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PSICOBIOLOGIA ED PSICOLOGIA DELLE EMOZIONI:DOMANDE APERTE

740. Descrivi l'esperimento di Petrov et al., 2001 sull'associazione pavloniana limone\zucchero-alcol


e tempi di suzione:

I ricercatori hanno condotto uno studio sui roditori dapprima associando l’odore di limone a un
capezzolo artificiale che rilasciava, durante la suzione, liquido ricco di saccarina. Dopo circa un’ora è
stato avvicinato ai roditori il capezzolo artificiale vuoto, ma sempre profumato di limone. Ciò che si è
rilevato è stato un aumento del tempo di poppata. I passi successivi sono stati quelli di sostituire la
saccarina con alcol al 5% e al 10%. Ebbene, all’aumentare della gradazione alcolica è aumentato anche
il tempo di poppata. In particolare, se il tempo di poppata dal capezzolo riempito con la saccarina si
attestava sul minuto, quando era l’alcol al 5% a essere rilasciato il tempo di poppata saliva a circa un
minuto e mezzo, per poi arrivare a oltre due minuti nel caso di alcol al 10%. Con questo lavoro, tra i
tanti disponibili in letteratura, è stato dimostrato che l’alcol ha un rinforzo gratificante e, inoltre, ci
indica che l’esperienza di esposizione all’alcol in epoca neonatale conduce a una gratificazione
maggiore quando, in età adolescenziale, si sperimenterà per la prima volta l’assunzione di bevande
alcoliche. Gli autori concludono affermando che questi risultati supportano l’idea che in epoca adulta
si può avere un abuso vero e proprio di alcol che trova le sue origini nella precoce esposizione.

741. Descrivi il Morris Water Maze, la sua utilità e il suo utilizzo nell'ambito di ricerca:

Al fine di testare i compiti di ordine cognitivo quali possono essere l’orientamento spaziale, la
memoria e l’apprendimento per prove ed errori, è stato utilizzato il Morris water maze (Morris, 1984).
Il Morris water maze è considerato un labirinto, anche se non nel senso dell’immaginario collettivo
con pareti e vie chiuse, ed è un metodo consolidato per esaminare sia l’acquisizione di nuove
strategie sia per la memoria nei roditori. La sua caratteristica essenziale, pertanto, è quella di testare
la funzionalità dell’ippocampo: la struttura principale che presiede a memoria spaziale e a breve
termine; tuttavia viene utilizzato anche per testare la funzionalità del cervelletto. Andiamo con ordine:
innanzitutto, il test consiste in un contenitore riempito con dell’acqua limpida oppure opacizzata nel
quale viene posto un roditore. Il suo obiettivo è quello di raggiungere una piattaforma posta in un
altro punto del contenitore . I roditori, infatti, sono nuotatori naturali e messi in un recipiente cercano
una via d’uscita o un luogo dove poggiarsi. Nel test è possibile aggiungere dei riferimenti (oltre a
quelli che sono già presenti nella stanza dove è presente il Morris water maze) e i ratti sono così in
grado di trovare la piattaforma, anche se nascosta, sfruttando i simboli disposti nell’ambiente
circostante o all’interno del recipiente. Così, attraverso prove ed errori il ratto impara laddove la
piattaforma è posizionata e, una volta spostatolo dall’appoggio raggiunto, esso è in grado di
percorrere la strada più breve sfruttando i riferimenti. Principale vantaggio del Morris water maze è
che gli animali sono motivati a fuggire dall’acqua, così da non obbligare lo sperimentatore a dover
utilizzare alimenti o bevande al fine di studiare l’apprendimento.

742. Descrivi la strategia di bloccaggio, il comportamento associato e quali aeree cerebrali


sostengono tale comportamento:
Nel nostro cervello esiste un meccanismo che secondo alcuni scienziati prende il nome di strategia di
bloccaggio (o di evitamento, diversa da quella psicologica; Gunaydin e Kreitzer, 2016) che tende ad
appesantire i centri dell’attenzione esecutiva (quell’attenzione rivolta tutta ad un compito specifico)
per bloccare ed evitare le emozioni negative. Sovente il correlato visibile è quello di mettere in atto
comportamenti di tipo ossessivo–compulsivi, fobico o di dipendenza che, richiedendo tutta
l’attenzione possibile, proteggono da sensazioni negative. In altre parole, problemi di ordine psichico
che creerebbero una compromissione del sé, un aumento sconsiderato del senso di colpa ecc.,
vengono in qualche modo bloccati da qualcosa che distolga la mente dal fissarsi su di essi, spostando
l’attenzione. Al fine di sostenere questa strategia viene coinvolto il circuito fronto–striatale, ovvero
informazioni che viaggiano lungo l’asse corteccia frontale–corpo striato.

743. Descrivi i tre tipi principali di cellule presenti nelle colonne corticali:

• Le cellule piramidali, che, come le cellule di Betz, possono raggiungere anche grosse dimensioni (80-
100 µm) e sono tutte eccitatorie (utilizzano come mediatore chimico glutammato o aspartato);

• cellule stellate spinose, mediali, che hanno spine dendritiche e sono generalmente eccitatorie;

• cellule stellate lisce, laterali, i cui dendriti non presentano spine e sono generalmente inibitorie e
usano il GABA (questi neuroni GABAergici svolgono la stessa funzione che svolgono a livello del
cervelletto).

744. Descrivi lo studio di Pichini et al.,2015 condotto sulle coppie mamma-neonato, in particolare
sui biomarcatori di esposizione pre-natale ad alcol:

In uno studio italo–spagnolo (Pichini et al., 2015) condotto su 168 coppie mamma–neonato è stato
dimostrato che quantità modeste di alcol consumate durante tutta la gravidanza sono rilevabili sia nel
capello materno che nel meconio. Interessante sapere che lo stesso gruppo di ricerca (Pichini et al.,
2012) ha dimostrato, in un lavoro condotto in Italia, quanto sia importante l’opera di prevenzione. Lo
studio è stato multicentrico (Verona, San Daniele del Friuli, Reggio Emilia, Firenze, Roma, Napoli e
Crotone) e ha permesso di valutare 607 campioni di biomarcatori di esposizione pre–natale ad alcol.

Una volta accertato che il neonato abbia assunto involontariamente alcol durante il periodo fetale,
sarà necessario verificare nel tempo l’insorgere di anomalie cognitive e fisiche. Le anomalie fisiche
sono di più immediato riscontro rispetto a quelle cognitive che, come abbiamo già avuto modo di
scrivere, tendono a essere più evidenti alla scuola dell’infanzia e alla primaria. Tra le prime evidenze
fisiche riscontrabili c’è il basso peso alla nascita relativo all’età gestazionale, la diminuzione del peso
nel tempo (non causata da malnutrizione o altre patologie) e un peso proporzionalmente troppo
basso rispetto all’altezza. Ancora più evidenti dal punto di vista morfologico sono le anomalie cranio–
facciali. Esse, infatti, rappresentano un evidente e affidabile indicatore di esposizione precoce all’alcol
(Fig. 1.3). L’insieme di anomalie facciali comprende ipoplasia medio–facciale, corta rima palpebrale,
filtro naso– labiale piatto e allungato, labbro superiore sottile.
745. Descrivi l'anatomia della corteccia motoria (tipologie di cellule nei singoli strati):

Dalla superficie esterna della corteccia fino al limite superiore della sostanza bianca, possiamo
riconoscere uno strato molecolare (1), granulare esterno (2), piramidale esterno (3), granulare interno
(4), piramidale interno (5) e delle cellule fusiformi (6).

Il primo strato è costituito in prevalenza da cellule orizzontali e piccole cellule polimorfe ad assone
corto. Infine il sesto strato dove le fibre sono disposte irregolarmente.

746. Descrivi l'importanza dei neuroni a parvalbumina nello striato (neurotrasmettitore utilizzato,
connessioni, funzioni):

Tutte le proteine leganti il calcio, parvalbumina compresa, svolgono un ruolo in molti processi
fisiologici, come la regolazione del ciclo cellulare, la sintesi di messaggeri secondari, la contrazione
muscolare, l'organizzazione dei microtubuli e la visione. Queste proteine sono connesse all'insorgenza
di varie patologie di interesse clinico come la malattia di Alzheimer, disturbi del sistema nervoso,
difetti cognitivi legati all'età e alcune forme di cancro. La parvalbumina sembra importante per il
rilassamento muscolare in seguito alla contrazione, assorbendo il calcio libero nella cellula. Proprio
questa funzione la rende una delle proteine modello per lo studio degli elementi di struttura
secondaria (in questo caso esempio i domini elica-giro-elica) e per lo studio della conformazione delle
proteine.

747. Descrivi il concetto l'homunculus sensitivo (cos'è, com'è fatto, dove si può "trovare"):

Il termine homunculus è dovuto al fatto che la rappresentazione del corpo umano appare grottesca e
sproporzionata. In quello sensitivo alcune regioni, soprattutto la mano, il piede e la bocca, sono
ingrandite, perché la grandezza di una regione è proporzionale al numero di recettori cutanei in essa
presenti; allo stesso modo in quello motorio mano e volto sono ingranditi proporzionalmente al
numero di placche motorie, che permettono un movimento più fino.

Rappresenta l'organizzazione somatotopica delle afferenze somatosensitive (cutanee) di tutti i


distretti del corpo alla circonvoluzione postcentrale (o postrolandica), subito dietro la scissura di
Rolando, nell'area S1 del lobo parietale.

748. Descrivi le tre strategie di esplorazione possibili nel Morris Water Maze: luogo tassica e
prassica:

Queste possono essere riassunte in tre strategie: la “strategia del luogo”, la “strategia prassica” e la
“strategia tassica” (si veda, ad esempio, Whishaw et al., 1987). La strategia del luogo è determinata
dalla costruzione di una mappa spaziale allocentrica, che prenda cioè in considerazione le relazioni
spaziali tra l’obiettivo (in questo caso la piattaforma) e i riferimenti extra–target (in questo caso i
riferimenti presenti ai bordi del contenitore o nell’ambiente in cui esso è posizionato). La strategia
prassica presuppone il ripetere una specifica sequenza di movimenti caratterizzati dall’effettuazione
delle stesse distanze e degli stessi angoli. La strategia tassica è caratterizzata dal fatto che l’animale
approccia alcuni specifici indicatori posti vicini o lontani dall’obbietivo. Una modalità implicita e
procedurale di esplorazione dello spazio costituisce, invece, un sistema di navigazione egocentrico,
cioè che non si avvale di una conoscenza esplicita dei riferimenti esterni, ed è verosimilmente
correlabile a cervelletto e gangli della base.

749. Descrivi l'esperimento di Hugh et. al.,2014 relativo all'osservazione di un bicchiere di alcol da
parte di bevitori sociali versus alcolisti. Conclusioni che si possono trarre? Quali le aeree iperattive?:

Al semplice vedere l’immagine di una birra, gli alcolisti hanno un’attivazione cerebrale impressionante
dello striato, della corteccia cingolata anteriore, dell’insula e del nucleo accumbens. ’iperattivitià dello
striato, mediata dal circuito frontale e dall’attivazione della corteccia cingolata anteriore, porti a una
forte compulsione al movimento. In altre parole, relativamente al lavoro di Hugh e collaboratori, la
semplice vista della foto di una birra, sembra condurre nel cervello dell’alcolista all’attivazione di
quelle aree sottocorticali del nostro cervello implicate nel movimento, scatenando un forte impulso
ad afferrare l’oggetto per suscitare il piacere atteso.

750. Descrivi il circuito diretto dei gangli della base e le sinpasi in esso implicate:

Corteccia cerebrale- globo pallidus interno-talamo-corteccia celebrale

751. Elenca le tre zone anatomiche del cervelletto e descrivi per ciascuna le peculiari funzioni:

Viene suddiviso in tre parti: neocerebello, vestibolocerebello, spinocerebello.

Il neocerebello (chiamato anche corticocerebello) è costituito da gran parte dei lobi laterali e da una
piccola parte del verme. È connesso alla corteccia cerebrale attraverso la via cortico-ponto-
cerebellare. È il centro regolatore dei movimenti volontari e automatici. È considerabile come la zona
sviluppata più “recentemente”.

Il vestibolocerebello (detto anche archicerebello) è costituito dal nodulo (estremità anteriore del
verme inferiore) e dai flocculi. È connesso con i nuclei vestibolari (che sono situati nel tronco
dell’encefalo) che, a loro volta, sono in rapporto con i recettori del senso statico e dinamico
dell'orecchio interno (equilibrio). È sede pertanto di tutte quelle regolazioni che ci permettono di
stare, ad esempio, in posizione eretta ed in equilibrio. Lo sviluppo filogenetico del cervelletto inizia nei
pesci dove quest’organo compare per la prima volta in associazione all'apparato vestibolare: per
questo motivo, il vestibolocerebello, è considerato la zona filogeneticamente più antica del
cervelletto.

Lo spinocerebello (detto anche paleocerebello) è la parte del cervelletto che si estende davanti alla
fessura primaria (o solco primario) e si prolunga in una zona cospicua del verme; si connette al
midollo spinale e controlla il tono muscolare e la postura.

752. Descrivi quali possono essere i danni dell'alcol negli stati pre-embrionali, embrionale e fetale:
L’esposizione precoce ad alcol è uno dei tanti modelli sperimentali di disabilità intellettiva. La
sindrome feto–alcolica produce una serie di problematiche sull’uomo che riguardano non solo la sfera
prettamente caratteriale e cognitiva, ma anche quella motoria. Gravi danni motori provocati dal FASD
sono stati descritti già in letteratura (si veda, ad esempio, Domellof et al., 2011) e possono essere
parzialmente spiegati grazie alla dimostrazione che nel FASD c’è una corteccia cerebrale alterata nella
sua organizzazione funzionale.

Tavian e collaboratori (2011) hanno evidenziato una downregulation, cioè una scarsa espressione, a
lungo termine di questi canali nella corteccia cerebrale dopo esposizione pre–natale ad alcol.

753. Descrivi almeno uno dei circuiti cognitivi nei quali sono implicati i gangli della base:

Il circuito cognitivo parte da tutte le aree della corteccia con funzione associativa (in particolare
dall'area prefrontale) che inviano delle efferenze al nucleo caudato, che a sua volta le invia al pallido
ed al nucleo ventrale anteriore del talamo. Da qui queste fibre afferenti ritornano all'area prefrontale,
in rapporto con la pianificazione dei movimenti.

754. Descrivi le cause genetiche e i sintomi più caratteristici della sindorme di Prader-Willi:

Sindrome di Prader–Willi: causata da un’alterazione del cromosoma 15 con delezione su quello


paterno. Sono presenti alterazioni ipotalamiche e ormonali. Caratteristica è la tendenza allo stato di
obesità e all’iperfagia. Sono presenti disabilità intellettiva (soprattutto nelle abilità matematiche),
ritardo motorio e nello sviluppo sessuale (sovente con arresto della pubertà).

755. A proposito di FASD, Mennella e Beauchamp hanno pubblicato un interessante articolo nel
1998 dove hanno fatto giocare i bambini con dei giocattoli. Puoi descrivere l'esperimento che hanno
condotto e i risultati?

Se appare strano che l’esposizione di alcol testata su un roditore possa essere utile anche per il
comportamento umano, possiamo citare un interessante ed efficace esperimento di Mennella e
Beauchamp (1998) che hanno scelto di testare bambini diagnosticati come esposti ad alcol in epoca
fetale confrontandoli con un gruppo non esposto. I ricercatori hanno dapprima preso coppie di
giocattoli perfettamente identiche profumando, però, un giocattolo dei due con alcol. Ebbene, i
bambini esposti alla sostanza in epoca fetale, tendevano a giocare più a lungo e quasi esclusivamente
con i giocattoli profumati di alcol, dimostrandone una maggiore preferenza. L’attrazione verso i
giocattoli profumati con etanolo non stupisce se si pensa che altre esperienze intrauterine tendono a
favorire talune preferenze. Ad esempio, la musica ascoltata dalla madre durate i nove mesi di
gestazione tende a essere quella preferita dal piccolo e dal bambino(tanto da essere anche un ottimo
sedativo). Stessa cosa vale per gli alimenti di cui si è fatta esperienza sia nei mesi di gestazione che in
quelli postnatali e per le voci verso le quali il bambino tenderà a essere più reattivo.

756. Descrivi le funzioni superiori ascrivibili al cervelletto:

Nonostante il cervelletto sia stato classicamente associato a funzioni motorie, già dalla seconda metà del
Novecento, numerosi dati sperimentali e clinici hanno evidenziato il suo coinvolgimento in funzioni cognitive (si
veda, ad esempio, Leiner et al., 1991). Come dimostrato da Passingham (1975), il neocerebello ha aumentato la
sua massa nel corso dell’evoluzione filogenetica della nostra specie, cosa che è avvenuta in parallelo alla
corteccia cerebrale, di concerto con le aree associative.

Gli studi sulle funzioni cerebellari hanno evidenziato implicazioni su aspetti motori, sensoriali, cognitivi, affettivi
e autonomici, considerando le sue connessioni anatomiche con la corteccia associativa prefrontale, temporale
e parietale, nonché con strutture sottocorticali. In particolare, emerge il ruolo del cervelletto nella
modulazione di funzioni cognitive come il linguaggio, la pianificazione, la processazione e la discriminazione
sensoriale, il condizionamento classico, l’apprendimento motorio e procedurale, l’attenzione e la processazione
spaziale. Il cervelletto sembrerebbe pertanto implicato nella maggior parte delle funzioni cognitive
(Schmahmann, 1997) con lo scopo di regolare, modulare e proceduralizzare l’attività cognitiva. Studi su pazienti
con lesioni cerebellari hanno dimostrato una grave compromissione del richiamo visuospaziale (Bracke–
Tolkmitt et al., 1989) e nell’esecuzione di manipolazione di oggetti nello spazio tridimensionale (Wallesch e
Horn, 1990).

757. Descrivi l'eperimento di Iacoboni et al.,2005 circa la messa in relazione tra azione, contesto e
intenzione (scene prima del tè e dopo il tè)

Nell’esperimento i soggetti erano sottoposti a due serie di scene chiamate “prima del tè” e “dopo il
tè”.Nella prima serie (prima del tè) i soggetti osservano un primo contesto (contesto bere) dove una
mano afferra una tazza di tè vuota in una scenografia neutra; quindi un scena con una tazza di tè
piena posizionata su una tavola apparecchiata (contesto consumare); infine, una mano che afferra la
tazza di tè piena nella tavola imbandita (intenzione bere). Nella seconda serie di scene (dopo il tè),
invece, i soggetti osservano una mano prendere la tazza in modo un po’ differente (nel caso specifico
usando le dita e non tutta la mano a mo’ di afferramento come in precedenza) in una scena neutra
(ancora contesto bere); quindi una scenografia con la tazza di tè vuota in una tavola consumata
(contesto sparecchiare); infine, la tazza da tè vuota presa dalla tavola consumata (intenzione
sparecchiare). Mentre le scene erano osservate i soggetti sottoposti all’esperimento venivano
monitorizzati attraverso la risonanza magnetica funzionale.

758. Definisci alcuni effetti dell'attività fisica sulle strutture cerebrali:

Nel 2010 Chaddock e collaboratori hanno condotto uno studio su bambini di 9 e 10 anni dimostrando
che l’attività motoria è in grado di incrementare il volume dello striato, struttura dei gangli della base
che, come abbiamo ampiamente visto, è correlata a compiti motori e cognitivi. In particolare, il lavoro
ha evidenziato come incrementino la capacità attentive attraverso un test (Eriksen flanker task) che
valuta la capacità di scovare con rapidità elementi incongruenti in compitivi visivi. Whiteman e
collaboratori (2016) hanno ulteriormente dimostrato come l’attività aerobica influenzi una particolare
zona dell’ippocampo chiamata corteccia entorinale. I ricercatori hanno evidenziato come l’attività
aerobica sia correlata a un incremento di materia grigia, ovvero di neuroni e connessioni sinaptiche,
nella corteccia entorinale, crocevia essenziale per le informazioni in ingresso/uscita dall’ippocampo e
area d’esordio della malattia di Alzheimer. L’attività fisica, inoltre, influenza il processo di
mielinizzazione. La mielina è una sostanza che avvolge gli assoni dei neuroni e consente, tra le altre
cose, la conduzione efficiente dei segnali elettrici nell’intero sistema nervoso centrale.

759. Descrivi le cause genetiche e i sintomi più caratteristici della sindrome di Rent:

La sindrome di Rett è una malattia genetica che porta a rallentamento e arresto dello sviluppo
neurologico con un’incidenza di 1:15.000 nascite di sesso femminile e rappresenta, per questo, una
delle principali cause di disabilità intellettiva e di comportamento autistico nelle ragazze (Chahrour et
al., 2007; Matsuishi et al., 2011). Il corso della sindrome di Rett, compresa l’età d’insorgenza e la
gravità dei sintomi, varia molto da bambino/a a bambino/a. Prima che i sintomi si manifestino, i
soggetti sembrano crescere e svilupparsi normalmente. A poco a poco, però, compaiono disturbi
mentali e sintomi fisici che fanno della sindrome di Rett una malattia facilmente equivocabile con
l’autismo. Tuttavia, il primo caratteristico sintomo che di solito appare nella sindrome di Rett è la
riduzione del tono muscolare. Al progredire di questa malattia viene perso l’uso finalistico delle mani
(solitamente la persona le utilizza a mo’ di lavaggio, il cosiddetto handwashing) e la capacità linguistica
fino a quel punto raggiunta. Altri sintomi iniziali includono deficit cognitivi (ad esempio, come per
l’autismo, evitare il contatto visivo con l’altro) e deficit motori (aprassia, difficoltà nello strisciare o
deambulare, camminare sulle punte, digrignare i denti, difficoltà nella masticazione e presenza di
convulsioni; Guy et al., 2001).

760. Definisci alcuni effetti dell'attività fisica sui processi cognitivi:

(Chaddock et al., 2010) ha dimostrato attraverso risonanza magnetica funzionale, sempre nello stesso
anno, una correlazione positiva tra incremento del volume dell’ippocampo (struttura essenziale nelle
capacità di apprendimento e memoria) e performance in compiti mnesici in bambini pre–adolescenti
che svolgevano un regolare esercizio fisico.

Have e collaboratori (2016) hanno voluto verificare gli effetti dell’attività motoria sulle prestazioni
creative, delle funzioni esecutive e matematiche in bambini della scuola primaria, correlandole anche
con l’indice di massa corporea.17 Anche in questo caso la correlazione è stata positiva, ovvero i
bambini che svolgevano attività fisica miglioravano le loro performance scolastiche.

Essa, oltre ad avere effetti simili a quelli di molti farmaci per il sistema cardiovascolare e respiratorio,
può efficacemente contrastare, e in parte riparare, i danni provocati dalle varie forme di disabilità
intellettiva nelle diverse strutture cognitive e, quindi, come si sarà ormai inteso, anche motorie.

761. Descrivi le cause genetiche e i sintomi più caratteristici della Sindrome di Down:

Sindrome di Down o Trisomia 21: è una delle più note malattie genetiche ed è dovuta alla mutazione
del cromosoma 21 che subisce una duplicazione e risulta, pertanto, in eccesso. Nel nucleo di ogni
cellula di questi soggetti sono presenti 47 cromosomi anziché i 46 regolari. È caratterizzata, tra le altre
cose, da un volto tipico che ricalca tratti orientali, bassa statura, sviluppo sessuale incompleto,
malformazioni cardiache, scarsa coordinazione motoria.
762. Descrivi l'esperimento di emicerebellectomia di Petrosini et al.,1996 e definisci i risultati:

Petrosini e collaboratori (1996) hanno dimostrato come i ratti emicerebellectomizzati, cioè ai quali
venivaasportato un emisfero cerebellare, presentano una compromissione di specifici aspetti
procedurali relativi alle funzioni spaziali. È stato osservato che i ratti emicerebellectomizzati collocati
all’interno di una vasca d’acqua con una piattaforma visibile o nascosta non erano in grado di
generare una strategia esplorativa efficace nel trovare la base d’appoggio, tendendo piuttosto a girare
perifericamente all’interno del contenitore. Questo deficit, tuttavia, non si evidenziava se le abilità di
mappatura erano state acquisite prima di effettuare l’emicerebellectomia e questo potrebbe essere
consentito da meccanismi di compensazione possibili grazie al risparmio dell’ippocampo, della
corteccia frontale, orbitolaterale e parietale. L’ipotesi è pertanto quella di una disfunzione
procedurale relativa alla fase di acquisizione della strategia. Il ruolo del cervelletto potrebbe essere
indiretto, anche forse dovuto al ruolo dello striato nella memoria spaziale (Woolley et al., 2012) .

763. Cosa si intende, nel FASD, per teratogenesi classica e teratogenesi comportamentale?:

Sì è comunque inclini a pensare che dosi alte di alcol assunto in gravidanza (anche in una sola
occasione, il cosiddetto binge drinking, ovvero la pesante ubriacatura) portino a una FASD con
teratogenesi classica, caratterizzata da ritardi della crescita intrauterina e post–natale, anomalie
cranio–facciali e cardiache, disturbi dell’udito, anomalie anatomiche come la microencefalia e a
profonde alterazioni dell’attenzione e dell’apprendimento. Dosi moderate si pensa portino a una sorta
di teratogenesi comportamentale, caratterizzata da deficit neurocomportamentali, con assenza
tuttavia di alterazioni cerebrali strutturali o cranio–facciali macroscopicamente evidenti.

764. Descrivi le funzioni dei recettori GABA-A,GABA-B,NMDA E AMPA (ovvero quando si lega un
neurotrasmettitore - e quale? - su di essi, cosa accade al recettore? se passa qualche ione, qual è?)

Il recettore GABA–A è ionotropico ed è considerato un canale per il cloro, la cui apertura provoca
un’iperpolarizzazione della membrana, ovvero una inibizione del segnale che quel dato neurone
cercherà di inviare. Il GABA–B è un recettore metabotropico (non è un canale) accoppiato alla
proteina G, che agisce sull’adenilato ciclasi (inibendola), sui canali del potassio (attivandoli) e del
calcio (inibendoli). Il GABA però, oltre al classico ruolo di neurotrasmettitore inibitorio, sembra avere
anche il compito di indirizzare il corretto sviluppo del sistema nervoso centrale. I recettori NMDA ED
AMPA Questi due tipi di recettori sono molto importanti per il funzionamento dei neuroni. I neuroni,
come abbiamo già accennato in precedenza, comunicano tra di loro attraverso delle sinapsi. Per
spiegare meglio il concetto di sinapsi chimica.

I recettori NMDA si aprono e lasciano passare Ca2+ all’interno del neurone postsinaptico quando
vengono a crearsi contemporaneamente due condizioni: una forte depolarizzazione di membrana
(ovvero il passaggio su di essa di una certa quantità di onda elettrica) e il legame con il glutammato. La
depolarizzazione è permessa, ad esempio, da altri recettori ionotropici chiamati AMPA, acronimo di
acido Alfa–Amino–3–Idrossi–5–Metil– 4–isoxazolone propionato. Questi funzionano con un
meccanismo chiave–serratura, per cui il semplice legame con il glutammato li apre e lascia fluire
molecole positive (generalmente sodio, Na+) in grado di depolarizzare la membrana postsinaptica.

765. Cosa si intende, nel FASD, per teratogenesi comportamentale e disabilità secondarie?

La teratogenesi comportamentale, caratterizzata da deficit neurocomportamentali, con assenza


tuttavia di alterazioni cerebrali strutturali o cranio–facciali macroscopicamente evidenti.

Soggetti affetti da FASD hanno due grandi famiglie di disabilità: le primarie che riflettono i principali
danni morfologici e neuropsicologici dello spettro dei disordini feto alcolici e le secondarie che
compaiono più tardi nel corso della vita di questi soggetti e si pensa siano il risultato di complicazioni
dovute alla mancata diagnosi o trattamento delle disabilità primarie. Esse, inoltre, comprendono
problemi a diverso livello e gravità di salute mentale, mancanza di vita autonoma, difficoltà lavorative,
esperienza scolastica fallimentare, problemi con la legge, isolamento e comportamento sessuale
inadeguato.

766. Descrivi le cellule che compongono la mielina e la funzione di questa sostanza:

La mielina è una sostanza che avvolge gli assoni dei neuroni e consente, tra le altre cose, la
conduzione efficiente dei segnali elettrici nell’intero sistema nervoso centrale.

767. Descrivi cos'è, quando si genera e come viene attualmente interpretata la retropropagazione
del potenziale di azione:

Anche il più classico dei potenziali d’azione, generato nel segmento iniziale dell’assone, ha la
possibilità di propagarsi all’indietro nei dendriti. Tale possibilità è assicurata dalla presenza dei canali
voltage gated dei dendriti ed è definito “retropropagazione”.I segnali elettrici che durante un
potenziale d’azione viaggiano nel resto del neurone vengono definiti retropropagazione del potenziale
d’azione.

L'utilità della retropropagazione sembra essere quella di una sorta di feedback che il neurone dà a se
stesso per informare le varie sinapsi lungo tutta la sua struttura, di modo che queste vengano
rinforzate o depresse. In altre parole, se la retropropagazione del potenziale d’azione scorre su una
sinapsi sulla quale poco prima c’è stato un potenziale post-sinaptico eccitatorio, essa viene rinforzata.
Ovviamente, questo potenziale post-sinaptico eccitatorio deve essere avvenuto entro una finestra
temporale utile a far sì che quella sinapsi da cui è scaturito sia stata utile a generare quel dato
potenziale d’azione.

768. Descrivi la funzione dei recettori AMPA e NMDA.

I recettori AMPA: consentono principalmente il passaggio di sodio. Altri recettori assimilabili ai


recettori AMPA sono quelli Kainato;

I recettori NMDA: si tratta di canali che, per essere aperti, richiedono la simultanea presenza sia del
ligando (glutammato) che del voltaggio (nella forma di depolarizzazione). In altre parole essi
funzionano da detettori di coincidenza. Questo particolare comportamento è legato al fatto che, se la
membrana è al potenziale di riposo, il canale ionico è bloccato da uno ione magnesio.

769. Descrivi cosa si intende per Spike timing dependent plasticity:

La possibilità di retropropagazione del potenziale d’azione è alla base di un fenomeno osservato in


anni recenti che prende il nome di spike timing dependent plasticity (STDP; plasticità dipendente dal
tempo dello spike).

Il fenomeno non è difficile da spiegare e ha anche un senso intuibile piuttosto facilmente.


Ammettiamo che un potenziale d’azione nel neurone presinaptico (e quindi un PPSE nel neurone
ricevente) preceda di poco l’insorgenza di un potenziale d’azione sul neurone ricevente stesso
(neurone postsinaptico). In questo caso, illustrato nella figura della slide successiva, la sinapsi
interessata dal PPSE sarà potenziata (andrà incontro a LTP).

770. Descrivi la vascolarizzazione encefalica:

La vascolarizzazione encefalica consente al sangue di arrivare all'encefalo (cervello).

La vascolarizzazione dell'encefalo è deputata a diverse arterie, le più importanti delle quali si


definiscono carotidi. Le carotide sono due grosse arterie poste nel collo, e se ne può sentire il "polso
carotideo", semplicemente appoggiando due dita tra il muscolo sternocleidomastoideo e la laringe. Le
carotidi sono due rami dell'arco dell'aorta (l'arteria che fuoriesce dal ventricolo sinistro del cuore; in
verità la carotide comune di destra deriva da un piccolo ramo che fuoriesce dall'arco dell'aorta
chiamato arteria anonima) e prendono il nome di carotide comune di destra e di sinistra. A loro volta
le carotidi si suddividono in interna ed esterna. La carotide esterna è deputata alla vascolarizzazione
di collo e volto, la carotide interna della vascolarizzazione encefalica.

771. Descrivi le ossa del cranio:

Il cranio è un insieme di ossa che può essere suddiviso in ossa della volta e ossa della base.

Ossa della volta;

Osso frontale (anteriormente);

Ossa parietali (due – medialmentente);

Osso occipitale (posteriormente);

Le ossa della volta danno al cranio il suo tipico aspetto tondeggiante, ne proteggono il contenuto e
sono due impari (occipite e il frontale) ed una pari (il parietale). L’osso frontale concorre a formare
l’orbita assieme alle ossa del massiccio facciale. Le ossa parietali sono due e si articolano tra l’osso
frontale e quello occipitale. Sono unite tra loro tramite un’articolazione detta sutura, nello specifico la
sutura sagittale. Le ossa parietali sono articolate con l’osso frontale tramite la sutura coronale, mentre
sono suturate con l’occipite grazie alla sutura lambdoidea.

772. Descrivi cosa si intende per polarizzazione dinamica:

Cajal si rese conto che dendriti e assone rappresentano rispettivamente la porzione ricevente e
trasmittente del neurone. L’informazione viene trasmessa da altri neuroni ai dendriti (attraverso le
sinapsi). I dendriti la trasmettono verso il corpo celluare . A livello del corpo cellulare l’informazione
viene in qualche modo integrata e poi trasmessa lungo l’assone in direzione centrifuga. La teoria di
Cajal fu detta della polarizzazione dinamica.

773. Descrivi anatomia e fisiologia del cervelletto:

Il cervelletto si trova in posizione caudale nel SNC (cioè, nel cranio, posteriormente) al di sotto del
lobo occipitale cerebrale. È molto simile nella struttura al cervello, poiché presenta due emisferi.
Filogenticamente e funzionalemente viene suddiviso in tre parti: neocerebello, vestibolocerebello,
spinocerebello. Ognuna di queste parti ha un ruolo specifico all'interno del SNC. Sommariamente
possiamo dire che il cervelletto è implicato nell'equilibrio, nella propriocezione non cosciente e al
controllo della genesi del movimento volontario. È connesso al tronco dell'encefalo tramite i
peduncoli cerebellari, sei “nastri” di sostanza bianca che si suddividono in superiore, medio ed
inferiore.

Esso riesce a “memorizzare” gli schemi motori in via ancora ignota; questi vengono appresi

via - via sotto forma di “memorie di lavoro”. Questo meccanismo permette al cervelletto di avere una
sorta di libreria alla quale attingere ogni qualvolta che uno schema motorio venga richiamato,
rielaborando l'esatta procedura del compiersi del movimento.

774. Illustra e affronta brevemente le vie della sensibilità tattile conscia e propriocettiva e della
sensibilità dolorifica e termica:

La via anatomica principalmente coinvolta nel tatto e propriocezione è la via del lemnisco mediale. Le
funzioni principali della via del lemnisco mediale sono la propriocezione cosciente e la sensibilità
tattile discriminata. Entrambe forniscono al lobo parietale un'immagine istantanea del nostro corpo in
modo tale che noi possiamo essere costantemente coscienti della posizione delle sue varie parti sia
durante il riposo, sia durante il movimento.

Per propriocettiva incosciente si intendono tutte quelle categorie di sensazioni che raggiungono il
cervelletto. Questo tipo di informazioni sono essenziali per una fluida coordinazione motoria. Per
enterocettiva (dal greco, sensazione dal viscere ), indica i segnali afferenti incoscienti coinvolti nei
riflessi viscerali.

Le vie del dolore sono ascendenti. Questo significa che il primo neurone sensitivo è comune a vie
dolorifiche e a vie sensitive (pseudounipolare). Abbiamo una via neospinotalamica (o spinotalamica)
e una via paleospinotalamica (o spinoreticolare). A seconda del tipo di dolore trasportato cambiano le
vie di conduzione nervosa. Se il dolore è acuto segue la via neospinotalamica, se il dolore è cronico
segue la via paleospinotalamica, la sensibilità termica segue la via neospinotalamica.

775. Descrivi l'esperimento di Caggiano et al.,2009 circa le modalità con le quali i neuroni a specchio
"entrano in interazione" con l'oggetto (spazio peripersonale, extrapersonale). Che considerazioni
sono state tratte?

Caggiano e collaboratori (2009) hanno pubblicato un lavoro sulla prestigiosa rivista Science nel quale è
stata valutata la risposta visiva di neuroni specchio premotori di una scimmia in due diverse condizioni
di base: veder afferrare un oggetto collocato all’interno dello spazio vicino al suo corpo, il cosiddetto
spazio peripersonale; veder afferrare l’oggetto collocato a maggior distanza, nel cosiddetto spazio
extrapersonale.

Il sistema a specchio è in grado di discernere le possibili interazioni tra soggetto e oggetto osservati.
Le informazioni relative allo spazio, pertanto, sembrano essere inutili per comprendere lo scopo degli
atti motori, ma diventano cruciali se si tratta di definire le possibili interazioni con l’individuo
osservato. In altre termini, le differenze di scarica tra i neuroni codificano uno spazio per l’interazione
e non semplicemente uno spazio metrico.

776. Esponi la teoria del cancello:

La teoria del cancello: grazie a questa soluzione, il nostro corpo riesce ad attenuare ed escludere gli
stimoli dolorifici in favore di quelli tattili, pressori ecc... Questo è dovuto al fatto che il nostro corpo
“preferisce” dar rilevanza, nel caso di due stimoli contemporanei uno dolorifico ed uno tattile, a
quello che esclude l'evento dolorifico.

777. Descrivi il nervo trigemino:

Il V paio di nervi cranici è dato dal nervo trigemino. Questo nervo cranico è misto. Il nevrasse
(sinonimo di assone/fascio di assoni) del nervo cranico può essere suddiviso in una grossa parte
sensitiva ed in una più piccola parte motoria. La parte sensitiva ha tre branche derivanti dal ganglio
semilunare di Gasser (detto anche più semplicemente ganglio trigeminale che a sua volta deriva
direttamente dal nervo cranico) e sono: la branca oftalmica, mascellare, mandibolare. La parte
motoria che deriva dal nevrasse passa sotto il ganglio di Gasser e si unisce alla branca mandibolare Il
“trigemino motorio” è destinato ai muscoli masticatori. Il “trigemino sensitivo” è destinato alla cute
del viso, alle mucose, ai denti, palato, lingua.

778. Descrivi com'è fatta una tipica vertebra (ovvero non le prime due cervicali):

Le vertebre sono ossa corte che costituiscono la colonna vertebrale (la colonna vertebrale è costituita
dalle vertebre). Esse presentano caratteristiche comuni che permettono di descrivere una vertebra
tipo.
La vertebra è costituita da un corpo vertebrale che insieme all’arco vertebrale delimita il foro
vertebrale, il quale, insieme agli altri fori vertebrali, per sovrapposizione delle vertebre, costituisce il
canale vertebrale all'interno del quale è contenuto il midollo spinale.

779. Descrivi il midollo spinale:

Il midollo spinale è la porzione extracranica del sistema nervoso centrale, collocata all'interno del
canale vertebrale. Comincia dal foro occipitale, come prosecuzione del bulbo, e continua in senso
caudale fino al cono midollare a livello lombare. La sua estensione fibrosa, detta filum terminale, si
prolunga fino al coccige. Il midollo spinale dà origine, con i nervi spinali, al sistema nervoso periferico.

L’unità fondamentale, se così la vogliamo chiamare, del midollo spinale, è il metamero (o mielomero).
Il midollo spinale, ricordiamo, ha le seguenti funzioni:

• Conduzione – attraverso un sistema elaborato di fibre nervose ascendenti e


discendenti dall’encefalo, il sistema nervoso centrale controlla: postura, movimento
volontario, movimento involontario (ad es. la secrezione), l’attività afferente ed
efferente

• Funzioni riflesse – il midollo spinale è sede di numerosi riflessi che operano una
continua integrazione tra i segnali afferenti e quelli efferenti

• Funzione trofica – il midollo spinale ha dei neuroni particolari, chiamati


motoneuroni alfa, che sono deputati sia al movimento volontario, sia al mantenimento dello stato
posturale.

780. Descrivi l'esperimento di Buccino et al.,2004 circa l'attivazione cerebrale di essere umani che
osservano un altro uomo, una scimmia o un cane compiere diversi gesti con la bocca. Che
considerazioni sono state tratte?:

Buccino e collaboratori (2004) hanno valutato l’attivazione cerebrale di soggetti umani che
osservavano un altro uomo, una scimmia o un cane che compivano un gesto ingestivo (mordere)
oppure comunicativo (rispettivamente parlare, schioccare le labbra, abbaiare). Sebbene gli stimoli
fossero tutti visivamente molto diversi, vedere un uomo, una scimmia o un cane mordere attivava in
modo molto simile le aree del sistema specchio umano. Dal punto di vista sperimentale, quindi, non
c’era una differenza di attivazione tale per cui si potesse giustificare una discriminazione a livello
neurale delle scene osservate. Al contrario, quando l’osservazione del gesto era di tipo comunicativo,
questo produceva attivazioni del cervello umano molto diverse: le aree del sistema specchio,
soprattutto nell’emisfero sinistro, erano molto più attive durante l’osservazione di un uomo che parla
rispetto a una scimmia che schiocca le labbra e risultavano silenti all’osservazione di un cane che
abbaia. L’esperimento ci dimostra che la comprensione immediata ed esperienziale, fondata
sull’attivazione della propria conoscenza motoria, è possibile soltanto quando l’azione risulta essere
effettivamente parte del repertorio motorio dell’osservatore, a prescindere dall’identità o dalla specie
di appartenenza di chi espleta quell’azione.

781. Descrivi la malattia di Parkinson da un punto di vista strettamento clinico (cioè, i sintomi):

Tremore. Il tremore è sovente (sovente, non sempre!!!) il primo segno clinico della malattia e può
rappresentare la caratteristica principale. Di solito coinvolge i gruppi muscolari a riposo, mentre
diminuisce durante i movimenti volontari ed il sonno. Classicamente colpisce gli arti più raffinati
(quindi le mani) e nello specifico viene definito un movimento oscillatorio ritmico delle dita
assimilabile all'atto di “contar monete” (2-4 Hz)

Acinesia è definibile come la difficoltà a dare il via al movimento, nonostante l’etimo sia “assenza di
movimento”. Viene richiesto un grande sforzo di volontà per iniziare, ad esempio, ad alzarsi da una
sedia. Fate bene attenzione: il soggetto sa di volersi alzare, sa come farlo, sa di poterlo fare, ma non
riesce a far partire il piano di moto.

Bradicinesia è la lentezza dei movimenti, proprio come descrive l’etimo. I pazienti raccontano che le
attività usuali, come aprire una porta, richiedono una pianificazione volontaria ed una esecuzione
attentamente guidata del movimento.

Rigidità. La rigidità colpisce tutta la muscolatura somatica simultaneamente, ma la predilezione per i


flessori è responsabile del tipico atteggiamento incurvato del parkinsoniano. La rigidità è il primo
sintomo riferito dalle persone con Parkinson, ancora prima che il tremore si manifesti, ancora prima
che le persone abbiano diagnosi. Le persone sentono, soprattutto inzialmente, le dita rigide,
afferamando, per esempio, di riuscire a muoverle lentamente sulla tastiera.

Freezing. I pazienti si “congelano”, si bloccano, mentre camminano e arrivano dinanzi ad ostacoli fittizi
come può essere il cambio di colore delle mattonelle per terra o il passaggio attraverso una porta. Se
si dà loro una leggera spinta ripartono normalmente con la deambulazione.

Alterazione dei riflessi posturali. I pazienti si sbilanciano facilmente e tendono a cadere rigidamente in
risposta a leggere spinte accidentali.

782. Definisci e descrivi l'atassia e la dismetria cerebellare:

Atassia–è una mancata coordinazione dei movimenti volontari,che risultano irregolari


perforza,lunghezza ed intensità. È particolarmente evidente nella marcia. L’atassia della marcia può
dipendere da una alterazione cerebellare.

Dismetria–è una mancata regolazione di intensità e durata dei movimenti segmentari(ad esempio del braccio
per afferrare un oggetto)per cui l'obiettivo non viene raggiunto (di solito viene oltrepassato
abbondantemente).

783. Descrivi le cause genetiche e i sintomi più caratteristici della sindrome di Angelmann?

Sindrome di Angelman: determinata da un’alterazione del cromosoma 15 con delezione sul


cromosoma materno. Si distingue poiché i soggetti hanno bassa statura, ipotonia, difficoltà
nell’eloquio, postura tipica definita “a marionetta” e scoppi ingiustificati di riso. Il grado di autonomia
è quello di un bambino di circa due anni.

784. Cosa si intende, nel FASD, per disabilità primarie e secondarie?

Soggetti affetti da FASD hanno due grandi famiglie di disabilità: le primarie che riflettono i principali
danni morfologici e neuropsicologici dello spettro dei disordini feto alcolici e le secondarie che
compaiono più tardi nel corso della vita di questi soggetti e si pensa siano il risultato di complicazioni
dovute alla mancata diagnosi o trattamento delle disabilità primarie.

785. Descrivi i dismorfismi facciali che presenta il bambino a conferma dell'assunzione di alcol da
parte materna in gravidanza:

L’insieme di anomalie facciali comprende ipoplasia medio–facciale, corta rima palpebrale, filtro naso–
labiale piatto e allungato, labbro superiore sottile. È inoltre necessario evidenziare il fatto che sono
state riscontrate altre anomalie cranio–facciali associate, ovvero pieghe epicantiche (eccesso di
tessuto palpebrale riscontrabile morfologicamente nei tratti orientali), naso con columella
prominente, radice nasale piatta, micrognazia, anomalie delle orecchie (padiglioni scarsamente
modellati), ma che queste non sono tipiche come le precedenti. È bene sottolineare che qualora
venga presa singolarmente nessuna delle caratteristiche cranio–facciali sin qui descritte è indice di
esposizione pre–natale a etanolo. Ciò nonostante, una concomitanza di tratti unici e/o associati, può
essere considerata come prova di esposizione alcolica fetale. Infine, dobbiamo sottolineare come i
tratti caratteristici di una FAS sono più facilmente evidenziabili in un’età compresa tra gli otto mesi e
gli otto anni.