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CAPITOLO1

METODI USATI PER RACCOGLIERE IL MATERIALE ETNOGRAFICO


-I risultati della ricerca scientifca devono essere presentati in modo assolutamente
imparziale e sincero (esposizione di tali dati senza pregiudizi)
-Si deve fornire un resoconto dettagliato di tutti i preparativi degli esperimenti e una
descrizione esatta degli strumenti adoperati e del modo e tempo con cui sono state
condotte le osservazioni
PRINCIPI METODOLOGICI PER EFFETTUARE UNA BUONA RICERCA
1- lo studioso deve possedere reali obiettivi scientifci e conoscere i valori e i criteri
della moderna etnografa. Avere una buona formazione in questo campo non
signifca per essere carichi di idee preconcette le quali possono essere
dannose in un lavoro scientifco. !etnografo deve essere capace di cambiare
costantemente le sue opinioni e di modifcarle davanti all!evidenza.
2- deve mettersi in condizioni buone per lavorare: vivere senza altri uomini bianchi,
e restare a contatto pi stretto possibile con gli indigeni, trasferendosi nei loro
villaggi. "ssere in stretto contatto con gli indigeni signifca che la vita
dell!etnografo nel villaggio# inizialmente spiacevole e vista come una strana
avventura# presto prende un ritmo abbastanza naturale che $ in piena armonia
con l!ambiente circostante.
3-deve applicare un certo numero di metodi particolari per raccogliere, elaborare e
defnire le proprie testimonianze

%&'I"((I)I *" A)&+& "(,&-+A.I/&
1-Dare un proflo chiaro e solido della costituzione sociale e di individuare le leggi e
le regolarit di tutti i fenomeni culturali
0uesto obiettivo impone l!obbligo di fornire un resoconto completo di tutti osservati
non mettendo in rilievo solo quelli singolari o bizzarri.
!etnografo ha il compito di registrare tutte le regole e le regolarit1 della vita tribale
e di descrivere la costituzione della loro societ1.
0ui sorge il problema che qst cose non sono formulate# ovvero non vi $ un codice di
leggi scritte o espresse esplicitamente . !intera struttura sociale $ incorporato
dentro all!essere umano.
-li indigeni obbediscono agli imperativi del codice tribale ma non li comprendono#
allo stesso modo in cui obbediscono ai loro istinti e sono ancor meno in grado di
fornire un resoconto della propria organizzazione. 2er qst $ inutile fargli domande
astratte di carattere sociologico.
Il mezzo per superare qst di3colt1 consiste nel raccogliere i dati concreti o4erti
dall!esperienza e trarne da solo le conclusioni generali
5no dei punti metodologici fondamentali per il lavoro sul campo $ la raccolta di dati
concreti che coprano una vasta gamma di fatti.
!etmografo deve mostrare i dati in modo chiaro e coinciso e devono e essere
disposti in una sorta di carta sinottica in modo tale da utilizzarli come strumenti di
studio e per presentarli come documenti etnologici. 1 metodo della
documentazione statistica mediante la prova concreta.
Il lavoro di ricerca dell!etnografo deve concentrarsi sia sull!aspetto comunitario che su
quello privato della vita dell!indigeno.
Importante $ l!annotamento di piccoli avvenimenti che si verifcano pi6 volte nella vita
quotidiana del villaggio. 0st perch7 certi piccoli particolari che impressione fnch$
costituiscono una novit1 per l!etnografo# non si notano pi6 appena diventano familiari.
8olto importante per qst motivo $ il *IA+I& "(,&-+A.I/& tenuto sistematicamente
per tutto il corso del lavoro in un distretto.
9- A3anco allo studio della costituzione sociale della societ1 tribale $ necessaria la
registrazione dello spirito# cio$ dei giudizi# opinioni ed espressione degli indigeni: in
ogni azione della vita familiare vi $ la routine prescritta dal costume e dalla tradizione#
quindi il modo in cui viene compiuta
CAPITOLO 2: JEAN-PIERRE OLIVIER DE SARDEN ,
LA POLITICA DEL CAMPO,SULLA PRODUZIONE DI DATI
IN ANTROPOLOGIA
;inchiesta di tipo antropologico vuole avvicinarsi il pi6 possibile alle situazioni
naturali dei soggetti (vita quotidiana# conversazioni) attraverso un interazione
prolungata tra il ricercatore stesso e la popolazione locale.
0uesto tipo di ricerca richiede formazione e competenza le quali si
acquisiscono nell;apprendistato: non ci sono procedure standard da poter
seguire# la ricerca sul campo richiede abilit1 e procede a colpi di intuizione.
PRINCIPALI MODI DI PRODUZIONE DEI DATI PROPRI DELLA
RICERCA SUL CAMPO:
- Osservazi!e "ar#e$i"a!#e (permanenza prolungata nel luogo di
residenza delle persone oggetto della sua ricerca)
- I% $%%&'i (le interazioni discorsive deliberatamente sollecitate dal
ricercatore)
- Le "r$e('re (i $e!si)e!# (strumenti utilizzati per fare un
indagine sistematica)
- La ra$$%#a (i *!#i s$ri##e
1+ L,OSSER-EAZIONE PARTECIPANTE
!"antropologo si scontra con la realt che intende studiare. 0uesta
situazione di base si scompone in due situazioni distinte le quali rientrano
in due campi di4erenti:
a- CAMPO DELL,OSSER-AZIONE: il ricercatore $ testimone
.- CAMPO DELL,INTERAZIONE: il ricercatore $ coattore
In entrambi i casi# le informazioni acquisite possono:
-essere registrate dal ricercatore stematicamente trasformandosi in dati
e corpus
-oppure rimanere informali o latenti ---< impegnazione
I dati e corpus racco!ta e re"istra#io$e de!!e i$%or&a#io$i'
Il ricercatore prende appunti attaverso un #a$$'i!# strumento
professionale di base molto importante poich7 solo quello che viene
scritto continuer1 a esistere sotto forma di dati# e far1 funzione di corpus.
I dati non sono pezzi di realt1 riportati tali e quali come sono realmente#
ma sono la trasformazione di pezzi di realt1 riportati come sono stati
percepiti e e selezionati dal ricercatore.
(ali informazioni godono comunque di una validit1 scientifca poich7 il
desiderio di conoscenza del ricercatore e la sua formazione alla ricerca
possono parzialmente avere la meglio su emozioni e pregiudizi.
+ L,i!#erazi!e "'/ )(i0$are i *e!)e!i sserva#i:
- una parte dei comportamenti # modifcata solo in minima parte dalla
presenza dell"antropologo poich7 la sua presenza prolungata riduce i
fattori di disturbo indotti dalla sua presenza: ci si abitua a lui.
- &'a!( %a s'a "rese!za )(i0$a i $)"r#a)e!#i $i s! 2
s%'zi!i ra(i$a%i:
=. $digenizzazione: il ricercatore cerca di assimilarsi ad un indigeno
non distinguibile dagli altri
>. il ricercatore ne trae proftto: il processo stesso di qst
modifcazione diventa oggetto di ricerca.
a posizione adottata di solito $ a met1 strada tra questi due
atteggiamenti estremi.
L(i&pre"$a#io$e %conoscenza sensibile&
Il ricercatore non si sente sempre in servizio e vivendo osserva e tali
osservazioni vengono registrate nel suo inconscio. ,on si trasformano in
corpus (in dati) poich$ nn vengono registrate nel quaderno di campo. Il
ricercatore sul campo acquisisce cos? una conoscenza sensibile (per
impregnazione).
2+ I COLLO1UI
Sono la produzione di dati da parte del ricercatore sulla base di discorsi
autoctoni che lui stesso avr1 sollecitati.
A4ermare il p.d.v. dell;indigeno $ l;obiettivo principale dell;antropologia# e
il colloquio resta il mezzo privilegiato per produrre dati che danno
accesso alle rappresentazioni locali@indigene.
Assi portanti della politica del collo'uio:
Co$su!e$#a e racco$to
Il colloquio oscilla tra qst due poli.
(- consulenza: si consulta l;interlocutore# il quale viene invitato a dire ci
che pensa rispetto a un determinato argomento. A la sua competenza
sulla societ1 locale a essre sollecitata.
)- racconto: l;interlocutore viene sollecitato riguardo alla sua esperienza
personale. In qst occasione viene privilegiato il registro del racconto in
prima persona.
i! co!!o)uio co&e i$tera#io$e
il colloquio di ricerca come interazione poich7 non pu essere inteso
come una miniera per l;estrazione di informazioni. 'riggs sottolinea che il
colloquio $ un incontro intercilturale imposto dal ricercatore# dove il
dialogo avviene su norme metacomunicative diversi e talvolta
incompatibili.
i! co!!o)uio co&e co$*ersa#io$e
$l ricercatore mira a ridurre al massimo l"arifcialit della situazione di
collo'uio avviando il colloquio guidato in una situazione di banale
interazione quotidiana# cio$ di conversazione.
;informatore dell;antropologo pu disporre cos? di una reale libert di
parola senza sentirsi in una situazione di interrogatorio.
a- guida al colloquio: le domande vengono preparate in anticipo
b- canovaccio di colloquio: si fa ricorso a un promemoria personale che
permette di non dimenticare gli argomenti importanti
!a ricorsi*it+ de! co!!o)uio
si tratta di basarsi su ci che $ stato detto per produrre nuove domande
i! co!!o)uio co&e $e"o#ia#io$e i$*isi,i!e
l;antropologo e l;interlocutore non hanno gli stessi interessi e n7 le stesse
rappresentazioni di quel che $ il colloquio. /iascuno cerca di manipolare
l;altro. ;informatore utilizza startegie miranti a trarre proftto dal
colloquio o di difesa miranti a ridurre al minimo i rischi della parola. Il
ricercatore dve mantenere il controllo del colloquio e allo stesB tempo
lasciare che l;interlocutore si esprima a modo suo.
i! rea!is&o si&,o!ico $e! co!!o)uio
il ricercatore $ professionalmente tenuto ad accordare credito ai discorsi
del suo interlocutore# ed $ partendo da ci che potr1 combattere i propri
pregiudizi e preconcetti.
Il concetto del realismo simbolico a4erma che la real che si deve
accordare alle parole degli informatori # nel signifcato che costoro ci
mettono. Il ricercatore deve stare per attento a non confondere i
discorsi del suo interlocutore sulla realt1 con la realt1 stessa. 'isogna
dunque partire da un pregiudizio favorelvole riguardo a ci che
l;interlocutore dice e successivamente e4ettuare una decifrazione critica
sulle a4ermazioni da lui espresse.
i! co!!o)uio e !a durata
*n collo'uio # sempre l"inizio di un ulteriore serei di collo'ui poich7 $ una
pratica aperta che si pu sempre arricchire. In ciascun nuovo colloquio
importante per il ricercatore $ il riconoscimento delle sue competenze da
parte dell;indigeno# in modo tale che quest;ultimo sia scoraggiato dal
racconatre aneddoti inventati.
2+ I PROCEDIMENTI DI CENSIMENTO
2ermettono di produrre sistematicamente dei dati intensivi in numero
fnito (conteggi# inventari# genealogie ecc..)
"; grazie a questa ricerca di dati empiri che il ricercatore assume il
distacco necessario rispetto ai discorsi degli altri e alle proprie
impressioni. $n 'st modo avviene la combinazioni tra la raccolta di dati
emici %rappresentazioni autoctone& e 'uella di dati etici % interpretazine
dello studioso + dati costruiti sulla base dell"osservazione&.
!a ricerca diventa 'ualitativa e non pi 'ualitativa
3+ LE FONTI SCRITTE
Alcune di qst fonti sn raccolte prima della ricerca sul campo# e
permettono l;elaborazione di ipotesi e domande particolari. Altre sono
raccolte sul campo e sono ad esse integrate.
LA COMBINAZIONE DI 1UESTI DI-ERSI TIPI DI DATI
L(ec!ettis&o dei dati
2ermette di tener conto dei molteplici registri e della stratifcazione della
realt1 studiata dal ricercatore: l;osservazione partecipante permette di
scegliere gli interlocutori appropriatiC i colloqui permettono di inserire
meglio il ricercatore nella cultura locale e sono una buona forma di
interazioneC i procedimento di censimento passano dal parlato(colloquio)
al visuale (osservazione).
Lo studio di casi
intorno a una situazione sociale particolare l;antropologo far1 un
confronto incrociato delle varie fonti.
LA POLITICA DEL CAMPO
La tria$"o!a#io$e:
principi o di base di ogni inchiesta: le informazioni danno avere dei
riscontri
a- triangolazione semplice: il ricercatore fa un confronto incrociato tra le
varie fonti per non essere prigioniero di un unica fonte.
b- triangolazione complessa: intende far variare gli informatori in
funzione del loro rapporto con il problema trattato:. ,uole incrociare i
punti di vista 'uando ritiene che la loro di-erenza produca senso. .icerca
le di-erenze signifcative.
/oncetto di gruppo strategico: aggregazione di individui che hanno
globalmente di fronte a uno stesso problema uno stesso atteggiamento,
determinato da un rapporto sociale+politico+culturale+economico simile
rispetto a questo problema.
L(i$tera#io$e
e interpretazioni e le riformulazioni dell;oggetto di ricerca si operano
durante la produzione dei dati.
+icorda i va e vieni di un ricercatore sul campo: la ricerca sul campo non
$ lineare poich7 si adegua ai diversi circuiti sociali locali# alla loro
complessit1 e ai loro intrecci.
Ad esempio la scelte degli interlocutori si opera per ramifcazioni: ad ogni
colloquio nascono nove piste e nuovi interlocutori possibili. Si crea cos? la
dinamica dell;inchiesta# all;inizio imprevedivile ma dove si riDettono le reti
reali dell;ambiente studiato.
L(esp!icita#io$e i$terpretati*a
Il campo prolungato presuppone una verbalizzazione# concettualizzazione
e autovalutazione continua. 2roblema: per il ricercatore : lavoro solitario#
dialogo con se stesso il quale non favorisce la verbalizzazione e la
concettualizzazione stessa.
2ossibili soluzioni:
-Il diario del campo ha un ruolo imp. 2oich7 permette di fare il punto
relolarmente . "; anche un supporto dei processi di interpretazione legata
alla produzione dei dati e un metodo di esplicazione solitaria.
-dialogo con assistente di ricerca: persona sitruita proveniente
dall;ambiente locale pu essere molto importate nella traduzione
semiologica ovvero il passaggio tra il sistema li senso locale a quello del
ricercatore
-lavoro di s'uadra: la verbalizzazione e l;oggetivizzazione sono assicurate
dalla presenza di un dibattito nel cuore stesso di ricerca empirica
La costru#io$e di descrittori
- u$ a!tro &odo per praticare !(esp!ica#io$e attra *erso !a ricerca
di dati ad .oc c.e tras%or&a$o !e i$terpreta#io$i re$de$do!e
osser*a,i!i/ Ta!i dati per&etto$o di s&e$tire 0 *eri1care o
&odi1care u$ potesi
La satura#io$e
/i si accorge che l;inchiesta si sta dirigendo verso la fne quando
decresce la produttivit1 delle osservazioni e dei colloqui.
Saturazione signifca che non vengono trovati dati aggiuntivi con i quali il
sociologico possa sviluppare la sua ricerca. 0uando vede e rivede casi
simili il ricercatore acquisisce la sicurezza empirica che una categoria #
satura.
I! "ruppo socia!e testi&o$e
luogo intensivo di ricerca.: pu essere di dimensioni diverse ma sempre
ridotte (una famiglia# un villaggio# un citt1) . In qst spazio sociale si
adopereranno tutti i metodi di raccolta dati. ;intensivit1 permette anche
di e4ettuare in continuazione confronti tra le diverse fonti di informazioni.
Il problema di molti $ quello di rinchiudersi in qst gruppo testimone.
,ecessario $ il passaggio a una ricerca pi6 intensiva.
2!i i$%or&atori pri*i!e"iati
0uesta strategia fa di un solo individuo considerato esperto# il depositario
di un intera cutura--< strategia di ricerca pigra.
(ipi di informatori privilegiati:
-generalisti: danno comodamente accesso alle rappresentazioni usuali.
-mediatori: aprono la strata ad altri informatori-chiave o verso scene
culturali di di3cle accesso.
-esperti: ruolo di consulenza
LA GESTIONE DEI FATTORI DI DISTURBO
L( i$c!i$a""io
l;inserimento del ricercatore si fa attraverso dei gruppi particolari.--<
problemi: =. rischio di vedere solo il punto di vista del gruppo d; adozione.
>. vengono chiuse le porte ad altri gruppi.
i! &o$opo!io de!!e %o$ti
monopolio che il ricercatore esercita sui dati da lui prodotti pu chiudere
l;accesso ad altri studiosi su tali informazioni. *ue soluzioni: =. pi6
antropologi lavorano su campi vicini o E. >. permettere un accesso
almeno relativo alle proprie fonti
rapprese$ta#io$e e rapprese$tati*it+
,on si deve far dire all;inchiesta pi6 di quanto essa possa dire. ,on si
deve parlare indebitamente il linguaggio della rappresentativit1: le
testimonianze di alcune persone sono presentate come se riDettesero
una cultura. 'isogna parlre solo delle rappresntazioni dei gruppi.
!a so""etti*it+ de! ricercatore
I dati raccolti incorporano inevitabilmente un fattore individuale:
l;interpretazione soggettiva del ricercatore. 0st fattore di disturbo $
inevitabile ma pu essere controllato:
- ad esempio attraverso il diario sul campo che pu aiutare il ricercatore
a gestire le le sue impressioni soggettive.#
- con il lavoro di s'uadra: la collaborazione vale anche come controllo
reciproco della soggettivit1.

CONCLUSIONE: PLAUSIBILITA, E -ALIDITA,
/riteri per verifcare la validit1 in etnografa: (in generale: verifcare
la validit dei dati)
=- in che misura le teorizzazioni dell;antropologo si fondano sui dati
di campo forniti come proveF
>- siamo informati sul Gpercorso del campoH# cio$ su chi sono gli
informatori e su come sono state raccolte le loro informazioniF
9- le decisioni interpretative e4ettuate a mano a mano sul campo
sono esplicateF (esplicare le decisioni teoriche che strutturano il
lavoro sul campo)
'isogna verifcare che le a4ermazioni interpretative dell;antropologo
siano fondate su dati a3dabili e pertinenti prodotti nel corso della
ricerca.
I la plausibilit1 $ in parte assicurata dalla presenza fnale di dati nel
prodotto scritto del ricercatore: la presenza simultanea di descrizioni#
citazioni# censimenti e casi riDette sul prodotto fnale dell;antropologo il
lavoro empirico sul campo# ne garantisce la validit1 e ne consente la
critica.
CAPITOLO 2: LEONARDO PIASERE, L,ETNOGRAFIA COME
ESPERIENZA
Di4ere!ze #ra i "ri!$i"a%i a""r$$i a!#r"%5i$i:
STRUTTURALISMO ETNOSCIENZA ERMENEUTICA
Sguardo dall'alto Visione attraverso gli occhi del
nativo
Fusione degli orizzonti
Questi 3 approcci non si
distinguono per il contenuto
delle conoscenze indagate ma
per la posizione diversa che
ognuna attribuisce
all'osservatore in relazione
all'osservato.
----> Questa relazione cambia i
risultati finali dell'indagine.
--->
Rappresenta l'approccio
oggettivista.
strettamente imparentata con
lo strutturalismo ma ci che la
distingue da esso il fatto che
opera un abbassamento!
dell'osservatore il "uale cerca di
mettersi allo stesso livello
dell'osservato e cerca di vedere
il mondo dai suoi occhi.
#rende in considerazione gli
orizzonti di entrambi$
osservatore ed osservato$ cio la
visione plasmata dalla propria
cultura e da "uella dell'altro.
%ttraverso l'analisi della parte
condivisa si cerca di instaurare
il dialogo interculturale.
-#er definirla oggi viene usato il
nome di antropologia cognitiva.
-&orrente che nasce alla fine
degli anni ''(
)ari tipi di antropologie
ermeneutiche* "uella
critica/riflessiva la "uale
sottolinea che vi sempre un
orizzonte pi+ potente dell'altro$
per cui la loro fusione risulta
sbilanciata in favore del pi+
potente
, sostenitori dell' etnoscienza
cercavano di studiare i modi per
conoscere una popolazione$
partendo dalle categorie in cui
essa si modellava$ e l'obiettivo
era "uello di vedere il mondo
con gli occhi del nativo.
-a allora si fece una distinzione
tra le conoscenze scientifiche
della scienza occidentale da
"uelle fol./popolari/indigene
classificate con il termine
etno!.
&i a cui puntava #iasere era di
dimostrare cm i rom vedevamo
il mondo degli uomini.
0iasere sottolinea che la moda della scrittura etnografca ha portato
a rischi di esagerazione# che sono quelli di credere che il lavoro si
riduce alla redazione del resoconto etnografco. 1eertz: Gche cosa
fa l;etnografoF Scrive.H
;etnografa $ prima di tutto esperienza# una pratica# un Gvivere-
conH: es.risata degli zingari. Anche gli antropologi ridevano perch$
sapevano che in determinate situazioni gli zingari ridono. a
conoscenza era stata incorporata non attraverso i loro scritti ma
attraverso una praticata prolungata del vivere-con---< piasere la
chiama co$osce$#a i$corporata de!!(esperie$#a et$o"ra1a0
conoscenza che l;antropologo non riuscir1 mai a trasmettere nei
suoi scritti.
I$ter$a!i#atio$--< $ il processo per cui le rappresentazioni
culturali dientano una parte dell;individuo
APPROCCIO OGGETI-ISTA: la realt # sempre 'uella che #, non
muta al variare dell"osservatore. 2ta all"osservatore scoprirla e
determinarne le leggi.
;approccio oggettivista prevede la sco&parsa de!!(osser*atore
poich7 auspicava una conoscenza scientifca# quindi oggettiva#
della realt1# a soggettivit1 degli osservatori non $ importante
poich7 se la realt1 da osservare $ quella che $# anche se esaminata
da soggetti diversi i risultati fnali non cambiano.
"; per qst motivo che 2iasere nel raccontare la sua esperienza tra i
rom non parla mai della sua attivit1 etnografca# poich7 pensava
non fosse importante. "ra convinto di questa negazione del
soggetto a tal punto che fece scomparire il soggetto oltre che nelle
descrizioni anche in certe ra3gurazioni (es. ra3gurazione
dell;accampamento rom: la posizione della sua tenda non $
segnata# poi si rese conto che se non ci fosse stato anche lui la
ra3gurazione del campo sarebbe stata simile ma non uguale).
+acconto esperienza di 2iasere tra i rom:
-esperienza etnografca tra:
=J G6ra6a!7H(e%%a 8'5s%avia (e% s'(: rom1 emigrati dalla eB
Kugoslavia meridionale verso l;Italia alla fne degli anni ;LM.
+appresentano la pi6 massiccia migrazione zingara dai 'alcani all;"uropa
occidentale che sia mai avvenuta nella storia. In Italia non vivono nei
campi forniti o accettai dai comuni. "rano in italia in modo illegale.
Avevano dei problemi con la lingua. Avevano un gran bisogno di
instaurare delle relazioni con gli italiani. )ievano nelle tende e non erano
in possesso di macchine.
>J r)9 s%ve!i: erano in uno stato di assoluto non-bisogno. -ruppo
molto chiuso verso i gage# e non disponibili verso di loro# 2arlavano
correttamente l;italiano essendo in qst paese presenti da 9 generazioni.
"rano in uno stato di legalit1--< erano riconosciut i come cittadini italiani
e avevano diritto di voto e dovere di servizio militare. )ivevano in rulot di
lusso e si spostavano con le macchine di lusso
-s$" (e%%a ri$er$a: scoprire le reti di relazioni e di conoscenza che la
fam?lNa di +agip (capo rom) aveva instaurato con gli altri rom1 in Italia
-i!'#i%i#9 (e% "rre ()a!(e: non tutti i gruppi di rom sono disponibili
a rispondere. "ra impossibile osservare e basta# fare l;ichiesta e basta.
.ra i rom1 si viveva perch$ loro erano troppo impegnati a vivere.
Insegnamento ricevuto da loro: Piasere a*re,,e co$osciuto !a !oro
*ita $o$ ru,a$do !oro de! te&po per c.iedere co&e %osse0 &a
co$di*ide$do!a
-(esi(eri (i i))ersi!e eva(e!#e---< causato dalle domande che il
ricercatore si pone: Gcosa farebbero#direbbero se io non fossi quiFH.
*esiderio della scomparsa del ricercatore per lasciare posto
all;informatore
-esperienza con il >J gruppo di rom1 studiati: assolutamente non
disponibili nel rispondere alle domande del ricercatore. 8olto pi6 dei
BoraBan$# insegnarono a 2iasere che le cose importanti# come la vita#
non si insegnano# ma si imparano.
CAPITOLO 2: L,OSSER-AZIONE, CARLA 3IANCO
;osservazione comprende i metodi usati dal rilevatore per ottenere dei
dati mediante l;osservazione diretta dei fatti. 0uesto metodo non si limita
a registrare gli aspetti visivi dei fenomeni osservati ma impegna tutti i
sensi e il pensiero.
e varie tecniche di osservazione aspirano tutte a porre il rilevatore in
una condizione di contesto naturale# ossia non provocato# n7 riprodotto
per la ricerca.
A22+&//I& "8I/&
Si ottengono risultati non validi se si applicano categorie inadatte alla
conoscenza dei comportamenti di un dato gruppo sociale# in quanto si
utilizzano le categorie del gruppo di appartenenza dei ricercatore.
*evono essere utilizzate quelle operanti all;interno del gruppo sociale
studiante.
"22+&//I& "(I/&
a4erma che i concetti e le categorie con i quali si osserva e si studia il
gruppo sociali debbano essere quelle dell;osservatore scientifco
L,OSSER-AZIONE PARTECIPANTE
-CONTRADDIZIONI: da un l;alto l;osservazione implica implica
guardare qualcosa che sta al di fuori di s7. *all;altro la
partecipazione comporta un coinvolgimento proprio di s7# e la
rinuncia alla posizione di osservatore.
-CARATTERISTIC:E:
=. il ricercatore fa ogni sforzo per entrare a far parte del gruppo da
lui studiato condividendone la 'uotidianit---< obiettivo di tale
metodo $ vedere la vita come la percepisce il nativo e arrivare a
una comprensione non mediata dei fenomeni che si vogliono
studiare
>. $ necessario cancellare dalla coscienza delle persone l;idea di
essere osservati dal ricercatore.
9.l;etnografo deve lasciare dietro di s7 ogni idea preconcetta e
immergersi totalmente nella nuova esperienza osservativa e di vita.
Il problema nello studio di qualsiasi tipo di societ1 rimarr1 sempre quello
di riuscire a defnire i criteri precisi per l;attuazione scientifca del
metodo: bisogna cercare di creare le condizioni per una verifca futura e
per una descrizione chiara dei dati raccolti.
5n altro problema $ quello dell;impossibilit1 di registrazione dei fenomeni
osservati la quale pu avvenire solo attraverso il deposito nella memoria.
Infne vi $ l;impossibilit1 di diventare realmente un tutt;uno con l;indigeno
poich7 non si riesce ad annullare totalmente la presenza dell;etnografo
nella mente del gruppo studiato.
A(+" .&+8" *I 2A+("/I2AOI&,"
-osservazione passiva@osservazione non partecipante: vantaggio $
quello di registrare in modo chiari i fenomeni osservati. Svantaggio:
turbare la qualit1 dei fenomeni di piccola portata (in quelli grossi#
come cerimonie ecc... la presenza del ricercatore $ irrilevante).
-indigeno margina: oscillare tra il ruolo di indigeno e quello di
indagine
I /&,("S(I *";&SS"+)AOI&," ---< sono gli ambiti e le occasioni
in cui si verifcano i fenomeni da studiare
-contesti naturali: vantaggio $ quello di non inDuenzare il
comportamento e la possibilit1 che esso o4re di cogliere nel loro
attuarsi la relazione fra un fenomeno specifco e la situazione in cui
esso si verifca. 2vantaggio: alcuni fenomeni possono scomparire
nel tempo o verifcarsi Pin ambito domestico che in quello
collettivo.
-contesti costruiti@ non naturali: contesti che si verifca in parte al di
fuori delle usuali condizioni. 2u capitare che un fenomeno non si
verifchi e ma vi $ la necessit1 di documentarlo. &ccorre creare le
condizioni nelle quali qst fenomeno si ri-verifchi. 2vantaggi: