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S E L E U C O DI R H O S O S

C I T T A D I N A N Z A E PRIVILEGI
NELL'ORIENTE GRECO
IN ET T A R D O - R E P U B B L I C A N A

A N D R E A RAGGI

MMVI

GIARDINI EDITORI E STAMPATORI


IN PISA

Volume pubblicato con il contributo del Ministero dell'Universit


e della Ricerca e del Dipartimento di Scienze Storiche
del Mondo Antico dell'Universit di Pisa.

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ISBN 88-427-1459-3 (brossura)
ISBN 88-427-1458-5 (rilegato)

SOMMARIO
Prefazione
CAPITOLO I
IL TESTO
i. Descrizione dello stato del testo
2. Edizione del testo
3. Traduzione e retroversione latina da doc, n
4. Note ali 'edizione

13
19
33
39

CAPITOLO II
I DOCUMENTI
1. Natura formale
2. La fonte giuridica del doc. n: la lex Munatia Aemilia
3. La datazione e il contesto storico

75
85
94

CAPITOLO III
CIVITAS E IMMUNITAS
1. Cives Romani immunes
2. li diritto di cittadinanza
3. La concessione delle immunit
4. La questione della cosiddetta 'doppia cittadinanza7

109
116
125
145

CAPITOLO IV
I BENEFICIA
1. il concetto di
2. Privilegium fori
3. Ius legationis e sanctio

151
153
164

CAPITOLO

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS


1. Un navarchus deUa Manna militare romana neUa tarda repub
blica
173
2.1 Gre d'Oriente e la concessione della cittadinanza romana
191

SOMMARIO

APPENDICE I

La polis di Rhosos

199
APPENDICE II

La corrispondenza epistolare tra Pierre Roussel e Henri Seyng


relativa al dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos
205
APPENDICE III

L'editto di Ottaviano de privilegiis veteranorum

223

INDICI

Abbreviazioni
Bibliografia
Edizione di rfenmento per le iscrizioni citate per nome
Indice dei nomi
Indice delle fonti antiche
Soggetti
Termini greci discussi nel testo

233
239
263
265
271
283
287

TAVOLE

Elenco delle tavole

291

PREFAZIOiNE
, ,
M E L E A G R O DI GADARA

del documento che qui presento e commen' to non era sfuggita agli specialisti. Conosciuto grazie all'edi
tto pnnceps di Pierre Roussel (1934), il dossier epigrafico di Seleuco
di Rhosos fu immediatamente considerato una testimonianza di
tale valore da attribuirgli la capacit di risolvere l'annosa questio
ne dello status dei neo-cittadini romani prima della promulgazio
ne della Constitutio Antoniniana. Un intenso dibattito, che suscit
non poche polemiche tra gli studiosi, produsse una lunga serie di
contributi dedicati all'argomento, ma svi attenzione da altre
questioni poste dall'iscrizione, in particolare quelle di ordine epi
grafico e storico.
stato cos necessario attendere pi di cinquantanni per vede
re nuovamente alle stampe, con il contributo di Hartmut WolfF
(1986), un ampio studio di questi aspetti del dossier di Seleuco
di Rhosos. Tuttavia, l'osservazione di WolfF, per cui eine Uberpriifung des Steines ist hier ... ein dringendes Desiderat (p. 83, n.
108), rilevava che molto vi era ancora da Fare.
Da qui nata la mia decisione di affrontare lo studio di questa
iscrizione, nella quale mi ero gi imbattuto nel corso delle mie
ricerche riguardanti il se. de Asclepiade. L'opportunit di recarmi
nell'ottobre 2000 ad Antakya per esaminare l'iscrizione ed effet
tuare i calchi ha consentito di rendermi conto da una prima veri
fica del testo che, in uno studio consacrato al dossier di Seleuco
di Rhosos, la predisposizione di una nuova ed accurata edizione
doveva avere la priorit.
Il mio contributo intende colmare questa lacuna negli studi di
epigrafia giuridica della tarda repubblica. La prima parte pertan
to occupata dal frutto di un lungo lavoro dedicato all'esame dei
calchi: dopo la descrizione del testo, presento un'edizione critica
dell'iscrizione, corredata dalla traduzione e da un puntuale com
mento interlineare del testo. Parte delle osservazioni contenute
nel primo paragrafo e la nuova edizione del testo dell'iscrizione
'IMPORTANZA

10

ANDREA RAGGI

sono apparse in anteprima in un lavoro pubblicato in

ZPE

147

(2004).

Il secondo capitolo dedicato agli aspetti 'esterni' del docu


mento: la natura formale degli atti da esso conservati, un inqua
dramento storico delia fonte giuridica dei provvedimento a favo
re di Seleuco di Rhosos (la lex Munatia Aemilia), la datazione ed i
motivi che stanno alla base della redazione dei singoli documenti.
Nei successivi due capitoli ho tentato di enucleare le proble
matiche principali che scaturiscono dalle disposizioni dell'atto a
favore di Seleuco di Rhosos, in particolare la questione dei cives
Romani immunes, la concessione delle esenzioni e le clausole che
accordano i privilegi processuali.
I molteplici problemi interpretativi mi hanno pi volte condot
to al confronto dell'iscrizione con altre testimonianze epigrafiche
e letterarie dello stesso periodo, permettendo cos di contestua
lizzare il documento. Fondamentale risultato il confronto con
l'editto de pnvilegiis veteranorum di Ottaviano (ripubblicato in AP
PENDICE in),che presenta la versione latina, quasi letterale, di gran
parte del testo del provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos.
Infine, nella quinta parte, ho cercato di delineare le caratteristi
che di un personaggio come Seleuco di Rhosos, accostandolo ad
altre figure analoghe note dalle fonti del periodo, ma mettendo
anche in rilievo le differenze che intercorrevano tra i molteplici
interlocutori e collaboratori del potere romano al termine del
periodo delle guerre civili.
Il presente lavoro frutto della rielaborazione della mia Tesi di
Dottorato, discussa presso il Dipartimento di Scienze Storiche
del Mondo Antico a Pisa nel luglio 2003. Vorrei esprimere la mia
sincera gratitudine alle persone che - con il loro interessamento
- hanno fornito impulso e sostegno al presente studio.
La mia profonda gratitudine va al mio Maestro e Relatore di
Tesi, il Prof. Umberto Laffi, che ha proposto il soggetto della Tesi
di Dottorato e ha costantemente seguito e incoraggiato nel corso
degli anni il suo completamento e, in seguito, la realizzazione di
questo volume.
Un grande ringraziamento devo al Prof. Biagio Virgilio, non
solo per aver accolto quest'opera nei 'suoi' Studi Ellenistici, ma
anche per il lavoro profuso nella cura editoriale del testo.

PREFAZIONE

11

Desidero inoltre ringraziare i membri della commissione di esa


me di Dottorato, composta dal Prof. Jean-Louis Ferrary, dal Prof.
Dario Mantovani e dalla Prof.ssa Maria Antonietta Giua. I loro
suggerimenti e consigli sono stati di grande utilit, soprattutto
perch giunti anche nel corso della stesura del presente lavoro, in
una sorta di dialogo mai interrotto iniziato il giorno della seduta
di esame di Dottorato.
Numerosi suggerimenti, spunti di riflessione e consigli devo ai
docenti del Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico
di Pisa, in particolare alla Prof.ssa Domitilla Campanile, inoltre al
Prof. Giovanni Salmeri, al Prof. Biagio Virgilio, al Prof. Anselmo
Baroni e al Prof. Cesare Letta.
Sono parimenti riconoscente al Prof. Fergus Millar, che ha
sempre trovato il tempo di scambiare con me alcune riflessioni
sul mio 'work in progress' durante i miei soggiorni di ricerca ad
Oxford.
La mia riconoscenza va anche al Prof. Mario Talamanca, che
ha accettato di revisionare una stesura quasi definitiva del lavoro
ed stato prodigo di consigli per le parti che riguardano specifica
tamente questioni giuridiche.
Ho presentato la nuova edizione dell'iscrizione nell'ambito del
Cambridge Epigraphic Saturday del 14 gennaio 2006 su invito dei
Proff. Joyce Reynolds e Michael H. Crawford; sono grato a que
st'ultimo per le proficue osservazioni sul testo.
Ringrazio la Direzione Generale delle Antichit e dei Musei del
Ministero della Cultura della Repubblica Turca per il permesso
accordatomi di prendere visione e fotografare ad Antakya l'iscri
zione oggetto di questo studio.
Sono riconoscente a quanti mi hanno permesso di trascorrere
in tranquillit le mie giornate di studio nel Department of Classics della Northwestern University, dove ho apportato le ultime
correzioni al testo; in particolare, la mia gratitudine va al Prof.
Robert Wallace.
Un sentito ringraziamento desidero infine rivolgere ai molti
amici che hanno diviso con me questi anni di ricerche; ognuno di
loro sa quanto ha contribuito al loro avanzamento. Alla Dott.ssa
Margherita Facella e al Dott. Andrea Primo la mia pi profonda

12

ANDREA RAGGI

gratitudine per il supporto materiale fornitomi negli ultimi istanti


prima della 'nascita' del volume.
Il completamento di questo lavoro non sarebbe stato possibile
senza l'affetto e il sostegno dei miei genitori, di Elisa e di Ottone,
ai quali tutti dedico quest'opera.

CAPITOLO I

IL TESTO
. D E S C R I Z I O N E DELLO STATO DEL TESTO

GLI inizi degli anni trenta del secolo scorso,1 M. Prost, Con. servateur du Muse d'Antioche e da poco tempo nominato
Inspecteur du Service des Antiquits du Sandjak d'Alexandret
te, decise di rimuovere una lunga iscrizione in greco dal cimite
ro alawita di Al Houb (localit ad ovest di Ahmadli e a 4 km. ad
est di Arsuz), identificato come il sito dell'antica necropoli della
polis di Rhosos,2 e di farla trasportare presso il costituendo museo
delle antichit di Antiochia (odierna Antakya), dove si trova an
cora oggi.3 L'epigrafe era stata individuata da non molto tempo
da Henri Seyrig nel corso di una delle numerose ricognizioni che
stava effettuando nella regione; il trasporto in un luogo custodito
evit che venisse riutilizzata da parte degli abitanti locali come

1
Quasi sicuramente nel 1931, secondo quanto desumibile da P. CHAMMAS,
Alexandrette, [Alexandrette] 1931, p. 89: 1- Une grande pierre avec Inscription
grecque de 95 lignes, la ligne tant de 50 cm., reproduisant les lettres de l'Empereur Auguste aux habitants de Rhossus pour les remercier des honneurs qu'ils
lui ont dcerns; 2- Une petite colonne ...; 3- Un chapiteau.- M. Prost... les fit
transporter au Muse d'Antioche. Stranamente il primo editore dell'iscrizio
ne, P. ROUSSEL, Un Syrien au service de Rome et d'Ottave, Syria 15 (1934), pp.
33-74, non fornisce alcuna indicazione in proposito. in errore E. LEVANTE, The
Coinage ofRhosus, NC 145 (1985), pp. 237-243, part. p. 238, quando parla di un
ritrovamento dell'iscrizione nel 1933 perch, come si evince dalla LETTERA 1 pre
sente infra in APPENDICE , nel mese di maggio del 1932 il dossier epigrafico di
Seleuco di Rhosos era gi da tempo noto a Seyrig e Roussel; la LETTERA5 attesta
che nel mese di settembre del 1933 l'iscrizione si trovava ad Antakya.
2
Sulla piccola comunit di Rhosos vd. infra APPENDICE I.
3
Oggi il museo si chiama Hatay (dal nome dell'omonima regione circostan
te Antakya). Il progetto di fondazione del museo fu elaborato da M. Prost e
venne messo in pratica a partire dal 1934; nel 1939 furono completati la costru
zione degli edifci e la sistemazione del materiale rinvenuto nella regione dal
le missioni archeologiche americane (Chicago Orientai Institute e Princeton
University) e inglesi (British Museum). Nel 1948 il museo stato ufficialmente
aperto al pubblico; la sua splendida collezione di mosaici ellenistico-romani lo
ha immediatamente reso celebre nel mondo.

14

ANDREA RAGGI

materiale edilizio (pratica assai diffusa nella zona) che andasse


perduta in maniera definitiva.
L'esame dei documenti e l'attenta decifrazione del testo greco
furono prontamente effettuati da Seyrig nelle sue vesti di diret
tore generale del Service des Antiquits de Syrie et du Liban
(carica che ricopriva dal mese di ottobre del 1929); tuttavia Seyrig,
impegnato nei completamento di altre ricerche, affid a Pierre
Roussel, allora direttore della Scuola francese d'Atene, la cura del
la pubblicazione dell'iscrizione: nel 1934 apparve cos nella rivista
Syria Yeditio pnnceps del dossier epigrafico che prende il nome
dal personaggio onoratovi, Seleuco di Rhosos.4 Alcune fotogra
fie, diverse trascrizioni del testo e calchi dell'iscrizione, numerose
osservazioni, contenute parzialmente nella corrispondenza epi
stolare tra i due studiosi francesi (ancora inedita e che qui viene
pubblicata per la prima volta in APPENDICE II), permisero al primo
editore di completare in breve tempo il lavoro in gran parte gi
avviato, per ammissione dello stesso Roussel, dal collega Seyrig.
Ma forti restarono i suoi dubbi sulla corretta lettura di alcuni pas
si del testo, e tali perplessit, che traspaiono fin dalla prima pa
gina dell'articolo, nascevano dal fatto che Roussel non effettu
mai un esame autoptico dell'iscrizione, ma si bas unicamente
sul materiale fornitogli da Seyrig. Il grande merito di Roussel
comunque quello di aver notato la stretta somiglianza tra le 11.
19-35 dell'iscrizione di Seleuco di Rhosos e le 11. 9-23 di un edit
to di Ottaviano depnvilegi veteranorum preservatoci su papiro.5
Il testo di 93 linee inscritto nel senso dei lati minori sopra una
lastra rettangolare di pietra calcarea azzurrognola, attraversata
da venature silicee, di dimensioni m. 1,39 0,58; lo spessore del
blocco di pietra di m. 0,15.6 Le lettere sono alte in media circa
m. 0,007, nia quelle delle prime tre linee, di altezza pari a m. 0,01,
4
P. ROUSSEL, Un Synen, cit., con fotografie dell'iscrizione, purtroppo di non
facile lettura, alle tavole ix-x e fig. 1 a p. 39; cfr. AnnEpigr 1934,217. Ho riprodotto
l'edizione di Roussel nelle FIGG. i2a-i2c.
5
Testo infra in APPENDICE IH.
6
Queste e le altre osservazioni che seguono si basano, oltre che sulla descri
zione fornita da . ROUSSEL, Un Synen, cit., pp. 33-34 e 36-37, sull'esame autop
tico dell'iscrizione da me condotto alla fine del mese di ottobre 2000 al museo
Hatay di Antakya.

IL TESTO

15
7

sono messe in evidenza rispetto alle altre parti del testo. Il nu


mero complessivo di lettere presenti per ciascuna linea molto
variabile: considerando le linee prive di uno spazio anepigrafe, si
va dalle 57 lettere delle 11. 2 e 14 alle 81 della 1. 91, con una media
di circa 70 lettere per linea (la differenza tra due linee consecutive
pu raggiungere anche le-8-9 lettere).8
Il testo greco non presenta errori ortografici, salvo, qualche
volta, omissione accidentale di una lettera all'interno di una
parola. In un caso il lapicida ha inscritto nell'interlineatura due
lettere che aveva tralasciato (tra la 1. 80 e la 1. 81). Non vengono
usati segni di interpxinzione per separare due frasi tra loro; gli
spazi vuoti sono utilizzati per indicare il passaggio ad un altro
argomento, separano dunque dei paragrafi nel documento prin
cipale preservato dal blocco di pietra. Un ampio spazio anepigra
fe viene sempre lasciato anche tra l'ultima espressione di ogni
singola epistola e il termine di commiato (). Non sono
utilizzate abbreviazioni.
Alcune volte le lettere sono inscritte in maniera trascurata,
quasi il lapicida procedesse con maggiore fretta nello svolgere
il compito assegnatogli (per questo motivo alcuni studiosi le
definiscono in generale mediocri minute e irregolari),9
ma questo fatto si nota soprattutto nella parte centrale dell'iscri7
Era usuale incidere le prime linee dei documenti ufficiali romani esposti
in lettere pi grandi rispetto a quelle delle altre linee: cfr. ad esempio le prime
quattro-cinque linee della lex Gbinia Calpurnia de insula Delo, su cui vd. C. NiCOLET, Insula sacra. La loi Gabinia-Calpurnia de Dhs (58 av.J.-C), Rome 1980, p.
4; la prima linea del decretum Cn. Pompei Strabonis (ottima fotografia in N. CRI
NITI, L'epigrafe di Asculum di Gn. Pompeo Stratone, Milano 1970) e, sempre alla 1.
1, la datazione consolare nella lex portoni Asiae, sulla quale vd. H. ENGELMANN,
D. KNIBBE, DOS Zollgesetz der Provinz Asia. Eine neue Inschrift aus Ephesos, EA
14 (1989), p. 34- Per altri esempi e l'uso politico di questi prescritti vd. C. WILLIAMSON, The Display ofLaw and Archival Practice in Rome, CommHumLitt 104,
Helsinki 1995, pp. 239-251, part. p. 240, n. 2, e pp. 247-251.
8
II calcolo delle lettere per linea evidentemente approssimativo per quan
to riguarda le linee attraversate obliquamente dallafrattura(vd. infra nel testo),
in quanto non possibile calcolare con precisione quante lettere siano andate
perdute in prossimit della rottura.
9
M. GUARDUCCI, Intorno alla iscrizione augustea di Rhosos, RPAA ser. ni, 14
(1938), pp. 53-59, part. p. 53; G. ANGANARO, A proposito di Seleuco di Rhosos, SicGymn 11 (1958), pp. 289-296, part. p. 289.

16

ANDREA RAGGI

zione, dove in realt la pietra molto rovinata, e, se pur incise


in caratteri minuti e fitti, nelle parti della pietra non rovinate le
lettere si distinguono con nitidezza. Notevole la presenza, per
ciascun lettera, di numerosissime apicature, a becco a uncino,
che ricongiungono spesso tra loro il corpo di varie lettere e ren
dono pertanto non facilmente riconoscibile la lettura di una let
tera nelle zone pi rovinate dello specchio epigrafico. Da notare
anche alcune legature tra lettere e la presenza di solchi pesanti,
vale a dire larghi rispetto alle proporzioni delle lettere.
L'aspetto delle lettere quello tipico dell'epoca alla quale risale
la 'pubblicazione' dei documenti (fine sec. a.C, con il caratteri
stico uso dello iota ascritto parassitico che ho deciso di lasciare
nel testo dell'edizione, secondo le indicazioni di Louis Robert).10
La lettura del testo non presenta alcuna difficolt nella parte ini
ziale (fino alla 1. 20) e nella parte terminale (dalla 1. 60 alla 1. 93),
mentre nella parte centrale le lacune sono frequenti, tanto che
dalla 1. 31 alla 1. 46 si riescono a leggere pochissime lettere per li
nea, e questo fatto impedisce quasi del tutto la comprensione del
testo agli editori.
La pietra si sicuramente rovinata con il passare del tempo, ma
mi sono reso conto, decifrando le lettere dell'iscrizione, che gi
all'epoca dell'incisione la superficie della lastra era danneggiata in
alcuni punti: in due occasioni, ad esempio, il lapicida ha spezzato
alcune parole (in questo modo: e AP ) per evitare una
larga abrasione verticale della pietra che interessa la parte iniziale
delle linee 63 e 64.
La lastra irregolarmente danneggiata da grosse sbrecciature
nella parte superiore, specialmente a destra (guardando l'epigra
fe), mentre nella parte inferiore termina in una forma squadrata
e ben levigata; dopo l'ultima linea del testo, un ampio tratto di
specchio epigrafico rimane non inciso. A questo si deve aggiun
gere che il blocco di pietra, di dimensioni e peso notevoli, ha
purtroppo subito un troncamento in due; infatti una frattura
obliqua (non visibile nelle fotografie pubblicate da Roussel e
quindi non presente al momento del trasporto dell'iscrizione
10
Vd. J. e L. ROBERT, Bull. pigr. 1971, 668, p. 523, che osservano che lo nota
parasite frquent partir du ier siede a. C.

IL TESTO

17
nel museo di Antakya) parte tra le linee 28 e 29 sul lato sinistro
(a m. 0,38 dal bordo superiore) per giungere fin sotto la 1. 57 sul
lato opposto (a m. 0,53 dal bordo inferiore). Tra questo punto e
la 1. 51 sono ancora presenti due frammenti (pi altre due piccole
schegge provenienti dal blocco di pietra), che conservano poche
lettere finali delle 11. 53-56; questi frammenti, insieme alla frattu
ra, sono forse il risultato della rottura della lastra al momento
di una sua caduta da una posizione verticale. Probabilmente
questo anche il motivo per cui oggi epigrafe giace adagiata per
terra in un angolo poco illuminato del lato corto di un porticato
esterno all'edificio del museo di Antakya; non posso far altro che
notare che queste condizioni di conservazione non sono certa
mente le migliori.
Lungo tutto il lato destro, la pietra presenta una specie di corni
ce rialzata di qualche centimetro rispetto al piano dello specchio
epigrafico e larga mediamente m. 0,05, che Roussel definisce une
ciselure assez profonde. Il testo dei documenti inscritti non risul
ta in alcun modo intaccato da questa specie di cornice laterale. La
presenza della ciselure ha fatto ritenere a Seyrig che il blocco di
pietra sia stato utilizzato come battente sinistro della porta di un
sepolcro. Se si ritiene valida questa ipotesi, possibile che la lastra
facesse parte della tomba stessa di Seleuco di Rhosos, consideran
do anche la circostanza che l'epigrafe, come ho gi detto, stata
ritrovata in una localit corrispondente alla necropoli dell'antica
citt di Rhosos.11
In un'epoca successiva all'incisione del testo, la lastra calcarea
stata tagliata lungo il bordo sinistro: questa operazione ha aspor
tato all'inizio di ogni linea un gruppo di lettere che, sulla base
di alcune integrazioni sicure, pu essere calcolato in un numero
variabile tra le 5 e le 10 lettere per linea, con una media di 7 lettere
per ciascuna lacuna.12 Originariamente, quindi, il blocco di pietra
doveva essere almeno m. 0,05 pi largo a sinistra.
11
Cfr. P. ROUSSEL, Un SyHen, cit., p. 33. pertanto in errore G. MANGANARO,
A proposito, cit., p. 289, quando scrive che, insieme a quella lungo il lato destro,
vi anche una profonda 'ciselure' ... nella parte inferiore e che il testo ne
risulta deturpato.
12
Questo riutilizzo delle iscrizioni molto frequente. Una testimonianza
emersa recentemente costituita dalla lastra marmorea sulla quale inscritto il

18

ANDREA RAGGI

Prima di svolgere un breve resoconto delle ripubblicazioni del te


sto apparse dopo la prima edizione di Roussel, mi sembra oppor
tuno premettere che ritengo appropriato impiegare la denomina
zione di dossier epigrafico (espressione che stata recentemente
adoperata dal Millar in riferimento all'iscrizione che stiamo esa
minando)13 per indicare nel loro complesso i documenti preserva
li Galla lastra di pietra, tutti relativi al personaggio di Seleuco di

Rhosos e che, nell'ordine, sono i seguenti:


1) lettera di accompagnamento al secondo documento del dos
sier indirizzata da Ottaviano ai magistrati, alla houle e al popolo di
Rhosos: 11.1-8 (d'ora in avanti citata come doc. 1);
2) atto di conferimento del diritto di cittadinanza romana e di
altri privilegi a Seleuco di Rhosos e ai suoi familiari emanato ex
lege Muriatici Aemilia: 11. 9-72 (doc. 11);
3) seconda epistola inviata da Ottaviano alle autorit e alle as
semblee della polis di Rhosos in risposta ad una delegazione della
citt giunta ad Efeso: 11. 73-84 (doc. in);
4) terza epistola di Ottaviano indirizzata alla citt di Rhosos per
raccomandare Seleuco: 11. 85-93 (doc. iv).
Il doc. n, provvedimento emanato in conformit di una dispo
sizione legislativa, strutturato in una serie di clausole; come
abbiamo visto, la divisione tra di esse generalmente segnalata
dalla presenza di un vacai alla conclusione di ogni singola prescri
zione.14 Sono individuabili dodici clausole principali:15
cosiddetto Monumentum Ephesenum: tramite un taglio modanato, che interessa
la faccia sinistra del parallelepipedo, la lastra fu adattata a base dell'ambone
nella basilica di S. Giovanni ad Efeso e quindi collocata come gradino dinanzi
alla porta di accesso del nartece.
13
F. MILLAR, The First Revolution: Imperator Caesar, 36-28 BC, in La revolution
romaine aprs Ronald Syme. Buans etperspectives, Entretiens sur Tantiquit classique, Tome XLVI, Genve 2000, pp. 1-30, part. p. 20; cfr. anche la definizione di
Sherk in RDGE, p. 302: the great dossier.
14
Sono presenti soltanto due eccezioni, tra i 8 e 9 e i 11 e 12. In generale,
cfr. le osservazioni in RS, p. 24
15
Ho preferito seguire, a parte un'unica variazione (consistente nell'inizio di
una nuova clausola alla 1. 63), la divisione in paragrafi suggerita da P. ROUSSEL,
Un Syrien, cit., nella sua edizionerispettoa quella pi articolata di H. Wolff (che
individua ben 15 clausole) consultabile in W. ECK, H. WOLFF (Hrsg.), Heer una
Integrationspolitik. Die romischen Militrdiplome ab historische Quelle, Koln-Wien
1986, Falttafel a).

IL TESTO

19

) intestazione dell'atto, con l'indicazione dell'autorit emitten


te e della fonte giuridica dei privilegi conferiti (11. 9-11);
2) motivazione della concessione dei privilegi tramite elenca
zione delle virt militari del principale beneficiario (11.12-18);
3) conferimento della vitas Romana e della immunitas omnium
rerum (11.19-23);
4) iscrizione nella trib Cornelia; facolt di essere censiti anche
se absentes e, probabilmente, di essere iscritti in un municipio in
una colonia in Italia (11. 24-27);
5) autorizzazione a poter disporre ancora di tutti i diritti,
le cariche, i benefici e i privilegi che i destinatari dell'atto aves
sero ottenuto (o dei quali avessero goduto) precedentemente
al conferimento della cittadinanza romana e dell'immunit (11.
28-32);
6) esonero dall'obbligo di fornire alloggio a varie categorie di
funzionari romani (11. 33-35);
7)??? (11.36-39);
8) ??? disposizioni sullo ius conubii e sulla tutla (11. 40-45?);
9) esenzione dai dazi doganali sull'importazione ed esportazio
ne di beni e bestiame per uso personale (11. 45?-52);
10) pnvilegiumfon: possibilit di scelta del foro giudicante se ac
cusati convenuti in un procedimento penale civile (11.53-59);
11) ius legationis al senato e ai magistrati di Roma in caso di in
criminazione (11. 60-63);
12) sanctio: prescrizione che comunit civiche e magistrati si at
tengano, pena un'ammenda elevata, alle disposizioni contenute
nei 10 e 11 (e ovviamente anche a quelle presenti nello stesso
12) del provvedimento (11. 63-72).
2. EDIZIONE DEL TESTO

Per quanto di mia conoscenza, nessuno degli studiosi che ha


ripubblicato il dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos si mai
recato al museo Hatay per effettuare una revisione del testo del
l'iscrizione (in questo giocarono indubbiamente un ruolo negati
vo le vicende politiche della regione, perch nel 1939 il territorio e
la citt stessa di Antakya furono distaccati dalla Siria, che era sotto
amministrazione francese, e annessi alla Repubblica Turca); di
conseguenza, le pubblicazioni del dossier successive all'edizione

20

ANDREA RAGGI

di Roussel si rivelano preziose unicamente per le integrazioni


proposte per le parti lacunose del testo.
Dopo l'uscita dell'articolo di Roussel, una breve nota sul ritrova
mento del documento e sulla sua importanza dal punto di vista giu
ridico fii subito stesa da F. Cumont; Tanno seguente apparve nel xvi
volume del CIL (dedicato ai diplomata militaria) una prima parziale
ripubblicazione dell'iscrizione (li. 1-32 e una parte del testo compre
sa tra la 1. 87 e la 1. 91), che seguiva fedelmente Yeditiopnnceps.16
Il dossier di Seleuco di Rhosos attrasse subito l'attenzione e la
curiosit degli studiosi in relazione ad un particolare filone di ri
cerca. Alla fine degli anni '30 e nei primi anni '40 del secolo scorso
uscirono infatti numerosi lavori compilati da specialisti del dirit
to romano incentrati su una delle questioni principali poste dal
l'iscrizione, quella della cosiddetta 'doppia cittadinanza': ricordia
mo soprattutto i fondamentali articoli di De Visscher, nei quali
furono riportate nuove integrazioni al testo greco suggerite da H.
Grgoire, e quelli di Schnbauer, che si avvalse delle indicazioni
di A. Wilhelm per avanzare a sua volta alcune originali proposte
di lettura.17
Il documento trov posto nella raccolta curata dal Riccobono,
dove Arangio-Ruiz predispose l'edizione del dossier e il com
mento, avanzando diverse proposte di integrazione, e N. Festa
si occup di redigere la traduzione in latino apparsa a fianco del
testo dell'iscrizione. Nello stesso anno, alcune sintetiche osser
vazioni di Oliver si dimostrarono ricche di spunti per gli studi
posteriori.18
16

F. CUMONT, Un nouveau document rehtifau Ius Civitatis, AC 4 (1935), pp.


191-192; H. NESSELHAUF, CIL XVI, Berolini 1936, p. 145, nr. 11 (Appendix).
17
Vd. F. DE VISSCHER, La condition juridique des nouveaux citoyens romains
d'Onent, CRAI 1938, pp. 24-39 (11. 53-72 del testo greco a pp. 27-30); E. SCHN
BAUER, Die Inschriftvon Rhosos und die Constitutio Antoniniana, APF 13 (1939) pp.
177-209 (testo a pp. 192-195 escluse le 11. 28-52). F. DE VISSCHER, Le statutjuridique
des nouveaux citoyens romains et Vinscription de Rhosos, in Nouvelles tudes de droit
romain public et privey Milano 1949, pp. 51-107,ripubblicaa pp. 63-73 tutto il testo
a parte le 11.33-47; G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica greca e romana, Milano 1942,
pp. 286-288, presenta il testo nella sua interezza.
18
PIRA 12, 55, part. pp. 309-315 (testo dell'iscrizione ad esclusione delle 11. 3352 e del doc. in); J. H. OLIVER, Notes on Documents ofthe Roman Easty AJA 45
(1941), pp. 537-543, part. pp. 537-539. Alcune annotazioni preliminari ai documen
ti trovati a Rhosos sono presenti in V. ARANGIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca

IL TESTO

21

Nel 1950 il dossier fu ripubblicato nella sua interezza nella rac


colta delle iscrizioni della Siria con ampio e accurato commento
e alcune nuove proposte di lettura; purtroppo, anche in questo
caso, il curatore dell'edizione, R. Mouterde, non si bas su di un
esame autoptico dell'epigrafe, ma, per sua stessa ammissione,
trascrisse il testo cos come era stato presentato da De Visscher, a
parte alcune piccole correzioni.19
Successivamente, riscrizione trov posto in svariate raccolte
di documenti, ma senza che i curatori apportassero significativi
miglioramenti al testo, che si rifaceva a quello delle edizioni di
Roussel, De Visscher Mouterde: questo il caso della pubblica
zione a cura di Ehrenberg e Jones, di quella della Malcovati, dello
Sherk e della settima edizione dei Textes de droit romain
Per chi voglia intraprendere un lavoro di esegesi del dossier
epigrafico di Seleuco di Rhosos, il saggio di H. WolfF, apparso due
decenni or sono nell'ambito di un volume dedicato allo studio
dei diplomi militari come fonte storica, si rivela di fondamentale
importanza sia per il commento sia per l'analisi accurata del te
sto, che permisero all'autore di avanzare diverse nuove proposte
di integrazione. Da ultimo, alcune osservazioni contenute in un
contributo di F. Piejko hanno evidenziato ancora di pi i rapporti
tra la nostra iscrizione e la documentazione epigrafica di et elle
nistica.21
e romana (1933-1935), SDffl 2 (1936), pp. 429-520, part. pp. 497-498 e 515-516, e in
ID., Epigrafia giuridica greca e romana (1936-1938), SDHI 5 (1939), pp. 521-633, part.
pp. 552-553.
19
IGLS in 1, 718, part. pp. 396-400 per il testo e pp. 400-411 per il commento al
dossier.
20
V. EHRENBERG, A. H. M. JONES, Documento illustrating the Reigns ofAugustus and Tibenus*, Oxford 1976, 301 (con esclusione delle 11. 33-52); H. MALCO
VATI, imperatore Caesaris Augusti operumfragmenta5, Torino 1969, pp. 32-38, nrr.
LXI-LXIII; RDGE 58, part. pp. 295-298, con ampio commento a pp. 299-307; .
F. GIRARD, F. SENN, Les lois des Romains, Napoli 1977, pp. 355-365 (edizione del
dossier a cura di J. Modrzejewski). Il doc. ni si trova riprodotto in M. GUARDUCCI, L'epigrafia greca dalle ongini al tardo impero, Roma 1987 (ristampa 2001),
pp. 108-109.
21
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien vom Beginn des .Jhrhunderts v. Chr. bis auf Konstantin d. Gr., in W. ECK, H. WOLFF (Hrsg.), Heer und
Integrationspolitik, cit., pp. 44-115, con testo del doc. (U. 9-72) nella Falttafel a)
allegata al volume; F. PIEJKO, The Inscnptions oflcarus-Failka, C&M 39 (1988),

22

ANDREA RAGGI

La nuova edizione del dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos


stata pubblicata in anteprima per consentirne un'immediata co
noscenza e divulgazione.22 Qui sotto ripresento con alcune mo
difiche (vd. infra) il testo edito in ZPE, pubblicazione alla quale
rimando per alcune osservazioni in merito all'editto pnnceps, alle
integrazioni e alle convenzioni adottate (si noti, in particolare,
che sono riprodotte sottolineate quelle lettere gruppi di lettere
che, trascritte da Seyrig e edite da Roussel, attualmente non si leg
gono pi).23 Nel 4 del presente capitolo si trover un commento
alle principali integrazioni proposte dagli editori precedenti.
Come avvertivo nella pubblicazione, per la stesura dell'edizio
ne mi sono basato sui circa 80 calchi a matita dell'iscrizione che ho
eseguito personalmente su carta durante la mia visita al museo di
Antakya alla fine del mese di ottobre dell'anno 2000; questi calchi
su carta mi hanno consentito di leggere il testo preservato nella
maniera migliore possibile (per alcuni esempi vd. FIGG. 5-10).
Al contrario, i risultati che si possono ottenere dalla documen
tazione fotografica che ho raccolto (circa 10 fotografie che qui in
parte allego, vd. FIGG. 2-4; la FIG. 1 stata scattata nel mese di giu
gno del 2004 e mi stata gentilmente fornita dal Dott. Mark Wil
son) non sono soddisfacenti. Infatti, quantunque lo avessi espli
citamente richiesto nella domanda di autorizzazione indirizzata
alla Direzione Generale delle Antichit e dei Musei del Mini
stero della Cultura della Repubblica Turca tramite l'Ambasciata
Turca di Roma, i funzionari del museo non mi hanno purtroppo
permesso di utilizzare una lampada ed un treppiede al momento
di effettuare le fotografie dell'iscrizione. Si deve comunque nota
re che, per effettuare buone fotografie, sarebbe opportuno non
solo pulire accuratamente la lastra calcarea, ma anche spostarla
pp. 89-116, part. p. 112 (con diverse proposte di integrazione per le 11. 47-52), dr.
SEG 38 (1988), 1581. Successivamente, il testo del dossier apparso anche in P.
DONATI GIACOMINI, G. POMA, Cittadini e non cittadininel mondo romano, Bologna
1996,31, pp. 118-119 (a cura di P. Donati Giacomini:riportaparzialmente il doc.
n, vale a dire le 11. 9-33, 53-56 e 60-63, seguendo l'edizione presente in P. F. GI
RARD, F. SENN, Les lo, dt., pp. 355-365).
22
A. RAGGI, The Epigraphic Dossier of Seleucus ofRhosus; a Revised Edition,
ZPE 147 (2004), pp. 123-138.
23
A. RAGGI, The Epigraphic Dossier, dt., pp. 127-128.

IL TESTO

23

in una zona pi illuminata rispetto alla attuale e in una posizione


meno disagevole per scattare delle foto.24
Un assemblaggio elettronico dei calchi su carta (vd. FIG. 11)
e un loro nuovo esame individuale, che ho effettuato grazie al
programma Adobe Photoshop 7.0, mi hanno permesso di revi
sionare l'intero testo. Pertanto, rispetto all'edizione critica che ho
pubblicato in ZPE, ho qui corretto alcune imprecisioni, grazie
anche ai preziosi suggerimenti di numerosi studiosi e colleghi che
ringrazio vivamente; quando queste modifiche assumono un cer
to rilievo, le ho evidenziate infra nel commento lineare del 4.
I segni diacritici utilizzati nella presente edizione sono i seguenti:
= lettere sicure, attribuibili a singole parole;
= lettere sicure, ma non attribuibili a singole parole;
= lettere incomplete, riconoscibili solo dal contesto;
= lettere note solo dalla trascrizione eseguita da Seyrig, ma non pi
leggibili;
[] = lettere perdute, ma restituibili;
[...] = lettere perdute non restituibili, ma di numero certo (ogni lettera
un punto);
[- - - + j - - -] = idem, di numero probabile;
[
] = idem, di numero incerto;
[-] = presenza di un elemento di lunghezza sconosciuta, ma finita, come
un numero un prenome;
+++ = tracce di lettere non riconoscibili (ogni lettera una crocetta);

'= lettere aggiunte in antico;


{} = lettere espunte perch incise per errore dal lapicida;
<> = lettere aggiunte perch omesse per errore dal lapicida; op
pure: lettere corrette perch incise per errore al posto di altre (cfr.
apparato critico);
vac. = ampio spazio anepigrafe.
24

Del resto, come gi notato, anche le fotografie pubblicate dal primo edito
re, sebbene scattate in condizioni migliori, non permettono di sciogliere i dubbi
riguardo alla lettura delle parti lacunose del testo dell'iscrizione di Rhosos.

ANDREA RAGGI

24

2. 1. DOC l(ll

1-8)

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2. 2. DOC (IL 9"72)
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[] (!) vac.
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" [..] ed. pr.


, addidit Arangio-Ruiz
[ ] ed. pr.y [ ] rest. Wilhelm apud Schnbauer; 9
ed. pr.
8 [
]N ed. pr., [] Schnbauer, [] rest. De Visscher
9 [(?) ] ed. pr.
11 [] ed. pr.
12 [ ] ed. pr.
13 [
] ed. pr.t [ ] Guarducci

4
6

IL TESTO

25

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6 [ ] []

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[ ] * vac.
3
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(?) ], [ ]

[][],[][] [ .] vac.
4 24 [ ] [ , ][]
4[] [] {}[ ] [][] [
] -

15
17
18
19
20

21
22
24
25

ed. pr.
[ ] ed. pr. ; [ ][ ] ed. pr.
[ ] ed. pr.
[ ] ed. pr.
/[ ] [ 6
] ed. pr., /^ ]
proposuit Ci. Praux apud Mouterde, /[ ] Sherk; [
, ' ] Wflhelm apud Schcnbauer, [
(. a.)] Wolff
[ ] ed. pr.
[] [, ][] ed. pr.
[ ] ed. pr., [ (?), ]
proposuit Wolff; [][ ] ed. pr.
/ [ (?) ] [][] ed. pr.t {}/[
[v]x[a]t5da rest. Wolff; [ (?)
] ed. pr.,
[ |]{} (?) Arangio-Ruiz, [ ] {} rest. Wolff

26

ANDREA RAGGI

28

32

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[ ][ (?) .] vac.

16

[ ^ [..][
] ed. pr., [ ] [ ][
] Arangio-Ruiz, [ ] [][ .
] resi. Wolff
] [
27 [
][- - - ] vac. ed. pr., [
- (?)] Arangio-Ruiz, [
][ (?)
] Schonbauer,
[ ][ (?)] Wolff
28 [] [][ ] ed. pr., [] rest. Wolff
29 [] [ (?) . . . . .], ed. pr., [] [
(?)], noi Arangio-Ruiz, [] [, ] Wolff
30 [][ (?) , , ] [][
]
ed. pr., [])[ (?) , . (?)] [][
(?)] rest. Wolff
31 [
] [ (?) ,
] [] ed. pr., [(?)] [ ,
!3 , ] Wolff
32 [] vac. ed. pr., [ .]

Wolff
33

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][
35
][.]0[.] ed. pr., [ ]
[ , , ][][] Wolff
34 [ ][ ] [
20
][
]
ed. pr., [ ][ ][ ]
[ ] Wolff
35 [][
] vac. ed. pr., [][
(?) .] Wolff

IL TESTO

7 36

8 40

44
9(?)

36
37
38
39
40
41
42.
43
44
45
46
47

27

[ (?)] [23
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] [] ,
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] [--5--][---42
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[-- 6- -] . vac.
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[--' 7 --][
33
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42
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32
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[--7--][---43
][.]

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19
][- 4 - -] [
3
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[(?)] [. .][
8
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[ (?) ] 9 []-

[ (?)] [
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] [] ed.
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] ed. pr.
[
] ed. pr. ; [
ed. pr.
[
] vac. ed. pr.
[
]N 0 [
] ed. pr.
XPHMA[
] ed. pr., [ ] (?) Wolff
[
] AI ed. pr.
[ ] (?) Mouterde
[
] [] ed. pr. ; [ ] resi.
Fenary
ed. pr. ; [...] ed. pr.
[
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][
]ONE[. .]EPOIK[..]
XIOYTE ed. pr.
[ ] [
] [] [ ( ? ) . . .
.][.] ed. pr., [] []
[ ] 9 [-] Piejko

28

ANDREA RAGGI

48

52
10

56

48

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[ ] [
14
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13
] (?) [ (?)]

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[ ] 3 [ .] vac.
[ ] [ ] [ ]
5
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, [] [
19
]
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[. . . ] [
20
] [] ed. pr., [
] [ ] [] Piejko
49 [ .. ] [
22
] ed. pr., [
] [ .] Piejko; [] ed. pr.
50 [
] ed. pr. ; [ ]
Piejko
51 [][
iy
] ed. pr.t [][
] Piejko
52 [ ] [ (?) ] vac. ed. pr., 9
[ ] Guarducci, 9 [ ] Piejko
53 [ vel ] Schonbauer; [
][. .]
[...] ed. pr., [ ] [ (?)] rest. Grgoireapud
De Visscher, [ ] [ ] Schonbauer
54 [
20
] ed. pr., [
] Schonbauer, [
] Arangio-Ruiz
55 [ ] Schonbauer
56 [
20
] ed. pr., [
' ] Schonbauer, [
] vel [ ]
Arangio-Ruiz, [ bzw.
] Wolff

IL TESTO

11 60

2
64

57
58
59
60
61

61
63
64
65

29

[] [ ][
] <> [][-- 6--]+[

(?) ] [],
[ ]. vac.
[ ] [] , [][.
, ]
[ (?)] [
iy - - -] <> []
[ ] [
] [ ] [
] . ' [ ] [...] [- - + 6 - - ]

[ - - 7 - -] <>
[] <>

[] proposuit Schonbauer; [.. .][


20
][.] Seyngapud Roussel, [ ] ed. pr. ; [ (?)]
ed. pr. ; apis\ []- ed. pr.
[ ] * [ ]
[ ] ed. pr.
[ ] ed. pr.
- ed. pr.
[ (?)] Wolff; /// hpis, [] ed.
pr.; [
io
] ed. pr., [
] Wilhelm apud Schonbauer, [ ,
] (?) Arangio-Ruizt [
] Wolff; lapis; [] ed. pr.
[ ] [] ed. pr.; [ ]
& ] ed. pr.
/// lapis, [ ] [
17 - ] ed. pr., [ ] suppl. Arangio-Ruiz;
[] ed. pr.
/// lapis; [. . .][
20 - - - - -][.]
Seyrig apud Roussel, [ ,
] ed. pr.
[
] ed. pr., [ ]<> Oliver; lapis;
[][][ ] ed. pr. ; lapis

30

ANDREA RAGGI

68

72

[] [],
[] [ ]
[] [] [ ]
[ ] [] [] *
[] [ ] [
]
. [ ] , []
<> <> [] {} []
. vac.
2.3 Doc. ili (II. 73)
[ -], '.
, ,
[ ], ,

66

[] [. ][. .] ed. pr., ^ ] resi. Wilhelm apud Schonbauer, Oliver


67 [] ed. pr.; [ (?) ] ed. pr.t [
] Arangio-Ruiz
68 [ (?)] [.. .]A ed. pr., [ (?)] <>[] Grgoire apud
De Visscher, [ (?)] <|>[] Oliver-, [ ] ed. pr. ;
[]- ed. pr.
69 [ ] ed. pr.\ [. .][. .] ed. pr.,
[ ] Arangio-Ruiz, []<>[]! Mouterde,
[][] Oliver, [][] RS
70 [] ed. pr., [] Oliver; [. . . . ] ed. pr.,
[] Wilhelm apud Schonbauer, [] De Visscher,
[] rest. Oliver; - ed. pr.
71 [ ] ed. pr. ; [ ] ed. pr. ;
lapis, <> {} ed. pr., <> De Visscher, <> <>
rest. Mouterde
71 lapis, /[ ]<> De Visscher; [][] ed. pr.

IL TESTO

76

80

31

], , {} ,
*
]. <> 5 ,
, , 7 - -], ,
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]

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]
, vac. .
2. 4 Doc. nr (. 85-93)

88

[ -, ] '.
, ,
, ]
, , <>,
[ * ] .
[ ] [] -

75 lapis, ed. pr.


76 [ ] ed. pr. ; \apis, ed. pr.
78 [] ed. pr.
AT

81 [ ] ed. pr. ; lapis


86 lapis, ed. pr.

32

ANDREA RAGGI

92

[ ]
, []
[] ,
[ ] . *
[]
[ ],
, vac. .

89 -[ ] ed. pr.
90 [] ed. pr.
91 [ ] ed. pr.; ed. pr.
93 [ ] ed. pr.

IL TESTO

33

3. TRADUZIONE E RETROVERSIONE LATINA DEL DOC. II

3. a. Traduzione15

Doc. 1 (11.1-8)
Nell'ottavo anno, il [] del mese di Aveuaios. 1
[Imperatore Cesare, figlio del Divo Giulio, imperator per la
quarta volta, con[sole] / designato per la [seco]nda e terza volta,
ai magistrati, al consiglio e al popolo di Rhosos, (citt) sacra, in
violabile e / 4 [autono]ma, salve; <se state bene, sia bene cos>:
anch'io e il mio esercito / [siamo in ottima salute]. Il documento
riportato qui sotto un estratto (trascritto) da una stele (che si
trova) sul Campidoglio a Roma, / [e (vi) chiedo] di registrarlo nei
vostri archivi; inviate anche una copia / [di questo] al consiglio
e al popolo di Tarso, al consiglio e al popolo di Antiochia, / 8 al
consiglio e al popolo di [Seleucia (?)], perch la registrino.
State bene. /
25
II dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos stato tradotto varie volte in una
lingua moderna; fino ad oggi, per quanto di mia conoscenza, traduzioni del
l'iscrizione, nella sua totalit in parte, si trovano: in francese presso P. RousSEL, Un Synen, dt., pp. 40-43; F. D E VISSCHER, La condilion, cit., pp. 30-31; F. D E

VISSCHER, Le statu, cit., pp. 74-77; P. F. GIRARD, F. SENN, Les bis, cit., pp. 355-365

(a cura di J. Modrzejewski); M. SARTRE, D'Alexandre Znobie. Histoire du Levant


antique, r / siede avantJ.-C.-nf siede aprsJ.-C., Paris 2001, pp. 661-663. In inglese
presso F. M. HEICHELHEIM, Roman Syria, in ESAR TV, Baltimore 1938, pp. 121-257,
part. pp. 243-244 (soltanto il doc. 1 e, in parte, il doc. n); ARS 128, pp. 110-111; K.
CHISHOLM, J. FERGUSON (edd.), Rome. The Augustan Age. A Source Book, Part 1,
Oxford 1981, C27, pp. 135-138 (traduz. di J. Carter); F. W. DANKER, Benefactor. Epigraphic Study ofa Graeco-Roman and New Testament Semantic Field, St. Louis (Mo.)
1982,18, pp. 98-101; R. K. SHERK, Rome and the Greek East to the Death ofAugustus,
Cambridge 1984, 86, pp. 106-108; N. LEWIS, M. REINHOLD, Roman Civilization.
Selected Readings i3, New York 1990,152; B. LEVICK, The Government ofthe Roman
Empire. A Sourcebook2, London-New York 2000,158, pp. 169-171; F. MILLAR, The
First Revolution, cit., pp. 21 e 26 (doc. m e doc. iv); A. RAGGI, The Epigraphic Dosner, cit., pp. 134-136. In tedesco unicamente presso H. FREIS, Historische Inschnfien
zur rmischen Kaiserzeit von Augustus bis Konstantin, Darmstadt 1984, 24. In italia
no presso M. GUARDUCCI, L'epigrafia greca, cit., p. 109 (solamente il doc. ); .
DONATI GIACOMINI, G. POMA, Cittadini e non cittadini, cit., 31, pp. 119-120.

Nota bene: nella traduzione in italiano e nella versione latina le separazioni


tra le linee e le parentesi quadre sono state inserite a titolo indicativo, con alcune
approssimazioni rispetto a quelle presenti nel testo dell'edizione dell'iscrizione.

34

ANDREA RAGGI

Doc. (11. 9-72)


1 [Cesare] imperator, triumvir rei publicae constituen/[dae, in
virt della] lex Munatia Aemilia conferirono (!) la cittadinanza e
esenzione da imposte su tutti i / [beni] in questi termini: / n
2 [poich Sele]uco di Rhosos, figlio di Teodotc, na combattu
to con noi nei / luoghi delT[Italia (oppure: Sicilia)] sotto il nostro
comando supremo, ha sofferto molto / e [cor]so grandi pericoli
per noi, non indietreggiando mai di fronte ad alcun rischio nella
(sua) fermezza, / [e] ha manifestato [tutta] la sua devozione e
fedelt alla repubblica, 6 ha associato il [suo desti]no alla no
stra salvezza] e ha tollerato ogni male per / [la (difesa della)
repubblica del popolo romano, e in nostra presenza come in no
stra assenza / [ci] stato [ut]ile; /
3 [sia (?) a lui sia] ai suoi genitori, aifiglie ai discendenti e alla
] noi conferiamo
moglie che con /20 [lui o] sar (?) [
il diritto di cittadinanza e l'esenzione da imposte su [tutti (?)] i
be/[ni], allo stesso modo [di coloro che] sono cittadini [romani]
di pieno diritto / [esenti da] imposte, e [gli stessi siano dispensati
dal servizio militare e da] ogni pubblico / [ufficio]. /M
4 [II] suddetto [e i genitori, ifi]gli[e] i discendenti siano iscritti
nella trib Cornelia / e vi abbiano [la facolt di votare e di essere
censiti] e se in loro assenza / vogliono essere [censiti], ne [abbia
no il diritto; e se] essi vogliono appartenere [ad un municipio ad
una colo]nia in Italia, / [
sia a loro concesso (?)]. /^
5 [Qualunque diritto (?)] il suddetto e sua moglie e i genito
ri], i figli [e i discendenti aveva (?)] prima di diventare cittadino /
[romano] esente da imposte [
] anche una volta divenuto
cittadino romano esente da imposte, / se egli [vuole avvalerse
ne lo potr fare secondo (?)] il diritto. [Qualunque] sacerdozio,
[carica], onorificenza, privilegio / [e beneficio [possedevano
(?), questi (?), nel modo in cui uno] ha in pieno diritto, /32 [che
essi li abbiano, se ne avvalgano e ne traggano profitto
]. /
6 [Contro la sua volont] n [un magistrato n un legato n un
governatore (?)] n un appaltatore delle impo/[ste delle] opere
pubbliche n un (suo) rappresentante si stabilisca (?) presso di
lui] per alloggiare / [per sver]nare. /36

IL TESTO

35
I paragrafi ye8eL parte iniziale del paragrafo 9 (II. 36-47) sono molto
lacunosi e non consentono una traduzione continua.
9
/ 48
di loro in una citt territorio delle pro
vince dell'Asia e dell'Europa, / [dal pubblicano [
s]e (?)
importa esporta per uso personale / [da una cit]t territorio
] se (?) esporta [qualche cosa (?)] dei beni e del bestiame /
per u[so personale [
] su queste merci nessuna comunit
cittadina e nessun I* [pubblicano [richieda lo]ro il pagamento
del dazio (doganale). /
10 [Nel caso qualcuno] voglia accusarli portare un'accusa
[contro di loro] e accettare un procedimento a loro carico /
istituire (?) un pro[cesso
], in tutti questi casi, / [se essi]
desiderino essere giudicati in patria secondo le loro [leggi in
citt] libere davanti ai nostri magistrati e I56 [promagistrati
], che essi abbiano (il privilegio del)la scelta / e che nessuno
agisca diversamente [rispetto a quanto prescritto dalle presenti
disposizioni], n li giudichi
/ e pronunci una sentenza (nei
loro confronti) [
se qualche cosa (?)] in violazione alle
disposizioni presenti fatto, che questo / [non sia] valido. / 6o
11 [Se contro] il sopraddetto, i genitori, [la moglie], i figli e
i loro discendenti qualcuno [abbia acconsentito (?)] a ricevere
un'accusa / e abbia portato avanti un'azione che crea un pregiu
dizio in una procedura capitale [
] di venire in delega
zione (per avere udienza) presso il [nostro] senato / e presso i
no[stri] magistrati e promagis[trati] e di inviare una delegazione /
[in merito] alle questioni personali sia permesso [ai suddetti].
12 Qualunque comunit I6A [cittadina e qualunque] magistrato
e qualunque (?) [] abbia agito [contrariamente a] queste di
] abbia preteso qualche
sposizioni abbia giudicato - - - / [o
cosa in pegno e con un'azione fraudolenta [abbia fatto in modo]
che i suddetti / [non po]ssano godere dei [bene]fici assegnati, al
popolo romano / siano condannati] a pagare cento mila se[ster]zi
e per (il recupero di) questa somma a chiunque / 68 [desideri] sia
dato il diritto di [iniziativa] e di una domanda in giudizio, s[ia] che
voglia nella provincia davanti ai nostri magistrati e promagistrati
/ oppure a Roma agire e domandare il recupero; per questa /
[somma] a colui che dar garanzie idonee sar lecito [
].
In vista della corretta esecuzione di tutte queste / disposizioni,

36

ANDREA RAGGI

i nostri magistrati e promagistrati che l /72 sono incaricati delramministrazione [della giustizia] prenderanno le misure e le
precauzioni appropriate. /
Doc. m (li. 73-84)
[Nell'anno ] . il 15 del mese d Dystros. Imperatore Cesare, figlio
del Divo, imperator per la sesta volta, console / [per la ter]za vol
ta, (console) designato per la quarta volta, [ai magistrati], al con
siglio e al popolo di Rhosos, (citt) sacra, inviolabile e autonoma,
/ salve; se state bene, sia bene cos: anch'io e il mio eser/76[cito
siamo] in ottima salute. Gli ambasciatori inviati da voi, Seleuco
mio navarco, Heras, KALLI/[
]EROS, Symmachos, uomini
rispettabili (provenienti) da un popolo stimabile, nostro amico e
alleato, / [dopo aver] viaggiato alla volta di Efeso hanno discusso
con me in merito alle disposizioni ricevute (da voi); da parte mia
/ [ho fatto] buona accoglienza a questi [uomini] che ho trovato
devoti alla patria e rispettabili, e ho accettato gli onori e la coro
na, / 8o [e mi sforzer], quando mi recher nei (vostri) territori, di
essere promotore di qualche vantaggio per voi e di salvaguardare
/ [i bene]fici della (vostra) citt, e far pi volentieri queste cose
a causa di Seleuco, mio navarco, che ha combattuto / [con me]
durante tutta la durata della guerra e si mostrato valoroso in
ogni occasione e ha fornito ogni prova della (sua) devozione /
[e della (sua) le]alt, (un uomo) che non si mai lasciato sfuggire
l'occasione di intercedere a vstro favore e che / 84 [ha esercitato
[tut]to il suo zelo e il suo entusiasmo al servizio dei vostri interes
si. State bene. /
Doc. rv (11. 85-93)
[Nell'anno ] , il 9 del mese di ApeUaios. Imperatore Cesare, fi
glio del Divo, imperator per la sesta volta, console per la quarta
/ [volta], ai magistrati, al consiglio e al popolo [di Rho]sos, (cit
t) sacra, inviolabile e autonoma, salve; se state bene, sia bene /
[cos: anch']io e il mio esercito siamo in ottima salute. Seleuco,
vostro citta/88[dino e mio] navarco, che ha combattuto con me in
tutte le guerre e ha dato nu[mero]se pr /[ve] della (sua) devozio
ne e fedelt e coraggio, come era dovuto a coloro che / [hanno

IL TESTO

37

combattuto con noi e si sono mostrati valorosi in guerra, stato


ricompensato con benefici, / [l'esenzione] da imposte e il diritto
di cittadinanza. Io quindi ve lo raccomando: infatti uomini siffatti
rendono / 9 2 ancora pi disposta la (nostra) benevolenza verso le
(loro) [patrie]; di conseguenza, poich far tutto il possibile per
voi pi / volentieri a causa di Sejleuco, con fiducia rivolgetevi a
me in merito alle questioni che vorrete. State bene.
3. b. Retroversione latina del doc. (11. 9-35 e 48-J2)26
1 [Caesar] imperator, muir rei publicae constituendae, I [ex] lege
Munatia Aemilia ciuitatem immunitatem omnium I [rerum] in haec
uerba dederunt (!): / *
2 [quod] Seleucus Theodotifiilius) Rhosius in I [Italiae (vel Siciliae)]
locis nobiscum militauit, nobis imperantibus, multa et magnapro nobis I
perpessus penclitatusque est, adpatientiam malorum nihil sibiparcensf
I [omnem] uoluntatemfidemque in republica adhibuitf / l 6 [sua] tempo
ra cum nostra sa[lute] coniunxit omnemque iacturam pr I re [publica]
p(opuli) R{omani) tulit, nobis praesentibus absentibusque I profiliti I
3 [&>,] parentibus, liberis posterisque eius uxoque quae /20 [eius
est] exit (?) [
] ciuitatem immunitatem [omnium (?)] rerum I
damus, ita [uti qui] optima lege optimo iure ciues I [Romani immunes]
sunt, [eisque militiae] omnisque muneris publici uacato I [esto]. IM
4 [Is qui] s(upra) s(ariptus) e(st)9 [parentes, liberi] postenque eius
tribus Corneliae sunto I [inque eam tribum suffiragiumferendi censendique eis potestas] esto et si absentes I censen uolent [ius esto (?); cuius
eis liceto (?)]. I7*
municipii coloniae] Italiae esse uolent I [
5 [Quod (?)] is qui s(upra) s{ariptus) e(st)t [uxor, parentes], liben
[postenque] eius ante quam ciuis I [Romanus] immunis esset [habuit
16

Questa versione latina si differenzia in svariati punti dall'unica fino ad oggi


pubblicata, quella di N. Festa riportata in PIRA I2, pp. 310-314, in ragione delle
nuove letture e interpretazioni del testo emerse nel corso del presente lavo
ro e perricercareuna maggiore aderenza alla terminologia latina di clausole
analoghe presenti in altri documenti. Si deciso di proporre la versione del
solo doc. in quanto le lettere di Ottaviano (docc. 1, in e iv) quasi sicuramente
furono redatte ab ongine in greco (vd. infra cap. n, 1). Ringrazio il Prof. . .
Crawford per averrivistola versione latina. Naturalmente, non ho la pretesa di
riprodurre con esattezza il documento originale, ma soltanto quella di fornire
un'indicazione di massima della struttura del testo latino.

38

ANDREA RAGGI

(?)
], etiam postquam ciuis Romanus immunis factus est I si [eo
(?) uti uolet] iure [uti liceto. Quaeque] sacerdotia} [honores]f praemia,
beneficia I [commoda]que [habuerunt (?), ea, ita uti quisquam optima]
lege optimo iure habet, f32, [uti ei habeantpossideantfruanturque ]. /
6 [Inulto] eo ncque [magistratum neque legatum neque praefectum]
neque mancipem uectigalium / operumuepublicorum [ncque procuratorem in domo eius] deuertendi I hiemandi causa [esse placet]. I36
I paragrafi 7 e 8 e la parte iniziale del paragrafo 9 (11. 36-47) sono
molto lacunosi e non consentono una versione completa.
9 - - - - /48
eorum in ciuitatem agmm Asiae Europaeprouinciarum I [a]publicano [
siue (?)] importabit exportabit usus sui causa
I [e] ciuitate agro [
siue quid (?)] suarum rerum pecorumque usus
sui causa exportabit I [
] pr eis rebus neque ciuitatem l5Z neque
publicanum portorium db eis [exigere placet]. I
10 [Si quis] eos accusare uolet crimenque [eis] inferre iudiciumque
in eos accipere I litemque contestare [vel instituere] (?) [
], de eis
rebus omnibus I [siue] domi [legibus] suis [siue in ciuitatibus] liberis
] iudicio cena
siue apud magistratus I56 [promagistratus] nostros [
re uolent, eis optionem esse I [placet], neue quis aliterfaciat [atque uti
hic scriptum est] neue de eis iudicet / sententiamue dicat [
si
quid (?)] aduersus eafiat, id ratum I [ne esto]. I60
11 [Si quis autem] eius qui s(upra) s(ariptus) e(st), parentum, [uxoris], liberorumposterorumque eorum nomen recipere I [uoluerit (?)] capitisque praeiudiciumfecent [
] legatosele ad senatum I nostrum
magistratusque promagistratus nostros uenire legatosque I de rebus
suis eis mittere [qui s(upra) siaipti) s(unt)]potestatem esse placet.
12 Quae ciuitas, l6A [qui] magistratus, quaeque (?) [
aduer
sus] eafecent uel
cognouent I [u
] uelpignera cepent doloue malo [fecent] quo minus ei qui s(upra) s(cnpti) s(unt) I [beneficiis]
quae decreta suntfrui potuernt, p(opulo) R(pmano) I HS (sestertium)
C (centena milia) nummum dare damnas sunto eiusquepecuniae cui /68
[uolet actio] petitioque esto, siue in prouincia apud magistratus proma
gistratus I nostros siue Romae agere petere uolet] de ea I [pecunia] ei,
] placet. Ea omnia quae s(upra) s(aripta)
qui praedes satis dedexit, [
s{unt)f magistratus promagistratus nostn, I quicumque ibi [iure dicundo] praerunt, lirL [ut ita]fiant decernunto curantoque.

IL TESTO

39

4. NOTE ALL'EDIZIONE 27

', [-] (1. )


Le lettere di questa linea sono incise in caratteri leggermente
pi grandi rispetto alle altre presenti sulla lastra di pietra; per que
sto motivo, possibile supporre che il numerale indicante Tanno
fosse costituito da una sola lettera, nonostante vi sia posto per due
lettere di grandezza normale. La presenza delle apicature rende
la decifrazione dei caratteri non facile ma, come spiegher pi
avanti, ho accettato la lettura gi a suo tempo proposta da Seyrig,
respingendo le altre ipotesi; le osservazioni di Roussel sono vizia
te dal fatto di basarsi ancora sulla datazione (39 a.C.) proposta da
Macdonald per l'inizio dell'era antoniana di Rhosos.28
/ [] (11.3-4)
Quasi certamente fu Marco Antonio a concedere
alla citt (vd. infra nel cap. 11, 3, le considerazioni sull'adozione
di una nuova era locale nel 42/41 a.C). Non sappiamo a partire
da quando Rhosos inizi afregiarsidel titolo di sacra ed inviolabi
le: le testimonianze numismatiche fanno ritenere probabile una
data intorno alla met del primo secolo a.C.,29 quindi pochi anni
prima della concessione dell'.
< &, >
/ [. ] (11. 4-5)
L'omissione accidentale stata supposta da Arangio-Ruiz in
2
FIRA i , p. 309, n. 1, sulla base del confronto con le 11. 75 e 86-87,
ma era gi stata notata da Schnbauer.30 La formula di indirizzo e
27

In questo paragrafo verranno esposte alcune osservazioni di carattere pa


leografico, linguistico e, in parte, storico relative a singoli passi del testo del
l'iscrizione; per problemi di pi ampio respiro, come la datazione dei docu
menti, la questione della cittadinanza, i privilegi processuali, si rimanda alle
corrispondenti trattazioni nel prosieguo del presente lavoro.
28

G. MACDONALD, A New Syrian Era, JIAN 6 (1903), pp. 47-48; P. ROUSSEL, Un

Synen, cit., pp. 63-64. Vd. infra cap. n, 3.


29
K. J. RIGSBY, Asylia. Temtorial InvioUbility in the Hellenistic World, BerkeleyLos Angeles-Oxford 1996, p. 473. Per la storia di Rhosos vd. infra APPENDICE I.
30

E. SCHNBAUER, Dielnschrifi, cit., p. 198; cfr. F. DE VISSCHER, Le statu, cit.,

p. 64, n. 18.

40

ANDREA RAGGI

la. formula valetuainis sono, come ovvio, regolarmente presenti


nelle epistole inviate da Ottaviano alle comunit orientali.31 Dai
calchi possibile notare come nel iniziale il lapicida sia ri
tornato sui suoi passi, incidendo sopra a scritto erroneamen
te subito dopo H.
[ Tj
(1. 5)
Sotto questa forma, il verbo si ritrova spesso nelle
intestazioni delle copie autenticate degli atti ufficiali.32
Nelle iscrizioni greche di epoca ellenistica romana non inve
ce frequente trovare il verbo utilizzato in un contesto
analogo: il termine , seguito da una doppia datazione,
compare nell'intestazione di una lettera inviata dal re dei Parti
Artabano II agli abitanti di Susa, ma non ben chiaro quale sia
il suo esatto significato.331 documenti papiracei trovati in Egitto
attestano per il verbo il valore di fare una copia di fare un
estratto di un atto.34 Tuttavia, come ha giustamente osservato lo
Sherk, il significato di copiare sembra estraneo ad
nella sua forma passiva; inoltre l'espressione
31
Vd. doc. m, 11.74-76, e doc. iv, 11.86-87. Cfr. J. REYNOLDS, Aphrodisias and Rome,
London 1982, p. 45, e F. CANALI DE ROSSI, Tre epistoL di magistrati romani a citt
d'Asia, EA 32 (2000), pp. 163-181, part. p. 177; all'elencazione di Canali de Rossi
da aggiungere una lettera di Ottaviano del 29 a.C. indirizzata ad Efeso: vd. D.

KNIBBE, H. ENGELMANN, B. PLKgioGLU, Neue Inschrifien aus Ephesos xn, JAI 62

(1993), Hauptblatt, pp. 113-150, nr. 2 = SEG 43 (1993), 758 = AnnEpigr 1993,1461,11. 8-9.
32
Per esempi e letteratura sul termine vd. H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS
Zollgesetz der Provinz Asia, cit., pp. 34-36.
33
SEG 7 (1934), 1; da ultimo,ripubblicazionein F. CANALI DE Rossi (a cura di),
Iscrizioni delio Estremo Oriente Greco (IK 65), Bonn 2004,218. Gi C. B. WELLES in RC
75, part. p. 302, avanzava dubbi sull'interpretazione del verbo data dal
primo editore dell'iscrizione, F. CUMONT, Une lettre du roi Artaban III foville de Suse,
CRAI 1932, pp. 238-260, part. p. 245, che lo traduceva recue dalla citt; ancora
recentemente R. MERKELBACH, Der Briefdes Artabanos an die Stadt Susa (= Seleukeia
am Euiaios), EA 34 (2002), pp. 173-177, part. p. 175, ha reso il verbo con l'espres
sione [Der Brief] wurde empfangen. E. C. D. HOPKINS, Letterfrom Artabanus II
to Susa Validating the Eiection ofthe City Treasurer December, A.D. 20, http://www.
parthia.com/artabanus2_letter.htm (ultimo aggiornamento 5 maggio 2006), os
serva come diversi studiosi attribuiscano erroneamente la lettera al re Artabano
III (80-90 d.C.) e al 21 d.C, mentre la datazione corretta 17 dicembre del 20 d.C.
34
Vd. Wrterbuch 1-11, s.v., 4; Worterbuch rv, s.v., 2; cfr. P. ROUSSEL, Un Syrien,
cit., p. 46 e n. 5; LSJ, s.v., v.2.

IL TESTO

41

35

in P. Gen. 1,74,11. 8-9 (139-145 d.C.), indica quasi certamente che il


verbo da solo non sufficiente ad esprimere il significato di fare
una copia: in questo senso, nell'iscrizione di Rhosos ci si aspette
rebbe un termine come . Pertanto in questo contesto
il verbo pu solamente significare che Tatto stato tratto fuori,
estratto, piuttosto che copiato, dal testo originale.36
Il termine , di uso comune nelle epigrafi in grecofindal
l'et classica per designare il blocco di pietra sul quale era incisa
l'iscrizione,37 pu essere avvicinato al latino columna38 piuttosto
che a tabula. E certamente vero che la denominazione immunittis et beneficii tabula, presente in Cicerone, designava un supporto,
in bronzo in pietra, sul quale era inscritto un atto come il doc.
del dossier di Seleuco di Rhosos oppure il se. de Asclepde, ma la
lastra di bronzo che ci ha preservato quest'ultimo documento nel
testo viene pi propriamente indicata con il termine e non
con ; tuttavia, il termine generalmente utilizzato
dagli storici greci quando si riferiscono a questo genere di atti
esposti a Roma.39
35

Nuova edizione e datazione del papiro in P. SCHUBERT, P. Gen. 174 et le

procs de DrusiUa, ZPE 130 (2000), pp. 211-217; vd. ora P. SCHUBERT, I. JORNOT,

Les papyrus de Genve 12, Genve 2002, pp. 216-220.


36
Vd. RDGE, p. 304 e n. 14. In questa accezione il verbo usato anche in IUST.,
Nov. 90, 4 pr. ().
37
Per una definizione di vd. . J. RHODES, Public Documents in the Greek
States: Archives and Insariptions, Part 1, G&R 48.1 (2001), pp. 33-44, part. p. 36: a
thin, upright-standing slab which depending on the text to be inscribed might
be the size of a modem tombstone or might be larger.
38
Un editto del pretore L. Servenius Gallus (22 marzo del 62 d.C), ad esem
pio, fu esposto ...R[omae infioro Augusto sub] porticu Mia a[d colum]natn [...
ante] tribunal eius... Il testo conservato da una tavoletta cerata di Ercolano:
nuova edizione in G. CAMODECA, La ricostruzione dell'elite municipale ercanese
degli anniyo-yo: problemi di metodo e risultati preliminari, CCG 7 (1996), pp. 167178, part. p. 172 (AnnEpigr 1996, 407).
39
Vd. Cic, Phil. 11,36.91: ne qua post Idus Martias immunitatis tabula neve cuius
beneficafigeretur;cfr. Cic, Phil. 1, 1.3; adfam. xm, 36.1: tabulam in qua nomina
civitate donatorum incisa essent. Il se. de Asclepiade accorda il permesso di esporre
un <> (1. 25 della versione greca): cfr.
A. RAGGI, Senatus consultum de Asclepiade Clazomenio sociisque, ZPE 135 (2001),
pp. 73-116, part. pp. 88-89. Per cfr. i passi di Flavio Giuseppe cit. infra alla
nota 41 e CASS. DIO XLIV, 53.4 e XLV, 23.7:
, ' , . Per
il concetto di beneficia vd. infra cap. rv, 1.

42

ANDREA RAGGI

Questi documenti venivano esposti in Capitolio. In et repubbli


cana, infatti, il principale luogo di affissione dei documenti ufficia
li a Roma era proprio il Campidoglio: questo confermato, oltre
che dall'indicazione spaziale presente nel testo, dal ritrovamento
di alcune iscrizioni su questo colle,40 dalla testimonianza fornita
dagli autori antichi e dalla presenza, in diversi atti conservati in
epigrafi, di clausole che prescrivono l'esposizione del documento
sul colle capitolino.41 Sebbene non sia presente nel testo del dos
sier l'indicazione del luogo esatto di esposizione dell'iscrizione,
possiamo tuttavia pensare ad un'ubicazione nelle vicinanze del
tempio di Giove Ottimo Massimo, dove in genere erano collocati
questi documenti.42
40
La lex Antonia de Termessibus, la lex Cornelia de xx quaestoribus (CIL f, 587), il
decretum Cn. Pompei Strabonis, il se. de Asclepiade.
41
Vd. ad esempio O c , Phil. 11, 36.92: toto Capitolio tabulaefigebantur;n,
37.93: decretum in Capitoliofixum;ni, 12.30: decreta in aes incidenda et in Capitolio
figenda curavent; los., Ant. xrv, 188 :
; los., Ant. xiv, 266: .
Inoltre Ufoedus con Cibira (OGIS 762, ora I. Kibyra 1, 11. 13-14: ca. 167 a.C); il
se. etfoedus cum Astypalaeensibus (RDGE 16, 11. 48-49: 105 a.C); il se. de Aphrodiensibus (1. 92). Tavole bronzee esposte in Campidoglio sono menzionate
nell'iscrizione pubblicata da J.-P. REY-COQUAIS, Inscriptions grecques d'Apame,
AAASyr 23 (1973), pp. 39-84, nr. 2 (cfr. J. e L. ROBERT, Bull pigr. 1976, 718;
AnnEpigri976, 678), 1. 5 e 1. 34; cfr. anche L. ROBERT, Inscriptions d'Aphrodisias,
AC 35 (1966), pp. 377-432 = OMS vi, pp. 25-56, part. pp. 405-406, e M. W. FREDERIKSEN, The Republican Municipal Laws: Errors and Drafts, JRS 55 (1965), pp.
183-198, part. pp. 184-187. Vd. ora A. COOLEY, Inscnbing history atRome, in The
Afterlife of Inscriptions. Reusing, rediscovering, reinventing &- revitalizing ancient
inscriptions, ed. by A. E. Cooley, London 2000, pp. 7-20, part. pp. 10-13; S. MiTCHELL, The Treaty between Rome and Lycia 0/46 BC (MS 2070), in R. PINTAUDI (a
cura di), Papyri Graecae Scheyen (PScheyen 1), Firenze 2005, pp. 163-258, part. pp.
179-182. Sulle modalit di pubblicazione e divulgazione dei senatusconsulta e
delle leggi romane vd. in generale RS, pp. 25-34; cfr. anche l'accurata analisi di
M. A. GIUA, Strategie della comunicazione ufficiale. Osservazioni sulla pubblicit
dei senatoconsulti in et giulio-claudia, RAL S. 9,13.1 (2002), pp. 95-138, part. pp.
96-103.
42
Cfr. A. DEGRASSI, Epigrafia romana -1. Roma (1937-46), in Scritti vari di an
tichit 1, Roma 1962, pp. 315-413, part. p. 331, e R. MELLOR, The Dedications on
the Capitoline Hill, Cnkon 8 (1978), pp. 319-330, part. pp. 328-330. Per il valore
simbolico del tempio di Giove Ottimo Massimo vd. M. BONNEFOND-COUDRY,
Le Snat de la Rpublique romaine de la guerre d'Hannibal Auguste: pratiques dlibratives etprise de dcision, Rome 1989, pp. 65-80.

IL TESTO

43

[ ] (1.
6)
Roussel suggerisce di integrare nella lacuna , osser
vando tuttavia che au lieu de , on peut crire ; ,
che utilizzato da Ottaviano in una epistola indirizzata a Plarasa/Afrodisiade,43 sicuramente troppo lungo. La proposta di
Wilhelm, qui accolta, mi sembra la migliore, poich anche nella
frasefinaledel doc. (1. 8) il soggetto deve essere integrato a senso
dal lettore.44
Su quest'uso del verbo vd. RC, pp. 344-345, e LSJ,
5.v., ILI. Sull'espressione cfr. le osser
vazioni di Wilhelm;45 ovviamente, Tatto della registrazione del
documento negli archivi cittadini di Rhosos e'delle altre tre poltis
nominate alle 11. 7-8 aveva lo scopo di assicurare al provvedimen
to autenticit e pieno valore legale (probabilmente in tutto l'am
bito provinciale: vd. infra il commento alla 1. 8).
(. )
Dall'esame dei calchi su carta . risultato che la parola stata in
cisa nuovamente dal lapicida, che si era accorto di aver tralasciato
una lettera: infatti sotto lo iota di si intravede un omicron, tanto che la lettera sembra un rho, sotto l'omicron successi
vo si vede un chi, sotto il chi si percepisce forse un epsilon.
[(?)] (1. 8)
La lacuna di 7 8 lettere. L'integrazione pi soddisfacente
parsa, anche agli editori successivi, quella proposta da De Visscher: Seleuco di Rhosos, proprietario, forse, di alcune navi,
avrebbe avuto degli interessi commerciali nella citt di Seleucia
di Pieria, porto principale della regione di Antiochia, e Ottaviano
avrebbe quindi ritenuto necessario informare le autorit cittadi
ne che il provvedimento dei triumviri accordava al suo navarco un'esenzione dai dazi doganali.46 Per quanto riguarda l'invio
43
44

J. REYNOLDS, Aphrodisiast cit., 6,1.50.


Vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 37, e E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit.,

p. 198.
45
A. WILHELM, Beitrge zur griechchen Inschriftenkunde mit einem Anhange
iiber die offentliche Aufzeichnung voti Orkunden, Wien 1909, pp. 257-275.
46

F. D E VISSCHER, Le statu, cit., p. 64, n. 20; cfr. IGLS in 1, p. 402.

44

ANDREA RAGGI

dell'atto a Tarso e ad Antiochia sulI'Oronte, De Visscher ritiene


che queste rappresentino le citt nelle quali Seleuco, a causa della
loro vicinanza con Rhosos, avrebbe potuto far valere con pi fre
quenza i privilegi conferitigli dai triumviri.47
I motivi economici addotti da De Visscher a giustificazione del
ia sua proposta di integrazione potrebbero ritenersi anche fondati,
considerando che nel porto di Seleucia di Pieria probabilmente si
trovava una stazione doganale che richiedeva il pagamento del da
zio sulle merci importate in Siria via mare. Ma restano alcuni dub
bi: la denominazione della citt compare, nei documenti ufficiali,
quasi sempre con l'espressione ( )
oppure ;48 solo le leggende di alcune emissioni
monetali della citt (ma sappiamo che, per motivi di spazio, spes
so erano abbreviate) presentano l'etnico . Per quale
motivo in un atto ufficiale si sarebbe optato per la forma ridotta?
Schnbauer giudic appropriato integrare il 'capoluogo' di
un'altra provincia, quella d'Asia, e propose l'etnico :
tuttavia il termine un po' troppo corto per la lacuna e inoltre, al
contrario di quanto supposto dallo studioso austriaco, non pare
possibile individuare alcuna relazione tra quanto prescritto in
queste linee e la vicenda dell'incontro avvenuto proprio ad Efeso
alcuni anni pi tardi tra gli ambasciatori di Rhosos ed Ottaviano
(vd. doc. , 11. 76-78). Lo stesso Schnbauer riconosce del resto
che Efeso etwas weit von Rhosos.49
Se, quindi, la terza citt menzionata a 1. 8 va rintracciata in Siria,
ci si pone il problema di capire quale-polisyall'interno della provin
cia e negli anni trenta del 1 sec. a.C. (sulla datazione del documen
to vd. infra cap. 11, 3), potesse essere equiparata per importanza
ad Antiochia e a Tarso. La soluzione non certo facile: possiamo
soltanto indicare alcuni criteri generali per individuarla.
Sappiamo che Antiochia sulI'Oronte, gi capitale dei Seleucidi,
era la sede del governatore della provincia di Siria e che Tarso
rivest sempre un ruolo di primaria importanza in Cilicia.50 Antio47

F. DE VISSCHER, Le statu, cit., pp. 82-83.


Vd. le osservazioni di M. HOLLEAUX, Une inscription de Sleue-de-Pirie,
BCH 56 (1933), pp. 6-67, part. pp. 21-22; cfr. K. J. RIGSBY, Asylia, cit., pp. 485-488.
48

49

E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit., p. 198.

50

R. HAENSCH, Capita provincianim. Statthaltersitze una Provinzialverwaltung

IL TESTO

45
chia era anche sede del koinon e sifregiavadel titolo di ,
che indicava la centralit e la preminenza della citt nella regione
di appartenenza, dall'epoca dei Seleucidi.51 In definitiva, Antio
chia e Tarso rappresentavano i centri amministrativi del territorio
provinciale e, in quanto tali, probabilmente ospitavano gli archivi
dove venivano registrati, tra gli altri, anche i provvedimenti delle
autorit romane riguardanti lo status dei cittadini e delle comu
nit. bene ricordare che in epoca triumvirale Tarso, assieme al
territorio circostante, la Cilicia Pedias, era associata alla provincia
di Siria.52
Secondo un'ipotesi avanzata da alcuni studiosi per spiegare i
motivi che spinsero tre differenti localit, Adramitto, Smirne ed
Efeso, ad esporre la copia di un atto che non le riguardava diret
tamente, il cosiddetto se. de agro Pergamena,53 ciascun capoluogo
di conventus iundicus era tenuto a pubblicare il testo di un prov
vedimento importante.54 La stessa motivazione spinse un ignoto
magistrato romano (probabilmente il governatore provinciale Q.
Minucius Thermus) ad affidare a due ambasciatori di Magnesia
al Meandro una lettera da esporre nelle (all'epoca) nove sedi di
diocesi (conventus) della provincia d'Asia.55 Nel 9 a.C. la novit
in der rormschen Kaiserzeit, Mainz am Rhein 1997, pp. 20-22, 244-245 e 257 sul
ruolo di Antiochia, 267 sgg. su Tarso.
51
R. HAENSCH, Capita provinciarum, dt., pp. 19, 24-26, 251 e 258; K. BUTCHER,
Coinage in Roman Syria. Northern Syria, 64 BC-AD 2%, London 2004, pp. 13 e 220-221.
52
Vd. infra APPENDICE I, in particolare le considerazioni di H. TAEUBER, Die
syrisch-kilikische Grenze whrend der Prnzipatszeit, Tyche 6 (1991), pp. 201-210,
sulla situazione amministrativa di queste zone negli ultimi decenni del 1 sec.
a.C.
53
Edizione recente in G. Di STEFANO, Una nuova edizione del Senatus Consul
timi de agro Pegameno, RAL S. 9,9.4 (1998), pp. 707-748, studio al quale si riman
da per le indicazioni bibliografiche.
54
S. MITCHELL, The Administration of Roman Asiafront133 BC to AD 250, in Lokale Autonomie und r'mische Ordnungsmacht in den kaiserzeitlichen Provinzen vom
1. bis 3.Jahrhundertf Hrsg. von W. Eck unter Mitarbeit von E. Mller-Luckner,
Mnchen 1999, pp. 17-46, part. pp. 26-27; cfr. G. D. MEROLA, Autonomia locale
- governo imperiale. Fiscalit e amministrazione nelle province asiane, Bari 2001, pp.
33-3455
RDGE 52,11. 43 sgg. (51-50 a.C.); vd. da ultimo D. CAMPANILE, I distretti giudi
ziari d'Asia e la data d'istituzione da distretto ellespontico, in Artissimum memoriae
vinculum. Scritti di geografia storica e di antichit in ricordo di Gioia Conta, a cura di
U. Laffi, F. Prontera, B. Virgilio, Firenze 2004, pp. 129-142, part. pp. 133-135.

46

ANDREA RAGGI

dell'introduzione del nuovo calendario della provincia d'Asia fu


diffusa in primo luogo dalle citt capoluoghi di conventus.56
Esporre (pubblicare) un documento ufficiale non la stessa
cosa che archiviarlo, ma possiamo ritenere che le citt elencate
nel doc. fossero sedi di conventus iunici Purtroppo non cono
sciamo con esattezza il numero di conventus nei quali era suddivi
sa la provincia di Siria: Tarso e Antiochia ne erano sicuramente
sedi nella tarda repubblica (le lettere che Cicerone redasse du
rante i mesi di governatorato in Ciucia sono a questo proposito
esplicite), mentre per le altre citt le notizie sono scarse.57
Gli studi di M. Sartre hanno dimostrato che, almeno a partire
dalla met del sec. d.C, la provincia di Siria era suddivisa in
tre distretti (eparchie), aventi come capoluogo rispettivamente
Antiochia in Siria, Tarso in Ciucia e Tiro in Fenicia; questi distret
ti erano suddivisioni territoriali funzionali alla celebrazione del
culto imperiale provinciale, ma anche conventus.58 A parte il gap
cronologico tra la datazione del nostro documento e la nascita
dell'organizzazione tripartita della provincia di Siria (che potreb
be per risalire all'et augustea), l'etnico non in ogni
caso di lunghezza sufficiente per colmare la lacuna di 1. 8.
Un'altra possibilit da valutare che Ottaviano, in considerazio
ne del io (optiofor), avesse prescritto di inviare l'atto di conferi
mento dei privilegi a Seleuco di Rhosos alle principali citt libere
della provincia:59 Antiochia ottenne lo status di civitas libera (con
56

U. LAFFI, Le iscrizioni relative all'introduzione nel 9 a.C. del nuovo calendario


delia-provincia d'Asia, sco 16 (1967), pp. 5-98, part. p. 66 (doc. vi, 1. 65). Ancora
un'altra testimonianza: Cesare prescrisse di esporre la tavola bronzea conte
nente la concessione dei privilegi ad Ircano di Giudea in tre citt,
(Ios., Ant. xiv, 197).
57
possibile pensare ad Aigeai (etnico ), non inclusa nel conventus
di Tarso (A. H. M. JONES, The Cities ofthe Eastern Roman Provinces1, Oxford 1971,
p. 202, che ipotizza anche un conventus con sede a Rhosos)? Sul sistema dei
conventus iuridici in queste due province in et imperiale (ma con rimandi alla
tarda repubblica) vd. R. HAENSCH, Capita provinciarum, cit., pp. 254 sgg. (Siria) e
pp. 29 sgg. e 270 (Ciucia).
58
M. SARTRE, Les manifestations du eulte imperiale dans es provinces syriennes et en
Arabie, in Rome et ses provinces. Gense <r diffuron d'une image du pouvoir. Homma
Jean-Charles Balty, textes rassembls par C. Evers et A. Tsingarida, Bruxelles
2001, pp. 167-186, part. pp. 170-171 e p. 173: Il est donc peu prs certain que le
terme cTparchie dsigne en Syrie ce qui, en Asie, est nomm conuentiis.
59
Cfr. E. SCHNBAUER, Die Inschrft, cit., p. 204: Es sind wohl jene Civita-

IL TESTO

47

conseguente comparsa della leggenda sulle mo


nete) a partire dal 47 a.C, quando G. Cesare visit la citt; Tarso
era in et augustea una civitas'libera et immunis.60 Tuttavia, diverse
poleis in Siria (tra le quali la stessa Seleucia di Piena e Rhosos)
poterono far mostra in quegli anni del privilegio dell'
grazie alia benevolenza di Pompeo e, successivamente, di Cesare
e Marco Antonio: anche in questo caso, dunque, la scelta si rivela
assolutamente non facile. [] rimane per il momento
la proposta migliore e nella regione Seleucia di Piena era sicura
mente considerata la Seleucia per antonomasia. 61
[] ,
/[ ] (11. 9-10)
La lacuna iniziale del doc. 11 di circa 6-7 lettere; l'integrazione
del nome , avanzata dal primo editore, pu ritenersi sicura
per i motivi esposti infra nel 3 del secondo capitolo. Poich vi sa
rebbe lo spazio per aggiungere un'altra lettera, resta il dubbio se,
prima di , fosse presente anche il praenomen di Ottaviano
in forma abbreviata. 62 La presenza, nel testo originale dell'atto,
del nome di u n altro triumviro, nel caso specifico quello di Marco
Antonio, potrebbe far ritenere probabile un'integrazione del pre
nome, perch quando i due triumviri compaiono insieme, nelle
intestazioni dei documenti nelle leggende delle monete, i loro
nomi sono quasi sempre preceduti dai rispettivipraenomina.63
tes liberae, die fur einen Rechtsstreit des Seleukos und der Seinen in Betracht
kamen.
60
Letteratura in R. HAENSCH, Capita provinciarum, cit., p. 244, n. 73 (Antio
chia) e p. 267, n. 28 (Tarso).
61
PLIN. , N.H. v, 79, definisce citt libere Laodicea, Antiochia e Seleucia. Altre pos
sibili integrazioni per remico di 1. 8 (ma con forti dubbi) sono [] e [
; [] non di lunghezza sufficiente. Da scartare anche Lacdicea,
la cui denominazione divenne, a partire dal 48 a.C, .
62
Come gi osservava . ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 67, n. 2: A vrai dire, si
le complment [ ] parait trop long, le complment [] est
trop cort; il subsiste donc un doute. Ritengono probabile la presenza del prae
nomen abbreviato di Ottaviano H. NESSELHAUF, Von derfeldherrichen Gewalt des
romischen Kaisers, Klio 30 (1937), pp. 306-322, part. p. 314, n. 2 (cambiando idea
rispetto alla pubblicazione del dossier in CIL XVI), e A. DEGRASSI, I nomi dell 'im
peratore Augusto. R praenomen Imperatore, in ID., Scritti vari di antichit in,
nezia-Trieste 1967, pp. 353-371, part. p. 369, n. 126.
63
Vd. infra la discussione e le testimonianze nel cap. n, 3.

48

ANDREA RAGGI

Bisogna certamente tenere in considerazione il fatto che il te


sto del doc. una traduzione da un originale latino e che nei
documenti ufficiali romani il prenome Gaius di solito si presenta
abbreviato. Ebbene, in quest'epoca abbreviazione di con
siste sicuramente in una gamma maiuscola;64 tuttavia, non solo,
come ha messo in evidenza Wolff, l'uso di questo prenome nel
la sua forma abbreviata poco frequente,65 ma anche risaputo
che nei documenti tradotti in greco i prenomi latini non vengono
quasi mai abbreviati. Pare dunque plausibile l'ipotesi che il praenomen non fosse presente nell'intestazione dell'atto al momento
della sua incisione a Rhosos; senza l'obbligo di trarne alcuna con
clusione, osserviamo solamente che la titolatura di Ottaviano che
ci si presenta identica, dopo aver sciolto le consuete abbrevia
zioni, a quella di un'emissione monetale databile al 39 a.C.66
D'altra parte, non va scartata la possibilit che il lapicida avesse
deciso di sua spontanea volont di non incidere la parola :
dopo l'adozione del praenomen di Imperator, quello di Gaius per Ot
taviano attestato per l'ultima volta in un documento che si data
al 39 a.C, il se. de Aphrodisiensibus (11. 26 e 48);67 inoltre, al momen
to dell'esposizione del dossier (per il quale il terminus post quem il
30 a.C, data di ricevimento a Rhosos del doc. iv, vd. infra cap. n,
3), il semplice nome indicava in Oriente ormai comune
mente Ottaviano (come, dopo il 27 a.C, indicher Augusto).68
64
Altre soluzioni, come il () proposto da G. MANGANARO, A proposito,
cit., p. 291 e n. 8, non hanno alcun fondamento: vd. J. e L. ROBERT, Bull. pigr.
i960,396, p. 200; A. DEGRASSI, I nomi dell'imperatore Augusto, cit., p. 369, n. 126.
65
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 69, n. 76:
wurde vielmehr in der Zeit der spten Republik und des Augustus im Griechischen normalerweise uberhaupt nicht abgekiirzt. Dai risultati di una ricerca
che ho condotto esaminando le attestazioni di questo prenome nella documen
tazione raccolta nei volumi del SEG, emerso che in Oriente testimonia
to nella sua forma abbreviata solamente a partire dalla prima et imperiale.
66
RRC 528.1-2: CAESAR iMP IIIVIR R p e (rovescio di un aureo e di un denario
emesso da Antonio in Oriente). Da notare, tuttavia, che questa stessa leggenda
maggiormente attestata quando compare con il praenomen, ma solamente nei
primi mesi dopo la costituzione del triumvirato: vd. RRC490.3-4,492.1 e 493.1 (43
a.C). Anche Arangio-Ruiz in FIRA f, p. 310, integra solamente .
67

68

J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 75.

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 70; M. GUARDUCCI, Intorno alla iscrizione, cit.,


p. 56; P. BURETH, Les Titulatures impriales dans lespapyrus, les ostraca et les inscrip-

IL TESTO

49

Ad ogni modo, al di l della presenza meno del praenomen


nella lacuna di 1. 9, da osservare che il lapicida dell'iscrizione a
Rhosos decise di non apportare alcuna modifica all'intestazione
, sebbene gli altri documenti del dossier
mostrassero chiaramente come Ottaviano nel frattempo avesse
cambiato nome in (11. 2, 73 e 85).
(1. n)
Per la forma del verbo cfr. RC, p. LXVIII : The extension of the -
inflection of the singular of the aorist active of and
to the plural is regular in the letters... and is the pre vailing form in
the Koin. Questa identica forma verbale compare alla 1.49 del se.
deAphrodisiensibus. Inizialmente (vd. infra LETTERA 2 in APPENDICE
11) Roussel leggeva , poi corretto in sulla base
dei nuovi calchi dell'iscrizione inviatigli da Seyrig (LETTERA 4).
[...]... / [ (ve!
) ], (11.12-13)
L/ iniziale rende quod o quoniam latino oppure, pi verosi
milmente, cum causale-temporale + congiuntivo.
All'inizio della 1.13 il primo editore leggeva, sulla base delle tra
scrizioni effettuate da Seyrig, le lettere OE precedute da un'asta
verticale visibile subito dopo la lacuna. Non credendo oppor
tuno unire queste lettere al della linea precedente, per evi
tare la giustapposizione delle due proposizioni rette dai verbi
e (11. 12-14), Roussel non inter
pret come terminazione di un sostantivo al dativo plurale,
ma prefer intendere la frase nel modo seguente: (sottinte
so altro termine analogo) / [nome di paese
( oppure ), ] ... ,69
In realt, dopo la lacuna all'inizio della 1. 13, che di circa 8-9
lettere (secondo Roussel di 9-10 lettere), la lettera sicuramente
tions d'gypte (30 a.C-284 p.C), Bruxelles 1964, pp. 21-23 (), 24 (
) e 25 (Caesar); J. REYNOLDS, Aphroaisiasy cit., p. 47: si pu affermare
che gi nel 39/38 a.C. alone must have denoted Octavian; cfr. anche
ibid., p. 97.
69

P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 37: nella lacuna da escludere per


la presenza dell'articolo; cfr. anche la parte iniziale della LETTERA 5 in APPENDI
CE (riprodotta nella FIG. 13), dove Roussel afferma di vedere un davanti a .

50

ANDREA RAGGI

presente sulla pietra, e questa lettura non solo esclude altre inte
grazioni proposte,70 ma porta alla conclusione che il sostantivo al
dativo plurale retto dall'articolo non possa essere altro che
. Resta invece da determinare il nome di luogo di circa 6-7
lettere, retto da , che indica l'area geografica interessata
dagli avvenimenti bellici ai quali presero parte i beneficiari deiTatto emanato dai triumviri.
La Guarducci, che ebbe comunque il merito di aver individua
to in il sostantivo corretto da integrare (pur non essendo
sicura della presenza della lettera ), riteneva che l'espressione si
riferisse al duello fra l'Occidente e l'Oriente, quale era la guer
ra imminente tra i triumviri e gli uccisori di Cesare (secondo la
Guarducci, infatti, la lex Muriatici Aemilia venne promulgata -prima
della battaglia di Filippi), e pertanto propose la frase seguente:
/ [ ], da intendere come traduzione
del latino in Qrientis partibus.71
Alcune osservazioni inducono a respingere l'integrazione della
Guarducci: il termine nella sua accezione di oriente,
levante come luogo geografico utilizzato quasi esclusivamen
te al plurale.72 Inoltre, da una ricerca effettuata con l'ausilio del
TLG CD-ROM, risultato che il sintagma pre70
Ad esempio [ ] (E. SCHNBAUER, Die Inschnfi, cit., . 198, e [.] Berger in FIRA f, . 310, n. 3, sulla base del confronto
con la 1. 88), oppure [ ] vel [ ], questi
ultimi due termini suggeriti rispettivamente da G. Manganaro e S. Mazzarino:
vedi G. MANGANARO, A proposito, cit., p. 295, n. 23, che pensa ad operazioni
svolte contro le forze dei Cesaricidi nel 42 (la sua proposta di integrazione
giustamente respinta da H. WOLFF, DieEntwickhngder Veteranenpnvilegien, cit.,
p. 75, n. 94). Un'altra soluzione, di natura generica, potrebbe essere /
[ ]: ma vd. le mie osservazioni nel prosieguo del testo.
71
M. GUARDUCCI, Intorno iscrizione, cit., p. 58, per la quale in questa
espressione potevano essere compresi anche coloro che ancora prima della
battaglia di Filippi avevano combattuto i Cesaricidi in Grecia e in Asia Minore;
la Guarducci respinge l'integrazione perch data il doc. u al 41 a.C. Per
H. WOLFF, Die Entwickhng der Veteranenpnvilegien, cit., p. 75, n. 94, l'integra
zione della Guarducci es ist bisher der beste Vorschlag, auch wenn er etwas
lang ist und sehr allgemein bleibt, so dafi er . . ebenso auf Illyrien oder Kreta,
Parthien oder Syrien usw. hindeuten konnte.
72
Nel Monumentimi Ancyranum, ad esempio, al latino ad solis orientis regionem
(5,14-15 = Auc, Res gestae 26, 4) corrisponde il greco (14,12);
ad orienter (5,32 = Auc, Res gestae 27,3) reso con (15,14-15). In

IL TESTO

51

sente, prima dell'epoca tardo-imperiale e bizantina, unicamente


tra le pagine di Flavio Giuseppe;73 al contrario, l'espressione
() + nome di paese regione + utilizzata
normalmente dagli scrittori di lingua greca della media e tarda
repubblica e del principato.74
opportuno non dimenticare che ci troviamo di fronte ad un
testo tradotto dal latino,75 ma credo comunque inverosimile, sul
la base della datazione del documento (cfr. infra cap. 11, 3), che
nell'atto venisse nominata una guerra condotta in Oriente. A mio
parere, i nomi di regione candidati a riempire la lacuna di 1. 13
possono restringersi unicamente a due: (
infatti sicuramente troppo corto, mentre propo
sto da Roussel non persuade, Filippi si trova in Macedonia, non
in Tracia). Tra i due termini parrebbe pi immediato integrare
il primo, con riferimento al bellum Siculum, ma la preferenza po
trebbe cadere pure sul secondo in considerazione dell'estensione
della lacuna, dove le sette lettere di si inseriscono pi
agevolmente di , leggermente lungo.
Altri due motivi, a mio parere, potrebbero far propendere per
la seconda soluzione: innanzi tutto nell'atto (e, quindi, forse an
che nella lex Munatia Aemilia, che ne rappresent la fonte giuridi
ca: vd. infra nel cap. 11, 1, le considerazioni sul doc. 11) la deter
minazione locale doveva essere abbastanza vasta, in maniera da
dare la possibilit di inserire nella lista dei beneficiati un maggior
numero di persone; inoltre lo scontro tra Ottaviano e le flotte
et imperiale il termine utilizzato per indicare l'Onens e le province orientali
: cfr. LSJ sotto le rispettive voci.
73

74

Vd. Ios., Ant. XVIII, 54 (due volte); . . rv, 441.

Vd. POL. 11, 39.1 ( ); in, 15.3; m, 33.18 ( ); in,

87.2; , .8; , 35; , 87.6; , 434 , 1.11; DIOD. rv, 50.1 e , 15.6; STRAB. ,

2.3, cfr. in, 2.13 ( ); Ios., . , 141 (= Ant. ,


226). Ho interrogato il TLG CD-ROM32 con il programma TLG Workplace 8.0.
75
II sintagma nome di paese regione + locis attestato tra le fonti letterarie
di et tardo-repubblicana - prima imperiale: PLIN., N.H. XVI, 55; FRONTCN., Aq.
24; GELL. xv, 16.2. Pi diffusa la locuzione nome di paese regione + partibus:
Lrv.xxx,28.8(in Italiae partibus); CAES., beli civ. 1,25.2(exultimisItaliae partibus);
O c , Verr. 5,145 (ex omnibus Siciliae partibus); PLIN., N.H. n, 136; xrv, 22; xxxrv,
96; COL. IH, 2.11. Cfr., inoltre, la frase nome di paese regione + regionibus:
CAES., beli civ. 1, 25.2; COL. IX, 13.2; VITR. V, 5.8; LARG. CLXIU, 20. Per Onentis

partibus ho trovato un'unica testimonianza: O c , adfam. xn, 5.3.

52

ANDREA RAGGI

repubblicane, tra le quali primeggiava la squadra navale di Sesto


Pompeo, interess, prima delle terribili e decisive battaglie com
battute intorno alla Sicilia, le coste della penisola italiana.
Le fonti sono molto esplicite al riguardo: dopo essersi assicu
rato il controllo dei mari intorno all'Italia, Sesto Pompeo inizi a
saccheggiare i centri costieri delia penisola, avendo come base di
appoggio i porti siciliani e alcuni presidi in Italia; fu cos che diver
se battaglie navali ebbero luogo di fronte alle coste italiane. Gli
scali dell'Italia centro-meridionale servirono da base di partenza
alle navi di Ottaviano; per quest'ultimo, la difesa delle localit
costiere della penisola e la protezione dei convogli di grano, che
rifornivano Roma e l'Italia, dagli attacchi navali del figlio di Gn.
Pompeo divennero in quegli anni gli obiettivi prioritari dell'ope
rato politico e militare.76
La cautela d'obbligo, ma se Seleuco giunse in Italia con le sue
navi prima della battaglia finale tra Ottaviano e Sesto Pompeo,
forse partecip anche agli scontri che si svolsero di fronte alle co
ste della penisola a partire dagli anni immediatamente successivi
a Filippi.77 Nel se. de Asclepiade, del resto, gli avvenimenti ai quali
parteciparono i tre peregrini greci beneficiati sono indicati con
' (1. 7: allo scoppio del bellum
Italicum), espressione generica che pone al centro dell'attenzio
ne, ancora una volta, la penisola italiana e che potrebbe riferirsi,
nello stesso tempo, a due distinti eventi bellici, la guerra sociale e
76
Vd. APP., b.c. v, 72; v, 280; v, 304-305: Sesto Pompeo '
; , 344 (battaglia navale presso Cuma); v, 382 (Ottaviano
teme che Sesto Pompeo possa invadere l'Italia); CASS. DIO xLvni, 17.4; XLVIII,
18.1; XLVin, 20.1: Sesto Pompeo ... ; XLVIII, 20.2;

XLVIII, 30.5 (saccheggio delle coste delTEtruria); XLVIII, 31.1; XLVIII, 36.5; XLvm,

45.7 (38 a.C.): '; XLVIII, 46.1-2 e .4-5 (saccheggio di


alcune zone in Campania e scontro presso Cuma); XLvni, 48.6; XLIX, 1.3 (36 a.C:
battaglia presso capo Palinuro).
77
Ipotizzano la presenza di Seleuco nelle navi inviate da Marco Antonio M.
A. LEVI, La grande iscrizione di Ottaviano trovata a Roso, RFIC 66, n.s. 16 (1938),
pp. 113-128 (= ID., R tribunato deUapkbe e altri scritti su istituzioni pubbliche romane,
Milano 1978, pp. 143-159), part. p. 117; R. SYME, The Roman Revolution, Oxford
1939, p 2.36, n. 2; G. MANGANARO, A proposito, cit., p. 292; E. GABBA, Appiani

Bellorum Civilium Liber Quintus, Firenze 1970, p. 162; S. MAZZARINO, L'Impero


romano 15, Roma-Bari 1991, p. 171, n. 19; contra H. WOLFF, Die Entwicklung der
Veteranenprivilegien, cit., p. 74, n. 93.

IL TESTO

53

la lotta tra la fazione mariana e Siila, quando quest'ultimo, nell'83


a.C, rientr in Italia dalla Grecia.78
Se invece Seleuco partecip unicamente alle operazioni finali
contro Sesto Pompeo (e Tatto a suo favore fu. promulgato subito
dopo la vittoria di Nauloco: vd. infra cap. 11, 3), allora il termine
da integrare dovrebbe essre ; e, in effetti, l'area dello
scontro vero e proprio contro Sesto Pompeo fu da subito e per
sempre individuata nella Sicilia.79 Tuttavia, anche opportuno
osservare che la denominazione bellum Siculum compare, nelle
fonti a nostra disposizione, solamente a partire da Plinio il Vec
chio e Svetonio e che, come noto, la propaganda augustea de
fin in tutt'altro modo lo scontro tra Ottaviano e Sesto Pompeo,
ovvero come una guerra contro pirati e schiavi.80
/[ ] , (11.13-14)
La iunctura / si ritrova frequentemente
nelle iscrizioni onorifiche e tra le pagine degli storici greci (spe
cialmente in Polibio): cfr. RC, p. 341, s.v. .
L'espressione presente anche nell'iscri
zione in onore di Aristagora proveniente da Istr (SylU 708 = I
Istros 54,1.36).
Per un'elencazione delle virt del principale beneficiario (lau
datici) cfr. se. ie Asclepiade, 11. 7-8 e 1.11 della versione greca; Cic,
pr Balbo 2, 6.8l

/ [ ] (11.17-18)
La Guarducci propone di non supplire prima di , per la
posizione non naturale occupata dalla particella in questo conte78

Per le varie proposte sulla datazione del bellum Italicum menzionato nel se.
de Asclepiade va. H. WOLFF, DieEntwicklungder VeteranenpnvUegien, cit., p. 57, n.
51, e le osservazioni di V. ROSENBERGER, Betta et expeditiones. Die antike Termino
logie derKriege Roms, Stuttgart 1992, pp. 35-41.
79

Cfr. STRAB. v, 4.4 e vi, 1.6; VELL. , 73.3 e 11, 82. Su questi passi vd. G. D.

MASSARO, A proposito della guerra 'piratica7 contro Sesto Pompeo. Nota su Strabone v,
4,4; vi, x, 6; vi, 2,3; vi, 2,4, AFLPer 22 (1984-1985), pp. 289-299
Vd. V. ROSENBERGER, Bella et expeditiones, cit., pp. 56-59. Cfr. la celeberrima
espressione mare pacavi a praedonibus. Eo bello servorum... (AUG., Resgestae 25,1)
e la frase Siciliam et Sardiniam occupatas bello servili reciperavi (AUG., Resgestae 27,
.^inoltre le considerazioni sul bellum Siculum nel cap. v, 1.
' Haec sunt propria Cornell, pietas in rem publicam nostram, labor, adsiduitas,
dmicatio, virtus digna summo imperatore.

54

ANDREA RAGGI

sto e perch la mancanza di una congiunzione si pu notare an


che alla 1.13 ;82 poich la lunghezza della lacuna in questo punto
incerta, ho preferito anch'io correggere il testo di Roussel.
3 [ (?) ] , ... [!
][] /[ .]
(11.19-23)
precedenti commentatori dell'iscrizione, a partire dal primo
editore,83 avevano gi notato l'analogia testuale tra queste linee
dell'atto a favore di Seleuco di Rhosos e le 11. 9-13 dell'editto di
Ottaviano de pnvilegiis veteranorum; grazie alla mia ricostruzione
del testo, questa somiglianza si rivela ancora pi stretta.
Esaminando le proposte di integrazione suggerite da Roussel
per queste linee, possibile osservare come le lacune iniziali si
riducano in larghezza dalle 8-10 lettere delle 11.12-18 fino alle 6-7
lettere delle 11. 21-23. Questa riduzione non appare giustificata,
al contrario, il blocco di pietra in questo punto presenta una
rientranza ancora pi accentuata del margine sinistro che arriva
fino alla frattura trasversale della lastra (vd. FIGG. 1-2). Pertanto, a
meno di supporre che questa rientranza fosse presente anche nel
margine originale della pietra, dato non pi verificabile, a mio
parere opportuno ammettere restituzioni pi lunghe rispetto a
quelle proposte dal primo editore; in questa maniera siamo in
grado di spiegare anche il motivo per cui alla 1. 23 i calchi su carta
da me eseguiti non hanno rilevato la presenza di lettere. Ritengo
quindi che sia necessario calcolare per le 11.19-22 lacune iniziali di
circa 11-12 lettere.
Le integrazioni da me proposte per la parte iniziale della 1. 21
e della 1. 22 hanno origine dal confronto con le espressioni ri
spettivamente presenti alle 11. 10-11 dell'atto a favore di Seleuco
di Rhosos84 (un'altra proposta di restituzione potrebbe essere
/[ ]) e alla 1. 11 dell'editto de pnvilegiis
veteranorum-(... cives Romani...). Alla 1.19 ritengo che l'integrazio82

M. GUARDUCCI, Intorno atta iscrizione, cit., p. 55, n. 4.

83

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 48.

84

Con una variatio nella disposizione dei termini;


non comunque infrequente: cfr. SGDI 2197 (Delphi), 11.18-19; SEG 12 (1955), 3*4
1. 8; I. Dlos 1416, , 1. 87 e 11.110-111.

IL TESTO
55
ne pi plausibile all'inizio sia (nell'edizione apparsa in ZPE
avevo lasciato in sospeso questo punto).
Per la parte iniziale della lacuna di 1. 20 mi sembra preferibile
l'integrazione proposta da CI. Praux (/[ ]), sulla base
dell'espressione presente nell'editto di Ottaviano a favore dei ve
terani (1. 9: uxonbus qui seenni), rispetto allafrase
/[ ] (corrispondente al latino uxori quae eius
postitele ent) suggerita in maniera dubitativa da De Visscher ed
accolta da Sherknella sua edizione.85 Purtroppo, anche se restano
diverse tracce di lettere, difficile capire quale parola espres
sione seguisse , lettura, quest'ultima, che potrebbe anche
rivelarsi non corretta: infatti non chiaro se il sia seguito da un
T, come supposto da Roussel, da un ( ?). Immediatamente
dopo si intravede una specie di asta obliqua, forse appartenente
alla parte destra di una A, ma segue una lettera che pare quasi
certamente un omicron: in effetti, in un primo tempo Roussel
leggeva dalle fotografie e dai calchi dell'iscrizione proprio ,
ma decise di scartare la restituzione [][] (dont je ne sais
que faire)86 proposta da Seyrig.
A quest'omicron seguono le tracce di 4-5 lettere: la prima let
tera indecifrabile (forse E ), le altre lettere sembrano, in suc
cessione, (la lettura di tutte queste lettere, in special
modo la T, incerta). In questo contesto, la presenza di un termi
ne come potrebbe trovare una sua giustificazione nel senso
dell'interpretazione generale della proposizione data da Wolff:
la civitas e la immunitas vengono accordate ad una sola moglie di
Seleuco, ovvero alla donna con la quale il beneficiario dell'atto
sposato al momento della concessione che eventualmente si
unir a lui pi avanti nel tempo. Tuttavia, alla luce di queste nuo
ve letture, non mi sembrano accettabili le restituzioni proposte
da Wilhelm e dallo stesso Wolff per colmare la lacuna che pre
cede .87 Giustamente Wolff osserva che nel testo era
85

,Vd. iGLsra.i,p. 404, e F. D E VISSCHER, Le statut, cit., pp. 81-82; cfr. infra
n. 87. Inizialmente P. Roussel aveva pensato alla restituzione /[ ]: la
femme qui participe ... quoi? (vd. infra LETTERA in APPENDICE ).
; '7 Vd. infra LETTERA 1 e LETTERA 2 in APPENDICE IL
Vd.^ Wilhelm arpua E. SCHNBAUER, Die Inschrift, cit., p. 199: /[
] [ , ' ] ( nel senso di una

ANDREA RAGGI
56
sicuramente presente una clausola di salvaguardia, altrimenti il
principale beneficiario del provvedimento avrebbe potuto ren
dere cittadina romana qualunque donna avesse sposato dopo la
concessione della civitas; probabile, quindi, che nella lacuna si
trovassero sia un'indicazione temporale sia una delimitazione
numerica delle possibili beneficiarie della clausola (e forse anche
un riferimento allo ius conubii concesso alla moglie), ma purtrop
po, per quanto si riesce a leggere dalla lastra di pietra, dubito che
sia possibile pervenire ad una ricostituzione pienamente soddisfa
cente del testo di questa linea.88
Passiamo ora all'esame della frase presente alle 11. 21-22. La pro
posizione corrispondente nell'editto depnvilegiisveteranorum, che
retta dall'uti di 1. 10 e termina all'inizio della 1. 12 con sunto,
stata intesa in vari modi, in ragione dell'incertezza sull'esatta for
ma del verbo essere presente alla 1. 11: le interpretazioni pi
condivisibili sono, a mio avviso, quella di considerarla come
una finale dipendente da immunes sunto, etc. (e in questo caso va
accolta la lezione sint)," oppure come una comparativa semplice
(con verbo finale sunt). Sicuramente da scartare la lezione sunto,
sia perch da un punto di vista grammaticale non pu accordarsi
con ut, sia perch verosimilmente per i veterani dell'editto, es
donna che si unir al principale beneficiario secondo le regole del matrimonium iustum); H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p.
77 e n. 99 (dove, con valide motivazioni, si respingono le restituzioni suggerite
da Wilhelm e da De Visscher) : /[ ] [
] corrispondente grosso modo al latino uxori eius quam
secum habet habuert dumtaxat singulae sulla base della formulazione standard
presente nei diplomata militana (CIL XVI): ipsis liberis posterisque eorum civitatem dedit et conubium cum uxoribus, quas tunc habusent cum est civitas iis data,
aut si qui caelibes essent, cum iis quas postea duxissent, dumtaxat singulis singula.
38

11 testo del papiro che contiene editto di Ottaviano de pnvilegiis veteranorum non d'aiuto: qui, come in altri passi del papiro, dobbiamo presumere che
l'originale sia stato trascritto in modo impreciso. Il Prof. . . Crawford mi
suggerisce lafrase come possibile integrazione per la lacu
na di 1. 20; da osservare, tuttavia, che in altri due luoghi del dossier si parla di
civitas tout court e non di civitas Romana (doc. 11,1.10 e doc. rv, 1. 91).
89
Cos H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegf,eny cit., p. 78, n.
100 (oder vielleicht auch indirekter Fragesatz?); della stessa opinione gi F.
SCHEHL, Zum Edikt Domitians ber die Immunitaten der Veteranen, Aegyptus 13
(1933), pp-137-144, part. p. 142, n. 3.

IL TESTO

57
sendo questi gi cittadini romani, non fu prevista, a differenza di
Seleuco, la concessione dello ius civitatu (la 1. io, da confrontare
con le 11.20-21 dell'iscrizione che stiamo esaminando, parla di dare
solamente la immunitas omnium rerum).90
Accogliendo la seconda interpretazione, Roussel sugger di cor
reggere l'uiiqiie presente nell'editto in uti qu<i> e integr il testo
crreco del provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos in ma
niera corrispondente.91 La conferma della correttezza della sua
restituzione ora fornita dalla nuova lettura del verbo , a
I. 22, lettura che scioglie ogni possibile dubbio sulla costruzione
della frase; a confronto si possono citare alcune clausole presenti
nella lex agraria, nella lex Ursonensis e nella lex Imitami, dove la
terminologia utilizzata analoga.92 Per un'analisi di queste linee
rimando infra al cap. in, 1.
Alla 1. 22 ho restituito il pronome e la congiunzione
(al posto del integrato dal primo editore) prima di ,
in modo da rispettare la lunghezza della lacuna e mantenere la
distinzione con la frase precedente.
Per supplire la lacuna di 1. 23, non sono riuscito a trovare una
soluzione pi soddisfacente di quella adottata da Roussel, il quale
ha inteso come traduzione del latino vacatio (esenzio
ne, cfr. 1.13 dell'editto depnvilegiis veterdnorum), bien que cette
quivalence ne soit pas atteste.93 In effetti, la sola attestazione
90

Cfr. infra le considerazioni nel cap. n, 2.

91

Vd. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 48, n. 5.

92

Lex agrana, 1.27 : [is ager locus do]mneis pnvatus ita, utei quoi optuma lege pnva
tus est, esto\ lex Ursonensis LXVI, 11.33-37: eiq(ue) I pon<t>i\fi]ces auguresque... sun
to, ita uti qui I optima lege optumo iure in quaque colon(ia) I pontifiices) auguresq(ue)
sunt erunt; ibid. LXVII, 11. 14-16; lex lrnitana 28, 11. 11-12: uti qui optum<o> iure
La/tini libertini liberi sunt erunt (su cui vd. F. LAMBERTI, Tabulae Imitanae.
Municipalit e ius Romanorum, Napoli 1993, p. 56 e p. 285 con n. 30); ibid. 30,
II. 38-39: uti qui optimo iure optumaque lege cuiusque municipi I Latini ecuriones
conscrpti{s}ue sunt. Cfr. anche GELL. I, 12.14 (la sottolineatura mia): In libro
prmo Fabii Pictoris ... scriptum est. Ea verba haec sunt: Sacerdotem Vestalem, quae
sacra faciat quae ius siet sacerdotem Vestalem facere pr populo Romano Quiritibus,
uti quae optima le%efu.it. ita te, Amata, copio \ le traduzioni di questo inciso for
nite dalle edizioni Loeb Classical Library (a cura di J. C. ROLFE, London-New
York 1927: as one w h o has fulflled ali the legai requirements) e Les Belles
Lettres (a cura di R. MARACHE, Paris 1967: en tant que candidate choisie selon
*a plus pure des lois) non sembrano, alla luce dei passi citati sopra, corrette.
,J3
P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 48, n. 7. Nei papiri di et imperiale il termi-

ANDREA RAGGI
58
epigrafica del termine che ho trovato si trova nel lungo decreto in
onore di Polemaios emesso da Colofone alla fine del secondo se
colo a.C. (ca. 120 a.C); i Robert traducono con l'espres
sione remise de dettes.94 Analogamente, nel Nuovo Testamen
to il significato prevalente quello di rimessa, perdono dei
peccati (Ep, Rom. 3, 25).95

4 [ ] [ ...] ... /[ ] [][,& (?) *


] / [][

(?)] (11. 24-27)


Per questa accezione del verbo vd. LSJ, S.V., 11.2. Il cal
colo della lunghezza delle lacune ha permesso di considerare in
linea di massima valide le restituzioni suggerite da Wolff, il qua
le si mantenuto quanto pi possibile aderente al testo latino
dell'editto de pnvilegi veteranorum. Alla fine della 1. 24 probabil
mente l'incisore ha aggiunto quasi meccanicamente lo iota, sulla
falsariga degli altri (con iota ascritto parassitico) presenti
nel testo.
Rispetto alla pubblicazione in ZPE, segnalo che alla 1. 25 il ter
mine corretto da leggere [ ] e non [ ], accolto dai
precedenti editori e da me stesso per una svista.96 Qui necessa
rio supporre che Seyrig-Roussel abbiano trascritto male il testo
dell'iscrizione, a meno di non voler considerare il un errore del
lapicida. Ma un'altra soluzione potrebbe essere quella di imma
ginare la mancata incisione di uno iota, per cui la frase andrebbe
letta nel modo seguente:
ne vacatio reso in greco con : F. OERTEL, Die Liturgie:
Studien zur ptolemischen und kaiserlichen Verwaltung gyptens, Leipzig 1917, pp.
388-389 e p. 394.
94
Claxon Polemaios in, 11. 42-47: / ... /
/ / (traduz. J. e L. ROBERT, Claros 1. Decreto hellnistiques, Paris 1989, p. 43: chacun de ses obligs ayant mis en
vidence ... la bont montre par cette remise de dettes).
95
Vd. LSJ, s.v., in; cfr. W. ARNDT, A Greek-English Lexicon ofihe New Testament
and other Early Christian Literature3, revised and edited by F. W. Danker, Chica
go 2000, p. 776; E. FAMERIE, Le latin et Ze grec d'Alien. Contrbution l'tude du
lexique dyun histonengrec de Rome, Genve 1998, p. 363. Il termine non attestato
n in Worterbuch 1-11, n in Worterbuch rv.
96
Ringrazio il Prof. M. H. Crawford per la segnalazione.

IL TESTO

59
[ ]<> [][] [ ]
con una maggiore aderenza del testo alla disposizione delle
parole nell'editto di Ottaviano depnvilegiL veteranorum, 11.13-14.
Inoltre, rispetto alla pubblicazione in ZPE, ho sostituito al
congiuntivo il pi appropriato a 1. 26 e ho esclu
so dalia lacuna centrale di 1. 24 l'integrazione proposta da
Wolff, perch una cittadina romana non era iscritta ad una tri
b.97 Resta il fatto che la lacuna centrale di 1. 24 lunga almeno
3-4 lettere in pi rispetto a quanto supposto da Roussel e la tenta
zione sarebbe quella di supplire , cos come fatto per ben due
volte dal primo editore per integrare completamente la lacuna
centrale cu 1. 28, ma assai probabile che nell'originale latino in
entrambi i casi non fosse presente alcuna congiunzione tra i ter
mini (cfr. 1.19 e 1. 60).
L'interpretazione della seconda parte della frase finale resa
assai problematica dalle condizioni lacunose nelle quali si trova il
testo. Per queste ragioni, rifiutando l'integrazione del termine
proposta per primo da Schnbauer e accolta succes
sivamente da Wolff, ho lasciato a 1. 27 le lettere edite dal primo
editore, che i miei calchi su carta non hanno per evidenziato.
da osservare, infatti, che Roussel all'inizio delle linee di questa
clausola edita diverse lettere che io non sono riuscito a leggere
dai calchi.
Alla 1. 26 verosimile che il termine rendesse municipium
piuttosto che civitas: municvpium Icolonia ovviamente un bino
mio che si trova di frequente nelle clausole delle iscrizioni di et
tardo-repubblicana che fanno riferimento alla condizione del suo
lo.98 Per un commento alla clausola vd. infra cap. in, 2."
97

Cfr. TH. MOMMSEN, Rmisches Staatsrecht m.i3, Leipzig 1887, p. 183 = Le


droit public romain vi.i, Paris 1889, p. 205.
98
Cfr. soltanto lexagraria, 1.31; tabula Herackensis, passim; lex de Gallia Cisal
pina (RS 28), passim. Alcuni esempi di utilizzo di con il senso di munidpium
sono raccolti da H. J. MASON, Greek Terms for Roman Institutions, Toronto 1974,
S.V.,2.

Wolff ha individuato in queste linee tre clausole distinte: vd. il testo in


W. ECK, H. WOLFF (Hrsg.), Heerund Integrationspolitik, cit., Falttafel a). Da par
te mia, invece, ho considerato queste disposizioni come costituenti un unico
paragrafo ( 4), basandomi in parte sul confronto con reditto di Ottaviano a
favore dei veterani, in parte su una diversa interpretazione della 1. 27.

ANDREA RAGGI
6
5 [ (?)] [ ...] ... [ ][,
] (11. 28-32)
In queste linee ho seguito la divisione in due frasi separate (che
non considero, ad ogni modo, due clausole distinte) individuata
da Woiff;100 tuttavia, rispetto alle sue proposte di integrazione,
alcune modifiche sono necessarie in ragione del calcolo pi pre
ciso della lunghezza delle lacune e delle nuove letture. A 1. 29
ho eliminato il integrato da Wolff e edito in ZPE perch
grammaticalmente non corretto e costituisce quindi una restitu
zione molto dubbia.
Il confronto con l'editto de prvilegiis veteranorum (1.15) induce
a supplire nella lacuna iniziale di 1. 28 un termine equivalente al
latino quodcumque. Tuttavia, ritengo anche possibile che la parola
iniziale della clausola fosse (cfr. 1. 24) e che (= ius)
a 1.30 facesse riferimento alla condizione giuridica ai diritti pos
seduti dai beneficiari della clausola prima dell'ottenimento della
civitas (cfr. infra cap. ni, 3). Il Prof. M. Crawford mi suggerisce i
termini ; per il prosieguo della clausola pensa ad
un'espressione del tipo ... ,....
Grazie all'esame dei calchi su carta dell'iscrizione, sono apparse
all'inizio della 1. 32 le lettere , che inducono a modificare so
stanzialmente le restituzioni proposte dai precedenti editori per
le linee finali della clausola.101 Ho cos cercato di ricostruire un
periodo analogo a quello delle 11.17-20 dell'editto depnvilegiis ve

teranorum (item ut haloeant utanturfruanturque, permitft]i I [d]o).102

Naturalmente, a causa della lunghezza delle lacune, difficile


comprendere a quale vocabolo si riferissero realmente le lettere
visibili e se la clausola finisse con un verbo simile aloo
suggerito da Wolff: la mia proposta, pertanto, congetturale.
100

Vd. infra cap. ni, 3.


Inizialmente, in realt, avevo letto , pensando ad una possibile ter
minazione della parola , ma,riesaminandoi calchi, ho appurato che
soltanto le lettere e sono chiaramente leggibili, mentre davanti a loro si
vedono, in successione, un segno non ben decifrabile e un'asta verticale, che
potrebbe essere semplicemente una scalfittura nella pietra.
102
Cfr. anche se. de Aphrodisiensibus, 11. 58-60: ,
... / [], , , ; lex Antonia de Termessibus, col. 1,11. 23-24 e 34-35; se. de Asclepiade, li. 16-17 parte greca = 1.11 parte
latina.
101

IL TESTO

6l

La seconda frase di 1.31 stata integrata dal primo editore sulla


base del confronto con un'espressione analoga presente nel se. de
Aphrodisiensibus3 Da notare che Seyrig/Roussel leggono al
l'inizio di 1. 31 dopo TA.TE, ma tale lettura, in realt, non stata
confermata dall'esame dei calchi dell'iscrizione da me eseguiti su
carta. Alia i. 30, sulla base delia struttura della frase, sembrato
pi corretto restituire al posto di .
L'uso del neutro plurale di con il significato di onorifi
cenze proprio dello stile delle cancellerie ellenistiche; il termi
ne forma spesso una iunctura con .104 Al latino com
moda, ultimo vocabolo della lunga elencazione presente alle 11.
17-18 dell'editto de pnvilegiis veteranorum (da confrontare con le
11 30-31 del dossier di Seleuco di Rhosos), Wolff ha fatto corri
spondere , ma non escluderei che il termine sia stato
reso dal traduttore del documento con ;105 si pu anche
pensare a .
6 [' ] [ ...]... [ ][
(?) .] (11. 33-35)
Purtroppo il testo preservato di questo paragrafo talmente
lacunoso che difficile restituirlo con certezza nella sua totalit.
Tuttavia, il confronto con i documenti della tarda repubblica che
presentano una prescrizione analoga (in particolar modo le 11. 2023 dtWedictum di Ottaviano de pnvilegi veteranorum)106 agevola
il nostro compito di indicare alcune probabili restituzioni, per le
quali ora possibile tenere conto di un conteggio pi preciso del
lo spazio disponibile nelle lacune. Rispetto all'editto pnneeps sono
da notare alcune differenze di lettura e il fatto che le lacune inizia103
Alla 1. 53: <> () , ()
; cfr. . ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 55, . 5.
104
Cfr. RC, pp. 369-370 e p. 373, con numerosi esempi; per alcune attestazioni
dalla prima et imperiale vd. ora D. KNIBBE, H. ENGELMANN, B. IPLKOGLU, Naie
Inschrifien aus Ephesos, cit., p. 113, commento a 1.3 dell'iscrizione nr. 1. Da notare
l'espressione analoga del se. de Aphrodisiensibus, 1. 48: , ,
^[ ]; cfr. anche RDGE 30,1.10: [], []>.
Cfr. un frammento di Modestino (la sottolineatura dei due termini mia)
escerpito in D. 50,1, 35 (MODEST. 1 xcus.): -:
1 , (nam qui eius urbis commodis non
lUlt r
ro terea
incoh esse non existimatur).
t" ' P P
106
Altri testi sono citati infra nel cap. in, 3.

62

ANDREA RAGGI

li di queste linee risultano essere pi lunghe di 2-3 lettere rispetto


a quanto supposto da Roussel.
All'inizio della 1. 33, i calchi su carta dell'iscrizione hanno rive
lato la presenza della congiunzione subito dopo le lettere
; pertanto, sulla base dell'analogia con l'editto de prMlegiis
veteranorum (1. 20: invitis eis ...). ho integrato il termine
(inserito invece da Wolff nella lacuna centrale della linea), giac
ch il calcolo della lunghezza della lacuna iniziale (che di circa 8
lettere) permette questo inserimento.
Nella lacuna centrale ho accolto la restituzione edita
da Wolff in base alle lettere viste da Seyrig-Roussel.107 Il termine
forse da intendersi come 'governatore' (cos nella mia traduzio
ne) sulla base del confronto con la lex de provinciis praetoriis (vd.
le osservazioni in RS, p. 268). Come altri termini plausibili da inte
grare nella lacuna di 1.33 si pu pensare ad al posto di
(legato dei triumviri?), seguito forse da ][][] (?)
al posto di ][][].
L'esame dei calchi ha poi rivelato a 1. 34 l'esistenza di un grup
po di lettere () non viste dal primo editore (Roussel leg
geva IT). La soluzione adottata mi stata suggerita dal Prof. M.
Crawford. Nell'edizione in ZPE avevo riferito
al precedente ;108 avevo anche vagliato altre
soluzioni.109
Nel prosieguo del testo della clausola ho lasciato grosso modo i
supplementi di Wolff (ad esempio = lat. procuratorem,
presente nel testo dell'editto de privilegio veteranorum alla 1. 21), in
tervenendo, tuttavia, l dove ho riscontrato variazioni nella lun
ghezza delle lacune rispetto all'editto princeps: cos a 1. 35 ho inte
grato ad inizio lacuna ed ho omesso la proposta di restituzione
di Wolff (che riprende la 1. 23 dell'editto de privilegiis veteranorum)
per la parte terminale, poich considero la parte anepigrafe di que
sta linea maggiore di quanto supposto dallo studioso tedesco.
7-8 (11. 36-44): fino alla 1. 47 inclusa, i calchi su carta restituisco
no non pi di due tre parole per linea sicuramente leggibili; per107

H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 82, n. 108.


Cfr. lex Fonteia,framm.(a) + (b) + (e), (ii), framm. (e), 11.11-12: [ ] /
[] '.
109
Ad esempio: [ ][ ][ ( ) vel ].
108

IL TESTO

63

tanto difficile comprendere il significato del testo, anche in una


pur minima parte, e determinare con precisione la divisione tra le
clausole. Le difficolt nella decifrazione del testo sono accresciu
te dall'impossibilit, di qui in avanti, di un confronto diretto con
l'editto di Ottaviano depnvilegiis veteranorum, dato che il papiro
conserva come ultima disposizione quella corrispondente al 6
dell'atto a favore di Seleuco di Rhosos.
Roussel ha fatto iniziare il 9 alla 1. 45, mentre Seyrig, notando
un vacat di circa 5 lettere dopo alla fine della 1. 43, rite
neva che la clausola cominciasse con la 1. 44;110 non escluso, tut
tavia, che la nuova disposizione iniziasse immediatamente dopo
di 1. 44 (cfr. la 1. 70), oppure addirittura alla 1. 46.
Le norme contemplate dal 7 sono andate perdute nella loro
totalit: non siamo infatti in grado di capire se fossero ancora
previste delle esenzioni (come farebbe presupporre il termine
a 1. 36; integrato dal primo editore sulla base
del confronto con la 1.48) oppure disposizioni concernenti la con
dizione giuridica dei destinatari dell'atto.
Sul contenuto del 8 e sull'integrazione a 1. 44, pro
posta da J.-L. Ferrary, vd. infra cap. ni, 3. Wolff suggerisce per la
fine di 1.41 il termine [ ], un da mettere
in relazione con (tassa sulla vendita o
acquisto di beni).111
In sede di esame dei calchi, mi sembrato di poter leggere due
gruppi di lettere al centro della 1. 43: e, un poco pi avanti,
; tuttavia, l'incertezza di queste letture e la collocazione
non precisa di queste lettere nel contesto della linea mi hanno
fatto optare per una loro esclusione dal testo dell'edizione.
Alla 1. 44 prima di si deve forse leggere [ ].
9 (11. 45-52): purtroppo anche per queste linee non siamo in
grado di ricostruire in maniera completa il testo, a parte for
se l'ultima frase (U. 51-52); tuttavia, come evidenzio in sede di
commento, il senso della seconda parte della clausola si pre
cisato meglio grazie al confronto con alcune disposizioni del

V d P RoussEL

' '

Un

Syrien, cit., p. 57, n. 3.

H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 83 e n. 110.

ANDREA RAGGI

cosiddetto Monumentum Ephesenum. Alla 1. 46, inoltre, mi sem


bra di poter leggere dai calchi il termine tecnico (impo
sta doganale), attestato anche pi avanti a 1. 51: la presenza di
questo vocabolo conferma l'unitariet dell'argomento trattato
in queste linee, come prova anche il verbo (1. AJ e 1.
48), che in questo conresto assume chiaramente il valore di ri
scuotere l'imposta (lat. accipere; cfr. 1. 57 e 1. 99 della lexportoni
Asia).
In generale, considerando l'estensione delle lacune nel testo
e le nuove letture, non ho accettato le integrazioni proposte da
F. Piejko.113 Il Prof. M. Crawford mi propone come restituzioni
per le 11. 48-49 ] {quae quis eorum)... /[
] [ ].
3 [ .] (1.52.)
La Guarducci, leggendo ' [ ], aveva ben visto che qui
non si fa menzione del nome di Seleuco, come invece era stato
supposto da Roussel, perch all'interno dell'atto (a parte quando
si elencano le motivazioni e i meriti del principale beneficiario)
ci si riferisce ai suoi destinatari in modo sempre impersonale.114
Tuttavia, mi sembrato opportuno restituire [ ], al posto
del genitivo singolare, in considerazione del fatto che alla 1. 48 si
intravede un dopo , e non una lettera di larghezza ridotta
come uno iota, e che il testo prosegue nella clausola successiva
utilizzando ancora il pronome al plurale per indicare i destinatari
del provvedimento (11. 53 e 56).
La restituzione del termine scelto da Roussel, , mi
sembra confermata dall'utilizzo dello stesso verbo nella lex porto
ni Asiae (11. 96 e 133); Piejko invece preferisce .115
112

Vd. infra cap. in, 3.


Vd. apparato critico e F. PIEJKO, The Inscrptions oflcarus-Failaka, cit., pp.
110-112, part. p. 112, con le iscrizioni citate. opportuno segnalare che Piejko,
nella trascrizione delle 11. 47-52 dell'atto a favore di Seleuco, ha omesso, proba
bilmente per una svista, la seconda met della 1. 49 e la prima parte della 1. 50.
114
M. GUARDUCCI, Intorno atta iscrizione, cit., p. 59, n. 9; cfr. P. ROUSSEL, Un
Synen, cit., p. 37: la mention du nom de l'interesse est inutile et insolite; mais
je ne peux suggrer nul autre complment.
115
Sulla base di Ios., Ant. xn, 141 ( ): cfr. F. PIEJKO,
The Inscrptions oflcarus-Failaka, cit., p. 111.
113

IL TESTO

65

[ ] [ ] (1. 53)
L'esame dei calchi ha mostrato che la lettura corretta ,
il verbo che gli scrittori di lingua greca in genere collegano al so
stantivo ,116 e non , come proposto
dai precedenti commentatori dell'iscrizione.117 In considerazione
del fatto che spesso viene associato ad un dativo di per
sona, ho integrato sulla base dello spazio a disposizione
nella lacuna.
[
19
] ,
/ [] [ ][ ] (11. 56-57)
Prima della lacuna centrale di 1.56, possibile scorgere nei calchi
su carta dell'iscrizione un'asta obliqua, appartenente sicuramente
ad un A, un ad un . Si possono suggerire alcune integrazio
ni: [ ] potrebbe essere una di queste,
altre possibilit sono fornite dal confronto con la corrispondente
espressione del se. de Asclepiade (1. 19: ; sfor
tunatamente in questo punto il testo latino mancante). Non
da escludere, ad esempio, che al posto di si trovasse
proprio , oppure che nella lacuna debba essere restituita
una frase del genere: ],
anche se sembra leggermente troppo lunga rispetto allo spazio a
disposizione.
Le restituzioni a 1.57 sembrano corrette; Roussel e De Visscher
le avevano gi messe a confronto con clausole analoghe presenti
in altri documenti epigrafici.118 Ho modificato il tempo di
da congiuntivo aoristo, come era stato edito da Roussel, a con
giuntivo presente in maniera d adeguare la forma verbale alle
" Cfr., ad es., CASS. DIO LIX, 8.1 e LIX, 10.6; PAUS. , 6J\ Lue, Lex. 10.3.

"7 II primo verbo era stato suggerito da Mouterde in IGLS IH 1, p. 406, il secon
do da Grgoire apud F. DE VISSCHER, La condition, cit., p. 27, n. 1.
,IB

P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 37; F. DE VISSCHER, La condition, cit., p. 27, n.

6, F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 68, n. 41, che per giudica la restituzione


hypothtique. Vd. la Iex de provindis praetoris, Delphi e, 11.14-15:
/[]; 1. 22:
[] <>
[] []; cfr. 1. 20; inoltre la lex agraria, 1. 72: [ neive
...facito...]... atque uteique in h(ac) l(ege) s(crptum) est.

56

ANDREA RAGGI

tracce di lettere conservate e ai tempi dei verbi che seguono nel


medesimo paragrafo.
[- - 6 - -]+[ io (?) ]
[] (1. 58)
La restituzione di Roussel , per sua stessa ammissione, ipoteti
ca e prende spunto da una clausola presente nel se. deAsclepiade.119
Seyrig dopo legge ,120 mentre dai calchi eseguiti
su carta risulta una lacuna di circa sei lettere, poi visibile un
omega (o forse un omicron), uno spazio di almeno una lettera,
un alfa sicuro e un tau, che potrebbe anche essere un gamma.
Basandomi sulle tracce di lettere visibili, ammetto di non essere
riuscito a trovare integrazioni plausibili per queste lacune; sorge
anche il dubbio se questa seconda parte della linea racchiudesse
un'unica frase, come supposto da Roussel, non fosse in realt
suddivisa in due differenti proposizioni.
/ [ (?)]
[
iy
] <> (11. 66)
Arangio-Ruiz prefer intendere il pronome , relativo a
, come una svista del lapicida per , sulla base del
confronto con le identiche espressioni di 11.19, 24 e 28; m tuttavia,
rispetto a quelle frasi, anche possibile che in questo caso si sia in
presenza di una vanatio.
Prima della lacuna centrale di 1. 61, De Visscher aveva a suo
tempo proposto la lettura ,12* ma questa, nelle successive
ripubblicazioni del dossier, non era stata pi presa in considera
zione; dall'esame dei calchi su carta sembra invece risultare che
sia proprio quella corretta. Il contenuto della lacuna, che termina
con un verbo all'infinito, difficile da determinare; Seyrig legge
119

Linee 20-22: /
,
/ , corrispondenti alle 11. 14-15
della parte latina: seiqua [iudicia de eis absentibus, postquam domo profetiti sunt,
facto] I [sunt, ea] utei in in[tegrum restit\uantur et de integro iudium ex s(enatus)
c{onsulto) fiat.
* Vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 37
m

PIRA i2, p. 312, n. 10.

122

Vd. F. DE VISSCHER, La condition, cit., p. 28, n. 3.

67
IKEIN o IXEIN davanti a . La questione da risolvere
se rinfinito prosegue la proposizione ipotetica in linea con i ter
mini precedenti (si pu ipotizzare ),124 oppure
va riferito alla successiva disposizione sullo ius legationis; si pu
allora pensare a a = quaerere, cfr. il commen
to in RS, p. 505, alia LexFonteia, (i) + (g), (i), 1. 3.125
IL TESTO

123

[ ] (1. 63)
Seyrig legge [
]0[. .] []; da parte mia, ho accet
tato la restituzione proposta da Arangio-Ruiz, poich combacia
con la lunghezza della lacuna.126
T[. . ][- - 6 - - ]
(1. 64)
L'esame dei calchi su carta dell'iscrizione non ha confermato
la correttezza della lunga integrazione di Roussel;127 in ogni caso,
la sua proposta rimane la migliore sulla base del confronto con
espressioni analoghe presenti in altre iscrizioni (cfr. soprattutto
la lex de provinciis praetonis, Delphi e, 11. 15-16 e 1. 18). Tuttavia,
dal momento che la presenza di un tau dopo mi pare abba
stanza incerta, non sono da escludere altre possibilit: in teoria,
potremmo pure pensare di restituire [ ] oppure 5 [ ] (non
mancano paralleli: cfr. sempre la lex de provinciis praetonis, Delphi
e, 11. 9-10 e 1. 26). Su vd. infra cap, iv, 3.
[ - - 7 - -]OIHI <> []
<> ... / [] &
[] (11. 65-66)
Sulle restituzioni possibili per la lacuna iniziale di 1. 65 cfr. infra
cap. iv, 3. A 1. 65 Roussel integra il verbo sulla base del
Ui

ComeriportaP. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 37 (nota alla 1. 61).


Ma, se si considerano sicure solo le lettere finali EIN, anche [ ]
(Wilhelm apud E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit., p. 207) [ ]
(Arangio-Ruiz in PIRA I2, p. 313, n. 1) [ ] (. WOLFF, Die
Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 85, n. 127).
5
Un indizio della validit di quest'ultima ipotesi potrebbe essere la presen
za della particella subito dopo .
Vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 37 (nota alla 1. 63), e FURA I2, p. 313, n. 2.
u?
Lo stesso P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 37 (nota alla 1. 64), afferma di avere
restituito lafrasesenza tenere conto delle tracce di lettere rilevate da Seyrig.
124

ANDREA RAGGI
68
confronto con la lex de provinciis praetonis, Delphi e, 1. 25, ma qui
va reso quasi certamente il latino fecerit. Roussel fa notare che
l'espressione { quo minus) si trova con il futuro nella
stessa lex de provinis praetonis, Delphi B, 1. 4, e con l'indicativo
presente in altri documenti epigrafici (sono esitazioni dovute si
curamente ai traduttori dei testi latini). L'analisi dei calchi su carta
ha confermato la correttezza della restituzione & suggerita
a suo tempo da Wilhelm.128

[ ] (1. 6)
L'integrazione di Roussel ( ), basata sul
confronto con la lex de provinis praetonis9 non convincente,
poich la frase traduce sicuramente l'espressione tecnica (e arcai
ca) latina dare damnas sunto.130 La locuzione 3 , ipotizzata
dallo stesso Roussel e da De Visscher, si ritrova ancora nella lex
de provinis praetonis, ma non corrisponde alle tracce di lettere da
me rilevate. D'altra parte, la soluzione di Arangio-Ruiz (
), che sembra la migliore, non sufficientemente lun
ga.131 Al contrario, la restituzione da me proposta combacia per
fettamente con la lunghezza della lacuna e, al centro della linea,
la posizione delle lettere EK, che riesco a leggere con sicurezza
dai calchi su carta dell'iscrizione, corrisponde alla posizione delle
rispettive lettere appartenenti al participio integrato.132
[] [] (1. 68)
Al posto di ci si aspetterebbe (il verbo uti
lizzato nella lex de provinis praetonis, Delphi e, 1. 23), ma questo
128

Vd. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 37, e E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit,,

p. 208.
129
Delphi e, 11. 22-23: [] / .
,3
Vd., ad esempio, lex Tarentina, col. 1,11. 5, 31 e 35; lex Ursonensis LXI, 11. 7-8;
,, 1. 6; LXXIV, 11.15-16; LXXV, 11. 22-23.
131

Vd. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 38 ; F. D E VISSCHER, La condition, cit., p. 29,

n. 5; lex de provinciis praetori, Delphi e, 11. 21-22: <> <>


[] []' / <>; V. ARAN
GIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca e romana (1933-1935), cit., p. 516, e FIRA I2, p. 313,
n. 6. Dare damnas esto reso con nella lex de provinciis praetorvis, Del
phi e, 11. 26 e 27.
132
Per alcuni esempi della forma perifrastica participio perfetto + imperativo
del verbo essere vd. FDelphes m 3,369,11. 20-21; , 246, 11. 23-24.

69
termine troppo lungo per essere supplito; il corrispondente la
tino sicuramente cui volet, cfr. la lex Tarentina e la lex Cobniae
Genetivae.133
Per la lacuna successiva, le tracce di lettere visibili non permet
tevano agli editori di proporre un'integrazione sicura: addirittura
Seyrig avanzava l'ipotesi che non fosse presente alcuna parola in
correlazione con e che lo spazio di circa 4-5 lettere fosse
stato lasciato anepigrafe.134 Sono state comunque avanzate due pro
poste: Grgoire ritenne che il termine corretto da restituire fosse
, mentre Oliver indic , e quest'ultima soluzione ha
successivamente convinto anche De Visscher; il senso dipetitio risul
terebbe da alcune attestazioni del termine citate da Oliver.135
In realt, su base paleografica non ci sono le condizioni per in
tegrare il sostantivo , che Oliver definisce an awkward,
but nevertheless a literal translation of the Latin word petitio : la
lacuna lunga almeno cinque lettere, non tre come presuppone
la restituzione di Oliver, e l'epsilon prima della lacuna leggibi
le con sicurezza. Prima dell'epsilon, inoltre, mi sembra di vede
re una gamba verticale, con una piccola rientranza centrale, che
potrebbe appartenere ad un e, prima dell'alfa visibile dopo la
lacuna, un'asta verticale identificabile con uno iota. Dalla parte
terminale della LETTERA 6 della corrispondenza riportata in AP
PENDICE veniamo a sapere che proprio la lettera M, al posto
del edito da Roussel, era stata la lettura indicata da Seyrig.136
Il termine ricercato quindi (anche se la lacuna
permette di integrare cinque lettere, ricordiamo che il occupa
uno spazio minore rispetto agli altri caratteri) e ci conferma la
somiglianza delle clausole del nostro provvedimento con quelle
IL TESTO

133

Lex Tarentina, col. 1,1. 35; lex Ursonenrs LXI, 11. 8-9; LXXIII, 1. 7; LXSTV, 1.15;

LXXV, 1. 22; LXXXT, 1. 28.


134
II pensiero di Seyrig riportato da P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 38: lo spa
zio di 4 lettere constitu par une fente profonde de la piene. Il est possible
que cette fente soit ancienne et que le graveur ait saut cet espace, comme il a
fait une ou deux autres fois.
135
Grgoire apud F. DE VISSCHER, La condition, cit., p. 29, n. 6; J. H. OLIVER,
Notes on Documenti, cit., pp. 537-538; cfr. F. DE VISSCHER, Le statut, cit., p. 71,
n.54.
L. 68: devant , vous Usez un A: est-il sur? avant ME est-il sur
aussi?.

ANDREA RAGGI

70

della cosiddetta lex Fonteia, dove compare l'identica espressione


[ ]/ .137
[] [] , (1. 69)
Riguardo al primo verbo all'infinito, le lettere risultanti dai
calchi su carta escludono le differenti proposte di integrazione
avanzate da Arangio-Ruiz ( ), da Oliver
() e dai curatori della lex Fonteia in RS (),
mentre confermano la validit della restituzione di Mouterde.138
[] [ ] [
] .
- (1. 70)
Le restituzioni di De Visscher () e di Oliver per la
lacuna iniziale ( al posto di ) e per quella cen
trale di cinque lettere () non sembrano convincenti (vd.
infra cap. iv infine); anche Roussel dubitava delle proprie scelte,
mentre pi valida pare la proposta di Wilhelm ().139
Per la versione latina del passo cfr. due clausole della lex Tarentina, che tuttavia appartengono ad un contesto del tutto diffe
rente.140
Da segnalare che a Roussel (o a Seyrig?) sfuggita nella trascri
zione del testo la presenza della parola dopo .
[ ] , []
<> <> /[] {} (11. 7*-7?)
Nella lacuna iniziale preferibile, per ragioni di spazio, restitui
re iva al posto di .141
La presenza cos isolata del termine alla fine della 1.
137

Lex Fonteia,framm.(a) + (b) + (e), (ii),framm.(e), 11. 5-6.

138

Vd. Arangio-Ruiz in FIRA f, p. 313, n. 8; J. H. OLIVER, Notes on Documenti,


cit., p. 538 (cfr. F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 71, n. 55); RS, p. 505; Mouterde
in IGLS m 1, p. 408.
139

F. D E VISSCHER, Le statut, cit., p. 71, n. 55; J. H. OLIVER, Notes on Documents,

cit., p. 538; P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 38: [] serait trop bref, et la


construction serait difBcilement explicable (inizialmente Roussel aveva pensa
to di integrare []: vd. infra LETTERA 6 in APPENDICE ) ; Wilhelm apud
E. SCHNBAUER, Die Inschnfi, cit., p. 199.
140
Lex Tarentina, col. 1, IL 9-10: praedes praediaque ... det quod satis I sit; col. 1,
11.16-17: praedes I quod satis sit accipito.
141
Lo stesso P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 38 (nota alle 11. 71-72), aveva pensa
to a questa soluzione.

IL TESTO

71

71, e anche delle lettere all'inizio della 1. 72, inspiega


bile. De Visscher, rigettando l'integrazione di Roussel, riteneva
che per mezzo di questa frase ci si riferisse ai magistrati preposti
a controversie de nature particulire(de ea re) e non ai magi
strati investiti genericamente della giurisdizione; pertanto pre
poneva come restituzione l'espressione <>
/[ ]<> per rendere la locuzione latina magistratus promagistratusve qui de ea re iudicio praeerint.^1 In realt,
la proposta di integrazione di Roussel ha ricevuto una conferma
decisiva dal confronto istituito dalla Reynolds con un'espressio
ne presente nel se. de Aphrodisiensibus, dove viene utilizzato il
verbo (equivalente al latino ius dicere).U3 Anche la
restituzione di Mouterde (<> <>) non crea problemi, vi
sto che un'analoga costruzione del periodo attestata nella lex
de provinciis praetonL.144 Inoltre, l'esame dei calchi su carta ha
mostrato che la lacuna iniziale di 1.72 pu contenere un numero
maggiore di lettere rispetto a quanto supposto da De Visscher.
Espressioni simili a questa, designanti i magistrati investiti di
una competenza giurisdizionale, si ritrovano in altri documenti
epigrafici della tarda repubblica.145
, , /[- - + y - -],
, (11. 76-77)
Lo Sherk, seguito dalla Levick e dal Millar,146 traduce Heras
son of Calli- -; ritengo, invece, che nella lacuna vadano restituiti
142

143

F. D E VISSCHER, Le statu, cit., p. 72, n. 57.

Linee 68-69: [ , ] []
/[
]; vd. J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 87, che ricorda alcuni documenti
nei quali attestata la forma verbale: RDGE 61,1.11 ( ()),
e lex de provinciis praetoriis, Cnidos r/, 1. 34. Gir. inoltre RS, p. 266, nota alle 11.
34-35, per altre testimonianze del termine; ora anche D. KNIBBE, H. ENGELMANN,
B. IPLKOGLU, Neue Inschriften aus Ephesos, cit., nr. 10,11.36-37: / [
.
144
Delphi , 1.17 : <> ; cfr. la versione latina e il com
mento rispettivamente in RS, p. 250 e RS, p. 263.
145
Cfr. soltanto la lex Antonia de Termessibus, 11, 11. 1-2: magistrati^ pr[ove] I
tnagistratu, quoia de ea re iuris dictio erit\ lex UrsonensL CXXVII, 11. 9-10: quisque
nw&istratus) prove magfatratu) I p. R. q(ui) i(ure) d(icundo) p(raeent).
14
R. K. SHERK, Rome and the Greek East, cit., p. 108; B. LEVICK, The Govern
ment, cit., p. 171; F. MILLAR, The First Revolution, cit., p. 21.

72

ANDREA RAGGI

la parte finale e la parte iniziale di due distinti nomi greci, che


non siamo in grado di individuare (le possibilit sono numerose),
senza filiazione, cos come avviene nel caso degli altri tre amba
sciatori menzionati (, e lo stesso ). Del
resto, prassi comune indicare gli ambasciatori greci menzionati
nei documenti soltanto con il nome: cfr., ad esempio, l'elencazio
ne dei nomi in un'epistola di Ottaviano indirizzata ad Efeso nel
29a.C.147
(1. 78)
Il termine , con il significato di comandi, istruzio
ni, comune nella koin; espressioni analoghe a quella presente
nel nostro documento si trovano utilizzate di frequente nelle let
tere reali di epoca ellenistica.148 In latino il vocabolo corrispon
dente sarebbe mandata, senza attribuire al termine il valore che
avr in epoca imperiale.149
[ ] ... (1. 79)
Il verbo costituisce a commonplace of Koin diplomacy (RC, p. 316), in genere con i significati di congratularsi,
approvare oppure, come nel nostro caso, di accogliere. Sul
gesto di presentare corone alle autorit romane vd. da ultimo il
lavoro di Ando.150
[] ...
/ [ ]* (11. 8-8)
A giustificazione della restituzione iniziale, Roussel riporta vari
esempi di utilizzo del verbo, notando che d'emploi ordinaire.151 Lo stesso termine common in chanceiy writing (vd. RC, p. 353, con gli esempi citati) e frasi simili a questa di
147
D. KNIBBE, H. ENGELMANN, . ,, Neue Inschriften aus Ephesos,
cit., nr. 2,11. 9-11.
148
Vd. RC 33,11.16-20 : [ '] / [][ ] []/ ... /... [... / ] ; RC 58,11. 5-6: /
; cfr. RC, p. 33* Altri esempi: SylV 559,1. 9; 613, 11. 16-17; 75
I.36.
M9
Cfr. H. J. MASON, Greek Terms, cit., s.v. e pp. 126-127.
150
C. ANDO, Imperiai Ideology and Provincial Loyalty in the Roman Empire, Ber
keley-Los Angeles-London 2000, pp. 175 sgg., part. pp. 177-178.
151

P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 38.

IL TESTO

73

1. 80 dell'epistola di Ottaviano indirizzata a Rhosos sono molto


frequenti nei documenti ufficiali di epoca ellenistica e repubblica
na.152 Sul verbo cfr. RC, p. 367; l'espressione
... presente anche in RDGE 15,1. 48.153
/[ ] (11. 81-82)
il lapicida ha inciso ie lettere AT, che si era accorto di aver trala
sciato, in un secondo tempo in posizione interlineare (tra la 1. 80
e lai. 81) sopra il e .
(1. 82) e (. 90)
Il verbo un terme de la langue potique, non mentionn par Welles, Royal Correspondence, ni par Preisigke, Worterbuch.154

[] (1. 89)
Ottaviano parla di conferiti a Solo
ne nell'epistola indirizzata a Plarasa/Afrodisiade.155
(1. 90)
Sulle sottili sfumature che il verbo (adorno) assun
se, a partire dal momento nel quale inizi ad essere utilizzato in
relazione al potere romano, vd. le osservazioni di L. Robert.156
(1. 91)
Nei documenti di et ellenistica il significato di quel
lo di mostrare, rendere chiaro, segnalare (vd. RC, p. 367);
in seguito, il termine divent sinonimo di commendare, e perci
questa terza epistola di Ottaviano indirizzata alla polis di Rhosos
si configura formalmente come una commendano, vale a dire una
vera e propria lettera di raccomandazione.157 Secondo Millar, si
1,1

Cfr. soltanto RC 64, 11. 14-15: [] [/] [ ], [], e i passi citati in RDGE, p. 380, s.v.
.
153
Testo ripubblicato in B. LE GUEN, Les associations de Technites dionysiaques
l'epoque hellnistique 1, Nancy 2001,12 A.
154
Osservazione di Mouterde in IGLS , p. 410.
155
J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 6,11.38-40.
L. ROBERT, Thophane de Mytilne a Constantinople, CRAI 1969, pp. 42-64
[= OMS v, pp. 561-583], part. p. 44, n. 4.
157

Vd. Worterbuch MI, p. 543, s.v., 2b, e LSJ, S.V., A.IV. Cfr. CASS. D I O LV, 34; IGLS

in 1, p. 410. Sul valore di vd. anche J. e L. ROBERT, BUZL pigr. 1946-1947,

74

ANDREA RAGGI

avverte gi, in queste linee finali del doc. rv, che Octavian writes
as amonarch.158
(1. 92)
lapis: YQ stato inciso sopra un precedente A ed
leggermente spostato verso il basso rispetto alla linea principale
di scrittura.
195, p- 354 Per l'uso del verbo nel Nuovo Testamento vd. F. W. DANKER, Benefactor, cit., p. 103. Anche riscrizione pubblicata in J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit.,
10, presenta le caratteristiche di una lettera di raccomandazione, cfr. 11. 2 e 5.
158
F. MILLAR, Triumvirate and Pnnpate, JRS 63 (1973), pp. 50-67 (= ID., Rome,
the Grek world, and the East 1: The Roman Republic and the Augustan Revolution,
ed. by H. M. Cotton and G. M. Rogers, Chapel Hill and London 2002, pp. 241270), part. p. 58, che continua affermando: It is here, rather in the documents
of the Triumvirate proper,... that a pattern appears in which decisions will be
made by the untramelled will and judgement of an individuai; cfr. anche ID.,
The Roman NearEast (31 BC - ADsyj), Cambridge (Mass.)-London 1993, p. 29 e ID.,
The First Revolution, cit., p. 26, dove ancora una volta si sottolinea il graciously
monarchie style della lettera di Ottaviano.

CAPITOLO II

I DOCUMENTI
. N A T U R A FORMALE

L dossier di Seleuco di Rhosos, come abbiamo visto, si com


pone di quattro documenti: tre epistole indirizzate da Ot
taviano alla citt di appartenenza del suo navarchus e Tatto di
conferimento della cittadinanza romana e degli altri privilegi.
Ovviamente, le lettere presentano non solo la struttura del
genere, con la tripartizione in prescritto (seguito dalla formula
valetudine), argomento e clausola, ma anche il tipico formula
rio cerimonioso, che evidenzia la continuit di linguaggio tra
le cancellerie dei sovrani ellenistici e gli uffici amministrativi
romani addetti alla stesura di questo tipo di documenti.1 Giu
stamente Roussel osserva che queste missive di Ottaviano non
presentano molte differenze rispetto alle caratteristiche proprie
alle lettere dei sovrani ellenistici, salvo Tuso della prima persona
del singolare.2
Il doc. del dossier, allegato alla prima lettera (come si ricava
dalla 1. 5: ), non viene caratterizzato da alcun
termine specifico all'interno del documento stesso e neppure nel
doc. 1. Neanche l'espressione (= in haec
verba, 1.11) d'aiuto per comprendere la natura del documento;
secondo il primo editore, potrebbe indicare che la parte intro
duttiva dell'atto venne modificata rispetto alla sua forma origi1
Per un'analisi ancora valida delle caratteristiche delle epistole ufficiali in
epoca ellenistica e romana vd. la Introduction in RC, pp. xxxv-c, e RDGE, pp. 186209; sulla terminologia amministrativa in uso nelle cancellerie dei re ellenistici
utili indicazioni bibliografiche in B. VIRGILIO, Lancia, Diadema e Porpora. Uree
la regalit ellenistica. Seconda edizione rinnovata e ampliata con una Appendice
documentaria, Studi ellenistici xiv, Pisa 2003, p. 65, n. 185.
a
P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 69, n. 2. Un documento analogo alla prima
epistola del dossier da Rhosos J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 6, che, sebbene si
dilunghi sul personaggio di Solone, figlio di Demetrio, anch'esso una covering letter to a dossier of copied documents (ibid., p. 41) indirizzata da Ottavia
no alla comunit di Plarasa/Afrodisiade.

76

ANDREA RAGGI

naria. verosimile che queste modifiche al testo ebbero luogo in


ragione dei passaggi che il provvedimento dovette subire per la
sua derivazione da una lex e forse anche da un senatus consultum
(vd. infra), inoltre per il fatto che la copia a noi pervenuta , come
abbiamo visto, un estratto dal testo originale esposto in Campi
doglio (ne un indizio la presenza del termine a 1. 5).3
Da un punto di vista giuridico-formale, comunque, il documen
to pu essere avvicinato ad altri provvedimenti contemporanei.
Siamo infatti in presenza di una disposizione tra le tante, confe
renti la cittadinanza e rimmunit ex lege (= ; cfr. la 1. io
del dossier di Seleuco) ex senatus consulto, che Augusto ricorda
come proprie di G. Cesare nel in editto di Cirene;4 analogamen
te, nel se. de Aphrodisiensibus i triumviri Marco Antonio e Ottavia
no ricordano che gli , , concessi da
concedersi in futuro agli abitanti della citt di Plarasa/Afrodisiaeie sono stati verranno approvati (11. 48-50).
Il corrispettivo latino di in genere identificato nel
termine decretum; alcuni autori, pertanto, lo hanno utilizzato per
definire il nostro documento, anche se gi De Visscher ammo
niva di non attribuire al termine un significato giuridico troppo
preciso, ma di considerarlo in un'accezione pi larga nell'atto di
applicarlo al doc. IL5 Tuttavia, in altre attestazioni contempora
nee indica sicuramente un edictum (il corrispettivo greco
): cos l'atto inviato dai triumviri a Plarasa/Afrodisiade (probabilmente da identificare con J. REYNOLDS, Aphrodisias,
cit., 7) definito da Ottaviano (J. REYNOLDS, Aphrodisias,
3
Vd. supra cap. 1, 4, ad loc. L'espressione si ritrova
anche nel se. de Amphiarai Oropii agris (RDGE 23, 73 a.C), 1. 54; cfr. P. ROUSSEL,
Un Synen, cit., pp. 46-47 e p. 69, n. 2, che ritiene che l'espressione indichi qu'on
avait modifi la partie prcdente (p. 47); vd. infra le osservazioni sul rapport
con la lex Munatia Aemilia.
4
Alle 11. 58-60: <> /
/ .
5
Vd. F. DE VISSCHER, Le statut, cit., p. 80, che rinvia alle osservazioni presenti
in J. STROUX, L. WENGER, Die Augustus-Inschnft aufdem Marktplatz von Kyrene,
Mnchen 1928, part. p. 25, p. 56, n. 1, p. 66 e pp. 68-69. Anche Sherk, RDGE, p.
300, definisce il doc. n un decretum; H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., pasrm parla di Dekret fur Seleukos. Un provvedimento di
concessione della civitas Romana definito decretum quello di Pompeo Strabone
a favore della turma di equites Hispani: vd. infra 2.

I DOCUMENTI

JJ

cit., 6,11. 26-27); nel iv editto di Cirene, Augusto, riferimento ad


un proprio editto con le parole (1. 69). Sono
incertezze e oscillazioni nelTutilizzo della termi- ogia che erano
gi state segnalate dagli studiosi.6
A conti fatti, comunque, la stretta analogia la prima parte
del doc. 11 con l'atto aepnvuegiis veieranomra di traviano, che
certamente un editto (vd. 1. 2: pattern edicti, e 1. -: lidt), e le carat
teristiche del documento, un provvedimento p blicato ufficial
mente a Roma e valevole per tutta una categor di soggetti (vd.
infra), inducono a identificare nell'atto esposti ti Campidoglio
un edictum pi che un decretum.7
Diverse particolarit del testo costituiscono nza dubbio un
indizio dello stretto rapporto che lega Tatto e -oncessione dei
privilegi a Seleuco di Rhosos ad un provvedi] nto legislativo,
che naturalmente non pu essere altro che la U Aunatia Aemilia
nominata in apertura (sulla quale vd. infra 2).fi generale, il vo
cabolario tecnico-giuridico utilizzato, lo stile a nente formale,
la caratterizzazione impersonale dei destinata iei benefici ac
cordati, la successione di sezioni sostanzialme : concluse in se
stesse, ognuna delle quali tratta un insieme be .efinito di privi
legi; inoltre, la tipica presenza di verbi alTimpe ivo (imperativo
futuro nell'originale latino) a conclusione di g 1 parte delle di
sposizioni (11. 24, 25,39, 67', 68 e 72, per citare s< mente i termini
non integrati); infine, la stretta analogia testi delle clausole
con le normative presenti in altre leges della tai repubblica, che
6
Fondamentale H. J. MASON, Greek Terms, cit., pp. 127 >; cfr. anche le testi
monianze raccolte da L. ROBERT, Inscriptions dAphrodii it., pp. 406-407, e le
osservazioni di Spagnuolo Vigorita in T. SPAGNUOLO VIG , V. MAROTTA, La
legislazione imperiale. Forme e orientamenti, in Storia di Re Einaudi 11, L'impero
mediterraneo, 3. La cultura e l'impero, Torino 1992, pp. 85-: part. p. 117, n. 168.
7
Roussel, sebbene nelle lettere scambiate con Seyr /d. infra APPENDICE
H) si riferisca ripetutamene al doc. 11 come ad un dit, l'articolo in Syria
non fornisce un'identificazione precisa dell'atto a favor; Seleuco di Rhosos.
Per le definizioni dei termini vd. E. DE RUGGIERO, Decret in DE 11.2 (1910), pp.
M97-1502, e ID., Edictum, in DE 11.3 (1922), pp. 2084-2087. : un elenco di editti
triumvirali vd. J. BLEICKEN, Zwischen Republik und Frin t. Zum Charakter des
Zweitens Triumvirats, Gttingen 1990, p. 41, n. 115.
Per queste considerazioni sul rapporto tra la lex Mi ia Aemilia e il doc. 11
seguo l'ampia e valida discussione di H. WOLFF, Die En :klung der Veteranenprivilegien, cit., pp. 90-95.

78

ANDREA RAGGI

saranno richiamate nel corso del commento, nonch la presenza


di una sanctio, che prevede la possibilit di un'azione a legittima
zione popolare, sono tutti elementi distintivi di una lex.
Altre caratteristiche, invece, fanno presupporre una formazio
ne del testo precedente all'elaborazione definitiva del provvedi
mento legislativo. L'uso di (= lat. placet) alle li. 35 (cfr. la
1. 23 dell'editto depnvilegiis veteranorurn), 44, 63 e 70, proprio di
un decreto senatoriale, ed anche parte della fraseologia utilizzata,
come la presenza del pronome (11. i6, 56, 62, 69 e 71),
in luogo delle espressioni formali e ufficiali oppure
, e la dettagliata motivazione del conferimento
dei privilegi ( 2) che, alla maniera dei decreti onorifici delle citt
ellenistiche, precede la vera e propria concessione, rivela proba
bilmente un rapporto della lex Munatia Aemilia con un testo ema
nato dal senato.9 noto, del resto, che la maggior parte di questi
provvedimenti volti a ricompensare peregrini benemeriti verso
Roma erano promulgati dietro richiesta del senato.10 Non mi con
vince, pertanto, l'ipotesi di Wolff che il 2 derivi da un documen
to di supporto amministrativo da immaginare come elemento di
collegamento tra la promessa di concessione (orale scritta) e la
redazione vera e propria del provvedimento sul modello di un
commentanus civitate Romana donatorum." Le osservazioni fino ad
ora esposte mi sembrano sufficienti a respingere anche il convin9

Per queste caratteristiche di un decreto del senato rimando solamente al se.


de Asclepiade, 11. 7, 9,11,13,14, *5,19, 23 e 29 (presenza del pronome ) e
11.5-9 (motivazione della concessione). Anche il testo della lex Gabinia Calpurnia
de insula Delo presenta degli aspetti singolari in that, like a decree of the senate,
it gives reasons for its prescriptions; no doubt the text of the rogano closely
follows that of sudi a decree: RS, p. 346.
10
Cfr. Liv. xxvn, 5.7: Muttines etiam civis Romanus factus, rogatione ab trbunis
plbis ex auctortatepatrum adpkbem lata\ la lexFonteia, (a) + (b), (i), 11. 4-5, roga
ta ; la legge che L. Gellius Cn. Cornelius ex senatus sententia
tulerunt ( O c , pr Balbo 8,19; vd. infra 2). Secondo Riccobono, l'editto di Ot
taviano depnvilegiis veteranorurn a senatu confirmatum fuisse putandum est
(PIRA r\ p. 315). Significativo pure il caso del se. de Asclepiade, provvedimento che
non concede ai suoi destinatari la civitas Romana.
11
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprvilegien, cit., pp. 92-93. Per le
caratteristiche del commentanus civitate Romana donatorum vd. J.-L. MOURGUES,
Forme diplomatique etpratique institutionnelle des commentarli Augustorum, in La
mmoire perdue: recherches sur Vadministration romaine, CEFR 243, Rome 1998, pp.
123-197, part. pp. 132 sgg.

I DOCUMENTI

79
cimento di Schonbauer, il quale intese l'intero atto come una verbalizzazione protocollare sul modello dei commentarvi (in greco
), dato che, secondo lo studioso
austriaco, nel provvedimento non dato rintracciare le caratteri
stiche proprie di un decreto di un editto.12
Naturalmente non siamo in grado di precisare se le disposizio
ni presenti nella lex Munatia Aemilia e nel documento esposto in
Campidoglio fossero state accolte nell'atto a favore di Seleuco
di Rhosos nella loro totalit e, da un punto di vista testuale, in
maniera fedele, oppure avessero subito modifiche; non possiamo
inoltre formulare alcuna congettura sul contenuto di eventuali
parti rimosse e sui motivi di queste esclusioni. Alcuni elemen
ti sembrerebbero indicare un rimaneggiamento, ma questo da
mettere in conto, perch sicuramente non sempre tutti quanti i
privilegi previsti dalla lex furono accordati ai beneficiari dei diver
si provvedimenti di concessione, ma venne effettuata una loro
'scelta'. Nell'editto depnvilegiis veteranorum, infatti, non previ
sto il conferimento della civitas; inoltre, secondo Wolff, l'assenza
del termine dal del doc. n e l'inizio del io (1.53),
dove manca, a differenza delle altre clausole, una determinazione
dei beneficiari, sarebbero un'indicazione del fatto che non tutti i
benefici previsti dalla lex venivano concessi e che alcuni destina
tari, pertanto, non ricevettero quelli processuali (cfr. infra cap. iv,
1-2); allo stesso modo, il riferimento nei 7 e 9 all'Europa e
all'Asia potrebbe essere un indizio di clausole speciali destinate
unicamente ad una determinata categoria di soggetti.13
Possiamo invece sostenere con un certo grado di sicurezza che
alcune parti del doc. 11 furono modificate rispetto all'atto esposto
in Campidoglio. Cos, il nome del principale beneficiario (1. 12)
fu sicuramente inserito nel testo al momento della promulgazio
ne del provvedimento a favore di Seleuco da parte dei triumviri;
anche nelle clausole successive al secondo paragrafo si riscontra
una rielaborazione rispetto al testo esposto in Campidoglio, in
12

E. SCHONBAUER, Die Inschnft, cit., p. 197: il doc. 11 weder ein Edikt nodi
ein Dekret ... ist wie ein amtliches Protokoll gegeben; lo segue H. MALCOVATI, Imperatoris Caesaris Augustif cit., p. 33; contro, gi G. I. LUZZATTO, Epigrafia
giuridica, cit., p. 294.
13
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 93.

ANDREA Rx^GGI

quanto il principale beneficiario sempre indicato al singolare, in


contrasto con l'indicazione al plurale dei destinatari dell'editto di
Ottaviano a favore dei veterani.
La parte del doc. che sembra aderire in maniera pi diretta
al testo esposto in Campidoglio, e quindi alla lex Munatia Aemi
lia, inizia con il 3, dove riponaia nuovamente la clausola di
concessione dei principali benefici accordati (11. 19-21; cfr. 1, 11.
10-11), ma, questa volta, con l'elencazione impersonale di tutti i
destinatari del provvedimento. La variatio nel tempo verbale dal
l'aoristo (1. n) al presente (. 2) sintomatica
di una differente genesi del 1 rispetto al 3 ed indice che il
paragrafo iniziale (l'intestazione, con l'indicazione dell'autorit
emittente e della fonte giuridica dei privilegi conferiti) appartiene
evidentemente all'ultimo livello di redazione del provvedimento
di concessione.
In conclusione, possibile affermare che i 3-12 rispecchia
no quasi letteralmente il contenuto di alcune clausole presenti
nel provvedimento della lex Munatia Aemilia e che, al momento
della promulgazione dell'atto per ricompensare Seleuco di Rhosos, queste disposizioni furono estrapolate ad hoc e lievemente
adattate sotto l'intestazione dei due paragrafi iniziali. La stessa
conclusione ovviamente valida per Yedictum Octaviani triumviri
de pnvilegiis veteranorum: considerata la stretta analogia testuale
con la disposizione a favore di Seleuco, indubbia la formulazio
ne dell'editto sulla base dello stesso provvedimento legislativo;
in questo caso, per, la concessione era rivolta veteranis omnibus
(1. 4; cfr. 1. 16), i quali erano gi cittadini romani e ricevettero in
ricompensa principalmente l'immunit completa da imposte di
rette e indirette.14
14

Vd. le osservazioni di H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegienf


cit., pp. 69 e 95. Anche la . . . ATKINSON, The Third Cyrene Edict ofAugustus,
in Ancient Society and Institutions. Studies presented to Victor Ehrenberg on his yyth
birthday, Oxford 1966, pp. 21-36, part. p. 31, ritiene che l'editto di Ottaviano a
favore dei veterani sia formulato sulla base della lex Munatia Aemilia. In errore
J.-M. RODDAZ, Les triumvirs et les provinces, in Pouvoir et Imperum (nf av. j.-c.
- f ap. j.-c), dite par E. Hermon, Napoli 1996, pp. 77-96, part. p. 89, quando
ritiene che i due provvedimenti siano stati mis en vertu des pouvoirs extraordinaires confrs par la lex Titia.

I DOCUMENTI

81

Gli studiosi dell'iscrizione si sono posti la domanda se il prov


vedimento dei triumviri esposto in Campidoglio riguardasse, in
quanto misura individuale, il solo Seleuco, oppure avesse caratte
re collettivo. La seconda soluzione, che alla fine ha trovato mag
gior consenso, sembra da preferire per vari motivi. Innanzitutto,
le clausole dell'aito sono formulate in maniera impersonale ri
guardo ai suoi firuitori e in maniera generica .riguardo all'ambito
di applicazione (questo il caso, ad esempio, della scelta della
citt libera nella disposizione sul pnvilegiumfon: vd. infra cap. rv,
2). Inoltre, i privilegi concessi sono gli stessi che interessarono
un'intera categoria di combattenti benemeriti per aver supporta
to la causa dei triumviri, secondo quanto dichiarato dallo stesso
Ottaviano all'interno della terza lettera.15 Per di pi, il testo che ci
pervenuto un estratto e questo implica, come abbiamo visto
in precedenza, che alcune parti del provvedimento originale non
furono incluse in esso. A questo potremmo aggiungere l'indica
zione dei destinatari presente nell'editto di Ottaviano a favore dei
veterani, un provvedimento che accorda concessioni collettive e
non individuali (1. 4: veteranis diari omnibus).16

Ritengo, tuttavia, che il documento esposto in Campidoglio


non interessasse tutti i peregnni che avevano militato dalla parte
dei triumviri, ma, a mio parere, solamente un gruppo selezionato
di personaggi meritevoli di origine orientale, come sembra pos
sibile dedurre dalla menzione del termine Asia alla 1. 48, perch
improbabile che concessioni cos ampie ed importanti fossero
indistintamente rivolte a tutti i partecipanti ad una campagna mi
litare, qualunque fosse il loro grado e luogo d'origine.17
15

Alle 11. 89-91 del dossier: [] / []


, / [ ]
.
16
Sulla questione vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 47-51, part. p. 51: Seleuco
a d faire partie d'une fourne de nouveaux citoyens; F. DE VISSCHER, Le
statu, cit., pp. 80-83.
17
Vd. M. A. LEVT, La grande iscrizione, cit., pp. 123-125 e 127, che per non
e condivisibile quando tenta di dimostrare che l'atto stato emesso a favore
del solo Seleuco e della sua famiglia; cfr. F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 82.
Anche G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., p. 293, esclude che le concessioni
dovessero riferirsi a molti nominativi; da respingere affermazione della M.
GUARDUCCI, Intorno atta iscrizione, cit., p. 55, che il provvedimento relativo ad

82

ANDREA RAGGI

Il provvedimento di concessione della cittadinanza a Seleuco,


emesso dai triumviri in virt di una lex specifica, stato presenta
to in letteratura come una testimonianza di un certo rispetto for
male delle istituzioni e delle procedure legislative repubblicane;
ovviamente, le lettere di Ottaviano indirizzate a Rhosos rivelano
che a queste atteggiamento -di facciata si accoppiava autoritari
smo, ormai monarchico, e il paternalismo tipico di chi trasmette
va semplici disposizioni ben sapendo che queste sarebbero state
accolte come ordini categorici.18
Non credo sia questo il luogo per addentrarsi nella comples
sa questione dei poteri dei triumviri e, in considerazione del
l'omissione del titolo di tnumvir r. p. e. nella prima lettera, della
mancanza di legittimit ad agire da parte di Ottaviano. Il Luzzatto ha gi chiarito in merito che da questo documento non si
pu dedurre nulla, non solo perch si tratta della notifica di una
disposizione presa a Roma sulla base di precedenti accordi tra i
due triumviri, ma anche perch non vi era evidentemente ne
cessit di ripetere nella lettera di accompagnamento il titolo che
era presente nella disposizione stessa e che di fatto legittimava
quest'ultima.19
La spedizione del provvedimento ad una citt orientale pu ap
parire un atto di ingerenza di Ottaviano nell'area di competenza
un'intera categoria di persone, tutti coloro che, non essendo cittadini romani,
avevano combattuto nelle file di Ottaviano e dei suoi alleati. Cfr. anche infra
cap. v, 2.
18
Rinvio a F. MILLAR, Triumvirale and Principate, cit., part. p. 54 (die Triumvirs ... showed considerable concern to have their actions formally approved
and ratified by the traditional organs of die State) e p. 55 (sul doc. 11); J. REY
NOLDS, Aphrodisias, cit., p. 39; cfr. F. MILLAR, The First Revolution, cit., p. 7. Una
disamina accurata dei poteri triumvirali nel fondamentale lavoro di U. LAFFI,
Poteri triumvirali e organi repubblicani, in R triumvirato costituente allafinedeUa
repubblica romana. Scritti in onore di Mario Attilio Levi, a cura di A. Gara e D.
Foraboschi, Como 1993, pp. 37-65 (= ID., Studi di storia romana e di diritto, Roma
2001, pp. 423-454), in part. p. 45 (sul nostro documento) e p. 55 (conclusioni): gli
organi tradizionali... continuarono a funzionare formalmente, anche se il re
gime instaurato dai triumviri... si poneva in realt al di fuori della costituzione
repubblicana. Cfr. anche J. BLEICKEN, Zwischen Republik una Prinzipat, cit., pp.
49-65, e, sul rapporto triumviri-senato, F. DE MARTINO, Sugli aspetti giuridici del
triumvirato, in II triumvirato costituente, cit., pp. 67-83, part. pp. 74-78.
19
G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., pp. 291-292.

I DOCUMENTI

83

di Marco Antonio. Tuttavia, la maggior parte dei commentato


ri dell'iscrizione ha giustamente sottolineato il fatto che soltan
to Ottaviano, che si trovava a Roma, poteva materialmente far
spedire una copia dell'atto e, quindi, che era di spettanza a chi
rivestiva le funzioni di governo in Italia il compito di inviare i
documenti redatti dall'amministrazione centrale ai soggetti inte
ressati.20 Ad ogni modo, da questa e da altre testimonianze rac
colte dalla Reynolds emerge che Marco Antonio, non sappiamo
con quanta compiacenza, accettava implicitamente il diritto del
futuro Augusto di intervenire formalmente nelle questioni che
interessavano alcune comunit orientali.21 Da notare, tuttavia, le
parole usate da Ottaviano stesso in un'epistola privata a proposi
to della preferenza da lui accordata a Plarasa/Afrodisiade: una
frase che evidenzia l'eccezionalit di questo rapporto con la citt
e sottintende un accordo in merito con Marco Antonio.22
Infine, alcune brevi osservazioni sulla redazione in greco dei
documenti. Chiaramente le tre lettere indirizzate a Rhosos, che
presentano una prosa essenziale, scorrevole e formulare, furono,
20

Cfr. gi P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 71. In merito a questa questione, non


sono pi condivisibili le affermazioni di M. A. LEVI, La grande iscrizione, cit., pp.
116 e 121, il quale ritiene che Ottavianoricorraad una titolatura sui generis, tale
da consentirgli di interferire nelle provincie di M. Antonio senza menomarne
i diritti e che in sostanza fondi il suo prestigio su di una citt orientale su
elementi di carattere trascendente, cio praenomen imperatoris e discendenza
divina.
21
J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 39-40; cfr. F. CANALI DE Rossi, Tre episto
le, cit., p. 174. Invece per M. A. LEVI, La grande iscrizione, cit., p. 123, Ottaviano
non poteva arbitrarsi a passare ordini, come triumviro, ad una citt dipendente
da M. Antonio, perch gli accordi tra i due triumviri prevedevano una effetti
varipartizionedi zone di validit azU'imperium, per cui Yimpenum triumvirale
restava sottoposto a limitazioni territoriali che corrispondevano pienamente
alle limitazioni tradizionali in materia di zone di competenza dei magistrati.
11
J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 10, 11. 3-4: /
' . .. ;
cfr. J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 98-99, e W. ORTH, Der Tnumvir Octavian.
Bemerkungen zu Insckriften aus Aphrodisias, EA 3 (1984), pp. 61-82, part pp. 65
sgg. Sull'ambito di competenza dei triumviri nelle province vd. J. BLEICKEN,
Zwischen Republik und Pnnzipat, cit., pp. 27-36, part. 28-29 (i documenti da Afrodisiade e il dossier di Rhosos); J.-M. RODDAZ, Les tnumvirs et les provinces, cit.,
part. pp. 87-93.

84

ANDREA RAGGI

pi che tradotte dal latino, elaborate direttamente in greco dai


funzionari addetti alla cancelleria di Ottaviano, se si tiene anche
conto della circostanza che, al momento della spedizione delle ul
time due epistole, il futuro Augusto si trovava proprio in Oriente
(vd. infra 3).23
L'indicazione che Tatto fu esposto in Campidoglio, l'analogia di
quasi tutte le clausole con disposizioni presenti in altri documenti
epigrafici in latino tradotti dal latino e l'utilizzo di termini tecni
ci del linguaggio giuridico romano costituiscono invece le prove
incontrovertibili che il doc. fu. redatto a Roma ed qxiindi una
traduzione letterale da un originale latino. Non vi sono, tuttavia,
latinismi evidenti, come l'omissione di articoli la coordinazione
per asindeto;24 al contrario, una frase come +
nome di regione + di 11.12-13, che abbiamo visto essere di
uso normale tra gli storici di lingua greca,25 e la presenza di un ter
mine non comune come alle 11. 22-23, farebbero ritenere
che il testo sia stato redatto in greco da un grecofono. D'altra par
te, sono poco evidenti, risultano ben celate ai nostri tentativi di
individuarle, le difficolt incontrate dal traduttore nel rendere in
lingua greca i rigorosi termini tecnici del diritto privato e pubbli
co romano, privi spesso di omologhi greci.
In conclusione, possiamo affermare che probabilmente la reda
zione in greco fu eseguita sotto la supervisione di un funzionario
competente non solo della terminologia giuridica romana, ma
23

SUET., Aug. 89, 1, riferisce che Ottaviano/Augusto impiegava traduttori:


nam et si quid res exigerett Latine formabat vertendumque alii dabat. Da notare che
la lettera indirizzata agli abitanti di Efeso (J. REYNOLDS, Aphrodisias,rit.,12)
presentata come scritta di pugno dello stesso Ottaviano (1.10: ),
ma non possibile escludere un intervento di traduzione dall'originale latino
per la versione in greco pervenutaci.
24
Per le caratteristiche delle redazioni in greco dei documenti emessi dalle
autorit romane vd. l'ancora fondamentale lavoro di P. VIERECK, Sermo Graecus quo senatus populusque Romanus magistratusque populi Romani usque ad Tiberii
Caesaris aetatem in scriptis publicis usi sunt examinatur, Gottdngae 1888, part. pp.
55-84; inoltre, le belle pagine di Stroux in J. STROUX, L. WENGER, Die AugustusInschnfi aufdem Marktphtz, cit., pp. 18-43, e RDGE, pp. 13-19. Cfr. anche le osser- .
vazioni di G. CRESCI MARRONE, Sulla traduzione in alcune epigrafi bilingui fotinogreche del periodo augusteo, in Contributi di storia antica in onore di Albino Garzetti,
Genova 1977, pp. 315-330.
25
Vd. supra cap. 1, 4 ad loc.

85
anche della lingua greca; tuttavia, il testo non permette di stabili
re se il traduttore fosse di lingua madre greca latina.20
I DOCUMENTI

2. LA FONTE GIURIDICA DEL D O C II:


LA LEX MUNATIA
AEMILIA

La presenza, nel provvedimento di conferimento, della denomi


nazione lex Muriatici Aemilia (1.10) porta ad individuare in questa
legge la fonte giuridica della concessione dei privilegi elencati
nel doc. del dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos. Quella del
nostro documento costituisce Tunica attestazione, fino ad oggi
nota, dell'esistenza della legge, che fu rogata dai consoli del 42
a.C.27 e che autorizzava in prima istanza alla concessione della
civitas Romana e deWimmunitas omnium rerum (11.10-11).
evidente che questa legge di autorizzazione deve essere mes
sa in relazione con la sequenza di quelle leges de civitate che inizia
rono ad essere promulgate a partire dagli anni della guerra socia
le, quando la temperie storico-politica port ad lina sensibile
ed inusitata apertura in tema di cittadinanza.28 Ci che a noi qui
interessa esaminare le caratteristiche di queste leges che delega
rono alcuni comandanti militari a concedere la cittadinanza singiUatim e virtutis causa, come attestato per la lex Calpurnia e la lex
Gellia Cornelia,2,9 perch anche la lex Munatia Aemilia rientra senza
26

Per alcune considerazioni sulla traduzione del dossier di Rhosos cfr. RDGE,
pp. 204-207, part. p. 206.
17
L. Munatius Plancus e M. Aemilius Lepidus: vd. MRR , . 357.
28
G. LURASCHI, Sulle 'leges de civitate' (Iulia, Calpurnia, Plautia Papiria), SDHI
44 (1978), pp 321-370, part. 326, n. 15, contributo ancora valido al quale si ri
manda per l'elenco delle fonti e la discussione sulla datazione delle tre leges de
civitate (lex Mia dellafinedel 90 a.C, lex Calpurnia forse dell'89 a.C. e lex Plautia
Papiria della fine dell'89 a.C.) rogate negli anni della guerra sociale. Per altri
punti di vista cfr. E. GABBA, Esercito e societ neUa tarda repubblica romana, Firen
ze 1973, pp. 252-255; C. Letta in E. CAMPANILE, C. LETTA, Studi sulle magistrature
indigene e municipali in area italica, Pisa 1979, pp. 78-83; Y. THOMAS, Orgine et
commune patrie. tude de droit public romain (89 av. j.-c. - 212 ap. j.-c), Rome
1996, pp. 103 sgg. La lex Gellia Cornelia, proposta dai consoli L. Gellius Publicola
e Cn. Cornelius Lentulus Clodianus nel 72 a.C. (MRR , . n6), ci nota dai
ripetutiriferimentidi Cic, pr Balbo 5,11; 8,19; 14,32-33 e 17,38.
Vd. SISENNAfrg.120 P. : milites, ut lex Calpurnia concesserat, virtutis ergo civi
tate donari; O c , pr Balbo 8,19: nascitur, iudices, causa Cornell ex ea lege quam L.
Qellius Cn. Cornelius ex senatus sententia tulerunt; qua lege videmus satis esse sane-

ANDREA RAGGI
86
ombra di dubbio in questa specifica categoria della legislazione de
civitate danda.30
Alcuni accenni nelle fonti costituiscono un chiaro indizio del
l'esistenza di altre leges de civitate, oltre a quelle nominate sopra,
delle quali purtroppo non ci giunta testimonianza;31 secondo
una certa dottrina, il cosiddetto decretum. Strabonis si riferisce ad
una lex lulia diversa da quella che autorizzava la concessione
collettiva della cittadinanza ai Latini ed ai sodi Italia, in pratica
ad una legge rogata dallo stesso L. Giulio Cesare per concedere
la dvitas Romana singiUatim e virtutis causa ad alcuni auxiliares,
quali appunto erano anche i trenta cavalieri della turma Salluitana*
Ho indicato i delegati alla concessione della cittadinanza gene
ricamente come comandanti militari senza utilizzare il termine
tum, ut cives Romani sint vi quos Cn. Pompeius de consili sententia singiUatim civitate
donaverit; cfr. G. ROTONDI, Leges publicae populi Romani, Milano 1912, p. 340.
30
Questo si ricava dal testo del doc. del dossier, che prescrive concessioni
di privilegi a singoli individui (11.19-21), adducendo come motivazione il valore
e l'abnegazione dimostrati in guerra dai principali beneficiari (11.12-18).
31

E. BADIAN, Foreign Clientelae (264-yo B.C.), Oxford 1958, p. 260; G. LURASCHI,

Sulle 'leges de civitate', cit., p. 327, e ID., La questione detta cittadinanza nell'ultimo
secolo deUa Repubblica, in F. MILAZZO (a cura di), Res publica e Pnnceps. Vicende
politiche, mutamenti istituzionali e ordinamento giuridico da Cesare ad Adriano, Na
poli 1996, pp. 35-99, part. p. 77, n. 229. Vd. gli elenchi delle donationes in O c ,
pr Balbo 22, 50-51; C. E. GOODFELLOW, Roman Citizenship. A Study oflts Terrtorial and Numerical Expansion from the Earliest Times to the Death ofAugustus,
Lancaster (Pa.) 1935, pp. 34 sgg.; E. BADIAN, Foreign Clientelae, cit., pp. 302-308; A.
KRAWCZUK, Virtutis ergo. Nadania obywatelstwa rzymskiego przez wodzw republiki
(De civitate Romana ab imperatoribus liberae rei publicae temporibus data), Krakw
1963, 83 sgg.; cfr., inoltre, N. CRINITI, L'epigrafe di Asculum, cit., p. 188, n. 8, e le
generiche affermazioni in Cic, pr Archia 10, 25-26.
32
Linee 1-3 del decretum Strabonis: [C]n. Pompeius Sex. \f. Imperatori virtutis
causa I equites Hispanos ceives [Romanos fecit in castr]eis apud Asculum a. d. xivK.
Dee. I ex lege Mia; vd. G. LURASCHI, Sulle 'leges de civitate', cit., pp. 325,330-331,337
e n. 67. A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 60 sgg., reputa questa lex Mia ante
riore a quella de civitate del 90 a.C., mentre N. CRINITI, L'epigrafe di Asculum, cit.,
PP 39 sgg> P art *5> l e identifica; per ulteriori indicazioni bibliografiche cfr.
da ultimo L. AMELA VALVERDE, La turma Salluitana y su relacin con la clientela
pompeyana, Veleia 17 (2000), pp. 79-92, part. p. 81. Sulla datazione dell'epigra
fe vd. la discussione in A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 50-52 (attribuisce il
decretum Strabonis al 90 a.C), e N. CRINITI, L'epigrafe di Asculum, cit., pp. 47"61
(data la concessione all'89 a.C).

I DOCUMENTI

87

imperatores, che invece qualche volta possibile trovare in let


teratura nel caso specifico: in effetti, come Litewski ha messo in
evidenza nella recensione all'unica monografia esistente sull ar
gomento, non esiste prova sicura che le autorit legittimate dai
comizi a conferire la civitas Romana dovessero essere necessaria
mente imperatores.33

In generale, si deve osservare che i comandanti militari non


avevano il diritto di procedere a naturalizzazioni di cittadini di
comunit non romane senza una preventiva autorizzazione le
gislativa del popolo; in altri termini, la competenza esclusiva in
materia di ius civitatis apparteneva ai comizi. Le frequenti con
cessioni di cittadinanza effettuate secondo una procedura non
regolare erano considerate illegali, in certi casi persino dai loro
stessi autori, e conducevano ad una legittima contestazione di
fronte alle autorit romane, oppure venivano ratificate posterio
ri, secondo una prassi non sconosciuta all'ordinamento giuridico
romano nella tarda et repubblicana.34
Negli anni delle guerre civili, quando questi atti iniziarono a
non essere considerati del tutto eccezionali inusitati, con sem
pre maggior frequenza i comandanti militari romani conferirono
la cittadinanza non solo non pi per meriti militari, ma per il fa
Vd. W. LITEWSKI, ree. a A. Krawczuk, Virtutis ergo. Nadania obywatebtwa
rzymskiego przez wodzow republiki, Iura 15 (1964), pp. 315-319, part. p. 316. Se
condo A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship2, Oxford 1973, p. 310, only
the great commanders, and not the normal proconsuls, had this power [of enfranchisement].
34
Vd. A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 108 sgg., e G. LURASCHI, Sulle 'leges
de civitate', cit., pp. 327-330 e 335-337, con gli esempi delle contestazioni portate
alle naturalizzazioni di Mario, Pompeo e Cesare, comunque mai invalidate se
condo O c , pr Balbo 22,52: numquam esse condemnatum quem constaret ab impera
tore nostro civitate donatum. Da notare, tuttavia, che atteggiamento di Cicerone
nella pr Balbo quello di avallare la prassi istaurata dagli imperatores, anche se
apertamente contraria al diritto (G. LURASCHI, La questione detta cittadinanza,
cit., p. 79) Per G. LURASCHI, Sulle 'leges de civitate', cit., p. 334, Pompeo Strabone
e forse anche L. Giulio Cesare si servirono della lex Iulia attestata epigrafica
mente per legittimare a posteriori le concessioni di cittadinanza effettuate nel
corso del 90 89 a.C. Sulla competenza in materia di ius civitatis in et impe
riale cfr. le mie osservazioni in A. RAGGI, Cittadinanza coloniaria e cittadinanza
romana, in Colonie romane nel mondo greco, a cura di G. Salmeri, A. Raggi, A.
Baroni, Roma 2004, PP 55-68.

83

ANDREA RAGGI

vore che i beneficiari si erano guadagnati presso di loro. Le cause


di questo incremento delle concessioni furono la personalizzazio
ne della vita politica, grazie.anche all'instaurarsi di un rapporto
diretto fra donante e beneficiario, la possibilit per i magistrati
curri impeno ed i capiparte di accrescere tramite le donationes civitatis la propria notoriet e le proprie clientele ed ii maggior peso
assunto dagli eserciti.35
Con l'emergere dei poteri straordinari, i tratti della legalit si
offuscarono: la forma legislativa non fii pi tenuta in gran con
siderazione da Cesare dittatore (ma le fonti in proposito non
sono chiare),36 mentre, come abbiamo osservato supra nel 1, il
fatto che i triumviri, pur nella finzione della procedura, si fossero
appellati ad una legge sintomatico del loro atteggiamento di
rispetto formale delle procedure legislative repubblicane.37
L'indagine di Luraschi ha messo in evidenza, come elementi
peculiari di questi provvedimenti, la presenza di clausole ben
35

Vd. G. LURASCHI, La questione della cittadinanza, cit., pp. 77-78 e 99. Per le
caratteristiche del periodo vd. E. GABBA, L'et triumvirale, in Storia di Roma Ei
naudi , Torino 1990, pp. 795-807, part. pp. 798-804, e E. No, Cedatforum ca
strisi : esercito e ascesa politica nelLriflessioneciceroniana, Athenaeum 83 (1995),
pp. 67-82, part. pp. 73 sgg. e 80-81.
36
Sulla politica di Cesare in tema di estensione della civitas Romana vd. F.
VITTINGHOFF, Rmische Kolonisation una Burgerrechtspolitik unter Caesar una Augustus, Wiesbaden 1952, pp. 49-95; E. FERENCZY, ZU Caesars Burgerrechtspolitik, in
Studi in onore di Cesare Sanfilippo rv, Milano 1983, pp. 207-222; G. LURASCHI, La
questione detta cittadinanza, cit., pp. 77 e 84-94, part. p. 93: Si discute in base a
quale diritto Cesare avesse agito. difficile dire: forse se lo arrog ..., forse gli
fu riconosciuto da leggi rimaste ignote, forse, e pi probabilmente, gli deriv
dalla dittatura. Per A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 138 sg., Cesare si fece
autorizzare dai comitia; secondo A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship,
cit., p. 294, n. 4, the later enfranchisements of Pompeius and Caesar suggest
that this power was included in the leges de imperiofromthe lex Gabinia depiratis
onwards.
Le testimonianze di donationes cesariane sono raccolte da C. E. GOODFELLOW,
Roman Citizenship, cit., pp. 90-97; A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 125 sgg.
(per le concessioni in Asia vd. B. HOLTHEIDE, Rmische Biirgerrechtspolitik una
rmische Neubrger in der Provinz Asia, Freiburg 1983, pp. 26-31). Un riferimento
alle concessioni di cittadinanza effettuate da Cesare si trova nel terzo editto di
Cirene, 11. 58-60 (vd. supra n. 4).
37
G. LURASCHI, La questione detta cittadinanza, cit., p. 95, parla di scrupoli
legalisti di Ottaviano rivelati, fra l'altro, dalia lex Munatia Aemilia del 42, ormai,
dopo esperienza cesariana, del tutto anacronistica.

I DOCUMENTI

89

precise e tassative circa lo status dei destinatari, la determinazio


ne del magistrato delegato alla donatio, nonch la procedura da
seguire.38 Ci nonostante, partendo dalla testimonianza costitui
ta dal provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos, possibile
affermare che in epoca posteriore le caratteristiche delle leges de
vitaze subirono alcune modifiche sostanziali rispetto a quelle
degli anni della guerra sociale.
In merito alla procedura, la lex Mia del decretum Strabonis e
la lex Gellia Cornelia sembrano indicare che le autorizzazioni le
gislative di questa natura obbligassero a consultare il consilium
militare nel caso che il comandante procedesse in exertu alla
concessione della cittadinanza romana singiUatim e virtutis cau
sa.39 Tale procedura, tuttavia, non pi attestata in epoca poste
riore, per lo meno non viene mai menzionata a proposito delle
concessioni di cittadinanza cesariane e triumvirali, tanto che non
compare neppure nel provvedimento a favore di Seleuco di Rho
sos: evidentemente questa prassi era ormai ritenuta anacronistica
dai titolari di un'autorit indubbiamente superiore a quella dei
magistrati dotati di irnpenum.40
Per quanto riguarda i destinatari, le fonti in realt non indicano
mai il loro status con sufficiente precisione: il frammento di Sisenna qualifica i beneficiari della lex semplicemente come milites,
il decretum Strabonisriguardaequites Hispani, la lex Gellia Cornelia
fu utilizzata per confermare le concessioni di cittadinanza da par38

G. LURASCHI, Sulle 'leges de civitate', cit., p. 334.


Ma potrebbe aver ragione W. LITEWSKI, ree. a A. Krawczuk, cit., pp. 316317, quando afferma, contro le conclusioni di A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit.,
pp. 109 sg., che il parere del consilium non fosse n obbligatorio n vincolante.
L'espressione de consili sententia per le decisioni prese da Pompeo ex kge Gellia
Cornelia compare in O c , pr Balbo 5,11; 8,19; 17, 38. Sul consilium strabeniano
vd. N. CRINITI, L'epigrafe diAsculumy cit., pp. 77 sgg.; cfr. inoltre le brevi conside
razioni di J. A. CROOK, Consilium Prncipis. Imperiai Councih and Counsellorsfrom
Augustus to Diocktian, Cambridge 1955, p. 5; L. R. TAYLOR, The Voting Districts
ofthe Roman Republic: the Thirty-five Urban and Rural Tribes, Rome i960, pp. 176178; G. CRIF, Sul consilium del magistrato, SDHI 29 (1963), pp. 296-309, part.
PP- 307-308.
40
Pochi anni dopo la promulgazione della lex Gellia Cornelia, in una data
compresa tra il 67 e il 63 a.C, Pompeo accord in contione militum la civitas a
Teofane di Mitilene, apparentemente senza richiedere il parere del connlium
(CIC, pr Archia 10, 24; VAL. MAX. vni, 14.3).
39

90

ANDREA RAGGI

te di Pompeo, soprattutto quelle operate durante la guerra sertonana in Spagna.41 Luraschi, nella convinzione che l'ambito di ap
plicazione di queste leges dovesse essere circostanziato, individua
come destinatari della lex lulia del decretum Strabonis i milites peregni stipendiarvi e come beneficiari della lex Calpumia nominata
nel frammento di Sisenna i sodi Italici ed extraitalici.42 Tuttavia lo
stesso Luraschi, riprendendo una vecchia ipotesi del Pais, ammet
te anche la possibilit che la lex lulia del decretum Strabonis fosse
la stessa di quella de civitate Latinis et sociis danda e che Pompeo
Strabone si fosse richiamato a quest'ultima in maniera illegittima
per un errore di interpretazione della legge stessa.43
Nei decenni successivi 'inconvenienti' di questa natura pote
rono essere evitati grazie ad una maggiore genericit nell'indi
cazione dei destinatari delle leges de vitate; in questa maniera, a
mio modo di vedere, si rese inutile la promulgazione di leggi che
si differenziassero in ragione dello status dei beneficiari.44 In altre
41

Per altre donationes civitatis di Pompeo, probabilmente legalizzate utilizzan


do la lex Gelila Cornelia, vd. O c , pr Balbo 22,51: ncque vero id in uno Cornelio fecit.
Nam et Gaditanwn Hasdrubalem ex belh ilio Africano ... civitate donavit; C. E. GOODFELLOW, Roman Citizenship, cit., pp. 37-38. Non concordo nel caso specifico con
l'intervento di C. Venturini in F. MILAZZO (a cura di), Res publica e Prnceps, cit.,
p. 136, dove si sostiene, riprendendo le conclusioni di V. ANGELINI, Riflessioni sul
l'orazione pr L. Cornelio Balbo, Athenaeum 58 (1980), pp. 360-370, che Cornelio
Balbo non meritasse il conferimento della civitas Romana secondo lo spirito della
lex Gellia Cornelia perch privo di meriti militari e perch non inquadrato nei
ranghi dei sodi; si confronti l'eloquente testimonianza di O c , pr Balbo 2,5 sulle
vicende che meritarono la donatio civitatis a Cornelio Balbo: hunc in Hispania
durissimo bello cum Q. Metlh, cum C. Memmio et in classe et in exercitufiiisse, utPompeius in Hispaniam venerit... cum Pompeio ad extremum belli tempusfrisse.Resta co
munque valido l'enunciato generale, al quale accennavo sopra, che i comandanti
militari nell'et delle guerre civili iniziarono ad interpretare il potere di conce
dere la cittadinanza virtutis causa secondo criteri alquanto estensivi e discutibili.
42
G. LURASCHI, Sulle "leges de civitate', cit., p. 336; cfr., per il provvedimento
straboniano, N. CRINITI, L'epigrafe diAsculum, cit., pp. 74,185 e 188.
43
Vd. E. PAIS, R decreto di Gn. Pompeio Strabone sulla cittadinanza romana dei
cavalieri ispani, in ID., Dotte guerre puniche a Cesare Augusto. Indagini storiche-epigrafiche-giuridiche 1, Roma 1918, pp. 169-226, part. pp. 204-219; cfr. N. CRINITI,
L'epigrafe di Asculum, cit., pp. 44-45; G. LURASCHI, Sulle 'leges de vitate', cit., pp.
331-333 e p. 337, n. 67, per altre ipotesi sulla datazione della lex Mia del decretum
Strabonis, p. 338, n. 69, per altri casi di concessioni di cittadinanza illegali.
44
Al contrario, G. LURASCHI, Sulle 'leges de civitate', cit., p. 330 (cfr. ID., La

I DOCUMENTI

91

parole, tramite le autorizzazioni conferite dalla lex Gellia Corne


lia, dalla lex Munatia Aemilia e da altri provvedimenti analoghi
promulgati negli anni delle guerre civili, i comandanti militari
delegati poterono ricompensare singiUatim diversi personaggi
provenienti dalle comunit non-romane e anche soldati romani
congedati (come attesta l'editto de prvilsgiis veteranorum), a pre
scindere dallo status della comunit di origine.45
Un elemento caratteristico di questi provvedimenti, che, mi
sembra, rimase costante, fu il fatto che nella legge venivano indi
cati sempre i nomi (o il singolo nome) delle autorit formalmen
te incaricate della donatio: la lex Munatia Aemilia fu sicuramente
rogata per attribuire a due triumviri (Marco Antonio e Ottavia
no), e unicamente a loro, la facolt di civitatem dare ex lege; allo
stesso modo, dalla testimonianza di Cicerone si evince che la lex
Gellia Cornelia confer la potestas civitatem donandi al solo Pom
peo.46 L'elemento discriminante tra queste leggi fu costituito,
quindi, daU'inserimento del nome del delegato alla concessione
in un'apposita clausola della disposizione, la quale doveva forse
determinare anche il limite temporale di validit dell'autorizza
zione.
Quello che non conosciamo, invece, se l'evento bellico che
aveva determinato il motivo della concessione, vale a dire l'atto
di valore compiuto dai destinatari, fosse indicato in maniera pre
cisa oppure in maniera generica, in modo da permettere l'utilizzo
della legge a favore di un maggior numero di destinatari e ricom
pensare i partecipanti a pi campagne militari. Riguardo alla lex
Gellia Cornelia non si hanno indicazioni; per la lex Munatia Aemi
lia, la data di promulgazione indica che era finalizzata a premiare
i servizi resi da chi aveva avrebbe aiutato i triumviri nel corso
della lotta contro gli uccisori di Cesare e i loro complici: nel provquestione deUa cittadinanza, cit., p. 77, n. 229), ritiene che era necessario varare
caso per caso una legge apposita con un contenuto specifico.
45
A. KRAWCZUK, Virtutis ergo, cit., pp. 10 sgg., ritiene che la civitas Romana
venisse concessa tramite queste leges indipendentemente dall'origine etnica e
sociale del destinatario.
Oc, pr Balbo 14,32: lex... Gellia et Cornelia, quaedefinite potestatemPompeio
civitatem donandi dederat; 14,33 : in rogatione ea quae de Pompeio a Gellio et a Lentulo
cos. lata est; cfr. G. LURASCHI, Sulle 'kges de civitate', cit., p. 330.

92

ANDREA RAGGI

vedimento a favore di Seleuco di Rhosos era sicuramente pre


sente l'indicazione geografica del luogo teatro delle operazioni
militari alle quali partecip Seleuco, ma sfortunatamente questo
nome oggi non pi leggibile.47
La lex Munatia Aemilia rappresenta l'ultima legge nota di questo
tipo per et repubblicana, punto terminale di una lunga tradizio
ne legislativa a favore in particolar modo di quei peregnni che si
erano meritoriamente distinti in funzione dell'utilit reipubUcae.
Nella disposizione che stiamo esaminando sono pertanto indivi
duabili diverse clausole che possiamo definire di natura tralaticia,48 l'origine delle quali risale per lo meno alla seconda met del
sec. a.C, quando la donatio vitatis compare come premio ai
non-cittadini vittoriosi in un'accusa de repetundis.49

47
Cfr. supra cap. i, 4, commento alle 11.12.-13. Anche la motivazione princi
pale dell'azione politica dell'editto triumvirale per le proscrizioni veniva iden
tificata nella necessit di vendicare l'uccisione di Cesare: vd. E. GABBA, Miscel
lanea triumvirale, in R triumvirato costituente, cit., pp. 127-134, part. p. 12,7. G. I.
LUZZTTO, Epigrafia giuridica, cit., p. 293, ritiene che la legge attribu ai triumviri
un potere generico di concedere la cittadinanza a veterani delle guerre civili.
Inesatta l'affermazione di G. LURASCHI, La questione della cittadinanza, cit., p.
78, che la lex Munatia Aemilia serv a legittimare le concessioni di OttavianoAugusto almeno sino al 7-6, quando appunto per legge e senatus consultum egli
attribu la civitas ai Cirenenses: la legge accord quasi sicuramente la potestas
civitatem donandi anche ad Antonio e i documenti trovati a Cirene non rappre
sentano in alcun modo provvedimenti di naturalizzazione.
48
noto, infatti, che les lois rpublicaines n'hsitaient pas reprendre de
manire tralatice des articles entiers de lois prcdentes: J.-L. FERRARY, Chapitres tralatXces et rfrences des lois antrieures dans ks lois romaines, in Mlanges
la mmoire de Andr Magdelain, tudes coordonnes et rassembles par M. Humbert et Y. Thomas, Paris 1998, pp. 151-167, part. p. 158.
49
Cfr. O c , pr Balbo 23, 54: an accusatori maiores nostri maiora praemia quam
bellatori esse voluernt? I casi a noi noti, anteriori in ordine di tempo, nei quali
semplici peregnni vennero ricompensati indicano che la civitas fu conferita dal
popolo romano nngilhtim e virtutis causa, ma purtroppo il testo dei relativi
provvedimenti non ci pervenuto; vd. le testimonianze raccolte da C. E. GOODFELLOW, Roman Citizenship, cit., p. 32: a Lucio Mamilio dittatore di Tuscolo nel
460 a.C: Liv. m, 29.6; al medico Archagathus, nativo del Peloponneso, nel 219
a.C: PLIN,, N.H, XXTX, 12; al siracusano Sosis, allo spagnolo Moericus e ai suoi
uomini, per i servizi resi nella cattura di Agrigento nel 211 a.C : Liv. xxvi, 21.9-13
(cfr. A. GUEMES AMADO, Moerico, un mercenario nispano al servicio de Roma, in Homenaje a Jos Ma. Blzquez n, eds. J. Mangas, J. Alvar, Madrid 1994, pp. 249-256);

I DOCUMENTI

93

La lex conservata nella tabula Bembina infatti il primo prov


vedimento legislativo, il cui testo si conservato, che prevede
la concessione della civitas Romana, insieme alla militiae vacatio,
a singoli non-cittadini romani (11. 76-77); in alternativa all'offerta
della cittadinanza prevista la [provocano ... vocatioque] I eius mi
litiae rnunerisque poplici iti su[a quoiusque cantate (11. 78-79) e quasi
sicuramente un pnvilegiumfon: [ s]ei petetur, de ea re eius [optio
est]o, utrum velit vel in sua ceivitatfe vel Romae - - -] (1. 86). Questa
opzione per i non-cittadini romani che avessero deciso di non ac
cettare la cittadinanza romana si ritrova, insieme alla concessione
delle esenzioni, anche nlfragmentum Tarentinum: [ in sua ceivita]te
omnium rerum I [immunitas vocatio militiae mu]nerisve esto ... I
[... in] ioudicium, Romae certet, sa Romae velet (11. 3-5).50
La lex Mia nominata nel decretum di Pompeo Strabone concede
agli equites Hispani la civitas e non immunitas, almeno cos appare
dal testo del provvedimento. Pochi decenni dopo, per la precisio
ne nel 78 a.C, i tre greci beneficiari del se. deAsclepiade ricevettero
l'esenzione dalle prestazioni liturgiche e dai tributi nelle proprie
citt di appartenenza e optio fori, dunque privilegi simili a quelli
conferiti agli accusatori vittoriosi in un processo de repetundis.
Ancora una volta, questi privilegi vennero assegnati non solo in
ricompnsa dei meriti acquisiti a favore della causa romana, ma
probabilmente anche a titolo di compensazione per, in alterna
tiva a, la mancata concessione della civitas Romana. In pi, il sena
to romano confer ai tre greci altri benefici, collegati in parte alla
situazione particolare dell'area egea dopo le guerre mitridatiche,
in parte al loro nuovo status di amici populi Romani.51
In definitiva, nell'ambito della sequenza di quei provvedimenti
a favore dei peregrini benemeriti verso lo stato romano, l'atto di
al cartaginese Muttines, per servizi resi nella cattura di Agrigento nel 210 a.C. :
Liv. XXVII, 5.7. Secondo A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship, dt., p. 291
e n. 2, questi disertori cartaginesi ottennero la civitas sine suffragio.
50
Vd. il commento in RS, p. 215 e, sulle ricompense nelle quaestiones de re
petundis, M. C. ALEXANDER, Praemia in the Quaestiones ofthe Late Republic,
ClPhil 80 (1985), pp. 20-32. Non qui il luogo per affrontare o, pi semplice
mente, perrichiamaretutte le problematiche testuali che queste linee dei due
testi epigrafici citati sollevano; su questo rimando al relativo commento in RS.
1
Vd. A. RAGGI, Senatus consultum, cit., part. pp. 109-113.

94

ANDREA RAGGI

conferimento della cittadinanza a Seleuco di Rhosos acquista un


rilievo maggiore quando si tenga conto delle importanti novit
che presenta: l'unione della concessione della civitas a quella delYimmunitas e un elenco dettagliato e compiuto di elargizioni che
riprende la serie di tutti i benefici previsti per ricompensare i non
cittadini nelle disposizioni dei decenni precedenti.
3. LA DATAZIONE E IL CONTESTO STORICO

La datazione del doc. 1 viene posta in letteratura tra gli ultimi


mesi del 36 a.C, anno nel quale Ottaviano ricevette la quarta ac
clamazione imperatoria ( , 1. 2 = imperator quartum) in seguito alla vittoria su Sesto Pompeo, e la fine
del 34 a.C, perch a partire dal i gennaio dell'anno seguente (33
a.C.) il futuro Augusto rivest il consolato per la seconda volta
e pose cos termine a quel periodo di tempo nel quale poteva
indicare nella propria titolatura di essere ancora consul iterum et
tertium designatus (tradotto con
nel nostro documento, 11.2-3).^Alcune emissioni
monetali datate agli anni 37-35 a.C. e un documento epigrafico
proveniente da Afrodisiade confermano che in quegli anni questa
era la titolatura propria di Ottaviano.53

52

Vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 64-66, e infra in APPENDICE le osserva


zioni dello studioso francese all'inizio della LETTERA 2; F. MILLAR, Triumvirale
and Pnncipate, cit., p. 57. Sesto Pompeo fu sconfitto a Nauloco il 3 settembre del
36 a.C. : per Yovaiio che segu vd. all'anno 36 Fasti Tnumph. Capii, in Inscr. It. xm
I, p. 87, e Fasti Tnumph. Barbenniani, Inscr. It. xm 1, p. 343. Le coppie consolari
dal 34 al 31 a.C. furono stabilite ili anticipo dai triumviri nell'incontro di Miseno
(agosto del 39 a.C): APP., b.c. v, 313; cfr. CASS. DIO XLVin, 35.1, con le precisazioni
di J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 69-71. Per l'assunzione del secondo conso
lato da parte di Ottaviano vd. CASS. DIO XLIX, 43.6.
53
Per le monete nelle quali compare la legenda cos. iter, et tert. desig. vd. RRC
537.1-2, 538.1-2, 540.1-2 (W. TRILLMICH, Miinzpropaganda, in Kaiser Augustus una
die verlorene Republik. Fine AussteEung im Martin-Gropius-Bau, Mainz 1988, pp.
474-528, part. pp. 501-503, nrr. 308-310, data queste emissioni zwischen 37 und
34 v. Chr.); per l'iscrizione da Afrodisiade vd. J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 6,
II. 3-4: [ ]/ ' [ ']. Erroneamente N. Festa in FIRA
309, traduce questa espressione con consul iterum designatus tertium; vd.
RDGE, p. 299, n. 1. La stessa imprecisione riscontrabilein alcune traduzioni in
lingua moderna: cfr. P. F. GIRARD, F. SENN, Les his> cit., p. 355 (trad. di J. Modr-

I DOCUMENTI

95
Una precisazione maggiore pu essere fornita dalla datazione
locale posta subito all'inizio del documento (1.1), che ci dovrebbe
fornire l'indicazione di quando l'atto fu registrato negli archivi
della citt di FJiosos e, quindi, di quando l'epistola fii ricevuta
dai suoi destinatari. Il nome del mese utilizzato macedone (o
corrisponde a novembre-dicembre), ma, ad un pri
mo esame, non purtroppo agevole identificare con sicurezza,
a causa di una scalfittura nella pietra, la cifra riferita all'anno che
riscrizione ci restituisce. Nelle altre due lettere (doc. in, 1. 73, e
doc. iv, 1. 85) non resta che il giorno dei due mesi nominati: il
15 di (mese corrispondente a febbraio-marzo) e il 9 di
.54 Un'attenta analisi dei calchi dell'iscrizione ha tut
tavia confermato che la lettura che fu rilevata da Seyrig, ma non
edita dal primo editore, vale a dire il numerale H, corrispondente
ad otto, risulta essere con molta probabilit corretta; l'altra possi
bile lettura IP (= 110!) era gi stata a suo tempo scartata da Roussel e da Seyrig sulla base di valide motivazioni.55
Si pone quindi il problema di stabilire a quale anno risale l'ini
zio dell'era locale di Rhosos. La risposta stata fornita dagli studi
numismatici dello stesso Seyrig: esaminando le emissioni di Rho
sos, l'illustre studioso francese giunse alla conclusione che alcune
zejewski); K. CHISHOLM, J. FERGUSON (edd.), Rome, cit., p. 136 (trad. dij. Carter);
B. LEVICK, The Government, cit., p. 169: twice consul, designated consul for the
third time. L'espressione assume questo significato soltanto se viene soppressa
la particella copulativa ; cfr. la titolatura di Ottaviano nella seconda lettera
del dossier (doc. m, 11. 73-74): / [ ], .
54
Sui calendari utilizzati in Siria vd. la nota di J.-P. REY-COQUAIS, Calendriers
de la Syne grco-romaine d'aprs des mscriptions indites, in Akten des vi. Internai.
Kongr.fir Griech. una Lat. Epigraphik, Mnchen 1973, pp. 564-566, part. pp. 564565; sul calendario macedone-seleucidico in generale A. E. SAMUEL, Greek and
Roman Chronology. Calendars and Years in Classica! Antiquity, Mnchen 1972, pp.
139-145.
55

Vd. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 64 e n. 2: M. Seyrig remarque toutefois


avec raison qu' la ligne 73, on a crit IE, et qu'ici, par analogie, on devrait
trouver PI plutt que IP; sono le medesime osservazioni che troviamo a met
della LETTERA 3 infra in APPENDICE . Non mi sembra che sia possibile leggere
neppure un pi corretto m oppure una E, come suggeriva Wilhelm apud E.
SCHNBAUER, Die Insckrfi, cit., pp. 198-199, seguito da F. DE VISSCHER, Le statut,
cit., p. jyy e H. MALCOVATI, Imperatore Caesaris Augusti, cit., p. 33 (i quali, pertan
to, datavano il doc. 1 al 34 a.C. basandosi sulle conclusioni di G. MACDONALD, A
New Syrian Era, cit.).

ANDREA RAGGI
96
monete in bronzo recanti un ritratto di Commodo imberbe e da
tate 219 (0IC) furono emesse verosimilmente per commemorare
il matrimonio del giovane Cesare con Bruttia Crispina (da iden
tificarsi con la figura di donna rappresentata sul rovescio?) cele
brato nella primavera estate del 178 d.C. Altre monete emesse
dalla citt, catalogate recentemente da Levante,5* riportano una
datazione che si basa sulla medesima era e, solamente a partire
dall'inizio di questa, aggiungono il termine alla
legenda: l'era di Rhosos chiaramente un'era della libert della
polis ed ebbe inizio nel 42/41 a.C, anno 1 nel quale con molta pro
babilit Marco Antonio concesse l'autonomia alla citt; quest'era
locale fu utilizzata almeno fino alla prima met del terzo secolo
d.C. (principato di Caracalla).57 All'incirca nello stesso periodo,
anche le poltis di Apamea sull'Oronte (anno 1 = 41/40 a.C.) e di
Balanea (anno 1 = 37/36 a.C.) iniziarono a datare le proprie conia
zioni seguendo un'era antoniana.58
56
E. LEVANTE, The Coinage, cit., pp. 240-243, part. nrr. 78-80 del catalogo per
gli esemplari delle monete con il ritratto di Commodo e la rappresentazione
di unafigurafemminile. Da notare la corrispondenza testuale tra l'espressione
usata nelle lettere indirizzate da Ottaviano alla citt di Rhosos e la leggenda sui
rovesci delle monete emesse dalla stessa citt:
(doc. : 11.3*4 doc. m: l. 74; doc. rv: 1.-86); si tratta pertanto della
titolatura ufficiale.
57
H. SEYRIG, Sur les res de quelques villes de Syrie, in ID., Antiquits Synennes
rv, Paris 1953, pp. 72-117, part. pp. 98-101, invalidando una volta per tutte la da
tazione proposta da G. MACDONALD, A New Syrian Era, cit. (seguita anche da
P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 63-64), il quale riteneva che l'era della libert di
Rhosos iniziasse con il 39 a.C., anno nel quale P. Ventidio, legato di M. Anto
nio, sconfisse Labieno e liber dai Parti la Cilicia e la Siria; cfr. H. R. BALDUS,
Syria, in The Coinage ofthe Roman World in the Late Republic, ed. by A. M. Burnett
and M. H. Crawford, Oxford 1987, pp. 121-151, part. pp. 137-138, e RPC I, p. 598.
Perplessit su questa identificazione della figura fernminile con Crispina sono
mostrate da K. BUTCHER, Coinage in Roman Syria, cit., pp. 218 e 426 (la moneta
la nr. 25 del catalogo a p. 430). Sappiamo da APP., b.c. v, 29-31 (cfr. CASS. DIO
XLvm, 24.1-3), che Marco Antonio, dopo la vittoria di Filippi, si rec a visitare le
province orientali, tra le quali la Cilicia e la Siria, e concesse diversi privilegi a
numerose citt: per esempio, rese libere ed immuni Tarso e Laodicea.
58

Vd. H. SEYRIG, Sur les res, cit., pp. 86 e 89; J.-P. REY-COQUAIS, Syneromaine,

de Pompe Diocltien, JRS 68 (1978), pp. 44-73, part. p. 47; H. R. BALDUS, Syria,
cit., pp. 125 e 131-133; RPC 1, pp. 631 e 639-640. Un altro caso di adozione di era
antoniana lo troviamo a Tessalonica: vd. F. PAPAZOGLOU, Quelques aspects de
Vhistoire de la province de Macdoine, in ANRW VILI (1979), pp. 302-369, part. p. 328

I DOCUMENTI

97
Un facile calcolo permette di identificare l'anno 8 della data
locale del doc. con il 35/34 a.C. Risulta quindi che la lettera fu
archiviata dai funzionari di Rhosos nel mese di dicembre del 35
a.C, mentre venne redatta alcuni mesi prima, a parere di Seyrig
nell'autunno dello stesso anno.59 tuttavia possibile precisarne
meglio l'occasione e i tempi della stesura rivolgendo la nostra
attenzione all'atto che segue immediatamente sulla pietra.
Abbiamo visto che il doc. 11, allegato alla prima lettera di Otta
viano, viene definito dallo stesso mittente un atto estratto da una
posta in Campidoglio (1.5). Come terminus-postquem in base
al quale datarlo ci si riferisce all'anno nel quale fu promulgata la
lex Munatia Aemilia (42 a.C), come terminus ante quem si pongono
gli ultimi mesi del 35 a.C, quando il doc. 1 fu registrato a Rho
sos. Purtroppo la titolatura in questo caso ci viene poco in aiuto:
l'espressione
(11. 9-10) non slo non permette di in
dividuare chi fosse il triumviro in questione, ma non presenta
collegata ad essa alcuno di quegli elementi (assunzioni del conso
lato acclamazioni imperatorie) utili a determinare con maggior
precisione la datazione dell'atto. sembrato comunque logico
integrare nella lacuna all'inizio dell'atto di concessione (1. 9) il nomen di Ottaviano, visto che, come risulta dalla prima lettera del
dossier (doc. 1), lo stesso figlio adottivo di G. Cesare che si prese
cura di far recapitare il doc. n alla citt di Rhosos.60
e n. 114. Sulle ere locali vd. in generale J.-P. CALLU, Eres et monnayages Yore de
l'Empire romain, Ktma 18 (1993), pp 113-129 (dove, tuttavia, non si prendono
in considerazione le ere della libert).
59

H. SEYRIG, Sur les res, at., p. 101. G. MANGANARO, A proponto, cit., p. 290,

n. 6, ritiene erroneamente che la cifra inscritta sulla pietra a l i sia IT (cifra


'auspicata1 da ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 64, n. 4), corrispondente all'anno 13 di
un'era cesariana (con inizio alla fine del 49 a.C), che porta a datare la lettera
al novembre-dicembre del 36 a.C. A mio parere da respingere anche l'ipotesi
di H. R. BALDUS, Syria, cit., p. 151, n. 30, di una sostituzione a Rhosos dell'era
antoniana con una cesariana per pochi anni immediatamente dopo la vittoria
di Ottaviano. Giustamente U. LAFFI, ree. a W. Leschhorn, Antike Aren, Stutt
gart 1993, RSA 26 (1996), pp. 267-276, part. p. 274, osserva che fu sempre per
iniziativa delle comunit provinciali, e non dei Romani, che queste ere vennero
introdotte.
00
P. ROUSSEL, Un Syren, cit., p. 67. Per l'integrazione vd. anche supra,
cap. 1, 4 ad Zoe. Non certo quando Ottaviano decise di adottare ufficialmente,

ANDREA RAGGI
98
L'esame della fraseologia del doc. ha posto in luce un'altra
anomalia, costituita dal fatto che, pur emanando Tatto da una
sola autorit (la lacuna a 1. 9 permette di integrare un unico
nome), tutte le espressioni verbali e nominali presenti nel testo
riferite ad essa sono poste al plurale, a cominciare dalle prime
linee ( a 1. 11).6l Nelle tre lettere dei dossier di Seleuco di
Rhosos, Ottaviano si rivolge ai destinatari utilizzando sempre
la prima persona del singolare: di conseguenza le espressioni al
plurale presenti nel doc. non vanno intese come forme di pluralis maiestatis. Anche la frase culminante nel verbo impersonale
a 1. 90 indica che Ottaviano non confer da solo questi
privilegi a Seleuco, altrimenti avrebbe enfatizzato il suo persona
le interessamento.62 Ci porta alla conclusione che anche Marco
al posto di Iulius, il nomen di Caesar, che inizialmente, a seguito dell'adozione,
fungeva da suo cognomen. Ma, a livello informale, lo 'scambio' dovette avvenire
molto presto: come osserva R. SYME, Imperator Caesar: a Study in Nomenclature,
Historia 7 (1958), pp. 172-188, part. pp. 172-176, tra gli aristocratici romani della
tarda repubblica la tendenza era quella di preferire nell'onomastica l'uso del
cognomen come gentilizio; cos, subito dopo l'assassinio di Giulio Cesare, O c ,
ad Att. xiv, 12.2 (22 aprile del 44 a.C.) attesta che gi gli amici chiamavano Ot
taviano Caesar, probabilmente dietro suo espresso desiderio: cfr. C. RUBINCAM,
The Nomenclature of Julius Caesar and the Later Augustus in the Tnumviral Period,
Historia 41 (1992), pp. 88-103, part. pp. 89-90. Ad ogni modo, tutti i documen
ti ufficiali successivi all'istituzione del triumvirato (27 novembre del 43 a.C.)
presentano Caesar come nomen di Ottaviano: per quanto io sappia, l'unica ecce
zione fino ad oggi nota che testimonia l'uso del gentilizio Iulius costituita da
un'iscrizione onoraria proveniente da Satinila nel Sannio (CIL IX, 2142 = 1LS76
= ILLRP 416); cfr. A. DEGRASSI, I nomi dell "imperatore Augusto, cit., pp. 356 e 371;
C. J. SIMPSON, Imp. Caesar Divi Filius. His second imperatorial acclamation and the
evolution of an aUegedly 'exorbitant' nome, Athenaeum 86 (1998), pp. 419-437,
part. pp. 421 e 426. Sui cambiamenti nell'onomastica di Ottaviano/Augusto
vd. in generale A. MAGIONCALDA, Lo sviluppo della titolatura imperiale da Augu
sto a Giustiniano attraverso le testimonianze epigrafiche, Torino 1991, pp. 3-18; cfr.
D. KIENAST, Romische Kaisertabelle. Grundzge einer rmischen Kaerchronologie2,
Darmstadt 1996, part. pp. 61-62 e 65-66.
61
Le altre sono: (. 12),
... /^ ] (11. 13-14), / [ ] (11.178), [ ] (1. 2). Vd. . ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 69-70, e, da ultimo, H.
WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvuegien, cit., p. 74 e n. 91.
62
Verosimilmente tramite la forma verbale , come ritiene H.
WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 69, n. 76. Cfr. le osserva
zioni di J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 23 e 45, a proposito di altre iscrizioni di

I DOCUMENTI

99
Antonio partecip alla promulgazione del provvedimento, ma
successivamente il suo nome venne omesso dall'intestazione;
pertanto in origine all'inizio dell'atto era forse possibile leggere
un'espressione del genere:
,
.63
Ci si interrogati sulla scomparsa del nome di Marco Antonio
e si risposto adducendo come motivo una damnatio memoriae.
Tutto il dossier, in effetti, fu inciso su pietra dalla stessa mano e fu
esposto solo dopo il ricevimento a Rhosos dell'ultimo documen
to del dossier, vale a dire la terza lettera; purtroppo non siamo in
grado di precisare quanto tempo dopo. Nel doc. rv la titolatura
recita che Ottaviano in quell'anno rivesti il consolato per la quar
ta volta ed aveva gi ricevuto per sei volte il titolo di imperator (11.
85-86): , [ ]. Ci troviamo
nel 30 a.C, pi precisamente in un periodo dell'anno compreso
tra il mese di gennaio e quello di agosto, poich il futuro Augusto
ricevette la settima acclamazione imperatoria proprio in questo
mese estivo, a seguito della conquista di Alessandria d'Egitto.64
Prima di recarsi in Egitto, Ottaviano pass proprio dalla Siria, se
condo quanto possibile dedurre da alcuni riferimenti in Flavio
et triumvirale: [] ought to mean ... the triumvirs, rather than Octavian
himself.
63
Cfr. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., p. 70: le lapicide ngligent a laiss cette forme , qui ... nous avertit de la retouche apporte l'intitul de
l'acte.
64
Per le acclamazioni imperatorie seguo qui la datazione proposta da L.
SCHUMACHER, Die imperatorischen Akklamationen der Tnumvirn una die Auspicio,
des Augustus, Historia 34 (1985), pp. 191-222, part. pp. 209-211; cantra V. LICA,
Die siebente Akklamation Octavians, Tyche 12 (1997), pp. 159-168, che data la set
tima salutazione imperatoria all'agosto del 29 a.C. seguendo le vecchie conclu
sioni del Mommsen. Se le argomentazioni di V. Lica si dimostrassero fondate,
il doc. rv potrebbe essere stato redatto in un qualsiasi mese del 30 a.C, persino
quando Ottaviano, alla fine dell'anno, pass di nuovo dalla Siria sulla via del
ritorno (CASS. DIO LI, 18.1). Ottaviano ottenne la sesta acclamazione imperato
ria grazie al successo riportato ad Azio (2 settembre del 31 a.C. : cfr. cu, x, 3826
= IL
$ 79; OROS. VI, 19.14; CASS. DIO LI, 1.1); per il trionfo e gli onori decretati ad
Ottaviano dopo la vittoria in Egitto vd. CASS. DIO LI, 19.5-6. Il trionfo per Azio e
quello per l'Egitto furono celebrati a distanza di un solo giorno secondo CASS.
DIO LI, 21.7.

100

ANDREA RAGGI
65

Giuseppe, e verosimilmente, incontrando di nuovo Seleuco di


Rhosos, prese la risoluzione di redigere la lettera di raccomanda
zione per il suo fedele navarchus, che era stato forse oggetto di
alcuni atteggiamenti ostili in patria.
Sappiamo che un senatus consultimi decret ufficialmente la
damnatio memoriae di Marco Antonio pochi mesi dopo Azio.66 Ne
sono evidente testimonianza alcuni documenti epigrafici: a Sardi
il suo nome fu. eraso dall'epistola che accompagnava il provvedi
mento di Cesare conferente il privilegio dell'inviolabilit; i fram
menti della lex Fonteia attestano un medesimo comportamento;
anche in alcune iscrizioni provenienti da Tessalonica il nome di
Marco Antonio fu cancellato.67
La supposizione di Guarducci e Manganaro che nell'intesta
zione originaria del provvedimento di concessione figurassero i
nomi di tutti e tre i triumviri stata giustamente respinta prima
da De Visscher e poi da WolfF, perch al momento dell'invio dei
documenti e Lepido era gi stato esautorato della carica di
triumviro; inoltre, a differenza di Antonio, non si esercit alcuna
damnatio memoriae nei confronti del suo nome.68
65
Ios., Ant. xv, 198 e B. I. 1, 394; vd. F. MILLAR, The First Revolution, cit., pp.
23-27.
66
Vd. [P.] GROEBE, Antonius 30, in RE 1.2 (1894), coli. 2595-2614, part. col. 2611
(nel settembre ottobre del 30 a.C.) ; F. VITTINGHOFF, Der Staatsfeind in der romischen Kaiserzeit. Untersuchungen zur damnatio memonae, Berlin 1936, pp. 21-29;

CASS. DIO LI, 19.3; PLUT., OC. 49, 6; cfr. PLUT., Ant. 86, 9.
67
Vd. P. HERRMANN, Rom und die Asylie gechischer Heiligtiimer: eine Urkunde
des Dictators Caesaraus Sardeis, Chiron 19 (1989), pp. 127-164, part. p. 138 (cfr.
SEG 39 [1989], 1290 e AnnEpigr 1989, 684,1. 11); lex Fonteia (a) + (b), (i), 11.1-2 e
1. 8, vd. RS, pp. 498 e 504; F. PAPAZOGLOU, Quelques aspects, cit., p. 328, n. 114:
IG 2.1, 83 (37-36 a.C?) e 109 (39-38 a.C.?); cfr. J.-L. FERRARY, M. S. VERGER,
Contnbution l'histoire du sanctuaire de Claros lafinduif etauf ncle av. j.-c:
l'apport des inscriptions en Vhonneur des Romains et desfouiUes de 1994-1997, CRAI
1999, pp 811-850, part. pp. 838-840, per un'altra possibile testimonianza. Alcuni
documenti posteriori, tuttavia, mostrano unariabilitazionedi Antonio: cfr. da
ultimo le osservazioni di C. . JONES, Memories ofthe Roman Republic in the Greek
East, in The Greek East in the Roman Context, ed. by O. Salomies, Helsinki 2001,
pp. 11-18, part. p. 17.
68
M. GUARDUCCI, Intorno aUa iscrizione, cit., p. 56, e G. MANGANARO, A pro
ponto, cit., p. 290; contra F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 79, e H. WOLFF, Die
Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 70, n. 76 infine, e p. 74 con n. 92. La
presenza di L. Munatius Plancus, tenace sostenitore di Marco Antonio, quale

I DOCUMENTI

101

Al suo arrivo a Rhosos, il doc. iv fii registrato negli archivi della


citt il 9 di , vale a dire alla fine di novembre all'inizio
di dicembre del 30 a.C. Il nome di Marco Antonio, che avait di
spari: dans rinfamie, venne eliminato dal doc. 11 nel momento in
cui Seleuco uno dei suoi familiari discendenti diede l'incarico
di far incidere ratto ii dossier sui blocco di pietra a noi pervenu
to;69 il nome del collega di Ottaviano fu sicuramente cancellato a
Rhosos, altrimenti le espressioni al plurale sarebbero state corret
te prima che la cancelleria romana preparasse la traduzione greca
dell'atto da inviare.70
Ritornando alla questione della datazione del doc. 11, necessa
rio a questo punto stabilire quando vennero conferiti a Seleuco
di Rhosos i privilegi in esso contenuti. Con tutta evidenza, la lex
Muriatici Aemilia fu rogata dai consoli alla fine del 42 a.C. dopo la
vittoria di Filippi (23 ottobre) per ricompensare quanti si erano
adoperati per combattere i Cesaricidi a fianco di Marco Antonio
ed Ottaviano, ma venne sicuramente utilizzata anche in seguito
per incentivare alla lotta contro i nemici dei triumviri, come mo
stra Yedictum de pnvilegiis veteranorum (che si supposto avesse
anch'esso a fondamento la lex Muriatici Aemilia).71
primo rogator della lexMunatia Aemilia un indice, secondo J.-L. FERRARY, Princeps legis et adscriptores: la collgialit des magistrati romains dansLprocedure de
proposition des lois, RPh 70 (1996), pp. 217-246, part. pp. 232-233, della debolezza
politica di Lepido all'indomani di Filippi (cfr. R. D. WEIGEL, Lepidus. The Tarnished Tnumvir, London-New York 1992, p. 79; menzione della lex Munatia Ae
milia ibid., p. 78). Significativa, a questo proposito, anche la totale assenza del
nome di Lepido dai documenti triumvirali trovati ad Afrodisiade (che si datano
agli anni 39-38 a.C): vd. J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 40, cfr. p. 49.
69
Giustamente W. ECK, Documenti amministrativi: pubblicazione e mezzo di
autorappresentazione, in Epigrafia romana in area adriatica, ix* Rencontrefranco-italienne sur l'pigraphie du monde romain, Macerata 1998, pp. 343-366, part. pp. 350 e
357, haribaditoche il dossier non fu pubblicato a cura della polis di Rhosos, ma
fu fatto esporre dallo stesso Seleuco da uno dei suoi discendenti.
70
Vd. P. ROUSSEL, Un Syren, cit., pp. 69-70, al quale appartiene lafrasecitata,
e H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 74. Non mi sembra
pertanto corretto il suggerimento di F. DE VISSCHER, Le statut, cit., p. 79, che
il nome di Marco Antonio fosse gi stato cancellato dall'atto di concessione
esposto in Campidoglio.
/l
Vd. supra 1 e 2. M. GUARDUCCI, Intorno alia iscrizione, cit., pp. 56-57, affer
ma che la lex Munatia Aemilia fu votata prima che Antonio ed Ottaviano par-

102

ANDREA RAGGI

L'indicazione da me ritenuta pi probabile del teatro delle


operazioni militari, prendendo parte alle quali i beneficiari del
provvedimento si meritarono le ricompense, e l'appellativo di
Seleuco come navarchus di Ottaviano restringono probabilmente
la datazione della promulgazione dell'atto agli anni 40-36 a.C,
quando la flotta dei triumviri, grazie all'innesto di esperti coman
danti di origine greco-orientale, fu. in grado di sostenere e infine
di debellare completamente l'attacco sferrato dai seguaci di Gn.
Pompeo e dal figlio di questo.72 Ma lo stretto collegamento con
il doc. 1 (che, in base alle considerazioni esposte sopra, si data tra
gli ultimi mesi del 36 a.C. e l'autunno del 35 a.C.) prova che il doc.
del dossier fu promulgato non molto tempo dopo la fine delle
ostilit con Sesto Pompeo.
Per quei frangenti le fonti tramandano che, vittoriosi in Sicilia,
i soldati di Ottaviano furono ampiamente ricompensati dal loro
comandante, dopo che alcuni contrasti erano sorti sulla tipologia
dei premi da assegnare. Quale migliore occasione per utilizzare a
favore dei comandanti orientali delle navi triumvirali, tra le quali
si trovavano quelle inviate da Marco Antonio, la legge emanata
alcuni anni prima che concedeva la cittadinanza romana ed altri
privilegi a chi aveva meritevolmente aiutato i triumviri nella lotta
contro i Cesaricidi?73 Ecco dunque che il nome di Seleuco venne
inserito nella lista dei beneficiari del provvedimento emanato
dopo la vittoria in Sicilia e successivamente esposto in Campidotissero per la spedizione contro i Cesaricidi, quindi prima dell'estate, perch
nessuno dei due triumviri era presente a Roma dopo la battaglia di Filippi. Tut
tavia: 1) la legge non necessitava certo della presenza di tutti e tre i triumviri per
essere rogata (bastava il solo Lepido, che tra l'altro era anche console); 2) come
ha fatto notare F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 79, n. 72, la promulgazione
della legge si comprende meglio se collocata dopo la vittoria dei due triumviri
piuttosto che durante il periodo di incertezza precedente.
72

Vd. supra cap. 1, 4, commento alle 11.12-13, e i/ra cap. v, 1.


Sulle ricompense assegnate dopo la battaglia di Nauloco vd. APP., b.c. v,
528-537; CASS. DIO XLIX, 13-14; analisi dell'episodio in G. MUNDUBELTZ, Octavien et
son arme au lendemain de la guerre de Siale (36-35 Av.J.C), Athenaeum 88 (2000),
pp. 169-201. Ritornato a Roma (inverno del 36 a.C), Ottaviano fece sicuramente
alcune concessioni di cittadinanza: infatti
(CASS. DIO XLIX, 16.1). Per E. GABBA, Appiani, cit., p. 212, potrebberisalireproprio
a queste circostanze la promulgazione dell'editto di Ottaviano depnvikgiis veteranorum; sulla datazione di questo documento cfr. tuttavia infra APPENDICE in.
73

I DOCUMENTI

103

glio. In definitiva, a mio parere, il doc. 1, lettera di accompagna


mento, e il doc. 11, estratto ufficiale dell'atto destinato alla regi
strazione nell'archivio pubblico di Rhosos, furono rilasciati dalla
cancelleria di Roma ed affidati congiuntamente a Seleuco dopo la
battaglia di Nauloco, probabilmente nell'inverno del 36/35 a.C,
quando Ottaviano ricompens ufficialmente le sue truppe.74
Le vicende successive del navarco siriano, che lo portarono a
consegnare i due atti ai funzionari dell'archivio di Rhosos soltan
to nel dicembre del 35 a.C, ci sono ignote.75 Forse, sulla via del
ritorno accompagn Ottaviano nella spedizione in Illiria, oppure
si un alla flotta degli antoniani in Asia per sopprimere il fuggitivo
Sesto Pompeo. Resta il fatto che Seleuco, tornato in patria dopo
aver affrontato i numerosi pericoli inerenti a queste sanguinose
guerre intestine, si concentr sull'attivit diplomatica (docc. in
e iv) e lasci probabilmente da parte il comando delle navi da
guerra. Infatti, come non ritengo probabile che Seleuco avesse
partecipato alle operazioni di guerra precedenti la battaglia di Fi
lippi, non sono altres del tutto convinto che si trovasse ad Azio:76
74
Anche M. A. LEVI, La grande iscrizione, cit., pp. 113-114, ipotizza fine del
36 primi mesi del 35 a.C, ritenendo che il premio ad uno pi ufficiali di
marina distintisi nella guerra contro Sesto Pompeo non poteva avere seguito
di molto la fine della guerra stessa; pi avanti afferma che il doc. 1 e il doc.
probabilmente sono pressapoco coevi (p. 116), vale a dire del 35 a.C. Sono fa
vorevoli ad una datazione al 36 a.C. del doc. Mouterde in IGLS IH 1, pp. 402-403
(non senza forti dubbi); H. MALCOVATI, Imperatore Caesaris Augusti, cit., p. 33;
S. MAZZARINO, L'Impero romano, cit., p. 171, n. 19. D. MAGIE, Roman Ride in Asia
Minor to the End ofthe Third Century after Christ 11, Princeton 1950, p. 1114, esita tra
il35 e il 34 a.C. ; F. DE VISSCHER, Le statut, cit., p. 78,ritienecome data probabile
per la promulgazione del doc. rinverno del 35/34 a.C.
75
A puro titolo di curiosit, faccio osservare come nello stesso 35 a.C. il pri
mo rogator della lexMunatia Aemiia, L. Munatius Plancus, si dovette recare in
Siria ad esercitare la funzione di governatore in qualit di legato di Antonio
(cfr. da ultimo M. SARTRE, Romains et ltaliens en Syne. Contnbution Vhistoire de
la premire province romaine de Syne, in The Greek East in the Roman Context, ed.
by O. Salomies, Helsinki 2001, pp. 127-140, part. p. 140).
76
Cos, invece, P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 72 e n. 4; M. GUARDUCCI, Intorno
aUa scrizione, cit., p. 59; M. ROSTOVTZEFF, The Social and Economie History ofthe
Hellenistic World u, Oxford 1941, p. 1012 (cfr. p. 1581, n. 126 per la datazione alta
del doc. 11) = Stona economica e sociale del mondo ellenistico ni, Firenze 1980, p.

92 (cfr. n. 207); G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., p. 290; F. DE VISSCHER,

Le statut, cit., p. 78; G. MANGANARO, A proponto, cit., p. 293; H. WOLFF, DieEn-

104

ANDREA RAGGI

il provvedimento di conferimento dei privilegi quasi sicuramente


accord a Seleuco l'esenzione da ogni prestazione di tipo militare
(1. 22) e ritengo improbabile che il principale destinatario dell'atto
non abbia fatto valere questa disposizione dopo il rientro in pa
tria. Sta di fatto che la presenza di questa clausola sembra essere
stata dirneriticai"ci da tutti i rOrnmentatori dell'iscrizione nel Dresupporre la partecipazione di Seleuco alla battaglia di Azio.
Numerosi autori, tra i quali il primo editore, si sono pronuncia
ti in maniera differente sulla datazione del doc. rispetto a quan
to finora supposto, riferendo Fatto all'anno 41 a.C. e ritenendo
che Seleuco avesse preso parte allo scontro con Bruto e Cassio e
alla stessa battaglia di Filippi.77 In effetti, la titolatura di Ottaviano
presente nel doc. sicuramente attribuibile, sulla base di un
confronto attento con altre testimonianze, ad un arco di tempo
compreso tra il 42 a.C. (datazione della lexMunatia Aemilia) e il 3938 a.C, anni a partire dai quali il triumviro inizi ad usare nei do
cumenti ufficiali al posto di Gaius upraenomen di Imperator, che qui
invece assente.78 Ancora recentemente il Wolff ha determinato
twicklung der Veteranenpnvikgien, cit., p. 74, n. 93, e S. MAZZARINO, L'Impero ro
mano, cit., p. 171, n. 19, perch Ottaviano nelle sue lettere parla di una presenza
di Seleuco a tutte le guerre (11. 81-82 e 1. 88).
77
Vd. P. ROUSSEL, Un Synen, cit., pp. 67-72; H. NESSELHAUF, Von derfeldherrlichen Gewalt, cit., p. 314, n. 2 (ma inizialmente, in CIL XVI, Berolini 1936, p. 145, si
era dichiarato favorevole al 36 a.C); M. GUARDUCCI, Intorno alla scrizione, cit.,
PP 56-57; Arangio-Ruiz in PIRA I2, p. 308; G. MANGANARO, A proposito, cit., p. 292;
A. DEGRASSI, I nomi dell'imperatore Augusto, cit., pp. 369-370; J. Modrzejewski in
P. F. GIRARD, F. SENN, Les lois, cit., pp. 353-354. Anche F. MILLAR, Triumvirate

and Prinpate, cit., p. 55, propende per la datazione alta, ma con riserve. Sherk
in RDGE, p. 301, non si pronuncia: good possibilities would seem to be either
41 B.C. ... or perhaps 36 B.C.; COS anche C. E. GOODFELLOW, Roman Citizenship,

cit., p. 44, n. 11. Le informazioni che abbiamo sulle operazioni navali del 42 a.C.
sono scarse: vd. H. WOLFF, DieEntwicklungder Veteranenprivilegien, cit., p. 75, n.
94 e letteratura ivi citata.
78
L'omissione del prenome Imperator e Tanno della sua assunzione da parte
del futuro Augusto sono stati pertanto considerati elementi determinanti per
datare il doc. del dossier. Questo anno posto al 40 a.C. da TH. MOMMSEN,
Romisches Staatsrecht n3, Leipzig 1887, p. 768, n. 1 = Le droit public romain v, Paris
1896, p. 27, n. 2; R. COMBS, Imperator. Recherches sur Vemploi et la signification
du titre d'Imperator dans \a Rome rpublicaine, Paris 1966, pp. 132-135; A. DEGRASSI, nomi dell'imperatore Augusto, cit., pp. 364-371 (cfr. Inscr. It. xin 1, p. 58), e
D. KIENAST, Rmische Kaisertabelle, cit., p. 61; al 39 a.C. da L. SCHUMACHER, Die

I DOCUMENTI

105

Tanno di emanazione del provvedimento all'interno del periodo


ultimi mesi del 42 a.C. - autunno del 38 a.C; Tipotesi che ha pro
spettato dopo una lunga disamina che il doc. fu redatto nach
Philippi oder, sofern es der Prsenz beider Imperatoren bedurfte, vielleicht sogar erst nach Brundisium, also gegen Ende 40.79
Tutte oneste argomentazioni sono legittime, ma non credo
possano portare a risultati definitivi nella determinazione dell'an
no preciso nel quale fu promulgato Tatto a favore di Seleuco e
degli altri peregrini ricompensati; possono soltanto confermare, a
mio parere, che nel testo della lex Muriatici Aemilia era contempla
to il 'canovaccio' da seguire per la redazione dei singoli provvedi
menti di conferimento dei privilegi, oppure che il provvedimento
emesso a favore di Seleuco e di altri peregrini dopo la vittoria a
Nauloco riprendeva nella forma precedenti atti dei triumviri
emanati in base alle disposizioni della stessa lex Munatia Aemilia.
Molto probabilmente i triumviri, per ricompensare chi aveva
combattuto contro i Cesaricidi, emisero immediatamente dopo
la battaglia di Filippi alcuni atti simili al documento trovato a
Rhosos, siglando Tintestazione dei provvedimenti con entrambi
i loro nomi, apponendo nel testo i nominativi dei beneficiati
dei nuovi cittadini romani nel punto prestabilito e modificando
opportunamente il contenuto delle disposizioni della legge, nel
caso i destinatari fossero soldati romani congedati oppure pere
grini.*0 In tutti questi casi, Tintestazione dei provvedimenti eviimperatorischen Akklamationen, cit., pp. 203-205, e C. J. SIMPSON, Imp. CaesarDivi
Filius, cit., pp. 424 e 435; al38 a.C. da R. SYME, Imperator Caesary cit., pp. 177-182. J.
REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 75-76,102 e 105, propende per una data compresa
tra lafinedel 39 a.C. e l'inizio del 38 a.C. Cfr. anche H. WOLFF, Die Entwicklung
der Veteranenpnvikgien, cit., p. 70, n. 77, per altre indicazioni bibliografiche e A.
MAGIONCALDA, LO sviluppo deUatitolatura,-.,pp. 4-6.
79
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., pp. 69-76, part. p.
75- L'analisi del Wolff a mio parere inficiata dal fatto di basarsi quasi esclu
sivamente su uno studio del materiale numismatico, la cronologia del quale
spesso oggetto di controversie (cfr. il catalogo della monetazione augustea
in W. TRILLMICH, Miinzpropaganda, cit., pp. 492-528), e di non essersi potuto
avvalere dei risultati delle recenti ricerche sulla titolatura di Ottaviano di L.
SCHUMACHER, Die imperatorischen Akklamationen, cit., e di C. J. SIMPSON, Imp.

Caesar Divi Filius, cit.


Secondo H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 76, n.
96, la lex Munatia Aemilia prevedeva forse alcune condizioni formali per Tema-

106

ANDREA P.AGGI

dentemente rispecchiava la titolatura propria ai due triumviri nel


periodo immediatamente successivo alla vittoria a Filippi, vale a
dire alla rogazione della lex Muriatici Aemilia.
Argomentazioni basate unicamente sull'analisi della titolatura
(specialmente su quella di Ottaviano, che sub molte variazioni
intorno agii anni 40 del sec. a.C.) danno spesso origine a ine
sattezze cronologiche; possiamo per far notare che nella termi
nologia usata dai triumviri si notano alcune regolarit quando,
come nel nostro caso, il documento ufficiale veniva emesso col
legialmente. Da una ricerca compiuta esaminando il materiale
epigrafico e numismatico disponibile,81 risultato che i nomi di
M. Antonio e Ottaviano, quando sono associati, non presentano
ulteriori specificazioni, a parte l'indicazione della carica trium
virale e della qualifica di imperator (), esattamente
come nell'intestazione del nostro documento. Le testimonianze
sono poche, ma tutte univoche: la prima linea di un editto trium
virale nuovamente esposto nel sec. d.C. ad Afrodisiade;82 le
11. 26-27 e 48-49 del se. de Aphrodisiensibus;83 le leggende di alcune
emissioni monetali.84 In questi ultimi casi, la mancanza di una

nazione di un provvedimento di conferimento dei benefici, come la presenza


di entrambi i triumviri persino di tutto il loro consiglio di guerra (consilium).
Su quest'ipotesi non possiamo avere alcuna riprova; siricordi,ad ogni modo,
che ad Ottaviano spettava la sistemazione dei soldati congedati, evidentemente
non solo dopo la vittoria a Filippi, e che, anche se agiva da solo, questo incarico
gli81era stato affidato a nome di tutti i triumviri.
82 Le raccolte controllate sono state IGRR, RPCt RRC e SEG.
[ ] [], [ ?
] . (J. REYNOLDS, Aphroisias, cit., 7). L'atto si data tra l'autunno del 40 a.C. e l'ottobre del 39 a.C: vd.
J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 49. La stessa Reynolds osserva che
must have been inserted at Aphrodisias at some time in or after 27 B.C. e che
la linea^ con le integrazioni proposte, contiene un numero un po' troppo alto di
lettere,
83 per cui Antony's title was perhaps omitted (p. 50).
[ ? Ivac.
/ Ivac. ] e [ ]
, / (quasi sicura
mente
84 databile al39 a.C: vd. J. REYNOLDS, Aphroisias, cit., pp. 63-64).
ANTONIUS niviR R p e - e CAESAR IIIVIR R p e (RRC 492.I; datazione: 43 a.C,
ma cfr. W. TRILLMICH, Miinzpropaganda, cit., nr. 294: nach 27. November 43
vor November 42 v. Chr.); e CAESAR IMP IIIVIR R C PONT AVG - ANTONIUS IMP

I DOCUMENTI

107

titolatura completa quasi sicuramente determinata dallo spazio


limitato disponibile sulle monete,35 ma in generale chiaro che,
nella circostanza di un'intestazione in comune di un provvedi
mento ufficiale, i triumviri si premunivano vicendevolmente di
non 'sovrastare' il collega e livellavano, per cos dire, i loro rispet
tivi titoli ad una frmula identica per entrambi.
In definitiva, mi sembra che queste argomentazioni permet
tano di comprendere i motivi del perch si possa far risalire il
provvedimento agli istanti successivi alla battaglia di Nauloco86
e sgomberino quindi il campo da altre possibili obiezioni (per
esempio la supposta nomenclatura incompleta di Ottaviano nel
doc. 11)87 a favore di una datazione alta, proprio se, come abbiamo
visto, si tiene in considerazione la derivazione dell'atto dal testo
della lex Muriatici Aemilia.
Ci rimane infine da esaminare il doc. in: Ottaviano, console per
la terza volta e designato per un quarto consolato, compare an-

IIIIVIR
IVIR RR P cC(RRC
AVG517.(RRC1-2493-i
:-8:4341a.C);
CAESAR
ANT IMIMP
P AVG- ANTONIUS
I IVIR R IMPC -(RRCCAESAR
IMP PONT
e
.
7
a.C);
529.
1
-2:
eCAESAR
IMP (RRC 529.4a [4b non presenta IMP]: 39 a.C);
39ANTON
a.C);IMP ANTON
I
I
V
I
R
R
C
CAESAR
IMP)
I IVIR(R )
C (RRC 528.
(85 ) () () (
(RPC1-2:1551:39 a.C);
37 a.C(?).)
Va comunque
osservato
che nelle
monete,nella
quando
nominato unocfr.,soload
deiesempio,
triumviri,
si
pu
anche
trovare
l
a
titolatura
sua
completezza:
ANTONIUS IMP cos DESIG ITER ET TER - mviR RPC (SYDENHAM, CRR
1197
=
W.
TRILLMICH, Munzpropagana, cit., nr. 311: zweite Halite 39 v. Chr.)
oppure
IMP CAESAR DIVI F IHVIR ITER RPC- cos ITER ET TER DESIG (RRC 540.2: 36
., ma cfr. W. TRILLMICH, Munzpropagana, cit., nr. 308: zwischen 37 und 34
v.a.C8Chr.
6 ).
M.delGUARDUCCI,
Intornodi conferimento
atta iscrizione, aicit.funzionari
, p. 59, giustidell'archivio
fica la tardipubblico
va spedi
zione
provvedimento
didoRhosos
(secondo la sua ipotesi almeno 5-6 anni dopo remissione!) supponen
87che Seleuco lo avesse richiesto solamente dopo la vittoria di Nauloco.
Per alcuni
commentatori,
se Tatto
fosse distatoOttaviano,
emesso dopo
Nauloco
avreb
bedeldovuto
includere
l
a
titolatura
completa
con
il
rinnovamento
triumvirato
e la seconda
salutazione
imperatoria:
vd. adcomees. imperator
M. GUARDUCCI,
Intorno
atta
iscrizione,
cit.
,
p.
56.
La
seconda
acclamazione
fatta
risalire
al
febbraio-marzo
del
40
a.
C
.
(capitolazione
di
Perugia)
da
L.
SCHUMA
CHER, Die imperatorischen Akklamalionen, cit., p. 199, e C J. SIMPSON, Imp. Caesar
Divi
Filius,dellacit.,monetazione
p. 424. Il rinnovamento
dela triumvirato
inizia
adelcomparire
nelle
leggende
di
Ottaviano
parti
r
e
dal
l
a
met
37
a.C,
dopo
l'accordo di Taranto (cfr. per es. RRC 538.1-2: IMP. CAESAR DIVI F. IIIVIR ITER. R.P.C.
COS.

ITER, ET TERT. DESIG.).

ANDREA RAGGI

che con il titolo di imperator VI, assunto in seguito alla vittoria ad


Azio ( , / [ ],
: 11. 73-74) Questa seconda lettera si assegna perci
con precisione agli ultimi quattro mesi del 31 a.C, anteriormente
alla data del i gennaio del 30 a.C. quando Ottaviano, come ab
biamo visto a proposito del dee. iv, divenne consoie per la quarta
volta.88 La lettera fu scritta ed inviata da Efeso (1. 78), il capoluo
go della provincia d'Asia dove Ottaviano soggiorn per ricevere
le delegazioni delle comunit asiane ed impartire ricompense
punizioni dopo essersi riassicurato il dominio dell'Oriente con la
sconfitta di Marco Antonio e Cleopatra ad Azio.89 Non sappiamo
se Rhosos avesse parteggiato per Marco Antonio e desiderasse
farsi perdonare: pi verosimile l'ipotesi che l'ambasceria capeg
giata da Seleuco intendesse perorare la conservazione del regime
favorevole (autonomia, sacralit e asylia) per Rhosos, acquisito in
gran parte, come abbiamo visto sopra, grazie al volere di Marco
Antonio. L'atto fu archiviato nel mese di Dystros (corrispondente
al periodo febbraio-marzo): ci vollero quindi almeno due tre
mesi perch la lettera giungesse da Efeso a Rhosos e fosse regi
strata dai funzionari nell'archivio della citt.90
88

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 73; F. MILLAR, Triumvirate and Pnndpate, cit.,


p.58.
89

CASS. DIO LI, 4.1 e LI, 5.2 (cfr. LI, 2.1-3 e SUET., Aug. 17). Sappiamo di altre due

ambascerie che si recarono ad Efeso all'indomani di Azio: quella proveniente


dalla citt di Milasa in Caria (KDGE 60 = I. Mylasa 602; F. CANALI DE ROSSI, Tre
epistole, cit., pp. 172-178, data invece il documento al 39 a.C.) e quella di Samo (J.
REYNOLDS, Apkrodisias, cit., 13, con le precisazioni di E. BADIAN, Notes on Some
DocumentsfrontAphrodisias Concerning Octavian, GRBS 25 [1984], pp. 157-170,
part. pp. 165-170). Per un commento a tutti questi episodi vd. F. MILLAR, the
First Revolution, cit., pp. 19-23; la frase alla 1. 80 del doc. in costituisce per Millar
an anticipation of the journey which Imperator Caesar would make through
Syria to Egypt, and then back, in the Spring and Autumn of the follo wing year
(p. 21): cfr. supra le osservazioni a proposito del doc. iv del dossier.
90
Mouterde in IGLS in 1, p. 409. Sherk in RDGE, p. 302, n. 8, attribuisce il ri
tardo nella registrazione del documento a Rhosos al bad weather, despite the
shortness of the trip from Ephesus to Rhosus. M. A. LEVI, La grande iscrizio
ne, cit., pp. 118-119, e G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., p. 289, ritengono
che Rhosos dovesse ottenere il perdono di Ottaviano perch aveva appoggiato
Marco Antonio.

CAPITOLO

CIVITAS E
i. CIVBS

IMMUNITAS

ROMANI

IMMUNES

A civitas Romana concessa a Seleuco e ai suoi familiari (gef nitori, figli, discendenti e moglie) nella sua forma pi com
pleta, poich la condizione giuridica dei beneficiati equipara
ta ai
(= optima lege optimoque iure cives Romani immunes)
alle 11. 21-22 (cfr. anche 1.31). Se la parte centrale del provvedimen
to di concessione ci fosse giunta nella sua completezza, il nostro
documento sarebbe di un valore inestimabile per comprendere i
privilegi connessi all'ottenimento della cittadinanza romana da
parte cu wciperegpnus. comunque possibile fare alcune conside
razioni, che confronteremo con altre testimonianze contempora
nee.
Le espressioni optimo iure (= o.i.)e optima lege si incontrano an
che in altre disposizioni legislative della tarda repubblica1 e assu
mono differenti sfumature di significato se, nel contesto, sono ri
ferite a res oppure a persone; in generale, comunque, esprimono
la realt di una condizione che si basa sul diritto migliore.2 Uni1

Vd. supra cap. 1, 4, commento alle 11.19-23, in part. nota 92; cfr. anche il
se. de Aphrodisiensibus, 11. 51-53: xv [] ,
/ ,
[] / <>
() () . Per la lex agraria, 1. 27, cfr. le
osservazioni in RS, p. 166.
2
Vd. B. KUBLER, Optima lege, in RE XXVIII.I (1939), coli. 772-773, part. col. 772:
.Optima lege heifit... nach dem besten im Gesetz verliehenen Recht... . . ist
daher gleichbedeutend mit optimo iure und wird auch bisweilen damit verbunden; ID., Optimo iure, in RE xxvin.i (1939), coli. 798-804, part. col. 798: In der
Rechtssprache bedeutet 0. i. 'nachbestem Rechte'... Bei Personen driickt es die
Rechtsfhigkeit. A lafinde la Rpublique et au commencement du Principat,
on a utilis Optimo iure* ou Optima lege' pour signifier, dans les lois au sens large
(snatus consultes, eictum), le maximum de ius qu'on pouvait attendre d'une
telle situation pour un Romain: P. CORNIOLET, IUS et lex: leurs rapports, in
Studi in onore di Arnaldo Biscardi rv, Milano 1983, pp. 31-57, part. p. 37. Cfr. anche

HO

ANDREA RAGGI

ta a cives Romani, la locuzione optima lege optimoque iure evidente


mente non pu avere altro valore che quello di sottolineare con
forza la completezza della cittadinanza conferita ai beneficiari del
provvedimento, vale a dire l'acquisizione, da parte di questi, della
piena capacit giuridica di cittadini romani.
Ognuno di questi cives Romani di piene diritto al tempo
stesso anche immunisf poich riceve la
(Yimmunitas omnium rerum: vd. 11.10-11 e 11. 20-21);3
per questo motivo, nel prosieguo dal testo, per ben due volte il
beneficiario principale dell'atto viene definito tout court, vale a
dire senza l'aggiunta dell'espressione optima lege optimoque iure,
(11. 28-29), locuzione che, per
quanto di mia conoscenza, costituisce un unicum. Vedremo
pi avanti che la figura del civis Romanus immuriis emerge an
che in altre testimonianze di epoca cesariana e augustea, pur
se non in maniera cos diretta come dal testo del documento
proveniente da Rhosos; ci nonostante la mia interpretazio
ne dell'espressione diverge in maniera considerevole da quella
esposta in alcuni lavori pubblicati di recente e che ora prende
remo in esame.
Secondo l'opinione di S. Link, nei documenti emessi ex lege
Munatia Aemilia (il provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos
e l'editto di Ottaviano de pnvilegiis veteranorum) osserviamo un
legame talmente stretto tra le concessioni di civitas e immunitas,
che ormai quest'ultima non deve pi essere considerata, come in
precedenza, als eigenstndiges, als ein zustzliches Privileg, sondern geradezu als ein Bestandteil des Burgerrechts.4 Il punto di
partenza di questa affermazione l'esegesi delle 11.10-12 dell'edit
to per i veterani, che conduce Link alla conclusione, a mio modo
di vedere paradossale, che proprio la concessione dell'immunit
attribuisse lo status di cives 0. i., tanto vero che Yimmunitas va
G. BROGGINI, lus lexque esto, in lus et lex. Festgbe zum yo. Geburtstag von Max Gutzwiller, Basel 1959, pp. 23-44 (= ID> Coniectanea: studi di diritto romano, Milano
1966, pp. 55-81), part. pp. 30-31.
3
Per un'analisi della concessione della immunitas vd. infra cap. m, 3.
4
S. LINK, ...ut optimo iure optimaque lege cives Romani sint. Brgerreit, Litur
gie- una Steuerfreiheit im Ubergangvon derRepublik zum Prinzipat, ZRG 112 (1995)
pp. 370-384, part. p. 376.

CIVITAS E IMMUNITAS

111

intesa come Bestandteil eines 'besten' rmischen Burgerrechts,


einer civitas optimo iure; grazie al fatto che er ihnen die Steuer
freiheit verlieh, machte Oktavian seine Veteranen ... zu cives Ro
mani optimo iure optimaque lege.5
Questa concezione emerge con ancora pi forza dalle pagine
centrali del contributo, dove Link giunge alla conclusione pe
rentoria che, accanto ad una cittadinanza romana 'migliore' che
includeva immunitas, esisteva una civitas 'normale' 'inferiore',
quella ohne Steuerfreiheit, e che la dvitas o. i., che equiparava
la condizione di un suo beneficiario allo status goduto da un cit
tadino romano in una citt provinciale, fu concessa soltanto nel
periodo delle guerre civili; successivamente, come testimonia il
ni editto di Cirene, Augusto non solo decise di limitare l'ambito
di applicazione della immunitas dei dves o. i., ma allo stesso tempo
priv dell'esenzione dalle liturgie i dves Romani cosiddetti 'nor
mali', che fino ad allora ne avevano beneficiato.6
La contrapposizione che fonda la novit dell'analisi di Link,
quella tra i dves Romani 'normali' e i dves Romani o. i. gratificati
di una immunitas totale, , a mio parere, destituita di ogni fonda5
S. LINK, ...ut optimo iure optimaque lege, eie, p. 376; cfr. anche p. 381: la im
munitas wurde hier zu einem rechtlichen Merkmal des civis Romanus optimo
iure. Cos lo studioso tedesco interpreta e traduce le 11. 10-12 dell'editto (cfr.
invece infra in APPENDICE m l'interpretazione che io fornisco del testo): ...
im[mu]nitatem omnium rerum d[a]re; utique I optimo iure optimaq[u]e kgis (!) cives
Romani sint {sunto} immunes I sunto. Uberi su[nto mi]litiae muneribusque publicisfii[ngend]ivocatfi]o <esto>; Ottaviano concesse die Irnmunitt fur ali ihren
Besitz. Und damit sie nach bestem Recht und Gesetz rmische Brger seien,
sollen sie steuerfrei sein. Vom Militrdienst sollen siefreiseien, und Befreiung
von der Ableistung ffentlicher munera soli gelten (ibid., p. 375 e n. 28). Gli
stessi concetti sono ribaditi in S. LINK, Veteranus and Munus Publicum, in War
as a Cultural and Social Force. Essays on Warfare in Antiquity, ed. by T. BekkerNielsen and L. Hannestad, Copenhagen 2001, pp. 137-145, part. pp. 137-138; in
maniera significativa, la traduzione fornita dall'autore dell'espressione chiave
alle 11. 21-22 del dossier di Seleuco di Rhosos 'dimentica' il termine :
so that they would be (Roman) citizens according to the best law and order
(ibid.,p. 137 e p. 143, n. 8).
6
S. LINK, ... ut optimo iure optimaque lege, cit., part. pp. 377-381: Schon der
Begriff der civitas Romana optimo iure weist darauf, daB es auch ein minderes
Burgerrecht gegeben haben mufi (p. 381); cfr. H. GALSTERER, Civitas, in DNP
(1997), coli. 1224-1226, part. col. 1225: in der fruhen Kaiserzeit kommt die e.
optimo iure auf, ein >Brgerrecht mit Steuerfreiheit< (LINK).

ANDREA RAGGI

112

mento. In realt, come risulta dall'esame dei testi, era l'attribu


zione della immunitas che creava la figura del tiv Romanus (p.
i.) immunis, posto, grazie al beneficio di natura fiscale, su di un
gradine superiore rispetto al normale cb/is Romanus o. i. Se Vim
munitas fosse stata una parte costitutiva dello status di civis o. :.,
a che pr precisarne ia sua concessione nei provvedimento a fa
vore di Seleuco di Rhosos, non solo al momento della clausola di
conferimento (1. io e 1. 20), ma anche nella stessa definizione del
nuovo status del beneficiario (11. 21-22 e 11. 28-29)? Sarebbe stato
sufficiente dichiarare, come nel caso dell'editto a favore dei ve
terani, secondo l'interpretazione del testo datane da Link, che a
Seleuco e ai suoi familiari veniva accordata la civitas 0. i., oppure
che la immunitas era concessa per innalzare i beneficiari dell'atto
alla condizione di cives 0. i.
Proprio Yedictum Octaviani triumviri depnvilegiis veteranorum
il documento che ha influenzato in maniera determinante Link
nell'interpretazione della clausola corrispondente nel doc. del
dossier trovato a Rhosos e, in effetti, visto come si presenta il
testo dell'editto, tradito dalla recht wirren lateinischen Abschrift7 del papiro, si in difficolt nel trovare una spiegazione
alternativa rispetto a quella proposta dallo studioso tedesco.
Tuttavia, se entrambe le disposizioni vanno riferite alla lex Munatia Aemilia, come conviene anche lo stesso Link, poich tra
loro l'analogia testuale molto stretta, a mio parere si dovrebbe
accogliere con maggior favore la lezione del provvedimento
trovato a Rhosos, che in generale, rispetto all'editto, meno
gremito di errori.
Come sottolineato in sede di commento lineare dell'iscrizio
ne, la lettura a 1. 22 non dovrebbe far dubitare del fatto
che nel testo dell'editto il verbo retto da utique era sunt. Inoltre,
utique deve essere senz'altro emendato, secondo la proposta di
Roussel, in uti qu<i>* Ma la frase che ne risulta (uti qui optimo
iure optimaque lege cives Romani sunt, immunes sunto, liben sunto
militiae, etc: come coloro che sono cives Romani 0. t. optimaque
lege, siano immunes, siano dispensati dal servizio militare, etc) ha
7
8

S. LINK, ...ut optimo iure optimaque lege, cit., p. 376.


Vd. supra cap. 1, 4, commento alle 11.19-23.

CIVITAS E IMMUNITAS

113

certamente bisogno, a mio parere, di un'ulteriore correzione, per


evitare la ripetizione della concessione dRimmunitas, gi previ
sta alla 1. 10 dell'editto: la soluzione da adottare, sulla falsariga
del testo del provvedimento di concessione di Rhoscs (11. 21-22),
mi sembra che sia proprio uti qui ottimo iure optimaque lege cives
Romani immunes sunl, libai sunto militiae, eie. (come coloro che
sono cives Romani 0. i. optimaque lege immunes, siano dispensati dal
servizio militare, ecc.), espungendo il primo sunto (o sint) di 1.
11 e correggendo il sunto di 1.12 in sunt; queste modifiche, a mio
parere, non dovrebbero creare difficolt in un testo alquanto gre
mito di inesattezze e dimenticanze.9
L'interpretazione data a queste linee convalida la tesi di Wolff
che l'editto de pnvilegiis veteranorum di Ottaviano non presentas
se, per quanto oggi possibile leggere, alcuna clausola di con
cessione di cittadinanza, al contrario di quanto la maggior parte
degli studiosi, e anche lo stesso Link, hanno sempre sostenuto.10
Passiamo ora all'esame delle altre testimonianze disponibili,
per primo il ni editto augusteo di Cirene.11 Nel testo la distinzio
ne tra nuovi cittadini gratificati della immunitas e quelli che sono
soggetti alla tassazione locale,12 perch assieme alla civitas non
ricevettero anche , assai netta e precisa: in defini9

Per il testo emendato dell'editto vd. infra in APPENDICE .


Vd. gli autori citati in H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien,
cit., p. 78, n. 100. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 50, si mostra indeciso.
11
Linee 56-62: / ,
/ < >
vw <>[], <> /
/
WW , , /
, , * /
vacai.
12
In questo senso interpreto il di 1. 57, termine che ha imbarazza
to non poco commentatori dell'iscrizione, cfr. A. N. SHERWIN-WHITE, The Ro
man Citizenship, cit., p. 335: the logie of the documents requires not
but, e.g., . Non qui il luogo per affrontare nella sua complessit la
questione; rilevo soltanto che risulta infondata l'ipotesi di . . . ATKINSON,
The Third Cyrene Edict, cit., part. pp. 26-32, che l'espressione
si riferisse alla militiae vacatio, della quale, a suo parere, godevano soltanto i
cives optimo iure immunes: vd. da ultimo correttamente PH. GAUTHIER, '
, Chiron 21 (1991), pp. 49-68, part. pp. 56-58.
10

114

ANDREA RAGGI

tiva, cives o. i. immunes contrapposti a semplici cives o. i.13 Nessun


elemento induce a far ritenere che esistessero cives o. i. ai quali
immunitas fu. conferita di diritto come parte integrante della loro
qualifica che i nuovi cives Romani (quelli definiti da Link 'nor
mali') avessero beneficiato, prima dell'emissione di questo edit
to, di un'esenzione dalle liturgie. In realt, l'accento pesto sul
limite temporale di applicazione della immunitas: chi l'ha ricevuta
non autorizzato a farla valere per la propriet acquisita in segui*
to, ovvero non posseduta al momento della concessione; chi non
ha ricevuto non deve credere di potersi sottrarre al
pagamento delle imposte locali soltanto perch stato elevato
alla condizione di cittadino romano.
Due episodi tramandatici dalle fonti letterarie e un'iscrizione
verosimilmente di et augustea mi sembrano a questo proposito
significativi. Nel 47 a.C. Cesare attribu ad Antipatro di Giudea,
padre di Erode il Grande, la (= la civitas Roma
na) e una valida (vale a dire probabilmente una
immunitas omnium rerum);14 Svetonio riferisce che Augusto confe
r soltanto rimmunit ad un personaggio originario della Gallia
per il quale Livia aveva chiesto la cittadinanza;15 in un'epigrafe
13

A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship, cit., p. 305, fornisce un'ana


loga interpretazione di questa disposizione del ni editto di Cirene: the text
concerns externs of two grades, those who have and those who have not been
given immunitas omnium rerum with the Roman citizenship. The former belong
to the ctegory of cives Romani ottimo iure immunes.
14
Ios., Ant. xiv, 137 e B. I. I, 194:
; cfr. A. GILBOA, Uoctroi de citoyennet romaine et de Vimmunit Anti
pater, pre d'Hrode, RD ser. 4, 50 (1972), pp. 609-614, e B. LIFSHITZ, La province
romaine de Syne, in ANRWII.8 (1977), pp. 3-30, part. p. 5. Il passo di Flavio Giusep
pe ha trovato una recente e importante conferma in un'iscrizione pubblicata in
i. Cos EV 247(0), Tav. 128, e K. HGHAMMAR, Sculpture and Society: A Study ofthe
Connection between the Free-Standing Sculpture and Society on Kos in the Hellenistic
andAugustan Periods, Uppsala 1993, nr. 13 e fig. 6 (cfr. SEG 43 [1993], 550 e 45 [1995]
1131) dove Erode onorato con i tria nomina come Gaius Iulius Herodes:
/ / / /
; vd. D. . JACOBSON, King Herod, Roman Citizen and Benefactor ofKos,
BAIAS 13 (1993-94), PP- 31-35.
15
SUET., Aug. 40, 3: et Liviaepro quodam tributano Gallo roganti civitatem negavit, immunitatem optulit affirmans facilius se passurumfiscodetrahi aliquid, quam
civitatis Romanae vulgari honorem; cfr. F. MILLAR, The Fiscus in the First Two Centuries, JRS 53 (1963), pp. 29-42 (= ID., Rome, the Greek word, and the Fast n: Go-

CIVITAS E IMMUNITAS

115

proveniente da Celeia (Norico, oggi Celje, Slovenia) si legge di un


certo C(aius) Iulius Vepo, donatus I civitate Romana vintim I et immunitateab divo Aug(usto), I vivosfecitsibi et I ... coniugi I etsuis.16
Ancora una volta chiara la netta separazione tra i due privi
legi, la civitas e la immunitasf- accordate tramite un unico atto di
concessione, ma sempre in maniera distinta una dall'altra. Inol
tre, mi sembra evidente che nel caso di Antipatro ci troviamo di
fronte ad un'altra attestazione sicura, oltre a quella di Seleuco di
Rhosos, di un civis Romanus o. i. immunis, questa volta in et cesariana; non c' da meravigliarsene, poich nel ni editto di Cirene si
afferma esplicitamente che anche Cesare aveva concesso, come
Augusto, la .(1. 59)17
Chiaramente, la concessione di questa immunitas unita alla ci
vitas port alla creazione di una classe privilegiata di cittadini ro
mani nelle province orientali. La novit dell'editto di Ottaviano
ai veterani, pertanto, mi sembra che consista proprio nell'attribu
zione di una completa esenzione fiscale ad un gruppo di cittadini
romani, che verosimilmente, dopo aver ottenuto il congedo dal
servizio militare, si apprestava ad andare a risiedere in provincia:
infatti, se i cives Romani dal 167 a.C. erano de facto esentati dal
pagamento del trbutum in Italia, non cos avveniva in territorio
provinciale, dove le loro propriet erano soggette alla tassazione
locale.18 Grazie a questi privilegi, concessi in forza della lexMunatia Aemilia, si volle perci equiparare la condizione fiscale delle

vernment, Society, and Culture in the Roman Empire, ed. by . . Cotton and G.
M. Rogers, Chapel Hill and London 2004, pp. 47-72), part. p. 40.
16
CIL in, 5232 = ILS 1977; vd. da ultimo M. SASEL KOS, The Roman Inscrptions
of Celeia commemorating Emperors, in Vana epigraphica. Atti del Colloquio Interna
zionale di Epigrafia, Bertinoro, 8-10 giugno 2000, a cura di G. Angeli Bertinelli e A.
Donati, Faenza 2001, pp. 383-402, part. pp. 385-387: l'autrice ritiene che Vepo
was granted both privileges for special merits acquired during the Augustan
conquest of the southeastern Alpine regions (ibid., p. 386), quindi per meriti
militari, come nel caso di Antipatro di Giudea e Seleuco di Rhosos.
17
S. LINK, ...ut optimo iure optimaque lege, cit., p. 375 e n. 27, giustamente nota
la separazione tra civitas e immunitas nel caso della concessione ad Antipatro
di Giudea, mentre non ritiene probante per la sua tesi episodioriportatoda
Svetonio.
Cfr. J. BLEICKEN, In provinciali solo dominium populi Romani est vel Caesaris.
ZurKolonisationspolitik der ausgehenden Republik undfriihen Kaiserzeit, Chiron 4
(W4), pp. 359-414, part. p. 374.

Ilo

ANDREA RAGGI

propriet dei beneficiari a quella posseduta dai cittadini romani in


Italia. Non possibile pertanto seguire Link quando afferma che
ai destinatari dei due provvedimenti venne attribuito lo status go
duto da un cittadino romano in una citt provinciale; pi corretta
mi pare osservazione di Sherwin-White che la condizione della
propriet dei veterani di Ottaviano (e, quindi, quella di Seieuco
di Rhosos) richiama alla mente la condizione caratteristica della
propriet dei cittadini di una comunit provvista di ius Italicum.19
La disposizione che sembra concedere a Seieuco e ai suoi familia
ri la possibilit di potersi stabilire in un municipio in una colonia
d'Italia (11. 26-27, vd. infra) potrebbe trovare una sua giustificazio
ne in questo senso: per il redattore del provvedimento i beneficia
ri erano del tutto equiparabili ai cittadini romani di pieno diritto
originari dell'Italia.
2. IL DIRITTO DI CITTADINANZA

La clausola successiva al 3 (11. 24-27) presenta alcune disposizioni


in materia di ius civitatis riguardanti i beneficiari dell'atto. bene
precisare che, come regola generale, il provvedimento non elen
ca i diritti i doveri di questi neo-cittadini romani,20 ma prescrive
gli atti amministrativi necessari al conseguimento della loro pie
na condizione di cives Romani, oppure stabilisce alcune deroghe
agli obblighi collegati a questo status.
Con il 4, pertanto, si dispone l'esecuzione di un atto necessa
rio affinch Seieuco e i suoi familiari acquistino a pieno titolo lo
status personale di cittadini romani, vale a dire la loro iscrizione
nella trib Cornelia (11. 24-26), dove naturalmente avranno la pos
sibilit di esercitare anche i diritti politici (in-primislo ius suffra
ga) e di svolgere le operazioni del census;zl tuttavia, in deroga a
19

Vd. S. LINK, ...ut optimo iure optimaque lege, cit., pp. 379-380; A. N. SHERWIN-

WHITE, The Roman Citizenship, cit., p. 317 e p. 321. La . . . ATKINSON, The

Third CyreneEdict, cit., p. 31, persuasa che esistesse un rapporto stretto tra que
ste concessioni e un ipotetico ius ltalicum personale; cfr. A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship. A Survey ofits Developments into a World Franchiset in
ANRW 1.2 (1972), pp. 23-58, part. pp. 52 sg.
20
Sul contenuto del diritto di cittadinanza vd. G. CRIF, Cittadinanza, a) Diritto romano, in ED vn (i960), pp. 127-132, part. pp. 130-131.
21
Sulla funzione e l'importanza del census vd. C. NICOLET, Le mtter de citoyen

CIVITAS E IMMUNITAS

117

quest'ultima disposizione, ai beneficiari del provvedimento vie


ne concesso di poter essere censiti anche in absentia. Inoltre essi
ottengono forse la possibilit di potersi stabilire in un municipio
in una colonia d'Italia.22
Questa clausola del provvedimento da confrontare con le 11.
13-15 dell'editto di Ottaviano a favore dei veterani, dove per
previsto che siano i beneficiari stessi a scegliere la trib dove vo
tare essere censiti tra una di loro gradimento, oppure tra quelle
elencate in una parte perduta dell'editto (a seconda di come si
scioglie l'abbreviazione s. s. a 1. 13; da parte mia ritengo pi ve
rosimile la prima possibilit), e non si fa alcun cenno ad un loro
eventuale insediamento in Italia.23
Il beneficio della cittadinanza esteso ai genitori, aifigli,ai discen
denti e alla moglie legittima (?) attuale futura del principale desti
natario dell'atto. Alcune limitazioni nella concessione sono riscon
trabili nei diplomata militarla di et imperiale, dove ai genitori non si
riconosce pi il beneficio.24 L'attribuzione della cittadinanza ai genidans la Roma rpublicaine1, Paris 1979, pp. 71-121; cfr. TH. MOMMSEN, Rmisches
Staatsrecht n3, cit., pp. 331-417, e C. NICOLET, Rome et la conqutedu monde mditerranen (264-27 avantj.-c), Tome 1: Les structures de l'Italie romaine10, Paris 2001, pp.
190-195. Naturalmente non questo il luogo per affrontare nella sua totalit il
problema della procedura del census nella seconda met del 1 sec. a.C.
22
Possiamo definirlo come una specie di ius migrandi in Italia? Purtroppo
non possibile stabilire che cosa realmente prescrivesse l'enunciato di 11. 26-27:
vd. le osservazioni pi avanti nel testo. Secondo P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p.
55, on spcifie peut-tre que Sleukos pourra s'installer partout o il lui plaira,
dans les municipes et les colonies d'Italie; J. GAG, Italica adkctio* Apropos de
certainesformes du Ius Italicum en Espagne au temps de Trojan, REA 71 (1969), pp.
65-84, part. p. 80,ritieneche Seleuco pouvait se faire inserire 'pour ordre' dans
unecit d'Italie per doter ce civis d'une domus thorique, en une rit d'Italie.
13
Secondo H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., pp. 89 e
94 l'opzione di potersi stabilire in Italia assente nell'editto perch, probabil
mente, la maggior parte dei veterani beneficiati da Ottaviano era costituita da
Italici. Non corretta, a mio modo di vedere, l'interpretazione di P. ROUSSEL,
Un Syrien, cit., p. 55, il quale, seguendo J. LESQUIER, Varme romaine 'gypte
d'Autiste Diocltien, [Le Caire] 1918, p. 336, ritenne di dover correggere a 1.15
dell'editto censeri in cernere, perch la frase et si... detur indicherebbe la possibilit d'exercer, mme absent, le droit de vote. La terminologia della dausola
simile a lex repetundamm, 1. 77: [inque eius trbum, ... sufragiu]m ferunto, inque
ea<m> tribum censento.
24
Cfr. . ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 51.1 genitori vengono inclusi nuovamen-

ANDREA RAGGI

tori un espediente gradito al principale beneficiario della conces


sione per non risultare di origine peregrina nei documenti ufficiali,
grazie alla possibilit di fregiarsi del praenomen del padre: Cornelio
Balbo, ad esempio, compare negli Actc triumphorum come P. f.25
La Cornelia era una delle sedici antiche tnbiis rusticae, in quanto
tale molto prestigiosa:26 questo significa che a Seieuco e, proba
bilmente, anche agli altri destinatari orientali dei benefici dei
triumviri ex lege Muriatici Aemilia fu riservato un privilegio parti
colare, se consideriamo il fatto che si tendeva ad iscrivere i nuovi
cittadini nelle trib urbane, dove il diritto di voto aveva scarsa
influenza. Ma sui motivi dell'assegnazione del nuovo cittadino
proprio a questa trib i commentatori dell'iscrizione non hanno
mai trovato una risposta soddisfacente.
Come regola generale, non sempre rispettata, nella tarda repub
blica i neo-cittadini venivano assegnati alla trib di appartenenza
del comandante romano che aveva concesso loro la cittadinanza
dal quale avevano preso il notnen;*7 in questa operazione chiara
mente entravano in gioco favoritismi e manovre clientelali. Nel
caso di Seieuco di Rhosos, quindi, dobbiamo ricercare l'origine
dell'assegnazione nella trib di appartenenza dei consoli rogatoli
della lex Munatia Aemilia dei triumviri. Sembra probabile che la
trib del console L. Munatius Plancus fosse la Camilla; Lepido
(gens Aemilia) era registrato quasi certamente nella trib Palatina;
Ottaviano, infine, era iscritto nella trib Fabia (gens Iulia).2*
Nessuna fonte, invece, ci ha trasmesso direttamente la trib
degli 'Antonii'29 e stavo rinunciando a comprendere i motivi del
la scelta della trib Cornelia per Seieuco di Rhosos quando, nel
te tra i beneficiari dei privilegi nell'editto di Domiziano a favore dei veterani
(W. Chr. 463,1.15; edito anche in ILS 9059).
25
CIL f, p. 50. Sulla famiglia dei Balbi vd. J. F. RODRIGUEZ NEILA, Confidentes
de Cesar. Los Balbos de Cdiz, Madrid 1992.
26
Vd. [G.] WISSOWA, Cornelia, in RE rv.i (1900), coli. 1247-1248. La Cornelia
era la trib di Alpino, quindi ad essa erano iscritti anche Mario e Cicerone: dr.
L. R. TAYLOR, The VotingDistricts, cit., p. 272.
27

Sull'assegnazione di una trib ai peregrini vd. in generale L. R. TAYLOR, The


VotingDistricts, cit., pp. 18 sgg., part. pp. 21-22.
28
Vd. L. R. TAYLOR, The VotingDistncts, cit., rispettivamente p. 236, p. 187 e
p. 222.
29

L. R. TAYLOR, The VotingDistricts, cit., p. 279

CIVITAS E IMMUNITAS

119

corso di una ricerca per la stesura di un altro lavoro, mi sono im


battuto nell'iscrizione di Herakleia Salbake (Caria) che onora L.
Antonius Zenon: il personaggio risulta iscritto nella trib Corne
lia.30 Il casato degli Zenonidi ottenne sicuramente la cittadinanza
romana ad opera di Marco Antonio, anche se non conosciamo
chi fu il primo membro della famiglia a riceverla.31
Si chiarisce cos, mi sembra, l'assegnazione di Seleuco di Rhosos alla trib Cornelia: si tratta della trib di Marco Antonio, nella
quale negli anni del triumvirato quasi certamente venne iscritta
la maggior parte dei neo-cittadini romani di origine orientale.
L'espressione di 1. 27 stata intesa, dai primi commentatori del
dossier, nel senso di un permesso accordato ai beneficiari di poter
effettuare la dichiarazione del censo in una comunit dell'Italia,
una volta che vi si fossero stabiliti.32 Al contrario, lo Schnbauer,
sulla base delle lettere edite da Roussel (), propose l'in
tegrazione del termine [ ][ ] (ammenda, penalit),
intendendolo come la soprattassa dovuta dal contribuente in caso
di assenza al momento del censimento dei propri beni, oppure
come una tassa dovuta per stabilirsi in Italia; a suo parere, l'esen
zione da questa addizionale avrebbe reso pi vantaggioso il privi30

MAMA vi, 104: [ ] [] / [] [ ]/[]


[]/[] [] / []1 [].
31
Si ritiene che Antonio confer la cittadinanza a Polemone, re del Ponto,
oppure al padre Zenon, il retore di Laodicea che si oppose a Labieno e ai Parti
nell'invasione del 40 a.C: discussione in D. C. BRAUND, Rome and the Friendly
King: the Character ofthe Client Ringship, London-Canberra-New York 1984, pp.
41-42 e p. 48, nn. 15-16; cfr. gi L. ROBERT, Les inscrptions, in J. des Gagniers, P.
Devambez, L. Kahil, R. Ginouvs, Laodice du Lycos. Le Nimphe. Campagnes
1961-1963, Quebec-Paris 1969, pp. 247-389, part. p. 307: c'est d'Antoine que
Znon recut le droit de cit romaine. L. Antonius Zenon era presumibilmente
figlio di M. Antonius Polemon Philopatris, nipote di Zenon di Laodicea: cos
A. CEYLAN, T. RITTI, L. Antonius Zenon, Epigraphica 49 (1987), pp. 77-98. Una
ricostruzione differente presentata da P. J. THONEMANN, Polemo, son ofPolemo
(Dio, 59.12.2), EA 37 (2004), pp. 144-150, cheritieneche L. Antonius Zenon fosse
fratello di M. Antonius Polemon dinasta di Olba e nipote di Polemone, re del
Ponto, e della regina Pythodoris.
32
In questo senso la restituzione di Arangio-Ruiz in PIRA I2, p. 311, n. 3:
[ ] [ ?]; vd. inoltre G. I. LUZZATTO, Epigrafia giur
dica, cit., p. 298; F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 65, n. 27, e pp. 83-84.

120

ANDREA RAGGI

legio accordato a Seleuco e ai suoi familiari di potersi stabilire in


una comunit italica.33
L'integrazione stata ripresa e perfezionata da Wolff, il qua
le, partendo da un'accezione del termine attestata nei documenti
provenienti dall'Egitto,34 ritenne che in questo contesto il sostan
tivo indicasse una tassa per ammissione nella cit
tadinanza locale. Pertanto, a suo modo di vedere, ai destinatari
del provvedimento venne accordato in queste linee il permesso
di trasferire la propria residenza in una comunit dell'Italia senza
dover soggiacere al pagamento di questa tassa. D'altra parte, con
tinua Wolff, non si comprendono i motivi del permesso di poter
essere censiti in una comunit italica, quando ai destinatari del
l'atto concesso, poco sopra nel testo, un privilegio decisamente
superiore, quello dell'esonero dall'obbligo di dichiarazione per
sonale (in bsentid); inoltre non per niente chiaro se, tramite la
disposizione di 1. 26, si intendesse veramente concedere ai benefi
ciari l'autorizzazione a potersi iscrivere in una comunit presente
sul territorio italico, in maniera da far ottenere loro automatica
mente la corrispondente cittadinanza locale.35
La restituzione del termine , tuttavia, rimane al
quanto dubbia: oltre al fatto che il significato tecnico della parola
rappresenta, in entrambe le soluzioni proposte, un unicum, non
vi sono, per quanto io sappia, testimonianze di imposizioni colle
gate all'ammissione in una cittadinanza locale in Italia.36
33

E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, dt., pp. 200-201.


F. PREISIGKE, Fachworter des offentlichen Verwaltiingsdienstes gyptens in den
gechischen Papyrusurkunden der ptolemaisch-rmischen Zeit, Gottingen 1915, p.
152 (efr. Worterbuch i-n, s.v., nr. 2): Anerkennungsgebuhr fiir die staatliche Erlaubnis, ein Lehenland in eine andere Bodenklasse berzufuhren.
35
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivikgien, cit., pp. 79-80, part. p.
80, n. 103, rilevando che in questa accezione rappresenta un
; cos Wolff ricostruisce la frase a l . 27: [ ][
(?)]. L. R. TAYLOR, The VotingDistrcts,'cit., p. 20, afferma, a proposito di
questa disposizione, che riscrizione in una comunit cittadina would authorize citizenship in another tribe; contra giustamente Y. THOMAS, Ongine et
communepatrie, cit., p. 45, n. 56.
36
Nella cosiddetta lex Fonteia, (f) + (g), (ii), 1. 9, sono presenti le lettere
, interpretate dagli editori come <>, terza persona plu
rale del verbo , to impose an additional penalty (RS, p. 506), ma,
anche in questo caso, il contesto andato interamente perduto.
34

CIVITAS E IMMUNITAS

121

2. i. Absens censen
noto che per chi non si presentava alle operazioni del censiis a
Roma erano previste sanzioni pi gravi di una semplice ammen
da pecuniaria, che si risolvevano nella confisca dei beni e nella
riduzione in schiavit degli incensi. Le fonti, tuttavia, non hanno
conservato alcuna testimonianza di un utilizzo di queste sanzio
ni, evidentemente perch applicate molto di rado.37
Per evitare di incorrere in queste ritorsioni, il cittadino romano
impossibilitato a comparire di persona per motivi di salute, di et,
di lavoro (come i funzionari civili e militari, i negotiatores e i publicani operanti nelle province) poteva delegare un altro cittadino
a rappresentarlo alle operazioni del census. questo il parere di
autorevoli studiosi, che ritengono che il diritto di farsi sostituire
da procuratores in caso di assenza fosse espressamente previsto
nella parte terminale della formula utilizzata dai censori per la
convocazione dei cives;38 pertanto le autorit romane, per scorag
giare assenteismo al census, avrebbero messo a disposizione dei
cittadini la procedura del censen in absentia.39
In realt, le poche testimonianze disponibili non sono, al ri
guardo, sufficientemente chiare. Valutiamo innanzitutto il passo
di Vairone: il legame tra la procedura del quis pr altero rationem
dari e quella del censen in absentia non esplicitato; in altre pa
role, non detto che i cittadini che si facevano rappresentare da
un delegato venissero automaticamente registrati come absentes.
37
TH. MOMMSEN, Romisches Staatsrecht n3, cit., pp. 367-368; E. VOLTERRA,
Sull'incensus in dirtto romano, RAL s. 8, 11.11-12 (1956), pp. 298-312 (osserva
die sono previste sanzioni per gli incensi ancora nel m sec. d.C); P. A. BRUNT,
Italioti Manpower (225 B.C.-A.D. 14), Oxford 1971, p. 33; C. NICOLET, Le mcier e ci-

toyen, cit., pp. 87 e 93. Vd. O c , pr Caecin. 99; DIONTS. HALICARN., Ant. Rom. TV,
15.6; cfr. DIONTS. HALICARN., Ant. Rom. v, 75.3; Liv. 1, 44.1; GAI., Inst. 1,160.
38
Riferita da VARR., de ling. Lat. vi, 86: omnes Quirites, pedites armatos privatosque, curatores omnium tribuum, quis pr se sive pr altero rationem dari volet,
voca[t] inlicium huc ad me.
39
TH. MOMMSEN, Romisches Staatsrecht 3, cit., pp. 366-367; [K. J.] NEUMANN, Absentia 1, in RE 1.1 (1893), coli. 116-118, part. col. 116; P. A. BRUNT, Italian
Manpower, cit., pp. 37-39; C. NICOLET, Le mtter de citoyen, cit., p. 93; J. F. RODRIGUEZ NEILA, Algunos problemas del sistema lectoral romano, Habis 17 (1986), pp.
349-368, part. pp. 365-366 (segue il Brunt).

122

ANDREA RAGGI

Inoltre l'espressione si quis ... volet potrebbe riferirsi non a tutta


la civitas convocata dai censori, ma semplicemente ai capite censi,
che si facevano rappresentare dai curatores tnbuum.40 Da conside
rare poi il fatto che non era prassi comune rientrare in patria per
il census: addirittura sembra che i soldati in servizio fuori d'Italia
ne fossero esclusi, se prestiamo fede alla notizia di Livio, che pre
senta come non usuale la circostanza che nel 204 a.C. i censori in
viarono alcuni emissari in provincia a raccogliere le dichiarazioni
dei militari.41
Due sole testimonianze letterarie presentano l'espressione absens censen. In un passaggio di una lettera spedita in data 20 gen
naio 60 a.C, Cicerone si mostra preoccupato che Attico, che in
quel momento si trova in Grecia, venga censito in absentia.42 Al
riguardo, non credo si possa condividere questa affermazione del
Brunt: it is clear from his words that Atticus, if he had chosen,
could have been registered in absence.43 In realt, le parole di
Cicerone indicano, a mio avviso, che l'essere censiti tra gli ultimi
arrivati, proprio a ridosso della cerimonia che chiudeva il lavoro
dei censori (il lustrum), era considerato poco dignitoso e, inoltre,
che si cercava di evitare di essere censiti in absentia. In questo con
testo appare dunque chiaro che questa procedura, se non adegua
tamente autorizzata, poteva comportare degli svantaggi; tutta
via, non sappiamo di che natura fossero questi inconvenienti. In
generale, ritenendo che le sanzioni previste per gli incensi fossero
considerate ormai anacronistiche, si pensato ad una maggio
razione della stima dei beni. La spiegazione pi corretta sembra
invece quella di chi ritiene che il danno fosse di natura politica
(soprattutto per le conseguenze derivanti dalla perdita del diritto
di voto) e morale: in pratica, l'assenza al census non sarebbe stata
vista come un privilegio da ottenere, ma avrebbe comportato un
40

G. PIERI, Uhistoire du censjusqu' lafinde h Rpublique romaine, Paris 1968,


p. 147; T. P. WISEMAN, The Census in the First Century B.C., JRS 59 (1969), pp
59-75, part. p. 60.
41
Liv. xxix, 37.5 (204 a.C); cfr. P. A. BRUNT, ItalianManpower, cit., pp. 36-37.
42
O c , ad Att. 1,18.8: nam ne bsens censeare carabo edicendum et proponendum
omnibus locis. Sub lustrum autem censeri germani negotiatoris est. Qua re cura ut te
quam primum videamus.
43
P. A. BRUNT, Italian Manpower, cit., p. 39.

CIVITAS E IMMUNITAS

123

pregiudizio sociale rilevante per i rappresentanti delle famiglie


romane pi in vista.44
Un atteggiamento moralistico di condanna dell'assenteismo fa
da sfondo all'altra testimonianza letteraria che. presenta l'espres
sione bsens censen: un frammento di un discorso di Scipione Emi
liano trasmessoci da Aulo Gellio.45 I censori, afferma Scipione,
devono porre un freno alla concessione del privilegio di essere
censiti in absentia, per evitare il rischio che nessuno si presenti pi
al census; lo stesso atteggiamento che si ritrova in Velleio quan
do rimpiange il tempo nel quale i cittadini venivano richiamati
in patria per espletare le operazioni del census,46 evidentemente
alludendo ad alcune eccezioni gi ammesse dai censori in epoca
passata.
Anche se i due brani citati non chiariscono con esattezza quale
procedura si celasse dietro l'espressione bsens censen, la situazio
ne che fa da sfondo alle parole di Scipione nel discorso riportato
da Gellio attesta da una parte che era necessario il benestare dei
censori per ottenere questo privilegio, dall'altra che nel provvedi
mento di concessione trovato a Rhosos e nell'editto de pnvilegiis
veteranorum anche la clausola sull'esonero dalla presenza alle ope
razioni di census, insieme alle disposizioni gi viste,47 deve essere
considerata di natura tralaticia.
Alla fine dell'et repubblicana, comunque, le operazioni del
census erano state da tempo decentralizzate ed affidate, anche in
provincia, ai magistrati quinquennali delle colonie e dei municipi
(per l'Italia lo attesta la celebre tabula Heracleensis alle 11.142-158).48
44

Per queste ultime considerazioni vd. T. P. WISEMAN, The Census, cit., pp.
60-61 (il quale ritiene che questa situazione sia propria della prima met del 1
sec. a.C), e C. NICOLET, Le mtter de citoyen, cit., pp. 93-95.
45
GELL. v, 19.16 : In alia trib patron, in aliafilium suffiagiumferre;filium adoptivum tam procedere, quam si se natum habeat; absentis censeri iubere, ut ad censum
nemini necessus sit venire.
46
VELL. n, 7.7: maiores ... civis Romanos ad censendum exprovinciis in Italiani
revocaverant.
47
Vd. supra cap. n, 2.
48
Vd. per tutti E. Lo CASCIO, Census provinciale, imposizionefiscalee am
ministrazioni cittadine nel Principato, in ID., R pmiceps e il suo impero. Studi di
storia amministrativa efinanziariaromana, Bari 2000, pp. 205-219. In generale, per
le considerazioni che seguono nel testo, specialmente quelle relative alle testi-

124

ANDREA RAGGI

Pertanto, il privilegio di absens censen conferito a Seleuco alle 11.2526 probabilmente aveva efficacia a livello locale e va inteso come
un esonero dal dover presenziare alle operazioni del census in pro
vincia, oppure come il diritto a poter inviare in rappresentanza un
delegato.49 Del resto, soltanto nella frase successiva, alle 11. 2627, che si fa riferimento ad un trasferimento in itaiia e, forse, an
che ad un eventuale census presso una municipalit della penisola.
Nelle province dove la presenza di colonie municipi romani
era del tutto assente - questo il caso della Siria in et triumvirale
- molto probabilmente erano le autorit dei conventus civium Romanorum ad occuparsi dei registri (commentani) dei nuovi cittadini
da inviare a Roma e delle liste dei cives Romani dalle quali sorteg
giare i membri delle giurie.50 Una prova che il nome di Seleuco
venne registrato presso gli archivi dei conventus, situati nei princi
pali centri amniinistrativi della provincia, potrebbe essere fornita
dalla clausola sull'invio del provvedimento alle principali pohis
della Siria e della Ciucia Pedias (doc. 1, 11. 6-8): forse questa la
risposta che cercavamo quando ci chiedevamo i motivi alla base
di questa disposizione.51
Una famosa iscrizione trovata a Venezia, ma proveniente forse
da Berytus, documenta resistenza di operazioni di censimento
nella citt di Apamea in Siria, probabilmente le prime ad essere
state effettuate nella provincia.52 Non sappiamo se anche in Siria,
monianze siriane ed egiziane, vd. C. NICOLET, L'inventano del mondo. Geografia e
politica alle orgini dell'impero romano, Roma-Bari 1989, pp. 127-150.
49
Per questa ragione la L. R. TAYLOR, The Voting Districts, cit., p. 22, parla
dell'esonero per Seleuco e i suoi familiari dal doversi recare alla domus (da in
tendersi evidentemente come domicilim) durante le operazioni del census.
50
Cfr. il 1 editto di Cirene, tramite il quale Augusto fornisce nuove istruzioni
in merito all'albo locale dei giudici, da reclutarsi in base al censo. I commentarii
civitate Romana donatorum sono testimoniati dalla tabula Banantana, 11. 20-21 {in
commentarios nostros referti) e 11. 22-23. CAES., beli.riv.m, 102.6, riferisce di un
gruppo ben organizzato di cittadini romani ad Antiochia.
51
Vd. supra cap. 1, 4, commento alla 1. 8. Y. THOMAS, Origine et commune
patre, cit., p. 7, reputa che les concessions viritanes s'accompagnaient-elles
parfois ... d'une dcision d'affecter le nouveau promu soit une cit de droit
romain ... soit mme une cit peregrine dans laquelle tait tablie une forte
communaut de citoyens romains.
51
CIL ni, 6687 = ILS 2683,11- 8-11: idem I iussu Quirini censum egi I Apamenae
civitatis mil/lium homin(um) civium cxvu (P. Sulpicius Quirinius fu legato di Siria

CIVITAS E IMMUNITAS

125
53

come le fonti papirologiche testimoniano per l'Egitto, fossero


previste sanzioni per chi non assolveva l'obbligo della dichiara
zione, dato il carattere di controllofiscaleinsito nelle operazioni
del census. Nel caso che resistenza di queste prescrizioni venisse
comprovata, il privilegio conferito a Seleuco risulterebbe ai no
stri cecili maggiormente apprezzatile per i suoi Dcnenciari.
3. LA CONCESSIONE DELLE IMMUNIT54

Abbiamo visto che alla concessione della (civitas)


si accompagna nel testo dell'atto la
(11. -; cfr. 11. 20-21 e il doc. ni a 1. 91), vale a dire
la immunitas omnium rerum, un'esenzione, quindi, concepita nel
la sua estensione pi ampia. Pi avanti nel testo, alle 11. 22-23, si
precisa che Seleuco e i suoi congiunti saranno esentati dal ser
vizio militare e dall'obbligo di prestazioni liturgiche: [
][] /[ ].55
La prima espressione documentata anche da altre testimo
nianze epigrafiche e letterarie della tarda repubblica,56 ma non
nel 6-7 d.C); cfr. Ios., Ant. xvni, 1. Vd. il commento in L. BOFFO, Iscrizioni greche
e latine per lo studio deUa Bibbia, Brescia 1994, 23, pp. 182-203.
53
Le penali inflitte a chi non assolveva l'obbligo della dichiarazione sono indi
cate nello Gnomon dell'Afro* Logos, 58-63; cfr. E. VOLTERRA, SUE'incensus, cit.,
p. 312. L'editto di Vibio Massimo del 104 d.C. (W. Chr. 202) prescrive di effettuare
la dichiarazione del censo nel luogo del proprio domicilio amministrativo.
54
Per la terminologia utilizzata in queste pagine dedicate allafiscalitriman
do alla nota esplicativa di G. D. MEROLA, Autonomia locale, cit., p. 11, n. 7, dove
si sottolinea che per imposte dirette si intendono quelle che gravano sulla
persona e sul patrimonio, indipendentenlente da un qualche atto del soggetto
(tributum soli e trbutum capitis), per imposte indirette quelle sui consumi e gli
scambi {portorium, scriptum, imposte sulle vendite, ecc.).
55
L'equivalente in latino fornito dall'editto di Ottaviano a favore dei vete
rani, 1. 10 e 11. 12-13: im[mu]nitatem omnium rerum d[a]re ... liberi su[nto mi]litiae,
muneribusque publicis ju\ngenld]i vocatio <esto>. Festa in FIRA r\ pp. 310-311, in
maniera pi letterale e senza tener conto del testo dell'editto, rende
con immunitas omnium bonorum.
56
Oltre dl'edictum de privikgiis veteranorum, la cosiddetta tessera Paemeiobrigensis (che riporta il testo di un editto di Augusto del 15 a.C: AnnEpigr 2000,
760) alla 1.17: immunitatem omnium rerum; vd. l'edizione in F. COSTABILE, O. LICANDRO, Tessera Paemeiobrigensis. Un nuovo editto di Augusto dalia "Transduriana Provincia" e Vimperium proconsulare del princeps, MEP Separata 1, Roma

12

ANDREA RAGGI

facile determinare, la natura delle esenzioni incluse nel concetto


stesso di immunitas, poich queste potevano variare in rapporto ai
soggetti beneficiari del privilegio. Sembra chiaro, comunque, che
nel caso della concessione a singoli individui questa immunit
generale riguardasse le imposte dirette riscosse sui beni immobili
dalie autorit competenti, rappresentate dai funzionari delle citt
di appartenenza dei contribuenti o, eventualmente, dagli ammi
nistratori romani;57 tanto vero che l'esenzione dai dazi doganali
accordata in una diversa clausola del provvedimento (vd. infra
il commento al 9).
Un riscontro a questa affermazione si pu trovare nelle di
sposizioni del se. de Asclepiade e del in editto augusteo di Cirene.
Alle 11. 12-13 della versione greca del decreto senatoriale si pre
scrive l'esenzione dei beneficiari dalla tassazione dei loro beni
(... ), oltre che dall'obbligo
di contribuire alle liturgie (); in maniera significa
tiva, il termine utilizzato nel testo () traduce la locu
zione sine tributa ben visibile alla 1. 8 della parte latina.58 Analoga
mente, nel in editto di Cirene il termine riferito ai
beni immobili, prescrivendosi che i
beneficiati devono (11. 61-62).
2, e il commento accurato di G. ALFLDY, R nuovo editto di Augusto da El
Bierzo in Spagna, MEP 4.6 (2001) [2002], pp. 365-418 = versione tedesca: Dos neue
Edikt des Augustus aus El Bierzo in Hispanien, ZPE 131 (2000), pp. 177-205. Inoltre
ilfiragmentum Tarentinum, 11. 3-4: [ in sua ceivita]te omnium rerum I [immunitas ];
CAES., beli Gali, vi, 14.1-2: militiae vacationem omniumque rerum habent immunitatem; O c , Verr. 5, 58: omnium rerum immunesfiierunt. Utile H. J. MASON, Greek
Terms, cit., pp. 103-104, per le traslitterazioni in greco del termine immunitas.
57
Cos R. BERNHARDT, Die Immunitas der Freistadte, Historia 29 (1980),
pp. 190-207, part. pp. 198-199, individua in Freiheit von direkten Steuern la
e in Freiheit von Liturgien la , le quali formavano le
due tipologie di esenzioni concesse dallo stato romano ai privati e alle civitates
liberae. M. SEGRE, Due lettere di SiUa, RFIC 66, n.s. 16 (1938), pp. 253-263, part.
p. 260, riteneva che nelle fonti la fosse riferita ai tributi dovuti,
direttamente indirettamente, a Roma, la probabilmente al
l'immunit dagli obblighi verso la propria citt.
58
Non concordo con la differenziazione operata da S. LINK, Konzepte derPrvilegierung rmisier Veteranen, Stuttgart 1989, p. 70, tra concessa
pauschal nel se. de Asclepiade e quella ottenuta da Seleuco di Rhosos e dai
veterani dell'editto di Ottaviano, la quale non comprenderebbe die Befreiung
von der Kopfsteuer.

CIVITAS E IMMUNITAS

127

Nel se. de Asclepiade, tuttavia, la valida soltanto


: in questo caso, quindi, ci si riferisce alle
imposte versate dai beneficiari direttamente alle proprie citt,
non allo stato romano, anche se questo tributo poteva essere
usato dalle citt per soddisfare le richieste dell'amministrazio
ne romana; del resto, anche le imposte esatte dalle citt greche
erano chiamate in latino tributa, come mostrano alcuni passi di
Cicerone.59 Questa clausola del decreto del senato deve essere
paragonata alle esenzioni accordate dai magistrati romani alle
associazioni degli artisti dionisiaci: la lettera di L. Mummius as
sicura ai membri dell'associazione che sa
ranno [ ] ... /[
] [][] [];60 Siila confer
ma agli artisti della Ionia e dell'Ellesponto che [, ]
/ ] / ,
[ ]/ ;61 la lettera del triumviro
Marco Antonio indirizzata al koinon d'Asia accorda all'associazio
ne dei vincitori nei concorsi sacri il beneficio /
.62 Questi documenti, che conferiscono

59
O c , pr Fiacco 20: in aerano nihil habent civitates, nihil in vectigalibus. Duae
rationes conficiendae pecuniae, aut versura aut tributo; ad Quint. 1,1.25: sumptus et
tributa civitatum ab omnibus qui earum civitatumfinesincoant tolerari aequaliter.
Cfr. T. R. S. BROUGHTON, On Two Passages ofCicero referring to Locai TaxesinAsia,
AJPh 57 (1936), pp. 173-176, part. p. 174; G. D. MEROLA, Autonomia locale, cit.,
p. 115. L'utilizzo nelle fonti degli stessi termini per indicare le imposte versate
alla citt di appartenenza a Roma ha spesso provocatofraintendimentitra gli
studiosi moderni: quanto osserva giustamente M. CORBIER, Cit, tenitoire et fi
scalit, in Epigrafia. Actes du clloque international d'pigraphie latine en mmoire de
Attilio Degrassi pour le centenaire de sa naissance, Rome 1991, pp. 629-665, a p. 637.
60
B. LE GUEN, Les associations de Technites, cit., 1, 34 = RDGE 44 (pi preciso
nell'edizione del testo), 11. 5-6 (146 a.C).
61

B. LE GUEN, Les associations de Technites, cit., 1, 56 = RDGE 49 B, 11. 8-11 (ca.

84 a.C); traduzione in R. K. SHERK, Rome and the Greek East, cit., 62, p. 75. Cfr.
D. MAGIE, Roman Rule, cit., p. 900, e C. GARTON, Sulla and the Theatre, Phoe
nix 18 (1964), pp. 137-156, part. pp. 144-146. Alcune di queste esenzioni sono
certamente legate al particolare periodo storico (la prima guerra mitridatica e
lariorganizzazionedella provincia d'Asia ad opera di Siila): cfr. RDGE, p. 265; B.
LE GUEN, Les associations de Technites, cit., 1, p. 286; G. D. MEROLA, Autonomia
beale, cit., pp. 52-54.
RDGE57,11.14-15 (42-41 33-32 a.C. : cfr. D. MAGIE, Roman Rule, cit., p. 1279, n. 4) ;
vd. anche SEG37 (1987), 874; B. LE GUEN, Les associations de Technites, cit., 1, pp. 32-33.

128

ANDREA RAGGI

esenzioni dalle liturgie e, nelle prime due testimonianze, anche


da tributi, rappresentano la conferma, da parte delle autorit ro
mane, della validit dei privilegi concessi dalle poleis greche dai
sovrani ellenistici a specifiche categorie di cittadini; la
in questo caso comporta solamente l'esenzione dalle imposte
versate alle citt stesse.63
Nel provvedimento a favore di Seleuco l'esenzione fiscale
invece sicuramente valida in alien Bereichen e riguarda tutti
i tributi, fossero essi esatti localmente da Roma, in qualunque
localit Seleuco si trover a risiedere; la concessa a
Seleuco quindi identica alla valida che Cesare
confer ad Antipatro di Giudea nel 47 a.C.64 Pertanto, a Seleuco
e ai suoi familiari venne accordata la facolt di possedere beni
immobili non solo nelle province, ma eventualmente anche in
Italia, senza il pagamento del tributo. questo un privilegio
superiore a quello goduto dagli stessi cittadini romani i quali, se
non de iure, almeno de facto, a partire dal 168 a.C. non erano pi
tenuti a pagare il trbutum in Italia, ma erano certamente tenuti
a pagare le imposte sulla propriet in provincia secondo il diritto
locale vigente.65
Questa immunit, di per se stessa ereditaria e non limitata
temporalmente, comportava il godimento di privilegi sostanziali
anche per i discendenti del principale beneficiario del provve
dimento (Seleuco di Rhosos). Il in editto di Cirene, invece, di
spone che la sua validit sia limitata alla propriet posseduta al
63

Per queste considerazioni vd. A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 90-91;
cfr. H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprvtiegien, cit., p. 61 e n. 61. Su que
sta questione, tuttavia, non esiste unanimit di opinione tra gli studiosi: vd.
da ultimo S. ANEZIRI, Die Vereine der dionysischen Techniten im Kontext der hellenistischen Geselschafi. Untersuchungen zur Geschichte, Organisation una Wirkung
der hellenistischenTechnitenvereine, Historia Einzelschriften 163, Stuttgart 2003,
p. 250, n. 241.
64
L'espressione citata appartiene a H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 78; su Antipatro vd. supra p. 114. Contro. A. N. SHERWIN-WHITB,
The Roman Citizenship. A Survey, cit., p. 50, n. 131, e A. N. SHERWIN-WHITE, The
Roman Citizenship, cit., p. 299, il quale ritiene che Yimmunitas rerum can refer
only to remissions from Roman taxation; cos anche . . . ATKINSON, The
Third Cyrene Edict, cit., p. 31, a proposito del in editto di Cirene.
65
Vd. supra n. 18. Ma noto che i triumviri introdussero diverse imposte in
Italia.

CIVITAS E IMMUNITAS

129

66

momento della concessione (11. 60-62) ; probabilmente questa fu


un'innovazione introdotta da Augusto, ma l'editto non fornisce
indicazioni su come ci si regolasse nei confronti dei discendenti
del principale beneficiario della concessione per far rispettare
questa eventuale limitazione della immunitas.
Lei miliciae munerisque publici vaccaio era sicuramente un'antica
clausola di stile che si perpetuava in modo tralaticio in particolari
disposizioni legislative, come abbiamo osservato supra nel cap. 11,
2.67 Grelle ha messo in evidenza i molteplici significati non tec
nici che nelle fonti giuridiche della tarda repubblica assumeva la
perifrasi munus publicum. Nel nostro documento munus publicum
indica l'esenzione dalle funzioni onerose che peregnni sosten
gono a pr dei magistrati romani,68 ma qui di certo si riferisce
principalmente all'esonero dalle liturgie cittadine.
3.1. La conservazione delle precedenti condizioni dipnvilegio (5)
Modificando l'interpretazione fornita dal primo editore e dai suc
cessivi commentatori dell'iscrizione,69 WolfF suddivise le 11. 2832 in due clausole distinte, basandosi sulle analoghe disposizioni
presenti nell'editto a favore dei veterani (11. 15-20, anche queste
66
Va. il testo supra alla nota 11. K. M. T. ATKINSON, The Third Cyrene Edict,
dt., pp. 30 e 32, ritiene invece che nel provvedimento a favore di Seleuco di
Rhosos esista una tale limitazione, poich interpreta [] di 11. io
li e 20-21 come the existing property.
67
Cfr. lexrepetundarum, 11.76-79; fragmentum Tarentinum, 11.3-4; lex Ursonensis

LXVI, 1.39.
68
F. GRELLE, Munus publicum. Terminologia e sistematiche, Labeo 7 (1961),
pp. 308-329, part. p. 310 con n. 13 e pp. 312-314; cfr. anche A. J. B. SIRKS, Munera
publica and exemptions (vacatio, excusatio and immunitas), in Estudis de dret
Roma i d'historia del dret camparat en homenatge a Ramon d'Abadal i de Vinyals
pel seu centenari = Studies in Roman Law and Legai History in Honour of Ramon
d'Abadal i de Vinyals on the Occasion ofthe Centenary, ed. by J. Sobrequs & M. J.
Pelez, Barcelona 1989, pp. 79-111, part. pp. 98-100. Sulle liturgie rimando nuo
vamente a S. ANEZIRI, Die Vereine, cit., p. 250.
69
I quali restituivano commentavano le 11. 28-32 come se formassero
un'unica clausola: P. ROUSSEL, Un Syrieny cit., p. 55 (che aveva comunque in
tuito che a 1. 30 inizia una nuova frase: ibid.t pp. 35 e 41); E. SCHNBAUER, Die
Inschrft, cit., p. 202; FIRA f, p. 311; F. DE VISSCHER, Lestatut, cit., pp. 84-86; A. N.
SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenshipt cit., pp. 299 sg.; R. K. SHERK, Rome and
the Greek Eastt cit., p. 107.

130

ANDREA RAGGI

interpretate dallo studioso tedesco in maniera differente rispetto


agli editori precedenti).70 Pertanto le 11. 28-30, al pari delle 11.15-17
dell'editto de yrivilegis veteranorum, prescrivono che la condizio
ne giuridica i diritti posseduti dai destinatari del provvedimento
nel periodo di tempo precedente alla concessione della cittadi
nanza romana e dell'immunit dovranno rimanere in vigore. A
causa delle lacune presenti nel testo, non possibile stabilire esat
tamente quali diritti godessero in quale condizione giuridica si
trovassero i beneficiari di questa disposizione prima di diventare
cives Romani immunes; quasi sicuramente se ne faceva menzione
alla 1. 29 e forse alla 1.30 ().
La seconda parte del 5, che riecheggia in maniera letterale le
11.17-20 dell'editto depnvilegiis veteranorum, autorizza Seleuco e i
familiari a poter disporre ancora di tutti quei benefici, quelle cari
che e quei privilegi che i nuovi cittadini avessero eventualmente
ottenuto prima del conferimento della civitas Romana e della immunitas. Con riferimento alle disposizioni giuridiche, le 11. 30-32
sono affini alle 11. 28-30, dal momento che anch'esse rappresenta
no una perpetuazione di una situazione di privilegio conseguita
in passato dai beneficiari. Pertanto, a differenza di Wolff, non ri
tengo opportuno suddividere le 11. 28-32 in due clausole distinte.
Poich l'intento della disposizione era quello di impedire che le
autorit locali privassero i destinatari del provvedimento delle ca
riche e dei privilegi posseduti fino a quel momento, adducendo a
pretesto la immunitas a loro concessa, Wolff include le disposizio
ni presenti alle 11. 28-32 tra quelle riguardanti l'immunit/ 1 bene
precisare, tuttavia, che l'analisi del 5 potrebbe rientrare a diritto
tra le pagine dedicate alla concessione del diritto di cittadinanza,
in quanto proprio le disposizioni di questa clausola pongono il
problema del rapporto tra i nuovi cittadini romani e il loro status
precedente e, come tali, hanno dato origine alla vexata quaestio
della cosiddetta 'doppia cittadinanza'.72
70
Vd. H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 78, n. 102,
e p. 81, n. 104, per le giuste osservazioni rivolte agli studi precedenti; cfr. infra

APPENDICE IH.
71

H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprvilegien, cit., p. 78, n. 102, e pp.


81-82.
72
Sulla quale vd. infra 4.

CIVITAS E IMMUNITAS

131

Questo tipo di clausola, che prescrive il mantenimento di vec


chi privilegi di diversa natura, non presenta alcun parallelo nelle
fonti di et imperiale.73
La lista presente alle 11.30-31 si riferisce a cariche e benefici attribuiti
a livello cittadino; i commoda indicavano certi privilegi riservati alla
cittadinanza locale.7411 concetto i proemia assunse un rilievo fon
damentale nel sistema ideologico delle classi dirigenti romane alla
fine dell'et repubblicana: la spespraemiorum prospettata ai peregrini
per guadagnarli alla causa di Roma in guerra , infatti, uno dei temi
ricorrenti dell'orazione ciceroniana pr Balbo.75 Erano definite proe
mia anche le ricompense previste dalla legislazione penale romana
per un accusatore risultato vincitore in un procedimento legale.76
73

Osservazione di S. LINK, Konzepte der Privuegierung, cit., p. 69.


Cfr. lex Irnitana 77 (cenae), 79 (distribuzioni di denaro), 92 (epula, viscerationes); D. 50,1, 27,1 (ULP. 2 ad ed.): Si quis ...in municipio semper agit, in itio vendit
emit contrhit, in eoforo balineo spectaculis utitur, ibifestos dies celebrai, omnibus denique municipii commodis, nullis coloniarumfruitur, ibi magis habere domidlium....
Sul valore di honores e commoda cfr. anche le osservazioni di M. KLEIJWGT, The
Value ofEmpty Honours, Epigraphica 54 (1992), pp. 131-142.
75
O c , pr Balbo 2, 6 e 21, 49. Questo aiuto esterno veniva considerato come
una condizione essenziale per la sicurezza dello stato romano e pertanto meri
tevole della concessione del beneficio pi alto, la civitas Romana: vd. Cic, pr
Balbo 9, 22: Atqui imperatoribus nostris, senatui, si populo Romano non licebit
propositis praemiis elicere ex civitatibus sociorum atque amicorumfortissimum atque
optimum quemque ad subeunda pr salute nostra perioda, summa utilitate ac maximo
saepe praesidio periculosis atque asperis temporibus carendum nobis erit\ Cic, pr
Balbo 9,23:5i quis ex hispopulis sit exortus qui nostros duces auxilio hboris, commeatus periodo suo iuverit, qui cum hoste nostro comminus in ade saepe pugnarit, qui se
saepe telis hostium, qui dimicationi capitis, qui morti biecerit, nuUa.condicione huius
civitatis praemiis adfici possiti O c , pr Balbo 22, 51: Etenim cum ceteris praemiis
digni sunt qui suo labore et periodo nostram rempublicam defendunt, tum certe, digras
simi sunt qui civitate ea donenturpro qua perioda ac tela subierunt. Atque utinam qui
ubique sunt propugnatores huius imper possent in hanc civitatem venire, et cantra oppugnatores rei publicae de civitate exterminari! Cfr. anche O c , pr Balbo 9,24 -10,
25. Vd. H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 45 e n. 2.
76
Vd. M. C. ALEXANDER, Praemia in the Quaestiones, cit., part. p. 31: i
praemia erano previsti to encourage a suitable individuai to come forward
and serve as prosecutor. Sulla dimensione premiale del diritto romano vd.
G. LURASCHI, R praemium nell'esperienza giuridica romana, in Studi in onore di
Arnaldo Biscardi rv, Milano 1983, pp. 239-283. Il praemium pu essere addirittura
usato come incentivo per l'uccisione di cittadini romani ( noto il caso delle
proscrizioni triumvirali: vd. F. HINARD, Les proscriptions de la Rome rpublicaine,
Rome 1985, pp. 233-239).
74

ANDREA RAGGI

132

3. 2. Esonero dalle nchieste di funzionari romani ( 6)

Il 6, come gi osservato dai precedenti studiosi dell'iscrizione,


corrisponde alle ultime linee preservateci dai papiro che contiene
editto di Ottaviano a favore dei veterani (U. 20-23). Disposizioni
analoghe si trovano anche in altri documenti di et tardo-repubblicana: nella lex Antonia de Temiessibus,7* in un provvedimento
promulgato da G. Cesare e tramandatoci da Flavio Giuseppe,79
nel se. de Aphrodisiensibus.80

La clausola esonera i destinatari del provvedimento dall'obbli


go di fornire alloggio quartieri d'inverno a tutta una serie di
magistrati e funzionari romani. In questa lista di funzionari, la
nostra attenzione attirata principalmente da due figure, quel77

Vd. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 55 sgg.; Mouterde in IGLS , p. 405; H.

WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivikgien, cit., p. 82. Per il testo vd. infra
APPENDICE in.
78
Col. 11, 11. 6-17: nei quis magistratus prone magistratu legatus ne[u] I quis
alius meilites in oppidum Thermesum Maiorum I Pisidarum agrumue Thermensium Maiorum I Pisidarum hiemandi caussa introducilo, neiue I facitot quo quis
eo meilites introducat quoue ibei I meilites hiementy nisei senatus nominatimy utei
Thermesum I Maiorum Pisidarum in hibernacula meilites I deducantur, decreuent;
neu quis magistratus I proue magistratu legatus neu quis alius facito I neiue inperato, quo quid magis iei dent praebeant I ab ieisue auferatur, nisei quod e<o>s ex
lege Porcia I dare praebere oportet oportebit. Lo studio fondamentale relativo a
questa iscrizione resta quello diJ.-L. FERRARY, La Lex Antonia de Termessibus,
Athenaeum 73 (1985), pp. 419-457; cfr. anche il commento in RS, p. 339. Sul
la datazione del documento vd. di recente H. B. MATTINGLT, The date and significance ofihe Lex Antonia de Termessibus, Scholia n.s. 6 (1997), pp 68-78.
79
Ios., Ant. xiv, 204 :

.
80
Linee 32-36 (cfr. J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 9, U. 2-6, e il commen
to a pp. 77-78): [ '
/ ] [] . []
[ /, ], [ ]
[][] [ , / Istop ] [ tstop Istop Istop ]
stop [ Istop / ] [

]. Sul termine (= pr milite)
vd. J. LINDERSKI, Rome, Aphrodisias and the Res Gestae: the genera militiae and
the Status ofOctavian, JRS 74 (1984), pp. 74-80 = ID., Roman Questions, Stuttgart
1995 pp i47-i53> con addenda a pp. 642-644.

CIVITAS E IMMUNITAS

la dell' (termine ad ogni modo integrato) e quella del


, da intendersi come traduzioni del latino procurator e manceps vectigalium, upublicanus ( ) che "ac
quistava" l'appalto per la riscossione delle imposte e l'esecuzione
dei lavori pubblici; nell'editto depnvilegiis veteranonim, 1.21, questa
espressione resa con emptor trbutomm.81 Riguardo al primo Ter
mine, la Reynolds suggerisce che la testimonianza va intesa come
un'indicazione dell'emergere della figura del procurator in ambito
provinciale. I triumviri si servirono della collaborazione di rap
presentanti nominati personalmente per alcune funzioni ad hoc,
in particolare di natura finanziaria, nelle province; furono questi
personaggi, liberti esponenti locali, ad assumersi incarichi di no
tevole responsabilit ed importanza, sostituendo perfino nell'am
ministrazione di una provincia funzionari di maggior prestigio.82
La frequente menzione del binomio /
nella lex portoni Asiae83 fornisce, tuttavia, un'altra interpretazione
del termine procurator: in questa clausola del provvedimento a fa
vore di Seleuco di Rhosos, procurator potrebbe indicare, in manie
ra pi specifica, il rappresentante del pubblicano, colui che, con
gli stessi poteri e con la stessa efficacia, sostituiva il
in tutte le attivit in provincia. Nell'elencazione dei funzionari,
in effetti, il termine pare seguire immediatamente l'espressione
equivalente a publicanus; sulla base dell'analogia con la lex por
toni Asiae (11. 13, 14, 118), si potrebbe anche pensare di abbinare
all'crikoO seguente (1. 34), ma in tal caso resterebbe da
integrare in maniera soddisfacente la parte restante della lacuna.
L'esonero dalla requisizione di abitazioni (dagli hospitia), una
81

Pertanto da correggere l'affermazione di H. J. MASON, Greek Terms, cit.,


p. 99, cfr. p. 143, il quale intende lafiguradelT presente in queste linee
come corrispettivo del latino procurator (amministratore dei beni imperiali).
81

83

J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 100.

Le ricorrenze sono state raccolte da T. SPAGNUOLO VIGORITA, Lexportus


Asiae. Un nuovo documento sull'appalto deUe imposte, in Congresso internazionale
sul tema. I rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione nell'esperienza stonco-giuridica, Torino, ij-19 ottobre 1994,Napoli 1997, pp 113-190, part. p. 171, n. 172.
Un'analisi in G. D. MEROLA, R valore dei termini e nel Monumentum Ephesenum, in Economia, amministrazione efiscalitnel mondo romano. Ri
cerche lessicali, a cura di A. Storchi Marino, Bari 2004, pp. 173-189 (non cita per la
nostra iscrizione a p. 181, n. 31), dove si afferma che indica il pubbli
cano romano in relazione/contrapposizione con il pubblicano locale (p. 182).

134

ANDREA RAGGI

pratica assai diffusa nell'antichit per consentire l'alloggio (


) dei funzionari statali84 lo svernamento delle truppe (
), era ovviamente un privilegio ambito; quest'ulti
ma esenzione in genere era indicata con il termine
(per una testimonianza cfr. supra la lettera di L. Mummius).85
3. 3. Disposizioni in -materia i conuhium e datio tutoris ( 8)
A prima vista, il termine (= conuhium)86 a 1.40 e i richiami
ad una lexAtilia a 1. 43 e ad una lex Iulia a 1. 44 (sui quali vd. infra)
sembrerebbero indicare che questa clausola presentasse disposi
zioni di natura privatistica, in particolare concernenti il diritto di
famiglia, che riguardavano alcuni beneficiari del provvedimento
in ragione dell'acquisizione del loro nuovo status di cives Romani.
Wolff considera invece il contenuto di questo paragrafo in linea
con quello successivo e forse anche con quello precedente, vale a
dire come se la clausola prevedesse ancora concessioni di immu
nit: ne sarebbe un indizio la presenza di vocaboli come e
[ ] a 1. 41 e a 1. 42. Pertanto, in disaccordo
con i precedenti commentatori dell'iscrizione, lo studioso tedesco
ritiene che la presenza del termine non costituisce una
prova certa della concessione dello ius conuhii ai discendenti di Seleuco, perch tale concessione avrebbe dovuto trovare posto non
in questa clausola, ma in quella sullo ius civitatis ( 4:11. 24-27).87
84
Cfr. da ultimo D. HENNIG, Die Beherbergungvon "Staatsgsten" in der helenistischen Polis, Chiron 27 (1997), pp. 355-368, part. p. 364.
85
Sulla vd. M. LAUNEY, Recherches sur les armes hellnistiques
n, Paris 1950, pp. 695-723; RDGE 44, 1. 5, e 57, 1. 15; M. WRRLE, Epigraphische
Forschungen zur Geschichte Lykiens m. Ein hellenistischer Konigsbriefaus Telmessos,
Chiron 9 (1979), pp. 83-111, part. pp. 89-91; D. HENNIG, Staatliche Anspriiche an
pnvaten Immobilienbesitz in der klassischen und hellenistischen Polis, Chiron 25
(1995), pp 235-282, part. pp. 275-282 (attestazioni di et ellenistica). Sulla pratica
dell'hospitium militare in et repubblicana vd. T. NACO DEL HOTO, Milites in
oppidis hibernabant. El hospitium militare invernai en ciudades peregrinas y fos
abusos de la hospitalidad sub tectis durante la Republica, DHA 27.2 (2001), pp.
63-90, part. pp. 75 sgg.
86
Per l'equivalenza dei termini Iconubium vd. E. VOLTERRA, La no
zione giuridica del conubium, in Studi in memoria di Emilio Albertario n, Milano
1953, pp- 347-384, part. pp. 375-384.
87
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegienf cit., p. 83 e n. 109 per la
letteratura precedente; cfr. ibid., p. 84, n. 114.

CIVITAS E IMMUNITAS

135

difficile comprendere quale fosse il contenuto effettivo di


questo paragrafo, cos da poter prendere una posizione in merito
alla questione. Eppure, riguardo alla clausola del provvedimen
to che include il termine sono state avanzate diverse
ipotesi. Il concetto di conuhium indicava propriamente la capaci
t di formare, con persona di sesso diverse munita a sua volta i
conuhium, un rapporto coniugale al quale l'ordinamento giuridi
co romano ricollegava gli effetti giuridici propri del matrimonio
legittimo; per i giuristi romani era quindi un requisito positivo,
necessario ed imprescindibile per l'esistenza del matrimonio.88
Poich entrambi i genitori di Seleuco, egli stesso e sua moglie
ottennero la cittadinanza romana,89 si supposto che la clausola
si riferisse alla necessit del conuhium per i coniugi attuali futuri
(di diritto peregrino) dei figli e dei discendenti (cittadini romani)
del beneficiario principale,90 secondo la formula ben conosciuta
dei diplomi militari, per impedire che i nati da queste unioni risul
tassero peregrini e spurii (mi sembra questa l'ipotesi pi plausibi
le). Altri invece hanno pensato a privilegi connessi col diritto di
famiglia ... in previsione di seconde nozze;91 altri ancora ad uno
ius conuhii che comprendesse anche un'immunit estesa ai nuovi
beni acquisiti per mezzo di queste future unioni matrimoniali.92
88
Fondamentale E. VOLTERRA, Matrimonio (diritto romano), in EDXXV (1975), pp.
726-807, part. pp. 733-735. da osservare che il conuhium costituiva soltanto uno
dei tre requisiti, oltre all'et e al consenso continuato reciproco, perch l'unio
ne coniugale di un cittadino romano formasse iustae nuptiae a tutti gli effetti.
89
E pertanto il loro matrmonium iuris peregrini si trasform automaticamen
te in un iustum matrmonium romano: cfr. E. VOLTERRA, Matrimonio (diritto ro
mano), cit., p. 776.
90

F. DE VISSCHER, Lacondition, cit., p. 36, e ID., Le statu, cit., p. 87; E. SCHNBAUER, Die Inschrift, cit., p. 202; G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., p. 298; H.

WOLFF, DieEntwicklungerVeteranenprivilegien,tit.,p.84en. 113. Dal punto divista


giuridico, i casi nei quali un nuovo cittadino romano sia gi unito in matrimonio
oppure si unisca, dopo la concessione della cittadinanza romana, ad un coniuge
di diritto peregrino sono esaminati da E. VOLTERRA, Matrimonio (diritto romano),
cit., pp. 776-785, part. 778, n. 129, a proposito del dossier di Seleuco di Rhosos.
91
V. ARANGIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca e romana (1933-1935), cit., p. 498,
n.43.
92

M. A. LEVI, La grande iscrizione, cit., pp. 125-126; cfr. G. I. LUZZATTO, Epi

grafia giuridica, cit., p. 298. Il Prof. M. Crawford invece mi scrive che there
must have been a concem to maintain conuhium with the Rhosians - see the
Lex Irnitana.

136

ANDREA RAGGI

Passiamo ora all'esame dei due provvedimenti menzionati nel te


sto alle 11. 43-44: / [ ] [ ]. Il primo
editore del dossier si accorse immediatamente che queste due de
signazioni si trovano spesso abbinate nelle fonti di natura stretta
mente giuridica in riferimento alla legislazione in materia di datio
tutori*:93 sono note, infatti, una lex .Atilia, che affidava al praetor
urbanus la nomina di un tutore, se per un impuber una mulier
non era stato designato un tutor testamentanus oppure un tutor
legitimus; inoltre una lex Iulia et Titia, che estendeva all'ambito
provinciale le disposizioni della lex Atilia, autorizzando il gover
natore alla datio tutoris.94
Il capitolo cix della lex Ursonensis e il capitolo 29 della lex Irnitana
(presente anche nella lex Salpensana: FIRA7, 30), che regolano la da
tio tutoris, hanno offerto agli studiosi la possibilit di comprendere
alcuni meccanismi della procedura in ambito municipale ; tuttavia,
diversi quesiti sulla tutaa non hanno ancora trovato una risposta
soddisfacente: in particolare, la questione della unicit duplicit
della lex Iulia et Titia e il problema della datazione dei provve
dimenti legislativi di et repubblicana concernenti la tutela.95
93

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 57. J.-L. FERRARY, Chapitres trlatices etrfrences des lois antneures, cit., part. pp. 151-160, ha esaminato in che modo i testi
legislativi romani di et repubblicana menzionano al loro interno leggi ante
riori.
94
II testo di riferimento GAI., Inst. 1, 185: si cui nullus omnino tutor sit, ei
datur in urbe Roma ex lege Atilia a praetore urbano et maiore parte trbunorum plebis,
qui Atilianus tutor vocatur; in provinciis vero a praesidibus provinciarum lege Iulia et
Titia,ripreso,sostanzialmente senza modifiche, in IUST., Inst. 1,20 pr.; cfr. inol
tre GAI., Inst. 1,186-187,194, *95 e 195^; Tit. Ulp. 11,18: lex Atilia iubet mulieribus
pupillisve non habentibus tutores dori a praetore et maiore parte trbunorum plebis,
quos ltutores Atilianos' appellamus. sed quia lex Atilia Romae tantum locum habet,
lege Iulia et Titia prospectum est, ut in provinciis quoque similiter a praesidibus earum
dentur tutores.
95
La letteratura sull'argomento vasta: rimando a P. ZANNINI, Tutela (dir.
rom.), in ED XLV (1992), pp. 305-315, e a F. LAMBERTI, Tabulae Irnitanae, cit., pp.
57-64; cfr. in generale M. TALAMANCA, Elementi di diritto privato romano, Milano
2001, pp. 86-91, e A. GUARINO, Diritto privato romano*, Napoli 2001, pp. 599-612.
Da ultimo X. D'ORS, Sobre el cap. 29 de la Lex Flavia municipalis: una nueva
interpretacin, in luris vincula. Studi in onore di Mario Talamanca m, Napoli 2001,
pp. 1-64; G. MELILLO, Le Istituzioni di Giustiniano e la storia deUa tutela, in luris
vincula. Studi in onore di Mano Talamanca v, Napoli 2001, pp. 351-393; D N3**
Zur Palingenesie der romischen Vprmundschaftsgesetze, ZRG 118 (2001), pp. i-72

CIVITAS E IMMUNITAS

137

In merito al primo quesito, un recente contributo di Ferrary


ha indicato la soluzione corretta, escludendo, a mio parere con
argomenti decisivi, l'ipotesi dell'unicit della legge, che era sta
ta accolta da illustri romanisti. Innanzitutto, le fonti giuridiche,
nel menzionare la lex lidia et Titta, inseriscono sempre all'interno
della denominazione della lewe una congiunzione che. in testi
di questo tipo, viene di norma utilizzata quando si vuole distin
guere due provvedimenti tra loro. Inoltre, la promulgazione di
una presunta lex Iulia Titia nel 31 a. C, anno nel quale M. Titius
fu suffectus consul da maggio a settembre e collega di Ottaviano,
inverosimile, perch entrambi i consoli non si trovavano a Roma
nel periodo di esercizio della loro carica, ma presenziavano sul
fronte orientale alle operazioni che avrebbero portato alla batta
glia di Azio (2 settembre).96
A questo punto, l'iscrizione che stiamo esaminando si rivela
fondamentale per la datazione della lex Titia, sempre menzionata
nelle fonti di seguito alla lex Iulia e dunque quasi sicuramente
posteriore a quest'ultima. Considerando che il provvedimento
dei triumviri a favore di Seleuco di Rhosos presenta come fonte
giuridica una legge promulgata alla fine del 42 a. C. (la lexMunatia
Aemilia), ovvio che questa data va ritenuta il terminus ante quem
per la collocazione temporale della lex Iulia menzionata a 1. 44.
Se poi accogliamo l'integrazione proposta da Ferrary
per completare nella stessa 1. 44 il riferimento ai provvedimenti
legislativi sulla datio tutoris, mi sembra che sia possibile accettare
quanto meno l'attribuzione della lex Titia a P. Titius, tribuno del
la plebe nel 43 a.C.97

96
J.-L. FERRARY, Pnnceps kgis et adscrptores, cit., pp. 238-240. Diversi do
cumenti che invocano come fonte giuridica la lex Mia et Titia sono stati rac
colti e studiati da J. MODRZEJEWSKI, A propos de la tutile dative aesfemmes dans
l'gypte romaine, in Akten des XIII. Internationalen Papyrologenkongresses, hrsg. von
E. Kiefling und H.-A. Rupprecht, Mnchen 1974, pp. 263-292. L'autore ritiene
che si tratti di un'unica legge e la data al 31 a.C. (ibid., p. 273, n. 8); cos anche D.

NRR, Zur Palingenesie, cit., pp. 7-8.


97

L'attribuzione in G. NICCOLINI, I Fasti dei tribuni della plebe, Milano 1934, p.


443, e A. D'ORS, LOS Bronces de El Rubrio, Emerita 9 (1941), pp. 138-154, part. p.
146; G. ROTONDI, Leges publicae, cit., p. 333, si mostra indeciso tra il 99 e il 43 a.C.
Su P. Titius vd. MRR 11, p. 340, e in, p. 206; cfr. anche 11, p. 473. L'integrazione
proposta da J.-L. FERRARY, Princeps legis et adscrptores, cit., a p. 240,
n. 96; la sua affermazione a p. 240 (dir. ora J.-L. FERRARY, La cration delaprovin-

138

ANDREA RAGGI

La lexAtilia de tutore dando (probabilmente un plebiscito) risale


alla fine del agli inizi del sec. a.C.;98 la lexlulia (de tutelai) fu
promulgata probabilmente da Cesare nel 46 a.C." e fu completa
ta pochi anni dopo, senza essere abrogata, dalla lex Titta de tutela
del 43 a.C. Le fonti successive unirono insieme queste due ultime
leggi sulla iutia, perch evidentemente la giurisprudenza le vide
come un insieme normativo unitario, data forse anche la possibi
le vicinanza temporale della loro promulgazione.100
Altre soluzioni sono state avanzate (ad esempio, si attribuita
la lex Titta al tribuno della plebe del 99 a.C. Sex. Titius; in tal
caso, andrebbe ricercato un rogatore per la lex Mia negli anni
precedenti), ma il quadro delle tappe percorse dalla legislazione
ce d'Asie et la prsence italienne en Asie Mineurey in Les Italiens dans le monde grec,
if siede av. j.-c. - f siede ap.J.-C. : circulation, activits, integration. Actes de la table
ronde ENS, dits par C. Mller et C. Hasenohr, Athnes 2002, pp. 133-146, part.
p. 137, n. 16), che riscrizione di Rhosos sia un indice de l'existence de la loi Iulia
ds34 av.j.-c. (il corsivo mio), deve a mio parere essere riformulata tenendo
conto della datazione proposta per il doc. (vd. supra cap. n, 3); H. WOLFF,
DieEntwicklungder Veteranenpivikgien, cit., p. 83, n. 111, infatti scrive: Das umstrittene Datum der lex Iulia (et Titia?) fllt min natiirlich in die Zeit vor 42.
98
Come rogatore si pensato al tribuno della plebe L. Atilius (210 a.C); la
legge comunque anteriore al 186 a.C, perch, in riferimento a quest'anno,
Lrv. xxxix, 9.7 nomina un tutor che ab tribunis et praetore petito: vd. G. RO
TONDI, Leges publicae, cit., pp. 275-276, e G. NICCOLINI, I Fasti dei^tribuni, cit., pp.
401-402; cfr. P. ZANNINI, Studi sulla tutela mulierum 11. Profili strutturali e vicende
storiche dell'tituio, Milano 1979, p. 113, e da ultimo G. MELILLO, Le Istituzioni di
Giustiniano e la storia della tutela, cit., p. 353, n. 2. Al contrario, il passo di Livio
non ritenuto utilizzabile per la datazione della lex Atilia da D. NRR, Zur Palingenesie, cit., pp. 49-51. G. BAGNANI, ree. a T. R. S. Broughton, The Magistrata
ofthe Roman Republic 1, New York 1951, Phoenix 6 (1952), pp. 71-74, part. pp.
72-73, restringe gli anni di promulgazione della lexAtilia al 190-188 a.C., ritenen
dola posteriore alla lex Laetoria (o Plaetoria) de circumscrptione adukscentium (192
a.C.?), sulla quale letteratura in A. GUARINO, Diritto privato, cit., pp. 621-622.
99

Cfr. G. ROTONDI, Leges publicae, cit., p. 440, e G. NICCOLINI, I Fasti dei tribu
ni, cit., p. 443; A. D O R S , LOS Bronces, cit., p. 146.
100

J. S. RICHARDSON, Old Statutes never die: a briefHtory ofAbrogation, in Mo


dus operandi. Essays in Honour ofGeoffrey Rickman, ed. by M. Austin, J. Harries,
Chr. Smith, London 1998, pp. 47-61, ha opportunamente messo in rilievo come
l'approvazione di una nuova lex repubblicana non abrogasse di per s le leggi
precedenti disciplinanti la medesima materia, a meno che nella nuova legge
non fosse prevista una specifica clausola di abrogazione di parte tutta la legi
slazione precedente; vd. anche J.-L. FERRARY, Chapitres trlatices et rferences
des lois antneures, cit.

CIVITAS E IMMUNITAS

139

sulla tutela dativa risulta ora decisamente pi chiaro e, per non


rischiare di cadere in errori di valutazione cronologica, dovrebbe
ormai essere accolto anche negli studi romanistici.101
Perch nel 8 del provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos viene chiamata in causa la legislazione sulla tutelai Anche in
queste caso, difficile comprendere le ragioni del riferimento
specifico a questa normativa: Arangio-Ruiz ritiene che ci si rife
risca ad un'eventuale confirmatio di tutori dati per testamento ai
discendenti (trattati, anche in questo caso, come romani) o, pi
verosimilmente, ad una excusatio; anche Wolff, sulla base delle
testimonianze giurisprudenziali di et imperiale, pensa al ricono
scimento di un'immunit, vale a dire alla dispensa dall'accetta
zione di una tutela.102 Per De Visscher la tutela riguarderebbe le
donne menzionate implicitamente a 1.40 con il termine ,
mentre secondo Schnbauer viene semplicemente concessa a
Seleuco la possibilit di assumere la posizione di tutore in confor
mit alle leggi romane.103
3. 4. L'esenzione dal portonum ( 9)
La clausola (11. 45-52.) accorda ai beneficiari del provvedimento
l'esenzione dai dazi doganali ( = portonum) riscossi a li
vello locale (cfr. il termine a 1. 51) per conto dell'am101
Non pi possibile, infatti, attribuire alla legislazione augustea (cos di
recente G. MELILLO, Le Istituzioni di Giustiniano e la storia deUa tutela, cit., p. 354
e p. 358, n. 21) hilexlulia {de tutela). La questione stata oraripresada F. GRELLE,
La dato tutoris dei magistrati municipali, in L. Capogrossi Colognesi, E. Gabba (a
cura di), Gli Statuti Municipali, Pavia 2006, pp. 411-441, che assegna la lex Atilia
alla seconda met del m sec. a.C. (ibid., pp. 412-413) e correttamenteritienela
lex Mia et Titia anteriore all'emanazione della lex Munatia Aemilia: Grelle attri
buisce la lex Iulia ad un'iniziativa di Cesare ed il completamento della norma
tiva cesariana al tribuno della plebe P. Titius (ibid., pp. 418-420).
102
Sull'argomento vd. di recente G. VIARENGO, L'excusatio tutelae nell'et
del Principato, Genova 1996.
103
V. ARANGIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca e romana (1933-1935), cit., p. 498,
n. 43; H. WOLFF, Die Entwicklungder Veteranenpnvilegien, cit., p. 83 (la nomina di
un tutor dativus jedenfalls durchaus in den allgemeinen Zusammenhang von
Immunitten pafit) e p. 84 con n. 112; F. DE VISSCHER, Le statut, cit., p. 88; E.

SCHNBAUER, Die Inschrift, cit., p. 202. F. GRELLE, La datio tutoris, dt., p. 418,

ritiene che le leggi sulla tutela dativa siano richiamate nel dossier di Rhosos
probabilmente al fine della concessione di un esonero dal munus tutelae.

140

ANDREA RAGGI

ministrazione romana (cfr. il termine a 1. 52) sui beni


di uso personale esportati importati da/verso una citt un
territorio delle province dell'Asia e dell'Europa.104
Il termine portonum indicava l'imposta pagata sulle mercanzie
all'atto di superare una frontiera (dogana), ma anche il dazio ri
scosso all'ingresso di alcune citt, oppure il pedaggio richiesto
lungo le maggiori vie di traffico. Le imposte doganali, che faceva
no parte dei vectigalia, ossia delle imposte indirette, assommava
no generalmente al 2,5% del valore della merce.
F. Piejko ha osservato la stretta somiglianza tra la terminolo
gia utilizzata in questo paragrafo e quella presente nei documen
ti di et ellenistica che contemplano la concessione di esenzioni
da imposte; in questi atti, la ricorrenza dei medesimi termini ed
espressioni chiave (ad esempio: , ,
, ) trova certamente una sua spiegazione nel
conservatorismo del linguaggio tecnico.105
Nei documenti romani della tarda repubblica, la disposizione
sulT esenzione dai dazi doganali per i beneficiari del provvedimento
presente nella lex Fonteia, (a) + (b) + (e), (ii), (e), 11.1-6, dve si
incontra l'espressione che prescrive l'immunit sui beni suo usu
( ).
Il senso della clausola, specialmente nella sua seconda parte,
si precisato meglio grazie al confronto con alcune disposizio
ni della lex portoni (0 portus) Asiae.106 Una prima serie di clausole
104
Commentano questa clausola P. ROUSSEL, Un Synen, cit., pp. 57 sg.; F. DE
VISSCHER, Le statu, cit., p. 88 sg.; S. J. DE LAET, Portonum. tude sur Vorganisation douanire chez les Romains, sourtout a l'epoque du Haut-Empire, Brugge 1949,
p. 432.
105
F. PIEJKO, The Inscriptions oflcarus-Faihka, cit., pp. 110-112.
106
una iscrizione di 155 linee, definita anche Monumentum Ephesenum, incisa
su marmo bianco e rinvenuta nel 1976 nella basilica di San Giovanni ad Efe
so; riporta il testo-base della lex locationis ad portonumriscossonella provincia
d'Asia, che fu redatto nel 75 a.C. e al quale vennero integrati successivi comple
menti fino al 62 d.C. Primo breve commento in H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS
Monumentum Ephesenum. Ein Vorbencht, EA 8 (1986), pp. 19-32; editio princeps
in H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS Zollgesetz der Provinz Asia, cit.; discussione
in G. D. Merola, Autonomia locale, cit., part. pp. 199 sgg. Vd. ora la nuova ed
izione critica del testo ed il commento dettagliato in CUSTOMS LAW: la versione
latina a cura di M. H. Crawford e quella di D. KNIBBE, Lex portoni Asiae. Ver
siteli einer Wiedergewinnung des lateinischen Onginaltextes des Zollgesetzes derromi-

CIVITAS E IMMUNITAS

141

che prescrive l'esenzione dall'imposta, e relativa specialmente al


personale viaggiante (sono indicati soldati e marinai) e ai beni
trasportati a servizio della repubblica romana, si incontra ai pa
ragrafi 25-27 (11. 58-67); la disposizione alle 11. 62-64 potrebbe gi
prefigurare un'estensione dell'immunit sui beni suo usti a favore
di tutti i viaggiatori e non soltanto del personale a servizio della
res publica populi Romani.107

I primi editori del documento hanno giustamente osservato la


somiglianza del paragrafo 35 (11. 81-83) con le 11. 48-51 della nostra
iscrizione, ma anche il 36 e, in parte, il 37 (11. 83-84 e 84-85)
mostrano chiare affinit nel lessico con questa clausola del prov
vedimento a favore di Seleuco.108 In questi paragrafi, la lex portoni
Asiae prescrive che siano immuni dal pagamento del portorium (
) gli articoli di uso personale che sono trasportati da verso
la propria dimora all'interno di un territorio sotto la dominazione
romana ( 35); inoltre, non deve pagare il dazio chi esentato in
base ad un trattato con Roma ( 36); infine, sono esentati i beni
di uso personale importati nel territorio nella citt di apparte
nenza e i beni (di uso personale?) trasportati da chi in viaggio
- in transito?109 - ( 37, clausola aggiuntiva del 72 70 a.C.).110
A questo riguardo, nota una disposizione, che assicurava il dischen Provinz Asia ( ), JAI 69 (2000), pp. 147-173, mi sono
state utili per la stesura della retroversione latina del 9 dell'atto a favore di
Seleuco di Rhosos.
107
Vd. CUSTOMS LAW, commento ad loc. (a cura diJ.-L. Ferrary).
108
II provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos menzionato da H. ENGELMANN, D. KNIBBE, Dos Zollgesetz der Provinz Asia, cit., a p. 100.
109
L'esatta interpretazione del verbo a 1. 85 problematica: a
parere dei primi editori del documento (H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS Zollge
setz der Provinz Asia, cit., pp. 100-102), alla categoria dei (lat. circumientes) appartengono persone che viaggiano, come negotiatores, atleti, attori,
filosofi, retori e medici, mentre . . Crawford in CUSTOMS LAW traduce il ter
mine in maniera generica tramite l'espressione in the course of transit e non
lo considera collegato al sintagma (usus sui causa) presente
alla linea precedente, come invece pensano i primi editori.
110
Linee 81-84 (75 a.C): "
, / [ ]
, <> ,
vac [ ].

, / [ ] ; 11.

142

ANDREA RAGGI

ritto all'esenzione sull'importazione e sull'esportazione di beni a


viaggiatori abituali come insegnanti, retori e medici, presente nel
testo frammentario e di difficile interpretazione di un documento
trovato ad Efeso ed inciso in epoca traianea, ma risalente all'et
triumvirale.111
Gli editori delia lex portoni Asiae mettono inoltre a confronto
queste disposizioni con un celebre passo di Alieno Varo (D. 50,16,
203) a commento dell'espressione suo usu nella lex censoria portus
SicUicte

Pi avanti, il 40 del cosiddetto Monumentum Ephesenum (11.


96-98, clausola aggiuntiva del 17 a.C.) recepisce il senatus consultum che concedeva a P. Vedius Pollio Yimmunitas e accorda al
cavaliere amico di Augusto una parziale dal portonum. Il
caso di Vedius Pollio attesta che l'esenzione dal pagamento del
-portonum dovuto ai publicani poteva anche essere concessa a sin
goli individui tramite provvedimenti hoc in una lex locationis.113
84-85: vac
[ ] ,
. Da notare la variatio (11. 82 e 84) rispetto all'ana
loga espressione ( ) presente alle 11. 49 e 51 del dossier
trovato a Rhosos.
111
Editio princeps in D. KNIBBE, Quandocumque quis trum virorum rei publicae
constituendae... Ein neuer Text aus Ephesos, ZPE 44 (1981), pp. 1-10; nuova inter
pretazione in . BRINGMANN, Edikt der Triumvirn oder Senatsbeschluss? Zu einem
Neufund aus Ephesos, EA 2 (1983), pp. 47-76 (cfr. SEG 31 [1981], 952). Knibbe con
sidera il documento un editto triumvirale; Bringmann, invece, lo interpreta
come un senatus consultum, contro, G. ROWE, The efoboration and diffusion ofthe
text ofthe Monumentum Ephesenum, in CUSTOMS LAW, pp. 157-166, part. p. 163.
La clausola che ci interessa recita (11.1-4): [
]/
[] [] / ,
/ , ed resa in lati
no da K. BRINGMANN, Edikt der Triumvirn, cit., p. 75, in questo modo: quaecumque
ex eis agris evehuntur vel eferuntur vel in agros invehuntur vel inferuntur, eorum om
nium portoria ne exigantur neve evectionis neve invectionis causa neve portoni nomine.
Sull'iscrizione in corso di elaborazione un approfondito studio del Prof. U. Laffi.
1,2
Vd. H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS Zollgesetz der Provinz Asia, cit., pp. 98102. Per altre testimonianze riguardo all'immunit sui beni suo usu vd. S. CAR
RELLI, Alcune osservazioni sul portonum Asiae, Studi ellenistici vra, a cura di
B. Virgilio, Pisa-Roma 1996, pp. 175-189, part. p. 183, n. 34; inoltre J.-L. Ferrary in
CUSTOMS LAW, commento alle 11. 60 e 62.
113
Vd. H. ENGELMANN, D. KNIBBE, DOS Zollgesetz der Provinz Asia, cit., pp. op-

.CIVITAS E

IMMUNITAS

143

Verosimilmente, anche nelle linee iniziali dell'editto di Ottaviano


a favore dei veterani era accordata un'esenzione dai portona, ma
le integrazioni al testo del papiro non sono sicure.114
L'esenzione dalle imposte doganali per il personale-'statale', in
particolare funzionari, soldati e marinai, quindi una costante
nella legislazione repubblicana in materia (come mostrano :
25-27 della lex portoni Asiae, probabilmente redatti nei primi anni
dopo la creazione della provincia).115 Allo stesso modo, la disposi
zione sull'esenzione dall'imposta sui beni suo usu per i viaggiatori,
probabilmente gi prefigurata ad una data alta (11. 62-64), sembra
derivare da una normativa generale ed avere pertanto validit
per ogni singolo distretto doganale (a questa interpretazione
conducono i 35-36 della lex portoni Asiae)"6 ma subisce alcune
precisazioni, limitazioni,117 nel corso del tempo e viene comple
tamente generalizzata solo in un periodo successivo, come risulta
dalle testimonianze contenute nel Digesto.118
Nel provvedimento dei triumviri a favore di Seleuco di Rhosos
si intrecciano indubbiamente queste due tipologie di esenzioni,
quella a favore del personale 'statale' e, in misura maggiore, quel
la sui beni di uso personale; tuttavia, rispetto a queste disposizio
ni, e soprattutto considerando che l'esenzione sui beni suo usu
110, che rilevano alcune difficolt di interpretazione del passo. Sul personaggio
di Vedius Pollio vd. la letteratura citata in CUSTOMS LAW, commento alle 11. 9698. Per M. CORBIER, Lexportori and Financial Administration, in CUSTOMS LAW,

pp. 136-156, part. p. 146, la clausola di esenzioneriguardanteVedius Pollio stabil


una regola, in quanto could serve at a later date as a model for a precedent and
a limit for new concessions.
1U
Linee 4-5: ut trbutis / [et vec]ti[galibus omnibus? portonis]que [publicist]: vd.
infra Appendice in.
115
S. MITCHELL, Geography, Politics and lmperialism in the Asian Customs Law,
in CUSTOMS LAW, pp. 112-135, part. 132-134.
116

The two last amendments attributable to the consular pair of 75 (11. 813 and 83-4, 35-6) do not concern specifically the province of Asia, but are
applicable to any provincial customs district; the borrowing from a more
general set of customs regulations seems therefore patent: CUSTOMS LAW, p. 13.
xrr
II 37 sembra limitare la disposizione del 35 introducendo la nozione
di domkilium; in pratica, venivano esentati dall'imposta soltanto i beni suo usu
trasportati verso il territorio la citt di appartenenza: vd. il commento alle 11.
84-88 in CUSTOMS LAW (a cura di O. Salomies).
J.-L. Ferrary., commento alle 11. 74-78 in CUSTOMS LAW.

144

ANDREA RAGGI

era prevista abitualmente, dobbiamo chiederci quale differenza


possibile riscontrare.119 Sulla base di quanto il 9 dell'atto per
mette di capire, mi sembra di poter individuare due punti che
differenziano questa clausola dai paragrafi del testo-base della lex
portoni Asiae esaminati sopra:
a) i"ambito geografico di validit dell'esenzione riguarda una cit
t un territorio delle province dell'Asia e dell'Europa (11.48-49).
Quest'ultima espressione deve essere presa alla lettera e sta si
curamente ad indicare e a distinguere i due continenti, non va
dunque intesa come un generico riferimento alla parte orientale
e occidentale dell'impero romano.120
L'indicazione trova una sua giustificazione, probabilmente,
nella provenienza dei destinatari dei benefici triumvirali, la mag
gior parte dei quali era sicuramente di origine orientale. Ana
logamente, nella clausola di esenzione dai vectigalia nel se. de
Asclepiade vengono indicati solamente i tenitori della provincia
d'Asia e dell'Eubea, zone di origine dei beneficiari del decreto
senatoriale.121
L'ambito di applicazione di questa disposizione risulta dunque
molto vasto (anche se, come osserva Wolff, non prevista l'Afri
ca),122 perch comprende tutte le province europee e asiatiche.123
b) L'esenzione riguarda non solamente i dazi esatti dalle societaU9
Come farilevareS. J. DE LAET, Portorium, cit., p. 432, n. 4, l'esenzione sui
beni suo usu va intesa in senso ampio: Il s'agit iti de marchandises achetes
ailleurs pour l'usage personnel de Sleucos e de sa famille, et non pas simplement
des objets personnels qu'il emmne avec lui en voyage.
120
Ringrazio per questa precisazione il Prof. F. Prontera.
121
Linea 16 : ma[gistrat]us nostri queiquomque Asiam Euboeam locabunt vectigalve
Asiae Eu[boeae imponent curarent, nei quid ex dare deberent] = 1. 23 della versione
greca: ,
, <>, ; vd. A.
RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 93-95.
122
. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 85, il quale
non trova risposte nel domandarsi quale siano le ragioni di questa limitazione
dell'ambito di applicazione della disposizione; ad ogni modo, sempre secondo
WolfF (op. cit., p. 93) questa limitazione un altro indizio della presenza di
clausole speciali, che non venivano assegnate a tutti i beneficiari della lex
Munatia Aemilia.
123
Cos per P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 57, le esenzioni previste da
questa clausola sont valables, quel que soit le lieu o Sleukos tablira son
domicile.

CIVITAS E IMMUNITAS

145

tes publicanorum, ma anche quelli riscossi dalle comunit cittadine


(11. 51-52).
Qui si passa per cos dire da un ambito geografico ad uno am
ministrativo. Ancora una volta affermato il vasto campo di ap
plicazione di questa clausola, giacch si prevede un'esenzione
dalle imposte indirette nei confronti di qualunque ente esattore,
operasse questo per conto dell'amministrazione centrale oppure
per conto di una comunit cittadina provinciale.
Credo che al di l queste considerazioni sia purtroppo difficile
andare. La clausola lacunosa ed difficile comprendere quali
differenze fossero previste tra le prime e le ultime linee della di
sposizione, a parte probabilmente un'esenzione dall'imposta (ri
guardante solamente l'esportazione?) anche per il bestiame oltre
che per gli oggetti suo usu (1.50).124
La menzione di accanto a (1. 48 e 1.50) chiaramen
te funzionale alla constatazione che i destinatari dell'atto poteva
no anche provenire da una localit non ancora fornita dello status
di civitas polis (lo stesso accostamento compare nel 37 della lex
portoni Asiae).
4. LA QUESTIONE DELLA COSIDDETTA 'DOPPIA CITTADINANZA'

La pubblicazione dell'iscrizione da parte di Roussel provoc im


mediatamente, nell'ambito degli studi romanistici, un ampio di
battito concernente lo status dei neo-cittadini romani, tra i quali
ora andava annoverato anche il personaggio di Seleuco di Rhosos,
in rapporto alla loro comunit di origine in un'epoca anteceden
te la promulgazione dell'editto di Caracalla (la celebre constitutio
Antoniniana). Questa discussione, che si protrasse per diversi de
cenni, prese origine dalle riflessioni di De Visscher e ruot attor
no ai concetti contrapposti di 'incompatibilit' della cittadinanza
romana con un altro diritto di cittadinanza e di 'doppia cittadi
nanza', ovvero della possibilit di potersi considerare allo stesso
tempo cittadini di Roma e di un'altra comunit 'statale' regolata
da un differente sistema giuridico.
124

Alla 1. 50 fanno certamente difficolt la posizione inusuale delle particelle


e il significato di , che potrebbe pure corrispondere al latino verna
(schiavo domestico, cfr. LSJ, S.V., 2).

14

ANDREA RAGGI

La testimonianza fornita dal dossier di Rhosos parve subito es


sere in contraddizione con il principio repubblicano dell'incom
patibilit, enunciato a pi riprese da Cicerone nei propri scritti,125
al quale si legava il concetto arcaico di postliminium, la procedu
ra tramite la quale il civis Romanus che aveva perduto il diritto
di cittadinanza per cause di forza maggiore (carrara in guerra
riduzione in schiavit), oppure per sua volont (dicano), poteva
riacquistare lo status originario rientrando nel territorio romano.
Chiaramente, alla base di questa concezione vi era l'idea che l'ap
partenenza ad un corpo civico precludeva la partecipazione ad
un'altra comunit cittadina.
Non mia intenzione trattare in tutta la sua complessit questa
problematica; mi limiter a prospettare il problema e ad espor
re alcune brevi riflessioni in merito ad una questione che stata
sempre ritenuta di centrale importanza non solo dagli studiosi del
dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos e, in generale, del diritto
romano, ma anche dagli esegeti dei testi evangelici, al fine di chia
rire lo status di San Paolo.126 In quest'ottica, prender inizialmen
te come punto di riferimento due pareri contrapposti.
Partendo dall'analisi della nostra iscrizione, De Visscher elabo
r la tesi che, a partire dalla media repubblica, il principio cicero
niano dell'incompatibilit veniva applicato solamente ai cittadini
romani originari dell'Italia e non ai neo-cittadini provenienti dalle
comunit peregrine: questi ultimi erano pertanto liberi di con
servare ed esercitare le funzioni connesse alla loro cittadinanza
locale, se questo era permesso dalle rispettive comunit di appar
tenenza.127 L'esempio di Seleuco di Rhosos mostra che i neo-cit125

O c , pr Caecin. 100: nam, cum ex nostro iure duarum civitatum nemo esseposnt,
tum amittitur haec civitas denique, cum is quiprofiigit receptus est in exsilium, hoc est
in aliam civitatem; pr Balbo n, 28: duarum civitatum civis noster esse iure civili nemo
potest; pr Balbo 12,29: sed nos nonpossumus et huius esse civitatis et cuiusvispraeterea,
ceteris concessum est; pr Balbo 13, 31: ne quis nostrum plus quam unius civitatis esse
possit.
126
Cfr., tra gli ultimi studi, H. OMERZU, DerProzefi des Paulus. Etne exegetische
und rechtshistorische Untersuchung der Apostelgeschichte, Berlin-New York 2002,
p. 23 e n. 28.
127
Tsi enunciata in F. D E VISSCHER, La condition,cit.; ID., Les dits d'Auguste
dcouverts Cyrne, Louvain 1940, 108 sgg.; ID., Le statut, cit., e ribadita a pi
riprese, anche se con alcuni aggiustamenti, nei contributi posteriori. Aderir-

CIVITAS E IMMUNITAS

147

tadini rimanevano soggetti alle leggi cittadine: i peregrini, acqui


sendo la cittadinanza romana, non erano privati di quella locale.
De Visscher fu naturalmente costretto ad ammettere che questi
nuovi cittadini romani si dovevano attenere per lo meno in alcu
ni ambiti (ad esempio nelle disposizioni testamentarie) al diritto
civile romano;12 in generale, tuttavia, essi vivevano applicando
gli usi locali e a loro non era impedito l'accesso alla vita pubblica
della citt d'origine. In uno dei suoi ultimi contributi, il romanista
belga afferm che il neo-cittadino si privava della cittadinanza lo
cale solamente nel caso di un trasferimento in territorio italico.
Nell'ambito degli studi sull'antichit, la tesi di De Visscher sta
ta criticata principalmente da Sherwin-White.129 Per prima cosa,
secondo lo studioso inglese, bisogna considerare che il provvedi
mento a favore di Seleuco di Rhosos e l'editto de pnvilegiis veteranorum di Ottaviano non accordano un'esenzione dalle liturgie
e dagli obblighi fiscali locali: Yimmunitas si riferisce soltanto alla
tassazione romana. Inoltre, le clausole che concedono il mante
nimento dei privilegi e delle cariche locali ( 5) e la possibilit di
adire il tribunale patrio ( 10) mostrano che senza queste con
cessioni Seleuco sarebbe stato privato di gran parte del suo sta
tus precedente. In definitiva, l'attribuzione della civitas Romana
sganciava completamente il neo-cittadino dalla sua patria prece
dente, a meno che la concessione non prevedesse alcune clausole
'speciali' grazie alle quali si poteva conservare il diritto formale
di esercitare la cittadinanza locale; ma questo privilegio rimase
limitato ad un numero selezionato di neo-cittadini romani.

no alla sua linea studiosi del calibro di Wilhelm, Wenger, Schnbauer; contea
principalmente Arangio-Ruiz, Jolowicz, Luzzatto, Sherwin-White. Letteratura
e storia degli studi in E. FERENCZT, Rechtshistorische Bemerkungen zur Ausaehnung
des rmischen Brgerrechts una zum ius Italicum unter dem Prinzipat, in ANRW
u.14 (1982), pp. 1017-1058, part. pp. 1046 sgg. Da ultimo, concorda con Timpostazione di De Visscher anche L. CAPOGROSSI COLOGNESI, Cittadini e territorio.
Consolidamento e trasformazione deUa civitas Romana, Roma 2000, pp. 178-184.
128
Su questo vd. V. ARANGIO-RUIZ, Sul problema deUa doppia cittadinanza nella
repubblica e nell'impero romano, in Scritti giuridici in onore di Francesco Carnelutt
iv, Padova 1950, pp. 55-77 = ID., Scritti di diritto romano iv, Napoli 1977, pp. 157181.
129
A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship. A Survey, cit., pp. 46 sgg., e
ID., The Roman Citizenship, cit., pp. 297 sgg.

148

ANDREA .AGGI

Sherwin-White, tuttavia, ammise anche la possibilit che il neo


cittadino che rimaneva in patria continuasse ad esercitare funzio
ni locali. Paradossalmente, la critica mossa da Sherwin-White a
De Visscher si riduce sostanzialmente in uno slittamento tempo
rale del momento nel quale si pensa che il principio ciceroniano
fu definitivamente abbandonato: per lo studioso inglese, infatti,
sono gli editti di Cirene a costituire la prima evidente testimo
nianza dell'applicazione del concetto di doppia cittadinanza.130
In realt, il provvedimento dei triumviri ex lege Muriatici Aemilia
va esaminato partendo da una prospettiva completamente diver
sa e alla luce di quanto effettivamente documenta.
Innanzitutto, Tatto a favore di Seleuco contiene una serie di
privilegi eccezionali e di natura tralaticia che non sono in alcun
modo legati alla concessione della civitas Romana.131 Inoltre, dal
testo non si evince alcuna contrapposizione tra cittadini 'origina
ri' e neo-cittadini, come prospettato da De Visscher: i beneficiari
ricevono la piena cittadinanza, civitas optimo iure, che li equipara
senza dubbio a tutti i cittadini di vecchia data.
Nella terza lettera Ottaviano definisce Seleuco (11. 87-88): non credo che questa indicazione vada riferita
alla posizione di Seleuco prima del conferimento della cittadinan
za romana, oppure che il linguaggio impiegato sia diplomatico
e non tecnico.132 evidente che, nell'ambito della propria citt
d'origine, il neo-cittadino continuava ad esser considerato come
un e non v'era alcuna ragione perch Roma intervenis
se negli affari interni di quella citt ... per far valere il principio
dell'incompatibilit.133 Il nostro documento una testimonianza
130

A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship, cit., pp. 245, 271-272, 295 e

306.

131

E, infatti, furono in parte conferiti anche ai tre beneficiari del se. de Asclepiade. Non concordo, pertanto, con la seguente affermazione di A. N. SHERWINWHITE, The Roman Citizenship, cit., p. 307: the sea-captains ... received as their
reward in 78 instead of the Roman citizenship a bundle of positive privileges
in their own cities, which the Roman citizenship would have conferred upon
them, sudi as exemption from locai liturgies and the right to claim jurisdiction
outside their locai courts.
132
Come ritiene A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship, cit., p. 297
n. 2.
133
M. TALAMANCA, I mutamenti detta cittadinanza, MEFRA 103.2 (1991) PP
703-733, part. pp. 720-721.

CIVITAS E IMMUNITAS

149

preziosa di quell'atteggiamento di tolleranza mostrato dai gover


nanti romani negli ultimi decenni dell'et, repubblicana verso le
sempre pi ricorrenti infrazioni, da loro stessi promosse, del prin
cipio dell'incompatibilit.
Il processo di sgretolamento del principio dell'incompatibilit
era iniziato da tempo e in maniera forse inconsapevole, probabil
mente gi in virt del diritto accordato ai magistrati latini di poter
acquisire la cittadinanza a seguito dell'esercizio di una magistra
tura (per magistratum)*4
L'et ciceroniana vide intrecciarsi tra loro per lo meno tre fattori
determinanti: l'uso politico che si fece della concessione della cit
tadinanza; un aumento considerevole delle donationes singiUatim
(su questi due punti vd. supra cap. 11, 2); rimmissione nel corpo
della civitas romana di elementi di origine orientale. Si comprendo
no, pertanto, i richiami ad antichi principi di chiusura ed esclusi
vit, il proliferare di processi de civitate z. Roma e le titubanze mo
strate di fronte a certi atteggiamenti considerati ancora illeciti.135
La doppia cittadinanza, in definitiva, pu aver cominciato a
funzionare di fatto prima che la classe dirigente romana e, an
zitutto, l'imperatore stesso abbiano consapevolmente sfrattato
questo funzionamento di fatto, pervenendo, infine, ad un pieno
riconoscimento sul piano del diritto.136
134

Cfr. A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship. A Survey, cit., p. 43.


O c , pr Balbo 12,30: alcuni Romani divennero cittadini d'Atene cum ignorarent, si iUam vitatem essent adepti, hanc seperdidisse nisi postliminio reperassent.
Pertus vero nostri moris oc iuris nemo umquam, qui hanc vitatem retinere vellet, in
aliam se vitatem dicavit. Su consiglio, di Cicerone, Attico rifiut la cittadinanza
ateniese per non dover rinunciare a quella romana: NEP., Att. 3.
136
M. TALAMANCA, I mutamenti della ttadinanza, cit., p. 720. Sulla questione
cfr. anche le pregevoli osservazioni di E. RAWSON, Cicero and the Areopagus, in
Roman Culture and Society. Collected Papers, Oxford 1991, pp. 444-467, part. pp.
455-459135

CAPITOLO IV

I BENEFICIA
*

i.

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EL testo dell'iscrizione ricorre pi volte il termine


, corrispondente al latino beneficia (11. 30, 66, 81 e 90).
Giustamente Wolff ha intuito che, per cogliere il valore di que
sto concetto nel provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos,
risulta indicativa espressione presente alle 11. 90-91:
/ [ ] . Le disposizioni
dell'atto vengono qui chiaramente differenziate secondo un ordi
ne crescente di importanza e in base ad una triplice ripartizione
(beneficia, immunitas, civitas Romana), che riproduce in maniera
esattamente inversa la successione nel testo dei gruppi di clausole
analoghe.1
Il concetto di beneficia, pertanto, comprende nel caso speci
fico le ultime clausole del doc. 11, quelle riguardanti i privilegi
processuali e lo ius legatioms ( 10-11), che vanno distinte dalle
precedenti disposizioni. La presenza del termine a 1. 66 confer
ma questa interpretazione: la zanaio ( 12, vd. infra) racchiude i
due paragrafi precedenti nel concetto di beneficia assegnati ai de
stinatari del provvedimento (11. 65-66: / []
).
La nozione di presenta in generale un valore mol
to ampio. Il termine era gi proprio del linguaggio delle cancel
lerie ellenistiche, dove indicava not only social distinctions but
also substantial economie privileges2 e poteva anche presentare
radditional sense of acts granting privileges.3 Nei documenti
romani della tarda repubblica indirizzati alle comunit orientali
1
Questa l'interpretazione corretta della frase di 11. 90-91 fornita da H.
WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegieny cit., p. 85, n. 117; al contrario, P.
ROUSSEL, Un Syren, cit., p. 38, e F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 73, n. 59, consi
derano e come apposizioni di .
2
RC, p. 70, cfr. pp. 369 e 373; vd. anche L. ROBERT, Insaiptions d'Aphrodisias,
cit., p. 402.
3

J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 47.

152

ANDREA RAGGI

attestato con frequenza, denotando sempre la concessione di


benefici da parte delle autorit.4
comunque interessante osservare come nella subscnptio di
Ottaviano/Augusto inviata a Samo il sia chiaramente distinto rispetto agli altri benefici tramite
la caratterizzazione & (iid., 1.
4); pi avanti, la libert e l'immunit sono definiti
(ibid., 1. ).5 Proprio come nel provvedimento dei
triumviri che stiamo esaminando, ancora una volta evidente
una gerarchizzazione dei benefici concessi e, tra questi, la pre
minenza assoluta assegnata alla civitas (alla quale corrisponde la
libertas nella subsariptio ai Samii) e alla immunitas.
Alla fine dell'et repubblicana, la concessione di benefici dirit
ti speciali a favore di singoli individui, gruppi comunit intere,
che divenne ben presto lino strumento formidabile di governo e
di propaganda e un modo per crearsi clientele e consenso soprat
tutto in Oriente, poteva quindi essere genericamente indicata
con il termine di beneficia: a ragione, pertanto, si parlato di
un,ideologia del beneficio.6
Un'area semantica in parte identica a quella di beneficium fu
coperta, a partire dalle concessioni cesariane e triumvirali degli
ultimi decenni del 1 sec. a.C.,7 dal termine pnvilegium, che fino a
4

Vd. RDGE, p. 384, s.v.; J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., 6,11. 39-40 e 48; 9,1.1;
13,11. 2,4 e 7; 35,11. 7-8; se. de Aphrodisiensibus, 1.48; lexFonteia, (a) + (b), (i), 1.13.
Cfr. anche L. PIETANZA, Formulano dei benefici imperiali nei documenti del mondo
greco, in Epigrafia e territorio. Politica e societ. Temi di antichit romane VII, serie
a cura di M. Pani, Bari 2004, pp. 279-293, part. p. 283, Tabella 1 (con alcune im
precisioni).
5
J. RETNOLDS, Aphrodisias, cit., 13 = J. H. OLIVER, Greek Constitutons ofEany
Roman Emperorsfrom Inscriptions and Papyri, Philadelphia 1989,1. Su queste linee
cfr. da ultimo le osservazioni di F. MILLAR, The First Revolution, cit., pp. 22-23.
6
L'espressione, riferita all'et imperiale, di V. NUTTON, The Beneficiai Ideo
logi, in Imperialism in the Ancient World: the Cambridge University research seminar
in ancient history, ed. by P. D. A. Garnsey and C. R. Whittaker, Cambridge 1978
pp. 209-221. Per queste osservazioni, in generale si rimanda allo studio di V.
SCARANO USSANI, Leforme del privilegio. Beneficia e privilegia tra Cesare e gli Antoni
ni, Napoli 1992, part. pp. 5-6,13-14 e 22 sgg.
7
Per un'elencazione dei beneficia concessi da Cesare, M. Antonio e Otta
viano/Augusto vd. V. SCARANO USSANI, Le jOrme del pnvilegio, cit., pp. 3-34 e
39-43-

I BENEFICIA

153

quel momento indicava ogni iniziativa di carattere legislativo


orientata contro singoli in modo diretto indiretto;8 pertanto
i due concetti si ritrovarono ad essere praticamente sinonimi e,
con il tempo, il loro ambito di significato si and progressivamen
te dilatando.
2. PRIVILEGIUM FORI

La lunga clausola ( io: 11.53-59) accorda ai destinatari del provve


dimento la possibilit di scegliere tra tre diversi collegi giudicanti
dove far esaminare un eventuale procedimento a loro carico, sia
come accusati che come convenuti: il tribunale patrio, le autorit
romane incaricate dell' amministrazione della giustizia in provin
cia, la corte di una citt libera.
A differenza dell'analoga disposizione presente nel se. deAsclepiade9 e delle altre clausole del provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos (11.19, 24, 28 e 60), con la sola eccezione del 6,
qui i beneficiari della clausola sono indicati in maniera generica
( a 1.53 e a 1.56) .La tesi di Wolff, priva comunque di riscontri
possibili, che l'indicazione dei beneficiari fosse presente in una
disposizione antecedente questa clausola che non venne inseri
ta nel testo del provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos.10
8

C. VENTURINI, privilegia da Cicerone ai romanisti, in ID., Processo penale e


societ politica nella Roma repubblicana, Pisa 1996, pp. 237-286, part. p. 282.
9
Alla quale farriferimentonel corso del presente paragrafo e che pertanto
riporto nella sua interezza: [ quaeque I ei, leiberei, posterei uxoresve eoru]m ab altero
petent seive quid ab eisf leibereis, postereis uxo[ribusve eorum aliei petent, utei eis, leibereis, <postereis> uxoribusve eorum I potestas et] o[ptio sit, seive domi le^jbus sueis
veliint) iudicio cenare seive apud magistratum [nostrum Italicis iudicibus seive in cavi
tate Inbera aliqua earum, I quaeperpe]tuo in [amicitiap(opuli) R(omani) manser]unt,
ubei velini utei ibei iuicium de eis rebusfiat(11.11-14) = U 17-20 della versione gre
ca: ' ,
/' ,
<> <>
/ ,
,
/ ' , ,
. Una clausola sulla
scelta del foro presente anche nella lex Fonteia, (a) + (b) + (e), (ii), (e), 11. 6-11.
10
B. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 85, n. 118, e p.
93, che considera questa caratterizzazione generica dei beneficiari della clauso-

154

ANDREA RAGGI

Un'altra differenza con la disposizione del se. deAsclepiade che


ai beneficiari di questo decreto senatoriale fu concessa Yoptiofori
sia come attori che come convenuti: quaeque ei... ab altero petent
snve quid ab eis ... alieipetent. Per questo motivo, Schonbauer pro
pose alcune restituzioni per le lacune della clausola, in modo da
prevedere anche a favore di Seleucc e dei suoi congiunti la pos
sibilit di una scelta della corte per le azioni giudiziarie da loro
promosse, ma il suo tentativo stato giustamente respinto in ma
niera unanime dai successivi studiosi del dossier.11
Le restituzioni proposte da Schonbauer sono una conseguenza
della sua interpretazione della parte iniziale della clausola (1. 53),
dove egli traduce ( ) come uno (o alcuni) dei
membri della famiglia di Seleuco, considerando un geni
tivo partitivo e non il genitivo dipendente da .
Ne risulta che nelle espressioni successive Seleuco e i suoi fa
miliari vengono considerati da Schonbauer sia gli attori che i
convenuti delle procedure elencate nel 10 (lo studioso austriaco
propone di integrare a 1. 54 [ }). Ma la
traduzione che Schonbauer fornisce per l'espressione
3 (sott. ) di 11. 53-54 (wenn sie gegen
sie einen Prozefi annehmen... wollen), dove in realt non
pu che riferirsi ai beneficiari della clausola nella loro condizione
di convenuti, risulta incomprensibile e denuncia la debolezza del
la sua interpretazione.12
La questione fondamentale che in merito alle integrazioni e al
significato delle espressioni in greco presenti in queste linee non
esiste unanimit di interpretazione tra i commentatori del prov
vedimento, in ragione del fatto che queste locuzioni rappresenta
no la traduzione di termini giuridici latini privi, quasi sempre, di
omologhi greci.
Per quanto riguarda l'espressione latina che qui resa con la un altro indizio del fatto che il provvedimento non includeva tutti i privilegi
che potevano essere concessi ex lege Muriatici Aemilia (cfr. supra cap. II, 1).
" Vd. apparato critico e E. SCHONBAUER, Die Inschnfi, cit., pp. 204-205; cantra
F. DE VISSCHER, Le statu, cit., pp. 91-93; H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 85, n. 118.
12
Cos a ragione F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 67, n. 37. Nella frase citata
di Schonbauer il corsivo mio.

I BENEFICIA

155

, De Visscher ritiene che si tratti di iudicium capere,


mentre Arangio-Ruiz e Festa pensano a iudicium postulare.13 Questa
seconda espressione certamente comune, come mostrano nume
rosi esempi ciceroniani (pr Quinctio i; Verr. 3, 29; 3, 33; 3, 39;
3,135; cfr. anche lex agraria, 1. 30); la testimonianza addotta da De
Visscher O c , Part. orai. ico. ds...capisndis subeundisqiie iualciis.
In realt, l'espressione ' va
intesa in altro modo (il verbo non rende certamente
il latino postulare) e, come una nota di Jahr, completamente
ignorata negli studi posteriori, aveva precisato, con molta
probabilit traduce il latino iudicium in eos accipere.*4 Anche questa
interpretazione non priva di difficolt: resta infatti da spiegare
la singolarit dell'utilizzo di un'espressione che nelle fonti di
norma riferita al convenuto e che invece, nel contesto di queste
linee, pare indicare un'azione intentata dall'attore nei confronti
dei beneficiari dell'editto (' ).15
Vi sono ulteriori divergenze tra gli studiosi a proposito del
l'espressione , non solo riguardo all'originale
latino, ma anche in merito alla sua interpretazione. Tra i com
mentatori dell'iscrizione prevalsa l'opinione di identificare la
locuzione con l'atto del litem contestane La litis contestano era il
momento terminale della fase in iure, quando le parti rivolgeva
no ai presenti (i testes) l'invito a ricordarsi di quanto si era svolto
dinanzi al magistrato per poterne riferire al giudice.17
13

Vd. F. DE VISSCHER, Lacondition, cit., p. 27, n. 2, e ID., Le statu, cit., p. 67,

n. 35; PIRA f, p. 312.


14
G. JAHR, Litis contestalo. Streitbezeugung und Prozefibegrindung im Legisdktionen- una im Formularverfahren, Koln-Graz i960, p. 188, n. 85; il confronto che
Jahr instaura con il se. de Thisbensibus (RDGE 2), 1.55 : .
15
Per la discussione sull'espressione iudicium accipere rimando in generale
alle considerazioni in M. KASER, K. HACKL, DOS rmische Zivilprozessrechf;
Mnchen 1996, pp. 289-290, dove si contesta la tesi di G. JAHR, Litis contestalo,
cit., p. 187 sgg., che in alcuni casi l'espressione possa riferirsi anche all'attore.
Ringrazio il Prof. U. Laffi per le sue osservazioni in merito.
16

E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit., p. 204; PIRA I2, p. 312; R. K. SHERK, Rome

and the Greek East, cit., p. 109, n. 10; cfr. A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman
Citizenship, cit., p. 297, in nota.
17
Sulla litis contestano vd. M. TALAMANCA, Elementi di diritto privato, cit., pp.
t77-i8i; cfr. A. GUARINO, Diritto privato, cit., pp. 219-221, e l'ampia trattazione in
M. KASER, K. HACKL, DOS rmische Zivilprozessrecht, cit., pp. 285-301.

156

ANDREA RAGGI

Va notato che l'unione delle locuzioni accipere iudicium e litem


contestan frequente nelle fontiper indicare il passaggio dalla fase in
iure alla fase apud iudicem; un esempio epigrafico fornito dalla lexde
Gallia Cisalpina (RS 28), col. 1,1.48 : iei, quos interid iudicium accipietur
leisve contestabitur.18 Tuttavia, come gi osservato a proposito
dell'espressione accipere iudicium, in questo contesto non risulta
del tutto chiara la ragione dell'utilizzo della frase litem contestan.
Pertanto De Visscher, non contento di questa soluzione, inter
pret l'espressione, anche se in maniera dubitativa, come tradu
zione di litem constituere, che a suo parere assume in questo conte
sto il significato di fixer jour pour la comparution en justice.19
La locuzione latina proposta da De Visscher mi sembra che si
avvicini maggiormente ad una corretta interpretazione dei ter
mini greci, ma sicuramente da escludere il significato che lo
studioso belga gli attribuisce. Nelle fonti ho trovato una testimo
nianza di questa particolare espressione, presente in un testo di
natura non giuridica, ma che potrebbe riprodurre un formulario
tecnico;20 numerose sono invece le attestazioni della locuzione
constituere iudicium.21 A conti fatti, mi sembra probabile che il sen
so di istituire, intentare un'azione giudiziaria, che a mio modo
di vedere da ravvisare in , fosse reso nella
versione latina del provvedimento dall'espressione constituere
- oppure instituere22 - litem.
Dall'analisi dei termini presenti all'inizio della clausola (11. 5354), risulta in definitiva che il privilegio di poter adire ciascuna
delle tre differenti giurisdizioni era previsto tanto nel caso di
un'accusa penale (alla quale si riferiscono le espressioni accusa
re, crimen inferre)23 che di controversie civili (iudicium accipere,
18

Vd. il commento ad loc. di F. J. BRUNA, Lex Rubria. Caesars Regelungfiir die


richterlichen Kompetenzen der Munizipalmagistrate in Gallia Cisalpina, Leiden 1972,
pp. 124-126.
19
F. DE VISSCHER, La condition, cit., p. 27, n. 3, e ID., Le statu, cit., p. 67, n. 36.
20
PETR. 18, 5: constituta lite dimitto.
21
Vd., ad es., O c , de domo sua 45; Pan. orat. 99; pr Quinctio 9.
22
Cos anche G. JAHR, Litis contestano, cit., p. 188, n. 85 :
ist eher - ganz wrtlich - litem instituere als litem contestar. Per alcuni esempi
cfr. O c , Phil. ix, 5.11 (i. litium actiones); QUINT., Inst. VII, 4.29 (i. iudicia).
23
Per questa espressione cfr. Rhet. Her. 4, 47: accusatoris officium est inferre
arimina; O c , Lael. 65; Oc., Verr. 5,106.

I BENEFICIA

157

24

litem contestala institueret). Purtroppo, le lacune di 1. 53 e so


prattutto di 1.54 non permettono di comprendere appieno i mo
tivi del perch all'inizio della clausola venissero usate proprio
queste espressioni.25
Come restituzione per la lacuna centrale di 1. 54, Arangio-Ruiz
propose [ ],, con l'intento di riprodur
re l'espressione latina bonaque eorum vendere. A seguito dell'esame
dei calchi, si pu pensare di integrare come verbo finale della frase
centrale proprio [ ] [ ] in ragione del che si
legge subito dopo la lacuna. A me pare, tuttavia, che la soluzione
di Arangio-Ruiz sia stata giustamente respinta dai commentatori:
le frasi che descrivono il privilegio conferito dalla clausola fanno
sempre riferimento ai beneficiari del provvedimento come parti
chiamate in giudizio e perci, per integrare la lacuna, necessario
ricercare un'espressione che si riferisca alla procedura processua
le.26
Qui di seguito mi limiter a richiamare in breve i motivi che, a
mio giudizio, sono alla base dell'indicazione dei tre differenti tipi
di tribunali da adire e della concessione del privilegio dell'optio
fon, riprendendo alcune considerazioni a suo tempo svolte nel
contributo dedicato al se. de Asclepiade.*7
Innanzitutto, viene accordata la facolt di adire quelli che, pri
ma della concessione della cittadinanza romana, erano i giudici
naturali dei destinatari dell'atto. questo, in pratica, il diritto di
poter litigare dinanzi ai propri magistrati nei propri tribunali con
la propria procedura e secondo le proprie leggi, secondo le pa24

Su questaripartizionesi trova in letteratura soltanto un breve accenno in

E. SCHNBAUER, Die Inschnft, cit., p. 204, e G. I. LUZZATTO, Epigrafia giundica,


cit., p. 299.
25

Si voleva forse distinguere le azioni promosse dai privati da quelle pro


mosse dai magistrati? convinzione della B. LEVICK, The Government, cit., p.
172, che individua una bipartizione delle quattro azioni previste alle 11.53-54 between those of would-be prosecutors and magistrates, rather than Riccobono
(PIRA I2 55) in distinguishing between criminal and civil suits.
26
Vd. Arangio-Ruiz in FIRA I2, p. 312, n. 5; F. DE VISSCHER, Le statu, cit., p. 67,
n 37; H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 85, n. 118.

27
A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 98-109. Cfr. ora anche le riflessioni di
S. MITCHELL, The Treaty between Rome and Lycia, cit., pp. 199-205.

ANDREA RAGGI
58
28
role di Pugliese, con riferimento alla notissima clausola della lex
Rupilia riportata da Cicerone.29
Come seconda opzione, previsto il tribunale di una civitas libe
ra. Gli studi degli ultimi anni hanno messo in evidenza come, seb
bene esistesse nella realt una prassi lontana dall'osservanza del
principio dell'autonomia giurisdizionale delle civitates liberae, que
ste citt, da un punto di vista formale, erano escluse dalla compe
tenza del governatore provinciale. Notevoli erano ad ogni modo
gli sforzi sostenuti dalle citt greche per ottenere il pieno riconosci
mento del loro status privilegiato da parte del popolo e del senato
romano; non dobbiamo pertanto pensare che in et repubblicana
fosse possibile trovare nelle province una netta divisione di com
petenza tra il governatore romano e le comunit privilegiate.30
28

G. PUGLIESE, Riflessioni sull'editto di Cicerone in Cilicia, in Synteleia Vincenzo


Arangio-Ruiz , a cura di A. Guarino e L. Labruna, Napoli 1964, pp. 972-986,
part. p. 975
29
O c , Verr. 2,32: Siculi hoc iure sunt ut, quod civis cum ave agat, domi certet suis
legibus. La disposizione fu inclusa nell'editto provinciale da Q. Mucius Scaevola
(proconsole d'Asia probabilmente nel 98/97 a.C.) e accolta da Cicerone nel suo
editto per la Cilicia; vd. O c , ad Att. vi, 1.15: ut Graeci inter se disceptent su legi
bus; O c , ad Att. vi, 2.4: in Cilicia omnes (sd. vitates) suis kgibus et iudiciis usae
ademptae revixerunt; O c , adfam. m, 8.4; O c , adfam. un, 67.1; VAL.
MAX. VIU, 15.6. Per un commento a questi passi vd. A. J. MARSHALL, The Structure of
Cicero"s Edict, AJPh 75 (1964), pp. 185-191; G. PUGLIESE, Riflessioni sull'editto di Cice
rone,rit.;R. MARTINI, Ricerche in tema di editto provinciale, Milano 1969, pp. 11 sgg.;
L. PEPPE, Note sull'editto di Cicerone in Cilicia, Labeo 37 (1991), pp. 14-93; A. W.
LiNTOTT, Imperium Romanum. Politics and Administration, London-New York 1993,
pp. 60-62; cfr. da ultimo D. CAMPANILE, Provincialis molestia. Note su Cicerone pro
console, Studi Ellenistici xin, a cura di B. Virgilio, Pisa-Roma 2001, pp. 243-274. La
lex Rupilia non era una lex in senso tecnico, una lex provinciae tout court, ma un
editto promulgato dal governatore di Sicilia P. Rupilius (datazione: 132 131 a.C.)
e denominato dai Siciliani lex ( O c , Verr. 2,32: quam UH legem Rupiliam vocant) in
considerazione della sua importanza e prolungata efficacia: vd. . . CRAWFORD,
OHgini e sviluppi del sistema provinciale romano, in Storia i Roma Einaudi n, L'im
pero mediterraneo, 1. La repubblica imperiale, Torino 1990, pp. 91-121, part. p. 120.
30
Sull'autonomia anmiinistrativa e giudiziaria goduta dalle civitates liberae
in et repubblicana nelle province orientali vd. il fondamentale studio di J.-L.
FERRARY, Le statut des cits libres dans l'Empire romain la lumiere des inscriptions
de Claros, CRAI 1991, pp. 557-577; inoltre J.-L. FERRARY, La liberti des cits et ses
limites l'epoque rpubUcaine, MedAnt 2.1 (1999), pp. 69-84, e J.-L. FERRARY, La
cration de la province d'Asie, cit., part. pp. 139-142. Cfr. anche E. GUERBER, Considrations rcentes sur les cits libres de la partie hellnophone de l'Empire romain,
DHA 23 (1997), pp 301-306.

I BENEFICIA

159

due lunghi decreti emanati da Colofone, scoperti nel corso de


gli scavi condotti nel santuario di Claros e pubblicati dai Robert,31
forniscono elementi preziosi sul rapporto tra una citt libera e le
autorit romane. Nel primo decreto leggiamo che le citt autono
me sono escluse dal potere del governatore e che usata
arbitrariamente dal magistrato provinciale contraria alla legge.32
Nel corso di un'ambasciata a Roma, Menippos ottiene dal senato
che una postilla sia aggiunta al senatus consultum che sta portando
con s a Colofone: una dichiarazione che ricordi al governatore
che egli non pu intervenire al di fuori della sua provincia, vale a
dire che non pu interferire negli affari di una citt libera.33
Un altro documento estremamente prezioso per lo studio
della giurisdizione di una citt libera nella tarda repubblica
una lettera di et augustea indirizzata dal proconsole d'Asia a
Chio, ma che alle 11. 14-18 compendia il contenuto di un sena
tus consultum emesso nelT8o a.C. a favore della citt in seguito
ai danni subiti ad opera delle truppe di Mitridate. La lettera
conferma le leggi, gli usi e i diritti in forza nella citt quando
venne instaurato il rapporto di amicizia con il popolo romano
(11.15-16); vieta ad ogni magistrato promagistrato romano di
31

L. e J. ROBERT, Claros 1, cit. : il 1 decreto, in onore di Polemaios, a pp. 1117, il decreto, in onore di Menippos, a pp. 62-66. Testo e traduzione anche in
G. A. LEHMANN, "Rmischer Tod" in Kolophon/Klaros. Neue Quellen zum Status
der "freien" Polisstaaten art der Westkste FMnasiens im spten zweitenjahrkundert
v.Chr., NAWG 3 (1998), pp. 125-194, part. pp. 170-189. Gli avvenimenti riferiti nel
le due iscrizioni si riportano agli ultimi decenni del secondo secolo (120 a.C. ca.).
32
Claros, Menippos 1,11. 37-40: ...
, . Menippos
a libere les habitants de la ville ... du pouvoir du gouverneur, Yparcheia (la
province du gouverneur) tant retranche de l'autonomie (traduzione a cura
di J. e L. Robert).
33
Claros, Menippos n, 11. 4-7: \
*,
. Menippos a rap
port cette addition la rponse (du Snat) que, en dehors de la province, il ne
convieni au gouverneur ni de juger ni de se mler de tout: une rponse tout
fait conforme la dmocratie et trs belle (traduz. a cura di J. and L. Robert).
Lo status della citt di Colofone confermato dalla parola , che
indica , , ne caractrisant pas le regime politique de la cit
mais impliquant qu'elle n'est pas directement soumise un pouvoir extrieur :
J--L. FERRARY, Le statut des cits Ubres, cit., p. 564.

ANDREA RAGGI

inviare ordini scritti alla citt (11. 16-17); indica l'obbligo di sot
tomissione alle leggi della citt da parte dei residenti romani a
Chio.34
Negli stessi due decreti di Claros si sottolinea a pi riprese che
alla base dell'autonomia della citt vi la preservazione delle sue
leggi.35 inoltre significativo il fatto che Cicerone contrapponga
la libera citt di Apollonide a Pergamo, Smirne e Tralles, citt
non libere e pertanto incluse nella sfera di attivit del governatore
provinciale.36
Le vitates liberae, pertanto, godevano di una piena autonomia
dell'ordinamento costituzionale, legislativo e giudiziario, garan
tito dalla frase suis legibus uti. In altre parole, possibile afferma
re che nella tarda repubblica nelle fonti ricorre una categoria
unificata di popuhis liber e che il fattore unificante delle diverse
realt stato individuato proprio nella libertas dei populi liberi nei
confronti del governatore.37
Ma vi di pi : da un episodio menzionato nel decreto in onore di
Menippos, che presuppone l'eventualit di una pena capitale inflit
ta ad un romano dal tribunale di Colofone, possiamo dedurre che
una citt libera poteva esercitare non solo la giurisdizione civile, ma
anche quella penale nei confronti dei cittadini romani residenti.38
Questi risultati ottenuti dalle ricerche condotte da Ferrary
sono estremamente importanti, perch hanno rettificato le
conclusioni alle quali erano giunti gli studiosi che non avevano
34

KDGE 70,11.17-18 : ot 1 []
.
35
QaroSy Polemaios 11,11.56-58: ...
... (Polemaios ayant t en ambassade auprs du gouverneur ... il a conserve intacts les jugements [de la cit]... e: les
lois: tradtiz. a cura di J. e L. Robert). Claros, Menippos 1,11. 40-41:
' (Me
nippos il a maintenu l'autoiit de nos lois pour toute accusation porte mme
contre des Romains: traduz. a cura di J. e L. Robert).
36
O c , pr Fiacco 71: ubi et multi cives Romani sunt et ius a nostro magistrata
dicitur.
37
L. PEPPE, SuUa giurisdizione in populos liberos del governatore provinciale al
tempo di Cicerone, Milano 1988, p. 25.
38
Claros, Menippos 1,11. 40-48. Vd. J.-L. FERRARY, Le statu des cits libres, cit.,
pp. 567-570; una diversa interpretazione del passo suggerita da G. A. LEHMANN, "Rmischer Tod" in Kolophon/Klaros, cit., part. pp. 162-167.

I BENEFICIA

l6l

avuto la possibilit di conoscere i due decreti emessi da Colo


fone.39
Non certo quando i privilegi delle citt libere furono fissati
nel loro insieme in un testo legislativo, se realmente si arriv ad
una previsione normativa ... del principio che le citt libere era
no al di fiiori deWimpenum del governatore della provincia nel cui
territorio la civitas libera situata.40
Sebbene non sia stato finora rilevato in letteratura, a mio av
viso la clausola sulToptiofori presente nel se. de Asclepiade sembra
indicare che a Roma questo principio era ormai sancito all'inizio
del 1 sec. a.C, forse dopo un periodo di definizione dei poteri del
governatore provinciale,41 perch in questo decreto del senato le
civitates liberete sono chiaramente contrapposte al potere di iurisdictio del magistrato romano.
La clausola del dossier di Seleuco di Rhosos, infine, concede ai
beneficiari la possibilit di adire la giurisdizione del governatore
e dei collegi giudicanti romani in provincia.42 Nella sua posizione
di rappresentante di Roma, il governatore romano provvisto di
imperum deteneva i poteri giudiziari sui cittadini romani e non
romani residenti nella provincia a lui assegnata. La sua attivit
39
Vd. le affermazioni di Marshall, Sherk e Arangio-Ruiz riportate da J.-L.
FERRARY, Le statu des cits libres, dt., p. 574; cfr. anche L. PEPPE, Sulh giurisdi
zione inpopulos liberos,rit.,pp. 2-4, sulle differenti posizioni degli studiosi in
merito alla questione dell'autonomia delle civitates liberae.
40
L. PEPPE, Sulla giurisdizione inpopulos liberos, cit., p. 113; sulle condusioni
di Peppe mi sembrano corrette le osservazioni di J.-L. FERRARY, Lestatutdes cits
libres, cit., p. 575 e n. 26.
41
Periodo di definizione testimoniato dalle numerose leges de pecuniis repetundis e dalla lex Porcia citata nella lex de provinciis praetoriis, Cnidos ni, 11. 4-5, e
nella lex Antonia de Termessibus n, 1.16. Sulle limitazioni del potere dei magistrati
provinciali romani vd. in generale . . CRAWFORD, Origini e sviluppi del sistema
provinciale, cit., pp. 114-116; A. W. LINTOTT, Imperum Romanum, cit., pp. 97-107;
J. S. RICHARDSON, The Administration ofthe Empire, in CAif ix (1994), pp. 564-598,
part. pp. 576-579 e 592-595
42
SulT amministrazione della giustizia nelle province orientali e sui poteri
giudiziari del governatore romano nella tarda repubblica rimando agli studi di
F. DE MARTINO, Storia detta costituzione romana 112, Napoli 1973, pp. 359-411; G.
I. LUZZATTO, Roma e le province, Bologna 1985, pp. 26-178; A. W. LINTOTT, Impe
rum Romanum, cit., pp. 16-69 e 129-160; R. MORSTEIN KALLET-MARX, Hegemony
to Empire: the Development ofthe Roman Imperum in the Eastjrom 148 to 62 B.C.,
Berkeley-Los Angeles-Oxford 1995, PP 125-183.

12

ANDREA RAGGI

era dedicata soprattutto all'esercizio della giurisdizione penale,43


mentre la maggior parte delle controversie civili, specialmente se
interessavano solo peregrini, erano trattate nei tribunali delle citt
provinciali.
Chiaramente il leitmotiv di quest'ordine giuridico era l'idea che
i provinciali avrebbero dovuto, per quanto possibile, dirimere le
loro controversie davanti ai loro giudici e vivere nel rispetto delle
loro leggi. Roma, pertanto, tendeva a lasciare la maggior parte
dell'amministrazione dei processi alle comunit provinciali, che
utilizzavano le assemblee ed i senati locali a questo scopo.44
Questo modo di procedere derivava dal fatto che il governatore
non poteva occuparsi, per ragioni pratiche, di tutte le dispute che
sorgevano nella provincia. La gran parte del lavoro effettuato dal
governatore romano in questo campo era l'affidamento ai giudici
della risoluzione di una controversia, e questo usualmente avve
niva durante le assise tenute nelle principali citt della provincia
(sedi di conventus iuridici) almeno una volta all'anno.45
Quando una controversia privata era sottoposta al suo giudi
zio, il governatore provinciale seguiva la procedura romana, in
altre parole agiva come un magistrato che stesse giudicando a
Roma, introducendo, nel caso di processi tra peregrini, umficto
civitatis, che assimilava il peregnus ad un cittadino romano.46 Il
43

Vd. P. GARNSEY, The Cnminaljurisdiction ofGovernors, JRS 58 (1968), pp.


51-59, part. pp. 55-58; cfr. inoltre F. DE MARTINO, Storia deUa costituzione, cit., pp.
387-392 e 409-411. La lex de provinciis praetoriis, Cnidos iv, 11. 31-39, presenta una
lista dei poteri del governatore provinciale in et repubblicana: vd. RS, pp. 265267 e J.-L. FERRARY, La cration deh province d'Asie, cit., p. 136.
44
Sulle funzioni giudiziarie dei senati locali nel mondo romano vd. U. LAFFI,
Lefunzioni giudiziarie dei senati locali nel mondo romano, RAL ser. 8,44.3-4 (1989),
pp. 73-86 = ID., Studi di storia romana e di diritto, Roma 2001, pp. 481-502.
45
Vd. A. J. MARSHALL, Governors on the Move, Phoenix 20 (1966), pp. 231246; G. P. BURTON, Proconsuh, Assizes and the Administration ofjustice under the
Empire, JRS 65 (1975), pp. 92-106; Ch. HABICHT, New Evidence on the Province of
Asia, JRS 65 (1975), pp. 64-91. Nella lex de provinciis praetoriis, Cnidos rv, 1.35, tra
i poteri conferiti ai governatori della province orientali vi la facolt di
.
46
Cfr., ad esempio, la tabula Cntrebiensis, 1. 6: la procedura di fictio usata
in una formula applicata a dispute tra comunit non romane. Vd. gli studi di J.
S. RICHARDSON, The Tabula Cntrebiensis: Roman Law in Spain in the Early First
Century B.C., JRS 73 (1983), pp. 33-41, e P. BIRKS, A. RODGER, J. S. RICHARDSON,

I BENEFICIA

163

governatore decideva se l'istanza poteva essere ammessa, in qua


le maniera la controversia doveva essere formulata e quale pe
nale restituzione doveva essere imposta se l'accusa fosse stata
provata (fase in iure); quindi nominava un singolo index oppure
una commissione di iudices che dovevano redigere un verdetto in
accordo formula scritta stilata dal governatore (fase avud iudicem).47 Nella tarda repubblica la procedura era pertanto bipartita,
in modo conforme alle regole del processo formulare.48
In definitiva, possiamo affermare che ai beneficiari di questa
clausola venne concessa la possibilit di adire, oltre al tribuna
le patrio, tutte le autorit giurisdizionali autonome presenti al
l'interno di una provincia nella tarda repubblica: da una parte la
giurisdizione proconsolare, dall'altra le corti delle civitates liberae.
La scelta disponibile ai destinatari del provvedimento quella
dei giudici, non del diritto da applicare: nonostante il dissenso di
Schnbauer, non sembra che su questo esistano dubbi.49
Le ragioni della presenza di questa clausola sulla scelta del foro
giudicante nell'atto sono principalmente di natura sociale e poli
tica: da una parte si voleva evitare che ai destinatari del provve
dimento l'assenza dai rispettivi luoghi di residenza potesse arre
care detrimento ad eventuali interessi finanziari e commerciali;
dall'altra si intendeva sottrarre i nuovi cives a possibili ritorsioni
e vendette da parte degli avversari di Roma oppure da parte di
Further Aspects ofthe Tabula Contrebiensu, JRS 74 (1984), pp. 45-73; cfr. anche J.
S. RICHARDSON, The Reception ofRoman Law in the West: the Epigraphic Evidence,
in Pouvoir et Impenum (nf av. j.-c. - f ap. j.-c), dite par E. Hermon, Napoli
1996, pp. 65-75, part. pp. 66-71.
47
In generale vd. A. H. J. GREENIDGE, The Legai Procedure of Cicero7s Time,
Oxford 1901, pp. 132-296; M. KASER, K. HACKL, DOS ramisene Zivilprozessrecht, cit.,
pp. 132-145 e 162-235.
48
R. J. HOFFMAN, Civil Law Procedures in the Provinces ofthe Late Roman Repu
blic, IJ 11 (1976), pp. 355-374 dimostra che nella tarda repubblica tutte le con
troversie private in provincia erano risolte dai magistrati romani seguendo la
procedura bipartita; cfr. anche K. HACKL, R processo civiL nelle province, in Gli
ordinamenti giudiziari di Roma imperiale. Princeps e procedure dalle kggi Giulie ad
Adriano. Atti del convegno internazionale di diritto romano, Copanello5-8 giugno 1996,
a cura di F. Milazzo, Napoli 1999, pp. 299-318, part. pp. 314-316. Sulla persecuzio
ne criminale in provincia vd. B. SANTALUCIA, Processo penale, a) Diritto romano, in
ED xxxvi (1987), pp. 318-359, part. pp. 347-348.
49
Rimando alla discussione in A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 105 sgg.

ANDREA RAGGI
64
esponenti dell'elite locale gelosi dei propri privilegi e della pro
pria posizione di preminenza.50

La disposizione finale della clausola (11. 57-59) contiene il divieto di


agire in ogni modo contro il privilegio della scelta di giurisdizione.
il significato della prima frase ( /[ ] ) non del tutto chiaro, dato l'insolito uso
assoluto del verbo . In altri documenti epigrafici
e negli scritti degli storici di et repubblicana il significato princi
pale attribuito a questo verbo quello del latino rogare referre.51
In generale, i commentatori dell'iscrizione di Rhosos ritengono
che questa espressione vieti a priori ad un giudice di continuare a
portare avanti un'accusa e di emettere un verdetto nei confronti
dei beneficiari del provvedimento dopo che il caso, dietro richie
sta di questi ultimi, sia stato attribuito ad un altro foro competen
te. In altre parole, il tribunale ricusato tenuto a rimettere il caso
e ad inviare un resoconto al nuovo collegio giudicante scelto; a
partire da questo momento, post relationem, interdetto al primo
tribunale di iudicare e sententiam dicere.52
L'ipotesi di Schnbauer, che riferisce esclusi
vamente a , senza dubbio da scartare, dato che,
come ha ben visto Roussel, la costruzione della frase collega il
participio anche a .53
3. lUS LEGATIONIS E SANCTIO

Il 11 concede ai destinatari del provvedimento il privilegio di


poter ricorrere al senato di Roma ai magistrati romani in caso di
50

Cfr. le osservazioni in A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 106-107.


Ad esempio: lexFonteia, (a) + (b), (i), 1.4: [ ] (=pulum rogavit); SEG 31 (1981), 952,11.5-6: / ,
cfr. 11. 7-8; RDGE 23 (se. de Oropiorum controversiis), 1. 30; DIOD. xvrn, 51.4; POL.
51

xvni, 9.10; DIONYS. HALICARN., Ant. Rom. vi, 56.5.


52

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 59, n. 3; F. DE VISSCHER, La condition, cit,

p. 27, n. 7, e ID., Le statut, cit., p. 68, n. 42. Per cfr. RDGE 23 (se. de
Oropiorum controversiis), 1. 43.
53
E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit., p. 206, ritiene che indichi una deci
sione giudiziaria propriamente detta, mentre i termini seguenti si riferiscano ad
una procedura analoga al procedimento per rescritto, per cui il giudice, dopo
aver richiesto un parere ad un'autorit superiore tramite una relatio, emette la
sentenza conformemente alla risposta ricevuta.

I BENEFICIA

incriniinazione. Con molta probabilit, lo ius legationis intendeva


avere lo scopo precipuo di contrastare operato di giudici che
non si fossero attenuti alle disposizioni della clausola precedente.
Il diritto di ambasciata era stato concesso alcuni decenni prima
anche ai beneficiari del se. de Asclepiade tramite un'analoga dispo
sizione .54
L'analisi delle espressioni che aprono la clausola (11. 60-61) ha
posto non pochi problemi agli studiosi del provvedimento.
L'equivalente latino di nomen (rei) recipere, espressione tecnica che designa l'accettazione da parte del
magistrato del nome della persona accusata con la conseguen
te inscnptio inter reos (procedura corrispondente, in pratica, alla
attuale autorizzazione a procedere).55 Come stato precisato
da De Visscher, N. Festa in EIRA I2, p. 312, ha commesso sicura
mente una svista nel tradurre l'espressione con nomen deferre,
che invece l'atto della presentazione formale dell'accusa al
magistrato.56
L'espressione la traduzione letterale della
locuzione latina praeiudicium capitis. Roussel ha collocato il ter
mine nell'ambito del processo formulare, dove ipraeiudicia, detti
anche formulae praeiudiciales actiones praeiudiciales, erano dei iudicia che invitavano il index ad azioni di accertamento cautelare
indispensabili per poter stabilire se promuovere una successiva
actio oppure se portare a litis contestano un'azione gi promossa;

54
Linee 26-28 della versione greca: /
, /
= 11.18-19 del testo latino: [ seive de rebus sueis legatos ad
senatum] I \mit\tere ipseive veneire vellent, uti eis, leibereis postereisque eorum legato
venire mittereque liceret. Agii amici populi Romani si era soliti concedere lo ius
legationis: cfr. ancora Ios., Ant. xiv, 210 (Ircano di Giudea).
55

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 60, n. 2; F. DE VISSCHER, La condition, cit., p.


28, n. 2, e ID., Le statutt cit., p. 69, n. 44; IGLS m 1, p. 407.
56

Nella lex deprovinciis praetoris nomen deferre reso in greco per mezzo della
locuzione (Delphi e, 1. 24) (Cnidos , 11.
31-32; cfr. RS, p. 270,1. 32). Anche V. ARANGIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca e ro
mana (1933-1935), cit., p. 515, parla erroneamente di nominis delatio. La procedura
ben descritta in O c , Verr. 2,94: Pacilius quidam... ait, si liceret, absentis nomen
eferre se vette. Iste [scil. Verres] vero et licere etfierisolere, et se recepturum; cfr. O c
Verr. 2,101-102; VAL. MAX. m, 7.9

166

ANDREA RAGGI

pertanto lo studioso francese ipotizza una formula senza condemnatio e quindi un processo sullo status del convenuto, de liber
iate de ingenuitate, che comporta la pena capitale {iudicium ca
pite).57
In realt, in questo contesto il significato di praeiudicium capitis, come ha ben visto Arangio-Ruiz, alquanto diverso: infatti,
accanto all'accusa criminale prevista dall'espressione precedente
nomen repere, si voluta contemplare l'azione privata che rei
capitali praeiudicium faciat.5* In pratica, il caso qui considerato
quello di un magistrato che permetter ad un'istanza privata di
seguire il proprio corso, quando la vertenza d d'altra parte luo
go ad una procedura capitale, in contrasto con la vecchia regola
repubblicana che una sentenza resa nell'azione privata non deve
creare un pregiudizio per la decisione che deve intervenire nel
l'istanza criminale.59
Nella stessa accezione la nostra espressione compare due volte
in Cicerone ed presente anche in un rescritto imperiale inviato
alla polis di Sparta probabilmente da Adriano.60
Il 12 costituisce la sanctio, una disposizione vincolante, tipica
degli statuti romani, che, nel nostro caso, mira ad assicurare
l'efficacia delle clausole finali del provvedimento. Vengono infat
ti prescritte sanzioni contro quelle comunit autorit (civitates,
57
P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 60, n. 3. La procedura prevista nella lex
Imitano, 84,1. 5. Per la definizione di praeiudicia vd. A. GUARINO, Diritto privato,

cit., pp. 201-202.


58

V. ARANGIO-RUIZ, Epigrafia giuridica greca e romana (1933-1935), cit., p. 515.

59

F. D E VISSCHER, La condition, cit., p. 28, n. 3. Cfr. D. 47, 8, 2,1 (ULP. 56 ad

ed.): neque debetpublico iudicioprivata actionepraeiudicari; vd. K. HACKL, Praeiu


dicium im klassischen rmischen Rechi, Salzburg-Mnchen 1976, pp. 121 sgg., 168
sgg., 175 sgg.
60
O c , de inv. 11, 59-60: Postulai is, quicum agitur, apraetore exceptionem: extra
quam in reum capitis praeiudiciumfiat....Quaestio est: excipiundum sit an non. Ra
tio: non enim oportet in recuperatorio iudicio eius maleficii, de quo inter sicarios quaeritur, praeiudiciumfieri;O c , Verr. 3,152: Non impetrat, cum hoc diceret Metellus,
praeiudicium se de capite C. Verris per hoc iudicium nottefieri;IG , 21,11,11. 7:9'r
/ / (iscrizione
edita anche in J. H. OLIVER, Greek Constitutions, cit., 91; vd. ora il commento di
J. FOURNIER, Sparte et lafiAstxce romaine sous le Haut-Empire. propos de IG VI, IU
REG 118 (2005), pp. 117-137, part. pp. 122-123).

I BENEFICIA

167

61

magistratus) che si trovassero eventualmente a contravvenire


alle disposizioni previste dai 10-11 e dalla parte iniziale dello
stesso 12 (11. 63-70); viene inoltre richiesto ai magistrati e proma
gistrati romani di provvedere all'applicazione di queste clausole
finali del provvedimento (11. 70-72).
A prima vista, l'assenza di un vacat a 1. 63 potrebbe far ritenere
che la sanctio si riferisca unicamente allo ius legationis.61 In realt,
questa mancanza di una pausa un'indicazione che la sanctio, an
che se posta in chiusura al documento, non va riferita alTintero
atto, ma ai privilegi accordati dai 10 e 11, i (per il
concetto vd. supra 1) menzionati all'interno della sanctio stessa,
a 1.66.
Le infrazioni elencate, in effetti, sono di natura processuale
(11. 64-65) e i magistrati e promagistrati romani vengono men
zionati proprio nella loro capacit di titolari della iurisdictio (11.
71-72).63 Inoltre, una penale di 100.000 sesterzi, che quella qui
prevista, sembra adeguata a colpire l'inosservanza di una par
te, non di tutto quanto il provvedimento. Per la trasgressione
di singole clausole, la lex Ursonensis prevede multe a partire da
1.000 fino ad un massimo di 100.000 sesterzi (cxxx, 1. 49), la ta
bula Heracleensis di 50.000 sesterzi (11. 19, 97, 107, 125,140); per
chi invece agisce in contrasto alle disposizioni dello statuto nel
suo complesso, la lex de provinciis praetonis prevede una penale
di 200.000 sesterzi (Delphi e, 1. 21), la lex Valeria Aurelia (RS 37,
Todi and Trivulzio fragments) addirittura di 1 milione di se
sterzi.
Neil'attribuire a questa parte del provvedimento la denomina
zione di sanctio, si rimanda ad uno dei valori che il termine poteva
assumere nella tarda repubblica romana in riferimento ad un par
ticolare complesso di formule, non omogenee tra loro, presenti
61
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 90, con n. 128,
ritiene che l'espressione [] a 1. 64 si riferisca ai funzionari delle
comunit; invece P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 61, pensa a des fonctionnaires
romains non moins que des magistrats municipaux. La fraseologia presen
te alle 11. 64-65 fa preferire, a mio modo di vedere, questa seconda supposi
zione.
2
3

In questo senso E. SCHNBAUER, Die Inschrifi, cit., p. 207.


Vd. H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 90.

ANDREA RAGGI
64

negli statuti romani. Questo significato quello attestato con


maggior frequenza.65
Ovviamente, se, come abbiamo supposto (vd. supra cap. ,
i), il testo dell'atto a favore di Seleuco di Rhosos rispecchia quasi
letteralmente il testo della lex Muriatici Aemilia, nell'elenco pre
sentato da Bispham (cit. alla n. prec.) va aggiunto un riferimento
anche a questa legge.
In considerazione dell'ultima frase del provvedimento (11. 7072), mi sembra possibile aderire al pensiero di J. S. Richardson,
secondo il quale questo tipo di sanctio era destinata non tanto ad
ingiungere per il futuro obbedienza alla legge e a minacciare gli
inadempienti di sanzioni, quanto in primo luogo a fare in modo
che those responsible for administering justice brought the disobedient to book, and administered the appropriate penalty.66
lecito supporre che le ammende pecuniarie fossero compo
nenti normali di una sanctio f7 la legge stessa determinava la for
ma processuale tramite la quale doveva essere richiesta andava
applicata la sanzione ai trasgressori.
64
PH. MOREAU, La rogatio des huit trbuns de av.J.-C. et les clauses de san
ctio reglementant Vabrogation des lois, Athenaeum 77 (1989), pp. 151-178, p. 160:
on peut affirmer qu' la fin de la Rpublique ... on appelait gnralement
sanctio un ensemble complexe de clauses, appames visiblement des poques
diffrentes. E. BISPHAM, The End ofthe Tabula Heracleensis: a poor Man*s San
ctio?, Epigraphica 59 (1997), pp. 125-156, p. 147, perviene alla conclusione che
the conceptual framework and the internai logie behind the composition of
sanctiones probably cannot be reduced to a standardised or convenient formula.
65
Vd. RS, pp. 20-24, e E. BISPHAM, The End ofthe Tabula Heracleensis, cit.,
part. pp. 129 e 144, inoltre p. 128, n. 16, per indicazioni bibliografiche sull'argo
mento e pp. 131-132 per un elenco di leges che presentano sanctiones appartenenti
alla medesima categoria della sanctio del provvedimento triumvirale a favore
di Seleuco di Rhosos (cfr. RS, p. 20). da notare che E. BISPHAM, The End ofthe.
Tabula Heracleensis, cit., p. 144, include il significato 3 del temine sanctio pre
sente in RS, p. 23, sotto il punto 1 e aggiunge alla lista il caput de impuntiate (m),
che invece in RS, p. 22, contemplato sotto il punto 2.
66
II pensiero di Richardson riportatoin E. BISPHAM, The End ofthe Tabula
Heracleensis, cit., p. 145, n. 93. PH. MOREAU, La rogatio des huit trbuns, cit.,
part. pp. 160-161 e p. 175, include questo tipo di sanctio tra le clauses prospectives; tuttavia, vd. a questo riguardo le osservazioni di E. BISPHAM, The End of
the Tabula Heracleensis, cit., part. pp. 146-147.
67
, Verr. 4,149 parla infatti di legis sanctionem poenamque: E. BISPHAM,
The End ofthe Tabula Heracleensis, cit., p. 130.

I BENEFICIA

69

Un procedimento usuale per punire la non osservanza delle di


sposizioni di una lex (e quindi anche delle norme relative ai com
portamento dei magistrati) era quello di inserire nella sanctio la
possibilit per un pnvatus di agire a benefcio del populus (accusa
popolare) chiedendo un processo per multa.68 Nel nostro testo
previsto proprio questo tipo di azione, dove viene attribuito
69 il diritto di pecuniam petere ai magistrati romani in pro
vincia a Roma stessa (11. 67-69).
possibile mettere a confronto questa clausola con. disposizio
ni simili che si trovano in altre leggi romane (un elenco fornito
da RS, p. 21). La sanctio della lex deprovinciispraetonis, ad esempio,
presenta una strutturazione analoga del testo nel punto in cui
si concede l'azione a legittimazione popolare, anche se tramite
espressioni maggiormente articolate e reiterate pi volte: dopo la
minaccia di una multa legalefissaa destinazione pubblica (Delphi
e, 11.19-23; l'indicazione si trova a 1. 22), segue la desi
gnazione dei legittimati ad agire in giudizio per richiederla (11.
23-24: Tazione qui attribuita a ), poi il divieto fatto
ai magistrati di impedire tale giudizio (11.24-28), infine le modalit
del giudizio (11. 28 sgg. e Cnidos v), parte, quest'ultima, che man
ca nel provvedimento rinvenuto a Rhosos.70
Gli editori di RS hanno giustamente puntualizzato che il singo
lo cittadino (il soggetto del cui volet) sicuramente non possedeva
il diritto di exactio, che apparteneva solamente al magistrato ro
mano: pertanto i due vocaboli e ' (1. 68) in
questo caso rendono i due termini latini actio e petilio, che com68

Vd. RS, pp. 21-22: Actions for the benefit of xht populus.
II termine integrato: vd. supra cap. 1, 4, commento alla 1. 68. Osserva
D. MANTOVANI, R problema d'origine dell'accusa popolare. DaUa quaestio unilate
rale alla quaestio bilaterale, Padova 1989, p 140, n. 67, che il cap. xcv della lex
Ursonensis sembra presupporre che la concorrenza fra privati e magistrati nella
petitio di una multa legale fissa sussista implicitamente ogni qualvolta sia nella
legge usata la formula cui volet. Sui processi recuperatoli per multa vd. anche
C. VENTURINI, Quaestio e multaepetitio neUa lex Ursonensis, Studia Historica. Historia Antigua 15 (1997), pp. 229-246 = MEP 1 (1998), pp. 79-102.
70
Seguo qui la schematizzazione di D. MANTOVANI, Rproblema d'origine, cit.,
P 124, n. 20. Un'analisi sommaria della sanctio della lex de provinciis praetoriis si
trova in L. MONACO, Persecutio piratarum. 1. Battaglie ambigue e svolte costituziona
li nella Roma repubblicana, Napoli 1996, part. pp. 127-133 e 137-143.
69

170

ANDREA RAGGI

paiono uniti a fine clausola ripetutamente in diversi testi di leges


romane.71
Nella parte iniziale della clausola diversi termini hanno nuova
mente creato difficolt di interpretazione ai commentatori del
l'iscrizione.
Per prima l'espressione ^: in generale,
in et ellenistica ha il senso di promozione, considerazione,
mentre il verbo presenta una variet di significati,72 cir
costanza che non aiuta certamente a trovare il significato esatto
della locuzione presente nel testo.
Roussel propone di correggere il testo in <> e tra
duce l'intera espressione ou connaitra d'une affaire en procdant
par contrainte; Festa pensa al latino per occupationern, De Visscher a per ambitionem (par faveur).*
Oliver suggerisce di considerare il termine come un derivato della
forma verbale nell'accezione che questa assume in un'iscrizione di
Delfi del 117 a.C. : portare di fronte ad un tribunale ;74 in latino quin
di l'espressione equivalente a sarebbe pr tribunali.
Gli editori di ARS75 suggeriscono di correggere il testo in
<>, per ricercare probabilmente il significato di transgression, infringement of a law (cfr. LSJ, S.V., rv.3).
Nell'incertezza, per cos dire, generale, avanzo anch'io due
71
Vd. RS, p. 311, comm. alle 11.35-36; p. 438, comm. al Ch. Lxxin, 11. 7-8; p. 505,
comm. ai Fragments (a) + (b) + (e), Face (ii), 11. 5-6. Per la contemporanea pre
senza dei termini actio e petitio cfr. lex Ursonensis cxxv, 11. 27-28; cxxvi, 11. 46-47;
cxxvin, 1. 30; cxxix 1. 37; cxxx, 11. 50-51; cxxxi, 1.13; CXXXII, 1. 32. Analisi di questi
termini in F. CASAVOLA, Actio petitio persecutio, Napoli 1965 e J. L. MURGA GENER,
PosibL significacion del trinomio actio petitio persecutio en las leyes municipales
romanas, in Estudios de Derecho Romano en honor de Alvaro d'Ors 11, Pamplona
1987, pp. 889-913. Di fronte ai risultati di queste indagini, bene comunque
tenere presente che la tricotomia actio petitio persecutio, quando ricorre in testi
legislativi, non vuole necessariamente indicare tre categorie di mezzi giudizia
ri rigorosamente delimitate le une dalle altre : esse sono invece impiegate, in
quel contesto di discorso, proprio perch dalla somma delle loro denotazioni si
viene a comporre un quadro di carattere onnicomprensivo al livello dei mezzi
giudiziari assimilabili alle azioni: M. TALAMANCA, Processo civile, a) Ovatto roma
no, in ED xxxvi (1987), pp. 1-79, part. p. 48, n. 344.
72
RC, p. 356.
73

P. ROUSSEL, Un Synen, cit., pp. 41 e 61, n. 3; PIRA I2, p. 313; F. D E VISSCHER, Le

statu, cit., p. 70, n. 50, e p. 75.


74
SylV 826 G, 1. 22: .
75

ARS,

p. 111, n. 5.

I BENEFICIA

171

ipotesi. Per il traduttore del provvedimento in greco, la locuzio


ne presente nel testo avrebbe forse dovuto rendere il latino ver
tisurpationem; altrimenti si pu pensare a ex praeiudicio/6 ma in
entrambi i casi mancano purtroppo testimonianze parallele.
Per integrare la lacuna iniziale di 1. 65, Schnbauer pensa ad un
verbo che significhi multet al dativo , oppure ad ,
anche se fa giustamente notare che un cambiamento cos vistoso
di tempo e di modo rispetto agli altri verbi presenti in queste li
nee sembra inammissibile.77
Oliver restituisce tentatively [], che corrisponde al
latino concedat.78 La restituzione, tuttavia, non occupa tutto lo
spazio a disposizione nella lacuna; inoltre, il confronto con la lex
deprovinciispraetoriis, dove dopo l'espressione
compaiono sempre dei verbi che rappresentano azioni di impe
dimento delle disposizioni della legge (, ),79 mi
sembra che non possa far accettare la proposta di Oliver.
La lex de provinoti praetois suggerisce un'altra forma verbale,
[]<>(= commisent), ma in questo caso andrebbero sup
posti troppi errori commessi da parte del lapicida. Ad ogni modo,
va restituito un verbo al congiuntivo aoristo; si pu quindi pensare
ad una correzione in -<> delle lettere visibili dopo la lacuna. Il
termine compare ripetutamente nella lexdeprovinispraetonis, ma qui decisamente fuori contesto. Non mi sembra pertanto
possibile rintracciare per il momento una restituzione plausibile.
Secondo Schnbauer, la disposizione presente alle 11. 69-70
intesa a prevenire gli abusi da parte dell'attore (dell'azione po
polare). Questi deve fornire delle garanzie, perch non pu con
impunit trascinare persone innocenti in processi tediosi e onero
si ed esporli al rischio della rovina: se fornisce garanzie idonee, il
provvedimento assicura che egli ricever l'opportunit di portare
la causa davanti alle autorit competenti.80
Ma l'interpretazione del passo non priva di difficolt. Roussel
cos traduce la frase: Pour cette [somme], si (le condamn) don76

Ringrazio il Prof. Mario Talamanca per i suggerimenti.

77

E. SCHNBAUER, Die Inschrift, cit., p. 208.

78

J. H. OLIVER, Notes on Documento, cit., p. 538.


^ Delphi e, 1. 21 e 1. 26; cfr. 1.18.

Vd. E. SCHNBAUER, Dielnschnft, cit., p. 208; cfr. F. D E VISSCHER, Lestatut,

cit., p. 72, n. 56.

172

ANDREA RAGGI

ne des cautions suffisantes, on les [acceptera?].81 In alcuni studi


recenti, il termine viene inteso come traduzione del lati
no vadimonio,*7' Quest'ultima tipologia di garanzie per fornita
sempre dal convenuto, mentre l'espressione che stiamo esami
nando va riferita all'attore.
Per questa ragione, mi sembra che l'interpretazione di. Schnbauer resti per il momento la pi valida, ritenendo che la frase
richieda all'attore di prestare delle cautiones sotto forma di satisdatiOy*3 cio con l'assistenza di garanti idonei, per non vedersi de
negare l'azione che intende promuvere per il recupero dell'am
menda prevista dalla clausola e in modo che si impegni a portarla
a compimento, altrimenti subisce il danno della perdita delle ga
ranzie fornite.84 In questo senso, il verbo all'infinito da supplire
nella lacuna centrale di 1. 70 potrebbe anche essere []
(vd. apparato critico); credo invece che sia da respingere la pro
posta di integrazione di Oliver per la lacuna iniziale di 1. 70,85 poi
ch qui si fa riferimento alla somma da esigere contemplata nelle
linee immediatamente precedenti.
81

82

P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 42.

Vd. D. NRR, Prozessuales aus dem Babatha-Archiv, in Mlanges de droit romain et d'histoire ancienne. Hommage la mmoire de Andr s/lagdelain, tudes coordonnes et rassembles par M. Humbert et Y. Thomas, Paris 1998, pp. 317-341,
part. p. 341, n. 135. E. METZGER, Litigation in Roman Law, Oxford 2005, p. 181, pur
richiamando la nota di Nrr, parla correttamente di una actio popularis offerta
nel testo a chi presenter garanzie sufficienti.
83
L'esegesi dei passi gaiani relativi alle garanzie fornite sotto forma di satisdatio durante la fase in iure del processo formulare svolta da D. MANTOVANI,
Un esempio dell'efficienza delia comunicazionegaiana. Gai. 4,88-102, SDHI 51 (1985),
pp. 349-366.
84
Resta il dubbio se il termine greco indicasse le garanzie personali
(praedes) reali {praedia), sempre prestate, comunque, da terze persone. Festa
in FIFA r\ p. 314, cos rende l'espressione di 1. 70: qui sponsores idoneos praebuent.
Per la resa in greco del latino praedia cfr. lexportoni Asiae, 11.102,106-107, no 124
Per la retroversione latina cfr. lex agraria, 1. 84: quei ex h(ac) l(ege) praedia dederit,
e supra p. 70, n. 140. Sulle testimonianze relative a praedia e praedes rinvio al
recente contributo di C. VAN GESSEL, Praedes, praedia, cognitores: lessurets
relles et personneles de Vadjudicataire du contrai public en droit romain (textes et
rflexions), in Tdches publiques et entreprise prive dans le monde romain, Actes du
Diplme d'Etudes Avances, Universit de Neuchtel et de Lausanne, 20002002, sous la direction de Jean-Jacques Aubert, Genve 2003, pp. 95-122, dove si
trover una bibliografia aggiornata in merito.
85
J. H. OLIVER; Notes on Documents, cit., p. 538.

CAPITOLO V

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS


i . U N NAVARCHUS

D S L L A M A R I N A M I L I T A R E PROMANA

NELLA TARDA REPUBBLICA 1

ELLE Marine delle citt greche il termine indica


va, come rivela la stessa etimologia, un comandante di una
nave, ma in epoca ellenistica mut progressivamente di signi
ficato fino ad assumere quello di ammiraglio comandante
di una squadra di una flottiglia di entit non determinata;2
indicava, invece, un comandante di una trireme,
per poi passare al significato di capitano di una nave oppure,
ma solo raramente, comandante di un esiguo gruppo di vascel
li.3 Perci i navarchi il pi delle volte erano secondi solamente al
comandante in capo e, come vedremo, occupavano anche nella
flotta romana una posizione di maggior prestigio e responsabilit
rispetto ai tnerarchi; che questi ultimi avessero ai propri ordini
una singola unit si evince dalla menzione del nome di una nave
a seguito della loro qualifica in alcune iscrizioni sepolcrali della
prima et imperiale.

1
Una versione del testo di questo paragrafo (fino a p. 189) stata discussa il
31 gennaio 2002 in un seminario nell'ambito del Dottorato di ricerca in Sto
ria Antica presso il Dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico (Pisa);
successivamente, grazie all'interessamento del Prof. Umberto Laffi, apparsa
come A. RAGGI, Navarchi e trierarchi neUa Manna romana in et tardo-repubblicana, RAL S. 9,13.3 (2002), pp. 419-431. Rispetto a questa pubblicazione, ho
apportato alcune modifiche al testo.

* Per C. G. STARR, The Roman Imperiai Navy, 31 B.C.-A.D. 324, Ithaca (N.Y.) 1941,

p. 40, ogni squadra era composta di sei dieci navi, ma vd. M. G. GRANINO
CECERE, C. luliusAug. I. Hilarus, navarchus, ZPE 109 (1995), pp. 289-297, part. p.
291, n. 24: la presenza di una divisione della flotta in squadroni, a capo dei quali
sarebbero stati i singoli navarchi non ha il supporto di nessuna testimonianza;
di certo una tale partizione documentata in et bizantina.
3
In generale vd.E. KIESSLING, Nauarchos una Nauarchie, in RE XVI.2 (1935), coli.
1889-1896; C. G. STARR, The Roman Imperiai Navy, cit., p. 39; M. REDD, Mare no
strum. Les infiastructures, k dispositi/et Vhistoire de la manne militaire sous VEmpire
romain, Rome-Paris 1986, pp. 541-542.

174

ANDREA RAGGI

Nella Marina romana questi due gradi rappresentavano le po


sizioni occupate dagli ufficiali sottoposti al vero e proprio ammi
raglio, L praefectus classis, che apparteneva all'ordine equestre, an
che se negli anni delle guerre civili repubblicane si trovano spesso
legati di rango senatorio al comando delle squadre navali (ad es. il
senatore C. Calvisius Sabinus al comando della flotta di Ottavia
no operante contro Sesto Pompeo). Nel 67 a.C, nel corso della
vasta operazione condotta contro la pirateria, Gn. Pompeo fece
uso di propri legati (), che potrebbero essere conside
rati precursori delle posteriori figure dei legati Augusti.4
La prima testimonianza epigrafica del termine praefectus classis
in greco si trova in un'iscrizione proveniente dalla citt fenicia di
Arado in onore di Decimus Laelius, (. 4), che
Cesare riferisce essere stato preposto da Gn. Pompeo al comando
della flotta in Asia.5 Pochi anni dopo, precisamente nel 43 a.C., il se
nato confer a Sesto Pompeo la carica di praefectus classis et orae maritimae, come attestano le leggende di alcune emissioni monetali.6
Un'iscrizione commemorativa della consacrazione di una nave
di Cos, che si data all'82 a.C, riporta i nominativi di un navarco e
di un trierarco dopo il nome di A. Terentius Varr, comandante
della flotta romana in Asia.7
4

Vd. APP., Mithr. 431, e C. G. STARR, The Roman Impenal Navy, cit., p. 3; cfr.

L. BREGLIA PULCI DORIA, I legati di Pompeo durante la guerra piratica, AFLN

13 (1970/71), pp. 47-66. Alcune iscrizioni trovate a Cirene attestano il titolo


(= kgatus pr praetore) per Cornelius Lentulus Marcellinus, legato di Gn. Pompeo nelle acque del Mar Libico nel 67 a.C: vd. J.
REYNOLDS, Cyrenaica, Pompey and Cn. Cornelius Lentulus Marcellinus, JRS 52
(1962), pp. 97-103. Il termine praefectus classis presente in Livio fin dal tempo
delle guerre annibaliche: cfr. Liv. xxvi, 48.7; XXVII, 5.1; XXLX, 25.5.
5

IGRR m, 1018 = IGLS vii, 4008; CAES., beli civ. m, 5.3. C. G. STARR, The Roman

Imperiai Navy, cit., p. 3 e n. 9, attribuisce perci riscrizione al 49/48 a.C, ma


sulla datazione sussistono dubbi: cfr. il commento di J.-P. Rey-Coquais in IGLS
vn, p. 33.
6
RRC 511. In generale vd. i riferimenti in APP., b.c. w, 298; iv, 353; iv, 394; iv,
404; CASS. DIO XLVI, 40.3 e XLvm, 17.1; VELL. 11, 73.2. Il termine praefectus classis

attestato pochi anni prima della battaglia di Azio in un'iscrizione (CIL in, 7*6
= ILS 891 = ILLRP 433) proveniente da Mitilene in onore di M. Titius, console
designato per il 31 a.C (MRR II, pp. 409 e 420); per la datazione vd. J.-L. FERRARY,
Les inscriptions du sanctuaire de Claros en Vhonneurde Romains, BCH 124 (2000),
pp. 331-376, part. pp. 355-357.
7
IGRR 1, 843 = I. Kalchedon 15, 11. 2-6, proveniente da Hieron, nella regione

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

175

In una lastra di marmo rinvenuta nel 1924 a Velletri presente


una dedica bilingue fatta da quei militant Caesari navarchi et trierarchi, in greco ,
vale a dire dagli ufficiali (non dai marinai, come erroneamente
affermato dal curatore dell'iscrizione nei Suppl. IL 11, p. 46) al loro
comandante superiore di grado, H praefectus, classis (
) . Mindius Marcellus, molto probabilmente veliterno
come Ottaviano e suo grande amico.8 L'iscrizione si data al perio
do compreso tra la sconfitta di Sesto Pompeo a Nauloco (36 a.C),
perch da Appiano sappiamo che Mindius Marcellus era presente
nella flotta di Ottaviano durante il bellum Siculum, e l'assunzione
del titolo di Augusto da parte di Ottaviano stesso (27 a.C), e costi
tuisce una testimonianza inequivocabile non solo della presenza
di ufficiali di origine greca a bordo delle navi romane, ma anche
della gerarchia esistente nella Marina militare romana nella tarda
repubblica.9
Alla fine del 1 sec. a.C. non poteva quindi conside
rarsi la traduzione ufficiale in greco del termine praefectus classis,
come invece afferma ii un recente articolo il Saddington.10 La
confusione nasce dalle pagine degli storici antichi che trattano di
questo periodo, Appiano e Cassio Dione in particolare, dove non
si trova mai utilizzata la locuzione , mentre
viene usato sia nel senso di comandante di una squadra,
sia nel senso di ammiraglio praefectus classis ; con questo significa
to per adoperato anche il termine . Senza dubbio,
nell'et di transizione tra repubblica e principato, la terminologia
giuridico-istituzionale relativa agli ufficiali comandanti la flotta
di Calcedonia: [][] / []
/ , / [
],
/ [] []. Terentius Vano era legatus () del pro
pretore Licinius Murena.
8
Suppl It. 11, 8; cfr. AnnEpigr 1925,93. Su Mindius Marcellus vd. [F.] MUNZER,
Mindius, in RE xv (1932), coli. 1772-1773, nr. 5; R. SYME, The Roman Revolution, cit.,
pp. 132 e 236; E. GABBA, Appiani, cit., p. 173.
9

Vd. APP., b.c. v, 422, dove Mindius Marcellus definito


. C. G. STARR, The Roman Imperiai Navy, cit., p. 38, ritiene che riscrizio
ne si collochi a year or two before the battle of Actium.
10
D. B. SADDINGTON, Praefecti classis, orae maritimae and ripae of the Second
Triumvirateand the Early Empire, JRGZ 35.1 (1988) [1991], pp. 299-313, part. p. 299.

176

ANDREA RAGGI

romana era ancora fluttuante, ma le testimonianze sopra citate


mostrano che essa si andava ormai definendo, finch non giunse
ad acquisire una propria fisionomia particolare in et imperiale."
La presenza nella Marina romana di termini in uso nel mondo
greco non deve meravigliare: noto, infatti, il debito che Roma
ebbe sempre, in epoca repubblicana, nti confronti non solo della
tecnica e dell'esperienza marinara dei Greci, ma anche della loro
potenza navale, specialmente quella delle citt portuali dell'Egeo
e dell'Asia Minore, che, per tradizione e capacit, furono sempre
in grado di armare vascelli da guerra e ripetutamente combattero
no con le loro navi a fianco dei Romani.12 In letteratura13 si a pi
riprese sottolineata la mancanza di una politica navale da parte di
Roma a partire dagli anni immediatamente successivi alle guerre
puniche, evidenziando da una parte la diminuzione progressiva
della potenza navale romana nel secondo secolo, dall'altra la vo
lont del senato di distruggere le flotte dei regni ellenistici con i
quali via via Roma si scontrava senza preoccuparsi minimamente
di riempire il vuoto che si creava e di contrastare la minaccia della
pirateria. Come sostiene Redd,14 il difetto principale della Mari
na romana nella tarda et repubblicana era l'assenza di continuit
nell'organizzazione della flotta, sempre improvvisata e provviso
ria: la mancanza di arsenali (i navalia di Ostia furono colpiti da un
fulmine nel 44 a.C.) e di basi militari permanenti, che vennero fis
sate solo con l'istituzione delle due flotte italiche di Ravenna e di
Miseno ad opera di Augusto,15 faceva s che per ogni nuova ope11
Sulle diverse accezioni di vd. . J. MASON, Greek Terms, tic,
p. 69. Per l'et imperiale, quando il grado di navarco perse progressivamente
di importanza, vd. i contributi di M. REDD, La Rangordnung des manns, in La
hirarchie (Rangordnung) de Yarm.it romaine sousLHaut-Empire, Paris 1995, pp.

151-154, e ID., Les Manns, in G. ALFLDY, B. DOBSON, W. ECK, Kaiser, Heerund

Gesellschafi in der rmisien Kaiserzeit. Gedenkschrififir Eric Birley, Stuttgart 2000,


pp. 179-189.
12
A pi riprese le fonti menzionano costruzioni navali in Asia, Licia, Panfilia,
Ciucia, Siria: vd. M. REDD, Mare nostrum, cit., p. 311, n. 7.
13

C. G. STARR, The Roman ImpenalNavy, cit., pp. 1-10; J. HARMAND, L'armeet

le soldat Rome de 107 a50 avant notre re, Paris 1967, pp. 213-221.
14
M. REDD, Mare nostrum, cit., pp. 457 sgg., part. 463-465, con letteratura
precedente.
15
ancora aperta la discussione sulla data precisa dell'istituzione delle due
flotte italiche, ma sicuramente si colloca dopo Azio e prima del 12 a.C, anno

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

177

razione navale si dovesse allestire una flotta a hoc, costruendo


richiedendo navi agli alleati e reclutando ex novo gli equipaggi e
gli ufficiali, spesso male addestrati poco esperti ( sintomatico il
fatto che le navi romane, secondo quanto riferiscono Appiano
Cassio Dione, spesso non erano in grado di affrontare una qual
siasi tempesta in mare). Un episodio riferite d2 Plutarco esem
plificativo della diffidenza che i Romani mostravano nei confron
ti del combattimento per mare: prima della battaglia di Azio un
centurione dell'esercito, veterano di molte battaglie, si rivolse ad
Antonio esprimendogli il desiderio di combattere sulla terra e di
lasciare il combattimento per mare agli Egiziani e ai Fenici.16
Le testimonianze che riferiscono di aiuti navali forniti dalle
comunit greco-orientali ai Romanici infittiscono a partire da'gli anni delle guerre mitridallche e della guerra sociale, quando
la crisi delle istituzioni repubblicane coinvolse anche il territorio
asiano. Il potenziale navale orientale era indubbiamente superio
re a quello occidentale e pertanto tutti gli imperatores effettuaro
no le loro requisizioni, spesso frettolose, a spese delle comunit
greche, asiane, egiziane, cirenaiche e siro-palestinesi; ne conse
gue che le flotte romane dell'ultimo secolo della repubblica era
no quasi sempre costituite da navi greche greco-orientali.17 Tra
gli episodi pi significativi ricordiamo l'invio, da parte delle citt
d'Asia Minore, di rinforzi navali a Roma durante la guerra sociale
in Italia.18 Nell'83 a.C. Siila port in Occidente le 70 navi cedute
da Mitridate in base al trattato di Dardano e, nello stesso anno,
Murena ordin a varie citt costiere di costruire un certo numero
di navi da utilizzare in futuro.19 Sempre nello stesso periodo, per
della morte di Agrippa. In generale vd. M. REDD, Mare nostrum, cit., pp. 177,
186-188 e 490-491.
16

17

PLUT., Ant. 64, 2-3.

Per il potenziale navale dei Romani nel periodo che qui interessa vd. l'an
cora utile J. KROMAYER, Die Entwicklung der rmischen Flotte vom Seeruberkriege
des Pompeius bis zur Schlacht voti Actium, Philologus 56 (1897), pp. 426-491, part.
432-449
18
Per le navi inviate da Eraclea Pontica vd. MEMNON, FGrHist 434, F 21 (il
rientro in patria avvenne dopo undici anni); da ultimo, esame del passo in E
SANTANGELO, Meninone di Eraclea e il dominio romano in Asia Minore, Simblos.
Scritti di storia antica 4 (2004), pp. 247-261, part. pp. 255-256. Per Smirne vd.
TAC, Ann. TV, 56.
19
APP., Mithr. 222 e 240; PLUT., SuUa 22. Su Murena vd. O c , Verr. 1, 89.

178

ANDREA RAGGI

la precisione nel 78 a.C, il se. de Asclepictde concesse a tre Greci


provenienti dalle citt di Clazomene e Mileto in Asia e Caristo in
Eubea una serie di privilegi ed esenzionifiscaliper l'aiuto prestato
con le loro navi alla repubblica romana
; da osservare che il Mommsen propose di integra
re nella lacuna finale di 1. 6 della versione in greco
e magistros nel testo latino, mentre il Bruns propose nauarchos.2,0
Si possono ricordare ancora le navi greco-orientali raccolte da
Lucullo per conto di Siila in Libia, Egitto, Fenicia, Siria, Cipro e
Panfilia quando Mitridate, occupando l'Asia Minore, impediva
alle citt greche di fornirne a Roma, quelle al seguito di Gn.
Pompeo nel 67 a.C, durante la spedizione contro la pirateria.21
curioso osservare come lo stesso Lucullo avesse ostacolato ap
provazione di un senatus consultum che stanziava una somma da
investire nella costruzione di una flotta da utilizzare contro Mitri
date, affermando che le navi fornite dagli alleati orientali erano pi
che sufficienti alle sue necessit.22 Contingenti provenienti dalla
Siria, paese d'origine di Seleuco, erano quasi sempre presenti tra
le forze navali romane: li troviamo ancora al seguito di Pompeo,
oppure in rinforzo a Cesare nel corso del bellum Alexandrinum.7*
Nel 31 a.C. ad Azio, teatro dell'ultimo combattimento che op
pose i contendenti per la conquista del potere a Roma alla fine
dell'et repubblicana, si svolse una grande battaglia navale. Que
sto avvenimento emblematico della situazione che si era venu
ta a creare negli ultimi anni delle guerre civili, quando le forze
navali disponibili nel Mediterraneo videro un accrescimento con
siderevole: il controllo dei mari era diventato quasi determinante
20

Vd. apparato critico in A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 77 e 81; sulla
datazione del bellum Italicum vd. supra cap. 1, 4, commento alle 11.12,-13.
31
Lucullo: PLUT., Lue. 2, 2 e 3, 3; APP., Mithr. 131 (
, , ) e 226. Pompeo: APP., Mithr. 428431; PLUT., Pomp. 25-26; Cic, ad Att. ix, 9.2; cfr. FLOR. I, 41.8. Per l'aiuto fornito
da Rodi a Roma nel, corso delle guerre mitridatiche vd. IGRR TV, 1111 e 1113-1115.
22
PLUT., Lue. 13, 4, negli anni della terza guerra mitridatica.
23
Vd. CAES., beli civ. in, 3 e m, 101 (49-48 a.C); beli Alex. 1,1. Per queste ulti
me considerazioni cfr. P. RUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 43-45, part. p. 44: forse in
C. Iulius Menoes, cittadino siriano di Antiochia sulTOronte nominato in CIL IX,
41 (vd. infra nota 32), bisogna individuare un ufficiale di Marina che ricevette la
civitas Romana ad opera di Ottaviano?

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

179

per assicurarsi il dominio dell'Impero e non solo era indispensa


bile per trasportare truppe e controllare i porti (soprattutto Brin
disi),24 ma anche per la sopravvivenza delle parti in conflitto, mi
riferisco in questo caso al bellum Siculum, il prolungato scontro
tra le flotte di Ottaviano e di Sesto Pompeo, nel quale la posta in
gioco erano i convogli di grano provenienti dalie isole che rifor
nivano Roma.25 La spartizione dell'ormai vasto dominio romano
tra parte orientale, affidata a Marco Antonio, e parte occidentale,
governata da Ottaviano, con il Mare Adriatico a rappresentare
la frontiera, aveva creato uno squilibrio geografico e politico26 e
accentuato la necessit di avere a disposizione flotte potenti. Si
rammenti come negli anni del ed. secondo triumvirato gli incon
tri di pacificazione tra gli aspiranti al potere assoluto si svolsero
tutti in localit portuali (Brindisi, Miseno, Taranto).
Appiano e Cassio Dione tramandano che, fino a quando Mar
co Antonio non riprese possesso delle province orientali dopo la
morte dei Cesaricidi, in Italia i triumviri patirono la mancanza di
una flotta adeguata a contrastare da una parte il dominio di Domizio Enobarbo nell'Adriatico, dall'altra quello di Sesto Pompeo
nel Tirreno.27 Finalmente, nell'estate del 40 a.C, M. Antonio si
present nell'Adriatico con una flotta di 200 navi, che si era pro
curato quasi certamente in Siria.28 Da questo momento in poi la
24

Brindisi svolgeva un molo chiave perch, oltre ad essere il porto di accesso


all'Italia, nel quale le truppe venivano sbarcate, permetteva di sorvegliare il
passaggio dell'Adriatico e la rotta verso la Grecia e l'Oriente: M. REDD, Mare
nostrum, cit., p. 310; cfr. ad es. CAES., beli. civ. in, 23 sgg.; APP., b.c. 11, 239; n, 242;

v, 235-237.
25
Cfr. APP., b.c. v, 72; v, 280; v, 304-305; CASS. DIO XLVIII, 18.1; XLVIII, 20.1;
XLvni, 31.1; VELL. 11,77.1; OROS. VI, 18.19; FLOR. 11,18.

26

L'espressione di M. REDD, Mare nostrum, cit., pp. 486-487.


Mancanza di navi da inviare contro Sesto Pompeo: APP., b.c. iv, 358 (inizi
del 42 a.C); le flotte repubblicane dominano il mare dopo Filippi: APP., b.c.
v, 4-9 (fine del 42 a.C); Domizio Enobarbo cattura e incendia alcune triremi
di Ottaviano a Brindisi: APP., b.c. v, 104 (41 a.C); Ottaviano privo di navi da
guerra: APP., b.c. v, 221 (40 a.C). Lafiguradi Sesto Pompeo negli anni crucia
li dello scontro con Ottaviano stata recentemente esaminata da K. WELCH,
Sextus Pompeius and the Res Publica in 42-39 BC, in Sextus Pompeins, editors A.
Powell and KL Welch, London 2002, pp. 31-63.
27

18

APP., b.c. v, 230; PLUT., Ant. 30,3; cfr. T. R. S. BROUGHTON, Roman Asia Mi

nor, in ESAR rv, Baltimore 1938, pp. 499-918, part. p. 586, n. 41.

ANDREA RAGGI

presenza di navarchi trierarchi di origine greca greco-orientale,


per la maggior parte liberti, trai comandanti delle flotte di M. An
tonio e Ottaviano un fatto costante e ampiamente attestato dal
le pagine dei due storici di lingua greca.29 In seguito all'accordo di
Taranto (37 a.C), M. Antonio cedeue ad Ottaviano 120 delle sue
300 navi provenienti daiiOriente per portare l'attacco decisivo a
Sesto Pompeo: tra i comandanti di queste navi forse si trovava
anche Seleuco di Rhosos.30
Conosciamo pochissimo, per non dire quasi niente, riguardo
alla progressione di carriera di questi comandanti di navi, al loro
trattamento economico e alla considerazione che ricevevano
nella societ della prima et imperiale.31 possibile invece fare
alcune considerazioni sulla loro provenienza, le loro motivazioni
e il loro status nella tarda et repubblicana alla luce della docu
mentazione epigrafica da me raccolta.
La discussione in letteratura si incentrata sulla difficolt nel de
terminare con certezza lo status giuridico sia dei comandanti sia
dei semplici marinai appartenenti alle flotte italiche dal momento
della loro istituzione in poi. Gli studiosi, sulla base dell'esame dei
dati onomastici ricavabili dalla scarsa documentazione epigrafica
di et augustea e tiberiana,32 si sono divisi in due gruppi contrap29
Vd. D. B. SADDINGTON, Praefecti classis, cit., pp. 299-301. Fu comunque Se
sto Pompeo a fare un uso maggiore di liberti greco-orientali come comandanti
delle proprie navi, in conseguenza delle circostanze speciali nelle quali fu ob
bligato ad operare; alcuni suoi navarchi defezionarono per passare dalla parte
di Ottaviano: esemplare il caso di Menodoro/Menas (vd. infra). Per un elenco
prosopografico dei partigiani di Sesto Pompeo vd. B. SCHOR, Beitrge zur Geschichte des Sextus Pompeius, Stuttgart 1978, pp. 88-174 (lista dei liberti a p. 78).
30
Sulle 120 navi di M: Antonio vd. APP., b.c. v, 387; v, 396; v, 406; CASS. DIO

XLVIII, 54.2; XLIX, 1.1 e XLIX, 1.5-6; PLUT., Ant. 35, 7. Di queste navi Ottaviano ne

restitu nell'inverno del 36 a.C. solo 70, perch 60 furono perse nello scontro
contro il figlio di Pompeo Magno: APP., b.c. v, 537 e v, 577; CASS. DIO XLIX,
14.6 (su cui E. GABBA, Appiani, cit., p. 232). Diversi autori ritengono probabile
la presenza di Seleuco nelle navi inviate da M. Antonio: vd. supra cap. 1, 4
commento alle 11.12-13.
31
Constatazione della M. G. GRANINO CECERE, C. lulius, cit., p. 291.
32
Le iscrizioni dove lo status giuridico dei personaggi menzionati incerto
sono le seguenti:
CIL vi, 8928 = ILS 2821 (da Roma): Caspius / trierarchus / Ti. Caesaris hic/
situs est;

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

l8l

posti: da una parte, facendo seguito al pensiero di Mommsen, si


ritenuto che Augusto avesse organizzato le due flotte italiche
come un possesso privato del pnnceps, impiegando perci nella
flotta appartenenti alla^milia Caesaris, non solo liberti (testimo
niati dalle iscrizioni e dalle fonti letterarie) ma anche schiavi im
periali (opinione condivisa da Wickert, Sander, Vveaver, Chantraine e Vitucci); dall'altra, si intesa la flotta come un'istituzione
pubblica, dove non era assolutamente contemplato l'utilizzo di
schiavi (a questa tesi aderiscono Cichorius, Starr, Kienast, Pan
ciera, Redd).33
In effetti, la sequenza onomastica nome + Caesaris + funzione
ricoperta (tnerarchus navarchus) senza praenomen e patronimico
sembrerebbe favorire la tesi di coloro che ritengono che almeno
alcuni tnerarchi servirono nella Marina romana nella condizione
di schiavi, tesi rafforzata, a loro modo di vedere, dalla presenza del
suffisso di appartenenza in -ianus in una delle iscrizioni citate in
nota (CIL xn, 257, da confrontare con CIL VI, 8927 = ILS 2823: Ti. Iulio
Aug(usti) l(iberto) Hilaro / navdrcho Tiberiano / Claudia Basilea / viro
suo; si tratta di un agnomen secondo cognomen, segno di passaggio
CIL vi, 8929 = ILS 2820 (da Roma): Helios Caesaris tnerarchus;
CIL EX, 41 = ILS 2819 (da Brindisi): Iulia Cleo/patra quae et / Lezbia C. Mi Me/noetisf. Antiochensis / Syriae ad Daphnem / uxor Malchionis / Caesaris tnerarchi
de / tnere Triptolemo;
CIL xn, 257 = ILS 2822 = ILN Frjus 13: Antho Caesaris / tnerarcho Liviano / C.
lulius Iasof(aciendum) c(uravit);
CIL v, 1048 = Inscr. Aquil 11, 2821: Sestia (uxor) / Lini tr(ierarchi) / [d]e lib(urna)
Augusta).
Altre iscrizioni menzionano alcuni tnerarchi come liberti:
CIL x, 3357 = ILS 2817 (da Miseno): C. Iulio Caesaris / l(iberto) Automato
trerar(cho) / Iulia C. Ifberta) Plusia soror / jecit et nbi et suis;
CIL x, 3358 = ILS 2818 (da Miseno): Ti. lulius Aug(usti) et August(ae) l(ibsrtus)
Diogenes tr(ierarchus) / sibi et Nigidiae Eutychiae / coniugi et suis, Nigidia Eutychia
I S[ta]benae C. l(ibertae) Margaritae amicae / suae. H(oc) m(onumentum) h(eredem)
n(on) s(equetur).
da tenere presente che non si hanno certezze sulla precisa collocazione
cronologica di queste testimonianze epigrafiche: alcune potrebbero appartene
re all'et di Caligola (ad es. CIL xn, 257 e CIL X, 3357).
33

M. REDD, Mare nostrum, cit., pp. 473-486; K.-W. WELWEI, Unfreie im antiken Kriegsdienst, in: Rom, Stuttgart 1988, pp. 44-55; M. G. GRANINO CECERE, C.
Mius, cit., pp. 289-290, dove possibile ritrovare tutti i riferimenti riguardo agli
autori citati nel testo.

182

ANDREA RAGGI

di propriet poich indicava il nome del vecchio proprietario del


lo schiavo). Ma il recente studio di Welwei, che riprende alcune
conclusioni di Panciera, ha prospettato una nuova soluzione al
problema, affermando che gli ufficiali di Marina di condizione per
noi incerta siano da ritenersi peregni. A sostegno di questa tesi
a considerazione che nel formulario onomastico t peregni non
sempre veniva aggiunto il patronimico. Inoltre pco probabile
che i personaggi nominati nelle iscrizioni fossero liberti perch,
se di tale condizione, avrebbero sicuramente fatto notare il loro
avanzamento sociale, come accade per il navarchus e i due tnerar
chi liberti delle iscrizioni citate supra in nota. Una prova forse deci
siva data dalla somiglianza della sequenza onomastica dei nostri
tnerarchi con la nomenclatura adottata dagli appartenenti al corpo
paramilitare dei corporis custodes, operante nella prima et imperia
le: nome + Caesaris + funzione ricoperta (corporis custos) + agnomen
(vd. ad es. CIL VI, 4437: Sinnio / Caesar(is) corpore [= corporis] custos
/ Drusianus). Studi recenti fanno ritenere che i corporis custodes fos
sero sicuramente peregrini e non di condizione servile.34
Se consideriamo la tarda et repubblicana, da tenere presente
che la sequenza onomastica nome + Caesaris + funzione rico
perta pu essere ricondotta alle caratteristiche stesse e al ruolo
speciale avuto dalla flotta romana nel periodo delle guerre civili.
Come afferma Panciera, i marinai e gli ufficiali dovettero sentir
si in quegli anni pi legati al loro comandante in capo, con un
vincolo quasi personale, che allo stato: si rammenti riscrizione
onoraria di Velletri citata sopra, dedicata da navarchi e tnerarchi di
condizione quasi sicuramente libera, dove il quei militant Caesari
( ) navarchi et tnerarchi pu considerarsi
equivalente a Caesaris navarchi et (Caesaris) trierarchi, denomina
zioni che forse ebbero un uso limitato nel tempo.35 Esemplificati-,
34
Per queste considerazioni vd. K.-W. WELWEI, Unfreie, cit., pp. 48-49 e 51-52
(dove si fa presente che la posizione del termine Caesaris rispetto alla funzione
ricoperta non era rigida); cfr. M. G. GRANINO CECERE, C. Iulius, cit., p. 291. Sui
corporis custodes vd. H. BELLEN, Diegermanische Leibwache derromischen Kaiser des
julisch-claudischen Hauses, Mainz-Wiesbaden 1981. Da notare che in D. 49,16, 8
(ULP. 8 disput.) e 49,16,11 (MARC. 2 reg.) la schiavit considerata incompatibile
con il servizio militare.
35
Cfr. S. PANCIERA, Gli schiavi nelleflotteaugustee, in Atti del Convegno Inter
nazionale di Studi sulle Antichit di Classe, Ravenna 14-17 ottobre 1967, Ravenna

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RKOSOS

1S3

va in questo caso l'iscrizione trovata a Rhosos, nella quale Ot


taviano nelle due lettere del 31-30 a.C. definisce per ben tre volte
Seleuco figlio di Teodoto (11. 76, 8i e 88), qualifica
collegata in due casi al verbo .36
La provenienza sociale dei marinai e degli ufficiali greco-orien
tali che militarono nella Marina romana nella iarda et repubbli
cana non sempre depone a favore di una loro integrazione come
liberi: infatti le fonti spesso attribuiscono loro il poco lusinghiero
appellativo di pirati. Cos il liberto Menodoro (chiamato anche
Menas), che svolse un ruolo importante nel bellum Siculum, de
finito da Plutarco un , forse catturato durante la cam
pagna di Gn. Pompeo nel 67 a.C.;37 nello stesso personaggio di
Seleuco di Rhosos Giacomo Manganaro ha voluto ravvisare un
ex-pirata, rilevando in Orosio un omonimo che fu. a capo di pirati
cilici e al servizio di Mitridate Eupatore negli anni 72-70 a.C.38 Si

1968, pp. 313-330, part. pp. 325 sgg.; C. G. STARR, The Roman Imperiai Navy, cit., p.
44; E. GABBA, L'et tnumvirale, cit., p. 799: il militare finiva per considerarsi miles Caesaris miles Cn. Pompei e, stabilitosi cos fra soldati e generale un vincolo
personale, l'esercito cessava d'essere dello stato per divenire privato.
36
Cfr. anche le espressioni classis mea, exercitus meus e militum meorum in
Auc, Res gestae 26, 4; 30, 2; 15,3, con le osservazioni di S. PANCIERA, Gli schiavi,
cit., p. 317, che non cita, come la maggior parte degli studiosi, l'iscrizione di
Rhosos: l'aggettivo possessivo non indica possesso, ma vanto, esprime orgo
glio di comandante, non di proprietario. Per una corretta interpretazione del
termine (those campaigning with) vd. C. P. JONES, Events
surrounding the bequest ofPergamon to Rome and the Revolt ofAristonicos: new inscrptionsfrom Metropolis, JRA 17 (2004), pp. 469-485, part. p. 480.
37
PLUT., Ant. 32,1; cfr. 32, 6. Vd. E. MARTI, Die Rolle der Seeruber unter den
Anhangern des Sextus Pompeius, in Sozialkonomische Verhltnisse im alten Orient
una im klassischen Altertum, hrsg. von H.-J. Diesner, R. Gunther und G. Schrot,
Berlin 1961, pp. 208-216, part. p. 214. VELL. , 73.3 considera pertanto Menodoro
liberto di Gn. Pompeo; ma cfr. le osservazioni di R. SCUDERI, Commento a Plu
tarco, Vita di Antonio, Firenze 1984, p. 69.
38
ORQS. VI, 3.2: archipirata Seleucus. Vd^jj. MANGANARO, A proposito, cit., p.
294 e n. 20 per le testimonianz". Contro?. DE SOUZA, Piracyin the Graeco-Roman
World, Cambridge 1999, p. 127: questo Seleuco probabilmente non era a pirate, but rather a mercenary leader, or even a general. Sempre in Orosio si ricor
da un archipirata della Cilia, Agamennone (non menzionato da P. DE SOUZA,
Piracy, cit.), che si era posto al servizio degli Ascolani nel 90 a.C. (OROS. V, 18.10;
cfr. Diop. XXXVII, 16): per un commento all'episodio vd. U. LAFFI, Asculum 1.
Storia di Ascoli Piceno nell'et antica, Pisa 1975 (ristampa 1982), p. xxv, n. 56. Lo
stesso Tarcondimoto, il dinasta cilicio beneficiato da Gn. Pompeo, viene defl-

84

ANDREA RAGGI

rammenti tuttavia che la guerra contro Sesto Pompeo era pre


sentata nella propaganda di Ottaviano, e tale sempre rimase nella
versione ufficiale, come una guerra contro pirati, schiavi fuggitivi
e disertori.39 Inoltre, la condizione originaria dei navarchi e dei
tnerarcki risulta essere assai varia.
Certamente alcuni di loro erano esperti capitani di mare che le
citt greche inviarono con le loro navi in aiuto ai Romani ( il caso
dei tre Greci onorati con il se. de Asclepiade); essi avevano svolto
prima di passare al servizio di Roma la funzione di navarchi nelle
loro patrie di origine: un esempio lo abbiamo visto sopra nel caso
dell'iscrizione commemorativa della consacrazione della nave di
Cos. Questa mi sembra la situazione tipica degli anni della guerra
sociale e delle guerre mitridatiche. Altri, per cos dire navarchi di
professione,40 si erano posti individualmente al servizio dei coman
danti romani, attirati dalla possibilit di ottenere guadagni mate
riali dalle campagne di guerra; il gi ricordato forte legame che
instaurarono con il comandante in capo potrebbe spiegare la loro
presenza nella flotta romana negli anni del ed. secondo triumvi
rato. Alcuni di loro in tempo di pace avevano svolto la profes
sione di armatori spedizionieri marittimi; abbiamo notato, ad
esempio, che nel provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos si
prevedono alcune esenzioni sui dazi di esportazione importa
zione di beni ' (1. 48). Nello
svolgimento delle loro funzioni nelle citt di origine i navarchi po
tevano anche riscuotere un ampio consenso sociale: Neileo, un
nito pirata in LUCAN. IX, 224. M. MARTINA, Le clienteL piratiche di Pompeo, in La
rivoluzione romana. Inchiesta tra gli antichisti, Napoli 1982, pp. 175-185, part. pp.
175-176, ritiene che una nutrita schiera di dati e di fatti prova l'esistenza di
rapporti clientelali tra Gn. Pompeo e i pirati e che anche Sesto Pompeo fond
la sua potenza marittima sulle clientele piratiche paterne.
39
U. LAFFI, Senatori prosciolti: a proposito di un provvedimento poco noto del 33
a.C. (Cassio Dione, XLIX, 43,5), Athenaeum 82 (1994), pp. 41-52 = ID., Studi di
storia romana e di diritto, Roma 2001, pp. 587-603, part. p. 44. Sulla guerra di pro
paganda contro Sesto Pompeo, vd. anche P. DE SOUZA, Piracy, cit., pp. 185-195
alquanto scettico nei confronti delle conclusioni di E. MARTI, Die RoRe, cit.
40
L'espressione utilizzata da M. A. LEVI, La grande iscrizione, cit., p. 119, in
riferimento a Seleuco di Rhosos. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 44, riprendendo
unafrasedi B. HAUSSOULLIER, tudes sur Vhistoire de Milet et du Didymeion, Paris
1902, p. 248, considera questi navarchi come des particuliers qui ont offert
Rome leurs services et leurs vaisseau.

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

185

menzionato in un'iscrizione trovata nell'isola di Lemno, ma proveniente forse da Chio (datazione: a.C. -1 d.C), ven
ne onorato come patrono dagli (piccoli commercianti
e bottegai dell'agor) probabilmente per le sue funzioni politicomilitari, quale protettore dei dedicanti nei confronti delle minac
ce che i pirati arrecavano alle loro attivit commerciali via mare.4:
A mio parere da ritenere pi fondata l'ipotesi che gli ufficiali
di origine greco-orientale che militarono nella flotta romana nel
la tarda et repubblicana e nel primo principato fossero peregrni
liberti. Un utilizzo degli schiavi pu essere ipotizzato per fun
zioni di grado inferiore (ad es. come rematori), ma va rilevato
che le fonti riferiscono che i 20.000 schiavi arruolati per necessi
t da Ottaviano alla fine del 37 a.C. vennero liberati prima della
loro integrazione nella flotta.42 In ogni caso, se l'ipotesi che alcuni
tnerarchi servirono nella flotta romana come schiavi pu anche
trovare qualche fondamento,43 ci da escludere per i navarchi.
Infatti, per quanto di mia conoscenza, non vi sono attestazioni
che possano far dubitare che lo status giuridico dei navarchi sia
stato inferiore a quello di peregrini liberti.
La promozione a navarco nella Marina militare romana forse
comportava l'automatico affrancamento dell'ufficiale di fresca
41
L'iscrizione IG xn 8, 16. Vd. L. ROBERT, Trois inscriptions de l'Archipel,
REG 42 (1929), pp. 20-38 = OMS 1, pp. 530-548, part. pp. 32-38, le precisazioni
della L. CRACCO RUGGINI, La vita associativa nelle atta dell'Oriente greco: tradizioni
locali e influenze romane, in Asnmilation et rsistance la culture grco-romaine dans
le mond ancien. Travaux du vf Congrs International d'tudes Classiqu.es, runis et
prsents par D. M. Pippidi, Bucuresti-Paris 1976, pp. 463-491, part. p. 481, n. 67,
e soprattutto di H. W. PLEKET, Urban elites and business in the Greek part ofthe
Roman Empire, in Trade in the Ancient Economy, ed. by P. Garnsey, K. Hopkins
and C. R. Whittaker, London 1983, pp. 131-144, part. p. 135.
42

SUET., Aug. 16; CASS. DIO XLVIII, 49.1; XLIX, 1.5. Una delle clausole del patto

di Miseno stabiliva che gli schiavi della flotta di Sesto Pompeo venissero libe
rati: APP., b.c. v, 307; CASS. DIO XLVIII, 36.3. Su queste testimonianze vd. K.-W.
WELWEI, Unfireie, cit., pp. 52-55. S. PANCIERA, ree. a D. Kienast, Untersuchungen zu
denKriegsflotten derrmischenKaiserzeit, Bonn 1966, RFIC 96 (1968), pp. 475-478,
part. p. 477, nega che come rematori potessero venire utilizzati schiavi.
43
H. CHANTRAINE, Kaiserliche SMaven im rmischen Flottendienst, Chiron
1
(1971), pp. 253-265, part. pp. 264-265, afferma che i trierarchi nominati nelle
iscrizioni citate supra alla nota 32 non comandavano unit regolari della flotta
romana, ma spezielle Schiffe usate dall'imperatore dai suoi congiunti per
gli spostamenti via mare.

ANDREA RAGGI
3
nomina nel caso che fosse di condizione servile: di fronte ai que
siti posti da CIL vi, 8927 (cit. supra), si ipotizzato che Hilarus
prima di diventare navarchus fosse stato un tnerarchus al seguito
di Tiberio e che fosse stato liberato con la nuova nomina.44 Se
torniamo a considerare la figura di Menodoro/Menas, ex-pirata
liberto di Gn. Pompeo e navarco di Sesto Pompeo, le fonti lette
rarie attestano una carriera inaspettata: quando nel 38 a.C. disert
una prima volta per Ottaviano, quest'ultimo lo fece diventare cit
tadino libero; in seguito venne elevato al rango di cavaliere come
ricompensa per i servizi prestati alla Marina militare romana. Nel
35 a.C. lo ritroviamo in Illiria, presumibilmente al comando del
l'intera flotta di Ottaviano che operava nel fiume Sava, dove ri
mase ucciso durante l'assalto navale a Siscia.45
Negli anni del ed. secondo triumvirato e nella prima et augustea, i navarchi si conquistarono un ruolo e un rispetto nella
Marina militare romana che valse loro non solo premi ed ono
rificenze, ma anche la stima dei loro concittadini ed un deciso
avanzamento sociale, come testimoniano le iscrizioni che ora
prenderemo in esame.
Nel dossier epigrafico trovato a Rhosos si ricorda che il na
varchus Seleuco oltre a ricevere, in base alla lex Munatia Aemilia
del 42 a.C, la cittadinanza romana ed una serie impressionante
di benefici e privilegi, che senza dubbio gli avrebbero permesso
di condurre una vita decisamente agiata in patria, fece parte del
l'ambasciata che si rec presso Ottaviano ad Efeso all'indomani
della vittoria di Azio (11. 76-78). Indubbiamente gli stessi cittadini
di Rhosos lo nominarono ambasciatore ufficiale in base a consi
derazioni di mera opportunit politica, visto che ormai Seleuco
era un civis Romanus a tutti gli effetti, ma testimoniarono con il
loro atto che l'antico capitano di Ottaviano si era conquistata una
grossa reputazione tra i suoi concittadini, tanto che questi gli
affidarono le sorti della loro stessa citt in quei frangenti delicati.
Il caso di Seleuco di Rhosos non isolato. Ad Arado un'iscrizio
ne nomina il personaggio di Ariston, figlio di Asclepiades,
, / , / (11. 2-4).
44

45

Vd. K.-W. WELWEI, Unfreie, cit., p. 51.

Per le testimonianze su Menodoro vd. B. SCHOR, Beitrge, cit., pp. 131-134


(nr. 55), e D. B. SADDINGTON, Praefecti classis, cit., pp. 299 e 306 (nr. 2).

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

187

L'assenza del titolo potrebbe far datare il testo ad un periodo


precedente l'apoteosi decretata dal senato ad Augusto, dunque
quando quest'ultimo era ancora in vita. Il Robert ha chiarito che
il genitivo plurale non va legato al precedente , ma
indica che le personnage est dans la catgorie de ceux qui ont
eu l'honneur d'tre navarqus; similmente, altri autori lo inten
dono come uno degli antichi comandanti in mare uno dei
decani dell'ammiragliato che esercitava principalmente funzioni
militari. Ai momento della dedica, Ariston era sacerdote di un
culto imperiale che si pu definire municipale se dovuto all'ini
ziativa della citt, oppure provinciale, e membro dell'ufficio di
presidenza del senato locale, secondo l'interpretazione suggeri
ta da Rey-Coquais per il termine . Pertanto Ariston,
che era stato navarco probabilmente al tempo dello scontro tra
Ottaviano e Antonio, occup in seguito nella citt fenicia una po
sizione di grande prestigio, cumulando nella sua persona ben due
cariche, fenomeno che nel mondo ellenico era caratteristico dei
membri delle famiglie pi in vista della citt.46
Anche a Sinope un navarco rivest la carica di sacerdote del
culto imperiale municipale ed esercit altre funzioni cittadine.47
L'iscrizione databile all'et augustea, e, come nel caso di Ari
ston, l'ufficiale della Marina militare romana C. Numisius Primus
molto probabilmente milit sulle navi di Ottaviano durante il pe
riodo della lotta tra i triumviri. Lo Starr, sulla base della filiazio
ne Sp.t suggerisce che Numisius fosse greco di nascita e avesse
ottenuto come Seleuco la cittadinanza romana nel periodo delle
guerre civili in ricompensa dell'aiuto prestato ad Ottaviano.48
46

L'iscrizione IGLS VII, 4012 = IGRR in, 1019 e il prezioso commento di ReyCoquais (che, tra l'altro, ipotizza la concessione della cittadinanza romana al
figlio di Ariston, ) si trova sempre in IGLS vn a pp. 40-41. La citazione
tratta da L. ROBERT, Voyages pigraphiques en Asie Mineure, RPh 17 (1943), pp170-201, part. pp. 183-184. Vd. anche J.-P. REY-COQUAIS, Arados et sa pre aux
poques grecque, romaine et byzantine, Paris 1974, pp. 164 e 256, dove si avanza
l'ipotesi che Aristion fosse un sacerdote del culto imperiale provinciale; ad ogni
modo, la titolatura del sacerdote propria del periodo 27-13 a.C.
47
CIL ni, 6980 = ILS 2824 = I. Sinope 100: C. Numisio S[p.f.] / Qui. Pnto na/varcho sacerd. / Imp. Caesaris Aug. / aed. iivir. iter. uvtr. / quinq. Numisia / PauUa
filia eius. Sul culto imperiale valgono le stesse considerazioni fatte supra per
Aristion di Arado.
48
C. G. STARR, The Roman Imperiai Navy, cit., pp. 40-41 e 48, n. 48 ; lo segue D.

188

ANDREA RAGGI

Non sappiamo se C. Iulius Helenus, il liberto e


nominato da Appiano, fosse un navarco, ma molto proba
bilmente era al comando di una flotta, perch incaricato da Otta
viano di presidiare la Sardegna dagli attacchi portati dalle navi di
Sesto Pompeo. Se l'identificazione con il personaggio nominato
in un'iscrizione trovata ad Aiairi corretta, avremmo in questo
caso la testimonianza dell'alta considerazione goduta per meriti
acquisiti da un ex-ufficiale della Marina romana presso le istitu
zioni di un municipio romano.49
Nel 1989 stato ritrovato presso Ciampino, a sud di Roma, un
cippo di marmo bianco iscritto relativo al sepolcro di un navar
chus. L'iscrizione, edita dalla Granino Cecere, si data al 1 sec. d.C.
(sostanzialmente in et giulio-claudia), perch il navarco, secon
do quanto rivelano i dati onomastici, era un liberto imperiale di
Augusto di Caligola. Il cippo, di notevoli dimensioni e di buona
fattura, rivela non trascurabili possibilit finanziarie; i bei vasi
decorati raffigurati sui fianchi della base secondo la Granino Ce
cere rappresentano per il navarco uno status symbol, un segno
tangibile di una sua florida condizione economica. La conclusio
ne che se ne trae che l'attivit di navarchus poteva consentire
un buon tenore di vita ed anche qualche lusso.50
Abbiamo dunque visto che, negli anni del ed. secondo triumvira
to, alcuni esperti uomini di mare di origine greco-orientale furono
KIENAST, Untersuchungen zu den Kregsflotten der romischen Kaiserzeit, Bonn 1966, p.
10. Non mi sembra condivisibile l'interpretazione che dell'iscrizione in questio
ne fornisce L. VEDMAN, Sylloge inscriptxonum religione Isiacae et Sarapiacae, Berlin
1969, nr. 328. L'iscrizione menzionata anche in L. R. TAYLOR, The Divinity of
the Roman Emperor, Middletown (Conn.) 1931, p. 272, e in D. MAGIE, Roman Ride,
cit., p. 1614. Si ricordi che Sinope divenne colonia romana in epoca cesariana.
49

APP., b.c. v, 277; cfr. CASS. DIO XLVIII, 30.8 e XLVIII, 45.5. Vd. D. B. SADDIN-

GTON, Praefecti classis, cit., p. 306, nr. 3. L'iscrizione CIL X, 5808 = ILS 6267: C.
Iulio Augusti l. / Heleno / ex decreto decur. / municipii Aletrnat. / et pollicitatiane
sevir. / et municipum et incoiar. / oh menta eius; vd. Suppl. It. xvi, pp. 38-39, dove
viene proposta una datazione agli inizi del 1 sec. d.C. trattandosi di un liberto
di Augusto, piuttosto che di Caligola; cfr. da ultimo E. FORBIS, Municipal Virtues in the Roman Empire: the Evidence ofltalian Honorary Inscriptions, Stuttgart
1996, p. 106, nr. 3.
50
Vd. M. G. GRANINO CECERE, C. Iulius, cit., part. pp. 294-297 per le frasi cita
te. L'iscrizione recita: C. Iulius Aug(usti) l(ibertus) / Hilarus / navarchus / sibi et /
luliae Nice / coniugi suae / posterisque suis.

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

189

determinanti per le vittorie navali di Ottaviano. A prescindere dal


la loro estrazione sociale, essi si meritarono il rispetto dei coman
danti e furono integrati a pieno titolo nella Marina romana, tanto
da occuparvi posizioni di prestigio. La carriera militare apr loro
la strada ad un'ascesa sociale impensabile fino a qualche decennio
mima. Dopo essere stati congedati dalla flotta, alcuni ci questi
ex-ufficiali di Ottaviano esercitarono in ambito locale cariche im
portanti e svolsero cos, in un certo senso, il ruolo di "ambasciato
ri' del nuovo ordine instaurato da Augusto. All'interno di questa
serie di personaggi, la figura di Seleuco di Rhosos trova cos una
collocazione precisa e acquista una sua fisionomia ben definita.
Alcuni studi recenti hanno attribuito alla nostra iscrizione e al
testo in parte analogo del se. de Asclepiade il valore di testimonian
za dei privilegi conferiti ai veterani nella tarda et repubblicana,
come se i beneficiari di questi due provvedimenti avessero mili
tato a pieno servizio nell'esercito romano e a loro fossero stati ri
lasciati dalle autorit romane attestati non molto dissimili dai di
plomata militana di et imperiale.51 In effetti, tutti i commentatori
dell'iscrizione, a partire dal primo editore, hanno genericamente
utilizzato l'appellativo di 'veterani' per indicare i destinatari del
provvedimento emanato dai triumviri ex lege Munatia Aemilia.5*
La somiglianza tra l'atto a favore di Seleuco di Rhosos e l'editto
de pnvilegiis veteranorum pu certamente indurre a credere che i
privilegi concessi trovassero la loro giustificazione nel fatto che
questi cittadini greco-orientali venivano congedati dal servizio
militare. Nelle prime linee del se. de Asclepiade, in effetti, la rLatio
di Q. Lutatius Catulus collega la concessione dei privilegi ai tre
Greci all'affermazione che il console desidera
<> .53
51

Per . WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 36, il se. de


Asclepiade pu essere considerato un ein wirkliches, wenn auch wohl spezielles Veteranenprivileg republikanischer Zeit; cfr. S. LINK, Konzepte der Pnvihgierung, cit., pp. 70-71.
52
Cfr. M. GUARDUCCI, Intorno alia iscrizione, cit., p. 55, e F. DE VISSCHER, Le
statu, cit., pp. 80 e 82.
53
Linea 8 = 1. 5 del testo latino ricostruito dal Mommsen in questo modo:
tos se ex s(enatus) c(onsulto) domos dimissos veUe; cfr. H. J. MASON, Greek Terms,
cit., p. 24: = mittere milites. Va. H. WOLFF, Die Entwicklung der Vetera
nenpnvilegien, cit., p. 57.

190

ANDREA RAGGI

In realt, Seleuco e i veterani di Ottaviano ottennero non un


congedo, ma l'esenzione dal servizio militare in supporto alla
causa romana. Inoltre nelle pagine precedenti abbiamo visto
come, nonostante che Seleuco fosse stato inserito nella flotta di
Ottaviano con il titolo di navarckus, la fondazione di una vera e
propria Marina romana si attribuisce soltanto al periodo successi
vo alla battaglia di Azio. Pertanto, bene affermare con chiarez
za che il provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos non pu
essere considerato alla stregua di uno qualunque tra i diploma
ta militana di et imperiale,54 ma soltanto come un elemento di
quella sequenza di documenti, atti a ricompensare combattenti
benemeriti, che precedettero la promulgazione dei diplomi a par
tire probabilmente dall'et di Claudio. Il primo documento che
espressamente conferisce privilegi a veterani pu invece essere
considerato l'editto depnvilegiis veteranorum.55
Oltre al fatto di non poter definire Seleuco veteranus, dal mo
mento che, ribadisco, il cittadino di Rhosos non ottenne alcun
congedo dall'esercito romano, ma soltanto l'esenzione dalla militia (integrata alla 1. 22 del doc. n), non.mi sembra neanche corret
to definirlo classicus,56 perch anacronistico attribuire un termi
ne ufficiale della flotta romana di et imperiale ad un volontario
provinciale del 1 sec. a.C.
Nel caso di Seleuco, come dei tre Greci beneficiati con il se.
de Asclepiade, siamo chiaramente di fronte a peregrini che, spinti
dalla prospettiva di ricompense, oppure obbligati dai trattati si
glati tra le loro citt di provenienza e Roma, si posero al servizio
di alcuni imperatores romani che lottavano per il potere: essi non
erano semplici soldati, ma personaggi in vista nelle loro patrie
e forse armatori che possedevano le navi da loro utilizzate per
condurre operazioni belliche in questo periodo di sanguinose
guerre civili.
54

G. I. LUZZATTO, Epigrafia giuridica, cit., pp. 293 e 295.


Come osserva K. M. T. ATKINSON, The Third Cyrene Edict, cit., pp. 30 sgg.,
seguita da H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprvilegien, cit., pp. 69 e 91
sgg., e S. LINK, Konzepte der Prvilegierung, cit., pp. 113-115.
56
Cos S. LINK, Konzepte der Prvilegierung, cit., pp. 66 sgg., part. pp. 70-71
55

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

191

2. I GRECI D'ORIENTE E LA CONCESSIONE


DELLA CITTADINANZA ROMANA

L'aiuto prestato alla flotta di Ottaviano frutt a Seleuco di Pvhcsos un alto riconoscimento e un deciso avanzamento sociale:
messosi inizialmente al servizio delia causa dei triumviri, forse
come comandante di una piccola flottiglia requisita richiesta
da Antonio alla comunit di Rhosos, oppure come volontario
desideroso di acquisire prestigio e ricchezze, il navarchus di Otta
viano si ritrov al termine del periodo delle guerre civili a capo
di un'ambasciata della propria citt e destinatario di un impor
tante attestato di fiducia da parte del futuro Augusto, che evi
dentemente aveva apprezzato la sua lealt nel periodo di domi
nio antoniano della parte orientale dell'impero.
La figura di Seleuco quindi caratteristica dell'epoca delle
guerre civili.57 Alcuni personaggi greci greco-orientali, pi in
traprendenti rispetto ad altri, percepiti come maggiormente
rappresentativi dalle loro comunit di provenienza, instaura
rono legami di amicizia (spesso, infatti, erano definiti dai
magistrati cum impeno nelle epistole indirizzate alle loro citt) e
rapporti clientelali con i dirigenti romani, che ricompensavano i
loro servigi con elargizioni di benefici e privilegi.
Sono numerose le testimonianze di notabili e letterati (filosofi,
poeti, retori e storici) che collaborarono con i vari Siila, Lucullo,
Pompeo, Cesare, Marco Antonio, Ottaviano come consiglieri po
litici, svolgendo opera di propaganda presso le lites cittadine,
e che si servirono di questo rapporto privilegiato non solo per
consolidare la loro posizione, ma anche per migliorare lo status
delle proprie citt.
Nacquero cos quelle relazioni di fondamentale importanza per
la vita delle citt greche nei momenti cruciali della loro storia.58
57

A generation earlier or later, his career would hardly have been possible:
it belongs very mudi to its times: R. R. R. SMITH, The Monument ofC. Julius
Zoilos, Mainz am Rhein 1993, p. 8.
58
Ancora fondamentale G. W. BOWERSOCK, Augustus and the Greek World,
Oxford 1965, part. pp. 30-41, 45-46 e 59-60. Vd. inoltre gli studi di L. ROBERT,
Insariptions d'Aphrodisias, cit., pp. 420-423; L. ROBERT, Thophane de Mytilne,
cit.; J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., commento ai docc. 6,10,11 e 12 e App. v;

192

ANDREA RAGGI

Mi preme per sottolineare la differenza, sottile ma meritevole


di attenzione, che si pu individuare tra un personaggio come
Seleuco di Rhosos e questi interlocutori privilegiati delle autorit
romane.
Innanzitutto, la promozione sociale del navarco di Ottaviano
si realizz grazie aie ricompense ottenute. Seleuco, infatti, rive
st un ruolo di intermediario con il potere romano soltanto dopo
aver ricevuto i privilegi elencati nel provvedimento a suo favore.
Presumibilmente fu scelto dalla citt di Rhosos come ambascia
tore perch era nota la sua collaborazione con Ottaviano, ma an
che perch il suo status era stato innalzato fino al livello di vis
Romanus optimo iure.
Diversamente da Seleuco, i personaggi ai quali facevo riferi
mento sopra vanno considerati espressione delle lites cittadine:
nelTinstaurare un rapporto con le autorit romane, essi ricerca
vano fondamentalmente non un avanzamento sociale, ma una
conferma della loro posizione di prestigio ti di privilegio.59
Il contrasto tra queste due tipologie di figure si avverte, inoltre,
nelTesaminare il loro rapporto con le rispettive citt di prove
nienza. Personaggi come Teofane di Mitilene, Diodoro Pasparos,60 Teopompo di Cnido, per richiamare i nomi pi celebri,
si inseriscono a pieno titolo nella tradizione dei grandi evergeti
cittadini e, come tali, a loro furono tributati in patria, ma anche
altrove, epiteti celebrativi e grandi onori (per alcuni si istituirono
addirittura nuovi gichi e culti); di conseguenza, la loro fama si
perpetu nel tempo.
L. e J. ROBERT, Claros i, cit. (i personaggi di Menippos e Polemaios di Colo
fone); F. QUASS, Die Honoratiorenschicht in den Stdten des grechchen Ostens:
Untersuchungen zur politischen und sozialen Entwicklung in hellenistischer und romischer Zeit, Stuttgart 1993, pp. 142-149; I. SAVALLI-LESTRADE, Des amis des
rois aux amis des Romains. Amiti et engagement politique dans les cits grecques
l'epoque hellnistique (uf-f s. . j.-c.)f RPh 72 (1998), pp. 65-86, part. pp.
78-86.
59
In questo gruppo R. R. R. SMITH, The Monument ofC. Julius Zoilos, cit., p. 9
farientrare wealthy locai magnates based in their cities, usually locai aristocrats, acting in their patron's interests.
60
Per la datazione dell'attivit di Diodoros Pasparos a Pergamo vd. la recen
te disamina di C. P. JONES, Diodoros Pasparos Revisited, Chiron 30 (2000), pp.
1-14, part. pp. 1-12.

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

193

Seleuco di Rhosos non aveva epiteti da 'sfoggiare' e non rice


vette onorificenze dalla propria citt,01 altrimenti il dossier che
lui stesso un suo congiunto fece incidere ne avrebbe fatto men
zione. Non solo: Ottaviano, come gi ricordato, dovette 'racco
mandarlo' alla comunit di Rhosos come suo protetto (un gesto
certamente non comune) e i privilegi assegnati a Seleuco, in par
ticolare quelli processuali, si proponevano lo scopo di salvaguar
darlo da eventuali comportamenti intesi a danneggiare la sua per
sona la sua propriet.
evidente che in tutte queste considerazioni il condizionale
d'obbligo: troppi dati mancano all'appello perch sia possibile
farci un'idea completamente chiara della figura e della carriera di
Seleuco di Rhosos. In ogni caso, la sua fu una vicenda che ebbe
risvolti diversi da quella vissuta dai notabili e dai letterati greci
che furono accolti nell'entourage dei comandanti militari romani
quasi come pari grado.
Un'altra figura non completamente assimilabile ai personag
gi che ho sopra descritto quella del singolo ambasciatore che
svolgeva il proprio compito con professionalit, riuscendo ad ot
tenere privilegi per la patria (e per se stesso, come 'legato' della
propria citt)62 senza intrecciare relazioni particolarmente strette
con il rispettivo interlocutore romano.63
Testimonianze significative sono fornite dalle vicende di Solone di
Afrodisiade e da quelle del liberto C. Iulius Zoilos di Afrodisiade,64
61

M. SARTRE, D'Alexandre Znobie, cit., p. 469, osserva come Seleuco di


Rhosos resti totalmente sconosciuto al di fuori dei dati ricavabili dal dossier.
62
J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 46. Cfr. i benefici conferiti ai tre Greci
nominati nel se. de Asclepiade in considerazione del loro nuovo status di amici
populi Romani (A. RAGGI, Senatus consultum, cit., pp. 109 sgg.).
63
il gruppo costituito, secondo R. R. R. SMITH, The Monument ofC. Julius
Zoilos, cit., p. 9, dai secretaries, advisors, and agents operating at the centre of
power, in their patrona entourage.
64
II personaggio noto da diverse iscrizioni (J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit.,
6,10,12,33,36-39), ma soprattutto da un monumento in marmo (conservato al
museo di Afrodisiade e costituito da .unfregioscolpito conrilievisu una serie di
pannelli) di et tardo-repubblicana augustea e brillantemente, studiato di re
cente da R. R. R. SMITH, The Monument of C.Julius Zoilos, cit. L'elogio che Otta
viano fa di Solone, definito come ' / (J. REYNOLDS,
Aphrodisias, cit., 6,11. 33-45, part. 11. 36-37),rientranelle convenzioni del genere
epistolare, che prevedono la captatio benevolentiae del destinatario.

194

ANDREA RAGGI

che ricopr cariche importanti in patria, probabilmente dopo che


la citt ricevette una lettera di raccomandazione da parte del fu
turo Augusto. Uomo di una certa educazione, Zoilos per nascita
apparteneva alla classe di governo locale, ma forse in una posi
zione inferiore rispetto all'aristocrazia locale; i suoi legami con
Ottaviano determinarono un rovesciamento di certi pregiudizi
sociali consolidati.65
possibile quindi affermare che queste figure di 'collaboratori'
che si proponevano alle autorit romane si differenziavano spes
so l'una dall'altra, sia riguardo alla loro estrazione sociale, sia nel
le loro aspirazioni. Agli interlocutori romani questo stato di cose
non dovette procurare eccessivo disagio: nella situazione che si
venne a creare non fu difficile per loro riconoscere un riflesso di
quella categorization into friends and acquaintance tipica della
societ nobiliare romana.66
Le concessioni della cittadinanza romana ai Greci d'Oriente rag
giunsero il loro culmine nell'epoca delle guerre civili, quando i
contendenti per il potere di Roma necessitavano di procurarsi un
largo seguito di uomini e mezzi. L'atteggiamento da parte romana
e da parte dei Greci era finalmente mutato rispetto ai primi tempi
dell'intervento romano in Oriente. In effetti, fino all'epoca della
spedizione di Pompeo contro Mitridate nel 67-62 a. C., non abbiamo
notizia di concessioni della vitas Romana a cittadini greci orientali.
Quali sono le ragioni di questa mancata difiusione della cittadi
nanza romana tra i Greci nel secondo secolo e nella prima parte
del primo secolo a.C? Innanzitutto, ovvio che un'ampia con
cessione della vitas nelle province pot ritenersi immaginabile
solamente dopo il suo conferimento agli Italici. Un altro moti
vo va rintracciato nella concezione romana che un uomo poteva
esercitare i diritti politici soltanto nella comunit nella quale risie
deva. Naturalmente, a questa concezione legata anche la que
stione dell'incompatibilit della cittadinanza romana con un'altra
65

J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., pp. 157-158; cfr. W. ORTH, Der Triumvir Octa-

vian, cit., part. pp. 63-65.


66

J. REYNOLDS, Aphrodisias, cit., p. 46. Cfr. anche R. R. R. SMITH, The Monu-

ment ofC.Julius Zoilos, cit., pp. 66-67, per alcune considerazioni su questi perso
naggi greco-orientali degli anni 40 e 30 a.C.

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

195

cittadinanza (la regola enunciata da Cicerone), riguardo alla quale


rimando supra alle considerazioni presenti nel cap. ni, 3. Inoltre,
e specialmente nei primi decenni del coinvolgimento di Roma in
Oriente, le possibilit di 'sfruttare' la cittadinanza romana erano
quasi inesistenti, a meno che l'ipotetico neo-cittadino non deci
desse di cambiare decisamente vira e di trasferirsi a Roma, per
lo meno in una comunit romana dell'Italia.
Sherwin-White scriveva che citizens of eastern Greek cities
were not expected to welcome the grant of Roman status at this
time, and were not allowed the opportunity. Non vi alcun
dubbio, citando nuovamente Sherwin-White, che the alienation
of Greek feeling [contro i Romani] revealed by the Mithridatic
wars goes far to explain the prolongation of the naturai PvOman
reluctance to extend their citizenship in any form to distant and
alien Greeks of Achaea and Asia.67 Ma altre motivazioni da parte
greca entravano sicuramente in gioco.
Diodoro Siculo, in un passo che va attribuito probabilmente al
90 a.C., riporta una storia curiosa ma allo stesso tempo emblema
tica. Il console L. Giulio Cesare decise di offrire come ricompensa
ad un cretese che voleva tradire la propria parte la cittadinanza
romana. A questa offerta il cretese inizi a ridere e rispose che
preferiva di gran lunga una ricompensa in denaro piuttosto che
l'inutile civitas Romana.68
La storia narrata da Diodoro indicativa dell'atteggiamento
dei Greci nei confronti delle ricompense offerte dai Romani per
i loro servigi fino agli anni delle guerre civili. L'aspirazione dei
peregrini orientali era quella di ricevere benefici pi redditizi della
cittadinanza romana: denaro e immunit in primo luogo, ma an
che una posizione di riguardo nella provincia da un punto di vista
giudiziario e una stretta amicizia con i rappresentanti del governo
romano. Questi sono i privilegi ricevuti dai tre Greci ricompensa
ti tramite il se. de Asclepiade ancora nel 78 a.C.69
Tuttavia, privilegi simili {provocano, vacatio militiae munerisque
e opto fon) erano stati concessi a quei peregrini (per la maggior
parte Italici) che erano risultati vincitori in un processo pubblico
67

A. N. SHERWIN-WHITE, The Roman Citizenship, cit., p. 307.

68

DIOD. XXXVII, 18.

69

Vd. A. RAGGI, Senatus consultimi, cit.

190

ANDREA RAGGI

contro un cittadino romano sulla base delle disposizioni della


lex de repetundis di epoca graccana e che avevano rifiutato altra
opzione a loro disposizione come ricompensa, vale a dire la citta
dinanza romana.70
Questa legge graccana mostra pertanto che lo status di cittadi
no romano poteva anche non essere sempre considerato 'appeti
bile', per il motivo che il suo beneficiario poteva trovarsi isolato
all'interno della propria comunit di origine sia da un punto di
vista politico sia da un punto di vista sociale. A sua volta, il se.
de Asclepiade sembra indicare che l'opzione presente nella legge
graccana del 123/122 a.C. era disponibile anche a quei Greci che si
fossero distinti per valore militare e fedelt verso la causa roma
na nel corso di circostanze drammatiche, soprattutto durante gli
anni delle guerre mitridatiche.71
Come ho accennato sopra, soltanto con l'arrivo di Pompeo in
Oriente abbiamo notizia delle prime concessioni di cittadinanza
romana a Greci orientali. Ci si sarebbe aspettati che Pompeo, che
era stato cos liberale nei confronti dei Greci di Sicilia nel cor
so degli anni 80, iniziasse un massiccio affrancamento dei Greci
orientali. In maniera sorprendente, le fonti riportano un solo caso
di beneficiario della cittadinanza romana da parte di Pompeo,
quello del suo protetto e storico Teofane di Mitilene.72
Se Pompeo fu parco nella concessione della cittadinanza, non
cos i suoi successori alla guida degli eserciti romani in Oriente, in
particolar modo Cesare, che fu. il primo ad estendere la civitas Ro
mana fuori dei confini dell'Italia grazie alla fondazione di colonie
nelle province, e i triumviri M. Antonio e Ottaviano.
Con Cesare assistiamo anche alla comparsa, tra i beneficiari del
privilegio della cittadinanza romana, di quegli armatori e mercan70

Lex repetundarum, 11. 78-79 = 11. 85+86 (123/12,2 a.C); cfr. supra pp. 92-94
Queste sono le acute e condivisibili osservazioni di J.-L. FERRARY, Les Grecs
des cits et l'obtention de la ciuitas Romana, in Citoyennet etparticipation a la bas
se epoque helnistique. Actes de la tble ronde des 22 et 23 mai 2004, Paris, BNF, dits
par P. Frhlich et C. Mller, Genve 2005, pp. 51-75, part. pp. 53-55.
72
J.-L. FERRARY, Les Grecs des cits et l'obtention de la ciuitas Romana,tit.,p.
55. Sulla scarsit di 'Pompeii' in Siria vd. M. SARTRE, Les progrs de la citoyennet
romaine dans les provinces romaines de Syrie et d'Arabie sous le Haut-Empire, in Ro man Onomastics in the Greek East. Social and Politicai Aspects, ed. by A. D. Rizakis,
2i, Athens 1996, pp. 239-250, part. p. 241.
71

IL PERSONAGGIO DI SELEUCO DI RHOSOS

197

ti marittimi che abbiamo visto essere figure cos caratteristiche


degli ultimi decenni del primo secolo a.C. e che furono spesso
forzati a diventare mercenari, qualche volta pirati, e a mettere a
disposizione le loro navi per la difesa delia madrepatria e al servi
zio dei capiparte romani.
Un esempio in questo senso fornico dalia vicenda, simile a quel
la di Seleuco di Rhosos, di C. Iulius Satyrosfigliodi Theogenes, che
fu onorato dalla citt della Chersoneso Taurica dopo aver condotto
un'ambasceria presso il senato romano al tempo del terzo conso
lato e della terza dittatura di Cesare (quindi nella seconda met del
46 a.C). A parere di Rostovtseff, Satyros era un armatore nativo di
una tra le pi importanti citt del Ponto meridionale e servi come
navarco agli ordini di Cesare durante la guerra alessandrina.73
Grazie alla lunga lista di 'Antonii* e 'Iulii' presenti nelle iscri
zioni d'Asia degli ultimi decenni del primo secolo a.C, possiamo
affermare che affrancamento di cittadini greco-orientali divenne
una realt diffusa negli anni del ed. secondo triumvirato. Tutta
via, l'esatta cronologia della diffusione della cittadinanza romana
pone ancora alcuni problemi, specialmente se si considera che un
personaggio di nome f C Iulius' poteva avere ottenuto l civitas
da Cesare oppure da Ottaviano. Pertanto, il momento esatto del
l'accesso dei membri di alcune importanti famiglie greche d'Asia
allo status di cittadini romani rimane ancora incerto, ma studi re
centi fanno ritenere che in quest'ambito il ruolo giocato dal futu
ro Augusto risult essere maggiormente decisivo di quanto fino
ad oggi sia stato ammesso.74
Il monumento di C Iulius Zoilos di Afrodisiade (vd. supra nota
64) rappresenta la pi esplicita testimonianza del deciso cambia
mento di atteggiamento da parte dei Greci d'Oriente negli anni 30
e 20 a.C Probabilmente per la prima volta nella storia del mon
do tardo-ellenistico ci troviamo in presenza di un'impressionante
lode iconografica della cittadinanza romana. Sui cinque pannelli
a noi pervenuti integri possibile osservare Zoilos raffigurato in
73

M. ROSTOVTSEFF, Caesar and the South of Russia, JRS 7 (1917), pp. 27-44,
part. pp. 35-38; traduzione dell'iscrizione in onore di Satyros in R. SHERK,
Rome and the Greek East, cit., 82.
74
Rimando a J.-L. FERRARY, Les Grecs des cits et l'obtention de la civitas Roma
na, cit., pp. 56 e 61.

198

ANDREA RAGGI

mezzo a divinit e perspnificazioni di virt e istituzioni civiche.


Nella prima scena del Fregio A Zoilos indossa una toga ed cir
condato da Andreia e Tim, nella seconda scena Zoilos rappre
sentato in piedi tra Demos e Polis.
Le scene del monumento (anche se la loro interpretazione esat
ta problematica sotto molti asperri) associano strettamente lo
status di cittadino romano con il valore militare e celebrano Zoi
los al tempo stesso come cittadino romano e cittadino di Afrodi
siade, pi esattamente come un nativo di Afrodisiade al quale
i legami con il potere romano diedero l'opportunit di rendere
grandi servigi alla patria.75
Questi, non a caso, sono gli anni nei quali probabilmente fu
'pubblicato' il dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos. Anche nel
l'iscrizione di Seleuco di Rhosos si esaltano le virt militari e ci
viche del principale beneficiario; anche la pietra dell'iscrizione di
Seleuco di Rhosos probabilmente fu utilizzata, allo stesso modo
dei pannelli del monumento di C. Iulius Zoilos di Afrodisiade,
come parte integrante dell'edificio funerario del collaboratore
delle autorit romane.76
Alla luce di queste ultime considerazioni, il dossier epigrafico
che abbiamo esaminato nell'ambito del presente lavoro non ri
sulta estraneo al mondo che lo circonda, ma al contrario frutto
delle vicende e della mentalit di personalit attive in un'epoca
di rapidi cambiamenti e di trapasso tra la tarda repubblica e gli
albori della nuova et augustea.
75

76

J.-L. FERRARY, Les Grecs des cits et l'obtention de la ciuitas Romana, cit., p.

R. R. R. SMITH, The Monumento/C.Julius Zoilos, cit., pp. 64 sgg. mette a


confronto il monumento di Zoilos con il mausoleo degli Iulii a Glanum, notan
done somiglianze e differenze, e ritiene che il monumento di Zoilos sought to
give some poetry in the language of classical sculpture alla dry civic prose
presente in documenti come quelli del dossier di Seleuco di Rhosos (ibid., p.
67\

APPENDICE I

LA POLIS DI RHOSOS

A storia della piccola comunit di Rhosos (. ), patri?.


f di Seleuco navarchus di Ottaviano, poco nota, sia perch
raramente menzionata negli scritti degli storici antichi, sia perch
il sito non mai stato fatto oggetto di una moderna indagine
archeologica, di ricognizione di scavo.1 L/anticapoIts stata lo
calizzata nell'area dell'odierna cittadina costiera di Arsuz, situata
a 32 km a sud-ovest di iskenderun (l'antica Alexandreia kat'Isson,
successivamente volgarizzata in Alessandretta all'epoca delle
crociate), nella provincia turca di Hatay e sulla sponda orientale
del golfo di Isso, oggi golfo di iskenderun (FIGG. 14 e 15). Arsuz
un toponimo che probabilmente deriva dall'antico nome Rho
sos; da qualche decennio stato cambiato in Uh^inar, anche se
i locali continuano ad utilizzare la denominazione precedente.
Il sito antico di Rhosos ancora visibile sulla cima di una col
lina: la collina termina con un piccolo promontorio che si getta
nelle acque del golfo di iskenderun e che mostra ancora ai propri
piedi le rovine di un porticciolo, oggi in gran parte al di sotto del
livello del mare; il porto di origine.seleucidica, con due frangi
flutti e banchine costituite da blocchi di pietra massiccia e antiche
vestigia di un molo. In effetti l'importanza di Rhosos risiedeva,
come vedremo, nel suo porto, che poteva servire come luogo
di approdo per chi doveva recarsi nella Siria settentrionale, ma
che sicuramente svolgeva anche un'intensa attivit di pesca e di
traffici commerciali. Non un caso, pertanto, che da questa loca1

Per una raccolta delle fonti antiche su Rhosos vd. E. LEVANTE, The Coinage,
cit., part. pp. 237-238, e M. H. SAYAR, Weihung an Dionysos aus Rhosos, EA 33
(2001), pp. 89-93, part. pp. 89-90. Nell'ottobre dell'anno 2000 mi sono recato a
visitare il sito: alcune osservazioni presenti nel testo sono anche frutto della
mia indagine autoptica. Sul sito e sui resti dell'antica Rhosos vd. R. HEBERDET,
A. WILHELM, Reisen in Kilikien, ausgeflhrt 1891 und.1892 im Auftrage der KaiserlichenAkademie der Wissenschaften, Wien 1896, pp. 20-21; F. HILD, H. HELLENKEMPER, Nette Forschungen in Kilikien, Wien 1986, p. 115; F. HILD, H. HELLENKEMPER,
Kilikien und Isaurien 1, TIB$, Wien 1990, p. 392, s.v. Rossos.

200

ANDREA RAGGI

lit provenisse Seleuco, esperto comandante di navi e forse anche


armatore.
Il villaggio moderno si trova sul lato settentrionale della colli
na ed attraversato da un fiume, l'Arsuz ayi, che si origina da
sorgenti sotterranee a pochi chilometri dalia foce. Il nume, mol
to profondo e reso impetuoso dalle acque dei numerosi torrenti
che, durante il periodo invernale, scendono a valle dalle vicine
asperit montuose dell'Amane, ha cambiato pi volte percorso
nel corso del tempo.
Negli anni *8o del secolo scorso alcuni lavori di dragaggio han
no portato alla luce tracce di un cimitero romano e un'enorme
stele di marmo che oggi si trova esposta nel museo di Antakya
(l'antica Antiochia sull'Oronte).2 Nell'area della piccola cittadina
ancora oggi si possono vedere disseminati elementi architettonici
(capitelli, tronchi di colonna), fornaci e pezzi di ceramica, blocchi
di pietra (forse resti delle antiche mura cittadine), spesso riutiliz
zati per le costruzioni moderne; visibili sono ancora i resti di un
acquedotto a circa 20 minuti di cammino a sud-ovest della citt,
parte di una strada antica, un mosaico.3 Recentemente stato rin
venuto sulla collina dell'antica Rhosos un altare dedicato a Dioni
so con un'iscrizione di due linee (la datazione non sicura: si pu
attribuire al 111-11 sec. a.C.).4
difficile stabilire quando si costitu formalmente la polis di
Rhosos, perch non possediamo alcuna testimonianza in propo
sito.5 Il nome attestato nel 324 a.C, quando Arpalo, il tesoriere
di Alessandro Magno, costrinse gli abitanti di Rhosos a onorare
una statua in bronzo di Glicera.6
Nel 318 a.C. la flotta di Eumene di Cardia, proveniente dalla
Fenicia e al comando di un esperto ammiraglio quale Sosigene
2

E. LEVANTE, TheCoinage, cit., p. 237


Cfr. P. CHAMMAS, Alexandrette, cit., pp. 88-89, e T. A. SINCLAIR, Eastem Tur-,
key: an architectural and archaeological Survey rv, London 1990, p. 309.
4
. . SAYAR, Weihung an Dionysos aus Rhosos, cit. = SEG 51 (2001), 1990.
5
Un mito attribuisce la fondazione di Rhosos all'eroe cilicio : vd. MALALAS, Chronographia vm, p. 150 e p. 152 (ed. Thurn); T. S. SCHEER, Mythische Vorvter. ZurBedeutunggrechischerHeroenmyihen im Selbstverstndnis kleinasiatischer
Stdie, Mnchen 1993, p. 322 e n. 90, p. 326.
6
THEOP., FGrHist 115, F 254:
, (= . , 586C e 595^)
3

LA POLIS DI RHOSOS

201

di Rodi, attracc al porto di Rhosos per sbarcare le truppe che


avrebbero dovuto attaccare l'esercito di Antigono Gonata nelle
zone occidentali dell'Asia Minore, ma Tequipaggio si rifiut di
combattere.7
Alla fine del 300 (o. 299) - inizi del 299 (o 298) a.C. Rhosos fu il
luogo dell'incontro ufSciale tra Seieuco I Nicatore e Demetrio
Poliorcete, che recava con s la figlia e promessa sposa Stratonice; da Rhosos il corteo nuziale procedette poi verso Antiochia.8
Probabilmente Seieuco e Demetrio si incontrarono a Rhosos
perch a quel tempo il porto di Seleucia di Pieria non era anco
ra operante e Rhosos era Tunica citt portuale nelle vicinanze di
Antiochia dove una grossa flotta come quella di Demetrio poteva
attraccare.9 Dopo la morte di Seieuco I Nicatore, Demetrio Po
liorcete trasfer la statua della Tyche di Antigonia a Rhosos.10
Rhosos rimase il porto pi importante della regionefinchSe
leucia di Pieria non prese il sopravvento. Un personaggio di con
dizione servile proveniente da Rhosos attestato a Delo.11
In uno studio recente Ziegler ha identificato Rhosos con la co
munit, fino ad oggi sconosciuta, di Seleucia sul golfo di Isso
( )). L'espressione compare
n e l l a l e g g e n d a ( ) d i

due monete da poco venute a conoscenza e databili, sulla base


di alcune considerazioni stilistiche, al 11 sec. a.C. Secondo Zie
gler, la citt assunse questo nome nel 299/298 a.C. in onore di
Seieuco I Nicatore (vd. supra), oppure a seguito dell'annessione
della Cilicia nel 294 a.C. Tuttavia, Tidentificazione di Ziegler
stata respinta da Noll sulla base di valide motivazioni; in particolar modo, grazie al confronto con una lista di citt presente in
7
8

POLTAEN. IV, 6 . 9 ; Cfr. DlOD. XVHI, 63.6.


PLUT., Dan. 31, 6 e 32, 2-3; cfr. MALALAS, Chronographia vni, p. 150 (ed.

Thurn). Su questi episodi vd. A. MEHL, Seleukos Nikator und sein Reich 1, Lovanii
1986, pp. 223-230; J. D. GRAINGER, The Cities ofSleukid Syria, Oxford-New York
1990, pp. 16 e 109; . . BOSWORTH, The Legacy ofAlexander. Politics, Warfare, and
Propaganda under the Successore, Oxford 2002, pp. 112 e 261-263.
9
A. MEHL, Seleukos Nikator, cit., pp. 229-230; E. LEVANTE, The Coinage, t., p.
238; J. D. GRAINGER, Seleukos Nikator, Genova 1993, pp. 159-160 e 168-169.
10
MALALAS, Chronographia vili, p. 152 (ed. Thurn).
11
M.-TH. COUILLOUD, Les monuments funraires de Rhne, Paris 1974* pp.
316-317.

202

ANDREA RAGGI

un'iscrizione di Stratonicea in Caria e contenente anche il nome


della polis di Seleucia sul golfo di Isso, Noll ritiene che questo
centro abitato non vada identificato n con Seleucia di Pieria n
con Rhosos e che per il momento non sia possibile localizzarlo
con precisione.12
Mei 64 a.C., con Pompeo, l'intera area pass sotto controllo ro
mano.13 La concessione dell'autonomia alla citt da parte di Mar
co Antonio nel 42 a.C. (vd. supra cap. 11, 3) non fii revocata dopo
la sconfitta di Azio, come prova il dossier epigrafico di Seleuco di
Rhosos: nella lettera (doc. in) Ottaviano ringrazia gli abitanti di
Rhosos per la corona d'oro che gli stata offerta ad Efeso (1. 79)
e li definisce amici ed alleati (1. jf), promettendo di visitare la
polis e di mantenerne in futuro i privilegi (11. 80-81). Le emissioni
monetali della citt, catalogate da E. Levante (The Coinage, cit.),
attestano il mantenimento dell'autonomia anche durante l'epoca
imperiale.
Un'iscrizione, proveniente da Tiatira (Lidia), probabilmente
da attribuirsi al regno di Caracalla, menziona nella carriera di un
personaggio la funzione di <> (1.19).M Filostra
to scrive che Rhosos fii conquistata e incendiata da Sapor I (nel
256 259 d.C.).15 Nella tarda antichit il sito di Rhosos ancora
menzionato come sede di un porto attivo;16 durante il periodo
bizantino la citt faceva parte della Cilicia Seconda e apparteneva
alla diocesi di Anazarbo e Antiochia.17
a
R. ZIEGLER, Seleukeia am Golf voti Issos, EA 33 (2001), pp. 95-103; J. NOLL,
Sieukeia am Issischen Golf, Chiron 33 (2003), pp. 79-92.
13
J.-P. REY-COQUAIS, Syrie romaine, de Pompe Diocltien, cit., p. 47. Cfr. an
che J.-P. REY-COQUAIS, La Syrie, de Pompe Diocltien: histoirepolitique et administrative, in Archeologie et histoire de la Syrie n. La Syrie de l'epoque achmnide
l'avnement de l'Islam, dite par J.-M. Dentzer et W. Orthmann, Saarbriicker
1989, pp. 45-61, part. p. 46.
14
L'iscrizione (CIG 3497 = IGRR TV, 1213 = ILS 8853) stata ripubblicata e com
mentata recentemente da C. C. PETOLESCU, Nouvelles remarques sur la carrire
militane equestre de. T. Antonius Claudius Alfenus Arignotus, ZPE 110 (1996), pp.
253-258, part. pp. 254 sgg.
15
MALALAS, Chronographia XII, p. 229 (ed. Thurn).
16
Anonymi stadiasmus siveperiplus maris magni in K. MULLER, Geographi Graeci
Minores 1, Parisiis 1855, p. 476.
17
H. SEYRIG, Inscriptions grecques, in G. TCHALENKO, ViUages antiques de la
Syrie du Nord m, Paris 1958, pp. 2-62, part. p. 13, n. 3.

LA POLIS DI RHOSOS

203

L'ubicazione della polis e il suo entroterra, che si estendeva tra


il golfo di Isso e i contrafforti dell'Amane,18 collocavano da un
punto di vista geografico Rhosos in una posizione intermedia tra
la Cilicia e la Siria. Verso settentrione una buona strada pianeg
giante collegava Rhosos conAlexandreia kat'Isson e la Cilicia meri
dionale. Al contrario, verso oriente e mezzogiorno i collegamenti
via terra di Rhosos con Antiochia sulTOronte (che si trova a circa
km. 30 a sud-est) e, in generale, la Siria settentrionale furono sem
pre resi problematici dalla barriera naturale formata dalTAmdnits,
che si getta in mare con alte scogliere a capo Domuz (Domuz
Burnu, l'antico capo Rhosikos, Ra's al-Hinzr in et posteriore). Il
passjo, utilizzato anche nell'antichit, che permette di scollinare
i monti in direzione sud-est quello di Beylan Belcn, alto m.
740; ma, nella realt, Antiochia sulTOronte poteva essere pi age
volmente raggiunta, specialmente durante il periodo invernale,
utilizzando la strada costiera, oggi impraticabile, che collegava
Rhosos a Seleucia di Pieria (odierna Samandag).19
Gli autori moderni si sono divisi nel posizionare la piccola po
lis di Rhosos in Siria oppure in Cilicia. Ramsay, Seyrig e Jones
collocano Rhosos in Cilicia,20 mentre Magie (Roman Ride, cit.)
ambiguo: Rhosos collocata sulla costa siriaca, vicino alla fron
tiera con la Cilicia a p. 1114, n. 10, ma a p. 708 Alexandreia posta
in Cilicia. Dussaud (Topographie histonque, cit.) pp. 440-447, e J.-P.
Rey-Coquais (Syne romaine, cit.), pp. 47 e 53, considerano Rhosos
come facente parte della Siria.21
In effetti, le informazioni che ci provengono dalle fonti antiche

18
Una zona dell'Amarai, forse il Monte Pieria (vd. FIG. 14), rappresentata
come tipo sul rovescio di alcune emissioni monetali di Rhosos: vd. K. BUTCHER,
Coinage in Roman Syria, cit., p. 10, n. 13, e pp. 232 e 426.
19
Gir. R. DUSSAUD, Topographie histonque de la Syne antique et medievale, Pa
ris 1927, p. 444; J. LAFONTAINE-DOSOGNE, Itinraires archologiques dans la rgion
d1Antioche. Recherches sur le monastre et sur Viconographie de S. Symon Stylite le.
Jeune, Bruxelles 1967, pp. 63-64.
20
W. M. RAMSAY, The Histoncal Geography ofAsia Minor, London 1890, p. 386;
H. SEYRIG, Inscriptionsgrecques, cit., p. 13; A. H. M.JONES, The Cities oftheEastern
Roman Provinces, cit., pp. 197 e 200.
71
Vd. anche T. B. MITFORD, Roman Rough Cilicia, in ANRW n.7.2 (1980), pp.
1230-1261, part. p. 1232 e p. 1233, n. 10, e H. TAEUBER, Die syrisch-kilikische Grenze,
cit., p. 201. Da ultimo, K. BUTCHER, Coinage in Roman Syria, cit., colloca Rhosos
tra le citt presenti nel suo catalogo numismatico della Siria settentrionale.

204

ANDREA RAGGI

sono contraddittorie: Strabone colloca una volta Rhosos tra le


poleis della Cilicia che si trovano prima del confine con la Siria,22
un'altra volta tra Isso e Seleucia di Pieria, centro abitato siriano.23
Pomponio Mela ricorda Rhosos come una urbs situata sulla costa
della Syria Antiochensis.24 Secondo Plinio Rhosos situata dietro
ie porre Siriache (che qui indicano chiaramente il passo di Eelen)
in Siria;25 anche Tolemeo, verso la fine del sec. d.C, la colloca in
Siria, mentre gli Acta Sanctorum la ricordano in Cilicia.26
La confusione tra gli autori antichi e moderni nasce dal fatto che,
da un punto di vista geografico, la posizione della citt colloca Rho
sos in Cilicia. Ma cos non sotto altri aspetti. Da un punto di vista
numismatico, lo stile del tipo principale delle monete della citt, la
statua di Baal, rientra nella tradizione siriana.27 Da un punto di vista
amministrativo, a partire forse dagli anni di Cesare, ma sicuramen
te durante il dominio orientale di Antonio efinoall'inizio del regno
di Vespasiano, quella parte di Cilicia Pedias non assegnata a dinasti
re clienti risultava aggregata alla provincia di Siria. Pertanto, alla
fine dell'et repubblicana Rhosos si trovava a far parte della Siria,
poich in questo periodo non esisteva una provincia di Cilicia.28
22
STRAB. XIV, 5.19: *
' []
, . Su questo passo vd. le precisazioni di T.
SCHMITT, Die drei Bgenfiir Germanicus und die romische Politik in firiihtiberischer
Zeit, RSA 27 (1997), pp. 73-137, part. pp. 113-115.
23
STRAB. XVI, 2.8: .
24
MELA , 69 : in eo prima est reliqua pars Syriae cui Antiochiae cognomen additur,
et in ora eius urbes Seleucia, Hypatos, Berytos, Laodicea, Rosos, amnesque qui intereas
eunt Lycos et Hypatos et Orontes; tum monsAmanus et ab eo statimMyriandros et Cilices.
25
PLIN., N.H. V, 89: oppida Rhosos et a tergo Portae, quae Syriae appeUantur, in
tervallo Rhosiorum montium et Tauri. Sulle porte Siriache vd. T. SCHMITT, Die drei
Bgenfiir Germanicust cit., pp. 110-113.
26
PTOL., Geogr. v, 14.2; Acta Sanctorum 11 Jan., p. 678: Rosus est oppidum Ciliciae, a dextra ex qui navigat in Pontum Cilicium. Hujus ad orientem et meridiem est
mons altus, spatiosus et umbrosus.
27
E. LEVANTE, The Coinage, cit., pp. 237-238; tuttavia, perplessit sull'identi
ficazione della divinit sono mostrate da K. BUTCHER, Coinage in Roman Syria,
cit., pp. 229 e 426.
28
Vd. le ancora valide pagine di R. STME, Observations on the province of Cilicia,
in Anatolian Studies presented to W. H. Buckler, Manchester 1939, pp. 299-332 (=
ID., Roman Papers 1, Oxford 1979, pp. 120-148), part. pp. 320-323 e 325 sgg. ; inoltre
H. TAEUBER, Die syrisch-kilikische Grenze, cit., pp. 207-209.

APPENDICE II

LA CORRISPONDENZA EPISTOLARE
TRA PIERRE ROUSSEL E HENRI SEYRIG
RELATIVA AL DOSSIER EPIGRAFICO
DI SELEUCO DI RHOSOS

E lettere riportate qui di seguito, fino ad oggi inedite, si trovai no attualmente presso la Bibliothque Henri Seyrig (Fonds H. Seyrig) come parte delle collezioni del Sminaire des Scien
ces de rAntiquit classique, Institut des Sciences de TAntiquit
classique, Facult des lettres et sciences humaines, Universit de
Neuchtel. Sono conservate in un fascicoletto di circa 20 pagine,
che raccoglie alcuni brevi lavori sulla Siria antica di Henri Seyrig
e la corrispondenza da lui intrattenuta con Pierre Roussel negli
anni trenta del secolo scorso. Grazie all'interessamento del Prof.
Anselmo Baroni, che ha preso contatti con il Prof. Denis Knoepfler, sono entrato in possesso, alla fine dell'anno 2001, di una ri
produzione fotostatica di questa corrispondenza tra i due studiosi
francesi (per un esempio vd. FIG. 13).x
1

Poco dopo la morte di H. Seyrig, avvenuta il 21 gennaio 1973 a Neuchtel,


l'Universit di questa citt acquis, conformemente al desiderio del defunto, la
biblioteca scientifica dello studioso francese, comprendente, oltre a pi di mille
opere, anche lettere, manoscritti, taccuini recanti osservazioni archeologiche
ed epigrafiche. Alcune lettere conservate a Neuchtel testimoniano le relazioni
che si stabilirono tra Seyrig e Roussel a partire dal 1927; in particolare, dans un
volume reli groupant plusiers tirs part de cet pigraphiste, Seyrig a runi
et colle sur onglets toute une correspondance qu'il eut avec lui propos, notamment, de ce document difficile [= il dossier epigrafico di Seleuco di Rhosos]. Ces lettres, trs clairantes plusieurs gardes, mriteraient assurment
d'tre publies: D. KNOEPFLER, De la Grece au Proche-Onent avec Henri Seyrig:
un Athnien aiypique au tournant de sa camere (1922-1929), BCH 120 (1996), pp.
285-309, part. pp. 285,303, n. 4, e 308, n. 114. Il Prof. D. Knoepfler mi ha autoriz
zato ad utilizzare e, eventualmente, a pubblicare questi documenti con lettera
autografa del 15 giugno 2001. Naturalmente,ringrazioqui vivamente il Prof. D.
Knoepfler e il Prof. A. Baroni.
Sulla vita e le opere di H. Seyrig vd. G. LE RIDER, Bibliographie des travauxpublisparH. Seyng, RN 6. sr., 15 (1973), pp. 11-29; E. WILL, Henri Seyng, Syria

206

ANDREA RAGGI

Ho inserito in questa Appendice al mio lavoro unicamente le


lettere che riguardano riscrizione e, di queste, solamente la tra
scrizione fedele delle parti relative al dossier di Seleuco di Rhosos. Nelle lettere si trovano, infatti, anche riferimenti all'attualit,
come osservazioni sulle vicende politiche del tempo (ad es. la po
litica culturale promossa dal regime nazista in Germania), a col
leghi di lavoro, oppure cenni sui ritrovamenti negli scavi condotti
dalla Scuola francese d'Atene, annotazioni di viaggi, progetti per
le vacanze estive, che ho ritenuto opportuno pubblicare solo in
parte (gli omissis indicano le parti tralasciate).
Sono 6 lettere in totale, cinque scritte di proprio pugno da
Roussel a Seyrig, una di Seyrig in risposta alla LETTERA 2. Purtrop
po, a parte quest'ultima (LETTERA 3), non ci sono pervenute altre
risposte alle osservazioni di Roussel. Naturalmente, auspicabile
un loro prossimo ritrovamento, insieme con i calchi e le fotogra
fie dell'iscrizione effettuati in prima persona da Seyrig.2
Le sei lettere sono comprese in un arco cronologico che va
dal maggio 1932 all'ottobre del 1933 (ricordiamo che l'artcolo di
Roussel contenente l'editto pnnceps dell'iscrizione di Seleuco di
Rhosos usc nella rivista Syria nel 1934). Roussel scrive a Seyrig
(che in quel periodo si trovava in Siria e in Libano, quale direttore
generale del Service des Antiquits de Syrie et du Liban) su car
ta intestata della Scuola Francese di Atene, dove ricopre la carica
di direttore (1925-1936); soltanto le ultime due lettere (LETTERA 5
e LETTERA 6) non furono spedite da Atene ma, rispettivamente,
dalla maison de campagne di Ricey-Haut, in localit Les Riceys
(Aube), dove la famiglia Roussel soggiorn durante l'estate del
1933, e da Parigi.
Ad uno studioso dell'iscrizione di Rhosos le lettere si rivelano
di grande interesse e utilit, perch vi si ritrovano le prime os50 (1973), pp. 259-265; E. WILL, Notice sur la vie et les travaux de Henri Seyrig, 18951973, CRAI 1993, pp. 385-394
2

Calchi e fotografie che sono evidentemente rimasti nelle mani di P. Rous


sel anche dopo la pubblicazione del dossier di Seleuco di Rhosos: non risulta
no, infatti, essere presenti presso il fondo Henri Seyrig del Dpartement des
monnaies, medailles et antiques (Cabinet des mdailles) - Bibliothque Nationaie de France, dove sono attualmente conservati gli album di fotografie e la
collezione di calchi di monete dello studioso francese (ringrazio il Dott. Omar
Coloni per il controllo).

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

207

seriazioni di Roussel, immediatamente dopo che Seyrig gli ebbe


affidato i calchi e le fotografie, e permettono di seguire il percorso
che condussero il primo editore alla pubblicazione di questo dos
sier, con le sue incertezze nella lettura del testo, i ripensamenti, la
discussione sulla titolatura di Ottaviano e la datazione dei docu
menti. Spia delle difficolt incontrate da Roussel il suo iniziale
atteggiamento titubante, che lo porta ad esortare Seyrig a pubbli
care lui stesso questi documenti de plus haut intrt (postilla
alla LETTERA 1); ma nella lettera successiva (LETTERA 2), di quasi
un anno posteriore, accetta l'offerta fattagli da Seyrig, anche se
quasi sconsolato esclama: il reste possible qu'au bout de vains
efforts, je ne renonce mon tour!.
Dalla lettura di questa corrispondenza emerge la figura di uno
studioso serio e attento, consapevole dei propri limiti, ma subito
capace di mettere a frutto le sue doti di epigrafista nella decifra
zione del testo e di collocare storicamente i documenti sottoposti
alla sua attenzione: suo infatti il merito di aver inteso lo stretto
rapporto che lega il doc. del dossier ad altri documenti, a quel
tempo non ancora studiati in maniera approfondita, quali il se. de
Aselepiade e l'editto di Ottaviano depnvilegiis veteranorum.
Le lettere sono state ordinate in sequenza cronologica e a
ognuna di esse stato assegnato un numero in ordine crescente.
Il segno / indica la divisione tra le righe, il segno / / la divisione
tra le pagine del testo delle lettere.3
Qui di seguito fornisco per ogni lettera un breve resoconto delle
osservazioni relative all'iscrizione di Seleuco di Rhosos:
LETTERA 1 (27 maggio 1932): Roussel annuncia a Seyrig di aver
iniziato lo studio del dossier di Rhosos; si presentano i primi
problemi di lettura del testo, ancora limitati alle linee iniziali,
ma subito lo studioso francese intuisce il rapporto esistente tra
riscrizione di Rhosos ed altri documenti simili (il se. de Aselepiade
e il papiro BGU II, 628, verso ) che trattano problematiche affini
(ad es. il m editto augusteo di Cirene). Le osservazioni su questi
ultimi due documenti furono aggiunte alla lettera da Roussel in
una postilla scritta la sera stessa.
3

Ringrazio il Prof. J.-L. Ferrary per aver rivisto accuratamente la mia trascri
zione delle lettere.

208

ANDREA RAGGI

LETTERA 2 (primo maggio 1933): riguarda quasi interamente i


documenti di Rhosos, che Roussel riprende in esame dopo quasi
un anno, spintovi, per sua stessa ammissione, dal fatto che ha
accettato di pubblicare riscrizione. Roussel in attesa di altri
documenti da parte di Seyrig, in particolar modo trascrizioni pi
precise e complete dell'iscrizione (d'ailleurs vous m'crivez que
vos copies sont plus completes maintenant) e di ulteriori preci
sazioni su letture dubbie del testo dell'epigrafe.
LETTERA 3 (verso la met del mese di maggio 1933) : Tunica lettera
di Seyrig conservata in questa corrispondenza; costituisce forse la
testimonianza pi preziosa, dove lo studiosofrancesepresenta una
breve descrizione della pietra (le misure) e importanti osservazioni
sulla datazione dei singoli documenti, presentando comunque ipo
tesi che poi si riveleranno infondate (ad esempio, quella di datare il
doc. 1 al 32 a.C). Allegati alla lettera Seyrig invia anche un brouillon che contiene la trascrizione del testo dell'epigrafe, ricontrol
lata anche in un secondo tempo, diversi calchi e alcune fotografie
(molto probabilmente le stesse pubblicate da Roussel in Syria).
LETTERA 4 (19 maggio 1933): Roussel ha ricevuto i calchi e le fo
tografie dell'iscrizione; espone i numerosi dubbi a Seyrig e avanza
l'ipotesi che la linea iniziale della prima lettera (1. 2) presenti una
rasura4 e sia stata pertanto incisa nuovamente al fine di sostitui
re il nome di Ottaviano a quello di Antonio; discute ancora una
volta la datazione dei documenti, in particolare quella del primo.
Il suo desiderio sarebbe quello de traiter de toutes ces questions
avec vous autrement que par crit.
LETTERA 5 (19 settembre 1933): Roussel ha ricevuto altre foto
grafie da Seyrig; dopo la parentesi estiva riprende lo studio del
dossier di Seleuco di Rhosos. Permangono i dubbi sulla rasura di
1. 2; si ripromette di sottoporre all'attenzione di Seyrig altre que
stioni, pregandolo di ricontrollare l'iscrizione a novembre.
LETTERA 6 (24 ottobre 1933): contiene le domande sullo stato
del testo dell'iscrizione, che Roussel aveva promesso di inviare
nella lettera precedente, esposte in una annexe alla missiva. Sul
problema della datazione Roussel afferma di essere giunto alla
conclusione che il doc. contemporaneo alla prima lettera.
4

Cfr. P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 71, n. 2.

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

209

LETTERA 1

P. Roussel scrive a H. Seyrig dopo u n viaggio in Siria


COLE FRANAISE D'ATHNES
6, RUE DIDOT

Athnes, le 27 mai 1932

Mon cher ami, /


Nous sommes rentrs Athnes hindi / dernier aprs un excellent
voyage. La traverse de / l'Asie Mineure ne fut pas trop chaude; le wa
gon / Ut n'tait pas habit. J'ai eu plaisir franchir / les Portes de Cilicie
et reconnaitre de mes yeux / l'aridit dsole de la Lykaonie. La descente par / la valle de Sangarios et l'arrive sur le golfe / d'ismid sont
merveilleuses. Bref sejour Stam/boul: on travaille aux mosai'ques du
narthex de / Ste Sophie; mais ne sort rien encore. ... omissis ...
J'ai voulu mettre sur pied rapidement un / petit article sur le testament de Ptoleme, avant / / toute utre besogne. Toutefois j'ai commenc / d'tudier votre document de Rosos, qui donnera / de la tablature. Le texte qui s'en rapproche le plus / est le senatus consulte de 78
pour Asklepiads / de Klazomne (IG, XIV, 951 = Bruns, 41); on / y trouve entre autres le droit pour un particulier / d'envoyer des
au Senat ou de / comparaitre en personne comme dans votre texte /
(, 1. 62). Par ailleurs, il y a / quelques comparaisons possibles dans les actes / confrant la libert des villes, par exemple / la
lex Antonia de Termessibus (Bruns, 14 / ou CIL, I, 204). Mais je ne sais
encore si / arriver des restitutions, sinon certaines / du moins
plausibles. Ds le dbut, je ne sais que / faire la 1. 20 de []:
la lecture / est-elle assure? La photo ne parait donner / que ;
la fin de la 1.19, doit tre / le dbut d'un verbe, peut-tre [: la
femme / qui participe . . quoi? A la 1. 35, il est question / / coup sur
de la ][]. Seleukos dut / etre exempt de robiigation de
recevoir les fonctionnaires / romains (]) et de loyer le soldats.
Toutes / ces remarques sont bien dcousues; mais, pour l'instant, / je
n'ai rien de plus vous envoyer. Ce maigre butin / s'accroitra-t-il? /
Je pense avec plaisir et regret ce voyage / que nous avons fait en
semble, trop rapide / mon gre mais pourtant grce vous si agrable
/ et si suggestif. ... omissis ...//
... omissis ...

Peu avant notre retour, une / grve des postes avait desorganis les
services. / C'est sans doute cet heureux vnement que / je dois de

210

A N D R E A RAGGI

n'avoir pas trouv ici un courrier / trop lourd. J'ai quelques nouvelles
de nos / fouilles: Thasos continue n'offrir que / des fragments d'difices archaiques indnniment / remanis jusqu'aux temps byzantins.
Philippes / nous offre dblayer toute l'ampleur de son / forum, mais
l aussi les Byzantins ont commis quelques dgts. /
espre que la fvre qui avait saisi / Madame Seyrig au moment
de no tre dpart / a rapidement cede. Presentez lui mes respecraeux
/ hommages avec mes remerciements renouvels pour / l'hospitalit
dont nous avons joui chez vous.
... omiss ...
[all'inizio detta pnma pagina detta lettera, trasversalmente:]
... omissis ...
Trs affec/tueusement vous /
P. Roussel
COLE

FRANgAiSE D'ATHNES

Adines, le 27 mai 1932

6, RUE DIDOT

En reprenant ce soir examen de votre inscr., je tombe sur / un papyrus


latin, malheureusement incorrect et mutile qui pour les 1. / 19-35 environs de votre inscr. permet de reconstituer le sens dans les / grandes
lignes tant il y a d'analogie entre les deux documents: c'est un / dit
d'Octave confrant rimmunit des vtrans. Vous le trouverez soit /
dans Bruns, -f ed., p. 239, n. 69, soit dans Wilcken. Grundz. u. / Chrest..
1, 2, n. 462). Vous y reconnaitrez parentibus liberisque / eorum et
uxoribus qui sec[um]que erunt (sens?) immunitatem / omnium rerum
dare, utique optimo iure optimaque leges (sic) / cives Romani sint immunes etc. Il est question ensuite de / la trib, du droit de vote, d'un
droit exerc mme absent: et si / absentes voluerint [ce]nseri = 25:
[? / ? "]. passe l'immunit qui s'applique aux / praemia beneficia commoda = 30 . / A
la fin, on lit neq[ue] in domo eorum divertendi em[e]ndi / que causamque ... rem quem detuci place. Il me parait / evident qu'il faut corriger:
divertendi (hiemCalndi que causa / c'est notre [] .
. [][]. / Malheureusement le papyrus s'arrte l. Je pense
que / vous avez votre disposition Bruns ou Wilcken et que / vous
pourrez tudier ce document loisir. Il en vaut / / vraiment la peine. /
Dans l'un des edicts de Cyrne (le 3me), il est question aussi de / ceux
qui ont recu la avec par / une loi, par une dcision
du senat ou de l'empereur. Or / Premerstein, Zeitschr. Savigny Stift..
1928, p. 412 remarque: Fur / 1. Verleihung durch Gesetz vermag ich
augenblicklich / keinen sicheren zu dieser friihen Zeit passenden Beleg

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

211

/ beizubringen. Le ap/porter ainsi un


exemple nouveau. /
Je ne suis pas trs au courant des formules romaines: je / vois bien
que la lettre ordonnant l'affichage des actes gravs / sur la stele du Ca
pitole est de 31.5 / Mais l'acte mme / concdant la politela doit tre
antrieur puisquOctave y / porte un titre tout diffrent ]
/ seion votre restitution, avec la mention du triumvirat.
Seleu/kos aurait donc regu des honneurs avant Actium? Je / ne fais que
vous soumettre la question que je n'ai point / tudie. Votre inscription est dcidment de plus / haut intrt; il faut que vous la publiez
vous mme sans / trop tarder; il sera certainement impossible de tout
/ restituer. On a laiss l'dit des vtrans en pitre tat / ce qui nous assure que les donns certaines manquent pour / les documents de cette
categorie: mais les grandes lignes du texte /
[sul margine sinistro della pagina, trasversalmente:]
apparatront et vos lettres impriales sont par bonheur presque intacts.

LETTERA 2

P. Roussel risponde ad una missiva di H. Seyrig del 17 aprile 1933


COLE FRA^AISE D'ATHNES
6, RUE DIDOT

Athnes, le ier mai 1933

Mon cher ami, /


Je vous remercie de votre lettre du 17 Avril: l'offre / que vous m'avez
faite, concernant votre inscription de Rhosos, / m'a vivement touch.
Si j'avais autant de sagesse que vous, je / la dclinerais cependant, car
e'est un document difficile dont / rinterprtation ne peut qu'exiger
beaucoup de temps et de recher/ches. Mais aussi, c'est un document si
curieux que je resiste / mal la tentation d'y user mes dents alors que
vous, l'inven/teur, vous vous rsolvez Tabandonner. /
A la suite de votre lettre, j'ai repris examen de ce texte / que depuis
plus d'un an. Je n'avais plus regard. La premire / lettre d'Octave, ne
peut dater ce me semble, que de la priode / 37-34. En effet, la formule
[ ] / , on doit appliquer
5
La cifra 31 costituisce una svista un errore momentaneo di interpretazio
ne da parte di Roussel: vd. infra nella LETTERA 2 le considerazioni sulla datazio
ne del doc. 1.

212

ANDREA RAGGI

la mme raisonne/ment que Kolbe (Hermes. 1914, p. 277, note 1) la


formule des / monnaies: cos. iter, et tert. design. La copule montre
que / designatus se rapporte aussi iterum - et /
. D'aprs Appien, b.c.. v, 73, lors de la paix avec / Sextus Pompeius, les consulats ont t fixs d'avance jusq'en 31: / / Octave devait
etre consul pour la 2eme fois en 33, pour la 3eme fois / en 31. Sa lettre serait
donc antrieure la prise de possession / effective du 2sme consulat,
donc au ierJanvier 33. L'indication / s'accorde
avec ce rsultat. On n'a / aucune indication certaine sur la date de la
4me acclamatio. / Mommsen la rapporte avec raison, semble-t-il, la
victoire / de Sicile; la 5me serait consecutive aux victoires dalmates. /
On a ainsi un certain nombre d'indications concordantes. /
Pour l'dit lui-mme, il doit tre report une / date antrieure et
ne laisse pas que d'tre embarrassant. / Voici rhypothse que je forme:
en l'tat actuel, il / parait avoir t rendu par Octave et je completerais
/ la 1. 9: ] (Octave est dj / dsign par
le nom G Caesar au dbut de 43 par Cicron / Phil.. v, 17, 46 et a
aussi l'appellation G. Caesar / Imp. sur des monnaies); mais en fait, il
mane des / trois triumvirs: d'o sans doute l'erreur , 1. / n.
Voir aussi, 1.12: qui ne / me parait pas correspondre un pluriel de majest. Dans / les lettres il est notable que
Octave crive: , / , ', et
n'emploie / qu'une fois la iere personne du pluriel, en une passage o / /
il fait allusion des services rendus non / seulement lui mme, mais
d'autres chefs romains: / [ ]
ou [] ?
[] . J'imagine que / c'est peu de temps aprs
la victoire de Philippes que l'dit aurait t 7 rendu conformment
certe loi Munatia et Aemilia sur / la quelle je n'ai rien trouv jusqu'
prsent. /
Avant de poursuivre cette tude, j'attendrai les docu/ments que vous
avez bien voulu me promettre. Parmi les premires / lignes de l'dit,
l'occasion, vrifiez 1. 20 (du texte general): / dont je ne sais
que faire, 1. 22 n'y a-t-il pas: / ][] . L. 26:
? / ou ' ? D'ailleurs vous m'crivez que / vos copies sont plus completes maintenant. Il reste possible / qu'au bout de
vains efforts, je ne renonce mon tour; au / cas contraire, je serais trs
heureux de donner Syria ma publication. /
... omissis ... / /... omissis ...
Les fouilles de Philippes viennent de reprendre: j'spere / liquider
la basilique cette anne. Le forum exigera encore / du travail. Pour
la Crte, la depart de Demargue, nomm / maitre de confrences

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

213

Grenoble, marque un peu la fin de / l'exploration. Je le ferai revenir


aux vacances pour terminer / l'essentiel. L'anne suivante, je compte
reprendre au Ptoion, / /
[all'inizio della pnma pagina della lettera, trasversalmente:]

lieu dont vous nJavez pas / gard, je crois, un trs bon / souvenir.
Mais il faut / l aussi procder une / liquidaticn, ainsi qu'au / Vai des
Muses. ... omissis ...
Mes respectueux hom/mages Madame Seyrig / et trs amicalement / vous
P. Roussel
[sul margine sinistro deUa puma pagina deUa lettera, trasversalmente:]

Avez vous appris la mort de Replat? Je n'ai pu avoir aucun dtail / de


Marseille: je sais seulement que cela a du se passer vers le 6 Mars.
[sul margine sinistro deUa seconda pagina della lettera, trasversalmente:]

Flaccliere dont vous me demandez des nouvelles, est maitre de confrences Lyon depuis le / ier Janvier.

LETTERA 3

Copia dattiloscritta della lettera inviata da H. Seyrig a P. Roussel,


in risposta alla precedente, verso il 10-15 maggio *933
Monsieur le Directeur, /
Je suis trs heureux de ce que vous acceptiez d'tudier / Tinscription
de Rhosos. Vous trouverez ci-joint ma copie: ce qui est / crit Tenere
donne ma premire letture; ce qui est au crayon a t / crit en prsence de la pierre, devant laquelle j'ai passe plusieurs / jours. Je prfere
vous envoyer ce brouillon, o vous trouverez des / traces de doute,
que de le remettre au net, ce qui m'aurait impose un / ou deux partis
arbitraires. -Je ne crois pas que je puisse amliorer / srieusement mes
lectures, mais il est trs possible que j'arrive / confirmer ou infirmer
les restitutions que vous me demanderiez de / vrifier. Je serai en Syrie
jusque vers la fin de Juin, probablement. / Les estampages vous parviendront par le mme courrier. Ci-joint les / photographies: je pourrai
vous en procurer d'autres s'il le faut. - / La pierre est haute d'un mtre
39, et large aujourd'hui de 58 centim/tres, paisse de 15. Ce doit tre le
vantail gauche de la porte du / tombeau de Seleucos. Il est bien facheuz
que nous n'ayons pas l'autre. - / Je joins au dossier les notes que j'ai
prises sur la forme des lettres. /

214

ANDREA RAGGI

Votre hypothse, sur ce que dit manerait en ralit / des trois


triumvirs, est bien sduisante. Elle limine toutes les / difficults de
titulature, qui taient graves, et elle rend plus expli/cable rattribution
du nouveau citoyen la trib Cornelia, alors que / eut attendu la
Fabia dans un dit dOctave. En revanche, nous / perdons tout moyen
de dater le texte par la titulature. Je n'indine/rais peut-tre pas le pia
cer aussi haut que vous. La loi Munatia / AEmiiia a d suivre Phiiippes
en effet (ce sont les noms des deux / consuls de 42), mais elle a pu servir
de base aux actes des triumvirs / pendant longtemps. Or il n'y a pas eu
tout de suite de guerres nava/les srieuses. C'est en 38 que la guerre
maritime commence vraiment / la bataille de Scyllaeum pour finir
avec la dfaite de Sextws / Pompe en 36. N'est-il pas vraisemblable que
l'dit ait t rendu alors / Ce qui me porterait aussi cette hypothse,
c'est que je crois la / premire lettre d'Octave plus recente que vous. A
vrai dire, l'article / de Kolbe oblige peut-tre vous donner raison, mais
je ne l'ai pas, / et c'est pourquoi je me hasarde vous communiquer
mon impression. / Octave a depose le.titre de triumvir le 31 dcembre
33: j'ai peine / croire que ce titre, le plus important qu'il et, fut omis
dans un / document aussi protocolaire, antrieur cette date. Or si la
lettre / est postrieure 33, elle ne peut tre que d'Apellaios (dcem
bre) 32, / car en dcembre 31, Octave est imperator VI. Cette hypothse
semble / confrme par la date rhosienne du.texte. L'raflure qui mutile
le / chiffre ne laisse le choix qu'entre et IP. Or on lit la ligne 73 / le
chiffre E, qui montre que aurait trs probablement PI, et non / IP;
et donnerait la 8 anne d'une re qui commencerait en Octobre 39, /
re qui parait justement tre atteste par les monnaies de Rhosos (dans
/ un article que je n'ai pas: Macdonald, J. internat. d'archol. numis.,
/ 1903, p. 47). - Assurment, il peut y avoir eu , et la date o vous / /
mettez le texte reporterait le dbut d'une telle re une epoque o /
nombre de villes syriennes ont recu l'autonomie de Sleucides affaiblis;
/ et d'autrepart, dans mon hypothse, on ne voit pas du tout quelle
occa/sion a pu avoir, entre dcembre 32 et la bataille d'Actium, la 50
salu/tation imperiale d'Octave: on serait amene croire peut-tre que
/ celui-ci, de mme qu'il a ddaign de clbrer ses triomphes en 34 et
/ en 33, n'a pas fait tat non plus de cette salutation (qui n'est gure /
atteste, je crois), et s'est born la regarder comme acquise lorsqu'il a
recu la 6 aprs Actium. /
Ce systme aurait peut-tre l'avantage d'expliquer / le dlai (considrable aprs tout), qui spar l'dit de sa notification / aux villes: si
dit a t rendu, aprs la dfaite de Pompe, par les / trois triumvirs,
et si Seleucos a pris le parti d'Octave dans les / querelles qui ont suivi
presqu'immdiatement, il est trs possible / qu'Octave ait du attendre

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

215

Actium pour le notifier aux Rhosiens, qui / taient aux mains d'Antoine. /
Je regarde encore le texte. Votre belle hypothse / d'un dit rendu
en commun par les triumvirs, et sophistiqu plus tard, / rscut toutes
les questions que je me posais vainement. je me creusais / la tte pour
comprendre comment on avait omis le chiifre des saluta/tions irnpriales et le praenomen imperatoris dans un dit que je / regardais, d'aprs
les circonstances historiques, comme rcent. Tout / cela est maintenant bien clair. /
La date de la seconde lettre est discutable aussi, / et certainement
fautive. Ne peut-on croire que le graveur ait mis / l o son
modle portait, peut-tre en abrg, / Cela arrangerai bien les
choses. La lettre serait du 15 Novembre 31, / et cette hypothse rpondrait bien la mention d'un consulat dsign, / car cette dsignation
n'a pu se produrre qu'aux comices consulaires, / qui se tenaient d'ordinaire en juillet, et jamais en tous cas avant / mars (Dystros). Les ambassadeurs de Rhosos ont du apporter leur / or coronaire Ephse le plus
tt possible aprs Actium.

LETTERA 4

P. Roussel scrive a H. Seyrig non appena riceve i calchi e le foto


grafie dell'iscrizione
COLE FRANAISE D'ATHNES

Athnes, le 19 mai 1933

6, RUE DIDOT

LE DIRECTEUR

Mon cher ami,


J'ai recu ce matin votre envci: vos copies sont / faites avec un tei
soua que j'ai quelque scrupule publier / un document dont la lecture
vous a pris certainement / beaucoup de temps et dont Ttude vous
avait certainement / interesse. Nanmoins puisque vous avez bien
voulu vous / dessaisir en ma faveur de ce beau document - vous /
savez combien j'en suis touch - je ne fais diificult / reconnaitre que
les multiples problmes qu'il pose me / passionnent et me tourmentent
lafois. /
Je vous cris sur le champ parce que Testampage / m'a pani, peutetre tort, rvler un fait sur le quel / je voudrais avoir votre sentiment:

2l6

A N D R E A RAGGI

je crois que le dbut / de la iere ligne de la iere lettre dite d'Auguste a t


regrav / si bien qu'on peut soupgonner que la l e t t r e manait effec/tivement d'Antoine. La rasura s'tendrait jusqu'au iere / A d'ax)T;oxQcn;a)Q.
Certaines lettres ont pu subsister de la / rdaction primitive; par exem
ple au dbut si l'on suppose / par exemple que ' a
t corrige en / / ; dans , l'estampage montre non
/ pas un mais un A. La photographie est moins claire / que l'estam
page: mais elle donne bien aussi l'impression / que ce dbut avec des
lettres profondment graves, diffre / singulirement du reste de l'inscription et qu'on ne peut gure / expliquer cette diffrence en allguant
simplement qu'on / a voulu mettre en vedette le nom du personnage
qui / crivait la lettre. Je serais heureux qu' l'occasion vous / examiniez si l'originai apporte quelque confirmation mon hypothse. /
Je me suis heurt ds le dbut cette difficult: / comment Octave,
avant la bataille d'Actium a-t-il / adress une lettre une ville de cet
Orient qui tait / sous l'autorit d'Antoine? Vous avez essay de descendre / autant que possible la date de cette lettre: mais d'aprs / les
opinions concordants de Wilcken et de Kolbe, il semble / bien qu'Octave n'ait pas depose le titre de triumvir le / ierJanvier 32, mais seulement
le ier Janvier 31. / On rapporte d'ordinaire aux victoires dalmates la 5mc
I acclamano. Enfin l'interpretation d' /
ne me semble / gure pouvoir se faire que dans le sens
que je vous ai dj / /
COLE FRANAISE D ' A T H E N E S
6, RUE DIDOT

LE DIRECTEUR

indiqu depuis Kolbe et aussi / Wilcken. Le personnage dont il / tait


question n'exercait pas encore / le second consulat au moment / o il
crivait. Par consquent s'il s'agit d'Octave, la / lettre est anterieure au
ier Janvier 33; s'il s'agit d'Antoine / au ier Janvier 34 (pour celui ci, voir
dj la remarque / de Dittenberger, OGI, 453, note 2). /
A propos du document que je viens de citer, je / remarque que Dit
tenberger crit: M. Antonii triumviri / nomen consulto deletum est. lei
il ne s'agit pas d'un / monument officiel. Si la plaque tait au vantali du
/ tombeau de Seleukos comme vous le supposez, toute / l'inscription
n'a du tre grave que bien aprs le triomphe / definitif d'Auguste. La
correction de la ire ligne pourrait / indiquer que le graveur a travaill
sur un document plus / ou moins ngligement retouch, qu'il n'a pas
bien compris; / d'b des rectifications ncessaires. Je reconnais en effet
qu'on / explique malaisment s'il / s'agissait

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

217

d'Antoine, puisqu'on place gnralement cetre / acclamatio trs tard


dans sa carrire, en tout cas bien / postrieurement epoque o il
pouvait tre dit consul / / dsign pour la 2mefois. Ce qui me parait le
plus clair, si / vous admettez avec moi que la ire ligne a sub une correction, / e est que bien des hypothses s'offrent nous. Rien n'assure
/ par exemple que le nom de figurai: au / dbut de Tdir:
il a pu s'agir aussi de '. /
Aux 1. 12-13, je doute maintenant de la restitution /
[] ; on crit gnralement / . Il devait y avoir
quelque chose de plus precisi / par exemple [],
s'il s'agissait de / l'expdition contre Sextus Pompeius. Je laisserai
sans doute / un blanc: comme toujours, le mot essential a disparu. /
L. 11 dbut: je lis: (au lieu de
) /
L. 51-52: /[ ] / [ /
J'aurai sans doute encore vous demander des / renseignements. Si
cela tait possible je serais dsi/reux d'avoir une photo aussi nette que
possible du / haut de la plaque pour montrer au lecteur cette ra/sura
dont je suppose l'existence, et aussi pour la date / selon l're de Rhosos.
L'article de Mac Donald m'avait / chapp et j'avais cru qu'il s'agissait
d'une re de Cesar / datant de 49 ou 48, en admettant comme chiffre
IB ou IT / (mais est-ce possible?). Le tmoignage de deux monnaies,
l'une de / Commode, l'autre de Caracalla (et non de Septime Sevre /
comme on l'avait cru) parait dcisif pour l'anne / /
COLE FRA^AISE D ' A T H E N E S
6, RUE DIDOT

LE DIRECTEUR

39 comme dbut de l're; mais faut-il tablir / une concordance entre


cette / date de la 1.1 et la lettre / d'Octave ou Antoine? /
J'ai t embarass comme vous par la mention / du mcis Dystros. La
seconde lettre a manifestement / t crite avant le ierJanvier 30. J'avais
suppose / que la date de Dystros correspondait une date de Fvrier /
30 et indiquerait le jour o les ambassadeurs, revenus / d'Ephse Rho
sos auraient prsente l'assemble ou / aux autorits la lettre d'Octave:
d'o le dcalage. /
L'tude de Cichorius que vous me signalez / est-elle importante?
Nous n'avons pas ici les / Rmische Studien ce qui est un tort: je verrai
/ l'Institut allemand. /
Je serais bien heureux de traiter de toutes ces / questions avec vous
autrement que par crit. Pour / l't, voici nos projets: ma femme par-

2l8

ANDREA RAGGI

tira d'Athnes / dans les premiers jours de Juillet et s'installer dans / sa


"maison de campagne" dont voici Tadresse: / / Ricey-Haut, Les Riceys
(Aube). Je la rejoin/drai vers le milieu d'Aout. Nous serions heureux /
de vous y voir ainsi que Madame Seyrig: il y / a une "chambre d'amis".
Nous resterons dans cetre / villegiature jusque vers la fin de Septembre. /
Nos meilleurs souhaits de prompte gurison / pour Madame Seyrig.
Vous devez votre tour / maudire les enfantsi iis choisissent toujours
pour / leurs indispositiones les lieux et les moments les / plus facheux.
Prsentez Madame Seyrig les / souvenirs de ma femme et mes respectueux hom/mages et croyez moi trs afFectueusement vous /
P. Roussel
On a trouv Philippes o travaille en ce moment / une ddicace
un P. Mucius Q. f. Vol(tinia), > / leg. vi Fer. nvir i. d. Philipp. Je pense
que / cette lgion vous interesse tant particulirement, mais / j'ignore
la date mme approximative de la ddicace.

LETTERA 5

P. Roussel a H. Seyrig
COLE FRANAISE D'ATHENES

Les Riceys
AQines, le 19 Septembre 1933

6, RUE DIDOT

Mon cher ami /


Je regois ce matin votre lettre du 18 avec les photo /graphies dont je
vous remercie trs vivement. Je venais prestement, / aprs une longue
paresse, de reprendre rinscription de Rhossos. / Le nouveau document
me laisse indcis sur la question de / la rasura la 1.2. Si vous allez An
tioche au dbut de / Novembre, je vous serais reconnaissant d'examiner la / pierre et de me dire votre sentiment. Peut-tre aurai-je / encore
d'autres vrifications vous demander: je vous crirai en / temps voulu
Beyrouth: mais voici dj une question. Au / dbut de la 1.13 (la 26mc
ligne du n. in)6 vous avez com/plet [ ] . En laissant de
cot / qui est trs douteux - nous tions, je crois, d'accord,
sur ce point - / me parait suspect parce que je crois apercevoir sur une
/ photo avant un , qui d'ailleurs m'embarrasse. Est / il illusoire? / /
... omissis ...
6

Si tratta di una svista per n. 11.

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

219

Nous quitterons le 27 ce sjour paisible en regrettant / de ne vous


Tavoir pas montr. Ma femme est Paris pour quel/ques jours. Mes
respectueux hommages Madame Seyrig et / bien amicalement
vous
P. Roussel

LETTERA 6

P. Roussel a H. Seyrig
COLE FRANAISE D'ATHNES

Paris
Athcncs, le 24 Octobre 1933

6, RUE DrooT
Mon cher ami
Je vous envoie mes demandes propos du texte de / Rhossos: si elles
arrivent trop tard, ce sera pour votre / prochain voyage. Je n'ai aucune
hte de publier cette / inscription qui demande une minutieuse attention. / J'espere que le retard ne vous contrarie pas. /
Je suis arriv la conclusion que Tedict est contempo/rain de la
lettre: Tabsence du praenomen Imperator n'a pas / Timportance que
j'avais cru d'abord: les monnaies de Rome / ne le donnent jamais Octave avant 29. Et bien qu'on / le trouve 10 ans avant sur des monnaies
d'Agrippa frappes en / Gaule, la conclusion ne s'impone pas qu'il devait tre nces/sairement employ dans un dit. Ainsi Tdit a d tre /
rendu au nom des deux triumvirs restant aprs la victoire / sur Sextus
Pompe. L/intitul ne reproduit en aucune manire / ce qui tait grave
sur la stele du Capitole, comme Tindiquent / / la fois Tabsence de
(ou ) et les mots / qu'on retrouve
dans le rsum du senatus / consulte relatif Oropos. Ce rsum a t
encore dfigur, / quand on a copie tous les textes sur le tombeau, par
la / suppression du nom d'Antoine. /
Vous allez encore tre dcu par rinscription de Thasos:7 / c'est un
beau texte mtrique datant au plus tard du dbut de vme sicle: /
' ,
[] *
'
[], .
7

L'iscrizione stata pubblicata in IG xn SuppL, 412.

220

ANDREA RAGGI

Nous devons tre sur l'emplacement de l'Hrakleion: on a / des


belles sculptures: une t te de che vai ave e l'encolure, gran/deur naturelle, du milieu du veme s., non travaille en artire / (fronton?) - un
bloc de marbr d'o se dtache l'avant-train / d'un cheval ail (excelient travaii trs minutieux du vie s.): cette / pice archit e crurale donne
penser des influences de lOrent. / Des terres-cuites architecturales: un beau gorgoneion, une / cimaise avec cavaiier chassani, livre et chien (analogue / celle que Picard avait trouv au Prytane),
trois ant/flxes reprsentant un personnage monte sur un cheval /
ail. Launey suppose que cette abondance de chevaux, / surtout de
chevaux ails, pourrant s'expliquer par un dtail de / la legende d'Hrakls Tyrien (?). /
... omissis ...Il
[all'inizio della pnma pagina della lettera, trasversalmente]
... omissis ...
Nos meilleurs souvenirs / et bien amicalement / vous /
P. Roussel
Je suis de plus en plus convaincu que la premire ligne de chaque paragraphe / n'tait pas en vedette. Il n'y aurait eu une raison de le supposer
que si en tte / de l'dit, on tait assur que la seule restitution possible
est [ ]/ : mais comme il s'agit du rsum d'un
intitul, on a trs bien pu crire / simplement [ ].
la 1.12, en crivant: ] / on a 9 lettres tout comme la 1.14
- [ ] /
Je vous ai dj demand, je crois, de bien vrifier le dbut de la 1.13 o
j'ai / cru voir , qui m'embarasse. /
L. 26 ... : n'y a-t-il rien de distinct avant /
L. 27 dbut: est-il sur? /
L. 52 ... : je ne sais que faire de ce dbut de mot: j'avais /
suppose, 1. 51-52: /[ /
] [; mais je crois distinguer le sur / la photo,
aprs ... ; le est-il sur? Si c'tit un E, on / pourrait supposer
[ ]. /
L. 58 aprs ] d'aprs les traces que vous indiquez / j'ai
pens [? qui d'ailleurs ne me satisfait gure /
L. 60 fin: ce que vous avez indiqu ne peut s'interprter que comme:
/ : mais je ne vois pas le sens: accipere nomen n'a pas /
une valeur juridique acceptable ici /
L. 65 je ne comprends pas ... : on a eu prcdemment des subj. /
aor. : (), /
L. 67 je lirais: [ ][ ] /

CORRISPONDENZA ROUSSEL-SEYRIG

221

L. 70: ( ) [] [ ][][ /
] : la costruction est un peu dure. / /
L. 68: devant , vous lisez un A: est-il sur? / avant ME est-il
sur aussi? On lisait volontiers : / [][
mais la restitution au dbut de / la ligne est trop courte et il reste en
suite avant A une lettre, ce qui ne donne rien /
L. 71-72 je n'arrive rien avec les 1. 71-72 o les lectures semblent /
assures: il y a certainement une omission devant : mais / ceci
mme admis, je ne sais comment dcomposer et interprter: /
(dbut 1. 72). Vous lisez ensuite (lecture au crayon) / [][]
(remp^ant ) : est-ce assur [?]

APPENDICE III

L'EDITTO DI OTTAVIANO
DE PRIVILEGIO
VETERANORUM
i. IL TESTO

ci giunto grazie alla sua trascrizione sul verso di


un papiro (colonna ; luogo di ritrovamento: Faiym; nr.
di invent. allo Staatliche Museen, Papyrussammlung, di Berlino:
7815 v). Non facile stabilire quando fu eseguita la trascrizione: la
scrittura del verso del papiro sembra essere contemporanea (ma
opera di un copista differente) di quella del recto, che contiene
un editto imperiale ed datato da alcuni studiosi genericamente
alla fine del - inizio del in secolo d.C, da altri, con minore fon
datezza, al 1 sec. d.C.1 Il testo gremito di errori: tutti i commen
tatori hanno sottolineato il fatto che il documento fu redatto da
una persona che non aveva molta dimestichezza con il latino.2
Il documento propriamente un estratto di un processo verbale
di un'udienza; l'editto probabilmente fu utilizzato in un procedi
mento legale, per far valere i benefici concessi da Ottaviano ad un
lontano parente del veteranus Manius Valens nominato nella pri
ma linea. Il testo ci giunto perch il papiro venne utilizzato par
un praticien pour copier, ou faire copier par un employ, des extraits de textes officiels ou d'un recueil de prcdents judidaires ...
dont il avait besoin pour instruire les affaires dont il tait charg.3
Il testo qui riprodotto riprende sostanzialmente quello edito
in Ck. Lat. A. x, 416 (a cura di R. Marichal). Tuttavia, a differen
za dell'edizione in Ch. Lat. ., ho inserito la punteggiatura ed ho
emendato il testo quando presenta errori, indicando in apparato
il termine presente nel papiro. Segnalo, inoltre, le proposte d'in1

EDITTO

Sulla scrittura e la datazione del papiro vd. Ck. Lat. A. x, p. 32; cfr. anche H.
WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., pp. 96-97 e n. 140.
'-x Errori elencati in Ck. Lat. A. x, p. 32: vulgarismes, fautes de dclinaison,
banalit croissante, barbarismo), mcoupures du texte, sauts, distractions, mauvaise rsolution d'abrviations, fautes graphiques.
3
Ck. Lat. A. x, p. 32.

224

ANDREA RAGGI

tegrazione pi significative per le lacune, ma non le letture degli


editori precedenti, per le quali rimando all'apparato presente in
Ch. Lat. A. Nella numerazione delle linee seguo Wolff; a Wilcken
si devono le restituzioni delle lacune non attribuite ad un altro
studioso nell'apparato.4
In questa ripubblicazione dell'editto si tiene conto della nuo
va interpretazione delle 11. 10-12 emersa nel corso dell'esame del
provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos (vd. supra cap. m,
1); ho pertanto emendato in sunt il sunto di 1.12 e ho eliminato
usintl. 11.5
Tengo anche conto della nuova e fondamentale divisione tra le
clausole proposta da Wolff per le 11.13-20. Gli editori precedenti,
infatti, ponevano una pausa sintattica dopo la locuzione liberisque
eorum di 1.16 e facevano iniziare con item una nuova clausola che
arrivava senza interruzione fino al verbo do di 1. 20. Wolff ha
compreso che il quodeumque di 1.15 e il quaecumque di 1.17 costitui
scono, in realt, i primi due termini di altrettante nuove frasi che
presentano il verbo principale alla fine, parallelamente alle altre
clausole dell'editto, e che item di 1. 16 equivalente a similitert
eodem modo (o altro sinonimo) come a 1.19, con la differenza che
a 1.16 item appartiene alla proposizione principale, a 1.19, al con
trario, alla proposizione secondaria.6
La numerazione dei paragrafi corrisponde a quella del prov
vedimento a favore di Seleuco di Rhosos (doc. del dossier).
Il testo presente nel papiro termina con la clausola corrispon
dente al 6 del doc. 11: non siamo in grado di precisare se anche
gli altri benefici concessi a Seleuco fossero stati accordati ai ve
terani di Ottaviano premiati con questo editto.7 La 1. 2 fornisce
4

. . segni diacritici utilizzati per l'edizione del papiro sono gli stessi elen
cati supra a p. 23.
5
Cfr. anche P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., p. 48, n. 5.
6
Vd. H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., p. 78, n. 102,
con ampia discussione delle proposte precedenti (in particolare quelle di Rous
sel, di De Visscher e di Mazzarino) e lororicusazione;cfr. ibid., p. 8i, n. 104, per
l'influenza che tali interpretazioni hanno esercitato sul provvedimento a favore
di Seleuco di Rhosos.
7
H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprvilegien, cit., p. 94, n. 136, ipotiz
za che le 11. 6-8 dell'editto nel papiro contenessero una descrizione dei meriti
dei soldati premiati.

EDITTO DI OTTAVIANO DE PRIVILEGIIS

VETERANORUM

225

l'indicazione che l'editto di Ottaviano n o n fu trascritto intera


mente : vi S a.i.j.erm3., infatti, c\xe J. veterano ivlaiuus /aiens ave
va letto ad alta voce (cum ... recitasserit) solamente una parte
dell'atto. 8
Edittoprinceps: O. GRADENWITZ, BGU II, 628, verso 11.
Altre edizioni ripubblicazioni: V. SCIALOJA, Alcuni testi e documen
ti mmdici, XIII. Frammento incerto e frammento di un editto di Augusto
ai veterani, BIDR 9 (1896), pp. 183-184 = ID., Studi giuridici 11, Roma
1934 PP 8l-82 > ripubblica il testo di BGU; R. DARESTE, Nouveaux textes de Droit romain, RHD 22 (1898), pp. 691-693 = ID., Nouvelles tudes d'Histoire du Droit, Paris 1902, pp. 206-207; O. GRADENWITZ, FIRA7,
69; U. WILCKEN, W. Chr. 462; P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 48-49,
con nuove letture grazie ad una revisione del papiro da parte di U.
Wilcken.
Ripubblicano il testo di W. Chr. e di Roussel: H. NESSELHAUF, CIL XVI,
Berolini 1936, p. 145, nr. 10 (Appendix); S. RICCOBONO, FIRA I2, 56; A. CAL
DERINA Papiri latini, Firenze 1945, 21; R. CAVENAILE, C. Pop. Lat. 103; S.
DARIS, Documenti per la storia dell'esercito romano in Egitto, Milano 1964,
100; H. MALCOVATI, Imperatoris Caesaris Augusti, cit., pp. 55-56; RDGE, p.
303; V. EHRENBERG, A. H. M.JONES, Documents, cit., 302; P. F. GIRARD, F.
SENN, Les lois, cit., pp. 348-351 (a cura di P. Braun).

Nuova edizione critica (esame autoptico del papiro): Ch. Lat. .


(1979), 4i6.
Nuova edizione: H. WOLFF in W. ECK, H. WOLFF (Hrsg.), Heer una
Integrationspolitik, cit., Falttafel b).
Traduzioni: ARS 131; V. EHRENBERG, . . . JONES, Documents, cit.,
302; N. LEWIS, M. REINHOLD, Roman Civilization, cit., 153; B. CAMPBELL,
The Roman Army, 31 BC-AD 337. A Sourcebook, London-New York 1994,
340.

. [.] cum Manius Valens veteranus ex[.]ter recitasse<ri>t


p a r t e m edicti hoc quod infra scriptum est: Imp(erator)
Caesar
Divi filius trium[v]ir rei publicae cons<t>(ituendae)
<i>t<e>r(um) d i t : visum
[est] edicendum mi[hi vete]ranis dar<i> omn[ibu]s, ut
tributis
[et vec]ti[galibus omnibus? portoriisjque [publicis?]

H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenprivilegien, cit., pp. 76-77 e n. 98.

226

ANDREA RAGGI

8
3

[
]
[
]dire[
]..[
----]
]
[
]1[. .]bro[
]
[
] maio . po[
[ .] ipsis parentibu[s lib]erisque eorum e[t uxo]ribus
qu<ae> sec[um] <sunt qui>que erunt imm[u]nitatem omnium rerum d[a]re, uti
qU<>

{sunto}

optimo iure optimaq[u]e leg<e> cives Romani {sint}


immunes
12 sunt{o}, liberi s[unto mijlitiae, muneribusque publicis
fu[ngen]4
[d]i vocatio <esto>. [I]tem in [q(ua)vi]s trib s(upra)
s(criptis) suffragium '
[fe]rendi c[e]nsendi[que] potestas esto; et si a[b]sentes
voluerint
5
[c]enseri, <d>etur. Quod[cum]que iis qui s(upra)
s(cripti) sun[t, i]psis, parent<ibus>
16 [c]oni[u]g<ibus> liberisq[ue] eorum <obvenerat?>,
item, quem<ad>mo<d>um veterani
[i]mm[u]nes es<se>nt, eor[um] esse volui. Qu<a>ec[um]que sacer{tia}
[do]tia, qu[o]sque hon[or]es, qu<a>eque praemia,
[bjeneficia, commo<d>a
habuerunt, item ut habeant utantur firuanturque
permit[t]i
6 20 [d]o. Invitis iis ne[que] magistr[at]us9 cete[ros] neque
l{a}egatum

Questa nota in Ch. Lat. A. x, pp. 33-34, conferma la correttezza dell'in


tegrazione alla 1. 33 del doc. del dossier a favore di Seleuco di Rhosos: le copiste avait crit magistratum, il s'est, ou on l'a corrige. Lesquier, Arme, p. 336, n. 4, considre ceteros comme fautif, il propose de corriger gere[re,
correction excellente: elle permet de considrer la primitive magistratum
comme authentique puisqu'elle instaure un paralllisme plus troit entre magi
stratum, procuratorem, etc, tous au singulier, et la correction magistratus comme
le resultai de la mlecture ceteros, car une confusion s/m n'est vraisembable en
aucune criture; ceteros pour gerere est, en revanche plausible. Con riferimento
al termine ceteros, invece differente la mia interpretazione dellafrasenell'atto
a favore di Seleuco di Rhosos (vd. infra).

EDITTO DI OTTAVIANO DE PRIVILEGIIS

VETERANORUM

227

[n]eque procuratorem [ne]que emptorem t[ri]butorum


<hospitem?> esse
[p]lace<t> neq(ue) [.] in domo eorum divertendi <hi>em[a]ndiq(ue) causa <considere?> <ne>que
[a]b ea quem <quidve?> de<d>uci place<t>.

3
4
5
9
10
11
13
14
15
16

17
18
21
22
23

recitassent pap., exactor recitasse ait proposuit Dareste


consultor pop., constituendae iter, consul iter, proposuit Wolff
dare pop., dari proposuit Wolff
supplevit Wolff, [exemp]ti Dareste, que[m] Ch. Lat. A.
qupap., quae Rousselp. 4871.4; sunt qui inseruit Wolff; quae sunt quaeque eruntproposuitArangio Ruiz in FIFA f Addenda et emendandap. xvu
utique pop., uti qui proposuit Roussel p. 48 n. j
legs pap.
esto inseruit Roussel; .[.]s pap. Wilcken apud Roussel p. 49 n. 1,
[quavi]s supplevit Riccobonof [q(ua)vi]s Wolff; s(cripta) Ch. Lat. .,
s(criptis) Riccobono, Wolff (cfr. 115)
etsi Ch. Lat. A.
[cejnsericetur pap. ; parentes pap.
coniuges pap. ; eorum sit? Roussel p. 49, obvenerat ist... nur exempli gratta una ah allgemeines Wort ausgewhlt: Wolff . y8 n. 102;
quemmotum pap., quemadmotum proposuit Gradenwitz in FIRA7 p.
240, quemadmodum Rousselp. 49
esint pap.t essent Roussel p. 49
queque pap. ; commota pap.
hospitem? inseruit Wolff
hiemandique Rousselp. 49; causamquepap., causa <ne>que Rous
selp. 49; considere? inseruit Wolff
quidye? inseruit Wolff; detuci pap.
2. DATAZIONE

La datazione dell'editto alquanto controversa; la difficolt


principale costituita dall'interpretazione del termine consultor,
presente nel papiro alla 1.3, che pu essere sciolto in tre maniere,
attribuendo ogni volta ad Ottaviano una titolatura differente10:

-10 Cfr. K. M. GIRARDET, Per continuos annos decem (res gestae divi Augusti 7
Zur Frage nach dem Endtermin des Trumvirats, Chron 25 (1995), pp. 147-16
part. p. 160. Il terminus post quem costituito dall'anno di assunzione del praenomen di Imperator da parte di Ottaviano: 39 38 a.C. (vd. supra cap. 11, 3).

228

ANDREA RAGGI

a) come cons<t>(ituenda) <i>t<e>r(urn), a completare l'es


pressione immediatamente precedente triumvir rei publicae: in
questo caso possiamo soltanto affermare che l'editto contempo
raneo posteriore al 37 a.C.,11 anno del rinnovamento del trium
virato tra M. Antonio ed Ottaviano (questa l'interpretazione
accettata nel testo qui pubblicato) ;
b) come consul \i~\t<e>r(um): l'editto va datato al 33 a.C, anno
del secondo consolato di Ottaviano;
e) come consul t<e>r(tium) l'editto si data al 31 a.C, anno del
terzo consolato di Ottaviano.12
Diversi autori preferiscono datare genericamente l'editto tra il
40 e il 37 a.C, ritenendo che la titolatura di Ottaviano presente
nel testo originale fosse semplicemente tnumvir rei publicae constituendae.13 Altri studiosi si mostrano indecisi preferiscono non
prendere posizione.14
Roussel si pronuncia per una datazione relativamente alta, at
tribuendo l'editto agli anni immediatamente successi alla vittoria
su Sesto Pompeo; da una parte, infatti, il secondo consolato fu
deposto da Ottaviano il giorno stesso di entrata in carica, e quindi
incerto se il triumviro sia mai stato indicato come consul iterum,
dall'altra improbabile che Ottaviano si fregiasse ancora nel 31
a.C. del titolo compromettente di triumviro.15
Al contrario, Wolff propende per una datazione bassa, in parti
colare per l'anno 33 a.C, e corregge il testo del papiro nel modo
11

Cos anche U. LAFFI, Poteri triumvirali e organi repubblicani, cit., p. 45.

FIRA f, p. 315; ARS, p. ii2; N. LEWIS, M. REINHOLD, Roman Civilization, cit., p.

423; B. CAMPBELL, The Roman Army, cit., p. 208: editto should be dated to the
period just before the battle of Actium.
13
Cos perentoriamente A. DEGRASSI, nomi dell'imperatore Augusto, cit., p.
370, n. 129: esattamente datato al 40-37 il noto editto di Ottaviano ... sulle
concessioni di diritti ai veterani. Vd. anche U. Wilcken in W. Chr. 462, p. 545;
R. Cavenaile in C. Pop. Lat., p. 201; S. DARIS, Documenti, cit., p. 198; H. MALCOVATI, Imperatoria Caesaris Augusti, cit., p. 55; P. B[raun] in P. F. GIRARD, F. SENN,

Les lois, cit., p. 349.


14
V. EHRENBERG, . . . JONES, Documents, cit., p. 135, datano l'editto al
37-30 a.C; F. MILLAR, Tnumvirate and Principate, cit., pp. 57-58, lo attribuisce al
periodo 38-33 a.C. oppure all'anno 32 a.C; R. K. Sherkin RDGE, pp. 302-303, non
si pronuncia in merito.
15
P. ROUSSEL, Un Syrien, cit., pp. 71-72.

EDITTO DI OTTAVIANO DE PRIVILEGIIS VETERANORUM 229


secruente:

tnnm[v]ir rei piiblicae <constituenaae iter(um)> consul

A conclusione di questa Appendice due osservazioni, la prima ricmardante i destinatari dell'editto, che sono indicati a 1. 4 come
veterani. difficile comprendere a quale categoria di militari ci
si riferisca. Tuttavia, sono state formulate alcune ipotesi, il Saddingtn ipotizza che si tratti di soldiers irregularly recruited into
one of the questionable legions of the period; Sherwin-White
pensa invece a militari delle truppe ausiliarie.17
Un'ultima osservazione concerne la traduzione dell'editto,
certamente non agevole date le numerose scorrettezze e lacune
presenti nel testo del papiro, ma che, a mio parere, deve sicura
mente ricalcare a grandi linee quella delle rispettive clausole del
provvedimento a favore di Seleuco di Rhosos. Non concordo,
pertanto, con l'interpretazione delle 11. 20-23 fornita in diverse
traduzioni moderne, un'interpretazione che stata certamente
influenzata dalla proposta di Lesquier di considerare ceteros un
errore per gerere alla 1. 20 dell'editto (vd. supra nota 9), ma che
non mi sembra confermata dal testo del 6 (doc. 11) del dossier
trovato a Rhosos.18
16

H. WOLFF, Die Entwicklung der Veteranenpnvilegien, cit., p. 76, che ritiene


perci che l'editto vada messo in relazione con la seconda campagna illirica di
Ottaviano!
17
D. B. SADDINGTON, The Development ofthe Roman Auxiliary Forcesfrom Augustus to Trajan, in ANRW n.3 (1975), pp. 176-201, part. p. 188, n. 40; .,. SHERWINWHITE, The Roman Citizenship. A Survey, cit., p. 47, n. 112.
18
Vd. la traduzione di B. CAMPBELL, The Roman Army, cit., p. 208 : I have decided that they are not to be appointed against their will to other magistracies
or as ambassador or superintendent or tax-farmer; moreover, I have decided
that no one is to be billeted in their homes in order to lodge or spend the winter
there (?); cos anche ARS, p. 112. A confronto, si veda la versione, sicuramente
preferibile, di N. LEWIS, M. REINHOLD, Roman Civiiizaiion, cit., p. 424: Neither
the other magistrates nor a legate nor a procurator nor a farmer ofthe tribute
shall be in their homes for the purpose of lodging or wintering, nor shall anyone be conducted to winter quarters therein against their will.

INDICI

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AAASyr

A JA
AJPh
AnnEpigr

Annales Archologiques Arabes Syriennes (Damas).


L'Antiquit Classique (Louvain-la-Neuve)
Aegyptus: rivista italiana di egittologia e di papiro
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versit di Napoli (Napoli)
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Roms im Spiegel der neueren Forschung, Berlin-New

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BGU
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Bulletin de Correspondance Hellnique (Paris)
U. WILCKEN et ai., Aegyptische Urkunden aus den Koeniglichen Museen zu Berlin, Berlin 1897Bulletin pigraphique, REG
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Cahiers d u C e n t r e Gustave-Glotz (Paris)
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schichte u n d Epigraphik des Deutschen Archo
logischen Instituts (Mnchen)
Chartae Latinae Antiquiores, established b y A. BRCK-

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CIG
CIL

ClPhil
C&M

CommHumLitt
C. Pap. Lot.
CRAI

CUSTOMS LAW

DE
DHA
DNP
EA
ED

Emerita
Epigraphica
ESAR

FDelphes
FGrHist
FHG
FIRA

A N D R E A RAGGI

NER and R. MARICHAL, ed. by them and their suc


cessors, Basel-Zurich 1954Corpus Inscriptionum Graecantm, Berolini 1828-1877
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Classica et mediaevalia: revue danoise d'histoire
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pour les tudes anciennes et mdivales (Kabenhavn)
Commentationes Humanarum Litterarum. Acta
Colloquii epigraphici Latini Helsingiae habiti
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und historische Geographie Anatoliens (Bonn)
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Monumentum Ephesenum : vd. Lex portoni Asiae
Se. de Aphrodisiensibus: J. REYNOLDS, Aphrodisias and Rome, London 1982,
8
Se. de Asclepiade: A. RAGGI, Senatus consultum de Asclepiade Clazomenio
sociisque, ZPE 135 (2001), pp. 77-82
Tabula Banasitana: AnnEpigr 1971, 534
Tabula Heracleensis: RS 24
Tessera Paemeiobrigensis: AnnEpigr 2000,760
1
Per gentile concessione del Dott. C. Crowther, che qui ringrazio vivamen
te, ho potuto prendere visione dell'accurata riedizione del testo dell'iscrizione
predisposta da lui stesso in collaborazione con M. Cottier e presentata nel corso
del Colloquium on the Monumentum Ephesenum (Oxford 1999).

NDICE Ubi NOMI


Il numero senza altra indicazione rimanda alla pagina, n. = nota
N O M I DI PERSONA

I nomi di persona romani s o n o ordinati alfabeticamente secondo


il nornen; i personaggi noti per (ad es. Agrippa, Cesare, Ottavia
no etc.) s o n o elencati secondo la forma pi familiare al lettore.
Adriano (imperatore) 166
Agamennone (pirata cilicio) 183 n.
38
Agrippa, M. Vipsanio 177 n. 15
Alessandro Magno 200
Alfeno Varo, P. 142
Antigono II Gonata 201
Antipatro di Giudea 114-115 128
Antonio, M. 39, 47, 48 n. 66y 52 n.
77, 76, 83, 91. 92 n. 47, 96, 99-102,
103 n. 75,106,108,119,127,152 n.
7,177,179-180,187,191,196, 202,
204, 208, 228
Antonius Polemon, M. 119 n. 31
Antonius Zenon, L. 119
Archagathus (medico greco) 92 n.
49
Aristagora di Istro 53
Ariston di Arado 186-187
Aipalo 200
Artabano II di Partia 40
Artabano III di Partia 40 n. 33
Atilius, L. (tribuno dlia plebe nel
210 a.C.) 138 n. 98
Attico (amico di Cicerone) 122,149
n. 135
Augusto vedi Ottaviano

Caligola (imperatore) 181 n. 32,


188
Calvisius Sabinus, C. 174
Caracalla (imperatore) 96,145, 202
Cassio 104
Cesare, G. 46 n. 56, 47,76, 87 n. 34,
88, 91, 97, 98 n. 60, 100, 114-115,
128, 132, 138, 139 n. 101, 152 n. 7,
174,178,191,196-197, 204
Cesare, L. Giulio (console nel 90
a.C.) 86, 87 n. 34,195
Cicerone, M. Tullio 46, 118 n. 26,
158 n. 29
Cleopatra 108
Claudio (imperatore) 190
Commodo (imperatore) 96
Cornelio Balbo, L. 90 n. 41,118
Cornelius Lentulus Clodianus,
Cn. 85 n. 28
Cornelius Lentulus Marcellinus,
Cn. 174 n. 4

Bruttia Crispina 96
Bruto 104

Erode il Grande di Giudea 114


Eumene di Cardia 200

Demetrio Poliorcete 201


Diodoro Pasparos 192
Domiziano (imperatore) 118 n. 24
Domizio Enobarbo, Gn. (console
nel 32 a.C.) 179

266

ANDREA RAGGI

Gellius Publicola, L. 85 n. 28
Glicera 200
H e r a s (ambasciatore di Rhosos)
36
Hilarus (navarco) 186
Ircano di Giudea 46 n. 56, 165 n.
54
Iulius Helenus, C. 188
Iulius Menoes, C. 178 n. 23
Iulius Satyros, C. 197
Iulius Vepo, C. 115
Iulius Zoilos, C. 193-194,197-198
Labieno, Q. 96 n. 57,119 n. 31
Laelius, D. 174
Lepido, M. Emilio 85 n. 27,100,101
n. 68,102 n. 71,118
Licinius Murena, L. (propretore in
Asia) 175 n. 7,177
Livia 114
Lucullo, L. Licinio (console nel 74
a.C.) 178,191
Lutatius Catulus, Q. 189
Mamilio, L. (dittatore di Tuscolo) 92 n. 49
Mario, C. 87 n. 34,118 n. 26
Menas/Menodoro 180 n. 29, 183,
186
Menippos di Colofone 159, 192 n.
58
Mindius Marcellus, M. 175
Minucius Thermus, Q. 45
Mitridate Eupatore 159, 177-178,
183,194
Moericus (mercenario spagnolo)
92 n. 49
Mucius Scaevola, Q. 158 n. 29
Mummius, L. (console nel 146
a.C.) 127,134

Munatius Plancus, L. 85 n. 27,100


n. 68,103 n. 75,118
Muttines (disertore cartaginese)
93 n. 49
IN eileo (navarco di Chio) 184
Numisius Primus, C. 187
Ottaviano 14, 18, 33-34, 36, 37 n .
26, 40, 43-44, 46-49, 51-53, 72-73,
75-76, 81-84, 91. 94, 96 n. 56, 9799, 101-104, 106-108, 116-118, 137,
148, 152, 174-175, 178 n. 23, 179.
180, 183, 185-194, 196, 199, 202,
207-208, 223, 227-228, 229 n. 16;
Augusto 48, 76-T7> ni, 114-115,
124 n. 50, 125 n. 56y 129,142,152,
176,181,187-189
Polemaios di Colofone 58,192 n.
58
Polemone I del Ponto 119 n. 31
Pompeo Magno, Gn. 47, 52, 87 n.
34, 89 nn. 39-40, 90-91, 102, 174,
178,183,186,191,194,196, 202
Pompeo, Sesto 52-53, 94, 102-103,
174-175, 179-180, 184, 185 n. 42,
186,188,228
Pompeo Strabone, Gn. 76 n. 5, 87
n. 34, 90
Pythodoris (regina del Ponto) 119
n. 31
Rupilius, P. 158 n. 29
Sapor I (re persiano) 202
Scipione Emiliano, P. Cornelio
123
Seleuco I Nicatore 201
Servenius Gallus, L. 41 n. 38
Siila, L. Cornelio 53, 127, 177-178,
191
Solone di Afrodisiade 73, 75 n. 2,
193

INDICE DEI NOMI

Sosigene di Rodi 200


Sosis di Siracusa 92 n. 49
Stratonice (figlia di Demetrio Poliorcete) 201
Sulpicius Quirinius, P. 124 n. 52
Symmachos (ambasciatore di Rhosos) 36
Tarcondimoto di Cilicia 183 n. 38
Teofane di Mitilene 89 n. 40, 192,
196
Teopompo di Cnido 192
Terentius Varr, A. 174,175 n. 7
Tiberio (imperatore) 186

267

Titius, M. (console sufi, nel 31


a.C.) 137,174 n. 6
Titius, P. (tribuno della plebe nel
43 a.C.) 137,139 n. 101
Titius, Sex. (tribuno della plebe
nel 99 a.C.) 138
Valens, M' 223, 225
Vedius Pollio, P. 142
Ventidio Basso, P. 96 n. 57
Vespasiano (imperatore) 204
Vibio Massimo, C. 125 n. 53
Z e n o n di Laodicea 119 n. 31

N O M I GEOGRAFICI

Adramitto 45
Aigeai 46 n. 57
Africa 144
Afrodisiade 43, 73, 75 n. 2, 76, 83,
94,101 n. 68,106,193,198
Ahmadli 13
Alatri 188
Alessandretta 199
Alessandria d'Egitto 99
Alessandria sulTlsso 199, 202-203
Al Houb 13
Anazarbo 202
Antigonia 201
Antiochia sulTOronte 13, 33, 43-46,
47 nn. 60-61,124 n. 50,178 n. 23,
200-203; Antakya 13, 14 n. 6, 17,
19, 22, 200

Apamea sulTOronte 96,124


Apollonide 160
Arado 174,186
Arpino 118 n. 26
Arsuz 13,199
Asia 44-46, 51. 79, 81, 88 n. 36,103,
108,127,139,140 n. 106,143,158 n.
29,160,174,197; Asia Minore 50
n. 71,176-178, 201

Atene 14,149 n. 135, 206


Azio 99 n. 64,100,103-104,108,137,
174 n. 6,177-178,186,190,202
Balanea 96
Belen, Beylan 203-204
Berytus (Beirut) 124
Brindisi 179,181 n. 32
Calcedonia 175 n. 7
Campania 52 n. 76
Caria 108 n. 89,119
Calisto 178
Celia, Celje 115
Chersoneso Taurica 197
Chio 159,185
Ciampino 188
Cibira 42 n. 41
Cilicia 44,46,96 n. 57,158 n. 29,176
n. 12, 183 n. 38, 202-204; Cilicia
Pedias 45,124, 204
Cipro 178
Cirene 76-77, 88 n. 36, 92 n. 47,174
n. 4
Claros, santuario di 159-160
Clazomene 178

268

ANDREA RAGGI

Colofone 58,159-160
Cos 174,184
C u m a 52 n. 76
D a r d a n o 177
D e l o 201
i i f e s o 18, 36, 40 n. 31, 44-45, 72, 84
n. 23,108,142,186, 202
Egitto 40,' 99,120,125,178
Ellesponto 127
Eraclea Pontica 177 n. 18
Ercolano 41 n. 38
Etruria 52 n. 76
Eubea 144,178
Europa 35, 79,140,143
F e n i c i a 46,178, 200
Filippi 50-52, 96 n. 57,101,102 n. 71,
103-106,179 n. 27
Galliaii4
Glanum 198 n. 76
Grecia 50 n. 71,53,122,179 n. 24
H e r a k l e i a Salbake 119
Illiria 103,186
Ionia 127
iskenderun 199
Isso 199, 202-203
Istro 53
Italia 19, 34, 51-53, 83, 115-117 119120, 122-124, 128, 146, 177, 179,
194-196
L a o d i c e a di Siria 47 n. 61, 96 n. 57
L e m n o 185
Les Riceys (Aube) 206
Libano 206
Libia 178
Licia 176 n. 12
Lidia 202

M a c e d o n i a 51
Magnesia al Meandro 45
Milasa 108 n. 89
Mileto 178
M i s e n o 94 n. 52,176,179, i 3 i n. 32,
185 n. 42
Mitiiene 174 n. 6
N a u l o c o 53, 94 n. 52,102 n. 73,103,
105,107,175
N e u c h t e l 205
N o r i c o 115

Olba 119 n. 31
Ostia 176
P a l i n u r o , capo 52 n. 76
Panfilia 176 n. 12,178
Parigi 206
P e r g a m o 160
Perugia 107 n. 87
Plarasa v e d i Afrodisiade
P o n t o 197
R a v e n n a 176
Rodi 178 n. 21
R o m a 19,22,33,41-42,52,77-78, 828 4 , 1 0 2 n. 71 e n. 73,103,121,124,
128,131,137,141,148,159,161-164,
169, 176-179, 180 n. 32, 184, 188,
190,194-195
S a m o 108 n. 89,152
Sannio 98 n. 60
Sardegna 188
Sardi 100
Satinila 98 n. 60
Seleucia di Pieria 43-44,47,201-203;
S a m a n d a g 203
Seleucia sul golfo di Isso 201-202
Sicilia 34, 51-53,102,158 n. 29,196
Sinope 187,188 n. 48

INDICE D E I N O M I
Siria 19, 21, 44-47, 95 n. 54, 96 n. 57,
99, 103 n - 75, 124-125, 176 n. 12,
178-179,196 n. 72,199, 203-206
Siscia 186
Slovenia 115
Smirne 45,160,177 n. 18
Spagna 90
Sparta 166
Stratonicea di Caria 202
Susa 40

Tarso 33, 44-47, 96 n. 57


Tessalonica 96 n. 58, ico
Tiatira 202
Tiro 46
Tracia 51
Tralles 160
Tuscolo 92 n. 49

T a r a n t o 107 n. 87,179-180

Venezia 124

U lucinar 199

Velletri 175,182

269

INDICE DELLE FONTI ANTICHE


Il n u m e r o s e n z a altra i n d i c a z i o n e r i m a n d a alla p a g i n a ; l r = li
n e a ; n. = n o t a .
1. F O N T I L E T T E R A R I E

Acta Sanctorum
u Jan., p. 678: 204 n. 26
APPIANUS

b.c.
11,239:17911.24
11, 242:179 n. 24
iv, 298:17411. 6
iv, 353: i 7 4 n . 6
iv, 358:179 n. 27
iv, 394:174 n. 6
rv, 404:174 n. 6
v, 4-9: i 7 9 n . 27
v, 29-31: 96 n. 57
v, 72: 52 n. 76; 17911. 25
v,104:179 n. 27
v, 221:179 n. 27
v, 230:179 n. 28
v, 235-237:179 n. 24
v, 277:188 n. 49
v, 280: 52 n. 76; 179 n. 25
v, 304-305: 52 n. 76; 179 n. 25
v, 307:185 n. 42
v, 313: 94 n. 52
v, 344: 52 n. 76
v, 382: 52 n. 76
v, 387:180 n. 30
v, 396:180 n. 30
v, 406:180 n. 30
v, 422:175 n. 9
v, 528-537:102 n. 73
v, 537:180 n. 30
v, 577:180 n. 30

Mithr.
131:178 n. 21
222:177 n. 19
226:178 n. 21
240:177 n. 19
428-431:178 n. 21
431:17411.4
ATHENAEUS

xin, 586C e 595d: 200 n. 6


Bellum Alexanrinum
1,1:178 n. 23
CAESAR

beli. civ.
1, 25.2: 51 n. 75
m, 3:178 n. 23
ni, 5.3:174 n. 5
ni, 23 sgg.: 17911.24
m, 101:178 n. 23
ni, 102.6:124 n. 50
beli. Gali
vi, 14.1-2:126 n. 56
CASSIUS D I O
XLIV, 53.4: 41 n. 39
XLV,

23.7: 41 n. 39

XLVI, 40.3:174 n. 6

XLVin, 17.1:174 n. 6
XLVin, 17.4: 52 n. 76
XLvm, 18.1: 52 n. 76; 179 n. 25
XLVin, 20.1: 52 n. 76; 179 n. 25

272

ANDREA RAGGI

XLVIII, 20.2: 52 11. 76

adfam.

XLVIII, 24.1-3: 96 n. 57

in, 8.4:158 n. 29

XLVIII, 30.5:5211. 76
XLVIII, 3O.8: l 8 8 n . 4 9

XII, 5.3:5111.75

XLVIII, 31.1: 52 n. 76; 179 n. 25


XLVIII, 35.1: 94 n. 52

XLVIII, 36.3:185 n. 42
XLVIII, 36.5:5211. 76
XLVIII, 45.5:188 n. 49
XLVIII, 45.7:5211. 76
XLVIII, 46.1.2 e .4-5: 52 n. 76
XLVIII, 48.6:5211. 76

XLvm, 49.1:185 n. 42
XLvm, 54.2:180 n. 30
XLIX, 1.1:180 n. 30
XLIX, 1.3:5211. 76
XLIX, 1.5:18511. 42
XLIX, I . 5 - 6 : 1 8 0 I I . 3 O

XLIX, 13-14:102 n. 73

XLIX, 14.6: l80I1.30


XLIX, 16.1:102 n. 73
XLIX, 43.6: 9411. 52

1.1: 99 n. 64
LI, 2.1-3:108 n. 89
LI, 4.1:108 n. 89
LI, 5.2:108 n. 89
LI, 18.1: 99 n. 64
LI, 19.3:100 n. 66
LI, 19.5-6: 9911. 64
LI, 21.7: 99 n. 64
LV, 34: 73 n. 157
LIX, 8.1: 65 n. 116
LIX, 10.6: 6511.116

LI,

CICERO

adAtt.
1,18.8:12211.42
vi, 1.15:158 n. 29
vi, 2.4:158 n. 29
ix, 9.2:178 n. 21
xiv, 12.2: 98 n. 60

XIII, 36.1: 41 n. 39

XIII, 67.1:158 n. 29

ad Quint.
1,1.25:12711.59
de domo sua
45:15611.21
de inv.
11,59-60:166 n. 60
Lael
65:156 n. 23
Part. orat.
99:15611.21
100:155
Phil
1,1.3:4111.39
11,36.91: 41 n. 39
n, 36.92: 42 n. 41
11,37.93: 42.11.41
m, 12.30:4211. 41
ix, 5.11:156 n. 22
-pro Archia
10, 24: 89 n. 40
10, 25-26: 8611.31
pr Balbo
2,5:9011.41
2, 6:5311. 81; 13111. 75
5,11: 8511. 28; 8911.39
8, 19: 78 n. 10; 85 n n . 28-29; 89
n.39
9, 22-23:131 n. 75
9, 2 4 - 1 0 , 25:131 n. 75
11, 28:146 n. 125
12,29:146 n. 125
12,30:14911.135
13,31:146 n. 125
14,32-33: 85 n. 28; 91 n. 46
17,38: 8 5 n . 28; 8 9 n . 3 9
21, 49:131 n. 75
22, 50-51: 86 n. 31

INDICE DELLE FONTI ANTICHE


22, 51: 9 0 n . 4 i ; 131 n. 75
22,52:8711.34
23, 54: 92 n. 49
pr Caecin.
99:12111.37
100:14611.125
pr Fiacco
20:12711.59
71:160 n. 36
pr Quinctio
9:15611. 21
61:155
uVerr.
1,89:17711.19
2,32:158 n. 29
2, 94:165 n. 56
2,101-102:165 n. 56
3, 29:155
3,33:i55
3,39:i55
3,135:155
3,152:166 n. 60
4 , 1 4 9 : 1 6 8 n. 67
5,58:12611.56
5,106:15611. 23
5,145:5111.75

273

DIONYSIUS HALICARNASSENSIS

Ant. Rom.
iv, 15.6:12111.37
v, 75.3:12111.37
vi, 56.5:16411. 51
FLAVIUS IOSBPHUS

Ant.
x, 226:5111.74
XII, 141: 64 n. 115
xiv, 137:114 n. 14
xiv, 188: 4211. 41
xrv, 197: 46 n. 56
xiv, 204:132 n. 79
xrv, 210:16511.54
xrv, 266: 4211. 41
xv, 198:100 n. 65
XVIII, 1:125

n.

52

xvni, 54: 51 n. 73
Ap.
1,141:5111.74
B. I.
1,194:114 n. 14
1,394:100 n. 65
rv, 441: 51 n. 73
FLORUS

COLUMELLA
in, 2.11: 51 n. 75
ix, 13.2:5111.75

1,41.8:17811. 21
n, 18:17911. 25
FRONTINUS

CORNELIUS NEPOS
Att.

Aq.
24: 51 n. 75

3:149 n. 135
GELLIUS

DlODORUS SlCULUS
iv, 50.1: 51 n. 74
v, 15.6:5111. 74
xvra, 51.4:16411.51
xviii, 63.6: 20111.7
xxxvn, 16:18311.38 '
xxxvii, 18:19511.68

1,12.14: 57 n. 92
v, 19.16:12311. 95
xv, 16.2: 51 n. 75
Lrvius
1,44.1:12111.37
in, 29.6: 9211. 49

274

ANDREA RAGGI

xxvi, 21.9-13: 9211. 49


xxvi, 48.7:17411. 4
XXVII, 5.1:17411.4
XXVII, 5.7: 78 n. 10; 93 n. 4 9

xxix, 25.5:17411. 4
xxix, 37.5:12211. 41
xxx, 28.8: 51 n. 75
XXXTX, 9.7:138 n. 98

LUCANUS
ix, 224:184 n. 38
LUCIANUS
Lex.
10.3: 65 n. 116
MALALAS

Chronographia (ed. Thurn)


VHI, p . 150: 200 n. 5, 201 n. 8; p.
152: 200 n. 5, 201 n. 10
XII, p . 229: 20211.15
MEMNON

FGrHist 434, F 21:177 n. 18


N O V U M TESTAMENTUM

Ep. Rom.
3,25:58
OROSIUS

V, 18.10:18311.38
vi, 3.2:183 n. 38
vi, 18.19:17911.25
vi, 19.14: 99 n. 64
PAUSANIAS

in, 6.7: 65 n. 116


PETRONIUS ARBITER

Satyr.
18,5:15611.20

PLINIUS M A I O R

N.H.
11,136:5111.75
v, 79: 4711. 61
v, 80: 20411. 25
xiv, 22: 51 n. 75
xxix, 12: 92 n. 49
xxxrv, 96:5111. 75

PLUTARCHUS
Ant.
30,3:17911. 28
32,1:183 n. 37
32,6:18311.37
35,7:18011.30
64,2-3:17711.16
86, 9:100 n. 66
Cic.
49, 6:100 n. 66
Dem.
31, 6: 201 n. 8
32, 2-3: 201 n. 8
Lue.
2, 2:178 n. 21
3,3:17811.21
13, 4:178 n. 22
Pomp.
25-26:178 n. 21
Sulla
22:177 n. 19
POLYAENUS
iv, 6.9: 20111.7
POLYBIUS
n, 39.1:51 n. 74
0,15.3:5111.74
111,33.18:5111.74
ni, 87.2:5111.74
v, 10.8:5111. 74
v, 35.11:5i n. 74

INDICE DELLE FONTI ANTICHE


SUETONIUS

V, 87.6:5111. 74
ix,. 43.4: 51 n. 74

Aug
16:185 n. 42
17:108 n. 89
40,3:114 n. 15
8 9 , 1 : 84 n. 23

XVIII, 9.10:16411.51

, 1.11: 51 n. 74
POMPONIUS M E L A

1, 69: 20411. 24
TACITUS

Ann.
iv, 56:17711.18

PTOLEMAEUS

Geogr.
v, 14.2: 204 n. 26

THEOPOMPUS

FGrHist 115, F 254: 200 n. 6

QUINTILIANUS
Inst.
VII, 4.29:15611. 22

VALERIUS MAXIMUS

Rhetorica ad C. Herennium
4, 47:156 n. 23
SCRIBONIUS I_ARGUS
CLXin, 20:5111.75

m, 7.9:165 n. 56
vin, 14.3: 89 n. 40
vin, 15.6:15811.29
VARR

de ling. Lat.
vi, 86:121 n. 38

SISENNA

frg. 120 P.: 8511.29

VELLEIUS PATERCULUS

n, 7.7:12311.46
11, 73.2:174 n. 6
H, 73.3: 5 3 n . 79; i 8 3 n . 37
11, 77.1:179 n. 25
n, 82:5311.79

STRABO

m, 2.3:5111. 74
m, 2.13: 5111.74
v, 4.4:53 n. 79
vi, 1.6:5311. 79
xrv, 5.19:20411. 22
xvi, 2.8: 20411. 23

VITRUVTUS

v, 5.8:5111.75
2. F O N T I EPIGRAFICHE

AnnEpigr
1925,93:17511.8
1976, 678,1. 5 e 1.34: 42 n. 41
1989, 684,1.11:100 n. 67
1993,1461,11. 8-9: 40 n. 31
1996, 407: 41 n. 38
2000, 760:125 n. 56

AUGUSTUS

Res gestae
15,3' 183 n. 36
2 5 , 1 : 53 n. 80
26, 4 : 5 0 n. 72; 183 n. 36
27, 3:5011. 72; 53 n. 80
30, 2:183 n. 36

275

276

ANDREA RAGGI

BOFFO L.

Iscrizioni greche e latine per lo studio


della Bibbia (1994), nr. 23: 125 n.
52
eie
3497: 202 n. 14
CIL
I2,p. 50:11811.25
111,5232:11511.16
in, 6687,11. 8-11:124 n. 52
HI, 6980:187 n. 47
111,7160:17411. 6
v, 1048:18111.32'
vi, 4437:182
vi, 8927:181,186
vi, 8928-8929:180 n. 32
ix, 41:178 n. 23; 181 n. 32
ix, 2142: 98 n. 60
x, 3357-3358:181 n. 32
x, 3826: 9911. 64
x, 5808:188 n. 49
xii, 257:180 n. 32; 181
Decretum Cn. Pompei Strbonis: 15
n. 7; 42 n. 40; 76 n. 5; 86; 89-90;
93; 11.1-3: 86 n. 32
Edicta Augusti ad Cyrenenses
1:12411. 50
ni: 111; 128 n. 64; 207; 11. 56-62:
113 n. 11; 1. 57: 113 n. 12; 11. 5860: 76 n. 4, 88 n. 36; 1. 59:115;
11. 60-62:129; 11. 61-62:126
rv, 1.69:77

FDelphes

1113, 369,11. 20-21: 68 n. 132


Fragmentum Tarentinum
11. 3-4: 126 n. 56; 129 n. 67; 11. 3 .
5:93
GRANINO CECERE M. G.

ZPE 109 (1995), pp- 289-297: 188


n

*5

HERRMANN P.
Chiron 19 (1989), pp. 127-164:100
n. 67
HGHAMMAR K.

Sculpture and Society (1993), nr. 13:


114 n
* u
L Cos
n
EV

^ ( b ) : 114 n. 14

I. Dlos
^ l 6 > B n > L 8 7 e U 110 " 111: 54 n. 84
* Istros
54,1- 3^: 53
J. Kalchedon
*5, U- 2-6:174 n. 7
J- Kibyra
i> U- !3-i4: 42 n. 41
J. Mylasa
602:108 n. 89

Fasti Triumphales Barberiniani


Inscr. It. XIII 1, p. 343: 94 n. 52

I. Sinope
100:187 n. 47

Fasti Triumphales Capitolini


Inscr. It. XIII 1, p. 87: 94 n. 52

IG
v 1, 21, n, 11. 7-9:166 n. 60

INDICE DELLE FONTI ANTICHE


X2.1, 83 e 109:100 n. 67
zi 8,16:185 n. 41
XII Suppl., 412: 219 n. 7

XIII 1, p. 343: v d . Fasti


.les Bcirbsrinicini

VII, 4008,1. 4:174 n. 5


VII, 4012:187 n. 46
IGRR
I, 843,11-2-6:17411.7
ni, 1018,1. 4:174 n. 5
in, 1019:18711.46
iv, 1111 e 1113-1115:178 n. 21
rv, 1213: 202 n. 14

Triumpha-

XIII 1, p. 5 6 8 : 1 0 4 n. 78

KNIBBE D .

ICLS

277

E N G E L M A N N H.

IPLX-

CGLU E.
JAI 62 (1993), Kauptblatt, pp.
113-150
nr. 1,1.3: 61 n. 104
nr. 2,11. 8-9: 40 n. 31; 11. 9-11: 72
n. 147
nr. 10,11.36-37: 71 n. 143
LAFFI U.

sco 16 (1967), p p . 5-98, doc. iv, 1.


67: 46 n. 56

ILLRP

416: 9811. 60
433:17411.6

L E G U E N B.

Les associations de Technites


siaques 1 (2001)
12 A: 73 n. 153
34,11.5-6:127 n. 60
56 B, 11. 8-11:127 n. 61

ILN Frjus
13:18111.32
ILS
76: 98 n. 60
79:9911.64
891:174 n. 6
1977:115 n. 16
2683,11. 8-11:124 n. 52
2817-2822:180 n. 32
2823:181
2824:187 n. 47
6267:188 n. 49
8853: 20211.14
9059:11811.24

diony-

Lex agraria
1. 27: 57 n. 9 2 , 1 0 9 n. 1; 1. 30:155;
1.31:59 n. 9 8 ; 1. 72: 65 n. 118; 1.
84:172 n. 84
Lex Antonia de Termessibus
4211. 40
1,11. 23-24 e 34-35: 60 n. 102
11,11.1-2: 71 n. 145; 11. 6-17:132 n.
78; 1.16:16111.41
Lex Cornelia de xx quaestorihus (CIL

Inscr. Aquil
II, 2821:18111.32

I2,587)

4211. 40
Inscr. It.
xiii 1, p. 87: vd. Fasti
Capitolini

Triumphales

Lex de Gallia Cisalpina (RS 28)


59 n. 98; col. 1,1. 48:156

278

ANDREA RAGGI

Lex de provinciis praetoriis


Cnidos ni, 11. 4-5:161 n. 41
D e l p h i B, 1. 4: 68; 1.17: 71 n. 144
Cnidos iv, 11. 31-39: 162 n. 43; 1.
3 4 : 7 m . 143; 1. 3 5 : - - 2 n. 45
D e l p h i e, 11. 9-10: 67; 11. 14-15: 65
n. 118; 11.15-16: 67; 1.18: 67y 171
n. 79; 11.19-28 e sgg. : 169; 1.20:
63 n. 118; 1. 21: 167, 171 n. 79;
11. 21-22: 68 n. 131; 1. 22: 65 n.
118; 11. 22-23: 68 n. 129; 1. 23:
68; 1. 24:165 n. 56; 1. 25: 68; 1.
26: 67y 68 n. 131,171 n. 79; 1. 27:
68 n. 131
Cnidos v, 168; 11.31-32:165 n. 56
Lex Fonteia, framm.
(a) + (b), (i), 11.1-2 e 1. 8: 100 n.
67; 1. 4:164 n. 51; 11. 4-5: 78 n.
10; 1.13:152 n. 4
(a) + (b) + (e), (ii), (e), 11. 1-6:
140; 11. 5-6: 70 n. 137; 11. 6-11:
153 n. 9; 11.11-12: 6 2 n. 108
(f) + (g), (i), I.3: 67
(f) + (g), (ii),l. 9:120 n. 36
Lex Gbinia Calpurnia
Deh
15 n. 7; 78 n. 9

de

insula

Lex

repetundarum

II. 76-79: 93,129 n. 67] 1. 77'-117 n.


23; 11. 78-79 ( = 11. 85+86): 196
n. 70; 1. 86: 93
Lex Tarentina, col. 1
1. 5: 68 n. 130; 11. 9-10: 70 n. 140;
11. 16-17: 70 n. 140; 1. 31: 68
n. 130; 1. 35: 68 n. 130, 69 n.
133
Lex Salpensana (PIRA 7 , 30)

29:136
Lex Ursonensis
LXI, 11.7-8: 68 n. 130,11. 8-9: 69 n.
133; LXVI, 11. 33-37: 57 n. 9 2 , 1 .

39:129 n. 67 \ LXVII, 11.14-16:57


n. 92; LXXIH, 1. 6: 68 n. 130,1.7:

Lex Irnitana
28,11.11-12: 57 n. 92
29:136
30,11.38-39:5711.92
77, 79, 92:131 n. 74
8 4 , 1 . 5 : 1 6 6 n. 57
Lex portoni Asiae
Ephesenum)

11. 81-87:141
I. 96: 64
II. 96-98:142
I. 99: 64
1.102:172 n. 84
11.106-107:172 n. 84
1.110:172 n. 81
1.118:133
1.124:172 n. 84
1.133: 64

69 n. 133; LXXTV, 1.15: 69 n. 133,

11.15-16: 68 n. 130; LXXV, 1. 22:

69 n. 133, 11. 22-23: 68 n. 130;


LXXX, 1. 28: 69 n. 133; x c v :

169

n. 69; cix: 136; cxxv, 11. 27-28:


170 n. 71; cxxvi, 11. 46-47: 170
(Monumentum

15 n. 7; 18 n. 12; 64; 133; 145


11.13 e 14:133
I. 57: 64
II. 58-67: 141; 11. 62-64: 141, 143

n. 71; CXXVII, 11. 9-10: 71 n. 145;

cxxviii, 1. 3 0 : 1 7 0 n. 71; CXXTX,


1.37:170 n. 71; cxxx, 1. 49:167,
11. 50-51:170 n. 71; CXXXT, 1.13:
170 n. 71; CXXXI, 1. 32: 170 n.

71

INDICE DELLE FONTI ANTICHE


lex Valeria Aurelia (RS 37)
167
UAMA

vi, 104:119 n. 30
Mon. Ancyr.
vd. A U G U S T U S , Res

gestae

OGIS

762,11.13-14: 42 n. 41
OLIVER J. H .

Greek Constitutions (1989)


1:152 n. 5
9 i , l l . 7-9: n . 60
RC
33,11.16-20:7211.148
58,11.5-6:7211.148
64,11.14-15: 73 n. 152
75:4011.33
RDGE

2,1.55:i55n.l4
15,1.48:73
16,11.48-49:42 11.41
23,1.30:164 n. 51; 1. 43:164 n. 52;
1.54:76 n. 3
30,1.10: 61 n. 104
44, 1. 5: 134 n. 85; 11. 5-6: 127 n.
60
49 B, 11. 8-11:127 n. 61
52,11. 43 sgg.: 4 5 n . 5 5
57,11.14-15:127 n. 62; 1.15:134 n.
85
60:108 n. 89
61,1.11: 71 n. 143
70,11.14-18:159; 11.17-18:160 n. 34
REY-COQUAISJ.-P.

AAASyp> 23 (1973), nr. 2, 1. 5 e 1.


34:42 n. 41

279

REYNOLDS J.

Avhrodisias and Rome (1982)


6:75 n. 2; 19311.64; II.3-4:9411.53;
11. 26-27: 77; 11. 33-45:193 n. 64;
11. 38-40: 73 n. 155; 11. 39-40:152
n. 4; 1.48:152 n. 4; 1.50:43 n. 43
7: 76; 1.1:106 n. 82
8: vd. Se. de Aphrodisiensibus
9:1.1:152 n. 4; 11. 2-6:132 n. 80
10: 74 n. 157; 193 n. 64; 11. 3-4: 83
n. 22
12:193 n. 64; 1.10: 84 ri. 23
13:108 n. 89; 11. 2, 4 e 7:152 n. 4;
1. 4 e 1. 7:152
33:193 n. 64
35:11.7-8:15211.4
36-39:193 n. 64
ROBERT L. e j .

Claros 1 (1989)
Menppos 1,11. 37-40:159 n. 32; 11.
40-41:160 n. 35 ; 11.40-48:160 n. 38
Menippos 11, 11. 4-7: 159 n. 33
P o l e m a i o s 11,11. 56-58:160 n. 35
P o l e m a i o s ni, 11. 42-47: 58 n. 94
Se. d&Aphrodisiensibus
1. 26: 48; 11. 26-27: 106 n. 83; 11.
32-36:132 n. 80; 1. 48: 48, 61 n.
104, 152 n. 4; 11. 48-49: 106 n.
83; 11. 48-50: 76; 1. 49: 49; 1. 53:
61 n. 103; 11. 51-53: 109 n. 1; 11.
58-60: 60 n. 102; 11. 68-69:71 n.
143; 1. 92: 42 n. 41
Se. de Asckpiade
41; 42 n. 40; 53 n. 78; 78 n. 10;
93; 127; 148 n. 131; 154; 157; 161;
184; 189-190; 193 n. 62; 195-196;
207
Lat. 1. 5:189 n. 53; 1. 8:126; 1.11:
60 n. 102; 11. 11-14: 153 n. 9; 11.

280

ANDREA RAGGI

14-15: 66 n. 119; 1.16:144 n. 121;


11.18-19:165 n. 54
Gr. 11. 5-9: 78 n. 9; 1. 6: 178; 1. 7:
52, 78 n. 9; 11. 7-8:53; 1- 8: 189
n. 53; 1. 9: 78 n. 9; 1.11:53, 78 n.
9; 11.12-13:126; 11.13-15: 78 n. 9;
II. 16-17: 60 n. 102; 11.17-20:153
n. 9; 1.19: 65, 78 n. 9; 11. 20-22:
66 n. 119; 1. 23: 78 n. 9, 144 n.
121; 1. 25: 41 n. 39; U. 26-28:165
11.54;!. 29:7811. 9

Suppl. It.
II 8:17511. 8; 182
xvi, pp. 38-39:188 n. 49
SylV
559,1.9:720.148
613 11.16-17: 72 n. u.8
705,1. 36: 72 n. 148
708,1. 36: 53
826 G, 1. 22:170 n. 74
Tabula Banasitana
11. 20-21 e 11. 22-23:124 n. 50

SEG

7 (1934), 1: 40 n. 33
12(1955X314,1.8:5411.84
31 (1981), 952,11.1-4:142 n. 111; 11.
5-6 e 7-8:16411.51
37 (1987), 874:12.7 n. 62
39 (1989), 1290,1.11:100 n. 67
43 (1993), 55o: 11411.14
43 (1993), 758,11. 8-9: 40 n. 31
45 (1995), 1131:114 n. 14
51 (2001), 1990: 200 n. 4

Tbula Contrebiensis
1. 6:16211. 46
Tabula Heracleensis
59 n. 98; 11. 19, 97, 107, 125, 140:
167; 11.142-158:123
TAM

n, 246,11. 23-24: 68 n. 132


Tessera Paemeiobrigensis
1.17:12511.56

SGDI

2197,11.18-19: 54 n. 84

ON
NT
T II G I U R I D I C H E
3. FF O
CORPUS IURIS CIVILIS

Digesta
D. 47, 8, 2 , 1 ( U L P . 56 ad ed.): 166
n.59
D. 4 9 , 1 6 , 8 ( U L P . 8 disput.):
n.34

182

D. 49, 16, 11 ( M A R C . 2 reg.):

182

n.34
D. 5 0 , 1 , 2 7 , 1 ( U L P . 2 ad ed.): 131
n.74
D. 50,1,35 ( M O D E S T . 1 excus.): 61
n. 105
D. 5 0 , 1 6 , 203 (ALFENUS V A R U S 7

dig.): 142

Institutiones
1, 20 pr. : 136 n. 94
Novellae lustiniani
90, 4 pr.: 4111.36
GAIUS

Institutiones
1,160:12111.37
1, 185-187, 194, 195 e i95b: 136 n.
94
Tituli excorpore Uipiani
n , 18:13611. 94

INDICE DELLE FONTI ANTICHE

A.

28l

MONETE

528.1-2: 48 n. 66; 107 n. 84


529.1-2:107 n. 84
529.43:107 n. 84
537.1-2: 94 n. 53
538.1-2:9411. 53; 10711. 87
540.1: 94 n. 53
540.2:9411. 53; 10711.85

BUTCHER K.

Coinage in Roman Syria (2004)


25, p. 430:9611.57
LEVANTE E.

N C 145 (1985), pp- 240-243


78-80: 9611.56
RPC
1551:107 n. 84

SYDENHAM,

CRR

1197:107 n. 85

RRC
490.3-4: 48 n. 66
492.1: 48 n. 66; 106 n. 84
493.1: 48 n. 66; 107 n. 84
511:174 n. 6
517.1-2 e .7-8:107 n. 84

TRILLMICH

W.

Mnzpropaganda
(1988)
294:106 n. 84
308:10711. 85
308-310: 9411. 53
311:107 n. 85
5.

PAPIRI

Edictum Octaviani triumviri de privilegiis veteranorum


14; 56 n. 88; 58; 59 n. 99; 62; 78
n. 10; 79-80; 91; 101; 102 n. 73;
112; 115; 123; 126 n. 58; 147; 189190; 207; 223-229
11.2-3:77; 1.4: 80-81; 11. 4-5:143 n.
114; 1.9:55; 11.9-13:54; 1.10:56,
113,125 n. 55; 11.10-12:110,111 n.
5; 1.11: 54, 56,113; 1-12: 56,113;
11. 12-13:125 n. 55; 1.13: 57,117;
11. 13-14: 59; 11. 13-15: 117; 1- 15:
60; 11.15-17:130; 11.15-20:129; 1.

16: 80; 11.17-18: 61; 11.17-20: 60,


130; 1. 20: 62; 11. 20-23: 61,132;
1. 21: 62,133; 1. 23: 62,78
Gnomon dH'Idios Logos
58-63:12511.53
P.Gen.
1,74,11.8-9:41
W. Chr.
463,1.15:118 n. 24
202:125 n. 53

SOGGETTI
absens censeri vedi census
acclamazione imperatoria 94, 97,
^, 107 n. 87
accusa popolare vedi azione a le
gittimazione popolare
actio 169
agnomen 181-182
amici populi Romani 93, 165 n. 54,
193 n. 62
Apellaios (mese macedone) 33, 36,
95,101
archivi 43, 45, 95,101,103,107 n. 86,
108,124
artisti dionisiaci 127
asylia 39,108
auxiliares 86, 229
azione a legittimazione popolare
78,169-170
bellum Alexandrinum 178
- ltalicum 52, 53 n. 78,178 n. 20
- Siculum 51, 53,175,179,183
beneficia 41 n. 39,151-152
calendario 46, 95 n. 54
censimento, census 116,119,121-125;
absens censeri 117,120-124; incensi
121-122

cittadinanza romana, rivit^s, nw


civitatis 18-19,34,55-56, 60,75-76,
78 n. 10, 79, 82, 85-94, 102, 109119,130,131 n. 75,134-135,145-M9,
151-152, 157, 178 n. 23, 186-187,
194-198; 'doppia cittadinanza'
20, 130, 145-149; fictio civitatis
162; ius civitatis adipiscendae per
magistratum: 149
civis Romanus immunis 109-115,130

citt libera, civitas libera, 46-47, 81,


126 n. 57,153,158-163
commendano 73
commentarius, -ii 79,124; e. civitate
Romana donatorum 78,124
commoda 61,131
consilium 89,106 n. 80
constitutio Antoniniana 145
conubium vedi ius conubii
conventus civium Romanorum 124
- iuridicus 45-46,162
corporis custodes 182
crimen inferre 156
damnatio memoriae 99-100
dare damnas sunto 68
datio tutoris vedi tutela
dazi doganali 19,35,43-44,126,139140,144,184
decreto, decretum 76-79; decretum
Cn. Pompei Strabonis vedi Indice
delle fonti epigrafiche
diocesi vedi conventus iuridicus
diplomi militari, diplomata militaria 20-21,56 n. 87,117,135,189-190
domicilio, domicilium, 124 n. 49,
125 n. 53,143 n. 117
Dystros (mese macedone) 36, 95,
10o

editto, edictum 76-77, 79-80, 106;


editto provinciale 158 n. 29;
edicta Augusti ad Cyrenenses vedi
Indice delle fonti epigrafiche;
edictum Octaviani de privilegiis
veteranorum vedi Indice delle
fonti papirologiche
emptor tributorum 133

284

ANDREA RAGGI

eparchie 46
era antoniana 39, 96, 97 n. 59
- cesariana 97 n. 59
esenzione vedi immunit
exactio 169
formula valetudinis 40, 75
garanzie 171-172
Giove Ottimo Massimo, tempio
di 42
Gnomon delVIdios Logos vedi Indice
delle fonti papirologiche
governatore provinciale 158-163
guerra alessandrina 178,197
- sertoriana 90
- sociale 52, 85, 89,177,184
guerre mitridatiche 93, 127 n. 61,
177,178 nn. 21-22,184,196
- puniche 176
hospitia 133
immunit, immunitast esenzione
19, 34, 43, 55, 57, 63, 7*>, 80, 85,
93-94,110-115,12.5-130,134-135,139145,147,151-152,184,195
iota parassitico 16, 58
iudicium accipere 155-156; i. constituere 156; i. postulare 155
iurisdictio 161,167; ixts dicere 71
txts civitatis vedi cittadinanza ro
mana
- conubii 19, 56,134-135
- Italicum 116
- legationis 19, 67,151,164-167
- suffraga 116
koinon 45,127
leges de civitate 85-86, 89-90
le* agraria vedi Indice delle fonti
epigrafiche
- Antonia de Termessibus vedi In
dice delle fonti epigrafiche

- AtiKa de tutore dando 134, 13^


138,139 n. 101
- Calpumia 85, 90
- censoria portus Siciliae 142
- Cornelia de xx quaestoribus ve
di Indice delle fonti epigraiiCnv,

-de Gaftia Cisalpina vedi Indice


delle fonti epigrafiche
- de provinciis praetoriis vedi In
dice delle fonti epigrafiche
- Fonteia vedi Indice delle fonti
epigrafiche
- Gabinia Calpurnia de insula Delo vedi Indice delle fonti
epigrafiche
- Gellia Cornelia 85, 89-91
- Irnitana vedi Indice delle fon
ti epigrafiche
- Mia de civitate 85 n. 28, 86, 87
n. 34, 89-90
- lulia de tutela (?) 134,136-139
- MunatiaAemilia 18,34,50-51,76
n. 3, 77-8o, 85, 91-92, 97,101,
103 n. 75,104-107,110,112,115,
118,137,139 n. 101,144 n. 122,
148, 154 n. 10, 168, 186, 189
- Plautia Papiria 85 n. 28
- Porcia 161 n. 41
- portoni Asiae vedi vedi Indice
delle fonti epigrafiche
- repetundarum vedi Indice del
le fonti epigrafiche
- Kupilia 158
- Salpensana vedi Indice delle
fonti epigrafiche
- Tarentina vedi Indice delle
fonti epigrafiche
- Titia de tutela 136-138, 139 n.
101
- Ursonensis vedi Indice delle
fonti epigrafiche

SOGGETTI
- Valeria Aurelia vedi Indice
delle fonti epigrafiche
lex locationis 142
lex provinciae 157 n. 29
litem constituere, l instituere 156
litis contestano 155,165
liturgie 114,126,128-129,147
lustrum 122
mandata 72
Marina militare romana 173-176,
181-183,185-190
Monumentimi Ancyranum vedi In
dice delle fonti epigrafiche
-. Ephesenum vedi lex portoni
Asiae
munus publicum 129
navarchus 75,100,102,173-175,180182,184-188,190-192,197,199
negotiatores 121
nomen (rei) eferre 165; nomen (rei)
recidere 165
optima lege optimoque iure 109-110
optiofori vd. privilegiumfori
persecutio 170 n. 71
petitio 69,169
pirateria, pirati 176, 178, 183-186,
197
portorium 139-143
postliminium 146
praedest praedia vedi garanzie
praefectus classis 174-175
praeiudicium capitis 165-166
praemia 131
privilegium 152
privilegiumfori 19,46, 81,93,153-154,
157-158,160-163,195
processo de repetundis 92-93,196
processo per multa 169
procurator 133
proscrizioni 92 n. 47,131 n. 76

285

provocatio 195
publicanus 121.133,142,145
redazione in greco 83-85,101
sanctio 19, 78,151,164,166-169
satisdatio 172
senato 78, 82 n. 18, 93,158,164,174,
176,187,197
se. de agro Pergameno 45
- de Aphrodisiensibus vedi Indi
ce delle fonti epigrafiche
- de Asclepiade vedi Indice delle
fonti epigrafiche
suis legibus uti 157-158,160
tabula Banasitana vedi Indice delle
fonti epigrafiche
- Bembina vd. lex repetundarum
- Contrebiensis vedi Indice delle
fonti epigrafiche
- Heracleensis vedi Indice delle
fonti epigrafiche
tessera Paemeiobrigensis vedi Indice
delle fonti epigrafiche
titolatura 94, 95 n. 53, 96 n. 56, 97,
99, 104, 105 n. 79, 106-108, 207,
227
trib
Camilia 118
Cornelia 19,34,116,118-119
Fabia 118
Palatina 118
tributum 115,126-128
trierarchus vedi navarchus
triumvirato, triumviri 43-44,47,48
n. 66y 50, 76, 79, 81-82, 83 nn. 2122, 88, 91, 92 n. 47, 94 n. 52, 98 n.
60, 100-102, 105-107, 118-119, 137,
152, 179, 184, 187, 189, 191, 196,
228
turma Salluitana 86
tutela 19,136-139

286

ANDREA RAGGI

vacatio 57
- miiitiae 93, 104, 113 n. 12, 129,
190,195
vadimnio, 172

vectigalia 140,144
veterano, veteramis 56, 80,116,190,
223, 225, 229

TERMINI GRECI DISCUSSI NEL TESTO


69
126-127
50
113-115,125-128,151
134
41
73
73
114,128,142
49, 94, 6
39, 47, 96,159 . 32
6, 69
133,14
6
71
172
65
65,140
64
40, 4* . 36
69,169
65
72
65
134-135,139
76
133
63
6
159
47"49
43
155-156
154-155

73, 98,151
6
64,155
113 n. 12
69,169
45
173, 175, V*> n. , 178,
183,185
165

134
57-58, 84
4
59,145
, 64
170
187
165
164
59,119-120
41
73
183
73
64,139,141
173,175
40
134
79
6, 73, 76, 79* 151-152,
6 7
6
133
145

TAVOLE

ELENCO DELLE TAVOLE


FIG. i. Foto dell'iscrizione (cortesemente fornita da M. Wilson, giugno
2004).

FIG. 2. Foto dell'iscrizione (A. Raggi, ottobre 2000).


FIG. 3. Foto della parte superiore dell'iscrizione (A. Raggi, ottobre
2000).

FIG. 4. Foto della parte inferiore dell'iscrizione (A. Raggi, ottobre


2000).

FIG. 5. Calco a matita dell'iscrizione (U. 1-10, parte iniziale. A. Raggi).


FIG. 6. Calco a matita dell'iscrizione (11.14-28, parte finale. A. Raggi).
FIG. 7. Calco a matita dell'iscrizione (11. 22-31, parte finale. A. Raggi).
FIG. 8. Calco a matita dell'iscrizione (11. 55-68, parte iniziale. A. Raggi).
FIG. 9. Calco a matita dell'iscrizione (11. 68-81, parte finale. A. Raggi).
FIG. IO. Calco a matita dell'iscrizione (11. 81-93, parte iniziale. A. Raggi).
FIG. 11. Assemblaggio elettronico dei calchi dell'iscrizione (A. Raggi).
FIG. i2a. V editto princeps di P. Roussel, Syria 15 (1934), p. 34 (11.1-28).
FIG. i2.b. Veditto princeps di P. Roussel, Syria 15 (1934), p. 35 (11.29-67).
FIG. i2c. Veditto princeps di P. Roussel, Syria 15 (1934), p. 36 (11. 68-93).
FIG. 13. Pagina iniziale della LETTERA 5 (datata 19 settembre 1933) del car
teggio tra P. Roussel e H. Seyrig (vd. APPENDICE n).
FIG. 14.1 centri principali intorno a Rhosos (1 sec. a.C).
FIG. 15. Il golfo di Iskenderun oggi.

300

ANDREA RAGGI

''Exou$. . ,

yxris 'A^eXXatou

[ATOxpJTtjp Kaaap, Ogou 'IouXiou u^, auxoxpxxcop T Ttxapxov, un[ocTO<;]


[x eurjepov xa wxptTov dtTtoeetvjAvo?, 'Pajdaiv TT,S ep? xa auXou xa
[TOV|X]OU p/ouat, (tauX-ji, or,(i<ai yaionv ' xa axg Ss |i6x xou arpcc?e{J4c?G;
[C-yieivcv ' TJZ TroyiypajifASva $s-/,:p<rr,t s:i OTT-TJ; S: TOU v f?iyp/r,i Ka^crcsJiou

[x 8et |x;] xara/uptaal si? xa irap' O^Iv $r,(icota ypin^iaxa ' pujjaxc Se xa vT/fpafov
[axwv e$] Tapuov TT)V POUXYJV xa TV 8T,JIOV, 'AVTIO/OIV T7|V POUXVJV xa TV Bvjuov,
v TVJV POUXY|V xa TV S7,JAOV lrrox; xaxaycDpt'wixiiv.

"Eppacde.

II
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FIG. i2a. L'editioprinceps di P. Roussel, Syria 15 (1934),


p. 34 (U. 1-28).

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FIG. 12D. Ueditioprinceps di P. Roussei, Syria 15 (1934), p. 35


(11. 29-67).

ANDREA RAGGI

302

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[fpyouot], 8.ouX}t, Srjxcat xatpctv ' " ppo>o8s, xaX2< av fyot * xa axcs Se" per xou <rrsxeu[fiaroq Cyi]xivov ' ot ^epupdvxts irpeauxal 69' ji.iv ScXcuxo* vauap/oc i(xoc, *Hp3c, KaXXt[

]*FU<' Sfifia/oc vSpe; iyoBoi nees 8r,nou Y8OU, 91X00 oufijix^oo TC ijiuxcpou

[ito8i)(iY,ff]avT^ ct< "Eoeaov pc'c; pc JteXy^ffav irspc i v t*/ov x s ivxoXag * y> ouv xoq
[avSpac cbr]ccca|ii)v e-jpv 9tXonaxpica< xa ayaCoc xa x c xtpzc xa xiv arfzvov SseYjiat
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[Tttipa<joji]ai re liA xo? xitou; &0<>>v ayaOou xtvc^ juTv TetvcaCat wapai'xios xa ouvri|pYJcat
[x cptXvOjpuita Trjt nXet xat xouxa vjSetov Sta StXcuxov xv vauapyv [iou itotV,a<i)t auvcorpaxeu|is[vov (xot -njzvxo xv xou noXjiou y^pvov xa 8i vx? Tjptoreuxxa ;:a ftxoav xSctgtv cvo(a<
[xc XOJ irtffjreac Ttapc<jyT,utvov, oc oSsva xatpcv icapzX'Xolirsv evxuY/zvuv nep nSv xa TIS[ffotv ela^Jepfievo? <jitoo8v,v xat irpodupuav nip T<3V &(icrv aupfcpvtuv.

"EppaaOe.

IV
85

["Exous . , t*jivc? 'AireXXatou 6 ' axoxpzxop Kasap, 8tou uic, aTOxpzxup T CXTOV, uiraxoc x xt'xzp[xov ' P u o c j u v TiJ? iepie xat o-JXoo xat axcvpLOu apyouat, PouXv,t, 8^n<oi Xfpetv ' ci eppuafe, xa)3?
[av ^ot ' xat] axo$ per xou oTpaxcu|xaxoc bytoivcv. ZcXcuxoc xa (uxepc n&Xef[TTJ? xa\ t(i]o vauapyo? (t itStn rote *oXi|*oi ouveoxpaxeopLvo*; (OI xa Tt[oXX]? dheo[8et^ci< x]a rf|< evota? xa xf,c istaxcu; xal xv.c v8ptta< ScSuxa?, w xa0^xc[v j] xo(

90

[0uvorparxv]aa(itvouc ^(tsrv xat x a x i rXqiov ptoTcaavxa;, xtxc'ojxijTai (ptXavQpwitot?


[xavctofjoptai xat itcXxe(at * xoCxov ouv C|utv ouvi'orrjjit ' ol yip xotouxot avfipcc xat rr(v itphq x^
[itaxp(oa?] cvo(av npoGuporipav notoCatv * ex; ouv qiou i v x a 8uvaxa not^aovxo; 6{irv vfiti[cv Sta SiXjeuxcv, Oappouvxe^ rap <Lv avflouXifj<j6enpc y.t ebcoarcXXexe.

"Epptaflt.

FIG. 12C. L'editioprinceps di P. Roussel, Syria 15 (1934), P- 36 (11. 68-93).

COMPOSTO, IN CARATTERE DANTE MONOTYPE,


IMPRESSO E RILEGATO IN ITALIA DALLA
ACCADEMIA EDITORIALE, PISA ROMA

Ottobre

2006

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STUDI ELLENISTICI
Collana fondata e diretta da BIAGIO VIRGILIO
I (1984)
E. GABBA, Prefazione. - J. WOLSKI, Les Sleucides et l'hritage d'Alexandre le Grand
en Iran. - B. VIRGILIO, Stratone e la storia di Pergamo e degli Attalidi. - L. TROIA
NI, Per un'interpretazione della storia ellenistica e romana contenuta nelle Antichit
Giudaiche di Giuseppe (libri xn-xx). - G. BODEI GIGLIONI, Una leggenda suJLe origani
dell'Ellenismo: Alessandro e i cinici. - D. FORABOSCHI, Archeologia della cultura eco
nomica: ricerche economiche ellenistiche. - A. GARA, Limiti strutturali dell'economia
monetaria nell'Egitto tardo-tolemaico. - A. BARONI, I terreni e i privilegi del tempio di
Zeus a Baitokaike (IGLS VII, 4028).
n (1987)
I. LA LETTERA DI ARISTEA E IL GIUDAISMO ELLENISTICO: O . MURRAY, The Letter

of Aristeas. - L. TROIANI, R libro di Aristea ed il giudaismo ellenistico. (Premesse


per un'interpretazione.) - D. FORABOSCHI, L'ideologia della ricchezza in Aristea. - A.
GARA, Schiavi e soldati nella Lettera di Aristea. - M. HARARI, Un punto di vista ar
cheologico sulla Lettera di Aristea. - n. CONFLITTUALIT E COESISTENZA FRA GRECI E
NON-GRECI, E ASPETTI DELL'ELLENISMO COME MODELLO: B. VIRGILIO,

Conflittualit

e coesistenza fra Greci e non-Greci, e il caso di Alicarnasso del vsecolo a.C.-D. AMBAGLIO, Tensioni etniche e sociali nella chora tolemaica. - A. MARCONE, La Siciliafrael
lenismo e romanizzazione (m-isecolo a.C). - L. BRACCESI, R sogno di Germanico e la
pagina di Callistene. - in. NOTE E DISCUSSIONI: B. VIRGILIO, I ktochoi del tempio di

Zeus a Baitokaike. - B. VIRGILIO, Strutture templari e potere politico in Asia Minore.


ni (1990)
B. VIRGILIO, Prefazione. - G. RAGONE, R santuario di Apollo Grynios in Eolide. Testi
monianze antiquarie, fonti antiche, elementi per la ricerca topografica. - C. FRANCO,
Lisimaco e Atene. - S. CIOCCOLO, Enigmi dell'q&og: Antigono II Gonata in Plutarco e
altrove. - M. D. CAMPANILE, L'iscrizione neroniana sulla libert ai Greci.
TV (1994)
Aspetti e problemi dell'Ellenismo. Atti del Convegno di Studi, Pisa 6-y novembre 1992 :
B. VIRGILIO, Prefazione. - L. BRACCESI, Alessandro, Siracusa e l'Occidente. - E.
CAMPANILE, Riflessioni sulla koin. - E. GABBA, Roma nel mondo ellenistico. - J.-P.
REY-COQUAIS, DU sanctuaire de Pan la Guirlande de Mlagre. Cultes et culture
dans la Syrie hellnistique. - V. GIGANTE LANZARA, Da Zeus i re. Poesia e potere

STUDI ELLENISTICI
nell'Alessandria dei Tolemei. - B. ANDREAE, Il significato politico di gruppi scultorei
ellenistici. - B. VIRGILIO, Fama, eredit e memoria degli Attalidi di Pergamo. - D,
FORABOSCHI, Civilt della moneta e politica monetaria nell'Ellenismo. - L. TROIANI,
Giudaismo ellenistico e Cristianesimo. - C. LETTA, R dossier di Opramoas e la serie dei
legati e degli archiereis di Licia.
v (i993)
B. VIRGILIO, Gli Attalidi di Pergamo. Fama, eredit, memoria.
vi (1993)
C. FRANCO, R regno di Lisimaco. Strutture amministrative e rapporti con le citt.
VII (1994)
M. D. CAMPANILE, Isacerdoti del koinon d'Asia (isec. a.C.-iusec. d.C). Contributo
allo studio della romanizzazione delle lites provinciali nell'Oriente greco.
vni (1996)
G. RAGONE, R millennio delle vergini locresi. - G. SINATTI, Epimeletes ed epimeleia in
Diodoro Siculo xvm-xx. - C. RAVAZZOLO, Tolemeofigliodi Tolemeo IIFiladelfo. - M.
D. CAMPANILE, Citt d'Asia Minore tra Mitridate e Roma. - S. CARRELLI, Alcune
osservazioni sul portorium Asiae. - L. CARAMATTI, Documenti dell'archivio Breccia
relativi all'Egitto. - F. SPAGNULO, Documenti dell''archivio Breccia relativi alla Cire
naica. - NOTE E DISCUSSIONI: B. VIRGILIO, Anatolia ellenistica, romana, cristiana.
(A proposito di S. MITCHELL, Anatolia. Land, Men and Gods in Asia Minor, MI,
Oxford, 1993.)
ix (1997)
G. F. DEL MONTE, Testi dalla Babilonia ellenistica. Volume 1. Testi cronografia.
x (in preparazione)
xi (1999)
B. VIRGILIO, Lancia, diadema e porpora. R re eia regalit ellenistica.
XII (1999)
N. CAU, La legenda caria su una serie monetale del dinasta Kuprlli. - N. CAU, La
spedizione di Melesandro in Licia nel racconto della Stele di Xanthos (TL 44a, 34 ss.):
un tentativo di interpretazione. - L. PRAUSCELLO, R decreto per Licurgo IG if 457, IG

STUDI ELLENISTICI
if 313 e (Plut.) Mor. Sji F-852 F: discontinuit della tradizione? - G. GRANATA, La
resistenza alVellenizzazione. R corpus di inediti momiglianei sul giudaismo ellenisti
co (1977-1982J. - B. VIRGILIO, Re e regalit ellenistica negli affreschi di Boscoreale.
- B. VIRGILIO, Tolemeo, Milinda, Asoka. - M. BETR, Asoka in un testo letterario
demotico? - M. FACELLA, Basileus Arsames. Sulla storia dinastica di Commagene.
- S. BUSSI, Attacco di pirati a Teos ellenistica. - A. CATASTIMI, Ant. Iud. xrn, 288-289,
bCidd. 66A, Dan. 13: meccanismi allusivi in testi giudaici. - E. FONTANI, R filelleni
smo di Antonio tra realt storica e propaganda politica: le ginnasiarchie ad Atene e
ad Alessandria. - G. SALMERI, La vita politica in Asia Minore sotto l'impero romano
nei discorsi di Dione di Prusa. - M. D. CAMPANILE, La costruzione del sofista: note
sul piog di Polemone. - L. STORARI, Guida con cenni storici di Smirne (i8yy). Preface
by G. W. Bowersock. NOTE E DISCUSSIONI: B. VIRGILIO, Nota sui Nikephoria per
gamena
XIH (2001)

CHR. HABICHT, Tod auf der Gesandtschaftsreise. - P. DEBORD, Sur quelques Zeus
Cariens: religion et politique. - B. VIRGILIO, Re, citt e tempio nelle iscrizioni di
Labraunda. - B. VIRGILIO, SU alcune concessioni attalidi a comunit soggette. - G.
RAGONE, L'iscrizione di Kaplan Kalesi e la leggenda ajrodisia di Salmacide - D. P.
ORSI, Amicizie e inimicizie di Focione Ateniese. - S. PANICHI, Ieronimo di Cardia,
Alessandro e gli Antigonidi. - A. CATASTIN, La Lettera di Aristea e i suoi destina
tari. - A. D'HAUTCOURT, Hracle du Pont dans les Alexipharmaca de Nicandre
de Colophon: un nouvel indice de chronologie? - A. PRIMO, Valutazioni critiche di
Stratone e Posidonio sul dominio di Roma. - CHR. JONES, Appia in Phrygia and
Appius Claudius Pulcher, cos. 54 BCE. - D. CAMPANILE, Provincialis molestia. Note
su Cicerone proconsole. - L. BOFFO, Sentirsi greco nel mondo romano: espressioni
epigrafiche.
xrv (2003)

B. VIRGILIO, Lancia, diadema e porpora. R re e la regalit ellenistica. (Seconda edi


zione rinnovata e ampliata con una Appendice documentaria.)
z v (2003)

PH. GAUTHIER, De nouveaux honneurs cultuels pour Philtairos de Pergame: propos


de deux inscriptions rcemment publies. - G. RAGONE, Aristonico tra Kyme e Cuma
(Ps. Scymn. w. 236-253; Aug., De Civ. Dei m 11). - P. DEBORD, Citi grecque-viUage carien. Des usages du mot koinon. - D. FORABOSCHI, La Cilicia e i Tolemei. - L. TROIANI,
R modello ellenistico. - P. DESIDERI, Roma e la Grecia: una cultura per due popoli. - C.
FRANCO, Anni difficili. Plutarco e Damone di Cheronea (Cim. 1-2.2). - D . CAMPANILE,
Vivere e morire da sofista: Adriano di Tiro. - C. SLAVICH, Duefamiglie dell'aristocrazia
licia in et imperiale. - N. CAU, Nuovi antroponimi indigeni nelle iscrizioni greche della

STUDI ELLENISTICI
Licia di et ellenistico-romana. - M. G. LANCELLOTTI, I bambini di Kharayeb. Per uno
studio storico-religioso del santuario. - NOTE E DISCUSSIONI: M. FACELLA, Recenti stu
di sulla Commagene. (A proposito di: J. WAGNER [Hrsg.], Gottknige am Euphrat.
Neue Ausgrabungen und Forschungen in Kommagene, Mainz am Rhein 2000.)
xvi (2005)
P. BRIANT, Alexandre et Vhellnisation de l'Asie: l'histoire au passe et au prsent.
- CHR. HABICHT, Notes on the Priests ofAthena Lindia. - C. CARUSI, Per una nuova
edizione della homologiafra Trezene e Arsinoe (IG TVJ$2, IG rv'y +77). - J. MA, The
many Lifes of Eugnotos ofAkraiphia -1. SAVALLI-LESTRADE, Le mogli di Seleuco IV e
di Antioco IV. - F. QUEYREL, La datation du Grand Autel de Pergame. - F. COARELLI,
Aristonico. - S. PANICHI, Sulfilellenismo'di Ariarate V. - L. PRANDI, Il ritratto di
Alessandro in un'opera miscellanea. Studio su Eliano. - D. CAMPANILE, Il sofista allo
specchio: Filostrato nelle Vitae Sophistarum. - C. M. LUCARINI, Filostrato e Apollo
nio di Tiana. - N. CAU, Onomastica licia. - N. CAU, NUOVI antroponimi indigeni
nelle iscrizioni greche della Licia di et ellenistico-romana, 11. - P. G. MICHELOTTO,
Italia 1923: sei lettere di Rostovtzev a Zveno. - NOTE E DISCUSSIONI: G. SALMERI, A. L. D'AGATA, L. FALESI, C. OLIVA, F. MARTORANO, S. M. VENOSO, Cilicia

Survey 2003. - S. MITCHELL, Anatolia between East and West. The Parallel Lives of
the Attalids and Mithridatid Kingdom in the Hellenistic Age. - B. VIRGILIO, Sulle
citt dell'Asia Minore occidentale nel 11 secolo a.C. (A proposito di: Les cits d'Asie
Mineure occidentale au rf siede a.C. Textes runis par A. Bresson & R. Descat,
Paris-Bordeaux 2001.)
xvn (2006)
M. FACELLA, La dinastia degli Orontidi nella Commagene ellenistico-romana.
xvm (2006)
A. RAGGI, Seleuco di Rhosos. Cittadinanza e privilegi nell'Oriente greco in et tardorepubblicana.
xix (2006)

P. BRIANT, Retour sur Alexandre et les katarrdktes du Tigre. L'histoire d'un dossier
(Premire partie). - L. MIGEOTTE, Planification des dpenses publiques dans les cits
hellniques. - J.-P. REY-COQUAIS, Inscriptions et toponymes hllnistiques dePhnicie.
-1. SAVALLI-LESTRADE, Antioche du Pyrame Mallos et Tarse/Antioche du Kydnos
la lumire de SEG 01,511: histoire, gographie, pigraphie, societ. - B. VIRGILIO, Sui
decreti di Metropolis in onore di Apollonio. - A. CAVAGNA, Una moneta tolemaica in
bronzo nella collezione Schledehaus del Kulturgeschichtliches Museum di Osnabriick
- D. FORABOSCHI, Moneta prolifera. - A. PRIMO, Mitridate III: problemi di cronologia
e identit nella dinastia pontica. - B. LE GUEN, Uaccueil d'Athnin, messager de Mi-

STUDI ELLENISTICI
thridate VI, par les artistes dionysiaques d'Athnes en 88 av.J.-C. - F. MUCCIOLI, Philopatris e il concetto di ptria in et ellenistica. - C. KRSTEVSKI & L. BOFFO, La polis
in localit Isar-Marvinci e l'amministrazione romana nella provincia di Macedonia.
- U. LAFFI, L'iscrizione di Efeso sui privilegi di insegnanti, sofisti, medici (I. Ephesos,
4101). - D. CAMPANILE, Sommi sacerdoti, asiarchi e culto imperiale: un adornamen
to. C. SLAVICH, Carminius Claudianus Asiarca. - CHR. P. JONES, Institutions and
Cults in the Letters of Apllonius of Tyana - MOTE E DISCUSSIONI: A. PRIMO, il ruolo
di Roma nella guerra pontico-pergamena del 183-179: Giustino XXXVIII, 6.1.

*
Articoli 0 monografie di cui si propone la pubblicazione negli Studi Ellenisti
ci, redatti secondo le consuetudini editoriali della collana (dischetto converti
bile Macintosh e stampa; font greco: Kadmos o Athenian), vanno inviati a:
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Universit di Pisa
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AUTORI E CONTRIBUTI
DI STUDI ELLENISTICI
AMBAGLIO D M Tensioni etniche e sociali nella chora tolemaica: n (1987)
ANDREAE B., Il significato politico di gruppi scultorei ellenistici: rv (1994)
BARONI A., I terreni e i privilegi del tempio di Zeus a Baitokaike (IGLS VII, 4028): 1
(1984)
BETR M., Aoka in un testo letterario demotico?: XII (1999)
BODEI GIGLIONI G., Una leggenda sulle origini dell'Ellenismo: Alessandro e i cinici:
1 (1984)
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