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y'I-

MOLLUSCHI
DEI TERKENI TEEZIAEII

DEL PIEMONTE E DELLA LIGURIA


DESCRITTI

Dott.

FEDERICO SACCO

PROF, ni PALEONTOLOGIA NELLA R, CNIVEnSIT DI TORLNO

PARTE
(HARPIDAE
e

VII.

CASSIDIDAE)

(con 120 figure)

(continuazione dell'opera omonima DI LUIGI BELLARDl)

c-^r-.

TORINO

CARLO CLAUSEN
lliraio

dell.v Reale

Accademia delle Scicoze

'1890

MOLLUSCHI
DEI TEERENI TERZIAEII

DEL PIEMONTE E DELLA LIGURIA


DESCRITTI

Dott.

FEDERICO SACCO

PROF. DI PALEONTOLOGIA NELLA R. UNIVERSIT DI TORINO

PARTE
(HARPIDAE
e

VII.

CASSIDIBAE)

(con 120 figure)

(CONTINUAZIONE DELL'OPERA OMONIMA DI LUIGI BELLARDl)

TORINO

CARLO CLAUSEN
Libraio della Reale

Accademia delle Scienze

1890

Estr. dalle

Memorie

della Reale

Accademia
,

delle Sciente di

Tonno.

Serie

II

Tom. XL.

Torino, Stamperia Reale- Paravia.


4298 (150) I8-VI-90

AL

MAESTRO ED AMICO VENERATISSIMO

LUIGI BELLARDI
PRINCIPE DEI PALEONTOLOGI PIEMONTESI

QUESTO STUDIO
DEDICO

MOLLUSCHI
DEI TERRENI TERZIARII

DEL PIEMONTE

DELLA LIGURIA

PARTE
HARPIBAE
e

VII.

CASSIBIDAE

(continuazione dell'opera omonima di luigi bellardi)

PREFAZIONE

Se
si

si

considera nel suo assieme la storia degli studi paleontologici in Piemonte


si

nota come essa

possa suddividere in due periodi principali


il

il

primo, che partendo

dal principio del secolo corrente giunge sin dopo


il

1860,

si

potrebbe quasi appellare


;

periodo entusiastico delle ricerche, delle raccolte, dei primi studi

il

periodo in

cui

BORSON, BONELLI, SlSMONDA, MlCHELOTTI, BELLAEDI, EoVASENDA, MaYER, GASTALDI


i

e tanti altri percorrevano in tutti


settentrionale,
il

sensi

le

colline torinesi, l'Astigiana,

l'Appennino
i

Tortonese,
si

il

Piacentino, ecc., raccogliendovi

ampiamente

tesori

pa-

leontologici che vi

trovano sparsi a profusione, cercando

man mano

di classificarli

e di determinarli.
grafie,

A
ec8.

questo periodo corrisponde una numerosa serie di parziali

mono-

di descrizioni e di note riguardanti alcune famiglie di Molluschi,


,
;

la scoperta

di

forme nuove

manca per un lavoro ordinato


che, iniziando
il

e generale.
studi

Fu Eugenio Sismonda

secondo periodo degli


della

paleontologici

in Piemonte, intraprese questo lavoro sistematico

Paleontologia piemontese spe-

rando di poter condurre a termine l'opera gi-andiosa. L'incominci nel 1865, pubbli-

cando la

parte comprendente
i

i
i

Vegetali; degli Animali giunse appena a pubblicare


Celenterati,

ancora nel 1870

Frotozoari ed

quando
si

la

morte

l'incolse.
fossile

Luigi Bellardi, che da oltre trenta anni

occupava della Malacologia

del Piemonte, raccolse l'eredit scientifica del Sismonda ed intraprese lo studio generale
dei Molluschi.
2.

Nel 1872 usci la prima parte di questo lavoro

/ Molluschi

ter-

F. Sacco.

<6

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARI! DEL PIEMONTE ECC.


e

ziari del
degli

Piemonte
dei

della Liguria

clie

comprendeTa

lo

studio dei Cefalopodi,

literopodi,

Pteropodi, ed incominciava quello dei Gasteropodi (colle famiglie


;

Murieidae e
diverse

Tritonidae)

in

seguito

il

Bellardi

andava

man mano pubblicando


nel

altre famiglie,

cio

nel

1877

la

parte 2' (Pleurofomidae),

1882
,

la

parte 3" (Buccinidae,

Cyclopsidae, Purpuridae,

Coralliophilidae

ed

Olividae)

nel
tre

1884

la parte

4'

{Fasciolaridae e Turhinellidae) e negli anni 188 7 e


la

1888

fascicoli

comprendenti
il

parte 5" [Mitridae).


lo

Nel 1889

Bellardi intraprese
Volutidae,
i

studio della parte 6' del suo lavoro,

che

-doveva comprendere

Marginellidae e

Columhellidae,

quando

la

morte

inesorabile lo colp fra

suoi studi prediletti.

La R. Accademia
i

delle

Scienze di

Torino, nelle cui Memorie erano stati inseriti

sovraccennati lavori del Sismonda e del Bellardi, giustamente apprezzando l'impordi

tanza dell'opera incominciata, volle onorarmi dell'incarico

completare e condurre

a termine la suddetta parte 6'.

Quantunque
terziari del

gi da quasi dieci anni andassi raccogliendo e studiando


il

Molluschi

Piemonte sotto la guida del mio Maestro ed amico veneratissimo

Prof.

Bel-

lardi, e quantunque gi avessi pubblicato diversi lavori su questo argomento, tuttavia

con titubanza che accettai e compii


la delicatezza.
Il

il

predetto incarico

conoscendone

le

difficolt

Prof.

Bellardi negli ultimi anni della sua


sua,

vita,

presentendo di lasciare in-

compiuta l'opera

pi volte mi aveva esortato a continuarla.

Ma

tale desiderio,

corrispondente d'altra parte alle mie pi vive aspirazioni, non


se

avrebbe potuto compiersi


Collezioni del R.

non

avessi avuto la fortuna di


di Torino, e se

succedergli nella cura delle

Museo Geologico

non

fossi stato

confortato dai consigli

e dagli aiuti dei collegbi e degli amici,


al

sovratutto se quelle persone che affidarono


di

Bellardi gran parte del prezioso materiale

studio,

non avessero riposto

in

me
a

eguale fiducia.

Son
libri

lieto

quindi di poter pubblicamente ringraziare chi, mettendo

mia disposizione

raccolte zoologiche e paleontologiche,


;

mi

fu di aiuto

efficacis-

simo nel presente lavoro

in

particolar

modo accenno

La E. Accademia
biblioteca.
Il

delle

Scienze di Torino, di cui potei utilizzare la ricchissima

Prof,

Michele Lessona, direttore del R. Museo Zoologico


sia la Biblioteca,

di Torino,

che colla
collezione

sua solita bont mise a mia disposizione


malacologica, importantissima per
Il
i

sia la ricchissima

confronti.

Prof.

Alessandro Portis, direttore del R. Museo geologico di Roma, che genforn'i

tilmente mi
Il

l'abbondante e prezioso materiale della collezione Michelotti.


direttore del R.

Prof. Arturo Issel,

Museo geologico

di

Genova, che mi invi

l'importante materiale paleontologico sia del Museo da lui diretto, sia della Collezione

PfiKRANDo, entrata ora a far parte di detto Museo.


Il

Prof.

Dante Pantanelli, direttore del R. Museo geologico

di

Modena,

il

quale

volle gentilmente

comunicarmi parte della ricca raccolta paleontologica, fatta specialin

mente dal Doderlein, racchiusa


Il

detto Museo.
fossili

cav.

Luigi RovASENDA, di cui ben nota la preziosissima collezione di


raccolta che pose a mia disposizione per questo studio.

dei Colli torinesi,

DESCRITTI DA

F.

SACCO

tutto questo abbondante materiale aggiungasi quello copiosissimo che fa parte

della Collezione del R.

Museo geologico

di

Torino, e quello da

me

raccolto in dieci
si

anni di escursioni attraverso tutta la regione terziaria del Piemonte, e

potr comi

prendere che, se deboli sono

le

mie forze

copiosi

ed importantissimi sono

mezzi

stati posti a mia disposizione per la riuscita dell'opera.

Rispetto all'indirizzo generale del lavoro intrapreso io debbo naturalmente seguire


quello dato dal Bkllardi dal
,

attenendomi, come egli fece, alla Classificazione proposta


Conchjliologie et de Paleontologie conchyliologiqiie,

Chenu

nel suo

Manuel de
nel

1859, quantunque

essa presenti molti e gravi difetti, per cui sarebbe preferibile quella

adottata dal Fischer

suo recente

Manuel

de

Conchyliologie, ecc.

(1880-87).
vi

Per, pur tenendomi nelle linee generali alla Classificazione del

Chenu,

introdurr

man mano, quando

possibile,

quelle modificazioni che

gli

studi recenti di Malacologia

vivente e fossile resero necessarie.

Per quanto riguarda

il

concetto della specie debbo avvertire


il

come

io la
;

comprenda

da un punto

di vista

alquanto pi ampio di quello che facesse

Bellardi

ebbi cura per

di distinguere e descrivere le numerose variet e sottovariet (comprendenti queste ultime


le

mutazioni meno importanti) che incontransi nei


In tal modo, io penso
,

fpssili

dei terreni terziari del Piemonte.

pur

raggiungendo
le

lo

scopo prefissosi del Bellardi, e

certamente molto importante, di far conoscere


terziario piemontese e ligure, riesce pi facile
il

forme svariatissime che esistono nel


,

riconoscerle

il

trovarne

rapporti colle

forme viventi e

fossili d'altre

regioni e l'utilizzarle per la ricognizione dei piani geologici.

Le

variet e le sotto-variet credetti di dover distinguere con nomi speciali tratti


,

specialmente o dal luogo di rinvenimento o dai caratteri differenziali

poich in tal
dei suoi
,

modo

il

nome
;

stesso serve

gi a far riconoscere la forma,


,

almeno

in alcuno

caratteri

il

distinguere le variet con lettere di alfabeto


cui

come

fece

il

Bellardi

nelle condizioni attuali in

trovasi ancora la tassonomia


le

d luogo a grande conpi che alcuni autori


ecc.
;

fusione e rende

difficili

ed intricatissime

sinonimie

tanto

adottano
i

le lettere

maiuscole, altri le minuscole, altri le greche,

quindi anche

facili

errori tipografici

vengono ad aggiungersi a quelli


tali

generali

inerenti al lavoro

scientifico.

D'altra parte la serie di

lettere

non ha alcun

significato

n di suc-

cessione
speciali,

di

forme, n di stratigrafia, ne d'altro, quindi


le

credetti sostituirle con


(1).
il

nomi

anche per

variet gi antecedentemente descritte dal Bellardi

Nella descrizione delle forme

ho cercato di essere ordinato e chiaro

pi che

mi

fosse

possibile,

dando

di ciascuna

dapprima
le

la

diagnosi

poscia la sinonimia,
;

quindi indicandone l'orizzonte geologico e


le

localit di rinvenimento

seguono infine

osservazioni di vario genere ed

confronti.

Riguardo

alle
i

citazioni sinonimiche
fossili liguri

mi attenni quasi unicamente a quelle che

toc-

cano direttamente
su
fossili,

o piemontesi, e perci tralasciai di citare le figure fatte

anche molto

simili,

ma

di altre e

regioni,

affinch

non avessero a

verificarsi
i

confusioni di variet coi tipi specifici,


proprii delle forme piemontesi e liguri.

per meglio scolpire in tal

modo

caratteri

(1) F.

Sacco, Catalogo paleontologico del Bacino terziario del Piemonte, Boll. Soc. geol.

it.,

1889-90.

MOLLUSCHI DEI TERRENI TEKZIARII DEL PIEMONTE ECC.


si

Kispetto airorizzonte geologico ed alle localit fossilifere

consulti

il

mio recente

lavoro

Il Bacino terziario del Piemonte, con carta geologica generale alla scala di 1:100000, 1889-90 nonch le diverse carte geologiche in grande scala (1:50000
:

ed

25000) che ho pubblicato


maggior parte
lo

sulle pi

interessanti regioni

terziarie

piemontesi.

Della

delle
i

forme

descritte

ho

cercato di dare la figura, per

quanto

me

permettevano

regolamenti dell'Accademia.
genere o sotto-genere ho cercato di

Infine, al termiae della descrizione di ogni

riassumere in un quadro complessivo

rapporti che sembrano esistere fra le principali

forme descritte od accennate, anche se appartenenti ad altri terreni, oppure se viventi.

Pur considerando
riescono
colto,

questi

quadri

d' assieme
si

come assolutamente
il

provvisori

essi

certamente interessanti, poich se

considera

copiosissimo materiale racoffre


il

la lunga e regolare serie sedimentaria

marina che

Piemonte, la forma
esistenti

speciale del golfo piemontese, ecc.,

certo che alcuni

dei

rapporti

fra

le

varie forme

descritte possono essere

anche considerati come


grafico di rappresentare

filogenetici.
i

Son persuaso che questo metodo


di derivazione pi o

rapporti di somiglianza

meno

diretta delle forme fossili, se


lo

razionalmente adottato, oltre


le

a costituire nuovo impulso per


forme svariate in lavori
di

studio dei

fossili,

cangiando

aride descrizioni di
efficace

pi elevato concetto, porter un tributo

alla cono-

scenza dell'evoluzione delle forme dei Molluschi.

Torino, 5 febbraio 1890.

Federico Sacco.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

PARTE

VII.

HARPIBAE
Fymiiilia

CAS SI

B ID A E

HARPIDAE Troschel.

Genere

HARPA

(Rumphius 1705) Lamarck 1799.

Harpa Bellardii Sacc.


(Fav.
I,

fig.

a, b).

Testa media, obloiujo-ovala. Sjnra nal


crassis, subrolundalis, elalissimis,

elula.
in

Anfracliis

circiler,

coslU longitudiiiatibus
costis peimllimi

munili:

nitfracln

nllimo cosiae

12-13,

an-

fraclus

jih'i

uniqui'

alternae, subarciialae.

Siijn'rficieii

inter coxtas slriolis tran^vorsis

lenuissiinis el

numerosissiinis jU'runque ornala, /l/icr/iira snbfusifdnnis.

Labium ertenium

laeviter

iiicrasaalum.

Columella subuinbilicata. Caiida sai elomjala.


Ali.

30

inni.

Lai.

18

niQi.
ilioc
in/".,

1861.

Harpa submulka D'Orb. AllCllELOTTI, tud.


:

p.

131, lav. XIII,

Tir.

17.

Tongriano

Cassinelle,

Dego, Mornese (non rara).


si

Osservazioni.

Questa forma credo non

possa assolutamente identificare colla


fece
il

H. submutica D'Orb. (H. mutica Lk. secondo Grateloup), come


poich essa se
rigonfia
,

Michelotti,

ne distingue per essere


di coste longitudinali

generalmente pi grande, pi oblunga, meno


pi numerose
,

munita

con apertura

pi oblunga ed

alquanto pi stretta e per la coda pi lunga e meno fortemente rivolta all'ins. Invece
essa

sembrami piuttosto avvicinarsi all'^. ecgans Desh. per quanto ne

differisca

pure

per diversi caratteri. Notiamo per che alcuni esemplari incompleti di Dego e di Cassinelle ricordano alquanto

Y H. submutica D'Orb.,
di

ma

il

loro

stato di conservazione

non permette confronti degni


Per
lo

considerazione.

pi

gli

individui

di

questa bella forma sono logori e


ridotti

quindi

mancano

delle strie trasversali,

od anche sono

alla

semplice impronta.

Non

credo poter meglio iniziare ([uesto lavoro che dedicandone la prima nuova

specie all'amato

mio Maestro Luigi Bellardi.


HaRI'A .loSEPHlNIAE
(Tav.
1,

SaCC
b).

fig.

-2

a,

Dislinijninl liane

sprciem ab U. Bellardii sequentes notae

Testa minor, aliquanlulum ovatior. Castac crassiores {basi praecipue],

minus

elatae,

inter-

dum minui
dislantiorcs.

unnerosne

suluniin

versus

laeviter

depressae
,

super caudam

inter se

plerumque

Striolae Iransvirsae superne fere obsoletae

inferite parcnlae,

super cnslas inlerdutn

decurrenles. Apertura aliquanlulum amplior, infime praecipue.


Ali.

Cauia paulluluin latior.

19

mm.:
:

Lai.

12

mm.
(rarissima).

Elveziano

Colli torinesi

10

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Osservazioni.

Di questa bellissima specie

esiste sinora

un

solo esemplare, assai

ben conservato, cbe ho raccolto pochi anni or sono nelle sabbie ghiaiose glauconifere
dell' Elveziano inferiore di
ci

Val Ceppi. Essa

importante

sia per

il

clima subtropicale che

segna, sia perch rappresenta l'ultima specie di

Harpa

che visse nel golfo padano.


infatti
;

Forse l'unico esemplare della specie descritta non perfettamente adulto


rassomiglia assai a giovani esemplari di

H. ventricosa Lk. dell'Oceano indiano

ma

riguardo a ci faremo qui sotto alcune considerazioni.

Dedico questa graziosa forma alla gentile compagna della mia

vita.

La
terziario
ci

famiglia delle

Sarpidae, quantunque

scarsamente

rappresentata nel bacino

piemontese, come ovunque d'altronde, col suo carattere di clima subtorrido

indica essersi conservato

un clima

simile

nel

Piemonte sino

alla fine dell' JEvesinno.

Quanto

ai

rapporti esistenti fra le due descritte forme di


essi
si

Harpa
le

e quelle fossili

e viventi conosciute,

non sono

facili

a determinarsi, specialmente in causa dei raris-

simi esemplari che

posseggono;

certo

ad ogni modo che

forme

dell'Eocene
delle argille

parigino, specialmente 'H. elegans Desh, (come pure l'H.


di Londra),
si

Trimmeri Flemg.

collegano assai bene colle forme oligoceniche sia del Piemonte sia della
di

Francia meridionale, e che queste, a loro volta, presentano molti punti


coir.ff. losephiniae dell' Elvesiano piemontese. Le forme viventi di

contatto

Harpa generalmente
giovani di

sono assai dissimili da quelle


nel

fossili

sopra menzionate,

ma

per loro rassomigliano alquanto

periodo giovanile,

come pu ad esempio

osservarsi negli individui

H.

ventricosa Lk. dell'Oceano Indiano.

Ora

se le

formo
il

fossili

sovramenzionate rappresentano individui adulti, come ge-

neralmente sembra

caso, la rassomiglianza accennata potrebbe forse interpretarsi assai


;

bene secondo

le

leggi d'evoluzione
la

cio,

alcune delle forme di

Harpa

del giorno d'oggi

prima di assumere

forma adulta dovrebbero passare per una forma che ricorda quelle

dell'Eocene e del Miocene, da cui esse sono pi o

meno direttamente

derivate.
affine

Nell'Eocene dell'Australia
quelle ora esaminate.

(')

notasi

un Harpa {H. tennis Tate) molto

Le sovraccennate forme
Attualit

fossili

possono quindi

cos'i

rappresentarsi siuotticamente.

Elveziano

Tongriano
Bartoniaiio

H. ventricosa

H.

nohilis.

H. Josephiniae.
I

Harpa
H. H.

Bclardii
I

Parisiano

Suessoniano

(E.)

elegans.

(E.) tennis

H.

(E.) mutica.

Harpa (Eocythara) Trimmen.


Plat. VI, fig. 1

(1) R. Tatb, Tfie Gaslropods of the Older Terlinry of Australia, Royal Soc. of Sud Australia, 1888).

p.

151,

(Report

DESCRITTI DA F. SACCO

11

Famiglia

CASSIDIDAE

(Adams).

Genere CASSIS
Sottogenere

(Klein 1753), Lamarck 1799


CASSIS
(sensu stn'cto).

Cassis MAMILL&RIS (RAT.


(1840.

GUATELOUP,
C.

lias

concliijl.

foss.

dnur.

l'Ianclie 34,

6g. 4,

19).

MAMiLi.ARis
d.
lerr.

var.

cf

major Gkat
II,

(1840.

GR.\TELOUP,

Conchyl. fuss.

un.

de l'Adour. Suppl., Pianelle

(N. 47), Uy. 2,

ih.)

Tongriano:
Osservazioni.
di

S.

Giustina (rara).

Nella collezione Ferrando del Museo di Genova, trovansi

resti

questa

specie che

paiono molto

affini

all'indicata

variet,

quantunque

le
si

figure

alquanto schematiche del Grateloup non permettano un confronto perfetto;


per

osserva

sempre

che

nelle

forme dell'Apennino

settentrionale

tubercoli

della

carena

superiore sono alquanto pi acuti e schiacciati


di

d'alto in basso che

non nella variet

Gaas, formando cosi graduale passaggio alla variet seguente


C.

MAM1LLARIS

vat.
I.

APENNINICA
fig. 3.)

SaCC.

(Tav.

Distinguunt liane varielatein a var. major, sequenles notae


Testa crassior
;

carina supera emineiilior


in

carinae superioris tuhercula 7, magis acuta, emi;

nentissima, angulosa,

longiludinem compressa

superficies,

inter serics luberculorum,

in

lon-

gilidinem tenuiter et

irrcgulariler

plicalo- rugosa;

labium

externum inferne

magis expansum;

cauda exlerne carina supera transversali contorta, ornata.

Long. 95

mm.
:

circiler

Lai.
,

80

nini.

Tongriano

S.

Giustina

Carcare (non comune).


variabili le

Osservazioni.

Per quanto siano


,

forme in esame, tanto che


poter
costituire
la

diffi-

cilmente trovansi due individui eguali


indicata,
var.

tuttavia

credetti

variet

basandomi pel confronto specialmente

sulla

descrizione e sul diseguo della

major data dal Grateloup.


In causa delle forti differenze esistenti fra la var. maior e la specie tipica, parmi

che,

se

non

si

tratta semplicemente di differenze di et, tale variet

si

potrebbe elevare
:

a specie, per cui secondo tale concetto la forma esaminata dell'Apennino diverrebbe
C. major Grat. var. apenninica Sacc.

L'esemplare disegnato

alquanto deformato per compressione.


SaCC.

MAMILLARIS VaP. NUMMULITIPBILA


(Tav.
I,

fig.

4).

Testa plerumque parva, subtrigona.


rinati; superne plica

Spira prominens, subacuta. Anfraclus 7


plicis

circiter,

bica-

mediana

Iraiisver.^ali,
;

longiluilinalibus eleganler intercisa,

exornata;
carinae

carinae,

8-9

luberculls munitae
,

tubercula

carinae superioris emitientiora ;

tubercula

inferioris depressiora

interdum numero minora, aul fere obsoleta,

supernis plerumque alterna-

12
Superficies parlis

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


inferioris

uUimi anfractus eleqanler cnstulala;


versus
allerniilim

coslulae numerosae,
el

plus mi-

uusque regulares, plerumqiie apicem


rioris consequenles
geiitcs,
;

cvanescentes

tuhercula

carinae infe-

Inter luherrulorum series interdum i/ibbulae longiludinales tuhercula coiijun-

sinistrum crassiim, interne valde plicatum.


in

Apertura laniter obliqua, caudata. Labium Labium columellare saepe crassum, rugoso-plicatum; parte medio-inferiorum contortum, forliler plicalo-denliculati. Canda brevis.
interdum pliculae louqitudinales irregularcs.
I^ong.

35-70

nini.:

Lai.

20

50

nini.

Distinguunt hanc varietalem a specie hjpica sequentes notae


Testa minus glol)osa
;

spira laeviter elevatior


;

sujierne

plica

mediana transversalis
exlernum minus

plicis
;

longitudinalibus intercisa, ornata

tubercula minus

elata

labium

arcualum

columella furtiter contorta.


1860.

Cassis Bellardii

jMic/ii.

MICHELOTTI,

lud. Mioc.
S.

inf.,

pag. 132.

Tongriano: Dego, Mornese, Carcare,


Pareto, ecc.

Giustina, Sassello, Bricco delle Chiappe,

(comune).

Osservazioni.
io

Questa forma ricorda molto la C. mamilaris Grat. alla quale


si

l'attribuisco

ma, per quanto

pu

giudicare

dalla figura

data

dall'autore di

detta specie, la forma in esame se ne distingue per esser


spira pi elevata,

meno

globosa, per avere la


i

per possedere una piega medio-trasversale superiore, per per


il

tubercoli

meno

sviluppati,

labbro esterno

meno

arcuato, per la columella pi fortemente

e diversamente contorta e piegata.

In considerazione dei
tra l'et giovine e

forti

mutamenti che
il

verificansi

nelle

forme delle Cassidi


di

quella adulta nasce

sospetto che trattisi solo

forme giovani
il

della grossa C. mamilaris var. apenninica

sopra menzionata,

ma

credo che

dubbio,

per quanto rimanga, non abbia troppo fondamento in causa della grande diversit di

ornamentazione.

Il

nome dato a questa

variet deriva dal trovarsi essa

sovente com-

mista a Nummuliti, specialmente alla N. Fiditeli.

Forma
(Tav.

juveiiills.
I,

fig.

5n).

Testa parva subovata Spira aliquanliilnm prominens. .{pex acutus. Anfractus 6

prope

suturam

elati

et

tubirculorum serie muniti, superne Ineviter conrexi. Superficies costulis ondulatis,


interdum rugulae transversae breves. Labium columellare
Caiida sursum valdc conversa.

sat crassis et elatis, in lomjiludinem ornata;

rugnlosum, in parte

inferiori contorltim, forliter plicoso-dentatum.


:

Long. ^3

inni.
:

Lai. 23

nini.

Tongriano

Dego

(rara).

Osservazioni.

Questa forma, per quanto nettamente diversa da quelle ora

esaminate, dubito grandemente che rappresenti solo un periodo giovanile della C.

ma-

milaris var.

nummulitiphila

possedendone
il

soltanto pochi esemplari incompleti ne

riesce difficile l'esame

compiuto e quindi

dissipamento del dubbio sovraccennato.


perjiivcnllis.
I,

Forma
(Tav.

fig.

56).

Testa parva, ovato- fasi formis. Spira elata, aculn.

Anfractus 6; ultimus

superne

depressus,

iubcarinalus.

.Sit;)cr/(;i>s

costulis

tongiludinalibus crassis

eminenlibus

et

striulis

transversis

mi-

nimis ornata. Apertura constricta. Labium exlernum crassum.


Lonj;.

13 min.: Lai. 9 mni.


:

Tongriano

La Colla

presso

Sassello (rarissima).

DESCRITTI DA

F.

SACCO

13

Osservazioni.

Trattandosi di una forma rappresentata per ora da un solo


difficile

esemplare, e per di pi incompleto,

di

trattare dei rapporti che essa

pu

avere; anche in questo caso la piccolezza dell'esemplare e la sua ornamentazione fa

dubitare che

trattisi

di

un individuo giovane
C. MAMILI.ARIS Var.

della variet sovraccennata.

PEDEMONTANA SaCC.

Forma
(Tav.

adalla gigaolea.
I,

fig.

6", 6

6).

Testa magna, incrassala, subovalo-trigona. Sjira depressa. Anfraclus 7 circiler, superne complanati
,

tiiberculorum seriebus

ornali
:

in

serie

superiori

luberciila
-

plerumque 9

crassa

irregulariter angulosa, emiuentissima


et

in

serie

serunda tubercula 9
,

iO, subrolunda, magnitudine

ailitudine

minora;

series inferiores

propinquae
et

inlerdum fere connexae, tuherculis depressis

prope labium exlernum evanescenlibus,


plicatae.

prope columellam incrassatis, munitae. Suturae undulatae,


et

Superficies in longiludinem
-

irregularitfr

inlerruple plicata

pliculae prope aperturam

saepe evanescentes.

Apertura coarctata, aliquantulum obliqua.

Labium exlernum percrassum,


;

aliquantulum expansum, in inferiori parte arcualum, valde plicatum

plicae

13, crassae

medianae eminentissimae, versus partem exlernum sum, crassum, transversini rugoso-plicatum


;

labii evanescentes.

Labium columellare expanfortiler plicato-

in parte

medio -inferiori contorlum,

denticulatum, interdum brevi plica longitudinali ornatum. Cauda distorta, superne


versali munita.

ruguh

trans-

Long.

85-110-170 mm.
:

Lai.

60-80-120 mm.
(rara).

Elveeiano

Albugnano

Colline di Torino

Subvar. ouinqueseriata Sacc.


Distinguimi hanc subvar. a var.

pedemontana sforma adulta giganlea)


;

sequentes notae

in anfractuhus tubercula aliquantulum eminentiora

inter

quartam tuberculorum seriem

et

candam quinta
et

series plinulosa, parvulis tuberculis ornata,

conspicitur.

Labium exlernum crassius

expansius, plicae crassissimae versus labii exlernum productissimae. Labii columellaris plicae

crassiores sed

numero aliquantulum minores. Cauda magis

distorta, produetior et constrictior.

Long. 120 mm. Lai. 90 mm.

Elveziano

Colline di Torino (rarissima).

Forma mfdia.
(Tav.
I,

fig.

a,

b).

Distinguunt hanc

formam a forma adulta giganlea


tantum
2 superiores,

sequentes notae

Testa minor. Anfraclus superne saepe in longiludinem plicalulo-nodulosi

et

transversim laeviter
vel

sukati

tuberculorum series
et

2 inferiores

obsoletae

fere obsoletae

tubercula valde parviora

depressiora. Sutura minus undulata. Superficies plicis longitudinalibus

continuis regnlarioribus ornata.

Labium exlernum
et

valde minus crassum et

expansum

laeviter

plicatum; plicae versus exlernum labii non prnduetae. Labium columellare plerumque minus ex-

pansum, pliculae dentales numero


Ali.

magnitudine valde ninores.

20-45 mm.?:

Lai.

15-35 mm.
di

Elveziano: Albugnano, Baldissero e colline


Salice e

Torino, spec.

a V. Forzano, Val

Termo-Four (non

rara).

Subvar. taurinensis Sacc.


(Tav.
I, fig. 8i.

Distinguunt hanc subvarietatem a var. pedemontana {forma media) sequentes notae


Testa major
;

tubercula crassiora, superficies inter tuberculorum series

bisulcata

cottulae

F. Sacco.

14

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIAEII DEL PIEMONTE ECC.


et

hngiludinales crassae, in regione ventrali inferiori 2 tuherculorum seriebus crassis

depressis

prope tuberciilorwn seriem inferiorem, munitae.

Long.

nim.

Lai.

46

mm.
villa

Elveziano:

Colli

torinesi,

Forzano (rarissima).
] il

Forma
(Tav.

v e

I i

1.

I, fig. 9, 10).

Distinguunl haiic formam a forma media sequenles notae


Testa minor, tuherculorum series tantum una, supera
crassis,
:

superficies
plicis,

costulis

longitudinalibus
et

sai regularibus,

circiler,

inlerdum etiam brevibus

Iransversim

irregulariter

munita.

Long. 15-25 mm.: Lai. 11-22

mm.
spec. in

Elveziano

Colline

torinesi,

Val Salice presso

villa

Forzano (non rara).

1820. 1840.
1840. 1842.

Cass Hapiformis Lk. Tliesd Broun Id.


Id.
Id.

BORSON, Oritt. piemont., p. 47 (226) BELLAHDI e MICHELOTTI, Saggio orili.


id.

Gasi, foss., p. 53.


id.

Aeneat Bronn
Thesei

id

id.

p. 53.

1842.
1847. 1847. 1848.

Id.
II.

Bronn Aeneae Bronn


Thesei Bronn

SISMO.NDA,
Id.

Sgnopsis meth.an. inv., X" ed., p. 39.


id. id.
id.

2> ed., p. 39. 2 ed., p. 3l


tert.

mamiltaris Grat.
(Morio) Jeneae Bronn
Id.

Id.

id.

Id. Id.

MICHELOTTI, Descript, foss. BRONN, ludex pai., p. 745.


Id.
id.

mioc, p. 216.

Id.

Thesei

Bronn

id.

1852.

Id.
Id.

mamillarit Grat.
Bellardii Micht.

D'ORBIGNY,

Prodr. Paleont. strat., voi. Ili, p. 90.

1861.

MICHELOTTI,

tud. mioc.

inf.,

p.

132.

OssERV.\zi0Ni

Il

numero relativamente grande


di

di esemplari
le

assai

ben conservati
trasformazioni

che potei esaminare

mi permise

seguire

minutamente

importanti

che subisce questa forma dal periodo giovanile a quello adulto e di riunire cosi sotto
la stessa

denominazione forme apparentemente diversissime


si

fra le tre principali

forme

sovraccennate
sibile
il

potrebbero ancora porre forme intermedie che

rendono quasi insen-

passaggio degli individui giovani piccolissimi a quelli adulti giganteschi.


sovraindicata
il

La sinonimia

si

rifeisce

specialmente alla forma media pi comune


si

per devesi accennare che


vanile della variet in

nome
;

di

G.

Aeneae Bronn

riferisce

alla

forma gio-

esame

invece le forme adulte gigantesche non erano state finora

accennate dai paleontologi piemontesi.


Il
(fig.

BoRSON

Oritt.

piem.,

p.

177 (309)- 1823


alla

segna

una

Cassis fasciata

29) dell'Astigiana che dice


si

simile

0.

hapiformis

Lk.

(C.

mamillaris)

forse

tratta di

una Cassidea.
C. MAMILLARIS
var. Bellardii (Micht).

Dislinguunl liane varietatem a var.

pedemontana {forma adulta


in

gigantea] sequentes notae:


;

Testa interdum mugis rotundala.

Superficies

longitudinem plicato-nodulosa
.

noduli

sat

regulariter disposili, deinde sulci transversi conspiciuntur

Labii externi plicae externum versus non

produclae.

Labium columellare
:

miniis pllcusum.

Long. 55-110 mm.


1840.
1849.

Lai.

37-87 mm.
BELL,
e

Cassis flammea Linn.


Id. Id.

MICllT. Sagg.

Orili.,

p.

G2; tav. IV,

fig.

tav.

V,

fig.

I.

id.
id.

SISMONDA,
Id.

Syn. meth. an. inv.,


id.
id.

ed., p.

,39.

1847.

' ed,, p. 30.

DESCRITTI DA
1847.
Cassis
///.

F.

SACCO
Pescript.
fiiss.

1&
Ieri:

flammea Bellardii Micht.


flummeci Lk.

MICHELOTTI,
D'ORBIGNY,
IIOERNES,

mioc,

p.

216.

184S. 1852.
1853. 1861.

BRON.N, index paleontotogirus,


Prodr. Paleorit.
lert.
</tl

p.

246.
voi.
Ili,

Id.

suhflammea irOrb.

slrat.,

p. 90.

Id.
Id.

flammea Lk.

C. Bellardii Micht.

Foss. Muli.

teck.
iuf.,

IFien, p. 175.
p.

Bellardii Micht.

MICHELOTTI,

tud. Mioc.

132.

Elvcziano

Colline torinesi,

specialmente a villa Forzano (rara).

Osservazioni.

Questa forma venne elevata a specie dal Michelotti, fondandosi

per esso sopra un solo esemplare;

ma, avendo a mia disposizione un materiale relasi

tivamente abbondante, potei constatare che la forma in esame


colle

collega molto bene


si

forme adulte e medie della C. mawlaris var. pedemontana. Essa

avvicina

specialmente per l'ornamentazione superficiale alle forme adulte gigantesche della subvar.

quinqueseriata

mentre rispetto

al

labbro della columella

si

collega

assai

bene

alle

forme medie della var. pedemontana. Inoltre, avendo trovato un esemplare medio della

forma in questione, notai mostrarsi esso affinissimo

alle

forme medie della var. pede-

montana. Quindi mi credo autorizzato a ritenere la forma esaminata solo come una
variet, per lo pi gigantesca, della

C. mamillaris

variet che anche adulta conserva


Gli individui giovani di questa

nell'apertura una parte ancora


variet

dei caratteri giovanili.

non

distinguonsi,
si

infatti,

da quelli della
;

var.

pedemontana, ed

solo

coli 'et

che gl'individui

vanno lentamente differenziando

certi esemplari fossili talora lasciano


essi

incerti sulla loro collocazione in causa


di

appunto del rappresentare


di (1)

questi vari punti

passaggio.

Notisi

la

rassomiglianza

questa

forma e

di

altre

variet

della

C. mamillaris colla C. exigua

WooDS

dell'Eocene australiano.

Cassis retusa Micht.


Testa media
cosi,

subovaia.,

subplanala.

Spira depressa, apice acuta. Anfractus 7 circiler, variinfera

tricarinali

carina supera

eminens,

depressa;
;

carina

9-10
inler

luberculis

ornata.

Tubercula cariuae superioris eminentia, sublriangularia


superne costala media (excepto
anfractu ultimo fere

caetera depressa, snbrolunda. Superficies

laevej

munita

series

tuberculorum

Iransversim costulis perparvis ornala. Apertura obliqua coarclata.

Labium exlernum plicatum

Long. 42 mm. circiler: Lai. 37 mm.


1861.
Cassis retusa Micht.

circiler.
.fioc.

MICHELOTTI,

tud.

inf.,

pag. 133, PI. 13,

fig.

9,

10.

Tongriano: Dego e Mioglia


Osservazioni.

(rara).
stretti rapporti colla

Questa forma credo abbia


si

C. mamillaris^
;

n sarei lontano dal credere

tratti solo
il

di

una variet

di detta specie

tuttavia la

diversa ornamentazione degli anfratti,


superiori,
il

pia forte distacco esistente tra


serie

le

due carene

maggior numero di tubercoli per ogni

fanno
il

che parmi poter conserdatogli dal Michelotti.


il

vare ancora alla forma in esame come titolo specifico

nome

L'esemplare tipico che

serv'i

a Michelotti per fondare la specie, e che


di molte

pi

completo che finora

si

abbia,

manca

parti presso

l'apertura e presso la coda,


;

n lascia vedere la columella; donde risulta una diagnosi incompleta


ultimo tricarinato e non bicarinato come indica
il

notisi

che l'anfratto

Michelotti nella sua diagnosi.


di Australia
(1).

Questa forma ricorda alquanto la C.

textilis

Tate dell'Eocene

(1)

Descript, n. spec.
fig.

of mar.

Moli. S. Australia

and

Victoria

(Roy.

Soc. of South

Australia;

pag. 165; PI. VII,

H,

Voi. XI, 1888).

16

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARIl DEL PIEMONTE ECC.

CaSSIS POSTMAMILLARIS SaCC.


(Tav.
I,

fig.

11).

Testa marina, trigona.

Spira dt^preixa,
crassa,

apice

acuta.
in serie

Aifraclim

circiter

tiihus

tubercu-

lorum serifbus ornati; tuhercnla


in serie inferiori
constricta
.

elala,

superiori

8-9,

in serie

media 4-5,
expansum,

3-4,

circiter.

Siiperlivies plicis irregularibus in

longiluiinem
,

ornata. Apertura

aliquantulum obliqua. Labium


;

externiim crassissimmn
;

superne

latissime

fortiter plicaluni

plicae plermnque 9, crassae


;

plicae medianae crassissimae, emincntiores, versus


lalni

columelam

planulatae

plicae

iiiferae

versus

exlernam parlnn aliquanlulum jroductae.


trianguliire,

Labium columellare crassum,


excavatum,

e.vterne valle

expansum,

plicuto-rugomm
iuterdum
plica

in parte

media

plicis denticulaiis,

crassis et emiueutibus,

munitnm;

brevis obliqua.

Cauda magna, valde

creata.

Long. 86 mai.: Lai. 74 ram.


1851.
Cassis mamillaris Grat.

HOERNES,

Foss. Moli.

tert.

beek.

//^ien, p.

175.

Tortoniano: Stazzano (non


Osservazioni.

rara).
si

Questa forma credo

possa distinguere dalla


le

C. mamillaris,
l'

a cui fu identificata dall'HoERNEs (che l'ebbe fra


della superficie (minor

mani),

sia

per

ornamentazione
labbro esterno

numero

di tuberculi, ecc.), sia specialmente per e

il

non arcuato, pi sviluppato tanto superiormente che inferiormente,

con minor nu-

mero

di pieghe denticolari,

nonch per

la

columella assai diversamente piegata e conterziario viennese che

torta. Notisi poi che la

forma del bacino

M.

e E.

Hoernes

M. AuiNGER
millaris del
tav.
le

identificarono colla

C. mamillaris invece molto simile alla C.


risulta assai

postma-

Tortoniano piemontese, come

bene dalle figure (3 e 4 della

XIV)
Fra

date dall'HoERNES nel suo classico lavoro sul bacino viennese, per cui anche
il

forme viennesi credo debbano ricevere


le

nome nuovo
si

qui proposto.

forme viventi la C. postmamilaris


C.

avvicina alquanto alla C. tuberosa

delle Antille ed alla

cornuta dell'Oceano indiano, pur differenziandosene in diversi

punti.

Finora non

si

trovarono in Piemonte individui giovani di questa forma

essi

sono

probabilmente molto simili a quelli figurati da M. Hoernes (Tav. XIV,

fig.

5), e

da

E. HoKRNES ed AuiNGER (Tav. XVII,

fig.

15) come giovani di

C.

mamillaris.

C. POSTMAMILLARIS VaP. VOLUTILITHOIDES SaCC.

Distinguimi hanc varielatem a specie typica sequeules notae:


Testa minor, subrolundo-triangula, crassissima. Superficies sublaevis, subaluberculala.

Long. 45

mm.
:

Lat.

41

mm.
(rarissima).

Tortoniano

Tra Sardigliano e Stazzano

Osservazioni.
presenta affatto
fece
s'i

soliti

Questa forma, che fa parte del Museo civico di Genova, non


tubercoli,

quantunque abbia raggiunto uno stato adulto. Ci

che essa venne dapprima classificata come una Voluta rarispina, giacch certi

esemplari di detta specie a Stazzano assumono una facies molto simile a primo tratto

con quella della forma in esame.

La mancanza
subito dal fossile,
depressissimi,

dei tuberculi devesi in

piccola parte attribuire eziandio al logorio


i

ma

certo che

anche originariamente

tubercoli dovevano essere

quasi nulli.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

17

Considerazioni generali sul sottogenere CASSIS.

Da quanto
rappresentato

precede

si

pu dedurre che
viventi nei

il

genere Cassis,
caldi,
si

il

quale al giorno d'oggi

da poche forme,
terziario

mari

svilupp abbastanza abbonil

dantemente nel bacino


alla fine di

del

Piemonte durante l'Oligocene ed Tortoninno superiore


;

Pliocene sino
il

del Miocene,

cio sino al

ci

ci

prova

clima caldo

quel grande golfo marino nei periodi geologici sovraccennati.


Il

fatto

che la forma di Cassis esistente nel bacino terziario di Vienna, quanaffine alla G.

tunque finora identificata colla C. maniillaris, molto


del
feri

postmamillaris

Tortoniano piemontese, fa supporre che una gran parte dei depositi terziari fossilidi detto
i

bacino appartenga o al

Tortoniano inferiore o alVEveziano superiore.


(Superga) appartengono specialmente

Invece

depositi fossiliferi delle colline di Torino


inferiore,

aWEheziano
Se
trattisi
si

donde
i

la diversit delle

due faune ben accentuata qui nelle Cassis.


Cassis
si

volessero cercare

rapporti filogenetici delle

esaminate, per

quanto

di investigazioni
tali

ancora molto piene di dubbiezze,


stretti

potrebbe dire che mentre

alcune di

forme paiono non presentare

rapporti tra di loro, questi invece

sembrano

esistere fra alcune delle variet

tongrinne ed eveziane della C. maniillaris,


C.

variet che paiono collegarsi colla vivente


C. fimbriata del

flammea L. dell'Oceano

indiano,

colla

Sud Australia ed

in parte

anche ricordano la C. madagascarensis Lk.


abbia diversi punti
di collegamento
colle

Invece

la

C. postmamillaris,

per quanto

C. mamillariS'Q C. flammea, pare tuttavia avvicinarsi meglio alla C. tuberosa Brug.


delle Antiile, e per certi caratteri anche alquanto alla

cornuta
le

L. dell'Oceano

in-

diano.

Le forme pi antiche

di

Cassis a cui

si

avvicinano

forme piemontesi sarebdell'Eocene d'Au-

bero la C. harpaeformis Lk. del Parisiano e la C. exigua


stralia
(1);

WooDS

quindi probabile che da variazioni di queste forme siano derivate alcune


sopradescritte.

delle

forme

fossili

Quanto

alla C. retiisa, essa presenta notevoli affinit

colla C. textilis

Tate dell'Eocene d'Australia

(V. loc.
il

cit., p.

165, Tav. VII,

fig.

11).

Si potrebbe quindi provvisoriamente formare


di

seguente quadro, in cui

le lineette

collegamento indicano

l'affinit

che in certi casi potrebbe anche rappresentare rap-

porto filogenetico.

Attualit

C.

cornuta

C.

tuberosa

C. flammea

C. fimbriata

Tortoniano

C. postmamillaris e var. volutilithoides.

T?.^^t^^

Elveziano

C.

/^

mamiUarts
I
I

-77

"f^r.

Bellardit

var. ]}edemontana.
var.

major
apenninica.

Tongriauo
Bartouiaiio?

rrtusa
I

C.

mannllaris e
I

var.

var.

nummulitiphila

C. mamillaris var. major.

Eocene
(1)

C.

textihs

Lin.

C.

harpaeformis
N.
S. S.

Voi.

C.

exigua.

Tknison

Woods
fig.

Pi-oc.
sp.

Sor.,

Wales.

IV,

p.

17,

Tab.

2,

fig.

7,

1879.

Ralph Tate,

Descript,

n.

mar. Moli.

Australia

and

Victoria (Roy. Soc. of South Australia,

p. 164, PI. VII,

13, Voi.

XI, 1888).

18

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Sottogenere

GALEODOCASSIS
;

Sacco 1890.

Testa oblongo-ovata, saepe varicosa

spira elata, acuta. Anfractus transversim

tuberculorum seriebus

cincti,

saepe striati.

Cauda

brevis,

sursum

fortiter

et

sini-

strorsum aliquantulum revoluta.

Le forme che comprendo


tipiche

in questo sottogenere

hanno una grande

affinit

colle

Cassis, specialmente con individui giovanili, distinguendosene per per la spira

molto pi slanciata, la forma pi fusoide e meno subtriquetra, per essere pi rara-

mente

varicose,

per numerose serie transverse tubercolari


pi lunga.
si

per

il

peristoma

alquanto

meno

incrassato e per la coda un po'

D'altra parte
la spira allungata,

le

forme in esame

avvicinano pure alquanto alle


le serie tubercolari,

Galeodea per

la

forma complessiva,
il

ecc.
il

per questi diversi


si

caratteri che credetti dover istituire


assai pi strettamente colle

sottogenere

Galeodocassis

quale per

collega
sezione,

Cassis

(str. s.),

di cui potrebbe rappresentare

una

che non colla Galeodea.

Non

sarebbe improbabile che

le

Galeodocassis

dell'Oligocene

piemontese rap-

presentassero forme residue, direi, di quelle da cui svilupparonsi le Cassis e le Galeodea.

Una forma
superficie,

alquanto

affine alle

Galeodocassis piemontesi, almeno nei disegni della

la

Cassis vicentina FucHS di Castel Gomberto e di Sangonini.


Galeodocassis anceps Sacc.
(Tav. I,
fig..

12).

Testa subparva, obloiig<i-ovala,.plerumque varicosa; sfira elata

et
,

acuta. Anfractui convexi,

ad

suturarli subdepressi, transversim striati.

Anfractus, primis

exceptis

tuberculorum serie

una

visibili,

superna, subsntiirali, cincti; in anfrar.lu ultimo slriae transversae super ventrem inler se

sat distaittcs, tuberculis inlcrruptae.


lonqitudinaliti'.r elongata.

Tuberculorum

series transversae

li

vel 5; lubercula sai distantia,

aliquantulum obliqua; saepe lubercula seriei proximae inter se alterna;

lubercula srriei suturalis


coustricta.

14-16

circiter,

serierum basalium numero minora. Apertura fusiformis


sai incrassalum, interne laerter
et

Labium externnm subarcuatnm,

pluriplicatum.

Labium

eolumellare sat crassum. Cauda subbrevis, sursumfortiter

sinistrorsum aliquantulum incurvata-

Long.

31-35 mm.
:

Lai.

"20-24

mm.
S.

Tongriano

Cassinelle,

Carcare,

Giustina (assai rara).


il

Osservazioni.

specialmente su questa forma che ho fondato

sottogenere

Galeodocassis. Per quanto essa presenti alcuni caratteri giovanili delle vere Cassis,

credo tuttavia

si

tratti di
;

una forma ben

distinta,

quantunque alquanto variabile da esemla

plare ad esemplare

cos

mentre la forma disegnata ha

coda molto rialzata, altre

la presentano assai pi incurvata e ripiegata a sinistra.

In alcuni esemplari fenomeni


trasversali

avvenuti nella fossilizzazione fecero scomparire


il

le

strie

oppure anche tutto


dette impronte sono

calcare delle conchiglie per

modo che rimase

solo
i

l'impronta

facilmente riconoscibili per presentare assai netti


Gli individui giovanili pare
basali e per avere invece,
si

rialzi

tubercolari.

distinguano per mancare delle serie tubercolari e

dal ventre alla coda, coste irregolari longitudinali sormontate

dalle strie trasversali.

Proveniente dal Tongriano di Dego ebbi ad osservare un frammento di Cassidide

DESCRITTI DA

F.

SACCO
i

19
tubercoli sono

che pu attribuirsi a forma molto affine alla sovraindicata, solo che alquanto
pi.

allungati longitudinalmente, pi inegualmente disposti e la coda assai pi

rivoluta a sinistra ed all'indietro,

per

modo da

applicarsi
si

quasi all'ultimo anfratto


altri

probabilmente se

si

possedesse un esemplare intiero

avrebbero

caratteri

per

costituire di questa

forma una specie a parte, recurvcattda.


Subvar. crassinodosa Sacc.

Tubercila crassa, vade prominentia, saepe in serie longitudinali subobliqua disposila.

Tongriano

Dego

(rarissima).

GaLEODOCASSIS

(?)

SUBHARPAEFORMIS SaCC.
I
,

(Tav.

fig.

13).

Testa ovato-elongata

spira valde elala


striati.

et

acuta. Anfractus subconvexi, superne sul/depressi,

prope suturam tuberculosi, transversim


visibili

Anfractus, primis exceptis, tuberculorum serie una


series

cincli.

In anfraclu ultimo tuberculorum

2,

supernae

inttr

ventrem
in

et

caudam

tubercula longiludinaliler elongata, subohliqua, irregulariter disposila,


inter se collecta, prope

interdum

longiludinem

labium exlernum praecipue, conspiciuntur. Apertura subconstricta. Labium


laeviter pluriplicatum.

extcrnum subcrassum,
revoluta.

Cauda

sai

brevis,

sursum

et

sinistrorsum fortiler

Long. 36 mm.: Lai. 22 ram.

Tongriano: Cassinelle
Osservazioni.

(rarissima).

con

dubbiezza che pongo questa forma fra

le

Galeodocassis

perch diversi suoi caratteri, specialmente quelli della coda, l'avvicinano piuttosto alle
vere

Cassis; sgraziatamente possedendone finora un solo esemplare, schiacciato ed allo

stato d'impronta
posito.

un

po'

erosa,

non credo poter ancora dare un giudizio netto

in pro-

Le ornamentazioni dell'ultimo anfratto avvicinano alquanto questa specie

alla

Cassis harpaeformis Lk. del Parisiano ed alla C. mamillaris var. nummulitiphila,

ma

d'altra parte paiono indicarci pure


il

una notevole

affinit colla

G. anceps. Ulteriori

ritrovamenti potranno sciogliere

dubbio.

Sottogenere

CASSIDBA Link 1807.

CaSSIDEA CYPRAEIFORMIS (BoRS).

Forma
(Tav.
I
,

adulta.
fig.

14).

Testa crassa, ovata. Spira brevis, apice acuta. Anfractus


el

circiter, in

longiludinem crasse

irregulariter plicati, transversim prupe

suturam
,

sulcati;

anfractus ultimus superne subtubercu-

latus.

Apertura cypraeiformis

longa

obliqua

coarclata,

caudam
1

versus aliquantulum ampliar.

Labium exlernum crassissimum,

intus plicoso-dentalum, plicae

14 circiter. Labium columellare


vel

crassum, aliquantulum medio inflexum, biplicoso - dentalum; plicae inlernae 8


inferiori columellae), plicae externae

(in

parte

14-17

circiter,

interdum duplicatae. Cauda brevis^ deflexa,

sursum revoluta.
Long.

20-55

mm

Lai.

13-33 mm.

1823.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

21

Cassidea crumena BauG.


(1791.

BRUGUIERE,

Vict.

JS.

12,

Encyclopdie, Pianelle 406,

fg.2).

C. CRDMENA var. rSEllDOCRUMENA (D'Orb


(Tav. I,
tg.

17).

Testa crassa, clavato-ovatu. Sfjira


plicato-liberculati
;

depressa, apice acuta. Anfractiis

plerumque

8,

superne
laevis

tuherrula 6-8 circiler,

plus miimsque crassa

et

elata.

Siiper/ic/e*

vd

plicis lonijitudinalibus,

parvuHs,

apertiiram versus

praesertiin, ornata.

Apertura sat coarctata.


;

Labium exlerntim

erassiim, plicalo-denticulalnin,

swsum

maculis rubris ornatum

plicae
;

13-18
plicae

apicem versus fere obsolelae.

Labium columullare
sursiim

crassiim,

expnnsum, pticalo-denticulatum
et

apicem versus parvulae, in dimidia parie fere obsidelar, in parte inferiori sat elatae

productae.

Cauda

brevis,

fortiter deftexa,

et

apicem versus revoluta.

Long. 46-73

nim.; Lai. 30-50 min.


:

Distinguunt hann varietatem a specie typica sequentes notae praecipvae

Tubercula plerumque minus crassa


1800. 1814. 1820.

et

depressiora

plicae rugulosae longiludinales obsolrtae.


N. 11.

Buccinum
>

lesticulus

Linn?

plicatum Linn.

Cassis testiculus Linn.


Id.
/(/.

BORSON, Ad. Orijct. ped. auct., p. 23 (173) BROCCHI, Cond, foss. subap., p. 328. BORSON, Oiill. pieni., p. 49 :228).
BONELLI,
Cai. m.
lert.
s.

1825.
1831.
1842.

crumena Lk.
plicata Def.
id.

Museo
p.

zool.,

Torino, N. 659.

Id.
Id. Id.
Id.

1847. 1852.
1853. 1867,

crumena Lk.

BROMN, It. SISMONDA, SISMOMDA,

Gel).,

28.
1

Syn. an. inv.,

ed., p. 39.

Syn. an.

inv.,

2 ed. p. 30.

pHudocrwnena
crumena Lk.
id.

D'OUB., Prodr.

Pai. strat., -voi. Ili, p. 177.

Id.

1873.

Id.

id.Brug.
:

UOERNES, Foss. Moli. lert. Beck. ffien-, p. l8l. DA COSTA, Moli. foss. fere. Pori., p. 129. COCCONl, En. Moli. mioc. plioc. Parma, ecc. p. IH.
(comune).

Astiano

Colli astesi

Osservazioni.

Il

D'Orbigny credette elevare questa forma a specie a parte

ma

avendo potuto osservare un gran numero d'esemplari e confrontarli colla vivente

C. crumena, io credo che la forma fossile debba solo considerarsi come una variet
della specie vivente,

da cui distinguesi specialmente per avere

in generale

tubercoli

meno pronunciati

e le pieghe rugose longitudinali di questa bella

quasi nulle.
gialle

L'abbondanza

forma nelle sabbie

dell'Astigiana

permette
1

di distinguervi alcune sottovariet che per passano gradualissimamente


all'altra,

al tipo e

una

per l'uno o per l'altro carattere.


Subvar. multinodosa Sago.

Tubercula parvula, depressa, numerosiora (10-12

circiter).

Long. 70 mm.

Lat. 46

mm.

Astiano:

Colli astesi (non rara).

Subvar. ornata Sacc.


Tubercula plus minusque crassa, saepe numerosiora
;

superficies

plerumque malleata. Pliculae

longitudinnles sat visibiles, interdum plicis transversis inlercisae.

Long. 53-75 mm.

Lai.

36-47 mm.
(comune).
Subvar. venusta Sacc.
(Tav.
I,

Astiano

Colli astesi

fig.

17").

Testa minor, subrufescens


giludinales sat perspicuae.
4

anfractus subrotundatiores

Tubercula parvuliora ; pliculae lon-

F. Sacco.

22

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZURII DEL PIEMONTE ECC.


:

Long. 48 nim.

Lai. 30

mm.
Albenga, Eio Torsero (non raro).
(non rara).

Fiacenziano
Astiano
:

Colli

astesi,

Colli

astesi

C.

CRUMENA var. TESTICULOIDES SaCC


(Tav.
I,
fig.

18).

Distiiiguunt

hanc varietalcm a var. pseudocrumena sequentes nolae

Testa plerumque minor, lungior, oblouqo-ovala.


vula, plerumque numerosiora
;

Anfractus subrntundali. Tubercula perparperspiciiae


;

piculae longiludinales sat

superficies

inierdum ali-

quantuliim vialleala. Labii columellaris plimedenliculosae magis perspicuae.

Long. 45 mm.:

Lai.

59

nini.

Astiano: Colli

astesi

(non comune).
Subvar. rarituberculata Sacc.

Tubercula perrara, saepe .3-4 in parie dorsale.

Long. 50

mm.
:

Lai.

30

mm.
(rara).

Astiano

Colli

astesi

Osservazioni.

Questa

variet pare quasi costituire


,

un passaggio

alla

(7.

testiculus,

tanto per la forma complessiva


C.
Dislinguuttt

come eziandio per alcuni caratteri di ornamentazione.


var. MIOCENICA Sacc.
:

CRUMENA

hanc varietatem a var. pseudocrumena sequentes notae


Tubercula crassiora, minus numerosa, plerumque 5
et

Testa crassior.

superficies in longitu-

dinem striolalo-malleata. Labia columellare

externum, crassissima.

Long. 65 mm.: Lai

47

mm.
dell'unico esemplare esistente finora di questa

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.

Lo stato incompleto

forma fa

si

che ne riesce incompleta pure la diagnosi.

tuttavia importante

il

suo

ritrovamento in causa dell'antichit a cui fa rimontare la C. crumena.


Notisi che la forma descritta
tav.

da M. Hoernes come C. crumena e figurata nella

16,

fig.

1,

del suo noto lavoro,

molto

simile a quella ora indicata;

ci ci

fa riconoscere

sempre pi nettamente la somiglianza delle forme del bacino

terziario

viennese con quelle del Tortoniano del Piemonte.

In riguardo alle Cassidee del terziario

austro-ungarico devesi ancora notare che nel recente lavoro di E. Hoernes ed Auinger

Oaster.,

und

II

Medit.

st.

sono indicate e disegnate a Tav. XVII,

fig. 7,

8,

10, diverse forme che servono in parte di passaggio tra la Cassidea cypraeiformis
C.

e la

crumena.
Cassidea marginata (De Serrbs).

Testa media, ovata. Spira brevin. apice subacuta. Anfractus 7 circiter, Imgitudinaliter plicati anterius tuherculosi
;

pHcae parvulae, numernsae,

plerumque

suturam versus

obsoletae,

sed

supra tuberculorum seriem numerosae. Apertura longa coarctata. Labium externum crassissimum,
plicalo-ilenticulatum
;

plicae

li circiter.

Labium columellare crassum, expansum,


versus apicem revoluta.

biplicato-den-

ticulatum; plicae inlernae 7 e/ 8, in parte inferiori columellae sitae; plicae exlernae 18 circiter.

Cauda

brevis, fortiter deflexa,

sursum

et

Long. 37
1817.

mm.

Lai. 24

mm.
DEFRANCE,
Dia.
Se. Nat.,

Cassis plicata Vefr.

tom. VII, p. 210.

DESCRITTI DA
1823.
Id.

F.

SACCO
177, 178 (309-310;,
f.

23'-

fasciala Bors.

BORSON, On.
SASSI, Sagq.
Serr.

;7.cm., p.

29

1827.
1829. 1848.

Id. Id.
Id.

plicata

grol. boc. terz. Attenga, p. 480.


tert., p.

marginaltts

De

plicata Defr.

DE SERRES, Geogn. terr. BRONN, Index paUont., p.

119, tav. II,

fig.

13-14.

246.

Fiacenziano
Astigiana
?

Zinola e Fornaci presso Savona, Albenga, (non rara)

Masserano

Osservazioni.

Siccome
di

il

nome

specifico plicatus

venne gi applicato da Linneo

ad una forma vivente

Cassidide assai diversa

della

forma

fossile

in

esame,

cos

devesi abbandonare la denominazione del


riore

Defeance ed accettare invece quella poste-

del

figurata

De Serres. Quantunque dal De Serres, tuttavia

esistano leggere differenze tra le forme liguri e quella


credetti poterle indicare collo stesso

nome, tanto pi

che anche a Savona raramente trovansi due esemplari eguali.


grigiastre di

Nelle sabbie argillose

Masserano presso Biella

si

trov pure

un esemplare incompleto che pare


le costule longitudinali.

attribuibile a questa specie, solo che

vi

sono quasi scomparse

Attribuisco dubitativamente a questa specie la forma indicata dal


riferibile

Borson come

alle

Cassis

(s.

str.)

ma

che parmi far parte piuttosto delle Cassidce.

C.

marginata var. ornata Sago.


:

Distinguunt haiic varietatem a specie typica sequenles notae


Superficies 2 luberculoriim seriehus ornala;

tubeicula seriei inferioris

minima, depressi ssima,

aperluram versus obsoleta


caeleris costulis

inler

siUuram

et

luberculorum seriem superiorem plicae sai dislantes

minus numerosae.
:

Fiacenziano
Osservazioni.

Zinola presso Savona (rara).

Esistono esemplari che presentano gradualissimo passaggio dalla

forma tipica alla variet descritta.

Forme molto
come

simili

a quella esaminata trovansi

eziandio nel Miocene del bacino viennese

risulta dalla Tav. Gaster.


I

XVII,

fig.

8 data
st.

da K. Hoernes ed Auinger nel loro recente lavoro

und

II

Medit.

C. MARGINATA VEf. INITIALIS SaCC.


(Tav.
I,

fig.

19).

Dislinguunt hanc varielatatem a specie typica sequenles notae

Testa minor; plicae longitudinales parvulae, inler se propinquiores

tiiber aula fere obsoleta.

Long. 28

rani.
:

Lai. 18 rani.

Tortoniano

Stazzano (rara).

Osservazioni.

Quantunque questa forma

si

distingua

assai

dalla

Cassidea

marginata, tuttavia credetti farne solo una variet, poich osservai


di

diversi esemplari

C.

marginata che tendono a

collegarsi colla variet

miocenica

ora descritta, la

quale

certamente la progenitrice della


trovarono

forma

tipica.

Nelle marne sabbiose di Stazliscia


,

zano

si

anche

esemplari a superficie
fossile.

affatto

ci

che credo attriincontransi

buibile solo a rotolamento subito dal

Nel bacino

terziario viennese
si

esemplari alquanto simili alla forma descritta, per quanto

pu

rilevare dalla fig. 10,

Tav.

XVII del lavoro notevole che alcune

si

Gasi. I und
delle
fig.

II,

Medit.

st.

di E.

IIoernes ed Auinger.
viennese,

forme di

Cassidea

del

bacino terziario

come
e

pu constatare dalla
fig.

2 della Tav.

XVI

del noto lavoro di


II

M. Hoernes,
R. Hoernes

dalla

8 di Tav.

XVII

del lavoro Gaster. I

und

Medit.

st.

di

24

MOLLUSCHI DEI TERRENI TEKZIARII DEL PIEMONTE ECC.


riferibili

ed AuiNGER, souo certamente

a variet della C. marginata e non alla


alla C. cypraeiformis

crumena come

indica

M. Hoernes, ne

come credono E. Hoernes

ed AuiNGER. Ci mi conferma maggiormente nell'idea che gran parte dei terreni fossiliferi

del bacino viennese sono riferibili al

Tortoniano od !\\VElveziano superiore.


inoltre

Nel Tortoniano del Tortonese


scritta,

trovansi

forme

simili

a quella ora de-

ma

che presentano molti caratteri di notevole affinit colla C. crumena.


C. MARGINATA Vap. SAVONENSIS SaCC.
(Tav.
1,

fig. 20).

Distingmint home varietalem a specie lypica sequentes notae

Testa aliquantulum minor, regulnriter ovata. Anfractns convexi, rolundati, non tuberculati;
plicae parvidae, magis

numerosae

el

rogulares, non inlerruptae. In parte medio -inferiori Labii colu-

mellaris 2 vel 3 plicae deniales eminenliores.

Long. 30

limi.

Lai. 20

tnm.
e

Piacenziano: Zinola presso Savona


Osservazioni.

R.

Torsero presso Loano (non comune).


si

Questa elegantissima forma credo

possa ritenere come una

derivazione diretta della C.

marginata

var.

initialis del

Tortoniano, per scomparsa

completa di quella specie di carena tubercolare che notasi in detta forma miocenica,
la quale poi, con modificazione in senso

contrario,

origin forse la C.

marginata

tipica

del Piacenziano. Se non fosse di questi rapporti cosi chiaramente visibili, certamente la

forma del pliocene savonese meriterebbe


piuttosto che non

di

esser

distinta

come una

specie a parte

come una semplice

variet.

Si incontrano non raramente individui


superficie rugulosa,

di

questa variet che presentano la loro

quasi cariata, sovente senza le pieghe longitudinali, scomparse per

fenomeno

di deterioramento. terziario di
il

Nel bacino

Vienna

esiste

pure questa variet, compresa da K.


I

Hoernes

ed AuiNGER sotto
fig.

nome

di C.

cypraeiformis Gast.
ci

und
i

li

Medit.

st.,

Tav. XVII,

9 . Questo fatto mentre

prova sempre pi come

depositi terziari fossiliferi

del bacino viennese sono specialmente riferibili al Miocene superiore, nello stesso
ci

tempo

ricorda che anche in Italia spesso forme del Tortoniano piemontese trovansi ancora

nel

Piacenziano della Liguria. Pare doversi considerare come una variet di G. mar-

ginata la Cassis ruscinensis Font, del Pliocene del Rodano.


Cassidea protesticulus Sacc.
(Tav.
I,

fig. 21).

Testa sai crassa;

ovata,

cypraeiformis. Spira

depressa,
,

apice acuta.

Anfractus 7 circiter,
,

rotundali. Superficies malleata, plicis

longiludinalibus

parvuUs,
5)

regularibus

laeviler

ondulatis,

ornata; plicae longitudinales iiiterdum costuUs


intercisae.

(4

vel

transversis
,

parvulis,,

depressissimis,
1

Apertura coarctata

labium

exteriium crassissimum

interdum praeler
pii'cae

centim.,

sursim maculis riibris ornatum, intus dense plicato-denticulatum;

20-22

circiter.

Labium

colimellare crasstim, eximnstim, plicato-denticulatum; in parte inferiori columellae plicae productae, interdum bifidae.

Cauda
Lai.

brevis, fortiter deflexa,

sursum

et

versus apicem revoluta.

Long. 51

inni.

33 min.

Piacenziano

Fornaci presso Savona, Bordighera? (rarissima).

Osservazioni.
la

La forma

descritta certamente

una

di quelle
;

da cui deriv
le

Gassidea testiculus Linn. degli attuali mari intertropicali

persino

colorazioni

DESCRITTI DA F. SACCO
rossiccie,

'2S
,

ancora alquanto conservate sul labbro esterno

sono affatto

paragonabili a

quella della forma vivente sovraccennata.

La

tinta leggermente rosea dell'esemplare fossile

lascia supporre che esso avesse originariamente

un color

rossastro

come

le

forme

viventi.

Nel Piacemiano

di

Bordighera

si

incontr pure una foima simile alla descritta,

ma

non determinabile con certezza perch incompleta. Noto che


la

forma del bacino viennese indicata come C. cypraeiformis da R.


Gaster., I

HOERNES ed AuiNGEK
certi caratteri

und

II

Medit.
var.

st.,

Tav. XVII,
,

fig.

10

mentre per
piuttosto

collegasi colla

C.

marginata

initialis

per

altri

pare

doversi porre vicino alla specie ora descritta.

Considerazioni generali sul sottogenere


Come grande

CASSIDEA.
ad
si

la confusione che esistette e tuttora esiste in parte attorno


,

alcune forme viventi di Cassidea

cosi pure,

ed a maggior ragione
fossili

fino

ad ora
I

confusero facilmente fra di loro molte forme


rosissimi esemplari fossili che ebbi fra le mani,

di

questo sottogenere.
i

nume-

pur mettendo in chiaro

passaggi talora

gradualissimi che esistono tra

alcune
il

delle

forme

fossili

e viventi di
specie
(state

Cassidea, mi
finora spesso

mostrarono

altres

esser

necessario

dividerle in diverse

confuse assieme), suddivisibili a loro volta in variet e sottovariet.

Alcune forme

di

Cassidea, come gi
i

si

osserv pel genere

Cassis, mostrano la

relazione assai stretta esistente fra

depositi fossiliferi del bacino viennese

ed

il

Tor-

ioniano del Piemonte.


Confrontando assieme
quelle pi
le

forme

fossili

esaminate con alcune forme viventi e con

conosciute

(C.

suhtesticiilus

D' Oeb.
fuori

C.
,

testicuus
si

Grat.

dei
il

calcari

di Lesperon)

dei terreni terziari antichi


affinit di

d' Italia

pu

costituire

seguente

quadro delle probabili

queste forme.

Attualit

C.

criimena

C. testicuus.

Astiano

C.

crmnena

\ {
\

var. var.

vseudocrumena.
.

^.

testtculotdes.

Fiacenziano C. crumena var. pseudocrumena C. marqinata e

|
'

'
.

var. savonewsis

C. prote,r ,
sttculus.

Tortonano

crumena

var.

miocenica

C.

marginata

var.

initialis.

var. tubercnlosa
var.

reticulosa

var.

crassilaiiata

Eocene

Cassidea subtesticulus.

26

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Sottogenere

CASMARIA
(Tav.

H. ed M. Adams 1853.

CaSMARIA ? TONGRIANA SaCC.


I,

fg.

22).

Testa parva, rolundo-ovata , varicosa

spira

valile

elata

et

acuta.

Superficies

granulosa.

Anfractus 6-7,

inflati,

nodosi; tubercula nodosa, crassa, in seriebus transversis disposita; luber-

eulorum

series in anfractu ultimo

plerumque quatiior

vel quinque,

interdum siibobsolelae, basales


,

praecipue. Apertura ovato-fusiformis. Labium ejcternum subcrassum. Gama brevis

sursum

et

si-

nistrorsum revoluta.

Long. 27-31

mm.
:

Tongriano

H-SI mm. Carcare, Dego (assai


:

Lai.

rara).
soli
,

Osservazioni.

Siccome di questa forma posseggo

pochi
cos

esemplari tutti

incompleti e per la massima parte solo allo stato di impronta


diagnosi e persino la collocazione generica
colari
si
;

ne riesce incerta la
i

infatti la

forma
,

in

esame per

nodi tuber-

avvicina alquanto alla Galeodocassis anceps


i

per la persistenza della varice


la

longitudinale parrebbe doversi porre fra


ratteri generali la

Phalium, mentre invece

forma ed

ca-

fanno avvicinare

alle

Semicassis

ma

specialmente alle Casmaria,

ricordando essa la C. turgida Reev. per la forma ed alcune variet di C. vibex Linn.
e di C.

pyrum

Lk. per

i
i

nodi tubercolari.
sottogeneri

D'altronde siccome
proprii assoluti,
e

Casmaria

Phalium non presentano


antica,
cio

caratteri

siccome la forma in esame molto

oligocenica,

probabile che in

verit,

non possa nettamente porsi piuttosto in uno che in un altro

di questi sottogeneri,

fondati sopra forme viventi.

Sottogenere

SEMICASSIS Klein 1753.

Semicassis miolaevigata Sacc.


(Tav.
I,

fig.

23).

Distinguunl hanc speciem a Semicassis laevigala Defr. sequentes notae : globosor ; spira aliquantulum depressior. Anfractus prope suturam Testa crassa
,

valde

depressiores

sidci

prope caudam plerumque aliquantulum

distantiores et profundiores; sulci

prope

suturam

nulli, vel

1-2

sat profundi.

Labium externum

crassius, aliquantulum arcuatius.

Labium

columellare crassium, brevius, saepe minus plicaius. Cauda aliquantulum minus sinislrorsum deflexa.

Long. 30-60 mm.

Lai.

23-40 mm.

Formajavenilii.
(l'av.
I,

fig.

24).

Distinguunt hanc
Testa minor.

formam a forma

adulta sequentes notae:


globulosi
;

Anfractus prope suturam minus profundc depressi, interdum omnino

sulci transversi etiam prope suturam, raro super ventrem, visibiles;additamenti striae longitudinales

saepe sat perspicuae.

Labium externum
;

gracile.

Long. 10-30
1842.
1847.
Cassis texta
Id.
Id.
Id.

mm.
iti.

Lai.

8-23

mm.
Sij.
metli.,
1

Bronn

SISMOJDA,
id.

ed., p. 39.

id.

2 ed., p. 31.

1852.
1853.
1867.

id.

saburon Lk.
id.

Id.

1884.

Id.

id.

U'ORBIGNY, Prodr. Paleont. stral. Tome IH, p. 90. HOER.NES, Foss. Jlfoll. lert. Beck. /f^ien., pag. 177. DA COSTA, Moli. foss. tire. Pori., p. 128. R. liOERNES et AUINGER, Gast. Osttr., p. 157.

DESCRITTI DA

F.

SACCO
ecc.

27
(comunissima).

Elveziano

Colline torinesi, Baldissero,

Sciolze,

Osservazioni.

Le forme

gioTanili della variet in

esame

si

potrebbero ancora

suddividere in forme giovanissime e forme giovani poich la conchiglia cangia lenta-

mente

col progredir dell'et.

Nell'Atlante del noto lavoro dell'HoERNES vi sono alcune figure


5, 6, e 7)

(Tomo XV,

f.

4,

che rappresentano precisamente individui giovanili di S. miolaevigata,

ma non

precisamente della forma in esame, bens piuttosto della S. miolaevigata var. transiens.
Esse per possono servire a dare
un' idea complessiva della forma giovanile della S.

laevigata miocenica in diversi stadi di sviluppo.

Come credo
a,

distinguibile la S. laevigata del pliocene dalla vivente

S. sabtiron,

maggior ragione credo debbasi distinguere dalla specie vivente la forma miocenica

ora in studio; l'esame di numerosi esemplari delle forme in questione, sia viventi che
fossili,

mi port a questa conclusione, quantunque, come apparir


le

in seguito,
;

certo

che queste varie forme hanno un forte legame


esistere sottovariet

une

colle

altre
le

anzi

osserveremo
le

che servono di anello di collegamento fra


di

une e

altre.

Avendo avuto occasione


gata

poter esaminare parecchie centinaia di S. miolaevi-

eW Elveziano
si

dei colli torinesi, potei appunto convincermi, sia che questa specie

nel complesso
infinite

conserva ben distinta

dalla

forma pliocenica tipica

sia

che

con

gradazioni,
affatto
il

essa passa a forme affini, le quali, osservate

da

sole, costituirebbero

specie

distinte.

Talora

labbro esterno

si

presenta alquanto depresso verso la sutura, per

cui-

l'apertura prende un aspetto subtriquetro.

S.

miolaevigata var. miostriata Sacc.


(Tav.
1,

fig. 25).

Distinguimi liane varietalem a specie lypica sequentes notae


Testa saepe subglobosior
;

anfractus omninn vel fere


suturarti

omnino transversim

sulcati.

Anfractus

uUimus, interdum varicosus, convexior, prope


ralis fere oblilus. Sulci transversi prope

plerumque mintis depressus; canalis sutucrassi, plus

suturam parvuli^ densi; in venire

mituisve

irregulariter distanles, interdum suboblili;


stantes, saepe bini.

caudam

versus profundi, inter se fere

aequaliler di-

Long.

32-46 mm.
:

Lai.

22-35 mm.
Sciolze

Elveziano

Colli torinesi,

(comune).
distinta,

Osservazioni
S. laevigata alla

Questa variet assai ben

che corrisponde alla pliocenica

Defr. var. striata Defr. presenta, come quella, graduatissimi passaggi


che spesso riesce impossibile
il

forma

tipica, tanto

collocare certi esemplari piuttosto


le

nella variet in
possibili
le

esame che nella specie tipica passante alla variet, esistendo tutte

gradazioni intermedie. Riuscir anche opportuno considerare a questo riguardo

osservazioni fatte trattando della suddetta var. striata del pliocene.

Fra

caratteri pi variabili di questa

forma dobbiamo notare la distanza

reci-

proca e la profondit dei solchi trasversali sul ventre, giacch quivi detti solchi talora

vanno quasi scomparendo per modo da far passaggio alla specie


sono fortissimi
;

tipica,

talora invece

quando questo carattere


si

si

trova associato con anfratti globosi, quasi


assai la vivente S.

per nulla depressi presso la sutura,

ha una forma che ricorda

saburon.

28

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


naturalmente molto pia svi;

Gli indiyidui giovani di questa variet presentano

luppati
le

solchi ventrali che

non

quelli

della specie tipica

in certi esemplari giovani

striature trasversali combinate colle strie longitudinali di accrescimento

danno come
ricordano

risultato

una

reticolatura assai

spiccata.

Alcuni

esemplari nello assieme

alquanto la S. subsulcosa.
Subvar. binisclcata Sacc.
Testa subglobosa. Anfraclus uUimus prope
sulcatus. Sulci transversi prope

suturam sat subdepressus


;

omnino

transversim
etiam super
tri

suturam parviiU, densissimi


;

casieri proftindi; saepe,

venlrem,

bini.

Plicav denlnles labii cxli-rni perspicuae

labium columellare apicem versai

vel

qualuor plicatum, in media inferiori parte plicato-granosum.

Elveziano: Sciolze (rarissima).


Subvar. granulosa Sacc.
Testa parva.

Labium

sinistriim

plerumque omnino
in

plicis perspicuis ornatiim.

Labium colu-

mellare

in

media superiori parte dense plicalmn,

media

inferiori parte elegantissime granuloso-

plicatum.

Elveziano

Colli torinesi

(Tetti Varetti)

(rarissima).

Subvar. rotunda Sacc.


Testa globosa, spira depressa: anfractus convexissimi; labium externum valde arcualum.

Long. H5 mra.: Lai. 28 nim.

Elveziano: Sciolze

(rarissima).

Subvar. ovata Sacc.


Testa ovoides. Anfractus prope suturam
profundi.

parum

depressi,

bicanaliculati

sulci transversi sat

Elveziano: Colli
Osservazioni.

torinesi,

(Tetti Varetti)

(rarissima).
si

questa una

variet assai spiccata che per certi caratteri

avvicina alquanto alla Semicassis subsulcosa.


Subvar. raristhiata Sacc.
Testa ovoides. Anfractus prope suturam non depressi
;

sulci prope

suturam 2

- 3

caudam

versus numerosi, super ventrem perrari, profundi, inter se 3 - 5 millim. dislantes.

Elveziano:

Colli torinesi

(rarissima).

S.

MIOLAEVIGATA vaP. MIOGLOBOIDES SaCC.


(Tav. I,
fig. 26).

Distinguunt hanc varietatem a specie typica sequentes notae

Testa minor, globosa. Anfractus convexi, prope suturam vix depressi, plerumque unisulcati;
canalis suturahs nullus vel parvulus. Anfractus nllimus interdum varicosus
,

super rentrem

ple-

rumque

laevis,

interdum snbstriatus.
-

Long. 25

35 mm.: Lai. 18-28 min.


:

Elveziano

Colli torinesi

(comunissima).

Osservazioni.

Questa forma assai comune, che corrisponde alla var. pliofjlo-

hoides del Pliocene, passa insensibilmente, per numerose gradazioni, alla forma tipica e ad alcune delle sue variet,

come per esempio

alla var.

miostriata.

Nel complesso
della

gli

individui di questa variet sono alquanto pi piccoli di quelli


si

forma

tipica,

quantunque

trovino pure esemplari assai sviluppati.

DESCRITTI DA

F.

SACCO
inizi

29'

Taluni esemplari presentano presso la sutura


che accennano al passaggio alla S.

di leggerissimi
-vat.

rigonfiamenti
;

molaevigata Sacc.

tuber culata

altri

hanno

un

paio di piccoli solchi

trasversali

presso la sutura; in conclusione


l'et.

questa una

forma alquanto variabile, anche secondo


Gi nei giovani
si

pu

talora osservare

l'inizio

dei caratteri di questa variet.

S. molaevigata
(Tav.

var.
I,

tuberculata Sacc.
27, 28i.

fig.

IHstiiiguunt liane rarietalem a specie lypica sequentes notae

Testa plerunujue subglobosa

Anfraclus suturam

et

caiulam versus transversim plurisulcali,


:

super ventrem pieni iiique laeves, interdum liansversim sai regulariter malleali vel subsulcati

inter

ventrem
intercisa.

et

suturam tuberculati

lubercula

plus minusve

numerosa,

interdum sulco

transvers

Long. 20-45 mm.: Lai. 18-30.


1825
Cassis RondoUtii Basi. var.
Id.
Id.
id.
id.

mm.
N. 3094-95-96. ed. p. 44
r

1844
1847.
1847.

id. id.
id. id.

BONELLI, Cat. m. s. Museo zoo!., Torino, DESEIAYES, in LA.MAUCK, n. s. veri., 2

Id.
Id.

id.
id.

MICHELOTTI, Descr. foss. SISMONDA, Sijn. meth., 2


D'ORBIGISY, Prodr.
Sciolze,

ttrt.

mioc, p. 215.
31
?

ed., p.

1852.

Pai. Strat., voi. Ili, p.

90?

Elveziano: Colli
Osservazioni.

torinesi,

Baldissero,

ecc.
siasi

(comunissiraa).

Kiesce
certo,

difficile

spiegarsi

come

potuto confondere per tanto

tempo questa forma, molto


molto differente.

affine alla 8. laevigaia, colla S.

Rondoetii che ne invece

ad ogni modo, che


(il

la

forma che Bonelli, Michelotti e

SiSMONDA classificarono come 8. Rondoetii


dei

che mi risult nettamente dai cartellini


affinissima
alla 8.

Musei

di

Koma
il

di

Torino)

una forma

molaevigata di

cui anzi credo dover fare solo una variet.

A
esistono

dire

vero

il

carattere dei tubercoli farebbe inclinare a costituire di questa

forma una

specie a parte,

ma non

lo credetti e la

opportuno poich:

1 passaggi graduali
le
]

non solo tra questa forma


molaevigata
il
;

8. mioacvigata,
i

ma

anche tra essa e

rin-

cipali variet della 8.

tubercoli in alcuni esemplari sono pochi e

appena accennati per modo che

carattere principale della forma viene quasi a scomparire.


sia alla specie tipica, sia
(assai

La forma

in

esame passa specialmente

comu-

nemente) alla var. mioglohoides, pi raramente alla var. mostrata.


Forse
si

riferiva

ad una forma

simile a questa

il

Defrance descrivendo

la Cassis

Diadema
il

(Dict. So. Nat. p. 210),

ma

siccome egli indic come figura della sua specie

JBiiccnum diadema del Brocchi che tutt'altra forma, cos riesce impossibile pro-

nunziarsi in proposito,

anche

dopo

quanto ne public

il

Grateloup,

cui

disegni

d'altronde sono troppo schematici.

S.

molaevigata Sacc.
Subvar. depressa Sacc.

Testa crassa, spira depressa. Anfractus prope suturam subplanulati

Long. 50 ram.

Lai. 38

mm.

circiler.

Elveziano
5
F. Sacco.

Colli

torinesi

(non rara).

30

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


Subvar. laticauda Sacc.

Testa ma(jna, crassa. Spira valde depressa. Anfrarlus prope suturam depressissimi.

Labium

externum

liasi

valde expaimim. Apertura ampia,


:

in caiida

parum

constricta.

Long. 62 mm.

Lai.

i2

nini.

Elveziano

Bai dissero (rarissima).

Osservazioni.
se

Questa variet che

si

collega assai bene colla subvar. depressa

ne distingue nettamente perch la coda non presenta quello stringimento che osSemicassis.
Subvar. bidepressa Sacc.
Aiifriwtus subrotiindati.

servasi in quasi tutte le

ad

siiliiram

depressi;

inter

suluram

et

ventrem depressio

altera,

canali suturali propinqua.

Elveziano

Colli torinesi

(rara).

Subvar. crassa Sacc.

Labium sinistrum crassissimum, praetcr


sum, turgidum.

cenlim. [transversim]

labium

coluniellare cras-

Elveziano

Colli torinesi,

Sciolze (alquanto rara).

Subvar. alata. Sacc.

Labium sinistrum expansissimus, apicem

versus valde productum.

Elveziano

Colli torinesi (rara).

Subvar. limneoides Sacc.


Testa crassa,
depressi.
revoluta.

oblonrjala;

spira valde elaia.


;

Anfractus convexi,

ad suturam non
fortiter

sulcati,

Labium externum magnum


Lai.
31

labium columcllare crassum;

cauda

sinistrorsum

Long. 50

rara.:
:

mm.
(rara).

Elveziano

Colli torinesi

Subvar. buccinoides Sacc.


Testa parva, buccinoidea.
subdepressus.

Anfractus ullimus varicosus, convexus, inflatus, prope suturam vix

Apertura magna; labium externum valde

arcuatum

labium columellare crassum,

expansissimum.

Elveziano

Colli

torinesi

(rara).

Subvar. canaliculata Sacc.


Testa crassa. Anfractui ultimus saepe vnrirosus
,

prope

suturam

depressissimus

profuide

canaliculalum; canalis suturalis plerumque asulcus.

Elveziano

Colli torinesi

(comune).
Subvar. edentata Sacc.

Labium exlernum
laeve vel uniplicala.

gracile,

basini

versus

tantum brevissime plicatum;

labium columellare

Elveziano

Colli torinesi

(rara).

Subvar. rotundo-varicosa Sacc.


Testa parva, globosa. Anfractus ullimus rotundatus, dorso fortiter
et

crassissime varicosus.

labium extirnum arcuatissimum, basim versus praesertim. Labium columellare crassum.

Long.

.32

min.: Lai. 22
:

mm.
(rara).

Elveziano

Colli

torinesi

DESCRITTI DA

F.

SACCO

31

Subvar. mioblong* Sacc.


Testa nvoides. Aiifractus uUinnis, prope suturam pariim depressus
nulli;
;

sitici

miurales plerumque

inlerdum nnus vel duo; canalis suturatis subnblihis


:

Long. 41 mni.

Lat.

26 mra.
(comune).
si

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni.
sia

Questa forma

collega,

per gradazioni, sia alla forma tipica,

alla var.

miogoboides, da cui distinguesi particolarmente per essere pi allungata.


S.

MIOLAEVIGATA Vaf. TRAXSIENS SaCC.


(Tav.
I,

fig.

29).

Sequentes notae distinguuiit hanc varielalem.

a S. laevigala Defr.
Testa iilobosior
sulci minutiores.
;

spira depressior.

Anfraclus prope sutitram ma^i.s

depressi;

prope suturam
et

Labium externum crassius. arcuatius. Labium columellare crassius


:

brevius.

S.

miolaevigala Sacc.

In ultimo anfraclu sulci, prope

candam aliquanlulum
35
nini.
I

distantiores,

prope suturam numerosi,

parvuli.

Long. 25
1842.

45

mm.

Lat. 20 -

Cassis texla
Id.

Bronn SISMONDA, Syn. meth.,


id.

ed., pag. 39.

184T

id.

Id.

2 ed., pag. 31.


Javenills.

Forma

Testa minor. Anfraclus convexi, prope suturam paullulum depressi, eliam in ventre Irausnersim
sulcati.

Labium

gracile.
:

Long. 20
1851.

mm.

Lai. 15 mra.
tert.

Cassis saburon Lk. 110ER>'ES, Foss. Moli.


:

Beck. ff^ien., tav. 15,

fig

6, 7, 8.

Tortoniano

Stazzano, Tetti Borelli (comune).

Osservazioni.

questa una di quelle forme pi fortemente convincenti della


;

verit della teoria evoluzionista gi forme di passaggio persino

infatti

la

forma descritta che, quantunque presenti


Tor-

neVJElveziano, specialmente caratteristica del


transizione
tra le
S.

toniano, forma uno stupendo anello di


e
le S.

miolaevigala elveziane

laevigata plioceniche.
specialmente questa forma che trovasi nel bacino terziario di Vienna,
il

ci

che

convince sempre pi

come

depositi

fossiliferi di

detto bacino sono generalmente

alquanto pi giovani di quelli famosi dei


In alcuni individui
i

colli

torinesi.

solchi trasversali presso la coda sono quasi scomparsi per


iS'.

modo da

ricordare in

ci la

laevigata var. plioasulcata.


Subvar. ornata Sacc.

Testa aliquantulum minus depressa. Anfraclus ullimus


depressus, eliam in ventre sulcalus
;

prope suturam
,

aliquantulum minus
Aperturae plicae
nii-

sulci

ventrale parvuli

fere obsoleti.

merosiores
1851.

et

eminentiores.

Cassis saburon Lk.

UOERNES,

Foss. Moli. tert. Beck. /f^ien., tav. 15,

fi?.

3.

Tortoniano

Stazzano (non rara).

Osservazioni.
si

Questa forma ricorda alquanto la S. laevigata var.

striata

trova pure nel bacino terziario di Vienna come lo indica la figura 3 (Tav. 15) data
;

dall'HoERNES nel suo noto lavoro


gli

questa

una variazione

assai

comune

in quasi tutti

orizzonti geologici miocenici e pliocenici.

'32

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARI! DEL PIEMONTE ECC.


Subvar. tauuinensis Sago.

Testa globosa; spira depressa; sulci sulurales in canale 4,

extra canalem 1.

Elveziano

Colli

torinesi

(rara).

SeMICASSIS LAEVIGATA (Df.FR.)


(Tav.
I,

fig.

30;.

Forma

adulta.

Testa ovaio-globosa, crassa, inlerdum oaricosa.

Spira brevis acuta. Anfractus 6-1, convexi;

prope siduram sulcati

et

sai profanile canaic alali;

inlerdum laevissime cremdati; sulci sutarales,


laevis
,

plerumque in canaliculo, "2-5, plus viinusve panmii. Superficies super venlrem


versus dense sulcnla.

caudam
;

Apertura siibovata.
,

Labium externum incrassatum,


,

intus
et

pluriplicatum

plicidae plerumque ultra 20

prope caudam luuijiores

inlerdum
;

tnajores

minores

alternae.

Labium colamellare
plerumque

irregulariler superne et inferae plicatum

plicae prope aperturae angulutn

superum

2-4,
-

aliquantulum obliquae, inlerdum obsoletae; plicae inferae obliquae, crassiores,


et
:

irregulares, puncliformes

rugulosne. Caiida breius, fortiler, sinistrorsum deflexa.


-

Long. 30

55

inni.

Lai. 22

37 inm.
sequentes notae
:

DiHiiiguunt hanc speciem a S. saburon diins.

Spira aliquantulum acntior. Sulci transversi in ventre obsoleti; prope suturam canalii profundus. Anfraclus ullimus plerumque minus globosus. Apertura aliquantulum minus lata.
1800. 1814.
1817.

Bitccinum.
Id.

Saburon Brug.
(Bucciiium vel Areola Linn.)

Cassis taevigala Oefr.


4' Cassis

1890.

1825.

BORSON, Jd. Oryct. ped. auct. BROCCHI, Covch. foss. subapp., p. 329. DEKRANCE, Vici. Se. Nat., p. 210. BORSON, Orilt. piemont., pag. 47-48 (226-227). BASTEROT, Bossin tert. S. 0. France, p. 51. BRONN, Ihar. Il, p. 532.
SASSI, Sagg.
geol. bac. terz.

Attenga, p. 480.

BRONN
PrSCH,

II.

tert.

Geb., p. 27.
p.

Poi.
Leli,

Pai,

124.

BRONN

geogv. Bd. II, p. 1092.

GRATELOUP,
SIS.M()NDA,
id.

Conch. tcrr.Adour, Atlas. suppl. N. 46, fig.9.


im:,
1

Sijn. met/i. an.


id.

ed., p. 39.

id.

2 ed., p. 31.

BRO.VN, Ind. pai,


id.

p. 247.
p.

246-247.
slr.,

D'ORBIGNY,

Prodr. Pai.

Tom.

III.

p.

177.

HOERNES, Foss. Moli. tert. Beck. ff^ien., p. DA COSTA, Moli. foss. terc. Port., p. 128.

177-78.

WEINKAUFF,
COCCONI,
ISYST, Conch.

Coficlt.

Mittelm., p. 39.

Enurn. Moli. foss.


terr.
Ieri.

Parma

Piac, p. 109-110.

Belgique, p. 33.
Fati. Rhdne, p. 96-97.

FONTANNES, Moli

pi. Gaster.

Forma
(Tav.

Juvenili.
I,

fig.

31).

Distinguunt liane

fnrmam a forma adulta


;

sequentes notae

Testa minor, grarilior valde mino-es.

Iransverse densim sulcata.

Labium ejcternum

gracile; plicae dentales

Long. 10-30 min.: Lai. 8-20

mm.
,

Piacemiano
Astiano

Volpedo presso Voghera

Vezza

d'Alba

Biellese

Villalvernia

Cherasco, Albenga (comunissima).


:

Astigiana (comunissima).

DESCRITTI DA

F.

SACCO

33
si

OssERTAZiONi.

Quantunque

la

forma

fossile

ora descritta

avvicini assai alla

S. saburon, vivente ora nel Mediterraneo e nell'Oceano Atlantico, credo tuttavia se

ne debba distinguere non come una semplice variet,

ma come una

specie a parte,

specie per che probabilmente la progenitrice della S.

Saburon, tanto pi che in

alcuni esemplari della S. aevigata compaiono gi molti dei caratteri della forma vivente.
Il

grandissimo numero di esemplari che potei esaminare di questa specie mi perdi distinguervi

mise di constatare la sua multiformit e


di forma,
Il

alcune fra

le principali variazioni

di ornamentazione,

di dentatura,

ecc.

Defraxce

nella descrizione della sua

Cassis laevigata del Piacentino

vi in-

globa pure alcune variet che credo ora opportuno di distinguere con nomi speciali;
tuttavia la descrizione cos chiara che non possibile dubitare che essa
altra specie che
esso sia entrato
si

riferisca

ad

non

alla presente,

quindi debbo abolire


scientifico.

il

nome
al

di

texta per quanto

da molto tempo nel dominio


il

Potrebbe anche sorgere

dubbio

se

debbasi

portare

grado

di

specie
;

la

forma aevigata o la striata, nomi proposti contemporaneamente dal

Defrance

l'assi

sieme di queste varie forme mi fece inclinare verso la prima idea, che d'altronde

accorda con quella della maggioranza dei paleontologi.

Sono notevoli
dell'et,

le

variazioni che

si

verificano nella

forma in esame col progredire

giacch nel periodo giovanile la S.

aevigata rassomiglia molto ai giovani,

ed anche in parte agli adulti, di S. saburon, specialmente per la solcatura evidentissima anche sulla regione ventrale dell'ultimo anfratto. Parrebbe che questa solcatura
ventrale,
sia

la quale

si

incontra gi accennata in alcuni esemplari adulti di S. aevigata,

poco a poco divenuta un carattere della S. saburon.

Non

di

rado questa forma presenta varici pi o meno grosse che seguano


tali

mo-

menti di arresto nello sviluppo dell'individuo; in


levare a var. varicosa,

forme (che non


si

si

debbono e-

come
la

fece

il
i

Filippi)

sovente
del

vede che nell'ultimo anfratto cangiano


fortissimamente

parte di anfratto dopo

varice

caratteri

guscio

passando

di

tratto dalle forme giovanili a quella adulta.

probabilmente ad una forma che il De Serres diede il nome di


EiCHWVALD credo
si

giovine od alla variet striata di S.

aevigata

Cassis

Biluvii

anche la G. Deucalionis di

riferisca

a questa specie.
LAEVIGATA Var. STRIATA (DeFR.)
(Tav.
I ,

S.

fig.

32).
:

Dislinfjuunt liane varietalem a specie lypica seqiientes notae

Testa plcrumque aliquantuliim minor, gracilior. Anfractus eliam


globosiores
1814.
1817.
;

in

venire sulcati, interdutn

cnnalis siduralis saepe miniis profunilus

labium externum minus callosutn.

Buccinum Saburon Brug.


Cassis striata Defr.
Ili.

BROCCHI,

Cond, foss. sub., p. 329.

1823.
1831.

N. 4
texta Bromi, var.

DEFR.\ISCE, Dict. Hisl. rtat., pig. 209. BORSO.N, Orilt. Piem., pag. 178 (310) (vel jav.

S. aevigata).

Id.
Id.

C,
S

BRO.\.\,

II.

tcrt.

Geb., p. 27.

1848.

Saburon Lk. var.

BRONN,

Ind. paleont., p. 247.

Piacenziano:Yo\T^eo presso Voghera, Vezza d'Alba, Biellese, Albenga (comunissima).

Astiano

Astigiana (comunissima).

Osservazioni.

In alcuni casi

si

osserva

come
;

gli

individui adulti di S. aevigata


si

conservino ancora parte dei caratteri giovanili

in tali casi

ha

la variet in

esame

34
che
si

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


saburon.

avvicina assai alla S.

notevole

come

solchi sul

ventre dell'an,

fratto siano

quasi

sempre compagni

d'un

canale

suturale

poco profondo

caratteri

appunto che indicano graduale passaggio alla S. saburon.

Non

riesce

sempre di poter distinguere questa variet dagli individui

di

media

et della specie tipica, precisamente perch la variet accennata solo costituita dalla
persistenza dei caratteri giovanili in alcuni individui adulti.

Probabilmente molti di
sviluppo o individui

questi esemplari rappresentano o individui colpiti da arresto di

che in un ulteriore sviluppo

avrebbero forse potuto raggiungere la forma tipica della S.

laevigatd, presentando, naturalmente,


divisorie che gi

come residuo

di questo S.

fatto

una

di quelle varici

notammo

esistere

in alcuni

individui di

laevigata.

Subvar. phosulcatissima Sacc.


Tesla (jlobosa. Superficits sulcis transversis
,

parvulis, numerossimis, ornata; saepe suicidi


;

minimi

inler snlcos profundiores, in venire praesertim

canalls

suturalis fere obsoletus

sitici

suluraks perparvi, numerosi.

Long. 46

mm.
:

Lai.

27 nim.

Astiano

Astigiana (rarissima).

Osservazioni.

Questa elegantissima forma credo debba ritenersi solo come una


in

sotto variet della var. striata,

cui

solchi divennero pi

frequenti

ed in parte

quindi pi piccoli e

meno

distanti fra di loro.

Anche

il

fatto di aver trovato

un

solo

esemplare di questa forma frammezzo alla grande quantit di S. laevigata dell'Astigiana

mi induce a considerarla come una semplice

sottovariet, appartenente d'altronde

ad un

individuo che non giunse allo stato completamente adulto.

probabilmente

a forme affini alla variet in esame che debbonsi attribuire la

Cassis diluvii e la C. striata di

De Serres.

Subvar. pljoedentata Sacc.


Testa qlohosa. Labium rxlernum
gracile,

plerumque sinu

plicis in 'parte

venlrosa.

Labium

cobtmellaie edenlatum.

Piacenziano ed Astiano: Astigiana (non


Osservazioni.
pure

rara).

Questo carattere della mancanza quasi completa di pieghe dentali


di

un carattere giovanile

arresto di sviluppo e ci prova sempre

pi quanto

fu detto riguardo alla var.

striata.

S. LAEVIGATA var.

PLIOASULCATA SaCC.
fig.
,3.

Tav.

I,

Distinguimi liane varielatem a specie typiea sequenles nolae


Tesla saepe varicosa, inlenlum
aliquaitulwii
grarilior.

Snperficies glabra

exceplis

sulcis

prope suluram; addilamenti

slriis

longiliidinalibus, sai perspicuis,

tantum ornala.

Long. 38
1817.
18^1.

70 mni.

Lai.

^S- 42 mm.
I)EFRA.\CE,
Dict. hist. Nat., p. 210.

Cassis laevigata Dcfr. var.


III.

texta Bronn. var. b

BRONN,
id.

/t. tat.

Geb. p. 27.

1848.

Id.

Saburon Lk.
:

var.

j3

Indejc pai. p. 247.

Piacenziano
(comune).

Biellese,

Volpedo

presso

Voghera,

Albenga,

Fornaci

Savona

Astiano

Astigiana (non rara).

descrtti pa

f.

sacco

35
di pas-

Osservazioni.

Per quanto

si

osservino in alcuni individui caratteri


si

saggio tra la specie tipica e la variet in esame, tuttavia questa


plesso

presenta iu

com-

come una forma

assai

ben distinta, assai comune, e che potrebbe forse esser


;

segnata come una specie a parte

essa pare predomini piuttosto nel Pliocene

inferiore

che in quello superiore.

fatto della frequenza delle varici in questa variet parrebbe interpretabile supdi sviluppo,
il

ponendo che negli ultimi periodi

dopo pi o meno lunghi momenti d'arresto,

l'animale non potesse pi costruirsi

guscio ornato di solchi neppure alla base

come

prima.

Questa forma ricorda molto la


senta
i

.S".

infinta

De Seeres,

solo che quella

non pre-

suoi anfratti depressi verso la sutura,


f.

almeno per quanto appare dalla figura

(Tav. H,

19,

20) data dal suo autore.


Subvar. pliomalleata Sacc.

Superjcies malleala
obsoleti.

canalis suluralis

parnm pro/un/us;

sulci suturales

maxima

in

parie

Astiano

Astigiana (non rara).


Subvar. plioinflata Sacc.

Super ficivs aliquanlulum malleala. Anfraclus convexissimi, prope suluram valde depressi.

Astiano

Astigiana (rara).

S.

laevigata var. pliogigantea Sacc.


(Tav.
I,

fig.

34).

Dist7igiinnt

liane var. a specie typica sequeiiles notae


;

Testa major, cras^ior. Superficies non silicata


sulcis
;

canalis suturalis profundus, plerumque sine


fere obsoletae.

apertura ampia, plicae denlales paruuiae

vel

Long. 6.D-80
1814.
1817. 1848.

mm.

Lai.

50-60 mm.
BROCCHI,
Conch. fast, stibapp.
p.

Buccinum arcala Limi.


Cassis laeeigala Dtfr. (ind. ^r.)
Id.

329.

Saburoii Lk. var. a.


:

DEFRANCE, Dici. Se. BRONN, Ind. paleont.,

Nat., p. 210.
p.

247.

Astiano

Astigiana (comune).

Osservazioni.

Questa grossa formasi collega gradatamente collavar. ^j^joosM/ca,


oltre che per la mole, per la

da cui
turale

differisce

per,

mancanza

di solchi nel canale

su-

e di quasi tutte le pieghe del labbro esterno ed inoltre per presentare rarisvarici longitudinali.
la var. pioasuleata,

simamente

Anche per questa forma, come per

debbo ripetere come non

parmi doversi essa erigere in specie a parte perch presenta troppo graduali passaggi
alla specie tipica.

Subvar. depressa Sacc


Testa valde globosa, depressissima ; sulcus suluralis plerumque latissimus; apertura

magna.

Long 60

rara.

Lai.

50

mm.
:

Fiacrnziano ed Astiano
Osservazioni.

Astigiana (non rara).


sottovariet
ci
,

Questa
specie

che

con forma

simile

appare
il

pure in
fortissimo

alcuni individui della

tipica,

indica

sempre pi chiaramente

36

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


il

distacco esistente fra queste forme ed


tificare
il

Phalnim

areola, a cui credette poterle iden-

Brocchi. La mancanza di solchi trasversali presso la sutura avvicina' questa


di

forma ad alcune variet

S. miolaevigata.

S. LAEVIGATA Var.

PLIOGLOBOIDES SaCC.
I,

(Tav.

fig. 35).

nistinguunt liane var. a specie lypica sequenies nolae


Testa magna, globosior.
.\nfraclus convexi
;

ad sulttram minus depressi. Superjcies in ultimo


;

anfraclii submalleata, asulcaia, excepta regione sulurali

canalis suturalis obsoletus.

Long. 60

mm.
:

Lai.

42 mm.

Astiano

Astigiana (non raro).

Osservazioni.

Questa variet alquanto notevole perch

si

collega pei suoi

diversi caratteri sia alla

forma

tipica,

sia alla var.

plioasulcata, sia alla S. sabiiron

per la forma della regione suturale.


S.

LAEVIGATA (DeFR.)

Subvar. pliodepressa Sacc


Spira acuta, brevis; anfraclus ultimus prope suturarli depressus.

Piacenziano ed Astiano

Astigiana,

Cherasco, ecc.

(non rara).

Subvar. magnodentata Sago.


In parte medio-inferiori labii columellaris plica dentalis crassissima, erecta
parvulae.
;

plicae ceterae

Piacenziano ed Astiano

Astigiana (non rara).

Subvar. malleata Sacc.


Superficies ultimi anfractus irregulariter trasversim malleata.

Piacenziano ed Astiano

Astigiana,

Volpedo, ecc.

(non rara).

Subvar. pliocrassa Sacc


Testa plerumque varicnsa.
tales perlongae,

Labium externiim percrassum

(I

centim. transvers.). Plicae den-

saepe medio intcrruplae. Labium columellare incrassatum.


:

Piacenziano

Volpedo

di

Voghera, Fornaci di Savona (non rara).


Subvar. plioblonga Sacc.

Testa ovato -obi onga.

Anfractus prope suturam plerumque


:

parum

depressi.

Piacenziano ed Astiano

Volpedo, Astigiana (non rara).

Subvar. additamentata Sacc


In anfractu ultimo additamenti striae hngitudinales iiumerosissimae, valde perspicuae.

Piacenziano
Astiano
:

Biellese (rara).

Astigiana (rara).

Subvar. pluriplicata Sacc


In labio interno plicae

numerosissimae

sat crassne

labium columellare crassum, per totam

longitudinem irregulariter plicatum.

Astiano

Astigiana (rara).

ISSO.

38

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


S.

SUBSCLCOSA var. pedemontana Sacc.


(Tav.
I,

fig. 37).

Distinaunnl liane vaiietaUm a siucie typica sequenles notae


Testa plerumque minor, minus
depressiores.
refjiilariler ovaia,

inlerdum varicosa. Anfraclus suluram versus


majures
,

Coslulat^ transvirsae siilitrain versus

emiiicntiores

cremdalae
el

monili-

formes, in primis anfractubus praecipue; sulci transversi inlerdum bini,

caudam

sitturam versus

praecipue.

Labium columellare saepe

plicalo

pundidalum.

Long. 22-45
18G8.

mm.

Lai.

11-3i uim.
Cimch. mittcm., p. 41, 42.

Cassis sulcosa Brug.,

WEINKAUFF,

Elveziano

Colli torinesi,

Val Ceppi,

ecc.

(comune).

Osservazioni.
ziario

Finora questa forma non era ancor stata segnalata nel ter-

piemontese, essendo stata sempre confusa colla Semicassis miolaevigata.

M. HoERNES
fig.

nel suo classico lavoro

Foss.

Moli. tert. beck.

Wien, Tav. XII,


,

identific

questa specie

colla vivente

C.

unduata (sulcosa)

da cui

diffe-

renzia assai notevolmente, quantunque sia probabile fra di esse uno stretto nesso di
derivazione.
I

signori R.
il

HoERNES ed Auinger
di

gi osservarono tale forte differenza per cui

proposero

nome

S.

subsulcosa alla forma del bacino viennese.


^\e\V

Nella forma di S. subsulcosa

Elveziano

piemontese

si

trovano

esemplari

che formano

il

passaggio alla forma del bacino viennese,

ma

nel complesso esse se ne

distinguono notevolmente pei caratteri sovra menzionati.


Gli individui giovanili talora sono alquanto somiglianti a certuni di S. miolaevigata, specialmente a quelli della var. miostriata.

Noto come

il

CoccONi nel suo catalogo dei Molluschi

fossili

del Piacentino indica

aver trovato la C. sulcosa che forse una variet della forma vivente.
Subvar. glabra Sacc.
In anfraclu ultimo super veiUrem sulci transversi fere obsolaeli, deinde superficies sublaevigala.

Elveziano

Colli

torinesi (non rara).

Considerazioni generali sulle

SEMICASSIS.
offre

Questo sottogenere cos abbondantemente rappresentato nei mari attuali

pure

numerose forme nel terziario del bacino piemontese; tuttavia a notarsi come, mentre
esse

abbondano

in

modo

straordinario

nel

Miocene

e nel
si

Pliocene,

finora

non furono
anche

ancora trovate
altrove
;

nell' Oligocene.

Questo fatto sovente


texta,

ripete

ad

un

dipresso

cos le

C.

laevigata,

sauron,

granulosa,

areola,

ecc.

indicate dal

Grateloup
C.

nel bacino

dell'Adour provengono pure dal Miocene medio, d'altronde dette


e

laevigata e

C. granulosa sembrano solo variet della S. miolaevigata,


5".

quasi

tutte le altre forme sono forse paragonabili piuttosto alla

subsulcosa. Per la Cassis

incrassata Grat. del Miocene inferiore di Dax,


la progenitrice pi o

ecc.

probabilmente a ritenersi come


i-eticulata

meno

diretta della S. miolaevigata. Riguardo alla S.


affinit

BoN.

a notarsi come essa presenti qualche Dax,


per

colla

Cassis
riesca

striatella

Grat.
incerto

del Miocene inferiore di

quanto

il

paragone

mi

alquanto

dovendomi

solo

fondare sul disegno del Grateloup.


il

Notisi che nell'Eocene dell'Australia

Tate

(v.

lav.

cit.)

descrive e figura una

DESCRITTI DA

F.

SACCO

39

Semicassis

{S. Miielleri

Tate) che

si

avvicina alquanto ad alcune variet di S. mioae-

vigata, ed un'altra specie {S. transenna Tate) che, quantunque a spira molto pi lunga, ricorda alquanto la S. reticulata
Infine,
;

accenno

il

fatto per l'antichit di dette forme.


il

quanto alla S. suhsucosa a notarsi come abbastanza strano


Pliocene piemontese,

non

essersi

ancor trovate nel

ma

solo nel

Piacentino, le forme che debbono


e

collegarla alla vivente S.

undulata Gmel. (sulcosa Brug.) del Mediterraneo

del-

l'Oceano Atlantico. La suddetta forma miocenica pare molto estesa anche fuori d'Italia
il

come dimostrano specialmente


Quindi nel complesso credo

lavori

di

Hoernes ed Auinger
C.

e di

Grateloup,

quale per generalmente confuse questa forma colla


si

saburon, texta, ecc


il

possa tracciare in linea generale


figliazioni

seguente quadro

provvisorio delle probabili affinit e

delle

Semicassis sovraccennate:
S.

Attualit

S.

Saiuron
striata

undulata (sulcosa)

plioastdcata

Astiano

S.

laevigaia e var.
1

piogigantea
pliogoboides

'

striata

_. o j Piacenziano o. laemgata
.
.<

]ph'oasucata
e var.
<

jplwg/gantea
{

S.

undulata {sulcosa) var.

plioglohoides

Tortoniauo

S.

miolaevigata

ra,T.

transiens

S.

reticuatayai.Neumayri

Imiostriata
miogloioides 8. reticulata
tuherctdata
S- suhsucosa e var.

pedemontana

Tongriano
Eocene

S.

incrassata
I

S. striatella

Semicassis Muelleri

S. transenna

Sottog.

ECHINOPHOEIA

Sacco 1890.

Testa ovato-globosa. Anfractus subrotundati, ad suturamplerumque subdepressi.


Superficies transversim
seriebiis,

striolis

subtilissimis

et

numerosissimis

1-8

tuberculorum

ornata. Apertura oblongo ovoidalis.

Peristoma plicatum, basi praesertim.

Cauda

brevis,
sin

sursum

et

sinistrorsum fortiter revoluta.


il

Gi

dal principio del secolo

Brocchi trattando del suo Buccinum infer-

medium, forma che entra a

far parte del genere proposto, indica

come

egli

abbia lunga
L.
Infatti

pezza titubato di farne una specie diversa dal


detta specie, e molte altre
nel genere
affini,

Buccinum echinophorum
tali

mentre presentano caratteri


s

da

farle

annoverare

Cassis, hanno poi nel loro aspetto esterno una


giustificare assai

grande somiglianza colla

Galeodea echinophora L. da
gli

bene la titubanza del Brocchi, nonch

errori in cui furono tratti in seguito altri paleontologi.

40

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIAEII DEL PIEMONTE ECC.


i

Eecentemente

signori R.

Hoernes ed Auinger descrivendo una forma {Cassis


yiennese,

Haueri M. Hoernes) del bacino


Cassis postmamUlaris)
si

forma che credo possa entrare


Cassidea (come

nel sotto-

genere proposto, l'attribuiscono invece al sottog.


per
la
ci

la stessa cosa fanno

che
il

parmi assolutamente inammissibile, almeno

nel senso stretto in cui

accetta ora
le

nome Cassidea (= Cypraecassis Stutch.).


le fossili

Non

trovando n fra
le

viventi,

n fra

un sottogenere

di
si

Cassis in cui
colleghino per

possano entrare

forme che passeremo a descrivere, per quanto esse


Semicassis ed anche colle Casmaria, credetti

diversi caratteri colle


bilire

opportuno sta-

un nuovo sottogenere, Echinophoria, dal nome

specifico della specie di

Galeodea

a cui la maggior parte di esse rassomiglia a primo aspetto.


ECBINOPHORIA ISSELII SaCC.
(Tav.
I,

fig.

38).

Testa subparva, subovata: spira sai elata. Anfractus roUtndati, transverse subtiliter et confertim striolati. In anfractu

pemdtimo tuberculorum
crassae
et

series transversa

nna,

supera:
,

in anfractu

ultimo

4,

supernae

sai

evidentes,

infernne, subventrales

dppressae, costi-

formes, suhoblitae. (1)


vis,

Labium externum crassum. Labium columellare contortum. Cauda subbreLai.

sursum

et

sinistrorsum revoluta.
:

Long. 29 mm.

20 mm.

Tongriano

Carcare (rarissima).

Osservazioni.
allo

Sgraziatamente l'unico esemplare che ebbi fra


si

le

mani

solo

stato di

impronta per cui diversi caratteri non


della

possono osservare, poi noparte sinistra, tanto che va

tevole lo sviluppo abbastanza grande

coda

nella

sempre pi accentuandosi

il

passaggio alle Galeodea.

Dedico questa specie all'egregio collega ed amico Prof. A. Issel, alla cui gentilezza

debbo

il

poter studiare la ricca collezione Ferrando.

ECBINOPHORIA AEOUINODOSA (SaNDB


1861.
1863.
Cassi! aequitiodosa Sandb.,
Id. id.
id.

MICHELOTTI,

lvd. Mioc. inf.,' p. i33.

SANDBERGER,

Mainz. Beck,
ecc.
le

p.

193,

194, tav,

XIX,

fig.

8.

Tongriano

Dego, Carcare, Sassello, Capeto,

(non rara).

Osservazioni.

Il

Sandberger, che ebbe fra

mani

la

forma

in

esame man-

datagli dal MiCHELOTTi,

non ne fa cenno alcuno nel suo lavoro sovraccennato dove

pubblica questa specie.

Le forme

del

Tongriano ligure-piemontese
di

differiscono

generalmente

cos

poco

da quelle del bacino


parte
dei
casi
;

Magonza che credo siano ad


gli

esse identificabili nella

maggior

notasi per in generale che

anfratti

della

forma

italiana sono

alquanto pi depressi presso la sutura. Sovente la parte calcarea del

fossile

comple-

tamente scomparsa ed
reticolata sul ventre.

esiste

solo pi ben

conservata l'impronta

assai

regolarmente

E. AEQUINODOSA Var. DEPRESSA SaCC.


Distinfiiunt liane

varietalem a specie tijpica sequentes notae

Testa ijlobosior

anfraclns convexiores, ventrosi, suluram versus


et

valde

depressiores.

Coslae

tranwcrsae, costulae Ioafjitudinales

nodi parvuliores

et

numerosiores.

Long. 23 min.

Lai.

21

mm.

Tongriano
(1)

Dego

(rara).

Mella figura non vennero neppure indicate.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

41

E. AEQUINODOSA Vaf. ITALICA SaCC.


(Tav.
i, fig. 39).

Distinguunt liane varieUUem a specie typica seqiienles nolae

Anfraclus ullimus aliquaiituluin (jlobosinr, jiropn sitluram


merosiores
;

depressior;
:

sulci

Iransversi

nuet

costulae longiludinales numerosiores el

miims regulares

nodi

minus eminenles

mimts

crassi.

Long. 24

mm.
:

Lai.

17

mm.

Tongriano

Dego, Carcare (rara).

Osservazioni.

Quantunque per

diversi caratteri le

forme sovraccennate

si

dis-

costino dalie tipiche Echinophoria,

sembrami per che pel complesso dei

loro caratter

esse possano ancora venir incluse in questo bottogenere,


diversi

tanto pi che esse presentano

punti di collegamento colla seguente E.

Rondoetii var. appenninica.

KcniNOf BORIA KONDOLETII (BaST).


(1825.

BASTEROT,

Descript. go. bassin tert. S. 0. de la France, p. 51).

E, RONDOLETII

vai'.
I,

APENNINICA SaCC.
fig. 40).

(Tav.
,

Distinguimi hanc varietatem a specie typica sequenles notae


Testa plerumque minor
et

aliquanlidum oblongior, inlerdum varicosa, striae transvenae minus


;

profundae. In

anfraclii

ultimo cingulum prope suluram crassum, crenulatum, sublubercuatum


lubercula subrolundala
et

lubercidorum series

7-8;

appropinquata; series prima, suturalis, parva,

subcostuliformis, depressa, sita in


depressis,

regione anfractun subplana, luberculis perpropinquis, parvulis,

inlerdum subobsolelis
;

munita; series secunda maxima, tuberculis crassis, rotumlatis,

eminentibus ornata

series caeterae inler se

magis propinquae

tuberculis

rotundalioribus niu-

nilae; series inferiores basales tuberculares vel suhtuberculares,

numero plerumque majores quam

in specie typica.

Long. 20-37
1861.

mm.;

Lai.

U- 25

mm.
MICUELOTTI,
tud. Mioc.
inf., p.

Cassis variabilis Bell, e Micht.


:

132.

Tongriano

Dego, Pareto, Carcare, Cremolino,

ecc.

(non rara).

Osservazioni.

Kimasi alquanto incerto se dovessi di questa forma costituire

una

specie a parte, piuttosto che

non una

variet,

ma

siccome la forma tipica figu-

rata da Bastekot quasi intermedia fra l'.

Rondoetii var. taurinensis e la forma


;

ora in esame, cos credetti opportuno costituire di questa soltanto una variet
variet

questa

tongriana

assai

ben

distinta,
si

probabilmente la progenitrice della variet

sovraccennata elvesiana. Per quanto

pu giudicare dalla figura (Tav.

n.

34,

f.

12)

VE. Rondoetii
-

indicata dal
assai

Grateloup
alla

nel suo lavoro Conch. foss. terr. tert.


descritta,

Adour

1840

rassomiglia

variet ora

che forse in Italia

come in

Francia specialmente caratteristica del


Si noti tuttavia

Tongriano.
in

come

la

forma ora

esame

alquanto variabile, specialmente per

nella costituzione pi o

meno tubercolare

delle coste trasversali della base,


sei,

modo

che mentre talora

le

serie

tubercolari sono solo

tal altra invece divengono persino

nove

dieci.

Riguardo alla forma complessiva la variet


della sottovariet depressa, e pi

in

esame presenta talora individui


alla sottovariet

comunemente individui rapportabili

eongata.

42

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

E. RoNDOLETii var.
(Tav.
I,

tai;rinensis Sacc.
fig.

41).

Dislinguunt hanc varielatem a specie typica sequentes notae:


Testa plerumijue aliquanUilum minor
et
et

suhrolundatior. Strine transversae


;

numero

majores

minus profnndae. In anfractu ultimo luberculorum series minus costulosa tiora ; costae transversae basales numerosiores scd minus crassae.
Long. 27
1820. 1840.
1844. 1847.
1848. 1852.
1861.
Cassis

tnbercula rotunda-

3o

mm.

Lai.

19-27

iiim.
Oiitt. jticmont., p.

N. 5
mnabilis
Beli, e

BORSON,
Micht.

48 (227)
Sagg.
S. iir(.,

(fide Boncllii).

W.
/(/.

mr.? BELLARItl
DESIIAIF.S

e in

MICHELOTTI,
LAM.\RK, ^n.

Orili., p.

54, 55.

fondolaii Basi.

2 ed., p.

44?

Id.

mriabilis Bell,
id.

Michl.
rar.

MICHELOTTI,

Descr. foss. Mioc., p. 217.

Id.

id.

Jd.
Id.

Rondoletii Basi.
variabili.'

BROiNM, Imi. Pai., p. 247. D'ORBIGJiY, Prodr. Pai. slral.,

t.

Ili, p.

90.'

Bell,

Micht.

MICHELOTTI,

Mioc.

iiif.,

p. 132.

Elveziano

Colli

Osservazioni.

di

Torino, di Baldissero, ecc.


di

(abbastanza comune).
fu finora

La forma vera
i

E. Rondoletii non

riconosciuta
che,

dai paleontologi piemontesi


gi

quali sotto questo

nome raggrupparono forme


della

come

indicammo altrove

sono a considerarsi quali semplici variet

Semicassis

mioaevigata.

Come punto
la figura
tertiaire

di partenza per fissarmi sulla vera

forma della E. Bondoletii presi


gol.

(13 di Tav. IV) data dal suo autore nella Description

du

bassin

du

S.

0. de la France,

1825

cosi

potei riconoscere l'errore, sovraccen-

nato, dei paleontologi piemontesi e riconoscere pure che alcune variet di E. Rondoletii
esistono veramente nel miocene piemontese; anzi certi esemplari fanno graduale passaggio
alla

forma

tipica.

Questa forma mentre certamente da porsi nella E. Rondoletii presenta pure


forti correlazioni

colla
di

E. variahilis Bellardi

Michelotti,

quali distinsero questa


i

forma

col

nome

Cassis variahilis var. F. (6-cincta) perch


i

primi 6 cingoli di
alla

tubercoli sono generalmente

pi spiccati,

ma

in verit spesso

hawene ancora uno

base pi piccolo e pi depresso

Subvar. colligens Sacc.


Testa crassa; spira subturrila. Striae transversae sat profnndae, deinde coslulae transversae
crassiores. In anfractu ultimo series septima, basalis,

non tuberculata, costulosa, parva

et

depressa;

coslulae basales sat crassae

et

prominenles.

Long. 46 ram.

Lai. 31

mm.
Torino e di Bardassano (alquanto rara).

Elveziano

Colline di

Osservazioni.

Questa forma per l'assieme dei suoi caratteri costituisce una


tipica.

graduale transizione tra la variet sopradescritta e la forma


Subvar. latiseriata Sacc.
Inter

secundam
:

el

tertiam luberculorum seriem spatium

magnum.

Elveziano

Colli torinesi

(non rara).

Osservazioni.

Questo fatto di una molto maggior distanza fra la seconda e

DESCRITTI DA F. SACCO
la terza serie

43
(ma pi raramente)
,

tuberculare che non fra


variabilis

le

altre

si

riscontra pure

esagerato nella E.
limiti

costituendo la subv.

anq^Useriata
della E.

mentre che

entro

minori costituisce quasi un carattere

specifico

variabilis e della

E.

Mondoletii.
ECUINOPUORIA PLIORONDOLETll SaCC.
(Tav.
I,

fig.

42).

Testa crassa

siibglobosa
striali

spira sai elala.

Aiifractus

7 cinilcr

ad suturam

siibpanati

Iransversim

subiilissinie

Utherculorum serirbus trausversis

(l'xveptis

tluobus anfraclubns

initialibusj vutniti,

prope suturam crenulali. Tuberculoriim series


sai

visibites

in

anfractu

tertio et
;

quarto

1,

in quinto et sexto %, inter se

dislaules;

basi

coslac 4-5, sai eminente s


;

tuber-

culorum

series 6, subcoslulusae, sexta basalis


1

parva

et

(/c/o'Msa

liibcrcula in serie suturali

17,
;

in serie basali

5 circiler. Apertura twato-fusiformis. Labium exlernum

crassum pluriplicalum
;

basim versus pHcae magis eminentes elprmluctae. Lahium columellare lolum pluriplitalum
medioinferiori plicae
irregulariter punctulalae, numn-osissimae.

in parte
et

Canda

sai brevis,

snrsum

sinis-

trorsum

forliter revoluta.

Long. 48 mm.; Lai. 36

mm.
Kondolelii sequenles notae
:

Dislinguunt liane speciem ab K.

Testa aliquantulum rolundalior. Striae transversae

numero majnres

supra lubercula eliam

parlim decurrenles. Tuberculorum


nulla. Perisloma plicatius.

series inler se distanliores,


el

minus plann-costulosae, ultima basalis

Cauda aliquantulum brevior


(rarissima).

sinistrorsum reeurvior.

Piacenziano : Zinola
Osservazioni.
E.
di

Questa forma (che corrisponderebbe alla Cassis variabilis var.


solo esemplare

Bellardi e Michelotti), per quanto rappresentata da un


si

ben

conservato, credo sia assai importante, poich parrai

possa quasi interpretare

come

un caso

di

atavismo verificatosi nella E.


;

iniennedia. Infatti nel suo assieme questa

forma ricorda molto VE. intermedia


serie

viceversa pel

numero

e per la

forma delle sue

tuberculari
il

si

collega piuttosto colla

E. Rondoletii,
,

cio con

una forma che ha


pili

vissuto durante

Tongriano

YElveziano

ma

di cui
;

non trovasi quasi

traccia

nel

Tortoniano e tanto meno nel Pliocene piemontese


di

tuttavia

da accennarsi come
,

attenuante, direi,

questo fenomeno

il

fatto che

il

Piacenziano ligure

molto

pifi

che non quello piemontese, ben spesso racchiude anche forme mioceniche.
ECHINOPHORIA
VAltlABILIS

(BeLL. E MlCHT.
43).

(Tav.

I,

fig.

Testa subparoa, subovaia, perraro varicosa

spira

sai elata,

subturrila,

acuta.

Anfraclus

6-7, subrotnndai, ad suturam


striis

fnrliler romplanuli, Iransversim finissime striali; basi slriae crassae,

parrulii irregulariter allernae.


i,

Tubernuhrum

series in

tertio

ullimn anfractu subobsoletae,

in penultimo visibiles

in anfractu ultimo 5; lubercula subrolunda


in

(wm^rosa (16-22),

in serie
;

superna
inter

suturali praecipue,

seriehus

supcrioribus magis
costala

crassa

quam

in

2 inferioribus

lubercula

serierum

inferiorum

inlerdum

secundmn
oblonga.

et lertiam

tuberculorum seriem

magna subobsoleta conspicilur. spatium magis lalum quam inler caeleras. Apertura
basi

Inter

ovatosaepe
et

Labium exlernum subcrassum, phiripHcalum,

praecipue

plicae

depressae,

subobsolelae.

Labium columellare
Lai.

gracile, sai

erpansum, suporne subplicalum, inferne pluriler


aliquanlulum revoluta.

forliter Iransversim plicatum.

Cauda sursum

fortiler et sinistrorsum

Long. 28-47 ram.


1820.
1825.
Cassis TV. 2
Id.
Id.

20-35 mm.

BORSON,
frn.

Oriti, piem., p.

47 (226).
di

intermedia Brocch.
id.

?183l.

var.

|2

BONELLI, Cut. m. s. iMus. Zuol. BRONN., /(. terl. Gel,., p. 28.

Torino.

44
)842.
1847. 1847. 1848.
1852.
Id. Id.

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARI! DEL PIEMONTE ECC.


e

1840. Cassis oariabilis Bell,


id.

Micht. rar. E
id. id.
id. id.

BELLARDI
SISMONDA,

MICHEI.OTTI,
Syn. met,
1

Sagg. Oriti. pieni

p 54, tar. IV,

f.

ed. p. 39.

id.
id.

Id. Id.
Id.

id.

cor.

MICIIELOTII, Descr. Foss. Mioc, p. 217 SISMO^iDA, S,jn. meth. 2 ed. p. 31. BRON.N, /(/. /)a/., p. 247.

intermedia Brocch.,
variahiUs Bell,
id.
e

D'ORBIGNY,

l'rndr.
l'oss.

Pai. slral.,
d.
tert. inf.,

tomo
beck.
p.

III,

p 90.
p.

1853.
1861. 1882.

W.
Id.
Id.

Micht.

HOER>ES,

Moli.

ff^ien,

176-77.

id.

intermedia Brocch.
:

MICIIELOTTI FONTAN.NES,
Sciolze,

Etud. Mioc.

132.

Moli. pi. Ga.sler. Vallee du Hhne, p. 89.

Elveziano

Colli

torinesi,

Baldissero torinese, ecc. (comunissima).

Osservazioni.

Ho

conservato a
essi

questa forma

il

nome

specifico

datole da

Bellardi
cifica le

MiCHELOTTi, quantunque

includessero in questa determinazione spe-

Echinopioria plioceniche e Michelotti anche quelle oligoceniche, che sono


;

molto diverse

d'altronde Bellardi e Michelotti fondando questa specie


essi

si

basarono

specialmente sulle forme elvesiane che sole

figurarono; d'altronde specialmente

questa forma elvesiana che presenta


serie tubercolari,

quella variabilit straordinaria nei numeri delle


specifico

da cui deriv

il

nome

adottato.
specie,

La forma

specifica, tipica
essi

corrisponderebbe alla var.

degli

autori

della
cui

quantunque
e

l'indichino
la

come
forma

pliocenica.

Riguardo

alle

ragioni per

Bellardi

Michelotti confusero

elveziana

con quella placenziana e tortoniana consultisi quanto dicesi trat-

tando della

E. intermedia.

Gli individui giovanili di

E. variahiUs

distinguonsi,

oltre

che per la loro pic-

colezza e gracilit, per esser pi subrotundi, a labbro semplice e colle tre serie tubercolari inferiori a forme di coste trasversali coi tubercoli nulli od appena accennati.

Subvar. miodenticulata Sacc.


Pcrisloma dense
et forliter

plicato denllciilalum,

in parte inferiori labii eMerni praecipue.

Elveziano

Colli

torinesi,

Sciolze (non rara).

Osservazioni.

Le pieghe

dentali del labbro esterno e della columella variano

assai di forza ed in parte anche di

numero;

il

massimo loro accentuarsi

costituisce la

sottovariet in questione,

che

si

collega gradualissimamente colla specie tipica.

Subvar. elongata Sacc.


Testa ovatoelongata; xpira valde turrita; in anfraclu penultimo interdum 3
series conspir.iuntur.

tuberculorum

Long. 38

mm.
:

Lai.

28 mra.
Baldissero (non rara).
carattere di questa sottovariet assai mutevole per

Elveziano

Colli torinesi,

Osservazioni.

Anche

il

modo da

presentare passaggio perfetto alla forma tipica.

Subvar ampliseriata Sacc.


Inter

secamlam

et

terliam tuberculorum seriem spalium valde amplum.

Elveziano:

Colli torinesi

(non raro).

E. VABIABILIS var. CO.STATA SaCC.


(Tav.
I,

fig.

44).
:

Distinguunt liane varietatem a

sjiecie

lypica sequeutes notae

Testa plpTumqne aliquantulum majnr. Plicae transveisae saepe crassiores,

inter se aliquan;

tulum distantiores

luberciloriim series crasse costulosae, in seriebus inferioribtis praecipue

in-

DESCRITTI DA
terdum lubercula pernumerosa; plerumque spalium

F.

SACCO
secundam
et

45.
lerliam luberculorim xeriem
el

iiiter

valde latius qnain inler caeleras. Plicai: labiales basi plerumque sai crassae

numerosae.

Long. 25 -4o

mm.

Lat.

20-32

iiim.

Elvesiano

Colli

torinesi,

Sciolze
si

(non rara).
collega gradualissimamente colla forma tipica,
spiccati.
il

Osservazioni.

Questa
si

forma

pur presentando in se stessa caratteri abbastanza


dei pi piccoli che

L'esemplare figurato uno

conoscano, e fu scelto solo per

minor posto che tiene nella

tavola,

mentre generalmente queste forme sono assai pi grandi.


presenta diversi caratteri che la collegano all'. Bondoletii.
E.

La forma esaminata

V4RIABILIS var. BASICOSTATA SaCC.


(Tav. I,
fig. 45).

Distliiguiutt liane varielatem

a specie typica sequenles notae

Inter

uUimam

et

pmullimam luberculorum
Lai.

seriem basalem, costa prominens, subtubercidaris

sdepe inter lubercula serieruin inferiorum costa Iransversa subdepressa, sicut in var. costala.

Long. 30-45 m.

in.

22-31 m. m.
(alquanto rara).
ci

Evcziano

Colli

torinesi

Osservazioni.

Questa variet alquanto interessante come quella che


il

indica

quale possa essere in certi casi sia


di serie tubercolari, sia
il

passaggio tra le Echinophoria

di diverso

numero

modo

di formarsi di ulteriori serie di tubercoli; essa quindi

un

altro

anello di passaggio

tra la

E. variahilis

VE. Bondoletii.

E. VARiABiLis var.

transiens Sacc.
fig. 46).

(Tav.

I,

Distivguunt hanc varietalem a specie typica sequenles notae:

Testa parcior. Anfraclus


asalis, gracillima, subobsoleta,

nllimus 4

tantum luberculorum seriebus muniltts

series quinta,

cosluliformis, tubeiculis fere nullis munita.

Long.

3(5

ram.
:

Lat. 17

ram.
(rarissima).

Elvesiano

Sciolze

Osservazioni.
ratteri
giovanili,

Questa forma che, quantunque adulta, conserva parte dei cafatto

ha una certa importanza pel


basilare
1'
,

dell'annullamento quasi completo


costituisce

dell'ultima serie tubercolare


transizione tra
l'

per

modo che

quasi

un anello

di

E.

variahilis e

E.

intermedia.

Echinophoria variabilis.
Var. UNOCINCTA
Var. BiciNCTA

Bell, e
i>

Micht. Bellardi

B B

e Michelotti, Ori. P(em.,p. 54, 55, s



IV,

f.

3.

Var. TRICINCTA

(?)

Var. QDATUORCINCTA

Dislinguunt praefatas varietates a specie typica sequenles notae

Tuberculorum series tantum

1, supera, vel 2,

superiiae, vel 3, ne/ 4;

lubercula et lubercu-

lorum
1840.
1847.
1S48.

series inter se distanliores


Cassis variabilis Bell,
/(/. /(/.

Micht. rar.
id. id.

A,B, C,D,BELL\RmemCBELOTT,Sagg.Orilt.piem.p.54-S&.

id.

MICHELOTTI,
var a, ^,
y,
S,

Descr. Foss. Mioc, p. 217.

id.
id.

BRO."SN, Ind. pai., p. 247.

1861.

Id.

id.

MICHELOTTI,
Baldissero
(rarissime).

tud. Mioc.

inf.,

p.

132.

Elveziano
7
F. Sacco.

Colli

torinesi,

.46

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Osservazioni.

Indico queste variet sulla


aveai.iole
il

ferie di
;

Bellardi e

di

Michelotti

che

le

hanno segnalate, non


le

potuto osservare

ci

mi stupisce molto poich

pass per

mie mani tutto

materiale di Cassididi delle collezioni fatte dai suddetti

paleontologi. Forse trattasi in parte di individui giovanili, oppure di esemplari raris-

simi che andarono perduti nei ripetuti trasporti delle collezioni, specialmente di quelle
del Michelotti.

La forma a 3

cingoli tubercolari, che

Bellardi

Michelotti indicano

pure neWEIveziano di Baldissero, dal disegno pare piuttosto appartenere ad una variet di

E. intermedia, probabilmente del Pliocene.


ECHINOPHORIA intermedia (BrOCCH.)
(Tav.
I,

fig.

50 a,

b).

Tenta siihovatoglubosa
pressi,

spira
striolati
I

sai
;

elala
striolae

et

acuta.

Anfractus 1

circiter,

ad suturam deAnfraclus primi


seriebus
cinctus
;

transversim finissime
;

periropinqiine,
i2

numerosissimae.

regulariter rotundati

pennltimns

visibili et

vel

i oblevlis

tuberculorum

anfractus ultimits 4 tuberculorum seriebus mmiitus;

inlerdum basi ultimi anfractus, prope labium


cnnspicitur.

columellare, ijuinlnm cinijnlum, 2 4 tubcrcuUs constitulwn.

Tubercula

in

seriebus

inferioribus subrolundata, longitudinahter aliquanlulum eloiirjata, in serie superiore subacuta, prope

aperturam obsoleta;
inferioribus
et

ttibercula in seriebus sujieroribus

immerosa (13-16

circiter),

in

seriebus

minus numerosa. Striolae transversae numcrosne, perpropinquae, plus minusve latae


externum
in-

prnfundae, supia tubercula decurrenles. Apertura ovato-subfusiformis. Labium

crassalum, subplicnium, in parte media inferiori praecipue. Labium columellare superne snhgracile,

plerumque triplicatum, inferne crassum, pluriplicatum,


et

intus praecipue.

Cauda sursum

sat elala

sinislrorsmn contorta.

Long. 28

45 mm.

Lai.

22

- 31

mm.
Forma
jiivpnllU,
-

Testa parva, gracilis, subrotundala


series svperiores

anfractus xtltimus 3
.

^ tuberculorum seriebus ornatus;


gracillimiim.

primae tantum conspiciuntur

Labium externum

Long. 22 mm.: Lai. 16 mra.


1800.

Buccinum, N.
lU.

10,

1814.

iitcrmedium Brocch,

1817. Cassis TOtundata Defr.,


1820.
Id.

N.

BORSON, Ad Oryct. ftrf., pag. 25 (172). BROCCHI, Cond, fnss. sub., p. 327. DEFRANCE, Dict. Hhl. Nat., p. 211. BORSOM, Oritt. piem., p. 47 (226).
BO.NELLI, Cai. m.
s.

1825.
1826.

Id.

quadriciiieia Bon.,

Mus. Zool.
p.

di

Torino.

Cassidaria tuberculata Riss.,


Cassis intermedia

RISSO,

Hist. Nat. Eiir. me'r.,


geot. bac. terz.

186.
p.

1827. 1831.

SASSI, Sagg.

Attenga,

480.

BRONN, It. tert. Geb., p. 28. BELLARDI e MICHELOTTI, Sagg. oritt., ed., p. 39. SISMONDA, Syn. meth.,
1

p.

54.

Id.

id.

2 ed., p. 31.

michelotti,
BRO.NN, Index

Descr. foss. mioc., p. 217.


Pai.,
p.

247.

UOERNES, Foss. Moli. tert. teck, ff^ien, p. 177. CHENU, Man. Cond., Voi. I, p. 205, fig. 1119. MICHELOTTI, tud. Mioc. inf., p. 132. COCCOLI, En. Moli. mioc. e pi. Parma ecc., p. 109. FONTANNES, Moli. Cast. Fall. Rhne, p. 98, 99, tav.
Tortoniano
:

VI, Cg.

Stazzano (non rara).


:

Piacensiano
Bra, Villavernia,

Castelnuovo, Vozza d'Alba, Astigiana, Cherasco, M. Capriolo presso

Savona-Fornaci, Zinola, Albenga, ecc. (comune).

DESCRITTI DA

F.

SACCO
esistito

47'

Osservazioni.

Intorno a questa forma ha

un frainteso che ne complic

notevolmente la ricognizione e ne produsse naturalmente una lunga sinonimia, tanto pi


trattandosi di forma assai
Il

comune.

Ecco

brevemente la storia

di

tale

errore.

Brocchi trattando della forma in esame, che appell intermedia perch preCassis e di Cassidaria, nella diagnosi dice
:

senta nello stesso tempo caratteri di

Testa ovata
Fossile nel

cingulis quinque tuberculosis

Piacentino.
chiaro che la conchiglia in
infatti

Nella definizione
serie

questione provvista di cinque

di tuberculari

ed

quasi tutte le EchinopJioria che potei esaminare del

Piacentino, dell'Astigiana, del Tortonese, ecc.


di

sono provviste di queste 5 serie

visibili

tubercoli, cio

una

serie

nel penultimo anfratto e


il

quattro nell'ultimo, come nella


la specie in

Galeodea echinophora a cui

Brocchi giustamente paragona


supei-fluo
i

esame.

Ma

sgraziatamente

il

Brocchi avendo creduto


il

di

dare la figura della

sua specie, nacque poscia


accennati dal Brocchi
confusioni. Infatti,
differenza,
il

dubbio nei
solo
di

paleontologi che
all'ultimo

cinque cingoli tubercolari


;

si

riferissero

anfratto

di

qui

gli

errori

e le

Borson trattando

questa specie [Cassis n.

1), dice:

Vi

quella

che

nostri

esemplari non hanno che quattro ordini di tubercoli nell'an(del

fratto maggiore,
Il

quando cinque vengono notati dall'autore


si

B. intermedium Br.).

BoNELLi

credette perci autorizzato a creare la sua nuova specie Cassis

qua-

dricincta, riferendo alla C. intermedia le forme di EchinopJioria della collina torinese.


Il

Bronn dapprima, pur conservando


Cassis intermedia Brn.
Var.

il

nome

del Brocchi,

persiste

nell'errore

degli autori precedenti, per dubitandone gi alquanto,

infatti classifica questa

forma

B nodorum
come
il

seriebus transversis 5.
?).

[Serierum numero hie erroneo


strano
i

(C.

Bellardi ed
ed

il

Michelotti non

siansi

accorti degli errori in

cui caddero

loro predecessori

anzi

l'abbiano aumentato dando un

nome nuovo

variahilis) alle forme sia con quattro che con cinque serie di tuberculi nell'ulcos'i

timo anfratto, confondendo

le

forme plioceniche con quelle mioceniche.

Questa erronea determinazione venne cos accettata e in seguito ripubblicata da


SiSMONDA, Bronn, Michelotti, Hoernes, Cocconi, ecc. Gi
dubitato dell'errore perch diede l'antico
il

D'Orbignt pare abbia


alla

nome intermedia Br.


tale

forma che
alle

tutti

chiamavano C. variahilis,
plioceniche,

ma

sgraziatamente diede

nome, non gi

forme

ma

a quelle mioceniche cui non spetta.


alle
sia

Basta
la col

risalire

parole ed ai paragoni fatti dal Brocchi per comprendere

come

forma in esame

precisamente quella che egli ebbe fra

le

mani

che descrisse

nome che
Eiguardo

noi crediamo doverle conservare.


al

piano geologico

si

pu notare che
si

la

E. intermedia specialmente

caratteristica del

Piacenziano

per quanto essa

spinga talora sino alla base delle

V Astiano;

le

forme tortoniane hanno generalmente

pieghe un po' pi crasse ed

tubercoli pi rialzati.

Questa specie, appunto perch molto abbondante, presenta diverse variet nella

forma pi o meno globosa ed allungata, nei tubercoli pi o meno rotondati od


nelle striole trasversali pi o

acuti,

meno

regolari o profonde, ecc.

48

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


Subvar. aoutitubercula Sacc.

Testa suhglohosa
superiore praeserlim.

serievum Inbercua Iransversim cnmpressa,

sai

elala

et

acuta,

in

serie

Labii colnmellaris [dime supernae suboblilae.


Lai.

Long. 35-48

nira.:

25-34
:

mm

ed olire.
ecc.

Astiano

?,

Piacensiano

Osservazioni.

Astigiana, Albenga,

(non rara).
si

Questo fatto dei tubercoli acuti


;

osserva assai sovente nella


nelle altre serie di

serie superiore suturale

talvolta esiste anche abbastanza spiccato


costituire
la sottovariet, accennata.

tubercoli per

modo da

Subvar.
Aiifraclus

fasciata Sacc.
erecius, anfraclum

uUimus superne planulatus, sed prope suturam valde

utimum

circumdans.

Piacenziano
Osservazioni.

Castelnuovo,

Zinola (non rara).


della variet in

Anche questo carattere

questione

presenta

passaggi graduatissimi di collegamento colla forma tipica.


Subvar. paucidentata Sacc.
Plicae labiales et columellares fere obsolelae, in parie inferiori tantum sat visibiles.

Piacengiano
Osservazioni.

Astigiana,

Savona-Fornaci (non rara).


alle pieghe alle

Riguardo

dentali esistono grandissime variazioni

dalla forma accennata quasi senza pieghe

forme abbondantemente denticulate.

Subv. DEPRESSA SaCC.


Testa subdepressa. Anfractus

ad suturan

sat depressi.

Piacenziano

Valenza, Zinola (non rara)

Subv. PLIOKLEGANS SaCC.


Plicae Iransversae parvulae, perprnpinquae, perioribus subacuta
;

parum

elalae

tubercula elata

mi seriehus susita.

in serie

quarta basali Inbcrcula 5-fi tantum, columellam versus


(rara).
esiste

Piacenziano: M. Capriolo presso Bra


Osservazioni.

Una

forma alquanto simile alla descritta


piii

pure nel Tor-

toniano, solo con caratteri

spiccati

per

modo da

doversi elevare a variet.

E. INTERMEDIA Var.
(Tav.
I,

.SUBVAHIABILIS SaCC.
fig.

47).

Distinguunt liane varietalem a specie lypica sequentes notae:


Testa oblongior
biles
;

spira elatior, subturrita.

In anfraclu penultimo tubercidorum depressius


;

series

visiet

anfractus

ullimus

prope suturam

aliquantnlum

tubercula

propinquiora

niimerosiora.
Lonf!;.

Labium externum pluriplicatum, etiam suturam


"29

versus.

38 mm.: Lai.
:

mm.

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.
il

Questa variet per la sua forma turrita, per la molteplicit ed


di

ravvicinamento dei suoi tubercoli, nonch per la presenza


ricorda notevolmente
1'

due

serie visibili
dell'

di

tubercoli nel penultimo anfratto,

E. variahilis

Elveziano,

dalla quale probabilmente

deriva.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

49

E. INTERMKDIA Vaf. MIOELEGANS SaCC.


(Tav. I,
fig.

48).

Distinguunt liane varietatem a specie typira seqnenles notae

Testa aliqnanlulum minor et riracilior, magis oblongior. Anfractus minus

infiati,
;

ad

suturarti

minus complanali. Anfractus ultimi plicae transversae parvuliores

et

deprcssiores

iubercula valdt
:

minus crassa
Long. 35

et

minus elata, transversim compressissima


tantum
Lai.
5, parvula,
inni.

longiludinaliter
sita.

elongala

in

quarta

serie basali tubercula

columellam versus

mm.

24

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.

Una

variet alquanto simile a questa trovasi pure nel

Pia-

censiano. Questa forma forse attribuibile ad individui alquanto deboli.


E.

INTERMEDIA var. STAXZANENSIS SaCC.


(Tav.
I,

fig.

49).

Distinguunt liane varietatem a specie Itjpica sequenles notae


Testa
crassior,
;

inlerdum aliquantulum major.


et

Plicae

transversae

crassiores

et

elatiores,

numero minores
stoma sat

tubercula ellam crassiora

elatiora,
in

minus rotundata. Labium

crassius. Peri-

forliter plicato-denticulatum,

eliam

parte stiper.

Long.
1840.
1842. 1847. 1847.
1853.
1861.

45-55

ram.: Lai.

32-40 mm.
BELL ARDI e MICHELOTTI, Sagg. Oriti. SISMONDA, Syn. meth., 1 ed., p. 39.
Id.
id.

Cassis variabilis Beli. Micht. var. D,


Id. Id. Id.
id. id.
id. id.

Piem., p. 54.

id.

id.
id.
id.

2 ed.,

p. 31.

Id.

Id.

id.

id.

MICHELOTTI, Descr. foss. mioc., p. 917. HOERNES, Foss. Moli. un. bcck. fTien, MICHELOTTI, tiid. Mioc. inf., p. 139.

p.

177.

Tortoniano

Stazzano, S. Agata (non rarq).

Osservazioni.

La

crassezza che presentano generalmente le


i

Echinophoria del
esagerino.

Tortoniano fa

che tutti

caratteri ornamentali

si

accentuino

e, direi, si

Subvar.
Testa crassissima.
Plicae

herculea Sacc.
inlerdum
plicis

transversae crassae,

parvulis altemae,

superne

praecipue. Tuberculorum series valde elatae; tubercula cras.iissima, eminentissima, fere contigua;
in serie quinta, basali, prope labium columellare pliculae tuberculares b clrciter. Peristoma per-

crassum.

Long. 48

mm.
:

Lat.

37 mm.

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.
zione,
direi,

Questa sottovariet non rappresenta che la massima esagera-

della pi

comune forma

di

Echinophoria

di

Stazzano.

Echinophoria intermedia.
Var. TRiciNTA,

Brll. Micht.

Var. quinquecincta Bell. Micht.

Bellardi e Michelotti. Sagg.

oriti., p.

54,55, lav. IV,

f.

2,

Distinguunt prefaias varietates a specie typica sequentes notae

Tuberculorum
1840.

series

3 vel 5.
C. E.,

Cassis variabilis Bell, e Micht. far.


Id.
id.
id.
id. id. id.
id.

1847.
1848.
1861.

BELLARDI MICHELOTTI MICHELOTTI, Descr. Foss.


,

Sagg. Oriti. Piem.,


Mioc., p. 217.

p.

54-55.

Id.
Id.

var.

y,

t,

BRONN.,

Ind. pai., p. 247.

MICHELOTTI,

lud. Mioc.

inf.,

p.

132.

Tortoniano

S. Agata (rarissime).

50

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


:

Piaeenziano
Osservazioni.
le

Castelnuovo d'Asti, Villavernia (rarissima).


Cito queste forme sulla fede di Bellardi e
le

Michelotti che
per che, come
per mostrare

hanno

istituite,

quantunque non

abbia potuto osservare

notisi
i

gi dissi
l'inizio

sopra, esistono veramente esemplari di E. intermedia

quali,

di

un quinto cingolo basale o per

la

graduale

scomparsa del quarto cingolo

basale (var. subtriseriata Sacc), possono avvicinarsi alle suddette variet indicate da

Bellardi e Michelotti.
E. INTERMEDIA Var.
Distingiuil Itane

SUBTRISERIATA SaCC.
:

varielatem a specie iypica sequenles noUie


;

Testa periunque aliquanlidum minor


basalis

luberculorum series quinta basalis nulla,


versus,
constitula.

series

quarta

subobsolcta,

-a

tuberculis,

culumellain

Columellae plicae supernae

obsoletae.

Long. 26-38 mm.: Lai. 17 -'25

mm.
Savona- Fornaci (non
rara).

Piaeenziano
Osservazioni.
interessante

Castelnuovo,

Questa forma che presenta alcuni caratteri giovanili alquanto


un'ulteriore semplificazione delle

come quella che mostra

Echinophoria
C.
(tri-

in esame; probabilmente

ad una forma simile che

devesi riferire la var.

cincta)

della

Cassis variahilis Bell, e Micht., quale venne indicata dai suoi autori.

Echinophoria Hoernesi Sacc.


(Tav.
I ,

fig. 51).

Testa subparra, ovoidalis

spira sat elata. Anfractus

snbroluniati

ad

suturarli

depressi

complanati, costuUs regtdaribus, perpropinquis, nunierosissimis, transversim ornali. Anfractus ultimus,


iuter

suturam
,

e!

ventrem, tuberculis, S-\0 circiler, munitus; lubercnla subrotundala vel aliquaii,

tulum acuta
pUciformia.

longitudinaliter elongata, costulis Iransversis intercisa


et

interdum supra aperturam

Saepe super ventrem

caudam versus

2-4

circiter jdicae longitudinales, irregulares,


oblitae.

interdum tuberculis iuturalibus conjunclae, interdum tuberculosae, interdum fere


rotundo-ovata.

Apertura

Labium externum incrassatum, inferne plicatodenticulatum,. Labium columellare


inferne plicato-denticulatum.
Lai.

parum crassum,
Long.

Cauda

brevis,

sursum

et

sinistrorsum fortiter deflexa.

23-30 mm.:
:

16-22 mm.
Baldissero,
S.

Elveziano

Colline torinesi,

Raffaele
alla

(rara).

Osservazioni.
del bacino viennese

Questa forma molto

affine

Cassis Haueri M. Hoernes,

ne differenzia per notevolmente per la mole minore, per la forma


per
la

pi ovale, per
tubercolari,
affine alla

gli

anfratti pi rotundati,

disposizione e

forma

delle

pieghe

quantunque questi ultimi


descritta

caratteri siano alquanto


di

variabili.

Una forma
gentilmente

ma

proveniente

daW Elvesiano

Pdutano,

mi

fu

comunicata dal prof Pantanelli.

Una met

circa

degli esemplari di
rari.

questa specie

sono

conservati

allo

stato

di

semplice impronta, e sono piuttosto

notevole la grande variabilit delle orna-

mentazioni riguardo alle pieghe tubercolari longitudinali, per numero, forma, lunghezza,
rapporti reciproci, ecc., tanto che, se non fosse della troppo
della conchiglia avrei considerata la specie in

diversa forma generale

esame come una semplice variet della

E. Haueri.
Onoro questa forma con un nome
terziaria per
illustre,

strettamente

legato alla malacologia


figlio

opera sia del compianto padre Moritz che del

Rudolf.

DESCRIXXI DA

F.

SACCO

Subvar. tuberci'losa Sacc.


Testa crassa
;

costulae Iransversae Uieurs

lubeicula ad sutnram crassissima

et

valile eala.

Long. 33 ram.. Lai 22

mm.
forma ricorda molto la Cassis
quanto
sed.
si

Elveziano

S.

Eaffaele (rarissima).

Osservazioni.

Questa

Thesei Brongnt. delfig.

l'eocene di Vicenza, almeno per

pu giudicare dalla

7,

Ta.v.

Ili del

lavoro di Brongn.

Mm.

terr.

sup.

du

Vicentin,

p. 66 - 1823 .

Considerazioni generali sul sottogenere

ECHINOPHORIA.

anzitutto a notarsi l'importanza di questo nuovo sottogenere che riunisce parte


della

dei caratteri esterni

Galeodea

colla

maggior parte dei caratteri

proprii

delle

Cassidee. Per quanto conosciamo

ora. le

forme di Echitiophoria apparvero

nell' eocene,

dove sono rappresentate a mio parere


sables

dalla rarissima

Cassis calantica Desk, delle


il

moyens ;

si

andarono poscia gradatamente sviluppando raggiungendo


le

loro

mas-

simo di abbondanza nelVEvesiano. Sul principio dell'epoca pliocenica


erano ancora assai

EchinopJioria
seguito
,

comuni

ma
si

si

andarono rapidamente estinguendo

in

per

modo che

nei depositi pliocenici pi recenti esse


verific in

mancano quasi completamente.

Un

il

fatto notevole che

generale nella evoluzione delle Echinophoria

continuo e graduale loro semplificarsi, almeno nelle ornamentazioni della conchi;

glia

infatti

mentre nella E. calantica eocenica


i

le

serie trasversali

di

tubercoli sono
si

quasi
i

14, ed

tubercoli sono vicinissimi e numerosissimi, in seguito tutto


le

riduce;

tubercoli e le serie tubercolari vanno distanziandosi fra di loro,


7,

serie

tubercolari

diventano solo pi

9 nelle E. RondoleUi, 5 nella E. variabilis, 4 nella E.


in

intermedia ed anche solo 3


suddette.

alcune variet

mioceniche e plioceniclie delle specie

E
presenti

infine

importante
si

il

fatto osservato a suo

luogo di una specie di fenomeno di

atavismo che

incontra nella rarissima forma pliocenica E. pliorondoletii, che pare


direi,

un

ritorno,
le

all'antica

forma miocenica
sulle

di

E. Bondoletii.
tracciare

Riassumendo

osservazioni

fatte

Echinophoria possiamo
affinit,

un

quadro complessivo dei loro principali rapporti di


filogenia.
I

e in certi casi,

anche di

rapporti filogenetici sono


collega
ai
l'i?,

specialmente chiari

quindi molto

interessanti nel

ramo che

calantica

coWE. intermedia.
Cassis
potuto

Quanto
essi

rapporti esistenti tra la

Thesei Brongnt. e la E. Horrnesi


osservare
la

sono ancora assai dubbi

non avendo

de

visti

alcun esemplare
esistente fra
(1);

della
la

forma vicentina; notiamo pure a questo proposito


e la
i

somiglianza

E. Hoernesi

Semicassis radiata Tate dell'Eocene dell'Australia


fossili e le

molto

incerti sono invece

rapporti tra questo gruppo di


colle

forme viventi; notiamo

tuttavia

una lontana somiglianza, ad esempio,

Semicassis (?) torquata Reeve.

(1) R.

Tate, The Gaslrop. Old. Tert. of Australia,

p. 168, tav. Vili, fig.

3 (R. Soc. of

S. Australia,

voi.

XI, 1889).

52

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIAKII DEL PIEMONTE ECC.

Provvisoriamente riguardo allo sviluppo delle Echinophoria presentiamo

il

seguente quadro

Attualit

E. (?) forquata

Astiano

E. intermedia

var.

quinquecincta

Pacenziano E. intermedia e yar. siifriseriata


(

E. pliorondoletii

tricincta

tricincta

quinquecincta

Tortoniano

E. intermedia e

var. / suhvariahilis

mioelegans
staszanensis
costata

hasicostata

Elveziano

E. variahilis e

transiens
var.
<f

unocincta
hicincta

E. Rondoletii
var. taurinensis

E. Hoernesi - E. Haueri

I
\

quatuorcincta
italica
var.

Tongriano

E. Bondoletii e var. apenninica - E. aequinodosa e

depressa

Bai'toniano

Echinophoria calantica

Parisiano

Echinophoria (?) Tiesei

E. radiata

DESCRITTI DA

F.

SACCO

53

Genere
Sottog.

MORIO

Montfort 1810.
Link.

GALEODEA

1807.
si

Nei terreni

terziari,

come

al giorno

d'oggi, le

Galeodea

presentano numerose,
loro,

con forme variabilissime, spesso collegautisi gradualmente fra di


si

tanto che talora

rimane incerti se alcune forme siano da considerarsi come specie

distinte,

oppure se

debbano riunirsi in grandi gruppi, gruppi a facies generale alquanto simile.

Ho

cer-

cato di tenermi fra l'uno e l'altro di questi due modi di vedere, poich, pur desi-

derando di non moltiplicare troppo


le

le

specie credo tuttavia opportuno di far risaltare


fossile

principali forme che ci

si

presentano allo stato

in

Piemonte

ci

sia

per

meglio dimostrare la variabilit delle Galeodea, sia perch alcune fra queste forme fossili

possono forse costituire un punto di partenza per giungere alle forme attuali, sia infine

perch certe forme paionmi avere una certa importanza stratigrafica.


SEZINE.

I*

Teaia trangversim tenalcoslata.

In questa sezione comprendo quelle forme che, pur talora presentando


coste trasversali abbastanza grosse ed
gracili,

eziandio
costale

elevate,

sono generalmente

ornate

di

spesso filiformi.

Galeodea echinophoha
(1766.

(Linn.)

(1)

LINNEO,

Sistema Naturae, Ed. XII, p, 1198.)

G. ECHINOPHORA Vaf. INITIALIS SaCC.


(Tav.
II,

fig. 1).

Dislinguunt haiic varietatem a specie typica sequenles nolae


Testa sat infiala
,

striulis

Iransversis

numerosissimis dense ornata. Cingula tubercularia in

anfractubus

ultiinis

visibilia

2; in anfractu ultimo 5, sat evidenlia

Long. 55 mm.: Lat. 35

mm.
(rarissima).

Tongriano

Sassello

Osservazioni.

notevole trovare gi nell'Oligocene forme che cos


attuali

strettaci

mente
per
si

si

collegano colle forme

da doversi includere nella

stessa

specie;

spiega
sia
fin

considerando la plasticit, la variabilit e l'estensione delle G. echi-

nophora
TELOUP

al giorno d'oggi sia nel

Miocene

e nel Pliocene. D'altronde


falso di

gi

il

Gra-

del

1840 aveva

figurato, col

nome

Cassis intermedia, un individuo

giovane che probabilmente s'avvicina molto alle G. echinophora e che proviene dall'Oligocene di

Dax

cos

pure la G. Buciii Boll, della sabbia di Fontainebleu molto

simile a certe variet di

G. echinophora.

uumerosissime variazioni che presenta questa forma; siccome molte delle forme si possono considerare soltanto come variet della forma vivente, su cui il Linneo fond la specie, cosi come punto di partenza per confronto scelsi a tipo di 0. echinophora la forma a 5 ciagoli nell'ultimo eufratto, essendo questa forma comuaissima nei mari attuali ed essendo igurata quale tipo dal Kiener, dal Cheuu, di. Bacquoi, Dautzenberg e DoUfuss (nel loro recentissimo studio sui Mollusques marins du Roussillon), ecc.
(1)

Soao note

le

fossili

che passer a descrivere

F. Sacco.

S4

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


G. ECHINOPHORA Var. MIOTURRITA SaCC.
(Tav.
II,
fig.

2 a,

b).

DisHnguunt hanc varietalem a specie lypica sequentes nolae


Testa elongata,

interdum varicosa, magis luvrila;

luberadorum cingulum superum

viagis

aculum. In anfractu penultimo cingulum secitudum inlerdum snbvisibile. In anfraclu ultimo cingula plerumque 4
sat depressa,
;

iiiter

cingulum primum
vel

et

si'cuwlum spatium

magnnm.

'i

cingula
,

basalia

suhtubercularia

subplicosa.

Labium exiernum
,

pluriplicatum

superne crasse
sat longa.

unidenlatum. Labium cohimeltare pluriplicatum

superne pluridenticulatum.

Cauda

Long. 40-70
1842.

mm.

Lai.

28-40 mm.
SISMONDA,
Id.

Cassidaria echinophora Lk.

5^n. meth.,
id.

ed.,

p. 39. p. 30.

1847.

W.
Id. Id.

id.
id.

2 ed.,

1847.
1847.

Limi.

id. Lk.

MICHELOTTI, Descript, foss. mioc, p. 220, HOERNES, Foss. Moli. tert. teck. fTim., p.

291.
184.

Elveziano

Colli torinesi,

Albugnano, Baldissero (comune).

Osservazioni.
s'avvicina alla

Fra

le

forme elveziane del Piemonte questa quella che meglio

G. echinophora, di cui la considero come una semplice variet; anche


ecc.
,

essa per mostrasi alquanto variabile per ornamentazione, forma,

Gli individui giovani presentano le strie

trasversali

pi spiccate

hanno uno o
delle pieghe

due

soli cingoli tubercolari,

il

superiore pi forte;

mancano generalmente

labiali

e columellari.
attribuibili alla variet
il

Potei anche osservare alcuni esemplari che paiono


scritta,

de-

ma

che hanno solo la lunghezza di due centim. e mezzo e presentano


sono
essi

quarto

cingolo basale appena appena accennato;

probabilmente

individui giovani,

quantunque a bocca gi formata, oppure individui nani.


Subvar. miostriata Sacc.
Striae transversae
costulis constitula
;

valde perspicuae;

tubercula saepe numerosissima

cingula

interdum

cingulum basale plerumque valde depressum.


Colli torinesi,
Sciolze,

Elveziano

Baldissero (comune).

Subvar. jnxlinata Sago.


Testa superne conoidalis. Anfraclus superne, inter suturam
nati,
et

primum cingulum,

valde

incli-

ad suturam subconvexi, prope cingulum concavi.

Elveziano

Colli torinesi

(rara).

Subvar. subcristata Sacc.


Testa plerumque varicosa, subdepressa; tuberculorum cingula valde elata, subcristata.

Elveziano

Colli

torinesi,

Albugnano, Sciolze

(rara).

Osservazioni.

questa una forma interessante perch serve di passaggio alla

G. miocristata.
G. ECHINOPBORA Var. MIOCOSTULATA SaCC.
(Tav.
II, fig.
3).

Distinguunt hanc varietalem a specie lypica sequentes notae

Testa gracilis, subovato -turrita. Coslulae transversae cras<<ae, eminentes, inter se sat distantes,
saepe costulis parvulis allernne.In anfraclu penullimo
et

cingula 2, valde evidentia; inler

suturam
;

primum cingulum

saepe costula una

valde crassa

et

eminens. In

anfractu ultimo

cingula 4

DESCRITTI DA
2 supera, subtubercularia, depressa, 2
sima, subcosdformis,
vel

F.

SACCO
constiluta;

55cingida

costulis

infera lata,

depressis-

3-i
:

coslulis conslituta.

Long. 32-70 ram.

Lai.

21

-i2 mm.
Sciolze (non rara).

Elveziano

Colli

torinesi,

Osservazioni.

Questa elegantissima forma ricorda alquanto la G. echinophora

yar. siihtyrrhena per la sua ornamentazione a cingoli depressi ed a tubercoli obsoleti

nei cingoli basali.

raro di poterla estrarre completa essendo

il

suo guscio

sottile

e fragilissimo

per lo pi conservasi solo allo stato di impronta.


Subv. CEBANA SaCC.
2 cingula infera subtubercularia
;

coslulae parvulae perrarae, costulae crassae numerosae.

Long. 65

mm.

Lai.
:

40

mm.

Aquitaniano ?
Osservazioni.
conservato,

Dintorni di Ceva (rara).

L'esemplare che costituisce la variet in questione non ben


nella parte caudale del guscio

ma

schiacciato ed in parte eroso;

paiono
;

indicate ondulazioni trasversali che accennerebbero a cingoli basali soprannumerari


lo stato

ma

del fossile non permette di chiarire la cosa.


il

Essendo stato trovato


esso

fossile in

marne

grigie nei dintorni di

Ceva

probabile che

provenga alV Aqiiitaiiano, quivi

fossilifero

ed assai sviluppato,

ma non sarebbe imposda Ceva ed

sibile

provenisse anche Aa,\l'JEUveziano che esiste pure a poca distanza

anche in parte marnoso.


Subv. TRICINGCLATA SaCC
in anfractu ultimo cingula 3; iertium, subventrale, valde depressum.

Elveziano

Colli

torinesi

(rarissima).

Osservazioni.

il

Di questa forma mi limito a

costituire

una sottovariet perch


impronta,
il

ne osservai finora un solo esemplare incompleto ed allo stato di semplice per

modo che

resta

dubbio che l'esemplare completo potesse

presentare

quarto

cingolo basale, bench certamente molto depresso.

Subvar. scalaris Sago.


Testa snbdepressa, scalarifortnis. Anfractus angulosi, superne planulati.

Elveziano

Colli

torinesi,

Sciolze,

Baldissero

(non frequente).

Osservazione.

Questa forma che a primo aspetto sembra doversi distinguere


cos

come variet a

s,

collegasi

gradualmente colla var.

miocostulata

che sembra

pi opportuno di segnarla come una semplice variazione di quest'ultima forma.


G. ECHINOPBORA var. ROVASENDAE SaCC.
(Tav.
II,

fig. 4).

Distinguunt han varietatem a specie typica sequentes notae


Testa gracilis.
In anfractubus ultimis cingula
costa

crassa,

elata,

costifonnia

inter

cingulum
;

superum

et

suturam

sat

eminens

et

crassa,

suturam versus costulae minm-es 2

prope

suturam costula una

sat crassa.

In anfractu ultimo superne sicut in anfractibus ultimis; cingula

tubercularia 4, partim

costulis

constituta;
et

cingulum superum acutum

et

elatum; inter cingulis

suptrnis plerumque costa crassa

elata cunspicilur.

Long. 58

mm.

Lat. 48

mm.

56
Elveziano

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZURII DEL PIEMONTE ECC.


:

Sciolze

(alquanto rara).
sottile

Osservazioni.

Questa forma deve avere un guscio assai


modellate.

poich non ne

osservai finora che impronte, per assai ben

Dedico questa elegante forma all'amico Cav. L. Rovasenda,

il

quale gentilmente

pose a mia disposizione per studio la sua stupenda e famosa collezione paleontologica
dei colli torinesi
;

collezione preziosa specialmente perch racchiude

forme che, come

nel caso presente, per la loro delicatezza e fragilit


zienti

sfuggono alle ricerche meno pa-

ed accurate.
G. ECHiNOPnoRA var. miotriseriata Sacc.

Distinguunt hanc varielatem a specie typica sequentes votae

Testa

affinis

G. echinopliora var. raioturrila subv. raioslriala, interdum varicosa. In anfraclu


3,

ulUmo cingala lubercularia


mellam
versiis subobsoletum.
:

3 costulis plerumqiw costituta; cingulum basale nullutn, sed colu-

Long. 49-57 mni.

Lai.

32-38 mm.
(piuttosto rara).

Elveziano

Colli torinesi

G. EcniNOPHORA var. mioocinopeseuiata Sacc.


Distinguunt liane varielatem

a specie typica sequentes notae

Testa affinis G. echinophora var. mioturrila; saepe in anfractubus ultimis 2 civgula lubercularia visibilia. In anfraclu ultimo cingula lubercularia 5, 2 vel 3 costulis conslituta.

Long. 66

mm.
:

Lai.

42 rum.
(rarissima).
si

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni.

Questa forma

avvicina gi molto alla specie tipica.

Subvar. miocostata Sacc.


(Tav.
II, fig.

Testa subdepressa, interdum varicosa, costulis crassis et eminenlibus transversim cincia.

Long. 32

42
:

mm

Lai. 21

31

mm.

Elveziano

Colli torinesi

(rara).

G
(Tav.

ECHINOPHORA Var. DERTONENSIS SaCC.


II,

fig.

a,

[individui

giovanissimi]).

Dislnguunt hanc varielatem a specie typica sequentes notae


Testa
affinis

echinophora Dar. piacentina


cingula
sai

.fufcu.
;

lucrila e< sm6v. depressiluherculala; in-

terdum

varicosa.

Tuhcrculorum

depressa

tertium

subvenlrale

parvum

et

valde

depressutn; ultimum basale


et

nnnimum,
;

costnliforme,

non
et

tuberculare. Costulae transversae in ventre


costa trans-

superne sai crassae


et

et

dislanles

Inter

primnm
affine.

secundum cingulum plerumque

versa crassa

elata,

quarto cingulo basali


Lat.

Peristoma percrassum.

Long. 60

mm.
:

39

mm.
collega insensibilmente a forme piacen-

Tortoniano

Stazzano, S. Agata, Tetti Borelli (non rara, spec. in ind. giov).

Osservazioni.

suo

Questa variet che

si

ziane presentasi generalmente con individui giovani che ricordano sia la figura data
dal Brocchi per
il

Buccinum diadema,
ancor
pi

sia specialmente la figura

6 di Tav.

XVI

del noto lavoro di

M. Hoernes;

comuni sono

gli

individui

giovanissimi,

subovoidali, muniti di un piccolo e depresso cingolo granuloso talora bicostulato, tra


il

ventre e la sutura.

Questi individui molto

giovani hanno per lo pi la lunghezza

DESCRITTI DA
di solo

F.

SACCO

57

uno o due centimetri,


adulti,

ma

ne osservai anche di oltre tre centimetri per


di specie

modo
forme

da sembrare individui

naturalmente

molto diversa dalla G. echinopiora ;

perci che credetti opportuno darne


di

una

figura.

Noto per che anche


a questi,
solo

le altre
il

G. ecliinophora hanno individui giovanili


assai

simili

che

loro ritro-

vamento

pi raro.
G. ECBINOPHORA var. TBANSIENS SaCC.

Dislinguunl Itane varietatem a specie typica seqiienles nolae


Testa
affiiiis

(.

echinophora var. placenlina. In anfractu

u limo sub quarto cinqulo luber-

culare, cingulum

parmlum, depressum, subvoslulifonne


Lat. 35 mra.

conspicitur. Plicue colutnellares numerosae,

perspicuae.

Long

55

nini.

Piacensiano
Osservazioni.

Zinola presso Savona (rarissima).

Ci'edetti

dover

costituire
il

una variet per questa forma che

mostra
viventi.

l'inizio

del quinto cingolo basale

quale esiste ora generalmente nelle forme


la

Noto per subito come detto cingolo non appare qui per

prima

volta, es-

sendo gi stato notato assai frequentemente in forme anche assai pi antiche.


Ci.

ECBINOPHORA

VaP.

PLACENTINA (DeFR).
fg.

(Tav. II,

7).

Distinguuut hanc varietatem a specie typica sequeiUes nolae:


Testa plerumque sat cransa, magis turrita. Aiifractus ad suluram aliquanluhtm panulatiores

Cingda tuberculi fera


crassae
et

4,

emincnliora ; tubercula acutiora. Coslae transversae numerosissimae, saepe

parvulae alternae.

Labium exlernum crassum pluriplicatum


tri

dente

supero

eminenti

munitum; labium columellare crassum, superne


Long. 37-58 mra.: Lai.
1800.
1814.

vel

pluridentatum, inferne pluriplicatum.

24-40 mm.
BORSON, Ad. Oryct. Ped. Auct., BROCCHI, Conch. subap., p. 326.
p.

Buccinum N.
/''.

1,

21 (171).

ec/tinophorum L.

1820.

Td. lU p. 326-27, tav. IV, fig. (Buccinum echinophorum L.) BORSON, Oritt. pieni., p. 46 (225). DEFRANCE, Dici. Se. Nat., tomo XX, p323. 1821. Mario (Le Ueaulme du Plaisanlin Defr.) RISSO, Hist. Kat. env. de Nice eie, tomo IV, 1826. Cassidaria echinophora Linn. id. SASSI, Cenni geol. Bac. lerz. Alberigo, p. 480. Id. 1827.

1814.

diadema Brocch.
2,

13, (juv).

Dolium N.

p. 183.

1831
1842.

Mario echiiophorus Mf.,


Cassidaria echitwphora Lk.
Id. hi.
id.

1847.

Linn.
Lk.

1847
1848.

id

Mario echinophorus Mf.


Cassidaria echinophora Lk.

1853.
1853. 1866.
1868. 1873.

BROKN, It. tert. Geb., p. 28. SISMONDA, Syn. meth., ed., p. 39. MICHELOTTl, Descr. foss. miac, p. 220-21. SISmO'UA, Syn. meth.. 2 ed., p, 30. BRONN, Ind. pai., p. 745. HOERNES, Foss. Moli. tert. heck. ff^ien, p. 184.
1

W.
Id. Id.
Id.

idid.

Linn.
Lk.

BEYRICH,

Conch. Nord,

tert.,

p.

1C6.

id
id.

Linn.
id.

DA COSTA, (iast. dep. terc. Portugal, WEINKAUFF, Conchyl. miltehneer, p. COCCONl, Enum. sist. Moli. mioc. e
e

p. 133.

47, 48.
plioc. di

Parma.

Piacenza, p. Ili, 112.

Tortoniano

Stazzano (rara).
:

Pincenziano

Astigiana,

Castelnuovo d'Asti, Vezza d'Alba, Zinola presso Savona,

Savona-Fornaci, Albenga-Torsero, Bordighera (abbondantissima).


Osservazioni.

In causa della

variabilit

grandissima della

specie in esame,

ne riesce molto

difficile lo

studio regolare e la distinzione delle sue


il

numerose variet

e sottovariet. Per confrontando ed analizzando

copiosissimo materiale a

mia d-

sposizione riescii a farvi diverse distinzioni principali che credo opportuno di pubblicare.

58

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


descritta, che

La forma
fondi,

sembra propria

dei depositi tranquilli ed


tipica

alquanto pro-

costituisce

una variet abbastanza spiccata dalla

forma vivente, avvicisi

nandosi anche ad alcune variet che vivono nei mari d'oggid. Essa

trova specialmente

in quantit straordinaria nelle argille azzurre di Zinola ed alle Fornaci presso Savona.

Credetti opportuno di conservare a questa variet

il

nome

datole, in lingua volgare dal

Defrance,

essendo egli

stato

il

primo a riconoscerne
Subvar. edkntula Sago.

le differenze dalla

forma vivente.

Plicae labiales

et
:

columollares, exceplis

vel 2 supernis, suboblitae.

Piaceiziano
Osservazioni.
di

Castelnuovo

d'Asti,

Zinola,

Fornaci di Savona (rara).

Il

Defrance

Dict.

Hist. Nat.

Tome

XK

p.

323

parla

un Heaulme

(Moria) tuhercideiix del Piacentino che dice affine alla G. echinopJiora


;

vivente,

ma

che non ha peristoma dentato

forse

si

riferisce

a questa

sottovariet,

ma

ci

rimane un

po' dubbioso in vista della rarit di questa forma.

Subvar. pliirituberculata Sago.

Cingulorum tubercula subparva, numerosissima, saepe

in cingulo

superno praeter 20.

Piacemiano

Zinola (rarissima).

Subvar. agutituberculata Sacg.


Tubercula acuta, eminentissima.

Piacemiano

Fornaci e Zinola presso Savona (alquanto frequente).


Subvar. turrita Sacg.

Testo elonyata; spira elala, valde turrita; plicae

et

dentes labiales

et

columellares sat elatae;

cauda elongata.

Long. 58 mm.

Lai. 35.

mm.

Piacenziano

Fornaci e Zinola presso Savona (alquanto frequente).


Subvar. depressitubercolata Sacg.

Tuherculorum cingda,

"2

inferiora praecipue, aliqmintiilum depressa; cingula inferiora saepe

depressissima, inli'rdum tantum undulala.

Tortoniano

Stazzano (rara).
:

Piacenziano
di

Castelnuovo d'Asti, Cortandone, Carr, Cherasco, Zinola, Fornaci

Savona (comunissima).
Osservazioni.

Questa abbondantissima sottovariet, la quale

si

collega gravar.

dualissimamente alla variet piacentina, forma pure insensibile transizione alla


pliotriseriata ed alla var.
dertonensis.

G. eghinopbora var. pliotriseriata Sagc.


Distinguint liane varietalem a specie tijpica sequentes notae:

Testa affmis G. echnophora var. placenliiia.


infero subdepresso, munitus.

Anfraclm ultimus 3 cingulis tubercularibus,

Long. 37-76

mm.
:

Lai.

25-50

mra.

Piacenziano

Zinola,

Albenga-Torsero (alquanto rara).

DESCRITTI DA F. SACCO

59

Subv. COLLIGENS. SaCC.


Testa perraro varicosa. Suhtertio ciiiQulo anfraclus ullimi. cingulum perpari'um, costui iforme

Piacenziano
Osservazioni.

Castelnuovo d'Asti, Cherasco, Savona-Fornaci, Zinola (frequente).

Questa forma per mezzo di numerose transizioni serve


3 cingoli e quella a 4 cingoli tubercolari

di

anello

di congianzione tra la variet a

nell'ul-

timo anfratto.
Subv. SLBSPINOSA Sago.
Cingulorum tubercula acuta, valde
elata,

subspiiiosa.

Piacenziano

Savona-Fornaci

(rara).

Subv. SUBBISERIATA SaCC.


Anfractus ultimi cingula lubercularia 2 suprra
elala,

tertium depressum, subobsoletum.

Piacenziano

Cortandone d'Asti, Cherasco, Albenga-Torsero (non rara).


G. ECHINOPHORA var. PLIOBISERIATA SaCC.
(Tav.
II, fig.
8).

Dislinrjuunt hanc varieiatem a aperie lijpica sequentes notae

Testa affinis G. echinophora var. piacentina. Costulae Iransversae crassae, costulis perparvisalternae. In anfractu

ultimo

cingula

tubercularia

2,

supera, inferum sai depressum.

Labium

externum

et

cohiviellare percrassa, dense et forliter plicato-denlata.


:

Long. 55 mra.

Lai. 38

ram.

Piacenziano
Osservazioni.

Castelnuovo d'Asti (rarissima).

questa la forma del Pliocene piemontese che, pur


il

conser-

vando

la tipica costituzione delle G. echinophora, presenta

minimo numero

di cingoli

tubercolari nell'anfratto, e quindi credo ancora poterne costituire solo una variet della

nota specie vivente.


G. ECHINOPHORA Var. SOBTYRKHENA SaCC.
|Tav. H, fig.
9).

Distinguunl hanc varieiatem a specie lypica sequentes notae


Testa

magna

saepe varicosa

spira
,

elala

acuta.

Costulae transversae numerosissimae,

crassae

et

elatae parvulis interposilae


et

inlerilum crassissimae,
;

super ventrem praecipue.

Tuber-

culorum cingula i, parum elata

parum crassa

superum

circiter

20

iuberculis

aculis

muni-

tum; secimdum primo aliquantulum depressius ; caetera ilepressissima iuberculis tantum super dorsum munita. Labium externum minus arcuatum,

(basale praecipue], paucis


forliter pluriplicato-

denlalum; Labium columellare sai crassum, pluriplicatum, superne quinqueplico-denlulatiim.

Long. 71

mm.:
:

Lai.

45 ram.
Fornaci presso Savona (rarissima).
tutti

Piacenziano
Osservazioni.

Astigiana,

noto come non

ammettano
L.),

la distinzione

tra la

G. echicausa

nophora

L.

e la

G. tyrrhena Chemn. (G. rugosa


due

ambidue forme
piii

viventi, ih
le

dei graduali passaggi esistenti fra queste

specie,

tanto

che spesso

G. echi-

nophora poco prima

di giungere allo stato perfettamente

adulto

presentano una forma

alquanto simile a quella della G. tyrrhena. Anche la G. tyrrhena trovasi allo stato
fossile

nel

Pliocene, e n'ebbi in

esame alcuni esemplari

di

Palermo,

ma

n in Pie-

monte, n in Liguria ebbi finora ad incontrarne; solo trovai la variet in questione


la quale,

mentre collegasi alla

G. echinophora var. piacentina subv. depressituber-

60

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARI! PEL PIEMONTE ECC.


tyrrhena, specialmente
il

culata, ricorda pure alquanto la G.


dell'ultimo anfratto,

nella

met

pi

giovine

giacche quivi esiste soltanto


il

cingolo tuberculare superiore ed


vi

solo accennato e senza tubercoli nella

secondo cingolo, di cui talora

pure indizio

G. echinopJwra.
Il

Brocchi nel suo classico lavoro a pag. 328


;

cita la

G. tyrrhena {Buccinum

tyrrienum LiNN.) nel pliocene del Piacentino


il

sulla fede del

Brocchi l'indicarono pure


riferibile

Bronn,

il

Weinkauf,
specie.

ecc.

finora per

non

trovai

alcuna forma

netta-

mente a detta

G. ECBINOPHOR var. PSEUDOTTBRHENA SaCC.


(TaT.
Il,

fig.

10).

Testa

magna, subovata;

spira sai elata.

Anfracttis subroluiidati,

tuperne cingulo depresso

muniti. Sipeificies Iransversim striata, deinde costnlala; costulae depressae, in anfraclubns jirimis

parrae, iiitrrdum perparKuif: alternae, in anfracln uUimci crassae, depressis.timae, panulalae. In


anfraclu ultimo superne
planulata,

cinguum

sabtuberculare

super

ventretn

cingula 3-4, depressi.mma,

primum

et

nllimum 4

costulis,

2 mediana 3 cnstulis, cnnstiluta. Labium exiernum externe

fortiter revolutum, laeve,

tantum in media infera parte subplicalum. Labium columelare concavum,

laeve, superne tantum biplicato-dentatum.


titer,

Cauda longa sinistrorsum aliquantulum, sursum for-

revoluta.

Long. 95 mra.

Lai. 61

mm.
Castelnuovo d'Asti (rarissima).
rarit della

Piacemiano
Osservazioni.

sup.

La

forma in questione, ed

suoi caratteri generali


trattisi

che la collegano alla G. echinopJiora ed alla G. tyrrhena, farebbero supporre che


solo di

un'anomalia o di
variet,

una variazione

di dette specie; perci che l'ho considerata


tali caratteri proprii

solo

come una

mentre veramente essa presenta

che sembre-

rebbe doversi erigere in specie.

D'altronde potei osservare diversi individui provenienti


i

dal Mediterraneo, specialmente dalle coste della Sardegna,

quali vengono considerati

come

variet (var. mutica Tiberi e var. obsoleta B. D.


simili alla variet fossile in

D.O)

della G. echinopliora e che

sono molto

esame. Questa quindi pu esser considerata come

una

delle tante

transizioni per cui la

G. echinopliora collegasi alla G. tyrrhena.

Galeodea postcoronata Sacc.


(Tav.
II,

fig.

11).

Testa parva, subovata; spira elata

et

acuta. Anfractus 6-7, subangulati

superne depressi,

transversim costulati; superne cingulo tuberculare cincti. Anfractus nltimus 2 tuberculorwn cingulis

munitus; cinguum superum prominens, ncutum

inler

cinguum superum

et

columellam costulae

3 circiter ; inter cingula costulae plerumque 2, sat crassae, supera interdum subtubercularis ; inter cinguum inferum et caudam costulae 3-4, cmssae et prominenles, supera interdum subtubercularis; interdum costulae perparvae costulis crassis alternae.

Labium externum

sat

crassum

et

revolutum, pluriplicatum. Labium columelare subrecttim. Cauda sinistrorsum parum

deflexa.

Long. 34 mm.: Lai. 23

mm.

Tongriano

Cassinelle (rarissima).

Osservazioni.

L'unico esemplare mal conservato che osservai di questa forma

non ne permette uno studio completo. Per possiamo dire

che essa presenta diversi

(1)

figurate dai signori Bacquoy,

Alcuae delle pi spiccate variet della vivente G. echinophora furono recentemente distinte e Deuf^emberg e Dollfuss nel loro bel lavoro sui < Mollusques marina
.

du Roussillon

DESCRITTI DA

F.

SACCO

punti di contatto colla G. coronata Desh. delle Sbes moyens del bacino parigino^
della quale forma quindi la specie in questione potrebbe forse essere

una derivazione

pi

meno

diretta.

GaLEODEA MIOCRISTATA SaCC.


iTav.
II,

fig.

12a,

b).

Testa

magna, semifusifurmis, saepe vancosa


cingulwn siiperum
;

spirai elatissima

turrita.

Superficies

costulis

numerotis, depressis, interdum subobsoletis, transversim ornala. Anfraclns ad suturavi siibdepressi,

2 cingulis

oriati

elalius,

subcristalum

in

anfractubus

primis

saepe

gra-

nosum

vel subtuberculatum
et

cingnlum inferum subdepressum. In anfracttt ultimo


depressa, 3
;

Inter

cingulum

ultimum

caudam cingula minora,

basale suboblitum.

Labium extermim parvtim,

superne uniilentatum, inferne pluriplicalum, prope caudam uniplicato-dentatiim. Labium columellare superne sublaeve, vel mtidenlalum, ad caudam plicatum. Cauda brevis, sinistrorsum forliter revoluta.

Long. 40-90 mra.

Lai.

20-51 mm.
Albugaano, Baldissero,
ecc.

Elveziano

Colli torinesi,

(non frequente),

OsSERYAZiONi.

Quosta forma, per quanto distinta, sembra potersi ritenere


della G. echinopiora, essendo strettamente

come una derivazione abbastanza prossima

collegata con alcune variet elveziane di detta specie,

come vedremo meglio

fra poco.

Subv. PLANDLATA SaCC.


Anfrartus superne ad suturam depressissimi, subplanulati.

Elveziano: Albugnano (non rara).


G. MIOCRISTATA Var. CONNECTENS SaCC.
Distinguunt hanc varietateni a specie typica sequenles notae
:

Anfraclus ultimi 2 cingula supera, rarius infera, depresse sublubercularia.

Elveziano.

Colli torinesi,

Albugnano (non frequente).

Osservazioni.
connessione

Questa forma, con variazioni in un senso e nell'altro, serve di


graduale tra la

abbastanza

G. miocristata
il

la

G.

echinopJiora

var.

miotiirrita subvar.

subcristata.
basale.

Talora

quarto cingolo inferiore viene a confondersi

colla serie costulare

Gli individui giovani


var.

non sono sempre facilmente

distinguibili dalla G. eciinophora

mioturrita.
G. MIOCRISTATA var. CANALICULATA SaCC.
(Tav.
II, flg.

13).
:

Distinguunt liane varietatem a specie typica sequentes notae


Striae transversae crassae
et

elatae

cingulum superum depressum; cingula infera subobl ita;

sub cingulo supero canalis parum profundus, transversim striatus.

Elveziano

Colli

torinesi (rara).

Osservazioni.

Quantunque

di questa

forma abbia solo potuto finora osservare


essa caratteri

esemplari alquanto giovani, tuttavia


notevoli,
e

sembrami cbe presenti


essi

abbastanza

che non debbano completamente

sparire nel periodo adulto.

Galeodea taurinensis Sacc.


(Tav.
II, fig.
14).

Testa parva, rotundo- ovata, raro varicosa; spira sat elata. Anfrctus
et subtilissime striati
;

6,

transversim dense

primi subrotundi, ultimi ad suturam depressi. In anfractu penultimo cingula


4; lubercula subrotunda, sulcis transversis

tubercularia 2 plerumque visibilia, in anfractu ultimo

F. Sacco.

(62
intercisa,

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


14
-

in cingulo superno

17.

Labium externum arcualum,

sai

crassum, pluriplicatum,
plicalum.

superne unidenlatuni.

Labium columellare superne


mui.

s:tbi>licalo-denlatum,

inferne

Cauda

sinistrurswn aliquanlidum,
Long;.
1824.

25-40
Id. Id.
/(/.

swsum forliter, revoluta. Lai. 19-28 min.


SISMONDA,
Id.

Cassidariti cc/Unop/wra Lk.


id.

Syn. mclh.,
id.

ed. p. 39.
eil.

1847.
1847.

p.

30.
p.

id.
id.

1853.

MICHELOTTI, Descr. foss. mwc, Lamk. HOERNES, Foss. Moli. tert. beck.
Linn.

220-21.

fTien., p. 184.

Elveziano

Colli

torinesi,

Sciolze,

ecc.

(abbondantissima).

Osservazioni.

Questa specie confusa finora colla G. echinophora se ne di-

stingue specialmente per la mole minore, per le strie longitudinali

numerose

e fitta-

mente avvicinate
alcune
di

e pei tubercoli arrotondati. cos la

Fra

le

forme

fossili
,

ricorda specialmente
la

tongriane,

G.

Biichii

Boll, di

Pontainebleu
del

G. Nistii
di

KiCKX

Boom,

Baesele, ecc., e la G. depressa von


di

BucH

Tongriano

Mecklembourg.
principali.

Numerosissime sono le sue variazioni

cui accenneremo qui le

Subvar. tcrkitocrassa Sacc.


Testa magna, crassa, subtarrila; inler

primum

et

secundum tuberculorum cingulum, spatium

magnum. Labium extermim percrassum.


Long. 43 mm.
:

Lai.

27 mm.

Elveziano

Colli torinesi (rara).

Osservazioni.
si

Per la sua forma slanciata


di

per la sua mole questa variet

avvicina alquanto ad alcune variet

G.

eehinopiora eV Elveziaio piemontese.

Subvar. acuminatotubercula Scc.


In cingulis superis tubercula subacuta.

Elveziano

Colli torinesi

(rara).

Subvar. rotundotubercula Sacc


Spira aliquautalum depressa: anfractus subrotundi, ad suluram fortiler depressi. Cingulorum
tubercula semiglobosa.

Elveziano

Colli torinesi (rara).

Subvar. multitubercula Sacc.


Testa perraro varicosa. Cingulorum tubercula in longitudinem elongata, in latitudinem appro-

ximala, numerosissima; in cingulo superno 18-20.

Elveziano

Colli torinesi

(non rara).

Subvar. laticingui.ata Sacc.


Inter

secmUum

et

tt-rtium

tuberculorum cingulum spatium magnum.


(rara).

Elveziano: Colli torinesi

Subvar. longiuscula Sacc.


Testa elongato-fusiformis; spira data, acutissima.

Elveziano: Colli

torinesi

(non rara).

Subv. subplanata Sacc.


Spira depressa
;

anfractus ad suturam subplanali.

Elveziano: Colli torinesi (rara).

Tortoniano? : Stazzano?

(rara).

DESCRITTI DA

F.

SACCO
nei
terreni

63"
elveziani delle colline

Osservazioni.
torinesi,

Questa forma, che compare

pure rappresentata da un individuo incompleto che sul cartellino del Museo-

indicato con dubbio

come proveniente da Stazzano.


Subvar. depressicscula Sacc.

Testa ovato -subrotunda; spira depressa.


visibile.

In anfractu penultimo

cingulum

superum tantum

Elveziano

Colli torinesi

Osservazione.
sizione

(non rara).

Questa forma interessante perch costituisce anello di tran-

alla var.

globoso fasciata.
G. TAURINENSIS Var. SUBTBICINGULATA SaCC.

Distingimnt liane varietatem a specie typica sequentes notae:


In anfiacu ultimo cingulum inferum, basale,
costiforme
vel suboblitum,

columellam versus-

ianlum plerumque subtuberculare.

Long.

25-35 mm.
:

Lai. 15--2o ram.

Elveziano

Colli torinesi

(comune).
variet,

Osservazioni.
colla

G.

Questa

presenta gradazioni numerose che la collegano

specie tipica e con diverse sottovariet sovraccennate.

TAHRINENSIS VdP. SUBQUINQDECINGULATA SaCC.


:

bislinguunl liane vai'ietalem a specie typica sequentes notae

In anfractu ultimo, sub quarto cingulo, cingulum depressum subtuberculare.

Long. 25-38 mm.: Lai.

19-26

mm.
ad un dipresso per questa variet
osser-

Elveziano

Colli torinesi

(frequente).
ripetersi
le

Osservazioni.

Sono a

vazioni fatte per la var.

suhtricingulata.

G. TAURINENSIS var. globosofasciata Sacc.


(Tav.
II,

flg.

15 a,

b).

Distingimnt hanc varietatem a specie typica sequentes noiae


Testa aliqaantulum crassior, ovaio globosa
-

spira depressior, conoidalis. Anfraclus convexi,

suluram versus non depressi, sursum valde producti. In anfraclubus, ultimo exceplo, tubercidorum
cingula obtecta
;

striae transversae profundiores ; tubercula crassiora. Labii externi et columellaris

plicae dentales plerumque sai crassae.

Long. 32

mm
:

Lai.

27 mm.:
torinesi,

Elveziano

Colli

Sciolze (non rara).

Osservazioni.

Questa forma

assai interessante

ben

distinta,

tanto che

sembra a primo tratto doversi


il

considerare

come una

specie a parte;

specialmente

grande sviluppo, in

alto,

dalla parte suturale degli anfratti che d alla conchiglia

un aspetto

cosi caratteristico.

Questa forma presenta diverse variazioni,


nella specie
;

di

alcune simili
interes-

a quelle gi accennate
santi le seguenti
:

verificarsi

fra di esse notiamo

come pi

Subvar. intermedia Sacc.


Spira minus depressa. Anfraclus ad suturam
detectum.
subdepressi
;

cingulum

tuberculare iuperum

Elveziano

Colli torinesi (non rara).

64

MOLLUSCHI DEI TERRBNI TERZIAEII DEL PIEMONTE ECC.

Osservazioni.

Questa

forma

costituisce

anello

di

passaggio

tra

la tipica

G. taurinensis

e la var. gobosofasciata, coUegandosi specialmente colla subvar. detipica.

pressiuscula della specie

Subvar. plaisitoberccla Sago.


Cingiilornm tubercula depressa; cingulnm inferum depressissimum vel nullum.

Eheziano

Colli torinesi

(rara).

G. Taurinensis var. globosoatobercula Sacc.


(Tav. Il,
fig.

16).

Disiiiyuunt

hanc varietatem a specie

tyjiira seqneiites

notae:
;

Testa

affinis

var. globosofasciala. Anfraclus conrexi. CiiKjula costiformia, depressa

ulimum

suboblitum.

Long. 31

mm.
:

Lai. 21

nim.
(rarissima).
vista sarebbe inammessibile
fui
il

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni. A prima
colla

poter riunire questa forma


gradazioni

G. taurinensis,

ma

a tale idea

condotto da una serie di


divisione
specifica,

suc-

cessive che paiono

non dar luogo ad una

salvo che vogliasi por-

tare al grado di specie la var. gohosofasciata,


considerarsi

di cui allora questa

forma potrebbe
costituire pas-

come una

variet.

La forma

descritta interessante

per

saggio gi-aduale alla G. sconsioides.

Galeodea scoNSiomES Sago.


(Tav.
II,

fig. 17).

Testa subparva, subovata

spira depressa, conica. Anfractus


et

parum

convexi, ullimus superne

depressissime subcarinatus ; superficies liansversim dense


rosi,

sai

regulariler sulcala; sulci

numeLabium

in anfractu

ultimo 70

circiter.

Apertura subovato-ellipsoidalis. Labium externum crassum,


,

externe

dense

sidcatnm,

siciit

anfractiium superficies

interne pluriplicalo-denticutalum.

columellare arruatum, superne 4-5 sulcis dentiformibus munitum. Cauda sai brevis, sursum
sinistrorsum forliter deflexa.

parum,

Long. 31

ram.: Lai. 21
:

mm.
(rara).

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni.

La

specie descritta,

stata finora confusa cogli esemplari della


assai

Oaleodosconsia striatula (Bon.),


negli anfratti

ne
;

differisce

bene nella forma pi


perch

depressa,

meno

convessi,

ecc.

essa
le

molto interessante

costituisce
le

una

specie di passaggio tra le

Galeodea e

Galeodosconsia. Infatti descrivendo


si

Ga-

leodea taurinensis
sino alla
legarsi

vedemmo come per

transizioni graduatissime

giunge poco a poco

G. taurinensis var. globosoatubercula, forma quest'ultima che viene a colsi

gradatissimamente alla specie ora esaminata; d'altro lato la G. sconsioides


colla

collega per vari caratteri

contemporanea

Sconsia,

striata Lk. var. miocenica

(donde

il

suo

nome

specifico sconsioides),

nonch colla Galeodosconsia striatula (Bon.),


i

tant' che con quest' ultima forma la confusero finora

paleontologi

piemontesi che

mi

precedettero.

insomma
si

questa specie una forma alquanto compreensiva o di pasi

saggio che serve ad indicarci


osservati complessivamente

legami esistenti tra specie ed anche tra sottogeneri che

presentano tra loro assai distinti.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

65
si

Debbo ancora notare riguardo a questa


di

specie

come le

avvicini

molto la forma
identificano alla

Ottnang (probabilmente Tortoniano) che E. Hoernes ed Auinger

G. striatula (Bon).

Galeodea tauroherculea Sacc.


(Tav.
II,

6g.

18).

Tesla jwrcrassa

suhrnlunda

spira

sai

depressa, conotalis, Anfractus

5-G, ad suhiram
cinguliim

depressi, transversiin, suhliliter striali,

istriae

saepe suboblilae).
4

In anfraclu

penultimo

tuberculare visibile unum. Anfractus ultimus

tuberculorum

cinr/ulis

mnnilus;

tubercula per-

crassa

et

eminentissima, in cinqulis snpernis


.

10-12,

in cingulo basale (snboblito)


et

4-5. Apertura

ovato-fusiformis

Labium externnm subarcualum, medio

inferne pluripUcalo-icntalum.
et

Labium

columellare superne crasse unidentatum^ inferne plicalum. Cauda sinislrorsum

sursum revoluta.

Long. 35-40 mm.

Lai.

29-33 mm.
(rara),

Elveziano

Colli

torinesi

Baldissero (frequente).

Osservazioni.
tesca,

Questa specie parrebbe quasi una derivazione, a forma gigangloboso fasciata.

della G.

taurinensis var.

Essa presenta una notevole

somi-

glianza colla

G. Buchii Boll del Tongriano di Meklembourg.

Il*

SEZIONE.

Teta transverslm crassecoitala, sracilU.

Vengono a

far

parte di questa sezione quelle forme che, pur presentando talora

costuline filiformi, sono generalmente ornate trasversalmente di costole assai grosse

ad

un

dipresso eguali fra di loro.

In queste forme
;

si

nota generalmente che

il

guscio

molto pi gracile che in quelle della I^ sezione


la

esse nello assieme ricordano alquanto

Galeodea tyrrhena Chemn. (G. rugosa

L.) di cui sono forse in parte le progenitrici.

Galeodea deformis Sacc.


(Tav.
II,

fig.

19).

Testa crassa, ovoidalis, varicosa; spira elata, conoidalis. Anfractus subconvexi.

Superpcies
et

transversim costata. Costae crassae, prominentes; in anfractu ultimo


losae,

2-4,

eminentiores

granu-

supera praecipue.

Long. 60

mm.
:

Lat.

41

mm.
Raffaele presso Torino
(rarissima).
assai spiccati

Elveziano

Colline di S.

Osservazioni.

un

Menziono questa forma perch presenta caratteri

sia nello assieme sia nelle ornamentazioni,

ma non

possibile darne

una diagnosi comdi

pleta possedendone

solo esemplare imperfetto.

Potrebbe forse trattarsi

qualche
in

deformazione individuale,
proposito.

ma

non parmi

per ora possibile prendere

una decisione

Galoedea turbinata Sacc.


(Tav.
II,

fig. 20).

Testa magna, turbinata; spira sat depressa

acuta. Anfractus
;

6-7

superne cannati, ad

suturam

fortiter depressi, subplanulati

transversim cnslati

costae snt crassae, depressorotundatae,

inierdum coslula perpnrva alternae, superne pi-aeripue. In anfractu ultimo cingula transversa 4;

cingulum superum elalum, acutum, carinaeforme


constiluta;

secundum

et

terlium crassa, subrotunda, 3 coslis

quartum basale depressissimum, 2

costis constitutum,

aperturam versus subobitum.

Long, ultra 70

mm

Lai. 60

mm.

Elvesiano

Baldissero

(rarissima).

6(3

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Osservazioni.
di semplice modello

L'unico esemplare che

si

possiede incompleto ed allo stato


si

quindi ne rimane incompleta la diagnosi. Questa forma


solito

allon-

tana notevolmente dal

tipo delle

Galeodea studiate,

ma

lo

stato dell'esemplare

non permette

seri

paragoni in proposito.

Galeodea taiiroscalarata Sacc.


(Tav.
Il,

fig. 21).

Testa lurbinata, gracilis


gulosi,

siiira scalarifonnis.
,

Anfractus 6-7; primi subrotundali, ultimi an;

superne ad suluram depressissimi plamdali, transversim costati


latae.

costae crassae, depressae,

super ventrem 2 vel 3 percrassae, 2 centim. circiler

Anfractus

superne cingulati; cin-

gulum

costiforme,

unum, parum elatam

$ub cuquIo in anfracta ultimo canalis sat profundus.

Long. 45 ram.: Lat. 40

mm.
(Eegione Tinassa) (rarissima).

Eveziano.

Sciolze

Galeodea tauroptrulata Sacc.


(Tav.
Il,

fig.

22).

Testa

magna, subpyriformis,
;

gracilis; spira elata, acuta.


,

Anfractus 7-8, transversim regu;

lariler coslilati

primi siibrotuudi, ultimus crassissimus

superne subcnrinatus

ciugulum cari-

naeforme, crassum sed depressuni; sub cingulo deprcssio canaliformis,


conspicitur.

ampia, parum profunda,


,

Super ventrem cnslae transversae aliquantulum eminentiores

3 circiter.

Long. 60

mm.
:

circiler;

Lai.

50

mm,
(rarissima).

Eveziano

Colli

torinesi

(Val Ceppi)

Osservazioni.
pleto,

Questa forma solo conservata allo stato di modulo incomdelle

come gran parte

forme

affini

qui descritte.

Ci rende le diagnosi imper-

fette e le specie poco nettamente determinabili, tanto piii che riesce ancor pi difficile
il

riconoscere se le forme svariate che

si

hanno davanti sono specie


in

distinte o solo

variazioni individuali o di et.

La forma

esame

si

avvicina alquanto alla G. tyr-

rhena [G. rugosa)

dei mari attuali.

Galeodea TAaROGLOBOSA
(Tav.
1,

.Sacc.

fig.

23|.

Testa magna., gracilis, subglobosa. Spira sat elala, acuta Snperfcies transversim sat aequaliter

costulata. Anfractus 7 circiter;

primi subrotundali, penultimi


anfraelubus
in

suhangulati
eminens,
in

ultimus subglo-

bosus.

Ciugulum unum, superum,


;

in

penultimis

sat

anfractu

ultimo
conspi-

subdf'pressum
ciunlur
;

sub

et

supra ciugulum

anfraelubus

ultimis deprossiones canaliculares

in depressione inferiori costula (iliformis.


:

Eveziano

Colli torinesi

(Tetti dei Frati),

Sciolze

(non rara).

Osservazioni.

Nelle marne elveziane delle colline monregalesi e delle Langhe

occidentali rinvengonsi moduli di

Galeodea

che

ricordano

questa

specie,

la

quale

anch'essa,

come

la

precedente,

pare collegarsi colla G.

tyrrhena (G. rugosa).

Subvar. taurodepressa Sacc.


Testa subrotunda
;

spira depres.ia; anfractus ullimus valdc inflatus.

Eveziano

Bardassano, Sciolze (rarissima).


Subvar. ovoidalis
.Sacc.

Testa ovoidalis

spira elala

ciugulum superum valde depressum.


(Tetti dei Frati),
Sciolze,
(rara).

Eveziano

Colli

torinesi

descritti da

f.

sacco

67

Galeodea tauropomum Sacc.


(Tav.
II, fig.

24

a, b).

Testa magna, graciUs, subovaia;


costati
et
;

sjira

xat elata et acuta.

Anfraclus 7, convexi, transverse

costae crassae, subrotuiulaUn;

fere

aequales, tantum in parte ventrali

supera

crassiores
revo-

distantiores, iiUcrdnrn costulis perparvidis tiiternae. Apertura subovata.


gracile,

Labium externum

Intum; labium cohtmellare

expansum. Cauda snistrorsum


ram.

forliler revoluta.

Long. 45-97 mm.; Lai

40-70

Tongriano?: Dego?
Elveziano
Eusebio),
:

(rarissima).

Colli torinesi

(Tetti dei

Frati),

Sciolze

(Kegione Tiaassa,

Bric.

S.

(frequente).

Osservazioni.

Nel museo paleontologico

di

Genova

esiste

un frammento insi

completo di una forma affine a quella in esame, almeno pel poco che
la sua provenienza

pu vedere

da Dego

indicata

con dubbio.
colli

Questa specie non rara nelle marne eveziane dei

torinesi

ma

sgrazia-

tamente per

la gracilit

della conchiglia

essa

quasi

sempre conservata solo come

impronta e raramente presenta ancora la parte caudale. Essa pu anche considerarsi

come una

delle progenitrici

probabili della

G.

fyrrhena (G. rugosa).

G. TAUROPOMUM Vaf. LANGARUM SaCC.


Distinguunt hanc varietatem a specie typica sequenles notae
:

Spira depressior; inter ventrem


vulissima diniidiatum.

et

suturam spatium infracosfale

sai

magnum,

costula par-

Elveziano

Langhe

occidentali presso

Clavesana (frequente).

Osservazioni.

Lo

stato incompleto delle impronte trovate finora

non per-

mettono una diagnosi soddisfacente.


Subvar. ornata
.Sacc.
;

Superficie^ inter costas transversas crebre et subtilissime costicillala

basim versus

costiilae

parvulae costis magnis allernae.

Elvesiano

Langhe occidentali presso Clavesana

(rara).

Galeodea globosostazzanensis Sacc


(Tav,
li,

fig.

25).

Testa globosa,

gracili.<!;

spira depressisima.

Anfractus convexi,

superficie'^

transver.^im

co-

stata; costae magnae, depressae, costulis

parvuUs

sai regulariter alternae.

Long. 53

mm.
:

Lai.

55 mm.

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.
tanto
il

Anche

in

questo caso dobbiamo notare come

il

possedere sol-

modulo incompleto

della conchiglia non permette

una diagnosi soddisfacente,

tanto che a questo proposito restano ancora diversi dubbi. L'ornamentazione della base
della G.

tauropomum ^V Elveziano
alla specie in

superiore di Clavesana accennerebbe

quasi ad

un passaggio

esame.

Galeodea oblonoocebana Sacc.


(Tav.
I,

fig. 26}.

Testa ovato-oblonga, gracilis. Anfractus subconvexi,


rotundatae, sai eminentes, fere aequales
et

transversim costati; costae crassae, sub-

aequaliler distantes. Prope suturam costa magna, laeviter

ondulata; sub costa magna,

vel

2 costulae parvulae conspiciuntur.

68
Long. 70

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


:

rani.

Lai.

46

mm.
rara). (rarissima).
il

Aquitaniano ? Ceva (non


Elveziano
:

Colli torinesi

Osservazioni.

Non

conoscendo

punto preciso dove vennero trovate queste


l'oriz-

forme presso Ceva solo dubbiosamente che indico come piano di rinvenimento
zonte aquitaniano, tanto sviluppato, appunto con marne, presso Ceva.

Questa forma,

per

quanto

si

pu giudicare dalle impronte


tyrrhena {G. rugosa).

incomplete che

si

posseggono, ricorda alquanto la O.

Considerazioni generali sulle


Riesce difficilissimo
rosissime forme fossili di
il

GALEODEA.
numecausa
e
ci

cercar di collegare in un nesso un po' naturale le


in

Galeodea esaminate nelle pagine precedenti,


si

della grandissima variabilit loro, tanto che

passa gi'adatamente da una data forma


divisorii

ad

altre diversissime

senza poter segnare

limiti

un po'

netti.

La suddetta
forme
fossili

difficolt
si

aumenta poi ancora quando, dopo aver


viventi
;

distinte le principali

cerca di paragonarle a quelle


fossili

giacch

allora
delle

pare

che

quasi

tutte

le

forme

rassomiglino ad una

ad un'altra

straordinariamente

numerose

variet viventi di

Galeodea f.chinophora.
sezioni

Anche
abbastanza
le

le

due

che ho creduto di poter stabilire, e che nello assieme paiono


si

giustificate,

vengono a perdere molto del loro valore quando

considerino

grandissime variazioni della vivente G. echinophora. In questo caso, come sovente


si

anche altrove,
di base

sente la

mancanza

di

un profondo studio zoologico che possa

servir

a quello paleontologico.
(1),

Cos,

per citare

un esempio,
fossili

la

var.

subnodulosa

B. D. D.

a cui

si

collegano molte delle forme

sopra esaminate, troppo

compi-eeusiva.

Ad
Galeodea

ogni modo, tenendo conto in parte dei caratteri della conchiglia ed in parte
si

dell'et dei fossili,

pu provvisoriamente presentare un quadro compreensivo


collegandole

delle

studiate,

con

quelle

antiche

pi
i

conosciute.

Per

rendere

questo quadro pi completo vi ho incluso

(indicandone

rapporti generali in
la

modo

complessivo ed in via affatto provvisoria) la G. diadema Desh.,

G. pretiosa, la
la

G. enodis Desh., la G. sulcaria Desh-., la

G. singularis Desh,

G. trinodosa
la

Tate, la G.

Wilsoni Tate (queste due ultime dell'eocene australiano),

G. eury-

chius CossM., la

Galeodea

nodosa Soland.,

la

G. refusa Desh., la G. coronata


esistere

Desh. (che

il

Deshayes

oltre che nelle sables nioyens indica

pure nel Brade

ckeslam

lied

d'Inghilterra),

la

G. Nystii
di

KicK., la G. Bucini Boll, e la G.

pressa Buon., quantunque uno


in sinonimia

questi ultimi

nomi abbia probabilmente ad


locale.

entrai'e

oppure debba rappresentare solo una variet


i

Riguardo

alle

Galeodea

della 2^ sezione
sit e

loro rapporti sono ancora incertissimi in causa eziandio della scar-

cattiva conservazione degli esemplari


il

che non permettono studi un po' minuti,


principali;-

quindi rimane ancor pi provvisorio

quadro comparativo delle loro forme

alcune di esse paiono collegarsi per certi caratteri alla G. bicatenata Sow.,

ma
1882.

pre-

(I)

BucQUOi, DADTZEMBERa, DoLLFUSS, Les MoUusques marins du Roussillo, Fase.

II,

68 W

QUADRO
anomala
suhnodulosa
I

delle principali affinit delle

Galeodea

mutica
globosa
solida
obsoleta
ecc.
ecc.
) yar. e

G. echinophora

Attualit

G. tyrrhena {G. rugosa) e yar. depressa

<

j
\

Astiano

G. tyrrhena var.

G. hicatenata

var.

G. echinophora

pliotriseriata

pliobiseriata
var. G.

echinophora

!subtyrrhena
Fiacenziano G. tyrrhena var.

G. bicatenata-

pseudotyrrhena
transiens

dertonensis
Tortoninno G. globostaseenensis
piacentina
TOT. G.

echinophora

G. taurinensis subv.

'

G. defoYmis

subtridngulata

\G. turbinata
_, , Elveziano
G. tauropomum var.
G. oblongocebana
I

1
i

miocostulata
I

T ^ Langarum ( G.
I

tattroscalarata

mioguinqueseriata
.

canaliculata
.

miotriseriata
(

var.

G. echinophora var.

{ /

var. e

G. miocristata

G. taurinensis

r,

stihquinquecingulata

e var.
I

mioturrita-

connectens
1

globosofasciata

G.

taurohercuita

Cf.

tauropyrulata

Movasendae
globosoatubercula

G. seonsioides

G. tauroglobosa

Aciuitaniano 6. oblongocebana

miocostulata

var.

G. echinophora

Tongrlano

G. tauropomum var

-G. postcoronata

G. echinophora var. initialis

G. Nystii

G. depressa

G.

BuM

BarU)niaiio

-G. singularis

G. coronata

G. retusa

G. eurychilus

G, sulcaria G. enodis

"risiano

G. pmetiosa

G. coronata var.

G. nodosa

G. trinodosa

G. Wilsoni

Snessonlano

Galeodea diadema

ecc.

9.

F.

Sacco

/ Molluschi

dei terreni teriiarii.

UESCKITXI DA

F.

SACCO

69^

sentano specialmente molti punti

di

contatto con certe variet di

G. tyrrhena (G.
(non
studio

rugosa) nonch colla vivente specie o variet G. depressa


BucH.). Anche in questo caso
deplorevole la

Phil.
di

G.

depressa

mancanza

uno

generale e

coscienzioso delle forme viventi di

questo gruppo, poich non possiamo fondarvi pa-

ragoni coi

fossili;

tant' che la

G.

depressa Phil., la G. tyrrhena e la G. rugosa,

sono probabilmente riunibili in una stessa specie, con variet diverse. In ogni modo,
interessante
assai

il

confronto fra

il

grappo della G. tyrrhena vivente e


tanto

le

sue

probabili progenitrici mioceniche e plioceniche,


rativo porta a riconoscere
i

pi

che questo esame compa-

molti punti di collegamento esistenti fra questo gruppo

e quello della

G.

echinophora, specialmente colle sue variet mutica Tiberi e suhle

glohosa B. D. D., fra


la tavola qui contro).

viventi,

e le

moltissime

sopramenzionate

fossili.

(Veggasi

Sottog.

GALEODOSCONSIA

Sacco 1890.

Testa subparva ovato-ventricosa, huccinoides ; spira sat elata. Anfractus convexi.

Superficies transversim dense et sat regulariter sulcata

suci pernumerosi,
,

parvui.

Apertura sub fusiformis.

Labium externum subcrassum


,

extus plerumque

transversim, sicut in anfractuum superficie, dense sulcatum

intus pluriplicatum.
subpli-

catum.

Labium sinistrum valde arcuatum superne plerumque denticulatum, inferne Cauda sat brevis, sursum et sinistrorsum deflexa.
Questo sottogenere
si

fonda specialmente sulla Cassidaria striatula Bon., forma


alcune Galeodea,
alla
cos

che

mentre

avvicinasi

alquanto ad

per

esempio

ad alcune

variet di

Galeodea taurinensis e specialmente


diversi caratteri
,

Galeodea sconsioides Sacc, preparticolarmente per la sulcatura


,

senta pure

comuni
nonch
,

colle

Scansia,

trasversale della superficie

in alcuni pochi esemplari

anche

per la

varice

dell'ultimo anfratto. Sarebbe quindi questo sottogenere


le

un

anello di collegamento fra

Galeodea
nella

e le Scansia,

donde

il

nome che

gli

ho attribuito.

da

osservarsi inoltre

come

forma complessiva questo sottogenere ricordi eziandio alquanto un Bucci-

num,

avvicinandosi ad esempio per questi caratteri ambigui al

Liomesus (Cyrtochetus)

bistriatum (Lk.) del Farisiano e del Bartoniano.


In questo sottogenere parmi debbasi inglobare la Cassis striata Sow. che
certi

per

esemplari

si

avvicina moltissimo alla G.

striatula BoN.

Galeodosconsu striatola

(Bon).
circiter,

Testa subparva, ovato-ventricosa, raro varicosa; spira sat elata. Anfractus 6 vexi
;

con-

superficies transversim

tenuissime, sai regulariter, striolata


vel

striolae

pernumerosae. Ajertura

ovato-pyriformis.

Labium externum incrassatum, arcuatwn


plerumque pluridentatum

superne laeviter depressum, extus

transversim minutissime slrinlatum, intus plurisubplicalum. Labinm columellare


incrassatu'u, superne
,

incurvatum

sat

inferne pluriplicatum.

Cauda subbrevis, sursum

et sinistrorsum aliquantulum deflexa.

Lonj;. 15

32

mm.:

Lai. 9

21

mra.

10

F. Sacco.

70
1825. 1840.

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.


BONELLI,
Cat. Zoo/.
e

Cassidaria striatula Bon.


Id. id. id. id.
id.

Mus.

di Torino,
Sagcjio

N. 2598.
IV, Cg. 7, 8.

BELLARDI
Id.

MICIlELOTTl,
mei/,.,
id.
1

Oiitt. Pieni., p. 5, lav.

1842.

Id

SISMO.NOA, Syn.
MICIlELOTTl,

od., p. 39.
p.

1847.

U.
Id.

2 ed.,

30.

1847.
1848.

Descripl. foss.

Urt. mioc, p. 221.

Id.

id.

BRO>N,

Ind. /mlennl., p. 244.

1851
1875.
1884.

Mario
Id.

slriatulus

V Orh.

D'ORBIGNY,
R. R.

Prodr. Pai. straU,

tomo HI,

p. 90. p.

Cassidaria slriatula Bon.


id.

HOERNES, Fauna Schlier v. Ollnang., UOER.NES ci AUINGER, Die Cast., 1


(frequente).

351.
162.

tind II Med. stufe, p.

Elveziano

Colli

OssERTAZiONi.

torinesi

Per

le

osservazioni generali da farsi su questa forma devonsi

considerare quelle gi accennate trattando del sottogenere.

Credo dover notare come R. Hoernes ed Auinger attribuiscono a questa specie

una forma

di

Ottnang (probabilmente Tortoniano)

la

quale invece,

per quanto ri-

sulta dai disegni e dalle descrizioni

R.
fig.

Hoernes
13
a, II Medit.

Die Fauna des Schliers von


e E.

Ottnang,

1875
d.

pag.

34, Tav. XI,


d.
I.

Hoernes

et p.

Auinger
162, Tav.

Die

G-astcr.
fig.

meer. ahi.

tmd

stufe

1884

XVII,

14 a, b

parmi diversa dalla G. striatula BoN. tanto da doverne fare

una
Sacc.
vi

specie a parte per la quale propongo l'appellativo di Galeodosconsia ottnangiensis

per ad osservarsi come in alcuni esemplari di G. striatula dei

colli torinesi

gi

una tendenza

alla

forma ventrosissima che

costituisce la

G.

ottnangiensis,

tanto che credetti doverne fare una variet di passaggio, come sotto indicato.
Subv. ELEGANS SaCC.
Addilamenli striolae longiludinales pernumerosae
superjicies subrelicularis.
,

striolas transversas inlercidentes

deinde

Elvesiano

Colli torinesi

(non rara).

G. striatula var. subottnangiensis Sacc.


(Tav.
Disliiigiiunt liane varietatem
II.

fig.

27

o,

b.)

sjiecie

hjiiica

sequenles notae

Testa in(latioi\ subrolimda.


praecipue.

Spira

depressior.

Anfractus

ulUmus

inflalior

suturam versus

Elveziano:

Colli

torinesi

(non rara).
gi

Osservazioni.

Come
per

ebbi ad osservare sopra, questa variet costituisce

un anello

di

congiunzione fra la tipica forma elveziana del Piemonte e la forma torstrano che quest'ultima forma non siasi ancor ritrovata

toniana di Ottnang
nel

Tortoniano piemontese.

Considerazioni generali sulle

GALEODOSCONSIA.
possono in via provvisoria delineare nel

Da
seguente

quanto

si

detto precedentemente
affinit delle principali

si

modo

le

Galeodosconsia.

Tortoniano
Elveziano

G. ottnangiensis

G. striatula e var. subottnangiensis

Londiniano

Galeodosconsia striata.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

71

Sottog.

SCONSIA Grat 1847.

ScoNsiA Bkyrichi (Micht.)


(Tav.
II,

fig. 28).

Testa ovato- fusi formis


circiter, siibconvexi,

plerumque varicosa
et

spira

sai

elata.
;

Anfractus 6

transversim densim

sat regulariter silicati

prope

suturam
,

suhcrenulati

in

ultimo

anfractu

sulci

praeter

60.

Apertura

subellipsoidalis
;

elongata

labium externuni plerumque incrassatum, intus suhpluriplicatum

labium

columellare pluriplicatum, sat expansitm.


sinistrorsum aliquantuluni recurva.

Cauda

brevis, glabra,

sursum

fortiter et

Long. 22
1861.

42
:

mm.

Lat.

1426 mm.
tud. Mioc.
inf.,

Cassis Beyridii Micht.

MICHELOTTI,

p.

132, tav. XIII,

fig.

7, 8.

Tongriano
(frequente)

Carcare,

Carpeneto, Dego, Millesimo, Cassinelle, Sassello - Capeto

Osservazioni.

Questa comunissima forma nel suo assieme ricorda talmente la

Tivente S. striata Lk. che se ne pu ritenere come la progenitrice.

La

varice lon-

gitudinale esiste quasi sempre nell'ultimo anfratto, solo che talora essa molto rile-

vata e talvolta depressa, appena riconoscibile.

Subv. PERM1NUTESTR1ATA SaCC.


Slriolae Iransversae ininutissimae, pernumerosae

Tongriano

Assieme alla forma tipica (comune).

Subv. INFLATA SaCC.

Teda plerumque parr,


Long. 10-23

subovato-inflata

anfractus comexi.

mm
:

Lai.

9-16 mm.

Tongriano

Carcare, Cremolino.

Osservazioni.
ridotti

Di questa forma non ebbi finora che ad esaminare esemplari

a semplice modello, per


quindi

modo che

essi

lasciano ancora incertezze


la

sulla

loro
lascia

diagnosi e

anche sui

loro

rapporti;

anzi

loro

forma

complessiva

persino dubitare che esse non appartengano a vere Sconsia, ricordando la forma

di

alcune

Casm aria
SCONSIA AMBIGUA (BraND).
1766.

BRANDER,

Foss. hant. p. 28, N. 56, PI. IV,

fig.

5, 9.

S.

AMBIGUA
(Tav.

var. ITALICA
II,

SaCC.

fig. 29).

Dislinguunt hanc varietatem a specie typica sequentes nolae

Testa aliquanlulum minor. Anfractus superne duobus eostulis parvulis, depressis, granulosis
ornati,

prope suturam etiam granulosi.

Long. 21-26

mm.

Lai.

14-16 mm.
Carcare,

Tongriano

Cassinelle,

Dego

(rara).

72

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Osservazioni.
pochi individui

Confusi assieme agli esemplari di

S.

Bcyriclii trovai alcuni

riferibili

certamente alla S. ambigua Brand.

{S. striata

Sow.)

questo

fatto assai interessante,

perch detta specie trovasi assai frequente nel Parisiano e

nel Sitessoniano superiore {Londiniano).


ritenersi
il

La forma

del

Vicentino probabilmente da
variet per la quale propongo

almeno come una variet della specie

tipica,

nome di var. Brongniartii dedicandola all'illustre paleontologo che l'ha segnalata.

Subv. RUGULOSA SaCC.


(Tav.
II,

fig. 30).

Anfractus convexiores; ultimus suturam versus rnrinso-pUcalus.

Tongriano

Cassinelle,

Carcare,

Dego

(rara).

Osservazioni.
gi sopra descritta

Questa variet ricorda alquanto per certi caratteri la forma

come Cusmaria tongriana.

SCONSIA STRIATA (Lk.)

(LAMARK

in

DESHAYES,

Hist. Nat.

An.

s.

vert.

Figure in Encycl.,

pi.

405,

fig.

2 a,

b).

S.

STRIATA

var.
II,

MIOCENICA SaCC.
fig.

(Tav.

31).

Dislinguunt liane varietatem a specie lypica sequentes nolae

Testa saepe aliquantulum

in(lalior. Sulci Iransversi

plerumque propinquiores

et

numerosiores

Long. 31-53 mm.:

Lai.

18-35 mm.
(alquanto rara).
il

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni.

molto notevole

fatto di trovare nei terreni elveziani

una

forma la quale

si

collega cos

strettamente colla vivente


variet.

S.

striata

che se ne pu
la

appena

distinguere

come semplice

Siccome

caratteri

che

differenziano

dalla forma vivente sono appunto quelli che l'avvicinano alla S.

Beyrichi del Ton-

griano,

cosi la filogenia

di

queste forme appare assai chiara ed evidente.


il

L'esemplare disegnato

pi piccolo che conosca, forse anzi esso giovane e

si

presenta quindi con forma assai pi fusoide e


Gli esemplari
quelli della
di

meno

rigonfia che

non

allo stato adulto.

questa forma vennero finora confusi dai paleontologi piemontesi con

Galeodosconsia striatula (Bon.).


S. STRIATA var. MIOINFLATA SaCC.
(Tav.
II
,

fig. 32).

Dislinguunt hanc varietatem a specie Itjpica sequente.< nolae


Testa infiala, subrotunda. Spira subdepressa.
Lonji;.

Anfractus convexi.

40 min.: Lai. 31
:

inni.

Elveziano

Albugnano

(rarissima)'.

Osservazioni.
anello di

Questa forma molto interessante poich costituisce quasi un


colla

collegamento

Galeodosconsia

striatula (BoN.), almeno

nella

forma

complessiva.

DESCEITTI DA

F.

SACCO

73

Considerazioni generali sulle

SCONSIA.
in tutti
i

Le forme appartenenti a questo sottogenere, quantunque siano rare


riodi
geologici,

pe-

come anche

nei mari caldi del giorno


le

d'oggi,

hanno

uno

sviluppo

abbastanza notevole nel tempo, giacch


S. alabamensis Gabb.
chiari,
;

vediamo gi comparire nel Cretaceo sup. colla

la loro

filogenia,

od

almeno

loro rapporti

sono abbastanza

come

risulta dalla seguente tavola

schematica, in cui vennero pure considerate


e la S.

la

*S'.

ambigua
il

del

Londonthon
di

e di

Barton,

ambigua

di

RoNCi

a quest'ultima

forma diedi

nome

Brongniarti, considerandola come variet della specie predetta,

poich non parmi identificabile colla specie tipica dell'Inghilterra; secondo le ricerche
del

FucHS questa

specie nel

Vicentino

si

troverebbe solo

nell'

Oligocene di Sangonini.

Attnalit

S.

striata

miocenica
mioinflata

Elvezano

S.

striata var.
\

Tongriano

S.

Beyrichi

S.

ambigua

var.

italica

Bartoniano

8.

ambigua

var.

Farisiano

S.

ambigua

var.

Brongniarti

Londiniano

Scansia ambigua

74

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

Genere

MORIONASSA

Sacco 1890.

Testa hucciniformis

spira elata, conica, acuta. Anfractus transversim striati

ultimus basi depressus. Apertura suhpyriforniis.


inferne pluriplicatum.

Labium externum subincrassatum,

Columela incavata; labium columellare expansum, superne


subbrevis,

plicato-dentatum.

Cauda

sinistrorsum obliquata.

Nello esame delle Cassididi dei terreni piemontesi trovai una forma che, men\,re
per diversi suoi caratteri pare far parte di detta famiglia, per alcuni
costa alle
ricorsi
i

invece

si

ac-

Buccinidi e per

altri

ai

Tritonidi.

In tale incertezza di determinazione

per consiglio

agli illustri

malacologi Dott. P. Fischer e Marchese

De Gregorio
il

quali gentilmente vollero interessarsi al fossile in questione,

ma

dopo averlo avuto

in

esame conclusero anch'essi

trattarsi

di

una forma

di

incerta collocazione. An''

Fischer chiuse la sua lettera con queste parole:


finits

Je conclue que la somme d'af-

rapproche votre coquille des Cassidaria plus que de toute autre forme; m?is
suffisants

qu'elle prsente aussi des caracteres

pour en

faire

un bon

sous-genre des
.

Cassidaria, ou

mme un

genre distincte de la famille des

Cassididae

Quantunque
malo

l'unicit dell'esemplare

mi faccia dubitare

trattarsi

di individuo

ano-

d'ibridismo o d'altro fenomeno insolito,

tuttavia non sapendo dove

collocare

questa forma mi trovo obbligato,


tuirne provvisoriamente
sciuto potessi aggregarla.

seguendo l'autorevole parere del Fischer, a costisaprei a quale genere gi cono-

un nuovo genere, poich non

Propongo quindi per nome generico Morionassa, come quello

che meglio rappresenta l'assieme dei principali caratteri della forma in questione.

La Morionassa potrebbe
a varici
la
si

forse semljrare

ad alcuno che rappresenti


,

un Triton
di

obsolete,

ma

la

sua rassomiglianza pi notevole colle Nassa


il

cui

ha

forma generale buccinoidea, e con alcune Eiithria. Per quanto

fossile in

studio

avvicini alle Cassidide ne differisce per per la spira lunghissima (quale per osser-

vasi

pure in alcune Casmaria)


;

per la forma buccinoidea


sue maggiori
affinit
coi

non rigonfia nella sua


,

met

tuttavia essa presenta

le

Morio

per

la sua

bocca

molto allargata verso l'avanti, pel suo labbro esterno espauso e rivolto all'esterno, per
la sua callosit columellare allargata e

staccata in parte dalla columela nella regione

ombelicale, per la forma e la disposizione delle pieghe del labbro esterno e columellare,

per la striatura trasversale della superficie, e per la sua coda risvoltata a sinistra.

Concludendo, credo

si

possa

considerare la

Morionassa come una Cassidide a


Sconsia.
chiarire

spira lunga, ravvicinabile specialmente al sottog.


lacologi,

Mi auguro che

altri

manome

oppure

ulteriori

rinvenimenti,

possano

meglio l'interpretazione che

devesi dare della forma in questione, anche se ne conseguisse la distruzione del

generico che ho per essa provvisoriamente

istituito.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

75

MORIONASSA AMPLECTENS SaCC.


(Tav.
II,

fig.

33

a, b).

Testa parva, bucciniformis

spira elata, conoiha, acuta. Anfractus 6 circiler,

complanali,

transversim striati

striae
Ijasi

parwn profundae,

inter se sat regulariter dislantes. Anfractus ultimus

aliquantulum

inftatiis,

forliter depressus, regione orali

excepta. Apertura supyrifurmis, valde

expansa. Labium exlerimm subarcunlum, in parte inferiori praecipue, subincrassatum, expansiim,


pluriplicatum. Columella incavata
;

labium columellare expamum, in regione caudale columella


bi vel

sejunctum, superne oblique denticulatum, inferne

triplicalum.

Cauda

brevis

sursum

et

sini-

strorsum

laeviler revoluta.

Long. 30 min.: Lat. 17 mm.

Elvesiano

Colli

torinesi

(rarissima).
si

Osservazioni.

Eiguardo a questa interessantissima forma leggasi quanto

detto riguardo alla istituzione del nuovo genere che la comprende.

76

MOLLUSCHI DEI TERRENI

TEUZIAIill

DEL PIEMONTE ECC.

Genere ONISCIA
Sottog.

Sow.

1824.

NI se IDIA Sw.uNSON 1840.


Oniscidu cvthaba (Brocch).
(Tav.
II, fig.

34

a,

b).

Testa percrassa, suhovato-elongata


circiter,

spira

parum

elata,

acuta. Anfracius

ad suturam

depressi, longitudinalitcr crasse costati, dense et depressissime


,

cristulaii,

transversim sulcati. Cosine longitudinales crassae, eminentes

in dorso

praecipue, sulcis transversis intercisae, suturam versus subacutae, in anfractu ul-

timo

circiter.

Sulci transversi sai lati


circiter,

et

profundi, suturam versus nulli, in anfractu

ultimo

10-11

inter se sat distantes, deinde costae transversae latissimae,

depressae.
oblita.

Prope suturam costula transversa una, in anfractu ultimo plerumque subApertura elongato-constricta. Labium externum percrassum ; intus plurisub-

plicatum, medio subgibbosum. Labium columellare percrassum, valde expansum, laeve


vel depresse subverrucosum.

Cauda sursum

fortiter et sinistrorsum

parum

revoluta.

Long.

24-52 mm.

Lat.

15-32 mm.
Forma
(Tav.
II,

jovenilis.

fig.

35

a, b, 36).

Testa parva, minus crassa, voluti foi-mis. Costidae lonqitudinales miiius crassae, minus pro-

minenles; sulci trausversi saepe

laliores, vnmerosiores,
,

inlerdum majnres
(iliformes,

et

minorcs alterni; deinde


binae. Apertura
valdef

costae transversae saepe numerosiores

minus crassae, interdum

non raro

aliquanluliim amplior.

Labium externum

.'implex; labium columellare

non expansum. Cauda

minus revoluta.

BORSON, Ad. Oryct. Ped. aua., p. 171 (22). Buccinum N. 5 Buccinum cijthara Brocch. BROCCHI, Conch. foss. subapp.. p. 330, tav. V, pag. BORSO.N, Oiilt. j/iem., p. 46 (225). 1820. Harpa cytiiara Br. BONELLl, Cat. tn. s., Musco Zool. N. 2595-96. 1825. Oniscia cythara
18U0. 1814. 1825. 1825. 1828.
/(/.

5, 6.

id.

SOWERBY,

Gen.

ree. a. foss. Sliclts

N. 24.
S.

CasMaria cythara Br.


Cassis cythara Prori.

BASTEROT, Descr. geot. BRONN, It. teil. Geb., p.


PUSCH,
I.

Bass.
28.

tert.

0. France, p. 51.

1837.
1837.

Oniscia cythara Sow.


/'/.
iti.

Poi. Pai., p.
/^. foss.

120.
T/iierr.
Ieri.
ieck.

V.

IlAUER,

ff^ien, p. 417.

1840. 1840.
1842. 1847.

Id.

id.

Cassidaria cithara Desk.


Oniscia cythara Sow.

BELLARDl e MICIIELOTTI, Saggio GRATELOUP. Conch. foss. terr. Ieri. ed. 40. SISMONDA, Syn. meth.,
I

oriti., p.

57.
PI.
1,

Adour,

N. 34.

Id.

id.

2 ed. p. 30.
p.

Brocchi

MICIIELOTTI, Pescr. foss. mioc, BRON.N, liid. Pai., p. 843-M.

219-20, tav. XII,

11^.

3, 4.

HOERNES,
IlOERNES,

Ferz. Cz. Eri. geogn. Kart. fVien.,


l'rodr.

p.

17.

D'ORBIGiNY,

Pai. Strat., tom. Ili, p. 89.


tert. beck.

Foss. Molt.

ff^ien., p.

171-72.

DA COSTA,

Gasi.

terc.

Pori., p.

125.

Tongriano
Elveziano
frequente).
:

Belforte,

Cassinelle (ind.

giov.)

(rarissima).
,

Colli torinesi,

Albugaano, Sciolze

Baldissero torinese,

ecc.

(assai

Osservazioni.

Il

Brocchi

cita questa

forma come trovata a Belforte nel diil

partimento di Montenotte, dove

affiora

ampiamente

Tongriano ricchissimo

in fossili,-

DESCRITTI DA

F.

SACCO

ff
per strano che questa specie
si

quindi probabile cbe non siavi errore di provenienza

non

sia piii stata trovata

nei terreni

fongriani, mentre

raccolse straordinariamente

abbondante

nei

terreni

elvesiani dei colli torinesi.

bens

vero che l'esemplare

disegnato dal Brocchi

dififerisce

alquanto

dalla

forma pi abbondante n^WElveziano,


gli individui

ma

siccome anche in questo terreno sono comuni

che corrispondono al disegno della forma di Belforte, cosi non credetti poter fare una distinzione razionale fra le forme dei due orizzonti geologici.
Infatti
plessiva,

la specie in

esame

si

presenta alquanto
ecc., e

variabile sia nella

forma com-

sia nei
si

disegni della superficie,

queste differenze aumentano poi

mag-

giormente se

paragonano
si

gli

individui giovani cogli adulti.


fig.

Per

gli

individui giovanili

di questa specie

confronti anche la
I

di Tav.
st..

XVII

del lavoro di E.

Hoeenes

ed AoiNGER

Gast. d.

u.

II

Mioc. Med.

Nel periodo giovanile l'O. cythara presenta variazioni grandissime, tanto che talora
si

rimane incerti se
:

certi esemplari siano giovani di questa specie,

oppure

dell' 0.

ver-

rucosa
le

solchi transversi talora

non passano

sulle

coste longitudinali, talvolta invece

intaccano assai fortemente, talora sono molto numerosi, talora hanno gi quasi la
;

forma come negli individui adulti

perci la superficie della conchiglia in alcuni esem-

plari rassomiglia quella degli individui adulti, in altri ricorda quasi quella di
in
si

nn'Harpa,

alcuni pochi piuttosto simile a quella della 0. apenninica

tali

differenze sovente

conservano anche nel periodo adulto, costituendo quelle variet e sottovariet che

passeremo ora in rassegna.

Bellardi

MiCHELOTTi
;

nel loro

Saggio

crittografico del

1840

citano questa
affatto

specie anche nel Piacentino

credo

si

tratti di

un errore poich non mi consta

che mai

siasi

trovata la forma in questione nel pliocene, e nel


i

1840 non

si

cono-

scevano ancora nel Piacentino

depositi fossiliferi oiVElveziano.

Subv. ACUTICOSTA SaCC.


Testa plerumqiie elongatior
;

costae longiliidinales eminentissimae, subacutae, crisliformes.

Eveziano

Colli torinesi,

Sciolze,

Baldissero torinese (non rara).

Subv. ROTUNDICOSTA SaCC.


Testa plerumque ovoidea
;

costae longitudinales crassae, subrotundatae, sublaeves.

Eveziano

Colli torinesi,

Osservazioni.
dalla
u.
fig.

Sciolze (non rara).


simili esistono

Forme
,

pure nel bacino viennese come risulta

di

Tav.

II

Mioc. Med.

stuf.

XVII del lavoro 1884 .

di R.

Hoernes ed Auinger

Gast. d.

Subv. SUBVERRUCOSA SaCC.

Labium columellare

inlus laeviter pluriplicalum, subverrucosum

inferne praecipue.

Eveziano

Colli torinesi

(non rara).
si

Osservazioni.

In alcuni esemplari

osserva che la columella internamente


verrucose, quali
si

presenta gi alcune pieghettature pi o

meno

osservano, assai pi

sviluppate, nella maggior parte delle Oniscidie viventi.

Nel bacino viennese esistono ancora altre sotto-variet, come ad esempio quella
che appello laticostata disegnata alla
fig.

di

Tav.

XVII
stuf.

del

recente lavoro
.

di

E. Hoernes ed Auinger Gast.


11

I,

u.

II,

Mioc. Med.

1884

F. Sacco.

78

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DRL PIEMONTE ECC.


0. CYTHARA var. POSTAPENNINICA SaCC.
(Tav.
II,

fig. 37).

Dislinguunt hanc varietatem a specie typica sequentes notae

Testa aliquantulum elongatior. Coslae lonqitudinales numerosiores. pt-opinquiores, sulcis trans.versis

profunde intercisae

delude superficies dense


"20

et

regulariler tuberculosa.

Long. 35

rara.:
:

Lat.

nim.

Elveziano

Colli torinesi

Osservazioni.

(alquanto rara).
si

Questa variet assai interessante poich


ci

collega stretta-

mente colla 0. apenninica e


"tima forma
e la 0.

segna maggiormente

il

nesso esistente fra quest'ul-

cytliara.

0. CYTHARA var CASSiNELLENSis Sacc. (forma


(Tav.
II,

juv.?).

fig.

38j.

Testa parva, subovatoacuta


costali et

spira elata, vahe acuta. Anfraclus 7 circiler,

lonqitudinaliter

transversim sulcati, ad suturam fortiter depressi.


in aiifractu ultimo

Costae

longiludinales crassae,

emi-

nenles, sithretiindatae,
lutae. Sitici transversi

10

circiler,

super caudam sinistrorsum


visibiles, in

fortiter revo-

pernumerosi, etiam prope suturam

anfractu ultimo praeter 20,


et

saepe

bini, costas

transversas intercidenles ; deinde costulae Iransversae majores


sai

minorcs alternae.

Labium externum

crassum; labium columellare arcualum, non expansum. Cauda sursum for-

Uter et sinistrorsum, aliquantulum revoluta.

Long. 15 mm.:

Lai.

10

mm.
probabile che questa forma sia soltanto

Tongriano

Cassinelle (rara).

Osservazioni.

un individuo gio-

vane della 0. cytliara

ma

credo che, anche ci ammesso, la forma adulta che ne

deriverebbe sarebbe alquanto diversa da quella tipica ed anche dalla 0. apenninica,

quindi parmi opportuno costituirne una variet.


ricorda alquanto \'0. verrucosa.

Essa per la

costulatura trasversale

0. CYTHARA var. PLURICOSTATA SaCC.


(Tav.
II,

fig.

39).

Distinguunt hanc varietatem a specie typica sequentes notae

Sulci transversi bini, deinde costulae transnersae crassae et parvulae regulariter alternae.

Long. 32

mm.
:

Lat.

21

mm.
(rarissima).

Elveziano

Colli torinesi

Oniscidia apenninica Sacc.


(Tav.
II,

fig.

40

a, b).

Testa media, subovalo-oblonga


et

spira elata, acuta. Anfraclus

7-8,

longitudinaliter
elatae,

costati

transversim

snlc.ali,

ad suturam

fortiter depressi. Costae longitudinales crassae,


,

appro-

pinquatae, niimerfinae, in anfractu iillimo Ifi-I7 cirritcr

.luturam versus subanitae.

Prope su-

turam costala transversa una,


penultimo 2-3
cidenles
visibiles, in

.sulcis longiludiiialibiis intercisa.

Sulci transversi numerosi, in anfractu

anfractu ultimo 10 circiler, costas longitudinales profundissime intersuperficies

deinde

anfrncUmm

pernumerose
forliler

et

regulariler tuberculalu. Apertura elongalointer

constricta.

Labium externum

incrassaluni,

pluripHcatnm;

plicas
sai

majores plicae

minores conspiciuntur.

CulumMa
Lat.

contorta;

labium columellare sublaeve,

expansum.

Cauda

sursum

fortiter et sinistrorsum

aliquantulum revoluta.
nini.

Long. 33

mm.

20

DESCRITTI DA

F.

SACCO
:

79*

Distinguunt hanc speciem ab 0. cylhara (Br). sequentes notae


Testa aliquanlulum clongalior
rosiores et ]iropinquiores
;
;

anfracliis

pemdlimus

delectior.

Costae longiludinales

numeLabir

sulci Iransversi coslas longitudinales profundissime intercidentes.

externi plicae crassiores

et

eminentiores.

Tongriano

Cassinelle (rarissima).

Osservazioni.
differisce

Questa specie strettamente collegata colla 0. cythara da cui

bens per diversi caratteri,

ma non

tali

da non

lasciar

vedere l'intimo nesso

esistente fra le

due specie;

tale nesso reso

poi ancora pi

evidente dal fatto che


istituii la var.

fra le f).

cythara eWJiHv esiano torinese trovai alcuni esemplari, di cui

jpostapenninica, che per maggior numero e maggiore ravvicinamento delle coste longitudinali fanno passaggio alla 0. apenninica del

Tongriano. Porse

se

si

possedesse

maggior numero di esemplari anche


cythara e
si

la

forma

in

esame
si

si

potrebbe collegare alla 0.


per la forma elveziana.

avrebbe solo a costituirne una variet come

fece

Oniscidia postcythara Sacc.


(Tav.
II,

flg.

41).

Distinguunt liane speciem

ab 0. cylhara

(Br). sequentes notae

Testa crassior, subquadrangula. Costae longitinlinales crassiores, subtrigonae, emineitissimae,.

numero minores,
deinde

in anfractu ultimo 7-8. Sulci transversi,

in anfractu ultimo

\\-\'i. latissimi,.

costae transversae valde minores, inter se distantes,


et

tantum suturam versus propinquae

Labia, externum et columellare, percrassa

expansissima. Cauda latissima.

Long. 45
1840.

mm.

Lai. 30

mm.
p.

Oniscia cithara Sow.


Id.
id.

1847.

BELLARDI e MlCHELOTTl, Sagg. oriti., MlCHELOTTl, Descr. foss. mioc., p. 220.

57.

Tortoniano

Stazzano (rarissima).

Osservazioni.
colla quale

Questa specie certamente una derivazione della 0. cythara,


di contatto, specialmente se si

ha molti punti

paragona con alcuni esem-

plari elveziani

un

p" aberranti di detta forma,

di per esempio con alcuni individui

della 0. cythara subvar. rotundicosta

Nel bacino

terziario viennese si riscontrano


;

pure alcuni esemplari di Oniscidia


ci dicasi specialmente

che rassomigliano assai alla specie ora descritta


di

per la

fig. 6-

Tav.

XVII

del

recente lavoro

di

E. Hoernes ed Auinger

Gaster. d. I

und

II

Mioc. Med.

stuf.

1884

Pure simile

alla specie descritta la

forma del ter

ziario

portoghese figurata dal

Da Costa

nella tavola
.

XVI

del

suo lavoro

Qaste-

ropodes dos depositos de Portugal,

1866-67

Oniscidia verrucosa (Bon.)


(Tav.
II, fig.

42

a, b).

Testa parva,

ovoidalis;
et

spira

parum

elata.

Anfractus 6

circiter,

longitudinaliter

costati,

transversim sulcali

coslulali,

ad suturam

depressi.

Costae longiludinales

crassae

sat
et

elatae,
;

profundis

et

latis sulcis transversis interruptae, subtuberculares. Sulci traisversi

magni

parvuli

in anfractu ultimo sulci magni, profundi et lati,

8-d

circiter

sulci parvuli pernumerosi, depressi

(plerumque 3 in unoquoque sulco magno


crassae
et

siti).,

etiam in regione suturali; deinde costae transversae


depressis
alternae.

elatae, 9

circiter,

numerosis costulis parvulis

Apertura elongato;

constricta.

Labium externum

sat crassum, pluriplicatum, medio aliquantulum inflatius

labium colu-

mellare expansum dense plicato-verrucosum.


revoluta.

Cauda

brevis

sursum

et

sinistrorsum aliquantulum

Long. 16-33

mm

Lai.

12-20

ram.

1847.

DESCRITTI DA F. SACCO
0. VERRDCOSA Var. COSTIILATISSIMA SaCC.
(Tav.
II,

81

fig.

45).

DisUngiwnl hanc varielatem a

s/jecte

lijpica

sequeutes notae:

Slriolae Imnsversae pernumerosae^

etiam supra costas transversas

decurrentes

deinde

co-

sluae transversae peniumerosae, interdum in unoqiioque sulco lato costitla elalior conspicilur.

Long. 2-2-26 min.: Lai.

15-17

min.

Eheziano

Colli torinesi,

Sciolze

(non rara).
si

OssERVAZiOKi.
colla specie tipica.
si

Questa elegantissima variet


le

collega per graduali passaggi

Talora

costule trasverse decorrenti sulle

grosse coste trasverse

obliterano alquanto sopra alle coste longitudinali,

ma

spesso ci anche solo do-

vuto al logoro della conchiglia.


Gli individui che presentano
solchi trasversali
si

una costula alquanto elevata

in

ognuno degli ampi

collegano colla 0.
torinesi

cytiara var. pluricostata.

Elveziano:

Colli

(non rara).
Subv. DEPRESSA SaCC.

Testa suhconica; spira depressissima


depressissimi.

tantum apice erecta

et acuta.

Anfractus ad suturam

Elveziano: Colli

torinesi

(non rara).

Osservazioni generali sulle ONISCIA.

inferiore

interessante l'osservare
e

il

genere Oniscia essere tanto sviluppato nel terziario


ai

medio del bacino piemontese, poich sappiamo trovarsi esso ora limitato
le coste della China,

mari delle regioni torride, specialmente lungo


California,
delle isole

delle Antille, della


si

Gallapagos, della Giamaica ecc. Trattando di questo genere

gi pi volte fatto osservare


esista

come

nei fossili oligocenici e miocenici del


serv, nello studio delle

Piemonte non

sempre quel forte distacco che

Oniscia viventi, a scindere

questo genere in due sottogeneri

Oniscia ed Oniscidia.
le

Pare per in generale che


specialmente
al

forme pi antiche di questo genere corrispondono


forse le

sottog.
;

Oniscidia, mentre

Oniscia

(str.

sensu) apparvero

alquanto pi tardi

abbiamo notato che certe sottovariet della 0. verrucosa pare


Oniscia.

gi tendano ad assumere la forma di vere

Anche VO. antiqua Bayan del-

l'Eocene di

S.

Giovanni Ilarione sembra includibile nelle Oniscidia.


si

In complesso

pu segnare

lo sviluppo delle sopra indicate

Oniscia nel seguente

quadro provvisorio:
Attualit 0. exquisita-0. cancellata

Oniscia oniscus

Tortoniano

0. postcythara

postapenninica
pluricostata

0.

verrucosa e var. costulatissima


i

Tongriauo
Parisiauo

0. cythara e var. cassinellensis


I

0. apennnica

Oniscidia antiqua

82

MOLLUSCHI DEI TEREEKI TERZTAKII DEL PIEMONTE ECC.

Sottog.

CITHARA Gray

(Margovoluta Sacco 1890).


di

Debbo
Gray,

anzitutto premettere

come questo nome

Cithara o Cythara non

pro-

babilmente da adottarsi perch usato in diverso senso da Klein, da Schumacher, da


ecc.
;

io

lo

adopero provvisoriamente nel significato datogli dal Chenu nel suo


Il

Manuel de

Conchyliologie.
fra le

Bellardi nei suoi studi

sui

Molluschi

fossili

del Pie-

monte ebbe gi

mani

la

forma che passer a studiare e


il

la pose

appunto nel

sottogenere Cithara Gray.


alle Volutidi,

dire

vero parmi che essa

possa meglio appartenere

rappresentando forse anche solo un individuo non completamente adulto.


nel dubbio accetto per ora la determinazione del

Ad

ogni

modo

mio amato Maestro,

salvo a correggerla dietro criteri pi sicuri.

D'altronde

il

trovarsi la

forma in questione rappresentata da un solo esemplare

ed in parte ancora mascherato

da durissima ganga arenacea


,

fa s
,

che non

si

pu"

dare troppo valore a detta forma che


costituire

se

largamente rappresentata
il

forse potrebbe

un sottogenere a parte, per

cui proporrei

nome

di

Margovoluta.

Cithara ? (Margovoluta) Bellardii Sacc.


(Tav.
II
,

fig.

46

fl,

6).

Testa voliliformis

siibovato-elongata

spira sat data et acida.

Anfradus 6-7;

anfraclus
su-

primi subrolundati, sublaeves, anfraclus ultimus magnus, ad suluram depressus, transversim


catus, longitudinaliler costatus ; coslae longitudinales,

\Q ]

subrolundo-depressae,

caudam
,

versus

evanescenles

suturam

verstis subaciUae.

Apertura

elongata.

Labium externum crassitm


columellare laeviter

com-

planattm., plicalum?,

longitudinaliter subcanaliculatum.

Labium

arcuatum,

pUcatum?. Peristoma extus incrassatum


revoluta.

sicut in Marginella.

Cauda

sat longa, sinistrorsum laeviter

Long. 37 mm.

Lai. 21

rara.

Tongriano

Apennino settentrionale (rarissima).

Osservazioni.

Dedico questa forma al compianto Bellardi che gi la prese


Cithara.

in esame nell'ultimo anno della sua vita operosa, ponendola nel sottog.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

83

CATALOGO GENERALE

IDEI

l^OLLXJSaHI
DEI

TERRENI TERZIARII

DEL PIEMONTE E DELLA LIGURIA


coli'

indicazione

del

terreno

in

cui

sono

stati

trovati

PARTE SETTIMA.
(HARPIDAE
E

CASSIDIDAE).

84

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

NOME

DESCRITTI DA

F.

SACCO

85

NOME

86

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

NOME
2079.

DESCRITTI DA

F.

SACCO

87

88

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZIARII DEL PIEMONTE ECC.

NOME

DESCRITTI DA

F.

SACCO

89

INDICE ALFABETICO

(1)

fiUCClMJM Buccinum i" Buccinum 5 Buccinum areola


Id.

GASSIDIDAE CASSIS
PAG.
10, 32, 46,

pao.
..

11

11

69 57

Cassis Cassis !
Id.

)i

18

..

46 43 32

76

,.

cylharn

35 76 57

Id.
Id.

4*
5'

,.

Id.

Id.
Id.

diadema echinophorum
intermedium
plicatum
sabitron
teslicuus

37,

42
14

29, 56,

Cassis
Id.
Id.

Eneae
aequinodosa
var.
u

39,57
39, 46, 47
>

40

apenninica
areola
Bellardii

11, 12, 17

Id.
Id.

21
Id.

32, 38
12, 14, 15
14, 17

32, 33
"

Id.
Id.

Id.
Id.

21

var. Bellardii

lyrrhenum

60
Id.

Beyrichi
calantica

71 51

c
CASMARIA
Casmaria Casmaria pyrum Id. tongriana
Id.
Id.

Id.
Id.

cornuta

26,
i

40
71

Id. Id.

crumena
cypraeformis

16,17 20,21,22,24

>

20 76 33 29
17 23
17

>

26

Id. Id.
Id. Id.

cythara
Deucalionis

26,

>

turgida

vibex

Cossidaria cylhara
Id.
Id.

72 26 26 74 62
80 70 46
19

"
-

diadema
Diluvii

33, 34
15,
14,
"

Id. Id.
Id. Id.

exigua
rasoiata

echinophora
oniscus
striatula

54, 57,
<t

fimbriata

Id.
Id.

69,

flammea
granulosa
hapiformis

14, 15, 17
>.

tubercutala

Id.
]d.
Id.

38
14 19

CASSIDE.^
Cassidea var.
Id.

crassilabiata

crumena....
cypraeformis.
var.
var.

20.25 20,21,22,24,25
19, 20, 22, 24,

harpaeformis

17,

Id.
Id.
Id.

Haueri
intermedia
laevigata

40, 50 43, 44, 46, 47, 53

Id.
Id. Id.
Id.

25 20

indica
initialis

32,34,35,38
11,17

Id. Id.

Id.
Id. Id.

marginata var. miocenica subv. multinodosa subv. ornata


var.

23,24,25 22,23,24 22,25

Id. Id.

var.

major
roamillaris

11,15,16.17
14, 16

Id.

mamilaris

21
21

Id
Id.
Id. Id.

marginalus
var.
var.

ornila
protesticulus

Id.
Id.

var. var.
var.

psfiudocrumena
rarituberculata
reticuiosa

23,25 24,25 21,25

Neumayri nummulitiphila pedemontana


plicata

23 37

11,12,17,19
13, 15, 17

Id.
Id.

21, 22,
16, 17,

22

postmamillaris

23 19
31

Id. Id.
Id.

var.

savonensis
subtesticulus
testiculoides
testiculus

20,25 24,25

Id.
Id.

pseudocrumena
quadricincla

46, 47

25

Id.
Id.

subv. quinqueseriata
retirulatn

13,15
37
15, 17

Id.

var.

22,25
22, 24, 25

Id.
Id. Id.
Id.

Id. Id.
Id.
Id.

retusa
Rondeletii

tuberculosa
subv. venusta
yar.

20,25

29,

42 64 24

21

rotundala
ruscinensis

vindobonensis

20

(I)

L'uso del metodo trinomico ed anche tetranomico non pu essere seguito nell'Indice, in cui quindi per comosi

dit di ricerche

pone direttamente
si

il

nome

della variet o sottovariet presso

11

nome

del genere a cui essa

si

riferisce,

tralasciando

nomi intermedi che

troveranno a loro luogo.

90
Cassi

MOLLUSCHI DEI TERRENI TERZURII PEL PIEMONTE ECC.


26, 31,

saburon pag.
striala
slrialella

32, 33, 34
37,

35,

Echinophoria
Id.

var.

subvari.ibilis

pah. 48, 52
41, 42,

>'

38, 39 33, 34
.

var.

taurinensis

...

Id.

id.
Id.

Thesei
torqiiata
var.

52 52 52 52
51

Id.
Id.
Id.

><

38
15

suhflammea
suhtesticultis

Id. Id.
Id.

Innsiens
tricincta

45.

"
"

25

var.

45, 49, 52

Id.
Id. Id.

sulcosa

38
13

subv. tuberculosa
iinocincla

subv

taurinensis
leslicidus var

id.

45.52
10

20, 21, 25

Id.

variabilis 43, 44, 45,48,51


"
..

Id.

texla

....

26, 32, 33, 34, 37, 38, 39


15, 17 14, 51
"

EOCYTHAR.\
Eulhria

Id.
Id.
Id.

teTtiHs

74

Thesei

var

Iricincla

50
17

Id.

tuberosa

....

"

Id. Id. Id.


Id.

undulta
vicentina

"

38 50
18

GALEODE.X
Galeodea
Id.

53

varmbilis 41, 42, 44, 45, 46, 47, 49,


"

18. 40, 64,

69 62
58

Galeoriea subv. acuminatuluhercula ....

var

volutilithoides

16, 17

subv. acutituberculata
var.

CITHARA
Githara
Id.

82
82

Id.
Id.

anomala
bicatenata
68,

68'>is
68i-is

Bellardii

Cypraecassis

82 40 69

Id. Id. Id.


Id.

Buchii
var.

...

53, 63, 65. 68, 68bi8

canaliculata

..61,

68t'is

Cyrtochetus bistriatum

subv. cebana subv. colligens


var.

55 59
61. 68bi9 61, 68, 68bU 65. 68bis

D
Dolium
n.

Id.

Id.

connectens coronata
deformis

57

Id. Id.
id.

subv. depressiiiscnla
\ar.

63.64
68bis

depressa

ECHINOPHORIA....
Ecliinophoria subv. acuti tubercola
Id.

..

39

Id.
1(1.

depressa
var.

62, 68, 681515,


.

69

'48
40,52
43, 44 41, 45, 51,
"

subv. depre.'situberctilata

58, 59, 60
56, OS^is

aequinodosa
subv. ampliseriata
var.

Id.
Id.

dertonensis

Id. Id.

appenninica
basicostata

52 52

Id.

diadema echinophora 39,


subv. edentula

68. eS^-is

Id. Id. Id.

var.

47, 53, 54, 57, 59, 60, 61, 62, 68, 68bi3
"

calantica

52
42

Id. Id. Id.

58

subv. colligens
var.

enodis
eurychilus
var. var.
var.

68, 68bis
68, 68bs
68bis
.

Id.
Id.

costata

44,

52
48 48

var.

depressa

40, 52

Id.

globosa
gloluisoatuhercula
. .

Id. Id.
Id.

subv. depressa subv. elon^.ita


subv.
fasciata

Id.
Id.

64, 68bi5

41, 44
"

globosofasciata 63, 64, 65, 68bis


gloliosostazzanensis
.
.

Id. Id. Id. Id. Id.


Id. Id. Id.

67. 68bis

Id.
Id.

Haueri

52

subv. inclinata
var.
initialis
.

54

subv

herculea

Id.
Id.

Hocrnesi

49 50, 51, 52

53, 68bis
"

subv. intermedia
var.

63

intermedia 37, 43, 44, 45, 46,50, 51, 52


isselii
"

Lansirum

67, 68bis

subv. laticingulata

62
62
56

Id.

40

subv. Innainscula
subv. miocostata
var.
>

Id.
Id. Id.

var.

italica

subv. latiseriala

41,52 42
44
49.

)>

Id.

miocostulata ....
miocristata
niiO(|iiinqueseriata

54, 55, 68bi8

subv miodenliculata
var.

Id.
Id.
Id. Id. Id. Id.

54.61
. .

Id.
Id. Id.

niiuelegans

52
48 48
.52

var.

56, 68bis

subv paucidentata subv plioelegans


,

subv. miiistrinta
var. var.

54

mioin^eriata
niioturrita

56, 68bi5

Id.

pliorondeletii.
var. var.

43, 51,

54, 61, 68bis

Id.

Id.
Id.

quatuorcinta quinquecincta
radiata

45,52 49, 52
52

subv. multitubercula
var.

Id.

Id.

mutica nodosa
Nystii

60, 68bis,

62 69

68, 68bis

Id.

Rondeletii

41, 42, 43, 45, 51,

Id.
Id.

62, 68, 68bi5


67, 68bi3 60, 68bis

52
52

oblongocebana
var.

Id.

var.

stazzanensis
subtriseriata

49. 52
50,

Id.
Id.

obsoleta

Id.

var

subv. ornata

'67

DESCRITTI DA
Galeodea subv. ovoidalis Id. var. piacentina
Id.
Id.

F.

SACCO
pag.
.

91
74
10

pah.

66
64 61

Harpa cythara
Id.

57, 58, 68bis

elegans.

9,

subv. planituhercula subv. planulata


var.
var.

Id. Id.
Id.
Id. Id.
Id.
Id.

losephiniae

9,
9,

10
10
10

mutica
nobilis

Id.
Id. Jd. Id.

pliohiseriata...
pliotrispriata

59, 68bis 58, 68bis

submutica
lenuis

"

9
10 10
10

subv. phiriluberculata

58

>>

postcoronata
preliosa
var.

60, 68t'is 68, 681'is 60, 68bis

Trimmeri
venlricosa

Id.
Id. kl.

pneudotyrrhena
reiusa

H.\RP1DAE

..

68, 68bis

Id.
Id.
Id.

subv. rotundotubercula
var.

62

Rovasendae

55, 68bis

Liomesus bistriatum

69

ruf-'osa 59. 65, 66, 67, 68, 68bi5,

Id.
Id.

subv. scalaris
sconsioides
singularis
var.

Id.
Id.

64, 68bis, 68. 68bis


6Sbis

69 55 69

AI
MARGOVOLUT.\
Miirgovoluta Bellardii
"

solida

Id. Id.
Id. Id. Id. Id.

subv. subbiseriata

59 69

MORIO
Mario erhinophorus
f/1.

53,

subv. subcrislaia
var.

54,61

subglobosa

strialulus

82 82 74 57 70 74 75

subnodulosa
subv. suhplanata
var.

68bis
"

MORIONASSA
Morionassa amplectens

62
59

subqiiinquecingulata.

63, 68bis

Id.

subv. sub5pinosa

M
Nassa
.

Id.
Id. Id.

subv. sublncngulata
var.

63, 68bi3
55, 59, 68bis 68, 68bis

74

subtyrrhena
sulcaria

Id. Id.

taurinensis

61, 64, 68bis

o
ONISCIA
Oniscia
Id. Id. fj/f/iara
..

subv. taurodppressa

66
65, 68bis
66, 68bis 67, 68bi3 66, 68bis 66, 68bis
57, 68bis

Id,
Id.

tauroherculea
tauroglobosa

76,

oniscus
verrucosa

Id. Id.

tauropomuin
tauropyrulata
tau rosea la rata
var.

OiMSCIDIA
Oniscidia subv. acuticosta
Id.

Id.
Id.

iransiens

Id.
Id.

subv. tricingulata

55

Id.
Id. Id.
Id.
Id.

antiqua appenninica... 77,78,


cancellata
var. var.

trinoJosa turbinata
subv. turrita

68, 68bis

Id,

65, 68bis

cassinellensis

Id.
Id.

58 62

costulatissima
cythara. 76, 77, 78, 79,

subv. turrilocrassa

Id.

tyrrhena 59, 60, 65, 66, 67, 68, 68bis, 69

Id.

subv. depressa

Id. Id.
Id.

exquisita

Id.

Wilsoni

68, 68bis

subv. laticostata
var.

G^LEODOCASSIS
Galeodocassis anceps
Id. Id. Id.

18, 19,

18

pluricostata

78,
.
.
.

26
19

Id.
Id.
Id.
Id. Id. Id.

var.

postapenninica
postcythara

78,

subv. crassinodosa subv. harpaeformis


var.

19 19

subv. pseudocythara
subv. rotund costa subv. suboniscus
..

recurvicauda

GALEODOSCO.NSIA
Galeodosconsia Galeodosconsia subv. elegans Id. oitnangiensis
Id.
Id.
Id.

69

64 > 70 70 striata 70 stri a tu la 64,65, 69, 70, 72 subottnagiensis ... 70

subv. subverrucosa

Id.

verrucosa

78,

Phalium
Id.

arsola

H
HARPA
Harpa Earpa
Beltardii

9 77 9

92

MOLLUSCHI DEI TERRENI TEKZIARII, ECC. - DESCRITTI DA


.

F.

SACCO
pag 34

Senaicassis subv. alata


Id.
Id.

Pao.

30 30 28

Semicassis subv. pliosulcatissiraa


Id. Id.
Id.

subv. bidepressa

subv. pluriplicata
radiata

36
51

subv. binisulcata
subv. buccinoides subv, canaliciilata

Id.
Id.
Id.

30 30
30
.

subv. raristriata
reticniata
37, 38,
..

28 39 29 28

Id.

subv. crassa
s^ubv.

Id.
Id.
[

Rondoletii
subv. rotunda

Id. Id.

depressa

29, 30, 35
.

>

IH.
Id.

Id. Id.
Id.

subv edentata subv glabra subv globosa subv granulosa


incrassata
inflata
..
,

"

30 38

d.
Id.

subv. rotundovaricosa
subv. rugnlosa

30
..

37

37 28 39 35 30 30 36 36
31

Id.
Id. !d. Id.

saburon
var.
striatella

..

27, 33, 34, 36, 39


27, 31, 33, 34, 39

"

striata ....

>

Id.
Id.
Id. Id.

laeviga la 27, 29, 31 32, 33, 34, 39

Id.
Id. Id.

subv

subv. laticauda
subv. limneoides

37, 39 subsulcosa.... 28, 37, 38, 39 32 taurinensis torquata 51

transenna
var.

39

subv. magnodentata subv. malleata

Id.
,

transiens

Id.

Id. Id. Id.

var.

tuberculata

Id. Id.
Id.

subv. mioblonga
var.

undulata
varicosa

miogloboides.

28, 29, 31, 39

27,31,39 29,39 39 33
..

miolaevigata
miostriata
Miielleri

26, 27, 29, 31,


36, 37, 38, 39,
27,

SC0.\S1.\

71

Id.
Id.
id. Id.

var.

42 28, 29, 38, 39 39

Sconsia

69,

74

Sconsia alabamensis
Id. Id.

ambigua
Beyrichi
var.
.

Neumayri
subv. ornata
subv. ovata
var.
var.

39
31

Id. Id.

Brongniartii

73 71, 72, 73 71, 72, 73 72, 73


71
71,

Id.

28 39

subv. inflata
var.
var.

W.
Id.

pedemontana

38,

Id.
Id.
Id.
Id. Id.

italica

73

plioasulcata 31, 34, 35, 36, 39

miocenica
mionflata

Id.

subv. plioblonga

Id.
kl.

subv. pliocrassa subv. pliodepressa


aubv. pliodentata subv. pliogigantea
var.

36 36 36
34

var.

64,72,73 72,73
71

subv. perminutestriata
subv. rugulosa
striata

72

Id. Id.
Id.

Id.

71, 72, 73

35,39
28. 36,
.>

pliogloboides

39 35

Id. Id.

subv plioinflata
ubv. pliomalleata

35

Voluta rarispina

16

ERRATA
Nella Parte VI:

CORRIGE
Volutilithes proxima Sacc.

Pag. H, linea

1'

Volulilithes

consanguinea Bell.

Nella Parte VII:

Pag.

29, 41, 42, 43, 45, 51, 52

E. Rondoletii

E. Rondeletii

48, 51, 52

E. pliorondoletii

E. pliorondeletii

SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA

13

F. Sacco.

. . .

94

TAVOLA
COLLEZIONE LOCALIT
e couservaln l'esemplare tiguratn

D cui

1.

a,b.
a, b.

Harpa
Id.

Bellardii Sacc.

Cassinelle
Colli torinesi.
.
.

Museo geol.
lil.

di

Torino

2.

Josepliniae Sacc.

3
5.

Caxtis mamillaris (Grat.) var. apenninica Sacc,


Id.
id.

S. Giustina

Museo geol.
Museo geo!

di

OenoTa.

var nummulitiphila Sacc.


var.

Appenn.

seltenlr.

di Torino. di

a.

LI. Id. Id.

id.

id
id.

(/'.

juv.)

Dego
La Colla (Sassello). Albugnano
Colli

Museo geol.
Id.

Ruma.

5.
6. 7. 8.

b... a,b.
a, b.

id.
id.

Id.
Id.

id.

.... var. peilemontana Sacc. id. media) [f.


var.
id.
id.
id.

Collez.

Ilovasenda.

torinesi....

Museo

geol. di Torino.

id.
id.
id.

suhv. laurinensis
(f i"*') id

Id.

9.

Id
Id.

Id.

.... ....

Collez.

Rovasenila.
di

Muieo geol

Roma.

Id.

...

Museo

geol. di Turino.
di

H..
12
4

poslinamillaris Sacc. Id Galeodocassis anceps Sacc.


.

Stazzano
Cassinelle Cassinelle
Colli

Museo geol.
Id. Id.
.
.

Roma.

Id.

iubharpaeformis Scc.
id.
id.

li 15
15.
bis..

Cassidea cyiiraeiformis (BoRS.


Id.
[f.

torinesi.

Musco geol.

di

Torino

JUV

Id
Jd

M.
Id.

Id.
/(/.

var. crassilabiata
var. tuberctil'osa

16 17
17.

id.

Sacc Sacc
(D'Okb)

Baldissero

Collez.

Rovasenda.
di

Id.

cruviPtia
id.

Bmc.
id.

var. pseudocrwiiena var. venusta


var.

a...

III

Sacc
Sacc Sacc

18 19

li
Id.
Id.
/(/,

id

lestiiuloides

Astigiana All)enf;;aTorsero. Astigiana

Museo geol.

Roma.

Museo

geol, di Torino.

Id. Id.
Id.

marrjiiiata (De Sirr. )ai'. iiUUalis


id.

Stazzano
Zinola

20
21

var. savonensis

Sacc

proleslirulus

Sacc

Savona-fornaci.

Museo

geol.

di

Genova.

22 23 2i
25.
. .

Casmaria lonqriaua Sacc.


Scinicassis miolaimfjala Sacc.
Id.
Id. Id.
id.
(f.

Carcare
Colli

Museo geol. di Torino


Id.

torinesi. ...
Id

juv.'

Id. Id. Id.

id.

26 27,28. 29
30
31.
b.

id.
id.

Id.
Id.
Id.

id.

Sacc Sacc var lubercnlata Sacc var Iransiens Sacc


var.

mioslriala

Id
Id
1(1

var. miofiloboides

Id.
Id.

laevi'iata
id.
(/;

(Defr
juv.)

Stazzano Astigiana
Id

Id. Id.
Id.

Id.

32.
3?.

Id.
Id.
Id.
Id.

id
id.

vur.

striata

(Defr.)

Volijedo
1.1

var.

jitioasulcata

Sacc Sacc
Colli

-Id.

3*.
35.
31).

id

pliuiiiiiaiUea

Sacc

Asiigiana
Id

......
..
.

Id.

td

var

jiliiifjlubnides

id

Id
Id.

reticiilata

(Bon)
11.

torinesi
Id

Collez.

Ro^asenda.
di
di

37.

subsidrosa

Hoer

et

\v\tG .var.

pedemonlanaSkCC
Sacc
.
. .

....

Museo geol.
Museo geol.
Musilo

Roma.
i>eiioTa.

38
39.
40.
41.

Ecliiniiphoriii h.si^Hi

Sacc.

(1)

Carcare
var. italica

Id.
Id.
Id.

aequinoilosii (Sandb.)

Dego
Id
Colli

geol. d. Torino.
di

Rondelelii (Ba.t
id
pliorondeletii
variahilis
i I.

var. apviniiiiraSkCC.

Museo geol

Roma.

var. tauriiiftsis .Sacc

torinesi....
torinesi.
Id

Musco geol.

di Torino.

42. 43. 44.


45. 46. 47.

Id
Id.

Sacc (Bell e .Micqt


costata
hasicostala

Zinola
)

M.
.
.

Colli

U.
Id.
II.

Id.
Id.

var.
var.
iinr.

id.

Id. Id.
Id. Id.

id

Sacc Sacc traiisiens Sacc


iniuveqntii

Id

Sciolze

Collez.

Roiasenda.
di

intermi:dia (Broccii.) var. siibvariabilis Sacc.


id.

Stazzano
Id

Museo

geol.

Roma.

48.
49.
50.
a, b.

far
var.

id.

Sacc stazznnensis Sacc


)

M.
Museo
geol,
Id.
di

Id

Torino.

Id.

iiilcrmi'diii

(linoccu.

51

Id

Hoerne.n Sacc

Zinola Colli torinesi....

Museo geol.

di

Roma.

(1)

Nella figura non furono indicati

due cingoli inferiori dell'ultimo

aufratl'i (V. diagnosi).

(Ctccad

^i^i''"

dfl'iV

cSc.aL^5oUno, ePa.w dv Jc .Tur-mai.

c5^ti^

2* "Sovuo XL.

Righini

dis q Lit

Lit

Succ DoyenTonno

SPIEGAZIONE DELLA TAVOLA

II

96

TAVOLA
FIGURA

11.

COLLEZIONE
LOCALIT
111

cui coDservato

l'esemplare figurato

Galeodea echinopliora
Id.
id.

[L.)

var. initialis Sacc.

Sassello

Museo geoi
Colle?.

di

Genora.

2. a. b.
3.
4.

Id.
Id. Id.

id. id.
id.

Sacc var. miocostulata Sacc var. Rovaseiidae Sacc


var.

miolutrila

Baldissero torinese
Colli
torinesi.
. .

Rov;iseu(i,i.
Iil.

Sciolze
Colli

Ili.

5.

var.

6. a.b..

Id.
Id.

id. id.
id.
id.

Saccmiocostala Sjcc. var. dertonensis SaCC. (iuv).


siibvar.
,

mioquinqueseriata

torinesi.

Museo
Museo

(jeol.
(jeul.

di

Torino.

S.

Agata
.

di

Roma.
Torino.

7 8 9

var. piacentina

(Defr

Savona Fornaci.

Museo qeol.

di

Id.

var. pliobiseriata

Sacc

Id.
Id.

\0

n
12. o.
fr.

Id.
Id.

Sacc. (1)... id. or. pseudotyrrhena Sacc. . postcoronata Sacc.


miocristata Sacc
id.
_.

var. subtyrrlieiia

Caslelnuovo d'Asti Savona-Fornaci. Castelnuovo d'Asti


.

Id.
Id.
Id

Cassinelle

Museo geol.
Colle/,.
.
.

di

Roma.

Albugnano
Colli
torinesi.
Id.
.

Iloiasenda.
di
di
lloiiia.

13
14. 0.6. 15. o.
6.
.

Id.

var.

canaliculala Sacc

Museo

(jeol.

Id
Id.

taurinemis
id.

Sacc
var. globoso faacin la

Museo qeal.

Turino

Sacc
,

id.

Id.

16
17
18

Id. Id.
Id.

taurinensis Sacc. var.


sconsioides

globosoalubercula Sacc.

Id Id

Id. Id.

Sacc

tauroherculea SaCC
deformili

19 20
21

Id
Id. Id.
Id. Id.
Id.

Sacc

Baldissero torinese S. Rafaele torinese

Collez.

l{o\asenda.
Id
Id.

turbinata Sacc

Baldissero torinese
Colli

22 23
24. a.b..

25 26
27. a.
b.
.

Id. Id.
.
.

Sacc tauropyridata Sacc Inuroglobnsii Sacc tawopomum Sacc globososlazzanetifiis Sacc


tauroscalarala
oblotigocebana Sacc.
(i\liCBT

torinesi.

M.
Museo
(jeol.

Val Ceppi
Sciolze

(Colli lor.)

di

Torino.

Tetti dei Frati

(id.)

Colle?.

lIoKisenda.
Id.

Stazzano
(^olli

Museo
Museo

ijeoi

di leno>a.

torinesi ....
Id

geol

di Torino.

Galeodosconsia striatnla (BoN.'; var. subotlnangiensis Scansia Heyrichi


Id
Id.
id.

Id.

28 29 30
31

Dejio
var.
italica Sacc.
id.
.'

Museo geol.
Museo geol. Musco geol.
. .

di (enova. di Torino.
di

ambigua (Brand)
id.

Cassinelle

Id.
/(/.

striata
id.

(iJi

subvar rugulosa Sacc. var. miocenica Sacc


var.

Calcare
Colli
loriiiosi.

Roma.

Museo

(|tiil.

di Torino.

32
33.
35.

mioinflala Sacc

Alliugnaiio
Colli

Colle/.
.

Kuvasenda.
di Torino.

ab..

34. a.b..
35.
b.

Mnrionassa amplcclens Sacc Oniscidia cythara (Brocch.)


/(/.
'(/

torinesi.
Id

Museo geol.
'

Id
II

id.

(juvenis)

Id

...

Id
Id.
Id. II.

ni.

id.

fperjuv.)
(juveiiis)

Sciolze

Colle/.

Rovasinda.
di

36 37 38 39
40. a. b..

id
id.

id.

Cassinelle
Colli

Museo geol.
.
. .

Torino.

Id
Id.

41
42. a.b.
.

Id. Id. Id.

Sacc id. var. cassinellensis Sacc id viir. pluriroslata Sacc npeniiinica Sacc po.itcythara Sacc
verrucosa (BoN.)
id.
id.

var. ]mslapenninira

torinesi.

Id.

Cassinelle
Colli

Museo geol.
tluseo

di

noma,

torinesi ....

geul.

di Torino. di

Cassinelle

Museo qeol.
IJ.

Roma.

Slazzano Val Ceppi


Sciolze
Colli

Colle/.

Rinasenda.
Ili.

4S. a.

b.

[juvenis]
.subvar.
v:ir.

44 45
4fi.

Id.

suboniscus Sacc

torinesi ....

lluseo

(|col. di

Torino.

il

id

coslulatissima
lellardii

Sacc

Sciolze

Culi'/

Rmasinla.
di

ab..
(1)

Cithnra? [Margovoluta]

Sacc.

Appcnn.

setlentr.

Mi:seo

iienl.

Ruma.

La figura

neli'ultimo anfratto, pi ventrosa del vero.