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Prof. VITTORIO TURRI


del R. Liceo Umberto 1 di Roma

Dizionario Storico Manuale


DELLA

Letteratura Italiana
(lOOO 1900) -

Compilato ad uso delle Persone colte e delle Scuole

—jt^-O .
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1900 .

DITTA G. B. PARAVIA E COMP.


(Figli di I. Yioliardi-Paratia)

TORINO ROMA-M ILANO - FIRENZE-NAPOLI


PEOPRIETA LETTERARIA

Torino — Stamperia Reale di G. B. Paravia e Comp.


682-1899 (M) 31-III-1900.
VV V V V V V V V V VVVVVYVVVYYYYVY V VV W W VV V VV V Y Y V'V Y Y 'Y Y V'
V"

Al Lettore

11 titolo del mal risponde forse


libro ai modesti intendimenti che io

ebbi nel compilarlo. Io mi sono proposto di raccogliere in un solo volume


— breve di mole, agevole di prezzo, conciso e chiaro nell'esposizione e
nella forma — le notizie più utili intorno alla fortuna, alle vicende, alle
manifestazioni della nostra letteratura, intorno alla vita e all'opera degli
scrittori italiani, segnatamente di quelli, ai quali, con maggior cura di
studi e di indagini, s'è rivolta la critica degli anni più recenti: e di
indicare insieme quali publicazioni possano consultarsi, con maggior van-
non pure dai giovani delle nostre scuole, ma da quanti interrom-
taggio,

pono occupazioni e consuetudini diverse della vita, per dedicare qualche


ora allo studio delle lettere. Perciò, ricordati in poche pagine, i periodi,
nei quali, con distinzioni arbitrarie ma non inutili, suol essere divisa la
storia della letteratura italiana, riassumo, più ampiamente, la vita e
l'opera dei maggiori scrittori, più brevemente quella dei minori : dichiaro
l'argomento, la genesi, la fortuna dei più notevoli documenti dell'arte
italiana, Commedia, del Canzoniere, del Decameron, del Mor-
della
gante, deW hmamorato del Furioso, della Gerusalemme, del Pastor
,

fido, della Secchia, del Giorno, delle Tragedie alfieriane, dei Sepolcri,

dei Promessi Sposi, ecc.: ripeto le origini e le vicende delle quattro


grandi manifestazioni della poesia e del pensiero italiano, l'Epopea,
la Drammatica, la Storiografia, la Novellistica: ricordo quei fenomeni,

quelle tendenze, quei rivolgimenti letterari, che si chiamano petrarchismo,


umanesimo, secentismo, romanticismo, ecc.: e anche rapidamente accenno
le forme metriche italiane e classiche, che secondarono — come la can-

zone, il sonetto, la ballata antica e moderna, il ditirambo, come gli

esperimenti del Tolomei, del Chiabrera, del Carducci — espressioni e


manifestazioni nuove della lirica italiana. Ricordo inoltre alcuni docu-
menti delle letterature straniere, che ebbero sulla nostra — come il Ro-
manzo della Rosa e la Canzone d'Orlando — una notevole efTicacia.

In un Indice riassuntivo, posto a principio del volume, raccolgo quanto


questo contiene e, con più precisa esattezza, ripeto la cronologia degli
scrittori e il luogo ove nacquero: nell'Appendice riassumo le principali

indicazioni bibliografiche, riparando anche a qualche dimenticanza.


E inutile avvertire che per questa compilazione mi son giovato di
quei libri che — come iManuali del Torraca, del Casini, del D'Ancona
e del Bacci, del Mestica, come le Tavole del Pinzi e del Valmaggi sono —
più ricchi di notizie biografiche e bibliografiche, senza dimenticare le

più recenti publicazioni.


Veggo da me quanto sia manchevole l'opera mia, che vorrei fosse
considerata come un primo esperimento: veggo quali altri scrittori avrei
dovuto accogliere, quali omettere: dove essere più conciso, dove più pre-
ciso. E sento che dovrò all'indulgenza ed alla bontà dei colleghi e dei
lettori, se potrò compiere quello che io reputo un impegno d'onore per
chi compila tali libri di divulgazione: il riveder cioè attentamente ogni
data, ogni nome, ogni giudizio, per rendere cosi il libro migliore e degno
di stare accanto a tanti altri che si leggono, con gran profitto, dai giovani
delle nostre scuole e dalle persone colte.

Roma, decembre 1899.

V. T.
INDICE RIASSUNTIVO

NB, —
Questo Indice raccoglie, con più precisa esattezza, la cronologia, i nomi
degli scrittori e della loro patria. Ove la data della nascita e della morte d^uno
scrittore sia molto incerta o non mólto importante, è ricordato soltanto il secolo.
L'asterisco significa che la data a il luogo sono probabili. L'a. richiama a una
brevissima Appendice.

Lingua italiana (Origini), pag. 188-9.


» » (Controversia), 189-93,
Letteratura italiana (Storia), 174-186.
Origini (1000-1276).
Periodo toscano (1276-1375).
Binasoimento (1375-1494).
Periodo nazionale (1494-1595).
Decadimento (1595-1744).
Rinnovamento (1744-1873).
Periodo contemporaneo (1873-1900).

Letteratura italiana (Storiografia), 186-8.

Algarotti Francesco, di Venezia (1712-1764),


11-12.
Accademia Platonica (sec. xv), 1, 2. Alighieri Dante, di Firenze (maggio 1265-
> Romana (sec. xv), 2. 14* sett. 1321), 12, a (395).
> Pontaniana (sec. xv), 2. Opere minori, 13, 55, 80, 89, 303.
> degli Orti Oricellart (sec. xvi>, Opera maggiore, 75, 158, 163, 258, 297.
> della Crusca (sec. xvi), 3. [2-3. Alighieri Iacopo e Pietro, di Firenze (sec. xiv),
> dell'Arcadia (sec. xvii), 3-4. 14, 157.
> del Uimento (sec. xvji), 4. Alione Giorgio, di Asti (sec. xvi), 115.
> dei Lincèi (sec. xvii», 4-5. Am,adigi di B. Tasso, 351-52.
Accolti Bernardo, di Arezzo (sec. xv), 5. Amari Michele, di Palermo (1806-1889), 14.
Achillini Claudio, di Bologna (1574-1640), 5. Ambrogini Angelo, di Montepulciano (1454-
Adimari Ludovico, di Napoli (1644-1708), 5. 1494), 285.
Adone Marino, 5-6, 212-13.
di G. B. Opere minori, 285.
Adriani Giambattista, di Firenze(1513*-1578),6. Le Stanze, 285-6.
Adriani Marcello, di Firenze (1553-1604), 195. Amenta Niccolò, di Napoli (1659-1719), 90.
Alamanni Luigi, di Firenze (1495-1556), 6, 7. Aminta di T. Tasso, 14-15.
Albergati Francesco, di Bologna (1728-1804), 7. Ammirato Scipione, di Lecce (1531*-1601), 15.
Albertano da Brescia (sec. xiii), 7, 175. Andrea da Barberino in Toso. (sec. xiv), 15, 16.
Alberti Leon Battista, di Genova* (1407-1472), Andreini G. Battista, di Venezia (1587-1654), 16.
7-8. Angelica, 245, 250.
Alcaica (ode), 9. Angiolieri Cecco, di Siena (1250*-1319*), 16.
Aleardi Aleardo, di Verona (1812-1878), 9. Anguillaia (Dell') Ciacco, di Firenze, (sec.
Alessandrino (verso), 213. xm), 16.
Alfani Gianni, di Firenze (sec. xin), 9. Anguillara (Dell') G. Andrea, di Sulri (1517*-
Alfieri Vittorio, di Asti (17 genn. 1749 - 8 ot- 1566*), 16.
tobre 1803), 9-10. Anti-Machiavelli (L') di Fed. il Grande, 16.
Opere m,inori, 10-11. Antimarinisnio, 343
Tragedie, 364-8. Antipetrarchismo, 16, 280.

* TcRRi, Diz. Stor.


Antologia (L') di Firenze (1821-1832), 17-18. Berchet Giovanni, di Milano (1783-1851), 88.
i\quila (Dall') Serafino, di Aquila (U66-150O), La Lettera semiseria, 313.
18. Berni Francesco, di Lamporecchio (1498*-
Arcadia (accad., sec. xvii), 3, 4.
1535), 33-34.
Arcadia di 1. Sannazzaro, 325. Il rifacimento dell' Innamorato, 245.
Archilochio (metro), 18. Bersezio Vittorio, di Peveragno nel Piemonte
Aretino Pietro, di Arezzo (1492-1556), 18-20. (1830 1900), 185.
Aretino Leonardo, di Arezzo (1369-1444), 45-6. Bertini Ant. Francesco, di Castel Fiorentino
Aretino (L'Unico), (sec. xv), 5. (1658-1726), 34.
Arici Cesare, di Brescia (1782-1836), 20. Bertela Aurelio, di Rimini (1753-1798), 34.
Arienti (Degli) Sabbadino, di Bologna (sec Bettinelli Saverio, di Mantova (1718-1808)34,35.
XV), 20. Le Lettere vergiliane, 34.
Ariosto Ludovico, di Reggio -Emilia (8 sett. Biamonti Giuseppe, di Ventimiglia (1762-
1474-6 giugno 1533), 21. 1824), 35.
Opere minori, 22. Bianchini Frane, di Verona (1662-1729), 347.
Opera maggiore, 246, 252. Biava Samuele, di Vercurago nel Berg. (1826-
Armannino da Bologna (sec. xiv), 22-23. 1870), 35.
Arrigo da Settimello in Tose. (sec. xii), 23. Bibbiena (II), di Bibbiena (1470-1520), 95-96.
Arte (L') della guerra di N. Machiavelli, Biblioteca (La) Italiana (1816), 35, 36.
23-24. Bini Carlo, di Livorno (1806-1842), 153, 395.
Artes dictandi, 24. Biografia, 347-8
Asclepiadea (ode), 24-5. Biondi Luigi, di Roma (1776-1839), 36.
Asolani (Gli), di P. Bembo, 31. Biondo Flavio, di Forlì (1388-1463), 36.
Avventuroso (U) Giciliano, 25. Bisticci (Da) Vespasiano, di Firenze (1421-
1498), 36.
Boccaccio Giovanni, di Certaldo (ma nato a
Parigi, nel 1313, m. 21 dee. 1375), 37.
Balbo Cesare, di Torino (1789-1853), 25-26. Opere minori, 38-40.
Baldi Bernardino, di Urbino (1553-1617), 26. Opera maggiore, 87-89.
Baldinucci Filippo, di Firenze (1624-1696), 26. Boccalini Traiano, di Loreto (1556-1613), 41.
Ballata antica, 26. Boiardo Matteo M. di Scandiano nell'Em.(1434-
Ballata moderna, 2,1. 1494), 41.
Bauibagliuoli Graziolo , di Bologna (secolo Opere minori, 41-42.
XIV), 27. Opera maggiore, 243-246.
Bandello Matteo, di Castelnuovo Scrivia (m. Bolognetti Francesco , di Bologna ( 1508-

nel 1.561), 27-8. 1574), 42.


Baretti Giuseppe, di Torino (1719-1789), 28. Bonarelli Guidubaldo,di Urbino (1563-1608),42.
La Frusta letteraria, 28. La Filli di Sciro, 42.
Barbara (Poesia), 222. Bon-BrenzoniCater., di Verona (1813-1856),395.
Bartoli Daniello, di Ferrara (1608-1685), 29. Bondi Clemente, di Mozzano nel Parm. (1742-
Barsegapè Pietro (sec. xiii), 29. 1821), 42.
Bartolom(m)eo da S. Concordio (sec.xiv), 29. Bonfadio Jacopo, di Gazzane nel Bresc. (1501-

Batacchi Domenico, di Pisa (1749-1802), 29. 1559), 42.


Beccadelli Antonio, di Palermo (1394-1471), 29. Bonghi Ruggero, di Napoli (1828-1895), 184, 348.
Beccari Agostino, di Ferrara (1510-1590), 29. Bonichi Bindo, di Siena (1260*-1338), 42.

Beccaria Cesare, di Milano (1738-1794), 29-30. Bonvesin da Riva (sec. xiii), 43.
Belcuri Feo, di Firenze (1410-1484), 30. Borghi Giuseppe, di Bibbiena in Tose. (1790-
Belli G. Gioachino, di Roma (1791-1863), 30. 1847), 390.
BellincioniBernardo,di Firenze (14.52-1492),30. Borghini Raffaello, di Firenze (sec. xvi), 43.
Bellini Lorenzo, di Firenze (1643-1704), 30. Borghini Vincenzo, di Firenze (1516-1580), 43.
Bello Francesco, di Ferrara (sec. xv), 30-31. Bosone da Gubbio (sec. xiv), 43.
Bembo Pietro, di Venezia (1470-1547), 31-32. Boterò Giovanni, di Bene nel Piemonte (1540-
Benincasa Caterina, di Siena (1347-1380), 63-64. 1617),43.
Bentivogiio Guido, di Ferrara (1579-1644), 32. La Bagion di Stato, 43-44.
Benvenuto da Imola (sec. xiv), .303, 304. Botta Carlo, di S. Giogio Canavese (1766-
Beolco Angelo, di Padova (1502-1542), 32. 1837). 44.
Bernardino da Siena (1380-1444), .339. Bracciolini Francesco, di Pistoia (1566-1645),44.
Bracciolini Poggio, di Terranova in Toscana Castelli Benedetto, di Brescia (1577-1654), 61.
(1380-1459), 44. Castelvetro Ludovico, di Modena (1.505-1571),
Bresciani Antonio, di Ala (1789-1862), 45. 61-2.

Brofferio Angelo, di Castelnuovod'Aless. (1802- Gastelvetro-Caro (Polemica), 60.


1866), 45. Casti Giambattista, di Montefiascone (1721-
Brunetto Latini, di Firenze (m. nel 1295*), 165. 1803), 62.
Bruni Leonardo, di Arezzo (1369-1444), 45-46. Castiglione Baldesar, di Casatico nel Mantov.
Bruno Giordano, di Nola nella Camp. (1548- (1478-1529),
1600), 46. Caterina (Santa), di Siena (1347-1380) 63-64.
Brusantini Vincenzo, di Ferrara (sec. xvi), 46. Cavaiola (Farsa), 64.
Bufalini Maurizio, di Cesena (1787-1875), 46. Cavalca Domenico , di Vico Pisano (1270-
Buonaccorso da Montemagno, di Pistoia (ni. 1342), 64.
nel 1429), 46. Cavalcanti Giovanni, di Firenze (sec. xv), 64.
Buonafede Appiano , di Comacchio (1716- Cavalcanti Guido, di Firenze (m. nel 1300), 65.
1793), 46. Donna mi priega....
BuonagiuntaUrbiciani, di Lucca (sec. xiii)),47. Cavalieri Bonaventura , di Milano (1598-
Buonarroti Michelang. il vecchio, del Casen- 1647), 65.
tino (1475-1564), 47. Caviceo Jacopo, diParma (1443-1511), 65-66.
Buonarroti Michel, il giovine, di Firenze (1568- Cebà Ansaldo, di Genova (1565-1623), 66.
1646). Cecchi Gio. Maria, di Firenze (1518-1587), 66.
Burchiello (II), di Firenze (1400*-1448*), 47-48. Cecco d'Ascoli (1270*-1327), 66-67.
Cellini Benvenuto, di Firenze (1500-1571), 67-68.
Cene della Chitarra, di Arezzo (sec. xm), 68.
€ Cento Novelle (II), 2.35.
Corretti Luigi, di Modena (1738-1808), 68.
Caffaro di Rustico, di Genova (1080-1166), 48. Certame Coronario (1441), 68-69.
(II)
Caffè (II), fond. n. 1764, p. 48-49. Cesari Antonio, di Verona (1760-1828), 69.
Gagnoli Belnionte, di Riniini (sec. xvii), 48. Cesarotti Melchiorre, di Padova (1730-1808),
Calmo Andrea, di Venezia (1510-1571), 322. 69-70.
Camerini Eugenio, di Ancona (1811-1875), 395. Chiabrera Gabriello, di Savona (1552-1638),
Calsabigi Ranieri, di Livorno (1715-1795), 367. 70-71.
Cammelli Antonio, di Pistoia (1440*-1502), 49. Chiari Pietro, di Brescia (sec. xviii), 71.
Campanella Tommaso, di Stilo in Calabria Ciampoli Giovanni, di Firenze (1589-1643), 71.
(1568-1639), 49. Cicognini Jacopo (sec. xvii), 71.
Ganti (I) di G. Leopardi, 50-52. Cieco (II) d'Adria (1541-1581), 151.
Cantìi Cesare, di Brivio in Lomb. (1805-1895), Cieco (II), di Ferrara (sec. xv), 30-31.
185. Cielo Dal Canio, sicil. (sec. xiii), 71.
Canzone, 53. Cimento (accad.), 4.

Canzonetta, 53, 54. Gino da Pistoia (1270*-1336*), 72-73.


Canzone d' Orlando, 54-55. Cinque (I) canti di L. Ariosto, 251.
Canzoniere di Dante, 55. Cittadini Celso, di Roma (1553-1627), 73.
Canzoniere del Petrarca, 55-58, a (395). Clasio (II), di Scarperia in Toscana (1754-
Capitolo, 58. 1825), 110.
Caporali Cesare, di Perugia (1531-1601), 58. Classicisti e romantici, 312-315.
Capponi Gino, di Firenze (sec. xiv), 59. Coco Vincenzo, di Civitacampomarano nel
Capponi Gino, di Firenze (1792-1876), 59. Sannio (1770-1823), 73.
Cariteo (IlJ, di Barcellona (1450*-1514), 59. Collenuccio Pandolfo, di Pesaro (1444-1504),73.
Carnascialesco (Canto), 59. Colletta Pietro, di Napoli (1775-1831), 73-74.
Caro Annibale, di Civitanova nelle Marche Colombo Michele, di Parma (1747-1838), 74.
(1507-1566), 59. Colonna-(e) Della-(e) Guido (sec. xm), 74.
L'Eneide, 60. Colonna (La) infame di A. Manzoni, 208.
Carrèr Luigi, di Venezia (1801-1850), 60. Colonna Vittoria, di Marino (1490-1547), 74-75.
Carretto(Del) Galeotto, di Savona (sec. xv),61. Commedia (La) di Dante, 75-77, a (395).
Cassi Francesco, di Pesaro (1778-1846), 61. Compagni Dino, di Firenze (1260*-1324), 77-78.
Cassiani Giuliano, di Modena (1712-1778), 61. Compiuta (La) Donzella, 78.
Cassoli Francesco, di Reggio-Emilia (1749- Conciliatore (II), 1818, p. 78-80.

1812), 61. Conte (II) di Carmagnola di A. Manzoni, 207

** TuRRi, Diz. star.


— vili

Conti Antonio, di Padova (1677-1749), 80. De Sanctis Francesco, di Avellino (1818-1883),


Conti (De*) Giusto, di Valmontone-Roma (m. a (395).
90,

nel 1449), 80. De Vulgari Eloquentia di Danto, 90-91.


Convìvio (II) di Dante, 80-81. Dialoghi di G. Galilei, 91-92.
Oorilla Olimpica (sec. xviii), 81. Didascalico (Poema), 92-93.
Corio Bernardino, di Milano (1459-1519), 81-82. Discorsi su T. Livio di N. M.H-liiavelli, 93.

Corniani Giambattista, di Brescia (1742-1813), Distico elegiaco, 93-94.


82, 187. Ditirambo, 94.
Corsini Bartolomeo, di Barberino nel Mugello Dizionari, 94.
(1606-1673), 82. Dolce Ludovico, di Venezia (1508-1568), 95.
Cessa Pietro, di Roma (1830-1881), 82. Doni Ant. Frane, di Firenze (1513-1574), 95.
Costanzo (Di) Angelo, di Napoli (1507-1591), 82. Dottori Carlo, di Padova (1618-1686), 95.
Cortegiano (II) di B. Castiglione, 63. Dovizi Bernardo, di Bibbiena (1470-1520), 96-97.
Costa Paolo, di Ravenna (1771-1836), 82. Drammatica, 96-100.
Crescimbeni Gian Mario, di Macerata (1663- Dramma pastorale, 100-101.

1728), 82. Duprè Giovanni, di Siena (1817-1882), 101.


Crisolora Manuele, di Costantinopoli (1350- Durante (Ser), 111.
1415), 83.
Cronaca latina, 83-84. E
Cronaca italiana, 346.
Cronache versificate, 284. Emiliani-Giudici Paolo, di Palermo ( 1812-

Crudeli Tommaso, di Poppi Tose. (1703- 1872), 101.


in
1745), 84.
Enciclopedie medievali, 101-102.
Crusca (La), 3, 94.
Endecasillabo sciolto, 102.
Enzo re, di Palermo (1225-1272), 102.
Epopea, 102-105.
D Erasmo, di Valvasone nel Friuli (1523-159.3),
105-106.

Dal Camo Cielo (sec. xiii), 71. Erizzo Sebastiano,


di Venezia (152,5-1585), 106.

Dalle Celle Giovanni (sec. xiv), 84. Eroicomico (Poema), 105.


Dall'Ongaro Francesco di Mansuè-Belluno
,
Esametro italiano, 106.
(1810-1873), 84.
D'Ambra Francesco, di Firenze (1.500-1558), 84,
Dante Alighieri (1265-1321), 12-13, 85.
Dante da Maiano, 85. Fagiuoli Giambattista , di Firenze (1660-
Da Porto Luigi, di Vicenza (1485-1529), 85. 1742), 106.
D'Assisi Frane, di Assisi (1182-1226), 119-21. Falcando Ugo (sec. xii), 107.
Dati Carlo, di Firenze (1619-1676), 85. Fantoni Giovanni, di Fivizzano nel Carrar.
Dati Giuliano, di Firenze (sec. xv), 85. (1755-1807), 107.
Dati Gregorio, di Firenze (1363-1435), 85. Farini C. Luigi, di Russi nel Ravenn. (1812-
Dati Leonardo, di Firenze (sec. xv), R5. 1866), 107.
Davanzati Bernardo, di Firenze (1529-1606), Farse cavaiole, 98.
85-86. Favolelli, 107.
Davanzati Chiaro, di Firenze (sec. xin), 86. Fazio Bartolomeo, di Spezia (1400-1457), 108.
Dàvila Arr. Caterino, di Pieve di Sacco nel Fazio degli liberti, di Pisa (1310*-1370*), 108.
Ven. (1.576-1631), 86. Federici Camillo, di Garessio nel Piem. (1749-
D'Azeglio Massimo, di Torino (21 ott. 1798- 1802), 108.
15 genn. 1866), 86. Federico II di Svevia (1194-1250), 109.
Decameron (II) di G. Boccaccio, 87-89. Feltre (Da) Vittorino, di Feltro (1373-I44C).
Dei Benedetto, di Firenze (sec. xv), 89. Ferrari Giuseppe, di Milano (1812-1876), 109.
De Jennaro P. Jac., di Napoli (1436-1508), 89. Ferrari Paolo, di Modena (1822-1889), 109.
De Leva Giuseppe, di Zara (1821-1895), 347. Ferreti Ferreto, di Vicenza (1296-1336), 109-10.
Della Casa Giovanni, di Firenze (1503-1556), 61. Fiabe (Le) di C. Gozzi, 147-148.
Il Galateo, 61. Fiacchi Luigi , di Scarperla in Tose. (1754-
De Monarchia di Dante, 89-90. 1825), 110.
Denina Carlo, di Revello nel Piem. (1731- Ficino Marsilio, di Figline in Tose. (14.33-
1813), 90. 1499), 110.
IX —

Fidenziana (Poesia), HO. Galiani Ferdinando, di Chieti (1728-1787), 124.


Fierabraccia, 110-111. Galilei Galileo, di Pisa (18 febbraio 1564-
Filangeri Gaetano, di Napoli (1752-1788), 111. 8 genn. 1642), 124-127.
Filelfo Francesco, di Tolentino (1398-1481), 111. Opere minori, 127.
Filelfo Gian Mario, di Costantinopoli (142G- Opere maggiori, 91-92.
1480), 111. Galilei Virginia, di Padova (1600-1634), 127.
Filli (La) di Sciro, 101. Gallina Giacinto, di Venezia (1852-1897), 185.
Flngal, 254. Galluppi Pasquale, di Tropea (1770-1846), 128.
Fiore (II), 112. Gambara Veronica, di Pratalboino nel Bresc.
Fioretti (I), 112-113. (1485-1550), 128.
Fioretti Benedetto, di Mercatale nel Pist. Gareth Benedetto, di Barcel., (14,50*-1.514), 59.
(1579-1642), 371. Gazzoletti Antonio, di Nago nel Trent. (181.3-
Firenzuola Angelo , di Firenze (1493-1550*), 1866), 128.
113-14. Gelli Giambattista , di Firenze (1498-1563),
Foleacchieri Folcacchiero (sec. xiii), 114. 128-129.
Folengo Gerolamo, di Cipada nel Mantov. Gemisto Giorgio, di Costantinopoli (1355-
(1492-1544), 114. 1450), 129.
Foglietta Uberto, di Genova (sec. xvi), 346. Genovesi Antonio, di Castiglione nel Saler.
Macaronea, 114-115. (1712-1769), 129.
Folgore da S. Gemignano in Toscana (sec. Gerusalemme (La) liberata, 129, 130-133.
XIV), 115. La Gerus. conquisi., 132.
Fontanini Giusto, friulano (1676-1736), 394. Gherardi Giovanni, di Prato (sec. xiv e xv),140.
Forteguerri Niccolò, di Pistoia (1674-173.5), 115. Gherardi Del Testa Tommaso, di Terricciola
Bicciardetto, 116. nel Pis. (1815-1881), 133.
Siena (sec. xvi), 116.
l'ortini Pietro, di Giacometti Paolo,
di Novi (1817-1882), 133.
Foscolo Nicc. Ugo, di Zante (26 gennaio 1778- Giacomino da Verona (sec. xiii), 133.
10 sett. 1827), 116. Giambico (metro), 133.
Opere minori, 117-118. Giamboni Bono, di Firenze (sec. xiii), 1.33-134.
Opera maggiore, 333-5. Giambullari P. Fr., di Firenze (1495-1555), 134.
Fracastoro Gerolamo, di Verona (1483-1553), Gianni Francesco, di Roma (1750-1822), 134.
119. Gianni Lapo, di Firenze (sec. xiii), 134.
Franceschi-Ferrucci Caterina, di Narni (1803- Giannone Pietro , di Ischitella nella Cap.
1887), a 395. (1676-1748), 134-135.
Francesco (San) d'Ass. nell'Umbr. (1182-1226), Giannone Pietro , di Modena (1790-1873), 135.
119-121. Giannotti Donato, di Firenze (1492-1573), 135.
Laude delle Creature, 121. Gigli Gerolamo, di Siena (1660-1722), 135.
Frane, da Barberino in Tose. (1264-1348), 119. Gioberti Vincenzo, di Torino (5 aprile 1801-
Franco Niccolò, di Benevento (1505*-1569), 16 ott. 1852) 136.
121-122. Giordani Pietro, di Piacenza (1 genn. 1774-
Franco-Veneti (Poemi), 122. 14 sett. 1848), 137.
Frescobaldi Dino e Matteo, di Firenze (sec. Giordano (Fra), di Rivalto (sec. xiii), 137.
xiii-xiv), 122. Giorno (II) di G. Parini, 138-40.
Frezzi Federico, di Foligno (1340*-1416), 122. Giovanni da Prato (sec. xiv e xv), 140.
Frottola, 123. Il Paradiso degli Alberti, 140.
Frugoni Car. Innoc, di Genova (1692-1768), 123. Giovio Paolo, di Como (1483-1552), 140.
Frusta (La) letteraria di G. Baretti, 28. Giraldi Giambattista, di Fei-rara (1504-1573),
Fusinato Arnaldo, di Schio (1817-1888), 123. 140.
Fusinato Firminia, di Rovigo (1834-1876), 395. Ecatommiti, 140.
Giusti Giuseppe, di Monsummano in Tose.

G (12 maggio marzo 1850), 141-2, 395.


1809, 31
Giustinian Leonardo, di Venezia (1388-1446),
Belluno (1830-1891), 395.
(iabelli Aristide, di 142.
Gabinetto Vieusseux, 382. Goffredo Malaterra, sicil. (sec. xii), 142.
Galateo (II) di G. Della Casa, 61. Goldoni Carlo, di Venezia (25 febbraio 1707-
Oaleani-Napione G. Fr., di Torino ( 1748- 6 gennaio 1793), 142-6.
1830), 124. Memorie, 144.

(ialeazzodi Tarsia, di Cosenza (1476-1553), 124. Teatro, 144-6.


Ooliardi, 146.
Governo (II) della famiylia di L. B. Al-
berti, 8.
Gozzi Carlo, di Venezia (1720-1806), 147-8. Lafarina Giuseppe, di Messina (1815-1863), 164.
Lalli Giambattista, di Norcia (1572-1637) ,164.
Le Fiabe, 147.
148-9.
Lamberti Luigi, di Modena (1759-1813), 164.
Gozzi Gaspare, di Venezia (1713-1786),
Lambruschini Raffaele, di Genova (1788-
I Sermoni, L' Osservatore, 148.
1873), 164-5.
Grasso (11) legnaiuolo (Novella), 149.
Landino Cristoforo, di Firenze (1424-1504), 165.
Gravina Gian Vino., di Roggiano-Cosenza
Lanzi Luigi, di Fermo (1732-1810), 165.
(1664-1 718), 149.
Lapo Gianni, di Firenze (sec. xm), 134.
Graziani Gerolamo, di Pergola (1604-167.5), 149.
Lasca (II), di Firenze (1.503-1584), 149.
Grazzini Ant. Franc.,diFirenze(1503-1584),149.
Latini Brunetto, di Firenze (m. nel 1295), 165-6.
Gregorio Rosario, di Palermo (1753-1809), 347.
Lauda, Laude, 166.
Grossi Tommaso, di Bollano nel Cora. (1791-
Laude delle creature di S. Francesco, 121.
1853), 150-1.
Lazzarelli Gian Frane, di Gubbio nell'Umbr.
Opere minori, 150.
(1621-1693), 166.
Marco Visconti, 151.
Lazzarini Domenico, di Macerata (1668-17.34),
Groto Luigi, di Adria (1541-1581), 151. 166-7.
Guaeci Nobile Giuseppina (1808-1848), 395. Legenda aurea, 167.
Guadagnoli Antonio, di Arezzo (1798-1858),15]. Leggende latine, 167.
Guardati Tommaso, di Salerno (1420-1500),214. Lemene (Di) Francesco, di Lodi (1634-1704), 167.
Guarini Battista, di Verona (sec. xv), 151. Leonardo da Vinci in Tose. (1452-1519), 167.
Guai ini Battista, di Ferrara (1538-1612), 152. Leopardi Giacomo, di Recanati nelle Marche
Opere minori, 152. (29 giugno 1798-14 giugno 1837), 167.
II Pastor fido, 270-2. Opere minori, 170-1.
Guarino, di Verona (1374-1460), 152. Opere m,aggiori, 50-2, 170-1.
Guerino Meschino di A. d. Barberino, 152. Pensieri di varia fllos., 172.
Guerrazzi Fr. Dom.,di Livorno (12 agosto 1804- Leto Pomponio, calabrese (1425-1497), 174.
12 settembre 1873), 152-3. Lippi Lorenzo, di Firenze (1606-1664), 193.
Guerzoni Gius., di Mantova (1835-1886), 348. Lollio Alberto, di Firenze (1.500-1568), 194.
Guicciardini Francesco, di Firenze (6 marzo Loredano Gian Fr., di Venezia (1606-1661), 194.
1483-22 maggio 1840), 153-4. Lorenzi Bartolomeo, di Verona (1732-1822), 194.
Opere minori, 154. Lorenzino De' Medici, di Firenze (1514-1548),
La Storia d'Italia, 154-5. 216.
Il Guicc. e il Machiav., 154. Lorenzo De' Medici, di Firenze (1449-1492),
Guidi Alessandro, di Pavia (1650-1712), 155. 217-8, a (395).

Guidiccioni Giov., di Lucca (1.500-1541), 155.

Guido (Fra), di Pisa (sec. xiv), 155-6. 91


Guidotto da Bologna (sec. xiii), 389.
Guinizelli Guido, di Bologna (1240*-1276*), 1.56. Maccari Giambattista, di Fresinone (1832-

Al cor gentil..., 156. 1868), 194.


Maccari Giuseppe, di Prosinone (1840-1867),
Guittone d'Arezzo (1220*-1294*), 156-7.
194.
Maccaronica (Poesia), 114-15.
Machiavelli Niccolò, di Firenze (3 maggio
1469-22 giugno 1527), 195.

Iacopo dr Leiitini in Sioil. (sec. Xiii), 157. Lalettera a Fr. Vettori, 196.
Iacopo dciia Lana, di Bologna (sec. Xiv), 157. Opere letterarie, 197.
Iacopo del Pecora, di Montepulciano (secolo Opere storiche, 197-98.
XIV), 157. Opere politiche, 23-24, 93, 290-2.
lacopone da Todi nell'Umbr. (1236-1306), ir>8.
Machiavellismo, 291.
loculator Domini, 158. Macinghi-Strozzi Aless», di Firenze^ ( 1407-

Inferno (L') di Dante, 158-63. 1471), 199-200.


Intelligenzia (L'), 163. Madrigale, 200.
Istorie fiorentine di N. Machiavelli, 198. Mafi'ei Andrea, di Riva nel Trent. (1798-
Italia (U) liberata di G. G. Trissino, 369. 1885), 200.
Maftei Scipione, di Verona (1675-1755), 200-1. Medici (De') Lorenzo," di Firenze (1449-1492),
Merope, 201. 217-8, a (395).
Magalotti Lorenzo, di Roma (1637-1712), 201-2. Meli Giovanni, di Palermo (1740-1815), 218.
Maggi C. Maria, di Milano (1630-1699), 202. Melodramma, 218-220.
Magno Celio, di Venezia (1536-1602), 202. Menzini Benedetto, di Firenze (1646-1704), 220.
Maiano (Da) Dante, 85. Mercantini Luigi, di Ripatransone nelle
Malatesti Antonio, di Firenze (1610*-1672), 202. Marche (1821-1872), 220.
Malespini R. e G. (seo. xiv), 202. Merlin Gocaio, 114.
Malniignati Giulio, di Lendinara nel Veneto Merope di Se. Matte!, di V. Alfieri, 201, .365.
(sec. xvii), 202. Metastasio Pietro, di Roma (3 gennaio 1698-
Mameli Goffredo, di Genova
(1828-1849), 20.'?. 12 aprile 1782), 221.
Mamiani Terenzio, di Pesaro (1799-1885), 203. La canzonetta, 221.
Manara Prospero, di Borgotaro-Parma (1714- Metrica (Poesia), 222, a (395).
1800), 390. Micali Giuseppe, di Livorno (1769-1844), 347.
Mandragola (La) di N. Machiavelli, 197. Minzoni Onofrio, di Ferrara (1734-1817;, 222.
Manetti Antonio, di Firenze (1423-1497), 203-4. Molza Francesco Maria, di Modena (1489-1544),
Manetti Giannozzo, di Firenze (1396-1459), 204. 222.
Manfredi Eustachio, di Bologna (1674-1734), Montemagno Buonaccorso, di Pistoia (ni. nel
204.
1429), 46.
Manno Giuseppe, di Alghero in Sard. (1786- Monti Vincenzo, di Alfonsine in Romagna (19
1868), 204. febbraio 1754-13 ottobre 1828), 223.
Manzoni Alessandro, di Milano (7 marzo 178.5-
La Proposta, 224.
22 maggio 1873), 204.
L'Iliade, 225.
Opere minori, 206.
La Baswilliana, 226.
Inni, 206.
Morelli Giovanni, di Firenze (1371-1444), 226.
Carmagnola, 207-8.
Morelli Maddalena, di Pistoia (sec. xviii), 81.
Adelchi, 207-8.
Morgante (II) di Luigi Pulci, 227-30.
P. Sposi, 292-5.
Maratti Faustina, di Roma* (1680-1745), 210.
Margutte, 229.

Marchetti Alessandro, di F*ontormo-Tosc.(1632- Motto confetto, 123.


1714), 210. Muratori Lud. A., di Vignola nel Moden. (1672-
Marchetti Giovanni, di Sinigaglia (1790-1851), 1750), 230.

211.' Murtola Gaspare, di Genova (secoli xvi e


Marini Gio. Ambrogio, di Genova (sec. xvii), xvii), 231.

240. Marino e Murtola, 211.


Marinismo, 328. Mussato Albertino, di Padova (1262-1329), 231.
Marino Giambattista, di Napoli (1569-1625), Muzio Girolamo, di Padova (1496-1576), 231.
211-13.
Adone, 5-6, 212.
Martelli Ludovico, di Firenze (sec. xvi), 213. N
Martelli P. Iacopo, di Bologna (1665-1727), 213.
Martelliano (Verso), 213. Nardi Iacopo, di Firenze (1476-1560*), 231.
Mascardi Agostino, di Sarzana (1591-1640), 213. Navagero Andrea, di Venezia (sec. xv), 232.
Maschere, 97, Navagero Bernardo di Venezia (1507-1565),
,

Mascheroni Loren.,di Castagneta nel Bergam. 232.

(1750-1801), 21.3. Nelli Pietro, di Siena (sec. xvi), 233.


Maspero Paolo, di Milano (1811-1896), 283. Nerli Filippo, di Firenze (1485-1556), 233.
Masuccio Salernitano (1420-1500), 214. Niccoli Niccolò, di Firenze (1364-1437), 23.3.
Mauro Giovanni, friulano (1490-1536), 214. Niccolini Giambattista, di S. Giuliano-Pisa
Mazza Angelo, di Parma (1741-1817), 214. (1782-1861), 233.

Mazzei Lapo, di Prato (1350-1412), 215. Arnaldo da Brescia, 234.


Mazzini Gius., di Genova (22 giugno 1805-10 Nicolini Giuseppe, di Brescia (1788-1855), 234.
marzo 1872), 215. Nievo Ippolito, di Padova (1831-1861), 234.
Mazzuchelli Gian Mario, di Brescia (1707- Nona rima, 235.
1765), 216. Nota Alberto, di Torino (1775-1847), 235.
Medici (De') Lorenzino , di Firenze (1514- Novellino (II), 235.
1548), 216. Novellistica, 236-42.
— XII —
Patecchio Gerardo, di Cremona (sec. xiii),272.
o Pellico Silvio, di Saluzzo (1789-1854), 272.
Ode, 242. Le Mie Prigioni, 273-4.
Odi di G. Parini, 262-8. Perfetti Bernardino, di Roma (sec. xviii), 274.
Olimpo Baldassarre, di Sassoferrato (1480*- Periodici, 274.
1540*), 242. Periodo delle Origini (1000-1276), 174.
Opere morali (Le) di G. Leopardi, 170-1. > Toscano (1276-1375), 176.
Orlandi Guido, di Firenze (sec. xiii), 243. > del Rinascimento (1.375-1494), 177,307.
Orlando (Canzone D'), 54-5. > N'azionale (1494-1.595), 179, 232.
Orlando Innamorato di M.M. Boiardo, 24.3-6. > di Decadimento (1595-1774), 87, 180.
Orlando Furioso di L. Ariosto, 246-52. > di Rinnovamento (1744-1873), 182.
Angelica, 245-51. > Contemporaneo (187.3-1900), 183.
Oricellart (Orti), 2-3. Perticari Giulio, di Savignano (1779-1822), 275.
Ossian e Macpherson, 252-4. Petrarca Francesco, di Arezzo (20 luglio 1304-
Ottava rima, 234. 19 luglio 1374), 276.
Opere minori, 277.
Le Rime, 55, a (395).

Petrarchismo, 280.

Pagano Mario, di Brienza nella Basilio. (1748- Pico Giov., di Mirandola nel Moden. (1463-
1494), 281.
Ì799), 255.
Roma Pieri Mario, di Corfù (1776-1852), 348.
Pallavicino Sforza, di (1607-1667), 255.
Pieri Paolino, di Firenze (sec. xiii e xiv),281.
Palmieri Matteo, di Firenze (1406-1475), 255.
La Città di Vita, 256. Pignotti Lorenzo, di i'igline in Tose. (1739-

Pananti Filippo, di Ronta in Tose. (1766- 1812), 281.

1837), 256.
Pindemonte Giovanni, di Verona (1751-1812),
282.
Panigarola Francesco, di Milano (1548-1594),
257.
Pindemonte Ippolito, di Verona (1758-1828),282.
Pannuccio Dal Bagno, di Pisa (sec. xiii), 257. Pistoia (II), 49.
Panormita Pitti Buonaccorso, di Firenze (1421-1481), 283.
(11), 29.
Panvinio Onofrio, di Verona (1529-1568), 347. Pitti Iacopo, di Firenze (1519-1589), 283.

Papi Lazzaro, di Pontito nel Lucch. (1763- Platina (II), di Piadena nel Cremon. (1421-
1481), 283.
1834), 257.
Parabosco Gerolamo, di Piacenza (sec. xvi),
Pletóne Gemisto, di Costantinop. (1355-1450),29.

257.
Poema didascalico, 92-3.
Paradisi Agostino, di Tignola nel Moden. > eroicomico, 105.
(1736-1783), 257.
> storico, 284.

Paradisi Giovanni, di Reggio-Em. (1760-1826), Poerio Alessandro, di Napoli (1802-1848), 284.


257. Poesia metrica, 222, (395).
Paradiso (II) di Dante, 258-61. Poliziano Angelo, di Montepulciano (1454-
Paradiso (II) degli Alberti di G. da Prato, 1494), 285.

140. Le Stanze, 285-6.

Paravia P.Alessandro, di Zara (1797-18.57), 261. Polo Marco, di Venezia (1254-1325), 286.
Parini Giuseppe, di Bosisio in Lomb. (23 mag- Pompei Girolamo, di Verona (1731-1788), 286.
gio 1729 15-agosto 1799), 261. Pomponio Leto, della Calabria (1425-1497), 174.
Opere minori, 262. Fontano Giovanni, di Cerreto-Umbria (1426-
Le Odi, 262-8. 1503), 286.

Il Giorno, 1.38-40. Porta Carlo, di Milano (1776-1821), 287.


Paruta Paolo, di Venezia (1540-1598), 268. Porta (Della) Giambattista, di Napoli (1538-
Parzaneso P. Paolo, di Adriano, Puglia (1810- 1615), 288.

1852), (395).
Porto (Da) Luigi, di Vicenza (1485-1529), 85.
Passavanti Iacopo, di Firenze (1300-1357), 269. Porzio Camillo, di Napoli (1526-1580), 288.
Passeroni G. Carlo, di Condamine-Nizza (171.3- Praga Emilio, di Milano (1828-1873), 289.
Prati Giovanni, di Dasindo nel Trent. (181,5-
180.3), 270.

Il Cicerone, 270. 1884), 289.

Pastor (II) fido di B. Guarini, 270-2. Edmenegarda, 289.

Pataffio (II), 165. Prato (Da) Giovanni, (sec. xiv e xv), 140.
XIII

Preti Girolamo, di Bologna (1580*-1626), 290. Rossetti Gabr., di Vasto negli Abruzzi (1783-
Principe (II) di N. Machiavelli, 290-2. 1854), 320.
Macfiiavellismo, 291. Rossetti Dante Gabr., di Londra (1828-1882),
Promessi Sposi di A. Manzoni,
(I) 292-5. 230, (nota;.
Don Abbondio, 294. Rota Berardino, di Napoli (1509-1575), 320.
l'ucci Antonio, di Firenze (m. nel 1390), 295. Rovani Giuseppe, di Milano (1818-1874), 321.
l'alci I,uca, di Firenze (1431-U70), 296. Rozzi (Congrega dei), di Siena (sec. xvi), 321.
l'ilici Luigi, (li Firenze (1432-1484), 296. Rucellai Giovanni, di Firenze (1475-1525), 321.
Il Morgante, 227-30. Le Api, 321.
l'iloti Napoli (1782-1847),
Basilio, di 302. Rusticiano, di Pisa (sec. xiii), 321.
Purgatorio (II) di Dante, 297-301. Rustico di Filippo, di Firenze (secolo xiii),

Purismo, 301-2. 321-2.


Ruzzante, di Padova (1502-1542), 32-3.

«l

Quadrio Frano. Saverio, di Ponte- Valtellina S


(1695-1756), 303.
Quaestio de aqua di Dante (?), 303. Sabbadino dogli Arienti (sec. xv), 20.
Quinto Settano, 336. Sacchetti Franco, di Firenze (1330-1400*), 322-3.
Trecento Novelle, 322-3.
Sacchi Bartolomeo, di Piadena nel Crcmon.
R (1421-1481), 283.

KafFaelli Bosone, di Gubbio (sec. xiv), 303.


Sacra rappresentazione, 96-7.

Ragione (La) di Stato di G. Boterò, 43-4. Saffica (ode) 323.


Rambaldi Benvenuto, di Imola (sec. xiv), 303. Salimbcne (Fra), di Parma (1221-1294), 324.

Hambaldoni (De') Vittorino di Feltro (1373-


,
Salmini Vittorio, di Venezia (1832-1881), 395.
1446), 304, 395. Salutati Coluccio, di Stignano in Tose. (1331-
Bambouillet (Hotel), 212. 1406), 324.

Ranalli Ferdinando, di Teramo (1813-1894), 304. Sannazzaro Iacopo, di Napoli (14.58-1530),

Ranieri Antonio, di Napoli (1809-1888), 169,304. 324-5.

Rappresentazione sacra, 96-7. Arcadia, 325.


Reali (I) di Francia di A. da Barberino, 305. Sanato Marino, di Venezia (1466-1535), 325-6.
Redi *"ranceseo, di Arezzo (1626-1698), 305. Sarpi Paolo, di Venezia (1552-1623), .326-7.
Regaldi Giuseppe, di Novara (1809-1883), 307. Sassetti Filippo, di Firenze (1540-1588), 327.
Renier-Michiel Giustina, di Venezia (1756- Savioli Ludovico, di Bologna (1729-1804), 327.

1832), 306. Saviozzo (II), di Siena (sec. xiv), 336.


Revere Giuseppe, di Trieste (1812-1889), 307. Savonarola Gerolamo, di Ferrara (1452-1498),
327.
Kozzonico C. Castone , di Como (1742-1796).
307. Scalvini Giovita, di Brescia (1791-1843), 327.
Rinascimento, 307-8. Scenari, 97.

Rinuccini Ottavio, di Firenze (1564-1621), 309, Schettini Pirro (1630-1678), .343.

Rispetto, 310. Scrofifa Camillo, di Vicenza (sec. xvi), HO.


Ristoro, di Arezzo (sec. xiii), 310. Scuola siciliana, 338-9.

Ritmo (II) Cassinese, 310. > dello stile nuovo, 344-5.


Roberti Giambattista, di Bassano (1719-1796),
2> di transizione, 368.
310. Secentismo, .327-9.

Rolli Paolo, di Roma (1687-1765), 310-311. Gongorism,o, 328.


Romagnosi Giandomenico (1761-1835), 311. Eufulsmo, 328.
Romani Felice, di Genova (1788-1865), 311. Preziosismo, 328.
Romanticismo, 312-15. Secchia (La) rapita di A. Tassoni, 329-,32.
Romanzo (II) della Rosa, 315-17. Il Conte di Culagna, .331-2.
Rosa Salvatore, diRenelJa-Napoli (161.5-1673), Segneri Paolo, di Nettuno (1624-1694), ,332-3.
317. Segni Bernardo, di Firenze (sec. xvi), 333.
Resini Giovanni, di Lucignano in Tose. (1776- Sennuccio Del Bene, di Firenze (sec. xiv), 333.
1855), 318-9. Sepolcri (I) di U. Foscolo, 333-5.
Rosmini-Serbati Ant., di Rovereto (1797- Sercambi Giovanni, di Lucca (1347-1424), 335.
1855), 319. Serdini Simone, di Siena (sec. xiv), 336.
XIV

Sergardi Ludovico, di Siena (1660-1726), 336. Tebaldeo Antonio, di Ferrara (1463-1537),


Sennini Gentile, di Siena (sec. xv), 336. 358-9.
Serventese, 336-7. Tedaldi-Fores L. Carlo, di Cremona (1793-
Serventese dei Geremei e Lambertazzi, 3.36. 1829), 359.
Sestina, 337. Telesio Bernardino, di Cosenza (1.509-1588)'
Sestina lirica, 337. 359.
Sestini Bartolomeo di San Mate in Tose.
, Tanca Carlo, di Milano (1816-1883), 359.
(1792-1825), 337-8. Il Crepuscolo, 359.
Pia de' Tolomei, 337-8. Terza rima, 359-60.
Settembrini Luigi, di Ifapoli (1813-1877), 338. Testa Arrigo, di Arezzo (sec. xiii), .360.
Settimello (Da) Arrigo (sec. xii), 23. Testi Fulvio, di Ferrara (159.3-1646), 360.
Siciliana (Scuola), 338-9. Tiraboschi Girolamo, di Bergamo (1731-1794),
Sigisbuldi Gino, di Pistoia (1270*-1336*), 72-3. 361.
Sigonio Carlo, di Modena (1524-1584), 340. Todi (Da) lacopone, di Todi nell'Umbr. (1230-
Sismondi (De') Sismondo, di Ginevra (1773- 1306), 159.
1842), 340. Tolomei Claudio, di Siena (1492-1555), 311.
Sografi Antonio, di Padova (1759-1818), 340. Tommaseo Niccolò, di Sebenico in Dalm. (9

Sonetto, .340-1. ottobre 1802-lo maggio 1874), 362-3.


Sordello, di Goito nel Mantov. (secolo xiii), Torricelli Evangelista, di Faenza (1608-1647),
.341-2. 363.
Spedalieri Nicola, di Bronte in Sicilia (1740- Torti Giovanni, di Milano (1774-1852), 363.
1795), 342. Traduzioni, 389-92.
Speroni Sperone, di Padova (1500-1588), .342-3. Tragedia, 99-100.
Spolverini Giambattista, di Verona (1695- Tragedie di V. Alfieri, 364-8.
1762), 343. Trecento (Le) Novelle di F. Sacchetti, 322-3.
Stabili Francesco, di Ascoli (1270*-1327), 66-7. Trissino Giangiorgio, di Vicenza (1478-1550),
Stampa Gaspara, di Padova (152.3-1554), 343. 368-9.
Stefani Marcliionne, di Firenze (sec. xiv), 343. L''Italia liberata, 369.
Stigliani Tommaso, di Matera (1573-1651), 343. Trovatori, 370.
Stile nuovo, 344-5. Oeoffroìj Budel, .370.

Storia e storiogr. della Lett. Ital., 174-188. Troya Carlo, di Napoli (1784-1858), 370.
Storiografia, 345. ..Tuppo (Del) Francesco, di Napoli (sec. xv),
Stornello, 349-50. 371.
Strambotto, 350.
Straparola Gianfrancesco, di Caravaggio nel- U
l'Eni, (sec. xvi), 350.
Strocchi Dionigi, di Faenza (1762-1850), 350. Uberti (Degli) Fazio, di Pisa* (1310*-1370*),
108.
Strozzi-Macinghi Alessandra, di Firenze (1407-
1471), 199.
Udeno Niesily, 371.
Ultime lettere di J. Ortis di U. Foscolo,
371-3.
T Umanesim,o, 373-4.
Umanisti, 374.
Tabarrini Marco, di Pomarance-Tosc. (1818-
Umorismo, 374-6.
1898), 348.
Tansillo Luigi, di Venosa (1510-1568)," 350-1.
Tarsia (Di) Galeazzo, di Napoli (m. nel 1553),
.351.

Tasso Bernardo, di Venezia Valla Lorenzo, di Roma (1405-1457), 376.


(1493-1569), 351-2.
Vannetti dementino, di Rovereto (17.54-179.5),
Amadigi, 351-2.
376.
Tasso Torquato, di Sorrento (11 marzo 1544-
Vannucci Atto, di Tobbiana nel Pist. (1810-
25 aprile 159.5), .352-7.
1883), 376-7.
Opere minori, 355-6. Varano Alfonso, di Ferrara (1705-1788), .377.
Opera maggiore, 130-3. Visioni, 377.
Tassoni Alessandro , di Modena (156.5-16.3.5), Varano Costanza, di Camerino (1426-1447), 374.
357-8. Varchi Benedetto, di Firenze (1.503-1.56.5), 378.
La Secchia rapita, 329-32. Vasari Giorgio, di Arezzo (1511-1574), 378.
Ve»io Maffeo, di Lodi (1407-1458), 374. Vinciguerra Antonio, di Venezia (morto nel
Donato, di Firenze (1313-1370),
V.-lluti 379. 1502), 383.
Vergerlo Pier Paolo di Capodistria
, (1370- Vita (La) Nuova di Dante, 383-8.
1444), 374. Beatrice, 386-7.
Verri Alessandro, di Milano (1741-1816), 379. Vittorelli Iacopo, di Bassano (1749-1835), 388-9.
Le Notti Romane, 379. Anacreontiche, 388.
Verri Pietro, di Milano (1728-1797), 379-80. Vittorino,da Feltre (1378-1446), 304.
Vespasiano da Bisticci, di Firenze (1421-1498), Viviani Vincenzo, di Firenze (1622-1703), 389.
36-7. Volgarizzamenti, 389-92.
Vico Giambattista, di Napoli (1670-1744), 380. Traduttori di scr. class., 390-1.
La Scienza Nuova, 381. Traduz. diverse, 391-2.
Vida Gerolamo, di Cremona (1490-1566),
881-2.
Z
Vieusseux Giampietro, di Oneglia (1779-1863),
382. Zanella Giacomo, di Chiampo nel Veneto
Gabinetto Vieusseux, 382. (1820-1888), 392-3.
Vigna (Della) Piero, di Capua (m. nel 1249), Zanoia Giuseppe, di Genova (1752-1817), 393.
382. Zanetti Fr. Maria, di Bologna (1692-1 777), 393.
Villani Giovanni, di Firenze (m. nel 1348), 382, Zappi Giambattista, di Imola (1667-1719), 393.
Cronica, 382-3. Zendrini Bernardino, di Bergamo (1839-1879),
Villani Matteo e Filippo, di Firenze (sec. xiv). 393.
382. Zeno Apostolo, di Venezia (1668-1750), 394.
DIZIONARIO STORICO
DELLA

Xjottora-tiJLra. Ita.lia.ixsL

Accademia con questo nome del-


; Accademia Platonica: tra il vivo
l'antico ginnasio ateniese,
posto sulle fervore degli studi classici e tra le ar-
rive del Cefiso e dedicato ad Academo, denti dispute intorno a Platone e ad
ove insegnarono Platone e i seguaci di Aristotele, sorse questa Accademia, che
lui, furono chiamati, sin dal secolo de- trasse origine
dalla scuola instituita a
cimoquinto, e prima in Italia che altrove, Fireaze dall'erudito greco Giorgio Ge-
moltissimi sodalizi di eruditi, di lette- mist) Plotóne deputato al Concilio
,

rati, di scienziati, di artisti. (v. Gemisto). Eloquente oratore, pole-


Alcuni di essi sorsero col fine, non mista infaticabile, egli procurò la vit-
sempre conseguito : di promuovere il toria, e la supremazia delle dottrine
culto della lingua e della letteratura platoniche sulle aristoteliche, e seppe
nazionale o gli studi della civiltà greca dest ire tanto entusiasmo in Cosimo de'
e romana propugnare nuove dottrine
: di Medici, uno fra i suoi più assidui e più
letterarie ed artistiche: di combattere amn irati ascoltatori, da indurlo a in-
innovazioni o indirizzi d'arte reputati stituire un'Accademia, che diffondesse il
dannosi e inopportuni di diffondere in- : pensiero e lo studio del filosofo greco.
venzioni, scoperte scientifiche e risultati Il Gemisto abbandonò l'Italia nel 1441;
di operose ricerche. Altri, germogliati e a iirigere l'Accademia fu da Cosimo
in gran numero in periodi di deca- chianato Marsilio Ficino (v. Ficinó),
dimento, raccoglievano a dispute oziose, d'ingegno agile, robusto e studiosissimo
a inutili ed infeconde gare di parole, di Platone. Con lui toccò l'Accademia il
scrittori e letterati, nei quali allo scar- su^ più alto grado di splendore: eruditi,
sissimo valore intellettuale s'accompa- poet , artisti convenivano frequenti alle
gnava la vanità goffamente puerile e varii dispute, ai geniali convegni, tenuti
ambiziosa. Troppo spazio bisognerebbe nelle case di Cosimo o nei verdi bo-
per ricordare tutte le accademie italiane: schi i Camaldoli o nella ridente villa
molti nomi di queste ricorreranno pivi di C "eggi, dove nel tredici novembre di
volte nei cenni dedicati ai varii periodi ogni .nno soleva celebrarsi con solenni
della letteratura nostra e alle vite degli banc etti il presunto giorno della na-
scrittori : diremo qui soltanto e rapida- scita > della morte di Platone al levar
:

mente l'origine e la storia delle prin- delle oense sontuose, la sorte designava
cipali e piùnote tra esse, di quelle, cioè, a ciascuno dei convitati la illustrazione
che più largamente parteciparono al mo- d'uud dei dialoghi platonici più celebrati.
vimento del pensiero e della cultura Cosiiao instituì l'Accademia, Piero e il
italiana. nifico le furono larghi di cure e di

1 TaRKi, Diz. stor


ACC _ 2 -

aiuti amorevoli : si ricordano, tra i mem- tava l'erudito palermitano. Alle inter-
bri più illustri : Cristofaro Landino, Leon pretazioni sottili dei classici si alterna-
Battista Alberti, Giovanni Pico della Mi- vano vivaci dispute letterarie, che la
randola, Benedetto Accolti, Angelo Poli fine ironia e l'eloquente parola del Bec-
ziano. Morti Lorenzo de' Medici nel 1492, cadelli conservavano animate e argute.
il Ficino nel 1499, l'Accademia si spense; Morto nel 1471 il Panormita, lo sostituì
ma suo esempio, l'impulso
l'efficacia del nel governo del Porticus un alunno di
dato agli studi del pensiero e della ci- lui, frequentatore assiduo e desiderato
viltà antica furono lunghi e durevoli. di quel sodalizio, dotto illustratore degli

Accademia Romana : instituita


antichi, elegantissimo poeta latino, Gio-

in Roma, quasi nello stesso tempo della vanni Pontano; e da lui allora per la
platonica, da un naturale di
fratello
prima volta il Porticus si chiamò Acca-
Roberto Sanseverino, principe di Salerno, demia 2}ontaniana. Questa, che contribuì
che aveva tramutato il proprio nome in efiicacemente alla diffusione della cul-
quello di Giulio Pomponio Leto (vedi tura classica, decadde dopo la morte del
Leto) intese a promuovere sopra tutto Pontano, e, rifiorita con Jacopo Sanna-
il culto dell'antichità classica in ogni
zaro e con Scipione Capece, si disciolse
sua manifestazione, ma ebbe carattere verso la metà del secolo decimosesto, per
piuttosto letterario che filosofico. Rac- risorgere, con mutato indirizzo, durante
il regno di Gioachino Murat.
colse attorno a sé dotti ed eruditi di
ogni parte d'Italia: oltre al fondatore
P. Leto, ricordiamo Bartolomeo Sacchi Accademia «legli Orti Oricel-
da Piadena (detto perciò il Platina) e lari: Bernardo Rucellai (lat. Oriceì-
Giovanni Antonio da Capua. Incolpata larius) il ricco e potente cittadino di
di tramare congiure contro il pontefice Firenze, aveva edificato, sulla fine del
e contro la chiesa, di seguire riti pa- secolo decimoquinto, in via della Scala,
gani, di contribuire alla diffusione del- un palazzo sontuoso, che fu per lungo
l'eresia, sopportò fiere persecuzioni da
tempo geniale e cercato ritrovo a let-
Paolo II, che ordinò s'imprigionassero terati e ad artisti. Poco frequentati nel
i più illustri membri dell' Accademia. primo e agitato
decennio del secolo de-
Liberati da ogni accusa, alla morte di cimosesto, quel palazzo e i giardini che
lo cingevano, ornati di piante rarissime,
Paolo II (1471), per l'opera assidua di
Pomponio, l'Accademia risorse fiorente. diventarono sede di periodiche e rego-
lari adunanze solo allorquando se ne
Morti Pomponio e il Platina, l'Accademia
perdette del suo carattere mistico e fan- fece iniziatore Cosimino Rucellai, figlio
di Cosimo e nipote di Bernardo, che, co-
tastico, mitigò il culto superstizioso ed

esagerato dell'antichità e durò poi a stretto da una grave infermità a rima-

lungo, promovendo feconde ricerche e nere immobile in casa, era nell'ospitalità


operosi studi di archeologia. liberale e magnifico, e sapeva congiun-
gere alla versatilità dell'ingegno la squi-
Accademia Pontaniaiia : quel sita amabilità del carattere. Attorno a
sodalizio di letterati e di eruditi, che so- lui s'affollavano uomini illustri n'elle let
levano raccogliersi in Napoli nella bi- tere. nelle arti, nella politica, non pure
blioteca di re Alfonso d'Aragona, prima di Firenze, ma
d'ogni parte d'Italia.
ancora che sorgessero le Accademie di Furono frequentatori assidui degli Orti
Roma e di Firenze, per leggervi in co- /anobi Buondelmonti, Luigi Alamanni,
niune e interpretarvi i classici antichi, l'autore de La Coltivazione, G. B. della
s'intitolò Porticus Antoniana, quando Palla, Iacopo Nardi, Filippo de' Nerli.
Antonio Beccadelli. detto il Panormita Leon X
intervenne a una solenne adu-
(v. Beccadelli) ne diventò il capo e ne nanza nella quale fu, in onor suo, rap-
trasferì la sede nella via dei Tribunali, presentata la Eosmunda del Rucellai:
tutta fiancheggiata di portici, ove al)i- e ai convegni geniali degli Orti parte-
ACG — 3 ACC

cipò più tardi anche il Machiavelli, che crusca e quella degli apatici, ne formò
vi finse tenutii dialoghi dell'arte della nel 1783 una sola col nome della prima,
guerra. Scoperta nel 1522 la congiura dividendola in due sezioni, l'una della
ordita contro i Medici non negli Orti,
, storia e della legislazione, l'altra della
ma da alcuni che a quel sodalizio ap- lingua (ia Crusca). —
Nel 1811, per de^-
partenevano, esso fu disciolto. creto di Napoleone, la Orusea ridiventò
Gli Orti Oricellari non continuarono un sodalizio indipendente, costituito di
né rinnovarono, come a torto fu detto, dodici membri residenti e venti corri-
l'Accademia platonica, già morta col Fi- spondenti e così ringiovanita elesse sei
;

cino; i frequentatori di quelle adunanze membri a vita, deputati alla compila-


erano scrittori, poeti, uomini politici, che, zione del Vocabolario: lasciò il ridicolo
pur ammiratori dell'antichità non pro-
, simbolismo de' nomi; s'occupò di qui-
seguivano però le dispute, così ardenti stioni letterarie e filologiche, pubblicando
nell'Accademia fiorentina, intorno alle periodicamente i suoi Atti. —
Triplice è
dottrine di Aristotele e di Platone. ora il fine che essa deve proporsi: pro-
Il palazzo de' Rucellai,con una pic- teggere la proprietà del linguaggio prov-:

cola parte degli Orti, fu di recente ce- vedere al miglioramento e al perfeziona-


duto alla famiglia Ginori: le ricche col- mento del Vocabolario: segnalare gli scrit-
lezioni d'arte andarono disperse e in tori che abbiano serbata la purezza nelle
quei giardini, dove rigogliose e cortesi opere loro (dette perciò testi di lingua).
d' ombra crescevano le piante, s'alter- La quinta edizione del Vocabolario fu
nano ora case e villini. cominciata nel 1845: rifattine 1 sette fa-
scicoli già usciti, il lavoro continua a
Accademia della Crusca : nel pubblicarsi dal 1863 in Firenze (Tipogr.
1582 staccatisi dall'Accademia fiorentina Galileiana, poi Le Mounier); al 31 di-
(fondata da Cosimo I nel 1540) i cinque cembre 1898 era giunta, per la compila-
soci G. B. Deti, Anton. Fr. Grazzini, zione, alla parola lamiera, nella stampa
Bern. Canigiani, Bern. Zanchini, Bastiano alla parola issofatto. —
Tra i membri
de' Rossi costituirono con Leonardo Sal- più illustri della Crusca ricorderemo
viati un nuovo sodalizio che provvedesse V. Monti, I. Pindemonte, G. Fr. Galeani
a regolare l'uso delia lingua, a separare Napione, G. B. Niccolini A. Cesari,,

i vocaboli veri e propri dai falsi ed im- A. Manzoni, G. Giusti, Leopoldo II e re


propri, la farina cioè dell'eloquio dalla Giovanni di Sassonia, il traduttore di
crusca. Dante.
La nuova Accademia prese per insegna
un frullone col motto II piii bel fior ne Accademia dell' Arcadia : dal
coglie, e, assunti de' nomi riferentisi al- nome d'una regione dell'antico Pelopon-
l'arte del mugnaio (il Salviati p. e., si neso, abitata da pastori e imaginata dai
chiamò V Infarinato, piìi tardi M. Buona- poeti come la terra ridente della felicità,
rotti il diede a
giovine, l'Impastato) si della pace, delle delizie, trasse il suo

compilare un vocabolario che uscì a quest'Accademia, costituitasi in Roma


stampa in Venezia nel 1612, per cura di alla morte della regina Cristina di Svezia
Bastiano de' Rossi. (La 2^ ediz. curata e solennemente inaugurata nell'ottobre
anche dal de' Rossi è del 1623; la 3» del del 1690. — Quando
Cristina di Svezia
1691; la 4^ del 1738). abdicò al regno abiurata la religione
e,
Nel 1641 Leopoldo de' Medici, dive- protestante, venne ad abitare a Roma,
nuto membro e protettore dell'Acca- essa accoglieva nello splendido palazzo
demia, v' introdusse l'uso che i soci se- dei Riari - oggi Corsini, - quanti erano
dessero sur una cesta rovesciata e si più noti poeti, storici, archeologi, natu-
appoggiassero a una spalliera della forma ralisti, filosofi. Alla morte di Cristina,
d'una pala. Il granduca Pietro Leopoldo il più celebre e il più assiduo tra quei

delle tre accademie, la fiorentina, la frequentatori, G. M. Crescimbeni, pensò


A ce -. A -- ACC

(licontinuare quelle riunioni e con tre- tando soltanto la semplicità e la natura-


dici amici costituì un'accademia che fu lezza, non conseguì l'intento propostosi:
chiamata Arcadia: arcadica doveva es- e solo per ciò può considerarsi l'opera
seiTie la vita, arcadici i costumi e i nomi sua non inutile, che essa combattè il mal-
dei soci : i)atrono Gesù nel presepio, em- gusto del secolo, bandì un'aspra guerra
Mema la siringa del dio Pane, il com- contro il secentismo e, nel vivo fervido
puto del tempo fatto per oliApiadi cu- : movimento suscitato, aperse nuovi solchi
stode era detto chi presiedeva il sodalizio all'arte, segnò la via che fu percorsa dal
con un consiglio di dodici arcadi; ser- suo maggior poeta, il Metastasio, e pro-
batoio il luogo ove si conservavano gli mosse quella che fu la miglior gloria
statuti e l'archivio dell'Arcadia; e per sua, il melodramma. Nella storia poe-
mantenere la pace e la concordia, fu- tica dell'Arcadia si distinguono tre pe-
rono a ciascuno degli arcadi conceduti riodi maniere diverse: !<>) del sonetto
tre jùgeri di terreno. Il 20 maggio 1696 del madrigale arguto, raffinato, lezioso,
(Dcxviii olimp.) furono, come narra il (rappresentatori di questa maniera C. M.
Crescimbeni, sancite le leggi, rogate da Maggi, F. di Lemene G. B. Zappi.
,

G. V. Gravina nel latino delle dodici 2°) della canzonetta tenera, galante, sdol-
tavole e incise poi nel marmo. Varia fu cinata (Tommaso Crudeli, Paolo Rolli,
da prima la sede dell'Arcadia: le adu- Pietro Metastasio): del verso sciolto ar-
nanze si tenevano o nel palazzo Riario monioso, ridondante, colorito; maniera
negli orti di S. Pietro in Montorio o detta anche frugoniana da C. I. Frugoni.
presso S. Pietro in Vincoli o nei giardini Il Carini, con un criterio più razionale,
larnesiani sul Palatino: la liberalità di distingue invece cinque periodi: della
re Giovanni V di Portogallo permise in- prima, della seconda generazione arca-
tine agli arcadi di acquistare un terreno dica, dell'Arcadia degenerata o frugo-
sul Gianicolo, che fu detto Bosco Par- niana, del frugonianismo in lotta col
nasio e divenne la sede fissa dell'Arcadia, classicismo, e infine il periodo contem-
ove ancora la presente Accademia tiene poraneo.
qualche straordinaria adunanza estiva:
Accademia del Cimento; insti-
la biblioteca e la sede delle adunanze
tuitadal Viviani e dagli altri discepoli di
ordinarie si trovano al palazzo Altieri.
Galileo per proseguirne la scuola, fu so-
Tra i primi quattordici fondatori furono,
lennemente inaugurata nel maggio del
oltre il Crescimbeni {Alfesiheo Cario) e
1657; ebbe a protettori Ferdinando II e
il Gravina {Opico Erimanteo), G. B. Zappi
Leopoldo de' Medici. Appropriandosi il
( Tirsi Leucasio), Silvio Stampiglia {Pale-
motto dantesco provando e riprovando, si
mone Licuriò). S'accrebbe in breve il nu-
propose di ravvivare gli studi scientifici,
mero dei soci: moltissime furono le co-
di difi'ondere il metodo sperimentale, di
lonie dedotte in tutta Italia: né i dissidi
rendere pubbliche le ricerche, le osser-
tra il Crescimbeni Gravina, né la
e il
vazioni,gli esperimenti compiuti nell'Ac-
secessione cagionata da quest'ultimo im-
cademia, sulla luce, sul caldo, sul freddo,
pedirono lo sviluppo dell'Accademia. La
sul ghiaccio, sulle proprietà dell'ambra,
quale s'era da principio proposto di ri-
e largamente descritti nei « Saggi na-
parare al decadimento della poesia ita-
turali » che, compilati e pubblicati dagli
liana, di esterminare il cattivo gusto e
accademici, attestano il progresso e gli
procurare che più, non avesse a risorgere,
studi di questa scuola gloriosa, la quale
perseguitandolo continuamente ovunque
durò solo sedici anni, ma lasciò utile
si annidasse o nascondesse e infino nelle
efficace esempio ad accademie consimili,
castella o nelle ville più, ignote e impen-
sorte a imitazione sua in Bologna, Na-
sate. Ma fingendosi una vita così diversa
poli, Torino, Vienna, Parigi.
dalla vera, reputando che a rinnovare
la poesia e l'arte bastasse curare la Accademia dei liincei : instituita
forma e non occuparsi dello stile, affet- nel 1603 in Roma da un giovane natu-
ralista italiano, Federico Cesi, duca di Bologna, a Ferrara, a Parma; fu segre-
Acquasparta, con la cooperazione di tario del cardinale divari e del nunzio
Francesco Stelluti, di Anastasio de Fi- pontificio Alessandro Ludovisi, e depu-
liis e dell' olandese Giovanni Eck. Il tato dai Bolognesi a stringere un trattato
fine di questa accademia fu specialmente con papa Urbano Vili. Poeta mari- —
lo studio delle scienze matematiche e nista tra più esagerati e i più strani,
i

naturali: impresa la lince, reputata di lasciò una raccolta di liriche, idilli, can-
vista acutissima, col motto sagacius ista ,
zoni, sonetti, tra i quali notissimo quello
che ogni socio doveva portare inciso sur scritto in lode di Luigi XIII di Francia,
un anello. « Bisogna penetrare, diceva per l'assedio di Casale: Sudate, o fuochi,
lo Stelluti, l'interno delle cose, per co- a preparar metalli...
noscerne le cause ». Combattuta fiera- Cfr. Poesie e lettere di 0. A., Venezia,
mente da prima, rifiorì rinvigorita nel- 1650; Mazzuchelli, Scr. d'Italia,!, 1, Bre-
l'anno 1609. Tra i soci più celebri furono scia, 1753-63; Pannini, Vita di A., Bolo-C
gna, 1660; Belloni, Il Seicento, Milano, Val-
il Porta, Colonna, il Cesarini, il Ga-
il
lardi, 1899, pag. 85-87.
lilei, il cui metodo diventò quello del-

l'Accademia; le opere dei primi acca- Adimari liudovico: napoletano,


demici, pubblicate a spese del Cesi, poeta satirico del secolo xvii, di scarso
mecenate splendido, attestano tutto il valore.
progresso e il vantaggio derivatone alla Cfr. per le Satire l'ediz.di Amsterdam, 1716;
scienza. Compiuta con Roma l'unità ita- Mazzuchelli, Scr. d'It. I, 1.
liana, l'Accademia dei Lincei ebbe dalle
cure sapienti di Quintino Sella la di- Adone: poema mitologico in ottava
gnità e lo splendore meritato. rima, composto da Giambattista Marino
(v. questo nome) nel 1623 e costituito
Cfr. per le Accademie AkA Rinascimento le
notissime opere del Burckardt, del Voiqt, di 40984 versi. Argomento: « Adone, il
do! Symonds: lo scritto del Tallarigo (Studi giovinetto bellissimo, da una navicella,
classici. Accademie, ecc.), neW Antologia del guidata dalla Fortuna, sbarca a Cipro,
MoRANDi, Città di Castello, Lapi, 1893; per
['Arcadia y. Crescimbeni e cfr. Carini, i' Ar-
ove è accolto dal pastore Cintio che,
cade dal 1690 al 1890, Roma, Cugrgiani, 1891 descrittagli l'isola, lo conduce a con-
;

Carducci, Il Parini principiante in Nuova templare la gran reggia di Amore, con-


Aw^, 1886; per l'Acc. del Cimento, cfr. An- sueta e gradita dimora di Venere, ne-
TINORI, Scritti, Firenze, 1868 (pagine 102-267);
gata a piede mortale e per via gli
:
per l'Acc della Crusca, Guasti, in Atti Acc.
Cr., Firenze, 1883; per V Acc. platonica, cfr. le narra il giudizio di Paride. Le lodi
note opp. del Puccinotti c del Sieveking; di Venere attentamente ascoltate , la
per gli Orti Oricellari, cfr. le pagine dedi- decantata bellezza della dea agitano ,

catevi dal ViLLARi, N. Machiavelli e i suoi


il cuore di Adone. Separatosi dal pa-
tempi, Milano, Hoepli, 1895, voi. III.
store, egli insegue lungamente un agile
cervo poi, stanco della caccia faticosa,
Accolti Bernardo: aretino, più :

noto col soprannome di Unico aretino,


s'addormenta accanto a una fonte ove
giunge, poco dopo. Venere, in abito di
fiorì sulla fine del secolo XV: fu poeta
cacciatrice, a medicarsi un piede ferito.
cortigiano di scarsissimo valore e seguì
S'abbatte nel giovinetto dormente, s'in-
l'esempio e le tracce di Serafino l'A-
vaghisce di lui, e, destatolo con un bacio,
quilano.
lo prega di sanarle la piaga dolorosa.
Cfr. Rime dell' TI. A., Venezia, Zoppino,
Adone deterge con pure linfe il piede
1519; Gian, Il Cortegiano, ediz. Sansoni, 1894,
pag. XVI ; D'Ancona, Il secentismo nel quat- divino: Venere si svela a lui, e voltasi
troc, in Antol. del Morandi cit. alla rosa che l'aveva punta, la saluta
imperatrice dei fiori. Poi la dea accom-
Achillini Claudio: n. a Bologna pagna Adone alla reggia, ove Amore gli
nel 1574, morì nella sua villa di Sasso narra le vicende di Psiche e i propri
nel 1640, Insegnò la giurisprudenza a afi'anni per la giovinetta bellissima: e
ADO ALA

Mercurio, raccontate le avventure di ove, dopo la gara e il giudizio della bel-


Narciso, di Ganimede, di Ciparisso, per lezza, Adone è proclamato re. — Eccitato
distoglierlo dai pericoli della caccia, gli dalla gelosa Falsirena, Marte ridiscende
rappresenta la favola e la triste fine di a Cipro con Diana mentre Venere è per
Atteone. Guidato da Venere, Adone vi- breve tempo a Citerà. In una caccia un
sita i cinque giardini che dilettano la cinghiale, eccitato da Marte, abbatte
vista, l'odorato, l'udito,il gusto, il tatto: Adone e gli lacera il fianco. Venere,tor-
nel terzo giardino, ode il vario cantare nata, lo raccoglie morente e lo vede spi-
degli uccelli e le dolcissime melodie del- rare tra le sue braccia. La dea piange
l'unico usignuolo: nel quarto, mentre e si dispera : Bacco, Cerere, Apollo, Teti,
Adone e Venere siedono a mensa son- vengono a confortarla: il cuore di Adone
tuosa, il piccolo e arguto dio Momo è da Venere trasformato in un fiore.
narra gli amori di Venere
Marte. e di — Si celebrano le esequie e i giuochi in
Dopo i piaceri dei sensi, seguono quelli onore del giovinetto e, tranne Vulcano
dell'intelligenza. Venere conduce Adone e Marte, tutti gli dei vi partecipano e
a un'isola bellissima nella quale sorge con essi i rappresentanti illustri delle
la fontana d'Apollo, ornata di statue e case dei Farnesi, dei Colonna, degli Or-
di bassorilievi, ove sono figurati gli sini, dei Carafa e tre principi di Savoia.
stemmi dei prìncipi italiani e della casa Venere unisce in matrimonio un giovi-
di Francia: il pastore Fileno (il Marino netto francese. Luigi XIII, e una gio-
stesso) narra le fortunose vicende della vinetta spagnuola, Anna d'Austria, figlia
sua vita, la dimora alla corte di Torino, di Filippo III, e dona a quello uno scudo
l'aspra contesa col Murtola, la prigionìa ili cui sono figurate le imprese della
e poi le liete accoglienze ricevute in casa di Francia. Vedi Marino.
Francia. Gruppi innumerevoli di cigni, Cfr. la prima ediz. deW Adone, Parigi, 162.'?;
sparsi pei prati fioriti, rappresentano i l'edizione del Salani, Firenze, 1886; e fin gli
pili grandi e più ispirati poeti greci, studi critici più. notevoli, cfr. Corradino, //
seiceiìfisnio e l'Adone, Torino, 1880; Mango,
latini e italiani: nel gufo e nella pica
Le fonti dell'Adone, Torino, 1885; Sicardf,
sono riprodotti un goffo poeta e una
Nuovi', fonti dell'Adone, in G. Storico L. It.,
sciocca e ignorante poetessa contempo- XUl, 210.
ranea. — Nel cocchio guidato da Mercurio,
Adone e Venere salgono al cielo visi- : Adriani G. B.: n. nel 1513 a Fi-
tano la Luna, che un giorno si svelerà renze, ove morì nel 1578. Strenuo difen-
intera al telescopio di Galileo: poi Mer- sore nell'assedio del 1530, poi storico e
curio, ov'è la casa dell'arte, e infine il oratore officiale dei Medici, accademico
pianeta di Venere, ove risplendono di e professore di eloquenza. Ci restano —
bellezza e di luce fulgidissima le donne di lui alcuni elogi funebri e una Istoria
più celebri, antiche e moderne e, regina de' suoi tempi,m\entitreìihvi{[ò36-iblA\
tra esse. Maria de' Medici. Visitato il scritta per incarico di Cosimo, che gli
cielo, due amanti scendono di nuovo a
i consentì di consultare non solo l'archivio
Cipro, dove li coglie pieno di gelosia e di Stato, ma anche le memorie secrete
di sdegno il dio Marte. Adone riesce a di casa Medici.
fuggire, si salva dalle insidie dplla maga CtV.\aVita dell' A. scritta dal Mazzuchelli
Falsirena, tornato sotto forma d'uc-
e, e premessa all'ediz. di Prato, Giachetti, 1822.
cello, al palazzo di Cipro, piange di ge-
losia e di dolore,vedendo gli amori di Alainsinni liuigi ; n. in Firenze da
Venere Marte. Tuff'atosi nella fonte
e di nobile e antica famiglia nel 1495, par-
di Falsirena, riprende Adone la figura tecipò ai convegni degli Orti Oricellari
umana e, fuggendo i ministri della maga e fu sempre caldo fautore di libertà.
che lo inseguivano, incontra presso una Scoperta la congiura contro Giulio de'
altra fonte una zingara: essa è Venero Medici, si rifugiò a Venezia prima, in
che si scopre a lui, Io riconduce a Cipro, Francia poi. Cacciati Medici, tornò nel i

m
,

7 — ALB

1527 a Firenze che abbandonò nel 1530, notevoli: l'elogio della vita rustica: la
dopo la caduta della repubblica, per ri- descrizione dell'età dell'oro, contrap-
parare di nuovo in Francia, ove ebbe posta alle miserie presenti: le lodi del
largo favore e aiuti da Francesco I, da vino: e nel quarto libro un melanconico
Enrico II , da Caterina de' Medici. A quadro delle condizioni d'Italia, dell'op-
Firenze e in Francia ebbe spesso com- pressione spagnuola e tedesca, dell'emi-
missioni e cariche importanti il Ma- : grazione dei coloni. Vedi Poema dida-
chiavelli pone tra gli interlocutori
lo scalico.
deWArte della Guerra. Morì ad Amboise Cfr.: Versi e prose di L. A., con proemio
nel lòr/i. di P. Raffaklli, Firenze, IìG Monnier, 1859;
Tra le opere minori di lui ricordiamo Camello, St. leti. ital. nel sec. xvi, Milano,
Val lardi, 1880, pag. 16."..
le Egloghe latine: le Liriche, in alcune
delle quali studiò una metrica nuova e
Albergati Capacclli France-
diversa da quella del Petrarca le Sa- :
sco :nel 1728 a Bologna, ove morì
n.
tire, in cui vibra ima nota di caldo amore
nel 18^4. Di nobile e ricca famiglia,
alla libertà e alla patria, rara a quel
ebbe vita agitata e avventurosa. Appas-
tempo una tragedia, V Antigone: una
:

sionato sin da giovinetto pel teatro


commedia, Floì-a (il nome della prota-
componeva commedie che si rappresen-
gonista che ricorda Firenze), in versi
tavano nella sua villa di Sola, presso Bo-
sdruccioli di sedici sillabe, nei quali l'Ala-
logna, e nelle quali recitava di frequente
manni si propose di imitare i giambici
egli stesso. Amico dell' Alfieri e del
ottonari e senarì di Plauto e di Terenzio :

Goldoni, secondò la riforma iniziata da


due poemi in ottava rima che attestano
questo. - Tradusse, insieme col Paradisi,
come l'epopea romanzesca tendesse con
alcune tragedie del Corneille e del Vol-
novo indirizzo, a imitare l'antico poema
taire: scrisse Novelle che intitolò mo-
eroico: Vnno, Girone il cortese, che rap-
rali,senza che lo fossero troppo Fiabe,.. :

presenta l'amicizia costante e tenace di


Commedie povere d' invenzione e di
Girone e di Danaino; l'altro, di carattere ,

forma la migliore tra esse è II pre-


:

storico, Avarchide, che narra le guerre


giudizio del falso onore.
tra re Arturo di Britannia e re Clodasso
assediato in Avarco {Avaricum Brou- = Cfr. per alcune comm. dell' A. l'ediz. dei

ges), città ha tolta a re Ban,


che egli Classici di Milano, 1827, voi. I; Novelle ma-'
vali di i?'. A., Venezia, 1779; Masf, vita, La
padre di Lancillotto, l'Achille del poema.
i tempi e gli amici di F. A., Bologrna, Za-
Quest'ultima opera non è altro, si può nichelli, 1878.
dire, che un rifacimento dell'Iliade, con
nomi diversi ma con gli stessi episodi. Albertano da Brescia : fiorito
Inoltre Della Coltivazione, poema dida-
: nel secolo xnr, scrisse in latino dei trat-
scalico in sei canti e in versi sciolti, de- tati morali, che furono più volte tradotti
dicato a Francesco I, che tratta della in volgare.
coltivazione dei campi e dei giardini.
Cfr. Gaspary, St. leti.' ital. cit., voi. I,
Con la scorta di Lucrezio, di Vergilio, di pag. 162-63.
Columella, l'Alamanni insegna che deggia
oprare il buon cultore nelle varie sta- Alberti liCon Battista: n. nel
gioni. Nei primi quattro libri descrive 1407, forse a Genova, da una nobile e
le opere rurali della primavera, dell'e- ricca famiglia di esuli fiorentini, studiò
state, dell'autunno, dell' inverno; negli a Bologna lettere e giurisprudenza, le
ultimi due tratta della coltura degli orti. scienze fisiche e matematiche. Mortogli
Quantunque lo stile sia semplice e se- nel 1421 il padre, si recò a Roma, ove
vero, la forma armoniosa e disinvolta, da papa Eugenio IV ebbe l'ufiìcio di ab-
tuttavia troppo scarsi sono gli episodi breviatore delle lettere apostoliche, che
inseriti nel poema per abbellirlo e ren- conservò sotto Nicolò V e Pio II, dai
derlo attraente. Ricordiamo tra i più quali ottenne varii benefici ecclesiastici
,

ALE

Soppresso da Paolo II l'ufficio di abbre- dell'Alberti, raccolti attorno al padre di


viatore, attese a opere di architettura lui
,
gravemente infermo a Padova. Il
e, tra altro, costrusse a Firenze la fac- primo libro ragiona del modo di edu-
ciata di S. M. Novella e il palazzo Ru- care i figli: il secondo del matrimonio
cellai, a Rimini la facciata di S. Fran- e della vita domestica: il terzo, il più

cesco. Morì in Roma nel 1472. Bello — celebre, tratta del modo di godere le
della persona, agilissimo delle membra, ricchezze, dei doveri di padre, di marito,
le addestrò in ogni genere di esercizi. di capo di famiglia: il quarto, dell'ami-
Ingegno vario, pronto, versatile, dottis- L'opera fu stampata intera, per la
cizia.
simo di greco e di latino, pittore, scul- prima volta, nel 1845; nel 1734 D. M.
tore , architetto profondo conoscitore
,
Manni pubblicava come scritto da Agnolo
della giurisprudenza e della matematica, Pandolfini un trattato del Governo della
inventore di macchine e di strumenti, famiglia, che altro non era che un più
r Alberti rappresenta in tutti i suoi
, ampio rifacimento del terzo libro dell'Al-
aspetti , la cultura del secolo decimo- berti. —
In quest'opera, che. trova il suo
quinto ed ha intera la fisonomia del- compimento nel trattato àeìV Iciarehia
Vuomo nuovo. Insieme con gli ufficiali (owiapxca) ultimo scritto di lui, l'Al-
,

dello studio fiorentino, promosse nel 1441 berti ci dà, seguendo l'esempio di Seno-
quella gara letteraria che è nota setto fonte e di altri autori antichi, il modello
ilnome di certame coronario, tenuto in deWeconomia domestica, della sana vita
S. M. Novella e presieduto da Piero de' famigliare, quale egli la desiderava e
Medici: ai concorrenti era prescritto di voleva, retta dalla virtù e dall'amore,
trattare in lingua volgare l'argomento intesa a conseguire il vivere beato, l'ar-
della vera amicizia: al vincitore si pro- monia dell'esistenza, senza passioni,
metteva un serto d'argento a forma di senza perturbazioni: l'esempio di quella
corona d'alloro. Del premio nessuno fu sana vita domestica, che servisse all'in-
giudicato degno piìi degli altri, e la co- dividuo di protezione e di appoggio e
rona rimase alla chiesa. Ma la gara gli consentisse di spiegare le sue atti-
alla quale partecipò lo stesso Alberti tudini, di svolgere tutta intera la sua
con un trattato (il quarto dell'op. Della personalità, gli desse la piena potestà
Famiglia ) e con alcuni esametri ita- di sé stesso, rendendolo tetragono ai colpi
liani ritentata l'anno seguente, fu be-
^ di fortuna. —Ciò che è il Poliziano
nefica al risorgimento della lingua e nella poesia, è l'Alberti nella prosa.
delle lettere italiane. — Moltissime le Meglio che altri egli rappresenta e
,

opere dell'Alberti in latino e in volgare. riassume quell'età del periodo di rina-


Tra le minori una commedia in latino,
: scimento, in che gli elementi nuovi,de-
Philodoxeos (l'uomo laborioso può con- rivati dal risveglio della civiltà antica,
quistare la gloria non meno del ricco), si vanno elaborando e le forme della
i trattati latini De Jure, De
Pictura, De letteratura volgare rifiorite risentono
arte aedificatoria; in volgare: oltre a tutta l'efficacia della cultura classica.
sonetti, a ballate, ai sedici esametri pre- La prosa dell'Alberti prosegue le tra-
sentati al certame, i trattati a dialogo dizioni di Dante e del Boccaccio e con
Della tranquillità dell'anima e il Teo- le grazie e la dolcezza dell'eloquio to-
genio (nome, d'un interlocutore), suU' in- scano tempera la gravità del costrutto
flusso della fortuna nelle cose umane e latino.
sulle sventure derivate dai corrotti co-
stumi dei cittadini. —
L'opera maggiore
Cfr. Opere volgari di L. B. A. a cura del
BoNUCcr, Firenze, Galileiana, 1844-49. voli. 5;
è il trattato Della Famiglia, composto
Mancini, Vita di L. B. A., Firenze, 1882 ;
fra il 1437 e il 1441, in quattro libri, l'ul-
Pellegrini, A. Pandolfini e il Qov. della
timo dei quali presentato al certame famiglia, in Qiorn. Stor. lett. ital., Vili, 1 ;

coronario. Riferisce alcuni dialoghi che vedi inoltre lo pagine che all'A. dedica il
8i fingono intervenuti tra i congiunti Dk Sanctis nella sua Storia lett. ital., voi. I.

I
ALC - 9 — AI.F

Alcaica: ode barbara composta d'un Cfr.: Canti di A. A. Firenze Barbera,


, ,

1876; Trezza, A. A. e la lirica ital. negli


numero indeterminato quat-
di strofe, di
ultimi tempi in Politecnico, 1866, serie 4»;
tro versi ciascuna, che tentano riprodurre Barzellotti, La letteratura e la rivolu-
il ritmo corrispondente dell'alcaica la- zione in Italia in Antol. del Morandi, p. 746;
tina. Il primo e il secondo verso, uguali Gargano, A. A. in Nuova Antol., 1878.
tra loro, sono costituiti ciascuno da due
quinarii, piano il primo, sdrucciolo il se-
Alessandrino: vedi Martelliano.
condo: il terzo è un novenario: il quarto
un endecasillabo privo della prima sil-
Airani Gianni : nessuna sicura no-
tizia intomo a questo rimatore, vissuto
laba. Tale l'alcaica del Chiabrera, che
nel sec. XIII. Appartiene alla scuola
fu dei primi a darne l'esempio, modifi-
dello stil nuovo (vedi questo nome) ed
cata poi dal Rolli e dal Fantoni, che vi
introdussero anche la rima. —
Il Carducci
esprime nelle sue ballate, con novità di
imagìni, gli effetti del saluto e dell'ap-
s'accosta più spesso allo schema del
parizione della donna amata.
Chiabrera, e usa nel quarto verso anche
il decasillabo o una coppia di due qui- MoLTENi-MoNACi, Il Ganz. chigiano
Cfr.:
narii piani. Vedi Foesia metrica e rie. L. Vili 305
, Bologna 1877 e i Poeti del
, ,

la notissima alcaica scritta dal Carducci


primo secolo di Valeriani e Lampkedi, Fi-
renze, 1816.
per la morte di Luigi Eugenio Napo-
leone: Alfieri Vittorio :n. ad Asti, nel gen-
Questo la inconscia zagaglia barbara naio 1749 da Antonio Alfieri e da Mo-
Prostrò, spegnendo gli occhi di fulgida nica Maillard di Tournon. Perduto, fan-
Vita sorrisi da i fantasmi ciullo, il padre, entrò nell'Accademia di
Fluttuanti nell'azzurro immenso. Torino, ove rimase otto anni, e ne uscì
Cfr.: Odi barbare di G. Carducci; Casini, senza averne tratto gran profitto, col
Sulle forme metriche ital., Firenze, Sansoni, grado di porta-insegne nel reggimento
1884; Qv AnvKRio, Manuale di veraific. ital.,
Milano, Vallardi, 1893. provinciale di Asti; ma l'impazienza di
disciplina, il desiderio ardente di vedere
Aleardi Aleardo; n. nel 1812 a cose nuove e nuovi costumi, lo spinsero
Verona, ove morì nel 1878, fu nel '48 a chiedere licenza. Visitò prima con un
inviato da Daniele Manin al governo precettore, poi solo, molte tra le città
della repubblica francese, per chiederne principali d'Italia, la Francia, l'Inghil-
l'aiuto. Sentì profondamente l'amore alla terra e l'Olanda, correndo le avventure
patria e il dolore della sua servitù con- ; le più varie e le più strane. Tornato a
dannato nel '53 dopo i processi di Man- Torino, si diede a leggere con ardore i
tova, prigioniero a Josephstadt nel '59, più recenti scrittori francesi e, più volte,
poi professore di estetica nell'Istituto di le Vite di Plutarco con impeti d'entu-
Belle Arti in Firenze, fu nel '73 creato siasmo e di ammirazione. Dopo un nuovo
Senatore. e lungo viaggio a Praga, a Dresda, a
È poeta facile e abbondante, ma più Berlino, a Copenaghen, a Pietroburgo,
immaginoso che profondo, più fantastico dopo aver visitato la Spagna e il Por-
che robusto. Il suo verso, vario d'ar- togallo, tornò a Torino, ove, vegliando
monie e dolcemente melanconico, sover- un'amica inferma, la marchesa Turinetti
chiamente molle e colorito, se tradisce di Prie che egli fortemente amava, sentì
talvolta l'ultima maniera d'un romanti- nascere in se e a poco a poco impadro-
cismo decaduto, è spesso intonato a sen- nirsi della sua anima una forte inclina-
timenti di libertà e di patriottismo. Ri- zione a compiere qualche cosa di nobile
cordiamo tra le sue liriche migliori Il : e di glorioso. Una sera, come egli stesso
monte — Le prime storie — Le
Cireello racconta abbozzò una tragedia
, che ,

letterea Maria — Un'ora della mia l'anno seguente, dopo aver logorate molte
giovinezza — I soldati — Le città
sette grammatiche, dopo aver stancati molti
italiane. vocabolari, dopo faticosi e rinnovati ten-
,

ALF — 10 - ALF

tativi, riuscì a colorire in cinque atti Opere minori di prosa: la Vita (l'A.
ai quali diede il titolo di Cleopatra. cominciò a scriverla nel 1790 e la con-
Mentre se ne preparava la rappresen- dusse dalla nascita sino al 14 maggio
tazione, che ebbe sorti felici, egli scri- del 1803, cioè sino a pochi mesi innanzi
veva in francese la trama di altre due alla morte. L'introduzione, che l'accom-
tragedie, il Filippo e il Polinice. La pagna, dichiara le ragioni che indussero
febbre del lavoro, impadronitasi di lui, l'A. a scriverla, la partizione che egli si
lo tormentava: l'ardente desiderio di proponeva di darvi è divisa in due
:

riuscire, di lasciare un nome durevole parti e in quattro epoche, rispondenti


nella storia del teatro lo accendeva di alla puerizia, aW adolescenza, alla gio-
entusiasmo, ravvivato anche più dalla vinezza, alla virilità-' la prima delle
passione ardente per Luisa di Stolberg, quattro epoche abbraccia nove anni di
contessa d'Albauy, moglie d'uno Stuart, vegetazione, la seconda otto anni di ine-
conosciuta a Firenze nel 1777, nella ducazione, la terza dieci di viaggi e di dis-
quale pareva a lui di aver scoperta la solutezza, la quarta trenta e piti anni di
donna vera, lungamente desiderata, l'in- composizioni, traduzioni e studi diversi;
spifatrice necessaria e potente della sua contiene, oltre la narrazione schietta,
fantasia. —
Rifece da capo la sua educa- viva , animata della vita parte della
,

zione con gli scrittori latini, con Dante ;


Cleopatra, nell'abbozzo e nella forma
cercò di dimenticare il francese^ di sen onde fu rappresentata a Torino, il primo
tirsi quanto più poteva italiano; s'inondò, sonetto, le colascionate per una ma-
il cervello, come egli dice, di poeti e pro- scherata, parte della commedia i Foeti,
satori italiani e in Toscana si esercitò scritta per ridere, un capitolo in terzine,
a pensare e a scrivere italiano; per di- le iscrizioni dettate per la tomba sua e
ventare più che fosse possibile italiano per quella dell' Albany, alcune lettere ecc.;
abbandonò il Piemonte, cedendo per ade- e termina con la notizia dell'ordine dei
guato compenso il patrimonio alla so- cavalieri d'Omero inventato dall'A.,); i
rella. Quante tragedie abbozzasse, quante Giornali; le Lettere; Del Principe e delle
altre, già disegnate, compisse, quanto in lettere in due libri (vi enumera tutte le
quegli anni traducesse, leggesse, quale classi di uomini grandi, letterati, scien-
ardore di studi lo divorasse, ce lo nar- ziati, artisti, legislatori; dichiara che non
rano le pagine animate della Vita. Seguì possono diventar sommi se non quelli
sempre la contessa d'Albany e quando che abbiano avuto un impulso naturale,
egli era costretto, per breve tempo, a cioè una sete insaziabile del bene e della
separarsene, viaggiava, infaticabile sem- gloria: biasima la protezione data dai
pre e irrequieto, in varie parti d'Italia. prìncipi agli uomini di lettere, confuta
A Ravenna visitò la tomba di Dante, la teoria che essa susciti e alimenti il
ad Arquà quella del Petrarca, quella genio e infine dimostra quale sia vera-
dell'Ariosto a Ferrara: s'intrattenne più mente lo scrittore civile}; la Tirannide,
volte col Cesarotti a Padova, col Parini in due libri (vi esagera alcune dottrine
a Milano. Nel 1786 si recò con l'Albany del Contratto del Rousseau, maledicendo
in Francia,donde nel 1792 pei tumulti a ogni sorta di despotismo); la Virtù sco-
della rivoluzione fu costretto a fuggire, nosciuta, dialogo scritto in lode di Fran-
abbandonando ogni cosa. Tornato a Fi- cesco Gori, per rappresentare l'ideale del
renze, vi rimase sino alla fine della vita: cittadino onesto e virtuoso.
gli ultimi anni spese utilmente scrivendo Opere minori di poesia: le Commedie
alcune commedie, e studiando il greco 1800 {Utino, Ipochi,
politiche, scritte nel
con ardore giovanile. Morì nell'ottobre I troppi. L'antidoto: tetralogia politica,
del 1803: la contessa d'Albany, la nobile per dimostrare che non la monarchia,
e devota amica di lui gli eresse in
,
né l'oligarchia, né la democrazia pos-
S. Croce un monumento, che è opera sono chiamarsi buoni governi, e che il
di A. Canova. rimedio a questi mah va cercato in una
ALF — 11 —
costituzione mista, fondata sulla vo- 1858-60; ìì^ììikk, Il Misogallo, le Satire, gli
lontà popolare); le Commedie sociali, Epigrammi, Firenze, Sansoni, 1884; Vita
di V. ^., pubbl. da E. Teza, Firenze, Le Mon-
scritte anche nel 1800 (la Finestrina, nier, 18G1; le varie ediz. della Vita, del Bar-
che, posta sul petto degli uomini, do- bera, Sonzogno ecc.; vedi inoltre gli sci'itti
vrebbe lasciarcene veder l'animo e il del Reumont suWAlbany e gli Stuardi; il
carattere troppo spesso simulato: il Di- Saggio del Centofanti premesso all'ediz. fio-
rentina (1842) delle Tragedie ;'SovxTi, L'A.
vorzio^cìie morde il cicisbeismo); il Mi- poeta comico in Saggi critici, Torino, Loe-
sogallo (raccolta di dialoghi, sonetti, epi- scher, 1889; Panzacciii V. A. in Vita ita-
,

grammi, discorsi, riboccanti amarezza,di liana nel settecento, Milano, Treves, 1896.
di sdegno, di violento odio contro i Fran- Algarotti Francesco: n. a Vene-
cesi): gli Epigrammi; le Satire in terza zia da una famiglia di commercianti
rima (sono sedici, importantissime, di ca- nel 1712: studiò a Bologna matematica,,
mordono con
rattere sociale e politico; fisica, astronomia. Passato qualche tempo
amaro sogghigno costumanze antiche e a Firenze per impararvi il vivo uso to-
vecchi pregiudizi parlano dei re
, e , scano, si recò poi a Parigi, ove frequentò
della plebe, delle leggi, dei pedanti, dei la casa del Voltaire e di madame Chà-
duelli); Sonetti, Canzoni, Capitoli, ecc.; telet, che avevano per l'ingegno e per
VEtruria liberata (poemetto in 8^ rima, l'attitudine del giovine italiano una viva
cominciato nel 177S, che, celebrando Lo- ammirazione. Fu a Londra, a Pietro-
renzino, l'uccisore del duca Alessandro, burgo con Lord Baltimore; si recò in
fa l'apologia del regicidio). Oltre a scritti Prussia, ove si acquistò l'amicizia di Fe-
originali di minor conto inneggianti a derico che era allora principe reale: in
libertà, come il Parigi sbastigliato e VA- Sassonia ove, accolto con vive simpatie
merica libera, le versioni da Sallustio, da Augusto III, ebbe da lui l'incarico
da Virgilio, da Sofocle, da Eschilo, da di scegliere e acquistare in Italia dei qua-
Aristofane. dri da arricchirne la galleria di Dresda.
Le opere maggiori sono le Tragedie, Creato conte e cavaliere da Federico,
(V. questo nome), con le quali dalla scena divenuto re di Prussia, sarebbe rimasto
l'Alfieri mosse guerra ai tiranni. a lungo presso di lui se, cagionevole di
Carattere antico, a un unico fine indi- salute, non lo avessero richiamato l'af-
rizzò da prima tutte le robuste energie fetto alla sua Venezia e il dolce clima
della sua volontà e della sua intelligenza: italiano. Morì a Pisa nel 1764. Fede-
alla conquista e alla rigenerazione di se rico gli fece erigere un monumento nel
stesso. Dominato dalla febbre del lavoro, camposanto, con l'iscrizione: Algarotto
sdegnoso d'ogni servitù e d'ogni imita- Ovidii aemulo Neictonii discipulo Fri-
zione, odiatore d'ogni tirannide, innamo- dericus rex. —
Scrisse: Epistole in versi
rato di un'Italia grande come l'antica, pubblicate dal Bettinelli coi versi
sciolti,
persuaso che l'arte non possa essere un suoi e con quelli del Frugoni; i Dialo-
trastullo, ma un mezzo efiìcace e potente ghi sopra V ottica newtoniana; le Let-
di educazione e di miglioramento, indi- tere sulla Russia; i Saggi sulla rima, su
rizzò tutta la sua opera letteraria alla Orazio;\e Lettere critiche; Dell' Eneide del
conquista, alla rigenerazione civile del- Caro; un Saggio sulla pittura; Saggi sto-
l'Italia. Con la prosa, col verso, con l'e- rici, ecc. Importante la sua corrispon-
sempio della vita forte ed austera, mosse denza con sovrani, principi, uomini il-
guerra a tutto ciò che fosse tirannide o lustri, con Federico II, col Voltaire, col
prepotenza, viltà o bassezza: Mazzini lo Metastasio.
definì primo italiano moderno Foscolo,
il : Variamente giudicato, ebbe ingegno
Leopardi Pai-ini ne scolpirono l'opera
, piuttosto pronto e versatile che profondo
efficace in versi immortali. e acuto. Scrittore copioso, ma freddo e
stentato, rispecchia però fedelmente la
Cfr. Opp. del co. V. A., Pisa, Capurro,
1805-15 , 22 voli.; l'ediz. di ale, opp. minori società, la vita, ì costumi del secolo
curata dal Carducci, Firenze, Barbera, scorso.
— ,

ALI 12 ALI

Cfr. l'cdiz. completa dello sue opere in 17 diede con ardore agli studi severi della
volumi, Venezia 1791-4, con la Vita scritta
a quelli che potevano adde-
filosofia e
dal MicnELEssi; Opere scelte di F. A. nei
Glassici di Milano, 1823; Minutoli, Oorre-
strarlo alla vita politica: e come Ver-
spondance de Frédéric aveo le comte A.,
gilioera stato l'autore prediletto della
Berlin, 1837. adolescenza, Aristotele fu lo scrittore
pili meditato della giovinezza. Nella se-
Alighieri Dante: la vita del poeta conda metà del secolo xiii erano seguiti
si può dividere in due periodi il primo, :
in Firenze mutamenti profondi: ridot-
dalla nascita all'anno dell'esiglio 1265- tosi il governo nelle corporazioni delle
1:'!02); il secondo, dall'anno dell'esiglio arti, promulgati nel 1293 gli ordinamenti
alla morte (1302-1321). di Giano della Bella la costituzione
,

1° periodo: da Alighiero di Bellin- aveva preso un indirizzo schiettamente


cione e da una donna Bella, di famiglia democratico: e poiché gli statuti pre-
sconosciuta, nacque Dante (Durante) in scrivevano che nessuno potesse parteci-
Firenze, nel maggio del 1265. Scendeva pare al governo della cosa pubblica se
da una famiglia di sicura se non di scioperato, se, cioè, non ascritto a una
antica nobiltà: il trisavolo Cacciaguida, delle arti, Dante s'inscrisse in quella dei
crociato nel 1147 con l'imperatore Cur- medici e degli speziali, forse perchè com-
rado e creato da questo cavaliere, ebbe prendeva anche quella dei pittori. —
per moglie una donna Alighiera, della Dante parlò, discusse spesso nei consi-
valle del Po, onde il nome del poeta. gli della città, fu deputato nel 1299 a
Orfano in età giovanissima, l'ingegno trattare col comune di S. Gemignauu, e
vivace e versatile esercitò negli studi e finalmente fu dei sei priori d'un bimestre
nelle arti le piiì varie e, guidato dai del 1300: in questa magistratura, nei
consigli amorevoli e sapienti di Brunetto vari consigli ai quali partecipò, il poeta

Latini, compì da sé la propria educa- si mostrò sempre risolutamente avverso


zione: si dilettò di scrivere in rima, del alla politica di papa Bonifazio e a quella
canto, del disegno, delle armi, del caval- fatta d'astuzie e di inganni di Carlo di
care: letture preferite nella giovinezza Valois, entrato in Firenze nel novem-
i poeti latini, tra' quali quello che egli bre 1301, con la lancia di Giuda. Im-
chiamasempreilsuo maestro, Vergilio. padronitisi i Neri della signoria, comin-
Gino da Pistoia, Dino Frescobaldi, Lapo ciarono terribili e numerose le proscri-
Gianni, il musico Casella e Giotto fu- zioni dei Bianchi; nel 27 gennaio 1302,
rono amici suoi e suoi compagni di stu- un decreto del podestà Gante de' Ga-
dio: amico, più degli altri caro, Guido brielli da Gubbio accusava per voce
,

Cavalcanti. Amò, come racconta egli stes- pubblica, senza provo sicure, l'Alighieri
so, una giovinetta bellissima e virtuosa, — che alcuni vogliono fosse allora a
Beatrice che i piìi credono figlia di
,
Roma —
di baratteria, di guadagni ille-
Folco di Ricovero dei Portinari, sposatasi citi, di malvage estorsioni, di maneggi

con Simone de' Bardi, nobile e ricco contro il papa, Carlo di Valois e parte
cavalier fiorentino, poco prima di morire ; guelfa; e lo condannava a una multa
— in quegli anni Dante combatteva ad di cinquemila lire di fiorini piccoli o,

Arezzo, a Campaldino, ed era forse pre- non pagando entro tre giorni, alla con-
sente alla resa del castello di Caprona, fisca di tutti i beni, e, in ogni modo, al-

accennata nel poema. —


Dopo la morte di l'esiglio didue anni dalla Toscana, al-
Beatrice —
seguita nel 1290 ma non — l'esclusione da ogni pubblico ufficio; con
prima del 1295, l'Alighieri sposò una un altro decreto del 10 marzo, poiché
Gemma, figlia di Manetto Donati (forse la il poeta non comparve, fu condannato
donna gentile della Vita Nuova), dalla al rogo, ove pervenisse in potere del
quale ebbe quattro figli, Pietro, Jacopo, Comune.
Antonia, Beatrice, viva ancora nel 1350. 2» periodo. — Cacciato di Firenze
Dai venticinque ai trent'anni il poeta si Dante partecipò nel giugno dell302, aU'a
ALI 43 — ALI

dunanza degli esuli, tenuta in S. Godenzo, settembre del 1321, nell'età di


gio, nel
solitaria chiesa dell'alpe toscana, per cinquantasei anni e tre mesi. Le sue —
avvisare i modi migliori onde aiutare ossa sono gelosamente custodite a Ra-
la parte bianca a combattere la guelfa venna: Firenze eresse al suo maggior
signorìa di Firenze ma il poeta, che
: cittadino un cenotafio in Santa Croce.
era diventato propugnatole dell'idea e Opere minori: la Vita Nuova (vedi
del diritto imperiale, abbandonò presto questo nome) che, scritta in volgare,
la compagnia i vani tentativi degli
e narra in prosa e in versi l'amore di
primi anni ospitalità in
esuli, e cercò nei Dante per Beatrice e per la donna gen-
Verona, nella casa del magnifico e cor- tile il Convivio (v. Convivio), opera in-
:

tese Bartolomeo della Scala: nel 1306 compiuta, che, in prosa volgare, commenta
fu a Padova, in Lunigiana, ove lo creava letteralmente e allegoricameute alcune
suo procuratore il marchese Francesco canzoni il De vulgari eloquentia (v. De
:

Malaspina; a Forlì nel 1308, forse a V. e.), un trattato incompleto in prosa

Parigi nel 1310. —


Più sicure notizie latina, che discorre l'origine del lin-
dell'esule noi abbiamo dopo la incoro- guaggio, ricerca tra i dialetti italiani la
nazione, seguita in Aquisgrana nel 1309 lingua illustre e dichiara la metrica della
e la discesa in Italia di Arrigo VII, canzone; il De monarchia (vedi De m.)
desiderato e aspettato come un libera- trattato in prosa latina, che espone le
tore dal poeta, che forse convenne a dottrine dell'Alighieri intorno alla ne-
festeggiarlo in Milano coi Malaspina: cessità della monarchia e della reciproca
certo, dal Casentino instigava l'impera- indipendenza della chiesa dall'impero;
tore a compiere la sua impresa e ai fio- le Rime (vedi Canzoniere di Dante) amo-
rentini acerbamente rimproverava diop- rose e filosofiche: le Epistole, in prosa la-
porsi a lui; intanto la riforma di Baldo tina, tra le quali tenute autentiche queste
d'Aguglione che richiamava altri esuli cinque 1. ai principi e popoli d'Italia per
:

in patria, escludeva Dante dal perdono. la venuta di Arrigo VII —


2. agli scel-

La morte Arrigo
di —
che invano ave- leratissimi fiorentini —
3. ad Arrigo VII
va cinto d'assedio Firenze e oppugnava — 4. airaraico fiorentino 5. a Cane—
Napoli con maggior fortuna seguita a — della Scala; —
e ancora due Egloghe
Buonconveuto nel 1313, tolse anche le latine in risposta a Giovanni del Virgilio,
ultime speranze e le ultime illusioni al- che aveva invitato il poeta a recarsi a
l'Alighieri,che errò poi sconsolato di Bologna e lo dissuadeva dallo scrivere
terra in terra gli ultimi anni della vita: poemi in volgare. Per l'opera maggiore
fu a Lucca, quando vi dominava Uguc- v. Commedia.
cione dellaFaggiuola,trail 1314 e 111316, Sarebbe lungo e inopportuno accen-
e a Lucca conobbe e amò quella Gen- nare anche le sole opere principali, che
tucca a cui pare accenni nel Purgato- illustrano la vita, il carattere, l'arte del
rio (XXIV, 37). Dopo aver ricusato di poeta divino —
la più alta intelligenza,
tornare nel 1316 in Firenze sotto le ,
la più austera coscienza umana, l'orgo-
ignominiose condizioni propostegli di glio degli Italiani più legittimo e più
presentarsi, come usava pei delinquenti, giusto. Mi sia lecito però di ricordare
nella chiesa del santo patrono Giovanni, qui i due scrittori che più profonda-
Dante si ridusse a Ravenna presso Guido mente hanno sentita ed espressa la
Novello da Polenta, signore della città, grande aite dell'Alighieri: Giosuè Car-
nipote di Francesca da Riraini in Ra- : ducci, in molti luoghi delle opere sue e
venna attese a dar l'ultima mano al specialmenie in quella citata più sotto :

poema divino. Seguita una contesa tra Tommaso Carlyle, nel suo mirabile libro
Guido e i Veneziani, Dante fu deputato degli « Eroi » (vedine le versioni italiane
a trattarne con questi; tornato senza della Pezze-Pascolato e di C. Chiarini).
aver nulla ottenuto, moriva in Ravenna Cfr. oltre i vari luoghi del poema, ove D.
di febbri, onde era stato colpito in viag- accenna alle vicende proprie , le Vite del
ALI — 14 — AMI

Boccaccio, del Balbo, del Bartoli, dello berino ; la Commedia di Dante (se pure
ScARTAzziNi; quella del Passerini, premessa è lecito costringere quest'opera nei li-
all'edizione Paravia della Vita Nuova; gli
Siudt del Del Lungo, o L'opera di Dante
miti angusti d'una scuola). Poi, tra le
del Carducci (Opere, voi. I, ed. Zanichelli); scritture fatte a imitazione del poema
per la Quaestio de aqua et terra, attribuita divino V Acerba di Cecco d'Ascoli il
: ;

all'A., V. questo nome.


Dottrinale di Iacopo Alighieri; il Dit-
Alighieri Jacopo e Pietro: figli tamondo di Fazio degli liberti; la Fi-
di Dante, autore il primo del poemetto merodia di Jac. del Pecora il Quadri- ;

ilDottrinale, in versi settenari, conte- regio di Federico Frezzi: i Trionfi di


nente ammaestramenti vari il secondo, : F. Petrarca; V Amorosa visione di G. Boc-
d'un commento latino alla Commedia. caccio, ecc. (v. tutti questi nomi).
Un noto codice ashburn.-laurenziano Cfr. Gaspary, St. lett. ital., Voi. I, Torino,
contiene una seconda redazione di questo Loescher, 1887; Volpi, Il JVecewfOt Milano,
commento ed ha importanza speciale Vallardi, 1899, pagr, 177-91.

per una chiosa che si riferisce a Bea- Amari Micliele: n. a Palemo nel
trice e che parrebbe confermarne la di- 1806, m, a Firenze nel 1889; privato dal
scussa realtà storica (vedi Vita Nuova). governo borbonico, per i suoi sentimenti
Cfr. pel Dottrinale la Raccolta di rime liberali, d'un ufficio che occupava nella
antiche tose, Palermo, 1817; pel Commento
segreteria di Stato visse lungamente
di Pietro (pubi, dal Nannucci nel 1845), cfr. ,

la nota lettera del Bartoli al D'Ancona e esule a Parigi. Tornato nel '59 in Italia,
la memoria del Rocca nel Oiorn. Stor. della fu professore di arabo a Pisa e a Fi-
L. It. VII,, 312,366; Cipolla, Nuove notizie renze. Ministro con Garibaldi in Sicilia
int. P. d. D. in Giorn. Stor. L. It. XXIV, 457.
fu,dal '62 al '64, ministro dell'istruzione
Allegorico-dottrinale ; scuola publica a Torino e senatore. Scrisse —
poetica fiorita ne] periodo toscano{\. Let- la storia dellaguerra del Vespro sici-
terat.), la quale risente l'influsso imme- liano, che egli dimostra essere stata
diato della poesia allegorica francese e unicamente opera di popolo, e la storia
specialmente di quel poema cosi diffuso, dei Musulmani di Sicilia.
ammirato e imitato anche in Italia che
Cfr. pel Vespro Siciliano l'ediz. Hoepli,
è il Bomanzo della lìosa (v. q. nome). Milano, 1886, 3 voli., pei Musulmani quella
Ricollegandosi alla scuola di transizione, del Le Mounier, Firenze, 1854-72, 4 voli.;
studiandosi di dare alla poesia un con- A. D'Ancona, Commemorazione di M. A. in
tenuto più sei'io, più eflìcace, più utile, Atti della Crusca, 1890, quella delToMMASisi,
Scr. di st. e crit., Roma, 1891, pag. 273.
di accrescere dignità alla poesia, allon-
tanandola da una imitazione servile e Ainbrogini Angelo : v. Poliziano.
da una intonazione troppo semplice e Ambra: v. D'Ambra.
popolare, riprendendo dalla letteratura
latina e medievale l'uso di celare la ve-
Amenta Niccolò: n. a Napoli nel
1659, m. nel 1719, scrittore di commedie.
rità sotto il velo della favola e del sim-
V. Drammatica.
bolo, la scuola allegorico-dottrinale si
proponeva di diffondere ammaestramenti Aminta: dramma pastorale di T.
e notizie. — La diffusione del Romanzo Tass)) in versi settenari e endecasillabi,
della Rosa e il favore ond'esso fu accolto distribuiti in i prologo, 5 atti, 10 scene,
in Italia, sono principalmente attestati 5 cori e 4 intermedi: interlocutori J^ more,
dal rifacimento in sonetti che ne scrisse Dafne, Silvia, Aminta, 'Tirsi, un Satiro,
un rimatore toscano Ser Durante, a cui Nerina , Ergasto Elpino il coro dei
, ,

fu dato il titolo 11 Fiore (v. q. nome). Pastori.


A questa scuola appartengono: il Teso- Argomento : Il pastore Aminta ama
retto di Brunetto Latini V InteìUgenzia, ; Silvia, la cacciatrice bellissima, consa-
poema di un anonimo toscano; i Docu- cratasi al culto di Diana, che, non ostanti
menti d'amore e i Reggimenti e Costumi i consigli e gli ammonimenti dell'amica
di donna, scritti da Francesco da Bar- Dafne, disdegna quell'amore. Consigliato
,

-- ir,

da Tirsi e da Dafne, Arainta risolve di i versi squisiti del Tasso. Non è inutile
assalire la ninfa ribelle, mentre si bagna anche ricordare come Giusto Fontanini
nella fonte. Un Satiro audace invaghito la difendesse, in una lunga opera, dalle
di Silvia, mosso intanto dallo stesso pen- censure di Bartolomeo Ceva Grimaldi,
siero, l'aveva sorpresa e legata col lungo e come alla splendida edizione di Parma
crine ad un albero: Aminta, venuto alla del 1789 andassero innanzi i noti versi
fonte, s'avventa con un dardo contro il del Monti, indirizzati alla marchesa Ma-
Satiro e lo atterrisce, libera il bel corpo laspina(ove il notissimo Padre incorrotto
di Silvia, che fugge veloce come una di corrotti fujli a proposito del Frugoni
cerva, mentre il pastore si ritrae in dis- e de' suoi imitatori).
lìivrte in silenzio e pieno di rispetto. — Cfr. V Aminta nel < Teatro di T. Tasso a
Nerina, la messaggera, reca ad Arainta
cura di A. Solerti >, Bologna, Zanichelli,
il velo di Silvia insanguinato e gli narra
1895; l'ediz. del Mazzoni, Firenze, Sansoni,
d'un inconti'o occórsole coi lupi, dai quali 1886; l'ediz. Sonzogno (Bibl. econ., n. 13);
essa teme divorata la cacciatrice, igno- cons. inoltre i Saggi ^wWAminta publicati
rando che il velo era tinto del sangue dal Carducci in N. Antologia, 1894-95 e ri-
stampati in Bihl. crii, della letter. ital. di-
d'un lupo ferito. A quella notizia Arainta
retta da F. TORRACA (n. 11), Firenze, Sansoni,
(come racconta al coro e a Silvia il nun-
1896.
zio Ergasto) è corso, disperato, a pre-
cipitarsi da un dirupo Silvia s'intene-
: Ammirato iScipioue: n. nel 1531
risce a quella prova suprema d'affetto, ,a Lecce, m. a Firenze nel 1601, visse una
corre alla valle per rendere l'ultimo tri- vita agitata e avventurosa in molte città
buto di pianto al pastore, ma il pastore a Napoli, a Venezia, a Roma,
d'Italia,
Elpino (come egli stesso racconta nel- a Firenze, al servizio di vari signuri e
l'unica scena dell'atto V) era riescito a adempiendo vari incarichi. Presentò ;iì
salvare il compagno alle nozze deside-
:
duca Cosimo la Genealogia dei Medivi,
rate consentirà indubbiamente Montano, e Cosimo gli commise allora la Stana
'1 padre di Silvia. fiorentina: un'opera nella qxiale con gran
Questa favola pastorale (wedi Dramma- dottrina, con sicura erudizione, con larga
tica) fu composta nel 573 e rappresen-
1
conoscenza delle fonti , narra la storia
tata nel luglio di quell'anno, nell'isoletta della Toscana dalle origini al 1574, emen
di Belvedere, proprietà degli Estensi, si- dando via via parecchi errori del Ma-
tuata in mezzo al Po, presso Ferrara, dalla chiavelli e illustrando la vita e la so-
celebre compagnia dei Gelosi, alla pre- cietà fiorentina. abbiamo ancora
Di lui
senza di Alfonso e della corte e fu ripro- : Genealogie di nobili famiglie, discorsi,
dotta con gran fortuna in altri teatri di paralleli, biografie, ecc.
corti italiane. Sotto l'allegoria pastorale
Gfr. l'edizione procurata dal figlio Scipione
ritraeva costumi e persone della società
Ammirato il giovine [Firenze 1645-47] e la
ferrarese: chiari e frequenti gli accenni ristampa moderna del Pomba, Torino 1850 e
a Ferrara, a Lucrezia, ad Eleonora, al Po, cfr. inoltre Mazzuchelli, Scrittori d'Italia,
alla ridente isola di Belvedere: il Tirsi, 'Brescia, 17.53-63, voi. II.
che nel primo atto celebra lungamente
ad Aminta una gran città, la nobil cor- Andrea ila Barberino: così chia-
tesia d'una corte, la liberalità d'un duca, mato dal Barberino in Val
castello di
è il poeta della Gerusalemme. Alla — d'Elsa, visse nella seconda metà del se-
prima edizione di Cremona del 1580 più colo XIV. Fu maestro di canto e compilò
altre ne seguirono poi e, diffusa rapi- in prosa alcuni romanzi cavallereschi
damente tradotta in molte lingue, la
, traducendoli dal francese e leggendoli
favola del Tasso fu rifatta anche in dia- per le piazze. Compose tra altro: i Beali
letto. A renderla anche più popolare di Francia, Guerino il Meschino (vedi
contribuì la musica, che più volte e con questi due nomi), VAspromonte,VInna'
ricca varietà, dal 1594 al 1617, rivestì moramento di Orlando.
AND 16 — ANT

Cir. la bibliografia indicata alle voci: One- il Grande per confutare le dottrine del
rino il Meschino e Reali di Francia; e pel Principe e pubblicata nel 1740 all'Aja,
loro autore cfr. BA.INA, Ztschrf. rom. Phil. per cura del Voltaire. In questo libro;
XII, 4^5.
che, divenuto re di Prussia, tentò di far
Andrcini G. B.: n. a Venezia nel dimenticare, Federico non ammette la
1587, ni. nel 1654, figlio alla scrittrice distinzione del segretario fiorentino tra

e attrice celebre in Francia e in Italia, moralità pubblica e privata: e sentenzia


Isabella Andreini: autore di poemi e che ciò che è disonesto e iniquo per un
privato, non può diventare onesto, giusto
di commedie mediocri e d'una notevole
tragedia, d'argomento sacro, Adamo, e legittimo per un principe. V. Machia-
velli.
rappresentata a Milano, alla presenza
del Milton, che forse ne trasse qualche Cfr. l'A. nel voi. Vili delle Opere di Fed.
ispirazione pel Satana e pel concilio dei pubi, dal Preuss, [Berlino, 1846-55]; Villari,
demoni del suo Paradiso. N. M. ediz. Hoepli, voi II, pag. 445-448.

Cfr. Mazzuchelli, Scrittori d'Italia, cit.


voi II; RicooBONi, Hist.du thédtre italien,
Antìpetrarcliismo : è la reazione
Paris, 1728-31, voi. I; Bevilacqua, O.B.A. in contro il cieco fanatismo, contro il culto
Oiorn. stor. leti, ital., XXIII, 76; XXIV, 82. esagerato e l'imitazione servile del Pe-
trarca contro quel fenomeno morboso
,
Angiolìeri €ecco: rimatore dei
insomma, che ricorre spesso nelle varie
gruppo degli umoristi, fioriti nel periodo
età della nostra letteratura e che è detto
toscano. N. a Siena verso il 1250, m.
petrarchismo (v. q. nome). Timida, inav-
verso il 1312, o secondo nuovi documenti,
vertita da prima, la ribellione scoppia
dopo il 1319. Ebbe per breve tempo re-
vivace ed aperta, quando la malattia è
lazione con Dante : di lui narra il Boc-
più acuta, quando il petrarchismo è più
caccio {Dee. IX, 4). — Amante della vita fiorente e diffuso, quando, diventato il
lieta e spensierata, cantò, con disinvol-
programma artistico d'una scuola, se ne
tura e con originalità,Ia taverna la don-
fa,nel cinquecento, iniziatore ed esecu-
na il dado, la sua povertà, i suoi affanni tore Pietro Bembo e sulle tracce di lui
:

amorosi, i suoi litigi col padre vecchio


si mettono anche gli scrittori più insigni
e avaro, con la moglie brutta e maligna.
del tempo, dotati di temperamento e di
Del suo gruppo è il solo che possa so- attitudini le più varie: quando la lirica
migliarsi agli umoristi moderni.
petrarchesca è diventata preda ai più
Cfr. Monaci e Molteni, Il Oanz. chig. L, comuni e più grotteschi scribacchiatori:
Vili, 305, Bologna, 1877; D'Ancona, G. A. d.
quando, ad esempio, Ludovico Paterno
S. poeta umorista del sec. xni in Studi, ecc.,
Bologna, Zanichelli, 1880. intitola Ntiovo Petrarca una insulsa e
goffa raccolta di rime scritte in vita e
Angnìllaìa (dell') Ciacco: fioren- in morte di una madonna Mirzia. Non
tino,com'è designato nel codice vaticano era questa, s'intende, avversione né op-
3793; nient'altro si sa di lui. Rimatore posizione al Petrarca, ma bensì ai pal-
del periodo delle origini appartenente, lidi seguaci di lui, a quelli che dell'imi-
alla scuola poetica popolareggiante. tazione del poeta tentavano rivestire la
Trucchi, D'Ancona
Cfr. le race. cit. del — povertà dell'ingegno e la inesperienza
CoMPARETTi; D'Ancona, La poesia popolare dell'arte.
italiana, Livorno,1878; Cauducci, Cantilene, Ma, come avverte acutamente il Graf,
ballate, ecc. nei sec. xiii e xiv, Pisa, 1871.
V antipetrarchismo è un fenomeno com-
Angaillara Gio. Andrea: vol- plesso, vario di origini e di manifesta-
garizzatore, vissuto nel sec. xvi. V. Vol- zioni: in pochi è soltanto una rivolta

garizzamenti. contro l'ammirazione cieca del Petrarca:


nei più esso tradisce il desiderio e il
Anti-MachiaTelli : è il titolo di bisogno di un'arte più sana, di un'ispi-
un'opera scritta in francese da Federico razione più schietta d'una poesia più
,
A NT — 17

vera e più spontanea. Così mentre Nic- liani, di stimolarne l'animo con prudenti
colò Fr&nco, Pietro Aretino, Ant. Fr. conforti, di incoraggiarne gli sforzi: di
Doni si schierano risolutamente ed aper- dimostrare che l'Italia aveva in sé gli
tamente contro i petrarchisti, mentre si elementi di qualunque gloria letteraria
diffondono parodie e travestimenti del e scientifica, e che da essa soltanto di-
Canzoniere e l'arte stessa del Petrarca pendeva il conseguirla. Il periodico do-
è liberamente discussa, qua e là si av- veva essere nazionale sempre munici- ,

vertono aspirazioni ad amori ben diversi pale mai; primo suo intento: la gran-
da quelli celebrati comunemente, a pia- dezza morale della patria. conseguire A
ceri e a godimenti ben più umani e reali: facilmente questo fine, l'Antologia in-
accanto 'à\V antipetrarchismo spunta la vocava il concorde aiuto di tutti, e da
poesia satirica e berniesca. Scemato — tutti la lealtà, la fermezza, il puro e dis-
nel seicento l'ardore pel Petrarca, scema interessato amore del bene. —
All'in-
d'intensità anche Y antipetrarchismo ; vito risposero, con cura sollecita, quanti
«piesto trova però un vigile ed efficace allora erano ingegni più nobili e più
interprete nel Tassoni, il quale avverte volenterosi : e chi discorra la raccolta
che ìe sue Considerazioni « non furono del periodico vi troverà, l'uno accanto
scritte per odio o maltalento contro il all'altro, i nomi di molti tra i pensa-
Petrarca, re dei melici, ma per una tori e gli scrittori più celebrati di quel
stitichezza d'una mano di zucche secche, quarto di secolo. —
Versioni degli scritti
eli non voglion che sia lecito dir cosa
e più notevoli comparsi in riviste stra-
non detta da lui, né diversamente da niere memorie originali d'argomenti
:

tinello ch'egli la disse, né che pur fra di linguistica, di letteratura, di storia,


tante rime alcuna ve n'abbia che si possa di pedagogia, di economia
filosofia, di
dir meglio. » politica, di legislazione sociale: alle pa-
Risorto il petrarchismo, ma più fiacco gine che trattano quistioni scientifiche
e meno presuntuoso con l'Arcadia, fu in- alternate altre che discorrono di belle
sieme con questa fatto segno alle fru- arti inoltre
; cronache delle invenzioni
:

state del Baretti, annunciatore dell'arte e delle scoperte più recenti: annunci
ben più vera e ben più sana del Gol- bibliografici: resoconti di sedute acca-
doni, dell'Alfieri e del Parini. demiche: discussi i problemi che più
affaticavano le menti confortati i primi :

Cfr. Graf, Petrarchismo e Antipetrarchi-


passi di ingegni, diventati poi poderosi
smo Nuova Antol.. 1886 e nel volume At-
traverso
in
il Cinquecento, Torino, Loescher, e celebri: —
tutto ciò conteneva, tutto
1888. ciò compiva nei suoi fascicoli Y Antolo-
gia. Le polemiche erano cortesi, tem-
Antologia: periodico letterario fon- perati i giudizi , anche nelle più vivaci
dato a Firenze nel 1821, soppresso dal Go- discussioni in tutto il periodico un in-
:

verno toscano nel 1832. Il primo qua- — dirizzo armonico, in tutti i cooperatori
derno dell'Antologia, pensata da Giam- vivo il desiderio di conseguire' un bene
pietro Vieusseux (v. q. nome) annunciata immediato, per gettare i germi d'un mag-
al publico nel settembre del 1820, usciva gior bene futuro. —
Da tutte quelle pa-
in luce nel gennaio del 1821. 1 100 as- gine traspare incessante il ricordo d'una
sociati coi quali s'era iniziata la publi- grandezza passata, il desiderio di rinno-
cazione del giornale, erano diventati .530 varla e con esso il bisogno profondamente
alla fine del '28, più che 700 alla fine sentito d'una patria una, libera, fiorente.
del '29. h' Antologia si proponeva: di Assente il Vieusseux alla fine del 1832,
rappresentare la società italiana, i suoi per infermità del padre , l'ultimo qua-
bisogni morali e letterari di far cono- ;
derno fu compilato dal Tommaseo che
scere all'Italia i progressi della civiltà vi aveva anche inserito, anonimo come
europea , all'Europa le condizioni del- di solito, un suo articolo. La Voce della
l'Italia; di difendere le glorie degli Ita- Verità denunciò questo e un altro scritto,

2 TuRRi. Diz. star


,,

AQU — 18 ARE

come troppo audaci e liberali, alla so- di un numero indeterminato di distici,


spettosa vigilanza degli ambasciatori che tentano riprodurre il metro corri-
d'Austria e di Russia, che colsero que- spondente latino. Dei quattro sistemi
st'occasione e costrinsero il Granduca alchilochei usati da Orazio, il Carducci
di Toscana e i suoi ministri a soppri- ne riproduce soltanto due. Così, conforma
mere il periodico. Il quale risorse nel il primo verso del distico con un ende-

1866 a Firenze, col titolo di Nuova An- casillabo sdrucciolo e il secondo con due
tologia diretta dal prof. Francesco Pro^ settenari, piano l'uno, sdrucciolo l'altro;
tonotari dal '70 continua a Roma le
;
oppure pel primo usa l' esametro (v. q.
sue pubblicazioni; ed ora ne ha la di- nome), pel secondo un settenario sdruc-
rezione l'on. M. Ferraris. V. Periodici. ciolo un novenario piano. V. Poesia
metrica e rie. l'ode Sirmione:
Cfr. la raccolta della Tecchia Antologia,
Firenze, 1821-32: Tabarrini, La Vecchia An- Ecco: la verde Siroiìo nel lucido Ingo sorride

tologia in Nuova jLnfoi., 1866, fase. I. Ab- — Fiore de le penisole.


biamo un catalogo delia Nuova Antologia
11 sol la guarda e vezzeggia: gomiglia d'intorno Benato
nelle Tavole pubblicate nel 1875; uno spoglio
il

completo di tutte le memorie di questo perio- Una gran tazza argentea.

dico sta compilandolo il professore G. Biagi.


Cfr. Carduccf, in Nuove e Terze odi bar-
bare; Casini, Sulle forme metriche ital., Fi-
Aquila (dall') Serafino : Sera- renze, Sansoni, 1884; Guarnerio, Manuale
fino de' Ciminelli n. ad Aquila nel 1466, di versiflcaz. ital., Milano, Vallardi, 1893.

studiò poesia e musica cantava sul liuto :

le rime del Petrarca. Frequentò le corti Aretino Pietro : n. ad Arezzo nel


di Roma, Urbino, Mantova, Milano e
1492 da un Luca calzolaio vergognan- ;

nel 1500 entrò in Roma a servizio di Ce- dosi forse d'una origine troppo umile
sare Borgia; morì giovanissimo e la sua lasciò il cognome del padre che ci è

morte fu deplorata in prosa e in versi rimasto sconosciuto, per chiamarsi col


come se si delle più alte
fosse spenta una nome della patria. Studiò poco e ma-
intelligenze italiane. Improvvisatore — le si
: recò giovanissimo a Perugia
facile, trascinava con la parola calda e ove imparò a dipingere e scrisse i suoi
animata gli uditori ma la sua più che primi versi: poi a Roma, ove l'ingegno
;

poesia, è giuoco di parole e di rime; pronto e facile, la parola viva e mordace


gli procurarono presto ammiratori e pro-
vuota di contenuto, la sua è forma che
si compiace di squisite sottigliezze e tettori tra i quali Leone X e Giulio de'

di meditate arguzie e abusa di figure e Medici che egli accompagnò poi a Fi-
,

di colori retorici. Notevoli tuttavia al- renze. Diventato Giulio papa, col nome

cune Epistole amorose, alcuni Capitoli e di Clemente VII, l'Aretino tornò a Ro-

Strambotti. Col Cariteo, col Tebaldeo ma, ma per aver partecipato alle gare
e con altri poeti cortigiani, l'Aquilano e ai litigi della corte, per essersi pro-

annuncia,sin dalla seconda metà del se- cacciato l'odio del datario Giberti, più
colo XV, la non lontana decadenza della che per gli sconci sonetti, onde illustrò

lirica italiana. i disegni di Giulio Romano , incisi in


rame dal Raimondi, dovette abbandonare
Opere dello elegantissimo Serafino^
Cfr.
Venezia, 1548. — Menghini, Rime di Sera-
Roma e diventò allora intimo amico e
fino de' Ciminelli dall'Aquila , precedute compagno fedele di Giovanni delle Ban-
dalla vita scritta da A. Calmeta, Bologna, de Nere che più tardi, nel 1526, racco-
Romagnoli, 1896. —
D'Ancona, Del Secenti- glieva nelle sue braccia, ferito mortal-
sm,o nella poesia cortigiana del sec. xv in
Antol. del Morandi, e in Studii cit.
mente sul campo di Governolo. Prima
del 1526 era tornato a Roma e le nuove
Arcadia : vedi Accademia dclVA. e alte amicizie trovatevi gli avevano su-
scitato contro gelosie e invidie più acer-
Arcbilocliio : metro introdotto dal be, e riacceso l'odio del Giberti , all'o-
Carducci nella poesia italiana: costituito pera del quale l'Aretino attribuì l'aggres-
,

ARE - 19 - ARE

sione patita per mano d'un bolognese traendo argomento dal desiderio d'un
che lo^feri gravemente. messer Maco di diventar cardinale e da-
Nel 15i7 si ridusse a Venezia: e la gli ammaestramenti, utili a un uomo di

città gaia, voluttuosa, fervente di vita, corte, che a questo dà il pittore Andrea,
sorretta dalla perpetua giovinezza del- rappresenta la corruzione della corte
l'arte, ove era libera la parola, facile e romana (onde il titolo) all'azione prin-
;

spensierata la vita, elesse come stabile cipale s'intreccia l'altra d'un messer Pa •
dimora. A Venezia la sua potenza rapi- rabolano, spasimante d'amore e beffato
damente s'accrebbe: quello era il campo dal suo servo — Ulpocrito è un tristo
più opportuno onde egli poteva distri- scroccone che con la parola pronta al-
buire , con triste sagacia la lode o il
, l'adulazione , penetra in ogni casa, si
biasimo e diffondere lettere innumere- mescola alle faccende d'ogni famiglia
voli ripiene di lusinghe e di non vane diviene intermediario d'amori e di ma-
minacce, adulare i potenti, che ricono- trimoni e alimenta così la ignobile vita
scessero la superiorità del suo genio e — Talanta è il nome d'un' altra com-
fossero a lui generosi di danaro e di media e quello d'una cortigiana fautrice
doni. Nessuno dei principi e degli uomini di tristi amori, di travestimenti e di ri-
più reputati del tempo, da Francesco I conoscimenti — Nel Filosofo è rappre-
a Carlo V, da Giulio III ad Enrico Vili, sentato un messer Plataristotile, sciocco
da Michelangelo a Guidobaldo d'Urbino, bibliomane, che per i libri dimentica la
nessuno poteva sfuggire alle sue insidie moglie Tessa, che lo inganna a questa :

alle sue lusinghe ognuno doveva in-


; azione se ne intreccia un'altra derivata
chinarsi a lui e chiederne umilmente la dalla V novella della II giornata del
protezione e il favore la sua parola era
: Decameron, ma l'autore tramuta il no-
impazientemente aspettata, un suo motto, me di Andreuccio da Perugia in quello
un suo giudizio implorato la sua alle-
, del Boccaccio stesso). —
Queste com-
anza ambita; la sua penna potente aveva, medie, se risentono spesso la fretta onde
come fu detto, la forza di sotterrare i furono composte se peccano talora di
,

vivi e di suscitare morti tra prìncipi,


i : soverchia prolissità, se mancano d'unità
tra ministri, tra generali era una gara e di economia nel disegno, si possono
a chi gli indirizzasse parole più affet- tuttavia tenere tra le più originali eie
tuose, lodi più squisite. La sua popola- più vivaci del tempo, per la schietta, ef-
rità rapidamente cresceva: la effigie di ficace rappresentazione d'una società
lui scolpita sui palazzi, sulle medaglie, dissoluta e corrotta, per le molteplici
disegnata sui vetri dal suo nome s'inti-
: figure colte dal vero, come i cortigiani e
tolavano utensili, vasi, cavalli. L'Ariosto le cortigiane, i pedanti e gli eruditi, i gio-
lo chiamava divino e flagello dei prin- vani e le donne spasimanti, i soldati vili
cipi; e il ribaldo, ripetendo questi titoli e smargiassi; e infine per la forma briosa,
forse detti per celia, poteva a buon di- vivace, per l'allegra vena di umorismo
ritto esclamare « con una penna e un
: che le anima); le Lettere (in sei libri,
foglio di carta io mi burlo dell'universo ». insieme con altre dirette all'Aretino —
Dai suoi concittadini ebbe il primo primo esempio d'un epistolario italiano
grado del gonfalonierato e papa Giu- publicato dall'autore stesso —
specchio
lio III creò cavaliere di S. Pietro.
lo fedele del carattere dell'Aretino e docu-
Dopo una breve dimora a Koma nel 1553, mento prezioso dei costumi e della vita
tornò a Venezia, ove morì improvvisa- di quel tempo); i Bagionamenti e i Dia-
mente nel 1556. loghi ritraggonol'ambiente corrotto di
Scrittiminori in prosa: cinque Com- Roma , narrando episodi , avventure ,

medie Marescalco tratta d'uno scher-


{Il aneddoti con libertà troppo franca di
,

zo fatto dal duca di Mantova al suo colorito e di parola. — Scrisse inoltre


maniscalco nemico delle donne e av-
, con piena indifferenza per l'argomento
verso al matrimonio. —
La Cortigiana, e senza convinzione alcuna, parafrasi di
,

Aia A)

Salmi, Vite di Santi, libri sul Genesi e e membro dell'Istituto italiano e della
su l'Umanità di Cristo. Crusca. Appartiene alla seconda età del
Opere minori di poesia: canzoni, so- periodo di Binnovamento (v. q. nome) e
cominciò, senza
netti, stanze, capitoli; si schierò tra i classicisti, -r- Tradusse le

compirli poemetti cavallereschi, come


,
opere di Vergilio, cantò il Camposanto
la Marfìsa , le Lagrime di Angelica di Brescia, in uno stile che arieggia quello
V Orlandino, ecc. del Pindemonte, cantò la mitologia negli
L'opera maggiore di lui è VOrazia ,
Inni di Bacchilide il cristianesimo in
,

tragedia in versi sciolti (eccettuati il pro- Inni sacri, che seguono le tracce del
logo e i cori) dedicata a papa Paolo III, Manzoni compose poemetti didascalici
:

che trae argomento dal racconto che e descrittivi quali il Corallo, l'Origine
Livio fa del combattimento tra Orazii e delle fonti. — L'opera sua maggiore, più
Curiazii e della morte della sorella d'un celebrata e destinata, secondo il Gior-
Orazio. Ricca di situazioni drammatiche, dani, a vivere per l'onore d'Italia, è il
ha spesso il verso conciso, efficace. poema in sei canti e in verso sciolto La
Ingegno più originale che grande Pastorizia nella quale, continuando la
aborrente da ogni legge e da ogni di- tradizione del poema didascalico del cin-
sciplina, risoluto avversario d'ogni ac- quecento, l'Arici alterna coi precetti
cademia e d'ogni pedanteria , l'Aretino sulla cultura delie greggi alcuni episodi
contribuì indubbiamente a dare alla di maniera vergiliana
poesia e alParte un indirizzo più spon- Cfr. Opere complete di C. A., Padov<a, Se-
taneo e più schietto, se non più elevato. minario, 1858; Poes/e scelte, Firenze, Le Mou-
Ma guidato soltanto dallo stimolo del nier, 1874; Poemetti ed Inni sacri , ediz.
Sonzogno, n" 69; Zanelli, Vita e opere di
godimento e del piacere, ambizioso nelle
C. A. in Propugnatore, voi. XVL
sue aspirazioni, egli resta, a ogni modo,
uno dei più turpi esempì di bassezza e Arieiiti (degli) Giovanni Ha\\-
di viltà che la nostra storia letteraria
l»a(liiio: novellista della secondamela
ricordi. Può stupirci la versatilità, la va-
del secolo decimoquinto, autore d'uni
rietà, l'agilità del suo ingegno, la disin-
raccolta di novelle, intitolata Vorrettane.
volta mobilità del suo stile; ma lano- Vedi Novellistica.
stra coscienza si ribella indignata, quan-
Cfr. l'ediz. delle Porre/^«/ie, I3olo;;na, 1483;
do ripensiamo il triste uso che questo Reniek , Nuove notizie di G. S. d. A. in
avventuriero fece della parola e della Giorn. Stor. XII, 301.
lett. it.,
penna, insegnando gli accorgimenti e le
coperte vie onde rendere più sicura- Ariosto Ijiidovico : la sua vita si
mente efficaci la calunnia, la diffama- potrebbe dividere in due periodi: il primo
zione, il libello. dalla nascita alla pubblicazione del Fu-
Cfr.Opere di P. A., Milano, 1853; Lo Com- rioso; il secondo dalla pubblicazione del
medie e r Orazio in Bibl. Econ. Sonzogno; Furioso alla morte del poeta.
cfr. il capitolo dedicato a P. A. nella sua 1° periodo (1474-1,516): nacque Ludo-
St. d. leti, dal De Sanctis; gli studi dello
vico Ariosto in Reggio Emilia, nel set-
Chasi.es c del Sinigaglia (e per questo
leggi la recensione in O. Star. L. Ital. I, 330) tembre 1474, da Daria Malaguzzi e dal
;

i due saggi pubbl. in Antol. del Morandi, conte Niccolò Ariosto, che era capitano
del BoNGi e del Graf, tolto quest'ultimo dal della cittadella e godeva da lungo tempo
voi. Attraverso il Cinquecento, ecc., e intin(! la protezione di casa d'Este. A sette anni
Luzio, La famiglia di P. A. in Oiorn. Stor. seguì il padre, creato governatore di Ro-
L. Ital. IV, 361.
vigo e lo accompagnò a Ferrara, quando
Arici Cesare: n. nel 1782 a Brescia, come
questi fu eletto dei dodici savi o,
ove morì nel 1836, studiò la giurispru- si disse Rimasto a
più tardi, podestà.
denza, ma con più ardore le lettere nel : Ferrara, anche quando Niccolò ne fu al-
1809 fu nominato professore, nel liceo, di lontanato e fu trasferito a Modena, a
eloquenza e più tardi di latino e di storia cagione dei malumori suscitati dal suo
ARI 21

governo, spesso avido rigido ingiusto, flotta. Ma il Papa che era, e per più
compì ia sua educazione letteraria sotto cagioni, sempre indispettito contro gli
la guida sapiente e amorevole di Gre- Estensi, non lasciava occasione alcuna
gorio da Spoleto e per la poesia, per
;
di molestarli onde l'Ariosto costretto a
:

Vergilio per Ovidio per Stazio trascurò, correr sempre a Roma per comporre le
con dolore del padre, gli studii del di- nuove difficoltà e si narra che un giorno
:

ritto: in quelli delle lettere invece, negli Giulio II fosse così indignato che mi-
amori, nella consuetudine di poeti e di nacciò di far gettare il poeta nel Tevere.
artisti, amico al Bembo, a Ercole Strozzi, Il rifiuto di Alfonso di obbedire al Papa,

l'Ariosto passò alcuni anni lietissimi, i che gli intimava di lasciare l'alleanza
migliori della sua vita. —
Mortogli il pa- dei Francesi e di partecipare alla Lega
dre nel 1500, poeta dovette occuparsi
il Santa ebbe gravissime conseguenze sco- :

della faraiglia numerosa e rimasta in municata la casa d'Este, proclamati de-


povere condizioni: bisognava come le — caduti i suoi diritti su Ferrara: perduto
Satire ci narrano —
trovar dote e marito Cento, Modena, la Garfagnana: le mi-
alle sorelle, educare i fratelli, essere di lizie dei Veneziani e del Pontefice mi-
sollievo e di conforto alla madre. Le naccianti la città degli Estensi: l'Ariosto
angustie domestiche lo spingono a pro- era allora, a volte soldato valoroso dei
curarsi qualche ufficio proficuo: nel 1502 suoi protettori, come quando catturava
lo troviamo castellano di Canossa: e nel sul basso Po una nave dei Veneziani a :

1503, quando il cardinale Ippolito d'Este volte oratore al Pontefice, per mitigarne
è creato vescovo di Ferrara, l'Ariosto, lo sdegno. Finalmente la morte di Giu-
già noto per aver spesso celebrato col lio II, seguita nel 1513, e l'elezione di
suo verso le feste degli Estensi, diventa Leone X liberarono da ogni peiicolo il
segretario del cardinale e, per acconten- duca e Ippolito i quali, aperto l'animo a
tar questo, senza prendere gli ordini sacri, più liete speranze, si recarono a Roma
come Ippolito avrebbe voluto, veste l'a- a salutare il nuovo pontefice. Gli accom-
bito di presbyter. Nel 1507 recava, per pagnava l'Ariosto, che, non avendo ot-
incarico di Ippolito e di Alfonso, le con- tenuto un ufficio, ripetutamente promes-
gratulazioni d'un parto felice a Isabella sogli dal Bibbiena, dal Bembo, dal Molza,
d'Este, marchesa di Mantova che poi, e più conveniente ai suoi studi e all'in-
in una lettera ad Ippolito, si compiaceva dole sua, venne poi a passare qualche
che l'Ariosto fosse rimasto presso di lei tempo a Firenze, ove s'invaghì di Ales-
due giorni, a leggerle alcuni canti del sandra Benucci, una fiorentina bellissi-
Furioso : nello stesso anno il poeta ac- ma — vedova d'uno Strozzi, famigliare
compagnava il cardinale a Milano, a degli Estensi —
che il poeta sposò poi
visitarvi Luigi XTI. Erano quelli i lieti secretamcnte a Ferrara, per non perdere
tempi pel poeta, gradito e caro agli i benefici ecclesiastici e per non recar
Estensi; nel teatro di corte egli faceva dolore al figlio Virginio, che aveva avuto
rappresentare due sue commedie , la da un'altra donna. Felice dell'amore di
Gassaria e i Suppositi. —
La sua accor- Alessandra, compiva nel 151511 Furioso,
tezza, la sua amabilità lo resero consi- uscito per le stampe l'anno seguente.
gliere prezioso, quando esitando, dopo 20 periodo (1516-1533): nel 1517 l'A-
Cambrai, il duca Alfonso ad accostarsi riosto ricusò di seguire il cardinale in
ai Veneziani — come papa Giulio II Ungheria adducendo le ragioni del
,

avrebbe desiderato —
mentre duravano clima, della salute malferma, della vec-
le trattative, i Veneziani spinsero pel Po chia madre : Ippolito gli tolse allora
la loro flotta, sino a poche miglia da gran parte dei benefici concedutigli e lo
Ferrara; Alfonso mandò allora a Giulio II licenziò. Perduto così il favore del car-
l'Ariosto per placarne lo sdegno e invo- dinale, il poeta, nell'aprile del 1518, era
carne i soccorsi, coi quali gli Estensi dal duca Alfonso nominato suo came-
vinsero i Veneziani e ne distrussero la riere e famif/liare, col permesso di abi-
ARI — 22 — ARM

tare in casa privata e con l'incarico di l'educazione che l'istruzione ecc.; cinque
presiedere agli spettacoli del teatro di Commedie in endecasillabi sciolti sdruc-
corte. —
Eletto pontefice Adriano, la cioli: (la Cassaria [rappres. nel 1508] ha
provincia della Garfagnana tornò sotto per argomento le vicende d'una cassa
il dominio degli Estensi, e a governarla piena d'oro, smarrita e ritrovata da un
fu, nel febbraio del '22, nominato l'Ario- ricco mercante Crisobulo i
: Suppositi
sto, che s'affrettò a recarsi a Castelnovo [rappres. nel 1509], fondata tutta sopra
con una scorta di balestrieri, per assu- sostituzioni di persone e sopra equivoci,
mervi il suo nuovo ufficio. La storia del a imitazione dell'Eunuco e dei Captivi:
governo dell'Ariosto in quel periodo di il Negromante [rappres. nel 1520], scopre

tre anni mostra —


osserva giustamente gli infingimenti e le male arti d'un finto

il Càmpori — come il più fantastico dei astrologo la Lena rispecchia i costumi


:

poeti diventasse il più accorto degli sta- d'una società decaduta e corrotta la :

tisti. Con austero sentimento di giusti- /ScoZas^^ca, compiuta dal fratello Gabriele
zia, con franchezza e con rettitudine, con e dal figlio Virginio, ci presenta due
l'amabilità del carattere, l'Ariosto seppe scolari che attendono a darsi buon tempo
vincere difficoltà che altri avrebbe cre- e poco si occupano di studi —
queste
dute insuperabili pacificò quella con-
: commedie sono tra le più vivaci e più
trada, la purgò dai ladri, dai manuten- argute del secolo e ne riproducono effi-
goli, da tristi preti che a questi tenevano cacemente i costumi); —
i così detti
il sacco e che agli assassini offerivano Cinque canti in 8* rima che si rianno-
rifugio nelle chiese e nelle canoniche. davano alla prima edizione del Furioso e
Nel giugno del 1525 stanco, desideroso di coi quali l'autore probabilmente si pro-
pace e di tranquillità, chiese al Duca di poneva di condurne l'azione sino alla
abbandonare quell'officio, e si ridusse a rotta di Roncisvalle. —
Inoltre in prosa

Ferrara a vivervi una vita più riposata, le Lettere ; V Erbolato, cicalata da de-
felice nell'affetto della sua Alessandra, clamarsi in piazza da un cerretano, per
e del figlio acquistò in con-
Virginio : trovar compratori a uno specifico, buono
trada Mirasole un tratto di terreno e vi a mantener l'uomo sano e di lunga vita.
costrusse una casetta, ricinta di piante L'opera maggiore dell'Ariosto è: l'Or-
e di fiori, che il poeta stesso amorevol- lando Furioso (v. questo nome) poema
mente curava e sulla casa volle inscritto cavalleresco, che fu stampato nel 1516
il distico Parva sed apta mihi, secl nulli
: per la prima volta in quaranta canti, in
óbnoxia, sed non Sordida, parta meo sed quarantasei nel 1532, e che continua la
tamen aere domus. Attese negli ultimi materia dell' Innamorato intrecciando
,

anni a ritoccare le commedie, a emen- nuovi episodii e nuove avventure all'a-


dare il poema che presentò, a Mantova, zione di questo.
a Carlo V. —
Morì nel giugno del 1533: Bardffaldi, Vita di L. A., Ferrara,
Cfr.
dal 1801 le sue ceneri riposano nella 1805; Cappelli, Lettere di L. A., Milano,
biblioteca ferrarese. Hoepli, 1887 (con un'ampia biografia) Opere
;

minori in versi e in prosa di L. A., ordinate


Opere minori Poesie latine di vario
:
da F. L. PoLiDORi, Firenze, Le Monnier, 1857;
argomento Egloghe, Capitoli, Elegie in
; Carducci, Delle poesie latine edite ed ine-
volgare; sette Satire in terza rima, nelle dite di L. A., Bologna, Zanichelli, 1876; Com-
quali, a imitazione del sermone oraziano, medie di L. A. in JBibl. Econ. Sonzogno,
TI. 79; BoNGi, I cerretani e le rime deli' A.
il poeta narra de' suoi primi studi,
in Antologia del Morandi; Terrazzi, Bihl,
del suo maestro, de' suoi affanni dome- ariostesca, Bassano, 1876.
stici, del servizio presso il cardinale o
il duca Alfonso : riprende l'ambizione Arinannino da Bologna : giu-
insaziabile dei prelati, ammonisce un cu- dice, vissuto nellaprima metà del se-
gino sulla scelta della sposa, raccomanda colo decimoquarto, caldo ammiratore di
con grande affetto il figlio Virginio al Dante autore d'una Fiorita, una scelta
:

Bembo e gli fa premura di curarne prima di narrazioni varie, parte in prosa e parte
,

ARR — 23 — ART

in poesia, scritta con l'intendimento di brizio Colonna che passava di Firenze,


ammaestrare modellata sul De conso-
e e come lo pregasse di dire quello che egli
latione philosophiae di Boezio. Vi trovi pensava intorno ai modi e agli ordini della
un ciclo di racconti dall' origine del disciplina militare. — Il Colonna dimo-
mondo con accenni
sino a Cesare , ai stra con esempi: che i soldati di me-
romanzi della Tavola Rotonda. stiere e le compagnie di ventura sono,
Cfr. la Memoria del Mazzatinti in Giorn. per necessità, disonesti e pericolosi alla
filol. romanza, III, 1 o segg. libertà d'uno Stato: che nessuna nazione
bene ordinata consente che si eserciti
Arrigo da Settimello : Henrìcus la guerra per mestiere e per capriccio:
Pauper o Henricus Septimellensis, dal che gli eserciti stanziali sono dannosi a
luogo ove nacque, in provincia di Fi- repubbliche e a regni: che, in tempo di
renze visse nella seconda metà del se-
:
pace, il soldato deve tornare a casa e
colo decimosecondo e scrisse nn poemetto vivere dell'arte sua. Poi tratta della
in latino in quattro libri, del titolo: scelta del soldato, del modo onde si devon
Elegia de diversitate fartunae et phi- fare le leve militari; bisogna scegliere
losophiae consolatione, con l'intendi- i soldati agili , forti e costumati, tra i
mento di dare precetti morali e filosofici. diciassette e quarant'anni, e sceglierli
i

V. Letteratura ital. da ogni provincia, da ogni arte, da ogni


Cfr. il poemetto di A.d. S. pubi, dal Leyser condizione la disciplina gli educherà e
:

(Hist. poem,. medii aevl, Mag^deb. 1721) e li formerà. Si imitino gli ordinamenti e
stamp. tradotto dal Mann!, in Firenze, 1730;
Milanesi, Il Boezio e l'Arrighetto, Fi-
modi tenuti nel costituire le legioni
i

renze, 1864. romane e gli eserciti sieno piuttosto nu-


merosi che scarsi: con una disciplina se-
Arte della guerra : trattato d'arte vera si otterrà che essi non rechino con-
militare di N. Machiavelli, in sette libri, fusione e disordine. Il libro si chiude ra-
a forma di dialoghi, che si fingono in- gionando della scelta degli uomini a ca-
tervenuti negli Orti Oricellari (v. Acca- vallo. —
Il secondo libro descrive le armi

dem. 0. 0.) nel 1516, fra Cosimo Rucellai, usate dai greci e dai romani, dai tede-
Fabrizio Colonna, reduce dalla guerra schi e dagli svizzeri, celebra la legione
di Lombardia Zanobi Buondelmonti
, romana che l'autore preferisce alla fa-
Battista della Palla e Luigi Alamanni. lange greca, parla a lungo della fanteria
Il libro, composto tra il 1519 e il 1520, e la proclama superiore di gran lunga
fu lungamente meditato dall'autore e si alla cavalleria: dice come si debba ad-
ricollega strettamente alle altre due destrare il soldato, renderlo pronto, ve-
opere che con questa formano la trilogia loce, forte nell'esercizio della balestra,
machiavellesca : poiché se il Principe dell'arco, del nuoto. Ma non basta edu-
tratta del modo onde costituire una mo- care e formare separatamente i soldati :

narchia nuova e assoluta per rendere bisogna ordinarli ed esercitarli insieme.


la patria indipendente se i Discorsi sulle
: A guisa della legione e della falange
deche mostrano quello di rendere grande propone e descrive il battaglione di dieci
Io Stato l'Arte della guerra insegna
: battaglie co'n i veliti ordinari e straor-
come si debba preparare e armare un dinari, col capitan generale, connesta- i

popolo, per difendere la libertà e l'inco- bili, ragiona


centurioni, decurioni, ecc. :

lumità dello Stato. —


Ecco un riassunto poi degli assalti, dell'ordine del batta-
di questa opera, tutta intesa a provare glione e conchiude insegnando come si
che la vera milizia è il popolo armato: il debba armare e ordinare la cavalleria
primo libro comincia con le lodi di Cosimo leggera. — Il terzo libro, descritta la
Rucellai, morto nel 1519 in giovine età, legione romana e la falange greca, tratta
il cui nome il Machiavelli confessa non del modo d'affrontare il nemico, dell'uso
poter ricordare senza lacrime. Poi narra delle artiglierie nelle battaglie campali :

come Cosimo invitasse ne' suoi Orti Fa- come esse debbano essere piuttosto pie-
ART — 24 — ASC

cole che grosse, e tenute fuori delle di durare nella difesa tenaci e costanti.
schiere: discorre delle prime mosse delle — L'opera finisce discorrendo delle doti
battaglie, dei finti assalti, dei suoni e di un buon capitano affermando la ne-
e
del modo d'usarnee si chiude avvertendo cessità di milizie nazionali: benedice a
che deve prima assalire il nemico con
si quel principe che le introdurrà primo
furia e con rumore, poi combattere in nello Stato, e conforta i giovani a rin-
silenzio. —
Continua il quarto libro a novare la virtù e la gloria delle antiche
ragionare della disposizione dell'esercito, milizie.
della scelta dei luoghi piìi opportuni, del Cfr. le moderne edizioni dell'A. d. G. del
modo onde evitare le molestie del sole Barbera, del Lemonnier, del Sonzogno (n 32)
del vento; aggiunge come adoperassero e fra gli studi più notevoli: Vii.LARr, N- M.
e i suoi tempi, ed. Hoepli, voi. Ili, cap. Vili,
in questo i capitani più eccellenti, come
e inoltre Tommasini, Nitti, negli scritti no-
facessero Scipione, Annibale, Siila: come tissimi sul Machiavelli.
il nemico si circondi come s'insegna
, :

descrive gli stratagemmi, gli agguati, gli Artes dìctandi : o snmmae dicta-

accorgimenti usati dai più eccellenti ca- minum, formulari di gramma-


ti-attati e
capitani: come il duce debba avere con tica e di retorica, scritti in latino e con-
se un consiglio di uomini peritissimi della tenenti precetti sullo stile epistolare e
guerra: come si debba usar della vittoria diplomatico, sulla forma, sulla composi-
e adoperare in modo che la sconfitta zione, ecc. Frequenti in Italia nel medio-
riesca meno dannosa. Conchiude par- evo e specialmente tra il decimo e il do-
lando del modo di animare e d'incorag- dicesimo secolo: molti ne compilò Bon-
giare il soldato, di abituarlo a vincere compagno da Signa che fiorì nella prima
a morire, dell'efficacia della religione metà del secolo tredicesimo, che insegnò
sulla disciplina e sul valore d'un eser- retorica a Bologna, a Padova, e che al-
cito. —
Nel quinto tratta della tattica l'opera sua principale lasciò il proprio
che deve seguire un esercito , il quale nome, chiamandola Boncompagnus.
traversi un paese nemico: ricorda il co-
stume dei romani e propone che l'eser- Cfr. Gaspary, Storia lett. ital., Torino,
cito sia disposto a forma quadrata: quali Loesoher, 1887, voi. I, pag. 34-35.
modi si tengano se l'esercito sia assalito
alle spalle o ai fianchi. Dimostra la ne- Asclepiadca : ode barbara, costi-
necessità di avere esatte carte topo- tuita da un numero indeterminato di
grafiche dei paesi nemici e discorre del- strofe, ciascuna di quattro versi, che
l'uso degli esploratori e delle guide. — ripetono il ritmo dell'asclepiadea latina.
Il libro sesto occupa degli alloggia-
si L' asclepiadea italiana moderna più
menti : propone un nuovo disegno di frequentemente usata dal Carducci è di
accampamento : parla delle guardie e quattro maniere :

delle scolte del campo, della cautela e 1* tre endecasillabi sdruccioli (com-
della vigilanza necessaria, della rigida posti con un settenario tronco e un qui-
disciplina da osservarsi , delle vettova- nario sdrucciolo) —
un settenario sdruc-
glie, del modo di scoprire 1 segreti del ciolo.
nemico e dei mezzi onde un esercito as- 2* tre endecas. sdruccioli (formati
sediato può tenerlo a bada. — Il settimo da due quinarii sdruccioli) — un sette-
libro ragiona del modo di fortificare una nario sdrucciolo.
città, delle mura, delle fosse, dei ridotti, 3*^ due endecas. sdruccioli (costituiti

dei bastioni , delle saracinesche , ecc. : da due quinarii sdruccioli) — un sette-


come le città forti debbano avere almeno nario piano, un settenario sdrucciolo.
un miglio di campagna netta d'intorno :
4=* un settenario sdrucciolo, un en-

del modo più pronto per provvedere al decas. sdrucciolo (composto di due qui-
vettovagliamento per mandare avvisi
, nari sdruccioli) — un settenario sdruc-
agli amici e riceverne: della necessità ciolo, un endecas. come il precedente.
Vedi Poesia metrica e rie. l'ode carduc- fortuna, si propone di narrare di cinque

ciana In una chiesa gotica: baroni siciliani che, abbandonata l'isola


Sorgono e in agili file dilungano durante la rivoluzione del Vespro, si die-
Gli immani ed ardui steli marmorei dero a cercare avventure tre in Africa,
:

E ne la ténebì-a sacra somigliano a soccorrere il re di Tunisi contro gli


Arabi, il quarto in Inghilterra, il quinto
Di giganti un esercito.
in Slavonia; due, tra quelli recatisi in
Cfr. le Odi barbare di G. Carducci; Ca-
Africa, perirono, gli altri tre tornarono
sini, Sulle forme metr. ital., Firenze, San-
soni, 1884; CrtTARNERio, Manuale di versific. arricchiti in Sicilia. Così com'è, il ro-
ital., Milano, Vallardi, 1893. manzo narra soltanto le avventure di tre
Autobiografia : vedi Storiografia.
baroni. —
È una goffa compilazione,
messa insieme con elementi i piìi dispa-
Avventuroso Ciciliauo: romanzo rati, attinti alle fonti più varie, nella
storico-didascalico, appartenente al pe- quale la storia si confonde coli' inven-
riodo toscano (v. Lett. it.) attribuito a zione, il reale col fantastico. Vedi No-
Bosone dei Raffaelli da Gubbio, vicario vellistica.
in Italia di Ludovico il Bavaro, vissuto
Cfr. la 1» edizione curata da G. F. Nott,
nella prima metà del secolo decimo- ricerche del Mazzatinti
Firenze 1832, e le
quarto. Il romanzo, scritto per ammae- in Studi dì filologia romanza, Roma, 1884,
stramento di quanti sono percossi dalla pag. 801.

B
Balbo Cesare : n. a Torino nel 1789, figli.Ridottosi a vita privata, morì a
figlio del conte Prospero Balbo, insigne Torino nel 1853.
uomo politico piemontese, passò la sua Pubblicò quattro Novelle; una versione
giovinezza col padre, esule a Firenze. degli Annali di Tacito; molti articoli nel
Tornato a Torino, frequentò il corso
vi periodico II Misorgimento di Torino; una
di diritto: nell' 8 fu mandato a Firenze, serie innumerevole di Pensieri, Lettere,
nel '9 a Roma, segretario della Giunta Meditazioni, Studi storici, Scritti auto-
di liquidazione della Toscana e degli biografici, ecc.
Stati pontifici ;
pili tardi ebbe un uificio Ma le opere maggiori e più notevoli
nel ministero dell'interno. Dopo la caduta di lui sono: la Vita di Dante, scritta
di Napoleone, rappresentò a Parigi il con fine piuttosto politico che letterario:
Consiglio di reggenza, costituitosi a To- le Speranze d' Italia che seguendo e
,

rino.Gentiluomo d'ambasciata e poi inca- completando il Primato del Gioberti, pro-


ricato d'affari a Madrid, al suo ritorno clamavano la necessità di rendere, prima
nel '19 entrò nell'esercito col grado di di tutto, libera e indipendente la nazione:

maggiore di fanteria. I suoi legami con il Sommario della Storia d'Italia: le Me-
Carlo Alberto e col Santarosa gli tolsero ditazioni storiche : Pensieri ed esempi.
i

la fiducia di Carlo Felice. Passò allora Mente ordinata e lucida, indagatore

qualche tempo in Francia, tutto intento acuto e sagace, scrittore sobrio ed effi-
a preparare le sue opere storiche. Nel cace, il Balbo consacrò la lunga vita
'48 fu da Carlo Alberto nominato pre- operosa alla patria, la cui salute e gran-
sidente d'una giunta incaricata di pre- dezza egli vedeva soltanto nell'accordo
parare la legge elettorale, e più tardi della libertà con la religione.
presidente del primo ministero costitu- B
Cfr.: Ricotti, Della vita e scritti di C. .

zionale alla battaglia di Pastrengo


:
Firenze, Le Monnier, 1856 e la bibliogr. ag-
combattè valorosamente insieme coi suoi giuntavi.
bal 26 — BAL

Baldi Bernardino: n. nel 1553 a esatta proprietà, argomenti attinenti al-^

Urbino, ove morì nell6i7. Seguì a Padova l'arte del disegno.


gli studi di matematica che continuò
, Cfr. Notizie dei profess. di disegno di F. B.
tornando in patria nel 1575 fu al ser- : con le aggiunte del Piacenza, Torino 1763-
vizio di Ferrante Gonzaga che dimorava 1820, voli. VI; Vocabolario del disegno, Fi-
renze, 1681.
a Milano eletto nel 1585 abate di Gua-
:

stalla, passò gli ultimi anni a Urbino, a Ballata : detta anche, a principio,
Roma, a Guastalla, imparando con faci- canzone a ballo, è forma schiettamente
lità straordinaria molte lingue straniere. italiana , ma ha origini più antiche ;
La lunga vita operosa e virtuosa spese infatti suldeclinare dell'impero latino
nell'esercizio della carità cristiana, nello erano frequenti gli esempi di canti ac-
studio e nell'insegnamento. — Di lui, compagnati da danze mìmiche, illustranti
che ebbe versatile l'ingegno e che fu azioni situazioni descritte. — In Italia
insieme storico e moralista, poeta lirico, fu fissato, prima che altrove e con leggi
didascalico, epico, bucolico, ricordiamo i determinate lo schema metrico della
,

volgarizzamenti dal greco e dal latino. ballata. Chi esamini l'antica ballata ita-
Apologhi, Dialoghi, Biografie di mate- liana la troverà costituita di un epodo o
matici e di duchi, Ègloghe, Epigrammi, ripresa e di un numero indeterminato
Mime varie, e il Diluvio universale, un di stanze. La ripresa — un'introduzione
poema in versi di diciotto sillabe. che compendia i concetti espressi nelle
La sua opera maggiore è il poema stanze —detta così, perchè vien ripetuta
didascalico in quattro libri di versi sciolti, dopo ciascuna stanza, ha un numero di
intitolato La Nautica, dedicato a Fer- versi non superiore a quattro. Ciascuna
rante Gonzaga. L'arte del costruire la stanza è costituita da tre periodi, i due
nave, del governarla, le cognizioni neces- Tarimi diQiiì mutazioni, il terzo volta: le
sarie ad un abile pilota, le notizie delle mutazioni sono costituite di due o tre
contrade ove esercitare con maggior for- versi rimati e disposti in egual modo:
tuna i commerci, tutta questa arida ma- la volta è sempre simile alla ripresa nel
teria seppe il Baldi vivificare con forma numero misura dei versi, il primo
e nella
leggiadra, e abbellirla di episodi interes- de' quali rima con l'ultimo della seconda
santi; il poema si conchiude con l'ac- mutazione e l'ultimo con l'ultimo della
cenno alla scoperta di Flavio Gioia. ripresa. Ecco lo schema d'una ballata

Cfr. Versi e Prose scelte di B. B. ordinate


dantesca: ABBACdE GdE EFFA.
Ci sono più forme di ballata: questa
e annotate dall'UacLiNi e dal Polidori, Fi-
renze, Le Monnier, 1859; la Vita di B. B. vien detta minima, piccola, minore, mez-
scritta dal P. Ireneo Affò e la memoria sugli zana , grande stravagante a seconda
,

epigr. ed egloghe di lui, pubbl. dal Rupekto che essa ha una ripresa rispettivamente
in Propugnatore, 1882-84. di un solo verso (ottonario, settenario
quinario) di un solo verso endecasil-
Baldinncci Filippo: n. nel 1624 labo, di due, tre, quattro o piti che quat-
a Firenze, ove morì nel itì96, godè il tro versi di varia misura. Talora si trova
favore dei Medici e scrisse, oltre ad altri aggiunta alla fine della ballata una breve
opuscoli, le Notizie dei professori di dise- strofa che ripete la ripresa nel numero
gno da Cimabue in poi, offrendo il pri- e qualità dei versi, nella disposizione
mo esempio d'un trattato didascalico di delle rime. — Come lo diceil nome, da

storia dell'Arte, correggendo e ampliando principio la ballata era un canto popo-


in molte parti l'opera del V^asari, al quale lare musicato, che regolava il ritmo della

fu di tanto superiore per coltura, per eru- danza. Come forma popolare, la troviamo,
dizione e per esattezza, quanto gli rimase prima che altrove, a Firenze e a Bolo-
inferiore per concisione e per eleganza di gna, nel secolo xiii l'argomento è bu-
:

stile. Compilò anche un Vocabolario del rlesco amoroso, d'intonazione e di sen-


disegno per insegnare a esprimere, con timento popolare; come forma letteraria
BAL 27 BAM

essa appare prima nella scuola dottri- tica, ebbe i suoi giorni di gloria col
nale detta di transizione. Usata larga- Carrer e specialmente col Prati, le bal-
mente e* perfezionata nella scuola dello late del quale, per invenzione,per mo-
stilenuovo, assurge all'altezza del sonetto venze e per tecnica esecuzione, il Car-
e della canzone, e specialmente per l'e- ducci sentenzia perfette.
sempio e per l'opera del Petrarca, del Cfr. Per la ballata antica i manuali più
Poliziano , Magnifico , conserva il
del volte cit. Guarnerio; per
del Casini e del
posto conquistato per tutto il secolo xiv la moderna cfr. Kleinpaul, Die Lehre der
deutschen Dichtkunst. Bremen, 1892; il noto
e XV va lentamente decadendo nei se-
:
discorso del Carducci su G. Prati; Finzi,
coli posteriori e scompare col Tasso e St. lett. ital. Voi. IV", p. 2* (La sec.generaz.
col Chiabrera. Sue varietà sono la Landa dei romantici), Torino, Loescher, 1895.
e il Canto carnascialesco (v. q. nomi).
La Ballata moderna ha origini e forme Bambagliiioli Grazìolo; notare
interamente diverse. Importazione stra- e rimatore bolognese della prima metà
niera, essa trae probabilmente il suo nome del sec. xiv, autore d'un Trattato delle
dal celtico gwaelawd (pronuncia ivalad) virtìt moi-ali, in cento strofe o cobbole,
che era un canto popolare narrativo. accompagnate da un commentario latino.
Sin dal secolo xiv gli inglesi e gli Per quest' opera egli si ricollega alla
scozzesi chiamarono ballate i loro canti scuola allegoi'ico-dottrinale. Primo com-
epici che tradotti con questo nome,
,
mentatore di Dante, compose nel 1324 un
appaiono per la prima volta in Ger- commento filosofico in latino alla prima
mania nel secolo xviii; e ballate furono cantica. V. Lnferno.
poi dette le imitazioni più libere di quei Cfr. per Trattato delle virtù morali
il

canti e infine le poesie originali, d' ar- l'ediz. di del 1865 Carducci, Bime
Modena ;

gomento diverso. Dei trattatisti tedeschi di Gino e d'altri, Firenze, Barbera, 1862,
pagr. xxxv;; Frati, O. B. in Giorn. st. lett.
alcuni distinguono la ballata dalla ro-
it., XVII, 367.
manza, designando quella come forma
più propria degli inglesi, degli svedesi Bandelle Itlatteo : n. sulla fine
e degli scozzesi: più propria questa degli del sec. xv
Castelnuovo di Scrivia,
in
spagnuoli altri non fanno distinzione
: entrò nell'ordine dei domenicani; dopo
alcuna dall'una forma all'altra. La bal- aver viaggiato lungamente, fissò la sua
lata tedesca del Burger, del Goethe, dimora a Mantova, ove fu precettore di
dello Schiller, dell'Uhland è un breve Lucrezia Gonzaga. Durante la conquista
componimento costituito di strofe, cia- e il saccheggio compiuto dagli Spagnuoli
scuna d' un egual numero di versi (la in Milano, ramingò in più parti d'Italia
Leonora del Biirgor ha trentadue strofe e infine, ottenuto il favore di Francesco I,
di sei versi , il Cacciatore trentasei di si fermò in Francia, ad Agen, dove da
sei versi), che trae gli argomenti dalle Enrico II fu eletto vescovo e dove morì
tradizioni, dalla storia, dalla vita con- nel 1561.
temporanea , dalla libera invenzione Oltre un poemetto di undici canti, de-
di chi scrive, e che, facendo larga parte dicato a Lucrezia Gonzaga, oltre un can-
ai sentimenti dell' amore, dell'eroismo zoniere amoroso, compose duecentoquat-
e della cavalleria, si serve di figure e tordici Novelle che lo resero celebre.
di imagini che, tratte più spesso dal Furono scritte tra il 1510 e il 1560 e
campo del meraviglioso e del fantastico, non hanno tra loro legame alcuno: sono
colpiscono fortemente l'animo di chi precedute da lettere dedicatorie a uo-
mini celebrati del tempo che, accennando
Introdotta tra noi dal Berchet, che il luogo, le circostanze, la società nella
primo aveva voltato in prosa italiana la quale il Bandello raccolse o finse di
Eleonora e il Caccm<ore/'e?'Ocedel Burger: raccogliere argomento della novella,
1'

Tisata con larga vai'ietà e con libertà d'ar- ci descrivono le costumanze e le abitu-
gomenti e di forme dalla scuola roman- dini delle corti e delle nobili società
BAR — 28 — BAU

dell'Italia. L'autore attinge più spesso una gamba di legno, comunica le sue
l'aneddoto dalle storie antiche e medio- impressioni e riflessioni a un don Pe-
evali, dalle cronache quotidiane dell'Eu- tronio Zamherlucco, compagno suo; se-
ropa e dell'Italia, alternando variamente guono Aristarco il suo servo Macouf
i soggetti, l'osceno intrigo col miracolo, e un branco di scimmie, di cani, di
l'avvenimento comico col tragico, nar- gatti, ecc. Aristarco, odiatore delle no-
rando con vivacità, con acuto senso della vità, avversario delle dottrine profes-
vita e delle passioni umane, in uno stile sate dalla scuola milanese compilatrice
per lo più piano, semplice, disinvolto: del Caffé, parco nella lode, mena la
studiandosi di seguire una traccia pro- frusta terribile sui melensi pastori d'Ar-
pria, indipendente dal Boccaccio, al quale cadia, sui versiscioltai frugoniani, sugli
è certamente inferiore per la fecondità imitatori servili del Boccaccio e del Pe-
dell' imaginazione e per 1' arte squisita trarca, sui romanzieri insulsi e immo-
della rappresentazione. rali: richiede sempre la purezza della
Cfr. Novelle V ediz. Poggiali ( Li-
per le
lingua, ma si ribella alle rigide esigenze
vorno, 1791-93) con la biografia del Mazz0- della Crusca.
CHELLi; Cankllo, St. leit. it. sec. xv, m
18'J-1. IjduFrusta è opera coraggiosa in tempo
di ipocrisiee di servilismo; scritta in
Barberino : vedi Andrea, Francesco forma franca e disinvolta, la critica non
da Barberino. ne è sempre imparziale e spassionata :

troppo spesso, a giuste e meditate sen-


Bar etti Giuseppe : n. a Torino tenze si alternano acri ed erronei giu-
nel Lasciata giovinetto la casa
1719. dizi:come quando il Baretti definisce
paterna, visse, irrequieto e agitato, a Dante oscuro e noioso, o giudica repu-
Guastalla, a Venezia, a Milano, a Torino, gnante all'indole della lingua italiana
campando la vita con uffici e occupa- il verso sciolto, o censura con ingiusta

zioni diverse; dal 1751 in poi, tolto un ed amara severità l'opera del Goldoni.
periodo di viaggi in Italia, nella Spagna, Ma tolti questi difetti, nei quali si riflette

a Parigi, visse quasi sempre a Londra l'indole acre e bizzarra dello scrittore, è
ove, insegnando e scrivendo, raccolse merito indiscusso di lui l'aver contribuito
una modesta fortuna che poi dissipò a costituire una nuova prosa moderna,
rapidamente, tanto da morir povero in l'aver combattuto pedanteschi pregiudizi
Londra nel 1789, non ostanti gli aiuti di accademie e di scuole, l'aver dato
di amici benevoli. l'esempio d'una critica franca e indi-
Tra le opere minori di lui ricordiamo: pendente.
una mediocre versione del Teatro di
Cfr. Opere di G. B. nell'odiz. de' Olassici,
Bacine : un discorso , in francese su ,
1838-39, 4 voli.; Custodi, Memorie della vita
Shakespeare e Voltaire nel quale, con di G. B. in Scritti scelti, Milano, 1822-23; por
vigorosa argomentazione, difende il tra- la Frusta letteraria v. l'ediz. del Serena,
gico inglese dalle accuse del filosofo Jlilano, Albrighi, 1897 Scritti scelti di G. B.
;

a cura del Menghini, Firenze, Sansoni, 1895;


francese le Lettere familiari ai fratelli,
:

Piccioni, Studi e ricerche intorno a G. B.,


con interessanti notizie de' suoi viaggi :
Livorno, Giusti, 1899; Masi, Frusta lette-
poesie burlesche e vari scritti in inglese. raria in Parrucche e sanculotti, ecc., Mi-
L'opera maggiore di lui è la Frusta lano, Treves, 1886.
letteraria, una rivista bibliografica che,
cominciata a pubblicare nel 1/63 a Ve- Barouio Cesare : storico ecclesia-
nezia [con data di Rovereto], il Baretti stico , n. nel 155R a Sora, m. nel 1607
fu costretto a sospendere per aver spar- a Roma. Confessore di Clemente Vili,
lato del Bembo la riprese nel '05 ad
: cardinale, bibliotecario del Vaticano, au-
Ancona [con la data di Trento]. In essa tore d'una storia latina della chiesa cat-
ilvecchio Aristarco Scannabue, reduce tolica, intitolata Annales ecclesiastici e
da lunghi viaggi e da lunghe guerre con condotta sino al 1198. V. Storiografia.
BAR -^ 29 BEC

Cfr. per gli Annales V ediz: di Lucca dtel Beccadelli Antonio : n. nel 1394
del 1738-87, con le aggiunte del Rinaldi,
a Palermo, onde (lat. Panormus) il so-
BrOVIO IjADERCHI.
prannome Panormita, m. a Napoli
di
llarsegapè (da) Pietro o Ba- nel 1471. Frequentò, per studiarvi il di-
scapè: poeta dialettale del secolo xiii, ritto, le più celebri università italiane :

appart. al gruppo dei poeti didattici- ebbe dai Visconti poeta e di


l'ufficio di
dialettali. V. Letteratura italiana. storiografo, clie, fruttandogli largamente,

Cl'r. BiONDELLi, Poesie lombarde inedite gli permetteva di condurre vita agiata :

e Studi linguistici, Miliino, 185G. a Parma ricevette dalle mani dell'impe-


Bartolì Daniello : ii, nel IGUS a ratore Sigismondo la corona di poeta.
Ferrara, gesuita, professore di retorica Perduto il favore di Filippo Maria
a Parma, rettore del Collegio romano Visconti, che aveva sperato da lui ben
sino al 1673, morì a Roma nel 1685. altre opere e ben altre lodi, trovò a

Scrisse trattati scientilìci, morali, let- Napoli la protezione di re Alfonso d'A-


terari, come il Torto e Diritto del non si ragona, ne diventò il consigliere e il
può, V Ortografia italiana, coi quali com- lettore, e quest'ufficio conservò anche

batte le rigide esigenze dei cruscanti, la con Ferdinando. In Napoli, nel soda-
Vita del Cardinal Bellarmino e infine, lizio di dotti che si raccoglievano attorno

l'opera di lui maggiore, scritta per in- a lui, nel Portico Antoniano, promosse
carico avutone, la Storia della compa- con grande eloquenza e con grande ar-
gnia di Gesù, con prefazione sulla vita dore lo studio della coltura antica.
di S. Ignazio. In essa narra l'opera com- Scrisse in latino: De dictis et factis

piuta dai gesuiti, missionari in Asia e regis Alphonsi, un poema Ilermaphro-


in Europa, allargandosi in lunghe e fan- ditus, poi Lettere, Epigrammi, Orazioni,
tastiche descrizioni di luoghi e di cose. Poesie di molto valore (vedi Accademia
Variamente giudicato, si può dire del pontaniana, Binascimento, Umanesimo).
Bartoli che ebbe ingegno versatile e vi- Cfr. oltre leopere note sull'Umanesimo e
vace, ma
poco disciplinato e misurato; sul Rinascimento del Voigt, del Burkhardt,
del Gebhart, del Geiger, ecc., Ramorino,
ricco di molte qualità esteriori, debole
Gontrihuti alla storia biogr. e critica di
nella rappresentazione dei caratteri, si A. B., detto il Panormita Palermo 1883; ,

compiace d'una forma fosforescente, ab- Rossi, // Qwa^rocew^o, Milano, Vallardi, 1899,
p. 82.
bagliante, onde riesce spesso manierato
e artificioso. Beccari Agostino : ferrarese, fio-
Cfr. per la St. della Goìupagnia di Gesù rito nella seconda metà del sec. xvi, au-
i sei volumi stampati a Roma separatamente
tore d'un dramma pastorale : It Sacrifizio.
dal 1650 al 1673; Mazzuchelli, Scritt. d'Italia,
voi. II, p. I; e leggi Bonghi, prosa del La V. Dramma pastorale.
Bartoli e del Cesari in Antol. del Morandi. Cfr. Il Sacrifizio di A. B., Ferrara, 1555.

Bartolomeo «la S. Concordio : Beccaria <:esare a Milano nel


: n.
traduttore e trattatista pisano, fiorito 1738, studiò a Parma, mostrando spe-
nel sec. xiv, autore di una raccolta di ciale inclinazione alle indagini severe e
sentenze compilata in latino e poi tra- all'esame dei più gravi e complessi pro-
dotta in volgare dal titolo Ammaestra- blemi sociali. Tornato di Francia — ove
menti degli antichi. s'era recato già celebre nel 1766 — non-
Cfr. per gli Ammaestramenti l'ediz. del ostanti le insistenze dei suoi amici e
!IfANNUcci, Firenze, 1840; Fabroni, Mem. cooperatori Alessandro e Pietro Verri,
istoriche di più uom,ini ecc., Pisa, 1790.
che da una più lunga dimora di lui a
Batacchi Domenico: novellatore Parigi si ripromettevano larghi vantaggi
pisano, fiorito nella seconda metà del e più durevoli trionfi pel cenacolo let-
sec. xviTi. V. Novellistica. terario e scientifico di Milano, ebbe in
CtV. Tribolati, Un novellatore toscano del patria una cattedra di scienz"e camerali
sec. xviii in Nuova Antol., 1874. e vari uffici amministrativi. Morì nel 1794.
BEL 30 — BEL

Oltre l'opuscolo sui Disordini delle 8. Giovanni nel deserto, il Giudicio


monete nello Stato di Milano, nel quale finale e, più celebrata di tutte, quella
studiava e suggeriva efficaci rimedi, di Abramo e Isacco Drammatica),
(v.
oltre gli Elementi di economia politica, la più antica di cui sappiamo la data.
oltre Bicerche intorno alla natura
le Fu rappresentata nel 1449 nella chiesa
dello stile nelle quali, seguace del Con- di Cestello.
dillac, si studia di provare essere il più Cfr. Gamba, Notizie intorno alle opere di
perfetto quello stile che esprime sensa- F. B., Milano 1808 ; Albert azzi, Sulla vita
zioni più vivaci e più numerose idee, del beato O. Colombini in Propugnatore,
collegate insieme da un più intimo prin- 1885; Rossi, Il Quattrocento, pag. 12.5.

cipio di associazione; oltre questi e altri


Belli Gioachino Giuseppe :
scritti minori, ricordiamo il celebre opu-
poeta dialettale, n. a Roma nel 1791,
scolo Bei delitti e delle pene, rapida-
m. nel 1863, che in dialetto scrisse so-
mente diffuso, tradotto, commentato in
netti d'argomento, in gran parte, sati-
tutto il mondo In forma disadorna,
civile.
rico e giocoso.
ma concisa e vigorosa, censura il Bec-
caria l'incertezza della legislazione pe-
Cfr. I sonettiromaneschi di G. G. Belli,
ediz. del Morandi, Città di Castello, Lapi,
nale e conseguente arbitrio del giudice:
il
1886-87; cons. inoltre la prefaz. del Morakdi
la pena atroce e terribile più che la e gli articoli di D. Gkoli in Nuova Antol.,
colpa non lo richiegga, le frodi inique 1877-78.

usate nell'indagine del reato, l'inumano


carcere preventivo, gli strumenti orrendi Bellincionl Bernardo : fioren-
di inutili torture, la più inutile pena tino, n. nel 1452,m. nel 1492, poeta bur-
di morte. Domanda l'autore che gli stru- lesco, cortigiano ignobile, vissuto lunga-

menti di tortura e di morte sieno aboliti, mente alla corte di Ludovico il Moro.
che la società applichi la pena nella sola Cfr. Bime di B. B. a cura del Fanfani ,

misura necessaria alla sua difesa e che Bologna, 1876; Verga, Saggio su B. B., Mi-
lano, 1892; Rossi,// Quattrocento,cit. pag. 385
al sentimento della vendetta si sosti-
e note.
tuisca quello della giustizia: giustizia
pubblica, pronta, efficace, rispondente alla Bellini liorenzo: fiorentino, n. nel
colpa, suggerita da leggi determinate 1643,m. nel 1704, medico di Cosimo III.
e illuminate.
Ricordiamo di lui, per la vivace proprietà
Cfr. Opere e artic. del Caffè, Class- Ital., e schiettezza della lingua, i Discorsi di
Milano 1821-22, 2 vòll.,riprod. nel '54, nell'ediz.
Anatomia e uno strano poemetto giocoso
Le Moniiier, con un discorso di P. Villari.
— Cantù, G- B. c il diritto penale, Firenze, incompiuto La Bucchereide, in lode dei
Barbera, 1862. buccheri, vasi di terra odorosa.

Cfr. per i Discorsi Tediz. del Moìjcke (Fi-


Belcari Feo: n. nel 1410 a Firenze,
renze, 1741-44), per la Bucchereide l'ediz. cu-
ove morì nel 1484. Priore, gonfaloniere rata dal Camerini (Milano, Daelli, 1863); Fa-
delle compagnie, noto per la sua pro- BRONi, Vitae Italoruni, IV.
fonda pietà religiosa intimo di casa ,

Medici. Hello Francesco : detto il Cieco di


Di lui, in prosa: Lettere, Volgarizza- I^errara, vissuto nella seconda metà del
menti dal latino, la Vita del beato Gio- secolo XV. — Il Mambriano, poema ro-
vanni Colombini, fondatore dell'ordine manzesco quarantacinque canti in ot-
di
dei Gesuiti, nella quale si giovò d'un tava rima, narra come Mambriano, re di
opuscolo latino di Giovanni da Tossi- Bitinia, si armi contro Rinaldo, per vendi-
guano e usò una forma italiana, che ri- care l'uccisione dello zio Mambrino. Ma
corda quella dei trecentisti. Rinaldo, liberatosi, coU'aiuto di Malagigi,
In poesia oltre a Mime serie e facete,
: dalla fata Carandina, che lo tratteneva
oltre a Laudi spirituali, a molte Sacre co' suoi incanti nella deliziosa isola del
rappresentazioni, come VAnmmdazione, Faggio, vince Mambriano e lo riduce
nKM 31 BEM

tributario di Carlo Magno. Alle imprese la storia veneziana del Sabellico, in luogo
di Rinaldo si intrecciano quelle com- di Andrea Navagero. Da Paolo III fu
piute da Orlando in Spagna e in Africa. creato cardinale: consacrato sacerdote,
— La materia del poema, che risente lo di Gubbio e di Ber-
fu eletto vescovo
studio e l'imitazione del Boiardo, è de- gamo: dimorò sempre a Roma, ove morì
dotta da fonti diverse, dal ciclo caro- nel gennaio 1547.
lingio, dal bretone, dal classico. Pro- Oltre le Lettere, che ci mostrano il
lissità narrazione, inesperienza nel
di Bembo in relazione coi principi, con le
rannodare i vari episodi tra loro, po- donne pivi illustri del suo tempo: Isa-
vertà di disegno, d'invenzione e di mezzi bella d'Este, Veronica Gambara, Vittoria
artistici, scarsa varietà di stile rendono fa- Colonna; oltre le i?erwm venetarum hi-
ticosa la lettura di questo poema, caratte- storiae, le quali narrano, in latino, che poi
ristico tuttavia in quanto, più che gli il Bembo tradusse in volgare, le vicende di

altri, rispecchia sentimenti e impressioni Venezia dal 1487, l'anno in che finivano
popolari e riproduce spesso la maniera le deche del Sabellico, fino al 1513, alla

ingenua, rozza, irregolare, onde il popolo morte di Giulio II, abbiamo di lui:
narrava e rappresentava episodi e figure Gli Asolani, dialoghi in volgar lingua,
della epopea romanzesca. Interessanti e inspirati dalla lettura del Simposio di
lette e ammirate le sette novelle inse- Platone e dai commenti del Ficino, e
rite nel poema, e stampate anche a dedicati a Lucrezia Borgia. Imagìna il
parte. Bembo che, festeggiando Caterina Cor-
Cfr. il Mambriano nell'ed. di Yeneaia (Par- naro, regina di Cipro, nel castello d'Asolo,
naso Novelle del Mambriano,
ital., 1840); le donatole dalla repubblica di Venezia,
illustrate dal Rua, Torino, Loescher, 1888; le nozze d'una sua dama, tre giovani ve-
RuA, Postille su tre poeti ciechi, in Giorn. neziani si incontrino con tre dame del sé-
Stor. Lett. it., XI, 294 e inoltre leggi Rajna.
guito della regina, e presso una fontana
Le fonti dell' 0. F. ecc., Firenze, Sansoni, 1876.
pag. 29; Cimegotto, Studi sul Mambriano, del giardino discutano se amore sia un
Padova, 1892. bene o un male Perottino biasima l'a-
:

more, come fonte d'ogni aiianno e d'ogni


Bembo Pietro: n. di nobile fami- male; Gismondo lo loda invece come
glia a Venezia nel maggio 1470: il padre cagione d'ogni gioia e d'ogni bene Lavi-;

Bernardo aveva restaurato a proprie nello — presente la regina — afferma


spese la tomba di Dante in Ravenna. non essere l'amore né in tutto un bene
Studiò a Venezia, a Padova, a Messina, né in tutto un male, ma l'una e l'altra
ove imparò il greco da Costantino La- cosa insieme un bene, se s'appaga sol-
:

scaris. Eletto il padre vicedomino in tanto della bellezza e l'ammira: un male,


Ferrara, vi passò il Bembo alcun tempo, se degenera in turpe appetito sensuale ;

e vi strinse illustri amicizie: amò Lu e conchiude ripetendo la sentenza d'un


crezia Borgia e ne fu riamato, destando eremita: l'amore vero essere quello che
le gelosie del duca Alfonso. Passò sei si rivolge e finisce in Dio;

anni ad Urbino, carissimo al duca Guido- Le Prose, costituite di dialoghi, che


baldo e agli altri frequentatori di quella l'autore finge seguiti a Venezia, in casa
nobile corte (cfr. il Cortegiano del Casti- del fratello Carlo Bembo, tra questo. Er-
glione). Creato nel 1513 segretario di cole Strozzi, Giuliano De' Medici, Fede-
Leone X, s'invaghì, in quel tempo, d'una rico Fregoso. —
Ognuno si sforza di con-
donna Morosina, romana, che lo rese padre vincere lo Strozzi che la lingua italiana
di tre Cagionevole di salute, si ritirò
figli. deve essere preferita alla latina. Divisa
nel 1521 a Padova, occupato in studi in tre libri, nel I quest'opera tratta delle
di letteratura, nella splendida casa che origini del volgare: afferma la lingua
aveva in città o nella villa Nonianum letteraria essere la fiorentina, non quella
(S. Maria di Non). Nel 1530 ebbe dal Con- dell'uso, bensì la nobile, la classica, la
siglio dei Dieci, il carico di continuare lingua di Dante del Petrarca, del Boc
— 32 —
caccio; nel II tratta dello stile, delle Eletto, per volontà di Luigi XIII, pro-
forme metriche, dell'uso e della scelta tettoredei Francesi, creato cardinale e
delle parole, del ritmo, ecc.; nel III vescovo di Preneste, visse a Roma fino
offre precetti digrammatica elementare. proprio quando
al 1644, l'anno in cui morì,
— È un trattato sulla lingua e sulle forme pareva che conclave volesse desi-
il

letterarie, non scevro di errori e di giu- gnarlo alla suprema potestà ecclesiastica.
dizi esagerati, ma importante perchè, si Nelle Lettere famigliari e politiche,
può dire, esso inizia la quistione tanto specialmente in quelle indirizzate al
agitata: se la lingua letteraria italiana cardinale Borghese, si mostra acuto os-
sia no di origine fiorentina e toscana. servatore di uomini e di cose e ac-
Le Bime (canzoni, sonetti, ballate) con corto diplomatico. Le Relazioni conten-
le quali, per contrapposto alla lirica per- gono preziose notizie intorno ai due
vertita dei poeti cortigiani, quali il Te- Stati nei quali rappresentò la S. Sede;
baldeo e Serafino l'Aquilano, il Bembo le Memcn-ie raccolgono le sue impres-
promosse un ritorno allo studio e alla sioni, i suoi acuti e precisi giudizi sugli
imitazione del Petrarca; e iniziò così quel uomini e sugli avvenimenti, in mezzo
petrarchismo di cui le liriche sue da- ai quali visse, indagatore pensoso e pro-
vano l'esempio, gli Asólani ragionavano, fondo.
mentre le Prose ne chiarivano lo stile L'opera di lui più notevole, non tanto
e la lingua. per la forma, nella quale si compiace
Il Bembo studiavasi di seguir troppo, troppo —
era il vizio del tempo — di
nel Cicerone: nella poesia e
latino. minute, prolisse descrizioni, di studiate
nella ])rosa italiana, troppo il Petrarca figure retoriche, di esuberante copia di
e il Boccaccio: onde talora l'artificiosa, accessori, quanto pel contenuto, pei fatti
pesante, manierata prolissità del suo narrati, attinti a fonti precise, è la Storia
periodo. Quantunque manchi di origina- della guerra nelle Fiandre, dalia morto
lità, egli rivela talvolta,nel verso elegante di Carlo V alla tregua del 1609.
e armonioso, squisitezza di sentimenti e Cfr. per la St. delle guerre in Fiandra,
attitudine a rappresentare con chiarezza l'ed.di Torino,Pomba, 1829; per le Memorie
e con evidenza. Quale efficacia eserci- e le Belazioni l'cd. dei Classici, 1807; Maz-
ZUCHELLI, Scr. d'It., II.
tasse sulla cultura del suo tempo, quale
importanza fosse tribuita al suo giudizio, Beolco Angelo: detto Ruzzante,
lo attestino la venerazione onde lo cir- dal nome d'uno personaggi che
dei
condavano gli scrittori più celebrati e le meglio rappresentava e che egli stesso
nobilissime lodi, onde l'Ariosto lo salu- prediligeva. N. a Padova nel 1502, morì
tava maestro del puro e dolce idioma. nel 1542; attore valente, ammirato e
Cfr. P. Bembo, Oiwre, ed. Classici, 1808-10 festeggiato ovunque si presentasse, in-

XII voi.; Prose scelte di P. Bembo iriBibl, sieme con una compagnia di giovani
class. Sonzogno, n. .31. Sulla vita e le opere concittadini recitava le proprie com-
di lui leggi il Mazzuchklli, il Della Casa
medie, alcune delle quali, come la Vac-
e gli scritti noti del Morsolik e del Ciax (di
caria e la Piovana sono, per gran parte,
questo spec. Un
decennio della vita di P. B.
Torino, Loescher, 1885). imitazioni dell'^lsman'a e del Budens;
altre hanno un più schietto carattere
Benincaiiia Caterina: vedi Cit-
di originalità e riproducono, nei senti-
ierina Ji.
menti, nei costumi nell'eloquio, la vita
,

Bentivoglio Ercole: poeta sati-


dei campi: tra queste ricordiamo la Pa-
rico bolognese, fiorito nella prima metà
storal e la Fiorina. Pur proseguendo
del sec. xvi.
la maniera dei Bozzi, il Beolco rappre-
Ct'r. le Satire in Parnaso Hai., Veneziu.
1787, voi. XXVII. senta tuttavia il contadino quale è, nella
Benti voglio Càllido: n. a Ferrara rozzezza delle abitudini e della parola,
nel ir)79, studiò a Pavia, e lu nunzio senza esagerarne meditatamente i difetti.
della S. Sede nelle Fiandre e in Francia. Nelle sue scene vivaci e animate da una

I
,

BER — 33 BER

fresca arguzia, il Beolco continua le tra- razione, il racconto, Vabbominazione


dizioni della commedia rusticale e dia- finge Berchet che, ceduta dagli Inglesi
il

lettale (vedi Drammatica). ai Turchi quella città, un esule rifiuti


l'aiuto offertogli da un nobile inglese
Cfr. l'ed. di (1598): Tutte
Vicenza le Opere
del famosissimo Ruzzante; poi, oltre le che l'aveva salvato, mentre, spinto dal
opere generali sulla Dramm,atica ricordate dolore della patria perduta, s'era gettato
a suo luogo, cfr. Rossi, A. Galm,o, Torino, in mare. Poi, oltre a scritti vari, accolti
Loescher, 1885 e Pieri, Un commediogr. po-
nel Conciliatore, a una versione del Bo-
pol. del sec. xvi in Nuova Antol., 1881.
mancero, alle ballate popolarissime Giu-
Berchet Giovanni: n. a Milano lia, Matilde, Il Momito del Cenisio,

nel 1783, da una famiglia di origine Clarice, Il Trovatore, ecc., è rimasta


francese, fu dei cooperatori più assidui celebre la sua romanza Fantasie, dove —
del Conciliatore: soppresso questo, il nelle visioni delle lotte gloriose di Le-
Berchet si salvò con l'esigilo dalle per- gnano —
sono aperti e palesi gli ac-
secuzioni e dalle condanne del governo cenni ai sentimenti e alle nobili aspi-
austriaco: si rifugiò in Svizzera, a Londra, razioni del tempo nel quale il poeta
poi viaggiò a lungo con la famiglia d'un scriveva.
altro esule illustre, il marchese Arco- Le liriche del Berchet, calde d'amor
nati. Per la rivoluzione scoppiata a patrio, eccitanti alla rivendicazione di
Modena Bologna nel '31, scrisse il
e a una patria indipendente, procurarono al
celebre inno che cominciava « Su, figli poeta il nome di Tirteo italiano: la vita
d'Italia, su, in armi coraggio » e finiva
!
di lui, illuminata dalle più austere virtù,
« L'Italia è concorde, non serve a nes- fu sempre devotacausa italiana.
alla
sun ». Tornato con l'Arconati a Milano nel Poeta armonioso, se non
facile scorrevole
'48, ebbe dal governo provvisorio il posto accurato e preciso nella forma, egli inter-
di direttore generale degli studi in Lom- pretava e secondava, meglio d'ogni altro,
bardia; al ritorno degli Austriaci, si ri- i sentimenti e le commozioni dei patrioti

fugiò in Piemonte, fu eletto due volte italiani.

deputato e si schierò tra i piiì fidi se- Cfr. Opere ed. e ined. di G. B., Milano,
guaci della parte moderata. Morì a To- Pirotta, 1863, con la Vita, scritta dal Cusani;

rino nel 1851.


Imbriani, Q-. B. e il romanticismo italiano,
in Antol., 1868 ; Mazzoni, La poesia
Nuova
Cominciò giovanissimo a scrivere poe- patriott. e O. B., Firenze, Bemporad, 1898.
sie, che risentivano lo studio del Parini:

diffuse in Italia, con saggi e con traduzioni,


Bernardino da iSiena: oratore
la conoscenza delle letterature straniere
sacro, fiorito nella prima metà del sec. xv.
e specialmente della tedesca: fu tra i Berni Francesco: nato, come rac-
primi e più ferventi seguaci del roman- conta egli stesso in alcune ottave del
ticismo, di cui delineò il programma nella rifacimento àQÌV Innamorato, a Lam-
Lettera semiseria di Grisostomo, che ac- porecchio, non dopo il 1498, visse i primi
compagnava la traduzione in prosa di venti anni nel Casentino e in Firenze: fu
duo ballate del Bùrger, il « Cacciatore protetto dal cardinale Bibbiena e chia-
feroce » e la « Eleonora ». In questa mato al servizio del nipote di questo,
lettera il Berchet eccitava gli Italiani a Angelo Dovizi, e del vescovo di Verona
seguire le tracce di molti poeti tedeschi, Matteo Giberti, datario di Clemente VII,
che abbellivano le loro opere di senti- col quale assistette nel '29 all'incorona-
menti e di passioni moderne e dei mo- zione di Carlo V in Bologna. Passato
derni rappresentavano le opinioni e i co- al servizio prima di Ippolito, poi di
stami alla classica, che era poesia dei
;
Alessandro de' Medici, morì nel 1535 di
morii consigliava di opporre la romantica, veleno, forse perchè ricusò di obbedire
che è poesia dei vivi. al cardinale Cibo che aveva istigato il
Nei Profughi di Parga, un poemetto Berni ad avvelenare il cardinale Gio-
polimetrico, diviso in tre parti, la dispe- vanni Salviati.

3 TuRRi, Diz. star.


BER — 34 —

Abbiamo di lui eleganti Epigrammi Bertola Anrelio : n. a Rimini nel


ed Elegie latine; un Dialogo contro i 1753, monaco olivetano prima, militò poi
poeti, scribacchiatori di versi; un'impor- in Ungheria. Professore di storia e di
tante favola rusticale in 8* rima, la Ca- geografia nell'Accademia navale di Na-
trina, che rappresenta la contesa tra poli, conobbe in Svizzera il Gessner, la

Beco e Mecherino per aver l' amore cui eSicacia si sente in tutta la sua opera
della Catrina, contesa decisa dal podestà poetica; morì a Rimini nel 1798.
di S. Casciano. Oltre a Lettere e descrizioni di Viaggi,
Ma il Berni ha legato il suo nome alle oltre a una Filosofia della storia, a vari
Rime giocose (sonetti, sonettesse, capitoli) Saggi critici, coi quali diffuse in Italia la
nelle quali egli fa la parodia della poesia conoscenza della letteratura tedesca,
petrarchista o esalta le cose vili e fa- compose le Poesie campestri e marittime,
stidiose, compiacendosi spesso di osceni nelle quali l'idillio gessneriano si fonde,
equivoci e di strani paradossi: o con- in temperato accordo, con la rinnovata
fonde insieme argomenti gravi e faceti, poesia bucolica.
colpisce di violento e audace sarcasmo Cfr.: per le Poesie campestri e mar. l'ed.
il pontefice, la corte di Roma, i suoi ne- di Cremona del 1782 e Carducci, Poeti eroi,
mici personali: o talora argutamente e del sec. xviii, Firenze, Barbera, 1868 (v. la
prefaz. pag. lxiv e segg.); Flamini, A.B. e
piacevolmente narra, descrive, consiglia. i suoi studi di lett. ted., Torino, 1893.
1 titoli principali delle sue rime sono :

la Primiera; la Peste; le Pesche; i Ghiozzi; Bettinelli Saverio ; n. a Mantova


i Cardi; i Gelatina; V An-
Beliti; la nel 1717, Gesuita, professò lettere a
guilla; la Lode di Aristotile; a Gerolavio Brescia, a Venezia, a Bologna: fu a
Fracastoro; papa Clemente VII; papa Parma direttore degli studi nel collegio
Adriano; contro V Aretino, ecc. Lim- — dei Nobili: conobbe in Francia il Vol-
pido e conciso nella forma schiettamente taire; il resto della vita trascorse in
italiana, fecondo nell'arguzia e nello Italia, a Verona e a Mantova, ove morì
scherzo, il Berni riprende le tradizioni nel 1808. —
Gesuita e volterriano, simpa-
della poesia umoristica, fiorita nel pe- tico per l'amabilità del carattere e la
riodo toscano e di quella del Burchiello; facilità dell'ingegno, seppe acquistarsi
da lui prende nome quella poesia giocosa molti amici e molti ammiratori.
. che si chiama appunto berniesca. Scrisse in prosa Il Bisorgimento del-
:

Pel rifacimento deWOrlando Inna- l'Italia negli studii, nelle arti, nei co-
morato V. questo nome. stumi dopo il Mille ; Lettere e discorsi

edite
vari d'arte e di letteratura Dialoghi
Cfr.: Mime, poesie latine, lettere e ;

inedite ord. e annot. da A. Virgili, Firenze, sull'amore. In poesia oltre a poemetti,


:

Le Monnief, 1885; A. Virgili, F. B. con rime, tragedie, una raccolta di Versi


documenti inediti, Fir., Le Monnier, 1885; sciolti pubblicati con prefazione di Ca-
Berni, Opere scelte in Bibl. econ., Sonzogno
muso Eleuterio, insieme con quelli del-
n. 8.
l' Algarotti e del Frugoni e definiti dal-
Bertini Aaton Francesco: cri- l'autore stesso eccellenti. Accompagna-
tico e polemista, n. nel 1658 a Castelfio-
vano i versi sciolti le celebri Lettere
lentino, esercitò con fortuna la medicina
virgiliane, composte durante il viaggio
e morì a Firenze nel 1726. —È
noto per in Francia. Imagina il Bettinelli che

Giampagolaggine, una satira in prosa Vergilio, ripetendo i colloqui e le sen-


1,1

contro tal Giampaolo Lucardesi, maestro tenze di altri scrittori greci e latini,
diriga, dai campi elisi, dieci lettere alla
di lettera,tura, che aveva mosso aspre
censure ad altri scritti del Bertini. futura accademia dell'Arcadia, per vi-
tuperare Dante e i suoi ammiratori, ne-
La Giampagolaggine di A- F. B.,
Cfr. gando al poeta della Commedia senti-
Prato, 1883; Bacci, La Giampagolaggine
FB. con uno studio sulla vita e gli
mento e gusto d'arte. L'operetta destò
di A.
scritti deirauR)rc, Prato, 1883. lo sdegno dell' Algarotti, del qunle il
BIA 35 —
Faretti non aveva chiesto il consenso talogo dei novellieri italiani in prosa
e suscitò le vivaci polemiche del Para- da lui raccolti e posseduti, Livorno,
disi e del Gozzi. Il Bettinelli non si 1871) del Passano (Ì novellieri italiani
diede per vinto e si difese anzi ostina- in prosa indicati e descritti, Torino,
tamente nelle Lettere inglesi e nelle 1878: id. id., in verso, Bologna, 1867);
Dissertazioni accademiche. Ma ciò che per la Poesia romanzesca le opere del
di più notevole e di piìi importante per Terrario {Storia ed analisi degli an-
la storia della cultura e del costume ci la- romanzi di cavalleria, voli. IV,
tichi
sciò il Bettinelli sono le sue Lettere ;i)&r te Milano, 1829) del Melzi e Tosi {Biblio-
furono pubblicate una raccolta copiosa
: grafia dei romanzi di cavalleria ita-
si conserva nella biblioteca di Mantova. liani, Milano, 1865) del Nyrop {Storia

Opere di S. B. Venezia, 1780-88, 8 voli.,


Cfr.
dell'epopea francese nel medioevo, trad.
e. Opere edite e ined. in versi di S. B., Ve- dal danese da E. Gorra, Firenze 1886);
nezia, 1791-1801, voi. 24; Galeani Napione, per la Drammatica le opere dell' Allacci
Vita di S. B., Pisa, 1818; Colagrosso, S. B. {Drammaturgia, Venezia, 1755) del De
e il teatro gesuit. in Napoli, Napoli, Tip.
Univ., 1898. Batines, Bibliogr. delle antiche rappre-
sentaz. sacre e profane dei secoli xv e
Biaiuonti Giuseppe: xvi, Firenze, 1852); per le Traduzioni
di Venti-
miglia, n. nel 1762, m. nel 1824, noto, dei classici greci e latini le opere del

più che per il trattato sull' Elocuzione Paitoni {Biblioteca degli autoì'i greci e
e per le Tragedie, per le sue vivacissime latini volgarizzati, Venezia, 1766-67),

Lettere di Panfilo a Polifilo, onde con- dell'ARGELATi {Biblioteca dei volgariz-


futò le dottrine linguistiche del Perti- zatori, Milano, 1767), del Federici {Degli

cari. V. Perticari. scrittori greci e delle italiane versioni


delle loro opere, Padova, 1828 : id., id.
Cfr. Opp. di G. B., Parma, 1841, con le
not. biogr. premessevi.
dei latini, Padova, 1840).
Cfr. Ottino e Fumagalli, Bibl. bibliogr.
Biava Samaele : poeta berga- italica, Roma, Pasqualucci, 1889 con Vap-

masco, fiorito nella prima metà del pendice del Mazzi; Mazzoni, Avviamento
allo studio della letteratura ital. Padova,
secolo XIX, autore delle Melodie liriche, Drucker, 1892.
costituite di odi e romanze, molto lette
e ammirate in quegli anni, pel loro ca-
Biblioteca italiana ; nome d'un
rattere romantico e mistico.
celebre periodico letterario, fondato nel
1816 a Milano. L'idea d'una rivista ita-
Cfr. le varie edizioni delle Melodie, uscite
liana, compilata a imitazione della Bi-
a Milano dal "26 al '35; leggi Tommaseo, aS. B.
e i romantici in Nuova Antol., 1871.
bliotheque britannique, fu prima, a quanto
sembra, del Foscolo.
Bibbiena : vedi Dovizi. Il generale Bellegarde, che aveva dal

suo governo il mandato di tentare ogni


Bibliografia : non è inopportuno mezzo per conciliare e render benevola
ricordare, a sussidio delle notizie date all'Austria l'opinione pubblica della Lom-
altrove opere degli scrittori e
sulle bardia, fece sua quell'idea e, fallite le
sui generi trattati, che per la biblio- trattative aperte col Foscolo, trovò il
grafia, cioè per la descrizione di ciò che direttore del nuovo periodico in Giuseppe
un libro contiene, oltre le Storie lette- Acerbi, viaggiatore famoso, esperto e
rarie (v. Jjetteratura). gli studiosi pos- potente giornalista. Fondata la Biblio-
sono con profitto consultare per la : teca con larghezza di sussidii, il Belle-
Novellistica le opere del Borromeo {No- garde lasciò al suo successore, il conte
tizie de' novellieri italiani da lui pos- di Saurau, il compito di guidarne i primi
seduti, Bassano 1805), del Gamba (Delle passi e di formularne anche il pro-
novelle italiane in prosa, bibliogra- gramma. Il Saijrau studiò con l'Acerbi
fia, Firenze, 1835), del Papanti {Ca- i modi più opportuni perchè la Biblio-
BIO — 36 ~
teca potesse intorno a sé
raccogliere Biondi linigi: romano, n. nel 1776,
gli scrittori e pensatori pifi celebrati
i m. nel 1839, seguace della dottrina del
del tempo, e perchè sopratutto non man- imrismo, noto più che per le poesie e
casse mai nel periodico chi provvedesse, le prose originali, per una traduzione di
con efficaci argomentazioni, a distruggere Tibullo. V. Purismo e Volgarizzamenti,
il pregiudizio dell'inferiorità intellettuale
Cfr. per la traduzione dei Carmi di Tibullo,
dei tedeschi. Monti, il Brocchi, il
Il l'ediz. di Torino, 1837.
Labus, il Giordani furono dei primi col-
laboratori. Ma un articolo di Mme de Biondo Flavio: n. a Forlì nell 388,
Staèl sulla necessità di diffondere tra- m. nel 1463, segretario di più papi, for-
duzioni d'opere tedesche, l'intonazione tunato discopritore di antiche opere, tra
punto liberale di alcuni scritti, la con- le quali importantissima il Brutus di
dotta non sempre limpida dell'Acerbi, Cicerone. Nel 1423 partecipò alla rivolta
suscitarono sospetti e inimicizie contro contro gli Ordelaffi: esigliato da Forlì,
quel periodico lo Spettatore, ove scri-
: dovette riparare per alcun tempo a Ve-
vevano il Tommaseo, il Cantù, il Leo- nezia. Al principio del pontificato di
pardi, VAntologia del Vieusseux, lo com- Eugenio IV si stabilì a Roma: studiò
batterono aspramente; il Monti prima, con ardore e con acuto discernimento
il Giordani poi, abbandonarono la Bi- la storia, la topografia, i costumi, le
Nioteca, la quale diventò nemica d'ogni memorie dell'antica Roma.
novità e nel romanticismo letterario L'opera principale una Storia
di lui è
combattè con tenacia il liberalismo po- romano
d'Italia, dalla caduta dell'impero
litico. L'Acerbi, che dalle pagine del- sino ai suoi tempi (Historia ab inclina-
V Antologia il Niccolini accusava fiera- tione Bomanoi'um) che inizia, si può
mente d'aver venduto la coscienza e dire, nella storiografia l'erudizione e la
l'ingegno, nominato nel '25 console ge- A suo luogo diremo
critica delle fonti.
nerale ad Alessandria, fu sostituito dai quanto, per le sue Storie fiorentine, il
nuovi direttori, il Gironi, il Carlini, il Machiavelli derivasse da quest' opera di
Fumagalli. Il periodico visse poi d'una Flavio Biondo, talora compendiandola,
vita stentata e durò fino al 1840, Chi — talora traducendola senz'altro. Vedi Bi-
uè esamini la raccolta, vi troverà oltre nascimento. Umanesimo.
a quelli ricordati, i nomi di pensatori Cfr. oltre le opere generali cit. sull'uma-
insigni; vi troverà riassunte e discusse nesimo e sul rinascimento del Voigt, del
opere del Mai, del Gioia, del Rosmini, BuRCKARDT, del Gebhakt, del Geiger ecc.,

del Fea, del Cuvier, dell'Humboldt nei :


Masius, F. B. sein Leben und scine Werke,
Lipsia, 1879; Rossi, Il Quattrocento, cit.
proemi annuali dell'Acerbi, una ricchezza 107-11.
mirabile di notizie inoltre saggi note-
:

voli di scienze e di letteratura, e tra Bisticci (da) Vespasiano: n. a


questi l'esperimento di traduzione in Firenze nel 1421, m. nel 1498, spese la
ottava rima deW Iliade, fatto dal Monti. vita operosa nel commercio dei libri.
Cfr. Bibl. Jtal. ossiaGiornale di lettere, Gli studiosi più illustri del tempo ricor-
scienze, arti, compilato da una società di revano spesso a per averne consigli
lui,
letterati, Milano, Stella, 1816-40 (100 voli.): e notizie intorno alle opere e agli scrit-
Cantù, Monti e l'età che fu sua, Milano, 1879;
tori greci e latini; e numerose biblio-
Ltrzio, O. Acerbi e la Biblioteca Italiana
teche italiane e straniere sorsero con
in Nuova Antol, 1896, IV, V, VI, e in Bi-
vista stor. del risorg. ital., voi. I, fase. 7-8. l'aiuto e con l'opera sua. In relazione
con gli uomini più eminenti del suo
Biografia: per la biografia come tempo, con prelati, con principi, con re,
opera letteraria, vedi Storiografìa; per con Federico d'Urbino, con Leonardo
la biografia, come parte necessaria della Aretino, con Nicolò V, con Cosimo il
storia della letteratura, vedi le notizie vecchio ecc., pensò di scriverne le Vite;
date all'artic. Letteratura. e ci lasciò così, in una fórma schietta e
BOC 37

popolare, una raccolta preziosa di bio- persona, l'amabilità dell'indole, la pa-


grafie, nelle quali si riflettono la storia rola facile ed arguta, la coltura varia e
religiosa, politica, letteraria e i costumi molteplice lo rendevano frequentatore
del sec. xv. ricercato e gradito, e ove s'invaghì forte-
Cfr. per le Vite l'ediz. del Bartoli, Fi- mente d'una figlia illegittima di re Ro-
renze. 1863 e la prefaz.; Guastf, Notizie in- berto, Maria dei conti d'Aquino, sposa
torno a V. d. B. in G. St. d. Arch. Tose. a un giovine dignitario di corte. Maria,
II. 240, e sopratutto la prefaz. di A. Mai
che il Boccaccio, nell'introduzione al
alle Vite pubi, nello Spicilegiiirn romanum,
Roma, 1839-44, voi. I. Filocolo, narrava d'aver vista in S. Lo-
renzo, il sabato santo del 1338, diventò
Boccaccio Giovanni : in due pe- in breve l'inspiratrice desiderata, la musa
riodi distinti si può dividerne la vita: invocata dei suoi versi, dei suoi romanzi
ilprimo, dalla nascita alla composizione giovanili, la visione luminosa di quella
del Decameron; il secondo, dalla com- lieta età, che il giovane certaldese do-
posizione del Decameron alla morte. veva così amaramente rimpiangere nelle
I» (1313-1348) Giovanni Boccaccio angustie dolorose degli ultimi anni.
nacque a Parigi nel 1313 e fu chiamato Richiamato a Firenze dal padre nel
così dal nome del padre, un Boccaccio 1341, non tornò a Napoli che alcuni anni
di Chellino, mercante fiorentino oriundo più tardi, quando paurose vicende ave-
di Certaldo in Val d'Elsa, e da quello vano interamente mutate le condizioni
della madre Giannina, una nobil donna del regno. Dopo che nel 1348 una fie-
francese. Morta la madre, il fanciullo, rissima pestilenza aveva spopolato fio-
vivacissimo d'indole e d'ingegno, fu con- renti contrade d'Italia e d'Europa, il
dotto a Firenze, ove ebbe i primi in- Boccaccio attese a ordinare, collegandole
segnamenti di grammatica da maestro insieme nel Decameron, quelle cento no-
Giovanni da Strada. Volendo farne un velle, che dovevano assicurarne durevol-
mercante, il padre lo affidò a un amico, mente la fama.
perchè lo conducesse con sé, e nei viaggi n° (1348-1375). Come l'amore profondo
frequenti, nell'esercizio del commercio, per Maria d'Aquino aveva intensamente
lontano dall'indulgenza paterna, lo ad- occupata la giovinezza del poeta, così
destrasse alla difficile arte della merca- l'amicizia stretta col Petrarca dopo la
tura. Giunto sul finire del 1330 a Napoli, morte del padre, ne fu il conforto, la luce,
la città fervente allora di vita, ove nella l'orgoglio degli anni maturi; nel dolce
magnificenza della reggia trovavano pro- cantore di Laura trovava il Boccaccio
tezione e favore la poesia e le lettere, il un consigliere amorevole una guida
,

Boccaccio sentì piìi viva la repugnanza sicura e fedele per le ore più tristi della
alla mercatura e la manifestò recisa- vita nel poeta deìV Africa, il compagno
:

mente al padre: il quale, pur consen- di studi costantemente proseguiti, che


tendogli di abbandonarla, volle che egli ravvivava in lui il desiderio di pene-
frequentasse almeno il corso del diritto trare il pensiero, l'arte, la civiltà degli
canonico. Ma, poeta già a sei anni, della antichi. Il Boccaccio vide la prima volta
poesia innamorato, con l'imaginazione il Petrarca nel 1350, quando questi, in
accesa dal ricordo, così vivo e presente viaggio per le feste del giubileo papale,
a Napoli, di Vergilio, il Boccaccio la- si fermava a Firenze lo rivide 1' anno
:

sciava spesso i decretali per V Eneide, seguente a Padova o a Venezia, inviato


per la Tebaide, per le dotte conversa- a lui dal comune di Firenze, per pre-
doni di mitologia classica, tenute col bi- garlo ad assumere un insegnamento nello
bliotecario di re Roberto. Studio fiorentino. L'amicizia, diventata
L'amicizia d'un ricco mercante fioren- in breve tenace, ravvivata dalle lettere
tino, Nicola Acciainoli, gli offerse pili frequenti che 1 poeti lontani si scam-
facile il modo di entrare nella gioconda biavano, durò sino alla morte.
corte angioina: ove la bellezza della Il Boccaccio era cresciuto di fama e
BOC 38 — BOC

d'autorità: commissioni importanti, am- è, secondo lui, triplice : storico, naturale,


bascerie, cariche pubbliche, come quella morale). — De claris mulieribus (uua
dei camerlenghi del Comune e l' altra raccolta di biografie di donne, da Eva
neìV ufficio di condotta davano modo a alla regina Giovanna, il sole splendi-
un'esuberante operosità di esplicarsi, a dissimo d'Italia). — De casis virorum
un ingegno versatile di provare le sue illustrium (le ombre di uomini celebrati
più varie attitudini. Al Boccaccio è giusto dal mito e dalla storia, da Adamo al Pe-
titolo di gloria l'aver fatto rinascere gli trarca, narrano, per ammonimento di chi
studi del greco in Toscana: fu il Boc- legge, il rapido alternarsi delle tristi

caccio che accolse in casa sua Leonzio alle liete vicende della loro vita. — De
Pilato, un conoscitore esperto, per quei montibus, sylvis, lacubus, fluminibus,
tempi, del greco, e gli ottenne l'insegna- stagnis seu paludibus, de nominibus
mento nello Studio; fu il Boccaccio a maris (dizionario di geografia antica per
procurar primo un manoscritto completo illustrazione dei classici).
d'Omero documenti della civiltà
e altri Opere minori di poesia latina: Buco-
greca. —
Nel 1362 certo Gioachino Ciani licum Carmen (contiene sedici egloghe
recò al Boccaccio il consiglio di Pietro latine, di scarso valore artistico, ma im-
Petroni, un romito morto poco prima portanti per la biografia e la psicologia
nella Certosa di Siena, di mutar vita, del Boccaccio : d' argomento pastorale
di lasciare gli studi profani, di preoc- soltanto le prime due: nelle altre, sotto
cuparsi dellamorte non lontana un : ilvelo allegorico, sono esposti fatti e
consiglio e un ammonimento che rat- considerazioni diverse).
tristarono V animo del poeta, al quale Opere minori di prosa italiana ; Filo-
anche in questa occasione il Petrarca colo (così, cioè infaticabile nell'amore, è
sovvenne premuroso coi suoi consigli. In chiamato Florio, che non si dà pace
quell'anno stesso il Boccaccio si recò a sinché non trovi Biancofiore, la nobile
Napoli col fratello, chiamatovi dalle fal- fanciulla, cresciuta con lui e da alcuni
laci promesse dell'Acciaiuoli, diventato mercanti condotta lontano, per ordine del
gran siniscalco della regina il profitto
; re Felice, padre di Florio, che non vuol
e gli aiuti che il poeta, in penose concedergli di sposarla. Ma il giovine la
condizioni economiche, aveva sperato, ritrova ad Alessandria, e con lei torna
non vennero; abbandonò Napoli e passò presso il padre e la madre che, ricon-
qualche tempo a Venezia col Petrarca ciliatisi col figlio, lasciano poi ai due sposi
che, in un'ultima visita fattagli nel 1368 felici la signoria del regno; — scarsis-
a Firenze, trovò modo di soccorrerlo no- simo valore letterario é materia clas-
: la
bilmente. Nel 1373 ebbe dal comune di sica e cavalleresca fusa insieme e rive-
Firenze l'incarico di leggere e di com- stita di forme italiane). Ameto (un —
mentar pubblicamente la Commedia di idillio allegorico in prosa, intramezzata
Dante, ufficio che egli adempì sinché da diciannove canti in terza rima il cac- ;

glielo permisero l'età stanca e la salute ciatore Ameto s'invaghisce della ninfa
cagionevole. Morì a Certaldo nel 21 di- Lia, che trova presso un tempio dedi-
cembre 1375 e volle che sulla sua tomba cato a Venere, con altre sei compagne
fosse posta un'epigrafe conclusa dalle bellissime. Lia confessa il suo amore
parole: Patria Certaldum: studium futi per Ameto dopo una visione, scende
:

alma poèsis. Venere, cinta di una fulgida aureola e


Opere minori di prosa latina : Episto- conforta il cacciatore a non allontanarsi
lae ad amicos. — De genealogiis deorum dalle ninfe e a sperare, rinvigorito e ac-
gentilium (il libro, dedicato a Ugo IV re ceso come egli è da quelle sette fiamme.
di Cipro e di Gerusalemme, è un'enci- Ameto finisce per intendere chi sieno le
clopedia mitologica ordinati e raggrup-
: sette ninfe e Scioglie un cantico alla
pati i vari miti, il Boccaccio si studia Trinità; — sotto il velo allegorico si

di indagarne il significato allegorico, che nasconde un concetto morale, ed é chiaro


39

il fine didattico dell'idillio boccaccesco, (vedi Decameron), è una raccolta di cento


inspirato agli ultimi canti del Purgatorio: novelle, narrate in dieci giorni da una
le sette ninfe simboleggiano le sette gioconda brigata di sette donne e tre
virtù teologali e cardinali i-
: e tutto l' giovani , fuggiti sui colli di Fiesole , a
dillio mira a provare come l'uomo possa villa Palmieri, all'infuriare della pesti-
ignoranza e dai vincoli
sciogliersi dall' lenza.
del senso e innalzarsi all'amore puris- Opere minori di poesia italiana: oltre
simo di Dio). — Fiammetta (romanzo alle JRime (sonetti, canzoni, ballate, ecc.,
psicologico, il più popolare tra questi d' argomento per gran parte amoroso)
scrittiminori del Boccaccio. È la Fiam- ricordiamo: V Amorosa visione, (poema
metta stessa, Maria d'Aquino, che rac- allegorico in cinquanta canti d'ottava
conta i suoi amori per Panfilo, il Boc- rima, d'imitazione dantesca: mettendo in-
caccio, le sue speranze, le sue angosce sieme le iniziali dei primi versi di cia-
per la lontananza dell'amato, la sua di- scuna terzina si hanno tre sonetti cau-
sperazione alla voce corsa che egli avesse dati — due comuni e uno doppio i —
sposato un'altra donna; Fiammetta ri- quali contengono la dedica a Fiammetta:
corda altri amori infelici, desunti dalla nella visione che il Boccaccio descrive,
leggenda, dalla mitologia, e invia il suo una donna piacente, bella e gentile pro-
libro alle donne innamorate ;
— scene e pone al poeta di guidarlo alla conquista
costumi colti dal vero, rappresentazioni della vera felicità; giungono insieme a
efficaci, fine psicologia, ma soverchia aifa- un nobile luminoso castello: penetrati
ticante erudizione). — Corbaccio o Labi- in una sala, veggono raffigurata sulla pa-
rinto d^ Amore (questa satira in prosa rete la Sapienza con filosofi, scienziati,
e in forma di visione, scritta dal Boc- storici, con Vergilio, con Dante; alla
caccio per vendicarsi d'una vedova che Sapienza segue la Gloria con gli dei ,

s'era befi'ata di lui, è detta Gorbacdo, gli eroi, le grandi figure della storia,
probabilmente pel gran gracchiare e cica- Manfredi, Corradino: poi la Ricchezza,
lare che le amiche della vedova fecero con una lunga schiera di ecclesiastici
alle spalle dell'autore. Imagina il Boc- intenti a raccogliere danaro: il poeta
caccio che, perdutosi in un labirinto amo- scorge il padre suo che si affatica in-
roso a cagion di quella vedova, il defunto vano per raspar con l'unghie una par-
marito appaia in sogno, gli dipinga le
gli ticella d'oro nella quarta parete il poeta
;

furberie, gli intrighi, le scostumatezze di vede il trionfo d'Amore, ciò che gli offre
sua moglie e delle altre donne, e lo salvi occasione di narrare lungamente favole,
dall'In/ierno amoroso in cui stava per pre- episodi e aneddoti amorosi in una sala
;

cipitare satira troppo stizzosa e perso-


; vicina è figurata la Fortuna e intorno
nale, ma piena di verità,vivamente rappre- una che faticosamente cerca di ar-
folla,
sentate imitazione evidente della visione
: rampicarsi sulla sua ruota volubile. Fi-
dantesca). — Vita di Dante (una delle nalmente, non ostante il divieto della sua
due fonti più antiche e più sicure sulla guida, entra il poeta in un giardino, ove
vita del poeta; essa, pur tra elementi leg- tra altre donne danzanti scorge la leg-
gendari, dottrinali, retorici, confusi in- giadra Fiammetta e la vista di lei gli
sieme, ha notizie preziose e documenti ricorda i suoi amori felici. Pregata dal
della vita di Dante, che la critica più poeta, entra nel giardino anche da guida
severa ha riconosciuti esatti ne abbiamo ; gentile; e mentre egli si aggira con la
due redazioni: la seconda, un breve com- amata pel giardino, il sonno si rompe e
pendio della prima, non è probabilmente la visione finisce). —
Teseide (poema di
opera del Boccaccio).- Commento a XVII dodici canti in ottava rima , metro se
canti à^W Inferno (dei migliori tra quelli non scelto a quest'uso per la prima volta
del sec. xiv). —
La maggior opera del dal Boccaccio, consacrato certamente da
Boccaccio in prosa italiana, il Decame- lui, come il più proprio e il più oppor-
ron, di cui parliamo ampiamente altrove tuno all'epopea romanzesca e divenuto
BOC — 40 — BOC

poi l'armonioso e glorioso metro dell'A- nel culto operoso della civiltà antica,
riosto del Tasso del Camoens. Argo-
,
, negli scritti di erudizione, nell'intenso
mento Teseo:

onde il titolo del amore della poesia romana, nella cer-
poema -
a due giovani prigionieri suoi, cata rappresentazione della realtà e
Arcita e Palemone, che si contendono della vita,il Boccaccio precorre e pro-

l'amore di Emilia, una fanciulla bellis- muove il rinascimento più che ogni altro
sima, propone, per risolvere la contesa, de' suoi contemporanei. Schiettamente
un nuovo duello, nel quale ciascuno di moderno nei romanzi e nei poemi, divina
loro combatterà accompagnato da cento 1 novissimi indirizzi dell'arte; si studia

cavalieri. Quantunque vinto, Palemone, di imprimere nelle sue opere la propria

perchè protetto da Venere, che fa mo- personalità e la ripete in Galeone, in


rire Arcita, ottiene la mano di Emilia. Palemone, in Troilo: scrutatore pensoso
— L'argomento è in gran parte d' in- e curioso della società in quell'opera sua,
venzione del Boccaccio, che ha tramutato che è non pure italiana ma universale, e
l'epopea eroica in poema romanzesco, al che rappresenta la commedia umana ne'
quale nuoce la prolissità dell'azione, im- suoi molteplici aspetti: creatore forse in-
pedita da inutili episodi). Filostrato — conscio d'una prosa italiana più larga,
(poema di nove canti in ottava rima: più agile ne' suoi periodi, quale nuovi
Troilo, il filostrato,cioè il vinto da amore, ed alti destini la richiedevano: adottato-
è amato da Griseida, figlia di Calcante, re, come fu giustamente chiamato, se non
che, richiamata dal padre al campo greco, creatore d'un nuovo metro, l'ottava, egli
è costretta ad abbandonarlo; il giovane additò al poema romanzesco la fonte
troiano, saputo che Griseida ama Dio- delle sue armonie e il mezzo della sua
mede, si getta disperato in mezzo alle popolarità.
schiere nemiche, per uccidere il rivale, Per la cronologia più probabile delle
ma, colpito dalla fatai lancia di Achille, vi opere del Boccaccio ricordiamo che ap- :

trova invece la morte. — La materia è partengono al primo periodo della sua


dedotta da un romanzo cavalleresco di vita le Bime, il Filocolo, VAmeto, l'Amo-
Benoit de Sainte-More, un episodio del rosa visione, la Teseide, il Filostrato, il
quale è divenuto principal argomento Ninfale, la Fiammetta; al secondo il
del poema boccaccesco, in più parti no- Corhaccio, la Vita di Dante, il Deca-
tevole per la felice rappresentazione dei meron, le Opere latine di erudizione e
il Commento di Dante; a tutti e due i
caratteri e la franca disinvoltura della
forma). —
Il Ninfale fiesolano (poema periodi le Epistole e molte Egloghe.
pastorale in sette canti d'ottava rima, Cfr. pel valore e la bibliogr. delle opere
che narra l'amore infelice del pastore \&im&: X.^o'R.Tis, Studi sulle opp.lat. delB.,
Affrico per la ninfa Mensola che, pen- Trieste, 1879 e A. Mussafia, Il libro della XV
Genealogia deorum in Antologia del Mo-
tita di non aver serbato il voto di ca- RANDi; per le opere minori italiane cfr. Bacchi
stità fatto a Diana, abbandona il pastore ; DELLA Lega, Serie delle ediz. delle opere
ijuesto si uccide sulle rive d'un torrente di G. B., Bologna, 1875; l'ediz. completa del
il nome e che scorre presso
Moutier, Firenze 1827-34: gli scritti del Gre-
che ne porta
sciNi, del Martini, del Renier, dello Zumbini,
^Fiesole. Muore anche la ninfa, tramu- dello ZiNQARELLi, sull'^me^o , sulla Fiam-
tata da Venere in un fiume che con- metta, sul Filocolo, sul Ninfale fiesolano:
giunge le sue con le acque di Affrico. le edizioni del MacrI-Leone (Sansoni, 188:^)
e del Milanesi (Le Mounier, 1863) per la Vita
Atlante, venuto a diffondere la civiltà in
e pel Commento di Dante ; pel Decameron,
Toscana, costringe le ninfe alle nozze vedi questa parola; per la vita, pel carattere
con gli abitatori del paese, ove sorgerà del B. ci limitiamo a ricordare gli scritti del
un giorno Firenze. Invenzione tutta del Landau (trad. Antona-Traversi, Napoli, 1881)
Boccaccio, ravvivata di episodi di soavità del KoERTiNG, del Bartoli (in Vita italiana
nel 300, Milano, Treves, 1892), del Crescini,
vergiliana e rivestita di forme più
e specialmente il discorso di G. Carducci
,

che negli altri poemi, agili ed eleganti. in Discorsi Letterari, ecc., Bologna, Zani-
— Ingegno originale e dei più versatili, chelli, 1889 {Opere, I).

I
BOC — 41 - BOI

Boccalini Traiano: n. a Loreto così giudicati e condannati i petrarchisti


nel 1556; studiò il diritto e le lettere servili e inutili, i poeti perditempo, gli

a Bologna, a Padova, a Roma, dove l'in- accademici litigiosi, i parolai, i pe-


gegno svegliato e versatile, l'indole ama- danti, ecc. Mentre nei Ragguagli la
bile gli conciliarono l'amicizia e la pro- satira è più spesso letteraria e morale,
tezione della corte pontificia: godè la la Pietra del paragone può essere con-
fiducia di Clemente Vili ed ebbe il go- siderata come una satira politica del
verno di varie terre come Argenta, Be- seicento, piena di amaro sarcasmo contro
nevento, Matelica, Sassoferrato, e molti il dominio spagnuolo.
uffici e missioni importanti. Perduto, Molto derivando dalle opere di Cesare
principalmente per la sua amicizia col Caporali, precorrendo i saggisti inglesi,
Sarpi, il favore della curia romana, in con moderno vivace fresco umorismo,
sospetto al S. Ufiizio, in odio al governo con originalità di invenzioni e di con-
spagnuolo, che indarno aveva teùtato di cetti, se non con forma sempre calda e
fargli accettare onorevoli uffici, si rifugiò corretta, il Boccalini deve essere con-
a Venezia, ove lo raggiunsero le insidie siderato tra gli scrittori italiani più sin-
e le persecuzioni. Morì, pare di veleno, golari e tra gli ingegni più liberi e più
a Venezia nel 1613. indipendenti da pregiudizi e da acca-
Abbiamo di lui: i Commentari agli demie, tra i più ostinati e coraggiosi
Annali e alla Vita di Agricola di Ta- persecutori di straniere dominazioni e
cito e le Lettere storiche e politiche: di governi immorali.
due scritti, raccolti poi sotto il titolo
Cfr, per Bagguagli
i le ediz. di Veneziji,
comune Bilancia politica, nella quale
di 1669 e 1675; per la Pietra l'ed. Sonzogno,
esamina e giudica con inesorabile se- 1863; per la Bilancia l'edizione di Castellana,
verità i governi del tempo, la condotta 1678. Inoltre G-aleotti, Tr- Bocc. e il suo
:

tempo in Arch. Star. Ital., 1855; FiORENirNO,


dei principi italiani e specialmente quella
in Biv. Europea, 1887; Mestica, Tr. B. e la
della corto pontificia. Ma l'opera più in- lett. crit.e pol.nel se/cen?o,Firenze, Barbera,
signe del Boccalini è quella che s'inti- 1878 (vedine an saggio in Antol. del Morandi).
tola Bagguagli di Parnaso con l'ag-
giunta della Pietra del paragone (che Boiardo Matteo Maria; conte
non è altro che una seconda parte di di Scandiano, dal nome del castello
quelli). posto non lungi da Reggio, ove nacque
Si finge Boccalini redattore della
il nel 1434. Passò la giovinezza in mezzo
gazzetta ufficiale (Bagguagli) d'un im- agli studi severi ed esercitò lungamente
pero ideale posto sul Parnaso, governato l'ingegno nelle versioni
e nell'attenta
da Apollo, suddiviso in repubbliche e in lettura dei classici antichi. Godè il fa-
principati, nei quali, a riferire intorno vore di Ercole e di Borso d'Este, che
a diverse quistioni politiche e letterarie, lo colmarono d'onori e gli affidarono
sono deputati varii uomini di sperimen- gravi e delicati incarichi. Dopo le sue
tata coltura e di conosciuta abilità. Ad nozze con Taddea Gonzaga, seguite nel
Apollo mettono capo tutte le gare, le 1472, fu governatore di Modena e di
querimonie, le liti, le cupidigie d'una so- Reggio, ove morì nel 1494.
cietà ideale, che rispecchia interamente Tra le opere minori di latino le ver- :

quella reale e umana. Apollo, che ri- sioni da Erodoto, da Luciano, da Seno-
produce il carattere d'un principe ca- fonte, da Apuleio, da Cornelio; le Egloghe,
parbio e ostinato, esamina e giudica. ov'è palese l'imitazione di Vergilio nelle
Così, ad esempio, Pico della Mirandola ha lodi a Borso, a Ercole estense e nelle
l'incarico di conciliare il sistema filoso- allusioni a vicende contemporanee; gli
fico di Aristotele con quello di Platone ;
Epigrammi, nei quali è ricordata la tra-
così Apollo condanna i letterati volgari gica fine di Nicolò d'Este.
e indegni, a essere cuciti vivi in un sacco Tra le minori opere italiane un can- :

e gettati nella fonte di Aganippe : sono noniere di poesie varie — Amoì-um liber
BOL - 42 - BON

— per gran parte d'argomentò amoroso, il compì ih Francia gli studi, cominciati a
quale, se tradisce lo studio intenso del Ferrara: gradito agli Estensi, che gli affi-
Petrarca, attesta insieme una originalità darono carichi importanti, ebbe il grado
di concetti, una maniera tutta personale di maggiordomo di corte.
e vivace di cogliere e di rappresentare Tra altre opere di minor valore scrisse :

il vero, una fervida imaginazione, che si un dramma pastorale, in cinque atti di


espande in forme varie, squisite, colo- endecasillabi sciolti, la Filli di Sciro,
rate Capitoli ed Egloghe in 3* rima la
; ; pubblicato nel 1607 e recitato in quello
Istoria Imperiale, rifacimento del testo stesso anno dagli accademici Intrepidi,
latino d'uno scrittore trecentista; le Let- in un teatro di Ferrara. Questa favola,
tere; e infine Timone (una commedia in celebrata con alte lodi nel secolo xvii,
cinque atti e in 3* rima, fredda, monotona rapidamente diffusa da più edizioni, tra-
imitazione di un dialogo di Luciano ; in dotta in francese e in inglese, rappre-
essa sono rappresentate le vicende di senta gli amori di Tirsi e di Filli, che
Timone che, caduto in povertà, trova, cresciuti insieme nella fanciullezza e
zappando la terra, un tesoro e ridiventa datisimutua promessa di sposi, vi-
ricco per volontà degli Dei. Divulgata vono poi a lungo separati da dolorose
dalla Fama la notizia. Timone finisce vicende si ritrovano infine a Sciro, si
;

per perdere non solo il tesoro, ma an- riconoscono e compiono i loro voti. No-
cora due urne piene d'oro, rinvenute tevole l'episodio della ninfa Clelia, che,
dopo quello. La commedia è piena di amata intensamente da due pastori, non
personificazioni e di figure allegoriche sapendo quale preferire, si dà la morte :

quali la Povertà, V Ausilio, la Micchezza, episodio che suscitò a quel tempo vivaci
la Fatica, la Tolleranza, la Prudenza. accuse e più vivaci difese. V. Dramma
L'opera maggiore del Boiardo è VOr- pastoì'ale.
lando Innamorato, in sessantanove canti Cfr. per la Filli l'ediz. di Roma, Giignani
d'8^ rima, il primo e più vero e più origi- 1640 {con la difesa del doppio amore, ecc.)
e l'ed. Sonzogno (Biblioteca econom. n. 13:
nale poema romanzesco italiano, nel quale,
I drammi de' boschi, ecc.). Oltre alle ampie
narrando gli amori di Orlando per Ange- notizie del Tiraboschi (St. leti. ital. ed. 1829,
lica, quelli di Ruggero per Bradamante, t. XXIX,pag. 205) cfr. Campori, Gomment.
la guerra di Carlo Magno contro Gradasso alla vita e opp. di O. B. in Atti deput.

e Agramante, il Boiardo seppe amabil-


moden. parm. voi. Vili, a. 1875; Mala-
e
GOLi, Studi, amori, ecc. di O. B., in Oiorn.
mente, genialmente fondere insieme la stor. leti, ital., XVII, 180.
materia di due cicli, il carolingio e il
bretone, e conciliare insieme, con arte Bondi Clemente: di Mozzano par-
nuova, l'eroismo e l'avventura (V. Or- mense (1742-1821), traduttore e autore
lando Innamorato). di poemetti, tra i quali il migliore è

Cfr. Sonetti e canzoni di M. M. B., pubbl. quello intitolato Le Conversazioni, d'imi-


da P. Giorgi, Roma, 1888; pel Timone vedi tazione pariniana.
il Teatro ital. a cura del Torraca (ed. San- Cfr. Poesie di G. B. Vienna, 1808, 3 voli.
soni); Barotti, Mem. istor. ferrar., Fer-
rara, 1811 Ferrari, Studi su M. M. È., Bo-
; Bonfadio Jacopo: di Gazzano sul
logna, 1894.
Garda (1501-1559), dettò in latino gli

Bolognetti Francesco: bolognese Annali genovesi dal 1528 al 1550.


poema storico
(1508-1574), autore d'un
Bonichi Bindo: senese (1260-1338),
romanzesco, il Costante, che narra la co-
rimatore del gruppo allegorico-dottri-
stante fedeltà di Telo Albino per l'im-
nale. Abbiamo di lui Bime (sonetti e
peratore Valeriane.
canzoni) di scarso valore.
Cfr. per il Ooatante, l'ediz. di Venezia, 1541.
Cfr. Rime di B. B. edite ed ined.. pui*l.
da Ferrari-Bilancioni, Bologna, 1867; Sa-
Bouarelli Gaidnbaldo : della nasi, B. B. e le sue rime in Oiorn. ator,
Rovere, urbinate, n. nel 1563, m. nel 1608, leti. it. XVIII, 1.
BON 43 HOT

'
Boiivesin da Riva; poeta dialet- Carlo e di Federico Borromeo, maestro
tale fiorito nel secolo xiii, autore di a vari prìncipi di casa Savoia; eseguì
dispute, contrasti e di un trattatello in delicate missioni diplomatiche, affidategli
versi sulle cortesie della mensa (De da Carlo Emanuele I. Ridottosi nel 1608
quinquaginta eurialitatibus ad mensam). a vita privata, morì nel 1617 a Torino.
V. Letteratura italiana. Oltre a minori opere di prosa e poesia,
Cfr. per l'ediz. delle poesie di B. d. R., la come Poemetti didascalici e Rime spi-
pubblicaz. del Bekker in Bendic. Accad. rituali, Discorsi, Vite di principi, oltre
berlinese delle scienze, Berlino, 1850-51. alle Relazioni universali (un'ampia rac-
colta di notizie politiche e storiche),
Borghini Raffaello: a Firenze, n.
un libro sulle Cause della grandezza e
fiorito nel sec. xvi: ignoriamo la data
magnificenza delle città, col quale pre-
della nascita e della morte di lui. Óltre
corre molte dottrine economiche mo-
alle Rime e a due Commedie, scrisse il
derne, scrisse quella che è l'opera sua
Riposo, un trattato a dialogo che si fìnge
più celebrata e conosciuta: la Ragione
avvenuto in una villa di quel nome, tra
di Stato.
Bernardo Vecchietti, Ridolfo Sirigatti,
Baccio Valori ed altri. Il dialogo, dedi- È un trattato d'arte politica, scritto

cato a D. Giovanni de' Medici è diviso in


a Roma stampato nel 1589 a Venezia,
e
col quale il Boterò si propose di con-
quattro libri e tratta dei precetti e della
futare la dottrina del Machiavelli, che
storia della pittura raffronta questa con
;

distingueva la ragion di Stato dalla mo-


la scultura, ragiona della filosofia del-
rale privata, e di esporre un complesso
l'arte, del modo di fare i colori e rac-
coglie le notizie degli artisti principali,
di principi politici,inspiratiaidee d'uma-
nità e di giustizia, alla dottrina del cri-
dai più antichi ai contemporanei.
È
opera utile a consultarsi non tanto stianesimo. Il Boterò consente col Ma-
chiavelli in molte cose: ad esémpio, sulla
come storia dell'arte, per gran parte
manchevole e incompiuta, quanto come necessità della religione come cardine
dello stato, sui doveri del principe verso
documento letterario e come ricca fonte
i sudditi, ma, combattendo le opinioni del
di terminologia artistica.
segretario fiorentino, sentenzia cheuno
Cfr. Il Riposo di R. B. nell'ediz. Biscioni,
Firenze, 1730. stato può sempre governarsi con le re-
gole della morale comune, e al principe
Borghìai Vincenzo: storico fio-
proposto ad esempio dal Machiavelli,
rentino, della seconda metà del sec. xvi;
contrappone la figura di Alessandro
nei Discorsi illustrò l'origine, le anti- Farnese, duca di Parma. — L'opera si
chità di Firenze e della Toscana. allarga in molteplici considerazioni di
Cfr. Discorsi di V. B., Milano 1804, voli. 4. carattere sociale ed economico. Vuole
il Boterò le milizie, nor per la conquista
Rosone de' Raffaelli da Gub-
ma per la difesa dello stato, e usate,
bio: podestà e capitano del
popolo,
in pace, a grandi e utili opere vuole le :

vicario in Italia di Ludovico


Bavaro, il
flotte marittime per proteggere i com-
visse nella prima metà del sec. xiv: a
merci e difendere i porti. Vuole i prin-
lui è attribuito V Avventuroso Ciciliano
cipi, rappresentanti di Dio sulla terra,
(v. q. nome), e a lui, secondo qualche
sempre solleciti e amorevoli coi sudditi,
critico, sarebbe indirizzata la canzone
e i sudditi obbedienti e devoti: proclama
Spirto gentil del Petrarca (vedi Canzo-
la necessità di rendere meno gravose le
niere di F. P.).
imposte, conservare sempre alto e
di
Cfr. Mazzatinti, B. d. O. e le sue opere
rispettato concetto della giustizia
il :
in Giorn. di fllol. romanza, l, 277.
vuole uno stato nel quale i cittadini
Boterò Giovanni: n. nel 1540 a sieno modesti, parchi nello spendere, ab-
Benna in Piemonte, frequentò a Torino borrenti dal lusso, uno stato, nel quale
il collegio dei gesuiti; fu segretario di sia promosso, ravvivato il lavoro, inco-
BOT — 44 — BRA

raggiata ragricoltura, distribuite equa- Conservatore tenace in letteratura,


mente ai cittadini le terre: vuole infine combattè le dottrine e l'opera dei no-
una chiesa disinteressata, tutta intenta vatori e sostenne la necessità di seguire
al bene comune, tutta ispirata alle virtù le tradizioni classiche italiane è suo il
:

e ai principii evangelici. grido d'allarme contro i romantici, che


Chi legge quest'opera, che qualcuno egli proclamava traditori della patria.
definì il codice dei conservatori, troverà Oltre a varii opuscoli (notevole quello
come Boterò miri con troppa insistenza
il pubblicato nel 1797, col quale proponeva
e con troppa passione a rendere cri -
una nuova forma di governo con un tri-
stiana e cattolica la politica, e voglia bunato e un senato elettivi), a saggi di
quasi, come fu a ragione notato, sosti- letteratura e d'arte, a lettere, a tradu-
tuire a quello esposto nelle opere del zioni, a un poema in XII e, Camillo,
segretario fiorentino, un altro machia- scrisse: Stoìia della gueira dHndi-
la
vellismo: machiavellismo cattolico.
il pendenza degli Stati Uniti: la Storia
Il libro del Boterò è troppo arido, d'Italia dall'89 al 1814, divenuta in
scritto senza calore, senza abbellimenti breve e meritamente popolare: la Storia
di forma e la lettura ne riesce perciò fa- d'Italia, continuazione di quella del
ticosa. Guicciardini, cioè dal 1534 all'89.
Cfr. La Ragion
di Stato e lo Cause della Cfr. Storia dell'indip. Stati Uniti, Milano,
grandezza, Biblioteca enciclope-
ecc., nella Bettoni, 1824-25, voli. 6; Storia d'Italia,
dica italiana, voi. VI, Milano, 1830, e inoltre; (1534-1789), Lugano, 1832, voli. 16; DiONi-
P. Orsi: Saggio biografico e bibliogr. su SiOTTi, Vita di 0. B., Torino, Bocca, 1867;
G. B., Mondovl, 1884; Gioda, G. B., v. e opp., Tommaseo, Diz. Estetico; Boncompagni,
Milano, Hoepli, 1895, 3 voli. Nota storica sti G. B. in Atti dell' Acc. d.
Botta Carlo: n. a S. Giorgio Ca- Scienze, Torino, 1867.
navese nel 1766, prese a vent'anni la
laurea di medicina in Torino. Accusato
Bracciolini Francesco : poeta
di eccitare il movimento patriottico e
pistoiese, fiorito nella prima metà del
liberale e di secondare con troppo ar- sec. XVII, famigliare di papa Urbano Vili,
dore le idee diffuse nel Piemonte dalla autore di poemi di vario carattere, mo-
rivoluzione di Francia, fu condannato notoni tutti e faticosi alla lettura: su-
nel 1792 a due anni di carcere e all'e- periore agli altri, ma di scarsa efficacia
siglio. Passò in Svizzera, in Francia;
anche questo, è lo Scherno degli Dei, un
medico nell'armata delle Alpi, in quella poema eroi-comico in venti canti d'ot-
d'Italia, nella spedizione contro le isole tava rima, nel quale è derisa la mito-
Jonie fu spettatore di molti avveni-
,
logia pagana, con volgarità di forme e di

menti narrati nella sua storia. Nominato argomenti.


nel 1799 membro del governo provvi- Cfr. per l'ed. dello Scherno la Race, di

sorio del Piemonte, fu nel 1803, aggre- pocìui eroicomici, Firenze, 1842, voi. II; Ce-
GANi, F. B. e il suo poema in Ateneo Ve-
gato questo alla Francia, eletto, pel di-
neto, a. 1883.
partimento della Dora, membro del corpo
legislativo: ma per la franchezza e l'indi- Bracciolini-Poggio Gian Fran-
pendenza delle sue opinioni. Napoleone cesco: celebre umanista, detto più
non volle confermarlo nel posto di que- spesso Poggio, n. nel 1380 a Terra-
il

store, al quale per due volte l'aveva nuova d'Arezzo, ra. nel 1459 a Firenze. I

designato la fiducia de' suoi colleghi. Fu Alunno del Crisolora e di Giovanni da


nominato, durante i cento giorni, rettore Ravenna, segretario apostolico di più
del collegio di Nancy, poi chiamato a papi, accompagnò al concilio di Costanza
quello di Rouen. Toltogli quest' ultimo Giovanni XXIII: presente al supplizio
ancora gran tempo
ufficio nel 1822, visse di Girolamo da Praga, lo descrisse in una
in Francia, e mori a Parigi nel 1837. celebre epistola con parola, che parve
Carlo Alberto gli aveva conferita Una troppo franca e indipendente onde per-
:

pensione e l'ordine civile di Savoia. dette per alcun tempo il favore della
BRE — 45 BRU

curia romana. Riebbe più tardi la ca- narrando liei Miei tempi le vicende della

rica di segretario apostolico, che in fine propria vita e quelle politiche del suo
lasciò per quella di cancelliere della re- paese nella Storia del Parlamento e del
pubblica e di priore delle arti in Fi- Piemonte o scrivendo nel dialetto nativo
renze. —A lui, instancabile e fortunato canti diventati rapidamente popolari fu :

ricercatore di antichi manoscritti, dob- sempre fervido apostolo di libertà, senti-


biamo la scoperta di varie opere origi- nella avanzata della insurrezione italiana.
nali e di commenti di scrittori latini: ci Nel '66, l'anno stesso della sua morte,
basterà ricordare alcuni trattati e ora- ebbe l'incarico di comporre un inno di
zioni di Cicerone, e le opere di Quin- guerra per l'esercito italiano: e forse la
tiliano. commozione di udir ripetuto da mille voci
Oltre a dialoghi di vario argomento, e quell'inno fatidico Delle spade al fiero
alla sconcia raccolta di aneddoti intito- lampo che doveva accogliere le ultime
lata Liber facetiarum, a JEpistolae ecc., parole, l'ultimo palpito d'un cuore no-
abbiamo di lui una Storia di Firenze, bile e generoso, non fu estranea alla
scritta in latino,in continuazione di quella malattia fulminea che lo trasse alla
del Bruni e narrante gli avvenimenti tomba. Col Porta, col Meli, col Belli, il
seguiti dal 1358 al 1455. Broflferio è tra i più celebrati poeti dia-
delle Opere del Poggio, fatta
Cfr. l'ediz. lettali dell'Italia.
a Strasburgo nel 1510; Rossi, Il Quattro-
Cfr. per le Canzoni piemontesi, per i Miei
cento, cit. p. 19-23.
tempi, per la Storia del Piemonte, \e varie
ediz. di Torino; per la Storia del Parlamento
Bresciani Autonio: romanziere quella di Milano pel Messaggere torinese
;

trentino, della prima metà del sec. xix, l'ediz. di Alessandria; inoltre cfr. Dall' On-

collaboratore del periodico La Civiltà GARO, A. B., in N. Antologia, 1866.


cattolica. — L'opera di lui pili nota è
L'Ebreo di Verona, un romanzo politico
Brunetto liatini : v. Latini.
che narra d'un ebreo Aser, ucciso dai
correligionari perchè convertito al cat-
Bruni Leonardo: n. nel 1369 ad
Arezzo e detto perciò l'Aretino. Abban-
tolicismo. Osservabili anche i suoi Dia-
donò a Firenze gli studi del diritto per
loghi dei costumi di Sardegna.
seguire quelli del greco e fu condisce-
Cfr. La
Giviltà cattolica, 1850 e lo scritto
del De Sanctis in Saggi critici (L'Ebreo polo di Poggio Bracciolini e di P. Paolo
di Verona), Napoli, Morano 1875. Vergerlo. Scrittore, presso molti papi,
Broflerio Angelo: u. nel 1802 a delle lettere apostoliche, cancelliere della
Castelnuovo d'Alessandria, morì nella repubblica di Firenze nel 1410 e poi nel
sua villa di Locamo nel 1866. Studiò 1427, tenne quest'officio sino alla morte,
ad Asti, a Torino, ove ebbe la laurea seguita nel 1444,
jn leggi oratore acuto, criminalista elo-
: Lasciò varie traduzioni latine da Pla-
quente, esercitò l'avvocatura con grande tone, da Aristotele, da Plutarco, da De-
fortuna. Condannato nel 1830 con altri mostene. In latino: scrisse alcune Epi-
liberali sotto l'accusa di cospirazione, fu stole e tra (lueste è celebre quella indi-
liberato dal carcer'e, appena assunto al rizzata a Flavio Biondo sulla distinzione
trono re Carlo Alberto. Eletto deputato tra il latino nobile e il plebeo dal quale
nel '48, lottatore ardente e infaticabile, la lingua italiana sarebbe derivata: una
capo dell'opposizione democratica, av- Storia di Firenze dalle origini sino al
versario del conte di Cavour, che com- 1401, con intonazione e con stile troppo
battè con satira festevole anche nel classico e solenne. In volgare: la Vita
Tartufo politico : bibliotecario di Vit- di Dante e quella del Petrarca, ricche
torio Emanuele, dalle scene che popolò di utili notizie biografiche.
di drammi, di tragedie, di commedie, Notevole nel Bruni l'indirizzo nuovo
dai giornali che, come ilMessaggere dato alla storia, il nuovo elemento ar-
toì'inese, fondò e scrisse assiduamente o : tistico che, trascurato sino allora, egli si
BRU 46 — BUO

studiò di introdurvi, seguendo le tracce licismo, il Bruno proclama la necessità

di Livio. che la scienza e la verità trionfino e si


Cfr. oltre le opere oit. sul rinascimento, difi'ondano, che tutto parli di esse e che
MoNZANi, L. B. A. in Arch. stor ital. a. 1857; le stesse costellazioni celesti, coi loro
per la Vita di Dante l'ediz. Sansoni, 1886, nomi mutati, ne ricordino e he celebrino
premessa alla Commedia; per quella del
le glorie. La commedia,/^ Candelaio,
Petrarca l'ediz. di Firenze del 1672; Rossi, Il
Quattrocento, cit., passim. composta di tre azioni che si ranno-
dano attorno a tre personaggi, Boni-
Brnuo Giordano: n. a Nola nel facio, il candelaio. Manfurio, Bartolomeo,
1548, passò la fanciullezza nelle angu- rappresenta la vita e i costumi napole-
stie e nella povertà: studiò a Napoli con tani furfanti, ladri, alchimisti riempiono
:

ardore la filosofia: spintoda imperiose delle loro frodi e dei loro inganni la
necessità, entrò giovinetto in un convento scena.
di domenicani e a ventiquattro anni fu Cfr. Opp. ital. di G. B., Gottinga, 1888;
ordinato prete. Ma l'indole irrequieta, Il Candelaio, con prefazione del Sicardi,
indipendenza dei giudizi la franca Milano, 1888; Berti, G.B.daJSTola, G.B. Pa-
l' ,

ravia e C, Torino, 1868; id. id., 2« ediz. con


parola, i dubbi non timidi intorno alle
documenti e ritratto, 1889; Qrxf, Studi dram-
dottrine più rispettate della chiesa e i m,atici, Torino, Loescher, 1878.
sospetti che essi gli suscitavano intorno,
lo costrinsero a mutar spesso dimora, a Brusantini Vincenzo: ferrarese,
passare dapprima da un convento al- vissuto nel secolo xvi, rifece in 8" rima
l'altro, ad abbandonare poi la vita clau- il Decameron e continuò il Furioso, sino
strale, e infine a cercar fuori d'Italia alla morte di Ruggero, nel poema An-
un campo più libero alle speculazioni gelica innamorata, di nessun valore ar-
del suo pensiero, all'ardente bisogno di tistico.
insegnare e di diifondere principi e
Cfr. l'Angelica nei Poemi raccolti dal Fkr-
dottrine lungamente meditate. Roma, A RARIO, Milano, 1859, IV.
a Torino, a Padova, a Venezia, a To-
losa, a Parigi, a Londra, a Oxford, a Bnfalini IVIaarizio : cesenate
Magonza, a Praga o in dispute animate, (1787-1875), autore dei Bicordi, un'opera
nelle lezioni della cattedra, in tutti i autobiografica. V. Storiografia.
modi e da per tutto il Bruno lascia l'im-
pronta della sua personalità, l'eco della Buouaccorso da IVIontemagno :
sua animata eloquenza, da per tutto nato probabilmente ad Arezzo nella se-
cerca di abbattere e di combattere: ad conda metà del secolo xiv, morì nel 1429.
Aristotele oppone Raimondo Lullo a : Giureconsulto di grido lettore nello
,

Tolomeo, Copernico: alla religione cri- Studio, ambasciatore della repubblica di


stiana, la religione della natura. Firenze lasciò un breve Canzoniere
,

Tradito a Venezia dal suo ospite Gio- amoroso , d' imitazione e d'intonazione
vanni Mocenigo, che sperava dalla scienza petrarchesca, ma non privo di una certa
del Bruno ciò che essa non poteva dargli, freschezza di sentimenti e di forme.
accusato di eresia e denunciato al S. Uf- Cfr. Flamini, La lìrica toscana del Binane.
ficio, fu arso in Roma nel 1600. Di- anter. ai tempi di L. il Magnifico. Pisa, 1891.
scepolo degli alessandrini , il Bruno è
il precursore dello Spinoza e del pan- Buonafede Appiano: di Comac-
teismo moderno. chio (1716-1793), frate celestino e pro-
Scrisse opere varie in latino e in ita- fessore di teologìa a Napoli. Col nome
liano: poemi, dialoghi filosofici e una proprio e con lo pseudonimo di Agato-
''
commedia. Tra i dialoghi in italiano il pisto Cromaziano, pubblicò scritti di mo-
più noto è lo Spaccio (cacciata, espul- rale e di filosofia, tra i quali Della storia
sione) della bestia trionfante, nel qtiale, e indole d'ogni filosofia. Scrittore am-
deridendo i misteri e i dogmi del catto- polloso e prolisso, alle frustate del Ba-
BUO 47 —
retti rispose con un amaro e violento timenti religiosi, Michelangelo è una
libello: Il Bue pedagogo. delle figure più luminose nella storia
della cultura e dell'arte italiana.
CtV. Masi, Parrucche e sanculotti, Milano,
Treves, 1886 (Frusta letteraria e Bue peda- Cfr. Bime di M. B. edite da C. Guasti,
gogo). Firenze, Le Monnier, 1863; Vasari, Vita di
M. B; nell'ediz. Milanesi, voi. VII Schefker, ;

Biiouaginuta Urbiciaui: degli M. Eine renaissance studie, Altenbury,


B.,
1892; WoiXTE, Zu M. B.'a Gedichten in Bo-
Overardi, rimatore lucchese, fiorito nella manièchen studien, I, 1-60.
seconda metà del secolo xiii. Appartiene
alla scuola siciliana (v. questo nome). Buonarroti Michelangelo : il

Come poeta è, nel De vulgari eloquentia,


giovine, pronipote del grande scultore,
severamente giudicato da Dante, che lo
n. nel 1568 a Firenze, ove morì nel 1646.
pone tra i golosi del Purgatorio. È Buo- Appartenne all' accademia della Crusca
nagiuntache accenna a Dante il nome di e cooperò alla compilazione del Voca-
Gentucca la donna forse amata dal poeta bolario. In casa sua, aperta agli ingegni
e che provoca da lui la nota definizione più nobili della città, raccolse con cura
di quella scuola, che della lirica amorosa pietosa quanto di più notevole, e di ma-
fece una propria e vera opera d'arte. noscritti e d' opere d'arte potè rac- ,

V. Stile nuovo e il e. XXIV del Purg.» cogliere del suo grande congiunto. Oltre
Llr. labibliogr. alhi voce Scuola siciliana. a minori scritti di prosa varia, a com-
ponimenti e a favole drammatiche, a dia-
Buonarroti Michelangelo : il loghi e cicalate piacevoli, lasciò due
più robusto tra i pittori e gli scultori commedie rusticali, la Tancia e la Fiera,
italiani nacque nel Casentino nel 1475, composte più per mostrare la dovizia
di nobile famiglia e studiò Ghir- presso il della lingua toscana che non per inclina-
landaio la pittura. Fu, sino alla morte, zione comica. —
Nella Tancia sono, nel-
amico del Magnifico ebbe carichi ono-:
l'eloquio del contado, rappresentati gli
revoli dal comune fiorentino che lo creò amori di Tancia con Cecco, di Ciapino
governato-re generale delle fortificazioni. con Cosa; nella Fiera, inferiore per l'in-
Visse poi a Roma, dove nel 1505 lo treccio e l'interesse alla precedente, sono,
aveva chiamato Giulio II e dove am- in cinque giornate di cinque atti ciascu-
mirò e amò Vittoria Colonna che, vedova, na, rappresentati i vari casi che possono
dimorava nel chiostro di S. Silvestro. — seguire in una fiera. Vi trovate dinanzi
Cittadino romano, architetto di S. Pietro, mercanti, bottegai, albergatori, scolari,
morì a Roma nel 1564: la sua salma fu soldati, sensali, il podestà, la podestessa,
deposta in Santa Croce. poi una serie di fredde figure allego-
Scrisse Lettere e Bime (sonetti, ma- riche, come VArte, la Mercatura, il

drigali, stanze, epitafi), d'argomento amo- Commercio, il Cambio, le Leggi, ecc.


roso e religioso, molte delle quali indiriz- Questi due componimenti drammatici
zate a Vittoria Colonna. Queste liriche sono scritti in vario metro: ma nella
che palesano lo studio di Dante, del l'ancia è più spesso usata l'ottava rima.
Petrarca, dì Lorenzo de' Medici, Io di-
opere varie in prosa e in verso, di
Cfr.
stinguono dagli altri petrarchisti, per la M. B., edite dal Le Monnier, Firenze, 1863;
sincerità e gravità degli affetti, per la Mazzuchelli, Scr. d'Italia, voi. II, p. IV.
robustezza e originalità della forma,
rude talora, ma efficace e precisa. — Co- Burchiello (II) : Domenico di Gio-
scienza dantesca, alta e orgogliosa, no- vanni, detto, ignoriamo perchè,J5MrcMeWo,
bile nella vita e nell'arte, addolorato n. probabilmente a Firenze, non dopo il
dell'avvilimento della patria (ricordisi la 1400; in via Caliraala teneva bottega di
sua risposta all'epigramma sulla Notte), barbiere , frequentata da noti artisti e
. innamorato di tutto ciò che fosse ele- letterati del tempo, tra i quali L. B. Al-
vato, bello, buono sincero nei suoi sen-
: berti. Acerrimo nemico dei Medici, do-
— 48 CAF

vette dopo il 1434 abbandonare Firenze parte costituite di Sonetti caudati, al-
e rifugiarsi a Siena, ove visse lunga- cuni dei quali ripieni di concetti i più
mente, angustiato dal male e dalla mi- strani e diversi tra loro , tradotti in
seria più squallida; morì a Roma nel 1448. forme anche più strane e più oscure.
— Umorista, aperse la via alla poesia Cfr. Sonetti del B., del Bellincioni e di
berniesca. Le sue rime, ora facili e pia- altri poeti burchielleschi, Lucca e Pisa (con
la data di Londra), 1757; Mazzi, Il Bur-
cevoli , ora meditatamente oscure non ,
chiello: saggi sulla vita « sulla poesia, in
di rado sconce e triviali, sono in gran Propugnatore, 1877.

C
Caffaro di Rustieo: genovese, n. « d'aloè, che, chiunque lo prova, quan-
nel 1080, m. nel 1 Gof-
166, crociato con « d'anche fosse l'uomo il più grave,
fredo di Buglione, console in patria du- « l'uomo il più plumbeo della terra, bi-
rante la guerra contro Pisa. Scrisse gli « sogna che per necessità si risvegli e
Annales Genuenses, dal 1100 al 1163, « almeno per una mezz'ora diventi uomo
continuati poi da altri storici, per ordine '< ragionevole...; in essa bottega chi vuol
della Repubblica —
primo esempio d'una « leggere trova sempre i fogli, le No-
opera storica eseguita per incarico dello « velie Politiche... trova per suo uso il
Stato. « Giornale Enciclopedico e l'Estratto
Gir.per gli Annales l'ediz. déìVIstit. stor. « della letteratura europea ... in essa ;

ital., curata dal Belgrano, Roma, 1890; Bal- « bottega, per fine, si radunano alcuni
zani, Le cron. ital. nel medio evo, 'M.i\a.Tìo, « uomini, altri ragionevoli, altri irragio-
Hoepli 1884 Imperiale Caffaro e i suoi
, ; ,
« nevoli, si discorre, si parla, si scherza,
tempi, Torino, Roox, 1894.
<i si sta sul serio; ed io, che per naturale
CafFè (II): periodico fondato e scritto, « inclinazione parlo poco, mi son com-
in Milano, da Pietro
Alessandro Verri,
e « piaciuto di registrare tutte le scene
da Cesare Beccaria, Sebastiano Franci, « interessanti che vedo accadere, e
vi
Giuseppe Visconti, Giuseppe Colpani, « tutt'i discorsi che vi ascolto degni di
Alfonso Longhi, Luigi Lambertenghi, « registrarsi e siccome mi trovo d'a-
:

Pietro Secchi, Paolo Frisi. Si pubblicava « verne già messi in ordine vari, così
tre volte al mese e durò dal giugno « li do alle stampe col titolo II Caffè,
1764 al maggio 1766. « poiché appunto son nati in una bot-
Nel primo foglio, Pietro Verri chia- « tega di caffè. » —
Il Caffè, come è
risce così l'origine del titolo : « Un greco, detto nel primo foglio e più chiara-
« originario di Citerà, isoletta riposta mente nella introduzione al primo vo-
« tra la Morea e Candia, mal soffrendo lume, si proponeva, con la publicazione
« l'avvilimento in cui i Greci tutti ven- di memorie d'indole e d'argomento vario:
« gon tenuti dacché gli Ottomani hanno di far cosa utile al pubblico, di accre-
« conquistata quella contrada... son già scere la coltura degli ingegni, di di-
« tre anni che si risolvette d'abbando- minuire il numero dei pregiudizi vol-
« nare il suo paese ...; indi prese il par- gari, di destare negli Italiani l'amore
« tito di stabilirsi in Italia e da Livorno alle lettere, alle arti, alle scienze e
« seu venne in Milano, dove son già sopra tutto l'amore della virtù, del-
« tre mesi che ha aperta una bottega, l'onestà, dell'adempimento de' propri
« addobbata con ricchezza ed eleganza doveri; e prometteva di serbare sempre
« somma. In essa bottega, primieramente il culto della verità e della rettitudine
« si beve un caffè che merita il nome e di non trascurar cosa che potesse
« veramente di caffè caffè vero, veris-
: procacciargli la benevolenza dei lettori.
« Simo di Levante e profumato col legno — Chi scorra la raccolta del Caffè, vi
CAF 49 —
troverà, firmati con sigle, scritti di eco- sino a tutto maggio 1765 e dal giugno 1765
nomia publica, di legislazione, di agri-
per un anno seguente); Milano, Silvestri,
MDCCCIV.
coltura, di storia naturale, di medicina,
di varia letteratura, di morale; e inoltre €agnoli Belmonte : riminese, fio-
fiere polemiche contropedanti. Del- i rito nella prima metà del secolo xvii,
l'asprezza di queste ultime, i compilatori autore di un poema epico VAqiiHeia
si giustificano nella introduzione, dicendo distrutta, pedestre imitazione della Ge-
che « la pedanteria dei grammatici, che rusalemme.
« tenderebbe ad estendersi vergognosa-
Cfr. l'ed. del poema, di Venezia, 1628; Bel-
« mente su tutte le produzioni dell'in- LONi, Gli epìgoni della Gerusalemme, Pa-
« gegno, quel posporre e disprezzare che dova, Draghi, 1893.
« si fa da alcuni le cose in grazia delle
« parole, quel continuo ed inquieto pen-
Cammelli Antonio : n. nel 1440
« siero delle più minute cose che ha
a Pistoia e detto perciò II Pistoia, visse
agli stipendi delle corti di Ferrara e
« tanto influito sul carattere, sulla let-
di Reggio gradito a Isabella Gonzaga,
« teratura e sulla politica italiana, me- :

« ritano che alcuno osi squarciare aper- marchesa di Mantova, per intercessione
« tamente queste servili catene ». — di lei riebbe il posto perduto di capi-

Trovi nel Caffè: i primi germi delle tano alla Porta di Santa Croce in Reggio.
dottrine, divenute celebri, del Beccaria
Morì a Ferrara nel 1502. Poeta corti-—
e del Verri: vi trovi le ragioni e le oc-
giano e burlesco, continuò le tradizioni
casioni di alcune odi del Parini, come del Burchiello. Della sua ampia raccolta

dieW Innesto del vainolo, deW Impostiira, di Scnietti,2i\c\xm sono politici e illustrano

della Salubrità deWaria: e inoltre ad con robusta aspra tagliente parola le


alcuni episodi del Giorno trovi corri- spedizioni di Carlo Vili e di Luigi XII
in Italia altri rappresentano giocosa-
spondere gli articoli sul lusso, sui fide :

commessi, sulla nobiltà, snìVozio. mente la vita angustiata del poeta o ne


Nella maggior parte degli scritti la deridono i nemici personali. Il sonetto
forma non è né corretta né elegante acquista talvolta maggior forza ed effi-
:

in qualcuno anzi la diresti meditata- cacia dalla forma dialogica.


mente trascurata ma la bontà delle;
Cfr. Rime ed. e ined. di A. G-, publicate da
quistioni trattate, la naturai reazione A. Cappelli e Ferrari, Livorno, 1884; e la re-
cens. del Giorn. st. leti., V. 242; Rossi, Il
contro un purismo e un pedantismo in-
Quattrocento, cit. pag. 398-401.
vadente e opprimente, scusano e com-
pensano questi difetti. Diamo qui il — Campanella Tommaso : n. a
titolo degli scritti piìi notevoli e più

Stilo in Calabria nel 1568, entrò giovi-


interessanti Alessaxdro
: Verri : Sul netto nell'ordine dei domenicani e si
commercio della Nobiltà — Frammento dedicò con infaticata operosità, con in-
sugli odori — Le riverenze — Lo spirito quieto desiderio di sapere e di cono-
di società — Rinunzia alla Crusca — A Napoli,
scere, allo studio della filosofia.
L'uomo amabile, la noia, V amor proprio: a Roma, a
Firenze, a Padova, a Bologna,
— Pietro Verri Considerazioni sul
di :
ovunque visse, la franchezza della pa-
lusso — Dialogo fra un mandarino e rola e del giudizio, il calore e l'impeto
un sollecitatore — Della patria degli Ita- dell'eloquenza, l'audacia delle dottrine
liani — Sull'origine degli errori — Sul gli procurarono ardenti ammiratori e
ridicolo — Sull'innesto del vainolo — avversari implacabili. Accusato d'aver
Il Singolare — Tu, Voi,
il Lei; — il il diffuso dottrine eretiche, di aver parte-
del Beccaria Sullo : — I piaceri stile cipato a una congiura contro il governo
dell'imaginazione: — Pietro Secchi di : spagnuolo, fu, a Napoli, sottoposto più
Cagioni della mediocrità del nostro teatro. volte alla tortura e condannato al car-
Cfr. Il Caffè (ossia brevi e vari discorsi cere perpetuo condotto nel 1626 a
: Roma,
distribuiti in fogli periodici, dal giugno 1764 fu da papa Urbano VIII liberato, dopo

4 TcRRi, Diz. stor.


.

CAN — -50

ventisette anni di dolori ineffabili, con- 1831 e 1835. Trentanove liriche videro
fortati soltanto dallameditazione e dallo la luce, vivoil Leopardi due {Il tra- :

studio. Nel 1634 i suoi nemici gli su- monto della Luna e La Ginestra) dopo
scitarono contro un tumulto popolare : la morte di lui : trentotto sono poesie
travestito, riesci a fuggire da Roma a originali, tre versioni (due dal greco di
Civitavecchia e di là in Francia, ove Simonide, una dal francese dell'Arnaut).
trovò nel Richelieu e in Luigi XIII Per la metrica, tre delle liriche origi-
largo favore. Morì a Parigi nel 1639. nali sono scritte in terza rima, dodici in
Oltre a varie Binie, nelle quali l'ori- versi sciolti, ventidue nel metro della
ginalità dei concetti si veste spesso di canzone, una in quello dell'ode. Tutte
forme ruvide e ineleganti, ma robuste e insieme, le poesie originali e le versioni,
precise; oltre a Orazioni, Dispute, Trat- furono composte dal 1810 al 1836. Ri-
tati, scrisse in italiano : Della monar- corderemo brevemente il titolo e l'ar-
chia di Spagna, una serie di discorsi gomento delle liriche originali, disposte
coi quali, divinando e precorrendo dot- in ordine cronologico :

trine moderne, propugnava nuove isti- Spento il diurno raggio... [fram-


I.

tuzioni e riforme sociali; in latino: Ci- mento d'una cantica in 3^ rima, composta
vitas solis (la Città del Sole) nella quale, nel '16, che rappresenta la giovinezza e
a guisa dell' Utopia di T. Moro, finge e l'amore, vinti e oppressi dalla nemica
descrive una republica ideale, governata forza della natura]; II. Il primo amorr
daìV Intelligenza e dai ministri di questa, [composta in terza rima nel '17, rappre-
la Potenza, la Sapienza, VAmore. senta i primi inganni, le prime illusioni,
Amico di Galileo e di Paolo Sarpi, le prime pene amorose); III. Io qui va-
Tommaso Campanella fu nobile esempio gando., [frammento in 3* rima d'una
di animo libero e di iniziative operose in lirica composta nel '17, rappresenta e
tempi di inerte servitìi. Seguace ammi- ripete i primi affanni amorosi j; IV. Al-
rato del Telesio, ne svolse e ne com- l' Italia [canzone composta nel '18, che
pletò la dottrina piìi che nei libri e
: rimpiange la passata grandezza, deplora
negli autori, seguiti dalle scuole, egli la infelicità e la miseria presente e vibra
cercò la verità nell'esperienza e nell'os- tutta di ardore patriottico]; V. Sopra il

servazione della natura. Persuaso, se- monumento per jDan<e[canzone composta


condo la formula prediletta scire est nel '18, per celebrare e sollecitare i pro-
sentire, che nei sensi sia la fonte delle motori del monumento, e che
gli artefici
conoscenze umane, costituì, con larghezza dovevano scolpire la nobile effigie del
di idee novatrici, un sistema filosofico Poeta: lirica piena di un caldo amore
dal quale dedusse ogni altra scienza, di patria]; VI. Il passero solitario [can-
ogni altra dottrina sino a quella che, zone comp. nel '19, in cui il poeta alla
guidata daìV Intelligenza, purissima ema- vita solitaria del passero rassomiglia la
nazione di Dio, intende a dar nuove sua, deserta di giovinezza e di amore];
forme alla società e al vivere civile. Col VII. L'Infinito [idillio in versi sciolti,
Telesio, col Vanini, col Bruno, il Cam- comp. nel '18; il poeta rappresenta l'infi-
panella contribuì, nel periodo di deca- nità del tempo, l'immensità della natura
dimento, a ridestare e rinnovare il pen- che egli spesso contempla e nella quale il
siero e la coscienza italiana. suo pensiero s'annega]; Vili. Alla Luna
[idillio in V. sciolti, comp. nel 'i9, che
Cfr. Opere di T. C. ordinate da A. D'An-
cona, Torino, 1854; D'Ancona, Vita e scritti rappresenta, in un'invocazione alla Luna
di T. G. Torino, 1859. l'amara dolcezza dei ricordi, la coscienza
di affanni che non mutano mai |; IX. Odi.
Canti di diiacoino Leopardi : [frammento d'un idillio in versi
Melisso,...
la raccolta delle quarantuna liriche ap- comp. nel '19, nel quale Alceta
sciolti,
provate dal poeta, col titolo che recavano narra a Melisso lo strano sogno della
l'edizione fiorentina e napoletana del Luna caduta sul prato]; X. Il Sognc
GAN 51 — GAN

comp. nel '19, che


[idillio in V. sciolti, zione, l'illusione, la giovinezza del ge-
rappresenta l'apparizione di una infeli- nere umano]; XIX. Ultimo canto di
cissima fanciulla, amata dal poeta e Saffo [canz. composta tra il '21 e il '22 :

morta nel tìore degli anni]; XI. La Vita nelle ultime parole della poetessa in-
solitaria idillio in
|
v. sciolti comp. nel '10: felice,il poeta esprime il dolore di un

alla giovinezza sconsolata, deserta d'a- animo tenero, delicato, nobile, rinchiuso
more e di afletti, trova il poeta se non in un corpo giovane e brutto]; XX. Inìio
conforto, sollievo e pace nella vita so- v. sciolti, comp. tra il
ai jKitriarchi [in
litaria campi,
dei nell'infinita calma '21 e il con esso rimpiange il Poeta
'22;
della natura]; XII. La sera del dì di l'epoca della fanciullezza del genere
festa [idillio in v. sciolti, comp. nel '19; umano e invidia i selvaggi che in quello
nella calma della notte serena, interrotta stato vivono ancora]; XXI. Alla .sua
da qualche canto solitario, il poeta sente dowwa [canzone comp. tra il '21 e il '22
più acute le pene della vita affannosa e indirizzata alla donna sognata, desi-
e deserta d'amore, e ad esse si collega derata e non trovata mai, o meglio al-
il pensiero della vanità d'ogni cosa l' ideate di perfezione e di bellezza,,
umana]; XIII. Ad Angelo Mai (can- vagheggiato dalla mente innamorata];
zone comp. nel '20, nella quale il Poeta XXII. Al co. Carlo Pepoli [canto in
dall'ammirazione per la scoperta del- V. sciolti comp. nel a dimo-
'20, inteso
l'opera ciceroniana, fatta dal Mai, dal- strare come la dolore
infelicità e il

l'entusiasmo per le glorie trascorse d'I- siano inseparabili dall'uomo]; XXIII.. IZ


talia, passa rapidamente al disdegno della Eisorgimento [ode in settenari, comp.
viltà presente e alla disperata afterma- nel '28^ che rappresenta il ridestarsi del-
zione della vanità della vita]; XIV. Con- l'anima e della coscienza del Poeta da
salvo canto in versi sciolti, comp. nel
I
una lunga, immemore inerzia, da una
21, rielaborato piìi tardi. Elvira, la profonda insensibilità, alla vita al sen-
donna lungamente e invano desiderata timento al dolore]: XXIV. Silvia A
ed amata, consola di baci insperati il I
canzone comp. nel '28, che rievoca nella
morente Consalvo, a cui la felicità è fugace'visione d'una leggiadra fanciulla,
data solo nell' ultima ora della vita] ;
le speranze e le disillusioni amare della
XV. Nelle nozze della sorella Paolina giovinezza infelice]; XXV. Le Bicor-
[canzone composta tra il '21 e il '23, danze [canto in versi sciolti comp. nel
nella quale il poeta rappresenta la virtiì '29; in esso il poeta, tornando alla casa
educatrice della donna e della madre, paterna, richiama le imagini della fan-
necessaria alla grandezza e alla fortuna ciullezza, che rimpiange rapidamente
della patria]; XVI. A un vincitore nel trascorsa e scomparsa]; XXVI. La quiete
pallone [canz. comp. nel '21, con la quale dopo la teiìtpesta [canz. comp. nel '29;
il Poeta incoraggia un forte vincitore con essa il Poeta esprime il concetto
nel giuoco del pallone, a cercare nelle che il solo conforto consentito all'uomo
sudate fatiche e nei più gravi cimenti, sia la cessazione del dolore, il riposo
conforto alla vanità dolorosa della vita]; dall'affanno]; XXVll. Il sabato del vil-
XVII. Bruto minore [canzone comp. tra laggio [canz. comp. nel '29, che rappre-
il '21 e il '22 che, nella storica rievoca- senta la tristezza e la noia perpetua
zione romano, deliberato di
dell'eroe della vita e il rapido trascorrere della
darsi la morte e maledicente la vii'tù, giovinezza]; XXVIII. Canto notturno di
xappresenta la rovina di tutte le umane impastoile errante nell'Asia canz. comp. |

illusioni, la inutil lotta contro la natura nel '29, che esprime il sentimento e la
e il destino implacabile]; XVIII. Alla coscienza della vanità e della infelicità
Primavera o Delle favole antiche [canz. della vita]; XXIX. Il pensiero domi-
composta tra il '2i e il '22, con la. quale nante [canz. comp. nel '31, che rappre-
il Poeta piange la morte delle favole senta l'animo del Poeta, dominato e
anticlie, che rappresentavano l'imagina- commosso da un forte sentimento amo^
CAN — 52 — CAN

roso]; XXX. Amore e Morte [canzone si inizia una trasformazione anche di


comp. nel strettamente collegata alla
'32, motivi e di forme poetiche: l'altro dal
precedente: rappresenta la passione amo- '24 al '36, nel quale la coscienza d'un
rosa fattasi più viva, e nel desiderio della dolore universale è espressa con mag-
morte esprime il dubbio affannoso che giore originalità e libertà e varietà di
anche questa nuova illusione sia svanita]; forme poetiche —
che se tutte le liriche
:

XXXI. J. sé stesso [canz. collegata alle due leopardiane rispecchiano sentimenti e


precedenti e comp. nel '33; esprime una affetti del poeta infelicissimo, i canti
nuova e più amara disillusione provata di Bruto, di Saffo, del' Pastore errante,
dal poeta e la persuasione che la vita è del Consalvo, hanno una nota più schiet-
fango il mondo]; XXXII. Aspasia
fastidio, tamente e più profondamente personale :

[canto in v. sciolti, comp. nel '33, colle- — che infine alcuni studiosi identificano
gato ai tre preced., più doloroso e più la donna del Primo Amore e del fram-
disperato di quelli, nella rievocazione mento Io qui vagando... con Gertrude
della donna amata che
e delle illusioni Cassi Lazzari, amica della famiglia Leo-
essa aveva destate : oramai ogni incanto pardi la donna del Sogno e la Silvia
:

è caduto: orba di affetti è la vita, con Teresa Fattorini, morta di mal


notte senza stelle a mezzo il verno]; sottile a ventun anno la donna della :

XXXIII. Sopra un hassb rilievo sepol- Sera del dì di festa e l'Elvira del Con-
crale [canz. composta tra il '33 e il 35 ;
salvo con Serafina Basvecchi, congiunta
dinanzi all'imagine d'una giovane morta, del Poeta V Aspasia, la donna del Pen-
:

il Poeta ripensa la vita piena d'affanni, la siero dominante e delle altre liriche, che
malignità della natura] XXXIV. Sopra; a queste si ricollegano, con Fanny Tar-
il una bella donna, scolpito
ritratto di gioni-Tozzetti la Nerina delle Ricor-
:

sopra un monumento sepolcrale [canz. danze con Maria Belardinelli.


comp. tra il '33 e il '35, che esprime il Cfr. Ganti del co. G. L. Firenze, Piatti,
sentimento della vanità della vita e 1831; le ediz. curate dal Mestica, dal Chia-
d'ogni cosa umana]; XXXV. Palinodia rini, dal FoRXACiARi, dal Martini, dal Fixzi,
dal Lamma (ediz. Paravia) e specialmente
a Gino Capponi [canto in v. sciolti,
quella di A. Straccali, Firenze, Sansoni, 1895:
d'intonazione ironica, col quale il Poeta, leggi gli studi critici del De Sanctis, del
fingendo ricredersi sulla vanità e sulla Sainte-Bedve, dello Zumbini, del D'Ovidio,
miseria della vita , amaramente ride del Mestica e specialmente il recente libro
del Carducci: Degli spiriti e delle forme
delle idee di libertà e di progresso];
nella poesia di G. L., Bologna, Zanichelli,
XXXVI. Il tramonto della luna [canz.
comp. nel '36, che rappresenta il tramonto
della giovinezza e di ogni illusione]; Canti storici : importante mani-
XXXVII. La Ginestra [canz. comp. nel festazione del periodo preistorico della
'36, che rappresenta la fragilità, la de- nostra letteratura, che s'accompagna a
bolezza, la vana alterigia dell'uomo, poste quella delle cronache, delle leggende e
di fronte alla potenza d'una natura ne- dei poemi storici, a tutte quelle forme
mica]; XXXVIII. Quando fanciullo io insomma, nelle quali un latino rozzo e in-
venni...[frammento comp. tra il '31 e il forme riveste pensieri, sentimenti, azioni
'35, nel metro della canzone, inteso a e passioni nuove. Questi canti hanno, la
condannare negli scrittori l'abborriraento più parte, un carattere schiettamente po-
del lavoro della lima]. — Riservandoci polare lo stile incolto, la narrazione inter-
:

di dire altrove e più ampiamente del- rotta, disordinata, l'espressione vigorosa,


l'opera poetica leopardiana, ci conten- audace, attestano abbastanza il senti-
teremo aggiungere qui: - che il Me-
di mento e l'indole di chi Notevoleli scrisse.
stica distingue nella produzione lirica la forma metrica, non più misurata sulla
leopardiana due momenti, l'uno, dal '16 quantità, ma sul numero e sull'accento
al '24, nel quale si va gradatamente delle sillabe: notevoleper lo studiodell'as
svolgendo il pessimismo leopardiano e sonanza e della rima, sconosciute all'am
CAN 53

tica poesia latina. — Tra 1 molti canti perfetta, la Canzone si può definire co-
narrativi, fioriti dal ix al xii secolo, ri- stituita diun numero non determinato di
cordiamo il Canto dei soldati di Litigi II, stanze, formate di un numero non deter-
che descrivono e lamentano la prigionia minato di versi endecasillabi e settenari,
del loro re, compiuta nell'S/l da Adel- variamente disposti e variamente rimati.
giso, duca di Benevento; il Canto dei Ciascuna stanza può essere divisa in due
soldati modenesi, durante l'assedio degli parti la fronte e la sirima (da una voce
:

Ungheri, nel 942, notevole per le asso- greca che significa strascico, coda); e
nanze monoritmiche di versi, nei quali nell'una e nell'altra si possono trovare
possiamo forse rintracciare le lontane o- suddivisioni di periodi minori, à.etti piedi

rigini del nostro endecasillabo il Canto ; e volte, collegati o indipendenti tra loro
sulla sconfìtta di re Adalberto, del sec. x, nell' ordine delle rime. La Canzone ita-
in ottonari ad assonanze monoritmiche; liana è spesso, come la provenzale, con-
il Canto della vittoria dei Pisani sui Sa- chiusa dal commiato o congedo, che de-
raceni, del sec. xi; Canto della vit-
il signa più chiaramente la persona a cui
toria dei Parmensi contro Federico II, la lirica è rivolta, o ne compendia gli
nel 1247; e infine si può anche ricordare intendimenti e lo scopo: è una stanza
il Bitmo attribuito a Pier della Vigna più breve delle altre che, per la qualità
(sec. xiii), che esprime l'ira terribile del dei versi e per l'ordine delle rime, cor-
popolo contro Gregorio IX e i guelfi. risponde di solito all'ultima parte della
Cfr.: Du Méril, Poésies populaires lati- strofa precedente.
nes, ecc., Parigi, 1847; il Canto del 1247 fu Usata dai più antichi rimatori italiani,
pubbl. da L. Barbieri, Parma, 1847; v. il Ritmo
definita da Dante excellentissimum mo-
attribuito a Pier della Vigna, nel noto libro
dell' Huillard-Bréholles, Vie ecc. de P. dum cantionum, la più propria, cioè, a
de F., Paris, 1865; cons. inoltre Bartoli, *S'^. rappresentare i pensieri più nobili e più
letter. italiana, voi. I, Firenze, Sansoni, 1878, gagliardi prescelta dai poeti dello stil
:

pag. 68 e segg.
nuovo per dichiarare e diffondere le più
Canzone; canzonetta: la cannone sottili e più squisite dottrine d'amore:
è una forma lirica italiana, di origine nobilitata dal Petrarca con argomenti
provenzale (prov. chansos - lat. cantió). non pure amorosi, ma morali e politici,
Variamente conformata dapprima, essa la Canzone fiorì largamente nel sec. xiv,
trovò suo legislatore in Dante, il quale,
il e prevalse a tutti gli altri metri lirici.
nel capitolo della Volgare eloquenza, de- Decaduta nel periodo di rinascimento
stinato a chiarirne il carattere, a fis- della cultura classica, risorse coi pe-
sarne le leggi, dopo aver detto che la trarchisti, e trovò nel Guidiccioni e nel
canzone e la compiuta azione di colui Tasso chi le restituì l'antico splendore,
che detta parole armonizzate ed atte al pur conservandone l'organismo e le leggi
canto, la definisce più precisamente una metriche tradizionali; partecipò, nel sei-
congiunzione di stanze e chiama la cento, al decadimento d'ogni forma di
stanza una compagine di versi e di sil- arte, perdendo quella temperata e mi-
labe; il poeta discorre poi delle divi- surata armonia delle parti, che ne aveva
sioni della stanza, del numero, della formato la grazia e la bellezza. Ma il
qualità dei versi, delle relazioni tra le Chiabrera, il Testi, il Guidi, il Filicaia
rime e le regole esposte illustra di co-
; ne nobilitarono l'uso, la tolsero ai vin-
piosi esempì. —
Il Petrarca, senza allonta- coli di norme troppo regolari e determi-
narsi dalle leggi stabilite nella Volgare nate, e le diedero così maggiore agilità
eloquenza, modificò in qualche parte l'or- e maggiore larghezza di ritmo. Infine
ganismo della canzone, per renderla più Giacomo Leopardi alla canzone, intera-
armoniosa, più agile e più adatta a ri- mente libera da leggi, impresse un ca-
produrre i vari affetti dell'animo suo. rattere schiettamente personale.
Dopo Dante e il Petrarca, conside- La Canzonetta può essere considerata
rata nella sua forma più comune e più una varietà della canzone. Diversa da
CAN

questa, soltanto pel nome in alcuni tra tare la pace. Ganelone s'accorda con
i rimatori italiani più antichi, designò, Blancardino, messo di Marsilio, e medita
un componimento lirico d'argo-
in altri, con lui un tradimento contro il suo re.
mento più umile, di intonazione più po- e contro il prode Orlando; egli torna
polare, costituito di stanze e di versi di al campo di Carlo, riferisce con perfidi
più breve misura. Raramente trattata inganni che Marsilio accetta le condi-
sino al cinquecento e ristretta sempre zioni proposte e che manderà subito
all'uso popolare, il Chiabrera ne nobilitò abbondanti ostaggi. Allora Carlo Magno,
nel seicento le origini, ne costituì nuovi nonostanti i tristi presagi che gli tur-
esemplari, felicemente variati nella mi- bano i sogni, si mette in cammino con
sura e nella cadenza del verso, nella l'esercito per tornare in Francia. Ed
disposizione delle rime, e rese così la egli ha già superato i Pirenei, quando
Canzonetta più adatta alle esigenze della re Marsilio, con quattrocentomila soldati,
musica e del canto. Usata e abusata accorre nelle gole di Roncisvalle, ove
dall'Arcadia, elegantemente coltivata dal era la retroguardia comandata da Or-
Rolli e dal Metastasio, nel rinnovamento lando e la assale furiosamente da ogni
della poesia italiana mutò col Parini di parte. Il forte paladino, disdegnando di
contenuto e di nome, e diventò, nelle Odi invocar sùbito l'aiuto di Carlo Magno,
di lui, espressione efficace d'una robusta combatte valorosamente contro gli in-
e sana lirica civile. V. Ode. fedeli : l'arcivescovo Turpino benedice
Cfr.: il De Vulgari Eloq. di Dante, II; i i guerrieri cristiani e gli spinge a com-
Manuali cit. del Casini e del Guarnekio e battere con ardore per Dio, per il re,
inoltre D'Ovidio, Metrica della canzone dan-
tesca in Saggi Critici. Napoli, Morano, 1878, per la patria. Ma la lotta è diseguale e,
e i sag-g-i sulla e. del Biadene. nonostanti le prove più gagliarde di
Canzone di Orlando : canzone di eroismo e di valore, i cristiani soccom-
gesta francese, detta anche di Bonci- bono, il suolo è seminato di cadaveri.
svalle dei dodici Pari. Diffusa in Ita- Allora Orlando fa risonare Volifante, il
lia sin dal secolo xii, nel testo origi- corno dal suono acutissimo, che echeggia
nale in rifacimenti dialettali, essa lontano di valle in valle. —
Carlo lo sente,
costituisce, per dir così, il nòcciolo eroico torna sollecito indietro, non ostante la
di tutto il ciclo carolingio. La più antica opposizione del perfido Ganelone, che
e la più notevole tra le canzoni del ciclo vien preso e consegnato ai cuochi del
di Carlo Magno, questa Iliade francese re. A Roncisvalle sopravvivono due soli
è, nei codici dell'undecimo secolo di Ox- guerrieri. Orlando e Turpino, feriti a
ford e di Venezia, costituita di 3996 morte. I Saraceni, all'avvicinarsi di Carlo,
versi —
divisi in 293 stanze monoritme a si danno precipitosi alla fuga: Turpino

rime o ad assonanze —
i quali crebbero muore, benedicendo ai gloriosi caduti
poi, in posteriori redazioni, fino a iOOOO. con lui: prima che giunga sul campo
In un solo manoscritto, in quello di Ox- Carlo Magno, muore anche Orlando, in-
ford, essa è attribuita al troverò Turoldo crociando le mani sul petto e posando
o Teruldo e canta un episodio delle gesta
; la testa sopra Durlindana. la spada for-
di Carlo Magno in Spagna, la rotta, cioè, tissima, che egli avea tentato invano di
di Roncisvalle, toccata nel 778 alla retro- spezzare sulla durissima roccia. Gli an-
guardia dell'esercito franco, guidata da geli scendono a raccogliere l'anima eroica
Orlando. Ecco un breve riassunto della del paladino e la notizia della sua morto
Canzone, restituita alla forma primitiva: è recata da Carlo Magno stesso ad Alda,
« Conquistata la Spagna, una sola città, la fidanzata di lui, che ne muore d'an-
Saragozza, resiste alle armi vittoriose goscia. Segue il giudizio contro il tra-
di Carlo Magno. Ma re Marsilio, che la ditore Ganelone che, difeso invano da
difende, ne propone al vincitore la resa. Pinabello, è condannato e squartato ». Di
Sollecitato da Orlando, Carlo Magno questa canzone, così semplice e ingenua
invia Ganelone al re africano, per trat- nel racconto e pur così forte ed eroica
CAN GAN

nel sentimento che la anima, così vera colta di Bime dell' Alighieri, costituita
nella rappresentazione dei cai'atteri, così di sonetti, canzoni, ballate, sestine: parte
energica, così commovente e appassio- autentiche parte attribuite senza si-
, ,

nata, son divenuti popolari alcuni episodi cure ragioni, al poeta: d'argomento amo-
come: l'addio di Ganelone ai congiunti roso, allegorico-dottrinale, vario. — Di-
— il tradimento di lui la morie di— verse dalle rime ordinate nel Convivio
Turpino —
la fraterna amicizia tra Oli- e nella Vita nuova, a questa si ricolle-
viero e Orlando —
la morte del paladino gano alcune delle amorose, che lodano
glorioso —
il pianto di Carlo Magno — la bellezza e la grazia di Beatrice e ne
il supplizio di Ganelone, ecc. piangono la morte ;
al Convivio alcune
In Italia, ove la immagine di Ruod- delle allegoriche-dottrinaii, che glorifi-
lando, prefetto della marca di Britannia, cano la scienza e la filosofia. — Notevoli
caduto nel 778 in un' imboscata di Gua- e caratteristiche, tra le amorose, quattro
sconi tra le gole dei Pirenei, era vene- canzoni piìi conosciute col titolo di pie-
rata come quella d'un santo, la canzone trose, perchè in esse ricorre frequente
di Turoldo si diffuse rapidamente e si la parola pietra, che adombra forse il
trasformò. nome d'una donna amata e sprezzante
« Il popolo italiano, avverte il Carducci, duramente l'amore del poeta: il senti-
siinnamorò piìi fortemente del paladino, mento del quale trova in queste canzoni
quando ne sentì le gesta recitate e can- una nuova passionata energica espres-
tate su i teatri mobili e nelle piazze: sione (leggi specialmente le due Così nel :

lo prese per sé, lo fece nascere pove- mio parlar voglio esser aspro... e Io son
ramente in Imola, pargoleggiare, eroico venuto al punto della rota...) Tra le rime
mendicante, in Sutri, abbattere, miraco- varie, alcune sono indirizzate a Guido
loso giovinetto, un esercito in Aspro- Cavalcanti, a Gino da Pistoia, a Forese
monte : senatore romano, scoprì
lo creò Donati, —
Osservabili, fra tutte, i son.:
l'antro delle Fate, ond'egli uscì tutto in- Guido, vorrei che tu e Lapo ed io... —
cantato, ammirò i macigni che il pala- dolci rime che parlando andate... —
dino aveva lanciati, intitolò dal nome la canz. Tre donne intorno al cor mi son
:

di luiil bel promontorio presso Castel- venute... —


le ball.: Io mi son pargoletta
lamare e molte torri fin nell'isola di Lam- e nuova... —
Deh nuvoletta, che in ombra
pedusa. » — Così, con altri poemi del d'' Amore... — In abito di saggia messag-
ciclo carolingio, la Canzone d'Orlando gera... — Non mancarono indagini e studi
prese in Italia un carattere speciale si : per sceverare le rime autentiche dalle
tramutò la leggenda: la forma, francese apocrife: la Società Dantesca sta pre-
da prima, ibrida poi, tutta invasa di parando l'opera critica definitiva. La —
espressioni dialettali, alterata negli ac- raccolta manoscritta più autorevole del
centi, nelle sillabe, nelle rime, preparò, Canzoniere è quella del codice chigiano,
con poemi, quell'elemento roman-
altri L. Vili, 305; l'ediz. a stampa più antica
zesco, onde più tardi gl'Italiani ricom- quella di Venezia, Monferrato, 1508.
posero la materia epica carolingia. Vedi
Cfr. le ediz. del Canz., curate dal Frati-
Epopea). celli e dal Giuliani; l'ed. Sonzogno, Bibl.
economica. no52; lo studio del Lamma (Bo-
Cfr. le ediz. e illustrazioni della Canzone logna, 1886); quello magistrale del Carducci,
d'Orlando del Géni\, del Mùller, del Gau-
TiER e Delleritne di D. A.ecc, e l'altro dell'lMBRiANi
le notizie date daWHist.
litter. de la
sulle canzoni pietrose in Studi dant., Fi-
France, XIII, XVIII, XXII; cfr. le opere
renze, Sansoni, 1891.
notissime del Parts, del Nyrop. del Rajna
e inoltre Carducci, L'Orlando furioso in
Vita italiana nel Cinquecento, Treves. 1894. Canzoniere «li F. Petrarca: è
Inoltre v. la traduz. ital. di parte della Can- designata comunemente così la raccolta
zone, fatta dal MoscHETxr, con proemio e
bibliogr. del Cresctni (Torino, Clausen, 1896). di Rime, che il poeta stesso ordinò e
pubblicò col titolo di Berumvulgarium
Canzoniere di Dante : con questo fragmenta: raccolta costituita di sonetti
nome è volgarmente chiamata una rac- — in maggior numero — di canzoni, se-
CAN — 56

stine, ballate e madrigali; l'argomento è soavissime rime, ove è diffusa tutta la


più spesso amoroso; in alcune rime, o commossa poesia dei ricordi: da quel
morale o parenetico o politico. Quan- giorno venne formandosi e ordinandosi
tunque, nell'intendimento del poeta, come nella mente del Petrarca quell'opera
ci attestano gli autografi vaticani, le Rime mirabile, che è rimasta un documento
costituiscano un tutto organico che non prezioso, ove sono tracciati non pure i
doveva essere disgiunto, e il poeta non vari affetti e le agitazioni di un'anima
abbia segnato in esse distinzione al- innamorata, ma le illusioni fallaci di
cuna, gli editori (e ricordiamo tra essi tutte leanime sulla felicità terrena, e
il Vellutello, il Fausto, il Gesualdo, ne traspare l'ammonimento: che amore
il Marsand) ne alterarono la meditata vero è quello che si completa e si pu-
compagine con partizioni arbitrarie, sug- rifica in Dio, felicità vera quella che si
gerite dalla data della morte di Laura ottiene con l'esercizio della virtù e con
dall' argomento o dalla forma me- la pietà religiosa: onde la canzone Aìla
trica delle rime. L'edizione aldina del Vergine^ che incorona la lirica amorosa
i50i, curata dal Bembo, è la meno lon- del Petrarca. —
Importanti le rime che
tana dall'originale la più recente, curata
: designano tempo in che cominciò
il

dal Mestica, intende di restituirne l'or- l'amore del poeta, il piccol borgo, ove
dine e la lezione originaria, desunta Laura nacque, la data dolorosa della
da autografi, apografi e stampati auto- morte di lei notevoli i sonetti Movesi
: :

revoli. Queste Rime che il poeta chia- il vecchierel canuto e bianco...— Solo e
mava scherzosamente nugae (inezie) e pensosoipik deserti campi... — Benedetto
che erano largamente diffuse e ammi- sia giorno
'l mese Vanno — Erano
e 'l e ..

rate, lui vivo, il Petrarca cominciò nel i capei d'oro a l'aura — Pace sparsi...
1358 a ordinai'Ie, modificandole anche non trovo e non ho da far gtierra... —
ed emendandole, con criteri estetici e Quando Amor i begli occhi a terra in-
cronologici; e durò in questo lavoro fino china... —
Passa la nave mia colma
al 1370: le liriche, che egli rifiutò, fu- d'oblio... — bella man, che mi distringi
rono più tardi raccolte, senza un sicuro il core... — Il cantar novo e il pianger
criterio di autenticità, sotto_ il titolo di degli augelli... — cameretta, che già
Extra-vaganti. fosti un porto... — Chi vuol veder quan-
Le rime amorose lodano la donna che tunque può natura... Oimè il bel viso, —
il poeta amò e che —
non ostanti le oime il soave sguardo... Che fai, che —
ipotesi e le congetture di chi volle ve- pensi, che pur dietro guardi?.. La —
dere in essa un'idea, un simbolo, l'ima- vita fugge e non s'arresta un'ora... —
gine della gloria — le dichiarazioni del Zefiro torna e il bel tempo rimena... —
Petrarca stesso a Giacomo Colonna sulla Quel rosignol che sì soave piagne... —
realtà del suo amore, una sua nota au- Ite, rime dolenti, al duro sasso... J' —
un codice vergiliano,
tografa, inserita in vo' piangendo i miei passati tempi; le —
sulla data del suo innamoramento e canzoni: Nel dolce tempo della prima
della morte di Laura, i resultati delle etade...— Nella stagion che il del ra-
diligenti ricerche di critici e di studiosi pido inchina... —
Chiare, fresche e dolci
— tra i De-Sade
quali il —
inducono ad acque... — Di pensier in pensier, di
affermare fosse una Laura de Noves, monte in monte... —I' vo' pensando e
nata a Caumont, presso Avignone, spo- nel pensier m'assale.., — Che debbo io
sata nel 1325 a Ugo de Sade e morta far, che mi consigli, Amore?., e inoltre
nell'aprile del 1348. Il Petrarca se ne le tre canzoni così dette sorelle, sugli
invaghì nella chiesa di S. Chiara in occhi di Laura, e quella più celebre :

Avignone, in un giorno d'aprile del 1327, Vergine bella, che di sol vestita... ecc.
e da quel giorno ne celebrò in versi Nelle rime amorose Petrarca move il

immortali la bellezza, la decenza, la dalla scuola dello nuovo; si ricol-


stil
grazia: ne pianse la morte con meste lega, per la finissima psicologia del sen-
CAN — 0/ — CAN

timento d'amore, a Gino da Pistoia, ma canzone, tra i sentimenti di fierissimo


è originale e moderno nel riprodurre, odio per lo straniero e di tenero, acco-
iu ritmi melodiosi, i contrasti, le lotte, rato amore per la patria, esce nobile ed
gli ondeggiamenti dell'anima turbata da alto l'ammonimento al latin sangue gen-
im affetto unico,incessante,nello scrutare tile di deporre gli odi e gli
sdegni, di
ipiù profondi segreti della sua coscienza, liberare l'Italia da barbari invasori e di
nel dar rilievo a un mondo fino a lui non consacrare alla comune madre, pia e
penetrato e sconosciuto: originale e no- benigna, l'opera concorde della mano e
vatore nella rappresentazione d'una dell'ingegno ;

la terza: Spirto gentil,
donna, liberata dal velo dell'allegoria e che quelle membra reggi... richiamò, anche
da adombramenti simbolici e che pur ,
più delle altre, l'attenzione degli stu-
gradatamente idealizzandosi é purifican- diosi e diede argomento alle più varie
dosi nel canto del poeta, non è soltanto e alle più strane interpretazioni Rivol-
virtiì, ma è bellezza, non è soltanto idea, gendosi, senza designarlo chiaramente,
ma è vita e realtà, e nella vita rimane a un cavalier ch'Italia tutta onora, il
tanto da suscitare una passione umana poeta lo sollecita a non lasciarsi sfug-
e profonda. gire l'occasione propizia, oifertagli dalla
Le forme metriche il Petrarca le de- fortuna e dall'ufficio occupato, di salvar
dusse bensì dai predecessori, ma le rese Roma da una sicura rovina e di resti-
più agili e più perfette e ne fermò e tuirle l'antico splendore e l'antica di-
costituì gli esemplari immutabili. Dalla gnità. Sarebbe inopportuno e non con-
lingua italiana seppe trarre i suoni più veniente all'indole dell'opera nostra, il
dolci e più temperati e trovò pel suo riferire i termini della lunga e vivace
pensiero la forma più squisita; se non polemica, sorta a proposito dello spirto
che, talora, la monotonìa dell'argomento gentil, a cui avrebbe il poeta indirizzata
e la mancata ispirazione lo spinsero a la canzone; ci contenteremo di ricordare
imitare l'arte trovadorica in quanto che alcuni studiosi designarono Paolo
questa si compiacque di meditate sotti- Annibaldi e Stefano Colonna il giovine,
gliezze, di sonanti avvolgimenti, di cer- rettore l'uno, senatore l'altro di Roma,
cate ripetizioni della parola. Accanto nel 133.Ò; che altri, più autorevoli e forti
al Petrarca delle rime migliori spunta di argomentazioni più poderose, come il

talvolta il Petrarca di maniera, che rese Marsand, il Papencordt, il Fracassetti,


più facile quella imitazione della sua il D'Ancona, il Torraca, il Carducci, il

lirica, che fu detta petrarchismo (vedi Borgognoni, il D'Ovidio, il Bartoli, desi-


questa parola). gnarono invece, quali Rosone da Gubbio,
Fra le canzoni d'argomento non amo- quali Stefano Colonna il vecchio, quali
roso, scritte dal Petrarca, tre sono spe- Gola di Rienzo. Aggiungeremo che non
cialmente notevoli, perchè rispecchiano ostante il luogo oscuro della canzone
il pensiero politico del poeta e perchè un che non ti vide ancor da presso,
furono oggetto di lunghe, accurate in- non ostante l'accenno alla marmorea
dagini, di discussioni vivaci ; la prima : colonna, non ostanti altri argomenti più
aspettata in del beata e bella... intesa favorevoli a Stefano Colonna il vecchio,
a celebrare la crociata, bandita nel loo4 la tradizione formatasi intorno alla can-
da Filippo VI di Francia e dal ponte- zone, il sentimento che ne traspira, l'a-
ficeGiovanni XXII; —
la seconda, la più micizia e l'ammirazione del poeta pel
popolare Italia mia benché 'l parlar
, tribuno e le speranze che egli riponeva
sia indarno... indirizzata ai Signori di in lui, la promessa di celebrarlo con un
Lombardia e di Romagna, che guerreg- carme, contenuta in una epistola del
giavano intorno a Parma nel 1344 e che, Petrarca, tutto ciò ci induce a identi-
a soverchiarsi più facilmente gli uni gli ficare lo spirto gentil con Cola di Rienzo.
giovavano di pellegrine spade,
altri, si — In un opuscolo scritto, non è molto,
cioè di mercenari tedeschi —
in questa intorno a questo argomento, il prof. Yit-
GAP — 58 — GAP

acutamente che Cfr. per la Storia l'ediz. di Torino, 1870;


torio Gian osservava il
pel Diario quella di Napoli, 1850-54, voli. 4,
Petrarca, riordinaudo e raccogliendo le
sue rime, dopo la fallita impresa del Capitolo: forma metrica italiana
tribuno, dopo che questi si era chiarito derivata, per imitazione o per parodia,
così inferiore a se stesso e alle speranze dalla terzina dantesca e, come questa,
concepite, potrebbe aver così rimaneg- costituita d'una serie di ternari incate-
giata la canzone, da lasciarne qualche nati, conchiusa, a guisa del canto della
luogo meditatamente oscuro, e quindi Commedia dantesca, da un verso che
pensatamente più difficile la designazione rima col secondo dell' ultimo ternario.
del tribuno romano. Usato dapprima per argomenti i più
La biblioteca vaticana consei-va gli vari, inteso più spesso a esporre, a nar-
autografi del Canzoniere, segnati dai rare, a insegnare, diventò nel secolo xvi
numeri 3195, prima edizione è
319(); la la forma più propria e più conveniente
quella uscita a Venezia nel 1470; la della poesia satirica.
veneziana-aldina del 1501 fu curata da Francesco Berni riprendendo 1' e-
,

Pietro Bembo: i commentari furono nu- sempio di Tommaso Finiguerri e di Lo-


merosi in ogni tempo: ricordiamo quelli renzo De' Medici, che, nella Buca di
classici del Vellutello, del Daniello, del Monteferrato e nei Beoni, avevano com-
Castelvetro, del Tassoni, del Muratori, posto parodie della materia e del metro
del Biagioli, del Leopardi: molte le ver- dantesco, perfezionò il Capitolo, impri-
sioni in lingua straniera, tra le quali, mendovi un carattere speciale e perso-
la più celebre, l'inglese del Campbell. nale. Tra i capitoli più noti del Berni
Cfr. il Canzoniere nell'ed. Mestica, Le possiamo ricordare quello indirizzato al
rime dì F. P., Firenze, Barbera, 1896: nel- Fracastoro Udite, Fraeastoro, un caso
:

Tediz. Le Monnier e Sonzogno (col comni.


strano, nel quale gli narra la lunga e
ileiLeopardi): nell'ed. Sansoni (con prefaz.
terribile notte, passata col Giberti in
del Bartoli); Saggi di commenti del Car-
i

ducci e del Pinzi (ed. Paravia): cfr. l'edizione casa d'un curato di campagna, gli de-
recentissima del (/awzoMierepubblic. dal Car- scrive il sudicio letto, popolato d'insetti
ducci e dal Ferrari, Firenze, Sansoni, 1899; importuni, il fumo che penetrava per le
per lo Extravaganti l'ediz. curata dal Fer-
fessure del pavimento, gli strilli d'un
rato, Padova 1874 e lo studio del Borgognoni
in Antol. del Morandi; sui manoscritti del bambino, la tosse tormentosa d'una
Canz., gli scritti del De Nolhac (Parigi, 1886) vecchia, i pipislrelli, le civette che ve-
e del Pakscher in Zeitschrift furrom.fllol., nivano a posarsi sul lurido giaciglio.
1886, e le mem. del Gian e del Kenier in G.
articoli sul- I seguaci del Berni usarono il Capitolo,
iSfor. -L. /^. (vedine gl'indici) ; gli
Vordinam. del Canzoniere pubi, dal Cesareo come forma più propria della poesia bur-
in G. Star. Lett. It., XIX, 229, e in N. Antol. lesca: durato anche nel seicento e nel
1895, III ;
per la ctuvstione d«Ik) Spirto gentil, settecento, nel secolo nostro esso cadde
oltre gli scritti ricordati più sopra, il breve,
in disuso. V. Satira.
lucido riassunto fattone dal Casini (Manuale
lett. it.,lU); inoltre cfr. sull'amore e sulla li-
Cfr. Casini, Porrne wefr. i^aZ. più volte cit.;

GuARUERio, Man. di veraif. cit.


rica del P. le Mémoires del De Sade (Am-
sterdam, 1764) gli studi notissimi del Foscolo,
del Mezières, del De-Sanctis, del Bartoli,
Caporali Cesare : perugino, n. nel
lo stupendo discorso del Carducci (in Opere, 1531, m. nel IODI, poeta berniesco, com-
3"
voi. I); e infine Flamini, Il luogo di na- pose satire costituite di capitoli in
scita di m. Laura, ecc., G. Storico L. It., rima. Ricordiamo il Viaggio di Barnaso,
XXI, 335, e in Studi di st. lett., Livorno,
gli Avvisi di Barnaso, gli Orti e le Ese-
Giusti, 1895.
qtiie di Mecenate e la Vita di Mecenate,
C'apecelatro Francesco: storico
una lunga e volgar parodia della vita
napoletano del secolo xvn: scrisse una del cittadino romano, ripiena spesso di
Storia della città e regno di Napoli, dalla inutili e prolisse digressioni.
conquista normanna a Federico II in un ;
Cfr. Opere poet. di C. C, Perugia, 1642;
Diario narrò i tumulti della rivoluzione Rime conia vita premessavi da C. Or-
rar/e,
di Masaniello. landi, Perugia, 1770.
GAT

C'apponi Gino : cronista fiorentino, frequentatori di questa, canta la Luna,


vissuto nella seconda metàdel secolo xiv: forse Giovannad' Aragona, secondamoglie
descrisse il Tumulto de' Cìompi,deì quale di re Ferdinando, della quale si era inva-
fu testimonio. Vedi Storiografia. ghito. La luna si converte spesso nel sole
Cronichette ant. di vart scrittori, ecc.,
Cfr. e ai raggi di questo sole s'accende l'estro
piiblicate ila D. M. Manni, Firenze, 1733. poetico del Cariteo, per produrre quella
lirica raffinata, concettosa, piena di stu-
Capponi Gino: discendente dal- diati artifici che, cresciuta nella viziata
l'antica e storica famiglia, n. a Firenze atmosfera delle corti, coltivata dal Te-
nel 1792, Consacrò la lunga, operosa esi- baldeo, dall'Aquilano e da altri poeti mi-
stenza alla causa della libertà italiana. nori, priva di inspirazione, di sincerità, di
Fondatore col Yieusseux àeW Antologia sentimento, preparò e precorse il secen-
e deW Archivio Storico, frequentatore, tismo in Italia.
tra ì più assidui e tra i più attivi del ce-
Cfr. Tutte le Opere volgari di Ghariteo,
lebre Gabinetto che dal Yieusseux s'in-
Napoli, Mayr, 1509-, Percopo, Le rime di
titolava, capo riconosciuto e rispettato B. G., Napoli, 1892; Ciavarei.li, Il C. e le
della parte liberale moderata in Toscana, sue opp. volgari, in Propugnatore, 1887;
dal '21 al '48, ministro per breve tempo D'Ancona, Il secentismo nel Quattrocento,
in Studi ecc. e in Antol. del Moran'di.
del granduca, membro nel '59 della As-
semblea costituente toscana, in fine se-
Carnascialesco (Canto) : minor
natore del regno d'Italia, morì a Firenze
forma della ballata, di origine popolare,
nel 1876.
d'argomento gaio, satirico talora e licen-
Oltre a minori scritti di carattere sto-
zioso. Fiorito nel quattrocento, special-
rico,a un importante Epistolario, lasciò
mente in Firenze, ove rendeva più ani-
una Storia della republica di Firenze,
mati e giocondi i trionfi, le mascherate,
composta negli anni della vecchiaia, che
le feste carnovalesche, trovò in Lorenzo
ilCapponi ebbe afflitta da completa ce-
de' Medici il poeta che ne perfezionò e
cità. La Storia muove dall'origine del
ne divulgò l'uso, durato anche nel cin-
comune e giunge sino al 1530, alla caduta
della republica: forma chiara, lucida,
laf
quecento. Oltre il Magnifico ricor- —
dane il noto canto che accompagnava
colorita,
popolare.
rese quest'opera meritamente
il Trionfo di Bacco e d'Arianna ne —
composero il Poliziano, il Rucellai, il
CtV. per la Storia l'ed. Barbera, e vedi:
Nardi, Machiavelli, ecc. Usato anche
il
Tabarrini, O- Ci suoi tempi, i suoi studi,
i suoi amici, Firenze, 1879; Reumont, G. G.
fuori di Toscana, ma più raramente, come
e il suo secolo, Milano, 1881, provarono il Renier e il Malamani.
Cfr. lanota raccolta del Lasca (Tutti i
Cariteo (II): è il nome che nel- Trionfi, ecc., sino al 1559) ristampata nel-
l'Accademia pontaniana, quasi a signi- l'ediz. econ. Sonzog-no, n. 78; vedi inoltre
ficare T amico delle Grazie (gr. Cdrites) Resier, Gaspare Visconti ecc. in Ardi.
ebbe Benedetto Gareth. Nato a Barcel- Stor. Lomh. 1886, pag. 509; la piccola rac-
colta di G. G. riprodotta dal Ferrari in Bìbt.
lona intorno al 1450, venne giovinetto a
pop. ital., I, 13 e quella del jVIalamaxi in
Napoli, ove trovò largo favore nella corte Giorn. Stor. L. It., XII, 175-180.
degli Aragonesi; scrivano regio di P'er-
dinando I, segretario di Ferdinando II, Caro Annibale : n. a Civitanova
seguì con costante fedeltà la fortuna de' delle Marche nel 1507, esercitò l'ufficio
suoi signori. Accompagnò Ferdinando II Luigi
di precettore e di segretario presso
in Sicilia e tornò con lui a Napoli, ove Gaddi, presso Pierluigi, Ottavio, Ra-
morì nel 1514. nuccio Farnese, ebbe uffici e cariche di-
Oltre ad altre liriche varie, ci resta verse, godè di prebende e di canonicati
(li lui una raccolta
canzoni e di so-
di cospicui, fu dell'ordine dei cavalieri ge-
netti col titolo di JEndimione. In essa il rosolimitani, commendatore dei santi Gio-
poeta, tra le lodi servili della corte e dei vanni e Vittore, e passò gli ultimi anni

60 —
nella quiete ridente d'una villetta del sonetti aggiuntavi, contribuì a divulgare
Tusculano, presso Roma, ove morì nel accuse non provate e cagionò dolori e
1566. —Opere minori: Rime, di imita- ingiuste amarezze al Castelvetro.
tazione petrarchesca; Lettere, tra le mi- Cfr. Opere di A. C, Milano, Soc. d. Clas-
sici 1807-12; per l'Apologia e gli Amori anche
gliori del tempo; I Mattaccini, sonetti l'ed.Sonzogno (Bibl. econom. n" 41); Lettere
satirici (dal nome di certi giocolieri e scelte annotate dal Donini (ed. Paravia) ; per
saltatori, pieni di lazzi e di facezie); gli gli Amori di Dafni e Cloe l'ed. Barbera, cur.
dal Martini; per VEneide e le Lettere l'ed.
Straccioni, commedia in prosa (dal nome Sonzogno (Bibl. econ. n. 6 e 63); per VEneide
dei due protagonisti, colti dal vero, che, l'ed. Sansoni, curata dal Turri e quella Pa-
ravia, annotata da D. Carbone; per la Vita
male in arnese da prima, coi mantelli leggi quella del Seghezzi, nell'ed. dei Clas-
a brandelli e a toppe, vincono poi una sici cit.

lite e diventano ricchi). — Ma l'opera Carrér Linigi : n. a Venezia nel


maggiore è traduzione AéìY Eneide.
la 1801, ebbe a Padova la laurea in leggi,
Scritta negli ultimi anni della vita, per ma proseguì con cura amorosa gli studi
far conoscere la ricchezza e la capacità di lettere e diventò in breve scrittore
della lingua italiana, stampata, dopo la elegante, facile poeta. Correttore di ti-
morte del Caro, nel 1581, quantunque pografia, costretto a quest'umile ufficio
s'allontani dal testo per 1' abbondanza da penose condizioni economiche, fu
troppo colorita della forma, che la riduce creato poi segretario dell'Istituto Veneto,
talora un largo commento e un'illustra- professore in una scuola tecnica e morì,
zione poetica dell'originale, tuttavia, per nel 1850, direttore del Museo Correi*.
la plastica efficacia della rappresenta- Tradusse Lucrezio: ristampò alcune
zione, per la varietà delle imagini, per opere classiche della nostra letteratura,
la robusta eleganza del verso, è opera iniziando una Biblioteca, che doveva ri-
pregevole e meritamente giudicata la publicare in una serie di cento volumi,
migliore delle versioni italiane. opportunamente scelti e illustrati, i più
Una canzone, scritta dal Caro in lode celebri tra gli scrittori classici italiani.
della casa dei Valois, Venite aWomhra Oltre i saggi sulla vita del Goldoni e del
dei gran gigli d'oro, suscitò un'aspra, Foscolo, oltre VAnello di sette gemme
fierissima polemica tra lui e Ludovico che, in forma romanzesca e fantastica,
Castelvetro. Questi giudicò severamente ritrae nella vita di sette illustri donne,
la canzone, ne biasimò la forma e pro- costumi di Venezia, il Carrer
la vita e i
vocò una Apologia, che berteggiava e scrisse Poesie, varie d'argomento e di
vituperava il severo censore e che il metro; notevoli tra queste: le Ballate
Caro finse scritta dagli oziosi frequen- (leggi il Sultano, il Mcrro, lo Stradella,
tatori della contrada de' Banchi in Roma,
la Sposa delV Adriatico, ecc.).
scherzosamente chiamati accademici dei Se ad altri spetta il merito di aver
Banchi (un Banchetto^ un Predella, un derivata dalla Germania e fatta cono-
Buratto, un Ser Fedocco). scere e divulgata in Italia questa nuova
Alla Apologia, alla quale ripetuta- forma di poesia, la ballata, è lode del
mente rispose l'avversario, seguirono al- Carrer di avere impressa in essa uno
cuni sonetti violentissimi, che raccoglie- schietto carattere di originalità. Classico
vano e diffondevano due accuse contro e studiatamente seguace del Foscolo,
il Castelvetro, l'una, che egli avesse fatto
nella forma del verso nitida e precisa:
morire Alberigo Longo, partegiano del romantico di pensiero e di imagini, velate
Caro, l'altra che egli fosse eretico: onde d'una dolce mestizia, il Carrer è poeta
il Castelvetro fu giudicato dal tribunale
pili facileed elegante che non robusto: è,
dell'Inquisizione e dovette lasciar Roma più che profondo, agile e vivace prosatore.
e l'Italia. —U Apologia del Caro è no- Cfr. Poesie e prose di L. C, Firenze, Le
tevole per la festività e l'arguzia della Mounier, 1855; Bernardi, Luigi Carrer nel
forma, per la franchezza dei giudizi, ma Cimento, ann. 1853; Crovato, Della vita e
opp. di L. C. con la biogr. e bibl., Lanciano,
è opera triste perchè, con la corona dei Carabba, 1899.
,

01 —
Carretto (Del) Galeotto : di Sa- finatezze della vita cortigiana del cin-
vona, poeta del sec. xv, autore di liriche quecento. Tradotto in più lingue, dive-
varie, di commedie, come Timone, di
il nuto facilmente popolare, esso lasciò il
tragedie, come la Sofonisba, di rappre- suo titolo al dizionario della lingua ita-
sentazioni allegoriche, come Le nozze di liana.
Psiche e Cupidine. Opere di m. G. d. C, Milano, Classici,
Cfr.
1806, voli. 4 il Galateo annotato dal Donini
Cfr. la Sofonisba, per le Nozze, per
per ;

il Timone, rispettiv. l'ediz. di Venezia, 1546, nell'ediz. Paravia; Prose e poesie scelte in

e Milano, 1519, 1520; Gaidano, G. D. C. in Bibl. econ. Sonzogno (n<> 68); per la vita e le
Giorn. stor. leti, (tal., XXIX, 368. opp. vedi la prefazione del Manni alla ri-
stampa di Firenze, 1707.
Casa (Della) Giovanni: da una
famiglia, che veniva dal Mugello, nacque Cassianì Giuliano ; modenese,
in Firenze nel 1503. Chierico della Ca- (1712-1778), mediocre poeta frugoniano,
mera Apostolica, commissario delle de- che Parini lodava soltanto per quattro
il

cime papali in Firenze, arcivescovo di sonetti: Susanna, La Moglie di Puti-


Benevento e nunzio del papa alla Re- farre. La caduta d^Icaro, Il Batto di
publica di Venezia, ebbe cariche ed uf- Proserpina.
fici importanti e fu segretario
politici Cfr. Bime di G. G., Lucca, 1770; Zanella.
di Stato con Paolo IV. Morì nel 1556, St. leti, it., Milano, Vallardi, 1880, pagr. 94.

Tra le opere minori di lui ricordiamo:


Cassi Francesco : pesarese (1778-
i Volgarizzamenti àaì greco e dal latino;
1846), tradusse laFarsaglia di Lucano.
una Vita Petri Bembi; un trattato De
V. Volgarizzamenti.
officiis inter potentiores et tenuiores ami-
Cfr. per la versione della Farsaglia l'ediz.
cos (sui doveri tra amici maggiori e mi- diamante Barbera.
nori),che può essere tenuto come un'ap-
pendice al Galateo; due Orazioni poli- Cassoli Francesco: reggiano, n.
tiche,Vunsi a Carlo V, l'altra ai Veneziani nel 1749, m. nel 1812, felice interprete
contro Carlo V; Lettere famigliari e e traduttore elegante di Orazio, prosegue
politiche; Bime varie, che, per una mag- le tradizioni della scuola classica, se-
gior vigorìa e gravità di pensiero e di guace del Parini. Il Carducci, per alcune
forma, distinguono il Della Casa dagli odi di lui e nominatamente per quelle
altri petrarchisti. intitolate alla iMcerna e al Letto, lo
L'opera maggiore, o meglio la pivi nota giudica il poeta più originale di quella
e più popolare del Della Casa, è il Ga- scuola.
lateo, composto, come avverte l'autore, Cfr. Versi di F. G. Parma, 1802; Carducci.
per desiderio d'un messer Galateo (igno- Lirici del sec. xviii, Firenze, Barbera (vedine
rasi se questo nome traduca latinamente la prefazione a pag-. LXVIII).

quello di Galeazzo Florimonte o quello


Castelli Benedetto : bresciano
di Antonio Ferrari da Galatina). Ma più
n. nel 1577, m. nel 1654, monaco bene-
precisamente il libro trae origine dalle
dettino, insigne matematico, scolaro dì
garbate riprensioni che cotesto messer
Galileo, ne continuò le tradizioni ed il
Galateo fece un giorno a certo nobile
metodo scientifico. V. Galilei.
conte, ospite del vescovo, sulla maniera
Cfr. MoRSOLiN, Il Seicento, Milano, Val-
poco pulita poco conveniente ond'egli
e
lardi, 1880, pag. 109.
storceva la bocca masticando e sonando
con le mascelle. Così nacque e venne Castelvetro Ludovico: n. a Mo-
formandosi questo trattatello, che s'al- dena nel 1505, studiò leggi e lettere.
larga a insegnare quali modi si debbano Accusato di eresia, citato nel 1560 a
tenere, quali evitare nella conversazione Roma, dinanzi al tribunale dell'Inquisi-
civile. Scritto in forma disinvolta e spesso zione, dopo i primi interrogatori fuggì
misurata ed elegante, il Galateo ritrae, dall'Italia; accolto, dopo lunghe pere-
come il Cortegiano, i costumi e le raf- grinazioni, alla corte di Massimiliano II,
CAS Ci2

dovette abbandonare Vienna, a cagione e di quella Caterina II, che pur altre
della pestilenza che v'infieriva e morì a volte poeta inverecondo e venale aveva
il

Cliiavenna nel 1571. —


Per la polemica celebrate con alte lodi. Tanto nell'uno
sua col Caro vedi più sopra questo nome. quanto nell'altro poema, in mezzo alla
Tradusse e illustrò la Poetica di Aristo- prolissità della rappresentazione e alla
tele, scrisse le Chiose su Dante e un negligenza dello stile, brilla non rara
Commento al Petrarca, erudito ed acuto. l'arguzia e il motto colpisce giusto e
Conoscitore esperto di greco e di latino, pronto.
critico sottile, nelle Giunte alle prose Cfr. Opere dell'ab. G. B. C, Parigi, Baudry,
del Bembo, s'occupò, con larghezza ed 1837; Gli Animali parlanti, Torino, 1869;
efficacia d'argomentazioni, della quistione
il Poema Tartaro (del quale il Biaschi-
Giovisi pubblicò una chiave storico-critica)
della lingua italiana. nell'ed. econ. Sonzogno, n° 89; cons. inoltre
Cfr. Ojìere varie di L. C, Lione, 1727 Mu- ; lo scritto del Tommaseo sul C. in Antol.
ratori, Vita di L. G. in questa ed. di Lione; del Morandi.
Rexier, Il protestarli istno di L. O. in Pre-
ludio, 1882.
Castiglione Baldassarre: n. nel
1478 a Casatico del Mantovano da una
Casti Giambattista: n. nel 1721 famiglia nobilissima, ebbe a Milano
a Montefiascone, in Toscana, ebbe gli maestri di greco e di latino il Merula
ordini sacri e insegnò forse nel patrio e il Calcondila, e s'addestrò, giovinetto,
seminario. Ascritto in Roma all'Acca- alla corte di Ludovico
Moro, in tutte il

demia dell'Arcadia, godè a Firenze il le arti cavalleresche. il marchese Seguì


favore di Leopoldo I e di Giuseppe II, Francesco Gonzaga, comandante dell'e-
che con sé a Vienna. Col figlio
lo volle sercito francese alla battaglia del Ga-
del ministro Kaunitz visitò le città prin- rigliano e nel settembre del 1504 entrò
cipali dell'Europa, si fermò a lungo alla nella corte elegante di Urbino, frequente
Corte di Pietroburgo, e ne studiò atten- allora di eruditi, di letterati, di artisti,
tamente i costumi, col segreto intendi- rallegrata da feste suntuose e da gare
mento di descriverli e di deriderli. Tor- continue di gentilezza e d'amox'e.
nato a Vienna, fu da Francesco I creato Rimase al servizio del duca Guido-
2)oeta cesareo. Morì a Parigi nel 1803. baldo e del successore di lui P'rancesco
Oltre a quarantotto Novelle in 8*» rima, Maria della Rovere ebbe carichi e
:

sconce e goffe la maggior parte; oltre missioni di grave importanza, fu amba-


ai Sonetti, che con altre liriche lo resero sciatore dei duchi d'Urbino presso papa
subito noto e ammirato a Roma; oltre Leone X e a Roma si strinse d'amicizia
ai Melodrammi, alle Cantate, scrisse — con gli uomini più celebrati nelle let-
e sono le opere di
più notevoli:
lui gli — tere e nelle arti e specialmente con
Raf-
Animali parlanti, un poema eroicomico faello,che ne ritrasse l'imagine in una
di ventisei canti in 6^ rima e il Poema tela stupenda che si trova al Louvre.
Tartaro, di dodici canti in S*» rima. — Tornato a Mantova nel 1516, sposò Ippo-
^%%\\ Animali parlanti, rinnovando l'e- lita Torelli, strappatagli dalla morte
sempio dell'antico romanzo della volpe, quattro anni dopo. Ambasciatore dei
altro non era stato se non la satira e
<'lie Gonzaga a Roma, fu, nel 1524, mandato
Ja parodia della società feudale, il Casti, dal papa come nunzio a Carlo V: e
sotto il velo trasparentissimo dell'alle- quest'ufficio fu cagione per lui delle
goria, nei colloqui, nei
costumi, nelle più amarezze. Dopo il sacco di
gravi
gare, nelle dispute, nelle vicende, ch'egli Roma, Clemente VII lo rimproverò acer-
finge accadute in un ideal regno d'ani- bamente di non aver saputo i)enetrare
mali, rappresenta e deride gli usi, le leggi, e comunicare i consigli e i disegni della
i pregiudizi, nei quali vivono i governi corte di Carlo V. Quantunque il papa
e le società civili. Nel Poema Tartaro riconoscesse la innocenza del Castiglione
è facile scorgere, sotto mentiti nomi, e l'imperatore gli significasse in tutti i

la satira di quella Corte di Pietroburgo modi la sua benevolenza, non seppe


,

()3 CAT

trovar conforto alle angustie patite. Morì così la fiducia da potergli manifestar
a Toledo nel lò29; il corpo, trasferito sempre la verità, da poterlo eccitare al
in Italia, fu sepolto nella chiesa della bene e rimuovere dal male con l'esempio
Madonna Mantova,
delle Grazie, presso della gentilezza, della bontà, della cor-
in una tomba che, disegnata da Giulio tesia, con la parola elegante ed ornata.
Romano, porta un epitaffio di Pietro A questi precetti se ne intrecciano altri
Bembo. sulle virtù della donna di corte, sul
Opere minori Carmina poemetti
: { sentimento dell' amore che non deve
elegie, epigrammi latini); Lettere; Rime; mancare al cortegiano. (E qui dell'amore
una breve egloga in ottava rima, Tirsi (il parla lungamente il Bembo con le stesse
nome del pastore protagonista) scritta e dottrine esposte negli Asolani). — Alle
recitata nel carnovale del 150fì, in lode altre quistioni s'aggiunge anche quella
della duchessa e della corte di Urbino. intorno alla lingua, che conduce il Casti-
Opera maggiore Il Cortegiano. A scri-
: glione a dichiarare che la lingua deve
:

vere questo libro, cominciato nel 1514 misurarsi sull'uso vivente in luoghi, ove
e compiuto nel 1518, il Castiglione fu più fervida si accolga la vita intellet-
mosso, come dice nella dedica a Don Mi- tuale e civile: che si deve costituire una
guel de Silva, dalla memoria del duca lingua italiana comune, sull'esempio dei
Guidobaldo e dello splendore della sua Greci, i quali da quattro dialetti trassero
corte. Egli racconta come nel palazzo l'idioma nazionale.
di Urbino usassero i gentiluomini e le Il Cortegiano è dunque, nel suo com-
dame raccogliersi la sera, nelle stanze plesso, un trattato di per/eito cortigiania,
della duchessa, in piacevoli e geniali nel significato nobile che l'autore attri-
colloqui. Tra i frequentatori era natu- buisce a questa parola di un'arte, cioè,
:

ralmente il Castiglione, il quale tìnge intesa a studiare e a esercitare i modi


invece di essersi trovato in Inghilterra, più opportuni per consigliare, guidare,
mentre alla Corte si tenevano i ragio- educare un principe. Nel dialogo vivace,
namenti, che egli riferisce nell'opera obbiettivo, nella varietà dei caratteri
sua. —Narra dunque che una sera, precisamente delineati e dei discorsi
per proposta di Federico Fregoso,il conte convenientemente riferiti, il libro è una
Ludovico di Canossa espose alcune dot- fedele riproduzione delle eulte conver-
trine intorno all'arte d'un perfetto cor- sazioni tenute nella nobile corte, e ri-
tigiano. Dal discorso da quelli
di lui, specchia la vita signorile, magnifica, i
tenuti nelle tre sere seguenti da Fede- costumi eleganti d'una società raffinata.
rico e Ottaviano Fregoso, da Bernardo Ed è opera anche notevole, perchè in
da Bibbiena, da Giuliano de' Medici, essa è ritratto il carattere del Casti-
dalle altre quistioni e obbiezioni che glione, gentiluomo dotto senza affetta-
queste dottrine promossero, esce così zione, egualmente esperto nel trattare la
formato l'esemplare del vero cortegiano : penna e la spada, facile scrittore di
nobile d'origine, addestrato nell'esercizio latino e di italiano, nobile di sentimenti
delle armi e nelle arti tutte della caval- e di virtù.
leria, coraggioso e audace senza millan- Ctr. pel Teatro Hai. race, dal
Tirsi il

teria, fine ed elegante nei modi, squi- Torraca; per opp. minori efr. Opere
le altre
volgari e latine di B. C. Padova, 1766; pel
sitamente educato, dotto nelle lettere
Cortegiano l'ed. Sansoni, curaia da V. Cian,
e nelle arti, studiandosi di dissimulare nella quale vedi la bibliogr. (pag. IV) per ciò
ciò che egli sa, facile poeta, esperto che riguarda la vita dA Castiglione, il va-
nella musica, abbia il cortegiano il gusto lore e il carattere del Cortegiano.

educato per conoscere le più riposte at- Caterina (S**): Caterina Benincasa,
trattive della bellezza. E tutte queste n. nel 1347a Siena da umili parenti,
doti egli deve usare per conseguire uno entrò giovanissima nell'ordine delle Man-
scopo ben più alto, per ottenere, cioè, tellate domenicane. Presentatasi nel 1375
il favore del principe, per conquistarne in Avignone a papa Gregorio XJ, ne
,

CAV — 64 CAV

ottenne la promessa di tornare solleci- Cavalca Domenico: n. a Vico Pi-


tamente a Roma, ove essa morì a tren» sano intorno al 1270, morì a Pisa nel 1342,
tatrè anni, nel 1380. Diventò patrona della Frate domenicano, austero nella vita ope-
città nativa e fu canonizzata nel 1461. rosa, fondatore del convento di Santa
Negletta d'ogni culto femminile, cre- Marta in Pisa, lasciò Frose originali.
sciuta fra le piìi dure privazioni, usava Volgarizzamenti, Rime, che spirano tutte
flagellarsi le carni coi pili aspri cilici e il forte sentimento d'un cristiano con-

negare allo stanco corpo le ore del sonno, vinto é animoso. Tra le Bime, notevole
per dedicarle interamente alla preghiera. una corona di sonetti che rappresentano
Dimentica di se stessa, larga d'aiuti e il cavaliere di Dio in mezzo alle lotte
di conforti ai poveri, essa correva ove più animato dalla fede
e alle insidie terrene,
urgente fosse il bisogno e curava gli e sicuro del premio che il cielo gli pro-
ammalati piti pericolosi. Gettatasi, con mette. Più che volgarizzamenti, il Pun-
gagliardia virile, in mezzo alla vita tumul- gilingua contro i peccati della lingua e
tuosa del suo tempo, proclamò neces- le Vite dei Santi Padri (dedotte da una
saria una riforma della Chiesa e voleva compilazione latina dei primi secoli
tutte insieme collegate le nazioni in una Vitae Patrum) %ono rifacimenti, ai quali
santa crociata. la castigata proprietà della lingua e la
Oltre trecentosettantatrè Lettere, det- narrazione libera e disinvolta conferi-
tate da una eloquenza calda e impe- scono un carattere originale. Tra i molti
tuosa e indirizzate a prìncipi, a condot- Trattati e Specchi che il Cavalca scrisse
tieri, a papi, ricordiamo il Dialogo della di suo, per emendare e guidare la vita
serafica Santa Caterina da Siena, in- dell'uomo, ricordiamo lo -Specchio di
torno alla salvazione e dannazione del- Croce, nel quale s'insegna, avverte l'au-
l'anima, alla penitenza, alla preghiera, etc. tore, come Cristo in croce mostra ogni
Le Lettere sono notevoli per l'energica sua perfezione e ogni nostra macula. Il
originalità della forma, per la ingenua Giordani celebra il Cavalca come padre
schiettezza dello stile, libero da qua- della prosa italiana.
lunque ornamento retorico, e mostrano Cfr. per le Bime la Baccolta di rime
nella Santa da Siena la più alta coscienza ant. tose, Palermo, 1817; per lo Specchio di
religiosa del trecento. Croce l'ed. proc. da B. Sorio (Venezia, 1840j,
per il Pungilingua quella proc. da G. BoT-
Cfr. Opere di 8- C da S., ed. di Siena e TARi (Roma, 1751), per le Vite l'ed. di B. Sorio
Lucca, 1707-1715, 4 voli. (ed. dal Gigli, di cui (Trieste, 1858), quella scolastica di C. Gar-
cons. il Vocab. Cateriniano); Lettere, pahhì. GiOLLi (Paravia, 1887) e v. una scelta in Del
da N. Tommaseo, Firenze, Barbera, 1869. Per Lungo, Leggende del sec.XIV, Firenze, Bar-
ciò che si riferisce alla vita e al carattere bera, 1863 (voi. I e II); cfr. inoltre Fabroni,
della Santa cfr. gli scritti dell'HASE, del Mi- Mem. istor. di più uom. illustri pisani,
«NATY, del Grottanelli, del Capecelatro Pisa, 1790.

€a vaiola: farsa popolare, di carat- Cavalcanti Giovanni : cronista

tere satirico, scpitta in dialetto e fiorita fiorentino del secolo xv, fautore ardente

lungamente, dal sec. xvi al xvii, nel mez- dei Medici, che narrò la storia di Firenze,

zogiorno d'Italia: chiamata così perchè dalla guerra con F. M. Visconti (1423)
rappresentava e riproduceva sulla scena sino al 1447 : lo stile è involuto, studiata

i costumi, la ingenuità, la goffaggine, e accademica la forma.

la grossa piacevolezza degli abitanti di Cfr. perStorie fiorentine Vediz. del Po-
le
LiDORi, Firenze, 18;!8-39; Rossi, Il Quattro-
Cava de' Tirreni, i quali, come prova
cento cit., pag. 120.
una novella di Masuccio Salernitano,
furono lungamente soggetto di scherno Cavalcanti Guido: nato a Fi-
e di riso. metro: l'endecasillabo con
Il renze intorno al 1258 da Cavalcante di
la rima al mezzo. Schiatta. Quantunque guelfo, fu dei ne-
Cfr. Torraca, Le farse cavatole in Studi mici più aspri di Corso Donati, onde
di storia lett. napoletana, Livorno, 1884. s'accostò lentamente alla parte bianca
CAV (35

dei Cerchi. Sposò una figlia di Farinata ballate. Tra le canzoni è celebre quella
degli liberti, ma amò e cantò poetica- ricordata più sopra: Donna mi priega;
mente donne, quali Giovanna (la
altre perch' i' voglio dire D'un accidente, che
Vanna ricordata in due sonetti danteschi sovente è fero Ed è sì allegro, c/t'è chia-
e designata nelle rime del Cavalcanti col mato Amore, ecc. la quale risponde
a una
nome di Primavera), Pinella e Man- serie di quistioni intorno
natura alla
detta, conosciuta a Tolosa. Appartenne dell'amore, rivolte da una donna al poeta
al consiglio generale della città. D'in- e formulate poeticamente nel sonetto di
dole sdegnosa e franca, ardente e intem- Guido Orlandi: Onde si muove e donde
perante nelle gare di parte, fu confinato nasce Amore?
a Sarzana nel 1300, quando parve oppor- Che se il dialettico sottile, il filosofo
tuno ai priori —
tra'quali era Dante, con- nebuloso manifesta ancora in alcuni
si

discepolo e amico del Cavalcanti di — sonetti, in altri, e specialmente nelle


allontanare da Firenze i capi delle due ballate, la lirica del Cavalcanti raggiunge
diverse fazioni. Tornò in patria coi com- una freschezza e schiettezza di senti-
pagni d'esiglio, poco tempo dopo, con- mento, una naturalezza di imagini tem-
sunto dalle febbri, e morì in Firenze perate a una dolce melanconia, una così
nell'agosto dello stesso anno, 1300. elegante e misurata sobrietà di espres-
Riprendendo l'argomento, trattato già sione, da giustificare la lode e l'ammi-
mirabilmente in una nota lirica del razione di Dante.
Guinizelli, il Cavalcanti, nella canzone Tra i sonetti (due dei quali satirici,
Donna mi priega..., scientificamente e fi- alcuni epistolari) leggi Chi è questa che :

losoficamente, spesso con rigide e oscure vien ch'ogni uom la mira?.,. Avete in —
speculazioni, ragiona della genesi, della voi li fiori e la verzura... — donna
natura, delle proprietà, delle manifesta- mia, non vedestà colui?.. Un amoroso —
zioni àeW Amore, del luogo ove esso di- sguardo spiritale... —
Beltà di donna et
mora, ecc. La canzone difficile, non tanto di piacente core... —
Tra le ballate vedi:
per la corruzione del testo onde giunse Vedete ch'io son un che vo' piangendo...
sino a noi, quanto pel pensiero fatico- — In un boschetto trovai pastorella... —
samente studiato ed elaborato, che le Fresca rosa novella, Piacente Prima-
iraagini poetiche non riescono a illumi- — Era inpenser d'amor quand'
vera... i'

nare e a chiarire, fu sempre oggetto a — Perch' non spero di tornar


trovai... i'

studi e a critiche pazienti da Egidio giammai...


Romano al Ficino. Essa segna tuttavia Cfr. per le Rime l'ediz. dell'ARNONE (Fi-
un profondo mutamento nella lirica to- renze, 1881), dell'ERCOLE (Livorno, 1885) e il no-
scana, preannuncia le rime del Convivio tevole studio di quest'ultimo; Salvadori, La
poesia giovanile di G. C, Roma, 1894; Del
e dichiara la poetica della scuola dello
Lungo, Il disdegno di Guido in JVuova An-
stile nuovo, della quale il Cavalcanti fu tologia, 1889 e pubi, a parte.
con l'Alighieri il rappresentante più in-
signe. Cavalieri BonaTentiira : mila-
Cittadino tra i più illustri del suo nese, n. nel 1598, m. nel 1647, teologo

tempo, d'animo nobile e cavalleresco, gesuato, discepolo di Benedetto Castelli,


celebrato nel poema di Dante, che gli professore di matematiche. Galileo lo
dedicò la Vita Nuova, virtudioso filo- chiamava alter Archimedes. Gol Castelli,

come chiama col Torricelli, col Viviani, continuò la


sofo, lo il Villani, il Ca-
valcanti seguace — come avverte il Boc- tradizione del pensiero e del metodo ga-
caccio — delle dottrine degli epicurei, lileiano.

assiduamente studiava se con le spe- Cfr.: MoRSOLiN, Il Seicento, Milano, Val-


lardi, 1880, pag. 110.
culazioni metafisiche non si potesse ne-
gare l'esistenza di Dio e l'immortalità Caviceo Jacopo : parmense (1443-
dell'anima. —
Ci resta di lui un copioso 1511), autore, tra altre opere minori, del
canzoniere, costituito di canzoni, sonetti, Peregrino, grottesca compilazione, scritta

5 TuRRi, Diz. stor.


CEB — 66 CEC

in una forma accademica, penetrata di segua le tracce del teatro latino, o


elementi dialettali, che narra gli amori s'inspiri all'esempio del Machiavelli e
e le avventure di Peregrino e di Ginevra, dell'Ariosto, il Cecchi compensa la scarsa

per insegnare la volubilità della fortuna. efficacia drammatica con la riproduzione


H^fr. pel Peregrino l'ediz. di Venezia, 1526; animata e verace della vita, del
costume,
Albertazzi, Romanzieri e Romanzi ecc., dell'eloquio fiorentino, in che essi ciò
Bologna, 1891, pag. 7. hanno di più comico e di più arguto. V.
Drammatica.
Cebà Ansaldo: genovese (1565-
Cfr.: l^'' Esaltazione della Croce in Sacre
1623); tra i lirici del seicento, col consiglio
Rappres., Firenze, Le Monnier, 1872; L'As-
e con l'esempio, propugnò la necessità di
siuolo, nell'ediz. di Milano, Daelli, 1863, con
tornare alle tradizioni classiche e di vol- uno studio di E. Camerini; per le altre com-
gere la poesia a intenti civili. Autore di medie cfr. il Teatro cotnico fiorentino, Ve-
mediocri tragedie, nel poema eroico Furio nezia, 1750 e Commedie di G. M. Cecchi con
Camillo fu un pallido imitatore del Tasso. prefaz. di O. Guereini in Bibl. econ. Son-
zogno, n" 7.
Cfr. per le Rime l'ediz. di Roma, 1611; pel
Furio quella di Milano, 1611; Belloni, Il
Seicento, cit, pag. 57 e seg.
Cecco d'Ascoli: Francesco Stabili,
n. ad Ascoli intorno al 1270, insegnò
Cecchi Oiovanni Maria : fio- prima a Bologna, poi fu in Firenze astro-
x-entino, n. nel 1518, m. nel 1587. No- logo del duca di Calabria. Denunciato
taio, ebbe altri pubblici uffici ed esercitò da qualche rivale o invidioso e maligno,
il traffico della lana. offeso dal suo orgoglio, perseguitato
Oltre a Prose minori e a Hime varie, senza tregua dall'Inquisizione, costretto
scrisse Rappresentazioni sacre [es. Il
: : ad abiure e a penitenze durissime, fu
figliuol prodigo, La morte del re Acab, arso vivo a Firenze nel 1327. La leg-
L'' esaltazione della Croce]; J^arse[es.: La genda popolare s'impossessò della figura
Pittura, La Romanesca]; Commedie al- di lui e la tramutò in quella d'un in-
legoriche realistiche, originali o esem- cantatore e d'un mago.
plate sul teatro latino, alcune in prosa, Intorno al 1326 scrisse un poema al-
altre in versi [es. Gli Incantesimi, Lo
: legorico, intitolato Acerba, per la gra-
Spirito, La
Dote, I Dissimili, I Rivali, vità e la difficoltà, o, più veramente, per
Le Maschere, Il Debito, L'Assiuolo, che r oscurità dell' argomento, acerbo alle
è tra le più vivaci e che, tratta forse da menti incolte. Il poema, scritto a strofe
una novella boccaccesca, rappresenta gli di sei versi e a terzine accoppiate con lo
affanni d'un marito beffato, il quale, chiuso schema ABA-CBC, tratta, in una forma
fuori di casa dalla moglie, nel grido la- sbiadita e penetrata di voci dialettali, di
mentoso, onde invoca l'aiuto dei servi, astrologia e degli influssi celesti, dell'a-
imita il chiù chiù dell'assiuolo]. more, della virtù, del vizio, e raggruiipa
Ingegno facile e fecondo, come l'atte- insieme elementi i più disparati, attinti ai
stano i suoi numerosi componimenti dram- bestiari, ai lapidari, ad altre enciclopedie
matici, il Cecchi ringiovanì e trasformò scientifiche ed allegoriche del medioevo.
la sacra rappresentazione : tra le scene e Disdegnando, come egli diceva, le finzioni
gli episodi spirituali inserì argomenti e e gli ornamenti poetici, che appannano
caratteri profani: a personaggi dedotti l'aspetto luminoso della verità, manifestò
dalla Bibbia, aggiunse figure e tipi colti apertamente, in più luoghi dell'opera sua,
nel teatro antico o nella realtà della un disprezzo orgoglioso per la Commedia
vita oppure del sacro racconto conservò
: di Dante. Infatti si leggono neìV Acerba
soltanto il titolo e la trama e si giovò questi versi: Qui non si sogna per la
di questa per argomenti profani: all'ot- — Qui non veggo né Paolo
selva oscura
tava rima sostituì il verso sciolto e l'a- ne I\ancesca — In peccasti, ciò fio-

zione scenica rese più umana, più re- rentin poeta — Qui ben mi sdegna lo

golare, più ordinata. Nella commedia, o tacer di Dante, ecc. Fu detto giustamente
GEL — (37 GEL

clie nella fine terribile dell' ascolano nelle pagine più vivaci e più animate
parve espiata la colpa di queste grot- della sua Vita, assoluto dall'accusa e li-
tesche ingiurie. berato dal carcere si recò in Francia.
Francesco I gli concedette una pen-
rfr. L'Acerba di C. d'A., Venezia, 1820;
e sull'autore e l'opera di lui gli scritti noti sione annua di settecento scudi d'oro,
de! Friz/i, del Bariola, del Castklli, e il gli accordò titolo e diritti sul castello
giudizio del Novati in Giorn. Star. Leti. del Petit-Nesle, ove si recava spesso a
Hai., I, 62 Rossi in Giorn. Stor. Leit. ital.
visitarlo, e gli commise non pure lavori
;

XXI, 385.
d'oreficeria, ma opere decorative e mo-
C'ellini Benvenuto : discendente numentali. Le gelosie e le persecuzioni
da una famiglia venuta in città da Val d'una favorita del re, che aveva saputo
d'Ambra, il Cellini nacque a Firenze suscitare contro Benvenuto la rivalità
nel 1500. Studiò disegno e l'arte del-
il e l'emulazione d'un pittore, il Prima-
l'oretìce, quantunque
il padre, musico e ticcio, e destare nell'animo di Francesco I

architetto, si fosse incaponito a voler dubbi e malevolenze contro l'artefice ita-


fare di lui un suonatore di flauto. A liano, lo persuasero a lasciare la Francia,
ventitré anni, per salvarsi da una sicura ove era dimorato cinque anni. Venuto a
condanna, fuggiva a Roma, dove il fa- Firenze, trovò larga protezione in Co-
vore di Clemente VII gli consentì di simo de' Medici, il quale gli commise
aprire una propria officina, frequentata quella mirabile statua in bronzo del
da amici, da ammiratori, in mezzo ai Perseo, che adorna ora la piazza della
quali 1' artista liorentino passava lieta Signoria e che, inaugurata nel 1554 dopo
e gioconda la vita. A lui principi e pre- lunghe e assidue fatiche, in mezzo alle
lati commettevano lavori squisiti di inci- più gravi difficoltà, create dagli invidiosi
sione e di smalto : così che in breve Ben- e dai malvagi, fu giudicata, con consen-
venuto diventò il più ricercato e
il più timento unanime, un'insigne opera d'arte.
fortunato degli artefici che allora vives- Ebbe angustiati da amarezze e da
sero a RomfL Durante l'assedio del '27, gravi malattie gli ultimi anni della vita,
fece prima mirabili prove di valore e e morì in Firenze nel 1571.
d'audacia, dalle mura della città : poi, Tra le opere minori di lui ricor-
rifugiatosi insieme col papa e coi cardi- diamo le Rime, di scarso valore arti-
nali in Castel Angelo, diradò, con
S. tistico. Trattati e Discorsi sull'oreficeria,
improvvisate artiglierie, le file dei ne- sulla pittura, sulla scultura, sull'archi-"
mici numerosi e irrompenti. Nel 1529 — tettura. —L'opera maggiore è la Vita :
fu da Clemente nominato maestro delle cominciata a scrivere nel 1558, com-
stampe nella zecca: più tardi, vendicò, piuta nel 1566, essa fu stampata sol-
con quella dell'omicida, la morte del fra- tanto nel 1728. Seguendo l'esempio di
tello Cecchino e uccise Pompeo da Mi- Raffaello da Montelupo e di Baccio Ban-
lano, un suo emulo invidioso, che gli dinelli, proponendosi di non dire se non
aveva fatto perdere il favore del pon- la pura verità, il Cellini narra l'origine
tefice. Mentre dal nuovo papa Paolo III della sua famiglia, i suoi primi studi,
otteneva l'oblìo e il perdono del delitto descrive i suoi primi lavori, il suo lieto
più recente, Pier Luigi Farnese, con- soggiorno in Roma, la difesa di Castel
giunto dell'ucciso, incominciava contro S. Angelo, la dimora in Francia, il lungo
di lui ima persecuzione implacabile; così tempo passato a Firenze, le fatiche e le
che quando il Cellini tornò da un primo ansie provate per la fusione del Perseo;
viaggio in Francia, il Farnese lo fece e conchiude ricordando l'invito fattogli
rinchiudere nella prigione di Castel nel 1562 di recarsi in Francia per la-
S. Angelo, sotto l'ingiusta accusa di an- vorarvi il sepolcro di Enrico II, e il
tiche frodi commesse a danno dei car- divieto oppostogli dal duca Cosimo : le
dinali e di papa Clemente. Dopo lunghe parole con cui l'autobiografia finisce de-
e varie peripezìe, che il Cellini narra plorano la morte di Giovanni, fratello
,

CEN — 68 CEK

del duca. — Ravvivata da una folla di del Fiore, il 22 ottobre 1441, in presenzi!
figure diverse, mirabilmente disegnate, della Signoria, dell'arcivescovo, dell'ani
animata dal vivace racconto di episodi basciatore veneziano, di prelati illustri
i pili vari e curiosi, fedele riproduzione e di una gran folla di popolo. A rinno-
della società e dei costumi del cinque- vare, a ravvivar l'uso del volgare patrio,
cento, la Vita del Cellini, scritta senza negletto o abbandonato interamente in
studio, senza alcuna preparazione, con tanto ardore di classici rinascimenti
semplicità, con naturalezza, in una forma l'Albertie Piero De' Medici avevano
troppo libera forse e indipendente dalle proposto agli officiali dello Studio fio-
leggi grammaticali, ma disinvolta, facile, rentino che fosse bandita una gara let-
:

popolare, ritrae l'indole schietta dell'ar- teraria e promesso


il premio d'una corona

tefice fiorentino, le sue passioni, i suoi d'argento a chi presentasse il miglior


amori, i suoi odi, le bizzarrie e le stra- componimento poetico, in volgare, in-
nezze del suo carattere. torno a un tema non nuovo e non arduo,
Cfr. pei Trattati l'ediz. del Milanesi (Fi- V amicizia ; i componimenti, presentati
renze, 1857) ; per la Vita l'edizione Sonzogno, nel giorno stabilito dovevano essere
,

curata dal Camerini; l'cd. Sansoni curata dal recitati o dagli autori stessi o da altri
BiAGi. Cons. inoltre Plon, B. C, orfèvre,
:

designati a questo a giudici furono


medailleur, sculpteur: recherches sur sa :

vie, ecc. Paris, 1883 ; Baretti, La vita di scelti dieci segretari apostolici, che di-
B. G. in Antologia del Morandi. moravano allora a Firenze, tra i quali
erano certo il Poggio, ilBiondo, l'Au-
Cene della Chitarra : rimatore
rispa, forse il Vegio. Non pochi dei
aretino, fiorito nella seconda metà del
verseggiatori del tempo, risposero al-
secolo appartiene alla scuola umo-
XIII,
l'invito; toscani quasi tutti, mossi più
ristica. Scrisse una corona di tredici so-
che dalla speranza del premio, dal de-
netti burleschi, a guisa di parodia della
siderio di mostrar l'attitudine e la vi-
corona composta da Folgore da S. Ge-
goria sempre fresca del volgare, in quegli
mignano, e rivolta specialmente a col-
anni in che più usava disprezzarlo e
pire di ridicolo la millanteria e le ciancio
deriderlo e reputarlo di gran lunga in-
di Folgore.
Ma la corona non fu
feriore al latino.
Cfr. Rime di Folgore da S. G. e di G. d. Gh., conceduta ad alcuno e rimase in dono
pubi, da G. Navone, Bologna, 1880.
alla chiesa di che i giudici cercarono
:

Cento novelle : vedi Novellino. un magro pretesto nell'egual valore di


quattro componimenti mentre la ragion :

Cerretti L<uigi : modenese, n. nel


vera, osserva il Flamini, era riposta nel
1738, m. nel 18(J8, autore di Poesie varie, disprezzo che pel volgare continuavano
appartiene alla scuola classica del secolo
aperto e costante quegli adoratori del
xviii che attingendo gli esempi e le forme
latino. (Tra quelli che non s'acconciarono
,

alla poesia antica, si studiava di rinvigo-


facilmente a questo giudizio fu l'Alberti,
rire e rinnovare la lirica italiana. L'Am-
il quale propose anzi un altro certame
brosoli gli nega profondità di concetti e intorno a un argomento, il cui significato
aggiunge che talvolta lo splendore della era molto trasparente, l' Invidia; ma la
forma degenera in una pompa di parole nuova gara non ebbe luogo). Furono —
eleganti, ma povere di idee.
letti i componimenti di Francesco degli
Cfr. Poesie diL. C, Pavia, 1810; Carducci, Alberti, di Antonio degli Agli, di Ma-
Lirici del sec. xviii, Firenze, Barbera (ved.
riotto Davanzati, di Anselmo Calderoni,
la prefaz. a pag. XXIIi).
di Francesco Malecarni, di Benedetto
Certame coronario : così desi -
Accolti, di Ciriaco d'Ancona, di Leo-
guano comunemente le storie letterarie nardo Dati, di L. B. Alberti. Le poesie,
la poetica gara ideata da Leon Battista ascoltate allora dal popolo presente, con
Alberti (v. q. nome) e da Piero De' Me- attenzione benevola, si diffusero, tra-
dici, e seguita in Firenze, in S. Maria scritte in più esemplari, per tutta l'I-
CES — 69 CES

talia, e può, chi voglia, consultarne la renzio, Ejnstole e Orazioni di Cicerone :

raccofta nelle Opere volgari dell'Alberti, insieme con altre scritture di carattere
pubblicate dal Bonucci. Notevole e il — ascetico, abbiamo di lui una Disserta-
migliore forse fra tutti l'esperimento — zione sullo stato presente della lingua
di Leonardo Dati, costituito parte di esa- italiana; Novelle; Lettere; Bime. Ma —
metri, parte di strofe saffiche trasportate le opere più notevoli del Cesari sono: Le
nel volgare, con le norme e le ragioni Grazie (raccolta di dialoghi che l'au-
dichiarate del tentativo fatto: notevoli tore finge tenuti tra il Benoni, il Peder-
i Sedici esametri, presentati e recitati zani e il Vannetti nella villa di questo,
dall'Alberti: notevole, in complesso, tutta détta Le Grazie, e che intendono a di-
la raccolta, perchè attesta una amorosa mostrare come il trecento parlasse nel
e comune preoccupazione dell'uso di- più puro e più schietto eloquio italiano
menticato e disprezzato del volgare ;
e come tutto fosse perfetto, anche il ri-
« notevole, citiamo il Flamini, perchè in bobolo, l'arcaismo, l'idiotismo, purché
« essa abbiamo una testimonianza assai uscito dalla penna d'un trecentista: le
« larga e sicura delle tendenze, dei gusti, Bellezze della Commedia di Dante (che,
« delle attitudini di quanti, in Toscana, scritte in forma di dialoghi tra lette-
« si dilettavano a que' tempi del poetar rati veronesi, contengono, fra molte os-
« volgare. Con la canzone, con la terzina, servazioni prolisse ed inutili, qualche
« col sonetto, trovi, in fatto, metri piii arguto ed acuto giudizio). —
Non tanto
« popolari l'ottava e il sirventese di
: ; per le opere sue —
dove le troppo recise
« contro l'esametro e il verso elegiaco. dottrine linguistiche e la soverchia cura
« Da un lato la tradizione paesana, fio- di imitare i trecentisti lo rendono spesso
«rentina; dall'altro la ispirazione clas- scrittore manierato, freddo, sbiadito —
« sica accanto alle imitazioni pedan-
; è degno il Cesari di ricordo, quanto per
« fesche della Commedia, dei Trionfi,de\- aver levato alta la voce a difendere
« V Amorosa Visione, perfino del Deca- la proprietà e la purezza della nostra
« meron le invenzioni mitologiche del
, lingua, a mostrare la necessità di ser-
« Dati alla visione e al trionfo, pre-
; barla indipendente da altri idiomi, e
« messi accodati ne' codici , ternari questo in un tempo in che dottrine ed
«filosofici, sonetti gnomici ciò di-;
esempì autorevoli, immigrazioni cercate
« nota ricchezza di forme coesistenti, dis- di gallicismi, minacciavano, come diceva
« sidio di impulsi diversi, incertezza di il Cesari, di farle perdere le natie fat-

« tentativi, qualche cosa che in verità tezze e pigliare forma non sua.
«merita studio: poiché di questo caos Lettere di A. G. (con la vita e bibliogr.
Cfr.
« pochi anni appresso ven-an fuori tutti delle opere) raccolte dal Manuzzi, Firenze,
« assieme Lorenzo De' Medici, il Poli- 1845; Le Grazie, Verona, 1813 e l'ediz. Paravia
« ziano, Luigi Pulci. » annotata dal Cappelletti: Le Bellezze, ecc.,
Verona, 1824; cons. inoltre Mazzoni, Tra
Cfr. Flajiixi, La lirica toscana del Bi- libri e carte, Roma, 1887.
nascimento anteriore ai tempi del Magni-
fico in Annali della Scuola Normale di Cesarotti Melchiorre : n. nel 1730
Pisa (voi. XIV) e a parte in un voi. pubbli-
cato dal Nistri, Pisa, 1891. a Padova, compì i suoi studi nel semi-
nario, ove fu, giovanissimo, professore
Cesari Antonio : n. a Verona nel di retorica. Precettore .nel 1760 a Ve-
1760, morì a Ravenna nel 1827. Sacer- nezia, in casa Grimani incaricato dell'in-
:

dote, spese nobilmente la vita negli studi segnamento del greco e del latino nel-
e nell'esercizio dei suoi doveri di reli- l'Università padovana segretario del -
:

gioso. Ristampò, oltre al Vocabolario l'Accademia veneta di scienze, lettere e


della Crusca con giunte (dette veronesi) arti àrcade col nome di Meronte La-
:

di più migliaia di vocaboli, varie opere risseo, ebbe nel 1797 da Napoleone il
del trecento tradusse l' Imitazione di
: titolo e lo stipendio di professore so-
Cristo, Odi di Orazio, Commedie di Te- prannumerario e l'ordine della commenda
CES 70 CHI

della corona ferrea. Morì nel 1808, a sillabi sciolti, robusti e sonanti, salutata
Selvazzano, a poche miglia da Padova, con grandi lodi in Italia e destinata a
in una sua villetta, ornata con lunga cura modificare profondamente la poesia e
di piante rare, di statue, di erme, nella l'arte italiana (vedi, alla parola Ossian,
quale aveva posto, tra altre, l'iscrizione : l'articolo dedicatole).
Plauso^ gloria, die son ? bisbigli e fumi. Cfr. le Opere di M. C. in XL voli. pubi, a
Fra voi cerco riposo, o selve, o fiumi. Pisa e Firenze 1800-1813; le Opere scelte a Mi-
Opere minori: oltre a varie Tradu- lano (Classici, 1820); le Prose ed. e ined. a
cura di G. Mazzoni (Bologna, 1882) cons. ;
zioni da Demostene, da Eschilo, da Gio-
inoltre : la biografia del Mexeghelli nella
venale, dal Voltaire, a quella dell'Elegia prefaz. alle Opere scelte: noti scritti del
i

del cimitero campestre di Tommaso Gray, Mazzoni e dello Zanella e il lavoro di


publicò, dopo una versione in prosa let- V. Alemanni : Un filosofo delle lettere, To-
rino, Loescher, 1894.
terale deWIIiade, un inelegante rifaci-
mento, in versi sciolti fiacchi e scoloriti, Chiabrera Gabriello : n. a Sa-
dello stesso poema omerico, che chiamò vona nel 1552, fu educato a Roma in
la Morte di Ettore e che gli procurò un collegio di gesuiti, sotto la vigile cura
meritate ironìe ed acri censure. Scrisse d'uno zio. Dopo la morte di questo, entrò
ancora: Mime; Lettere; la Pronea (la nella corte del cardinal Cornaro ven- :

Provvidenza) poema in verso sciolto, dicatosi d"un tale, che lo aveva grave-
pieno di lodi e di basse adulazioni per mente offeso, uccidendolo, fu costretto
Napoleone un Corso ragionato di lette-
; ad abbandonar Roma e a rifugiarsi in
ratura greca, cioè raccolta dì orazioni patria. Ma anche a Savona si trovò av-
greche tradotte, e un importante Saggio volto in vicende e in brighe fastidiose :

sulla filosofia delle lingue in difesa dei agli ofi'ensori, ai provocatori rispose fa-
suoi criteri linguistici : — in esso
Cesa- il cendosi giustìzia da sé onde fu punito :

rotti, dopo avere propugnata piena la con l'esiglio. Tornato, agli anni tempe-
libertà nell'uso della lingua, la neces- stosi e agitati della giovinezza seguì un
sità di conservarla indipendente da au- perìodo dì raccoglimento, di studio, di
torità di scrittori e di governarla con feconda operosità. Ebbe l'amicizia ed il
la filosofia della ragione e del gusto, favore dì Ferdinando I e di Cosimo de'
dopo aver affermato che ogni lingua Medici, di C. Emanuele di Savoia, di
nasce dall'accozzamento di vari dialetti, Vincenzo Gonzaga, di papa Urbano Vili,
senza disegni prestabiliti, per libero con- che lo invitò, con uno special breve, a
sentimento della nazione: che l'uso d'una recarsi a Roma e lo colmò poi di onori.
lingua non può essere limitato né dai Vìsse lungamente felice e godè vivo di
precetti di un individuo, né dalle leggi tutti i conforti della gloria, negati ai più
di un'accademia, perché continuamente grandi pensatori italiani. Morì nel 1637.
modificato dal popolo e dagli scrittori — Opere minori in prosa oltre a una :

esprime il desiderio di una lingua co- breve Autobiografia, scrìsse Discorsi,


mune, costituita dì tutti i dialetti ita- Elogi, Dialoghi d'arte poetica; in poesia:
liani. — Opera notevole nelle teorie sullo Sermoni, Favole, Egloghe, Poemetti, di
stretto legame della lingua con la filo- argomento sacro e profano (es. Erminia,
sofia, nelle osservazioni sul loro uso e Muzio Scevola, Il Diluvio, Il Battista),
sui loro mutamenti, il Saggio del Cesa- poemi romanzeschi ed eroici (tra ì quali
rotti è invece infelice nelle applicazioni il Buggero, che narra dì Logìstìlla libe-
di quelle dottrine all'Italia, dalle quali rata da questo eroe: la Firenze, che
resulterebbe snaturata e corrotta la no- canta una guerra tra fiesolani e fioren-
stra lingua, come acutamente osservava il tini la Amadeide, che descrìve la guerra
:

Galeani-Napìone nella confutazione dello e la liberazione dì Rodi compita da


scrìtto cesarottiano. —
Opera maggiore : Amedeo di Savoia), Tragedie, Azioni
la versione dei Poemi di Ossian, il pre- drammatiche e boschereccc (come Er-
sunto poeta gaelico : versione in endeca- minia, Meganira, Alcippo).
CHI — 71 CI E

Opere maggiori: Liriche,cioè sono can- strane situazioni, dei casi i più mera-
zoni, canzonette, sonetti, di vario argo- vigliosi e più stupefacenti, rappresentati
mento; caratteristiche e popolari, tra le con uno stile spesso enfatico ed am-

canzonette : Belle rose porporine... — polloso. Così egli poteva adescare la


Del mio sol son ricciutegli I capegli... moltitudine e veder affollata la sala del
— La violetta. suo teatro.
Fu studio costante del Chiabrera — Cfr. le varie raccolte delle Commedie del
uno tra i più facili e più fecondi scrit- Ch. stampate a Venezia dal 1753 al 1764;
toi-i nostri —
una riforma della lirica vedi Tommaseo, P. Chiari in 8t. civile nella
letteraria, Torino, Loescher, 1872; Concari,
italiana, irrigidita nella imitazione pe- Il Settecento, Milano, Vallardi, 1899, cap. III.
trarchesca fu sua cura assidua la ri-
:

cerca di altri esemplari, di ispirazioni Chitarra (Della) : V. Cene.


diverse, di nuove e più libere forme. Ciampoli Giovanni : fiorentino,
Onde si volse a imitare Pindaro, deri- n, nel 158V), m. nel UWò, prelato della
vandone non pure il ritmo della strofe, curia romana, — Poeta enfatico, am-
dell'antìstrofe, dell'epòdo, ma l'intona-
polloso, orgoglioso della propria vanità;
zione e i caratteri : si volse a imitare quantunque studiasse e imitasse Pin-
Anacreonte, deducendone i tenui ar- daro, e amasse farsi credere seguace del
gomenti nelle brevi e facili strofe della Chiabrera, egli riesci tuttavia un manie-
canzonetta; e seguì l'esempio di Orazio, rato e decadente poeta secentista, e
rinnovando, con la saffica e con l'alcaica, con lo Stigliani,
coll'Achillini, col Preti,
il tentativo d'una poesia metrica italiana,
col Campeggi, col Casoni, fu tra i più
riescito, soltanto ai dì nostri, a un forte fervidi ammiratori e prosecutori del ca-
poeta. Ma il Chiabrera fu molto inferiore valier Marino. V. Marinismo.
al nobile fine ch'egli s'era proposto: gli
Cfr.: Poesie di G. Ciampoli, Roma, 1648;
mancò sentimento, la
la profondità del
MoRSOLiN, Il Seicento, Milano, Vallardi, 1880,
energia della passione la studiata cura :
cap. Ili; Belloni, Il Seicento, Vallardi, 1899,
dell'epiteto, la soverchia imitazione dei cap. II.

classici e, talvolta, la verbosa prolissità


Cìanipolini liUigi: fiorentino
della rappresentazione tolgono efficacia
(1786-1846); lodato come scrittore eletto
all'opera sua.
e robusto dal Tommaseo, lasciò, tra
Quantunque le doti del Chiabrera sieno
altro, una Storia del risorgimento della
tutte esteriori e formali, egli è tuttavia
Grecia.
poeta novatore in un periodo di deca-
Cfr. per la Storia l'ediz. di Firenze, Piatti,
dimento e si eleva, col Testi, sui lirici
1846, e la biografia premessavi del Contrucci.
coetanei.
Cfr. Varaldo, Bibliogr. d. opp. a stampa Cicognini Jacopo : e il figlio An-
di G. Ch. in Giornale ligustico, anni 1886-87 ; drea (lodato dal Goldoni) scrissero nel
per le Rime e le altre opp. principali cfr. le secolo XVII varie Commedie.
ediz. di Venezia (Geremia, Milano
17.^0-31), di
(Classici, 1832-33) e la scelta fattane dal Po- Cfr. la Drammaturgia dell'ALLACCi e Ca-
LiDoRi (Poesie tir. ecc.), Firenze, 1865. Per
merini, I precursori del Goldoni, Milano,
1872.
la vita e Top. letteraria v. grli articoli di
A. Neri in Giorn. ligustico (1886) e in Giorn.
Storico Leti. It. (consult. gl'indici).
Cielo dal Camo o d'Alcamo:
rimatore siciliano della scuola popolare,
Chiari Pietro : n. nei primi anni fiorito, secondo ogni maggior probabilità,
del secolo xviii, m. nel 1785. Professore nella prima metà del sec. xiii. È attri-
di lettere a Modena, dimorò lungamente buito a un celebre contrasto Bosa
lui
a Venezia e avversò la riforma della fresca aulentissima..., ricordato anche
commedia italiana, propugnata dal Gol- da Dante, nel quale le forme popolari
doni, Molto scrisse nei generi più varii : sono confuse ad altre, più proprie della
Melodrammi, Cantate,
Poesie, liomanzi, poesia cortigiana. È un dialogo vivace tra
Tragedie, Commedie, ripiene delle più amante e madonna, che, dopo aver resi-
a

CIN 72 GIN

Stilo lungamente alle insistenti richieste di Bartolo da Sassoferrato, ebbe l'affetto


d'amore, dopo aver detto di preferir e la venerazione del Petrarca. Mutabi-
piuttosto la clausura d'un chiostro, la lissimo nell'amore, tanto che, come disse
morte anche, dopo aver minacciato l'ira di lui l'Alighieri, si lasciava pigliare a
non vana dei parenti, finisce per cedere ogni uncino, cantò, tra le altre donne
aU desiderio dello scaltro amatore. In- amate, una Selvaggia, nome che adombra
torno alla genesi, al carattere, alla data forse, come la Pietra dantesca, la ri-
di composizione di questo Contrasto (co- trosìa e la durezza d'un cuore difficile
stituito di 32 strofe di cinque versi a conquistarsi. quella che è la
Oltre
ciascuna: tre settenari doppi e due ende- maggior opera giuridica di luì, \'a Lectur
casillabi), si suscitò una lunga e vivace in Codicem, con la (luale Gino illustrò i
polemica, che sarebbe inopportuno rias- primi nove libri del codice giustinianeo
sumere qui. Ricordiamo soltanto che e restaurò, come disse Bartolo, il diritto
quanto alla cronologia del Contrasto, la romano, compose un copioso Canzoniere
polemica si può dire autorevolmente di canzoni, sonetti, ballate; la maggior
conchiusa dal D'Ancona, il quale, contro parte delle rime sono amorose, alcune
l'affermazione di una piìi lontana anti- politiche due canzoni deplorano la morte
:

chità del documento, dimostrò, fra altro, di Beatrice e di Dante. —


Tra i più ce-
che la defensa, accennata nella quinta lebrati seguaci dello stil nuovo, precur-
strofe, era una costituzione promulgata sore, nella più squisita psicologia del
soltanto nel 1231: che gli agostari, la mo- sentimento amoroso, di Francesco Pe-
neta ricordata nella sesta strofa, furono trarca, elegante se non forte poeta:
coniati non prima di quell'anno che il : quando non si compiaccia a lungo di
Saladino della strofa sesta non designa sottili arguzie e non s'indugi in specu-

già il principe morto nel 1193, ma è lazioni confuse ed oscure, che ne ren-
titolocomune a tutta una dinastia e dono prolissa la forma e faticosa la
può significare anche un principe mus- espressione dell'idea, riesce a rappre-
sulmano soltanto. sentare con colorita efficacia, con veris-

Cfr. la riproduzione del G. fatta da E. Mo-


sime e lucide imagini, temperate più
naci, neìVArch- paleogr., fascio, l": vedilo spesso a una soave melanconia, il tur-
inoltre in D'Ancona, St. s. leti. it. d. primo bamento ed il commovimento segreto
sec, Ancona, 1884 (p. 241, ove è ampiamente dell'animo. Mentre altri poeti ragiona-
riassunta, trattata, discussa la quistione); ma
rono poeticamente intorno alla natura
vedi anche l'opinione contraria del Di Gio-
vanni in Propugnai., voi. XVIII. d'amore, Gino trattò più specialmente
della necessaria corrispondenza del sen-
Ciiio da Pistoia : Guittoncino de' timento amoroso, riassunta nel notissimo
Sinibuldi, nato a Pistoia di nobile fa- verso dantesco. Amor che a nullo amato
miglia, intorno al 1270, studiò leggi a amar perdona.
Bologna. Assessore delle cause civili, fu Tra le canzoni, leggi: Avegna ch'io
tra i più ardenti seguaci di parte bianca non aggia più, per tempo Per voi richiesto
e peregrinò, esule volontario, in varie pietade ed amore... — Quando Amor gli
città dell'Italia superiore, ospite dei Yer- occhi rilucenti e belli C'han d'alto foco
giolesi, di Guido Novello, dei Malaspina la sembianza vera... —
La dolce vista e 'l
e di altri signori. Dopo aver accompa- bel guardo soave De' più begli occhi che
gnato a Roma nel 1310 Luigi di Savoia, si vidermai... —
Tra i sonetti, vedi:
per prepararvi con lui l'incoronazione di Uomo smarrito che pensoso vai, Che hai
Arrigo VII, tornò allo studio di Bologna, tu che se' così dolente?... — Poi ch'io fui.
ove nel '14 conseguì la laurea in diritto, Dante, dal mio natal sito Per greve
che con gran lode insegnò a Treviso, a esiglio fatto peregrino... — Madonne mie,
Siena, a Firenze, a Perugia. A Pistoia oc- vedeste voi Valtr'ieri Quella gentil figura
cupò ancora vari uffici e vi morì intorno che m'ancide... —
Come, non è con voi a
al 1336. —
Amico di Dante, maestro questa festa, Donne gentili, lo bel viso
CIT COL

adorno... — Una gentil piacevol giove- Cfr.: per ìa Storia l'ediz. di Milano del 1801
nellaAdorna vien d'angelica vertute... — e l'ediz. diamante del Barbera; pel Platone
Pomba
l'ed. del 1854; cons. inoltre: Gabriele
Questa donna che andar mi fa pensoso., Pepe, V. O. in Antologia, anno 1824.
Porta nel viso la virtii d'aynore...

Cfr. per le Rime l'ediz. di G. Carducci,


:
Collenuccio Pandolfo: umanista
Firenze, Barbèra, 1862; per la vita e le pesarese, n. nel 1444, m. nel 1504, fatto
opere giuridiche il libro del Chiappelli (Pi- imprigionare e mettere a morte, perchè
stoia, 1881); pel valore artistico di Cine il sospettato ribelle, da Giovanni Sforza,
Discorso del Carducci preposto all'ed. citata.
signore di Pesaro. Traduttore di Plauto,
autore di sacre rappresentazioni, di dia-
Cittadini Celso: (1553-1627), n. a
loghi lucianeschi, per desiderio di Ercole I
Roma, ma senese di elezione, critico e
estense scrisse un Compendio della storia
polemista, con Trattati e Discorsi parte-
del regno di Napoli.
cipò alla vivace disputa sulle origini, sul
Cfr. per la Storia l'ediz. di Venezia, 1613;
carattere e sul nome della lingua ita-
Perticari, Intorno alla morte di P. C, Mi-
liana: consentiva con L. Bruni che l'i- lano, 1816; Rossi, Il Quattrocento, cit., pa-
taliano derivasse dal latino parlato a gine 397-98.
Roma, ma negava ai Fiorentini la su-
Colletta Pietro: n. a Napoli nel
premazia nella lingua letteraria.
1775, morì a Firenze nel 1831. Ufficiale
Cfr. Trattato della vera origine ecc., d'artiglieria nell'esercito borbonico, sol-
Venezia, 1601 e Le origini della toscana
dato valoroso della repubblica parteno-
favella, ecc., Siena,, 1604; Casello, St. della
lett. it. nel sec. xvl Milano, Vallardi, 1880,
pea, e perciò gettato nelle segrete di
pag. 327. Castel dell'Uovo messo a capo, durante
:

il regno di Gioacchino Murat, di audaci


Ciullo d'Alcamo: vedi Cielo. imprese militari e richiesto dell'opera
sua, come esperto ingegnere, nei consigli
Ciazio: vedi Fiacchi.
e nelle amministrazioni dello stato, diede

(classicismo: il nome designa una


a Ferdinando, quando scoppiò la rivolu-
dottrina, una scuola letteraria che dà, zione del '20, onesti consigli, che il re
sugli altri, la preferenza allo stile e alle sospettoso non ascoltò. Chiamato dal
forme dei classici greci e romani, e ri- governo costituzionale, accorse a difen-
pudia gli scrittori e le opere che quello dere Napoli dall' invasione degli Au-
stile e quelle forme non seguono. Alla striaci, che riuscirono a penetrare nella

voce Romanticismo diremo la genesi, gli città con Ferdinando e col ministro Ca-

intendimenti, la fortuna, le vicende, le nosa. Allora il Colletta fu confinato per


contese delle due celebri scuole let- due anni in Moravia, e nell'aspra e no-
terarie. civa rigidezza di quel clima meditò quella
Stoìia, alla quale doveva poi legare il
Coco Vincenzo : di Civitacampo -
suo nome. Venuto nel 1823 a Firenze,
marano nel Sannio, n. nel 1770, m. nel cooperò n&W Antologia, si strinse d'ami-
1823, studiò e visse lungamente a Na- cizia col Niccolini col Capponi
, col ,

poli, donde, esigliato dai Borboni, passò Giordani; giovandosi dei loro illuminati
in Francia. —
Oltre a un romanzo sto- consigli, compose la Storia del reame di
rico, scritto con fine patriottico, Platone Napoli dal 1734 al 1825, che fu pubbli-
in Italia (nel quale finge un viaggio del cata dal Capponi nel 1834. Altri scritti
filosofo ateniese nella Magna Grecia, minori di lui, tra i quali un' Autobiografia,
esaltando di questa storica e antica parte rimasta incompiuta, furono raccolti in
d'Italia le fiorenti condizioni), lasciò un due volumi di Opere inedite e rare.
Saggio storico sulla rivoluzione di Napoli La Storia (leggi, tra altri, il lib. Vili)
del 1799, libro notevole per la narrazione ha un carattere schiettamente personale
animata e per la libertà e franchezza dei e rispecchia gli affetti e i dolori dello
giudizi. scrittore, la sua vita operosa e agitata,
COL 74 COL

le sue abitudini di franchezza nella pa- lezza, al cuore sconsolato cercò conforto
rola e di sincerità nel giudizio; onde lo negli studi, nell'esercizio della pietà
stile concitato e nervoso, rapido e colo- religiosa, nella solitudine raccolta dei
rito, il sentimento profondo, il pensiero chiostri, nella consuetudine degli ingegni
robusto, l'animata narrazione dei fatti e più celebrati del suo tempo. Visse piCt
la vivace rappresentazione dei caratteri. spesso a Ischia, a Orvieto, a Roma nel
Studioso di Tacito, il Colletta denudò le chiostro di S. Silvestro, in quello di Santa
viltà del governo borbonico, mostrò la Caterina a Viterbo, donde tornata a
necessità di purgarne l' Italia e suscitò Roma, vi passò gli ultimi anni della vita,
generosi sentimenti di libertà e d'indi- da nuove sventure, che colpi-
rattristata
pendenza. vano e diminuivano la potenza e la
per la Storia del reame di Napoli
Cfi-. fortuna della sua famiglia, e vi morì
le odiz.Le Monnier, Sansoni e Unione Tip. nel 1547.
Torinese; vedi inoltre le notizie sulla vita Onorata dai principi piiì illustri, cele-
premesse dal Capponi all'ediz. della Storia,
Firenze, Le Monnier, 1846.
brata dai poeti, ammirata, nella vita
operosa e tutta intenta a opere di carità
Colombo Michele: scrittore par- e d'amore, da quanti la conobbero, essa
mense (1747-1838), seguace della dottrina trovò in Michelangelo Buonarroti l'amico
del imrismo fv. questo nome), autore di nobilissimo, che seppe meglio compren-
Traduzioni, Novelle e delle Lezioni sulla derne la purezza e l'intensità del sen-
favella. timento. Michelangelo confortò Vittoria
Cfr. l'edizione delle Opere, Milano, Silvestri, Colonna d'una amicizia devota e co-
1824 e '42; Pezzana, Cenni intorno a M. G. stante: per lei scrisse rime inspirate, per
Panna, 1838. lei, ad attestar quasi la profonda comu-

Colonna Egidio : per la versione


nanza del sentimento religioso, disegnò
del De regimine principum composto da
un Cristo e una Pietà: lei l'artefice di-
vino pianse morta e lodò con quanti
lui nel secolo xiii, v. Origini.
tenevano in onore la nobiltà dell'ingegno
Colonna (Della) Guido: rima- e della vita.
tore della scuola siciliana, nato proba- Il Canzoniere Colonna è
di Vittoria
bilmente a Roma, da un ramo dei Co- costituito di sonetti, di canzoni e di
ca-
lonnesi, e fiorito nella seconda metà del pitoli in terza rima, d'argomento amo-
sec. XIII. Giudice a Messina, fu da alcuni roso e sacro. Nelle rime amorose, la
tenuto autore d'una Historia Troiana, Colonna esprime il suo intenso affetto
letta e diffusa nel medio evo. Dante loda per lo sposo lontano, vorrebbe essergli
una sua canzone. accanto nei pericoli della pugna, parte-
Cfr. le note raccolte di rime antiche: Va- ciparne la sorte piange, dopo la morte
:

LERIANI, TRCCCHt, NaNNUCCI D'AnCONA, , di lui, suo bel sole perduto, ne loda
il
Compar.; le Grestomazie del Bartoli e del le virtù, ne ricorda i trionfi ai congiunti,
Monaci; cons. inoltre Monaci, Q. d. G. trova-
agli amici, a Carlo V, a Pietro Bembo, a
:

tore ecc. in René. Acc. d. Lincei, serie V, voi. I.


Veronica Garabara, a Paolo Giovio, a Fr.
Colonna Vittoria: n. a Marino, Maria Molza e ad altri. —
Se in queste
presso Roma, nel 1 4!J0, figlia di Fabrizio rime l'artificio si sostituisce spesso al-
Colonna, gran connestabile del regno di l'arte se l'imitazione del Petrarca si
,

Napoli e di Agnese di Montefeltro, dei palesa troppo frequente e la forma stu-


duchi d'Urbino, sposò a diciassette anni diata e prolissa scema l'efficacia al pen-
Ferrante d'Avalos, marchese di Pescara, siero, le liriche sacre —
che sono in
bello, nobile, valoroso soldato, morto nel maggior numero —
esprimono invece un
1525, in quello stesso anno in che, alla più profondo sentimento, in forma più
battaglia di Pavia, aveva condotto alla animata, più concisa e robusta e attes-
vittoria l'esercito imperiale. Rimasta ve- tano del desiderio, vivo anche in Vittoria
dova, nel fiore degli anni e della bel- Colonna, d'una riforma della chiesa de-

COM 75 COM

caduta. Notevole, tra le liriche amorose, cizio della sua volontà, debba attendersi
la canzone Spirto gentil, che sei nel terzo dalla giustizia divina un premio se vir-
cielo...; il capitolo indirizzato allo sposo, tuoso, una pena se colpevole, e che ser-
dopo la rotta di Ravenna, Eccelso mio visse insieme a rimuoverlo dall'infelicità
Signor, questa ti scrivo...; e, tra le li- per condurlo alla felicità, Dante scelse
riche sacre, sonetto a Dio, Celeste im-
il la forma della visione e rappresentò \o
perador, saggio e prudente... stato delle anime dopo la morte. Onde
Cfr. Per lo rime di V. C. l'ediz. Barbèra il significato letterale del poema, che
del 1860 (Bime e lettere), quella del Son-
descrive i tormenti dell'Inferno, le pene
zogno, curata da Olindo Guerrini {Rime
di tre gentildonne, ecc., Bibl «con. no 70); del Purgatorio, consolate dalla speranza,
cons. inoltre la prefazione del Guerrini a le gioie purissime del Paradiso; e il si-
questo volume, i noti lavori del Keumont
(trad. MùLLER e Ferrerò), del Campori e gnificato che mostra come
allegorico,
ileiLuzio, V. C. in Rivista storica manto- l'uomo possa, anche nella breve vita ter-
vana, 1885.
rena, con l'esercizio delle opere virtuose,
Commedia: vedi Drammatica. passare da uno stato di miserie e di
Commedia (La): è titolo del il dolori a una condizione di vita riposata
poema allegorico - dottrinale, in terza e felice. E poiché il poema s'indirizza
rima, scritto da Dante Alighieri e costi- non a un solo uomo, ma a tutti gli uo-
tuito di 14233 versi, distribuiti in tre can- mini, che dall'anarchia, dalle agitazioni
tiche V Inferno di 34 canti, il
: Purgatorio civili possono, col rispetto alle leggi, con
di 33, il Paradiso di 33 (vedi gli articoli la vita virtuosa, passare ad uno stato di
dedicati a ciascuno di questi nomi). — felicità e di pace, esso ha una straor-
Pensata dopo la morte di Beatrice (1290), dinaria importanza sociale e politica.
maturata dopo quella di Arrigo VII di Dante sceglie dunque la forma della
Lussemburgo (1313), il poeta compì, poco visione, così comune e popolare nell'età
prima della sua morte (1321), quest'opera, di mezzo, e della quale egli stesso usò
che si collega strettamente alla Vita largamente nella Vita Nuova. E ima-
Nuova e al Convivio e forma con esse gina che la visione cominci la sera del
:

quella mirabile trilogia, nella quale pos- 25 marzo 1300, l'epoca del giubileo,
siamo seguire, in tutte le loro varie ma- quando egli, il poeta, era nel suo trige-
nifestazioni, il pensiero e i sentimenti simo quinto anno d'età e si sentiva, dopo
del poeta. —
Due volte designa Dante la morte di Beatrice, smarrito nella selva
l'opera sua col nome di Commedia (In- degli errori giovanili che gli soccorra:

ferno XVI, 128, XXI, 2): in un luogo Vergilio, il poeta che aveva cantata la
lo chiama sacrato poema {Par. XXIII, discesa di Enea all'Inferno, e che per
62), in un altro, poema sacro {Par. XXV, una delle sue egloghe passava come il
1); ad affermarne insieme il sacro carat- vate precursore del cristianesimo: che
tere e la perfezione artistica, un'edizione Vergilio, simbolo della ragione, della filo-
del l.~)55 recava, per la prima volta, il sofia, della dolcezza degli studi, della
titolo di Divina Commedia. —
In un'epi- civiltà antica, lo guidi attraverso 1'/»/-
stola indirizzata aCangrande della Scala, ferno e il Purgatorio e ceda poi il posto
importantissima perchè illustra gli in- a Beatrice, simbolo della rivelazione e
tendimenti dell'opera dantesca, il poeta della teologia, che conduce Dante attra-
dichiara d'averla chiamata commedia, verso i cieli luminosi del Paradiso. —
perchè essa ha, come l'azione dramma- Per rendere la visione più interessante,
tica che porta questo nome, un principio imagina il poeta l'abisso tenebroso del-

fosco e agitato {Inferno) e una fine se- Vlnferno, la bella ridente montagna del
rena e tranquilla {Paradiso), e perchè Purgatorio, le sfere lucentissime del Pa-
la lingua usatavi è la volgare e non la radiso: imagina di visitare per ogni parte
latina, piìi propria della tragedia. . questi tre regni popolati di dannati, di pe-
Proponendosi di scrivere un'opera che nitenti, di beati ,
passando gradatamente
insegnasse come l'uomo, libero nell'eser- dal primo, ove ferve la vita, la passione, il
— 76 COM

dramma, al secondo, dove al dramma si anima dell'alto Arrigo. —


L'importanza
sostituisce simbolo e l'allegoria, ohe
il dell'opera è anche in questo: che essa
dominano interamente nel terzo. Inspi- rispecchia l'anima del medioevo: assomma
randosi ai criteri della più rigida giu- la cultura e la civiltà del suo tempo, è la
stizia, serbando sempre la dovuta pro- voce, come dice T. Carlyle, di dieci se-
porzione tra la colpa e la pena, tra il coli rimasti silenziosi, e infine alle pa-
merito e il premio, imaginando una mi- gine della Firenze e d'Italia
stoi'ia di
rabile varietà di tormenti materiali e di intreccia quelle della vita del poeta:
punizionispirituali, fìngendo che le anime artisticamente, è l'opera più perfetta che
dei trapassati rivestano neWInferno e sia uscita dalla mente d'un uomo.
nel Purgatorio un corpo capace, come Che Dante abbia avuto dei precur-
quqllo lasciato sulla terra, di tutte le sori, ch'egli abbia conosciute altre visioni
sensazioni e le passioni umane, il poeta del medio evo, come quelle di San Paolo
non avrebbe potuto trovare espressione e di Tundalo, che si sia giovato di rap-
più efficace pel suo pensiero, esecuzione presentazioni dei regni della pena e del
più plastica e più geniale del suo di- premio, gradite all'imaginazione popo-
segno. —
Tre sono le cantiche del poema, lare, che un forte impulso suggestivo
trentatre i canti di ciascuna d'esse (con- gli sia venuto dalla lettura del sesto
siderando il primo come un prologo), tre libro deWEneide, si può con sicurezza
i versi di ciascuna strofa; nove il numero asserire; ma con maggior sicvirezza pos-
dei cerchi infernali, nove quello dei cieli siamo affermare che, pur usando di tutte
del Paradiso, nove le beate gerarchie queste fonti, pur giovandosi delle dot-
dell'Empireo: pressoché eguale il nu- Tommaso, dei
trine di Aristotele e di S.
mero dei versi distribuiti in ognuna delle Dante fu vera-
poeti latini più insigni.
tre cantiche, conchiuse tutte dalla stessa mente creatore e seppe imprimere al-
parola stelle. Questa euritmìa di disegno, l'opera propria uno schietto e forte ca-
conservata costantemente, questo freno rattere di originalità.
delVarte che il poeta impose a sé stesso Della Commedia manca l'autografo:
e all'opera propria, rende armonica e sappiamo che il primo esemplare del
proporzionata la Commedia. —
La perso- poema fu messo insieme dai figli di
nalità di Dante la riempie tutta quanta: Dante, Iacopo e Piero, e mandato nel
nella Commedia il poeta ha legato in- 1322 a Guido Novello da Polenta; dei
sieme le sue speranze, i suoi amori, i suoi manoscritti limastici, che sono più che
odi, i ricordi della vita agitata: anche cinquecento, il più antico e il più auto-
nelle più alte sfere del Paradiso i*isuona revole é il laurenziano, scritto da F. Vil-
la voce del cittadino austero, dell'esule lani nel 1343; la più antica edizione,
sdegnoso, scoppia la fiera invettiva del- quella di Foligno del 1472, col titolo Co-
l'uomo di parte: onde giustamente il mincia la Comedia, ecc.; notevole l'edi-
Gozzi proponeva che il poema s'intito- zione veneziana del 1555 del Giolito, che
lasse Danteide. — La profonda umanità reca, per la prima volta, il titolo di Di-
del poema si rivela non solo negli epi- vina Commedia. —
Nel xvn secolo fu-
sodi popolali e notissimi dell' Inferno, rono più scarse le edizioni del poema,
ma anche in quelli del Purgatorio e del ristampato invece spessissimo nei secoli
Paradiso, che rispondono ai nomi di Ca- XVIII e XIX onde si può dire che la for-
;

sella, diManfredi, di Pia Senese, di Sapia, tuna della Commedia accompagni la for-
di Buonconte da Montefeltro di Bor- , tuna delle lettere e della civiltà italiana.
dello, di Currado Malaspina, di Oderisi, — Il poema ebbe in ogni tempo com-
di M. Lombardo, di Ugo Ciapetta, di Fo- mentatori e lettori pubblici; per quelli ri-
rese, di Piccarda, di Romeo, di Caccia- mandiamo agli articoli speciali sulle can-
guida, ecc. —
Il fine politico dell'opera tiche dei lettori diremo che il primo a
:

è simboleggiato nel gran seggio sormon- inaugurarne la serie fu Giovanni Boc-


tato d'una corona e destinato all'augusta caccio nel 1373: dei recenti e più illustri
COM COM

ricordiamo il Centofanti, il De Sanctis, mente a narrare le vicende e le contese


il Dall'Ongaro, il Giuliani, il Fauriel, il delle due parti politiche dei Bianchi e
Quinet, il Mussafia; tra le versioni più dei Neri, negli anni 1300 e 1301; e ad
celebrate ricordiamo l'inglese del Long- intenderle chiaramente lo scrittore ri-
fellow, la francese del Fiorentino, la te- chiama le origini e le ragioni di quelle
desca del Witte e di re Giovanni di Sas- divisioni politiche, e descrive poi gli av-
sonia (Filai ete), venimenti seguiti sino al 1312; così che
Tomma- l'opera sua si estende dal 1280 al 1312.
Cfr. le più recenti ediz. corani, del
sKO Fraticelli e dell'ÀN-
(ed. Pag-noni), del È una cronaca fortemente personale,
DREOLi Barbera), del Bianchi e del Giu-
(ed. di fatti, per dir così, vissuti. Dino narra
liani (ed. Le Monnier), del Camerini (ed. ciò che egli vide, ciò che intese, ciò
Sonzogno), dello Scartazzini (ediz. di Lipsia,
che operò: descrive la viva parte che
Brochhaus e di Milano, Hoepli), del Casini
e del Passerini (ed. Sansoni), del Martini egli ebbe nelle trattative con Carlo di
Paravia); le ediz. illustrate del Dorè (ed.
d. Valois: tratteggia, coll'impressione viva
-onzogrno) e del Ricci (ed. Hoepli); pel ca- e con la calda parola d'un contempo-
rattere e per l'importanza dell'opera: Bar-
raneo, le due grandi figure che domi-
TOLI, 8t. della leit. it., voi. VI; Rajna, Ge-
nesi della D. C. in Conferenze sulla Vita nano quegli avvenimenti, Arrigo VII e
Italiana, pubi, dal Treves; Carducci, L'o- Bonifacio VIII; scolpisce, per ricordar
pera di Dante in Opere, voi. I; Carlyle, soltanto questi, i caratteri di Corso Do-
Gli eroi (nelle versioni Pezze e Chiarini); nati, del cardinale D'Acquasparta, del
Del Lungo, Dante nel suo poema in Confe-
renze sulla Vita Italiana cit.; per precur- i
Pecora beccaio: e, in tutto ciò che rac-
sori di Dante, v. il noto libro dei D'Ancona conta, sa suscitare la passione e la vita,
(Sansoni, 1874); per la topo-cronografia del e animare l'opera propria con un forte
viaggio dantesco quello dell'AoNELLi (Hoepli, sentimento di giustizia e di pietà reli-
1891);per la fortuna della (Jommedia gli studi
giosa. Che se la cronaca flianca di ordine
del Carducci e del Barbi; e infine cons. i
Manuali del Terrazzi e del De Batines e e di misura, essa diede tuttavia alla
iDizionari del Blanc, del Bocci (ed. Paravia, storiografia italiana un larghissimo con-
1874), del Poletto e dello Scartazzinl V. tributo.
inoltre Pascoli, La costruz. mor. del poema
di Livorno, Giusti, 1897 eia bibliogr. nostra
Z>.,
Publicata la prima volta nel 1640,
alle parole Inferno, Purgatorio, Paradiso. ammirata e apprezzata soltanto dal se-
colo scorso, quest'opera di Dino suscitò
Compagni Dino : n. a Firenze in- una lunga e vivace polemica. Primo il
torno al 1260, da una famiglia di guelfi, Fanfani, nel 1858, mosso da alcune ine-
fu dei consoli dell'arte sua, dei capitani sattezze riscontrate nella cronaca e da
di Or San Michele, priore e gonfaloniere presunti anacronismi linguistici, ne con-
di giustizia. Seguace animoso di Gian testò l'autenticità, affermata invece dal-
della Bella, fu partigiano tenace delle l'Hillebrand e dallo Schelfer-Boichorst,
riforme e degli ordinamenti democratici. coi quali si schierarono anche, senza
Bianco, come Dante: esule quando trion- consentire in tutto tra loro, il Roberti,
fava parte nera, tornò dopo breve tempo l'Hegel, il Wiistenfeld; mentre l'Har-
in patria e visse lontano dalle gare po- twig s'accordava nelle conclusioni del
litiche, scrivendo, in raccolta e operosa Fanfani. La lunga polemica si può dire
solitudine, la Cronica. Mori nel 1324. conchiusa dal magistrale lavoro di Isi-
Opere minori Rime, scarse di numero
: doro del Lungo, che accompagnò una
e di valor poetico gli è anche attribuito
: nuova, accuratissima edizione della Cro-
il poemetto suW IntelHcfenzia (v. (luesto nica, con un'introduzione e un com-
nome). mento: distrusse le opposizioni di carat-
Opera maggiore: Cronica delle cose tere linguistico, diminuì il valore di pre-
occorrenti al tempo suo. Scritta dopo il sunti errori di storia. Ma poiché uno dei
1310, in mezzo alle speranze suscitate forti argomenti degli oppositori le—
da Arrigo VII, che Dino chiama addiriz- somiglianze della cronaca di Dino con
zatore d'Italia, essa intende più special- quella del Villani — non fu forse vinto
COAI — 78 — CON

•del consentirebbero alcuni nel-


tutto, scriveva al Foscolo: che egli e gli amici
l'opinione dell'Hegel; che una parte no- suoi avevano scelto quel titolo di Con-
tevole della Cronica sia autentica, e che ciliatore, perchè si proponevano di rac-
a questa sieno state fatte correzioni e cogliere e di conciliare insieme tutti gli
aggiunte più tardi. amici sinceri della verità, mossi dall'in-
Cfr. per quistione: Del Lungo,
l'ediz. e la tento comune di tenere alta^ la dignità
D. G. e la sua cronaca, Firenze, Le Mou- del nome italiano. Più ampiamente Pietro
nier 1879-97, e l'ediz. Paravia annotata dal Borsieri dichiarava, nelV Introduzione, il
DOJJINI.
fine e gli intendimenti del periodico.
Compiuta Donzella: vanno sotto Avvenimenti solenni, egli avvertiva, e
questo nome, creduto d'una poetessa gravi sventure hanno destato gli Italiani
toscana, tìorita nel secolo xiii e appar- col pungolo del dolore, hanno riscosso
tenente alla scuola di transizione, alcune il sentimento e insegnato a pensare.
JR^/He. Notevole un sonetto Lasciar vorria Venute a noia le gare arcadiche, le di-
lo mondo e Dio servire... spute puramente grammaticali e la let-
Antiche rime volgari,
Cfr. race, da Compa- teratura delle nude parole, è cresciuto
RETTi- D'Ancona, V, 214. il numero di coloro che cercano nella
coltura dell'animo una urbanità, una
Conciliatore (II) : foglio scientifico eleganza veramente degna dell'uomo e
e letterario, fondato in Milano dal co. l'oblìo ad un tempo degli affanni della
Luigi Porro Larabertenghi, con la coope- vita fugace. Ma gli scrittori italiani,
razione di Federico Gonfalonieri e di trattando sempre l'argomento dell'antica
altri illustri scrittori e pensatori italiani. letteratui'a patria e recando senza scelta
Stampato su carta azzurra (onde il nome in italiano le opere degli stranieri, i
di foglio azzurro) nella tipografia di giudizi e le teoriche dei loro critici,
Vincenzo Terrario, uscì la prima volta trascuravano troppo il periodo presente
il 3 settembre 1818, l'ultima il 17 ot- e condannavano così ad una vergognosa
tobre 1819. Sono in tutto 118 i fogli sterilità il vigore del loro ingegno. Mossi
che ne formano la raccolta, 478 le pa- da queste considerazioni, continuava il
gine. Ciascun numero reca il motto: dimo-
Borsieri, alcuni uomini di lettere
JRerum concordia discors (trad. armonia ranti a Milano, deliberarono di cimen-
di voci diverse); all'ultimo foglio che tare, coll'esperienza giornaliera, la verità
manca del titolo, segue una dichiara- dei principi accennati, offrendo al pub-
zione dell'editore Ferrarlo che, non in- blico italiano un giornale dal titolo II
tendendo gli estensori del periodico di Conciliatore, « fiduciosi che, in mezzo al-
continuarne più la pubblicazione, gli « l'ardore di tante contese, esso potesse
associati sarebbero rimborsati del tri- € diventare il rappresentante del.partito
mestre non ancora scaduto. Il governa- « della ragione ».
tore Strasoldo che, contro il Conciliatore, Quanto allo scopo e alla materia del
rappresentante coraggioso di idee libe- nuovo periodico, pareva ai compilatori
rali, aveva esercitata la più fiera delle che questo dovesse proporsi l'utilità ge-
persecuzioni, prescrivendo modificazioni nerale: onde la preferenza data a quelle
e mutilazioni agli articoli o alcuni sop- materie, riconosciute utili al maggior nu-
primendone, rese impossibile la vita del mero, alternate con quelle dilettevoli. Il
periodico: e i cooperatori sentirono l'a- periodico si sarebbe anche occupato dei
mara e imperiosa necessità di abbando- buoni metodi di agricoltura, delle inven-
nare l'opera, alla quale avevano dedicato zioni di nuove macchine, della divisione
le più valide energie, i sentimenti più del lavoro, dell'arte di moltiplicare le
nobili dell'animo loro. Compilatore del ricchezze, arte abbandonata all'ingegno
periodico fu, come risulta anche dalla e all'attività de' yn-ivati. Poi avrebbe
firma apposta in fondo a ciascuno dei trattato di quistioni attinenti all' in-
tre ultimi fogli, Silvio Pellico, il quale dustria, alle scoperte scientifiche o geo-
— 79

grafiche, allalegislazione; e, per tem- C i) e Giovanni Berchet, che usava lo


perare la severità di questi argomenti, pseudonimo di Grisostomo. Gli scritti

non avrebbe dimenticato i ridenti studi publicati dal periodico erano, per gran
d'arte e di letteratura. Importanti le parte, bibliografici, ma le bibliografie as-

dichiarazioni del Borsieri sulVufpcio della surgevano spesso alla forma di memorie
critica: « Noi intendiamo per vera cri- originali. Ricordiamo tra queste le re-
« tica, egli scrive, quella che dall'intima censioni di una nuova edizione dei
« conoscenza del cuore umano e delle Lusiadi : delle Opere di A. Volta del- :

« varie facoltà intellettuali, desume il l' Aroldo di G. Byron: della Proposta

« metodo con che procedere, sia nel di V. Monti della Storia delle Crociate
:

« comporre le varie opere dell'ingegno, del MicHAUD dei Sermoni di I. Pinde-


:

« sia nel giudicarle. Ufficio della critica è monte: degli J«m Sacri di A. Manzoni:
« di ben definire e ben designare i con- della Storia di Venezia del Daru. Inoltre
« fini, dentro i quali la natura continua il Conciliatore contiene: un saggio ine-

« ad essere sostanzialmente la stessa, dito delCommento dantesco del Biagioli:


« quantunque si manifesti sotto diife- un riassunto dell'epilogo di Sacontala
« renti aspetti. Ufficio del buon gusto è di Calidasa (Berchet): una versione poe-
« di accorgersi immediatamente o di tica della Dignità delle donne dello
« questa angustia dell'ingegno, che non Schiller (Rasori): memorie illustranti
« osa scostarsi dalle forme più note della argomenti e quistioni d'industria, d'agri-
« natura o di quell'audacia pericolosa coltura, d'astronomia, ecc.
« che la trapassi anche di una sola linea. Il più assiduo, il più vivace e più batta-
« Tale fu la critica in Italia quando gliero dei cooperatori è il Berchet: la
« Vincenzo Gravina scrisse la Bagione quistione letteraria più largamente e più
« Poetica, tale ella parve in alcune opere passionataraente trattata è quella atti-
^< ancora si mostrò
del Cesarotti; tale nente alle dottrine diverse dei romantici
« nei dettati che Giuseppe Parini pro- e dei classicisti, quistione che si inizia, nel
« clamava eloquentemente dalla cat- terzo foglio, con una memoria del Roma-
« tedra. » —
« Spera il Conciliatore, gnosi sulla poesia considerata nelle di-
« conchiudeva il Borsieri, di destare piiì verse età delle nazioni, s'accende via via
« comunemente amore della let-
l'utile e si ravviva con la publicazione conti-
« tura e si terrebbe assai pago se gli nuata in più numeri, delle Idee elemen-
« fosse dato di credere che alcuna ama- tari sulla poesia romantica di Ermes
« bile italiana rivolgesse talvolta i suoi Visconti, con gli articoli vari, arguti,
« fogliinvece dei figurini di Parigi pungenti del Berchet, che danno al pe-
« Noi intendiamo di scendere alleati in riodico l'intonazione e il carattere, e ne
« guerra contro la rozzezza ed il vizio formano l'organo battagliero e convinto
« per sbandirli, se fosse possibile, con della scuola romantica. Inspirandosi al-
« le sole armi della ragione, dal consorzio l'esempio dell' Addison e dello Steele, del-
« civile ». l'Heeren e del Bouterwek, del Laharpe
I collaboratori del Conciliatore furono, e del Ginguenè, proseguendo le nobili
oltre a Pietro Borsieri (firmato con le tradizioni del Caffé, intendendo ad ac-
sigle P. P. B.), Gian Domenico Roma- costare l'opera d'arte al popolo, affer-
gnosi (G. D. R.), Ermes Visconti (E. V.), mando che la letteratura dovesse rap-
Ludovico di Breme (L. d. B.), Silvio presentare lo aspirazioni, i sentimenti e
Pellico (S. P.), Giuseppe Pecchio (G. P.), i bisogni della società, propugnando nel
Girolamo Primo (G. Pr.), Gio. Batt. De romanticismo letterario, romanticismo,il

Cristoforis (G. B. D. C), Luigi Porro cioè, il il Concilia-


liberalismo politico,
Lambertenghi (L. P. L.), il co. Seristori tore lasciò un solco profondo nella storia
(C. S.), Sismondi De' Sismondi (S. S.), della cultura italiana e cooperò gagliar-
Giuseppe Nicolini (G. N.), Giovanni Ra- damente alla libertà ed all'indipendenza
sori (G. R.\ Federico Gonfalonieri (F....0 della patria.
CON 80 CON

Cfr. Cantù, Il e Conciliatore > e i Garbo- Convivio ampio commento in lingua


:
nari. Milano, 1878; Piergili, < Il foglio az-
zurro > e i primi romantici in isi. Antol., volgare, col quale Dante chiarisce e il-
1886, IV-V. —Le raccolte complete del Gon- lustra alcune sue canzoni, materiate
ciliatore, specialmente per gli ultimi fogli,
sono rarissime. Io consultai quella posseduta d'amore e di virtii. Scritta nell'esiglio,
(laila bibl. V. E. di Roma, dalla quale ho in dopo il 1305, l'opera fu probabilmente
animo di trarre un'Antologia, a documento
«Iella acutezza, della versatilità, dell'urbanità
interrotta dalla venuta di Arrigo VII
della critica in un periodo cosi luminoso della in Italia, e rimase incompiuta. Dei
storia italiana.
quattro trattati in che essa è divisa,
il primo dichiara la ragione del titolo,
Conti Antonio: n. a Padova nel
il fine dell'opera e il perchè sia scritta
1677, versatissimo nelle matematiche e
in volgare gli altri, con gli ampi com-
:
nella filosofia, dimorò lungamente in In-
menti a tre canzoni, costituiscono una
ghilterra, amico al Newton e al Leibnitz,
vera e propria enciclopedia morale e fi-
che egli tentò più volte e invano di con-
losofica che, allargandosi a discutere
ciliare in mezzo alle loro ardenti e vi-
dottrine tra le più gravi e difficili, di-
vaci polemiche scientifiche. Con re Giorgio
venta una necessaria preparazione e
viaggiò in Olanda e in Germania e di-
illusti'azione della Commedia.
morò poi a Parigi, ove frequentò la casa
della bella, colta ed elegante marchesa Nel primo trattato Dante dice : come
De egli intenda apparecchiare agli uomini,
Caylus. Tornato in Italia nel 1726,
morì nel 1749 a Padova. desiderosi di sapere, un convivio di quat-
tordici maniere di vivanda, cioè di quat-
Scrisse in prosa e in poesia di vario
argomento. Tradusse da molte lingue pane àeW esposizione,
tordici canzoni, col

antiche e moderne; osservabile la sua commento, che le chiarisca e


cioè del
le illumini; poi dichiara: che se nella
versione del Biccio rapito del Pope.
Ma il nome di lui è conservato dalle giovinezza scrisse una opera fervida e
quattro tragedie storiche Giunio Bruto, appassionata come la Vita Nuova, ora
:

Marco Bruto, Giulio Cesare, Druso. intende scriverne un'altra, più temperata
e virile, più conveniente all'età matura
Seguace studioso dello Shakespeare, che :

aveva lungamente letto e meditato in prosegue dicendo come si sia preparato


Inghilterra, il Conti non seppe sottrarsi a quest'opera, come egli la scriva in
volgare, mosso da amore alla propria
all'influsso della scuola francese, e si
conservò rigidamente fedele alle tre loquela: un commento latino non avrebbe

unità tradizionali. Il suo Giulio Cesare obbedito e servito convenientemente alle


canzoni, che sono volgari. Aggiunge che
fu tradotto dal Voltaire.
il latino serve a pochi, il volgare a molti;
Cfr.Prose e poesie dell'ab. A. C, Venezia,
1739;Le quattro tragedie, ecc. Firenze, 1751; esalta le virtù e le attitudini della propria
Zardo, iJn tragico padov. del secolo scorso, loquela e biasima coloro che la trascu-
Padova, 1884; Colagrosso, La prima tra-
gedia di A. G., Napoli, 1893. rano e la disprezzano. Si accinge dunque
a presentare quel pane, necessario a chi
Conti (de') Giusto; n. a Valmon- voglia cibarsi delle canzoni quel pane, :

tone, presso Roma,


intorno al 1400, morto del quale si satolleranno migliaia di
nel 1449 a Rimini, alla Corte dei Mala- uomini, e al poeta ne soverchieranno le
testa, celebrò i suoi amori con una fan- sporte piene pane che sarà luce nuova,
:

ciullaromana in un canzoniere intitolato : sole nuovo, il quale surgerà ove l'usato


La Bella Mano, perchè spesso vi è lo- tramonterà e darà luce a coloro che
data e cantata la mano della donna sono nelle tenebre.
amata. È un fedele imitatore del Pe- Il secondo trattato si apre con la can-
trarca, scarso di sentimento, ma proprio zone Voi che intendendo il terzo del
e corretto nella forma. movete. Udite il ragionar ch'è nel mio
Cfr. per La Bella Mano l'ediz. di Verona core... Premette che la sua esposizione,
del 1753; Ratti, La vita di G. d. G. Roma,
.il suo commento, sarà letterale e alle-
1824 ; Manchisi, Eass. crit. leti, ital., I, 171
e seguenti. gorico: ricorda la donna gentile di cui
81

fece menzione nella Vita Nuova, l'amox'e tare gentile : nega che ricchezza sia
che sentì per lei, il contrasto tra questo principio di gentilezza: si diffonde nel
e l'antico affetto per Beatrice, contrasto commento del verso è gentilezza do-
dal quale nacque la canzone che egli vunque è virtute: detto che non la stirpe
intende esporre. A
proposito del primo fa nobili le persone, ma le persone la
verso di essa, ragiona del numero e del stirpe, definisce i segni e i caratteri della
sito dei cieli, delle intelligenze o angeli nobiltà che è seme divino, graziosamente
che li muovono, delle gerarchie ange- posto nell'anima umana, e conchiude che
liche, della rispondenza tra i cieli e le la nobiltà è lodevole soltanto, quando è
scienze del trivio o quadrivio. Aggiunge amica della filosofia.
come, sconsolato per la morte di Beatrice, « Tre luoghi del Convivio, scrive il

leggesse Boezio e Cicerone e s'innamo- Carducci, risplendono insigni, per l'affer-


rasse della filosofia, come questa gli mazione e la divinazione, alla gente la-
paresse donna gentile e come il suo tina e al mondo. E sono: dove il poeta
nuovo amore cacciasse ogni altro pen- oltre e sopra gli intendimenti del tempo
siero; afferma che la donna della can- suo e del rinascimento, glorifica il vol-
zone è la filosofia: piena di dolcezza, or- gare, cioè la lingua del popolo, quasi
nata di onestà , mirabile di sapere : annunziando il regno della pubblica opi-
chiarisce minutamente ogni verso della nione nella filosofia e nelle lettere :

canzone e conchiude ripetendo che la dove della nobiltà, seguendo il concetto


donna di cui s'innamorò, dopo il suo primo di Guido Guinizelli, avanzando la defi-
amore, fu la bellissima e onestissima nizione di Bartolo da Sassoferrato, pre-
figlia dello imperadore dell'universo, alla nunziando la maggior conquista dell'89,
quale Pitagora pose nome Filosofia. dice, ch'è idea di perfezione, qualunque
Il terzo trattato si apre con la canzone sia il soggetto, procede da un abito ch'è
Amor, che nella mente mi ragiona Della possibile in ogni individuo, non conviene
mia donna, dis'iosamente Move cose di a chi è disceso dal buono ed è malvagio:
lei meco sovente... Prima del commento, dove del primato e dei destini di Roma
torna a ragionare del suo grande amore scrive con accesa eloquenza nobilissime
per la tìlosofia. Poi, richiamandosi a cose, le quali furono seme di filosofia
ciò che è detto nella canzone, definisce storica a tempi più dotti, e seme d'ar-
l'amore movimento spirituale dell'anima dore in più nobili tempi ai magnanimi
e della cosa amata, definisce la mente che pensarono e combatterono pel ri-
come fine e preziosissima parte divina sorgimento d'Italia ».
dell'anima: chiarisce perchè dica che La 1" edizione è di Firenze, Buonaccorsi,
amore fa sua operazione nella mente, 1490; cfr. le note ediz. curate dal Giuliani
perchè commendi interamente e conve- e dal Fraticelli; Gaspary, St. della letter.
ital., voi. I; Carducci, L'Opera di Dante
nientemente la sua donna, come più non
(in Opere cit., voi. I).
si potrebbe, dicendo che il sole non vede

cosa più bella. Corilla Olimpica: il nome arca-


Il quarto trattato si apre con la can- dico di Maddalena Morelli Fernandez,
zone Le dolci rime d'amor ch'io solia pistoiese, poetessa improvvisatrice del
Cercar ne' miei pensieri Convien ch'io sec. XVIII, coronata solennemente in Cam-
lasci... Ripete il suo amore ardente per pidoglio nel 1776.
la Filosofia, luce virtuosissima dice : come Cfr. Ademollo, C. 0., Firenze 1887; vedine
un notevole saggio in Antol. del Morandi, cit.
egli debba lasciare le rime d'amore,
perchè nella sua donna sono apparse Corio Bernardino: storico mila-
nuove virtù; poi, essendo questa la can- nese di nobile famiglia, n. nel 1459, m.
zone della nobiltà, dichiara che sia no- nel 1519; cortigiano di Galeazzo Maria
biltà, combatte l'opinione che sia nobile Sforza e di Ludovico il Moro, per incarico
soltanto chi discende da padre nobile; di questo scrisse una Storia di Milano
anche l'uomo rozzo e villano può diven- (dalle origini al 1499) fantastica e intes-

6 TuRRi, Diz. 8tor.


,

COR — 82 — GRE

suta di favole, pei tempi antichi: studiata, nel quale prevale la forma del sonetto.
pel resto, ^i documenti autentici, ma Le rime del Costanzo sono povere di
troppo prolissa nel racconto, aspra e contenuto, artificiose e Studiate nella
rozza di stile. forma: esse furono tuttavia tenute in
Cfr.per Vlst. di Milano, l'ediz. di Milano gran conto, nel cinquecento, ammirate e
(kl 1855-57; Invernizzi, Il Bisorgimento, imitate; e i poeti dell'Arcadia le esal-
Milano, Vallardi, 1878, pag. 361.
tarono e additarono come un modello e
Corniani Giambattista: un esemplare dei piti squisiti.
erudito
Cfr. Viatoria del regno di Napoli, Milano,
bresciano (1742-1813), autore dei Secoli
per le i?/?ne oltre l'ed.
Classici, 1805, voli. 3;
della letteratura italiana. V. Letteratura.
del Seghezzi cons.: Poesie e prose di A. d.
Cfr. pei Secoli l'edizione di Torino, 1853-56, C. pubi, a cura di A. Gallo, che vi premise
Tolumi VI. la vita del C. (Palermo. 1843); v. inoltre Tor-
RACA, Studi di St. Livorno, 1884;
leit. wajj.,
Corsini Bartolomeo: del Mugello, Carini, L'Arcadia dal 1690 al 1890, cit.
n. nel 1606, m. nel 1673: traduttore di
Anacreonte: scrisse II Torracchione de- Costa Paolo: di Ravenna, n. nel
solato, poema in venti canti in 8* rima, 1771, m. nel 1836. Classicista e purista,
imitazione abbastanza vivace ed elegante, scrisse un trattato Dell'elocuzione, Ser-

ma triviale troppo e licenziosa in alcuni moni sull'arte poetica e un Commento

episodi, del Malmantile del Lippi. Il alla Divina Commedia, ampliato poi in
Torracchione canta le vicende di un an- una nuova edizione da Brunone Bianchi.
V. Purismo e Romanticismo.
tico castello in riva della Lora, famoso
per tradizioni militari. Cfr. Opere di P. G., Bologna, 1825; Gom-
mento alla D. G., 1» ed. Bologna, 1819; ed.
Cfr. pel Torracchione desolato l'ed. di Costa-Bianchi, Firenze, Le Mounier, 1844.
Firenze del 1887, e l'utile prefazione di G.
Baccini. Crescimbeni Gian Mario: ma-
ceratese, n. nel 1603, m. nel 1728. Studiò
Cossa Pietro: romano (1830-1881)
leggi e lettere, ebbe da Clemente XI la no-
autore di drammi per un
storici, notevoli
mina di canonico della chiesa di S. Maria
forte sentimento realistico.
Ricordiamo :

in Cosmedin e fu il fondatore e, per


Nerone, Plauto, Cleopatra, Messalina,
trentotto anni, il custode generale del-
Giuliano l'Apostata, 1 Borgia, ecc. Vedi
l'accademia dell'Arcadia, di cui narrò
Drammatica.
la storia e le vicende.
Cfr. pel Teatro dì P. G. le varie ediz. del
Oltre a scritti minori, attinenti alla
Casanova diTorino; Franchetti, P. G. in
Nuova Antol., 1891. vita e alle opere degli Arcadi, e ad altri
d'argomento ecclesiastico, abbiamo di lui
Costanzo (Di) Angelo : n. nel la Istoria della volgar poesia, publicata
1507, di nobile famiglia, a Napoli, amico la prima volta a Roma nel 1697. Il Cre-
al Sannazzaro, che lo eccitò a scrivere scimbeni la ristampò nel 1714, con cor-
un'opera storica, ebbe a patire la per- rezioni ed aggiunte, in parte pubblicate
secuzione e l'odio del viceré Don Pietro già in quei Commentari intorno alla
di Toledo. Confinato da questo nel ca- Istoria della volgar poesia, onde l'au-
stello di Cantalupo, tornò nel 1549 a tore era venuto, dal 1702 al 1711, com-
Napoli, ove visse poi lungamente tran- piendo e illustrando l'opera sua: la quale
quillo sino al 1591. Amò e celebrò col è ricca di erudizione e di materiali, pre-
verso Vittoria Colonna. ziosa per le notizie biografiche e biblio-
Oltre la Storia del regno di Napoli grafiche che essa offre, ma manca di
(fedele, quantunque inelegante e scolo- un disegno chiaro e ordinato e spesso
rita narrazione degli avvenimenti seguiti di precisione e di esattezza. U Arcadia
dalla morte di Federico II alla guerra composta, a guisa dell'opera d'egual
del 1486 tra Ferdinando I e Ludovico nome del Sannazzaro, di poesia e di
il Moro), abbiamo di lui un Canzoniere, prosa, narra la fondazione dell'accademia
CRI — 83 CRO

romana e ne conduce la storia sino al ricordavano, con maggior abbondanza di


1706. V. Gravina. notizie,qualche episodio di quella vita
Cfr. per la Istoria e pei Comnientart, che si consumava oscura e dimenticata
l'ed. del 1730-31, procurata dal Seghezzi e nel chiostro: o raccoglievano leggende
dai frat. Zeno; L'Arcadia, Roma, 1755; Con- eroiche e religiose, studiandosi di dar
CARi, // Settecento, Milano, Vallurdi, 1898,
capit. I; Carini, L'Arcadia cit.
loro un carattere storico. Tale l'origine
degli Annales Casinates e del Chro-
C'risolora Manuele: n. a Costanti- nicon Novalicense, appartenenti al se-
nopoli, intorno il 1350, m. a Costanza nel colo X.
1415. Fu maestro del Guarino, del Bruni, Un più rapido progresso attestano le
del Poggio, del Manetti, dello Strozzi: cronache milanesi di Arnolfo e di Lan-
insegnò il greco nello Studio fiorentino, dolfo, le quali rispecchiano le passioni
sino al 1400, e si può dire si sia iniziata che agitavano la città, le lotte ardenti
con lui la trattazione sistematica e
scien- tra popolo e clero, e gli avvenimenti
tifica di questo insegnamento. V. Rina- narrati collegano tra loro e si studiano
scimento. di indagarne le cause.
Cfr. Rossi, Il Quattrocento, Milano, Val- Dopo il Mille anche la cronaca si ri-
lardi, 1899, I, 17.
desta a vita nuova abbandona il campo
:

Cronaca : della cronaca italiana par- delle leggende, di cui si era per tanto
leremo all'articolo Storiografia: inten- tempo compiaciuta, e, pur conservando
diamo qui ricordare la cronaca scritta il suo carattere monastico, si spinge
in latino che, fiorita largamente in quel oltre le mura del convento; con cura
periodo nel quale si ì elaboravano tutti operosa raccoglie, raffronta, studia i do-
germi della nostra letteratura, costi- cumenti, e quando racconta o descrive,
tuisce, per dir così, la robusta infanzia acquista una vigoria insolita, una inso-
della storiografia italiana. Le sue più lita vivacità. Tali il Ghronicon Farfense
lontane origini si debbono cercare nei (del monastero di Farfa in Sabina) di
primi secoli del cristianesimo, in quelle Gregorio Monaco (sec. xi) il Ghronicon
aride raccolte di notizie, ordinate cro- Casinense di Leone Marsicano (sec. xi)
nologicamente da S. Eusebio, da Idacio, bibliotecario del convento.
da Girolamo, da Prospero. Esempì di Nei secoli xii e xiii, quando l'Italia
cronache, se non più veraci, almeno più freme di vita nuova, quando le città
ricche di fatti, più animate, più dotte, della Lombardia lottano ostinatamente
ci oftrono, nel secolo sesto, fuori d'I- per difendere le libertà conquistate e
talia: lordanes, che per gran parte com- negli ordinamenti democratici e comu-
pendiò la storia dei Goti, scritta da Cas- nali attingono le loro più fresche energie,
siodoro e ora perduta; e Gregorio di la Cronaca si trasforma interamente e
Tours, l'autore d'una storia civile ed diventa municipale: essa si studia di
ecclesiastica dei Franchi, ove la leggenda conservarsi obbiettiva, lascia più spesso
prevale. le parole ai fatti e ai documenti e acquista
In Italia, la cronaca, partecipando una intonazione più serena e più calma:
anch'essa dell'avvilimento a cui le pro- così dei due cronisti lombardi Raul e
cellose incursioni dei barbari e i terrori Ottone Giudice Morena, l'uno descrive
d'una fine del mondo, creduta imminente, le gesta del primo Federico, l'altro, po-
avevano ridotto ogni manifestazione dello destà di Lodi e partigiano dell'impera-
spirito, riparò, per dir così, nel cenobio tore, narra le Serissime lotte dei mila-
di Monte Cassino, in quello della Nova- nesi contro i lodigiani; così Caffaro di
lesa, alle falde del Cenisio, ove i monaci Rustico (1080-1166) crociato in Pale-
segnavano con poche parole i rari avveni- stina, scrive gli Annales genuenses dal
menti, di cui un'eco debole e lontana 1100 al 1163: Goffredo Malaterra e Ugo
penetrasse nella loro cella; o notavano Falcando la storia siciliana: Falcone,
il fenomeno pauroso d'una eclissi, o quella di Benevento: così con Saba Ma-
GRU 84 DAM

laspina, con Rolandino, con Guido di Salimbene narra gli avvenimenti seguiti
Corvara, con Nicolò da lamsilla e con dal 1167 al 1287 e giudica con libera e
altri, il campo della cronaca s'allarga, franca parola imperatori e papi, frati e
ogni parte d'Italia ha i suoi cronisti e condottieri, Federico II, gli Angioini.
una ricca letteratura storica rappresenta Nicolò III e Onorio IV: esprime con
fedelmente un'epoca di così varie e così schiettezza le proprie impressioni e rav-
commosse vicende. viva spesso il racconto con l'aneddoto e
Ma la più perfetta e la piti caratte- col motto arguto.
ristica di tutte queste cronache, quella
Bartoli, St. leti. ital. HI, cap. VII
Cfr. ;

che il Bartoli giustamente chiama in- Balzani, Le Cronache ital. nel medioevo,
sieme narrazione di fatti, pittura di co- Milano, iloepli, 1884; per Salimbene cfr. l'ed.
(li Parma del 1837, il noto lavoro del Dove
stumi, fotografia morale d'una società, è
(Lipsia, 1873) e gli articoli del Novati in
la Cronaca di Salimbene da Parma, che,
Giorn. star. Leti. ital. (vedine gl'indici).
non ostante l'ostinata opposizione del
padre ghibellino, entrò nell'ordine dei Crudeli Tommaso : di Poppi nel
francescani, lasciando il proprio nome
Casentino (1703-1745): scrittore dirime
di Ognibene. Autore d'altre scritture, mediocri e di Favole, imitazioni vivaci
compose per una sua nipote Agnese, mo- , e garbate del La Fontaine.
naca, la sua celebre cronaca, proponen-
dosi di narrare nudamente i fatti, senza Cfr. le Favole di tre aut. toscani, Firenze,
Barbera, 1886-, Carducci, Poeti erotici del
ornamento alcuno di parole. L'opera, sec. XVIII, Firenze, Barbera, 1868, pag. 283 e
manchevole della prima parte, è riuscita seg.;Sbigoli, T. G. e i primi framassoni
troppo personale e soggettiva: in essa in Firenze, Milano, 1883.

D
Dal Camo: vedi Cielo dal Camo. critica e d'arte ; Poesie varie; tra queste
notevoli gli Stornelli. Lo Stornello (dal
Dalle Celle Giovanni: un monaco, provenz. estorn, contrasto, perchè can-
vissuto nel secolo XIV, che dalle selve di tato alternamente nelle sfide poetiche)
Vallombrosa scriveva agli amici Lettere, è una varietà del canto popolate, deri-
animate da un forte sentimento ascetico. vato forse dal proverbio rimato e che
Cfr. per le Lettere l'ediz. del SoRio, Roma, comincia o si riprende, invocando il nome
1846.
d'un fiore. Tra gli Stornelli del Dall'On-
Dall' Ongaro Francesco: nato a garo si veggano La camelia toscana e
Mansuè, presso Oderzo, nel 1810, fre- Il brigidino e la verbena, simboleggianti
quentò, per lo studio della teologia, l'uni- i colori del vessillo nazionale.

versità di Padova. Abbandonato il sa- Cfr. Opp. complete di F. D. O., Torino


cerdozio e r insegnamento , diresse un 1846-47, voli. 3.
giornale letterario a Trieste : ebbe parte
nei moti politici di Venezia nel '48 e, D'Ambra Francesco: fiorentino,
caduta la repubblica, corse a Roma a n. intorno al 1500, m. nel 1558, console
combattere con Garibaldi. Esule in Sviz- dell'Accademia fiorentina, noto per al-
zera e a Bruxelles, ove tenne alcune cune commedie: Il Furto, i Bernardi,
conferenze sul poema dantesco, tornò la Gofanaria, rappresentata per le nozze
nel '59 in Italia e insegnò letteratura del principe Francesco de' Medici: in
drammatica a Firenze e a Napoli, ove tutte, l'autore s'ingegna di destar l'inte-
morì nel 187:i — Di lui: una commedia, resse e la curiosità, intrecciando quanti
Fasma; un dramma, Foì-naretto, oggi più può equivoci, malintesi, scambi di
entrambi dimenticati; Novelle; Saggi di persone. V. Drammatica.
DAN 85 — DAV

CtV. Commedie di F. D'A., Trieste, 1858 e Dati Gregorio: o Gore,mercante


in Teatro comico florent., Firenze, 1750, fiorentino, n. nel 1363, m. nel 1435;
voi. V; Gabotto, F. d'A. in period. Lette-
priore, camarlingo, console dell'arte,
ratura, Torino, anno IL
lasciò una Storia di Firenze (1380-1405)
Dante (la Maiano: sull'esistenza in nove libri e in forma dialogica. Vi
di questo rimatore provenzaleggiante del narra la guerra dei fiorentini contro i
periodo delle origini disputarono lunga- Visconti e contro Pisa e ci dà preziose
mente il Borgognoni e il Novati. notizie sui costumi del tempo.

Cfr. NOVA.TI, D. d. M., Ancona, 1883; Bor- Cfr. la 8t. di Firenze di G. D. ed. dal
:

gognoni, La questione m^aianeaca. Città di Bianchini, Firenze, 1735.


Castello, 1885.
Dati Leonardo: poeta fiorentino
Da Porto linigi : storico vicentino del secolo xv, che al certame del 1441
n. nel 1485, m. nel 1529, intimo amico presentò un esperimento metrico in versi
di P. Bembo, che ne deplorò poetica- italiani.V. Certame coronario.
mente la morte precoce. Di lui abbiamo
Cfr.: Flamini, L. di Pietro Dati in Giorn.
sessantanove Lettere storiche, pubblicate star, letter. it. XVI, 46, 47, pag. 1-107.
in Firenze soltanto nel nostro secolo,
che descrivono le agitate vicende di Davanzati Bernardo: dei Bos-
Venezia dal 1509 al 1513, e la Novella tichi, nato di nobile e antica famiglia
di due nobili amanti, nella quale è nar- a Firenze nel 1529. Erudito di lettere
rata una leggenda, raccolta anche da Ma- e di discipline economiche, esercitò la
succio Salernitano e dal Bandelle e che, mercatura fu membro autorevole prima,
;

gittataprima nella forma del dramma console poi dell'Accademia fiorentina ;

da Luigi Groto, diede poi argomento al reggente di quella degli Alterati, coo-
Bomeo e Giulietta dello Shakespeare. però anche vigorosamente ai lavori del-
Cfr. Lettere storiche di L. D. P., Firenze, l'Accademia della Crusca. Morì a Firenze
Le Monnier, 1857; Novella di rfwe ecc., Pisa,
1831; inoltre le Notizie smZ Z>a P. del Torri
nel 1606. —
Oltre a poche Rime, di scar-
sissimo valore, a trattateli! sui cambi e
in questa ediz. e quella del Milan, pubbl. a
sulla moneta, a Lettere, a Orazioni; oltre
Padova, nel 1830.
alla storia dello Scisma d'Inghilterra —
D'Assisi: vedi Francesco d'A. rifacimento d'un libro scritto in latino
dal gesuita inglese Sanders tradusse —
Dati Carlo: fiorentino, n. nel 1619, in volgare le Opere di Tacito, per con-
m. nel 1698, erudito, storico d'arte, au- futare il giudizio dell'erudito francese
tore delle Vite dei pittori antichi: curò Enrico Estienne (E. Stefano), il quale,
nel 1691 la terza edizione del Vocabo- dal raffronto tra due versioni di Tacito —
lario della Crusca, e con disc:,rsi e rac- italiana l'una, francese l'altra aveva —
colte di prose varie cooperò al buon uso conchiuso che la nostra lingua era molto
della lingua. meno concisa, precisa ed efficace della
francese, se nella forma tradotta impie-
Cfr.: per le Vite l'ediz. dei Classici, Mi-
lano, 1806; Fontani, Elogio di C. Bob. D. gava un numero molto maggiore di vo-
Firenze, Cambiagli, 1794. caboli. Il Davanzati s'accinse nel 1591
alla versione degli Annali di Tacito e
Dati Giuliano: fiorito nella se- via via tradusse tutte le opere dello
conda metà del secolo XV: autore d'un scrittore romano ; la versione, riescita,
poemetto in 8* rima sulla scoperta del- pel numero delle parole, anche minore
l'America, composto nel giugno del 1493, dopo
dell'originale, fu pubblicata intera,
appena divulgatasene la notizia, e d'una la morte del traduttore, a cura della
sacra rappresentazione. Crusca. Se qualche volta il periodo tra-
Cfr. pelpoemetto la raccolta colombiana dotto riesce, per la costretta brevità,
del Berchet, Roma, 1893. oscuro, l'opera tutta è mirabile nel ripro-
-

DAV — 86

durre la severa robustezza di Tacito : studio col ricordo personale dei fatti,
mirabile per l'elocuzione propria, natu- e illustrata da abbondanti documenti,
rale, schiettamente toscana: mirabile storico notevole e seguace della tradi-
sopra tutto in tempo di verbosa prolis- zione classica, nel disegno e nella distri-
sità. In essa si rispecchia il carattere buzione delle materia, nelle concioni e
de4 traduttore, uomo di tempra antica, nella rappresentazione degli avvenimenti.
di costumi sobri ed austeri, parco e ar- Cfr.: Opere complete di A. C. ,D., Torino,
guto nella parola, tanto che nell'Acca- 1825-26, XXXIX volumi per la Storia, cfr. la
;

la ediz. di Venezia (Baglioni, 1831) e quella


demia era chiamato il Silente, nelle con-
dei Clasisici (Milano, 1807).
versazioni, il granello di pepe.
Opere di B. D., Firenze, Le Mounier,
Cfr. : D'Azeglio iflai^simo: M. Tappa
1852; e in Bibl. econ. Sonzogno, n. 21 e 29; relli d'A.,n. a Torino nel 1798 d'una
BiNDi, Vita e Opere di B. D. in ediz. Le
famiglia nobilissima, dopo aver frequen-
Monnier cit.
tata l'Università passò alcuni anni a
Oavaiizati Chiaro: poeta fioren- Roma, secondando, in mezzo alla gio-
tino, nato nella prima metà del sec. xiii, conda vita degli sue squisite
artisti, le
combattè a Montaperti e morì intorno attitudini alla pittura, e a Milano, ove
al 1280. Per le sue Bime (canzoni e sposò Giulia Manzoni, la figlia di Ales-
sonetti, alcuni a dialogo) d'argomento sandro. Espulso da Torino e dalla To-
per gran parte amoroso, è nella sctiola scana, per le sue idee e per i suoi scritti
di transizione (v. q. nome) tra i poeti più politici, fervidi di libertà, accorse nel '46
originali e più spontanei, in quanto si a Roma, quando il nuovo pontefice su-
studia di liberarsi dall'influsso dei sici- scitava le più ardenti speranze dei li-
liani e di Guittone e di animare e rin- berali italiani e a Roma cercò, con l'o-
:

frescare la poesia con l'elemento po- pera e col consiglio, di giovare alla più
polare. nobile delle cause. Valoroso soldato,
Cfr. : per le Bime la cit. race. D'Ancona, combattè nel '48 contro l'Austria, come
CoMPARETTi; Nova TI, Gh. D. in Giorn. stor. aiutante del generale Durando ferito:

leti, ital., V, 404; De Lollis, Ch. D.id.id.,


a monte Serico, presso Vicenza, si ritirò
Siipplo, 1898.
a Firenze, ove, in operoso raccoglimento,
Devila Arrigo Caterino: n. nel continuò a propugnare l'idea santa della
1576, a Pieve di Sacco nel Veneto, da libertà della patria, a designare i peri-
una famiglia oriunda da Àvila in Ca- coli delle sètte e dei moti impreparati
stiglia: dal padre che, memore dei be- e incomposti. Dopo la sconfitta di No-
nefici ricevuti da Enrico II e da Caterina vara, fu da re Vittorio Emanuele chia-
de' Medici, aveva imposto al figlio i due mato alla presidenza del ministero, e
nomi di Arrigo e Caterino, fu condotto in tutto quel periodo politico, che seguì
in Francia, ove, giovinetto, combattè al programma di Moncalieri, il D'Azeglio
valorosamente nell'esercito di Enrico IV. lasciò impressa una nota di ferma sa-
Nel 1559 tornò in patria e visse poi agli viezza, di discernimento prudente, di
stipendi di Venezia, che lo elesse più diplomazia accorta. Lasciata la direzione
volte governatore dei suoi domini. Da del governo al Cavour nel '52, si ridusse
un uomo brutale e violento fu assassi- a vita privata, ma alla patria diede an-
nato nel 1631, in S. Michele di Verona. cora l'opera sua efficace, come plenipo-
L'opera maggiore di lui è la Historia tenziario d'Italia a Parigi e a Londra,
delle guerre civili di Francia. In questa, nel '59, come commissario in Romagna
che è costituita di quindici libri, il Dà- e governatore a Milano. Morì a Torino
vila narra la storia di Francia, da En- nel 1866.
rico II alla pace del 1598. Negletto talora Tacendo degli sciitti politici di lui,
nello stile, tal'altra prolisso nel racconto, cioè degli opuscoli, lettere, programmi
il Dàvila è, nel complesso dell'opera elettorali, ecc., ricordiamo I Ilici in-
sua, condotta con cura diligente, con lo cordi, libro prezioso per l'autobiografia,
DEC — 87

che giunge sino al lX4ò, a quell'anno, in lebrato con alte lodi, se è questa Fetà
cui il D'Azeglio udiva dalla viva voce di in che secentismo fiorisce e i criteri
il

Carlo Alberto le parole memorabili La : estetici sembrano


riassunti nel noto verso
mia vita, la vita de' miei figli, le mie è del poeta il fin la meraviglia, è pur
armi, le mie fortune, il mio esercito, tutto questa l'età nella quale gli studi filosofici
sarà speso per la causa italiana: libro — e speculativi si ridestano a nuova vita:
mirabile per la sincerità disinvolta della il Galilei offre nei Dialoghi e nel Sag-

forma, nella quale tutta si manifesta la giatore V esemplare di una prosa pre-
candida schiettezza del carattere. cisa, elegante, robusta: il Chiabrera, il
Le opere letterarie maggiori di lui sono Filicaia, il Testi cercano alla lirica nuove
i due romanzi storici FAtore Fieramosca
: ispirazioni e nuove fonti: il poema eroi-
(Disfida di Barletta) e il Nicolò de' Lapi comico matura col Tassoni
si e s'ac-
{Palleschi e Piagnoni), affine questo, per compagna a una ricca e varia fioritura
l'argomento, dìiV Assedio del Guerrazzi: della satira : la costituzione dell'Arcadia
pubblicati il primo nel '33, il secondo avverte il bisogno d'un'altra arte, d'una
nel '41: due libri che commossero ed nuova poesia: spunta col Redi il diti-
agitarono tanti cuori e che gli Italiani rambo, col Metastasio si perfeziona il
leggono sempre con ammirazione. Pit- — melodramma, se non nato col Rinuccini,
tore, il D'Azeglio ricorda la maniera di riformato da luie infine il periodo tutto
:

Niccola Poussin e di Salvator Rosa: ro- si conchiude con l'opera poderosa del
manziere, egli è seguace tra i piìi insigni Muratori e del Vico.
di Alessandro Manzoni, dal quale sembra Al decadimento letterario naturale —
derivare la bontà dell'arguzia, la nobiltà del resto dopo un periodo, in che si era
dell'idea, l'elevatezza del sentimento ar- esaurita la fecondità originale e tutte
tistico. le forme d'arte avevano avuto le più

per V Ettore Fieramosca la 1» ediz.


CtV. varie e molteplici manifestazioni — con-
iliMilano (Ferrario, 1833); per il Nicolò de' ferì senza dubbio la compressione poli-
Lapi la 1» ediz. di Milano (Borroni, 1841); tica e religiosa che nei più impediva le
per entrambi le ediz. Carrara. Pagnoni, Le pensiero, libere voci
iniziative del le
Monnier, Barbera, ecc.; cfr. gli Scritti polii.
e letter. race, da M. Tabarrini, Firenze, Bar-
della coscienza e isteriliva le fonti più
bèra, 1872; VisMARA, Bìhliogr. di M. D'A., pure del sentimento. se il periodo Ma
Milano, Bernardoni, 1878; Camerini, Jf. Z>'A. politico che si rispecchia nel decadi-
in Nuovi profili, Milano, Battezzati, 1875, II;
mento letterario, s'apre col trattato di
De Mazade, M. D'A. in E. à. deux Mondes,
Castel- Cambrese e col Concilio di Trento,
1867 ; Dejob, Un homnie d'État spiriiuel et
chevaleresque, Paris, Colin, 1894. si conchiude .tuttavia con la pace di Aqui-
sgrana, la quale segna all'Italia una lunga
Decatlinieiito : così è comunemente età di tranquillo raccoglinàento di sa- ,

designato quel periodo della letteratura piente e illuminato despotismo.


italiana,che comprende il decimosettimo V. più innanzi Lett. Ital., Secentismo.
secolo e una parte del decimottavo e che Cfr. il Manuale Bacci-D' Ancona, voi. Ili ;

dovrebbe dirsi con parola più esatta pe- M.ORSOhi'S, Il Seicento, Milano, Vallardi, 1880;
riodo di crisi. Poiché, se dopo la perfetta Belloni. Il (Seicew^o, Milano, Vallardi, 1899;
maturità raggiunta nel cinquecento da
Vernon Lee, Studies of the eighteenth cen-
tury in Italy, London 1880 ( Studi sul se- ,

ogni manifestazione artistica, si avver- colo xviri, ecc., trad. anche in it.) nei capi-
tono dovunque segni di decadimento non toli II e IV f^nWArcadia e sul Melodramma ;
dubbi, se allo studio minuzioso della Mestica, Il pensiero ital. nel Seicento, Pa-
forma s'accompagna, nel maggior numero lermo, 1893.

degli scrittori, la piena indifferenza del Decameron : l'opera maggiore di


contenuto, se l'arte è costretta a seguir Giovanni Boccaccio, cominciata nel 1348,
vie che la allontanano dalla sincerità e compiuta e data in luce nel 135'^, e co-
dalla naturalezza, se il culto di Dante stituita di cento novelle distribuite in
si oscura e il Marino è ammirato e ce- dieci giornate, onde il titolo (dal gr. deca-
DEC 88 - DEC

emérai:= dieci giorni). — Iinagina il Boc- a uomini, da uomini a donne, da un uomo


caccio che, mentre nel 1348 una pesti- ad un altro la IX giornata racconta, con
:

lenza fierissima desolava Firenze, sette libera scelta d'argomento, avventure di-
donne, Pampinea , Filomena , Neifile, verse la X descrive azioni nobili e vir-
:

Fiammetta, Elisa, Lauretta, Em,ilia e tuose.


tre giovani. Filostrato, Panfilo, Dioneo La più grande varietà domina nel
(il Boccaccio stesso) trovatisi un giorno Decameron : varietà della scena, collo-
insieme nella chiesa di S. Maria Novella,- cata in Firenze, nell'una o nell'altra
s'accordassero, per proposta di Pam- parte d'Italia, in Francia, altrove va- :

pinea, di lasciar la città e di ridursi per rietà di tempo varietà di figure e di


:

alcuni giorni sui colli di Fiesole (nella persone: varietà d'indole, di carattere,
valletta delle Donne o nelle logge della di condizione, dalla più umile alla più
villa Palmieri) fuggendo così insieme la elevata: di costume, dal più virtuoso al
noia e la tristezza della città appestata. più disonesto. Così trovi sparsi per le
Dei quattordici giorni che la gioconda gaie novelle Can della Scala, Pietro
:

brigata passò sui colli fiesolani, dieci d'Aragona, Giovanni da Precida, Cur-
furono spesi nel racconto di varie no- rado Malaspina, il Saladino, Salomone,
velle, in liete danze, accompagnate dal Nathan, l'abate diClugny, Nastagio degli
canto di gaie ballate: in ciascuna gior- Onesti, Guido Cavalcanti, Giotto, Cecco
nata uno della compagnia —
preso il nome Angiulieri Ciacco, Landolfo Ruffolo,
,

e il grado di re o di regina —
divisava il maestro Alberto da Bologna, il giudeo
modo di passare il tempo, l'argomento Melchisedec, Ghin di Tacco, ser Ciap-
ora vario ora uniforme delle novelle. Le pelletto, frate Cipolla, frate Puccio, frate
quali il Boccaccio collega insieme col Rinaldo, frate Alberto da Imola, Bion-
racconto del modo onde cominciò e finì dello, Calandrino, Bruno, Buffalmacco,
ciascuna giornata e costituisce così l'o- il buffone Martellino, il giullare Berga-

pera sua, conchiusa dall'avvertimento: mino, Cisti il fornaio, il cuoco Chichibio,


che l'autore non ebbe nel compierla il contadino Ferondo, mercante Ar- il

altro fine che far gradita cosa alle donne ma-


riguccio Berlinghieri, e con questi :

e dal ringraziamento rivolto a Dio per donna Belcolore, madonna Ghita d'A-
avergli conceduto di terminarla. Cosi — rezzo, mad. Oretta degli Spini, mad.
che esaminando il Decameron noi tro- Isabella, mad. Fiordaliso, mad. Am-
viamo che esso s'inizia con la descrizione
: bruogia, la marchesana di Monferrato,
della fiera pestilenza del 1348 e con le la fedele e costante Ginevra, la pa-
notizie sull'origine del libro che in due
: ziente e virtuosa Griselda, ecc.
(nella prima e nella nona) delle dieci gior- Dell'originalità e delle fonti dell'opera
nate, onde esso è compartito l'argomento diremo: che nella forma scelta pel rac-
è lasciato alla libera scelta dei novella- conto, il Boccaccio seguiva una via già
tori, facoltà che è sempre consentita a tracciatagli dai Conti e dal Novellino: che,
Dioneo, ultimo a novellare in ciascuna per gli argomenti egli rielaborò in gran
giornata. Così: nella I giornata, ricca parte materiali preesistenti, attingendo
di aneddoti e di motti vari ed arguti, a fatti contemporanei, dei quali fu egli
si racconta ciò che più piace a ciascuno: stesso spettatore, ad aneddoti diffusi al
nella II si narra di avventure tristi, co- suo tempo, a novellatori italiani ante-
ronate da lieto fine: nella III di cose, riori, a favolelli francesi, a romanzi greci,
lungamente desiderate, o acquistate o a favole, a moralizzazioni medievali, a
ritrovate nella IV di amori infelici
: : tradizioni e racconti venuti d'Oriente —
nella V di vicende amorose lietamente come le Mille e una Libro dei
notte e il

conchiuse nella VI di gente salvatasi


: sette savi — dai quali dedusse anche l'e-
con l'arguzia o la prontezza d'un motto : sempio di collegar le giornate ti'a loro.
nella VII di beffe fatte dalle mogli ai Ma aggiungeremo : che a questo com-
mariti nella Vili di beffe fatte da donne
: plesso di fonti diverse egli imprime uno
yj —

speciale e personal carattere di forte come Chaucer, lo Shakespeare, il


il

originalità, tutto ordinando con sapiente Molière, Lafontaine ne dedussero forme


il

accorgimento. Onde: l'armonia perfetta e argomenti per l'opera loro. Ma trovò


dell'opera, ottenuta coi contrasti fra la anche mediocri ingegni, che ne trassero
tristezza della descrizione, con che essa sconci rimaneggiamenti, come Leonardo
comincia, e la giocondità delle novelle Salviati e Luigi Greto.
seguenti, tra la voluta uniformità di sog- Cfr. pel D. le edizioni integro dei Class,
getti in alcune giornate e la libera scelta ital. di Milano, del Lemonnier, del Sonzogno
(Bibl. econ.) le ediz. scolastiche di Novelle
d'argomenti, consentita in altre onde :

scelte del e del Donisi (am-


Cappelletti
l'analisi delle passioni umane, la squisita bedue ediz. Paravia), del Fornaciari e del
novità della rappresentazione, la sere- Fixzi. Cons. inoltre ciò che sul D. dicono:
nità nel racconto. Dell'aver trattato ar- Casini, Manuale, di lett. ital. voi. Ili (Fi-
renze, Sansoni, 1887); Landau, Die Quellen
gomenti, che offendono la decenza e
des Decameron [Le fonti del D., trad. in it.),
dell'oscenità di alcune novelle si scusò Stuttgart. 1884; Bartoli, Il Boccaccio in
il Boccaccio stesso noi, con altri, ricor-
: Vita Milano, Treves, 1892; Car-
ital. del 300,
deremo che il Decameron è la obbiet- ducci, Ai parentali di G. B. in Discorsi
letter., Bologna, Zanichelli, 1889 (.Opere, I).
tiva rappresentazione della società di
que' tempi, coi traviamenti e con le colpe Dei Benedetto : cronista fiorentino
che le erano proprie, è la commedia del secolo con cura diligente
xv, che
umana in tutte le sue manifestazioni raccolse notizie sulla coltura, sul costume,
pili varie, e aggiungeremo che in molte sui commerci del suo tempo.
delle novelle e in tutta una giornata — Cfr. Frati, Un cron. fiorentino del quat-
l'ultima —
vi sono celebrate e simboleg- trocento, ecc., in Arch. Star- lonib., 189.5.
giate in figure diverse la generosità e
la bontà, la fedeltà e la purezza nell'a-
De Jeiiuaro Pier Jacopo: na-
more, la cortesia e la gentilezza del co- poletano (143(i-l 508): autore d'un poema
d'imitazione dantesca e di Bime, misu-
stume, l'umiltà rassegnata e paziente.
Quanto alla forma del libro, se in esso pre- rate su quelle del Petrarca.

vale spesso lo stile periodico naturai — Cfr. Pèrcopo, La prima imitazione del-
l'Arcadia, Napoli, 1894, con la biografia e la
progresso d'una prosa alle origini troppo
e scucita —
bibliografia.
ingenua, impacciata è fre-
quente tuttavia, e nominatamente nei dia- Della Casa : vedi Casa.
loghi, l'espressione rapida, breve, dram-
Della Chitarra : vedi Cene d. Cli.
matica. Il Decameron giunse sino a noi
accompagnato sempre da una ammira- De Monarchia: trattato scritto in
zione costante e il Carducci lo giudicò latino da Dante e composto negli anni
l'opera che, dopo la Commedia, più at- dell'esigilo, probabilmente tra il 1310 e
testa la potenza dell'ingegno italiano. il 1315. Nei tre libri, ond'esso è costi-
I due pili antichi e autorevoli codici tuito, il poeta, svolgendo alcuni concetti

del Decameron sono il laurenziano e accennati già nel Convivio, afferma ne-
l'hamiltoniano-berlinese , entrambi del cessaria la monarchia alla salute del
sec. XIV l'autografo manca
: : la I ediz. mondo giudica designato da Dio stesso
:

è quella di Venezia del 1470 notevole : a esercitarne l'ufficio il popolo romano;


l'ediz. di Londra del 1825, procurata da sentenzia che l'autorità dell'impero de-
Ugo Foscolo. —
L'opera del Boccaccio riva immediatamente da Dio, né è sog-
ebbe in ogni tempo illustratori, quali getta, sulla terra, ad alcun ministro o
Gerolamo Ruscelli, Vincenzo Borghini, vicario suo se non in questo che la po- :

D. M. Manni, Michele Colombo, Pietro testà temporale, giustamente esercitata


Fanfani, Felice Ti'ibolati, Marco Landau : dal monarca è mezzo e via a quella fe-
ebbe imitatori in tutti i secoli, sino al licità eterna, della quale è lume e guida
seicento : traduttori francesi , tedeschi, il vicario di Dio. La monarchia è —
spagnuoli, inglesi, greci : stranieri che, necessaria alla società civile, perchè bi-
90 DEV

sogna ad essa la concordia e la pace di Z)..Pisa, Nistri. 1865; Cipolla, II trattato


D. M. e l'opuscolo De poteatate regia et
che il monarca, unico nel governo, senza papali di Giov. da Parigi, Torino, 1892;
desiderar nulla per sé che già non abbia, Carducci, L'opera di Dante cit.; per la ver-
può solo concedere e rendere secure. sione del D. M. vedi Perez, Scritti,PaìcrmQ,
Reber, 1898.
Alla dignità della monarchia fu desi-
gnato il popolo romano dalla tradizione, Denina Carlo; piemontese (17:^1-
dalia storia, da Dio stesso: ciò provano 1813) morto a Parigi, bibliotecario di
la venuta di Enea, l'impero del mondo Napoleone, scrisse con gran fecondità
conquistato e lungamente esercitato dai in italiano e in francese. Ricordiamo

Romani, la nascita di Cristo, la sua Le Rivoluzioni d'Italia, dai tempi an-


morte, seguite sotto l'impero. L'Italia è tichi al trattato di Utrecht.

dunque la sede, è il giardino della mo- Cfr. Le Eivoluzioni d'Italia, Milano, Clas-
sici, 1820; Villa, C. D., Ivrea, 1874.
narchia dall'Italia il monarca governa
:

bensì da ordina-
gli altri popoli, retti De iSanctis Francesco; n. ad Avel-
menti loro propri, ma soggetti a leggi lino nel 18 1 8, m nel 1883, alunno di Basilio
comuni, così da costituire una federa- Puoti, ardente patriotta, uomo politico
zione di nazioni cristiane alle quali il austero, professore, nell'esiglio, a Zurigo,
monarca presiede. L'autorità dell'im- a Napoli poi, ove dettò quelle Lezioni
pero non è soggetta a quella della chiesa, di storia e di critica letteraria che, rac-
perchè questa non ebbe parte nel crear colte e ordinate, rimangono la più acuta
quella, che fu costituita prima di essa, ed eloquente illustrazione del pensiero
perchè la persona dell'imperatore è vo- animatore della nostra letteratura e pro-
luta da Dio e gli elettori, chiamati a seguono la tradizione di quella critica
designarlo, sono strumenti di Dio. Ma che il Foscolo iniziò e che conside-
essendo necessarie entrambe le autorità rando, come fu detto giustamente, un
al benessere degli uomini, la temporale lavoro d'arte come un fenomeno psico-
e la spirituale, l'una aiuti l'altra e Ce- logico, ne cerca i motivi nell'anima dello
sare abbia per Pietro la venerazione scrittore e nell'ambiente del secolo in
d*un figlio pel padre e riceva da lui cui nacque.
quella luce e quell'esempio, onde possa Cfr. r. De Sanctis, St. della lett. italiana,
meglio governare il mondo. —
Tali, ra-
Isapoli, Morano, 1898, voli. 2, 9* ediz.: Saggi
critici, Napoli, 1874, 3» ediz.; Nuovi saggi
pidamente riassunti, gli ideali politici crii, e Saggio sul Petrarca, Napoli, 1879 e
di Dante: tali le dottrine di lui, ampia- 1875 ; Villari, F. d. S. e la critica in Italia
in Scritti vari, Bologna, Zanichelli, 1894.
mente chiarite e illustrate nella Com-
media, ove poeticamente egli riafferma De Vulvari Eloquentia : trat-
la necessità della monarchia, ove del tato di filologia e di poetica, scritto da
pervertimento della società accagiona la Dante in latino, per rendei'ne forse più
confusione dei due reggimenti lo spi- : note e più diffuse le dottrine, e composto
rituale e il temporale. probabilmente nei primi anni dell'esigilo,
Il trattato di Dante impugnato dai tra il 1304 e il 1308. Il poeta, che a
partigiani dell'autorità pontificia, usato un'opera sua intorno alla volgare elo-
come poderoso argomento a difendere i quenza accenna anche nel Convivio, si
diritti dell'autorità imperiale, pubblica- proponeva di ragionare ampiamente della
mente bruciato in Romagna, nel 1329, lingua e delle forme tutte della poesia;
dal cardinal legato Bertrando Del Pog- ma il trattato è interrotto a mezzo del
getto, ebbe larga diffusione dopo il vol- secondo dei quattro libri onde esso, nel-
garizzamento fattone, nel secolo xv, da l'intendimento dello scrittore, doveva
Marsilio Ficino e più, dopo la prima edi- essere forse costituito. —
Dopo aver
zione a stampa, uscita a Basilea nel accennato alla unità originaria dei lin-
1559. guaggi, all'ebraico parlato da Adamo,
Cfr. pel D. M. le ediz. curate dal Frati- alla diversità degli idiomi, seguita alla
celli e flal Giuliani ;CARMiGNAKi,/S'MZoJ>f. confusione di Babele, dopo averne de-
DEV 91 DIA

scritte le varie famiglie e ridotti a tre tando i giudizi e i commenti più diversi
i gruppi dei linguaggi, parlati in Eu- e iniziando, per dir cosi, la lunga e agi-
l'opa,Dante considera più specialmente tata quistione della lingua italiana: il
e piùattentamente il gruppo degli idiomi testo latino fu pubblicato per le stampe
romanzi, il provenzale, il francese e l'ita- a Parigi nel 1577.
liano, partiti, alla loro volta, nelle varie'
Cfr. le ediz. del D. V. E. curate dal Fra-
favelle, usate nelle diverse città e con- ticelli e dal Giuliani; quella critica e re-
trade. Da
questa diversità aiìerma il cente di Pio Rajna, per itiiziat. della Soc.
poeta nato il bisogno d'una lingua co- Dantesca, Firenze, Le Mounier, 1896; D'Ovidio,
Il trattato D. V. E. in Saggi critici, Na-
mune, immutabile che fu il latino, co-
poli, Morano, 1879; Carducci, L'opera di
stituito per accordo dei popoli, e quindi Dante, cit.
prodotto artificiale e posteriore alle
lingue romanze; tra le quali distingue, I>ialojs;Iii di Galileo Galilei :
come la più perfetta e la più affine al così designano comunemente le due
si
latino, la lingua italiana. E per desi- opere maggiori di Galileo il Dialogo :

gnare e definir chiaramente questa, sopra i due massimi sistemi, composto


Dante considera i diversi volgari d'Italia, a Firenze nel 1630 e i Dialoghi delle :

cioè i dialetti, che egli riduce a quat- nuove scienze che, compiuti ad Arcetri
tordici e distingue in due serie, quella nel 1636, contenevano per giudizio del-
a destra e quella a sinistra degli Ap- l'autore stesso « la raccolta più stimata
pennini gli esamina tutti partitamente,
;
degli studi di tutta la sua vita ». La
ne indaga, con esempì frequenti, le pro- prima di queste due opere discorre, come
prietà; biasima la prosunzione di cia- più lungamente avverte il titolo, dei due
scuno d'essi di valer più che gli altri; massimi sistemi del mondo, tolemaico e
li misura col nobile esemplare che ha copernicano, proponendo indetermina-
in mente nega che alcun volgare ita-
; tamente le ragioni filosofiche e naturali
liano possa essere quel linguaggio illìi- tanto per Vuna parte che per Valtra. È
stre, cardinale, aulico, curiale, usato divisa in quattro giornate e gli interlo-
già dai cortigiani, dai grandi dottori cutori del dialogo sono Simplicio, un filo-
e dai pur riconoscendo che le
poeti, sofo peripatetico, di dottrina attinta piut-
sue traccie sono per tutto, più profonde tosto dai libri che dall'esercizio della
in una parte che in un'altra e che esso meditazione e dall'abitudine dell'osser-
virtualmente esiste. Questo volgare il- vazione, Gio. Francesco Sagredo e Fi-
lustre, che risuona nelle opere dei poeti lippo Salviati, patrizio veneto l'uno,
più insigni e nelle materie più nobili, fiorentino l'altro, entrambi discepoli e
le armi, l'amore, la rettitudine che è : amici devoti del Galileo: il primo, che
in fondo lo stile della più alta forma i malevoli del Galileo dissero adombrare

della poesia, cioè della canzone, deve il papa Urbano Vili, significa, per dir

serbarsi distinto dal vol^iare più umile, così, la tradizione immutabile e conser-
che è lo stile della ballata e del so- vatrice, sospettosa di ogni progresso: il
netto, di cui il poeta, nell'opera com- secondo, l'indirizzo innovatore e riforma-
piuta, avrebbe parlato. Detto così dello tore della filosofia il terzo, il giudice
:

stile poetico, delle sue varietà e pro- imparziale e sereno. Ordinatamente, con
prietà. Dante ragiona della canzone, mirabile lucidezza di esposizione con ,

del modo conformarne la


di partirla, di precisione limpida di forma, chiarendo
stanza, il verso, delle parole che più le ardue difficoltà, emendando errori vol-
convengono. gari, il dimostra la natura mo-
Galilei
Ricordato prima dai biografi di Dante, bile dei corpi integrali, il moto diurno
dimenticato poi per lungo tempo, il De della terra, la teorica copernicana sul-
Vulvari Eloquentia uscì la prima volta l'annuo movimento di questa.
a stampa, nella versione italiana di G. I Dialoghi delle Nuove Scienze, con-
G. Trissino, pubblicata nel 1029, susci- tengono, come dice più ampiamente il
titolo , discorsi e dimostrazioni matema- elaboravano lentamente i nuovi volgari:
iiche intornoa due nuove scienze atti- le scritture dialettali dell'Italia supe-
nenti alla meccanica e ai movimenti riore : il poemetto di Uguccione da Lodi
ìocali. e quello sulle cortesie da tavola di Bon-
L'opera è divisa in sei giornate, con vicino da Riva: Tesoro di Brunetto;
il

j^li stessi interlocutori: discorre le dot- e, accanto a questo, la copia abbondante


trine sul moto, sulla coerenza delle parti di opere didattiche latine, tradotte nella
nei corpi solidi, sulla resistenza di questi, rozza e primitiva prosa italiana inoltre :

sulla, scienza delle proporzioni e dei mo- le molteplici manifestazioni della scuola
vimenti locali; raccoglie insomma ed allegoì-ica- dottrinale, della quale il più
espone il frutto di studi faticosi, di ri- glorioso documento è la Commedia di
cerche pazienti, e costituisce i fonda- Dante : e a tutto ciò si aggiunga una
menti della dinamica moderna. In en- — larga produzione di fiori e fiorite, intese
trambe le opere, alle quali il dialogo — ad ammaestrare e a guidar l'uomo in ogni
che par riassumere le vicende d'un pen- condizione della vita. Questa ten- —
siero esitante e dubbioso dapprima, sicuro denza a dar precetti e insegnamenti,
poi della verità conquistata — conferisce così frequente nella letteratura italiana
vivacità e interesse, è il carattere co- dell'età di mezzo, ebbe uno speciale e
mune a tutte le opere galileiane, ai trat- più preciso indirizzo nel rinascimento
tati, alle lettere l'impronta, cioè, d'una
: della cultura greca e latina: onde i poemi
cultura giunta alla sua piena maturità, didascalici dell'Alamanni e del Rucellai,
d'uno stile l'obusto e vigoroso, d'un elo- che trassero entrambi ispirazione dalle
quio elegante ed austero. V. Galilei. georgiche vergiliane, il primo per La
La I ediz. del Dialogo dei massimi sistemi Coltivazione, il secondo per l'elegante
è di Firenze, Landini, 1632; quella dei Dia- poemetto sulle A^n. F, insieme con loro
loghi d. n. scienze di Leida, Elzevir, 1638;
il cinquecento ebbe altri e numerosi scrit-
ct'r. Opp. di G. G. nell'ed. Alberi (Firenze,
tori, che trattarono le materie più dispa-
1842-56) e dei Class, ital. (Milano 1808-11) e
in Bibl. econ. Sonzogno (n" 47) e le Prose rate in forme poetiche diverse: quali
scelte curate dal FiNzi (ed. Paravia, 1884); e preferirono usare la lingua latina: quali,
leggi Fiorentino, Il m,etodo e i dialoghi
:
nell'idioma materno, il verso endecasil-
di G. in Antol. del Morandi.
labo sciolto l'ottava rima. Per ricor-
Dùlascalico (Poema) : ciò è, nel dare soltanto i principali e più noti :

significato piii proprio e più preciso della Gerolamo Fracastoro, nel poema latino
parola, quella forma di poesia, fiorita i fenomeni
Siphilis, discorre le cause e
nel cinquecento, di su l'esempio dell'an- di questo morbo; Scipione Capece af-
tico poema didascalico di Esiodo, di Lu- ferma, nel De priticipiis rerum, l'aria
crezio, di Vergilio, che, come quello, origine di tutte le cose; Pier Augello
intende a raccogliere e a insegnare pre- da Barga Cynegeticon, una
tratta, nel
cetti e dottrine attinenti a un'arte, a materia, elegantemente svolta nei
più
una scienza, a un'industria e si studia poemi sulla Caccia, da Erasmo da A^al-
di renderli piìi facili e più graditi, col vasone e da Tito Giovanni da Scandiano ;

mezzo d'uno stile imaginoso e di poetici Bernardino Baldi, traduttore di Arato,


episodi, suggeriti dalla leggenda o dal scrive la Nautica; Alessandro Tesauro
mito. —
Tracce e documenti di questa sui bachi da seta compone la Sereide:
poesia non mancavano all'Italia, anche Gregorio Ducchi la »S'cacc/«eide; Luigi Tan-
prima del cinquecento: il fine didattico, sillo II Fodere. — Decaduto come tutte le
lo studio di offerire precetti scientifici altre manifestazioni artistiche nel secolo
o morali fu proprio e comune a molte seguente, il poema didascalico rifiorisce
manifestazioni letterarie dell'evo medio; e si rinnova nel sec. xviii con la Colti-
basterebbe ricordare: la ricca produ- vazione del riso di G. B. Spolverini e
zione di enciclopedie, di tesori, di somme, con la Coltivazione dei monti di Barto-
scritte in quel rozzo latino, nel quale si lomeo Lorenzi, molto più che non con
'Jo —

Le Perle di G. B. Roberti o col Cana- le cagioni della decadenza dell'Italia, de-


paio del Baruffaldi. — Ma Mascheroni
al bole, divisa, soggetta allo straniero: mo-
all'Arici, al Parini è dovuto, benché con stra come Stato fosse pei Romani la
lo
diversità di fini e di soggetto, il vero e preoccupazione più assidua, come ad esso
utilerinnovamento della poesia didattica : conferissero tutti i loro pensieri, tutti i
al Mascheroni, che neW Incito a Lesbia loro affetti, come tutto piegassero al
Cidonia (Paolina Grismondi) pregata dal benessere della repubblica, tutto, la reli-
poeta a visitare con lui i musei pavesi, gione stessa, nella quale il Machiavelli
rappresenta, sotto elegante veste poetica, vede e loda soltanto un utile mezzo per
le meraviglie e le scoperte nuove della guidare e dominare la plebe inesperta ed
scienza: all'Arici che, negli Ulivi ma più incolta. La storia di Roma insegna che
nella Pastorizia, superò forse tutti i se un principe fonda lo Stato, se un le-
poeti georgici italiani; al Parini, che gislatore lo costituisce, un popolo deve
nell'esemplare del poema didascalico in- governarlo e conservarlo: onde la re/)?*-
serì la forma e i modi della satira fine blica, forma ideale ài governo, che il Ma-
e pungente d'una società corrotta e de- chiavelli considera in quali parti d'Italia
caduta. fosse possibile istituire. Ma inutile parlar
Cfr. la recensione di V. Cias sur un opu- di repubblica, inutile desiderar governo
scolo (li L. Pizzio {La poesia didascalica e
democratico, se lo Stato non è prima
la Caccia di E. da Valvasone) in Giorn.
fortemente costituito, vigoroso d'armi e
St. d. Lett. it. XXIII, 443.
di leggi sapienti, arricchito da guerre,
Diisoors^i di 9f. 3Iachiavelli : i imperante su larghe confederazioni che
Discorsi sulla prima deca di Tito Livio ad esso mettano capo. Questa — ripe-
il ^lachiavelli cominciò a scriverli nel tutamente afferma il Machiavelli —
que-
ITiCì, nei costretti ozi di San Casciano, sta la suprema necessità, per la quale
e dedicò ad cure assidue di molti
essi le non deve perdonarsi a difficoltà alcuna,
anni. — ColPrincipe e con l'Arte della non indietreggiare dinanzi ad alcuna
guerra, i Discoidi costituiscono quella considerazione che potessero opporre la
trilogia machiavellesca, nella quale si pietà, la moralità, la giustizia. Quindi
svolgono e si completano le dottrine po- la dottrina che anima tutta l'opera, che
litiche del segretario fiorentino. Dedicati ne è anzi il principal fine e che la col-
a Zanobi Buondelmonti e a Cosimo Ru- lega strettamente al Principe: « Dove
cellai, l'autore dice di averli composti « si delibera (III, e. 41) al tutto della
per una maggiore intelligenza dell'opera « salute della patria, non vi debbe ca-
liviana: ma, invero, più che una sem- « dere alcuna considerazione né di giusta
un arido commento,
plice illustrazione e « né di ingiusto, né di pietoso, né di cru-
essiformano un ampio trattato, nel quale « dele, né di laudabile, né di ignomi-
son dichiarati i principi d' una nuova « nioso anzi, posposto ogni rispetto, se-
;

scienza dello Stato. —


Delle tre parti, in « guire al tutto quel partito che le salvi
che Topei'a è divisa, la prima ragiona « la vita e mantengale la libertà. » Vedi
del modo di costituire e di ordinare uno Machiavelli.
Stato la seconda delle conquiste e delle
:
La 1» ediz. dei Discorsi è quella di Firenze
guerre necessarie ad ampliarlo la terza : (Giunta, 1531) o, secondo altri, quella di Roma
delle cause che lo fanno fiorire e deca- (Biado, 1531) stampata pochi giorni prima;
dere. —
Con occhio acuto penetra il Ma- vedi inoltre le ed. Barbera, Le Mounier, Pa-
ravia (scelti e postillati dal FiNzi), Sonzogno
chiavelli nelle leggi e nelle istituzioni (Bibl. econ. n» 99) e leggi, oltre alle Consi-
dell'antica repubblica romana, che offe- derazioni di F. Guicciardini sui -D., le opere
riva alla mente sua l'esemplare più per- più volte ricord, del Tommasini e del ViL-
fetto d'uno Stato, costituito
LARi (consulta il saggio del Villari stamp.
per delibe-
in Antol. del Morandi).
rata volontà d'un cittadino, conservato
con l'aiuto costante, con l'opera ener- Distico elegiaco; metro barbaro,
gica e concorde di tutti, e addita così costituito, come il distico elegiaco latino
94

di cui riproduceil ritmo, di un esametro Seguirono, tra altri, l'esempio del Redi,
(v. nome) e di un pentametro, e va-
q. imitandolo nelle lodi del vino o cele-
riamente foggiato, secondo che i poeti brando altri argomenti, il Magalotti nella
seguono o non seguono la quantità ri- Madreselva, il Baruffaldi nella Tabac-
tyiica e le norme consacrate dalla pro- clieide, il Carli nella Svinatura, e an-
sodia latina. Sorto con qualche tentativo cora Gaspare Gozzi e Tommaso Gargallo.
di L. B. Alberti, usato, tra altri, da Dei Ditirambi AvAÌeìtdlìcìiQ fiorirono co-
Claudio Tolomei da Annibal Caro, da
, piosi a Venezia, a Napoli, a Palermo, a
Tommaso Campanella, esso è uno tra i Udine, accenniamo soltanto la Sarudda
metri preferiti da Giosuè Carducci, il del Meli. V. Redi.
quale io conforma in modi diversi: ac- Cfr.: Imbert, // < Bacco in Toscana > e
coppia, per l'esametro, un settenario con la poesia ditirambica, Lapi, C. di Castello,
1890; p legrgine la recensione critica del Gior-
un novenario o un settenario con un ot-
nale Star. Lett. ital., XVIII, 417. Il Belloni
tonario un senario con un novenario, o nei pr. fascic. del Seicento (Milano, Valiardi,
un quinario con un novenario o infine un 1899, pag. 101) afferma che il Dit. nacque,
quinario con un decasillabo e ottiene il ;
prima che in Italia, in Francia, nel 1552 e
pentametro, accoppiando insieme un qui- reca altri esempì di ditirambi ital. del se-
colo XVII.
nario con un settenario o un senario con
un settenario o un settenario con un altro Dizionari: di lingua italiana non
settenario. Leggi la Elegia recente per ne apparvero innanzi al secolo xvi e fu-
Elisabetta d'Austria: rono composti da prima di voci raccolte
Bionde Valchirie, a voi - diletta sferzar de' cavalli, da un solo scrittore o da pochi; così
Sovra i nembi natando - l'erte criniere al cielo. Lucilio Minerbi alla edizione veneziana
V. Poesia metrica. del Decameron (1535) aggiunse un Yo-
Cfr.: Casini, Sulle forme metr. Hai., Fi renze, cabolario delle parole usate dal Boc-
Sansoni, 1884; GuARNEKio,J/anMaZe di versi/, caccio : Fabricio Luna pubblicò nel 1536,
ital., Milano, Valiardi, 1893 vedi inoltre le Odi
;
in Napoli, il Vocabolario di cinquemila
Barbare di G. Carducci e la raccolta di
vocaboli toschi del Furioso, Petrarca,
Poesia barbara da lui compilata e cit.
Boccaccio e Dante, opere oscurate, come
Ditirambo: questa forma della
di dice Tiraboschi, dalle Ricchezze della
il

poesia lirica, che i Greci dedicavano al- lingua volgare, dizionario boccaccesco, e
culto e alle lodi di Bacco e che d'un più dalla Fabbrica del Mondo di Fran-
canto grossolano di bevitori diventò, con cesco Alunno, che contiene le voci usate
Arione, opera d'arte, si potrebbero rin- dai tre gloriosi trecentisti. Tacendo di
tracciare i germi, in Italia, nelle poesie altre opere di minor valore, ricorderemo
bacchiche volgari del secolo xiii, di cui il Memoriale della lingua di Jacopo
si giovarono, pei loro canti notissimi, Bergamini, pubblicato nel IdOl, che su-
Lorenzo de' Medici e il Poliziano. Nel però tutte le precedenti. —
Ma l'opera che
secolo XVII, prima del Redi, tentarono veramente oscurò le altre, per l'ampiezza
questa forma metrica il Chiabrera e il del disegno e per l'abbondanza dei ma-
Testi, ma il creatore del Ditirambo fu, teriali raccolti, fu il Vocabolario degli
col Bacco in Toscana, Francesco Redi, Accademici della Crusca, uscito nel 1612
il quale, traendone forse l'ispirazione da in Firenze, sotto la direzione di Bastiano
un idillio del Marino, V Arianna, con in- de' Rossi, il quale, dopo le censure vi-
novazione felice aggiunse a quelle del vaci fatte alla prima edizione, dopo l'aspra
bere le lodi dei vini toscani e, riprodu- polemica che essa aveva suscitato, ne
cendo, per dir così, nella meditata me- provvide una seconda nel 1623; una
scolanza delle imagini pili varie, nel terza, la fiorentina del 16'Jl, fu affidata
mutamento continuo del ritmo, gli effetti Alessandro Segni; una quarta
alle cure di
prodotti dal dolce liquore, diede alla fu cominciata nel 1729 e compiuta nel
letteratura italiana un esemplare d'arte 1738: ciascuna superava la precedente,
che, nel genere suo, può dirsi perfetto. nella copia delle voci e degli esempì;
, ,

— US DOV

la quiuta, cominciata nei 1845, ma ri- zione, peregrinò irrequieto in varie parti
fatta da capo dopo i primi sette fasci- d'Italia: diede l'opera sua in Venezia al-
coli, è dal iSOlì in corso di stampa ed l'editore Giolito e aperse poi una stam-
aveva raggiunto, alla fine del 1898, la peria propria a Firenze. Fu amico prima,
parola lamiera. fierissimo e acerbo nemico poi, di Pietro
Degli altri Dizionari che presero a Aretino e di Ludovico Domenichi. Morì
fondamento il Vocabolario della Crusca, in una sua villa a Monselice, nel Ve-
modificandolo con intendimenti diversi, neto, nel 1574.
ricordiamo quelli di Antonio Cesari (Ve- Versatile bizzarro ingegno , scrisse
,

rona, 18()fì) e di Giuseppe Manuzzi (Fi- senza preparazione e senza studio al-
renze, 18:? 1). Dizionari pregevoli, oltre a cuno, d'arte, di vari argomenti, cercando
questi, sono Dizionario della Minerva,
il per le opere sue i titoli più strani, come
stampato, per cura del Federici e del la Zucca, la Mula, i Pistolotti: compose
Carrer, dalla tipografia della Minerva in anche la Moral filosofia con aneddoti
Padova (1827); {Vocabolari della Società tratti da leggende orientali, e le Libra-
Tramater e Comp. (Napoli, 1829), quelli rie, primitivo e rozzo esempio di storia
del Tommaseo (Torino, 1865), del Fan- letteraria.
fani, del Petrocchi, ecc. Notevole il trattato a dialogo I Marmi,
Cfr.: TiRABOscHi, St. della leti, ital., edi- in cui il poeta raccoglie i colloqui che

zione del 1829. voi. XXV, pag. 355 e voi. XXX, finge intervenuti fra alcuni cittadini, se-
pag. 15; Mazzoni, Avviamento allo studio
duti, nelle sere estive, a conversare sui
crit., ecc., Padova, Drucker, 1892, p. 166.
marmorei gradini Maria del Fiore;
di S.
Dolce Ludovico: veneziano, n. nel colloqui nei quali Doni, in forma di-
il

1508, m. nel 1508: campava stentata- sinvolta e briosa, divinando altre dot-
mente la vita nel dar lezioni, nel curare trine sociali ed altre idee propugnate piii
edizioni pel libraio Giolito. Scrisse di— tardi, combatte i vizi, le superstizioni,
tutto e in tutti i generi, ma con scarso i pregiudizi del tempo e ci offre un quadro
ingegno. Osservabile la tragedia Ma- curioso dei costumi d'allora.
rianna, rappresentata nel 1565 a Ve- Cfr. BoNGi, Catalogo delle Opere di A. F.
:

nezia, con grande solennità, nel palazzo Doni, nell'ed. dei Marmi, curata da Pietro
Fanfani, con la Vita scritta dal Bongi stesso
del duca di Ferrara. Notevole il poema (Firenze, 1863).
Le prime imjn'ese del conte Orlando,
che narra la giovinezza del paladino, le
Dottori Carlo: padovano (1618-86);
autore di una tragedia, Aristodemo, e
sue imprese in Italia contro Almonte
Agolante, Troiano contro Girardo della
:
d'un mediocre poema eroicomico, YAsino,
Fratta ed altri eroi in Francia; e con- che narra d'uno stendardo, su cui era
figurato un asino, perduto prima, ricon-
chiude con le nozze di lui con Aldabella,
sorella di Olivieri. Notevole non tanto quistato poi dai Vicentini, in una lor
pel contenuto, che si riduce a un rifa- guerra coi Padovani, nel secolo xii.
Cfr. per VAristodemo l'ediz. del Teatro
cimento dei Beali di Francia e dello
ital., Verona, 1725; per V Asino l'ediz. di Ve-
Aspramonte, quanto perchè riafferma la nezia, 1652; Belloni, Il Seicento, cit. pa-
tradizione della italianità di Orlando e gina 1P6-9.
contrassegna il momento in che il poema
Dottrinale: vedi Alleg. dottrinale.
cavalleresco tende a rinnovarsi e a di-
ventar nazionale. Dottrinale iodi transizione{scuola).
Tragedie
Vedi Transizione.
Cfr.: di L. D., Venezia, Farri,
1566 ; Le imprese del co. Orlando, Venezia, Dovizi Bernardo: detto il Bib-
Giolito, 1572 ; Gaspary, St. lett. it., voi. II,
biena, dal nome della patria, nacque nel
parte 2».
1470. Seguì la fortuna dei Medici e fu,
Doni Auton Francesco: a Fi- n. compagno devoto e fedele a
nell'esiglio,
renze nel 1513: frate servita prima, prete Giovanni che, eletto pontefice col nome
poi, ma senza averne troppo la voca- di Leone X, lo creò ministro tesoriere
DRA 96 DRA

e cardinale. Tornato da una legazione liana, bisogna distinguere il dramma


in Francia, il Bibbiena morì improvvi- nazionale dal dramma classico: quello,
samente nel 1520, sospettarono alcuni che si svolge dalla liturgia e dalla leg -

per veleno, fattogli propinare da Leon X, genda cristiana: questo, che deriva, per
cì\e temeva i pericoli delle sue mire gran parte, dal rinascimento del teatro
ambiziose: ma qualche documento, messo antico. Al primo si ricollegano la sacra
in luce di recente, mostrerebbe poco rappresentazione, la commedia popolare
ragionevole quel sospetto. Homo faceto e le varietà maggiori di questa, cioè la
et discreto, come lo dipinge in una sua commedia dell'arte, la commedia sati-
lettera al Machiavelli Francesco Vet- rica, dialettale, rusticale; al secondo la
tori, e come ci attesta la parte che a tragedia e la commedia erudita: forme —
lui assegna il Castiglione nel Cortegiano: tutte diverse, che procedono per vie se-
protettore degli artisti, amico a Raf- parate, ma che si giovano le une delle
faello che lo ritrasse in una tela im-
,
altre ed hanno talora caratteri e modi
mortale, era il regolatore giocondo e in- conformi.
telligente delle feste che si tenevano in Il dramma nazionale ha le sue lon-
Vaticano. tane origini nelle laude spirituali, che
Oltre ad alcune Lettere, il Bibbiena risonarono tra il popolo umbro, in mezzo
lasciò la Calandria, la nota commedia al fervido movimento religioso eccitato,
(vedi Drammatica), rappresentata la nel secolo xiii, dalle compagnie dei fla-
prima volta alla Corte di Urbino il 6 gellanti e dei disciplinati di Cristo.
febbraio 1513 e poi nel 1518 in Vaticano, A quei canti, nei quali la forma della
in cospetto del pontefice e di Isabella disputa e del contrasto, la tendenza al
d'Este, con lo scenario preparato dal dialogo — propria della poesia dialettale
senese Peruzzi e descritto dal Vasari. nell'Italia superiore —
rapidamente an-
(]omposta in prosa, inspirata dai Menae- dava accentuandosi, s'accompagna presto
chmi di Plauto sulla trama della so-
, la rappresentazione del mistero religioso,
miglianza di due gemelli, Lidio e San- di su 1' esempio del dramma liturgico
tilla, fratello e sorella, ordisce gli equi- latino: l'apparato scenico diventa col
voci pili curiosi e piìi strani. Il titolo tempo più minuzioso e accurato; e, nei
viene alla commedia da Calandro, marito giorni solenni, le chiese e i chiostri si
alla dama romana Fulvia, chiuso in un aprono allo spettacolo di quei drammi
baule da un servo e vittima delle beffe spirituali ai quali il popolo partecipa
,

di questo, come il Calandrino boccaccesco con intenso e devoto raccoglimento. Dal-


di quelle meditate da Bruno e Buffal- l'Umbria la laude drammatica, composta
macco. Immorale l'argomento, immorale nel metro della ballata —
la sesta rima
l'intreccio ma rapido, vivace il dialogo,
:
di ottonari o di novenari —
si diffonde,
ricco di tutte le argute dovizie dell'elo- con le confraternite dei penitenti, nelle
quio toscano. Con la Mandragola del terre vicine: sulla fine del duecento e
Machiavelli la Calandria è reputata una nella prima metà del trecento, fioriscono
tra le migliori produzioni del teatro let- già copiose, in più parti d'Italia, laude,
terario italiano. devozioni, rappresentazioni: alla leg-
Cfr.: La
Calandria di B. D., Milano, Da- genda della passione di Cristo, s'aggiun-
elli 1863 e in Teatro ital. an<., Firenze, 1888; gono quelle di Pietro martire, di San
Graf, Studi drammatici, Torino, Loescher, Tommaso, di Santa Susanna: più vivace
1878, p. 85 e segg.; Del Lungo, La recitaz.
il dialogo, più animate le scene, più
dei Menechm,i in Firenze ecc. in Arch. sto-
rico ital., voi. XXII, 1875; Moretti, B. D. vario lo spettacolo; accanto al metro
in Nuova Antol., 1882 e per le cause della consueto spunta quello dell'ottava rima.
morte del D. cfr. Gian, Il Cortegiano, Firenze,
XIX.
Ma se in queste forme rozze e primi-
Sansoni, 1894, prefaz., pag.
tive la ingenuità della parola manifesta
Drammatica: a intendere chiara- la freschezza e la sincerità del senti-
mente la storia della drammatica ita- mento, l'arte manca: la laude umbra
— 97 — DRA

assume un carattere letterario ed arti- sola azione scenica, allieta ancora, in


stico soltanto a Firenze ove, accompa- qualche chiesa remota, la fantasia delle
,!j;natasi alle festive cerimonie, celebrate plebi rusticane.
in lode del patrono della città, produsse La commedia delVarte, detta anche
la sacra rappresentazione. Così nel 1449 improvvisa o a soggetto — sia essa, come
si recitava in chiesa V Abramo ed Isacco vogliono alcuni critici, una emanazione
di Feo Belcari, che è, tra le conosciute, la della rappresentazione sacra, o piuttosto,
rappresentazione più antica a quella ne : come pensano altri, la naturai evolu-
seguirono altre, alle quali i chiostri e le zione d'una forma popolare latina, vis-
piazze offerivano la scena, le devote con- suta sempre nell'età di mezzo e deri-
fraternite gli attori. Lo schema della vata dalle atellane e dai mimi romani —
rappresentazione diventò uniforme un : si manifesta più rigogliosa in Italia nel
angelo annuncia 1' argomento ammo- , secolo XVI, quando la commedia erudita
nisce al raccoglimento silenzioso gli spet- letteraria, imitando con precisione
tatori e alla fine gli accommiata. Ma in troppo uniforme il dramma latino, di-
questo schema comune quanta varietà viene non altro che una esercitazione
di forme e di figure! L'azione acquista accademica, ristretta ai dotti e alle corti
un carattere più reale e più umano, si e lontana troppo dal gusto e dal senti-
compenetra di elementi diversi, comici mento popolare. Nell'arie, usata a scopo
spesso e romanzeschi: la rappresenta- di guadagno, questa commedia ha l'ori-
zione si studia di secondare i gusti e le gine del suo nome: il suo carattere
passioni degli ascoltatori: supera spesso principale essa lo trae dalla improvvi-
il limite delle prime leggende, attinge sazione. Sulla trama prestabilita, sullo
materia, argomenti, tipi alla fantasia scenario, preparato con la divisione degli
popolare ai santi e alle sante bibliche
: atti e la distribuzione delle parti, gli
confonde, santificate anch'esse, la Gu- attori ordivano il mettendo a
dialogo,
glielma, la Stella, l'Uliva, apparse prima partito tutti gli espedienti, suggeriti da
nei poemi Con Lorenzo
e nelle novelle. una fantasia eccitata, e studiandosi di
de' Medici, che compone il S. Giovanni secondare i desideri gusto degli
e il

e Paulo, scrivono sacre rappresentazioni ascoltatori, senza perdere mai la sere-


Bernardo, Antonia Pulci, Castellano de' nità e la calma necessaria di chi doveva
Castellani, Giuliano Dati. promuovere e seguire il discorso anche
Nella seconda metà del secolo deci- improvvisato dei compagni. Nella osser-
moquinto Angelo Poliziano, sulla trama vazione della vita reale, nello studio
della sacra rappresentazione, ordisce VOr- delle mobili tendenze del pubblico, degli
feo, il primo dramma profano scritto in usi d'ogni parte d'Italia, la commedia
lingua volgare: all'angelo annunciatore improvvisa formò e diffuse sulle scene
egli sostituisce Mercurio, all'argomento, quei tipi divenuti rapidamente popolari,
tratto dalla leggenda sacra, il mito antico quelle maschere che, riassumendo in sé
di Orfeo e di Euridice, e intorno ai pastori stesse caratteri, usi, costumanze diverse,
e alle divinità infernali diff"onde una si fissarono poi, come nel teatro latino,
nuova, elegante, efficace varietà di metro : in modelli e in esemplari perpetui.
tali, nello schema del dramma sacro, la Così l'allegra compagnia degli sanni
Favola di Cefalo di Nicolò da Correggio, arguti, con Arlecchino, Fritellino, Sca-
il Timone del Boiardo, la Virginia del -
pino, Truffaldino, Brighella, diventò col
l'Accolti. Ma, dinanzi al rifiorire del tempo sempre più numerosa, a seconda
teatro classico, la rappresentazione si dei mutati gusti del pubblico, dei co-
dilegua, lasciando elementi che più tardi stumi nuovi introdotti da dominazioni
da qualche poeta, come dal Cecchi, l'au- straniere, dell'attitudine speciale d'un
tore del Figliuol prodigo, saranno rie- attore nel rappresentare e modificare i
laborati si dilegua abbandona la città
: : caratteri, della prontezza sua nel co-
per la campagna ove, sia pur ridotta alla gliere qualche nuovo e ridicolo aspetto

7 TuRRi, Diz. stor.


DRA - 98

della vita del popolo. Apparvero così un sodalizio di artigiani, costituitosi nel
Pantalone^ Il Capitano, Mogantino, 1531, col fine di occupare gli ozi festivi
Francatrippa, Scaramuccia, Pulcinella, in letture e in utili discussioni di poesia
Il Dottore. Coviello, Isabella, Colombina, e d'arte.
e lottarono, con fortunata costanza, contro Il dramma classico si ricollega invece
la commedia erudita, a cui strappavano al rinascimento del teatro antico o meglio, :

qualche goffo tipo per trasformarlo, come la tradizione drammatica durata anche
accadeva del Pedante, nel Cassandra, nel medioevo, come ci attestano, per tacer
nel Facanappa, nel Dottor Balanzoni. d'altre,una tragedia storica latina di Al-
Dopo esser passata gaia e romorosa bertino Mussato e una commedia latina
di città in città, condottavi da compagnie del Petrarca, di cui conosciamo soltanto il

regolarmente costituite, la commedia titolo, si rinnova con l'esempio efficace del


dell'arte varca i confini dell'Italia : nel dramma romano e greco, risorto, prima
1576 Enrico III chiama a Parigi la com- che altrove, in Roma, ai tempi di Paolo II
pagnia dei Gelosi, guidata da Flaminio e di Sisto IV per opera d'un ardente
Scala, autore d'una preziosa raccolta di umanista, di Pomponio Leto, e a Ferrara,
Scenari, pubblicata nel 1611; ai Gelosi, col favore di Ercole I. —
Le commedie
tra i quali erano attori insigni come plautine, ripetute prima nel testo ori-
Giambattista e Isabella Andreini, suc- ginale, tradotte poi. si rappresentano
cedono i Fedeli, invitati da Maria de' nelle corti, nei palazzi dei prelati e dei
Medici: il Molière, come più tardi il principi: alle traduzioni seguono i ri-
Gozzi e il Goldoni, attinge largamente facimenti di Plauto e di Tei'enzio e
alle scene argute e vivaci del teatro viene così costituendosi quel modello e
improvviso: che dopo aver tenuto il quello schema uniforme di commedia,
campo per tutto il secolo xvii, durante che si riproduce e si moltiplica, con co-
la decadenza della commedia erudita, stante monotonia, per grandissima parte
dopo essersi inoltrato nel xviii, si di- del secolo xvi e che fu detto commedia
legua dinanzi alla riforma operata dal erudita o letteraria o sostenuta. Sulla
Goldoni, oppure si tramuta nella com- trama stessa delle scene di Plauto e di
media fantastica e fiabesca di Carlo Terenzio —
se anche si studiano di inne-
Gozzi. Dei pallidi riflessi della commedia starvi caratteri colti nella vita reale,
dell'arte si illuminano ancora il Pul- costumi e usi del proprio tempo ordi- —
cinella, Pantalone dei
V Arlecchino, il scono le loro commedie, con la prosa o
castelli e dei teatri mentre
ambulanti : col verso, i principali scrittori del cin-
una delle prime maschere nate con essa quecento: l'Ariosto, al quale dobbiamo
rivive briosa nello Sciosciamocca della la Cassaria e i Suppositi, le prime com-
scena napoletana. medie regolari italiane: Bernardo Do-
Tra le molteplici varietà della com- Nicolò Machiavelli, che, nella Jfan-
vizi e
media popolare, che hanno tra loro ca- dragola e nella Calandria, ci danno per
ratteri spesso conformi, ricorderemo bre- la vivacità dell'intreccio e della lingua,
vemente commedia o farsa dialettale,
la, per la felice riproduzione di tipi studiati
fiorita, più che altrove, nel Veneto con nella società contemporanea, i due ca-

Angelo Beolco, il famoso Ruzzante, e polavori del nostro teatro. Accanto a


con Andrea Calmo la commedia o farsa
: questi tre maggiori scrittori di commedie,
satirica, coltivata nel mezzogiorno d'I- sono notevoli il Grazzini, Lorenzino de'
talia e della quale è notevole esempio Medici, il Gelli, il Cecchi, il Dolce, il
la farsa cavaiuola, che riproduceva sulle Varchi, il Firenzuola, Pietro Aretino, il
scene la grossa piacevolezza e il goffo D'Ambra. Nel secolo xvii la commedia
costume degli abitanti di Cava de' Tir- erudita è a dar luogo alla
costretta
reni : e infine quella commedia che, detta commedia improvvisa, che popola di ma-
rusticale, fu rappresentata e resa popo- schere le scene italiane; oppure riap-
lare dalla congrega dei Bozzi di Siena, pare trasformata nel teatro di Niccolò
DRA — 99 DRA.

Amenta e di Gerolamo Gigli — l'autore xvéiV Orhecche il Tieste di Seneca, il Tasso

del Don Pilone —


che apre la via alla sulla trama dell'Edipo ordisce il Tor-
riforma drammatica, lungamente medi- rismondo. Accanto a questi possono es-
tata e preparata da Carlo Goldoni. Il sere ricordati il Dolce, il Groto, il To-
quale, dopo aver tolto alla commedia relli, scrittori di tragedie compassate
dell'arte, insieme con ciò clie essa con- tutte, irrigidite nello schema dell'antico
teneva di utile e di durevole, il favore teatro, prolisse e monotone nell'azione,
del publico, creò la commedia di carat- uniformi nell'intreccio, prive di calore
tere e il moderno teatro italiano. Segui- e di sentimento. Si potrebbe distinguere
rono le tracce e l'esempio di lui, Fran- dalle altre, per una più schietta origi-
cesco Albergati e Camillo Federici nel nalità e una più vivida rappresentazione
decorso secolo nel presente, Alberto
: dei caratteri, VOrazia di Pietro Are-
Nota, Tommaso Gherardi-Del Testa, Vin- tino, che è anche più concisa nello stile,
cenzo Martini e infine Paolo Giacometti
: più perfetta delle altre nell'elocuzione.
e Paolo Ferrari che, dopo aver merita- Decaduta, come tutto il teatro dotto,
mente conquistato con alcune commedie sulla fine del cinquecento e nella prima
il favore del pubblico, seguirono, in altre, metà del secolo xvir, dopo una lunga
l'esempio del dramma romantico fran- serie di scolorite e pedestri imitazioni
cese e si proposero, non senza danno dalla letteratura spagnuola e dagli esem-
della semplicità dell'intreccio, della spon- plari greci, studiati nelle imitazioni dei
taneità del dialogo, della naturalezza cinquecentisti, la tragedia si rinnova
dei caratteri e dei costumi rappresen- sotto l'influsso del teatro francese con
tati, disanare i pregiudizi della società, Iacopo Martelli, artefice del nuovo verso
di diventare sulla scena difensori e intitolato da lui, ma più con la Merope
maestri di nuove dottrine. di Scipione Maifei, divenuta rapidamente
Come la commedia erudita, la tragedia popolare si libera da legami molesti e
:

emana dal teatro classico antico, risorto si anima di forti passioni politiche con

in Italia sulla fine del secolo xv, con Antonio Conti, ammiratore studioso dello
riproduzioni esatte prima, versioni e ri- Shakespeare. Ma, pur mantenuta nella
facimenti poi, di Sofocle, di Euripide, rigida unità di forme dei poeti francesi,
di Seneca. Nominatamente su questi si la tragedia diventa veramente nazionale,
esemplò la tragedia italiana: con essi utile, efficace rappresentazione dei do-
seguì, senza discuterle, le unità tradi- lori e delle necessità della patria, con
zionali di tempo e di luogo; ripetè da Vittorio Alfieri, che gettò sulle scene
essi l'uso dei cori che hanno parte al- italiane una folla di figure, scolpite con
l'azione scenica, l'uso dei messi che ri- lineamenti forse troppo conformi, ma
feriscono avvenimenti accaduti. Quan- vibranti di passione, recise nella parola,
tunque si studiasse di serbarsi più ori- impazienti di inutili indugi, eccitatrici —
ginale della commedia, nella scelta degli nel verso creatore —di alti sentimenti.
argomenti attinti a tempi più recenti, Trattata sull'esempio dell'Alfieri, dal
non seppe poi allontanarsi dal modello Monti e dal Foscolo, la tragedia sentì
antico, che segui esattamente nell'in- nel secolo xix l'efficacia dei nuovi tempi,
treccio, nel costume, nei caratteri. Così l'influsso di altre correnti letterarie; fu
il Trissino nella Sofonisba la prima — usata, a documento delle dottrine della
tragedia regolare italiana — scritta nel scuola classica, da G. B. Niccolini, che
151") in endecasillabi sciolti, si mostra pur sep^ innestare sentimenti e forme
ligio delle norme dette aristoteliche: nuove sui modelli antichi e assurse a
concede al coro l'ufficio datogli dagli grande efficacia politica con V Arnaldo
antichi, di occupare la pausa tra l'uno da Brescia: fu usata da Alessandro
e l'altro atto: così il Rucellai foggia Manzoni che, non solo le diede nel-
sull'Antigone la Bosmimda, il Martelli VAdelchi e nel Carmagnola ampia li-
sull'Elettra la Tullia, il Giraldi imita bertà d^ispirazione e di movenze, ma la
DRA — 100 DRA

rese, per l'argomento, per la verità dei con la tradizione della poesia pastorale,
personaggi tratti dalla storia, pei cori durata sempre in Italia. Altri lo vor-
stessi, chiamati a un novo, alto, nobilis- rebbe invece svolto da quelle poesie che,
simo fine, interprete verace dei senti- col titolo di egloghe o commedie pastorali,
menti dell'età sua. Pietro Cossa, l'autore si rappresentarono frequenti nelle corti

del Nerone, serbando alla tragedia il italiane. — I due primi componimenti pa-
carattere storico, la piegò alle esigenze storali, che meritano il nome di dramma

della scena e del publico moderno. pastorale e che ne segnano la robusta


infanzia, sono VEgle di Giambattista Gi-
Cfr., per non ricordare che gli scritti bibliogr.
maggiori o più facili a consultare, l'opera ma- raldi Cinthio, rappresentata a Ferrara
gistrale di A. D'Ancona, Origini del Teatro nel 1545 — in cinque atti di endecasillabi
in Italia, Torino, Looscher, 1891; ia St. del sciolti, con recite e canti rimati dei cori
teatro in It. dell'EMiLiANi-GiUDici (Firenze,
ecc. del Bartoli
e con la musica di Antonio dal Cornetto;
Scenart inediti
1869); gli
(Firenze, 1878i; gli studi del Graf e del Tor- e il Sacrificio di Agostino de' Beccari —
RACA (per questo vedine un saggio sulle recitato per due volte e con gran solen-
Laude in Antol. del Morandi); quelli sulla nità a Ferrara: la prima, in presenza di
Commedia dell'arte dello Scherillo e del
De-Amicis (del quale v. un saggio in Antol. Ercole II e del figlio, la seconda volta
del Morandi): inoltre Vernon Lee, La Com- in presenza di Renata e delle figlie Lu-
media delle maschere in Studii sul 700, crezia ed Eleonora i versi, gli endeca-
:

cit.(Londra, 1880: trad. anche in ital.); Masi, sillabi sciolti : i canti dei pastori e delle
Sulla storia del teatro nel secolo xviii, Fi-
renze, Sansoni, 1891.
ninfe, rimati a strofe la musica,
: composta
da Alfonso della Viola. —
Seguirono, a
Dramma pa^ììtorale: secondo pro- Ferrara, VAretusa di Alberto LoUio; ad
verebbero studi più recenti, si connette, Adria, la Calisto di Luigi Groto. Nel 1567,
per l'origine sua, al dramma classico o quando alla corte estense, in presenza
letterario (v. Drammatica): emanazione dei prìncipi, si recitava lo Sfortunato di
diretta del teatro erudito del cinque- Agostino Argenti, tra gli spettatori più
cento, esso è tuttavia, a definirlo meglio, giovani e più attenti era Torquato Tasso,
un genere composito e misto di più e di- il quale, nel 1573, componeva V Aminta,

versi elementi, di cui le tracce più lon- rappresentata, nel luglio di quell'anno,
tane trovano nell'antica poesia bucolica,
si alla presenza di Alfonso e della Corte,
rifiorita coiprimi germi del rinascimento, neir isoletta di Belvedere, proprietà
mentre le affinità e le simiglianze più estense posta sul Po, presso Ferrara, e ri-
prossime si rinvengono nelle rappresen- petuta poi con gran fortuna in altri teatri
tazioni profane —
travestimenti delle rapidamente diffusa per
di corti italiane,
sacre e morali —
quali VOrfeo del Poli- la stampa, tradotta, imitata, musicata
ziano e il Cefalo di Nicolò da Correggio. (vedi Ammta). Nel 1590 Battista Gua-
Ma se la tradizione bucolica del medioevo, rini (v. q. nome) pubblicava il Pastai'
se Dante nella risposta latina ai carrai fido, rappresentato in Crema nel 1596
di Giovanni del Virgilio, se il Petrarca, e sontuosamente a Mantova nel 1598;
il Mussato, il Boccaccio con le loro superiore, come lo giudica il Carducci,
bucoliche latine, e l'ultimo anche col di varietà, di verità e di energia inven-
romanzo e col poema pastorale: se il tiva dàV Aminia. Certo questi due drammi
Corinto del Magnifico, se le bucoliche maturarono, perfezionandolo, un genere
latine e volgari del Boiardo, se il San- schiettamente italiano, che, tra le altre
nazaro con le dodici egloghe dell' J^r- forme drammatiche fiorite nel cinque-
cadia, se VOrfeo e il Cefalo conferirono, cento, fu la più originale, la meglio ri-
per diverse guise, l'impulso al dramma spondente al tempo e al costume.
pastorale, si può con sicurezza affermare Dopo il Pastor fido, i drammi pastorali
che esso è genere nuovo, sconosciuto non si noverano più: ma in quella folla
agli antichi, nato alla corte estense, frutto di goffe imitazioni giunte, come afferma
maturo dell'innesto del teatro classico il Quadrio, a più che duecento sulla
DUP 101 — ENG

fine del secolo' decimosettimo, non una e scolorite, dinanzi alla nuova forma del
che s'accosti ai due primi e perfetti melodramma, alla quale esso stesso con-
esemplari. 11 solo dramma pastorale, che feriva elementi ed esempì, si dilegua e
nel secolo xvii sia sfuggito all'oblìo, è scompare.
la Filli di Sciro di Guidubaldo Bona- Cfr. i saggi su L'Aminta
pubblicati dal
relli Rovere (v. q. nome) publi-
della Carducci in Innova Antologia
'94-95 e rac-
colti nel volumetto della Bibl. crìi. d. Leti,
cata a Ferrara nel UiO? e rappresentata
ital. n" 11 (Firenze, Sansoni, 1896); Rossi,
in quello stesso anno dagli accademici
B. Guarirli e il Pastor fido, Torino, 1886 e
Intrepidi. La favola, che ebbe gran for- la recensione dello stesso ai saggi del Car-
tuna e fu tradotta in francese e in in- ducci in Giorn. stor. Lett. ital. ann. 1897 ;

V. inoltro il voi. n» 13 della Bibl. econ. Son-


glese, rappresenta gli amori di Filli e
zogno (/ drammi de' boschi e delle marine).
di Tirsi che, cresciuti insieme nella fan-
ciullezza, vivono poi a lungo separati da Duprè Giovanni: senese (1817-
vicende dolorose, e si ritrovano in fine e Bicordi autobiografici di lui
1882); per
si riconoscono a Sciro. —
Nella seconda vedi Storiografìa.
i

metà del seicento, il dramma pastorale,


svanito in imitazioni sempre più pallide Durante (Ser) : vedi Fiore.

E
Emiliani-Giudici Paolo : sici- facile e popolare : e provano, per l'altra,
liano, n. nel 1812, m. nel 1872. Oltre a come carattere mistico e ascetico per-
il

una Storia dei comuni italiani e a una vadesse allora ogni manifestazione della
Storia del Teatro in Italia, incompiuta, vita intellettuale.
scrisse, nel 1845, la Storia delle Belle Quantunque apparse fuori d' Italia,
Lettere in Italia, ristampata poi con quelle compilazioni dovettero essere
larghi emeodamenti e con titolo diverso: molto diffuse, ricercate, studiate anche
è divisa in ventiquattro lezioni e decorre in Italia, se ad esse così largamente at-
dalle origini al Leopardi. Condotta, come tinse la nostra prima letteratura vol-
l'autore avvertiva, con critica filosofica gare, se tutte le notizie che esse racco-
derivata dai fatti, è opera troppo per- glievano si trovano distribuite in quelle
sonale e soggettiva e troppo rispecchia minori e speciali compilazioni che, in
le agitazioni e le passioni politiche del forma di volgarizzamenti o di scritti
tempo in che fu scritta. Vedi Lettera- originali, composte in latino, in francese,
tura italiana. in volgare, ebbero tra noi i titoli di fiori,
Storia della lett. ital., Firenze,
Cfr. E. G., tesori, trattati, giardini, specchi, somme,
Lemonnier, 1865, voli. 2; Storia del Teatro penetrate tutte dalla tendenza allegorica
ital., Firenze, id. 1869.
e dottrinale. Tra le enciclopedie, piìi
Enciclopédie : intendiamo special- celebrate e più ammirate nell'evo medio,
mente quelle compilazioni, proprie della ci contentiamo di ricordarne due: il De
letteratura latina nell'evo medio, che naturis rerum di Alessandro Neckam,
raccogliendo insieme confuse e disparate un monaco inglese vissuto nel secolo xu;
notizie di storia, di geografia, di astro- enciclopedia costituita delle notizie più
nomia, rozze ed ingenue osservazioni disparateiintorno all'astronomia, agli uc-
sui fenomeni della natura: cercando celli, ai pesci, agli alberi, alle pietre,
negli antichi scrittori, nelle leggende, alle erbe, alle professioni, ai mestieri,
nelle tradizioni, dottrine e insegnamenti e d'un capitolo intero dedicato alle sette
utili all'uomo, attestano per una parte arti liberali, a Platone, ad Aristotele,
la cultura, quale che essa fosse, del tempo a Cicerone, a Vergilio, alla scuola di Sa-
e la tendenza a diffonderla, a renderla lerno :
— lo Speculum triplex (naturale,
END — 102 EPO

doctrinale, historiale) in 9905 capitoli, sia stato introdotto per la prima volta
di Vincenzo di Beauvais Vincentius
( nella poesia e nell'arte italiana da Gian-
Bellovacensis), un frate domenicano fran- giorgio Trissino, che l'usò nella tragedia
cese del secolo xiii, che attinge i mate- Sofonisba e ueWItalm liberata dai Goti :

sua da autori arabi, greci,


riali dell'opera ilpoema col quale egli tentava un rinno-
Ialini comincia dalla creazione del
: vamento dell' epopea romanzesca. Dopo
mondo, tratta della luce, del firmamento, l'esempio del Trissino, l'endecasillabo
degli animali, dell'uomo, dell'anima: di- piano fu, in generale il metro della tra-
scorre di grammatica, di logica, di re- gedia; l'endecasillabo sdrucciolo, più
torica, di poesia, della gloria, dell'ami- vera imitazione del trimetro giambico,
cizia, della povertà, della ricchezza, usato dai comici latini, fu il metro della
d'arte, di filosofia, di storia, dei Persiani, commedia letteraria in versi, abbando-
di Esopo, Anassagora, e
di Pitagora, di nata presto per quella in prosa. In ende-
a tutto ciò confonde leggende, visioni, casillabo sciolto furono scritte le versioni
miracoli, pagine tradotte da Cicerone, dei poemi epici antichi, i primi e più
da Ovidio, ecc. L'opera del Bellovacense perfetti poemi didascalici. Mantenuto in
segna già, su quella del Neckam, un pro- fiore dal Chiabrera nel secolo xvii, l'en-
gresso notevole attesta il cammino fatto
: decasillabo contrassegnò il terzo periodo
dal pensiero e insieme una maggiore dell' Arcadia quel periodo intitolato
,

ampiezza e sicurezza di cultura. Questi — anche dal nome del Frugoni, il quale
indizi di miglioramento appariranno più cantò il Genio dei versi sciolti. Kimase
distinti in quella compilazione francese, poi il metro di poemetti, di carmi, di
che è opera d'un italiano e che ha sermoni, di epistole, di canti, di novelle
maggior affinità con le due enciclopedie romantiche, ecc. I più perfetti maestri
accennate: il Tesoro di Brunetto Latini, nell'uso dello sciolto furono il Parini, il
ove la scelta delle notizie è fatta con Foscolo, il Leopardi, il Manzoni.
più accurata sagacia, più evidente è lo Cfr. i manuali citati del Casini e del (Juar-
studio dell'ordine e della sobrietà, più NERio; Bartoli, 8t. d. lett. ital. Firenze,
manifesta l'impronta personale dello Sansoni, 1878, voi. I, pag. 72; Ciampolini,

quale, nell'ultima parte del-


La prima tragedia regolare nella lett. ital.
scrittore il
in Atti Accad. Lucchese, voi. XXIII; Car-
:

l'opera sua, nel pensiero rivolto all'Italia, ducci, fi'^oria del < Giorno > di Gius. Parini,
a Firenze, mostra come sotto la veste Bologna, Zanichelli, 1882 [Versegg., pagine
dell'erudito fossesempre viva la figura 316-336].

del cittadino e dell'uomo di parte. Enzo re : figlio illegittimo diFede-


Cfr. per lo Speculum triplex l'ediz. di rico II di Svevia, n. a Palermo nel 1225:
DouAi, 1624; per il De naturis l'ediz. curata ebbe il titolo di re di Sardegna, perchè
dal Wright, Londra, 1863; ens. Bartoli, I sposo di Adalgisa, vedova, d'un Visconti,
primi due secoli, ecc. Milano, Vallardi, 1880,
erede d'una delle quattro giudicature
cap. Vili; e lo stesso in Storia d. lett. ital.,
voi. I. Firenze, Sansoni, 1873, cap. VII. dell'isola. Vicario imperiale in Lom-
bardia, fatto prigioniero dai Bolognesi
Endecasillabo sciolto; forma me- alla battaglia di Fossalta nel 1 249, non
trica italiana, le cui tracce lontane il riebbe più la libertà e morì a Bologna
Bartoli vorrebbe vedere in alcuni canti nel 1272. Ha larga parte nel poema eroi-
storici latini dell'evo medio. non tener A comico La Secchia del Tassoni. Come —
conto del poemetto il Ilare amoroso, in rimatore appartiene alla scuola siciliana
endecasillabi sciolti , falsamente attri- (v. q. nome).

buito a Brunetto Latini e pubblicato Cfr. la bibliogr. alla voce scuola siciliana
soltanto negli ultimi anni, degli endeca- e vedi le citate raccolte di rime antiche del
sillabi sciolti di Vago Filogeo, un epi-
Xannucci, del D'Anc.-Comparetti, del Bar-
toli, del Monaci ecc.
gono del Petrarca, di quelli usati da
Galeotto del Carretto in una sua tra- Kpopea: se è inutile ripetere qui che
gedia, si può aifermare che questo metro all'Italia mancò un'epopea nazionale,
EPO 103 EPO

anche più inutile e i)iopportuno sarebbe dusse quella serie di canzoni e di poemi
l'indagarne le cagioni e studiarsi di di- che furono insieme designati col nome
mostrare perchè, mentre le letterature di franco-veneti : rifacimenti prima, piìi
straniere vantavano Gid , l'Edda, i
il men fedeli, della poesia francese, nei
cicli di Carlo e d'Artù, i Nibelungen, quali penetrano talora leggende ed eroi
l'Italia, pur così ricca di commosse ed nuovi composizioni poi intessute d'ar-
:

eroiche vicende nell'età delle domina- gomenti, di cui non si trova traccia nelle
zioni barbariche e dei comuni , dalla canzoni francesi e, quanto alla forma,
:

Francia derivasse l'ispirazione e la ma- interpolazioni di dialetto veneto a prin-


teria della sua poesia epica e, dopo il cipio poi un miscuglio di francese e di
:

vano esperimento del Trissino, si gio- veneto e infine predominio del dialetto
:

vasse con qualche fortuna della propria 0, meglio, d'un gergo dialettale con pre-
storia, soltanto per poemi eroicomici tensioni letterarie. Abbiamo così un ciclo
come la Secchia,iì Malinantile, il Torrac- che comprende Beuve d'Hanstone, Berte,
chione. Comunque sia, la primitiva poesia Karleto, Berte et Milon, Ogier le Danois,
epica italiana altra cosa non fu se non Macaire : poi V Entrée en Espagne, at-
un'eco dei due cicli cavallereschi della tribuita a un Nicolò da Padova, la Frise
Francia l'uno, il carolingio, eroico, bel-
: de Pampelune ; e infine quel cantare in
licoso, povero di elementi comici e amo- dialetto, di più che duemila versi a serie
rosi, l'altro, il brettone, di carattere e monoritme, il Biiovo d'Antona che pre-
di materia celtica rielaborata in Francia, lude al poema romanzesco italiano d'ot-
ricco d'avventure e d'amori, dominato tava rima. Questi i germi gettati nel
sopra tutto dallo spirito cavalleresco. — territorio circumpadano, onde uscirà su-
I due cicli furono introdotti in Italia tra bito un poema su Attila, scritto in fran-
il dodicesimo e il tredicesimo secolo dai cese dal bolognese Nicolò Càsola, e più
giullari e dai trovieri , nomadi cantori tardi V Innamorato di Matteo Maria Bo-
che si sparsero nella regione padana e iardo, conte di Scandiano, modenese.
specialmente in quella Marca Trivigiana, A questo primo periodo della epopea
celebre allora e ricercata per la sua fine romanzesca, che può dirsi veneto, segue
e squisita coltura, per le sue feste gio- quello che possiamo giustamente chia-
conde, pel suo caldo sentimento caval- mare toscano. Perchè, raccoltasi in To-
leresco. Le canzoni di gesta, nomina- scana la cultura e la poesia italiana,
tamente quelle che narravano di Carlo assorto il dialetto toscano a idioma let-
Magno, delle sue guerre contro i Sara- terario, conquistato alla poesia narra-
ceni e contro i vassalli ribelli, che can- tiva metro lirico dell'ottava rima,
il

tavano Orlando e Roncisvalle, Rinaldo anche materia epica penetrò in To-


la
da Montalbano e Uggeri il Danese, non scana e vi fiorì rielaborata in due guise :

trovarono impedimento alcuno ad ac- coi conti e romanzi cavallereschi in


climarsi in Italia, ove di loro parlavano prosa, che traducevano e rifacevano le
già leggende scritte in rozzo latino, ove leggende eroiche dei cicli francesi ri-
le plebi veneravano già come un santo congiungendo insieme tradizioni diverse,
il paladino caduto a Roncisvalle, ne antiche e recenti, quali, per esempio, i
sapevano le gesta gloriose, e celebra- Beali di Francia e il Guerino il Me-
vano in Carlo Magno il difensore del- schino (vedi questi nomi), composti sulla
l'impero e il protettore della fede. Così, fine del^secolo xiv da Andrea da Bar-
appena il ciclo carolingio penetrò di berino e lungamente letti e ammirati
Francia in Italia, signori e popolo se dalle plebi italiane e inoltre coi can-
:

ne impossessarono come di cosa propria tari, allargatisi poi ad ampli poemi di


e come se quegli eroi, e Orlando piii quaranta e più canti d'ottava rima, come
che tutti, fossero nati e cresciuti nella quei tre, scritti da fiorentini, il Btiovo
patria loro: onde facilmente e rapida- d'Antona, la Begina Ancroia, la Spagna,
mente il ciclo francese di Carlo pro- che canta la guerra contro i Saraceni,
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la rotta di Roncisvalle, la morte d'Or- diversi elementi, così ben temperati in-
lando, e che in più modi, nelle introdu -
sieme nel Furioso, si disgiunsero nei
zioni ai canti, nei congedi, preannuncia successori dell'Ariosto : e accanto a un
il poema Luigi Pulci. Il quale, lar-
di gran numero di imitazioni, tutte composte
gamente attingendo a due poemi toscani nella prima metà del secolo xvi, come il
di "materia carolingia, fìngendo, con l'in- Rinaldo appassionato di Ettore Baldo-
gegno bizzarro e motteggiatore, e figure vinetti, il Binaldo furioso di Francesco
ed episodi nuovi, rispecchiando impres- Tromba, il Mandricardo innamorato di
sioni e sentimenti popolari, compose nella Marco Bandarini, V Astolfo innamorato
seconda metà del secolo xv il Morgante di Antonio Legname, V Angelica inna-
(vedi questo nome), un poema
in ottava morata di Vincenzo Brusautini, che con-
rima, che narra del gigante vinto e con- tinua il Furioso sino alla morte di Rug-
vertito da Orlando, e le imprese e la gero, le Prime imprese di Orlando di
morte di questo a Roncisvalle. Ludovico Dolce — notevole per l'affer-
Ma vero riformatore dell'epopea ro-
il mazione dell'italianità di Orlando e per
manzesca fu, nella valle padana, accanto le narrate imprese del paladino contro
a una splendida corte, un gentiluomo di Agolante, Almonte e Troiano fino alle
ingegno fine e versatile, educato allo nozze di lui con Aldabella —
e infine i
studio dei classici antichi, traduttore di poemetti frammentari di Pietro Aretino :

Erodoto e di Apuleio. Matteo Maria Bo- accanto a tutte queste imitazioni vediamo
iardo all'epopea carolingia innestò il ro- l'elemento comico staccarsi da quello
manzo d'avventura e gli episodi d'amore, epico e produrre i poemi maccheronici di
tramutò i paladini in cavalieri erranti, e Teofilo Folengo, l'OrZantimo e il Baldns:
intrecciando le finzioni dell'un ciclo con parodie che attestano la maturità del
quelle dell'altro, mantenne, come disse poema romanzesco raggiunta nel Fu-
il Rajna, il fiume carolingio,
letto del rioso, il fastidio per la leggenda eroica
ma v'incanalò le acque dei domini d'Artù e per l'abusata imitazione degli scrittori
e scrisse l'Orlando Innamorato (v.qaesto latini.L'elemento epico o prosegue, a
nome). Il poema, interrotto dalla discesa sua volta, in rifacimenti delle inven-
di Carlo Vili, tra le guerre di Carlo zioni dell'uno e dell'altro ciclo francese,
Magno contro Gradasso e Agramante in- si sforza di tramutarsi a epopea na-
serisce gli amori d'Orlando per quell'An-