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GNGTS 2010

SESSIONE 3.2

Aiello G., Di Fiore V., Marsella E., DIsanto C. ; 2008: Stratigrafia sismica e morfobatimetria della Valle di Salerno. Proc. 26th
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METODOLOGIE E TECNICHE DI ELABORAZIONE DI DATI DI SISMICA A


RIFLESSIONE PROFONDA NEL GOLFO DI NAPOLI (TIRRENO MERIDIONALE)
G. Aiello 1, A.G. Cicchella 2, V. Di Fiore 1, E. Marsella 1
1 IAMC-CNR, Sede di Napoli
2 Collaboratore esterno, Dottore di Ricerca

1. Il metodo sismico a riflessione. Le tecniche di prospezione sismica e specialmente quelle di


sismica a riflessione sono cambiate considerevolmente negli ultimi anni. Il contributo a questo cambiamento ancora una volta venuto dallindustria petrolifera, che ha investito molto nei metodi geofisici per la ricerca degli idrocarburi. Le tecniche di base per lesplorazione sismica consistono nel
generare onde sismiche artificialmente nel terreno (sorgente) e misurare il tempo richiesto da queste onde per coprire il tragitto dalla sorgente ai ricevitori. Dalla conoscenza dei tempi di arrivo di
queste onde ai vari ricevitori e delle velocit, si tenta di ricostruire il percorso del raggio sismico.
La ricostruzione del percorso del raggio sismico pu avvenire per rifrazione se si considerano i tempi delle fasi rifratte o per riflessione se vengono considerate le fasi riflesse. Uno dei principali vantaggi del metodo sismico a riflessione, relativamente a quella a rifrazione, la non necessaria condizione di aumento di velocit con la profondit. Una netta variazione di velocit, sia in aumento
che in diminuzione, sufficiente a determinare una riflessione delle onde elastiche alla superficie
di discontinuit.
1.1 Cenni sui principi di propagazione e fasi delle onde sismiche. La propagazione delle onde
sismiche si pu descrivere attraverso il principio di Huygens-Fresnel dellottica geometrica e quel-

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lo di Fermat e Snell. Secondo il principio di Huygens-Fresnel ogni punto del fronte donda pu
essere considerato come una sorgente secondaria dove linviluppo dei nuovi fronti donda definisce
la posizione della primaria ad un tempo successivo, essendo le onde secondarie attive solo nella
direzione di propagazione. Il movimento dellonda avviene in modo che ogni punto del fronte donda avanzi in direzione normale ad esso. Da ci si possono definire i raggi donda come semirette
perpendicolari al fronte donda, lungo il quale avanza la perturbazione. Il principio di Fermat, invece, descrive il cammino del raggio donda allinterno del materiale. Il percorso seguito dallonda
quello che rende minimo il tempo di tragitto. Data una distribuzione di velocit in un mezzo possibile definire geometricamente, usando tale principio, il cammino del raggio donda. Si pu dimostrare che le leggi della riflessione e della rifrazione derivano dal principio di Fermat. Dalla linearit dellequazione donda segue anche il principio di sovrapposizione. Esso afferma che la sovrapposizione di un certo numero di onde uguale alla somma degli effetti dei singoli componenti. Questo principio alla base della successiva analisi di Fourier.
La velocit e la direzione di propagazione dei diversi tipi di onde varia a seconda delle propriet fisiche e delle dimensioni del mezzo attraversato. Le onde viaggiano con velocit costanti lungo
raggi rettilinei in un ideale mezzo infinito, omogeneo, isotropo e perfettamente elastico. In una
situazione quasi reale la terra supposta stratificata con strati di diverso spessore e variabili caratteristiche fisiche (velocit, densit) e non perfettamente elastica n isotropa. Pertanto si hanno variazioni sia nella direzione che nella velocit di propagazione che nelle caratteristiche di ampiezza e
fase dellonda.
Secondo le regole dellottica geometrica quando un raggio donda incontra una superficie di
separazione fra due mezzi che supponiamo omogenei, ma con caratteristiche fisiche diverse tra loro
(in particolare le velocit), parte dellenergia viene riflessa e parte trasmessa nel secondo mezzo. Se
nella trasmissione si osserva un cambiamento di direzione il fenomeno detto rifrazione. La direzione del raggio riflesso determinata dalla legge di riflessione.
1.2. Onde P e onde S. Le onde sismiche si propagano allinterno della terra con velocit, frequenza ed ampiezza che dipendono dalle propriet elastiche delle rocce. In un mezzo attraversato
da un treno donde, si propagano due tipi di onde di volume: le onde longitudinali P, che vibrano
nella stessa direzione di propagazione e le onde trasversali S, che hanno il piano di vibrazione ortogonale a quello di propagazione. Per le onde P lequazione del moto del tipo (Sheriff et al., 1995):
1/ 2 . 2/t2 = 2;

dove la velocit data da:

2 = + 2/
Per le onde S lequazione del moto del tipo (Sheriff et al., 1995):
1/2. 2x/t2 = x
dove la velocit data da:
2 = /

1.3. Onde di Raylegh e di Love. Le onde P, SV e SH si propagano in un mezzo omogeneo in tutto il volume disponbile. Se per il mezzo elastico presenta una superficie di separazione possibile verificare che un particolare tipo di onde, dette onde di Raylegh, si propagano sulla superficie
considerata. Esse sono una combinazione lineare di onde P ed S con unampiezza che decade rapidamente con la profondit. La Fig. 1 illustra il moto delle particelle visto su un piano verticale,
parallelo alla direzione di propagazione dellonda; si osservi lorbita ellittica retrograda. Per quanto riguarda la velocit di propagazione si ha che VR = 0.92Vs dove Vs la velocit delle onde S nello stesso mezzo. Il cosiddetto Ground Roll che rappresenta, visto nelle registrazioni sismiche a
riflessione a terra, unonda Raylegh. Questo un rumore/disturbo fastidioso che pu essere soppresso mediante particolari geometrie di acquisizione o durante lelaborazione con filtri numerici.

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Fig. 1 Rappresentazione del


moto delle onde superficiali Raylegh e Love (da Gasparini e Mantovani, 1984).

Le onde di Love esistono


a condizione che il mezzo sia
stratificato con uno strato
superficiale a bassa velocit
posto su di un substrato ad
alta velocit oppure uno strato a bassa velocit tra due
strati pi veloci (Fig. 1). Esse
hanno una velocit di propagazione che dipende dalla frequenza e quindi subiscono il
fenomeno della dispersione. Si pu dimostrare che quando la velocit di propagazione dellonda di
Love si avvicina a quella del substrato ad alta velocit, la lunghezza donda cresce; quando invece
tende ad avere la velocit che caratterizza lo strato lento, la lunghezza donda diminuisce. Questo
tipo di onde non viene rilevato dai geofoni a componente verticale.
1.4. Coefficienti di riflessione e di trasmissione. Il problema di determinare le equazioni che
mettono in relazione i coefficienti di ampiezza delle onde incidenti, riflesse e rifratte fu studiato da
Knott (1899) e Zoeppritz (1919). Secondo questultimo autore le equazioni di partizione delle
ampiezze ad uninterfaccia sismica possono cos esprimersi:

con A0, A1, A2 ampiezza degli onde P rispettivamente incidenti, riflesse e rifratte.
1 e 2 angoli di riflessione e rifrazione delle onde
1 e 2 angoli di riflessione e rifrazione delle onde
B1, B2 ampiezza delle onde S riflesse e rifratte.
impedenze acustiche

Per applicare queste equazioni ad uninterfaccia, dobbiamo conoscere la densit e la velocit di


ciascun mezzo in modo da determinare i parametri 1, zi e wi .
Conoscendo A0 e 1, dalla legge di Snell si ricavano 2 , 1 e 2 e rimangono da calcolare i coefficienti che esprimono le ampiezze A1, A2 , B1 e B2. La riflessione ha luogo ogni volta che c un
cambiamento brusco nellimpedenza acustica. Pi grande il contrasto di impedenza acustica tra i
mezzi, pi forte la riflessione. Tali cambiamenti di impedenza corrispondono a variazioni geologiche quali la litologia, la facies (ambiente deposizionale), la porosit, il contenuto in fluidi e gli
intervalli di strato.
Nel caso di incidenza normale di unonda P (ipotesi che si pu applicare nel metodo sismico a
riflessione) le equazioni di Zoeppritz (1919) si riducono a 2:
A1 + A2 = A0
Z1A1 + Z2A2 = -Z1A0
La seconda e la quarta espressione saranno B1 = B2 = 0 dato che gli sforzi e gli spostamenti tan-

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genziali nel caso in esame dovranno essere nulli. Risolvendo rispetto ad A1 ed A2 si ottiene:

I rapporti A1 / A0 e A2 / A0 vengono chiamati rispettivamente coefficienti di riflessione e di trasmissione. Lampiezza dellonda riflessa aumenta al crescere della differenza tra le impedenze acustiche; qualora A1 sia negativa si verifica uno sfasamento di 180 dellonda riflessa rispetto allincidente. La validit delle equazioni presentate pu essere esteso, dal caso dellincidenza normale,
ad angoli di incidenza fino a 20.
1.5. Geometria degli eventi sismici. La teoria del raggio consente di illustrare in modo semplice, secondo i criteri dellottica, la relazione tra i tempi di arrivo delle onde riflesse e rifratte e la
posizione delle discontinuit che delimitano gli strati geologici. Nei casi 2D, con strati piano-paralleli (Fig. 2), consideriamo uno strato di spessore h su di un semispazio omogeneo e sia x la distanza tra la sorgente energizzante S ed un ricevitore r. Vediamo ora quali sono i tempi di percorrenza
per gli eventi diretti, riflessi e rifratti.

Fig. 2 - Geometria dei raggi associati alle


fasi dirette, rifratte e riflesse.

Londa diretta giunger al ricevitore r(x) dopo un tempo


che unequazione di una retta che passa per lorigine;
La fase rifratta ricopre il percorso (racS) nel tempo:
che rappresenta lequazione di una retta che non passa per lorigine e di coefficiente angolare 1/V2
La fase riflessa che percorrer la traettoria (rbS), raggiunger il ricevitore dopo un tempo

che lequazione di uniperbole, simmetrica rispetto agli assi x e t, avente come asintoti delle retgli asintoti coincidono con londa diretta.
te che passano per lorigine con coefficienti angolari

La profondit dellinterfaccia riflettente individuata dal tempo di arrivo dellonda riflessa nel
punto sorgente (offset 0).

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Se consideriamo un punto sulliperbole di riflessione corrispondente al tempo t1, ponendo ti = t0


+ (x) e applicando il teorema di Pitagora al triangolo rbI (Fig. 5), trasformando i tempi di percorso nei corrispondenti tragitti si ha:
Risolvendo il quadrato:
Trascurando il termine 2 rimane:
Il termine (x)viene definito Normal Move Out (NMO). La velocit che compare al denominatore della (15), rappresenta la velocit di NMO necessaria per la correzione del NMO sulle tracce relative al CDP considerato. In Fig. 3 riportato un esempio di correzione dinamica delle tracce
(NMO).

Fig. 3 - (a) Pannello CDP (Common Depth Point) contenente un evento riflesso con velocit di 2264 m/s; (b)
correzione di NMO utilizzando un valore esatto di velocit; (c) correzione con velocit troppo bassa
(sovracorrezione); (d) Correzione di NMO con velocit troppo alta (sottocorrezione) (Yilmaz, 1987).

2. Acquisizione dei dati sismici a riflessione multicanale. Tra il 4 ed il 28 giugno 1999 stata eseguita una dettagliata crociera oceanografica di sismica digitale (SISTER99-Seismic Investigations in South Tyrrhenian Extensional Regions; Responsabile scientifico: Dott. Ennio Marsella)
avente lo scopo di indagare larea del Tirreno meridionale, con particolare riferimento al Golfo di
Napoli. Queste ricerche furono condotte dal Geomare Sud (Napoli), attualmente Istituto per lAmbiente Marino Costiero (IAMC) Sede di Napoli ed il Dipartimento di Scienze della Terra della
Vrije Universiteit di Amsterdam. In totale furono acquisite oltre 2400 chilometri di linee sismiche.

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La strumentazione e le tecniche avanzate impiegate hanno permesso di ottenere dati sismici di buona qualit anche in zone ove, notoriamente, la presenza di livelli piroclastici e di corpi vulcanici producono un notevole fenomeno di scattering dellenergia delle onde elastiche. In particolare, sono
stati utilizzati nuovi airguns, un nuovo streamer a 48 canali ed un nuovo sistema di acquisizione e
processamento di dati.
Lairgun una sorgente sismica impiegata in ambiente marino, che libera in mare istantaneamente aria ad una pressione elevata, compresa tra 150 e 400 atmosfere. Lairgun costituita da due
camere cilindriche chiuse da due pistoni (pistone di innesco e di scoppio) rigidamente connessi ad
un cilindro provvisto di orifizio assiale. Comprimendo aria dal tubo di alimentazione entro la camera di controllo, attraverso lorifizio tra i due pistoni essa giunge anche nella camera di scoppio. Il
pistone di scoppio, tenuto chiuso fino a che non viene raggiunta la pressione voluta, viene spostato
istantaneamente da un solenoide liberando laria attraverso le finestre laterali del recipiente e torna
alla posizione di partenza entro 10 ms. Lapparato pronto ad energizzare di nuovo dopo un tempo
che dipende dalla produzione daria del compressore annesso. I parametri che modificano impulso
e spettro di un airgun sono il volume della camera di scarico, la pressione di esercizio, la profondit di collocazione in mare ed il numero e combinazione di airguns aventi differenti volumi in
ununica batteria. La capacit degli airguns varia da 0.5 e 60 litri. A capacit maggiori corrispondono spettri pi ricchi in frequenza. Si usano talvolta batterie aventi fino a 36 airguns.
Viene qui presentata lelaborazione di tre profili sismici a riflessione multicanale localizzati nel
Golfo di Napoli, per una lunghezza totale di 150 chilometri. Tale elaborazione illustrata in dettaglio in Cicchella (2009; Tesi di Dottorato in Scienze ed Ingegneria del Mare, Universit degli Studi di Napoli Federico II). I parametri di acquisizione utilizzati risultano essere i seguenti:
tipo di sorgente: n. 2 cannoni GI Gun SI/Sodera da 210 cu;
lunghezza del sismogramma: 5 s;
intervallo di campionamento: 1 ms;
distanza tra sorgenti: 25 m;
distanza tra idrofoni: 12.5 m.
3. Elaborazione dei dati sismici multicanale
3.1 Introduzione. Le tecniche di processing utilizzate per lelaborazione dei profili sismici sono
moderne ed alcune delle stesse si basano su modelli matematici complessi, che hanno permesso di
effettuare una buona attenuazione delle multiple (specialmente quelle di fondo mare) e di avere delle discrete analisi di velocit per la produzione delle sezioni stack su cui stata eseguita linterpretazione. Va menzionato che laumento del numero di processi in un flusso di elaborazione non
implica necessariamente il conseguimento di buoni risultati. noto, infatti, che alla base della buona riuscita di unelaborazione deve esserci una buona acquisizione dei dati da trattare. Poi, successivamente, un particolare processo pu evidenziare levento celato allinterno dei dati senza per
aggiungere rumore o ulteriori eventi inesistenti.
Vengono qui illustrate le procedure di trattamento dei dati sismici multicanale a partire dai dati
di campagna e sono riportate delle schematizzazioni dei processi di elaborazione applicati nelle
diverse fasi dellintero processing. I software utilizzati per il processing sono il Promax2D della
Landmark Ltd. ed il Seismic Unix della Colorado School of Mines.
Lelaborazione delle linee sismiche ha coinvolto processi simili (per i diversi processi vedi
Yilmaz, 1988) e pertanto si descritto un unico flusso di elaborazione generico per tutte le linee.
Ad un flusso di elaborazione di base sono stati applicati alcuni processi avanzati per esaltare a pieno
il segnale utile presente nel dato. Lelaborazione post-stack ha coinvolto il filtro sugli auto vettori,
che non ha migliorato ulteriormente le sezioni stack e di conseguenza, lo stesso non stato
applicato. I dati sono stati predisposti in maniera tale da produrre sezioni stack, pronte per essere
interpretate e migrate.
Il flusso di elaborazione completo applicato durante lintera fase di elaborazione sintetizzato
in Fig. 4.

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Fig. 4 - Flusso di elaborazione dei dati sismici


multicanale nel Golfo di Napoli.

3.2 Processing. Durante la fase di pre-processing alle tracce sismiche stata assegnata la geometria di acquisizione, utilizzando i parametri di acquisizione precedentemente riportati. Successivamente, sono state eliminate tutte quelle tracce ritenute eccessivamente rumorose (trace kill) o che
risultano inutilizzabili, alcune delle quali ottenute da operazioni di calibrazione.
Il muting dei primi arrivi unoperazione con la quale si elimina tutto il rumore al di sopra dei
primi arrivi e gli impulsi (spikes) indesiderati nei sismogrammi. Nel caso degli spikes vengono
azzerate zone nei sismogrammi su cui bisogna praticare unestrapolazione di dati che permette di
avere continuit di ampiezza nei sismogrammi ed evitare in tale caso possibili errori, quando si
effettuano le operazioni tra le tracce.
Lapplicazione del guadagno la compensazione del decadimento del segnale, dovuto ai fenomeni di assorbimento, scattering e decadimento dellampiezza ed necessaria per ripristinare parte del segnale perso ed ottenere livelli di ampiezza simili attraverso tutto il dato. Il processo che mira
a questo risultato il controllo automatico del guadagno (Automatic Gain Control o AGC). Tale tecnica varia il guadagno delle tracce in funzione dellampiezza presente allinterno di una finestra
temporale, la cui estensione determinata attraverso un operatore di lunghezza definito in sede di
elaborazione. LAGC sposta questa finestra temporale verso il basso, campione per campione, calcolando un fattore di scala per ogni posizione. Questo fattore di scala pu essere pari allinverso
della media, della mediana e del RMS dellampiezza del segnale contenuto nella finestra. Nelle
linee elaborate, la finestra scelta per lapplicazione dellAGC stata di 2000 ms; a questo valore si
giunti dopo aver eseguito una serie di prove sui dati.
3.2.1 Sorting. Uno dei passi fondamentali che hanno portato la sismica di esplorazione ad essere la metodologia di riferimento nel campo delle discipline geofisiche a carattere industriale e scientifico la tecnica di acquisizione a copertura multipla. Questa tecnica permette di ottenere una
ridondanza di informazioni per uno stesso punto in profondit indagato.
In accordo con le semplici leggi della riflessione, il punto riflettente collocato sulla verticale
del punto mediano sorgente-ricevitore. Utilizzando determinate configurazioni sparse possibile
registrare un certo numero di energizzazioni, in modo tale che il punto mediano (cio il punto di
riflessione) sia comune a tutte le predisposizioni sorgente-ricevitore. Otteniamo cos, con una adeguata configurazione sparsa (ad esempio con la tecnica delle distanze crescenti) un insieme di
segnali di riflessioni che sono tutti riflessi da un unico punto in profondit (Common Depth Point o
CDP). Il metodo della sismica a riflessione multicanale a copertura multipla stata introdotta come
routine nelle campagne di acquisizione degli anni 60 (Mayne, 1962, 1967).

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Considerato un CDP di coordinate (y,h) punto mediano-offset la trasformazione da un tipo


allaltro di coordinate appunto identificata nella procedura di sorting. In base al modello di Fig. 7
Le coordinate in cui si opera il processing sismico, punto mediano (mezzo) offset (y,h) sono definite in termini di (s,g) come segue:
y=(g+s)/2
h=(g-s)/2
Le tracce sismiche si possono ordinare in gruppi di vario tipo e sono:
Common Shot Gather (registrazione di campagna);
Common Receiver Gather (gruppi di tracce relative ad uno stesso canale di acquisizione);
Common Depth Point Gather (chiamato anche pi generalmente CMP-gather);
Common Offset Gather (riordino delle tracce in base alla distanza sorgente-ricevitore);
CMP-Stacked Section (sezione interpretabile).
3.3. Analisi di velocit. Una volta ordinati i dati in CDP (Common Depth Point), sugli stessi
stata eseguita lanalisi di velocit al fine di produrre la prima sezione stack. La stessa analisi di
velocit stata ripetuta dopo aver applicato nuovi processi di elaborazione ai dati, cercando di
capire se gli stessi producevano o meno miglioramenti. Lanalisi di velocit risulta fondamentale
per applicare la correzione di Normal Move Out

(Yilmaz, 1987) necessaria per

rendere orizzontali le iperboli di riflessione prima di eseguire la somma (stack) delle tracce.
Attraverso lanalisi di velocit si ricavano informazioni sulle velocit dei riflettori presenti nella
sezione. Esistono diverse tecniche per eseguire lanalisi di velocit; nella maggior parte dei casi
stata adoperata la Constant Velocity Stack (CVS), confrontata successivamente con la semblance.
La CVS consiste nel selezionare, di volta in volta, una porzione di dato, da un minimo di 5 ad un
massimo di 25 CMP, e con questi generare una serie di pannelli di stack. Ciascun pannello
ottenuto usando valori di velocit, per la correzione di Normal Move Out, che variano tra il pi
basso ed il pi alto valore di velocit atteso, sulla base di una prima analisi del dato. Andando ad
individuare su vari pannelli, corretti per NMO e sommati, le zone che meglio risultano corrette, in
base alla velocit indicativa del pannello, stata ricostruita la funzione di variazione della velocit
con la profondit.
Gli esempi di valori di velocit ottenuti con tale tecnica sono stati poi revisionati utilizzando gli
spettri di velocit (semblance) in cui si considera un CMP gather e si definisce la semblance ossia
il rapporto tra lenergia allinterno di un intervallo di tempo t:
dove N il numero di tracce, xti lampiezza del singolo canale i al tempo t, ixti lampiezza dello stack al tempo t, mentre il quadrato lenergia ad essa associata, per cui maggiore la semblance migliore sar la velocit di stacking utilizzata.
3.4. Normal move out. Una volta eseguita lanalisi di velocit, necessario correggere le iperboli di riflessione; di seguito si chiarisce, geometricamente, il senso della correzione di NMO. Il
caso pi semplice quello in cui il riflettore si presenta orizzontale; in questo caso, se riportiamo
in un diagramma cartesiano x-t i tempi darrivo dellonda riflessa per ogni ricevitore otterremo
uniperbole. La retta OM il grafico dei tempi di arrivo dellonda diretta, il cui percorso S-R ed
caratterizzata da una velocit td = x/V.
Per calcolare, invece, il percorso compiuto dalla riflessa per raggiungere il geofono R, basta proiettare un punto I al di sotto del riflettore ad una distanza pari a quella tra S ed il riflettore stesso (h)
e congiungere I con R. Per costruzione geometrica avremo che lo spazio percorso dallonda
(SC+CR) uguale a quello ottenuto dalla nostra costruzione. Liperbole costruita con i tempi di arrivo della riflessa conseguenza del fatto che i tempi per geofoni pi lontani saranno maggiori, la
differenza tra i tempi di arrivo dellonda a due geofoni distanti definita moveout t. Quindi il

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moveout non rappresenta altro che il ritardo accumulato dal fronte donda di riflessione nel raggiungere i ricevitori via via pi lontani.
Nel caso particolare di un ricevitore posto alla sorgente avremo che:

NMO = tx t0

dove NMO definito Normal Move Out (NMO), tx il tempo di arrivo dellonda al ricevitore in
R mentre t0 il tempo rilevato dal ricevitore alla sorgente.
Riscrivendo la formula in funzione della velocit e della distanza ed esprimendo tx in funzione
di t0 avremo:

Esaminando tale equazione si nota che il NMO cresce con loffset x, distanza sorgente-ricevitore ed inversamente proporzionale alla velocit. In pratica, la curvatura della dromocrona delle
onde riflesse aumenta rapidamente considerando ricevitori sempre pi distanti, ma diminuisce
allaumentare del tempo di registrazione. La correzione di NMO viene applicata prima di eseguire
la somma (stack) delle tracce, per eliminare la curvatura che impedisce di posizionare correttamente il riflettore. La correzione effettuata inserendo un valore di velocit, ricavato attraverso lanalisi di velocit, nella formula. Se questo valore esatto, otterremo che le tracce si allineeranno correttamente (Fig. 5). Per valori di velocit maggiori otterremo un valore di correzione minore e quindi le tracce mostreranno una curvatura residua (Fig. 5). Viceversa, se la velocit inserita troppo
bassa avremo una sovracorrezione dei tempi darrivo, quindi le tracce presenteranno una curvatura
opposta (Fig. 5).
3.5. Stacking. La sezione stack rappresenta generalmente il prodotto finale dellelaborazione dei
dati sismici. Essa costituita da tracce che rappresentano la somma in fase (stack) delle tracce provenienti da uno stesso CDP. Lo stacking permette di incrementare il rapporto segnale/rumore (S/N),
riducendo il rumore casuale incluso nel dato. Durante lo stacking, il segnale coerente aumenter,
per interferenza costruttiva, la sua ampiezza di un fattore equivalente alla copertura del dato, mentre il rumore casuale si addizioner ad altro rumore accrescendo solo di poco la sua ampiezza.
3.6. Filtraggio passa-banda. In molte applicazioni, come lanalisi dei segnali sismici e, pi in
generale, di processi geofisici, dato un segnale f (t)
(assumiamo che t sia una variabile continua) si interessati al suo contenuto in frequenza. La
trasformata continua di Fourier definita come:
e fornisce una rappresentazione del contenuto in frequenza di f (t).
Sulle tracce sismiche viene pertanto effettuata unanalisi di Fourier per identificare i contenuti
in frequenza (Bracewell, 1965) del segnale nei vari sismogrammi ed eventualmente applicare un filtro passa-banda, che permette di esaltare le frequenze di interesse.
Il filtraggio consiste nel modificare una serie temporale, attraverso lapplicazione di unaltra
serie temporale filtro, opportunamente costruita. Lapplicazione di un filtro consiste nella convoluzione del filtro stesso con il sismogramma. Un filtro passa-banda generico ha una risposta in
ampiezze pari alle frequenze comprese tra p e q; questo intervallo detto banda-passante. Questi
valori di frequenza sono presi in corrispondenza dei punti in cui lampiezza A del filtro di tre decibel inferiore alla banda passante.
Il filtro applicato consiste nellinserire dei valori di frequenza che individuano i vertici di un trapezio ed un parametro che gestisce la pendenza dei lati del trapezio. Questultimo parametro,
espresso in decibel per ottava, essenziale per conoscere di quanto sono ridotte le frequenze, esterne alla banda passante, dopo lapplicazione del filtro. La scelta del filtro stata fatta solo dopo aver
analizzato il contenuto in frequenze del dato, per individuare lintervallo di frequenze in cui era con-

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centrato il segnale utile. Il filtro scelto risultato essere abbastanza conservativo (0-20-50-70 Hz),
permettendo, in ogni caso, di eliminare il rumore ad alta frequenza presente.
3.7. Tecniche di rimozione delle multiple. Le riflessioni multiple si verificano quando il segnale
viene riflesso pi volte dalle discontinuit interne alla terra prima di arrivare ai sensori. Poich lampiezza delle riflessioni proporzionale ai coefficienti di riflessione di ogni riflettore, solo i pi marcati contrasti di impedenza acustica generano segnali sufficientemente forti da essere riconosciuti
come eventi. Si distinguono due classi di riflessioni multiple: a corto ed a lungo periodo.
Levento di riferimento per tale classificazione la riflessione primaria. Leffetto della multipla
a breve periodo si traduce in una deformazione dellonda primaria, in quanto le due riflessioni sono
molto prossime luna allaltra ed difficilmente individuabile con precisione senza unanalisi diretta della forma donda della sorgente.
La riflessione multipla a lungo periodo invece individuabile come un evento distinto sulla
sezione stack. Esistono molte tecniche di soppressione delle multiple, le cui cognizioni sono basate su una delle seguenti caratteristiche delle riflessioni multiple:
Differenza di moveout fra primarie e multiple (discriminante di velocit);
Differenze di inclinazioni tra gli eventi primari e quelli multipli nelle sezioni CDP stack;
Differenze di contenuto in frequenza fra i due tipi di segnale;
Periodicit della multipla.
Nel caso di studio la procedura di attenuazione delle multiple qui applicata stata quella dello
stacking e della deconvoluzione predittiva. Con lo stacking si riusciti a discriminare il moveout tra
le primarie e le multiple e definendo una corretta funzione di velocit delle primarie. In questo caso,
il rumore coerente sottocorretto viene attenuato nella somma non in fase degli eventi ad esso relativi (Marr and Zagst, 1967). Lefficacia dello stacking migliora con laumento della copertura e delloffset massimo, incrementando il numero di tracce da sommare nel CMP-gather. La deconvoluzione predittiva stata eseguita sui dati sismici al fine di eliminare o ridurre ulteriormente il segnale multiplo che caratterizzava le stesse sezioni, anche se non sempre la stessa operazione ha prodotto significativi miglioramenti. In ogni caso, la presenza di multiple nel segnale stata utile durante
la fase di interpretazione geologica, per una migliore definizione dei principali riflettori sismici ed
un confronto dei rapporti stratigrafici tra gli stessi riflettori.
3.7.1 Deconvoluzione. La deconvoluzione un passaggio fondamentale nellelaborazione del
segnale sismico, che permette di recuperare le alte frequenze, attenuare le multiple e ricostruire la
forma donda. Tale processo unoperazione del dominio temporale, il cui scopo quello di rimuovere gli effetti della convoluzione su di un dato registrato. La deconvoluzione semplifica londina
sismica della sorgente w (t) dalle tracce registrate per ricostruire la funzione della riflettivit terrestre e (t) con cui convoluta londina (s(t)=e(t)*w(t)+n(t)) e di conseguenza aumentare la risoluzione temporale del dato; in pratica consiste nella convoluzione del sismogramma con un filtro
inverso (filtro di Wiener). Il principio della deconvoluzione di rimuovere gli effetti di un filtro precedente, la terra, che riduce le alte frequenze; la difficolt principale nel compiere tale operazione
consiste nella costruzione del filtro inverso, in quanto le propriet w (t) sono ignote.
La deconvoluzione pu essere distinta in:
Deconvoluzione Spiking, che punta a rimuovere gli effetti dellondina della sorgente dal sismogramma, causando un ampliamento ed un appiattimento dello spettro delle frequenze.
Deconvoluzione Predittiva, che mira a predire ed eliminare le riverberazioni che sono intruse nel
segnale, come ad esempio le multiple.
La deconvoluzione spiking teoricamente definita a partire dal modello convoluzionale, secondo cui il sismogramma, escluso il rumore n (t) sar dato da:
s(t)=e(t)*w(t)
in cui s (t) il sismogramma registrato, w (t) londina sismica della sorgente, e (t) la risposta
impulsiva della terra. La riflettivit terrestre e (t) pu essere ricavata applicando un filtro di Wiener

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GNGTS 2010

SESSIONE 3.2

a)

b)

c)

d)
Fig. 5 - Esempio di deconvoluzione spiking dei dati sismici multicanale del Golfo di Napoli.

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GNGTS 2010

SESSIONE 3.2

f(t), che modifica la forma dellondina comprimendola ed approssimandola alla funzione del Delta
di Dirac:
e(t) = f(t)* s(t)

dove la funzione del Delta di Dirac (t) pu essere definita come una funzione impulsiva che assume il valore infinito per t=0 ed zero in ogni altro punto, ovvero:
Da calcoli successivi si calcola il filtro f (t):

Riassumendo abbiamo ottenuto, applicando il filtro al sismogramma una funzione impulsiva e


lequazione in oggetto stabilisce che il filtro linverso del sismogramma. Per quanto riguarda la
deconvoluzione predittiva, se consideriamo il nostro sismogramma x (t), lo scopo di tale deconvoluzione di predire il valore che ha la funzione x (t) allistante (t+) con distanza di predizione.
Le basi della deconvoluzione predittiva sono le stesse della spiking. La differenza principale consiste nella costruzione del filtro inverso ed in particolare, come vedremo, dalla scelta dei parametri.
I parametri da conoscere per costruire il filtro necessario alla deconvoluzione sono:
Finestra dapplicazione: la finestra del dato in cui si applica lautocorrelazione;
Distanza di predizione o gap: parte dellondina che vogliamo conservare; rappresenta il ritardo
prima della multipla o della riverberazione da eliminare;
Lunghezza delloperatore: rappresenta la lunghezza del filtro ed definito in base al numero di
riverberazioni che deve eliminare.
Per i tre profili elaborati, entrambi i tipi di deconvoluzione sono stati applicati. La Fig. 5 mostra
un esempio di applicazione di deconvoluzione spiking. Si nota (in alto) come il segnale appare pi
spike (compresso) e di conseguenza pi semplice definire i diversi riflettori durante la fase di
interpretazione geologica.
Bibliografia
Bracewell R.N.; 1965: The Fourier Transform and its application. McGraw-Hill Book Co.
Gasparini P., Mantovani M.S.; 1984: Fisica della Terra Solida. Liguori Editore, Napoli.
Mayne W.H.; 1962: Horizontal data stacking techniques. Supplement to Geophysics, 27, 927-938.
Mayne W.H.; 1967: Practical considerations in the use of common reflection point techniques. Geophysics, 32, 225-229.
Marr J.D., Zagst E.F.; 1967: Exploration horizons from new seismic concepts of CDP and digital processing. Geophysics, 32, 207224.
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Yilmaz O.; 1987: Seismic data processing. Society of Exploration Geophysics, Tulsa.
Zoeppritz K; 1919: On the reflection and penetration of seismic waves through unstable layers. Goettinger Nachr, 66-84.

ARCHITETTURA STRATIGRAFICA DEI CUNEI PROGRADANTI PLEISTOCENICI


DI LOWSTAND SULLA PIATTAFORMA CONTINENTALE DEL SALENTO
(OFFSHORE DELLA PUGLIA, ADRIATICO MERIDIONALE)
G. Aiello
IAMC, CNR, Sede di Napoli

Introduzione. Studi recenti eseguiti su margini continentali sia attivi che passivi hanno mostrato che larchitettura stratigrafica delle piattaforme continentali caratterizzata da depositi di lowstand, shelf-margin e trasgressive system tracts (Suter and Berryhill, 1985; Suter et al., 1987; Saito, 1991; Tesson et al., 1990, 1993; Okamura and Blum, 1993; Trincardi and Correggiari, 2000). I
depositi di highstand si accumulano principalmente sulla piattaforma interna, dove formano spessi

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