

senso che

(non cantonati
egli

(mand

?)

si

?)

me

di pali vi fosse

oggi in taluno di quei luoghi, singolarmente a

pu ricavare da quanto rimane

Sathro, vennero innanzi a

in

'

vedevano tracce abbastanza chiare

la scrittura della lettera, di cui gi si

nella spiaggia,

come tu

lui

(forse

di leggibile

un

sarebbe

magistrato)^

di

converrebbe eh'
ti

seguente:

muovendo accuse

Sentrepaei a (scorgere dal

posto per un altro pescatore sulla spiaggia, ed a

col la spiaggia di giunchi. Tanto

il

circa

gi altra volta a noi scrivesti intorno ad essi

insieme a Potas ed a quel

che un altro sopravvenga in Sa

25-28, affatto svanita.

1.

scrivo acci

si

ei

faccia

choma

lui disse che,

?)

or

te parr

luoghi

dunque

se nel ricinto

non essendo possibile

faccia la pesca in altri luoghi,

come a

'.

dacch

PAPIRI EPISTOLARI

24:4

CORRISPONDENZA HERONINIANA

HERONEINOS

276.
HQbveirog Ev[(xinori
TU)

xaiQfiv

(fi

IluQi-Xu^nv TTctQu aov ne c(tio\Xv-

fTTKJraXnarog tov[

(}(\}'t\a

((01

t[ig]iov

AXvmov

Q)[a

i.(]oi

f-'

za

eig

xqcc-

[rca-

ara(ht fiata) u)v Xoyov (Jw[(rw

oivov \l.i\ovn%oQa f:x[uiov


* *

Mutila

in

fondo; non pare manchi altro che

simo Eudaemon:

'

tissimo Alypio per

Ho

ricevuto da te

spese

le

di

il

dell'

saluto tinaie e la data. Heronino scrive al caris-

cento monochori

mia azienda

Euschemon che pu

di

vino assegnatimi per ordine del valen-

che dar conto

di

'.

Eudaemon ad Heronino, Eudaemon

Nelle due lettere (n." 190-1) che abbiamo di

a questi, per ordine

essere Alypio,

ma

pu anche essere Appiano secondo

171. Qui detto esphcitamente che l'ordine

la lettera di questo, n.

viene da Alypio;

che nelle sue ed in questa lettera figura come speditore, nelle lettere
l^fimr^g (ved. la nota

con Heronino.

Ma

ivi)

e nella lettera di

Ninnos

n.^

spedisce vino

di

Appiano

Eudaemon

detto nuQa-

213 apparisce come avente conti

ricevuta

di

sar poi lo stesso?

277.
TO) XVQIO)

/^lOV

A[kv7Tia)

Hqw vetrai

n{aqa)

&q[

sic

HQorvtivog (jQ[ovTi(Ttrjg

&eatX[(ftiag
5

Ei

hav

i>jj

Xoyovg (?)....[

frammento

Piccolo

notevole per

mente con

di

lettera di

Heronino ad Alypio

curiosi svarioni che contiene.

altra formula

complemento secondo
segnato Onam invece
tera mandata.

una

la

di

11

di cui

non rimane che

la intestazione

principale la seconda linea che fu scritta erronea-

senza apporvi segno

di

soppressione, fu poi scritto in terza linea

onde

si

ha rw

formula

iniziale,

x.

/(.

A.

Hq.

(fg.

il

giusto

0t. Nella 2^ linea era stato

Thead. che equivale. Certamente era pur questa

la

minuta

non

la

let-

APPENDICE

A complemento

ili

tutta questa raccolta riferisco qui appresso quant'j ho potuto conoscere dei

papiri Heroniuiani inediti esistenti nll'estero (de' quali ho

zione) distmguendoli coi

spettante secondo

il

numeri

(lat(j

il

novero a pag. 41

sg. dell'Introdu-

registro generale (p. 48-49) ove figurano nel posto a ciascuno

del

mittente e la data.

ALESSANDRIA

Museo

Delle nove lettere Heroniniane esistenti nel

stato e intieramente leggibili


di

sono

le lettere di

Kopres

Alessandria, due sole sono in assai buono

di

e di

Maximos che furon

esse anche pubbhcata dal prof. Breccia, e che noi abbiamo riferite sotto

altre sette, tutte

frammentose

e in deplorevole stato di conservazione, io

lette e
n.i

di

leggerne

il

(la

prima)

208*, 271**. Delle

non conosco che

grafe favoritemi dalla cortesia del prof. Breccia, delle quali io riferisco qui appresso

mette

una

le foto-

quanto mi per-

cattivo stato dei frammenti e la naturale imperfezione ed insufficienza della

riproduzione fotografica.

153.*

ALYPIOS.

IliaQu) A{kv7i\iov

Jov[vai\

XI]

Xa]fX^avov(Tiv
.

](tv

xara

Tu\^]v [xiccv oXag


(del.)

i.i]va

exaffTog ttvqov

xca NtXo) avi/ ov

ano rov

]filGV

.]/&>

(c

'/MH^ClVOVTltV

[t]o

uQ\yvQiov u
Papiri Fiorentini.

frfG[T(o-

(del.)

To]g fii^rog ai^vQ agra^r^v

a\v

\ccq-

7ro[n']

/.(i-

tXapi^avov
J'

or ...

32

PAPIRI EPISTOLARI

246

exaaroq

xai

10

TxvQOv agra^r^v
rifilai'

{.iiav

xai

uQyvQiov xai

Hqv-ivo) (fo"

Novembre 268

0a6{f-X(feiag)

scrive Alypio ad Heronino:

quanto ricevono mensilmente (per salario?) cio un'artaba


a datare da questo mese

La pessima
il

di

Athyr

si

coli'

sono diverse dalle due nominate

il

altra simile pur di Alypio n." 135*.

come pur

in quella e,

stretta striscia di papiro in cui

altre.
di

almeno

tes e Niles, invece di

',

1.

quelle,

3-4 v[ni^Q

Le due persone

non nominate

<)povi\o)r.

alla mensilit in derrate.

in altre di

Qui manca

la

qui nominate

queste lettere.

conferma

nella fotografia, che

Soltanto nella prima linea

Harpalos ad Heronino con

si

si

HAEPALOS.

distinguono tracce

poche lettere

di

14

linee

la intestazione Jliaga)]

quah non rimane

dunque certamente una

AguaXov come

di

di

quasi niune, se non incerte, in

in talune linee e

legge chiaramente ugnalov.

delle

nel nostro n.o 182.

lettera

E mutila

tutta la parte sinistra. Della parte superstite qualcosa potr forse leggersi nell'originale,

cosa

dell'or-

Alypio, che in quella.

182.*

leggibile,

grano per ciascuno, un'artaba e mezza

danaro che coloro ricevevano oltre

Probabilmente anche qui sar da supplire a


d'

ad

Si dia

ricevano pure quanto prima ricevevano di moneta

prescrivesse circa

Questa lettera va confrontata

mano

di

'

scrittura e le lacune, oltre alla imperfezione della fotografa, impediscono di leggere

resto in cui pare

dine, di

(?)

{ttovi) t" aO^VQ t'~

15

In data del 1

wv

ma

in

sar

poco o niun momento.

191.*

EUDAEMON.

Evcecfxon' Hqmvivo)

Seguono tracce

di

otto linee di scrittura delle quali solo poche kjttore sparse sono leggibili nella

fotografia. Superfcie scrostata e lacunosa in


ni

vino mandati ad

191, 276 e le note

Eudaemon
ivi.

e da lui

pili

ricevuti

luoghi; mutila in fondo. Forse trattasi di carichi


nella

sua qualit

di

rraQaX'ifin]??

Cfr.

n.'

190,

214/
Unii)

A'/i'Ij'k

I
I

(CIO

inno

i-o(Hi)(i!h(i

y"

in tutto lo altre.

La data

Il

X^

txtiHn'

y'cj

x((i

iioio^^

tvxo/iuc

(Ti-

x!)

ii',i

lettera affatto corrosa e sparita;

della

rii^'he

li

Tk/.h

\i^>;

(t-ioix;)

scrittura delle prime

MNNOS.

iiiKxini lah'i) yitrf-iat)

]<(n(-kih')ij

La

247

M'\'V.S>Vi'.

/fidili l

<f\i

ftovo/

IIKHONINIANA

n|(|{I,S|'(lNHi;N/A

chiarissima invece

foglietto mutilo nel lato sinistro.

del 24

Decembre

Talei e di l assegnato a

255. Trattasi di 32 monochori di vino proveniente dalla


Cfr.

kome

di

217.

n.^'

227.*'

PALAS.

riixXag Hqw'ivm
(fcXiaiO) XUlQlV

Hi)

Kc(X(xK TTOir^GHg

oa
[ix(')^

Xoi rrao

rj

zeaaeQa

"/{iverai)

aXXu xaXa xai ng


.

aXXa

^fXig

tee

ix"
.

sic
.

10

]*/<

...

],

]av Tia

alEict

xaner

X .[
.

Asovrarog

XOQfi avrco

ti[

fQQOGO^ai aa fvxo,u[ai
15

Assai lacunoso, sciupato, questo foglietto che pur mutilo in fondo, dove per non
la data,

a cui possono appartenere alcuni segni che

si

vedono sul margine

manca che

della rottura,

se pure

PAPIRI EPISTOLARI

248

non appartengono ad una estensione del saluto


Palas che

solito, di

si

in cui

nome

questo

ma

tenore,

il

il

nome

yieovratog a

n
S

R
S

><

navrwg
nov

^
P^

^
1

tt^iquO^t]

o)g

/C

fi

aXXa

rag

f.1

linee,

nelle

paragrafos e

8.

di

da tre

delle

quali

scrittura, unciale piccola, di tipo letterario,

di bella
1.

7,

assai ben leggibile anche nella fotografia,

trattarsi

di

'

il

vede a

1.

complemento

costruzioni assunte

pu essere Alypio, Appiano o altro superiore. La lettera


si

soggetto senz'altro esempio in questa corrispondenza. Chi sia

come

* *

divisione di periodo a

vediamo

fh^[

Troppo manca per poter supplire e ritrovare

prime

Hoo)r[iipog

(Tv

Iati,

c(X}.otg[

a/(*A[iy(T>jc

eQyaffictg
.

lettera, mutilo

/n;

xai fv TOtg

naXiv

1.

di cui

ifXt[

TQti; agraliag

TTffipai

><^

>:XCi

eccetto a

vino con altre aggiunte

XCJ,^w eie rrjv otxtar

^
R

di

lettera, del tipo

IGNOTO.

evfxai oixoo[.ioi\u[

"% 5

con segno

una

12 richiama la lettera di Ireneo n. 194

1.

^
^

'
'O

Ti

di

di

o simili.

ricorre.

271.***

Frammento

(filrccre

quattro dichori

riferisce alla spedizione di

non saprei determinare

come

finale

il

'

il

collegamento delle

((J'6]Jey/it

oixoo/xovfxl)

mittente non dato indovinare;

certamente indirizzata ad Heronino,

9; forse per era indirizzata anche ad un altro, poich quel av o Hq. ricorre in

altre lettere

con doppio indirizzo. Si vede che

foglio talch

si

la scrittura

dov segnare sul margine sinistro

arrivava fino all'estremit inferiore del

ultime parole della lettera e

le

data che del 27 Aprile 265.

271.****

Tjft)

IGNOTO.

xvQCO) i([ov

7T]aQa lQO

x[

(t]aeX(jHug avene i.i[

]aXX

xaiQo\g\

ruv

leroa

T^xovKiS

ei

rag

Xov(t\

oxe\

il

congedo e

la

n<i<

1^-

.'f

lo

YflK

Krainiiionto

Alypio.

l'or

poco v'ha
di

in

pcssiiiu stato d

frattura
di

di'l

log^'ihile,

papiro

\\\

....
ttl

senza incertezze, nella l'otograda che non

n\it{>it

ad un huo Hij^noru che pu CMsere

ibndo, iniima la data. Delle 12

Uquhiw.

niitt(Uite al

il

:Hi)

unii hrovc; lottoni di ignoto

Thoadellla precisaniento discorra qui

nominato Horonino

(<<)

Ari'KNIUrE

x(t\

xi(/.i(iiiti\s;\

ntt n(

1^

IIKUoNISIANA

(JOUUIHI'oNUKN/.A

<,>uoI iioco elio

si

line(5 di ncjn

brutta Bcrittura tanto

pu bene scorgcire

di quali attari

suo signore. Pare certo die nella linea 2 fosso

ho crfuluto poter leggere potr esser corretto da

chi esauiiii l'originale.

LONDRA

233/

Museo

SARAPAMMON.
Brit. n.^

1236.

2aQa7ra^ijib)v Hooveivo

(fraTO) X'^UQ^t'V

Tu)

Tei CCTTOGTttXlVTl raVQlX


sic

ola

Noi>(fe(i)g

sv

vtto

xaoror

xia

[Trft^affxwlv T(xg

(Tvvrj^Hg

looifag og xai r rctvQeXazr} Tr][v] aTravrjV


eQ)G[ihc(i

10

xea

Tw rexTOVi

Cf]
rr^v

fvx^
danavr^v

{iTOvg) la" e7Tfi(f

Erano gi stampati

mi pose

in

grado

di

il

fogli

antecedenti quando una cortese comunicazione del

aggiungere alla raccolta questa lettera da

altre notizie che quelle

va collocata sotto

x~

da

me

n.o 233*.

segnate sotto

il

n. 287*.

lui trascritta

sig.i"

della quale

Ora vedo invece che, secondo

H.

J.

Bell

non avevo

la data, essa

PAPIRI EPISTOLARI

250
In data del 22

mezzo
pure

di

al

Luglio 264 scrive Saraparamon

Noufis per un carro da

in

conduttore la spesatura. Stai sano.

Dalla menzione del Texiaw a


spediti con

un taurelates, che forse

legnaiuolo, portanti un carro o

un luogo che era indicato nella

me

ne comunica

il

sig.^ Bell.

Si

lin.

fornisci

nominato

5 di

spesatura
di

e disperata lettura,

pu pensare a leggere nella

1.

una coppia

ma

un

ed

lettera)

almeno secondo

buoi da tiro

di

o restaurare

costruire

movxt

fr

alcun' altra

in

un carro da rimettere,

difficile

Ai buoi mandati a

'

nutrimento consueto e dai

il

al legnaiuolo la

questo Noufis (non

materiali di

possiamo rilevare che trattasi

10,

1.

<

E anche

carissimo Heronino

al

in

disegno che

il

non oserei dar

per certa questa lettura bench pel senso assai verisimile.

PALAS.

sig.i'

11

Bell

Uno, a cui

egli

frammento

di

mi d anche
ha assegnato

notizia di altri due


il

lettera nel quale

n.
si

1864, fa parte di

tera, apolysidion, forse di

come pur

la

una raccolta acquistata

nel 1903.

un

Brit.

piccolo

legge in calce

Tov o^ovg

probab. da supplire to[ oivov

frammenti Heroniniani che trovansi nel Mus.

ixoQf'i

ixorox. fv xai ra] xov.

una

ricevuta di Palas segnata sotto una

Alypio ad Heronino, come abbiamo nel

n.o

141.

Il

nome

di

let-

Heronino,

data era nella parte perduta.

HERONINO.

Un

altro

come contenente

un papiro che porta

il

n.o

1289 e che descritto nel catalogo

conti scritti assai corsivamente ed

illegibili.

Ora

sig.^'

il

Bell

(voi. Ili p.

lxxi)

ha riconosciuto che

questi conti sono di Heronino pi volte in essi menzionato {e^wi Hqmvivc}, ecc.) e non privi d'interesse

il

papiro in cattivo stato e

pletarne la lettura e

di

difficile

a leggere

pubblicarlo fra non molto.

la scrittura

il

sig."^

Bell

si

propone

di

com-

UOUUIHF'ONDKN/A IIKHONINIANA

201

AIM'KNIMCi:

PARIGI

Presso
ceiluLi
({ivdc

dal

da

sig.'

il

si^.>"

lui

mi

linnacli

Tli.

Seymour do
fu

Iluroniniani, acquistati in

trovatisi diH! rrMiiiiiioiiti

Ricci (ved. lutroduz.

42 o

p.

p.

Kgitto ed a

lui

48, 49) la cui trascrizione qui riferisco

cortosumeute comunicata.

258/

J^l'(O<

tO)

SYHOS.

IloOUd

(JO~ /lOi-lV

Ilccoctdoati.;

i-yot

(jQ^'

ovutc

lo

nciQu
\vXiGTa

Goi{
6i[
o,[

6)1 {

10

Questa lettura
l'originale,

Non

in

TTaQa\

gran parte certamente errata

confrontando con altre lettere simili

(pQ

ma

{no

2.

1.

3-4. IlfCQddog Ei.Q]yai)\ (pQ^oyziart]) [EvT]\usQiug cfr. n. 243.

1.

5.

1.

cc[).h(

6-7-8.

in

ex rio]y nc(Q(c\

Non

aot..

non

lettera

piccola, quantit di vino.

di

monocbori

di vino, e

quindi ag za no

tCVz\w [((VK,WUUTU.
1.

so cosa possa essere que]\'vXi,ara\di;si aspetta

dunque questa

Syros.

q;ilri'.Tw).

questo luogo la indicazione

sar facile correggerla, pur senza vedere

di dichori o

1.

<pi

di

9-11.

My[ Xoyoy dioasi,

?M^u>y]

nuo u'vrov yoauuaxu

ttjg

7t(coa]'lt]u\p[(ag.

un certo numero

uno

dei

soliti

anolvoiia probabilmente per Ireneo e per una, forse

PAPIBI EPISTOLARI

252

CORRISPONDENZA HERONINIANA

271.' '

IGNOTO,

APPENDICE

AD HERONINO.

n.[
A7T0[
<fQOv[
X((l[

eo[

oi
7ta[

esterno

indir,

Non

<fQ'-'

Il

che sembran correttamente

difficile in questi pochi residui

delle solite lettere concepite nei termini

Mganirm

trascritti,

n{aqu) [kvTTiov

? Artiavov ?

AnoX{vGov
ex

(/ooj'[r<o'Tij

rwv

x((i[Qti((ineQon>

Qo[

)v

Xa^wv

o)[aei
7T(([q
t[i]c

Xoyov

avTov YQafXfxava
7TaQaXrjilp6)g
* * *

Apolysidion forse di Alypio o

di

Appiano per vino da darsi ad un

frontistes.

riconoscere

una

LKTTKIK MILITA

in

278.
Oltn^
plesso

mare

(li

all;i

('()i-ris|)()Ti<l(Mi/;i

lettere che deve aver

Ici'nin'iii;iii;i,

[)()sto in

!il)l)i;nno

(|iie.sto

Consiste questo in un cospicuo frammento

epistolari.

me

com-

j);ipiri fioT'fjtitii ini ;ilfro

volitine di papii'i, cIk; ahhiain voluto chia-

contenente una vasta corrispondenza emanata da un

da

fr;i

un grande volume papiraceo

di

ufficio militare. TI

pubblicato colla min illustrazione nei MHufjes

i\7co/(? (1905,

j).

frammento

57-83) sotto

fu ^i

il

titolo

commandant de V armh romaine en Egypte. Nel darne qui una nuova edizione, non avr gran cosa da ao-giunoero o da modificare al commento esauriente che
diedi gi ed al quale rimander i lettori designandolo con
= MHanges Nicole. Oltre
Kpisfoaire cV un

MN

per ad alcuni pochi ritocchi

al testo

greco accuratamente, cnris

riveduto, ag-

fieciindi.%

giungo di nuovo la descrizione e lettura di tutte le parti latine, delle quali non diedi che
pochi cenni nella prima pubblicazione, ed insieme una esatta imagine fotografica di tutto
il

frammento

in proporzioni

poco minori

di quelle dell'originale;

completando

lo studio

papiro in ogni sua parte, dar anche nuove ed importanti notizie ricavate da
quanto ho potuto leggere a questi giorni sul verso.
di (luesto

La massima

larghezza del frammento di 0"\88, la massima altezza di

questa era V altezza di tutto questo grande volume, come


intiero in tutta
0"',27 alt. Il

l'

altezza

volume

Qi"^,

Q'C,

Qit;,

Nella fotografia

cosi alto era poi

ministrazione rurale che

^,

(col. III).

Qi^, Qx\ la

si

le

dimensioni sono ridotte a

veggono segnati

si

numerate
media, compreso

larghezza di queste colonne in

non

1'

ultima,

alle

il

papiro

0i,77 largh.,

rileva dai conti di

sul verso in colonne

non meno di 20 o 21 metri di lunghezza. Proporzionata


lume la scrittura delle lettere militari che si leggono

mano

vede dal luogo ove

anche estesissimo, come

l'intercolunnio, di 17 cent.; quindi alla col. 120, che

spazieggiata, di

si

0"',33 circa, e

il

il

am

numeri sono
bianco del-

rotolo dovette avere

grandi dimensioni del vo-

sul recto,

grande larga, regolare,

ferma, sicura, esperta, certamente ufficiale o burocratica. Paleogra-

ficamente questa scrittura deve esser riferita alla seconda met del 2'^ sec. d. Cr.; essa
quasi identica a quella, pur burocratica, di un papiro di Londra (n. 196, voi. II, p. 152,
"

tav, 50) posteriore

Le colonne

ad Adriano,

ma non

pi tardo di Antonino.

di scrittura sono larghe di 0, 22, g' intercolunni di circa 0'^04.

Ciascuna

colonna ha dalle 30 alle 33 linee. Della prima colonna mutila a sinistra non rimane che
piccola parte della fine delle linee. La 2^ e la 3 sono intiere con solo qualche piccola
lacuna non difficile a colmare; la 4^ mutila nella parte inferiore dopo la lin. 23; della 5^,
mutila a destra ed in basso, non rimane che
Papiri Fiorentini

il

principio di 22 linee.
33

PAPIRI EPISTOLAEI

254-

Il

occupato da conti, come gi

verso tutto

numero soprasegnatovi sarebbe


AvQr^ho)) Atti
[tt{c(qu)\

^ov

zrfi

La prima colonna die secondo

il

comincia cosi:

la 115"'%

t'S]Y^

dissi.

rwr

/a/f[7r]A

A'/\t'ii(VQ^())v]

AvQt^Xiov Ec(!i]vc((ov ifQO'Tiaiov {(-)fa\hX(ftUig

Xoyoc kini^iuTog xai

gaoiiiovlfi

fcva{).oj.iuio>;)

iiijirog)

tov ivtiaioioi)

(tiorg)

tari e
X^ni^ictToq

xu

(crrn

loctm-^i^c

So

J^injciov xta Anvy'xf^MC. HiaOonor

Jiovvtnuoc xiX.

xo/ir^c

di

Di qui vediamo che \)QY ultimo il volume venne a trovarsi


un frontistes di Theadelfia che chiamavasi Ireneo, il che

questo papiro colla corrispondenza


essere front, di Theadelfia o

prima

in

Arsinoite ed in

qualche modo collega

dopo Heronino.

Un

esame accurato della prima

linea ove la scrittura in ])i luoghi consunta, sbiadita e a stento leggibile


a riconoscervi

come

assai probabile

nome

il

mano

resoconti di Heronino- Questo Ireneo dovette

e coi

nell'

mi porta

Amavo), di cui per le ultime tre lettere sono

tanto logore che quel che ne rimane d segno piuttosto della loro esistenza che della
loro forma. I titoli per che seguono
Xitwg) TOv AXif'iurQf^on)

nome

il

fhjiriTevaavn) ^ovXievirj)

rr^g

XafiinQOTaTi^g) tto-

corrispondono esattamente a quelli dati ad Appiano in un reso-

conto a lui rivolto da Heronino pel mese di Thoth dell'anno 2", che trovasi nel Mus.
Brit. ed pubblicato nel III voi. di quella raccolta, x). 103, ed anche, intieri o ridotti,
in altri papiri

come pur

nome di Appiano ricorre. Qui Faudato il nome di Api)iano, non pu essere

negli ostraka nei quali

tore del resoconto invece Ireneo,

quale,

il

il

Ireneo che figura assai volte nella corrispondenza Heroniniana nella quale,
oltre alle lettere di lui ad Heronino, troviamo pure ben tre lettere di Appiano a lui
(171, 172, 177j la prima delle quali rivolta a lui e ad Heronino insieme. In tutta quella
altri

che

l'

corrispondenza per Ireneo figura sempre come

(fgavriartig Ev^i.u()iag,

non mai

di Theadelfia

che sempre nominata come frontis di Heronino; anzi, nella succitata lettera di Appiano,
ad Heron. fr. di Theadelfia ed Ireche dell'anno 3*^, troviamo l'esplicita distinzione
'

Evhemeria '. Qui la data del resoconto del 5" anno; ma anche nel 5" anno,
come rileviamo da una lettera di Ischyrion (n. 197), Ireneo era front, di Evhemeria e
non di Theadelfia com' ei dice nel suo resoconto (la lezione indubitabile). Questa discrepanza non si pu spiegare altrimenti se non ponendo che il 5" anno del resoconto di

neo

fr.

di

Ireneo ed

il

5^'

della lettera di Ischyrion siano anni di regni diversi; se

tera di Valeriano,
steriore, quel di

il

5" del

Qi^ si

5" della let-

resoconto non pu essere che di un regno anteriore o po-

Filippo o quel di Aureliano.

ricorre in questi conti accanto a quel


n.''

il

d'

qui debbo notare che

Ireneo. Nella

legge in cima ad una lunga lista di nomi


nxpuviov o/foiog
f-iioi

Eio^yuKo

lnoriro) f-nix"

STI

V"

sic

EvTVXKtVd)

So

Z^rovi

Wl

ZiOfflltb)

Wl

etc.

4'^^

il

nome

di

col. delle superstiti

Heronino

portante

il

Nella col. scuiiciif r ima

li-ta

siiiiil

ulhutltiiv
lidi

ron \)iun

lrj;^n

si

(t fi

4-

"

v>

/-'/'/

-|- it

\f\.iix

llij<iii\i\i(ii

(liIVcriMi/u

ninni

l(ji^it(iiii

200

mii.itaiii

Li:TTi;iti:

-^

l'/JUIIil

i<

rtc.

(lillci-cii/a

Ija
il)

(!i-ainiiic,

covdiio

IO

Ira

iiciralfi-a

lutti

(li-.,

due

le

aital)c

in

alili

;1

voiio una artaha di ^laiio.


posto

capo della

ili

L'iibbroviatiira

formare^ un

listo sta

nome

appresso a

lista,

N<dla

nella

scarnito da
di

(^110!

iicll' a

una

rii

II

non pu

spicj^arsi,

io

eli'

Dal che riloviamo

elio,

sappia, elio corno

l'a/iouda T ufficio

di

niontro Ireneo ora

'preposto

Ir.

giumenti

ai

*.

di

i-crioo

<|iiel di

ri-

jcioniiio che

punta del kappa

in

(')ii(.

7(>.

modo da

qualifica che nella cor-

un Monimos

(n." 246*;.

Heronino teneva

in fjuel-

120) e ad

^i'iioadelfia,

Non par

od Uoroiiino

(jiialilicutohi

^jiixiii^n^)

(]i."

aHH<'^liato

tutti iii(iHtintaiii(;iit(* i-ice-

sopra

colla ori/./oiitale segnata sulla seconda

t;iix

<i|)-,oiiioii

<|ualifi(:a

Ireneo ^i

rispondoii/a lleroiiiniana troviamo data ad un llorakleo

minore

|)iiiiia

Holfaiito

piiiiia,

liccvoiio clic 4;

ne

s(|()

Il

clic

(|iifsl()

uTaiio,

<li

iumi

iii

credibile;

che a questo ufficio

fosso ridotto lliMonino dopo aver tenuto per assai anni quello di frontistes; piut-

giumenti

tosto convion pensare ch'ei fosse da])prima preposto ai

in

Theadolfia e

poi

queUa kome, mentre Ireneo passava dalla frontis di TheaEvhemeria. Dal che risulterebbe che Fanno 5" del resoconto debba

passasse ad essere front, di


dolfia a quella di

essere

il

5 di

Filippo ossia

Valeriano quale
la

i)i

il

io lo definii.

248

d.

Cr. ed

il

5 della lettera

Riman fermo adunque quanto

rimane confermato pel

" di

io dissi (Introd. p. 01 sg.) circa

probabile designazione del regno nelle lettere Heroniniane datate degli anni

V'-b",

mentre qualcosa di notevole troviamo qui da aggiungere a quanto io raccolsi circa Heronino e la sua carriera, circa Ireneo, ed anche circa Appiano. Per quest'ultimo giover
riassumere, in aggiunta a quanto ne abbiam detto in quella Introduzione, la cronologia
di quanti

documenti conosciamo col suo nome:


anno

di Filippo.

1."

Resoconto

2.-^

Libellus libellatici test pubblicato da P.

Decianischen Chri-

stenverfolg. Beri. 1910, n. 10) in cui

dallo stesso titolo,

di Ireneo

fr.

eccettuato quello di
3."

Tutte

di Theadelfia;

^ovl^vn].;.

le lettere (n.' 170-179)

il

5*^

Mover {Die Libelli aus d.


nome di Appiano seguito

Datato del

1"

anno di Decio.

che abbiamo di Appiano ad Heronino e ad Ireneo o ad

ambedue, sono del tempo in cui Heron. era fr. di Theadelfia (o Thraso, o Sathro)
ed Ireneo di Evhemeria e funzionavano d'accordo (v. n.'" 170) per gli affari di Appiano nelle due frontides. Gli anni

2'',

3^,

5,

in

quelle

lettere sono quindi di

Yaleriano-Gallieno.
4."

La

querela di Sakes pastore di Appiano (ved. Introd.

p,

55)

porta la data esplicita

del 2 di Valeriano-Grallieno.
5.0

Resoconto ad Appiano del Mus. Brit.


2^ anno, certamente di Valeriano.

6.0

Framm.

(ved. sopra) di

Heron.

fr.

di

Thead. datato del

ad Appiano dei pap. fior, dato da Vitelli a p. 20 del suo volume;


di Heronino frontistes; manca per lacuna il nome del luogo, che deve per essere
Theadelfia (Sathro, Thraso); dell'anno 3<^ certamente di Valeriano.
di resoconto

PAPIRI EPISTOLARI

256
7.0

Altro

fraiiim. fior, libid. p. 27) di resoconto

manca per lacuna

del quale

il

ad Ajjpiano.

nome che

del front, di

dev'essere Ireneo.

Evhemeria

Manca per lacuna

la

data che dev'essere per degli anni di Valer.-Gall. quando Heron. ed Iren. funzionavano per Appiano, come vediamo nelle lettere di questo, la massima parte delle
quali sono dell'anno
8.0

3.

Ostraka 'pubbl. dal Jouguet. A quanto su questi ho detto a


conviene ora aggiungere le seguenti osservazioni:

Poich
risulta dai

tutti

essere di Filippo

che vanno dal

quaudo

1?.

data del

7",

yi-r.

dacch sappiamo che nel


ytv.

ove

del

yi-v.,

dell'

ostrakon.

sono dell'anno

1'^

Appiano sono

al 7^

l)er A,

ytv.,

non

di Theadelfia

e,

come

fr.

data

dell'anno

Macriano; similmente

1"

Thead. non era Heronino. L'anno dei

di

preantecedente a quello del versamento o della

il

strana distanza fra

versamento dell'anno

il

di

la

positivamente sono anni questi di Valer.-Gall.

Non

le
6:

due date presenta


qui l'anno

1"

il

n."

19

non pu essere

saprei dire impossibile che una volta siano stati

uno o due, come al solito,


sembra per pi verisimile che il Jouguet abbia

versati

dell'Introduzione

sono anni di Valer.-Gall.; non possono

non pu essere che

5,

Una

n di Macriano n di Decio.

Filippo

5" di

suol essere l'antecedente o

data propria

di

Thead. era Ireneo. L dove

di

fi-,

7o. l'anno 1
Y^n'iHaTa dell'anno

dove

nome

Theadelfia era allora Heronino, tutti gli anni delle date

6-9, fr. di

n.'

di questi ostraka

2G ostraka col

p.

di

che sarebbe l'anno preantecedente al

6"

ma

di cmqte anni anteriori.

letto per

come

Mi

A ci che fu segnato

di regola.

Altro non trovo nei resoconti d'Ireneo, dei quali solo in questi giorni intrapresi lo
studio, che meriti di esser comunicato in questo volume. Basti averne raccolto qui sopra

quanto

se

ne ricava di riferibile alla corrispondenza Heroniniana. I lettori vorranno

gradire quanto ne ho riferito come un'aggiunta a questa mia edizione di quella corrispondenza ed alla mia Introduzione alla medesima. Altri potr in altro luogo pubblicare

quanto vi ha di leggibile in questi resoconti non in ogni parte facili a leggere, questa
faccia del papiro essendo in assai peggiori condizioni dell'altra; il colore ne assai pi
bruno, la superficie frantumata, consumata, scrostata, la scrittura spesso sbiadita, logora,
e anche affatto sparita. Il corsivo di questi resoconti, come abbiam visto, contemporanei

ben dello stesso tipo del corsivo di quel tempo, ossia della met del 3" secolo d. Cr. quale si ravvisa i)ure in quanto conosciamo dei resoconti di Heronino stesso.
La scrittura del recto, di cui dobbiam tornare ora a parlare, di non poco anteriore,
come abbiamo gi sopra accennato. Fra la "prima scrittura di questo volume, che quella
di

Heronino,

uno spazio di tempo forse


un mezzo secolo, ma anche un notevole cambiamento di luogo; poich,
volume fu originariamente scritto in un ufficio della stazione militare

del rcrfo e T ultima che quella del verso, intercede

non

solo

non pi breve di
come vedremo, il
di Memfi-Babvlon; pi tardi, quando le carte di quell'ufficio o archivio militare eran
divenute inutili, esso venne a trovarsi, non so per quali vicende, forse per vendita (ved.
sopra, pag. 65) nell' Arsinoite e propriamente a Theadelfia (luando Ireneo si serviva del
verso rimasto bianco

La

per iscrivervi

suoi resoconti.

nostra lezione delle lettere militari la seguente:

MILITA Iti

I.KTTl'.UK

C.l.

I.

I.

itiiut(tua!tni

iii)

)
'

Dui!)

L^V

.
I

II.

riii^

\x{.i:h^y\((i\

\i((i'ii
\xi(t

/III/.

It^jiimiiKi 1-

10

\ovy

x<{iih

x\ur

15

IXhl

llh

\l^

ri>r

IO (KJH-

]c

Y(ju](j fiaoir

]0G7T&0

/.O-

t]w oi{)a-

20

\ov o

^0)0-

III.

25

1'

]v

]xo

30

Si distinguono, dagli intervalli bianchi,

tere in questa colonna delle quali

una piccola parte


I.

II.

1.

1.

1-2.

3.

Sono

le

let-

non rimane che

di

una

lettera che

2 nella quale era pur la data.

Qui l'indizizzo

di

un'altra lettera; prob. Hysjuot'i;

tera

XVII

(1.

arov eniTQOTiov
aTQuiTjyov.

sere Yrjyenwv; altrove

si

1.

Certamente

XVII, XXII.
le stesse

let-

21-22) nctqovxog JioyytjTov rov XQftrixai

JkeS(c>^(foov

1.

rov

xoanarov sm-

20.

Lo stratego

Norbanos

III.

parole e nomi della

detto ad un superiore che qui pu es-

12. xvQis

(lett.

XVIII)

una

alta

autorit militare.

chiudeva nella

8-9.

1.

della fine delle linee.

due ultime righe

cfr. le lettere
1.

tre

1.

22.*^

1.

24.

qui

nominato pu forse essere

della lett.

il

XVII.

= xi'^^"QX^-

Altra lettera

segnate nella

di cui le

col.

ultime linee

seguente.

Da

si

queste

veggon
si

rileva

che era indirizzata ad una autorit mihtare, forse


allo

aTouToneuQ/rjq che aveva alla sua dipen-

denza

il

custos

armorum.

PAPIRI EPISTOLARI

258

Col. II.

txuvMV

'^ftxflt]]

aray^aior

doi/iqvai

Lt^"

Oolh

GOL (pavf-QOV Tronqota ir tirjQ

l^njv

IV.

ra

rj-yr^aa-

xa

aiQaT]Tjyou Qu^iaig)

xui]qov

xa]r{-Trf^i[yoviog] j[ov

xara

(leXXo) t'iavrrfi

nogautg

rrjc

fvrvxog [ay]t,v

?j[)']

lov \Xan\nQOTarov

Tiqr (vxf-]XfV(jii'

r^yefiovnc xunr^XoxK ovg 7TQoaa]Ta'^tr

aQQvag xai

vvccnivovg taig nogeiaig tmrjQereiv

rj

nvog

rorv aov TTffipov

r^fion'

cof.ia/.ovg

avrog uyaye

dia

r^

BdjivXova /ura tov TtffiCfJtviog

f-tg

(S](rxovnkixutQiov lovkiov TJaiKJxov ira xai tniorrog


10

ra

l-tov

xii^vj

li

aQiOjn^O^

ittiij

OK av ^Qctvvfi xai

varf-Q^G^

ovx ayvoftg ovs avrog ^lyua


ti

oG av

'iG}i

Tw kafATrgoraTM
rrjg

TTQa'^rjg

[xtj^t'Jj

/(e

vnoTa[^avra xai

anqoreqa ds

avrog

fi iva

jiie[ovra arTty()a](jeiv

avr

avaxo/iiCoiiievrjg rrjg reifirjg

U^"

^rjg

GrQarrfyon Bov^aGreirov

ravTtjg] fiov

\Ba^vXo\va ra

tig

fifiXXo)

ro)

avrw rvnu) xai

f^avTTjg

xata

7io]Qfiag

rtjg

avrrjv agiO-fir^

f-xei

XQ^^'^^

lovXiov JlaviG' GrjG'

r^v

j'Tf/ojg ayeiv

evx]fXf-[vGiv] rov Xafi7iQora[rov

[r^v

Tjyefxovog xafirjXovg ovg 7iQ0G6ra]^iV

Iggato) MaXixo) ogdivarw

ra ra

xrtjVrj

rrjg

aQQtvag xai gw-

oig

av

jSgavvrjg xai [vG]r[grj]Grj rav-

nogeiag ovx ayrotig ovf avrog

neiTireir fieXXovra

ti

ia ro G eTTi^gavrai eXarioy \ijogria

avriygaq\eiv rm XajH7Tgor]aro) r^fXMV

30

xai ravrrjg fiov

le lettere

Prima

di

2' linea,
1.

5.

cficp.

il

vr che

di

vedere un

quantunque

in

pessimo

La

lettura della

stato, certa.

Per una strana allucinazione credetti

di

i^yefxovi V7r[ora'^avTa

vari luoghi

leggere, nei

dove

1.

26.

L(/9"

ricorre, ctfxfXevaif,

quo propriamente

mi parve dubbiamente vedervi.

o()<hr(eTo<:

(pel

quanto ho detto

x}^(o^

mentre

dovun-

scritto etxeXevaiy.

Su questo nome semitico

tolo

iieXXovra

/te

e7iiGro]X^g [ro] av[ri]yga(j{oy

papiro scrostato e non vi ritrovo

par

ifn.'^rjfia

[ttj?

G vno-

C'>j!^ua

xareve[x0^r:Gerai negi ov] gOi og av nga'Svg evih\g

ra

i^(aov

fiaXfOvg vva[fifV0v]g raig nogeiaig vnriQi;[rtiv nagadog

25

Dopo

fie-

^u^ xs

xarsTtsiyovr\og rov xaiQov

1-2.

xai ira

i[Trfio)]

Grgarriyb 2uirov

VI.

1.

noQtiag

irjg

VTCon\HTCTHV p.f^X\XovTu

tvOvg

rjye/iovi

rjfiov

ravra ax^rjvai

ra aG(faXeiag

20

fff

eTHGToXrjg ro avTiyQa(p[o]v i

xrrjVTj

V.

ravta ra

imo aov

Sia 10 Gt i-n\i\^Qavvai eXarTO) qoQi[ia xaxtvex^ifiGtrai

neQi ov
15

nej.i(fOtVTi

lO)

quale
in

MN

iQQcuiog

cfr.
p.

anche

65 sg.

Mcdi/og e sul
col.

V,

1.

6)

ti-

ved.

200

I.KTTKKK MIMTAUI

f'..l.

VII.

<ti

(>(<nju)t

.li(u(oi():i(i!ii()i'

ty((((f

Nili.

tYi>i((f

(T I

XI.

K"

ij

yiorio

f)

Iookkii'

((l'ii'i

ivj(i)

xKt

/(Oii

(J^

lor Kfior qqkki'

\i(

i\Itn\(j

y^yii\i

aiQ(aijYO)

\x(U

mor

ki'k iv.ud

loi

.ivoi^lhov

xani^Xovi

xui /Jo*'/<or [2V]?^i7>|i

2^\()\l^y\(>l>

TTOQtutig vnrfitttiv

TTi-fipfig

noQt-iuq r^v n'tvx<g

tifi

ng

(tv

fQCtvvrfi xcci

f-ig

ovi avTog

i-vOvg

'rfi

20

ij

qov

THftr^v

ffv

vffTfQr^arj

Cfj^uut

ainog

XIII.

or Ktr oxifiaar^g toh' ^oi^'Jov

ij

(Tt

ravra tu

xrr^vrj

1.

25

mente chiara
noXetzov a
delle citt

1.

3.

APF

certa

Di qui

si

volle

^ovXevk

essa anteriore alla riforma

Bench

il

una

si

di

sinistra
1.

25.

Come

il

si

alla lettera allo

special lettera ai

ma-

la lettera indiriz-

pu riconoscere

l'

esser

Severo, bench anche

trovino a volte nominati

gli

uQxoyrs?.

papiro sia intatto, la scrittura affatto

nomos non

Memfi, dopo

(((i/ovai

oltre

il

pi

leggibile.

il

xdi rrjv

yoovo

x(ci

'

tov aviov

ogni dubbio quantunque

[J\^[()\o'ecTov fuori di

papiro sia

ivi

scrostato e delle lettere non

che l'estremit superiore (quel che nella

si

fot.

il

vegga
par

di

cken

e.)

il.

scritto

a cui parve che qui debba essere stato

certamente

]qp[ .]i[t]ov.

l'Afroditopoli del-

Heptanomis che trovasi pili brevemente denominata

l'

Aphrodito,

^JcfQoSlxo).

Qui vediamo che come

di

Afro-

ditopoUs erasi fatto Afrodito, cos di AfroditopoUtes


si

fece Afrodites gen. Afroditu. Eccezionalmente

qui

segnato

il

nome

dello stratego per distinguere

questo nomos Afroditopolite dall'altro dello stesso

Continuando verso

nome, che trova vasi nell'Alto Egitto (Tebaide); anche

il

Saite e l'Andropolite s'incontrava a

Procopite e

f-Gtio

nome appunto

svanita in questi due luoghi dove


del

MejKfiv ira avtog re avr

papiro). Quindi affatto da escludere l'idea di TVil-

Dal non essere

5-6.

ravtrjg ^lov rrjg eniCtoXrfi to uvTiycu-

vede che Andropoli era una

gistrati della citt.

si

jkhc

vedere dell'inferiore non sono che screpolature del

ci

dopo quella

MN

Egual-

553.

III,

lezione

stratego del nomos,

ai

(ir

AvSqov-

la

autonome, dacch,

zata alla ^ovh]

1.

ftg

questa

lezione chiarissima; su

66 e poi anche Wilcken

oa

i'fiOi

VITO aov na^Kflhtvti agiO-^ir^drivui xiXtv{G(>

forma, certamente errata, ved. quanto dissi in


p.

Sia to at t-miiou-

f^i

arQarrjo)i [yi](j\Q]ofi[T]ov

Igioq(/

1-3. Jfi^QojyonoXsiTov

TTOonug ovx ayro-

rrfi

VTroTitnrTHV /k-XXovtu

GrQarr^ya A'^T\o{no\XeiTOV [t]w uvtoi xvno)

XIV.

lovXto) ^f-gr^-

/.itXorra avjiyQ(c(fiiv to Xaf.inQOTuio) r^uov

,(f

aiigorega f
r(x

iti'/.'/.ut

Mfi.i(ftv rr^v ri-iin^v a(^iiJ nrjl/r^aoi.if:v[or] oig

vnora^avia xai

r^yf-i^iori

(c/i-iv

nuQaog Avor^/Mo ^tQi^yov xki

vvai {-kfaro) (fooiia xuif-ri-yOr^rJtrcd m-ci ov


^

7f Qivxmu'/.ioiv

(i(nuXi-nvc rhnutu--

TTQOfftta'^tv ()^*)'c xcti

ove,

tmg

aov

2iioi^ioi'

svxsXtvCiv lov XccfiTiQoiutuv ijiov i^yf-nonn;

rov TTQivxinaXioig xai


15

lov hvkiv

i)

)^i)orot

xiti

nn' (tVT~

')

HiorroXiiov

f-^avrr^i xaiit ii^v

rovg

yuovii)

x((t\

iv,i(ii

(<i'i(i)

xaterrfiYovio^ lov xiuqov

10

\1i<).i/oi'

xia /("')'"

iv,iii)

i(r\i(i)

\i(')

JltV(>yrot'

XII.

xi(t

Q(xi riyo)

G{>ui

oun moi'

1(1)

ir.

^yii)

fn>((i

X.

td'iin

IH)

AyQiwiinXnKoy

((QXOt'tri

IX.

III.

Phthemphutite.

pu vedere nella fotografia,

questa Afroditopoli
fino

la

lezione

di

Tobaide fu chiamata Afrodito

tempi avanzati;

4 voi. dei

GPBM.

cfr.

The Aphrodito Papyri,

test venuto a luce.

PAPIRI EPISTOLARI

260

xaTtTTHyovroc lov xaiQov


Xo

e^avrrfi

xara

V7n]QfTSiv

avrog ayaye

i]

nome

di

luogo

fin qui

prossima a Memfi o

i;

rjyffAJovog

ntf^ipov ig

(Tov

alla

residenza

comandante, che avea da un lato

il

una

Tymbo

noQfiag [orx

cui

il

prossimit delle piramidi

alla

questo

di

xxr^vi] xrjg

dall'altro questo

lo-

exei

xm Tve/Kf^evri \vno aov

aQif/fiiiOrj

reifit]

sconosciuto. Dal con-

testo si rileva certamente che dovette essere


calit

iitk-

ij/A[irv

ia xivog zorv [ior]xJwv

rj

av ^Qavrrfi xai varegr^ar^ xavxa xu

o)c

Ti\u,iio,

tov Xafi7TQ[oTa]Tov

rr^v [er]xi-?.evatv

aniovTo{g ftov ra xt]V^

30.

^vzvxoK ctynv

TvuSo) aera to\v 7rUw^ev]Tog arufaifogov Aooiov Nsu.(:aia\\ov] iva

30

].

TtOQf-iag iqv

nQOGfTu'iev aQQivaq xai QbfiaXtovc vvaiievoi'i taig nogei-

xat.ir^Xovq o\vg\
ceig

rrjg

nome

(rvfxioi)

((yvo\eig

pare accenni

che sarebbero

grandi di Saqqra.

le

forte di Babylon,

Col. IV.

ove a\vxog

vnonHnxi-iv f(fXXovxa

rrf

^rifuit

eXazxo)] (fOQXta xrii'f;{i^i^o'rt

xtti xav\Trfi

fiov xtjg

xTr^r]i^

XO)

vno ao\v

ei iva avxog xs

[i aiiq.CTeQa

av[xa

fie

t tig

Tv]fi^(o

xai xr^v xHfxr^v

ffffio)

neiixfO-evxi af.iihixrjUiqvai xt[XevGw

^^

U^"

XV.

(7Ti^Qa]vxca

V7roxa^a]vxa

[iji-^uori

rjfion'

imaxoXrjg xo avxiygaefov

xavxa ax^v^vat

xa

ere

ov ai/i oG ar [rrgah^t; evx/vg

tti-qi

{iskXovxa\ avxiyQa(feiv xo) Xa^iTxqoruxo

[ia io

ft

(TxQaxrjoig Agacroenov

xaxeneiyovxog xov xaiQov


e^avxrjg

10

xaxa

xr^v

noQiiag

xiqg

rjv

*j;rr/(wg ayeir fifXXb)

evxeXtvGiv xov XafxnQoxaxov

Tjyeiiovog

^fiuv

xa^^Xovg ovg nQoaexa'Stv aggevag xat goj^iaXfOvg vvaf.ivovg xaig nogeuag vm^gfXHv rragaoxf- lovXio Ovgau ngiyxinaXio

xai av ^gavvr^xe xai vGxtgeai^ xavxa xu

xxr^vri xi]g

nogtiag

sic

ovx ayvof-ire ove avxoi


15

dia xo V[xag

iffxf

oG av nga^r^xe svO^vg

xo aviiyoutfov

XVII.

1.

(iuGiXixo

Ai due strateglii

7.

mento a questa
1

dell'

fie

(fogxia xaitvexO^atxai nagi ov

neXXovxa avxiyga(fHV

vnoxa^avxa xai

lettera nella lett.

il

Xa/iirrgo-

xavxifi fiov xr^g (-niGroXfi

O'vgvyxf-ixov xo) avxa) xvno) xai

Arsinoite. Veggasi

xa)

/m/ x8

\~i^"

Nbglavoi Gxgaxjo)

20

Vfiag imoTteinxbiv fifXXovxag

am^guvvai sXatxo

xuTO) jiov rjytiiovi

XVI.

C^jf.ua

xgovw

6'^

xov avxov OvgGov

AoGivoHXOV

supple-

XXI.

1.

20.

Qui pure, come sopra

(.Col. Ili, 25),

dello stratego per distinguere


allo stratego della tale

segnato

meris o delle

dire

rizzate allo stratego ed al basiiikos insieme. Tutte

dell'

queste lettere sono indirizzate allo stratego; se que-

dei

sta indirizzata al basiiikos, vuol dire che allora nel-

stratego era ufficialmente ben noto.

rOxyrynchite mancava

lino (n." 158) ci dice

veci

il

suo a

latere,

il

lo

stratego e ne faceva

basiiikos.

le

Arsinoite

due

',

si

dice a

nome

brevemente. Invece

Di regola tutte le tcTioyQutpai di camelli erano indi-

19

'

il

Norbano

tali

strat.

di

merides

(cio

uno

strat.) dell' Arsinoite. Di qual parte fosse egli

Un

pap. di Ber-

che questo Norbanos altrimenti

detto Serenos era stratego delie

Thcm. Polem. me-

MIMTAKI

I.KTTMIIK

III

(.s

XKi

III II 'Ini

i<

/// ^f ?()(/(>'

iiir

(sic,

I.

X(ii<i

II)

uruyxi^y nryni

niui^ait>i
L

iii'x

i^is

inr

ibAidU'iKi

\if xv(.u

30

\xi(i

come

sarebbe,

negli

dell'

riferire

il

mento, mentre pu averne

met
il

il

quanto

1.

fonda-

quella a cui

riferisce qui

si

yuyxrji' 'ff^oy i'iv^sTi'

Wilcken

(1.

ha ricordato

e.)

papiro di Parigi da

lui

il

i^ysjuuji^

il

KXceiiifiog

ttji

di quel

Panopolis dell'anno 197,

5'^

Diogneto
di

Non

cosi lo Stein,

il

opporre che

le funzioni di

lsxfJ-et'oq rrjy

tQxieQuxjvvrjy

un

tiche a quelle di

parire

questo, bench anche


si

trovi aver pure

il

l'

ma

distinto

come ad

3) ni,xoTHov fxyiare

cfr.

Wilcken GO,

I,

ai

Papiri Fiorentini.

pu anche supplire

si

p. 68.

di Stein

Non

che pensa debbasi

e.)

(1.

nome come

'P'Auovm

in pro-

pu ammettere

si

xw ngg

la pro-

quel tt

in

potrebb' essere, die'

Ix'qu^iopi,

di sup-

egli,

roT idio)

ad

Xyo}].

questo registro

unicamente

il

il

necessario

e, di re-

destinatario,

mentre

lo stretto

titolo

del

nome

il

titolo

mai segnato se non nei

comune

il

quale dell'indirizzo

di lettere nel

mai segnato che

spiega perfettamente

si

titolo.

mandate, era certaper intiero.

nome

casi in cui a pi d'uno

come

In questo luogo,
il

Il

titolo e

bastava

il

in

ogni

semplice

Flavio per distinguere questo da un altro

ma

rimane

diverso nome.

di
di

questa lettera, che

essa rivolta ad un'alta autorit militare ed as-

surdo

il

pensare qui

all' tifiog ).6yog

Devesi anche tener conto

dell'

non capace (come pu vedersi


che una diecina
1.

27-28.
si

Dopo

legge

?.oyovg

ff

di

lettere.

(il

;.

un

po'

o altro di simile.

estensione della lacuna,


nella fotografia) di pi

frantumato,

ma chiaro)

seguito da traccia di altra lettera che non

come mi

pu essere

427.

Non

supplemento che gi proposi {ax[Qcavuarog). La linea

due magistrati, mancasse questo

stratego. Certo, dovett' esser

quindi da esclu-

C e

dice

possiamo indovinare a quale impegno solennemente


preso dinanzi

let-

si

nel pap. beri. 168 ove al xQuxiarvg snKTTQicTtjyog


(1.

MN

poi evidente da quanto

da

es.

tracce di

le

confermo tutto quanto ho detto

ufficiale dello stesso titolo

di-

epistratego a questi tempi

titolo di nixQonog,

posito in

gentile

vediamo qui com-

insieme ad un epistratego,

Ar-

senso per pare debba

il

linea

fin di

altro, r essenziale era

non poterono essere iden-

nltoonog che

fosse

per da

un procurator Augusti

che gi proposi

^i}/Ji(tg

plemento

non

IV, 165 sg.)

non pu essere

i7<t;

mente segnato

un

ha creduto poter sostenere, con ragioni poco o punto


conclusive, che debbano essere identici.

nomos

segno L che non

il

nelle lettere stesse, quali furono

allo stratego

(APF

26.

gola,

Severo, senza per

quale

fertile

[nvTov

non

affermare che quel Diogneto possa essere identico


col nostro.

cho

come propone "Wilcken (1. e).


ai[^)fcT07TeduQ%T]i 7 mantengo questa proposta

in

p. 68).

di

principio di linea

cano esempi; qui poi esso

lett-

Jiyytjrog ini-

((^^isQioavvijy

forniti dal ricco e

ecc.

foraggi

Dell'uso del semplice gentile senz'altro, non man-

che forse

MN

n,;\

vettovagliamento,

pei

in

cercare un

pubblicato (Hermes, XXIII, 593)

contenente una lettera

nota

esempio,

(ved.

forse

posta

comandante diceudo

jyefii'i,

T()onog USiiccaTov (iaifsjffefog

di

1.

quella data.

probabilmente diretta a\V

iin\uxitvijit'i

yn\iii<i

iiov

X'iiiiu

t'^'

due magistrati qui nominati, Diogneto epitropos

n. li

i(

esser quello. In

dalla data di

ed Alessandro epistrategos, lo erano pure nella

/J////oi<

^/(/(r

xut iiUfHii\y

i(vi)()iiiv

dere

vi scritto sul verso, fu scritto sul recto cerdi

tera dopo

stesso Nerbano del nostro,

tamente assai anni prima

ini in

pu esser qui d'aspirazione. Incerte

quel papiro al 2 sec.

come abbiam veduto

24. Si

1.

berlinese 158 sia realmente della

di quello sia lo

poich questo,

21-23. 1

stra-

del 3' sec. converrebbe escludere affatto che

Nerbano

un in un

sinoite.

ri-

prima sua idea che per

la

ragione paleografica assegnava

Se risultasse che

iia

[iit{i(iit{i\ixi^i

dii-Jit-iijiitii^v

dovoano esser

elasticit, a

lS a questa data; ci non

xt-kniit}uviH>;

(jiiit,

torto

Ul che

n."

con mirabile

pieg,

si

un Sereno

in

PB

Arsinoite nominato nel

dell'anno 2i2S

sec.

i!"

;c<;

papiro

(jiioslo

Addenda, ove, credendo

conoscere questo stesso stratego


tego

,'/(.;.>]

di

quella del nostro, del

cambi d'idea

egli

.scriLlur;i

/.kii.iqui kiui

xkc ^i-ni /lov

\niK

1/

I;i

in ni

i<i

('.*)

fti\ui(iu,i ii)it{)yi^i

Lif!"

nniii

i^/nr

aki/i

x^

.VfD.V

i\

Secondu Krob.s

un

lois

l'IT

ridct.

(/i<

mr

/lo/iiiin

'-/(/"

ir

lu

t\ii\i>yfn'

x\i<i'

Xoyin\

.in\!hni
\'

iKomin^

,'hir

2(n

cosa relativa alla

rio-

t,

uncinata che

si

era sembrato

vede sul frammento

da quella che soprallinea


so

come

numeri

cade quindi

di

delle

/;

il

diversa

date: non

spiegarla.
3t

PAPIRI EPISTOLARI

262

XIX.

Stiva xai

Tb)i

eiva

rcoi

^sve(fixtaQ]ioig (?)

^evi]ag ixov[ ^uo^aQixrjg agi-

1.

Questa lettera

32.

di tre

righe,

era l'ultima di questa colonna

prime della
tanto

di

le altre

alquanto diversi, a persone

quali

delle

due eran

comune
.

colla precedente
.

/uw

{^sfUi?

ma,

quella,

in

benficiarii. Quindi

queir ]tof? che

ecc.,

che pare debba essere diretta,

non pi ad un superiore come

aderenti alla

di fiducia

persona del comandante, quali erano principalmente

le

seguente, ha in quel che ne rimane,

col.

^laQig fiov yevou

prima

la

si

il

supplemento che propongo per

legge chiarissimo. Nella lacuna c'

posto per circa 35 lettere.

termini

Col.

y.

x/fxov uvaToXixo)v\

XODQig fiov y tropi

XX.

lovXiavM nQiyxini\
tnti xr^v Onivi(i}[vog

eXuTTOV

q'

(Tayrnl

vovg xta 0Qivca\

^ov oiarcacr anav\


Oniviovog

ij[

^u)fiv oXor t[
noiTjGrjg yeivu)[

10

i tovt\^

sd] 'iva

xeXiVOs\

[O^w^

Li^'

XXI.

X.

AvTioxo) ntlQiaQx^ii Agaivoeitov


xafjirjXo)[

15

TxuQuog X\

XXII.

riysfxovi

xai

r^d^

t[

av7jV 7r[

].

1.

uQiOjuov uvatoXixwv ved. SU questo,

che

in

questa e nella

un certo numero

MN

p. 69.

Par certo

seguente, in cui menziona

lett.

di sagittarii,

il

comandante

si

oc-

Sul

nome

4-8.

1.

6. tfexKJlvouf ?

1.

14. fis[Qid(tQ/rji,

Oniyiojy ved.

le

MN

questo vasto e ricco nomos a cui forse doman-

davasi un forte contingente di camelli,

AnatvoHxov, questo

nome

che quel

di carica o

,-

complemento

giu-

non pu appartenere

munus

di

una met

cando dell'altra

p. 69.

militare,

due sole parole restanti della lettera

7t(CQ(nfoi)

di

lettera ed

stificato dal fatto

ad alcun

strateghi avea la direzione di due delle tre merides

dispensarlo

cupa degli auxilia.


1.

sti

mentre

(yM/x^ktof,

connettono evidentemente questa colle

let-

lett.

delle

il

della commissione,

speciale.

due merides Poi. eThem.; Antiochos era

tego anch' egli (uno dei due della


detto meridarches

lett.

perch stratego

di

che era l'Heraklidica. Questa lettera

XV),

di

TtQOOTetuyuei'un' xo tqito' feoog] nana&oi A[

due strateghi dell'Arsinoite, con

due commissari soltanto. Considerando che uno

di

que-

cos'i:

'

stra-

ma

qui

una sola meris

questa non che un supplemento alla lettera del 25


ai

nella

detto stratego dell'Arsinoite era stratego

pu imaginarsi concepita

XV) indirizzata

incari-

Nerbano che

tere agli strateghi per la requisizione dei camelli; e

(n.*

pens a

capo della terza meris, con una

un commissario

XYII

si

Kcefii]kio[y

due righe
twi'

tiuw

268

MII.ITAIII

I.K'I'TKin:

(cut iy)v\

un

101

ti^

I-

fl\

M/1
*

tf

Ji).

il

Il

HOKiio

l'Ili'

puro

una l'orma

(|ui

pu ponsaro ad un nomo

i;aiiibiaro

\)0V

dove sboccava

passaggio

tronno L'Uthme de Suez

tn'F

lei

e di lieve

ormai dovea partire per

un castollo

Traiano

in Mclangi's d' F.rail.

(vini.
[>.

naturalo elio

movimento

Lo-

09, 79)

tivi

ConipUMiioliti

n<

Kkv[afJUTni

;i(>

H(c^lt).oiiic.'

k^

l[^u^iiihot'(c

erano giornalmente registrato tutte


tocollo speciale a cui

si

spedita era qui registrato


detto in

d'una

pii

aroXffi T vu'YQmjo'.

che

il

il

una piccola parte

emanate
gi

io

sottoporre

'

feci,

nome

il

persona

ma

nome

personale

nome

il

volume poco dopo

la

del

della

lettera

Thoth

romani

Ho
di

(MN

gi esposto altrove

la

dell'ufficio militare;

data

senza

dire

e del

menzione

Le
numero

il

nome

pro-

vTioTuaativ

tf^g

m-

segnava

si

aggiungeva, a

si

qual regno fosse l'anno,

di

principio

in

di

ogni

nuovo

del mittente col titolo del

poich

un cambiamento
il

il

suo

dovette esser se-

nell'ufficio,

in ufficio,

queste lettere quando

di

ma

in

p. 80) le ragioni

volume non seguiva

tale dev'essere

avvenuto

comandante partito per una

volume

assai probabile che questo

un anno

si

egiziano, secondo

aprisse

usavano

che mi portano a credere che questo comandante,

non supremo, fosse un tribimus. Come

il

quartier generale di

comandante trovavasi una kome

(?)

queste lettere e che a giudicare dal

rileva chiaramente da

si

dov'era

la fortezza di cui

una

legione.

sua residenza era a Memfi-Babylon

avanzi (vecchio Cairo) e

Memfi

un

distinguerlo. In fondo a ciascuna lettera

81) e contenesse le lettere di tutto

p.

grado certamente elevato,

Memft

Le

MN

cui

in Egitto.

queste lettere
gli

(ved.

'

stesso titolo

dello

ufficio

nuovo subentrante

lontana spedizione guerresca dovette essere sostituito.


col 1" di

in

Di ogni lettera

epistolario.

di

volume, quando avvenisse un cambiamento

rimaneva nell'archivio

e registrato nel

un grande volume

di

da un'autorit militare.

e spedite

prefetto) la copia

(al

dove pi d'uno tenesse un

gnato, sotto la data dovuta,


la

si

in-

anno. Anche in principio del volume dovette esser segnato

od anche lungo

rela-

comandi, da non potersi effettuare senza auto-

cosa che doveva essere segnata per intiero in principio del volume o

ufficio;

riferiscono lo antecedenti.

registrava pur brevemente la data, anno mese giorno,

si

si

lettere

le

equivoco, quanto bastava del

di

forti

Dei destinatari, tutti uomini in carica sia civile sia militare, non

titolo dell'ufficio; l

scanso

guarnigioni di quei

fra lo

testo esattamente, da poterne produrre copia ad ogni richiesta o, com'

il

queste,

di

dovesse essere un

vi

cor-

pu dare anche, come

si

la spedizione, l'ar

colloglierel)be cogli appresti per la spedizione a cui

vede, questo fraiimiento non clie

si

circostanza

tal

cornando

il

duo

ris[)onderebboro assai bone, potendo facilmente

Come

in

di

rizzazione del prefetto. Cos anche questa lettera

Poi

cancellato.

toro

iJabylon dov'ogli avea

luogo (jualo KXvnftu

di

prefetto di un

truppe o d'altro da farsi dal forte

di

(jiiello di

che passava presso Babylon.


'Jl.

parli ni

Klysina a

canali' dotto di

il

comandante

il

di './xArC"; piuttosto

lloroopolito sul golfo arabico dov'ora

noli'

tendersi dio

in

sognato (Mroiioainorilc. N(n paro

t'iiLo

''i"-

possa aspettarsi

iiKKiint-o forso

<

portata

denominata Tymbo

nome

di cui

di

rimangono ancora

quella fortezza e di

per prima volta troviamo

dovette esser situata presso la necropoh

di

quelle grandi piramidi.


lettere rimanenti, intiere o in parte, talvolta
di

sole di

22. Quelle di cui la data leggibile


cui

ci

rimanga

Queste consistono
silikos dell'

in

il

una

anche minima,

in

questo frammento, sono in

sono dell'anno 12 mese

testo intiero sono

quelle

del

di

giorno 25 in

numero

circolare rivolta agli strateghi di 18 nomi; la

Oxyrhynchite funzionante

in

luogo dello stratego. Trattasi

di

Thoth giorni

XYI

di

21, 25, 26.

13 (IV-XVI).
rivolta

una requisizione

di

al

ba-

camelh,

PAPIRI EPISTOLARI

264

autorizzata regolarmente dall'Hegeraon o Prefetto d'Egitto, per una imminente spedizione militare
in

paese barbaro, della quale

come

servire

comandante dev'esser condottiero

il

e per la quale

bestie da carico, pel trasporto cio dei bagagli militari

impedimenta. Ciascuna

tera affidata ad uno o pi commissari, de' quali in esse indicato

nome

il

e la qualit.

registrate in extenso che le lettere non del tutto identiche; in caso di identit,

che la lettera della stessa formola e data dell'antecedente


il

titolo d'ufficio del destinatario ed

quale la leggiamo nella prima

Stringendo gi

'

secondo

mezzo
(il

ordinanza

la

di

lui

minor quantit
io

tanto perch

io

stesso

li

di

XV)

allo stratego di

destinazione

camelli quali

ei

tuo inviato; che se tu indugi e questi animali ven-

al

s'abbia da trasportare; su

di carichi

commissari,

quando avvenga

che tu hai a sapere

di

ivi

con sicurezza

prezzo, questo a te venga

il

s'

si

termini delle lettere registrate in extenso non

danno

circa la trasmissione dei camelli ed

menare

consegnare {naQoq) a questi

intende che su tutto ci

egli stesso

h vegga e ne paghi

il

il

luogo

dif-

di desti-

queste (che son cinque) senz' altra differenza che dei commissari, s'in-

di

il

una

mandare per qualcuno

prezzo a

senz'altro circa

camelli,

commissario avea

altre tre gli ordini differiscono in questo che in

le

istruzioni

(IV) lo stratego deve, unitamente al

dei suoi

camelli a Babylon perch

la

comandante. Nelle

del

o al suo inviato; un'altra (XII) ordina

lui

pagamento,

il

allo

il

commis-

comandante

stratego

conse-

di

camelli ai cornmis.sari, che son due, e di venire egli o riandare un qualche suo assistente

a Memfi per ritirare

il

comandante dopo ispezionati

prezzo, dietro ordine del

infine ripete gli ordini stessi della

e del luogo di destinazione che

Nella prima lettera (IV)

di

antecedente salvo

non
cui

la clausola

Iva fisr a(faXfiag vaxofiiCo/ievrig f^g

traduzione,

la

zione militare

pii

prossima a quei due nomi;

cassa della legione a ritirare


Tutti

il

gli

Tutti

commissari sono

strateghi o

comando

il

direttamente o per mezzo dei suoi commissari


di

sxh avrrjv
i

ci

gli

quanto ho detto

del

militari,

ci0^f^irii>]g.

MN

p.

grado. Si notano quattro principales (XI, XII, XIII,

in

che

essa

Babylon era

(1.

il

ai

in

loro

prezzo

18)

la sta-

mandatari doveano andare

loro

militare ne sborsava

inferiori; al loro

ufficiali

un' altra (XIV)

Bubastite, troviamo

strateghi lo rimettevano
in

solamente

prezzo depostovi dal comandante con mandato

camelli requisiti erano pagati

mali requisizionati. Ved. su

ri/jirjg

camelli

ma Tymbo.

Babylon n Memfi,

ho dato qui sopra

commissario, che uno solo,

la differenza del

indirizzata negli stessi termini allo stratego di Arabia ed a quello

loro

a Babylon a

'.

nazione. In due (VI,

mandami

tu stesso o

servire per la spedizione, acci ispezionati che io

di

vegga, quanto perch, rimesso

feriscono che negli ordini che in esse

gnare

la seguente:

questa mia lettera. Questi animali devono esser menati a Babylon,

All' infuori della differenza dei

sario,

delle lettere

tosto dar ragguaglio per iscritto all'illustrissimo nostro Prefetto mettendo

sottocchio anche la copia

giunge

mena

ritardo per la spedizione, tu pur non ignori che andrai soggetto a punizione

quanto tu faccia

contato

La formola

mio inviato sesquiplicario Giulio Panisco,

al

prezzo ne sia contato

il

che, pel tuo indugiare,

che

insieme

segnando

debbo felicemente guidare, tu immantinente,

della spedizione che io

illustrissimo nostro Prefetto, o

tuoi,

nota solamente

si

nomos d'Arabia,

queste, indirizzata allo stratego del

let-

Non sono

adt/ ivuo xa xqv(o) solo

{t(

del portatore o commissario.

ordin maschi e robusti capaci

li

abbia gh animali,
in

dell'

qualcuno dei

di

Prefetto)

gano

tempo

il

di

nome

il

camelli dovran

alla

nome.

agli strateghi,

proprietari degli ani-

74 sg.

nome

XV) un

sempre aggiunto

il

signifer iar^/iatagoog,

titolo del

XIV), un

sesquiplicarins (IV, V), un ordinaius (Vi, VII, Vili, IX, X).

Le
quattro
il

requisizioni
dell'

si

effettuano soltanto

Heptanomis.

Il

punto

comandante. Seguendo l'ordine

di

in

dodici dei

nomi d'Egitto,

dei quali otto

sono del Delta,

partenza delle lettere e dei commissari Memfi ove trovasi

delle lettere

troviamo:

MIIJTAKI

l.ll'ITKKi:

Ddftt
(rniiKi

(iriciit.)

Ai;ilii;i

coiiimisaiirio

dostiiiazioiio

Habyh^n.

un coininisbariu

destiiiazitjiic

iiicsuiiiibilc,

un
(

,,

(raiuti
(

Aiiilni|Milit('

Centro

Hul);ist,i((

Suite.

(M'cid.)

(Delta orient.) Ihiliopolite.


Lotopolito.

oe.citl.)

IlrpUdioiiiis

sinistra) Arsinoite.

destinazione presnniilMlo, Meinfi,

tre coninissari

destinazione prosumihile, Mr-mli.

dei

Ivn suddetti

destinazione presumibile, Menili.

.
I

tre ooininissnri

due

(riva destra) Af'roditopolite


(riva

un eoinniissario

destinazione, Tyndjo.

un commissario

destinazione presumibile,

Oxyrliynrhite

Se ho ben divinato, un altro commissario per l'Arsinoite fu aggiunto


da spiegare perch un

sol

commissario fosse fatto passare

da parte l'HerakleopoIite che trovavasi fra quei due.


piuttosto che

ciascuno

altri

atl

richiedessero

si

non

questi nomi,

di

del quale

riferisce in

si

detto;

numero

dei

ciascun nomos, di
p.

74).

Come

Ma

neppur possiam

XXI. Riman

colla lettera

Oxyrhynohite. lasciando

dire perch a questi 12

nomi

camelli dovesse esser fornito da

di

probabilmente era indicato nell'ordine prefettizio, all'autorit

queste sue lettere

il

comandante. Certo,

il

recensimento annuale,

totale dei camelli da raccogliere

nomi furon messi a contribuzione per

commissari possiamo arguire che diversa fosse

cui, pel

Tymbo.

dall' Arsinoite all'

numero

camelli. Qual

dev'essere stato molto considerevole se tanti


diverso

Menili.

(lleptaiiomis) Meiiilto

(Delta

265

si

conosceva

detto esplicitamente nelle lettere, la

massa

la

la

quantit

di

Dal

questi.

camelli richiesta a

capacit per questa fornitura

(cfr.

MN

da raccogliere doveva essere

dei camelli

proporzionata alla quantit dei (fogrCa da trasportare, quantit che era assai grande poich era
costituita da tutto

il

semplice dislocamento

bagaglio della noQfia. Era questa,


di

truppe,

ma una

le

lettere pei camelli sono del 22

di

ci

rimangono

in

p.

78),

non un

si

nell'

d'autunno ed

climi, cio fine

pu pensare che

la

messa

Ottobre avanzato. Vediamo

in
il

marcia

delle

comandante

questa ttoqhu grave ed anche azzardosa, come possiamo rilevare da

quel bene augurante o anche promettente ftVr/cc


torit civili e militari e in

mighore per quei

Settembre

truppe e della carovana militare dovesse aver luogo


occupatissimo negli appresti

(MN

esposi gi

io

spedizione militare su piede di guerra, in paese lontano

e barbaro, da intraprendersi nella prossima stagione

inverno

come

primo luogo

egli

per questi in continuo rapporto colle au-

col Prefetto che sta a

capo

questo frammento, non soltanto quelle relative

presti per questa spedizione, per la quale

non

si

ai

di tutte.

camelli,

si

Tutte

lettere

le

che

riferiscono agli ap-

avea soltanto da provvedere camelli

ma

anche e

principalmente provvigioni, tende, armi ecc. oltre alla scelta dei corpi di truppe da mettersi in
marcia,
(cfr.

ai

provvedimenti da prendere per

zc)o/'c

itov

yV7]Tai)

Quale possa essere

la

al

il

guarnigioni rimanenti,

nell'assenza

che va peregrino in lontano barbaro paese

(r)]c

^triug

del

comandante

i.iov

^uQ^aQixf^c).

regione barbarica a cui rivolta la spedizione, non possiamo

non per congettura. Io esposi gi (MN


essere

le

paese dei Mauri ove

le

p.

79) le ragioni che

definirlo

mi portano a credere che questa possa

frequenti rivolte delle popolazioni barbare,

nomadi

e recalcitranti

giogo romano diedero, nel secolo a cui appartiene questo documento, spesso occasione

di spedirvi

truppe

di

rinforzo

se

non mai pensando per, come

torto

mi ha apposto

all'
il

impero

Wilcken

PAPIRI EPISTOLARI

206

(APF

552

III,

Mauri invadenti

sg.), ai

da tre direzioni

e racccglientisi nel centro

spedizione

muoveva

plausibile fosse

la

per contro
presso

lo

di

Tymbo,

di

Babylon

non

troppa lontananza

di

in

Memfi

Bukoli che

Bukoh

allo

mente a

tutti

golfo arabico.

il

paesi

dizione che a traverso


definire se fosse

quella

dati

dei

combattuti

al

quali

direttamente o indirettamente

(cfr.

si

paese dei Bukoli,

il

applicherebbe indistinta-

libica.

Le tante

ribeHioni

d'

altronde,

ci

2)

vengon rivelate da
e

di

Stein pi probabile l'anno

la

come

XII

di

Severo, cio

poco, anzi punto conclusivi siano

data mia e

la

sua

cio

basandomi su argomenti

scrivere)

certo che

non

si

di
il

per la parte anteriore

di

cui io sentiva

Ho

203.

suoi.

questa met, non

ci

met

172-3,
la

Non

come per una

del

fra

le

grande

si

e,

me

fotografico di questo papiro da

questo possa essere del

3'^

secolo appena incipiente,

del

v'

ha papiro del terzo secolo,

Mus.

Brit.

da

me

di scrittura

gli si

IV

1.

mi
allo

21, 26)

differenza

bench

fra

lo

di

propenda

io

quel secolo e

Schubert

pu concedere

(a cui fu

se per egli intese che debba

commise un grosso

burocratica, che possa ravvicinarsi a questo

citato (v. p. 253) la cui scrittura,

svista

spedito al Wilcken) dice che la scrittura di

essere del pieno 3 sec. egli per soverchia compiacenza verso lo Stein,

Non

la

spinge alla fine

primi anni del seguente. In questo slam tutti d'accordo; e se in questo senso

mandato un saggio

queste

due, poich paleograficamente,

2 secolo d. Cr.

sar gran male se

di

poca forza. Parve invece

invero

epigrafi

che la data

gi mostrato nelle note (a col.

pu che scegliere

papiro va riferito alla 2^

gi dissi, questo

171-2 (non

il

argomenti

gli

mo-

sarebbe vano cercare di

sempre congetturando, pensai che l'anno XII

Marco Aureho,

deserto

questa spe-

di

precisare quale sia quella che fu scopo di questa TTooeuc del nostro papiro, tanto pi

lettere potesse essere quello di

il

barbariche della costa africana, senza poter poi

ignote

talune,

Io,

un

mare interno che da

il

arrivava traversando

si

Cagnat, Arme rom. d'Afr. cap.

questo e dovr rimanere incerta.

di

bande selvagge che l'impero dovette combattere,

lestie aggressive di quelle popolazioni, di quelle

storici

Egitto stesso e non

concentramento, altra direzione

del

regioni

le

ma

Mauri o altra meno discosta gente

non furon tutte registrate dagli

in

18 e altrove), non potrebbe es-

Wilcken,

ai

Tymbo

pu indurre dall'uso

da Memfi in yi verso

mare interno

luoghi

deserto verso

il

camelli procedenti da

Bucolici milites mentre

detti

si

con-

il

quel di Memfi al

in

Questo per non indicherebbe precisamente

quella costa del

di

cos

(joqtiu xm^vi-xi/riasTai (col. Ili,

sbocco occidentale del Delta, come pare

carovana. Io non so vedere,

come

loro sedi

le

vede adunque come

si

Se mai qualcosa

^aQiaQixij).

{'Stvia

questi poi

fecissent dovettero esser

direzione della spedizione piuttosto

la

in su verso

avvenne

pi

tempi e particolarmente

in quei

Saite ecc. dovessero raccoghersi a Babylon Memfi,

il

multa

gravici

una lontana spedizione

prossimo

di

dallo

prossime parti del Delta. Questa congettura ha

e le

gi verso la regione dei

Marco per Aegyptum

che

piramidi la

quei luoghi, fosse da escludere, e

Alessandria; e pare assai strano che

in quello di

composto con xr nell'espressione


sere

le

Wilcken seguito

al

contro costoro dovesse esser fatto

la spedizione

quah l'arabico

del Delta

per poi tornare

fuori con

dove, presso

sbocco del ramo cosidetto Herakleotico del Nilo nella parte nordovest del Delta, nei pressi

nomi estremi

sotto

di

Mauretania. Parve invece

di

concentramento

nomi Arabico-Saite-Oxyrhynchite

Alessandria ove, com' ben noto, era una stazione mihtare; non

quartiere

risulti dal

che questi Bukoli, dei quali cosi poco sappiamo, avevano

fatto

il

punti estremi sono

alle aggressioni dei cosi detti

centramento dei camelli per

in

luoghi

Marco Aurelio infestarono Alessandria

sotto

di

pel deserto verso

pensare

il

per ordine, a Babylon, a Memfi, a

e,

mia congettura, per

Stein, questa

delle quali

mia

principale appoggio per questa

Il

quale sembra

la orientazione della spedizione,

congettura era ed tuttora


dei camelli procedenti

Spagna a quei tempi.

la

come ognuno pu

come

errore.

quello

oggi vedere confrontando

quella tavola fotografica colla nostra, per forma di caratteri e per stile identica a quella del nostro; e

quel papiro positivamente non posteriore agli anni di Antonino Pio (138-161): vod.
Inoltre la scrittura latina di cui cosparso
per la

forma

il

dei caratteri, affatto identica,

GPBM

II p.

152.

nostro papiro, della quale daremo lettura qui appresso,

bench

di

modulo assai minore,

a quella di

un papiro

milita

i*:tti:ui',

Miis.

(Ini

\Vi'SH(>ly,

Midir

(II."

7:10)

nflt II f.

:.

Hiit.

Si-li

harhiifi

l'idmni/r.

Ini.

<'ill.

tiiv.

hurliiinriit/i

diirl,-

(liciiloll lliiiil

(Il

jiiililil.

iiolla

porla

hr.

'ri-o

pioiid

il

secolo

.'{"

mani

nelli>

del

Ireneo che

IVoiit.

esagerato dicendo

sopra

(pii

paleoji;ralicameuto pen

Conchiiulciido,

quei

dio per

25(5)

distanza fra

la

quali io ancora

verso cio quali popolazioni barbare

stato

basso

rovesciato

pi

per

tardi

finisse

(;

aderente per

che

la colla

vi

scrivervi

sione di questo papiro latino, assai

questo e pare che

di

12"

il

la

che cade sulle prime linee della

romana questa

sul

verso,

si

papiro

il

onde

ma

soggetto

di

di

se non tutti

osserva pur nelle linee

si

papiro

si

papiro.

scrivesse in vari

Un

{Ardi. Milit.

come
que

frammenti, paiono

fatto simile

p.

8).

Ma

se

in direzione irregolare.

appunto

volume. Questo essendo

venuto cos a trovarsi

al-

brano pi fortemente

e l qualche

fissare questo papiro sull'altro. L'ade-

Ho

solo

quali questi siano

frammenti

confonde con

si

parlato di

un papiro

latino;

ma

Uno

tipo della scrittura minuta, serrata,

il

ho gi detto

pu

uno

dirsi

di sopra.

dei

pi belli

La massima

parte,

far pensare a pi foglietti di papiro

capovolta rispetto a quella di altri;


;

ve-

ma

lo stesso

pare quindi che sul foglio o sui fogh

la scrittura

nuova dall'antecedente

di

col capovolgere

un papiro latino, pur militare, pubblicato da Nicole e Morel

in

si

scorge alcuna linea o parola che sia scritta

Certamente

nell' inserire

dello stesso

anno

come

il

pap.

lat.

si

bad a

tanto che facilmente sollevando o staccando

lo tuttora.

di quella del greco,

sicuramente da eliminare l'idea che

traverso o comun-

di

questo papiro nel grandissimo volume

la scrittura di questo,

papiro latino, questa fosse cos ben leggibile

che a quanto pare sor-

tutta la scrittura di questi frammenti, capovolta o no, allineata regolarmente

quella del papiro greco n vi

non

sottile,

residui di vari foglietti o sti-iscie di papiro.

uno stesso frammento

osserva

non troppo offendere od offuscare


il

estremit del margine

leggera, rapida, ferma e sicura;

momenti distinguendo
si

alla

fino

latino

una stessa mano. Ci che pu

di

di

abbiano

come pure uno

questi tempi

tatto che la scrittura di taluni

il

fatto

il

di

di

dirigesse.

cos forte che quasi

Severo o

di

vergata direttamente su questo; uno dei frammenti per,

si

buona mano

esempi del piccolo corsivo

anche maggiore.

IV, solo in parte incollato, pu ancora essere sollevato lasciando

col.

questi frammenti,

regolare elegante,

un mezzo secolo;

di

anni

degli

e fu anticamente inserito nel

pi sottile del greco,

ramente non potrei escludere che qui


il

sia

un papiro latino assai

scorgere la scrittura greca dell'altro papiro a cui aderisce.

solo

meno

questione dello scopo della spedizione,

non ne rimase che qua

la scrittura sia stata

Appiano? Non credo aver

recto e quella del verso

passiita in qualche luogo

fu

Ora,

d, (Jr,

a Tlieadolfla, iiell'Arsifioite,

dovesse trascorrere non

ci(")

Africa

dell'

l'esterno, cadde via quasi intieramente;

248

Filippo, ossia del

suoi resoconti per

propendo, ed insiemr;

papiro greco

il

78)

p.

resoconti cho furono

liabyloii

di

la scrittura del

superiore e inferiore dei piccoli frammenti


iu alto e in

(MN

parto f'ratiiinotitoHa

eoiitrihuiro la data doi

Veggonsi disseminati sulla superlicie del nostro papiro iredo)

passava

parole

M. Aurolif) Antonino).

ai)orta la questione della data, se

liiiiaiu!

Marco, per

di

(p.

Memjl o

di

scrisse sul verao

vi

^i citai par

uh volumo cosi, audio storicamente, impo'tanto qual era

cIk;

questo, esulasse dairaicliivid militali!

io

(riproMoUii quoHta in

di

diinost rato, e (htiraiino 5" di

pu essere avvenuto

e (piando

miicIk!

piK')

dio

1H7 (rogrio

(^Juml/iilo elio ctjrrispondo ai

ri

come sopra ho

rrrsn, clic,

sul

come

coii.soll

ad escluder

Kiiialmoiilo,
sciilti

dei

dal a

la.

t;iv.

Il

\n\.\iiin

<,jii(;l

leggono

elio vi h

s(!r.

l'<i/).,

IO).

ii."

207

hi

La

scrittura infatti del pap. latino,

non pu essere che

fosse inserito nel

di

poco posteriore; ed

volume quando questo eragi

fuor d'uso ed inutilizzabile. Di questo per potremo pi facilmente convincerci procedendo alla

let-

tura dei frammenti.

Fra

le difficolt di

varia specie che presenta questa lettura

sono frammentate superiormente

in

modo che ne

e'

pur questa che

resti soltanto la parte inferiore,

riconoscerle che in piccola parte, tali essendo le forme in questo corsivo che

dove

non

le lettere

possibile

distintivi delle lettere

268

PAPIRI EPISTOLARI

son quasi tutti nella loro parte superiore, mentre poche


Quindi

dover rinunziare a leggere pur

il

riesce a leggere in tal luogo

si

ben

visibili

dove

nella tavola fotografica.

la lettura assai

dove

delle lettere

delle

ardua e penosa, ho fatto eseguire,

non apparisce che

lettere

non riman che

La minutezza

come

distinguono nella inferiore

si

Tutti

la testa.

g.

frammenti sono

e strettezza dei caratteri essendo tale

dei principali

l il

coda, mentre

la
i

il

da render

frammenti, speciali fotografie con ingran-

dimento

al

doppio, che qui appresso presento ai lettori. Passando alla lettura dei frammenti designer

posto

di

ciascuno prendendo a coordinate

il

le

colonne del papiro greco colle loro hnee o margini.

Col.

MI.

-^^

^'t:^

Ju

*
_ .

^h

Margine superiore.

Frammento con

prima

residui di tre linee di scrittura la

iiniimj riOumisdq ntU[\sdY

snudj^

delle quali capovolta. Si legge

sumunosq

]nicam custodiae fulgutri

]nuae Improbus retiarius

La

lettura delle prime 9 lettere della 1* linea non ben sicura. Poi

Nereus\ l'altro

nome pu

esser letto AusioW''^

identificare tutte le lettere decapitate

lettera che pare e

custodiam ?

non pu essere un

Nella 3

1.

Nella 2" linea al

saran forse qui dei nomi


i

dev'esser parte

Improbus pu esser un nomo

di

un

proprio,

di

di

Nerus

forse per Neriiis o

fulgu non

l di

custodiae o guardie ?

anche

come

lo

di

possibile
l'

ultima

un m; forse n[nlcam

certamente nella
s

iscri-

I.F.TTKKi;

/iniii'

ucciso
zioni

un

(Il

(lui

srriihn-,

Noli

siiiiili.

1MIM\M)|;VS
|)lil',si

^ladiiilnihi

;iii,i','lyr'i

AMI).,

curio olio irn/trohnn

Ix^ii

ovo

.'{M'.IMO)

269

1,11 Alti

M l'HOjiVM

pnipiio conio l'antluiruinn.^ llilurtuni

iioiiic

VI,

(('IL

MI

come

\):\rvo

al

hh iigj^ottivo

Moiiiiiison.

Il

bori

Mtefso Botto

in

vedo

Hi

.'litro

pompolana 848

pariotaria

clii.-iro

letuirLUn elio

il

ivi

.s(;^iiati

ikIIi

inmr

in<lii;;i

figura-

KT

a:

pu forso 8Up-

fjriricipio

i<l\lllUtC.

Intercolunnio.

Sulle

3*

li 11.

duo colonne, frammonto con tracce

4" dolio

di

due linee

di scrittura. Dello lettore,

quasi tutte decapitato, della prima, tronche e frantumate della seconda, poche .sono
sicurezza.

deve escludere nella 2"

Si

segno non a

ma

prob. b; dell'apparente

lo

(juattro apparenti aste

lo

ultimo quattro lettere

non sono che


.

Villi che

lezione ann.

la

la

una

non esiste realmente che

parte inferiore

falsa
il

apparenza;

il

primo

questo e

tratto destro;

lettere tronche; sicure sono

di

con

logfjibili

solamente

raes[

Col. II.

poca distanza dal frammento antecedente,

met, coperta da un frammento

probabilmento

di ludi gladiatorii

non

di cui

si

greca delle linee

la scrittura

4, 5,

nella

prima

legge ben chiaramente che la seguente notevole data,

X KAL AVG

x^

7ri(p

23 Luglio.

Di una simile doppia data, segnata in termini romani e greco-egizi abbiamo esempio in un papiro

Vienna (Erzh. Rainer) dato da Wessely

latino della raccolta di


la

data

giorno

di

una

lettera, e si

XIIII K. August. tnfKf

romana

ragguaglio fra la data

darebbe
la

il

il

Scirifttaf. z. alt. lai.

Pai. tav.

caso che sia appunto dello stesso mese della nostra,

xC.

Nella nostra, che

e la greco-egizia

19 Luglio, mentre la gr.-eg. d

il

non

2L La

tempo pi

di

ove

rileva

il

data romana

Wessely riferendo

differenza fu bene spiegata dal


si

la

di altro

tardo, torna perfettamente

cos nel pap. di Vienna,

data greca all'anno mobile egizio e quindi quel papiro, come pur

ma

I.

dalla

scrittura,

ai

primi tempi dell'era volgare.

Sulla

lin.

bella scrittura

22 della stessa

minuta

col.

dopo

sotto,

una stretta

linea di scrittura di cui

minabili; al disotto

Papiri Fiorentini

si

di cui si

legge chiaro e di

]et

Poco

framm. su

xaTfTtsiyovTog, piccolo

striscia che

reversi sunt[

va dalla

col.

alla

non rimane che l'estremit inferiore

legge in caratteri maggiori

ilia

24 della II presenta tracce

1.

di
.

di

una

parecchie lettere, non tutte detercio fam]ilia.

35

PAPIRI EPISTOLARI

270

Col. II (parte sinistra).

'^
>'

J^^.

feb9"''^^
*'

??x.

y~^<^

t?B

Sulle ultime 4 linee e sul margine inferiore della col.

offro qui

(parte sinistra), cade

II,

il

framm.

di cui

sopra la fotografia ingrandita.

Nella parte superiore

si

scorgono tracce

di

due linee

di

scrittura capovolta rispetto alle altre

della parte inferiore.

\hldo

dJY "inumxY
(^)

nb

isdpt

OS

sdvo

x[

Incerta la lettura del segno dopo idest; pare un g a cui sia insolitamente sottosegnato un k.

Una

linea simile

non rimanga che


Al

si

ritrova nel

framm.

7.

la testa delle lettere. I

disotto, a qualche distanza

Nella 2 linea la lezione sicura, bench di una parte

nomi Arrianus, Afer ricorrono

da queste due linee

si

scorgono residui

nel
di

framm.

17.

cinque linee

di scrittura

rivolta nel senso opposto a quello delle superiori ed eguale a quello della scrittura greca sottoposta.

La prima

linea,

d' intestazione.

preposta con un po' pi

di

distanza alle altre ed in lettere alquanto maggiori, hnea

I.KTTKUK MILITA Iti

ijlilili[

l'iintil

271

l'ain\ilia

urnid

<t(l

pio ...

]t<:r

.
I

/'ni\t

Lo primo
la

tlim

loziono dolio

lineo

trovano

duo altro

linoo,

ralt'ronto

dopo

ir.

nel

(|uali

Iraiiiiii.

tura

di

cui leggo
^bto^

1.

11

in

Il

<ni

ricorrono

un'altra.

di

scorgono residui

si

due linee

di scrit-

viceX caes n

ludi

che

linea,

d' intestazione,

summus

es .[

simile a quella che si legge nel n.^ 6.

X par

complemento

del principio di quella

precedeva

data del giorno e del mese e quindi adi ludi ecc. Nella 2^

gnome

di

]donico

la

stOHsi termini. lJubf;ia

f^ii

-Io.

1.

25 cade una stretta striscia sulla quale

La prima

vedono doboli tracce

si

Col.

Sulla fine della

\piHeli
* *

\irni tiaL\

adoni U[

ri

i\nttrrv(:nie\ntc

vice

certo bench

il

non

si

Qui abbiamo

il

veda ben chiaro. Probab.


lin.

pu supporre

si

il

co-

Mace]donico.

Col. Il (destra).

Margine

Un frammento

inferiore.

copre una parte delle ultime tre linee (a destra) partendo dalla 29 e

su tutto quel che rimane in quel luogo del margine inferiore. Vi


scrittura, la

framm. Le
in lettere

prima

altre sono

14.

di

capovolta come

si

vede dai pochi

pur simiU a quelle del framm.

maggiori non ben

con poche lettere

framm.

delle quali

discernibili. Delle

certa lezione

1.

n.

si

tratti

scorgono tracce

di

si

estende

6 hnee

di

che ne rimangono sull'orlo del

6 che sul marg. sinistro

precede una linea

quattro linee seguenti non rimangon che piccoh residui

3 cosuesq ...

1.

vi\cit

iure eoe,

1.

-5

veni

ei

Cfr.

il

PAPIRI EPISTOLARI

272

Col. II-III.

Estremo margine superiore sulV intercolunnio.

Frammento

di tre linee di scrittura, delle quali solo la

seconda leggibile:

venatores
nella terza par di vedere r

us.

Col. III.

Margine superiore.

Presso l'estremit del margine, quasi sul mezzo della colonna,

10

si

legge

]caelio sus[

11

pili

in l,

verso destra sulla stessa linea:

]m
12

ludo[

pi in l ancora, sull'intercolunnio, d'incerta lezione:

]ti

n GCC[

Col. III.

13

Di un frammento che copriva gran parte delle linee

S-"^

di

questa colonna e che ha fatto

non rimane che un brano a destra con residui

sparire la scrittura greca l dov' era incollato,


linee di scrittura, nelle quali di certa lezione

4^,

non veggo che:

]li

]spati

us[

]iuvenes[

di tre

273

MILITA HI

I.I'.'ITI'Jii:

M(tnjinc inferiore.

y^-^

y^?>y-

Frammento che cade

14
sul

prima met

sulla

margine inferiore coprendolo

delle quali solo in fine della

fino

^i /

'i^^.*rpZ

due ultime linee

delle

sua estremit. In

alla

seconda chiaramente leggibile

di

questa colonna e

alto, tracce
.

due linee

di

si

di

estende
scrittura

dopo uno spazio bianco,

ustrus. Poi,

tracce a destra di due brevi linee in carattere molto minuto di cui poco rimane; a capo della prima
linea

si

legge chiaro un X.

Seguono

con tracce

tre linee di scrittura leggibile

illegibili

una quarta. La prima, alquanto

di

discosta dalle altre, in caratteri maggiori.

numer

]familia
]

glad

famil

ad arma

ntius

pr

ludi

fuit interveniente ludo Nico[


t

sper

vicit iure eoe

.[

* * *

Molto incerto nella terza linea; notiamo che quanto

quanto
e

un

/)

si

legge nella

1.

4 del

framm.

n.o 8. In

una correzione,

ma

non saprei

legge in fine

ambedue sembra n

leggersi iu. Del curioso segno che circonda

voglia essere

si

una

dir

quale

genit.)

capo

lettera

si

il

di

questa identico a

segno che parmi debba

(fra

dopo sper non so dar ragione

aspetta qui un

nome

proprio

un

pare

come

Spe-

rantius o simile.
Nella 1^ hnea

numer

Numerius

(al

di

una fam.

gladiat.

nominato nel framm.

17.

274

PAPIRI EPISTOLARI

Col. IV.

Margine superiore.

15

Si legge presso l'estremit del

marg.

al di

16

l-"^

met

della col., scrittura capovolta;

S9U0fmpvj6

11X70

sopra della

svdjm

pi in l a destra, scrittura pur capovolta

]U? OUd fip9D[

Col. IV.

17

Sulla parte finale delle

lin.

1-5

cade

il

maggior frammento

di cui offro qui la fotografia ingrandita.

4'

Si

veggono residui

di sei linee di scrittura

linee capovolta. Si legge:

minuta, serrata,

ma

assai legibile; ninna di queste

l.KTVVMK MILITA Iti

\rrs

.VI7
et

\(ii:

]8Uis
.

ns
\

d\

lt)t((e

Arrittnut L(inli<iri\nH

.|

(talinrius Ncslar utationarlun

\rHtitr

:{

1.

mal

f\

paria

n vieti Nuncrin

pu spiogaro

si

Afer mminUitibuH in cdstri

s/)(ithati

r.iirtae

Nolla

21')

ruUcvi mim[net

si

lotae por lavati", visto

soggetto della

il

tosto pensare a quei pesci d'acqua dolce e comestibili, che


Iota

donde

elio

pu essere

frane,

il

di

Dopo

lotte.

il

secondo

l'orse .sj/^|^/?

<i\

chiara traccia

et

Nella

-'5

I.

cul\i\n(i[

di s e

anche

l'orse

secondo

latini,

4" paresi debba piut-

I.

dopo

glossarli, cliiarnaron

un piccol segno

lacuna

la

primo nome Nestor.

il

Nella

1.

segni che presenta la fotografia al di so])ra di vie non sono che screpolature del papiro.
1

nomi Arrianus

Afer ricorrono nel framm. 6; Niimerius,

Tutti questi frammenti facean parte di uno o

RMetta ad un campo

familia gladiatoria

campo

quale questi acta furono

pnnto sorprendente
sia rilevandolo

un

inseriti.

conosciamo pi

epigrafici.

campo a

l'archivio stesso del

cui

Ma

(acta) dei

Pompei ed

epigrafici a

ma

pubblicati,

chivio militare

come

mimer

altri

lo

documenti
il

volume

Sono questi

stazione

relativi a quelle mihzie.

come

quale annesso,

al

du

I/'' siede,

Genve

il

di

di

cronaca redatte

se ecc.'. Ogni breve riferente

un dato giorno o

aveva una intestazione

una truppa

del

papiro
di

di

Ginevra edito da

Berlino illustrato da
n. 6)

uno

Vienna

di

gli

atti gladiatorii di

in caratteri

V editor o piuttosto

17 nel quale per quel

vieti

campo

il

in altra

fr.

Il

ecc. fa

il

in

dice che

titolo della

di

forma narrativa, non senza


'

non sarebbero

una data

truppa

famil. glad.

g.

lud.

stati vinti

serie

di

operante.

giorni,

La meno

che d gh atti

di

un Numerio, quello stesso che nominato


pensare che questa

reversi sunt del

sede

si

Xumer.

13

lanista era

Numerio

sola fam. glad. operante in quel campo.


dai gladiatori di questo

17 ove

maggiori che dava

queste intestazioni quella del

di cui

cronaca circa l'opera dei gladiatori addetti a quel campo mi-

fr.

di

nell'archivio

cos detti breves, breviculae, note o appunti compendiosi circa le milizie in servizio

che leggiamo nel nostro papiro. Sono note

incompleta

non sono

questo un documento d'ar-

un papiro

1900),

abbiam pure esempi

conservati

infatti

lo

pubblicassero

atti dei gladiatori

raihtare,

qualche osservazione o giudizio, come vediamo nel

fr.

era mai trovato e questo,

n.o 8.

ibid.

con essi van collocate queste note

nel

patente, procedente dal-

e
si

gli

nel

per notizie tramandate,

gladiatoria gi sapevamo, e di questo


qui

una

epistolario

(edicta) si redigessero e

di

un campo romano non

{Ephem. epigr. VII, 457 sgg.) e riprodotto da Wessely (Lai. Pai.

dato da Wessely,

litare,

programmi

ai

volume

il

sia

qui non

fin

altrove. Qui per la cosa ben diversa

Nicole e Morel [Archives Militaires

Mommsen

un esempio,

gladiatori erano addetti,

registrati insieme agli atti di quella

comando, come tanti

apparteneva

di gladiatori in

di

atti

gli

che certamente quello stesso

un documento cos diretto

a mia notizia, unico della sua specie. Che, oltre

anche dei resoconti

truppe

di

13.

registravano

si

(n." 17, 5)

archivio

cui

al

La presenza

fatto di cui

da monumenti

castrum

militare,

Babylon presso Memf

castello di

fogli in cui

pii

framm.

nel

fr.

castrense poich,

di

Numerio non

fosse la

4 deve riferirsi a servizio prestato

com' pur noto,

v' era

scambio

prestazione di servizio da una sede all'altra o da una stazione militare all'altra, da un ludus imperiale all'altro.

Ed a

ci

pu forse

riferirsi

il

numero

di

162 gladiatori che vediamo segnato nel

PAPIRI EPISTOLARI

276
che certamente non

15,

fr.

ma

nunnero dei gladiatori assegnati in permanenza a quella stazione,

il

dev'essere quello dei gladiatori mandati col da altra stazione o piuttosto da quella ad altra,

non sappiamo per qual circostanza


gladiatori addetti al

castrum

di

munera che

di speciali

ivi

fossero editi. Certamente, se vi furono

Babylon, ve ne dovettero pur essere addetti

castrum

al

Alessandria

di

ove sappiamo che esisteva un amfiteatro ed un ludus gladiatorio cesareo; una iscrizione (Henzen 6158)
conoscere un procurator ludi famil. glad. caes. Alexandreae. ad. Aegyptum.

fa

ci

apprende che anche


altrimenti

questo castrum

in

pu intendere queir

si

cepite in termini identici, circa

in ludo.

v' era

frammenti

ludi eseguiti

un personaggio che non sappiamo

di

Babylon

di

ma

chi fosse,

6 e 14

ad arma

parole familia

le

AH' incontro

fuit.

giorno e mese che dev'esser quella certamente


e della stessa familia dei

fr.

si

legge (non ben certo) dopo ludi

durarono

di

pii

nn giorno

non

danno saggio

con-

framm. 3 non

ma

in

nostri,

so.

che segue

e con variazione in ciascun giorno nel

coli'

che una data

una cena

libera per la quale furon cotte

ove trovavansi o furon portate


risca ci che

si

di

genere

dello stesso

il

le

un certo numero

X Caes.
;

vicenorum cio parium.

vice

ludi

tutto identica

in

6 ricorrono anche nel

fr. 1 7,

un epulum

porcelline nella cucina del castrum

di

spade che servirono per un ludus all'esito del quale par

dice dei vieti nella linea seguente.

il

rimangon questi frammenti,

sappiamo se fosse
fr.

n.

qualit del per-

nella

(Cospicuo e notevole di tutti questi frammenti. In esso apparisce ricordato forse

pii

intervento

6 forse solemnibus

in

numero

fuorch nelle date) vediamo apparire nomi diversi, due dei quali nel

rivela

ci

non sappiamo se

})u forse intendersi

fr.

il

nell'una e nell'altra delle quali sotto l'intestazione (che non

il

Numerio

di

indicazione della data che doveva

la,

sonale, negli esercizi ecc. Quindi la diversit nelle due relazioni di cui

che

di relazioni,

quel che leggiamo nei due framm. 6 e 7 ove

riferirsi

pu forse intendersi Becennallbus Caesaris


che

ci

6 e 14.

deve

speciali ludi solenni

il

un ludns

di

11

fr.

tale che forse per lui furon fatti quegli esercizi

fuori degli ordinari della scuola. In questi fraram. perduta

precedere

ci

il

o ludus gladiatorio, poich

giorno dalla truppa

tal

il

n/'

una scuola

Ed

questo presero parte

si rife-

nominati nelle linee

antecedenti che, dei nomi rimanenti, sono Afer, Arrianus lentiarius, .... estor astiarius, Nestor sta-

come

tionarius. D questi, Arrianus ed Afer figurano

notato che

Che siano

le qualifiche lentiarius, astiarius,

dei forieri di quella milizia,

adunque

era

lenti,
il

di

qual grado, Afer,

Romani introdussero truppe

6 nei ludi

non pu

ben noto

ma

X Caes. n.

Ora, va

militari o castrensi.

lentiarius, che sarebbe

ambiente militare, che

essere, in questo

frumentarius, V horrearius cohortis ecc. Qui vediamo

campo con partecipazione

degli esercizii gladiatorii eseguiti nel

non sappiamo
i

come

di

fr.

stationarius non sono gladiatorie,

militari gli astiarii [hastiarii, hastarii) e gli stationarii

propriamente un venditore o negoziante

uno

certantes nel

gli altri

dei

dei quali

militi

sunnominati sono suoi commilites. Gi

di gladiatori fra

campi

legionari, nei

militari,

perch

si
i

uno,

sapeva che

mihti

si

eser-

citassero nel

maneggio

siamo intravedere una

delle

armi ed

opere

in

di

valorosa bravura. Qui,

queste scene, forse festive, nelle quali

di

con ludi gladiatorii nell'intimit del campo, tanto che


nella cucina di quello, in castri culina.
gladiatorii; fin qui

troverse (CIL

VI

spat{arius), e da
le

Degna

non avevamo notizia

di

un antico glossario

come

(ed.

nome

spathae da servire a quei ludi eran deposte

nota questa menzione delle spathae usate

lettere spat

,;

frammento non

dato rilevare. Nel

per quel che segue non certamente un h

(Spati[n]us?) forse riferibile ad

uno

o spai, che fu inteso

sj).

gladiatori,

particolarmente usate dai cosidetti

dietro questi esempi parve probabile,

in ludi

quest'uso che deducendolo da una o due iscrizioni con-

Mai) che ha: spatharius, f/ladiator. Se poi, fra

provocatores, da quel che rimane in questo


le

questo frammento, pos-

banchetto o epidum era alternato

7659, 10183) nelle quali al titolo d prov{ocator) fa seguito

spathae fossero,

comparire

di

le

il

in

ma

dei iuvenes di cui parola nella lin.

fr.

un

13 vediamo pur
i;

dev'essere un

seguente; saran forse

questi giovani, apprendisti addetti al ludus o scuola gladiatoria ?

Non

so a quale atto o funzione dei gladiatori

si

possa

riferire

quel che

si

dico della custodia e del-

\'

hii/inihiis rctianiis
alil)i:i

liii!(>

(JdiiiH

lai-ile

I'

tioii.r.s.

nipi'iirto cuii

siipt'i i(U<'

del

vaino

>|iii,

lii

1"

11.

(ir

il

ludi

capovolLii o

tiovlanio

t,'l;i<lial,i)ni

jiurola

qiu;Ht<

in

cho

vi'.iuUnrvH

ha

superstiti,

un iulns

ivi

I'n

daini clic lo

<'usltnlturn

v.

duo

fosso, o a Menili o altrovi; in

un locale per scuola gladiatoria.


particolarnieute per

del t;anipo nel quale,

sere pr

ma

plemento che non saprei designare,


per convien notare, che

(MN

p. 80, 83),

<|iici

lo

t^nnn-

io^giamo,

la

liiu.-a

vi

campo

o castello di Jiabylon.

non abbiamo notizie n ruderi

pressi,

il

delle

certamente

lettere

ril'eril)il(!

di

ma, oltrech
l'rni del

ad

atti,

comandante che emanava

pii

atti

Orelli-Henzen, n. 6947;

Saglio

s.

V.

Lafaye

in

Gladiator

l^opiri Fiorentini.

p.

Mommsen

Bict. des antiq. di

1580.

i2am. Siaais;-.

colo di Lafaye

Daremberg

diatori rilevata in queste

questo eccellente

forum

nae/jla

lUjnm.

formola dovrebbe es-

la,

pensare ad altro sup-

dei

del ladas. (Questo

gladiatori
ci

che

dovea condurre

Infatti

rimando

nel

la

probabile

quelle lettere e che

tribunus.

legname o

non a dediche,

cronaca degli

rende ancor

militari,

Ir.

di

la

sappiamo che

prociirator ludi famiUae gladiatoriae era generalmente conferito a tribuni di legione

II 1070 sq.;

non avo-

inforiori allo htoccato

eran forse steccati

pr ....

trovarsi questa specie

il

volume

che cio

\t(r

il

noQfia di cui in queste parola, dovesse essere un

<;

duo

dolio

ludi a le venationes potevano aver luogo

penserebbe a supplire pr tri\huuo

si

nel

le venalione.^^

sedute tribuni od altro di simile,

campo, inserita

campo romano

linoo inforiori abbian rapporto collo

l'orso, <V/]?<Ma^'

il,

qiH'Hto.

liaininonti possianm solo rilevare che nel castrun, o annesso a quello, vi ora

(pujsti

Nel IVanini. KJ

da

duo

rolativa.

alla |j;u^irdia

un aiuliteatro che

aftatto separata

i|ijindi

Tutti questi ludi e (|uost3 vencttiones dovettero aver luogu nel vasto
Di

coiiLoriuto di ({UuaUt

il

dui bentidrionnn pnnuli', Hpocio di fninuli di cui

notizia.

lil'ctrcndo.si \'i(\ni.C(tni

conin iicpimio tm

1",

Ir.

coH* unica

'.

iioiiiiiiati

altra

sa|t|)ia,

il

l'iaiimi,

vodiaiii

(tvt'

ai

dt'l

hiijiiM'on)

Iiiihi

(l(!ll:i

iiisioiiio

riCiTisrc

si

su|iciiori i:api)V()ll.c

delle bolvo

(|iii'llii

as|)i)(,Liii.srl(,

(|ii()Ht((

mrcnori

Inni-

iIih'

iiclld

277

AHI

Mii.ri

i,i;'i"i'i:i(i.

lettori

addetti
io

al

proposi

spedizione
l'ufficio

di

').

per ogni notizia sui gla-

mie note.

arti-

INDICI

Parole

I.

dyHv lU, IV,

nomi

rdyx^ 114,

19.

YccndCHV 114, (IL

iaxrog 115, Ir., 10.

vlOrjtog 114,

fQTaCfiv 114.

I,

valveiv 113,

Alyvmioq 114,

III, 18.

'Ji"% 114,

ahi 114,

6.

vaTTTn' 114,

19.

III,

uliiu 114, III, 5.

vi)Qwnog 112, C,

aiQiv 114,

II,

II, 3.

uayvvtir 114,
xohrjg 114,

vri 112, E,

II, 8.

xoXov^HV 115,

II

r,

Uu

112, C,

/.itivfiv

114,

?.t'Sixaxog

rcag 113,

X-q^Hug, in

112, C,

'Alxddr^q 114.

I.

AXxi^id^g 113.

// 112,

C.

I.

I,

12.

15 Arist.; 113,

II. 5,

klog 112, A, 11,20; 114, IV,

13,

TionmxHY

113,

noQog 114,

I,

I,
I,

III,

Qtl)Q(yv 114,

11.
5.

19.

^iri

114.

mtQog

!?,

i(for,c

lKji

II

115.
01

112, E, 5 Arist.

rVm/f/r 112. C,

li,

le

Si esclude

il

I.

4.

9 Arist.

7.

Q'jyhiv

114.

I.

oKTii-riiv 114,
'AQininxci'ar^g

tramili, n." 116 riconosciuto

non

parole del testo Aristofaneo (leinmi,i, con Aiidoc.

I,

16.

l?orc

114.

Ili,

l*-.

II, 8.
().

1,

112, C,

II.

^ovXf-G!ha 113.

2.

112, C,

1,

li'ttfniiio.
lo

13,111, 22.

II,

Boiniog 112, E, 8 Arist.

22.

II, 3.

113.

pOH] 114.

1.

QyvQhng 114.

r., 8.

I,

')

f?o 114.

II, 4.

itifif-Qoc 114,

117, 5.

II,

II. 6.

^lorog 114.

II, 4.

nu

iiaoTuvttv 114,

2.

112. E, 8 Arist.

/9tar

^Xninr

23 Arist.

I,

^tXjsiw noi]aai 113,

13.

.Tol(Tf^6riyj' 113, IV, 2.

II.

III, 6.

aaileiog 114,

loyiltiv 114, HI, 15.

112, C.

8.

^aQmliqiog 114, IV, 22.

jiojiHQaUai 114,

21.

II.

aQVVHV 114,

22.

Tio\XaxtiCsiv 113,

15.

14.

II,

^uQvg 114, IV,

112, C,

d:7ro(fw6n'

25.

dX()f<s 113,111, 20.

^aiiHV 111,

II, 16.

III,

III,

26, 31.

II,

2.

I,

II, 2.

[Axdevg] 114, IV, 18.

Ti]xeai)c(i 113, II, 36.

8, II, 17.

I,

114,

Tra? 112, A,

II, 5.

114,

19.

21.

II,

ifaQTrCtiv 114, IV, 12.

xQHog 113,
I,

24 Arist.

II,

7.

A,

i}rdg 112,

qvo 114,

112, B, 12.

]r'r<'^6[fff5

oidi]

13 Arist.

I,

9.

'iiovv 113, II, 35.

3.

19.

II,

113,

9.

'AvTia^rrjg 113,

II, 9.

xQo; 114, IV,


(5xwr 114,

11.

II,

33.

II,

vTiyQafffiv 112, C,

11.

xoy^r 113,111, 22; 114,


xovr] 114,

13; D, 2

I,

5.

rniiag 112, C,
aixig 112, E,

21; 114, IV,

il, III,

vTeQaar]g 113,

12.

II,

19 Arist. 21.

II,

vr,Q 114, III, 20,

4.

34, 38, III, 33.

I,

arv 114, IV,

12.

II, 3.

114,

aiiyi]Q

axHog 113,

III, 4.

II,

26.

III,

Gn^i-(ti}ai 113, III, 28.

26.

vxQay^vlV, A,

IV, 16.

2, 6,

I,

vciiuaytiv 114,

21.

II,

Gtatog 114, IV,

III, 8.

li,

113,

QXutog 113,

III, 17.

')

letterari.

pn

10.

II, 7,

vaiQHV 114,

14.

frammenti

dei nuovi

1/.

- Negli

^QaioK 113.
scolii

del n." 112

parole del luogo Andocideo

ivi

si

11,

10 Arist., 12.
II.

28.

14.

distinguoiio con Arist.

citato.

INDICI.

l'AKol.M

I,

NOMI

|.;

lina 113, A,
YHf':hi

lil, MI, '.

yiiianr

(fui

II-.

Il'i, e,

yti/wr

II

yt^.'fiio

111.

Y,]i)<u

yfiHdui

ii*i.

ir,

Ili, L'd;

^017/(1^

1',

ynn^

III.

Ili,

yi'i;'^

Ili,

II,

lU-Hn

113.

bxxinv 113.

1.

t:x(fruv 111.
oi'r

(iti'iu))!.

HI. W.

ui\;

thiv 114,

lU,

^afio^

'>

II.

'!:/.{

IV. 8.

114, IV, 15.

i-t\>o

H'Qio 112, C,

113, A,

n''if-Qoc

114,

rfrjioc

JjixQitO';

115,

drivaii 114, IV, 8.

r^ta 113, C,

7raici)viZfiy

15 Arist.

I,

dia^cdvH' 113, C,

iaxHai^ai 113, IV,


iaTccTtetr 113, C,

tiai 114,

114,

(ffj'j^

l(JQ(K 114,
cFox^rr

I,

Heracliti.

114,

20 Arist.

22

113,

/t)^t'c
;

eriil

:^.

i-v

6 Andoc.

II, 18,

uG/urr^c 114,

I,

i-\'U'/.Hr

II,

114,

12.

113, A,

II, 9.

114,

fi).((

9.

14.

7.

11.

113, 11 8; 117,

UtQiiuaiic 113, C,

114,

.'7>rT/oc

114.

0/;,V7j

16, 22.

II,

12.

I V..

^]Qr^-

113.

114.

15.

I,

Oi^Quiitrrjg 112, C,

{//.y^iii'

2. 9.

21.

II.

Or^k^Hv 115,

1,

II.

28.

Ili,

11.

17.

117, 4.
14.

II,

UCIQHOV 113.

II. 6.

112, C,

L 10

Arist.;

11.

iQvt<jl/ca 112. C, II,

3.

uoirTor 112. C.

10 Arist.

2. 7

Andoc.

fjjUaffor 113, E. 5 Arist.

82.

II.

t],f<()ros

114,

II.

Gu 114,

(,

4, 8.

xOvg 113,

II.

12.

14.

II.

laivia 113. C,

113. IV. 5.

A.

'Jo^[trC?) 113.

II,

II,

6 Andoc.

30.

III. 19.

tVVHVHV 114,
113,

II.

16.

III, 5.

xn[:fn?

xuDuHv

^uh'iKor 114. IV.

11.

114.

113. C,

22. 29.

II.

II,

24: Arist.

117. 0.

xx(c 113. C.

II.

11.

12.

II.

txynfiuc 113. C. 11.

xuif-iv

10, III, 15.

114,

27.

5.

Il,

/J^rr 114. Ili, 2

9.

20.
II,

Ili,

113.

ciTQg 113, II. 6.

II, 5.

,VQ00i 114.

im.Hv

01 V., 2.

Il /..

15.

tvTTuidi-vog 115,

111,87, IV, 8.

10.

113.

115,

81,

Il,

lo:TQixwg 113, II. 7.

19.

II,

./f^'l/j^rr/o.;

lli{.

3.

II, 3, 5.

I.

Arist.

!<:,

^yA/ft 114,

115, Ir., 11.

i-f'xi-Qt'^c

^v 114,

I,-,

113, C,

frV^fll-QH'

dvvu(s:)(a 113,

115.

II.

IO.

II.

113,

^>,^*y;

HiHv 113, B. 28.

II, 2.

II,

17.

IV, 10.

iT^Qog 113,

12, II, 20.

113, C,

II,

117, 10.

6(fr,

II,

23.

III.

iTtcffelg

-Qcog

9.

I,

19.

II.

QXfG^ai 114, IV,


19.

Ili, 8.

f()r 113, II, 27.

().

Qv 114. IV,
Quxfii'j

15,

Andoc.

li. 8.

--'.O:

(?)

hg

113, C,

113,

;^

1 y.,

114,

uf.(((

1?;.,

115, ly., 2.

Hjann'Hr

5 Arist.

I,

i]m^dir]?

fTTOC 114,

7.

I,

dlOQ 114, IV,


/tihc.

17.

25,

9.

'Jtuu 114.

niGifiyytiv 112, C, II, 23.

17.

III,

115,

i^i]ai>ai

II,

4; 115,

I,

Jiviiw^ 113, C,

18.

l'S

II.

niTCTVoativ 113, IV,

5.

I,

ittoxtdta 113, A,

iaxtcv 114,

14.

II,

il,

!t(().ic(Hinxoi(i Hfllttd

.V/^fK-

14.

fWx 112, A,

10.

1 V.,

II.

14.

vv^qChv 113,

1.

I,

Arist,

17

11.

113. e.

fVTai).Vr^

H.

I,

li

ijn-i;n

li, 8.

I,

113,

114.

fjOt.j.

II,

r.,

/',,

I.

II.

'll(tux).i^iog

15.

Evo(SiyJ>wr 114.

114, IV, j8.

J,i(xfiHi

').

f)7oif 113.

15.

II,

III.

113. C,

f-'iv-M'^/

13 Arist.

II,

11

-vov

I.

15,

^(^..(/i

III, J.

'IQux)./,g 111. Ili, 18.

0.

113. e.

^'/XHT 114,

29.

l.J.

f^rfu

111,

Oli ii>r

II,

II.

Ili.

'FJjxwr 114.

IV, IO.

il,

22.

III.

III

'//"('"

tXuijQik 113. e,

Arist.

f^hv.'noiu

II,

Wl

H.nny

Il,

I.

lU.

i-ri-(j;h<i

e.

ll'-i.

<

8.

".,

IN

...n,

-.M,

\'.

113.

t-'xxkl'vitt

I.

I.

I.

/'..

/.,

Alisi.

!'

i:,

II).

}-'x(<(n>i^

-'i.

I.

:!l.

II,

IV.

Cf,v

115.

Arisi.; 113,

114,

riffinitv

Ili,

'>.

r.,

/'.,

ii;{. II."',

l'.i:

i;.

IM.

^/(///

i'7.

Il,

20,

',

tiifitvitynw

IO;

1,

II,

/i/();i; .(,111.

V.

l\',

1,

113,

*.//ffrr

IS.

II,

AimI,.

1-"

II.

',

Il

I,

//'(/ya/ 113, e,

<

20; w/.

i:.

279

FKAMMIINTI l.kTTKIlAKI

Ni:nVl

li:i

18.

PAPIRI EPISTOLARI

280

KftXXinri Ili-,

3.

114-, III. 1(3.

f.ic(X'>]rrjg

Kc()JJarQccrng 112, C,

111?

jUaXJ;

I, 7.

4.

I7

xutiTOQ

11-4: III. 6.

jneyag 111.

xc'tftrtti

113.

.M^oJo; 113,

xccr 112, C,

II, 8.

x7r/yc 112, B,
xc'cQ,

U.

xuTctQxtTv 115

fie'oog

115,

xarx^iv 112. C,

lU,

xf'()a/<oc

xQOQ

3.

lU.

6 Andoc.

{Onog 111.

112. B. 22.

'Mov(Tu 111,

III, 15.

112, C,

2.

og 113,

111, IV,

f.ivai',Qia

xXro; 111.

(wi,iog

III. 8.

11,111,

fiVQlog

4.

ohog

7.

112, C,
II,

3 Andoc.

II,

lU.

xvxXtoq 112, D, 4 Arist.

W^,

xvXirdi-a!)((i
xy//i-

113.

xvTTTfir 112. e.

xvQ^ri 113,
115,

xvov 113,

xMnuQtiv 112,

C,

ri5?

113,

113,

C,

11

II.

40: 115,
Xil}oc

113.

113.

XlTUv[fVH'

lU.

;.7rc 113.

II.

113,

1,

17,

21

11

I.

113,

P.

HI,

fifd'faKy 115.
H(trTt(-i'f II'

114,

I';.,

II.

4.

11.

24.

II.

11.

114. IV, 15, 17.

114,

13.

I.

ntKJiixg 113.

112. e.

Xfyog
5, 9,

115.- Ir.. 10.

om

17 Arist.

II.

II.

niXw

17.

112. e.

111,

Arist.

11

I.

(3.

.5/l/i'(r.Vt

II.

"OnYjjg 112.

e,

II.
if.

5 Andoc.

111.35.

t-ir

I,

II.

20.

113. IV.

HJilV

9 Arist.

7.

112. B, 21,

IJuxrfrg 114, IV, 13, 14.

3.

111.

II.

112, C,

nnjTHv 114.

TTf-(Jt<J

111. IV, 19.


113.

113.

2,

114, IV. 9.

7rf;ifx:

Treni

II, 5.

oirg 113, IV,

18.

IV, 18.

III, 14,

13.

II, 5,

29.

6.

I,

tthOhv

o/io)-//^

5.

112, C,

Ovfratvg 111. IV, 20.

oinoi

;io.

11,

7TaQ0l{iu

II,

II,

Xfir'^Q

iidXtfJiu

TiaQajii}rai 113,

nari'iQ

oixHov 111. IV, 14, 18.

4.

11.

v.).

niQiog 112, C.

111,

vQsai)(ci

13.

II,

7r/n' 113, IV. 4; 114, IV, 6.

TTCiTQig

oH 111.

Ki.

Xit[uivhv ? Ili,

Xvxog;

II.

I,

12.

II/-..

II.

jraXaiaTQixg 113,

naxtiv 114, IV.

117, 8.

Svvri 111. Ili, 8.


7: 112, C,

II, 12.

naaffvr 111.

Arist.;

Ilf, 21).
II.

77-Chj' 112, C, II, 18.

ncog 114,

25.

II,

SivXov 113, II, 15.

112. C. 11,24

yt^pn' 112. A,

E, 9.

ng

'^vQiiv

Xaiiiarnv

II, 2.

13.

I V.,

naXaiHv 113,

23.

II,

24.

III,

22 {xar tv

II,

VVXTSQfVtlV 113,

16,

I,

xo^i'-iu 112, A,

XOHjiK 113,

Andoc.

7.

I f.,

Tiaitiv 113, II, 16.

114, IV, 14.

vovg 112, A,

8, II, 2.

I,

nuiiov 115.

7.

I,

vacjir 111, IV, 10, 17.

1.

/'.,

Andoc.

II,

II, 2.

NnXoug IH,

rarif^iog

22.

I,

113.

naitviiv 115.

voatlv 113, IV, 5.

14.

I.

112, C,

iV^r/oc 11 1, IV, 14.

rd;wog 112, C, II, 1, 4

e. II, 19 Arist.

20 Arist.

II,

12.

YtQlkQlOg 111, III, 19.

III, 7.

Ili, 15.

xvvHv 112,

xvQo<;

18;

II,

29, 31.

112. C.

TTcty?^

15.

Ili,

6, 13.

I r., 6.

III,

ifu'Xtc

KQi\i,]c 112, B, 15.

xrJoc

II,

oi}iM 113. III. 21.

<.

111,

I,

11. 14. 17.

ovno 115,

II,

12; C,

II, 5,

2. II. 14.

I,

17;

27.

III,

A,

12.

II,

22.

Ili,

ovrtx^ 111, IV,

111,

xXtnittr 112, E, 8 Arist.

17 Arist.

II,

10.

III, 16.

1.

l.iv,')og

^IVQOV 117,

7 Arist.

I.

I,

113,

(iti-

ori 112,

112. C.

IV, 21.

lU.

21; 113,111, 14.

I,

7.

I,

Giiaovv 112, C,

3.

I.

II, 4.

III. 18.

114,

Star 113.

II,

113,

5, 8;

I,

114.

i-g

otro-oc

II. 3.

111,

.uo'ylf'^Joc

18.

II,

112. C,

fii'ltrjQ

Sco)',

IH. 21, IV, K).

111.

.urjTTo/.

23.

II,

xHfuX] 111, IV,

xk

/'.,

112, A,

fi'ooif)

lii^(rog

II,

112, C.

xM', k

14.

II.

I ^.. 6.

xrx[cJjO'77xa)>:

a^iv 113.

27.

II.

C,

8.

I,

'OQviOtg com. Arist.; 112. C,

III, 10.

17;

II.

fisvfir 111. IV, 17.

23.

Ili,

pv 112.

1. 6.

16.

I,

114,

jLl(fQ)V

113,

f.if-iQ((xi()r

1(3.

xccTa^XXtir 113.

xtvHv

Arist.

5, 7

I.

113,

f,iiXog

;r);

2.

k;.

114.

mxQr

1,

5.

112. A,

nXuiik 112.

C.

li.
I,

19 Arist.
9 Arist.

INDICI.

nX^xHv M'-V e.
/fAg'.;

ri, e.

nkffits.

/KUHV

li.

ll'i,

III.

II.

nQiK Ili.
III.

TUtlh

Ili.

II'.

iK)^

Ili.

Il,

ni

rit(

Ili.

I,

7.

Il,

IV.

(".

T^frfTf'l. Ili,

r,

II.

<

III.

ffx^f)or

113.

II.

2(1;

Tttvi Oliai oi\

115, ly., 3.

Hi.

6; 113,

15.

II, 9.

^"^

'^

I-i

11.

15.

li. IV. 5.
II,

112.

5 Arist.

I).

115,

l r., 2.

Hi.

^vtai/ai

Qvnovv 113.

III. 17.

A,

I,

II,

aamoXi^ Hi.
o-^ro

Hi.

(y]>]r4c

I.

y.,

19 Arist.; C,

12.
II,

Ili, 16.

13.

Hi.

IV,

Hi.

IH, 14.

Tvnreiy 112. C.

I.

I,

19:

II.

26, 39.

7.

Hi.

aiaxvdi^i
(TTfpror

IV. 15.

Hi,

Hi.

13.

II,

Ili, 3.

10.

Xi'Xiot

112, r.

II.

6 Andoc.

zopoc 112, C,

II,

19;

II. 4.

XQwg Hi,

t-t'dc

Hi,

li,

I.

10.

12 (viai).

naxovf-ir 112. C.

II,

13.

II. 9.

14.

II.

12

I.

115. Ir., 4.

II. 2-3.

III. 1.

117. 6.

&? 112. A.

2-t.

yidCo) 113. IV. 8.


II,

Hi,

12.

113, II, 9.

113.

Hi.

112. A.

II,

15 Arist.

II,

Arist.;

IV. 12.

dxrg

in.

jiioi

112. C.

9.

I.

&an8o 112.
&(TTf

19

id.

wu Hi.

yii]g

Arist.

11

I.

Hi.

xV'i^Qct

^xXio^ 112. C, lo Arist.


II.

17.

X^ftir

XQvog 113.
III,

XQifiOca 113.

9.

3.

I.

Ili, 16.

Xoi;

rypai'i'og 113,

ffxfvC fermai 113.

{<j.ond)y).

IV, 9.

112. C,

rAr>'at

Tvx(t)v,

4.

Hi.

Hi.

XOi<i(jin](rui

Tvyxvfiv 113, IV,

112. D. 5.

anf-vfiv

17;

Hi, II, 2.
Hi, II, 18.

ToAi'TTfi^fn'

6.

I,

H.

/..

Hi.

X(/<f^

XHQ Hi.

Andoc.

3; 115, II

TQnov, n 113.

aaivuv 113,

0.

/'..

IV, 22

Titttivuv

roTog

18.

III.

Hi.

X^-r/Ov:

id.

Ili. IV. 13.

naTi'^f-t^:

Hi.

Tq 112,

1 1 ').

XceTi'Cny

rCxiHv

TTcSc

Hi,

13 Arist.

TTroA^c Ili. Ili, 9.

IV, 19.

A list.

il, 2<J

11 r.,

X[/.]xurT7fU

11,1.
[ri^Tf?]

17.

15.

r^'

(fjg

Tii^vai 112. C, il, 2, 7

Hi,

(/o/[

27.

Ili. IV. H).

(/j'C/c

Aribt.

moXinQl/iQi; Ili, IV, 20.

n]vQQoq

l'I.

29.

I.

I I

rin'

9.

II.

Ili.

(jofun

Il Arist.; </*(;*

111.

^ 112.

orili

5.

IV, 19.

112, A,

rxri]

113.

ani)

IH, IV,

Tt-QUX'l

11.

11,

11 '-i-

txror

10.

T6X0C

I,

(f

1/-.,

14 Ariht.

I.

III.

Hi.

(j,io^

17.

i<l.

II.;.

(Ihutioc

10.

113.

(jiXixw.

<

r..

II.

(///^n

H.
11.

I.

20; 115.

Il,

112.

C,

21.

11.

112, A.

11.

112.

ij/(t/ti

Ari.st.

II.

IO.

II.

II.

113.

<//Mra

C, II, 22.
".,

1.

i/n'yin

2i.

9.

I.

li,

III

ipirid

IO.

II.

(;,

111. 11,3.

III

7/./V/n

Arist.

15

I.

'.

9.

Il,

IS.

(i.

L),

112, A.

i'ifaitii,

112. A.

13.

Tax*<'^'

11.

112, C,

noo(ji>Hy
ngiiO':

l.fffo

:!

Ili. IV, 15.

aifVQy

IV. lu.

nQoaf-xi^ 115.

\',

"3.

112. e.

(Tiv

KS. Ili, 7.

ngoadynr 112,

ii.iiiin'iin

avi'(TxoXt'<i.nv 113. Il, 21.

ll'i, r.

nQoofiiiot' llw.

2J.

113,

^loxuicn^^

W'I.

nQOt-IQ^KCl

II,

113,

H2,

(Tvvoixit^:

II.

vnni'i

112.

T[r|r|^lxr.-.-

>.

Hi.

y/ym/s

2ii\

IH.

i'nni)/,i,

5 AikIoc,

II.

(.',

111

ffviKjinid

I.

Ili.

112, e,

avyynt'i

'\.

nQdyfiixiK. l
7r().;r);c

ff/o/.u

Il; :iXH(Utt^, 17;

;1.

ni

nor^ \\i.

112,

ffi7|,M"'

11.

aii^'x;

aiQitn^yik

1.

KUAMMKNTI I.KTTKHAKI

Nl'OVI

I)i;i

111. IV, 7.

ry,/(//n

S.

III, MI.

NftMI

!;

(f10X(iCKT,'h(l

I'.).

7ttXv(}H(}}K<X(K

/rmn.-

Alisi,.

IV. e.

II,

.\,

II.

I.

l'AIHiM.;

(Ttoins

1'..

II.

noXXxt^ III,
7i(Xi<^

L'I.

Hi.

Il,

III.

Tdi<

I.

II.

I.

M'-V e.

i<>

Ahst.,

IMI

II.

C.

112. C.

12 Arist.

I.

I.

II.

9 Arist.
22.

112, C,

PAPIRI EPISTOLARI

282

Nomi

IL

JcoQcg 167

190. 6.

rj;/aM^>:

Ui'oi

AxY, n;/r7jc 132, 5; 222, 12; 22G,


272,

di persone.

,-3,

216, 5:

xoiiaroQ 278, IV, 22.

27.3,

^lGxoQog rjArj^s

xodriaioq 228, 8;

'AXvniQ 186, 7; 18-1. 4

186, 7

^mv

.... 167

140 r.,

(Pd'roc 271**,

livTUviog

170-181): 278?;.,

:4.Tfrow

UTToXkwvtog 180*,

181,

278, V, 14.

(V.

(v.

236, 3.

Aoia

jLiatevg AXvirCov

182*

216, 4.

1'.,

ovonbXfi 196, 3.

ib.r.. 1.

271,

(xyf-ioog

3.

264, 1; 276,

7;

asini 191, 7.

di

Evca'uon' 190-191: 191*

App.; 183, \\"A. yoaii-

"AoQiog Nti.iaiavg arii.iuiu(f.Qog 278, III, 30.

Agio/ propr.

OfudtXifHag 278

ifQ.

'o/n]g TXTOr 262, 2.

182*.

177, 24;

254).

p.

"EQfitiag 159,

Aqttk/.Cov dexujTQonog 231, 4.


1

jq.

134**, 3, 9:

'i5:og

122, 3.

"AoTiaXoc 182,

243, 0;

^ErryaOog 233, 2;

254).

p.

18)**, lo.

'Attv/xk;

191, 10.

192-194: 163, 2; 197, 11; 261, 1;

197, 2, 11;

2.

asini

di

Evr^inaiag 168, 9; 171, 15; 172. 12;

7.

Aorrirot-irov]

iu\niQ'/rji:

181)*, 5.

vr^Xrr^g 190, 6.

ElQ^vcdog

218.

2.

15.

y.,

2.

A'ovcjig juvQtXarr^c

120,

216, 5.

X^TTOg

JioGxoQ- propr.

Aititwrio^ vr^Xrr^c 209. 3.


T]c MoiiH'iuuQ

1.

232, 5.

(fQiovttarr'/g)

JlOGxQOV

189, 6: 2J1, 3; 227, 5; 228, 8; 252, 11; 276, 5.

^vr/'o;f'>c

185*, 7: 278,

JlOffXOClb' AXvTTlOV ^O^xJg

AXvTTioc 118-160: Api), p. 245:

'Arovfuov

/fiovvdiog (fQovt. 'I^ionog AqyuCov 131, 10, 2)2, 2, 6.

21; 247, 13;

2.

'//i*rJ'oc f^niGrourjoc,

r.,

p.

246; 213, 11; 230,

1.

TruQaXrj/TTTrjg 171. 11.

2aoc(nfAixo)r()g 13')*, 2.

EvnoQiov, Avo., Koxcag

AaxXr^nturfi 171, 16.

App.

263,

(?)

1.

Atuig noiiir^r 185*, 1-2; 185**, 11.


1.

Hovi,

rr^Xdir^g,

Aror^g tuvQtXccTrjg 223, 4.

'Hga'g

iQocfg 179, 2.

184,

'Aiiov

Avdvo>r ngov. Qto'itiiog 147,


Enooidv Koxcag 263,

Avnr^'-

r;

134*,

noivxinXig 278,

III, 8,

5.

126, 13.

xiVj

185-187*; 133, 16;

oxoriiog

134, 2;

2.

xaoroiog 207, 5; 211,

"^HoxXf-og

13.

3.

'HcuxXf-ioiv v^XdxT^g 210, 5.

ohorrdXt^g 196, 4.

fTrl

'HoaxXf-iTqg

1.

263, 2: 271*, 3.

Avor'jXiog 'H(joivTrog
Aroi'^Xtog Jif-or^rov

'HoaxXi-^

2.

209, 4; 210,

'HQcmiov 188, 1: 251, 5.


li-iiXog

Haag

215, 6 (Bf-riXov xt^nng).

189, 1;

7/(u.>r 216. 12;

ruaiog
IViiniog

133. In.
(?)

262,

'HQOvg yo.

10. 17.

1.

rotjoiog iiuytiQog AXvniov 166, 3.

254,

\nu

7 i^c

MvimXiog 212,

265, 5;

'Hoovi-ivov vlg 274, 1.

2.

spesso

'IlQvitog

()n((G(h, ^((>'/(i(o, N((()noi>0fOg

Jf-Tog

x((ii

J'j.

278

5.

/Irjitug itcvQhXn^^ 137, 5

233, 7: 217, 5;

Jidv[n og\ 2

)>^,

./.

i.ir^iii^rcr;

14), 3: 199, 2;

xuovu: 251,

(V. p.

(jo.

()K(i^?.<jf-iag,

118-277:

fnix^

255); AvQi^Xtog'HQ. 263, 2: 271*

TtiiKKdog 181, 2 vpd. Introd.

p.

58

sg., 64.

3.

^lovXutrug rrciixnf) 278, V, 3

4.

Jiyri^rog fTiironTTog. h

r.,

10.

xoo-/ijTr;c 261. 4.

(-)o((G(l)

x((07nin'fi

'HQO'Hvog

f/o.

xonnm^

278.

J.

8,

IV, 21.

'IorX(ng
I

llariaxng Gr^Gxoi'TrXtxtdung 278.

II. 9,

20.

INIHCI.

27H, IV,

iiitnxiitXi'i

'lorXnis

<>}{'()'o>:

lorkius

2^{tl'|^or

l(>i)ios

MitXix'X {)(Ut'HHK 'i7H,

III,

n{tt\'xiitt'(ki>;

N(MI

151,

Il t< Vi (Ut

IS5,

lt>r*-'207;

IHI,

h.dttnio

hXn

propr.

hda 1(1)1)

!(>;{,

propi'.

asini

206,

//o/s(?) 275, 17.

11)1,

llQiiog,

A/iKeior ring 173,

Il(l

xAr>Os

(i.

liM. 25.

'JrjJ),

llQwiOg 206,

5.

tra.

.^f^y/arn'c propi". di

EvnoQUir 2GI{,

konQ]^ 208, *i08*


184,

^/.vH/r^,-

II

135*. 2.

(i.

lixiiitv

2Si(iiovvi((iog

ht<Qntxc.

2.

194, 30.

i/xdf ^((in<rniii

l/iiiXi'oif

hi<vir>: l+O/".. 8.

h(ix((i^^

1.

'..

151, H.

ht'oiiiv

I.

Iloviixg 215, 2; 216, 2, 21; 217, 2.

UH,

J.

(li

h<tl''x/in^

A<(>/'

11.

asini

di

145, 3; 207, 3.

I<;.

lInKfOI'X^ 1^7,
IJ(tXrxi((ijiiig

IHO*,

(')

20.

11, 9,

I.

Ilun((tg ntv{it-Xun^<i

2(5.

'i'i7*, 7.

1;

27H,

loi'/.ios

IhhwatK
'loXi'Qiwr

2M

l'KKKONK

!!

Ilui'fftxi,^,

l'.t.

1.

li,

II,

II',

II.

1)0,3.

7r<J(noi'

IG; 227*', 12.

144, 2.

//lovvfTiuog

233-237* App.

2V>r^7u//wi'

().

11)4, 8,

AoyyTvoQ 222,

l.

191. 8.

il.-^lnl

249; 188, 11.

)..

125*, 3.

/iiadoio

hTTVioojiog 225, 5.

2(tQC(TTiov i-xdzrQonog

214,

134. 4.

oixotfiog jIXvttiov

4.

5.

lav"

195, 3.

(?)

ArY)'(K yr~ di-xnQano!; 257, 6.

245, 3; 248.

2irQi]rog (jQovnGii]g

iWa,!y^^

UH,

Mcdayxac
MaXix(Hr

^fQfjVog

18.

200,

2iX[cn'g

8.

Qivdiug 178,

Iqqcckh-,

II,

(fQOVT. TOV

iafftoXeik 139,

139*.

134**,

.TXttXl.

(5

230.

Morino^ 209-211:

Mvag

ir

xrrjvr^

246*,

KaG-

(?)

272,

21

p.

185**, 9, 11, 16; 223,

213. 17: 220. 5: 221. 5; 223, 9; 229,

TavQi[(Txog

(?)

6.

2i)5. 2.

259: 133,

Ti'iiuaog

Nnlag

4.

3.

185, 12.

Tiai{)ior

238-240.

2oXQag v/dir^g 177, 8; 181, 10; 194, 24.

3.

nore

i.

9; 241, 17.

2.

dtlffc ^AXvTiiov 1G3, 4.

Maohvoc rxKnv 152,

Ili,

13.

241-258; App.

2v()og

9.

7,

TaXf-i

ifo.

^jtaQTiarg 254,

Mi:\,Moc 271*, 271** (AvQ.).

254,

)(c

^oi'xd fi 1^10)1'

26, III, 2j 4.

nQtrxmdXtog 278,

^f-Qr'ivot'

2.

9.

T^y^ojv 26); 26 i.

1.

Ni-Tlog propr. di asini 191, 6, 9.

Ni[.ifaiavg,

Nf-Q^Mv

(?)

mXiTTTTog 231-232: ^or,Og 'AXvmov 125. 7; 156. 8:

Q^iog, (Ti]ficaagQog 278, III, 30.


rriXrr^i 190, 4.

165, 9;

)'Cf<(/f/^r6^5c)

231, 27.

Ntxoin]^c 127, 9; 184, 9; 199, 6.

0iX6i(-rog, 'Arrwnog 271**, 2.

mvvog 212-217; 214* App.

0Xoy G CUT 10)1

p.

247.

'Omrion' 278, V,

158,

250,

3.

133, 11.

(PfOCJOC

'O/.v/inioooc lxtiDv

^g

2.

4, 8.
i

249,

(XT-Gl TQV)

7.

Ovcaoc, 'lovXiog, TiQivxnrXiQ 278, IV, 12, 19.


oo/'f.).'

219-226: 127. 16: 235. 10: g^.

z/^orrcrtarfoc

hji'XXwg 218; tXifg 'Arciavov 172, 9.

123, 2

Ilidug 227-230. 227** (App. p. 248, 250); ^q.

XontQiog 124, 2

141,

2,

12

214, 3; 246, 3; 231, 17; 2)2,

1G4, 2
4.

234,

a>i-

174, 2

3,

126, 2: 253, 3
13; 235,

(fQovuGii]g 149. 4

'ilcoc

in

10

3,
:

c/o.

jo.

^tvTQfndei 146. 17;

EviaiQiag 136, 2

193. 2: 196. 14.

Xdr,g 187*, 5.

284

PAPIRI EPISTOLARI

III.

Imperatori.

Valeriano e Gallieno.

L^

'

xaicoMV

ctrroxoarQOv

Macriano

JlovnXiov

yiixivviov

\(c

uvToxoarQOv xaidgov Tiior (PovXjSiov

OvaXfQiuvov x(d Ilovnkiov AtxivvCov OvaXe-

viov

Qiarov FaXlii^voi edu^dv fnvxwv Gt^aCttv

Kvi'jTOV

171

Tvfii x^.

Le" T(v xvQiov

Cf. Introd. p.

?-.

r^jucv

273

OvuXfQiarov xa Falkir^rov

Msaooiq nuy.

ae^aartv

55.

208*

r.

Cf.

La"

e Quieto.

MaxQiurov xcd

z;.

Tiiov

vair^wr fvrvyjv
Introd.

Cf.

f(r xvnior

0ov'A^-iov

(Tf^affidv

'lov-

lovriov
0)>'}

56.

p.

Maxoiavov xu Kv]tov

ijucv

ce.

ae-

uar.ov Xoiux i^. 224*. Cf. Introd. p. 57.

In-

trod. p. 55.

IV.

Nomi

178,5:

^Af ^a l'Jof t 268, 18.


^AvdQOvonoXirrfi (rofig)
ib.,

278,

III, 1

lArQOVTxoXiTai

191),

195. 11:

16;

136,

xTfji.ia

&o^evig 147, 3

7.

{ro/^ig)

'QYaiov,

yiov 131, 10; 248,

II, 3.

^AoaivoiTr^g (vofig) 278,


'A(fQoficrjg (vof.ig)

278,

278

II, 8,

157, 4

IV,
III,

7,

128, 9; 129, 13;

20.

135, 14: 135*; 14; 137, 11

130, 5;

145, 12;

149,9;

151),

254).

262, 5.

158, 13; 178, 11;

BtQhvixig 126, 9.

22, 14;
II,

134*,

131, 16,

17

137*, 10; 138, 9

146,

147, 11; 148, 16

198, 9;

199, 11

203, 10; 264, 10;

'lau 265, 5.

20.

(>

15; 151, 17; 152, 12; 153, 15

nt,iovyoc 184, 18, 10.

BovfifjTog 13i,

v. (v. p.

139, 10; 139*, 10; 140, 18; 141, 16; 142, 14

25.

16.

Bov,aauTr^g (ro.aoc) 278,

232, 10

8.

143, 13;

Bk^vXv 178,

197, 10;

&Qaa(t {(jQovrk '^Hquvhvov) 118, 9; 123, 16; 124, 13

Uga^iag

278,

196, 14;

214, 16; 241, 17; 242, 18; 247, 21; 269, 11;
277, 4 (fQovTg Eor^vaiov

3.

Anidr^ifQOv

di luogo.

277, 2;

201, 15
ipQovxg

'

7.

'I^mr 229, 5; 243, 4; 245, 8: 7. \QYaiov 131, 10;

Jiovimug 123.3: 132, 17; 140, 8; 144, 3; 182, 4;

248,

8.

194, 12: 916, 10; 204, 8; 205, 4; 213, 9, 14;

214, 9, 14; 248, 5; 253,

Ktvvxri 227*, 16.

3.

KeQovQOv, (jQOilg 135,


f-oiag'?) 207. 8.

EinjnoHu

136, 8; 171, 15

197, 2;

KXeo7T[aTQig? 188, 6.
;

172, 4

176, 15

178, 8

KnXoxvrOov, rrh

xri]fi~

196,

7.

243,6; 249, 8
yif-vxoO^

'HXtonoXiir^g (roiig) 278, 8, 9.

0H<tX<jHu

4.

{(foovrg 'IIqovhvov)

xi.rjfi(e~

196,

7.

A^ioTToXiiifi (vofig) 278, III, 23.

120, 10; 129, 10;

Mf(Q(i)\

Krt'

fVihxf-

152, 5.

131, 14; 132. 17: 135*, 16; 136, 14; 154, 12;

M/,(jig 278, III, 15, 21.

l>6(est.); 170, 10; 171, 14; 173, 1'.^ 175, .84:

MHUjiir^g

{roiig) 278, ]\\,7.

V.

INIt|(!l.

Mn'tx>(> '2'i7*

HJ7

Mi>n:triiu

ANAI.ITiro

INUIi'i:

(V.

\-2A)\

|i.

'i<J,

(f

(tallii

{(fQoiic 'llQiort-iior)
/'"^

iVfxon^'f)'i'C, in^x. ^()y((

l'-iJK

IO.).

";

^^

It).

245,

//">

2I2,

Hi,

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7V//A//

'()'::v(iryxin^^

IIkxi. l

(iw(<;j27H. IV.

llinkt-iunc 154llinXtii(d'oc

J/ioa

^'^o

2((f{^ty(<

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II

l.')l.

/.,

'''

' IJaxii,

fu

l'i'i'i,

I.

I,

.{.

|.i

23S, J

1.32,

i]

201,

1.;;

ixiiiiiiQyi(i

273,

(i:

215, IS.

27 S,

7'i7i,A.;

(Pi/j.ui-Qic

17.'), (i.

174,

2m;c

{vofUK) 278,

2^.>()(t

((fooiik 'HQun'Hvov) 172, 2;

II.

17

21.

li,

III,

12),
124,
;i;

iV,

;'.0,

275,

."i,

:',;

247,

17-1,

10; 216, 8;

uor

ior)\

2;(),

.^:

1()7.

274.

:{

14,

le

referenze

171, 4;
7.

10; 254,

20 xhju-

ciascun vocabolo veggasi l'indice VII).

di

Xuvi

xvQtog, xvQia

xxTM V

^loXoywruTOQ

xaifiQX]g

TQogg

yQui^iHujtvc

xo^ir'jiTjg

qQovTiffTr^g

^ orditi

{.lyHQog

<fvio(jvXc(xfg

exTTQonoc

otvrjtti,

^aoGia,

olxorfiog

iyvrutxfg)

iuxorog

otvoTTwXr^g

iuGxoktvq

vrfArfi

ikaiovQyg

TTUldoior

yoniGTg rTiog

naQakrjpmr^g

ayia/.g

iniaroXo(fcoq

noifii'jV

fTTlTOOTTOQ

TTOTaf-ithat

fondi, luoghi, etc.

vrXi^Ttx xT\iaia

TTQoaTccTi'g xti]huioc

tjxoixiwn,r

aiioLiiccr^g

XUQYUQlOg

TllllUTaTOC

iirrtXix xtiicctu

rn/iiri l-'orenliiii.

;i

8.

TuvQiXaTT^g

fj.

ii;

xoiiiui).

7.

xQriffTog

I5H,

0.

aroaTCcoTr^g

i-v(Txi'iliO)r,

in;

8.

175, 28; 244, 4; 24, M; 252,

xoafir^ir^g

I;

151),

ii]<:',

4; 145,

12>,

TQIXTlt^U

xrr'jvVp

244), 1,

17S, f;-7 ^xi l hyyvq

.i;

XC(Q7T(jOV]g

>

Indice analitico di tutta l'azienda Heroniniana.

impieghi, etc.

)]

23!).

1.

XQvaox<)oi\ xifjitt 132, 7;

(Per

uffici, titoli,

i.

T(iixotiiiiu)

X.'Ji.:.

V.

121.

/,

ISS, 7,

.io.

2.

o.

220,

Toi\. .in

(Pi/ucyqU

?.

235, 2: 273,

275, IH.

!.

li.

Ooiiov. xn]iu(

14.

235,

11'.

'-II.'),

:;

.^s.

|S,
.

0.

TKVijiniiv.

()'i\v\i)ryxt^(i

11.

'il'i,

Tk/.h
Nu()iiin''>'h>;

213,

/,;)

286

KKONINIANA

2)4,

xi^iiit

//,

i.

If

112, 17; 231,

S/(i{' ninni',

1..

iV
Mi'()iii/.(<>^^

A/.li:M>\

I.

lniQiiiai

17.

/.,

TUTTA

DI

ccv!Jtriixi\

37

286

PAPIRI EPISTOLARI

/.atxa xTi^ fiata

TU

fTTl'TTfa,

(pvTtveiv

dfX(fdxiov

XOQzrjia

xdfAVjXog, xai.ii]Xior

X ]TTOs

xrrjrrj,

xX'iQog

igyarixd

xvgiaxd

ravXwGijiu

prodotti, piante, etc.

xQ'jvrj

xrfjia, xr^i.idTtov

xrr^'dgiov, xrrjvvgiov.

XTJyfffC

df.iTrfXog

Xaycdiov

XCOIt

Qaxog, Qaxantgi^iov

[.i(rxog

ro/^ig

groc, griSia

fivg

TTXlC

xvQov

vog, r.

rorroU^iaia xii'n^iarog

yvr^,

xavQixv

tttoc

f-'Xaiov

lavQog

Xoi()u(;ior

fTOt/TSQog, ovog

Titgaovu

Xdnui

^gr],

X0Q0\ X'tQl'lOV

xaXfip xXafiog

yvr^fxa

,'Ji'iXf-tai

g
Xoigog, x^iQ^^'O'

xaigtficoTigog, orog

xXov
opere rustiche.

xrrnaQig

utensili, carri, etc.

^vXov, 'Svkdoior
/ii^irjia,

i^iiiog

qaxr^g

xavaif^iov

^o)v,

xTdnrjX. vvdn.

xr^nior

eQyaXf-Ta

xX]HU

gorgov

vrXilv

O^^ax xX'jftaia

yXwaaxofiov

noQvyi^i-iv

xQiDy]

oxg

vaCTiv tcvqv

Xi-vx xX'j/^iara

tvyia, ^vyv

QtOTCOUia

XoTlVV

^vyravgu

xVQTJHV

ovog, ovdgiov

xapidxia

Yoiiovv, y(\uo)aig

^uQcc, oi'rov

xari/TTjXia

iVTtQxvra

6rj,

QayfiaTrjia

^og

xalfJixv

ixTivayng

/Licfxivog ovog

gvrv

oQzfj ^Afif-avoiov

naai

xt'gai^ior,

f-'oya

nvQg

xov(j a

ahog, anctQiov

x(fivog

vuxof^iidrj ri]g

vanof-iTT) r.

xoTTorjyi'u,

Gtov

xrrQog

xdQor

oivov

fx XayoioV

xegdf^iiov

fltTUCfOQ, oivov

(tvxov,

naxnv r

(paxfj

adxxog

(fvr

axdif-iQov

TTf-Qixw/xaTiaiig

XQTog x^c^Qg

iQoxg

GXUlJTjTg tXu'ixV

fjfih^gog

vvig

hfi'x;

Xogi xona

d-ot]
r.

TTf-QiTToir^aig

Girov

arroga, (TnfiQHV

Gvxdgior

avyxo(iiSr'j

fxardxrj

wuoc

avQmg, avQtiv tu 'vXu


Tt/.u,
TOIlfj,

TQvyrj,

animali.

x'>Q'f'^'

llTTSOV

iQvyv

nv^Qf-aCa,

nodxiXnv

vjTTjOHHr
xTr^iittiior

misure e
ytgtcvog

afidXta
^ovta.

riXovvrn

xd'Qor oh'ov

simili.

INDIOl

yuftH{tir

*)/_.

ni'ittf

VII.

l.MUl

i;

2H1

IWU'll.i:

l'I

Xi]Hfin

iiinmliiiHtnixtoiie.
unir

(tilt l'ili

xv{nuxi

kyo^,

x^(>la^

t,l(l/.ti(tlll()V

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ttQyrQUn

xnii'Xi

i^kid'nv

ittXuiiud

(ht.na

X|^I/k

koyuQio V

((

fi 1f

VII (Tu

1^

(i(<y{)iftiv

olxnvonhTv

fniQHV

<ii(rt>:

vitfXof

(ttlQl^fUt

lJKX'll'j

juitvinv

>'h^(T<(V(in^

nuQuXi^iixjJiq

hot/ lieti or

ai'i/ifioXov

Itl-IKf il

lOf

It'ltV

fioxioooy
,

i'voi'

l't.iknf^r

/Tl</.(0'l

XI (1

t'i

.TIJJS"

avroivi^fTun.'Jia

XlQtUt

t(lO(f

xhoivXXiit (?)

l'mng t-'X.uiovQyo^

VI

th()<(

Indice delle lettere militari

TTQiyxindXig

uffici civili.

spedizione.

aiii.i((i(((j(jog

(iuaiXixg
^oi'J-c

noonu

Gr^(TxorrrXjxi(xoi(i

aiQai

joi'

XUIl^/.Ol

iniiQQTioq^ xQctrtaioc
'fjyffKy,

Xc(fi7TQrc(Toc

milizie.

ffTQCCTIjg

(/OQTl'a

roeg

gii/^g vaioXtxwr.
uffici militari.

dsxvoi
Qivtog

Inneig

TTQiyXlfj

daymQioi

VII.

Indice di parole.

iPrincipalmente sostantivi, aggettivi, verbi, avverbi).

ayHv

1S5,

1.:!;

189, 15 {rrriQeaiar)

278, 11,

4-

(tto-

yvotiv 185, 13; 218,

yvoiu 132,

U:

atxiog 175.

278, 11, 12.

yoQuaig 175,

275, 9

211,

278,

1.

4.

xovHv, 171, 13.

Xuvfiv 275, 24.

9.

yon'iaig 275, 11

{. rTiog

er

r'>

209, 2

Xcsvg 119,2; 127, 15; 201, 8; 227* 22

uyiaXr).

(j6g 163, 4; 172, 8; 192. 2: 193. 2: 197, 12;


;

16

xoTxog 232. 11 ( yqxog).

8.

175, 11.

2 1)8, 2

271, 3

atxiaiyca 128, 6

Qtiav).

yoQttL,i-iv

cceTai^ai

cet.

275, 8, 19.

^cXXccaaHv 195*, 3 (XXd^ag tv X.yor).


|

Uor,

118, 2

ni^Xurrjg 187*, 5 (per ir.).

Xcog 123, 8.

uiyiaXg 150, 5; 275, 11, 16, 20, 26.

//&)? 151, 10.

137*, 2

170, 2

226. 7

275, 12.

PAPIRI EPISTOLARI

288

ali f AHI

137*. 4: 150. 8: 151, 8

170,8: 171,

iuXi-ar^c
fifXr^g

162, 8

fifkuc 176, 3
ii&cii.iri

doa

(dAA'

(/}

/OQi'ov

To'

v^QOTTog 163, 6

raiog 268,

.).

231, 22.
r ii.

176,

278, IV, 29 {rQV xcd

7.

6.

vuycttfjH' 140

r.,

5; 262,

vtiyQaifov 154

r.,

15; 278,

vTHv 150, 2; 167,

toogcov)',

rtv

II.

9; 278, IL 14.
II,

16.

15.

vTXi]Tixg 148, 3 {xtrii.tuTa rzl.).

^AflfGl'Gla 131,

i^OOTIj).

'SioXoyuratog 173, 3

iti'avg 187*, 5.

unrjt'a 143,
/^iiiiog

rQu)

(xccr

Innov).

ja]

194.31.

1:^;

figiittor 157, 12; (J'xovrfg

2U.

cet.

{fxekg ri ttoihv).

151, 8

vi]o,

uur^uct 162, 10.

()

241, 11,

142, 6 (.

d'iog

^ioX. tvax'lliov)

'SioGtg

fTTtog 148,

cc'^ov

5, 7.

119, 3.

167

r.,

8.

ixaiuv

{'Siwari

'S.).

215, 3; 248. 7;

3, 6.

nayykXtiv 149,

vct^UfGUca 233,

r., 6.

153,8; 160, 2; 175, 2; 199. 5


262,

iKfOTfQog 176, 18.

Tifiy).

167

-^iovv 134*, 3;

fxneXixa 156, 4 {xTr]ntia).

3.

naixhlv 185**, 13,

ra/H' 134** 19; 134, 6 (r vayiievov xrrmdtiov)

nu'kXaairiv 262, 14

209, 11.

{TTi\).uttv

tt tty^xw cux-

iKr ax(c).

ruyxa^ead^ai 137*,

myxaroc 132,

11

7.

jTav'JQOTTov, r 226, 17.

142. 3 {(f0.og)\ 156, 8

vuyxaiti-Qa)

204,

170, 8 (t

na^ 247,

3.

244. 7; 254, 8; 271**, 11, 15, 18.

vyxaa/^ia 248. 17.

nodidvai 127, 19.

rayxTj 177, 10; 186, 9 (rwv dvaAoj,u.); 222, 9 (eV r);

278, IV, 23 iv. tayov wviHV-).

vaivai 258, 3
ruxontrj 171,

274,

noxHoOca 209,
noXvHv

3.

174, 2; 186, 4

202, 2

ru/.t(jxHv 135, 4

r fQya)

(*/c

14.

123, 2; 135, 2; 139, 2;147, 2; 167

5.

vaxoiiitiv 175, 20; 215, 14; 247, 8.

f-g

12.

Til i.iovxowa 190, 9; 191, 13; 209, 5; 210, 8;

rayxaiog 138, 6.

vaXb)iiunt,

238, 5; 239, 5; 240, 3.

157, 5.

in(ji^d?.?.fir

10

19.),

xovg)

212, 4; 261, 8,

r nuo' avr<o 136 4; 141, 4

{xt'^vrj

209, 6

227*, 7

r.,

10;

ia yQaiii.ixor)\ 197, 2;

220, 3

225, 4

226, 4 {ax-

228, 4; 229, 4; 230, 8

261, 3

276, 3.

146, 3

nolvaiiov 131, 7; 134*, 14; 161, 2; 231, 6

(t.;c

147, 5; 192, 6; 193, 7; 197, 5; 208*, 6; 220, 6

222, 4;

161,5

cet.

139, 4

M.

ij

(r xun-TTf-iyovta

ti?',)

rinoGiag).

nleojg)

rf^g

202, 10 {dg Ao-

yov vaXomion): 221, 6; 224, 4; 228, 9;

rakoinuicu 131,

2, 4, 5, 0,

16, 18;

215, 4;

218,5;

198, 3;

vuGTTv 235, 4 (vaarr.


vuTo/.ixg 278, V,

5, 6, 11

259,

7.

199,2; 2J1, 8;

21^, 5; 233, 8; 250, 4; 264, 6;

n or liberai

125,

jiorQa'xiiy

l^lj 10.

cet.

jy-

2, 10.

(>.

gaxGTTfQiiov 194, 27.

{oii/iig vntoXixwv).

(Jy/oji-)

oyukf-Tnr

*>

x].tos

d:(y*r),

dyr()or 134**, 8; 135*,

138, 4

175, 29, 31

1 >8, 4.

gyHV 262,

155,0 (ahov).

185**, 5.

rQxtfS^ui 128, 5

gaxog 194, 32.

ttvqv).

vaiftQHv 125, 3; 140, 3; 252, 10.

vf-^oy(^t(llhai

133, 3; 139*, 3

TTUQvyidai 148, 4, 6.

vaTToiini] 137*, 3,

145,5

126, 8; 127, 16

noijtQiriv 248, 7; 2*6,

247, 14; 256, 5; 259, 4, 11.

vufjoQfi

140, 2; 145, 2; 151, 10; 171, 3

HJ

180*, 8;

cet.

4.

rcmt'uTTH- 170, 2; 171, 7: 176,


177, 4;

noaraUiv 12 J,

149

189,

7
;

156, 7

195,

:i

172, 3,

200, 11

278.
oi:/uHv
X

II.

(>

163, 7.

IO. 19.

Qi^/nng 145,

()

{^lr

iyylwr)

206, 3; 208, 6; 271**,

li

278. V,

{o.

raioXcxobi).

INDHJK

VII.

INI'li'l.

153,

y*r/('0

\'H,

(t{>imt<>v

w7S,

a(j()iiv

',

II.

li

151.1;

(,i,i,'hj

n:,

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(j'.

H),

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tii'i,

xii II tjXos).

<';

2:s. s; 2(i),

171, H;

M>.',

2151,

2():r

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y(rt<i!h<i

17^{(i;
I<)S,

1)11 it(

157,

."i

yt-r/a.'fi'i

IIH,

1S7,

frf/fUH 278,

luoiuv 177,
<i/rxm

'212,

^Aor)

y 11(11 (Ti e 2i)3, 4.

IO.

;},

-')

y ()('( Il
*-J*2l{,

18(>,

i\S

127,25;

ccri(Qxii<;

10; 105, 4.

aihaQxia 242,

8.

avioxMg 247,

11.

126, 7

201, 8

15'},

171, y

127, 14

xvQTfjYf-h'

(n'roi' y","-

208, 9

(fi- ti; i5-

yviiYitGKtQxtv 257.

II,

SirxTTQonog 154, 5

2i7,

rffV/n^

1.

2iH, 3; 226, 7

cet.

riXovr).

V. 6(?).
;

162, 4; 194, 13; 214, 4; 231, 4

5.

2.

154, 2;

181, 15; 244, 13

per hXov), 26
125, 8

165, 8

185, 3

234, 6

29.
2,

255,
rjioGia,

))

{r^Xoaoi')

33; 176, 4; 254, 15;

231. 7 {TToXvaiiov

T]g

QaVVHV 278,

iarriiTTHv 170, 5

l, 11.

^QccxvQ 176, 2 (xat' r ,9()X*^t^o^'~)

268,

8.

227. 4

3.
;

183, 3

213, 3

222, 13

278, IV, 28.

dlUTT(-QV 247. 8.
(f/.

fr

SiccarkXXhiv 266. 4.

y.).

iaaioXtv; 139*, 6; 139, 3; 230, 10.

4.

180* 5 (rv v^ldri^v

oi'vov):

184, 15, 17, 19;

yV^,

yfi'ftrxag o'.

T 12>, 2; 153,

5.

iaray] 134*, 4.

diaraGnv 127, 10 {tu nao

195, 4; 226, 22; 227*. 6.

(^

rjioGiaq).

SiayQCcqi^iY 254, 5, 13.

11.

dixovoQ 121,

yirag otrrjg

zf^c

5.

^ovXea^)ui 126, 8; 156, 2; 187, 4; 227, 15.

ysiLiiCeiv

(eai yo.

r^Xovv 137*, 4; 145, 5; 154, 3, 10; 175, 10 (y-Xoi

ITI, 14,

148,

naoceX.).

^o7^.yr 150, 10.

ye'fif-ir

227', 20;

127, 17 (yQTov) 258, 7 Od.).

(f-^ff/yf^f

^XdfSfiv 151, 11.

yuar^Q 130, 2

7.

iVTfQxvra 178,

^aaiXixc 278, IV, 19 (YQamnatfvg).

l 150,

167, 0; l!4, 18.

3; 137, 10; 140, 10; 152, 10: 199, 8;

12i),

rfxaiw 278,

l^aQ^aQCxg 278, IV, 27.

fiovia,

'

siv 133, 2 {tSti) 150, 9 {dt',(JH); 154, 9 Morzat).

185, 8.

148, 11; 177, 16 (r ^ayo'ior).

278,

'

151), 3.

tXijuxwv 166, 2; 173,

'"<""')

(i.

HXYvrai 254, 20 (per

226, 11.

120, 2

'^'/.-

'

125, 5 a7. pdfiHim.

131, 2; 170, 2

dt(}iaXi,(t

11.

ipic 218, 4 tqxov).

^orj^dc

(y^Ji).

204, 5.

xv('or 127, 6; 185**, 4.

^(iUnr

136, IO;

soininii

'^''"

203, 7: 234, 0: 248, 15;

^aXarnoi 127, 4; 267,

C6'/.

n's 216, 4.

<f7ra)-ij

cet.

(f7Ta$ 158, 10.


dxQr,<Ttoc

Iteti

y(>r//-/r

5.

(/^/rr /fyV);

194,

li).

yQ(ciiii((ii(

155, 2;

US,

yoiiuOv

!<>.

roiiv)',

7 x/<;

(^^/f

<li

lr

\'>.

139*,

129, 5;

1(1.

II,

(trfm ix)^ (hwov'i


r^(.)(;or

yoin'tQtor 274, 5

'?.

rrl.

yXoxrrtuxonuy 167,

140/.,

(ifr<'')'X(;//(.^

!>

ri;iHHiirito

\)i'Y

<)

(a/j

yiwaxn' 132, 12 (yrihvitt); 156,0

UK), 5.

(>;

M>r()Vff) /("C

a^o(oy

/ifiHNun

142,

;{.

239,

L'I.

/.,

yilvmd)

xuk /kxhv).

Uf(>.

14-, 5.

air[c
(if)'

177,

l'tt/.n).

ilio.:

(il.),

n'<ax,i^iiiov)

iiii

/.

121, 5 i/iuQ loTs-) 133,

{tn'i((

uouK

{iin

167

cet.

ctQi 0:1

if

'//<

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175, 18

//i/^r;;

f,ii(ii

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271**.

Y^vi.iiK

IjM,** M, H,

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J~'.f

l'AHOl.i:.

Iti

175, 32 not.

diariXiiv

140 r., 9

{QQ(i{.iYOQ

Sicnjoeiv 119, 8 (rfvt'.

Goi).

iar.).

226, 8

PAPIRI EPISTOLARI

290

exHvog 157,

lCCXOOHV 201) 4.

lU,

Vi 6-7;'135, 2: 137, 9;

ivui

g e Xyor old.: ved.


dixatdc 1G7

2;

cet.

freq.

fx nlovog 242, 11

fxnXovv 154 r,,

ioixtTv 185*, 6.

2J1.

toixrri'.c
ti
i -

Aaixti

9.

rf/>)or, onoi' 135,

222.

(i

8;U1,

225, 6

<>;

227*, 9, 15

190, 8; 193,

14-1, 7;

14; 238, 9;

23-1, 10,-12,

iofioXoy

154-

22 S. 11

23.),

8; 271*, 5;

231),

13

iXcaovQyg 187, 8*.

ce.

148, 14.

ijii^kXfir

176, 9.

ifi(faiv(rt)ai

227,

{avDf-rrtxr'^);

273,

(5;

127, 14.

^/Kft'of-iv

fVaynr, 134**, 12.

oxHi' 121, 2; 210, 18; 273, 12, 22 (r

o^r aoD;

fvHv 148,

5, 7.

vexKT^ai 173, 9

275, 28.
oxg 127,

194, 22.

7;

ifiTioittiv 246*, 16.

11. 14.

7,

ai5rc fx 7rA.\

156, 4 UrTj/ic^Tm); 197, 4; 246*, 13.

naiov 135*,

8.

r.,

153,9; 223,5

iwov'

dtv

10.

U;

176, 12 [rr avxuv).

dCp,

(g

fXTivayng 209, 18.

4.

'

HC 181,

ie,

xxevovr 184, 15.


fxAi76fr 228, 28.

'/.yoq.

6.

/".,

8.

fvivia 274,

5.

(ti'

rt (?AAo iv^frai).

8.

Gig 133, 5.

IVfxfr 158, 8; 214, 5; 215, 15; 227*, 22;

Quynurr^yf-ia 185, 5.

evOa 125,

QuynuTT^yHr 185, 18.

ivOdt 134**, 17; 151, 5; 194, 21; 201, 5; 252,

JoX//'; 123, 9

135,

5, 12;

135*, 9

231, 22; 254, 14; 262,

2,

202, 8

15;

212, 18

9; 171, 13

ivloyHv 134**,

vTuxC 241, 8
148, 8: 242, 10

(=

v, r,aag frf^Qr^g);

iyyvg 178,

5.

vrxiov 273, 18.

fVTf'AAfo-^M 177, 8; 180*, 3.

vxevOyv 154

cet.

yxXttmg 148, 14; 278, H,

vToXixv 142,

hUiiiog 153, 6.

fVTog 195*, 5
1

i2,

8.

VroA^; 193, 10; 210, 10; 240, 6; 269, 7.

5.

^/HJ' 240. 3; 273, 16.

fOog 125,6 {xar r)

10.

r.,

svTiOvai 259,

7.

7.

ivravDa 140,

8.

10.

167, 14; 215, 3.

vvccTrrjXvg

ivox^Hv 151,

cet.

13.

fviavTg 121. 4; 135*, 8.

vvaa^ai 149, 6; 161, 4; 176, 17; 195, 14; 247, 9;

iv 129, 2

(f^).

cet.

vruit; aov 178, 3; 194, 8; 194,

(f'.

cet.

7;

198, 7 (r

tt^o-

2.

fjiifQwv TfJiw').

(.

vxvyxvHv 131, 2; 278, IV, 23.


'iaiQfTog 268, 8.

Htria 133, 4

134*, 8

148, 11

167, 8

cet.

ved.

thcu 166,5

ji

diio));

167, 19 (/^Vfw)

passim.

f-i

176, 19 in^atiVTtg-).

180, 7.

hxftfiiog

175,8

(^irw)

278,

#^%(y^t 185**,
ffj^g

269, 4

f'^oi^f-ii

(xt'

148, 11

5.

II,

fSHvui 275, 21.

Hao(jQinv 151, 6 (laoifoiov).


HO),'h(

7.

fiavtffi 175, 19; 198, 8; 215, 8; 247, 10; 252, 5;

HiiaTKTnr 135*, 14.

t-ig

175,

i'iaotia 241, 6 (xroi' xapixov).

oct.

ce<.

'^aujrrjg

f'x.),

12.

ji

142,

ffw 194, 30

f.
1

7.

>]iiioa).

(^'iw

Ihna

...)

sic,

f-xt'uf-oog

135*, 5.

f-xtuiuy
f'xH

125,

ioQTj

^x^r:f^ 215. 13.

<)

CAiifai'fXor).

fnyeiv 134**, 12.

().

12). 6; 133, 8;

131.

175,8; 212. U.

fTifxv

227.

7.

enarto-t-rrOfU 2)4, 5

269, 8.

^\,

in, 2,

H'k

7;

I7'J,

L'

iN'DirK

VII.

iOI, 2;

.-,;

ir>i,

ii'i. L':

GlHny

II.

S; 22,

li>:>.

^;ii,-iit(ynv

niti(>di''rnv 278,

U!.

li,

172, IO

fnidlKd

l'i7. ^:

i^nixH(T'hei

l(>7,

l'iB,

f'.Ttxn;'

(p.

'i-KJ,

-i

f.T<

/ xm;/; '278

mfukK

ox

246',

'-

154/., 12.

'228,

UJ). 5; 18S, 9.

131,

8:

ininX'jGGH' 241, 2.

tgior 151. 11.

118, 2

'221,

4; 229, 5; 276,

133. 11

12; 175, 17; 177, 2;

134*, 13; 158, 8; 167

'238,

154 r.,

r.,

127, 11

tx^ir

4; '239,5; 214, 5;

t'

(f

f.)

12:

'2'29.

8;

219. 4;

(/;)

4.

ix^g 177,

278,

li, 9.

{h> raGxgi)\

142, 2

214, 2;

cet.

6.

l'w^fr 201, 11.

fntGroXiiov 210, 11.

'iig

153, 8.

3; 187, 8; 215, 11.

154 r.,

niGTQTiyoc 278.

13.

^.yoc 134**, 12.

9.

I.

170, 3.

TQici?

Cvyict.

fTTlGXHV 151, 13.

^vyravga 167,

119, 5.

3,

'256, 3.

^vycofa 273, 20.

imtyiHog 134**, 13; 173, 5 {ohoia

f .t.)

175, 3

^r^Hc 148, 15; 278,11, 12.

CyaoJ?r 142. 7; 148, 15; 167, 18.

fTT.).

150,

niTQrreir 268, 7 (i^ftr TTitosTTvrov).

Li]

iniTQOTTog 225, 5

C7jTf 179,4; 195*, 8.

278, IV, 21

xqtigto ti.).

il

IO)

ita

7.

207, 3.

180,

7.

fjsiG^ca 268, 12.

nof.irvrai 214,

7.

fiyi-i.i(i)r,

tTTOcxiooir^c

'227. 3,

12.

130,

imaroXi] 278, K. 16.

fTTlXQflcie

171, 2.

4.

i(fOQv 118,6; 156. 4

4.

12; 247, 12; ed.

maihoy 140r.,

257, 5.

tvivxf-^v 273, 23.

iffiGxvui 134**, 6; '236,4.

(^iV

|0:

5; '238,6; 239, 6; 240.

7nninii-iv 1(>8. 4.

f7Ti][ayrj

243, 9;

'273, 13.

n'uf Quivirir

7TiGTo/.ocfoog

/t.)

14'2.

_'

13; 185,7:

r.,

niTTtor 1-48. 5.

'242,

2U,

13S.

tvnxK 278.11.

iniarctXna 220, 4;

ftnlito,)

.).

ininccQHvtxi 208, 8.

f.Tto-Tf'AAfrr

/o<r

6i-ozy'o,r, 184, 10; 208, 4; 210, 12;

255).

fTTififXHcrx'hd

26'2.

r.

ret.

4.

167

/^iV^xHT

11.

l;5;

246, 7

tvvm(( 26S

lo.

ll'i,

233, 5; 242, 9 ^A-

123.

oron

125, 5;

f|-..VfW

;n:fHO(,Hy

*20l,5; 227', 19;

I:';

227*, 3

tvghGii).; '2)2,

10. -.

194,

3.

ti()iiiin;g^

l'i >, S.

jUtH^im.

n'>X'lllt<t

126, 5;

214, 5
;iifixi'<(t

\^i)T,,0,

lKIl/.'lU

127. 21.

270,

L'i'.

*-i7').

127, 21.

Hv 213, 8; 242,8; 247,8.

iVo//.o.-

I'.'.

Appoiid.

^'i]ii,

gX>G:fut

<;.

iTff,'

f/T.^(>^^n

27f*.

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fQftotG.'htf Gt

'

2Ji

l'AUMl.K

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^;l^l<l<.l^{>

15'..

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(77.

Vi*.

i/tn'yn!

7;l:i7.

l'ili.

118,7;

l'29, 7;

(.,^xnx);

137,7; 140,5;

143, 4; 144, 5 {T'xvovog); 157, 3

(rr]c ,//ot;);

175, 25, 27; 262, 7 ('gYov ttoii^gov luxa


cet.

gyuCtG^ai 157,

i-vgrjg-);

222, 2 {v

j^rff'oc
i^^i,

f^Xog

148,2,3;

^QyaXfov 185, 15.

273.

0, 9, 15, 21.

278,

II, 6,

rjug /z^c)

17'2,

10;

^, 1<.

223, 3; 272, 3.

cet.

134**. 4.

fjiiga
1

AciUTTOiaTog

133.

-"'

luxig

171. 12; 177, 2;


t/l-ii-QTiG'ityg

119,

7.

]'!.);

a-^.

137. 6 {i]iioar rroinr);

PAPIRI EPISTOLARI

292
122, 9; 151, 5.

207,4;

i^i.tli^ooc,

'/oioc 118, 3.

xaipix' 256, 6

xaQTTwvrfi 134*, 12

per i'iQXfr? 209, 15.

oxf^r

cet.

254,

xatayai' 127, 8 {naQu

150. 3.

rjTf-fiTf

241,7;

215,12; 218,13; 233,(5;

f^i^isn-Qoc

3.

ani

xaT((x^y]vc(i)

204, 5

248, 11.

^aviiid^Hv 195*, 2
^e/LHv

250,

xajaytyvwGxiiv 175, 16.

3.

xarakafi^viv 248, 11

210, 9; 274, 11.

18:1, 7;

127, 2

i/fg

xai'

127, 6.

(crt'v

^rj 208,

^tf;"

{Ofrwv

ni-

x7>7rf/'j'ffr'

Ixavwg 268,

175, 7
161,

IV,

5.
(/'r

(;

(r taa xfQaiiiu /iovox- Q^)-

xavaifiog 247, 21

(ara /.(i) nata


278,

xatf:TT(:iyovicc)\

189,

22, III, 10, 26,

II, 4,

200, 2

2i)3,

231, 15

236, 8.

251, 4 ('^vov

x.).

xapixv, xaQVOv 241, 7.

4.

137,2; 157,2; 223, 8; 252,4,

xkevHv 125,4;

151, 6 (tiGo(fo()iov).
119,

xUvio

7.

xutiffOifir 150, 6.

xattytiv 215,

ao(jQi<)v

13.

II,

8.

127, 19; 134**, 14; 226, 14; 227, 14; 243, 10

137*,

278,
185,

xaxQXfroi^ai 129, 2

iioi).

nfip]<;

tuTTvg 278, IV, 29.

laoq

10; 195, 9; 218, 15

-^1.

Hf^ passim; 209, 10

Tffoc

17; 176, 8; 218, 13; 231, 15.

7,

218, 9.

xaiirctyyvcii

4.

UCTQIXOC 1**1

1.

xatacfosiv 222, 11

191, 6.

U2,

,Vr/i'c

xaraQyv 134**,
xaraffxf-vr'j

rofrr.).

i}r^O(cvc(k

tov-)',

ioga, t 151, 8.

ci

xaTaTn]aivf-iv 130,

150, 5, 11.

.>()oc

xai.

268, 16.

^fouTTfrnv 222, 14.


.>(>/ft)c

ctinr

oa

[fj

10; 266, 4; 271,3; 273, 13.

7.

xevg 130*, 9

<X^i^$ 201, 9.

184, 19.

xeQufuov 174, 9; 187, 10; 209, 14.


xidJiai rai 245, 14.

x^gaiiov, 175, 30; 226, 15.

xf^noc 273, 10, 14.

x%ia

oh'og 139*, 2

xuioitiTftog^

143, 2

2156,

xaiQtk 134*, 9; 148, 2; 259, 3; 278,


176, 11

x<(xiu

x((?^uurj

3.

II, 4.

xuc 127, 12, 13;

16(i, 3,

5 (xo??oc) 201, 10 {IxOvg

XljTTlOV 148, 14.

215, 5

185**, 3.

xh]/i((

148, 9, 14

xX'iQog

194, 30.

24

23.),

x.

noir'jang

226,5; 227,3;

cet.

255,

XOTTQTqyUi

xHin\).ior

122. 3; 129, 2; 139*, 3; 167, 2; 175, 21.

xTTQOg 271,

126, 3; 271**,

(i,

10, 14, 17; 278, II, 6.

rvv 170, 4; 181, 12; 194, 10; 224, 3; 224*, 3;

xdn;r((Qig

187, 11.

xni*(j((.

214, 13; 235, 5; 2

xuovov 140.2; 145,2;

l')3,

2;

il, 4.

175,19; 199.4;

187, 7

199, 5

208*,

5.

1.

261,

xmvXi] 135*,

153,3;

158,4;

175,14

(u^ovu).

18), H.

xuoiiuuog 207, 5

14

r., 5,

152,3 {h>Xa);

xdrTH'

xoaftrjTrjg

247, 14; 259, 3; ed.


i'^).i((

Xfvxa)-

x(

0)ji^c'x

5, 8.

142,

l 275, 19,

xKt,')

{xX)[fiaia

xoni^Hv 127, 15; 154

x((iiuxi((,

xflv

5, 8.

xoXXovQiov 177, 20.

228, 15; 230, 5; 274, 3;

xiiyf/Mg

262,

xvidiov 194, 22 (fXaiov).

xu.iatog) 209, 12 (oivog).

xuwg txnv

x.).

xiHr 194, 12 {fxivijGa loK fxaTTQwiovg fk^Hv).

194, 20.

x//(oc 212, 13, 16.

x/.o'

x&QTvXXia 176, 8 {laaaQu

xf^TToc

Gvxov).

(rcD)'

185**, 8; 2(i2, 13; 273, 17; 274, 9.

x(jivog

4.

7.

in 134*,

6.

189, 5, 13; 208, 3; 269, 2, 10.

xodiiniog, 216. 5; 228, 8

276, 5; 278, IV. 21, 22.

INDKM.

indici;

VII.

Xdi'td

*i< H,

|;!

xii]r^

l'il.

171,

1-?,

(mi.yl.):

2M), 7
xn^rri.ioy

l-i),

xi^aic. l'>,

")

0;

'iHr,

|li7.

ti;

'.).

Hi;

'ilV

l;{t**,

iii>

H',

-M?.

L'i;

cfl.

I9H:

'I.

.7i//j

iKj

ohdi' 213.

/i6'An'

13

/i/tiot

175,

155,

IO.

(;i>

Ili;

lor

*2

')S,

/.yor);

x.

IL;

15I>,

io

'2

17'i,

216, 5; 223, 8; 227, 4; 252, 11

12

I,

ixvQif^),

132,

xo)i.iQX/<i

(i

Uv

lj

'24-1),

10

noi'

x.

27 J, 24; 278,

3:

IO.

122, 4:

140/"., 7.

passim ved.

Af>n' 132,

II,

/.w'og

7.

Tctni-)

253,

14 i^rjaoinav

123, 7

poviov)

22:1,

10;

163, 8,

(iir^rtriuag,

7.

129.

(i:

152, 4 (r

/j.

Ilaxi).

to)

ohov 123, 5; 131. 8: 136.


16.),

161. 2

224, 5

224*, 5

ved. rr/

164. 7

(j;

>:

190. 9

143, 7;
191, 13

il, 7

197, 5; 2J2, 3; 208*,

227*, 8

235, 6

238, 10

,u.

ed.

/.);213,

154-,
;

^L,

(5,

1;

U3,

225, 7

Xyog

((^/r

to<)-)

278

15.), 6.

174, 5;

X.

228, 10

185*, 5

Tov tvax.)

uh

vttvXwaiiiog

y.,

240, 8 [ini

X.

195*, 4

(p.

2541

Xyov)

213, 5

11; 223,4 (xrcmxoV,


;

ravXov 168, 18; 240, 17.

voiiiZfn'

24J, 10

{v.

238, 7

239,

voi):

191.4

(r.

xrTyV)^-)

226, 18.

vofig 118, 6.

iw

137*,

(i:

180, 3 {xc

r.)

195, 12:

219. 3:

ved. xr.
;

rv^ 189, 12 (TT

j'j'xzdc)

236. 7; 201,

7.

7.

22(>, 23.

Fiorenlini.

7.

h'(jog 278.

II.

i
l'aiiiri

25-1, 10.

221*. 5

228, 4 (dTT Adyoi;

XoiTittL,ea!>((i

Hvg

197, 7:202. 11: 2J9. 7: 219, 5

192.4

271*, 4; 275

136, 5; 139, 6;

235. 5

(/Aai-c Tv

24(>*, 9,

irog aVrovg).

X.

132, 13

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227*, 15;

9.

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2.

192, 8; 193, 10; 196,

7.

6.

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197,

263,

176, 19.

146, 7

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195*, 9: 2I>1,

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222, 3; 226, 8; 231, 17;

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212, 4.

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217. 5

175, 29; 246, 12.

135*; 4 ixai

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134**, 20; 170, 3; 181, 4

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273. 20.

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298

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294

PAPIRI EPISTOLARI

iftu 173, 8: 278. IV, 27

118, 11

^rfiuivbiv

{firi

ovTwg 119, 5: 226. 20.

ifHAHv 134**, 0; 163, 7; 176, 8; 231, 10; 271,

176, 11 {lv gvxov).

SvXaoiov 247.

8.

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134*, 11

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135, 4

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227*, 11

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134. 4; 134*,
4:

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2.

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136, 2

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8; 213. 12: 231.

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127. 5; 153, 8; 158, 11.

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247, 5

175, 81

cet.

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195, 18; 214, 14.

137, 4

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8.

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6.

148, 2; 152, 2
151),

244, 18; 245, 18; 246, 10; 253, 12;

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121, 8; 147, 7

167, 8

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220, 3; 225 3; 228, 3; 229, 3; 231, 9;

cet.

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151),

175, 14.

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130, 2; 195, 0; 252, 12; 256, 8.

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passim.

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273, 25 {fQQ.

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142, 4.

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5; 271**. 10, 14, 17.

132, 4; 177, 7; 214, 10; 224, 12;

269, 8

6vog 176, 7;

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naQceiTHV 209, 11.

iKjuxivog 14

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13; 228, 25; 262, 11

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244, 8; 246, 8; 246*, 3;

209, 8.

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9,

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25 {xaXwg

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226, 4

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18.

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243. 5: 2(>, 8:.

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8.

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185, 12: 214,

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257, 8.

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5.

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4; 139*, 6; 185*,

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4.

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1,

8; 212, 12.

2,

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7.

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242, 10.

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248,

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11.

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132. 7:

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UO.

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8;

235, 7;

8;

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181. 4

190. 3

209, 3 222. 10 {tv


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12.

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4.
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10.

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TTQoaiQHa^ui 127,
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7.

10.

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13(,

4.

GXOQTTl^tlV 175, 22.

TTcvxinXic 278, III. 14, IV, 12.

197, 16

139. 6;

aiToiAfTQ^g 162, 5.

278, V, 3.

nQO{ioh] 15

anixi'^).

30.

anixg 269. 6 (caoyarTj

273." 13.

275, 28.
TTQCyxiip

xc

12.

ar^fuQov 127, 28

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III,

auaior 184. 16: 259,

9.
i-r

278,

a^axovTrkixicioc 278.

4, 7.

4, 6.

15-1:,

V).

W^.

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5.

5.

16^, 7; 196. 12: 202. 12; 234, 11

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2J7, 7; 213, 4; 218, 0: 222, 3; 227*, 21.


TToof-ia

5.

ator^^iHioiua 135. 0; 136, 11

218, 2

TTig 131**,

V,

2; 155, 4: 226, 5; 272.

12(J,

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10.

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ixin^og).

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GciQyvi] 2(>9. 7 [oirrji]

TrAoror

TTOfUlr

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151, 4.

7;

2;n, 11,

Trh'iQUai.:

II,

actyiiiiicioc 27S,

211, 8.

yTAf^'()J^C

278,

(>(i)(tu'Atoc

ninQaxi-tv 142,

vior xovov).

Qi>ic(?) 207, 4 (f/c t:n/(thiiiv

14.

(r.TOj'fJa^fn'

131, 12: 231, 8. 19.

GTxovi] Got yaroio

13;

202, 13

139,8;

11:

14G, 16;

GToarriyg 278,

IV,

cet.

7,

II. 3,

1.

6.

20. III.

1. 3, 5, 6, 7.

9. 23. 24,

20.

o-rormau);,- 137*. 7:

TTQOxnifiv 175, 26.

TTQoXun^avHv 213. 12: 271.

1-11.

157.

131,

Gvyxoiur, 120, 3; 156. 4:

la

12: 250. 4.

175. 25: 234. 6.

296

PAPIRI EPISTOLARI

Gvyxo/iuf-ir 150.
24-0,

ai'YxoQi^t'y

zilhyui 176. 14 ('J/^Go/if-y

').

TiXa 180, 4

-t.

u/idwTarog 181, 2; 184, 2;

176, 9.

Gi'xor 176, 10.

246*.

191. 19 {xaXd^ur^v).

(rr;./*>r 127. 6; 148, 9;

11

Gvvytiv 216,

ToiovTog 209,

9.

avraiQftv 185*.

7.

avveir^aig 137*, 5

xaAw avveivi

(oi)

210. 15.

137,9; 199,7; 203,6;

248, 14

ce^.

GvvrdaGeiv 216,

6;

206,6;

anarr).

iQoqi'j,

{a.

2i)D,

6.

134*,

140

ToviiGiiy 143, 5; 157,

4.

254, 6.

122,6; 149,

5.

ro.)

167, 5 (fx nnvrg tq.)

127,26: 137.5; 199, 10; 200,6;

327, 9; 248, 13; 273, 6;

150, 8.
;

227,

TQoxg 218, 10.

5.

4; 227, 5.

iQvyj

134*, 4

236, 5

G'/otrog 275, 26,

{iuiay^

5.
iQ.),

tffi

240, 5.

TVTTog 185**, 14;

7.

20

^X^r).

(ffx-

(t.

187*, 3 {tov iXaiovQyov); 278,

{fjiiGToXffi), III, 2, 4,

Tvx^] 273,

12 {fv

COI'

(fiQiGrji

Ti;o6/rr,e 134, 3;

195*.

137, 9; 140, 9

vMQ 148,

3.

199 3

207, 3

218, 7; 218, 14.

xuvQixv 134, 2; 137, 2;

140, 6;

152, 7;

182, 2;

200, 2; 203. 2; 227, 5; 247, 6; 262, 11

cet.

vlg

132,4; 173,2.

i}vig

134, 3.

imaxovny

vneQtiOvta 128, 3; 134*, 5: 195*,

TX

i)n7]QtGia 127, 10 (7r(rr' rj)r)

12; 262, 8.

127, 2.

135*,

Tf-Xny

Tt'GGaoct 147, 8;

iioxauiy 127,

4.

imoxQOhiv

in

fg

vnkoiTfoy 127,

185. 16.
6,

itGGKnt

TtiQ((oyi(U^ vo 175,

iS

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26

ib.

lO

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v/rofAifiyi'jGxny
v/rfn'^Gig

134**,

II, 7.

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175, 2, 4.

virniitruy 142, 0.

10.

7.

4.

nr^QtiHy 157, 9; 207, 6; 278,

3.

2.

tt'inny 148.

^^'>'^l)-

132, 9; 216, 8.

157, 7; 173,

T'xTwv 144, 3; 152, 2, 9; 158, 2; 175, 10; 218, 8;

262,

tvx}]

195, 15.

VTTiGxvovf^iiU

Tt'xvor

cet.

153, 9.

Tuvoog 149, 2; 199, 9; 222, 12, 13.

TtivtGiJui

II,

f^,U'Q.).

rGGuy 180*, 9 (rafoy?);

2.,9,

12, 15; 233, 7;

tvyxvtiy 162, 11: 268, 14.

Gxo?.uCfiv 185**.
GxoXj 227*. 18

206, 6;

cet.

TQvyv 160, 4; 236, 9; 269,


r.,

jQocjg 179, 2.

r.. 4.

XUXlg 133, 5

6.

167, 17; 214, 12.

r(;o(//^

134**, 6.

G(/Q((yu

12; 150, 10; 275, 10, 25.

5,

175, 2.

(ryor 158, 7 (za ^yAa)

140

9; 148,

i,

3. 4.

TQOTTr^

3.

?\,

148, 14 {xtrif.iarog).

roGomog 176, 6; 212,

7.

Gi^ucfeQtty 148, 8;

G(jQ((Yi^Hy

10;

7.

TQnog 127, 4 {uayrl

GvvvrjGaG^ui 142,

<r?5o(7<c

12

T(ji(fHv

7.

Gvrrvyxyfiy 177,
GvvTvyJa 154

2,

6.

roTTOiJf-Gc

TQdlTf-CoC

GvviiUvia 160. 7; 278, IV, 21.


Gi<rfn^)^(-iv

148,

0/n;

TTTog

XQWf-lfrVOl).

(riT/;.7)^c

243, 10;

xivayng 196, 10: 246*. 12, 15.


Toivvv 209, 11.

Gvvi]i/ei(t

222, 7;

253, 8; 254, 5; 274, 12; 278,

aV{lTTXl[QUGlC 211, 4.

GvvHq per

212, 13;

9;

19(j,

23(), 2, 10.

6, 9.

215, 12.

avf.i7Tejii7T{-(y

142. 6;

77^u/;

avu^olor 162.

yomv).

Tifiv 266. 6.

ffvxuiinirv, ii'Xor 2-t7, 22.


(tvxfioioy

(ro^'

Xoyoiov ttqc ainovg).

189,3.

133,3; 177,

10.

132, 10.

153, 12;

IMUCI.

>/l07lUHf 27H.

nv

i</io(ti()t<f
/<

l'/itn
/'.

rAIIOl.K

NOMI

<"

((lUtnv '7S,

i^iiumn

l-V

11.

II,

171

I4H,
I9H,

XOQi'ix'iK'i

"< 2i2,

1-27,

(/Kivr/

2<tS, 11,

loii-h'

li.

203,

249.

(y.o.io^i:

(x-

iuas); 207, 4

237*, 11,

2()S, S:

1:5

247, hi

{<j

ymiii-

Xi:

127,

<fi;(!ni

l'I

150,

177.

(fOQiioy 27S.

Il,

i'

195, 2; 2i)4,

(>;

122.

U8,

125. 4:

258, 7

'^"''

'x-

ce^

?t;(;o?);

(x-

lU; 208*,

1.

2>2, 12; 262,


XQf,(tx/t

(fQoyii'Ci-iv

Z^-"'C>'''K

^x-

t>

ihli;

nuQ

ti

uvtot

8.

7,

1(>7,

18

209, 8; 241, 10; 247. 7:

ce^.

18.
(i;

223, 7: 232,

131,8; 133,8; 138..):

180..;:

Xpj/tHr

ifiXiinoc 185, 2: 190,

20

72. 8.

11.

1-42, 8.

(fiXn^, vccYxtuO';

XOHg\ 194. IO; 247. IO; 250.

fi<(i <().

J/Vr/mv'),

(x.

204, 5;

',

158, 4 {rityx(((i^)\ 104, 4

X(>^/Vf

ifta^hK

127,17

^'^r 7 (x. !i{ivmu)\ 137, (x- x^"^

poO); 140. 7;

(ah- .Vh); 275, 18.

L*

4.

(,]nrs>,i>og)\

(X- x^'"'C"'''';

(ffOKjf

7.

.',

<i.

lu.

I.

T).

XQKK UH, 8
(/(fxi^

ixQto^r. 249,

127, 12.

X0(>/ i^y/'^

(*irs).

297

LJ7H/

(l\."

X.).

21,28

1, 2,

Xi>((/fiiof

..

<)iu

127,

Xnt{Hojiny

ixrintHv '7S,
rt/'i^hk

-7r*,

Xor<Ks-

I.

I.

i:J(),

rilAMMKNTI LATINI

x;ioi(HN-

ixt

II.

|iKI

Xtk'

1'/.).

{i.ljl(\<

-17, I".
'H.

itin/ii^tn

IJ

Il,

Vili.

2; 152, G; 1G3, 5;

3, 0.

170, 6 [wg Toiointo

{ajTovdoTog

^Xi'^l^'''

(Toi x(>\f^f'>l'f-'^")',

1^7, 3

ftoi).

212, 17.
xloj^o'rog

(fyorru

118, 4; 131, 3; 135, 4 {ohog .t ^(.); 1-A2,


aoi

3, {(fo.

153, 7

ysvaO-a));

154

XQoviZi-ir 229,

101,4

{ye'vtjficc

TaXeC)] 175, 23 (rc

ac)

2D1, 6

f.if]

133,

239, 4

270, 5

III. 2, 4.

5; ce^

7.

(%. xx'ivij (fjQovxiXw(>6r'

20 {imatoXrfi),

Il,

(fQOVXiAa

Tioc.

6 [tniaxttXnu xtyoonaiitvov y~ tiovg).

((jQovrida noii\-

XQrog 278.
Oca); 14-8, 12 (f'xaeXTTjr y(>.)

r., 3.

175, 5

196, 9

(x-

eig

^ ralw/x.) 215, 4

cet.

218. 8: 243, 10; 253, 9.

Ul,

(fQornan]c 131, 10;

2;

U8,

12; 174, 3; 196, 2;


Xiooiinr

197. 2;

208*, 4:

3;

204,

220

8;

XMQi'or

224,

224 *.

(5

227*, 8

235, 6

127, 9.

221. 7:

238, 10

170, 12.

cet.

(fVTtVHV 148, 12.


fiog 233, 3 {xtaauQug iiovg Trotrfjuxs).

(fVTr 148, 10.

qvTOifvXaxfg 227*,

(bvsCai/ai 177, 17,


5.

&oa
Xoig 128, 4

TraQx^ir); 185, 6

(/.

(t?^?

Qoig avTov)

7.

Vili.

Afer

arma

6,

1.
1

17,

Parole e nomi dei frammenti

castrum

1.

14, 2 (ad

Arrianus

248, 9

{f^g

&Qag).

arma

fuit).

258, 5 (w. Jii'f)

commilites 17,

5.

famuli

gladiatores

bestiari!

Decurinius(?)

1. 1.

idest 6, 2.

eadem, paria

17, 6.

Improbus

n.,

1,

1.

6, 2

7, 1.

1, 2.

14, 2.

1, 1.

custodia

17, 2.

xocg xuv-

cet.

famil. glad. 5, 6, 8, 4

1.

astiarius 17, 3.

{&.

6, 6.

faseli ? 6, 6.

6. 1

latini (n. 278).

edoni

17, 5.

certa ... 6,

-3.

culina, castri 17, 5.

Caes.

Avyyfo)\ 235.3:

{&.

(w. iv xf^ xxr^an ctvztv): 257,

127,

Aesonius

waxe 120, 3; 158,4; 223:6

Qaynajr^y.

Xqir).
Xfii-idor

127, 3

CLXII,

1, 3.

15. 1.

PAPIRI EPISTOLARI

298

INDICI

PAROLE E NOMI DEI FRAMMENTI LATINI

Vili.

infras ... 15, 2.

misi[sset], si 17, 6,

revcTsi sunt 4.

interveniens

Nerus

spathae 17,

iure 8, 4

aug.,

Nico[ 14,

3.

1. 1.

Nestor 17,

14, 3.

iuvenes 13,
kal.

14-, 2.

2.

Numerius

3.

3.

14, 1

lentiarius 17, 2.

paria 17, 6.

lotae 17, 2.

pr

ludi vice?

ludus 11

7, 1;

(in

ludi 14,

1.

ludo); 14, 2.

tri

...

17, 6.

(n.

5.

stationarius 17,

3.

sues coctae 17,

4.

summus

7, 2.

venatores 9.
16.

retiarius 1, 3.

vicit 8, 4

vieti 17, 6.

14, 3.

278)

,*t1*C>C*^'

rvv\,v^^

-^c>"^-^W^At-t.'^^rT.>^^r|r, vn

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TfHnM

-i-M

f-,.

''fti

.^.-'^

41
278.

Ltttar* militari.

'j-.r

SI'PPLKMKNTI riLOLOiilCO-STOIIICI

MONI MKNTl ANTK

Al

1(1

riPlUl GRE('0-E(iI/II
rUniIMCATI

SOTTO

DI

D.

ACCADKMIA

DAI.I.A K.
l..\

liKI

IJNi^KI

DIK'I./JONK

COMPARETTI

G.

VITELLI

VOIJMIO TiOKZO
(N.i

con 5

li7!) -V.)])

tMVCjlo in

lV)lf>t|

>i.'l

PAPllU FJOKENTINI.
DOCUMENTI E TESTI LETTERARI! DELL' ET ROMANA E BIZANTINA
PEK CURA
DI

GIROLAMO VITELLI
^^^M^^t-.-^

ULRICO HOEPLI
EDITORE-LIBRAIO DELLA* REAL CASA
E

DELLA

li.

ACCADEMIA DEI LINCEI

MILANO
1915

KJKKNZK
JII'OGUAFIA

ENKICO AUIANI

VIA GHIBELLINA, 5l-5o

1915

'Vw'V*..

Il

L'

La puhhiica/ioiir
rilaidaia

i)i

elio

di

terzo e

(jiicsjo

non

U)

EFAZ

iVatlenipo avvennla di in) volumi di

nel

imo

parie

In

volessi.

iill

voliuiK!

turale,

pubblicare

documenti

pafecclii

vedo ancora chiaro. Oomuii(|ue

documenti furono

codesti

(li

De

compilazione degli indici, e

compare.

Ho

(1)

Il

mio dovere

alla revisione di

n" 57);

il

(p.

IV)

l-'iorciifini p vtahi

l'

italiana,

la

in j)arte

pur troppo, non

e,

pifi diticili

e faticosi

stam|a da P^doardo Lui^i

anche largamente contribuito

molti

dove

altri testi,

n" 382)

il

non

esitazione, del resto na-

non vedevo

per

ha

nome non

suo

il

alla

un documento gi com-

son sicuro di aver fatto bene a ristam-

secondo volume fu pubblicato dal prof. Coiuparetti,

nota seguente

di Papiri

far notare che

ristampato in questo volume (sotto

preso nel V(dume primo (sotto

come scusa

nei ((uali

quest'ultima

Papiri della Societ

trascritti e preparati

Medea Norsa

Stetani e da

sia,

rilardo scuHuto- dalla pnll)li<a/,i<nie

il