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Socrate stato un filosofo greco antico, uno dei pi importanti esponenti della tradizione filosofica

occidentale.
Il contributo pi importante che egli ha dato alla storia del pensiero filosofico consiste nel suo metodo
d'indagine, Socrate riconosciuto come padre fondatore dell'etica o filosofia morale e della filosofia in
generale.
Per le vicende della sua vita e della sua filosofia che lo condussero al processo e alla condanna a morte
stato considerato il primo martire occidentale della libert di pensiero.
ben noto il fatto che Socrate non abbia lasciato alcuno scritto. Ricaviamo quindi il pensiero di Socrate dalle opere dei suoi discepoli, tra cui spicca soprattutto il
sopracitato Platone che fu per lungo tempo uno di essi e che condivise, negli scritti giovanili, il pensiero del maestro, a tal punto che risulta difficile distinguere il pensiero
socratico da quello platonico, che acquis poi una maggiore originalit solo nella maturit e nella vecchiaia.
Un'altra fonte della vita e del pensiero di Socrate rappresentata dallo storico Senofonte a cui per non interessa il pensiero socratico, ma soprattutto l'esposizione di
aneddoti della vita militaredel suo amico Socrate.
Testimone del pensiero socratico Aristotele che per risulta poco attendibile poich egli tende a esporre il pensiero dei filosofi precedenti interpretandolo secondo il suo
personale punto di vista, operando distorsioni e fraintendimenti sui concetti originali. Aristotele infatti, presenta la dottrina socratica come incentrata, in un primo tentativo
fallito, nell'individuare la definizione del concetto. A questo, secondo Aristotele, mirava la ricerca che si esprimeva nel continuo interrogare (ti est "che cos'?") che
Socrate effettuava nel dialogo: la definizione precisa della cosa di cui si stava parlando. In particolare Aristotele attribuiva a Socrate la scoperta del metodo della
definizione e induzione, che considerava l'essenza del metodo scientifico. Stranamente per, Aristotele affermava pure che tale metodo non fosse adatto all'etica. Socrate
invece avrebbe erroneamente applicato questo suo metodo all'esame dei concetti morali fondamentali del tempo, come ad esempio le virt di piet, saggezza, temperanza,
coraggio, e di giustizia.
Il periodo storico in cui visse Socrate caratterizzato da due date fondamentali: il 469 a.C. e il 404 a.C. La prima data, quella della sua nascita, segna la definitiva vittoria dei
Greci sui Persiani (battaglia dell'Eurimedonte). La seconda si riferisce a quando all'et dell'oro di Pericle seguir, dopo il 404 con la vittoria spartana, l'avvento del governo
dei Trenta Tiranni. La vita di Socrate si svolge dunque nel periodo della maggiore potenza ateniese ma anche del suo declino.
Probabilmente Socrate era di famiglia benestante, di origini aristocratiche: nei dialoghi platonici non risulta che egli esercitasse un qualsiasi lavoro e del resto sappiamo
che egli combatt come oplita nella battaglia di Potidea, e in quelle di Delio e di Anfipoli. riportato nel dialogo Simposio di Platone che Socrate fu decorato per il suo
coraggio. In un caso, si racconta, rimase al fianco di Alcibiade ferito, salvandogli probabilmente la vita. Durante queste campagne di guerra dimostr di essere
straordinariamente resistente, marciando in inverno senza scarpe n mantello.
Socrate visse dunque durante un periodo di transizione, dall'apice del potere di Atene fino alla sua sconfitta per mano di Sparta e alla sua coalizione nella guerra del
Peloponneso (404). Dopo la sconfitta s'insedi ad Atene un regime oligarchico e filospartano guidato da Crizia, un nobile sofista negatore della religione. Dopo appena un
anno, il governo dei Trenta tiranni decadde e s'instaur un governo democraticoconservatore formato da esiliati politici, guidato da Trasibulo. Egli giudic Socrate un
nemico politico per i rapporti che aveva avuto con Alcibiade, suo scapestrato discepolo e presunto amante, accusato di avere tradito Atene per Sparta.

La morte di Socrate[47] ci viene dettagliatamente descritta da Platone, presente alla fine del maestro, nel
dialogo del Fedone. Socrate trascorre serenamente, secondo le sue abitudini, la sua ultima giornata in
compagnia dei suoi amici e discepoli, dialogando di filosofia come aveva sempre fatto, e in particolare
affrontando il problema dell'immortalit dell'anima e del destino dell'uomo nell'aldil.