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Critica della musica Max Mazzoli, fermoimmagine tv da video musicale (2002)

Sul Minimalismo
di Gianfranco Zccaro
Al pensiero non appartiene solo il movimento delle
idee, ma anche il loro arresto.
(W. Benjamin)

Q uando le cose scorrono in un


certo modo e noi le recepiamo
senza scossoni, ma come un
asettico assestamento della
pelle sulla quale si adagiano vecchie e non
importa se un tempo ripudiate da qualcuno
o ben pi fortemente da qualcosa con-
sonanze, non si ha, subito, bisogno di una
denizione. esattamente il contrario di
quanto avvenne con le ultime avanguardie,
dal secondo dopoguerra alla met, allin-
circa, degli anni Settanta: prima, la deni-
zione (concetto di superamento di situazioni
linguistiche obsolete e irrappresentative o
mal rappresentative, ideologia del riscatto
dallomologazione, ecc.); poi, la prassi.
Invece, la tendenza dal cui ricordo siamo
partiti non ha bisogno di denizione. La si
vive come un ritorno alla (cattiva in senso
hegeliano) naturalezza, non si indaga sui
presupposti e sul signicato di tale natu-
ralezza, e solo pi tardi la si denisce: il
minimalismo.
una denizione che nasce dal basso:
non, beninteso, come fatto democratico,
ma come fruizione. Ed sintomatico come
di codesta denizione si siano appropriati i
fruitori, per cos dire, inconsapevoli. Non
nasce, come accadde per le avanguardie, in
seno alle lites critiche (con laccento che
pu cadere, ora non importa, sul sostantivo
o sullaggettivo), ma dal linguaggio semi-
colto della televisione (o, almeno, da esso loro proposte non fossero memorizzabili da pi parti (marxista, paramarxista, liberale)
prende vigore). Minimalismo, in fondo, (schiettabili, si potrebbe dire riferen- tutto questo era sparito di fronte allinscal-
una bella e nuova parola: basta la natu- dosi alla musica) da parte del pubblico. Gli bilit, non sapremmo se per convinzione
rale dimenticanza della problematicit atteggiamenti critici, vincenti o perdenti attiva o se per rassegnazione della contro-
del concetto di far parte di e continuare ora non importa, nei confronti dellonni- parte, dellesistente. , questa, la culla di ci
spensieratamente a farne parte per denirsi vora societ che, dagli anni Cinquanta, si che, esorcizzati i fantasmi del precedente, si
minimalista. Basta labbandono di ogni stava delineando; la stessa contraddittoriet, sarebbe chiamato minimalismo. Riluttante,
remora nei confronti dellappropriazione
fortemente legata a una sentita urgenza di per la sua stessa natura di lodatore dellesi-
dellabbordabilissimo gi-saputo per pro-
sopravvivere, di tali atteggiamenti; la tut- stente, verso ogni denizione proveniente
porre un atteggiamento minimalistico.
taltro che univoca e forte tendenza alla dallesterno, il minimalismo, cos furbo da
Solo i pionieri di codesto movimento che,
negli anni Ottanta, si deniva trans-avan- negazione del modello socio-culturale che evitare le pompe di celebrazioni fascistoidi,
guardia o neo-romantico erano inferociti si stava delineando (sto pensando ai giovani ha tuttavia, come ogni cosa, bisogno di
e violenti contro il movimento che li aveva Stockhausen, Berio, Donatoni e altri: pur essere indagato a fondo. Ed quello che cer-
preceduti, quello appunto delle (ultime) con le decisive differenziazioni delle loro cheremo di fare nel presente studio.
avanguardie. Che erano, semplicemente, posizioni); la necessit, comunque, di tener
accusate di terrorismo culturale e implaca- fede al concetto di cultura critica che si era ***
bilmente segnate, al pari delle avanguardie inalternativamente ed esplicitamente (vista
storiche dei primi del Novecento, come la presenza delle mostruosit di segno con- Minimalismo come contrario del massi-
fallimentari, per il semplice fatto che le trario) affermato dagli inizi del Novecento malismo. Questa indicazione non proviene

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Critica della musica

solo, come si potrebbe pensare, dagli opera al diverso e drammaticamente uttuante conuenza di tutto questo in una sorta di
omnia di M. de Lapalisse, ma indica anche livello di consapevolezza di tali limiti e con- mentalit subito vincente perch privata del
un riferimento preciso, un punto di par- traddizioni del pensiero europeo espresso fastidio di nominarsi, e che solo pi tardi
tenza. Che cosa , o meglio che cosa era il in musica da Bach in poi. avrebbe preso appunto il nome di mini-
massimalismo? In rapporto al campo pi Il termine massimalismo pu dare unin- malismo. Nome non abusato, come accade
comune nel quale il termine si applicava, dicazione postuma molto generale, neutra. ai politici (e ai giornalisti) che pretendono
quello politico, il termine indicava un com- Il riferimento al mondo conchiuso, allor- di essere nella seconda repubblica grazie
portamento, una presa di posizione, un dinamento rispecchiato dei suoni, restava al semplice riciclaggio delle caratteristiche
giudizio rigidamente dedotti da o riferiti valido anche, e forse soprattutto, quando pi spaventose della prima. Nome, piut-
a un sistema massimo. Poich i termini sembrasse negare tale ordinamento: perch tosto, che graziosamente avalla mancanze
si usano, per lo pi, in relazione a ci che la nalit della negazione, cio il ripristino nuove, nalmente, persino impudicamente,
appare a portata di mano, il massimalismo di un perfetto funzionamento dei meccani- nominabili. In altri termini, lacriticismo, la
si riferiva alla Sinistra (la stessa sorte toc- smi di tale ordinamento, era occultato (ci povert assoluta del ricevere.
cata al termine ideologia: come se non esi- riferiamo, ovvio, alle avanguardie storiche) Nella quiete del suo sobrio privato, il
stessero unideologia liberale, o cattolica, dalla situazione di caos apocalittico (qui- vecchio zio Immanuel scriveva: Tra tutti
o addirittura consumistica); e oggi, poich dquid latet, apparebit) formatasi durante gli stati nessuno tanto inutile quanto
la Sinistra ha del tutto rinunziato a parlare il periodo dellespressionismo. Sommovi- quello dello studioso, ntanto che ci si
se non in termini di totale contingenza, il trice e quasi rivoluzionaria, tale situazione; trova nella condizione di semplicit natu-
termine massimalismo viene sostituito dal sottilmente, pertinacemente restaurativo, rale; ma nessun altro stato pi necessario
termine integralismo (assumendo nal- il tentativo di ripristino (la dodecafonia, la nella condizione di oppressione attraverso
mente validit anche in campo religioso). nuova oggettivit di Hindemith, ecc.). La la superstizione o la violenza (I. Kant:
Noi comunque, per comodit e anche per dodecafonia nega soltanto un ordinamento Bemerkungen, 10, 18 Traduxit et curavit
ragion contraria, continueremo a servirci ritenuto non pi utilizzabile, al ne di ripri- Katrin Tenenbaum, Roma 2001). Per stato
del termine massimalismo. stinarne un altro dal seno stesso di ci che dello studioso si pu intendere, e mai
Al di fuori della sfera politica, tale ter- di un ordinamento ha comunque bisogno, come in Kant, lo studioso critico, mentre la
mine, oltre che per le ragioni di riferibilit cio dal mondo dei suoni organizzabili. superstizione e la violenza possono essere,
politica di cui si parlava, non era usato per il Sono i valori umanistici, misurabili in rap- come vedremo meglio in sguito, quelle
semplice fatto che era ovvio, implicito. Ci porto non al loro ripristino, ma in rapporto delle cose, degli oggetti.
che, oggi, appare indiscutibile, anche negli a ci che si dovuto affrontare, allitine-
anni della nuova musica poteva apparire rario percorso al ne di giungere allatti- ***
con una certa chiarezza: tutta la musica, vazione del ripristino stesso. Altro , per
comprese le avanguardie, si riferiva sem- esempio, Schnberg, altro Stefan Zweig; dunque dalla met degli anni Settanta,
pre al massimo sistema dellordinamento altro Brecht, altro Thomas Mann, che allincirca, che il minimalismo pone le sue
dei suoni, quello che forma, che avalla, che circoscrive tutta lavventura nellmbito basi come mentalit dominante. Pu darsi
comunque si riferisce a una visione del salvico del concetto di romanzo, di nar- che il 68 e il suo alone ne abbiano ritardato
mondo. Il termine massimalismo non era razione post festum. lapparizione, pu darsi che lutopia, buona
indicato per via della sua rigidit, ma les- E lo stesso dicasi delle ultime avanguar- o cattiva non importa, abbia surrogato ogni
sere, da parte delle avanguardie, una logica die, che dovevano effettuare il ripristino di rapporto di riferimento o meglio che ne
conseguenza storicistica della grande cui si parlava dopo unorrenda avventura abbia confuso la reale distanza al sistema
musica era di per s evidente. Evidente, per europea culminata con la seconda guerra massimo, magari ttiziamente avvicinan-
le avanguardie storiche, a causa dellaggior- mondiale. dolo, deformandolo di necessit a causa
namento della Scuola di Vienna ma non Lordinamento quindi, per continuare delleccessivo avvicinamento come illu-
solo delle coordinate dellorganizzazione a essere massimo, poteva, anzi doveva, sione di disponibilit, e di fatto esperendo
dei suoni che, inglobando in s il mondo, si cambiare al ne di serbare e di rilegittimare la sua reale fragilit data dallillusione di
legittimassero come facenti parte della vera la propria referenzialit. Cerano stati in essere, ancora, rappresentativo. Certo che
e non della cattiva tradizione, la cui retta verit, gi nella prima parte del Novecento, le vicende delluomo europeo sono giunte
individuazione era anzi il compito fonda- segnali di un occidente diverso da quello a una svolta: il riuto del sistema, dellor-
mentale, sia pur connesso con grandi tema- europeo, cio dallAmerica. Questi segnali, dinamento massimo di questo modello
tiche di tipo religioso, di Schnberg. Ed che vanno da John Cage e Cunningham, apparso irrealizzabile e ci si dovuti inca-
evidente, anche, per le ultime avanguardie, da Calder a una serie di narratori post- nalare in una concezione, nei casi migliori,
il cui ruolo di ricongiungimento (struttura- joyceani, ci parlano molto chiaramente, riformistica manovrata dallo stesso
listico, per esempio, in Boulez, rigidamente specie oggi, di unassenza di riferimenti a sistema.
contrappuntistico in Stockhausen e in un che di massimo. Ma i loro autori, chi Alla luce di questi avvenimenti, che
Clementi, dilatato-riconuente in Nono, pi chi meno, rimasero relegati nelleccen- hanno gettato la Sinistra in uno stato cao-
ecc.) alla grande tradizione ribadiva la loro tricit, quando non furono visti addirittura tico e mostruosamente policefalo che
dimensione, ripeto, storicistica . E storici- come qualcosa di fresco destinato a rin- dura tuttora, il lavoro dei rappresentanti
smo qui vuole indicare un privilegio-a, teso verdire il concetto di occidente. Non si delle avanguardie assume una dimensione
a fare, del presente, una conseguenza, la cui poteva parlare (anche se qualcuno, diretta- diversa. Prima era un lavoro che accettava
difcolt contingente di individuazione mente o indirettamente, lo fece) di minima- la presenza individualistica indagante (sul,
poteva combaciare col ruolo critico della lismo perch mancavano, del minimalismo nel, col linguaggio) pur nel contrasto nettis-
cultura di cui si parlava sopra, della cultura stesso, la condizione, la base: la conuenza simo coi dettami dellunica ideologia altra
del passato prossimo. E anzi, proprio nel delle ideologie di quel mondo disattivato, evidente e persino schiacciante. Penso, per
malnominato massimalismo, si ribadiva il delle ideologie deluse, ristagnanti e fru- esempio, alla contraddizione insuperabile
livello di grandezza, strettamente legato ai strate, in qualcosa di nalmente perce- fra Luigi Nono e il Realismo Socialista
suoi limiti e alle sue contraddizioni, nonch pibile perch nalmente consonante la che proprio lindividualismo marchiava a

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sangue. Ora, invece, si assiste al trapasso,


quasi inavvertito, di tale individualismo in
solipsismo. E se lindividualismo poteva
essere considerato come scheggia, tuttavia
alla ne integrabile, del sistema, dellordi-
namento (come si gi visto), il solipsismo
non riesce pi a vedere il sistema, lo dimen-
tica, neanche accorgendosi che esso, ormai
estraneo a contributi di contorno neanche
richiesti (leditoria, in musica, ben misera
cosa sul piano del mercato, mentre la stessa
editoria vuole riappropriarsi del lettore di
romanzi con offerte direttamente a esso
adeguate), continua a marciare per conto
suo, con nuove caratteristiche che, sempre
per esempio, sollevano il proletariato dal
bisogno immediato e gli prospettano una
pressoch illimitata possibilit di acquisi-
zione di beni, restringendo no a nulli-
carle le possibilit non di una rivoluzione
(nel senso di un radicale cambiamento di
modello) ma di una dialettica autentica-
mente modicante.
In queste condizioni, lordinamento
massimo, ormai estraniante del tutto,
non pi un partner possibile. Le ultime
avanguardie, cadute nel solipsismo, non
riescono pi a produrre i traumi che le
avanguardie storiche avevano prodotto con
i possibili cambiamenti di gerarchie allin-
terno dellordinamento. Ribadisco: con le
ultime avanguardie, lordinamento non
che non esista pi: non si pu pi entrare in
cultura complice in entrambi i sensi di cui accenti, di proposte e di prese di posizione
contatto con esso se non con unininuente,
ci parla Vittorini). Poi, il soggetto diventa sanzionanti o dialetticamente distruttive,
totale lateralizzazione dellartista. E larti-
lordinamento stesso, che si afferma come con affermazioni apodittiche o negazioni
sta, da solo, cede alla tentazione primigenia
di piacere; e il piacere, in queste condizioni, soggetto semplicemente cessando di esistere (da Hegel a Marx, da Croce a Benjamin, da
si pu ottenere solo con strumenti lingui- in un modo forte ma tale, appunto perch Toynbee a Bloch) lintero blocco dellor-
stici e con atteggiamenti concettuali, anzi forte, da generare scintille di reattivit. Il dinamento massimo.
ideologici, pi a portata di mano, minimi macromondo dunque, cessando di esistere, Quello che resta minimalismo. Le cose
appunto. si dissolve perch i contrari hanno prevalso sono minime quando sono, quando si ritro-
rinunziando a entrare in esso per modi- vano, autoreferenziali. Ora, ci pu essere
*** carlo a costo di essere appiattiti. Penso chi guardi allautoreferenzialit come a un
allesistenza, saputa o ignorata o allontanata trionfo (magari sulle ideologie!); rester
Da unaltra prospettiva benjaminiana fa lo stesso, di culture diverse; alla perduta in ogni caso, lautoreferenzialit, come un
solo allapparenza si potrebbe dire che la elasticit nel reperire o nel respingere; al movimento in un lm (in una scena su un
parola, il segno pittorico, il suono, si siano trionfo del sordo immanente perch troppe treno non questo che si muove, ma le cose
trovati senza aura, cio senza lalone pro- erano le cose per creare, su di esse, unatti- di fuori e, per giunta, in modo riprodotto):
tettivo dato oltre che dallunicit di cui, vit trascendente. Nel dissolversi, il macro- essa acquista un assoluto del tutto gratuito,
appunto, parla Benjamin dallapparte- mondo genera miriadi di micromondi, opaco, che non si espande oltre se stesso.
nenza, comunque, a un ordinamento, e immagini caricaturali del maggiore, tutta- Immanente nel senso che dicevamo sopra.
senza la tutela di questultimo che pure, via sufcienti a creare, a costo di storpiare Sordo, nella sua arroganza, a ogni richiamo
durante la sua esistenza, aveva saputo assor- le non pi reattive categorie del pensiero critico. Testimone, certo, ma solo nei primi,
bire con la dialettica quando fosse stato occidentale, lossimoro (apparente: ma, in in coloro che hanno agito con la coscienza
possibile, senn con la mera ingestione le realt, una sconsolata tautologia) del rinvio di infrangere ogni involucro trascendente
voci contrarie, difformi, persino rivoluzio- allimmanente stesso: pi che sufciente a falsicato. Sto pensando, per esempio, a un
narie. Qui il discorso, rispetto a sopra, cam- permettere la confezione di prodotti lisci, Roy Lichtenstein, ai suoi disegni-fumetto,
bia soggetto. Prima, il soggetto era (o era diretti al cuore, coi quali ci si possa baloc- privi della possibilit di un trasbordo-oltre
rivendicato con forza) la voce discorde e care no allinfame libidine di ribadire, con in quanto privi di ogni possibile aura legata
difforme, tesa a rinnovare, per rinforzarlo, essi, la superiorit della cultura occidentale. al concetto di pittura. Ma un Lichtenstein,
lordinamento che una nobile ideologia e la Dove la bestemmia non sa a quale dei due cos come in musica un John Cage, avevano
non complementare ma di sicuro convi- termini appiccicarsi. un comportamento facilitato dal fatto che
vente crescita esponenziale di mostri tutto In altre parole, intorno alla met degli la cultura americana, sovraccarica di cate-
intorno (dal fascismo e nazismo, allemer- anni Settanta tramontato il concetto di gorie europee non vissute nella loro genesi,
gente consumismo) ritenevano eterno ( la storicismo che aveva retto con variet di aveva pi facilit nello sbarazzarsi di code-

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Critica della musica

sto bagaglio assimilato non oltre un certo tariamente, dichiari la ne di un modo di dellopera rivolta a interrogarci sugli effetti
livello e, oltre tale livello, sentito come del pensare; semplicemente, si comporta cos residui di un passato che, in ogni caso, con-
tutto estraneo o, quanto meno, a parit di perch tale modo di pensare nito. E ne tinua a darci il suo nome e le sue catego-
alternative. approtta. Ma, per quanto sordido possa rie, non importa se svendute e caricaturate
sembrare codesto ricorso trionfante alle come oggetto: vedi il sentimento (lesatto
*** cose minime, la polverizzazione dellor- contrario di quanto indicava, in anni ormai
dinamento massimo un fatto che inop- lontani, Kandinsky), la comunicazione, ecc.
I minimalisti europei delle generazioni pugnabilmente ci si presenta dinanzi agli In altri termini: pu la categoria-oggetto,
successive non hanno neanche avuto biso- occhi in altri campi: nel campo politico svenduta e svilita quanto si vuole, conti-
gno delle ridotte fatiche americane per (con latomizzazione della Sinistra ignara nuare a fungere, elevata inconsapevolmente
sbarazzarsi di un corpo estraneo. Ci si di se stessa) e in campo sindacale (con acce- a rango di noumenon, da riferimento e da
sono trovati fuori, e sono rimasti privi di lerazioni corporativistiche sempre pi vio- raffronto funzionale ad altro: a un altro,
interrogazioni circa tale trovarsi fuori. lente) in primo luogo. Quello che manca, magari noi stessi visti in modo neutro, a cui
Linterrogazione stessa avrebbe avuto, quello che risulta mancare una presa di dare un nome e, possibilmente, un abbozzo
come conseguenza, lagitarsi di un rimasu- coscienza. Intendiamo, una ricezione con- di prospettive?
glio di trascendenza nelloggetto che, in tal sapevole, neanche di necessit aprioristica- La risposta negativa a questa domanda,
modo, ancora non sarebbe stato minimo. mente demonizzante (e questo valga anche interessa no a un certo punto. Forse
Cos, hanno lavorato su cose, segni pitto- come autocritica), di tale polverizzazione. scontata, ma non ci esime dal dovere di
rici, parole, suoni, che si trovassero pi a Le valenze umanistiche (in un lo che, allargare il discorso a chi, ancora, pensi.
portata di mano, col fatale consensus gen- in Italia, va da Gramsci e Gobetti no a
tium che attivamente surrogasse, senza che Lucio Lombardo Radice) di tale presa di ***
ovvio nessuno lo sapesse, il sostegno coscienza appaiono assolutamente impo-
della trascendenza. Ed cos che il mini- tenti, ma la loro presenza ci d almeno il Il minimalismo ha trovato un suo riferi-
malismo diviene, anchesso, ideologia: e sapere: che se non altro, quanto meno sul mento nella losoa del pensiero debole:
sta al paziente lettore determinare in quale piano del buon gusto, servirebbe a evitare una losoa che, in uno dei suoi rappre-
accezione leggere lancora evidentemente i trionfalismi della cosa, delloggetto in sentanti pi ricchi, Gianni Vattimo, non si
sussistente termine ideologia. Ricordiamo attesa non gi di unulteriore riessione sul pone tanto come fondativa, quanto come
solo che ideologico anche ancora! lat- nostro stato, ma a una vera e propria implo- critico-descrittiva. O che almeno vede
teggiamento, spesso trionfante, di chi non sione di esso. prevalere, argomentativamente, il secondo
creda alla possibile fattibilit di un rinvio implosivo infatti (e limplosione aspetto sul primo.
trascendente, e sia convinto, invece, della sempre non solo silenziosa, ma anche un pensiero che, uscito dalla tutela dei
non-trascendenza delle cose: essendo attiva senza che, di essa, ci si renda conto) grandi sistemi losoci sgretolati, manife-
anzi, risultando , queste ultime, non biso- lo stato di una corrente musicale che, negli sta, prende dettagliata coscienza de, la sua
gnose daltro. anni passati da poco, si era voluta chiamare fatale e inevitabile debolezza. Riferendosi
Il giornalismo televisivo ci fa sapere, neo-romantica, come se si trattasse di un a Nietzsche e a Heidegger, Vattimo, ne Le
quando a fondo pagina si occupi di avveni- ritorno a, e non di un trovarsi privi di. avventure della differenza, parla della tra-
menti (pardon, di eventi) artistici, che siamo Le polemiche che i compositori apparte- dizione metasica come di una tradizione
ancora nel post-moderno. A questo punto, nenti al neo-romanticismo si portarono di un pensiero violento, che nel privile-
sono da invidiare i comunisti e i fascisti, che, appresso non varrebbe neanche la pena giamento di categorie unicanti, sovrane,
almeno, possono proporre il sacro termine di ricordarle, se non avessero avuto lem- generalizzanti, nel culto dellarch, mani-
post: post-comunisti, post-fascisti, e basta. blematica caratteristica di un odio feroce, festa uninsicurezza e un pathos di base a
In realt, il post-moderno, nella sua durata, e mal represso, contro la dimensione del cui reagisce con un eccesso di difesa. Tutte
indeterminato perch non possiede pi la pensato. Ora i neo-romantici, peraltro le categorie metasiche [] sono categorie
tematica cronologica e guarda, caricatura inghiottiti dal minimalismo, paiono spariti violente; esse vanno indebolite o depo-
dellAngelus Novus di Klee, al presente perch non c pi bisogno di polemizzare tenziate. La debolezza come autodifesa,
con gli occhi sbarrati, impalati, del non- contro le avanguardie, anchesse sparite come attivit? In un certo senso, pare di s,
criticismo negligente la trascendenza tutta (magari, per, dopo aver vissuto). Quindi, anche se tale debolezza appare attiva, come
da trovare; fermo restando che anche que- un avallo ulteriore nei confronti della non- dire?, post festum, quando il danno por-
sta caricatura volge le spalle al futuro: nel pi-esistenza di un riferimento pi vasto tato dalle categorie violente sia gi stato
senso che la sua opera non progetta-oltre dellimmanenza. consumato, e non resti altro che prendere
il presente, anzi oltre la sicit, godibilis- Lo strumento diagnostico continua, coscienza della polverizzazione del pen-
sima come una donna-oggetto della Jelinek, tuttavia, a funzionare, per chi lo voglia siero, almeno nominandola.
del qui-e-ora, leggiadramente spogliata di far funzionare; e c bisogno di tale stru- Ancora, dallo stesso studio: La diffe-
tutto ci che oscuri il suo apparire. Forse, mento: non tanto per vedere se codesto renza di noi dai pensatori degli albori, con-
siamo ai bordi del post-moderno: bordi non-pi-esistente abbia lasciato tracce rici- siste in ci, che nel frattempo si dispiegata
eterni perch, a differenza di quanto accade clabili, quanto per attribuire una paternit lintera storia della metasica, la quale
ai comunisti e ai fascisti (messi insieme solo al nostro stato, per vedere se anchesso sia destino anche in questo senso, che modica
per comodit terminologica almeno que- in qualche modo legato al passato pros- sostanzialmente il modo di riproporre oggi
sto!), non possiamo appiccicare, a un post, simo. Non pi, evidente, per tracciare, o la questione dellessere [corsivi miei]. Il
un altro post. sottotracciare, una linea di continuit, ma, destino della storia della metasica stato,
semmai, per trovare una conferma del- dunque, quello di modicare la ripropo-
*** linautenticit retroattiva dellordinamento sizione della questione dellessere. Ma,
massimo. Inautenticit, va detto con chia- sembra, in modo tale da proporla (pi che
Il minimalismo un prezioso strumento rezza, la cui chiaricazione non andrebbe a ri-proporla) come superstite. E a chi, questo
diagnostico. Non che qualcuno, vellei- onore del minimalismo, ignaro di tutto, ma superstite, pu rivolgersi, debole com, se

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Critica della musica

non a cose minime dato per scontato che mento del pensiero e lindebolimento della di dare spazio alla ricerca del non-cono-
il ragionamento di Vattimo sia il racconto realt sono strettamente connessi, con uno sciuto nellmbito dello spazio sonoro; e
di una presa di coscienza? Il ragionamento scambio continuo di causa ed effetto. Se poich codesta ricerca, a sua volta, sot-
parte da Heidegger, ma va oltre Heidegger, quella produce questo, lindebolimento tendeva la voglia di riscatto, la voglia di
anche se conserva, heideggerianamente, il del pensiero che a sua volta, pi che inde- esserci (sia pure, lo ripetiamo, ideologica
rischio della tautologia: dato che lessere bolire, destituisce la realt indebolita. E, e persino utopistica) come entit attiva.
proposto (o, forse, proprio riproposto) in effetti, il minimalismo profondamente Ecco il divieto: per poter mettere in atto
sembra giacere pieno di s, in unagognata irreale in quanto, non accompagnati da un codesto esserci, e persino, alla Heidegger,
chiarezza che, non pi soggetta alle catego- riferimento, da una possibile interconnes- codesto essere gettati, non ripercorrere il
rie della metasica, si staticizza e, hegelia- sione presente fra cosa e cosa, fra oggetto gi-noto.
namente, si intorbida, si opacizza. Lopacit e oggetto (la trascendenza), non esistono la Come, in fondo, sempre successo, il
delle cose non pi, ora, solo minime, ma tali cosa e loggetto. presente pu offrire, anzi offre, prospettive
perch prive di trascendenza. E la nostra Ecco: siamo arrivati, forse, a un punto- imprescindibili, e assolutamente condizio-
societ pu, almeno, compensare tale pri- chiave: la non-esistenza, lirrealt. Se, in nanti, per la lettura del passato; e, stavolta,
vazione grazie al continuo aumento del Vattimo, il pensiero debole sembra pren- non ci riferiamo a quanto sopra detto circa
numero delle cose, degli oggetti. Non ha dere coscienza di s in rapporto a un pen- la continuit, allinterno dellordinamento
una volont esplicita, certo, ma si afda siero forte (anzi, violento) che non c massimo, fra passato e presente. Ci rife-
alla non-pi-teoria. I laudatores di tale esi- pi, ma che, tuttavia, rimane, nel ricordo, riamo, invece, a unabitudine di lettura.
stente, gli artisti, non hanno una funzione come un che di tolto (e non dialettica- Le avanguardie, indipendentemente (
specica: ma, dato che ci sono, ci restino mente!), il minimalismo non sembra avere ovvio) dal livello dei singoli autori e dei
pure. Una volta, si parlava di nipotini di pi ricordo. Se per volont, mancanza di singoli lavori, costringono il fruitore a un
Adorno; ora, si pu parlare di nipotini di possibilit, negligenza, ora non importa. Si lavoro attivo di ricerca, e questa ricerca si
Vattimo: che per, a differenza di quelli di limita ad autonominarsi, e ha come carat- riverbera, con le caratteristiche mediate
sopra, neanche conoscono il nonno (via, teristica, paradossale solo allapparenza, del ricercatore, sullapproccio agli autori
facciamo lo zio!). quella del non-porsi. Autonominarsi senza del passato, rilegittimando la qualica di
Ancora pensando a Heidegger, stavolta porsi: lattivit intellettuale si agita nel classico, o meglio abolendola in quanto
in contrapposizione a Benjamin, Vattimo vuoto facendo vorticare i suoi mostruosi lesperirla toglie spazio al fastidioso nomi-
scrive ne La societ trasparente: Solo se moncherini. Le cose sembrano porsi da
narla. Esempio strepitoso di una lettura del
lessere non ha da essere pensato come fon- sole, seguendo le regole del pi superciale
1935 di una musica di duecento anni prima:
damento e stabilit di strutture eterne, ma ordinamento duna convenzione che lascia
la trascrizione di Webern del Ricercare a
si d invece come evento [], solo a queste le cose stesse cos come sono state trovate.
sei voci da Unofferta musicale di Bach.
condizioni lesperienza estetica come ete- Messe da chi, con quale intendimento, non
ovvio che la musica della trans-avanguar-
rotropia, moltiplicazione dellornamento, interessa. Ecco il tratto impressionante della
dia non offra simili possibilit, appiattendo
s-fondamento del mondo sia nel senso di sua irrealt. Il non-pensato lascia loggetto
il passato sulla soddisfatta piattezza, un
una sua collocazione su di uno sfondo, alla sua opacit, alla sua neanche allucinata
tempo vietata, del presente.
sia nel senso di una sua complessiva de- non-realt.
autorizzazione, acquista un signicato e
***
pu diventare il tema per una riessione ***
teorica radicale. Lessere, quindi, non
pi come fondamento, ma come evento. Il minimalismo invade, come gi si Solo una cosa, al momento, resta da fare:
Questo ci sembra importantissimo: ma c ricordato pi volte e come naturale, tutte continuare a nominare il minimalismo,
anche la descrizione dellesperienza este- le sfere: politiche, artistiche, morali. C, ovviamente ben oltre le sue intenzioni,
tica, del suo ruolo. Orbene, tale ruolo pu anzi, da dire che il minimalismo immora- ricordate sopra, che il suo mondo avvenga
avere questo, di caratteristico: che pu listico , pi che una tautologia, un non- in una non-pensata continuit col gi avve-
essere dato nel principio; poi, pu essere senso. Esso ha anche il vantaggio dato nuto. Cio, continuando a rovistare fra i
(deve essere) dimenticato. E loblio di un dal fatto che gli si sa opporre, per lo pi, cumuli, apparentemente polverizzati, delle
ruolo (quello che le avanguardie avevano, un massimalismo che va dal retorico al sue intenzioni: al ne di dare, auspicabil-
sia pur ideologicamente) favorisce lo scor- comico. Il pensiero indebolito non trova mente a pi cose possibili, un nome (non
rere passivo, quando non, addirittura, la ricostituenti, e sembra vivere il suo fatale importa se, poi, sbagliato, o rivedibile, o
risacca. adagiarsi sulle cose in modo non reattivo, meglio precisabile), e, col nome, un riferi-
Il tema (ripeto, importantissimo) delles- no a farsi sommergere, a poco a poco e mento. E, cos, contemplare una possibilit,
sere come evento, ripreso e portato avanti con una coscienza nei nipotini a dir poco magari, al momento, ancora atomizzata o,
in Dopo la Cristianit. Sempre partendo da attutita, dalle cose stesse, dalloggetto, peggio, astratta: la possibilit che, dal mini-
Heidegger, Vattimo parla del passaggio da che ha dimenticato lantico sdoppiamento malismo, che ci auguriamo di aver dispie-
una concezione dellessere come struttura terminologico in obietto. Non siamo pi gato oltre le sue intenzioni e che sin da ora
a una concezione dellessere come evento, noi a porlo, a lanciarlo fuori di noi stessi: possiamo indicare come un qualcosa di pi
caratterizzato da una vocazione allinde- esso che si trova l, lanciato non importa da inesplorato di quanto non si creda, sia gi
bolimento. Solo una domanda: lindebo- chi; e noi non possiamo far altro che racco- nato qualcosa di organizzato, ovviamente
limento una vocazione, una costrizione, glierlo e utilizzarlo cos: laccordo conso- pi forte, di cui noi non ci siamo ancora
o un fatale andamento del mondo? Forse, nante (perch no?), lo stilema romantico accorti. Ed , di sicuro, un invito a indagare
tutte e tre le cose. Ancora: la tecnica, oggi, (perch no?). Gi: quali perch no? Lul- sul nostro presente incominciando a rifor-
soprattutto tecnologia dellinforma- tima manifestazione della cultura critica, mulare, grazie a un contatto non schizzi-
zione che indebolisce la realt mostrandola quella delle avanguardie post-weberniane, noso con ci che ha dato vita agli oggetti
sempre pi esplicitamente come gioco di era stata una emissione di divieti. Perch del minimalismo, le nostre categorie con-
interpretazioni [corsivi miei]. Lindeboli- il divieto sottendeva la necessit di fare, cettuali. Cos, senza bibliograa.

N 22 APRILE-GIUGNO 2005 HORTUS MUSICUS 57