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VIVERE LETNOGRAFIA a cura di Francesca Cappelletto

1) ARGONAUTI DEL PACIFICO OCCIDENTALE. RITI MAGICI E VITA QUOTIDIANA NELLA


SOCIETA PRIMITIVA. OGGETTO, METODO E FINE DELLA RICERCA (Branislaw Malinowski) 1)
Le popolazioni costiere dei mari del sud sono abili nella navigazione e nel commercio. Costruiscono
eccellenti tipi di canoe dalto mare utilizzate per lontane spedizioni commerciali o scorrerie di guerra. I
Papua-malesiani (che abitano costa e isole periferiche della Nuova Guinea) non fanno eccezione alla regola.
Precise forme di scambio lungo precise strade sono state stabilite dalle diverse trib. Interessanti: tra i Motu
di Port Moresby e le trib del golfo dei Papua, i Motu navigano per centinaia di miglia su canoe chiamate
lakotoi (vela a forma di chela di granchio), portavano ceramiche, conchiglie e lame di pietra e ricevevano
sago e piroghe per costruire i lakotoi. Indigeni delle isole sparsi attorno al capo orientale sono in costante
scambio gli uni con gli altri. Esiste un altro sistema commerciale esteso e complesso che abbraccia le isole
vicine al capo orientale, le Louisiades, lisola di Woodlark, le Trobiand e le Entrecasteaux e si spinge
allinterno della Nuova Guinea esercitando pressione sulle regioni periferiche. Questo sistema commerciale
detto Kula, fenomeno economico di notevole importanza teorica. Occupa un posto importante nella vita
tribale di quegli indigeni. La sua importanza realizzata dagli individui, idee, ambizioni, desideri sono legati
intimamente al Kula.
2) Metodi usati per raccogliere il materiale etnografico.
Sono valore scientifico solo quelle fonti etnografiche in cui possibile tracciare una linea fra i risultati
dellosservazione diretta e le affermazioni e interpretazioni degli indigeni, da una parte, e le deduzioni
dellautore basate sul buon senso e intuito psicologico. Nessuno storico potrebbe essere preso sul serio se
facesse mistero delle sue fonti. In etnografia lautore cronista e storico allo steso tempo, le sue fonti sono di
facile accesso ma ambigue e complesse, non sono fissate in immutabili documenti ma incarnate nel
comportamento e nella memoria degli uomini. La distanza tra il materiale grezzo e la presentazione dei
risultati enorme.
3) Pidgin (idioma derivante dalla mescolanza di lingue di popolazioni differenti, venute a contatto in seguito
a migrazioni, colonizzazioni, ecc).
Descrizione dei bianchi degli indigeni: persone non istruite, non abituate a formulare i loro pensieri con un
certo grado di coerenza e precisione. Successo ottenuto solo mediante lapplicazione paziente e sistematica
di un certo numero di regole di buon senso e di principi scientifici. Principi metodologici, tre principali
categorie: - lo studioso deve possedere reali obiettivi scientifici e conoscere i valori e criteri della moderna
etnografia; - mettersi in condizioni buone per lavorare; - applicare un certo numero di metodi particolari per
raccogliere applicare, elaborare e definire le proprie testimonianze.
4) Condizioni appropriate per il lavoro etnografico. Tagliarsi fuori dalla compagnia di altri uomini bianchi e
restare in contatto il pi stretto possibile con gli indigeni, stabilirsi nei villaggi.
Stabilito ad Omarakana (isole Trobiand), cominciai a prendere parte alla vita di villaggio. Interesse personale
ai pettegolezzi, sviluppi degli avvenimenti. Gli indigeni a forza di vedermi smisero di essere interessati,
allarmati, imbarazzati, smisi di essere elemento di disturbo. Ogni volta che si verifica qualcosa di
drammatico e importante essenziale indagarvi nello stesso momento in cui accade, perch gli indigeni non
possono farne a meno di parlarne, troppo eccitati per essere reticenti e troppo interessati per essere pigri a
fornire dettagli.
5) Letnografo non deve solo tendere le trappole, deve anche essere cacciatore. Avere buona conoscenza
teorica non vuol dire essere carichi di idee preconcette.

Le idee preconcette sono dannose in qualsiasi lavoro scientifico, lintuizione dei problemi la dote
principale per uno studioso. Chi lavora su terreno fa esclusivo assegnamento sulla guida della teoria. Egli
pu essere pensatore teorico e lavoratore sul terreno ma le sue due funzioni sono separate e nella ricerca
effettiva, devono essere separate come momenti e come situazioni di lavoro. Letnologia ha trasformato per
noi il mondo dei selvaggi in un numero di comunit ben ordinate, governate da leggi e che si comportano e
pensano secondo principi coerenti. La parola selvaggio implica lidea di libert senza confini, sregolatezza,
qualcosa di estremamente bizzarro. Queste societ sono sotto il controllo di complessi legami di parentela e
di appartenenza tra clan. Il primo e fondamentale lavoro etnografico dare un profilo chiaro e solido della
costituzione sociale e di districare leggi e regolarit di tutti i fenomeni culturali da ci che non legato ad
essi da una relazione necessaria. Prima cosa: mettere a nudo lo scheletro della vita tribale. Analizzare lintero
campo della cultura tribale in tutti i suoi aspetti. Un etnografo che si concentra solo su un campo (es:
religione, organizzazione sociale, ecc) incontra seri problemi.
6) Registrare regole e regolarit della vita tribale, tutto ci che permanente e fisso, delineare lanatomia
della cultura, descrivere la costituzione della loro societ. Queste cose, cristallizzate e fisse non sono mai
formulate. Non vi codice di leggi scritte o espresse esplicitamente, lintera tradizione tribale, lintera
struttura della loro societ incorporata nellessere umano. Nemmeno qui le idee sono formulate in modo
preciso. Obbediscono agli imperativi, alle forze del codice tribale ma non lo comprendono, allo stesso modo
in cui obbediscono ai loro impulsi. Le regolarit nelle situazioni indigene sono il risultato automatico
dellinterazione fra le forze mentali della tradizione e le condizioni materiali dellambiente. Ne parte, vi si
trova dentro, ma non ha immagine dellazione totale che ne risulta e non in grado di formulare un
resoconto sulla sua organizzazione. Nella nostra societ ogni organizzazione ha i suoi membri intelligenti,
negli indigeni nulla di tutto questo. Superare questa difficolt: raccogliere dati concreti offerti dallesperienza
e ricavare da solo le conclusioni generali. Non possiamo porgli domande astratte e generali, ma porgli come
viene trattato un determinato caso. Come trattate o come punite un criminale? Un caso reale spinger gli
indigeni in un discussione impetuosa, espressioni di indignazione, li mostrer mentre prendono partito. Tutto
quello che diranno riveler il meccanismo sociale messo in moto dal reato commesso. Il trattamento
scientifico differisce da quello del buon senso comune per il fatto che uno studioso spinger la completezza e
la minuziosit dellindagine molto pi lontano e in modo sistematico e metodico fino alla pedanteria, in
secondo luogo una mente scientificamente allenata condurr la ricerca lungo linee rilevanti e verso obiettivi
che possiedono rilevanza reale. Lo scopo della preparazione scientifica di provvedere il ricercatore
empirico di una carta mentale. La discussione di un numero di casi precisi riveler alletnografo il
meccanismo sociale della punizione, parte fondamentale dellautorit tribale. Per mezzo di un simile metodo
di induzione da dati ben precisi egli arriva alla comprensione del comando di guerra. Non si possono ottenere
affermazioni di esattezza assoluta su un argomento di tale complessit senza costante azione reciproca fra gli
sforzi deduttivi e la verifica empirica. La raccolta di dati completi che coprono una vasta gamma di fatti
uno dei punti metodologici principali del lavoro sul terreno. Tutte le volte che il materiale della ricerca lo
consente la carta mentale dovrebbe diventare reale, materializzarsi in un diagramma, in un schema, in un
esauriente tavola sinottica dei casi. Il metodo di ridurre le informazioni, in carte sinottiche dovrebbe
estendersi allo studio di tutti gli aspetti della vita degli indigeni. Tutti i casi di transizione economica possono
essere studiati osservando dei casi reali connessi collocandoli in una carta sinottica. Tracciare un tavola di
tutti i doni e i regali abituali in una data societ che includa una definizione sociologica, cerimoniale ed
economica di ciascun oggetto. Anche classificare tutti i sistemi di magia e le relative cerimonie. Il
censimento genealogico di ogni comunit, mappe estensive, schemi e diagrammi. Una genealogia una carta
sinottica di un certo numero di relazioni di parentela collegate. Il suo valore come strumento di ricerca
consente nel fatto che permette al ricercatore di porre domande che egli formula per s in abstracto ma che
pu porre concretamente allinformatore indigeno. Fornisce un certo numero di fatti autentici, presentati nel
loro raggrupparsi naturale. Una carta sinottica della magia svolge la stessa funzione. Con una carta facile

esaminare gli argomenti, registrare le pratiche e le credenze. La risposta al problema astratto poteva essere
risolta traendo conclusioni generali da tuti i casi.
Onest metodologica (par. 2). Un etnografo deve presentare in modo chiaro e conciso, le proprie
osservazioni dirette e le informazioni indirette che formano la base del resoconto. Riassumere la questione di
metodo. Ciascun fenomeno deve essere studiato attraverso la serie pi vasta possibile delle sue
manifestazioni. I risultati devono essere esposti in una carta sinottica. Con laiuto di tali documenti e di tale
studio sui fatti reali si pu presentare un valido profilo della cultura indigena. Metodo della documentazione
statistica mediante la prova concreta.
7) Certi risultati del lavoro scientifico, specialmente di quello che stato chiamato lavoro di prima
ricognizione ci hanno dato un eccellente scheletro della costituzione tribale. Nellelaborare regole e
regolarit del costume indigeno, ci accorgiamo che lesattezza estranea alla vita reale, che non si conforma
rigidamente ad alcuna regola, deve essere integrata nellosservazione di un dato costume, del comportamento
dellindigeno nellobbedire alla regola. Se tutte le informazioni si basano su osservatori o sono dati da
comportamenti oggettivi, impossibile integrarle con comportamenti reali. E questa la motivazione per cui
lavori di dilettanti residenti per lunghi periodi, superano in plasticit e vivacit la maggior parte dei resoconti
puramente scientifici. Ma se uno studioso pu adottare le condizioni di vita suddette, si trova in una
posizione migliore per entrare in rapporto con gli indigeni. Se vive in un villaggio con lunico scopo di
seguire il comportamento indigeno, ha esempi di come le loro credenze sono effettivamente vissute. E
questa la ragione per cui letnografo in grado di aggiungere qualcosa di essenziale allo scarno schema della
costituzione tribale e di integrarlo con tutti i dettagli del comportamento, dellambiente e dei piccoli
avvenimenti. C una serie di fenomeni di grande importanza che non pu essere registrata consultando
documenti ma deve essere osservata (gli imponderabili della vita reale): la routine. Tutti questi fatti possono
e devono essere registrati sforzandosi di penetrare latteggiamento mentale che vi si esprime. Nessuno dei
due aspetti, n quello privato, n quello legale deve essere considerato superiore. Studiando gli avvenimenti
della vita tribale si devono annotare anche i comportamenti. Raccogliere e fissare le impressioni,
importante che cominci allinizio della spedizione, certi piccoli particolari fanno impressione finch
costituiscono una novit, non si notano pi quando diventano familiari. Potr sistemare lazione al suo giusto
posto nella vita tribale, indicare se unazione eccezionale o banale. Mettere da parte la macchina
fotografica e unirsi a ci che accade, con tutto ci il loro comportamento diventa molto pi comprensibile di
prima.
8) Terzo ed ultimo obiettivo del lavoro sul terreno. Scheletro: schema della costituzione tribale ed elementi
culturali cristallizzati, carne e sangue: dati di vita quotidiana e comportamento usuale, vi ancora da
registrare lo spirito. Giudizi, opinioni, espressioni. Azione di vita familiare. Routine prescritta dalla
tradizione, modo in cui viene compiuta ed infine i commenti nella mente indigena. Sentimenti, impulsi sono
modellati e condizionati dalla cultura in cui si trovano. Lambiente sociale e la cultura in cui si muovono li
costringe a pensare in una determinata maniera. Terzo comandamento del lavoro sul terreno: scopri i modi
tipici di pensare e di sentire corrispondenti alle istituzioni e alla cultura di una data comunit e formulare i
risultati nella maniera pi convincente. Citare testualmente le affermazioni di importanza decisiva. Un passo
importante pu essere compiuto dalletnografo che acquisti la conoscenza del linguaggio. La traduzione
privava il testo delle sue caratteristiche significative: corpus inscriptionum.
9) Allobiettivo del lavoro etnografico ci si deve arrivare da tre strade:
1- Lorganizzazione della trib e lanatomia della sua cultura devono essere registrate in uno schema solido e
chiaro. Il metodo della documentazione statistica concreta il mezzo con cui deve essere elaborato tale
schema.
2- Allinterno di questa struttura vanno inseriti gli imponderabile della vita reale e il tipo di comportamento.

Questi dati devono essere raccolti attraverso osservazioni minuziose e dettagliate in forma di una qualche
sorta di diario etnografico, reso possibile da uno stretto contatto con la vita degli indigeni.
3- La raccolta di informazioni etnografiche, narrazioni caratteristiche, espressioni tipiche, elementi di
folklore e formule magiche deve essere fornita come un corpus inscriptionum, come documenti della
mentalit indigena.
Queste tre linee di analisi conducono allobiettivo finale, quello di afferrare il punto di vista indigeno, la sua
visione del mondo. In ogni cultura i valori sono diversi, la gente persegue fini diversi, diversi impulsi,
desidera una diversa forma di felicit.
Prima spedizione: agosto 14-marzo 15; seconda spedizione: maggio 15-maggio 16; terza spedizione:
ottobre 17-ottobre 18.
2) LA POLITICA DEL CAMPO. SULLA PRODUZIONE DI DATI IN ANTROPOLOGIA (Jean-Pierre
Olivier de Sardan) Sociologia, antropologia e storia condividono una sola ed uguale epistemologia (branca
della filosofia che si occupa delle condizioni sotto le quali si pu avere conoscenza scientifica dei metodi per
il raggiungimento di tale conoscenza). Non producono dati allo stesso modo, si distinguono per le forme di
indagine empirica privilegiate. Storico (archivi), sociologo (inchiesta), antropologo (campo).
Spesso si va ad attingere anche dal vicino. Si riconosce allantropologia la sua empatia e allantropologo il
suo vissuto, si contesta il peccato di impressionismo e soggettivismo. La ricerca sul campo soltanto uno dei
tanti modi di produrre dati nelle scienze sociali, ha i suoi vantaggi e svantaggi. Lindeterminatezza del campo
deve essere il pi possibile diradata. Contrasto tra ricerca sul campo e questionari. Linchiesta preleva
informazioni circoscritte e codificabili sulla base di campioni ragionati e dotati di criteri di rappresentativit
statistica, in una situazione artificiale di interrogazione, le risposte sono fornite tramite lintermediazione di
intervistatori retribuiti. La ricerca sul campo vuole avvicinarsi il pi possibile alle situazioni naturali dei
soggetti, in una situazione di interazione prolungata tra il ricercatore e le popolazioni. Ricerca statistica
(ordine estensivo), ricerca sul campo (ordine intensivo). Ciascuna ha le sue forme di rigore. Ma il rigore
dellinchiesta sul campo non misurabile, a differenza di quella con i questionari. Pratica antropologica,
saper fare, la formazione avviene nellapprendistato, non si pu imparare in un manuale. Non ci sono misure
che si dovrebbero rispettare come ne esistono nellinchiesta quantitativa. E questione di abilit, si procede a
colpi, intuizioni, bricolage. Gli interlocutori sono inibiti da un quadro troppo stretto o unidirezionale.
Bisogna confrontarsi con numerosi malintesi tra chi fa lindagine e chi ne soggetto per individuare i
controsensi delle conversazioni. Padroneggiare i codici locali per sentirsi a proprio agio nelle chiacchere.
Si basa sulla combinazione di quattro grandi forme di produzione di dati: losservazione partecipante
(inserimento prolungato del ricercatore nellambiente di vita delle persone oggetto della ricerca), il colloquio
(le interazioni discorsive deliberatamente suscitate dal ricercatore), le procedure di censimento (il ricorso a
dei dispositivi costruiti per lindagine sistematica), e la raccolta di fonti scritte.
Losservazione partecipante Si scontra con la realt che intende studiare. Si pu scomporre questa
situazione di base in due distinte: quelle che rientrano nel campo dellosservazione (il ricercatore
testimone), e quelle del campo dellinterazione (il ricercatore coattore). Se le informazioni e le osservazioni
sono registrate si trasformano in dati e corpus. Se restano informali e latenti rientrano nellordine
dellimpregnazione.
I dati e il corpus Osservazione. Procedere a prendere appunti, organizza la conservazione di ci a cui ha
assistito. Produrr dei dati e costituir dei corpus che saranno oggetto di spoglio e trattati ulteriormente.
Assumono la forma del taccuino, registra ci che sente e che vede. Solo quello che vi scritto continuer ad
esistere sotto forma di dato.
I dati non sono pezzi di realt conservati tali quali (illusione positivista), non pi di quanto siano pure

costruzioni del suo spirito e della sua responsabilit (illusione soggettivista). I dati sono la trasformazione in
tracce oggettivate di pezzi di realt come sono stati selezionati e percepiti dal ricercatore. Non si deve
sottovalutare lintento empirico dellantropologia. Losservazione la prova del reale a cui sottomessa una
curiosit pre-programmata. La competenza sta nel poter osservare ci a cui non si preparati e nellessere in
grado di produrre i dati che lobbligheranno a modificare le proprie ipotesi.
1. Una parte non trascurabile dei comportamenti, non modificata dalla presenza dellantropologo, una delle
dimensioni del saper fare valutare qual . La presenza prolungata del ricercatore il principale indice di
riduzione dei fattori di disturbo dovuti alla sua presenza;
2. Problema posto da quella parte di comportamenti dovuti alla presenza del ricercatore, due soluzioni:
- Tentare di annullare questo cambiamento, eliminare ci che losservatore ha di esteriore. Da un lato si avr
lendo-etnologia, o la formazione di ricercatori indigeni, dallaltro la conversione;
- Trarne profitto. E il processo stesso di questa modificazione a diventare oggetto di ricerca. Utilizzare la
propria presenza in quanto ricercatore come metodo dindagine diventa una delle dimensioni del saper fare.
La posizione adatta di solito a met tra le due. Si pone allinterno del gruppo in posizione di straniero
simpatizzante. Integrazione relativa ma reale. Ascoltare i dialoghi delle persone ha la stessa importanza dei
dialoghi con lantropologo. Costantemente immerso in relazioni verbali, non verbali, semplici, complesse.
Sposa le forme del dialogo ordinario. Il taccuino non attiene n al diario personale, n al taccuino
dellesploratore, ma alla strumentazione professionale di base. Sanjek gli appunti sul campo sono la
fabbrica dellantropologia.
Limpregnazione Osserva e interagisce senza prestarvi troppa attenzione, senza avere limpressione di
lavorare, senza prendere appunti, n durante n dopo. Vivendo osserva, e tali osservazioni vengono registrate
nel suo inconscio. Non si trasformano in corpus, non si scrivono nel quaderno di campo. Ruolo importante
nella familiarizzazione con la cultura locale, nella capacit di decodificare senza prestare attenzione ai gesti
di altri. Tutto ci che accade al di fuori delle ore di lavoro, cos che si impara a padroneggiare i codici di
buona creanza. Considerare il cervello come una scatola nera, non curarsi del suo funzionamento.
I colloqui La produzione di dati sulla base di discorsi con gli autoctoni sollecitati, elemento centrale di ogni
ricerca sul campo. Primo: osservazione partecipante non permette di accedere a numerose informazioni
necessarie alla ricerca, si deve ricorrere agli attori locali. Secondo: gli attori sociali sono un elemento
fondamentale in ogni comprensione del sociale. Rendere conto del punto di vista dellattore la grande
ambizione dellantropologo. Appunti e trascrizioni di colloqui corrispondono alla parte pi consistente dei
corpus di dati dellantropologo. Si parla di politica del colloquio, modi di saper fare.
Consulenza e racconto
1. Consulenza. Invitato a dire ci che pensa o conosce rispetto a quellargomento, si presuppone che rifletta
un sapere comune e condiviso dagli altri attori locali. E la sua competenza sulla societ locale ad essere
sollecitata. Non significa sia un esperto.
2. Racconto. Il soggetto pu essere sollecitato riguardo alla sua esperienza personale. Raccontare questo o
quel frammento della sua vita, di rendere conto degli
avvenimenti di cui egli stato attore. Racconto in prima persona. Sequenze di vita, racconti di episodi
biografici delimitati.
l colloquio come interazione Non deve essere inteso come miniera per lestrazione di informazioni. Il
colloquio di ricerca un interazione: il suo svolgimento dipende dalle strategie dei due partner e dalle risorse
cognitive. Linterazione pu essere analizzata da diversi punti di vista. Le caratteristiche linguistiche e

culturali del colloquio comportano numerosi fattori di disturbo rispetto ai contenuti referenziali. Brigss: il
colloquio un incontro interculturale pi o meno imposto dal ricercatore, dove si confrontano norme
metacomunicative differenti e talvolta incomunicative.
Il colloquio come conversazione Avvicinare il colloquio guidato ad una banale interazione di vita
quotidiana, una strategia ricorrente del colloquio etnografico, mira a ridurre al minimo lartificialit della
comunicazione. Il dialogo una costrizione metodologica, linformatore non si deve sentire interrogato.
Avvicinarsi il pi possibile ad un colloquio riconosciuto nella cultura locale. La guida al colloquio rischia di
mantenere lantropologo in una struttura da questionario, organizza in anticipo le domande. Il canovaccio di
colloquio fa capo ad un promemoria personale che permette rispettando la dinamica della discussione di non
dimenticare gli argomenti preposti.
La ricorsivit del colloquio Un colloquio deve permettere di formulare nuove domande. Quando
linterlocutore fuori tema, il ricercatore tender di pi lorecchio, perch pu aprire nuove piste. Basarsi su
ci che stato detto per produrre nuove domande. Tali domande indotte dalle risposte sono: sia quelle che
uno si pone (livello strategico dellevoluzione della problematica) sia quelle che uno pone (livello tattico
dellevoluzione del canovaccio del colloquio). Capacit di decifrazione istantanea, il cuore del saper fare.
Il colloquio come negoziazione invisibile Lintervistato non ha gli stessi interessi del ricercatore.
Ciascuno cercher di manipolare laltro, non una pedina mossa dal ricercatore. Non rinuncia a strategie
miranti a trarne profitto o a minimizzare i rischi della parola. Il problema del ricercatore, dilemma che fa
capo al double bind (doppio legame) che deve mantenere il controllo del colloquio e lasciare linterlocutore
esprimersi a modo suo.
Il realismo simbolico nel colloquio E professionalmente tenuto a dare credito ai discorsi del suo
interlocutore. E la condizione daccesso alla logica e alluniverso di sensi di coloro che lantropologo studia,
ed prendendo questo sul serio che pu combattere i propri pregiudizi e pre- concetti. Bellah realismo
simbolico, la realt che si deve accordare alle parole degli informatori nel significato che loro ci mettono,
unattenzione critica mette in guardia il ricercatore dal prendere per oro colato tutto ci che dicono. Durante
il colloquio si da credito alle affermazioni dellinterlocutore, poi la decifrazione critica.
Il colloquio e la durata Un colloquio, linizio di una serie di colloqui e relazioni. Non incartamento
chiuso, ma pratica esperta, che si pu sempre arricchire. Diversi colloqui con lo stesso interlocutore sono
modi per avvicinarsi alla modalit di conversazione.
I procedimenti di censimento Si tratta di produrre sistematicamente dei dati intensivi in numero finito
(conteggi, inventari, nomenclature, piani, liste, genealogie). E impegnandosi nella ricerca di dati empirici
aventi un grado ragionevole di sistematicit e di organizzazione che il ricercatore assume il distacco
necessario rispetto ai discorsi (degli altri) e alle impressioni (le proprie). La raccolta di dati emici (dati
discorsivi che intendono dare accesso alle rappresentazioni autoctone degli attori) si combina con quelli etici
(dati costruiti con dispositivi di osservazione e misura).
Forniscono cifre, non si tratta pi di ricerca qualitativa, ma di un certo quantitativo intensivo su piccoli
insiemi. Sono dispositivi di misura e osservazione che lantropologo si forma sula campo. Calibrandoli in
funzione della dinamica di ricerca del momento, delle domande, e della conoscenza del campo. Questi
procedimenti possono intervenire in fasi molto differenti del processo di ricerca e quindi interessare vari
significati. Allinizio si deve costruire una sorta di fondi di carta (collocare gli attori, spazi pertinenti, ritmi
fondamentali, punti di riferimento). I procedimenti di censimento sono meno polivalenti e pi mirati.
Le fonti scritte Alcune sono raccolte prima della ricerca sul campo, in questo caso permettono una
familiarizzazione, lelaborazione di ipotesi esplorative e di domande particolari. Altre sono inscindibili dalla
ricerca sul campo. Altre possono costituire corpus autonomi, distinti e complementari a quelli della ricerca

sul campo.
La combinazione dei dati Combinazione quasi continua di questi diversi tipi di dati. Questa combinazione
non pu essere oggetto di ricerca.
Leclettismo dei dati La ricerca sul campo sfrutta qualsiasi mezzo. Il suo empirismo ecclettico e si fonda
su tutti i modi possibili di raccolta di dati. Consente di tener conto dei molteplici registri e della
stratificazione della realt sociale studiata.
Lo studio di casi Fa convergere i quattro tipi di dati distinti intorno ad ununica sequenza sociale,
circoscritta nello spazio e nel tempo. Intorno ad una situazione sociale particolare, lantropologo far un
confronto incrociato tra le due fonti. La scuola di Manchester stata la prima a fare uno studio di questo
metodo. Gli impieghi interpretativi e teorici dello studio dei casi sono molteplici. Alcuni illustrano, altri
descrivono e analizzano.
La politica del campo Accumula le diverse forme di produzione dei dati passati prima in rassegna, fa capo
ad una strategia scientifica del ricercatore, strategia che pu essere relativamente esplicita o restare implicita.
La triangolazione E il principio di base di ogni inchiesta: le informazioni devono avere dei riscontri, ogni
informazione da verificare. Triangolazione semplice: si fa un confronto incrociato tra gli informatori, per
non essere prigioniero di un'unica fonte. Triangolazione complessa: si cerca di analizzare la scelta di tali
molteplici informatori, intende far variare gli informatori in funzione del loro rapporto con il problema.
Ricercare dei discorsi in contrasto, rendere leterogeneit delle argomentazioni oggetto di studio, strategia di
studio sulla ricerca delle differenze significative. Si giunge al concetto di gruppo strategico (aggregazione
di individui che hanno globalmente, di fronte ad uno stesso problema, uno stesso atteggiamento, determinato
da un rapporto sociale simile rispetto a questo problema). I gruppi variano a seconda dei problemi
considerati, essenzialmente di ordine empirico. In una data societ non tutti fanno gli stessi interessi, a
seconda degli interessi si aggregano in maniera diversa. Esistenza di gruppi invisibili o esterni. Il
colloquio con individui marginali al problema, spesso uno dei modi migliori per variare i punti di vista.
Literazione Procede per iterazione: per andate e ritorni. Iterazione concreta (linchiesta procede in modo
non lineare tra gli informatori e le informazioni) o di iterazione astratta (la produzione di dati modifica la
problematica che modifica la produzione di dati che modifica la problematica).
I suoi interlocutori non sono scelti in anticipo con un metodo di selezione, prendono posto secondo un
continuo compromesso nei piani del ricercatore. Da ogni colloquio nascono nuova piste, la dinamica
dellinchiesta crea il cammino. La ricerca sul campo si adegua, non ha niente di lineare.
Iterazione astratta: va e vieni tra problematica e dati, interpretazioni e risultati.
Lesplicitazione interpretativa Punto legato al precedente. Le interpretazioni e riformulazioni delloggetto
di ricerca si operano durante la produzione dei dati, sfocia spesso in una contraddizione o paradosso.
Presuppone una verbalizzazione continua, unautovalutazione continua. Il diario del campo permette di fare
il punto e di ovviare alla mancanza di dialogo scientifico nel corso di uninchiesta che lo rende
indispensabile. Pu essere un prodotto finito (tristi tropici) oppure un supporto dei processi dinterpretazione
legati alla produzione dei dati. Pu essere assicurata dalla redazione continua di schede interpretative,
Strauss (memoring), accanto alla produzione di dati (data collecting) e alla codificazione (coding). La
verbalizzazione pu essere assicurata dal dialogo con un assistente di ricerca, persona istruita proveniente
dallambiente locale. Lavoro di squadra: verbalizzazione e oggettivizzazione sono assicurate dalla presenza
di un dibattito nel cuore stesso del processo di ricerca empirica.
La costruzione di descrittori Modo di praticare lesplicitazione, attraverso la ricerca di dati ad hoc che
trasformano le interpretazioni rendendole osservabili. Si fissano dei mediatori tra concetti interpretativi e

corpus empirici. Costruire degli insiemi pertinenti di dati qualitativi che consentano di confermare o smentire
o di modificare le proposizioni interpretative.
La saturazione Ci si accorge presto quando su un problema decresce la produttivit delle osservazioni e dei
colloqui. A ogni nuova sequenza si ottengono sempre meno informazioni nuove. La durata dipende dalle
propriet empiriche, cio dalle caratteristiche del tema di ricerca che il ricercatore si dato in questa societ
locale. Glasser e Strauss: quando non vengono trovati dati aggiuntivi con i quali il sociologo possa
sviluppare propriet della categoria, vede e rivede casi simili, il ricercatore acquisisce sicurezza che la ricerca
sia satura. Ritardando la fine: ci diamo delle costrizioni che obbligano a differire linduzione (Schwartz).
Il principio di saturazione mira a descrivere lo spazio delle possibilit in un dato spazio- tempo su un
determinato problema.
Il gruppo sociale testimone Darsi un luogo intensivo di ricerca, poggiante su un insieme di conoscenza
reciproca che possa in seguito servire da base di riferimento per delle ricerche pi estensive. Varia ina base
alla ricerca e pu essere di diverse dimensioni, ma sempre ridotte (famiglia, villaggio, ecc). La trappola
quella di richiudersi in questi gruppo testimone e di produrre monografie esaustive di microcomunit.
Indispensabile il passaggio ad una ricerca pi estensiva, nella quale i soggiorni in un sito si contino in
giorni, non in mesi. Il lavoro anteriore presso il gruppo testimone permette di rendere redditizio un lavoro
estensivo, fornendo un calibro di riferimento.
Gli informatori privilegiati Pu essere considerato come un caso estremo di gruppo sociale testimone
rispetto ad un solo individuo. Nasconde un punto di vista culturalista che fa di un solo individuo (considerato
esperto) il depositario di unintera cultura. Si combina con una strategia di ricerca pigra. Non vi ricercatore
che non abbia i suoi informatori privilegiati, ma il suo ricorso preferenziale deve combinarsi con il principio
di triangolazione.
Generalisti (danno chiaramente e comodamente accesso alle rappresentazioni usuali); tramiti (aprono la
strada verso altri attori-chiave o verso scene culturali di difficile accesso), esperti (ruolo di consulenza o
narrazione).
La gestione dei fattori di disturbo Non ci si pu sfuggire, cercare di padroneggiarli, controllarli.
Lincliccaggio Linserimento del ricercatore nella societ non si fa mai con la societ nel suo insieme, ma
attraverso gruppi particolari. Il ricercatore spesso pu essere assimilato ad una clique (fazione locale),
comporta due inconvenienti. Diventare troppo la voce di un clique e di riprenderne i punti di vista, dallaltro
vedersi chiudere la porta in faccia dalle altre cliques. Il ricercatore dipende dalle affinit e ostilit del suo
interprete.
Il monopolio delle fonti Monopolio che spesso un ricercatore esercita sui dati da lui prodotti. E un
problema metodologico tipico delle ricerche sul campo. Due soluzioni. Primo: due antropologi lavorino
successivamente o parallelamente su campi vicini o identici, ma il confronto di studiosi sulla stesso campo
non sempre assume forme contrapposte. Seconda: fornire un accesso almeno relativo alle proprie fonti, ai
corpus prodotti, al fine di autorizzare successive reinterpretazioni da parte di altri. Dare la possibilit al
lettore di capire in tutte le parti del racconto chi parla, al fine di discolparsi dal sospetto di intuizionismo o
dallaccusa di volersi imporre. Malinowski: hanno valore solo le informazioni in cui si pu tracciare un
risultato tra losservazione e le affermazioni indigene, e le reinterpretazioni dellautore.
Rappresentazioni e rappresentativit Linguaggio della rappresentativit, quando le testimonianze di
alcune persone sono presentate come se riflettessero una cultura. La ricerca sul campo parla di
rappresentazioni o di pratiche, non della rappresentativit delle rappresentazioni o delle pratiche. Non si deve
far dire allinchiesta sul campo pi di quanto possa dire. Proporre una descrizione delle principali
rappresentazioni che i principali gruppi locali si fanno a proposito di un dato problema. Permetter di

descrivere lo spazio delle diverse logiche dazione o delle diverse strategie messe in atto in un dato contesto.
La soggettivit del ricercatore La maggior parte dei dati prodotta dalle sue interazioni, attraverso la
mobilitazione della sua soggettivit, sotto la sua regia. Questi dati incorporano un fattore individuale.
Questo fattore di disturbo inevitabile, non deve essere n negato (atteggiamento positivista), n esaltato
(atteggiamento soggettivistico), pu solo essere controllato, ridotto al minimo. Unaltra funzione del diario
sul campo aiutare il ricercatore a gestire le sue impressioni soggettive. Valutare le sue emozioni,
testimonianza della modalit del suo coinvolgimento. Collaborazione e complementariet valgono come
controllo reciproco della soggettivit.
Due problemi contigui.
Primo: incessante pressione di stereotipi e ideologie sullo sguardo dellantropologo.
Secondo: universo descritto dalla problematica anglosassone della gestione della rappresentazione del s
(Goffman).
Conclusione: plausibilit e validit Validit in etnografia. Tre criteri proposti da Sanjek: 1) In che misura le
teorizzazioni dellantropologo si fondano sui dati di campo forniti come prove?; 2) Siamo informati sul
percorso del campo, cio su chi sono gli informatori e su come sono state raccolte le loro informazioni? 3)
Le decisioni interpretative effettuate a mano sul campo sono esplicitate? La preoccupazione per la validit
dei dati deve essere al centro del lavoro sul campo. La plausibilit in buona parte affidata a quella che
potrebbe essere chiamata una presenza finale dei dati nel prodotto scritto del ricercatore. Questi dati estratti
dai corpus sono montati, le descrizioni sono riscritte. I colloqui presentati tramite brevi citazioni, in generale
la loro complessit viene semplificata. Malgrado i limiti questi fattori ne garantiscono la validit e ne
consentono la critica. Questa validit rinvia patto etnografico che attesta che lantropologo non si sia
inventato i discorsi. Concetti vicini allesperienza (Geertz), concetti di sensibilizzazione (Glaser e Strauss).
3) LETNOGRAFIA COME ESPERIENZA (Leonardo Piasere)
E impossibile distinguere tra la mia esperienza etnografica tra i rom e la mia esperienza e basta. Credo che
le mie esperienze etnografiche continuino ad influenzare le mie esperienze e basta pi di quanto queste non
influenzino quelle. Studia i xoraxan negli anni 70. Primi 80 ricerca tra gli slovnsko rma (sloveni). Poi
fase di ricerca sui gage (non zingari), esistono solo per i rom. Tra il 1422-1812 prevalsa lidea
dellorigine egiziana degli zingari e della loro discendenza diretta da Cus, figlio di Cam, figlio maledetto di
No. Homo cingaricus, discendente dal seme maledetto di No, risultano fondamentali per capire lattuale
posizione dei rom allinterno dei gage. Chi vuole fare ricerca sul campo deve convincersi che impossibile
stabilire il confine tra soggetto e oggetto, in una scienza in cui losservatore ha la stessa natura del suo
oggetto, losservatore stesso una parte della sua osservazione (Strauss). Etnografia xoraxan marcata da
un approccio oggettivista, quella dei rom approccio etno- scientifico. Approccio oggettivista: antropologia
accademica, la realt la fuori, sta a te scoprirla e scoprire le leggi. La realt sempre quella e non varia al
variare dellosservatore. Vivendo tra i xoraxan ha scoperto che avevano un sistema di parentela e
terminologie di parentela che non erano segnalati nei libri.
Letnoscienza si rif allo strutturalismo.
Letnoscienza (agli inizi era nota come nuova etnografia o etnografia semantica, oggi si chiama
antropologia cognitiva) nacque alla fine degli anni 50, si sviluppo nei 60 in alcune universit americane,
poi negli Usa dalla met degli 80 in poi si sviluppa lantropologia interpretativa (ermeneutica) e
lantropologia critica (ermeneutico- dialogica o riflessiva), i sostenitori delletnoscienza cercavano di
studiare il modo di conoscere di una popolazione. Il tentativo di vedere il mondo con gli occhi dellindigeno.
Anne Salmond (antropologa neozelandese), propone losservazione dellaltro in tre orientamenti teorici.

Metafora del conoscere e vedere. Approccio oggettivista (strutturalismo, si va alla ricerca delle leggi naturali
dello spirito umano, ma queste leggi vanno indagate perch la realt esiste e la sua conoscenza
indipendente dallosservatore. Limportante trovare la distanza giusta per mettere a fuoco la realt e poterla
cos adeguatamente analizzare). Etnoscienza (strettamente imparentata con il strutturalismo, ma si distingue
perch opera una abbassamento dellosservatore. Cerca di mettersi allo stesso livello dellosservato e cerca di
vedere il mondo con gli stessi occhi dellosservato). Ermeneutico (oggi ha pi vasta audience, nata in Usa,
prende in considerazione entrambi gli orizzonti, osservatore e osservato, gli orizzonti dati dalle due culture di
appartenenza. Mette in evidenza la fusione degli orizzonti, attraverso lanalisi della parte condivisa cerca di
instaurare il dialogo interlocutore. Quella critica, o dialogica, o riflessiva pone il fatto che c sempre un
orizzonte che ha pi potere dellaltro, per cui la fusione sbilanciata in favore del pi potente). Questa figura
mostra che i tre approcci non si distinguono dal contenuto delle scienze indagate, quanto per la posizione
diversa che ognuno attribuisce allosservatore in relazione allosservato. Perch la relazione stessa che
cambia, i risultati non possono cambiare. Terreno di indagine non una zona geologica o geografica, ma
un insieme di altri uomini e donne con cui si interagisce. I risultati furono molto
condizionati dal terreno, cio dalle famiglie rom e dalle loro diverse vite. Il rilevamento etnografico
(rilevamento diretto di dati, non ebbe un andamento lineare), nella relazione etnografica tra me e i rom, erano
i rom che comandavano che mi costringevano a seguire certe metodiche.
Scrittura etnografica (come si scrivono i resoconti etnografici, da un pinto di vista stilistico e letterario,
unattenzione sviluppata allinterno dellantropologia interpretativa), una delle borie delloccidente vedere
nello strumento comunicativo lessenza del lavoro. Letnografia prima di tutto esperienza, una pratica, il
vivere- con, coinvolgimento percettivo, emotivo, affettivo, cognitivo. Non c scrittura senza vivere-con.
La conoscenza incorporata nellesperienza etnografica un etnografo se la porta dietro, ma non riuscir mai
completamente ad inserirla nei libri. Processo di incorporazione (antropologia psicologica Usa),
internalization il processo per cui le rappresentazioni culturali diventano una parte dellindividuo. La
conoscenza incorporata gioca un ruolo importante come complesso schema cognitivo-emozionale di
riferimento.
Xoraxan. I rom sud-jugoslavi presenti in Italia sono qualche decina di migliaia, con un decina di gruppi di
appartenenza. La migrazione cominci nei 60, imperiosa con lo sgretolarsi della Jugoslavia e la guerra
serbo-bosniaca. Famiglie numerose, stato di bisogno giuridico, erano in Italia in modo illegale. Grande
bisogno di instaurare relazioni con gli italiani, vivevano di attivit illegali.
Informatori privilegiati prima i bambini poi gli adulti. Si instaur un rapporto di scambio. Utilizzavano verso
di me lidea del ni ganl (non sapendo dovevo essere sopportato).
Provenivano dalla regione albofona del Kosovo. sabir: romanes/italiano, difficile quindi pensare di
indagare sistemi simbolici complessi. Accampamento: tende e sconquassate roulotte, non avevano patente in
pochi guidavano la macchina. Nonostante le difficolt ladattamento era veloce. Allinizio era il loro
maestro. Frequentavo le classi locio drom (unicamente per zingari). Accettazione al campo perch
capirono che non era un poliziotto. Ero utile per attenuare il conflitto con le forze dellordine. In questa
situazione il lavoro di etnografo era prima di tutto il vivere. Fra i rom si viveva perch erano troppo
impegnati a vivere. Mi dicevano che avrei imparato la loro vita solo condividendola. Studiato le reti di
relazioni che la famiglia di Ragip aveva instaurato con gli altri roma in Italia. Lapproccio oggettivista mi
portava a generalizzare quel gruppo con tutti gli altri presenti in Italia. Prevedeva anche la scomparsa
dellosservatore. Se la realt quella due osservatori la vedono allo stesso modo, per cui non importante.
Posizioni variabili delle abitazioni, i cortili (area psicologica invisibile che si protende al di fuori
dellabitazione). Rma sloveni. Situazione diversa dai xoraxan. Stato di assoluto non bisogno. Gruppo
chiuso verso i gage. Da in-vadente sono diventato e-vadente, cercavo di tirarmi fuori dalla scena, di tenere il

profilo basso. Essi non avevano intenzione di insegnarmi niente. Le cose importanti della vita non si
insegnano, si imparano. La mia integrazione non fu mai totale, non mi aggregai mia alla famiglia dominante.
Presenti in Italia da molte generazioni, parlano bene litaliano, diversa competenza dei dialetti del nord-est
(maggiore presenza), anziani sanno ancora sloveno e croato. Parlano nel caratteristico romanes. Attivit di
compravendita, commercianti di ferro vecchio. Campo: roulotte molto grandi, belle, costose. Mai visti
dormire in tenda. Si spostavano con auto di grossa cilindrata (trainare roulotte), prediligono Merceders. La
loro presenza era legale. Diritto di voto (pochi lo fanno), adempire i doveri come servizio militare (cercano
levasione). Le attivit di compravendita non erano legalizzate perch i rom non avevano licenza (difficolt
burocratiche per ottenerla e evasione di tasse). Entrai nellanello debole della comunit. Coppia madre-figlia.
Poi accampato da rom stranieri di passaggio al campo. Poi avvicinato a Pita (anziano rom, intelligentissimo,
in contrasto con famiglia dominante). Impossibile ricerca del tipo chiedi questo e quello, difficile ottenere
informazioni a domande dirette. I rom partono da piste di discorsi remote, avvicinandosi allargomento con
moto spirale. La condizione dei neri-nordamericani e degli zingari non tanto diversa, immersi fra una
popolazione maggioritaria che li discrimina ma che tenta contemporaneamente di sfruttare la loro forzalavoro. Hanno entrambi creato forme di resistenza contro lannullamento culturale basate spesso su
comportamenti di contrapposizione. Ogni comportamento dellesterno considerato come coercitivo viene
scoraggiato. Se il rom sa che lo chiami per fargli domande non verr mai. Per un gagio lintensit della vita
rom pu essere uno stress psicologico. Mai scattato foto e adoperato il registratore, situazione di immersione
completa non sentivo il bisogno.
Lausilio minimo di tecnologia era dettato dal mio atteggiamento e-vadente. Desiderio di immersione
accompagnato dallimpossibilit di essere invisibile. Volevo far scomparire il ricercatore e lasciare posto
allinformatore, cercavo la descrizione della realt percepita dai rom. Imparando la lingua e conoscendo il
loro mondo avevo iniziato a toccare lincommensurabilit della culture, non significa intraducibilit.
Immersione evadente. La partecipazione al fuoco in una accampamento rom pubblicizzava le relazioni
vigneti. Xoraxan (ogni famiglia si accendeva il suo), fra i rom era previsto un solo fuoco, la presenza di pi
fuochi segnalava antipatie. Molto smaliziati nel tentativo di volersi integrare spesso accoglievano dei gage.
Per entrare nella loro testa bisogna ricategorizzare il loro mondo. Combattevo per lacquisizione di una
conoscenza che scompigliava i modelli cognitivi gi interiorizzati. Il dominio cognitivo rom non opera in un
mondo parallelo, ma nel tuo. Il l un qui, la mia vita tra i rom mi insegnava che nel mio mondo,
cerano pi mondi. Per questo impossibile descrivere una differenza tra la mia esperienza etnografica e la
mia esperienza e basta. Lesperienza etnografica per immersione ti salva dagli eccessi delle ipotesi deduttive
per lasciare spazio di manovra allempiria deduttiva del quotidiano. Immersione: con essa si
completamente allinterno o irrimediabilmente al di fuori. La situazione e la natura del gruppo implicavano
al partecipazione con metodo.
4) OLTRE LE PAROLE. IL POTERE DELLA RISONANZA (Unni Wikan)
Studio su Bali (isola indonesiana). Credevano nella magia nera, che si potesse parlare con i morti. Centro del
mio interesse le occupazioni ordinarie, quotidiane, non rituali e cerimonie.
Traduzione Furono i balinesi a venirmi incontro, a convincermi che ci che avevo scritto era gusto.
Teoria della traduzione (balinese) collegata con teoria del linguaggio e della comunicazione (avanzata da
Davidson, elaborata da Rorty).
Queste due teorie hanno in comune che raccomandano di andare oltre le parole, guardare al di l delle
apparenze e delle infiorettature esteriori per arrivare a ci che conta davvero, cio a quanto vi di comune
nelle esperienze umane.
Rorty: progresso morale nella direzione di una maggiore solidariet umana, vista come labilit di

considerare un numero sempre maggiore di tradizionali differenze come non importanti rispetto alla
similarit che riguardano sofferenza e umiliazione, la capacit di pensare a persone estremamente diverse da
noi, comprendendole nella sfera del noi. Sacerdote-guaritore balinese, nella differenza tra religioni:
completamente diverse, perfettamente uguali.
La convergenza delle lingueAndai con unamica mussulmana da un balian (guaritore tradizionale ind). La
mia amica soffriva molto, una serie di disgrazie da tempo. Quando il balian vide la mia amica il suo viso si
illumin, era felice che fosse venuta, la stava aspettando. Sapeva tutto dei suoi problemi, tre cause: magia
nera, spiriti sovrannaturali, voto (giuramento) degli antenati agli dei non mantenuto. Sulla via del ritorno il
volto della mia amica era contento, si sarebbe impegnata a rimediare agli errori dei suoi avi. Lui dice
karma-pala, io dico taqdir, la stessa cosa. Karma-pala la dottrina della reincarnazione secondo cui il fato
di ciascuno di noi in questa vita determinato dalle azioni nelle vite precedenti (nostre o dei nostri antenati).
Per i mussulmani c solo una vita, quindi il taqdir (fato o destino) si riferisce allonnipotenza di Dio. Per i
mussulmani il termine giuramento non dovrebbe avere alcun significato, perch gli antenati non hanno il
potere di decidere la vita dei futuri.
Risonanza e comprensione Lontar (associazione votata allo studio dellantica saggezza delle sacre
scritture): la loro idea di come avrei dovuto scrivere se volevo trasmettere al mondo la comprensione di cosa
fossero i balinesi. Dovevo creare la risonanza fra il lettore e il mio testo. Dovevo prima creare la risonanza in
me stessa, con la gente e i problemi che cercavo di comprendere. Favorisce lempatia e la compassione.
Senza non pu esserci compassione e vera conoscenza. Usare sia il sentimento sia il pensiero, il pi
essenziale il sentimento, senza quello si rimane invischiati nelle illusioni. I balinesi non fanno differenza
tra il feeling, il sentimento e il pensiero, ma li considerano parte di uno stesso processo (keneh) tradotto
come feeling-pensiero. E possibile pensare senza il cuore? Hanno il sospetto che gli occidentali pensano di
poter pensare con il pensiero e perci pervenire ad una comprensione profonda e autentica, arrivare al cielo
con una corda corta, basando la nostra ricerca su fondamenta che si sciolgono al sole. Senza il sentimento
impossibile penetrare a fondo una situazione, un problema. Mi trovavo in una condizione di svantaggio
perch rimanevo inchiodata alle parole e alle loro precise implicazioni concettuali, e per questo spesso i
messaggi non generano alcuna risonanza. Chiede per comunicare sforzo sia dallautore sia dal lettore: uno
sforzo di feeling- pensiero, la volont di impegnarsi con un altro mondo. Cercare di trasmettere significati
che non stanno nelle parole ma sono evocati nellincontro di un soggetto che fa esperienza con un altro o con
un testo.
Il linguaggio come strumento per raggiungere scopi Davidson: si confronta con la natura contingente del
linguaggio, con il fatto che le verit sono costruite pi che scoperte. Rorty gran parte della realt
indifferente alla descrizione che ne diamo. Il linguaggio non pu esprimere la natura intrinseca di un
organismo, perch non esiste. Rorty il mondo non parla. Siamo solo noi a farlo.
Davidson: non considerare il linguaggio come un medium, ma come uno strumento che pu funzionare pi o
meno bene per il fine che viene perseguito.
Davidson: considerare le parole come un modo di produrre effetti pi che come entit che devono trasmettere
significati intrinsechi, la pragmatica e il significato non possono essere separati.
Se avessi dovuto basarmi su concetti di teatralit, di estetica e di impersonale social personae, non sarei mai
riuscita a incontrare i balinesi. Una visione pragmatica del linguaggio entra bene in risonanza con le
percezioni balinesi del mondo e della conoscenza. Gli occidentali scambiano i sentimenti per pensieri, e cos
fraintendono e creano confusione. Se le parole sono strumenti per produrre effetti rischiamo di affidarci
troppo al significato. Per superare le parole necessario che prestiamo attenzione alle intenzioni del parlare
come pure alla collocazione sociale nella quale troviamo origine, per valutare correttamente ci che esse
fanno.

Risonanza, esperienza e somiglianza Idea che lesperienza non sia nulla in s e per s, ma sia costruita
culturalmente una fondamentale acquisizione dellantropologia.
Ci che per i balinesi importante nel concetto di risonanza che comporti luso del sentimento oltre che del
pensiero. Solo questo rende possibile lapprezzamento.
La risonanza un termine fuzzy, usato in modo diverso dalle diverse persone. Non esiste una traduzione in
tutte le lingue umane.
Oltre le parole Quello che occorre porre attenzione a quello che la gente ha da dire e cercare di
trasmettere, non brancolare alla ricerca di risposte pi ampie nei particolari delle parole che hanno
pronunciato.
Andare oltre le parole, due motivi. Primo: oltre le espressioni manifeste. Prendere alla lettera ci che la gente
dice per pervenire alle loro intenzioni.
Secondo: esortazione ad una pi ampia applicazione del discorso, come modello o come metafora, per
rappresentare tutte le interazioni sociali.
Il fascino del contesto Lappellarsi al contesto pu portare a un falso senso di sicurezza, quando invece non
spiega nulla.
Il contesto un comodo strumenti analitico, ma c il pericolo che lo si consideri qualcosa di sostanziale
(Hobart). Tendiamo a invocare il contesto nelle nostre analisi come se questo fosse dato anticipatamente
rispetto allevento, mentre nella vita reale il contesto in costante trasformazione, ogni nuova enunciazione
rende necessario un contesto diverso.
Per capire ci a cui la gente mira dobbiamo affinare il nostro modo di occuparci dei loro problemi, di quello
che veramente in gioco per loro. Una mussulmana che arriva a considerare il karma pala come taqdir lo fa
perch ha interessi superiori.
Teoria della pertinenza (Spencer, Wilson): prestare attenzione agli effetti che le persone cercano di ottenere
e alla pertinenza delle loro parole in rapporto al posizionamento di ciascuno nello spazio sociale, e a quali
sono gli obiettivi pi che al messaggio.
Passing theories Incontrare una persona che appartiene ad una culture differente, come procedere?
Elaborare un vocabolario adatto allo scopo. Ricorrere ad una serie di congetture su cosa laltra persona potr
fare in quelle circostanza. Lo stesso farebbe laltra persona rispetto a noi. Davidson lo definisce passing
theories (teoria provvisoria, momentanea, che si rimodella continuamente) riguardo ai rumori e alle
indiscrezioni prodotte da un essere umano. La teoria deve essere costantemente corretta.
La visione di Davidson della comunicazione linguistica prescinde dallimmagine delle differenti lingue come
barriere fra persone e culture. Due comunit hanno difficolt ad andare daccordo perch le parole che usano
sono troppo difficili da tradurre nella lingua dellaltro, equivale a dire che il comportamento degli abitanti di
una comunit difficile da capire per quelli dellaltra comunit.
Una garanzia di pertinenza Donna indiana prima di andare dal balian, fa la stessa cosa di Davidson:
elabora una teoria provvisoria.
Una volta illuminata dal sorriso del guaritore, la sua determinazione mussulmana e la sua teoria si
sgretolarono. Pensare che il balian fosse davvero per il suo bene. Anche se parlano lingue diverse riuscirono
a comunicare. Karma pala e taqdir sono la stessa cosa.
Gli occidentali non capiscono perch non usano i sentimenti e non entrano in risonanza con le parole.

Al di qua delle parole e dei concetti Egitto, Cairo. Mi colpisce quanto loro davano per scontato che io
comprendessi pur senza essere padrona della lingua.
Oman, parlare o non parlare non daiuto, gli omaniti non sono dei gran parlator, la gente apprezza il
silenzio.
Mi arresi al silenzio e improvvisamente mi scoprii in sintonia con la popolazione, ci riuscii grazie a quella
specie di risonanza che giunsi a sviluppare grazie alla sola forza delle circostanze.
Per la gente del Cairo le fonti di dolore erano la lotta perenne per il denaro, lincapacit di fare felici tutti i
loro figli.
Peso alle parole, viviamo in unera in cui il significato focale e la costruzione culturale parte integrante del
nostro gergo. Zal (termine egiziano): tristezza, rabbia, angoscia.
Imparare ad interessarsi Costruire unantropologia che sappia tenere conto delle sofferenze e delle gioie
della gente, cos che nelle testimonianze non ci siano solo parole ma quello che hanno veramente detto.
Teoria che ci consenta di vedere la comunicazione allinterno delle interrelazioni sociali e di mettere il nondetto e ci che ovvio per il parlante al proprio posto, prima di focalizzarsi su concetti e su discorsi.
Falsa risonanza, ci si difende con il coscienzioso coinvolgimento giorno dopo giorno. Condividere un mondo
con gli altri significa occuparsene allo stesso modo.
Dobbiamo immergerci in noi stessi per cercare un ponte fra noi e gli altri. Perch operi la risonanza
dobbiamo liberarci dai preconcetti: cio pensare che gli altri siano diversi da noi, che vadano conosciuti
tramite la loro cultura e che le loro parole rivelino mondi di vita diversi.
Cultura e nativi Lasciare che si oda la loro voce. La ricerca del significato ci rende ciechi a ci che vivere
significa realmente. Per tradurre da una cultura allaltra dobbiamo essere pronti a rinunciare a un po di
rigore logico sullaltare di una maggiore solidariet umana.
Secondo i balinesi il problema che noi non abbiamo risonanza con loro, e non perch non parliamo la loro
lingua.
Risonanza e culture ci portano in direzioni differenti.
Verit versus feeling-pensiero Se vogliamo capire quali sono le preoccupazioni da non ignorare, che hanno
peso e richiedono attenzione, necessario scavare le soglie assieme alla gente, e gettare ponti fra i diversi
domini. Questa impostazione metodologica il miglior sforzo che abbia fatto per carpire i travagli dai quali
la gente si sente intrappolata.
Tre esempi per quello che rilevano il potere delle parole di illuminare e fuorviare.
Comunicazione tacita: far entrare in gioco il cuore al centro dellesperienza balinese, una formula per
vivere, emotion work. Attenzione alle comunicazioni silenziose.
Parole: i balinesi coerentemente interpretano le parole sapendo che sono pronunciate per ottenere un effetto.
Metafore: quando il nostro parlare per metafore viene esaminato alla ricerca di significati e non di effetti si
pu incorrere in difficolt.
Interpretazione delle emotion words, delle parole che veicolano emozioni, le glosse potrebbero essere
proprio questo: modi per evocare un contesto. Ne deriva che il punto di riferimento per tutte le
interpretazioni dellesperienza devono essere gli usi pragmatici del linguaggio. Pragmatismo (verit o
validit di una teoria sono affidate alla sua verifica).
Significato e potere Migliorare la padronanza di una lingua non migliora per forza la nostra comprensione.

Scrivere per leffetto Come trasmettere uninformazione? Dipende dal compito. Portare testimonianza
della variet di modi di vita dellessere umano, portare il fardello delle proprie osservazioni. Dipende da
come pervade la consapevolezza della gente come un potenziale sempre presente di imprevedibile
cambiamento.
Usare le parole in vista di un effetto.
Cultura versus risonanza Cultura: la nostra radicata propensione a rappresentare la differenza deve essere
unita a un non meno impellente bisogno di riconoscere i limiti dellalterit.
Risonanza e cultura sembrano indicare direzioni differenti: la prima evoca somiglianza, la seconda lesotico,
lalieno. Risonanza connota una capacit di attivazione di feeling- pensiero. Cultura unastrazione, una
glossa sullesperienza, unimplicazione analitica. Possono essere entrambi accostati ad un approccio
davidsoniano, entrambi appaino come parole che producono effetti.
La risonanza evoca lesperienza umana condivisa, qualcosa che le persone possono avere in ogni spazio e
tempo, non nega le differenze. Rende le differenze non significative di fronte a ci che pi rilevante per il
raggiungimento di certi scopi: il comune spazio umano.
Chiudere il cerchio Quello che non possiamo dire che i fatti siano indipendenti da ogni scelta
concettuale.
I balinesi hanno un modo diverso dal nostro di mettere le emozioni in un contesto. Invece di vederle come
una risposta privata, percepivano lemozione come incorporata nelle situazioni sociali, unemozione che
poteva essere esplorata con la valutazione di pi fatti.
Andare oltre le parole e le espressioni: non sapere leggere significati pi profondi del comportamento
apparente, ma prestare attenzione alle preoccupazioni e intenzioni delle persone. il modo per raggiungere
laltra faccia delle parole dei concetti per apprezzare la loro rilevanza pan-umana.
5) LOSSERVAZIONE (Carla Bianco) Cenni generali
Comprende i metodi usati dal rilevatore per ottenere dei dati mediante losservazione diretta dei fatti. Non si
limita agli aspetti visivi ma interessa una vasta gamma di esperienze che impegnano tutti i sensi e il pensiero.
Portare il rilevatore in condizioni ideali di contesto naturale. E diffusa lutilit di abbinare metodi di
osservazione e di intervista, per cercare di sfruttare i vantaggi offerti dai due approcci. Rispetti agli individui
che deve studiare, da un lato conosce della vita del gruppo solo una piccola parte rispetto allinformazione
che possiede. Dallaltro in grado di analizzare aspetti complessi della societ di cui possiede scarse notizie.
Neppure la pi ampia familiarit individuale con la realt sociale pu offrire una seria garanzia della validit
delle generalizzazioni di senso comune. Il vantaggio degli antropologi rispetto ad altri (es: missionari) che
non hanno altro da fare se non osservare. Possono percepire delle relazioni che potrebbero non apparire cos
ovvie ad un altro genere di osservatori. Perch losservazione dei fenomeni possa trasferirsi in dati
etnografici occorre una continua selezione fra tutti gli elementi che presentano attivit sensibile. E proprio
sulla necessit di concepire la natura e la finalit della documentazione che si delineano le differenze di
approccio alla rilevazione dei dati. Metodi etnografici: approccio emico (sostiene la scarsa validit dei
risultati ottenibili se si applicano categorie inadatte alla conoscenza dei comportamenti di un dato gruppo
sociale: linadeguatezza di tali categorie dovuta al loro conformarsi alle categorie culturali della societ da
cui proviene il ricercatore), approccio etico (i concetti e le categorie con i quali osservare la realt, possono e
devono essere quelli dellosservatore scientifico, e non necessario che i risultati corrispondano alle
considerazione dei membri della civilt sotto osservazione). I dubbi rispetto allimpostazione emica: il
ricercatore perde la prospettiva critica e finisce con lessere travolto da una specie di possibilismo totale e di
trasferire tale visione al resto dellagire umano.

La maggior parte degli antropologi propende per posizioni pragmatiche di compromesso. Es: fotografia di un
folto gruppo familiare. Lasciare che si aggiunga chi vuole, posizionandosi a caso (emico: aiutato il gruppo ad
esprimere le proprie concezioni estetiche), organizzare noi stessi il gruppo da fotografare (etico).
Tra indigeno e indagine: losservazione partecipante.
Livelli di partecipazione. Altre tecniche osservative Malinowski iniziatore dellosservazione partecipante,
si basa su minuziosi criteri di osservazione diretta. Dalla met del 900 in poi, losservazione partecipante,
diventa la base della ricerca etnografica (contraddizione letterale, partecipazione: un coinvolgimento proprio
di s; osservazione: guardare un qualcosa che sta al di fuori). Per osservazione partecipante si intende la
situazione di ricerca in cui losservatore fa ogni sforzo per diventare un membro del gruppo che deve
studiare. Il risultato sarebbe quello di riuscire a provare le stesse sensazioni e di raggiungere cos una
comprensione non mediata. Altro scopo: cercare di provocare il minimo di distorsione e di cambiamento
degli eventi e nei comportamenti, per cancellare dalla mente degli individui la consapevolezza di essere
osservati da un estraneo: 1) eliminare la presenza dellosservatore; 2) trasformare losservatore in una spia
consumata.
Lasciare dietro di s ogni idea preconcetta.
Il problema rester quello di riuscire a definire quali siano i criteri precisi per lattuazione del metodo
scientifico. Sembra dipendere da molti elementi di imponderabilit. Problema di come creare le condizioni
per una verifica o replica futura, oltre che per una chiara spiegazione delle metodiche usate per la ricerca di
dati. Handicap tecnico vistoso dellosservazione partecipante consiste nellimpossibilit di effettuare una
qualsiasi forma di registrazione dei fenomeni osservati, allinfuori di quanto possibile depositare in
memoria. Impossibilit di diventare un tuttuno con lindigeno, la considerazione di estraneo nonpartecipante presenta molti vantaggi ai fini delle rilevazione etnografica. Certi argomenti scottanti vengono
affrontati pi liberamente con un estraneo. Osservazione passiva o non-partecipante ad esempio indigeno
marginale(Morris Freilich), partendo dallidea che una totale indigenizzazione non sia possibile, lo vede
oscillare tra un ruolo di indigeno e uno di indagine, caratteristica doppia di appartenenza e estraneit.
Il gruppo considerer sempre il ricercatore come un indigeno sui generis.
Osservazione passiva vantaggio di permettere le forme di registrazione dei fenomeni dei singoli casi, lo
scopo evidente di osservare i fenomeni giustifica le sue operazioni annotative. Spesso meglio usare una via
di mezzo, che preveda alcune forme di colloquio, dove la presenza ineliminabile dellestraneo osservatore si
trasforma almeno in interazione attiva ed esplicita.
I contesti dellosservazione. Contesti naturali e contesti ricostruiti Contesti dellosservazione: sia gli
ambiti che le occasioni in cui si verifica levento da studiare. Documentare un evento con scadenza
calendariale. La maggior parte di ci che ci interessa osservare potr avere luogo in contesti abbastanza
prevedibili e avr caratteristiche formali e prefissate. Oppure, dobbiamo osservare linsieme delle pratiche
lavorative che caratterizzano quotidianamente alcune fasce distinte della societ. Non tutti i fenomeni si
presentano a previsione ed proprio in considerazione di ci che occorre di solito ricorrere a una
combinazione di tecniche diverse e cercare di assicurare allindagine una certa quantit di organizzazione e
previsione logica. Valutare in quale misura questi contesti sono in grado di fornirci una quantit sufficiente
dei fenomeni che ci interessano, o un numero accettabile di casi e varianti dellunico fenomeno da studiare. I
problemi si presentano anche per i modi in cui possibile effettuare losservazione di alcuni fenomeni in
contesti, anchessi formalmente ben definiti ma scarsamente prevedibili in senso temporale e spaziale. Es:
morte, saranno i contesti a non essere prevedibili. Le dimensioni del contesto e le relative occasioni variano,
a seconda delle prospettive che occorre scegliere per una data ricerca, e che contesto, occasione, evento non
abbiano che categorie convenzionali per le quali necessario fornire la definizione precisa del senso
dellimpiego.

Valutare la possibilit di usare contesti non naturali, contesti che si verificano in parte al di fuori delle usuali
condizioni. Il vantaggio del contesto naturale costituito, dalla possibilit che esso offre di cogliere, le
relazioni fra un fenomeno specifico e la situazione in cui esso si verifica. Se abbiamo necessit di
documentare un certo evento in uno di questi contesti scomparsi o poco osservabili, occorrer trovare i mezzi
pi idonei per provocarne il verificarsi in un occasione ricostruita a nostra richiesta. Gran parte della
documentazione esistente stata studiata mediante losservazione di fenomeni artificialmente evocati per la
ricerca. Il valore euristico di documentazione di tal genere (cerimonie artificiali) notevole, consente
comparazioni molto interessanti con corrispondenti fenomeni documentati in occasioni e contasti naturali.
(i) Pu verificarsi che alcuni tratti presenti nel contesto naturale risultino assenti o attenuti nel contesto
artificiale. Essendo ancora osservabili i contesti naturali, la possibilit di unanalisi comparativa pu risultare
molto fruttuosa. Es: gruppo che suona al chiuso e allaperto.
(ii) Contesti naturali divenuti desueti nella vita di una societ, scomparsi. Il confronto tra le modalit
ricostruite e quelle naturali potr essere stabilito soltanto attraverso le testimonianze che sar possibile
raccogliere circa i contesti usuali e del passato, e da tale confronto, si potranno eventualmente cogliere
differenze di contenuto.
(iii) Notare la presenza di elementi mancanti nel contesto naturale. Pu costituire uno fatto positivo dal punto
di vista dellinformazione (-riproduzione precisa del fenomeno; -oppure unaccentuazione pu dipendere
dalla volont di compiacere le aspettative dellosservatore.)
Che cosa osservare Ricercatore sul campo, due sicuri vantaggi, rispetto a chi deve utilizzare i dati
darchivio: primo, non deve dipendere dalla documentazione altrui, secondo, il contatto diretto con la realt
da studiare gli evita alcune distorsioni. Il problema quello di come restringere linformazione a qualcosa
che possa essere considerato rilevante. Riuscire a frazionare il sistema unitario complessivo, costituito dalla
realt della cultura, in unit significative da documentare un operazione difficile e non sempre coronata da
successo. Lanalisi del problema deve fornire criteri e idee concrete. I dati raccolti devono averne chiara la
motivazione al momento stesso della rilevazione sono quasi inutili, non essendo stati connotati da riferimenti
significativi. Quadro relativamente dettagliato di aspetti rilevanti da osservare, distinguendo per tipi di
insegnamento e di caratteristiche sociali e ambientali dei contesti in cui si situa losservazione dei fenomeni.
1. Caratteristiche dei luoghi in cui si situa losservazione: esterni (tipo di localit; nome ufficiale/ dialettale;
condizioni climatico-ambientali, descrizione sintetica del posto); interni (tipo di descrizione dellambiente,
descrizione dellarredo e delluso dei locali); altri luoghi.
2. Caratteristiche dei partecipanti al fenomeno: numero di persone partecipanti; dati personali, di vicinato e
parentela; abbigliamento e altri tratti distintivi.
3. Fenomeno osservato: naturale o ricostruito; espressone descrittiva del fenomeno; elementi relativi al
tempo; interazione fra i partecipanti; struttura e sequenze interne.
4. Posizione e ruolo dellosservatore: partecipante o passivo; luogo e punto di osservazione; durata di
presenza; eventuali collaboratori; tecniche documentarie; eventuali situazioni di disagio.
Utilit dei suggerimenti, legata alle considerazioni seguenti:
(i) Le indicazioni riguardano soltanto losservazione dei fenomeni, devono e essere completate con le
nozioni pi generali provenienti da forme documentarie diverse.
(ii) Le indicazioni, che costituiscono elementi per la descrizione etnografica, vanno messe in relazione con
tutti gli altri punti e settori di questo lavoro in cui vengono affrontati i diversi aspetti della descrizione.

6) LETNOGRAFIA NEL/DEL SISTEMA-MONDO. LAFFERMARSI DELLETNOGRAFIA


MULTI-SITUATA (George E. Marcus)
Introduzione Met anni 80, due modalit di inserimento della ricerca etnografica nel sistema mondiale
della politica economica capitalistica. Pi comune: conservava la focalizzazione sul sito unico di
osservazione, e nel contempo sviluppava il contesto del sistema mondiale servendosi di altri mezzi e metodi
(es: ricerche darchivio, adattamento del lavoro di studiosi macroeconomici come modo di contestualizzare i
ritratti che descrivono situazione locali). Questa modalit riguarda linclusione di popolazioni intere nella
classe proletaria e la riduzione delle culture locali mediante i macroprocessi delleconomia politica
capitalistica nelle sue varie forme. Questo genere ha prodotto raffinate analisi di resistenze e adattamenti.
Questanalisi ha mostrato che il nucleo dellanalisi etnografica contemporanea non il recupero di un
qualche precedente stato culturale, ma nelle nuove forme culturali originate dalla trasformazione delle
situazioni coloniali subalterne. Altro metodo: meno comune, la ricerca etnografica incorporata in un
sistema mondiale che oggi si associa spesso con londata di capitale intellettuale etichettato come
postmoderno. Abbandona la localit unica (ricerca etnografica tradizionale) per studiare la circolazione di
significati culturali, oggetti e identit in uno spazio-tempo pi ampio. Loggetto di studio etnograficamente
impossibile da comprendere se si limita linvestigazione ad un unico punto. Considera i concetti macroteorici
e le narrative del sistema mondo. Etnografia mobile, percorre traiettorie inaspettate per seguire il percorso di
una formazione culturale attraverso e allinterno di pi siti di attivit. Distinzione tra mondo vissuto e
sistema. Suggerisce associazione tra i diversi siti. Ci si focalizza su questultima. Pu partire dal sistema
mondiale, ma per come si sviluppa il suo oggetto di studio, finisce indirettamente con lessere anche del
sistema mondiale. Il capitale mondiale del postmodernismo ha fornito idee e concetti per letnografia multisituata, nasce come risposta a trasformazioni empiriche del mondo, alla trasformazioni della produzione
culturale. Questo tipo di ricerca si sviluppata allinterno di varie correnti antropologiche: marxista,
economica, politica e storia. Oppure, dalla partecipazione dellantropologia con aree interdisciplinari
sviluppatesi dagli anni 80 in poi (es: media studies, femministi, scienza e tecnologia, filoni degli studi
culturali e il gruppo teoria-cultura- societ). Per letnografia, il sistema mondiale oggi non pi la cornice
olistica, costruita teoricamente, ma diventa parte integrante e incastrato nei discontinui e multisituati oggetti
di studio. Le logiche culturali sono sempre prodotte in forma multipla, e almeno in parte si formano
allinterno dei siti del sistema. Le strategie che consentono di seguire fedelmente le connessioni, associazioni
e possibili relazioni sono quindi fondamentali per progettare le ricerche etnografiche multi-situate. Per gli
etnografi interessati alle odierne trasformazioni locali nella cultura e nella societ, la ricerca mono-situata
non riesce pi a inquadrarsi agilmente in una prospettiva di sistema mondo. Modalit per progettare la
ricerca sul mondo contemporaneo, sono due: -utilizzare vari successivi lavori accademici sui cambiamenti
globali nelleconomia politica come cornice per studi mono-situati; - seguire la via pi aperta e speculativa di
costruire i soggetti attraverso la simultanea costruzione di contesti discontinui nei quali questi soggetti
agiscono e sono agiti.
Ansie antropologiche Il passaggio alletnografia multi-situata potrebbe dare origine a tre distinte ansie
metodologiche.
Saggiare i limiti delletnografia Multi-situata, esercizio di mappatura del terreno, ma il suo obiettivo non
una rappresentazione olistica. Sostiene che ogni etnografia di una formazione culturale nel sistema mondo
anche unetnografia del sistema stesso. Assume come oggetto di studio la formazione culturale che si
produce in varie localit, e non le condizioni di un particolare insieme di soggetti. Non esiste il globale nel
contesto globale/locale. Il globale una dimensione emergente del dibattito sui collegamenti fra i vari siti di
unetnografia multi-situata.
Ridimensionare il potere del lavoro sul campo Il lavoro sul campo, nella forma in cui viene
tradizionalmente percepito e praticato, gi multi-situato, il campo copre siti di lavoro potenzialmente

interconnessi. Storia culturale standard, decisamente multi-situata. In questo metodo fondamentale la


composizione e lesame delle interrelazioni fra materiali sparsi. Nella ricerca multi-situata si perde qualcosa
della misticit del lavoro convenzionale. Le ricerche multi-situate nascono da basi di intensit e qualit
diverse, es: ricerca su un tessuto sociale che produce un particolare discorso politico richiede pratiche e
opportunit differenti da quelle del lavoro sul campo tra le comunit situate che da quelle politiche sono
convenzionate. Portare questi siti allinterno di ununica cornice di studio in base alle loro relazioni. In tale
ricerca la valorizzazione del lavoro sul campo rischia di essere attenuata. Quello che rimane essenziale la
funzione di traduzione da un linguaggio o idioma culturale ad un altro. Forte capacit di sfumare e
selezionare, la pratica della traduzione mette in collegamento i vari siti esplorati dalla ricerca lungo percorsi
fratturati, e perfino dissonanti di particolari spazi sociali. Lapprendimento della lingua conserva
limportanza che aveva nella preparazione della ricerca sul campo tradizionale.
La perdita del subalterno Stringe di solito lindagine a soggetti subalterni, la cui posizione determinata
dalla dominazione di un sistema. Bench la multi-situata non debba per forza rinunciare alle prospettive del
subalterno, deve per focalizzare lattenzione su altre sfere di produzione culturale, sfidare il posizionamento
della prospettiva etnografica. Abbandonando la focalizzazione sul subalterno, si decentra anche la cornice di
resistenze e di adattamenti, che ha organizzato un importante corpus di valide ricerche per andare alla ricerca
di uno spazio riconfigurato fatto di siti multipli di produzione culturale. Disegna un oggetto di studio nuovo,
nella quale le narrative situanti (resistenza e adattamento) si qualificano per lampliamento del quadro
etnografico di ricerca. La prospettiva comparativa si sviluppa de facto come funzione della discontinuit e
delle fratture dei piani di movimento e di scoperta fra siti, quando si mappa loggetto di studio e si devono
porre le logiche di interrelazione, traduzione e associazione fra i diversi siti. Nelletnografia multi-situata la
comparazione nasce quando si interroga loggetto di studio che emerge. Loggetto di studi mobile e multisituato. La comparazione entra in gioco nellatto della specificazione delletnografia.
Arene interdisciplinari e nuovi oggetti di studio Limportante capitale teorico associato al postmodernismo
ricco di stimoli per letnografia multi-situata. Il capitale teorico non la fonte immediata dei termini in cui
la ricerca etnografica multi-situata viene pensata e concepita. Dal punto di vista intellettuale, costituita nei
termini di specifiche costruzioni e discorsi che appaino allinterno di varie arene interdisciplinari che sono
altamente consapevoli di s e si avvalgono dellimportante capitale teorico che ispira il postmodernismo con
lobiettivo di riconfigurare le condizioni per lo studio delle culture e delle societ contemporanee. Unarea
importante di studi la ricerca sui media: su prodizione e ricezione, queste due funzioni sono state messe in
relazione nellambito di progetti di ricerca individuale. Studio sociale e culturale della scienza e della
tecnologia altra attenzione etnografica. In questo lavoro prevalente la tendenza verso la ricerca multisituata nelle seguenti aree: problemi riguardanti la riproduzione e le tecnologie riproduttive, epidemiologici
in antropologia medica, nuovi sistemi di comunicazione elettronica, ambientalismo e disastri tossici. Altro
studio: affermarsi delle biotecnologie. Il ripensamento dei concetti di spazio e tempo in etnografia ha spinto
molti generi di ricerca antropologica gi affermati ad aprirsi alle costruzioni multi-situate nei progetti di
ricerca etnografica. (es: studi migratori, parte di un pi ricco corpus di studi sulle popolazioni mobili e
momentaneamente sostanziali). Sono stati ripensati gli studi sullo sviluppo. Ridisegnare i confini degli
argomenti di studio porta alla sovrapposizione con gli spazi di indagine di altre aree. Le manifestazioni pi
specifiche di queste configurazioni di prospettiva in arene interdisciplinari sovrapposte sono da ricercarsi nei
modi di costruire spazi multi-situati allinterno di progetti di ricerca individuali.
Modalit di costruzione Le forti visioni concettuali di spazi di ricerca multi-situati che sono state
particolarmente influenti in antropologia non fungono anche da guida per disegnare una ricerca che possa
esemplificare e rendere concrete queste visoni. La multi-situata disegnata attorno a catene, percorsi, filoni
di luoghi particolari nei quali si stabilisce una forma di presenza letterale con unesplicita e dichiarata logica
di associazione o collegamento fra i siti che definiscono loggetto della ricerca.

Definiscono i loro oggetti di studio servendosi di varie modalit tecniche. Si possono considerare come
pratiche di costruzione delloggetto di studio per mezzo di movimenti con lobiettivo di seguire in varie
ambientazioni un fenomeno culturale complesso partendo da unidentit concettuale di base, si rivela
contingente e malleabile.
Seguire la gente Questa tecnica forse il sistema pi ovvio e convenzionale per realizzare ricerche multisituate. Seguire gli specifici movimenti di uno specifico gruppo di soggetti. Gli studi sulle migrazioni sono il
genere pi comune di questa modalit di base.
Seguire la cosa Questo modo di costruzione di spazi di ricerca consiste nel tracciare la circolazione
attraverso differenti contesti di un oggetto di studio manifestatamente materiale (denaro, doni, opere darte,
ecc). Questo lapproccio pi comune allo studio dei processi del sistema capitalistico mondiale. Mole
impressionante di ricerche su consumi e merci. Sono letture, non multi-situate al livello del disegno della
ricerca, nascono da uno spirito aperto, orientato agli oggetti attraverso vari contesti. La ricerca che fa pi uso
di questa tecnica sembra essere sugli studi dei mondi contemporanei dellarte e dellestetica. Il sistema del
seguire la cosa per la costruzione degli spazi di investigazione risulta preminente nei pi influenti lavori
consapevolmente multi-situati nellarena degli studi scientifici e tecnologici.
Seguire la metafora Quando loggetto della traccia si situa nellambito del discorso e delle forme di
pensiero, allora il progetto legato dalla circolazione di segni, simboli e metafore. Comporta il tentativo di
tracciare i correlati e il radicamento a livello sociale di associazioni che sono manifestatamente vitali nelluso
parlato e scritto del linguaggio e nei media a carattere visuale. Efficace per cucire fra loro ambienti di
produzione culturale apparentemente scollegati, per creare nuove visioni, empiricamente argomentate, di
paesaggio sociale.
Seguire la trama, la storia o lallegoria Storie o narrative raccontate nella cornice di un campo di indagine
mono-situata che possono servire da elemento euristico al ricercatore sul campo che voglia costruire una
ricerca etnografica multi-situata. Studiare una trama, raffrontarla poi alla realt dellanalisi etnografica che
costruisce i suoi siti secondo una narrativa convincente un sistema per costruire una multi-situata.
Processi di ricordo o dimenticanza, producono tipi di narrative, trame, allegorie che rischiano di configurare
in termini a volte sconvolgenti le versioni utili allo stato e allordine costituito. Narrative e trame sono una
ricca forma di collegamenti, e relazioni per dare forma a oggetti multi-situati di ricerca.
Seguire la vita, o la biografia La storia di vita una variazione sul tema del seguire la trama. Raramente si
fatto ricorso alle narrative biografiche per la progettazione di ricerche multi-situate. Sviluppare analisi pi
sistematiche e generalizzazioni a partire dalla storia di vita di un particolare individuo.
Le storie di vita rivelano giustapposizioni di contesti sociali. Rappresentano una guida alla delineazione di
spazi etnografici allinterno di sistemi modellati da distinzioni categoriche che tendono a rendere invisibili
questi spazi, non si tratta di spazi subalterni, ma di spazi che vengono modellati da nuove associazioni.
Seguire il conflitto Seguire le parti di un conflitto. Relativamente alla ricerca su piccola scala, in
antropologia giuridica si affermata la tecnica del extended case method. Ma nella sfera pubblica della
societ contemporanea che un principio organizzatore della ricerca multi-situata.
Letnografia (mono-situata) situata strategicamente Una ricerca pu essere incorporata in un contesto
multi-situato senza spostamenti in senso spaziale. Lidea di un contesto che va al d la dello specifico sito
rimane contingente e non assunta. Ci che accade in un luogo particolare viene calibrato con ci che accade
in un altro spazio locale calibrato col primo, anche se questi possono non situarsi entro la cornice del
progetto di ricerca o delletnografia che ne risulta.
Questetnografia multi-situata pu considerarsi un progetto multi-situato scorciato e va tenuta distinta

dalletnografia mono-situata, che studia le articolazioni dei soggetti locali in quanto subalterni ad una cultura
dominante. Cerca di comprendere in termini etnografici qualcosa in generale sul sistema, tanto quanto cerca
di capire i soggetti locali: locale in modo solo circostanziale, quindi si colloca in un contesto in modo
diverso da quello delle altre letture mono-situate. Nellidentificare in modo iconico, in un sito, un fenomeno
culturale che riprodotto anche altrove, un certo numero di discussioni concettuali fungono da guida a come
vedere o esplorare etnograficamente una sensibilit per il sistema nei soggetti situati. Selezionare le relazioni
del globale con il locale una forma saliente e pervasiva di conoscenza locale che resta ancora da
riconoscere e scoprire negli idiomi incorporati e nei discorsi di ogni sito contemporaneo che possa essere
definito con la sua relazione con il sistema mondo. Haraway (analisi del posizionamento): Nei progetti di
ricerca multi-situata, pubblici e privati, ufficiali e subalterni, letnografo destinato a imbattersi in discorsi
che si sovrappongono. Il lavoro sul campo viene condotto con la consapevolezza di essere allinterno di un
paesaggio, e con il modificarsi del paesaggio, deve modificarsi lidentit stessa delletnografo. Il pregio
dellanalisi di Haraway quello di essere una persuasiva argomentazione in favore delloggettivit che nasce
da una tale scrupolosa pratica metodologica della riflessivit. Ridimensionare lauto-identificazione di
etnografo, in favore di una pratica di posizionamento mobile, costantemente variata a seconda delle variabili
affinit verso i soggetti con cui letnografo interagisce.
Letnografo come attivista circostanziale Nel condurre una ricerca multi-situata ci si trova di fronte ad ogni
genere di trasversalit e responsabilit personali fra loro in conflitto. A questi conflitti letnografo trova
soluzione, non rifugiandosi in un ruolo di distaccato studioso, ma nel diventare una specie di etnografo
attivista, che rinegozia la sua attivit nei diversi siti mano a mano che conosce qualcosa di pi del sistema
mondiale. Lidentit o persona che conferisce una certa unit al suo spostarsi fra questi spazi scollegati fra
loro lattivismo circostanziale che comporta il lavorare in siti cos diversi, dove politica ed etica del lavoro
di uno qualsiasi di essi si riflette sul lavoro negli altri. In certi siti letnografo sembra accompagnare, in altri
resistere al cambiamento di gruppi variabili di soggetti. Questa condizione nella posizione personale genera
il senso ineludibile che si sta facendo qualcosa in pi della sola etnografia, essere attivisti pro o contro il
posizionamento. Limpegno circostanziale che deriva dalla mobilit della ricerca multi-situata fornisce una
sorta di sostituto psicologico al rassicurante senso dellesserci. Emergente e circostanziale senso di attivismo
che si sviluppa tra gli etnografi multi-situati e la sua affiliazione con i produttori culturali preservano un
essenziale legame con la tradizione pratica di osservazione partecipante.
7) VOI CE LAVETE, LA VOSTRA STORIA. GI LE MANI DALLA NOSTRA! DELLESSERE
RESPINTI SUL CAMPO (Katharina Schramm)
Ghana, numerose fortificazioni lungo la costa, concreta testimonianza del traffico transatlantico di schiavi.
Dagli anni 90 in poi il flusso di visitatori stato costante, desiderio degli attori della diaspora di riallacciare
un legame con il proprio passato. Gruppo degli afroamericani target principale della fiorente industria
turistica. Ai visitatori ci si riferisce con famiglie o pellegrini. Il Ghana viene rappresento come un paradiso
psicologico che rappresenta la casa. Interessi della ricerca: dinamiche delle differenti aspettative legate al
senso di soddisfazione o di delusione dei vari protagonisti di quella riscoperta delle radici. Scopo: ricostruire
le rappresentazioni e le pratiche del ritorno alle origini (con focalizzazione ghanese). Per i visitatori della
diaspora esperienza come la visita di un carcere avrebbero prodotto sentimenti diversi tra me e loro.
Testimonianza storica della disumanit passata e presente, mancava il coinvolgimento personale e motivo.
Impossibile continuare ad aggrapparsi al repertorio metodologico classico, in particolare losservazione
partecipante. Dovevo servirmi di materiali come film, foto, narrative, ecc, sia attraverso unampia gamma di
comunicazioni personali.
La necessit di un punto di osservazione Il fenomeno del ritorno alle radici riguardava attori estremamente
mobili, assenza di comunit stabile con la quale condurre il lavoro. Nascevano situazioni nelle quali dovevo

confrontarmi con loro avendo poca possibilit di chiarire le mie posizioni. In quegli incontri era messo in
discussione il mio diritto di essere li e di osservare. In questo ambiente difficilmente potevo fare conto della
pratica di coltivare il sentimento di essere straniero, etichettata come straniera in termini negativi. Non ero
tabula rasa, la gente sapeva gi cosero. Ero una componente della societ dominante, continuamente
respinta. Necessit di posizionarmi nel quadro di homework (osservatore partecipante, assumendo un ruolo
passivo nel modellare la sua stessa casa, decolonizzazione dellantropologia) essendo importante tanto
quanto il fieldwork (ricerca sul campo). Le questioni dibattute in Ghana riguardavano loccidente, la
schiavit non era un problema solo di neri. Pi facile riflettere di razzismo, gerarchie ecc, e formulare giudizi
su quelle questioni in teoria, che non diventare parte di quelle questioni in un ambiente in cui si poneva il
confronto. Tre punti. Primo, denuncia di una certa miopia nella metodologia e nella teoria antropologica sul
problema della razza come certificatore di identit. Secondo, analizzare lo iato pu crearsi fra i presupposti
metodologici e i comportamenti concreti del ricercatore sul campo. Terzo, rimettere in discussione lassunto
della superiorit della conoscenza antropologica in contrapposizione a quella locale. Quello che chiamiamo
fuori una posizione allinterno di un pi ampio complesso storico politico. Stendpoint, punto di
osservazione, due significati: -prospettiva che nasce da un coinvolgimento ricevuto, il quale percepito
attraverso la visione del mondo attraverso la visione dominante; - prospettiva del s e della societ che si
origina nella critica del s di un raggruppamento di classe o di genere.
La bianchezza resa visibile. Sentirsi fuori posto Agosto 99 celebrazioni del Second Emancipation Day,
linguaggio molto emozionale e selettivo dellidentit razziale, lasciava intendere ai partecipanti della
diaspora che avrebbero trovato un accoglienza in famiglia, dove non ci sarebbe stato posto per i non-neri.
Memorial Centre for Pan-African Culture discussione su Donne ed emancipazione. Non ti vogliamo
qui. Questa la nostra storia! Voi avete la vostra, e neppure quella una bella storia. Le discussioni si
riducevano ad un aggressivo rifiuto in un posto che non mi apparteneva. Impossibilit di impostare un
dialogo che non fosse impostato su basi razziali come categoria essenziale. Il colore andava al di l della
capacit di definizione. La mia esperienza divenne un importante strumento di ricerca e una strategia
epistemologica. Necessit di riflettere sui punti di vista degli interlocutori di volta in volta impegnati. Lo
standpont da un lato precludeva a certi discorsi prevalenti sul campo, dallaltro ne apriva altri. Ne vis--vis, il
mio status di outsiders si dimostr un vantaggio, rendendo molto pi agevole dar voce alle critiche e ai dubbi
riguardo ad un omogenea famiglia africana.
Ingenuit o dominanza? Dello stereotipizzarsi a vicenda Womens forum. Contrapposizione presentata fra
la gloria africana (nera) e la barbaria europea (bianca). Mi avevano etichettato come padre coloniale, io
avevo etichettato lor come afrocentrici radicali, connotazione negativa da ambo due le parti. La gente non
vede il bianco come uno che condivide il dolore, ma come un che discende di chi infliggeva dolore. Afroamericani e caraibici hanno in comune la stessa storia di schiavit. Realt quotidiana che gli afro-americani
devono affrontare negli Usa, fa capire da dove originano queste emozioni e opinioni.
Trascendere la razza? Problemi di rapporti di potere analizzare con attenzione, sorgono interrogativi che
riguardano la definizione delle relazioni di potere in quellincontro. Aggressione diretta, considerata senza
potere, ero sola e mi sentivo minacciata. Lingenua indignazione dei bianchi quando si trovano di fronte alla
percezione dei neri della semplice presenza dei bianchi come terrorismo anchessa una forma di razzismo.
Mancanza di comprensione che nega allaltro la possibilit di una propria aspettativa. Ricerca svolta in un
scenario istituzionale che prevedeva lo spazio per una variet di discorsi conflittuali. La maggior parte delle
persone soggiornavano pochi giorni, era impossibile stabilire un rapporto di fiducia indispensabile per
avviare quel teso e tormentato dialogo. La pelle bianca risalta come marchio di appartenenza politica.
Oscurava ogni aspetto della mia personalit. Ci furono alcune possibilit di attraversare i confini razziali, per
aprire un varco alla comprensione dovevo lasciare spazio alla mia soggettivit, non stare seduta e ascoltare,
tirare continuamente fuori opinioni. Il mio ruolo non si imit a quello di chi fa un indagine, ero oggetto di

indagine. Ci mi rese nuovamente visibile, solo che dietro letichetta dellantropologa cera la persona. La
soluzione in questi casi non solo liperidentificazione con gli altri, riflettere sulla mia posizione e accettare
la sua relativit non significa perdere quella posizione. Dar voce a quella posizione lunico modo per
portare le persone con cui conversavo a esprimersi.
8) VIVERE LETNOGRAFIA. OSSERVAZIONI SUL RAPPORTO MEDICO-PAZIENTE (Francesca
Cappelletto)
Etnografia autobiografica, trasmettere una visione dallinterno della sofferenza che si produce nella relazione
medico-paziente. Diagnosticato cure pesanti per tumore. Mondo diverso da quello in cui tutti vivono
normalmente, mondo in cui la cittadinanza pi onerosa (tutti quelli che nascono hanno doppia cittadinanza
nel regno dello star bene e dello star male). Descrivere la spersonalizzazione delle corsie dospedale, in
questo mondo diverso si sommano: sofferenza originaria (insite nella corporeit della malattia), sofferenza
aggiunta (si produce nel rapporto distorto medico-paziente, una sofferenza sociale), le due sono strettamente
legate. Descrivo le situazioni in cui il medico (bio-medico) non comprende come sia parte del suo mestiere
dialogare con il malato e cercare di non abbandonare lesperienza vissuta di questo. Esistono anche medici e
pazienti quasi perfetti. Rapporto fra individuo e istituzioni, lettura del corpo come oggetto di pratiche sociali
e pi in generale luso sociale della sofferenza. Cerco di trasmettere il senso dello sforzo di opporsi alla
distruzione del mondo della vita quotidiana con accanto un medico che si vive portatore di una chiusa
cultura istituzionale.
I due mondi Emigrare nel regno della malattia, costruirsi una nicchia in un altro mondo: muta percezione
della realt, paura invade coscienza, senso di estraneit rispetto al mondo dei sani. Diversi, unaltra
dimensione, si soli, non si condivide pi con gli altri la stessa percezione della realt. Coesistere sensazioni
che producono sdoppiamento di natura traumatica fra il s che ha tradito e quello che resiste. Si parla del s
malato come il s astratto di un altro. La dimensione in cui il malato immerso e che lo accompagna
durante tutte le cure liminalit (transizione, distacco da un mondo e aggregazione ad un altro, crisi, in
bilico tra un mondo perduto e uno da guadagnare). Questa configurazione di sentimenti influenza la
comunicazione medico-paziente. Rapporto asimmetrico: malato (mondo in cui crollati dei significati),
medico (mondo saldamente ancorato alla datit del reale). malato: rischio della presenza, precariet
dellesistenza umana, di fronte ad un abisso. Medico: ha sempre qualcuno alle spalle. Il desiderio del malato
riaggrapparsi in corpo e mente al mondo non anomalo del terapeuta. Medico mediatore di questa realt, la
vicinanza che il malato crea bisogno di contatto fisico ed emozionale, persona che fa parte di un mondo al
quale vuoi aggrapparti. Paternalismo e distacco consapevole sono due modalit di egemonia psicologica che
il medico propone al paziente come forma della loro relazione. Paternalismo: attitudine caritevole. Il minore
non deve necessariamente prendere parola. Gli chiesta unattitudine docile perch altri pensano per lui.
Rapporto asimmetrico perch basato sul sentimento di protezione. Emozionalmente esclude il confronto.
Distacco consapevole: non c nessuno che pu mettersi dalla tua parte e accompagnarti, necessario che tu
attivi le tue difese e diventi protagonista. Il silenzio non dobbligo, pratica comunicativa, ma un risultato
di questa non-comunicazione la solitudine (sentimento che pi di ogni altro dilata nel dolore e nella morte).
Medico asettico: nessun grado di rapporto umano, abolito il vissuto del paziente, ognuno nella sua nicchia
esistenziale. Detentore di sapere inafferrabile. Distanza induce disagio nel malato e produce anche effetti biomedici, es: uso indiscriminato di farmaci. Allassenza dellascolto umano corrisponde leclissarsi
dellauscultare semiotico. E importante che si crei una dimensione partecipativa, e magari di complicit,
vedere se stessi e laltro cooperare per la guarigione. Questa dimensione negata nel rapporto paternalistico
(alto-basso) e distacco consapevole (fuori-dentro). Come tuti i rapporti sociali attraversa diverse fasi. Di
solito il paternalismo ad essere il primo, distacco esito della rottura del paternalismo. Quando anche questo
finisce il rapporto si inclina e nasce una situazione simile a quella del mobbing, si addebita al paziente il
fallimento del rapporto.

Mobbing socialmente definito: uso di una posizione di sovraordinazione. Differenza tra mobbing-lavorativo
e mobbing medico-paziente la dimensione temporale. Mobbing- aziendale (quotidiano), medico-paziente
(usuale stemporaneit del rapporto). Sfugge allosservazione, incastonato in una rete meno ampia di rapporti
sociali. Scivolosit, consultazione e cura avvengono in un contesto privatizzato e individualistico. La
violenza si espica nel abolire il vissuto del paziente, in contesti di somiglianza alla famiglia, la punizione
il silenzio. La differenza sta nella qualit del rapporto di potere: nel contesto aziendale si aliena la propria
forza-lavoro, in quello medico se stessi nella formula mi metto nelle tue mani.
Mettersi nelle mani Dolore esperienza umana che toglie potere allindividuo, il sentimento soggettivo del
paziente quello di impotenza. Mondo in cui vige rigore e disciplina, nulla puoi. Dolore strettamente
associato allobbedienza, mettersi nelle mani di significato di superare una perdita affidando quel potere ad
un altro, a questaltro si deve tutto. mettersi nelle mani, duplice dimensione: individuale (funzione
psicologica positiva: allentare un senso di tormento, togliersi il peso del corpo malato, scaricato su un altro),
sociale (cedere il corpo, figura del medico semidio, potere di essere presi e guariti). Analisi sociale:
dinamica di potere in relazione al corpo-mente. Potere come prodotto dellinterazione sociale, si costituisce
attraverso il linguaggio e la pratica del quotidiano, coercitivo. Malato senza potere, ha un corpo reso
docile, dolore che si origina dalla malattia e viene inflitto dalle cure. dolore per la cura: unico tipo di
dolore che la coscienza moderna non giudichi riprovevole moralmente condannabile. Corpo malato. Oggetto
di conoscenza, ruolo passivo. Scambio di prestazioni, opportunit del conoscere. In cambio il medico
presta le sue cure, il regista dello scambio il dottore. Prestare il corpo. Caratteristica chiave della
relazione terapeutica. Il corpo assume posizione di distaccato. Il processo di reificazione del corpo cruciale,
pu indurre sentimento di espropriazione. Avviene quando il corpo diventa dominio della pratica medica,
invece che fonte di conoscenza.
Good: malattia oggetto fisico localizzato nel corpo, il sapere medico consiste in una rappresentazione
oggettiva del corpo malato. Localizzare la malattia, in un pezzo, invece che in tutta linterezza del corpo
pu aver lesito di ostacolare gli sforzi del paziente nel resistere alla malattia, per lui distruzione del
mondo, il malato non vive la malattia come un fallimento locale, ma come crisi della sua persona.
La bionnipotenza del medico Il fallimento del rapporto pu essere indotto dal fallimento delle cure. La
relazione implica una dipendenza reciproca di emozioni e pensieri, anche i medici soffrono. Es: nel caso di
insuccesso della terapia, pu farsi strada una pervasiva angoscia, il fallimento proprio di s. Dietro il
fallimento del medico asettico c forse limmaturit a comunicare lincertezza e il possibile fallimento. Il
modellamento sociale di natura ideologica della malattia condiziona fortemente il rapporto. Edward Shorter:
rivoluzione farmacologica penicillina (met 40) nascita del medico post-moderno che bada pi alla malattia
che al malato, e il declino della figura del medico moderno formatosi su basi scientifiche (met 800) che
usava come forza terapeutica la compassione umana. Shorter. Il medico moderno godeva di fiducia
incondizionata, il suo potere derivava dal salto sociale, il paziente era disposto a mettersi completamente
nelle sue mani. Questo senso di bionnipotenza declina con il medico post-moderno che acquista poteri
nuovi e autentici. Persa la fiducia a causa del ricorso intensivo alla farmacoterapia, il medico diventa biomedico interessato a scoprire i danni del malato, e il rapporto si inclina. Priva il malato di alcune certezze.
Incertezza della terapia. Paolo Vineis i risultati delle innovazioni tecnologiche sono sempre affidabili.
Angoscia del medico che tocca con mano la sua non-onnipotenza, il non poter guarire unesperienza
psicologica che pu essere allorigine di comportamenti problematici nelle relazioni con il paziente. Si pensa
che il medico tenti di controllare queste angosce stabilendo dei rapporti di potere con il malato, ma di fatto
con la malattia vissuta come nemico. Il paziente pu addossare al medico la colpa, o viceversa.
Il senso di colpa del paziente Come il senso di vulnerabilit, il senso di colpa un feeling-pensiero che il
paziente porta con s, che cosa ho fatto per meritarmi la malattia?, il senso di colpa si manifesta in una
revisione del s, che si estende dalle condizioni presenti a quelle passate, ricerca ossessiva della spiegazione

della malattia. Diffusa idea occidentale: mantenersi sani, non esiste il caso. Idea di un corpo scorretto che si
ammala. Il senso di colpa congiunge la dimensione soggettiva con quella delle rappresentazioni socialmente
condivise. Il cancro identificato e simbolizzato con la morte. Tanto pi una malattia multi-determinata e
misteriosa tanto pi si presta ad essere metaforizzata. Lettura psicologica. Emozioni negative, pulsioni
repressive, sono le vere cause o i fattori predisponenti del cancro. Anni 20 le fantasie sul cancro ereditano i
problemi della Tbc, assolvono le funzioni metaforiche basate sullidea che la malattia sia ogni situazione
che si disapprova, una forma di deviazione sociale. Tbc (processo di smaterializzazione e disgregazione del
corpo), cancro (crescita, gravidanza demoniaca). Descritto con immaginai che sembrano militari: difese,
avamposti, colonizzazioni, invasioni. Impensabile coccolare il malato visto che oggetto di una attacco,
unica cura: contrattacco. Al centro di questa mitologia sociale campeggia lidea della colpa individuale, il
mito delle due malattie considera responsabile lindividuo. Ci si ammala perch lo si desidera, ci si riprende
perch lo si desidera. Teorie psicologiche. Mezzo poderoso per gettare colpe sul malato. Il senso di colpa, il
malato vive il processo terapeutico come espiazione. Sofferenza, obbedienza-umilt e potere coercitivo:
sofferenza in pi usata per creare obbedienza.
Lobbedienza e lessere irreggimentati: luso del potere Sala dattesa: comunicazioni informali, si
formano networks, reticoli comunicativi i quali hanno un contenuto affettivo, pi che cognitivo.
Trasmissione di conoscenze scientifiche apprese durante lesperienza di malato, appiattita la variabilit
esistente tra malattie. Esito di essere terrorizzati pi che confortati. Ma dal punto di vista comunicativo sono
reticoli importanti che riempiono vuoti. La sala dattesa una sfera di azione sociale e di intenso vissuto
individuale. Luogo in cui i malati sperano nellesito della vita, e guardano gli altri che soffrono. un non
luogo in quanto dominio impersonale (attributo vissuto dal malato come negativo), lentrata nello studio del
medico segna il passaggio da una socialit allargata a un luogo che si desidera come protettivo perch il
qualcuno si occupa di te. Percezione del paziente: pochezza delle spiegazioni offerte. Firma: richiesta nei
momenti nevralgici, es: inizio di un trattamento o di un intervento. Per il paziente sono momenti critici,
posto di fronte alla cosa. Si sommano due gravit percepite: il rischio che la malattia porta con s, il rischio
dello sfidare la malattia per sconfiggerla. La mancanza di informazioni pu essere critica. Porta il paziente a
vivere in unatmosfera di estraneit, disorientamento di fronte allignoto, tutto ci che sconosciuto viene
percepito come pericolo. Assenso alla cura: assoluto, incondizionato. Essere allinterno di un progetto
terapeutico pu suscitare il sentimento dellessere inquadrati in uno schema rigido in cui domina la pratica
dellobbedienza. In questo irreggimento centrale il rispetto per il ruolo, dove il ruolo la persona.
Lospedale organizza le persone in ruoli e categorie. Ospedale. Mondo ad alto contenuto di normativit, i
componenti si costituiscono come gruppo a s situandosi a diversi livelli di gerarchia. Pi alto il ruolo del
singolo medico, pi alto lipotesi che si senta un semidio e venga a mancare il sentimento della comune
umanit. Medico asettico: dominio sullaltro. Esistono medici che costruiscono il proprio curriculum, la
propria carriera sulla sofferenza altrui. C una determinazione sociale, non solo culturale e simbolica nel
modellamento del rapporto di cura.
Basaglia (70): Il rapporto medico paziente non era esente dal rapporto di classe implicito in ogni relazione
sociale. Il valore delluomo sano o malato va oltre il valore della malattia, la malattia pu essere usata come
strumento di appropriazione o alienazione di s, quindi come strumento di liberazione o dominio.
Sherper-Hughes, continuum di violenza. Ridurre gli altri allo status di non persone. Incluse le varie forme di
esclusione sociale, disumanizzazione, spersonalizzazione.
Lempatia La reificazione, ridurre il paziente alla sua malattia inibisce la soggettivit del malato: capacit di
narrare. Narrare, collegare immaginativamente esperienze ed eventi in un racconto denso di significato, sia
uno dei processi fondamentali negli sforzi personali e sociali per opporsi a tale dissoluzione e alla
ricostruzione del mondo. Situare la sofferenza nella storia, nelle relazioni sociali, ricostituendo un ordine
temprale dotato di senso.

Per un individuo o un gruppo esprimere il proprio dolore pu suscitare un senso di liberazione e protezione
rispetto allansia e alla disperazione che spesso accompagnano il malato. Il trauma ha una componente di
irrisolto, incompleto e incoerente da integrare e dotare di senso con la narrazione. Narrare la propria storia
unoperazione volta a ricatturare il passato. Narrare: governare il felling-pensiero dellessere in qualche
modo responsabili della propria malattia. Considerare che la malattia stessa aderisce ad una logica culturale
del significato, una realt simbolica strutturata attraverso pratiche narrative condivise dai sofferenti, le loro
famiglie i terapeuti. Comprendere lintersoggettivit di paziente e guaritore, lintersoggettivit la fonte di
forza per la cura. Corrisponde alla semplice verit percepita da chi soffre che alla comunicazione fa parte
della cura. Se lo stato della mente importante allora il medico pu aiutare il malato a potenziare la sua
capacit personale di recupero e guarigione.
Questumanit permette il riconoscimento dellaltro come persona.
Qui il tema chiave lempatia.
Nel mondo medico lempatia viene spesso vista come un mostro sacro da cui tenersi lontani per evitare di
affogare in una comunicazione faticosa. Empatia come disponibilit alla vicinanza con gli altri stata
giudicata la capacit morale pi significativa delluomo. Lempatia un comportamento affettivo che ha
come prerequisito la capacit di riconoscere cognitivamente lo status emotivo di un'altra persona. Non pura
sensibilit, ma razionalit immaginativa. Condivisione partecipatoria, non vuol dire perdersi nellaltro.
Lattesa occupa molta parte del processo terapeutico, avvolge tutta la sensibilit del malato, e costituisce una
dimensione essenziale. Potere di un gesto. Condivisione istantanea, in cui le persone si riconoscono, sanno
cosa laltro prova, meno soli. Dotata del significato di accoglienza. Una dimensione dellempatia la
delicatezza. La comunicazione attraverso il tatto di importanza cruciale, il tatto il senso dominate nelle
pratiche legate alla malattia.
Il mercato del lavoro Il rapporto medico-paziente va letto in un mercato capitalistico del lavoro. Figura del
medico-macchina, tensione fra competizione, desideri ambiziosi di affermazione ed esigenze dellimpresa
sanitaria. La mancanza di tempo il fattore centrale della crisi del rapporto. I medici soffrono di mancanza di
tempo anche per prendersi cura di s stessi. La mancanza di rispetto per il malato si pu coniugare a una
diminuita accuratezza ed affidabilit della diagnosi. Non ci si ricorda che dietro ad un organo c una
persona, che non fonte di alcun reddito. Lamentela del paziente, identificato come numero, trascuratore
anonimizzato. Listituzione induce nel malato una sensazione ipertrofica del s come numero, una sorta di
nuova non-identit. Mentalit abbastanza diffusa tra i medici secondo la quale si pu dedicare poco tempo ai
malati. Es: 400 pazienti, giustificare il proprio sfinimento. Tempo vera cosa che i pazienti chiedono ai
medici, eppure lunica cosa che sembra sfuggire a questi. Opportuno un ripensamento del sociale che aiuti
a passare dallo spazio della regolamentazione, della punizione e della colpa a quello del conforto e del
accoglienza.