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LA DINAMICA DELLA LITOSFERA:


DALLE OSSERVAZIONI AL MODELLO GLOBALE
Istituto SantAnna
5 Liceo Scientifico
Prof.ssa Elena Tibaldi
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Calcolo della
densit
terrestre
Studio dei materiali
prodotti dalle
eruzioni vulcaniche
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Modello della struttura interna della Terra
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Il calore interno della Terra
Il calore generato allinterno della Terra maggiore del calore che proviene dal
Sole il calore proviene dallinterno della Terra stessa.
Prove: i prodotti dellattivit vulcanica, le temperature crescenti con la
profondit rilevabili nelle miniere e i fenomeni di vulcanesimo secondario.
Ipotesi sullorigine del calore terrestre:
1) energia immagazzinata durante la formazione della Terra: le
temperature molto elevate hanno portato alla fusione di ferro e altri metalli che
si sono accumulati nelle parti pi interne (nucleo) mentre gli elementi pi leggeri
(rocce silicatiche) sono migrate verso la superficie (crosta);
2) energia emessa durante il decadimento radioattivo di isotopi
instabili (uranio, torio) presenti nella crosta terrestre e nel mantello.
Gradiente geotermico: andando in profondit
la temperatura aumenta di 3C ogni 100m.
Questo gradiente non costante e diminuisce
andando in profondit. Nel nucleo interno la
temperatura non supera i 4300C.
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VERSO UNA TEORIA GLOBALE
Wegener
Hess
Come gi detto riguardo alla determinazione della
struttura interna della Terra, molte conoscenze in campo
geologico non possono essere ricavate attraverso indagini
dirette o misurazioni. Le conoscenze vengono perci
ottenute con metodi indiretti, raccogliendo cio tutti i
risultati ottenuti da vari studi geofisici e cercando un
modello che li possa spiegare tutti:
1) Teoria dellisostasia (Airy;1855)
2) Teoria della deriva dei continenti (Wegener;1913)
3) Esplorazione dei fondali oceanici
4) Teoria dellespansione dei fondali oceanici (Hess; 1962)
5) Studio sul magnetismo terrestre
6) Studio sul paleomagnetismo
7) Corrispondenza nella distribuzione geografica di
fosse oceaniche, vulcani e terremoti
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1) Teoria dellisostasia (Airy;1855)
La crosta galleggia sul mantello secondo il principio di Archimede.
Ipotesi di Airy: quanto pi le montagne sono elevate, tanto pi la crosta (meno
densa) si approfonda nel mantello sottostante (pi denso e plastico).
La teoria di Airy fu poi perfezionata da Pratt.
Movimenti isostatici
verticali
La crosta terrestre pu essere considerata
come formata da blocchi allungati
verticalmente e di diversa altezza che
galleggiano sul mantello: maggiore
laltitudine (per es. in corrispondenza delle
montagne) maggiore la componente immersa
in profondit nel mantello.
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2) Teoria della deriva dei continenti (Wegener;1913)
Wegener ipotizz che 200 milioni di anni
fa tutti i continenti della Terra si
trovavano uniti in un unico blocco,
Pangea, circondato da un unico oceano,
Pantalassa.
Successivamente, questo blocco si
sarebbe smembrato in pi parti dando
origine agli attuali continenti che si sono
allontanati secondo un processo noto
come deriva dei continenti.
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Prove:
geomorfologiche corrispondenza tra costa africana e sudamericana
paleontologiche fossili di stessi organismi si trovano in continenti
attualmente separati
paleoclimatiche presenza di determinati tipi di rocce tipici di alcuni
climi in regioni della terra che attualmente mostrano climi diversi
La storia dei marsupiali in Australia
Evoluzione differenziale come
riflesso di isolamento geografico
La teoria di Wegener fu largamente criticata perch non forniva spiegazione del
meccanismo alla base della deriva dei continenti.
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3) Esplorazione dei fondali oceanici
Osservazioni e raccolta dati attraverso lesplorazione con navi oceanografiche
equipaggiate con strumenti quali radar, sonar
I fondali oceanici sono caratterizzati da:
dorsali oceaniche
pianure abissali
fosse oceaniche
Studio dei fondali oceanici dimostra che la crosta oceanica :
pi recente rispetto alla crosta continentale
pi antica man mano che ci si allontana dalla dorsale
composta da rocce magmatiche (gabbri e basalti) ricoperte da sottile
strato di sedimenti
mantello
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Faglia
trasforme
Rift
valley
Struttura della dorsale oceanica
Distribuzione
geografica delle
fosse oceaniche
possono essere
profonde fino a 11000m
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formazione di nuova crosta oceanica in corrispondenza delle dorsali oceaniche
consumo di vecchia crosta oceanica in corrispondenza delle fosse oceaniche
fenomeno di subduzione crosta sprofonda nellastenosfera
equilibrio tra formazione e consumo della crosta oceanica
4) Teoria dellespansione dei fondali oceanici (Hess; 1962)
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5) Studio sul magnetismo terrestre
Ipotesi sullorigine:
1) Dipolo permanente non accettabile perch la temperatura interna
della Terra superiore al punto di Curie (Fe: 770C) perdita
della magnetizzazione di qualunque materiale
2) Dinamo ad autoeccitazione campo magnetico iniziale induce
campo elettrico nel nucleo esterno metalli contenuti nel nucleo sono
buoni conduttori elettrici campo elettrico induce campo magnetico
Caratteristiche:
poli magnetici non corrispondono a poli
geografici (inclinazione di 1130)
linee di forza dirette da Polo Sud a Polo Nord
campo magnetico rappresentabile da
direzione e intensit
non costante nel tempo
Magnetosfera regione dello spazio che
circonda la Terra e che risente del campo
geomagnetico; rappresenta scudo di
protezione da radiazioni cosmiche
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6) Studio sul paleomagnetismo
Il paleomagnetismo lo studio del campo magnetico terrestre del passato
mediante lanalisi dei minerali magnetizzabili presenti nelle rocce (magnetismo
fossile delle rocce).
Al momento della formazione di una roccia, gli atomi dei minerali ferromagnetici in
essa contenuti si orientano nella direzione del campo magnetico presente in quel
momento e mantengono tale orientamento magnetizzazione permanente
Magnetizzazione termorimanente (nelle rocce magmatiche; soprattutto basalto)
magnetizzazione detritica rimanente (nelle rocce sedimentarie)
Studi di paleomagnetismo e metodi radiometrici (per la datazione delle rocce)
hanno dimostrato:
6a) inversioni di polarit
6b) anomalie magnetiche nei fondali oceanici
6c) migrazione apparente dei Poli
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6a) Inversioni di polarit
Scala
temporale
delle polarit
magnetiche
per gli ultimi
30 milioni di
anni
temporaneamente priva del suo scudo naturale contro le radiazioni
cosmiche. Si pensa che ogni inversione di polarit possa avere
effetto sullevoluzione biologica ed essere causa di estinzioni.
In molte rocce di et recente, cio formatesi quando i continenti avevano ormai
raggiunto le posizioni attuali, la direzione di magnetizzazione risulta opposta,
cio invertita di 180, rispetto a quella del campo magnetico attuale, come se al
momento della loro formazione si fosse verificata uninversione tra il Polo Nord
ed il Polo Sud.
Le cause di questo fenomeno non sono conosciute; possibile che il campo
magnetico si indebolisca e scompaia completamente, lasciando la Terra
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6c) Studio delle anomalie magnetiche nei fondali oceanici
Per anomalie magnetiche si intendono
valori di campo magnetico diversi da
quelli teorici.
Nel 1963, i geofisici Vine e Matthews
osservarono una correlazione tra le
anomalie magnetiche nei fondali oceanici
e i periodi di inversione di polarit:
Se la lava basaltica che fuoriesce dalle
dorsali si solidifica in unepoca di polarit
normale, si verifica unanomalia positiva
Se la lava basaltica che fuoriesce dalle
dorsali si solidifica in unepoca di polarit
inversa, si verifica unanomalia negativa
Losservazione dei fondali mostra la presenza di bande disposte in modo
simmetrico ai lati delle dorsali.
I fondali oceanici raccontano dunque la storia delle inversioni di polarit e
questo dimostra la reale espansione dei fondali.
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6c) Migrazione apparente dei poli
Lipotesi pi accettabile che non si
tratti di migrazione dei poli, bens
dello spostamento dei continenti
A parit di et della rocce, rocce provenienti da
continenti diversi mostrano un diverso
orientamento dei minerali magnetici
Inizialmente questa osservazione ha suggerito
che il polo magnetico possa aver modificato la
sua posizione, ma questa ipotesi non pu essere
confermata
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7) Corrispondenza nella distribuzione geografica di
terremoti, vulcani e fosse oceaniche
Distribuzione geografica dei terremoti
Distribuzione geografica dei vulcani
Distribuzione
geografica delle
fosse oceaniche
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LA TEORIA DELLA TETTONICA DELLE PLACCHE
La litosfera divisa in 12 placche principali e numerose placche secondarie.
Le placche hanno dimensioni variabili Es. molto grande la placca pacifica.
Hanno composizione variabile:
1) prevalenza di crosta oceanica Es placca pacifica
2) prevalenza di crosta continentale Es. placca dellIran
3) crosta oceanica e continentale in ugual misura Es. placca africana
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Le placche sono delimitate da bordi detti margini di placca.
A seconda del tipo di movimento che li caratterizza si dividono in :
I margini di placca
Margini divergenti o costruttivi:
le placche a contatto si
allontanano e si formano fratture
da cui pu fuoriuscire il magma
che genera nuova crosta e va a
costituire il fondale oceanico.
Margini convergenti o distruttivi: le placche a contatto si
muovono una contro laltra; quella caratterizzata da
litosfera pi densa si immerge lungo un piano inclinato
detto piano di Benioff al di sotto dellaltra e viene
riassorbita dal mantello dando origine al fenomeno di
subduzione.
Margini conservativi o trasformi:
si verificano movimenti di
scorrimento senza distruzione n
formazione di crosta.
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A) La presenza di specifiche strutture geologiche in
corrispondenza dei margini attivi rivela il tipo di
movimento delle placche
Sistema fossa
oceanica-catena
montuosa costiera
Rift continentale
Sistema
fossa-arco
insulare
Dorsale oceanica
Il fenomeno di subduzione (dal latino condurre sotto) consiste nello
scivolamento della placca oceanica pi sottile e pi densa al di sotto della placca
continentale in profondit nel mantello.
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a) Il sistema fossa-catena montuosa costiera vulcanica
La placca oceanica, pi densa, inizia il moto di subduzione sotto la crosta
continentale, con la formazione di una fossa oceanica.
I sedimenti e parti della crosta oceanica basaltica (ofioliti o pietre verdi) si
accumulano nella fossa e spingono verso il margine del continente che inizia
a sollevarsi fino a formare una catena montuosa costiera detta orogeno di
subduzione.
Nella zona di subduzione si manifesta attivit vulcanica di tipo esplosivo.
Convergenza tra
placca oceanica e
placca continentale
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La cordigliera delle Ande si formata dalla
collisione tra la placca oceanica di Nazca e la
placca continentale Sudamericana.
Esempio di sistema fossa oceanica - catena montuosa
costiera vulcanica: La Cordigliera delle Ande
Vulcano Aconcagua (6959 m)
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Convergenza tra due
placche continentali
Quando due placche continentali convergono, il movimento di convergenza perdura
fino alla chiusura del bacino oceanico.
Avendo densit molto simile, nessuna delle due pu immergersi sotto laltra, per
cui entrambe si sollevano, si ripiegano, si accavallano e si deformano
intensamente, fino ad unirsi tra loro andando a formare un orogeno di collisione.
I sedimenti marini delloceano in chiusura si ripiegano sui margini dei due
continenti, si deformano e si fratturano e formano falde di ricoprimento.
La crosta oceanica, non consumata del tutto, genera nuovi ofioliti. Una sequenza
ofiolitica una fascia di rocce, di colore verde, provenienti dal metamorfismo
delle rocce basaltiche della crosta oceanica, che testimoniano la chiusura di un
oceano interno. La fascia ofiolitica che si estende dalle Alpi allHimalaya, passando
dalla penisola balcanica, Turchia e Iran, testimonia la chiusura dellOceano Tetide.
b) Orogenesi continentale
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La catena himalayana si formata per
collisione del subcontinente indiano contro
il continente euroasiatico. Attualmente
lIndia continua il suo movimento sotto la
catena himalayana con una velocit di 5
cm allanno.
Esempio di orogenesi continentale:
Lorogenesi alpino-himalayana
Orogenesi alpina
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Sequenze ofiolitiche nelle Alpi
Il Cervino: testimonianza di un oceano scomparso
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Convergenza tra due
placche oceaniche
c) Il sistema arco insulare-fossa oceanica
Fossa delle Marianne
Arcipelago giapponese
Esempio : larcipelago giapponese e
la fossa delle Marianne (11000m)
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d) Le dorsali oceaniche
Divergenza tra due
placche oceaniche
Esempio: Dorsale est Pacifica
divergenza tra
placca oceanica di Nazca e
placca Pacifica.
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e) Il rift continentale e la formazione di neo-oceani
Divergenza tra due placche
continentali
Quando i margini di due placche
si allontanano, si verifica una
distensione della litosfera che
porta alla lacerazione della
crosta; i magmi profondi
risalgono lungo le fratture e
danno origine ad una intensa
attivit vulcanica effusiva.
Quando il fondo della fossa
raggiunge il livello del mare, le
acque la invadono e si genera un
oceano in espansione.
I vulcani si allineano lungo una
linea detta dorsale oceanica; la
pi famosa e studiata la
dorsale medio-atlantica, che
attraversa in senso latitudinale
tutto lOceano Atlantico.
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Esempi di rift continentale e formazione
di oceani nel passato: LOceano Atlantico
Esempio: Dorsale medio-atlantica
presso il Parco Nazionale di
ingvellir (Islanda
Placca euroasiatica
Placca Nordamericana
Placca
Sudamericana
Placca Africana
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La Great Rift Valley nellAfrica orientale
(dallEtiopia al Mozambico) caratterizzata da un
movimento divergente tra la placca Nubiana e
quella Somala, appartenenti alla placca africana.
Il Mar Rosso si formato per allargamento di
una frattura tra la placca Africana e quella
Arabica, apertasi circa 20 milioni di anni fa. Il
Mar Rosso quindi un oceano in fase giovanile.
Esempi di rift continentale e formazione di neo-oceani:
LAfrica orientale
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f) Margini trasformi
Lesempio della Faglia di San Andreas in California
Le zolle scorrono
parallelamente senza
creazione n distruzione di
litosfera; si creano faglie
trasformi lungo le quali si
rileva intensa attivit
sismica.
Nella faglia di San Andreas, la zolla Pacifica scorre lungo al zolla Americana
alla velocit di 5 cm allanno.
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Crosta oceanica
(comprende porzione di
oceano che circonda
lAfrica)
g) Margini passivi
Lesempio della placca Africana
Alcune placche tettoniche, ad esempio la placca africana, sono costituite da
crosta oceanica e da crosta continentale. In questi casi, il margine tra i due
tipi di crosta passivo, cio non sede di attivit sismica o vulcanica.
Si osservano invece fenomeni di sedimentazione ai piedi della scarpata
continentale sottomarina.
Margine
passivo
Sedimenti
Scarpata
continentale
Crosta
continentale
(corrisponde
allAfrica)
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Con quale meccanismo si muovono le placche tettoniche?
1)
2)
3)
Secondo lipotesi attualmente pi accreditata,
la causa dei movimenti delle placche sono i
moti convettivi del mantello.
Sono stati proposti 3 diversi modelli:
1) Le celle convettive interessano lintero
spessore del mantello
2) Le celle convettive interessano solo la parte
superficiale del mantello
3) Le celle convettive, separate, sono presenti
sia nella parte superiore del mantello che
nella parte inferiore
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B) La struttura degli edifici vulcanici in corrispondenza
dei punti caldi conferma il movimento delle placche
Mentre lattivit sismica si riscontra soprattutto in corrispondenza dei margini
di placca, lattivit vulcanica pu avvenire anche in zone interne rispetto alle
placche (vulcanismo intraplacca) Es. Hawaii.
Lattivit vulcanica di tipo
effusivo, con fuoriuscita di
magma di tipo basaltico (femico).
E causata dalla presenza di
pennacchi cio di colonne di
roccia molto calda che risale dal
mantello verso la superficie.
Il concetto di punto caldo stato introdotto per la prima volta dal Tuzo Wilson
nel 1963 studiando in particolare larcipelago delle isole Hawaii ed i suoi vulcani
(Mauna Loa e Kilauea).
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Datazione delle rocce degli edifici
vulcanici al di sopra del punto
caldo delle Hawaii
Movimento della placca
oceanica pacifica
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Datazione delle rocce degli edifici vulcanici al di
sopra del punto caldo di Yellowstone
Movimento della placca continentale nordamericana
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La teoria della tettonica delle placche ha permesso di
definire un modello della distribuzione geografica dei
terremoti e della profondit degli ipocentri ...
Si individuano 4 zone sismiche in corrispodenza di:
1) Margini divergenti nelle rift valley delle dorsali medio-oceaniche
ipocentri superficiali, intensa attivit vulcanica
2) Margini di trascorrenza lungo faglie molto estese (faglia di San Andreas)
ipocentri poco profondi, assenza di attivit vulcanica
3) Margini convergenti di subduzione in prossimit delle fosse oceaniche,
archi insulari, catene montuose costiere
ipocentri profondi, vulcanesimo di subduzione
4) Margini convergenti continentali in prossimit di catene montuose interne
ipocentri intermedi e profondi
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In prossimit delle fosse gli ipocentri dei terremoti sono superficiali mentre
diventano via via pi profondi andando verso larco magmatico e sono disposti
lungo il piano di Benioff.
Arco
vulcanico
Mantello
Fossa
oceanica
Esiste una correlazione tra
posizione degli ipocentri dei
terremoti e piano di subduzione
piano di Benioff
Il piano di Benioff
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1) Vulcanesimo di rift Attivit vulcanica associata ai margini divergenti (es.
dorsali oceaniche, rift oceanici), caratterizzata da eruzioni lineari con attivit
di tipo effusivo (magma con composizione femica proveniente dallastenosfera).
2) Vulcanesimo di subduzione Attivit vulcanica associata ai margini
convergenti (es. fosse oceaniche, arco vulcanico, catene montuose costiere
vulcaniche ), caratterizzata da eruzioni centrali di tipo altamente esplosivo
(magmi sialici ricchi in vapori e gas provenienti dalla crosta) .
3) Vulcanesimo di punto caldo Attivit vulcanica interplacca (oceanica o
continentale), tipica di vulcani isolati, caratterizzata da eruzioni centrali di tipo
effusivo (vulcani a scudo magma ultrafemico, proveniente da regioni profonde
del mantello).
e un modello della distribuzione geografica dei vulcani
e del tipo di attivit vulcanica
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Strutture geologiche in
corrispondenza dei margini
attivi delle placche
Edifici vulcanici in
corrispondenza dei
punti caldi
Le strutture
geologiche sono il
riflesso del movimento
reciproco delle placche
tettoniche e di
fenomeni dinamici
endogeni
In conclusione:
Attivit sismica e vulcanica
in corrispondenza dei margini
attivi delle placche