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SISTEMA NERVOSO

Fig. 1 Sistema Nervoso

Il sistema nervoso
costituito dal, sistema
nervoso centrale, che
comprende il midollo
spinale, il tronco e gli
emisferi cerebrali, e da
una
porzione
rappresentata dai nervi
periferici,
sistema
nervoso
periferico,
distinti in nervi spinali e
nervi cranici.
sistema
nervoso
periferico, distinti in nervi
spinali e nervi cranici. Il
sistema nervoso regola i
rapporti del soggetto con
il
mondo
esterno
permettendo di ricevere sensazioni, informazioni per muoversi e per regolare i propri
movimenti in rapporto alle informazioni ricevute. Una parte del sistema, cio quello
che viene definito sistema autonomo, guida i movimenti e tutte quelle attivit relative
alle diverse funzioni degli organi splancnici quali la respirazione, la digestione, il
ricambio, la secrezione, l'escrezione e la riproduzione.

Affinch uno stimolo, sia che provenga dall'esterno, sia che si origini dall'interno del
soggetto, si propaghi nel soggetto stesso, necessario che pi neuroni si colleghino
per costituire quella che viene chiamata una via nervosa. Si tratta di una vera catena
di neuroni connessi tra loro tramite sinapsi.
Lo stimolo si trasmette dal neurone presinaptico a quello postsinaptico tramite la liberazione di sostanze chimiche, i mediatori chimici o neurotrasmettitori, che possono
essere diversi nelle varie parti del sistema nervoso; lacetilcolina per i nervi motori
somatici, l'adrenalina per i nervi dell'ortosimpatico, la serotonina per le vie nervose
encefaliche; tuttavia negli ultimi anni si sono scoperte molte altre sostanze con
funzione di neurotrasmettitore.
Il sistema nervoso centrale per svolgere la sua funzione si organizza in due
compartimenti, un compartimento afferente, attraverso il quale viene percepito

Lo stimolo, e un compartimento effettore, attraverso il quale viene data una risposta


organizzata e integrata allo stimolo.
Il compartimento afferente sensitivo dotato in periferia di strutture capaci di recepire la pi piccola variazione di una determinata energia: i recettori. I recettori si
distinguono in pressocettori, termocettori, recettori di senso specifico. Le terminazioni libere dei nervi sono idonee a trasmettere stimoli dolorifici. Fale compartimento
afferente o sensitivo, sia somatico che viscerale, costituito da tre neuroni, un
neurone periferico, il cui pirenoforo di solito ha sede in un ganglio al di fuori del
sistema nervoso centrale; il prolungamento periferico costituisce il nervo e si collega
con il recettore, mentre il prolungamento centrale contrae sinapsi con il secondo
neurone.
Il secondo neurone di associazione, ha il pirenoforo contenuto nei centri del sistema
nervoso centrale.
Il terzo neurone, il cui pirenoforo situato per lo pi nel talamo, raggiunge con il suo
neurite la corteccia cerebrale.
Il compartimento efferente o motore costituto da due neuroni. Un neurone che dalla corteccia cerebrale si porta ai nuclei dei centri sottostanti, cio ai nuclei motori dei
nervi cranici o al corno grigio anteriore del midollo spinale, e un secondo neurone,
motoneurone somatico o viscerale, il cui pirenoforo situato nei nuclei dei nervi
cranici e nel midollo spinale. Il neurite del motoneurone periferico raggiunge gli organi bersaglio quale la placca motrice di un muscolo striato, un muscolo liscio, o una
ghiandola.

SISTEMA NERVOSO CENTRALE


I L MIDOLLO SPINALE
Il midollo spinale ha una forma cilindrica, ha una lunghezza di circa 40-50 cm e un
diametro di circa 1 cm, contenuto nel canale vertebrale avvolto dai rivestimenti
propri del sistema nervoso: le meningi. Il suo calibro non uniforme, presenta due
rigonfiamenti: un rigonfiamento iniziale o cervicale e uno terminale o lombare. Nel
midollo spinale si distinguono varie porzioni in rapporto ai nervi spinali che da esso si
originano: cervicale, dorsale, lombare e sacrale. Inizia in corrispondenza della prima
vertebra cervicale e termina a livello della faccia superiore della prima vertebra
lombare; a questo punto si riduce notevolmente di calibro, costituisce il cono
midollare fino alla seconda vertebra lombare e quindi il filo midollare che raggiunge il
coccige.
La superficie esterna del midollo presenta anteriormente una profonda scissura e posteriormente un solco, la fessura mediana anteriore e il solco mediano posteriore;
sulle facce laterali si trovano dei solchi longitudinali: l'anteriore corrisponde
all'emergenza della radice anteriore e quello posteriore alla penetrazione della radice
posteriore. Una sezione orizzontale del midollo spinale presenta una zona interna pi
scura a forma di "H", la sostanza grigia, e una esterna, la sostanza bianca.

La sostanza grigia disposta ad H, si divide in corna anteriori e corna posteriori,


collegate tra loro dalla porzione trasversa, commessura grigia; al centro della commessura grigia si trova il canale centrale. Le corna anteriori sono costituite dai pirenofori delle cellule motrici somatiche, i cui neuriti andranno a costituire le radici
anteriori dei nervi spinali. Le corna posteriori, di dimensioni minori, risultano costituite
dai pirenofori delle cellule sensitive, e vengono raggiunte dai neuriti che trasportano
verso il midollo spinale le sensazioni esterne, quindi che provengono dalle radici
posteriori dei nervi spinali. La parte centrale della sostanza grigia costituita dai
pirenofori dei neuroni responsabili della motilit viscerale e da quelli che raccolgono
la sensibilit che proviene dall'interno del corpo. Perci la sostanza grigia del midollo
spinale da un punto di vista funzionale presenta dall'avanti all'indietro centri motori
somatici, nella testa del cono grigio anteriore, motori viscerali, alla base del corno
grigio posteriore, sensitivi viscerali, nel collo del corno grigio posteriore e sensitivi
somatici, nella testa del corno grigio posteriore.
La sostanza bianca, che si dispone perifericamente alla sostanza grigia, costituita da
fibre che si raccolgono in fasci o cordoni che collegano il midollo all'encefalo e
viceversa o diversi tratti del midollo tra loro. I fasci di fibre sono raccolti in tre cordoni:
il cordone anteriore, il cordone posteriore e il cordone laterale. A livello del midollo
spinale si realizza la pi semplice funzione del sistema nervoso cio l'attivit riflessa. Il
riflesso semplice una risposta elementare motrice o secretiva a una stimolazione di
senso. Per espletare tale funzione necessaria una struttura particolare disposta in
periferia capace di percepire una modificazione dell'ambiente esterno, il recettore, un
collegamento tra questo e il midollo spinale, il neurone periferico afferente, che
trasporta la sensazione dal recettore al midollo, e infine un neurone che, partendo dal
midollo spinale, raggiunge direttamente un muscolo o una ghiandola, il neurone
effettore, che, collegandosi all'organo periferico, invii uno stimolo che determini una
risposta motoria o secretoria; vedi per esempio il riflesso rotuleo, uno stimolo
meccanico sul tendine rotuleo determina, per l'attivazione dell'arco riflesso semplice,
una contrazione del muscolo quadricipite femorale.

IL TRONCO CEREBRALE
Il tronco cerebrale quella parte del sistema nervoso centrale che collega il midollo
spinale agli emisferi cerebrali ed costituito dal bulbo o midollo allungato, dal ponte
e dal mesencefalo. Superiormente a esso situato il diencefalo, posteriormente il
cervelletto.
Il bulbo o midollo allungato ha una forma di tronco di cono, leggermente appiattito
dal davanti verso il retro, ha la lunghezza di circa 3 cm, un diametro trasverso di 1-1,2
cm, la porzione inferiore 2,2-2,5 cm della parte pi alta, pesa circa 6,5 g. Esso
separato superiormente dal ponte tramite il solco bulbo-pontino; presenta una faccia
anteriore che sulla linea mediana mostra la fessura mediana anteriore. Tale fessura
nella porzione pi caudale presenta un rilievo che corrisponde all'incrocio delle vie
piramidali. Ai lati della fessura mediana si osservano due rilievi cordo-niformi
determinati dal decorso delle suddette vie. Ai lati dei rilievi delle piramidi per ciascun
lato presente un solco laterale anteriore che delimita un rilievo laterale, l'oliva

bulbare, delimitata posteriormente dal solco retro-olivare. La faccia posteriore del


bulbo divisa in due porzioni: una porzione superiore di forma triangolare a base in
alto, che contribuisce alla costituzione del pavimento del IV ventricolo; una porzione
inferiore extraventricolare.
Il ponte una protuberanza anulare di forma quadrilatera, situata tra il mesencefalo
in alto e il bulbo in basso, separato dal mesencefalo dal solco ponto-mesencefalico.
Ha una lunghezza di circa 27 mm, una larghezza di 38 e uno spessore di 25, pesa circa
16-18 g. La sua faccia anteriore presenta nella porzione mediana il solco basilare ai lati
del quale si notano i rilievi determinati dal passaggio delle vie piramidali. La faccia
posteriore del ponte contribuisce con la faccia posteriore del bulbo alla formazione
del pavimento del IV ventricolo.
II mesencefalo quella parte del tronco compresa tra il ponte inferiormente e il diencefalo superiormente; attraversato dall'acquedotto di Silvio, un canale che unisce il
III al IV ventricolo. Il mesencefalo distinto in una porzione ventrale, i peduncoli cerebrali e in una porzione dorsale, la lamina quadrigemina. I peduncoli cerebrali si dividono a loro volta in una porzione anteriore, piede del peduncolo cerebrale, e in una
porzione posteriore, la calotta. Una sezione orizzontale del mesencefalo mostra la sostanza bianca che costituisce il piede del peduncolo cerebrale costituita da fasci di fibre che scendono dalla corteccia cerebrale per raggiungere i nervi cranici e i nuclei
dei nervi motori spinali: il fascio piramidale. Dorsalmente al piede del peduncolo cerebrale si dispone una striscia di sostanza grigia il locus niger con cellule ricche di
melanina. Posteriormente alla sostanza nera disposta la calotta dei peduncoli cerebrali costituita da nuclei di sostanza grigia e da sostanza bianca. La sostanza grigia
disposta soprattutto intorno all'acquedotto di Silvio ed individuata come sostanza
nera centrale dove sono localizzati nuclei di nervi cranici: si distinguono soprattutto i
nuclei del III e del IV paio dei nervi cranici e il nucleo mesencefalico del nervo trigeFig. 2 e 3
Tronco cerebrale, diencefalo e cervelletto.

mino. Nella calotta del mesencefalo sono present dei nuclei propri annessi al sistema
extrapiramidale, come il locus niger, il nucleo rosso, la formazione reticolare, che si
estende inferiormente al bulbo e superiormente al diencefalo, costituita da nuclei e fibre particolarmente evidenti a livello del mesencefalo; la formazione reticolare coordina attivit motrici molto complesse. La lamina quadrigemina, cio la porzione dorsale del mesencefalo, costituita dai tubercoli quadrigemelli, due superiori, centri della via ottica, e due inferiori in rapporto alla via acustica; i tubercoli quadrigemelli superiori sono collegati ai corpi genicolati laterali mediante i bracci congiuntivi superiori;
mentre i tubercoli quadrigemelli inferiori sono collegati ai corpi genicolati mediali per
mezzo dei bracci congiuntivi posteriori.
IL CERVELLETTO
Il cervelletto occupa la fossa cranica posteriore che viene anche perci indicata come
fossa cerebellare, disposto posteriormente al bulbo e al ponte. La sua forma
paragonabile a un ellissoide a grande asse trasversale. Presenta un diametro
trasverso massimo di 8-10 cm, antera-posteriore di 3-4 cm se viene considerato sulla
linea mediana, di 6-7 cm invece se considerato a livello degli emisferi, un diametro
verticale o spessore di 4-5 cm e un peso di circa 142 g nel maschio e circa 128 nella
donna. costituito da una porzione centrale, il verme, e da due masse laterali, gli
emisferi cerebellari. Sulla superficie esterna del cervelletto sono presenti una serie di
solchi pi o meno pronunciati che lo dividono in lobi, lobuli, lamine e lamelle; il solco
pi pronunciato quello mediano che prende il nome di solco di Vicq d'Azyr. Il
cervelletto unito al tronco encefalico mediante i peduncoli cerebellari superiori che
lo collegano al mesencefalo, medi al ponte e inferiori al midollo allungato, e
costituisce insieme ai peduncoli il tetto del IV ventricolo. In sezione il cervelletto si
presenta costituito in periferia da una lamina di sostanza grigia, la corteccia
cerebellare, e all'interno da una sostanza bianca che a sua volta presenta ammassi di

sostanza grigia: i nuclei cerebellari del tetto, globoso, emboliforme e il dentato. La


sostanza bianca costituita da fibre afferenti che recano impulsi verso il cervelletto e
fibre che dal cervelletto trasportano le informazioni verso il tronco o verso il midollo
spinale. Il cervelletto riceve informazioni dalla cute, dai muscoli, da organi di senso e
mediante vie efferenti invia impulsi ai nervi cranici e al midollo spinale. Il cervelletto
infatti interferisce sugli impulsi di moto per dosarli e coordinarli, cio presiede a quelle
attivit motorie automatiche che regolano l'equilibrio, il coordinamento dell'attivit
muscolare, nonch il tono muscolare stesso.

IL DIENCEFALO
Il diencefalo una formazione mediana che affiora sulla superficie ventrale del
telencefalo e comprende il III ventricolo. costituito dal subtalamo disposto
inferiormente e lateralmente in diretta continuazione con la calotta del mesencefalo
e comprende le porzioni pi craniali del nucleo rosso, della formazione reticolare del
tronco encefalico, formazioni di sostanza grigia e sostanza bianca; dall''ipotalamo che
delimita inferiormente e anteriormente il III ventricolo, comprende i corpi mammillari,
il tuber cinereum, l'infundibolo, il chiasma ottico e le regioni vicine. Dorsalmente nel
diencefalo si trova il nucleo pi importante del diencefalo stesso cio il talamo; le ultime porzioni che costituiscono il diencefalo sono il metatalamo e l epitalamo.

Fig. 4 e 5
Sezioni frontali degli emisferi cerebrali.

Il talamo una massa di sostanza grigia pari e simmetrica di forma ovoidale che medialmente delimita la cavit del III ventricolo, lateralmente e superiormente in rapporto con i nuclei della base, o corpo striato, e da questi separato da una lamina di
sostanza bianca, la capsula interna. Il talamo il centro intermedio tra il midollo, il
tronco e la corteccia cerebrale per le vie sensitive. Ha un diametro longitudinale di circa 35-40 mm, trasversale di 12-22 mm e un diametro verticale di 20-25mm . La sua
estremit anteriore, o polo anteriore, delimita insieme alle colonne del fornice il foro
interventricolare di Monro che mette in comunicazione il III ventricolo con i ventricoli
laterali. L'estremit posteriore viene invece denominata pulvinar che ha in basso rapporti con i tubercoli quadrigemelli superiori. La sua faccia superiore percorsa dal solco optostriato che si mette in rapporto con il nucleo caudato lateralmente e con il
fornice medialmente. Il talamo costituito da una serie di nuclei che vengono distinti
in nuclei anteriori, mediali, laterali e ventrali; questa suddivisione determinata da
una la-minetta di sostanza bianca a forma di "Y", che contiene i cosiddetti nuclei
aspecifici del talamo, e che si dirige dal retro verso il davanti divaricando
anteriormente; tra le due branche anteriori di questa lamina sono contenuti i nuclei
anteriori del talamo.

GLI EMISFERI CEREBRALI O TELENCEFALO


Il telencefalo costituito da due emisferi completamente separati anteriormente e
posteriormente; nella zona intermedia invece sono uniti da una struttura di sostanza
bianca: il corpo calloso. Ciascun emisfero contiene una cavit, il ventricolo laterale,
che comunica con il III ventricolo mediante il foro di Monro. Il telencefalo ha un peso

variabile in rapporto all'et e al sesso, mediamente nell'uomo pesa 1.150 g e nella


donna 1.016 g, le variazioni possibili sono tra i 750 g e i 1.500, il suo diametro

antero-posteriore di 170 mm nell'uomo e 160 nella donna, il diametro trasverso rispettivamente 140 e 135, il verticale 130 e 125; la circonferenza orizzontale massima
di 480 mm. Ogni emisfero presenta una faccia laterale, una mediale e una inferiore. La
faccia laterale, coperta dalle meningi, in rapporto alla volta del cranio; la mediale
in rapporto a una dipendenza della dura madre, la grande falce cerebrale, quella
inferiore poggia sul pavimento della fossa cranica anteriore e media, e
posteriormente sul tento-rio del cervelletto. L'ilo degli emisferi quella zona nella
quale si ha continuit tra il tronco dell'encefalo e il telencefalo. La superficie degli
emisferi telencefalici, che alla nascita piuttosto liscia, gradualmente mostra la
comparsa di rilievi detti giri o circonvoluzioni cerebrali e solchi che lo delimitano. I
solchi in base all'epoca della loro comparsa si dividono in costanti e incostanti,
vengono classificati in primari se compaiono intorno al IV-V mese della vita fetale e
secondari se compaiono dopo il VII mese. I solchi primari e secondari che delimitano i
lobi cerebrali vengono detti solchi interlobari. I solchi interlobari sono 5 e dividono il
mantello cerebrale in 6 parti denominate lobi cerebrali. I solchi interlobari principali
sono la scissura di Rolando, disposta dall'alto verso il basso, la scissura di Silvio
disposta in senso orizzontale dal davanti verso il dietro. I lobi cerebrali sono: il lobo
frontale, il lobo parietale, il lobo temporale, il lobo occipitale, il lobo limbico e il lobo
dell'insula. A una sezione l'encefalo risulta costituito perifericamente da uno strato di
sostanza grigia dello spessore di circa 3 mm, la corteccia cerebrale. La corteccia
cerebrale costituita da numerose serie di cellule, la maggior parte di forma
piramidale, di grandezza variabile dalle grandi cellule piramidali, le cellule giganti
piramidali di Betz, fino alle piccole cellule piramidali. Profondamente alla corteccia
situata la sostanza bianca costituita da fibre che derivano dalle cellule piramidali e si
portano verso il tronco e il midollo spinale, oppure da quelle fibre che da diverse
sezioni dell'asse cerebrospinale si portano alla corteccia cerebrale. Profondamente
alla sostanza bianca si trovano i nuclei della base che sono il nucleo caudato e il
nucleo lenticolare, nell'insieme questi costituiscono il corpo striato. Il corpo striato
gioca un ruolo importante nella regolazione del tono muscolare e la sua lesione
determina malattie caratteristiche del tipo del morbo di Parkinson. Profondamente
negli emisferi cerebrali si trovano due cavit dette ventricoli laterali. La sostanza
bianca degli emisferi cerebrali a livello della parte pi profonda si organizza
costituendo delle lamine che prendono il nome di capsule, distinte in interna, esterna
ed estrema. La capsula interna, che presenta una forma a concavit laterale, si trova
tra il talamo e il nucleo caudato medialmente, e il nucleo lenticolare lateralmente.
Nella capsula intema decorrono fibre di proiezione corticifuga e corticipete. Nel
ginocchio decorre il fascio genicolato motore somatico che si porta ai nuclei dei nervi
cranici; nel braccio posteriore il fascio conico spinale o piramidale, anch'esso motore,
che si porta al midollo spinale. Le formazioni commessurali. Tra gli emisferi cerebrali
sono situate formazioni commessurali o interemisferiche; queste sono: il corpo
calloso, il fornice, il setto pellucido e la commessura anteriore.

Il corpo calloso costituito da fibre disposte trasversalmente; una lamina che si pu


osservare nel fondo della scissura interemisferica e presenta una lunghezza di 7-8 cm:
in essa si distingue il corpo che la parte principale, il ginocchio, porzione anteriore
denominata anche rostro, e la porzione posteriore, lo splenio del corpo calloso.
Il fornice o trigono cerebrale una struttura di sostanza bianca di forma triangolare
con l'apice anteriore e la base disposta posteriormente che presenta quattro prolungamenti o pilastri, due anteriori che delimitano con il polo anteriore del talamo i fori di
Monro di comunicazione tra il III ventricolo e il ventricolo laterale; due posteriori che
si portano posteriormente al di sotto del corpo calloso. Il suo corpo poggiato sulla
faccia superiore del talamo e fa da tetto al III ventricolo.
Il setto pellucido una lamina di tessuto nervoso sottile e trasparente disposta tra il
corpo calloso in alto e il trigono inferiormente; ha una forma pressoch triangolare
con l'apice in avanti e la base disposta posteriormente, separa i ventricoli laterali tra
loro.
La commessura anteriore un fascio di sostanza bianca che unisce i due emisferi
passando davanti alle colonne anteriori del fornice.
Le aree corticali. Nella corteccia cerebrale si possono individuare numerose aree a
funzionalit specifica; per esempio anteriormente alla scissura di Rolando, in corrispondenza della circonvoluzione frontale ascendente, situato il centro della motilit
volontaria, mentre posteriormente alla scissura di Rolando, zona post-rolandica o
circonvoluzione parietale ascendente, ha sede la percezione della sensibilit; la
percezione uditiva raccolta dalla corteccia del lobo temporale, quella visiva dalla
corteccia del lobo occipitale; esistono poi centri intellettivi della parola, della scrittura,
della comprensione del linguaggio, della lettura che hanno sede prevalentemente
nell'emisfero sinistro a livello della corteccia dell'insula.
Le cavit dell'encefalo
Nell'interno del sistema nervoso centrale si trovano delle cavit. Nel midollo spinale
presente il canale centrale dell'ependima, tra tronco cerebrale e cervelletto il IV
ventricolo, nel mesencefalo l'acquedotto di Silvio, nel diencefalo contenuto il III

SISTEMA NERVOSO
ventricolo e negli emisferi cerebrali i ventricoli laterali. Il IV ventricolo delimitato
anteriormente dalla faccia dorsale del bulbo e dalla faccia posteriore del ponte, posteriormente dai peduncoli cerebellari e dal cervelletto; comunica in basso con il canale centrale dell'ependima e in alto con l'acquedotto di Silvio. Il III ventricolo situato nel diencefalo, delimitato lateralmente dai talami, superiormente dal trigono
e inferiormente si continua nell'acquedotto di Silvio; anteriormente e lateralmente
attraverso i fori di Monro comunica con i ventricoli laterali. I ventricoli laterali sono
contenuti negli emisferi, presentano una porzione centrale e prolungamenti che si
portano a insinuarsi nei vari lobi, prolungamento anteriore o frontale, inferiore o

temporale e posteriore od occipitale. Nei ventricoli esistono delle strutture vascolari


che prendono il nome di plessi coriodei.

Il liquido cefalorachidiano. I plessi corioidei producono il liquido cefalorachidiano,


liquido limpido che circola nei ventricoli, negli spazi subaracnoidei, non coagula, ha
una densit di 1.007, contiene 0,2-0,3 g di proteine per litro, 0,5 g di glucosio, 7 g di sali
e una quantit di urea uguale alla concentrazione del sangue; possono essere
presenti 2-3 linfociti per ogni mm3 e la sua pressione alla puntura lombare misura 12-13
cm d'acqua.
Le meningi
Il sistema nervoso centrale rivestito da membrane che andando dall'esterno verso
l'interno sono: la dura madre, spessa e fibrosa; laracnoide e la pia madre o meninge
vascolare poich su di essa si dispongono i vasi; quest'ultima segue le anfrattuosita
dell'asse cerebrospinale. Tra l'aracnoide e la pia madre esiste uno spazio detto spazio
subaracnoideo nel quale circola il liquido cefalorachidiano. Dalla dura madre si
dipartono delle dipendenze, le pi importanti sono: la grande falce che divide i due
emisferi cerebellari, la tenda o tentorio del cervelletto che si dispone tra la faccia
inferiore dei lobi occipitali e la faccia superiore del cervelletto e la tenda dell'ipofisi
che chiude la sella turcica.
La vascolarizzazione
L'encefalo irrorato dall'arteria carotide interna e dall'arteria vertebrale, queste
costituiscono una struttura anastomotica caratteristica in corrispondenza della base
dell'encefalo che prende il nome di poligono di Willis. Il sangue refluo dell'encefalo
drenato da strutture particolari che sono i seni venosi. Si distinguono in seno sagittale
superiore, che decorre sul margine superiore della grande falce, i seni laterali che
decorrono sul margine posteriore della tenda del cervelletto e i seni sigmoidei che si
portano inferiormente e vanno a costituire la vena giugulare interna (Fig. 8.8).

Il compartimento afferente o sensitivo


Le vie sensitive. Le vie sensitive che raggiungono la corteccia cerebrale sono costituite da almeno tre neuroni. Il primo neurone collega la periferia, cio i recettori della
cute, delle mucose, dei muscoli dei tendini e dei visceri, al midollo spinale e al tronco
encefalico. Questo primo neurone contrae sinapsi a questo livello con il II neurone
che trasporta gli impulsi fino al talamo, dove sono situati i neuroni che rappresentano
l'ultima tappa della via sensitiva dal talamo all'area sensitiva della cor- teccia
cerebrale. La maggior parte di queste vie che raggiungono la corteccia crociata di
modo che ciascuno emisfero cerebrale registra le sensazioni che avvengono dal lato
opposto del corpo.
La via tattile protopatica, che veicola sensazioni coscienti e incoscienti mal localizzabili e poco discriminabili; questa ha il suo primo neurone con il pirenoforo loca-

lizzato nel ganglio spinale, o in un ganglio nel decorso di un nervo cranico, ed costituito dalla caratteristica cellula pseudounipolare o a "T". Esse raggiungono, se si
tratta di sensibilit spinale, la radice posteriore, quindi contraggono sinapsi con il II
neurone nella testa del corno grigio posteriore; si forma cos il fascio spino-talamico
anteriore che decorre nel tronco e raggiunge il nucleo ventro-postero-laterale del talamo; contrae qui sinapsi con il III neurone il cui neurite raggiunge la corteccia sensitiva della circonvoluzione parietale ascendente o post-Rolandica.
La sensibilit tattile epicritica ha origine analoga alla precedente via, cio il I neurone
situato nel ganglio spinale; questa via trasporta una sensibilit pi discriminativa; il
primo neurone a livello del midollo spinale costituisce il cordone posteriore dello
stesso, cio i fasci di Goll e Burdach e raggiunge i nuclei disposti a livello del bulbo, il
nucleo di Goll e di Burdach. Qui hanno sede i pirenofori del secondo neurone, i cui
neuriti, costituendo il nastro di Reil o fascio bulbo-talamico, raggiungono anche loro il
nucleo ventro-postero-laterale e quindi la corteccia sensitiva.

Fig. 6

Irrorazione dell'encefalo e Poligono di Willis.

La sensibilt termo-dolorifica: il primo neurone ha la stessa sede, attraversa la radice


posteriore del nervo spinale, contrae la prima sinapsi nel nucleo della testa de l corno
grigio posteriore; il neurite del secondo neurone si associa al fascio spino talamico
laterale per raggiungere il talamo e quindi la corteccia cerebrale.
La sensibilit propiocettiva cosciente trasportata da un primo neurone che ha sede
nel ganglio spinale che raggiunge i fasci di Goll e di Burdach, nonch i nuclei di Goll e

di Burdach; si associano alle fibre che hanno gi costituito il nastro di Reil,cio quelle
della sensibilit tattile epicritica, raggiungono il talamo e quindi la corteccia cerebrale.
La sensibilit propiocettiva incosciente: il primo neurone ha comunque sempre sea
nel ganglio spinale, raggiunge il midollo spinale con la radice posteriore del nervo
spinale e contrae sinapsi a livello del collo del corno grigio posteriore; qui il neurite dei
neuroni presenti costituisce i fasci spino-cerebellari ventrale e dorsale, che
raggiungono

Fig. 7
Aree Cerebrali

IL CERVELLETTO.

QUESTA

VIA DELLA SENSIBILIT PROPIOCETTIVA INCOSCIENTE TRASPORTA UNA

SENSIBILIT PROFONDA CHE PROVIENE DALLE CAPSULE ARTICOLARI, DAI TENDINI, DAI MUSCOLI DAI
LEGAMENTI E, RAGGIUNGENDO IL CERVELLETTO, D INFORMAZIONI PER IL MANTENIMENTO
DELL'EQUILIBRIO E DEL TONO MUSCOLARE.

Il compartimento efferente o motore


LE vie piramidali

SI ORIGINANO DALLE CELLULE GIGANTO-PIRAMIDALI O PIRAMIDALI IN GENERE

DELLA CORTECCIA MOTRICE DEGLI EMISFERI CEREBRALI, CIO DELLA CIRCONVOLUZIONE FRONTALE
ASCENDENTE O PREROLANDICA; I NEURITI DI QUESTI NEURONI CONTRIBUISCONO ALLA COSTITUZIONE
DEL CENTRO SEMIOVALE DEGLI EMISFERI CEREBRALI, DECORRONO NEL GINOCCHIO E NEL BRACCIO
POSTERIORE DELLA CAPSULA INTERNA, PERCORRONO IL TRONCO CEREBRALE; ALCUNE TERMINAZIONI
RAGGIUNGONO I NUCLEI MOTORI SOMATICI E VISCERALI DEI NERVI CRANICI, LE ALTRE, RAGGIUNTA LA

PORZIONE INFERIORE DEL BULBO, PARZIALMENTE SI INCROCIANO E DANNO LUOGO AI FASCI PIRAMIDALE DIRETTO E PIRAMIDALE CROCIATO.

Fig. 8
Schema delle vie piramidale

IL PIRAMIDALE DIRETTO DECORRER NEL CORDONE ANTERIORE del midollo spinale, il crociato nel
cordone laterale. I neuriti, che costituiscono il fascio piramidale diretto, vanno a
contrarre sinapsi con il secondo motoneurone posto nel corno grigio anteriore del
lato opposto del midollo spinale. Mentre invece quelli che costituiscono il fascio
piramidale crociato vanno a contrarre sinapsi con i moto-neuroni del corno grigio
anteriore omolaterale del midollo spinale. In conclusione tutta la via motrice una via
crociata, per cui gli impulsi che partono da un emisfero cerebrale vanno a dare
l'impulso di moto della met opposta del corpo (Fig. 8.10).
Il sistema extrapiramidale. Affiancate al sistema piramidale, esiste un'altra serie di vie
nervose a cui deputato il controllo e la modulazione degli stimoli motori; questo
prende impropriamente il nome di sistema extrapiramidale. Di questo sistema fa
parte una serie di fasci che provengono da diverse zone del tronco e vanno a
influenzare l'attivit motoria del midollo spinale, per esempio, il fascio reticolospinale, vestibolo-spinale, olivo-spinale, rubro-spinale, tetto-spinale. Alcuni di questi
fasci sono deputati per esempio ad aumentare il tono muscolare, altri a diminuirlo, ma
soprattutto contribuiscono alla modulazione e all'automatismo dei movimenti dei
grandi gruppi muscolari.

IL SISTEMA SIMPATICO O S.N.A.


Questa parte del sistema nervoso regola l'attivit secretiva delle ghiandole, la motilit
della parete dei visceri e dei vasi, domina l'attivit della muscolatura liscia, presiede ad
attivit della vita vegetativa inviando stimoli effettori e regolatori all'apparato
digerente, respiratorio, urogenitale, endocrino e cardiocircolatorio (Fig. 8.11). Si
distinguono nel sistema nervoso autonomo dei centri nel nevrasse e organi nervosi
Fig. 9 Sistema ortosimpatico periferico

periferici. I centri nevrassiali sono presenti nel tronco encefalico e nel midollo spinale.
Il sistema nervoso autonomo ha due componenti: l'orto e il parasimpatico. Il sistema
ortosimpatico ha centri nevrassiali nelle colonne viscero-effettrici e visce-ro-sensitive
che occupano il tratto del midollo spinale da C8 a L2. Il sistema parasimpatico ha
nuclei nel tronco encefalico e nel tratto S2-S4 del midollo spinale. La porzione
periferica dell'ortosimpatico rappresentata da un cordone: la catena laterovertebrale del simpatico, che si estende dal cranio fino al coccige e presenta dei
gangli lungo il suo decorso, in prossimit della colonna vertebrale, detti gangli vertebrali, distinti in cervicali, toracici, lombari, sacrali e coccigei. Inviano rami periferici
per i vasi sanguigni e per i visceri.
Il parasimpatico comprende centri viscerali e nevrassiali situati soprattutto nel tronco
encefalico, fibre efferenti annesse ai nervi cranici oculomotore, faciale, intermedio,
glossofaringeo e vago. Mentre il parasimpatico sacrale comprende centri nevrassiali
situati nel segmento sacrale del midollo spinale.

IL SISTEMA NERVOSO PERIFERICO


Il sistema nervoso periferico comprende: i nervi spinali, i nervi cranici e gli organi di
senso specifico.
I NERVI SPINALI
Sono costituiti da fibre nervose:
- motrici somatiche, il cui pirenoforo situato nel corno anteriore del midollo spinale;
- motrici viscerali, il cui pirenoforo situato nel corno laterale del midollo spinale o in
un ganglio viscerale;
- sensitive somatiche e viscerali, il cui pirenoforo contenuto, come stato gi detto,
nei gangli spinali.
0 nervi spinali sono 31 paia che fuoriescono dal canale vertebrale attraverso i fori intervertebrali, fa eccezione a questo il primo paio che esce dal canale vertebrale disposto tra l'occipite e l'atlante e le ultime due paia, cio il XXXII e il XXXIII, rudimentali,
che rimangono nel sacco durale. Usciti dal canale vertebrale i nervi spinali si distribuiscono con la parte somatica alla porzione corrispondente del corpo, cio alla
zona occipitale, al collo, al tronco, agli arti e con la porzione viscerale alla catena latero-vertebrale dei plessi paravertebrali dell'ortosimpatico oltre che del parasimpatico sacrale. I nervi spinali sono distinti in cinque gruppi: 8 paia cervicali, 12 toracici, 5
lombari, 5 sacrali e un paio coccigei. Ciascun nervo spinale costituito da due radici:
una radice anteriore e una radice posteriore che si fondono insieme per costituire il
tronco del nervo spinale che, appena uscito dal canale vertebrale, si divide in due
rami, un ramo ventrale e un ramo dorsale. Il ramo dorsale si distribuisce metamericamente alle strutture muscolari e cutanee della regione dorsale, mentre il ramo ventrale si organizza a costituire i cosiddetti plessi o si porta nella parete toraco-addominale.
Si distinguono il plesso cervicale, brachiale, lombare, sacrale e coccigeo.

PLESSO CERVICALE
Fig.10 Schema del Plesso Cervicale

Rami

Nervo del muscolo sternocleidomastoideo C3


Nervo del muscolo trapezio (C3-C4 )
Nervo cervicale discendente (C2-C3)
Nervo frenico (ramo terminale) (C3-C4-C5 )
Nervo piccolo occipitale(C2-C3)
Nervo grande auricolare C3
Nervo trasverso del collo C3
Nervo sopraclavicolare C3-C4

Territorio di innervazione

Muscoli: sottoioidei
Muscolo: diaframma
Cute: regione occipitale
Cute: padiglione auricolare regione mastoidea
regione temporale
Cute: regione sopraioidea e sottoioidea
Cute: fossa clavicolare parte infero-laterale
del collo e della spalla e parete anteriore del
torace fino alla IV costa

PLESSO BRACHIALE
Fig.11Schema del Plesso Brachiale
Rami

Territorio di innervazione

Nervo muscolo cutaneo

Muscoli: bicipite brachiale;

C5-C6-C7

coraco-brachiale; brachiale
Cute:
parte
dell'avambraccio

laterale

Nervo mediano
C5-C-C7-T1

Nervo ulnare
C7-C8-T1

Muscoli: flessori
mano

avambraccio

Cute: regione volare del polso; parte


radiale della palma della mano;

Nervo
cutaneo
dellavambraccio

mediale

faccia palmare delle prime tre dita;


met radiale del IV dito

C8-T1
Nervo cutaneo mediale del braccio

Muscoli: flessori
mano

avambraccio

C8-T1

C5-C6-C7-C8-T1

Cute: regione volare della mano e


delle dita (medialmente al IV dito);
regione dorsale della mano e delle
dita (medialmente al III dito)

Nervo radiale

Nervi intercostali
T2-T12

Cute: faccia volare avambraccio


(met ulnare)
Cute: ascella
braccio

faccia

mediale

Muscoli: estensori del braccio e


avambraccio Cute: regione dorsale
braccio avambraccio e mano

Cute: del torace e dell'addome;


pleure; periostio delle costole
muscoli intercostali

PLESSO LOMBARE

Rami

Territorio di innervazione

Nervo ileo-ipogastrico T12-L1

Muscoli: retti
dell'addome e
piramidale Cute: regione glutea e
ipogastrica

Nervo ileo-inguinale L1

Muscoli: larghi dell'addome


Cute: regione inguinale e pudenda
Muscolo: cremastere

Nervo genito-femorale L1 L2

Cute: regione pudenda e radice


della coscia
Cute: faccia laterale della coscia

Nervo cutaneo laterale della coscia


L2 L3

Muscoli: iliaco, pettineo, psoas,


quadricipite femorale, sartorio Cute:
faccia ventrale della coscia e della
gamba, faccia mediale del piede

Nervo femorale L1 L2 L3 L4

Muscoli: adduttori (breve, grande e


lungo) gracile e otturatore estemo
Cute: faccia mediale coscia

Nervo otturatorio L2 L3 L4

Fig.12 Schema del plesso lombare.

PLESSO SACRALE
Fig.13
Schema del plesso sacrale.

Rami

Territorio di innervazione

Nervo gluteo superiore

Muscoli: medio e piccolo gluteo

L4 L5 S1

e tensore della fascia lata

Nervo gluteo inferiore

Grande gluteo

L5 S1 S2

Articolazione dell'anca

Nervo femorocutaneo posteriore

Parte inferiore natica perineo,

S1 S2 S3

regione posteriore coscia

Nervo sciatico

Muscoli: bicipite, semitendinoso,

L4 L5 S1 S2 S3

semimembranoso, grande adduttore


Cute: regione posteriore gamba

Nervo peroneo comune


L4 L5 S1 S2

Bicipite
femorale(capo
breve)peronei
(breve,
lungo,
anteriore),tibiale anteriore, estensori
del piede. Articolazioni del ginocchio
e del piede, cute: regione antera
laterale della gamba e dorsale del
piede

Nervo tibiale.
L4 L5 S1 S2 S3

Muscoli: flessori della gamba e del


piede
Cute: della regione posteriore della
gamba e plantare

NERVI CRANICI
Fig.14 Schema dei Nervi Encefalici

N
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vi

T
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p
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M
S
M
V
S
S
S

Nuclei
di
origine

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olo
cer
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ale
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sa
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erp
ed
unc
ola
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Ramo
superiore:M.
retto sup.,
elevatore
della
palpebra
superiore

Tra
ponte
e
mesen
cefalo
ventral
mente
allacq
uedott
o
di
Silvio

Die
tro
ai
tub
erc
oli
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adr
i
ge
me
lli
pos
t.

Muscolo
obliquo
superiore

Ramo
inferiore:M.
retto
mediale
,
retto inf. e
obliquo inf.
m. sfintere
della pupilla,
m. ciliare

V
Tri
ge
mi
n
o

M
S
M
V

Nucleo
mastic
atorio,
nucleo
access
orio,
locus
cerule
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;
nucleo
della
radice
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Fac
cia
lat
era
le
del
po
nte

Cute
della
regione
occipitalofrontale,
sopraciliare,
palpebra
sup., ala del
naso,
mucosa seni
frontali,
sfenoidali,
cellule
etmoidali,
congiuntiva
cornea.
Cute
del
labbro sup.,
guancia
,
palpebra inf.
,
mucosa
palato, fosse
nasali,
gengive
superiori,
polpa
dentaria
denti sup.
Cute
guancia,
mascella,
regione
masseterina,
mento
,padiglione
auricolare,
mucosa
pavimento
della bocca,
gengive inf.,
polpa
dei
denti
inf.,
due
terzi
rostrali della
lingua.
Muscoli

masticatori
VI
A
b
du
ce
nt
e

M
S

Nucleo
princip
ale e
nucleo
access
orio

VI
I
Fa
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al
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M
S

Nucleo
somat
omoto
re,
nucleo
viscero
motor
e
(muco
lacrim
onasal
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salivat
orio
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Sensiti
vo:gan
glio
genico
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ic
e
d
is

Sol
co
bul
bopo
nti
no

Muscolo
retto
laterale

Sol
co
bul
bopo
nti
no

Sensibilit
esterocettiv
a: cute del
condotto
uditivo
esterno e del
padiglione
auricolare.
Sensibilit
interocettiva
:mucosa del
velo palatino
e
margine
della
lingua;sensib
ilit
gustativa
due
terzi
ant.
della
lingua
e
sensibilit
propriocetti
va
dei
muscoli
mimici
Somatomotr
ice:muscoli
pellicciai
della faccia,
del collo, del
padiglione
auricolare e
muscolo
stapedio.
Muscolo
digastrico e

c
e
n
d
e
n
t
e
VI
II
St
at
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ac
us
tic
o

IX
Gl
os
so
fa
ri
ng
eo

stilo ioideo
Visceromoto
re:secrezion
e ghiandole
lacrimali,nas
ali,sottoman
dibolari
e
sottolinguali

V
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i
i
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S
M
V
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S
S
V

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omoto
re:nucl
eo
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uo
Viscer
omoto
re:nucl
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salivat
orio
infer.;
viscero
sensiti
vo:gan
glio
otico;
somat
osensit

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a
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co
lat
era
le
pos
ter.
Del
mi
dol
lo
allu
ng
ato

Interocettiva
:mucosa
della faringe,
dellistmo
delle
fauci,della
tromba
auditiva,
dorso della
lingua dietro
al
V
linguale.Pro
priocettiva:
barocettori
del
glomo
carotideo.
Gustativa:cal
ici gustativi
del
V
linguale.
Motore

ivo:ga
nglio
sup. e
petros
o

X
Va
g
o

M
S
M
V
S
S
S
V

Somat
omoto
re:nucl
eo
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uo
Viscer
omoto
re:nucl
eo
cardio
pneum
oenteric
o;
viscero
sensiti
vo:nuc
leo
rotond
o;
somat
osensit
ivo:dor
sale
del
vago

viscerale:mu
scolo
stiloglosso,s
tilofaringeo,
costrittore
sup.
della
faringe,
faringostafilino,secr
ezione
salivare della
ghiandola
parotide.
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ri
o

Co
me
il IX

Interocettiva
:faringe,
laringe,alber
o
respiratorio,
tubo
digerente
fino al colon
trasverso.
Propriocetti
va:calici
gustativi
contenuti
nella mucosa
dellepiglotti
de.
Muscolatura
striata
del
velo
palatino,fari
nge,laringe,
muscolatura
liscia
dellesofago,
stomaco,
intestino
tenue
e
crasso,
mucolatura
liscia
dellalbero
tracheobronchiale,

miocardio,
eccitosecret
ore
delle
ghiandole
annesse
allapparato
digerente e
respiratorio
XI
Ac
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ss
or
io

M
S

Spinal
e:mido
llo
spinale
;del
vago
:bulbo
(nucle
o
laringe
o
e
nucleo
dors.
del
vago)
spinale

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o
gl
os
so

M
S

Bulbo:
ala
bianca
interna

Sol
co
lat.
Pos
teri
ore
del
mi
dol
lo

Corde
vocali(laring
e), muscolo
sternocleido
mastoideo,
muscolo
trapezio

Sol
co
pre
oliv
are

Muscoli della
lingua,
muscolo
stiloglosso,
muscolo
ioglosso,
muscolo
genioglosso
e muscolo
genioioideo

MS:motore somatico MV: motore viscerale; SS: sensitivo somatico SV: sensitivo
viscerale

GLI ORGANI DI SENSO SPECIFICO

L'olfatto
annesso al primo paio dei nervi cranici. Il recettore delle vie olfattive situato nella
mucosa nasale in corrispondenza della volta delle cavit nasali e in parte sulle pareti
laterali. Nella mucosa olfattiva si trovano cellule olfattive e cellule di sostegno. Le
cellule olfattive sono il vero recettore olfattivo e con le loro terminazioni
costituiscono il nervo olfattivo che trasmette al bulbo olfattivo gli stimoli. Dal bulbo
olfattivo si origina il tratto olfattivo costituito dai neuriti dei pirenofori che sono situati nel bulbo olfattivo stesso; posteriormente il tratto olfattivo si divide in due strie
olfattive laterale e mediale che delimitano, divergendo, il trigono olfattivo. La terminazione delle fibre olfattive la zona dell'amigdala che ha collegamenti con l'ipotalamo: In tale zona esistono tre aree principali corticali che sono raggiunte dalle
afferenze del bulbo olfattivo, le aree pre-piriforme, piriforme ed entorinale. Queste
aree sono considerate come le aree della percezione della sensibilit olfattiva.

Fig. 16

Apparato olfattivo.

L'organo della vista


Fig. 17 e 18Occhio e muscoli dellocchio

Annesso al secondo paio dei nervi cranici, rappresentato dai bulbi oculari, che
contengono i recettori visivi; dagli organi annessi al bulbo oculare che ne
determinano la motilit e che lo proteggono. Gli organi che determinano la motilit
del bulbo sono i muscoli estrinseci e le fasce rispettive. Gli organi che proteggono il
bulbo oculare sono le sopracciglia, le palpebre, le ghiandole lacrimali e le vie lacrimali.
La conduzione degli impulsi visivi data dalle vie ottiche costituite dal nervo ottico,
dal chiasma dei nervi ottici, dai tratti ottici e dalle radiazioni ottiche che raggiungono il
lobo occipitale. Le vie ottiche riflesse collegano l'organo della vista ai corpi genicolati,
al pulvinar e ai tubercoli quadri-gemelli per la regolazione dei riflessi legati alla
percezione luminosa.
Il bulbo oculare di forma irregolarmente sferica, il suo diametro ante-ro-posteriore
di 2,5 cm , il verticale e il trasverso di 2,3, pesa 7-8 g ed elastico. La sua consistenza
legata alla pressione dei liquidi contenuti nel bulbo oculare che pari a 25 mm di
mercurio. Il bulbo oculare costituito da una parete e da un contenuto. La parete
costituita da tre membrane: la tunica esterna, la sclera; la tunica media, vascolare o
uvea, la tunica interna, nervosa o retina.
La sclera una lamina connettivale opaca, resistente, bianca sulla sua superficie
esterna, con alcuni orifizi per il passaggio del nervo ottico posteriormente, delle ar-

terie ciliari e delle vene proprie del bulbo oculare, le vene vorticose. Costituisce i
cinque sesti della tunica esterna, il resto, anteriore, ha un raggio di curvatura minore,
perfettamente trasparente e prende il nome di cornea. Nella zona di passaggio tra
sclera e cornea situato il canale di Schlemm, di tipo venoso che viene utilizzato per il
deflusso dell'umor acqueo dalla camera anteriore dell'occhio.
La tunica media, o coroide, costituita essenzialmente da vasi, contiene infatti le
arterie e le vene del bulbo oculare; anteriormente la coroide si trasforma nei corpi
ciliari. La linea che delimita tale passaggio prende il nome di ora serrata. Nei corpi
ciliari si trovano il muscolo ciliare e i processi ciliari. Il muscolo ciliare regola con la sua
contrazione il riflesso dell'accomodazione, agendo sul cristallino e condizionandone il
raggio di curvatura. I processi ciliari producono l'umor acqueo che contenuto nella
camera anteriore dell'occhio

L'iride la parte pi anteriore della coroide; visibile anteriormente perch traspare


al di sotto della cornea e presenta un foro centrale, la pupilla. Nello spessore dell'iride
sono situati fascetti muscolari disposti circolarmente e radialmente; questi fascetti
costituiscono il muscolo sfintere e dilatatore della pupilla, che regolano la dimensione
e il diametro della pupilla e la quantit di luce che entra nella camera dell'occhio. La
retina la tunica pi interna del bulbo oculare, distinta in due porzioni, cieca e
visiva. La porzione cieca corrisponde a quella zona della retina che riveste l'iride e i
corpi ciliari. La porzione visiva o nervosa rappresenta il fotorecettore. La retina una
membrana costituita da pi strati: alcuni contengono le cellule che rappresentano il
primo tratto della via ottica; lo strato pi esterno dato dai coni e dai bastoncelli,
recettori visivi, a cui fanno seguito, mediante le sinapsi, le cellule bipolari a cui
seguono le cellule multipolari. I neuriti delle cellule multipolari abbandonano le retina
e costituiscono il nervo ottico. L'osservazione della zona posteriore del bulbo oculare
a livello retinico mette in risalto una zona depressa tondeggiante, la papilla, che la
zona di convergenza delle fibre ottiche e corrisponde all'origine del nervo ottico, e
una zona ellittica, macula lutea, la zona della visione distinta nella quale sono
numerosissimi i coni. Nell'interno del bulbo oculare si trova il cristallino, l'umor
acqueo e l'umor vitreo.
Il cristallino una lente biconvessa, trasparente, costituita da epitelio, contenuto in
una membrana elastica; disposto posteriormente all'iride e contribuisce, insieme
all'iride stesso, alla delimitazione della camera anteriore dalla camera posteriore.
mantenuto nella sua posizione da filamenti che lo uniscono ai corpi ciliari. Nella camera anteriore presente l'umor acqueo, liquido incolore.
La camera anteriore quello spazio disposto tra la cornea e l'iride.
La camera posteriore situata tra l'iride e il cristallino.
Il corpo vitreo, situato posteriormente al cristallino e ai corpi ciliari, occupa la gran
parte del bulbo oculare; costituito da una sostanza trasparente vischiosa, prevalentemente acqua, oltre il 98%, sostanze proteiche e sali.

I muscoli estrinseci dell'occhio. All'esterno dei bulbi oculari si trovano dei muscoli che
determinano la sua motilit, essi sono: il muscolo elevatore della palpebra superiore e
il retto superiore innervato dal III paio dei nervi cranici, l'obliquo superiore che ruota
l'occhio in basso e all'esterno, innervato dal IV paio, il retto mediale innervato dal III
paio dei nervi cranici, il retto laterale che ruota all'esterno il bulbo oculare ed
innervato dal VI paio dei nervi cranici, il retto inferiore innervato dal III paio
e
l'obliquo inferiore che ruota l'occhio in alto e all'esterno, innervato anch'esso dal III
paio dei nervi cranici.
L'apparato di protezione del bulbo oculare.
Le sopracciglia sono rilievi arcuati a concavit inferiore, dovuti a ispessimento della
cute e del sottocutaneo della regione frontale, provvista di ghiandole sudoripare
sebacee e peli setolosi. Le palpebre sono pieghe cutanee che hanno il compito di
proteggere il bulbo oculare, distinte in superiore e inferiore; sul loro margine libero
sono presenti le ciglia. I margini liberi delle due palpebre delimitano la rima
palpebrale. Le palpebre sono costituite da pi strati: la cute, il sottocutaneo, il
muscolo orbicolare e uno strato fibroso determinato dal setto orbitale e dal tarso, e
infine profondamente la congiuntiva palpebrale. La congiuntiva una sottile
membrana che riveste la superficie profonda della palpebra, delimita il sacco
congiuntivale e riveste anteriormente il bulbo oculare.
L'apparato lacrimale costituito dalle ghiandole lacrimali e dalle vie lacrimali. La
ghiandola lacrimale situata in una depressione supero-laterale della cavit orbitaria
e attraverso i suoi condotti escretori versa il suo prodotto, il liquido lacrimale, in corrispondeza della parte laterale del fornice congiuntivale. Il liquido lacrimale costituito
da acqua per il 99% e ha un pH di 7,2. Le vie lacrimali sono situate nell'angolo interno
dell'occhio tra palpebre e bulbo oculare. Sono rappresentate dalla caruncola lacrimale
davanti alla quale le palpebre presentano due piccolissime sporgenze una per
ciascuna palpebra, ove si trovano all'apice ipunti lacrimali.A essi fanno seguito il
condottino lacrimale, e il condotto naso-lacrimale che si apre nel meato inferiore delle
cavit nasali.
L'apparato stato-acustico
collegato allVIII paio dei nervi cranici, distinto in acustico e vestibolare. Il nervo
acustico trasporta le sensazioni acustiche e vestibolari ed responsabile degli archi
riflessi che per effetto di esse determinano modificazioni della posizione del capo,
degli occhi o di parti del corpo. L'apparato acustico costituito dall'orecchio esterno,
orecchio medio e dall'orecchio interno
L'orecchio esterno rappresentato dal padiglione auricolare, dal condotto uditivo
esterno, chiuso profondamente dalla membrana del timpano. Il padiglione auricolare
una piega della cute sostenuta da uno scheletro di cartilagine elastica su cui si
applicano piccoli fascetti muscolari; la superficie laterale concava e presenta rilievi e
solchi. I rilievi sono: il trago, l'antitrago, l'elice e l'antelice. La superficie mediale del
padiglione auricolare convessa e determina con la superficie laterale della testa
l'angolo cefalo-auricolare. Il condotto uditivo esterno disposto trasversalmente e
inclinato verso l'avanti, dal fondo della conca all'orecchio medio. Nel terzo laterale il

condotto uditivo esterno delimitato da uno scheletro fibrocartilagineo, invece nei


due terzi mediali la sua parete ossea. Padiglione auricolare e condotto uditivo
esterno raccolgono le onde sonore esterne e le convogliano sulla membrana del
timpano che per azione di esse si porta in vibrazione.
L'orecchio medio o cassa del timpano, comprende cavit accessorie come l'antro
mastoideo, le cellule mastoidee e la tuba uditiva. La cassa del timpano situata nella
rocca petrosa del temporale, ha una forma cuboide con una parete laterale prevalentemente formata dalla membrana del timpano, una parete mediale che confina
con l'orecchio interno, una volta, una base, una parete anteriore e una posteriore.
Nell'interno della cassa del timpano sono contenuti gli ossicini, la catena ossiculare, e
cio il martello, lincudine e la staffa, uniti e articolati tra loro. Il martello collegato
alla membrana del timpano e si articola con l'incudine, l'incudine con la staffa, la cui
base poggia e si adatta sulla finestra ovale, o finestra del vestibolo, che situata sulla
parete mediale della cassa del timpano. La catena per mezzo della vibrazione del
timpano, trasmette e amplifica le vibrazioni della membrana stessa e attraverso la
base della staffa le trasmette all'orecchio interno. Nella cassa del timpano sono anche
presenti due piccoli muscoli: il muscolo del martello e lo stapedio.
L'orecchio interno. La porzione dell'orecchio interno che corrisponde alla parte
acustica denominata chiocciola. Questa una massa conica di tessuto osseo compatto, nella quale scavato un canale avvolto a elica simile al guscio di una chiocciola.
Il canale detto canale spirale cocleare. Si svolge intorno a una colonnetta, il
modiolo. Il canale spirale incompletamente diviso da una lamina spirale ossea che si
fissa sul modiolo in due parti o scale: la scala vestibolare e la scala timpanica.
L organo del Corti. Il canale cocleare parzialmente suddiviso in due scale dalla lamina spirale ossea che prende inserzione sul modiolo. Dall'apice della lamina spirale
ossea si diparte una membrana che si porta sino alla parete laterale del canale spirale
(membrana basilare). Ne risulta quindi che la lamina spirale, pi la membrana basilare,
completano la divisione in due parti del canale cocleare. Dal versante vestibolare della
lamina spirale si diparte una nuova membrana, che va anch'essa a raggiungere la
parete laterale della scala vestibolare. Si delimita cos, a spese della scala vestibolare,
un nuovo spazio detto anche, scala o rampa media, a sezione triangolare, compreso
tra la membrana vestibolare o di Reisner e la membrana basilare. Nella scala media
circola l'endolinfa mentre nelle scale vestibolare e timpanica circola la perilinfa. La
scala vestibolare comunica con l'orecchio medio per mezzo della finestra ovale. La
scala timpanica comunica con l'orecchio medio per mezzo della finestra rotonda.
L'organo del Corti contenuto nella scala media ed adagiato sulla membrana
basilare. costituito da cellule epiteliali differenziate dotate di ciglia e da cellula di
sostegno. Sulla superficie delle cellule cigliate, e quindi a stretto contatto con le ciglia
stesse, si dispone una membrana detta membrana tectoria. I movimenti gi citati,
della base della staffa in seno alla finestra ovale, mettono in vibrazione la perilinfa e di
conseguenza anche l'endolinfa; tali vibrazioni vengono trasmesse alla membrana
tectoria che stimola le ciglia delle cellule acustiche che, a loro volta, trasformando
questo stimolo in impulso nervoso, lo convogliano verso il nervo cocleare.

Fig.18 e 19 Orecchio Interno Membranoso e Organo del Corti

apparato vestibolare. Il nervo vestibolare un nervo sensitivo puro, ha il compito di


inviare impulsi dai recettori vestibolari ai centri nervosi per i fenomeni collegati alla
statica e all'equilibrio del corpo. L'apparato vestibolare costituito, oltre che dal
nervo vestibolare con il suo centro trofico, cio il ganglio di Scarpa, dalla porzione
vestibolare dell'orecchio interno, cio il vestibolo che contiene una parte del labirinto
membranoso e i canali semicircolari. Il vestibolo una cavit a forma di cubo, situata
tra la parete mediale della cassa del timpano e il fondo del condotto uditivo interno.
Nel vestibolo si aprono i seguenti orifizi: la finestra ovale, che lo mette in
comunicazione con la scala vestibolare della chiocciola, l'apertura interna

dell'acquedotto del vestibolo e i cinque orifizi dei tre canali semicircolari, ciascuno dei
quali si apre nel vestibolo con due orifizi, uno ampollare e uno non ampollare (esclusi
il superiore e il posteriore che hanno in comune l'orifizio non ampollare).
Il labirinto membranoso (porzione vestibolare) costituito dall'utricolo (vescicola di
forma allungata) al quale sono annessi i tre condotti semicircolari, e dal sacculo
(vescicola a forma ovoidale) al quale annesso il condotto cocleare. Lutricolo e il
sacculo comunicano tramite i canalicoli endolinfatici. Il condotto endolinfatico
percorre l'acquedotto del vestibolo e si dilata in un sacco a fondo cieco, il sacco
endolinfatico. Il sacculo, oltre che con l'utricolo, comunica con il condotto cocleare
della chiocciola mediante un condotto, il condotto reuniente. La cavit del labirinto
membranoso totalmente riempita da un liquido detto endolinfa. Il resto della cavit
ossea, non occupata dal labirinto membranoso, denominata spazio perilinfatico che
riempito da un liquido, la perilinfa. Sulla superficie interna dell'utricolo e del sacculo
si trovano delle zone, le macule, che contengono i recettori specifici dell'apparato
vestibolare, cio cellule cigliate che vengono stimolate dal movimento della endolinfa
e inviano quindi informazioni, attraverso il nervo vestibolare, ai centri encefalici, sui
cambiamenti di posizione della testa. Sulla superficie interna delle ampolle di ciascun
canale semicircolare si trovano delle zone particolari, dette creste ampollari, che,
analogamente alle macule, inviano ai centri encefalici informazioni sull'inizio o
l'arresto di movimenti rotatori della testa.