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IJBRARY
UNIVERSITY

TORONTO

MANUALE
STORI CO-BI BLIOG-R^miCO

FILOLOGIA CLASSICA

LUIGI VALMAGGI
Lib.

Doc.

di

Letteratura Latina nella R. Universit di Torij

MANUALE
STORICO BIBLIOO-RAFICO
DI

FILOLOGIA CLASSICA

TORINO - PALERMO

OARLO OLAUSElSr
1894

Propriet Letteraria

ToRiMO

Vincenzo Bona, Tip.

di S.

M.

e de'

RR.

Principi

ETTORE STAMPINI

CON DEVOZIONE
DI

AFFETTO

ANTICO ALLIEVO

0. D. C.

PROSPETTO

Pbefazione

......

vili

PARTE SECONDA.
Sezione prima.
Capo VI.
1)

Storia e anticliit.
Pag. 195

Storia, geografia, cronologia

Storia

195 211

2)
3)

Geografa e topografa

. .
.

Cronologia
Antichit pubbliche e private

220

Capo

VII.
1)

224
229
235
241

Antichit pubbliche Antichit private

2)

Capo

Vili.

....

Nvimismatica
e

.
.

Antichit religiose e mitologia

Sezione seconda.
Numismatica Capo IX. 1) Numismatica
2)

e metrolog-ia.
Pag. 253
,

Metrologia

.... ....
terza.

metrologia

253 258

Sezione
Capo X.
1)

Archeologia

dell'arte.
Pag. 263
. .
,.

Archeologia dell'arte

Architettura, Plastica, Pittura

263 274 278


283

2) 3)

Musica
Orchestica

....

Appendice
Indici

Indice

301

Indice II

318

PREFAZIONE

Il

presente volume non pur colma una lacuna della

letteratura filologica italiana (e tentar di colmarla m'

sembrata
lode (1)
tutti
i
),

impresa

non

affatto

indegna di

qualche

ma

eziandio

diversifica

profondamente da

lavori somiglianti

sin

qui pubblicati di fuori.

I quali invero si possono ricondurre a tre tipi fonda-

mentali e assai differenti tra loro

il

tipo

del

com-

pendio, quale abbiamo nel Triennium del Freund e nel

Manuale del Reinach;


cyklopdie
tipo

il

tipo metodologico, com'


di A.

VEnil

und Methodologie

Boeckh;
qual

e infine fu

esclusivamente

bibliografico,

attuato,

bench in modo assai lacunoso ed imperfetto, nel noto

di parecchio
:

Appena occorre avvertire che la composizione del libro presente tempo anterire alla pubblicazione del manuale Hoepli di V. Inama pur si ponga mente che fin dai primi d'aprile il manoscritto compiuto era nelle mani dell'editore e dall'editore trasmesso alla
(1)

lo scorcio di settembre si trovava essere gi stampata una buona met del volume, come appare dalla data apposta in calce al decimo foglio.

tipografia, tanto che su

Grundriss di E. Huebner. Ora il ipio Manuale contiene un'esposizione compendiosa delle singole
pline filologiche alla
del Reinach: anzi

non
disci-

maniera

di quelli del

Freund e
cosi
fatti,

aggiungo che riassunti


venti

dove
lingue

in

dieci

pagine

vorrebb' essere

con-

densata ad esempio la
classiche o
la

grammatica
trattazion

comparata delle sommaria delle ani

tichit pubbliche e private, a parte


de'

pregi particolari

due

libri citati,

e quel del

Eeinach segnatamente

in realt ne valore ne opportunit pratica sufficiente. Il medesimo anche pu dirsi, lasciando l'erudizione profonda
scientifico

n' ricco,

non mi pare abbiano

preziosi ragguagli critici e


il

bibliografici,

oiVEnci-

per se stesso cosa molto relativa e variabile; ne gli possibile insegnare a diventar filologo eccellente pi che un

dopedia di A. Boeckh, perch

metodo

tempo

non sembrasse insegnare a diventar perfetto


e passate al ferravecchio le antiche
letterarie
"

scrittore,

precettistiche

come

oziose

ed

inservibili allo

scopo che

parevan prefiggersi, sar da creder forse che fortuna


migliore sieno

per incontrare queste

altre

precettibi-

stiche filologiche?
bliografico del
riuscito,

Resta

il

disegno prettamente
oltre che in atto

Huebner;

ma

esso

siccome avvertimmo dianzi, troppo imperfetto e lacunoso, non credo poi che l'utilit sua pratica sia
cos ovvia e cosi grande,

giudicarsi,

come all'apparenza potrebbe mal giovando, per l'aridit medesima delle


i

nude
guari

e crude registrazioni bibliografiche, a dirigere

passi ancora incerti dei principianti, e


a'

non

servendo

i quali ne' loro schedari e nella lor dottrina trovano senz'altro pi e meglio che le indicazioni del libro non diano.

bisogni

degli

eruditi

di professione,

XI

M' sembrato perci che presso a tutti questi potesse aver luogo un nuovo tipo di manuale, che, scartando risolutamente ogni velleit di compendio e ogni pretesa d'insegnamento metodologico, e contentandosi di additare la ragion teoretica di ciascuna disciplina
filologica e
l'altra
i

rapporti

legami
di

che tra
tutte,

l'una e

intercedono, contenesse

avvivato e

chiarito
rica,

da una sommaria e concisa introduzione sto-

l'indispensabile apparato bibliografico.


la cui

Un

libro

cio,

sostanza

fosse

essenzialmente
in

storica e

bibliografica, e presentasse raccolta

breve spazio,
i

da una parte
storici,

una semplice

notizia

preliminari

e dall'altra la
di ogni

letteratura, al possibile
e

com-

pmta
,

disciplina filologica

delle discipline

sussidiarie o complementari.

Cos fatto

il

disegno del 'libro

che

qui
ai

off'ro

al

pubblico

degli

studiosi,

particolarmente

colleghi

ragion d' ufficio confina in luoghi del tutto sprovvisti d'ogni pi necessario strumento d'investigazione scientifica, e agli allievi delle facolt filologiche delle nostre universit. Aiuto e materia per le loro indagini e per i loro studi vi troveranno, se non presumo troppo, gli uni e gli altri: questi, nel capitolo elementare d' introduzione, e nel testo illustrativo e storico premesso a ciascuna parte dell'opera, quelli principalmente nell'apparato bibliografico, nelle sue molto minute divisioni e suddivisioni, e ancora ne' richiami sistematici ai repertori e libri fondamentali per tutte le discipline che direttamente o indirettamente rientrano nelle appartenenze della filologia

insegnanti che

Occorrer avere prontamente a bliografia d'un punto speciale qualsiasi

classica.

mano

la bi-

o d'una qual-


siasi

XII

L' indice
difficolt

quistion

specialissima

delle materie

guider a rintracciarla senza

soverchia nel

luogo

nei luoghi che le

sono assegnati

secondo la

partizione organica del Manuale. Bisogner invece Tindicazione d'

un trattato
di testi,

teorico, d'

una collezione

di

documenti o

d'un compendio o sommario ele-

mentare

I cenni introduttivi di ciascun capitolo e di

ciascuna parte di capitolo agevoleranno la scelta, che


riuscirebbe forse

men

rapida e sicura col solo sussidio


;

deir apparato

bibliografico

comech anche qui coni

trassegnando con un asterisco

lavori

pi celebri

pi importanti, e qua e l per mezzo di qualche parca

avvertenza

critica,

io

abbia cercato di aiutare

il

let-

tore ad orientarsi speditamente dove la folla de'


e de' libri pi fitta e incalzante.
Si vorr,

nomi
filolo-

ancora,

intorno alla storia d'una qualsivoglia disciplina


gica

fondamentale o accessoria pi

notizie che

non

offra

per

se

il

ampia messe di testo del Manuale ?


di
i

In una delle prima,


si

divisioni dell' apparato,

solito nella

troveranno sempre registrati

lavori e gli

studi che tutta o in parte abbracciano siffatta storia,

o che in qualunque

modo

le si riferiscono; oltre di

che

nel 20 dato lo spoglio ordinato delle riviste siste-

matiche

di bibliografia

classica,

e principalmente

del

Jahreshericht del Mller, sussidio

non pure opportuno

ma

indispensabile, chi voglia seguire a passo a passo


lo

da vicino

svolgimento e

progressi tutti di ciascun

ramo

della scienza negli ultimi due decenni.


il

con-

fesso che circa

punto dell'ammettere nel mio libro


il
il

cotesto spoglio io rimasi lungamente in dubbio tra


si
si,

il

no:

sennonch mi risolvetti da ultimo per


ci

pensando in primo luogo che

quadrava ottima-


mente

XIII

Manuale, e di poi av-

al carattere storico del

vertendo che per l'ordine e la distribuzione stessa della

materia nel Jahreshericht sarebbe riuscito


diose e perdita di

di utilit

non

piccola agli studiosi, e avrebbe evitato ricerche fasti-

tempo
l'

infinita,

il

trovarsi speditadelle annate,

mente
de'

sotto

mano

indicazione esatta

volumi e

sin delle pagine per ciascuna

sezione e

parte delle discipline filologiche.


Dico, e dissi di sopra pi volte, delle discipline
filo-

logiche in genere

bench qui occorra che

ci

s'intenda
attribuire

subito circa le appartenenze che vogliamo


e la

comprension

scientifica che

vogliam dare a questo


Qual sia
il

tanto abusato
cetto in

mio conproposito, e quali materie e partizioni io am-

nome

di filologia.

metta per proprie della


e spieghi ora le cose

filologia,

largamente dichiasono a lungo

rato nel capitolo d'introduzione, ne accade ch'io dica

medesime,
Solo
si

le quali

dette e spiegate
cetto

costi.

avverta che dal con-

mio

della filologia classica

non enciclopedico
i

se-

condo la tendenza
poi,

di solito prevalsa

da F. A. Wolf in
termini di
al-

ma

circoscritto

nettamente entro

cune determinate discipline, anche proceduta la


visione organica del

di-

mio Manuale

in

due parti

distinte,

una per
le

la filologia

propriamente detta, e

l'altra

per

scienze complementari o sussidiarie di essa; e sempre


efl'etto

per

del

medesimo disegno,

riuscita pi larga
ri-

ed estesa la trattazione della parte filologica, pi


stretta e

compendiosa quella della parte sussidiaria o


,

complementare. Voglio dire cio


questa seconda parte,
disegno doveva essere
assai limitati cosi

che ho

trattenuto
del

la quale alla stregua


afi'atto

mio
del

secondaria, entro confini


alle

rispetto

notizie

storiche


testo

XIV

critico

come

rispetto all'apparato

della

biblioi

grafa, in cui

non

animisi, per regola, se

non

lavori

di contenenza e d'indole generale,


filologica

mentre nella parte propriamente detta allargai di molto non

pure

il

testo,

ma
i

eziandio la bibliografia, sino a comlavori parziali


pii

prendervi tutti

gli

studi
le

speciali

anche su

punti

particolari e su

pi minute

quistioni accessorie.

Un' eccezion
fare,

soltanto

mi trovai

mio malgrado costretto a


tica

e fu per la

Grammaintero

greca

e latina,

dove volendo accogliere


a

l'apparato degli studi e lavori speciali, sarebbe mani-

festamente bisognato estenderlo


materiali
(pur cito, per
serie delle monografie che

tale

una

folla

di

un esempio, la sterminata hanno per oggetto la gram-

matica e

lo stile de' singoli scrittori,

ma

c' dell'altro

ancora), che avrebbe ingrossato e cresciuto oltre ogni

termine ragionevole la mole,


lume. Senza dire
poi
i

gi

non

lieve,

del vola

che questa la parte, per

quale pi abbondano

sussidi bibliografici, e sono pi


di

agevolmente
le

alla

mano

ognuno: lasciando, invero,


i

bibliografie

speciali,

come

due Grundrisse

del

Huebner

registrati nei 24 e 26, e per la

grammasti-

tica latina le illustrazioni ricchissime delle Vorlesungen

del Keisig, quanto alle monografie grammaticali e


listiche

su singoli autori non


e

sar

dif&cile ricavarle

dai repertori critici

sistematici

cui

si

rimanda

il

lettore ne' 49 i^j e 52 F).

D'altra banda

non mi
di-

era possibile ridurmi ad una semplice scelta compendiosa,

perch ci non sarebbe


dell'

stato conforme al

segno fondamentale

opera mia: onde nel dubbio

tra r ingrossare inopportunamente la mole del libro ammettendovi compiuta anche per questa sezione la

bibliografia degli studi speciali, e

il

sopprimerla tutta

quanta pur a costo


di

di tralasciare l'indicazione di la-

vori scientificamente o storicamente


elessi

importantissimi,
le

due

mali quello
il

che

per

ragioni dette

dianzi

mi pareva

minore, e scartai

risolutamente

siffatta parte dell'apparato,

che potrebbe dar da sola

pi che sufficiente materia a un altro manuale. Perci


nella

Grammatica non

si

troveran registrate, oltre


trattazioni
parziali

le

opere generali, se non


Sintassi, la cui

le

della

natura ancora

in fondo

pi gene-

rale che speciale, gli studi intorno alla pronunzia, che

quasi

si

sottraggono ai

confini

della

grammatica, o

almen ne formano un
e

capitolo distinto e indipendente,

da ultimo per

il

latino affatto eccezionalmente certi

lavori generali di fonologia e morfologia, Tindicazion


dei quali

non poteva senza danno soverchio essere omessa in un Manuale di filologia classica. N poi che
del suo carattere elementare e scolastico io m'indussi

sono a parlar di grammatica tacer che a malgrado


a registrar la Grammatica greca di
i

Gr.

Curtius

non tra

compendi

ma

nel

comma

de' lavori generali, sia per

riguardo al
sia rispetto

momento
alle

storico del libro principalmente,


1'

Erluterungen che

accompagnano e

non

si

sarebbero trovate se non molto a disagio nella

sezion dei compendi.

Sennonch pur a proposito della bibliografia degli


studi speciali necessario

un

altro avvertimento. Quivi

infatti dei lavori riferentisi a singoli scrittori per re-

^Kla

sono allegati quelli esclusivamente, la cui com-

petenza

non

si

restringe al caso o al fatto particolare

d'uno scrittore,

ma

bens dall' occasion particolare

si

tende a un intero punto o parte o quesito

filologico.


Cos, per

XVI

con un esempio,
nell'

mostrare la cosa

ap-

parato della storia della


dissertazioni,
stotile, se

filosofa

non sono

citate le

mettiamo, intorno a Platone o ad Ari-

della

non quando esse s'allargano alla illustrazion storia d' una determinata scuola o disciplina o
rimandato
alle bibliografie

quistione filosofica; e in ogni altro caso s'intende che


il

lettore

sistematiche

dei singoli scrittori. Cos ancora nel


dello stoicismo,

comma, poniamo,
dei

non

registrato

nessuno

molti

studi speciali su Panezio o Seneca o tale altro filosofo


stoico; e
il

medesimo

si

dica

della

storia letteraria,

della storia delle scienze, della lessicografia, della


trica,

della critica e in

terie e parti del

una parola Manuale. Lo stesso

di

tutte le

mema-

d'uopo notare

rispetto a un'altra copiosissima serie di opere, la re-

gistrazion delle quali poteva ragionevolmente dar luogo

qualche dubbio.

Alludo alle

discipline,

che hanno

una

storia lor propria, indipendente affatto dall' enci-

clopedia filologica, e

non rientrano

in questa se

non

per un particolare

momento

o periodo di essa storia,


il

come

la filosofia, le scienze, la geografia,

diritto, la
ci

musica
storie e

e altrettali.

Di somiglianti discipline

sono

compendi

storici pi o

meno

estesi, e in cia-

scuna storia e in ciascun compendio uno o pi capitoli

son dedicati all'antichit classica;

ma

il

dubbio
dovesse

era a punto qui, se


allargare
fossero da
e
i

la bibliografia nostra si

anche a

siffatti lavori,

e in

ogni categoria
le storie

comprendere integralmente tutte


speciali,

compendi

non soltanto

quelli ristretti a
di

antichit.

Ci avrebbe contribuito

nuovo

gli

ovvio, a soverchiare alquanto quei

confini

di spazio,

dentro

quali io avevo pur risoluto di tenermi, e sa-

XVII

manuale
quali

rebbe stato quasi un dar luogo a un altro


nel manuale. Sennonch per contro

non

si

poteva non
i

considerare che fra quei lavori ve n' parecchi,

anche abbracciando l'intera storia d'una disciplina par-

hanno nondimeno importanza non piccola pur rispetto alla filologia classica; il perch mi parve conveniente seguir questa volta una via di mezzo, e amticolare

misi neir apparato


particolari materie

l'

indicazion

di storie

generali di

sempre quando
la

vi sia notabile per

qualsivoglia ragione

parte

consacrata all'antichit,

greca e

romana.

Gli per effetto di


si

questa

norma

che ad esempio nel mio Manuale


la

trover registrata

Weltgeschichte del Ranke,

ma non
il

punto

la Storia

universale di Cesare

Cant, e

primo volume

della

Geschichte der
delle

Musik

di A. G. Ambros,

ma

nessuna

molte altre storie della musica,


l'Italia,

di cui

abbonda

specialmente

e vai dicendo.
e sar l'ultima;

Ancora un'avvertenza su l'apparato,


sciuta fra

perch la materia di questa prefazione m' gi cre-

mano anche troppo

sazievolmente.

Ma

certi
l'in-

punti bisognava pur chiarirli, a mostrar l'ordine e


dirizzo del libro, e a

renderne l'uso pi

facile e spedito.

Dico adunque che, riassunta nel testo la storia critica


di ogni disciplina, pi

estesamente o

meno secondo

si

tratta di discipline fondamentali o accessorie, l'apparato

non comprende
e

di solito se

non

la bibliografia de' lavori

venuti in luce nell'ultimo periodo, cio nel secolo XIX;

accadendo

che

se

ne

alleghino in certo

de' pi antichi,

son raccolti in

numero un comma a parte, come

pu vedersi tra
[

l'altro nei capitoli della Lessicografia

30

jB; e

e 52

B)\

33 5;] e della Storia letteraria [ 49 B) Il medesimo criterio anche ho seguito nelII

VaLMAGGI.

XVIII

quantunque per

V Appendice, in nessuna delle cui categorie entrano pubblicazioni anteriori al nostro secolo,

taluna, ad esempio per le miscellanee, ve ne sarebbe

stata dovizia dal Rinascimento in poi. Potr, trovarle,


chi voglia,

nel Grundriss del

aggiungo a proposito

Huebner o altrove qui deV Appendice che mio divisa:

mento era da
supplemento
al

principio

formarne
il

due
e

distinte.

Una,

ch' quella appunto che chiude


registro

volume, contiene un
de' periodici

de' giornali

dato nel 20 del Manuale, e due altre serie di pubblicazioni che per la lor natura

non potevano
libro.

allogarsi

convenientemente in nessuna parte del


supplemento italiano

La

se-

conda avrebbe dovuto presentare un primo saggio


scrittori greci e latini

di

alle bibliografie sistematiche degli


,

cui

sono sfuggiti molti studi


italiani

disseminati in pi riviste e periodici

e nelle

defunte cronache

liceali.

Ma
il

la solita difficolt,

della

mole, rincalzar del tempo e della stampa, mi hanno


poi costretto a rimandare
e compiuto,

saggio, pur bell'e pronto

ad occasion pi propizia.

conchiudo, eh' ora.

Dei

difetti

del libro

sono consapevole io per primo;

mancamenti ma mi si

conceda di avvertire che non tutti procedono esclusi-

vamente da me, bens parecchi son derivati da varie cause affatto estranee all' opera mia, non ultima V insufficienza di libri e specialmente
il

modo poco puntuale


il

come cammina
riviste.

nelle nostre biblioteche


siffatti

servizio delle
di

taluni di

difetti
si

ho cercato

por
e.

rimedio nelle Aggiunte che

leggono qua appresso,

comprendono parte varie schede sfuggitemi nell' ordinamento e nella stampa del lavoro, parte nuovi contributi venuti in luce o a notizia mia dopo l pr-


rimediare di poi in
in fascicoli di

XIX

gressiva tiratura de' fogli di stampa

ad

altri si potr,

una seconda

edizione, o, piuttosto,
in

animo d dar fuori ad intervalli periodici se a codesta mia qualsiasi fatica gli studiosi saranno per fare buon viso,
supplemento
eh' io avrei
,

e a migliorarla vorranno aiutarmi coi lor


coi loro suggerimenti.

consigli e

Torino, dicembre 1893.

L.

VALMAGGI.

^aaiuNTE

[J commi il cui 'niimtp nuove]. tiunvti] aggiunte

titolo

stampato

in

carattere

grasso

sono per intero

P. 6 [ 2]

Sulle relazioni tra la filologia e la linguistica

A. SchleiL. Hetse,

CHER, Die deutsche Sprache, Stuttgart^ 1874, Introd., VI; K.

W.

da E. Leone, Torino 1864, Introd. 9; D. Pezzi, Introd. l't. de la science du langage, trad. i)ar V. NouRRissoN, Paris 1875, p. 101 sgg.; M. Kerbaker, La filologia compar. e la filol. class., Napoli 1875.
Sistema della scienza
delle

lingue, trad.

P. 17 [

4 B)]: R. Foersteb, Die Mass.


n
8;

Fhilol.

der

Gegenwart. Rede,
Deutsches
Philol.

Kiel 1886; P. Cauer, Wissenschaft u. Praxis in der Philol. in Wochenblatt, 1893, R. Stolze, Die

Zukunft der Mass.

in

Bimter

f.

d.

baijr.

Gymn. XXVIII, 561-68.


della
filologia

P. 18 [ 5]:

Storie generali

classica:

A.

Gddemann,

Syllabus on the history of class, philol.. Boston 1892 [senza valore].


P. 22 [ 8 A)]:
Ptolmes-

Biblioteche

antiche

Confrence, Alexandrie 1893,

V. Nourisson,

La

blblioth.

des

Studi

omerici

dei

filosofi:

O. Friedel,

De

philos. Graec- studiis Homericis, I-II, Stendal 1886.

P. 27 [ 11 A)"]: M. Manitios,

Lupus von

Ferrires, ein

Humanist des

IX. Jahrh. in Rh. Mus. XLVIII, 313-20.


P. 28 [ 11

B)

a)]:

Sulle biblioteche

medievali: Petit-Radel, Rech.

sur

les biblioth.

anc. et m,od., Paris 1819; Heeren, Gesch. der class. Litter.


I,

im

Mittelalter, Grott. 1822,

161 sgg. e 193 sgg.; Bootaric, in Rev. des

quest. histor.,

E. Zarxcke, Aus Murbachs Klosterbibl. in Comment. in hon. Studem., pp. 181-209; Ma^itivs, Philologisches aus alten Bibliothekskatal. bis 1300 in Rhein. Mus., XLVII, suppl.

XVII,

16 sgg.;

P. 40 [ 17]:

V. Inama, Filologia

classica, greca

lai.,

Milano

1894

[Man. Hoepli].
E.

Pahlwey

u.

Enciclopedia elementare: Gymnasial-Bibliothek, hgg. v. H. Hoffmann, Giitersloh 1891 sgg. [succinte monografie
fascicoli].

elementari di autori diversi, a

P. 40 [ 17]:
alt. Philos.

I.

V.

e S.
:

Guenthbr, Gesch.

MLLER, Handb., V, 1 (W. Windelband, Gesch. d.. d. Mathem. u. der Naturwiss.), 1894'.
classiche,

P. 41 [ 18]
schaft,
V.

Paulys Real-encyclopadie der


1,

Alterthumswissen-

neue Bearheitung unter Mitwirhung zahlreicher Fachgenossen hgg.


1,

G.

WissowA,

Stuttgart 1893.

P. 78 [ 22
tentiae,

A) a)]: 0. Klotz, Philosoph. Graec. de linguae natura senStettin 1875; Kirchkek, Die verschied. Auffass. des platon. Dial.
1.

Kratylos,

Die Sprachphilos. vor Plato, Brieg 1892.


L. Geci,

[ib.

P)]:

B.

Delbrilck

la

scienza

del

linguaggio,

Na-

poli 1882.

P. 79 [ 22 3)] G. Curtius, Sprache, Sprachen u. Volker, Leipzig 1868; Braun, Die Ergehnisse der Sprachwiss., Gassel 1872; *D. Pezzi, Introd. l'rt. de la science du langage, trad. par V. Nourrissox, Paris 1875;
:

M. MvLLER, Die Wissensch. der Sprache, deutsche Ausg. v. R. Pick u. W. WicHMANN, II, Leipz. 1893; Fr. Stehlich, Die Sprache in ihrem Verhdltniss zur
Gesch.,

Leipzig

1892;

A. Giesswein,

Die Hauptprohl.

der

Sprachwiss. in ihren Bezieh. zur Theol., Philos. u. Anthrop., Freiburg 1892;

R. Lefvre, Les races

et les

langues, Paris 1893;

Fr. Misteli, Charahter


v-

der hauptsachl. Typen des Sprachbaues, Neubearb. des Werkes

H. SteinII],

THAL

[=

H. Steinthal

u.

Fr. Misteli,

AbHss der Sprachwiss.

Ber-

lin 1893.

P. 80 [ 22 C)]:
Jndices, Strassb.
II-III,

1893

Grammatiche comparative: C. Brugmann, Grundr., (trad. ingl. di R. S. Couway e W. H. D. Rouse,

Strassb. 1893).

P. 85 [ 25 4/)]: R. Schmidt, Stoicorum grammatica, Halle 1839; C. E.

A. Schmidt, Beitr. zur Gesch. der


1859;
I.

Gramm.
historia

des Griech. u. Latein., Halle

Aprais, Apuntes

para una

de

los estudios helnicos

en

Espafia,

Madrid 1874.
0.

P. 87 [ 25 D)]:

Hoffmann, Die griech.

Dialekte... II,

Der nord-

achischen

Dial.,

Paris 1891.
P. 91
latein.
[

Gottingen 1893; E. Baisacq, Les dial. doriens, thse, E, Zarncke, Die Entsteh. d. gr. Literaturspr., Leipz. 1890.
C.

27 A)]:

Michelsen, Histor. Uebersicht des Studiums


C. E. A. Schmidt, Beitr.

Grammatih, Hamburg 1837;

der zur Gesch,

der

Gramm.

des Griech. u. Latein., Halle 1859.

P. 92 [ 27

B)

p)]:

H.

I.

Robt,
II,

A Grammar
1874.

of the

Lat.

lang.

from

Plautus

to Suet,

P, Lond. 1872;
:

F. Schultz, Lat. Schulgramm, bearb. v. M. Wetzel, [ 27 Cy 3) ] Paderborn' 1888; Id., Kl. lat. Sprachl., 22. Ausg. v. M. Wetzel (trad. ital. di L. Valmaggi, Torino 1894); W. Deecke, Lat. Schulgramm., Berlin 1893.
(Id.,

Erlduter. zu mein.

lat-

Schulgr., Beri. 1893).


crit.

P. 93 [ 27

D)

y)]:

Pronuncia del latino: M. Strouck, Et.


lat.,

sur

Vorthogr.

et la

prononc. de la langue

Luxembourg

1876.

P. 93 [ 27 E)]: G. B. Bonino,
licei,

Man.
:

di

stile

lat.

camp, ad uso

dei
lin-

Torino 1893.

Antibarbari

I.

F. Noltenius,

Lexicon Latinae

guae antibarbarum, Helmstadt 1730 [ristamp.]; E. F. Poppo, De latinitate falso aut merito suspecta vel adnotata ad Krebsii Antibarb., Frankf. a. d.

De latinitate falso suspecta, Bunzlau 1863; Id., zur Kenntniss der Klass. Latinitt, Lauban 1866; H. S. Anton, Studien zur latein. Gramm. u. Stilisi, im Anschluss an Krebs-Allgayer's
0. 1841; C. E. GuETHLiNG,
Beitr.

Antibarb., I^ Erfurth 1869;

II,

1873; G. B. Bonino, Piccolo Antibarbarus,

Torino 1888.
P. 102 [ 30

O]

I.

H. Kai,t8chmidt, Sprachvergleich. u. etymlog. Wor-

ferbuch der griech. Sprache, Leipz. 1839-41, voli. 2 pi


[sui

uno

di

Appendice

composti
[ib.

ecc.] di G.

Muehlmann.
gr.-ital. e ital.-gr.

trb.

DJ]: G. RiGUTiNi, Vocab,

per uso

delle scuole,

Firenze 1889[Ib.

E)

y)]:

Lessici speciali:
[1851],

I.

Ch. Schiklitz, Griech. -dtsch.

Wor-

zum N.

Test.

Giessen'

1858;

H. Ckemer,
C.

Biblisch-theolog.

Worterb. der N. Test. Grdcitat, Gotha 1866; E. A. Sophocles, Greek Lexicon of the
[1860],

Roman

a.

Byzanf. periods

(from

b.

146

to a. d.

1100)

New York

1888.
latein.

P. 110 [ 33

tingen 1874.

*H. Nettleship, Contribut.

E) a)]:'G. Koffmane, Lexicon


to

Wortformen, Got-

Latin Lexikogr., Oxford 1889.


A. Fleckeisen,
1 sgg.;

P, 110 [ 33
lat.

t)]:

Parole straniere in latino:

Zur

Lautlehre in griech. Lehnwortern in Jahrbb. 1866,

A. Goerke,

De

Symb. ad vocab. Graeca in linguam Lat. recepta. Regioni. 1868; Oh. Hauser, Quintil. praeceptis et usu nomina Gr. declin., Saaz 1875; R. I. Tuch-

HAENDLER,

Dc

vocab. Graccs in

l.

Lat. translatis, Berol. 1876; A. VAN19EK,

Fremdworter im Griech. u. Latein., Leipz. 1878; Gaebel m. Weise, Zur Latinisier. griech. Worter in Arch. f. lat. Lexik. VIII, 339-68.
P. 118 [ 36

E)

1)]:

Dbutschmann, De poesis Graecae primordiis rhyth-

micae,

Malmedy

1883,
a)]:

P. 137 [ 41

B)

Corpus

inscr. Attic: II,

[Indici], 1893.

1875;
hist.

[ib.

P)]

Welcker, Sylloge epigramm. Graec, Bonn 1828.

P. 144 [ 42

B)

a)]:

Corpus Inscr.

Lat., Ili (Supplein. 3, 1893).


a.

[ib. 3)]: *l.


*I.

WoRDSwoRTH, Fragm.

speoimens of early Latin, Lond.


sei.

Cortese, Lat. serm. vetustioris exempla

philol. discipl.

alumnis

prop., ug. Taurin. 1892; G. Rushforth, Lat. histor. inscr. illustrating the

of the early emp., Oxford 1893. A. Roemer, Die Notation

P. 152 [ 44 A)]:

der alexandr. Philol.

.bei

den- griech. Dramatikern,

Munchen

1892.


P. 158 [ 46
(J)

XXIV

Roma commoratorum
italico-

e)]:

I.

Walter, Die Gesch. der Aesthetik im Alterthum,

ihrer hegriffiichen Entwicklung nach dargestelU, Leipz. 1893; A. Hiilscher,

Hominum
hist.

Utter.

Graec. ante Tiherii

mortem

in urbe

critica, Lips.

1891 [E. dai Jahrhb., XVIII Suppl.-Bd.].


y)]:

P. 160 [ 46

F)
et

Traduzioni francesi:
methd. de tous
les

I.

Blanc, Bihliogr.

fratiQ. universelle

ou

catal.

imprims en langue frang.

sur

l'Italie anc.

mod.

II [Paris 1886], col.

1041-1212 [traduzioni fran-

cesi degli autori latini antichi].

P. 169 [ 49 E)]: Storie parziali: P. Susemihl, Gesch. der griech. Litter.

in der Alexandrinerzeit, Leipz. 1891-92, voli.

2.

[ib.

5)]: Bucolica: G. Schneideh, Ueh. das Wesen


Idylle,

u.

den Entwick-

lungsgang der

Hamburg

1898.

P. 170 [ 49 E) 7)]: Romanzo: E. Rohde, XLYIII, 110-40; U. Wilcken, Ein neuer gr.

Zum gr. Roman


Roman
in

in Rh. Mus. Herm. XXVIII,

161-93.

P. 177 [ 52

E)

I)

2)]:

H. Bluemner, Die Farbenbezeichnungen

bei

den

rom. Dichtern [Beri. Stud. XIII], Beri. 1892.


P. 178 [ 52 E) II) 4) P)]: A. Schoene, Das Rom. Die Fdb. praetexta, Kiel 1893.
histor.

Nationaldrama der

[ib. ib.

7)]:

I.

Sekiewicz,

De

Sat.

Romana

eiusque auctoribus prae-

cipuis, laslo 1884.

P. 180 [ 52

E)

11}

19)]: A. Engelbrecht,

Das

Titelwesen der spatlat.

Epistolographen,
P. 181 [ 53]:

Wien

1893.
II,

G. Groeber, Grundr. d. roman. Philol.,

[Strass-

burg 1893].
P. 188 [ 54 A)y.

W. WiNDELBAND,
Hohlfeld
u.

Gcsch. der alten Philos.

[I.

Mller,

Handb. V,

1^],

Munchen
u.

1894; K. Chr. Fr. Krause, Abriss der Gesch. d.

gr. Philos. hgg. von P.

A. Wuensche mit Anhang (Die Philos.


Leipz.
1893;

der Kirchenvdter

d. Mittelalt.),

E. Norden,

Beitr.

zur

Gesch. der griech. Philos., Leipz. 1893.


P. 184 [ 54

B)
B)

3)]:

A. E. Chaignet, Hist. de

la

psychol. des

Grecs,

V, 1893.
P. 186 [ 54
4) i)]:
I.

Sepp, Pyrrhoneische Studien, Erlangen 1893.

P. 189 [ 55 A)]: S. Guenther, Abriss des Gesch, der

Mathem.

u.

der

Naturwiss. im Alterthum

[I.

Mller, Handb. V,

1^,

pp. 229 sgg.],

Mun-

chen 1894.
P. 190 [ 55 C)~\: BuRET, Contrib.
l'hist.

de

la

syphilis.

La

syphilis

Hercul.

et

Pompei, Clermont 1892.

P. 191 [ 55 E)]: S. Guenther^ v. sopra la giunta a p. 189; A. Franca,


L'hist. natur.

dans

l'antiq. in

Essais de critique philos., Paris 1885.


P. 191 [ib. 1)]:

XX"V

A
catal.

HoFFMAN

a.

Jordan,

of the fisher of

Greece,

with notes on the names employed hy classical Authors in Proced. of the Philadelphia acad. of nat. science, 1892,
P. 202 [ 58

B)

I)

a)]

L.

Benloew,

La
u.

Grece avant

les

Grecs, Paris 1877.


I,

[ib.

ib. P)]:

Hanow, Lacedm.

Athener in

den Perserkriege,

Anklam

1886.

P. 203 [ 58

B)

I)

Y)]:

Laroque,

La

Grece

au siede de

Pericles,

Paris 1883.

[ib.

ib. 5)]:

PoKKE, Rettungen des Alkih.,


II)

Imdem
times,

1883-86, p'

2.

P. 204 [ 58

B)

k)]: Torr,

Rhodes in anc.

Cambridge 1885;

ScHNEiDERwiRTH,
[ib. ib.

Dc
:

rcpubl. Rhod., Heidelberg 1886.


e

X)]

*E. Pais, Storia della Sicilia

della

Magna

Grecia,

I,

Torino-Palermo 1894.
[ib.
ib.

o)]:

Sparta: G. Busolt, Die Lakedm.

u. ihre

Bundesgen.

I,

Leipzig 1878.
P. 205 [ 58 C) 1)]
:

F. Gabotto,

Man.

di storia ani., II (Grecia),

Ve-

rona 1893.
P. 207
[

59

B)

1)]:

H. Genz,

Das

patricische

Rom.,

Beri. 1878;

N. Gorgia, Dell' orig. di Roma, Napoli 1879; E. Herzog, Ueb. die Glaubumrdigkeit der aus der rom. Reputi, bis
Gesetze,

zum Jahre 387

d. St.

iiberlief.

Tubingen 1881; A. Ferri,


Urkundenstud. zur
ilb.

L'It. nt. e le
alt.

origg. di

Roma, Rieti
sgg.;

1882; 0. Seeck,
1

rom. Gesch. in Rh. Mus. XXXVII,

sgg.;

W.

Helbig, Stud.

die alteste ital. Gesch. in

Herm. XI, 257


n.
f.

B. Niese, Die Sagen von den Griindung

481-506; *E. Pais, Storia della Sicilia e

Roms in Hist. Ztschr., della Magna Grecia, I


I],

XXIII,
d'Italia

\_St.

dai tempi pi antichi sino

alle

guerre puniche,

Torino-Palermo 1894.
Carthaginians, Lond.
quella
del

[ib. 2)]:

R.

BoswoRTH Smith, Carthage

a. the

1878; A. Tartara, Dalla battaglia della Trebbia

Trasimeno

in Riv. IX, 481 sgg. e X, 217 sgg.


P. 208 [ 59

sein Schaffen, aufgetviesen


bis

W. Ruestow, Der Casarismus. Sein Wesen <u. an einer kurzen Gesch. d. rom. Cds. von Aug. auf Theilung des Weltreichs, Ziirich 1879; De Champagny, Les Csars
B)
4)]
:

F.

du

troisime siede, Paris^ 1878, voli. 3.


[ib.

5) P)]: I.

PiSTNER, L. Aelius Seianus. Eine histor. Untersuch.

iib.

desseti

Wirken als Beitrag zur Gesch. Roms unter dem Kaiser Tiberius, Landshut 1880; I. Gentile, L'imper. Tib. sec. la mod. critica stor., Milano 1887; Fr. Abraham, Tib. u. Seian, Beri. 1888.
Leben
u.

P. 209 [ 59

B)
:

5) 6)]:

M. Pelisson, Rome sous Trajan, Paris 1886.


et le

[ib. ib. e)]

La

famille

cursus hon. de l'emp. Sept. Sev., Paris 1884J

state,
[ib.

XXVI

the Great: the

ib. X)]:

E. L. Cutts, Const.

union of church
ed
relig.

a.

Lond. 1881; A. Coen, Di una leggenda relat. alla nascita giovinezza di Costant. Magno, Roma 1882; P. Monod, La polit.
Costant.,

alla

de

Montauban
C) 1)]
:

1884.

[ib.

F. Gabotto,

Man.

di storia ant., Ili

(Roma

l'Italia),

Verona 1893.
P. 214 [ 61 A)]: Cartografia antica:
I.

Partsch, Die Darstellung Eu-

ropa's in

dem geograph. Werke

des Agrippa, Breslau 1875.

P. 216 [ 61 F)^: Geografia della Grecia: H.

W.

Stoll,
u.

Wanderungen

durch Alt-Griechenl.
Leipzig 1888.
P. 217 [ 61

I.

Der Peloponnes ; IL
Dalmazia:
osterr.

Mittel-

Nord-Griechenl.,

F)
f.

k)]:
d.

W. Tomasche^,
Les
villes

Miscellen aus der alien

Geogr. in Ztschr.

Gymn. 1874, 645

sgg.

[ib. y)]:

Gallie: Ch. Leuthkic,

mortes du Golfe de Lyon,

Paris 1876.
P. 218 [ 61

i^

ir)]:

Germania: E. von Paulus, Die Alterthumer in

Wurttemberg, Stuttgart 1877.

I,

[ib.

in fine]

Bibliografia dei lavori

speciali per

le

isole

greche
Paris
12, 18],

anche in 0. Riemann, Recherches archolog.


1879-80, voli. 3 [Bibl. des
p. 2 sgg.;
c.

sur
et

les iles ioniennes,

frang. d'Ath.

de

Rome, fase

8,

per la Grecia in genere anche in

Miliakakis, NeoeXXriviKVj

yeiUTPaqP- qpiXoXoYict ecc., cit. in

F)

a).

u.

[ib.]:

Onomatologia:
alt.

E. Cdetius,

Beitr.

zur geograph. Onomatol.


Td., Beitr.

der griech. Sprache in Gott. Nachr. 1861, 143-62;

zur Terminal,

Onomatologie der

Geogr. in Sitzungsher. der

K.

Preuss. Ak. d. Wiss.

XLVII, 1209-29; H.

F. Tozer,

On

the etymol. of

Greek names of places

in Lect. of the Geogr. of Gr. [Lond. 1873], cap. ultimo; E. Oberhummer, Phonizier in Akarnanien, Munchen 1882; K. Angermann, Geogr. Namen
Altgriechenl. in Jahresber. d. Fursten- u. Landeschule St.

Afra

in Meissen,

1883, 1-31; L.

Grasbergee, Studien zu den griech. Ortsnamen.

Mit einem

Nachtrag zu den griech. Stichnamen, Wrzburg 1888.


P. 219 [ 61

G)

P)]:

0.

Marucchi, Descrizione
monumenti,
Beitr.

del

Foro Romano

guida per la
Briicken

visita dei suoi

Roma

1883; A. Mayerhoeper, Die 1888;

im

alien

Rom. Ein

zur rom. Topogr., Erlangen


sgg.;

R. Lanciani,
dlteste

Forma urbis Romae, 1 Gliederung Roms in Eranos


L,

fase, Milano 1893; E. Bormann, Die


Vindob., 345

0. Richter,

Das

Forum Rom., nach den


P. 222 [ 63 B) XXXIII, 600 sgg.
P. 230 [ 66
P)]:

neuesten Ausgrab., Berlin 1893 [carta].

Bornemann, Zur rom. Chronol. in Rh. Mus.

B)

a)]: A. Flegler, Gesch. der


I],

Demokratie des Alierthums

[Gesch. der Demokr.

Nurnberg 1880.

XXVII

de
Vantiq.
et

[ib. t)]:

Serre, Les marines

de guerre

du moy.-ge.

Et. d'archit. navale, Paris 1891.


P. 239 [ 70

B)

p)]: P. Rossi, L'istruz. pubbl. nell'antica

Roma.

Disc.

in Ann. della
P. 238 [

r.

Univ. di Siena, 1892.

69 C) b)]: Popolazione:
Alien,

der Stadie der

Leipz.

1879;

E. Kuhn, Ueb. die Entsthehung Ee. KaaTopxi1<;, TTepl toO n\r\in


'AGifivaiov IV,

eou^ T)v
111-43;

Tf\c,

pxaia<; 'EXXd&oc; KaroiKiuv

421-53

e V,

Beloch, Die Bevolkerung der griech. rom. Weli, Leipz. 1886; E. vAN DER Smissen, Lapopul., Paris-Bruxellea 1893.
*I.

'

[ib. )]:

G. V. Lechler, Sklaverei u. Christenthuin


u.

l-II,

Leipz. 1877-78;

Th. Zahn, Sklaverei

Chrisienihum in der alien Welt, Heidelberg 1879.

P. 240 [ 70 C) P)]: P. Labat,

tude sur

les collges d'aHis.,

Toulouse

1893; P. Trouettb, Les collges d'aHis. Rome, Montpellier 1893.


[ib. 6)]: L Martha, Les transform. conom. et morales de la soc. rom. au temps des guerres pun. in Rev. intern. de l'enseign. XIII, 113-32.

[ib. &&)]:

in Journ. des conom.,

Popolazione: Lefort, La popul. Rome pendant Vantiq. E. Kuhn, I. Bkloch, E. van der s 3% voi. XX; B)

Smissen, opp. citt. in 69 C^ bb). P. 246 [ 72


1)]:
I.

[Max Muelleb,
Macdonald,

Introd. of the

science

of

religi],

new.
P.

ed.,

Lond. 1893;
[

Relig. a. myth.,

Lond. 1893.

247
u.

72

B)

4)]:

M.

Ioell, Die Angriffe des

Heidenthums gegen
1879,

luden

Chrisien in den ersien Jahrhund. der r'm. Cds., Breslau

P. 249 [ 72 E)]: H. Steuding, Gr. u. rom. Mythol., Stuttgart 1892. P. 267 [78 E)]: Per Roma: H. Middleton, The remains of anc. Per Pompei: P. A. Curti, Pompei eie Rom, Edinburgh 1892, voli. 2.

sue rovine, Milano e Napoli 1871-74, voli. 3


I.

[senza
u.

valore

scientifico];

OvERBECK, Pomp. in seinen

Gebuden, Alterth.

Kunsiwerken, Leipz.'

1875; G. FioRELLi, Descrizione di Pompei, Napoli 1875; R. Schoener, Pompeji. Beschreib. der Stadi u. FUhfer durch die Ausgrab., Stuttgart 1877.
P. 268 [ 78 F) t)]: W. Wunderer, Ovids Werken in ihren Verhdltniss zur ant. Kunsi, Erlangen 1889. P. 287 [App. Ili]
:

Pompei

e la

regione sotterrata dal Vesuvio nell'anno

LXXIX. Memorie
vincie meridionali,

e notizie

pubbl. dall'uffizio tecnico degli scavi delle Prop' 2.

Napoli 1879,

P. 299 [App. IV]:

L. Ross, Hellenica, Halle


2.

1846;

Archaol. Aufsaize,

Leipz. 1855-61, voli.

[ib.]:

C. 0.

Breslau 1847-48,
P. 295
[ib.]:

voli.

Mueller, Kleine deutsche Schrifien hgg. v. E. Muelleb, 2; Kunsiarchol. Werke, Beri. 1873, voli. 5.

G. Perrot,

Mm.

d'archol, d'pigr.

et

d'hist.,

Paris 1875.

CORREZIONI

Non ostante la diligenza usata nella correzione delle prove di stampa qualche errore pur sfuggito qua e l. Domandandone venia al lettore discreto, ecco frattanto rettificati i pi gravi:

Pag.

32

Pag.
,

205 208
,

Un.
, ,

8
1

invece di Torino' 1890


, ,

17
3 a Cet.

Milano 1889 Paris 1875


ecc.

209

De LA Beege, Essai
XXXII]
I.

des hautes
,

Un. 40
,

si

tolga

I.

Gentile,

St.

212 214

19 sg. invece di Eratostene

di

Alessandria
, . ^

Akert B)
droit.

Zoller
I.

G.

Welcker

Paris 1874

WlNCHELMANN
Sytstem.

TOELCHEN
BoEcU;

ABBREVIAZIONI E SEGNI CONVENZIONALI

Di abbreviazioni e segni convenzionali nel mio libro non ne sono non si possano intendere da ognuno a prima vista: solo avverto che indicai spesso la Rivista di filologia classica, i Neue Jahrbilcher
usati che

fur Philologie und Pdagogik e il Jahresbericht gi del Bursian or del Mailer con le semplici sigle Riv., Jahrbb. e B. Jahresb., e ancora che
de' Jahrbucher quand' registrato

zione

si

riferisce

sempre

al

non il volume ma l'annata, l'indicaprimo dei due volumi che ogni annata

comprende.

PARTE PRIMA

FIL OL O GI^

Valmaggi.

[ 1-2]

-3-

CAPO

I.

INTRODUZIONE
(OaaETTO, STORIA, ENCICLOPEDIA DELLA EILOLOGU CLASSICA)

1)

Oggetto della filologia classica,

1.
1

II,

Enciclopedia
1

sgg.;

sgg.;

Fbeund I, Hubneb' 1 sgg.


:

sgg.;

Boeckh*

sgg.;

Reinach

I',

2.

Che

cos' la

filologia

classica ? Quali

sono

le parti
il

che la compongono? Qual' l'oggetto suo proprio e quale


proprio

suo

luogo

nel

campo complesso

multiforme

del

sapere

universale ?

Se badiamo

al

nome
in

soltanto, esso ci si offre con valore netta-

mente determinato

tempo molto antico (1);

ma

tornato

di

(1)

La

parola q)iXoXoTCl appare

la

prima volta
,

in

Platone (Theet., 146a

e altrove)

col senso di
tifica;
(1.

amore

della conversazione

particolarmente della conversazione scien-

e in

Platone stesso (piXXoYOc;

medasimaraante chi

ama
;

la

conversazione

Pi tardi s'usa la parola qJiXXoYO^ a designar propriamente il letterato, l'erudito, il conoscitor profondo della lingua e della letteratura e come sappiamo da Svetonio, Bratostene in Grecia e in Roma Ateo Pretestato furono i primi ad assumere cosi fatto titolo [L. Ateius] Philologi appellationem assumpsisse videtur, quia sic ut Eratosthenes, qui primus iioc cognomen sibi vindicavit, multiplici variaque docit.,

161 a).

ctrina censebatur (Gr., 10). Cfr. Lehbs, De vocab. qpiXXoYOq ^pa.\X\xa'Z\Y.(; KpiTlK(;, Konigsb. 1838 e in Herod. scripta tria em. [Berlin , 1857], pp. 379 sgg.

-4moda
poi tratto

[ 2]

sui primordi del nostro secolo per opera di F. A. Wolf, fu

due

principali

significazioni

assai differenti

l'una

dall'altra, e corrispondenti a

due diversi concetti dell'oggetto stesso


e delle sue appartenenze,

della filologia

classica, de' suoi limiti


si

secondo cio ella

fece consistere nella critica e nella interpresi

tazione degli scrittori soltanto, ovvero

allarg a tutta la scienza

dell'antichit classica, considerata nel totale complesso delle sue

manifestazioni.

La prima
e

accezione fu segnatamente sostenuta da

Goffredo
altro tra

Hermann,
i

con

pi determinato

indirizzo

da qualche

filologi

recentissimi: se non

che come della critica e

dell'interpretazione degli scrittori la lingua e la

grammatica sono

considerevolissima parte, cos anche seguito un certo tempo che


allo studio della lingua e della

grammatica greca

e latina si re-

stringesse da molti

il

principale ufficio della filologia, facendosi

poi della cos detta filologia comparata

una cosa medesima


avverta

con la nascente scienza del linguaggio.

Ci stato, chi

che particolarissimamente nel campo greco-latino e attorno ad esso


si

esercitarono
il

primi

sperimenti della

glottologia, ci stato,
storica, la quale

diciamo,

naturale

effetto d' un' illusione

pur

non tard ad essere sfatata dai progressi


dal pi

stessi

della glottologia,

compiuto

determinarsi e organarsi della sua compagine

scientifica, de' suoi caratteri, de' suoi metodi, de' fini suoi propri;

e confondere tuttavia la

filologia

con la glottologia per

il

fatto

solo che s'incontrano, pur con scopi differentissimi, sul

medesimo
scambiare,
l'

terreno della grammatica, sarebbe oramai peggio che

ad

esempio, la fisiologia con

1'

anatomia umana, perch

una

r altra hanno comune


nismo umano.

lo studio

di certe parti dello stesso orga-

La qual
non
ed

risoluta separazione

delle

due

scienze, avvertita gi

dallo Schleicher, e
nifesta

appena

era

necessario ricordarla, riesce


ci

mapi

meno, anzi

pi, dove

s'accosti

al

concetto

largo

enciclopedico
e

della

filologia,

fermato

primamente da
divenuto
al

F. A. Wolf, ripreso

rafforzato

da A. Boeckh, e

presente

il

concetto volgare e presso che universale della scienza.

[ 2]

-5sarebbe dunque, alla stregua di quest' altra

La

filologia classica

accezione, la scienza stessa dell'antichit classica, concepita e de-

lineata dal

Wolf

anzitutto in varie definizioni, onde la pi

com-

prensiva, e quella

che

rispecchia

meglio

il

pensiero Wolfiano,

fondamento essenziale di tutta la posteriore tradizione enciclopedica, la seguente, che si legge

nella

famosa Darstellung der

Alterthumswissenschaft [1783

90]:
dei

La
i

scienza dell'antichit

classica abbraccia l'insieme degli studi


le

quali ci fanno conoscere


le loro condizioni

azioni e

destini dei Greci e

Romani,

politiche, intellettuali e domestiche, la loro civilt, le loro lingue,


le loro arti e le loro scienze,
i

loro costumi e la lor religione,

loro caratteri nazionali e le loro idee, affine di metterci in grado


di

comprendere

le

loro opere

di assimilarcene interamente la

sostanza e lo spirito, evocandone la vita

antica e paragonandola

a quella delle et susseguenti e alla nostra (1) . In siffatta definizione (dove

non

difficile avvertire l'inevitabile intrecciarsi di

elementi vecchi e nuovi, e presso al carattere scientifico, chiara-

mente accennato nell'affermazione r intendimento comparativo su


paggini del carattere
la

stessa della scienza


fine, le

e nel-

ultime
e

ereditarie profilosofico della

umanistico

italiano

del

scuola olandese nell' assimilazione della

sostanza e dello spirito

posta

come

corollario della piena

comprensione delle opere clasnettamente indicate


;

siche), in siffatta definizione, ripetiamo, sono


le manifestazioni

forme

tutte dell' antichit classica


il

ma

non

per a tutte

assegnato

medesimo

livello,

direm

cos, filolo-

gico: bens alcune stanno


altre

innanzi
fine e

semplicemente come mezzo, e


dell' edifizio.

vengon dopo
le

come

coronamento

Queste

ultime sono

opere dei- Greci e dei

Romani;

e ridotto il con-

cetto Wolfiano alla sua schietta significazione storica, liberandolo

dalle avventizie superfetazioni umanistiche e filosofiche, esso riesce,

nell'essenza sua almeno, al


filologia, di

medesimo concetto

piti

limitato della

Goffredo

Hermann

e dei suoi seguaci.

La

definizione

(1)

Loc.

cit. in

Wolf

Botmann,

Museum

d. Alterthuntsvoiss., I [1807], p. 30.

-6del

[ 2-3]

Wolf adunque conteneva

in

germe

gli

elementi cos dell'una

come
sivi

dell'altra opposta accezione, e poteva trarsi ne' suoi succes-

sviluppi e nelle sue successive modificazioni tanto alla teoria


scienza, quanto

enciclopedica della

restringersi in sostanza
il

alla

critica e all'ermeneutica degli scrittori. Prevalse invece


indirizzo, e

primo
pur
filo-

accolto

presso

che
di

universalmente
riflesso

il

principio,

non scevro, come


sofico,

s' detto,

qualche

umanistico e

che quella della filologia non potesse essere se non scienza


svariatissime, bisogn procedere
parti, ossia alla

formata di molte parti

eziandio
sistema-

air ordinamento razionale di cos fatte

zione scientifica dell'enciclopedia filologica, traveduta gi in passato dal

Wowerio [1603], da G. G. Voss [1650],


[1696
e 1699], dal Clerico
i

dal

Morhof [1688],
dall'

dal
nesti

Crenio

[1697 1700J,
[1766], dal

Er-

[1736], principalmente dal Ludovici

Gesner

[1784], dal

Beck

[1817], da F. A.

Wolf a pena
Koch [1793],

sbozzata, poi

tentata dietro

l'esempio di lui dal

dal Fiilleborn

[1798], dal Creuzer [1807], dall' Ast [1808], dal Matthiae [1831],
con maggior successo dal Bernhardy nelle
sue Grundlinien

der

Encyhlopddie der Fhilologie [1832], filosoficamente fermata dal

Boeckh

[^Oratio de antiquitatis studio,

1822 ed Encycl.

u.

Me-

thod. d. philol.

Wissensch., 1877], e su l'orme sue da molti altri

sino a L. von Urlichs recentemente [1886].

Per

la bibliografia v. % A,

A)

e B).

Per

le relazioni tra la filologia e la linI,

guistica, V. G. Curtius, Philol. tind Sprachwissensch. [1862] in Kl. Schrift.,

89 sgg.; K. ScHENKL, Werth der Sprachvergleich.


1864;

fiir die class. Philol.,

Gratz

W.

Clemm, Ueb. Aufg. und

Steli, d. class. Philol. insbes.

ihr Verhaltniss

zur

vergleich. Sprachwissensch.,

Giessen 1872

la Unguist. et de la philol. in Rev. de philol., II,

M. Bral, Sur les rapp. de 1 sgg.; K. Brugmann, SprachSprachtvissensch. [Strassb.

wissensch. u. Philol. in

Zum

Stand der

heutig}

1885], 1 sgg.; L. Speijer, Die latein. Philol. u. ihr Verhaltniss


guistik,

zur Lin-

Leiden 1889.

3.

Accennare anche sommariamente

tutti quanti

saggi

d'una sistemazione enciclopedica della scienza tentati dai


teste ricordati esorbiterebbe

filologi

affatto dai confini della nostra tratsi

tazione, ne

sarebbe

veramente necessario, poi che

ricollegano

[ 3J

-7pur con maggiori o minori modificazioni e deviazioni,


capitalissimi di
a'

tutti,

due

momenti

somigliante
e dal

sistemazione rappresentati

successivamente dal

Wolf

Boeckh. Baster dunque s'abbiano

presenti gli ordinamenti fondamentali di questi due, e degli altri

sistemi
zioni

si

ricordi

solo

quel tanto, che per pi profonde alterasi

pi ragguardevoli novit di vedute

giudichi avere

mag-

giore importanza.

F. A.

Wolf comprese

nell'

enciclopedia

filologica ventiquattro

distinte discipline,

ponendo avanti a tutte come strumentali


studio
delle
delle

quelle attinenti allo


della lingua ossia

lingue

(1.

Dottrina
;

filosofica
2.

Prindpt

due lingue classiche


latina),

Gram-

matica greca;

3.

Grammatica
(4.

fondamento

alle discipline

dell'interpretazione
5.

Principi

delV interpretazione

filologica
1'

Principi della critica


composizione

filologica), cui si
(6.

aggiunge

arte dello

stile e della

Principi della

composizione pro-

sastica e metrica).
alle discipline

Le

sei test

annoverate formano l'introduzione


e

propriamente storiche

reali
il

della

filo-

logia classica, che ci disvelano nella sua interezza

mondo

greco-

romano, e traggono la loro materia dai monumenti tutti dell'antichit.

I quali a lor volta

essendo di tre specie (opere scritte,

opere artistiche, reliquie miste) danno

luogo a tre categorie di-

verse di discipline storiche e reali: la storia, le antichit, la mitologia, le scienze, la letteratura, le


arti

mimiche

nella prima,
;

con alcune discipline sussidiarie


8.

(7.

Geografia ed Uranografia

Storia antica universale;

9.

Principi della cronologia antica


11. Antichit

e critica storica;

10. Antichit greche;

romane;

12. Mitologia;

13. Storia letteraria dei Greci o Storia esterna

della

letteratura

greca;

14. Storia

letteraria

dei

Romani

Storia

esterna della
e delle scienze

letteratura

romana;
;

15. Storia

dell' elo-

quenza

presso

Greci
i

16. Storia

deW eloquenza
l'archeografa
e

e delle cognizioni scientifiche

presso

Bomani;

17. Notizia sto-

rica delle arti mimiche dei Greci e dei

Romani);

od archeologia nella seconda


alla tecnica dell'arte ossia

(18. Introduzione all'archeologia

Notizia

dei

monumenti

superstiti e

-8delle opere artistiche degli antichi;

[ 3]

19. Dottrina dell'archeologia

dell'arte e principi delle arti figurative e plastiche delT antichit;

20. Storia generale dell'arte nell'antichit;

21. Introduzione alla

conoscenza e alla
terza la

storia dell architettura dell antichit), e nella


e l'epigrafia

numismatica

(22.

Numismatica

ossia

Dot-

trina delle monete dei Greci e dei

Romani;

23. Epigrafia ossia

Dottrina delle inscrizioni greco-romane), seguendo in appendice


la (24.) Storia della filologia greco-latina
e

hibliografia.

Come

ognuno

scorge, noi

abbiamo qui un
si

ordinamento della scienza


trova essere punto radidel Wolf,
il

affatto pratico ed esteriore; ne esso

calmente modificato da' primi epigoni


quali, alludiamo al Bernhardy,

pi noto dei
allargare a

pur

stette

pago

di

quattro le due categorie Wolfiane, comprendendo negli Elementi


della filologia l'Ermeneutica e la
Critica,

mM' Organo
della

la

Gramla

matica,

nelle Scienze

reali la
le

Storia

letteratura,
la

Geografia, la Storia politica e

Antichit

(con

Cronologia

per disciplina sussidiaria), la Mitologia, e infine negli Accessori


l'Arte, la
filologia.

Numismatica,
Sennonch
i

l'

Epigrafia e la
stessi

Storia

letteraria

della

principi

della
o

teoria

enciclopedica

necessariamente dovevan condurre o prima

poi a

un concepisu-

mento

dell'universalit filologica fondato

sovra

un nesso non
e

perficiale,

ma

razionale,

non

esteriore,

ma

interiore

genetico,
riso-

ch' quanto dire che dovevan dar luogo a

una sistemazione

lutamente

filosofica della

scienza; e

il

primo

e piti illustre rap-

presentante di somigliante
logica stato, e tuttora
scritti

momento

filosofico dell'enciclopedia filoIl

Augusto Boeckh.

quale, in alcuni

speciali
),

(il

pi

antico

VOratio de antiquitatis studio

[1822]

e pi

compiutamente poi neVEncyclopddie und Metho-

dologie der philologischen Wissenschaften venuta in luce la prima


volta nel

1877 a cura

di E. Bratuscheck, facendo

oggetto della

filologia in genere la conoscenza storica e scientifica di tutta in-

tiera la vita e l'operosit di


filologia classica

un determinato popolo,
e

distinse nella

due parti sostanziali

fondamentali, ossiano la

teoria formelle della scienza della filologia,

comprendente l'Erme-

[ 3]

-9sua volta suddivisa in una dottrina generale o


in-

neutica e la Critica, e le discipline materiali della dottrina dell'antichit, a

tuizione complessiva dell'antichit, e in


in che si allogano,

una dottrina particolare


2 la

successivamente:

l" la vita pubblica;


4''

vita privata; 3 la religione esterna e l'arte;

le scienze (mito-

logia, storia della filosofia, storia delle singole scienze, storia let-

teraria e storia della lingua).

Fermato
classica
il

cos dal

Boeckh saldamente nel sistema della

filologia

principio filosofico, naturale ch'esso soggiacesse poi

a pi

meno profonde

modificazioni
di

alterazioni, secondo
e

il

proprio

modo

di vedere

ciascun

filologo,
1'

secondo
l'

criteri

soggettivi che ciascuno segu in concepire

unit e

ordine dei

singoli fatti filologici, dal quale doveva scendere necessariamente

l'unit e l'ordine delle singole discipline che

si

giudicava entras-

sero a comporre
di calcare

l'enciclopedia della scienza.

Taluni furon paghi


le

pur con qualche variante assai da presso


Boeckh, come
ad

medesime
d' altri,

orme del
0. Miiller

esempio

fecero, per tacer


il

[182137]

M. Hertz [1877],

quale nondimeno ag-

giunse per introduzione alla teoria formale della filologia, o stru-

mentale siccome egli prefer chiamarla, una parte fondamentale^


costituita
dall' enciclopedia

generica

della

filologia, dall' arte

dalla storia delle fonti della filologia, e

dalla storia stessa della


filosofico

filologia. Altri accolsero in sostanza l'essenzial principio

del Boeckh,
e per
si

ma

ne

combatterono in tutto o in parte


correggerlo in parte o
di

il

sistema,
tutto,

fecero a

rifonderlo in

qual' stata l'opera

F. Heerdegen

[1877], che

nel

concetto

fondamentale della filologia introdusse un suo elemento nazionale,


e

l'ordinamento semplific

riducendolo a due capi principali


il

sol-

tanto, ci dire quel ch'egli appell


2.

Naturlehen
il

(1.

Costumi;

Lingua;
;

3.

Leggenda;
;

4. Eeligione), e
;

Culturleben (1. Di-

ritto

2. Scienza

3.

Arte

4. Stato).

Altri infine escogitarono


affatto

nuovi

sistemi

della

scienza

indipendenti

da

quello del

Boeckh, se non dal concetto suo della


mativi del suo sistema. Cos
il

filologia e

dai criteri norfilolo-

Eitschl divise le discipline

giche in due grappi:


del del
il

10

dalle

[ 3]

gruppo

ideale, formato

discipline

buono

{Moralit, ossia storia politica e antichit pubbliche),


cio mitologia, antichit religiose e culto),

sacro {Religione,

del

bello {Arte,

cio l'archeologia), del


il

vero

(/Sc^ew^a,

compresa

dalla storia letteraria per

contenuto e per la forma dalla gram-

matica) ; e

il

gruppo

reale, in

che

rientrano la critica,
s'

1'

erme-

neutica e la grammatica.

tutto ci

aggiunge una disciplina


i

fondamentale,
suoi confini,
il

il

cui ufficio sta in esporre l'idea della scienza,


il

suo contenuto,

suo ordinamento, ed genetica-

mente
il

la storia della filologia,

metodicamente l'enciclopedia. Dopo


le discipline filologiche

Kitschl, K. Eeichardt [1846] compose

in tre grandi sezioni, dalla

prima

delle quali

(Scienza dei moe Critica) sca-

numenti) congiunta con


turisce naturalmente

la seconda

(Ermeneutica

una

terza ed ultima, eh ' la propria scienza

dell'antichit; mentre F.

Haase [1847]

le

sminuzz nelle

sottili
il

astrazioni d'un sistema complicatissimo, che, a bene intendere

valore della teoria enciclopedica

e gli

effetti

estremi

delle sue

applicazioni, giover riassumere nel seguente quadro:


I)

Discipline preliminari della filologia:


2) Enciclopedia della filologia.

1) Storia della filo-

logia;

II) Discipline

strumentali o sussidiarie
della materia
l'
:

A)

Kepertor

1)

Per
i

la

letteratura

la

Storia letteraria

con

Epigrafia

2) Per

prodotti
3)

artistici e
i

manifatturieri la Museografia e la Numismatica;

Per

sussidi

pi recenti la Bibliografia,

B)
sicografia;

Mezzi per la conoscenza pratica della materia


2)

1) Les'dati

Grammatica

pratica;

3)

Sussidi

per

di

fatto dell'antichit: enciclopedie e lessici

reali .

C) Metodica per
1)

la trattazione

scientifica della

materia:

Critica

diplomatica,

con

la

Paleografia;

2)

Ermeneutica;

3) Alta critica.
Ili) Discipline

fondamentali:
esterna
o

A)
antica.

Storia

Natura

esposta

nella

Geografia

[ 3]

JB) Preistoria, o

primitive, esposte
nella

condizioni

Mi-

tologia.

CJ Storia:
imitativa parola
(

1)

Costumi:
;

le

Antichit;
;

2) Arte: a) Arte h) Arte della

a) Ginnastica

p)

Musica

t) Mimica);

(a) Grammatica;

p)

Poetica

unitamente alla

Metrica;

y) Arte della prosa, esposta nella retorica [stile storico, filosofico,


retorico]);
e)

Arte

figurativa

(a) Architettonica;

p) Plastica;

y) Pittorica);

3) Scienza: storia

generale della coltura e storia

speciale delle singole scienze.


I

difetti di

cos fatto

sistema

dell'
:

enciclopedia filologica non


avvertire, tra
l'

chi

non vegga

primo

aspetto

basti

altre

mende

e ripetizioni oziose e contraddizioni infinite, che la gramvi

matica ad esempio

compare due

volte, tra le discipline

stru-

mentali com'un dei mezzi per la conoscenza pratica della materia,


e tra le discipline
rica.

fondamentali

della filologia nella sezione stoi

per non a meravigliare se

nuovi ordinamenti della


quelli
test

scienza proposti da' filologi venuti

dopo

accennati,

quali L.

Lange [1855],
J.

J.

Kaufmann [1877],

B. Schmidt [1879],
altro, siensi

H. Karsten [1882],

C. Vollgraf

[1883] e qualche

volti a semplificare piuttosto

che ad altrimenti crescere e aggrosistema


della
il

vigliare

r intricata matassa del

filologia,

fino

L. von Urlichs recentissimamente [1886], che

sistema ridusse a

uno schema

assai piano,

raggruppando

le

discipline tutte dell'en-

ciclopedia in tre classi fondamentali a questo

modo:

A)

Filologia pura.
:

Critica ed Ermeneutica:
della
filologia
6?J
;

Introduzione

a) Storia
cj

b)

Paleografia
e^

e scienza dei manoscritti


trica.

Grammatica;

Epigrafia;

Me-

BJ
chit.

Filologia storica

a) Storia antica;

h) Geografia
;

e
;

Topografia;
f)

cJ

Anti-

a) Cronologia

p)

Metrologia

Numismatica.

C) Filologia

filosofica (ed estetica):


;

a) Mitologia
cheologia.

h) Filosofia

e) Storia letteraria

d) Ar-

Qui son manifeste


le

12

un principio sistematico

[ 3-4]

traccia d'

assai

men

filosofico

ed interiore che pratico ed esteriore, al quale anche

pi esplicitamente s'accost E. Hbner pur nella seconda edizione


del suo

Grundriss zu Vorlesungen

iiher die

Geschichte

und En-

cyMopadie der classischen PMlologie [1889].


4.

Codesto ritorno

piti

meno apertamente
col

riconosciuto
e

ai criteri

medesimi che avevan governato gi

Wolf

con gli

epigoni suoi le prime manifestazioni

della scienza, e meglio an-

cora le difficolt varie in che s' veduta distretta la sistemazione


filosofica della scienza stessa,

son prova

pii

che

sufficiente d'

un

cotal disagio nel quale bisognato incorrere all'enciclopedia filo-

logica, e lascian

luogo

agevolmente

al

sospetto che

il

disagio

provenga non tanto da difetto di metodo nell'ordinamento dell'enciclopedia, quanto

bens da

un

vizio organico di

essa l'enciclo-

pedia concepita nell'unit indissolubile di propria scienza dell'antichit.

Al

sospetto,

anche fuori dell'opposto campo Hermanniano

accennato gi in qualche

modo

dal

Lange

dall'Usener,
il

dette

corpo e consistenza razionale recentissimamente

filologo francese

Max Bonnet

[1891].

Il
i

quale, avvertendo

il

fatto,

pur

dianzi

osservato da noi, che

molti

tentativi seguiti per definire siste-

maticamente r unit
effetto se

naturale

della

filologia

non riuscirono in
1'

non a mostrarne invece

sempre

meglio

unit affatto

convenzionale, e notando che la cos


realmente formata d'un fascio di

detta scienza dell' antichit

branche assai diverse della


conclusione, che somi-

scienza universale (1) , venne a

questa

gliante scienza non esiste se non in qualit di scienza applicata,

ne l'affastellamento di quelle

varie discipline le quali entrano

a comporne la compagine trova altrimenti la sua propria

ragion

d'essere, che nelle necessit della scuola e della preparazione al-

l'insegnamento scolastico. L'unit della scienza della filologia non


sarebbe dunque secondo
il

Bonnet

se

non l'unit stessa didattica

delle facolt filologiche universitarie.

Ancora un passo,

e si giun-

(1)

La

philol. class., p. 8 sg.

[ 4]

13

come

ger addirittura all'affermazione pi risoluta e razionalmente pi


vera che una scienza della filologia classica, intesa e definita

scienza dell'antichit classica tutta quanta, non esiste; ne l'aver

voluto trovarla esistere dipeso da altra causa, che dalla perma-

nenza

di
le

quelle ultime ereditarie propaggini umanistiche, le quali,

come

abbiamo avvertite nel concepimento Wolfiano dell'universacos penetrarono e si trasmisero

lit filologica,

inconsapevolmente
ai

forse

per

tutta

la

tradizione

derivatane

sino

giorni nostri

presenti.

E
mente
il

che sia vero, la

denominazione
s'

stessa

di filologo

s'

usata lungo tempo, e tuttavia


lo studioso in particolar

usa, a designare

antonomastica-

modo

dell'antichit greco-romana;

che un

effetto

del vecchio

pregiudizio umanistico, onde an-

cora non

Siam

riusciti

liberarci

interamente, che

il

mondo

greco-romano abbia per virt sua


storica nell'evoluzione dello

propria una

speciale funzione

spirito e della coltura

umana,

e gli
i

spettino

perci competenze e uffici e


si

temperamenti

scientifici,

quali non

concederebbero
il

nessun altro mondo della


classici

storia

antica e moderna. Di qui

primato degli studi

che tut-

tora regna nelle instituzioni scolastiche d'ogni nazione

civile; di

qui eziandio

il

concetto enciclopedico della filologia classica, e la

riproduzione o assimilazione della vita della coscienza dell'essere

medesimo
considerar

dell' antichit

greca e

romana dovuta necessariamente


si

come

fine

d'una scienza speciale, che

volle fosse la

scienza della filologia, o a meglio dire la filologia in genere, con

questa differenza soltanto, ch'ella fu umanistica


addietro, e divenne scientifica nel secolo presente

poi filosofica in

pur per

effetto
si

immediato

e naturale d'

ambiente.

Sennonch
all'

il

concetto non

trova oramai corrispondere pi ne


zione storica, n a quel principio

idea essenziale dell' evoludivision del

della
Il

lavoro che
in-

domina sovrano nel sapere moderno.


fatti

momento greco-romano

non

se

non un particolare momento dell'evoluzione storica


per
certi
rispetti,

generale, ragguardevolissimo

assai

meno per

certi altri, la considerazione del quale, nella

misura che rhnpor-

momento
o

14

[ 4]

tanza sua quanto a ciascuna richiede, costituisce a sua volta un

una sezione

particolare d' ogni

singola disciplina stofilologia.

rica, e tra l'altre

moltissime ancora della

Nella filologia
considerazione
aspetto
corri-

dunque

rientra, per

un

aspetto

suo

speciale,

la

scientifica del

mondo greco-romano, come per un

spondente vi rientra al medesimo


tale antichissimo, del

modo

quella del

mondo

orien-

mondo medievale

o neolatino o

romanzo,
(1).

del

mondo moderno

e di ciascuna parte del

mondo moderno

Ma,

s'avverta bene, per

un aspetto

soltanto,

non per l'aggruppaed


arbitrario
:

mento enciclopedico

di tutti affatto

artificiale

il

che significa in altre parole che l'oggetto proprio della filologia


cos detta classica (meglio sarebbe accordarsi a

chiamarla
frutto

defini-

tivamente greco-romana, perch


pregiudizio di sopra
avvertito),

il

nome

stesso
l'

pur del
d'

come a punto

oggetto

ogni

altra specificazione della filologia, dovr essere limitato

a quelle
della

discipline esclusivamente, le

quali

movendo

dallo

studio
la

lingua e

della

grammatica anzitutto porgono con


i

critica e

interpretazione degli autori

principali

elementi

della

storia

letteraria.

Noi

ci

accostiamo dunque al concetto pi limitato

della

filo-

logia, accolto

dall'Hermann e dalla sua scuola, in parte


delia
teoria

anche

subito dai fautori

enciclopedica
e

nel

separar ch'essi

fecero presso che costantemente la critica


altri

l'ermeneutica dagli
in
special

rami della

filologia

(s'abbia

presente

modo

la
s'

filologia pura dell'Urlichs), e contenuto gi in germe, come


visto, nella concezione

Wolfiana stessa della

filologia.

Tolto alla

qual concezione

lo

scopo affatto umanistico della rievocazione e

dell'assimilazione della sostanza e dello spirito dell'antichit greco-

romana, non

vi

rimane

altro fine della filologia

se

non
di

la piena

comprensione delle

opere

dei

Greci e

dei

Romani,

che son

(1) La teoria enciclopedica cos largamente prevalsa nel campo della filologia classica anche stata cagione che ancora non si sieno nettamente determinati i confini pur degli altri rami della filologia, che quella ormeggiarono assai da presso nei lor primi inizi. Vedi in proposito le osservazioni del Grober, Qrundr. d. roman. Philol. [Strassb.,

1888],

I,

140 sgg.

[ 4]

15

e,

parte principalissima la critica e l'ermeneutica degli scrittori,

subordinatamente, con la paleografia e l'epigrafia,


lingua ossia della grammatica, la retorica

lo studio della

(stilistica) e la poetica

(metrica), e in fine la storia letteraria. Queste saranno perci le


discipline che pi strettamente rientrano nei propri

domini della
siccome di-

filologia, allogandosi le altre nelle lor sfere rispettive

scipline per

il

filologo di professione

puramente

accessorie, tali cio

ch'ei non dovr informarsene ed attingervi se non in sussidio e a

compimento
visione del
delle
l'altra

de' suoi studi e delle

sue competenze. Di qui la di-

presente

Manuale
le

in

due

distinte

parti, la

prima
e

quali

abbraccia

discipline

essenziali

della
e

filologia,

le accessorie della storia, delle

antichit

della archeo-

logia dell'arte.

A)
liber,
II.

I.

Ph. Wowerius,

De

poli/mathia veterum,

[estratto in Gronov, Thes. antiq., X. 985 sgg.]; G.

Hamb. 1603 e Lips. 1665 I. Voss, De philologia

Amsterd. 1650; Io., De artium et scientiarum natura et constitutione Opp. Ili [Amst. 1696], p. 32 sgg.; D. G. Morhof, Polyhistor ed. Moller, Lubeck 1714; In., ed.l. A. Fabricius, Lubeck* 1747; Th. Crenius,
Il in

Budaei Campanellae Pastorii Bosii al. Tractatus de philol. studiis Uheralis doctrina, Leiden 1696; Id., De eruditione campar, in humanioribus tract., cura Ev. Scheidii, Leiden Leiden 1699 Id., Opusc. de ratione studii
; . .
.

1792;

I.

Clericus,

Ars

critica,

Amsterd.* 1712-16,

voli. 3;

l.

A. Ernesti,

Initia doctrinae solidioris, Lips.' 1783; C. G.


philolog.

Ludovici,
I.

De

disciplinarum
lineae

numero

et

nexu pauca, Lips. 1766;


I.

M. Gesner, Primae
voli. 2;
Id.,

isagoges in erudit. univers. ed.

N. Niclas, Lips. 1784,

Ch. D,
epist.

Beck, Institut. philolog. tnonogramm., Lips. 1787;


de philol.

Ad

Irmischium

cum

aliis litteris

coniunct.,
d.

Lips.

1817

B)
u.
Il,

F. A.

WoLF, Darstellung

AUerthumstvissensch. [1783-90] in
I,

Wolf

Buttmann's

Museum
Id., id.,

d.

Alterthumswiss.,
ein.

sgg. e

in

Kl. Schrift.,
u.

808

sgg.;
v.

nebst

Ausw.

sein. Klein. Schrift.


Id.,

Utterar.
ilb.

Zugb. hgg.
Encyhl.
d.

S. F.

W, Hoffmann,
v. I.

Leipz. 1833;

Vorlesungen
Id.,
v. S.

die

Alterthumsw. ^pf.

D. Grtler, Leipz. 1831;

Encyklop.

d. Philol.,

nach dess.Vorles. im Winterhalbjahre 1798\99 hgg.


I.

M. StockBerlin

MANN, Leipz.^ 1845;


F. Creuzer,

E. Koch, Encyhl. aller philol.


philol.,
d.
it.

Wissensch.,

1793; G. G. Flleborn, Encycop.

ed. I. S.

Kaulfoss, Bresl. 1805;

Das academ. Studium

Alterthums, Heidelb. 1807; F. Ast,


Id.,

Grundr.
100

d. Philol.,

Landsbut 1808;
u.

Grundlinien

d.

Gramm. Hermen.
I,

u. Kritik, ib.

1808; A. Boeckh, Or. de antiq. studio [1822] in Opusc,

sgg. e

in

Friedemann

Seebodes, Misceli, critica,

II,

sgg.; Id.,

Ueb. die Kritik der pindar. Gedichte [1823]

in Opusc, Y, 248

sgg.; Id.,

Antikritik u. Kritik
v.

16

[ 4] e
I,

G.

Hermann
ti.

404

sgg.: Id.,

Ueb. die Logisten

s Schrift. in Opusc, VII, 265 sgg. Euthynen der Athener in Rh. Mus.,

39 sgg.

e Opusc, VII, 262


1

sgg.; *Id., Encyklop. u.

Methodol.

d.

philol.

Wiss. [Leipz.^ 1886], p.

sgg.;

A. H. Matthiae,

Ub.

den Begriff,

den

Zweck

u.

den Umfang
Leipz. 1835
; ;

d.

Philol.,

Altenb. 1831;

Id.,

Encyklop. u. Method.
d.

d. Philol.,

G. Bernhakdy, Grundlinien

Encyklop.

d. Philol.,

Halle 1832

K. 0. Mller, Zur philol. Encyklop.


Conversationslex.
sgg.;

u. Methodol.

[1821-37]

in Kl. dsch. Schrift. [Bresl. 1847], p. 1 sgg.; F. Ritschl,


Entwickel. d. Philol. in
d.

Ueb. d. neueste
u.

neuesten Zeit
off.

Litter., IH,

477 sgg. e Opusc, V,

G. Hermann, Dissert. de

interpr. [1834]
d.

in Opusc, VII, 97 sgg.; F.

Haase,

Vergangenheit u. Zukunft
:

Philol.

in ihrem Verhdltn. zur Bild. d. dsch. Volkes, Leipz. 1835

Id.,

Philol. in

Ersch

e Gruber, Encyklop., sez. Ili, p." 23, p.

374

sgg.;
I,

F. Lbker,
I.

De

partii, philol. in Ges. Schrift.

zur

Philol. u. Pddag.,
d. Philol. als

3 sgg.;

Mitzell,

Andeut. Uh. das Wesen u. die Berechtig.


C.

Wissensch. Beri. 1835;

H. MiLHAusER, Ueh. Philol. Alterthumsw.


Ueb. d. Bedeut. d.
[1841], p.
Philol.
ini

u.

Alter thumsstud., Leipz. 1837;


I.

F. H. Ihlefeld, Ist die Philol. eine Wissensch. ? Quedlinb. 1838;

G.

Welzu

CKER,

Verhandl.

der

4, Philologenvers.

Bonn

42

sgg. e Kl. Schrift., IV, 1 sgg.; Ch.

Walz,

Ueb. den

gegenwrt. Stand

d. Alterthumstviss., Ttbing. 1841; Th. Bergk, Ueb. die Aufgabe d. Alterthumstviss. [1844] in Kl. philol. Schr.. II, 341 sgg.; I. G. HuBMANN, Compendium philol, in usum praelect. suarum adhib., Amberg 1846; C. G. Cobet, Oratio de arte interpr. grammatices et critices

fundam. innixa primario


die Nothwendigk. ein.
lend.,

philol. officio, Leid. 1847 Philol.

Wiedergeb. der

A. Ldtterbeck, Ueh. zu deren tmssenschaft. Vol;

Mainz 1847

M. Haupt,
I,

Ueb. den

Gewinn den
cfr. II,

die dsch. Philol. d.

classiseli,

gewhrt in Opusc,
d.

237 sgg.:

sgg. e 12 sgg.; G. Cur-

tius,

Ueher die Bedeut.

Studiums

d. klass. Litter. e

Ueber

d.

Gesch. u.

Aufgabe der Philol. in Kl. Schrift., 1, 89 sgg.; W. Herbst, Das class. Alterthum in der Gegenwrt, eine geschichtl. Betracht., Leipzig 1852; L. Lange, Die class. Philol. in ihr. Steli, zum Gesammtgeb. d. Wissensch.
M. in ihr. inner. Glieder. [1855] in

Kl. Schrift. [Gott. 1887],

1 sgg.;

E. Curtius,

Das Mittleramt der


Alterthum
0. Iahn,
u.

Philol. in Gottinger Festreden [Beri. 1864], p.

23 sgg.,

Id.,

Gegenw., gesamm. Reden u. Vortrage,


Steli, d.

[Beri. 1882], p. 1 sgg.;

Bedeut. u.

Alterthum sstud. in Deutschland in Preuss.

Jahrbb., IV, 494 sgg. e in Rev.

german.

[Paris

1860], p. 168 sgg.;

Id.,

Aus

d.

Alterthumstviss., populre Aufsatze,


ein.

Bonn

1868, p. 1 sgg.; C. Hirzel,

Grundz. zu

Gesch.

d.

class. PMlol.,
filol.

Tubingen^ 1872; E. Piccolomini,


Europ., an. VI, voi. IH,

Sulla essenza

e sul

metodo della
sgg.; F.

class, in Riv.

Heerdegen, Ueh. Begriff u. Eintheil. d. Philol. mit hesond. Berilcksichtig. A. Boeckh's in Bltt. f. das bayr. Gymnasialw., XIII, 287 sgg.; Id., Die Idee der Philol., Erlangen 1879; Id., Zur Ency-

432 sgg. e IV, 101

clop. d. class. Philol. in Bl. f.

das bayr. Gymn., XXI, 401 sgg.; M. Hertz,

Zur Encyklop. der


p.

Philol.

in

Commentat.

Mommsenianae
I.

[Beri. 1877],

507 sgg. e in Jaen. Litteraturzeit., 1877, 316 sgg.;

Kaufmann, Zur

[ 4]

d.

17

1877; B, Schmidt, Ub. Wesen


I.

Bedeut. u. Method.
u. Steli, d.

Mass. Studien,

Lucem
i.

class.

Philol.,

Freiburg

B. 1879;

Woltjek, Oratio de
;

summi

philol.

imagine cuique philol. studioso spedando, Groningen 1881


u. Geschichtsmssensch.,

L. Schmidt,

Das akadem. Studium

des kunftigen Gymnasiallehr., Marb. 1882;

H. UsENER, Philol.

Bonn 1882
I.

H, Kaksten, Oratio
et

de studior. Latinor. ambitu, Leid. 1882;

C.

Vollghaf, L'essence
I.

la

mthode de la philol.

class.,

Leid. 1883;

L. Havet, loq. et philol., Paris

1885; R. FoERSTEK, Die Mass. Philol. der Gegenwart, Kiel 1886;


(Ueb. den philolog. Sinn), Rede, Beri. 1886; R. Hibzel,
Philol. in

Vahlen

Ueb. die Steli, der

der Gegenwart, Jena 1888; Fr. Zambaldi, Sulle condiz. presenti


class.,

della

ftlol.

Pisa 1888 [E dall'^M^. della B. Univ. 1888-89]; Winkb,


d, class. Philol. u.

Einige

zum Studium

von

ein- Philologen,

Marburg 1889

W.

Hartel, Ueh. Aufg. M. BoNNET, Qu'est-ce que


V.

Ziele d. class. Philol., Prag. e Leipz.^ 1891;

la

Philol.?

in Rev. intern. de Venseign-,


Bgg.

XXI,

431-51 e in

La

Philol. classique, Paris 1892, pp. 1

Valmagoi.

18

[ 5^]

2)

Storia della filologia classica.

5.

Enciclopedia

Fbeund

I,

20 sgg.; Reinach P, 5

sgg.; II, 2 sgg.;

Hbner^ 10 sgg.
Storie generali della filologia classica: L. Millek, Grundzuge zu ein. Gesch.
d. class.

Philol. in

den

Niederlanden,

Leipz.

1869;

C.

Hibzel,

GrundzUge zu

ein.

Gesch. der class. Philol., Tubingen^ 1872; *C. Bubsian,


d.

Gesch. d. class. Philol. in Deutschland von

Anfngen

bis

zur Gegenw.,
v.
[I.

Mnchen 1883
Handh.,
I];

{Gesch. d.

Wissensch. in Deutschl., XIX]; *L,

Ublichs,

Grundleg. und Gesch.d.klass. Alterthumstmssensch., Miinchen^ 1891

Mlleb,

M. Bonnet, La
biografici:
Id,,

philol. classique, Paris

1892, pp. 37-70.

Repertori

Chb.

G.

Iochee, Allgem.

Gelehrtenlexicon,
[A-I], Leipz.

Leipz.

1750-51, p' 4;

id.

con supplem. dell'ADELUNG

1784-87 e

del Rotebmund [K-Z],


schreib.

Bremen

1810-22, voU. 9;

ChbJ Meiners, Lbensbed.

beruhmter Mdnner aus den Zeiten der Wiederherstell.


voli. 3; *F.

Wissensch.,

Zrich 1795,

A. Eckstein, Nomenclator philolog., Leipz. 1871;

*"W. PoKEL, Philolog. Schriftstellerlex., Leipz. 1882.

Dal 1878 in poi


^cf^

s'ag-

giunga

il

Biographisches Jahrbuch
[cfr.

filr

Alterthumskunde in appendice al
.,

B. Jahresb.

20,

A)

2].

6.

Bench

la filologia classica, o, meglio, la scienza della

filologia classica, si

tenga per iniziata


primordi del

e costituita,

su lo scorcio
Federico Au-

del secolo passato e sui

nostro, con

gusto

Wolf

(1),

nondimeno

la filologia stessa in senso proprio, e


delle

la sostanza del

maggior numero

discipline

che

si

giudic
ri-

gi ne componessero l'enciclopedia, sono assai

pi antiche, e

salgono a traverso una serie non mai interrotta di vicende e alterazioni molteplici
all'

antichit

classica

medesima.

dunque

luogo a una propria storia della filologia classica: la quale storia


potr anzitutto dividersi assai naturalmente nelle tre grandi par-

Taluni anzi vollero assegnar per natalizio della filologia classica il giorno 8 aprile di F. A. Wolf nell'universit di Gottinga come studiosus philologiae . Vedi W. KOrtb, Leb. u. Stud. F. A. Wolf's [Esaen,
(1)

del 1777, ch' la data dell'immatricolazione

1833], II, p. 46,

T 6-7]

Ma

19

medio
grandi partizioni

tizioni della storia in genere, corrispondenti all'antichit, al

evo e all'et moderna.

ciascuna di queste

ne comprende poi alcune altre minori, determinate a lor volta da


ragioni di spazio o di tempo: cosi nel periodo antico

bisogner

distinguere l'epoca Alessandrina e l'epoca

Eomana,

e in quest'ul-

tima

il

campo

della filologia

greca da quello della filologia roe

mana, bench per pi elementi


congiunti tra
loro; nel

caratteri assai
la

strettamente

periodo medievale

produzione greco-

bizantina dalla produzione occidentale latina, in quantit e qualit

molto diversa dalla prima; nell'et moderna infine

periodi cos

detti italiano, francese, anglo-olandese e tedesco, ciascun dei quali

rappresenta uno special


derna, e
propri.
si

momento

della

storia della filologia e

mo-

segnala

per speciali tendenze

atteggiamenti suoi

7.

(Antichit: incunaboli
si

periodo Alessandrino).

di

Gli studi, che


filologia

raggruppano
la

sotto la designazione generica

classica, e

filologia
i

propriamente
i

detta,

ebbero

origine in Grecia. Lasciando

sofisti e
il

retori dell'ultima

epoca

pre-alessandrina, lasciando anche


dirsi, il

grande Aristotile, che

fu,

pu

primo ordinatore sistematico di tutta l'enciclopedia

scien-

tifica antica, l'erudizione

propriamente filologica ricevette assetto


determinate nell'et Alessandrina,
sti-

e confini

norme

stabili e

molata e promossa, oltre


lastico,

che dai bisogni dell'insegnamento sco-

principalmente dall'instituzione delle biblioteche pubbliche

d'Alessandria e Pergamo, e da quella del MoucreTov, dove s'accoglievano da ogni parte gli

uomini pi
divulgavano

dotti del tempo,


il

con

l'insegnamento e gli
rari.

scritti

culto degli studi lette-

S'attendeva da loro alle edizioni e recensioni critiche dei testi

(Kcrei<; e biop9uOcrei<;),
si

principalissimamente del testo omerico,


libri e capitoli, si

dividevano

testi stessi in

corredavano

di

sommari
ILiaia),

(uTroGaeiq), di

note

(cTKXia), di

commenti

(iiiroiLivri-

di indici e glossari (XHei? e

yX&aaax), di tavole (TrvaKe?)

si

proponevano

difficolt e quesiti vari

(nopiai, ZiTrmara, irpo-

-20ne faceva la
il

[7]
cri-

p\r||LiaTa); s'illustravan le vite degli autori e se

tica, vagliandosi e

determinandosi
i

canone

dei pi insigni (ol

TKeKpijivoi). Tali, in grosso,

principali uffici dei TpaninaTiKoi

Alessandrini, le

competenze

dei

quali

anche

si

estendono alla

grammatica propriamente
alla retorica eziandio;

detta, alla metrica, per taluni elementi


loro, e

mentre accanto a

con

l'

operosit

loro in relazione

strettissima, sorgono

gli

studiosi

di storia, di

antichit, delle

scienze, dell'enciclopedia erudita in

una
si

parola.

D' indagini filologiche


oltre
il

avanti

1'

et Alessandrina
dei
sofisti

ricordano,

Cratilo di Platone, quelle

Prodico, Gorgia e

Protagora, la recensione pisistratica dei poemi


di Aristotile e dei suoi scolari. di Efeso [sec. III a.
e.

Omerici,

lavori

Dei dotti Alessandrini Zenodoto

v.],

antonomasticamente chiamato Kpidi Cirene

TiK?, Licofrone, Kiano,


a.
e.

Callimaco

[m. intorno
xuiv

al

220

V.],

autore delle famose Tavole o

TTivaKC?

Iv

nacrri

Traibeiqt

iaXotmpdvTUJV Ka ujv (JuvTpaMiav,


a. e. v.],

Eratostene
[II sec. a.

di Cie. v.],

rene [m. intorno al 190

Apolloni o Rodio
discepoli

Aristofane
Artemidoro,
il

di Bisanzio coi suoi


di

Calli strato. Diodoro,


a. e. v.],

Aristarco

Samotracia [m. intorno al 150


i

pi grande e celebrato tra

grammatici antichi, principal rapmoltissimi

presentante della scuola

d'Alessandria, continuata da

altri scolari e seguaci d'Aristarco,

come Ammonio, Posidone, Ari[fiorito verso il


il

stodemo, Eracleone,

Dionigi Trace
txvti

100

a. e. v.],

notissimo per la sua

TPaMMTiKr), eh'
si

primo

trattato

compiuto
Tirannione

di
il

grammatica che
vecchio e
il

conosca, Demetrio di Schepsi,

giovine, e
di

da pi

altri nel successivo


il

periodo romano;

C rat e te
di

Mallo [m. circa


con

140

a.

e.

v.],

corifeo della scuola

Pergamo,

parecchi discepoli

a sua

volta, quali Caristio, Erodoto, Zenodoto di Mallo, Atenodoro, Condilione, Egesianatte, Eracleone e qualche altro.
rivali di Alessandria

Tra

le

due scuole

di

Pergamo intercedevano
e di

varie discresoprattutto,

panze di

criteri

fondamentali

metodo: questa
il

che la prima propugnava in grammatica


la seconda quello dell'anomalia. Per

principio dell'analogia,

gli analogisti il linguaggio

[ 7.8J

esprimere con

21

categorie

doveva

forme

uguali
leggi

ideologicamente

uguali, alla stregua di certe


gli anomalisti

costanti e inviolabili; giusta

invece

categorie

uguali

ideologicamente pote-

vano pur corrispondere forme diverse, determinate dall'uso massimamente. Ognuno scorge che la scuola degli analogisti doveva
perci
riuscire

conservatrice

per

eccellenza, novatrice

invece

per cos dire progressista quella opposta degli

anomalisti.

Oltre

ci, e in

conseguenza a

punto di

ci, la

scuola Alessandrina

attribuiva allo studio della grammatica e della lingua importanza

maggiore che la scuola di Pergamo, nella quale predominava un


indirizzo piuttosto estetico e letterario.

8.

(Periodo

Romano.
,

Filologia greca).

Nel periodo

Eoraano prosegue
l'operosit

pur con tendenza ognor pi enciclopedica


grammaticale
si

filologica e

largamente sviluppatasi
alla

nel periodo Alessandrino, e

estende cos

Grecia come

Eoma, con
r una
e
1'

continui e molteplici scambi e rapporti vicendevoli tra


altra,

che non fu ultima

causa di quel carattere


nella coltura

cos-

mopolita, che da molti

venne

avvertito

di questo

tempo.

Dei

filologi
fior

greci
circa

vi

troviamo

anzitutto

Didimo Calce nv.,

tero, che

cinquant' anni avanti Te.

compose un
;

gran numero di
poi Filosseno e

scritti,

nessun

dei

quali

ci

pervenne completo
il

Trifone

entrambi
il

d'Alessandria,
a. e. v.]

celeberrimo

Dionigi
lona,
[I

d'Alicarnasso [circa

30

e Cecilie di t!alatte,

autori di scritti retorico-critici, Zoilo d'Anfipoli,

Tolomeo d'Ascad'Alessandria
della
sintassi.

Ermippo

di

Smirne,

Apollonio Discolo
il

II sec.

d. e. v.], riputato

vero

fondatore

Elio Erodiano, che


Polluce, autore d'un
principiato con taluno

visse sotto l'imperatore Marc' Aurelio,

Oro

da Mileto commentatore di Erodiano, Dositeo, Luperco di Borito,


celebre *Ovo|Lia(5'TiKv, ed altri.
dei

Ma

gi

grammatici

ultimamente menzionati

quel lavoro di compilazione, di rifacimento, di compendio soprattutto,

che

necessariamente

seguita,

alla

produzione originale, e


sar la caratteristica
piti

22

[ 8.9J

manifesta dell'operosit filologica e gram-

maticale nel successivo periodo bizantino.

A) Sulla
[cfr.

storia
V.:

della

filologia

in

Grecia, oltre le storie

letterarie
3;

49],

L. Lebsch, Die SprachpMlos. d. Alien,


d. class. Philol.
l'hist.

*A. Gbaefenhan, Gesch.


*E. Egqer, Essai sur
poet. d'Aristote

im Alterthum,
chez les
Id.,

Bonn 1838-41, p^ Bonn 1843-50, voli.


Grecs,
suivie

4;

de la

critique

de la
l'hisU

[1849], Paris' 1886;

Apoll. Dyscle, essai sur

des thor. grammat. dans l'antiquit, Paris 1854; H. Steinthal, Gesch. der
Sprachtvissensch. bei den Griech. u.

Rom. mit

bes- RilcJcsicht

auf die Logih


pp. 33-41.

[1863], Berlin^ 1890-91, p* 2; L. v. Urlichs, op. cit. nel 5,


Cfr.

22 A)

a).

Sulle

biblioteche e sul Museo:

Petit-Radel, Rech.
d.
hist.
crii..

sur

les

biblioth. anc. et

mod; Paris 1819; Dedel,

Dissert.

Lugd. Bat. 1823; Pakthet, Das Alexandr. Mus., Berlin 1838; RiTSCHL, Die Alex. Bibliothehen, Breslau 1838, e in Opusc. philol., I,
Bihl- Alex.,

p. 1 sgg.;

Wenigee, Das Alexandr. Mus., Berlin 1875; C Le Foet, La M. L. Le Fort en rponse quelques-uns de ses asser, touch, l'infl. anti-scientif. du Christian, et l'ine, de la bibl. d'Alex. Paris 1875; C Huit, Les bibl. d'Alex, et de Perg. in L'instr. pubi., Febbraio-Marzo 1876; E. Egger, Callim. et les orig. de la bibliogr. en Grece in Ann. de l'assoc. pour l'encour. des et. gr.,. X, [1876], p. 70 sgg.; Erehl, Ueb. die Sage v. Verbrenn. der Alexandr. Bibl. durch die Arabes in Atti del IV congresso internaz. degli Orient., voi. I; A. Gonze, Die pergant. Bibl. in Sitzungsb. d. Beri. Ak. d. Wiss.,
Biblioth. d'Alex, et sa destruct., Paris 1875; Lettres

1884, 1269-70; L. Olschki,

Das
f.

Bibliothekswesen im Alterthum,

I,

Weimar
e

1889:

K. Habeblin, Beitrdge zur Kenntniss des antiken Bibliotheks- und


Centralbl.

Buchwesens in
271-302.

Biblioth ekwesen,

VI, 480-503;

VII, 1-18

Sui

nomi

TPCtMMaTiK^, qpi\XoYO<;

eoe;

K. Lehrs,

De
den

vocab.

q)iXo\. TPCt|LiM- KpiT.

in Herod. scripta

tria em. [Beri. 1857], p. 379 sgg.;

Fb. Hoffmann, Ueb. die

Enttvichl. d. Begriffs d.

Gramm.

bei

Alten,.

Konisb. 1891.

B)

Edizioni, critica, letteratura dei singoli autori. Vedi 49 F).

9 (Filologia

romana).

Prima del qual periodo bizantino


e considerevo-

nondimeno

la filologia e la

grammatica recano nuovi

lissimi frutti nel proprio

campo

della latinit, pur informandovisi,

come

l'altre parti tutte della letteratura e della coltura in genere,

all'imitazione e ai modelli greci essenzialmente. Perci l'ufficio del

grammaticus riproduce

tal quale, nel concetto e nella pratica, quello


si

del TpaMMCtTiK? greco, ossia

fa

constare, secondo

il

definisce

Varrone, in partibus quattuor, lectione, enarratione, emendatione

[ 9]

23

origini strettissiscolastico.

iudicio (1) , e al pari del

greco esso nelle

mamente congiunto con l'insegnamento


latini

Cos
(le

filologi

pigliano a emendare, distinguere, adnotare


)
i

notae erano

puri segni o brevissime annotazioni (2)


latini

testi degli scrittori


i

pi

illustri,

siccome facevano per gli autori loro


illustratori,
si

filologi

greci, n

mancano

commentatori, glossatori numero-

sissimi; cos sorge e

costituisce

una grammatica latina a im-

magine
la

e somiglianza, quanto all'organismo suo e alle parti che


;

compongono, della grammatica greca

cos

trasmigrano in

Roma
rivali,

le controversie e le

polemiche letterarie delle scuole greche

e l'analogia e l'anomalia trovano nuovi ardenti fautori rispettiva-

mente nei campioni


tiquaria e nuova.

delle due scuole che in

Roma

si

dissero anin

Quest' ultima seguit nell'et d'Augusto e


i

gran parte

dell'et successiva

trionfi dell'arce

nuova poetica:
VII
di R.,

quella, prevalsa gi su l'avversaria alla fine del secolo

torn a pigliar vigore su lo scorcio del I dell' ra

volgare, dila-

gando poi

vittoriosa nel II col cos detto Frontonianismo, e rami-

ficando tuttavia largamente nella prima

met

del III, onde, fram-

miste alla tradizione arcaicizzante le ultime propaggini dell'opposta

non mai venuta meno per


disordinato di forme e

intero, se ne gener poi quell'ibridismo

caratteri, eh' la qualit

pi

manifesta

dell'erudizione grammaticale latina nell' estrema decadenza e nel

susseguente medio evo.

Per

la natura

stessa

dello sviluppo

della

letteratura e della

grammatica, in

Roma

furono grammatici ad un tempo parecchi

tra gli scrittori pi illustri, secolo

come Livio Andronico ed Ennio

nel

VI

di R., e nel

VII L. Accio
si

e Lucilio e Giulio Cesare e

Cicerone stesso. I primi che


professione

ricordino grammatici e filologi di

sono del

secolo

VII:

Ottavio Lampadione, L.
Gnifone, Santra, Ateo

Elio
Prete-

Stilone,

Q. Vargunteo, Antonio

Vare, in Diom. p. 426 K. Cfr. Cic, De or., I, 187. Vedi la lista di siffatte note contenuta nel famoso aneddoto Parigino pubblicato dal Bbegk, Opusc, I, 680, dal Rbiffbrschbid, Suet. relL, p. 137, dal Kbil, Or. Lat,, VII, 433 e da altri.
(1)

(2)

stato,

24

[ 9]

Nigidio Figulo,

M.Terenzio Varrone.
Epirota
(il

Ai quali tengon

dietro nell'et di

Augusto Sinnio Capitone, L.

Crassicio, Scribonio

Afrodisio, Q. Cecilio

primo che, a quanto dice


insegnamento latino

Sve-

tonio (1), abbia introdotto nel suo

le opere

di autori viventi, ossia dei poeti nuovi), C. Giulio Igino,

M. Ver rio
e. v.

Fiacco,
Q.

precettore dei nipoti d'Augusto; poi nel I secolo d.

Kemmio Palemone,
altro, o forse

Asconio

Tediano,

Emilio Aspro,

Giulio

Modesto, M.

Valerio Probo
due
altri

di Borito, da non confondere

con

un

grammatici

omonimi

di et incerta,
il

Vello Longo, Flavio Capro, Cesellio Vindice, tra


colo, e nel II

I e

il

II se-

Terenzio Scauro,

Aulo Gelilo,

raccoglitore e com-

pilatore

essenzialmente,

ma

prezioso

rappresentante dell'enciclo-

pedia Frontoniana, C. Sulpicio Apollinare, Anneo Cornuto, Gavio


Basso, nel
III

Nonio Marcello,

Giulio

Romano, Censorino,

Mario Plozio Sacerdote, Terenziano


trica, nel

sissimo e

Mauro, trattatista di meIV Atilio Fortunaziano, Elio Donato, grammatico famocommentatore di Terenzio e di Virgilio, M. Servio Onodi

rato,

commentatore pure

Virgilio,

Tiberio Claudio Donato,


e su l'estrema decadenza,

Flavio Sosipatro Carisio, Diomede,


nei secoli

e VI, Cledonio,

Pompeo, Consenzio, Rufino, Eutyche,


autore d'una celebre encinuptiis PMlologiae et

Foca,

Marziano Felice Capella,


(De

clopedia delle sette arti liberali


curii),
al

Mer-

Macrobio Teodosio,

noto compilatore d'un

commento

Somnium

Scipionis di Cicerone e di sette libri anche enciclo-

pedici di Saturnali, Fulgenzio,


tico con Elio

Prisciano

di Cesarea, e

grammadi

Donato popolarissimo nel medio evo,

Isidoro

Siviglia.

A)

Sulla storia della filologia in

Roma,

oltre le storie letterarie [cfr.


v.

52] e le opere di L. Lersch, A. Gkaefenhan, H. Steinthal, L.

Ub-

LicHS registrate nel

A),

v.:

W.

H. D. Suringab, Hist.

crii,

schlia-

starum
Beitr.

lati.,

I-III,

zur griech.

Leiden 1834-35; F. Osann, Gesch. d. lat. Gramm. in u. rom. Litteraturgesch. [Leipz. 1839], II, 121 sgg.;

(1)

Gr.

16.

[9-10]

25
Rome
et

E. JuLLiEN, Les profess. de Uttr. dans Vane.

leur enseign., Paris

1885. Cfr. 22

4>

a) e

32 A).

B) Edizioni,

critica, letteratura dei singoli autori.

Vedi 52 F).

10 (Periodo bizantino).
del periodo bizantino, ossia
del

Bench

la tradizione filologica orientale, siasi

medio evo greco

mantenuta

assai pi schietta, e assai

pi vicina allo spirito del


latino,
il

classicismo, che quella del

medio evo occidentale

merito
fu tut-

principale dei grammatici e commentatori

bizantini non

tavia l'originalit della produzione, venuta a

mancare gi presso

che interamente nel precedente periodo romano,

ma
il

bene l'aver

conservato nei loro rimaneggiamenti e compendi preziose reliquie


del sapere antico.

Con

ci si definito eziandio

carattere del-

l'operosit filologica bizantina, la quale stata di raccoglimento


e rifacimento essenzialmente,

pur

senza

quelle cause di

altera-

zione e disordine, che invece esercitarono la loro azione deleteria


sul

medio evo d'occidente;

che la tradizione classica pot serin


secolo, e

barvisi assai fedelmente di

secolo

quasi

inalterata

trasmettersi, dopo l'occupazione turca di Costantinopoli, al Kina-

scimento italiano.

Dei bizantini

si

ricordano principalmente Teodosio d'Alessandria,


incerta, Cherobosco xexviK?, ancor'egli di

grammatico d'epoca

et malsicura, forse del sec. VI, EUadio,

Ammonio

di Alessandria,

Giovanni Filopono, Orione, Cirillo


matico Carace

(?),

Teognosto, Giovanni

Gram-

da Corinto,
tici,

pi

[sec. IX], Michele Sin cello [sec. XJ, Gregorio Manuele Moscopulo [sec. XIII?], tutti grammar altri compilatori, come Massimo PI anude e l'il-

lustre

Fozio, patriarca

di Costantinopoli, e

commentatori (celeberi

rimi nel secolo XII

Eusta zio

arcivescovo di Tessalonica e

due

Tzetze),

lessicografi specialmente, che saranno

menzionati da

noi pi innanzi (1).

A) Sulla
letterarie

storia
[cfr.

della filologia
50],

nell'

vedi

I.

H. Kkause,

epoca bizantina, oltre Die Byzantiner d.

le

storie

Mittelalt.,

(1)

Vedi cap.

II, 3).

Halle
1869;
Civilis. helln.,

26

Leipz. 1876;
et.

[ lO-li]

F. Hiksch, Byzant. Studien,

Paparkigopoulo,
littr.

Paris 1878;

Gr.

Gidel, Nouv.

sur la

grecque mo-

derne, Paris 1878.

B)

Edizioni, critica, letteratura dei singoli autori. Vedi 49 F).

11

(Medio evo latino).


si

Per

il

periodo del Medio evo

d'occidente a pena
sica,

pu parlare d'una
si

storia della filologia clas-

che in sostanza

riduce

tutta alla storia delle vicende e


in
cos
fatto

peripezie molteplici cui soggiacquero

ambiente la

tradizione e gli studi classici. I quali, ancorch condannati dalla

Chiesa, per in misura e con


e
i

intensit diverse

secondo

luoghi

tempi, pur continuarono ad essere coltivati per tutto

il

Medio

evo, e in Italia in particolar

modo, grazie specialmente


latino, eh' era

al bisogno

dell'apprendimento pratico
ufficiale dei dotti, e

del

sempre

la lingua

in primissimo luogo della Chiesa.


i

Ma, per

questo a punto, divennero

rapporti tra la scuola e la produzione


stretti e

grammaticale

e filologica

anche pi

immediati, che non


basso-latina
;

fossero stati addietro

nell'

estrema decadenza

onde

s'intende da ognuno, che, a tacere di ogni altra causa di pertur-

bamenti

e deformazioni
il

(e

furon

parecchie

in

quell' epoca, che

origin fra
sano),

resto le bizzarrie
il

grammaticali del Virgilio Tolostudi


classici

non pot
1'

livello degli

mantenersi troppo
ci

alto, e tutta

attivit che in senso


si

molto largo

acconceremo

a chiamar filologica

restrinse a tre categorie di prodotti essen-

zialmente : la trascrizione dell'opere degli autori latini non venuta

meno mai

in nessun secolo del

Medio evo

(e n'

buon documento
i

la storia stessa delle biblioteche di quell'epoca),

commenti

e le

glosse all'opere degli autori latini medesimi, e in fine le compilazioni grammaticali.

Sennonch

si

tratta d'un'attivit soprattutto


al-

impersonale e collettiva, che, senz'ordine n misura di sorta

cuna, rimaneggia, accorcia, allarga, riassume, riproduce in mille guise


il

medesimo materiale, patrimonio comune


da
tutti in

della

comune

coltura, e

comune liberamente

sfruttato, sicch se ne

vien formando una

letteratura

grammaticale

complessa, tumul-

tuosa, per mille scambi e plagi e derivazioni intricatissima, dove

[ llj

le

27

loglio

assai difficile riesce sceverare


tra mezzo a molta scoria

il

dal

grano, e riconoscere

pur non scarse vestigia di elementi

antichi e buoni.

naturale che cos fatta letteratura, a punto perch collettiva

e impersonale, ci sia

pervenuta
il

in

gran

parte

anche

anonima

(ognun sa che l'anonimo


intellettuali tutti del

carattere predominante nei prodotti


e,

Medio evo);

a tacere della breve

rifiori-

tura di studi classici che segui nell' epoca di Carlomagno, e per

impulso suo specialmente, ond'


sentante,
i

Alenino
fuori

il

pi illustre rappre-

pochi nomi che vengon


di

di fra la

massa limac-

ciosa dell'universale, son


scrittori noti per

eruditi

enciclopedici, di filosofi, di
filologi e

pi

altri aspetti,

non mai, o quasi, di

grammatici

di professione esclusivamente. I primi, ai quali questa

designazione sembra possa spettare in qualche modo, appaiono in


Italia e alla
fine

del

secolo

XIV,

ossia

appartengono gi

alla

storia del nostro Kinascimento.

A)
diums

Sulla storia degli studi classici nel

medio evo vedi


I.

A. H. E. Heeben,

Gesch. d.

Werke

d.

Classiker
I,

im

Mittelalter, Introduz. alla Gesch. d. stu-

d. class. Litfer.,

Gottingen

rom. Literat., Ili Suppl.-Bd. [1840]


*GiESEBRECHT,
Berol. 1845
Vorles. uh.
;

1797

Chr.

F.

Baehr, Gesch.

d.

IV, 1 della 2 ed-, Carlsruhe 1872;

F. Haase,

Dc Utterarum studis apud Italos primis medii aevi saecuUs, De medii aevi studiis philolog-, Breslau 1856 e in
Sprachmssensch. [Leipzig 1874],

1, 12 sgg.: C Stallaert Haghen, De l'instr. pubbl. au moy.-ge^, Bruxelles et Leipzig 1854; *A. F. Ozanam, Des coles et de l'instruction pubi, en Italie aux temps barbares in (Euvr., II [Paris 1855], pp. 353 sgg. e La civilis. chrt. chez les Francs in (Euvr., IV [id. id.], pp. 388 sgg.; *W. Wattenbach, Deutschlands Geschichtsquellen im Mittelalt. bis zur

lat.

F.

vAN

DEH

Mitte
Gesch.

d. dreizehnt. d.

Jahrh.

[1858],
II

Berlin^ 1885-86,
[1861],
l'hist.

voli. 2;

C. Prantl,

Logih im Ahendlande,
div- mss.
et
I,

Leipz.^ 1885;

*Ch. Thurot,

Extr. de

latins

pour servir

des doctr. grammat. au moy.Virgilio nel

ge [Not.

Extraits, XXII, 2], Paris 1869; *D. Comparetti,

medio
alters
Id.,

evo,

Livorno 1872; *A. Ebert, Allg. Gesch. der Liter. des MitteU im Ahendlande, I-III, Leipz. 1874-87 (per le traduz. vedi 50);
d.

Kl. Beitr. zur Gesch.


Wiss., philol.
hist.
I,

karoling. Liter.

in

Ber.

d.

Sachs. Gesellsch,
d. relig.

d.

CI.,

XXX,

95 sgg.; H. Redter, Gesch.

Auf.-

hlr.

im

Mittelalt.,
;

Beri. 1875; A. Bartoli,


intell.

I precurs.

del Rinascimento,

Firenze 1877

G.

De Leva, Del movim.


della

in Italia nei primi sec del


C. Salvigli,

M.

E.,

in Atti

Deput. Ven.

di

storia patria, 1877;


L'istruz. pubi,
voli. XIII,

28

IX
e

[ 11-12]

in
e

Italia

nei sec.

Vili,

in

Riv. Europ., 1879,

XIV

XV:

*C. Buksian, Gesch. d. class. Philol. in Deutschland


d.

[vedi sopra,
alt.

5];

*Specht, Gesch.

Unterichtswes.

in

Deutschl.

v.

den

Zeiten bis zur Mitte der dreizehnt. Jahrhund., Stuttg. 1885.


:

PoESTEK,

B) Studi speciali Zur Hschrk.


Gesellsch.
f.

a) Sulle biblioteche

u. Gesch. d. Philol. in
coli.,

medievali e sui loro cataloghi Bh. Mus., XXXVII, 486 sgg.;


sgg.;

*G. Becker, Catal. Ubi. ant.


d.
alt.
;

Bonn 1885; M. Manitius


Ueb.
mittelalterl.

in N. Arch.
sgg.;

deutsche Geschichtsk., XIII, 635

XIV, 194
1.

XVI, 171
1890.

sgg.
P)

*Th.
gli

Gottlieb,

De

Bibliotheken,
:

Leipzig

Su

studi classici nell'epoca di


et

Carlomagno
B.

Launoy,

De

scholis celbr.

a Carolo M.
Caroli

post ipsum instaur., Paris 1672; F. Oe;

BEKE,

acad.

M.,

Aachen 1847

I.

Lafort, Alcuin reu. sein Jahrh.,

staur. des
die

sciences,
d.

Lwen
(^r.,

1851;

W.

F.

Schmeidlee, Die Hofschule u.

Hofakad. K.
e

Jena

1872;

K. Werner, Alcuin

Paderborn 1876

Wien

1881; G. Guerzoni, Il primo Rinascim., Yerona,

1878; A. F. Thry, L'c. et l'acad. Palai., Alcuin, Amiens 1878; I. Bass MuLLiNGER, The schools of Charles the Great, Lond. 1877; *M. Manitius, Die human. Beweg. unt. K. d. Gr. und ihre Folgen in Zschr. f. allgem. Gesch., I, 417 sgg.; A. Ebert, Kl. Beitr. ecc. cit. sopra in A); A. Berthault, Alcuin
et

les libri carolini,


:

Montauban
et.

1890.

y)

Sullo studio

del greco in occidente

I.

Fr. Cramer, Diss. de

Gr. medii aevi studiis,


la
littr.

Stralsund
Paris

1848-53, p' 2;

Gidel, Nouv.
G. Voigt, Die

sur

grecque

mod.,
IP,

1873,

pp. 1-289;

Viederbel.

d. class. Alterth.,

102 sgg.; ToDGARD, L'Helln. chez


siede, Paris 1886.

les criv.

du moy.-ge du

VIP

au

XIP

12

(Et moderna. Periodo del Rinascimento italiano).


le

Accennare
i

cause

prossime e remote

del Kinascimento itae le qualit

liano, e

fattori

che V hanno stimolato e promosso,


dell'

e tendenze

anche solo pi riguardevoli

opera degli

uma-

nisti del secolo

XV

e della

prima met del XVI, non sarebbe


il

da questo luogo. Basti avvertire che non fu


s'

Rinascimento, come
improvviso,
il

creduto per un pezzo

da molti, un

fenomeno
il

quale sia venuto a interrompere

bruscamente

Medio
s

evo, ini-

ziando non raen bruscamente l'et moderna:

ma

esso si svolge

per naturale e progressiva evoluzione, pi


forse negli ultimi

rapida e

pi intensa
del sec.

momenti, sino

alla seconda

met

XIV,

quando con Francesco Petrarca [m. 1376], con Giovanni

Boccaccio

[m. 1375], con

Coluccio

Salutati

[m. 1406], con


appaiono net-

Pier Paolo Vergerlo [m. 1428] e con parecchi

altri

[ 12]

La
quale, favorita

29
i

dell'erudizione umanisul suo

tamente determinati e fermati


stica.

caratteri

anche

nascere

dall'

opera dei

Greci esuli da Costantinopoli, fu erudizione essenzialmente d'am-

mirazione e d'imitazione, che significa

che per essa

si

cerc di

far rivivere l'antichit tutta quanta, le sue arti, la sua letteratura,


le sue scienze, la

sua

filosofia,

persino le sue instituzioni

il tri-

buno Cola
Oltre
i

di Eienzo fu

contemporaneo e amico

al Petrarca.

Greci di Costantinopoli, come


intorno al 1426],

Crisolora [m.

Manuele e Giovanni Giorgio Gemistio Ple-

tone [m. 1452],

fondatore

dell'Accademia fiorentina,
il

Giorgio
1472],

Trapezunzio
Teodoro
Gaza,
e

[m. 1484],

cardinal

Bessarione [m.
[m. circa

Giovanni

Argiropulo, Demetrio

Calcondila,
il

Co-

stantino

Andrea Giovanni Lascaris


e

1535],

Marco Masuro,
furono,
in

qualche

altro,

pi

illustri

umanisti del

sec.

XV

Guarino Guarini di Verona [m. 1460], Leonardo Bruni d'Arezzo [m. 1444], Ambrogio Traversari [m. 1439], Poggio Bracciolini [m. 1459], infaticabile
Italia,

ricercatore e scopritore di codici,

Francesco Filelfo
suoi Elegantiarum

[m. 1481],
latinae Un-

Lorenzo Valla [m. 1457]


guae
libri sono il prodotto

(i

pi insigne del formalismo umanistico),

Cristoforo Landino Angelo Poliziano


sima schiera
Gasparino
d'altri

[m.l504], Marsiglio Ficino [m.l503],


[m. 1494]; e intorno a loro una copiosisi

minori, tra

quali menzioneremo

soltanto

da Barzizza, Giovanni

Aurispa, Vittorino

da Feltre,

Flavio Biondo,

Tommaso

Parentucelli (papa Nicol V), fondatore


il

della biblioteca Vaticana, Antonio Beccadelli detto

Panormita,
II),

Pier Candido Decembrio, Enea Silvio Piccolomini (papa Pio

Gioviano

Fontano, Niccol

Perotti,

Filippo

Beroaldo, Giovanni

Pico

della

Mirandola, Pietro

Crinito, Alberto

Enoch Ascolano,

altro celebre raccoglitore di

manoscritti, Ciriaco de' Pizzicolli di

Ancona, raccoglitore d'epigrafi, e via dicendo. La schiera vie pi


ingrossa nel secolo
rappresentanti, gli

XVI, dove pur ricorderemo,

tra

massimi
figlio

Aldi (Aldo Manuzio [m.


e
il

1515], col
e
i

Paolo [m. 1574]

nipote

Aldo

[m. 1597])

Giunta


(Luca Antonio a Venezia,
Filippo a Firenze,
sissimi,
il

30

Tommaso
e
i

[ 12]

figlio

suoi successori
eruditi e famo-

Giacomo a Lione), stampatori

Pietro Vettori [m. 1584],

editore tra l'altro d Cice-

rone e di Catone, sue


falsificazioni.

Carlo Sigonio [m. 1585],

celebre

per

le

Marc' Antonio Mureto [m. 1585],


Sadoleto, Lelio Giraldi,

Pietro

Bembo, [m. 1547], Giacomo

Marco Gi-

rolamo Vida, Andrea Navagero, Bartolomeo Kicci, Maria Angelo


Accorsi,
tissimi.

Andrea
Fuori

Alciati, Fulvio

Orsini [m.
il

1600], e

altri

mol-

d' Italia, in

Francia

tipografo umanista lodoco

Badio

Ascensio

[m. 1535],

Roberto Stefano [m. 1540],

Adriano Turnebo
derio

[m. 1565], Dionigi

Lambino

[m. 1572],

Giulio Cesare Scaligero [m. 1558];

nei Paesi Bassi, Desi-

Erasmo

di

Rotterdam [m. 1536],

Giacomo Cruquio

[m. 1584] e qualche altro; in Germania Giovanni Mller di Knisberg (Regiomontano) [m. 1476],

Rodolfo

Hysman

(Agri-

cola) [m. 1485], Giovanni Reuchlin [m. 1522], Corrado Pickel


(Celtis),

Corrado Peutinger [m. 1547],

Gioachino Kammer...

meister (Camerarius) [m. 1574],


principalmente G.

e parecchi minori; in Ispagna

Luigi Vives [m.

1540].

V.

A) Sul Rinascimento italiano: F. Philippi, Die Latinitdt der Neueren dem Wiederaufleben d. Wissensch. bis auf. uns Zeit., Leipz. 1825; K. B. HuNDESHAGEN, Uc. die Natuv u. die geschichtl. Entioickl. d. Humanittsidee
Staat u. Kirche [1853] in Ausgew, Kl. Schrift., 1
sgg.; *G. Voigt,

in ihrem Verhltn. zu

[Gotha 1874],
ital. di

p.

159

Die Wiederhel.
*I.

d. class.

Alterth. (traduz.

od. das erste Jahrh. d.

Human.

[1859], Berlin^ 1880-81, voli. 2

D. Valbusa, Firenze 1888-90, voli. 2);


.

Burckhardt, Die Cultur


L. Geiger,

der Renaiss. in Italien [1860],


voli. 2 (traduzione
ital.

Aufl. bes.

v.

Leipz.

1885,

Valbusa, Firenze 1876, voli. 2; frane, di M. Schmitt, Parigi 1885, voU. 2; ingl. di S. G. C. Middlemore, Lond. 1890); A. voN Reumont, Lorenzo de' Medici il Magnifico [1874] Lipsia^ 1885;
di D.
,

I.

A. Symonds, Renaiss.

in

Itali/,

Lond.
1878;

1875-77,

voli.

2;

D. Bikelas,

Die Griechen
ubers.
v.

d. Mittelalt.

u.

ihr

Einfluss

W. Wagner,

Gutersloh

auf die europaische Cultur E. Gbbhart, Les origines de la


ital.

renaiss., en Italie, Faris 1879; A.

Holm, Il rinasc

e la

Grecia antica,

disc,

Palermo 1880;
2,

*L. Geiger, Renaiss. u.

Human,

in Ital. u. Deutschl.

[OncJen, Allgem. Gesch., Vili], Beri. 1883 (trad. ital. di D.

Valbusa [Ond.

cken, St. Univ.,

Vili],

Milano

1891); G. Koerting,

Die Anfdnge

Re-

naissancelitter. in Ital., 1 [Gesch. d. Litter. Ital.'s

im

Zeitalt. d. Renaiss.,

f 12-13]
III],

31

Leipz. 1884

*R. Sabbadini, Storia del Ciceronianismo e di altre guest,

mter.

nell'et della rinascenza,

Torino 1885

Mdicis au

XF

siede, Paris 1887; E. Gothbin,

*E. Mntz, Les collect. des Die Culturentwickl. Sildital.,

[Schmid, Gesch. d. Erzieh.,

Breslau 1886; Habtfelder, Erzieh. und Unterricht im Zeitalt. d. Human. II, 2], Stuttg. 1889; Th. Elette, Beitr. zur
Gesch. der italien Gelehrtenrenaiss., Greifswald 1889-90, voli. 2.

B) Sui

singoli

umanisti

vedi

le

bibliografie

delFHuBNER, Grundr.^,

pp. 70 sgg., della Bihl. philol.


vista crii, delle
letter.

class-,

del B. lahresl., sez. Ili e della Ri-

teljahrschrift fiir

Riviste speciali: a) Vierromanze [cfr. 20]. Kultur und Litteratur der Renaissance hgg. v. L. Geiger,
h) Zeitschrift fiir vergleichende Litte-

Leipzig Bd.

I-II

[cessata dal 1886] ;

raturgeschichte

und Renaissancelitteratur

hgg.

v.

M. Koch

u. L. Geiger,

Leipzig n.

f.

Bd.

[1892. In corso

il

voi. VI, col titolo di Zschr.

fUr

vergleich. Literaturgesch., e pubbl.

esclusivamente da M. Koch].

13 (Periodo francese).
la filologia classica
si

Risorta

in Italia nel secolo

XV,

diffonde tosto all'intorno (di


d' altri

siffatta diffu-

sione son prova

parecchi umanisti

paesi menzionati gi

nel precedente periodo), in

Francia

anzitutto, che

a principiare

dalla seconda

met del

secolo

XVI

diviene

il

centro principale

degli studi e dell'operosit filologica, com'era stata l'Italia dalla


fine del

XIV

ai

primordi del XVI,

e origina
il

cos

un nuovo pesi

riodo nella storia della filologia moderna,

quale

estende a

un dipresso sino

al

termine del secolo XVII.


periodo, che

Carattere generale
della

della filologia in cotesto

fu

chiamato anche

polistoria , la tendenza all'erudizione, che succede all'ammirazione e all'imitazione umanistica del periodo anteriore
;

ond'ebbe
i

a dire

il

Boeckh, giudice non sospetto nella materia, che


francese

la-

vori del periodo


tionis .

sono
si

sempre

il

vero

thesaurus erudile

che ci sia vero

vedr percorrendo

brevi intro-

duzioni storiche premesse a ciascun capitolo del presente


le quali

Manuele:

anche

ci
i

dispensano da ricordare qui, e nei seguenti pamoltissimi eruditi che


si

ragrafi eziandio,

segnalarono tanto nel

campo

della filologia

propriamente

detta,

quanto in quello del-

l'altre scienze e discipline

scientifiche pertinenti ai

domini

tutti

dell'antichit, che a

punto in

questo periodo cominciano a deli-

nearsi se non proprio a costituirsi pienamente in ogni lor parte.

32

[ 13]

Basteranno adunque pochi nomi tra

pi

illustri,

per segno sol-

tanto della misura nella quale le varie nazioni d'Europa parteci-

parono al movimento filologico durante


Citiamo, dei francesi anzitutto,
figlio di

il

periodo francese.

Enrico Stefano [m.

1598],

Stefano menzionato nell'altro paragrafo,

Pietro Pithou

Giuseppe Giusto Scaligero [m. 1609], figlio di Isacco Casaubon [ra. 1614], Claudio De Saumaise (Salmasio) [m. 1653], Enrico di Valois (Valesio) [m. 1676], Carlo Du Fresne Du Gange [m. 1688], Giovanni Mabillon [m. 1707], fondatore della paleografia, Bernardo di Montfaucon (Montefalconius) [m.
[m. 1596],
Giulio Cesare pure sopra ricordato,

1741], e presso a loro Giosia Mercerie [m. 1626], Francesco Vi-

gero [m. 1647], Carlo

Perrault

[m. 1703], G. B. Bossuet [m.

1704], Pietro Daniele Huet [m. 1721], Luigi Sebastiano

De

Til-

lemont [m. 1698], Carlo De la Bue (Kuaeus) [m. 1725], Pietro


Bayle [m. 1706], Giacomo Spon [m. 1685];
d'italiani

Leone

Al-

lacci [m. 1669],

orientalista,'

K affa eie Fabretti

[m. 1700].

Francesco Ficoroni [m. 1747], antiquari essenzialmente; di belgi e olandesi Giusto Lipsie [m. 1606], un dei filologi pi
grandi avanti

[m. 1627],

Giovanni Gruytere (Grutero) Gherardo Giovanni [m. 1649] e Isacco Voss


il

secolo nostro,

[m. 1689],

Giovanni de Meurs
e

(Meursio)

[m. 1639], Da-

niele

[m. 1655]

Putschen
[m. 1628],

(Putschius) [m. 1606],

Nicola Heinsio [m. 1681], Elia van Filippo Kluwer (Cluverio)


(Grozio) [m. 1695],

Ugo De Groot
e
il

derico [m. 1671]

figlio

Giovanni FeGiacomo Gronov [m. 1716],

Giovanni Giorgio Grfe (Graevius) [m. 1703], Giacomo Voorbrek (Perizonio) [m. 1715], Pietro Burmann il vecchio
[m. 1741], che gi
guente; d'inglesi,
confina, assieme

a pi

altri,

col periodo se-

Tommaso Gutaker [m.

1654],

Tommaso Gale

[m. 1702], Enrico Dodwell [m.l711],


di tedeschi,

Tommaso Creech [m.l700];

Giovanni Filippo Pareo [m. 1648], Gaspare Schoppe

(Scioppius) [m. 1649], Enrico Lindenbrog (Tiliobroga) [m. 1642],

Federico Lindenbrog [m. 1648], Gaspare Barth [m. 1658],

Tom-

[ 13-14]

[m. 1660],

33

[m. 1661],
Giovanni
Cristoforo

maso Reinesio [m. 1667], Luca Holstein


Freinsheim

Marquard

Gude [m. 1689],

Cellario [m. 1707]; di spagnuoli, pur sul primo inizio del periodo,
e

da annoverare tuttavia fra

gli umanisti,

Achille Est? (Statius)

[m. 1581].

A) Sul periodo francese e sulla filologia francese in genere: Hahnj Das Unterrichtswesen in Frankreich mit einer Gesch. d. Pariser Univers.,
Breslau 1848, p' 2;
Lipse,
I.

Ch. Nisakd,

Le

triumvir.

littr.

au
et

XVP
I.

Scaliger

et I.

Casaubon,

Paris 1852;

*Bernay8,

Beri. 1855; Jourdain, L'universit de Paris

aux

XVIP

siede, L L Scaliger, XVIIP sicles,

Paris 1863; Breitinger, Die franzos.

Ubersetzer der Alien

im

16.

Jahrh.

in Schweiz. Mus., 1865, 215 sgg.; E. Egger, L'hell. en France, Paris 1869,
voli.

2;

A. Franklin,

La

Sorbonne, ses origg., sa

biblioth...

Paris* 1875;
renaiss. des

Ch. Desmaze, L'univers. de Paris, Paris 1877;


lettres

F. Nve,

La

en Belgique, Louvain 1890.


i

B) Per

singoli umanisti efr. 12 B).

14 (Periodo anglo-olandese).

11

periodo anglo-olandese

abbraccia, in grosso, l'intiero secolo XVIII, da Riccardo Bentley,

che n'

il

rappresentante pi illustre, a Federico Augusto Wolf,


il

col quale s'inizia

seguente del secolo

XIX;

bench tutto

il

periodo soglia comprendersi con la designazione generica d'angloolandese, occorre

nuUameno

distinguere

la filologia

filologi
i

olandesi dalla filologia e dai filologi inglesi. In entrambi

paesi
lar-

continua, gli ovvio

intenderlo,

l'

indirizzo

enciclopedico

gamente sviluppato dianzi

dall' erudizione

francese, con

risoluta

prevalenza tuttavia della critica e dell'interpretazione degli autori,


degli autori latini specialmente
terra, e per questo
il

in

Olanda, dei Greci in Inghil-

periodo fu anche chiamato del criticismo


costituisce
il

essendo la critica quella a punto che ne

carattere

pi importante e appariscente.

Quanto a nomi
soltanto
i

ci

bisogner

star

paghi anche qui di ricordar


nazione.

principalissimi di

ciascuna

Per

l'

Olanda in
1766],

primo luogo,

Tiberio Hemsterhuis (Hemsterhusius) [m.


il

Pietro

Burmann

giovine [m. 1778],


critici

Luigi Gaspare Valil

ckenaer [m.
Valmaggi.

1785], dei

olandesi

maggiore,

Davide
3

Ruhnken
con loro Teodoro de

34

Wyttenbach

[ 14]

[m. 1798], Daniele

[m. 1820],

Rycke (Ryckius) [m. 1690], Giovanni Le-

dere (Clericus) [m. 1736], Carlo Andrea Duker [m. 1752], Sigberto

Havercamp [m. 1742], Arnoldo Drakenborch [m. 1784],

Francesco van Oudendorp [m. 1761], Giovanni Schrader [m. 1783],

Giovanni Daniele van Lennep [m. 1771] (da non confondere con

David Giacomo van Lennep

il

giovine,

ra.

nel 1853), Giovanni

Pierson [m.l759]. In Inghilterra

Riccardo Bentley

[m. 1742],

Giovanni Potter

[ra.

1747], Samuele Clarke [m. 1729], Giovanni

Davies [m. 1732], Geremia Markland [m. 1776], Giovanni Taylor [m. 1766], Riccardo Dawes
1786],

[m. 1766],

Tommaso Tyrwhitt [m.


in
Italia,

Riccardo Porson [m. 1808];


Facciolati

Scipione
Garatoni

Maffei [m. 1755], Giacomo


cellini [m.

[m. 1769], Egidio Por-

1768], Gaetano Marini [m. 1815], Gaspare

[m. 1817]; in Francia, Nicola Frret [m. 1749], Gabriele Brotier

[m. 1789], Giovanni Battista 1805];

Gaspare d'Ausse de Villaison |m.

in Germania, Giovanni Alberto Fabricius [m. 1736] (da

non confondere con Giorgio Andrea [m. 1645], n con Giovanni


[m. 1729], n con Rodolfo Antonio [m. 1772], ne con Giovanni

Andrea [m. 1769]), Giovanni

Mattia Gesner [m.


1781],
Cristiano

1761],

Giovanni Augusto Ernesti [m. como Reiske [m. 1774], Giovanni


derico

Giovanni GiaWolf [m. 1770]


Walch

(da non confondere con Giovanni Cristoforo [m. 1739] e con Fe-

Augusto del periodo seguente), Giovanni

Giorgio

[m. 1775], Cristiano Tobia

Damm

[m. 1778], Giovanni Federico

Christ [m. 1756] e moltissimi

altri.

A) Sul periodo anglo-olandese


nere
:

e sulla filologia anglo- olandese in ge-

Wolf, Liberar. Analekten, Berlin 1817 sgg.; F. Cramer, Gesch. der Erzieh. und des Unterr. in den Niederl., Stralsund 1843;
Fr. a.
*L. MiLLER, Gesch. d. class. Philol. in den Niederl., Leipz. 1869; E. Egger,

Vhelln. en France,

II,

Paris, 1809; R. C. Iebb, R. Bentley (English

Men

of Letters), Lond. 1882 (trad. ted. di R.

Wohler,

Beri. 1887).

B) Sui

singoli filologi cfr. 12 B).

[ 15]

35

Fede-

15 (Periodo tedesco).

Quest'ultimo periodo della storia

della filologia s'inizia su lo scorcio del secolo passato con


rico

Augusto Wolf
le lezioni

(si

considerano

generalmente

per termine a

quo

fatte

da

lui nell'universit di Halle, sulla scienza

della filologia, l'anno 1783), e giunge sino al presente. Abbraccia

dunque complessivamente tutta


il

la filologia classica del secolo

XIX:

che lascia intendere gi

senz' altro qual

debba essere la sua


venne
di-

caratteristica e fisionomia generale.


sciplinata,

La

filologia cio vi

non meno che


d'

gli altri

rami del sapere attuale, a quei


costi-

procedimenti severi

indagine storica e comparativa, che

tuiscono l'essenza stessa del metodo scientifico, o almen di quello

che nell'et nostra presente


tifico (1);

si

giudica essere

il

vero metodo scienresidui ereditari

tendendo ognor pi a liberarsi dai


affatto dell'indirizzo

pur non scomparsi

umanistico, spogliatasi

anche delle superfetazioni filosofiche del criticismo anglo-olandese,


ella divenne,

conforme all'ambiente intellettuale dell'epoca nostra,

del quale l'indirizzo scientifico l'impronta pi manifesta, propria

scienza della filologia.

ci

s'aggiunga, quanto

al

particolare

terreno della filologia classica, la


s'

tendenza
[v.

enciclopedica, di cui

ragionato nei

paragrafi

precedenti

2-4], ripresa

dalla
inte-

tradizione erudita del periodo francese, n

mai pretermessa

ramente durante
i

il

successivo periodo anglo-olandese, e s'avranno


filologia classica nel secolo nostro

pi rilevanti caratteri della

presente, che dalla


e tuttavia studi.

Germania

toglie
il

il

nome, perch quivi

stato,

in grandissima parte,

principal focolare di siffatti

(1)

Non

si

dimentichi che ancora

il

metodo, come

l'altre

manifestazioni

tutte di ci

che suolsi chiamare lo spirito umano, cosa affatto relativa, e varia in infiniti modi secondo i tempi e i luoghi, e pure alla stregua de' luoghi e de' tempi vuol essere giudicato.

noi,

che ne siamo parte viva, formatori e formati ad un tempo,


il

il

metodo at-

tuale pare sia naturalmente

anche, dove ci s'intenda detto per il presente soltanto, non per l'avvenire, e nemmeno per il passato. I filologi anglo-olandesi, i francesi del secolo XVII, gli umanisti del nostro rinascimento, e i dotti stessi
solo vero; ed

Medio evo e dell'antichit non hanno certo potuto non giudicar che quello profesil vero metodo della ricerca scientifica, al modo medesimo che cosi giudichiamo noi per il metodo nostro presente, e cosi dovr iuevitabilmente giudicarsi in un pi o men prossimo avvenire per un pi o meno prossimo metodo qualsivoglia che sia per succedere al nostro.
del

sato da loro a volta a volta non fosse

In tutte
molti
fioriti tra lo

36

dei

[ 15]

le varie ramificazioni

quali, assieme a quelli di

scorcio del secolo


i

XVIII

e la

prima met del


scienziati

XIX,

ci

vengono innanzi

nomi

d'infiniti illustri

pur

viventi ai giorni nostri. Per questa ragione, e perch formeranno


essi nei seguenti capitoli la

pi ragguardevole parte dell'apparato

storico e bibliografico del nostro


solo
i

Mamtak,

ricordarne qui anche

principali sarebbe
i

un

fuor d'opera, vie pi che non sarebbe

stato per

due periodi

anteriori.

Nondimeno, per maggiore


si

or-

dine e chiarezza di trattazione, sar bene che

faccia

menzione
in

pur

di coloro, che per ciascuna regione


il

rappresentano

modo

pi segnalato
tifico,

determinarvisi del nuovo indirizzo storico e scieniniziato dall'opera di F. A.

in

Germania

Wolf

[m. 1824].

Precursori insigni ne furono, gi

nel

secolo

XVIII,

Giovanni

l'arte, e

Gioachino Winckelmann [m. 1768], per l'archeologia delper la critica Cristiano Teofilo Heyne [m. 1812], con molti altri minori; e lo seguirono Filippo Carlo Butt-

mann

[m. 1829],

Cristiano Augusto Lobeck [m. 1860],


[m. 1871]; nella linguistica
e

Augusto Emanuele Bekker

Gu-

glielmo Humboldt [m. 1835], Giacomo [m. 1863] glielmo Grimm [m. 1844], Francesco Bopp [m.
nella critica e nell'ermeneutica
e

Gu-

1867];

Goffredo Hermann

[m. 1848]

Carlo

Lachmann
[m. 1861],

[m. 1851]; nelle scienze varie dell'antichit


1831],

Bertoldo Giorgio Niebuhr [m.

Federico Carlo Di
[m. 1867],

Savigny

Augusto Boeckh
1868].

Federico

Goffredo Welcker [m.


Visconti [m.
gelo
1818],

In

Italia,

Ennio Quirino
[m. 1860], An[m. 1870]; in
col

Mai

[1854],

Bartolomeo Borghesi Vittorio Amedeo Peyron

Francia,

Eugenio

Bournouf [m. 1852] (da non confondere

padre Gian Luigi [m. 1844]), Giangiacomo Champollion Figeac [m. 1867]
egittologo),
(si

distingua dal fratello

Gianfrancesco
[m. 1883],

[m. 1832],

Luigi Quicherat
Francesco
suo
figlio

[m. 1884],

Carlo Lenormant

[m. 1859] e

Carlo Alfonso
Adolfo Carlo

Leone Renier

[m. 1885],

Emilio Egger

[m. 1885]; in Olanda

Filippo Guglielmo van Heusde [m. 1839]

e il figlio

t i^

37

[m. 1865], Guglielmo

[m. 1878], Pietro

Hofman Peerlkamp
Grote

Giorgio Pluygers [m. 1880];

in Inghilterra,

Tommaso

Gais-

ford [m. 1855], Giorgio


[m. 1842], Guglielmo
doro Struve
[ra.

[m. 1871],

Tommaso Arnold
Giacomo Teo-

Mure [m. 1860];

in Eussia

1886], in Danimarca, Giovanni Nicolao


altri,

Madvig

[m. 1886], e pi

tuttora viventi, in questi e in altri paesi.

A) Sul periodo tedesco


in Deutschl. bis

e sulla filologia in

Germania genericamente

H. A. Erhard, Gesch. des Wiederaufbluhens wissenschaftl. Bildung vornehml.

zum

Anf.

d.

Beform., Magdeb. 1827-32, voli. 3; K. Hagen,

Deutschlands
voli. 3;

litter. u. relig-

Verhaltn- ini Reformationszeit, Erlangen 1841-44,

A. KiKCHHOFF, Beitr. zur Gesch. des deutschen Buchhand. (XV-XVIII

Jahrh.), Leipz. 1851-53, voli. 2; 0. Iahn, Bedeut. u- Steli, d. Alterthumsstell.

in Deutschl. in Preuss. Jahrhh., IV, 494 sgg. e Rev. german., Paris 1860,
p.

168 sgg.;

G. Frank, Gesch. d. protest. Theol, Leipz. 1862-75, voli. 3;


s. Werke u. s. Das Wiederaufbluhen der

K. lusTi, Winckelmann, sein Leb.,


voli. 3;

Zeitgen., Leipz. 1866-72,


class. Stud. in Deutschl.,

F. ScHRODER,

Halle 1864; L Aschbach, Gesch.


E. Klpfel, Die

d. Univers.

Wien,

Wien
u.

1865-77, voli. 2;

Univ. Tilbing. in
littr.

ihr.

Vergang.

Gegenw.,

Tiibingen

1877; Ch. Smidt, Hist.


*C. BuRSiAN, op.

d'Alsace, Paris 1879, voli. 2; A. Horawitz,


;

Griech. Stud., Beitr. zur Gesch. d. Griechischen in Deutschl-, Beri. 1883


cit.

nel 5

F. Kapp, Gesch. d. deutschen Buchhand.,


I,

I,

Leipz. 1886

G. Kaufmann, Gesch. der deutschen Univers.,

Stuttg. 1888.

B) Sui singoli umanisti, oltre i repertori anche il Biogra2)hische Jahrb. del B. Jahresb.

citati nel 12 B), si


[ 20,

veda

A)

2].

38

[ 16-171

3)

Enciclopedia della filologia classica.

16.

Enciclopedia:
II,

Freund

I,

sgg.;

Boech' 37

sgg.;

Reinacb

P, 23 sgg.;

15 sgg.

17.

Manuali.

Lasciando

pi antichi saggi e rudimenti


poi nei

d'una enciclopedia filologica tentati gi dal Wowerio in


secoli

XVII

XVIII,

accennati
hlassischen

di

sopra nel 2;

lasciando

anche

VHandhuch der

Literatur

dell'

Eschenburg

[Berlino 1783; 8* ed. a cura di L. Lurtke, 1837], lavoro d'indole


affatto scolastica e senza valore scientifico, fu

primamente l'esempio
i

e l'insegnamento di F. A. Wolf, che, delineando

confini d'una

scienza enciclopedica della filologia, anche provoc la letteratura


de'

Manuali

e delle Enciclopedie sistematiche di filologia.

Le

basi

scientifiche di somiglianti trattazioni

furon

poste

anzitutto

per

opera del

Wolf

stesso nella celebre Barstellung der

AUerthumsdel

wissenschaft stampata nel primo


e del

volume

del

Mmeum
sotto
il

Wolf

Buttmann,

e pi

compiutamente

nelle sue lezioni del 1798-99,


titolo di

pubblicate postume

dallo

Stockmann nel 1831


e con quello
I.

EncyMopdie der Philologie


die

di

Vorlesungen
1'

iiber

Encyklopdie der Philologie da

D. Gtirtler

anno mede-

simo. L'edizione dello Stockmann


grafiche e riprodotta

fu cresciuta di

giunte biblio-

da A. Westermann nel

1845;

mentre

fin

dal 1833 S. J.

W. Hoffmann
alla

aveva ristampato la Barstellung con

una

scelta di scritti minori e supplementi bibliografici. Quasi con-

temporaneamente

prima Barstellung del Wolf veniva

in luce

V EncyJclopdie der hlassischen Alterthumshunde [1806


di Luigi Schaff,

1808]
e

esposizione
dell'

molto

elementare
assai pi

della

scienza,

tiene

^WHandiuch

Eschenburg

che

dell' enciclo-

[ 17]

dello

39

quale
si

pedia sistematica del Wolf. Alla


successive compilazioni

accostarono

invece le

stesso

genere, dell' Ast [1808], del


le

Bernhardy [1832],

la migliore di

tutte

anteriori al Boeckh,

dell'Hofmann [1834], del Matthiae [1835],


sino alla

di C. G.

Haupt [1839],
di

fondamentale EncyMopdie und Methodologie

Au-

gusto Boeckh [1877], che per profondit di dottrina, per avveduta


scelta e precision di ragguagli, per copia ed esattezza d'informa-

zioni bibliografiche (fu


tuttavia
il

messa

al corrente dal

Klussmann

nel 1886),

miglior manuale

scientifico dell' enciclopedia filolo-

gica.

Poco avanti questo del


di

Boeckh venne

in luce

il

notissimo
d'in-

Triennium pMlologicum

Guglielmo Freund [1874

76],

dole assai pi elementare e oramai antiquato, rifatto liberamente

da

S.

Keinach nel suo Manuel de philologie


si

classique

[1880].

Al quale

potr ricorrere sempre con maggior frutto che all'ori-

ginale del Freund,

massime grazie b\V Appendice 1884]


\

che tenne dietro alla seconda ediz. del ed


ricchissima di

Manuale [1883]
Con
I.

(= voi. II), (= voi. I)


la

materiale erudito.

criteri

infine affatto

diversi fu intrapresa sotto la direzione di

von

MUer

pub-

blicazione di

un grande Handhuch der classischen AUerthumsnove volumi


con varie
sezioni, ciascuna

wissenschaft, diviso in

delle quali o ciascuna parte delle quali

affidata ad eruditi di
siffatte

competenza notissima nella

materia; e

alcune di

tratta-

zioni sono di grandissimo valore,

non pur quali membra staccate


della
la

eW Handhuch, ma
Stolz
Christ.
e dello

nel

ramo

stesso

scienza

cui apparten-

gono, come, per citare

un esempio,

Grammatica

latina dello

Schmalz, e la Storia

della

letteratura

greca del

Per la bibliografia delle opere del Wolf, dell' Ast, del Bernhardy, del Matthiae, del *Boeckh, vedi 4 BJ. Qui s'aggiungano le seguenti L. ScHAFF, Encyclopddie der classischen AlterthumsJcunde, 4. Ausg. hgg.
:

V. I.

Ch. G. Schincke, Madgeb. 1837, voli.


Fr.

2.

Hoffmann, Die Alterthumswissenschaft, Leipzig 1834. C. G. Haupt, Allgemeine tvissenschaftUche AUerthumskunde, Altona 1839. W. Freund, Triennium pMlologicum oder Grundzuge der philologischen
S.

W.

Wissenschaften, Leipzig 1874-76, voli-

6.


*S.

40

[ 17-18]

Reinach, Manuel de pUlologie


MiiLLER,

dassique, Paris,

1883, II [Appen-

dice] 1884.
*I.

V.

systematischer Darstellung, Munclien 1885 sgg.

Handbuch der Klassischen Altertums -Wissenschaft in Sono pubblicati i vo-

lumi seguenti
I^.

und HilfsdiscipUnen A) V. Uklichs, Grundlegung u. B) Blass, Hermeneutik und Kritik; C) Io., Palaographie, Buchwesen und Handschriften; D) Labfeld, GriecMsche Epigraphik; E) HiiBNEE, Romische EpigrapMk; F) Unger, Chronologie; G) Nissen,
Einleitende
[

Geschichte der Phill.;

Metrologie], 1891.

IP.

GriecMsche

und

lateinische

Sprachwissenschaft
u.

A) Brugmann,

GriecMsche Grammatik; B) Stoltz


C) AuTENRiETH
u.

Schmalz, Lateinische Grammatik : Heerdkgen, GriccMschc und lateinische Lexikographie ;

D) VoLKMANN,
III.
[

Rhetorik;
Einleitung.

E) Gleditsch,
Geographie
u.

Metrik], 1890.

Geographie und politische

Geschichte

des

klassischen Altertums
bis

A) Hommel,

und Geschichte des Orients


u.

zu

Perserkriegen;

B) Lolling
u.

Pohlmann, Geogr.

Gesch. von Griechen-

land;

C) Iung, Niese

Richtee, Geogr. u. Gesch. von

Rom

u.

den rom.

Provinzen], 1889.
IV. Die Lehre von den Altertumern.

1892.

1.

[G. BusoLT,
[I.

Die GriecMeschen Staats-

u. Rechtsalterthilmer],

P IP

V.

MiLLEE, Die Griech. Privatlterthilmer ; A. Bauer,

Die Griech. ICriegsalterthUmer], 1892. 2*. [Schiller, Die rom. Staats- Rechts- u. Kriegsalterthumer ; Voigt, Die rom. PrivatalterthUmer u- rom. Kulturgeschichte], 1893.
V.
1.

GNTHER
Stengel

u.

Windelband, GescMcMc der antiken Naturwissenschaft


Oehmichen, GriecMsche Cultusalterthumer und an-

und

Philosophie, 1888.

3.

u.

tiker Bilhnenwesen, 1890.

VIP. V. Christ, GriecMsche Ldtteraturgeschichte, 1890. VIII. M. ScHANz, Geschichte der romischen Litteratur,
1890-1892.
IX,
1.

p* 1

2,

K. Krumbacher, Byzantinische Litteraturgeschichte, 1891.


le parti 2.

Mancano ancora
e 4. (Religione
e

(Mitologia greca e storia della religione)


di

antichit

religiose
2.

Roma)

del voi. V,

il

voi.

VI

(Archeologia dell'arte) e la parte


tura latina nel Medio evo).

del voi. Vili (Storia della lettera-

18.

Dizionari (ed Enciclopedie alfabetiche):


voli. 2.

Hederich, Reales Schullexikon, Leipzig 1748,


RealschuU..,

Funke, Neues Realschullexikon, Braunschweig 1805,


Fr. C.

voli. 5; Io.,

Kleines

Hamburg^ 1818, Kraft u. C. MiiLLER,

p' 2.

Realschullexikon,

Hamburg

1864, voli. 2 [rifa-

cimento del Kl. RealschuU. del Funke].

[ 18-19]

Chr.

41

klassischen

*A.
fortges.

Pauli,
v.

Real-Encyklopadie der

Alterthumswissenschaft,

Walz

u.

W. Teuffel

[1837-52], Stuttgart' 1862-66, voli 6.

Ch. Anthon, Classical Dictionary, New-Jork 1843.


*Fe. Lubkek, Reallexikon

der classischen

Alterthiimer

fiir

[1851];
rer,

7. verh.

Aufl. von

M. Ekleb, Leipzig, 1891

(trad. ital. di C. A.

Gymnasien Mu-

Roma

1891) [dizionario elementare].

A. RicH, Dictionnary of

1873

(trad. ital. di A.

Bonghi

Roman and Greek Antiquities [1858], London* e Gr. Del Re con aggiunte di G. Fiorelli,

Firenze 1867-69,
Paris 1859).

voli. 2; ted. di

Mller, Paris et Leipzig 1862; frane

*A. Baumeister, Denkmler des Mass. Alterthums,


1884-88, voli.
3.

Munchen
antiquits

u.

Leipzig

*Ch. Daremberg et

E. Saglio, Dictionnaire

des

grecques

et

romaines d'aprs
in continuazione.

les textes et les

monuments originaux, Paris 1873

sgg.,

W.

untiquities,

W. Watte a. G. E, Marindin, Dictionnary of Greek a. Roman London' 1890. 0. Seyffeet, Lexikon der klassischen Alterihumskunde, Leipzig 1882
Smith,
;

Id.,

a.

a. dictionn. of class, antiquities, mythol., reUgion, ed. hy H. Nettleshif a. I. E. Sandys, Lond. 1891.

literat. a. art. Revis.

*E.

De Ruggero,

Dizionario epigrafico di antichit romane,

Roma

1886

sgg., in continuazione.

*A. Pasdera, Dizionario di antichit classica, Torino 1891 sgg., in continuazione.

19.

Repertori bibliografici.
generali

Qui

ci

bisogna

anzitutto

distinguere le bibliografie

(bibliografiche,

storiche, bio-

grafiche, regionali e via dicendo,


selle del Denis, la
il

come

la Bibliographie

univer-

Biographia hibliographica dell'Oettinger [1854],


Brunet [1860
sgg.],
il

Manuel du

libraire del

Trsor

de

li-

vres rares et prcieux ou nouveau Dictionnaire

hihliographigue
I.

del Graesse [1859 sgg.], la Bibliotheca hibliographica di

Petz-

holdt

[1866], la

Bibliography

of bibliografy del Sabin [1877],


del Vallee

la Bibliographie des bibliographies

[1883, con

SupJVIon-

plem. del 1887], la Biblioteca bibliografica italiana di C. B.


tarolo

[1885], la Bibliotheca bibliographica italica

di

Ottino e

Fumagalli [1889]
delle quali
si

e altrettali repertori), la registrazione

metodica

sottrae affatto ai confini della nostra trattazione, dalle

bibliografie propriamente classiche.

queste a lor volta possono

distribuirsi in vari

42

~
stregua della
ai

[ 19]

gruppi, alla
si

lor

contenenza e
:

natura particolare, che

riducono

seguenti capitalissimi

A)

Bibliografie generali.
(il

tacere dei saggi tentati nei

secoli scorsi

pi antico abbiamo nei Libri graeci impressi di


vecchio [1498])
e pi
il

Aldo Manuzio

il

largamente su gli

inizi

del nostro (ricordiamo, tra gli altri,

Rpertoire de
si

littrature

ancienne
che
i

[Paris 1808, voli. 2] di F, Schll), non

possiedono

seguenti repertori:
Bibliotheca pMlologica [1826], Leipzig^ 1853 (bibliografia

W. Engelmann,
dal 1750 al 1852).

*E. HuEBNEB, Bibliographie der classischen AlterthumswissenschafU


riss

zu Vorlesungen

PMllogie [1876],
al

Grundund Encyklopdie dr klassischen Berlin* 1889 [Comprende l'apparato bibliografico fino


ilher die Geschichte
:

1888 inclusivamente].
Wolf's, Philologische Vademecum [bibliografia alfabetica e sistematica]
Scriptores Graeci;
II)

I)

Scriptores

Latini;

III) Philologische

Hilfswis-

senschaften, Leipzig 1886.


I.

CoRTESK, Bibliotheca philologica in

usum studiosorum, Panhormi 1887

[indicazione

sommaria

de' sussidi capitalissimi].

B)

Bibliografie

sistematiche dei IVIanuali

Vedi

sopra, 17.

C) Bibliografie sistematiche periodiche C^ Bibliotheca philologica classica e bibliografie


critiche del

Jahresber. d. philol.

Ver. in
altre).

Berlin, del *-B. Jahresb.,

della

*Revue des Revties e

A.

Vedi

stto,

20 A).

D)
F. L.

Bibliografie degli scrittori greci e romani:


ScHWEiGER,

Handbuch der

classischen

Bibliographie,

I,

Gr.

Schriftstell, II, 1
S. F.

e 2 Lat. Schriftstelh, Leipz. 1830-34.


d-

W.

HoFFMANN, Bihliographisches Lexicon

der Griechen u.

Romer

[1830-33],

Leipz.^ 1838-45, voli. 2

gesammten Litteratur [Mancano gli

scrittori romani].

F. W. Wagner, Grundriss d. classischen Bibliographie, Breslau 1840. *W. Engelmann, Bibliotheca scriptorum Graeeorum et Latinorum [1847],
8.

Aufl.

bearb.

v.

E. Preuss,

I,

Scr.

Graeci,

l,

Scr.

Latini,

Leipzig

1880-82.
C.

H. Hermann, Bibliotheca scriptorum classicorum


ib.,

et

Graeeorum

et

La-

tinorum, Halle 1871 (Supplem. di E. Kxussmann,

1874).

[ 19-20]

Ldtteratur

43

uber die griech.


u.

K. BoYSKN, Bibliographische Uebersicht


toren
betr.

latein.

Aup*

der Jahre

1867-1876,

Gottingen,

1878-81,

[E. dal PMl.].

E)

Bibliografie speciali.
seguenti.

Saranno

registrate a' lor luoghi

nei paragrafi

20.

Riviste.

A)
1.

KiVISTE DI BIBLIOGRAFIA SISTEMATICA.

Jahreshericht des philologischen Vereins in Berlin, in


fiir

appendice alla Zeitschrift

das Gymnasialwesen

(v. sotto,

B) ).

Comincia con l'annata XXVIII [1874], che comprende

le

pubbli-

cazioni uscite nel 1873; poi seguita nelle annate successive, dalla

XXX

con paginazione sua propria.

Indice analitico degli articoli (fino al 1892 incluso):

a)

Archeologia

[R.

Engelmann]

Ln.

XXVIII

[1874]

b)

Cesare

[R. Miiller]

[P.

Geyer]

[R. Schneider]

[H. Meusel]
[R. Schneider]

[H. Meusel]

[R. Schneider]


Cesare

44

[20]
An.

[R. Schneider]

c^

Cicerone,

Epist. [K.

Lehmann]

Opp.

filosof.

[Th. Schiche]

Orazz. [F. Luterbacher]

d)

Cornelio Nipote [Gemfs]

e)

Curzio

[M. C. P. Schmidt]

f)

g)

Demostene [Nitsche] Documenti per la morfologia


>

[A. V.

Bamberg]

h)

Erodoto

[H. Kallenberg]

i)

Frammenti

dei poeti
[F.

romani
Harder]
Harre]

Jc)

Grammatica latina
Isocrate
[G. lacob]

(compresevi
[P.

IJ

[ 20]

45
[G. lacob]

An.

Isocrate

XXXII

[1878] [1880] [1885]

PP

47-53

[E. Albrecht]

XXXIV XXXIX
XLIV

187-202

49-103
1-38

[1890] [1881]
[1887] [1877]

m) Licurgo
>

[G.

Lange]
>

XXXV
XLI

305-334 113-152

M^ Lirici

greci

[0. SchrCder]

XXXI
XXXIII

125132
50-58

[1879] [1882] [1885]

>

XXXVI XXXIX
XXVIII

41-66

339-369

o; Lisia [H.

Rohl]

[1874]
[1877] [1878] [1879] [1881]
[1882]

775-785

XXXI
XXXII
>

2545
40-46 40-49

XXXIII

>

XXXV
XXXVI
XXXVII

191-201

[E. Albrecht]

333343
298-311

[1883]

XLII [1888]
XLIII [1889]

189-216
307-319
157-161

>

>

p; Livio [H. L Muller]

XLVI XXIX

[1892]

[1875]
[1876]

57-209
238-278

XXX
XXXI
XXXII
XXXIII

[1877]

133-194

[1878] [1879] [1881] [1882] [1883]

5494
133-185
131-190

XXXV
XXXVI
XXXVII
XXXVIII

267-332 318-358
80-99

[1884] [1885]

XXXIX
XLI

104-183
184-204
1-30

[1887]

XLII [1888] XLIII [1889]

74-113
1-64;

192

XLIV

[1890]

153-236
160-191
1-25

XLV
q)

[1891]

Luciano

[G.

Wichmann]

XLVI XXXI
XXXIII

[1892]
[1877]

94-41
18-89

[1879] [1880] [1881]

XXXIV

203-236 373-400
100-156

XXXV
XXXVIII
r)

[1884]

Omero

(esclusa l'alta critica)


[G.
[P,

Lange]
Cauer]

XXIX
XXXIII

[1875]

110-165
202-295

[1879]

Omero

46

[20]

(esclusa l'alta critica)


[G. Lange] An.
[P.

XXXIV

[1880]
[1881]

pp

43-186

Cauer]

XXXV
XXXVIII

1107
249-396
65-120
79-159

[1884]

[E,

Neumann]

XLIII [1889]

XLV
XLl

[1891] [1887]

(alta critica) [C.

Rothe]

244-342
349-385
123-152

XLll [1888]

XLIV

[1890]

XLV
s)

[1891]
[1875] [1876]

270-290

Orazio [W. Mewes]

XXIX

214-230
210-237 300-335
134-170
78-132

XXX
XXXI
XXXII
XXXIII

[1877] [1878]
[1879]
[1880] [1883]

XXXIV
XXXVII
XXXVIII

288-340
122-197

[1884]
[1886]

224-248

XL

329-362
159-188

[G.

Wartenberg]
>

XLII [1888]

XLIV XLVI

[1890]

237-278
162-214

[1892]

t)

Ovidio

gli elegiaci
[H.

romani
Magnus]

XXXI
XXXII
XXXIII

[1877] [1878]

229-245
45-117

[1879]
[1881]

296-319

XXXV xxxvn
XL

335-372
241-297
162-220
121-181

[1888] [1886]

XLIII [1889]
[G.

Wartenberg]
Heller]
>

182-192

u)

Platone

[H.

XXX
XXXII

[1876]

49-180
197-282

[1878] [1877] [1879] [1883]


[1882]

v)

Plutarco

[C.

Th. Micbaelis]

XXXI
XXXIII

246-256
59-77

XXXVII
X)

61-121
67-72

Quintiliano

(lib.

X)

[P. Hirt]

XXXVI
XXXVII

[1883]

812-317
51-62 62-73

XLII [1888]

[M. Kiderlin]

y)

Sallustio [Meusel]

[F.

Schlee]

XXIX XXXI XXXIV XLIV

[1875] [1877]

45-56

195-228
1-85

[1880]
[1890]

39-56

f 20]
z)

Nitsche]

47

Senofonte [W.

An.

XXVIII

[1874]

pp.

aa) Sofocle [E. Jacob]


[R. SchneideJ

[H. Otte]

bb)

Tacito

(esclusa la

Germania)
[Gr.

Andresen]

(Germania) [U. Zernial]


ce)

Tucidide

[R.
[B.

Steig]

Kuhler]

4d) Virgilio [P.Deuticke]

nate; voli.

48

al

[ 20]

I-XXV);

la 2 dal

1881
poi.

1890 (10 annate, volumi


Son pubblicati inoltre due

XXVI-LXV);
volumi
alla 2*

la 3* dal

1891 in

di supplemento,

uno

alla 1* serie

(Mitologia),

e l'altro

(Inscrizioni greche

Mitologia).

Indice analitico degli articoli (fino all'annata 1890 inclusa):

Sezione

I (Scrittori greci).

Anno
a)

Omero

[Giske]

>

[E.

Kammer]
>

critica del testo [G.

Hinrichs]

sintassi e lingua [C.

Thiemann]
>

[G. Vogrinz]

realien [A. Gemoll]

alta critica [C. Rothe]

>

[A.

Gemoll]

h)

Epici postomerici

[H. Flach]

[A. Rzach]

e)

Pindaro

(per gli anni 1873-79 v. Lirici,


sino al voi.
[L.

XXVI) Bornemann]

d) Lirici [F. Blass]

[E.

Hnier]

[20]

[H. Fritzsche]

49

Anno

e)

Bucolici

(per gli anni seguenti


rici,

v.

Li-

dal voi.

XXXIV)

f)

Tragici

[N.

Wecklein]

[C. R. V.

Holzinger]

[N.

Wecklein]

g)
h)

Comici

[A. v.

Bamberg]

Erodoto

[H. Stein]

i)

[I.

Sitzler]

Senofonte

[Budisenschiitz]

[W. Nitsche]
[C.

Schenkl]

h)

Tucidide

(per gli anni 1873-84, v. Sto-

rici sino al voi.


[Fr. Muller]
l)

XXXIV)
e

Storici

(esclusi

Erodoto,

Senofonte

Tucidide, dal voi.


[A. Schone]
[C.
>
[I.

XXXVIII)

Schenkl]

Kaerst]

m) Retori
Valmagoi.

e Sofisti [C.
>

Hammer]

[ 20]

[P. Egenolflf]

5i

Anno

Grammatici

u) Scrittori

seriori [A; Eberard]


g)

52

Anno

[20]

Lucrezio

[A. Brieger]

h)

Bucolici

("H.

Fritzsche]

[C.
i)

Chaper]

Ovidio

[A. Riese]

[R.

Ehwald]
>

k)

Orazio
>

[H. Fritzsche]
>

>

[W. Hirschfelder]
>
l)
[I.

Hussner]

Satirici

(esclusi Lucilio e Orazio)


[L.

Friedlnder]

m) Catullo

Tibullo

[R. Richter]

>

[H.

Magnus]
v.

n)

Properzio

(per gli anni 1873-1877,

tullo e Tibullo sino [E. Heydenreich]

al voi.

CaX)

[20]

[A. Riese]

53

Anno

o)

Antologia

p) Fedro
>

[E.

Heydenreich]

[H.

Draheim]

jp bis>

Favolisti

(v.

Fedro, dal

voi.

LIX)

q)

r)

Calpurnio Siculo, Nemesiano, Ausonio e Claudiano [0. Giithling] Cicerone [I. Miiller]

Orazioni [G. Landgraf]

opp.

filosof.

[I.

Miiller]

[P.

Schwenke]

Epist.

[I.
[I.

Muller]

H. Schmalz]
V.

s)

Cesare

[A.

Hug]
Storici)
I.

(per gli anni 1874-1883


[H.

Heller]

shs) Cornelio

Nipote

Sallustio

[E. Wolfflin]

s ter^

(per gli anni seguenti, v. Storici) Livio, Tacito, Aurelio Vittore

Ammiano

[E. W6lfflin]

(per gli anni seguenti, v. Sto-

rici e Tacito)
t)

Tacito
>

[E. Welfflin]

[G.

Helmreich]

u) Storici (escluso Tacito) [A. Eussner]

v)

54

[20]

Anno
Valerio Massimo
[F.
>
>

[K. Fr.

Kempf]

xj Quintiliano

Becher]
Muller]

y)

Retori

(escluso

Seneca
[C.

[I.

zj

Seneca retore
il

Bursian]
I.

[H.

Muller]
[L. Urlichs]

aa) Plinio

vecchio

bb)

Plinio

il
>

giovane, Lettere

[I.

Muller]

[E. Strobel] ccj

Gelilo

[H.

Hagen]

(per gli anni seguenti v. Scrit-

tori seriori)
dd)

Grammatici

[H.

Hagen]

[G. Goetz] e latino

ee)

Scrittori seriori (basso-latino

volgare) [E. Ludwig]

[K. Sittl]

[ 20]

55


Storia,
etc.

56

Anno
Volume
XXVIII
1881

[20]
Pag.
282-379

[A. Schiller]

1882
1883 1885 1886
1887

XXXII

486-552
454-540
36-120

XXXV
XLIV
XLVIII
LII

211-314
268-334
262-341
114-185

1889

LX
LXIV
IV

1890
i)

Storia della letteratura greca


[E. Hiller] 1874-75

194-219
123-167

1879
k)

XIX

Storia della letteratura

romana
XXIII 243-288
f

[A. Reifferscheid] 1880


l)

Filosofia antica in Russia [W. Lutoslwski] 1889

LX
LXIX
VII
1* serie, intero

438-441

1891

194-198

m; Mitologia

[A. Preuner]

1876

l-144u

voi. 25,

supplemento alla

66,

2*

pp. 224 a fine

Anno
n)

Volume
II

Pag.
1335-1497
273^352

Antichit greche

[I.

H. Lipsius]

1873
1878

XV
XLIV
XLVIII
LII

bis^

Antichit religiose greche [A. Mommsen] 1885


1886
1887

405421
315-352
335-378
222-261

1889
1891
o)

LX
LXIX
II

409-437
43-144
840-918

Antichit romane
hs)

[L.

Lange]

1873

Antichit pubbliche romane


[H. Schiller] 1879

XIX
XXIII

353-530
55-87
1-32

1880
1881

XXVIII

1882

XXXII

241-307
162-272 183-247

1883

1884
1885

XXXVI XL
XLIV
LII

275-376
1-89 1-68

1887 1888 1889

LVI

LX
LXIV

342-408
186-280

1890

[20J

57

Anno Volume
Pag.
e re-

ter^

Antichit romane private

ligiose [M. Voigt] 1878


1879

XV
XIX
XXVIII

358-401

599-630
33-54
154.191

1881

1888

XXXVI
XL
XLIV
XLVIII

271-288

1884
.

248-273
377-404
185-200

1885

1886

[M. Zoeller] 1889

LX

191-221

p)

Archeologia scenica greca


1873,
V.

(per

il

Tragici greci,

voi. I)

[N. Wecklein]

1874-75

IV

190-193

1879

XIX

631-646
357-365
312-331

1884
q)

XL
IV XI

Storia naturale, commercio, tecnica [0. Keller] 1874-75


[H.

Blummer] 1877
[0. Keller] 1879
.

218-245
184-223
55-107

XIX
XXVIII

1881

1884

XL
LII

866-450
90-139

r)

Scienze esatte

[L.

Gntherl 1887 1890 1873 Lungkavel]


[S.

LXIV
I

231-304
680-720
159-217

[M. Curtze]

1877

1880 1884
s)

XI XXIII

217-242
1-50

XL
XI

Medicina

[R.

Seligmann]
a

1877
1879

132-158

XIX

224-310
51-81

>

[Th.

Puschmann]
>

1884
1890 1873
1874-75

XL
LXIV
II

281-320

t)

Epigrafia greca

[C. Curtius]
>
>

1194-1254
252-311
1-94

rV

1878

XV
XXXII

[H. Rohl]

1882 1883
1887

M54
1-53

XXXVI
LII

[W. Larfeld]
voi. 66,

379-564

1889

LX

442-499

supplemento alla 2

serie, pp. 1-223

Anno
u)

Volume
XXIII
119-216
141-182

Epigrafia romana [Haag]

1880 1884 1888

XL
LVI

69-136


v)

58

Anno
Volume
II

[ 20]

Pag.
1465-1647

Archeologia dell'arte

[B. Stark]

1873

x) Storia dell'architettura e plastica


[C.

Bursian] 1873

II
I

1648-1657
231-267
419-481

y)

Numismatica

[R.

Weil]

1873
1876 1882

VI

XXXII
II

388-460

z)

Grammatica greca
Panfilia
e

[C.

I.

[B. Gerth]

Sigismund] 1873 1878

1255-1292
171-274

XV
XI

aa) Cipro,

Messapia
[W. Deecke] 1877
1879
1881
125-131
32-35

XIX
XXVIII

220-229

1885

XLIV
I

266-274
657-679 119-145
90-118
1-21

hh)

Grammatica latina

[H.

Merguet]

1873
1874-75

[W. Deecke]

1877

IV XI

1879
1881

XIX
XXVIII

183-219

1882
1885
ce)

XXXII XLIV
XI

308-363
121-228

Lingue italiche

(compresovi

il

latino

antico) [W. Deecke] 1877

118-125
22-32

1879
1881

XIX
XXVIII

230-247 364-3S7

1882
1885 1877 1878 1883

XXXII XLIV
XI

229-265
1-33

dd)

Metrica

[H. Buchholtz]

[W. Velke]
[R. Klotz]

XV
XXXVI XLVin
LXIX
XXVIII

149-170

289-453
55-160
199-250

1886
1891

e!>

Musica

[H. Guhrauer]

1881

168-182
1-35

1885

XLIV

Basso latino
gg)

[K. Sittl]

1884
[K. E. Georges] 1873

XL
II

317-356

Lessicografia latina

14551464
146-166

1874-75

IV
VII

1876
1877

482-495 326-340
168-183

XI

1879
1880
1881

XIX
XXIII

391-436
248-281

XXVIII

1884
hh)

XL
XLVIII LVI

82-140
1-54

Linguistica comparata

[H. Ziemer] 1888

137-384

[ 20] 3.

59

classica.

Bihliotheea philologica
classiscien

Yerzeichniss

der

auf

dem Gebiete der

Alterthumswissenschaft erschienenen

Biicher, Zeitschriften, Bissertationen,

Programm-AhhandlungeUy
[Berlin, Calvary].

AufscUze in Zeitschriften

und Recensionen

parte autonoma del JahreshericM precedente, e comprende tutto


l'apparato bibliografico relativo alla filologia e all'antichit classica diviso in sei sezioni (I. Storia ed Enciclopedia della scienza

dell'antichit;

IL

Scrittori

greci

romani;

III.

Epigrafia

Paleografia;

IV. Linguistica;

V. Storia
il

letteraria;

VI. Anti in

chit). Si pubblica a trimestri:

volume usc nel 1874;

corso

il

XX

[1893].

4.

Revue des Revues

et

puhlications d'Acadmies relaiives

Vantiquit classique

[Paris, C. KlincksieckJ.

Fu

cominciata a

pubblicare in appendice al I volume della Revue dephilologie de


littrature et d'histoire

anciennes

(nuova

serie,

1877), sotto

la

direzione di C. Graux, comprendendovisi ogni anno lo spoglio dei


fascicoli recanti
il

millesimo

dell'

annata precedente, indipenden-

temente dalla loro distribuzione per annate o volumi. Lo spoglio


riassume
il

contenuto non pure degli articoli originali,

ma

eziandio

delle recensioni e dei resoconti critici, e vi sono comprese anche


le

riviste sistematiche registrate

sopra

ai

numeri

e 2.

in

corso l'annata

XVII

[1893].

5.

Vierteljdhrliche

systematische
Philologie

Bihliographie auf

dem

Gehiete

der

classischen

und Alter tumstvissenschaft,

sowie der Neuphilologie. Besonderer Ahdruch der Bihliotheea


Philologica .

in corso

1'

annata 46*, ed esce in appendice


[v. sotto,

ai

NN.
6.

Jahrhiicher fiir Philologie u. Padagogik

BJ

50].

Rivista

bibliografica

critica

delle

lingue e

lettera-

ture

romanze

dir.
].

da

G. Zannoni,
dal

G.
in

Huet

ed

E.

Eberinq
for-

[Torino,

Clausen

Esce

1889

fascicoli

mensili,

mando un volume ogni

anno, e comprende le pubblicazioni

rela-

tive alle lingue

60

I).

[ 20]

romanze

di Linguistica e filologia

comparata in

generale (1* sezione) e del Latino (2* sezione, parte

Le

indi-

cazioni bibliografiche sono accompagnate da brevi cenni critici, e

abbracciano sistematicamente anche

le recensioni.

7.

Kritischer Jahresbericht
Philologie, hgg.
v.

iiher die FortscJiritte der

roman-

ischen

K. Vollmller und R. Otto [Mtin-

chen
I

u. Leipzig,

OldenbourgJ.
e

pubblicato

il

1 fascicolo della

annata [1890],
e sulla

abbraccia

rapporti sulla Fonetica (E. Seel-

mann)

Lingua

e letteratura latina (redatto

da E. Seelmann,
il

con la collaborazione di vari): fanno parte di quest'ultimo

la-

tino antico, popolare, de' giuristi, della Bibbia e della Chiesa, e


la letteratura latina del Rinascimento.

8.

Aneeiger fUr indogermanische Sprach- und Alterthums-

kunde, Beihlatt

zu den Indogermanischen Forschungen, hgg.


a

v.

W.

Streitberg [Strassburg, Triibner]. Cominciato

pubblicare

nel 1891. Gli annunzi sono di solito accompagnati da brevi indicazioni critiche.

B)

Riviste

speciali,

pubblicazioni

periodiche

accade-

miche (1) in corso (2).

a) Italia.
1.

Archivio glottologico italiano, diretto

da

G.

I.

Ascoli

[Torino, Loescher], voi. XIII.


glott. ital., I disp.
2.

Supplementi periodici alTArch.

Bullettino della

commissione

archeologica comunale di

(T)

Delle Riviste e

pubblicazioni

periodiche ragistriamo

qui esclusivamente

quelle

speciali di materie che rientrano nell'enciclopedia filologica. L' indicazione del


o dell'annata si riferisce al
(2) Cfr.

volume

volume o all'annata

in corso nel 1892.

l'Appendice

I.

[ 20]

XX.

61

Roma
anno
3.

[Koma, tipografia della K. Accademia dei Lincei],

4*,

Bullettino

delV Istituto di

diritto

romano, puhbl. per

cura
4.

del

segretario V. Scialoja

[Koma, Pasqualucci], anno V.


cristiana, edito
III.

Bullettino di archeologia
s

da G. B. De

Kossi [Roma, Spithver],


5.

5*, voi.


VII.

Mlanges d'archeologie

et d'histoire puhlis

par Vcole

frangaise de
6.

Rome

[Paris, E. Thorin], anno XIII.

Mittheilungen des kaiserlich deutschen archaeologischen

Instituts,

Roemische Abtheilung {Bullettino dell'imperiale Instiromana) [Roma, Loescher


e C"],

tuto archeologico germ.anico, sezione


voi.
7.

Notizie degli scavi di antichit


(p''

comunicate alla R. Acca-

demia dei Lincei

2* degli Atti della

R. Accademia dei Lincei,

classe di scienze morali, storiche e filologiche)


s

[Roma, Loescher],

4, voi.

X.
italiana
di

8.

Rivista

numismatica
di redazione

diretta

da Pk.

ed

E. Gnecchi e
glioli],

da un

consiglio

[Milano,

L. P. Co-

anno V.
Rivista di filologia e d'istruzione classica, dirett. D. Com-

9.

PARETTi e G. MiiLLER [Torino, Loescher], annata XXI.


10.

Studi di storia
voi.

antica, pubhl.

da G. Beloch

[Roma,

Loescher],

IL

p) Austri a- Ungheria.

IL Wien
12.

Berichte

und Mittheilungen
voi.

des Alter thums-Vereins zu

[Wien, Gerold],

XXVIII.

Mittheilungen, archaeologisch-epigraphische aus Oesterv.

reich-Ungarn, hgg.
rold], ann.

0.

Beundorf

u. E.

Bormann [Wien, Gezu Wien, red.

XV.
v.

13.

Monatsblatt des Alterthumsvereins


[Wien, Kubasta], ann. IX.

W. BHEiM


14.

62

v.

[ 20]

Studien, Prager pMlologische, hgg.


fase.

0.

Keller [Prag,

Dominicus],
15.

]-3.

Studien,
f.

Wiener, Zeitschrift

f.

class. Philol.

(Suppl.

alla Ztschr.

osterr.
voi.

Gymn.\
XIV.

red. v.

W.

v.

Hartel

u.

K. Schenkl

[Wien, Gerold],
16.

Zeitschrift far die sterreicJiischen


u.

Gymnasen,

red. v.

W.

V.

Hartel

K. Schenkl [Wien, Gerold], ann. XLII.


hgg.
v.

17.

Zeitschrift, numismatische,

d.

Numism.

G-

sellsch. in

Wien [Wien, ManzJ,

ann.

XXIV.
red.

18.

Egyetemes philologiai Kzlony,

da H. P. Thew-

REWK
19.
I.

[Budapest], ann.

XVI

(in ungherese).
1.

Listy filologiche a pedagogiche, red. da


[Praga, Hiramer], ann.

Gebauer

Kral

XIX

(in

boemo).

y) Belgio.

20.
xelles,

Annales de
voi.

la Socit d'archeologie de Bruxelles [Bru-

Monceaux],

VI.

21.

Revue

belge de

numismatique, pubi, par Chalon,

De

CosTER et Serrure
22.

[Bruxelles,

Decq

et

Duchent], ann. XLVIII.

Revue de Vlnstruction publique en Belgique, pubi, sous


I.

la dir. de

Gantrelle, L. Koersch, A. Wagener [Gand, Van-

derhaeghen], voi.

XXXV.

Danimarca.

23.
S.

Nordish

Tidshrift

for Filologi, red.

da

Cl.

Gertz,
XII.

Bugge, C. Cavallin [Kopenhagen, Gyldendal], n s%

voi.

e)

Francia.

24.

Afrique frangaise

et

les antiquits

africaines,

Revue

de gographie et d'archeologie, pubi,


roux], voi. X.

par

I.

Poinsot [Paris, Le-

C 20]

63

frangaises d'Athnes
et

25.

Bibliothque

des

coles

de

Rome
26.

[Paris, ThorinJ, ann. 1892.

Bulletin archologique du comit des travaux

histori-

ques et scientifiques [Paris, Lerouxj, ann. 1892.


27.

Bulletin de la

Socit

nationale

des

antiquaires

de

Franca
28.

[Paris, Klincksieck], ann.

1892.

Bulletin des Muses. Rev. mensuelle, pubi,


III.
les

par

E.

Gar-

NiER et L. Benedite [Paris, Cerf J, ann.


29.

Bulletin monumentai pubi, sous

auspices de la soc.
hisior., dir.

frane, d'archol.

pour

la

conserv. des
s

monum.

De

Marsy
30.

[Paris,

Champion],

6*, voi.

VII.

Gomptes rendus des sances de VAcadmie des inscrip-

tions et belles-lettres [Paris, Picard], s 4^, voi.

XX.
et

31.
I.

de

Gazetie

archologique, fonde

par Fr. Lenormant


les

De Witte. Revue
L.

des muses nationaua), pubi, sous

aus-

pices

De Konchaud par

A.

Kaempen

[Paris, A. Lvy],

ann. XVIII.
32.

Mlanges greco-romains
St.

tirs

du Bulletin de VAcavoi.

dmie des Sciences de


33.

Petersbourg [Leipzig, Voss],

Vili.

Mmoires de
voi.

la Socit de linguistique de

Paris

[Paris,

Vieweg],
34.

VII.
linguistique,

Muson, Revue internationale. tudes de

dliistoire et de pMlosophie, pubi,


versits [Louvain], voi. XI.

par

des profess. de diffr. uni-

35.

Notices et Extraits des manuscrits de la Bibliothque


et

nationale

autres

bibliothques, pubi,
voi.

par

Vlnstitut national

de France [Paris, Klincksieck],


36.
et G.

XXXV.
la dir. de A.

Revue archologique, pubi, sous


[Paris, Leroux],
s'^

Bertrand

Perrot

3*,

voi.

XX.
la

37.

Revue pigraphique du midi de

France

[Paris],

ann. 1893.
38.

Revue de linguistique

et de philologie

compare, pubi,

par Girard de Rialle


39.

[Paris, Maisonneuve], ann. 1892.

Revue des tudes grecques. Publication de V Association

pour
voi.

64

grecques
[

[ 20]

T encouragement

des

tudes

Paris

Leroux

V.

40.

et

Revice de piilologie, de

Uttrature

et

d'histoires an~

ciennes, nouv. srie contin. sous la dir. de E. Chatelain, L.


et B.

Duvau

Haussoullier [Paris, Klinckseck],

voi.

XVI.

41.

Bevue numismatique,

red.

par Barthlemy, Schlum-

BERGER

Babelon

[Paris, Rollin], s 3*, voi. X.

l)

Germania.

42. hgg.

V.

Archiv fUr lateinische Lexihographie und Grammatik,

E.

Wolfflin

[Leipzig, Teubner], voi. IX.

43.

Archiv, pddagogiscJies,

Centralorgan
etc.^

filr

ErmeJiung

und Unterricht
BEiN, hgg.
V.

in Gymnasien, Realschulen
[Stettin,

begr. v.

Krumme

Herrcke e Lebeling],
dar

W. Langann. XXXIV.

44.

Beitrge

mr Kunde

indogermanischen Sprachen,

hgg.
voi.

V.

A. Bezzenberger [Goettingen, Vandenhoeck e Ruprecht],

XVIII.
Bliter fUr das hayerisehe Gymnasialschulwesen, red.
[Miinchen, Lindauer], voi. XXVIII.

45.
V.

A.
46.

Rmer

Gt/ninasium, das

humanistische. Mittheil. u. Errter.


v.

Organ des Ggmnasialver.,


ann. III.
47.
u.

hgg.

G. Uhlig [Heidelberg, Winter],

Hermes^ Zeitschrift

filr class. Fhilol., hgg. v.

G. Kaibel

K. Robert [Berlin, WeidmannJ,


48.

voi.

XXVII.
deutschen archaologischen
voi.

Jahrhuch

des

Jcaiserlichen

Instituts, hgg. v. A.

Gonze [Berlin, Reimer],


des

VII.

49.

Jahrhiicher

Vereins
fase.
fi'ir

von Alterthumsfreunden im

Rheinland [Bonn, Marcus],


50.
V.

92.

JahrbUcher,

neue,

Philologie u. Fdagogih^ hgg.


voli.

A. Fleckeisen u. H. Masius [Leipzig, Teubner],

CXLV

CXLVI.

Jahrbb.

fiir

class. Philol.

hgg.

v.

Fleckeisen,

Suppl Bd. XIX.

[ 20]

-es-

si.

u.

Indogermanische

Forschungen, Ztschr.
v.

f.

indogerm.
Streitv.

Sprach-

Altertumskunde hgg.
f.

K. Beugmann

u.

W.

BERG, mit Anseiger

indogerm. Sprach- u. Altertumsk. red.


voi.

W.

Streitberg [Strassburg, Triibner],

IL

Cfr.

A)

8.

52.

Korrespondenzblati fur die Gelehrten-und RealscJmen


v.

Wurttembergs, hgg.
ann.

Bender

u.

Ramsler

[Tiibingen,

Fues],

XXXIX.
Mittheilungen des deutschen archologischen Instituts,
6
e Grecia, 72.
f.

53.
V.

Italia,

54.

11.

Philologus, Ztschr.
u. e. V.

das

class. Alterth., begr. v. F.


v.

W.

Schneidewin
Dietrich], voi.
55.

Leutsch, hgg.
s,

0. Crusius

[Gttingen,

LI

(n"^

voi. IV).

Bheinisches

Museum

fur Philologie,
a.

hgg.

v.

0. Ribs,

beck
voi.

Fr.

Buecheler [Frankfurt

M.,

SauerlnderJ, n*

XXVIII.

56.

Rundschau, neue philologische, hgg.


Perthes], ann. 1892.
ftir classische

v.

C.

Wagener

u.

E.

Ludwig [Gotha,
57.

Studien, Berliner,

Philologie

und Ar-

chaeologie [Berlin, Calvary], voi.


58.
C.

XIV.
v.

Studien,

Leipziger,

hgg.

0. Ribbeck,

H.

Lipsitjs,

Wachsmuth
59.

[Leipzig, Hirzel], voi.


v.

XIV.

Studien, phonetische, hgg.

W.

Vietor [Marburg, El-

wertj, voi. V.

60.
u. 0.

Wochenschrift, Berliner philologische, hgg.

v.

Oh. Belger
[Berlin,

Seyffert, mit

dem

Beibatte

Bibl. philol. class.

Calvary], ann. XIII.


61.

u.

Wochenschrift
F.

ftir classische

Philologie, hgg.

v.

G. An-

dresen
62.

Harder

[Berlin, Gurtner], ann. IX.

Zeitschrift, byzantinische, hgg. v.


I.

K. Krumbacher

[Lei-

pzig, Teubner], voi.

63.

Zeitschrift ftir das

Gymnasialwesen, hgg.

v.

H.

I.

Mul-

LER [Berlin, Weidmann], ann.


64.

XLVII (=

s,

ann.

XXVI).

Zeitschrift filr Museologie u. Antiquittenkunde, sowie

far verwandte Wissenschaften [Dresden, Baensch], ann. XV.


Valmagai.
5

65.

66

[ 20]

Zeitschrift fUr KirchengescMchte, hgg. v. Th.


voi.

Brieger

[Gotha, Perthes],
66.

XV.
auf dem
A. Kuhn, hgg.
voi.

Zeitschrift fur vergleichende Sprachforschung


v.

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92.

Wheeler
XXI.

[Ithaca]

(A

intervalli liberi dal 1887).

Transactions of the american philological association

[Boston], voi.

G) Alle

riviste e

pubblicazioni
sin qui, pi

speciali di filologia e antialtre sono


atti

chit classica registrate

da aggiungere,

non

speciali,

come memorie,

rendiconti,

di

Accademie

e Sosi

ciet letterarie, e

giornali e periodici
articoli,

vari,

dove ancora

racalla
fatte

colgono solitamente

monografie

studi pertinenti

filologia e all'antichit classica.

L' elenco completo di cos

pubblicazioni pu vedersi anno per

anno nella bibliografia siste[v.

matica della Bihliotheca philologica classica


noi ricordiamo soltanto
tra quelle
in

sopra

A)

3)]:

corso

le

pi riguardevoli
le se-

per abbondanza di materia classica e antiquaria. Tali sono


guenti:
a) Italia: Bihlioteca
voi.

delle scuole italiane

[Modena- Ves,

rona, Tedeschi],
voi.
I;

IV;

La

cultura

[Roma,

Pasanisi], n*

Nuova Antologia [Eoma,


italiana

Dir. della N. A.], ann.

XXVII;

Rivista storica

[Torino, Bocca], voi. IX;

p) Austria-

Ungheria: Oesterreiehisches literarisches Gentralhlatt [Wien, Hllerl],

ann. IX;

t) Francia:

Annales de
s,

la Facult des Lettres

de

Bordeaux

[Paris, Leroux], n*

voi.

IX; Id.

id.

de

Lyon

[Paris, Leroux], voi.

X;

Id. id. de Toulouse [Toulouse, Chauvin],

r 20]

JBulletin de la

69

des Lettres de

1891

92;

FacuU

Caen

[Paris,

Leroux], ann. Vili; Bulletin critique [Paris, Thorin], ann. XIII;

Journal des Savants


tique d'histoire
et

[Paris, Hachette],
littrature

arni.

1892;

Bevtte criann.

de

[Paris, Leroux],
,

XXVI;
la

Bevile
ciet

internationale

de

T enseignement
suprieur

publie

par

So-

de

l'

enseignement

[Paris, Masson],

voi.

XII;

Germania: ArcMv fUr

Geschichte

der

PMlosophie [Berlin,
Gesammtvereins der

Reumer], ann. V; Correspondenzhlatt des


deutschen Geschichisgelhoffer], ann.

und Alterthumsvereins [Darmstadt, Klin[Berlin,

XLI; Deutsche Litteraturzeitung


XIII
;

Weid
anno

mann]

ann.

Gttingische

gelehrie

Anzeigen unter der


,

Aufsicht

der

knigl.

Gesellschaft
fiir

der

Wissenschaften

1892; Literarisches Gentralblatt


narius],

Deutschland [Leipzig, Aveaus


der
historischen

ann.

1892

Mittheilungen

Lit-

teratur

[Berlin, GrtnerJ, ann.

XX; Neues

Archiv der Gesell[Hannover,

schaft fUr
voi.

altere
;

deutsche Geschichtskunde
fiir

Hahn],

XVII

Zeitschrift

vergleichende

Literatur
n*
s,

Geschichte

und Benaissance Literatur


e)

[Berlin, Haack],

volume V;
'EcTiia

Grecia:

"Eanepog

[Leipzig,

Friedrich],

ann.

XII;

[Atene], voi. XXIII;

'H|LiepoXTiov

BuSavxiKv

[Costantinopoli],

ann. VII; KXeiuO [Leipzig, Koch], ann. VII;

Uapvaaaq

[Atene,

Parnassos],

voi.

XIV;

Z)

Inghilterra:

The Academy [London,


voi.

Academy], 1892; Hermathena [Dublin, PonsonbyJ,

XVIII.

70

[ 21-22]

CAPO

n.

GLOTTOLOGIA

21.

Enciclopedia:
sgg.; II,

Freund

I,

278

sgg.;

Boeckh' 763

sgg.; Rei-

NACH P, 109

163 sgg.; Hbnek' 140 sgg.

22.

Lo

studio delle

lingue

pu

essere

fatto rispettiva-

mente per uno

di questi tre scopi:

per l'uso pratico del par-

lare e dello scrivere; 2. per l'interpretazione degli scrittori; 3. per la conoscenza delle lingue in s, considerate

come funzioni
umano,
e
il

delfisio-

l'organismo e di ci che

si

suol chiamare lo spirito


Il

logicamente dunque e psicologicamente.


scopo, e quello

primo

secondo
ai

pur

subordinatamente a questo, appartengono


invece

domini della

filologia, il terzo

forma

il

proprio oggetto

della glottologia^ o linguistica, o


si

scienza del linguaggio che dir

voglia.

Ma

la scienza del linguaggio fulgidissima

gloria del

secolo

nostro presente, ne avanti di esso


storia sua propria.

potrebbe perci cominciare la

Nondimeno,

se

anche

in

addietro lo

studio

delle lingue, e

per non uscire dai nostri confini, lo studio delle

lingue greca e latina, stato fatto presso che soltanto filologica-

mente, e la sua storia costituisce la


stessa della filologia, ci

miglior

parte
siasi

della

storia

non toglie che non

a volta a volta

prodotto qualche tentativo e saggio di conoscenza teoretica delle

[ 22]

-l
e che

medesime lingue,

non sieno tentativi e saggi somiglianti


il

precursori quasi della glottologia avanti


ella acquista definita e

secolo

XIX,

nel quale

salda compagine di
i

scienza.

In Grecia assai per tempo


loro attenzione al misterioso

filosofi

cominciarono a volgere la

fenomeno del linguaggio, alla quis'

stion dell' origine principalmente, ricercando

ella fosse

qpucrei,
sif-

per natura, o Gaei, HuvGriKri, per convenzione. Naturalmente


fatta ricerca, e l'altre tutte attinenti

all'umana parola, seguivano

con quei
tiva,

soli

metodi che la coltura scientifica dei tempi consenfilosofi,

ed erano in primissimo luogo opera di


che
il

non di glot-

tologi, ci dire

linguaggio vi

si

considerava non tanto

rispetto alla sua struttura ed esplicazione meccanica,

quanto piutac-

tosto per le relazioni sue col pensiero e col sentimento. Cos

cadde nei
in Platone
stoici, nei

filosofi
(si

pi antichi, e ancora nei posteriori, in Epicuro,


il

veda in proposito

Cratilo), in Aristotile, negli

sofisti.

In molti di costoro

anche compaiono

primi

elementi della nomenclatura grammaticale adottata poi dai grammatici: Aristotile ad esempio
(^niaa), di caso (TiTuiai?);
gli

parla
stoici

di

nome

(vojna), di verbo

notano

Varticolo (p0pov),

distinguono

vari casi, perfezionano la teorica del

verbo e delle

congiunzioni (crveainoi); sennonch tutti questi termini non de-

signano certe speciali categorie


logiche d'una proposizione
;

grammaticali, bens le
le

relazioni

non riguardano

forme della lingua,


frutto

ma

quelle del pensiero, e in altre parole son

d'una inve-

stigazione della lingua prettamente filosofica. Accanto alla quale

non manc ne

lo studio pratico della lingua, n, in


si

tempo assai

pi antico che generalmente non


certa
attivit

creda, qualche indizio d'una


in

lessicografica,

consistente
(YXuao'ai,

raccogliere
i

vocaboli

alieni dal linguaggio


e

comune

donde
la

Y^iAjaaoTpqGi)
e

specialmente
si

parole

omeriche;

ma

vera

propria gram-

matica non

costituisce, nel

complesso delle

sue parti, se non

nell'epoca Alessandrina,
di Alessandria e di
il

massime per opera


e la
il

delle

due scuole

rivali

Pergamo,

Txvn YpaMMaxiKri, che porta

nome

di Dionigi Trace, n'

monumento pi

antico, che

si

ricordi.

72
ci

si

[ 22J

La grammatica, qual

presenta in questa

e nelle

successive compilazioni, non poteva essere se non pratica, e perci


la considerazione di

essa

rientra nella propria


stessa

storia della filo-

logia: pur s'avverta che la natura

delle

controversie che
e in prin-

dividevano
cipalissimo
ciolo

le scuole

rivali d'Alessandria e di

Pergamo,

modo

la quistione dell'analogia e dell'anomalia, nocdell'altra,

fondamentale dell'una e
e,

erano eminentemente teolo studio della

retiche,

comunque,

tali,

da far sconfinare

lingua

alquanto pi l dei bisogni pratici dello scrivere e dell'interpretare


i

testi,

recando con loro


s proprio e

il

germe d'una conoscenza

del lin-

guaggio in

nelle

leggi delle sue successive trasfordell' et

mazioni. Trifone d'Alessandria per esempio, grammatico

romana, fu autore d'un trattato su la patologia


7Ta8u)v), che taluno

dei
di

suoni (nep

giudica

il
il

vero

fondamento

somigliante

dottrina nell'antichit (1), e

celebre Apollonio

Discolo

and

cos innanzi nella investigazione

teoretica dei fenomeni

fonetici,

morfologici e specialmente sintattici della lingua greca, che l'Egger

non

si

perit d'affermare ch'ei

sembra precorrere talvolta

la scienza

del nostro secolo (2).

Penetrate le dottrine

grammaticali

greche in

Roma, insieme
i

con

le

varie tendenze che in Grecia se n'eran disputati


si

domini,

queste s'intrecciarono e
origine e di diverso

confusero con altre tendenze di diversa

carattere, che in

Roma
alla

stessa

s'erano

gi

determinate

precedentemente

(alludiamo

scuola

letteraria
di-

vecchia o arcaica, e alla scuola pi arditamente ellenizzante,

venuta poi nuova


di grammatica,
i

nell' et

d'Augusto)

di

maniera che

gli studi

quali in

Roma

accennavano sul loro inizio a un

indirizzo in prevalenza pratico, anche furon tratti a maggiore al-

tezza teoretica, e coltivati eziandio


Il

esclusivamente per s

stessi.

De

lingua latina di Varrone,


tali

due

libri perduti
storici,

De

analogia
del

di

Giulio Cesare, e

altri

documenti
il

son prova

fatto pi che sufficiente:

ma

valor teoretico degli studi gram-

(1)

Wackbena.gbl,, De paihologiae veterum initiis, Basel, 1876.


Apoll. Dyscole, Paris, 1854, p. 55.

(2)

[ 22]

73

(il

maticali romani s'accrebbe a dismisura in intensit ed estensione


nel periodo cos detto

Frontoniano

momento massimo
e. v.:

della

sua

esplicazione nella

prima

met
e

del II secolo d.

per

esso s'inizia assai

tempo prima,
secolo
III),

ramifica

ancora

assai

tempo

dopo, per tutto


in genere, e

il

allorquando l'erudizione filologica


ispecie, divennero
le

l'erudizione

grammaticale in
le

pi manifeste caratteristiche e

qualit

soverchianti

della co-

mune

coltura (1).

Si vedano

le

Notti Attiche di Aulo Gellio, che


fedele, e

di quella coltura sono

un'immagine

non

sar

difficile

scoprirvi per infinite indagini e disquisizioni d'etimologia, di morfologia, di sintassi, di lessico, gl'indizi d'uno studio della lingua

qualcosa pi che pratico o filologico soltanto. Naturalmente sono


disquisizioni ed indagini
fatte

senza metodo,

e,

quel eh'

pi,

senza

il

potente sussidio della comparazione, fondamento e sostrato


scienza
del

capitalissimo della moderna

linguaggio :

ma

d'

una

qualsisia scienza del linguaggio

hanno

lo scopo e le tendenze og-

gettive, e ne rappresentano quello stadio empirico e rudimentale,

che solo era possibile

si

producesse di

mezzo

alle troppo

imper-

fette condizioni della coltura

grammaticale antica.
quasi, avanti

Ed

anche l'ultimo che s'incontri, o

sorgano

primi remoti precursori della glottologia scientifica dei d

nostri.

Niente di somigliante, invero, nel medio evo bizantino, ch'ebbe in

gran numero epitomatori


maniera,
0,

compendiatori

raccoglitori d' ogni

ma

asserviti tutti a un'erudizione esclusivamente pratica,

al pi, filologica; niente di simile, per pi forte


il

ragione, nel

medio evo occidentale, nonostante


matica
lastiche
(2),

concetto altissimo della gram-

aggrovigliato entro una fitta rete di compilazioni scorifatte le

pedantemente

une su

le altre,

o scapestrante

nelle incomposte bizzarrie grammaticali

d'un
s,

Virgilio

Tolosano.

a tacere di tutto

ci,

che pu

essere,

cospicua parte della

(1)

Vedi Valmaggi, Storia della

letteratura

romana

[Torino, 1889], pp. 287 sgg.

(2)

Vedi

ZATO, III

Gregorovius, Storia della citt di Roma nel M. E., trad. di R. Man[Venezia 1872], pp. 606 sgg-; L. Valmagoi in Riv. di filol. class., XXI,
F.

p. 513, n. 2.

storia della
filologia,

74

~
appartiene a quella

[ 22J

ma

non

punto
di

della
il

glottologia; a tacere eziandio

trattazioni e indagini (quali

De
Uc

vulgari eloquentia di Dante o le


Paidit e di

grammatiche provenzali

di

Eaimon

Vidal)

promosse da altre cause ed


;

esor-

bitanti affatto dai nostri confini

cosa

si

trova nel periodo

uma-

nstico del Risorgimento italiano, che


alle

immediatamente

tien dietro

ultime

fasi del

Medio evo

d'oriente e d'occidente? L'aspirae la

zione costante al

mondo greco-romano,

febbre

smaniosa di

farlo rivivere nelle manifestazioni tutte del suo spirito e dell'arte

sua, di rifonderne nella civilt rinnovata l'interiore coscienza, di

assimilarsene gli abiti vari, gli atteggiamenti, le forme, la coltura,


la lingua soprattutto.

Di qui uno studio grammaticale anche


stilistico,

piti

risolutamente pratico e

che non era stato nell'antichit

stessa: tipo e prodotto pi squisito del genere gli

Elegantiarum
tardi,

lingtme latinae
la

libri

di

Lorenzo Valla.

Solo

pi

verso

met del
che

secolo
si

XVI, s'incomincia a notare un


linguistici

cotal risveglio

di studi,

potrebbero chiamare

in

certo senso:

nel senso cio che propriamente

hanno per

fine la

conoscenza ob-

biettiva delle lingue in se stesse e per s stesse, non senza qualche


indizio d'investigazione
poliglotta,

fondamento

e principio,

come

ognun vede, dell'investigazione comparativa. Gi


sofica a considerare scientificamente
i

la tendenza filo-

fatti linguistici si

manifesta

in chiarissima guisa nei tredici

libri

Be camis
nel

linguae latinae

pubblicati da Giulio Cesare Scaligero

1540.

Ma

altri lavori

comparvero nel medesimo torno


preistoria della glottologia.

di

tempo anche pi notevoli per


si

la

Nel 1539

stampa a Pavia una Intro-

ductio in chaldaicam linguam, siriacam atque


alias, opera di

armenicam
le

et

decem
tengon

Teseo Ambrosio, ed altre somiglianti

dietro di Teodoro

Buchmann
fra

(Bibliandro), del Perion, di Enrico

Stefano

(1).

Nel 1591

Angelo Rocca trascrive nella Bibliotheca

Apostolica l'orazione domenicale in 26 lingue, Gerolamo Megisero

(1)

F. G. FoMi, Proemio alle lllustraz. alla


sgg.

Oramm.

gr. di G.

Curtius [Napoli, 1868],

pp.

XLI

[ 22]

XVII vengono

75

e in

la riproduce tradotta in
del secolo

40 nel 1592
alla luce
i

50 nel 1593: su

gli inizi

libri del

Guichard, di Giu1'

seppe Giusto

Scaligero, di

Claudio

Duret, sul carattere e

ar-

monia

di parecchie lingue diverse.

Pur predomina
peggio,

in questi e in
il

altrettali lavori la

tendenza

filosofica, e, ch'

preconcetto
;

teologico che l'ebraica dovesse essere la

madre

di tutte le lingue

ma
si

nel

campo

stesso della filosofia


al

Goffredo Guglielmo
1'

Leibnitz
del

ribella

primo

comun

preconcetto, riconosce

analogia

persiano col tedesco e afferma la suprema

necessit di raccogliere

innanzi tutto la pi ampia e svariata messe che sia possibile di


saggi di lingue. Di qui, tra la fine del
secolo

XVIII
il

primi

anni del

XIX,

il

Catalogo delle lingue dell'Hervas,

Glossarium
il

comparativum linguarum
Mithridates
dell' Adelung:

totius orhis di Caterina di Russia e


1'

Hervas delinea

termini di due fa-

miglie di lingue, la semitica e la malesio-polinesiaca, e intravvede


la corrispondenza
tra
il

greco e

il

sanscrito.
di

Ma

il

sanscrito a

punto era destinato a diventare


della

la chiave la

vlta dell' edifizio

nuova linguistica;

mentre

grammatica

pratica

non

anche aveva
filologica

finito di baloccarsi col

metodo

di Porto Eeale, e la
filosofiche

scapestrava

nelle

stranezze

etimologiche e

della scuola

olandese, nuove vie

gloriose dischiude all' indagine

delle lingue la conoscenza del sanscrito rivelata all'Europa dalla

Societ Asiatica di Calcutta.

Fin dal 1786 Guglielmo lones,


avanti la

in

un memorando
l'affinit

discorso letto

Societ stessa, proclama


persor-

del sanscrito col greco, col

gotico, col celtico, col

siano, divinandone la

comun
un

derivazione
po'

da una medesima

gente antichissima

(1), e

dopo e

piii

compiutamente Fede-

rico Schlegel, nel suo libro

Sopra

la lingua e la saggezza degli


sol

Indiani [1808], comprende con un solo sguardo e in un


' indo-germaniche le

nome

lingue dell'India, della Persia, della Grecia,


Il

dell'Italia e della

Germania.

sanscrito era stato la scintilla


in

elettrica che fece

cristallizzare

forme

regolari

gli

elementi

(1)

Asiatic researches,

is,

422 sgg.

prima
e dell' Adelung : ancora

76

[ 22]

oscillanti alla rinfusa nelle

immani compilazioni dell'Hervas

un

passo, e col Sistema della coniuga aperta l'era della

zione di Francesco
tologia scientifica.

Bopp [1816]

moderna

glot-

Della quale
creatore,
[1* ed.,

il

Bopp

si

considera, non

senza

ragione,

il

vero

massime per
1833

la

sua

famosa Grammatica comparata


la

52

1,

dov' pienamente fermata

prima volta

sottilmente analizzata ed esposta nella genesi della flessione l'unit

morfologica dello stipite glottico indo-europeo


stesso, e

;- mentre

nel

tempo

pur con piena indipendenza di giudizio, Giacomo

Grimm
storico
di

fondava nella Grammatica tedesca [1819

37]
il

lo studio

del linguaggio, e le Bicerche etimologiche [1* ed.,

1833

36]
il

Federico Augusto Pott, allargando a tutto

campo indo-europeo

l'investigazione fonologica, tendevano a dimostrare nell'ordine dei

suoni e delle radici quella medesima unit primitiva che

Bopp

dimostrava nell'ordine delle forme della


l'attivit

flessione.

Tracciate daldella

poderosa e mirabile dei

fondatori le

basi

nuova

scienza nel 'campo indo-europeo (degli altri campi qui non accade
si

faccia

menzione),

siffatti

studi

pigliarono tosto

straordinario

incremento
in

e diffusione;
i

mentre Augusto Schleicher

esponeva

compendio

risultamenti gi acquisiti per la fonologia e mor-

fologia di ciascuna famiglia di linguaggi ariani


1* ed.,

[Compendium

ecc.,

1861
il

62],

anche tentando

ricostruire ne' suoi tratti fon-

damentali

capo stipite originario di cotesti linguaggi, e Adolfo

Pictet, pur con

metodo non sempre severamente

scientifico,

s'av-

visava di far

rivivere

l'antichissima civilt degli Arii primitivi

[Les origines indo-europennes,

1859

63],

cresceva e allargava

e rassodava per ogni verso la vasta


folla di lavori, di

compagine della scienza una

contributi, d' illustrazioni copiose e molteplici

sulla storia della fonologia, della morfologia, dell'etimologia indo-

europea.

Basti ricordare, tra quelli dei pi illustri

continuatori

dell'opera di Francesco
i

Bopp

nel

campo
G.

della glottologia ariana,


I.

nomi

di A. Fick, di G. Curtius, di
;

Ascoli, di D. Pezzi,

di G.

Schmidt, di G. Scherer

e accanto a loro

una grossa schiera

[ 22]

moltissimi che
il

77

d'altri

metodo storico-comparativo applicarono a

qualcuno soltanto degli idiomi formanti la gran famiglia ariana,


tentarono estenderlo ai domini complicati e delicatissimi della
sintassi,

come

il

Delbrck,

il

Windisch,

il

Hbschman,
e in

lo lolly.

Sennonch

taluno de' glottologi


e il

dianzi
si

citati,

particolar

modo

il

Delbrck

Htibschmann,

trovano appartenere gi a
quale,

quella nuova scuola dei cos detti neogrammatici , la

annunziatasi or sono circa tre lustri in


del Leskien [Die declination

una famosa dissertazione


u.

im slav.-Utuan.

german., 1876],

e rappresentata poi principalmente da E. Osthoif,

da C. Brugmann

e da E. Paul, accett

per veri una parte de' risultamenti glot-

tologici della scuola Boppiana,

ma, combattendo

taluni

de' suoi

principi fondamentali di metodo, e loro sostituendone altri


differenti, rese necessaria

assai

una rigorosa revisione

di tutte le parti
I

della dottrina comparativa delle lingue ariane.


invero,
tica

neogrammatici
glot-

movendo dal duplice concetto che ogni trasformazione

pu soltanto procedere da l'uomo come parlante,

e che l'at-

tivit fisiologica

dell'uomo stesso nel riprodurre e alterare la fa-

vella de' maggiori fu la

medesima

in ogni tempo, pervennero

quei due essenziali principi metodologici (1 le leggi fonetiche, in

quanto

si

trovano meccanicamente applicate nel medesimo dialetto,


2<*

non sono mai soggette ad eccezioni;


vono essere spiegate

le

apparenti eccezioni de-

sempre per mezzo


l'

dell' analogia),

che scon-

volsero sui suoi cardini stessi

edifizio

pur

cos

luminosamente
avvertire che
il

costruito dalla scuola di Francesco Bopp.

Basti

sanscrito fu cessato di considerare


delle origini, tenendosi anzi per

come l'idioma pi
assai

vicino all'ario

alterato

il

suo

vocalismo
altri-

semplicissimo, ne, per citare

un

altro esempio,

si

giudic

menti che un assurdo la teoria dell'agglutinazione primitiva. Al

nuovo

indirizzo, accolto e seguito

con molto ardore dal maggior

numero

dei glottologi
il

pii

recenti,
il

non mancarono avversari poSchuchardt,


il

derosi, quali

Bezzenberger,

Curtius, lo

Re-

gnaud: pur non a tacere che, come accenn esso da una parte
ad assumere in taluno degli ultimi rappresentanti forme
e atteg-

giamenti

78

almeno
se

[ 22]

men

rigidi, cosi fu

traveduta dall'altra la possibilit di


sostanza

qualche conciliazione, nella

non proprio in
delle quali

tutte le quistioni particolari, tra due scuole,

una

non

dovrebb'essere se non la legittima continuatrice e perfezionatrice


dell'altra.

A) Sulla
pMlos.

storia della glottologia:

a) nell'antichit

L. Lersch, D. Sprachd. class. Philol.

d. Alien,

im

Alterth,,

Bonn 1838-41, p' 3; Bonn 1843-50, voli. 2;

A. Graefenhan, Gesch.

*H. Steinthal, Gesch.


;

d.

Sprachwis-

sensch. bei d. Gr. u. Boni., Berlin^ 1890-91, voli. 2

F. G. Fumi, Intorno

agli studii linguist. Proemio alle Illustraz. alla

gramm. greca

di G. Curtius,

Torino [Napoli] 1868, pp. XXVIII- XL; Seguier de St. Bkisson, La Philos. du lang. expose d'aprs Arist., Paris 1838; Dedtschle, D.platon. Sprachphilos.,

Marb. 1852; *Th. Benfey, Ueb. die Aufgabe de platon. Dial.


1866. Cfr. eziandio

"

tylos , Gott.

5;

8 A); 9 A).
:

Krathe

P)

Sulla
Lect.

storia

della

moderna glottologia

comparativa
T

Max Muller,
le

on

Science of lang. [1861],

London'" 1880,

passim (per

traduzioni vedi

sotto, B); *Th. Benfey, Gesch. d. Sprachwissensch.

und

orientai. Philol. in
sgg.; A. F. Pott,

Deutschl.,

Munchen

1869; F. G. Fumi,

1.

cit.

in a), p.

XLI

W.

V.

Humboldt und

die Sprachwiss., Berlin^ 1880;

*D. Pezzi, Introduz.

alla scienza del ling. in Schleicher,

Compendio di gramm. campar., ecc


1877 (trad. inglese di
Gesch. d. Meth.

[Torino 1869]
p.

(*traduz. frane.
Glott. aria

deY Introd. di V. Nourisson, Paris 1875,

22
S.

sgg.); *Id.,

recentissima, Torino
dell'

E.

*B. Delbruck, Einleit. in das Sprachstud., ein Beitr.

Londra 1879) d vergleich. Sprachforsch. [1880], Leipz.^ 1884 (trad. italiana di P. Merlo Sulla scuola dei neogrammatici in particolare Torino 1881). T) *0sTHOFF u. Brugmann, Morpholog. Untersuch. auf dem Gb, d. indogerm.
RoBEBTS, con aggiunte

autore e del

tradutt.,
z.

Spr.,

I,

Leipz. 1878,

prefaz.;

Osthoff, D. physiolog.
Beri. 1879;

u. psycolog.

Moment
Gotting,

in d. sprachlich.
gel.

Formenbild.,

A. Bezzenberger in

Anz.,
d.

Maggio 1879; A. Tobler,


in Vierteljahrsschr.
f.

Ueb. d.

Anwend.

d. Begriff. v.

Gesetz

auf

Spr.

f.

wiss. Philos., Ili,

30

sgg.;

Misteli,

Lautges. u. Anal. in Ztschr.


B. Delbrch, op.
cit.

Volkerpsych., XI, 364 sgg. e XII, 1 sgg.;

in

P),

cap. 6;
glottol.

*E. Paul, Princ.


ed
i

d.

Sprachgesch.,
I.

Halle^ 1886; *F. G. Fumi,


Ascoli,

La

neogramm., Napoli 1881; *G.


Lautges.
les

Una

lettera
;

glottolog.,

Torino

1881; Masing,
gn.
et

u. Anal.,

Petersb. 1883

Henry, Et. sur

l'anal. en

sur

format, analog.
d.

de la lang.
sogenn:

gr.,

Paris 1883, pp. 1 sgg.;


f. d.

Iohn,

Ueb.

d.

method. Prinz.

lunggramm. in Korresp.-Bl.

Gel. u. Realschulen 1884, fase. 3-4;

G. Curtius,

Zur Kritik der


heut.

neuest, Sprachforsch., Leipz.

1885

C.

Brug-

mamn,
brck:,

Zum

Stand

d.

Sprachw., Strassb. 1885, pp. 45 sgg.; B. Del;

Lautges. Gegen
della

H. Schuchardt, Ueb. d. D. neueste Sprachforsch., Leipz. 1885 d. lunggramm.. Beri. 1885; P. Merlo, Cenni dello stato pres.
istor. e preist.,

gramm. ariana

Torino 1885; P. Regnaud, Essais de Un-

f 22]
guist. volution. Paris 1886, pp.

au sens ou Ventend.
les

79

~
sont-elles

absol.

380 sgg.; Id., Les lois phont. no-gramm.? Non, Paris 1887.

B) Trattazioni generali (1): W. v. Humboldt, Ueh. das vergleich. Sprachstudium in Bezieh. auf die verschied. Epochen der Sprachentwick. [1820] in Gesamm. Werke, II, 241 sgg.; Madvig, Ueb. Wesen, EntwickeInng und Leben d. Sprache [1842] e Vom Entstehen u. Wesen d. grammat.
Bezeichn. [1856] in Kl. philol. Schriften, Leipz. 1875; H. Steinthal,

Gram-

matik, Logik u. Psychol., ihre Prinz. u.


1855;
Id.,

ihr Verhaltn. zu einand., Berlin

Charakteristik d. hauptsachl. Typen d. Sprachbaues, Beri.* 1860;

K.

W.

L. Heyse,

System

d.

Sprachwiss. hgg.

(trad. ital. di

E. Leone, Torino
Id.,

1864;

C.

Berlin 1856 v. Steinthal, Hermann, Philosoph. Gramm.,


Entwickel. in der Gesch.,

Leipz. 1858; Leipz. 1865;

Das Prohlem

d.

Sprache

u. seine

Id.,

Geistesbild. u.

Die Sprachwiss. nach ihr. Ztisammenh. niit Logik, menschl. Philos., Leipz. 1875; Benloew, Apergu general de la science
Paris 1858;
A. Pictet, Les
origin. indo-europ.

compar. des langues,


les

ou

Aryas

primit., Paris 1859-63, voli. 2; Th. Benfey, Orient

und

Occid.

in ihren gegenzeit. Bezieh. Gottingen 1862-66. voli. 2;


tures on the science of language
[1861],

*Max Mller,
voli. 2
letture)

LeC'

Lond." 1880,
[II-III

(trad. ital.

di G. Neeucci, Milano
delle

1864-70, voli. 3

[Nuove

voi.

Il

Lectures^^l; frane, di

Harris et Perrot, Paris 1867,

voli. 2; ted. di

Bottger, Leipz.' 1867, e Neue Bearbeit., deutsche Ausg. bes. durch R. Pick u. W. Wichmann, I, Leipz. 1892); A. Schleicher, Die Darwinsche Theorie
u. die Sprachw.,

Weimar 1863

(trad. frane, di

De Pommayrol,
ecc.,

Paris 1868
Id.,

[Becueil de travaux origin. ou trad. relat. la philol.


Ueb.
die

fase. I]);

Sprache fUr die Naturgesch. d. Menschen, Weimar 1865 (traduzione francese di De Pommayrol, 1. cit. dianzi); G. Curtius, Zur Chronol. d. indogerm. Sprachforsch. [1867], Leipzig^ 1873 *W. D.
Bedeut. d.
;

Whitney, Language and


(rifacim. ted. di
lang.,
I.

the

study

of language [1867],
1874);
Id.,

Iolly, Miinchen
ital.

The

life

London* 1884 and groivth of


ted. di

New -York
el

1875 (trad.

di

F. D'Ovidio,

Milano 1876;
l.

A. Leskien, Leipz. 1876); F. Garcia Ayuso, El estudio de la filologia en su


relacion con
sanscrit,

Madrid 1871

(trad. frane, di

De

Castro, Paris

1885); *Hovelacque,

La

linguistique, Paris^ 1876;

H. Steinthal,

Abriss

der Sprachw.,

I \^Die

Sprache im Allgem.], Berlin 1871; Chaignet,


et.
I,

La philos.
aria

de la science du langage

dans

la form. des mots, Paris 1875;

Fk. Muller,

Grundr.
Morphol.
Princ.

d.

Sprachwiss.,
le

Wien

1876-77, p' 2; *D. Pezzi, Glottol.

recentissima (per

traduz. v.

sopra.

A)
5;

P)

);

*Osthoff

u.

Brugmann,
*E. Paul,

Vnters., Leipz.

1878-90, voli.

*B. Delbrck, Einleit. in das

Sprachstud., Leipz^ 1884 (per le traduzioni vedi sopra,


d.

A)

P)

);

Sprachgesch.,
;

Halle^ 1886

(traduzione
u.

inglese

di
I,

E.

Stbong,
ihre

London' 1891)
Allgem.

Beitr.

zur allgem.
II,

vergi. Sprachwiss.:

A. F. Pott,
u.

Sprachunss.,

F.

von Spiegel,

Die arische Periode

(l)

Per

le

poche anteriori a quelle qui registrate, rimandiamo alle indicazioni del

testo.


Zustnde, Leipz. 1887;
stici,

80

[ 22-23]

De

Cba, Del presente stato degli studi lingui-

Prato

1887

H. Steinthal,
et

P.

Regnaud, Orig.

philos.

Der Urspr. d. Sprache, Berlin* 1888 du langage, Paris* 1890; Id., Esquisse du
Id.,

vrit. syst.

primitif des voyelles, Paris 1889;


Grasserie,

Princ. gnr. de linguista


Urgesch.,

indoeur-, Paris 1890; 0. Schrader, Sprachvergl. u.

lena^ 1889;
Zschr.
f.

R.

De la
Id.,

De
;

la
2,

classif.

des langues
Id.,

in

Intern.

Sprachw., IV,
1890;

374-87

V,

296-338;

Psychol of language, Lond.


di

tudes de gramm- comp. Essai de phont. generale, Paris 1890;


gli

V. Paltrinieri, Come parlano


del linguaggio,

uomini.

Trattato popolare

scienza

Parma
voli. 2;
f.

1889; A. H. Sayce, Introd. to the science of lang.,


R. Kruszewski,
2,

Lond.* 1890,
Intern. Zschr.
u.

Prinzipien
;

d.

Sprachentwickel. in

Sprachw., V,

339-370

P. von Bradke,

Ueber Methode
G. v. der

Ergehn.

d.

arischen

Alterthumsw.,

Giessen 1890; R. Kleinpaul, Die


Method.
;

Rdthsel der

Sprache. Grundlin. der Worthedeut., Leipz. 1890;


Aiifg-,
u. hisher.
I.

Gabelentz, Die Sprachwiss,, ihre


1891;

Ergehn., Leipz.,

F. Scerbo, Saggi glottolog-, Firenze 1891

Steyrer,
a.

der Sprache der Arier,


to the hist.

Wien

1891; Strong,

Logeman

Der Urspr.. Wheeler, Introd.


I.

of lang., Lond. 1891; H. L. Ahrens, Kl. Schrift,

Zur Sprach-

wiss. bes. V. C. Haeberlin,

Hannover 1892;

Fr. Bechtel, Die Hauptprobl.


f).

der indogerm. Lautlehre, Gtting. 1892. Cfr. anche A),

C) Grammatiche comparative
Send, Armen.,
3. Aufl. V.

*F. Bopp, Vergleich.

Gramm.
u.

d.

Sanskr.^

Griech., Latein., Litau., Altslav., Gothischen

Deutschen

A. Kuhn, Beri. 1868-71, voli. 3 (trad. frane, di M. Bbeal [1868-72],


giunte]
);

Parigi 1885-89, voli. 3 [con introduz. e

A. Schleicher,

Com-

pendium

d. vergleich.

Gramm.

d.

indogerm. Sprachen, Weimar* 1876 (trad.

ital di D. Pezzi, Torino 1869; ingl. di H. Bendall, Lond. 1876); E. Egger,

par. Philol., Lond.* 1875; *G.


(trad. ted. di
I.

Notions lm. de gramm. compare, Paris* 1889; H. Sayce, Princ. of camI. Ascoli, Corsi di glottologia, Torino* 1878

Bazzigher e H. Sorweizer-Sidler, Halle 1872);


d.

C.

Brug-

mann,

Grundr.

vergleich.

Gramm.
I.

d.

indogerm.
I,

Sprachen,

Strassb.

1886-92, voli. 2 (trad. ingl. di


e

W.

H. D. RousE, Strassb. 1891).


sotto, 25

Wright, Per

Lond. 1888; di R. Seymour

le

greco-latine, vedi

B)

y).

grammatiche comparative
A. F. Pott, Etymol.

Lessico:

Forsch.

auf dem
(1*

Gebiete

der

indogerm.

Sprachen,

Detmold^ 1859-76
Stokes, 18^1)-

A. FicK, Vergleich. Worterbuch der indogerm. Sprachen, Gottingen^ 1874-76,


voli.

bearb. v. A. Bezzenberger, A. FicJi u.

W.

23.

Sul primo formarsi e costituirsi della nuova scienza

del linguaggio, mentre da

una parte molti furono

indotti, per

un

equivoco assai ovvio allora, a scambiare con

lei la filologia stessa,

non mancarono dall'altra parecchi a

diffidare pi o

meno

sospet-

tosamente de' suoi procedimenti, de' suoi metodi, de' suoi


e la

risultati,
cir-

grammatica

classica se ne

stette per

qualche tempo in

[ 23]

81

si

cospetto riserbo.

Ma, pure riconoscendo, n

potrebbe altrimenti
discipline scien-

non riconoscere, che glottologia


tifiche risolutam Olite

e filologia sono

distinte l'una

da

l'altra,

amniesso ancora che

la

grammatica

filologica delle

due lingue classiche non debba


la

essere in tutto la
il

medesima cosa che


stato

grammatica

glottologica,

che nondimeno
(1), resta

negato da

qualche
terreno

illustre

linguista
le

moderno

sempre che in

quel

comune dove

due discipline necessariamente s'incontrano,

ci dire nella

gram-

matica greca e latina, sar conveniente che quella delle due, per
la quale lo studio della

grammatica non

se

non un mezzo, pro-

ceda nel campo dell'altra con lo stesso indirizzo che a quest' altra
si

appartiene, e dei risultamenti di essa

si

giovi per quel tanto,

che pu essere richiesto dai bisogni suoi propri e dai suoi propri
fini.

necessario, in

una

parola, che alla scienza del linguaggio


i

anche la
tica: la

filologia attinga

principi fondamentali
fatta,

della

grammaassai

qual cosa

stata

pur con modi ed


per
la

effetti

diversi,

da Giorgio

Curtius

principalmente

grammatica
si

greca e da Guglielmo Corssen per la grammatica latina, come

vedr nei seguenti paragrafi.


gioni,

Sennonch grazie

parecchie ra-

non ultima
della
tosto

la struttura particolare, e a cos dire pi tra-

sparente,
attecchito

lingua
in
piti

greca,

la

riforma

ha per quesf ultima


s'

larga

misura, e

estesa anche alla

grammatica elementare

assai pi rapidamente, che

non

sia seguito
s'

per la grammatica latina. Nella quale la tendenza scientifica


fatta invece manifesta col

prevalervi

dell'indirizzo

storico, che,

quantunque non

rappresenti se non una forma

particolare dello

stesso indirizzo scientifico onde un' altra

forma particolare rap(2),


e,

presentata

dalla

comparazione glottologica

non

per

da

confondere addirittura con questa seconda,


in
contrario,

checch
pi

altri

pensi

conserva

tuttavia

un' impronta

risolutamente

filologica.
K. Brugmann, Griech. Gramm.*, p. 3. Fr. STOhTZ, Latein. Gramm.* p. 241.

(1)
(2)

Valmaggi.

82

[ 24-25]

1)

Grammatica

greca.

24.

142 agg.

Enciclopedia: Fbkund HuBNEE, Grundr. zu Vorles.


II,

sgg.;

Boeckh* 323

sgg.;

Hubnee'

uh. die griech. Syntax, Berlin 1883.

25.

Come

sieno

sorti

in

Grecia, nell'et Alessandrina

principalmente, gli studi grammaticali, e come siasi fermata anzitutto nella Txvi
di Dionigi

Trace la

pi antica esposizione

compiuta che

si

ricordi della

grammatica greca, fu accennato gi


Qui occorre solamente
1'

nella Storia della filologia (1).

avvertire
della

che

cresciuto, allargato, consolidato

organismo primitivo
pi
altri

grammatica greca per


dell'et stessa

l'opera collettiva di
dell' et

grammatici
ultima

Alessandrina e

Eomana

(di quest'

merita particolar menzione Apollonio Discolo, segnalatosi in ispecial

modo

nello studio della sintassi), esso


i

si

trasmise tradizionalmente

a traverso scopulo

compendiatori dell'et bizantina sino a Manuele MoXIII],


i

[sec.

cui 'EpiuTruuaTa, ossiano elementi di

gram-

matica greca, tratti in gran parte dai

commenti su Dionigi Trace,

serviron di fondamento alle prime trattazioni, elementari e pratiche

essenzialmente, del periodo del Rinascimento, compilate dal Crisolora

YGrammatica^
Gaza

'Eptuiri inaia,

Venezia 1485, in

greco e in

latino], dal

[rpa|U)LiaTiKri

elaaruutn,

Grammaticae introduda Costan-

ctionis libri

IV,

Venezia 1495, in greco e in latino],

tino Lascaris
['EpujTriiiaTa,

[Grammatica graeca, Milano 1476],

dal Calcondila
e

Milano 1493], da Guarino Veronese [Reggio 1501]

(1)

V.

p.

19 sgg.

l 25]

altri.

83

si

da pi

Fra

la

copiosa

schiera de' quali

segnalano

per

maggior levatura

scientifica le ricerche di
il

Enrico Stefano intorno

all'atticismo [1573], e principalmente

famosissimo

dialogo di

Desiderio
tione

Erasmo De veda Latini Graecique sermonis pronuncia1528, ristamp.


nonostante
1'

[Basilea

in

Opp.

[Lugd.

Bai

1703],

pp. 914-68].

Ma

siffatti

inizi d'

uno studio meno ems'

pirico della grecit,

esposizione della

grammatica non

allon-

tan gran che dal consueto tipo tradizionale nelle successive compilazioni del secolo

XVII, quali

la

Grammatica graeca nova


pour apprendre
di Claudio

del

Weller [Lipsia 1635, ristamp. pi volte], pure assai notevole per


semplicit e chiarezza, la Nouvelle mthode
fa-

cilement la langue grecque

[Parigi 1655]

Lancelot,

un

dei solitari di Porto Reale (1), ed altre somiglianti.


i

Ne

molto pi notevoli furono


secolo

progressi della
sono, di

grammatica greca nel

XVIII (rinomatissime

questo tempo, la

Grame infi-

matica anonima edita la prima


nite volte riprodotta, la
cos

volta ad Halle nel

1705

detta

Grammatica marchica

[Ber-

lino 1730], l'opere di G. G. Trendelenburg [1 ed., Danzica 1782]

del

Hezel

[Lipsia

1795],

composte secondo

principi

della

scuola olandese, la

Vollstndige griechische

Grammutik

[Berlino
citata

1797]

di A. F. Bernhardi, le

Animadversiones

alla gi

opera del Weller, compilate con buon numero d'esempi


sici e di passi di

di clas-

grammatici da G. F. Fischer [Lipsia^ 1798

1801,
settel'in-

pi

3]

anche perch de' nuovi studi, pure assai copiosi nel

cento, intorno ai lessicografi greci, e delle nuove raccolte di do-

cumenti

epigrafici,

non pot ancora giovarsi sufficientemente


Il

dagine grammaticale e dialettologica.

che attestato in singoiar

modo

dalle imperfezioni e dai difetti molteplici del celebre libro

di Michele Mattaire sui dialetti

greci

[Londra 1706, pi volte


altre

ristampato]

mentre
le

alle vecchie

pi

nuove cause

d' errori

aggiungevano

tendenze filosofiche della filologia olandese, ma-

nifeste eziandio nelle introduzioni allo studio dell'ellenismo pub-

(1)

D. Ptzzt

La lingua

gr. ant., p. 39.


blicate dal Simonis [Halae

84

speciali che

[ 25]

Magd. 1752], dal Walch [Iena 1762],


qui sa-

dall'Harles [Altenb. 1778], e in vari lavori

rebbe troppo lungo menzionar per disteso.


Tali erano le condizioni della grammatica greca su l'inizio del
secolo presente,

quando ad accennarne
libro

correggerne

difetti

comparve

il

celeberrimo

De emendanda
Hermann.
filosofici

ratione Graecae
Il quale,

grammaticae [Lipsia 1801]

di Goffredo

bench

non libero in tutto dai preconcetti


e sistematicamente

della scuola olandese

avverso

al

principio

comparativo, promosse

nondimeno nuove

piti

accurate ricerche nel

campo

della grecit,

ed esercit una notevole infiuenza su gran parte della posteriore


tradizione

grammaticale

non

propriamente glottologica, qual

si

scorge principalmente rappresentata nelle opere di A. E. Matthiae


[1807], di Filippo
nelle investigazioni

Buttmann [1819],
fonetiche
e

di C. G.

Krger [184255],
C. A.

tematologiche di

Lobeck

[1837 sgg.], nella


sintassi del

sintassi storica di

G. Bernhardy [1829], nella

Madvig [1846],
nel

e in fine, a tacere d'altri moltissimi

studi speciali,
greci

grande

lavoro

di

E. L. Ahrens sui dialetti

[183943].

Ma

il

primo, che realmente tentasse di volgere


greca
i

a profitto della grammatica

risultamenti della nascente

scienza del linguaggio, fu, se bene

con scarso successo, Kaffaele

Khner [1834

35],

seguito tosto da A.
-)ui

Kuhn

(nella dissertazione

De

conitigatione in
),

linguae sanscritae ratione hbita [Beri.

1837]

da

Th. Benfey (nel GriecMsche Wursellexicon [Berlin

1839

42], prima parte d'una grammatica rimasta incompiuta), da


New
Gratylus [Lond. 1839; 4 ed. 1868], e
scientifica,
fin

G. G. Donaldson col

principalmente da G. Curtius, la cui mirabile operosit

splendidamente annunziata

dal 1845 col

memorando

scritto sulla

SpracJivergleichung in ihrem
logie, e affermatasi poi

Verhaltniss zur

classischen Philo-

gagliardissima in opere monumentali quali


i

son quella sul Verbo greco e

Grundziige der griechischen Etycon bandire totalmente anche


l'ul-

mologie [1^ ed.

1858

62],

fin

time traccio dell'empirismo tradizionale dalla grammatica greca

non pure

scientifica,

ma

eziandio elementare e scolastica.

alla ri-

[ 25]

85

costruzione glottologica della grecit contribuirono, dopo l'esempio

fecondo del Curtius, moltissimi altri (ricordiamo G. Christ, Leone

Meyer, E. Westphal,

L. Vanicek

vai dicendo),

le

cui
;

trat-

tazioni generali o speciali saranno registrate

qua appresso

di poi,

ultimamente,

le

nuove

investigazioni dei neo-grammatici, per la

grecit compendiate nella

Grammatica
nelle

di C.

Brugmann [1885]
fondamentali
sono
di

largamente

rappresentate
e

due

opere

O. Meyer

[1880]
i

di

D. Pezzi [1888], dove


risultati

scientifica-

mente

esposti

pi

recenti

della

grammatica greca

storico-comparata.

A) Sulla

storia della

grammatica greca vedi

I.

Classen,

De grammat.

Gr- primordiis, Bonn 1829; E. Egger, Apoll. Dysc, essai sur l'hist. des thories gramm. dans l'antiq-, Paris 1854; G. F. Schoemann, Die Lehre
V.

den Bedeteilen, nach


Gesch.
d-

d. Alt. dargestell. u. beurt., Beri.


b.

1862; H. SteinBerl.^
d.

THAL,
voli. 2;
sialiv.,

Sprachwissensch.
Ueb-

d.

Griech.

u.

Rom-,
Bl.
f.

1890-91,

M. ScHANz,
Deutschl.,

grammat. Terminol. in

bayr.

Chjmna-

1869, 251 sgg.; Th. Benfey, Gesch. d. Sprachwissensch. u. orientai.

Philol. in

Munchen 1869;
Gesch.
d.

E. Egger, L'hellnisme
class.

en France,

Paris 1869;

L.

Mller,

Philol.

in

den Niederlanden,

Leipz. 1869; B. Delbrck:, Einleit. in das Sprachstud., Leipz.*" 1884 (per


le traduz. vedi

Deutschl.,

sopra 22 A) P) ); Munchen- Leipz. 1883; D.

C. Bursian,

Gesch. d. class. Philol. in

antica, Torino 1888.

Pezzi, Preliminari a

La
i

lingua greca

Cfr.
2]:

anche

5;

8 A); 22

A)

rapporti critici

del B. Jahresb. [ 20

A)

per le edizioni, la critica

e la letteratura

dei grammatici antichi,

v.

49 F).
(1): a)

B) Grammatiche generali
emend.
et.

rat.

Gr. gramm.,

I,

Lips. 1801 [incomp.]

non glottologiche: G. Hermann, De L. Burnodf, Mth. pour


;

la langue gr., Paris

1813 [ristamp. pi volte];

A. S. Matthiae, Aus-

filhrl. gr.

Gramm-,

Leipz.^ 1835, voli. 3; Io., Gr.

Gramm. zum
I',

Schulgebr.,

Leipz.^ 1824;
II* bearb. v.

Ph. Buttmann, AusfUhrl. gr. Sprachlehre,

Berlin

1830,

Lobeck,

ib.

1839

Id.,

Griech.

Gramm.

22. Aufl. v. A. Butt-

mann, Berlin 1869;

Id.,

Griech. Schulgramm-, Berlin*^ 1874; Fr. Thiersch,


d.

Gr. Grammat., vorzilgl.

Homer.

Dial., Leipz.* 1855; Id., Gr.

Gramm.

zum

Gebr.

f.

Anf., Leipz.^ 1829; Rost, Griech.


ilb.

Schneider, Vorles.

gr.

Grammat.,
(v.

I,

Gramm., Gott. 1856; K. E. Breslau 1837; K. W. Krger, Gr.

Sprachlehre
Id.,

f.

Schul.,

Berlin^

Klein gr. Sprachl, Leipz.*"

W. Pokel) 1873-75 (v. W. Pokel) 1878.

(P,
P)

Weimar

1890);

Glottologiche:

(1) Per le principali trattazioni pi antiche rimandiamo alle indicazioni bibliografcha date nel testo.

R. KuHNKR, Ausfiihrl.
(I*

86

1890); F.

[ 25]

Gramm.
I,

d- gr.
I,

Sprache, Hannover^ 1869-72, voli. 2

in neu. Bearh.
f.

bes. voti

Fr, Blass

Hannov.
v.

Mehlhokn, Griech.
(trad. ital.
I,

Gramm.

Schul. u. Studir.,

Halle 1845 [incomp.]; *G. Curtius, Griech.


v.

Schulgramm.

[1852], 20. Aufl.

W.

Hartel, Leipz. 1890


di F.

del Curtius, di

E. Teza,

Vienna 1855;

De Mattio,
cit.

Vienna-

Torino, 1865 [incomp.]; di *G. Mller, Torino*" 1892; per le traduz. in


altre lingue vedi
p.

P. G. Fumi, Proemio alle Illustraz.,

qua appresso,
\m.

XXI

sg.; trad. ital.

del Curtius-Hartel

di

G. Defant, Trento 1889);

*Id.,
V.

Erluter. zu mein. gr. Schulgramm. [1863], Prag^ 1873


ital.

Anhang

Fumi con Proemio e Giunte varie, Napoli 1868; di G. Mller, Torino 1868; frane di P. Clairin, Paris 1884); MuLLACH, Gr. Sprache u. Dial. \_Griechenl. in Monogr. dargestellt, li] in Ersch u. Gruber, Encykl., 1864; *V. Inama, Gramm. gr. [1869-70], Milano' 1882, voli. 2; Id., Comp. della gr. gr., Milano^ 1890; R. Westphal, Method. Gramm. d. gr. Sprache, Jena 1870-71, p' 2 [incompl.]; *G. Meyer, Griech. Gramm., Leipz.' 1886; *K. Brugmann, Gr. Gramm. [I. Mller,
E. BoNiTz] (trad.
di *F. G.

Handb., P, pp. 1-236] *D. Pezzi, La lingua greca antica, Torino 1888; H. C. Mller, Histor. Gramm. d. hellen. Sprache, od. Uebersicht d. Entwick;

lungsganges der altgriech. zu den neugr. Formen, Leiden 1891-92, voli. 2


(I.

Gramm.; IL

Chrestom.).

y)

Grammaticlie comparative greco-latine


lat.
cla.^s.,

L. Meyer, Vergi.

Gramm.

d.

gr. u.

Spr.,

Berlin P, 1884,
2;

II,

1865

Baudry, Gramm. comp. des langues


Untersuch.
iib.

Paris 1868-73, voli.

Herzog,

die Bildungsgesch. d. griech. u. lat. Sprache,

Leipz. 1871

King

a.

Cookson, Compar.

grammar

of Greek
gr.
b)

a.

Latin, Oxford 1890

Henry, Prcis de gramm. compare du


ingl. di R. Z. Elliott,

Lond. 1890).

et du lat., Paris' 1891 (trad. Grammatiche comparative ge-

nerali, vedi sopra 22 C).

C) Compendi. A quelli gi citati occasionalmente dianzi in B) P) si aggiungono i seguenti: 1) Italiani: Bona, Gramm. gr. ad uso dei licei, Torino 1862; G. Mller, Avviamento allo studio della lingua greca, Torino 1884; C. Catalano, Gramm. della lingua gr., Napoli I' 1887, II 1886; G. Curtius, Gramm. della lingua gr. raccorciata e ridotta ad uso delle scuole ital., Verona 1891. 2) Francesi; Bailly, Gramm. grecque, Paris 1872; A. Chassang, Nouv. gramm. gr. d'aprs les princ de la gramm. comp. [1872], Paris*" 1885. 3) Tedeschi: A. v. Bamberg, Griech. Schulgramm., Beri.** 1885-87, p' 3; H. D, Mller u. L Lattmann Griech. Gramm. f. Gymn., Gtting.* 1886-87, voli. 2; E- Kurtz u. E. Friesendorff, Griech. Schulgramm., Leipz.* 1887; A. Kaegi, Griech. Schulgramm. [1884],

Beri.' 1892; B. Gerth, Griech. Schulgramm., Leipz.'

1892

(trad. ital. di

G. Muller, Torino 1885);

W.

Ribbeck, Griech. Schulgramm. Formenlehre

der

att.

Prosa, nebst Casus- u. Modusregeln, Beri. 1891.

D)

Dialettologia: M. Maittaire, Gr. linguae dialecti recogn. [1706], ed.

F. G. Sturz,

Lips.-Lond. 1807; Giese, Ueb.

den

ael. Dial.,

Beri.

1837

[importante pur per la dialettol. in genere]; E. L. Ahrens, De gr. Un-

[ 25]

De
dial.

87

Gottingae 1839
;

guae dial: L

aeol. et pseudoaeol.,

IL

De

Dial.

dorica, ib. 1843; Io., Gr. Formenl. d- homer. u. att. Dial. [1852], Gotting.

1869; V. Tnama, Intorno all'uso dei dial. nella letterat. greca


1

in Riv. Ili,

Ahrens Werk De gr. ling. dial. dargest., I-II, Gotting. 1882-89; D.V^zzi, La grecit non ionica nelle iscriz. pi antiche, Torino 1883 [E. dalle Mem. della R. Accad. delle Se. di Tor., s" 2% voi. XXXV]; 0. Hoffmann, De mixtis Gr. linguae dialectis, Gotting. 1888; Td., Die gr. Dialekte in ihr. histor. Zusammenhange,
sgg.; *R.

Meister, Die gr. Dial. auf Grundl-

v.

mit den wichtigsten ihrer Quellen dargest,,

I,

Gotting. 1891;

G. Vogrinz,

Grammat.

d.

homer. Dialekts, Paderborn 1889; E. Audouin, tude somm.


littr.

des dial. grecs

{autres que l'attigue), homr., notiv.-jon., dorien,

eoi.,

Paris 1891; D. B. Monro,


C. 0. ZuRETTi,

gramm. of

the

Homeric

Dial.,

Oxford' 1891;
inoltre
le

Sui

dialetti

letterari

greci,

Torino 1892.

Cfr.

opp. di G.

Meyer

[Introd., ricca

di cenni bibliografici] e di *D. Pezzi,


P) (1).

[La

ling. gr. ant., p.

309 sgg.] citate sopra in B)

H.

C. Mllee,

Skizze einer Bibliographie der neugriech. Dial. in 'E\X^, IV, 9-14.

E) Lavori
Syntax
d. gr.
,

speciali
Spr.,
d.

(2)

a)

Sintassi
In.,

G.

Bernhardy , Wissenschaftl.
gr.,

Beri. 1829;
gr.

Paralipom. synt.
der attischen

Halle
filr

1854;
Schul.
;

Madvig

Synt.

Sprache,

bes.

Sprachf.

[1846], Braunschweig^ 1884 (traduzione francese di Amant, Paris 1884)

W.

ScHEUERLEiN,

Synt.

d.

gr.

Sprache,
Id.,

Halle

1846;

L.

Schmidt,
et

De

traci, synt.

Gr. ratione,

Marb. 1871;

Ohservat. de anom.
d. griech.

anal. in

synt. Gr., ib. 1874; *B.

Delbrck, Die Grundl.

Forsch., IV], Halle 1879.

Synt.

[Syntakt.

P)

Sulla pronunzia del


gr.,

greco:

*A. Baret,

Essai historique sur la prononc. du


anteriore];
ingl.

Paris 1878 [con la bibliografia


(trad.

*Fr.
I.
;

Blass,

Ueh. die Ausspr. d. Griech., Berlin' 1888

di

W.

Leipz. 1888

PuRTON, Lond. 1891); K. Zacher, D. Ausspr. d. Griech., Th. Papademetrakopulos, B&aavoc, tjv irepl Tfj(; XXriviKf^

TTpoqpopat; paojLiiKuJv rtitceiHeatv,

Atene 1889;

Id.,

Nouv. doeum. pigr. d'EXXdc;, l, 247-80;

montr. Vantiq. de la prononc. des Grecs


E. A. S. Dawes,

modernes in

mots sur la
der Auspr.

The pronunc- of Greek, Lond. 1890; I. Ferrette, Quelques prononc. du Grec in 'EXXa<;, II, 104-7; H. Kern, Zur Gesch.
Gr. in 'EXXd^,
II,

d.

85-88;

I.

Meltzer, Einige grundsatzliche

Bemerk.

uh. die

Ausspr.

d. Altgriech.,

Tubingen 1890; H.

Mullbr, Pro-

nonc. du Grec in Rev. intern. de l'enseign., X, 69-72; Fr. D'Ovidio,


luogo di Platone addotto a prova
[E. dagli Atti della
dell'antichit dell' itacismo,

Di un
H. C.

Napoli 1890
in 'E^Xdq,

R. Accad. Napolit. di scienze morali

e polit.];

MLLER, Die
ni, 403-16

philellen.

Ver cine
3-8).

u. die

Frage der Ausspr.

d. gr.

(cfr.

anche IV,

(1) Sono omessi i lavori speciali intorno ionismo Omerico ed Erodoteo. |2) Vedi le avvertenze nella Prefazione.

ai singoli dialetti e

compendi

scolastici del

[ 26-27]

2)

Grammatica

latina.

26.

Enciclopedia
E.

ner' 145

sgg.;

Hbner,

Freund II, 237 sgg.; Bobckh^ 826 sgg.; HLbGrundr. zu Vorles- uh. die latein. Gramm.,

Berl.^ 1880.

27.

li

L'origine degli studi grammaticali in

Roma,
si

le

cause

varie che

promossero e agevolarono,

il

modo come

vennero
accen-

atteggiando e svolgendo nelle


nati
tire

successive trattazioni, sono

sommariamente nella

storia della filologia (1).

Qui basti avver-

ancora la stretta dipendenza

della

grammatica latina dalla


l'ordine,
;

greca, dalla quale eredit quella


todo, la tecnica, la

immediatamente

il

me-

nomenclatura stessa
Trace
ebbe
le

dell' esposizione

come

nell'opera

di

Dionigi

sue basi

fondamentali la
fermate

dottrina della grammatica greca tradizionale, cos furon

quelle della grammatica latina nelle due Artes

di

Elio Donato Pri-

anzitutto [sec. IV], e pi largamente nelle Institutiones di

sciano di Cesarea

[sec.

Y].

Questi due, attorno ai


e rifacitori

quali

una
rag-

schiera di trattatisti, compendiatori

pi o

men

guardevoli (ricordiamo tra


Sergio,

principali

Diomede

e Carisio, e Servio,
i

Pompeo commentatori

di Donato), furono

capi saldi di

tutta la posterior tradizione grammaticale basso-latina e medievale,


e godettero riputazione straordinaria,

segnatamente Donato,

il

cui

(1)

Vedi pp. 22 sgg.

[ 27]

fu tratto sin nel


1'

89

anche pi tardi, a significare

nome

Medio
stessa

evo, e

per antonomasia

arte

della

grammatica. Ne da
della

siffatte

fonti si scost la sostanziai

trama
evo,

grammatica latina pur


la

degli ultimi secoli

del
e

medio

quando
con

tradizione

sua

si

venne aggrovigliando

complicando

nuovi elementi formali


e

sotto l'influsso della scolastica: tipo

pi insigne

popolare del

genere

il

BoctrinaU

di Alessandro de Villa Dei [sec. XIII]. L'au-

torit del quale

anche perdura, almen nella pratica delle scuole,


sennonch qui, de-

sul primo sbocciare dell'umanesimo italiano:

terminata con

le ricerche ortografiche di

Niccol Niccoli, di Ga-

sparino da Barzizza, di Guarino Veronese e di qualche altro

una

vera e propria operosit grammaticale, questa

fin

con volgersi a

ridurre e semplificare l'indigesta mole di materiale accumulatasi


nel

BoctrinaU

e attorno ad esso, cercando

principalmente scevedei

rarvi le parti antiche e risalenti

alla tradizione

grammatici

latini stessi dalle posteriori soprapposizioni e stratificazioni avventizie.

Cos ebbero

origine

trattatelli di

Zosimo da Pistoia,

di

Pier Candido Decembrio, di

Guarino Veronese

(Regulae gram-

maticales, 1* ed. [Venezia] 1470, ristampata


secolo

ben

26

volte

nel

XV

(1)), di Giorgio

Trapezunzio {Compendium
),

de par-

tibus orationis ex Prisciano [Milano, 1472]

e in special

modo

Rudimenta grammatices

di Niccol Perotti
1'

[Eoma, 1473, ristamp.],


ini-

che, soppiantando definitivamente


ziano,

oramai vieto BoctrinaU,


antica

pur

col

cercato

ritorno

l'

romana, la

tradizione

grammaticale latina

de'

tempi moderni.

La quale prosegue
mente quanto
nel

dal secolo

XVI

ai

primordi del

XIX

a tra-

verso modificazioni e perfezionamenti successivi, notevoli


alla copia e
all'

special-

ordinamento storico

de' materiali,

Be

causis linguae latinae di Giulio Cesare Scaligero [Leida

1540, ristamp. pi volte], nella Minerva sive de causis

linguae

latinae commentarius [Salamanca 1587, ristamp.] del Sanzio, avversario dello Scaligero, e importante solo grazie alle giunte che

(1)

V. GiuLiARi, Bella

lelter.

Veron. al cadere del sec.

XV,

Bologna, 1876.

all'opera sua fecero pi tardi


lo
il

90

[ 27]

Perizonio [1687], lo Sdoppio [1789],


nella

Scheid

[Amsterdam 1809];

Grammatica philosophica
Sdoppio dianzi dtato;
libri

latina [Milano 1628, ristamp.] dello

nel-

VAristarchus sive

de

arte

grammatica

VII [Amsterdam
nelle In-

1635, ristamp. pi volte, e ultimamente dal Frtsch e dall'Eckstein,

Halle 1833,

voli. 2J di

Gherardo Giovanni Voss

stitutiones

grammatica^ latinae del Kuddimann [Edinburgo 1725,

ristamp. dallo Stallbaum, Lipsia 1823, in 2 voli.], nella

Gram-

matica marchica latina [Berlino 1751, ristamp.], nella


tica celeberrima, e

Gramma-

pure di scarso valore, di G. Lange [Halle 1760,


quelle
dello

ristamp. infinite
lat.

volte], in

Scheller

[Ausfnhrliche

SpracMehre, Leipzig 1779],


lat.

e del

Eroder [Praktische

Gramm.
di
ri-

der
dal

Sprache, Leipzig 1787], ripubblicata la diciottesima volta


nel 1828, e in altre minori, che

Eamshorn

lasciamo

cordare. In tal

modo

era spianata la via alla ricca fioritura della


secolo, iniziata col Seyfert

prima met
proseguita

di questo

[1798
lo

1802],
,

con
con

lo

Schneider
Grotefend,
col

[1819
con

21],
lo

con

Struve
0.

col

Bernhardi,

A.

Zumpt, con

Schulz,

col Keisig, col

Muhlmann,

Krger, col Madvig, con l'Engll'opera dei quali, bench


i

mann, e con moltissimi


al

altri,

estranea
ir-

metodo

comparativo, raccolse, ordin, prepar

materiali

raggiati poi di nuova vivissima luce dalla glottologia scientifica.

Capitalissimo frutto di questa furono

per

il

latino, nel

periodo
pro-

Boppiano,

il

lavoro

monumentale

del

Corssen

intorno alla

nunzia, al vocalismo e all'accento della lingua latina [1858


voli.

59,
Neue

2], gli studi

del

Kitschl

sul

latino antico,

il

Grundriss,
del

der latein. Beclination [1866]

del

Bucheler,
le

libri

[186166]

e del

Merguet [1870] su
Dragar;
I.

forme della

flessione, le

sintassi dell'Holtze e del

e,

quanto a grammatiche come

piute, principalmente quelle di


e di R.

M. Guardia

Wierzeyski,

Khner. Per s'avverta che parecchie tra

siffatte tratta-

zioni sono storiche pi presto che propriamente comparative, che

vuol dire che di ciascun fatto grammaticale v' tracciata la storia


piuttosto che non sia comparativamente investigata l'origine e la

[ 27]

da

91

quali

natura. Ci dipese
[ 23]:

cause, le

furono indicate

a dietro

ma

non

significa

punto

che qualche saggio severamente

glottologico d'esposizione grammaticale


sia seguito gi secondo
i

compiuta

parziale non

risultamenti della scuola di Bopp,

come

a tacer d'altro nella

Grammatica storico-comparativa Grammatica elementare

della lingua

latina di D. Pezzi, nella

del

Vanicek,.

ch'ebbe pur
la

il

difetto di voler troppo

pedissequamente ormeggiare
e delle

grammatica greca del Curtius, nella Teorica dei suoni


e

forme dello Schweizer-Sidler,


grammatici,

pi largamente per opera dei neoposson


vedersi rispetto al
I.

gli studi de' quali

latina

condensati nella
[1885], e

Grammatica

latina di F. Stolz e di

H. Schmalz

sommariamente compendiati, per

la fonologia e la

mor-

fologia soltanto, in quella di L. Broccardi.

Un

saggio d'applica-

zione de' principi glottologici alla

grammatica latina elementare^

con criteri indipendenti da quelli de' suoi predecessori, ha tentato

anche l'autore del presente Manuale.

A) Sulla

storia della
lai.,

grammatica

latina, vedi: a)
voli. 3; L.

W.

H. D. Sxtbingar,.

Hist. crii. schoUastphilos. d. Alien,

Leiden 1834-35,
1839],
v.

Lersch, Die Sprach-

Bonn

1838-41, voli. 3; F. Osann, Beitr. zur gr. u. rom.


II,

Litteraturgesch. [Kassel

121 sgg.;

K.

Reisig,
v.

Vorles.

uh.

lai.

Sprachw. m. den Anmerk.


voli. II e III;

Fb. Haase, neu bearbd. class. Philol.


et

H. Hagen,

ecc., I^

19 sgg.; A. Graefenhan, Gesch.

A. Wittich,
Id.,

De grammatist.

im Alterth., Bonn 1843-50,. gramm. ap. Rom. scholis,.

Eisenach 1844;
THAL, Gesch.
Vorles.
ilb.

d.

lat.

eorumque schol., ib. 1853; H. Steinu. Rom-, Berlin* 1890-91; F. Haase, Sprachivissensch. hgg. v. F. A. Eckstein u. H. Peter, I,
rhetor. Lat.

De

Sprachtviss. bei d. Gr.

!2 sgg.; Th. Benfet, Gesch.

d. Sprachtviss. u. orientai- Philol.


lat.

in Deutschl.^

Mnchen
ment.,

1869;

H. Keil, De grammat. quibusd.

infmae aetatis

com-

Erlangae 1868; Ch. Thurot, Extr. de divers mss. lat. pour servirci l'hist. des doctr. grammat. au moy.-ge [Notices et extraits, XXII, 2],. Paris 1869; D. Comparetti, Virg. ttel medio evo, Livorno 1872, voli. 2, passim; D. Pezzi, Infroduz. alla Gramm. stor. campar, della lingua lat.y. Torino 1872, pp. 15 sgg.; B. Delbrck, Einleit. in das Sprachstud., Leipz.*^ 1884 (per le traduz., v. sopra 22 A) P)); C Bursian, Gesch. d. class. Philol.
in
Deutschl.,
l'

Miinchen-Leipz. 1883;

E-

Iullien,

Les profess. de

littr.

dans

Rome et leur enseign., Paris 1885; l. I. Baebler, Beitr- zur Gesch. d. lat. Gramm. im Mittelalt-, Halle a. S. 1885; F. Bolte, De artium scriptt. latt. quaesti., Bonn 1886; H. Nettleship, The grammar among^
ancienne

ihe

92

XV, 189
11^],

[ 27]
sgg.;

Rom.
3)

in the first cent. a. D.


dlat.

in Journ. of Philoh,
[I.

Fr.

Stolz, Einleit. in

Gramm.

Mller, Handh.,
:

pp. 239 sgg.

grammaticale antica F. Bolte, 1. cit. sopra M. Bral in Rev. des et. grecques, III, 25 sgg. Y) Edizioni collettive dei grammatici latini Gramm. lat. auctt. ani. op. et st. H. PutsCHii, Hanoviae 1605; Corpus Gramm. Latt. veti. coli. ree. Fr. Lindemannus,
in
a);

Sulla nomenclatura

Lipsiae 1831-33,
voli. 7

voli. 4;
il

*H. Keil, Corpus

Gramm.

Latt., Lipsiae 1857-79,

[compreso
lat.

voi. di suppl. di

H. Hagen, Anecd. Helvetica quae ad

gramm.
1837.
V. %

spect.];

Eichenfeld

u.

Endlicher, Analecta gramm., Vindob.

6)

Edizioni, critica, letteratura dei singoli grammatici antichi,


il

h2 F). Cfr. anche

9 A).

B) Grammatiche generali
I.

(1)

*K. Reisig, Vorles. uh.


v.

lat.

Sprachwiss.

[hgg. V. F. Haase, Leipz. 1839]

neu hearh.

H. Hagen, F. Heerdegen,

H. ScHMALz
u.

u. G.

grafico

ricchissimo);

Landgraf, Beri. 1881-88, p' 3 (con apparato biblioF. Haase, Vorles. uh. lat. Sprachwiss. hgg. v. F. A.
voli.
2.

Eckstein

H. Peter, Leipz. 1874-80,


I.

a)

Grammatiche non
lat.

scientifiche: E.

A. Seyfert,
Berlin

Auf

Gesch. u. Krit. gegrilnd, ausfuhrl.

Sprachl., Brandenb. 1798-1802, p'


d.
lat.

5;

K. L. Schneider, Ausfuhrl.
[incomp.j;

Gramm.
Aus-

Sprache,

I-III,

1819-21

A.

Grotefend,

fuhrl.

Gramm. d. latein. Sprache, Hannov. 1829-30, voli. 2; G. Kkger, Gramm. der lat. Spr., Hannov, 1842; I. N. Madvig, Latein. Sprachlehre [1843] hearh. v. H. Genthe', Braunschw. 1877; Pompsault, Gramm. raisonne
lat.,

de la lang.

Paris 1845, voli.

5.

P)

Scientifiche: D. Pezzi,

Gram-

matica storico-comparativa della lingua


I.

lat.,

Torino 1872;

WiERZEYSKi,

Gramm.
d.
lat.

de la

langue lat,

M. Guardia et Paris, 1876; R. Kuhner, AusI.

fuhrl.

Gramm.

ScHMALZ, Latein.
-cARDi,

Gramm.
lat.

Grammat.
Stolz
4.

1877-79, voli. 2; *Fr. Stolz u. I. H. Muller, Handh., IP], pp. 127-584 L. Broc[Fonol. e Morf.], Torino 1890-91, voli. 2; Landgraf,
[I.
;

Spr.,

Hannover

ScHMALz,
voli.

u.

Wagener, Wissenschaftl.

lat.

Gramm., Leipzig 1892,

scuole, Giarre 1889

Nuova gramm. lat. ad uso delle Gramm. della lingua lat. per uso delle se, Firenze 1891; L. Valmaggi, Gramm. lat., Milano 1892. 2) Francesi P. Reinach, Gramm. lat., Paris 1886; L. Haenny, Nquv. Gramm. lat., Paris 1887; Bral et Person, Gramm. lat. lment, Paris 1888. 3) Tedeschi: C. Z. ZuMFT, Lat. Gramm. [1818] hgg. v. A. W. Zumpt, Berl.'^ 1874; A. Grotefend, Ausf. Gramm. d. lat. Spr. zum Schulgehr., Hannover 1829,
C)
:

Compendi

1) Italiani
;

G. Genovesi,

F. Scerbo,

voli.

2;

Id.,

Lat. Schulgr. [1833]


f.

umgearh.

v.

G. T. A. Krger,

Hannov.
hes. v.

1842;
ital.

Madvig, Lat. Sprachl.

Schul. [1842], Braunschvreig* 1868 (trad.


latein. Sprachl.

(anonima), Torino 1886); F. Schultz, Kl.

22 Ausg.

M.Wetzel, Paderborn 1893; E. Schweizer-Sidler, Elementar- u. Formenlehre

iX

Per

le trattazioni

pi antiche

si

vedano

le

indicazioni del testo.

[ 27J
d.
lai.

Gramm.
d. lat. Spr.,

93

ital. di

Spr. fur Schul., Leipz. 1869 (trad.

D. Pezzi, Torino 1871);


A. Seyffert u.
lat.

Id. e SuKBEK,

Halle' 1888; F. Ellendt, Lat.


v.

M. Seyffeet Berlin 1891; I. Lattmann


[1830] hgg.
v.

[1855], 35. Aufl. hearh.


u.

Gramm. W. Fries^
[1863]^

H. D. Mllek, Kurzgef.
lat.

Gramm.
it.

Gott.'' 1892;

Fb. Holzweissig,

Lat. Schulgramm., Hannov.^ 1892;

A. Va-

NicEK,

Elementar-Gramm. der

Sprache, Leipz. 1873 (trad.


1892; Schmalz u.

di L. Fer-

BARO, Torino 1888); A. Scheikdler, Lat. Schulgramm., Leipz. 1889; G. LandGBAF, Latein. Schulgramm.,

Bamberg^

Wageneb, Latdn.

Schulgramm., Bielefeld 1891.

D) Lavori
ital.

parziali
lat.

a)

Fonologia e Morfologia
*F. Bcheleb,
\_Bibl.
I.

W.

Coessen, Ueb. Ausspr.


2; Id., Beitr. d.

Vocal. Beton, d.

Spr. [1858-59], Leipz.^ 1868-70, voli.


1876;

zur

Sprachk-,

Leipz.

Grundriss

latein. Dediti.

[1866 (trad. frane, di L. Havet

des hautes tudes,

XXIV], Paris 1875,

con aggiunte
menlehre
voli.

dell'A.)] hgg. v.

Windekilde, Bonn 1879; *F. Neue, For5.

d. lat.

Spr.

[1861-66]
Lat.

Aufl.
u.

v.

2;

Fb.

Stolz,

Lautlat.

Formenlehre,

Wageneb, Berlin 1887-91, 1. in A^ P); Mercit.


bestand.

GUET,

Die Entwickel.
Berlin
latt.

der

Formenbild.
1870;

unter

Beruchsicht.
lat.

der

vergi.

Sprachforsch.,

Berlin
3)

M. Engelhardt, Die
F.

KonSynt.
Lips.

jugat.,
scriptt.

1887.

ad

Sintassi:
,

W. Holtze,
1861-62
Ter.
,

Synt.

priscorum
Id.,

usque

Terentium

Lips.

voli.

fragment-

scaenic poett.

Rom.

qui post
lat.

fuerunt

adumbr.,
1884;

1882; *A. Draegeb, Histor. Sijnt. d.


voli. 2; E.

Spr. [1874-77], Leipz.' 1878-81,


d. lat. Synt.,

HoFFMANN, Stud. auf dem Geb.


Stilist.,
1.

Wien
Si/nt.

*I. II.

Schmalz, Lat. Synt, und


princ. de la

cit.

in

A)

P)

[bibliografia

della sinlat.

tassi dei singoli scrittori a p. 391 sgg.];


les

*0. Riemann,

d'aprs

Napoli 1890.
in
P);

gramm. comp., Paris 1886; *E. Cocchia, La Sint. latina, T) Su la pronuncia del latino W. Corssen, op. cit. dianzi
:

*E. Seelmann, Die Ausspr. d. Lat. nach ph'ysiol.-histor. Grundstzen,


d.

Heilbronn 1885; K. Ptzl, D. Ausspr.


Latin prononciation,

Latein-, Leipz. 1888; A.

Marx,

Hillfs-Buchlein filr die Ausspr. d. latein. Vokale, Beri.* 1889; H. Th. Peck,

New -York

1890.

von Naegelsbach, Lat. Stilistih filr Deutsche [1846] MLLER, Nrnberg 1889; Grysar, Theorie d. lat. Stils nebst ein. lat- Antibarb., Koln' 1843; G.Wichert, Die lat. Stillehre, Konigsb. 1856; R. Klotz, Handb. d. lat. Stilisi., 1874 [bibliografia dei lavori pi antichi], F. Hand, Lehr}}- d. lat. Stils, 3. Aufl. v. H. L. Schmitt, Iena 1880 [con apparato bibliografico]; *A. Cima, Breve teoria dello stile lat.. Torino^ 1892
Stilistica: *Chr.
V.
1.

E)

8.

Aufl.

[ottimo
8.

compendio];
V.

E. Berger, Lat. Stilist.

filr

ob.

Gymnasialklassen,

Coburg u. Leipz. 1886 (trad. ital. di *E. Martini, Palermo 1890); Schulze, Adium. latin., Grundz. d. lat. Stils, Leipz. 1883; B. ScHMiDT, Kurzgefasste lat. Stilist-, Leipz.' 1884; Drenckhahn, Leitf.
Aufl.

E. Ludwig,

zur

lat.

Stilist.,

Berlin 1884;

Id.,

Lat.

Stilist. filr die


lat.

obern Gymnasialkl.,
u.

Berlin 1887; Heynacher, Lehrplan der


1885.

Stilist.,

Krebs-Schmalz, Antibarb.

d. lat. Spr.,

Paderborn BaseP 1888.

Munster

94

[ 27]

F) Latino volgare, basso-latino, neo-latino.

Per questa

parte, che

si

sottrae ai confini del nostro Manuale, rimandiamo alle notizie e indicazioni bibliografiche di quelli di F. Neumann, D. roman. Philol., Leipz. 1887
{trad. ital. di G. LIllici, Citt di Castello 1893) e di *G. Grobek, Grundr.
d.

W.

Latino dei giuristi: roman. Philol., I e II (in continuaz.), Strassb. 1888. Kalb, Das luristenlatein, Nurnberg^ 1888; Id., Roms luristen nach ihrer
dargestellt, Leipz. 1890; L. Ceci,

Sprache

Le

etimologie dei giureconsulti ro-

mani

raccolte ed illustrate

[La lingua

del diritto

romano,

l],

Torino 1892.

[ 28-29]

95

3)

Lessicografia greca.

28.

Enciclopedia. Vedi 24.

29.

Gli incunaboli della lessicografia greca risalgono alla


di racco-

Grecia stessa, dove assai per tempo (1) cominci l'uso


gliere vocaboli
alieni dal linguaggio

comune (TXcaaai

(2)

),

e in

ispecial

modo

parole omeriche, per agevolare lo studio scolastico

^q\V Iliade e ^q\V Odissea.


coglitori

Un

dei pi antichi tra cos

fatti rac-

Democrito [circa 460

373

a.

e. v.],

che scrisse TTep

'Oiaripou, Kepi pOoeiTeirit;, irep T^iuacriuv, nepl prmiujv, 'Ovo-

l^aaTiKv. Parecchi altri glossari furon compilati avanti Aristofane,


e

anche s'occuparono

di

lingua e di sinonimia

sofisti e

pi tardi

gli stoici.

Ma

la vera attivit
se

lessicografica non

s'inizia

metodi-

camente

compiutamente

non con

l'iniziarsi

metodico e com-

piuto dell'attivit grammaticale in genere; ci dire nell'epoca

Alessandrina. Qui abbiamo anzitutto Zenodoto d'Efeso, della scuola


d'Alessandria, autore d'un glossario
Bisanzio,
della

omerico;

poi Aristofane

di

scuola

medesima, che

raccolse 'Attik?

XHei?,

AaKUiviK<; YXwcr(Ta<; e scrisse TTep vojaaaia? Xikiujv, irep aut-

fevujv vo|LidTUJV (un frammento insignificante fu pubblicato dal

Miller (3)

il

celebre Aristarco

di

Samotracia, che ridusse

il

(1)

Kein Volk hat so

friihzeitig, so

lexikalisch behaadelt, wie das griechische (G.

systematisch und so vielseitig seine Spracbe Autenbibth Gritch. Lexii. [J. Mullbb,
,

Handb., II], pp. 588). (2) r\(boaa propriamente parola aliena dalVuso comune ; \&\c, invece suono articolato o parola o locuzione in genere ; ma nella pratica la distinzione non fu osservata sempre dagli antichi. (3) Ofr. L. CoHN in N. Jahrbb., XII Suppl. Bd., 284 sgg.

lessico
libri
;

96

[ 29]

omerico in una serie d'indici ordinati secondo la serie dei


Cratete

Egesianatte Alessandrino (TTepi TTOinTiKuiv XHeiuv)

di Mallo, corifeo della scuola di

Pergamo

(TTep tri? TTiKfi(; ia-

XKTOu), e qualche altro

men
si
1'

noto.

Un'opera lessicale ("AiaKia o


al

TaKToi fXdjaaai) anche

attribuisce

poeta

Fileta

di
si

Coo;
con-

ma

n' pi che

dubbia

autenticit. Neil' epoca

romana

tinua e s'accresce, come la grammaticale, cos eziandio l'operosit


lessicografica, con

Didimo

Calcentero

(AHei? TpdTiKai, Kuu|niKai,


(1),

'iTTTTOKpdTOu?), CccIo

da Calatte ('EKXoYn XHeiuv), Apollonio


nep YXuKJcrujv fiioi

Panfilo d'Alessandria (Aeiinuuv ossia


in pi di

XHeuuv

95

libri),

Seleuco d'Alessandria, Apione, Eliodoro, Eroglossari

ziano e Galeno (autori di

su

Ippocrate), Epafrodito

di

Cheronea, e principalmente Diogeniano d'Eraclea [II


del quale
si

sec. d. e. v.],

trovan citati presso gli

eruditi bizantini

un

lessico

poetico, diviso per autori e per generi, ed

una AHis

TravicaTTri

in cinque libri, specie di glossario alfabetico su ogni

maniera di

letteratura; se pur

non

si

tratta di

una

sola e

medesima opera
incerto se

ricordata dai bizantini con due titoli diversi.


egli abbia

Anche

compendiato

1'

opera di Panfilo, dianzi

menzionato, o

siasi giovato di molti lessici speciali.

tutti costoro s'aggiungono,

oltre vari minori, Telefo di

Pergamo, maestro

di

Marc' Aurelio,
Valerio
tujv

grammatico
Arpocrazione
Ktt

e lessicografo insigne della scuola di Cratete;


,

di

et

malsicura

noto

per le

sue AHeiq

prjTpuuv, pervenuteci in

assai corrotta redazione;

e la co-

piosa schiera

degli atticisti, Elio

Dionigi, Pausania, Elio

Meri,

Frinico, Giulio Polluce (di questi tre sopravvivono tuttavia com-

pendi ed

estratti).

Oro

qualche

altro.

Un

lavoro intorno ai si-

nonimi

(irep

|Lioiujv

Kal

iaqppuuv

XHeuuv), rimaneggiato pro-

babilmente nell'et

bizantina, e

trasmessoci

non

senza

lacune

compose Ammonio verso

la fine del secolo

IV: nel

V
un

Elladio di

Alessandria scrisse la sua AHeujq iravroa? XP^c^i? messa a profitto

poi da Fozio e
fu attribuito

da

Snida, e Orione di Tebe


Omerico scoperto nel secolo

lessico eti-

(1) Gli

un

lessico

XV

in

un cattivo codice

del

XI

e pubblicato da

Villaison nel 1773. criticamente dal Bekker a Berlino ngl 1833.

[ 29]

(7Tp TUjuoXoYiuJv)

97

ma

mologico

compilato su fonti assai antiche,

conservatoci a traverso pi rifacimenti e rifusioni in pessimo stato.

Assai alterato da quello

che dovett' essere

1'

originale primitivo

anche

ci

giunse

il

testo del

famoso lessico d'Esichio d'Alessandria,

la cui vita ignota affatto e l'et incertissima,


si

bench per
l'

lo piti

soglia assegnarla al

IV

o al

secolo

pur

opera

sua,

una

parte della quale direttamente procede dal gi citato Diogeniano,


tra le fonti lessicografiche antiche pi importanti per lo studio

storico della grecit.

L'epoca bizantina, come grammatici e commentatori, cos ebbe


eziandio lessicografi in gran numero, e
il

lor

merito principale

sta nell'averci conservato e trasmesso preziose reliquie dell'erudi-

zione pi antica, le quali altrimenti

non

conosceremmo
e

affatto;

mentre d'altra banda la mancanza d'originalit


di critica difetto
pilatori.

soventi anche

comune
i

e presso che costante di siffatti

com-

Lasciando

glossari

che

portano

il

nome

di

Cirillo,

patriarca d'Alessandria nella prima

met

del secolo V,
il

ma

verosi-

milmente sono d'et


XoTiKv
il

assai pi tarda; lasciando


il

AeEiKv xexvo-

di

Filemone,

glossario latino-greco attribuito a Filosseno

lessicografo e altrettali collezioni di


i

minor
questo

conto, ricorderemo

subito tra

prodotti

pi insigni

di

periodo la

AEeuuv

(JuvaTuuTri di Fozio [sec. IX], opera di


e sacra, ricavata

grande erudizione profana

da varie

fonti e ordinata alfabeticamente.

sua

volta fu Fozio, con parecchi lessicografi e grammatici pi antichi,


tra le fonti capitalissime dell'anonimo autore dell' 'EtujugXotikv
liTa (ricca miniera di notizie e materiali, alla quale si collegano,

per

il

metodo
il

e l'indole della trattazione, vari etimologici minori,


altro), e di

come
il

gudiano, Vangelicano e qualche

Suida

[sec.

X],

pi ragguardevole forse dei lessicografi bizantini. Il suo grande

AeHiKv, pur difettoso per


polazioni e guasti
testo,

manco

d'ordine e di metodo, per internella trasmissione

molteplici

intervenuti

del

nondimeno contiene
cui

raccolti preziosi

frammenti

di scrittori

e dotti anteriori le

opere

andarono perdute, ed ha tuttavia

importanza storica non


Valmagoi.

lieve. I

medesimi pregi, sebbene in grado


7


infinitamente minore,
si

98

in

[ 29-30J

riconoscono ancora

due compilazioni

degli ultimi tempi bizantini; ossia nella Zuvatujtri XHeujv attri-

buita a Giovanni Zonara di Costantinopoli [XI/XII sec], e nella


*Ovo|iiTuuv ttikOv (JuvaYuJTn di

Tommaso

di Tessalonica

(Tho-

mas magister
mente
(1).

[secolo

XIV]): entrambe sono ordinate

alfabetica-

A) Sulla

lessicografia greca antica oltre le storie letterarie


v. I.

[v.

49]

e le opere citate nel 25 A),


indole, Lipsiae

A. Ernesti,

De

glossarior.
;

Graec vera
dol.

1742

[=

Dialekt, Berlin 1837, pp. 23-55;

Giese, Ueb. den Opusc, 1793, pp. 61-93] M. H. E. Meiek, Opusc. acad., II, 74

sgg.;

D. Pezzi,
[I.

La

lingua gr. ani., pp. 3-28; 6. Autenrieth, Griech. Lexikogr.

MLLER, Handb., E'], pp. 587-597.

B)

Sulle ediz., critica, letteratura dei singoli lessicografi


gli

cfr.

49 F).

S'aggiungano

Etymologica (Magnum, Gudianum, Orionis)


Sturz, Lipsiae 1816-20, voli.
3;

ed. G.

H.
ree.

ScHAEFER et F.
Th.
St.

W.

V*Etymol.

magnum

Gaisford, Oxford 1848; il Lexicon Vindobonense ree. A. Nauck, Petersburg 1867; il Lexicon rhetoricum Cantabrigiense ree- E. 0. HoutSMA, Leiden 1870; E. Miller, Lexigues grecs indits in Ann. de l'assoc. pour l'encour. des et. gr., 1874, 222 sgg. e 1876, 121 sgg.; e le varie collezioni d'Anecdota graeca di L Bekker, Beri. 1814-21, voli. 3; di L. Bach-

MANN, Lips. 1828-29,


(Id.,

voli. 2;

di
di

I. I.

F. Boissonade, Par. 1829-33,

voli.

5
8;

Anecd. nova. Par. 1844);

A. Ckamer, Oxford

1835-41, voli.
2;

di P.
ler,

Matranga,

Roma
littr.

1850; di V. Rose, Berlino 1864-70, fase


grecque, Paris 1868.

E. Mil-

Mlanges de

30.

L'operosit lessicografica, accennante ad

esaurirsi in

oriente verso la

met

del secolo

XV,

si

trasmette con

la rima-

nente tradizione ellenica da Bisanzio all'Italia nel periodo del Einascimento, e di qui irraggia poi in Francia, in
ghilterra, in

Olanda, in In-

Germania, nell'Europa

tutta, qual parte essenziale e

vivissima di essa la tradizione ellenica. Lasciando le riproduzioni

a stampa de' lessici antichi (ricordiamo le


Esichio, dell' Etymologicum
secolo

edizioni di

Snida, di

magnum
i

comparse

tra lo scorcio del

XV

il

principio del XVI),

primi lavori di questo ge-

certi lessici

S'avverta a questo proposito, che, oltre l'ordine alfabetico comune il quale in non forse neanche il primitivo, e sol proviene da posteriori rifacimenti, neU'antichit se n'us un altro eziandio, da taluni detto antialfabetico dove i vocaboli sono bens disposti secondo le lettere iniziali, ma queste si succedono alla stregua d'un
(1)
,

dato ordine assai diverso dal comune.

[ 30]

99

si

nere ebbero indirizzo e scopo essenzialmente pratico, e


larono di solito gli uni su gli
zioni molteplici. Tali sono
il

model-

altri,

pur con nuove giunte e corre-

Lexicon Graeco-Latinum del Crestone,


il

pubblicato a
edito da

Milano verso

1480;

il

Dictionnarium graecum
altre somiglianti

Aldo Manuzio a Venezia


di

nel 1497; e

compilazioni

Guarino

Favorino
[Basilea

[Roma
1532]

1523], del

Ceratino
[Co-

[Basilea 1524], del Gill

(1), del Longolio

lonia 1533], di Corrado Gesner [Basilea 1537] (2), del Dasipodio

[Strasburgo 1539], del Costantino [Ginevra 1562]

via dicendo.

Pur

nel frattempo eran venuti


di

in luce

Commentarii linguae
di assai

Graecae

Guglielmo Bude [Parigi 1529], opera


i

mag-

gior levatura scientifica, e

Commentarii

del Camerario [Basilea

1551]: entrambi lavori d'inizio e preparazione all'immortale 0n(jaup? Tfiq


\\riviKf(;

f^iAjffaTis

di

Enrico Stefano [1572], che,


scarso
criterio

quantunque non scevro

di difetti (quali lacune e

semasiologico), tuttavia
della lessicografia greca.

tra

contributi

moderni fondamentali
bene spesso

Un compendio

o estratto, che

rasenta

il

plagio, fu fatto dell' opera dello

Stefano

nel

Lexicon

graeco-latinum

novum
e

dello Scapula [Basilea 1579], divenuto poi


se-

molto famoso,
colo

ristampato parecchie volte. Su lo scorcio del


in

XVI

venne

luce

ancora

il

dizionario

latino-greco

del-

l'Hschel [Augusta 1590], compilato con particolar riguardo alla


sinonimia, e una specie
di

fraseologia

greca

era

comparsa

fin

dal 1565 nella Caligraphia oratoria del Possel;

ma

son lavori

che sarebbe

risibile voler

paragonare, quanto a valore scientifico


di Enrico Stefano.
i

e storico, con l'opera

monumentale

La quale

pur

si

lascia addietro di lungo tratto

molti lessici pi o
(i

men
dello

compendiosi stampati nel

secolo

XVII

principali

sono

Schredel [Leida 1670, riprodotto pi volte sino al 1823], del Robertson [Cambridge 1676], del Suicero [Zurigo 1683]), e la pi
Ampliato con molte addizioni d'altri dotti, il lessico del Gill si trasform poi septem virorum [1537, ristamp. pi volte], divenuto quindi

(1)

nel cosi detto Diclionn.

Dictionn.
2)

novem virorum
si

[1584].

Non

confonda questo col AeHlKV pubblicato a Basilea nel 1560 con aggiunte
e di G.

del Gesner

medesimo

Hartung.


parte di quelli

100

vocabolario
il

[ 30]

del XVIII, sino

al

greco-tedesco di

Giovanni Teofilo Schneider [179798],


nale
di

primo lavoro origidi

lessicografia

greca

dopo

il

Thesaurus
fuori,
i

Enrico Stee

fano

(1).

Ma
s'

se,

da quest'ultimo in

secoli

XVII

XVIII

non produssero nessun


generale, vi
iniziaron

altro capital contributo per la lessicografia

nullameno

le

prime indagini

di lessico-

grafia speciale, indispensabile sussidio alla ricostruzione critica di

qualsivoglia lessico, con

l'

indice

omerico del

Seber [Heidelberg
[Parigi
scrip-

1604], e

il

De
et

praecipuis Graecae dictionis idiotismis


il

1627]
tores
e

(2) di

Francesco Vigier, e

celebre Glossarium

ad

mediae

infimae graecitatis del


autori

Du Gange

[Parigi 1688],

pi lessici su singoli

(Erodoto, Teocrito, Pindaro ecc.),


col lessico prosodiaco del

nel sec. XVII, e nel

XVIII ad esempio

Morell [Etonae 1762]


e

(3), coi lessici speciali del

Damm

per

Omero

Pindaro [Beri. 176578]

(4), dello

Schweighuser per Polibio

[Lips.

178995]
i

(5).

Come

dizionari di Enrico Stefano

dello Schneider sono le


il

opere fondamentali di questo genere comparse avanti


e

secolo

XIX,

segnano quasi

il

colmo di due grandi periodi nella

storia della

lessicografia greca moderna, cos di

un

terzo periodo, che a


il

punto

sarebbe costituito dal secolo nostro presente,


rappresentato dal vocabolario di

prodotto pi insigne

Francesco Passow. In origine esso

non fu che una quarta edizione [1831] del lessico dello Schneider,

ma

con tali e tante giunte e correzioni ed elementi nuovi (mascronologico dei significati di

sime neir ordinamento severamente

ciascun vocabolo, nella distinzione accurata dell'uso omerico-esiodeo


dall'attico, nella precisa indicazione della quantit),
le diede
il

che
e

il

Passow
notevol-

suo

nome,

il

lavoro

suo,

ripubblicato

mente migliorato a cura

di parecchi filologi, soprattutto del

Kost

(1)

(2)
(3)

La lingua gr. ant., p. 46. Riprodotto con illustrazioni di Goffredo Hermann. Ristampato altre volte, e con correzioni e giunte del
D. Pezzi,

Maltby a Cambridge, 1815

(Londra, 1824). (4) Rifuso dal Duncan, Londra, 1827. (5) annesso all'edizione di Polibio dello stesso autore.

L 30]

101

[184157],

tuttavia il lessico

pi importante e compiuto che

s'abbia per la lingua greca, rispetto all'estensione principalmente,

essendovi abbracciata nella nuova edizione anche la grecit bizantina. Considerevolissimi per altri riguardi, e in singoiar guisa per

l'onomatologia, sono anche


e

due

lessici di

Guglielmo Pape [1836

184245]; per

lo studio dello

svolgimento storico de' signifie per altri pregi

cati, per la registrazione diligente degli autori

quelli del Jacobitz e del Seller


la

[183946

e 1850]; e infine per

molta materia accuratamente raccolta in


gr.-dtsch.

spazio ristrettissimo
del Suhle e dello
le

V Uebersichtliches

Handwrterhuch
lavori, e

Schneidewin [1875].
inglese

Con

siffatti

con

nuove edizioni

[181820]

e francese

[183164], questa assai superiore

a quella, del Thesaurus di Enrico Stefano, esaurita la produzione propriamente


scientifica

della

moderna

lessicografia greca

generale, che pur tende ad ampliarsi e a compiersi coi molti lavori di lessicografia speciale, quali
il

Ghradus ad

Parnassum
e dello

del

Brasse [1828],

sinonimici
i

del

Voemel [1819]
lessici

Schmidt
singoli

[1876

1888],

numerosissimi

particolari su

autori.

A) Per
II'],

la storia

della

lessicografia

greca
deni

moderna
[I.

v.

D. Pezzi,

La

lingua gr. ant., pp. 29-62; G. Autenkieth, Gr. Lexik.


pp. 597-605; A. Weiske, Bemerk. zu
v.

Mlleb, Handh.,
de

Handworterhuche der gr.


gloss. grec

Spr. hegr.

Fr. Passow,

Halle

1892;

H. Omont, Le

Du

Cange. Lettres d'Anisson a

1688) in Rev. des

et.
ilb.

gr.,

Cange relatives a l'impr. du gloss. (1682' V, 212 sgg.; e per la bibliografia E. Hbner,

Du

Grundr. zu Vorles.

die griech. Synt., pp. 15 sgg.

B) H. Stephani,
auctior
et

Thesaurtis

Gr. linguae

1572,
7;

voli.

5;

Id.,
l.

ed.

nova

emendatior,
Post

Londini
edit.

1818-20, voli.

*T%. Gr.

ab H. Ste-

PHANO constructus.
del voi.
voli. 8;

angl. novis additam. auct. ordineque alphah.

dig. tertio edid. C. B.


I,

Hase, L.

De

Sinner, Th. Fix (per la

massima parte

per

il

resto

B.

Hase

e G. e L. Dindorf), Paris 1831-65,

G. F. ScHNEiDER, Grosses krit. gr.-dtsch. Handworterh., Zllichau

1797-98, ed. princ; 2 ed. Iena 1805-6;


F. Passow).
ree.
v.

sotto,

C)

(1).

Du

3* ed. Lips. 1819-21;


et

4" ed. (di

Gange, Gloss. mediae


I,

infimae graecit.

cum
Per

vet.

ed.

1608 prorsus congruens,

Breslau 1891.
alla indicazioni nel testo e

(1)

gli altri lessici dai secoli

XVI-XVIII rimandiamo

all'opere dell'Aure nrieth e dell'HiiBNBR cit. in A).


V.

102
d.

t/riech.

[ 30]

C) F. ScHNEiDER, Handworterhuch

Sprache, nebst

e.

Passow, Ideler

u.

Fb. Schultze, Leipz. 1831; G. Pape, Etymolog.


Bei'lin 1836; Io-,

Anhang Wor[I-II,

terh. d. griech.

Sprache,

Handwrterh.
5.

d. gr.
v.

Spr.

Gr.-dtsch. Handtvort,

1880;

III.

Worterh.

d.

Braunschweig 1842; 5. gr. Eigennamen, 1842;

Aufl. bearb-

Sengebusch
v.

Aufl. bearb. v. Bknseleh,


3.

1875; IV. Dtsch.-gr.

Handw. zum

Schulgebr., 1845;

Aufl. bearb.

Sen-

gebusch,

1875];

Iacobitz u. Seiler, * Handworterb.

d. gr.

Spr.,

Leipzig'

1876; Idd., *Gr.-dtsch. Wrterb.

zum

Schul- u- Privatgebrauch, Leipz.^ 1880


v.

e Dtsch.-gr. Worterb., Leipz.' 1880; ^Handworterb. d. gr. Spr., begr.

Fr.

Passow, neu bearb.


u.

u. zeitgemss.

umgest.
Gr.

v.

V. Chr. Fr. Rost, Fr. Pahn,

0. Kreussler, K. Keil, F. Peter,

E. Benseler, Leipz. 1841-57; *Suhlb


d-

Schneidewin, Uebersichtl. gr.-dtsch. Handworterb. fur

ganze gr. Liter.,

Leipz. 1835;

W.

Prellwitz, Etymolog. Worterbiich der gr. Sprache, Got-

tingen 1892.

D) Manuali minori e compendi: F. Rost, Dtsch.-gr. Worterb. [1818], v. Albrecht, Gotting. 1889 e Qr- dtsch. Worterb. [1820], 10. Aufl. bearb. v. Ameis u. Mhlmann, Braunschweig 1871; Liddel a.
11. Aufl. bearb.

Scott,

And

intermed. greeh-engl. lexicon, founded upon the


Lex., Oxford
1889; *C. Schenkl,

7. ed.

of Liddel
Schul-

a. Scott's

Gr.-Engl.

Gr-Dtsch.

worterb.,
C.

Wien^ 1891

(trad. ital. di F. Ambbosoli, Vienna-Torino** 1891);

netti, Dizion.

Alexandre, Dictionn. gr.-frang., Paris^* 1891; *G. Mlleb e A. Bruman. della lingua greca [I, G- Mller, Dizion. gr.-ital; II,
ital.-gr-],

A. Brunetti, Dizion.

Torino* 1889.

E) Lavori speciali: a) Prosodia: A. Baumstark, Indices attici. Ani- zu Messung u. Ausspr. d. griech. Poenultima, nach d. Engl, Freiburg 1833; Brassii, Gradus ad Pam-, Londin.' 1832 [ed. et emend. C. F. W. Siedhof, Gotting. 1839-40, voli. 2). P) Sinonimia L Th. Voemel, Synon. Worterb. d. gr. Spr., Frankf. a. M. 1819; I. H. Schmidt, Synonymik d. gr. Spr., Leipz. 1876-88, voli. 4. y) Per i lessici speciali su singoli autori V. le bibliografie sistematiche dell' Hbner, Grundr. zu Vorles. iib. gr.

Synt.,
[

dell'ENGELMANN-PREUss

[v.

19

D)\
del

della BibUotheca philol. class.

20 A)

49 F).
voli. 2.

3],

e la bibliografia critica

B. Jahresb. [ 20

A)

2].

Gfr.

A. Vanicek, Griech. -latein. Etymolog. Worterb., Leipz. 1877,

[ 31-32]

103

4)

Lessicografia latina.

31.

Enciclopedia. Vedi 26.

32.
assai
e ne'

Lo sviluppo

storico della

lessicografia latina stato

meno pronto ed

esteso che quello della lessicografia

greca,

primi esperimenti presso che esclusivamente limitato a studi


Tali

e ricerche di lessicografia, o, meglio, di glossografia (1) speciale.

furono anzitutto

lavori sulla latinit arcaica di L, Elio Stilone,

famosissimo grammatico del secolo VII, quelli, specialmente Plautini,

di Aurelio

Opilio, e

le

investigazioni
libri

stesse

raccolte

da
le

M. Terenzio Varrone

ne' suoi

De

lingua latina.

Se tra

opere perdute di Varrone ve ne sia stata qualcuna di contenenza

sistematicamente lessicale, non or possibile risolvere: la prima


di tal fatta, che

non
il

sia dubbia,

non compare
significatu di

se

non

nell'

epoca

Augustea, ed

De verborum

M. Verrio Fiacco,
lessicali,

ordinato alfabeticamente, con


eziandio storico-enciclopediche.

illustrazioni

non pur

ma

noi ne

son pervenuti
S.

soltanto

due successivi rifacimenti, cio

gli estratti di
il

Pompeo

Pesto,
estratti

lessicografo d'et incerta [II sec. ?], e


di Pesto

compendio degli

composto nel secolo IX da un Paolo, che verosimilmente


stessa col celebre storico langobardo Paolo Diacono.
i

una persona

Se a tutto questo s'aggiungono

frammenti

di

lessiologia disse-

minati nei Noctium Atticarum libri di Aulo

Gellio, e la
di

Com-

pendiosa doctrina [per

litteras

ad

fliurn]

Nonio Marcello

(1)

Cfr. p. 94, D. 2.


di materia lessicale, e gli

104

libri

[ 32]

[III sec], in diciannove capitoli, dei quali cinque

appena trattano

Etymologiarum

XX
si

d'Isidoro di

Siviglia [sec. VI/VII], e gli studi di sinonimia, coltivati special-

mente nell'epoca imperiale, da


si

l'erudizion Frontoniana soprattutto,

sar indicato

compiutamente

quel tanto che

conosce della

scarsa produzione

romana

in siffatto

campo.

Ma

se,

come ognun

vede, la produzione antica fu poco conside-

revole, assai copiosa si trova essere invece la


e anzitutto quella produzione
grafia,

produzione seriore,
di glosso-

collettiva e impersonale
piti

che suol prender nome per lo

dai manoscritti che

la

contengono, bench ella risalga

in infiniti casi per mille deriva-

zioni e viottoli presso che impossibili

da rintracciare a

fonti an-

tichissime, dirette
soltanto,

indirette,

non

a Paolo

Diacono e a Festo
Siffatti

come da parecchi

stato affermato.

glossari

(alcuni anche, pur derivando da compilazioni anteriori, sono opera

tarda di qualche umanista, siccome ad esempio le cos dette glosse


Isidoriane) naturalmente presentano lacune, interpolazioni, trasposizioni, alterazioni d'ogni

maniera; in una parola offrono abbon-

danti

segni di quelle vicende e peripezie di trasmissione mano-

scritta, cui

soggiaciuta in ugual
e
si

modo

la

rimanente letteratura
di

anonima basso-latina
tutti, alla

medievale, patrimonio
facevan
lecito
il

nessuno

di

quale tutti

di togliere, aggiungere,

modificare in infinite guise secondo

bisogno e l'opportunit.
i

Ma

nonostante queste ed altrettali cause di perturbamento,


in genere non
si

glossari
caratteri

discostano

mai da

certi

determinati
e

comuni, vuoi nel contenuto vuoi nella forma,


trattazione della materia possono agevolmente

quanto all'esterior
distribuirsi in tre
l'interpre-

grandi categorie, secondo: 1 latino cosi


tazione (glosse di

il

lemma come

Placido, glossari speciali su Plauto, Terenzio,

Virgilio, Sidonio ecc., glossari


tim, cos

Amploniani, glosse Abavus, Affainiziale, e altri);

denominate dalla glossa

il

lemma
dette

latino e l'interpretazione greca (glossari latino-greci^

come quello
cos

attribuito a

Flavio

Teodoro

Filosseno

[sec.

VI], le

Glossae Servii grammatici, gli estratti editi da Enrico Stefano e

[ 32]

105

ecc.;

riprodotti

da Bonaventura Volcanio,
(glossari

il

lemma

greco e
detto

l'interpretazione latina
di Cirillo,
il

greco-latini^
e

quali
altro).

quello

frammento Coloniese

qualche
i

Rispetto al

contenuto poi
detti,

necessario

distinguere
cio se

glossari

propriamente

che non

comprendono

non
i

glosse, ossia interpreta-

zioni di vocaboli rari,

da quegli

altri,

quali

presso alle glosse

registrano pi o

meno

copiosi luoghi
il

di vari autori.

Tra questi

ultimi capitalissima compilazione


si

Liher glossarum, composto,

credette,

ma

senza prove, da Ansileubo, alla fine del secolo VII


il

sul principio dell'VIII, e contenuto in parecchi codici, onde


piti

antico

un Parigino

del secolo VIII.


fonti,
il

Da

esso son derivati,

pur con

infiltrazioni d' altre

glossario di

Salomone, ve-

scovo di Costanza nel secolo X, stampato nel 1483;

VElementadi

rium doctrinae erudimentum


Osberno monaco Glocesterano

di

Papia

[sec.
il

XI],

Panormia

[sec.

XII],

Liber

derivationum,

tuttavia inedito, di Uguccione Pisano [sec. XII/XIII], e altri minori glossari; da Papia
tholicon del
[sec.

da Uguccione
Giovanni

principalmente,

il

Ca-

monaco domenicano

De

Balbi

di

Genova

XIII], opera diffusissima


delle

anche ne' due secoli successivi, e

una

prime stampate

in lingua latina

[Magonza 1460].
germanici
e

Dei glossari latino-italiani, latino

francesi, latino

somiglianti, le pi volte semplici traduzioni di glossari del primo

gruppo sopra ricordato, o derivazioni


non accade
si

di manoscritti glossati, qui


i

faccia menzione

avvertiamo piuttosto che

glos-

sari latini in genere, grazie alla contenenza e

natura lor propria,


del la-

hanno importanza grandissima per la


tino volgare.

storia specialmente

A) Sulla
ViT, Il
less,

storia della lessicografia latina antica e


lat.

medievale
[I.

v.

V.

De

dalla 2>i remota sua origine sino a noi in Rass.-nazion.,

VI, 29-52 [e in Opp. varie, VII]; F. Heerdegen, Lat. Lexik.

Miller,

Handh., IP], pp. 608-611, oltre le storie letterarie [v. 52] e principalmente il Teuffel-Schwabe^, 42, 5-9 e le opere registrate nei 5 sgg.

Su

gli studi
latt.,

di sinonimia:

I.

ribtis

Groningen 1883.
latt.,

W.

Beck,

De
:

differenttarum
*G.

scripto-

Sui

glossari
S.

Loewe,

Prodromus
quibusd.

corporis

glossarionim

Lipsiae 1876;

Bebger,

De

gloss...


meda
aevi
sive

i06

[ 32-33]
etc, Paris

de
ed.

libr.

Ansileuhi, Papiae, Hugutionis

1879;
coli,

Glossae

nominum

G. Loswe, acced. eiusdem opusc. glossograph.


I. I.

G. GoETz, Lipsiae 1884;

Baeblek, Beitr. zu

e.

Gesch.

d.

lat.

Gramm.

im

Mittelalter, Halle a. S. 1885, pp. 170-188.

B)

Edizioni, critica, letteratura dei singoli

speciali indicate nel

52 F).
liti.

autori

v. le

bibliografe
:

Ed. collettiva dei glossari

Corpus

glossar, latin, ed. auctor. soc.

reg. Saxon., Lipsiae

1887 sgg.

33i L'influenza grande esercitata dal CathoUcon di Giovanni


de' Balbi

anche

ne' secoli

XIV

XV
libri

s'

gi avvertita nel para-

grafo precedente.

invero, a

tacere

di

compilazioni
(1)
di

quali

gli

Elegantiarum
[m. 1476],
i

linguae

latinae

VI
in

Lorenzo

Valla
di

Cornucopiae sive linguae latinae commentarii

Niccol Perotti [m. 1480], che solo

qualche parte rientrano

nelle appartenenze della lessicografia; a tacere eziandio dei glossari


rifatti su

fonti antiche,

da Giuseppe Giusto Scaligero per esempio


tutto
ci,
piti

nelle cos dette Isidori glossae; a tacere di

le

prime
peil

raccolte lessicali del Rinascimento ormeggiarono

meno

dissequamente
divulgatissimo
[1* ed., Basel,

il

CathoUcon.

Cos

gli

si

connette
di

anzitutto

Vocahularius Breviloquus

Giovanni Reuchlin
e

Amorbach, 1475

1476,

anonima,

anonima
stretta-

ristampata pi volte]; poi, nel secolo XVI, bench

men

mente

forse, il

Dizionario [1* ed. Reggio Emilia, 1502] di Ambrogio

Calepino [m. 1511], divenuto tosto popolarissimo, e a cominciar dal


cinquecento stesso fino a tutto
zioni infinite.
il

secolo

XVIII

riprodotto in edil'opera

Ma

non ostante

cos

grande

celebrit (2),
e le basi

del Calepino

di

valore piuttosto scarso,

scientifiche
col

della lessicografia latina non

furon

poste

realmente se non

fondamentale Thesaurus linguae latinae di Roberto Stefano, comparso a Parigi l'anno 1531.
l'indole e
Il titolo

intero attesta
lavoro.

per se stesso

l'importanza

altissima

del

Dictionarium, seu
dictiones

Latinae Linguae Thesaurus,

non singulas modo

con-

(1) Erasmo compil ordinandolo alfabeticamente un Epitome in, Elegantiarum libro Laurentii Vallae. (2) Un Supplementum linguae latinae seu Dictionarium abstrusorum vocabulorutn ab . Constantino collectum comparve in appendice all'ed. di Basilea, 1573.

[ 33]

107

et loquendi,

tinenSj sed integras

quoque Latine

et scribendi for-

mulas ex optimis quibusque auctoribus accuratissime coUectas,

cum Gallica

fere interpretatione.

dunque

il

primo Tero
;

e proprio

vocabolario storico completo della lingua latina

ma

l'importanza
piti,

sua non pur nella mole e nella materia,


nell'ordine sistematico della
trattazione,

bene, e anche

fermata

sulla significa-

zione delle parole essenzialmente, sui loro

costrutti e congiungiaffatto ac-

menti

sintattici e fraseologici,

mentre l'etimologia v'

cessoria, e son registrati

nel
i

lor proprio ordine alfabetico per la


tutti.

prima volta

derivati e

composti

Solo lasciano alquanto

a desiderare le citazioni degli autori, troppe volte

monche ed

in-

complete;
Stefano
si

ma

a cos fatto difetto e a qualche altro secondario lo


di

die cura

rimediare

in

una seconda edizione del


grossi

Thesaurus, pubblicata nel

1543

in tre

volumi in

folio,

che per l'estensione e l'esposizione stessa della materia (tra l'altro


ogni articolo fu diviso per paragrafi, e alla francese venne
tuita sistematicamente l'interpretazione della
sosti-

latina) sono al paragone

prima edizione quasi opera nuova.


il

Cos ammigliorato,

dizionario dello

Stefano

fu

il

principal

fondamento della lessicografia latina non soltanto nel secolo XVI,

ma

nel

XVII

e nel

XVIII

ancora, fino almeno all'avvenimento del


ora.

Forcellini, del quale

diremo or

Ricordiamo intanto

il

Latinae

linguae universae

Promptuarium

[Basilea 1545] di Teodosio Tre-

bellio Forogiulese, direttamente compilato sul

Thesaurus,
1561,
il

il

The-

saurus linguae latinae sive


di Celio

Forum Bomanum [Basilea


di

voli. 3]

Secondo Curione, attinto alla medesima fonte,


[Lipsia 1571]
Basilio

Thesaurus

eruditionis scholasticae

Fabro Sorano,

pi volte ristampato sino ai principi del secolo XVIII, e derivato


dal precedente, perci ancora, se bene indirettamente, dallo Stefano.

Lasciando altre compilazioni dello stesso genere, delle quali sarebbe agevole ingrossare la lista;
poliglotti del secolo
e

lasciando

del pari

lessici

XVII, onde

il

latino
et

considerevole

parte,

il

Glossarium ad scriptores mediae


1678,
voli.

infimae latinitatis [Pales-

rigi

3], del

Du

Cange, capital fondamento della


scografia basso-latina, dello Stefano nella
i

108

tuttavia
secolo

[ 33]

ritroviamo

solidissima l'autorit

prima met del

XVIII, come attestano


il

parecchi rifacimenti del Thesaurus venuti in luce allora,


il

pi

importante dei quali indubbiamente


tionis

Novus linguae

et erudi-

Eomanae Thesaurus

[Lipsia 1749] di G.
di

M. Gesner. Senquarant'anni di

nonch poco dopo questo tempo, frutto


studi e ricerche originali, comparve
il

oltre

grande Totius latinitatis

Lexicon

[1 ed.,

Padova 1771]

di

Egidio Forcellini, destinato ad

esercitare sulla lessicografia a venire quella

medesima
di

influenza,

che sin qui aveva esercitato

il

Thesaurus

Roberto

Stefano.

L'opera del Forcellini invero, non certo perfetta,


ogni

ma
per

notevole in
la

modo per

la copia del materiale sfruttato,

chiara e

precisa determinazione dei significati, per la registrazione diligen-

tissima degli autori, corretta e ampliata successivamente da


lanetto

I.

Fur-

[1827-41],

da V. de Vit

[1858

sgg.],

da F. Corradini
altri

[1864

sgg.], fu ripresa, a
(si

non parlare di parecchi

compendi

ed estratti

ricordi ad esempio quello di

W. Freund

[1834 sgg.]),
G. Scheller

fu ripresa, diciamo, neVAusfuhrliches Lexicon di

1. 1.

[1* ed., 1783], e migliorata e accresciuta di edizione in edizione

dallo Scheller medesimo, poi da G. H.

Ltinemann

ultimamente

da C.

E.

Georges

divent
il

V Ausfuhriches
nome

lateinisch-deutsches

Handwrterhuch che porta

di quest'ultimo,

ed

il

piti

compiuto ed eccellente lavoro, quanto alla retta

e precisa deriva-

zione dei significati soprattutto, che la recente lessicografia latina

abbia prodotto.

Per

l'indole della trattazione, ordinata

men

bene,
se

ma

pi

siste-

maticamente esatta nelle


alquanto

citazioni

degli

autori,

ne distacca

V Handwrterhuch der

lateinischen Sprache di E. Klotz,

non senza qualche modificazione del disegno originale condotto a


termine con la collaborazione di F. Lbker
[1* ed., 1853-57].

ed E. E.

Hudemann

Nondimeno
frutto

ancor esso, accanto all'opera del

Georges,

insigne

della

moderna

lessicografia

scientifica,

l'operosit della quale, ragguardevolissima quanto a lavori


rali,

gene-

non

stata

meno

rispetto agli studi e ai contributi speciali

[ 33]

109

complementari, quali sono, oltre

molti lessici particolari

sui

singoli autori,

vari lavori registrati

qua appresso

al

comma E).

A) Sulla
rundemque
cap. IX:

storia della lessicografia latina

storia critica Latinae Unguae, Lipsiae 1716 (cap.


usu); D. G.

moderna I. G. Walch, HiV: De lexicis Latinis eo:

Mokhof, Polyhistor, Lubecae^ 1732

(voi.
l.

I,

lib.

IV,

De

latina lingua); *Praef. in R. Stephani, Thes.

Lat. ed. nova,

Lendini 1734 (De praecipuis Lexicis Latinis eorumque auctoribus); *K. E. Georges, Ldtein. Lexikographie in NN. lendischen Allgem. Litter.-Zeit.,
Ili,

ViT,

955 sgg. e IV, 493 sgg. (per i primi decenni del sec, XIX) *V. Db 1. cit. nel 32 A); F. Heeedegen, Latein. Lexih. [I. Mlleb, Handb.,
;

IP], pp. 611-619.


d. latein.

Bibliografia in *E. Hbnek, Grundr. zu Vorles.


sgg.
libri VI,

ilb.

Gramm., Berlin^ 1880, pp. 19


Unguae Lat.

B)
sec.

L. Valla, Elegantiarum

Milano 1471; N. Perotti,

Cornucopiae sive Unguae latinae commentarii, Venezia, 1489 [ristamp. nei

XV

e XVI]; A. Calepinus, Lexicon latinum variarum linguar. interpr.


I.

adiecta, ed. a cura di

Facciolati, Padova^ 1779, voli.

2;

R. Stephanus,

Thesaurus Unguae
1734-75, voli. 4;

latinae, ed.

nova prior. multo auct.


Thes- post R. Stephani

et

eniend-,

Londini

Id., id. ed.

A. Birrius, Basel 1740-43,


emend-,

voli. 4;
et alior.

M. Gesnkr,
nup- etiam
1749.
ed.

Novus Unguae
in Anglia
C.

et erudii.

Romanae

eruditissim. hom. cur. dig., locupl.,


script,
7;

Lipsiae

Du

Gange, Glossarium ad
in
L,

mediae

et inf.

latinit.

Nup.
et

G. H.

L. Henschel, Paris 1840-50, voli.

1d., id. ed.

L. Favee, Niort 1883 sgg.

(supplem.
Frankf.
a.

Diefenbach,

Gloss.

Latino-German.

med.

inf.

aet.,

M. 1857 e Nov. Gloss. Lat.-Germ. M. et inf. aet., ibid., 1867; compendio in Maigne D'Arnis, Lexicon manuale ad scriptt. med. et inf. Latin., pubi, par Migne, Paris 1866 (1) ).
CJ Totius Latinitatis Lexicon, cons.
et

cura
I.

I.

Facciolati, op.

et

studio

Aeg. Porcellini
voli.

lucuhr. aux.

et

emend.

Furlanetto', Padova
di V.

1827-41,

4 con uno d'append.;

Id.,

nuovi

rifacimenti

De

Vit, Prato

1858-79, voli. 6 oltre

uno

di prefaz.

ed

indici, e di

F. Corradini,

Pa-

dova 1858
I-TV,

sgg., in

continuaz.; V.

De
I. I.

Vit, Totius

Latin.

Onomasticon,

Prato 1867

sgg., in continuaz.;

G. Sheller, Ausfiihrl. u. moglichst.

vollstdnd. lat.-dtsch. Lexikon, Leipzig'1804, voli. 5; Id., Lat.-dtsch.

Hand4;

lexicon [1792], 7. Auf,. bearb.

v.

K.

E..

Georges, Leipz. 1831; K. E. Georges,


voli.

Ausfiihrl. lat.-dtsch. u. dtsch.-lat.

Handworterb., Leipz.' 1879-82,

R. Klotz, Handworterb.

Braunschweig 1879, G. Korting, Latein.- romanisches Wdrterb., Paderborn 1891.


d. latein. Spr.,

voli. 4.

D) Compendi W. Freund,
:

Gesamttvorterb. d.

lat.

Spr.,

f.

Schul.- u. Pri-

vatgebr.,
d.

Breslau 1844-45,
Latinitdt,

voli. 2;

K. E. Georges
1854-68

u.

G.

Mohlmann, Thes.
*K. E. Georges,

classisch.

I-II,

Leipz.

[incomp.];

(1)

Per

gli altri lessici anteriori al sec.

XIX rimandiamo

alle indicazioni del tasto.

HO

ital.
lat.

[ 33]

Kleines lat.-dtsch. Handworterh., Leipz.^ 1890 (trad.

di F. Calonohi,
delle se,

Torino 1891); *G. Cortese, Vocah. della lingua rino-Palermo 1890, voli. 2.

ad uso

To-

E) Lavori
Leipz. 1888.

speciali:
P)

a)

*K. E. Georges, Lexik.


Ttirsellinus
le

d. latein.

Wortformen,
comment.,
*F. 0. Weise,
Italo-

F.

Hand,
y)

seu de particulis
:

lat.

I-IV, Lips. 1829-45.

Su

parole straniere in latino

Die griech. Wort. im Lat., Leipz. 1882; *G. A. Saalfeld, Tensaurus


graecus,

Wien

1884.

b)

Su

la sinonimia: L. Doderlei, Latein. SynoId.,

nym.

u.

Etymol,,

Leipz. 1826-38;

Handh.

d.

lat.

Synonymik

[1840],

Leipz.* 1849; L. Ramshorn, Latein. Synon., Leipz. 1831-33, voli. 2; A. Tegge,

Stud. zur

lat.

Synon., Beri. 1886;


u.
e)

Io.,

Schulsynonym., Beri. 1887; *H. Schmidt,


Lat. Synonym.,

Handb.
lat.

d.

lat.

gr.

Synon.,

Leipz. 1889; C. Meissner,


:

Leipz.* 1889.

Su

la semasiologia

H. Ronsch, Semasiolog. Beitr.


e.

zum

Worterb., Leipz. 1888;

W.

HOlzer, Beitr. zu

Theorie d. latein. Se-

masiol., Berlin 1889.


lat.

Z)

Su l'etimologia: H. Doederleix, Handb. der


lat.

Etymol., Leipz. 1841; A. Vanicek, Etymol. Worterb. der

Sjrache,

Leipz.' 1881; *M.


Id.,

Bhal

et A. Bailly, Dictionn. etymol.

lat.,

Paris' 1891;

Gr.-lat. etym.

Worterb., Leipz. 1877, voli. 2; E. R.

Wharton, Etyma

Latina, Lond. 1890.

[ 34-35J

111

5)

Metrica,

34.
sgg., II,

Enciclopedia: Boeckh^ 548 sgg. e 844 sgg.; Reinach P, 194


sgg.;

208

Hbnek' 147 sgg.

35.

La metrica

scientificamente, la dottrina delle forme

ritmiche della poesia (versi) e delle loro simmetriche combinazioni


in serie e periodi determinati (strofi, o metri

propriamente

detti).

Considerata dunque nella sua propria sostanza la metrica non


se

non parte della ritmica, che fu definita la dottrina


della

dell'or-

dine dei movimenti successivi nelle arti musicali ,

quale

parimenti son parte la musica


vece, ossia ne' suoi
ziale

e l'orchestica

filologicamente in-

rapporti

formali con la poesia, essa essenal

elemento della poetica,

modo

stesso

che la

stilistica della

retorica.

fatta

questa prima delimitazione nelle appartenenze


il

della metrica, un'altra ancora necessaria, secondo

fine

che la

dottrina metrica
soltanto,

si

propone sta nella pratica della versificazione


nella
teoria.

oppur

propriamente

L'uno

e l'altro

fine

prevalse a volta a volta nelle trattazioni e nelle indagini metriche,

appunto come pratica e

teoria s'avvicendarono

scambievolmente
:

nell'evoluzione storica delle dottrine grammaticali

la teoria per

non ebbe vero assetto e procedimento di propria disciplina scientifica se

non in tempi molto vicini


fii

ai nostri, e

quando pure

s'af-

ferm come tale nel passato, ci


pratica essenzialmente.
Il

in proposito e in servigio della

che

si

scorge in chiarissimo

modo
si

a cominciare dall'antichit

stessa,

dove la teoria della metrica

trasmise congiunta a quella

della composizion musicale e della danza, finch rimase inalterata

112

ma

[ 35]

nella pratica l'union primitiva delle tre arti ritmiche;


ratesi queste e costituitesi ciascuna in

sepa-

domini autonomi, che fu


sorte tocc alla teoria,

nell'epoca Alessandrina, anche la


e

medesima
i

mentre la dottrina musicale ebbe

suoi espositori ne' matematici,

rientr la metrica nelle proprie competenze della

grammatica

Non prima

tuttavia, ch'ella non

avesse

fermata per dir cos la


di

sua base ritmica, ossia musicale,

negli scritti di Aristosseno


il

Taranto, discepolo di Aristotile, ch' della materia

trattatista

pi antico che

si

conosca.

Le opere sue furono molte

e varie: tra

l'altre esercitarono

una notevole influenza su tutta


i

la

posteriore

tradizione della teoria metrica principalmente

'Pu9|iiK (JTOixeTa,

pervenutici in frammenti e in

un

estratto del bizantino

Michele
ritmo
alla

Psellos [sec. X]. Aristosseno cerc la misura costante


fuori della lingua, e la fiss nel

del

xpvo? npoiTo?; riconobbe

stregua delle categorie aristoteliche di forma e materia la natura


astratta e ideale del ritmo, distinguendolo dalle

materie ch'esso

informa e sono

^u6|iiiZ;)iAeva

spieg

cos

l'applicazione

d'un

principio identico al suono, alla parola, ai

movimenti del corpo,

donde

le tre arti

ritmiche della musica, della poesia e della danza,


nel

e di qui le basi d'una dottrina metrica distinta dal ritmo e

tempo

stesso strettissimamente congiunta con esso. Sennonch, soarti ritmiche, e

praggiunta la separazione delle

conseguentemente,
dilegu in

come

s'

detto, della teorica

musicale dalla metrica,

quest'ultima la primitiva ragion del ritmo e della melodia, e la


teorica tutta quanta fin con restringersi alla quantit
delle sil-

labe esclusivamente. Ci accadde gi nell'epoca Alessandrina, nella

quale sappiamo che s'occuparon di studi metrici ad esempio Aristofane di Bisanzio ed Aristarco (1);
seguiti da cos fatti grammatici non
l'esposizione pi antica della metrica
di ravvisarla
si

ma

de'

metodi e dei

criteri

abbiamo nessuna

traccia, e

autonoma

ci

bisogna cercar

un

po'

pi in qua, ossia nelle scarse vestigia che

conoscono del quarto libro del JDe sermone latino di M. Terenzio

(1)

DioNTS,,

De comp.,

22, 26.

[ 35]

A
Be

113

Nerone,
Cesio

Varrone.

Varrone segue, nell'epoca di


metris, della quale

Basso,

autor d'un'opera

abbiamo alquanti fram-

menti

di

non lieve importanza, massime chi pensi che Varrone e


i

Cesio sono

due primi rappresentanti noti della teoria metrica

cos detta derivativa, la quale

ammetteva alcuni

versi

fondamen-

tali e originari (l'esametro dattilico e il

trimetro giambico), donde

per adiectio, dectratio, concinnatio e permutatio sarebbero proceduti tutti gli altri. Assai diversa da questa fu la teoria dei \xiipo.
TTpujTTUTTa, che allogava fra
i

piedi l'antispasto, rappresentata


anzitutto,
e poi

da

Eliodoro (visse nell'et d'Adriano)

da Efestione,

contemporaneo
su
la

di

Antonino Pio, e compilatore d'una grande opera

metrica

in

48

libri,

dei

quali

non

che un estratto
TTOirmaToq. I

r'Exxeipi^iov, conservatoci, rrep


trattatisti venuti
se

laipujv xa

nep

dopo

quattro ricordati non furono in sostanza


e
i

non compendiatori dell'una o dell'altra teorica,

loro rifaci-

menti risalgon quindi direttamente o indirettamente a Cesio Basso


e

a Varrone da una parte, e dall'altra ad Efestione ed Eliodoro.

Cos la dottrina derivativa venne accolta e sviluppata di su Cesio

Bassio nel III secolo da Terenziano Mauro,


zione

nella

sua

versifica-

Be

litteris

de sylbis de metris, e continuata nel

IV da

Attilio Fortunaziano, poi


loro

da Mario Vittorino
(1),

da Diomede nelle
infiltrazione
i

Artes grammaticali

pur non senza qualche

della dottrina opposta od Eliodorana.


latini

La quale
i

fu seguita tra

da Giuba

[sec.

Ili], e

da presso che tutti

trattatisti greci

dell'epoca

romana

e bizantina,

come Aristide Quintiliano, neoplauna breve esposizione metrica


in

tonico d'et incerta, di cui rimane


nell'opera

enciclopedica

nep

|Liou(TiKf<;,

alcuni

punti
;

anche
Cassio

discrepante da Efestione, eh ' la sua fonte capitalissima

Longino

[sec.

Ili],

commentatore

di Efestione,

e di

il

grammatico
e gli

Oro, scoliasta pur di Efestione.


scoli

Il

commento

Longino

d'Oro formano la maggior parte di quella raccolta di scoli

(1)

Della grammatica la metrica divent porta essenziale naturalmente grazie ai suoi


perci
eziandio, pi

rapporti con la poetica, e compare


di Carisio,

meno

ristretta, nei trattati

Sacerdote, Prisciano, Ruflno d'Antiochia, ecc.

VALMAaOI.

114

~
le

[ 35]

SU Efestione, ch' anche attualmente tra

pi importanti fonti

antiche della dottrina metrica. Quanto agli epitomatori bizantini,


in genere di valore storico
assai
scarso, baster che si ricordino

Tricha,

Isacco Monachos,

Manuel Moschopulos

due

fratelli

Isacco e Giovanni Tzetzes.

Tutti costoro, e gli altri sopra citati a cominciar da Varrone, furono trattatisti di

metrica esclusivamente filologica e in certa

guisa grammaticale, mentre accanto ad essi ebbe trattatisti suoi


propri la dottrina ritmica o musicale, distinta in tutto dalla metrica per la

separazion

seguita

nella

pratica
lei

dell'arte poetica e

dell'altre arti ritmiche in origine

con

strettamente congiunte.
le fonti

Quali sieno state queste altre trattazioni, che son pur tra

pi cospicue della ricostruzione scientifica della metrica classica,


detto nella seconda parte del capo X.

A) Sulla

storia generale della metrica classica nell'anticliit


d.
alt.

R. Westsgg.; 1d.

PHAL, Die Tradition

Metrik. in Philol.,
Il,

XX, 76
Aliert.

sgg.;

238

in *Rossbach-Westphal, Gr. Metr.,

[1865], pp. 4-172, e


d.

[1867],

pp. 24-232;

Fr.

Leo, Die beid. metr. Syst.


e lai.,

in

Hermes, XXIV,

380

sgg.: F.

Zambaldi, Metr. gr.


[1.

pp. 22-42; H. Gleditsch, Metr. d.

Gr. u. Rom.

Mller, Handh., W], pp. 680-683.

B)
rell.

a)

Sui metrici greci:


aet. tul.,

A. Rossbach,

De

Hephaest. Alex, lihris


I,

et

de

quae

metr. Graec. scriptis disput. p^

Vratisl. 1857; 1d.,

De

metricis Graecis disp. II, ib. 1858; H. Keil, Quaest.

gramm., Hai. 1860;


doctr. comment.,

Fr. Susemihl,

De

fntibus rhythm.

Arisi-

Quintil.

Gry-

phisw. 1866; 0. Hense, Heliodor. Untersuch., Leipz. 1870; MANN, Untersuch. z. Gesch. d. gr- Metriker (Die Kompos.
Sehl.) in Rh. Mus.,

W.
d.

HOrschelHephaestio-

Dorpat 1888; L.

XXXVI, 260 sgg.; Io., Ein griech- Lehrbuch d. Metr., Voltz, De Helia Monache, Isaaco Monacho, Ps. Dracene
Argent. 1886 {Diss. philol. Argent., X]; G. Rauscher, pertinent., Argent. 1886; H. Geossmann, De

scriptt. metr. Byz-,

De

scholiis

Homer- ad rem metr.


i'ipujiKoO

doctr. metr. rell. ab Eustathio serv-, Argent. 1887; L. Voltz,


irep

Die Trakt.

iraBv toO

lurpou in

Comm.

in hon.Sttidem.,-p^. 79-89.

P)

Sui

metrici romani: H. Keil, Quaest. gramm-. Hai. 1860; 1871; 1873; H.


ZEL,

Wentartigr.

Symb.

crit.

ad

hist. scriptt. rei


locis,

metr. Latt-, Vratisl. 1858


0. Hense,

J.

Caesar,

De

nonnullis metr. Lat.

Marburg 1874;

De luba
I,

in Acta soc phil.


1881;

Lips., IV;

H. Wentzel, De luba metrico,


Ael. Fest. Apht. de re
bei

Oppeln
usus
sit,

G. ScHULTz,

Quib-

auctor-

metr.

Vratisl. 1885; Id.,

Das

Kapitel de vers- generibus

Diom. in Hermes,

XXII, 260 sgg.

[ 35-36]

Leipz.
1861;

115

u. d.

CJ Edizioni collettive dei metrici antichi: a) Metrici greci: D. Fragm. Lehrstze d. gr. Rhythm. v. R. Westphal. Suppl. z. gr. Rhythm. v.

A. RossBACH,

Die Fragm.
z.

d.

Gr.

V.

R. Wkstphal, Suppl.

Metr.

d.

Gr.

Rhythm. u. die Musikreste v. Rossbach u. Westphal,


I, I,

d.
I',

Leipz. 1867; R. Westphal, Scriptt. metr. Gr.,

Lips. 1866; Anecd. varia

Gr.

et

Lat. edd. R. Schoell et G. Studbmund,


Script, latt. rei metr. ed.

Berol. 1886.

P)

Metrici

romani:

Th. Gaisfokd, Oxon. 1837; Scriptt. artis


latt.,

metricae ex ree H. Keilii

[Gramm.

VI], Lips. 1874.


scrittori di

trica:

CC) Edizioni speciali, critica, letteratura dei singoli V. 49 FJ e 52 F).

me-

36.

Le

dottrine metriche dei grammatici antichi, fondate,

come

s' detto,

esclusivamente sulla quantit delle sillabe, costi-

tuirono la sostanziai trama della metrica tradizionale ed empirica,


la quale, lasciando
il

medio

evo,

che in

siffatto

campo produsse

men

che nulla,

si

trasmise inalterata fino verso la met del secolo


storico e scientifico rifiorirono

scorso,

quando per novello impulso


altri

al pari degli

tutti

attinenti

alla filologia e alle antichit

greco-romane anche

gli studi di

metrica classica. La separazione arstata

bitraria e forse incosciente della metrica dalla ritmica era

cagione non pur di inesattezze ed errori,

ma

addirittura

d'una

cognizione imperfetta e inadeguata dell'organismo metrico nell'antichit stessa, e di qui ancor pi

nella

teoria

tradizionale: alla

ritmica dunque bisognava ritornare, e ricomporre sui principi fon-

damentali di essa la dottrina

scientifica

dei

metri
si

quantitativi.

Tal', in sostanza, lo scopo essenziale al quale

volsero le inve-

stigazioni dei moderni, iniziate col famoso

Schediasma de metris

Terentianis di Riccardo Bentley [1726], e continuate da moltis-

simi

altri studiosi

pur con due indirizzi

diversi, secondo

si

cerc

di rifare la teoria direttamente sui testi


rittura

poetici, trascurando addi-

come

inutili e anzi dannosi

sistemi e le indicazioni degli

antichi trattatisti greci e romani, oppur su le basi prte da questi

ultimi

a punto

si

volle

fermata e ricostruita la dottrina della


lo

metrica classica.

II

primo indirizzo accenn a prevalere su

sboccio del rinnovamento

moderno

di cos fatti studi, e

venne seguito
1

dal Bentley anzitutto, poi principalmente da Goffredo Hermann,

cui
le indagini metriche.

116

r 36]

Elementa doctrinae metricae furon lavoro captalissimo per


Alla medesima teoria s'accostarono, bench
so-

con qualche temperamento ed elemento nuovo, massime nella

stituzione di categorie veramente ritmiche a quelle ideali e troppo


filosofiche

dell'Hermann, G. A. Apel

G. H. Voss, e da principio
poi all'indirizzo opposto

anche Augusto Boeckh, pur convertitosi


nel famoso e fondamentale trattato
tardi da Enrico

De

metris Pindari [1811]; pi

Schmidt per la metrica greca [1808

1872],
e

per la latina in parte da C. Lachmann, da M.

Haupt

da Fran-

cesco Eitschl. Sennonch negli ultimi tempi le investigazioni metriche seguirono di preferenza la direzione additata gi dal
e tracciata

Boeckh

con magistrale dottrina da Augusto Kossbach e da

Kodolfo Westphal, da quest'ultimo specialmente, che con lunghi


e pazienti studi
rifece

criticamente tutta

la

tradizione

metrica

degli antichi, ne classific le dottrine, ne scovr e determin l'ori-

gine e la successiva

filiazione,

dimostrando

che

il

sistema dei

grammatici, bench fermato indipendentemente dalla ritmica, non


contraddice tuttavia ai principi fondamentali
dalla
dottrina metrica del
di
essa,

deriva

tempo

classico,

tramandata dall'una

all'altra generazione fino ad Aristosseno. Posta su quest'altre basi,

anche s'arricch l'indagine metrica di nuovi materiali


recatile

e contributi,

da una schiera di

studiosi,

quali o seguirono risoluta-

mente

l'indirizzo del

Westphal, ovvero per via di pi o

men

pro-

fondi temperamenti s'ingegnarono di conciliarlo in qualche parte

con l'indirizzo opposto, accoppiando alla critica dei sistemi grammaticali antichi lo studio obbiettivo dei testi
prarono, tra
i

poetici.

Cos

ado-

pi ragguardevoli, Guglielmo Christ [1874], Fran-

cesco Zambaldi [1882] e ultimamente ancora

Ugo

Gleditsch [1885];

mentre nel terreno speciale della metrica latina pur continu a


prevalere, per opera di Luciano
dei testi, e

MUer

principalmente, lo studio

non potrebbe non prevalere, chi consideri che la me-

trica latina quantitativa non se non l'adattamento della metrica

greca a un'altra lingua, tentato e compiuto in tempo

ch'era gi

venuta meno in tutto l'unit originaria

delle arti

ritmiche. Il

[ 36]

117

perch la parte pi importante della metrica latina non tanto,

come

della greca, la ritmopea, ossia la creazione e l'uso dei ritmi,

quanto piuttosto la metropea, cio l'uso della lingua e di metri


bell'e formati.
ai

Ricerca malagevole e delicatissima, massime rispetto


poetici pi antichi, e complicata poi con la spinosa

monumenti

quistione della propria natura della versificazione latina nazionale


e popolare.

Per a somigliante ricerca furon di giovamento non piccolo

recenti progressi della glottologia, che rintracci la causa di certe

apparenti deviazioni e di molti fenomeni, ai quali nuova e maggior


luce potranno recare in avvenire le investigazioni metriche
parative, fin qui a pena

com-

adombrate dal Westphal.

A) Sulla
Metr. gr.

storia della metrica classica presso

e lat.,

pp. 42-52; H. Gleditsch, Metr.

d.

Gr.

moderni: F. Zambaldi, u. d. Rom. [I. Mulleb,

Handb., IP], pp. 683-85.

B) R. Bentley, Schediasma de metris


sua
ed. di Terenzio, ibid.;
Id.,

Terent.,

Cambridge 1726
Io.,

e nella
et

G. Heemank,
d.

De

metris poetar. Graec.

Ro-

man., Leipz. 1796;

Handb.

Metrik, Leipz. 1799;

Elementa doctr.

metr., Leipz. 1816; Id., Epit. doctr. metr. [1818], Leipz.* 1869.

C) Trattazioni

generali

I.

H.

Voss,

Zeitmess. d.
E.

deutsch.

Sprache,
d.

Konisb. 1802;

I.

A. Apel, Metrik, Leipz.^ 1834;


d.

Munk, D. Metrik
d-

Gr.

u.

Rom-, Glogau 1834; *W. Christ, Metr.


lat.,

Gr. u. Rdm., Leipz.* 1879; Gr. u.

*Fr. Zambaldi, Metr. gr- e


d.

Torino 1882; L. Mller, Metr.

di

Rom. [1880], Leipz.* 1884 (trad- ital. di V. Lami, Milano 1883; frane M. Legouez, Paris 1881) [compendio elementare]; L. Havet et L. Duvau, Rom.
[I.

d.

et lat., Paris 1886; H. Gleditsch, Metr. d. Gr. u. MuLLER, Handb., 11% Munchen 1890, pp. 677-852; Pr. Plessis, Traiti de mtr. gr. et lat., Paris 1889; R. Westphal, Allgem. Metr. der indogerman. u. semit. Volker auf Grundl. d. vergleich. Sprachtviss. Mit

Cours lm. de mtr. gr.

einem Exkurs
Berlin 1892.

(D.

gr.

Hexam.

in

d.

dtsch.

Nachbild.)

v.

H.

Kraus,

D)
1809;

a)

Metrica greca: A. Boeckh, Ueb.

d.

Versmaasse

d.

Pind., Heidelb.

Id-,

De
I;

metris Pind. libri III, Lips. 1811 e


z.

nella sua ed. di Pindie gr. Metr., Gotting.


d. gr.

daro, voi.

E. V. Leutsch, Grundr.

Vorles.

iib.

1841 [fonti ed esempi]; *A. Rossbach


u.
2.

u.

R.Westphal, Metr.
2; 3.

Dramat.
voli. 4;

Lyriken nebst
Aufl. bes.
V.

d.

begleit.

musischen Kunsten, Leipz. 1854-1861,


A. R. u. R. W.,
{Gr. Rythm.

R. Westphal, Leipz. 1867-68, voli.


d.

Aufl.: Theorie d.
v.

musisch. Kiinste

Hellenen

v.

I.

R. West-

phal), Leipz. 1885;


II.

H8

[ 36]
III. III.

{Gr.

(Allgem. Theor. d. gr. Metr.

v.

Harmon. u. Mlopoie v. R. W.) 1886; R. Westphal u. H. Gleditsch) 1886;


v.

(Griech. Metr. mit bes. Riicks. auf d. Strophengatt.


I.

A. Rossbach) 1888;
Leipz.
Leipz. 1869;
:

H. H.

ScHMiDT, D. Kunstformen
Id.,

d.

gr. Poesie u, ihre Bedeut.,

1868-72;

Leitfaden in der
gr.,

Rhythm.

Chaignet, Essai de mtr.


SEN, Origin. poesis
d. lat. Spr.,

Paris 1887.
Ir.,

u. Metr.,
3)

A. Ed.

Metrica latina

W.

Coks-

Rom., Beri. 1846;

Ueb. Ausspr-,

Vokal. u. Beton,
re

Leipz.^ 1868-70, voli. 2;


et

*L. Mllek,

De

metr. poetar.

Latin, praet. Plaut.

Ter., Lips- 1861; Id.,

Rei metr. poet. Latin, sum-

marium, Petrop. 1878; R. Klotz, Grundz. altrom. Metrik, Leipz. 1890. T) Prosodia: Th. Mokell, Lex. Graeco-prosod- hearh. v. Th. VoMEL, Frankf. a. M. 1818; I. Brass, Grad. ad Parnass. Graec hgg. v.

C. F.

SiEDHOFF,

Gotting.

1838-40,
8.

voli.
v.

2;

*C.

H. Sintenis

u.

0.

M.

MtiLLER, Grad. ad Parnass.,

Aufl.

G. A. Koch, Leipz. 1879; *L. Qui-

CHRAT, Traiti de
linguae
I.

versific. lat.

[1826],

Paris

1882;
lat.

Io.,

Thes. poet. Lat.

[1836], Paris 1882;

Id.,

Nouv. prosodie
Leipz.* 1880;

[1839], Paris

1882

Conrad,

Grad. ad Parnass.,

A.

De Wailly, Grad. ad

Parnass., Paris' 1883.

E) Studi
Ueb.

speciali sulla metrica greca (1): 1) Sulla ritmica: H.

Weil,
rythm.

Zahl

u.

Anordn.
1855, 396

d.

Arsen

u.

Thesen in

d. verschied.

Rhyihmengeschl.
d.

in

Jahrbb.

sgg.;

E. F. Baumgart,

Ueb. d.

Beton,

Reihe bei den Griech., Breslau 1869; R. Westphal, D. sticMsche

u. system.

Kompos.
III',
1,

d.

Metra in

gr. Metrik in Metrik [v. sopra


Id.,

pp. 190-207;

D) a)] 11^, pp. 253-323 e Die Aristoxen. Rythmuslehre in Viertljhrschr.


B. Brill, Aristox.'s rhythm.
u. metr. Mess. m. Brambach, Metr. Stud. zu Soph., Rhythm. u. metr. Untersuch., Leipz.

fUr Musikwiss. VII,


ein.

fase. 1;

Vorw.

v.

K. Lehrs, Leipz. 1870;


e
1-33;
Id.,
et

W.

Leipz. 1869, pp. I-XL


1870;
I.

Caesar,

De

verbor. arsis

thesis ap. scriptt. metr. Lat. signific,

Marburg

1885; G. Amsel,

De

vi atque indole

rhythm. quid

veter. iudicav.,

Deutschmann, De poesis Graec. rythm. usu et orig., Coblenz 1889; E. Graf, Rhythmus u. Metrum. Zur Synon., Marb. 1891; W. Hamelbeck, Die rhytm. Verhltn. in den lyr. u. chor. Dicht. d. Gr.,
Vratisl. 1887; K.

Strassb. 1891; R. Souza, Quest. de mtr.


2)

Le rythme

pot, Paris

1892.

Su l'esametro: a) in generale: Fr. Spitzner, De versu Graec. her., max. Hom., Lips. 1816; C. A. I. Hoffmann, Quaest. Hom., Clausthal 1848; K. Lehrs, De Aristarchi studiis Hom., Lipsiae* 1865; E. Eberhard, Metr. Beobacht. z. d. hom. Hymn., Magdeb. 1887; I. Paulson, Studia Hesiod., I,

Lundae

1887.

P)

Origini: Th. Bergk, Kl. philol. Schrift.,

II,

392 sgg.;

E. V. Ledtsch in Philol., XII, 25; Fr.


n. F., IV,

Allen in Ztschr.

f.

vergi. Sprachf.,

556 sgg.; Rosch in Korrespond. f. d. Schul. Wurtemb., 1881, 208 sgg.; H. UsENEB, Altgriech. Versbau, Bonn 1887; H. Seiling, Urspr. u. Messung d. homer. Verses, Nordlingen 1887. C. L. t) Et seriore

(1) I

compendi

si

omettono, perch tutti sono essenzialmente compilazioni scolastiche.

[ 36]

De
exitu
epicae, Lips. 1837;

119

Stbuve,
Quaest.
epic,
sgg.;

versuum in Nonni carmin., Regim. 1834; C. Lehrs, R. Volkmann, Paralipom. metr. in Commenta Lips. 1854; A. Ludwich, Hexametr. Vntersuch. in Jahrbb. 1874, 223
Verses,

441 sgg. e in Wissenschafil. MonatsUatter, VII, 66 sgg.; A. Rzach,

Stud. zu Techn. d. nachhom.


d.

Wien

1880;

Id.,

Neue

Beitr. z. Techn.

W. Meteb, Hexam., Mnchen 1884. 6) Quistioni speciali: H. L. Ahrens, Homer. Exc. in Rh. Mus., Il, 161 e Philol., IV, 592 sgg.; VI, 1 sgg.; K. Lehrs, Zur Casur d. Hexam. in Jahrbb., 1860, 513 sgg.; Fb. Chr. Kibchhoff, Betonung d. her. Hexam., Altona 1866; A. Ludwich, De exam. poet. Graec. spondaicis. Halle 1866; W. Studemdnd, Ueb. d. lbr| d. Hexam. in Jahrbb., 1867, 609 sgg.; I. Hilberq, Gesetz d. troch. Wortnachhom. Hexam.,
d. gr. u.

Wien 1882

Wien. Stud., IH, 43 sgg.;

Z. Gesch.

lat.

form. in dakt. Hexam. u. Pentam., gung, ibid, 1879; H. Draheim,

Wien

1878;

Io.,

Princip. d. Silbenwci-

De

arseos vi

Hom.

in Jahrbb., 1886, 667 sgg.


legiacis orig. et notione,

3)

Sul distico elegiaco


1837; H. .Weil,

I.

Caesab,

De carm.

Marburg

Ueb.

in Rh. Mus., XVII, 1 sgg.;

Spuren stroph. Camp. b. d. griech. Elegik. A. Langen, De disticho Graecor. eleg., Vratisl.
et

1868; F. HuLTGREN, Observat. metr. in poet. elegiac Gr.


p' 2;
I.

La^.,Leipz. 1871-72,

HiLBERG,

Das

Gesetz d. troch.

Wortformen,

Princ. d. Silbenwdg.,

Wien

1879, p- 192 sgg.

Wien
271

1878;

Id.,

Das
:

4) Sui
I,

metri anapestici

F. RiTSCHL in Rh. Mus., VI, 277 sgg.

[=

Opusc.

sgg.]; F. v. Fbitz-

De numero qui kct' vTiXiov dicitur, Rostoch 1849; A. Rossbach, De metro prosodiaco, Vratisl. 1857; H. Bdchholtz in Rh. Mus., XXII, 32; R. Klotz, De num. anapaest. quaestt. metr., Lips. 1869; Fk- Heimsoeth, De duplici quod fertur dactyl. et anapaest. genere, Bonn 1875; H. ReiscHE,

MANN, Quaest. metr., Vratisl. 1875;

Baier, Bemerk. zu

d-

strengen anap.
sgst. anapest.

Syst. d. Soph. u. Eurip., Elberf. 1881;

P. Masqdebay, Les

XIV, 117 sgg. 5) Sui metri trocaici: DiNDORF, De metris poet. scenic, p. 42 sgg.; I. Rumpel, D. Auflosungen im troch. Tetram. bei Lyrikern u. Dramat. in Philol-, XXVIII, 425 sgg.; Princip. d. Silbemvdg., Wien 1879, pp. 254-58; Wilamowitz, I. HiLBERG, Philol. Untersuch., IX, 7 sgg. 6) Sui metri giambici: G. R. Hanow,
dans
la trag. gr. in Rev. de phil.,

Exerc.
I,

crii,

in com. Graecos, Hai. 1830; Fritzsche,

De

trim. Graec. com.,

Rostoch 1831; Fb. Gotthold, Schlusscreticus d. iamb, Trim. d. Gr. u. Rom. in Ztschr. f. Gymnasialw., Vili, 695 sgg.; Preuss, De senarii Gr. caesuris, Regim. 1859; A. Schmidt, De caes. media in Graec. trim. iamb.,

De pedibus solutis in dialog. senariis Aesch. Id., De ped. sol. in trag. minor, trim. iamb., BeroL 1879; I. Rdmpel in Philol, XXV, 471 e XXVIII, 599 sgg.; Id., De trim. Gr. exitu, Insterburg 1872; C Bernhardi, De incisionibus anap. in
Bonn
1865;
C. F. Mller,

Soph.

Eurip., Berol. 1866;

trim. com. in Acta soc. phil. Lips.,


tripod. Mess. u.
ib.

1,

245 sgg.; B. Brill, Ueb. dipod. od.

d.

Cs. d. iamb. Trim., Konisb. 1873; Id.,

De

Aristox.

fragm. quibusdam atque sen. Gr. caesura inde diiudic, Iena 1876; R. RoDiNG,

De

Graec, trim. iamb. caes. penth.

et

ephih. carentibus,

Upsala 1874;

0. Naumann, Die Casur.

im Trim.

d. soph. El.,

Belgard. 1877; S.

Mer*


LEK,

120

im iamb. Trim.

[ 36]
d. Eurip.,

Zur

Revision d. Frage d. caesura media

1878 e in Wien. Stud., 1881, 206 sgg.; I. Obeedick, Ueb. d. Auflos. im dialog. Trim. d. Trag. in Krit. Studien, I, Mnster 1884, p. 35 sgg.
e in N. philol. Rundschau, 1887, 164 sgg.;

Wien

W.

Meyee, Ueb.

d.

Wortaccent

in d.

altlat.

Poesie,

Munchen

1884, p. 30 sgg.; 66 sgg.; 110 sgg.; Th. Zie-

LiNSKi,

Die Glieder.

d. altattischen

Kom'd., Leipz. 1885, p. 292 sgg.; A. Chai-

GNET,

Le

vers iamb., Paris 1887; A. Platt,

On
ibid.,

the iambic trim. in Journ.

of Philol. 1890, 161 sgg.;

A. M. Feunell,

14 sgg.

7)

Sui ionici

e coriambici: C. Lachmann,
II,

De

versib. sotadeis, Berol.


ionie,

1849

[=

Kl. SchrifU,

67

sgg.];

Heimsoth,

De versuum
d.

mensura, Bonn 1871; G. Velke,

De

metror. polyschematistor. natura

atque legibus, Gottingen 1877; U. v.


u. Catull in

WiLAMOwiTz, Die Galliamben


F. Hanssen, Accentus

Kallim.

Hermes, XIV, 194


et

sgg.;
sit

gramm.

in metr. anacreont.

hemiambico quae

vis et ratio explicat. in Philol.,

V Suppl. Bd.
obviis.

197 sgg.; L. Tichelmann, 19 sgg. 125

De

vers. ionicis

a min. ap. poetas Gr.


Lyr.
in
:

Regina- 1884; U. v. Wilamowitz,


e

loniker
8) Sui

bei d.

Philol.

Untersuch., IX,

sgg.

peoni e eretici

W. Beambach, Rhythm.

Untersuch., p. 163 sgg.;

R. Klotz,
ticis
s.

De numero

dochmiaco, p. 9 sgg.; M. Seligee,

De

versibus ere-

paeonicis poetar. Graec, Regim. 1885;


et

K. Steigee,
1892.

De versuum
9)

paeon.

dochm. ap. poetas Gr. usu ac


paeon. sive
:

rat., 1,

Lips. 1887; P. Giesemann,

De metro

crei-

ap. poet. Gr., Breslau

Sui metri

composti e misti
Lips. 1815; Id.,
83];

G. Heemann,
epitritis

De

metror.

quorundam mens. rhytm.,


Opusc,
II,

De

Doriis, 1824

[=

105 sgg. e

III,

M. ScHMiDT, Pindars Olymp.

Siegesgesnge, Iena 1869, pp.

I-LXXXIV;

W.

Beambach, Rhythm. Untersuch., Leipz. 1871, p. 17 e in Rh. Mus., XXI, 232 sgg.; F. Vogt in Dissert. Argent., IV, 203; Selkmann, De versu

glycon., Berlin 1834; Geppeet,

De

versu glycon., Beri. 1834; H. Weissen2;

BOEN,

De

versibus glycon., Lips. 1840-41, p'

F. V. Feitzsche,
vers. logaoed.

De
et

versu
epitr.,

Eupolideo, Rost. 1855;

W.
p.

Beegee, De SophocUs
Metr. Stud.
z.

Bonn 1864; W. Beambach,


Id.,
I.

Soph., p. 85
1.

sgg. e 140

sgg.;
7);

Rhythm. Untersuch.,
F. Spieo,

168

sgg.;

G. Velke,

cit.

sopra al

comma

Luthmee, De chor.

et ion.

a min. diiambi

loco pos. Argent.,


u-

1884 [Diss.

Argent., Vili];

docmio A. Seidlee, De versib. dochm. tragg. Gr., Lips. 1811-12, p* 2; R. Engee in Philol, XE, 457 sgg.; W. Kuhne, De dochm. quid tradid. veft., Hai. 1863; M. Lobtzing, De num. dochm., Berol. 1863; F. Goldmann, De dochm. usu Sophocleo, Hai. 1867; W. Beambach, Rhythm. u. metr. Untersuch., p. 161 sgg.; M. Schmidt in Jahrbb., 1870, 465 sgg.; Feitzsche, De num. dochm., I-VIII, Rost. 1874 sgg.; F. E. ScHULZE, De dochmio, Berol. 1876; Vogelmann, Ueb. Taktgleichh. mit bes. Beriicksichtig. d. Dochm., Stuttg. 1877; L. Dbewes, Zur Theor. d. Dochm. in Jahrbb., 1880, 301 sgg. e 1886, 59 sgg.; C Pickel, De versuum dochm.
XXIII, 234 sgg.
10) Sul
:

D. Kykl. Daktylus

d. lesb.

Lyr. in

Hermes,

orig. in

Dissert. Argent.,

Ili,

139

sgg.;

K. Steigee,
1887-89, p' 3.

De

vers-

paeon.

et

dochm. ap. poet. Gr. usu ac


sodia
:

rat., Lips.

11) Sulla
z.

progr.

a)

In generale

Fs.

Spitznee,

Versuch

e.

kurz. Anweis.

[ 36]
Pros.,

Grotha^ 1829;

121

v,

Fr. Passow, D. Lehre

Zeitmasse
hatu ap.

d. gr.
I*,

Sprache,

Bresl. 1826;

233-42.

K. Khner, Ausfuhrl.

Gramm.

d. gr.

Sprache,

150-97

P) ITI,

In particolare: H. L. Ahreks,

De

eleg.

Gr. poetas
Ins-

in Philol.,

223

sgg.;

I.

Rdmpel, Quaest. metr. [muta e liquida],


PhUol.,

terb. 1865-66, p' 2;

Id. in

XXV, 476

[sul A] e

XXVI, 291

sgg.

[sinizesi nei trag.]; Chr.

Barer, Animadv. in poeti, trag. Gr., Cassel 1874

[sulla sinizesi]; C. Goebel,

De

corrept. attic,

Bonn
I.

1876; 0. Grulich,

quod. hiatus genere in


d.

Hom.

carm., Hai. 1876;


d.

Hilberg,

De Das Prinzip

Silbenwg. u.

d.

daraus entspring. Gesetze

Endsilh. in d. gr. Poesie,

Wien 1882; Al. Rzach, Stud. z. Techn. d. nachhom. heroisch. Verses, Wien 1880 e N. Beitr. z. Techn. ecc., ib. 1882; A. Buth, Zur Positionsbild. im Homer, in Philol,, XXXIX, 551; Fr. Benecke, Beitr. zur Metr. d- Alexandr., I-II, Bochum 1883-84; A. Lucius, De crasi et aphaer-, Argent. 1885 {Diss. Phil. Argent., IX]; I. Menrad, De contract. et syniz.
usu Hom., Monach 1886; A. Kopp, Ueb. positio deb. u. correptio att. in Rh. Mus., XLI, 247 sgg.; T. Draheim, De hiatu deb- Homer. in Jahrbb.,
1888, 609 sgg.;

G. Vogkinz,
12) Sulla

Gramm.

d.

homer. Dialekts,

Paderb. 1889,

pp. 12-56.

composizione strofica: H. Walther, De Graec.


[Lips. 1869], p. 69 sgg.;

poes. melicae gener., Hai. 1866; R.

nei Prolegg. alle

Trag. d'Eschilo
I,

Westphal, Der Terpandrische Nomos H. Walther,


1874;

De

Graec. hyporchem.,

Bochum
z.

W.

Korber, De Gr. hymen.


d.

et

epithal; Vratisl. 1877;

Guhrauer, Zur Gesch.


gr.

gr.

Aulodik, Waldenb1882;

1882;

H, Reimann, Stud.
Ueb.
d.

Musikgesch.:

Der Nomos, Ratib.


d.

0. Crusius,

Nomosfrage in Verhandl.
f.

39.

Philol.
II,

Versamml.,
1293
sgg.

Leipz. 1888, pp. 258-76 e in Wochenschr.

Mass. Philol,,

e IV, 1380 sgg.; H. Reimann, D. Prosodien d. Gr., Glatz 1885; H. Usener,


Altgr.

Versbau,

Bonn

1887.
:

13) Sulla

composizione dei metri dramVortr. d. Chors in d. gr.

DraM. Wilms, Quaest. metr-, I, Dusseldorf 1855; L. MyRiANTHEus, D. MarschUeder d. gr. Drama, Mnchen 1873; W. Christ, Die Parakatal. im gr. u. rom. Drama, Miinchen 1875 [Abhatidl. d. bayr. Akad., XIII]; Id., Die Teilung d- Chors im att. Drama mit Bezug auf d. metr. Form d. Chorlieder, Miinchen 1877 [Abhandl- d. bayr. Akad., XIV];
matici: a) in generale

Heimsoeth.

Vom

men,

Bonn

1841;

Zacher, Ueb.

d.

Darstell. antiker Dichtwerke mit bes. Berilcksicht. d. Chors

in Verhandl. d. 33. Philol.

sizione simmetrica del dialogo

Versamml., 1878, pp. 64-73. Sulla compo0. Ribbeck, D. symmetr. Kompos. in d.


:

antiken Poesie in N. Schweiz.

Mus.,

I,

203 sgg.;

Oebi, Christ, Prien

in

Verhandl.

d.

32. Philol.

Versamml., 1877, p. 142 sgg.

3)

Tragedia:
Dissert.

G. Hermann,

De usu

antistrophic. in
II,

Gr. trag., Lips. 1810;


2,

Id..

de choro Eumen. in Opusc,

130 sgg. e VI,

136 sgg.; F. Bamberger,

De
d.

carmin. Aeschil. a part. chori cantatis, Marburg 1832; Th. Kocir, Ueb.

Parodos

d. gr.

Trag.,

Posen 1850;

L. Schmidt,
et

De parodi
Jahrbb.,

in trag. Gr.

notione,

Bonn

1855; F. Ascherson,
d.

1856;

Id.,

Umriss

Glieder. d.

De parodo gr. Drama

epipar, trag. Gr., Berol.

in

Suppl.Bd.

IV,

423

sgg.;

A. Rossbach,

De Eumen.

antichor., Vratisl. 1860; R.

Westphal


in
Prolegg.
alle
sgg.;

122

0. Hense
in

[ 36]

Trag. d'EscMlo
G. Oehmichen,
I.

[Lips. 1869];

Eh.

Mus.,

XXXII, 485

De

composti, episodiorum

trag.

Gr, exd.

terna, Erlang. 1881;

Aschaueh,

Ueh. d.

Parodos

u.

Epipar, in

gr.

Trag., Oberhollabrunn 1887-

Sulla composizione simmetrica del dia-

logo
d.

Heiland, Metr. Beohacht., Stendal 1856; F. Ritschl, D. Parallelismus

7 Redenpaare in Aesch. Sept. in Jahrbb., 1858, 761 sgg.; 1859, 96 sgg.


I,

e Opusc. philol-,

300

sgg.;

H. Weil,

Z>.

Glieder. d. dramat. Recitai, bei


Id.,

Aesch. in Jahrbb., 1859, 721 sgg. e 835 sgg.;

De

la compos.

symmUr.

dans

les trag.

d'Esch-, Paris 1860; In. in Jahrbb., 1861, 377 sgg. e 1863,

Symm. im Bau d. Dial. gr. Trag. in Rh. Mus., XVII, De tragic. Gr. siychomythia, Helmst. 1872; Th, ZiELiNSKi, Glieder. d. aitati. Kom., Leipz. 1885, 378 sgg. y) Commedia: 6- H. Kolster, De parabasi vei. com. parie antiquiss., Altona 1829; G. KocK, De Parab. ani. com. ait. interludio, Anclam 1856; H. T. HorNUNG, De parti, com. Gr., Berol- 1861; C Agthe, Die Parab. u. die Zwi889; B. Nake,
Ueb.

502

sgg.;

Fk. Witten,

schenakie

d. gr. d.

D. Glieder.

aliati.

Kom., Altona 1866, e Append. Kom., Leipz. 1855.


sulla

ib.

1868; Th.

Zielinski,

F)

Studi

speciali

metrica
,

latina:
,

1)
,

Sullo

sviluppo
;

della
,

metrica in
Q. Ennius,
gr.

Roma
St.

Fb.

Ritschl
1884;

Peterb.

IV 401 sgg. L. Mllee W. Meyee, Anfang u. Urspr. d. lat. u.


Opusc.

rhythm.
L.

Dicht.,

Miinchen 1885
alirom.

[Abhandl.

d.

Milnch. Ah., XVII, 2];

R. Klotz,
turnio:

Grundz.
Havet,

Metr., Leipzig

1890.

2)

Sul

verso

sa-

De

Sai.

Laiinor. versu,
ibid.,
Ili,

Parisiis

1880

(bibliografia

generale degli studi anteriori,

pp. 440-48);

E. Misset,

Le rythme

du

vers saturn. in Leiires chrt.,


erwiesen,

88

sgg.;

0. Keller, D. saiurn. Vers

als rythm.

Leipz. u.
L.
In.,

Abhandl., Prag 1886;

Ennio, Petrop. 1885;

Prag 1883; Id., D. saiurn. Vers, zweite Muller, Quaesiiones Naev., cap. II in ediz. di D. Saturn. Vers u. scine Denkml., Leipz. 1885;
Verhltn.
z. spai,

R. Thurneysen, D. Sai.

u. sein.

rom, VoTksv-, Halle 1885;

F, Ramorino, Del verso sai., Milano 1886


leti,

ed arti, voi.

[Mem. d. E. Isi. Lomb. di se. XVI]; Ae. Baehrens in Fragm. poet. Roman-, Lips. 1886,

H. UsENER, Aligr. Versbau, Bonn 1887, p. 76 sgg.; L. Vernier, Hai., Besan9on 1889; E. Zander, Versus Hai. ani. coli- ree. rat. metr. expl., Lund 1890; Id., De homoeoarcto Saturn. vers. in Commeni. In generale: a) 3) Sui metri drammatici: Volfflin., pp. 239-43. R. Bentley, Sched. de metris Tereni., 1. cit., sopra in B); Fr. Ritschl in
p. 6 sgg.;

De

senariis

Opusc, V, 285
Die Gesetze
Alliter. u.

sgg.; A. Spengel, T.

Maccius Plautus, Gott. 1865;


z.

d. plautin.

Pros. in Rh. Mus., XXIII, 559 sgg.; C.


PI. Pros., ib. 1871);

W. Christ, W. Mller,
Zur
z.

Plauiin. Pros., Beri. 1869 (Nachtr.

R. Klotz,

Symm.

bei

PI, Zittau 1876;


d.

A. Spengel, Reformvorschl.

d.

Metr. d.

lyr.

Versarten des PI. u.


I-II,

ubrigen Sceniker, Beri. 1882; A. LtrcHS,

Comment. pros. Plaui.,

Erlang. 1883-84.

P)

Sul cantico:
Ueb.
die

G. Stu-

demund. De cani. Plaui.,

Berol. 1864;

M. Crain,

Compos.

der

Plauiin. Cani., Beri. 1865; A. Spengel, Die Akieinieil. d.

Kom.

des Plautus,

[ 36]

1877;
C.

123

der Kom. d. De versuum in


Terenz,
canticis

Munchen

Conradt,

Die metr. Kompos.

Beri. 1876 e Jahrbb., 1878, 401 sgg.; F. Schlee,

Terent. consecutione, Berol. 1879;


Cani.,

I.

Winter, D. metr. Reconstr.

d.

Plaut.

in

Munchen Jahrbb., XII

1880;

Meissner, Die Cani, des Ter. u. ihre Eurythmie

Suppl. Bd., pp. 467 sgg.


Ueb. d.

4) Sull'esametro

a) In ge-

nerale:

Drobisch,

Formen

d.

lat.

die Unterscheide in d. Grundlage d. lat. HuLTGREN, Observat. metr., I-II, Lips. 1871-72; Io., Technik d. rom. Dichter im ep. u. eleg. Versmasse in Jahrbb., 107, 745 sgg.; Th. Birt, Ad hist.
;

Hexam., Lips. 1866; Io., Ueb. u. gr. Hex., Lips. 1873 C F.

Lex.

lat.

Symbola,

Bonn

1877;

W.

Meyer, Zur Gesch.


d.

d.

gr.

ti-

lat.

Hex.,

Munchen 1884
ticolare:
sgg.;

[E. dalle

Abhandl.

Milnch. Ak. d. Wiss^.

P)

In par-

M. Crain in Philol., X, 251 sgg.; F. Frohde in PhiloL, XI, 533 KocKs, De hex. caes. post quintam pedis arsim, Koln 1862-73, p' 2;

C. Schaper,
versib. poet.

De
Rom.

tertio

hex. Lat. ordine,

Insterb. 1862;

A. Viertel,

De

spondiacis, Lips. 1863 e Jahrbb., 1862, 801 sgg.; E.

in Jahrbb., 93, 631 sgg.; Drobisch,

Weitere Untersuch.

iib.

d.

Plew Formen d.

Hex.
d.

b.

Verg., Hor. u.

Hom-, Lips. 1868; H. Klapp, Ueb. die Hephthemim.

lat. Hex., Posen 1868; M. W. Humphreys, Quaest. metr. de accentus momento in versu heroico, Lips, 1874; K. P. Schulze, Hochton u. Versheb.

in d. letzten Filssen d.

lat.

Hex. in Ztschr.
d.

f.

gijmn. Wiss-,
bei

XXIX, 590

sgg.;

Th. Franzen, Ueb.


1881;
I.

d.

Unterschied

Hexam.

Verg. u. Horaz, Crefeld

Walser, Zur caesura k. xpiTOv xpox- im lat. Hex. in Ztschr. f. 1 sgg. e 885 sgg.; Hilberg, Mitteil. iib. d. Tektonik d. lat. Hexam. in Verhandl. d. 39. Philol. Versamml. [Leipz. 1888], pp. 231 sgg.; G. EsKucHE, Die Elision in den zwei letzt. Filssen d. lat. Hex. von Ennius bis Walahfr. Strabo, in Rh. Mus., XLV, 236 sgg. e 385 sgg.; M. Manitius, Ueb. Hexameter ausgnge in der lat. Poesie in Rh. Mus., XLVI, 622 sgg. E. Eichner, De poet. Latin, usque ad Aug. 5) Sul distico elegiaco aetatem distichis, Soraviae 1866; Io., D. metr. u. rhythm. Bau u. Gebr. d. Homoiotel. in d. disi. d. Catull, Tibull, Properz u. Ovid, Gnesen 1875; W. Gebhardi, De Tib., Prop., Ov. dist., Regim. 1870; Id. in Jahrbb-, 109, 647 sgg.; Drobisch, Classific der Formen- d. Dist-, Leipz. 1871-72 [Estr. dalle Abhandl. d. schs. Ges. d. Wiss-, XXIII]; C. F. Hultgren, Observ.
8st.

Gymn., 1882,

metr- in poet. eleg. Gr.

et

Lat., Lips. 1871-72; Id. in Jahrbb., 107,

G. H. BuBENDEY, D. Symmetrie d. rom.

Eh, Hamburg 1876.

745 sgg.;
6)

Sulla

prosodia:

a)

In generale: L. Mller,

De

re metr-, pp. 242-374;

In.,

Or-

thogr- et pros. Lat.

Die altsprachl.
d. d.
lat.

summarium, Petrop. 1878; R. Bouterwek u. A. Tegge, Orthoepie, Beri. 1878; A. Mark, Hilfsbiichlein fiir d. Auspr.

Vok. in positionslangen Silben, Beri. 1883; E. Seelmann, Die Ausspr.

Lat. [Heilbronn 1885], pp. 65 sgg. e 353 sgg.

P)

In

particolare:

M. Hadpt, Observ. criticae, Rom. hexam., Stade 1860;


Beri. 1863;
iiNG,
I.

Lips. 1841; Bockemller,


F. C.

De

elisione in versu

Schulz,

De
I.

hiatus vi

Hermann, Die Elision bei rom. Dicht., satiric. Rom., Regim. 1864; E. H. Bieatque usu ap. poetas epicos qui Aug. aet. fior., Berol.

De prosodia

1860;

Conrad, Positionsgesetz in

d.

rom. Poesie

u.

Geltung d. Endkonson.


im
f.

124

De
Id.,

[ 36]
vocal. irrationaliter enuntiandis

Hochlatein, Coblenz 1868; F. Loeey,

ap. poet. dactyl. Lat.,


d.
lat.

Gotting. 1864;

D. Schwierigk.

d- gr.

Metrums
epicos

Sprache,

Hameln

1874; H. Helbig,

De Synaloephae
I.
1.

ap.

Lat. primi p. Chr. saec. ratione, Bautzen 1878;


titate

Stadelmann, De quancit.

vocalium Lat. terrmnantium, Lucerna 1884; G. Eskuche,


P);

sopra
d.

in 4)

W.

Meyer, Cas. im Hendekas. in Sitzungsher.


pp. 208-44;

d. bayr.

Ak.

Wiss., 1889,

L Oektner,

Ueb.

d.

Definition

der Casur

in

Jahrhh., 142, 121 sgg.

7) Sull'allitterazione e la

rima: F. Naeke,
in

De

lUtter. serm. Lat. in Eh. Mus., Ili,

324

sgg.;

I.

Maehlt

N. Schweiz.

Mus., IV, 207 sgg.; E. Loch,

De

alUtterat.

H. Usenee, Beim in
Beitr.
z.

altlat.

Poesie

in Jahrhh. 1873, 174 sgg.;

usu ap. poet. Lat., Hai. 1865; H. Iordan,

Gesch. d.

lat.

Spr. [Berlin 1879], pp. 167 sgg.; E. Wolfflin,


f.

Der
Die

Beim im
allitter.

Lat.

in Arch.
lat.

lat.

Lexikogr.,

I,

350

sgg.;

W.
ap.

Ebeard,

in d.

Spr., Bayr.

1882

L.

Buchhold, De Paromoeoseos ap.

poet. Barn, usu, Lips. 1883;

C
S.

Botticher,
b.

De

allitter.

Bom.

vi et usu,

Berol. 1884; H. Habenicht, Allitter.

Horaz., Eger 1885; 0. Dingeldein,


Id.,

Gleichklang

u.

Beim

in ant. Poesie,

Bdingen 1888;
"

Der Beim

bei d.
u.

Gr.

u.

Bom., Leipz. 1892;

Forthild., Beri. 1889.


sen, F.

Mehring, Der Beim in


ritmici
,
:

sein.

Entwiekl.

8)

Sui versi

L. Havet, R.
2);

Thurnetopcit.

Ramorino, L. Vernier, opp.

citt.

sopra, in

W. Meyer,

in

1);

G. Paris, Lettre

M. L. Gautier sur

la versific. lat. rythm., Paris


l'orig. et l'hist.
int.

1866; M. Kawczynski, Essai comparati/ sur

des rythmes,
et

Paris 1889; Iohannson, Consensus qui potest inveniri


ap. com. Lat.,

accentum

ictum

utrum

fortuitus sit necne, Venersburgi 1888;

Wdlff, Von

d. Akzentes in der Versbild. in Skandin. Ark., 1, 59 sgg.; 299 499 sgg.; L. Vernier, Et. sur la versif. popul. des Bom. l'epoque class., Besan9on 1890; U. Ronca, Metrica e ritm. lat. nel medio evo. P* I, Primi monum. ed orig. della poesia ritm. lat., Roma 1890; F. Ramorino, La pronunzia popol. dei versi quantit. lat. nei bassi tempi ed origine della verseggiai, ritm., Torino 1893 [E. dalle Mem. della B. Accad.

der Bolle
sgg.; Ili,

delle se. di T., s

II,

voi. XLIII].

[ 37-38]

125

CAPO

IH.

PALEOaRAFIA ED EPIGRAFIA

1)

Paleografia,

37.

Enciclopedia:

Bobckh* 203

sgg.;

Rkinach

I',

39;

II,

49;

Hubneb*

151 sgg.

38.
finirsi la

La

paleografia, che in senso molto largo potrebbe desi

scienza della scrittura antica,

restringe veramente alla


ecc.),

scrittura su materie

molli

(papiro,

pergamena,

lasciando

quella su la pietra o sul metallo per proprio oggetto dell'epigrafia.

Entrambe
diarie, nei

le discipline

per rientrano, pur come discipline sussifilologia classica, e la paleografia

domini della

anche

pi risolutamente che l'epigrafia, poi ch'essa preparazione necessaria della critica e dell'ermeneutica, che vai dire dell'essenza
stessa della filologia.

La

paleografia invero studia anzitutto l'evo-

luzione storica dell'alfabeto greco e latino nella tradizione


scritta sino agli incunaboli della
e

mano;

stampa, e un po' anche pi qua

con essa quella dei segni stenografici (tachigrafia), delle abbre-

viazioni e della punteggiatura. Poi oggetto della paleografia la


storia della confezione e del
tichit,

commercio

de' libri,

non pure nell'an-

ma

eziandio nel medio evo, essendo che la

massima parte

126

[ 38]

delle opere classiche ci pervenuta esclusivamente a traverso le

copie e trascrizioni medievali. Nelle quali infine la paleografia

ri-

cerca e ferma la data alla stregua di

norme determinate;
di
siffatta

e certo

non

questa l'applicazion scientifica


fini

disciplina

meno

importante rispetto ai propri

della filologia classica.

La

stretta attinenza
si

anzi

della

paleografia con

la

filologia

stata cagione ch'ella

sviluppasse,

relativamente,

assai

presto.

Lasciando la tachigrafia, che in certo modo sarebbe stata la paleografia degli antichi
essa, e alcuni

Greci

Romani, o una parte almeno


noi,

di

frammenti anche son pervenuti sino a

vediamo

sorgere verso la fine del sec.

XVII

la diplomatica per opera del


e la paleografia
le

Mabillon [De re diplomatica, 1681],


tuirsi solidamente, in presso

greca

costi-

che tutte
del

branche

le quali la

com-

pongono, gi

su gli inizi

secolo

XVIII, nella memoranda


di

Palaeographia Graeca del benedettino Bernardo

Montfaucon
al

[1708]. Quest'opera colossale, chi badi, specialmente,

tempo

che fu compilata, divisa in


delle materie della scrittura

sei libri,

che rispettivamente trattano


i

presso

Greci,

dell'origine e della

storia dell'alfabeto, de' caratteri onciali e minuscoli

(con esempi,
dei

naturalmente, degli uni e degli


segni, e infine della diplomatica.

altri),

delle

abbreviazioni e

Come
il

si

vede, qui tutta, o quasi,

la scienza della paleografia; e

lavoro del Montfaucon (cui egli

aggiunse,

qualche

anno dopo,

la

Bihliotheca

Coisliniana olim

Segueriana [1715], descrizion ragionata dei codici contenuti in


questa biblioteca), cos arditamente concepito e compiutamente tracciato in ogni sua parte, stato
il

fondamento essenziale della paleo-

grafia greca, per lunghissinao tempo, anzi,


nostri.

pu

dirsi, sino ai giorni

A tacere invero dei contributi e dei saggi parziali


I.

del Villoison

\_Prolegomena siiVApollonii Soph. Lexicon Iliadis et Odysseae,


Paris 1773], di F.

Bast [Commentatio palaeographica,

nell'ediz.

di Gregorio Corinzio di

H. Schaefer, Lips. 1811],


Stuttg. 1831],

di Chr.

Walz
trat-

[Epist.

crit.

ad Io. Fr. Boissonade,

una nuova

tazione generale non s'ebbe se non

neW Anleitung zur griechischen


[1867].

Palaeographie di

W. Wattenbach

somigliante lavoro

[ 38]

ma

127

ri-

anche attendeva con profondi e fortunati studi Costantino Tischendorf


;

dell'opera sua, fatalmente troncata dalla morte, non


saggi, pure rilevantissimi

mangono che alcuni


codicis

{^Notitia editionis

hibliorum
Lipsia,

sinaitici,

Lipsia,

1860

Anecdota sacra

et

profana,
luce
i

186P]. Poco appresso, nel 1877, vennero


e

in

Beitrage,

nel

1879

la

Griechische Palaeographie di

V. Gardthausen, che confer non poco alla conoscenza scientifica


specialmente
greca
e

della
di

scrittura

minuscola.
la

per la

paleografia

stata

scarso

giovamento

pubblicazione di tavole

fac-simili

iniziata in

Germania dal Wattenbach dianzi menin Italia

zionato,

proseguita
altri

da

G.

Vitelli

C. Paoli,

da

H. Omont e da

in

Francia e altrove.
sviluppata dalla diplo-

Quanto

alla paleografia latina, essa s'

matica, che abbiam veduto di sopra fondarsi nell'opera, celebre e


classica, del Mabillon. Alla quale segu, nel sec.

XVIII,

il

Nou-

veau trait de diplomatique [1750


e Tassin, ristretto in

65]
i

dei benedettini Toustain

forma d'estratto negli lments de palaeo-

graphie del De Wailly [1838J.

Un manuale
fin

di paleografia diplo-

matica latina (ricordiamo qui soltanto


a l'incremento della scienza) pubblic
e

principalissimi contributi

dal 1848

lo Chassant,

un

dizionario delle abbreviazioni latine e francesi


il

[1866^]; in

Germania

Wattenbach un'importante Anleitung zur lateinischen


il

Palaeographie [1869], e un compendio utilissimo in Italia

Paoli [1887]: accompagnandosi a siffatta produzione teoretica la

pubblicazione di tavole e facsimili allo stesso

modo

e per le stesse

ragioni che nella paleografia greca. Importantissime tra le altre


le

raccolte del Sickel

[185882], dell'Arndt [187476],

dello

Zangemeister e del Wattenbach [1876], del Vitelli e del Paoli


(nella
stessa

collezione

che

contiene

facsimili

greci),

di

E. Chatelain.


A) Paleografia
saeum
Ital.,

128

*I.

[ 38]

e diplomatica greca e latina (1):


Id.,

Mabillon,
4;

diplomatica, Paris^ 1709;

Veti, anal., Par.


2;
I.

1675-85, voli.
e

Io.,

De re Mu1766;
Epist.

Par. 1687-89, voli.


voli. 6;
crii.,

[Toustain

Tassin], Nouv. traiti de


crii.,

diplom.,

Par. 1750-65,

B. Morel, lm. de

Par.

U. F. Kopp, Palaeogr.

Mannheim

1817-24, voli.

4;

Ch.

Walz,

crit. ad I. F. Boissonade, Stuttg. 1831; Th. Hodgjkin, Exc. ex Bastii comment. palaeogr., Oxford 1835; N. De Wailly, lm. de palaeogr., Par.

1838, voli.

2;

I.

B. Silvestre et A. Champollion, Palogr. univers., Paris

1839-41, voi.
ed.

II;

E. A.

Bond

for the Palaeogr. Society, Lond. 1873-83


C.

laeogr., Leid. 1871;

M. Thompson, Facsimile's of ano. mss. I. C. Vollgraf, Studia paPaoli, Del papiro specialm. considerato come maa.

E.

teria che

ha
F.
I'],

servito

alla

scritt.,

Firenze 1878;

*G. Vitelli
lat. illustr.,

Paoli,

Collezione fiorentina di facsimili paleogr. gr. e

I-lV, Firenze
[I.

1884-90

Blass,

Palaeogr.,

Handh.,
laeogr.,

pp. 297 sgg.;


(trad.

Buchw. M. Thompson,
ital. dell'art,

u.

Handschriftenh.

Muller,
di

manuel of Grec
in

a.

Latin pa-

Lond. 1892

Palaeogr.

Encyel. Brit.,

G. Fumagalli, Milano 1890).

B) a) Paleografia greca: B. De Montfaucon, Palaeogr. gr., Paris 1708; *W. Wattenbach, Anleit. zur gr. Pai. mit XII Schrifttaf., Leipz.' 1877;
Id.,

Schrifttafeln
;

zur
Id. e

Gesch. d.

gr. Schrift

u.

zum

Stud.

d.

gr.

Pai.,

Berlin 1876-77
scriptt.,

A. von Velsen,
Id.,

Exempla

codd. Graec.

liti,

minusc.
coli,

Heidelb. 1878;

Script.

Gr. specim. in

usum

schol.

et

exemplis explic, Berlin 1883; *V. Gardthausen, Griech. Palaeogr., Leipzig 1879 (rifacimento

francese

di C.
[Estr.

Gucuel,

Parigi 1891)

Id.,

Beitr.

zur gr. Palaeogr., Leipzig 1877


ensch.,
philol.-hist.
CI.];

dai Ber. d. schs. Ges. d. Wissvocb.

A. Iacob,
1883;

Sylloge

ad

confer.

demonstr.
des

codd.

Gr. utilium, Paris


et

*H. Omont, Facsimils de mss. grecs


Id.,

XF

XVP
du

sicles,

Paris

1887;

Facsim. de mss. gr. dats de la


Id.,

Bill. nat.

IX au XIV siede,

Paris 1889;

Facsim. des plus anc. mss.

gr. en onciale et en minusc. de la bibl. nation.

du

IV au XII siede,

Paris

1892; L. Cldat, Coli, de repr. de mss. Aut. grecs pubi, sous la dir. speciale de F.

Allgre,

I,

Paris 1891; Ch.

Graux

et A. Martin, Facsim- de
alt.

mss. gr. d'Espagne, Paris 1891; A. Wilcken, Tafeln zur

gr. Palaeogr.
3) PaManuscr. du

Nach

Origin. des Beri.

Kon. Mus. zum

k. Gbr., Leipz. 1891.

leografa latina:

A. Chassant, Palogr. des

Chartes

et

des

XP

au

XVIP
zur
lat.

siede, Paris 1862^; Id., Dictionn. des abrv. lat. et

frang.,

Paris^ 1866;
Anleit.

Sicjsel,

Monum.

graphica,

Wien
Id.,

1852-82;

*W. Wattenbach,
des Mittelalt.
d. lat. Palaeogr,,

Palaeogr., Leipz.* 1886;

Das Schriftwesen
u.

[1871], Leipz.^ 1875;

W.
;

Arndt, Schrifttafeln zur Erlern.


*K. Zangemeister
scriptt.,

Berl.^ 1886-88, fase. 2

W. Wattenbach, Exempla
Padova
Carlo
1870; C. FouMagno, Milano

codd. Latt.

liti,

maiusc.

Heidelb. 1876 (supplem. 1879); A. Gloria,


in Italia sino a

Comp.

delle lezioni teor. prat. di paleogr. e diplom.,

CARD, Elem. di paleogr.

La

scritt.

(1)

Per

le

opere pi antiche non comprese qui rimandiamo alle indicazioni del testo.

[ 38] 1879;
P-

EwALD
u.

129

script.
class,
lat.

G. Loewe,

Exempla

Visig.
latins,

XL

tab.

expr.,

Heidelb. 1883; *E. Chatelain, Palogr. des


sim., I-VII, Paris

collect.

de fac-

1884-93; E. Paoli, Paleogr.

(progr. scolasi.), Firenze

1887 (trad. ted. di C. Lohmetek, Innsbruck' 1889);


Quell. d.

W Schum,
XVII
(mss.

Die
bis

schriftl.

roman. Spr. in Grobee, Grundr.


R. Thommen, Schriftprob.
I.

d.

roman.

Philol., I

[Strassb.

1888],

157 sgg.;

aus Hss. des l.

zu 16.
1888;
suivi

Jahrh., Basai 1888;

Carini,

yommario
lat. et

di paleogr. Appunti,

Roma^
siede,

M. Prou, Manuel de palogr.


d'un
dict.

frang.

du VI au

des abbrv. avec facsimils

[1889], Paris' 1892;

Id.,

Man. de
frang.),

palogr.

Ree

de facsim. d'crit. du
1892;

XII au XVII siede


1

lat. et

accomp. de transcr-, Paris

L. Cldat, Collect. de reprod. de

mss.

pubbl. en photolithogr. Class, latins,

(prc d'une

et.

d!'E.

Chatelain),

Paris 1890; Z. Volta, Delle abbremat. nella paleogr.


C) Tachigrafia:
chygr.

lat.,

Milano 1892.

a) Greca: M. Gitlbauee, Die Ueberreste griech. Taim Cod- Vatic Graecus 1809 in Denkschrift. d. Wien. Akad. d.
II,

Wiss., I e

Wien

1878-86; 0. Lehmann, Die tachygr. Abkilrz. d. gr. Hss.,

Leipz. 1880;

K. Wessely, Der Wien. Papyrus No.

26
a.

u. die

Ueberr. d.

gr. Tachygr. in
1

den Papyri

v.

Wien, Paris

u.

Leid. in Wien. Stud., III,

sgg.; F. RuEss,

Ueb- griech. Tachygr.,

Neuburg

D. 1882;

Th. Gom4.

PEEz,

Ueb. ein bisher unbekannt. gr. Schriftsystem

aus der Mitte der

vorchristl.

Jahrh.,
4.

Wien
4.

1884;

P.

Mitzschke,

Eine griech.
H. Landwehe,

Kurzschr.
Ueb.

aus

dem

vorchristl.

Jahrh.,

Leipzig

1885
Kiel

ein
;

Kurzschriftsyst.
I.

des

vorchristl.

Jahrh. in

Philol.,

WoisiN,

De

Graec.
lat.

notis

numerai.,
u-

1886.

XLIV, 193
P)

sgg.
:

Latina

W.

ScHMiTz, Beitr. zur


Id.,

Sprach-

Litteraturk.

[Leipz. 1877],

179 sgg.;

Noten in Rh. Mus-, XXXIII, 321; Id. in Trierer Festschr., 1879, p. 53 sgg.; Id., Tiron. Noten des Escoriai in Litteraturbll. des stenogr. List, zu Dresden, 1879, n 5; Id., Stud. zur lat. Tachygr-,
tiron.
Id.,

Zu den

Koln 1880-81;

Monum.
Die
n" 23;

tachygraph. cod. Paris. Lat. 2718,

l,

Hanno V.

1882-83;

Id.,

tiron.
Id.,

Noten der Berner Hschr. 611 in StenoKryptograph.


1890;
Id.,

graphenzeit., 1888,

Tiron- u.

in

Arch.

f.

alt.
lat.

deutsche Geschichtsk.,

XV, 197

sgg.; Id., Tiron.

Noten in einer Pariser


Notenschriftl.

Hschr. in Gabelsberger Festschr-,


der
u.

Mnchen
,

aus

Bem.
Litt.

Hschr. in Comment- Wolfflin- [Leipz. 1891];


Geschtvindschreibekunst

W.

Zeibig, Gesch.

der

Dresden
et

1863
P.

(supplem.

1867)

0. Lehmann, Quaest. de
tiron-

notis Tironis
Bibl.,

Senecae,
;

Leipz. 1869;

Id.,

Das
Ub.

Psalt.
u-

der Wolfenbiitt.
Noten,

Leipz. 1885

Wild, Einiges
Ueb.
die

Tiro

die tiron.
d-

Passau
1871;

1870;

A. P.

Kuhnelt,

Ge-

schwindschr.
u-

Alien,

Wien

V. Rose,

Ars

notaria, tiron.

Noten

Stenogr.

im

12.

Jahrh. in Hermes, Vili, 303 sgg.; P. Mitzschjce, Quaest.

Ueb- die Tachygr. f. Stenogr., XXXII, 1 sgg.; F. Ruess, Romer, Munchen 1879; Id., L u. die Durchschneid. in den tiron. Noten, Neuburg a. D. 1884; Id., Die tiron. Endungen, Munchen 1889; Id., Gabelsberger u. die tiron. Noten in Abhandl. f. W. v. Christ, pp. 125 sgg.;

Tiron. in Ztschr.

d.

Valmagoi.


H. Hagen,

130

[in

[ 38]

De

cod.

Bern.

CIX

Tiron.,

Bern 1880; A. Krondl, Introduz.


boemo];
K.
Zangemeistkb,
31 sgg.

allo studio delle note tiron.,

Brnn 1888
II,

Tiron. Noten in

NN.

Heidelh. Jahrhh.,

D)
E.

Sulla storia della paleografia

W. Wattenbach, Das
Griech.

Schrifttvesen
sgg.;

d. Mittelalt.^, pp. 1-85;

V. Gaedthausen,
Sav., 1880, pp.

Palaeogr,, pp. 4

Eggeb in Journ. des


Montfaucon
et le

65 sgg.; H. Omont,

La

Palogr.

gr. de

P.

L'dit. de la Paleogr. gr. de

Hardouin in Rev. des et. gr. Ili, 202 sgg.; Id., Montfaucon. Montfaucon et Vimprim. orient.
63 sgg.

de Banduri in Rev. des

et.

gr., IV,

[ 3940]

131

2)

Epigrafia,

39.

Enciclopedia: Boeckh' 758 sgg.; Reinach

I',

31 sgg.;

Il,

32

sgg.;

Hbner* 351 sgg.

40.

L'epigrafia

comunemente

definita

la

scienza

delle

inscrizioni

ma
fini

ch'ella sia

veramente una scienza pura, ossia una

scienza con
se

suoi propri, e indipendenti dalle applicazioni che


afiBni,

ne fanno e se ne possono fare nel campo d'altre scienze


che non tutti ammettono. Comunque,
se
stessa, o
si

cosa

giudichi l'epigrafia

una scienza in

meramente

sussidiaria, resta
le

sempre

che sono molte, e importantissime tutte,


tifiche, le quali si

sue applicazioni scien-

svolgono in assai diversi domini della scienza,


antichit in

cio dire anzitutto nella storia e nella scienza delle

genere, poi nell'archeologia dell'arte e nella storia letteraria, nella


glottologia, nell'interpretazione

stessa

degli

scrittori

classici.

risultamenti meravigliosi dell'epigrafia rispetto alla storia civile,


sociale, politica, e rispetto alla scienza delle

antichit in genere
le

non hanno uopo di essere dimostrati

la storia e
si

antichit in
l'epi-

modo

speciale contengono capitoli interi che

fondano su

grafia esclusivamente, e di qui anzi,

come

si

vedr dai paragrafi

seguenti, si sviluppata, pur in tempi molto recenti, la scienza


stessa.

Medesimamente a

l'epigrafia

debbono ragguagli numero-

sissimi, e spesso addirittura capitali, la storia dell'arte e la storia

che non sieno


le

132

documento
diretto, e

[ 40]

letteraria. Cos le inscrizioni sono

pi sincero

opere letterarie pervenuteci a traverso la tradizion


il

manoscritta, dello stato della lingua per


in che furon fatte;
e

tempo

e per

il

luogo

ognun vede quale e quanto vantaggio ne

abbia tratto e ancora ne possa trarre la storia della lingua, mas-

sime per

certi periodi o per certi dialetti

solo

assai

imperfetta-

mente rappresentati,
degli autori.

non rappresentati

affatto, dall'uso letterario

Ma

per l'interpretazion medesima degli autori riesce

a volte strumento efficacissimo l'epigrafia, come quella che sola

pu somministrare
che certi

all'interprete taluni

documenti

e notizie, senza

testi e passi

rimarrebbero alquanto oscuri, o addirittura

inesplicabili.

Date adunque

cos varie e notevoli applicazioni scientifiche del-

l'epigrafia, gli manifesto ch'essa

pu

rientrare,

pur come scienza

sussidiaria, in presso che tutti quei rami,

che fu giudicato gi
filologia classica.

componessero l'enciclopedia sistematica della


se ci

Ma

vero

rispetto
si

alle

applicazioni

dell'epigrafia,

dove pi

particolarmente
alla sostanza e
si

voglia considerare la scienza in s stessa, quanto

quanto alla forma dell'oggetto suo proprio, non


si

tarder a scorgere ch'ella

collega con alcune discipline

filo-

logiche assai direttamente, con la storia della letteratura cio, per


la sostanza (l'epigrammatica antica a punto l'epigrafia diventata
artistica, ossia letteraria nel proprio senso della parola), e

con la

paleografia, per la forma.

ancora, chi avverta che su la sostanza

dell'epigrafia essenzialmente

hanno

il

lor

fondamento
la

le applica-

zioni scientifiche, o, per meglio dire, che

sostanza

sua stessa
estrin-

sono, in fondo, le

medesime

applicazioni, mentr' la
delle
si

forma

seca, ossia la lettura e l'interpretazione

iscrizioni,

l'ufficio

che pi immediatamente

le

appartiene,

vedr che l'epigrafia

classica viene assai naturalmente ad allogarsi presso alla paleografia, di cui anzi sarebbe l'antecedente logico e necessario, poi che en-

trambe

si

riferiscono a

documenti della

scrittura, pi antichi nel-

l'una e pi recenti nell'altra.

[ 40]

133

Alibkandi, Dell'uso dei mo-

Su
V. la

l'oggetto, sui confini e sulle applicazioni scientifiche dell'epigrafia

bibliografia dei manuali registrati nei 41 C^ e 42 C), e inoltre


Utilit de
l'pigr.,

E.

Le Blas,
arch.,

Paris 1829;

1.

numenti epigr. per


di
et poet.

la interpretaz. delle leggi


;

XIV, 247 sgg.

Wecklein
sgg.;

romane in Atti delVAcc. rom. Curae epigraph. ad gramm. Gr.

scenicos pertin., Lips.

1869; A. Coueaud,

De

l'pigr.

juridique in
et
littr.,

Bev. gn.
1879;
in
1d.,

du

droit, li,

10

E. Desjardins

in Rev. polii,

Ncess. des conaiss.

pigr.

pour
sgg.;

l'intellig.
II,

de cert.
sgg.;

textes

class.

Rev.

de philol.,

I,

sgg.;

189

144

F. Gatti,

Della

utilit che lo studio del dir.


diritto, VI, 3

rom. pu trarre

dall' epigr., in St. e doc. di st. e


d.

sgg.;

A. Zimm^rmahn, Der Kulturgeschichtl. Werth

rSm.

Inschr.,

Hamburg

1888; H. Blumneh, Bedeut. der antiken Denkmler, Ztilat.

rich 1888; P. F. Girard, L'pigr.

et le

droit rom. in Rev. intern. de

l'enseign., IX, 217-56; E. Ferrai, L'pigr. e


tich.
I.

Vamministr. del culto nell'anarti, s* 7*,

greca in Atti

dell'Ist.
crit.

Ven. di se
des textes

leti, e

voi.

I,

p.

481 sgg.;

P. Waltzino,

La

et l'pigr.

in Rev. de l'instr. pubi, en

Belg.,

XXXlV, 4

sgg.

134

[ 41]

A) Epigrafa greca.

41.
tiche
oratori,

Molti scrittori greci fanno menzione d'inscrizioni ani

ne riproducono

testi,

come Tucidide, Demostene

e altri
a.
e.

Timeo, Polibio, Giuseppe Flavio. Nel IV secolo

v.

Filocoro Ateniese pubblic


e libri somiglianti

una

raccolta d"ETTiTpa|i)aaTa

ttik,
III,

composero Polemone Periegete nel secolo

Aristodemo, Alceta,
quali
i

Neottolemo

di

Parlo

qualche altro: dai


si

compilatori attinsero gli epigrammi lapidari che


greca.

leggono
sia,

neW Antologia

Ma

V Antologia non certo pu

dirsi

neppure in senso molto largo,

una
ci

collezione di testi epigrafici.

Per trovare qualcosa di simile

bisogna scendere sino al nostro

Einascimento, dove, sui primordi del secolo

XV,

Ciriaco d'Ancona
nelle

comincia a raccogliere
isole dell'arcipelago, in
il

iscrizioni

greche,

particolarmente

Grecia e nell'Asia Minore. Ma, non ostante

suo esempio, per lungo tempo le cure dei raccoglitori furon delatine

dicate alle iscrizioni

presso

che esclusivamente, come


raccolta importante
i

si

vedr nel seguente paragrafo.

La prima

per

l'epigrafia greca sono nel secolo

XVII

Marmora Arundeliana
ultimamente dal

del Selden [Londra 1628; ristamp. pi volte e

Chandler nel 1763], cui segVLonoleInscriptiones athleticae Graecae


et

Latinae del Falconerie [Roma 1668

e in

Gronov, Thes., Vili],

e le inscrizioni contenute nelle opere dello Spon, del Keinesio, del

Fabretti, del Gori, del Muratori, del Corsini, delle quali, a punto

[ 41]

135

lavori frattanto,
e

per la maggior parte concessavi all'epigrafia latina, sar pi lar-

gamente discorso nel paragrafo seguente. Per questi


e per le raccolte

dei

viaggiatori specialmente inglesi

francesi

della seconda met del secolo XVIII e del principio del

XIX,

come quelle
ciaudi

del Pococke

[Londra 1752], scadentissima, del Padel

[Monumenta Peloponnesiaca, Koma 1671],

Torremuza

[Le antiche iscrizioni di Palermo, 1762,

e Siciliae et

adiacentium

insularum veterum inscriptionum nova


[Lucca 1763], del

collectio,

1769], del Passione!

Walpole [Travels, Londra 1820], del Kose [In-

scriptiones Graecae vetustissimae,

Cambridge 1825],

del

Vidua

[Inscriptiones antiquae in Turcico itinere collectae, Paris 1827];

per tutti questi contributi, diciamo, la copia delle iscrizioni greche


conosciute s'era venuta rapidamente
cessaria la

moltiplicando,

rendendo neverso
il

compilazione d'un grande

Corpm

generale,

quale non furono se non un picciol passo la Sylloge, senza valore,

deirOsann
[1828
e

[1822],

quella,

alquanto

migliore,

del

Welcker

1850].

La

pubblicazione del Corpus fu intrapresa dalla R. Accademia

di Berlino, e, affidata alla direzione di

Augusto Boeckh, con la


il

collaborazione di parecchi altri condotta a termine tra


il

1825 e

1859, in quattro volumi, pi un quinto d'Indici venuto in luce


continue scoperte

nel 1877 a cura del Roehl. Sennonch, per le

nuove e per

gli accrescimenti continui di materiali,


il

anche la rac-

colta del Boeckh, cui pure spetter sempre

merito grandissimo

di avere fermate solidamente le basi dell'epigrafia greca,

non tard

a diventare insufficiente per contenenza e mole.


di
inscrizioni,

Un

gran numero
allogando
del

non comprese in

essa, si

sono venute

nei

lavori

del

Rangab [184255],

del Eoss

[183445],

Kaibel [1878], del Caxier [1877], del Collitz

[1883

sgg.], del Dit-

tenberger [1883] e di pi altri che possono vedersi registrati dal

Reinach nel
e pi

I capitolo del

suo Traile d'pigrapJiie grecque [1885],


e dal
I.

compiutamente dall'Hinrichs [1885]

Larfeld

[1891]

nella 1* e nella 2* ed.


lare delle
infinite

AqW Handhuch

di

Mller,

senza par-

inscrizioni disseminate,

che tuttavia vanno

disseminandosi
,

136
e

di

[ 41]

in

periodici

pubblicazioni
e

vario
il

genere.

Non
d'una

tard perci a farsi ognor pi vivo


to.tale

incalzante

bisogno

rifusione del
il

Corpus Boeckhiano:

alla quale stato

un primo avviamento

Corpus inscriptionum Atticarum,

intra-

preso dalla R. Accademia di Berlino e pubblicato da A.


hoff
(l'

Kirchgreca
Ditten-

autore

dell'

opera fondamentale, e

per

l'

epigrafia

capitalissima, su

gli

Alfabeti greci
il

),

A. Khler e

W.

berger [1873 segg.]. Per

nuovo Corpus cammina assai lentala-

mente, bisognandogli, ch' naturale, appoggiarsi a non pochi


vori preparatori (ricordiamo

ad esempio

le Inscriptiones

Graecae

Siciliae et Italiae pubblicate

dal Kaibel nel 1890), la produzion

dei quali s'accresce ogni anno, ogni mese,

pu

dirsi

ogni giorno,

per le continue scoperte e illustrazioni di una cospicua schiera di


studiosi di cotesto
e

ramo

della scienza, o dei rami affini, agevolate


istituti,

promosse anche da importanti

come

la Scuola francese

d'Atene e la sezione Ateniese

diOiV Istituto

archeologico germanico.

Quanto a

libri

elementari e trattazioni teoriche, abbondano, re(ricordiamo, oltre


i

lativamente, quelli

modesti saggi dell'Egger

e del Droysen, la scelta compendiosa di epigrafi dialettali del Cauer, e quelle del Kaibel, dell'Hicks, del Dittenberger principalissima-

mente),

ma

scarseggiano invece alquanto le seconde. Gli Elementa


I.

epigraphices Graecae di
piuttosto che

Franz [1840] sono una raccolta

di testi

un vero

trattato didattico, ne rispondono piti in ogni

lor parte ai progressi attuali dell'epigrafia greca.

Ottima

l'inIn/-

troduzione di T. Oh. Newton, pubblicata


seriptions la
inglesi

col titolo di

Greeh
due

prima volta nel 1876


e

nel

1878

in

riviste

(Contemporary

Nineteenth Century), e ristampata con


Siffatto

qualche aggiunta negli Essays [1880].


dotto,

lavoro fu ripro-

non senza addizioni e supplementi


citato

bibliografici, nel I capi-

tolo del gi

Traile d'pigrapJiie grecque di S. Reinach:


stesso, e la

l'opera del

Reinach

Griechische Epigraphih di G. Hin-

richs nella prima edizione del volume I .Q\V Handbuch di


e di

Mller

W.

Larfeld nella seconda edizione, sono


e sistematiche della

le

sole trattazioni

compiute

materia sin qui venute in luce.

[ 41]

137

I.

A) Sulla

storia dell'epigrafia greca, v. H.

Rose, Prlegg. alle Inscr.


1,

Gr. vetusHss., Cambridge 1825; A. Boeckh, Praef. al CIG,

p. Vili sg.;

*G. HiNKicHS, Griech. Epigr.


FELD, Griech. Epigr.
[I.

[I.

Mller, Handh.,
I'],

I],

p.

336

sgg.;

*W. Lak-

Mlleb, Haidb.,

p.

865 sgg.

B)

Collezioni.
cit.

V.

la

bibliografia
p.

Epigr.

sopra in A),
*^

367 sgg.

completa in
a)

W.

Larfeld,
(1):

Griech.

Collezioni generali
voli.

^Corpus
litter.

inscription. Graec. ed. A.

Boeckh, Beri. 1828-77,


Atticarum cons.
et

4 (con Indice di
acad. reg.
I,

H. Rohl);
Boruss.
II,

Corpus
A.

inscript.

auctor.

edd-

Kiechhoff, U. Kohler,
III,

W.

Dittenbebger, voi.

1873;

1-3,

1877-88;

1-2,

1878-82;

IV [= Supplem.,
inscript,

voi. I], 1-3, 1877-91;

*Inscript. Gr. antiquiss. ed. H. Roehl, Beri. 1883; *C. T.

Newton
et

e E. L,

HicKs, The collection of ancient greek

in

the British
Siciliae

Museum,
Italiae,

Lond.
add.

1874-83,

voli.

*G. Kaibel,

Inscript.

Gr-

Gr. Galliae, Hispaniae, Britanniae, Germaniae inscr., Berol. 1890;


Graeciae septentr.,
Graec.
I,

*Corp. inscr. Graec.

ed.

W.

Dittenbergeb,
saec.
a.

Berol.

1892

Sylloge

epigramm.

quae

ante

medium

Chr.
P)

n.

tertium incisa ad
nuali
:

nos perven., ed. E. Hoffmann, Halle 1892.


Syll. inscr. Attic. in

L.

Ma;

H. Deotsen,

us. schol. academ., Berol.

1878

O. Kaibel, Epigramm.

Gr. ex

lapid.

coni.,

Berol.
;

1878;

E.

Hicks,

inscr.

man. of greek histor. inscr., Oxford 1882 *W. Dittenbergeb, Syll. KeilGraec, Lips. 1883, voli. 2; L. Abel u. H. Winckleh
,

schrifttexte

zum

Gebr.
t)

bei

Vorles.
:

Texte,

Beri.

1890.
dial.

a.

Worterverzeich., Schrifttafeln,

Dialettali

*P.

Cader,

Delectus

inscr.

Graec. pro-

pter

memorab.

F. Bechtel,

[1877], Lipsia^ 1883; *H. Collitz (I. Badnack, Bezzenberger, F. Blass, a. Fick, R. Meister), Samml.
Gotting. 1884-88
;

d. griech. Dialektinschr., I-IV,

M. Schmidt,
Id.,

cian

inscr. after the cop.

of A. Schoenboen, Iena 1868;


f.

The LyNeue lyk.


441 sgg.;
epi-

Stud., Iena 1869; Id. in Ztschr.


Id.,

vergleich. Sprachforsch.,
Id.,

XXV,

Die Inschr.

v.

Idalion, Iena 1874;

Samml. Kypr. Inschr. in

chor. Schrift, Iena


nisb. 1882;

1876;

E. David, Dial. Laconicae

monum.

epigr-,

Ko-

W.

Larfeld, Sylloge inscript. Boeotic, Beri. 1883. Per le altre

inscrizioni dialettali (Gortyna,


V.

Lemno
1.

ecc.),

la bibliografia in

W.

Larfeld,

cit.

per le collezioni speciali,


att.

H. Gutscher, Die
titulis

Gra-

binschr., I-II,

Leoben 1889-90; E. Loch, De

Gr. sepulcral., Regi-

monti 1890; Dareste, Haussouliek


ex
scriptt.

et Th. Reinach,

Les

inscr. juridiques.

Texte, trad., comm., I-II, Paris 1891-92;

Th. Preger, Inscr. Gr. metricae

praeter Anthol.

coli.,

Lips. 1891.

C) Trattati *A. Kibchhopf, Stud. zur Gesch.


:

d. griech.

Gtersloh' 1887.

Alphabets [1863],
Id., '.^pi-

I.

Franz, Elementa epigr. Gr., Berol. 1840;


sez.

graphik in Ersch

u.

Grubeb, Encyklop.,

1%

voi.

XL

[1844], pp.

328

(1)

Per quelle pi antiche non registrate qui

si

vedano

le indicazioni del testo.

sgg.; A.

138

[ 41]

Westermann in Pauly,
S.

Realencyclop., IV, 173 sgg.; *C. T.

New-

ton,
p.

On

greeh inscriptions in Essays on art and archaeology [Lond. 1880],

94 sgg. (trad. frane di


I.

Reinach in Tratte

ecc. cit.

qua appresso

Imelmann, Hannov. 1881); *S. Reinach, Tratte d'pigr. gr. prcde d'un essai sur les inscript, gr. par C. T. Newton, Paris 1885; *G. HinBicHS, Griech. Epigr. [I. Mller, Handb., I], 329 sgg.; *W. Larfeld,
ted. di

Griech. Epigr. [ibid. P], 357 sgg.

Studi speciali: R. Kaiser,

De

inscr,

Graec.

interpunctione,

Lips. 1887;

K. Meisterhaus,

Gramm.
versific.

d.

attisch.

Inschr., Beri.* 1888; P. Viereck,

Sermo Graecus quo senatus Rom. magi-

stratusque usi sunt, Gotting. 1888; Fr. Allen,

On Gr.
in

in inscript.,
gr.
f-

Boston

1888;

Th. Eckinger. Die


I.

Orthogr.

lat.

Worter in

Inschr.,
die ost.

Munchen

1892;

Simon, Ahkurz.
sgg.

auf

gr.

Inschr.

Ztschr.

Gymn. XLII, 673

[ 42]

139

B) Epigrafia latina.

42.

Non

si

pu affermare che sieno

esistite

gi

nell'an-

tichit vere raccolte d'inscrizioni romane.

La prima,

di cui s'abbia

notizia certa, risale alla fine del secolo

Vili o
di

al principio del

IX,
nel

ed contenuta nell'Itinerario della citt

Koma

scoperto

1683 dal Mabillon

in

un manoscritto

dell'abbazia d'Einsiedeln e

pubblicato da lui nel


colo

IV volume

degli Analeeta [1685].

Dal

se-

Vili

IX

ci

bisogna venire al XIV, dove troviamo un cendi Eienzo

tinaio d'epigrafi inserte da Cola

nella

sua Descriptio
veri

urbis

Romae

eiusque

excellentiae;

ma

primi

monumenti
di

della scienza sono nel secolo

XV

le

due celebri collezioni

Poggio

Bracciolini e di Ciriaco Pizzicolli d'Ancona. Alle raccolte di Cola,


di

Poggio e di Ciriaco

piti

altre seguirono, che

si

conservano in
successivi fino

manoscritti del secolo


al

XV,
le

del

XVI

anche dei

XVIII: sennonch

pi antiche, come quelle

del

veneziano

Giovanni Marcanova [m, 1467], di Michele Fabrizio Ferrarini, di


Felice Feliciano veronese (col quale anche appaiono le prime
ficazioni), di
falsi-

Pomponio Leto nel

secolo

XV,

e nel

XVI

di

Ber-

nardo Kuccellai, di fra Giocondo Veronese, del francese Claudio


di Bellivre, son presso che esclusivamente compilazioni di seconda

mano

e derivano per la

massima parte dai

testi di Cola, di

Poggio,

di Ciriaco, o

da apografi e derivazioni di questi ultimi. Trascri-


zioni originali invece,
e

140

[ 42]

con esemplari rimasti sin'allora inediti,


alla

aggiunse verso
sua silloge di
epigrafi desunte

il

1513 Battista Pietro Zenobio Brunelleschi


degli
tutte
edifizi

disegni

romani,

accompagnati con

quasi

da

monumenti romani. La prima

raccolta a

stampa vide

la luce in

Amburgo

nel 1505, a cura di

Giovanni Peutinger; raccolta

affatto locale,

come

attesta

per s

chiaramente
cos:

il

titolo,

che nella nuova edizione del


et

1520 suona
in

Inscriptiones

vetmtae Romanae

earum fragmenta

Augusta Vindelicorum
pure nel secolo XVI,
lor

et eius dioecesi. Altre se ne pubblicarono

le quali

non differiscono molto, quanto alla


collezioni manoscritte

contenenza e natura, dalle


piti

dell'epoca

precedente: la

importante tra tutte quella di Martino

De

Smedt, parzialmente edita a cura


il

di Giusto Lipsie nel 1588. Circa

medesimo tempo compaiono

primi indizi delle applicazioni

scientifiche dell'epigrafia, nell' Ortographiae ratio di

Aldo Manuzio

[1566], che col sussidio dell'epigrafia s'avvis giustamente dovesse


restituirsi l'ortografia latina alterata e

deformata nei manoscritti

dei classici, e nel

De

legihm

et

senatus consulti [1583] dello


e illustrati
i

spagnuolo Antonio Agostino, ove sono riprodotti


legislativi offerti dagli autori e dalle

testi

raccolte

epigrafiche.

Vero

nondimeno che somiglianti applicazioni

correvano

non lieve

pericolo per via delle numerose falsificazioni, di cui fu maestro

celebre nel secolo


Ligorio.

XVI, a

tacer d'altri, l'architetto napolitano Pirro

Lasciando in ogni modo

le falsificazioni,

pur

il

numero

delle
sif-

iscrizioni autentiche s'era gi

su lo scorcio del Kinascimento


il

fattamente moltiplicato, da rendere inevitabile


collezione generale e ordinata di tutto
il

bisogno d'una

materiale sparso qua e

col in raccolte e libri di varia maniera.

tale importantissimo

carico

si

sobbarc, pur lavorando di seconda e di terza

mano,

accogliendo perci anche non pochi testi apocrifi, Giovanni Grutero, l'opera del quale,

compiuta nel 1601,

e finita

di

stampare

con Indici e Tavole di G. G. Scaligero nel 1615, bench difettosa


per molti rispetti e specialmente nella distribuzione della materia,

[ 42]

141

XVII,
e in
si

fu

il

principal fondamento dell'epigrafia latina nel secolo

parte ancora nel XVIII. Nel

XVII
i

secolo invero

vengono moltipli-

cando anzitutto

le

giunte e

supplementi

all'

opera del Grutero,

a cura del Reinesio

[Syntagma inscriptionum antiquarum, Lipsiae


Spon
e di parecchi
altri,

1682], del Doni, del Gudio, dello

che

lasciamo di ricordare, mentre qualche contributo originale

all'in-

cremento della
Ossato [I
ib.

scienza

porgono

lavori
e

del

padovano Sertorio
notis
e

marmi

eruditi,

Padova 1669

De

Romanorum,
delle

1672, che contiene le dichiarazioni dei segni

abbre-

viazioni epigrafiche], e principalmente quelli di Raifaele Fabretti,

onde

il

pi

importante

V Inscriptionum antiquarum quae in

aedibus paternis asservantur explicatio


scrizioni nuove,

[Roma 1699],

ricca d'in-

ma

non senza esempi

di testi sospetti, e

manche-

vole nella classificazione, nelle tavole, nel metodo soprattutto.

La

produzione epigrafica s'accresce nel secolo XVIII anche pi larga-

mente,

per quantit di documenti raccolti,

per tentativi pi
i

estesi e razionali di applicazioni scientifiche.

Ricordiamo

lavori

del Vignoli, del Bianchini, del Corsini [Series praefectorum urbis

ab urbe condita, Pisa 1763], del padre Zaccaria


litterarium per Itliam, 1767];
di Scipione Maffei,
il il

di

Venezia [Iter

Musaeum

Veronese [Verona 1749]

Novus Thesaurus veterum inscriptionum

[Milano, 1739-42] di L. A. Muratori, con copiosi supplementi del

Donati [1754], gli studi di Alessio Simmaco Mazzocchi [principal-

mente In mutilum Campani amphitheatri titulum aliasque nonnullas

Campanas

inscriptiones,

1727, e In regii Herculanensis

musaci aeneas tabulas Reracleenses, 1754


iscrizioni di

55]

la Sylloge delle

Catalogna dello spagnuolo

Finestris

de

Montesalvo

[1762],
la

le

note epigrafiche di Gaspard

Hagenbuch
del

in Isvizzera e

Miscellanea

epigraphica
i

[Zutphen 1758]
d'un
grosso

giureconsulto
d'epigrafisti

olandese Hultmann,
francesi, meridionali

lavori
il

manipolo
il

maggior numero, onde

pi insigne
costoro

Giuseppe Bimard de la Bastie [m. 1742].

Tutti

furon

raccoglitori d'epigrafi essenzialmente, o l'epigrafia volsero in special

modo

all'illustrazione

dei

monumenti

antichi;

ma

non

manc

142

VArs

[ 42J

presso a loro e per opera di alcun di loro qualche tentativo eziandio


di trattazioni teoriche della scienza, quali
critica lapidaria

del Maffei pubblicata dal Donati nel suo supplemento al

Thesaurm

del Muratori, e Vlstruzione antiquaria lapidaria, ossia introdu-

zione allo

studio

delle

antiche iscrizioni in tre libri proposta

[1770], opere del resto imperfettissime, n hanno oramai se non


pretto valore storico. Giova avvertire infine che nel secolo

XVIII
del

appaiono (a cura del Boldetti,


gesuita padre Lupi)
iniziata a
altro.
i

del

Marangoni

soprattutto

primi veri monumenti d'un'epigrafia cristiana,


gi
citato

pena nel XVII dal


cos varia e

Tabretti e da qualche

Questa

complessa attivit epigrafica aveva reso

naturalmente oramai troppo incompleta e insufficiente la raccolta


del Grutero, intorno alla quale era gravitato
sin'allora
il

movi-

mento
il

di siffatti studi.

Una

seconda edizione ne aveva cominciato

Grevio, e l'avevan condotta a termine Pietro

Burmann

e l'Holten
voli. 4];
1'

gi sul principio del secolo

XVIII [Amsterdam 1707,


,

ma, opera

di

filologi

essenzialmente

ella

riusc

sotto

aspetto

epigrafico anche inferiore alla prima.


se

Non

a meravigliare

quindi

pur nel secolo XVIII sorse

il

disegno d'un nuovo Corpus geraccolte

nerale delle iscrizioni, cui attesero infatti con viaggi e


e lungo lavoro di preparazione Scipione Maffei e
il

francese Giovan
il

Francesco Sguier [m. 1784]: sennonch per varie cause

disegno

non pot essere tradotto in atto (dalla preparazione gi fatta non


uscirono che
del Sguier
si
il

sopra menzionato

Museo Veronese

del Maffei e

V Inscriptionum antiquarum index ahsolutissimus che

conserva manoscritto nella Biblioteca nazionale di Parigi), e

la pubblicazione del
presente.

Corpus non pot

iniziarsi

che nel secolo nostro

N prima
secolo

che la scienza dell'epigrafia, la quale tra la fine del


e
i

XVIII

primordi del

XIX

dovette non pochi incrementi

ai lavori di

Gaetano Marini

(capitali ssimi, tra gli altri molti, gli

Atti

monumenti

dei fratelli Arvali

[Koma 1795,
il

voli. 2]), di

Stefano Antonio Morcelli, principalmente noto per


dattico

trattato di-

De

stilo

inscriptionum Latinarum [Koma 1781, ristamp. in

[ 42]

de'

143

sgg., voli. I-III], di Carlo

Opera epigraphica, Padova 1819

Fea

[Frammenti

Fasti consolari

e trionfali,

Roma

1820], del bre-

sciano Giovanni Labus, non fosse definitivamente fermata e costituita


nell'opera colossale del conte Bartolomeo Borghesi [m. 1860]; opera nella quale
si

cercherebbe invano un'esposizione enciclopedica e

siste-

matica della scienza,


della scienza furono
il

ma

ricca d'insegnamenti e di scoperte che


il

vero fondamento, e ne spianarono


nei domini tutti ov'ella
si

cammino

in tutte le applicazioni e

viene di pre-

sente esercitando. L'influenza

del Borghesi stata

dunque nella

costituzion scientifica dell'epigrafia grandissima; e bench non sieno

mancati studi e lavori indipendenti

affatto

dall'opera sua,

come

quelli del Garrucci, dello Zumpt, del Grotefend, dello Steiner, del

Klein, del Mercklein, del Ritschl, nondimeno l'indirizzo del Borghesi


stato

non pur prevalente,

ma

il

solo

onde sia nata una vera e

propria scuola, continuata con meravigliosi successi da dotti quali

Leone

Renier,

il

Mommsen, l'Hbner,

l'Hirschfeld,

l'Herzog,
il

l'Henzen e

altri moltissimi.

Da

quella scuola anche fu ripreso


iscrizioni
latine,
il

disegno d'un Corpus universale delle


ideato

quale,

primamente per suggerimento del Borghesi


allievi
e
piti cari,

stesso dal Kel-

lermann, un dei suoi

poi in Francia dall'Acca-

demia

delle

inscrizioni

belle lettere nel

1839

e nel

1843 dal
finalmente

ministro Villemain,
attuato, a cominciar
la direzione di

ma

abortitovi

entrambe

le volte, fu

dal 1858,

dall'Accademia di Berlino, sotto


e con la collaborazione di pa-

Teodoro

Mommsen

recchi
del

altri

illustri

epigrafisti

ed archeologi.

La

pubblicazione

Corpus non

tuttavia

compiuta, e sono gi venuti in luce,


del primo, parecchi
frutto
di

oltre
altri

una seconda edizione


volumi. Nuove

supplementi agli
e

giunte,

esplorazioni

scoperte

nuove, trovan luogo quotidianamente neWEpJiemsris epigrapMca,


fondata nel 1872 a punto per complemento al Corpus,
e,

ta-

cere d'altre riviste e pubblicazioni periodiche, nelle Notizie degli

scavi della

B. Accademia dei Lincei [v. 20, B) 7]


della

nel

Bollettino

commissione

archeologica

comunale

di

Boma

r 20, B) 2].

mente, come
s' detto,

144

scientifica,

[ 42]

Accanto a questa vasta produzione

dovuta

special-

a l'impulso e a l'esempio del Borghesi, non

mancarono anche,
eifetti,

se bene in pi scarsa

misura e con men fecondi

lavori d'indole pi elementare, raccolte epigrafiche e trat-

tazioni teoriche,

quali

quelle

dell'

Osann

[1822],

affatto

senza

valore, dell'Orelli [1828], dello Zeli

[185062],
si

del

Wilmanns

[1873J, del Cagnat [1886] e d'altri che

posson vedere registrati

qua appresso nell'apparato

bibliografico.

A) Sulla
cornine del

storia dell'epigrafia

romana: G. B. De

Rossi,

Le prime
sec

rac-

colte d'antiche iscrizioni compii, in

Roma

tra

il

finire del

XIV

ed

il

XV rinvenute

e dichiar.,

Roma

1852;

*R.

De la Blanchre,
ar-

Hist. de l'pigr. rom. redige sur les notes de

Leon Renier in Bev.

chol, s 3, voi. Vili, pp. 46 sgg.; 152 sgg.; 277 sgg.; *E. Hxbnek,

Rom.
rom.y

Epigr.

[I.

MiiLLER, Handb.,

I*],

pp. 485 sgg.; T. Mommsen,

Di una nuova

silloge epigr. del sec.

XV

in Bull, dell'imp. Inst. arch. germ., sez.

V, 85 sgg.; R. Lanciani, L'itiner. di Einsiedeln, Le ree. gn. des inscr. lat. (C. L L.) et l'pigr. vain 1892.

Roma
lat.

1891; A. Waltzing,
ans,

depuis 50

Lou-

B)

Collezioni

(1).

Bibliografia gener. in Hbner,

Rom.

Epigr., p. 491 sgg.

a) Collezioni gener.:
1862; Supplem., I-V,

Priscae

latinit.
I.

monum.

epigr. ed. F. Ritschl, Berol.

Bonn

1862-65;

C
{voi.

Orelli,

Inscript.

Latin,

select.

ampliss. collectio, Zuricli 1828, voli- 2

Ili

collect.

OrelUanae supplem.
;

emendationesque
ption.

exhibens
Consilio

ed.
et

W.

Henzen,

Ziiricli

1856)

*Corpus inscriBorussed.
1.

Latinarum

auctoritate

acad-

litter.

reg.

Inscr. Lat. antiquiss. ed.


ed.

E. HxiBNER, 1869
et

Th. Mommsen [1863], 1892^; IL Inscr. Eispan. {Supplem. I, ed. E. Hubner, 1892); III, 1-2. Inscr.

Asiae

Blyr.

ed.

Th.

Mommsen, 1873 {Supplem.


1-2. Inscr.
I.

edd.

Th.

Mommsen,

0. HiRSCHFELD, A. DoMAszEwsKi, 1-2, 1888-91); IV. Inscr. pariet. Pompei,


ed.

C
voi.

Zangemkister, 1871; V,
et

Galliae cisalp.

et

Italiae reg. unaddit.

decimae

nonae, 1872-77 (E. Pais, C.

L. Supplem.

Ital., fase. I,

ad

in Atti della R. Accad. dei Lincei,


edd.

s 4*, voi. V);

VI, 1-5. Inscr.

urbis

Romae
edd.

W.

Henzen,

L
et

B.

De
E.

Rossi, E. Bormann,

Chr. Huelsen,
1-2.
I,

1876-85; VII. Inscr. Britanniae ed.

Hbner, 1876;
,

VIH,

Inscr.
edd.

Africae
R.

G.

Wilmanns

Th.

Mommsen

1881

{Supplem.

Cagnat et I. Schmidt, 1891); IX. Inscr. Calabriae... Piceni ed. Th. Mommsen, 1883; X, 1-2. Inscr. Bruttiorum... Sardiniae ed. Th. Mommsen,

(1)

Per

le

pi antiche non registrate qui v.

le indicazioni del testo.

[ 42]

XI,
1.

145

Umbriae
ed.

1883;

Inscr. Aemiliae

Etruriae
ed.

E.

XII. Inscr. Galliae


veteris ed.
SEL,

Narhon.
vari
st.

0. Hirschfeld, 1888;
1.

Bormank, 1888; XIV. Inscr. Latti


Lat. ed. H. Dkes;

H. Dessau, 1887; XV,


\^Additam. ai

Inscr. urbis

Romae

1891

epigr. orh.

Rom. cura

et

Manuali
[Handb.

C Zell,
d.

Delectus

D) 1] Syll. De Ruggiero, I-II, Roma 1891 sgg. P) inscript. Roman, cum monum. legai, fere omnibtts
voli,

in Eph. epigr., v. sotto,

H.

rom. Epigr.,
5. ed.

I],

ICeidelberg 1850; *C. G. Bruns, Fontes iuris

Rom.

antiqui [1860]

cur. Th.

Mommsen, Freiburg

i.

B., 1887; *G.

Will;

Exempla inscript. Latin, in usum praec. academ., Berol. 1873 E. HBNER, Exempla script- epigraph. ed., Berol. 1885; G. Tocilescu, Del. inscr. Lat. in usum schol. academ. I Bucarest 1892 *H. Dessau Inscr. Lat. selectae, I, Berol. 1892. I. Th. Aufrecht u. t) Lingue ital.
MANNS,
,

A. KiRCHHOFF, Die unibr. Sprachdenkmler,

Berol. 1845-51, voli.

2;

Th.
in-

Mommsen, Die

unterital. Dialekte, Leipz.

1860; *A. Fabretti,


I-III,

Corpus

script, italic. antiquioris aevi,

Torino 1867 (Supplem.

con

osservaz.

paleogr. e grammat., 1872-77);

*G. F. Gamurrini, Append. al

C. I. Ital.,
Io.,

Firenze 1880;
Italiae

I.

Zvetaieff, Syll. inscr. Oscar., S' Petesb. 1878;


dialect.,

Inscr.

mediae
1886;

Lipsia

1884

Io.,

Inscr.

Italiae

infer.

dialect.,

Mosca

C. Pauli,

*E. Schneider, Dialect.

italic.

Die Inschriften nordetrusk. Alphab., Leipz. 1885; aevi vetustioris exempla sei., I, Lips. 1886

[buon compendio didattico].


Inscript. christ. urbis

&) Iscrizioni cristiane: *G. Bsaec.


antiq-,
3);

De

Rossi,
(Io.,

Romae VII

I-II,

Roma

1857-88

La Roma

sotterranea,

Roma

1864-77, voli.

E.

Le Blant,

Inscr. chrt.

de la Gaule, Paris 1856-65; voli.

2; In., Nouv. ree. des inscr. chrt. de la Gaule antr. au VlIP siede, Paris 1892 (In., L'pigr. chrt. en Gaule et dans l'Afr. rom., Paris 1890); E. Hbner, Inscr. Hisp. christ., Berol. 1871;

Id., Inscr.

Britanniae christ, Berol. 1876

Walliae, Oxford 1876.


1.

Per

I.

0.

Westwood, Lapidarium

le iscrizioni regionali e speciali, v. Hbnbr,

cit.

e Hibner'', 356 sgg.

C) Trattati: [*B. Borghesi, (Euvres compi, I-IX, Paris 1862-84]; F. A.

Zaccaria, Istituz.

antiquario-lapidaria

ossia

introduz.

allo

studio

delle

antiche latine iscrizioni, Venezia' 1793; K. Zell, Anleit. zur Kenntniss d.

rom. Inschr. [Handb.


Anleit.
sicht.

d.

rom.

Epigr.,

Il],

Heidelberg 1852;
1880;

*K. Bone,

zum

Lesen, Ergdnzen u. Datieren rom. Inschr. mit besond. BerUck-

der Kaiserz. u. der Rheinlande,

Trier

*E. Hbner,

Roman
[I.

Inscript. in Encycl. Britann., XIII, LER, Handb., P], pp.

124 sgg.;
de

In.,

Rom. Epigraph.

Mllat.,

485

sgg.;

*R. Cagnat,

Cours

lment. d'pigr.

Paris' 1890;

I.

L. Parquet, Essai

guide pigr. lment. pour reconn.,

decrire, complter et dater les inscr. rom., Paris 1890.


I.

Studi speciali
1889; E.

Christiasen,
les

De

apicibus

et i

longis inscr. Latin.,

Husum

Le

Blant, Sur
chrt.];

graveures des inscr. anc, Paris 1859 [E. dalla Rev. de l'art
les

R. Cagnat, Sur

manuels profession. des grav.

d'inscr.

rom. in

Rev. de philol., XIII, 51-65.

Valmaggi.

(28.9.93)

10


D)
1.

146

inscript. Latinar.

[ 42J

Riviste speciali (in corso):

Ephemeris epigrapMca corporis

Revue pigraphique du midi de la France pubi, par A. Allmek [Vienne], voi. VII. 3; R. Cagnat, L'anne pigra[Berlin, Reimer], voi. Vili.
2.

supplementum

phique. Revue des puhlications pigraphiques relatives l'antiquit romaine


[Paris,

Lroux] (spoglio annuale delle pubblicazioni epigrafiche, dal 1888).


sono
le

(Cessate

seguenti

4.

I-III];

Bulletin
5.

pigraphique pubi,

R.

MowAT [Vienne

1884-86, voli.

par
la

Revue pigraphique de
I-III]
).

Oaule pubi. p. F. Valentin [Vienne 1881-83,

voli.

[ 43-44]

147

CAPO

IV.

CRITICA ED ERMENEUTICA

43.

Enciclopedia:
sgg.; II,

Freund IV, 186

sgg.;

Boeckh' 75; 79; 169

sgg,;

Reinach P, 47

52 sgg.; Hubner^ 155 sgg.

44.

una

Quella di

critica

designazione

assai

vaga,

risponde ad idee e cose assai diverse fra loro. C' invero, a toccar
delle forme principali
estetica,

soltanto,
;

una

critica

storica,

una

critica

critica letteraria

e ancora col

nome generico

di cri-

tica si suole intender tanto la teoria quanto la pratica di


di queste

ognuna

forme di

critica.

Sennonch tutto

ci

non

per anche

la critica filologica, la

quale ha nell'uso un'accezione ben detertesti,

minata

e precisa, e

propriamente consiste nella critica dei


i

ossia la scienza che investigando le alterazioni cui

testi
i

sono

soggiaciuti a traverso la loro trasmissione storica, addita

mezzi

per riconoscere quelle e restituire questi nella forma originale, o

almeno in una forma


si

all'originale prossima quant' possibile.

Vi
se

distinguono perci di solito

due funzioni o gradi


l'altro
:

diversi,

bene assai strettamente congiunti l'un con


cos detta verbale ,
il

la critica cio

cui proprio oggetto la restituzione de'


migliori,
e,

testi, la scelta delle lezioni

in

mancanza, l'emenda-


zione per congettura; poi
la

148

scritti,

[ 44J

critica superiore o alta critica ,

che tocca al giudizio dell'autenticit degli

e dell'attribuuffici

zione loro a questo o a quell'autore. Tali, in sostanza, gli


e le appartenenze della critica:
il

mentre

1'

ermeneutica, venutoci
l'interpretazione

nome

la

teoria da' teologi

primamente,

degli scrittori, a sua volta distinta in varie branche,

come a

dire

interpretazione verbale, storica, e tecnica o formale.

La

critica e

l'ermeneutica
[v.

dunque,

secondo l'accezione nostra della filologia

4], non sono di questa scienza discipline accessorie, o sus-

sidiarie,

strumentali soltanto,

ma

si

ne comprendono

l'essenza

stessa, ossia,

che torna ad un medesimo, ne costituiscono l'oggetto

principalissimo. Per ci a punto, com'ebbe ad avvertire gi Carlo

Graux, la critique et l'hermneutique sont deux sciences insparables,

On

s'expose bien

mal traduire

les

auteurs anciens,

si

l'on n'entend rien la critique.

On

ne peut

faire
si

que de mediocre

critique et donner que

des

ditions fautives,

Fon ne cherche
(1).
Il

pas comprendre fond les textes que l'on public

che

tanto vero, che gli espositori dell'enciclopedia filologica si sono

mostrati assai perplessi quanto alla sistemazion filosofica


fatte discipline, e parecchi,
il

di

cos

Boeckh ad esempio, seguito


addirittura

in cola

testo

recentemente da F. Blass,

hanno premesso

trattazione dell'ermeneutica a

quella

della critica:
la

con poca racritica d'un

gione per, chi pensi


testo,

che,

almeno teoricamente,
scientifica,

che significa la sua restituzione

ha

di necessit

da

precederne l'interpretazione, e la critica la preparazione lo-

gica dell'ermeneutica, al

modo

stesso che alla critica serve

d'in-

dispensabile strumento la paleografia.

Sennonch dato a punto


per conseguente ne viene

siffatto

legame tra
storia

le

due discipline,
si

che la

dell'una

confonde in

massima parte con


tamente
i

la storia stessa dell'altra, e accennarne separa-

principali

momenti sarebbe opera

del

tutto

oziosa e
il

cagione di

ripetizioni infinite.

Tanto pi, chi consideri che

(1)

Eev.

crit., 1880, 2, 184.

f 44]

nella

149

che

legame

pratica anche
dire

maggiore
i

non

appaia

nella
essere

teoria; ci che vuol


riusciti in passato

che

suoi

effetti

pur debbono
al

pi manifesti
secondo
s'

che
veduto

non sembrino
gi

presente.

La

critica

invero,

nella storia generale

della filologia [cfr. 7],

ebbe origine in Grecia, come necessaria


(1),

propedeutica all'interpretazione degli scrittori


tici

dai bisogni prafilo-

dell'insegnamento.

Nondimeno

allargatasi

l'erudizione

logica,

come ogni

altro genere d'erudizione, a propria e universal

forma della
testi

coltura nell'epoca alessandrina,

anche la critica dei


si

e con essa

intimamente unita l'interpretazione


certi
il

vennero
e

disciplinando
stabili,

procedimenti,

certi

indirizzi

norme

che furono

fondamento tradizionale della critica e del-

l'ermeneutica per tutta l'antichit. Allor fu distinto dal pi umile


Ypa)i|LiaTi(JTr|(g,

ossia maestro di scuola,


il

il

proprio Ypci|iiMaTiK<;, o
era
l'inter-

filologo in senso largo,

cui

ufficio

principalmente

pretazione e la critica in genere degli scrittori, ne per altro fine se

non per questo


matica

si

richiedeva nel grammatico lo studio della gram-

stessa, delle antichit, della storia e di

qualche altra

disi

sciplina. S'oda

infatti

la

definizione
si

della

grammatica qual

legge nel trattato pi antico che


nella

conosca

della materia, ossia


rpa)Li|LiaTiKr|

rpamnaTiKr)
ib^ tri

txvri

di

Dionigi

Trace:

axi

)Li7reipia

t ttoX tujv nap

iTOiriTaT<;

le Ka (TuTTPCtcpeOm

\eTO|iivuJv.

Dionigi stesso divide tutta la grammatica in sei

parti,

che abbracciano nel loro insieme ogni singolo ufficio del

grammatico;

ma

di esse

ben

tre

rientrano nelle appartenenze delrovc,

l'ermeneutica, ossia

rHr|Yr|(Ti(;

Kax

vuTTdpxovxa?

ttoititi-

Ko)? TpTTou?, ch' la seconda, la TXiuaadiv re Ka latopiaiv


Keipo<;

irp-

uodK;, ch' la terza, e infine la KpiaK; TToiTnaaTouv, ch'


tutte.

l'ultima, pi elevata e complessa di


uffici del

S'aggiunga a questi
jJipoq,

grammatico ancora

il

iop9u)TiKv

che a punto

consiste nella recensione dei testi (v' aggiunto infatti negli scoli

a Dionigi)
QoiNT.,

(2),

si

avranno nettamente designate tra

le

compe-

(1)

I, 4,

2 Enarrationera praecedit emendata lectio

(2)

Bekker, Anecd., 736

della critica: questa da

150

con
le

[ 44]

tenze essenziali dei grammatici tutte le parti dell'ermeneutica e

un

lato,

biopGuuaei^ ed Kcrei(;
l'esegesi
e

delle opere degli scrittori,

da

l'altro

quella con

gramiittg-

maticale e l'illustrazione storica, con gli (JKXia


ILivrmaia, con le iropiai, gli lr]TY\iiaTa,
i

con gli

irpopXriiaaTa, con la criil

tica estetica finalmente, che vagliando e fermando


eTKeKpijLivoi s'accosta gi ai

canone degli

domini della storia

letteraria.

Cos

si

sviluppano la critica e l'ermeneutica largamente nel pe-

riodo Alessandrino, e seguitano nel successivo periodo trasmettendosi tali e quali erano in Grecia alla filologia romana.

Anche qui

occorre la

medesima
il

distinzion di grado

e di considerazione tra il

Utterator e

litteratus (almeno nei primi tempi) che in Grecia


il

abbiara veduto essere stata tra

TpaMMaTiCiri? e

il Ypa|LiiLiaTiK(;

anche qui lo stesso concetto della grammatica, la stessa partizione,


gli stessi uffici, e a quella dello scoliasta di

Dionigi corrisponde

presso

che

letteralmente

la

designazione

delle attribuzioni del


officia

grammatico data da Varrone:

Grammaticae

Constant in

partibus quattuor, lectione enarratione emendatione


L'ordine un po' diverso,

et iudicio (1).

ma

la sostanza torna

ad un medesimo:
e
la critica

con Venarratio e
estetica, e con

il

iudicium s'hanno F ermeneutica

Vemendatio

la restituzione critica dei testi, ossia la

propria critica filologica, che s'esercitava in tre

modi

o funzioni

essenzialmente, V emendare propriamente detto, ossia correzion degli


errori penetrati nei testi

per incuria dei copisti,

il

distinguere,

ch' l'interpunzione, e Vadnotare, che consisteva


di certi segni o notae critiche convenzionali.
Il

nell'apposizione

famoso aneddoto
e

parigino primamente pubblicato dal Bergk


recchi altri, ne
registra

(2),

dopo lui da paasteriscus

ventuno (obelus,

asteriscus,

cum

cielo,

simplex ductus, diple, diple periestigmene, antisigma,

antisigma

cum puncto,

coronis,

diple

ohelismene,

averse

ohelis-

mene, ceraunion, ohelus adpunctus, obelus

cum

aversa, diple su-

(1) (2)

In DiOM., 426 K.

Ztschr.

f.

Alterihumswiss., 1845,

p. 85

[= Opusc,

I,

580].

[ 44]

et aversa

151

et rho, fi et le

perne obelata, recta


ro,

superne obelatae, chi

ancora superior, ancora inferior, alogus), soggiungendovi

relative spiegazioni.

N
altri

questi erano

soli in

uso presso

filologi
altri

romani, poich pi
ancora son

ne conosceva ad esempio Svetonio, e


detto

menzionati nel cos


tutti

Anecdotum Cavense

(1),

bench
il

non

spettanti

esclusivamente

aVemendatio, come

lemniscus in acutis, Vasteriscus

in sententiis, Voraeon in in-

vincibilibus e vai dicendo.

La
i

critica dei testi anzi acquist cos


ci

grande importanza presso

Romani, che

furono probabilmente

grammatici

quali non s'occuparono d'altra parte che di questa,


fatto

come taluno crede abbia


rito (2)
:

ad esempio Valerio Probo

di

Be-

di altri in ogni
di
certi

modo

son celebri gli studi critici intorno


nel sec.

al testo

autori,

come gi

VII

di

R. quelli di
si

Elio Stilone e Varrone intorno a Plauto.


diffuse

presso alla critica

anche

pii

largamente l'interpretazione degli

scrittori (pa-

recchie delle notae test citate servivano in particolar


uffici),

modo

a'

suoi

de' cui procedimenti, de' cui

metodi e forme, non soggia-

ciuti,

sembra, a nessuna alterazione considerevole per opera delle


s' fatta

due opposte scuole grammaticali onde


copiose traccio
ci
si

menzione altrove,

son conservate, bench frammiste


e assai

sempre a

interpolazioni di varia natura

disordinate

per posteriori
secoli
i

rifacimenti, nei

commenti

superstiti di pi

grammatici dei

imperiali.

in taluno di somiglianti

commenti anche appaiono


che,

primi saggi di quell'interpretazione


in Grecia per
legorici del

filosofica,

esercitata gi
al-

Omero, scapestr poi bizzarramente nei sistemi


evo.

medio

Tal' stata, ne' suoi pi essenziali caratteri, la produzione


tica ed

cri-

ermeneutica dell'antichit
rispetto al

stessa.

Giova nullameno avvertire,

che,

almen

modo

nostro di vedere, fu la seconda per

quantit e qualit assai pi considerevole della prima, la quale


si

restrinse,

siccome abbiamo veduto, sostanzialmente a un eser-

c)

(2)

Vedi A. Rbifpbrscheid n Rh. Mus. XXIII, 127. Cfr. SvET., Gr., 24, e Steup, De Probis gramm., Iena
,

1871, p. 34 sgg.


metodici e teoretici, che sono
filologica.

152

[ 44-45]

cizio pratico di correzione dei testi, senza


il

nessuno di quei principi


critica

fondamento della moderna

AJ Per

la bibliografa v.

5, 8 4/J e 9 AJ.
.

S'aggiungano:
[1833],

Cobet,

De

auctoritate et usu grammatic. veti, in Commetti philolog. tres, Amsterd.

1853;

*K. Lehes,

De

Aristarchi
critica

studiis
veti,

Homer.
II.

Leipzig 1882^;
scaenicis adhih.,
coli. disp.

H. ScHBADEK, De notai,

gramm.

in poetis

Bonn
ed.,

1868;

Id.,

Porphyrii Quaesi. Homer. ad

pertinent. rell.

Leipz. 1880-82; *A. Ludwich, Aristarchs homer. Textlcritik nach


d.

den
2;

Fragm.

Didymos darg.
639

u. beurth. nebst Beiir., Leipz.

1884-85, voli.
d.

A. RoMER, Ueh. die Homerrecens. des Zenod. in Abhandl.

hayr. Akad.,
[I.

XVII

[1886],
I^,

sgg.; Fr. Blass, Gesch. d.

Handb.,

149

sgg.].

Hermen. und Krit.


i

Mller,

*A. Giri, Del

tradurre presso

Latini,

Mi-

lano 1889.

B)
ecc.,

Edizioni,
V.

critica, letteratura

dei

singoli

commentatori,

scoliasti,

49 F) e

h2F).

45.

N, a tacere

dell'operosit

puramente compendiatrice dei

bizantini, e lasciando anche quella del medio evo latino, la quale pu

aver solo qualche importanza per correzioni di manoscritti, per glosse

marginali ed interlineari, in quanto rappresenta fonti antiche (1);


ne, diciamo,
i

principi metodici e teoretici di critica sopra accennati


inizi

appaion pur su gli

del

periodo

del

nostro

Kinascimento.

Certo l'attivit degli umanisti stata grande, straordinaria addirittura,


scrittori

quanto alla ricerca

allo

scoprimento

dell'opere

degli

Greci e Eomani, e parecchie anche sono, le quali escluallora,


;

sivamente possediamo nelle trascrizioni che se ne fecero

essendo andate perdute le copie pi antiche lor servite di fonte

ma

dove

si

consideri pi particolarmente

il

modo che
e

primi
ri-

umanisti

tennero

nelle riproduzioni manoscritte,

poi nelle

Qualche indizio d'uaa propria critica filologica, non d'amanuensi o di grammatici sembra le pi recenti investigazioni su la trasmissione e la storia dei codici conducano a rintracciarlo pur nel Medio evo, e qualche nome cui in certo modo competa la designazione di filologo anche s' potuto fermare come quelli di Paolo Co(1)

soltanto,

stantinopolitano, di

Lupo

di Ferrires, e

talun altro.

[ 45]

si

153

indizi
si

produzioni a stampa, non

tarder a scorgere che non vi s'ind'

contrano se non assai scarsi e manchevoli


teoria metodica di critica filologica,
e

una propria

tutto

riduce al lavoro

immediato

di correzione passo per passo,

punto per punto, parola

per parola, esercitato gi largamente dagli antichi, e non pur ve-

nuto meno affatto nel medio evo.


il

Il

che non toglie tuttavia che

lavoro stesso di correzione e d'emendazione divinatrice non

sia riuscito a volte fecondo di risultati assai benefici per la resti-

tuzione di certi testi: e pur oggi nell'apparato critico


scrittori latini si

di

molti

ammettono non senza autorit

e peso le varianti

congetturali degli Italia ci dire di qualche umanista italiano del


secolo

XV. L'ermeneutica

poi, nel periodo umanistico, si svilupp


critica, e

anche

men largamente

che la

principalmente ebbe quel

carattere, che la tendenza generale del tempo, gi avvertita nella


storia della filologia [v. 12], contribuiva

naturalmente ad im-

primerle: prodotto e tipo considerevolissimo del genere le Miscel-

lanee di Angelo Poliziano [Firenze 1489J.

Maggiori
eziandio, a
il

sono

progressi

della

critica,

dell'ermeneutica

muovere dal secolo XVI. Qui

invero, cresciuto anche

numero

dei manoscritti noti, s'incominciano


le differenze di lezione tra gli
si

a rilevare pi sealtri, e

veramente

uni e gli

pur
pi
fer-

l'opera di correzione

fa

piti

determinata, pi

razionale,
si

metodica in una parola; mentre accanto alla pratica gi

mano

primi canoni della teorica,


di
critica

e si vien

delineando una dot-

trina sistematica

filologica,

anzitutto

adombrata da
corrigendi

Francesco Robertello nel libro

De

arte

seu

ratione

antiquorum
Scioppio nel

libros [1557], e pi

compiutamente poi da Gaspare

De

arte critica et praecipue altera eius parte emen-

datrice [1597]. Sul principio del secolo

XVII una De

arte critica

diatribe [1619] compone Giuseppe Giusto Scaligero, e


in

un

po'

pi

qua Enrico Valesio

tratta in

due

libri

distinti

la storia e, parzialmente, la teoria della critica.

De Ma
,

arte critica
il

prodotto

pi insigne di questo genere nel periodo francese

verso la fine

del secolo XVII, annunzio gi della sopravveniente fioritura angle-

olandese,

154
di

[ 45]

VArs

critica

[1697]

Giovanni Clerico, in qua ad

studia linguarum Latinae, Graecae et Hehraicae^ via munitur, ve-

terumque emendandorum, ispuriorum scriptorum a genuinis digno-

scendorum
titolo,

et iudicandi

de eorum

libris

ratio

traditur.

Il

sotto

che abbiam recato per disteso, mostra chiaramente per s


il

quale sia

fine

dell'opera,

quale la sua

comprensione,

che

accenna gi, come ognun vede, a tutte


critica filologica.

le parti e funzioni dell'odierna

Alla quale anche pi risolutamente s'accosta, e

taluni principi non pur ne sono venuti

meno

in tutto, la critica

del successivo periodo anglo-olandese, fecondo di risultamenti nella

pratica non

meno

di quello sia stato nella teoria,

che ampliata,
ciascuna sua

rafforzata, perfezionata in ciascun suo

elemento

e in

competenza, fu la base dello svolgimento storico e scientifico della


critica filologica nel secolo nostro presente.

Quanto all'ermeneutica propriamente, chi avverta

ch'ella

per

natura e necessit sua, congiunta con l'illustrazione storica degli


scrittori, e dalla

maggiore o minore larghezza


o

di

questa

anche
gli

procede la sua maggiore


effetti

minore profondit

ed esattezza,
il

furono un po' diversi nei due periodi precedenti

nostro,

maggiore vantaggio ricav essa in fondo dall'erudizione enciclodal


criticismo
filosofico

pedica francese, che non abbia ricavato


del periodo anglo-olandese. Il

che tanto vero, che non piccola che quotidianamente


delle
si

parte del materiale esegetico

raccoglie e

s'accumula

nell'apparato

interpretativo

edizioni

moderne,

direttamente o indirettamente molte volte risale ai commenti eruditi


del secolo

XVII,

ossia del periodo francese.

Nondimeno anche

qui,

come

nell'altre discipline scientifiche tutte,

l'indirizzo storico ga-

gliardamente sviluppatosi nel secolo nostro

ha rimutato

e rifuso

da capo a fondo

l'edifizio dell'ermeneutica,

determinandovi nuove

tendenze, nuovi obbiettivi, nuove pi

complesse e pi complete
parte, uffizio e forma.
Il

appartenenze, perfezionandolo per ogni

qual rinnovamento ha

contribuito naturalmente non poco a slari

gare e nel tempo stesso a pi nettamente fermare


dottrina
teoretica
cos

confini della

ermeneutica come

critica,

rappresentata

[ 45]

155

qua appresso nell'appa-

dalle varie trattazioni che sono registrate

rato bibliografico

capitalissime fra tutte, pur per pregi alquanto

diversi, quelle dello

Schleiermacher [1829 sgg.]

di

Augusto

Boeckh.

A) Per

la storia della critica e dell'erraeneutica dal

medio evo

in poi

V. la storia

della filologia

5 e 11 A), 12 A), 13 A), 14 A), 15 A).

B) Fk, Robortellus, De
1557 e in Gbutee, Lampas,
praecipue de
LiGER,
alt.

arte
li,

seu

ratione corrig. antiq. lihros,

Padova
I.

14 sgg.; C. Scioppitjs,

De

arte

critica et

eius parte emend.,


diatr., Leid.

Nmberg
1619;
crit.,
I.

1597 e Leid. 1778;


Clericds,

Sca-

De

arte

critica
voli.
crit-

De

arte
3;

critica,

Amsterd. 1697,
LESiDS,

2 e in Epist.
II.

Amsterd." 1730,

voli.

H. Va-

De
I.

1745;

II in Emendat. II. V ed. P. Burmann, Amsterd. Heumann, Comment. de arte crit., Niimberg e Altorf 1747.
arte

C)

I.

AsT, Grundlin. d.

Gramm. Hermen.
crit.

u. Krit.,

Landshut 1808;

P.

I.

Elvenich, Adumhr. legum artis


deor.,
11.

verh.

cutn exercitat. in Cic. de nat.


et criticae s.

I-II,

Bonn

1821; Chr. D. Beck, Observat. histor.

de

prohabilit. crit. exeget. histor., I-VI, Leipz. 1821-26; E.

van Wassekberghe,
crit.

Dissert. philol. crit. de transpos. in Friedemann e

Seebode, Misceli,

Schleiermacher, Ueb. den Begriff der Hermen. mit Bezug auf F. A. Wolf's Andeut. u. Ast's Lehrh. e Ueh. Begriff
p. 141

[Hildesheim 1822],

sgg.; *I.

u. Eintheil.
u.

der philol. Krit. in Werke,

p<'

3%

voi. Ili, p.
ibid.,

344 sgg.;
1,

In., Hermen. Id.,

Krit. mit hes. Bezieh. auf das Neue Test.,

VII;

Ueb. die

verschied.
officio

Methoden des TJbersetz. ibid., 3, II, 207 sgg-; *G. Hermann, De interpr. in Opusc, VII, 97 sgg.; Id., Anleit. ziir Krit. mitgetheilt in

Beri, philol. Wochenschr., IV, 1268 sgg.; L. Dissen,

De

rat. poet.

carminum
I

Pindaric.

et

de interpret. genere in

iis adhib., nell'ed. di

Pindaro,

[Gotha*

1843], p. I sgg.; C. Schaefer,

Ueb. die Aufgabe d. Uebersetzens, Erlangen,


;

1839; H. Sadppe, Epist.

crit.

ad G. Hermannum, Lips. 1841

C E. Schneideb^
natura
u-

De

interpr. natura et notione, Breslau 1843; Td.,

De

artis criticae
d. griech.
I.

et notione,

Bresl. 1846; G.

W. Nitzsch,
in
ein-

Anf.
XII,

ein.
1

Hermen.
sgg.

rom.

Schrifsteli, in
E. Egger,

Beispielen

Philol.,

[incomp.j;

H. Chr.

ScHUBART, Bruchstilcke zu

Methodol. der diplomat. Krit., Cassel 1855;

d'Hom. in Mm. de littr. anc, Paris 1862; I. N. Madvig, Artis coniecturalis adumbratio in Advers. crit., I, 8 sgg.; I. C. VoLLGRAF, Studia polacogr., Lugd. Bat. 1870 H. Steinthal, Ueb. d. Arten und Formen der Interpret. in Verhandl. der 32. Philol.-Vers. [Leipz. 1878],
traduct.
;

Des

p.

25 sgg.; E. TouRNiER, Exerc critiques in Biblioth. des haut.

et.,

X; F.

Heimsoeth,
crit.

De

necess- in re critica vigilantia,

Bonn 1870;

Id.,

Comment.

de vitiorum in codd. gener.,

Bonn 1871;

*F. Bucheler, Philol. Kritik,

Rede,

Bonn

1878; *H. Hagen, Gradus ad criticen, Leipz. 1879; *F. Blass,


Hermen.
u. Krit.
[I.

156

sgg.]; L.

[ 45]

Mllee, Handb., P, pp. 147

Valmaggi, NeO'

filologi? Prolus.,

Verona 1891

[E. dalla Bibl. delle se. ital., Ili];

M. Bonnet,

La

philol. class. [Paris 1892], p.


d-

185 sgg. S'aggiungano le opp. del Boeckh


ecc.),

(Ueh.

Krit. d. pindar. Ged. ed Encykl. u. Methodol.


4,

del Bernhardy,

del CoBET, registrate nel

B).

D) Miscellanee
E) Edizioni

critiche ed ermeneutiche

v.

Appendice
F).

I.

e traduzioni: v.

46 E); 49 F); 52

[ 46]

157

CAPO

V.

STORIA LETTERARIA

46.

746 sgg.

metodo

A) Enciclopedia: Fkeund II, 84 sgg. e 277 sgg. Boeckb Sul Reinach F, 166 sgg., II, 278 sg. Hbner^ 161 sgg. le appartenenze della storia letteraria v. Benloew, Esprit des
;

littratures, Paris

1870;

Ribbeck,

Aufgaben

u. Ziele einer antiken

Litte-

raturgeschichte, Leipzig 1887;

M. Bonnet, La

philologie

classique, Paris

1892, p. 166 sgg.

B) Storie generali
graphia
siks,
et

delle

classica, the lives

London

1740-77, voli.

due letterature classiche: E. Habwood, Bioand characteres of the greeh and roman clas2; I. G. Hauptmann, Notitia auctorum vett. Graec.
u.

Latin. Gerae 1778; Che. Meinees, Gesch. des Ursprunges, Fortganges

Verfalles d.

Wissenschaften in Griech.

und Rom, Lemgo 1781-82 [incomp.]


;

(trad. frane, di G.
teris et auctoribus

Gr. atque Lat.,

Laveaux, Paris 1798); C. C. Beck, Commentarii de litI, Lipsiae 1789 I. G. Herder, An-

sichten d. class- Alterthums, Leipz. 1805, voli. 2; A. C. F.


d. Litter. d.

Mohnike, Gesch.
Fr. v.

Griechen
d.

u.

Romer,
u.

I,

Greifswald
Litteratur
u.

1813

[incomp.];

Schlegel, Gesch.

alten
d.

neuen
u.

[1815],

Wien' 1822; A.

Matthiae, Grundriss

Gesch. d. griech.
d. griech.

rom. Litter. [1815], lena^ 1834;

F. Passow, Grundzuge

rom. Litteraturgesch. [1816], Berlin^ 1829; H. Weytingh, Historia Graec. et Rom. literaria [1822], ed. II Delphis 1825; Fb. Fickee, Litteraturgesch. d. Griech. u. Romer, Wien 1835;
F. Osann,

Beitrge zur gr. u. rom. Litteraturgesch.,

Darmst.

1835

Giessen 1839,
voli- 2; P.
v.

158

4t3]

H. Tregdee, Handb.
I.

d. gr. u. r'm. Litteraturgesch.

nach dem Dnischen

Hofpa, Marburg 1847


u.

M. Carriere, Hellas
[1866],

u.

Bom

in Religion u.
I.

Weisheit, Dichtung

Kunst

Leipzig^ 1877,

Maehly, Geschichte der antiken Litteratur, Leipzig 1880, voli. 2; Manual of class. Uterature, Chicago 1880; A. De Gubernatis, Storia universale della letteratura, Milano 1883-85, voi. I-IlIW. S. Tedffel, Studien und Charakteristiken zur griech. u. rom. sowie zur deutsch. Litteruturgesch. [1871], Leipzig^ 1889; 1d., Neuere Werhe Uh. gr. u. rom.
voli. 3;

C. Morris,

Litteraturgesch. in Jahrbb.

f.

Philol. 1873, 617 sgg.; Id., Krit. exeg.

Nachtrdge

zu den Stud.

u.

Charakt., Tiibingen 1879.

C) Storie e studi parziali sulla letteratura greca e romana: a) Retorica: R.

VoLKMANN, Die Rhet.

d.

Gr.

u.

Rom.
Paris

[I.

Mller.

Handb.,

II*,
;

pp. 637-76],

Mnchen 1890

(con

l'apparato
hist.,

bibliografico

anteriore)

A. E. Chaignet,

La

rthor. et san

1888.

P)

Storiografia:

A. NisARD,
A.

Dh

caract. nation. des histor. anc. in LHnstr. pubi-, 1877,


St.

Dee;
1884.

De
Y)

Gubernatis,

della

st.

[St.

univ.

della
v.

letter.],

Milano

Letteratura umoristica e caricatura: E.

Leutsch,

Zur

Gesch. d.

Schauspielkunst in Phil.

XXXVII, 342

sgg.; *G. Fraccaroli,

Per

gli umoristi

dell'antichit, Verona 1885; 0. Picon, Apuntes para la hist. de la caricat., Madrid 1879; *Fl6gel, Gesch. d. Grotesk-Komischen bearb. v. Fr. W. Ebe-

LiNG,

I,

Leipz. 1886.

6) Scrittori,

libri e libraria:

Th. Birt, Ub. den


Philol.
Id.

Begriff des Buches

bei

den Alien in Versamml.


f-

dtsch.

in

Trier,

pp. 91-100, e in Ztschr.

Gymnasialw.,

XXXIV,

72 sgg.;

Das

antike

zur Liter., Berlin 1882; H. Landwehr, Stud. Die Buchterminol. in Arch. f. lat. Lex. VI, 219 sgg. e 419 sgg.; B. Hirzel, Zur Bedeut. von liber in Rh. Mus. XLI, 153 sgg.; H. GoLL, Die Weisen u. Gelehrten d. Alterth., Leipz. 1876; E. Bricon, La e) Varia: P. Hartlich, profess. d'homme de lettres chez les anc, Paris 1889. De exhortationum a Graecis Romanisque script, hist. et indole, in Leipz.

Buchwesen in

sein. Verhltn.

ab. das antike Buchtvesen.

Stud. XI, 207-336; E. Boyer, Les consolations chez les Grecs

et les

Rom.,

Montauban
quas 52

1887

H.
Gr.
ilb.

Schlottmann
et

Ars

dialogorum componendorum
J.

vicissitud.
d.

ap.

Rom.

subierit,

Rostock 1889;

Lehrplan
E).

Alten

die

Dichtkunst,

Leipz.^ 1877.

v.

A. Hartung,

Cfr.

49 E)

D)
52

Edizioni, critica, letteratura dei singoli autori,


F).

sotto 49 P)

und lateinische Graecorum et Romanorum Teubneriana, Lipsia, Teubner; Bibliotheca scriptorum Graecorum et Romanorum, edita cur. C- Schenkl, Praga, Tempsky, poi Bibl. script, Graec. et Rom., Vienna e Praga, Tempsky, e Lipsia, Freytag; Text-Ausgaben grieehischer und lateinischer Schriftsteller, Berlino, Weidmajin (serie

E) Collezioni

di edizioni: 1) Col solo testo: Griechische

Classiker, Lipsia, Tauchniz; *BibUotheca scriptorum

[ 46]

159

Collezione di classici greci diretta


;

corrispondente con comm.,


dai proff. G. Vitelli

cfr. 3), y));

P. Gavazza, Firenze, Sansoni

Bihliotheca scriptorum
et

Graecorum

et

lano, Hoepli.

Bomanorum
2)

Hoepliana, cur. V. Inama


:

F. Ramokino, Mi-

Testo e traduzione francese

Bihliotheca scriptorum

Graecorum Graece Latine, Parigi, A. F. Didot [1840-90, voli. 67 e 2 atl.]. 3) Con commenti: a) Italiane: Auctores latini, impr. I. Bomba, ex ree. SchUtz, Oherlin, Kulmke ecc., Torino, Pomba [1824-36, voli. 108];

Biblioteca degli scrittori

latini, testo

latino

colla

traduz-

ital.

a fronte

annotaz., Venezia, Antonelli [1835-50, voli. 43]


latini

(1);

Biblioteca dei classici

per uso

delle scuole, Prato,

Alberghetti

Biblioteca scolastica di scrit-

tori latini con note, Torino,

Paravia (serie corrispondente, col puro testo;


Raccolta di autori latini

entrambe per

lo

pi senza valore); Biblioteca scolastica di scrittori greci,

Torino, Paravia (parte con note, parte senza);

e Raccolta di autori greci, con note italiane. Verona, Tedeschi (serie cor-

rispondente di puro testo);


italiane, Torino,

* Collezione di classici greci e latini con note

Loescher; Raccolta di scrittori classici con note italiane,


Raccolta di classici greci
e latini

Milano, Briola;
scuole, Firenze,
voli,

comment.

2^er

uso delle

succ Le Monnier (comprende alcune edizioni ragguardemassime tra le greche, pur senza essere ordinata in vera e propria

collezione sistematica).

3)

Francesi: Bihliotheca classica Latina, sive collectio


et

auctorum classicorum Latinorum cum notis


[1819-1832,
voli.

indicibus, Parigi,

N.E. Lemaire

142, pi uno

d'Appendice];

Classiques latins, Parigi,

Hachette (collezione annotata in-16 piccolo); *Collection d'ditions savantes


des principaux classiques latins
les
et

grecs- Textes publies d'aprs les

travaux

plus rcents de la philologie, Hachette.


et

avec des commentaires critiques et expliy)

catifs ecc., Parigi,

Tedesche: Bihliotheca Graeca virorum

doctorum opera recognita


rantibus Fr. Jacobs
et

commentariis in usum scholarum instructa cu-

V. Chr. Fr. Rost, Gotha; *Schulausgahen griechischer

und

Anmerkungen, Lipsia, Teubner; *Sammlung griechischer und lateinischer Schriftsteller mit deutschen Anmerkmigen, hgg. v. M. Haupt u- H. Sauppe, Berlino, Weidmann
lateinischer Klassiker mit deutschen erklrenden
(serie corrispondente col

puro

testo, v. sopra,

1));

Bihliotheca Gothana,

Sammlung von Schulausgaben der


glesi: *Macmillan's,

alten Klassiker, Gotha, Perthes.

h) In-

Classical

series,

Londra, Macmillan
script.
3,

(serie

minore,

con note, e serie maggiore


le collezioni speciali
v.

in-8"',

con introduzioni e commenti).


Graec.
et

Per

Engelmann-Preuss, Bibl.

Latin.

[ 19 D), p. 42] e la Bibl. philol. class. [ 20 A),

p. 59].

F) Traduzioni
I.

a) Italiane

Traduttori italiani, o sia notizia de' volgae gr.

rizzamenti d'antichi scrittori

lat.

che

sono

in

luce,

Venezia 1720
che

M. Paitoni, Biblioteca

degli

aut. gr. e lat. volgarizzati,

abbraccia

(1)

Una

ristampa dei volumi esauriti di questa collezione fu annunziata dalla casa


di Torino.

editrice

Paravia


la notizia delle

160

voli. 5; F.

[ 46-47J

loro

edizioni,

Venezia 1766-67,
sec.

Aegelati, Bid'autori

blioteca degli volgarizzatori, o sia notizia

dell'opere

volgarizzate
coll'addiz. e

che scrissero in

lingue

morte prima del


5;

XV,

correz. di
e delle ita-

A. T. Villa, Milano 1767, voli.


liane versioni delle loro opp.,

Federici, Degli scritt. greci

Padova 1828. Manca una

bibliografia siste-

matica delle traduzioni del sec


blicatevi (p.
italiana
es.

XIX

pur

la pi parte di quelle pube


lat.

nella Biblioteca scelta di opp. gr.


Silvestri],

tradotte in lingua

[Milano

molte nella Biblioteca


classica

delle famiglie

[Mi-

lano
nella

Guigoni],
Biblioteca

nella
dell'

Biblioteca

economica [Milano Sonzogno],

Antonelli

[v.

sopra

che reimpressioni di veccMe traduzioni.


Classici
latini

E) 3) a)], ecc.) non sono Sono iniziate una raccolta di


[Firenze

novamente

tradotti

illustrati

Sansoni] e una

Collana di versioni dei classici greci


J.

e latini

[Torino Loescher].

P) Tedesche:
voli.

F.

Dechen,

Liti. d. deutschen

Uebers-d. Griechen, Altenh. 1191-98, voli. 2

(Nachtrag, Erlangen 1801);


d.
[

S. F.

W. Hoffmann,
u.

Bibliographisches Lexicon

gesammten Litter. d. Griech. Pkutz Zur Gesch. incomp. ]


;
,

Rom.,

P,

Leipzig

1838-45,

2
in

d.

deutschen
y)

Uebersetzungs-Litter.
:

Deutschl. Jahrb., 1840, pp. 57 sgg.


la trad. en

Francesi
Paris

J.

Bellanger, Hist. de

France

(aut.

grecs

et

lat.),

1892.

Cfr.

49

i^

e 52 F).

Fortleben

degli scrittori classici.

47.

Un

capitolo speciale della storia letteraria degli scrit-

tori antichi costituito

da

ci

che

tedeschi chiamano Fort-

leben

e noi

diremmo

la lor propria fortuna, considerata nelle

vicende varie, negli studi, nelle imitazioni, nelle tradizioni e leg-

gende anche, che

li

riguardano e

si

produssero, a cominciar dal-

l'antichit stessa, nel


ai d nostri,

medio

evo,

nel

rinascimento, e di poi fino

formando come
dello

l'essenzial

trama

di

uno tra
di tutte

pi

ragguardevoli elementi
terature
d'

sviluppo

artistico

le let-

Europa, della nostra

particolarissimamente, che
in

ap-

punto

si

suol

designare, bench non


classica .

tutto propriamente, col


fatto si con-

nome

di tradizione

Un
ad

capitolo cos

fonde in gran parte egli medesimo con la storia della filologia, e


l'apparato bibliografico suo viene
essere
in

sostanza

quello

[47]
stesso di quest'ultima (1):

-161pur v'hanno
inoltre

lavori e studi,

quali pi strettamente
speciale menzione.

si

riferiscono all'argomento, e vogliono qui

A) Per

la storia degli autori latini in genere nel


nel

medio evo D. Com.


:

PAKETTi, Virgilio

medio evo, Livorno

1872,

voi.

I,

capp.

VI-XII
1879;

passim; A. Hortis, Studi sulle opere


A. Graf,

latine del Boccaccio, Trieste

memorie e nelle immaginazioni del medio evo, Torino 1882-83, voi. II, capp. XV-XVIII; Manitius, Beitrdge zur Geschichte romischer Prosaiker im Mittelalter, in Philol. XLVII, 562 sgg.; XLVIII, 564 sgg.; Id., Beitrge zur Geschichte romischer Dichter im Mittelalter in Philol. XLVII, 710 sgg.; L, 354 sgg. - AA) Per la storia particolare: a) di Virgilio Michel, Quae vices, quaeque mutationes et Virgilium ipsum et eius carmina per mediam aetatem exceperint, Paris 1846 Du Mkil, De Virgile l'enchanteur in Mlanges archologiques et littraires, Paris 1850, pp. 425-78; Zappert, Virgil's Fortleben im Mittelalter, Wien 1851 [E. dai Denkschr. d- Wien. Ak. d- Wiss.]; Genthe, Leben und Fortleben des P. Virgilius Maro als Dichter und Zauberer, Leipz. 1857; Roth, Ueber den Zauberer Virgilius in Germania, IV, 257-298; Comparetti, op. cit. in A);
nelle
:

Roma

Graf, op.
et

cit. ib., II,

196-258;
II,

bj di Stazio

Jolt, Benoit de Sainte-More

le

Roman
dans

de Troie,

356 sgg.;
et

L. Constans,

La

legende

d'CEdipe

tudie
p.

l'antiquit,

au moyen ge

dans

les

temps modernes,V^r\s 1881,

132 sgg.; L. Valmaggi, Stazio nella tradizione classica latina


[E. dalla Riv. difilol. e dHstruz. class.,

Torino 1893

XXI];

e bassolatina,

e) di

Ovidio:

Bartsch, Albert von Halberstadt und Ovid im Mittelalter, Guedlimburg u.

Leipzig 1861; Graf, op.

cit., II,

296-315;
sgg.;

im

Mittelalter in Philol.

XXX,

236

d) di Lucrezio: Jessen, Lucrez di Sallustio, Plinio vecchio,


e)
il

Lucrezio, Marziale, Giovenale, Terenzio e Plauto: F. Gabotto, Appunti sulla

fortuna di alcuni autori romani nel Medio evo in Bibliot. delle scuole
196-198; 209-212; 233-235; 243-245; 260-264; 296-301;
E. CoRNELiDs,
versatus
sit

ital. Ili,

f) di

Tacito:

Quomodo Taeitus historiarum scriptor in hominum memoria usque ad renascentes literas saeculis XIV et XV, Marp. Catt.
in Philol.

1888; Manitius
citati in

XLVII, 564;

di altri

v.

gli

studi

sopra

A)

e le bibliografie speciali.

B) Per

gli

autori

greci
I,

nel

Medio evo
sgg.;
2);

latino:

Baldelli, Vita di
Graecis

G- Boccaccio, Firenze 1806,


studiis, 1 e II, Strals.

221

Cramer,

De

medii aevi

1848 e 1853 (progr.


[Firenze

Gidel, Nouvelles tudes sur


pp.

la
Il

littrature

grecque moderne, Paris

1878,

1-289

Voigt-Valbusa,
sgg. Cfr.

risorgim. delVantich. class. II


T).

1890], p. 102

11

B)

(1)

Vedi

11,

A).

Valmaggi.

C) Per
i

162

[ 47]

classici nel

l'antich. class., I [Firenze

Rinascimento: Voigt-Valbusa, Il risorgim. del1888], p. 234 sgg.; F. Ramorino, Contrib. alla


e

storia hihliogr. e crii, del Panorm.,

Gaspar. Barzizza su Quint.


latini in

Cic, Livorno 1886;

Palermo 1883; R. Sabbadini, Studi di Id., Guarino Veronese e


Tito Livio nel

gli archet. di Celso e Plauto, Livorno, 1886; Id., St. e crii, di alcuni testi

Mus.

ital.

di ant. class. lU, 320 sgg.; P. Baeoni,

Binasc, Pavia 1889.

[ 48J

163

1)

Storia della letteratura greca.

48.

Gli elementi sostanziali

di

ci

che noi chiamiamo


al-

storia della letteratura si trovano gi in

germe, la pi parte
fonti, le

meno, nell'antichit
i

classica, e le

prime

prime
ci

vestigia,

rudimenti primi d'una storia della letteratura greca

bisogna

cercarli nella Grecia stessa. Cos


tori,

abbiamo

le biografie degli scrit-

cominciate a compilare metodicamente nell'et alessandrina,


ai testi

rimaneggiate poi e accresciute nelle successive, premesse


degli autori, raggruppate in collezioni generali,

come

le

Vite dei

pi

illustri

filosofi

(TTepl

piuuv,

boYinTUJV xa

TT0cp9eT|LA(TUJV
i

Tujv v cpiXocroqpia ei0Ki)iric5'vTaiv) di Diogene Laerzio e


(JocpiCTaiv di Flavio Filostrato
;

Bici

repertori bibliografici (quali le


libri

famose Tavole

(irivaKe*;), in

120

sventuratamente

perduti,

di Callimaco, continuate ed illustrate

da Aristofane di Bisanzio),
biblioteche di
nel-

promosse

dall'

opera di

catalogazione delle grandi


la
critica
letteraria,

Alessandria e Pergamo;

comparsa gi

l'et prealessandrina, in Aristofane

per esempio, e in Platone, in

Aristotile, nei sofisti, nei

retori, piti

largamente

sviluppatasi, e

con norme e caratteri meglio


dei quali
si

determinati, ne' periodi successivi,


il

possono ricordare, a tacere d'altre traccio minori,


gli speciali
scrittori,

celebre

Canone Alessandrino,

trattati (lxvai)

ove

eran discusse le teorie di certi


d'Alicarnasso,
il

come

quelli di Dionigi

noto scritto

Bel sublime

{nepi uipou?), gi attri-

buito a Longino, e
della
gli

164

antica
in

[ 48]

critica

documento
dei

prezioso.

A
le

tutto ci s'aggiungano
raccolte di scoli e
i

studi
i

genere

grammatici,
all'

commenti,

sommari preposti

opere dei

poeti, gli ZriTriiiaTa e 7rpop\r||LiaTa vari, le notizie sincrone degli


scrittori,

massime
romani

de' cronisti, e

giudizi

documenti

degli

scrittori

ricordati piti

avanti [ 51]; poi le compilazioni

enciclopediche dei neo-sofisti, quali la TToikiXti laiopia di Eliano,


i

AeiTTvocrotpicyTai di Ateneo, e

anche

lo scritto TToi? eT

laiopiav

auTTPaqpeiv di Luciano, ed altre opere somiglianti.

La tendenza

enciclopedica, e con essa

il

moltiplicarsi di epitofa vie

matori e compendiatori, che n' un

effetto inevitabile, si

pi manifesta nell'epoca bizantina e medievale, pur affievolendovisi


assai

meno

lo spirito

della

schietta

tradizione classica che non


Il

accadde nel medio evo occidentale e latino.


trano tuttavia eruditi e raccoglitori,
1'

perch vi s'inconquali riesce di


della storia

opera dei

qualche valore anche per la ricostruzione

scientifica

della letteratura greca antica. Tali sono (a tacere degli altri

gramnella
[se-

matici, commentatori,

compendiatori

vari

gi menzionati

storia della filologia), principalissimamente Stobeo

Macedone
passi

colo VI], compilatore antichi;

di florilegi di

di

sentenze e

dei poeti
di

Fozio, patriarca

Costantinopoli

[secolo IX],

cui

abbiamo, oltre la AHeiuv auvaYujYri, la


scrizione
di

famosa
estratti

Bip\io0r|Kr|, de-

ducentottanta

opere

con

ragionamenti;
importantis-

Snida [vissuto intorno

al 1000], ignoto autore

d'un

simo Lessico
tribuisce

di notizie letterarie; Esichio Milesio, al quale s'at-

un

repertorio biografico, e la pseudo-Eudossia, presunta

compendiatrice del
rico-mitologico.

Violarium

(*lujvi),

specie di

dizionario sto-

A) Sulla
appresso,
v.

storia della letteratura

greca nell'antichit, oltre le

opere

registrate nella Storia della filologia e le storie letterarie menzionate


:

qua

qua ratione iam Oraeci ad litterarum historiam condendam elaboraverint, Beri. 1845; Uppenkamp, Principia disput. de origine conscribendae historiae litterarum ap. Graecos, Mnster 1847
E. Kopke, Quid
et

E.

RoHDE

in Eh.

Mus. XXXIII, 161

sgg.;

XXXIV,

620.

Le

biografie

[ 48-49]

_
furon raccolte
Fb. Rittee,
(v.

165

Vitarum scriptores
re-

antiche

dal Westebmann, BioYpdqpoi,

Graeci minores, Brauns. 1845


stituta
ed.

anche Didymi Opuscula auctori suo


quelle
di

Colon.

1845);

Diogene Laerzio
genere
v.

dal-

l'HuEBNEB (Lipsiae 1828-31) e dal Cobet (Paris 1850), di Flavio Filostrato


dal

Westebmann

(Paris 1849);

sui

biografi

in

E. Maass,

De

hiographis Graecis quaestiones selectae [Philol.

Untersuch.
I,

Ili],

Beri. 1880.

Sulla pinacografia: M. H. E. Meieb, Opusc. academ.


Philol.,

87 sgg.;

Waohs[Leipzig

MUTH in

XVI, 653
1861, p.

sgg.;

D. Volkmann,

De Suidae

hiographicis
II

quaestiones,

Bonn

29

sg.;

0. Schneidee, CalUmachea

Mus. XXIV, 190; E. Egqeb, Callitnaque considr comma hihliographe in Ann. des et. grecq. X, 70 sgg.
1873], p. 297 sgg.; Nietzsche

in Rh.

Sulla critica letteraria: A. Ruge, Die Fiat. Aesthetik, Halle 1832; E.


LEB, Gesch. der Theorie der

Mlde
la

Kunst

bei

den Alien, Breslau 1834,

I,

27 sgg.;

E. Eggeb, Essai sur Vhistoire de la


Pot. d'Arisi., Paris' 1886; G. Setti,

critique chez les Grecs,

suivi

La

critica letteraria in Aristof.,

Pisa

1877.

Sul canone Alessandrino: G. Steffen,


Arisi.,

De Canone
bibliografie

qui die. Ari-

stoph. et

Lipsiae 1876;

0. Hampe,

Ueber
v. le

den sogenn. Kan. der


speciali ci-

Alex., lauer 1877.

Per

singoli

autori

tate nel 49 F).

B) Sul periodo bizantino e medievale in genere


lologia.

v.

la Storia della

fi-

Edd. di Stobeo:

Ioannis Stohaei anthologii libri duo priores


et eth. ree. C.

qui inscribi seleni ed. phys.


di Fozio: Ph. Bibliotheca
di

Wachsmuth, Berol. 1884


1 705;

(voli. 2);
2);

ex ree.
ed. L.

Imm. Bekkebi, Berol. 1824-25 (voli.

Snida

Suidae Lex. corr.


ree.

Kusteeus, Cambridge

S.

L. ad
et

codd.

mss.
ree.

Th. Gaisfobd,

Oxford

1834

(voli.
2);

3);

*iS^.

L. Graece
I.

Latine

G. Beenhabdy, Halle 1834-53 (voli.

*S. L. ex ree.
ed.
I.

Bek-

keri, Berol. 1854; di Esichio Milesio:

H. M. Opusc. duo
hist.

C. Oeelli,

Leipz. 1820, e in

C. Mlleb,
lib.

Fragm.
ree.
I.

Graec., IV, 155

sgg.;

H. M.

qui fertur de viris illustr.


tologi

Flach, Leipzig 1880; H. M. Onoma-

ed. I. Flach, acc. appendix pseudo-Hesych., Leipzig Biographi graeci qui ab H. pendent dello stesso, Berol. 1883); della pseudo-Eudossia Eudociae Augustae Violarium ed. A. De ViLLoisoN [Aneed. Graeca, I], Venezia 1781; *Eud. Aug. Viol. ree. I. Flach,

quae supersunt

1882

(v.

anche

Leipzig 1880. Per gli studi sui singoli autori


le bibliografe speciali alle

v.

I'Hubnek', p. 30 sgg. e
F).

quali

si

rimanda nel 49

49.

Con

la caduta

di

Costantinopoli

[1453], gli ultimi


in

rappresentanti dell'erudizione bizantina


eredit letteraria della

trasportano

Ita^a la

non mai
si

interrotta tradizione

ellenica, e

quivi l'opera loro s'intreccia e

fonde
l'

con

quella gi
febbrile
di

iniziata

dell'umanesimo nostro, crescendone

attivit

nuovi

contributi ed energie,
dell'ellenismo.

166

[ 49]

massime per quel che tocca

la conoscenza

Pur

la storia della letteratura greca, al

contrario

di quel che accadde della

romana, non

si

risent

gran fatto del

movimento,

e lasciando

De
di

historia

poetarum tam Graecorum


[1545], per trovare
ci

quam Latinorum
risalire sino ai

dialogi

Lelio

Giraldi

qualcosa che s'accosti ad una propria storia letteraria

bisogna

primi

anni

del

secolo

XVIII,

alla

Bibliotheca
ri-

graeca di

I.

A. Fabricio [1705

28]. Il disegno del quale fu


I.

prodotto, su lo scorcio dello stesso secolo XVIII, da

C. Schulz
tratta-

[1772]; e verso
zione metodica e

il

medesimo tempo
generale
della

tent

tracciare

una

storia

della

letteratura

greca

G. C. Harles, col titolo

! Introductio

in historiam

Unguue Graecae
e rifusa nella

[1778], cresciuta poi di Supplementa [1804

1806]

sua Brevior notitia Utteraturae Graecae, che venne in luce sul


principio del secolo nostro [1812].

qui, lasciando le trattazioni unite delle

due letterature
[v.

clas-

siche, delle quali s' gi fatto

cenno a dietro

46], vediamo

la storia letteraria greca acquistare


critica e scientifica nei lavori del

sempre

maggior consistenza

Groddeck [1811], dello Schoell


tradotto in varie
e infine del

[1* ed. 1813, in 2 voli.], dal

francese

lingue,

del Petersen [1830], di P. A.

Wolf [1831]

Bernhardy
si

[1* ediz. 1836-1845, in 2 parti], col quale, pu dirsi,

trovaron

poste e assembrate solidamente le fondamenta


fizio.

definitive dell'odi

quella del Bernhardy, ch' tuttavia ottimo sussidio per lo

studio della letteratura greca antica, e pi sar dopo compiuta la

nuova edizione intrapresa da E.Volkmann [1892], seguirono, a tacere


dell'opera del Nicolai [1 ediz.

186567,

voli.

4] e del Burnouf
dei minori
lor

[1* edizione 1869], oramai troppo

antiquate, e
al

com-

pendi e

sommari,

che

saranno

registrati

luogo, seguigreca,

rono, diciamo, sei grandi storie generali della


e

letteratura
si

alcune parziali.

Delle

storie

generali
di

ci

presenta

prima

per

ordine cronologico

l'opera classica

C. 0. Mller [1* edi-

zione
lit

(postuma),

Breslau

1841,

in

voli.],

grazie

alla geniaori-

mirabile

della

sintesi, e

per la

profondit e artistica

[ 49]

di

167

fu

ginalit de' giudizi


in inglese, in

fama presso che mondiale:


e

tradotta

francese

in italiano
esattezza,

dal

Capellina prima, poi,


e

con

maggior fedelt ed

da

G. Mller

G. Oliva.

Ma

la splendida opera di C. 0. Miiller


invece,

non giunge che all'epoca

d'Alessandro. Compiuta

bench di merito infinitamente


che
esclusivamente
estetico, la

minore, e

con

indirizzo

presso

Storia critica dell'inglese

W. Mure

[1* ediz.

1850

57, in

voli.].

Alla quale tien dietro, capitalissima per la severa acutezza d'una


critica

arditamente soggettiva, la Griechische Litteraturgeschichte


voli., dei

di

Th. Bergk [187287, in 4

quali

3 ultimi postumi],

eh' , con le gi citate del

Bernhard y

e di C. 0. Mller, la terza

grande storia della letteratura greca,

ma

di confini assai piti

ampi
piti

che quelle, e l'estensione stessa del .disegno la fece rimanere, che incompiuta, a mezza via:
il

il

volume giunge sino ad Esiodo,


la tragedia classica,
fino al
il

II al

300

a.

e.

v.,

il

III

comprende
pur

IV

il

dramma,

la

commedia

e la prosa
all'

300

a. e. v.

Mededi

simamente non arriva


C. Sittl

che

epoca Alessandrina

la

storia

[188487,

voli. 3], la quale,

bench abbia pi modesti

caratteri e procedimenti pi oggettivi delle precedenti, vuol essere

nondimeno segnalata per l'abbondanza


fiche: qualit ch'ella

delle indicazioni bibliograla

ha

comune con

pi recente opera di
all'

W.
la

Christ [1* ed. 1888], che giunge

sino

epoca di
voli.

Giusti-

niano, e con quella di A. e


serie

M.

Croi set [1887

91,

3] chiude
greca.

delle
s'

maggiori storie generali

della letteratura

Tra

le quali

hanno
C. 0.

opere mirabili

per genialit
di

artistica,
critica,

come quella

di

Mller, e per rara profondit

come quella del Bergk: pur manca un lavoro


lettivo (della
dirsi tale,-

analitico

e col-

nuova edizione del Bernhardy, che veramente potr


venuto in luce a pena
il

volume), dove sia

siste-

maticamente ordinato tutto l'apparato esegetico


seno esposte e

e bibliografico, e

riassunte tutte le questioni

storiche, filologiche,

grammaticali che hanno attinenza con la storia letteraria, raccolti,


analizzati, classificati tutti gli elementi di fatto e di critica

che

entrano a comporne la compagine

interna

l'esteriore

fenome-


nalit;

168

della

[ 49]

manca, per

il

complesso
si

letteratura greca,
la

un

la-

voro

cos fatto,

qual

trova

essere

per

romana quello del


la

Teuffel, ed per la

greca in parte

soltanto

Geschichte der

griechischen Litteratur in

den Alexandrinerzeit [1891

92]

di
le

F. Susemihl, la pi ricca e per questo rispetto eccellente tra

molte storie parziali che possono vedersi registrate qua in calce.

A) Per

il

Rinascimento

v. la

Storia della filologia, 12 A).


veti.

B) I. A. Fabricii, Bibliotheca Graeca sive notitia scriptt. Hamburg* {cur. G. Chr. Hakles), 1790-1809, voli. 12; Index
p' 2.

Graecor.,

in Bihl. Fbr.

Harl. L, 1838; C. D. Beck, Accessiones ad Fbric. Bihl. Gr., Lipsiae 1827-28, I. C. ScHULz, Bihliothek d. griech. Litter., Giessen 1772: supplem.

1773;

G. C. Hables, Introductio in historiam linguae


2,

Graecae, Altenb.^
Id.,

1792-95, voli.

con 2

voli, di

Supplementa, lenae 1804-1806;

Brevior

notitia litterat. Graecae, Lipsiae 1812; {additam. ed.

Hoffmann, Lipsiae 1829).

C)

G-.

E. Groddeck, Historiae

Graecorum Utterariae elementa, Vilnae


grecque profane,

1811 [1821-23],
ted. di Fb.

voli. 2; Fr. Sculi,, Histoire de la litterat.

Paris 1823-25, voli. 8 (trad. ital. di E. Tipaldo, Venezia 1827-31, voli. 6;

Haandbog

Schwarze e M. Pindeb, Beri. 1828-30, voli. 3); Ch. Petebsen, den graeske Litteraturhistorie, Kopenliagen 1830 (trad. ted. dello stesso, Hamb. 1834); Fb. A. Wolf, Vorlesungen iiber die Geschichte
i

d. griech. Litter.

hgg.

v.

1.

D. Guetler,

Leipzig
v.

1831;

*G.

Bebnhabdt,

Grundriss der griech. Litteratur,


n^, p 1 ristamp. 1877,
griech. Litter. bis

{bearb-

R. Volkmann), Halle 1892,


*C. 0. Mller, Gesch. d.
4.

p 2 ristamp. 1880;

auf das Zeitalter Alexanders,

Aufl. hgg.

v.

E. Heitz,
I.

Stuttgart 1882-84, voli. 2 in 3 parti (trad. ingl. di G. D. Lewis e

W.

Dodi

naldson, London^ 1850-58; frane, di K. Hillebrand, Paris^ 1884;

ital.

D. Capellina, Torino 1858,


1859, voli.
2);

voli. 3;

di G.

Mulleb

G. Oliva,

Firenze
littera-

W. Mure, A

criticai history of the


voli. 5
;

language

and

ture of ancient Greece,


letter.gr.,

London* 1854-60,
voli. 4; R. voli.

A. Zoncada,

Corso

di

Milano 1858,
2;

Nicolai, Griechische Literaturgeschichte,

Magdeburg* 1873-78,
Paris^ 1885, voli.

4;

E.

Buenouf, Hist. de la

litterat.
I,

grecg.,

*Th. BeeqK:, Griechische Litteraturgeschichte,


G. Hinrichs, 1883-84;

Berlin

1872:

II
(Id.,

III hgg. v.

IV

hgg.
l,

v.

R. Peppmller,
sgg.);

1887

Griech. Litter. in
d. griech.

Ersch

u.

Gbdber, Encykl.

LXXXI, 283
Grossen,

*K. SiTTL, Gesch.


1884-87, voli.
1887-91;
3;

Litter. bis

auf Alex.

d.

Miinchen
Paris
Mller,

A. e M. Ceoiset, Histoire de la

litterat.

grecque

I-III,
[I.

*W.

Chbist, Griech. Litteraturgesch.,

Mnchen^ 1890

Handh., VE].

D) Manuali
per
i licei,

compendi:

1)

Italiani: A. Romizi, Nozioni di letter.


gr.,

gr.

Bologna* 1884; V. Inama, Letter.

Milano* 1892; *G. Setti,

[ 49]

stor. della letter. gr.,


leti.

169

Disegno
BETTi,

Firenze 1888 [ottimo manuale]; *C. 0. Zugr. ant.,

Breve storia della

Torino 1892.
les

2)

Francesi Drioux,
:

Hist. de la littr. gr.

dep. les

temps

plus

anc.

jusqu'

la prise de

Constant., Par.^ 1883; A. Pierron, Hist. de la littr. gr., Par." 1889; *E.

NaPar.

GEOTTE, Hist. de la

littr. gr.,

Par.' 1891;" Io., Prcis d'hist. de la


littr. gr.,

littr. gr..

1887; F. Deltodr, Hist. de la

Par.* 1890;

3)

Tedeschi:

W.

Kopp,
1883);

Gesch. d. gr. Littr., Beri.* 1886 (vers. ital. di C. Fumagalli,


*E.

Verona

Munck, Gesch.

d. griech. Littr., 3. Aufl. v.


d.

R. Volkmann, Beri. 1878-80;


P. Frank, Grundr.

Fr. Bendeb, Gesch.

griech Litt., Leipzig 1886;


I.

gr. Littr aturgesch., Leipz.* 1886;


I,

Sitzler, Abriss d. gr. Litteraturgesch.,

Leipz. 1890.
I.

4) Inglesi: Fr. B. Ievons,


of.

hist.

of gr.Liter., Lond.^
T. Perry,

1889;

P.

Mahaffy, Hist.

class, gr.

Liter.,

Lond.^ 1889;

hist.

of gr. Liter.,

New-York

1890.

E)

Storie parziali e studi speciali

G. Ugdulena, Corso
filos.

di letter.
I

gr

in Puhhlicaz. del R. Istitut. di Fir., sez. di

filol.,

voi.

[1875],

pp. 79-115.

1)

Poesia: F. Zambaldi, I partiti polit. nella poesia gr. in


;

Nuova Ant.

XIII, 10

I.

E. ScHDLZE, Schizzen

hellen. Dichtk.,
I.

A. Symonds, Stud. of the gr. poets, Lond.* 1879; Gotha 1881; G. Brton, La poesie

philos. en Gr., Paris 1882;

Girard, Et. sur la poesie

gr..

Par. 1884;
2)

E. Nageotte, Hist. de la poesie lyr. gr.. Par. 1888-89, voli. 2.


*F. G.

Epica

Welcker, Der

ep.

Cyclus,

Bonn

1835;

I',

1864; G.

W.

Nitzsch, Die

Sagenpoesie

d. Griech. krit. dargest.,

Braunschw. 1852;
Christ,

Io., Beitr.

zur Gesch.

d. ep. Poesie d.

Gr., Leipz. 1862;

W.

Zur
I.

Chronol.

d. altgr.

Epos

in Sitzunsber. d. hayr. Ak. d.


gr. u. dich.

Wiss., 1884, 1;

Pep6ck, Zur Charakter

lieder, Leipz.

Helden in Volksepos, Pilsen 1889; E. Bethe, Theban. Helden1891. 3) Drammatica: A. W. von Schlegel, Vorles. iib.

d.

dramat. Kunst

u. Littr. in
u.

Werke [Heidelb.
[Leipz. 1865],

1817], V-VII; Th.

Mundt,
2;

Dramat.
I.

od.

Theorie
Gesch.

Gesch. d. dramat. Kunst, Beri. 1847-48, voli.

L. Klein,

Dramas
Trag.,
I,

I e
3;

IL

a)

Tragedia:

F. G.

Welcker, Die
d. trag.

gr.

Bonn

1839, voli.

A. Scholl, Beitr. zur


Id.,

Kenntn.
iib.

Poesie d. Gr.,

Beri. 1839 [incomp.];

Grilndl. Unterr.

die Tetral. d. att. Theaters, Leipz. 1839; E. A. Chaignet,


liter.

ia

^ra^'.

^r..

Par. 1876; K. Siegen, Gr. Tragodiendicht. in Bl. far

Unterhalt., 1882,

n 46; E. Hiller, Beitr. in Eh. Mus.,

M. Rapp, Gesch.
la com.

d. gr.

Schauspiels,
voli. 2;

anc, Par. 1864-69,

XXXIX, 321 sgg. P) Commedia: Tubingen 1862; E. Dumril, Hist. de Muhl, Zur Gesch. d. att. Kom., I.
d. gr. d. gr.

Augsb. 1881.
voli. 2;

La

4) Lirica:

H. Flach, Gesch.
Entwickel.
st.

Lyr., Tubing. 1883-84; Lyr.,

A. FHRER, Sprache u.
0. Immisch,

Miinster

1885;

L. Cerrato,

quest. delle orig. nella

della lir. e mei. gr. Prolus.,

Ge-

nova 1885;
lica:

Zur

Gesch. d. gr. Lyr. in Rh. Mus.,

E. Nageotte, Hist. de la poesie lyr. gr., Par. 1889.


E. Nksper,

XLIV, 553-67;
Elegia e Buco-

5)

Umriss

d. El. u.

jamb. Poesie

d.

Gr., Braunau 1877;

E. Killer, Beitr. zur Textgesch. d. gr. Bukol., Leipz. 1887.

6) Favola:

G. E. Lessing in

Werke

hgg.

v.

Lachmann-Maltzahn, V, 895

sgg.;

W.
iib.

H.
die

Grauert, De Aes.et fab. Aesop., Bonn 1825; 0. Keller, Untersuch.

Apol. Gr. antiquiss.


hist.
crii.,

170

[ 49]
F.

Gesch. d. gr. Fdb. in Jahrbb. IV. Suppl.-Bd., pp. 309 sgg.;


Lips. 1889.
d. gr.

Nbubneb,
*E.

7)

Romanzo
1876;
Io.,

e novellistica:

A. Nicolai, Ueb. Entsteh. u. Wesen

Rom.

[1854], Berl.^ 1867;

RoHDE, D. Gr. Bom.


16
sg.;
Id.,

u. scine Vorlufer, Leipz.

in Jahrbb., 119,

Ueb.

griech.
v.

Novellendicht. u. ihr.

Zusammenhang mit dem


du roman
[in

Orient, nebst

Bemerk

E. v. Leutsch in Verhandl. d. 30. Versamml. dtsch.

Philol. in Rostock [1875], pp.

55 sgg.;
I.

G. Boissiek, Les orig.

grec in Bev. des deux mond,, 1879;


letter.

Polivka, Il romanzo di Apoll. nella


filolog.,
f.

boema, polacca

russa in Listy
in Festschr.

XVI, 353 sgg.


124
sgg.

boemo];

G. Thiele,
GER,

Zum

Der

antike

Rom. Rom. vor


gr.

C. Robert, p.

sgg.; K.

Bua-

Petr. in Herm.,

XXVII, 845

8) Storio-

I.

D. histor. Kunst d. Gr. [1803] in Schrift. bes. v. [Darmstadt 1845]; A. Schaefer, Abriss d. Quellenk. d. gr. u. rom. Gesch. [1867], I', Leipz. 1882 e IP, Leipz. 1885; E. Pais, Della storiogr. e della filos. della st. presso i Gr. Prolus., Livorno 1887. 2) Oragrafia:

Fk. Ckedzer,
I'

Kaysee,

toria

A. Westermann
1833-35, voli.
2;

Gesch.

d.

Beredsamk.
Demosth.

in

Griechenl-

u.

Rom

Leipz.

*A. Schaefer,

. scine Zeit [1856-58],

Leipz.* 1885-87, voli. 3; *F. Blass, Die attische Beredsamk., P, Leipz. 1887,
II',

1892,

m,
I.

e 2, 1877-80; Id., D. gr. Bereds. in

dem Zeitraum
et

v.

Alex,
l.

bis

auf Aug-, Beri. 1865;

G. Perrot, L'loq- poliil'loq.

judic. Athnes,

Par. 1873;

Girard, Et. sur

att.

[1874],

Par.* 1884;

R. Brdif,
orai,

L'loq. polii, en Grece. Dmosth., Par. 1879;

R.

from Aniiphon

io Isaeos [1876],

Oxford* 1880.

9) Periodo Alessandrino:
I-II,

Iebb,

The Attic

*Sn8EMiHL, Gesch.d. griech. Liter. in der Alexandrinerzeii,

Leipz. 1891-92;

A. Gercke, Alexandr. Stud. der Streit mii Apoll. in Rh. Mus. XLIV, 127
sgg. e 240 sgg.; A. D. Godley, Liierae Gr. ap. reges Ptolem., Oxford 1879;

A. CouAT,

La

poesie Alex, sous les irois Piolm., Par. 1882.

10) Varia:

W.

Schmid,

Der

Attic. u. scin Haupiveir., I-II, Stuttg. 1887-89;

Die Apollod.
Anf.
u.

u. die Theodor, in
bei

Herm-,

XXV,

36

sgg.;
I.

M. Schanz, R. Scholl, Die

cin. polii. Liter.

den Gr-, Miinchen 1890;


I.

Poestion, Griech.

Dichterinnen,

Wien*

1882;

W.

Schmitz, Schriftstell- u. Buchhndl. in Ath.


liter.

im

icbr.

Griechenl., Heidelberg 1876; H. Flach, Peisistr. u. scine

Thatigk-,

Tbingen 1885.
dei
singoli autori;
v.

F)
[v.

Edizioni, critica, letteratura

l'apparato bi-

bliografico delle storie letterarie, principalmente del Nicolai e del Sittl

sopra, C)]: completo dal 1700 al 1878 in Engelmann-Peeuss, Biblioth-

1878 in poi nella Biblioth. philol. class- [v. 20 Per la bibliogr. critica v. i rapporti sistematici del Jahresb. d. philol. Vereins zu Beri. [v. 20 A) 1)], del B. Jahresb- [ 20 A) 2)] e della Rev- des Rev. [ 20 A) 4)].
scripit. class.^, 1 e dal

A)

3)

].

ab

G) Cronologia: Clinton, Fasti Hellenici civiles et litter. Graecorum res ol. 45 ad ol. 124 explicanies, ex alt. anglici excmpl. edit. conversi a C.

G. Kruegero, Lips. 1830.


Leipz.* 1877.

W.

Fbednd, Tafeln

d.

Griech. Litteraturgesch.

[ 49-50]

171

v.

H)

Sulla storia della Storia della letteratura greca

A. Croiset, Les

histor. de la littr. gr.

in Rev. intern- de l'enseign., VII, 530 sgg.

50.

Storia
de la

della letteratura bizantina e neo-greca.

E. Nicolai, Gesch. d. neugr. Liter-, Leipz. 1876; A. R. Rangab, Prcis


d'une
hist.
littr.

no-hellen., Berlin 1877, voli. 2; 1d. e D. Sanders,

Gesch. d- neugr. Liter.,


Liter.
V.

Leipz. 1884;
d.

*K. Ketjmbacher, Gesch.


[L.

d.

hyzant.

lustin. bis

zum Ende

ostrom. Reichs

Muli^r, Handb., XVI],

Mtinchen 1891.

172

[ 51]

2)

Storia della letteratura romana.

51.

Come

della greca,

primi materiali e documenti di


all'antichit stessa, alle
e

storia della letteratura

romana risalgono

ricerche e alle opere non pure dei dotti

dei

grammatici,

ma

degli scrittori in genere, perch, grazie alle speciali condizioni di

sviluppo storico della letteratura romana, le indagini scientifiche

ed erudite s'accompagnarono quivi


stazioni artistiche e propriamente

assai per

tempo

alle manife-

letterarie (1).

Sin dagli inizi

del secolo
la

VII
il

di

Koma

compilarono

poemi, didascalici secondo

moda

gusto dell'antichit, di contenenza storico-letteraria


Porcio
Licino,

L. Accio,

Lucilio,

Q. Valerio
:

Sorano,

Volcazio

Sedigito e in processo di tempo altri ancora


noi non giunto che
il

di tutto ci per a

ricordo o qualche scarso frammento. Poi

notizie storico-letterarie piti o

men

copiose

si

raccolsero in opere

di varia maniera, in trattazioni storiche o filologiche, in enciclo-

pedie scientifiche e letterarie, quali anzitutto e in principalissimo

luogo

numerosi

scritti

di Varrone, il

Brutus
le

di

Cicerone,

il

De

viris illustribus di Cornelio

Nepote e
col

compilazioni
titolo,

della

medesima natura,

e fors'anche

medesimo

di Santra e

di Igino, gli Institutionis

oratoriae

libri di Quintiliano, segna-

tamente

il

X,

la

Naturalis Historia

di

Plinio

il

vecchio e le

(1)

Svar., Or.,
9,

1:

antiquissimi doctorum

iidem poetae

et

semigraeci erant. Cfr.

anche

pp. 22 sgg.

[ 51-52]

il

173
i

Noctium Atticarum
libri

Epistulae di Plinio

giovane,

di

Aulo

Gelilo, le

Origines di Isidoro di Siviglia, e via dicendo.


dai

Un

repertorio largamente sfruttato

grammatici

commentatori
letteraria, fu

dei bassi secoli, e vera e propria storia


il

biografica

De

viris illustribtis di Svetonio, pervenutoci

brandelli

(ne
e

son superstiti la maggior parte delle biografie dei


dei retori, e poche altre). Questa anche
stata,

grammatici
per la

porzion

letteraria almeno, la principal fonte de' supplementi aggiunti

da

Gerolamo Stridonese
ch' tuttavia

al suo rifacimento della

Cronaca Eusebiana,

una preziosa miniera

di notizie sugli scrittori antichi.

Kepertor somiglianti a quello di Svetonio, attinti a fonti


tiche
0,

ansi

le

pi volte, a rifacimenti medievali di fonti antiche,


il

fecero per tutto

Medio

evo, ch'ebbe

una particolar tendenza a


Son
celebri, tra gli
di

cos fatta specie di letteratura enciclopedica.


altri

esempi innumerevoli,
[sec.

il

Dialogus super auctores


il

Corrado

di

Hirschau

XI

XII],
[sec.

Begistrum multorum auctorum

di

Ugone

di

Trimberg

XIII], e altrettali compilazioni, presso

che tutte per infette di

elementi

leggendari e

romanzeschi,

il

che vuol dire senza valore per la storia letteraria.

Per la bibliografia

v. la

Storia

della

filologia,

e ancora,

quanto agli

autori antichi, le principali storie letterarie registrate

qua appresso.

52.

Con disegno che ricorda

assai

da presso Svetonio,

ta-

luno anzi disse copiando addirittura l'opera di Svetonio e distrug-

gendola poi, compil Secco Polentone nel secolo

XV il

suo zibaldone

De

illustribus scriptoribus laiinis, in ventidue libri, che si con-

servano

manoscritti in pi copie di biblioteche italiane (sin qui


estratto), e posson dirsi
il

non ne fu pubblicato che qualche


saggio di storia letteraria
dietro
i

primo

latina

del Rinascimento. Gli tennero

gi citati

De
I.

historia

poetarum tam Graecorum quam

Latinorum dialogi
celebre

di Lelio Giraldi [1545], e nel secolo

XVII

la

opera di G.

Vossio

De

historicis latini [1627], poi la


BiUiotheca Latina
compiuti d'una
d
I.

174

della

[ 52]

A. Fabricio [1697]. Schizzi e sperimenti


storia

vera e propria

letteratura
I.

romana

s'ebbero nel secolo

XVIII

col Falster [1718J, con

N. Funccio

[17201750],

col Tiraboschi

[17711795],

segnatamente con

F. A. Wolf, la cui GescMchte der rmischen Litteratur e le Vor-

lesungen Uher die Qeschichte der romischen Litteratur dettero

il

disegno e servirono di sostanziai fondamento anche alle trattazioni


scientifiche del secolo nostro.

Le quali

s'iniziano su per

giti

nel

medesimo torno

di

tempo

in Francia, in Inghilterra e in

Germania con
e del

le storie dello Schll

[1815], del

Dunlop [182328],
il

Baehr

[1^ ed.

182832];

ottima quest'ultima per

tempo

suo, tradotta in italiano da T.

Mattei, con 3 volumi di supplemento sugli scrittori cristiani, su


la teologia e la letteratura latina

nell'epoca

carolingia [1836
e la recente trat-

1840]. Lasciando

compendi

manuali minori

tazione inglese di G. A. Simcox, seguono alle citate quattro grandi


storie generali e

una

parziale, cio l'opera italiana del

Tamagni,

e quelle tedesche del Bernhardy [1* ed. Halle, 1830], del Teuffel
[1'
ed.

1868], tradotta,

pur in parte, in

italiano,

in

francese

e in inglese, dello Schanz e di 0. Ribbeck, anche questa tradotta


in francese.
zioni,

Per la distribuzione della materia, divisa in due


sui
singoli

se-

una (Introduzione)

periodi

della

letteratura, e

l'altra (Racconto), critica e bibliografica, sui singoli autori disposti

per generi, la Storia

della

letteratura

romana

di

C.

Tamagni
;

(continuata e compiuta da F. D'Ovidio) ormeggia quella del Baehr

ma

la parte speciale v' per troppe lacune e inesattezze e difetti

somiglianti senza valore alcuno, n storico, ne scientifico, mentre

sono pur sempre ragguardevoli le sintesi geniali e


dell'Introduzione, sicch cotesto del

giudizi

acuti

Tamagni pu

tuttavia raccostessa

mandarsi come notevolissimo libro di

divulgazione. Alla

categoria vorrebbe appartenere la GescMchte der romischen Dich-

tung di 0. Ribbeck

sennonch la

copiosa

dottrina

dell'autore,

la profonda conoscenza de' materiali tutti e dei pi recenti risulta-

menti

scientifici,

l'organamento sapiente della materia, la forma

[ 52]

175

il

colorita, spigliata,

seducentissima sempre, ne innalzano

livello

alquanto pi su, e la rendono indispensabile sussidio per qualsivoglia


studio
della

poesia

de'

poeti

romani.

Le

storie

del

Bernhardy e del Teuffel ancora hanno comune


trattazione in

la divisione della

due

parti,

una generale

una seconda

speciale

ma

sono poi tra

Funa

e l'altra parecchie differenze di

non poco

rilievo.

Anzitutto la parte generale del Bernhardy, come nel Baehr

e nel

Tamagni,

compendia

lo

sviluppo

storico della

letteratura

( innere Litteraturgeschichte ), quella del Teuffel invece tratta


de' singoli generi di poesia e di prosa ( sachlicher Teil ),

onde

nel primo anche

la

parte

speciale

riesce

ordinata

per

generi

( ussere Litteraturgeschichte ), e nel secondo cronologicamente

per autori ( besonderer und persnlicher Teil ). Inoltre

il

maggior
letcri-

merito del Bernhardy sta veramente nella propria trattazione


teraria, ossia nel testo, del Teuffel

nel

ricchissimo apparato
corrette,

tico e bibliografico, cio nelle

note,

rivedute,

cresciute

sistematicamente nelle successive edizioni, dalla quarta in poi a

cura di L.

Schwabe.

Di
e

accoppiare
genialit
delle

le

due

maniere di pregi,
letteraria

vogliam dire l'ampiezza

della

trattazione

con la sicurezza e la copia


grafiche, s' ingegnato

informazioni

critiche e biblio-

da ultimo M. Schanz. Pur l'opera sua,

ordinata cronologicamente, riuscita alquanto manchevole per en-

trambi

rispetti:

troppo

elementare in genere e

volte quasi

pedestre nella trattazione, nell'apparato critico e bibliografico assai


spesso incompleta e insufficiente, e di
in fuori, non vi si tien conto se
piti,

da rarissime eccezioni

non esclusivamente degli studi e

dei contributi della filologia tedesca.

A) Per

la bibliografia del Rinascimnto v. la Storia della filologia; per


:

Secco Polentone particolarmente


1639, p. 17 e passim;
L.

G. E. Tommasiki, Bibl. Patav. mss., Utini

G. E. KIpp,

De Xiccone

Polentono, Lipsiae

1733;

Mehus, Vita Amhrosii Traversava [premessa ad A. Traversaeii Epp., ree. Canneto], Florentiae 1759; G. Vedova, Biografia degli scrittori Padovani, Padova 1882 36, II, 119 sgg.; Voigt-Valbdsa, H risorgimento dell'anti-

chit classica,

I,

432

sg.;

Fk. Novati,

La

biografia
star,

di Alb.

Mussato nel

De

script, illustr. di Sicco Polentone, in

Arch.

per

Trieste, l'Istria e

il

176

dell'

[ 52]

Trentino, II [1883],

1;

A. Gloria,

Monum.

Univ. di

Padova [Studi

ed. dalla

Univ. di Pad. a

commem.

l'8
Ili,

centen.],

DiNi, in

Mus.
vite

ital.

di antich. class.,

320 sgg.
in

Padova 1888; R. SabbaVedi l'enumerazione delle


98.

singole

contenute nello

zibaldone

Muccioli, Catal. codd. mss.


II,

Malatest. Caesen. Uhlioth., Caesenae 1780-84,

B)

I.

A. Fabeicio, Bibliotheca latina,

Hamburg

1697, ed. pr. in


I.

un

voi.,

pi volte ristampata: la migliore ed. quella curata da


Lipsia 1773-74 (voli.
historica Utterarum
3).

A. Ebnesti,
sive idea

Chr. Falster, Quaestiones

Romanae
I.

Romanarum,

Leipz. u. Flendsburg 1718;


virili aetate,

N. Funccio,
se-

De

origine, de pueritia, de adolescentia, de

de imminenti

nectute, de vegeta senectute, de inerti ac decrepita senectute linguae Latinae,

Giessen e

tura italiana,

Lemgo 1720-1750, voli. 6; G. Tirabdschi, Modena 1771-1795 (voli, 14, ed. pr.

Storia della lettera-

ristamp.

pii

volte,

ultimamente a Milano, Classici, 1822-26, voli. 16): voi. Il; WoLF, Geschichte d. rom. Litteratur, ein Leitfaden fUr ahad.
Halle 1787;
Id.,

F.

A.

Vorles.,

Vorles'ungen Uh. die Gesch. d. rom. Litter. hgg.

v. I.

Grtler,

Leipzig 1832.
C)
F. ScHOLL,
I.

Histoire

abrge de

la

Uttrat.

romaine,

Paris

1815,

voli. 4;
I.

DuNLOP, History of roman literature, London 1823-28, Che. F. Baehr, Gesch. d. rom. lAteratur, Karlsruhe* 1868-69,
voli,

voli. 3;
voli.
2,

con 3

supplem.:
christl.-

I.

Die christlichen Dichter


III.

ti.

Geschichtsschreiber^,

1872; IL Die

rom. Theologie, 1837;


(trad.
ital.

Gesch. d. rom. Liter.

im

Karolingischen Zeitalter, 1840


voli.
3);

di

T.

Mattei,

*G. Bernhakdy, Grundriss der rom. Litter.,


letterat.

Torino 1850, Halle 1872; 0. Tas.

magni e Fb. D'Ovidio, Storia della


[Storia
letter.
I];

romana, Milano, Vallardi,


d'amici
sotto
5.

a.

d'Italia
'''W.

scritta

da una

societ
d.

la

direz.

di

P. ViLLABi,
V.

S.

Teuffel, Gesch.
1890, voli. 2

rdm.

Litter.,

Aufl.

bearb.

L. ScHWABE, Leipzig

[traduzione
di

italiana

di

D. Fava1873,

BETTi,

Padova 1876
di
C.

[incomp.];

inglese

W. Wagner, London
di
I.

Bonnard e P. PiEBSoN [1879], Paris^ 1883, voli. 3); G. A. Simcojj, A history of latin literature from Ennius to Boethius, London 1883, voli. 2;
voli. 2, e

W. Warr, London

1891, voli. 2; francese

M. ScHANz,

Geschichte
I e

d.

rom.

Litter.

bis

zum Gesetzgebungswerk
[I.

des

Kaisers lustinian,

H, Miinchen 1890-92
1)

Mllee, Handbuch, Vili].


critico sulle

lett.

D) Manuali e compendi: lat., Cremona 1862; E.


letter.
lat.,

Italiani:

G. Trezza, Saggio
lat.,

Bindi, Letter.

Firenze 1876;

A. Romizi,
letter.
lat.,

Nozioni di

Torino 1883'; *0. Occioni, Storia della

Roma 1889
maggi,
St.

[esposizione geniale]; *F. Ramorino, Letter. rom., Milano' 1891

[ottimo prontuario per rettificazioni e riscontri di date e nomi]; L. Valdella letter. rom.,
Id.;

Torino 1889 [con appendici

sommarie

in-

dicazioni bibliografiche]:
Fiorini, Cenni
2)

Somm.
e

di

st.

della letter. rom,,


dell'ital.,

Torino 1891;

sulla letter.

lat.

sulle origg.
litter.

Torino 1890.

Francesi: A. Piebron, Hist. de la


litter.

rom., Paris'' 1889; E. Talbot,

Rist. de la

rom., Paris

1883;

Id., Hist.

abrge de

la litter. rom..

[ 52J
ib.
id.;

Reure, Hist. de la Uttr.

177

siede de
;

lat.,

Paris' 1890; *E. Nageotte, Hist. de

la Uttr. lat. dep. ses orig.


Id.,

jusqu'au
lat.,

VI

notre ere, Paris* 1891;

Prcis d'hist. de la Uttr.

Paris 1887

Pellisson, Hist. somm. de


Uttr. rom.,
I,

la Uttr. rom., Paris 1887;

F. Deltouk, Hist. de la
lat.,

Paris

1888; Ieanroy et Puech, Hist. de la Uttr.


Hist. de la Uttr.
lat.,

Paris

Paris 1892.
v.

1891;

P. Moklais,
d.

3)

Tedeschi: *W. Kopp, Gesch.

rom. Liter.

6.

Aufl. bearh.

0- Seyffert, Beri. 1891 [libro di divulgazione]


1878);

(trad. ital. di

Paoli, Potenza

H. Bender, Grundr.

d.

rom. Li-

teraturgesch., I.eipz.^ 1889 (trad. ital. di F. Schupfer,


di

Padova' 1889; frane, Vessekau con note di Plessis, Parigi 1885); E. Munk, Gesch. d. rom.

Litter. 2. Aufl. hearh. v. 0. Seyffert, Berlin 1875-77, voli. 2; R. Nicolai,

Gesch. d. rom. Liter.,


teraturg.,

Magdeburg
:

1881;

F. Frank, Grundz. d. rom. Litd.

Leipz.^

1886;

Munster 1891. 4) London^ 1884; L. Schmitz, A hist. of. Lat. WELL, Hist. of. Rom. liter., London 1877.

M. Zoller, Grundr. Inglesi R. W. Browne,

Gesch.
of.

d.

rom.

Liter.,

A hist.

rom.

class. Liter.,

liter.,

London

1876;

T. Crutt-

E) Storie

parziali e lavori speciali

I)

Storie parziali:

1)

della poesia:

W.

Y. Sellar, The
Id.,

1889;

roman poets of the republic [1863], Oxford a. London* The roman poets of the Augustan age, I [1877], London^ 1883;
I-III,

*0. RiBBECK, Geschichte d. rom. Dichtung


frane, di E.

Stuttgart

1887-92

(trad.

Droz

e A. Kontz,

I.

Paris 1891);

2) dell'oratoria: F.

Ellendt,

ante Caesares historia [1825], premessa alla [KSnigsberg 1844]; A. Westermann, Geschichte d. Beredsamkeit in Griechenl. u. Rom nach d. Quellen hearh., Leipzig 1833-35,
ediz. del

Brevis eloquentiae

Romanae
Cic.

Brutus di

voli. 2; F.

Gnesotto, L'eloquenza in Atene ed in

Roma

al

tempo

delle

li-

bere istituz.,

Verona 1877; Choppin,


l'loq.

L'loq.

tnilit.

chez les Rom., Paris 1879;

E. Amiel, Hist. de

sous

les
lat.
I.

Cs. Paris' 1882, voli. 2;

A. Beroer e

V. Cdcheval, Hist. de
[1873],

l'loq.

depuis

l'origine de

Rome

jusqu'

Cic.

Paris^ 1881, voli.

2;

Poiret, Essai

sur

l'loq.

iudic.

Rome
54
des
2;

pend. la rpubl., Paris 1887; A. Tartara, 1 precursori di Cicer., Pisa 1888;


3) della filologia, v. 9

A), della filosofia e delle scienze,


).

v. sotto, 1)

e 55, della giurisprudenza v. 67

II)

Lavori speciali:
D.

Poesia:

W.
H.

CoRssEN, Origg. poes.


et

Roman., Berol.
lat. lat.

1846;

Nisard, Etudes

moeurs
I.

de critique sur les potes

de la dcad., Paris* 1878, voli.


[1868-69],

G.

Patin, Et.

sur la poesie
d.

Par.'

1883,

voli.

2;

A. Zngerle, Beitr. zur Gesch.

rom. Poesie, Innsbr. 1879; R. Engelhard,


arte

De
E.

personific.

qtiae

in poesi

atque

Roman,

inven.,

Gotting.
F.

1881;

Stampini,

La

poesia rom. e

MORiNO,

La

poesia in

Riv. XI, 417 sgg.;

Raprimi cinque secoli [Framm. filol., I], in Vertenau, De prisca Rom. poesi, Lond. 1886; L. Muller,
la metrica, Prolus.,

Torino 1881;

Roma

nei

Die Entsteh.

d.

rom. Kunstdicht.,
poesia
lat.
"

ellen. nell'orig. della

in Riv.

Hamb. 1889; XX, 41


latina,

S.

Lo-Cascio, L'influenza
C.

sgg.;

Pascal, Origine
2)

e caratteri della

nuova poesia
II,

Torino 1890.

Poesia polat.

polare: K. Zell, Ferienschr.


Valmaqoi.

97 sgg.; E.

Du

Mril, Posies popul.


12

antr.

178

Rdm Hamburg
R. Maffei,
lat. e

[ 52]

au XII^

siede, Paris 1843; C.

Kuhn, De priscor. Roman, paesi po1891.

pul., Halis 1882; L.

Mller,

TJeh.

d. Volhsdicht. d.

3)

Fescennini e Atellane: A. Th. Broman,


E. MuNK,

De

versibus fescenn.,

Upsala
favole
del-

1852/

De

fahulis Atellanis, Bresl. 1840;

Le

Atell; Forl^ 1892; V.


l'arte,

Napoli

1882.

De

Amicis,
4)

La commedia
in

popol.

la

comm.

Drammatica

genere:

teatro greco e delle sue relaz. col teatro latino,

M. Ardizzone, Del Palermo 1876; P. De Bol-

TENSTERN,
F. G.

De

rcbus scaenicis Rom., Grypiiiswaldiae 1876.

a) Tragedia:

Welcker, Die griech. Trag., Bonn 1841, p. 1332 sgg.; Grysar, Das Canticum u- d. Chor. in der rom. Trag. in Sitzungsh. d. Wien. Ak. XV, 365 sgg.; 0. Iahn in Herm. II, 227 sgg.; C. Hortsmann, De vett. tragg. Roman, lingua, Mnst. 1870; 0. Ribbeck, Die rom. Trag. d. Republ., Leipz. 1875; L. Brune!, De trag. ap. Rom. circa princip. Aug. corrupta, Par. 1884. 3) Pretesta: K. Meiser, Histor. Dramen der Rom. Rede, Miinchen 1887. t) Palliata: G. Hermann, De canticis in Roman, fahulis in Opusc. I, 290 sgg.; G. A. B. Wolff, De canticis..., Halle 1824; Grysar, Ice. cit. sopra, in a); F. Schmidt, D. Zhl d. Schauspiler bei Plaut. u. Ter., Erlangen 1870; W. Christ, Die ParaTcatal. in gr. u. rom. Drama, Munclien 1875; A. Spengel, Die lat. Kom. Rede, Mnchen 1878; K. Seldner, Lessings Verhltn. zur altrom. Kom., Mannheim 1881; A. Spengel, Sze-

nentitel u. Szenenabteilung in der lat.


d.

Wiss., 1883, 257 sgg.

Lips. 1833.

5)

N. Neukirsch, De fab. togata, Epica: F. Winkelmann, D. epischen Dicht. d. Rom. bis


6)

Kom.
I.

in Sitzungsber. d. Miinch. Ak.

Togata:

auf Virg. in Iahn, Arch. fllr Philol. II, 558 sgg.; Kone, il. d. Sprache d. rom. Epiker, Mtnst. 1840; 0. Haube, De carmin. epicis saec. Augusti, Breslau 1870; Id., Die Epen des silb. Zeitalters d. rom. Lit., Fraustadt 1886; F. C. Hultgren, D. Technik d. rom. Dicht. im ep. u. eleg. Versmass in Jahrbb. 107, 745 sgg.; M. W. Humphreys, De accentus momento in versu
heroico,

Lips. 1874;

H. Helbig, De synaloephae ap. epicos


1878;
D. Brizzi,

lat.

primi p.
quas

Chr. saeculi ratione, Bautzen


lat.

De

diversis ration.

epicorum poem.

script,

iniverunt,

Padova

1878.

6)

Didascalica:

De Carmine didasc. Rom., Helsingf. 1840; R. Knobloch, D. rom. z. Ende d. Republ., Rossleben 1881. 7) Satira: C. L. Roth, Zur Theorie und innern Gesch. d. rom. Sat., Stuttg. 1848; Scheibe, De
E. Bruner,

Lehrged. bis

sat.

Rom.
sgg.;

orig. et progressu, Zittau 1849; F.

Haase

in Deutsch. Mus., 1851,

458

De nomine personarum... ap. poeti, sat. Rom., Konisb. 1862; l. Schultz, De prosodia satiric. Rom. capp. II, Konisb. 1864; A. LiNGuiTi, De satirae Romanae ratione et natura, Salerno 1875; A. R. Mac
E. SzELiNSKi,

LESHip,

EwEN, Origin and growth of the rom. salir, poetry, Oxf. 1876: H. NettThe rom. satura, its originai form..., Oxford 1878; E. KaOTpxrji;,
Ktl

TTepi qpoeux; Tfq |5uj|aaiKfq aaTvpc,

xfq

avifvdac, axriq

-rrpq

ti*iv

Tdv 'EXXnvouv Kuj|Liujbiav in


TAiNE,

AGrivatov
lat.,

IV, 243-90 e VI, 57-100;

L.

Fon-

Les origines de

la sat.

legon d'ouvert.,

Lyon

1881:

Th. Bibt,

Ztvei polit. Satiren d. alten

Rom, Marburg

1887;

I.

Bruns,

Zur

antiken Sat.

in Preuss. Jahrbb. LXI, 509 sgg.; F. Leo, Varr

und

die Satire in

Herm.

[ 52]

8gg.; F.

179

origine,
I.

XXIV, 67
Studi su

la

sat. latina,
f.

Marx, De sat. Rom. Messina 1891;

Rostock 1888; Barillaki,

Lezius,

Wochenschr.
metrie

Mass. Philol. Vili, 1131 sgg.


krit.
d.

Zur
2;

Bedeut.

v.

Sat. in

8)

Elegia: 0. F. Gruppe,
C. Prien,

Die rom. Elegie,


u.

Untersuch., Leipz. 1838, voli.

D. Sym-

Respons.

rom. El., Ltib. 1867; G. H. Bubendey, D. Symm. d.


1876;
I.

rom. Elegie,
Realschul.];

Hamb.

Madvig, Advers.
similit. et

II,

110

sgg.;
f.

E. Holzer,
Gelehrt.-u.
eleg.,

Fior die rom. Eleg-, Tubing. 1884 [E. dal Korrespondenzbl.

K. H. Mller,

De
:

imag. ap.

veti, poeti,

Got-

tingen 1887.

Hunger, De poesi Rom. bucol., Halle 1841; R. Unger, De C. Valgii Rufi poematis [Halle 1848], p. 285 sgg.; W. S. Teuffel in Pauly, Realencycl. P, 2528 sgg. 10) Poesia cristiana
9)

Bucolica

P. Leyser, Hist. poeti,

et

poematum medii
fase.

aeri.

Halle 1721; Henry, Hist.


la poesie
Id.,
lai.

de la poesie
Rev.

chrt.,

Paris 1856;

T. Clment,

De

chrt.

in

de

l'art,

chrt., 1878,

Aprile-Giugno;

De

la poesie lai.
8).
I.

chrt. depuis

luvencus jusqu' Santeul, Arras 1879. Cfr. anche 36 i^

11) Inni: H. A. Daniel, Thes. hymnolog.. Halle 1841-56, voli. 5; F.

Mone, Lai. Hymnen d. Mittelalt., Freib. 1853-55, voli. 3; Thierfeldeh, De Chrisiianorum psalmis et hymnis usque ad Amhrosii tempp., Lips. 1868 B. Kaysek, Beitr. zur Gesch. u. Erhldr. d. Kirchenhymn.. Paderbom' I.
;

1881-86, voli.
I.

2;

G. Pimont, Les
bei

hymnes du brviaire rom.. Par. 1874;


Christl.-lat.

HuEMER, Der iamb. Dim.

den

Hymnendichi.

d.

vorkaro-

ling. Zeit,

Wien
lat.

1876; Id., D. ltesten lat.-chrisil. Rhythmen,


d.

RoTH, Lai. Hymn.


canti popol.

Mittelalt.,

crisi,

in Riv. di

0. Delepierre, Ouvrages crits

Augsb. 1888; A. Pasdera, sgg. 12) Centoni filol. XVII, 455 en centons depuis les temps anciens jusqu'au

Wien 1879; Lt origg. dei


:

XIX^
et

siede,

anciens

et les

Lond. 1868; Io., Tableau de la Uttrai. du Centon chez les modernes, Lond. 1875, voli. 2; B. Borgen, De centon. Homer.

Kopenh. 1828; F, Hasenbalg, De centon. Vergil., Putbus 1846; ScHENKL in Corp. Scriptt. eccles. Vindobon. XVI, p. 531 sgg. 13) Proverbi: H. Hagen, Antike II. mittelalterl. Rdiselpoesie, Biel 1869; E. WolffLiN, Loca monachor., Beitr. zur mittelalterl. Rdtselliter. in Sitzungsber. d. Beri. Akad., 1872, 106 sgg.; Kohler, Das Thierleb. im Spichwort d. Gr. u. Rom,, Leipz. 1881; A. Genthe, Epist. de prov. Roman, ad animai, nat.
Vergil.,

C.

pertinent.,

Hamb. 1881

(e

Arch.

f. lat.

Sprichworier der Rom., Leipz. 1890.

Lexik.

III,

55

sgg.);

A. Otto, Die
in Philol.,
I,

13) Favola: K.

Roth

523

H. Oesterley, Romulus, die Paraphr. d. Phaedrus u. die sop. Fab. im Mittelalt., Beri. 1870; L. Hervieux, Les fabul. lat. depuis le siede
sgg.;

d'Aug. jusqu' la fin du moyen-ge, Paris 1884, voli. 2. A. AuLARD, Les origines du roman Rome in Rev. polii,
aprile; K. Brger,

15)

Romanzo:
1879

et

litir.,

D.

ani.

Roman

vor Petr. in

16) Storiografa: H. Peter, Histor.

Rom.

rell. I,

Herm. XXVII, 345-62. Lips, 1870 e Histor. Rom.


1833;
sgg.;

fragm., Lips. 1883; H. Ulrici, Charakierisiik

d. ani. Historiogr., Beri.

C. Nipperdey, Opusc. [Beri. 1877], 399 sgg. e 411

F. D. Gerlach,
d. gr. u.

Die Geschichtsschr.
rom. Gesch.:
2.

d.
2.

Rom., Stuttg. 1855; A. Schaefer, Quellenk.


Aufl. v.

Abt.

H. Nissen,

Lepz. 1885;

A. Rudiger,

De


oration.

180

[ 52]

in

rer. script.

Bomeinsche
p.

historiogr.,

274 sgg.; K. W. auf Valerius Ant., Beri. 1873; 0. Peter, Zur Krit. d. Qull. d. alt. rom. Gesch., Halle 1879; H. Klimke, Diodor u. d. rom. Annalist., Konigsliutte 1881; L. 0. Bkocker, Moderne Quellenforscher u. antihe Geschichtsschreiber, Innsbr. 1882; M. Ritteb, Die ant. Geschichtsschreib. in Hist. Zeitschr.
1885, 1 sgg.; B. Niese,

Qr. et Lai., Schleiz 1875; I. M. I. Valeton/ Die Amsterd. 1879; E. Zakucke in Comment. Ribheck., Nitzsch, Die rom. Annoi, von ihr. ersten Anfangen bis

De

annoi.

noi.

Roman,

observ.

alterae,

Roman, observ., Marb. 1886 e De anMarb. 1888; A. Reckzey, Gramm. u. rhetor.

Stellung d. AdjeJctiv. bei d. Annalist., Cato u. Sali., Beri. 1888.


toria: Orai.
rell. ree. et

17) Ora-

Roman, fragm.
I.

coli.

H. Meter, Zuricb^ 1842; Orat. Roman,


d.

praef. est

Cortese, Aug. Taur. 1892; A. Westermann, Gesch.


eloq.

rom. BeredsamJc. Leipz. 1835; F. Ellendt, Brevis


prefaz. all'ed. del

rom. od Coes.

hist.,

samk. [Berlin 1865],


de

Brutus di Cic, Regioni.^ 1844; F. Blass, D. griech. Beredp. 104 sgg.; I. F. A. Berger e V. Cucheval, Hist.

I. Poibet, L'loq. judic. l'loq. lat. jusqu' Cic, Paris 1872, voli. 2; Rome, Paris 1887; A. Tartara, I precurs. di Cic, Pisa 1888; C. Martha, L'oraison funebre chez les Rom. in Rev. des deux mondes, giugno 1876; Fr. Vollmbb, Laud. funbr. Roman, hist. et reliquiar. ed., Leipz. 1892 [E. dai Jahrbb.\ 18) Retorica: R. Volkmann, D. Rhet. d. Gr. u. Rom. in System, ubers., Leipz"* 1885; R. Krohnert, Die Anf. d. Rhet. bei d. Rom., Memel 1877; C. Morawski, De rhet. Lat. observat., Cracovia 1892. 19) Epistolografia: C. Czwalina, De epist. actorumque quae a script.

Lat. a. proferuntur fide

et auctor.,

I,

Bonn

1870.

20) Dialoghi

H. Schlottmann, Ars dialog. ap. Graecos

et

Rom., Rost. 1889.

21) Com-

mercio librario: E. Arbenz, Die


Basel 1876; K. Cumpfe, Se

Schriftstell. in

Rom

zur

Zeit. d. Kaiser,

romani ricevevano un onorario dai librai (in boemo) in Listy filologicke X, 26-32; L. Haenny, Schriftstell. u. 21) Varia: M. Hertz, Schrifsteli, u. Buchhandl. in alt. Rom., Leipz. 1885^.
gli scrittori

/ dilettanti di lettere nell'ant. Roma. Disc, Roma 1873; (trad. ted-, Berlin 1874); G.Ritter, Das litter. Lben im alt. Rom, Prag 1878; C. 0. Rbure, Les gens de lettres et leurs protecteurs Rome, Paris 1891; Id., De scriptorum ac litterotorum homimim cum Rom. imperatoribus inimicitiis, Paris 1891; Baldi, Die Freunde u. Forderer d. griech. Bild. in Rom, Wiirzburg 1876; Id., Die Gegner d. griech. Bild. in Rom, Berghausen 1876; G. Giri, Del tradurre presso i latini, Milano
Publicum im Rom., Beri.
1853; 0. Occioni,
1889;

Le

letture pubbliche

Herwig, De recitatione poet. ap. Rom., Marb. 1884; L. Valmaggi, a Roma nel I sec delVra volgare in Riv. di filol. XVI,

65-96: Id., Il Virgilianismo nella letter.

romana

in

Riv. di
letter.

filol.

XVIII,

864-99;

G.

Suster,

Il

sentim.

della

gloria nella

romana, Lan-

ciano 1889.

F) Edizioni,

critica, letteratura

dei

singoli autori. V. l'apparato


cit.

bi:

bliografico principalmente

in

Teubneb-Schwabe, op.

[v.

sopra, C)]

completo dal 1700

al

1878 in Engelmann-Pbeuss, Biblioth.

scriptt. class.^ II

[ 52-53]

181

e dal 1878 in poi nella Bihliotheca philologica classica [v. 20 A) 3)]. Per la bibliografia critica v. i rapporti sistematici del Jahreshericht. d. philoh Vereins zu Berlin [cfr. 20 A) 1) ], del B. Jahresh. [cfr. 20,

A)

2)] Q della

Revue des Revues

[cfr.

20

A)

4)

].

G) Cronologia: Clinton, Fasti Romani, Oxford 1845, voli. 2; E.W. Fischer, Rom. Zeittafeln v. Roms Griindung bis auf Augustus, Altona 1846; Peter,
Zeittafeln d. rom. Gesch., Halle" 1882.
teraturgesch., Leipz.' 1887.

W.

Freund, Tafel

d.

rom. Li-

H)
cit.

Sul metodo nella storia della letteratura romana: M. Schanz, op


sopra, C)
e
],

[v.

Introd., p. 1 sgg.; L.

Valmaggi in
e
i

Riv. di

filol.

class.

XIV, 441 sgg.


Prolus.,

La

storia
F.

d.

letter.

rom.

suoi

metodi di trattaz.

Torino 1892;
sec.

Ramorino in Riv. di
1876;

filol.

class.,

XIV, 451

sgg.

Sulla storia della storia della letter. rom.: M. Messina,

La

letter.

rom

in Italia nel
Ital.

XIX, Napoli

M. Hertz, Rom. Literaturgesch. in

in Jahrbb., 125, 423 sgg.

53.

Storia della letteratura latina nel Medio Evo.


d.

I.

Chr. F. Baehr, Gesch-

rom. Litter.

Ili

Suppl.-Bdd.

[v.

sopra, 0)];

*A. Ebert, Allgem. Geschichte d- Litteratur des Mittelalt.


I-III,

im Abendlande
Genova

Leipzig 1874-87 (trad. frane, di Aymeric e Condamin, Par. 1882-83,


Italia nei secoli barbari,
d.

voli. 3); E. Celesia, St. della letter. in

1882-83,

voli. 2

[scarso

valore];
d.
8.

*M. Manitius, Geschichte

christlich-

latein. Poesie bis

zur Mitte

Jdhrh., Stuttgart 1891.

i82

[ 54]

3)

Storia della filosofia.

54.

La

storia

della filosofia nell'antichit greco-romana,

come quella
una

delle scienze,

non

in sostanza se

non una parte, o


che, per la

sezione, della storia letteraria, al

modo medesimo

men

risoluta separazione dei domini dell'arte e della scienza, e per

lo integrarsi loro

scambievole in molte forme e manifestazioni

lette-

rarie (si ricordi per esempio la poesia didascalica, e la ragion d'es-

sere

medesima

di siffatta poesia), la filosofia e le scienze

non furono

allora che

una parte
banda

o sezione della letteratura

greca e romana.

Ma
star

d'altra

la storia della letteratura

deve necessariamente

paga

di parlar

dei

filosofi

e degli

scienziati, e delle opere

degli uni e degli altri, sol per quel tanto, che

tutto ci

ha

at-

tinenza col fine suo proprio e col suo proprio oggetto, pur

senza

addentrarsi nell'esame particolareggiato e nella ricostruzione storica dei sistemi filosofici e delle scienze nell'antichit. Somigliante

ricostruzione

ha da essere

ufficio speciale della sistemazione scien:

tifica della filosofia e delle scienze

il

che vuol dire cke


se

il

prin-

cipio e l'attuazione di essa

non possono determinarsi

non con

la specificazione organica e sistematica della filosofia e di ciascuna

scienza nel sapere universale, o in altre parole, che la propria storia


della filosofia e la propria storia delle scienze non nacquero, se non

per effetto di quella specificazione scientifica, che tra gli aspetti

pi

caratteristici della coltura

moderna.

[ 54]

la ragione
si

183
se

elementi
antichi
si

Questa

perch

hanno

di

cos fatte storie, essi

confondono interamente con quelli della

storia della

letteratura,

mentre nei tempi moderni,

e in grosso

possiamo aggiungere con la

fine del secolo scorso e col principio

del presente, s'iniziano e vengono via via moltiplicandosi le trattazioni speciali, che

son

registrate

qua appresso,

e nella storia

letteraria e nella filologia classica

pur rientrano indirettamente,


con
la

grazie ai legami che nell'antichit ebbero


filosofia e le

letteratura la

scienze.

A)
Aufl.

Bibliografia generale in Ueberweg, Grundr. der Gesch. der Philos-,


V.

7.

M. Heinze, Berlin 1886.

Storie della filosofia greca e

romana:

Brcker, Hist. critica philosophiae, Leipz. 1742 sgg., voli. 5


di testi];

[collezione

Chr. A. Brandis, Handbuch


voli.

d.

Gesch.

d.

griech.-rom. Philos.,
d.

Berlin
ihrer

1835-66,

Id.,

Gesch. d.

Entwickel.

griech.
2;

Philos. u.

Nachtmrh im rom.
V.

Eeiche, Berlin 1862-64, voli.

*H. Bitter u.

L. Preller, Hist. philosophiae


7.

Ausg.

Fr. Schultess,

Gotha 1888;

Graeco-Rom. ex fofitium locis contexta [1838], *E. Zeller, Die Philosophie d. Grie-

chen in ihrer Geschchtl. Entwickelung drgestellt [1844-52], Leipz.* 1877-82,


voli.

5 e 1 d'indici (l^ 1892) (trad. frane, di Boutroux, Paris 1879 sgg.;

ingl. di S. F.

Alleynb, London 1880 sgg.,


[1883],

voli. 3);

Id.,

Grundr.

d. Gesch.

d. griech. Philos.

Leipzig^ 1889;

I.,

Vortrage u. Ahhandlungen
u.

geschichtlichen Inhalts, Leipzig

1865-1884 {ReUgion

Philosophie
griech.

bei

d.

Rom., ibid.

II,

193

sgg.);

L. Strumpell, Die Gesch. d.


d.

Philos.,

Leipzig 1854-61,
Stuttgart^ 1863;
[1856],
griech.
ed. b.

voli. 2;

K. Prantl, Uebersicht

griech-rom. Philos. [1854],


hist.

W. W. H.

A. Butler, Lectures

on

the

of ancient philos.
d.

Thompson, London^ 1874;


3.

A. Sohwegler, Gesch.
i.

Philos. [1859],

Aufl. hgg.

v.

K. Kostlin, Freiburg

B. 1882;

Ueberweg, Grundr. d. Gesch. d. Philosophie, L Das Alterthum [1863], V. M. Heinze, Berlin 1886; F. Fiorentino, Saggio storico sulla Firenze 1865; Fouille, Hist. de la philos., Paris' 1882 filos. greca, Ch. a. Thilo, Kurze pragmat. Gesch. d. griech. Philos., Cothen 1876; Oh. Bnabd, La philos. ancienne, I, Paris 1885; *W. Windelband, Geschd. Philos. im Alterthum, Nordlingen 1888 [I. Moller, Handbuch, Y, pp. 115-337]; B. C. Burt, A briet hist. of Greek philos., Boston 1889; F. W. A. MulI. Marshall, A short hist. of Greek philos., Lond. 1891.
*F.
7.

Aufl.

LACH, Fragm. philos. Graec, Paris 1860-81, voli.

3.

B)
alten
lai.,
I.

Storie e lavori speciali:


Philos.,

A. B. Krische, Forsch.

auf dem Geb. der


grecque
Paris
a. et

Gott.

1840

Ch.

Leveque,

tudes

de philos.
l'antiquii,

Paris

1864;

L. Lenoel,

Les philosophes de
b.

1865;

F. Ferrier, Lectures on greek philosophy, ed.

A. Grant

E. L. Lo-

SHiNGTON
[1866],

184

Un
capitolo della
st.

[ 54]
Philos. der
della
filos-

London' 1883; H. Siebeck, Untersuch. zur


T. Ramorino,

Griechen, Freiburg' 1888;

gr. e rem. in Riv. VI, 1-74; H.

Gilow, Ueh. die Verhaltn.

d. griech. Philosalt.

zur gr. Volksreligion,


phenschulen
d-

Oldenburg 1876;
Nouv. essais de

H. Diels, Ueh. die


Paris
1)

Philoso-

Griech. in Philos. Aufsdtze E. Zeller gewidm. [Leipz. 1887],


crit. philos.,

239

sgg.; A. Feancje,

Beitr.

zur Gesch.

d. gr. Philos-,

Leipz.

1891.

1890; 0. Apelt,

Logica: K. Peantl,

Gesch. d. Logik
ERLEiN,

im Ahendlande, Leipz. 1855-70,


Sittenlehre

voli. 4.

2) Etica: E. FeuI,

Die philosoph.

in

ihren

Hauptformen,
d.

Tbingen
Prinzip.

1857 [incomp.];
bei d.

W.

D. Wehrenpfennig, Verschiedenh.

etisch.

Hellenen und ihre ErklrungsgrUnde, Beri. 1856; P. Ianet, Hist. de

la philos.

of moral philos.,

Paris 1858; W. Whewell, Lectures on the hist. Lond. 1862; R. Blakey, Hist. of moral science, Edinb. 1863; Th. Ziegler, Die Anfnge ein. tvissenschaftl. Ethik bei den Gr,,

morale

et polit.,

Baden-Baden 1879; Io., Die Ethik der alten Griech-, BerL 1882, voli. 2; F. Masci, Le idee morali in Grecia prima di Aristot., Lanciano 1882; C. Martha, tudes morales sur l'antiquit, Paris 1883; M. Guggenheim,
Die Lehre
Ethik
u.
v.

apriorischen Wissen

in

ihr. Bedeut.

fUr

die

Entwickel. d.

Erkenntnisstheorie in

der Sokrat.-Platon. Philos., Berlin


I,

1885;

K. KoESTLiN, Gesch. der Ethik,

Freiburg

i.

B. 1887; Oh. E. Lcthardt,

Die antike Ethik in ihrer gesch. Entmckel., Leipz. 1887; L. Credaro, Il problema della libert di volere nella filosofia dei Greci in Rendic. dell'Ist.
lomb-, s

2%
I,

voi.
1-2,

XXV,

607-660.

3)

Psychol.,

Gotha 1880-84;
d.

Io.,

Psicologia: H. Siebeck, Gesch. der Die Entwickel. d. Lehre v. Geist


Ztschr.
filr

(Pneuma) in der Wissensch.


Dandolo, L'anima
Philos,
nelle tre

Alterth. in

Volkerps.

XII,

361 sgg.; A. E. Chaignet, Hist. de la psychol. des Grecs I-IV, Paris 1887-92;

prime

scuole

filos.

della Grecia in Riv.


d.
:

it.

di

filos.

1891, maggio^ H. Volger, Die Lehre


I,

Ploen 1892.

4) Sistemi

von
1826;

Seelentheilen
a)

in
:

der alten

e scuole

Pitagorismo

H. Bitter,
societatis

Gesch. der pythag. Philos.,

Hamburg

B. Krische,
j^olit.,

De

Pithag. in urbe Crotoniatarum

cond. scopo

Gottingen 1830; C. L.
E. Zeller, Pyth. u. die

Heyder, Ethices pythag- vindiciae, Frankf. 1854;


Pyth.-Sage in Vortr. u. Abhandl.
Grossgriechenl. u- Pythag.,
1

[Leipz- 1865], 30 sgg.; G. Rathgeber,

Gotha 1866; Rothenbuecher, Das System der


A. Heinze, Die
metaPythagoreer, Leipz. 1871; E. Chaignet, Pythag.
2;

Pythag. nach den Angaben d. Aristot., Beri. 1867;

phys. Grundlehren d.
et la philos.

alt.

pythagoriciemie, Paris 1873, voli.

Sobcztk,

Das

pyth. sy[E. dai

stem, Leipz. 1878; G. F. Unger,

Zur
secret

Gesch. d. Pythag.,

Wien 1883
Arch.
f.

Sitzungsber.

d.

bayr. Ak. d.

Wiss.\,
le

L. v. Scheoder, Pyth. u. die Juder,

Leipz. 1884; P. Tannery, Sur


Philos-,
V.
I,

dans

Vc. de Pyth. in

Gesch,

d,

28 sgg.;

W.

Christ,

M. Offner, De pythag. Lehre v. Leeren in Abhandl. pp. 386 sgg.; A. Ferri, Sguardo retrospett. alle opin. degli
dell' Acc. dei Lincei,
i.

Ital.

intorno alle orig. del Pitag. in Rend.


sgg.;

s* 4*,

IV,

532
P)

H. Idelg, Stud. zur neupythag. Philos., Baden

Oestr. 1892.

Scuola ionica: H. Bitter, Gesch. der ion. Philos-, Beri. 1821; R. Seydel,

[ 54]

I.

185

alt ioti' Philos., Leipz. 1861.

Der Fortschritt der Metaphys. unter dem.


y) Sofisti:

so-

Geel, Hist. critica

sophistarum, Utrecht

1823;

M. Schanz,
Journ. of
les

Die SopMsten, Gottingen 1867;


philol.
2)histes

H. Sidgwick, The sophists, in

1872 e 1873;

Th. Funck- Brentano, Les


1879.

contemp., Paris

sojjhistes grecs et

6)

Scuola di Megara:

F.

Deycks,

De

Megar. doctrina, Bonn


cirenaica: A.

1827;

Henne, cole de M., Paris

1843;

Hist. de l'c de Meg. et des c d'Elis et d'Eretrie, Paris 1845.

Mallet,
e)

Scuola

Wendt, De philos. cyren., Gott. 1841; I. F. Theige, Res Cyrenensium, Kopenh. 1878. t) Atomismo Geffers, Quaest. Democriteae. Gotting. 1829; Papencordt, De atomicorum doctrina, Berol. 1832; A. Lange

Gesch. d. Materialismus,

I'

[Iserl.

1873], p. 9 sgg.;

A. Brieger, Die
u.

tir

bewegung der Atome

u. die

Weltentsteh- bei

Leuk.

Dem., Halle

H. C. LiEPMANN, Die Mechan. der Leuk.-Dem.- Atome, Leipz. 1885. cismo: D. Tiedemann, System der stoischen Philos., Leipz. 1776,
F. Ravaisson,

1884
Stoi

r|)

voli.

De

la

morale des
relata,

Stoic-,

Paris 1850;

Id.,

Essai sur

le St.

Paris 1856; M. Heinze, Stoicorum de affectibus doctr., Beri. 1861;


cthica

Id.,

St

ad origines suas

Naumburg

1862; Kuester, Grundz. d. stai


d. aristotel

schen Tugendlehre, Beri. 1864;


u.
st.

H. Siebeck, Der Zusammenh.


d.

Naturphilos. in Untersuch. zur Philos.


1879;

Gr.

cit.

sopra; R. Hibzel,

Stoic. cine Wurzel Die Philos. der Stoa nach ihr. Wes. u. ihr. Schicks, Leipz. 1883; F. Ogereau, Essai sur le systme philos. des Sto'iciens, Paris 1884; S. Talamo, Le surnaturel dans la moral chrt. et dans la philos. sto'cienne, in Ann. de philos. chrt., n* s% XI, 481 sgg.; XII, 1 sgg.; H. Lauret, De perturbatione animi Stoici quid sen-

De

logica Stoicorum, Berol.

H. Winkler, Der

des Christenthums, Leipz. 1880;

G. P. Weygoldt,

serint,

Nancy

1885;

I.

D'Avenel, Le
I,

sto'icisme,

Paris 1886;

Fr. Striller,

De

Stoic. studiis rhetor.


I.

Bresl. 1886; A.

Haacke, Die Gesellschaftslehre der


Sto'iciens,

Stoiker, Beri. 1887;

Favre,

La

morale des

Paris 1887; L. Stein,

Psychol. der Stoa, Beri. 1887-88, voli. 2;


d. Stoik.,

W.

Luthe, Die Erkenntnisslehre


et

Leipz. 1890; 0. Weissenfels,

De

Platon,

Stoicae

doctr. affi-

nitate

in Festschr. d. Franz.

Gymn.
1,

[Beri. 1890], p. 81 sgg.;

Schmekel,

Die Philos.

d. mittl. Stoa, Beri.

1892; Wetzstein, D. Wandl. d. stoischen

Lehre unter

ihr.

spot.

Vertretern

Neustrelitz

1892;

D.

Ai(Tpa|i|Lia axoiKf? qpiXoaoqpia?. I,

'Apxaia oto, Trieste 1892.


se.

Thereianos
6)

EpicuL'epic.

reismo: L. Ferri, Epic. ed atom., in Filos. delle


nella scienza e nella storia in

ital.
I.

1870;

Ir.,

Nuova

Ani., 1877, V;
del
r.

Ciavarini, DelVepic
III,

pratico

e scientif.

dei

Rom.

in Bendic.
e l'epic-,

Ist.

Lomb-,
I.

70 sgg. e

113 sgg.; G. Trezza, Epic.


d'pic. d'aprs
le

Firenze 1876;

Lachelier, Les Dieux


philol., I,

De

nat. Deor. de

Cic, in Rev. de

264
e

sgg.;

A. Selmi, Gli atomi d'Epic.


IV; A. Conti e G. Rossi,
storia,

e la teoria

atom. moderna in Riv. Eur. 1877,


filos.

Esame

della

epic.

nelle sue

fonti

nella

Firenze 1878; M. Guyau,

La

lace, Epicureanism, Lond. 1880;

morale d'Epic, Paris 1878; W. WalB. Schwen, Ueb. griech. u. rom. Epik.,
atnueiiuv koI ar||ueid;I.

aeiuv et

Tarnowitz 1881; R. Philippson, De Philod. libro itepl Epicureorum doctrina logica, Berol. 1881;

Kreibig,

Epikur,

scine Personlichkeit u.
s.

186

1885.

[ 54]

Lehre,

Wien

i)

Scetticismo: N. Mac-

Lond. a. Cambridge 1869; P. L. Haas, De philos. scept. successionibus, Wiirzburg 1875; Ch. WadDiNGTON, Pyrrhon et le Pyrrhonisme, Paris 1877; R. Hirzel, Untersuch. zu
coLL,
sceptics
to Sextus, Cic. philos. Schriften [Leipz. 1877-83], III, 1 sgg.;

The greek

from Pyrrho

V. Brochard, Les

scept.

grecs, Paris 1887; C. Hartenstein,


d.

Ub. die Lehre d. antiken Skeptis, bes.

Sext.

Empir, in Ztschr.

f.

Philos., XCIII,

217 sgg.; E. Pannenheim, Der


f.
:

Sitz der Schule d. pyrrhon- Skept. in Arch.

Philos.

I,

37 sgg.

k) SinPolitik
u.

cretismo greco-romano e
docuerunt usque
Philos. in ihr. Verhltniss

filosofia in

Roma

Hepke, De philos. qui Bomae


die Anton.,

ad Antoninos, Berol. 1842; W. I. Thiersch, zur Relig. unter Trojan, Hadrian u.


sgg.;

Marburg
u.

1853;
II,

E. Zeller,

Abhandl.,

106

Ueb. Relig. u. Philos. bei den Bom. Durand de Laur, Le mouvement de

in Vortr.
la

philosoph. depuis Cic. jusqu' Tacite, Paris 1874.

pense

\)

Filosofia alessan-

drina: F. Daehne, Die jUdisch-alex. Religionsphilos., Halle 1834; M. Wolff,

Die philonische
d'Alex., Paris

Philos.,

Gotbenburg' 1858; E. Matter, Essai sur


Simon, Hist. de
d'Alex.,
l'c.

l'c.

1840;
crit.

d'Alex., Paris 1843;

E. Va-

CHEROT, Hist.

de

l'c.

Paris 1846;

Logos, Leipz. 1872, p. 204 sgg.;


1877; H. Bois, Essai sur 1890.
I,

Rville,

Le

logos d'aprs Philon,

M. Heinze, D. Lehre v. Genf


cit.

les origg.

de la philos. judo-alexandr., Toulouse


v.

Per la storia del giudaismo

292 sgg.

Ueberveg-Heinze, op.

in A),

|u)

Patristica:

I.

P. Migne, Patrologiae cursus, Paris 1860 sgg.

A. RiTSCHL, Die Entsteh. der altkathol. Kirche, Bonn^ 1857; A. Stockl,


I.

Gesch. der Philos. der patrist. Zeit, Wiirzburg 1859;

Huber, Die Philos.


d. Patrol.,
i

der Kirchenvater,

Munchen
T.

1859;

F. Chr. Bauk,
I.

Das Christentum der


Frei-

ersten drei Jahrhund., Tiibingen 1860;

Alzog, Handb.
d.

burg

i.

B.* 1888

Schmid, Grundlinien
I.

Patrol.,

Freiburg

B. 1879

(trad. frane, di
Patrist.,

I.

Cornet, Parigi 1881);

Nirschl, Lehrbuch

d. Patrol. u,

Mainz 1881; Fr. Overbeck,

Ueb. die

Anfange

d. patrist. Liter.

in

Histor. Ztschr. 1882, 417-72.


tische Entwickel.
d..

v)

Gnosticismo: A.

W.

Neander, GeneE. Matter,

vornehmsten gnost. Systeme,

Beri. 1818;

du gnostic, Paris^ 1843; F. Chr. Baur, Die christl. Gnosis od. Religionsphilos., Tbingen 1835; A. Lipsids, Der Gnostiz., Leipz. 1860;
Hist. crit.

A. Harnack, Zur Quellenkritik der Gesch. d. Gnost., Leipz. 1873; H. S. Mansel, The gnostic heresies, Lond. 1875; A. Hilgenfeld, Die Ketzergesch. o) Neoplatonismo E. Matter, I. Sides Urchristentums, Iena 1884.

mon, E. Vacherot, opp.

citt.

sopra in

X);

K. Vogt, Neuplaton.
Uh.

u.

Christ-

enthum. Beri. 1836; R. Hamerling,

Ein Wort
Halle

die

Neuplat.,
p* 5;

Triest

1858;
ner,

A.

RicHTER, Neuplaton. Stud.,


u.

1864-67,

H.

Kell-

Hellenismus
in

Christent., od. die geist. Reakt. des

antiken

Heident,

gegen

M. Heinze, Die Lehre Natorp, Forschungen zur Gesch. d. Erkenntnissproblems im Alterthum, Beri. 1884; M. Evangelidas, 'IffTopia Tf)(; 9e(jupia(; xfq y^ii^creiuc;, Atene 1885; G. Cesca, La Verona 1887 Hepke , De teorica della conoscenza nella filos. greca
das Christent.,

Koln 1866.

5)

Varia:

vom Logos

der griech. Philos., Leipz.

1872; P.

[ 54]
philos. qui

187

Anton., Berol. 1842;

Romae docuerunt usque ad

G. Allievo,

problema metafisico studiato nella storia della filos. dalla scuola Ionica a Giord. Bruno, Torino 1877; R. Eucken, Gesch. der philosoph. Terminologie, Leipz. 1878; E. Zellee, Ueb. die griech. Vorgdnger Darwin's, Beri.
Il

1878

[E. dalle

Ahhandl.

d. h.

Ak.
I,

d.

Wissensch.'];

M. Heinze, D. Eudd-

monismus in der griech


hist.

Philos.,

Leipz. 1883 [E. dalle Ahhandl. d. phil.-

Kl.

d. schs.

Gesellsch. d.
I,

in der griech. Philos.,

Beri. 1884; E. Chauvet,

Wiss^; E. Hardt, Der Begriff der Physis La philos. des mdecins


d. Rhet. u. Philos. ub. die
"

grecs, Paris 1885; Liees,


civilis ,

Die Kmpfen

scientia

Waldenburg

1888;

L. Stein, Ant. u. mittelalterl.

Vorldufer des

gr. Philos.,

Das Problem d. Materie in der Mnster 1890; K. Ioel, Zur Gesch. d. Zahlprinz. in der griech. Philos. in Ztschr. f. Philos. XCVII, 161-227; A. Giesecke, De philos. ve terum quae ad exilium spectant sententiis, Lips. 1891.
Occasionalismus, Beri. 1889; Cl. Baumker,

C) Edizioni, critica, letteratura dei singoli


e 52 F).

filosofi

v.

sopra 49 F)

D) Riviste
1.

(in corso di pubblicazione):


filr

Archiv

Geschichte der Philosophie, hgg.

v.

L. Stein, voi.

VI

(con rapporti bibliografici sistematici, dal 1886 in poi).


2.

Mind.

quarterly revietv of psychology and philosophy, ed. hy

G. C. Rebertson [London, Williams], voi. XVIII.


3.

Philosophische

Monatshefte,

red.

v.

P.

Natoep
[Paris,

[Heidelberg,

Weiss], voi.
4.

XXIX.
dir.

Revue philosophique ;
s% ann. XVIII.
Rivista italiana di

par Th. Ribot


dir.

Germer

Bail-

lire], 3"
5.

filosofia,

da L. Ferri [Roma,

tip. delle

Terme
6.

Dioclez.], ann.

VIH.
filr

Zeitschrift

Philosophie
s-,

und philosophische
voi.

Kritik,

red.

v.

R. Falcjkenberg [Halle,

Pfefi'er], n.

CII-CIII.

S'aggiungano

resoconti sistematici del B.

Jahresb.,

sezione

I [

20

A)

2],

e deir^rc^. fur Gesch. der Philos. sopra citato.

188

[ 55]

4)

Storia delle sciente.

55.

Circa

rapporti e le vicendevoli

interferenze

tra la

storia delle scienze e la storia letteraria in genere valgono le

me-

desime considerazioni che


della filosofia [ 54]: non
dell' antichit

si
si

son fatte sopra a proposito della storia


i

dimentichi invero che


e per

primi scienziati

furono

filosofi,

lungo tempo nella designamanifestazione

zione

generica di

filosofia

s' compresa ogni

e disciplina scientifica.

Pur quanto

alle singole scienze particolar-

mente, e rispetto alla loro classificazione metodica, s'avverta che


ella

non deve

farsi alla

stregua del valore funzionale e intrinseco

di ciascuna,

bens

movendo da l'importanza che ciascuna ebbe

nella storia della coltura antica (1) ; di guisa che avr da precedere

a tutte l'altre la matematica, come


(presso
i

quella che
la

presso

Greci

Eomani alquanto meno), raggiunse

massima

esplica-

cazione teoretica (2), e le verranno dietro la medicina, l'astronomia


e la geografia fisica, e infine le scienze naturali descrittive (zoologia, botanica, mineralogia) e sperimentali (fisica e

chimica).

(1)

M. BoNNBT, La

philol. class., p. 181.

(2)

Qli elementi d'Euclide sono

anche al presente in molte scuole

libro di testo per

lo studio della

geometria piana.

[ 55]

delle scienze in

189

G. Cdvier, Histoire des


sciences

A) Storia
A.
V.

generale:

naturelles, pubi,

par M. Magdeleine de Saint-Agy, Paris 1841-45, voli. 5; Humboldt, Cosmos [1845-62], voli. II.; W. Whewell, A history of
from
the earliest to the present times [1837],

the inductive sciences

London'
voli.
3);

1857, voli. 3
*S.

(trad. ted.

di

I.

I.

v.

Littkow, Stuttgart 1840-41,

GNTHER, Mathentatik, Naturwissensch. u. unssenschaftl. Erdhunde im Alterthum, Nordlingen 1888 [I. Miller, Handbuch V, 1]; *P. Tanneey,

Pour

l'hist.

de la science hellne, Paris 1887 [filosofa e scienze].


:

B) Matematica
2. ed.

I.

F.

Montucla, Hist.
Paris
voli. 2

des

mathmatiques
I.

[1758],

pubi. p.

A.

I.

De Lalande,
F.

1799,

voli. 4;

I.

Delakbre,
I. I.

Arithmt.

des

Grecs, Paris 1807,


1817);

(traduzione ted. di

HoffHeides

MANN, Mainz
delb.
tnth.

A. Finger,
Paris^ 1875

De primordiis geom.
sur
l'orig.
et le

ap. Gr.,

1831;

M. Chasles, Apergu

histor.

dvelopp.

en gom. [1837],

(trad. ted. di

L. A. Sohncke,

Halle

1839); G. H. F. Nesselmann, Algebra d. Oriechen, Berlin 1842; E. S.

Unger,

Kurzer Abriss

d.

Gesch. d. Zahlenlehre

v.

Pythag. bis auf Diophant, Er-

furt 1843; A. Arneth, Gesch. d. Mathem., Stuttgart 1852; H.

Hankel, Zur

Gesch. d. Mathem.

im Alterthum

u. Mittelalt.,

Leipzig 1874; *M. Cantor,

Mathem. Beitr. zum Kulturleben d. Volker, Halle 1863 (cfr. Th. Martin in Ann. d. Matem. pura ed appi., 1863, pp. 257 sgg. e 237 sgg.); Id., Euklid u. sein Jahrh., Leipz. 1867; Id., Die rom. Agrimensoren u. ihre Steli, in der
Gesch. d. Feldmesskunst, Leipzig 1875
;

Id.,

Vorles.
d.

iib.

Gesch.
I,

d.

Mathem.
1868;

I,

Leipzig 1880; G. Friedlein, Beitr. zur Gesch.

Math.

Hof

Id-,

Die Zahlzeichen
1869;

u.

das elementare

Rechnen

d.

Griech. u. Rom., Erlangen

A. Bretschneider, Die Geometrie und die Geometer vor Euklides,


d.

Leipzig 1870; H. Suter, Gesch.

mathemat.Wissensch. [1871], Ziirich' 1873;

F. HoEFER, Hist. d. mathmatiques, Paris 1874; *A. Favaro, Saggio di cro-

nografia dei matemat. nell'antich.,

Padova 1875; Stonner, Die Mathem.

Allman, Greek geometri/ from Thales to Euclid in Hermathena, IH, 160 sgg.; IV, 180 sgg.; V, 186 sgg.; VI, 105 sgg.; 269 sgg., e Dublino 1889; I. L. Heiberg, Quaest. Archimedeae,
;

der Alten, Olmtz 1875

G.

I.

Kopenhagen
Philol,

1879;

Id.,

Philol. Stud.

zu griech. Mathem. in Jahrbb.


sgg.;

f.

XI

Suppl-Bd., 355 sgg.; XE, 375


Studien
iib.

teraturgesch.

Euklid,

Leipzig

sciences mathmat. et phys., Paris 1883, voi.

XHI, 541 sgg.; Id., Lit1882 M. Marie, Hist. des I e II; l. Gow, A short his;

tory of greek mathem,,

Cambridge 1884; M.
sgg.;
v.

P. Schmidt, Philol. Beitr.


v.

zu gr. Mathem. in Philol. XLII, 82


Kegelschnitten

H. G. Zedthen, Die Lehre


v.

d.

im Alterthum,

ddn. deutsch Ubers.

R.

v.

Fischer-Benzon,

Kopenhagen

1886: P. Tannery,

Pour

l'hist.

de la science hellne (de Thals

Empedocle), Paris 1886; lo., La geometrie grecque, Paris 1887; I. TrawnTscHEK, Das Problem der Kreisausmess, I, Die Zeit vor Archim., Brtinn
1889; G. Loria,

H periodo
:

aureo della geom. greca, Torino 1890.


u. Litter. d. lteren

C)

Medicina
1841;

L.

Choulant, Gesch.
Lehrb.
d.

Medie. [1828],

Leipz.^

*H. Haeser,

Gesch. d.

Medicin

u.

der

epidem.

Krankheit. [1845], Iena' 1875, voi.


u. ihr. Hilfswiss., Stuttg.

190
I;

C
La

[ 55]

A. Wundeklich, Gesch. der Med.


tndec dans Homre,
Id.,

1859; Oh. Daeemberg,

Paris 1865;

Io.,

tat de la
n*

md. entre Hom.


A. Vekcontre,
s,

et

Hippocr.;

*Hist. des

se mdie-, Paris 1870-73;


greeque in Rev. archol-,

La
al

mdie,
VII,

sacerd. dans l'antiq.

VI, 273

sgg.;

22

sgg.;
e

106

sgg.

G. PiNTO, Storia della medieina in

Roma

tempo dei re
la

della repuhl.

Roma

1880;

I.

Uffblmann, Die Entwickelung der

altgriech.

Heilkunde.

Beri. 1883;

A. Corlieu,

La

mdie,

greeque depuis
u,

mort de Galien

Par. 1885; A. Baranski, Gesch. d. Thierzucht

Thiermedicin im Alterth
et

Wien

1886; F. Buret,

La

syphilis aujourd'hui

ehez les anciens, Paris

1890; G. CosTOMiRis, Les erits ind, des anc. mdec. grecs, Paris 1890-92
[E. dalla Rev. des
mdecine.
et.

g'.

Ili

e IV];

R. Lpine, Une page


Cs.,

d'hist.

de

la

La

thrapeut. sous les


u.

prem.
der

Paris

1890; M. Wdlfsohn,

Studien Uh. GeburtsTiillfe


S.

Gyncologie

der

Hippokrat.,

LuRjE,

Stud.

uh.

Chirurgie

Hippokr.,

Dorpat 1890; Dorpat 1890; M. Steinkrit. Bihliogr.

SCHNEIDER, Die grieeh. Aerzte in arahisehen

Uebersetz,,

in

12% voi. IV; E. Dupouy, Mdec. et mceurs de Vane. Rome, Paris^ 1892; P. Duserme, De l'exerciee de la mdec. et de la pharmacie Rome, Toulouse 1891; Courtois-Sufpit, Les temples d'Escul. La
s

Arch. fUr. Pathol.,

mdie, relig. dans la Grece ancienne, Paris 1892;

Lustseuche im Alterthum,

Halle^ 1892;

A.

I. Rosenbaum, Gesch. der Harnack, Medizinisches aus

Leipz. 1892; M. Wellmann, Zur Medizin im Alterth. in Jahrhh., 125, 675 sgg.

der dltesten Kirchengesch.,

Gesch.

der

D) Astronomia e geografia
Astronomie
l'astron.
bis

fisica : I. K. Schaubach, Gesch. der grieeh. auf Eratosthenes, Gottingen 1802; 1. 1. Delambre, Hist. de ancienne, Paris 1817, voli. 2 (trad. ted. di I. I. I. Hoffmann,
1817);
I.

Magonza

Zech, Astron-

Untersueh. Uh.

die

wichtigeren Finster-

nisse, welche v. d. Schriff steli, d.

Mass. Alterth. erwhnt werden, Leipz. 1862;


Gesch. d.

A. BoECKH,

Zur

Gesch. d. Mondcyclen der Hellen., Leipz. 1855; Id., Epi-

graph.-eronologische Studien. Zweiter Beitr. zur


Hellen., Leipz.

Mondcyclen

d.

astronomy of the ancients, Lond. 1862; 0. Peschel, Gesch, der Erdkunde [1865], 2. Ausg. DOn S. Rdge, Munclien 1877; I. H. von Madler, Gesch. der Himmelskunde
hist.

1856; G. C. Lewis,

An

survey

of the

von der
et

altesten bis

auf
Id.,

die

neueste

Zeit,

Braunschweig 1873,

voli. 2;

F. Hoefer, Hist. de l'astron., Paris 1873; Th. H. Martin, Astronomie gr.

rom., Paris 1875;

anciens philos. de la Grece e

Mm. sur les hypothses astronomiques des plus Mm. sur les hypoth. astron. d'Eudoxe, de
1881;

Callippe, d'Aristote et de leur eole

Belles Lettr.,

XXV], Paris

R.

[Mm. de l'Inst., Acad. des Inser. et Wolf, Gesch. der Astronomie, Munu.

chen 1877; E. H. Bunburg,


voli. 2;
a. d.

A hist.

of ancient geogr... [1879], Lond. 1882,


Astron-: ihr

A. Krichenbacher, Theogonie
Astron.

Zusammenh. naehgetc

Gottern der Griechen, Aegypt., Bahylon., Arier,


bei

Wien

TOKius, Die Entwiekel. der

den

Grieeh. bis

1881; M. SaeAnaxagoras und

Empedoeles in Ztschr. fur Philos. LXXXII, 197 sgg. e

LXXXUI,

sgg.

[ 55]

191

thum, Rede,
bei gr.

e Breslau 1883; Fr. Blass, Einiges a. d. Gesch. d. Astronomie im AlterKiel 1883; Th. Bergk, Filnf Ahhandl. zur Gesch. d. gr.
v.
Gr.

Philos. u- Astron., hgg.


u.
lat.

Hinrichs, Leipz. 1883; F. Hofmann, Sammtl.

Schriftstell. d. Alterth.

erwahnte

Sonnen-

u.

Mond-Finster-

nisse, Triest

1884; *H. Bergeb, Gesch.


Leipz. 1886.

der ivissenschaftl. Erdkunde der

Griechen,

I,

E)
nat.,

Scienze
introd.

naturali
l't.

Th.

H.

Martin, Philos.
dans
H.
l'antiq.,
[I.

spiritualiste

de

la

des

se.

phys.

Paris

1849,

voli-

*S.
1,

GuNTHER, Gesch. der


pp. 36
sgg.].

antiJcen

Naturwissensch.
0. Lenz,

Mller, Handh. V,

1)

Zoologia:

Zoologie
u.

der

alien

Gr.

u.

Rom.,

Gotha 1856; V. Hehn, Kulturpflanzen


Firenze

Hausthiere
F.

[1870],

Berlin^

1890 (traduzione italiana,

1892);
1887; A.

Ieschonnek,

De

nominibus, quae Graeci pecudibus domesticis indiderunt, Konisberg 1885; O. Keller,


d. altesten

Thiere des Alterthums, Innsbr.


Hausthiere, Breslau 1889.

Otto,

Zur

Gesch.

2)

Botanica:

E. F. Wstemann,

Unterhaltungen aus der alien Welt


KAVEL, Botanik
spteren Gr. u.

fiir

Garten- u. Blumenfreunde, Gotha

1854; H. 0. Lenz, Botanik d. alien Gr. u.


d.

Rom., Gotha
3.

1859;

B. Lang-

Rom. vom
I.

bis 13. Jahrh., Beri. 1866;

V. Hehn, op.
la nature...,

cit.

sopra in

1);

M.

Schleiden, Die Rose, Gesch. u. Sym-

bolik, Leipz. 1873;

A. Coutange, Hist. du chne

dans l'antiquit

et

dans

Paris 1873; K. Koch^ Die

Baume

u.

Strucher des alien Grie-

chenland [1879], Beri.' 1884; F. Hoefer, Hist. de la hotan., ecc., cit. sotto in 3); L Murr, Beitr. zur Kenntniss der aliklass. Botan., Innsbr. 1889;
In.,

Die geograph.
fiir

u. myiholog.

Namen

der

aligriech.

Welt in ihr. Ver-

werthung
nerai, d.

aniike Fflanzengeographie, Halle 1889;

In.,

Die Pflanzenwelt
H. 0. Lenz, MiHfer, Hist.

in der griech. Myth., Innsbr. 1890.


alt.

3)

Mineralogia:
Paris 1882.

Gr.

u.

Rom., Gotha 1861 [raccolta di


et

testi];

de la botan., de la minerai,

de la

gol.,

F) Fisica
voli. 2;

chimica:
l'hist.

1) Fisica:

Tu. R. Martii, Philos. spiritualiste de


I. C. PoggenDie Gesch. der

la nature, introd.

F. Hoefer,

des sciences physiques dans l'antiq., Paris 1849,

Hist. de la phys. et chimie, Paris 1872;

DOBFF,

Gesch. der

Phys., Leipz. 1879;


I,

F. Rosenberger,

von Aristoi.

Braunschweig 1882; A. Heller, Gesch. der Phys. E. Wilde, Zeit, I, Stuttgart 1882. deb. die Optik der Gr., Beri. 1832; K, Wessely, Bruchstiicke ein. optischen Schrift aus dem Allerihum, in Wien Stud. XIII, 312 sgg.; A. von UbbaNiTzKY, Elektricitt u. Magneiismus im Alierthum [Elektrotechn. Bibliothek XXXIV], Wien 1887. 2) Chimica: F. Hoefer, Hist. de la chimie [1842-43], Braunschweig 1843; Io., Paris'^ 1866-69; E. Kopp, Gesch. der Chemie, I, Beitr. zur Gesch. der Chemie, ih. 1869; In., Die Alchemie in lterer und neuerer Zeit, Heidelberg 1886, voli. 2; E. von Meyer, Gesch. der Chemie, Leipz. 1889; M. Berthelot, Introd. l't. de la chemie des anciens et du moy.-ge, Paris 1889; In., Sur les comment. des vieux alchim. grecs in
Phys. in GrundzUgen,
bis

auf die neueste


gr. conservs

192

Sur
les traces

[ 55]

Journ. des Sav., 1889, pp. 106 sgg.;

Id.,

des crits alchim.

dans
ib.

les crits lat.

et

sur la transmission des doctr. alchim.


Id.,

au moy.-ge,
ih.

1891, pp. 124 sgg.;

Tradit. techn. de la chimie atte,

1891, pp. 370 sgg.; Id., Les compos.

moy.-ge.

Le feu Grgois et les deux mondes, CVI (1891), 786


Monac.
et

dans l'antiq. et au poudre canon in Rev. des sgg.; T, Iahn, Chem. Graeca e codd. mss. Bern. in Rev. de philol. XV, 101 sgg. Bekthelot et Rdelle,
incendiaires
orig. de la

Coli, des anc. alchim. grecs.,

Paris 1887-89, p' 4.


dei
scienze

V.

G) Edizioni, critica, 49 F) e 52 F).

letteratura

singoli

scrittori

di

PARTE SECONDA

SEZIONE PRIMA

STOM^ E

A-IsTTIOHITA

Valmasqi.

13

[ 56-57]

195

CAPO

VI.

STORIA, GEOGRAFIA, CRONOLOGIA

1)

Storia,

56.

Enciclopedia:

Boeckh' 352

sgg.;

Reinach P, 160

sgg.;

II,

277; HiiBNEB^ 189 sgg.

57.

Con

la designazione di

storia

s'intende antomastica-

mente una parte soltanto della

storia in genere, cio gli avveni-

menti della vita pubblica, la successione dei re e degli uomini


grandi, le guerre e le rivoluzioni, la storia cos detta politica in

una
se

parola, nella quale le altre

parti della storia

non rientrano
gli

non per quel tanto,

eh' indispensabile a

ben comprendere

avvenimenti

politici e le

cause

il

nesso gli effetti della loro evo-

luzione nel tempo e nello spazio.

La

storia greca e

romana

na-

turalmente inseparabile dalla rimanente storia dell'antichit, e in


specialissimo

modo

dalla storia degli Egizi e dei popoli Orientali.

La

ricostruzione scientifica anzi di quest'ultima, agevolata e pro-

mossa dalle mirabili scoperte


giorni nostri
si

che

dal

principio del

secolo

ai

vennero moltiplicando,

stata di

giovamento non

piccolo anche alla storia dell'antichit greco-romana in genere, e

riamente
i

196

come
sorretta da

[ 57]

alla storia della Grecia particolarmente.

Accennarne pur somma-

progressi

tutti,

mostrare

una pi

larga e compiuta interpretazione degli scrittori classici, irraggiata


di

nuova fulgidissima luce

dall'epigrafia, dalla

numismatica, dalla

scienza delle antichit pubbliche e private, confortata


capitalissime scoperte di testi antichi (basti

da nuove

ricordare, tra le ree di

centissime e pi insigni, le inscrizioni


e

di

Gortyna

Lemmo
nostro,

r 'A6Tivaiujv

TroXiieia di Aristotile), siasi la storia politica dei


rifatta

Greci e dei

Komani

da capo a fondo

nel secolo

sostituendosi alla vecchia narrazione tradizionale

una nuova

nar-

razione scientificamente vagliata e fermata su le fonti, non sarebbe


possibile in questo luogo. Bisogner perci che

siam paghi

di

pur

ricordare

pi insigni rappresentanti

di cos fatta

ricostruzione
le storie

critica della storia antica, lasciando anzitutto

da banda

universali (dopo C. F. Becker

primi

saggi

di

I.

Chr. Gatterer

[1792],

di

[180105,

rifuso

da Guglielmo Mller, 1883

sgg.], di

G. von Mller [1810, ristamp. 1831


del

sgg.], celebri fra tutte quelle

Weber [185763,
),

ristamp. 1882 sgg.] e

del

Eanke [1880,

ristamp. pi volte]

delle quali storie universali la Grecia e

Roma

antica son parte considerevolissima, e

tacendo anche delle storie

generali de' due popoli greco e romano, che furon parecchie spe-

cialmente nella prima met del nostro secolo, e anche pi in qua.

Eagguardevole sopra

tutte, per profondit

di

preparazione e as-

sennatezza di critica politica, bench


dzio nell'uso delle
fonti, la

non

sempre per retto giu-

Geschichte des Alterthums di

Max

Dunckler [1852
lingue.

57],

ristampata pi volte, e tradotta

in varie

Rispetto alla storia particolare di ciascuno dei due popoli classici,

e del

Greco in primo luogo,

il

rinnovamento

scientifico fu

iniziato in Inghilterra, verso la fine del secolo scorso, con le tre

grandi storie dell'antica Grecia di Oliviero Goldsmith [1776], di


G. Gillies

[1786] e di G. Mitford [1784-94];

le

prime com-

poste nei tempi moderni con indirizzo e metodo veramente critico.

Ancora l'Inghilterra conserv

il

primato

nella storiografia

greca

[ 57]

197

ogni

durante la prima met del secolo presente, grazie a varie ragioni

che qui non accade ricordare, non ultime in


ferenza che s' visto gli Inglesi aver

modo

la pre-

conceduto agli studi greci


affi-

gi nella storia della filologia [

14, p. 33], e la singolare

nit delle loro instituzioni politiche e sociali con quelle dell' antica Grecia. Dall' Inghilterra

dunque non

meravigliare se

uscirono, pur nei primi decenni del secolo, due insigni storie del

popolo

greco, quali sono

YHistory

of Greece

di

C. Thirlwall

[1838], e l'opera celeberrima, nel suo genere classica addirittura,


di Giorgio

Grote [1846

55], tradotte

entrambe in varie lingue,

e seguite eziandio in tempi pi recenti da parecchie altre trattazioni generali o particolari di

non

lieve merito.

Ma
con

all'Inghilterra
la
la

non tard a tener dietro anche

in questo arringo

dotta Ger-

mania, l'operosit della quale, annunziatavisi

Geschichte

Griechenlands di F. Kortiim [1854],

si

continu poi splendida-

mente con

la storia sopra menzionata del Dunkler, e con la divul-

gatissima Griechische Geschichte di Ernesto Curtius [1857

67],
per

ricca di pregi bench scritta in forma popolare, fermata e docu-

mentata direttamente su
pi
punti,

le

fonti

letterarie

ed

antiquarie, e in

massime nella quistione


di

delle

origini, notevole

ardita originalit e acutezza

vedute.

Non meno

importante,

anzi per l'apparato critico e bibliografico copiosissimo e per l'in-

dicazione accurata delle fonti di carattere pi risolutamente erudito la Griechische

Geschichte di Giorgio Busolt, cominciata a

pubblicare nel 1885, e tuttavia incompiuta. L'esame e la critica


delle fonti anche s'accoppiano alla dottrina

profonda dell'espositutte le quistorici

zione, ricca di accenni e riassunti e discussioni su


stioni particolari e
i

punti controversi fra

moderni

della

Grecia, nella recente capitalissima opera di Adolfo

Holm
la

(ne son

venuti in luce sinora tre volumi


coi lavori di pi modesti confini

[188690]); con

quale, e
indi-

quantunque composti con


Hertzberg

rizzo

severamente

scientifico
dell' Onken,
si

del
e del

[187880],
nel

nella

Storia universale

Phlmann [1889],
maggiori

Hand-

huch del MuUer,

chiude

il

ciclo delle

storie tedesche

gistrati
si

198

bibliografico, qui

57]

della Grecia antica. De' manuali pi elementari, che saranno re-

qua appresso nell'apparato

non occorre
ancora,

faccia menzione:

bens richiama la nostra

attenzione

grazie al

nome

dell'autore popolarissimo, VHistoire des Grecs di

V. Duruy [1886

89;
ma

da

non

confondere

con

VHistoire de

la

Grece ancienne, venuta in luce anzitutto nel 1861,

e riprodotta

poi nel 1883], con splendide illustrazioni figurate, di esposizione

vivace e geniale,
oltre qualche

di assai scarso valore scientifico

e in Italia,

buon compendio elementare, principalmente


test

la Storia

della

Grecia antichissima,

cominciata

pubblicare

con

molta e sana copia di dottrina da G. Beloch [1892].


Della storia
rinascimento,

romana, lasciando
o

le narrazioni

umanistiche del
degli

piti

meno

eleganti

rifacimenti e parafrasi

scrittori antichi, la

prima trattazione veramente


Perizonio, le

critica fu opera

di

un olandese,

il

cui Animadversiones

historicae,

stampate ad Amsterdam
dall'Harless nel 1771.

nel

1685, vennero

anche

ripubblicate
anni,

Ad

esse segu,

pur dopo pochissimi

VHistoire des empereurs [Parigi 1690; ristamp. a Bruxelles 1733]


del francese Lenain

de Tillemont, dove sono esposti

gli

avveni-

menti

di

Koma

imperiale con copia di erudizione insigne

per

il

tempo, bench con ispirito troppo cattolicamente


opposte tendenze, e per reazione anche

ortodosso.

Con

contro l'opera

del Tille-

mont, compose in Inghilterra E. Gibbon

la sua celebre

History
la cui

of

the decline

and

fall

of

the

Roman

empire [1776

88],

fama, raccomandata all'eccellenza della forma non meno che alla


larghezza e genialit di vedute, ancora
torevole ai d nostri presenti.
storici illustri
si

mantiene viva ed au-

Ma
loro

nello stesso secolo

XVIII
il

altri

allargavano la
antica,

indagine
di

tutto

quadro
ne' suoi

della storia

romana

studiandosi

abbracciare

aspetti multiformi l'intreccio vario

e complesso di
il

quegli avve-

nimenti meravigliosi, di determinarne


e gli effetti, di penetrarne
i

nesso intimo e le cause

rapporti con gli istituti, le forme, le


ri-

funzioni tutte della vita sociale e politica. Cos adoprarono, a

cordar solo

nomi pi

insigni,

il

Montesquieu

in Francia

[Con-

[ 57j

199

des

sidrations sur les catises de la grandeur

Romains

et

de

lem

dcadence, Parigi 1734], e in Inghilterra A. Ferguson [Hi-

story of the progress

and

the termination of the

Roman

repuhlic,

Londra 1783]; mentre accanto a

siffatte sintesi filosofiche l'analisi

critica e la paziente investigazione erudita

accennavano

man mano
primi

a sgretolare e demolire in pi parti l'antico edifizio della storia

romana

tradizionale. Indizio della tendenza manifestissimo


il

dubbi circa
Vico

racconto de' tempi piti

remoti, adombrati

gi dal

ne' famosi

Principt di scienza nuova [1725], e pi risolu-

tamente affermati da L. De Beaufort in quella sua Bissertation


sur Vincertitude des cinq premiers
sicles

de Vhistoire

Romaine

[Utrecht 1738; ripubblicata dal Blot, Parigi 1866], che precorse

non senza

efi&cacia la critica

audace

e le

felici

divinazioni

del

moderno fondatore della


alluso, l'intende

storiografia scientifica romana.

Abbiamo

ognuno, a B. G. Niebuhr; la cui

Rmische Gesubito con

schichte, apparsa la prima volta nel 1811, e

accolta

grande ammirazione, segn


su la storia di

l'inizio

d'un periodo nuovo negli studi


tanto

Roma

antica, rappresentato

da

coloro che

seguirono le teorie del

Niebuhr, arditamente
origini
e

negative

massime
da

rispetto al racconto delle

dei primi secoli, quanto

quegli

altri,

che pur per reazione contro l'opera sua se ne disco-

starono pi

meno

risolutamente. Tra

primi vogliono ricordarsi

specialmente gli inglesi Th. Arnold [1820] e G. C. Lewis [1855],


e
il

tedesco A. Schwegler [1853

58];

della scuola conservatrice

anzitutto G.

Wachsmuth

[1819], poi
il

P. von

Kobbe [1841],

il

Gerlach e
die

il

Bachofen [1851],

Broecker [Untersuchungen iiber


e

GlauhuMrdigkeit der altrmischen Geschichte, 1855],


i

tacer d'altri in parte ancora

due storiografi romani pi


e

illustri

dopo
del

il

Niebuhr, ossia

W. Drumann
bench
si

Teodoro Mommsen. L'opera


restringa
all'

Drumann [1834

44],

ultimo secolo
1'

della repubblica, e ne

appaia un

po' inopportuno

ordinamento

biografico, tuttavia lavoro meraviglioso per l'abbondanza de'


teriali raccolti

ma-

non meno che per la dottrina

e la diligenza

somma

e l'acutezza critica dello scrittore.

In forma alquanto pi pop-


lare fu

200

Geschichte del

[ 57]

composta invece
sgg.];

la

Bmische

Mommsen
novit e
v'

[1854

ma

la sostanza v' nutrita di cos grande

profondit di giudizi, e la ricostruaione


cos scientificamente piena

della storia
1'

romana

e perfetta, che

opera del

Mommsen
minore
di

non tard ad oscurare la fama di quante l'avevano preceduta, ed


esercit in questo

campo a sua

volta
1'

influenza

non

quella che v'aveva esercitato prima


il

opera del Niebuhr.

Anche

Mommsen

ebbe,

come

il

Niebuhr, ardenti seguaci e oppositori


il

gagliardi, quali tra questi ultimi

Peter [Studien zur rmiscJien


il

Geschichte, Halle 1863], l'Ihne

[1868 90J,

Nitzsch [188485],
il

ed

altri continuatori dell'indirizzo

Niebuhriano; anche

Mommsen,

al pari del Niebuhr, addit

nuove vie
a tutte
le

all'investigazione storica,
instituzioni
e

e allargatala sapientemente

pubbliche e
ele-

private, alle antichit militari, religiose

giuridiche, agli

menti

tutti in

una parola che variamente

s'intrecciano nella mul-

tiforme compagine del

mondo

storico,

dette

fecondo

stimolo

una copiosa

fioritura di discussioni

e e

indagini nuove, di tratta-

zioni generali e speciali, di

manuali
in

compendi venutisi

molti-

plicando in questi ultimi anni

Germania, in

Inghilterra, in

Francia, in Italia e presso tutte le nazioni colte d'Europa.

A)
sgg.,
I,

Sulla storia della storia greco-romana


i

manca

un'esposizione com-

piuta. V.

cenni di R. Pohlmann, Geogr.

u.

Gesch. d. gr. Alteri., pp. 355

130 sgg.; K.

per la storia greca, e per la storia romana Schwegleh, Rom. Gesch. W. Nitzsch, Gesch. d. rom. Repuhlik, I, introduz.; B. Niebe,
d.

Geogr. u. Gesch.

rom.

Alteri., pp.

569 sgg. Per la storiografia grecodisch. Historiogr. seit

romana in Germania: Fr. von Wegele, Gesch. der dem Aufiret. d. Human., Munchen u. Leipz. 1885.
B)
Storie

generali

dell'antichit
u.

classica:
5.

G. G. Bredow,
Aufl.
v.
1.

Handbuch

der alien Gesch., Geogr.

Chronol. [1799],

G. Kunisch u.

0. Mdellek, Altona 1816 (1887*); A. H. L. Heeren, Handb. der Gesch. der Staaten des Alierthums [1799], Gottingen" 1828; K. F. Becjker, Weltgeschichte [1801-5], neu bearb. v. W. Mueller, Stuttg. 1883 sgg.; Fr. Chr.

ScHLOssER, Weltgeschichte [1815 sgg.],

I.

Das Alterthum, Berlin

1884*; Io.,

Universalhistorische Ubersicht der Gesch. d. alien Welt u. ihrer

Kultur,
alte

von Raumer, Vorlesungen ub. die Gesch. [1821], Leipz' 1861; R. Lobentz, GrundzUge zu Vortrgen ub.
Frankf.
a.

M. 1826-34,

voli. 3; Fr.

die

57^8]

Id.,

201

Gesch. der Volker u. Staaten des Alterthums, vornehmlich der Gr. u. Rom.,

Leipz. 1833;

Elberfeld 1837;
[1835],

Die allgem. Gesch. der Volker des Alterih. u. ihr. Cultur, M. Leo, Lehrb. der Universalgesch., I. Das Alterthum
[senza valore];
*B. G. Niebdhr,
voli. 3;

Halle^ 1849
v.

Vortrge uh.

alte

Gesch., hgg.

M. Niebuhr, Beri. 1847-51,


Gesch. des

K. Fk. Hermank, Cul-

turgesch. der Gr. u. Rom., hgg. v. K. G. Schmidt, Gott. 1857-58, voli. 2;


C.

Vernicke, Die

Alterthums,

Berlin* 1874;

*Max Duncker,
ital. di

Gesch. des Alterih. [1852-57], Leipz.^ 1878-86, voli. 9 (trad.


zATo, Venezia 1881 [incorap.]; frane, di
1882];
ingl. di
S. F.

R.

Man[e

E. Mossmann,

I,

Parigi 1874

Alleyne ed E. Abbott, Londra 1877-86, voli. 6; spagn. di F. M. Rivero e F. G. Ayuso, Madrid 1875-86, voli. 6); G. Weber, Allgem. Weltgesch. [1857-63], I-IV, Leipz.^ 1882-83 [buon lavoro di
divulgazione]; A. Menzel, Allgem.
1862; G. F. Hertzberg,
Gesch.
I,

Weltgesch., I-II,

Gesch.

von

Hellas

Das Alterthum, Stutt. und Rom [Onckek, Allgem.

VI], Beri. 1878-80, voli. 2


2);

(trad. ital. di E.

De Ruggiero,
I-lll,

Mi-

lano 1884, voli.

*L.

von Ranke, Allgem. Weltgesch.,

Die

alt. histor.

Volkergruppen,
des Alterth.
I,

Gr. u. Rom. [1880], Leipz.* 1886-87;


Stuttg. 1884;

*E. Meyer,

Gesch.

H. Welzhofer, Allgem. Gesch. des Alterth.


1,

[Handbiicher der alien Gesch.],


C_)

Gotha 1886.
histor. Graec, Paris, Gutschmid in Jahrbb. E. Heitz, Additam. ad fragm. histor.

Fonti:

K. Mllek

V. Langlois,

Fragm.
A.
v.

1841-70, voli. 5 (supplementi e

giunte di

LXXXl;

A. GoEBEL,

ibid. XCIII;

Graec, Strassb. 1871); H. Peter, Hisior. Roman, rell., 1, Lips. 1870, e Hisior. roman. fragm., ib. 1883. *A. Schaefek, Abriss der Quellenkunde

der griech. u. rdm. Gesch.,

H. NissEN, Leipz. 1889;


1881;
C.

li.

auf Polybios, 4. Aufl. v. Die Periode des rom. Reiches, 1881; A. Badeb,
Griech. Gesch. bis

Themisiocles. Studien zur griech. Historiogr.

VoLLGRAFF, Grcek Writers of tions upon the authorities used by Plutarch


I.

Roman

und Quellenkunde, Merseburg history. Some reflecand Appianus, Leida 1880;

conus, Gtersloh 1881; K.


;

M. ScHMiTZ, Quellenkunde der romischen Geschichte bis auf Paulus DiaW. Nitzsch, Die rom. Annalistik bis auf Valerius Antias, Beri. 1873 H. Peter, Die Qullen Plutarch's in den Biogr.
der Rom., Halle 1865;
Id.,
:

Halle 1879.
silkl., I.

Zur Kritik der


Quellenbuch zur
v.

Quellen der dlteren rom. Gesch.,


alt.

Manuale
II.

Gesch.

fiir

obere

Gymna1874-82,

Gr. Gesch. bearb.


2;

W. Herbst
bearb.
v.

u.

A. Baumeister [1866], Leipz.*


[1867-68],

1880-82, pt

Rom. Gesch.

A. Weidner

p' 3 [edizione critica di testi].

58.

Storia greca.
(1)
:

A)

Storie generali

W.

Mitford, Hist. of Greece [1789


1802-08, voli.
6);

sgg.],

Lond.*

1829, voli. 5

(trad. ted.

con note, Lipsia

G.

Graff

(1)

Per

le principali trattazioni anteriori

a quelle qui registrate

cfr.

il

testo.


Gesch. Griechenlands, seiner

202

Staaten
u.

[ 58]
Colonien,

einzlnen

Mainz 1828;
voli.
3;

H.
I.

G. Plass,

Gesch.

des

alien

Griechenlands,

Leipz. 1831-34,

W.

ZiNKEiSEN, Gesch. Griechenlands


I,

vom Anfange

geschichtlicher

Kunde

bis
4.

auf unsere Tage,


neubearb. Aufl.
of
Greece,
v.

Leipz. 1832; C. L. Roth, Griech. Gesch. [1839-40],

A. Westebmater,

Mnchen
8

1890;

C.

Thibwall, HiL.

story

Lond* 1845-52,
1839-40, voli.

voli.

(trad. ted.

di

Hatmann

L. ScHMiTz,

Bonn

2);

G. Grote,

1864

[e 1884], voli.

10 (trad. ted. di N.

W.

History of Greece, Lond.* Meissneb e E. Hopfner, Lipsia

1850-59, voli. 6 [2 ed. Berlino 1882]; estr. di Th. Fischer, Griech. Myth.
u. Antiq., Leipz.

1857-60, voli.
3;

4);

F. Kortm, Gesch, Griechenlands, Hei-

delb. 1854, voli.


voli. 3

*E. Curtius, Griech. Gesch. [1857-67], Berl. 1887-88,

(trad. ital. di G.

Mller

G. Oliva, Torino

1881-84,

voli. 3;

frane, di A. Bouch-Leclerq, Far. 1880-83, voli. 5; ingl. di A.

W. Ward,
1886);

Lond. 1870-80,

voli. 4;

spagn. di A. Garcia

Moreno

I-II,

Madrid

Le. Schmitz, Gesch. Griechenlands von den

alt.

Zeiten bis sur


la

Zestorung

von Korinth, Leipz. 1859


[1861],

[e 1865];
In.,

V. Duruy, Hist. de
Hist. d. Grecs,

Gr. ancienne
voli. 2;

Paris 1883;

voli. 2;

Par.

1886-89,

0. Jaeger, Gesch. der Griechen [1866], Giitersloh* 1881; H.

W.
Io.,

Stoll, Gesch.

der Griechen bis zur Unterwerfung unter


voli. 2;

Rom
hist.

[1868],
2;

Hannover' 1879,

G.

W.

Cox,
1876;

hist.

of Gr., Lond. 1874, voli.

A gener.

hist.

of Gr., Lond.
voli. 2;

T. T. Timayenis,
Griech.
ihr.

of

Gr.,

New- York
(cfr.

1881,

G. F. Hertzberg,
v.

Gesch.,

Halle 1884
z.

57 B));

A. HoLM, Griech. Gesch.


gr.
V.

Urspr. bis

Unterg.

d.

Selbstandigk. d.

zur Schlacht (P 1893); E. Abbott, A history of Greece, I-II, Lond. 1888-92; R. Pohlmann, CrTundz. d. polit. Gesch. Griechenl., Nordlingen 1889 [I. Mlleb, Handb. IH]; M. DuNCKEB, Griech. Gesch., Leipz. 1889; H. Welzhofeb, Gesch. der griech. Volkes, Gotha 1889 [empirico]; I. Beloch, Storia greca, I. La
Volk, I-III, Berlin 1885-90; G. Busolt, Griech. Gesh. bis
I-II,

Chairon.

Gotha 1886-88 [Handb.

d. alt.

Gesch.

II,

1-2]

Grecia antichissima,

Roma

1891.

B)
piti

Storie parziali e studi speciali:

I.

Sui singoli

periodi: a)

Tempi

antichi: D. H. Huellmann,

Anfange der

griech. Gesch.,

Wander., Berlin Die lonier auf Euboea, Berlin 1860; H. Kiepert, Ueb. die Leleger in Monatsber. d. Beri. Akad. 1861, 114 sgg.; K. W. Deimling, Die Leleger, eine ethnogr. Abhandh, Leipz. 1862. P) Guerre Persiane: P. Devaux, Mm. sur les guerres md., Bruxell. 1875 [Mm. de l'Ac. R. de Belg. XLI]; N. Wecklein, Ueb. die Trad. der Perserkr., Miinchen 1875 [E. dai Sitzungsber. d. MUnch. Ak., philos-philol. Kl.\, G. F. Hertzberg, Die Gesch.

E. Curtius, Die lonier vor d. ion.

Konisberg 1814; 1855; H. Dondobff,

der Perserkriege, Halle

1877;

A. Bauer, Themistocles, Stud.

u. Beitr. z.

gr. Historiogr. u. Quellenk.,

Merseburg 1881; H. Delbrch, Die Persercombin. kriegsgeschichtl. Stud. nebst

kriege u. die. Burgunderkriege, ztvei


ein.

Anh. Ub. d. rom. Manipulartaktik, Berlin 1887. A. Kutzen, Perikles als Staatsmann, Grimma 1834;

t)

Et

di Pericle:
u.

W.

Oncken, Isokr.

[ 58]

Io.,

203

A. Schaefbk,
TI.
,

Athen, Heidelb. 1862;

Athen
gestar.

u. Hellas, I-II, Leipz. 1865-66;

De

rer. post beli. Pers.


u.

temporibus, Lips. 1865;

Kohler,
u.

Ur-

kunden

Untersuch.
d- Beri.

[Abhandl.

zur Gesch. d- delisch-att. Bundes Berlin Ah., 1869]; H. Mllek-Stkubing, Aristophanes


1873; A. Schmidt,

1869
d.

histor. Krit., Leipz.


voli. 2; E.

Das

perikl. Zeitalt., Iena' 1877-79,


(trad.

FiLLEUL, Hist. du siede de Pricles, Paris 1873, voli. 2

ted. di E.

DoHLEK, Lipsia 1874); W. "Watkiss Lloyd, The age of Per., Lond. 1875, voli. 2; A. Kirchhoff, Der delische Bund in Hermes, XI, 1
sgg.;
Gr.

BusoLT, Die Lakedaem. u. ihre Bundesgenoss.


I,

I,

Leipz. 1878; Io.,

Der

argeiische Sonderbund,

Breslau 1880; 0. Glde, Die Kriegsverfass.

d. erst. att.

Bundes,

Neuhaldensleb.

1888

(cfr.

G. Hebtzberg
des

in

Beri,

philol.

Wochenschr. 1888, 1877];

H. Delbrck, Strategie
Ath-,

Per.,

Beri.

E. Abbott, Per. and the Golden age of Guerra del Peloponneso: K. F. Scheibe, Die Athen am Ende d. pelop. Kr. u. d- Archont.
1890;
b)

Lond.

1891.

zu

oligarch.
d.

Umwlz.

Eukl.,

Leipz. 1841;

H. HoussAYE, Hist. d'Alcib.

et

de la rpubl. athn- depuis la mort de P-

ricles jusqu' l'avnement des

30 tyrannes, Paris 1874,

voli. 2;

G. Gilbkbt,

Beitr.

zur inner.

Gesch.

Ath.'s

im

Zeitalt,

d.

pel.

Kr.,
v-

Leipz.
v.

1877;
Chr.,

L. HoLZAPFEL,

Untersuch. ub. die Darstell.

d. gr.

Gesch.
1.

489-413

Leipz. 1879;
seit Perikles,

Io-, Beitr.

zur

gr. Gesch., Beri. 1888;

Beloch, Die

att. Polit.

Leipz. 1884; H. Nissen,

in Hist. Ztschr., LXIII, 385 sgg.

Peloponn.: G. R. Sievers,
Schl. V. Mant., Kiel 1840;

Der Ausbruch des peloponn. Krieges Epoca posteriore alla guerra del Gesch. Griechenl. v. Ende d. pelop. Kr. bis z. K. H. Lachmann, Gesch. Griechenl. v. Ende d.

e)

peloponn, Krieges bis

z.

Regierungsantr. Alex.

d.

Gr.,

Leipz. 1840;

I.

I.

RospATT, Die polit. Parteien Griechenl., Trier 1844; Spiller, Krit. Gesch.
d.

Korinth. Kriegs, Gleiwitz 1852; G. F. Hertzberg, Das Leb.

d. Agesil. II,

Halle 1856; A.
athen.
bis

Buttmann,

Agesil.,

Halle

1872;

G. Busolt,

Der

ziveite

Bund u. die auf d. Anton, beruh. hellen. Polit. v- d. schl. bei Knidos zum Fried. d. Eubulos in Jahrbb., Suppl. Bd. VH, 643-866; I. Schwabcz,

W.

Die Demokr. v. Athen, Leipz. 1877 [1882]. Z) Et di Demostene: Drumakn, Ideen zur Gesch. d. Verfalls d. griech. Staaten, Beri. 1815;

C
I,

A. F. Bruckner, Kon. Philipp

v.

Maked.

u. die hellen. Staat., d.

Gotting.
u.
d.

1837; K. G. Boehnkcke, Forsch. auf.


Gesch. ihr. Zeit
I,

dem

Geb.

attisch.

Redner
u-

Beri. 1843;

Io.,

Demosth. Lyk. Hyper.


u. seine Zeit Leipz.'

ihr

Zeitalt.

Berlin 1864; A. Schaefek, Demosth.


G. Droysen, Gesch. d. Alex. d.

[voli.
*I.

IV, Beilagen solo nella 1* ediz., 1858].

Gr.

u. d.

Epoca macedonica: Hellenism. 2. Aufl., Gotha


rj)

1885-87, voli. 3

1877-78, voli. 3 (Gesch. d. Alex. d. Gr.,


frane, di

Schulausg.,

A. Bouch-Leclercq,

Paris

1883-84, voli.

3);

Gotha' 1880; trad. W. H. Grauert,


pp.

Gesch. Griechenl. seit d. Tode Alex. d. Gr. bis zur Erneuer. d. achischen

Bundes in Histor.

u. philol.

Analekten,
v.

Munster 1833

208-360
bis

W.

ScHORN, Gesch. Griechenl.

d. Entsteh. d. dtol. u. ach.

Bund.

auf
I,

die Zerstor. Korinths,

Bonn

1833; E. Fbeemann, Hist. of feder. government

frani the found. of the Ach.

League

to

the

disrupt. of

the

Unii. St.


Cambridge 1863;
Gesch.
d.
I.

204

[ 58]

Forsch. zur Gesch.

d.

Abbot, Hist. of Alex, the Great, Lond. 1882; M. Klatt, ach. Bundes, I, Beri. 1877; Id., Chronol. Beitr. zur

ach. Bund., Beri. 1883;


et.

1885
1886

[Bibl. des haut.


(cfr.

XL];

I.

under

the
its

anche II) ri). 6) Romans, Lips- 1861 [ristamp. in H.

M. Dubois, Les ligues tol. et ach., Par. Mahaffy, Alexander' s Empire, London Epoca romana: G. Finlay, Hist. of Greece
P.
F. Tozer,
1];

hist.

of Greece

from

conquest hy the

Romans

to the

present time,

G. F. Hertzberg,

Die Gesch. Griechenlands unter der Herrschaft der Rom., Halle 1866-75, voli. 3 (trad. frane diretta da Bouch-Leclercq, Parigi 1886-90, voli. 3); L. Petit de Julleville, Hist. de la Grece sous la domin. Rom., Paris'

Mahapft, The Greek tcorld under Roman sway from Polyhios a) Alessandria: M. DeII) Sui singoli stati Lond. 1890. MiTZAs, 'lOTopia Tr\c, 'AXeSavbpeiac;, Atene 1885. 3) Arcadia: Chr. T. Schwab, Arkadien, scine Natur, scine Gesch. ecc., Stuttg. u. Tubingen 1852. t) Corinto: Haacke, Gesch. Korinths bis zum Sturze der Bac1879;
I.

P.

to Plutarch,

chiaden, Hirschberg 1871;

W.

Gruener,

Korinths Verfassung

u.

Gesch,,

Colditz 1875; E. Curtius, Studien zur Gesch. von Korinth, in Hermes, X,


e) Epiro: h) Delfo: A. Mommsen, Delphica, Lips. 1878. 215 sgg. K. F. Merleker, Histor.-geogr. Darstellung des Landes u. der Bewohner

von Epirus, Konisb.

1841-44, voli.

2.

Z)

der Konige von Lydien,


Ub. die Wohnsitze, die

Breslau

1884.

Lidia:
ti)

R. Schubert, Gesch.
:

Macedonia

0. Muelleb,

Abstamm. u. die alt. Gesch. des maked. Volks, Beri. 1825; L. Flathe, Gesch. Makedonien u. der Reiche, welche von maked. Kon. beherrscht wurden, Leipz. 1832-34, voli. 2; I. G. Drotsen, Gesch. Alexander's d. Gr., Beri. 1833 (2. ed. in Gesch. des Hellenismus, Gotha 1877; 3. ed. (scolastica), Gotha 1880); C. A. F. Brueckneb, Konig Philipp von Maked. u. die hellen. Staaten, Gottingen 1837; *0. Abel, Maked.
ver Kon. Phil., Leipz. 1847; G. F. Hertzberg, Die asiat. FeldzUge
d.

Alex.
Cen-

Gr. [1863], Halle^ 1875;

Th. Zollino, Alex.

d.

Gr. Feldzug

in

Eine Quellenstudien, Leipz.* 1875; A. von Sallet, Die Nachfolger. Alex. d. Gr. in Baktrien u. Indien, Berlin 1879 [E. dalla Ztschr. 1878]; L Abbott, Hist. of Alex, the Great, Lond. 1882; f. Numism.,
tralasien.

A.

I.

JuRiEN DE
5;

LA

Gravire,

Lcs campagncs d'Alex., Paris 1883

sgg.,

voli.

A. Krause, Beitr. zur Alexander-Gesch. in Herm.,


I)
il).

XXV,

62 sgg.

Cfr.

anche
i)

6)

Pergamo:

E.

Thraemer, Pergamos, Leipz. 1888.

Ponto: E. Meter, Gesch. des Konigreichs Pontos, Leipz. 1879. k) Rodi: I. H. Schneiderwirth, Gesch. der Insci Rhodus, Heligenstadt X) Sicilia *A. Holm, Gesch. Siciliens im Alterthum, Leipz. 1868. 1870-74, voli. 2 (trad. ital. di G. B. Dal Lago e V. Graziadei, Torino

1893
fi)

[in continuaz.]

Scizia: K.

[incomp.].

A. Freeman, The hist. of Sic, I, Oxford 1891. ); *E. Neumann, Die Hellenen im Skythenlande, I, Beri. 1855 v) Tebe M. Muelleb, Gesch. Thebens von der Eintoande:

rung der Boeoter bis zur Schlacht bei Koroneia, Leipz. 1879. E. Meyer, Gesch. von Troas, Leipz. 1877.

2)

Troia:

[ 58-59]

_
:

205

Camp, della
st.

C)
ani.,

Compendi

1)

Italiani

L. Schifarelli,

della

Gr.

Torino^ 1876-77,

voli. 2;

Fr. Beetolini, St. della Gr. ant., Firenze


I,

1880; Id., St. ant. univ. ad uso delle se,

Epoca

gr.-orient, Milano'

a- a.;
;

R. Bonghi,

La

storia ant. in Oriente e in Gr., Citt di


e gr.

Castello* 1888

Id., St. orient.


st.

orient. e gr..

Napoli 1883; T. Sanesi, Comp. di Prato'' 1886; V. Sardagna, St. della Gr. ant. dalle origg.
i

per

ginn,

licei,

alla colonizzazione dell'Asia minore,

Verona 1881; E. Ferrer, Corso


1,

di

storia

scritto

per

le

scuole

second.,
e

St.

orient.

gr.,

Torino' 1890;

L. Cappelletti, St.

ant.

orient.

gr.

ad uso dei

ginn.,

Torino

1885;

G. Abbate,
stor.

St.

Gr.,

Tortona' 1886;

G. Toniazzo,

La

Grecia.

Prospetto
2)

con alcuni cenni sulle fonti, Milano 1891 [man. Hoepli].


L. Petit

Fran-

cesi:

de Julleville, Hist.

gr.,

Paris

1875;

V.

Duruy, Prcis
des

d'hst. gr.,

nouv. ed. remanie

par

B. Haussoullier, Paris 1892 (trad. ital.

di Fr. Bertolini, Napoli 1882);


les orig.

Van den
par

Berg, Pet.

hist.

Gr. depuis
T.

jusqu' la conq. de la Gr.

les

Rom., Paris 1880;

Bachb-

LET, Hist. anc. gr. et rom., Paris' 1882; A. Riquier, Hist. gr., Paris^ 1888;

Drioux, Hist. de la Gr., nouv.


GoiRE, Hist. gr., nouv.
illustr.,
ed.,

ed.,

Paris 1883; G. C.

Dauban
(I.

et L. Gr-

Paris 1883; L. Mnard, Hist. des Grecs,

avec
II.

Paris 1887; R. Peyre, Hist. gnr. de Vantiq.


III.

L'Orient;

La

Grece;
gr.,

Rome) avec

illustr.,

Paris 1888.
u.

Paris

1888, voli.

8;

Ch.

Noemand,
di

Hist.

3)

Tedeschi:

H. Peter, Lexikon der Gesch.

d. Alter-

thums
Lehrb.

der alien Geogr., Leipz. 1882 [Dizionario dei


Gesch.

nomi

persone,

di popoli e di stati della storia orientale, greca e romana]; A. Gindelt,


d. allgem.
f.

Oher-Gymn.

I,

Das Alterthum, Prag* 1886


d. Gesch. d. alt. Welt,

(trad. ital.,
a.

Torino 1883); E. Doring, Lehrh.


voli.
2;

Frankf.

M. 1880,
d.

G. F. Hertzberg, Gr. Gesch., Halle 1884; G. Egel-

HAAF, Grundzige

d. Gesch-, I.

Das

Alterthum., Heilbronn 1885; H. K. Stein,


I.

Handb.

Gesch. filr die oh. Klassen,

Das Alterthum, Paderborn'


of
Greece,

1885.

ed.

4) Inglesi: G.

W.

Cox,

School

hist.

new

ed.,

Lond. 1877

(trad. ital. di G.

hy H.

W.

the earliest

Arnaod, Milano 1877); D. Rose, A popular hist. of Gr., C W. Oman, A hist. of Greece, from times to the Macedonien conquest, Lond. 1890.
Dulcken, Lond. 1887;

59.

Storia romana.
Rom. Gesch. [1811], neue Ausg. prima guerra punica]; Id.,

A) Storie generali
V.

(1):

*B. G. Niebohr,

M.

IsLER, Beri. 1873-74, voli. 3


hist.

[fino alla

Lectures on the

of

Rome

ed.

by L. Schmitz [1843], Lond.* 1873 (trad.

ted. di G. Zeiss, Iena 1844-45, voli. 2 e di Gesch.],

Beri. 1846-48, voli.

3);

M. Isler [VortrUge zur rom. Rom. Gesch. vom 1. pun. Krieg bis zum
v.

Tode Constant, nach Nieb.'s Vortr. bearb.

L. Schmitz [Lond. 1844]

aus

(1)

Per

le

priacipali trattazioni anteriori a quelle qui registrate v.

il

testo.

~
d.

206

2;

[ 59]

Engl. ubers.

v.

G. Zeiss, Iena 1845, voli.

Th. Arnold, Hist. of Rom,

Lond.^ 1840-50,
Botn. Gesch.

voli. 3; Fr.

Fiedlee, Gesch. des rom. Staats u. Volks [1821],

Leipz.^ 1839; P. v. Kobbe,


v. d.

Rom.

Gesch., Leipz. 1841, voli. 2; F. Koetim,

Urzeit Itah bis


L.

zum

Unterg. d. abendlnd. Reich., Heidelb.

1843, voli.
Aufl. V. A.

3;

Roth, Rom. Gesch.,


bes.
v. v.

Numberg

[1844-47], 2. neu bearb.

Westebmayer, Nordlingen 1884; *A. Schwegler, Rom. Gesch.


2.

[1853-58],

Aufl.

F. F. Bauer,
gali.

Tiibingen

1867-72
d.

(contin.
v.

di

0. Clason, Gesch.

Roms

Brand

bis

zum

Unterg.

Alex.

Epir.,

Berlin u. Halle 1873-76, voli.

2);

C. Peter,

Rom.

Gesch. [1844-47], Halle*

1881, voli. 3 (anche in compendio. Halle' 1878);


ein Beitr.

Io.,

Stud. zur rom. Gesch.,

zur Krit.

v.

Th.

Mommsen Rom.

Gesch., Halle

1863;

1d.,

Zur

Krit. der Quellen

d. ltest.

rom. Gesch., Halle 1879; *Th. Mommsen, Rom.


(trad. ital. di G. Sandrini,

Gesch., Beri.* 1888, voli.

Torino e Milano
ingl. di

1857-65, voli.

3;

frane di
Io,,

C. A.

Alexandre,

Parigi 1863 sgg.;

W.

P. DicKsoN, Lond. 1862-66, voli. 4; spagn. di A. Garcia-Moreno,


3);

Ma-

drid 1872-76, voli.


della

Die Provinzen von Caes.

bis Diokl.

[=

voi.

Rom. Gesch^, Berlin 1885 (trad. ital. di E. De Ruggiero, Roma 1887; frane, di R. Cagnat e I. Toutain, Parigi 1886; ingl. di W. P. Dickson, Lond. 1886, voli. 2); 0. Iaeger, Gesch. der Rom. [1861], Giitersloh" 1889
I. I.

(compendio];
A. Vannucci,

St.

dell'Italia

Ampre, Hist. rom. Rome [1861], Paris 1874^, voli. 4; antica, Milano^ 1873-76, voli. 4; W. Ihnb,

Rom.

Bologna DuEUY, Hist. des Rom., Paris' 1878-86, voli. 8 (trad. ted. (della storia imperiale) di G. F. Hertzberg, Leipz. 1884-89, voli. 5; ingl. di 1. P. Mahaffy, Lond. 1885 sgg.); P. Devaux, tudes polii, sur les princ.
Gesch. I-VIH, Leipz. 1868-90 (trad. ital. di T. Amici-Masi,
1883); V.

vnetn. de Vhist. rom., Bruxell. 1880, voli. 2;


costituz. di

D. Pantaleoni, Storia
;

civ. e

Roma,

I,

Torino 1881

[incomp.]

L. v.

Ranke, Weltgesch.
I.

II

[Die rom. Republ.], Leipz. 1882; R. Bonghi,

St. di

Roma,

Roma

1884, IL

Milano 1888; B. Niese, Abriss. d. rom. Gesch. [I. Muller, Handh. IH, 567 Nordlingen 1889; D. Nasmith, Outline of Roman history from Romulus to lustin, with special reference to Roman jurisprud., Lond. 1890.
sgg.],

B) Storie
L'It. avanti

parziali e studi speciali: 1)


il

Tempi

antichissimi: G. Micali,
Id.,
alt.

dom.

de'

Rom., Firenze
3;

1810, voli. 4;

St. degli ant.

pop.

ital.,

Firenze 1832, voli.


d. letzte

W. Wachsmuth, W.
Deecke,

Die

Gesch. d. rom.

Staats mit Rilcks. auf

Bearb. [Niebuhr], Halle 1819; C. 0. Miller,


Stuttg. 1877-78,
Id.,

Die Etrusher [1829] n. bearb. v. L. 0. Brockeb, Vorarb. zur rom.


iib.

voli.

2;

Gesch., Tubing. 1843;

Untersuch.

d.

GlaubwUrdigh.

d. u.

altrom. Gesch. [1855],

BaseP 1865;
l. I.

F. D. Gerlach,

Histor. Stud.,

Hamb,
I
[1.

Basel 1847-63,
Zeit;

voli. 3; Id. e
2.

Bachofen, Die
Konige]
Basel
;

Gesch. d.

Die vorrom. 1849-51; F. D. Gerlach, Von den


1863; G. C. Lewis,

Rom.

Die

Zeit

d.

Quell. d. alt.

rom. Gesch., Basel 1853


Umrissen,

Id.,

Vorgesch., Grilnd. u. EntwicJcel. d.

rom. Staats in

Basel
hist.,

An

inquiry into the

credibil. of the early

rom.

Lond. 1855,

voli. 2; P.

W. Forchhammer,

Die

Grilnd.

Roms, Kiel 1868;

[ 59]
I.

- 207 I. I.

Rubino, Beitr. zur Vorgesch. Italiens, Leipz. 1868;


v.

Bachofen, Die
u. die

Sage

Tanaquil, Heidelb. 1870;


[Festg.
f.

Th. Mommsen, Die dchte

falsche

Acca Lar.

G. Homeyer], Beri. 1871; *G. Cuno, Vorgesch.

[Die Kelten], Leipz. 1878, IL [Die Etrusker], Graudenz 1888; C.


prhistor. Ethnol.
Uh. der. gemeins.
Ital.,

Roms I Fligier, Zur


Chr., Leipz.

Wien

1877;

M. Zoeller, Latium
zur

u.
v.

Rom, Forsch.
Kult. u.

Gesch. u.

gegenseit. Bezieh. bis

zum 338
unt.

1878;

*W. Helbiq, Die


I,

Italiker in der Poebene, Beitr.

altita.

Kunstgesch.

Leipz. 1879;

L Beloch, D.

ital.

Bund

Roms Hegemonie,

Roms, Erlangen 1881; Ae. Baehrens, Acca Laurentia in Jahrbb. 1885, 777 sgg. [cfr. E. Hoffmann, ibid. 885 sg.]; I. E. KuNTZE, Prolegg. zur Gesch. Roms. Oraculum auspicium templum regnum, Leipz. 1882; W. Gardthausen, Mastarna od. Serv. Tullius, mit ein. Einleit. ab- d. Ausdehn. d. Etruskerreichs, Leipz. 1882; H. Jordan, Die Konige im alt. Ital., ein Fragm., Beri. 1887; R. Lanciani, La leggenda romana in Confer. tenute a Roma nell'aula del coli, rom., Roma 1893. 2) Repubblica: K. Haltaus, Gesch. Roms im Zeitalter der pun. Kriege aus der Quellen geschopft u- dargest., Leipz. 1846; *K. W. Drumann, Gesch. Roms in sein. Uebergang von der republikan. zur monarch. Verfass.
Leipz. 1880; R- Pohlmann, Die Anf.

od.

Pompejus Caesar Cicero

u. ihre Zeitgenossen,
Id.,

Konisb. 1834-44,

voli. 6;

*K.

W.

NiTzscH, Polybius, Kiel 1842;


Id.,

Die Gracchen und ihre nchsten


v.

Vorgnger, Beri. 1847;


Leipz. 1884-85, voli.
2;

*Gesch. d. rom. Republ. hgg.

G. Thodret,

E. Hagen,
u.

Untersuch.

ilb.

rom. Gesch., Konigsberg


K. NeuId.,

1854; 0. Gilbert,
R. B. Smith,

Rom
a.

Karth. in ihren gegenseit. Bezieh., Leipz. 1876;

Rome

Carthage: the

Punic Wars, Lond. 1881;


G. Faltin,
v.

MANN,
Gesch.

Das Zeitalter d. pun. Kriege hgg. v. Roms: I, hgg. v. E. Gothein, II, hgg.
letzten
u.

Bresl. 1883;

G. Faltin, Bresl. 1881-84:


Kriegs,
Leipz. 1880;

Th. Zelinski, Die


E.
V.

Jhre des zweiten pun.

Stern, Catil.

die Parteikmpfe in
d' Hannibal,

Rom

der Jahre 66-63, Dorpat

1883;

M. Perrin, La marche

Paris 1887; C. Bossi,

La guerra

di Annibale in Italia,

Roma

1891; Th. A. Dodge, Hannibal, Boston 1891;


voli. 3;

Hennebert, Hist. d'Annib., Paris 1892,


republ.

R. Wrightson, The sancta

Romana, Lond. 1890;


(418-318),

C. 0.

Burger, 60 Jahre aus der altern Gesch.

Roms
e

Amsterdam
se.

1891; A. Pirro,

H primo

trattato fra

norm. sup. di Pisa, IX [1892]. 3) Giulio Cesare: Napolon, Prcis des guerres de Cesar ptibl. p. Makchand, Paris 1836; Th. Mommsen, Die Rechtsfrage zw. Caes. u. dem Senat in Abhandl.
Cartag. in Ann. della
d. histor.-philol.

Roma

Ges. zu Breslau
v.

I,

sgg.; F.

A. von Goler, Caesars


i.

gali.

Krieg,
F.
1.

2.

Aufl.

E. A. von

Goler,

Freiburg
Cs.

B. u. Tubingen
les

1880;
1863;
dif-

de Saulcy, Les campagnes de


Maissiat,
entre
d.
I.

dans
0.

Gaules,

Par.

Cs. en Gaule, Paris 1865-81, voli. 3; P. Cs.


et le

Guiraud, Le

frend

Snat,
I,

Paris

1879;

E. Schmidt,

D.

letzten

Ktnpfe

rom. Republ.

Leipz. 1884 [E. dai Jahrbb.


Uebers. der Ereignmilit.

W.

Iudeich, Caes.

im

Orient, krit.

XIII SupplBd.]; vom 9 Aug. 48 bis


Cs- tud.

Oct. 47, Leipz. 1885; L.


terrain...

Henzet, Les opr.

de

J.

sur

le

en Macd-, Par. 1886; Stoffel, Hist. de J.

Cs.,

guerre

civ.,

Par.


1887, voli.
2;
I.

208

col

[ 59]
senato,

Gentile, Il conflitto di Cesare

Milano 1889;

Ch. Seitz, L'oeuvre polii, de Cesar juge


siede,

L.

Genve 1889; E. WiEGANDT, Jul. Caes- u- die tribuniz. Gewalt, Dresd. 1890; W. Fowler, Jul- Caes. and the formation of the Rom. imperiai syst., Lond. 1892; L. S. de Tillemont, 4) Impero T. A. DoDGE, Caesar, Boston 1892.

Rome au XIX Fouker, Ephemerides Caesarianae, Bonn 1889;


par
les histor.

de

Hist. des emper. rom., Paris

1690-1738, voli-

6;

E. Gibbon, Hist. of the


ed. di H.

decline

and

fall of the
voli.

rom. empire [1776-88]

ultima
12;

Milmann,

Lond. 1892,

2 (trad. ted. di

Wenck

Schreiter e Beck, Lips. 1805-7,

voli. 19; di L. Sporschil, Lips.^ 1862-63, voli.

frane di L A.

Bd-

CHON, Parigi 1880); K. Hoecj,

Rom.

Geseh.

vom
u.

Verfall der Republik bis

zur Vollend. der monarchie unter Costantin, Verfass- u. Verwalt. des Reichs, Braunschw.

mit vorzilgl. RUcksicht

auf
3;

Gottingen, 1841-50, p'

Ch. Merivale, Hist. of the Rom. under the empire [1850-62], Lond.^ 1890; *H. Schiller, Gesch. d. rom. Kaiserreichs unt. der Regier. d. Nero, Beri.
1872;
Id.,

Gesch.

d.

rom.

Kaiserz.,
les

Gotha 1883-87,

voli.

in

p';

G. Boissier, L'oppos. sous

Cs.,

Paris 1875;

G. F. Hektzbkrg, Gesch.

d- rom. Kaiserreichs [Oncken, Allgem. Gesch. 2, I], Beri. 1880; L. von Ranke, Weltgesch. TV, Das altr'm. Kaiserthum, Leipz.* 1887; I. B. Bury, Lond. 1889, Hist of the later Rom. emp., from Arcadius to Irene
,

voli.

2;

Th. Mommsen, Die Provinzen

ecc., cit. sopra,

in.

A).

Unter such.

zur rom. Kaisergesch. hgg. v. M. Buedinger, Leipz. 1868-70, voli. 3; G. R. Sievers, Stud. zur Gesch. d. rom. Kaiser, Beri. 1870; I. L Muller, Stud.

zur Gesch.
E. Klebs,
serzeit,

d.

rom. Kaiserzeit, Ziirich 1874.


dynast. Element in

5)

Sui singoli imperatori:


d.

Das

der

Geschichtsschreiber

rom. Kai-

Barino Gould, The tragedy of the Caesars. A study of the characters of the Caesar of the lulian and a) Augusto Res gestae divi Aug. Claudian houses, Lond, 1892, voli 2. E. Egex monum. Ancyr. et Apollon. it. ed- Th. Mommsen, Berol. 1883.
in Hist. Ztschr. 1889, 213 sgg.; S.

GER,

Exam.

crit.

des histor. ane. du des

rgne

d'Aug., Paris

1844;

I.

Asch-

bach. Invia, die Gemahlin

Kais. Aug.,

Wien

1864;

E. Beul, Aug.,

Paris 1867 (trad. ted. di E. Dohler, Die rom. et ses amis, Kaiser aus dem Hause des Aug. ecc.. Halle 1872-76, voi. I); Abraham, Zur Gesch. der german. u. pannon. Kriege unter Aug., Beri. 1875 Th. Mommsen, Die Oertlichkeit der Varusschlacht, Beri. 1885 (cfr. Zangemeister in Westdeutsche Ztschr. f. Gesch. u. Kunst Vi, 234 sgg.); AllGROFT a. Haydon, A hist. of the reigns of Aug. a. Tiberius, Lond. 1890

sa famille

Dumebil, Aug.

et

la fond. de l'emp.

rom. in Ann. de
u- scine Zeit,
et

la Fac. de lettr. de

Bord., 1890,
3)

1;

*V. Gardthausen, Aug.

Leipz. 1891, voli.

2.

Dinastia Giulia: E. Beul, Tibre

l'hritage d'Aug-, Paris

1866;
rom.

Id.,

Le sang

de German., Paris 1869 (trad. ted. di E. Dohler, Die


voli. II
u.

Kaiser,

Halle 1872-75,
sopra,
in
:

e
u. 1

III);

A. Stahr, Tiberius,
I,

Beri.* 1873;

H. Lehmann, Claudius
Studien,
cit.

Nero
4),

ihre Zeit,
sgg.;

Gotha* 1877; G. R. Sievers,


Paris
I.

p.

L. Doubl, L'emp. Claude,

1876.

y)

Domiziano

Imhop, T. Flavius Dom., Halle 1857;

E. Kbaus,

[ 59]

d.

209

Landshut
1876.

Zur

Chardkteristik

Kais.

Dom.,

v.

b)

Traiano

H. Francke,
sopra, in

Zur

Gesch. Trajan's u. seiner Zeitgen., Quedlinburg u. Leipz.*

1840; DiEBAUER in
cit.

Untersuch. zur rom. Kaisergesch. hgg.


1

M. Buedingbb,

Paris 1877.

4), I,
e)

sgg.;
:

De La Berge, Essai sur


E'ais.

le

rgne de Trajan,

Adriano

I.

Dorr, Die Reisen des


Stuttg.' 1884;

Hadr.,

Wien

1881;

F. Gregorovius,

Der Kaiser Hadr.,

I.

Plew, Quellenuntersuch.
Sik-

zur Gesch. des Kais. Hadr., Strassb. 1880.


VERS, Studien, cit. sopra, in 4),
tersuch. hgg.
V.

L)

Antonino Pio: G. R.

p.

171 sgg.;

Bossart e Mueller in Un-

M. Buedinger, cit. sopra, in 4), II, 287 sgg.; G. Lacoubr)) Marc' Aurelio Pieux et son temp, Paris 1888. H. Atorf, De Marco Aur. Probo Roman, imper., Monast. 1866; E. Napp, De rebus imper. M. Aur. Anton, in Oriente gestis, Bonnae 1879; E. Renan, Marc-Aurle et la fin du monde antique, Paris 1882. 0) Settimio Severo M. I. HoFNER, Untersuch. zur Gesch. des Kais. L. Sept. Sev. u.
GuTET, Anton,
le

seiner Dynastie,
le

I,

Giessen 1872-75; A. de Ceuleneer, Essai sur la

vie et

rgne de Sept. Sv., Bruxelles 1880; K. Fuchs, Gesch. des Kais. L. Sept.

Sev.,

Wien

1884;

I.
i)

G. E. Reis, Beitr. zur Gesch. d. Kais. L. Sept. Sev.,

Ried. 1884.

Da

Valeriano
in

Diocleziano:
I,

Th. Bernhardt, Gesch.

Roms von

Valer, bis zu Diocletians Tode,


cit.
9);

Beri. 1867.

k)

Diocleziano

Th. Bernhardt, op.


sopra, in

Th. Preuss, Kaiser

Diokl.
v.

u.

seine Zeit,
cit-

Leipz. 1868; 0. Hunziker,


4),
II,

in Untersuchungen hgg.

M. Buedinger,
F.

113 sgg.;

V. Casagrandi, Dioclez. imper-, Faenza

1876;

A. Coen, L'bdicaz. di Diocl., Livorno 1877.

X)

Costantino

Manso,

Leben

Const.'s d. Gr., Breslau

1817;

I.

Burckhardt, Die Zeit


d.

Const.'s d.

Gr. [1853],

Leipz.2 1880;

Th. Keim, Der Uebertritt Const.'s

Cristenthum, Zrich

1862.

F.

|u)

Ultimi imperatori: H. Richter,


der

westrom. Reich
(375-388),

bes.

unter den Kais. Gratian, Valentinian II u.


1865;

zum Das Maximus


Gr.

Berlin

E.
v.

[1859-64], 2. Aufl. bearb.

von Wietersheim, Gesch. Dahn, Leipz. 1880-81,


2;

Volkerwand.
R.

voli. 2;

Pall-

MANN, Die Gesch.


Alarichs,

d.

Volkenvander. von der

Gothenbekehr. bis

zum Tode
1885.

Gotha

u.

Weimar

1863-64, voli.

A. Gueldenpenning, Gesch.

des ostrom. Reiches unter den Kais. Arkadius u. Theod. II,

Halle

C)

Compendi

1)

Italiani

F. Bertolini, Storia
occid.,

romana dai pi
1878
[con

ant.

tempi fino allo scioglim.


L. PoLiAGHi,
voli. 2); Id.,
8.

dll'imp.

Firenze*

illustr. di

Milano 1890]

(trad. spagn. di S. L. Guijarro,


licei,

Madrid 1888,

Storia antica univ. ad uso dei


st.

II,

Ep. romana, Milano'

scritto per le se. second., II-III, St. rom., Comp. di st. rom., Pistoia 1883, voli. 2; R. Bonghi, St. di R., scritta per le scuole second., 1, Napoli 1884; I. Gentile, St. rom. dalle origg. di R. alla caduta dll'imp. d'occid., I, Milano
a.;

E. Ferrer, Corso di

Torino*

1889;

T.

Sanesi,

1885; Zalla e Parrini, St. di R. ant., Firenze 1885; G. Abbate, St. rom.,

Tortona^ 1886.
fond. de

2)

Francesi:

Driotjx, Prcis de

l'hist.

rom. depuis
L.

la

Rome

jusqu' l'invas. des barb.,

Paris*^ 1892;

A. Riqdier, Hist.

rom., Paris' 1883; Y. Durdy, Hist. rom., nouv. ed. rem.


Valmagoi.

par

Pabmen14


TiER, Paris

210

E.

[ 59]

1891

(trad. ital.

di

Fk. Behtolini, Napoli* 1882);

Mabde

CHAL, Hist. rom- depuis la fond- de


Paris' 1889; Guikaud
et

Rome

jusqu' l'invasion des Barbares,

Lacouk-Guybt, Hist.

rom.

depuis

la

fond.

Rome
opp.
V.

jusqu' l'invasion des barbar es, Paris 1884; T. Bachelet, R. Peybe,


citt.

sopra,

%h%

C)

2).

3)

Tedeschi

R. Dietsch,

Rom.

Gesch. bearb.

M. Hoffmann, Leipz. 1879;

E. Peter,

Rom. Gesch.

in kurzerer Fass.,

Halle^ 1878; 0. Jaeger, Darstell.

der rom.

Gesch., Halle

1871-74,

p' 2;

H. Peter, A. Gindely, E. Dorino, G. Egelhaaf, H. K. Stein, opp. citt. sopra, 58 C^ 2). 4) Inglesi C. Mebivale, School hist. of Rome, abridged

by C. Pulleb, Lond. 1877; R. F. Hobton,

hist.

of the Rom., Lond.' 1887;


the republ. a. the emper.,
hist.,

D. Rose, Popul.
ed.

hist.

of

Rome under

the kings,

by H.

W.

from B.

Ddlcken, Lond. 1887; A. Bickersteth, Outlines of Rom. 753 to A. D. 180, Lond. 1891.

60^i]

211

2)

Geografia e Topografia,

60.-

Enciclopedia: Boeckh* 334 sgg.; Reinach

II,

190 sgg.; Hbnkr'

215 sgg.

61.

La

geografia, in quanto scienza sussidiaria della

fi-

lologia e dell'antichit classica,


la descrizione del

ha naturalmente per proprio oggetto

mondo

antico, ossia dei paesi antichi che furon

noti ai Greci e ai
fisiche,

Eomani,

rispetto alle loro condizioni geologiche,

meteorologiche e via dicendo,


;

ma

soprattutto rispetto alle

condizioni storiche e topografiche

che vuol dire che la [geografia

classica essenzialmente geografia politica e storica, e topografica.

La
sico

topografia delle regioni rientranti nell'orbita del

mondo

clas-

ha preso

ai d

nostri

un grande

sviluppo,

stimolata e pro-

mossa specialmente dalle investigazioni storiche ed antiquarie, dai


viaggi scientifici, dalle esplorazioni e scoperte numerosissime, ac-

cennate gi a proposito dell'epigrafia greca e latina [ 41 e 42]


esplorazioni e scoperte, le quali
scorso ai d nostri
si

dalla

seconda
si

met

del

secolo

son venute e tuttavia

vengono

moltipli-

cando quotidianamente. Per la maggiore importanza direm cos


filologica nella topografia di

Atene

e di

Roma

in
si

principalis-

simo modo, come quella che pi immediatamente

ricongiunge

a
fatti

212

[ 61]

ed episodi dei quali occorre a ogni passo menzione negli


pi spesso bisogna alla piena intelligenza delle

scrittori classici, e

opere loro;

il

perch anche la topografia di queste due citt per


di-

poco non diventata, e sempre pi accenna a diventare, una

sciplina scientifica speciale, cresciuta ogni giorno di contributi e

documenti nuovi dalle pazienti indagini dei moderni.


Presso gli antichi infatti

una vera

scienza

topografica,

come
si

dottrina particolare, con oggetto e metodi suoi propri, non

pu

affermare che sia esistita:

bens

ebbe

da

loro

incremento non
del

poco la geografia in genere, e le


geografico dei Greci e dei

reliquie

superstiti

sapere

Romani sono

tuttora fonte preziosa di

notizie per la ricostruzione storica della geografia

non meno che

della topografia antica. Lasciando le cognizioni geografiche degli Egizi, degli Ebrei, dei Fenici, di cui
si

hanno

assai scarse traccie;

lasciando le descrizioni di terre e paesi e gli altri materiali geografici che si trovano disseminati negli storici

anzitutto

(imporenci-

tantissimi tra tutti Erodoto e Polibio), poi ne' poeti, negli


clopedici e in ogni altra maniera di scrittori greci e

romani, la

geografia propriamente sistematica (1) s'inizia in Grecia con Eratostene di Alessandria [276

196

a. e. v.],

che,

movendo
la

dall'idea

esatta della sfericit della terra, ne intraprende

prima misu-

razione matematica, traccia

una carta

del

mondo

intero allor co-

nosciuto, e in un'opera geografica, sventuratamente perduta [feoi-

TpacpiK], espone la prima volta con metodo scientifico la dottrina


della terra.

Ad
i

Eratostene seguirono

geografi

in

buon

numero,
il

massime
a.
e.

fra
al

Greci

celebri sopra gli altri Strabene [circa

30

V.],

quale dobbiamo l'unica


antico

grande descrizione ordinata


17
libri],

del

mondo

[feiuTpaqpiKd, in
il

Pomponio

IVIela

[Z)e situ orbis], Plinio

vecchio, la cui Naturalis historia con-

tiene moltissime notizie e indicazioni geografiche, e infine Claudio

(1)

La

storia dolla geografia antica fu

da taluno divisa

in quattro periodi distinti, cio:


;

V* la geografia mitica, dai tempi antichissimi ad Erodoto 2" la geografia storica, da Erodoto ad Eratostene; 3 la geografia sistematica, da Eratostene a Tolomeo; 4 la

geografia matematica, da Tolomeo in poi.

[61]

-213[II sec. d.
e.

Tolomeo

v.],

che primo tratt la geografia con mevqtr\-

todo severamente geometrico nella sua famosa feuJTpaqpiKfi

YTim?, rimasta fino al secolo

XVI

il

manuale

di geografia

pi

generalmente usato e sfruttato. Per la geografia e pi per la topografia della Grecia particolarmente fonte assai ragguardevole
la TTepiriYn^i?
Tf(;

'EXXo? di Pausania, specie di guida descrit-

tiva di luoghi, citt e


II secolo a. e. v.

monumenti, composta su

lo
i

scorcio
cos

del
detti

son da passare sotto

silenzio

TrepiitXoi, esposizioni di

viaggi marittimi pi o

meno

particolaregil

giate

tra

pi antichi s'annoverano quello che va sotto

nome

di Scylace di

Caryanda (probabilmente opera

di qualche rifacitore

alessandrino o bizantino), e la fonte originaria di una descrizione


della
colo

costa

orientale ed occidentale d'Europa, versificata nel sein trimetri giambici in parte per-

IV da Kufio Pesto Avieno

venutici [Orae maritimae liher primus]

tutto ci vogliono ag-

giungersi gli Itinerari (Itineraria scripta od adnotata), contenenti


i

nomi

e le distanze dei diversi luoghi e stazioni, quali

due

Iti'

neraria Antonini (attribuiti all'imperatore Antonino,

ma

in realt

non

anteriori all'epoca di
o

Costantino

il

grande),

V Itinerarium

Hieroslymitanum

Burdigalense

[sec.

IV], da Bordeaux a Ge-

rusalemme

da Eraclea per

Koma

a Milano, Vltinerarium Aledi Alessandro

xandria breve riassunto della


Persiani
;

spedizione
carte

contro

inoltre

primi saggi di

geografiche (Itineraria

piet), ond'

documento celeberrimo

la cos detta

Tavola Peutin-

geriana, copia fatta nel secolo XIII di


fica dell'

una rappresentazione grarisale


all'

Orhis

Bomanus

la cui

prima redazione
forma e
le

epoca

stessa d'Augusto, e, secondo la

dimensioni attestano,
l'

fu modellata, al pari dell'altre carte tutte dell'impero, su

Orbis

pictus d'Agrippa nel Portcus PoUae,


retta e rimaneggiata in vari tempi.

ma

riveduta poi e ricor-

Lasciando

il

medio

evo, per tutta la durata

del

quale

quasi
sia

non

c'

luogo a una storia della geografia

classica

che

non

infetta di finzioni leggendarie e d' altri elementi romanzeschi, le

prime trattazioni dell'epoca moderna furono sul principio del

se-

- 214 colo

[ 61]

XVII

lavori geografici di F. Cluverio


et

[Germania antiqua

1616; Sicilia, Sardinia


di poi la

Corsica 1619; Italia antiqua 1623];


I.

Graeciae antiquae descriptio di


il

Palmerio [1688] e
la

pi compiutamente per tutto


antiqui del Cellario [1701

mondo
2].

antico

Notitia

orUs
non ha

6, voli.

Ma

siifatto libro

oramai pi se non un valore storico; mentre


seconda met del settecento
delle
la

iniziatasi

pur nella
viaggi e

copiosissima

serie

dei

esplorazioni

scientifiche,

anche

cominci a ricavarne non


gi su lo scorcio del
se-

scarsi vantaggi la geografia classica, e

colo

il

Bourguignon d'Anville pubblic quella sua celebre Goe

graphie ancienne ahrge [1768],

C.

Mannert

la sua

Geogra-

phie der Griecher und Rmer


[1799

aus

ihrn Schriften

dargestellt

1825],
il

nelle quali direttamente o indirettamente d'uopo


lor

riconoscano

fondamento primo

le successive trattazioni

che

saranno registrate qua appresso nella bibliografia.


ralmente, le infinite
particolari
:

parte, natu-

addizioni

correzioni

modificazioni nei

giacch a ragione fu osservato, e ognun l'intende, che


cui

la geografia classica tra le scienze

l'opera

di

diseppelli-

mento

e illustrazione del suolo e dei


secolo.

monumenti

antichi

ha pi

largamente giovato nel nostro

A) Sulla

storia della geografia classica; K.

Mannekt, F. A. Akekt, opp.


geogr. degli antichi, in

citt. sotto, in

B)

I);

H. Kiepert, Lehrbuch
e delle

d. alt. Geogr., cit. sotto, in C);

G. R. Carli, Della geogr. primitiva

tavole

Opp., voi. IX, Venezia 1785; *K. Bitter, Gesch. d.

Erdkunde

u. d.

Entdegogr.,

ckungen, Berlin 1861; *L. Vivibk


Paris, 1873; E. H. Bunbury,

de Saint Martin, Eist.


of.

de

la

hist.

atte,

geogr.

among

the Oreehs a.

Eom., Lond. 1879,


derentdeck. der

voli. 2; E. Curtius,

Der

Wetteifer der Nationen in Wie-

Lnder der Alterth., in


I,

Alterth. u. Gegenw. [Beri. 1882], voi. II;

*L. HuGUEs, St. della geogr.,

St. della geogr. ant.,


d.

Torino 1884; *H. Bbhminores,

GER, Gesch. d. wissenschaftl.

Erdhunde

Griech., Leipz. 1887-93, voli. 4.

Geografi

antichi

K. Mueller,

Geogr. Graeci

Paris 1855

A. Riese, Geogr. Lat.

min., Heilbronn 1878;


i

K. Muellenhoff,

Deutsche
e 52 F).

Alterthumskunde,
Itinerari:

I,

73 sgg. Per

singoli geografi cfr. 49

i^

Vett.

Roman.

Itiner.

cum

notis varr. ed. P. Wesselihg,

AmII,

stelod. 1735; Fortia d'Urban, Ree. des itiner. anc, avec dix cartes, Paris

1845. Per 342 sgg.

singoli itinerari v. la bibliografia in

Engelmann-Preuss,
u.

Cartografia antica

H. Beinganum, Gesch. der Erd-

Ln-

[ 61]

d.

215

1839;

derbhildungen

Alien, bes. der Gr. u. Edm., Iena,

Delgeur,

La

Cartogr. chez les anc. in Bull, de la soc. gogr. d'Anvers, 1880; F. Pokena,

Agrippa in Ann. dell' Istit. tecn. di Roma, 1883. TaEdd. di M. Welsek (parziale, Venezia 1591), Venezia 1598 [ed. pr.]; di C. F. von Scheyb, Vienna 1753; di C. Mannert, Lips. 1824; di *E. Db8jakdins, Parigi 1868-74; di *C. Miller, Die Weltharte des Castorius, gen. Peutingersche Tafel in den Farben des Originala hgg. u. eingeleitet, Ravensburg 1888; E. Desjardins, Les onze rg. d'Aug., Par. 1875; E. Philippi, De tab. Peut.; acced. fragm. Agrippae geogr., Bonn
Z/'Orbis pictus di

vola Peutingeriana

1876; R. HoRTZ, Zur. Erhl. u. Gesch. d. Peut. Taf., in Miti. d. Inst. fur
osterr. Gesch. VII,

209 sgg.

Sui viaggi e
in

le

esplorazioni acientifiche
II,

moderne

v. le

indicazioni
cit.

bibliografiche

Reinach,

194 sgg. e H.

G. Lolling, op.

sotto, in

BJ

I).

B)

I)

Geografia antica in generale


3,

I.

B. Botjbguiqnon d'Anville, Gogr,

anc. abrge, Par. 1768, voli.

e in CEuvr. d'L B. B. d'A.pubbl. p.


d.

De

Manne, Par. 1834; K. Mannert, Geogr.


d.

Gr. u

Rom. aus

ihr.

Schifi.

dargestelU, Niirnberg u. Leipz. 1799-1825, voli. 14; F. A.

Ukert, Geogr.
Gogr.
des anc,

Griech. u. Rom.,

Weimar

1816-46, voli. 4; P. F. E.
Id.,

Gosselin,
et posit.

des Gr. analyse, Paris 1790;

Rech. sur la gogr. system,


d. alt.

Paris 1798-1813, voli. 4; A. Forbiger, Handb.


bearb., Leipz. 1842-48, voli. 3 [IIP

Geogr. aus den Quell.


G. Niebdhh, Vortr.

Hamb.
v.

1877]; B.

ub. alte

Lander-u. Volkerkunde hgg.


[I.

M.

Isler, Beri. 1851; *H. G.


Ili,
[I.

Lol-

ling, Hellen. LandesTc. u. Topogr.

Mjller, Handb.

99 sgg.] Nordl.

1889;
Ili,

*I.

luNG, Geogr.
sgg.].
v.

v.

465

Italien u. den rom. Provinzen

Muller, Handb.

II)

Geografia speciale della Grecia, dell'Italia e delle

Provincie:

sotto, F).

C) Manuali e compendi:
Geogr. [1789], verb.
v.

P. Fr. A. Nitsch,

Kurzer Entwurf der

alt.

K.

Mannert,
alt.

Leipz." 1837; B. Fr. Schmieder

u.

Fr. Schmieder, Handb. d.

Erdbeschreib. mit ein. Atlas in zwolf Karten

Handb. d. alt] Geogr. fur Schulen Handb. d. alt. Geogr. filr Gymn. [1824], CasseP 1832 [sommario compendio dell'opera di K. Mannert cit. sopra in ^ ]; K. Kaercher, Handb. d. alt. class. Geogr., Heidelb. 1829; L. Georgii, Alte Geogr. beleuchtet durch Gesch., Sitten, Sagen der Volker u. mit vergleich. Bezieh. auf die neuere Ldnder- u. Volkerkunde, Stuttg. 1838-40, voli. 2; W. L. Bevan, Student's Man. of anc. Geogr. [1875],
[1802], Berl.2 1831; S. Chr. Schirlitz, [1822], Halle' 1837;

F. K. L. Sickler,

Lond.' 1881 (trad.


Beri.

ital.,

Firenze 1889); H. Kiepert, Lehrb.


der
alt.

d.

alt.

Geogr.,

1878;

Id.,

Leitfaden

Geogr.

Beri.

1879;

H.

F.

Tozer,

Primer of class. Geogr., Lond. 1878 (trad. ital. di I. Gentile, Milano" 1891); Hahn, Leitfaden der alien Geogr. filr Gymn., Leipz. 1882 (trad. ital. di BoRALEvi, Livorno 1889); L. Volz, Grundr. der ali. Geogr. filr Gymn., Beri.* 1889; E. Bonardi, Man. di geogr. stor. compilato ad uso delle se. class. I, Torino 1889; L. Hugues, Man. di Geogr. ani., Torino 1889-90, voli. 3; C. Fabris, Nozioni di geogr. stor., I, Tempi antichi, Torino 1890.

D)
et
I.

216

anc.

[ 61]

Dizionari G. R. Cabli, Dici, class, de gogr.

Paris 1768;

K.

Ph. FuNlCE, Worterhuch der alien Erdbeschreib.,

Weimar

1800; P. A.

Dupan

(trad. ted.,

GuADET, DicUonn. univ. abrg de gogr. anc. compare, Paris 1820 Weimar 1821, voli. 2); I. G. Masselin, DicUonn. univ. de gogr.

phys., histor. et polii,

du monde
2;

ancien,

du moy.-ge

et

des temps modernes


I.

eompares, Paris 1827, voli.


gleich.

F. H. Th. Bischoff u.

H. Molleh, Ver-

Gotha 1829; I.W. MIllee, Lex. man. geogr. antiquam et medium cum Latine tum Germanice illustrans, Lips. 1831; *W. Smith, DicUonn. of Greek a. Rom. geogr. illustr. by ntimerous engrav. on wood [1854-57], Lond.* 1870, voli. 2 (con atlante, Londra 1875); L. Vivibn de Saint-Martin, Nouv. dici, de gogr. univ.
Worterb.
d. alien,

mittleren u. neuen Geogr.,

Paris 1887 sgg.;


1877-80.

H.

Bkugsch,

DicUonn. gogr.

de

Vane.

Egypte,

Lips.

E) Atlanti:

I.

B. B. D'Anvillb,

Atlas
ed.

aniiquus,

Spbuneb, Atlas aniiquus [1850] ieriium

Th.

Paris 1768; K. von Menke, Gotha 1863-65


;

*H. Kiepebt, Atlas aniiquus [1859],


Atlas der alien Welt,

Berol."

1890;

Io.,

Topogr.-ailas
Id.,

v.

Hellas u. den hellen. Colonien [1841-46], Berl.^ 1868-72;

Histor. -geogr.

zum

Schulgebr.

1884; Id., Schulailas der alien Welt, terrarum aniiquus in usum schol. descr., Gotha 1884 (ed. ital. con pref. di E. Stampini, Torino 1893); A. Ghislebi, Testo-atlante del mondo antico,

19 Aufl. v. C. Wolf, Beri. Beri. 1883; A. von Kampen, Orbis


bearb.,

Bergamo

1890-91, p'

2;

Id.,

Atlantino stor. d'Italia,

p*

I,

Si.

rom., Ber-

gamo

1891.

Gesch. Hell.

F) Geografa speciale delle singole regioni a) Grecia 0. Muellek, Stmme u. Stdie [1820-24], 2. Ausg. v. F. W. Schneidewin,
: :

Breslau 1844; F. K. H. Kbuse, Hellas


alt.

od.

geogr.-antiquar.
;

Darstll.
I.

des

Griechenlands

u. sein.

Colonien, Leipz. 1825-27, voli. 3

A. Ceameb,

geogr. a. histor. description of ancieni Greece, Oxford 1828, voli. 3; H. BoBBiK, Griechenland in aligeogr. Beziehung, Leipz. 1842; F. Fiedlbr, Geogr. u. Gesch. Ali-Griechenl. u. sein. Colonien, Leipz. 1843; I. H.
sez.

Kbausb, Altgriechenl. in Ebsch e Gbxjbbb, Encyklop.,


*C.

1%
u.

voi.

LXXX;

BuEsiAN,

Geogr.

v.

Griechenl., Leipz. 1862-72,


Gr.,

voli. 2;

Leci.

on the geogr.
Geogr.

of

Lond.
mit

1873;

C.

Nedmann
Rilcksicht

H. F. Tozeb, Paetsch, I.
Alter(pi-

Physikal

von

Griechenl.

besond.

auf das

thum

bearb.,

Breslau

1885; A. Meliaeakis, NeoeWriviKi^ TeuuYpaqpiKi^

XoXoYia nTOi
'EXXrivujv,

KOxdXoYO^ tuiv u toO


1889
der
althellen.
I).

1800-1889 yewYpacpTievTUJv

-rr

Atene
cit.

[repertorio bibliografico];
Gesch.,
P)

Dondorff, Das
;

hellen.

Land
nesos,

als Schauplatz

Hamburg 1889
:

H. G. Lol-

LiNG, op.

sopra in

B)

Gotha 1851-52,

voli, 2.

T)

Asia minore

Peloponneso: E. Cuetids, Pelopon*I. Rennell, A treatise

on the compar. geogr. of Western Asia, accompagnied with an atlas of maps, Lond. 1831, voli. 2 LA. Ceameb, Descr. of Asia Minor, Oxford
;

1832, voli; 2;

Ch. Texiee, Descr. de l'Asie min.,

Paris 1839-49,

voli. 8

[ 61]

-- 217

de l'Asie
Io.,

[241 tavole]; L. Vivien de St. Martin, Descr. histor. et gogr.

min. [Hist. des dcouv. gogr.,


ano. et d'ethnogr. asiat.,
I,

II-III],

Paris 1845, voli. 2 ;

Et. de gogr.

Paris 1850;

of Asia Min., Lond. 1891.


1845-45, fogli 6;
b)

W. M.

H.

Kikpebt,

Ramsat, The histor. geogr. Karte voti Kleinasien, Beri.


Beri.

Wandkarte von

Altkleinasien,

1888, fogli

6.

Africa: L. Vivien de Saint-Maktin,

Le nord de l'Afrique dans

l'antiq,

gr. et rem., Paris 1863; *Ch. Tissot, Gogr.

compare de la prov. rom. de

l'Afrique, Paris 1884-88,

Alterthum, Leipz. 1887.

voli. 2;
)

E. Gobel,

Die Westkuste Afrikas im


des
alien

Egitto: H. Bkugsch, Die Geogr.


3;

Aegyptens, Leipz. 1857-60, voli.

G. Pabthey,
d.

Zur Erdkunde
1882;
I.

des alten

Aegyptens in Abhandl.
de la
basse
v.

d.

Berliner Ak.
e dei

Wissensch. 1858; G. Lumbeoso,

L'Egitto al tempo dei Greci


atte,

Rom.,

Roma
t)

de Rouq, Gogr.
Holstenii, Adnot.

gypte, Paris 1891.

Italia:
voli.

Ph. Cluverius, Italia


2
(L.

antiqua hgg.

D. Heinsius, Lugd. Bat. 1624,

ad
It.,

CI. Italiam,

Roma

1866);
C.

I.

A. Cramer,

A geogr.
Ital.
I).

a. histor. descr.

of ancient

Oxford 1826,

voli. 2;

Dotto

de' Dauli, L'It. dai primordii all'evo

antico, Forl 1879-81, voli. 3;

H. Nissen,

Leute, Beri. 1883;


I.

I.

Iunq,

op. cit. in

B)
u.

Landeskunde,
r|)

I.

Land

u.

Italia meridionale;

Beloch, Campanien.
de la

Topogr. Gesch.

Lb.

der

Umgeb.

Neapels im
et hist.,
:

Alterth.,
littor.

Napoli 1879; Fr. Lenormant,

La

Grande-Grce, paysages
voli. 3,

mer

ionienne, Paris
il

1881-84,

6) Italia

centrale

G. MicALi, L'Italia avanti


F.

dotninio dei Botti., Firenze 1810, voli. 4; G.

Grotefend, Zur Geogr.

u.

Gesch.

von

Altitalien

u.

Nomenklatur der

Abeken, Mittelitalien vor dett Zeiten rom. Herrschaft, Stuttg. 1843; A. Bormann, Altlatinische Chorogr. u. Stdtegesch., Halle 1852; E. Desjabdins, Essai sur la topogr. du
Latium, Paris 1854;
dett

Volker Altitalien, Hannover 1840-42, p' 5;

W.

W.

Springer, Topogr. Latiums in Bez. auf die

von

rom. K'n. gefuhrteti Kriege, Breslau 1876; H. Kiepert,


dell' It.

ed archeolog.

centr.

Berlino 1881.

Carta geogr.

i)

Italia superiore:

von

CzoEENiG, Die alten Volker Oberitaliens, Italiker (Umbrer), Baeto-Etrusher,

Baeto-Ladiner,

Veneter,

Kelto-Bomanen,

Wien

1885.
I.

k)

Dalmazia

H. CoNS,

La

province rom. de Dalmatie, Paris 1881;

Jung, Die roman.

X) Sicilia: A. Holm, Landschaften des rom. Beichs [1881], Innsbruck' 1887. Beitr. zur Berichtigung der Karte des alten Siciliens, Lubeck 1866; Id.,

58 Sardegna prima del dominio v) Gallie romano, Roma 1881. I. B. Bourguignon d'Anville, Not. de la Gaule rom., Paris 1760; Ch. A. Walckenaer, Gogr. anc. histor. et compare des Gaules cisalp. et transalp. [1839], Paris^ 1862, voli. 2; E. Herzog,
Gesch. Sicil.
II)

im Alterthum, Leipz. 1870-74,


|Li)

voli. 2 (per le traduz. v.

B)

X)).

Sardegna: *E. Pais,

La

Galliae Narbon-

hist.

descr. instit. expos., Lips. 1864; E. Desjabdins, Gogr.


Id.,

de la Gaule, Paris 1869;

Gogr. histor.

et

administr. de la Gaule rom.,

Paris 1876-93, voli.

4;

A. Lognon, Gogr. de la Gaule au Ethnogr. der

VP

siede, Paris

1878; Oh. Leuthrie, Les voies ant. de la rg.


?)

du Bhone, Avignon 1882.


iber.

Penisola Iberica

H. Kiepert, Zur

alt.

Halbinsel in

Monatsber. der Beri. Ak., 1864; G. Philipps, Die Einwanderung der Iberer

218

d.

[ 61]

in der pyrenUischen Halbinsel e Die Wohnsitze der Kelten auf der pyren.

Halbinsl in Sitzungsber. der Wien. Ak.

Wiss. 1870 e 1872; D. Detlefskn,


u. Lusit., in Phill.
o)

Die Geogr. der Prov. Baetica, Tarracon.

XXXII, 600
Brit.

sgg.;

XXXVI,

111 sgg.

XXX, 265
Camden,
I.

sgg.;

Britannia:

W.

Bri-

tannia [1586], ultima ed. di R. Gough, Lond. 1806, voli. 4;

Horsley,

romana,

Lond.
u.

1732;

I.

M. Scarth, Rom.
2.

Germania: K. Zeuss, Nachharstamme, Miinchen 1837; K. Muellenhoff, Deutsche Altefthumskunde, I-III, Beri. 1870-87; Th. Bergk, Zur Gesch. u. Topogr. der Rheinlande in rom. Zeit, Leipz. 1882. p) Paesi DanuE. Guest, Origg. celticae, Lond. 1883, voli.

u)

Britain, Lond. 1883;

Die Deutschen

die

biani:

P.

Katancsich, Istri adcolarum vetus geogr., Budapest

1826-27,

p' 2; S. Cassel,

Voy. archol.

et

Magyarische Alterthumskunde, Beri. 1848; E. Desjardins, gogr. dans la rgion du Bas-Danube in Rev. archoh,
u.

XVII, 265 sgg.; C. Goos, Stud. zur Geogr.

Gesch. des trajan. Daciens,

Hermannstadt 1874; Id., Die rom. Lagerstadi Apulum in Dacien, Schssburg 1878; l. luNG, Rom. u. Romanen in den Donaulndern [1875], Innsbruck* 1887. Per i lavori speciali topografici, antiquari, archeologici, per

gli scavi, le esplorazioni e

viaggi scientifici nelle singole regioni


I.

v. le

indicazioni bibliografiche del C.

G. e del

C. I. L., del

191 sgg. e dello stesso in *Chroniques d'Orient, docum.


et

*Reinach II, sur les fouilles

dcouv. dans l'Or, helln. de 1883 1890, Paris 1891 e in Rev. archol.

dal 1883 in poi, del Hubner', pp. 217-85. Per le esplorazioni in Italia

particolarmente le Notizie degli scavi


i

20 B)

7, p.

61]

per la Germania
[ib. 49,

Jahrbb. der Vereins

v.

Alterthumsfreunde im Rheinl.

p. 64].

G) Topografia:
(trad. frane, di

a)

Atene

W. M.

Ph. Roque, Paris 1869; ted. di


P.

Leake, The topogr. of A. Lond.' 1841 I. G. Baiter e H. Sauppe,


Topogr.
v.

Zurigo 1844);
Fhil.,

W, Forchhammer,
;

Athen, Kiel 1841;


la

In.,

in

XXXIII, 98 sgg.
topogr.
v.

D. Raoul-Rochette,

Sur
I.

topogr. d'A., Paris


2; Id.,

1852: E. Curtius, Attische Studien, Gottingen 1862-65, voli.

Sieben

Karten zur
et dessine,

A.,

Gotha 1868;

Id.

A. Kaupert,

Atlas

von

Athen, Beri. 1878; Karten von Attika, Beri. 1881-84; E. Breton, A. dcrite
Paris^ 1868; A. Mommsen, Ath. Christianae, Lips. 1868; E. Bur-

NouF,

La

legende athn., Paris 1872; Id.,

La

ville et
its hist.

l'acropole

d'A.

aux

div. p., Paris 1877;

Th. H. Dtent, Anc. A.,

topogr. a. remains,

Lond. 1873;
Akrop.
V.

Wachsmuth, Die Stadi A. im


Alt.

Alterth. I-II, Leipz. 1874-90;

*G. F. Hertzberg, a. hisior. topogr. darg., Halle 1885; *A. Botticher, Die

Athen nach den Berichien der

u.

der neuesten Erforsch.,


die
[I.

Beri. 1888; Fr. Baumgarten,

Ein Rundgang durch

Ruinen

A.'s, Leipz.
Ili,

1888; H. G. Lolling, Abriss der iopogr.


290-354], Nordlingen 1889.

v.

Athen

Mullbr, Handb.

P)

Roma:

C. Fea,

Nuova

descrizione di

Roma
alt.

ani. e mod.,

Roma

1820, voli. 3; C. Sachse, Gesch. u. Beschreib. d.


voli. 2;

Stadi Rom.,

Hannover 1824-28,

E.
d.

Platner,

C.

Bunsen,

E. Gerhard,

W.

Rostell, L. Urlichs, Beschreib.


e d'altri], Stuttg.
u.

Stadi R. [con contrivoli.

buti di B. G. Niebuhr

Tubingen 1829-42,

[ 61]

Platner
its vicinity

219

W.
stor.

(estratto di E.

e L. Uklichs, ib. 1845);

Gell, Thetopogr.of

R. and
di

[1834], Lond.^ 1846, voli. 2; L. Canina, Indicaz. topogr.

Roma
e

ant. [1831]

rom.

sue adiac. [1834],

Roma* 1840; Id., Roma' 1845;


;

Esposiz.
Id,,

topogr.

del

foro

Gli edifizi

di

R.
I.

ant.,

Roma
der
lanique

1848-56, voli. 8;

W.

A. Becker, Handh.

d.

rom. Alterth.

Topogr.

Stadi R., Leipz. 1843

Th. Mommsen,

De

comitio

Romano

curiis

tempio in Ann.

dell' Instit.,
;

XVI, 288-318; L. Preller, Die Region.


sopra in D)^;
Id., Hist.
vet.

d.

Stadi

Rom, Iena 1846


Diciionn. di

Th. H. Dyer, Ancient Rome, Lond. 1864 [estratto


cit.

dal

W.

Smith,

of the city of

Rome

[1855], Lond.' 1883;

G. N.

Du

Rieu,

Romae

ichnogr.,

Lugd. Bat. 1865;

Wurzb. 1871; *H. Iordan, Topogr. d. Siadt R. im Alierth., Beri. 1875-85, 2 voli, in 4 p'; I. H. Parker, Archaeol. of Rome, Oxford^ 1878 sgg., voli. 12; Che. Ziegler, Tllusir. zur Topogr. des alien R., Stuttgart' 1877; [Giordano, Lanciani, ed altri], Monogr. della citt di Roma e della campagna Romana, Roma 1878; G. Boissieb, Promen. archolog., Rome et Pompei [1880], Par.' 1887; *R. Lanciani, ToC. L. Urlichs, Cod. urbis

Romae

topogr.,

pogr. di

Roma
u.

Roma antica, i comment. di Front, intorno le acque e gli acquedotti..., 1880 [E. dalle Mem. della R. Accad. dei Lincei]; *0. Gilbert, Gesch.
;

Topogr. d. Siadt Rom im Alterth., Leipz. 1883-85, voli. 2; H. Kiepert, Wandkarte von Alt.-Rom, Beri. 1888 H. Auer, Der Tempel der Vesta, Wien 1888; Id., Das Forum Rom., Bem 1891 0. Richter, Topogr. v. Rom [l. MiLLER, Handh. TU, 725 sgg.], Nordiingen 1889; Th. Kummer,
;

Schalke 1889 R. Lanciani, Rie. sulle comm. arch. com. di Roma, XVIII, 95 sgg.; A. De Marchi, Rie. sulle Insulae o case a pigione di R. ant. in Rendic. dell' Ist. Lomb., S* 2% voi. XXIV; H. Middleton, The remains of anc. R., Edimburg 1892; F. Hochdanz, Bemerk. zur Topogr. des alien Rom, Coslin,
urbis
fontibus antiquis,
;

De

Romae

XIV

reg. urb. in Bull, della

1892; Chh. Huelsen,

monum.
ciali e

de R. ani. in Mi.

Das Forum Rom., Roma 1892; De Rossi, pp. 137-158.


il

E.

Muntz, Plans

et

Per
per

gli studi spe-

per

le altre regioni v. le

opere indicate sopra, in F), su la fine;


Bull, de corr. helln. [ 20
71],

per la Grecia e l'Oriente in particolare

B)
le

68] e le Miitheil. dellTstit.

Germanico
Notizie

[ib.

Roma
[

l'Italia
7],

comunicazioni periodiche delle


della

degli scavi
[ib.,

20 B)

del

Bulleti.

commiss,
[ib. 6].

archeol. di

Roma

2]

e del Bullett. dell'Isti-

tuto

Germanico

220

[ 62-63]

3)

Cronologia,

62.

Enciclopedia:

Bobckh' 325

sgg.;

Reinach

I,

222

sgg-,

275; II,

211 sgg., 228; Hbnek* 286 sgg.

63.

La

cronologia,

scienza
loro

molto

ardua,

bisognandole

l'unione di
la

conoscenze fra
la

disparatissime,
in

ha per oggetto
anni,

misura del tempo, e


in ere;
e

sua divisione
alla
filologia

mesi, in
essa

in

cicli,

applicata

classica,
di

prin-

cipalmente la scienza del calendario


tanza non pur per la storia

antico,

capitale impor-

civile e politica,

ma,

come ognun

pu

intendere di leggieri, per la storia letteraria eziandio.


cronologia greca e
il

La

romana ebbe

la

sua prima trattazione meto-

dica, e per

tempo, compiuta, nella famosa opera

Be

emendatione
ristamp.

temporum
volte, e

di

Giuseppe

Scaligero

[Parigi,

1583,

pi

ultimamente a Ginevra, 1629], seguita,

e in molti punti

corretta alla stregua di piti esatti principi astronomici, dal

De

doc-

trina

temporum

di Dionigi Petavio [Parigi 1607, voli. 2, ristamp.


voli. 3]. I contributi di tutti
i

ad Anversa, 1703,
dopo, tra
i

cronologi venuti

quali

principalmente

degno

di

menzione

Enrico

Dodwell (Be veteribus Graecorum Rom^norumque


tationes

cyclis disser[ib.

decem [Oxford, 1701]

e Bissertationes

Cyprianicae

1684], furono poi oscurati dal magistrale

Handhuch der mathe-

[ 63J

und

221

matischen
il

technischen Chronologie [1825

26],
di

di L. Ideler,

quale, astronomo di fatto, e profondo conoscitore anche dell'anclassica, con larga copia

tichit e della filologia

dottrina ed

acutezza mirabile di critica pot fermare sulle sue basi essenziali


il

complicato sistema della cronologia antica. Sennonch

progressi

considerevoli fatti dalle discipline storiche e filologiche tutte dopo


la pubblicazione di quest'opera pure capitalissima, le grandi sco-

perte dell'epigrafia, la pi esatta e perfezionata critica dei testi,


i

nuovi indirizzi

all'investigazione

cronologica additati

special-

mente da Augusto Boeckh, sono


sia in

stati cagione, gli ovvio, ch'essa

molte parti

oramai

invecchiata,

non

risponda
e

piti

per

ogni verso allo stato attuale

della scienza.

Tuttavia,

bench
espose-

non iscarseggino

gli studi preparatori di dettaglio,

una nuova
e

sizione metodica e

compiuta della cronologia greca

romana

condo

il

disegno dell'ldeler non venne intrapresa ancora, se non in

parte nelle due opere di E. Greswell intorno al calendario antico

[1854

e 1862], nella trattazione


I.

sommaria dell'Unger per

il

Hand-

buch di

Muller [1892^], nel Handhuch di A. Schmidt per la


la cronologia

cronologia greca [1888], e per

romana da Teodoro
da
L. Holzapfel

Mommsen

[1858],

da H. Matzat

[1885

sg.],

[1885] e pi recentemente da

W.

Soltau [1889].

histor. [1783-87],

A) Cronologia antica nuova

in generale: L'art de vrifier les dates des faits


ed. di N.

Viton de
d.

St. Alais, Par. 1819, voli. 5

[av. l'ra cristiana];

D. H. Hegewisch, Einleit.

in
u.

die
techn.

histor.

Chronol.,

Altona 1811; *L. Ideleh, Handh.


1825-26, voli.
u. die
2; Id.,

mathem.
Io.,

Chronol.,

Beri.

Lehrh.

d.

Chronol, Beri. 1831; *A. Boeckh, Manetho

Hundsternperiode, Beri. 1845;


Leipz.

Zur

Gesch.

d.

Mondcyden der
Id.,

Hellen.,

1855;

Id.,

Epigr. -chronol. Studien, Leipz. 1856;


Beri. 1863;

Ueh.

die vierjhrl.

Sonnenkr.

der Alien,

*E. Geeswell,
kalend. Hellen.,

Origines

kalend- Italicae, Oxford 1854, voli. 4 e Origines

Oxford
v.

1862, voli.

6;

G. F. Unger, Chronol. des Manetho, Beri. 1867; H.


I.

Pessl,

Das

chronol. System des Manetho, Leipz. 1878;

Lauth, Aegypt. Chron.,


*G. Fh. Unger,
sgg.],

Strassb. 1877; A. Schaefer, Die UhUsche Chronol.,

Munster 1879; V. Floigl,


I*,

Chronol. der Bibel, des Manetho


Zeitrechn. d. Gr. u.

und Beros,

Leipz. 1880;

Rom.

[I.

Muller,

Handh.

pp. 711

Mn-

chen 1892.


B) Cronologia greca
C. P.
:

222

[ 63]

0. Cobsini, Fasti Attici, Firenze 1744-56, voli. 4;

Monatskunde in Ahhandl. d. Goti. Ges. d. Th. Bekgk, Beitr. zur gr. Monatsk., Marburg 1845 A. Mommsen, Beitr. zur griech. Zeitrechn. in Jahrbb., I Suppl.-Bd; 199 sgg. e in III Suppl.-Bd., 343 sgg.; Id., Chronol. Untersuch. uh. das Kalenderwesen d. griech. insonderheit d. Athen., Leipz. 1883; H. Ahrens, Zu griech. Monatsk. in Eh. Mus., XVII, 329-67; A. Dumont,
Hermann, Ueb.
hist.-phil.
;

griech.

Wiss.,

CI. Il,

43

sgg.;

Essai sur la chronol. des archontes Athen. poster, la


Par. 1870;
4-123, 4
Io.,

CXX^

Olympiade,

Fastes eponym. d'Athnes, Par. 1874;

Id.,

in Rev. archol.

XXXII, 108
in

sgg.; G. F.

Philol.

XXXVIII, 423
sgg.;

Unger, Die attischen Archonten von Olymp. 119, sgg.; H. Usener, Chronol. Beitr. in
A.
Clodius,

Rhein.

Mus.

XXXIV, 388

Fasti

Ionici,

Halis Sax.

1882; H. LiPSiDS,
E. BiscHOFF,
In.,

Zum
fastis

gr.

Kalenderwesen in Leipz. Stud.


antiq.

Ili,

207 sgg.
sgg. sgg.

De

Graecorum
griech.

in

Leipz. Stud. VII, 313


145,

Beitr.

zur Kenntniss griech. Kalender in Jahrbb.


d.

479

*A. ScHMiDT, Handh.

Chronol.

hgg.

v.

F. Rhl,

Iena

1888

K. IsBAEL-HoLTzwART, Das Si/stem der attische Zeitrechn. auf neuer Grundlage, Frankf. a. M. 1892; Th. Homolle, Rem. sur la chronol. de quelques
archontes athn. in Bull, de corresp. helln. XVII 145 sgg.
(cfr.

36 sgg.; IV, 182 sgg.; X, 6

sgg.).

anche

I,

P)

Cronologia romana: *Th. Mommsen,

Die rSm. Chronol. bis auf Caes., Beri.* 1859; A. W. Zumpt, Das Geburtsjahr Christi, geschichtl.-chronol. Untersuch., Leipz. 1869; R| Flex, Die aiteste Monatseintheil. d. Rom., Iena 1880; A. Pellengahr, Die techn. Chronol. d.

Rom.
1882

in ihr. Entwickel.

reform, Rheine 1881; 0. E. Hartmann,


Leipz.
[incomp.];

vom Anfang bis zur gregorian. KalenderDer rom. Kalender, hgg. v. L. Lange,
Beitr.

Th. Bergk,

zur rom.
sgg.;

Chronol.

hgg.

v.

G. HiNRicHs in Jahrbb.
Chronol.
I-II,

XIII

Suppl.-Bd., 579

*H.

Matzat,
v.

Rom.
Chr.,

Beri. 1883-84; Io.,

Rom.

Zeitrechn.

fur 219 bis 1

Beri. 1888: Id.,


Id.,

Der Anfangstag

d. julian.

Kal. in Hermes XXIII, 48 sgg.;


;

Krit. Zeittaf. fur d. Anf. des 2. pun. Kriegs, Weilburg 1887 A. Fbaenkel, Stud. zur rom. Gesch. I, Breslau 1884; *0. Seeck, Die Kalendertaf. d. Pontifices, Beri. 1885;

*L. Holzapfel,

Rom.

Chronol., Leipz.

Die Anf. d. julian. Kalenders in Philol. XLIX, 65 sgg.; W. SolTAu, *Prolegg. zu einer rom. Chronol., Beri. 1886; Id., Die rom. Amtsjahre, Freib. 1888; Id., *Rdm. Chronol., Freiburg 1889; Id., Roms Grilndungstag
1885;
Id.,

in Sdge u. Gesch. in Philol.

XLV, 439 sgg.; Id., Die Kalenderverwirrung zur Zeit des 2. pun. Kriegs in Philol. XLVI, 666 sgg.; Io., Zur rom. Chronol. Die astron. Grundlagen. Die nundinalbuchstaben in Philol. L, 447 sgg.; A. Mommsen, Reformen d. rom,. Kalend. in den Jahre 45 u. 8 V. Chr. in Philol. XLV, 111 sgg.; G. F. Unger, Der Gang des altrom. Kalenders, Munchen 1888; *G. Goyad, Chronol. de l'emp. rom. publie sous la direction de R. Cagnat, Paris 1891; A. Paganelli, La cronol. rom., Milano 1892. t) Fasti romani B. Borghesi in CEuvr. IX, 1 sgg.; C. Fea, Framm. di fasti consol. e trionf., Roma 1820; Chr. M. Laurent,
.

Fasti

consul.

Capitol.,

Altona 1833;

I.

G. Baiter, Fasti consul. trium-

[ 63]

223

~
CIL,
I;

phalesque Rom. nell'ediz. di Cicer. dell'ORELLi e del Baitbb, Vili [Zurich


1838], pp. I-CCXLVIII;

W. Henzen

in

W.

H. Waddington, Fastes
I,

des prov. asiat. de l'emp. rom. depuis leur orig. jusqu'au rgne de Dioclt.

Paris 1872;
praetorii ab

De Boob,

Fasti censorii, Beri. 1873; P. Wehkmann, Fasti

ab

a. u. e. 588 ad a. 700, Beri. 1875; M. Holzl, Fasti praet. 687 usque ad a. u. 710, Leipz. I-II, 1876-90 G. Kaufmann, Die Fasten d. spai. Kaiserzeit in Fhilol., XXXIV, 235 sgg.; *I. Kxein, Fasti a. u.
;

consul. inde a Caes. nece usque

ad imp-

Dioclet,, Lips. 1881; C. Cichobius,


;

De

fastis consular. antiquiss. in Leipz. Stud., IX, 171 sgg.

Ch. Tissot,

Fastes de la prov, rom. d'Afrique, Paris 1885; Fr, Garofalo,


tribuni della pi., Catania 1889; Id.,

/ Fasti
della

dei

I Fasti

degli edili plebei

rom.

rep. Append. ai Fasti dei trib. plebei, Catania 1890; A. Palla de Lessebt, Les Fastes de la Numidie, Paris 1888; Th. Mommsen, I Fasti dei sex

primi ab aerario, in Bull, dll'imp.


Fasti praetorii, Bresl. 1892.
C) Tavole cronologiclie
:

Ist.

Germ., VI, 157 sgg.; H. Levison,

1)

Greche

H. Clinton, Fasti Hellenici [1824],


lat.

Oxford' 1834-51,
1830);
I.

voli. 3

(rifacimento

parziale di C. G. Kbueger, Lips.


criticos

M. ScHULTz, Apparatus ad ann.

rerum Graec. specimen,


Zeittafeln,

I-m, Kiel 1826-36 [incomp.J; *W. Fischer, Gr.


ottime].

Altona 1840;

*C. Peter, Zeittafeln d. griech. Gesch. [1835], Halle* 1886 [elementari,

ma

2)

Romane:
[1819],

C. G. Zumpt,

Ann. veterum regnor,


ai

et

popul. im-

primis Roman.
*C. Peter,
V.

Berol.'

1862 [i-accomandabili

principianti];

Rom.

Zeittaf. [1841], Halle* 1882; F.


bis

W.

Fischer,
;

Rom.

Zeittaf.

A. Scheiffele, auf Augustus Tod, Altona 1846 Jahrb. d. rom. Gesch,, Nordlingen 1853. L, Mendelssohn, Paralleltabellen zur griech.-rSm. Gesch. mit Vorw. v. F. Ritschl, Leipz. 1874.

Roms Grund.

224

[ 64]

CAPO vn.

ANTICHIT PUBBLICHE E PRIVATE

64.
si

(1) Sotto la

designazione

generica di antichit >

comprendono parecchie materie,

le quali si

riducono in sostanza

alle seguenti: costituzione politica e

amministrazione dello Stato,

diritto, instituzioni finanziarie, giudiziarie, militari (antichit

pub-

bliche); industria e
vesti, cibi e

commercio, vita e costumi privati, abitazioni,

bevande, matrimonio, educazione, istruzione, viaggi,

funerali {antichit private)^ culto religioso e mitologia {antichit


religiose).

Queste ultime saranno pi particolarmente discorse nel


il

capo seguente, riserbandosi


private soltanto.
Il

presente alle antichit pubbliche e

nome

stesso d'
il

antichit sembra risalga in qualche

modo

a Varrone,

quale aveva composto una grande opera enciclopeintitolata


libri

dica su questa materia,

punto

Antiquitatum
infatti

divi-

narum

et

humanarum

XLI. Lo

studio

delle

an-

(1)

sunto Bommario,

Nei cenni preliminari premessi a questo capo seguito in qualche parte il riasma chiaro e preciso di M. Bomnkt, La philol. class., pp. 118 agg.

[ 64]

presso
i

225

private, era
i

tichit pubbliche e religiose, se

non delle antichit


e

cominciato gi
ne'

Greci

Romani,

si

continu poi

tempi posteriori, bench con

indirizzi e

con

criteri assai di-

versi.

Gli antichi furono mossi soventi da


pratico, come,

un bisogno

essenziale

mente

ad esempio,
i

collegi dei magistrati

dei

sacerdoti, cui occorreva conoscere

precedenti per attendere ade-

guatamente a

l'esercizio delle loro funzioni. Altri


o,

erano stimolati

pi dalla curiosit,

meglio, in certi periodi almeno, dalle ten-

denze

scientifiche

dell'erudizione.

Dopo

Aristotile siffatti studi


cos le TroXiieiai di Ari-

furono coltivati in sussidio della


stotile stesso

filosofia:

dovevano servire di base empirica alle sue teorie polifine

tiche, e per

un

somigliante una vera e propria storia della civilt

ellenica tracci Dicearco nel suo famoso Bio<; 'EXXboq, Nell'epoca

Alessandrina, e a
si

Roma
si

negli ultimi secoli, le ricerche di antichit

collegano

piti

particolarmente

con lo

studio

l'illustrazione

degli autori, ossia

fanno, a cos dire, filologiche,

come a cagion

d'esempio pu vedersi nel lessico d'Arpocrazione (AHei? tujv Ka


^nTpuuv), in gran parte
destinato a dichiarare
i

termini giuri-

dici usati dagli oratori attici, nelle

Notti Attiche di Aulo Gelilo,


di

nei Saturnali di Macrobio, nel


e via discorrendo.

commento

Servio su Virgilio,

Ma

specialmente nei tempi moderni, nei secoli


le investigazioni anti-

XVI

XVII, incominciano a moltiplicarsi

quarie intraprese per scopo e con indirizzo essenzialmente filologico;


e allora si

compongono quei

dotti trattati, ricche miniere di do-

cumenti, di materiali, di

fatti,

quali

si

trovan

raccolti

da G.

I.

Gronov nei

tredici

volumi del suo Thesaurus antiquitatum Grae-

carum [Leida 1697


antiquitatum

1702]

e dal Grevio nei dodici del

Thesaurus
da

Bomanarum
[Aia

[Utrecht 1694

99],

seguito tosto
in 3

un Novus Thesaurus antiquitatum Bomanarum


A. H. Sallengre
di
I.

volumi di

171619]
1737].

da un Supplementum in 5

Polene

[Venezia

Contemporaneamente molti punti


pubbliche
si

particolari relativi alle


illustrati, e

antichit

private

venivano

molto tesoro d'erudizione

raccoglieva nei commenti,

nelle dissertazioni, nei lavori vari di filologi propriamente di proValmaogi.


15


Giusto Lipsio,
il

226

nomi massimi,
il

[ 64]

fessione, quali, a far solo taluno de'

dottissimo

Meursio, Giuseppe Scaligero, Claudio Salmasio,


opere in questo

e pi altri, le cui

campo possono
G.

vedersi regi;

strate nella Bibliotheca

antiquaria di

A.

Fabricio [1713

Lipsia

1760, voli. 2]. Siffatta operosit prosegue


secolo

anche pi

lar-

gamente nel

XVIII, vuoi con

la

forma erudita delle invedi materiali

stigazioni speciali, che riescono a

un cumulo enorme

nella scuola olandese, vuoi con

una forma pi
nella

spigliata, spirituale
serie

quasi e a volte anche leggera, come

numerosa

delle
helles-

Mmoires
lettres^

della

francese

Acadmie

des

inscriptions
il

et

vuoi infine in opere di

divulgazione come

celeberrimo

Voyage du jeune Anacharsis en Grece del Barthlemy [Parigi,


1788].

Ma

il

nuovo indirizzo storico che

si

disse della scuola te-

desca, determinatosi, antesignano F. A. Wolf,


secolo

tra lo scorcio del


si

XVIII

primordi del XIX, fu cagione che

rinnovasse,

come

l'altre tutte, eziandio la scienza delle antichit,

che

si

de-

terminassero meglio le singole

branche che la compongono, che


e

pi sistematicamente
ciascuna, che
s

si

ordinasse

compiesse la trattazione di
si

colmassero molte lacune e


si

ricostruissero di sana

pianta molte parti e

correggessero moltissimi errori, grazie ai pro-

gressi paralleli dell'epigrafia specialmente, poi della critica e del-

l'interpretazione degli autori,

della storia politica


di tutte le di

dell'archeo-

logia

dell'arte,

in

una parola

discipline

volute

gi

abbracciare

nell'enciclopedia
si

filologica,

ciascuna delle quali

naturalmente

giova,

bench

in

pi o

men

diretto

modo,

la

scienza stessa delle antichit.

[1713],

A) Antichit in genere 1) Greche I. A. Fabeicius, Hamburg' 1760, voli. 2; I. F. Gkonovids, Thes.


: :

Bibliogr. antiquaria
antiq.

Graec, Lugd.

Bat. 1697-1702, Venezia 1737, voli. 13;

I.

Ph. Pfeiffee, Libri


et

TV

antiq.

Graec. gentilium sacrarum, politicarum, militarium

oeconomicarum [1689],

e Lips.^ 1707 [erudito per il tempo suo]; I. Potter, Archaeol. Gr., Oxford 1699 [e in Gbonov, Thes., XIII] (trad. ted. con aggiunte di I. I. Rambach, Halle 1775-78, p' 3; nuova ed. ingl. [The antiq. of Greece] con addizioni del Boyd, Londra 1841]; 1. 1. Babthlemy, Voy- du jeune Anach.

Regiom.

[ 64]

7,

227

en Gr., Paris 1788, voli.


[1828],

ristamp. pi volte; H. Hase, Die gr. Alterthumsk.

Quedlinburg
[I.

u.

Leipz. 1841^; *K. Fb. Hermann, Lehrbuch der griech.

Antiq.
III.

Staatsalterth.,

Heidelberg 1831

IL Goitesdienstliche Alterth. 1846;

a cura di H. Bljmner e W. Dittenbeegek, Freiburg 1882 sgg., v. sotto, 66 A) e BJ T) ), 69 A); S. F. W. Hoffmann, Griechenl. u. die Griechen im Alterthum, Leipz. 1841, voli. 2; H. W. Bensen, Lehrb. d. griech. AUerthUmer, Erlangen 1842; *G. F. Schoemann, Griech.
Privatalterth. 1852],

nuova

ed.

Alterth.,

I.

Das Staatswesen ; IL Die

internationale

Verhltnisse u. das

Religionstcesen [1855-59], Berl.^ 1871-73 (trad. ital. di R. Pichler, Firenze

1890, voli. 3; frane, di

Galuski, Parigi 1884-87,

voli. 2; ingl. di E.

G.

Hardy
u.

e F. S.

Mann, Londra 1880,

voli. 2); G. Bippart, Hellas u.

Grundriss des Mass. Alterth. fiir die studier. lugend, I, W. KoNER, Das Leben de Gr. u. Rom. nach ant. Bildwerken dargest. [1862], Berl.5 1885 (6 ediz. a cura di R, Engelmann, 1 fase. Beri. 1893) (trad. ital. di *C. Giussani, Torino' 1889, voli. 2; frane, di I. Trawinski
e 0. Riemann, Parigi 1884; ingl. di P. Huffr, Londra 1875); H. Goell,
Culturbilder aus Hellas u.
Volk, u. Culturleben d.

Rom. Ein Prag 1858; *E. Guhl

Rom

[1863], Leipz.' 1878; H. RickENSACH,

Land,
d.

alt.

Gr., Einsiedeln 1870; A.

Forbiger
husl.

u.

A. Winc-

KLER, Hellas u.
u.

Rom. Popul.
:

Darstell. d. offentl. u.

Lebens

Gr.

Rom.

2 Abtheil., ChHechenl.

im

Zeitalter des Perikles, Leipz. 1875-82,

2) Romane I. G. Graevius, Thes. antiq. Roman., Utrecht 1694-99, Venezia 1732, voli. 12 A. H. Sallengre, Nov. thes. antiq. Rom. et Gr., Haag. 1716-19, voli. 3; I. Polenus, Supplem. utriusque thesauri antiq. Rom. et Gr., Venezia 1737, voli. 5; D. G. Chr. Maternus von Cilano, AusfUhrl. Abhandl. der rom. Alterth. hgg. v. G. Che. Adler, Altona 1775, voli. 4; Fr. Crbdzer, Abriss d. rom. Antiq. [1824], 2. Aufl. v. F. Baehr, Leipz. u. Darmstadt 1829; Fr. A. Wolf, Vorles. iib. die rom. Alterth. hgg. V. I. D. Gurtler, mit Verbess. u. liter. Zugaben v. S. F. W. Hoffmann, Leipz. 1835; G.Fr. Ropebti, Handb. d. rom. Alterth. Hannover 1841-43, voli. 2; W. A. Becker u. I. Marquardt, Handb. d. rom. Alterth., Leipz. 1843-67, poi *I. Marquardt u. Th. Mommsen, Handb. der rom. Alterth. [1871 sgg.]:

voli. 3.

P, IP, IH. Th. Mommsen,


I.

Rom.

Staatsrecht,

Beri. 1887-88;

IV*,

V,

VI.

Marquardt, Rom. Staatsverwalt. 1878-84; VII*, I. Marquardt, -Das Frivatleben d. Rom. 1886 (per le traduz. v. 67 B) a); A. Forbiger, Hellas
u.

Rom.

1.

Abtheil.

<I' 1877); *E.

Guhl

Rom im Zeitalter der Antonine, Leipz. u. W. Koner, op. cit. sopra, in 1).
Antichit
classiche
in

1871-74, voli. 3

genere: M, Wohlrab, Die Gow, A companion to school classics, Lond. 1888 (rifacim. frane, di *S. Reinach [Minerva], Parigi 1890); C. Fumagalli, La vita domest. e pubbl. dei Gr. e dei Rom., Verona 1889. E. F. Bojesen, Handb. d. gr. Alterth. aus dem P) Antichit greche dan. V. I. Hoffa [1843], 2. Aufl. v. E. Szanto, Wien 1887; H. F. H. ScHwALBE, Handb. d. griech. Antiq. Magdeb. 1854; W. Kopp, Griech.

B) Compendi:

a)

altklass. Realien

im Gymn.,

Leipz.* 1890;

I.

'

Staatsalterth. [1881], 2. Aufl.

v.

V. Thumser, Beri. 1893 e Griech. Krieg-


salterth., Beri.

228

Aufl.
v.

[ 64]

1881.

y)

Antichit romane:

E. F. Bojesen, Handh. d.

r'm. Antiq. aus.

dem dn. v. I. Hoffa [1841], 3 1866; W. Kopp, Bom. Staats- u. Sacmlalerth.,


Grundriss
d. r'm. Alterth.,

W.

Rein,
C.

Wien
Krieg,

Beri.' 1880;

Freiburg* 1889

(trad.

frane, di 0. Iail,

Pa-

rigi

1892);

Studier.,

M. ZoLLEE, Bom. Staats- i*. Breslau 1885; I. Wagner, Bealien

Bechtsalterth.,
d.

gbr. zus.,

Brnn

1892.

Comp. ftlr rom. Alterth. fur den Schulein


class. Alterth.
et

H. Rheinhard, Album des


in russo).

[1869],

Gera' 1891; St. Ztbulski, Tbulae quibus antiq. Gr.

Bom

illustrantur,

Pietroburgo 1892 (con testo illustrativo


0) Enciclopedie e
dizionari
alfabetici:

v.

17 e 18 [pp.

38 sgg.]

[ 656]

229

1)

Antichit pubbliche.

65.
sgg.; II,

Enciclopedia: Boeckh* 360 sgg.; Reinach

I*,

213 sgg. e 275

211 sgg. e

228

sgg.;

Hbnek^ 199 sgg.

e 211 sgg.

66.

Antichit pubbliche greche.

A) Trattazioni generali
mann, Lehrbuch
V.

W. Wachsmuth,

Hellen.

AUerthumsk. aus dem


5.

Gesichtspunkte des Staats [1826-30], Halle^ 1844-46, voli. 2; *K. F. Herd. gr. Antiquit. I

(Gr. Staatsalterth.) [1831],


v.

Aufl. bes.

Ch. F.

Baehb

u.

K. B. Stark, Heidelb. 1875; neu hgg.


1,

H. Blmner,

u.

W.

DiTTENBEBGER,
ital. di

1-2, 6. Aufl.

umgeurb.

u. hgg. v.

V. Thumser, Freiburg

1889-92; *Sch6mann, Griech. Alterth., 1

1871 (trad.

(Das Staatswesen) [1855], Beri.' Pichler, Firenze 1890); M. Steiner, Entmekel. des

griech. Staats,
et.

Wien

1855; N. D. Fustel
les instit.

De

Coulanges,
et

La

cit

antique,

sur

le eulte,

le droit,

de la Gr.
d.

de

Rome

[1864] Par.** 1893;


SynoiTc.

E. Kuhn,

Ueb. die Entsteh.

d.

Stddte

Alien, Komenverfass. u.

Leipz. 1878; *G. Gilbert, Handb. d. griech. Staatsalterth., Leipz. 1881-85,


voli. 2 (I* 1893); *G.

Busolt, Die gr. Staats.- u. Rechtsalterth.

[I.

Mlleb,
front

Handb., IV',

1],

Miinclien 1892; E. Reich, Graeco-Boman

InstittU.

anti-evolut. point of view,

Oxford 1890.

B) Lavori
das Seewesen

speciali

a)

Amministrazione e

finanze

A.

Staatshaushalt. d. Athener [1817], Beri. 1851, voli. 3 (IH*


d. Attisch. Staats] v.

Boeckh, Die [Urkunden ub.


2);

M. Fraenkel,
II.

Beri. 1886, voli.

*G. F.

ScHOMANN,
cit.

De

comitiis Atheniens.

Ili, Greifsw.
d.

1819;

1d.,

Gr. Alterth.

sopra in A); F.

1822, voU. 4;
d. Alterth.,

W. Tittmann, Darstell. W. Wachsmuth, op. cit. sopra, in


1889; P. Panske,

gr.
In.,

Staatsverfass., Leipz.

A);

Gesch. d.pol.Parteiung
la
constit.

Braunschw. 1853; L. Deschampz, Et. sur

polit.

d'Ath.,

Rouen

De

magistr.

Atticis

qui

saec. a.

Chr. n.


quarto pecunias publicas cur.
Election hy
I.,

230

1890;

[ 66]

Lips.

H.

polii. Stellung d. Ath. Strategen in


lot at Ath.,

Eh. Mus. XLV, 288


;

Swoboda, Bemerk. zur sgg.; I. W. Headlans,


Istituz.

Cambridge 1891
et la

Gkaziani,
1

amministr.

presso

Gr. e

gli Itali ant. in

Arch. giuria. XLIV,

sgg; H. Fkancotte,

L'organis. de la cit Athn.

rforme de Clisthnes, Paris 1893.


de
l'tabliss.

P)

Fe-

derazioni e colonie: Sainte-Croix, Des ano. gouvernem. fdr., Fsiris 1804;

D. Raoul- RocHETTE, Hist.


p* 4;

crii,

des

colonies gr.,

Paris 1815,

W. Deumann,

Ideen zur Gesch. des Verfalls der griech. Staaten, Beri.

Groningen 1825; S. Frolich, Die Colon, der Alt.-gr., Konisberg 1838 W. Vischee, Ueh. die Bildung von Staaten u. Bilnden od. Centralisation u. Foderation itn alten Griechenl-, Basel 1849 E. A. Freemann, Hist. e Kleine Schriften, I [Leipz. 1877], pp. 308 sgg. of federai government, p I, Lond. a. Cambridge 1863; A. Fraenkel, De condicione iure iurisdictione sociorum Athen., Rostock 1878; G. Busolt, Die Lakedaim. u. ihre Bundesgenossen, I, Leipz. 1878. t) Instituzioni militari *W. RiisTOw u. H. Kockly, Gesch. der griech. Kriegswesens,
1815; R. H. E. Wichers,
coloniis veterum,

De

Ueh. die Colonien d. Gr., Neisse 1834;


;

K. Pfefferkorn,

Aarau 1852;
in 3 p'
;

Id. Id-,

Griech. Kriegsschriftsteller, Leipz.


Kriegsalterth.
[1.

1853-55,

voli.

Mller, Handb., IV^, 2], Miinchen 1892 [con l'apparato bibliografico speciale]; M. Fickelscherer, Kriegswesen der Alten, Leipz. 1888; H. Deoysen, Heerwesen u. Kriegsfuhrung der Gr. [Hermann, Handb. IP, 2], Freib. 1889-90, voli. 2; 1. De la ChauVELLATS, Les armes et la tact. des Gr. avant Troie, Paris 1891; A. Schneider, S) Diritto D. PaLegion u. Phalanx, taktische Untersuch., Beri. 1893. STORET, Hist. de la lgisl. [Paris 1817-37], voli. V-XI; *M. H. E. Meier
*A. Bauer, Die gr.

u.

G. F. ScHOMANN,

Der

attischen Process [1824], 2. Ausg. bearb.

v.

1.

H.

Lipsius, Beri. 1883-87, voli. 2; G. F. Schomann, Antiquit. juris pubi. Graec,

Greifsw. 1838; K. Fr. Hermann, luris domest.

et

familiaris

apud
d.

Fiat, in

Legg.

cum
u.

vet.

Gr....

compar., Marb. 1836;


S.

Id.,

Grundstze

Strafrechts
Israeliten,

im

griech. Altert.,

Gotting. 1855;

Mayer, Die

Rechte der

Athener
dargest.,

Romer mit Rucksicht auf die neuen Gesetzgebungen in Parallelen Leipz. u. Trier 1862-76, voli. 8; Van den Es, De iure familiarum ap.
le

Athen., Lugd. Bat. 1864; A. Perrot, Essais sur


rpubl. Athn., Par. 1867;
I.

droit pubi, etprive de la


attici,

B. Telfy, Corpus iuris

Pesth 1868; CailThonissen,

LEMER, Et. sur

les antiq.

jurid. d'Athnes, Par. 1865 sgg.;

Le

droit penai de la rpubl. athn., Bruxell. 1875; Parretti, Diritto e proced. pe-

nale ^ella Gr. ant., Torino 1878; Thalheim, Die griech. Rechtsalterth., Freib. u.

Tubingen 1884
buerunt ad

[= K.

F.

Hermann, Handb.

II', 1];

*B.

W.

Leist, Graeco-ital.

Rechtsgesch., Iena 1884; E. Sonne,


lites et
I.

De

arbitris externis quos Graeci adhi-

intestinas et peregrinas

Gottingen 1888;

Simon,

XII, 66 sgg.; Tainturier,

Zu den griech. Rechtsalterth. La pnalit chez les Athn. au

componendas quaest. epigraph., in Wien. Studsiede de Pricls,

Donai 1890 [discorso]; E. Szanto, Die griech. Bilrgerrecht, Freiburg 1892; Z. voN LiNGENTHAL, Gcsch. d. gr.-rom. Rechts, Beri." 1892; R. Dareste, La science du droit en Gr.: Platon, Aristote, Thophraste, Paris 1893.

[ 67J

231

67.

Antichit pubbliche romane.


scienza
le

A) Sulla
E.

storia della

delle
antich.

antichit

pubbliche
T.

romane

v.

De Ruggiero,
XJeh.

G. Nibuhr e

rom.

pubi. rom. in

Nuova

Antol., 1875, voi.

XXIX, 555

sgg. e

Mommsen e il dir. voi. XXX, 272 sgg.;

SoLTAU,

Entsteh. u. Zusammensetz. d. altr'm.

Volksversamml. Berlin

1880, pp. 1-19; E.


d.

Hehzog
I,

in PAt7o;.

XXIV, 299
I.

sgg. e in Gesch. u. Syst.


d.

rom. Staatsverfass.
II,

pp. IQ-XLIV;

Bernats, Die Behandl.


v.

rom.
[Beri.

Staatsrechts bis auf Th.


1885],

Mommsen

in Ges. Abhandl. hgg.

Usener

255 sgg.
VortrSge
u.
I.
;

hgg.

B) Trattazioni generali: B. G. Niebuhr, W. A, Becker V. M. Isler, Beri. 1858


;

ilb.

rom. Alterth.
d. u.

Marquardt, Handh.
*l.

rom. Alterth.
sen,

p' 2* e 3* [Lips, 1844-55],


d.

voli. 5

Marquardt

Th.

Mommsen, Handb.

rom. Alterth.

[I*

1887, II* 1887, III 1887-88: Th.

Momm-

Rom. StaatsrecM

(trad. ital. di E. Solaini, Firenze

1887 sgg.; frane

di P. P. Girard, Par. 1886 sgg.); IV* 1881,

V. DoMAszEwsKi)
L. Lange,

1884,

VI 1878

I.

{bes. v. H. Dessau u. A. Marquardt, Rom. Staatsverwalt.]

Rom. Alterthum. [1856-71]

I', II',
;

I^^

Beri. 1871-79 (trad. frane,

*P. Willems, Le droit. public au point de vue des instit. polit. [1871], Lowen 1888; *I. N. Madvig, Die Verfass. u. Verwalt. d. rom. Staates, Leipz. 1881-82, voli. 2 (trad. frane di Ch. Morel, Par. 1882-89, voli. 5); I. B. Mispoulet, Les instit. polit. des Rom., Par. 1882-83, voli. 2;

di Berthelot e Didier,

Par. 1887 sgg.)

rom., ou les antiq. rom. envis.

*E.

Herzog,

Gesch.

u.

System

d.

rom. Staatsverfass.
instit.

I-II, 1

e 2, Leipz.

1884-91; A. Bouch-Leclercq, Manuel des


ler,

rom., Paris 1886; *H. Schil2],

Die rom. Staatscitt.

u. Rechtsalterth.

[I.

Mller, Handb. IV\

Munchen

1893. S'aggiungano le

opp. di A.

Forbiger e N. D.

Fustel de Cou-

langes

sopra, 66 A).

C) Lavori speciali: a) Amministrazione e costituzione politica:


bino,

*I.
I.

Ru-

Untersuch. Ub. rom. Verfass. u. Gesch.


polit. des

I,

Cassel 1839;
voli. 2;

A.

C. A.

Dureau de la Malle, con.

Rom., Par. 1840,


d.

C.W. Gott-

LiNG, Gesch. d. rom. Staatsverfass.

von Erhauung

Stadt bis zu Casars

Tod, Halle 1840; C. Peter, Die


Republ., Leipz. 1841; Th.

1843;

Id.,

Epochen d. Verfassungsgesch. der rom. Mommsen, De collegiis et sodai. Roman., Kiel Die rom. Tribus in administr. Bezieh-, Altona 1844; Io-, Rom.
Beri. 1864-79;

Forsch.

I-II,

fassungsgesch., Frankf. a.

W. Ihne, Forsch. auf dem Geb. d. rom. VerM. 1847; *0. Hirschfeld, Untersuch. auf dem
I,

Geb. d. rom. Verwaltungsgesch.


rp. rom.,

Beri. 1876; *P. Willems,

Le

snat de la

Lowen

1878-83, voli. 2 (P 1885);

W.

Soltau, Ueb. Entsteh. u.

Zusammensetzung der altr'm. Volksversamml., Beri. 1880; I. B. Mispoulet, Les institut. polit. des Rom. ou expos histor. des rgles de la constitut. et

-232de l'administr. rom. depuis la fond. de


Paris 1882-88, voli.
in Rh. Mus.
2;

[67]
jusqu'au rgne de Justinien,

Rome

P. Guiraud, Les assembles provine, dans l'empire

rom., Paris 1887; A. Domaszewski,

Verwalt.

d.

Zur Gesch. d. rom. Provinzialverwalt. XLVI, 599 sgg.; U. Hlscher, Die rom. Provinzen zur Zeit der Repuhlik, L Die Provinz Siciliens,

XLY,

sgg.;

203

sgg.;

Goslar 1890;

W.

Liebenam, Die Legateti in den rom. Provinzen, Leipz.

1888; Oh. Lcrivain,


et

Le Snat

rom., Paris 1888; A. Dupond,

De

la constit.

des magistrat. rom. sous la Rpubl., Paris 1890; Bodsquet de Florian,


lect.

Des

municip. dans l'emp, rom., Paris 1891; V. Casagrandi, Le


i

mi-

nores gentes ed

minorum gentium. Contrib. alla st. della costit. rom-, Palermo 1891; I. M. Valeton, De iure obnunt. comitiis et conciliis in Mnemos; XIX, 229-70; W. Henze, De civit. liberis quae fuerint in provinciis Rom-, Berol. 1892; E. Schdlten, De conventibus civium Rom. sive
patres de rebus puhlicis civium Rom. mediis inter municipium
1892;
et

pollegium, Berol.
u.

H. F. HiTziG,
1893;
I.

Die Assessoren der rom.


Jung, Die

Magistraten

Richter,

Munchen

rom.

Verwaltungsbeamten in Aegypten in

Paris 1893.

Wien. Stud. XIV, 227-66; Pallu de Lessert, Vicaires et comits d'Afrique, P) Finanze ed economia politica: D. H. Hegewisch, Histor. Versuch Ub. die rom. Finanzen, Altona 1804; *M. Bureau de La Malle,

con.
chez

polii, des
les

Rom., Paris 1840,


les

p' 2;

H. Naquet, Des impts indirects


1875;

Rom. sous

la rjMbl. et sous l'empire, Paris

M. Vigi, Et.

sur sur

les les

impts indir, chez


imp. indir, chez

les

Rom., Paris 1881; M. R. Cagnat, Et. histor. Rom., Paris 1882; G. Humbert, Essai sur les
2;

finances chez les Rom., Paris 1886, voli.


les

E. Thibaut, Les douanes chez


:

Rom., Paris 1888.


iure
et

y)

Colonie, municipi e provinole

I.

N. Madvig,
1834;

De

condicione

colon,

pop.

Rom.

in

Opusc,

Kopenhagen

*RuPERTi,

De

coloniis

Rom.,

Roma

1834; C. Dumont, Essai sur les colonies

progr.

Rom., Bruxelles 1844; Sambeth, Die Roman, coloniis, Tbingen 1861-62, 2; E. Kuhn, Die stdtische u. biirgerliche Verfassung des rom. Reichs bis auf die Zeite Justinians, Leipz. 1864-65, voli. 2; C. Meun, Ueb. die rom. Provinziallandtage, Reuss 1852; R. I. A. Hondot, Le droit munic,
I.

De

la condition et de Vadministr. des villes chez les

Rom., Paris 1876;

W.

T. Arnold, The rom. system of provincial administr. to the accession

of Constantine the Great, Lond. 1879; L. Hollandeb,

De militum
militari:
in
;

coloniis

ab Aug. in Italiam deductis, Halle 1880;


des

I.

Iung, Die roman. Landschaften

Mar*I. B) C. L. E. Zander, Andeut. zur Gesch. der rom. Kriegswesen, Schonberg u. Ratzeburg 1840-66, fase. 8 L. Lange, Hist. mutai, rei milii. Roman., Gotrom. Reiches,
u.

Innsbr.

1881.

5)

Instituzioni
cit.

QUARDT

Th.

Mommsen, Httndb. V',

sopra,

tingen

1846

Fr.

W.
De

Rckert,
la

Das rom.
Rom. depuis

Kriegstvesen
la

[1850],

Berl.^

1854; A. Lamakbe,

milice

fond. de

Rome

jusqu'

l'aniiq.,

Consianiin [1863], Paris^ 1870; A. Gauldre-Boilleau, L'admin. milii. dans Bruxelles 1875; M. Wenzel, Kriegswesen und Heeres-Organis. der
Beri. 1877;

Rom.,

W.

Stille, Hist.

legionum

auxiliorumque, Kiel
Id.,

1877;

*E. Ferrer, L'ordinam. delle armate rom., Torino 1878;

Nuove ricerche

[ 67]

233
delle

su

l'orditi,

arm. rom., Torino 1884;


delle

Id.,

rom. in Atti della R. Acc.

Se

di Tor., 1892,

Nuovi uffici nelle armate 1104 sgg. E. Hardy,


;

Et. milit. histor. L'art, de guerre chez les anciens, Paris 1879;

W.

Pfitzneb,

Hadr. Leipz. 1881; F. Corazzini, Storia della marina milit. ital. antica, Livorno 1882 F. Frohlich, Die Gardetruppen der rom. Republik, Aarau 1882-84; Id., Die Bedeut. des 2. punischen Kriegs fur die Entwicklung des rom. Heerwesens, Leipz. 1884 Id., Das Kriegstvesen Cdsars, I-III, Ziirich 1889-90; M. I. de la Chauvelats, L'art milit. chez les Rom., Paris 1884; C. von Domaszewsky, Die Fahnen in rom. Heere, Wien 1885; *H. Schiller, Rom. Eriegsalterth. [I. Mlleb, Handh. IV', 2, pp. 229 sgg.], Mnclien 1893; C Blml, Waren die rom. Legionen seit Marius Soldnerschaaren ? War Kaiser Augustus der Schopfer des stehenden Heeres? Horn 1889; F. Hankel, Die Ernenn- u. die soziale Stellung der rom. Kriegstribunen, Dresden-Neustadt 1890; Fb. Giesing, Die Entwickel. d. rom. Manipulartaktik, Dresden 1890; Id., Beitr. zur rom. Taktik in Jahrbb. 145, 493 sgg.; R. Cagnat, L'arme rom. d'Afr. et
Gesch. der rom. Kaiserleg. von Aug. bis
;

l'occup. milit. d'Afr. sous les emper., Paris 1892;

Th. Steinwendeb, Altersin

klassen u. regulre Dienstreit des Legionars in Philol. XLVIII, 285 sgg.;

Th. Mommsen, Das rom. Militrwesen


195-278;
I.

seit

Diocletian

Vadehs,D alis
:

exerc.

Rom. quales erant imperat.

tempor.,

Hermes XXIV, Mnster

1893

A. Schneider, Legion
Diritto

e)

Ponti

u. Phalanx. Taktische Untersuch., Beri. 1893. Corpus iuris anteiiistinianei, Bonn 1835; *G. Bruns,

Fontes iuris Rom. antiqui [1860], 5. ed. cur. Th. Mommsen, Freib. i B. 1886; E. HuscHKE, lurisprud. anteiustiniana, Lips.^ 1886; Coli, librorum
iuris anteiustin. edd. P.

Krijger,

Th.

Mommsen,

W.

Studemund, Berol.^

1884-90, volL 3; 1885-87, voli.


2; Id.,

*P. Cogliolo,

Man.
de

delle fonti del diritto rom-,


et

Torino
annots,

P. Fr. Girard,
L't.
d.
v.

Textes de droit rom., publis


dr.

Paris 1890;
P.
Krger,
il

des

sources
u.

rom-, Paris 1890


d.

[discorso];

Gesch.

Quellen

Litter.

rom. Rechts,
nel

Leipz.

52 FJ. l. G. Heineccius, Antiq. Rom. iuris prudentiam illustrantium syntagma [1719], ultima ed. a cura di Chr. F. Mhlenbruch, Frankf. a. M. 1841; H. A. Danz, Lehrb. d. Gesch. d. rom. Rechts zum Gebr. bei Vorles. [1840-46],
le bibliografie

Per

Corpus iuris

additate

1888.

Leipz.2 1871-73,
9. Aufl. bes V.

voli-

2;

G.

F.

Pdchta,

Cursus

der

Instit.

[1841-47],

A.

Wach,

Leipz. 1883; R. V. Ihering, Geist des rom. Rechts

auf den verschied. Stufen seiner Entwickelung [1852-65], Leipz.* 1873-77, A. F. RuDORFF, Rom. Rechtsgesch., Leipz. 1857-59, voli. 2; W. Arnold, Cultur u. Recht d. Rom., Beri. 1868; G. Padelletti, Man. di st.
voli. 3;

del dir. rom., Firenze

1878

(trad. ted. di

F.

von Holtzendorff,
Konigszeit
d.

Berlino

1880); F. Bernhoft, Staat u. Recht d.


vertv.

rom.

im

Verhltn. zu
I,

Rechten, Stuttg. 1882;

I.

Baron, Gesch.
I-II, 1,

rom. Rechts,

Beri. 1886;
Instit.

*0. Karlowa,
d.

Rom.

Rechtsgesch.

Leipzig 1885-92; R. Sohh,

rom. Rechts [1884], Leipz.* 1889 (trad. it. di M. De Martino, Napoli 1885) G. Carle, Le origg. del diritto rom. Torino 1888 P. Iors, Rom.
; ;

Rechtswiss. zur

Zeit der Republik,

1,

Beri.

1888

G. Ronga,

Corso di

istituz. di diritto

234

[ 67]
dir.

rom.

I-III,

Torino 1889-90; L. Landucci, Storia del

rom. dalle origg. fino a Giustin., Padova 1888-89; Fk. Schulin, Lehrb. d. Gesch. d. rom. Rechts, Stuttgart 1889; *E. Cuq, Les instit. jurid. des Rom.
envisages dans leurs
la

rapporta avec

l'tat

sociale

et

avec
1,

le

progrs de
1891;
de

jurispr.,

Paris 1890;
Istituz.

*M. Voigt,
diritto

Rom.
du

Rechtsgesch.

Leipz.

P.

Serafini,

di

rom.,
l'hist.

Firenze^
dr.

1892; G. van Wetter,


et

Cours lm. de dr- rom., conten.


stin.,

rom.
des

la

lgisl.

lu-

Paris'

1893.

1892,

voli.

2;
d.

Holder,

Instit.

rom.

Rechts,

Freib.'
voli. 2;

Zimmern, Gesch.

rom. Privatreehts, Heidelberg 1859,


Civilprozess,
u.
d-

W.

Rein,

Das

Privatrecht u. der Civilprozess d. Romer, Leipz. 1858;

Von

Bethmann-Hollweg, Der rom.


Keller,

Bonn

1864-66, voli.
6.

3;

Fr. L. von

De rom.

Civilprozess

Ahtionen,

Ausg.

bes. v.

A. Wach,

Leipz. 1883; V. Puntschaht, Die Enttmch.

des Privatreehts bei den Rom.,

Jahrh.

Erlangen 1872; A. Pernice, M. Antistius Labeo, das rom. Privatrecht im 1. d. rom. Kaiserzeit, I-III, Halle 1873-93; M. Wlassak:, Rom. Prozessgesetze, l-II,

Leipz. 1888-91; F. Eisele, Abhandl. zum. rom. Civilprocess, Freib.

1889; P. CoGLioLo, 5^^ del dir. priv. rom. dalle origg. all'impero, Firenze 1889;
frane,
I.

MuiRHBAD,

Ilist. intr. to the

priv. lato of Rom., Lond. 1881 (traduz.

con note di G. Bourcart, Parigi 1889); May et Becjsjer, Prcis des inst. du dr. prive de Rome, destine fexplic. des autt. latt., Paris 1892. Geib, Gesch. d. rom. Kriminalprozesses, Leipz. 1842; Rein, Das Kriminalrecht d. Rom., Leipz. 1844; Labodlaye, Essai sur les lois crimin. des Rom., Paris 1845 E. Servais, De la just. crim. Rome, Luxemb. 1863

A.

W.

ZuMPT,

Das Kriminalrecht
d.

d.

rom. Republik, Beri. 1865-69,


Republik,
Leipz. 1871
;

voli. 3;

*Id.,

Das Kriminalprozess

rom.

Ch. Maynz,

Esquisse histor. du droit criminel de Vane. Rome, Paris 1882; C. Ferrini,


Diritto penale rom. Milano 1889.
dei Rom., Catania 1891. Cfr.

G. Carnazza, Il diritto
q % 21

commerciale
94].

anche sopra, B)

F)

[p.

68^9]

235

2)

Antichit private.

68.
;

Enciclopedia: Boeckh^ 376 sgg., Reinach P, 254 sgg. e 341

II,

221 sgg. e 250 sgg.;

Hubner* 359 sgg.

69.

Antichit private della Grecia.


F.

A) Trattazioni generali: *K.


Ili,
3.

Hermann, Lehrh.
i

d.

grieeh.
u.

Antiquit.

Aufl.

V.

H. Blumner, Freiburg,

B. 1882; *E.

Guhl

W.

Koner,

Das Leben d. Grieeh. u. Rom. [1856-61], Berl.^ 1885 (per le traduz. v. 64 AJ 1); H. GoLL, CuUurbild. aus Hellas u. Rom [1863], Leipz* 1869,
u. A. Winkxer, Popul, Darstell., cit. nel 64 Mahaffy, Social life in Greece from Homer to Menander [1874], Lond."" 1890 Id., Greek life and thought from the age of Alex, to the Rom. conquest, Lond. 1887 {trad. par m^^ Waldteufel, Paris 1889); l. voN Falke, Hellas u. Rom [1878-80], Stuttg' 1880; B. Haussoullier, La vie municip. en Attique, Par. 1884 [Bibl. de l'c. frane. d'Ath. XXXVIII]; L V. MiiLLER, Die gr. Privatsalterth. [Handb. IV^, 1, p II], Mnchen 1892; M. ZoLLER, Grieeh. u. rom. Privatalterth., Bresl. 1887; H. Blmner, Leben u. Sitten d. Gr., Leipz. 1887-88, p' 3; 0. Guiraud, La vie prive

voli. 3
1);

A.

FoRBiGER

A)

I.

P.

des Gr., Paris 1890.

Hubner* 375 sgg. e I- Mller, Famiglia: *E. von Lasaulx, Zur Gesch. u. Philos. der Ehe bei den Gr. in Abhandl. d. bayr. Ak. d. Wiss,, 1851 Fb. Richter, Das Familienleben nach Hom., Brunn 1851; I. A. Maehly, Die Frauen d. grieeh. Alterth., Basel 1853; L. A. Martin, Hist. de la eondition des femmes chez les peuples de Vantiq., Paris 1838 [copioso per l'Oriente] L. Wiese, Ub. die Stellung der Frauen im Alspeciali: Bibliografia generale in
cit.

B) Lavori

Gr. Privatalterth.

sopra in A).

a)

terthutn u.

236

1854;
L.

[ 69]

in der

christl.

Welt,

Beri.

Becq db Fouquiees,

Aspasie de Milet, Paris 1872; P. Lacroix, Les courtis. de la Gr. d'aprs


les aut. gr.
et
lat.,

Nizza 1872; Clarisse Bader,

voli. 2;

R. Lallier,

De

la cond. de la

La femme gr., Paris 1872, femme dans la famille athn. au


hellen.

et

au
bei

VP

siede, Paris 1875; F.

Decker, Ueb. die Stellung der

Frau.

Homer, Magdeburg 1883; H. Lewy, De civ. condii, mulier. Gr., Bresl. 1885; A. Chiappelli, Le donne nelle scuole dei filos. gr. in Nuova Ant., 1890, voi. XXVIII, 613 sgg. E. Corsini, P) Esercizi del corpo I. H. Krause, Gymnast. Dissert. IV agonisticae, Fior. 1747 u. Agonist. der Hell. [1835], Leipz.* 1841; *0. H. Jaeger, Die Gymnast. d. Hellen. [1850], Stuttg.' 1881; F. Seitz, Die LeibesUbungen d. alt. Gr. u. ihre Entwirh. auf Geist u. Charakter der Nation, Anspach 1872; I. Bintz, Die

Gymn.

d.

Hell.,

Gtersloh

1878;

*E. Pinder,
ginnast.

Ueb. den

FiinfTcampf

d.

Hellen., Beri. 1866;

F. Valetti,

La

in Grecia, Palermo 1882;


;

Zum Pentathlon der Hellen., Gustrow 1886 F. Fedde, Der Filnfkampf d. Hell-, Bresl. 1888; Io., Ueb. den Fiinfkampf d- Hell., Leipz. 1889 M. Fabek, Zum Funfkampf d. Gr. in Philol. L, 469-98 Ueb. den Filnfkampf der Hell. Mnchen 1892 H. Haqgenmuller Werthschatzung der Gymn. bei den Gr., Mies 1891 S. Schiesslinq Die Sieger in den olymp. Spielen Zwickau 1891-92 H. Forster progr. 2 G. Kietz, Agonist. Studien, 1. Der Diskostcurf bei den Gr.
H. Marquardt,
; ;

u. seine

kUnster.

Motive,
,

Munchen
d.
I.

1892.

u.

y)

Educazione ed
Unterr.

istru-

zione

Fr.

Cramer

Gesch.

Erzieh.

des
d.

im

Alterth.

Eberfeld 1832-33,
richts
d.

voli. 2;

H. Krause, Gesch.

Erzieh. u.

des

Unter-

bei

den
I,

Gr., Etrusk. u.

Rom. Halle 1851; K. A. Schmid, Gesch.


Gesch. d. Erzieh.
*I.
;

Padag.

Cthen' 1873;

In.,

(K.

A. Schmid u.

G. Bauer, Die vor christl. Erzieh.) Stuttg. 1884;


Unterr. bei d. Gr. u.
zieh.
u.

L. Ussing, Erzieh. u.

Rom.

[1863-65], Berl.^

1885

*L. Grasberger, Erdargest. I-III


bei
d.

Unterr.

im

klass.

Alterth.

nach

den
A.

Quell.

WurzGriech.

burg 1864-80; E. Zeller,


en Gr., Par. 1879;
Erzieh. u.
u.
I.

Ueb.

d.

wissenschaftl.

Unterr.

[1878] in Vortr. u. Abhandl.

III,

64 sgg.

Martin, Les doctr. pdag.


A. Kirchoff
Delle
et

P. Mahaffy, Old Greek educ, Lond. 1881; F. Breznik,

Unterr. bei d. Griech.,

Rudolfswert 1883;
*G. Allievo,

[Erz.

Unterr. in Athen]
i

Rede,

Beri. 1884;

idee pedag.

presso

Gr. Cuneo 1887: P. Girard, L'duc. athn. au V"


Chr. [1889],
u.

au IV" siede
Unterricht

av. Jes.
bei

Paris' 1891

E. Stadelmann,

Erzieh. u.
Steli,

den Gr.

Rom., Triest 1891; M. Guggenheim, Die

der liberalen

KUnste

od. encykl.

Wissensch, im Alterthum. Ein Beitr. zur Gesch. d. ge-

) Giuochi: *L. Becq de Fouquires, Les jeux des anc. [1869], Par.^ 1873; *K. Ohlert, Rathsel u. Gesellschaftsp. d. alt. Gr., Beri. 1886; W. Richter, Die Spiele d. Griech. u. Rom., Leipz.

lehrten Unterr. Zrich 1893.

e) Sepoltura: 1887 (trad. frane di A. Bral e M. Schwob, Parigi 1890). H. C. Eichstaedt, De human. Graec. in rebus funebr., Beri. 1825; 0. M. L. Ross, Archdol. voN Stackelberg, Die Grber der Hell., Beri. 1837 Aufstze, 1 [Leipz. 1855], pp. 11-72; E. Feydeau, Hist. des usages funbres
;

[ 69]
et

alt.

237

De more humandi
Darstell. d. gr.

des sepolt. des peuples anc, Paris 1856-60, voli. 2; P. Pervanoglu, Die
Gr., Leipz. 1863; C. H. A. Nathusius,

Grabsteine d.
et

concremandi mori. ap. Gr., Halle 1868;

W.

Kriesche,

Grahessitte,
eroici,

Braunau 1878; A. Santuari, Onori

resi ai defunti nei tempi

Rovereto 1882; Stadler von Wolfersgrin,

Der Todtenkultus
:

bei

den alten Volkern, Feldkirch 1890.


de aula Homer. e

V)

Abitazioni

I.

C. Eggers, Disp.

De aedium Hom.
I-III,

partibus, Altona 1830-33; H. Rdmpf,

De
d.

aedibus Homer.,
Gesch.

Giessen 1844-58; H. Weiss, Kostumkunde. Handb.

der Tracht, des Baues u. der Gerthe der Volker des Aterth.,

IL Die Volker von Europa, Stuttg. 1860; A. Winckler, Die Wohnhuser der Hell., Beri. 1868; I. Protodikos, TTepl xf\<:, Ka9' "Oiaripov ox^iac,, Lipsia
1877.

2;

r|)

Vesti: A. Monqer, Rech. sur

les habillem.

des anc. in

Mm.
Die
co-

de

l'Inst. ILI

e IV; Th. Hope, Costume of the ancients [1841], Lond.' 1875,

voli.

C.

KoHLER,

Die Trachten der Volker in Bild


;

u. Schnitt, I.

Volker des Alterth., Dresd. 1872


stume, Lond. 1882;
F. Studniczka,
6)
I.

I.

M. Smith, Ancient greek female


altgriech.
veti.
l.

Bohlau, Quaest. de re vestiaria Graec.


zur Gesch. der
Tracht,
II,

Beitr.

Weimar 1884; Wien 1886.


I.

2.

Viaggi:

I.

Scheffer,

De

re vehiculari
d.

Frankf. 1671;

Ch.

Ginzrot, Die

Wagen

u.

Fuhrwerke

Gr. u. Rom., Miinchen 1817, voli.

Par. 1825;

CJ a) Agricoltura: I. Reynier, De l'econ. pubi, et rurale des Grecs, I. B. Rougier de la Bergerie, Hist. de l'agricult. chez les Grecs,
I.

Par. 1830;

C. Glaser, Entwickel. der

Wirthschaftsverhdltn.

bei

d.

Gr.

in Jahrb. filr Gesellschafttvissensch. IV, 263 sgg. e 289 sgg.; P. Oemler,

Antike Landwirthschaft,
amantissimis,
schaft
P)

Hamb.
Rh.

1872;

B. Arnold,

De

Gr.

fior,

et

arbor.

Gotting. 1883; E. Odkr, Beitr. zur Gesch. der Landwirth-

bei

den

Gr.

in

Mus. XLV,
d.

212 sgg.;
u.

Industria e mestieri:

W. Drdmann,
sgg.;
vett.

Arbeiter

XLVIII, 1 sgg. Communisten im AlWissensch.,

terth.,

Konisb. 1860; 0. Iahn, in Ber. 261

schs. Gesellsch. d.
;

phil.-hist-Cl. 1861,

1867, 75 sgg.

1868,

265 sgg.; H. Troh1866;


Id.,

BERGER,
u.

De
;

opificum

ap.

Gr. condii.

1,

Grimma
f.

Handw.

Fabrikwesen im

Alt.

Athen in Vierteljahrsschr.

Volksunrthsch. XIII,
;

K. Bichee, 70 sgg. A. Gronao, De Graec. civit. opif., Konisb. 1869 Die Aufstnde d. unfreien Arbeiter 143-129 v. Chr., Frankf. a. M. 1874; I. S. Bloch, Der Arbeiterstand bei den Palasi., Gr. u. Rom., Wien 1882; H. Blumner, Rappresentaz. di mestieri in Ann. delVInst. LUI, 100 sgg.; Id., Scenen des Handw. in Mittheil. des arch. Inst., Athen. Abth. XIV,

150 sgg.
Id.,

t)

Commercio: A. Salmasids, De
ih.

usuris,

Lugd. Bat. 1638;


ib.

De modo usurarum,

1639;

Id.,

De

foenore

trapezitico,

1640;

K. D. HiiLLMANN, Gesch. des Handels

d. Gr.,

Bonn

1839; A. Lange, Darstell.

der Athen. Handels, Chemnitz 1862; E. Goguel, Le


les

comm. d'Ath. aprs


et

guerres mdiques, Strassb. 1866; E. Guillard, Les bang, athn.

rom..

Par. 1875; C. Triantafillis, Cenni intorno all'orig. del comm... nell'antica


Grecia, Venezia 1879; C. Cruchon, Les banques

dans Vantiq., Par. 1879;

W.

S.

LiNDSAY, Hist. of merchant shipping and anc. comm., Lond.' 1882,


voli. 4;

238

degli

[ 69-70]

W.

Helbig, Sopra

le relaz.

commerc.

Aten.

coll'Italia

in

Bend.

dell' Acc. dei

Line,

s 4*, voi.

V, 79-93; R. Corsetti, Il prezzo del

grano

nell'antich. class, in Studi di storia 1893, 63-92. Cfr. % Ql C) P).

) Sociologia: *S. Cognetti De Martiis, Socialismo antico, Torino 1889; E. De Maeinis, La societ greca sino all'epoca delle guerre persiane stu-

diata dal punto di vista della sociol. nella propriet, nella famiglia, nelle
istituz. sacerdot.
e nella citt,

Napoli 1892;

I.

Nikel, Socialpol- u.

soc.

Be-

wegungen im Alterthum, Paderborn 1892; H. Dondorff, Adel u. Bilrgerthum im alien Hellas in Hist. Ztschr. LXVIl, 212-53; W. Becker, Die e) Schiasoziale Froge im alien Aihen in N. Kirchl. Ztschr. Ili, n" 8. vit I. F. Reitemeier, Gesch. u. Zusiand der Sklaverei u. Leiheigenschaft in Griechenland, Beri. 1789; L. A. Martin, Mm. sur l'esclav. chez les Gr.

ei les

Bom., Paris 1835; E. Biot, L'esclav. anc, Paris 1840; H. Wallon,


l'antiq.,

Hist. de Vesclav. dans l'antig. [1847], Paris* 1879, voli. 3; A. Desjakdins,

Vesclav. dans

Caen 1857; W. Richtee, Die Sklaverei im

gr. Al-

terthum, Bresl. 1886.

70.

Antichit private romane.

AJ Trattazioni generali

I.

H. L. Meierotto, Ueb. Sitien

u.

Lebensari

der Bom. in versch. Zeiien der Bepuhlih [1776], Berl.^ 1814,

voli. 2;

*W, A.

Becker, Gallus od. rom. Scenen aus der Zeii Augusi's. Zur genaur. Kenni. d. rom. Privatlebens [1838], neubearh. v. H. Goll, Beri. 1880-82; Chr. Th.
ScHucH, Privatlterth.
Karlsr. 1842;
(I.

od.

wissenschaftl.

relig.

u.

hdusl. Leb.

d.

Bom.,

Marquaedt u. Th. Mommsen, Handb. d. rom. Alterth. VII Maeqdardt, Das Privatleb. d. Bom.), Leipz.^ 1886, p' 2 (trad. frane di
*I.
I,

V. Henry,

Parigi 1892); *L. Friedlander,


v.

Darsteli, aus
Antonine
F.

der Sittengesch,

Boms

in der Zeit
voli.

Aug.

bis

zum
di

Ausg.

d.

[1862-71]. Leipz.*

1888-90,

(trad.

ital.

A. di Cossilla, Milano
voli. 3);
I.

1873,

voli.

4;

frane, di Ch.

Houwing, De Rom. legg. sumptuariis, Leid. 1883; I. Idng, Leb. u. Sitten d. Bom. in der K'aiserz., Prag 1883-84, p' 2; H. Bendee, Bom. u. rom. Leben im Alterthum, Tubingen^ 1893 *M. Voigt, Die rom. Privatlterth. [I. Mller, Handb. IV*, 2, pp. 269 sgg.], Miincben 1893; *E. Guhl u. W. Koner, M. Zolleh, opp.
Vogel, Par. 1871-73,
;

citt.

sopra, 67 A).

B) a) Famiglia: A. Rossbach, Vntersuch. iib. die rom. Ehe, Stuttg. 1853; Karlowa, Die Form. d. rom. Ehe u. Manus, Bonn 1868; E. Holder, Die rom. Ehe, Ztiricb 1874; H. Blaze de Bury, Les femm. et la soc. aux temps d'Aug., Par.^ 1875; F. Kahn, Zur Gesch. d. rom. Frauenerbrechts,
0.

Leipz. 1884; P. L. Iacob, Les courtis.


P. Lacombb,

de

Vane.

La

famille dans

la

soc. rom.,

Paris

Bome, Bruxelles 1884; 1889; M. Zolleb, Die

[ 70]
sociale u. rechtl. Steli, der

239

Frau im alien Bom in Samml. von Vortr. im IV [1892]. 3) Educazione ed istruzione I. Naudet, De Vinstr. pubi, chez les anc. et particulir. chez les Rom. in Mm. de l'Ac. des Inscr. IX, 388 sgg.; Fischer, Ub. das Schulwes. im alt. Rom, Luzern 1862; Pfeiffer, Grundz. d. Erzieh. u. d. Unterr. b. d. Rom., Wiener Neustadt 1862; I. G. Hdlsebos, De educai, et instit. ap. Rom.,
Mannh. AUerthumsverein,

Rom
b.

Utrecht 1876; G. A. Saalfeld, D. Gr. Einfluss auf Erzieh. u. Unterr. in in Jahrbb. 126, 371 sgg. e 417 sgg.; M. Budakeb, Ueb. die Erzieh.
ali.

der Jugend bei den


d.

Rom., Bistritz 1883; F. Bkeznik, Erzieh. u. Unterr.


1884;

Rom., Rudolfswert

E. Jollien,

Les profess. de

littr.

dans
b. d.

Vane. Rome, Par. 1885; A. Rothenberg, Die husl. u. offentl- Erzieh.

Rom., Prenzlau 1887; E, Eggeb, i. sur


littr.

l'educ. et particulir.

sur

l'educ.

chez les

Rom.
citt.

in Rev. intern. de l'enseign. 1888, 59 sgg.;


I.

Fr. Cba-

MER,

I.

H. Krause, K. a. Schmid,
sopra, 69

L. Ussing, *L. Grasberger,

genheim, opp.
b)

Sepoltura:
1851-61;

Friebe,

B) t)Quinam fuerini

M. Gugh).

t) Giuochi. V.

sopra 69 B)

ap.

Rom.

ritus funebres
les

I-III,

Rossel

E. Labatdt,

Les funrailles chez

E. C. Ferrini,
BEBT,

De

iure sepulcr. ap. Rom., Bologna 1883;

Rom., Par. 1878; V. B. R. Addi-

Funraill. et spoli. de la Rome pa'ienne, Par. 1885; H. DanielLacombe, Le droit funr. Rome, Par. 1886; F. Schaedleb, Ueb. des rSm. Begrbnisswesen, Landau 1888; A. Benoit, Du ius sepulcri Rome, Nancy
1890; Fr. Vollmer, De funere Rom., Lips. 1892; E. Feydeau, Stadleb v. WoLFERSGRUN, opp. citt. sopra, 69 B) e), e) Abitazioni: Oh. F. Mazois, Essai sur les habit. des anc. Rom. in Les ruines de Pompei, Paris 1812-38; Id., Le palais de Scaurus [1819], Paris' 1861 (trad. ital., Milano 1825; ted. di C Chr. ed E. F. Wustemann, Gotha 1828); C. Z. Zumpt, Ueb. die bauliche Einrichtung des rom. Wohnhauses [1844], Beri.* 1852; *D. CoMPARETTi e G. De Petra, La villa ercol. de' Pisoni, Torino 1883; G. A. Saalfeld, Haus u. Hof in Rom im Spiegel d. gr. Cultur, Paderborn 1884; H. Weiss, op. cit. sopra, 69 B) t). Z) Vesti: K. A. Bottigeb. Sabina od. Morgenscenen im Putzzimer einer reichen Romerin [1803], 3. Aufl. bearb. v. K. Fischer, Gladbach 1878; H. von Seckendorff, Die Grundform der rom. Toga, Gottingen 1823; A. Muller, Die Trachten der Rom. u. Romerinnen nach Ovid u. Mari., Hannover 1868; W. Helbig, Ueb.

dem

Pileus der alien Ital. in Siizungsber. d, MUnch. Ak., philos.-histor. CI.


u.

1880, pp. 487 sgg.; E. v. d. Ladnitz, Ueb. die Toga


d. 24. Philol.

Palla in Verhandl.

Versamml. [Leipz. 1866], pp, 49 sgg. e Frankf. a M. 1866; F. Fbohlich, Die Mode im alien Rom, Basel 1884; A. Mongez, Th. Hope, C. Kohler, opp. citt. sopra, 69 B) t]). r\} Viaggi: E. E. Hudemann, Gesch. des rom. Posiwesens [1875], Beri.' 1879; l. Scheffeb, I. Chr. Ginzrot,

opp.

citt.

sopra, 69

B)

6).

6)

Nutrizione:

E.

Labatut, Le repas

chez les Rom., Par. 1880;


Beri. 1883;
adhib.,

G. A. Saalfeld,

Th. Lebeda,

De

animai,

et

KUche u. Ketler in Alt-Rom, herbis ad cenas Rom. praecipue

Braunau 1891.


CJ a) Agricoltura:
I.

240

[ 70]

B. Eougier de la Bergerie, Hist. de l'agricuU. des

Rom., Par. 1834; Ch. Daubeny, Lect. on Rom. husbaudry...., Oxford 1857;

Hagelluke, Brevis
bertus,
I,

hist.

agricuU. Rom.,

Bonn 1864; A.

F.

Magerstedt,
p' 6
;

Bild. aus der rom. Landwirtschaft,

Sondershausen 1858-63,

Rodb.

Zur
sgg.;

Gesch. d. agrar. Entwick.

Roms

in Jahrh. fiir Nationalokon.


d-

205

H. Beheim-Schwarzbach, Beitr. zur Kenntn.


;

Ackerbaues

d.

Rom., Cassel 1867

B. Heisterbergk,

D. Entsteh.

d.

Colonats,

Leipz.

1876; B. BcHSENSCHUTz, Bemerh. uh. die rom.


Beri. 1886;
oxt)
I.

Volkswirthsch. d. Konigsz.
d.

Trubriq, Die Waldwirthschaft


I.

Rom.,

Wien

1888.

Enologia:

F. C. Hessel,

Die Weinveredlungsmethoden des AUerthums,

Marburg 1856; C F. Weber, De vino Falerno, Marburg 1856; C C LaDe vitibus atque vinis ap. Rom. Par. 1863 G. Lehmann, De vini ap. Rom. appar. cultvque, Wernigerode 1872; Th. Keppel, Die Weinlese der alien Rom., Schweinfurt 1874; A. Kohl, Ub. ital. Wein mit Bezugnahme auf Hor. Straubing 1884. P) Industria e mestieri: B. Hdsel,
marre,
;

Die socialen Zerwilrfn. in der rom. Republ., Miinclien 1862; H. Holzer, Der Hildesheimer antike Silberfund, Hildesheim 1870; E. Wezel, De opif. M. Botton, Lea collges d'aret opificibus ap. veti. Rom. I, Berol. 1881 tisans en droit rom., Par. 1882. T) Commercio: M. Reinaud, Relat. polit. et commerc. de l'emp. Rom- av. l'Asie orient., Par. 1863; P. Thomasset, Des argentari!, Lyon 1884; H. Taudire, Des argent. en droit rom., Poitiers 1884; M. Voigt, Ueb. die Bankiers, die BuchfUhr. u. d. lAtteral;

obligation d.

Rom. [Abhandl.
I.

d.

Sachs.

Ges. d.

Wiss. Phil.-hist. CI. X],

Leipz. 1887;

Falchi, L'usura in

*A. Deloume, Les manieurs d'arg.

Roma nel IV e V secolo, Prato 1890; Rome jusqu' l'emp. Les grandes
et

compagnies par actions. Le marche. Puissance des public,


l'emp. [1890], Paris^ 1892.

des banq. jusqu'


b).

b)

Sociologia:

v.

69 C)

e)

Clienti

e schiavi

W.

Blair,

An

inquiry

into the state of slavery

amongst the
Clienten,

Rom., Edinburgh 1833; G. Heuermann, Ueb. die Clienten unter den ersten
rom. Kaisern, Burgsteinfurt
in
1856.';

In.,

Ueb.

die

sportula

der

Burgsteinfurt 1875; Th. Mommsen,

Das rom.

Gastrecht u. die rom. Clientel

Rom. Forsch.

1,

319 segg.; Adam,

Ueb. die Sclaverei u. die Sclavenent-

lassung bei den Rom., Tvibingen 1866; M. Voigt, Ueb. Clientel u. Libertinitat in Ber. d. Sachs.

Ges. de Wiss., phil.-hist. CI.


le
;

XXX [1878],

147 sgg.;

H. Renault du Motey, L'esclav. Rome;


mesticit dans les temps mod.,

Douai 1881

au moy. ge, la doH. Lemonnieb, Sur la cond.


servage

prive des affranchis, Paris 1887;

G. Melin,

Essai sur la

clientle

rom.,
citt.

Nancy

1889; L. A. Martin, E. Biot, H.


e).

Wallon, A. Desjardins, opp.

sopra,, 69 C)

[ 71-72]

241

CAPO vm.

ANTICHIT RELIGIOSE E MITOLOGIA

71.
sgg.; II,

Enciclopedia: Boeckh^ 412 sgg.;


e

224 sgg.

253

sgg.;

Reinach P, 262 sgg. e 362 Hbner^ 180 sgg.

72.

si

Le

antichit

religiose

abbracciano la storia

delle instituzioni

religiose dei Greci e dei

Romani,

le

quali da

una parte

collegano strettissimamente con le


dall'altra,

antichit pubbliche
facili

e private, e s'accostano
dere, ai propri

per ragioni

compren-

domini della

mitologia.

Le

instituzioni religiose

sono state gi in tempi molto antichi oggetto, se non d'una scienza,

almeno d'una tradizione,

pi tardi,

determinatesi le

tendenze

antiquarie dell'erudizione, dettero luogo a ricerche e studi su la


loro origine, su le loro forme, sul loro
ufficio
e

significato.

Ma

nell'antichit stessa, a punto per le relazioni dianzi avvertite tra


loro e l'altre antichit pubbliche e private, lo studio delle insti-

tuzioni religiose procedette tuzioni private e

di

conserva

con

quello

delle

insti-

pubbliche: soggiacque alle medesime


fasi,
si

vicende,

pass per le medesime

fu stimolato e promosso dai medesimi


rifece in

incrementi,
Valmaggi.

si

allarg e

molte parti nel secolo nostro


16


siccome
s'

242

[ 72]

grazie ai progressi tutti delle scienze filologiche e archeologiche,

veduto gi nel capo precedente rispetto alle antichit.


mitologia,
le

Quanto

alla

investigazioni
i

intorno

ad essa

co-

minciarono assai per tempo gi presso


gesi filosofica anzitutto, la' quale, com'

Greci, per opera dell'esenoto, fu di

due maniere,

allegorica, particolarmente gradita al neoplatonismo, che


il

negando
essi

senso letterale dei miti,


verit politica

ammetteva
e

in

ciascuno di

una

riposta

morale,

storica,

che nella mitologia


stessa

non altro intendeva scorgere, se non


questo secondo
fu accolto dagli
il

la storia
il

poetizzata

sistema d'esegesi ch'ebbe

nome da Evemero,
i

stoici e

molto diffuso presso


i

Komani. Soprag-

giunto

il

trionfo religioso del Cristianesimo,


l'esistenza reale
coi
il

Padri della Chiesa


li

ammisero

degli dei della mitologia pagana, e


dell'Inferno
:

identificarono poi per tutto

demoni
evo,

credenza, ch'ebbe

corso

medio

informando

numerose
rifior

finzioni e leg-

gende di quell'et. Col Rinascimento anche


influsso del

brevemente per
;

neo-platonismo l'interpretazione
il

allegorica

ma
il

non

tard a ripigliare

sopravvento l'evemerismo, protetto e raccomansistema

dato dall'autorit dei Padri e degli apologeti cristiani, n


opposto torn di

moda

se

non
il

versb~ la fine

del secolo XVIII. Il


il

Dupuis, tra
stesso,

primi, spieg

politeismo pagano, e
di forze

cristianesimo

come espressione simbolica


1795].
Il

naturali [Origine de

tous

les cwZ^es,

Creuzer [Symholik, 1810

12]

invece

s'avvis trovarvi la manifestazione volgare e popolarizzata di alte

verit religiose e morali, che costituivano avanti

Abramo

la cre-

denza dei patriarchi antichissimi: al contrario di

I.

H. Voss [Anti-

symboliJc, 1824-26] e di pi altri, che nei miti non scorgevano se

non immaginazioni poetiche dei tempi primitivi. Qui in germe

r idea sviluppata

poi

ampiamente

dall'investigazione scientifica del

secolo presente, la quale per la mitologia

pagana iniziarono
storico, E.

J.

G.

Welcker
nouf
e

e C. 0.

Muller applicandovi
col

il

metodo
e

Burle risi

A.

Kuhn

metodo comparativo,

proseguirono
i

cerche e gli studi

speciali di moltissimi

altri,

cui

risultati

raccolsero gi nelle esposizioni generali del Hartung, del

Welcker

[72]
test citato, del Preller.

Ma

243

sorto

recentissimamente, per opera di pa-

recchi mitologi, folkloristi la pi parte,


rizzo, che,

un nuovo

indiil

respingendo
delle

il

metodo comparativo, tende a negare

maggior numero

somiglianze fra le varie religioni indoeuo

ropee, e le spiega

come importazioni estrinseche

prodotti d'i-

dentit di condizioni fra le quali esse religioni son nate.

A) Antichit religiose
Lehrb.
d. griech.

1)
v.

Greche

a) In

generale

*K. Fr. Hermann,

Antiq.
11^,

II*,

K. B. Stark, Heidelberg 1858; G. F. Sch6[I.

MANN, Gr. Alterth.


LER,

Beri. 1873; Stengel, Griech. CuUusalterth.

Handb. V,
I.

3],

Mnchen

1890;

cfr.

65 A).

Ml-

p)

Culto:

I.

Kreuser,

Der

Hell. Priesterstaat mit vorzUgl. RUcksicht ciuf die

Hieroduen, Mainz
a.

1822;

V. Adrian, Die Priesterinnen

d.

Gr.,

BossLEB,

De

gentibus

et

familiis

Att.

sacerdotalibus,
*I.

Gr.

W.

Nitzsch,

De

sacerd. Gr., Kiel 1839;

M. 1822; Chh. Darmstadt 1833; Martha, Les sacerd. athn.


Frankf,
sa-

[Bibl. de Vc. frang. d'Ath.,

XXVI], Paris 1881; B. Lehmann, Quaest.

cerdotales, Konisb. 1888; E.

Heller, De Cariae Lydiaeque sacerdot., Lips.

XVIII Suppl.-Bd.]; G. F. SchSmann, De religion. Grypbisw. 1857 e Opusc. Ili; E. Plew, Die Gr. in hrem VerhaUniss zu den Gottheiten fremder Volker Danzig 1876 ; W. Drexler, Der Isis- u. Serapiscultus in Kleinasien in Numism. Ztschr. XXI, 1-254; R. Tascher, Les cultes ioniens en Att. in Rev. des et. gr. IV,
1891
[E. dai

Jahrbb.,

exteris ap. Athen.,

sgg.; P.

FoucART, Des assoc.

relig.

chez

les

Gr.,

Paris

1873;

L.

We-

nigeb,

Ueb. das

Ueb. das Coli,

CoUegium der Thyaden v. Delphi, Eisenach 1876; Id., der 16 Frauen u. Dionysosdienst in Elis, Weimar 1883;
Id.,

Chk. Petersen, Der Hausgottesdienst der alien Gr., Cassel 1851 [E. dalla

Ztschr.

f.

d.

Alterthumw. 1851];

Ueb. die Gebtirtstagsfeier bei den Gr.,

Leipz. 1858; E. von Lasadlx,

Ueb. die Gebete der Gr. u. Rom.,


;

Wrzburg
Wolf,
Ge-

1842 e in Stud.

d.

Mass. Alterth., Regensburg 1854

H. Pfannenschmid,
1869; Fr. A.
sgg.; P. Stengel,

Das Weihwasser

ini heidn. u. christl. Cultus,

Hannover
II,

Ueb. den Urspr. der Opfer [1802], in Kl. Schr.

643

Quaest. sacrificales, Berol. 1879;

0. Seemann, Die

brauche

d-

Gr. u. Rom., Leipz. 1888.


Graec.

GottesdienstUchen

t)

Feste: P. Castellanus, 'EopI. I.

ToXYiov sive de festis

syntagma,
II.

Graecia feriata
Graec.
vet.

s.

de festis Graec.

VI,

Antuerpiae 1617; Lugd. Bat. 1619;

Meursius, Fasoldus,

epoXoY(a, lenae 1676; P. H. Larcher,


2^0'^

des Gr. omises

Castellanus

et

Meursius in

Mm. sur quelques ftes Mm. de VAc. des Inscr.


histor.-philos. bearb...,

XLVIII;

M. G. Herrmann, Die Feste von Hellas,


2;
I.

Beri. 1803, voli.

H. Krause, Olympia,

Wien
ib.

1838; Id., Die Pythien,


Beri. 1852

Nemeen
tologie.

u. Isthmien, Leipz. 1841; E. Curtius, u.

Olympia,
I;

in

Alterthum

Gegenw.,

II;

Id.,

Der Weltkampf,

A. Mommsen, Heor-

Antiquar. Untersuch.

iib.

die stadt. Feste der Athener, Leipz. 1864;

L.

244

in

[ 72]

Weniger, Die
I,

relig-

Sette

der grossen Pythien. Ein Beitrag zur dlph.

Heortol.
Cfr.

Breslau 1870;
63

1d.,

anche

B)

a).

Der

Gottesdienst

Olympia, Beri. 1884.

) Misteri: A. Saisset, L'orig. des cultes et des

mystres, Paris 1870;

E.

W.

Heine, Die german-, gypt. u. griech. Myst-,

Hannover
1853.

1878; *C. Haupt,

De

myster. Graec. causis

et ration-,

Regiom.
les

I.

Meursius, Eleusinia, sive de Cereria Eleus. sacro ac festo liher


histor. et crii,

singul.,

Lugd. Bat. 1610; Sainte-Croix, Rech.


[1784], 2^ ed-

sur

myst.

du pagan.
di

par
1790);

S.

De

Sacy, Paris 1817, voli. 2 (trad. ted,

E. G. Lenz,

Gotha

[1812], Paris^ 1816; Chr. A. Lobeck,

Ouwaroff, Essai sur les myst. d'Eleusis Aglaophemus s. de theol. myst. Graec.
Gr.

causis

II.

tres,

Regiom. 1829,

voli. 2;

W.
et

Nitzsch,

De

Eleusin. ra-

tione -pubi., Kiel 1843; Io.,

De

Eleusin. act.

argum., Kiel 1846; Th. Tayed. tvith introd., notes a.

lor,

The Eleusinian
A. Wilder,

a.

Bacchic mysteries [1870],

gloss. hy

ili.

hy A. L. Rawson, Nevt^-York^ 1891;


S.

0.

HaggekTorino

MACHER, Die eleusin. Myst., Basel 1880;


Beri. 1892;

Bernocco, I mist.

eleus.,

1880; 0. RuBENSOHN, Die Mysterienheiligthilmer in Eleusis u. Samothrake,


I.

Neuhauser, Cadmillus
relig.

s.

de Cabirorum cultu

ac

mysteriis

antiquissimaeque Graec.
Rech. sur
le

ingenio atque orig., Lips. 1857;

P. Lajard,

eulte public et les myst. de

Mithras en orient
les

et

en

occid.,
Isis,

Paris 1847-48; G. Lapaye, Hist. du eulte des divin. d'Alex., Srapis,

Harpocrate et.Anubis hors de Vgypte depuis


sance de
l'c.

origines jusqu' la naisd. alten

noplaton., Paris 1884; C.

du Pr^l, Die Mystik


:

Gr.,

Leipz. 1888, p. 68 sgg.

e)

Divinazione

D. Clasen,

De

oraculis genti-

lium

et

in specie de libris Sibyll. libri tres, Helmstadt 1673; C. P. Wilster,

De

relig. et arac. Apoll. Delph.,

oracul. gener. ap. Gr.,


delph. Orakels,

Kopenh. 1827; H. Wiskemann, De i^ariis Marburg 1835; K. D. Hllmann, Wilrdigung des Bonn 1837; W. Gotte, Das delph. Orakel in seinem polii.,
Einfluss auf die alte Welt, Leipz. 1839; E. von Lasaulx,

relig. u. sittlichen

Das
kels

Pelasg. Orakel des Zeus


aet.,

zu Dodona, Wurzburg 1841; G. Wolff,


Id.,

De

novissima oracul.
in Verhandl.

Berol. 1854;

Ueb. die Stiftung des delph. Ora-

d.

23. Phil.-Versamml.,

Leipz.

1863;

Chr. Petersen,

Ursprung

u. Ausleg. des heiligen

Rechts bei den Gr-, od. die Exegeten, ihre

geschr. Satzungen u. milndl.

Ueberliefer.,

Gttingen 1859
u.

[E. dal Philol.,

Traumdeutung im Alterthum, Beri. 1868; E. Dohler, Die Orakel, Beri. 1872; F. Delaunay, Moines et sibylles dans l'antiq. judo-gr., Paris 1874; A. Mommsen, Delphica, Leipz.
Suppl.-Bd.]; B. Bchsenschutz,

Traum

1878; *A. Bouch-Leclercq, Hist. de la divin. dans


voli. 4;
I.

l'antiq.,

Paris 1879-82,

Machnig, De arac. Dodoneo cap. V, Breslau 1885; C. du Prel, Die Mystik der alten Gr., Leipz. 1888, pp. 32 sgg.; L. Hopf, Thierorakel u. Orakelthiere, Stuttgart 1888 K. Buresch, 'AttXXujv xXdpioq.
;

Untersuch.

zum Orakelwesen
der

des

spclt.

Alterthums, Leipz. 1889; L. Laistneb,.


2.

Das
olim

Rcitsel

Sphinx,
:

Beri. 1889, voli.

Z)

Magia,

scienze

oc-

culte, superstizione

H. Meibom,

De

incub. in fanis

deorum medie causa

facta, Helmstadt 1659; G. Ritter von Rittershain, Der medicin. Wunderglaube u. die Incuhation im Alterthume, Beri. 1878; Fr. A. Wolf.

[ 72]

245
zur
666
Gesch.

Beitrag
Schr.
II,
I.

der

SonnambuUsmus aus
der
et

detti

Alterihum
*A.
C.

in

Kl.

sgg.; E. Salverte; Hist.

des sciences

occultes [1829], Paris'

1860;

Ennemoser,
l'astrolles

Gesch.

Magie,

Leipz.

1844;

magie

et

dans Vantiq.
a) In

au moy.-ge, Paris 1860;

Maury, La Wachsmuth,

tude sur

dmons dans
:

la Uttr. et la religion des Grecs, Paris 1881.


:

2)

Romane

generale
bes. v.

L Makqdardt

u.

Th. Mommsen, Handh-

d. rotn. Alterth. VI*,

G. Wissowa, Leipzig

1885

(trad.

frane, di

M. Brissaud, Parigi 1889-90, voli. 2; cfr. 70 A). p) Culto.: K. D. HLLMANN, Jus pontificum der Rotti., Bonn 1837; I. A. Ambrosch, Stud.
u. Ai}deut.
itti

Gel),

des altr'm. Bodetis

u.

Culttis,

1,

Breslau

1839;

Id.,

Ueb. die Religionsbilcher

der Rom.,
4;

Bonn

1843;

Io.,

Quaest. pontifcales,
diis Ramati, patriis...
deti ursprilngl.

Breslau 1847-51, progr.


relig. et cultu,

W.

A. B. Hertzbekg,

De

Halle 1840; D. Pellegrino, Andeut.


rotti.

ilb.

Re-

ligionsutiterschied der

Patricier u. Plebejer, Leipz- 1842; A. Th.

WoTerti-

niger,

Das

Sacralsystetn u.

das Provocatiottsverfahren

der

Rotti.,

Leipz.

1843; E. Lbbert, Comttient. pontific, Berol. 1859;


pluni, Beri. 1869;
rotti.'

H. Nissen, Das

Bardt, Die Priester der vier Grosseti Collegien

aus
l'atic.

republ. Zeit, Beri. 1871; A. Bouch-Leclercq,

Les pontifes de

Rome, Paris 1871; P. Preibisch, Quaest. de libris potitifciis, Breslau 1814:; E- ScHWEDE, De pontif. collegii j^otitificisque tnaximi iti republica potestate, Lips. 18.75; P. Regell, De augurum publicorutti libris, Bresl. 1878; I. Morschbacher, Ueb. die Aufnahme griech. Gottheiteti in, den rom. Cultus, lulich 1882; P. Habel, De pontif. Rom. condiciotie, Bresl. 1888; P. GonNET, Des vestales rom., Lyon 1890; E. Aust, De aedibus sacris pop. Rom., Marb. 1890; E. Beurlier, Essai sur le eulte rendu aux emper. rom., Paris 1891; Id., Les prtres de Rome et d'Aug. in Ann. de l'enseign- de Grti. Ili, 253-341; E. Beaudouin, Le eulte des emper. dans les cits de la Gaule Narbonn-, Grenoble 1891 [E, dagli Ann. de l'enseign. sup. de Grn.]; C. RoT, Les Ftiaux du peuple rom. Thse, Poitier 1893; E. von Lesaulx,
0. Seemann, opp.
rottiatie illustr.
citt.

sopra, in

1)

3).

t)

Feste

R. Bonghi,

Le

feste

da G. A. Sartorio e *U. Fleres, Milano 1891 di A. Ruhemann, Vienna 1891) [opera di divulgazione].

(trad. ted.
&)

Misteri,

divinazione,

magia

ecc. v.

sopra,- in 1)

b),

e),

Z).

B) Storia comparata delle religioni:

1)

In generale: Ch. Fk. Dupuis,

Orig. de tous les cultes, ou religion uttivers. [1794], Paris^ 1866-76, voli. 7;
C. Meiners, Allg. krit. Gesch. d. Relig., I[annover 1806-07, voli. 2
;

F.

I.

W.
d.

v.

Schelling, Ueb. die Gottheiten

v.

Samothrake. Einleit. in die Philos.


B.

Mythol. in Gesamm.
la relig. consid.

Werke

II,

e 2 [Stuttg. 1856-57];

Constant,

De

dans sa source, ses formes et ses dveloppem., Paris 1831, voli. 5 (trad. ted. di C G. Rh, Stuttg. 1839); P. F. Stdhr, Allgem. Religionsgesch. d. heidn. Volker I, Beri. 1836 [incomp.] E. Renan, Et.
;

d'hist. relig.,

Paris* 1857;

Id.,

Nouv.

et.

d'hist. relig.

Paris 1884

*I.

DolI

LiNGER, Heidenthutn u. ludenthum, Vorhalle zur Gesch. des Christenthums,

Regensb.

1857;

*F.

Max

Mller,

Chips from

a german

workshop


[Essays on the science

246
e

II

[ 72J

of religion]

[Essays

on mythology] Lond.^
;

1868-70, voli. 2 (trad. frane, di G. Perrot, Paris^ 1869-73, voli. 2


di

ted.

BoTTGER,

Leipz.^

1869-76, voli. 4)

*Id.,

Introd. of the science of

religion,

London

1873; 2* ed. tedesca, Strassb. 1876 (trad. frane, di H. Dietz,

Paris 1873);
Riicksicht
I.

Id., Vorles. Uh.

den Urspr.
alt.

u. die Entivickel. d. Relig.

mit

bes,

auf die Relig.


[1859],

d.

Indiens, Strassb.'^

1881

(trad.

frane, di
u. des d.

Dabmsteter, Paris 1881); A. Kuhn, Die Herahkunft des Feuers


Giitersloli^

Gottertranks

1885

Io.,

XJeh.

Entwickelungsstufen
d.

MythenUld., Berlin 1874

[E. dalle
d.

Abhandl.

d.

B. Ak.

W.]; F. L.

W.

ScHWARTZ, Der Ursprung


Beri. 1860; In.,
Beri.' 1863; Io.,

Mythol- da'gel. an griech. u. deutscher Sage,


heut.

Ueber den

Volksglauhen u.
d.

das
Gr.

alte

Heidenthum,
u.

Die poetischen Naturanschau.


voli.

Rom.

Deutsch.,

Berlin 1864-79,
Id.,

2; Io-,

Prhistor.-aniropolog. Studien, Berlin 1884;

Indogerm. Volksglaube, Beri. 1885; G.

W.

Cox, Mythol. of the aryan

nations [1866], Lond." 1878, voli. 2 (trad. frane, di F. Baudry ed E. Deleret, Parigi 1867]
;

Id.,

An

introd. to the science of comparai, mythol. a.

folklore, Lond.' 1883; 0. Pfleiderer,

Die

Relig., ihr

Wesen

u- ihre Gesch.

Leipz.^ 1869, voli. 2; Id., Religionsphilos. auf gesch. Grundlage, Beri. 1878;

E. Burnouf, comparata [1878], Milano' 1886 W. Mannhardt, Wald- u- FeldId., Myth. Forsch. hgg. v. H. Patzig mit kulte, Berlin 1875-77, voli. 2 Vorr. V. K. Mullenhoff u. W. Scherer, Strassb. 1884; P. Asmus, Die indogerm. Relig. in den Hauptpunkten ihr. Entwickel., Halle 1875-77, voli. 2;

A.

Db

Gdbernatis, Mitol.

La

science des relig. [1872] Paris* 1884;


;

P. Tiele,

Komp. der
les relig-,

Religionsgesch. [1876]

v.

hollnd. ilbers.
1888);

v.
I.

F.

W.

T.

Weber,
histor.

Beri. 1880 (trad. frane, di

M. Vernes, Paris
l'Asie

Sodrt, Et.

sur

les

arts
et

de

antr.

et

de

la

Grece,

Paris

1877; A. Lefvre, Relig.


langes de mythol.
et

mythol. compares, Paris^ 1878;

M. Bral, MeUeb.

de linguist., Paris' 1882; *E. Zeller,


II,

Urspr. u.

Wesen
de
F.

d. Relig.

in Vortrge u. Abhandl.

1 sgg.;

A. Rville, Prolgom.

l'hist.

des relig-, Paris 1881 (trad. ingl. di A.

Max

Mller, Lond. 1885;


Urspr., Berlin 1881

I.

Lippert,

Squire con prefaz. di Die Religionen der europisch.

Culturvolk-, der Ldttauer Slaven


schichtl.
;

terglaubens in Sprachvergl. u.

Germanen Griechen u. Rom. in ihr. geGrundzuge d. aitar. G'tUrgesch. [Iena 1883], p. 430 sgg.; I. Maehly,
0. Schrader, Die
I.

Ueb. vergleich. Mythol., Heidelb. 1885;


et pjilol.

van de Gheyn, Essais de mythol.


relig-

campar., Bruxell. 1885; M. Vernes, L'hist. des

Paris 1886;

P. D. Chantbpie de la Saussaye, Lehrb. d- Religionsgesch.


i.

I-II,

Freiburg
u. des

B. 1887-89

M. Stechelmacher, Die

Gottesidee d. Offenbarung

Heidenthums im Lichte ein. neu. Unterscheidungsmerkmals betracht-, Mannheim 1889; F. Wendorff, Erklr. aller Mythol-, Beri. 1889; G. Rdnze, Stud. zur vergleich. Religionsgesch., 1, Beri. 1889; P. Regnaud, Le Rig-vda
et les orig.

de la mythol. indo-europ.,
I.

I,

Paris 1892.

2)

Storia

della

religione in Grecia: K.

Nitzsch,

Ueb.

den Religionsbegriff der Alten,


bis

Hamburg
1884;
Id.,

1832; E. F. Naegelsbach, Die Homer. Theol. [1840], Nurnberg'

Die nachhomer. Theol. des griech. Volksglaubens

auf Alex.,

[ 72]

Fr.

247

aus den Mythen,

Niimberg 1857;
voli.

W.

Rinck, Die Religion der Hell.


u.

den Lehren der Philos.


2 in 3
p";

dem

Cidtus entivick. u. dargest. Ziirich 1853-55,

A. Maurt, Hist. des relig. de la Gr. antique depuis leur

orig. jusqu' leur complte constit., Paris 1857-59, voli. 3;

K. Lehks, Popul.
u.

Aufsatze

aus

dem Alterthum, vorzugsweise zUr Ethik


Gr. in Ersch e Gruber, Enajkl., sez. 1% voi.

Relig. d- Gr.
u.

[1856], Leipz.2 1875; Chr, Petersen, Relig. od.

Mythoh, Theol

Gottes-

verehrung
KER,

d.

Zur
I.

Religionsgesch. des Mass. Alterthums in

LXXXII; F. LiisGesamm. Schr. Il [Halle

1868];

Girard,

Le

sentim. relig. en Gr.

d'Hom. Aeschyle [1869], Paris^

im Allgem. u. der Vorim Besond. zur gr.Volksrel., Oldenburg 1876; C. Hirzel, Ueb. die Enttvickl. d. gr. Gotterglaubens, Ellwangen 1879. 3) Storia della religione in Roma B. Constant, Du polyth. Rem. consid. dans ses rapp- av. la
1879; H. GiLow,
Ueb. das Verhdltn. d. gr. Philos.
sokrat.

philos. gr. et la relig. chrt., Paris 1833,

voli- 2;

I.

A. Hartung, Die Relig.

der Rom., Erlangen 1836,

voli. 2; L.

Krahner, Grundlin. zur Gesch. des

Verfalls des rom- Staatsrelig. bis auf die Zeit des Aug., Halle 1837; R. H.

Klausen, Aeneas
der griech.,

Hamb.

Rom., Beri.
G. BoissiER,

Die ital. Volksrelig. unter dem Einfluss Gotha 1839-40, voli. 2; K. G. Zumpt, Die Relig. d. 1845; Chr. Walz, De relig. Roman, antiquiss., Tbingen 1845; La relig. rom. d'Aug. aux Anton. Paris 1874, voli. 2; E. Liisu. die Penateti.

BERT, Die Epochen d. Gesch. d. rom. Relig., Kiel 1877; H. Iordan, Symb.

ad

hist. relig. Italicar.,


les Svres,

Konigsb. 1883-85

I.

Rville,
e

La

relig.

Rome

S0U8

Paris 1887.

4)

Paganesimo
I,

Cristianesimo: H. G.

Tzschirner,
polyth. dans

Der Fall
le

des Heidenthums,

Leipz. 1829; A. Beugnot, Hist.

de la destruction du pagan. en Occident, Paris 1835; A. P. Villemain,

Du
;

premier siede de notre re in Nouv. Mi-, Paris 1867 M. A. Strodl, Roms relig. Zustand am Ende der alien Welt, Mnchen
1844;
de

W.

A. Schmidt, Gesch. der Denk-

u.

Glaubensfreiheit

im

erst.

Jahr-

hund. der Kaiserherrschaft u. des Christenth. Berlin 1847; Chastel, Hist.


la destruction

du pagan.

dans l'emp.

d'Orient,

Paris 1850

E. von

Lasaulx, Der Lntergang des Hellen. ti. die Einzieh. seiner TempelgUter durch die christl. Kaiser, Muncben 1854; E. Zeller, Religion u. Philosbei

den Rom. [1866] Berl.^ 1872, e in Vortr.


d.

ti.

Abhandl., H; V. Schultzb,
2;

Unterg.

gr.-rom. Heidenthums, Iena 1887-92 voli.


st. e

S.

Talamo, Le origg.
349-416; X, 37-66;

del Cristianes. e il pensiero stoico in Studi di

dir. IX,

269-302

Fr. Trede,

Das Heidenthum

in der rom. Kirche,


les

Gotha 1889-90,
Paganism
a.

progr. 4; G. Boissier,
occid.

La

fin

du pagan. Et. sur


1891,
voli.

dern. luttes relig. en

au

IV

siede,

Paris

I.

A. Farrer,

Christianity, Lond. 1891.

C) Mitologia

greco-romana:

a) In
6;

genere:

Chr.

G.

Heyne,
d.

Opusc
Myth.
I-II

academ., Gottingae 1785-1812, voli.


Beri. u. Stettin 1787-95, voli. 3

M. G. Hermann, Handb.
I.

(P 1800);

H. Voss, Mythol. Briefe


Ub.

[1794], Stuttg.

1827^

III-V, Stuttg. u. Leipz. 1827-34; Id., Antisymb., Stuttg.

1824-26, voli. 2; K. D. Hllmann, Theog.

Untersuch.

den

Ursprung

248
der Belig. des Alterih., Beri. 1804;
I.

[ 72]

I.

Wagner, Ideen zu
;

einer

allgem.

Myth.

d.

alien Welt, Frankf. a.

M. 1808
de

F.

Creuzer, Symb. u. Mythol.


u.

d. alien

Volker, bes.
I.

der Gr.

[1810-12],

Leipz.

Darmstadt^ 1836-42,

voli.

D. Gdigxiaut, Relig.

l'aniiq.

symbol,

ei

mythol., Paris 1825-41, voli.

dans leurs formes 4 [buon rifacimento dell'opera del


consid.

Creuzer]; Fr. Friedler, Mythol. d- Gr. u. Hai. Volker, Halle 1823; F. Chr.

Baur, Symbolik

u. Mythol., od. Naturrelig. d. Alterih., Stuttg. 1824-25, voli. 2;


ilb.

*Ph. Buttmann, Mythol. od. gesamm. Abhandl. Berlin 1828-29, voli.


1857]; H.
2; L.

die

Sagen

d.

Alterih.,
klass.,

Feuerbach, Theog. nach den Quellen des


e in

hebr. u. chrisil- Alteri.,

Leipz. 1852

Gesamm.

Werke, IX [Leipz.
d.
;

W.

Stoll, Die Gotier u. Heroen

d. klass. Alterih. \\h&],'LQxpz.''

1885, voli. 2;
I

W.

H. Roscher, Stud. zur vergleich. Mythol.


e
II [lano u-

Gr. u. Rom.
Lken,

[Apollon u. Mars]

Hera],

Leipz.

1873-75

Die

Rom. od- das klass. Heidenihum vom religionsvergl. Standpunkte, Paderborn 1881; Ch. Ploix, La nai. des dieux, et. de myih. grco-lat., Paris 1888; F. Wendorf, Erkl. aller Mythol., Beri. 1889; E. M. Berens, The myihs a. legends of ancieni Greece a. Rom, new. ed. Edinburg 1893; H. Dtschke, Der Olymp. Gotterlehre d. Gr. u. Rom., Leipz.^ 1890; P- W. FoRCHHAMMER, ProUgg. zur Mythol. als Wissensch. u. Lexikon der I. A. Kanne, Neue Myihensprache, Kiel 1891. P) Mitologia greca:
Gotterlehre d. Gr. u.

Darsiell. der Mythol. der Gr.,


gr. Myth.,
I,

Leipz.

1805; Chr. H. Weisse, Darsiell.

d.

Leipz. 1828; E. Braun, Griech. Gotterlehre,


;

Hamb.

u.

Gotha

L. Meter, Bemerk. zur alt. Gesch. d. griech. voli. 2 Gottingen 1857; H. D. Miller, Mythol. d. gr- Stamme, Gottingen *F. G. Welcker, Griech. Gotterlehre, Gottingen voli. 2 in 3 p' *C. 0. Mller, voli. 3; Id., Die hesiod. Theog., Elberfeld 1865

1850-54

Mythol.,

1857-69,

1857-63,
Prolegg.

zu einer wissenschaftl. Mythol., Gotting. 1825; E. Gerhard, Gr. Mythol-, Berlin 1854-55, voli. 2; *L. Pretxek, Gr. Mythol. [1854], Leipz.^ [;.E. Plew] 1872-75, voli. 2 (I* v. C Robert, Beri. 1887); l. A. Hartung, Die Relig. u. Mythol. d. Gr., Leipz. 1865-73, voli. 4; F. W. Forchhammer, Daduchos.
Einleii. in
d.

Versiandn.

d. hellen-

Mythen, Mythenspr.

u-

myth. Bauien,

W. H. Roscher, Hermes der Windgott., eine Vorarb. zu ein. Handb. d. gr. Myih. vom vergi. Standpunki, Leipz. 1878; Id., Die Gorgonen u. Verwandies, ib. 1879; Id., Neckiar u. Ambrosia mit ein. Anhang ilb.
Kiel 1875;

Aphrod. u. Athene, Leipz. 1883; E. Curtius, Die gr. Standpunki [1875] in Alterih. u. Gegenwart Gesch. d. Ariemis in Sitzungsb- d. Beri. Id., Stud. zur IP, p. 50 sgg. Akad. 1887, p. 1167 sgg.; L. v. Sybel, Die Mythol. d. Ilias, Marb. 1877; P. Decharme, Mythol- de la Grece antique [1879], Paris^ 1885; L. v. Schroder,
die Grundbedeut. d.

Gotterlehre

vom

geschichtl.

d.

Gr. Gotier u. Heroen, eine Untersuch. ihres ursprilngl. Wesens mit HUlfe Y) Mivergi. Mythol. I [Aphrod. Heros u. Hephaestos], Berlin 1887.

tologia

romana

*L. Prellbr,
cfr.

Beri. 1881-83, voli. 2;

Rom. Mythol. anche B) 3).

[1858]

5.

Aufl.

v.

H. Iordan,

[ 72]

249

D) Dizionari: B. Hederich, Mythol. Lexihon [1724], neue Ausg. v. LI. ScHWABE, Leipz. 1770; P. F. A. Nitsch, Neues mythol. Wdrterhuch [1793], umgearh. v. Klopfer, Leipz. 1820-21, voli. 2; K. Ph. Moritz, Mythol. Wdrterhuch [1794], Berl.^ 1816;
[1794], 12 ed.

P. Chompr,

Dictionn. portatif de

la

fobie

par A.
u.

L. Millin, Paris 1800-01, voli. 2; E. Lcobi,

Hand2;

worterhuch der gr.


F. NoRK,

rom. Mythol., Coburg


u.

u.

Leipzig
Stuttg.

1830-35, voli.

Etymol.-symbol.-mythol. Realtvdrterh.

zum Handgehr.

fur Bihlvoli.

forscher

Archdologen

hildende

Kunstler

1843-45,

W, WoLLMER, V. W. BiNDER,
thol. aller

Vollstdnd.

Worterh. der Myfh. aller Volher [1836], 3. Aufl. Stuttg. 1874; I. MincKwitz, Illustr. Taschenworterh. d. My[1852],

Volker

Leipz."

1878;

R. Glass, Worterh. d.
d. gr.
ti.

Mythol.,
I-II,

Leipz.

1880;

*W. Roscher,

Ausfuhrl. Lex.

rom. Mythol-

Leipz. 1887-93 (supplem.: Bruchmann, Epitheta deorum, Lips. 1893).

E) Compendi: K. Fb. Moritz, Gotterlehre


BBEYER, Leipz. 1878; K.

[1791], neu hearh.

v.

M. Ober^

W.

Ramler, Kurzgef. Myth. [1790],


od. Mythol.
d.

Beri

1869;

A. H. Petiscus, Der Olymp


hes. V.

Gr. u. Rom. [1821], 20 Aufl.


I.

E. Anthes, Leipzig 1890 (trad. ingl. con prefaz. di


1892);

E. Harrison,
filr lai.

Londra

P.

van Limburg-Brouwer, Handh.

d. gr.

Mythol.

Schule u- Gymn., aus

dem Holland.
d.

uhers.

v. I.

Zacher, Bresl. 1842; G. E.


I,

Burckhardt, Handh.
thol. des

Mass. Mythol. nach genet. Grundsatzen,

Die My-

Homer
d.

ti.

Hesiod, Leipz. 1844; H.

W.

Stoll, Handh.
S.

d. Relig. u.

Mythol.

Gr. u. Rom. [1849], Leipz.* 1875; A.

[1872], Lond.* 1874; *0. Seemann, Kl. Myth. d. Gr. u.

Murray, Man. f myth. Rom. [1874], Leipz.^


lat.,

1886 (trad. ingl. di G. N. Biamchi, Londra 1886); P. Pierret, Petit manuel


de mythol., Paris 1878; E. Talbot, Mythol. gr.
et

mythol.

Paris 1889;

E. Krocheb, Katechismus d. Mythol., Leipz. 1891; H. de la Ville de Mir-

MONT, Mi/th. lm. des Gr.


orientales, Paris^ 1892;

et

des

Rom., prcde
greca,

d'un prcis des mythol.


I.

A. Foresti, Mitol.

Divinit; IL

Eroi,

Milano 1892,

voli. 2

[man. Hoepli].
di poi

F) Studi

speciali: v. la bibliografia in Boeckh*, 574-77, e

in

Bihl. philol. class. [

20 A)

3), p.

59].

SEZIONE SECONDA

NUMISMATICA E METROLOGIA

[ 73-74]

_ 253

CAPO

IX.

NUMISMATICA E METROLOGIA

1)

^Numismatica.

73.
sgg.;

Enciclopedia: Bobckh* 385 sgg.; Reikach

!'

98 sgg.;

II,

154

HBNER^ 344 sgg.

74.

La numismatica

la

scienza

delle

monete e delle

medaglie

scienza tanto importante, quanto affatto convenzionale

rispetto al suo proprio oggetto e ai suoi confini stessi.


e le

Le monete

medaglie invero, ma, non uscendo dai limiti della numisma-

tica greco-romana, le

monete principalmente, rientrano nell'archeo-

logia dell'arte e sono

un importante

capitolo

della

storia

del

bassorilievo per le rappresentazioni


pigrafia,

figurate; appartengono

all'e-

per

la

leggenda,

alle

antichit
politica

pubbliche per la loro


infine, della

funzione economica, alla

storia

quale sono

documenti spesse volte capitalissimi.


soltanto,

non della

storia politica

ma

eziandio dell'iconografia, grazie alle rappresentazioni


di divinit, di eroi che offrono in gran copia, delle

di

monumenti,

- 254 di oggetti molteplici, in oltre

[ 74]

antichit private, per le rappresentazioni varie di abiti, di armi,


delle instituzioni finanziarie, della

cronologia, della geografia, della metrologia.

Pur non
i

ostante cosi grande importanza, la numismatica (a parte

dilettanti collezionisti)
e
fini

non cominci ad essere coltivata con pronon, relativamente,


assai
tardi.

cedimenti

scientifici, se

Le prime

traccie

sono del secolo XVII, con la


nel

Be

re

numaria

dissertano di

G. G. Scaligero [Leid. 1606 e

Thesaurus del
antiques del

Gronov,

voi.

IX],

col

JDiscours sur les mdailles


i

Savot [Parigi, 1627], con

quattro libri del Gronov

De

sestertiis

sive subsecivorum peeuniae veteris

Graecae etRomanae [Amsterdam


a

1656]. Pi largo contributo d'indagini rec


secolo XVIII,
alla fine del quale, anzi nel

questa

scienza

il

primo anno del nostro,


Lipsie,

venne in luce la BiblioiJieca numaria del

dove

potr,

chi voglia, trovar raccolta tutta la biliografia anteriore su la


teria.

mave-

Pur

della fine del

settecento la Boctrina

numorum

terum

dell'

Eckhel [1792

98]

copiosissima

raccolta,

ordinata
al-

geograficamente, e fondamentale

anche al presente, se bene


progressi
storici

quanto invecchiata, perch dei

scientifici di

ogni forma d'erudizione nel secol nostro la numismatica eziandio,

come

l'altre

scienze sorelle, s' giovata


i

non poco. Del che son

prova manifesta

piti

importanti lavori di numismatica classica


i

pubblicatisi da quello dell'Eckhel in poi: tra

quali ricordiamo
preziosis-

anzitutto

il

capitale repertorio del

Mionnet [180737],

simo per
le

le ricerche pratiche, ossia

per identificare e classificare


di A.

monete antiche;

inoltre

il

buon compendio

De Barthlemy

[1851], le grandi collezioni del Cohen per le monete romane della

repubblica [1857] e dell'impero [185968], l'opera monumentale


del

Mommsen

sulla storia della

moneta
il

di

Koma

[1860],

il

ca-

talogo illustrato del Fabretti [1876],

manuale inglese dell'Head

per la teoria scientifica della numismatica greca [1889], e pi


altri lavori e studi generali e speciali

che posson vedersi registrati

qua appresso nell'apparato

bibliografico.

[ 74]

255
in

genere
:

A) Numismatica greco-romana

I.

G. Lipsius, Bihliotheca
;

numaria, Lips. 1801, p' 2 [apparato bibliografico fino al sec XVIll] *L H. EcKHEL, Doctr. num. veti., Vindob. 1792-98, voli. 8 [Addenda di A. V. Steinbuchel, ib. 1826); *T. E. Mionnet, Descr. des md. ant. gr. et
rom., Paris 1806-37, voli. 16
luation des monti, gr.
et
;

A.

I.

Letronne, Considr, gnr. sur


;

l'va-

rom,, Paris 1817


et

D. Sestini, Classes

getter,

seu

regum ordine geogr. et chronol. descripta, Fior. 1826, voli. 2; M. Hennin, Man. de numism. anc. [18-30], Par.' 1872, voli. 2; I. Y. Akekman, A numism. manual, Lond. 1840; H. N. Humphreys, Anc. coins a. medals, Lond. 1851; *A. De Baethlemt, Man. de ttumism.anc. [1851], Paris* 1890; I. G. Th. Graesse, Handh. d. alt. Numism. bis
moneta vetus urhium, populorum auf Costant.
1871;
Id.
d. Gr.,

Leipz. 1853-54;

I.

Friedlaender, Das Milnzkab. Beri.


Milnzkab.,
Gesch.
u.

e A. vox Sallet,

Das K.

Uebersicht der

Samml. nebst

erhliir. Beschreib.

der auf Schautischen ausgel. Austcdhl [1873]


hgg.
v.

Berl.^ 1877; Id.,

Repertorium zur ant. Numism.


Id., Petit

R. Weil, Beri.
et

1885; A. BouTKOwsKi, Dictionn. numism. des md. rom. impr.


Lips. 1877-84, voli. 2
;

gr. colon.,
l'us.

Miottnet de poche, ou rpert. prat.


2; *Fr. Lenormant,

des numism..
l'antiq.,

..

Berlin 1889,

voli.
;

La monnaie dans
Paris 1883
;

Par.

1878-79, voli. 3

Id.,

Monnaies

et

mdailles,

H. Halke,

Einleit. in

das Stud.

d.

Numism,

Beri. 1889; *S. Ambrosoli,

Numism-, Milano 1891 [man. Hoepli]; H. Dannenberg, Grundz. der Munzkunde, Leipz. 1891.

B)

a)

Numismatica greca: Fr. De Domincis, Repert, numism. per

co-

noscere qualunque moti, gr., Napoli 1826-27; A. von Prokesch-Osten, Die

MUnzen Athens in Abhandl- d. Beri, Akad. 1848; A. C. E. von Weilhof, Handb. d, gr. Numism., Hannover 1850 E. Beul, Les monnaies d'Ath., Par. 1854; L. MuLLER, Numismat. d'Alex, le Gr., Kopenhagen 1855, voli. 2 W. M. Leake, Numism. Hellen., Lond. 1856-59, p' 5 con supplem.; P. Imhoof; ;

Blumer, Monn.

gr..

Par. 1883 e Choix

d-

m,

gr., Par.*

1883;

Id., id.,

Gr.

Miinz. Neue Beitr. u, Untersuch. in Abhandl. d. batfer. Ak. d. Wissensch.

1890, 525-798; N. Kowler,

Zur

Gesch. d. gr. Milnzwes. in Mittheil. d. athen.

Insta. VII, 1 sgg.; IX, 354; X, 151 sgg.; P. Gardner,


coins,

The types of greek


Hist.

an archaeol.

essay,

Cambridge 1883
97-137,
I.

I.

P. Six, Monti, gr. ind. et

incert. in

Num. Chron.

Ili,

185-259;

*B. Head,

Num.

man. of Greek numism., Lond. 1887;


anc, accomp. de
P)

N. Svoronos, Numism, de la Crete de


l'ile,

Vhist., la gogr.,

la

myth,

I,

Numismatica romana: *G. Marchi


le

e P. Tessieri, i'aes grave del

Atene 1890. museo

Kircheriano ovvero
I.

monete primit,
sur
la

de' pop. dell'Italia ant.,

Roma

1839;

MiLLiNGEN,
ib.

Considr,

(Supplm.

1844)

numism. de l'atte Italie, Firenze 1841 A. Gennarelli, La moneta primitiva e i monum.


Accad. di Arch. XI, 1 sgg.
[1840], Napoli^ 1843
Id.,
; ;

dell'Italia antica in Atti della Pontif.

G. Riccio,

Le monete

delle antiche famiglie di

Roma

*H. Cohen,

Descr. gnr. des monn, de la rpubl, Rom., Paris 1854;


des monn. frappes

Descr. histor.

som

l'empire [1859-68], Par.' 1880-86, voli. 7 (A.

De

Belfobt, Rech. sur


les

256

dcr.

[ 74]

monn. imp. rom. non

dans

l'ouvr, de

H. Cohen
Descr.

in Ann. de numism. 1886, 96-117; 153-72; 421-50; 1887, 405-25; 525-49;


1889, 145-56; 205-18; 281-93; 1890, 70-90; 104-21; 198-220);
hist.
Id.,

ecc., continue

par
et

F. Feuakdent, voi. Vili, Paris 1891; Id. e E. Ba-

BELON, Descr. histor.


voli. 2;

chronol. des
d.

monn. de

la rpuhl. rom., Par. 1885-86,

*Th. Mommsen, Gesch.


pubi, da
I.

rom. Milnzwesen, Beri. 1860 (trad. frane,


Par. 1866-75, voli.
4);
;

di

De Blacas

De Witte,

L. Pizzamiglio,

Saggio cronolog. ossia storia delle monete rom.,


in the

Roma

1867

Rom. Medaill

British Mus. hy H. A. Grdeber, ed. hy R. S. Poole, Lond. 1874:

*A. Fabketti, F. Rossi e R. V. Lanzone, R. Mus. di Torino, Monete consol


e

imper.
le

[1876],

Torino' 1881

W.

Feoehner, Les md. de Vemp. rom


*R.

depuis
d. alt.

rgne d'Aug. jusqu' Priscus Aitale, Par. 1878; K. Samwee, Gesch


v.

rom. M'nzwes. hgg.

M. Bahrfeldt, Wien-Berl. 1883


race, gener.,

Gar

M. C E. Le SouTzo, Introd. l't. des monn. de l'Italie ant. 1, Paris 1887 PAULLE, La monn. rom. la fin du Haut-Emp. in Rev. numism. VII, 115-41; W. Stevenson, A dict. of. Rom. coins, repuhl. a. imp. Rev. in pari, hy C. RoACH Smith a. compiei, hy Fr. W. Madden, Lond. 1889.
BUCCI,

Le monete

dell'Italia ani.,

Roma

1885,

p' 2;
;

Fr. ed E. Gnecchi, Guida C) Repertori, cataloghi, studi speciali v. numism. univ. contenente 3124 indirizzi e cenni storico-statist. di collez. puhhl. e priv., Milano^ 1889; inoltre le bibliografie dell'HiBNER* 344 sgg.;
:

della Bihl. phil. class. [ 20

A)

3] e del

Numism.

literaturhlatt [v. sotto,

E)

IDI
tra la

numismatica antica e la scoltura v. Lenormant 15, 337; Feiedlander in Ztschr. f. Numism. 1877 e sg.; Riggauer, Eros auf den Milnzen in Zschr. f. Numism. Sulle 1880; P. Gardner, The types of greek coins, Cambridge 1888. rappresentazioni figurate delle monete T. L. Donaldson, Architect. numism. Lond. 1859; Lenormant, La numism. et V architect. in Rev. gnr. de V architect. 1877; Klgmann in Numism. Ztschr. 1879; *Imhoof-Blumee, Por-

D) Sui rapporti
Gaz.
des

in

heaux Arts 1863,

trtkopfe auf rom. Milnzen [1879], Leipz.' 1892;

Id.,

Portrcithopfe auf ant.


0. Keller, Thier-

Milnzen
u.

hellen. u. hellenis.

Volker, Leipz. 1885; *Id. e

u.

Pflanzenhilder auf Milnzen u.


Sulle abbreviazioni, oltre
i

Gemmen

d.

Mass. Alterth., Leipz. 1889.

manuali

citt.

sopra in A) e BJ

v.

Schli-

ckeysen, Erklr. der Ahkilrz. auf Milnzen


des Alteri., Berl.^
{hes. v.

der

neuer. Zeit, des Mittelalt.

Pallmann

u.

Droysen) 1882.

E) Riviste
a)

speciali (in corso nel 1893):


:

numismatica dir. da Fr. ed E. 1. Rivista italiana di Gnecchi [Milano, Gogliati], ann. VI. P) Francesi: 2. Revue numismatique, red. par MM. Barthlemy, Schlumberger et Bablon [Parigi, 3. Annuaire de la Socit de numismatique de Paris RoUin], 8 3* 1893;
Italiane

[74J
[Parigi], voi.

XVII;

257

et

4. Bulletin

de numismatique

d'archeologie publi

par
dir.
sciie

R. Serrure [Bruxelles], ann. XI;

5.

Revue

belge de

numismatique,

par Chalon, De Coster et Serrure


:

[Bruxelles], voi.

XLIX.

f) TedeWien

6.

Numismatische

Zeitschrift, hgg. v. der

[Vienna, Manz], ann.


gistischer Anzeiger, hgg.

XXV;
v.

numism.

Gesellsch. in

7.

Zeitschrift fur

A. voN SaILet [Berlino, Weidmann], voi. XX;


Fr.

Numismatik, hgg. v. 8. Numismatisch-sphra-

Tewes [Hannover], ann.


11]);

Num.
bltter,

Litteratwbl.

[v.

sotto,

XXIV
der

(annessi al
bayr.

9.

Mittheilungen
XII;

mismat. Gesellschaft [Monaco, Franz],


hgg.
v.

ann.

[Berlino], ann. XIV; 11. Numismatisches M. Bahrfeldt [Hannover, Meyer], voi. XIV [bibliografia sistematica, con sommari degli altri periodici]. b) Inglese 12. Numismatic chronicle. Journal of the Numism. society by I. Evans, W. Vaux a. B. V. Head [Londra], s 3% voi. XIH.

A.

Weyl
v.

nu-

10. Berliner Milnz-

Litteraturblatt, hgg.

Valmagqi.

17

258

[ 75-76]

2)

Metrologia,

75.

Enciclopedia: Boeckh^ 380 sgg.; Reinach

II,

161

sg.;

Hubnee'^

342 sgg.

76.

La metrologia
romana,

la scienza dei pesi

e delle

misure:
la

applicata all'antichit essa ha

dunque per oggetto a sua volta


'

moneta greca
se

sia

reale, sia ideale, cio

non esistente
pesi e le mi-

non idealmente per comodit

di

computo, poi

sure di lunghezza, larghezza e capacit. Sennonch come la mo-

neta in stretto rapporto col peso, perch


i

si

cominci con pesare

metalli usati negli scambi commerciali, cos la dottrina metro-

logica delle monete seguita naturalmente quella dei pesi.

Gli studi di metrologia nati e cresciuti, per le

necessit pra
e.

tiche essenzialmente, gi nell'antichit stessa (nel II sec. d.

Galeno

fa

menzione

di

un' intiera letteratura

sull'

argomento)

furono ripresi e coltivati pur

non troppo largamente dal Rina

scimento in qua. Parecchie ricerche e lavori metrologici antich


si

trovan raccolti nei volumi


i

IX

XI

del

Thesaurus del Gronov

ma

successivi progressi

di

siffatta

scienza sino al principio del

nostro

secolo sono fermati e rappresentati rispettivamente da tre

compendi, ciascun de' quali


suoi:
nel
secolo

fu

assai
di

noto

popolare

ai

tempi

XVI

la

Iuvovjk;

Michele Neandro [Basilea

1555]; nei primi anni del XVIII, frutto della ricerca erudita del

[ 76]

il

259

et

secolo precedente,

Be

ponderibus
[

mensuris veterum
di

RomaI.

norum

Graecorum Hehraeorum

Argentorati 1708 ]

C.

Eisenschmid; nei primi decenni del nostro YEssay on the ancient


weights

and money [Oxford 1836]


il

dell'

Hussey.

Il

primo per

che scientificamente ricostruisse


logici antichi stato

complesso dei sistemi metrole

Augusto Boeckh, con

Metrologische Un-

tersuchungen pubblicate sin dal 1838, e l'opera sua fu continuata


e compiuta in molte
libro (Griechische

parti

da

Federico

Hultsch in un celebre
in luce la

und rmische

Metrologie), venuto

prima volta

nel

1862, e

recentemente ristampato.

Benemerito

della metrologia antica anche fu, per la copiosa raccolta di


teriali,

ma-

e rispetto alla

dilucidazione di qualche particolar punto


di

della dottrina,

VEssai

Vasquez Queipo [1859], registrato qua


non numerose
in-

appresso nell'apparato
vero,
trattazioni

bibliografico con l'altre,

minori

pi

recenti della materia.

I.

C. Eisenschmid,

Argent.^ 1737;
des poids
et

De ponder. Rome de l'Isle,


I.

et

mens.

veti.

Roman., Graec, Hehr. [1708],


l'intellig^

Mtrol.

ou tables pour servir


(trad. ted.
di.

des mesures
F.

des anc, Paris 1789

6. Grosse,

Braunscliweig 1792);
rottone

Wurm, De ponderum, nummor.


1821;
antichi

ac de anni ordin.
valori
delle

apud Rom.
e
V. a.

et

Gr., Stuttg.

L. Cagnazzi, Sui

misure
di

dei pesi

degli

Romani, Napoli
;

1825

(traduzione ted.

A.

ScHONBERG, Kopenhagen 1828)

weights
wichte,

R. Hdssay, Essai/ on the anc. money, Oxford 1836; *A. Boeckh, Metrolog. Untersuch. ub. Ge-

Milnzfusse und Maasse d. Alterth. in ihr. Zusammenhange, Beri.


att. et

1838; P. A. BouDARD, Essai sur la mtrol.

rom.. Par. 1854; V. Vas3;

quez Queipo, Ess. sur

les syst.

mtr. des anc. peuples, Par. 1859, voli.


[1862],
Berl.^ 1882;
*I.

*F. Hultsch, Gr. u. rom. Mtrol.

Brandis,

Das

Miinz-, Maass- u. Geivichtswes. in Vorderasien bis auf Alex, den Gr., Beri.
alten Gr. u. Rom. [1881], Leipz.'' 1883 (trad. Monet, Par. 1886); L. Blancard, Valeur compare des talents grecs au prem. siede de notre re, Paris 1885; *H. Nissen, Gr. u. rom. Mtrol. [I. MuLLER, Handh. l^, 833 sgg.], Munclien 1892; K. Zangemeister, Die Entsteh. d. rom. Zahlzeich. in Sitzungsber. d- Beri. Ak. 1887, p. 1011 sgg.; Th. Mommsen, Zahl- u. Bruchzeichen in Herm. XXII, 596 sgg. e XXIII, 152 sgg.; W. Ridgeway, Metrolog. notes in Journ. of Hell. stud. IX,

1866;

I.

Wex, Die Metra der

frane, di P.

18 sgg.

SEZIONE TERZA

A-UCHEOLOaiA. DELL'A-RTE

[ 77-78]

263

CAPO

X.

AECHEOLOGIA DELL'ARTE

1)

Architettura, Plastica, Pittura,

77.

HBNER^ 290 sgg.


Arch.
d.

Enciclopedia Boeckh' 492 Reinach Bibliografia generale in C. 0.


:

sgg.;

I',

53 sgg.; II, 54 sgg.; Muller, Handh. der

Handh. d. Arch. d. Kunst [1880], citt. Stark in Phil. XIV, XVI, XXI; del BuRSiAN in Jahrbb. LXXIH, LXXVII, LXXXVE; del Gerhard e d'altri

Kunst
CJ.

[1848]; B. Starr,

sotto, in

Rapporti

critici di B.

neir^rcA. Zeit.

78.

L'archeologia dell'arte abbraccia la storia e la teoria


della plastica,

dell'arte antica, ossia in ispecie, dell'architettura,

della pittura, poi della

musica

e dell'orchestica.
si

Per convenzione
pi particolar-

d'uso per la designazione d'archeologia

suole

mente applicare

alle arti rappresentative, all'architettura cio, alla

plastica e alla pittura.

Le quali anche

ci

sono pi e meglio note


copiose
di Vi-

che la

musica

1'

orchestica, vuoi per effetto delle pi

notizie forniteci dagli antichi (son fonti capitali le opere

truvio e di Pausania e
di Plinio
il

gli*

ultimi libri della Naturalis JSistoria


grazie

vecchio),

vuoi

principalmente

ai

numerosis-


simi

264

scoperti, e

[ 78]

monumenti importanti
si

gi

a quelli

non man

numerosi che tuttora


I

vanno scoprendo quotidianamente.


cominciarono ad essere rin-

monumenti
anche

dell'arte antica invero


piti

tracciati,

avidamente che

monumenti

stessi letterari,

nell'epoca del Einascimento, pur per

un supremo bisogno

estetico,

per adornarne palazzi principeschi, per riprodurre sempre pi in-

tensamente e compiutamente l'ambiente e l'atmosfera artistica quasi


della
civilt

greco-romana.

L'indirizzo

dunque dell'archeologia
artistico, all'opposto di

dell'arte fu nei

primi passi esclusivamente

quello che accadde nei successivi periodi dell'erudizione

francese

ed anglo-olandese, dove
antichi se non

non altro

si

consider

nei

monumenti

una sorgente preziosa

di notizie,

una materia abbond'antichit


private,

devolissima di monografie per ogni maniera


e in parte

anche pubbliche, un poderoso mezzo principalmente da


i

interpretare ed illustrare

testi degli scrittori. L'interesse artistico

torn a svegliarsi in Francia, verso la

met

del secolo passato, e


se ne

contemporaneamente anche in Inghilterra: onde

determin

un nuovo

indirizzo d'investigazione e di studio, tra l'artistico del


il

nostro Rinascimento e
soprattutto.

puramente

critico degli olandesi, storico

La famosissima Storia

delV arte

nelV antichit

del
ra.

Winckelmann [1764] rappresenta su

gli inizi stessi la

nuova
i

Concepite e fermate le basi d'una storia dell'arte


gressi di

antica,

pro-

essa furono

considerevolissimi per ogni

ramo, special-

mente

in vrti delle nuove esplorazioni e scoperte che proseguono

tuttavia

attivissime ai

giorni

nostri.

Molti principi sistematici


sostituiti

accolti gi dal
altri

Winckelmann vennero naturalmente

con

meglio conformi all'obbiettiva realt scientifica; molti errori


lacune

furono corretti, e moltissime


furono cos allargati
tica, e siffattamente
i

colmate

ma

specialmente

confini dell'evoluzione storica dell'arte an-

spostati

dalle

basi per lo innanzi fermate,


di conside-

da generarsene una rivoluzione addirittura nel modo

rare la storia stessa dell'arte greco-romana, la successione de' suoi

periodi e singolarissimamente

il

valore estetico

dei suoi prodotti

per ciascun periodo.

[ 78]

265

A)

Critica e sistematica dell'archeologia dell'arte

K. Levezow,

Ueb.

Hermen. in Abhandl. d. Beri. Akad., 1833, 233 sgg.; E. Gerhard, Grundz. d. archdol. in Hyperhor.-rom. Stud. I [Beri. 1833], pp. 3 sgg.; Id., Die monumentale Philol. in Verhandl. der 11. Philol.-Vers. zur Berlin [Beri. 1850], pp. 43 sgg. Id., Grundriss der Archol., Beri. 1853; Id., Ueh. archol. Samml. u. Stud., Beri. 1860; L. Peeller, Gi'undz. zur archol. Krit. u. Hermen. in Ztschr. f. d. Alterthumswiss., 1845, suppl. p. 97 sgg. e in Ausgew. Aufstze [Beri. 1864], pp. 384 sgg.; 0. Iahn, Ueb. das Wesen u. die tvichtigsten Aufgaben der archol. Studien in Ber. d. schs. Ges. d. Wissensch., hist.-phil. CI. II, 384 sgg.; I. Overbeck, Ueb. System, der. Archol. der Kunst in Allg. Monatsch. f. die Litter. 1853, 144 sgg. K. B. Stark, System, d. Archol. in Philol. XIV, 647 sgg. C. BuHSiAN, Archol. Krit. u. Hermen. in Verhandl. der 21. Philol.-Versamml. zu Augsburg [Leipz. 1863], pp. 55 sgg.; A. Gonze, Ueb. die Bedeut.
archdol. Krit. u.
; ; ;

d.

Mass. Archol. Antrittsvorles.,

Wien

1869;

R.

Foerster,

De hermen.
on
class,

archaeol. principiis, Gottingae 1873; B. Lewis, archaeol. Lond. 1873; C. T.

An

inti'od. lecture

Newton, On

the study of archaeol. in

Essays

on art
d.

a.

arch. [Lond. 1880], pp. 1 sgg.; A. Michaelis, Ueb. die Entwickel.


I.

Archaeol. in unserem Jahrhund., Strassburg 1881 (discorso);


d'arch. cit. sotto in

Martha,

Man.

D); L. Urlichs,

Philol. u. Archaeol. in Beitr.

zur Kunstgesch. [Leipz. 1885], pp. 1 sgg.; 0. Benndorp, Ueb. die jungsten geschichtl. Wirk. d. Antike, Wien 1885; M. Holleaux, L'hist. et Varchol.
in Bev. intern. de l'enseign. Vili, 362-82.

B) Collezioni:
voli. 2;

I.

I.

Winchelmann, Monum. antichi

ined.,

Roma

1767,

A. L. MiLLiN,
2; Id.,

Monum.

antiques ind. ou nouvell. expliqus, Paris

1802-06, voli.

Galerie mythol, Paris 1818 (ed. ted. di G. Parthey,

Berlino^ 1848, voli. 2);


voli. 2;

A. Hirt, Bilderbuch

filr

Archol., Beri. 1805-16,


3; Id.,

E. Q. Visconti, Iconogr. grecqiie, Paris 1808, voli.


;

Iconogr.

rom.,
C.

da A. Mongez, Paris 1818-26, voli. 4 C- 0. Mller u. Oesterley, Denkmler der alten Kunst [1832], Gottingen^ 1877-81, voli: 2;
contin.
tr. et

D. Raoul-Rochette, Monum. ind. d'antiq. figure gr., 1833; W. LuBKE u. Caspar, Denkmler d. Kunst zur
wicklungsganges
Paris
. . .

rom.,

I,

Paris

Uebers. ihres Ent-

[1850],

con testo
8;

di

A. von

Ltzow e

W.
A.

Lbke,
l'art

Stuttgart^ 1884;
antique,

Fr. Lenormant
voli.

et F. Robiou,

Chefs

d'oeuvre
u.

de

1867-69,

E. von

der Launitz

Trende-

lenburg, Wandtafeln zur Veranschaulichung antiken Lebens u. antiker Kunst, Cassel 1869-1888, 38 carte; A. Gonze, Vorlegebltter fur archol. Uebungen, Wien 1869-75 (nuova serie di 0. Benndorf, ib. 1889 sgg.) I. Langl, Denkmler der Kunst, I-II. Das Alterthum, Wien 1872-76
A. Seemann, Kunsthistor. Bilderbogen A. Spinger, Grundz. O. Rayet,
d.

[1877],

Stuttgart^

1886 (testo di
Leipz. 1887);

Kunstgesch. [1879] P.
ant.,

Das Alterthum,
voli.

Monum.
Le

de

l'art,

Paris 1882-84,

Th. Schreiber,

Kulturhistor. Bilderatlas [1885], P,


E. Babelon,

Leipz. 1888 [con testo illustrativo];

cabinet des antiques la Bibl. nat. Choix des princip.

mo-


num- de
l'Antiq.,

266

[ 78]

du Moy. ge

et

de la Renaiss., Paris 1888 sgg.; F. Bender,

Klass. Bildermappe. Abhild. hunstler. Werke zur Erlut. wichtiger Schulschriftsteller,

Darmstadt 1890
dei Line.
1, I,

[a fascic.];

A. Baumeister, Bilderhefte aus

dem
cura

griech. u- rom. Aterth.,


dell'

Munchen

1890.

Monum.

antichi pubbl.
hgg.
v.

per

Acc

Mil. 1890; Antike

Denkmler

kaiser!,

deutsch. arch. Inst.

Beri. 1891.

Sulle collezioni regionali e speciali,

sui cataloghi, musei, ecc. v. la bibliografia generale nei repertori citati

sopra, 77. Cfr. anche 61

F)

in fine [p. 218].


*I.
v.
I. I.

C) Storia e teoria dell'arte antica in generale:


Gesch.
d.

Winckelmann,
Lessing I-IV^

Kunst

d. Alterth.
ital.,

[1764 sgg.] in

Werke

hgg.

Milano 1779, voli. 2; ital. di C. Fea, Roma 1783-84, voli. 3 e in Opp. di G. G. W., prima ediz. ital., Prato 1830-34; frane, di Iansex e Huber, Parigi 1766, voli. 2; ultima ingl. di G. H. Lodge, Lond. 1881); *G. E. Lessino, Laokoon [1766], in Werke hgg. v. Lachmann-Maltzahn vi, 359 sgg.: Laok. hgg. u. erlut. v. H. Blumner [1876], Berl.2 1880; *C. 0. Mller, Handb. d. Archaeol. d. Kunst [1830], 3. Aufl.
Heidelb.^ 1882 (trad.

mit Zus.

V.

F. G.

Weloker,

Bresl. 1848 (trad. frane, del Nicard, Parigi

1841); E. Mller, Gesch. d. Theorie der


voli. 2;

Kunst
ital.

bei d. Alt.,

Breslau 1834-37,

H. Brunn, Sull'antichi ss.


;

arte
crit.

in Ann. dell'Inst.
arti
del
s. a.;

XXXVIII,
I,

407 sgg.
1852;

P. Selvatico,

St.

est.

delle
I,

disegno,
I.

Venezia

1d.,

Le

arti del dis. in Italia, p Anleit.

Cicerone, eine

zum Genuss

d.

Milano Kunstw.

Burckhardt, Der
Leipz.^ (a

Italiens [1855]

cura di

W. Bode
Kunst
;

e d'altri), 1884, p' 2 in 3 voli.; D. Detlefsen,

De
d.

arte

Roman,
chaol. d.

antiquiss. I-III, Gluckstadt 1867-80; K. B. Stark,


1

Handb.

Ar-

[Sytstem.

u.

Gesch.

d.

Arch.
les

d.

K.\

Leipz. 1878-80

[incomp.]

P. Allard, L'art paienne sous


et

emper.

chrt.,

Paris 1879;

*G. Perrot

Oh.

Chipiez,

Hist.

de l'art dans l'antiq.

I (Egitto),

Par.

1882; II (Caldea e Assiria) 1883; III (Fenicia e Cipro) 1884;

IV (Sardegna,
(trad.
d.

Giudea, Asia minore)


ingl. di
I.

1887;

(Frigia, Lidia, Caria, Licia) 1891


sgg.);

GoNiNO, Londra 1890


;

A. Milchhofer, Die Anf.

Kunst

in Griechenl., Leipz. 1883

R. Burn, Roms literat. in relat. to rom. art, Lond. 1888; A. Herzog, Stud. zur Gesch. der griech. Kunst, Leipz. 1888; *L Martha, L'art trusque, Paris 1889; I. Harrison, Introd. Stud. in Greek art, with map a. ili., Lond. 1891; Murray, Handb. of Greek archaeol.,

Lond. 1892.
M.,

D) Compendi: V.
rhard,
gesch.

Man-

stor- dell'arte

gr.,

Firenze

1846;
d.

E. Ge-

Grundr.
[1860],

d.

Archaeol., Beri.

1853;

W.

Lbke,

Grundr.
francese

Kunst-

Stuttg.' 1882-86,

voli. 2 (traduzione

di A.

Ko-

ELLA, Stuttg.

1886);

H. M. Westropp, Handb. of archaeol. Lond.


in
die
ant.

1