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1 METODO MAGNETICO I metodi magnetici rientrano nella categoria dei metodi passivi, cio che misurano le forze reali,

diversamente dai metodi attivi che studiano le risposte a sollecitazioni artificiali. Il rilievo magnetico ha un' alto potere risolutivo se le formazioni geologiche interessata hanno un forte contrasto di suscettibilit magnetica (che la grandezza fisica). Nel Campidano, ad esempio, c' una coltre andesitica posta sotto dei sedimenti eocenici marini (prevalentemente marne), i quali hanno una bassa suscettibilit magnetica e diversa da quella delle andesiti (paramagnetiche). E' ovvio che il metodo magnetico si adatta benissimo poich le rocce hanno un forte contrasto di suscettibilit magnetica. Questo metodo si rivela inoltre molto utile se si cercano giacimenti di magnetite, spesso presenti nelle rocce granitoidi (DOMUSNOVAS): infatti c' un forte contrasto di suscettibilit magnetica tra i graniti (paramagnetici ) e la magnetite (ferromagnetica). Sono dunque utilizzati nelle ricerche di dettaglio (giacimentologiche) sia di magnetite che di solfuri misti, e nelle ricerche a carattere regionale (Campidano). In questo caso si riesce a mettere in evidenza la diversa potenza delle andesiti. In alcuni punti i risultati magnetici hanno coinciso con i dati stratigrafici . Il metodo magnetico viene usato generalmente prima di eseguire la ricerca degli idrocarburi con il metodo sismico: una volta individuate le aree interessanti si procede con il metodo sismico (molto costoso). Anche il metodo gravimetrico viene usato nelle fasi preliminari. CAMPO MAGNETICO TERRESTRE RAPPRESENTAZIONE DEL CAMPO MAGNETICO TERRESTRE L esistenza di un C.M.T. connessa alla Terra mostrata tra l'altro dalla forza che esso esercita sopra un qualsiasi dipolo magnetico. Se un ago magnetizzato libero di ruotare intorno ad un asse orizzontale, la sua estremit rivolta a N punter verso il basso se ci troviamo nell' emisfero settentrionale; punter verso l'alto se ci troviamo nell'emisfero meridionale. L'angolo che lago forma con il piano dell'orizzonte chiamato inclinazione.

Se lago libero di ruotare intorno ad un asse verticale, esso former con il meridiano geografico del luogo, un angolo detto "declinazione". I valori della "inclinazione" e della declinazione" magnetica variano da luogo a luogo.

2 I parametri utilizzati per la descrizione del C.M.T. sono : F = H= x = y = z = D= I = intensit totale del C.M.T. risultante di H e di Z componente orizzontale del C.M.T. , la risultante di x e y componente del C.M.T. secondo il meridiano geografico, detta componente orizzontale componente del C.M.T. secondo il parallelo geografico passante per 0 detta componente est componente verticale del C.M.T. declinazione (angolo tra x e H) inclinazione (angolo tra F e H) = cos = sin = cos = sin

2 + 2 = 2 2 + 2 = 2

Le caratteristiche principali del C.M.T. sono state studiate soprattutto grazie al contributo di Gilbert: egli associ queste caratteristiche a quelle di una sfera uniformemente magnetizzata, quindi il C.M.T. doveva avere origine allinterno della Terra. Gauss applic la teoria del potenziale per descrivere il C.M.T. e mostr che il campo reale della terra si adatta a quello creato da un dipolo il cui centro coincide con il centro della sfera. I dati attuali confermano che circa l80% del C.M.T. misurato sulla superficie terrestre pu essere giustificato da un dipolo geocentrico inclinato di 1130' rispetto all'asse di rotazione terrestre. I poli magnetici non coincidono dunque con quelli geografici. Attualmente il polo N magnetico situato a 7830' S, 110 E (Antartide). Il campo dipolare che meglio si adatta al C.M.T. pu essere sottratto da questultimo in modo da ottenere la parte irregolare (o non dipolare) del C.M.T., la cui componente verticale rappresentata nella figura a lato. E' evidente che il campo non dipolare non presenta alcuna correlazione immediata con le strutture geologiche a grande scala (bacini oceanici, piattaforme continentali, aree cratoniche). Ci indica che anche la parte irregolare del C.M.T. deve avere origine profonda all'interno della terra. Una piccola frazione del campo dipolare ha per certamente origine esterna rispetta alla terra solida, e gran parte di essa prodotta dal moto delle particelle elettricamente cariche dovute alla interazione della radiazione cosmica nell'atmosfera. Il C.M.T. pu essere espresso mediante uno sviluppo in serie di funzioni armoniche sferiche (Gauss). Il termine di primo ordine dello sviluppo in serie rappresenta, il campo dipolare, mentre i termini di ordine superiore rappresentano i contributi al campo delle varie componenti che costituiscono la parte non dipolare. Se si osserva la variazione della intensit del C.M.T. lungo un profilo continuo, ad esempio un parallelo, si nota che esso descrive una serie di oscillazioni.

3 Se vengono determinate le ampiezze delle variazioni di si pu osservare che le ampiezze pi elevate sono concentrate per inferiori a 500 km o superiori a 3.000 km. Le componenti a minor rappresentano fonti di anomalia che risiedono prevalentemente nei 2030 km pi superficiali della crosta terrestre. Le componenti di maggiore di 3.000 km, che corrispondono alle armoniche di ordine minore dello sviluppo in serie, rappresentano il contributo di sorgenti molto profonde. L'analisi delle componenti a inferiori a 500 km fornisce un contributo importante per le studio delle strutture crostali e per la localizzazione di giacimenti minerari magnetici. Per isolare queste componenti necessario avere un modello, il pi accurato possibile, della parte del C. M.T. a pi elevata (campo primario o principale), in modo da sottrarla al campo osservato. Il campo residuo cos ottenuto (campo di anomalie magnetiche) costituisce il campo prodotto dalle caratteristiche magnetiche delle rocce crostali. Una rappresentazione adeguata del campo principale richiede la determinazione dei coefficienti fino al grado e all'ordine (13, 13) dello sviluppo in serie, che stato tralasciato. Ci stato tentato tramite la costruzione di un modello basato sulla elaborazione di tutti i dati disponibili. Questo modello chiamato IGRF (International Geomagnetic Reference Field). UNIT DI MISURA DEL C.M.T. Il vettore che descrive il C.M.T. il vettore B. Lintensit del C.M.T. espressa normalmente nel sistema c.g.s. elettromagnetico. In tale sistema indifferente adottare come unit di misura quella dellintensit del campo (oersted) o quella dellinduzione magnetica (gauss), in quanto le due grandezze hanno le stesse dimensioni fisiche, e nellaria (mezzo nel quale viene effettivamente misurato il C.M.T.) hanno anche lo stesso valore numerico, dato che la permeabilit magnetica () praticamente uguale a 1. Poich le variazioni del C.M.T. dovute alla magnetizzazione (indotta o rimanente) delle rocce crostali sono generalmente dellordine di 103 105 (gauss o oersted), stata adottata come unit di misura il gamma (), definito indifferentemente come 105 gauss e 103 oersted. In tale sistema lunit di misura dellinduzione magnetica il Weber/m2 (Tesla), mentre quella dellintensit del campo lampere m-1. Un Tesla equivale a 104 gauss, per cui 1 =10-9 Tesla (ovvero 1 nano Tesla, indicato con nT). Queste relazioni sono molto importanti perch, anche adottando il S.I. vengono conservati i valori espressi in . Per lelettromagnetismo il sistema adottato il MKSA.

4 VARIAZIONI TEMPORALI DEL C.M.T. II C.M.T. ha caratteristiche particolari, per cui subisce delle variazioni temporali (diurne a semidiurne), cio prodotte dal Sole o dalla Luna, che interessa tutte le sue componenti. Lo spettro delle variazioni principali della parte di origine interna del C.M.T. (variazione secolare) possono essere distinte nel modo seguente. Il campo dipolare subisce la seguenti variazioni: 1. diminuzione del momento magnetico di circa 0.05% per anno; 2. una deriva con periodo tra 1.200 e 1.800 anni. Attualmente la deriva verso W ed avviene con velocit di 0.05 di longitudine per anno. La componente non regolare di origine interna del C.M.T. seggetta alle seguenti variazioni principali: 1. deriva con periodo di circa 2.000 anni, che attualmente avviene verso W con velocit di circa 0.2 di longitudine per anno; 2. variazioni di intensit di circa 10 nT per anno. Inoltre avviene un trasferimento di energia dal campo dipolare verso il campo non dipolare dell'ordine di 0.06% del campo totale all'anno. Esistono inoltre evidenze di una variazione con periodo di circa 60 anni che probabilmente in relazione con la variazione della durata del giorno. La variazione temporale delle caratteristiche del C.M.T. calcolata attraverso misure continue delle componenti principali del C.M.T. effettuata negli osservatori geomagnetici. Data la distribuzione, estremamente disomogenea, degli osservatori sulla superficie terrestre (essi sono principalmente concentrati nell'emisfero settentrionale ed in particolare in Europa e nell'America del Nord) ed il loro scarso numero, non e possibile ottenere una rappresentazione della variazione temporale del C.M.T. che abbia attendibilit paragonabile con quella della rappresentazione statica del C.M.T.. LIGRF contiene dei coefficienti calcolati in base a dei dati degli osservatori che dovrebbero permettere di prevedere la variazione del C.M.T. negli anni successivi a quello per il quale il modello stato calcolato. Un confronto delle variazioni predette dal IGRF con quelle effettivamente misurate ha mostrato che lIGRF ha una cattiva capacit predittiva e che lattendibilit del modello si deteriora man mano che esso viene applicato ad epoche sempre pi lontane dallanno per il quale stato calcolato. Lo studio della magnetizzazione delle rocce ha mostrato che il C.M.T. di origine interna e soggetto a inversioni di polarit con scala dei tempi dellordine di migliaia di anni (epoche di polarit magnetica). Le inversioni di polarit includono anche variazioni nellintensit. Oltre alle variazioni delle componenti di origine interna del C.M.T., ci sono variazioni delle componenti di origine esterna del C.M.T.. queste hanno periodi inferiori a 107 sec e sono utilizzate per determinare la capacit elettrica allinterno della Terra.

5 ORIGINE DEL C.M.T. Le caratteristiche viste del C.M.T. indicano che esso deve avere origine nell'interno della terra e non all'esterno. Le variazioni temporali del C.M.T. fanno escludere che esso sia dovuto alla magnetizzazione permanente delle rocce costituenti l'interno della terra. Ci pu essere del resto escluso anche in base alla considerazione che, per spiegare l'intensit del C.M.T., il materiale costituente la Terra dovrebbe avere una magnetizzazione media pari a 0.075 u.e.m. cm-3 . Per a profondit superiori a qualche decina di km (oltre i 25 km) dalla superficie terrestre, la temperatura pi alta della T. di Curie dei principali minerali ferromagnetici presenti nelle rocce, per cui il C.M.T. dovrebbe essere prodotta da uno strato superficiale avente una magnetizzazione media di 4 u.e.m cm-3 che circa 102 volte superiore di quella delle rocce di composizione basaltica e 104 volte pi elevata di quella delle rocce di composizione granitica, le prime formano la crosta oceanica e le seconde la parte superiore della cresta continentale. I frammenti di rocce provenienti dal mantello che vengono trascinati alla superficie terrestre dai magmi basaltici non contengono minerali ferromagnetici ed indicano che le rocce del mantello hanno una bassa intensit di magnetizzazione. L'origine del C.M.T. non pu essere quindi spiegata dalla magnetizzazione rimanente di rocce della crosta e del mantello terrestre. L'assenza di propagazione delle onde sismiche trasversali tra 2.900 e 5.000 km di profondit indica che parte esterna del nucleo fluida ed probabile che essa sia costituita prevalentemente da ferro, che un buon conduttore. E' possibile che il C.M.T. sia determinato da correnti convettive generate nel nucleo. Il modo in cui queste correnti elettriche possono essere prodotte stato suggerito da Elsasser (1946) e Bullard (1949). Il modello che essi propongono assimila il comportamento del nucleo esterno a quello di una dinamo ad autoeccitazione. Una dinamo ad autoeccitazione costituita, nella sua forma pi semplice, da un disco di materiale conduttore, che ruota intorno ad un asse ed immerso in un campo magnetico, la cui direzione parallela allasse di rotazione. In queste condizioni si genera una forza elettromotrice (fem) tra il centro e l'estremit del disco e vi sar di conseguenza un moto di cariche in direzione radiale nel disco. Se le cariche vengono raccolte e fatte circolare in una bobina che ha come asse l'asse di rotazione del disco il moto delle cariche produrr un campo magnetico che rinforzer il campo primitivo. In una dinamo di questo tipo l'andamento temporale del campo prodotto dipende fortemente dalla velocit di rotazione del disco. Se il disco ruota troppa lentamente, l'intensit della corrente prodotta sar troppo bassa per mantenere il C.M.; se ruota troppo velocemente, l'intensit sia della corrente elettrica sia del C.M. crescer infinitamente. Tra questi estremi esiste una velocit critica alla quale il campo prodotto sar costante nel tempo. Trasferendo questo semplice al caso del nucleo terrestre, il disco ruotante potrebbe avere come equivalente i moti convettivi nella parte fluida del nucleo, mentre il C. M. iniziale potrebbe essere prodotto da deboli correnti indotte al confine tra mantello e nucleo da piccole variazioni di T lungo il contatto tra un materiale cattivo conduttore (i silicati costituenti il mantello) e un ottimo conduttore (il nucleo). Le fluttuazioni nei moti nella parte fluida del nucleo potrebbero spiegare le variazioni temporali delle caratteristiche del parametri del C.M.T. (dorsali oceaniche, dove le rocce si distribuiscono in fasce a polarit negativa e positiva). Pi complicato invece spiegare con questo semplice modello le sue inversioni di polarit. E' infatti ovvio che la dinamo autoeccitante pu lavorare altrettanto bene

6 invertendo il senso della rotazione del disco e la direzione del C.M. iniziale. Per tale inversione non pu avvenire spontaneamente. Le inversioni possono essere spiegate con il modello di una dinamo a due dischi accoppiati, sviluppato da Rikitake ( 1958 ). In tale modello un disco x1, produrr una corrente di intensit I, la quale circolando nella bobina avvolta intorno all'asse di rotazione dell'altro disco x2 , induce una corrente C e rinforzer il C.M. agente su di esso e viceversa. Cox (1968) ha sviluppato un modello probabilistico per spiegare le inversioni di polarit del C.M.T.. Questo modello ha come base fisica la dinamo a due dischi di Rikitake ed assume che le variazioni di polarit siano dovute all'interazione tra oscillazioni costanti e processi casuali. Loscillatore costante un dipolo centrale che produce la parte dipolare del C.M.T. mentre le variazioni casuali sono dovute a una serie di dipoli (silicati) posti al confine tra mantello e nucleo che danno luogo alla parte irregolare del C.M.T.. La condizione necessaria allinversione di polarit data dalla rotazione della terra, che produce delle forze di Coriolis che tendono sempre a rinforzare il campo esistente in un dato istante mantenendone la polarit. Durante le oscillazioni di intensit del campo possibile, in una fase nella quale l'intensit si avvicina allo 0, che il campo associato con i dipoli eccentrici si trovi ad essere maggiore e di segno opposto del campo associato al dipolo centrale. Si produce cos una inversione di polarit, e la persistenza del C.M.T. nella nuova polarit sar rafforzata dalle forze di Coriolis. Il modello di Cox riportato nella figura a lato. La probabilit che si abbia una inversione di polarit durante un intero periodo di 0.05 (5%). Ci significa che ci si pu aspettare una variazione di polarit ogni venti periodi. Se il periodo delle oscillazioni del dipolo centrale circa 104 anni, la lunghezza media degli intervalli di polarit sar di 0.02 Ma., in discreto accordo con quanto osservato. La struttura del campo non dipolare suggerisce che anche questo sia prodotto da diverse sorgenti molto profonde, probabilmente generate da moti convettivi del mantello a velocit diverse.

7 MAGNETIZZAZIONE DELLE ROCCE Le principali applicazioni di interesse geologico dello studio delle caratteristiche magnetiche delle rocce sono: 1. Interpretazione delle anomalie magnetiche nelle aree continentali e oceaniche. 2. Determinazione del C.M.T. nelle epoche passate nelle varie regioni della Terra allo scopo di studiare le variazioni di intensit e direzione sia di calcolare i movimenti relativi che hanno subito nel tempo le diverse zolle litosferiche (paleomagnetismo).

Un corpo (ad esempio un campione di roccia) posto in un C.M. uniforme si magnetizza per induzione, acquistando una intensit di magnetizzazione . A seconda delle relazioni esistenti tra e le sostanze possono essere: 1) Diamagnetiche 2) Paramagnetiche 3) Ferromagnetiche Nel magnetismo il dipolo (solenoide percorso da corrente, lago della bussola) lentit fondamentale, anche a livello macroscopico. Un dipolo magnetico caratterizzato dal momento di dipolo ; ogni corpo (che consideriamo continuo, almeno dal punto di vista macroscopico), la somma di elementi di volume , ognuno dei quali, se il corpo magnetizzato, costituisce un dipolo cui associato un momento . Se consideriamo due elementi vicini, il momento magnetico dei due sar 2, cio proporzionale al loro numero e quindi al loro volume complessivo. Si pu estendere tale ragionamento e dire che il momento magnetico del corpo in questione proporzionale al volume: = Tutte le sostanze variano il loro grado di magnetizzazione al variare della temperatura, sia le sostanze ferromagnetiche che quelle paramagnetiche. = = =

Sia lintensit di magnetizzazione che la suscettivit magnetica sono inversamente proporzionali alla temperatura. Le sostanze ferromagnetiche poste in un C.M. si magnetizzano, acquistano un momento magnetico che cresce con il campo fino alla saturazione. Al crescere della temperatura la suscettivit magnetica decresce lentamente, poi in modo rapido fino ad annullarsi alla temperatura di Curie.

8 ORIGINE DELLA MAGNETIZZAZIONE RESIDUA Per ricostruire le caratteristiche del C.M.T. nel quale una roccia ha acquistato una magnetizzazione rimanente M.R. necessario conoscere in quale momento della storia geologica della roccia questa magnetizzazione si prodotta, se durante la sua formazione o in eventi successivi (alterazione, metamorfismo) che possono aver agito dopo la sua formazione. necessario inoltre sapere se la M.R. misurata la risultante di pi M.R. acquisite in tempi successivi e, in questo caso, come possibile separare la componente che ci interessa. Una soluzione a questi problemi pu essere ottenuta solo se si conoscono i processi mediante i quali una roccia ha acquisito la M.R. Magnetizzazione termoresidua (MTR) la pi stabile. Viene acquisita dalle rocce ignee durante la formazione della roccia, quando essa si raffredda al di sotto della temperatura di Curie. Let di acquisizione pu essere considerata coincidente con quella di eruzione nelle rocce vulcaniche. Let di solidificazione in una roccia plutonica pu differire di centinaia di migliaia o anche milioni di anni rispetto allet di acquisizione della MTR nella roccia. Magnetizzazione residua chimica (MRC) Acquisita dalla trasformazione di alcuni minerali di Fe in minerali magnetici a temperature molto pi basse della temperatura di Curie di questi ultimi. Magnetizzazione residua di deposito (MRD) presente in sedimenti molto fini (formazioni marnoso-argillose, varve..). una debole magnetizzazione residua con direzione di magnetizzazione coerente, dovuta allallineamento dei granuli di minerali magnetici sotto lazione del C.M.T. esistente al momento della deposizione della roccia. Magnetizzazione residua secondaria Vengono acquisite nel corso della storia geologica, sovrapponendosi alle altre e alterando significativamente le caratteristiche. La pi importante la magnetizzazione visco-residua (MVR) acquisita da alcune rocce anche in presenza di campi deboli quali quelli esistenti in un comune laboratorio. Si manifesta con una lenta modifica della magnetizzazione residua originaria che si allinea con il nuovo campo agente. RICOSTRUZIONE DELLA POSIZIONE DEI POLI MAGNETICI Linclinazione magnetica del campione data dalla distanza rispetto alla circonferenza. I campioni con inclinazione di 0 sono proiettati sulla circonferenza esterna, quelli con inclinazione di 90 nel centro. I campioni con inclinazione negativa sono rappresentati con cerchietti pieni, quelli con inclinazione positiva con cerchietti vuoti. La declinazione magnetica (angolo tra Nord della magnetizzazione delle rocce e Nord geografico) dato rispetto allasse NS. La direzione di magnetizzazione del campione quindi completamente definita dalla sua posizione nel diagramma. I punti relativi ad una stessa formazione e anche allo stesso sito, presentano normalmente una dispersione pi o meno grande dovuta sia ad errori sperimentali sia a variazioni della magnetizzazione residua da punto a punto della formazione.

9 Quando le dispersioni ottenute sono maggiori di quelle accettabili significa che in alcuni campioni si ha una sovrapposizione di pi magnetizzazioni residue acquisite in tempi diversi, oppure alla instabilit della magnetizzazione residua. Dopo che la dispersione stata ridotta entro dei limiti accettabili si calcola la posizione dei poli magnetici corrispondenti alla direzione di magnetizzazione residua misurata. La conoscenza dellinclinazione e della declinazione del C.M.T. in qualsiasi punto della Terra permette di calcolare univocamente la posizione la posizione dei Poli magnetici.

10 STRUMENTI PER LA MISURA DEGLI ELEMENTI MAGNETICI Quando eseguiamo delle misurazioni magnetiche del terreno misuriamo , , , , o : in campagna generalmente si misura H, F o Z (danno meno problemi perch vengono misurate senza tener conto dellinclinazione del C.M.). A seconda della componente del C.M.T. che si intende misurare si utilizzano strumenti diversi. Attualmente gli strumenti utilizzati sono: per e Variometri Magnetometri fluxgate

Per Magnetometro a protoni Magnetometro fluxgate

se sono orientate secondo Z se sono orientate secondo H se sono orientate secondo F

MAGNETOMETRO FLUXGATE Si tratta di un magnetometro a passaggio di flusso, che consente di misurare le componenti di:

Questo strumento utilizzato nei rilievi di tipo aeromagnetico. Il funzionamento fondato sullimpiego di un elemento sensibile costituito da un nucleo di materiale ferromagnetico tipo ferro-nichel. Se ad un nucleo di tale lega, posto nel C.M.T. (e per tale ragione sede di una determinata densit di flusso) viene sovraimposta una magnetizzazione ciclica, mediante una corrente alternata circolante in una bobina avvolta attorno al nucleo stesso, si ottiene un campo risultante che satura ad ogni periodo il nucleo. Supponiamo di disporre di un circuito magnetico elettrico: in esso si hanno due nuclei paralleli attorno ai quali sono avvolte due bobine eccitatrici identiche. Si tratta di una spira di avvolgimento primario attorno al nucleo e di una spira secondaria per le misure vere e proprie.

11 La tensione alternata applicata a tali bobine eccitatrici, indicata con V rappresentata in fig. a. La densit di flusso B, qualora i nuclei siano fuori dal C.M.T. ha la forma rappresentata in fig. b. Ne deriva una tensione indotta V0 su una seconda bobina avvolta attorno ai nuclei. La forma della V0 rappresentata in fig. c. Questi due avvolgimenti secondari sono collegati ad un voltmetro e quindi ci permette di misurare i potenziali indotti. Finora si supposto che i due nuclei fossero al di fuori del C.M.T. Se il C.M.T. diverso da zero, cio se poniamo il dispositivo nel C.M.T., essendo le direzioni di magnetizzazione dei due nuclei (dovute allavvolgimento primario) opposte tra loro, risulter additivo per il campo alternato indotto in un nucleo e sottrattivo per quello dellaltro. Analizzando ora le tensioni indotte nelle due bobine, si osserva che laggiunta del C.M.T. avr provocato un anticipo di fase per la tensione relativa ad una bobina, ed un ritardo di fase per quella relativa allaltra. La figura della corrente circolante nelle due bobine sar una simmetrica allaltra, come rappresentato in fig. d e in fig. e. MAGNETOMETRO A PROTONI I magnetometri portatili fluxgate impiegano un nucleo sensibile tenuto in direzione verticale, per misurare l'intensit verticale con una sensibilit effettiva di alcuni gamma. Tuttavia anche i magnetometri fluxgate (oltre alle bilance di Schmidt), cominciano ad essere lentamente sostituiti dai magnetometri a protoni che hanno una sensibilit effettiva pi grande (dell'ordine del gamma), ma assoluta precisione, nessuna parte mobile, e misurano il campo totale liberi da errori di orientamento. L'andamento delle anomalie alle alte latitudini (magnetic dip 70 o pi ) praticamente identico per i due strumenti; alle altre latitudini differisce significativamente. Il magnetometro a protoni detto anche magnetometro a precessione, in quanto utilizza la precessione dei protoni ruotanti o i nuclei di idrogeno in un campione di idrocarburo fluido, che pu essere kerosene, alcool o semplicemente acqua. Si tratta di uno strumento sensibile in cui i protoni si comportano come piccoli magneti ruotanti; questi magneti sono temporaneamente allineati o polarizzati mediante l'applicazione di un campo magnetico uniforme (secondario), generato da una corrente in una spira di metallo. Quando la corrente viene tolta la rotazione dei protoni provoca la loro precessione verso la direzione dell'ambiente o campo magnetico della Terra, nel punto in cui si fa stazione, cos come una trottola gira verso il campo di gravit della Terra (vedi Norinelli pag. 116-117); i protoni dotati di movimento di precessione generano un piccolo segnale nella stessa spira utilizzata per polarizzarli, chiaramente dopo aver tolto il C.M. secondario indotto. Questo segnale ha una frequenza proporzionale all'intensit del campo magnetico totale ed indipendente dall orientamento della spira. La costante di proporzionalit che lega la frequenza del segnale allintensit del campo la costante atomica: il rapporto giromagnetico del protone.

12 La frequenza di precessione, tipicamente di 2000H3, misurata mediante un moderno calcolatore digitale come valore assoluto dellintensit del C.M. totale e con laccuratezza di 1 (o in casi particolari di 0.1 , nel C.M.T. che di 50000 . = C.M. totale (quello che appare sul display) 2 K = costante di proporzionalit pari a la costante giroscopica del protone Uso del magnetometro a protoni Attraverso un pulsante si crea il campo elettrico nella spira e dunque il C.M. indotto. I protoni si orientano secondo il C.M.T. in seguito al loro moto di precessione. necessario effettuare almeno 5 o 6 misure in modo da poter poi effettuare una media. Bisogna orientare il magnetometro secondo il polo magnetico e controllare la latitudine. ESECUZIONE E RIDUZIONE DELLE MISURE MAGNETICHE In primo luogo necessario provvedere alla progettazione del rilievo magnetico che tiene conto di: 1. Criteri operativi. Studio e progettazione del rilievo sulla carta geologica (numero e distribuzione delle stazioni). Devono essere scartate, ad esempio, le aree basaltiche poich mascherano molte informazioni, in quanto presentano unalta suscettivit magnetica. 2. Elementi da misurare. , , . = frequenza di precessione =
2

= 2

3. Rilievo regionale. Definizione della maglia fondamentale che pu coprire un arco ad estensione a seconda della rete: I ordine 100 Km II ordine 2-5 Km III ordine relativo a misure di dettaglio per studi geologici e giacimentologici. 4. Scelta delle stazioni. La scelta delle stazioni deve essere effettuata preliminarmente a tavolino, stando attenti alla ubicazione delle stesse, poich i punti prescelti a tavolino non sempre si rivelano validi, infatti quando si effettuano i primi sopraluoghi nella zona, si pu riscontrare la presenza di fonti di disturbo) linee elettriche, cavi telefonici, filo spinato) nei punti prescelti, che falsificherebbero i valori misurati. Un accorgimento interessante pu essere quello di effettuare la misura magnetica a diverse altezze dal suolo; si pu, per tali fini, utilizzare lasta del magnetometro a protoni, che regolabile e che permette allo strumento di mantenersi sollevato a diverse altezze dal suolo. In seguito si effettua una media delle misure dei valori ottenuti e si misura il gradiente (che dovrebbe mantenersi costante in assenza di perturbazione, come nel caso delle sabbie ferrose). 5. Successione delle stazioni. Oltre la distribuzione delle stazioni, si deve prendere in esame il percorso da effettuare (ovvero la successione delle stazioni); ci importante ai fini di

13 utilizzare nel miglior modo il tempo a disposizione scegliendo il percorso pi agevole. La scelta viene fatta dalloperatore. 6. Acquisizione dati. 7. Trattamento dei dati. Correzione diurna. Correzione errore di chiusura. Correzione normale di latitudine e di longitudine.

VARIAZIONE DIURNA Il C.M.T. subisce variazioni con il tempo che possono essere diurne, annuali e secolari. Nei rilevamenti, le variazioni annuali e secolari, generalmente non interessano quando le misure vengono fatte nellarco della giornata. Le stesse, sono importanti se si tratta di ricavare i valori da carte magnetiche che generalmente sono riferite ad epoche precedenti e vanno quindi aggiornate. La variazione diurna diversa da luogo a luogo: la precisione richiesta in un rilevamento fissa il campo in cui essa si pu mantenere costante. Cosi, ad esempio, in un rilevamento di precisione questo campo pu essere allincirca di 100 Km in regioni dove non vi sono forti anomalie magnetiche; in presenza di forti anomalie magnetiche, conviene restringere il campo a poche decine di Km; per distanze di 500 Km si possono manifestare differenze anche di 20. Per valutare la variazione diurna preferibile utilizzare i diagrammi di una stazione registratrice: mancando questa, un procedimento altrettanto sicuro quello di effettuare letture frequenti 5-10 minuti) ad uno strumento lasciato fisso nel luogo opportuno (stazione base) in cui si effettua la prospezione e misurare nei punti stabiliti con un altro strumento. Infatti non affidabile basarsi, per la correzione della variazione diurna, sui valori registrati con un unico strumento che effettua contemporaneamente il rilevamento della zona e torna a intervalli regolari alla stazione base; in questo caso vengono attribuiti alla variazione diurna anche gli errori di chiusura che possono essere tali da falsare completamente landamento della curva di variazione diurna perch non possono essere distinti. La variazione diurna diventa tanto meno importante quanto minore la precisione richiesta; potr anche essere trascurabile in presenza di forti anomalie. opportuno poter contare su uno strumento registratore separato, anche per poter individuare le tempeste magnetiche; queste improvvise, rapide ed irregolari variazioni degli elementi magnetici, rendono infatti, assolutamente privi di significato i dati osservati in quel momento. La correzione diurna il contrario della variazione diurna.

14 Supponiamo di avere 6 stazioni: si effettuano le misurazioni nella stazione base in orari diversi per cui il C.M.T. risente solo delle variazioni diurne. Se si utilizzasse la stazione registratrice non sarebbe necessario luso del grafico poich la stazione si ottiene direttamente.
STAZIONE 1 2 3 4 5 6 ORA 10:00 10:35 10:45 11:55 12:15 13:33 F() 44.250 44.050 44.280 44.320 44.360 44.220 STAZIONE BASE ORA 10:00 10:30 11:00 11:30 12:00 12:30 13:00 13:30 F() 44.220 44.220 44.220 44.230 44.260 44.270 44.250 44.220

44280 44270 44260 44250 F() 44240 44230 44220 44210 9:30 10:00 10:30 11:00 11:30 12:00 ora
Figura 1 - Grafico della stazione base

12:30

13:00

13:30

14:00

Le misure devono essere riferite ad unora, ad esempio le 10:00. Dai valori di F() relativo allora di riferimento (10.00) si traccia una parallela alle ascisse, si pu notare come il C.M.T. rimane costante fino alle ore 11:00 (per cui non necessario fare alcuna correzione) e poi comincia a variare sensibilmente. Di conseguenza le correzioni saranno fatte a partire dalla stazione 4. Bisogna fare la differenza con il valore misurato pi o meno alla stessa ora nella stazione base ma sottratto del valore relativo alla stazione base (44220).
STAZIONE 1 2 3 4 5 6 ORA 10:00 10:35 10:45 11:55 12:15 13:33 F() 44.250 44.050 44.280 44.320 44.360 44.220 Valore corretto 443520-(44260-44220) = 44280 44360-(44270-44220) = 44310 -

Volendo riferire tutte le misure alle 11:30 come valore di riferimento allora si dovr prendere 44230. Il procedimento identico a quello visto sopra.

15 Errori di chiusura Poich il magnetometro uno strumento molto sensibile, le stazioni vengono effettuate in successioni formanti circuiti chiusi, comprendenti ciascuno un numero limitato di stazioni, al fine di tornare dopo un certo tempo alla stazione di partenza (stazione base). Dopo la correzione per la variazione diurna, la misura dovrebbe coincidere; se le misure differiscono di una certa quantit chiamata errore di chiusura, evidentemente vi sono state delle cause che consistono quasi esclusivamente in urti, errori di lettura, fonti di disturbo ecc.. che possono aver alterato il momento magnetico. Se nota la stazione o listante in cui avvenuto lurto determinante, la correzione di chiusura (di segno opposto allerrore di chiusura) si pu applicare integralmente alla stazione effettuata subito dopo lurto e alle successive. Se invece, come spesso avviene, la causa delle variazioni non localizzabile, la correzione va riportata in proporzione fra tutte le stazioni. Se le operazioni di chiusura sono state eseguite con cura, lerrore di chiusura di qualche . Lerrore di chiusura, d, determina la precisione di un rilevamento. Indicando con n il numero delle stazioni, per la teoria dei minimi quadrati, lerrore medio m di una seconda stazione risulta: 2 = 2

Limportanza delle correzioni dipende completamente dalla precisione richiesta nel rilevamento e questa in funzione delle anomalie della zona. In generale si tiene conto di una correzione finch essa maggiore o uguale allerrore consentito, ad esempio se si lavora su terreni a piccole anomalie, al massimo qualche centinaio di e sia richiesta una grande precisione, tutte le correzioni sono importanti e devono essere considerate. Al contrario in presenza di forti anomalie, qualche migliaio di , le correzioni possono essere trascurate.

quando si fa rientro con il magnetometro alla stazione base (1) il valore di deve essere uguale al valore rilevato nel magnetometro fisso della stazione base (che esegue delle misure a intervalli regolari). In caso contrario si dovranno fare le correzioni.

16 CORREZIONI NORMALI DI LATITUDINE E LONGITUDINE Oltre che con il tempo, il C.M.T. varia anche con lo spazio, inoltre noto che queste variazioni non corrispondono allandamento delle coordinate geografiche. Perci queste variazioni andranno ricavate dai rilievi regionali gi eseguiti; per esempio servendosi di carte in cui siano rappresentate le curve isodinamiche, tra le quali si pu supporre che la variazione sia lineare. Queste correzioni sono fondamentali quando la zona da rilevare molto estesa. Per un rilievo di dettaglio si utilizzano carte di III ordine; diversamente sono sufficienti quelle di I e II ordine. Per unit di distanza questa correzione vale: =

La distanza tra due isodinamiche 1 calcolata lungo un arco di meridiano() e parallelo().

Isodinamiche: sono le curve che uniscono i punti della superficie terrestre di uguale componente H o Z ( sono isodinamiche orizzontali o verticali).

17 RILIEVO AEROMAGNETICO I fattori che hanno determinato limpiego di aerei per i rilievi geofisici sono: 1. Necessit di estendere la ricerca su nuove aree, talvolta inaccessibili e desertiche con difficolt di movimento a terra. 2. Necessit di operare in tempi brevi su vaste aree ove interessi lo studio a carattere regionale, strutture petrolifere ecc.. Con il rilevamento a terra infatti vengono evidenziate solo le anomalie superficiali: nel campidano non verrebbero segnalate le Andesiti. 3. Possibilit di impiegare strumenti registratori sufficientemente sensibili e robusti per resistere senza danni alle brusche oscillazioni di quota nel volo ed agli urti inevitabili in fase di partenza e atterraggio. Strumenti impiegati nella prospezione aeromagnetica Date le modalit del volo materialmente impossibile utilizzare per la misura dellintensit del C.M.T. gli strumenti ad ago mobile (variometri), sia a lettura diretta, sia a registrazione. La soluzione del problema si ottiene utilizzando il Fluxgate o il magnetometro a protoni che misurano lintensit del C.M.T. e non le sue componenti. I magnetometri aerotrasportati sono montati su grossi aerei dotati di ampia cabina nella quale sono disposti gli amplificatori ed i registratori su nastro di carta. Se la topografia molto accidentata possono essere usati anche gli elicotteri. Lelemento sensibile pu avere diverse sistemazioni: alcuni lo montano alla fine dellimpennaggio di coda, sotto il timone di direzione; altri alla estremit fissa di unala oppure viene posto in un corpo fusiforme dotato di piume stabilizzatrici e di orientamento (Bird): questo corpo fusiforme contenente il sensore collegato allapparato di registrazione sistemato dentro larea tramite un cavo armato calato dallaereo stesso e lungo 100-150 mt. Le prime due soluzioni semplificano il problema del collegamento ed evitano la possibilit di urti al suolo nel caso di rilievi a bassa quota, ma hanno il grave inconveniente di esporre lelemento sensibile agli inevitabili campi magnetici dovuti alle parti in acciaio dellaereo. I campi magnetici parassiti possono essere eliminati con bobine di compensazione che vengono tarate a terra. Nel caso del Bird questa necessit non sussiste dato che lelemento sensibile sufficientemente lontano dalla massa dellaereo. Pertanto questultima la soluzione pi adottata.

18 Esecuzione delle misure Uno dei punti pi ardui del rilievo aeromagnetico quello di far coincidere i dati del rilievo (profilo) con i punti topografica cui si riferiscono. Il metodo pi idoneo per avere dati utilizzabili quello di ottenere una serie di linee di volo che tocchino, possibilmente ad angolo retto, le strutture da studiare. La distanza tra i profili varia a seconda del problema geologico da risolvere. Nello studio di strutture petrolifere profonde, le distanze possono variare da 1,5-6 Km, indipendentemente dalla coltre sedimentaria sovrastante. Uno studio di problemi geologici di carattere locale, come ad esempio la ricerca di minerali ferromagnetici o di giacimenti, le distanze sono comprese tra 400-800 mt, ma pi spesso 200 mt. per un maggiore dettaglio. I percorsi possono essere effettuati in due modi differenti, secondo: Linee NE-SW Traverse NW-SE Altro fattore fondamentale la quota del volo, che segue due criteri: 1. Altezza costante sul livello del mare (terreni pianeggianti) 2. Altezza costante rispetto alla topografia. un sistema difficoltoso che si adatta per zone ad alto rilievo. Le quote possono essere: A 300 m sul livello del mare landamento della curva molto tortuoso e risente delle anomalie superficiali. A 1000 m sul livello del mare la curva presenta un andamento meno tortuoso rispetto al caso precedente questo perch risente meno delle anomalie superficiali. Viene eseguito per la ricerca di idrocarburi. A 3000 m sul livello del mare la curva presenta un andamento ancora meno tortuoso e ci perch rappresenta landamento delle anomalie regionali con conseguente perdita di tutti i fattori locali. Il rilievo fornisce dati interessanti se eseguito a 2 o 3 quote diverse. In tal caso si possono evidenziare sia le anomalie locali che quelle regionali. Per la Sardegna il rilievo aeromagnetico stato effettuato dallAGIP, dallEMSA alla quota costante di 1380 m sul livello del mare. Sul Gennargentu il rilievo stato eseguito ad una quota superiore ai 2000 m. Per le quote elevate questa prospezione era rivolta pi alla ricerca di idrocarburi che di giacimenti minerari. Nei graniti sono state individuate delle anomalie EW interessanti che si possono cosi spiegare: Anomalie profonde (molto probabilmente) Differenziazioni petrografiche

Questo fenomeno regionale si estende sino alla Corsica.

19 RIFERIMENTO SULLA CARTA TOPOGRAFICA DELLE LINEE DI VOLO DELLAEREO I metodi sono essenzialmente due: 1. Fotografico si scatta una foto nel momento della chiusura in modo da poter trovare lubicazione sulla carta. 2. Radio- Goniometrico il metodo maggiormente impiegato il Shoran. Esso consente una grande precisione ma molto costoso. Il suo impiego indispensabile nei rilievi in regioni desertiche, steppe, paludi, regioni artiche e subartiche, laghi e mari aperti laddove mancano rilievi topografici salienti. Essenzialmente il Shoran, sviluppatosi durante la seconda guerra mondiale, richiede due stazioni fisse, collegate radio-elettricamente con laereo che funge da stazione mobile. Laereo dotato di una trasmittente che invia in modo ritmico un segnale radio della durata di sec; questo viene alternato, 10 volte al secondo, su due frequenze diverse 210 MHz e 320 MHz. Una delle stazioni a terra sintonizzata su una frequenza, cosi come laltra. Ciascuna stazione poi trasmette automaticamente un segnale su unaltra frequenza diversa dalle precedenti. La distanza dellaereo dalle due stazioni proporzionale al tempo che il segnale impiega per partire e tornare allaereo. Queste distanze si ricavano direttamente da una scala graduata sistemata sullaereo. Evidentemente nel piano ci sono 2 punti che possono corrispondere alla posizione dellaereo. Per operando laereo nel raggio visuale delle due stazioni fisse a terra, sar facile scartare la posizione errata. TRATTAMENTO DEI DATI Consiste in una operazione di filtraggio (lisciamento della curva) necessaria a eliminare le basse(fenomeni profondi) eliminando disturbi di varia natura; o le alte, rispetto a quelle di interesse, determinate da varie cause come effetti magnetici dovuti a materiale magnetico addosso alloperatore, linee elettriche, telefoniche ecc.. In una curva di dati osservata i picchi possono essere eliminati attraverso: 1. Processo di lisciamento normale (tecnica troppo soggettiva) 2. Processo di lisciamento analitico una tecnica pi obiettiva ed esatta. Si tratta di effettuare una media corrente o pesata sui dati ottenuti. Consideriamo 5 punti (A,B,C,D,E)
++ 3 10

Media corrente

Media ponderata

+2+4+2+

++ 3

(ad ogni valore attribuito un peso)

20 RAPPRESENTAZIONE DEI RISULTATI La rappresentazione dei risultati lo scopo del rilievo aeromagnetico e ci consente una prima interpretazione. I metodi sono due: 1. Isoanomale 2. Carte magnetiche Isoanomale Con le isoanomale vengono riportate le variazioni del C.M.T. in funzione del tempo; la loro importanza fondamentale. Quando si consulta o si compila una carta magnetica si deve sempre far riferimento al giorno in modo da poter fare eventuali interpolazioni. Carte magnetiche In esse vengono rappresentate le variazione del C.M.T. in funzione dello spazio, pi precisamente le variazioni di , e . Vengono distinte vari tipi di carte: I.

Carte continentali (I ordine) queste carte tengono conto delle grandi anomalie della crosta terrestre soprattutto per gli studi degli elementi magnetici del globo. Carte regionali (II ordine) sono relative al rilievo eseguito su territorio regionale Carte locali (III ordine) - vengono eseguite a scopo di prospezione.

II. III.

I concetti di locale o regionale sono relativi. La compilazione di una carta magnetica richiede diversi requisiti: - deve essere facilmente leggibile; - deve essere la pi rappresentativa possibile delle caratteristiche strutturali geologiche e giacimentologiche; - deve evidenziare le forti anomalie. In Sardegna necessario segnalare le anomalie dovute ai basalti che non vengono rilevati dal rilievo aeromagnetico per il filtraggio. Le stazioni vengono riportate nella carta con i rispettivi valori del C.M.T. che vengono interpolati per ottenere un andamento regolare: per questo motivo i valori estremamente anomali non vengono riportati nella carta.

21 INTERPRETAZIONE DELLE ANOMALIE MAGNETICHE Dopo aver compilato la carta si esegue linterpretazione delle anomalie e si cerca una giustificazione attraverso dei metodi analitici. A seconda degli scopi si esegue una interpretazione di tipo qualitativo o di tipo quantitativo. Interpretazione qualitativa informazione di carattere generale sulla causa che ha prodotto lanomalia magnetica (deviazione del valore osservato in campagna rispetto a quello teorico). Interpretazione quantitativa difficile poich le caratteristiche delle rocce variano (forma, profondit ecc..).

METODI DIRETTI E INDIRETTI DI INTERPRETAZIONE Metodi diretti si dispone di curve teoriche calcolate in precedenza, ognuna delle quali stata costruita ipotizzando una particolare causa nel sottosuolo. Il confronto tra la curva teorica e quella sperimentale permette di determinare la causa che ha determinato lanomalia. Metodi indiretti si tratta di un metodo efficace anche se piuttosto soggettivo. Consiste nel ricostruire passo dopo passo una causa capace di provocare unanomalia identica a quella osservata. Si assume una forma probabile del corpo perturbante, un valore probabile di suscettivit magnetica, si calcola la corrispondente anomalia e la si confronta con quella osservata. Se il confronto non soddisfacente si cambia la forma oppure la posizione del corpo, finch lanomalia calcolata non coincide con quella sperimentale. Pertanto con tale metodo si opera per tentativi. Si parte dal considerare ad esempio una massa mineralizzata con suscettivit magnetica maggiore rispetto alla roccia circostante e si calcola la curva magnetica che questo corpo avrebbe in superficie. Si confrontano le due curve e se non coincidono si agisce sulla profondit. Campo locale e campo regionale. Le carte delle anomalie magnetiche rispecchiano le cause presenti nel sottosuolo di carattere sia regionale che locale. La somma delle anomalie a carattere regionale e locale ci fornisce lanomalia in superficie. A seconda dello studio si da importanza alluna o allaltra anomalia. Eliminando una delle due anomalie posso interpretare laltra. Carta locale per uno studio giacimentologico Carta regionale per le ricerche petrolifere

22 Metodi per la separazione dei campi. I metodi pi usati sono: - Metodo dei minimi quadrati: usato efficacemente quando il trend regionale si pu approssimare secondo un piano inclinato, poich la sua pendenza costante. C = R+A C = campo totale misurato in campagna R = campo regionale A = campo locale A = Z(x, y)-R A = campo locale Z (x, y) = valore della componente verticale del campo magnetico misurato in campagna in un punto di coordinate x, y R = campo regionale Per poter ricavare R indispensabile ricavare le costanti a, b, c: R = ax + by + cz che lequazione di un piano 2 =

Si parte dalla condizione in cui:

Cio, il piano deve discostarsi il meno possibile dalla superficie, per cui:

2 ( )2 ( )2 = 0 2 ( )2 ( )2 = 0

2 ( )2 ( )2 = 0

( )2 =

In questo modo si ottiene R da cui si ricava: A=CR

23 Metodo del cerchio o di Griffin. A = Z (x, y) - (r)

Ad una carta magnetica si sovrappone un reticolo a maglie quadrate. Ad ogni punto del reticolo viene attribuito un valore di anomalia regionale pari alla media dei valori esistenti su una circonferenza di raggio scelto dalloperatore della quale il punto stesso occupa il centro.

(ad esempio gli 8 punti del reticolo che giacciono sulla circonferenza che ha per centro il punto O, sono utilizzati per calcolare lanomalia regionale nel punto O. Tale anomalia la media aritmetica dei valori dei punti ricavati per interpolazione sulla carta magnetica: () = 1 () + 2 () + 3 () + ()

Con questo metodo si realizza la trasformazione da una forma analogica ad una digitale. Le dimensioni del raggio del cerchio sono in relazione al grado di regionalit, e quindi alla profondit alla quale si vuole investigare. Aumentare il raggio del cerchio significa ampliare il campo della regionalit, per cui investigare a maggiore profondit.

24 Metodo della derivata seconda. Questo metodo attendibile per indagini poco profonde, come le ricerche geominerarie. La derivata seconda rappresenta infatti la curvatura delle curve, per cui offre il vantaggio di risentire soprattutto delle cause superficiali ed eliminare leffetto del campo regionale. Si considerano anche in questo caso dei reticoli, ai quali si sovrappongono dei cerchi di raggio diverso, concentrici. Si considerano i valori del campo magnetico ai nodi del reticolo in modo da ottenere: = coefficienti 0 ( ) = funzione di Bessel 0 = valore del centro della circonferenza 1 = valore medio sulla circonferenza di raggio S 2 = valore medio sulla circonferenza di raggio 2 2 = 1 (1 2 ) + 2 (2 2 ) + 3 (3 2 ) 2 2 = 2 (3 41 + 2 ) 2 2 1 = 1 (1 1 ) + 2 (2 1 ) + 3 (3 1 ) 0 = 1 + 2 + 3 () = 0 ( )

Risolvendo il sistema e conoscendo 1 , 2 3 :

Con questo metodo si possono utilizzare carte che rappresentano qualsiasi elemento (campo verticale, orizzontale o intensit).

25 Esempio di lettura delle carte. Un granito ha bassa suscettivit magnetica in confronto ad altri corpi per il basso contenuto in ferro. Una forte anomalia pu essere riferita ad una zona di faglia, per lalto gradiente. Unanomalia magnetica positiva pu essere dovuta ad una risalita del basamento, oppure alla presenza di un filone, oppure di peridotite che da un valore massimo di anomalia magnetica a causa dellaltissimo contenuto in ferro.

Curva con un massimo definito. Per la presenza di questo massimo si pu ipotizzare un corpo mineralizzato di forma ben definita.

Curva senza un massimo spiccato. Presuppone unarea senza corpi ben definiti.