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INFORMAZIONE

FILOSOFICA
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Gentili lettori, Noi stessi siamo nel flusso della tradizione; non ci
troviamo a
il testo inedito di Hans-Georg Gadamer che pre-
sentiamo in questo numero, tratto da una serie
memorabile di lezioni su “I presocratici e l’inizio quella distanza sovrana nella quale si collocano le
della filosofia occidentale”, che egli tenne nel scienze naturali per sperimentare e teorizzare. E’
gennaio del 1988 presso l’Istituto Italiano per gli vero che nella scienza contemporanea, ad esem-
Studi Filosofici di Napoli, non pone semplicemen- pio nella fisica dei quanta, il soggetto può avere
te la domanda sugli inizi della filosofia greca; una funzione diversa da quella di puro osservatore
esso mette in discussione il senso stesso, il destino oggettivante; ma è tutta un’altra cosa essere nel
della cultura occidentale in un momento, come flusso della tradizione, essere condizionati e, es-
quello che stiamo vivendo, di particolare svilup- sendo condizionati, riconoscere l’altro.
po, e anche per certi aspetti d’involuzione e irri- Questa dialettica riguarda non solo la tradizione
gidimento, in cui da ogni parte, nonostante la culturale, la filosofia, ma anche le scienze morali.
contraddittorietà degli eventi, viene auspicato Anche qui, infatti, noi non troviamo l’esperto che
l’incontro con culture e tradizioni diverse, che dall’esterno studia le norme, ma un uomo già
non hanno la loro origine nel pensiero greco. Se, formato da queste norme, un uomo che è già in una
a distanza di anni, tornando sullo stesso tema, società, in un’epoca, in un complesso di pre-
Gadamer può esordire provocatoriamente nella giudizi, in una visione del mondo. Tutto questo è
sua esposizione, affermando che «l’unico approc- già operante e produttivo nel rivolgersi a una
cio scientifico nell’interpretazione dei presocra- questione, nell’interpretare una dottrina. Il con-
tici» è cominciare da Platone e Aristotele, è per- cetto di Wirkung è ambiguo e per certi aspetti è un
chè egli ha ben chiaro che non si può parlare di attributo di storia; ma in qualche senso è anche
principio, d’inizio, se non a partire dal punto di attributo di coscienza. La coscienza è condiziona-
arrivo, dall’esito a cui giunge il suo sviluppo. E’ ta dalle determinazioni storiche. Noi non siamo
dunque interrogandoci sulla fine che si può com- osservatori a distanza della storia, in quanto enti
prendere l’inizio. Il destino della nostra civiltà storici noi siamo sempre nella storia che tentiamo
resta intimamente legato a questa dialettica. di comprendere. Sta qui la irriducibile specificità
Ma con questo ci troviamo già all’interno di uno di questo tipo di conoscenza. Per questa ragione
dei nodi fondamentali della conoscenza ermeneu- mi sembra del tutto erroneo affermare che la
tica in quanto coscienza della determinazione distinzione tra scienze naturali e scienze morali
storica. Non sarà dunque inopportuno riprendere non sarebbe più tanto importante, come credeva
qui le parole stesse, e la rinnovata passione, con l’Ottocento, e che anzi sarebbe superata perché le
cui Gadamer, in apertura delle sue lezioni traccia stesse scienze naturali non parlano più di una
nuovamente i contorni di questa dottrina. natura senza evoluzione, senza storia, cosicché
anche l’uomo avrebbe il suo posto nella lunga
storia dell’universo e le scienze morali e dello
«La mia prospettiva di ricerca e di interpretazio- spirito sarebbero una parte delle scienze naturali.
ne, io la chiamo Wirkungsgeschichte, storia degli Tutto questo è falso, non è una interpretazione
effetti o delle determinazioni, e Wirkungsgeschi- corretta della storicità dell’ente umano. Quest’ul-
chtliches Bewusstsein, coscienza della determian- timo non si può osservare da un punto di vista
zione storica. Ciò significa innanzitutto che non è fisso, non può essere ridotto ad oggetto di una
vero che studiare un testo o una tradizione dipen- teoria evoluzionistica. L’esperienza dell’incontro
da da una nostra scelta. Questa libertà, questa dell’uomo con se stesso nella storia, questa forma
presa di distanza dall’oggetto studiato non esiste. di dialogo, questa forma di comunicazione del-
l’uno con gli altri, è completamente differente
dalla teoria della natura e anche della teoria del-
l’evoluzione dell’universo.
SOMMARIO

INEDITO 33 L’antropologia filosofica di Humboldt


5 I presocratici e l'inizio della filosofia occidentale. 33 L’antropologia filosofica di Plessner
Il terreno solido in Platone eAristotele. 34 Max Weber: politica e scienza come professione
35 Francis Bacon: ministro della conoscenza
SCHEDA 36 L’estetica dell’esperienza
13 L'Università di San Marino 36 Le prefazioni di Nietzsche

AUTORI E IDEE 37 NOTIZIARIO


15 Se Dio non vince
15 Manuale di metafisica e ontologia CONVEGNI E SEMINARI
16 Una storia della ragione 39 L’immagine dell’uomo
16 Il male politico 40 Conferenze di Chieti
17 Un’archeologia dello sguardo 41 Arte e modernità
18 Oltre Heidegger, l’etica: Ernst Tugendhat 43 L’attualità dell’Estetico
18 Critica mitologica della ragione 44 Razionalità e cultura
19 Genesi e critica della modernità 45 Razionalità dell’ermeneutica
20 Il moderno e il suo diritto 46 Il problema della verità storica
21 Irigaray: cultura della differenza 48 Contemporaneità della filosofia
21 Il bivio e la convergenza 48 Nodi della volontà
50 Mito e polarità
TENDENZE E DIBATTITI 50 Retorica della scienza
23 Riflessioni di Hegel 51 Percorsi della modernità
24 Confronti con Heidegger 53 Filosofie della storia nel Settecento
25 Nolte, Heidegger e il nazismo 53 Attualità dell’antropologia filosofica
25 Attualità del marxismo 54 Primo piano: lezioni italiane
27 Teologia, diritto, politica
28 Spinoza, nomade e sovversivo 59 CALENDARIO
28 Politica e filosofia
29 Terrorismo e responsabilità collettiva DIDATTICA
61 Prospettive di metodologia filosofica
PROSPETTIVE DI RICERCA 62 Convegni
31 Montaigne, 400 anni dopo
31 Filosofia della rivelazione 63 RASSEGNA DELLE RIVISTE
32 Moralisti francesi del XVII secolo
32 Categorie dei segni 68 NOVITA’ IN LIBRERIA
INEDITO

Hans-Georg Gadamer (foto di E. Barbieri, Napoli)

4
N
ell’affrontare questo tema, la prima questione possa essere di provenienza platonica, forse sofistica, o
veramente importante che ci si presenta è quella forse socratica; non può essere però del VI secolo, poiché
dei testi. Ritengo che i primi veri testi concer- in quell’epoca non c’erano né libri, né titoli, ma un’altra
nenti i presocratici e l’inizio della filosofia occidentale forma di letteratura. E’ chiaro allora che il titolo periv
sono quelli di Platone e Aristotele. Dobbiamo infatti fuvsew non è dei primi pensatori greci, ma è stato
considerare che una raccolta di frammenti dei presocra- composto successivamente, in una visione retrospettiva
tici o di testimonianze su di essi, per quanto sia un lavoro della storia dei presocratici. Tutto questo, oggi, non è più
meritorio, non ha quasi alcun valore di fronte alle possi- oggetto di discussione ed è accettato unanimamente dagli
bilità di comprendere che ci sono offerte da un testo studiosi, mentre la mia tesi che il concetto di fuvsi"
autentico nella sua interezza. E’ noto, infatti, che con la non esisteva ancora nel VI secolo, nemmeno in Eraclito,
tecnica della citazione si può provare qualsiasi cosa e il appare come un problema diverso e continua ad essere
suo contrario, poiché anche la citazione più fedele e oggetto di discussione.
letterale, in quanto separata da un contesto, finisce per Resta comunque il fatto che tutti i passi commentati da
dire qualcosa di differente dall’originale. Citare è inter- Simplicio, scelti in funzione dei testi che aveva tra le
pretare, anche solo per la forma in cui viene presentato il mani, sono già predeterminati dallo scopo di dimostrare
testo. Ora, tutti i frammenti contenuti nelle raccolte come Aristotele sostenesse essenzialmente la tesi che la
dedicate ai presocratici sono citazioni isolate, che non ci fuvsi" è la prima manifestazione dell’essere - una tesi,
sono pervenute nella forma di un testo definito e compiu- vorrei qui aggiungere con piena consapevolezza, che
to, ma attraverso Platone e dimostra come la meta-fi-
Aristotele, il Peripato, gli sica sia solo un’appendice
stoici, gli scettici, i Padri
della Chiesa: una enorme
I presocratici marginale della Fisica; se
lo si dimentica non si potrà
quantità di autori, che cita-
no e descrivono dottrine per
e l’inizio mai capire Aristotele, e ne-
anche l’uso che la Chiesa
scopi completamente diver-
si. E’ dunque necessario,
della filosofia ha fatto della Metafisica ari-
stotelica per fondare il con-
per prima cosa, individua-
re un testo in cui il pensiero
occidentale cetto di divino come ente:
un uso che ha impedito al-
dei presocratici sia reso in Il terreno solido in Platone e Aristo- l’averroismo di essere
forma coerente. tele l’unica soluzione al proble-
L’unico testo che si riferi- ma. Tuttavia, nonostante
sca al pensiero presocrati- di Hans-Georg Gadamer questa “predeterminazio-
co nel suo complesso è il con un intervista all’autore ne” del testo, tutte le altre
commentario di Simplicio, di Luigi Lorusso fonti e tradizioni risultano
contenuto nella Fisica di secondarie rispetto a Sim-
Aristotele. E’ il testo più plicio.
esteso che ci sia pervenuto Ma c’è un altro punto deci-
riguardante i presocratici, sivo da tener presente quan-
opera di uno studioso elle- do ci si avvicina ai preso-
nistico che era anche un a cura di Riccardo Ruschi cratici. Gli schemi d’inter-
eccellente interprete. Ma pretazione, ormai consoli-
questo testo è collocato nell’ambito di un commentario dati nella nostra mentalità, sono essenzialmente due: una
ad Aristotele e, in particolare, alla Fisica. Dobbiamo è l’interpretazione aristotelica, come ci perviene dalla
chiederci, perciò, che cosa poteva significare fuvsi" descrizione di Simplicio, contenuta nel primo libro della
nel VI e nel V secolo? Sono certo che questo termine è già Metafisica e nel primo libro della Fisica; l’altra è l’inter-
presente nel VI secolo, ma il suo concetto si forma più pretazione hegeliana. Entrambe queste interpretazioni
tardi, in opposizione a tevcnh. Senza il concetto di sono così radicate in noi che sarebbe illusorio pensare di
tevcnh non c’è quello di fuvsi". Ed è in tal senso che potersene liberare completamente. Nel rapporto tra Par-
questo concetto viene usato da Aristotele per affermare menide ed Eraclito, ad esempio, il problema speculativo
che il matematico Platone non ha colto l’essenza della deriva dal prevalere di pregiudizi di tipo hegeliano, ma
fuvsi". Aristotele è un fisico e fuvsi" è il per lui il anche, in una qualche misura, di tipo platonico e aristo-
concetto decisivo nella discussione dei suoi predecesso- telico. Non si può dunque non essere consapevoli che
ri. In questo sta l’importanza del primo libro della Fisica, tutta la ricerca storica sulla fisolofia greca si sviluppa nel
al quale Simplicio ha aggiunto un commentario molto quadro della dissoluzione della metafisica idealistica,
ricco. hegeliana, e che questa idea di dissoluzione è presente, in
Questa tesi, tuttavia, è ancora oggetto di dibattito e non modo più o meno esplicito, in tutti gli storici dell’Otto-
appare con evidenza. Vorrei riferirmi invece al Fedone cento. Inoltre, da questo punto di vista appare chiara la
platonico, e precisamente al fatto che qui Socrate, descri- debolezza della vulgata, della tradizione secondo la qua-
vendo le sue esperienze con i sapienti dell’epoca, usa le tutte le storie della filosofia cominciano con Talete e la
l’espressione periv fuvsew per dare un titolo alle “scuola di Mileto”. Che cosa poteva essere una “scuola”
loro opere. Non c’è dubbio che l’uso di questo titolo nel VI secolo in una città come Mileto? Nessuno sapreb-
INEDITO

be rispondere a questa domanda. E che significato ha la la storia del mondo.


tradizionale sequenza Talete-Anassimandro-Anassime- Tutto questo non può essere certamente scambiato con
ne, se poi ci troviamo di fronte al noto problema di come una teologia, nel senso della tradizione cristiana. Da
sia possibile, dopo la profondità speculativa di un Anas- questo punto di vista suona errato, ad esempio, il titolo del
simandro che parlava dell’infinito indeterminato, am- libro, peraltro di grande valore, di Werner Jaeger: La
mettere il regresso all’aria come sostanza prima? La teologia dei primi pensatori greci. Qui il termine “teolo-
verità è che questo modo di formulare problemi è debole gia” viene usato in modo equivoco. Jaeger è un autore di
poiché poggia non su dati storici, ma su una costruzione grande ricchezza culturale e scientifica, ma in questo
intellettuale. E’ infatti frutto delle ricostruzioni di Apol- libro non è stato così accorto come in Paideia, dove
lodoro e di altri che Anassimandro sia stato un seguace di l’interesse per i sofisti gli aveva evitato di teologizzare la
Talete e che Anassimene lo sia stato di Anassimandro. Se tradizione presocratica. E’ interessante, a questo propo-
pure è possibile che una di queste costruzioni sia giusta, sito, confrontare le parti dei due libri dedicate a Senofane.
sarebbe tuttavia un gioco d’azzardo volerlo affermare In Paideia Senofane è trattato in un modo che mi sembra
con certezza. del tutto adeguato; nel nuovo
Ma c’è un altro elemento che libro, Jaeger modifica inve-
potrebbe essere assunto come ce la sua interpretazione dei
punto di partenza, e cioè il versi di Senofane sul dio che
fondamento religioso del- è immobile, ecc. Credo che
l’inizio della filosofia in Gre- Jaeger fosse nel giusto quan-
cia. Questo fondamento è do affermava che tutta que-
implicito nella nota formula: sta descrizione per immagini
“dal mito al logos”; altra for- di Senofane è tipica di un
mula usuale per interpretare rapsodo, non di un teologo.
la storia dei presocratici. Ma Da qui la mia piccola critica
che cosa, in questo caso, si marginale ad un maestro del-
deve intendere con “mito”? la ricerca in questo campo.
Nell’Ottocento era chiaro: si Ma entriamo ora nel merito
trattava della “religione ome- del nostro discorso, interpre-
rica”. Ma quella omerica non tando le più importanti testi-
era certo una religione; la monianze sulla filosofia pre-
“teologia omerica” era in re- socratica presenti in Platone
altà l’invenzione, la visione e Aristotele. Cominciamo
di un grande poeta che colle- con Platone e, più precisa-
gava, componeva, interpre- mente, con il Fedone (96 e
tava una enorme ricchezza di sgg). Qui, com’è noto, So-
miti locali, provenienti da crate traccia la sua autobio-
ambienti diversi del mondo grafia scientifica e filosofi-
greco. Di certo era la compo- ca. Prima di procedere all’in-
sizione di un poeta, e questo terpretazione di questo testo
poeta apparteneva al IX se- è tuttavia opportuno sottoli-
colo, vale a dire a un’epoca neare ancora una volta l’er-
di almeno due secoli antece- rore che si commette quando
dente rispetto alle notizie che si fa riferimento a un fram-
ci giungono su Talete. L’al- mento isolato. Il testo al qua-
tro poeta, al quale si fa riferi- le ci riferiamo, infatti, è sola-
mento quando si parla della mente un capitolo di un tutto,
religione in Grecia in questo Pitagora di un intero. In effetti tutto il
periodo, è naturalmente Esio- dialogo del Fedone, nella sua
do con la sua Teogonia. Ora è vero che entrambi questi interezza, è testo nel quale è possibile, anche se in modo
poeti sono citati da Aristotele come i primi che abbiano non facile, individuare la questione alla quale Platone
svolto considerazioni sulla divinità, ma Aristotele non cerca di dare una risposta.
intendeva parlare di una religione, bensì voleva dimo- Il Fedone è uno dei dialoghi platonici più noti. Nietzsche
strare che pensieri logici e concetti filosofici latenti ha fatto notare come la figura di Socrate in punto di morte,
esistono già nella concezione della nascita della famiglia che in esso viene delineata, divenne il nuovo ideale, al
degli dei e dell’ordine dell’universo. Perciò lo schema posto di Omero, della migliore gioventù greca. In questo
tradizionale “dal mito al logos” mi pare molto dubbio. c’è senz’altro qualcosa di vero. E’ ben noto infatti che il
Forse il mito, nel caso della mitologia omerica, è più dialogo si apre con alcuni motivi omerici, e precisamente
lovgo" che mu`qo". E’ infatti una cosa di un’umanità con il motivo della morte e del che cosa ci sia al di là di
affascinante la descrizione degli dei come una nobile essa. A questo proposito ricordiamo le indimenticabili
società di grandi signori, un’aristocrazia, dalla quale, in scene con le quali Omero descrive il viaggio di Odisseo
un tempo indefinito, ha avuto origine per volontà di Zeus nell’Ade, per visitare gli eroi di Troia e, in particolare,

6
INEDITO

l’immagine di Odisseo che perde la memoria e la riacqui- gna studiare la forma in cui il problema dell’anima è
sta bevendo il sangue del sacrificio: la morte è dunque la trattato nel Fedone per comprendere il tipo di questioni ai
notte della memoria; si muore, quando non c’è più quali poteva essere interessato un pensatore dell’epoca di
memoria. Si tratta, potremmo dire, di immagini che Platone. Questa formulazione del problema è un esempio
evocano qualcosa di simile ad una religione popolare. Ma di come ritengo si debba leggere la tradizione che ci
appare anche chiaro che in queste immagini si annuncia interessa in un testo che non è costruito a questo scopo,
un tema di riflessione. Le ombre degli eroi, infatti, ma che pure permette di immaginare quali petevano
esistono in un luogo, l’Ade, ma non è certo che abbiano essere le tendenze fondamentali della cultura dell’epoca.
memoria, che abbiano coscienza; il problema che si pone In questa prospettiva il problema potrebbe essere così
è dunque il problema dell’anima e di che cosa essa sia formulato: l’anima è una forza vitale o è qualcosa come
rispetto alla vita e alla morte. A questo punto però, una una capacità spirituale? E’ vivere o pensare? Oppure
nuova fonte di possibili malintesi invade il nostro con- questi due aspetti sono tra loro intrecciati? E in che
sueto modo di pensare: il concetto agostiniano di anima modo? Questo è il problema che aveva di mira di Platone;
come interiorità della coscienza. E’ chiaro, infatti, che il attraverso Platone noi dobbiamo ora capire come vi erano
Fedone non ci sarebbe stato se fosse già esistito Agostino. impegnati i presocratici.
La complessa dottrina cristiana dell’immortalità del- Voglio aggiungere un’ultima osservazione generale sul
l’anima e della salvezza è implicita nel nostro concetto di Fedone e, più precisamente, sullo scenario del dialogo. I
anima o, come diciamo noi tedeschi, di Seele, un termine due interlocutori di Socrate sono - come è noto - pitago-
che suggerisce qualcosa di più attinente al sentimento, rici in esilio ad Atene in un’epoca in cui la setta si era
qualcosa di più sfuggente, anche nella fonetica, che non dissolta in seguito ad avvenimenti politici. Simmia e
il termine anima. E’ chiaro che questa tradizione agisce Cebete sono figure storiche e rappresentano non tanto il
su di noi, spingendoci a credere che nella poesia omerica pitagorismo delle origini, quanto la sua evoluzione da
ci sia un’idea di anima in qualche modo simile alla nostra. setta religiosa a gruppo di ricercatori e scienziati. E’
D’altra parte, la supposta religione di Omero non è la sola questa una considerazione da tener presente per com-
fonte di pregiudizi per l’interprete. C’è anche il cosidetto prendere la discussione tra Socrate e i due amici, che non
orfismo, un concetto che ha influito per lungo tempo sulla si presentano più come pitagorici, nel senso di seguaci del
ricerca, e che è ancora un problema completamente grande fondatore di una semi religione. Si tratta della
aperto. Che cosa era, infatti, questo movimento religioso discussione con due scienziati che usano sì temi e meta-
che si diffuse nel VII-VI secolo e che ai tempi di Omero fore propri dei pitagorici, ma per descrivere i risultati
non esisteva, o quanto meno non sembra fosse recepito della scienza della loro epoca.
dal poeta nel suo mettere insieme tanta ricchezza di Questa considerazione mi pare molto importante, anche
movimenti religiosi e miti? Tutto questo resta un proble- perché i pitagorici continuano a essere un tema molto
ma aperto; così come resta aperto il problema della discusso. Ricordo che negli anni della mia giovinezza la
datazione del culto di Dioniso, dal momento che questa tesi più radicale - che allora veniva sostenuta dall’opera
figura risulta pressoché ignota nell’epos omerico, come di E. Frank, Plato und die sogennanten Pythagoreer
è divenuto ampiamente noto dopo l’opera di Nietzsche. (Halle 1923) - era che tutta la nostra tradizionale conce-
In ogni caso si tratta di concezioni molto vaghe e il nostro zione dei pitagorici, intesi come matematici, astronomi
interesse per esse, occupandoci dei presocratici, sta solo ecc., fosse una reinterpretazione proveniente dalla scuola
nel fatto che in questo culto l’anima costituiva il centro platonica, in particolare da Eraclide Pontico. Il radicali-
della religiosità. Questo mi pare evidente per quanto smo di questa tesi non ha retto. Oggi è chiaro, infatti, che
riguarda la figura di Pitagora. D’altra parte, se leggiamo esisteva una matematica di Pitagora e dei suoi contempo-
le biografie dei presocratici, emerge sempre la stessa ranei. Tuttavia bisogna precisare che all’epoca di Platone
cosa: ognuno di loro, da Parmenide ad Anassimandro e la matematica era già un’altra cosa, come testimonia il
tutti gli altri, è presentato come un seguace di Pitagora. fatto che i due interlocutori di Socrate nel Fedone sono
Questo fenomeno ha un suo significato; esso indica che più o meno scienziati, che, ad esempio, sono all’oscuro
Pitagora concentra in sé motivi speculativi fondamentali, delle prescrizioni religiose di Filolao - gran maestro della
come il mistero dei numeri, o il mistero dell’anima e della setta - ma conoscono bene la biologia e l’astronomia della
sua trasmigrazione e purificazione. Proprio questo fatto loro epoca. Questa precisazione mi sembra determinante
ci conduce al problema della memoria; è evidente, infatti, per comprendere come Platone inserisca già nello scena-
che una religione che parla di metempsicosi non presup- rio e nella tipicità degli interlocutori la discussione tra
pone, di norma, la memoria. Che poi qualcuno, come una tradizione e l’interpretazione che di essa veniva data
Empedocle, abbia una vaga divinazione di essere stato nella sua epoca. Naturalmente l’epoca del Fedone non
qualche altra cosa in un’altra vita, è un fatto del tutto corrisponde all’ultimo anno della vita di Socrate. E’
eccezionale. indiscutibile infatti che questo dialogo sia stato scritto più
Tutto un insieme di problemi si connette dunque a una tardi, forse venti anni dopo. Platone riprende la figura di
definizione dell’anima. E’ forse un soffio che vivifica gli Socrate in punto di morte nel momento in cui si accinge
animali e gli uomini? Qualcosa come una prima luce a delineare i punti cardinali della sua teoria delle idee,
nell’interiorità dell’uomo, una conoscenza incipiente, avviandosi a fondare una forma di scuola, l’Accademia,
una memoria o qualcosa di simile? Tutto questo è desti- che differiva sostanzialmente dalle cosiddette scuole dei
nato a rimanere una domanda vaga che non può essere sofisti, o degli atomisti, o degli eleati, e via dicendo, che
usata come chiave di comprensione. Al contrario, biso- non avevano affatto la struttura di scuole.

7
INEDITO

Tema del Fedone è il problema della vita e della morte, rivivere, è una realtà che i vivi si generano dai morti;
del significato della vita di una persona, di che cosa sia ciò dunque le anime dei morti continuano ad esistere, non si
che chiamiamo anima, yuchv. Il dialogo è una discus- annullano. Senonché il testo prosegue (72c) con
sione appunto del problema dell’anima e degli argomenti l’osservazione:«kai; tai`" mevn ge ajgaqai`"
a sostegno della sua immortalità con un punto di straor- “ameinon ei\nai, tai`" dev kakai`'"
dinaria importanza, in cui gli stessi narratori interrompo- kavkion», e cioè: «questa nuova esistenza sarà neces-
no il loro racconto, a indicare che ci troviamo di fronte a sariamente migliore per i buoni, peggiore per i cattivi».
un momento di massima tensione, che contiene una Un’affermazione, questa, che appare così incongruente
risposta fondamentale. La discussione del problema del- con l’argomento della ciclicità della natura, che alcuni
l’anima mette capo, nella narrazione di Platone, al lungo filologi l’hanno espunta. Io non sono sicuro che questo
racconto autobiografico di Socrate, alle sue esperienze sia giusto. I manoscritti, a questo proposito, sono univoci,
con gli scienziati dell’epoca e al suo nuovo orientamento. non ci sono varianti; e l’argomento è riscontrabile in tutta
E’ qui che avviene propriamente la svolta di Socrate nel la tradizione, che forse è stata un po’ più sagace e ha
cammino verso la verità: egli capito che proprio questa
non procede più secondo le mancanza di consequenzia-
dottrine dei suoi predecesso- lità era nell’intenzione di Pla-
ri, ma secondo la teoria delle tone, dato che il punto vera-
idee. mente interessante, nella que-
Il Fedone comincia con stione dell’immortalità del-
un’intonazione morale, qua- l’anima, è che cosa sia questa
si religiosa: il problema del esistenza e come essa possa
suicidio e dell’attesa di una essersi determinata da una
nuova vita dopo la morte. E’ forma precedente di vita.
questo il primo tema del dia- Alla fine di tutta l’argomen-
logo; il secondo riguarda tazione Socrate affermerà,
l’immortalità dell’anima. Il contro le incertezze di Sim-
nesso tra le due parti è costi- mia, che sebbene sia vero
tuito, mi pare, dall’idea della che niente è sicuro in questo
catarsi, della purificazione: ambito, è pur certo che è
un elemento importante del- meglio condurre una vita
la nostra interpretazione. E’ onesta. Con questo Socrate
noto infatti che il pitagori- non pretende di aver dimo-
smo era innanzitutto un com- strato l’immortalità dell’ani-
plesso di regole per la purifi- ma; l’ultimo argomento da
cazione. Il punto decisivo è lui addotto è quello secondo
che Platone dà a quest’ideale cui è meglio vivere con que-
di purezza un senso nuovo, sto orientamento che senza.
quel senso che alla fine ci è Ritengo questo fatto di enor-
diventato familiare attraver- me importanza. Altrove ho
so Kant: il senso della ragion dimostrato che in Kant è pre-
pura. La matematica è la ra- sente lo stesso tipo di argo-
gion pura, nel senso che essa mentazione. Anche in Kant,
trascende l’accesso sensibile infatti, non è dimostrato che
alle cose, come appare già esista la libertà. Pretendere
nel Menone, nella teoria dei di fornire questa dimostra-
puri concetti matematici. zione, interrogando la natura
Perciò la visione morale e Socrate e poi controllandone le ri-
religiosa della separazione sposte, significa essere cie-
dell’anima dal corpo corrisponde, nel suo nucleo, alla chi in partenza di fronte al valore ontologico della libertà,
separazione della scienza matematica dall’esperienza che è un fatto di ragione, non di scienza naturale. Natu-
sensibile. La vita del filosofo sarebbe, in tal senso, un ralmente la motivazione di Platone è diversa; egli non
cammino verso la morte, intesa come separazione dal intende affermare che la scienza ha i suoi limiti e di
sensibile, dal corpo. conseguenza giustificare perché nella pratica si debba
Il primo argomento riguardante l’immortalità dell’anima seguire il consiglio di una vita onesta. La motivazione di
è quello tratto dalla struttura ciclica della natura, per cui, Platone è di ordine trascendente; è conseguenza della
essendo la vita un fenomeno naturale, anche la morte non limitatezza della nostra razionalità di fronte al mistero
può che essere una tappa nel ciclo della gevnesi" e della morte e dell’eternità. Da questo punto di vista si
della fqorav (Fedone, 70 e sgg.). La concezione della potrebbe dire che la “cattiva infinità” è anche la condizio-
natura come corso ciclico diviene un evidente argomento ne di Platone: la questione centrale della morale e della
a sostegno della tesi del ritorno dalla morte. Così Socrate vita posa su una dialettica aperta e non su un risultato che
conclude (71c), dicendo che anabiwvskesqai, il pretenda di essere frutto di una dimostrazione.

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INEDITO

Questo confronto tra Kant e Platone non riguarda tanto il talità dell’anima. La prima, sollevata da Simmia, si
concetto di libertà, dato che questo concetto, come è noto, può facilmente comprendere: l’anima non è altro che
non esiste nella filosofia platonica. Piuttosto, come l’armonia del corpo; quando muore il corpo viene
Kant non fonda la metafisica su un argomento teore- meno anche la cooperazione armoniosa dei suoi orga-
tico - la Critica della ragion pura, infatti, non presenta ni, e dunque anche l’anima si dissolve. Questo argo-
una metafisica in senso tradizionale - ma sulla vita mento deriva chiaramente dalla scienza dell’epoca e,
morale, così Platone non pretende di dimostrare l’im- più precisamente, è un argomento di tipo pitagorico.
mortalità dell’anima con argomentazioni teoretiche, Esso è molto vicino alla definizione aristotelica del-
ma prende spunto dalla realtà della figura di Socrate e l’anima come &entelevceia del corpo, perfetta
dal suo agire. Questo non significa però che si tratti attualità dell’organismo vivente. La seconda obiezio-
dello stesso concetto di libertà. In tutto questo viene ne, sollevata da Cebete, consiste nell’argomento se-
piuttosto alla luce l’inadeguatezza di un’argomenta- condo il quale l’anima potrebbe consumarsi attraver-
zione intorno all’immortalità dell’anima, fondata su so la trasmigrazione nei vari corpi e dissolversi defi-
un concetto di anima di stampo naturalistico. nitivamente nell’ultimo corpo. Anche in questa im-
L’autobiografia intellettuale di Socrate comincia, in- magine si riflette, senza dubbio, una delle scoperte
fatti, con l’ammissione del suo forte impegno con i della biologia dell’epoca. Sappiamo, infatti, che gli
problemi della peri; fuvsew" Ôistoriva, scienziati dell’epoca platonica avevano già una con-
l’istoria in senso greco, cioé il racconto di osservazio- cezione della vita come trasformazione dell’organi-
ni fatte, come può essere la relazione di un viaggiatore smo materiale. Si può allora comprendere come l’obie-
sulle cose osservate durante il viaggio. In questo senso zione, secondo la quale l’anima, pur essendo qualcosa
peri; fuvsew" Ôistoriva deve essere intesa che va al di là dei limiti dell’esistenza, finisce per
come racconto delle esperienze fatte dal testimone consumarsi e svanire, ricalchi un’immagine che è
degli eventi, che ha registrato certe cose, di cui forni- frutto di una visione naturalistica dell’anima, quella
sce un relazione. In realtà, all’epoca del Fedone, stessa visione naturalistica che si esprime nel concetto
peri; fuvsew" Ôistoriva rappresentava un di anima come armonia del corpo, destinata a scompa-
titolo ricorrente per designare relazioni riguardanti la rire con esso.
natura, l’universo, il cielo, ecc. Inoltre, il secondo Le due obiezioni si rivelano disastrose per ciò che
argomento, introdotto da Simmia come una ben nota riguarda la tesi dell’immortalità dell’anima. Esse ap-
dottrina socratica, è quello della ajnavmnhsi". paiono tanto evidenti che anche Fedone e Echecrate, i
Secondo Socrate la conoscenza deve essere un ricor- due narratori del dialogo, interrompono il racconto
dare, dato che cose come i concetti matematici, ad per esprimere il loro smarrimento. E’ un momento di
esempio to; “ison, l’uguale in sé, non si possono grande poesia.
ricavare dal piano dell’esistenza, dove non si danno All’obiezione di Simmia Socrate risponde che l’ani-
mai due enti perfettamente uguali (e a questo proposi- ma non si identifica con l’armonia; semmai l’armonia
to viene in mente la metafisica di Leibniz). Il concetto è qualcosa che si desidera stabilire o trovare, per cui
matematico di eguale rappresenta l’uguaglianza per- l’anima armoniosa non è un dato naturale, ma un bene
fetta, che non è mai riscontrabile nell’esperienza sen- verso cui si orienta la vita. Emerge qui chiaramente il
sibile; questo dimostrerebbe allora la preesistenza conflitto tra una teoria naturalistica, o se si vuole
dell’anima, che ha visto quell’uguale in sé che non è matematica, dell’armonia, in cui essa è posta come
visibile nell’esperienza esistenziale. dipendente dagli elementi che la compongono, e una
Ma il mio scopo non è qui semplicemente di interpre- teoria per così dire finalistica, che considera l’armo-
tare il Fedone, bensì di mostrare come i precedenti nia come scopo della vita. L’altra obiezione, quella di
della filosofia platonica, le teorie dei presocratici, Cebete, richiede una risposta più complessa e Socrate,
vengono presi in considerazione da Platone. A questo dopo qualche momento di silenzio e di concentrazio-
proposito, consideriamo le due obiezioni che notoria- ne, esordisce richiamando la necessità di chiarire
mente nel Fedone vengono sollevate contro l’immor-

innanzitutto la causa della gev- Vittorio De Cesare, di prossima pubblica- materiale di studio e riflessione, raccolto
nesi" e della fqorav, perché zione da parte dell’Istituto Italiano per gli dall’Istituto nell’ambito della propria atti-
solo così è possibile arrivare a com- Studi Filosofici di Napoli presso l’editore vità seminariale.
“Guerini e Associati” di Milano. Il volume L’originalità di queste lezioni risiede nel
prendere qualcosa circa il senso raccoglie le lezioni su L’inizio della filoso- modo in cui viene affrontata la questione
della morte. Così Socrate inizia la fia occidentale, tenute da Hans-Georg Ga- dell’inizio del pensiero occidentale a parti-
narrazione delle sue esperienze con damer nel gennaio 1988, nel quadro dei re dalla filosofia presocratica. Gadamer
le scienze dell’epoca, fino alla de- seminari che puntualmente ogni anno, dal afferma infatti che una ricerca sui presocra-
cisione di imboccare un diverso 1979, egli dedica, presso l’Istituto napole- tici e sugli inizi del loro pensiero non può
orientamento. tano, ai grandi temi del pensiero filosofico prendere le mosse da Talete, come ci inse-
Questo testo di Hans-Georg Gadamer, che classico e moderno, da Platone a Hegel, gna Aristotele, né dalla grande tradizione
qui presentiamo in forma di anticipazione, dai presocratici a Heidegger, da Aristotele epica di Omero e Esiodo, che appare già
è tratto, con qualche lieve ritocco nella all’ermeneutica. La pubblicazione di que- “una tappa” verso l’interpretazione razio-
forma linguistica, da un volume a cura di ste lezioni intende innanzitutto rendere nale della vita e dell’universo ad opera dei
disponibile ad un più vasto pubblico il presocratici, né dalla lingua greca del se-

9
INEDITO

condo millennio prima di Cristo, con le dirigersi verso una fine. la razionalità delle scienze, la cultura scien-
sue intrinseche possibilità speculative e A questo proposito Gadamer propone una tifica, che in tal senso si presenta come
filosofiche, come l’uso del neutro o l’esi- serie di interpretazioni di ciò che può esse- destino dell’umanità che ha il proprio prin-
stenza della copula. Occorre invece muo- re inteso come punto di arrivo. La prima cipio nel mito. Una terza interpretazione,
vere da Platone e Aristotele. Il significato riguarda la fine della metafisica, come vie- infine, propone come punto di arrivo la fine
di questa scelta metodologica sta di fatto ne prospettata nell’Ottocento di fronte al dell’uomo, dove principio e fine si perdono
per Gadamer in una diversa accezione del positivismo delle scienze; in questo caso il nell’ignoto. A queste interpretazioni Gada-
termine “principio”, che non deve essere principio risiederebbe, secondo Aristotele, mer oppone invece un significato di prin-
confuso con ciò che è primo, ma riceve il in Talete come il primo che non ha raccon- cipio, d’inizio, come “primitività”, “prin-
suo significato nel rapporto indissolubile tato miti sugli dei, ma ne ha parlato sulla cipialità”, secondo l’etimologia del termi-
con una fine, un punto di arrivo, da cui base di dimostrazioni. Una seconda inter- ne tedesco Anfanglichkeit, dove l’esser
dipende lo sviluppo del principio, il suo pretazione considera come punto di arrivo principio è dato dal non essere determina-

to in un senso o nell’altro, verso le cui tracce, del resto, si pos-


un fine o un altro, ma tutti gli somo trovare in Essere e Tem-
sviluppi sono possibili. In tal sen- po, a cominciare dal titolo
so, l’inizio della filosofia occi-
dentale nei presocratici è dato
stesso dell’opera. Con que-
appunto da un cercare senza sa- sta interpretazione egli non è
pere quale sarà il destino, il pun- riuscito ad illuminare in
to di arrivo di uno sviluppo che modo compiuto l’enigmati-
proprio per questo si presenta co problema della metessi. Io
come possibilità infinita. penso che la metessi non sia
Per un ulteriore approfondimen- da intendere come la parteci-
to nelle tematiche fin qui esposte,
proponiamo qui di seguito il testo
pazione dell’idea al partico-
di un’intervista rilasciata da Ga- lare, bensì come la parteci-
damer in occasione di una sua pazione delle idee alle idee.
recente presenza a Napoli presso Naturalmente c’è anche una
l’Istituto Italiano per gli Sudi Fi- partecipazione dell’anima
losofici. alle idee; di ciò si è reso con-
Professor Gadamer, la sua to un semplice insegnante,
interpretazione della filoso- quale è stato Ernst Hoffmann,
fia greca si è gradualmente che ha parlato delle diverse
differenziata da quella del forme di metessi. E’ un pro-
suo maestro Martin Heideg- blema che appare già nel Par-
ger. Qual è il punto fonda- menide, uno dei più enigma-
mentale che secondo lei Hei- tici dialoghi platonici, dove
degger non ha ben compreso il discorrere viene a giocare
nel leggere Platone? un ruolo diverso da quello
che in genere Socrate gli fa
Il rapporto di Heidegger con assumere. Ogni lettore do-
Platone è sempre e intera- vrebbe notare che ciò che qui
mente condizionato da Ari- s’intende non sono le idee, e
stotele: nel primo egli ha vi- che ciò che emerge nell’ulti-
sto, in generale, solo il primo ma parte del dialogo è la par-
passo di un cammino che poi tecipazione di un’idea all’al-
si sarebbe svolto compiuta- tra. Se si riflette più a fondo,
mente nel pensiero aristote- si scopre, infatti, che Platone
lico. Questa è l’unilateralità Platone non è in alcun modo interes-
dell’approccio di Heidegger sato al problema della parte-
alla filosofia dell’allievo di cipazione delle idee al sensibile, come risulta chiaramen-
Socrate; anche se bisogna ammettere che egli non ha mai te, ad esempio, dal Fedone, dove il problema è la parte-
avuto intenzione, per così dire, di leggere i presocratici o cipazione tra anima e morte, dunque tra due idee.
Platone solo con gli occhi di Aristotele. Ovviamente Per gli studiosi tedeschi è stato determinante, in passato,
Heidegger si lascia guidare anche dal proprio filosofare; lo schema di Julius Stenzel, per cui il primo problema era
tuttavia, proprio la forza del suo stesso pensiero gli è in la partecipazione all’idea del bene; da qui scaturiva il
qualche modo di ostacolo. In Heidegger vi era un che di problema della partecipazione alla realtà sensibile. Ora,
geniale, tanto che altri filosofi della sua statura non si finché si tratta di partecipazione al bene, nel senso di
sono avuti in questo secolo; il suo pensiero pervade areté, si può ricorrere al concetto di forza normativa del
fortemente il proprio oggetto, traendone, però, solo ciò di bene, come fa Stenzel, dal momento che l’intento è di
cui ha bisogno...ed è in questo modo che egli ha letto partecipare ad esso. Al contrario, se non si rimane, per
Platone. così dire, confinati al bene nel senso dell’areté, emerge il
Io ricordo molto bene la sua interpretazione del Sofista, problema di che cosa sia questa partecipazione. Perciò,
anche se Stenzel non può essere considerato un allievo
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INEDITO

diretto di Natorp, è certamente tra coloro che meglio In questo mio approccio ai testi antichi il linguaggio ha
hanno proseguito il lavoro di quest’ultimo. Il suo è pur assunto un ruolo di primaria importanza; e fu proprio
sempre uno schema neokantiano; e sappiamo bene come Heidegger a farmene capire l’importanza quando mi
per i neokantiani è fondamentale il poter rendere com- invitò a casa sua per un corso speciale su Aristotele,
prensibile la scienza moderna, prendendo le mosse da precisamente sul VII libro della Metafisica. Così il lin-
Platone. Ma la scienza moderna non esisteva nel mondo guaggio divenne per me il nuovo punto di partenza per
greco! C’era la matematica, che però è una scienza filosofare, in quanto voce di una esperienza accumulata
eidetica, non la scienza di una realtà contingente. che implica, appunto, un patrimonio culturale comune.
Ovviamente è importante anche la forma, il modo di
Lei ha sempre sostenuto, che se si vuole realmente apparire del linguaggio, in quanto forme diverse implica-
comprendere la filosofia greca bisogna guardare, contro no rimandi diversi, intenzioni diverse, e quindi più pos-
la tradizionale interpretazione che vede Platone e Aristo- sibilità di lettura. La poesia ad esempio è ricca di metafo-
tele contrapposti, a ciò che essi hanno in comune, non re, e non può essere letta come si legge un testo didattico.
alle differenze. Nel venir meno di tale contrapposizione,
quanto è stato importante tener conto del linguaggio, Nel suo scritto di abilitazione del 1928 Lei ha voluto
della diversa forma linguistica con cui sono redatte le applicare al Filebo platonico la tecnica della descrizione
opere dei due filosofi? fenomenologica, che guarda “alle cose stesse” e muove
dai fenomeni così come ci appaiono. Nonostante questa
La lettura di Platone è, in primo luogo, un problema “modesta pretesa”, come Lei stesso la definì, già in
ermeneutico che deve condurre l’interprete a chiedersi questo suo lavoro riuscì ad illuminare in modo adeguato
perchè Platone si serva, per così dire, di maschere, di il problema della metessi e soprattutto a stabilire una
personaggi. Come si può trasformare in asserti teoretici relazione fra questa e il linguaggio?
ciò di cui discorrono Socrate e Parmenide, o lo stesso
dialogo nel suo complesso, che è opera di grande poesia, A proposito del Filebo, io concentrerei l’attenzione in-
prodotto letterario altamente stilizzato? E soprattutto, nanzitutto sul terzo genere dell’essere, il “misto”, e sulla
fino a che punto è possibile questa trasformazione e sua causa, il “metron”. Si tratta di qualcosa che precorre
quanto viene perso, non visto, in una tale conversione? Io ciò che Aristorele intende con il termine tode ti e il
mi sono occupato di questo problema in rapporto al rapporto di questo con l’idea. Leggendo il Filebo si vede
dibattito sollevato dalla scuola di Tubinga sulla cosidetta subito la matrice platonica di questo concetto aristoteli-
dottrina non scritta di Platone, cioè sul suo insegnamento co. Nel mio primo libro ho svolto questa analisi in modo
orale. Mi sono sempre sforzato di far capire che è un molto preciso, chiedendomi cosa significhi il fatto che
errore ermeneutico fondamentale pensare che possa esi- nel Filebo sia così poco chiaro ciò che riguarda i numeri,
stere una comparabilità diretta fra dialoghi platonici e che cosa essi indichino: il feras, per esempio, ma anche
testi didattici, quali sono quelli di Aristotele. In realtà, c’è il metron (ci si potrebbe a questo proposito, riferire anche
un rapporto molto indiretto, che emerge solamente se si al Politico e chiedersi cosa rappresenti, in questo dialogo,
continuano a pensare i dialoghi platonici. Questa, in la dottrina del metron). Quando Werner Jaeger ha soste-
fondo, è l’intenzione di tutti i dialoghi: il discorrere deve nuto che Aristotele inizialmente fu un seguace della
sempre proseguire; non ha e non deve aver fine. Ogni dottrina delle idee e successivamente si allontanò in
dialogo termina in qualche modo con il presupposto che modo critico da questa, si è avvalso dell’argomento che
ciò a cui si è giunti è semplicemente un primo passo, un in Platone, in fondo, troviamo già tutto. Per comprendere
incitamento a proseguire. Se si prendono le mosse da una la metexis non si deve mai dimenticare il concetto aristo-
tale, fondamentale convinzione ermeneutica, diviene telico di exis. Methexis è mit-sein, ed exis è naturalmente
chiaro che Aristotele è molto più vicino a Platone di anche un Sein degli uomini. Muovendo da questa consi-
quanto hanno ritenuto gli studiosi che ci hanno precedu- derazione, credo che l’intero problema della metessi
to. La contrapposizione fra i due filosofi greci è frutto di debba essere visto innanzitutto come problema della
una interpretazione banale di entrambi; ne è un esempio struttura del logos, come viene indicato nel tardo Platone.
evidente, come ho già accennato, il neokantismo, secon- Ogni logos indica una comunanza; questo è chiaro per le
do il quale Aristotele sarebbe una figura epigonale del lezioni di Aristotele. Per Platone esso indica una relazio-
grande Platone. Questi finisce per essere una figura ne ed allo stesso tempo, per così dire, una partecipazione.
secondaria, che offre, come un medicamento, soluzioni a Metessi ha quindi il senso dell’esser dentro; e metà,
problemi filosofici. Ma il neokantismo non ha compreso peraltro, richiama meson. In methexis, cioè, non troviamo
il vero problema del rapporto fra Platone ed Aristotele. il senso del proiettrasi verso qualcosa dall’esterno, del
Per quanto mi riguarda, ho cercato di leggere in modo cercare di afferrare qualcosa dal di fuori. Lo stesso
nuovo la filosofia greca, partendo dalla fenomenologia di metalambanein suggerisce più un modo d’essere, che di
Husserl, che proprio in vista di una scienza più rigorosa agire.
conferisce un ruolo fondamentale all’esperienza umana Se si vuole realmente comprendere Platone e i greci non
in sostituzione del “dato” dei neokantiani, passando si deve procedere partendo dal nostro concetto di sogget-
attraverso la forte influenza esercitata su di me dal nuovo, to, così come hanno fatto Natorp e Cohen nel consiede-
impetuoso interrogare di Heidegger e traendo aiuto dalla rare il dato come nozione fondamentale, come problema,
filologia classica che avevo appreso alla scuola di Paul al fine di porre il pensiero come fondazione della scienza
Friedlaender. (lo stesso Natorp ha più tardi riconosciuto che esso non è

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INEDITO

sufficiente). Se oggi si rilegge il noto libro di Natorp, si possiede una tale forza, una tale vitalità, da valere al di là
rimane colpiti dal fatto che in esso i primi scritti di del testo stesso. Un testo deve essere innanzitutto reso
Platone, compreso lo stesso Teeteto, vengono trattati vivo; e questo lo si può fare anche trasformando ciò che
molto brevemente. Natorp era senza dubbio un grande è contenuto in esso. Dal mio punto di vista, credo che il
erudito, un uomo perspicace, acuto, ma solo tardi egli si più grosso pericolo presente in Heidegger consista in ciò
è liberato di un certo schema interpretativo di quello che che egli ha sempre voluto: «...tu stesso devi vedere come
avrebbe poi definito come il retroterra religioso della Platone, e poi pensare, trarre da ciò le conseguenze e
dottrina delle idee, dove il termine religioso indica qui, in realmente comprendere quello che tu lì hai pensato...».
senso molto ampio, che le idee non sono solamente dei In verità, questo è ciò che fa anche Aristotele, poiché
concetti scientifici. Ho cercato di mostrare, in modo assai questo è ciò che fa parte della sua disposizione fonda-
concreto, che cos’è la guida dell’anima, la Epagoghé, in mentale, essendo lui un biologo, un fisico, ma non un
un dialogo platonico, e posso affermare che siamo in matematico. Platone, invece, è un matematico, un pita-
errore, fintantoché continuiamo a leggere i dialoghi pla- gorico, così come tutti i suoi amici dell’Accademia, e di
tonici come trattati logici. Certo, in Platone vi è molta questo si lamenta Aristotele. E’ importante però non
logica, ma non vi è mai la pretesa che tutto debba essere considerare reale ciò che Platone dice in forma poetica.
pura logica; anzi, direi il contrario. La pretesa è quella di Con ciò intendo dire che nello scrivere discorsi come
essere convincenti, e con ciò fare in modo che all’altro, poesie, la pura sfera eidetica viene naturalmente supera-
per così dire, si aprano gli occhi. Ciò accade ad esempio ta. Ad esempio, nel Sofista troviamo il ben noto passo:
con il mito della caverna, dove il venire alla luce del «Teeteto vola...», che vuole ovviamente significare qual-
giorno rende possibile il vedere; ed è in fondo questa cosa, e non semplicemente dire che Teeteto, che se ne sta
possibilità che Platone ha voluto prendere in considera- lì seduto, vola. Ciò che questo passo sta a significare è
zione con le sue opere letterarie. Da questo punto di vista molto più semplice di quanto in genere sia stato scritto in
possiamo ancor meglio comprendere ciò che è presuppo- proposito. Non si coglie il punto fondamentale se si
sto come ovvio, cioè la relazione che intercorre fra le idee afferma semplicemente che questo esempio indica che vi
(diairesis), o il modo con cui un’idea esclude l’altra (ma è un singolo uomo laddove vi è l’idea di uomo. Mi pare
con questo siamo già al centro dell’argomentazione del ovvio che qui Teeteto sia un uomo...solo lo si vuole
Fedone). Che senso avrebbe altrimenti parlare di idee, se intendere in quanto idea, un’idea che non ha niente a che
non si trattasse del modo con cui un’idea si rapporta ad vedere con l’idea del volare. L’esempio intende appunto
un’altra? Pensiamo, ad esempio, al rapporto tra l’idea di mostrare come l’idea di uomo sia incompatibile con
anima e quella di vita e a come queste escludono l’idea quella del volare; si tratta infatti dell’incompatibilità tra
di morte. due idee, e non di come il particolare partecipi all’idea.
Questo punto, che a suo tempo non è stato per niente L’esempio mostra che questa partecipazione deve essere
compreso da Stenzel, può chiaramente aiutarci a capire il sempre presupposta e che in Platone il principio di
concetto di dialettica e mostrarci come esso si dispieghi individuazione non esiste come problema. Al suo posto
completamente in base ad una tale considerazione. vi è il mostrare, nel senso del dare sempre una direzione
al proprio vedere, e nient’altro...; qui, direi, si ritorna al
Heidegger ha interpretato la greca aletheia come non tode ti di Aristotele.
nascondimento, svelamento, mentre Lei ha in qualche
modo corretto questa lettura. In che cosa è diverso il Suo Platone, dunque, aveva di mira le relazioni che intercor-
contributo rispetto a quello di Heidegger riguardo al rono tra le idee. In che senso, allora, nella Sua interpre-
problema della verità ed alla sua connessione con quello tazione del Timeo, Lei parla della necessità del fenome-
che Lei chiama la “presenza delle idee”? no?

Heidegger ha visto che l’idea è la presenza del presente. Ci eravamo già avvicinati a questo problema, quando
Ciò che bisogna comprendere, però, è che egli ha letto i parlavamo del Teeteto a proposito dell’espressione: «Te-
greci come qualcosa di estremamente lontano, estraneo. eteto vola». E’ chiaro che questa espressione, in fondo,
Certamente lo ha fatto con grande ammirazione, ma vuol dire che un uomo non può volare; ma il fatto che si
anche in modo tale da non lasciar emergere il sapere e voglia intendere solo questo è un’importante limitazio-
tutto ciò che da questo dipende, come ad esempio la ne. Essa sta a significare che dalle idee non si può dedurre
storia. Questo significa che nella greca aletheia egli non in alcun modo la contingenza; si può solo ricorrere al
ha visto la lethe, non ha posto l’accento sul nascondimen- mito - ananke - anche se Aristotele pensa, in senso
to. Come ho già detto, Heidegger riusciva a pensare in critico, che questo significa ricorrere a delle metafore per
modo eccezionale, ma non riusciva a pensare quello che l’insegnamento. Quando nel Timeo si parla della costru-
gli altri avevano pensato. Egli coglieva, in base alla zione dell’universo e di cose simili, si tratta di metafore,
lingua, le unità semantiche e la loro interna connsessio- certo, ma di metafore che per Platone hanno lo stesso
ne; e talvolta ciò che lui pensava corrispondeva a ciò che valore di ciò che si apprende dai logoi, ovvero un valore
il testo realmente voleva dire. Ma è veramente un caso eidetico. Aristotele invece, non usa il discorso mitico, ma
fortunato, se quello che Heidegger pensava può essere concetti come dynamis o energheia, dove il dynamaion
effettivamente rinvenuto nei testi di Platone e di Aristo- equivale quasi a ciò che viene pensato nella methexis. Il
tele. Heidegger, per lo più, ha interpretato in modo dynamaion è ciò che di per sé non è niente, è ciò che
“errato”; ma nello stesso tempo la sua interpretazione ancora non è, ma nello stesso tempo è il concetto che
qualcosa non può essere prodotto dal niente. L’ananke
12
SCHEDA

Didascalia

12
SCHEDA

S
ulla cima del monte Titano, nel territorio della to sono stati: “Le fonti della ricerca storica”, “Per una storia
Repubblica di San Marino, sorge un ateneo giova- della città”, “Storiografia antica e pensiero politico moder-
nissimo, che solo da pochi anni ha dato inizio alle at- no”, “La Rivoluzione francese”, “Fonti scritte e non scrit-
tività accademiche e che appare destinato, grazie agli inve- te”, “Lo stato degli antichi e dei moderni”, “Le forme del
stimenti del locale Governo e alle iniziative del neo-rettore, tempo”, “Mercanti e mercato: culture e modelli mercanti-
Prof. Renato Zangheri, ad ulteriori espansioni. li”, “Tendenze e caratteri fra medioevo e età moderna”,
Per quanto riguarda le scienze umane sono attivate presso “L’identità dell’Europa”. Tra gli studiosi che hanno svolto
l’Università degli Studi di San Marino due importanti istitu- i loro seminari negli ultimi due anni accademici ricordiamo:
zioni, entrambe rivolte a studenti già laureati, ma del tutto Maurizio Bettini, Innocenzo Cervelli, Nicola Matteucci,
differenti per il modello organizzativo e le finalità didattico- Erich Hobsbawn, Pierangelo Schiera, Ilya Prigogine, Rug-
scientifiche. Il Centro Internazionale di Studi Semiotici giero Romano, Paolo Rossi, Giacomo Marramao, Remo
e Cognitivi, diretto da Umberto Eco, si caratterizza come Bodei, Krzysztof Pomian, René Thom, Vittore Branca, Lu-
centro di studi che periodicamente (circa 5-6 volte all’anno) cio Villari, Adriano Prosperi, George Mosse, Luciano Gal-
organizza seminari, convegni, work-shops su argomenti lino, Luciano Canfora, Ezio Raimondi.
specifici, attinenti per lo più alla semiotica. La partecipazio- Nei mesi senza lezioni gli allievi sono liberi di lavorare nella
ne alle iniziative del Centro è libera, e per ogni incontro ven- sede accademica da loro prescelta. In quel periodo l’attività
gono messe a disposizione di studenti, laureati e dottorandi si concentra sulla ricerca individuale e sulla stesura della
delle borse di studio che coprono le spese di vitto e alloggio. propria tesi di dottorato. La Scuola individua fin dalle prime
Per ottenere una delle borse settimane per ogni singolo
di studio offerte è necessario I luoghi della filosofia allievo un docente compe-
inviare una motivata do- tente nell’ambito del pro-
manda accompagnata da un getto di ricerca proposto, il
breve curriculum. Tra i con- quale dovrà seguire come
vegni recentemente orga-
nizzati dal Centro Interna- L’Università tutor l’andamento del lavo-
ro e partecipare alla discus-
zionale di Studi Semiotici e
Cognitivi si possono ricor- di sione finale. Il titolo di dot-
tore di ricerca concesso dal-
dare quello su “Knowledge
Through Singns: Ancient San Marino l’Università sanmarinese è
riconosciuto dalla Repub-
Semiotic Theories” (Cono- blica italiana ed è equipol-
scere attraverso i segni: an- lente a quello conseguito
tiche teorie semiotiche, giu- di Gherardo Ugolini presso le Università italia-
gno 1992), al quale hanno ne.
preso parte tra gli altri Um- L’ambito della Scuola è re-
berto Eco, Anthony A. lativo agli studi storici, ma
Long, David Sedley, Mario non in modo esclusivo. Per
Vegetti, Walter Leszl, e accedere alle prove di sele-
quello su “Phonosymboli- zione non è infatti indispen-
sm and Poetic Language” sabile essere laureati in sto-
(Fonosimbolismo e lin- ria, ed eventuali progetti di
guaggio poetico, ottobre ricerca che riguardino la sto-
1992). ria della filosofia, della letteratura, del diritto ecc., vengono
Del tutto differente è il funzionamento della Scuola Supe- ugualmente presi in considerazione.
riore di Studi Storici, diretta da Aldo Schiavone, che anno- Nonostante le inevitabili difficoltà iniziali l’ateneo sanma-
vera tra i membri del Consiglio Scientifico storici di grande rinese si va affermando come una realtà culturale di livello
fama quali Maurice Aymard, Valerio Castronovo, Gabriele europeo. Progressivamente verranno ultimate anche le in-
De Rosa, Giuseppe Galasso, Francis Haskell, Wolfgang frastrutture necessarie per il decollo dell’Università. E’ già
Mommsen, Aldo Schiavone, Corrado Vivanti e Renato in funzione il campus universitario (moderni bilocali arre-
Zangheri. Questa istituzione si caratterizza come vera e pro- dati, ricavati entro un antico castello), dove possono allog-
pria scuola di specializzazione per la formazione di dottori giare al momento quindici allievi. La biblioteca è ancora li-
di ricerca. Per ogni ciclo triennale il Comitato Scientifico mitata e insufficiente sia per il patrimonio librario, sia per gli
ammette alla Scuola, previa selezione per titoli ed esame, 24 spazi a disposizione, ma è prevedibile - anche grazie ai sug-
allievi italiani e stranieri: soltanto ai primi dodici della gra- gerimenti degli allievi - una enorme crescita nei prossimi
duatoria viene garantita una borsa di studio di L. 1.200.000 anni. Infine nascerà una collana universitaria presso l’edito-
nette mensili. Al momento della domanda ogni candidato re Einaudi per la pubblicazione delle tesi migliori e di alcune
deve inoltre presentare un progetto di ricerca originale che, lezioni dei docenti.
in caso di ammissione alla Scuola, costituirà il tema della Per informazioni di ogni genere e per la richiesta di bandi di
sua tesi di dottorato. Le lezioni sono concentrate nei mesi concorso, ci si può rivolgere ai seguenti indirizzi: Centro In-
estivi (giugno-luglio, settembre-ottobre), durante i quali è ternazionale di Studi Semiotici e Cognitivi, Contrada Ome-
obbligatoria la residenza a San Marino e la frequenza. I temi relli 77, 47031 San Marino, tel. 0549/882516, fax 0549/
delle lezioni svolte nell’ambito degli ultimi cicli di dottora- 882519; Scuola Superiore di Studi Storici, Contrada delle
Mura, 47031 San Marino, tel. 0549/882507, fax 0549/
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AUTORI E IDEE

Pieter Bruegel, Saul o Battaglia del monte Gelboé (1562), particolare

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AUTORI E IDEE

AUTORI E IDEE

Se Dio non vince inizi, ha costantemente rimosso. gnore degli eserciti”, è invece Auschwitz
Significativa è a questo proposito, nota uno scacco decisivo, la croce una sconfitta
Più che alla riflessione di Dietrich Quinzio, la questione della violenza, larga- irreparabile: questo è il vero carattere della
Bonhoeffer, alla quale pare collegarsi mente presente nel testo biblico, che fin dai sconfitta di Dio. Ed è qui, afferma Quinzio,
la tematica dell’impotenza di Dio nel primi secoli del Cristianesimo si è tentato che si apre la dimensione della fede auten-
mondo, l’ultimo saggio di Sergio Quin- di eludere attraverso una sua trasfigurazio- tica, qui che «si determina la differenza», in
zio, LA SCONFITTA DI DIO (Adelphi, Milano ne. Gli intenti vendicativi e annientatori del “questo” mondo, fra il bene e il male, fra il
1992) rimanda alla precedente rifles- Signore sarebbero infatti da intendersi come carnefice e la vittima; costoro sarebbero
sione dell’autore, caratterizzata dal- una metafora, un’allusione ai castighi che altrimenti uguali sub specie aeternitatis,
l’individuazione nella tradizione greca nell’al di là potrebbero toccare agli empi, cioè davanti allo sguardo di Dio, onnipo-
di un’idea, quella della spiritualizzazio- ai nemici di Dio. I resoconti, più o meno tente e superiore alle vicende del mondo. Il
ne di Dio, nonché di premi e castighi truculenti, di annientamenti “reali”, cioè rischio di tenere nel novero delle possibili-
per gli uomini, estranea alla tradizione storicamente determinati, dei nemici di Isra- tà la sconfitta di Dio significa, osserva
ebraica e cristiana. ele, sarebbero invece da attribuire ai costu- Quinzio, sospendere la propria vita su un
mi barbari di quelle antiche stirpi semitiche abisso. Da questo rischio è esentato chi, in
Non c’è, nell’Antico Testamento, una tra- mediorientali, seppure portatrici di una una scommessa solo apparente, perché già
dizione di spiritualizzazione del divino; non verità inconcussa che le trascende. Si tratta vinta, si pone in una dimensione di calcolo,
c’è la promessa, o la minaccia, di un mon- del medesimo atteggiamento interpretati- e non di fede, chi crede nel Dio onnipotente
do futuro come al di là, premio o castigo di vo che dà per scontata, da quasi duemila e immutabile. F.C.
“questo” mondo, a esso contrapposto e per anni, la contrapposizione fra il Dio vetero-
esso intangibile. Una tale spiritualizzazio- testamentario, Signore degli eserciti e ven-
ne, con il suo relegare nell’ambito del tra- dicatore, e il Dio, padre e misericordioso,
scendente ciò che è oggetto dell’attesa mes- del Nuovo Testamento. In verità, fa notare
sianica, è piuttosto il frutto dell’innestarsi Quinzio, il Dio che toglie la vita ai nemici Manuale di metafisica
sulla tradizione ebraica e su quella proto- non toglie loro la “vita eterna” ma, più e ontologia
cristiana dell’eredità del pensiero greco, concretamente, li uccide; il Cristo che tra-
improntata al dualismo di stampo platoni- sforma l’acqua in vino non allude «al frutto Con oltre 450 articoli, lo HANDBOOK OF
co tra mondo sensibile e mondo intelligibi- della vite e del nostro lavoro», ma dimostra METAPHYSICS AND ONTOLOGY (Manuale
le, fra materia e forma, fra al di qua e al di la sua concreta potenza taumaturgica; e di metafisica e ontologia, a cura di
là. Questa la tesi portante della precedente quando applica agli occhi del cieco il fango Hans Burkhardt e Barry Smith, Philo-
e più ampia opera di Sergio Quinzio, Ra- formato con il proprio sputo e lo rende soph Verlag, Monaco-Filadelfia-Vien-
dici ebraiche del moderno (1990) di cui, capace di vedere le cose del mondo, non na 1991) propone una notevole quan-
quest’ultimo studio, La sconfitta di Dio, co- fornisce affatto al cieco un “altro sguardo”, tità di riferimenti e materiali informa-
stituisce quasi un corollario. gli “occhi della mente”, per guardare le tivi di livello specialistico, utili per un
Nella tradizione ebraica l’attesa messiani- meraviglie di un mondo iperuranico. orientamento attraverso la storia del-
ca non è desensibilizzata, non è privata Eppure questo Dio, che agisce così diretta- la metafisica e i suoi problemi.
della corporeità; per i Vangeli, e per tutta la mente nel mondo, questo “Signore degli
tradizione protocristiana, l’avvento del eserciti”, che interviene non a capo di schiere Che cos’è il mondo? È l’insieme delle
Regno dei cieli non ha i caratteri di una di angeli contro quelle di demoni guidati da “cose” (oggetti) o dei “fatti” che in esso
proiezione nell’al di là con la promessa, più Lucifero, ma a fianco delle ben più concre- accadono? E cosa significano termini come
o meno scoperta di un risarcimento degli te falangi di Israele contro quelle dei suoi “evento”, “stato di cose”, “processo”? Esi-
effetti prodotti da dinamiche storicamente nemici, proprio questo Dio si espone in tal stono cose come “proprietà”, “insiemi” e
determinate, dei desideri e delle aspettative modo alla sconfitta, che infatti arriva, testi- “numeri”? Qual è lo statuto ontologico dei
rimasti inappagati nell’al di qua. Il Dio moniata dall’esistenza del male del mon- colori e delle superfici, dei segni e delle
biblico è attore, oltre che regista, della do. Ma questa non può essere un’obiezione opere d’arte? Questo il genere di domande
dinamica storica, non si limita a scriverne il valida, sostiene Quinzio, contro il Dio che a cui risponde, con oltre 450 voci e articoli,
testo, o meglio non vi è un testo stabilito ha assunto le caratteristiche dell’Essere dei lo Handbook of Metaphysics and Ontolo-
prima della rappresentazione: “si recita a filosofi, stabile e intangibile al di là del gy. Attraverso l’inclusione, nelle diverse
soggetto”, e gli attori, Dio e gli uomini, divenire storico e delle sue sofferenze. voci di cui si compone il manuale, di con-
entrano in gioco nella rappresentazione. Questo Dio, quello dei filosofi, di cui da cetti della logica e delle scienze empiriche,
Questo agire di Dio come attore, e non due millenni è tributaria larga parte della s’intende rendere conto delle diverse for-
come deus ex machina, come parte in gio- cultura cristiana, è un Dio “pacifico”, sere- me della metafisica, dalla sua configura-
co, e non come supra partes, è precisamen- no nella sua intangibilità; un Dio concilian- zione aristotelica fino alle sue espressioni
te ciò che la cultura cristiana, dopo i suoi te, che non fa guerre. Per Sabaoth, il “Si- moderne. Il legame storico della metafisica

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AUTORI E IDEE

con la teologia - dalla filosofia prima di insito nel gesto costitutivo del sociale
Aristotele fino ai Padri della Chiesa e alla Tra il 1972 e il 1973 François Châtelet stesso e pertanto in grado di minarne
scolastica medioevale - fa sì che nell’opera aveva diretto la pubblicazione di una Storia l’istituzionalizzazione e la regolamen-
si trovino articoli dedicati agli angeli, alla della filosofia, in otto volumi, che sarebbe tazione in forma di governo. Ciò che in
teodicea e, naturalmente, all’ente supremo diventata un classico; allora, l’idea di nar- un tale contesto viene chiamato “per-
(“Dio”). Di necessità (visto il ricorrere del- rare una simile materia in qualche conver- severanza” è l’ostinata determinazio-
le questioni metafisiche - quale che sia la sazione radiofonica sembrava pura follia. ne a non sottrarsi a quella che si pone
risposta che ad esse viene data - in tutti i Eppure, il percorso di pensiero compiuto come una questione ineluttabile.
grandi filosofi) l’opera presenta anche un da Châtelet non solo ha aperto una simile
ampio, dettagliato e aggiornato dizionario possibilità, bensì è giunto anche, in un Definire il «politico» come l’istituirsi del
dei filosofi. certo senso, a giustificarla. L’intera sua vivere insieme significa dare al termine
Un’ulteriore elemento di interesse di que- opera può infatti riassumersi nello sforzo di un’accezione estremamente ampia; ma so-
st’opera di consultazione è dato dal fatto comprendere il cammino della ragione nel- prattutto significa fondare la filosofia poli-
che in essa vengono presi in considerazio- la storia; successivamente l’accento però si tica su di un’antropologia filosofica, in
ne problemi e ambiti sui quali risulta diffi- sposta dalla ratio della storia all’intelle- quanto il vivere insieme implicherebbe la
cile trovare contributi specialistici: vengo- gentia dello storico. messa in atto di una sorta di disposizione
no così trattati, ad esempio, la scuola dei Forte di una posizione che egli stesso defi- primaria al rapporto umano. Ed è nel rap-
logici polacchi e figure singole di pensatori nisce hegeliana, Châtelet ritiene dapprima porto umano, precisamente nella fragilità
come Samuel Alexander, Friedrich che nella storia vi sia una logica, che il delle passioni e degli affetti chiamati in
Eduard Beneke, Christian von Ehren- pensiero filosofico deve cogliere e restitu- causa, che secondo Myriam Revault d’Al-
fels, Kurt Lewin, Rudolf Hermann Lot- ire. Ma ben presto gli si palesa l’illusorietà lonnes si radica il male politico. Una specie
ze, Anton Marty, Moses Maimonides, di una ragione che, anziché esser propria di male originario, quindi, che inerisce
Kaziemierz Twardowski, per citare solo della storia, appartiene alla ricostruzione immediatamente all’uomo e al suo inquie-
alcuni nomi. La trattazione dei filosofi del storica, ed è irrimediabilmente compro- tante essere sociale. Il Terrore, che fece
XX secolo giunge sino alle ultime genera- messa con il punto di vista di quest’ultima. seguito alla Rivoluzione francese, ne è un
zioni: così, accanto a W. V. Quine (1908) Ecco allora levarsi la critica alla razionalità esempio paradigmatico, tant’è che Revault
o René Thom (1923) troviamo filosofi - sia essa politica, o storica, o filosofica - d’Allonnes ha già cercato di esplicitare la
“giovani” come Saul Kripke (1940) o che pretende di «rinchiudere la totalità del- contraddizione propria di questo «precipi-
David Lewis (1941). Alcuni articoli dedi- l’essere tra la prima e l’ultima pagina di un tare storico» in un precedente scritto, D’une
cati a voci di carattere più generale (“Meta- libro», con la conseguente rinuncia al si- mort à l’autre: précipices de la Révolution
fisica”, “Ontologia”, “Parte/Tutto”, “Logi- gnificato intrinseco dell’opera sistematica (Da una morte all’altra: precipizi della Ri-
ca”) e ad epoche e scuole filosofiche, per- o dell’opera esaustiva. All’idea di “totali- voluzione, 1989), dove appunto l’enigma
mettono di stabilire una rete di connessioni tà”, intesa come realtà compatta e unitaria, del politico veniva reso oggetto di riflessio-
tra elementi informativi, reperibili in arti- percorribile e descrivibile quasi univoca- ne attraverso l’analisi di questo «periodo
coli dedicati ad argomenti più particolari. mente, si sostituisce l’idea di una «molte- maledetto». Il Terrore assume qui le carat-
Risulta anche utile l’introduzione dei cura- plicità di blocchi di pensiero», più spesso teristiche di una «esperienza-limite» che
tori, che offre una sintetica panoramica sui delimitati da cesure, che non uniti in punti da un lato, non lasciandosi compiutamente
momenti fondamentali della storia della di contatto, navigare attraverso i quali di- cogliere dalla ragione, rivela l’irriducibile
metafisica. Il reperimento, nel manuale, di viene quasi una necessità. Non si tratta e il contingente dell’evento, e dall’altro
filosofi e dottrine particolari, a cui non è tanto di farne la storia, allora, quanto di inscena il paradosso tragico del politico: la
dedicata una voce autonoma, è facilitato da farne la geografia. Il filosofo diventa carto- ragionevolezza del vivere sociale è sempre
un denso indice analitico. M.M. grafo, e la traccia per il suo disegno è di esposta al rischio di sfociare nella furia
volta in volta suggerita da ciò che traspare antipolitica che minaccia ogni possibile
dagli interstizi: un leggere-tra, che colga il ordine sociale.
costituirsi della monoliticità dei saperi e Nella Persévérance des égarés, Revault
della loro parvenza di razionalità attraver- d’Allonnes ritorna sulla questione del Ter-
Una storia della ragione so le irrazionalità dell’arte, della letteratu- rore, creando una sorta di continuità tra le
ra, del mito, o comunque di ciò che è due opere, benché quest’ultima si presenti
A sette anni dalla morte, l’edizione di “altro”. di fatto come una raccolta di testi apparen-
UNE HISTOIRE DE LA RAISON (Una storia È appunto all’interno di una tale metafora temente molto diversi: alcuni decisamente
della ragione, interviste con Emile cartografica che si inscrive il percorso di storici, sulla Rivoluzione e sulla Shoah;
Noël, Seuil Parigi 1992) fa rivivere la pensiero tracciato da Châtelet in Une hi- altri più specificatamente filosofici, dedi-
parola di François Châtelet, riportan- stoire de la raison. Inoltrandosi attraverso cati a Spinoza, Hannah Arendt e Merleau-
done alla memoria un’immagine che varie aperture, la continuità di questo per- Ponty; altri ancora dedicati all’analisi di
doveva essergli molto cara: quella di corso risulta di proposito spezzata, o quan- testi di letteratura. Questa molteplicità, che
filosofo pubblico, di intellettuale che to meno lasciata in secondo piano, per far non giunge mai ad una vera e propria co-
spezza la trasmissione esoterica del emergere la trama delle diverse tradizioni struzione sistematica, permette altrettante
sapere per renderne partecipi i molti. di pensiero. M.V. prospettive di lettura e insieme vuole resti-
In poco più di duecento pagine sono tuire quella sorta di oscillazione, quel chia-
raccolti gli interventi di Châtelet ad un roscuro che è l’esperienza del politico. «È
programma radiofonico del 1979 che un modo per rivendicare un lavoro che si
portava il titolo: “France Culture”. Ad situa all’intersezione di numerose discipli-
un pubblico di non-filosofi Châtelet Il male politico ne e per contestare il carattere egemonico
racconta, oggi come allora, la storia dell’istanza filosofica, l’autorità del discor-
della filosofia, «il cammino della ra- Il filo conduttore de LA PERSÉVÉRANCE so filosofico. Di fatto, di fronte all’espe-
gione occidentale»; e se il tono è leg- DES ÉGARÉS (La perseveranza degli rienza-limite si può avere la sensazione
gero, quasi una conversazione mon- smarriti, Christian Bourgois ed., Parigi che una certa concettualità filosofica sia
dana, l’interrogazione problematica 1992) è indicato dall’autrice stessa, insufficiente, e che l’evento (evento stori-
rimane tuttavia intatta, conservando Myriam Revault d’Allonnes, nel male co, ma anche evento di pensiero) debba
tutta la sua profondità sotto la super- politico, nel male del vivere sociale, essere accompagnato da un altro tipo di
ficie brillantemente divulgativa.
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AUTORI E IDEE

Hsuan-Chi, strumento ottico cinese per la determinazione del calendario (v. 500 a. C.)

scrittura, che potrebbe essere detta “più mente comprensibile l’interesse che può e la sua coerenza sistematica. Il suo nucleo
poetica”». M.V. venire da parte filosofica per una storia o fondamentale, che garantiva il legame tra
Un’archeologia dello sguardo “archeologia” della visione e dell’ottica lo sguardo, l’essere e i fenomeni, era il
come studio della modalità in cui l’essere si concetto, estraneo alla scienza odierna, di
Con l’opera: DER BLICK, DAS SEIN UND DIE manifesta nei fenomeni, non altrettanto ri- “raggio visivo”, che indica un’emissione
ERSCHEINUNGEN IN DER ANTIKEN OPTIK (Lo sulta evidente il fatto che il senso della dell’occhio, paragonata talvolta ad un fuo-
sguardo, l’essere e i fenomeni nell’ot- vista, dunque qualcosa di apparentemente co, e da Ipparco addirittura ad una mano,
tica antica, Fink, München 1992) lo “naturale”, abbia una storia, sia cioè una che comunica al medium della visione
storico del pensiero scientifico Gérard facoltà complessa che muta nel tempo e nel (pneuma) una tensione e lo rende disponi-
Simon presenta una ricostruzione del- variare delle culture. bile a cogliere il visibile. Per quanto possa
le diverse concezioni dell’ottica anti- Su questa variabilità storica delle modalità sembrarci strana questa “ipotesi”, essa tut-
ca, intendendo contribuire con ciò ad percettive pone l’accento Gérard Simon, tavia permetteva la misurazione del visibi-
una «archeologia dello sguardo, del- studioso del pensiero scientifico formatosi le, l’indicazione di direzioni, distanze, gran-
l’uomo in quanto vedente» e del suo alla scuola di Alexandre Koyré, quando dezze, forme e movimenti; e il successo fu
«rapporto con il visibile»: un tema parla di un “atteggiamento spirituale” delle tale da impedire per molto tempo la nascita
che per le sue implicazioni epistemo- diverse epoche, indicando l’esigenza «di di una teoria fisica della luce, indipendente
logiche e antropologiche riveste un mettere in questione la pertinenza delle dal concetto di visibilità.
indubbio interesse anche per la filo- nostre classificazioni e dei nostri concetti, Un’ulteriore caratteristica epistemologica
sofia. in modo da poter così ricostruire la corri- dell’ottica antica, osserva Simon è la sua
spondenza tematica tra le concezioni che “circolarità”, in virtù della quale si ha un
Il vedere, la visione occupano una posizio- nelle epoche passate, in cui scrissero e rinvio reciproco tra vedere e visibile attra-
ne di rilievo non solo nella storia delle pensarono questi autori, unificava i diversi verso la mediazione del colore. Accessibile
scienze, ma anche in quella della filosofia, ambiti della ricerca in un modo spesso non solo al vedere, il colore viene inteso da
ed in particolare nella filosofia dell’anti- traducibile nella nostra cultura». Simon Tolomeo come un elemento della visibilità
chità greca, dove l’atteggiamento conosci- offre così l’immagine di un mondo teorico, che non può essere scisso dalle condizioni
tivo viene considerato (si pensi ad esempio assai lontano da quello delle attuali convin- fondamentali del vedere: «lo sguardo - così
a Platone) affine all’atto del vedere. Uno zioni scientifiche, un mondo di studiosi e di sintetizza Simon - si colora, in senso pro-
sviluppo contemporaneo di questa assimi- teorie nel campo dell’ottica, che a partire prio, di ciò che tocca».
lazione della conoscenza filosofica alla vi- dalla trasformazione, avvenuta con Keple- Simon sostiene in conclusione una tesi che
sione, o quantomeno di un privilegio ac- ro, dell’ottica in una “fisica della luce”, conferisce particolare articolazione alla
cordato a quest’ultima nella costruzione sono state escluse dalla scienza. materia storica da lui presa in esame: la
della filosofia, la si può trovare in Husserl I punti di forza che spiegano il successo teoria del raggio visivo e l’affinità in essa
e nel metodo fenomenologico della “visio- inoppugnabile e secolare di quest’ottica implicita tra lo sguardo e ciò che viene
ne delle essenze”. Se questo rende facil- sono, per Simon, la sua concisione teorica visto, costituisce il fondamento dell’anti-

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AUTORI E IDEE

ca geometria della percezione visiva. M.M. sa di “dovuto”. to a quelli di questa tradizione stessa. Di
I saggi di Tugendhat hanno in buona parte tale fase di pensiero testimoniano le Vorle-
Oltre Heidegger, l’etica: un carattere negativo, sia nel descrivere il sungen zur Einführung in die spracha-
Ernst Tugendhat suo duplice distacco da Husserl e da Hei- nalytische Philosophie. In questo periodo
degger, sia nella critica degli attuali tenta- Tugendhat cercava ancora di conferire un
Sono state pubblicate in Germania tivi di fondazione dell’etica. Ma proprio da senso “mostrabile” alla questione heideg-
due raccolte di saggi che ripropongo- questa caratteristica, dalla precisione e dal geriana dell’essere, cercando di stabilire se
no al pubblico le tappe principali del rigore dell’argomentazione di una ricerca l’ ”essere” costituisce un punto universale
percorso filosofico di Ernst Tugendhat filosofica in progress deriva l’interesse di di orientamento per ogni questione filoso-
e offrono al tempo stesso una panora- questi studi, attraverso i quali il lettore si fica. Ma ora ammette di aver perso questa
mica sulla discussione filosofica tede- trova di fronte ad una visione panoramica e battaglia, e sostiene che non esiste un unico
sca dal dopoguerra ad oggi: si tratta ad una critica di alcuni dei punti di vista termine del nostro linguaggio a cui pensie-
dei PHILOSOPHISCHE AUFSÄTZE (Saggi fi- presenti nell’attuale discussione filosofica ro e linguaggio possano venire ridotti.
losofici, Suhrkamp, Frankfurt a. M. tedesca. Un altro tema presente in queste raccolte di
1992) e di ETHIK UND POLITIK. VORTRÄGE Ma i saggi raccolti nei due volumi presen- saggi è la critica alla concezione sviluppata
UND STELLUNGNAHMEN AUS DEN JAHREN tano anche un’immagine d’insieme dello da Odo Marquard sulla funzione delle
1978 BIS 1991 (Etica e politica. Discorsi sviluppo filosofico di Tugendhat. È dalle scienze dello spirito nella società moderna.
e prese di posizione 1978-1991, mani della madre che egli riceve, a quindici Attraverso tale critica Tugendhat prende
Suhrkamp, Frankfurt a. M. 1991). anni, nell’esilio in Venezuela, una copia di distanza anche rispetto al suo antico mae-
Essere e tempo di Heidegger. La zia Helene stro Ritter, a cui le tesi di Marquard sulla
Accanto a testi già pubblicati in altre occa- Weiß mette a sua disposizione le trascrizio- modernità si ispirano. Secondo Tugendhat,
sioni, queste due recenti raccolte propon- ni di alcune lezioni di Heidegger, che sa- Marquard descriverebbe la modernità in
gono nuove pagine di Ernst Tugendhat, rebbero poi state importanti per la pubbli- modo troppo globale, unilaterale e negati-
pensatore noto per essersi spostato, dopo cazione delle opere heideggeriane. Così vo: come tecnicizzazione, razionalizzazio-
gli inizi fenomenologici e heideggeriani, Tugendhat decide, a quindici anni, di ritor- ne, burocratizzazione e livellamento. Le
sul terreno della filosofia analitica di matri- nare in Germania per frequentare le lezioni tesi di Marquard misconoscerebbero inol-
ce anglo-americana e per avere posto al di Heidegger. Ma, prima del ritorno in terra tre il fatto che le scienze dello spirito non
centro dei propri interessi filosofici que- tedesca, trascorre un periodo all’Universi- vanno intese come una reazione alle scien-
stioni riguardanti l’etica e la possibilità di tà di Stanford, dove studia con Hermann ze della natura e alla modernità ma, al
una sua fondazione. Tra i suoi studi princi- Fränkel - un tirocinio metodico che lo al- contrario, come il suo compimento. Le
pali va segnalato almeno Heideggers Fra- lontana dalla tentazione di scrivere in un scienze dello spirito non sarebbero così un
ge nach dem Sinn des Seins, in cui Tugen- modo che più tardi avrebbe identificato tentativo di salvare la tradizione che nella
dhat giunge ad un risultato di tipo critico- come il “gergo” heideggeriano. modernità andrebbe persa, ma una sua
negativo: si congeda dalla questione del- Interessandosi di Pindaro, Tugendhat cer- obiettivazione. In questo senso esse vanno
l’essere e mette al tempo stesso in discus- ca in questi anni di liberarsi dalla «gonfia intese come una forma di conoscenza che
sione l’idea di una filosofia di carattere idea tedesca di un concetto particolare di prosegue e sviluppa il progetto illuministi-
puramente teoretico, mostrando così al let- verità nei greci», suggerito dalla filosofia co. M.M.
tore le vie per le quali l’interesse per i heideggeriana. Dedica poi la tesi di laurea
problemi dell’etica diventa centrale nella ad un approfondito studio di Aristotele, che
sua filosofia. gli serve da preparazione al confronto con
Nell’affrontare il problema etico Tugen- Heidegger. Dopo essersi laureato prosegue
dhat non intende applicare all’ambito della gli studi in vista dell’abilitazione nell’Uni- Critica mitologica della ragione
prassi principi sviluppati in sede di filoso- versità di Münster con Joachim Ritter e
fia teoretica, ma piuttosto, in un senso frequenta al tempo stesso un seminario Indubbiamente, il progetto che l’ulti-
abbastanza tradizionale, giungere ad una sulla logica matematica. Nel 1960 scrive mo lavoro di Bruno Pinchard ci propo-
fondazione filosofica della morale e affer- un saggio sul concetto semantico di verità ne è ambizioso: presentare una «criti-
mare il carattere assoluto delle obbligazio- in Tarski. Alla fine di un periodo in cui ca mitologica della ragione», dove il
ni etiche: si tratta di cercare una fondazione lavora come assistente all’Università di termine “critica” è da intendersi in
per quel particolare carattere di obbligazio- Tubinga pubblica, nel 1967, il celebre stu- senso kantiano e l’aggettivo “mitolo-
ne a cui facciamo riferimento quando par- dio: Der Wahrheitsbegriff bei Husserl und gico” rimanda al “poema degli inizi”,
liamo di obblighi etici. In analisi dettaglia- Heidegger (Il concetto di verità in Husserl all’originario, «del quale il sacro è l’og-
te, Tugendhat ripercorre i tentativi correnti e Heidegger). La tesi fondamentale del getto, e le categorie sono le creden-
di una fondazione dell’etica, e ne afferma libro è che in Heidegger andrebbe perduto ze». Ne scaturisce una ragione «sdop-
l’insufficienza. Vengono così escluse sia le il senso specifico del concetto di “verità”, piata»: questo appunto il titolo del-
posizioni di carattere metafisico e religio- in quanto egli distruggerebbe l’idea di mi- l’opera di Pinchard, LA RAISON DÉDOU-
so, sia le carenze argomentative dei tenta- sura, essenziale per il senso di tale concet- BLÉE. LA FABBRICA DELLA MENTE (La ragio-
tivi di carattere utilitaristico e contrattuali- to; questo porterebbe Heidegger a rinun- ne sdoppiata, Aubier, Parigi 1992), i
stico. Nella Premessa ai Philosophische ciare all’idea della responsabilità del parla- cui punti di riferimento essenziali deb-
Aufsätze Tugendhat presenta la domanda re e dell’agire. Per quanto riguarda Ed- bono essere ricercati nel pensiero di
da cui ha preso le mosse il suo percorso mund Husserl, nell’opera del 1967 Tu- Giambattista Vico e nella matematica
nell’etica: è possibile fondare l’etica in gendhat cercava di salvarne il concetto di di René Thom: un accostamento sin-
modo semantico? La risposta è un secco intenzionalità, ma già nel 1972 doveva golare, che non può non destare curio-
no. Ma nemmeno è possibile seguire la via, giungere alla conclusione che non si dà sità nel momento in cui si afferma che
praticata in Germania da Karl Otto Apel e qualcosa come un’intuizione eidetica. «l’eteronomia è concepita come prin-
da Jürgen Habermas, di una fondazione Docente a Heidelberg dal 1966 al 1975, cipio di formazione della coscienza».
dell’etica attraverso la teoria dell’agire co- Tugendhat si avvicina ora alla filosofia
municativo e della razionalità pratica. Ogni analitica statunitense, che a suo parere per- Il tentativo intrapreso da Bruno Pinchard
norma morale ha carattere contenutistico, mette di affrontare e determinare i temi è di accedere alla coscienza del senso co-
ma niente che abbia tale carattere può esse- della tradizione “classica” con un insieme mune degli uomini, prima e invalicabile
re fondato in modo analitico come qualco- di strumenti concettuali più raffinati rispet- barriera eretta dall’istinto di sopravviven-

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AUTORI E IDEE

za contro la tragicità dell’essere, per poter misurarsi con il tentativo di costruire un La ricerca di una vera scienza e la volontà
avviare un «pensiero umanista [...] che sistema integrale, globalizzante, che accol- di espansione, fattori culturali e più diretta-
sappia parlare contemporaneamente la lin- ga in sé la totalità dell’uomo. Nocciolo di mente storici, portano a quella secolarizza-
gua del sapere e quella della paura, quella questo sistema è ciò che viene chiamata zione del sapere che spezza la tradizionale
lingua che in un unico concetto possa espri- una fabbrica della mente, cioè una architet- visione del cosmo. Se nell’Alto Medioevo
mere la logica del sapere e le rappresenta- tura dello spirito, una topologia delle sue la formula del cerchio infinito, dove il
zioni delle comunità umane affrontate alla metamorfosi, che contemporaneamente centro è dovunque e la circonferenza da
storia». In tal senso il sapere umanista è insegni che «se lo spirito è il principio di nessuna parte, era ancora riservata a Dio,
doppio in quanto «cerca il punto di con- produzione delle configurazioni disgiunte Cusano è il primo a utilizzarla per descrive-
giungimento tra l’esercizio razionale della della scienza e del mito, lo spirito non può re la «macchina del mondo»: nel nuovo
scienza e il poema fantastico della vita», in da solo spiegare la dinamica che genera le ordine cosmico che prende forma in questa
quanto riproduce dello spirito tanto le ar- forme e ne provoca la successione», sicché metafora, de Gandillac individua «la cesu-
chitetture logiche, quanto quelle mitiche, a « nessuna forma può negare la sua iscrizio- ra fondamentale dell’autentica moderni-
loro volta mimesi dello sdoppiamento ori- ne in una natura totale». La fabbrica della tà».
ginario dell’essere. Uno sdoppiamento, mente serve quindi come strumento per Il sorgere di un pensiero laico, che procede
dunque, che non è simmetrico se non come cogliere la fabrica mundi, mostrando come nella «perigliosa avventura di trasformare
struttura, dato che non è possibile tradurre «la struttura dell’essere sia quella di “una il soggetto divino in soggetto umano», è
il concetto nel segno o viceversa. D’altro natura che ama nascondersi” e che lo spiri- anche per Alain Touraine il momento di
canto, uno sdoppiamento inteso come vera to imita senza mai rivelare». M.V. rottura di una tradizione, che dal crollo
e propria rottura catastrofica appartiene ad dell’Impero Romano si dispiegherebbe fino
un punto di vista statico; per poter cogliere al secolo dei Lumi. A partire dall’Illumini-
l’armonizzarsi nello spirito delle due archi- smo sono i concetti di natura, di diritto
tetture, logica e mitica, bisogna entrare, naturale e di ragione che definiscono la
afferma Pinchard, in una prospettiva dina- Genesi e critica della modernità realtà dell’uomo. Da storico della filosofia
mica: «occorre passare dal punto di vista che non trascura le dinamiche sociali, Tou-
discontinuo della differenza al punto di Mappa di un percorso a ritroso sul raine segue il corso delle idee e dei muta-
vista continuo della divisione». Infatti «non cammino della modernità: così si con- menti che danno forma al moderno fino al
vi è ancora senso per chi si limita a dividere figura il volume di Maurice de Gandil- momento in cui la nozione di soggetto
e comporre; il senso appartiene a chi sa lac, GENÈSE DE LA MODERNITÉ. LES DOUZE individuale come motore della storia tende
dividere, riconoscendo l’anteriorità onto- SIÈCLES OÙ SE FIT NOTRE EUROPE (Genesi a sfumarsi per essere sostituita da quella di
logica del continuo sul discontinuo e con- della modernità. I dodici secoli che società e dall’idea di progresso collettivo.
sidera gli effetti del discontinuo solo rap- formarono la nostra Europa, Cerf, Pa- “Storicismo” è il nome di questa volontà di
portandoli all’efficacia che il continuo pro- ris 1992), che raccoglie i testi, nuovi o pensare che la Ragione, organizzata nella
cura loro. Tutte le privazioni di una forma già pubblicati, relativi ad un arco di forma politica dello stato, possa dirigere il
sono altrettanti richiami a una pienezza che tempo che va dalla CITTÀ DI DIO (462) di corso degli eventi nel senso di una rivolu-
forse la distrugge, ma il cui impatto fa però Agostino alla NUOVA ATLANTIDE (1672) zione «modernizzatrice, liberatrice e na-
sorgere quella bellezza umana che rivela la di Bacone. La genesi e il destino della zionale».
nostra destinazione religiosa». modernità, intesa come categoria cul- In posizione critica, ma pur sempre agli
L’anteriorità spetta all’indeterminato, al- turale e storica, sono anche al centro estremi di tale processo, si situano le cor-
l’informe; la metafisica di Pinchard muove dell’analisi di Alain Touraine, CRITIQUE renti romantiche, che cercano «un princi-
dunque da un principio assoluto degno di DE LA MODERNITÉ (Critica della moderni- pio unitario del mondo naturale e del mon-
tutto rispetto: un infinito che è «integral- tà, Fayard, Paris 1992). do umano», e i pensatori «ribelli alla filoso-
mente presente sotto tutti i dualismi che la fia progressiva della storia», che hanno in
riflessione moltiplica»; un infinito che «vale È nel cuore del Medioevo, per antonomasia Tocqueville il loro portabandiera. È in que-
per noi come il mito di un maximum che periodo di transizione di culture e di meta- ste posizioni che trovano alimento le cor-
eccede le nostre facoltà di rappresentazio- morfosi di civiltà, che Maurice de Gandil- renti antimoderniste: Nietzsche è la voce
ne e che, imponendosi come una fatalità, si lac va a ricercare quei segnali, quei concetti filosoficamente più alta di una critica della
lascia pensare come un ente: si può ben e quelle preoccupazioni in cui sembra an- modernità «identificata con l’integrazione
rinunciare a filosofare, ma non è concesso nunciarsi la modernità. In questo, più per- sociale, la moralizzazione e la civiltà bor-
di filosofare senza fare i conti con l’assolu- cettibile diviene l’attenzione per un model- ghese». La stessa intenzione critica trova
to». Ora questo infinito, secondo Pinchard, lo laico di conoscenza che si affianca, sen- argomenti nell’opera di Freud, che procede
prende il nome di Dio, si caratterizza ri- za insidiarla, alla centralità della specula- ad una disarticolazione dell’Io «risultato
spetto al finito come alterità infinita della zione religiosa: la sete di conoscenza che dell’interiorizzazione delle norme socia-
potenza; di conseguenza il problema filo- anima le compilazioni di Isidoro di Siviglia li».
sofico - ma in generale conoscitivo - viene e di Vincent de Beauvais diventa vera e La ricostruzione di Touraine si misura infi-
ridotto «ad un problema di inscrizione del- propria scienza della misura in Nicola Cu- ne con le critiche del postmoderno, che
l’infinito nel finito». Così, se da una parte sano, fautore di un pubblico inventario dei insistono sui momenti di dissociazione tra
l’appello dell’umanesimo al valore della beni e di una catalogazione sistematica. razionalità strumentale e ragione umana,
verosimiglianza o dell’analogia serve a L’uso tecnologico della scienza per mi- tra economia e cultura, tra individuo e
manifestare «una verità che un’espressio- gliorare la vita degli uomini, messo in pra- società, al punto di proclamare l’impossi-
ne soltanto logica aveva dissimulato, e del- tica da Leonardo, trova voce teorica nei bilità di una scelta tra posizioni e «espe-
la quale si era reso nullo l’effetto attraverso progetti utopistici di More, Campanella e rienze, che devono tutte essere accettate».
lo sviluppo dei formalismi», dall’altra ciò Bacone. Ma anche i mutamenti economici All’attuale catastrofe del soggetto, viene
non significa che la verità possa svelarsi e sociali ricevono una nuova attenzione nel opposta una interpretazione della storia e
completamente: «il vero non è mai prodot- XIII secolo: Duns Scoto, monaco france- della cultura moderne come «storia della
to, ma è la profondità stessa di un agire che scano, giustifica il ruolo e i benefici del sparizione e della ricomparsa del soggetto»
incessantemente si supera e moltiplica le ceto mercantile mettendo in rilievo l’im- alla luce delle condizioni e delle determi-
cifre, non potendo fornire uno schema esau- portanza del commercio come fattore di nazioni che presiedono alla sua esistenza
stivo dell’oggetto intelligibile assoluto». mediazione culturale e di distribuzione di storica. Per l’autore di Critique de la mo-
Umanesimo significa allora, per Pinchard, risorse per natura diseguali. dernité, il soggetto moderno continua ad

19
AUTORI E IDEE

Pieter Bruegel, Caduta degli angeli ribelli (1562), particolare

esistere come espressione del conflitto tra Proprio la questione del “passaggio” viene la convinzione dell’assenza di soluzioni di
«una logica della libertà, della libera crea- d’altro canto posta in discussione da Mario continuità tra il cosmologismo teocentrico
zione di sé», e un’antica, e persistente, Perniola, che individua tra le categorie del medievale e l’affermazione dell’autono-
«logica del dominio». E.N. “sacro” e quelle del “profano” sia una co- mia e della centralità dell’uomo. Proprio in
mune consistenza di tipo monistico, il darsi Heidegger è d’altra parte evidente come la
Il moderno e il suo diritto di un “intermedio”, sia una radicalizzazio- tesi “continuistica”, relativamente alla ca-
ne (nel darsi del “più che sacro”, il trascen- tegoria e all’epoca moderne, sia finalizzata
La difesa della modernità che si svolge dente) della teoria classica della “differen- a una sua svalutazione o, ancor più radical-
nell’opera di Hans Blumenberg, LA LE- za” tra le due categorie, sia, infine, una mente, alla negazione della sua legittimità,
GITTIMITÀ DELL ’ETÀ MODERNA (traduzione “ripetizione” del profano, che in quanto la cui difesa è proprio l’obiettivo di Blu-
italiana di C. Marelli, Marietti, Genova “più che profano” diventa “sacro”, come menberg. L’uomo come centro del cosmo
1992) passa attraverso una ridefinizio- accade nella radicalizzazione del processo è “centro” in un modo diverso da quanto lo
ne della categoria del moderno, di cui di demitizzazione, nello smascheramento fosse Dio, per il fatto che il “cosmo” non è
vengono evidenziate le radici antro- di ciò che è “umano, troppo umano”. più un ordine “chiuso”, ma “aperto” come
pologiche, più che l’ascendenza teolo- Il teorema della secolarizzazione pretende, quello di Cusano, Bruno e Copernico.
gico-assolutistica, con un attacco al secondo Blumenberg, di ritrovare nel Mo- Quella copernicana fu effettivamente una
“teorema della secolarizzazione”. Su derno il medesimo schema interpretativo “rivoluzione”, e non un semplice “ribalta-
questioni affini è da segnalare l’opu- dell’esistente proprio dell’epoca preceden- mento”; l’autoaffermazione dell’uomo
scolo di Mario Perniola, PIÙ CHE SACRO, te, l’assolutismo, applicato però a una di- comporta un mutamento della struttura in
PIÙ CHE PROFANO (Mimesis, Milano 1992). versa realtà, quella umana, anziché a quella cui esso si colloca, perché l’accento sul
divina. Con il passaggio dal teocentrismo momento normativo intrinseco alle leggi e
Il nucleo centrale, e anche il più evidente, all’antropocentrismo, sostiene invece Blu- ai precetti umani si caratterizza, per forza
del testo di Hans Blumenberg risiede nel- menberg, mutano i termini del problema, di cose, più come autoregolamentazione
la polemica contro il cosiddetto “teorema perché cambia il senso in cui l’uomo diven- del soggetto, che non come regolamenta-
della secolarizzazione”, che fonderebbe la ta “centro” della realtà, in luogo di Dio. Su zione del soggetto nei confronti di un altro
modernità, secondo cui la genesi del mo- questo punto in particolare si fa palese che da sé. La norma, e l’ordine che ne deriva,
derno consista in una “secolarizzazione”, un obiettivo non secondario della polemica appariranno dunque sotto la luce della sog-
in una immanentizzazione delle categorie di Blumenberg contro il “teorema della gettività della loro genesi, piuttosto che
precedentemente attribuite al trascenden- secolarizzazione” è Heidegger. È infatti sotto quella dell’oggettività del loro sussi-
te. Questo “teorema” rimuove, a parere di evidente come la tesi heideggeriana del- stere. Conseguenza importante è che caos e
Blumenberg, il tratto caratteristico del pas- l’unità solidale di teologia, ontologia, an- ordine non risultano più termini contrappo-
saggio, o meglio della rottura, che defini- tropologia, espressa nella nozione di onto- sti, dove il secondo si sovrappone al primo
sce il Moderno e che consiste, di fatto, nel teo-ego-logia, poggi le sue fondamenta sul in maniera più o meno adeguata e il primo
mutamento di quelle categorie. “teorema della secolarizzazione”, cioè sul- riesce spesso a sfuggire al secondo, se non

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AUTORI E IDEE

talvolta addirittura a sovvertirlo, godendo Una tale uguaglianza non può realizzarsi Della tradizione del Medioevo fanno infatti
di una sua vita, limitata e residuale, in senza un pensiero del genere, in quanto ses- parte, a pieno titolo, non solo il filone imma-
settori marginali della cultura e della storia suato, e senza una riscrittura dei diritti e dei nentistico e illuminista che, prendendo le
umana. Il caos diventa invece, dal punto di doveri di ciascun sesso, differente l’uno mosse da Cartesio, si svolge fino all’ideali-
vista sincronico, una variabile funzionale dall’altro nei diritti e nei doveri sociali. E smo tedesco e a Marx, ma anche quello che,
dell’ordine e dal punto di vista diacronico affinché le lotte delle donne possano essere ancora da Cartesio, porta invece, attraverso
il “brodo primordiale” da cui nascono pos- portate avanti in modo diverso dalla sempli- Pascal, Malebranche e Vico, al neotomismo
sibilità di ordine, dunque, esso stesso una ce rivendicazione della parità tra i sessi, e contemporaneo, in cui si colloca lo stesso
forma di ordine in continua autoregola- conducano all’iscrizione di diritti “equiva- Possenti, studioso e seguace di Jacques Ma-
mentazione. lenti”, pur necessariamente differenti, biso- ritain. Al di là delle differenze specifiche, di
La conoscenza del mondo cessa dunque di gna permettere alle donne di accedere ad cui pure riconosce la rilevanza, Possenti
giacere sul parallelismo tra uomo e natura, un’altra identità. Sarebbe inoltre auspicabi- vede una continuità e un’ispirazione unita-
sulla adaequatio intellectus ad rem, fonda- le che le donne creino un ordine sociale nel ria fra il pensiero neoliberale contempora-
ta sulla provenienza dell’uno e dell’altro quale la loro soggettività possa manifestarsi neo (Bobbio, Hayek, Popper, Rawls, Rorty)
dalla comune fonte, Dio come ens entium, con i suoi simboli, le sue immagini, le sue e la tradizione liberale del Seicento e del
e diventa invece un atto del soggetto, fun- realtà e sogni, dunque con mezzi oggettivi Settecento. I fondamenti filosofici che co-
zione della sua curiositas. Anche qui è di scambi soggettivi. stituiscono l’elemento di continuità riguar-
evidente la rottura con la tesi heideggeriana Le nostre società, costituite in parti uguali dano, secondo Possenti, l’agnosticismo
di un radicarsi della scienza moderna nella da uomini e donne, sono state generate da verso il problema della Trascendenza e
metafisica, attraverso la continuità fra il due genealogie; eppure il potere patriarcale quello del Bene, e determinano necessaria-
criterio soggettivo di verità stabilito da si organizza attraverso la soggezione di una mente una carenza sul piano della fondazio-
Cartesio e quello, già scolastico, dell’ada- genealogia all’altra, che ha significato la ne ontologica delle norme morali e del dirit-
equatio. Seguendo la prospettiva di Blu- soppressione della genealogia madri-figlie. to naturale. Al di là di sintonie, pure eviden-
menberg, la legittimità del Moderno riposa Le difficoltà che le donne incontrano per ziate, con l’impostazione cattolica, è questo
dunque da un lato, quello rivolto al Medio- entrare nel mondo culturale maschile hanno il motivo, per i cattolici, di inaccettabilità
evo, sulla sua specificità, cioè sulla crisi come conseguenza la quasi totale rinuncia del pensiero liberale, che è laico e, proprio
propria del “passaggio”, dall’altro, quello alla soggettività femminile e ai rapporti con perciò, “tragico”. Il carattere tragico consi-
rivolto al cosiddetto postmoderno, su una altre donne. Parlare dunque di un diritto ses- ste nella consapevolezza del ruolo non
sorta di inglobamento: la categoria del suato, nel quale si iscrive il genere femmini- esaustivo, non ultimativo, che rivestono i
Moderno, una volta ridefinita a partire dal le, è perciò molto diverso dalla rivendica- problemi etico-politici e, d’altra parte, nel-
carattere autoaffermativo del soggetto nel- zione del concetto tradizionale di parità: l’incapacità di procedere oltre di essi, verso
la sua irriducibile singolarità, non può che non si tratta di leggi uguali per tutti, ma di un giudizio di tipo speculativo che, solo, po-
inglobare le tematiche dei limiti e della pensare le leggi in un modo che tenga conto trebbe fondarli. Le questioni “fondamenta-
crisi di fondazione del soggetto medesi- del fatto che le donne non sono uguali agli li”, cioè fondative, vengono anzi relegate in
mo. F.C. uomini. F.P. interiore homine; contemporaneamente, e
conseguentemente, le questioni politiche -
l’opzione, ad esempio, per i sistemi demo-
cratici - divengono materia di fede; si con-
fondono così i fini con i mezzi, alla discus-
Irigaray: cultura della differenza Il bivio e la convergenza sione dei quali si riduce infine, più o meno
consapevolmente, la filosofia politica.
Edito in Francia per le Editions Grasset Il “bivio”, cui allude il titolo dell’opera La critica di Possenti a prospettive tutto
& Fasquelle nel 1990, viene ora pubbli- di Vittorio Possenti, LE SOCIETÀ LIBERALI sommato “riduzioniste” dell’analisi politi-
cato in Italia l’ultimo libro di Luce Iri- AL BIVIO. LINEAMENTI DI FILOSOFIA DELLA ca, che spiegano in termini esclusivamente
garay: IO, TU, NOI. PER UNA CULTURA DELLA SOCIETÀ (Marietti, Genova 1992) è quel- utilitaristici o contrattualistici la dinamica
DIFFERENZA (a cura di M. Antonietta lo a cui si trovano di fronte le società delle decisioni politiche, non è solo la critica
Schepisi, Bollati-Boringhieri, Torino liberali dell’Occidente, sospese, secon- della politica da un punto di vista “etico” o
1992), una raccolta di saggi, alcuni dei do l’autore, fra l’eredità della filosofia da uno ontologico. In realtà, ricorda ancora
quali già pubblicati in traduzione ita- politica classica e cristiana, da un lato, Esposito, sono proprio le riduzioni pancon-
liana negli anni 1987 e 1988 sulla rivi- e l’impulso secolarizzante di un indivi- trattualistiche, l’illusione “demitizzante”
sta “Rinascita”. Il libro è stato presen- dualismo che assolutizza la libertà del (che in nome di una risolubilità razionale
tato a Torino, Bologna e a Roma, dove singolo, e la separa dalla verità, dall’al- dei conflitti li espelle dall’orizzonte del-
per l’occasione si è svolto un incontro tro. l’analisi), a perdere di vista che il conflitto
aperto, misto, per volere stesso della costituisce proprio l’essenza, il banco di
presentatrice francese, che da almeno Come ha rilrvato Roberto Esposito in oc- prova, dell'analisi politica. Si perde così di
un decennio rappresenta per il movi- casione della presentazione dell’opera di vista anche l’origine storica della filosofia
mento delle donne italiano un fonda- Possenti presso l’Istituto Italiano per gli politica, della stessa riflessione filosofico-
mentale punto di riferimento teorico. Studi Filosofici di Napoli, il confronto che politica che, nell’età moderna, affonda le
Vittorio Possenti instaura con la tradizione sue radici nei pressi delle guerre di religio-
Negli anni ’50 e ’60 il punto di riferimento filosofico-politica dei classici e dell’Occi- ne, dei conflitti sociali, e delle guerre di
principale per la cultura e il pensiero femmi- dente cristiano riposa sul convincimento successione. Questa genesi storica è, d’altra
nista è stata l’opera di Simone de Beauvoir, che i problemi là dibattuti, i nuclei tematici parte, a sua volta avvenuta in stretta correla-
Il secondo sesso, che ha contribuito a gene- delle questioni là individuati non siano ec- zione con un’altra prospettiva, un’altra linea
rare le basi del femminismo degli anni ’70 cessivamente dissimili da quelle a cui si tro- di pensiero, quella a cui Possenti si sente più
con le sue rivendicazioni sociali e politiche, va di fronte l’uomo contemporaneo. La col- vicino.
che tanta importanza hanno avuto per gene- locazione di quest’ultimo attraverso cate- Il moderno e il postmoderno, se pure hanno
razioni di donne, impegnate nella rivendi- gorie , quali quella di “moderno” o di “po- un senso come strumenti di analisi, appaio-
cazione della parità con l’uomo. Ma la sem- stmoderno”, che vogliono essere a un tem- no dunque come il luogo di un’antinomia
plice richiesta di uguaglianza tra uomo e po teoretiche e storiografiche, risulta pro- che assume le sembianze di una contraddi-
donna non è sufficiente per Luce Irigaray. blematica proprio per la loro non univocità. zione, di un bivio: le società liberaldemo-
cratiche occidentali si trovano da un lato
21 l’individualismo egocentrico e non fondato
TENDENZE E DIBATTITI

Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Incisione di Sichling da L. Sebbers

22
TENDENZE E DIBATTITI

TENDENZE E DIBATTITI

Riflessioni di Hegel confronti di quello di Ernst Schultze, l’au- siero di Hölderlin e il problema del lin-
tore del celebre Enesidemo (1792), ha il guaggio da Herder a Hegel (ESI, Napoli
Il volume di Valerio Verra, LETTURE HE- significato della rivalutazione di un mo- 1990), che intendeva mostrare come pro-
GELIANE. IDEA, NATURA , STORIA(il Mulino, mento decisivo nella critica del dogmati- prio a partire dal concetto di riflessione
Bologna 1992), che raccoglie una serie smo della coscienza comune. Invece lo Hölderlin pervenisse alla determinazione
di recenti saggi dedicati al filosofo scetticismo, nella prospettiva a lui contem- di una prospettiva tragica dell’esistenza. Il
tedesco, più che una ricostruzione del poranea, appare a Hegel legato, per quanto processo di riflessione sembrerebbe infatti
pensiero hegeliano nel suo comples- in modo critico, alla filosofia della rappre- chiarire, in Hölderlin, il nesso tra condizio-
so, propone uno spettro significativo sentazione, cioè a un’impostazione trascen- nato e incondizionato come aspirazione
di approcci diversi, che dimostrano la dentale di ascendenza kantiana, ferma al necessaria, e necessariamente vana, all’ele-
fecondità di tale pensiero, anche al di momento dello sguardo dell’intelletto fini- vazione del finito all’infinito; la coscienza
là di una discussione meramente sto- to. Lo scetticismo antico, di cui Hegel tragica consiste precisamente nella consa-
riografica. Con un intendimento non evidenzia il carattere logico-dialettico (te- pevolezza di tale necessità, e di tale vanità,
dissimile si sviluppa lo studio di Da- matizzando, tra l’altro, la differenza fra i e si realizza in Hölderlin come ricerca di
niele Goldoni, IL RIFLESSO DELL’ASSOLU- tropi più antichi e quelli di Sesto Empirico) una dimensione della trascendenza, che,
TO. DESTINO E CONTRADDIZIONE IN HEGEL appare dunque come una “figura” propria- pur tenendo fermo alla posizione kantiana
(1797-1805), che assume la questione mente filosofica, laddove quello moderno come punto di non ritorno nella critica al
della “riflessione” come categoria te- vuole essere una critica allo “sguardo filo- dogmatismo della metafisica tradizionale,
oretica, con la quale riconsiderare sto- sofico”, condotta a partire dal punto di vista cerca nuove strade attraverso le quali ri-
ricamente la collocazione di Hegel. De- della coscienza comune. pensare la dimensione dell’incondiziona-
cisamente collocata sul versante di un Anche il saggio che Verra dedica al rappor- to, rimossa proprio in seguito alla critica
confronto teoretico del pensiero he- to tra “dialettica” e “metamorfosi” mostra kantiana.
geliano con alcuni momenti nodali come la questione teoretica, che contrap- La soluzione scelta da Hegel, come osserva
della tradizione di pensiero occidenta- pone la filosofia hegeliana a quella della Goldoni in Il riflesso dell’Assoluto, consi-
le è invece l’opera di Massimo Donà, natura di stampo romantico, porti imme- ste tuttavia nell’ ”elusione del tragico”. La
SULL’ASSOLUTO. PER UNA REINTERPRETA- diatamente Hegel, dal punto di vista storio- “riflessione assoluta” hegeliana consiste
ZIONE DELL ’IDEALISMO HEGELIANO (prefa- grafico, al di là del rapporto con Goethe. In nel trascendimento dell’esser posto della
zione di Emanuele Severino, Einaudi, ogni caso, a prescindere dai diversi intenti finitezza, poiché questo è il compito della
Torino 1992). - classificazione e comparazione delle real- filosofia, non essendole concesso di fer-
tà naturali come testimonianza dell’armo- marsi alla dimensione del condizionato.
Una questione di carattere metodologico nia del tutto, in Goethe; emergenza del L’esperienza della contraddizione, dalla
motiva il titolo della raccolta di Valerio nucleo logico-speculativo nella dialettica quale scaturisce l’uso di quest’ultima come
Verra, Letture hegeliane. Di “letture” si naturale, in Hegel - secondo Verra nei due strumento, logico e ontologico insieme,
tratta, infatti, e non di “interpretazioni”, pensatori «operano categorie e strutture attraverso il quale si attua il superamento
dato che l’intento non è quello di fornire problematiche comuni». Un rimescolamen- della dimensione della finitezza, ha proprio
una ricostruzione complessiva del pensie- to, invece, delle categorie aristoteliche è il il significato di un “abbassamento” del-
ro hegeliano, e neppure la tematizzazione risultato del confronto di Hegel con i fon- l’esperienza del tragico, di una sua “ridu-
di un aspetto particolare di esso, ma di damenti della storia della tradizione specu- zione”, finalizzata alla sua manipolazione
enucleare alcune chiavi di accesso teorico, lativa, per quanto riguarda la questione e alla sua neutralizzazione. In verità il reale
importanti per situarlo storicamente. La della “determinazione del processo di ri- discrimine fra gli approcci dei due pensato-
doppia valenza, teoretica e storica, di alcu- flessione” (identità, differenza, diversità, ri risiede proprio nella loro diversa conce-
ni di questi nodi concettuali, risulta ben opposizione e contraddizione), che porta al zione (tragica l’una, conciliativa l’altra)
evidente, ad esempio, rispetto alla questio- cuore del sistema hegeliano e a cui Verra del nesso tra finito e infinito.
ne della valutazione hegeliana dello scetti- dedica un saggio della sua raccolta. Come rileva anche Emanuele Severino
cismo, nella quale agiscono, come ricorda Proprio il concetto di riflessione diviene, nella sua prefazione al volume, l’opera di
Verra, parametri sia fenomenologici, sia nell’interpretazione di Daniele Goldoni, Massimo Donà, Sull’Assoluto, muove dalla
logici. Risulta così che lo scetticismo appa- banco di prova dell’organizzazione del convinzione che in Hegel la totalità degli
re non soltanto come momento storica- pensiero hegeliano nel suo provenire, e essenti si dia come eterna, «come relazione
mente determinato dello sviluppo della ri- insieme nel suo distaccarsi, dalla temperie originaria e necessaria dove ogni essente è
flessione filosofica, ma soprattutto come culturale del primo periodo del Romantici- in relazione a ogni altro essente, e quindi
categoria teoretica, nei confronti della qua- smo. In particolare è per l’autore significa- rispecchia in sé il Tutto, e dove la tempora-
le Hegel precisa la propria posizione. In tal tivo il rapporto di Hegel con Hölderlin, al lità non ha nulla a che vedere con l’uscita
senso, la considerazione privilegiata che quale Goldoni aveva dedicato un prece- dal nulla e il ritornare nel nulla». L’Assolu-
Hegel accorda allo scetticismo antico nei dente studio, Filosofia e paradosso. Il pen- to hegeliano non consiste in un’accettazio-

23
TENDENZE E DIBATTITI

ne del carattere processuale del divenire li dalle tendenze ermeneutiche domi- Eius diviene in tal senso sintesi dell’onto-
ma, al contrario, nella dimostrazione che nanti. logia teologico-parmenidea di Heidegger.
tale processualità è un “falso movimento”, Un interessante completamento di questa
se concepito come kinesis tra un essere e un Luogo molto frequentato è quello in cui si tematica può essere rintracciato nel contri-
nulla, come passaggio degli enti da una colloca l’ente-uomo in Martin Heidegger. buto di Valerio Bernardi, “Lo Heidegger-
condizione di partecipazione all’essere a “La questione dell’ente-uomo in Heideg- Streit teologico degli anni Trenta”, che
una di assenza dello stesso. Reale, ovvero ger” è appunto il titolo del saggio di Giu- analizza le reazioni successive alla pubbli-
effettuale, non è questo passare, ma l’esse- seppe Semerari, curatore dell’opera, che cazione di Essere e Tempo in ambito teolo-
re, l’Assoluto, la totalità che si manifesta ha affrontato diverse tendenze critiche: l’in- gico.
nei momenti del processo dialettico; nega- dirizzo ermeneutico, che associa il pensie- Il periodo precedente gli anni ’20, in modo
re il carattere di effettualità al singolo mo- ro di Heidegger alle diverse dichiarazioni particolare quello che intercorre tra il 1912
mento, in quanto finito, significa attribuire di “morte” del soggetto; la posizione di e il 1916, è un periodo che, nonostante sia
effettualità, cioè realtà, non al gioco delle Massimo Cacciari e Gianni Vattimo, che di notevole importanza per la costituzione
loro negazioni, ma alla struttura originaria leggono Heidegger come “filosofo della del pensiero heideggeriano, è il meno fre-
che sottostà a questo gioco. tecnica”, considerata come processo defi- quentato dalla critica. A questo proposito è
Dall’indagine di Donà emerge dunque, in nitivo; e infine le considerazioni sul tema illuminante il saggio contenuto in que-
senso heideggeriano, «un Hegel alle prese svolte da Jacques Derrida, in particolare st’opera di Mauro G. Minervini, “Prima
con lo stesso di tutta la grande tradizione nella conferenza del 1987, pubblicata con di Essere e Tempo: Heidegger di fronte a
filosofica», l’Assoluto, che è, in ogni ente, il titolo: De l’Esprit, Heidegger et la que- Hegel”, in cui, facendo riferimento a scritti
in ogni praesentia, ciò che si fa presente. stion (Dello spirito, Heidegger e la doman- giovanili di Heidegger come La dottrina
L’autore sviluppa la propria tesi attraverso da), dove, sulla base delle riflessioni hei- del giudizio nello psicologismo del 1914, la
l’analisi di alcuni topoi del confronto di deggeriane del 1929-30 sul diverso rappor- dissertazione su Duns Scoto, Il concetto di
Hegel con la tradizione occidentale: Ador- to che le cose materiali, gli animali e gli tempo nella scienza storica, vengono mes-
no, Kant, Agostino. Relativamente al- uomini intrattengono con il mondo, si so- si in evidenza presenze e tracce di influenze
l’interpretazione adorniana viene focaliz- stiene la presenza di una teleologia antro- e di stimoli propri della Hegel-Reinassan-
zato il cuore del sistema di Hegel e la pocentrica, persino umanista, nel pensiero ce promossa dagli ambiti neo-kantiani e
caratterizzazione fondamentale del suo di Heidegger. dall’affermarsi del pensiero di Dilthey e
Assoluto, la “dialetticità”, nel tentativo di L’estremità di queste posizioni riflette, per della sua opera critica su Hegel.
dimostrare il “fallimento” dell’esegesi di Semerari, l’ambiguità del pensiero di Hei- Il saggio di Michele Illiceto “Il rapporto
Adorno, imperniata, come è noto, su un degger su questa questione. Per ovviare a tra il sé e l’è nell’ontologia di Martin Hei-
carattere diadico, cioè “aperto”, anziché questa situazione, occorre individuare in- degger”, affronta il problema della diffe-
triadico, della dialettica. Il confronto inve- nanzitutto il “solido posto” che Heidegger renza ontologica, analizzando il passaggio,
ce che Donà instaura fra Kant e Hegel, sul occupa nell’ambito della storia della filo- attuato da Heidegger, dal Sé di formazione
terreno dell’interpretazione della “prova sofia occidentale, interpretata da Semerari cartesiana al Ci, al Ci-è. Il cogito cartesiano
ontologica” di Anselmo, mira a confutare secondo due modelli: “parmenideo” e “pro- pone la precedenza del Sé, cioè afferma un
l’interpretazione di un “superamento”, da tagoreo”, da lui già esposti in Filosofia. tempo in cui l’Io è senza mondo; in Heideg-
parte di Hegel, della questione kantiana Lezioni preliminari (Milano 1991). All’uo- ger «prima del Sé c’è l’è che Ci-è». La
del noumeno. Infine nell’interpretazione mo parmenideo è sottratta la decidibilità, il differenza ontologica si definisce, così
del confronto tra Hegel e Agostino, relati- controllo della propria esistenza, mentre a «...ontologizzazione del ritardo temporale
vamente alla questione del tempo, Donà quello protagoreo si riconosce il «progetto del Sé rispetto all’è». In confronto alla
rintraccia una forte affinità tra i due pensa- della propria autoresponsabilità», pur nel- fenomenologia husserliana come rinnova-
tori nell’affrontare il nodo del rapporto fra l’ambito delle determinazioni biologiche e to cartesianesimo, in cui il rapporto di pre-
tempo e ontologia: la fenomenologia ago- culturali. La caratterizzazione dell’Esserci cedenza del sé rispetto al mondo si pone
stiniana, osserva Donà, anticipa in modo in termini di “fatticità”, di “essere gettato”, mediante il rifiuto del mondo inteso come
sorprendente «la concettualizzazione, tut- di “essere colpevole”, colloca Heidegger datità, nell’accezione cartesiana, e attra-
ta ontologica, che del divenire temporale nell’ambito del modello parmenideo; ed è verso una struttura bipolare del cogito:
verrà realizzata dal pensiero hegeliano». proprio nello spazio parmenideo che si movimento dell’ego e distesa dell’è, l’on-
F.C. deve cogliere la singolarità ontologica del- tologia heideggeriana si rivela una «filoso-
l’uomo: l’essere mai signore di se stesso, fia dell’eccedenza dell’è».
mai “faber fortunae sue”, ma “pastore del- Luoghi poco frequentati del confronto con
l’Essere”, diviene la condizione del suo Heidegger sono anche quelli che coinvol-
privilegio. L’uomo in quanto Esserci è al di gono pensatori così lontani nel tempo quali
Confronti con Heidegger sopra di ogni altro ente in relazione alla Plotino, Spinoza o Freud. Il saggio di Fer-
peculiarità di pensare l’Essere, di essere il ruccio De Natale, “Heidegger e Plotino:
Le più significative sperimentazioni mezzo dell’apertura come disoccultamen- consonanze imperfette”, cerca di mettere a
sull’opera di Martin Heidegger, pro- to e manifestatività dell’Essere. L’apparte- confronto la Lettera sull’Umanismo di
mosse, tra il 1985 e il 1990, dalla catte- nenza di Heidegger al modello parmenideo Heidegger e le Enneadi di Plotino. E’ un
dra di Filosofia Teoretica dell’Univer- definisce un’antropologia caratterizzata dal confronto costitutivo: nel dialogo tra Hei-
sità di Bari con la collaborazione di duplice movimento di spodestamento e di degger e Plotino si inserisce l’autore, che
sette studiosi, Valerio Bernardi, Fer- innalzamento dell’uomo. entra in discussione con i due filosofi, con
ruccio De Natale, Domenica Discipio, Il parmenidismo di Heidegger, osserva la scrittura delle Enneadi, della Lettera
Michele Illiceto, Mauro G. Minervini, Semerari, va ricercato nel periodo prece- sull’Umanismo, con i versi di Silesius de Il
Giuseppe Semerari, Francesco Vale- dente agli anni ’20 (periodo in cui Semerari pellegrino Cherubico; che guarda ed espri-
rio, sono state raccolte nel volume: colloca l’autentica Kehre nel pensiero hei- me l’Uno di Plotino per dire l’indicibilità
CONFRONTI CON HEIDEGGER (a cura di Giu- deggeriano). Indicare nella teologia il ter- dell’Essere heideggeriano. Nel saggio “Hei-
seppe Semerari, Dedalo, Bari 1992), reno di costituzione dell’ontologia parme- degger e Freud”, Domenica Discipio ri-
che si caratterizza per l’analisi sia di nidea di Heidegger non è specificarne sem- percorre invece, nella prima parte del con-
luoghi heideggeriani “molto frequen- plicemente la provenienza, ma è renderne fronto, le indagini condotte da M. Bartels
tati”, sia di luoghi “poco frequentati” visibile il carattere teologico intrinseco: la in Selbstbewusstsein und Unbewusstes. Stu-
dalla critica e, comunque, tali da ri- sentenza agostiniana merita nostra, dona dien zu Freud und Heidegger (Autoco-
chiedere una “esplorazione” che esu-
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TENDENZE E DIBATTITI

scienza e inconscio. Studi su Freud e Hei- di Heidegger non contiene elementi nuovi, di Versailles, con cui era stata sancita la
degger) e da W. J. Richardson in The Place se si esclude la tesi, sostenuta nella parte sconfitta tedesca nella prima guerra mon-
of unconscious in Heidegger (Il ruolo del- dell’opera dedicata alla filosofia dell’ulti- diale. M.M.
l’inconscio in Heidegger), che mirano a mo Heidegger, che questi non abbia mai Attualità del marxismo
completare l’elaborazione freudiana della abbandonato il punto di partenza della fe-
struttura della personalità umana mediante nomenologia husserliana. In un panorama culturale che tende a
l’analitica esistenzial-ontologica di Hei- Circa la questione che negli ultimi anni ha far ricadere sui padri (Marx ed Engels)
degger. La parte conclusiva del saggio di sollevato accese discussioni - il rapporto di le colpe di sedicenti figli e nipoti, due
Discipio ribalta l’impostazione data dalle Heidegger con il nazionalsocialismo - Nol- voci pressoché isolate si levano a ri-
due interpretazioni sopra esaminate e ri- te si ferma alla constatazione di alcuni vendicare l’attualità del pensiero
percorre il pensiero di Heidegger attraver- elementi che sembrano generalmente ac- marxiano, altra cosa rispetto a quello
so la psicoanalisi freudiana anche nei suoi cettati dagli interpreti heideggeriani. Con troppo a lungo propagandato come
risultati terapeutici, centrando l’attenzione Habermas - suo avversario nella polemica marxista: in Francia il semestrale “AC-
sul privilegio conferito da Heidegger, nel- svoltasi nel 1986-87 tra gli storici tedeschi TUEL MARX” (giunto alla sesta annata:
l’analisi della condizione dell’esserci nel sulle origini del nazismo, sul problema n. 11, primo semestre 1992); in Italia la
mondo, all’Essere dell’esserci. dell’”unicità” dei suoi crimini e sul rappor- “nuova serie” di “CRITICA MARXISTA” (di
Il confronto tra Heidegger e Spinoza, che to tra quel passato e l’attuale identità tede- cui è da poco uscito il n. 3/4, maggio/
Francesco Valerio sviluppa nel saggio sca - Nolte condivide alcuni punti di vista: ottobre 1992). In questo quadro, e nel
“Heidegger, Spinoza e il problema della è nell’ultimo periodo della repubblica di momento in cui è da molti avvertita
soggettività”, è un «tentativo di attraversa- Weimar che il pensiero di Heidegger si l’esigenza di un “riorientamento” del
mento» di uno dei “violenti spazi oscuri” carica di elementi ideologici, e anzitutto proprio pensiero intorno ai “classici”
(A. Jäger) che Heidegger lascia aperti nella del teorema della cosiddetta rivoluzione del marxismo, si colloca anche la re-
selettività che caratterizza la sua ermeneu- conservatrice; pur prendendo posizione, cente raccolta di saggi di Giuseppe
tica dell’intero pensiero occidentale. Sia nel 1933-34, a favore del regime nazista, Vacca dal significativo titolo: GRAMSCI
Heidegger che Spinoza mirano a mantene- Heidegger non ne condivide il razzismo e E TOGLIATTI (Editori Riuniti, Roma 1991).
re la priorità trascendentale (lo Stesso So- l’antisemitismo; dopo il periodo di rettora-
stanziale di Spinoza, il Sein selbst di Hei- to, non prendendo parte alla resistenza, né Quando, nel 1987, fu fondata la rivista
degger) in una teoria dell’Essere della dif- scegliendo la strada dell’emigrazione, il “Actuel Marx”, la crisi delle società cosid-
ferenza ontologica tra Essere ed ente, nel filosofo mantiene col nazismo un rapporto dette comuniste, e con esse del “marxismo-
tentativo di sottrarsi all’errore della pre- altamente ambiguo, considerandolo, alla leninismo” ufficiale, appariva ormai irre-
sentificazione, entificazione dell’Essere. pari di bolscevismo e americanismo, come versibile, anche se nessuno ne prevedeva
L’orizzonte della Soggetti(vi)tà, non intesa una modalità dell’oblio dell’essere, pur allora una fine così repentina; era già per
nel senso equivoco della metafisica moder- vedendo in esso anche un momento neces- tanto avvertita la necessità di un rinnova-
na, è la dimensione problematica di questo sario nella dialettica di nascondimento/di- mento «delle tradizioni marxiste [...] al di
rapporto e ne definisce i termini. F.R.C. svelamento dell’essere stesso. fuori di ogni ortodossia», e di un loro con-
In altri passaggi del suo studio, Nolte ri- fronto con le «altre componenti principali
prende (e ripete) alcuni punti di vista già della cultura contemporanea». Quest’ulti-
esposti nelle sue opere di carattere storico, ma affermazione è particolarmente indica-
e in particolare l’idea del significato della ta per presentare il numero 11 di “Actuel
Nolte, Heidegger e il nazismo rivoluzione d’Ottobre nella storia contem- Marx”, la cui parte monografica, che come
poranea. La rivoluzione bolscevica rappre- al solito copre la prima metà abbondante
E’ dedicato a una ricostruzione mono- senta per Nolte l’evento rivoluzionario per del fascicolo («in realtà un vero libro»,
grafica dell’itinerario filosofico di Hei- eccellenza, ma in senso negativo. Chiave come recita la quarta di copertina), è dedi-
degger il più recente studio dello sto- interpretativa di questo fenomeno storico è cata questa volta a “Weber e Marx”.
rico tedesco Ernst Nolte dal titolo: per Nolte la discussa contrapposizione tra Presupposto di questa parte dedicata ai due
MARTIN HEIDEGGER. POLITIK UND GESCHI- sterminio “di razza” (nazismo) e “di clas- autori è il saggio omonimo di Karl Löwith
CHTE IM LEBEN UND DENKEN (Martin Hei- se” (rivoluzione d’Ottobre e arcipelago del 1932, cui idealmente si richiamano tutti
degger. Politica e storia nella vita e nel Gulag). Partendo da questo confronto tra i contributi qui ospitati: la relazione di
pensiero, Propyläen Verlag, Berlin stalinismo e nazismo Nolte giunge così, Herbert Marcuse al Congresso dei socio-
1992). Discutendo l’annosa questione pur non volendo negare la natura criminale logi tedeschi del 1965 su “Industrializza-
del rapporto di Heidegger con il nazio- del regime nazista, a ridurre l’unicità degli zione e capitalismo”, volta a denunciare la
nalsocialismo, Nolte riafferma la sua suoi orrori, relativizzandola in quanto “pic- non identità tra razionalizzazione (capitali-
discussa visione del nazismo come cola soluzione” rispetto alla “grande solu- sta), analizzata ed elogiata da Weber, ma in
risposta allo sviluppo del movimento zione” bolscevica e stalinista. realtà tutt’altro che neutrale e “formale”, e
bolscevico e alla rivoluzione d’Otto- Non è questo il luogo per discutere questa razionalità tout court; l’articolo di Jean-
bre. interpretazione, che del resto ha già trovato Marie Vincent, che nella critica weberia-
i suoi critici. Va però osservato che, appli- na alla razionalità marxista vede da un lato
Quest’ultimo studio di Ernst Nolte (che fu cata alla filosofia heideggeriana, essa sug- un volgere contro Marx di critiche da lui
allievo di Martin Heidegger) va ad ag- gerisce l’idea che l’adesione al nazismo di stesso sviluppate, dall’altro una critica an-
giungersi alla già imponente bibliografia Heidegger sia stata motivata da una posi- ticipata al “socialismo reale”, che per altro
dedicata al filosofo tedesco e si presenta zione anticomunista. Resta comunque an- non coinvolge “tutto” Marx, ma anzi aiuta
come una introduzione di carattere genera- cora aperta tra gli storici la questione se il a separarne il “pensiero vivo” dal “marxi-
le al pensiero heideggeriano. Per quanto nemico principale dei sostenitori della “ri- smo volgare” o “materialismo economico”
riguarda la ricostruzione della vita del filo- voluzione conservatrice” fosse il movi- (opera cui già si era accinto il “nostro”
sofo Nolte riprende elementi già noti dalla mento operaio e comunista (come voleva, Gramsci); quindi il saggio di Michael Löwy
documentazione presentata da Schneeber- pur da un punto di vista ideologico diverso su “Figure del marxismo weberiano” (Blo-
ger, dai ricordi di Gadamer e Löwith, a quello di Nolte, Georg Lukàcs), o non ch e Lukács innanzitutto, poi la Scuola di
dalla biografia di Ott e dal controverso e piuttosto la democrazia parlamentare e li- Francoforte, infine Merleau-Ponty, ideato-
unilaterale studio di Farias. Anche l’espo- berale: che veniva identificata come il sup- re dell’espressione “marxismo weberiano”)
sizione dei contenuti teorici della filosofia porto politico dell’ordine uscito dalla pace e quello di Catherine Colliot Thélène su

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TENDENZE E DIBATTITI

“Habermas, lettore di Marx e Max Weber”. salverà è il Mercato [...], la vecchia ri- buona parte del discorso di Petrucciani,
Seguono un’interessante antologia di testi cetta degli ortodossi: laissez faire, lais- non vuole ridurre il marxismo a “ideale
weberiani dedicati a Marx ed al marxismo, sez passer» (su questo aspetto si veda regolativo”, ritenendolo invece, sulle
curata da Enzo Traverso, ed una ricca anche Roberto Tesi, “Aspettando l’inno- orme di Sartre (e di Gramsci) una «filo-
sezione bibliografica. vazione”). sofia epocale [...] “insuperabile”, finché
Almeno un cenno meritano infine le al- Segue un “Laboratorio culturale”, più esistano le condizioni che determinano
tre rubriche della rivista: “Storia del propriamente “filosofico”: uno dei temi le disuguaglianze»; e Domenico Losur-
marxismo”, con un articolo di Jacques che hanno dominato i primi fascicoli è do (“Liberalismo, comunismo e storia
Texier (direttore della rivista insieme a rappresentato dal confronto tra liberali- della libertà”, n. 3), che ha mostrato
Jacques Bidet) sui Gundrisse di Marx, smo e marxismo a proposito dell’idea di come il carattere autocontraddittorio del
un “Intervento” di Jeffrey Reiman su libertà (argomento quantomai attuale, concetto liberale di “libertà negativa”
“Rawls contro Nozick”, e la consueta cui è stato anche dedicato un recente non implichi necessariamente, come
nutrita schiera di “Libri”, a sua volta convegno del Goethe Institut romano, purtroppo è avvenuto nei paesi del “so-
articolata in sottosezioni, tra le quali “La dal titolo: “Marxismo e liberalismo alla cialismo reale”, una sua liquidazione tout
nuova struttura del mondo”, argomento soglia del terzo millennio”). Il dibattito court, ma piuttosto la negazione di alcu-
cui è anche dedicato l’editoriale di que- è stato aperto nel numero 1 da Stefano ne libertà (“formali”), per affermarne
sto numero. Petrucciani con un’interessante analisi altre (“sistemiche”). In ogni numero è
Più articolata appare la “nuova serie” di di “Tre concetti di libertà”, liberale, de- presente poi una sezione dedicata alla
“Critica marxista”, che si apre con un mocratico e socialista, cui appartiene “Battaglia delle idee” e una alle “Rilet-
ampio “Osservatorio” sull’attualità po- quello marxiano, per un verso più esten- ture”; seguono le consuete “Schede cri-
litica ed economica. Soprattutto nell’ana- sivo “libertà collettiva”, economica , tiche”.
lisi di quest’ultima si possono apprezza- per l’altro esposto a gravi aporie, non In conclusione, siamo di fronte ad una
re, già nel numero 1, ad esempio, alcuni riconoscendo dignità ai diritti “classici” rivista che, come sottolineava l’Edito-
tentativi di sollevarsi al di sopra dell’im- (quelli dell’ ’89, per intendersi) e pre- riale del numero inaugurale (presumi-
mediata contingenza mediante il richia- supponendo l’abolizione del mercato e bilmente opera dei due direttori Aldo
mo ad autori “forti”; anche in questo della libera competizione, improponibi- Tortorella e Aldo Zanardo), pur senza
caso il pensiero di Marx viene messo a le, secondo Petrucciani, nelle società rinnegare la quasi trentennale esperien-
confronto con altri “classici”, stavolta moderne; è quindi necessario un suo za della prima serie di “Critica marxista”
dell’economia (Keynes e Schumpter), “ripensamento”, che ne faccia “un prin- (1965-91), «non ha niente a che fare con
unica maniera per affrontare l’attuale cipio etico” volto allo sviluppo, e non al la nostalgia o con il “continuismo”», né
crisi, osserva Giorgio Lunghini (“Oc- superamento, delle libertà democratiche. con il «ristabilimento del “vero” Marx»,
cupazione e democrazia”), senza rifu- Sul medesimo tema sono poi intervenuti ma «vuole essere la ripresa di un impe-
giarsi nella speranza, condivisa da «mol- Nicola Badaloni (“Le tre libertà e il gno di lettura critica della realtà», for-
ti, anche a sinistra [...], che il Dio che ci marxismo”, n. 2), che, pur accettando nendo, come recita il suo sottotitolo,
analisi e contributi per ripensare la sini-
stra.
In questo contesto ci pare significativo
segnalare il “ripensamento” delle figure
e dell’opera di Gramsci e Togliatti che
Giuseppe Vacca propone nel suo recen-
te studio, Gramsci e Togliatti che muove
dal riconoscimento della “inscindibilità
del nesso Gramsci Togliatti”, decisivo
per l’elaborazione di quella “via italiana
al socialismo” che, pur ritenuta dall’au-
tore nei fatti ormai storicamente supera-
ta (anzi, sostiene Vacca, ormai «proba-
bilmente lo stesso termine socialismo è
irrimediabilmente compromesso»), rap-
presenta pur sempre un punto di riferi-
mento preciso in una situazione dove,
secondo un’espressione gramsciana,
mentre «il vecchio muore, il nuovo non
può nascere». E questo innanzitutto per-
ché i Quaderni del carcere di Gramsci
«sono rivolti principalmente ad indaga-
re le ragioni di fondo [...] della sconfitta
del movimento operaio ed elaborare i
fondamenti (e alcuni indirizzi essenzia-
li) d’un nuovo programma», di cui la
gramsciana «filosofia della prassi costi-
tuisce la base». La “vitalità di Gramsci”
starebbe dunque nel fatto che la sua
opera fondamentale è stata concepita in
un’epoca di crisi profonda delle forze
rinnovatrici della società, che presenta
interessanti (e preoccupanti) analogie
con l’attuale. Inoltre, l’aver tentato, tra i
primi, quella “lettura diacronica” delle
Karl Marx prima del 1875 (foto di John Mayall, Londra) note gramsciane, resa possibile dalle in-

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TENDENZE E DIBATTITI

Jürgen Habermas e Carl Schmitt

tegrazioni e correzioni apportate da fascismo, «era volta [...] ad esplorare la “forza legittimante” del diritto, che non
Francioni alla cronologia dei Quaderni possibilità di dar vita ad un “partito uni- può, a suo parere, essere fatta risiedere
stabilita dall’edizione critica curata da co della classe operaia e dei lavoratori”, nella pura razionalità del potere politico,
Gerratana nel ’75, rende nuova e sti- che avrebbe potuto non essere un partito come la storia si è incaricata di dimostrare.
molante l’analisi di Vacca, contenuta comunista»: un’operazione simile a quel- La forza legittimante del diritto va invece
nella prima parte del suo studio (“I Qua- la che, da qualche tempo, i dirigenti del ricercata nella dimensione etica: solo così
derni e la politica del ‘900"), di concetti neonato PDS (tra cui, lo ricordiamo, va la forma del diritto diventa risoluzione po-
chiave del pensiero di Gramsci quali annoverato lo stesso Vacca) stanno ten- litica.
“egemonia”, “guerra di posizione”, “ri- tando; ma questa è storia di oggi. G.C. Questa impostazione non potrebbe essere
voluzione passiva” e così via, anche per in alcun modo condivisa da Carl Schmitt,
chi, come Guido Liguori (nel n. 1 di la cui teorizzazione della separatezza tra
“Critica marxista”), non sia convinto che Teologia, diritto, politica etica e politica rende necessario giustifica-
«la posizione di Gramsci verso la demo- re lo iato che in questo modo si apre non
crazia rappresentativa è quella della “ri- Definire la fonte del diritto, considera- tanto fra diritto e morale, quanto fra diritto
forma”, non della “distruzione”» rivolu- to come presupposto della risoluzio- e politica. In altri termini la necessità di una
zionaria, ma sostenga invece che «Gram- ne politica, è il tentativo, pur persegui- giustificazione tocca, da un lato, proprio il
sci è tutto interno alla cultura della rivo- to su piani differenti, che hanno in diritto sul versante della sua effettualità, e
luzione, termine di cui egli ridefinisce comune la raccolta di saggi di Jürgen dall’altro la politica su quello della sua
profondamente il senso, ma che non rin- Habermas, MORALE, DIRITTO, POLITICA (tra- legittimità formale. Per colmare lo iato,
nega». duzione e cura di Leonardo Ceppa, Schmitt ricorre, come è noto, all’antitesi
E Togliatti? Il merito del successore di Einaudi, Torino 1992) e l’opera di Carl amico-nemico come forma originaria del
Gramsci alla guida del PCI consistereb- Schmitt, TEOLOGIA POLITICA II (traduzio- rapporto politico, derivando la forma del
be, secondo Vacca, nell’aver sviluppato ne a cura di Antonio Caracciolo, Giuf- diritto, elevata a struttura giustificatoria di
le intuizioni gramsciane «nella nozione fré, Milano 1992). questo rapporto, dal modello teologico.
di “democrazia progressiva”», con Così i concetti giuridici risultano in Sch-
l’obiettivo di «dar vita ad un “processo” La parte più rilevante, dal punto di vista mitt, in modo più o meno diretto, determi-
di trasformazioni politiche ed economi- teoretico, dei saggi che compongono il nati da quelli teologici, con una decisa
che intrecciate, tali da configurare, alla volume di Jürgen Habermas, Morale, di- contiguità fra teologia e diritto.
fine, “una nuova idea del socialismo”». ritto, politica, è senz’altro costituita dalla Teologia politica II è la risposta di Schmitt
Inoltre, osserva ancora Vacca, la parola prima, che compare sotto il titolo: “Diritto a Erik Peterson, che nel 1935 aveva critica-
d’ordine togliattiana del “partito nuo- e morale”, nella quale viene riprodotto il to le tesi schmittiane contenute in Teologia
vo”, lanciata subito dopo la caduta del testo delle cosiddette Tanner Lectures, già politica del 1922, dove si identificavano
pubblicato nel 1988 negli Stati Uniti. Qui esplicitamente i concetti giuridici come
Habermas tenta di stabilire l’origine della concetti teologici secolarizzati. Nel testo di

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TENDENZE E DIBATTITI

replica la posizione di Schmitt risulta più collaborazione con Felix Guattari, LE spinoziana, finalizzata a quella della sua
sfumata, complici forse, più che le critiche VERITÀ NOMADI. PER NUOVI SPAZI DI LIBERTÀ radicale immanenza, serve proprio a fon-
di Peterson, proprio le analisi di Blumen- (traduzione di Gioacchino Lavanco, dare la legittimità delle sostanze finite in
berg, tendenti a sottolineare la specificità Antonio Pellicani Editore, Roma 1992). quanto singolarità irriducibili. Sul piano
del Moderno, che la tesi della secolarizza- più specificatamente politico, la polemica
zione relega in secondo piano. Dopo L’anomalia selvaggia. Potere e po- antirappresentazionalistica di Deleuze, che
La distanza fra l’impostazione dell’analisi tenza nell’opera di Baruch Spinoza, del sottolinea l’irriducibilità reciproca delle
di Schmitt e quella di Habermas è certo 1981, la nuova raccolta di saggi di Antonio singolarità, si traduce in Negri nel carattere
grande, collocandosi l’una sul terreno di Negri, Spinoza sovversivo, riprende la que- non rappresentativo e non pattizio della
una fondazione a cui non è estranea la stione, cara all’autore, dell’attribuzione alla democrazia: il meccanismo di delega, con-
dimensione metafisica, l’altra su una strada comunità di un primato etico che fonda la seguente al patto, prefigura infatti l’abdica-
più direttamente aperta verso sviluppi poli- sua legittimità, contro Thomas Hobbes, al zione, pur se finalizzata, nelle intenzioni, a
tologici, quali sono, in effetti, quelli tema- diritto di resistenza. E’ infatti noto, nel una sua miglior difesa del diritto individua-
tizzati nella seconda parte di Morale, dirit- filosofo inglese, il coniugarsi di pactum le, e dunque dell’irriducibilità del singolo
to, politica. Ciò accade in modo quasi para- unionis, ovvero il contratto sociale con il individuo. Da qui la proposta di Negri di
dossale se si considera che la qualifica di quale la moltitudine degli individui esce fondare la legittimità dell’azione politica
“filosofo” viene senza dubbio attribuita dallo stato di natura e fonda la società, e di su un legame tra la volontà del singolo e la
con maggiore immediatezza a Jürgen Ha- pactum subjectionis, il contratto politico, sua espressione sul piano della volontà
bermas, piuttosto che a Carl Schmitt, il l’atto che delega la sovranità, così costitu- generale, anziché sulla sussunzione della
quale preferisce definirsi un “giurista”. ita, allo Stato. Proprio attraverso l’identifi- volontà particolare in quella generale. Anzi,
Tuttavia lo scarto fra la teorizzazione della cazione, logica e temporale, dei due mo- a questo proposito, in Spinoza sovversivo si
“autonomia del politico”, sottesa alla teo- menti, Hobbes perviene alla rimozione del può rilevare, a seguito del concetto di “am-
logia politica schmittiana, e il radicamento diritto di resistenza da parte della società pliamento di potenza“, una maggior accen-
nell’etica dell’effettualità del diritto, in nei confronti dello Stato: la rottura del tuazione, da parte di Negri, della singolari-
quanto decisione politica, proposta da Ha- pactum subjectionis comporta ipso facto tà individuale, che non della continuità,
bermas, è forse meno grande di quanto la rottura del pactum unionis, cosicché non come avveniva in L’anomalia selvaggia.
possa apparire dalle dichiarazioni di inten- è possibile, a rigore, neppure ipotizzare la Certo, come fa notare Emilia Giancotti,
ti. L’etica habermasiana è infatti priva del resistenza della comunità, o della società senza un confronto puntuale con il testo
carattere normativo, ovvero del legame con civile contro lo Stato: al di fuori della spinoziano è «difficile stabilire quanto del-
una dimensione trascendente, da cui, a pa- subordinazione ad esso non si dà infatti la lettura di Negri appartenga allo Spinoza
rere di Schmitt, proviene il diritto, che da società, “popolo” in senso proprio, ma storico, e quanto al Negri teorico»; ma,
essa però si distacca attraverso il processo solo moltitudine di individui, cioè stato di forse, proprio stabilire questa distanza non
di secolarizzazione. L’etica in Habermas si natura, caratterizzato dal bellum omnium interessava all’interprete. F.C.
determina, infatti, come “etica del discor- contra omnes.
so”, da intendersi come discussione sulle Spinoza concorda con la valutazione hob-
procedure di comunicazione e, in quanto besiana del carattere bellicoso dello stato di
tale, sulle procedure di decisione politica. natura, dove la radice di tale accordo risie-
Come anche sottolinea Leonardo Ceppa de, per entrambi i pensatori, nella costitu- Politica e filosofia
nella sua Postfazione, la questione centrale zione antropologica dell’uomo: il carattere
degli ultimi trent’anni di riflessione filoso- espansivo del moto vitale interno in Hob- Uno dei temi centrali del dibattito filo-
fico-politica di Habermas consiste nella bes, come il conatus in Spinoza, portano sofico-politico nel mondo anglosas-
determinazione delle condizioni di possi- necessariamente a ritenere bellicoso, insta- sone è quello della legittimità del po-
bilità relative allo stabilirsi, in una società bile, e perciò nocivo per l’essenza autoaf- tere. A questo proposito si è recente-
alienata e fortemente mediatizzata, di mec- fermativa dell’uomo, lo stato di natura. La mente espresso David Beetham, con
canismi di comunicazione e decisione po- differenza tra i due pensatori risiede nel un’opera dal titolo: THE LEGITIMATION OF
litica critici nei confronti del sistema. Pur fatto che lo stato civile deve in Spinoza non POWER (La legittimità del potere, Mac-
su un altro versante, anche all’analisi ha- rimuovere, ma garantire e amplificare i millan, London 1991), in cui viene cri-
bermasiana non è dunque estraneo un in- diritti e lo “stato naturale” dell’uomo: in ticata, in riferimento a pensatori come
tento di fondazione, come tentativo di tro- ciò consiste propriamente l’amplificazio- Charles Taylor, Jürgen Habermas e
vare, nella dimensione dell’effettualità, il ne della potenza, concetto centrale nell’in- Hanna Pitkin, la posizione di Max We-
terreno della connessione e della saldatura terpretazione di Negri, pertinente a ogni ber e dei suoi seguaci, che riguardo a
fra diritto e politica. F.C. singolo modo della Sostanza infinita, cioè questo argomento ha avuto notevole
a ogni singola sostanza individuale finita. influsso sul pensiero contemporaneo.
Se un rapporto esiste tra questa interpreta- Fa da riscontro a questo dibattito quel-
zione di Spinoza e le “verità nomadi”, cui lo che si preoccupa di definire i legami
fa riferimento il titolo del volume compo- esistenti tra filosofia, politica ed ideo-
Spinoza, nomade e sovversivo sto da Negri in collaborazione con Felix logia, evidenziando i limiti dell’argo-
Guattari, esso va individuato nel fatto che mento razionale. E’ ciò che si propone
Con una nuova raccolta di saggi pro- il “nomadismo” consiste proprio nel rico- Stanley S. Kleinberg con il suo POLITICS
segue la ricerca filosofico-politica sul- noscimento del frammentarsi della totalità AND PHOLOSOPHY : THE NECESSITY AND LIMI-
la figura e l’opera di Baruch Spinoza di nelle singole soggettività individuali, legit- TATIONS OF RATIONAL ARGUMENT (Politica
Antonio Negri, SPINOZA SOVVERSIVO. timate in quanto tali, nel “multicentrismo e filosofia: la necessità e i limiti dell’ar-
VARIAZIONI (IN)ATTUALI (introduzione di funzionale”, tale per cui le aggregazioni gomento razionale, Basil Blackwell,
Emilia Giancotti, Antonio Pellicani individuali si rivelano capaci di «scatenare Oxford 1991).
Editore, Roma 1992) che approfondi- rivoluzioni molecolari irreversibili», sul
sce il concetto spinoziano di potenza, terreno sociale e su quello politico. Il trait Il concetto di legittimità è diventato una
tematizzando la questione della “pras- d’union tra i due volumi sembra in verità delle nozioni centrali nelle analisi delle
si costitutiva”. Su un terreno più im- risiedere nell’interpretazione che dello spi- scienze sociali come anche nella teoria
mediatamente politologico si colloca nozismo ha fornito Gilles Deleuze, secon- politica tradizionale. Una adeguata spiega-
invece il testo composto da Negri in do cui la tesi dell’univocità della sostanza zione di come una relazione di potere sor-

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TENDENZE E DIBATTITI

ge, sopravvive o scompare, deve far riferi- Secondo Kleinberg, il fatto che nella terrorismo non può essere giustificato:
mento non solo ad un gioco di forze mate- nostra esistenza facciamo certe ipotesi in questa prospettiva Wilkins sceglie di
riali, ma anche a norme di legittimità. Max sul futuro che riflettono la nostra espe- evitare le considerazioni strettamente
Weber è stato considerato un’autorità in rienza del passato è una condizione che politiche e si muove solo sul terreno di
proposito, anche se tutt’oggi la sua posizio- sta alla base della politica, la quale cerca argomentazioni puramente morali.
ne appare insoddisfacente. Per Weber la appunto di stabilire la maniera in cui i Prendendo spunto da autori come Ri-
legittimità di un potere non dipende da rapporti di una comunità dovrebbero chard M. Hare e Ted Honderich, Karl
nient’altro che dal credito che una parte di essere regolati. Le discordanze in questa Jaspers e Carl Wellman, Herbert
persone investe su di esso. regolamentazione non dipendono da al- Morris e Joel Feinberg, Wilkins offre
Secondo Charles Taylor questo concetto tro che da differenti ideologie. L’ideolo- innanzitutto una definizione di terrori-
è eccessivamente empirico, e non riesce a gia cerca di dirigere il nostro agire sulla smo che non contenga già in sé un germe
spiegare il fatto che ciò che rende legittimo base di assunzioni che possiedono un di valutazione morale: il terrorismo è
un regime è un insieme complesso di ciò certo fondamento storico. «l’insieme dei tentativi per ottenere cam-
che egli chiama “significati inter-soggetti- Una volta stabilita la relazione esistente tra biamenti politici, sociali, economici,
vi”, cioé l’insieme di valori, significati, politica e ideologia, Kleinberg cerca ora di oppure religiosi, attraverso l’impiego
istituzioni e modalità pratiche che provve- fornire una descrizione delle principali ideo- effettivo o la minaccia della violenza
dono a fornire l’intelaiatura normativa, tra- logie presenti nel pensiero politico occi- contro le persone o la proprietà». In base
mite cui si esprime il consenso per un dentale, come il liberalismo, il conservato- a questa definizione sembrerebbe che la
potere. La posizione weberiana non riesce rismo e il socialismo. Scopo principale di guerra e la rivoluzione siano assimilabili
a distinguere tra la legittimità di un regime Kleinberg è individuare gli elementi fon- al terrorismo: Wilkins riconosce che ci
ottenuta tramite una manipolazione del- damentali di ciascuna ideologia per poter possa essere un fraintendimento, tutta-
l’opinione pubblica, e quella di un regime confermare la possibilità di usare argo- via fa notare come ogni giustificazione
che esercita il potere in accordo con le leggi mentazioni razionali nella critica delle ideo- per la guerra possa anche valere come
stabilite. logie, dimostrando allo stesso tempo la una giustificazione per il terrorismo. Se
Rispetto a tali argomenti, molte delle criti- legittimità dell’uso di argomenti razionali si ammette la liceità dell’uso della vio-
che di David Beetham sono rivolte contro nel discorso politico. V.R. lenza, non vi è nessuna differenza mo-
Weber e ai suoi seguaci, ma anche contro i ralmente rilevante tra la violenza terro-
teorici realisti che insistono nel descrivere ristica e quella militare.
il mondo sociale interamente in termini I molti problemi concettuali affrontati
materiali, nonché contro i marxisti - non da Wilkins lo portano a formulare una
contro Marx - che concepiscono la legitti- Terrorismo definizione di terrorismo capace di su-
mità del potere semplicemente come l’im- e responsabilità collettiva perare ogni obiezione contro la possibi-
posizione di un’ideologia dominante. In lità di una giustificazione morale del
accordo con la posizione weberiana questi Negli anni ’50, i filosofi morali che si terrorismo. In certe situazioni, osserva
ultimi concetti sono inaccettabili perché richiamavano al metodo analitico, evi- Wilkins, è moralmente lecito ricorrere al
non riescono seriamente a spiegare in che tavano di addentrarsi nei meandri del- terrorismo: «la violenza impiegata è in
maniera il potere possa trovare legittimità la giustificazione delle scelte morali parte finalizzata a destabilizzare l’ordi-
anche tramite le istituzioni legali, le con- concrete. Soprattutto i filosofi anglo- ne politico e sociale esistente, ma princi-
venzioni morali e la nozione di benessere sassoni avevano fatto della metaetica palmente a propagandare gli obiettivi o
pubblico. A questo proposito Beethan di- il loro campo esclusivo di indagine. Il gli ideali propri dei terroristi; spesso, ma
stingue in particolare tre elementi nel con- grande interesse negli anni ’70 per la non sempre, detti tentativi hanno lo sco-
cetto di legittimità, affermando che il pote- filosofia pratica sembrava avere spiaz- po di provocare reazioni che procureran-
re può essere considerato legittimo se è zato questa prospettiva, ma oggi la no il pubblico consenso ai terroristi e
conforme alle regole stabilite, che le regole situazione è radicalmente cambiata. Il alla loro causa; infine il terrorismo è
possono essere giustificate tramite la pub- metodo analitico non evoca più la ri- sentito da chi lo pratica come un’attività
blica opinione dominante, e che esiste un’at- flessione su teorie già confezionate, finalizzata alla correzione di gravi in-
teggiamento di consenso anche nella mino- poiché molti autori hanno cercato di giustizie che altrimenti resterebbero tali
ranza. The legittimation of power è dedica- affrontare con la chiarezza e la rigoro- e quali».
to in gran parte all’elaborazione di questa sità dello stile analitico i più vari temi La giustificazione di Wilkins del terrori-
triplice struttura, a cui è affidato il compito della moralità. Burleigh Taylor Wilkins smo è a prima vista sorprendente e ha il
di spiegare il contemporaneo sorgere, so- ne ha affrontati alcuni in un suo re- suo punto di forza nell’altra sua tesi, per
pravvivere e decadere di relazioni di potere cente volume, TERRORISM AND COLLECTI- cui una collettività può essere responsa-
esistenti. VE RESPONSIBILITY (Terrorismo e Respon- bile senza che nessuno dei due compo-
Nella Politica Aristotele affermava che lo sabilità collettiva, Routledge, London nenti sia individualmente responsabile,
stato è un’entità naturale e che l’uomo è un 1992). bensì sia responsabile solo in quanto
animale politico e sociale. Mentre da allora componente di quella collettività.
la concezione dello stato è cambiata, rima- L’opera è suddivisa da Taylor Wilkins Wilkins parla della responsabilità di ave-
ne tuttora confermata la nostra esistenza in due parti strettamente collegate: la re accettato, per scelta, per abitudine o
politica. per Stanley S. Kleinberg questa prima è dedicata alla giustificazione per tradizione, un certo modo di vivere
considerazione è implicitamente alla base morale del terrorismo ed enuclea come (way of life): tutte le conseguenze di un
della politica. La politica considera gli or- rilevante e problematico il concetto di certo stile di vita di un qualsiasi membro
dinamenti in cui noi viviamo e può essere responsabilità collettiva; la seconda della collettività ricadono su tutti coloro
soggetta ad analisi da parte della filosofia. esplora la portata morale della responsa- che aderiscono a quello stile di vita. In
Di fatto la principale preoccupazione dello bilità collettiva attraverso la discussione questo Wilkins si richiama alla tesi di
studio di Kleinberg consiste nell’esposi- di alcuni problemi di etica degli affari e Jaspers per cui i crimini delle S.S. rica-
zione dei limiti propri dell’argomentazio- di un celebre processo militare america- dono sull’intero popolo tedesco: allo stes-
ne razionale, e nel mostrare come questi no per il massacro di May Lay (Vietnam, so modo il popolo americano sarebbe
interessino anche la politica. In questa 1968). Se non esiste una cosa come la responsabile degli orrori della guerra in
maniera egli cerca contemporaneamente di colpa collettiva o la responsabilità col- Vietnam.
chiarire la natura stessa della filosofia. lettiva di una società umana, allora il Una volta accertata l’esistenza di una
responsabilità collettiva che non si ridu-
29 ce alle responsabilità individuali, biso-
PROSPETTIVE DI RICERCA

Michel De Montaigne

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Montaigne, 400 anni dopo completamente vuoto di quale che sia dif- va comunque di dedicarsi all’arte di viag-
ferente materia, mi sono presentato, io stes- giare. L’edizione critica del suo diario di
Guadagnato da sempre il titolo di clas- so a me stesso, come argomento e sogget- viaggio in Italia, pubblicata con il titolo:
sico, a quattro secoli di distanza dalla to». Ma anche la certezza cartesiana del- Journal de voyage (Giornale di viaggio, a
morte Montaigne è nel pantheon delle l’ego cogitans è ugualmente lontana nel- cura di François Rigolot, PUF, Paris 1992)
lettere francesi un monumento che l’affermazione secondo cui «la parola ap- chiude la complessa vicenda delle edizioni
corre il rischio di essere venerato inve- partiene per metà a chi parla e per metà a chi di questo testo, il cui originale scomparve
ce che essere letto. Tuttavia, la ripub- l’ascolta». E’ questa consapevolezza che misteriosamente, per ricomparire nel 1770
blicazione degli ESSAIS (Saggi, a cura dà alla scrittura di Montaigne quel carattere negli archivi del castello di Montaigne. E’
di Claude Pinganaud, Arlea, Arles 1992) “aperto”, che sollecita l’interpretazione. sicuramente autografo il testo scritto in
e la contemporanea uscita di una bio- Sta forse in ciò la misura della classicità italiano, mentre la parte in francese si deve
grafia ad opera di Madeleine Lazard, degli Essais, ammirati da Nietzsche, criti- probabilmente alla stesura del segretario.
MONTAIGNE (Fayard, Paris 1992), non- cati da Pascal, che considerava sciocco il Originale o scritto sotto dettatura che sia, il
ché di alcuni saggi critici, tra cui quello progetto di Montaigne di autorappresen- diario di viaggio in Italia mantiene lo stile
di Pierre Leschemelle, MONTAIGNE OU LE tarsi, pur accettando di entrare in dialogo “fluidamente discontinuo” della scrittura
MAL À L’AME (Montaigne o il male del- con questi, come interlocutore nascosto di di questo viaggiatore riflessivo e attento,
l’anima, Ed. Imago, Paris 1992) e quel- un confronto che sarà produttivo di tanta che considerava il viaggiare un’attività,
lo di M. A. Screech, MONTAIGNE ET LA parte delle sue Pensées. alla stregua di quella artistica, o una voca-
MÉLANCOLIE (Montaigne e la malinco- Come sottolinea Michel Tournier, è ap- zione per le scoperte. A tavola, come da-
nia, PUF, Paris 1992), hanno avuto il punto il riconoscimento del carattere di vanti a un’architettura o ad un paesaggio,
merito di far cadere l’aura di pensato- reciprocità dell’atto linguistico, o di scrit- Montaigne dà prova di una curiosità per
re ufficiale di Montaigne, per ripropor- tura, che sta alla base della “tolleranza” di tutto quanto è differente, ed ha le sue ragio-
re la difficile lezione di questo singola- Montaigne, come del resto del suo rifiuto ni di esserlo. Se il motivo del viaggio era la
re filosofo, del quale anche Nietzsche delle certezze dogmatiche. La verità non si presentazione al papa dei suoi Essais - ma
ammirava la lucidità. dà come un possesso pieno della ragione c’è chi sostiene che la ragione fosse quella
salda nelle sue categorie, ma con un movi- di un’ambasceria politica -, in tutta natura-
Il nome di Montaigne è innanzitutto legato mento infinito di accostamento, dove sono lezza il viaggio di Montaigne si trasforma
agli Essais, opera di una vita, continua- egualmente significativi le riflessioni per- in un percorso all’interno di un’altra cultu-
mente rifinita col cesello dello stile e del- sonali e la citazione dei classici, l’elemento ra che non «traccia alcuna linea certa, né
l’arguzia. La nuova edizione, curata da quotidiano e l’universale. La “fricassea” dritta né curva», simile in questo all’esi-
Claude Pinganaud, si propone, nello spa- libresca, così qualificava Montaigne gli stenza: «La vita è un movimento materiale
zio di un unico volume, di soddisfare il Essais, sono pertanto il ricercato disordine e corporale, azione imperfetta per la sua
principio di leggibilità del testo insieme che risponde al progetto di dipingere se propria essenza e priva di regole; mi adope-
alla fedeltà all’originale. La forma ortogra- stesso, nel dialogo con altre menti, con ro per servirla conformemente». E.N.
fica è modificata per le parole non più in uomini e fatti, nell’unica certezza che «ogni
uso, mentre un glossario e un cospicuo uomo porta in sé la forma intera dell’uma-
apparato di note consentono al lettore un na condizione».
percorso facilitato nella prosa di Montai- Montaigne en mouvement era del resto il
gne. titolo di un ispirato saggio del 1982 di Jean Filosofia della rivelazione
Come sottolineava Michel Butor nel suo Starobinsky, che metteva in luce il carat-
Essai sur les Essais, (1968), quest’opera di tere di “percorso” del progetto conoscitivo La pubblicazione, con il titolo: UR-
Montaigne è concepita come un monu- di Montaigne. Nel solco di questa analisi si FASSUNG DER P HILOSOPHIE DER O FFEN -
mento manierista alla gloria dell’amico collocano i due studi critici: Montaigne ou BARUNG , a cura di Walter E. Ehrhar-
Etienne de La Boétie, morto a 33 anni e la le mal à l’ame, di Pierre Leschemelle, e dt, Meiner, Amburgo 1992), di un
cui perdita sarà sempre compianta da Mon- Montaigne et la mélancolie, di M. A. Scre- testo di F. W. J. Schelling, trovato
taigne con parole appassionate. Omaggio ech, che, in una prospettiva biografica, il da Walter E. Ehrhardt nella biblio-
alla memoria dunque, ma anche essai, espe- primo, più teorica, il secondo, mettono teca dell’Università Cattolica di Ei-
rimento di sincerità, saggio dell’autoperce- l’accento sull’importanza di questa malat- chstätt, in cui va probabilmente
zione che rifiuta l’ordine classico dell’espo- tia del sentire, coltivata e utilizzata come ravvisata la prima stesura della “fi-
sizione compiuta per tentare una ridefini- principio creativo. losofia della rivelazione”, mette a
zione del sé attraverso la scrittura. Di fatto Ad essere attento scrutatore di sé Montai- disposizione degli studiosi elementi
la peinture du moi si inaugura con una gne era del resto obbligato da una dolorosa importanti per la comprensione del-
confessione che ha ben poco della serenità affezione renale che lo ha accompagnato l’ultimo periodo della filosofia
dei memorialisti classici: «Trovandomi per tutta l’esistenza; questo non gli impedi- schellinghiana.

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La pubblicazione in questi ultimi anni di re concettuali rigorose, il pensiero dell’ul- questa successione di pensieri apparente-
testi appartenenti all’ultimo periodo della timo Schelling si esprime in un linguaggio mente slegati, una regola che Blaise Pascal
filosofia schellinghiana, nonché di saggi più evocativo e seducente: la filosofia è enuncia nei termini di una «digressione su
critici e interpretazioni su questo filosofo, “ricordo” del processo dell’Assoluto in ogni punto che mantiene il rapporto con la
ha fatto parlare di una vera e propria “Schel- quanto narrazione dei suoi gradi sulla base conclusione, per renderla sempre eviden-
ling-Renaissance”. Dallo “scritto sulla li- della pienezza del materiale storico e mito- te».
bertà” del 1809 fino agli scritti, incompiuti, logico. Nella sua “filosofia della mitolo- Il rinnovamento della letteratura gnomica,
dedicati alla Filosofia della mitologia, alla gia” Schelling racconta in che modo “alla a cui mirano questi scrittori-filosofi, si mi-
Filosofia della rivelazione e ai frammenti, coscienza” dell’uomo, che dopo lo stato sura attraverso il passaggio dalla sentenza
anch’essi incompiuti, delle Età del mondo, edenico ha perso la propria unità con Dio, alla massima, da intendersi non nell’acce-
questo periodo dell’attività di Schelling è i momenti del processo dell’universo «ap- zione classica di regola di comportamento,
stato di volta in volta considerato come il paiono in quanto divinità» (nelle configu- ma di asserzione che, mantenendo il carat-
compimento dell’idealismo tedesco o come razioni della mitologia). Nella “filosofia tere di generalità, lascia trasparire la sog-
una degenerazione di carattere oscuranti- della rivelazione” egli presenta un’inter- gettività, nell’enunciato paradossale, nel-
stico e mistico della filosofia. La possibili- pretazione dell’incarnazione di Cristo come l’ornamento dello stile o nella raffinatezza
tà di queste diverse interpretazioni è (o era) “riconduzione” dell’uomo distaccatosi dalla psicologica dispiegata. Il progetto di met-
data dalla situazione stessa dei testi di Schel- sua originaria unità con Dio al “dominio” tere a nudo il cuore umano è perseguito
ling, dallo stato di conservazione dei ma- del Dio Uno, inteso come l’unica sorgente dunque attraverso la ricerca del consenso
noscritti inediti e dalla qualità dell’edizio- dell’essere. M.M. del lettore, che deve prima riconoscersi per
ne delle sue opere complete. poi aderire; punto di partenza è la descri-
Una fortunata scoperta ad opera di Walter zione puramente antropologica della con-
E. Ehrhardt nella biblioteca dell’Univer- dizione umana e non il postulato metafisi-
sità Cattolica di Eichstätt mette ora a dispo- co. Ciò vale anche per Pascal, la cui apolo-
sizione nuovi materiali per un’adeguata Moralisti francesi gia del cristianesimo si fonda su di una
valutazione di una delle opere fondamenta- del XVII secolo antropologia tragica, segnata dalla nozione
li della tarda filosofia di Schelling. Si tratta, di miseria e di contraddittorietà dell’uomo.
secondo le parole di Ehrhardt, della «scru- L’interesse e il merito del volume a Ad eccezione di La Bruyère, in cui a tratti
polosa trascrizione di un testo dettato da cura di Jean Lafond sui MORALISTES DU si evidenzia un tono predicatorio, le massi-
Schelling», rinvenuto tra le carte di Joseph XVII SIÈCLE (Moralisti del XVII secolo, a me dei moralisti seicenteschi «lasciano da
Maximilian Wachtl, studente all’Universi- cura di Jean Lafond Coll. Bouquins, pensare» più che far credere all’autorità
tà di Monaco dal 1829 al 1832, che rappre- Parigi 1992) è quello di raccogliere in dell’enunciato. Il loro discorso, come so-
senta la prima stesura della Filosofia della un unica antologia i testi, per lo più stiene il curatore, Jean Lafond nella cospi-
rivelazione (1831-32). Nelle sue lezioni di introvabili, di grandi e meno grandi cua prefazione, mira a trovare il suo com-
questo periodo Schelling aveva sviluppato moralisti francesi del secolo di Carte- pimento attraverso l’interpretazione attiva
le proprie concezioni sistematiche di fon- sio. Istruito da una ricchissima prefa- del lettore. Ma questa ricerca della “com-
do, quelle di una “filosofia della mitologia” zione, il lettore ha l’opportunità di ac- plicità” del lettore non significa tuttavia
e di una interpretazione filosofica della costare le riflessioni di La Rochefou- simpatia a tutti i costi per il genere umano;
rivelazione divina nella creazione e nel- cauld o di La Bruyère con le massime, il “pessimismo aristocratico”, che ha in La
l’incarnazione di Cristo. Queste lezioni, a non meno perfette all’occasione, di Rochefoucauld il capofila, viene ad esem-
cui si aggiungono un indice dei nomi e dei moralisti meno illustri come Pibrac, pio criticato da F. Jeanson come strategia
termini, alcune note e una postilla, stanno Puget de la Serre, M.me de Sablé, di deprezzamento dell’altro in funzione
alla base dell’edizione di Ehrhardt della Urbain Chevreu. della valorizzazione narcisistica del sé: al
Filosofia della rivelazione. termine della messa in discussione dei va-
Tra le novità relative ai contenuti teorici Al centro del campo d’indagine dei mora- lori, a salvarsi rimarrebbe soltanto la supe-
dell’opera di Schelling, presentate dalla listi del XVII secolo c’è l’uomo, interroga- riore coscienza critica dell’autore. Roland
pubblicazione di questo testo, emerge che, to e messo in questione attraverso un’ana- Barthes ha visto invece in questo isola-
attorno al 1830, Schelling non sembra di- lisi che si raffina sempre più nell’uso dello mento critico la condizione originaria del-
stante da alcune delle concezioni di fondo scandaglio psicologico. L’indagine segue l’intellettuale moderno «il cui compito è
di Hegel, suo antico compagno di studi e il solco di una riflessione che si potrebbe contestare». Restano invece incontestabili
successivamente suo avversario filosofico. qualificare col titolo di antropologica. Gran- l’originalità e la ricchezza delle analisi,
Come Hegel, anch’egli intende qui Dio de è tuttavia la differenza con i pensatori sull’uomo e le sue passioni, dei moralisti
come lo “spirito assoluto”, come una “au- antichi nel modo di occuparsi dei costumi: francesi del ‘600, maestri di disincanto
tocoscienza” che diventa consapevole di se diverso lo sguardo sull’uomo, più carico di anche per Nietzsche che salutava in La
stessa nel processo dell’universo, da noi sospetto o d’umor nero, o forse soltanto Rochefoucauld il primo critico coerente
conosciuto in quanto storia del mondo e in con una maggiore carica di dubbio sulla del “troppo umano”, nascosto nelle virtù
quanto storia dello spirito che rivela se possibilità di mettere a nudo la complessa professate. E.N.
stesso. Ma contro Hegel (da lui criticato, in fisiologia dell’animo umano. A voler ri-
queste lezioni, due volte esplicitamente, prendere il filo della storia, il precedente
ma più volte in maniera implicita), Schel- letterario più significativo è da rintracciarsi
ling rifiuta il tentativo di far coincidere la negli Essais di Montaigne, dove è rappre-
libertà della creazione divina e la libertà sentata una visione dell’uomo che accorda Categorie dei segni
umana nella comprensione dell’accadere mirabilmente la dimensione intellettuale
universale dell’essere. Se la creazione è con quella della scrittura. Il successo dei Il volume di Charles Sanders Peir-
«solo un successivo venire a sé, un succes- moralisti viene anche dalla loro capacità di ce, CATEGORIE (traduzione e cura di
sivo diventare cosciente di sé stesso» da chiudere con la tradizione “pedagogica”, Rossella Fabbrichesi Leo, Laterza,
parte dell’Assoluto (su questo punto Hegel ormai esausta, del trattato, con i suoi vinco- Roma-Bari 1992) raccoglie i testi più
e Schelling sembrano concordare), essa li retorici e strutturali, per inaugurare la significativi, quasi tutti inediti o
giunge alla sua meta solo nel sapere filoso- forma discontinua, asistematica ma ben mai tradotti in italiano, che il filo-
fico umano, in cui l’Assoluto si mostra o si più agile, della trattazione per massime e sofo statunitense ha dedicato al
rivela. Così, laddove Hegel utilizza struttu- aforismi. E nondimeno c’è un ordine in problema delle categorie.

32
PROSPETTIVE DI RICERCA

Secondo Charles Sanders Peirce la dot- D’altra parte, non è questo il cammino con Humboldt, o per meglio dire, della rifles-
trina delle categorie era la parte della pro- il quale Peirce approda alla “fanerosco- sione antropologica, a cui l’investigazione
pria riflessione più degna di essere tra- pia”, cioè alla prospettiva fenomenologica sul linguaggio non apporterebbe nulla di
smessa ai posteri: un «dono che faccio al che, dopo il 1904, attraverso le categorie di decisivo. Lo scopo dell’antropologia filo-
mondo», per citare le sue stesse parole. In Primità, Secondità e Terzità, reinterpreta il sofica di Humboldt è la comprensione del-
effetti Peirce, come sostiene Rossella Fab- reale. Esiste in Peirce una linea evolutiva, l’individualità attraverso l’immaginazio-
brichesi Leo, è l’ultimo grande costruttore i cui momenti di continuità prevalgono su ne, facoltà in grado di coniugare gli approc-
di tavole categoriali dell’età contempora- quelli di discontinuità. In verità, osserva ci dello storico, del naturalista e del filoso-
nea, e la questione delle categorie attraver- Fabbrichesi Leo, le tre categorie diventa- fo. A questo proposito Quillien si sofferma
sa tutta l’evoluzione del suo pensiero, come no, a questo punto, difficilmente distingui- lungamente sulla fascinazione di Humbol-
vuole dimostrare la scelta antologica dei bili; se il Primo è l’idea dell’essere, nell’in- dt per l’anatomia comparativa di Goethe,
passi raccolti in questo volume. Determi- dipendenza da altro, e il Secondo l’idea di per la fisiognomica di Lavater e per la
nante è l’incontro con Kant, che muove essere, relativamente a qualcosa, solo la “fisiognomica naturale” del fratello Ales-
Peirce al convincimento del carattere preli- Terzità rende il Primo e il Secondo rappre- sandro. Il concetto unificante questi vari
minare, nella ricerca filosofica, dell’elabo- sentabili, e costituisce la nozione di legge, ambiti del sapere è quello di forza, che
razione di un modello categoriale. cioè di realtà. Ma se la Terzità dà la parola Humboldt va elaborando come “energia” e
Il filo conduttore dei testi presentati in al Primo e al Secondo, nel contempo li che ne rende originale la posizione rispetto
questa antologia è dunque tanto logico, tradisce, rendendo rappresentabile ciò che alla filosofia della storia e alla riflessione
quanto cronologico: la questione teoretica “in sé” non è rappresentabile: dovendo morale dell’epoca.
delle categorie segna l’evolversi della ri- esprimersi attraverso essi, essa si trasfigura La discussione fra specialisti e non riguar-
flessione anche da un punto di vista storio- e li trasfigura, nel luogo del comune coes- do a questa ricostruzione preziosa, docu-
grafico. Mentre nello scritto del 1861, Io, sere che è l’esperienza. F.C. mentata e originale del pensiero humbol-
Esso, Tu, che l’autore compose all’età di dtiano, ha messo in evidenza tesi di fondo
ventidue anni, gli elementi più semplici di Quillien, che sostiene la totale indipen-
della realtà sono individuati nei pronomi denza dell’antropologia rispetto a ciò che
personali, in quello che per Peirce è il suo non ne sarebbe che la “trasposizione” in
«unico contributo alla filosofia», cioè il L’antropologia filosofica termini di linguaggio. Che il passaggio
Nuovo elenco di categorie, del 1867, emer- di Humboldt dall’antropologia allo studio linguistico non
ge l’idea di una categoria fondante rispetto modifichi affatto la riflessione di Humbol-
alle altre, la rappresentazione. Permane Jean Quillien, che a Humboldt aveva dt, è idea centrale di Quillien, giustificata,
tuttavia il riconoscimento, che Peirce non già consacrato nel 1983 uno studio dal da un lato, dall’immenso lavoro di ricostru-
abbandonerà mai, del carattere triadico del titolo: HUMBOLDT E LA GRECIA. MODÈLE ET zione genetica del pensiero dell’autore te-
modello categoriale, nonché del carattere HISTOIRE (Humboldt e la Grecia. Model- desco, dall’altro, dal fatto che numerosi
di irriducibilità di ciascuna delle tre catego- lo e storia), ha pubblicato recente- “assiomi” della filosofia del linguaggio
rie alle altre. Non va dunque sopravvaluta- mente una monumentale ricostruzio- humboldtiana siano già presenti in contesti
to il rapporto, stabilito da Peirce medesi- ne della vicenda intellettuale di que- non linguistici negli anni di formazione (in
mo, fra la propria riflessione e il pensiero sto pensatore dell’epoca di Goethe, particolare la nozione di energia e la cele-
hegeliano, quando il filosofo americano L’ANTHROPOLOGIE PHILOSOPHIQUE DE G. DE bre formula «perseguire scopi infiniti con
sosteneva che le sue tre categorie non erano HUMBOLDT (L’antropologia filosofica di mezzi finiti»). Così diversi commentatori
altro che i tre stadi della dialettica di Hegel. W. von Humboldt, PUL, Lille 1991), che hanno notato come Quillien “trascuri”, in
Occorre infatti sottolineare come a questo per un intero anno ha suscitato in un certo qual modo, l’originalità di Hum-
proposito si tratti più della suggestione di Francia una certa discussione, dive- boldt, consistente nell’approccio trascen-
uno schema, che di una effettiva eredità nendo un’opera imprescindibile per dentale al linguaggio e alle condizioni del
teoretica; piuttosto, è opportuno rilevare gli specialisti non solo di Humboldt, pensiero. F.M.Z.
come il ruolo fondativo assegnato alla rap- ma anche dell’antropologia linguisti-
presentazione costituisca un passo decisi- ca.
vo nel definirsi della prospettiva peirceana,
che in tal senso, come fa notare la curatrice, La prima parte, “La genèse du problème
si lascia abbracciare da uno sguardo unita- anthropologique” (La genesi del problema L’antropologia filosofica
rio, quello del configurarsi della cosmolo- antropologico), dello studio di Jean Quil- di Plessner
gia peirceana come semiotica. lien, ripercorre il periodo di “apprendista-
L’unitarietà della rappresentazione ha un to” di un filosofo la cui struttura di pensiero Lo studio di Stephan Pietrowicz dal
carattere interpretativo; essa è infatti forni- raggiunge la sua configurazione nel decen- titolo: HELMUTH PLESSNER. GENESE UND
ta, al di là del rapporto diadico fra il segno nio 1790-1800. Wilhelm von Humboldt SYSTEM SEINES PHILOSOPHISCH-ANTROPOLO-
e il suo denotato, dall’elemento triadico si avvale di tre fonti filosofiche: GISCHEN DENKENS (Helmuth Plessner.
dell’Interpretante, il cui accadere erme- l’Aufklärung (Campe, Engel, Dohm), il Genesi e sistema del suo pensiero filo-
neutico struttura in realtà le impressioni “realismo” affascinante di Jacobi, e una sofico-antropologico, Alber, Freiburg
confuse. Logica e ontologia dunque coinci- lettura approfondita di Kant. Segue poi un i.Br.-München 1992) intende offrire
dono, caratterizzandosi entrambe come ampio resoconto dei viaggi di Humboldt a un’immagine complessiva dell’antro-
semiotica: i modi dell’essere divengono Parigi e poi in Grecia, al ritorno dai quali, pologia filosofica di Plessner - pensa-
modi del segno. Il progressivo formalizzar- a Jena nel 1794, egli si dedica principal- tore di rilievo, ancora poco conosciuto
si dell'analisi categoriale in Peirce, nel cor- mente, con Schiller, ai problemi della cre- in Italia - ricostruendo il contesto sto-
so dell’evolversi della sua riflessione - di azione estetica e dell’immaginazione poe- rico-culturale e filosofico in cui si è
cui è testimonianza lo scritto inedito Uno, tica. Dal 1797 al 1801 Humboldt è di nuovo sviluppato il pensiero del filosofo.
Due, Tre del 1885, dove le tre categorie a Parigi, dove, secondo Quillien, inizia a
vengono semplicemente denominate Pri- interessarsi al problema del linguaggio. Secondo Stephan Pietrowicz l’antropolo-
mo, Secondo, Terzo - va di pari passo con Nella seconda parte del volume, “L’an- gia filosofica di Helmuth Plessner si svi-
il tentativo, che questi intraprende, di ap- thropologie philosophique” (L’antropolo- luppa in un rapporto critico con l’antropo-
plicare l’apparato categoriale ai differenti gia filosofica), Quillien rivendica la di- logia di Kant. Questi aveva diviso tale
campi disciplinari dell’umana conoscenza. mensione filosofica della riflessione di ambito del sapere in due parti: la conoscen-

33
PROSPETTIVE DI RICERCA

za “fisiologica” dell’essere umano (che ca, Plessner si rivolge ai biologi-filosofi pensabile, ma non conoscibile, di ogni
considera l’uomo come parte della natura) Driesch e Uexküll. cultura. M.M.
e quella “pragmatica” (che lo indaga in Partendo da queste basi filosofico-scienti-
quanto essere che agisce liberamente in fiche, la domanda di fondo dell’antropolo-
vista di scopi pratici), ponendo così una gia di Plessner è in che modo l’uomo è
scissione tra l’uomo considerato come cor- costituito dalla natura come un essere Max Weber: politica e scienza
po, oggetto della scienza della natura, e che agisce liberamente e secondo un come professione
l’uomo come soggettività, che stabilisce progetto? Non si tratta qui, secondo Pie-
liberamente valori e scopi, oggetto della trowicz, della ricerca di una teleologia Nell’edizione delle opere complete di
riflessione filosofica. Il tentativo di Ples- nascosta della natura, che farebbe del- Max Weber sono stati recentemente
sner è quello di gettare un ponte, nell’antro- l’uomo un essere libero, ma di una do- ristampati due saggi: WISSENSCHAFT ALS
pologia filosofica, tra la considerazione manda di carattere trascendentale circa BERUF E POLITIK ALS BERUF (Scienza come
biologica e quella culturale dell’essere le condizioni di possibilità del vivente in professione e Politica come professio-
umano. In questo senso Pietrowicz inter- generale. Dai primi studi su Kant risulta ne, a cura di Wolfgang J. Mommsen e
preta i primi scritti di Plessner, dedicati a come Plessner accettasse l’esigenza kan- Wolfgang Schluchter in collaborazio-
Kant, come una preparazione all’opera prin- tiana per cui la filosofia deve giungere, ne con Birgitt Morgenbrod, in MAX
cipale del 1928, Die stufen des Organi- in maniera critico-costruttiva, ad un prin- WEBER GESAMTAUSGABE, parte I: “Scritti
schen und der Mensch (I livelli dell’organi- cipio che non ha origine nell’esperienza, e discorsi”, J. C. B. Mohr, Tübingen
co e l’uomo). ma che con l’esperienza deve accordar- 1992) che, assieme al celebre studio su
Il modello kantiano di una scissione tra si. Se Kant, secondo l’interpretazione L’ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL CAPI -
corpo e spirito (o quello cartesiano di una che Plessner offre del suo pensiero, ave- TALISMO , si trovano alla base del gran-
separazione tra sostanza estesa e sostanza va scelto il principio dell’unità delle de influsso del sociologo, storico e
pensante) non era però l’unico da cui Ples- funzioni dell’intelletto, partendo dal filosofo Weber sulla cultura contem-
sner poteva attingere elementi per la pro- modello di esperienza della fisica newto- poranea.
pria antropologia filosofica. In Germania niana, il compito di un’antropologia fi-
le scienze della storia e dello spirito aveva- losofica è ora quello di giungere ad un Nel gennaio 1919 Max Weber aveva tenu-
no iniziato già nel secolo XVIII a indagare principio che renda conto del livello di to a Monaco di Baviera due conferenze,
l’uomo come essere storico e culturale, esperienza delle scienze della vita e del- seguite da un vasto pubblico di studenti,
come essere vivente creativo che si espri- la cultura. intellettuali e militanti politici, che sareb-
me nelle diverse culture ed epoche stori- In questo tentativo, Plessner segue due bero poi state pubblicate sotto forma di
che. Wilhelm Dilthey aveva cercato, con direzioni. Per quanto riguarda il lato saggio e sarebbero diventate due delle sue
la sua “critica della ragione storica”, non biologico-naturale del problema, il con- opere più lette e influenti. In Wissenschaft
solo di offrire un fondamento gnoseologi- cetto di “confine” (Grenze) è la condi- als Beruf e in Politik als Beruf Weber
co alle scienze dello spirito, ma anche di zione di possibilità del corpo vivente in presenta infatti alcuni elementi tipici e fon-
utilizzare i risultati di tali scienze e il loro generale, che è sempre caratterizzato damentali della propria visione del mondo
modello conoscitivo psicologico-ermeneu- dalla sua posizione intermedia tra sog- moderno e della funzione dell’attività scien-
tico al fine di sviluppare un’immagine glo- getto e oggetto, interno ed esterno, tra tifica e politica in esso. La nuova edizione
bale del mondo umano, storico e spirituale. “essere” un corpo proprio ed “avere” di questi scritti nella Max Webers Ge-
Su un versante opposto, quello di una con- una corporeità naturale. L’uomo, come samtausgabe (Edizione completa delle
siderazione “fisiologica” dell’umano, la tutto il vivente, occupa sempre una posi- opere di Max Weber) riunisce ora in un
biologia dell’evoluzione considerava l’es- zione in un ambiente. Ma la sua caratte- unico volume i due testi, precedentemente
sere umano come appartenente alla sto- ristica specifica, che lo differenzia dagli disponibili in edizioni separate.
ria naturale del vivente e ne riduceva altri animali, è di prendere distanza ri- Oltre che da un apparato di note, il volume
ogni facoltà autonoma o spirituale a mera spetto a tale ambiente in quanto gli è è arricchito da un’introduzione di Wolf-
funzione di autoconservazione del cor- dato nella percezione e nella coscienza: gang Schluchter, che situa i due testi nel
po. Pietrowicz mostra come in tale con- l’essere umano è così definito per Ples- contesto dell’opera complessiva di Weber,
testo Plessner abbia tentato di superare sner dalla categoria di “posizionalità e dalle note editoriali di Wolfgang J. Mom-
l’opposizione tra i due poli dialettici del eccentrica”, che esprime la forma umana msen, che discute e chiarisce le questioni
problema attraverso una sorta di arte particolare della generale struttura “po- relative alla datazione delle conferenze e
combinatoria. Importante, in questo ten- sizionata” del vivente. Per quanto ri- ricostruisce la situazione storica in cui esse
tativo, è l’influsso della fenomenologia: guarda l’altro aspetto del problema an- vanno inserite. La fortuna di questi due
Edmund Husserl, con il suo metodo tropologico (l’uomo come essere storico saggi di Weber è stata probabilmente in
della riduzione a ciò che è dato in modo e culturale), Plessner afferma che l’esse- gran parte legata al loro carattere originario
evidente alla coscienza, e Max Scheler, re umano si mostra, nel medium delle di conferenze. Di questa modalità espositi-
che applica tale metodo allo studio del- sue culture, come un essere naturale che va i saggi mantengono la forza comunica-
l’uomo, rendono Plessner consapevole deve realizzarsi in maniera “artificiale” tiva, la brevità e la pregnanza delle formu-
della necessità di prendere le mosse, per giungere all’ ”equilibrio” e all’espres- lazioni. Sarebbe tuttavia fuorviante legge-
nell’indagine filosofica, dall’uomo con- sione di se stesso. Viene così evitata re questi pur importanti testi di Weber
siderato come essere vivente unitario. ogni immediatezza: l’uomo esprime la come un’introduzione di carattere generale
Significativa è anche, per lo sviluppo del sua essenza solo attraverso una media- al suo pensiero e alla sua concezione della
progetto teorico plessneriano, la figura di zione artificiale nella dimensione della sociologia e dell’attività politica e intellet-
Georg Misch (allievo di Dilthey e docente cultura e della storia. Attraverso l’espe- tuale.
fino al 1933 nell’Università di Göttingen), rienza storica l’uomo resta qualcosa di Proprio per la necessità di semplificare,
che partendo dalla filosofia diltheyana si “ambiguo” e “insondabile”, e resta una che si impone al conferenziere di fronte al
proponeva di sviluppare una logica erme- “domanda aperta” a cui si può tentare di grande pubblico, i due testi trasmettono
neutica e una fondazione filosofica del rispondere attraverso un’ermeneutica un’immagine per certi aspetti unilaterale
mondo della cultura adeguate al punto di della diversità. Riecheggiando una cate- della sfera di pensiero weberiana, caratte-
vista raggiunto dalla Lebensphilosophie. goria teologica, Plessner parla, a questo rizzata invece da tensioni e contraddizioni.
Per quanto riguarda invece i fondamenti proposito, anche di un homo abscondi- Wissenschaft als Beruf rende conto delle
“empirici” della sua antropologia filosofi- tus, trasferendo così all’uomo (secondo tonalità positive (e talvolta di esaltazione)
Pietrowicz, in una “svolta antropologi-
34
PROSPETTIVE DI RICERCA

Max Weber e Francis Bacon

con cui Weber presenta il mondo moderno, Weber che vede i limiti e i rischi della pelare quel coté della sua formazione cul-
razionalizzato e amministrato: la trasfor- “gabbia d’acciaio” della razionalizzazione turale che è debitore delle grandi critiche
mazione delle università in grandi imprese della vita, ma che anche considera tale tedesche di una razionalità di carattere pu-
scientifiche; il rapporto tra la vocazione processo come sostanzialmente positivo e ramente strumentale o intellettualistica, e
interiore alla scienza e il processo di intel- ineludibile (prendendo così distanza rispetto quel lato della sua personalità che tendeva
lettualizzazione e di disincanto del mondo; alle critiche provenienti dai circoli letterari verso l’oscuro e l’irrazionale. M.M.
il problema del senso della scienza nella e dai citati intellettuali e filosofi dell’epo- Francis Bacon:
modernità. Politik als Beruf presenta inve- ca) si esprime in alcuni punti di Politik als ministro della conoscenza
ce alcuni temi classici dell’indagine webe- Beruf. Qui troviamo alcuni grandi temi
riana: la sociologia del dominio; la storia introdotti da Weber nella cultura contem- E’ stata recentemente pubblicata una
dello sviluppo dello stato moderno e la sua poranea: l’opposizione tra un’etica “della monografia su Francis Bacon di Jiu-
tipologia; la sociologia dei partiti e del convinzione” (Gesinnungsethik), orientata lian Martin, FRANCIS BACON, THE STATE,
parlamentarismo; la descrizione delle virtù in base a principi e valori, e un’etica “della AND THE REFORM OF NATURAL PHILOSOPHY
del politico e la discussione del rapporto tra responsabilità”, che tiene conto degli effet- (Francis Bacon, lo stato e la riforma
etica e politica. Da questi testi resta però ti e delle conseguenze dell’agire umano e della filosofia naturale, Cambridge
escluso quello che secondo alcuni interpre- che per questo è secondo Weber in grado di University Press, Cambridge 1992), che
ti è il lato “oscuro” e “demonico” del pen- rispondere alle esigenze dell’età moderna; propone un’interpretazione del filoso-
siero e della personalità di Weber; ugual- il contrasto tra giudizi scientifici e giudizi fo che in un certo senso assoggetta
mente non emerge quell’immagine critica di valore, e l’esclusione di questi ultimi (se l’interesse scientifico dell’opera di
della modernità che, pur con una valutazio- non al livello della scelta degli oggetti di questo autore al suo intento politico
ne ideologica di segno opposto, avvicina studio) dall’edificio della scienza; il dissi- di rendere l’Inghilterra un grande e
Weber ad alcuni punti di vista della critica dio tra una politica intesa come gestione e prospero impero.
della modernità formulata da pensatori amministrazione dell’esistente e una poli-
come Tönnies, Simmel, Klages, il giova- tica che, attraverso l’opera di grandi indivi- Per Jiulian Martin la versatilità speculati-
ne Lukács e il fratello Alfred Weber. dui dotati di carisma, prepara nuove possi- va di cui Francisc Bacon seppe dare ragio-
Così, ad esempio, pur dando una valutazio- bilità e apre nuovi orizzonti. E su questo ne non dà semplicemente adito a un insie-
ne nettamente positiva del mondo moderno punto Weber, che pure intende contribuire me considerevole, anche se scollegato, di
con la sua crescente differenziazione della al successo della nuova democrazia tede- risultati, quanto piuttosto è indice di
vita in ambiti separati, con la sua burocra- sca della repubblica di Weimar (dopo la un’unità essenziale del suo pensiero. Non
tizzazione e razionalizzazione, Weber de- guerra egli fu tra l’altro consigliere nella fu un caso che Bacon si interessò proprio
scrive l’affermazione della modernità at- stesura della costituzione), sembra tende- di politica, di legge e di scienza naturale.
traverso immagini di morte, irrigidimento, re, nel profondo, non verso la figura del Nell’insieme del suo pensiero queste tre
soffocamento, congelamento. politico amministratore, ma del politico aree sono parte di un progetto articolato,
Questa contradditorietà o tensione tra un individuo d’eccezione, lasciando così tra- e nessuna di esse può essere compresa

35
PROSPETTIVE DI RICERCA

senza le altre. Tenendo conto delle cir- irriducibile singolarità del momento in- questa sovrastoricità riduce le categorie
costanze che lo conducono verso la car- dividuale, nel quale si estrinsecano le della metafisica a strutture rigide e chiu-
riera politica, risulta plausibile che l’am- forze che “in generale” agiscono nel cam- se, a schemi che, sovrapposti all’espe-
bizione filosofica di Bacone s’identifi- po estetico. L’esperienza artistica è dun- rienza estetica e a quella artistica, non
casse con la necessità politica di propor- que un “caso particolare” di quella este- solo non sono in grado di darne conto,
re un vasto programma di progresso so- tica; per comprendere appieno la prima ma anzi le annullano. F.C.
ciale. occorre ricondurla alla seconda, visto
Ciò che emerge in particolare dal suo pen- che non solo i principi, ma la possibilità
siero politico, osserva Martin, è una visio- stessa di un’esperienza artistica, così
ne coerente, in cui il livello più alto del come essa si manifesta tanto nel momen-
governo esercita una supervisione sui pub- to creativo, quanto in quello fruitivo, Le prefazioni di Nietzsche
blici uffici, cercando di razionalizzare le riposano sull’esistenza di strutture uni-
leggi, di rendersi responsabile dei progres- versali, cioè comuni a tutti gli uomini in L’edizione italiana di materiali appar-
si della conoscenza, di fare il miglior uso quanto tali. tenenti a periodi differenti della pro-
dell’esperienza e della saggezza per render L’esperienza estetica si presenta ora duzione di Friedrich Nietzsche, FRAM-
l’Inghilterra un grande impero. L’origina- come modello su cui si struttura la com- MENTI POSTUMI 1872-1874 (trad. it. di
lità dell’analisi del pensiero di Bacon pro- prensione conoscitiva dell’uomo, al cui Sossio Giametta, Adelphi, Milano
posta da Martin sta nel mostrare lo strettis- interno viene ricondotta l’esperienza ar- 1992) e quella di cinque prefazioni,
simo legame che intercorre tra l’impegno tistica. L’eredità kantiana presente in presentate con il titolo di TENTATIVO DI
politico del filosofo ed il corpus del suo questa impostazione è evidente per al- AUTOCRITICA (trad. it. e introd. a cura di
pensiero. Una tale interpretazione tuttavia meno due aspetti. In primo luogo la no- Marco Brusotti, Il Melangolo, Genova
è sottoposta al rischio di considerare la zione di “universalità” è inerente alle 1992) offrono l’occasione per riportare
filosofia naturale di Bacone in relazione al strutture conoscitive, concepite come il discorso sul pensatore tedesco e
contesto politico, sottovalutando il puro e “estetiche”, e determina scientificamen- sulla fortuna della sua opera. L’edizio-
semplice interesse di Bacon per la scienza te la ricerca delle strutture fondamentali ne critica di quest’ultima, come è noto,
e la ricerca. La passione di Bacon per la dell’esperienza; le scienze dello spirito ha avuto il curioso destino di essere
conoscenza va ben al di là dell’intento si qualificano come “scienze” in virtù curata da due studiosi non tedeschi,
politico di far progredire l’Inghilterra, come appunto dell’ “oggettività”, intesa, in Giorgio Colli e Mazzino Montinari, che
invece sembra suggerire l’analisi di Mar- senso kantiano, come “universalità”, peraltro differivano sensibilmente nel
tin. V.R. delle strutture conoscitive individuate loro personale approccio alla filosofia
attraverso l’analisi. In secondo luogo, e al pensiero nietzscheano. Di Monti-
nel carattere preliminare di queste stesse nari segnaliamo qui la recente pubbli-
strutture, nella loro trascendentalità ri- cazione di un breve studio interpreta-
spetto all’esperienza, è presente un in- tivo: L’ARTE DI LEGGERE NIETZSCHE (Ponte
L’estetica dell’esperienza dubbio momento di contiguità fra l’ap- alle Grazie, Firenze 1992).
proccio kantiano e quello diltheyano. Da
Raccolta di testi in parte inediti, e co- ciò deriva anche il fenomenismo antipsi- I Frammenti postumi 1872-1874 apparten-
munque per la prima volta tradotti in cologistico che accomuna Dilthey a Kant, gono al periodo che intercorre fra La nasci-
italiano, il volume di Wilhelm Dilthey, in quanto nelle nozioni psicologiste vie- ta della tragedia e La filosofia nell’epoca
ESTETICA E POETICA. MATERIALI EDITI E INEDI- ne ravvisata una carenza di radicalità tragica dei Greci. E’ il periodo in cui l’at-
TI (traduzione a cura di Giovanni Mat- fondativa. Il distacco da Kant avviene in tenzione di Friedrich Nietzsche si rivolge
teucci, Franco Angeli, Milano 1992) rapporto al concetto centrale di espe- al tentativo di definire il rapporto tra l’ele-
ricostruisce il percorso del filosofo te- rienza, o meglio di “vissuto d’esperien- mento apollineo e quello dionisiaco, tro-
desco nell’ambito del dominio esteti- za” (Erlebnis); il tentativo fondativo di vando nell’arte il luogo del loro intrecciar-
co, inteso qui in un’accezione che ne Dilthey si determina come antiformali- si. L’elemento dionisiaco che emerge dalla
mette in evidenza il carattere esorbi- stico, dove la cifra dell’esperienza este- tragedia appare come la verità sotterranea e
tante rispetto a quello dell’esperienza tica risiede nel coappartenersi di vissuto inquietante, l’elemento perturbante che
artistica. (Erlebnis) e forma (Gestalt), nel tradursi sconvolge la serenità dell’animo greco,
dell’uno nell’altra nella rappresentazio- rappresentata dagli dei olimpici, dall’arte
Come avverte Giovanni Matteucci al- ne intuitiva della vita, ovvero nel carat- statuaria e dall’architettura. Tale sconvol-
l’inizio dell’utilissimo saggio introdut- tere vitale che il sentimento conferisce gimento non viene però all’animo greco
tivo a questa raccolta, l’intento di una alla forma intuitiva. dall’esterno; quella serenità è anzi una
ricostruzione sistematica del pensiero di La nozione di “vita” diventa dunque il maschera funzionale al rapporto con l’ele-
Wilhelm Dilthey, anche limitato all’am- discrimine tra il formalismo criticista e mento perturbante e nella continuità di
bito delle sue riflessioni in campo esteti- la “fondazione” diltheyana che vuole questa funzione di mascheramento, che è al
co, rischia di costituire un intralcio, se por capo a una «conoscenza storica del- contempo mediazione, risiede la continuità
assunto come un dato di fatto nello svi- l’umano», a partire dalla quale afferma- fra la religione dei Greci e la loro filosofia.
luppo oggettivo della riflessione dilthe- re l’intrascendibilità della vita stessa, il L’una e l’altra ricoprono il medesimo ruo-
yana in campo estetico, ma può essere suo non poter essere «lasciata dietro le lo: permettere all’uomo greco di vivere
fecondo, se utilizzato come ipotesi me- spalle». Ed è a partire dalla nozione di nella consapevolezza della verità della pro-
todologica per l’individuazione, in essa, Erlebnis, nel suo carattere ontologico- pria esistenza. Ma, in quest’opera di dissi-
di un filo conduttore. Una costante della fondativo, che può essere messa a fuoco mulazione, la filosofia va troppo oltre; l’im-
riflessione estetica diltheyana è la di- la critica di Dilthey alla metafisica, un pianto che essa costruisce, la metafisica,
stinzione, cui Dilthey tiene fermo, tra altro filo conduttore che percorre tutto pone la questione del vero, pretende per sé
esperienza estetica e artistica. I due ter- l’evolversi della riflessione diltheyana. la verità e dunque richiede nei suoi stessi
mini non sono coestensivi, in quanto la Alla metafisica Dilthey riconosce una confronti che s’intraprenda un’opera di
seconda è un caso particolare della pri- valenza positiva in rapporto al requisito smascheramento e se ne scopra la genealo-
ma o, come sostiene Dilthey, una sua essenziale di scientificità, cioè di validi- gia, il luogo d’origine.
“formalizzazione tipica”; qui il concetto tà oggettiva, in quanto universale, impli- E’ precisamente questo luogo, il “da dove”
di “tipico” indica appunto il carattere di cita nel carattere sovrastorico delle veri- dell’ ”anelito alla bellezza”, e ancor più il
tà metafisiche. D’altra parte, proprio
36
TESTATINA

“da dove” dell’ ”anelito al brutto”, ciò che


di questi quattro anni di vita, anche se
nel 1886, quattordici anni dopo la prima
edizione della Nascita della tragedia, in un
NOTIZIARIO appare senz’altro privilegiata l’area
delle problematiche legate alla rifles-
“tentativo di autocritica”, Nietzsche ritiene sione contemporanea; infatti al cen-
di dover precisare con un’evidenza mag- tro del primo numero della rivista
giore rispetto al proprio scritto giovanile. troviamo una serie di interventi dedi-
cati a Habermas; il secondo numero
Tentativo di autocritica è infatti il titolo del
(1990) è dedicato a Wittgenstein; il
volume che raccoglie cinque nuove prefa- terzo (1991) alla teoria dell’azione.
zioni, composte da Nietzsche fra il 1886 e Per il 1994, duecentesimo anniversa-
il 1887, a cinque sue opere precedentemen- rio della comparsa dei Fondamenti
te pubblicate, tra cui La nascita della trage- della dottrina della scienza, è previ-
dia. Un’operazione teoretica e non “edito- sta l’uscita di un numero monografi-
co dedicato a Fichte. Lo scopo di
riale”, motivata da una ricollocazione delle
questa iniziativa è quello di focaliz-
opere del periodo giovanile, quello della zare le tematiche di individualità e
scoperta del ruolo dell’elemento dionisia- comunità attraverso le figure più si-
co, e di quelle del periodo “illuminista”, gnificative dell’idealismo tedesco in
Umano, troppo umano, La Gaia Scienza, campo morale, religioso, giuridico e
Aurora, Sulla genealogia della morale. Nel corso di una ricerca presso l’Ar- politico; verrà anche fornita l’occa-
chivio di Stato di Amburgo lo studio- sione per fare il punto sul dibattito
Dopo lo Zarathustra Nietzsche sente infat-
so Günther Baum ha scoperto una internazionale della critica fichtiana.
ti il bisogno di puntualizzare la propria lettera di KANT finora sconosciuta.
estraneità al proposito, perseguito negli Nella lettera, indirizzata nell’ottobre
anni ai quali si riferiscono i Frammenti, di 1794 al suo allievo Friedrich August Dalla collaborazione del Centro di
«vedere la scienza sotto l’ottica dell’arti- Nitsch, che teneva a Londra un corso Studi Tomistici di Modena con l’Isti-
sta, l’arte sotto quella della vita». Il “sì alla sulla filosofia del maestro, Kant deli- tuto di Studi Politici Economici So-
nea alcuni principi fondamentali del ciali di Bologna è nata la rivista CON-
vita” zarathustriano ha da tempo preso le
suo pensiero, e dà a Nitsch alcuni TRATTO (Il polografico, Padova, due
distanze da qualsiasi ottimismo, oltre che consigli di carattere didattico, da uti- numeri all’anno), il cui intento fonda-
dal pessimismo “romantico”, quello dei lizzare nelle lezioni. A Baum si deve mentale è quello di aprire uno spazio
deboli, dei malriusciti, dei vinti. anche la scoperta, nel 1986, dei primi di confronto e di dibattito fra la tradi-
Uno dei principali obiettivi polemici di quattro manoscritti dello scritto di zione metafisica tomista e alcuni per-
queste prefazioni è la morale stessa, che era Kant Sulla pace perpetua. corsi del pensiero filosofico contem-
apparsa come fondamento della metafisica poraneo. Lo scopo è di allargare l’oriz-
zonte della ricerca filosofica attraver-
e viene ora relegata non nel mondo delle Gli esiti più significativi dell’attività so un serio confronto critico tra realtà
apparenze, «nel senso del terminus techni- di studio e di ricerca che la Fondazio- culturali diverse, al di là di una sterile
cus», come dice Nietzsche, ma nel campo ne Collegio San Carlo svolge da oltre settorialità e della logica dominante
delle vere e proprie illusioni. Gli scritti del vent’anni nell’ambito della filosofia, della specializzazione. La rivista si
periodo dei Frammenti hanno la “colpa”, delle scienze sociali e delle scienze struttura in due sezioni, una d’ispira-
per Nietzsche, di trattare con un intento “da religiose, saranno raccolti nella col- zione tomista e l’altra tesa a far emer-
lana PUNTI CRITICI. L’orizzonte gere tematiche ed autori legati più
studioso”, e attraverso la mediazione di delle riflessioni è circoscritto da uno direttamente alle tendenze dominanti
Wagner e Schopenhauer, di questioni di sguardo filosofico e storico-antropo- della riflessione contemporanea, con
cui egli avrebbe potuto parlare per espe- logico sull’esperienza e sulle modali- particolare riguardo alle sollecitazio-
rienza diretta. Come nota Marco Brusotti tà in cui le forme dell’esperienza si ni provenienti dall’ermeneutica.
nell’Introduzione, proprio la svolta verso il sono costituite nel tempo. Autori, temi Nel numero 1 (novembre 1992) la
ben noto e peculiare “autobiografismo” e questioni, che di volta in volta pren- parte tomista è dedicata al tema: “Gno-
dono risalto su questo sfondo (le isti- si e nichilismo”, a cura di E. Corradi;
nietzscheano è il filo che lega queste prefa- tuzioni che organizzano il senso, gli la questione fondamentale che qui
zioni e il tentativo teoretico che sottendo- atteggiamenti verso il tempo e gli viene affrontata è quella dell’indivi-
no. Così la questione principe del periodo oggetti, la tensione tra identità e dif- duazione delle istanze teoretiche che
illuminista, quella della genealogia della ferenza), danno luogo a campi di ten- soggiacciono ad una soteriologia se-
morale, viene addirittura retrodatata da sione che interpellano e connettono colarizzata. Gran parte della cultura
Nietzsche a un’esperienza dell’epoca dei trasversalmente le diverse scienze contemporanea, priva ormai di un
dell’uomo. Sui singoli punti viene reale riferimento al trascendente, sem-
suoi tredici anni, nel tentativo di fornire così operata una pressione che, scom- bra tradurre questa assenza in un’ine-
una chiave di lettura univoca, a partire ponendo quegli universi di sapere che splicabile volontà di non-senso sulla
dallo Zarathustra, della sua produzione si pongono come autosufficienti, mira base del tacito presupposto di una
precedente. a riattivare il pensiero critico e a ri- possibile autosalvazione.
Proprio intorno alla questione della “chia- consegnare alla ricerca il suo caratte- La parte di filosofia contemporanea,
ve” per accedere all’opera di Nietzsche si è re problematico. Tra i titoli in pro- centrata sul tema: “Ermeneutiche le-
grammazione: L’esperienza delle opardiane”, affronta il problema del
sviluppata la storia della travagliata rice- cose; Esodo, paradigma dell’attesa. pensiero poetante in rapporto ai desti-
zione di Nietzsche. In questa prospettiva ni della filosofia occidentale. Attra-
rientra anche il fatto che siano stati due verso interpretazioni forti del poeta di
studiosi non tedeschi, Giorgio Colli e Dal 1989, a cadenza annuale, è appar- Recanati si tenta di delineare un pos-
Mazzino Montinari, a curare, a partire dal sa in Spagna la rivista di filosofia sibile cammino verso quella regione
1967, l’edizione critica dell’opera nietz- DAIMON, a cura del Dipartimento di dove poesia e filosofia sono chiamate
Logica e Filosofia dell’Università di ad interrogarsi. Per il numero 2 (mag-
scheana da punti di vista per certi aspetti Murcia. Lo scopo di questa rivista è gio 1993) è previsto come tema cen-
addirittura conflittuali. La dimensione ora- quella di aprire uno spazio alle ricer- trale “Heidegger e l’etica”.
colare della riflessione nietzscheana, e quin- che in merito a qualsiasi campo delle
di il permanere e l’inverarsi dell’elemento discipline di filosofia. Il titolo della
dionisiaco nel canto zarathustriano, erano rivista indica l’idea di un progetto di
per Colli i caratteri essenziali del pensiero ricerca aperto, che rifiuta qualsiasi
impostazione dogmatica e che si pone
di Nietzsche. Per quanto riguarda invece invece in una prospettiva pluralistica
Montinari, benché nell’edizione critica egli di ricerca. Molteplici sono natural-
abbia sempre interpretato il proprio ruolo mente le tematiche toccate nel corso
più nella prospettiva di un’esegesi storico-

37
CONVEGNI E SEMINARI

Edouard Bonè (in alto), Evandro Agazzi (a sinistra), Ilya Prigogine, Georges C. Anawati, Jean Louis
Leuba (in basso)
38
CONVEGNI E SEMINARI

CONVEGNI E SEMINARI

L’immagine dell’uomo passato è la concezione della specie umana tivistica del convegno, ha affrontato il tema
come frutto di un evento irripetibile che ha del rapporto fra linguaggio, mente e cervel-
All’Istituto Suor Orsola Benincasa di segnato la nascita di una specie unica, lo dell’uomo, riproponendo la concezione
Napoli il 4 e il 5 giugno Evandro Agaz- quella umana appunto, dotata di caratteri di Eccles Popper che distingue metodolo-
zi, Ilya Prigogine, Vittorio Mathieu, biologici (e culturali) straordinari: è l’ipo- gicamente il campo degli eventi mentali
Georges C. Anawati, Jean Louis Leu- tesi della coupure anthropologique. Que- dal campo dei fatti neurali e identifica il
ba e numerosi altri scienziati, antro- sta teoria ha ricevuto recentemente una linguaggio con un’ampia parte dell’attività
pologi, teologi, filosofi hanno discus- nuova formulazione che individua l’origi- della mente umana a cui si affiancano i
so delle INTERPRETAZIONI ATTUALI DELL’UO- ne della specie umana nella combinazione processi mentali non-verbali. Sul piano della
MO FRA FILOSOFIA SCIENZA E RELIGIONE. di ben tre differenti specie pre-esistenti. La realtà risulta invece evidente che il cervello
specie umana sembra peraltro essere ad un è la pre-condizione dei processi mentali nel
Nella relazione che ha introdotto i lavori, punto critico della sua evoluzione in quanto loro complesso. Leon Cassiers ha integra-
Evandro Agazzi ha illustrato il program- è giunta a porsi il problema della padronan- to la rassegna di Rager con le problemati-
ma del convegno il cui telos è stato quello za delle proprie facoltà biotecnologiche: il che della discussione francese sul rapporto
di incrociare e integrare le grandi aree problema etico. Il Premio Nobel Ilya Pri- fa Conscio ed Inconscio per come è stato
linguistiche e di ricerca che oggi cercano di gogine ha invece affrontato l’ambito delle formulato, a partire da Freud, dalla scuola
definire il modello dell’umano: dalla fisica, scienze naturali del nostro tempo dal punto fenomenologica e dalla scuola strutturali-
la biologia, la genetica, l’informatica, alla di vista dello studio dei fenomeni naturali sta di Lacan. A sintetizzare questi due ap-
religione cristiana, islamica, buddhista, alla sotto l’aspetto della variabilità piuttosto procci è la concezione auto-poietica for-
psicologia, l’antropologia, la filosofia er- che sotto l’aspetto, “classico”, dell’inva- mulata da Morvin-Maturana-Valera-Pichot
meneutica e la fenomenologia. La model- rianza. La legge di natura oggi non indaga secondo la quale le differenti istanze della
lizzazione dell’umano procede infatti per più un tempo omogeneo, senza passato né mente si strutturano reciprocamente sulla
approcci globalizzanti e intuizionistici, da futuro, ma piuttosto un tempo eterogeneo e base della pulsione psicobiologica verso
un lato, e per approcci analitici e settoriali, irreversibile, direzionato verso mete che si un superiore equilibrio, sintesi di inconscio
dall’altro, senza che si giunga ad una loro strutturano nel corso del processo stesso. e mondo. Questo costituirebbe il principio
integrazione significativa. La problemati- Ciò significa che la nascita della specie neghentropico tipico della specie umana in
cità della nozione di umano è, secondo umana in seno alla natura è solo uno degli seno alla natura vivente. Vittorio Mathieu
Agazzi, espressione della mancanza di un eventi della storia della natura e non certo ha invece evidenziato come il vasto territo-
punto di convergenza e di focalizzazione l’Evento unico e formidabile che giunge, rio delle discipline ermeneutiche sia diven-
delle conoscenze in favore di una trasmi- per caso o per necessità, a violare le leggi tato il luogo fondativo di tutte le correnti
grazione accellerata di categorie e modelli dell’identità del sistema. I sistemi giungo- della filosofia contemporanea. L’attuale
da un campo all’altro del sapere, con il no a punti di disequilibrio, detti “punti di immagine dell’uomo restituitaci dalla filo-
conseguente abbattimento delle frontiere biforcazione”, rispetto ai quali non può sofia è quella di un animal hermeneuticus
disciplinari, senza tuttavia giungere ad al- attagliarsi alcuno schema perdittivo, ma ed appartiene simultaneamente al mondo
cuna unificazione paradigmatica. ciò non esclude che, al di là della biforca- della natura e della cultura, al mondo del-
Jean Louis Leuba ha indagato lo spazio zione, si manifesti una nuova regolarità a l’azione e al mondo dei valori. Mariano
inter-confessionale della religiosità come cui si possa applicare un modello dedutti- Artigas, infine, ha cercato di dimostrare
ambito di un domandare esterno allo spazio vo. La scienza della natura del XX secolo si come l’approccio scientifico empirico alla
della Ragione, di una interrogazione conti- è incorporata, con il concetto di tempo natura, tipico delle scienze contempora-
nua oltre il limite del comprensibile e dello qualitativo, la nozione di irreversibilità e nee, comporti un presupposto gnoseologi-
spiegabile che apre allo spazio dell’Altro quella di probabilità, dalle quali scaturisce co di tipo realistico che non esclude una
Totale al fine di dischiudere un rapporto ad una immagine ottimistica dell’Universo e integrazione di scienza e metafisica.
esso che sia di rinascita e di abbandono. La del ruolo della specie umana in esso. Riprendendo la questione cognitivista Jean
vera religione si distinguerà dalla falsa Giuseppe Del Re si è soffermato sulle Pierre Desclés e Jean Ladriere hanno
religione proprio in base a questa spinta emergenze attuali di quei settori della bio- affrontato il tema della specificità cogniti-
liberatrice che emancipa l’umano da se scienza che sono volti allo studio e alla va dell’essere umano sotto l’aspetto della
stesso. manipolazione della materia vivente: ge- cosiddetta “Intelligenza artificiale”. Una
Edouard Bonè, dell’Accademia Interna- netica, ecologia, medicina. In tali settori gli delle implicazioni di questa branca dell’in-
zionale di Filosofia della Scienza, ha aper- interrogativi etici si affiancano sempre più formatica è quella di rintracciare una corri-
to la serie delle relazioni di argomento spesso ai tradizionali problemi scientifici spondenza fra le operazioni mentali ridotte
scientifico prendendo in esame lo stato tanto da far ritenere incompleta ogni forma a procedure esatte ripetibili attraverso mac-
attuale delle teorie evoluzionistiche, per di descrizione meccanicistica del rapporto chine, dette algoritmi, e il funzionamento
ciò che attiene alla specie umana. Il punto fra la specie umana e il suo ambiente. dei circuiti neurali del cervello umano, con
di approdo delle teorie evoluzionistiche del Gunther Rager, aprendo la sezione cogni- l’intento di realizzare una omologia fra

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CONVEGNI E SEMINARI

sistemi artificiali e sistemi biologici. antropologia è vista necessariamente come scenza accentua il mito dell’onnipotenza
Ladriere peraltro ha precisato che si può una ideologia, una concezione illusoria, dell’uomo “liberato” dall’inquietudine e
sostenere con fondatezza che il cervello frutto dello stato di alienazione e di cecità dal dolore. La metafisica classica occiden-
umano attivi procedure algoritmiche, o in cui si trova l’uomo, che, essendo una tale, ben rappresentata, per esempio, da S.
anche che sia solo parzialmente una mac- costruzione della mente condizionata dal Tommaso, tenendo a un Dio buono, fonte
china algoritmica. D’altra parte vi è una samshara, è una immagine fallace, laddo- di sicurezza, non può ammettere Dio come
pluralità di atti, sentimenti e volizioni che ve non è dato, per gli illuminati, nulla che fonte di insicurezza, dubbio, sofferenza,
non si lasciano facilmente unificare in pro- possa dirsi la sostanza di un soggetto. L’es- mentre la sofferenza ha un valore e un
cedure di tipo algoritmico. Lo scarto fra ser uomo è per il buddhista uno stadio senso soltanto nell’ambito del non-potere
coscienza, non oggettivabile, e riflessione, provvisorio da cui può dipartirsi un cammi- dell’uomo autentico, che ammette i limiti e
oggettivante, rappresenta pur sempre un no ascetico e non egocentrico indirizzato si rifà a un Dio problematico. Solo in rife-
momento di rottura fra l’ordine neurale verso la liberazione dallo stato del dolore e rimento a un Dio senza volto, a un Dio
obbiettivo e l’ordine mentale subbiettivo- dell’inganno. assente, ha fatto notare Penzo, posso speri-
obbiettivo. Il Convegno si è concluso con l’intervento mentare una fede a rischio, ma autentica,
La prospettiva antropologico-religiosa, di Jean Greisch che ha posto una sorta si che mi libera da una fede-superstizione,
dapprima quella cristiano-occidentale, da “sigillo” filosofico ai lavori. Greisch, esa- falsa quanto la scienza quando diventa su-
una parte, islamico-orientale, dall’altra, si minando le opere di autori quali Heideg- perstizione legata a una eccessiva fiducia
è aperta con la relazione di Jean Marie ger, Wittgenstein, Ricoeur, Strawson, Ror- nell’oggetto.
Van Cangh: “L’homme dans la Bible” che ty, Parfit, Vattimo, ha proposto un tavolo Pochi rappresentanti della metafisica clas-
ha ricostruito i termini originari con i quali comune di lavoro fra la filosofia ermeneu- sica cristiana, come Meister Eckhart e S.
è tematizzata la realtà dell’uomo nella Bib- tica, punto di approdo della fenomenolo- Giovanni della Croce, hanno insistito sulla
bia. In particolare Van Cangh si è soffer- gia, e la filosofia analitica anglosassone. figura di Cristo crocefisso, mentre, in S.
mato sulla concezione pre-dualistica e pre- Nell’opera di Ricoeur, Soi-meme comme Tommaso, Leibniz, Pascal, per esempio, il
platonica dell’uomo tipica del pensiero un autre, una importante riconsiderazione male è incompatibile con l’essenza di Dio
ebraico, sulla concezione della “creazione ermeneutica delle categorie di soggetto, infinitamente buono. Nietzsche ha contri-
divina” come passaggio dal Caos al Co- persona, mondo, ecc., lo scenario nuovo buito a mettere in discussione la mentalità
smos, sul mito dell’albero della conoscen- che consente un’ampia traducibilità fra metafisica razionalistica basata su un Dio
za. Claude Geffré si è invece impegnato in culture filosofiche sin qui poco comuni- buono, saggio, onnipotente, evidenziando
riflessioni metodologiche in merito al con- canti è la rivalutazione della “filosofia pra- l’oscurità delle risposte divine al grido di
cetto stesso di “antropologia cristiana”, tica” e dell’etica in quanto oggetti primari colui che si chiede il perché della sofferen-
distinguendo fra una antropologia dogma- del pensiero filosofico: la vita, la persona, za. Opponendo il suo esistenzialismo dio-
tica, che intende dedurre dalla teologia e intese come fatticità, sauci, azione, sono nisiaco all’aldilà del bene e del male, Nietz-
dai Testi le categorie antropologiche (Rah- l’ambito concreto della prassi fìda cui sca- sche propone una trasfigurazione dell’esi-
ner), e una antropologia cristiana critica turiscono tanto le conoscenze, quanto i stenza in cui il dolore diventa l’ultima
(Pannenberg), che mira ad una analisi del- valori. Proprio la questione dei valori è ragione dell’esistenza umana, dando inizio
l’antropologia in base storica. Problemati- stata in definitiva il vero punto unificante alla tematica della teologia della morte di
co nell’antropologia cristiana dogmatica, dei vari stili di linguaggio e di pensiero di Dio, di un Dio che muore in Croce e che è
sarebbe, per Geffré, l’umanismo, in un’epo- questo Convegno. G.de.M. essere per la sofferenza contro l’arroganza
ca di crisi dell’ideologia del soggetto, il del teologo che ricorre sempre alle catego-
rapporto fra il cristianesimo e le “altre rie intellettuali di causa-effetto.
culture”, la visione maschilista della reli- La conferenza su Kant di Virgilio Mel-
gione e della società. Geffré sembra invece chiorre ha messo in luce come, ancora una
propendere per un cristianesimo come reli- Conferenze di Chieti volta, il pensiero del filosofo di König-
gione della liberazione. sberg continui a riservare nuove possibili
Particolarmente interessante è stata la se- Nell’ambito di una serie di seminari e questioni, proprio quando appare conchiu-
zione del Convegno dedicata agli universi conferenze organizzati dai docenti sa e/o ovvia la sua interpretazione più dif-
religiosi non-occidentali. Georges C. dell’Istituto di Filosofia dell’Universi- fusa. Melchiorre, in particolare, si è soffer-
Anawati, dell’Università de Il Cairo, ha tà di Chieti, il 29 aprile 1992 Giorgio mato sul concetto di analogia che, nell’ana-
trattato il tema dell’Homo Arabicus in terre Penzo ha tenuto una conferenza sul lisi trascendentale kantiana, risulterebbe
di deserto e dal contatto con un crogiuolo di tema: DOLORE E PENSIERO TRA METAFISICA da una parte (esplicitamente) identificabile
popoli (greci, indù, persiani, romani, cri- E NICHILISMO. Il 14 maggio 1992 è inter- con l’analogia - debole - di “proporzionali-
stiani) come antecedente storico e “mate- venuto Virgilio Melchiorre con una tà” ma, dall’altra (implicitamente) ricon-
ria” dell’uomo islamico, dell’uomo “sotto- puntuale relazione dal titolo: ANALOGIA ducibile anche nella direzione - forte - di
messo” interamente a Dio. Analizzando E METAFISICA IN KANT, prendendo spunto un’analogia di “attribuzione”. La regione
estesamente la specificità della teologia e dalle acquisizioni presenti nel suo ulti- della produzione kantiana, in cui Melchior-
della antropologia islamiche a partire dal mo libro: ANALOGIA E ANALISI TRASCEN- re ha individuato tale duplicità, è quella in
VII secolo, Anawati ha messo in luce i DENTALE - LINEE PER UNA NUOVA LETTURA DI cui Kant affronta il problema di Dio e/o
contorni di una dottrina assai articolata per KANT (Mursia, Milano 1992). Sempre della sua dimostrabilità, sebbene abbia
quanto riguarda il rapporto anima-corpo, la all’Università di Chieti i Cattolici Po- messo in risalto tutte le implicanze metafi-
responsabilità individuale delle proprie polari della facoltà di Lettere e Filoso- siche di una tale ermeneutica. Nella sua
azioni, il diretto coinvolgimento dell’uo- fia hanno organizzato il 1 giugno 1992 interpretazione, Melchiorre ha voluto ve-
mo nei confronti di Dio, la negazione del una conferenza su L’ATTUALITÀ DEL PEN- dere in Kant la figura di un filosofo conti-
“peccato originale”, giungendo alla con- SIERO DI AUGUSTO DEL NOCE. nuamente in lotta con se stesso: per questo,
clusione che il mondo islamico è custode di nell’itinerario speculativo kantiano, il Kant
una tradizione etica e religiosa di grande L’appassionata conferenza di Giorgio Pen- “detto” non è affatto più autorevole di
valore e dignità nel quadro d’assieme della zo avrebbe potuto anche intitolarsi: “Pote- quello “non-detto”.
civiltà contemporanea. La tradizione bud- re - non potere”, in quanto l’esistenza, La conferenza dedicata ad Augusto Del
dhista è stata invece argomento dell’inter- luogo delle passioni e, quindi, anche della Noce è stata tenuta all’Università di Chieti
vento di E. Cornelis. Nel pensiero buddhi- sofferenza, coglie la debolezza dell’uomo, da Pierluigi Pollini, collaboratore della
sta in dissidio con la tradizione vedica, ogni mentre, d’altro canto, la fiducia nella cono- cattedra di Filosofia della Politica presso la

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CONVEGNI E SEMINARI

facoltà di Scienze Politiche di Teramo e prende vita la possibilità di dissoluzione oggetto, qualsiasi immagine, possono di-
studioso del pensiero di Del Noce ormai da del mondo e insieme la ricomposizione di ventare arte a pieno titolo indipendente-
dieci anni. Partendo da alcuni cenni biogra- una nuova ontologia delle cose, attraverso mente dalla qualità formale, dall’origine o
fici, Pierluigi Pollini ha esordito con un’in- la cifrazione melodica della purezza. Po- dal contesto di cui fanno parte. L’estetica
teressante contestazione del titolo del di- iein è qui gioco infinito, in cui la costruzio- moderna rivela il carattere di artisticità
battito: egli ha infatti dimostrato “l’inattua- ne e la creazione della poiesis non hanno diffusa, di estetizzazione generalizzata, che
lità” del pensiero di Del Noce alla luce del bisogno della persistenza del mondo vero e definisce la sfera dell’arte nella società
principio, strettamente delnociano, secon- la purezza e la legittimità degli arabeschi contemporanea. Lo spazio estetico assume
do cui la verità non si esaurisce nella sua alludono all’infinita legge del “fare”. le dimensioni di una galassia caratterizzata
attualità. La trattazione è proseguita secon- Secondo Sergio Givone, dopo la critica dal tentativo cronico di sfondamento del
do alcune precise tematiche: il problema di Gadamer alla coscienza estetica mo- limite tra ciò che è artistico e ciò che non lo
del rapporto di Del Noce con il marxismo e derna, l’arte prospetta una verità al di là è. Parallelamente assistiamo nella politica
con il fascismo, la questione dell’interpre- del principio di non contraddizione. L’in- ad un analogo sfondamento dei limiti. La
tazione transpolitica della società contem- finità dell’interpretazione, ponendo la prima frontiera che cade è quella tra auto-
poranea, la crisi della modernità e la que- verità come conflitto, ci introduce ad rità e potere, poiché lo spazio estetico viene
stione dell’irreligione occidentale. La con- una domanda più radicale, quella del usato per mobilitare l’opinione pubblica e
ferenza si è poi conclusa con un vivace pensiero tragico, dove le prospettive, rilegittimare l’esercizio di un potere ormai
dibattito che ha permesso al relatore di pur legittimate, sono le une contro le esautorato. La seconda frontiera che viene
approfondire alcuni temi, come la subordi- altre. Ma se l’esperienza estetica ci mo- meno è quella tra utopia e futuro, poiché la
nazione dell’etica alla politica, la teoria stra che la contraddizione è l’esperienza fine delle utopie fa sì che nella politica
dell’eterogenesi dei fini e il rapporto tra essenziale della verità, una terza via, permanga unicamente la categoria del fu-
Del Noce e il mondo cattolico contempora- rispetto al prospettivismo e al pensiero turo. La terza frontiera che viene abolita è
neo. C.C./G.F. tragico, è rappresentata, per Givone, dal- quella tra giustizia e territorio, con l’unifi-
l’ermeneutica di Pareyson, per la quale è cazione nel “villaggio globale” di tutte le
invece la verità, intesa come libertà, che minoranze etniche. Infine la soppressione
nell’interpretazione fa valere i propri della frontiera tra realtà e rappresentazione
diritti. che determina un nuovo disordine e giusti-
Arte e modernità Franco Fanizza ha invitato a cogliere la fica l’immane responsabilità dell’estetico
modernità dell’Estetica al di là dei canoni nella modernità.
Con il titolo: LA FORMA DELL’ARTE E L’IDEA tradizionali dell’Estetica letteraria e filoso- Michel Rey ha presentato alcuni motivi di
DEL MODERNO si è tenuto a Napoli, pres- fica di Croce che, sebbene abbia avuto il pensiero propri di Valéry, impegnato nel
so l’Istituto Universitario “Suor Orso- merito indiscutibile di aver conferito a que- pensare in maniera radicale la poesia e la
la Benincasa” dal 11 maggio al 24 sta disciplina una specificità moderna, ha prospettiva estetica. Per Valéry, l’artista
giugno 1992, un corso di aggiorna- nel contempo prestato scarsa attenzione libero è colui che conferisce ad “altri” il
mento e perfezionamento in Estetica alla sfera dell’ “esteticità diffusa”, alla voce Dono di ri-fare l’opera artistica. Paradig-
con la partecipazione di Aldo Trione, infinita e molteplice della vita che canta matico è il caso di Baudelaire, che si impa-
Sergio Givone, Franco Fanizza, Grazia all’unisono con gli artisti. Percorrendo una dronisce, in una sorta di plagio-innovato-
Marchianò, Remo Guidieri, Michel Rey, diversa strada, Fanizza intende disegnare rio, del principio poetico di Poe. L’appro-
Rafael Argullol, Gianni Vattimo, José un nuovo orizzonte teorico, entro il quale priazione non è possesso dell’oggetto, ma
Jimenez, Stefano Zecchi, Yves Her- leggere un modo nuovo di sentire la moder- ri-presa a fare, ri-messa in opera del testo di
sant, Domenico Conci, Emilio Garroni, nità e di apprezzare il gioco continuo e lo un altro. Questo movimento tra il dare e il
studiosi impegnati nei vari ambiti del- scambio ininterrotto tra estetico ed Esteti- ricevere porta l’Estetica ad incrociarsi con
la riflessione estetica contemporanea, ca. In questo senso egli analizza il rapporto l’etica, la vita dell’opera con la metafora
che hanno condiviso l’intento di indi- tra Esteticità e modernità, mediato dalla della rovina.
viduare le categorie più rilevanti che lettura di Roland Freart de Chambray, un Rafael Argullol, filosofo spagnolo, ha let-
hanno segnato la storia dell’Estetica e autore poco noto del ‘600, la cui opera, to lo Zibaldone in chiave teoretico-filosofi-
l’articolarsi delle varie poetiche in epo- L’idea della perfezione nell’arte, segna il ca, interpretando Leopardi come “filoso-
ca moderna. passaggio nella pittura da mestiere ad arte, fo” che anticipa le tesi nietzscheane sullo
da “saper fare” a scienza. smascheramento della verità, criticando la
Il punto di partenza della riflessione di L’intervento di Grazia Marchianò ha po- concezione metafisica sul fronte del razio-
Aldo Trione, ideatore e curatore del corso, sto decisamente la tradizione estetica in nalismo e dello spiritualismo moderno. La
è una analisi costruttiva della specificità una prospettiva storica e teorica compara- poesia di Leopardi si rileva per tale motivo
dell’Estetica moderna e della trama fitta di tiva, che critica l’atteggiamento etnocen- topos dell’Estetica moderna, la forma più
relazioni e rapporti che essa intrattiene con trico della cultura occidentale e propone un elevata di illusione e al tempo stesso oblio
altri contesti e saperi. Nella Monadologia confronto alla “pari” tra diverse tradizioni del nulla.
leibniziana la realtà è un organismo vivente filosofiche. Impostare una ricerca compa- Per caratterizzare la modernità, José Jimé-
in cui le parti e il tutto sono correlati armo- rata nel campo dell’Estetica significa esplo- nez ha proposto una concettualizzazione
nicamente. L’opera poetica, ha osservato rare i concetti classici di tale disciplina, del tempo che nell’epoca classica indivi-
Trione, è un microcosmo speculare in cui la così come sono “messi in uso” in tradizioni dua il destino dell’arte nel tentativo di
rappresentazione arabescata e geroglifica differenti, per proiettarli in un tempo nuo- fermare il tempo per dar corpo all’istante
delle cose, preservata dal rischio metafisi- vo che non può prescindere da un confron- nella sua pienezza estatica ed estetica. Tale
co, si configura come costruzione e diveni- to serrato con l’Oriente, alla luce in partico- prospettiva viene rovesciata dalle avan-
re. I mondi possibili di Leibniz, esemplifi- lare delle ricerche di estetologi come il guardie storiche, in particolare con il Futu-
cati con finzioni letterarie ed artistiche, giapponese Sasaki-Ken-Ichi e il cinese rismo, che sostituisce alla volontà di fer-
sono mondi “finzionali”, alternativi ai Fei Ximpei. mare il tempo la necessità di cogliere nel-
mondi reali. L’estetica diviene qui «strate- Porre in evidenza la complementarietà e la l’arte il dinamismo eterno dell’azione, la
gia della poiesis» e l’universo della finzio- correlazione esistente nel rapporto tra arte velocità della vita, il movimento e la tra-
ne oltrepassa il mondo reale. Un esempio e politica nella modernità è il tema propo- sformazione tumultuosa della realtà. Nella
può essere la poesia Crise de vers di Mal- sto da Remo Guidieri. Con sempre mag- modernità l’espansione del predominio
larmé, che prelude ad una scrittura in cui giore evidenza appare oggi come qualsiasi della tecnica ha generato una nuova dimen-

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CONVEGNI E SEMINARI

Andy Warhol, Campbell’s Soup Cans 200 (1962), particolare

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CONVEGNI E SEMINARI

sione temporale, per cui, con l’avvento dei popoli primitivi viene smarrita, nell’area Welsch (Bamberg) possono essere consi-
mezzi di comunicazione di massa, il tempo del bacino mediterraneo avviene il “collas- derati come rappresentativi di questo con-
diviene “reversibile”: passato e futuro di- so” fra apparire ed essere, proprio del rea- trasto tra un’estetica intesa come scienza
vengono parte di un processo circolare in lismo segnico, ed emerge il concetto di dell’arte e una filosofia che tenta di deriva-
cui si consuma la rottura della mimesis e “fenomeno”. A questo smarrimento i Greci re la conoscenza stessa da principi di carat-
della rappresentazione in senso classico. Si rispondono con il Logos, con il quale si tere estetico. Bohrer ha criticato l’ “amplia-
tratta ora per l’arte di trovare uno spazio cerca di ricucire il segno con l’ente. Nasce mento dei confini” (Entgrenzung) dell’am-
suo proprio, una nuova moralità per sfuggi- così in Grecia l’osservatore e con lui il bito estetico, con il quale l’estetica rischie-
re alla sua completa dissoluzione, per sma- fenomeno è consegnato alla sfera dell’indi- rebbe di perdere il suo nucleo teoretico
scherare l’era dell’ “estetizzazione vuota”. viduale come presenza derealizzata e ina- sostanziale e la propria autonomia di scien-
Per Stefano Zecchi, di fronte allo speri- deguata, privata di segni. Nel corso del za. Se a partire dall’idealismo l’autonomia
mentalismo e al nichilismo della cultura tempo la metafisica ha tentato di colmare la dell’estetica veniva minacciata dal discor-
contemporanea, che ha messo a “morte” voragine tra il segno e l’ente; ma la scienza, so storico, il rischio sarebbe oggi di identi-
qualunque valore di verità della creatività, che avanza attraverso congetture e ipotesi ficare l’ “estetico” con l’attuale mondo
e dove più nessuno è responsabile politica- gli ha mostrato che ciò è impossibile, spaz- edonistico della vita. All’estremo opposto
mente della Bellezza, è necessario difende- zando via l’evidenza, l’ultima grande cate- si è situato l’intervento di Welsch, che ha
re l’idea di un’ “estetica militante”. La goria millenaria della presenza. sostenuto invece l’idea di una “estetizza-
nostra cultura deve porsi alla ricerca della Per Emilio Garroni, l’estetica è filosofia zione epistemologica”, mettendo in evi-
Bellezza come idea ricostruttiva/propositi- tout-court, strettamente pertinente alle pro- denza, attraverso un’ampia panoramica
va. Il romanticismo ha difeso con passione blematiche epistemologiche. Nella Critica delle forme di estetizzazione nella società
l’azione creativa dell’uomo e il suo rappor- del Giudizio il gusto, che nel pensiero filo- contemporanea, l’importanza dell’estetica
to con la potenza cosmica e sacra della vita. sofico tra il ‘600 ed il ‘700 veniva inteso per tutti gli ambiti della vita quotidiana.
La bellezza ritorna nel romanticismo con la come proprio del regno della soggettività e Il panorama, proposto da Welsch (uno de-
figura di Ermes, il dio della metamorfosi e dell’arbitrio, diviene disposizione e pro- gli ideatori del Convegno), di un’estetizza-
della simbolicità. Il mondo che si apre con porzione delle facoltà conoscitive nell’ac- zione della società contemporanea ha for-
la crisi del romanticismo è quello della cordare il particolare con l’intelletto, ren- nito il quadro strutturale di una della sezio-
decadenza che inaugura con Nietzsche l’im- dendo così possibile la conoscenza ogget- ne del convegno dedicata appunto al tema:
possibilità della rappresentazione della for- tiva. In Kant e, più in generale, nell’Esteti- “Estetizzazione nel mondo della vita”. Qui,
ma bella. A questa idea di decadenza Zec- ca del XVIII secolo, l’Arte dona senso ad problemi tipici della società attuale come la
chi oppone la “ricerca di ciò che manca”, la un intreccio di somiglianze e differenze stilizzazione del sé, le strategie dell’abbel-
restaurazione della bellezza che impone non definibile, ma omogeneo, che, nel ‘700, limento, design e pubblicità, il ruolo dei
una ricostruzione simbolico-mitica della si raccoglie nella definizione di Belle Arti. nuovi media e delle nuove tecnologie, po-
stessa filosofia. Nel nostro secolo, l’Arte che ha allargato litica, scienza ed estetica femminile, si sono
Yves Hersant ha posto al centro del suo smisuratamente il suo ambito materiale e affiancati a questioni più tradizionali, quali
intervento la malinconia come categoria messo in questione radicalmente la propria l’esperienza della natura e l’esperienza ar-
costitutiva dell’uomo, in cui si raccoglie un esistenza nel tentativo di instaurare il sen- tistica. La maggior parte degli interventi di
insieme di miti, sentimenti, umori che ruo- so, diviene all’opposto rivelatrice del non questa sezione ha presentato una descrizio-
tano attorno al rapporto corpo-anima. La senso. In conclusione, l’estetica per Garro- ne dello stato attuale delle scienze e della
malinconia nasce nella Grecia socratica, ni non sostituisce la metafisica, ma la com- società considerate dal punto di vista dei
nell’era dell’intellettualizzazione, quando prende nella sua istanza di indeterminatez- problemi estetici. Thomas Ziehe (Franco-
l’uomo scopre la sua natura doppia, ambi- za. L.B./C.P. forte) ha descritto con ricchezza di dati
gua e contraddittoria. Nella storia del pen- l’evoluzione nella società tedesca dal do-
siero antico, Ippocrate per primo la connet- poguerra ad oggi come passaggio da uno
te al sentimento di tristezza e paura, alla “standard di vita” a uno “stile di vita”; uno
smaniosa immobilità di chi soffre interior- sviluppo che, contrariamente al verdetto di
mente, mentre Aristotele rintraccia un le- L’attualità dell’Estetico “raggrinzimento del presente”, pronuncia-
game tra genio e umore nero. Per lo Pseudo to da Hermann Lübbe, permette possibi-
Ippocrate, invece, vi è collegamento tra la Si è svolto a Hannover dal 3 al 5 set- lità di differenziazione e non conduce a una
malinconia e la satira, il riso feroce. In tembre un convegno sul tema: L’AT- mera estetizzazione della vita in quanto
Baudelaire la malinconia, come carattere TUALITÀ DELL ’ESTETICO. In 43 interventi, opera d’arte. A favore di quest’ultima è
della modernità, è pienezza del presente e filosofi, sociologi, storici dell’arte, invece intervenuto Wilhelm Schmid (Ber-
si oppone al moderno, come vivere attuale scienziati, designers, studiosi delle lino) che, riferendosi a Montaigne, ha inte-
nel presente. L’arte della modernità, legata comunicazioni di massa si sono chie- so mostrare come possa oggi configurarsi
alla perdita del fondamento e delle certez- sti quale sia lo statuto dell’estetica e un’etica che metta la vita al primo posto,
ze, alla lacerazione e scissione del sogget- quali siano i significati di ciò che è facendo fronte alla crescente complessità e
to, non è pensabile al di fuori della malin- estetico nella società attuale, nei suoi alle contraddizioni del presente non attra-
conia. stili di vita e modelli percettivi. verso una “grande saggezza” (Weisheit)
Attraverso la fenomenologia dell’arte et- ma una “piccola intelligenza” (Klugheit).
nologica, Conci ha mostrato la differenza e Il tema che ha fatto da filo conduttore dei Al design è stato dedicato l’intervento di
al tempo stesso il rapporto tra “presenza” e diversi interventi è stato quello dei confini Francois Burkhardt, già direttore del
“fenomeno”. Nell’arte realistica delle cul- e dello statuto epistemologico dell’esteti- Centre Georges Pompidou di Parigi. Baro-
ture primitive, il reale è così com’è e non ca: deve l’estetica limitarsi ad essere una metro della situazione della società moder-
come appare, perché in questo tipo di cul- “filosofia dell’arte” o, riferendosi al signi- na, il design esprimerebbe la tendenza del-
ture vi è l’assenza del testimone, dello ficato originario del termine di teoria della l’estetica moderna a diventare popolare,
spettatore. Il concetto di presenza legato sensibilità, oltrepassare i limiti di uno stu- reagendo così ai tentativi di disciplinare ed
alla credenza del realismo segnico, richia- dio del fatto artistico, per prendere parte al universalizzare il gusto. Tra gli interventi
ma la valutazione attestativa del reale come fenomeno di “estetizzazione del mondo dedicati ai nuovi media e alle nuove tecno-
dominio ideologico della verità: la presen- della vita” tipico delle società occidentali e logie, quello di Derrick de Kerckhove
za è autodatità. Ma alla fine del 1100/900 “post-moderne”? Gli interventi di Karl- (Toronto) ha individuato una crescente ac-
a.c., quando la cultura magico-mitica dei Heinz Bohrer (Bielefeld) e di Wolfgang celerazione, moltiplicazione ed estensione

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CONVEGNI E SEMINARI

del sé attraverso la tecnica, che condurreb- nel proprio intervento tre diverse forme del termine “razionalità”. La prima, talvolta
bero ad una perdita del senso della corpo- comportamento estetico, e ha ribadito la definita come “ragione tecnica”, consiste
reità. La tendenza, in tale contesto, a consi- distinzione tra un’estetica come scienza nell’abilità strumentale, che si riassume in
derare adeguata alla società contempora- dell’arte e come teoria generale della per- una capacità di sopravvivenza, cioè nella
nea solo un’arte ispirata alle nuove tecno- cezione. E’ a quest’ultimo aspetto dell’este- capacità di adattamento all’ambiente nel
logie è stata criticata da Wibke von Bonin tica, e alla necessità di discutere l’estetiz- modo il più possibile proficuo per l’indivi-
(Colonia), che ha presentato in un filmato zazione della società e della cultura con- duo; in questa accezione la razionalità è
alcune modalità di applicazione di queste temporanea, che ha fatto riferimento la dunque eticamente neutra, a differenza della
tecnologie all’attività artistica. Pessimisti- maggioranza dei partecipanti al Convegno seconda accezione del termine che va al di
ca invece la visione di Neil Postman, se- di Hannover. M.M. là della mera sopravvivenza e, implicando
condo cui la società attuale è caratterizzata una possibile gerarchia di opzioni, cioè di
da un eccesso di informazioni che vengono valutazioni, è propria degli uomini. La ter-
accettate passivamente e non sono sostenu- za accezione comprende infine la capacità,
te da un orizzonte di senso. Si tratterebbe da parte di individui o gruppi sociali, di
allora di sviluppare nuove “narrazioni” e di Razionalità e cultura accogliere il “diverso da sé” con una per-
trovare nuovi contesti che conferiscano turbazione il meno rilevante possibile. Per
senso alle informazioni. Un’immagine e Alla Sala Incontri dell’ISU di Milano si quanto i tre significati vengano spesso so-
una valutazione della società contempora- è svolta a giugno, introdotta da Aldo vrapposti, Rorty ha ribadito la distinzione
nea e dei suoi problemi opposta rispetto a Giulio Gargani, una conferenza di Ri- indicando l’obiettivo della propria indagi-
quella di Postman, è stata presentata da chard Rorty, sul tema: UNA VISIONE PRAG- ne nella determinazione del rapporto fra la
Richard Sennet (New York): non la ricer- MATISTA DELLA RAZIONALITÀ E DELLA DIFFE- prima accezione del termine e la terza,
ca di quadri antropologici stabili e purifica- RENZA CULTURALE. Attraverso un’analisi lasciando cadere la seconda. Analogamen-
tori rispetto alla complessità del reale è la del concetto di razionalità e di quello te, Rorty ha distinto tre diverse accezioni
soluzione auspicabile, bensì lo spostamen- di cultura, con particolare riferimento di cultura: una sociologico-antropologica,
to (displacement) di ciò che si presenta all’impostazione deweyana, Rorty ha in quanto insieme storicamente determi-
come fisso e stabile; a ciò può contribuire indagato la possibilità di proporre te- nato di usi e costumi; l’altra “qualitativo-
proprio l’arte contemporanea. oricamente un agire “razionale”, in strumentale”, in quanto capacità di mani-
Oltre a un gruppo di interventi di critici e quanto tollerante di modi d’agire di- polare strumenti concettuali; la terza “qua-
storici dell’arte come Jean-Cristophe versi dal proprio. litativo finale”, dove “cultura” è lo stadio
Ammann del Museo d’arte moderna di di realizzazione dell’ ”essenza universale”
Francoforte, Thierry de Duve (Parigi) e Introducendo la conferenza, Aldo Giulio dell’uomo.
Stephan Schmidt-Wullfen (Amburgo), Gargani ha rilevato come per il filosofo Rifacendosi alla prospettiva di John
bisogna ricordare alcuni contributi che, con statunitense il neopragmatismo funga da Dewey, Rorty ha notato come si possa
riferimento a problemi di epistemologia e premessa, affiancato però da altre correnti postulare un collegamento, seppur non
delle scienze naturali, hanno tentato di con- filosofiche. La filosofia analitica in primo necessario, fra l’aumento della raziona-
ferire un significato obiettivo a uno dei luogo, di cui Rorty è critico ma anche lità, intesa secondo la prima accezione,
concetti-chiave della storia dell’estetica, interlocutore, e la stessa continental philo- l’efficienza tecnico-scientifica, e quello
quello di bellezza. Bernd-Olaf Küppers sophy, dalla quale egli prende in chiave della “razionalità” nella terza accezione,
(Heidelberg) ha sottolineato che, se è vero antimetafisica. L’obiettivo polemico è la cioè la tolleranza. A chi, come Ashis
che le immagini della “ricerca sul caos” nozione dell’uomo come glassy essence, Nandy, etichetta tale posizione come
possono essere definite “belle”, il concetto propria della teoria gnoseologica del ris- “pragmatismo evoluzionista tecnocrati-
di bellezza non può però essere ridotto a pecchiamento, in base alla quale la cono- co”, mirante, proprio in nome della bon-
ciò. Inscenando una sorta di dialogo tra La scenza sarebbe adeguamento delle capaci- tà e tolleranza della propria particolare
Mettrie, Einstein e Picasso, Ernst Pöppel tà del soggetto alla realtà esterna ad esso. cultura, a eliminare le altre, Rorty ribatte
(Monaco) ha proposto un concetto di bel- Rorty individua una scissione che, nel che il contrasto fra Dewey e Nandy non
lezza di carattere sostanzialistico, che ha momento “critico” della scoperta scientifi- è di natura propriamente teorica, ma em-
suscitato perplessità e imbarazzo tra i filo- ca, diventa una frizione tra la prospettiva pirica, e verte sulla predizione di ciò che
sofi presenti: descrivendo il funzionamen- della “scienza normale” e quella dell’er- può accadere se il “pragmatismo evolu-
to della percezione Pöppel ha parlato di meneutica. Da un punto di vista che non è zionista tecnocratico” si affermasse in
“finestre di presenza” (Gegenwartsfenster) evidentemente solo gnoseologico, Rorty una comunità globale unificata politica-
nel cervello umano, la cui durata (tre se- contrappone i cosiddetti “uomini dell’obiet- mente. In effetti oltre alla seconda acce-
condi) corrisponderebbe alla lunghezza di tività”, che fanno riferimento a una verità zione del termine razionalità, Dewey,
molti versi poetici “belli”. Deludente è certa, astorica, agli “uomini della solidarie- seguito da Rorty, lascia cadere la terza
sembrato anche l’intervento del biologo tà”, per i quali la verità è fondata in quanto del termine “cultura”, escludendo così
cileno Humberto Maturana, che ha so- condivisa. Quella di verità appare qui dun- che possa darsi la pretesa, da parte di una
stenuto l’esistenza di un rapporto di dipen- que una nozione contestualizzata, ricondu- qualsivoglia particolare cultura, di por-
denza tra cervello e ambiente, giungendo cibile a “pratiche linguistiche sociali”. Per si, proprio in forza della propria tolle-
ad affermare, su questa base, un ideale di questa ragione Rorty non approda al relati- ranza, come superiore alle altre e quindi
bellezza di carattere armonico. Al rapporto vismo, perché dare per scontato il coesiste- come momento risolutivo delle differen-
tra scienza ed estetica è stato dedicato an- re di culture definite, in modo statico, come ze culturali.
che l’intervento di Paul Feyerabend: sulla differenti l’una dall’altra, presuppone la Nella convinzione, tutta deweyana, che
base di esempi relativi al modo di procede- reintroduzione di una nozione di ragione la teoria vada incoraggiata solo se può
re dell’esperimento scientifico e al relativo (sia pur delineata al plurale) ancora metafi- giovare alla prassi, Rorty sostiene che il
carattere “artificiale” dei loro risultati, Feye- sica, in quanto decontestualizzata dalla pra- compito del filosofo non è comporre
rabend ha presentato un concetto di “natura tiche che, sole, la possono definire. ampie sintesi (o ampie contrapposizio-
come opera d’arte” - una tesi che sembra Proprio a una messa a fuoco della connes- ni) teoriche, ma «inasprire le questioni»
però riguardare più gli aspetti creativi nel- sione fra il concetto di razionalità e quello cioè radicalizzarle. L’obiettivo deve es-
l’attività scientifica, che non l’estetica in di cultura si è rivolta la conferenza di Ri- sere dunque quello di costruire un’uto-
senso stretto. chard Rorty a Milano, che ha esordito pia globale multiculturale, dove il con-
Martin Seel (Amburgo) ha infine distinto distinguendo tre differenti accezioni del fronto, spinto all’estremo, fra le “cultu-
re” (nella prima accezione del termine)
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CONVEGNI E SEMINARI

ponga capo alla loro coesistenza in una pretazione a fondare l’asserzione, e non di cui Vattimo è stato uno dei rappresen-
prospettiva, quella della tolleranza, qua- viceversa. E’ qui che vengono poste le basi tanti, ha portato proprio a una liquida-
le si dà nella terza accezione di raziona- del primato della filosofia a partire dal zione di questa problematica. E proprio
lità, quella più propriamente etica. F.C. ruolo fondativo, nel costituirsi della sog- la questione del linguaggio è, secondo
gettività, attribuito all’ascolto della “voce Ruggenini, ciò che divide la razionalità
Razionalità dell’ermeneutica dell’amico”. E’ in questo modo, secon- dell’ermeneutica da quella della metafi-
do Ferraris, che Heidegger introduce e sica. Quest’ultima chiede ragione di ciò
A partire dalle tematiche che affiorano fonda un’ ”esperienza dell’altro” auten- che si dice dell’essere, perché l’essere è
dai saggi raccolti nell’annuario FILOSO- ticamente ermeneutica, in quanto non la ragione ultima delle cose; da questo
FIA 91 (a cura di Gianni Vattimo, Later- sensistica, empatica, ma “razionale”. A punto di vista, la questione del linguag-
za, Roma-Bari 1992) nel mese di giu- parere di Ferraris l’ermeneutica heideg- gio è accessoria: la metafisica, l’ontolo-
gno 1992 si è tenuto alla Sala Incontri geriana ha fatto passare in secondo pia- gia, rappresentano la liquidazione del
dell’ISU di Milano un dibattito su RA- no proprio il fatto, ben presente invece a linguaggio come problema. L’ermeneu-
ZIONALITÀ DELL’ERMENEUTICA, al quale han- Heidegger, che l’ ”altro” è “dentro al tica non può invece prescindere dal lin-
no partecipato Maurizio Ferraris, Aldo sé”; affermazione che non paradossal- guaggio; essa rifiuta infatti una trascen-
Giulio Gargani, Guido Morpurgo-Ta- mente avvicina Heidegger alla logica denza metalinguistica, coglibile intuiti-
gliabue, Pier Aldo Rovatti, Mario Rug- della ricerca scientifica, dove l’ ”altro” è vamente. La posta in gioco è la pluralità
genini. l’elemento di “realtà” che dovrebbe “sta- della verità, è la pluralità irriducibile
re in fronte” alla teoria, per verificarla o delle narrazioni, che nella loro comune
Con un’introduzione di carattere generale per falsificarla, ma si colloca in realtà condizione di finitezza raccontano le sin-
al dibattito, Aldo Giulio Gargani ha rile- internamente alla teoria stessa. gole aperture al mondo, le singole espe-
vato come la questione relativa alla razio- Proprio quella dell’alterità e del suo sup- rienze linguistiche del mondo. Proprio a
nalità dell’ermeneutica risalga alla distin- porto ontologico è, secondo Pier Aldo partire dall’esperienza della finitezza, fa
zione diltheyana fa scienze della natura e Rovatti, la questione centrale in merito notare Ruggenini, avviene l’esperienza
scienze dello spirito. L’ermeneutica nasce al tema della razionalità dell’ermeneuti- dell’alterità. Da bandire è la husserliana
infatti come progressione filosofica di si- ca. Questione che si decide nell’ambito “percezione dell’altro”, riedizione di quel
gnificato in significato, laddove il paradig- del linguaggio, per cui l’indagine sulla criterio con il quale, da Cartesio in poi,
ma deduttivistico delle matematiche della razionalità dell’ermeneutica si trasfor- la metafisica ha espunto l’alterità. Oc-
natura prevede il passaggio dalla premessa ma in quella sul linguaggio dell’erme- corre invece riscoprire la nozione di
alle conseguenze, o da ipotesi teorica a neutica. Su questo punto, osserva Rovat- “esperienza dell’altro”, nel parlare con
verifica sperimentale. Nella prospettiva di ti, Vattimo rimprovera a Derrida un l’ ”altro”: è in questo modo che l’io
un “reticolo di significati” che definisce la mancato passaggio dal momento deco- diventa “un secondo” rispetto all’altro;
struttura euristica dell’ermeneutica, Gar- struttivo a quello ricostruttivo, proprio si parla sempre a partire dall’altro. La
gani ha rilevato, riprendendo il saggio di per rispondere alla questione della ra- razionalità dell’ermeneutica consiste
Ferraris, contenuto nella raccolta, come sia zionalità dell’ermeneutica, che rischia dunque nello stare al gioco del discorso;
possibile costruire, partendo da Husserl, di perdersi nell’eccessiva “dispersività” solo così si esorcizza la fin troppo fre-
una nozione di soggettività che comprenda dell’operazione decostruttiva. In questo quente accusa di relativismo.
in sé, fin dal momento del suo costituirsi, modo, obietta Rovatti, si rischia però di Un accenno merita l’intervento nel di-
l’alterità. Questo, contro la riduzione di «gettare il bambino insieme all’acqua battito, a conclusione delle relazioni, di
marca idealistica dell’alterità ad autoiden- sporca»: è fuori luogo richiedere al lin- Guido Morpurgo-Tagliabue, il quale
tificazione, ma contro anche la teoria ade- guaggio dell’ermeneutica, per salvare la ha posto una domanda che nella sua
guativa della conoscenza. Da questo punto sua valenza veritativa, un surplus di og- radicalità è quasi risuonata come provo-
di vista le preoccupazioni di Vattimo circa gettività, avvicinando così quello del- catoria: «perché l’altro?». Il dialogo, ha
il destino della nozione di verità dell’erme- l’ermeneutica al linguaggio “normale”. sostenuto Morpurgo-Tagliabue, non ne-
neutica, messa “a rischio” dal carattere Obiettivo del linguaggio dell’ermeneu- cessariamente ha luogo con un “altro da
narrativo di talune trattazioni di ambito tica è proprio quello di mettere in mora sé”; il dialogare con sé stessi, la “voce
ermeneutico, toccano senz’altro, secondo la struttura obiettivante del linguaggio dell’amico” , possono ben essere espres-
Gargani, un problema cruciale, ma lo pon- ordinario. In questo senso, per quanto sioni della propria voce interiore. Ma il
gono in termini impropri, quelli di un’alter- sia certo legittimo cercare in Heidegger “linguaggio” vale qui come “codice”,
nativa tra filosofia e narrazione. Illuminan- elementi di provenienza husserliana, non necessariamente verbale, ha obiet-
ti a questo proposito sono, secondo Garga- considerando Heidegger “più avanti” di tato Ferraris: il dialogo con se stessi è
ni, la posizione di Rorty, che rifiuta di Husserl sulla strada dell’ermeneutica, dunque dialogo con un altro, con un’al-
riconoscere nel linguaggio un veicolo di pure è possibile, secondo Rovatti, ope- terità. Anche nel dialogo con se stessi,
chiarificazione totale, e quella di Rovatti, rare in modo inverso e leggere “heideg- ha aggiunto Ruggenini, si è alle prese
che sostiene il costituirsi della soggettività gerianamente”, cioè in senso ermeneuti- con parole già date, quindi con un’alte-
in un rapporto di consustanzialità con l’al- co, talune affermazioni husserliane, ri- rità per cui il soggetto “è secondo”.
terità, nella dimensione di un linguaggio conoscendo che le “cose stesse”, alle In realtà, ha proseguito Morpurgo-Ta-
che non è più solo inferenziale, ma neppure quali occorre rivolgersi, non sono sic et gliabue, contestando la dimensione “lin-
solo evocativo. simpliciter (neppure da un punto di vista guistica” in cui l’ermeneutica contem-
In rapporto a queste considerazioni, Mau- fenomenologico) oggetti. Di fronte alla poranea ha collocato la questione onto-
rizio Ferraris ha tuttavia ribadito che dal constatazione husserliana secondo cui logica, la domanda «perché l’altro» si
punto di vista teoretico la contrapposizione “mancano i nomi”, il problema non sarà riformula anche in quella «perché il lin-
fra scienze della natura e scienze dello trovare i nomi, ma un linguaggio non guaggio?». Il termine “ermeneutica”, in
spirito è “retorica”. Più che sul rapporto fra oggettivante che sappia mettere - come Aristotele, indica il linguaggio, ma an-
identità e alterità, cioè fra impostazione fa la metafora - in relazione la dimensio- che, semplicemente, l’atto dell’interpre-
trascendentale e impostazione fenomeni- ne verbale con quella extraverbale. tazione; e quest’ultima può avvenire sen-
co-espressiva, la questione della razionali- Mario Ruggenini ha valutato come no-
tà dell’ermeneutica nasce storicamente in vità positiva il fatto che Vattimo si sia
Heidegger, laddove questi, come tematiz- posto il problema della razionalità, per-
za Jacques Derrida, afferma essere l’inter- ché, a suo parere, il “pensiero debole”,

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CONVEGNI E SEMINARI

Come distinguere un fatto da un evento


storico? Come rendere credibile la rico-
struzione di un tempo passato? si può ri-
spondere solo attraverso una perspicua “al-
leanza” fra duttilità pratica, ponderatezza
filosofica, esercizio fenomenologico della
descrizione, riflessione teoretica. In tal sen-
so, verità storica non significa tanto corri-
spondenza con una realtà trascorsa, ma pur
sempre rintracciabile nei resti del presente,
né rappresentazione pittorica di un’imma-
gine lontana, consunta dalla memoria sto-
rica, bensì verosimiglianza e plausibilità di
un racconto storico. Il problema è la “realtà
del passato”, lo statuto ontologico del tem-
po trascorso in quanto “esser-stato-ciò-che-
non-è-più”. Ciò che è stato diviene nel
lavoro dello storico il contenuto di un enun-
ciato che mira a restituire un passato, che
non può che definirsi “grande assente”. La
scrittura storiografica, guidata da una o più
ipotesi interpretative, è destinata a presen-
tare la totalità esplicativa solamente come
plausibile, credibile, attestabile.
In questa situazione «il filosofo - afferma
Ricoeur - non ha nulla da insegnare allo
storico, se non forse a riflettere sulla com-
plessità e sulla ricchezza del termine ‘even-
to’». Nel quadro di una filosofia critica
della storia, a cui appartiene Ricoeur stes-
so, il filosofo invita a riflettere sull’impe-
gno concreto dello storico, mettendo a fuo-
co tre piani di preoccupazioni al contempo
Botticelli, Sant’Agostino nello studio, particolare pratiche e teoriche: lo storico si trova alle
prese infatti con l’esigenza di attestare pro-
ve documentarie affidabili, con la pretesa
za parole, senza dialogo, mettendo solo di ricostruire il passato in modo oggettivo
in gioco significati. Questo è, d’altra Se il dibattito sulla nozione di verità storica e scientifico attraverso l’esercizio lettera-
parte, ciò che accade con la “dialettica”, catalizza con accenti nuovi le preoccupa- rio-retorico di comporre in scrittura le pro-
dove il pensiero dialettico non mette in zioni contemporanee d’interpreti diversi: prie argomentazioni. Ma come la spiega-
gioco il linguaggio e, dunque neppure un storici, filosofi, semiologi, nonché retori, è zione scientifica determina il ruolo e la
“altro da sé”, ma, appunto, solo signifi- perché una volta smantellate le pretese portata dei singoli documenti? E ancora,
cati. F.C. universalistiche della storia filosofica, di- come la forma letteraria, seducente e per-
viene centrale, ha affermato Paul Ricoeur, suasiva, agisce sulle prove e sul giudizio?
l’esigenza di riflettere «sul mestiere stesso Per quanto riguarda il problema delle fonti,
Il problema della verità storica dello storico, al fine di farne emergere gli Ricoeur taglia alla radice un possibile ma-
scopi e i mezzi, i vincoli e le ambizioni». In linteso: le tracce del passato non sono affat-
Presso l’Istituto Italiano per gli Studi tal senso, rispetto ai grandi scenari inter- to dirette, non appartengono all’ordine del
Filosofici di Napoli, Paul Ricoeur ha pretativi della trilogia Tempo e racconto, visibile. Per Ricoeur, la non visibilità della
tenuto, dal 25 al 29 maggio, un semi- Ricoeur rilancia la riflessione ermeneutica traccia e la discontinuità dell’evento singo-
nario dal titolo: LE PROBLÊME DE LA VERITÉ grazie a un’attenzione tutta particolare per lo in un modello esplicativo indicano che
EN HISTOIRE (Il problema della verità il piano concreto del lavoro dello storico, un elemento (un dettaglio, un semplice
nella storia), che ha inteso innanzitut- alle prese con la «riconfigurazione plausi- dato) per divenire “documento”, atto al-
to sgomberare il campo dalle molte- bile e sensata delle vicende del passato». l’intelligibilità di un momento storico, deve
plici versioni “speculative” della filo- Due sono i tratti salienti di questo approc- sottoporsi a un’ipotesi esplicativa, a un’in-
sofia della storia. Critico dunque, non cio: da un lato, l’interesse rinnovato del terrogazione preliminare. L’attività dello
tanto in senso kantiano, quanto anti- filosofo non solo per i testi interpretativi storico nasce dall’ancestrale capacità, cul-
speculativo, è stato l’approccio di Ri- del lavoro, già “interpretativo”, degli stori- turalmente educata, di porre domande orien-
coeur al problema della credibilità del- ci, ma anche per i lavori “primi” degli tate, di saper interrogare, ancor prima che
le ricostruzioni storiche, nel tentativo storici, risultati concreti di una professione cercare. Ma allora, si potrebbe obiettare, se
di aggiustare il tiro della riflessione d’intelligenza al contempo pratica e teori- tutto è potenzialmente traccia, ma non do-
filosofica in tale ambito, mirando alle ca; dall’altro, la continuità fra le ultime cumento, sembrerebbe sufficiente un’ipo-
dinamiche e alle difficoltà specifiche opere ricoeuriane, in particolare Se stesso tesi esplicativa per poter parlare anche di
dell’attività pratico-teorica dello stori- come un altro, e l’interesse per il piano storia degli astri, della terra, di qualsiasi
co di professione. Un ulteriore appro- pratico dell’azione, per la singolarità degli cosa, umana e non umana. A questo Rico-
fondimento di queste tematiche è sta- eventi, per la storicità di uomini calati in eur risponde, rivendicando il carattere spe-
ta la conferenza dal titolo: FRAGILITÀ E situazioni volta per volta uniche, contin- cificatamente umano della storia, basato
RESPONSABILITÀ, tenuta da Ricoeur, in genti, irripetibili, con cui lo storico si trova sull’analogia e omologia fra «gli uomini
occasione del suo soggiorno parteno- a fare i conti. A domande quali: che cosa che hanno fatto la storia e gli storici che
peo, all’Università di Napoli. considerare un documento, una fonte? rifanno la storia». Inoltre, la distanza tem-

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CONVEGNI E SEMINARI

porale vieta ogni concezione ingenuamen- sione, Bologna 1977). Nell’idea d’inter- Centrale, per Ricoeur, resta in tal senso
te rappresentativa: ogni fatto storico è prin- vento Ricoeur individua l’espressione per- l’esigenza “etica” della ricostruzione del
cipalmente il contenuto di un enunciato che spicua dell’ambiguità dell’evento storico: passato. Definendo il passato come essen-
domanda un attestato di fiducia. In ogni ogni accaduto presuppone infatti che esso do-stato-non-più, il “debito” verso il passa-
interpretazione, osserva Ricoeur, un dato sia stato compiuto da un agente e che d’al- to implica l’obbligo di non dimenticare, di
momento storico può essere rivalutato, tro canto s’inserisca nell’ordine (sociale, «risarcire i nostri morti». Ricoeur propone
studiato sotto una particolare angolatura politico, cosmologico anche) delle cose. “tre modelli” teorico-pratici, capaci di gui-
rimettendone in discussione i tratti fonda- L’azione in quanto intervento e iniziativa si dare comportamenti responsabili nel diffi-
mentali. offre allora alla comprensione dello storico cile, spesso ingrato, compito di risarcire i
Solo attraverso forme più sottili di “rela- in grado di “cogliere” le motivazioni e le “debiti” del passato: vie possibili di un’in-
zione referenziale”, la ricostruzione storica intenzioni di un agente lontano, le cui “ra- tegrazione “fragile” fra presente e passato,
elude il gioco retorico, l’abbellimento let- gioni” sono antropologicamente condivi- identità e alterità, che la nuova situazione
terario, e un giudizio non certo, ma plausi- sibili sulla base di una teoria dell’azione. europea e mondiale invita a considerare
bile, può essere esercitato sulla coerenza e Inoltre, inserendosi nel corso delle cose, seriamente.
affidabilità del lavoro interpretativo: “agenti l’evento è suscettibile di essere spiegato in Il primo modello è quello della “traduzio-
e soffrenti”: non si tratta di giustificare il una connessione causale. ne”, che non è una semplice transazione,
passato, sottolinea Ricoeur, né di verificar- Questo articolarsi di segmenti nomologici ma un’esigenza di diritto, poiché il lin-
lo, bensì di sottoporre a contestazione, re- e di segmenti motivazionali sulla scala guaggio esiste solo mediante le lingue.
plica, revisione tutte le versioni “plausibi- dell’azione storica permette di cogliere con Tradurre è “un atto spirituale”, non mecca-
li” di un dato processo storico. La “plausi- più forza l’analogia fra gli uomini che nico, che implica un trasporsi nelle motiva-
bilità” di una ricostruzione storica, la sua hanno fatto la storia e gli storici che la zioni spirituali dell’altro, non per impadro-
specifica veracità, dipendono dalla garan- rifanno: nel “fare la storia”, uomini storici nirsene, bensì per “abitare” presso l’altro,
zia che le singole prove apportano alle e storici degli uomini partecipano del me- «al fine - sottolinea Ricoeur - di ricondurlo
diverse ipotesi esplicative: la storiografia desimo statuto di “agenti e sofferenti”. a casa propria a titolo di ospite invitato».
non è solo linguaggio, poiché la critica Questa analogia giustifica il “realismo cri- Questa nozione di “ospitalità linguistica” è
documentaria, la selezione e la preliminare tico” dello storico, la “fiducia-confidenza” un primo modello, esportabile nella vita
indagine delle tracce, sono condizione di nell’impegno ricostruttivo del passato. Nel pubblica, in grado d’indicare come attra-
autonomia per la spiegazione storica e al fare la storia, né gli attori, né gli storici sono versare le distanze fra noi e gli altri (per
contempo costituiscono il polo referenzia- “padroni” degli eventi: il passato inafferra- lingua, sesso, temporalità). Il secondo mo-
le, per quanto indiretto, dello storico, che bile non si fa rappresentare, bensì “senti- dello è quello dello “scambio di memorie”:
passo per passo commisura, soppesa, con- re” nei suoi effetti, nelle sue conseguenze, bisogna spezzare la chiusura delle proprie
trobilancia le ipotesi con i documenti. In rendendo tutti quanti eredi a volte inconsa- ragioni, uscire dai pregiudizi non per una
particolare, la scientificità della ricostru- pevoli, non sempre volenterosi di un “de- generica e melliflua “tolleranza”, ma per
zione storica inerisce alla duttilità con cui bito”. uno scambio attivo e partecipe delle me-
lo storico sa intrecciare comprensione e
spiegazione, con particolare riferimento alle
capacità “immaginativa” del medesimo.
L’utilizzo dell’argomento immaginario
serve a cogliere più da vicino la “singolari-
tà unica” di un dato evento storico. A que-
sto proposito, centrale è in Ricoeur l’idea
che i corsi e i decorsi storici siano princi-
palmente svolgimenti di azioni e di passio-
ni, i cui motivi e ritmi, per quanto comples-
si, non sono incomprensibili; tutt’altro, essi
sono costitutivamente analoghi alle azioni,
alle passioni, agli interventi con cui gli
uomini di oggi si misurano con le grandez-
ze e le qualità della realtà sociale, politica
di ieri. Modelli culturali permettono oggi
di attraversare, senza abolirla, la distanza
paradossale tra un tempo che è stato una
volta, e che ora non è più.
La storia, sottolinea Ricoeur, è una disci-
plina “mista”, che coniuga senza confon-
dere «la validità di un sapere e la verosimi-
glianza di un racconto», la tenacità di un
metodo scientifico e la coscienza della fra-
gilità del suo oggetto. Questa “fragilità”,
connessa all’oggetto storico, è dovuta al
fatto che la storia, "fatta” o “raccontata”, è
principalmente storia di azioni e dell’azio-
ne detiene tutti i tratti: precarietà, ragione-
volezza, non necessità. Per questo, fra le
risorse proprie del lavoro dello storico spic-
ca l’elaborazione della nozione di “inter-
vento” (Ricoeur si riferisce qui in partico-
lare al lavoro di G. H. von Wright, Expla-
nation and Understanding, del 1971; tr. it.
di G. di Bernardo, Spiegazione e compren- Sébastien Stoskopf, La grande Vanité (1641), particolare

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CONVEGNI E SEMINARI

morie, delle storie fondatrici degli altri, Anche se oltrepassa un approccio mera- tifica con la filosofia, ovvero con la prassi
attraverso cui gli “altri” si raccontano e ci mente storiografico, la strutturazione di filosofica, il problema si pone allora nei
raccontano. Quest’esigenza porta lo stori- questo ciclo di conferenze non esclude un termini di come pensare, collocandosi al-
co alla correzione delle memorie attraverso aspetto didattico, introduttivo o di aggior- l’interno di quest’ultima (che è dunque,
la correzione dei racconti, al confronto dei namento rispetto ai contenuti proposti. Più necessariamente, “contemporanea”), e su-
propri racconti con quelli degli uomini di precisamente, ricorda Fulvio Papi, le le- bendone l’insieme degli effetti, che non
ieri, con i “contemporanei” di allora, per zioni sono state pensate attraverso un pro- sono omogenei. In questo senso, proprio
dare accesso nella propria storia alla storia blema teorico: come è possibile oggi ten- per quello che può ancora dirci, proprio
degli altri. L’ultimo modello, il “perdono”, tare di pensare? La domanda esclude che si per come può ancora condizionare il no-
porta nel cuore della fragilità delle azioni e possa ritenere che la filosofia sia già acca- stro fare filosofia, anche Platone è nostro
delle passioni umane. La storia è anche il duta, e quindi non resti che ricostruire contemporaneo, fors’anche più di pensa-
cumulo dei torti reciprocamente inflitti e genealogie che ci dicano come è possibile tori a lui posteriori. F.C.
subiti: “gli agenti sono stati tutti, prima o che si siano strutturate determinate forme
poi, dei sofferenti”. Bisogna partire allora di pensiero. Così, questa serie di lezioni
dalla sofferenza altrui, se si vuole “restitu- intende definire l’orizzonte di un proble-
ire” non solo i colpi ricevuti, ma anche i ma attraverso strade identificabili, che con- Nodi della volontà
debiti. Il perdono è in tal senso connesso sistono senza dubbio in questioni e rifles-
per Ricoeur a un’economia del dono e a una sioni teoriche, ma percepite attraverso la Provocati da eccesso d’impeto o da
perspicua idea di memoria, e come tale necessaria mediazione degli autori o, per- abulia, i “nodi della volontà” sono da
assunto a categoria dell’interpretazione sto- lomeno, delle prospettive da questi aperte. sempre uno dei temi privilegiati della
rica e dell’agire politico. Il perdono, secon- Papi rifiuta di concepire la filosofia come riflessione morale. In un recente semi-
do Ricoeur, si presenta come “terapeutica una sorta di ermeneutica “breve”, che con- nario di studi dedicato a questa tema-
della memoria”: non abolisce i torti, ma sista in una specie di continua dialogicità tica, tenutosi a Napoli presso l’Istituto
insegna a gestire e a convivere con il male con i fatti del mondo. Se la pratica filoso- Italiano per gli Studi Filosofici dal 29
inflitto e subito; opera nella logica del fica certo non deve esaurirsi nella storio- giugno al 3 luglio 1992, Remo Bodei ne
“dono”, della sovrabbondanza, e come tale grafia filosofica, tantomeno può a suo pa- ha messo in rilievo la centralità in ogni
coopera con la regola del riconoscimento rere ridursi a quell’atteggiamento un po’ considerazione problematica del vo-
reciproco, del confronto con l’alterità. naïf, “ingenuo”, che pretende d’incammi- lere e la significatività imprescindibile
Il perdono esige lunga pazienza”, ha con- narsi senza fondamenti sulla strada della in rapporto alla domanda, che si ripro-
cluso Ricoeur, sottolineando la tensione scoperta della verità. In tal senso non è pone oggi in senso forte, su che cosa
costitutiva fra l’urgenza del risarcimento e possibile per Papi alcuna tabula rasa: il fare di fronte alla patologia del volere,
la temperanza catartica del perdono. Que- processo euristico non «scopre la verità», alla sua acrasia.
st’attesa, certo, può significare l’auspica- ma procede piuttosto penetrando in forme
bile elaborazione luttuosa e mortifera della di pensiero che organizzano i loro propri Intorno al problema della fedeltà della vo-
vendetta, ma anche il rischio, sempre pre- effetti di verità. Ciò accade perché le pra- lontà a se stessa e quindi, originariamente,
sente, di sottovalutare, se non di rinnegare, tiche filosofiche provocano forme di sape- al problema stesso del volere, si incontrano
le lotte e le speranze “contemporanee” de- re, e quindi di verità, alla stessa stregua di e scontrano esigenze e prospettive diverse:
gli uomini di ieri, di cui, perdonando, si quelle scientifiche, o di quelle artistiche. l’autonomia del volere e la sua normatività
potrebbero cancellare non tanto le tracce di Come ogni pratica, anche quella filosofi- o razionalità; l’efficacia selettiva dell’azio-
un tempo “non più, pur essendo stato”, ca, per quanto “attuale” nel suo farsi, assu- ne e le possibilità energetiche infinite di
quanto di un passato mai stato, perché me le forme vincolanti e vincolate di un passioni e desideri. Ripercorrendo in modo
dimenticato una volta per tutte. F.M.Z. sapere. discontinuo prospettive diverse e lontane
Esiste dunque una precisa ragione di fon- nel tempo, Remo Bodei ne fa emergere
do della scelta, per il corso, di autori appar- però una chiara linea di continuità e su tale
tenenti alla filosofia istituzionalmente ri- base procede alla ricerca di una armonia
conosciuta come contemporanea. Se per possibile, come concordia e coerenza del-
Contemporaneità della filosofia “fare filosofia” occorre non dare per scon- l’uomo con se stesso, che in parte è andata
tato che essa si esaurisca nelle due opzioni perduta con la dissoluzione del modello
Si è inaugurato nel mese di ottobre sopra ricordate, quella dello storiografi- greco classico di un agire corrispondente
alla Casa della Cultura di Milano un smo e quella della naïveté, questo presup- all’idea, e in parte è da ricreare, per supera-
ciclo di conferenze dal titolo: LA FILOSO- posto non si realizza in una dichiarazione re la scissione agostiniana di voluntas e
FIA CONTEMPORANEA . CIÒ CHE È VIVO , CIÒ di intenti, in un atto di volontà, ma nel noluntas e, insieme, riconoscere diritto di
CHE È MORTO a cura di Fulvio Papi, che mettersi in condizione di affrontare la pro- cittadinanza a pulsioni e desideri che la
con questa iniziativa ha inteso ribadi- va. Occorre cioè “stare in mezzo” alla concezione platonica preclude alla persua-
re il carattere essenzialmente contem- filosofia contemporanea, perché il senso sione e sottopone al controllo della forza.
poraneo della filosofia, come identità della filosofia medesima non può essere Il nodo fondamentale da sciogliere si deli-
tra riflessione su se stessa e prassi scisso dalla contemporaneità del suo acca- nea allora nello spazio libero della decisio-
filosofica, il cui senso non può essere dere, cioè del suo farsi: per Papi la filosofia ne, quando, tra razionalità dei fini e loro
scisso dal suo accadere. Queste le re- deve la propria giustificazione teorica alla messa in pratica, la tradizione ebraico-cri-
lazioni previste: “Attualità di Sartre”, situazione filosofica in cui si colloca. stiana insinua il dilemma della scelta ac-
di Pierangelo Rovatti; “Giochi di veri- La determinazione temporale non è, evi- compagnata da senso di colpa, scoprendo
tà: Foucault epistemologo e genealo- dentemente, solo cronologica; la nozione l’incapacità della volontà di comandare a
gista”, di Salvatore Natoli; “Wittgen- di contemporaneità in filosofia, osserva se stessa. In tal modo, il problema di deci-
stein: il linguaggio come forma”, di Papi, non può infatti significare in alcun dere, ovvero di “re-cidere” il possibile,
Silvana Borutti; “Popper: scienza come modo un’identità dello sviluppo cronolo- trasformandolo in effettuale, non appare
democrazia”, di Giulio Giorello; “Der- gico, indipendentemente dalla storia reale più una operazione automatica, ma una
rida e la filosofia”, di Maurizio Ferraris; dei contenuti. La contemporaneità non è decisione di volere, quindi un decidere di
“Platone e noi”, di Mario Vegetti; “Bi- un dato di fatto, ma consiste piuttosto in un decidere. In questa sua assurdità di coman-
lancio su Heidegger”, di Carlo Sini. accadere temporale, che deriva dal metter- damento autocontraddittorio, e quindi in-
si in condizione di accadere come tentati- seguibile, il problema del decidere, dalla
vo di pensiero delle filosofie contempora-
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CONVEGNI E SEMINARI

“scommessa” di Pascal alla volontà di cre-


dere di James, individua lo specifico del
carattere riflessivo del volere.
Da Agostino a Freud, da Simon a Elster a
Ricoeur i nodi della volontà vengono sciol-
ti aggredendo la volontà alle spalle, con
strategie indirette che la vincolano al pro-
posito iniziale o alla parola data e che,
senza obliare l’inevitabilità del conflitto,
mettono in movimento la riconciliazione
del sé come identità da acquisire e mante-
nere in gradi sempre più alti di ricomposi-
zione. In particolare, nell’ “ipseità” di Ri-
coeur, come volontà che lega se stessa allo
schema della promessa, Bodei legge una
volontà di permanere coerenti a se stessi
che supplisce il carattere dell’integrità
morale classica, perché non presuppone
naturalisticamente, né ricompone per
grazia divina, quell’amicizia con se stessi
che si realizza solo nella fedeltà morale
rivolta al futuro. Altro merito significa-
tivo Bodei riconosce poi a Cartesio, che
capovolge la concezione classica del
troppo desiderare come peccato. La vo-
lontà, che per Cartesio è sempre capace,
se ben “addestrata”, di dirigere e orien-
tare, si rafforza non mortificando le pas-
sioni e i desideri, ma mediante la loro
espansione. Anche in Kant, infine, i nodi
della volontà vengono sciolti strategica-
mente, in virtù della non obbedienza alla
propria singola volontà: è la razionalità,
come legge morale generale, che ha po-
tere sul singolo, appunto perché non è il
singolo a decidere.
Un punto è tuttavia fermo, secondo Bo-
dei, nelle posizioni considerate: il con-
flitto con la volontà o la legge è insolu-
bile finché è diretto e immediato. Scio-
gliere i nodi della volontà è possibile o
attraverso il ricorso a vincoli e strata-
gemmi, o disponendo la propria volontà,
con i suoi vincoli, ad accogliere una
volontà divina o universale in cui annul-
larla e così sbloccarla. Pure accettando
quella linea di pensiero che da Spencer a
Binet giunge sino a Freud e Ribau nel
ribadire che la patologia della volontà è
la regressione, si deve convenire, osser-
va Bodei, che la volontà, più che riman-
dare ad altro, deve fare i conti con la
molteplicità di potenziali io centrifughi,
che sabotano l’io egemonico quando
conflitti non risolti, pur essendo rimossi
dalla coscienza, continuano a logorare la
volontà dal profondo. Abolire la rimo-
zione di quelle esperienze non comprese
e di quei conflitti non risolti non basta
per Bodei, a sbloccare la volontà: resta il
senso di colpa.
Si tratta allora di creare nuove edizioni
dei vecchi conflitti, di portare ad un altro
livello la carica e la contro-carica, e così
allargare l’area di coscienza e rafforzare
l’io nella revisione di processi frettolo-
samente conclusi con la condanna di
certe pulsioni o idee. La libertà della

Sant’Agostino (in alto, dipinto del Botticelli) e Blaise Pascal

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CONVEGNI E SEMINARI

decisione è in tal senso espansione della antico: contesto originario, sue utilizza- fico di Levinas, per il quale il mito, come
conoscenza, decifrazione dei conflitti zioni e sopravvivenza letteraria, sono l’arte, è il controverso segnale del fondo
che, nel portare alla luce della conoscen- stati prevalenti gli interventi di filologia oscuro, “brulicante”, ma privo di senso,
za la voce tirannica dell’autorità, le nor- e storia greca e romana. Lucio Bertelli che soggiace l’esistenza umana. Nell’ul-
me sociali interiorizzate, ricostruisce la ha mostrato come continue versioni e timo intervento della serie, Pier Luigi
storia dei sensi di colpa e stabilisce con riappropriazioni del mito di Teseo ab- Santangelo ha rilevato in Wittgenstein
chiarezza ciò che è da rifiutare o da biano potuto fungere in età classica da l’esistenza di una categoria di “miticità”
accettare. In conclusione, il conflitto si sostegno ideologico di posizioni politi- che gli consente una distinzione teorica
risolve indirettamente spostando il li- che di volta in volta diverse o addirittura tra mitologia “incantatrice” e mitologia
vello dello scontro e, per Bodei, portan- in conflitto fra loro. Riccardo Scarcia e “paradigmatica”, l’una riferibile ai com-
do alla coscienza la voce del Super-io, Maria Laetitia Coletti hanno ripercor- plessi organizzati di “credenze” da cui si
che in noi chiede obbedienza, sia pure so, il primo la vicenda letteraria del to- coglie il mondo, l’altra agli oggetti di
per venire a patti o scontrarsi con esso: pos della solitudine e della melanconia questo stesso considerare; si compren-
“peggio di tutto”, per sanare la volontà dell’intellettuale letterato, rintracciato de, così, come ogni tentativo di demitiz-
divisa, è la non consapevolezza tanto del nel mito di Bellerofonte, riletto da Cice- zare le credenze mediante l’analisi dei
conflitto quanto dei limiti. L.S. rone nelle Tuscolanae, la seconda, la loro oggetti non possa portare ad altro,
vicenda del motivo della passione filiale per Wittgenstein, che alla manifestazio-
e della donna malefica e mortale che in ne di una diversa “mitologia”. M.D.I.
Mito e polarità ogni epoca si ripropone nei moduli tragi-
ci del mito di Fedra. Giovanni Giorgini,
Un nuovo intervento sulla polarità rifacendosi ad una classificazione dei
“mythos-logos”, dal mondo antico alla caratteri femminili nella società inglese Retorica della scienza
contemporaneità, ha avuto luogo al- dell’Ottocento, desunta da A. Mac In-
l’Università di Chieti in tre Colloqui tyre, ne ha rintracciato le rappresenta- Organizzato dall’Istituto Italiano per
distinti sul tema: MITO E POLARITÀ, orga- zioni nella relativa letteratura, e gli ar- gli Studi Filosofici, si è svolto a Napoli,
nizzati rispettivamente nei giorni 20 chetipi nella letteratura classica e indie- dall' 8 al 13 giugno 1992, un seminario
febbraio, 1 aprile e 30 aprile 1992 dalla tro fino alla mitologia indeuropea. A dal titolo: DAL METODO DELLA SCIENZA
cattedra di Filosofia Antica, con il pa- Francesco Iengo è toccato il compito di ALLA RETORICA DEGLI SCIENZIATI, condotto
trocinio del Centro Servizi Culturali trarre conclusioni teoriche sulla reale da Marcello Pera sul ruolo fondamen-
della Regione Abruzzo. persistenza culturale del mito greco nel- tale svolto dalla retorica e dalla dialet-
la nostra letteratura e sulla sua effettiva tica nella formazione delle teorie scien-
Sotto il titolo: Mitologie comparate e funzione di elemento di riorganizzazio- tifiche.
loro ermeneutiche, hanno avuto inizio i ne di contesti ideologici diversi.
lavori del primo Colloquio con interven- Con il terzo Colloquio dal titolo: Mito, La cosiddetta “nuova filosofia della scien-
ti di taglio storico ed ermeneutico incen- epistemologia e forme della conoscen- za” non sembra essersi ancora sufficiente-
trati sul mondo antico e sulla prospettiva za, si è tornati alla considerazione teore- mente interrogata sul perché si sia passati,
che di esso ha la modernità. Gian Batti- tica e storico-scientifica del mito, dal- in tempi relativamente brevi, da una conce-
sta Vaccaro ha ricostruito la vicenda l’età pre-moderna all’età moderna e post- zione della ricerca scientifica come unica
filosofica del problema da Platone a moderna. Ugo Baldini ha messo in evi- forma di conoscenza razionale della realtà
Nietzsche, cioè dall’inizio alla fine di un denza come, fin dalla prospettiva positi- alla riduzione della scienza al rango di una
pensiero che si caratterizza come “occi- vistica di M. Müller, si sia tentata una forma razionale di cultura al pari di altre.
dentale”, per mettere in evidenza la mo- valutazione del mito in chiave scientifi- Per spiegare questa situazione, ha osserva-
dernità dell’intrinseca caratterizzazione ca e naturalistica, e come da De Santilla- to Marcello Pera, occorre partire dall’ana-
polare del pensiero mitico nella vicenda na a Feyerabend ci sia stata ultimamente lisi dello statuto epistemologico della co-
celtico-cristiana dell’opposta simbolo- una riconsiderazione positiva della co- siddetta “scienza classica”, cioè dalla
gia della spada e del calice. Pietro De noscenza mitica da parte degli storici e “scienza come dimostrazione”.
Vitiis ha esposto l’interpretazione del dei teorici della razionalità scientifica. Facendo riferimento alle teorie dei più au-
mito nella filosofia ermeneutica fino a Cesare Preti, inserendosi nel contesto torevoli rappresentanti del pensiero scien-
Blumenberg, desumendo una originale aperto dalla prima relazione, ha dato un tifico moderno (Bacone, Cartesio, Leibniz,
riconsiderazione della distinzione otto- esempio di come tra il ‘500 e il ‘600 il Newton), Pera ha rilevato le due compo-
centesca tra scienze della natura e scien- mito biblico del Diluvio abbia costituito nenti fondamentali della “scienza come
ze dello spirito. Gli ultimi due interventi un forte referente per i primi tentativi di dimostrazione”: una componente episte-
di questo primo Colloquio, di Maurizio spiegazione scientifica della natura dei mica, che presuppone che la scienza di-
De Innocentis e Patrizia Deplano, era- fossili marini. sponga di “dati certi”, siano essi di origine
no tesi a ricercare luoghi di analisi della Di carattere diverso è stata la relazione empirica o razionale, in grado di consentire
polarità mitica al di fuori o al margine di Giuseppe Cognetti sulla ricerca di un accesso diretto alla realtà; e una compo-
della tradizione greca ed occidentale: una razionalità veritativa del mito in nente metodologica, secondo cui esiste una
nella Bibbia ebraica e nella tarda tradi- Kurt Hübner, a metà strada tra struttura- procedura ben definita che, a partire dai
zione giudaica. Nel primo caso è stata lismo ed ermeneutica e con accenni ai “dati certi”, garantisce la validità delle con-
messa in evidenza la particolare origina- cultori delle tradizioni esoteriche tra clusioni. Un tale impianto subisce un pri-
lità del “discorso” biblico della creazio- Ottocento e Novecento. Francesco Pao- mo scossone tra ‘800 e ‘900 con la messa in
ne nella fondamentale ripresa “polemi- lo Ciglia ha affrontato, invece, il proble- questione della componente epistemica e
ca” di toni ed elementi delle mitologie ma della localizzazione del mitico nel la conseguenza che a) quelle che erano
mesopotamiche contemporanee; nel se- complesso ed originale discorso filoso- ritenute cartesianamente «idee chiare e di-
condo caso, attraverso un lavoro compa- stinte» (spazio, tempo, causa, numero, ecc.)
rativo sulle tradizioni esegetiche giudai- potevano essere oggetto di ridefinizioni
che, è stato sottolineato il senso destabi- totali; che b) anche le percezioni apparen-
lizzante del leggendario nei confronti temente più “pure” erano, in realtà, «pre-
della misurata fissità del testo canonico. gne di teoria» e indissolubilmente legate al
Nel secondo Colloquio dal titolo: Mito particolare punto di vista assunto dall’os-

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CONVEGNI E SEMINARI

servatore. partita ha poi fine quando lo scienziato, nel pre maggiore divulgazione di informazio-
Tuttavia, benché privato di un sostegno rispetto delle regole dettate dal metodo ni sui popoli del vicino ed estremo Orien-
fondamentale, l’edificio della “scienza scientifico, è riuscito a porre le sue doman- te. Si deve, in primo luogo, al differente
come dimostrazione” rimane ancora in equi- de in modo tale da costringere la natura a modo di considerare il rapporto storia sa-
librio sul pilastro della componente meto- rivelargli i suoi segreti. Nei modelli di tipo cra-storia profana la distinzione in due
dologica. Non a caso anche quei filosofi contrometodologico avviene invece che in ambiti diversi della riflessione sulla storia
come Popper e Lakatos, che pure hanno assenza di regole metodologiche, i “fattori nel ‘700. Nel Discorso sulla storia univer-
messo in evidenza l’indebolimento dello esterni” (psicologici, sociali, linguistici) sale (1681) la storia profana è per Bossuet
scopo epistemico della scienza, continua- producono tanto “rumore” che gli scien- realizzazione di un disegno provvidenzia-
no a riconoscersi in quello che Pera defini- ziati non possono far altro che interpretare le, in cui le “rivoluzioni” degli imperi
sce “progetto cartesiano” e che può essere i sempre più flebili suoni della natura se- hanno senso solo in funzione della vi-
schematicamente così riassunto: 1) esiste condo le proprie tendenze e gusti persona- cenda sacra del popolo ebreo. In Vico,
un metodo universale che permette di di- li. Al contrario, ha osservato Pera, nel nella Scienza Nuova seconda (1730), il
stinguere la scienza da ogni altra forma di “modello retorico” l’indagine scientifica corso e ricorso storico delle nazioni è
cultura; 2) la corretta utilizzazione delle viene innovativamente concepita come una retto dalla Provvidenza divina, anche se
norme metodologiche garantisce il rag- partita a tre tra la natura, lo scienziato e la senza interventi diretti, miracolosi, ma
giungimento dello scopo della scienza; 3) comunità scientifica. Lo scienziato inter- per reconditi disegni. Invece nel Saggio
se la scienza non avesse un metodo, non roga la natura, la natura fornisce dati e sui costumi e lo spirito delle nazioni
potrebbe essere considerata un’attività co- risultati sperimentali e la comunità scien- (1756) di Voltaire, che pure si propone
noscitiva razionale. Proprio questo “pro- tifica discute sia la domanda, che la rispo- come una continuazione dell’opera sto-
getto cartesiano” è stato oggetto, negli ulti- sta, mediante il dibattito e la ripetizione rica di Bossuet, la vicenda del popolo
mi anni, degli attacchi della “nuova filoso- degli esperimenti. La partita ha poi fine nel ebreo diventa assolutamente marginale
fia della scienza”, che ha messo in eviden- momento in cui i tre protagonisti si sono, ed è ben lungi dal costituire l’asse della
za come l’ipotesi di due principi metodo- per così dire, messi d’accordo sulla rispo- storia universale.
logici immutabili e assolutamente vinco- sta corretta al problema di partenza. L’affermarsi della concezione della storia
lanti per l’indagine scientifica risulti deci- In questo caso, dal momento che la validi- come sviluppo verso la civiltà è legata
samente smentita dal fatto che le più rile- tà o meno di una teoria dipende esclusiva- all’emergere delle idee di civiltà e di pro-
vanti acquisizioni della scienza sono nate mente dagli esiti del dibattito che si instau- gresso. Subito dopo la metà del XVIII
dalla violazione (più o meno consapevole) ra tra la natura, lo scienziato e la comunità secolo, il termine francese civilisation vie-
da parte degli scienziati di determinate scientifica, è chiaro che venga messa in ne a designare il processo di civilizzazione
norme metodologiche. La “nuova filoso- primo piano l’importanza delle tecniche di di un individuo o di un popolo e insieme lo
fia della scienza”, ha osservato Pera, ha persuasione e, quindi, della retorica. Ciò stato raggiunto da chi è passato attraverso
tentato poi di sostituire al “modello meto- non significa, ha sottolineato Pera, una questo processo. La nozione di progresso
dologico” di scienza di stampo cartesiano riduzione della scienza a “normale con- ha, invece, la sua genesi nella Querelle des
“modelli contrometodologici” di almeno versazione”, poiché la retorica cui si fa Anciens et des Modernes e si viene arric-
tre tipi: a) di tipo “anarchico” (Feyera- riferimento è una retorica tipica della scien- chendo nelle posteriori formulazioni di
bend), secondo cui le pretese cognitive za, con norme e procedure ben definite, Voltaire e Turgot: il primo afferma una
della scienza e le valutazioni epistemiche «forme dell’argomentazione scientifica», che teoria del progresso in termini di sviluppo
dipendono da “mezzi non argomentativi” o a loro volta, rimandano al concetto di “dialet- scientifico e di perfezionamento dei costu-
“irrazionali”; b) di tipo “sociologico” (D. tica scientifica”, intesa come logica di vali- mi; il secondo stabilisce per la prima volta
Bloor, M. Hesse), secondo cui il succedersi dazione di tali forme. A.N. il carattere di “infinità” del progresso, na-
delle teorie va spiegato facendo riferimento scostamente presente anche nei periodi di
a fattori sociali, più che logici; c) di tipo decadenza. Ma in entrambi è assente la
“post-filosofico” (Rorty), in cui l’idea di dimensione socio-politica del progresso,
metodo scientifico si dissolve nell’ottica di recuperata invece da Montesquieu con la
un’ermeneutica onnicomprensiva. Filosofie della storia nel Sette- nota antitesi ideologica tra Asia (continen-
Tuttavia, se i modelli contrometodologici cento te dei dispotismi) e Europa (terra dei go-
hanno colpito al cuore le prime due tesi del verni “moderati”) e, in termini più origi-
“progetto cartesiano”, è anche vero che Assumendo come punto di partenza nalmente socio-economici, dallo storico e
essi hanno implicitamente alimentato l’opi- della propria ricostruzione storico-cri- sociologo scozzese Adam Ferguson, che
nione che l’unica alternativa al metodo sia tica il presupposto che nel ‘700 “coesi- nel suo Saggio sulla storia della società
l’irrazionalità o, quanto meno, la riduzio- stano” teorie della storia fondate sul civile (1767) indica nell’istituzione della
ne della scienza a «normale conversazione concetto di Provvidenza e teorie fon- proprietà e nella sua successiva codifica-
tra persone ben educate». Per cercare di date su quello alternativo di progres- zione giuridica il passaggio dallo stato
superare l’empasse epistemologica costi- so, Pietro Rossi ha tenuto, dal 22 al 26 selvaggio alla barbarie e allo stato civile.
tuita dal riproporsi del “dilemma cartesia- giugno, presso l’Istituto Italiano per Solo nella cultura illuministica, osserva
no” (o metodo, o irrazionalità), Pera ha gli Studi Filosofici di Napoli, un semi- Rossi, la riflessione sull’idea di progresso
proposto l’adozione di un “modello retori- nario sul tema: TEORIE DEL PROGRESSO E tocca inevitabilmente il problema della
co” di scienza che sia in grado di salva- TEORIE DELLA PROVVIDENZA NELLE FILOSOFIE continuità o discontinuità del progresso
guardare alcune proprietà tipiche della DELLA STORIA DEL SETTECENTO . stesso, che finisce per essere concepito
scienza (oggettività, razionalità, progres- come indefinito e illimitato nell’Abbozzo
sività), senza per questo sacrificare le ac- Secondo Pietro Rossi l’origine comune di un quadro storico dei progressi della
quisizioni della critica più recente (storici- delle settecentesche teorie della storia deve natura umana (1793) di Condorcet. Qui lo
tà, incommensurabilità fra le teorie, va- essere rintracciata nel complesso orizzon- spettacolo di una rivoluzione riuscita (quel-
rianza di significato ecc.). te culturale degli ultimi decenni del ‘600 la americana) consente non solo di descri-
Secondo Pera, il tradizionale modello me- che, se da un lato conosce una diffusa vere il progresso storico, ma anche di pre-
todologico concepisce la ricerca scientifi- rilettura e riproposizione del De civitate vedere quello futuro come eliminazione
ca come una partita tra lo scienziato, che Dei di Agostino, pure, dall’altro, raccoglie della diseguaglianza e perfezionamento
pone le sue domande, e la natura, che l’eredità della cultura libertina, vede l’af- della stessa natura umana.
fornisce delle risposte (dati e risultati). La fermazione della critica biblica e la sem- Tutto questo non deve suscitare l’impres-

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CONVEGNI E SEMINARI

Johann Gottfried Herder. Dipinto di Anton Graff

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CONVEGNI E SEMINARI

sione, fa notare Rossi, che nel corso del genere umano e nel promuovere in- l’«influenza del livello ideologico sulla
‘700 non ci sia spazio per le teorie provvi- cessantemente tale progresso». Sulla realtà esistente» e quindi sulla formazione
denzialistiche della storia. Nell’opuscolo base di questo imperativo, Alberto della società moderna. Si tratta di conside-
Ancora una filosofia della storia per l’edu- Tenenti, dell’Ecole des Hautes Etudes rare l’utopia come regno del possibile e
cazione dell’umanità (1774) di Herder, la en Sciences di Parigi, ha condotto il perciò forza spirituale di rinnovamento,
successione delle epoche risponde ad un seminario dal titolo: PERCORSI DELLA rintracciandola nella sua forzata attribu-
piano provvidenziale, che però, a differen- MODERNITÀ, tenutosi dal 21 al 24 aprile zione ad antichi predicatori o legislatori, o
za di Bossuet, non presuppone la distinzio- 1992 all’Istituto Italiano di Studi Filo- nella necessaria rappresentazione di so-
ne tra storia sacra e storia profana, ma sofici di Napoli. cietà paradigmatiche e perfette, e infine
sancisce ben prima di Hegel, la prima nei suoi tentativi di realizzazione politico-
radicale sacralizzazione della storia: «La Il richiamo ad un filosofo così distante nel sociale a partire dal XVIII secolo, coinvol-
storia - scrive Herder - è il cammino di Dio tempo per introdurre il ciclo di conferenze ta nelle problematiche della distribuzione
attraverso le nazioni»; e ancora, «la storia di Alberto Tenenti non apparirà arbitra- del lavoro e della ricchezza, della scissio-
è l’epopea di Dio attraverso tutte le età, rio se guardiamo al legame sotterraneo che ne tra potere spirituale e temporale e della
tutti i continenti, tutti i popoli». E la storia tiene unite, al di là dell’apparente disomo- felicità nella vita di fronte alla morte. Que-
non è soltanto sacralizzata, ma divinizzata geneità dei contenuti proposti, la serie sto significa, per Tenenti, interpretare la
nella grossa opera sistematica di Herder, delle relazioni: “Stato e ragion di Stato”; laicizzazione del regno ideale come pro-
Idee per la filosofia della storia dell’uma- “Le trasformazioni della città italiana”; gressivo allontanamento dall’oltremonda-
nità (1784-91), dove la lettura organica del “Luci e ombre dell’utopia”; “Tolleranza no verso l’intramondano e dell’ideale ver-
Deus sive natura spinoziano consentiva a religiosa e libero pensiero”; e infine “La so il progettuale, mettendo in evidenza sia
Herder di concepire la relazione natura- visione dello spazio europeo”. il carattere critico-teorico dell’utopia nei
storia umana in termini già romantici di Nella conferenza di apertura Tenenti ha confronti dell’esistente, sia il carattere di
una totalità vivente, che si articola in uno illustrato, in riferimento allo scacchiere esercizio ideologico di gruppi o singoli
sviluppo biologico finalizzato alla nascita europeo dei primi Stati nazionali, la con- individui dottrinari e autoritari.
dell’uomo, anello di congiunzione tra mon- cezione dello Stato sottesa alle politiche Tenenti ha poi affrontato la visione etico-
do naturale e mondo storico. delle diverse monarchie sorte nell’epoca culturale che l’Occidente ha di se stesso in
Da ultimo Rossi ha considerato il partico- moderna e l’influenza della ragion di Stato rapporto all’altro da sé, sia all’esterno che
lare problema della presenza o meno delle sulle decisioni effettive delle ologarchie, all’interno dei confini geografici. Solo dopo
civiltà extraeuropee nei quadri storiografi- mostrando «il ruolo delle dottrine politi- circa tre secoli di tentativi di assorbimento
ci del ‘700. Nella concezione provviden- che nel cambiamento delle istituzioni». o di annullamento del “diverso”, in campo
zialistica della storia l’assunzione della Anche in riferimento alle trasformazioni economico, politico, religioso, culturale,
teoria monogenetica, ovvero della tesi del- della città italiana, prendendo spunto dalle si giunge a riempire di contenuto ideali
l’unica origine dell’umanità e il conse- vicende specifiche di progressivo allonta- come la tolleranza religiosa e la libertà di
guente rifiuto del poligenismo, comporta namento dal volto originariamente comu- pensiero con uno «sguardo alla realtà del-
l’esclusione dei popoli extreuropei. Quan- nale-medioevale di città campione come l’altro, che nella sua opposizione ha an-
to poi alla concezione della storia come Genova, Torino, Roma, Tenenti ha mo- ch’essa contribuito a modificare la perce-
progresso verso la civiltà, essa presuppone strato come le forze politico-economiche zione di sé dell’Occidente». Questa visio-
lo schema evolutivo stato-selvaggio-bar- abbiano addirittura finito col favorire nuo- ne che nel ‘500 l’Occidente ha di se stesso
barie-civiltà, che permette di collocare co- ve concezioni architettoniche, che aveva- e del diverso, e la sua lenta trasformazione,
modamente al primo o al secondo livello le no come scopo di rendere la città medioe- sono leggibili per Tenenti anche nella rap-
civiltà extraeuropee: così viene di fatto vale rappresentazione del potere politico presentazione dello spazio: in tutto il ‘500
risolto il “problema” dei selvaggi america- dominante. A partire dal ‘500, Genova il notevole scarto tra realtà geografica e
ni; mentre le culture azteche, maya, inca, assiste a una spartizione ufficiale del pote- rappresentazione cartografica è dovuto al
non sono considerate culture “civili” nel- re politico tra i banchieri delle maggiori fatto che si continuano a utilizzare come
l’orizzonte storico settecentesco. Non così casate nobiliari della città i quali, pur fa- base le indicazioni di Tolomeo sia per
per la Cina, mitizzata da Voltaire come la cendone una capitale monetaria, ne modi- l’Europa - la “Cristianità” - che per gli altri
civiltà che ha dato vita alla religione più ficano però l’aspetto prevalentemente me- mondi e che solo lentamente lo spazio
priva di elementi mitologici, quella più dioevale, appropriandosi di due quartieri geografico conosciuto, suddiviso tra il
vicina alla religione naturale, ma anche, di proprietà comunale per trasformarli in Baltico, il Mediterraneo e l’Egeo, viene
secondo uno schema di derivazione mon- dimore private di prestigio. A Roma, inve- allargato a includere altre terre, con sem-
tesqueiana, terra di tradizioni dispotiche e ce, la notevole sensibilità urbanistica dei pre maggiore consapevolezza che la cono-
pertanto non civile. Dunque, se le teorie Papi si espresse nel rifunzionalizzare l’edi- scenza della realtà dell’altro significa co-
della storia come progresso verso la civiltà lizia pubblica preesistente per dare alla noscenza della realtà del sé in modo nuovo
consentono più e meglio di “avvicinarsi” città, accanto al ruolo di centro spirituale, e diverso.
alle civiltà dei popoli extraeuropei, non si un’immagine che valorizzasse il suo mae- In tale contesto di progressiva apertura e
può tuttavia affermare, osserva Rossi, che stoso passato di capitale imperiale e la cambiamenti, Tenenti ha messo in luce il
con esse siamo di fronte al riconoscimento ponesse anche come polo di un potere ruolo dell’intellettuale nella società, svi-
di una pluralità di direzioni di sviluppo temporale. Soltanto la Torino sabauda, luppando in particolare la possibilità di
verso la civiltà. A.I. tralasciando i preesistenti nuclei romano- un’azione reale e perciò stesso etica del-
medievali, utilizzerà a partire dal ‘500, l’intellettuale nella storia, impegnato col
accanto ad altre trasformazioni essenziali suo stesso lavoro a favorire lo sviluppo
in campo economico e politico, un’urbani- pacifico e l’integrazione armonica di quei
stica moderna e razionale a fini sociali e semi già comunque presenti nella storia
Percorsi della modernità collettivi, ponendosi già da allora come che egli stesso vive. Solo in una tale pro-
modello urbanistico di capitale in uno sta- spettiva di realismo storico, sembra voler
Secondo le significative e attualissi- to moderno. concludere Tenenti, è possibile assolvere
me parole pronunciate da Fichte nel Con un excursus storico sul concetto di fino in fondo alla missione fichtiana del
1794 nell’opera omonima, la “missio- utopia attraverso Platone, il Cristianesi- dotto. S.S.
ne del dotto” consiste nel «sorveglia- mo, Lutero, Moore, Bacone, Rousseau e
re dall’alto il progresso effettivo del altri, Tenenti ha affrontato l’analisi del-

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CONVEGNI E SEMINARI

Quest for Ultimate Explanation (Teorie del to alla situazione attuale della ricerca teori-
tutto. La ricerca di una spiegazione ultima, ca in fisica, impegnata nella formulazione
Oxford UP, Oxford 1991), di prossima della “teoria dell’uno”, la grande teoria
traduzione preso la casa editrice Adelphi. unificatrice, che al di là delle diverse sepa-
Perché i modelli offerti dalle teorie scienti- rate correnti teoriche dovrebbe riunire in
fiche si rivelano adatti al mondo nel quale un unico modello l’infinitamente grande e
viviamo? Esiste una corrispondenza certa l’infinitamente piccolo.
Primo piano: tra mondo matematico e mondo fisico? Di fatto il teorema di Godel impedisce ad
lezioni italiane Questi i principali interrogativi a cui Bar- un sistema formale di dare prova della
row ha cercato di dare una risposta, affron- propria verità, ma non di provare verità di
tando innanzitutto dal punto di vista storico complessità inferiore a quella del sistema
il problema dei fondamenti della scienza stesso. La matematica è uno strumento del
moderna. Dapprima è stata presa in esame nostro cervello, che a sua volta è il risultato
l’evoluzione di un primitivo metodo di di un evoluzione durata milioni di anni: la
conta da strumento utile alla vita quotidia- nostra capacità di operare semplificazioni
na e strettamente legato alle esigenze di del mondo circostante è stata plasmata e
Prendendo ispirazione dalla tradizio- questa (controllo del numero di pecore in corretta dalla selezione naturale; la com-
ne anglosassone delle ‘University Lec- un gregge, ecc.) a sistema di numerazione plessità del nostro cervello si è accresciuta
tures’, la Fondazione Sigma-Tau, in autonomo, astratto e fecondo come quello tanto da poter comprendere in maniera
collaborazione con la casa editrice matematico odierno (parente di sistemi già soddisfacente la realtà e di poterla rappre-
Laterza, ha organizzato a cura di Pino sofisticati come quello Maya o Babilone- sentare esaurientemente tramite descrizio-
Donghi e Lorena Preta una serie di se); un’evoluzione resa possibile grazie ni matematiche. Se ciò non fosse vero,
conferenze, raccolte sotto il titolo di alla “scoperta” e all’introduzione di tre avremmo solamente una serie di sequenze
Lezioni italiane, che hanno affrontato fattori: la base di conta, il sistema posizio- casuali di dati. Al contrario, il mondo sem-
temi di attualità scientifica e culturale. nale e l’invenzione dello zero. bra algoritmicamente comprimibile e la
Condotte nella forma di brevi corsi Sul problema della validità delle rappre- scienza esiste grazie a ciò. A questo propo-
universitari della durata di due o tre sentazioni matematiche si sono scontrati sito, fa notare Barrow, i risultati ottenuti
giorni consecutivi, le conferenze ave- pensatori appartenenti a differenti radici dalla scienza parlano chiaro: siamo arrivati
vano l’intento di proporre un labora- culturali, dando vita a scuole di pensiero al punto in cui possiamo disporre di funzio-
torio permanente di riflessione sulle che hanno contribuito ad analizzare in pro- ni d’onda dell’intero universo; descriverne
tendenze che i movimenti culturali e il fondità il problema. E’ stato questo il se- lo stato in ogni direzione spazio-tempora-
progresso delle scienze vanno deline- condo argomento affrontato da Barrow, le; porre questioni di ordine teologico con
ando per i prossimi anni. Soprattutto che ha esposto la posizione delle scuole di strumenti scientifici e indagare sulla prima
si è voluto tentare di gettare un ponte pensiero nate a partire dalla seconda metà natura dell’universo. Tutto ciò conferma il
che colmasse la separazione tra cultu- del XIX sec.: formalismo, costruttivismo, ruolo importantissimo della matematica e
ra scientifica e umanistica. E affinché platonismo, empirismo. Da queste dispute soprattutto della sua figlia prediletta: l’ela-
questo ponte fosse in seguito percor- è scaturito un risultato fondamentale per la borazione al calcolatore.
ribile e ripercorribile più volte, i testi comprensione delle capacità e della validi- La natura è dunque per Barrow un grande
delle varie conferenze sono stati rac- tà di un sistema matematico: il teorema di libro scritto in un linguaggio codificato, ma
colti, interamente o in parte, in una incompletezza di Gödel (1930-31), secon- accessibile ad un buon compressore algo-
serie di volumi dall’editore Laterza. Di do il quale non è possibile stabilire la verità ritmico, un organo in grado di semplificare
questa serie di conferenze vogliamo di qualsiasi proposizione appartenente ad senza perdita di informazione rilevante le
qui segnalare quelle che più diretta- un sistema assiomatico consistente, abba- sequenze di codici naturali; questo com-
mente hanno investito il mondo della stanza ampio da contenere anche l’aritme- pressore è il nostro cervello. Ciò giustifica
filosofia. Ci riferiamo alle lezioni di tica. In pratica: in un sistema di questo tipo la nostra fiducia nelle teorie scientifiche,
John David Barrow, PERCHÉ IL MONDO È vi saranno sempre una o più proposizioni, rendendoci accessibile l’idea di un pro-
MATEMATICO? (11-13 dicembre 1991, la cui verità sarà indecidibile, con la conse- gressivo avvicinamento a una verità com-
Università degli Studi di Milano), di guente presa di coscienza dell’impossibili- prensibile. In tal senso è fondamentale per
Francisco Varela, UN KNOW-HOW PER L’ETI- tà di poter affrontare e risolvere tutti i Barrow la simulazione all’elaboratore elet-
CA (16-18 dicembre 1991, Università problemi insiti nel sistema. tronico: la produzione della realtà virtuale.
degli Studi di Bologna), di Ilya Prigogi- Un risultato del genere sembrerebbe mette- Alla base di questa fiducia nelle possibilità
ne, LE LEGGI DEL CAOS (febbraio 1992, re a tacere ogni disputa sulla validità del- della scienza vi è un principio esposto da
Università degli Studi di Milano), di l’uso della matematica nelle descrizioni Barrow nel volume The anthropic Cosmo-
Hilary Putnam, IL PRAGMATISMO: UNA della realtà. Ma la fiducia riposta da Bar- logical Principle (Il principio antropico
QUESTIONE APERTA (24-26 aprile 1992, row nella validità del linguaggio matema- cosmologico, Oxford UP, Oxford 1986,
Università degli Studi di Roma ‘La tico si basa sulla sua obiettività, comprova- 1988, 1989), scritto in collaborazione con
Sapienza’), di Aldo Giorgio Gargani, IL ta dalla sua regolarità, dalla sua capacità Franck J. Tipler, nel quale viene descritto
TESTO DEL TEMPO (7-9 aprile 1992, Uni- autoproduttiva, dal proliferare di moltepli- esplicitamente il “principio antropico” che
versità degli Studi di Milano ). ci scoperte; e si basa inoltre sulle relazioni giustifica la presenza dell’uomo nell’uni-
tra mondo matematico e mondo fisico, che verso come conseguenza necessaria di una
permangono feconde. Barrow ha mostrato serie di variabili d’ingresso. L’organizza-
Presentato all’Università di Milano da Giu- il rapporto simbiotico esistente tra le due zione dell’universo e la vita come-noi-la-
lio Giorello, John David Barrow, docente discipline: è il caso, ad esempio, di come la conosciamo implicano la presenza di un’in-
di astronomia all’Università del Sussex, teoria dei tensori e le geometrie non eucli- telligenza cosciente e capace di compren-
già noto al pubblico italiano con il volume: dee abbiano permesso la nascita della Re- dere tutto ciò che la circonda in maniera
Il mondo dentro il mondo (Adelphi, Mila- latività Generale; o di come, viceversa, soddisfacente: il creato necessita di un pub-
no 1991) ha indagato il problema dei fon- dagli studi sull’ottica siano nate le serie di blico! La matematica è lo strumento adatto
damenti di validità della moderna impresa Fourier. Il ruolo rilevante della matematica per questa descrizione dell’universo, per-
scientifica, riprendendo motivi del suo ul- nel mondo scientifico è stato ulteriormente ché è il linguaggio in base al quale il nostro
timo libro, Theories of Everything. The messo in evidenza da Barrow in riferimen- cervello, a seguito di millenni di evoluzio-

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CONVEGNI E SEMINARI

ne selettiva, codifica le esperienze fisiche. pensiero che anima il dibattito contempo- attigui, come quello appunto dell’etica.
Dare fiducia alle rappresentazioni mate- raneo sia nella riflessione cognitivista, sia Un’operazione che gli riesce senz’altro e
matiche significa dunque considerare una nella ricerca tecnologica attiva in ambito di che, anzi, gli permette di fare anche delle
possibile immagine computazionale del- intelligenza artificiale, Varela opera bril- previsioni sul futuro della scienza e della
l’universo, come è rappresentato virtual- lantemente da circa un ventennio. Biologo filosofia: alcuni concetti, sorti o comunque
mente: non più supremazia delle leggi sim- di formazione, compie insieme a Humber- utilizzati in maniera nuova nell’enorme
metriche, né continuità di un substrato spa- to Maturana, i fondamentali studi sulla area di ricerca dell’intelligenza artificiale,
zio-temporale, ma l’abbandono dell’illu- visione nelle rane, da cui i due scienziati sembrano destinati a entrare nel comune
soria concezione di universo simmetrico e trassero spunto per formulare quella che vocabolario filosofico, suggerendo nuove
l’adozione di una base discreta: un univer- molti hanno acclamato come la nuova ci- strutture concettuali per ogni disciplina che
so discontinuo, afferrabile gradatamente bernetica, ovvero la teoria dei sistemi auto- si riveli abbastanza ricettiva. G.B.
attraverso schematismi matematici che non poietici, o auto-organizzati. Questa nuova
hanno comunque la presunzione di inglo- metodologia concettuale ha infatti trovato
bare l’essenza della vita, ma solamente la altrettanti sbocchi in altre discipline di quan- La scissione ricorrente tra ricerca scientifi-
funzione di comprendere i problemi che di ti non ne ebbe la cibernetica wieneriana ca attiva e riflessione filosofica sembra
volta in volta compaiono. M.P. negli anni cinquanta. Dalla biologia alla sfumare del tutto di fronte al lavoro di
sociologia delle organizzazioni, dall’eco- scienziati come il chimico belga Ilya Pri-
nomia alla filosofia della scienza in genera- gogine, vincitore del premio “Nobel” per
Nelle sue tre lezioni all’Università di Bolo- le, il concetto di sistema autopoietico è la chimica nel 1977 e autore di studi impor-
gna, con la presentazione di Paolo Fabbri, ormai strumento consueto. Ma l’applica- tanti sui sistemi dissipativi, nonché di ri-
il biologo ed epistemologo cileno Franci- zione più immediata fu, naturalmente, quel- cerche originali in campo biologico. Di
sco Varela ha sostanzialmente presentato la in ambito cognitivista; applicazione por- questi studi, i più importanti sono già noti
le posizioni di fondo a cui egli perviene, tata a compimento, tra gli altri, dallo stesso in Italia, come La nuova alleanza. Meta-
insieme a Eleanor Rosch e Evan Thomp- Varela. morfosi della scienza (1981, in collabora-
son, nel suo ultimo libro, The embodied Come si può arguire dal titolo stesso delle zione con I. Stengers) e Le strutture dissi-
mind (MIT Press, Londra 1991, in corso di conferenze, Varela pone le basi del suo pative (1982, in collaborazione con G. Ni-
traduzione presso l’editore Feltrinelli di discorso sull’etica nella distinzione tra i colis); recentemente sono apparsi: La com-
Milano), aggiungendovi però alcune im- due termini, know-how e know-what, che plessità. Esplorazioni nei nuovi campi del-
portanti estensioni. starebbero poi ad indicare i due diversi la scienza (Einaudi, Torino 1991, in colla-
È Ormai da oltre un quarantennio che si è atteggiamenti di utilizzo delle nostre capa- borazione con G. Nicolis) e La nascita del
andata coagulando intorno al problema cità e conoscenze. Per definire i due termi- tempo (Bompiani, Milano 1992).
dell’intelligenza artificiale quella discipli- ni, è esplicito il riferimento di Varela al Ilya Prigogine è stato ospite all’Università
na nota ai più come scienza cognitiva. Il dibattito cognitivista, di cui si diceva sopra, di Milano, presentato da Giulio Giorello,
problema di formulare un modello soddi- che vede contrapposti da un lato coloro che per una serie di lezioni in cui è stata affron-
sfacente della mente umana e dei suoi mec- concepiscono l’agire umano come una in- tata la situazione odierna della scienza di
canismi d’apprendimento è vecchio forse terminabile sequenza di impostazione di fronte a certi problemi che sembrano mi-
quanto il pensiero stesso dell’uomo, ma le spazi problemici e di ricerca algoritmica nacciarne la potenza esplicativa, come le
esigenze sempre imperative e pressanti delle soluzioni, dall’altro coloro che non si leggi del caos o l’origine dell’universo.
dell’industria e della ricerca tecnologica esimono dal far proprio il vocabolario hus- Prigogine ha difeso un concetto di scienza
hanno sicuramente favorito un’impennata serliano, o addirittura heideggeriano, par- come “scienza del divenire”, da contrap-
negli sforzi dedicati a questo problema. Un lando di intenzionalità, di globalità del- porre a una vetusta idea di ipotesi scientifi-
dibattito classico dell’area cognitivista è l’esperienza esistenziale, di gettatezza del- ca, non più in grado, ormai, di affrontare i
quello sorto, più di dieci anni fa, fra il l’esserci, di deiezione; il tutto pur sempre, problemi che le nuove frontiere tecnologi-
filosofo americano John Searle e chi a lui si beninteso, in un’ottica implementativa di che pongono necessariamente. Questa
contrapponeva con la cosiddetta ipotesi realizzazione tecnologica. “nuova” scienza «non è una nuova “visione
forte dell’intelligenza artificiale, ovvero Oltre alle due tradizioni occidentali kantia- del mondo”, separata dalle sue radici, che si
che l’intelligenza fosse essenzialmente si- na e hegeliana, nel suo discorso sull’etica imponga come una verità rivelata.» E’ piut-
stemica, in senso stretto, e algoritmica, e Varela fa riferimento anche a tre delle più tosto una lunga e complessa costruzione di
dunque riproducibile in sistemi struttural- importanti tradizioni di pensiero orientali: un linguaggio, di nuovi modi di pensare, è
mente analoghi al cervello umano, ma Confucianesimo, Taoismo e Buddismo. «la costruzione di una coerenza tra la realtà
materialmente molto dissimili, quali sono Particolari sono state alcune citazioni dal che viviamo e ciò che siamo in grado di
appunto i computer. Benché anche altri, Meng-tzu, il Libro di Mencio, uno dei primi pensare...», da sostituire alle lenti cogniti-
prima di lui, avessero sollevato il limite testi confuciani. Dunque quello che ci pro- vistiche, divenute ormai obsolete, con cui
dell’approccio computazionalista, Searle pone Varela è di recuperare la vecchia finora abbiamo guardato al realtà.
fu il primo a farlo pubblicamente e da una figura del saggio, come colui il quale sa Ma quali sono gli aspetti della realtà che le
posizione di specialista della materia. I essere buono, agisce secondo il proprio vecchie lenti distorgono o non ci mostrano
suoi argomenti si basavano sulla necessità know-how, in maniera immediata e sponta- in modo adeguato? Per Prigogine è la realtà
di tener conto della struttura biologica del nea, e non perché ha appreso, nel vivere in stessa dell’universo, il suo aspetto sempre
cervello, degli scambi ormonali che si ve- società, alcune regole di comportamento. evolutivo, il carattere costitutivo dei pro-
rificano nel corso del passaggio di informa- In pratica tutti noi siamo degli ethical exper- cessi instabili di non-equilibrio, l’irreversi-
zione lungo il sistema nervoso: una consi- ts e non abbiamo bisogno di sottoporci ad bilità del tempo. Una solida base di studio
derazione dell’uomo, questa, come indivi- alcun tipo di training per imparare a com- per la comprensione e la risoluzione di
duo fisiologicamente inscindibile nelle sue portarsi eticamente. questi problemi, ha osservato Prigogine, è
parti. Inoltre Searle fu uno dei primi a far Il discorso di Varela rimane tuttavia condi- costituita dalla cosiddetta casual dynamics
intravedere la possibilità di recupero di zionato da citazioni e categorizzazioni pre- (o subdynamics), che consiste nello studio
argomenti fenomenologici accanto alla se a prestito dal mondo della biologia, di quei fenomeni che pur svolgendosi lon-
vecchia impostazione razionalistica, sotto- dell’epistemologia, e lo sfondo teorico re- tani da una situazione di equilibrio condu-
lineando l’importanza dell’atto cognitivo sta pur sempre quello di una particolare cono a stati di ordine tramite processi di
come atto intenzionale. “filosofia della mente”, che egli tenta di fluttuazione, strutture dissipative, soli-
All’interno di questa nuova corrente di estendere anche a campi non tecnicamente tamente non analizzate e invece «fonda-

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CONVEGNI E SEMINARI

mentali per comprendere la coerenza e


l’organizzazione del mondo di non-equi-
librio nel quale siamo inseriti.» Un esem-
pio di questa capacità della materia di
organizzarsi in strutture nuove grazie
all’applicazione di forze in situazioni
caotiche sono i cosiddetti “vortici di
Bernard”, piccoli movimenti odinati del-
le molecole di un fluido, dovuti alla
variazione di temperatura a cui viene
sottoposto il liquido. Situazioni come
queste non sono affatto marginali, come
potrebbe sembrare, ma chiamano in cau-
sa un concetto di fluttuazione e di pro-
cesso non-lineare.
Il modello astrofisico condiviso da Prigo-
gine è quello proposto dal fisico E. Tyron
negli anni Settanta e conosciuto col nome
di “modello free lunch”, secondo cui la
nascita dell’universo presuppone il Nulla
all’origine e una “gratuita”, spontanea flut-
tuazione del vuoto come “movimento” ini-
ziale: l’essere dal non-essere. L’idea può
essere ricondotta al modello dell’universo
di Minkowski e può essere resa visibilmen-
te in riferimento al processo di cristallizza-
zione di un liquido sopraffuso.
Una tale interazione tra vuoto quantistico e
materia stravolge anche l’antica interpreta-
zione di entropia. Non è più veritiero, infat-
ti, associare a trasformazioni irreversibili
un valore crescente di entropia; sembra
invece che sia possibile parlare di un «nuo-
vo principio di equivalenza tra materia ed
entropia.» L’aumento di entropia non sim-
boleggerebbe più il costo che si deve paga-
re, in termini di energia, per avere un qua-
lunque tipo di organizzazione all’interno di
un sistema; anzi, talvolta, l’aumento del
disordine delle componenti del sistema può
portare a nuove situazioni stabili. La scien-
za dovrebbe in tal senso essere consapevo-
le del suo carattere primariamente probabi-
listico, non certo dovuto a questioni di
minore o maggiore conoscenza, né a una
qualsivoglia approssimazione. Il probabi-
lismo, osserva Prigogine, è una qualità
necessaria della struttura dell’universo; è
strettamente legato al concetto di asimme-
tria temporale e al secondo principio della
termodinamica, il principio di “degrada-
zione dell’energia”, a cui è connesso un
accrescimento di entropia, considerato
come “fatto fisico fondamentale”.
Lo spazio-tempo di einsteiniana memoria
era una costruzione simmetrica coniforme,
con un osservatore posto nel vertice: nel
presente. L’osservatore non era un elemen-
to attivo nei coni di luce, non modificava la
visione del passato, né influenzava la strut-
tura del futuro. Ebbene, la rottura della
simmetria temporale genera un osservato-
re per il quale il futuro non è più esattamen-
te speculare al passato: da qui l’irreversibi-
lità di ogni processo fisico e cognitivo,
garante dell’esistenza delle strutture dissi-
pative e del loro funzionamento. La nuova
scienza non può più prevedere con esattez- John D. Barrow, Aldo Giorgio Gargani
za l’evento, semplicemente perché una tale Hylary Putnam
previsione non è possibile. Ilya Prigogine, Francisco Varela

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CONVEGNI E SEMINARI

La fisica sembra essersi resa conto di que- Il pragmatismo sembra essere la dottrina realismo metafisico sia insostenibile: la
sta situazione in alcune sue creazioni più più democratica all’interno del panorama nostra percezione non è mai immediata, ma
recenti, come le leggi del caos. Alcuni dei filosofico, e sicuramente la più efficace in intrisa di teoria, di una visione del mondo
risultati di questo nuovo ramo della scien- rapporto all’indagine scientifica; ma pro- che si è formata man mano durante la
za, ha mostrato Prigogine, indicano come prio per questo il pragmatismo è anche la crescita e l’apprendimento, in modo perso-
sia naturale il formarsi di strutture ordinate, dottrina che ha più bisogno di referenti nale perché dipendente dalla nostra espe-
perfettamente organizzate e dunque disen- esterni per non ricadere nella sua forma rienza di vita e dal nostro personalissimo
tropiche, a partire, proprio, da situazioni anarchica: il relativismo. Da questo punto modo di “giocare” con lo strumento che ci
caotiche e disordinate. Questo, secondo di vista, sia il pragmatismo di Peirce, sia permette di conoscere: il linguaggio. Lo
Prigogine, dovrebbe portare a una riconsi- quello di James non offrono criteri univer- schema, in parte ripreso da Singer, allievo
derazione della teoria scientifica, che do- salmente validi che permettano di scegliere di James, con cui Putnam critica il realismo
vrebbe rendere palese il fallimento delle tra varie teorie per la soluzione di un pro- metafisico comprende sei punti: 1) la cono-
concezioni classiche della scienza di carat- blema; Peirce parla di scelta dipendente scenza dei fatti presuppone la conoscenza
tere deterministico, atemporale e che pro- dalle conseguenze pratiche ottenibili, quindi delle teorie; 2) la conoscenza delle teorie
prio per questo non colgono quello che quasi di una convalida dell’esperienza, presuppone la conoscenza dei fatti; 3) la
caratterizza l’evento fisico: la casualità e la mentre James si affida a un salto di fede conoscenza dei fatti presuppone la cono-
sua storia. kierkegaardiano. Fatto sta che la semplice scenza dei valori; 4) la conoscenza dei
L’alternativa presa in esame da Prigogine è condizione di coerenza di una teoria non è valori presuppone la conoscenza dei fatti;
quella delle scienze umane, molto più at- sufficiente ad assegnarle valore di verità, 5) la conoscenza dei fatti presuppone la
tente al singolo evento, molto più fedeli nel né è in grado di selezionare la pluralità di conoscenza delle interpretazioni; 6) la co-
descriverlo, appunto perché ne colgono le visioni e di soluzioni, ugualmente coerenti, noscenza delle interpretazioni presuppone
mutazioni, l’evoluzione, attraverso schemi esistente per uno stesso problema. la conoscenza dei fatti.
che si adattano alla storia del problema e Nelle sue lezioni all’Università di Roma Questo schema è l’antitesi dei protocolli
non cercano, viceversa, di costringerlo al- con la presentazione di Carlo Cellucci, neopositivistici; espone, cioè, l’inscindibi-
l’interno di uno schema invariante. Il tem- Emilio Garroni e Eugenio Lecaldano, Hi- le relazione tra ciò che è conoscenza sog-
po è qui il concetto fondamentale; sola- lary Putnam, docente di Logica matema- gettiva e ciò che invece è riconducibile a un
mente considerando il percorso evolutivo tica ad Harvard, già collaboratore di Car- qualche grado di oggettività. Allo stesso
di un sistema, si potrà stabilire integral- nap e Reichembach, si è ricollegato espres- modo viene dimostrata l’impossibilità di
mente la sua conformazione presente, sen- samente a questa tradizione ottocentesca, ridurre la nostra conoscenza a una equiva-
za correre il rischio di avere a che fare con che ancora trova interpreti illustri come lenza tra stati mentali e stati funzionali del
una statica ed artefatta immagine di esso. Rorty, nel mondo accademico filosofico cervello, come invece si propone di fare
Sulla necessità della ricerca di una base anglosassone, ed è normalmente adottata l’intelligenza artificiale, proprio per via
culturale comune alle scienze naturali e nel mondo scientifico. L’intento di Putnam dello stretto legame che intercorre tra valu-
umane, Prigogine si era già espresso in La è di individuare quel criterio di scelta inter- tazioni etiche e cognitive. In questo la po-
nuova alleanza: «Oggi la sfida alla scienza no alla dottrina pragmatista che può confe- sizione di Putnam non sembra differire da
è totale. E' per questo che ci sembra para- rire una veste filosofica completa al prag- quella di Rorty, altra figura di spicco del
dossale separare la scienza dalla società matismo e nello stesso tempo una giustifi- pragmatismo anglosassone, secondo il qua-
[...] Dobbiamo cercare di rendere l’inter- cazione filosofica accettabile al procedere le una qualunque produzione teorica è giu-
faccia tra scienza e società la più fluida attraverso selezione di “paradigmi” pro- stificabile per il fatto di essere stata conce-
possibile [... attraverso] nuovi canali di prio della comunità scientifica. Questa pro- pita in relazione alle concezioni vigenti in
comunicazione.» Una visione dell’impre- spettiva di “realismo interno”, come viene un determinato ambito culturale. In realtà
sa scientifica, questa di Prigogine, che pre- definita, è già stata anticipata da Putnam in per Putnam, se non si può affermare che ci
suppone un’idea di scienza meno forte: la alcuni scritti, noti anche in Italia: Verità ed sia un criterio di scelta universale, si può
natura stessa di scienza statistica ne defini- etica (1982), Ragione, verità e storia (1985) comunque ammettere una direzione priori-
sce i limiti, ma, nello stesso tempo, ne e il più recente La sfida del realismo (Gar- taria nella quale vanno le scelte fondamen-
unifica gli ambiti particolari, permettendo zanti, Milano 1991). tali dell’esistenza umana. In questo Put-
una diversa interpretazione dei principii. In La posizione di Putnam si contrappone alle nam si richiama a Kant: l’idea che la natura
quest’ottica il grado d’ordine di un sistema, dottrine oggettivistiche, denominate dallo sia governata da leggi non è una convinzio-
o il degrado di energia, non è più stretta- stesso Putnam “realismo metafisico”, come ne propria della ragione teoretica, ma è
mente legato al concetto di entropia; se in quella corrente filosofica che unisce una figlia della ragion pratica. La filosofia kan-
termodinamica, fenomeni ordinati, creatisi visione oggettiva, univoca della realtà alla tiana contempla l’esistenza di diverse e
da situazioni caotiche, come i vortici di credenza nella possibilità, da parte dell’uo- interdipendenti visioni corrette del mondo,
Bernard, denunciano infatti una diminu- mo, di cogliere il mondo in sé senza alcuna guidate e selezionate nel loro evolversi
zione di entropia nel sistema, il sistema interferenza teoretica nella percezione sen- dall’azione della ragion pratica: quest’azio-
ordinato per eccellenza, il nostro universo, soriale. All’interno di questa ampia corren- ne è ciò che determina la caratteristica
sarà, dal punto di vista della “nuova scien- te di pensiero rientra anche, secondo Put- fondamentale del “realismo interno” di
za”, un sistema aperto a nuove ipotesi ge- nam, l’ambizioso programma dell’intelli- Putnam.
nerazionali, come a nuove prospettive di genza artificiale di riproduzione algoritmi- Queste considerazioni si possono ricolle-
sviluppo futuro. ca della capacità di conoscenza propria- gare allo schema esposto in precedenza. Le
Per quanto riguarda il presente l’immagine mente umana sulla base di un’inappropria- interpretazioni, le teorie, i valori risultano
offerta da Prigogine sembra essere molto ta concezione di intenzionalità e sull’idea strettamente legate ai fatti; questo significa
suggestiva: il nostro universo è immerso in che la nostra organizzazione funzionale sia che le nostre percezioni sono influenza-
un mare di antimateria che funge da serba- mentale sia in fondo riducibile al funziona- te dal nostro background culturale ed esi-
toio entropico e permette il crearsi di feno- mento di una macchina di Turing, sia, cioè, stenziale, sia anche che il mondo esterno in
meni ordinati di carattere disentropico. Il riproducibile. sé contribuisce a fornire il materiale che
lento morire dell’universo previsto dalla Ricollegandosi alle posizioni di James, di verrà poi analizzato e inglobato nella no-
cosmologia classica viene sostituito da una Singer e proponendo una lettura pragmati- stra personale ontologia, e che servirà a
visione nebulosa del futuro, più incerta sta di Wittgenstein, a partire dalle Ricerche determinarne la fisionomia. Non è che sia
perché aperta a ogni cambiamento. M.P. filosofiche e dal trattato Sulla certezza, escluso dalla nostra conoscenza un fattore
Putnam dimostra come la posizione del oggettivo; solo esso non è isolabile, non è

57
CONVEGNII E SEMINARI
CONVEGNI E SEMINARI

scindibile dal contesto personale nel quale borano nuovi linguaggi, nuove metafore,
è sito, e ci consente di cogliere lo iato tra le non giustificabili in senso argomentativo.
nostre congetture e la verità, ci permette di E’ emerso così un primo abbozzo di rispo-
sentire la nostra vicinanza alla realtà delle sta alla domanda che ha percorso l’intera
cose; è un’intima consapevolezza, che non serie dei tre incontri: che cosa significhi
solo è garante dell’esistenza di fatti indi- “fare” filosofia ai giorni nostri. E la rispo-
pendenti, ma giustifica un olismo intellet- sta, inizialmente, Gargani la prende a pre-
tuale invidiabile, che permette una plurali- stito da Richard Rorty, esponente di rilievo
tà di descrizioni del mondo ugualmente della corrente cosiddetta post-analitica: la
attendibili, rivalutando anche le forme di filosofia è una narrazione, un’attività con-
conoscenza meno rigorose come l’arte. cettuale vicina all’attività poetica, un lavo-
Questa consapevolezza, nonostante sia ro di carattere “compositivo” sul linguag-
esplicitamente dichiarata universalmente gio attraverso la scrittura. Ma bisogna evi-
valida da Putnam, risulta essere un po’ tare di cadere in teorizzazioni sulla scrittu-
troppo intima, personale per poter avere il ra: questa va avvicinata dal punto di vista
compito selettivo che gli viene attribuito, del suo evento, assumendola non in termini
tanto da non riuscire a spiegare come la illuministici, ma come evento imprevedi-
storia della conoscenza umana abbia le sue bile portatore di verità, intesa non come
dispute, i suoi errori, il suo progresso poco oggetto di argomentazione, ma come prati-
lineare; rischiando di ricadere nel tanto ca. La scrittura filosofica è, dunque, narra-
odiato relativismo. M.P. zione, espressione del luogo dal quale si
parla; non più manualità, non più tecnica,
ma un atto di coraggio, di rinuncia al pos-
I tre incontri con Aldo Giorgio Gargani, sesso, alla sicurezza: scrivere è come cer-
svoltisi all’Università di Milano con la care, senza sapere cosa andiamo a cercare,
presentazione di Carlo Sini, sono stati cer- con il coraggio di scendere nella profondità
tamente fra i più particolari nell’ambito di se stessi. La scrittura diviene un teatro di
delle “Lezioni italiane”. Nel suo intervento segni coesistenti, ed è questa coesistenza, e
Gargani ha voluto portare all’attenzione non un qualsivoglia fattore causale, che le
del pubblico, già nella struttura delle sue dà la coerenza.
conferenze, il tema della crisi del filosofa- La struttura delle lezioni di Gargani non ha
re, in una costellazione di citazioni e riman- mancato certo di rispecchiare queste pre-
di concernenti la tradizione analitica an- messe “teoriche”. Così, per buona parte di
glosassone, così come la cultura tedesca ognuno dei tre incontri, si è trattato di un
del nostro secolo. Non sono mancate ripre- progressivo avvicinamento alla scrittura
se dell’oramai nota critica alla concezione che lo stesso Gargani propone con il suo
corrispondendistica della verità di certa “testo del tempo”. Ampi stralci di questo
filosofia anglosassone, proponendo una testo sono stati letti dall’autore: l’impres-
definizione che intende sradicare la nozio- sione che ne è derivata è quella di una
ne di verità dall’interno delle teorie, ren- filosofia che si protende in modo comples-
dendola appunto “extra-teorica” e assimi- so e problematico verso la letteratura. La si
landola ad un atteggiamento nei confronti potrebbe forse definire una provocazione,
di un interlocutore, all’interno di un conte- questa di Gargani, volta soprattutto alla
sto discorsivo. L’accento, così, si è sposta- filosofia “normale”; ma anche, come qual-
to inevitabilmente sulla questione della cuno ha avuto modo di commentare, una
scrittura: nella scrittura l’argomentare filo- provocazione alla letteratura, al quadro di
sofico si può liberare da obiezioni di carat- desolante assenza di opere letterarie che
tere metafisico; ogni espressione deve arti- riescano a svincolarsi dalla tecnica di scrit-
colarsi in rapporto all’intero testo; dall’iso- tura e narrino di “viaggi” nel profondo di
lamento dell’espressione non deriva alcu- noi stessi, che si liberino da stili imposti e
na comprensione; il linguaggio da transiti- logorati dalla tradizione.
vo, denotativo, diventa intransitivo, è re- Così Gargani ha raccontato sé stesso e ha
sponsabile di se stesso, esprime ciò che letto questa narrazione di fronte ad un pub-
esprime e lo fa di proprio pugno, evitando blico sorpreso, inoltrandosi attraverso una
così il tentativo di trovare condizioni di rivisitazione del suo passato, in cui vengo-
possibilità che siano altro dal linguaggio no recuperati ricordi d’infanzia e in parti-
stesso. colare la figura paterna, un pittore anarchi-
Prendendo spunto dalla considerazione di co il quale, a suo tempo, decise di abbando-
Wittgenstein della dimostrazione matema- nare strade già percorse prima ancora d’in-
tica non come un insieme di premesse che traprenderle e dedicarsi infine alla pittura.
“causano” le conclusioni, ma come model- In questo l’esistenza è assimilata a un tea-
li di pratica simbolica, come «una frase tro, nel quale noi siamo veri e propri attori:
musicale da cui usciamo convinti», Garga- il problema è riuscire ad interpretare un
ni ha rilevato come il linguaggio sia domi- ruolo nella scena della verità. La narrazio-
nato da regole e criteri pratici, e non da ne diventa narrazione di ciò che non si è, di
necessità causali. Si possono di fatto indi- ciò che non si è riusciti ad essere, ed è
viduare due sfere di utilizzo del linguaggio proprio attraverso la scrittura che si può ora
(e della scrittura in particolare): quella con- nascere ad una nuova vita. Il testo di Garga-
venzionale, in cui può avere un senso “ar- ni diviene con questo una ricerca di che
gomentare”, e quella in cui, invece, si ela- cosa sia la verità, in luogo di predicarla
senza conoscerla. G.B.
58
CALENDARIO

CALENDARIO

La Casa della Cultura di Milano, nel-


l’ambito della serie d’incontri dedi-
cati alla Filosofia Contemporanea, ha
organizzato per il 19 novembre la
conferenza di Maurizio Ferraris dal
titolo: Derrida e la filosofia; sempre
nell’ambito della medesima serie d’in-
contri, il 26 novembre Mario Vegetti
ha tenuto una conferenza sul tema:
Platone e noi.
In occasione della pubblicazione del
libro di Tomás Maldonado: Reale e
Virtuale, edito da Feltrinelli, si è svolto
il 24 novembre un dibattito sul tema:
Reale e virtuale. Rapporto tra
mondi reali, mondi virtuali e mon-
di possibili. Sono intervenuti: Gio-
vanni Anceschi, Omar Calabrese,
Gillo Dorfles, Corrado Mangione,
Ugo Volli. Presente l’autore.
● Informazioni: Casa della Cultura,
Via Borgogna 3, 20122 Milano, tel.
02/795567.

Organizzata dall’Istituto Ludovico


Geymonat per la Filosofia della scien-
za, la Logica e la Storia della scienza
e della tecnica in collaborazione con
l’Università degli Studi di Milano, il
30 novembre ha avuto luogo presso il
Teatro Franco Parenti una serata in
onore di Ludovico Geymonat, dal
titolo: Omaggio a Ludovico Gey-
monat: Scienza, filosofia e vita
civile. Sono intervenuti: Giulio Gio-
rello, Inge Feltrinelli, Mario Capan-
na, Francesco Barone, Norberto Bob-
bio, Felice Burdino, Giò Pomodoro e
Giovanna Cavazzoni. Nell’occasio-
ne è stato presentato il volume: Omag-
gio a Ludovico Geymonat, edito da
Franco Muzzio.
● Informazioni: Il Salone della Via
Pier Lombardo 14, 20135 Milano,
tel. 02/55184075.

Il 3 dicembre, nella “Sala Ripetta”


della residenza Ripetta (Via di Ripet-
ta 231, Roma), la Fondazione Ugo
Spirito ha presentato il terzo volume
(1991) degli Annali della Fonda-
zione Ugo Spirito. Sono intervenu-
ti: Bruno Bottai, Gaetano Calabrò,
Renzo De Felice, Gaetano Rasi, Vin-
cenzo Saba.
● Informazioni: Fondazione Ugo
Spirito, Via Genova 24, Roma, tel.
06/4743779.

59
CALENDARIO

Organizzato dalla Fondazione Ros- Beatrice De Gelder, Riccardo Luc- 23 marzo, “Eros trionfante e censura- W. Fesser, G. Tembrock, R. Riedl, D.
selli, ha avuto luogo nei giorni 3-4-5 cio, Luciano Mecacci, Jean Petitot, to. I ‘gioielli indiscreti’ e ‘La mona- Ploog), “Comunicazione e individuo”
dicembre un Convegno Internazio- Massimo Piattelli Palmarini e Zenon ca’ di Diderot”; 30 marzo, “La morte (fra gli altri, I. V. Eibl-Eibesfeldt),
nale dal titolo: What is Left? Il futu- Pylyshyn. e la calma degli dei. ‘Il cimitero ma- “Uomo e natura nel processo comu-
ro della sinistra democratica in ● Informazioni: Università di San rino’ di Paul Valery”; 6 febbraio, nicativo” (J. Götschel, E. Oeser).
Europa . Gli interventi sono stati rag- Marino - Contrada Omerelli 77, 47031 “Nella mia fine è il mio principio. ‘I ● Informazioni: Frank Naumann,
gruppati in ambiti tematici: “L’eredi- San Marino, tel. 0549/882516. quattro quartetti’ di T. S. Eliot”. Interdisziplinäres Institut für Wissen-
tà e il futuro della sinistra europea”, ● Informazioni: La ‘Casa Zoiosa’, schaftsphilosophie und Humanonto-
con interventi di J. Dunn, S. N. Eisen- C.so di Porta Nuova 34, 20121 Mila- genese, Humboldt-Universität, Am
stadt, P. Flores d’Arcais, L. Pellicani, Organizzato dal Centro Culturale del- no, tel. 02/6551813. Kupfergraben 5, D-O-1086 Berlin.
U. Ranieri, G. E. Rusconi, M. L. la Fondazione San Carlo di Modena
Salvadori; “I dilemmi della libertà e per il periodo novembre 1992-mag-
della giustizia”, con interventi di M. gio 1993, il ciclo di lezioni: Questio- Il Dipartimento di Filosofia dell’Uni- Dal 3 al 5 marzo 1993 si terrà a Jena
Walzer, T. Giddens, A. E. Galeotti, ni del tradurre: traducibilità e in- versità degli Studi di Milano, in col- il convegno annuale della Deutsche
B. K. Paz, N. Urbinati, S. Veca, S. traducibilità di linguaggi, culture laborazione con il Goethe-Institut di Gesellschaft für Sprachwissenschaft
Zamagni; “I diritti politici e sociali e forme di vita, prosegue secondo il Milano, ha in programma un ciclo di sul tema: Sprachvariation und
della cittadinanza in Europa”, con seguente calendario: 4 dicembre, Si- lezioni dal titolo: La Filosofia in Sprachgeschichte.
interventi di P. Flora, G. Zincone, G. mona Argentini: “Gli scrittori in lin- Germania Oggi. Questo il calenda- ● Informazioni: Rudolf Emons, In-
Esping Andersen, M. Fedele, M. Fer- gua non materna”; 22 gennaio, Diego rio delle conferenze: 17 febbraio, nstr. 40, D-8390 Passau.
rara, F. Forte, E. Granaglia; “La de- Marconi: “Problemi filosofici della Günther Patzig: “La filosofia analiti-
mocrazia economica e le nuove rela- traduzione radicale”; 5 febbraio, Ales- ca”; 23 marzo, Hans Michael Baum-
zioni industriali”, con interventi di G. sandro Pizzorno: “La spiegazione gartner: “La filosofia trascendenta- Dal 10 al 12 marzo 1993 la Hoch-
Giungi, A. Michnik, A. Accornero, F. sociale come traduzione”; 19 febbra- le”; 21 aprile, Odo Marquard: “Il schule für Philosophie di Monaco di
Cavazzuti, G. Gazzola, I. Cipolletta, io, Goffredo Bartocci: “L’inconscio Postmoderno”. Baviera terrà un simposio sul tema:
M. Regini, T. Treu, A. Martinelli. Ha dell’altro”; 5 marzo, Alessandro Si- ● Informazioni: Goethe Institut, Via L’uomo e il suo bisogno di assolu-
concluso il convegno una tavola ro- monicca: “Forme di vita e culture”; S. Paolo 10, Milano, tel. 02/76005571; to, a cui parteciperanno anche filoso-
tonda sul tema: “Quale futuro per la 19 marzo, Steven Lukes: “Razionali- Università degli Studi, Via Festa del fi russi. Terranno relazioni, tra gli
sinistra italiana?”, con interventi di S. tà e relativismo”; 21 maggio, Clifford Perdono 7, Milano, tel. 02/809431. altri: Haeffner (München), v. Kut-
Vertone, A. Barbera, G. Bodrato, G. Geertz: “Riflessioni sullo studio del- schera (Augsburg), Ricken (Mün-
Giugni, A. Manzella, M. Pannella la cultura”. chen), Splett (Frankfurt), Wenzler
● Informazioni: Fondazione Rossel- Organizzato invece dal Centro Studi Nell’ambito dei “Lunedì Letterari: (Freiburg) e Gusejnow (Mosca), Mi-
li, Torino, tel. 011/5622510. Religiosi della Fondazione San Car- incontri alla scoperta del nuovo uma- chailow (Minsk), Motroschilowa
lo, il ciclo di lezioni: I paesaggi del nesimo”, organizzati dall’Associazio- (Mosca).
sacro, ha il seguente svolgimento: 10 ne Culturale Italiana presso il Teatro ● Informazioni: Hochschule für
La Casa del Popolo S.M.S. di Rifredi dicembre, Giuseppe Barbaglio: “La Franco Parenti di Milano, il 18 gen- Philosophie, Sekretariat, Kaulbach-
ha organizzato un Convegno dal tito- desacralizzazione dello spazio nella naio Remo Bodei presenta una rela- str. 33, D-8000 München 22, tel. (089)
lo: Individuo e Insurrezione, che si Bibbia”; 21 gennaio, Pierangelo Se- zione sul tema: La ragione delle 2386-2310.
è svolto dal 12 al 13 dicembre con queri: “L’inferno e il paradiso”; 4 passioni; il 22 febbraio Vassilis Vas-
relazioni di Giorgio Penzo: “Max Stir- febbraio, Filippo Gentiloni: “L’Eu- silikos terrà una conferenza dal titolo:
ner. La rivolta esistenziale”; Roberto ropa della ‘Nuova Evangelizzazio- Il nostro avvenire: i presocratici; il L’Istituto di Filosofia e Storia della
Escobar: “L’uomo in rivolta: da Stir- ne’”; 18 febbraio, Aldo Natale Terri- 22 marzo, è in programma una confe- Filosofia della Facoltà di Magistero
ner a Camus”; Ferruccio Andolfi: ni: “Tra vecchi e nuovi paradisi”; 25 renza di Dennis W. Sciama dal titolo: dell’Università degli Studi di Bari
“L’essenza umana: Stirner e i suoi febbraio, Franco La Cecla: “La sacra- L’origine dell’Universo. organizza il giorno 19 gennaio, pres-
contemporanei”; Sandro Galli: “Ri- lità del guard-rail”; 11 marzo, Paolo ● Informazioni: A.C.I., Via Po 39, so Palazzo Ateneo di Bari, una tavola
comincio da uno”; Enrico Ferri: “Di- Ricca: “Né sul Garizim né a Gerusa- 10124 Torino, tel. 011/831638. rotonda sul tema: La memoria e l’oc-
mensioni della rivolta in Max Stir- lemme”. cidente, a cui partecipano Davide
ner”; Carmine Mangone: “L’indivi- Nell’ambito del seminario di studio Bigalli, Giorgio Cerboni Baiardi,
duo e il governo sociale della ‘man- dal titolo: Emile Durkheim: Socie- Dal 17 al 19 marzo si terrà a Padova Enrico Rambaldi, Paolo Rossi, Ful-
canza’ “; Franco DiSabantonio: “Stir- tà, sacro, individuo, tenutosi da ot- un seminario internazionale su: On- vio Tessitore. Occasione di dibattito
ner e l’anarchismo”; Antimo Negri: tobre a dicembre con interventi di tologia formale nell’analisi con- è il recente volume di Paolo Rossi, Il
“Marx legge Stirner”; Alfredo Ma- Massimo Borlandi, Realino Marra, cettuale e nella rappresentazione passato, la memoria, l’oblio (Il Muli-
ria Bonanno: “Individualismo e co- Sandro Nannini e Francois Chazel, il della conoscenza. Il seminario met- no, Bologna 1991).
munismo. Una realtà e due falsi pro- 16 dicembre Francois Chazel, docen- terà a contatto filosofi che lavorano ● Informazioni: Istituto di Filosofia
blemi”; Guido Durante: “La scuola te di Sociologia presso l’Università nella tradizione di Brentano e Husserl e Storia della Filosofia, Facoltà di
in fiamme: riflessioni su ‘il falso Sorbona di Parigi, ha tenuto una le- con quelli che si occupano di “know- Magistero, Bari.
principio della nostra educazione’”; zione pubblica conclusiva sul tema: ledge representation” e “lexical se-
Fabio Bazzani: “Stirner come segno Emile Durkheim: apparente inat- mantics”. Sono stati invitati a parlare
della cesura nel paradigma della ra- tualità e nuove letture. N. Cocchiarella, T. Gruber, P. Hayes, L’Università degli Studi di Milano,
gione moderna”; Massimo Passama- ● Informazioni: Collegio San Carlo, J. Hobbs, G. Link, J. Petitott, P. Si- in collaborazione con l’ISU di Mila-
ni: “L’utilizzazione reciproca: rela- Via San Carlo 5, Modena, tel. 059/ mons, B. Smith e J. Sowa. Il numero no, organizza presso la Sala Incontri
zionalità e rivolta in Max Stirner”; 222315. dei partecipanti è limitato a 45 perso- ISU, il giorno 20 gennaio 1993, in
Pier Leone Porcu: “Il naufragio del- ne. Gli interessati possono inviare un occasione dell’edizione italiana del
l’esistere”. prospetto del proprio intervento (mas- volume di Nicholas Rescher, Il con-
● Informazioni: Libera Associazio- Nell’ambito delle attività culturali simo dieci cartelle A4). flitto dei sistemi (Marietti Genova
ne di Studi Anarchici, Via Mascarella della Centro Culturale “Casa Zoiosa” ● Informazioni: Nicola Guarino, 1993) una tavola rotonda dal titolo:
24/b, Bologna, tel. 051/266445. di Milano, Giuseppe Rizzardi ha te- LADSEB-NR, Corso Stati Uniti 4, I- L’interconnessione sistemica degli
nuto, a partire dal 2 dicembre, tre 35020, Padova. argomenti filosodfici., a cui parteci-
incontri sul tema: L’io e la Trascen- pano, oltre all’autore, Carlo Sini,
Il 14 e 15 dicembre ha avuto luogo un denza (spiritualità induista), l’io e Carlo Penco, Michele Marsonet, An-
ciclo di lezioni su Brain and Cogni- il Sé (spiritualità buddhista), l’io e Dal 3 al 5 marzo avrà luogo la III drea Bottani.
tive Processes, organizzato dal Cen- il Creatore (spiritualità islamica). Conferenza Internazionale Berlinese ● Informazioni: ISU, Istituto per il
tro Internazionale di Studi Semiotici Il 17 dicembre, Emanuele Severino sul tema: Comunicazione e onto- Diritto allo Studio Universitario, C.so
e Cognitivi dell’Università degli Stu- ha tenuto una conferenza su: L’uomo genesi umana, organizzata dall’In- di Porta Romana 19, Milano.
di della Repubblica di San Marino. e la gioia . A partire dal 19 gennaio, terdisziplinäres Institut für Wissen-
Queste le relazioni: Jerry A. Fodor, ogni martedì, avranno luogo quattro schaftsphilosophie und Humangene-
“Cognitive Science: Where are we, incontri con Francesco Moiso su: La tik della Humboldt-Universität di
haw did we get here, and what hap- filosofia della natura da Rousse- Berlino e dal gruppo di ricerca “Biop-
pens next?”; Gerald M. Edelman, au a Nietzsche. Dal 23 marzo, ogni sychosoziale Einheit Mensch” ad esso
“Neural Darwinism: Population martedì, Elio Franzini terrà una serie collegato. Sono previste sezioni su:
Thinking and Psycological Theory”; di tre incontri sul tema: Le parole e “Presupposti della comunicazione
Tavola Rotonda con interventi di l’arte; questi i titoli delle relazioni: umana” (interventi fra gli altri di K.-

60
DIDATTICA

DIDATTICA

a cura di Riccardo Lazzari

Prospettive ri, di fornire un insieme di tecniche gene- ni, per quanto provvisorie ed ipotetiche.
di metodologia filosofica rali dell’apprendimento, al solo scopo di Nel campo della filosofia essa non può
facilitare il lavoro dello studente e la sua prescindere da una cultura propriamente
In Francia, la riflessione sul metodo, preparazione agli esami, poiché diversa- storica, intesa tuttavia non come un reper-
sulle tecniche di apprendimento e di mente «in filosofia non si possono acqui- torio steoreotipato di soluzioni, ma come
insegnamento, appartiene costitutiva- sire dei metodi di lavoro se non si com- «materia prima» per un pensiero vivente e
mente alla pratica della filosofia. Non prende già che il metodo è inerente alla capace di confrontarsi con i diversi stili
sorprende allora che due docenti di filosofia stessa», sicché elaborare una dell’argomentazione filosofica. Anche qui,
filosofia presso le Università di Ren- metodologia significa già fare filosofia ed un’ampia sezione è dedicata alle esempli-
nes I e di Bourgogne, Dominique Fol- entrare nel merito delle esigenze specula- ficazioni relative alla produzione di testi
scheid e Jean-Jacques Wunenburger, tive che contraddistinguono la filosofia. scritti. Seguono altre due parti relative alle
abbiano dedicato uno specifico studio Gli autori sottolineano inoltre che non esercitazioni di tipo orale e agli strumenti
alla metodologia filosofica, MÉTODOLO- esiste un unico metodo, valido in tutti i casi di lavoro.
GIE PHILOSOPHIQUE (Metodologia filoso- e per tutti gli usi, e che dunque non è Su “Le Monde de l’éducation” (n. 196,
fica, PUF, Paris 1992), affrontando in possibile approntare uno strumento didat- sett. 1992) Frédérique Pascal, introdu-
modo sistematico i principali proble- tico capace di prevedere tutte le difficoltà cendo un dossier relativo alle prove di
mi di metodo relativi sia alla lettura e che lo studente incontrerà nel suo studio filosofia per la sessione di giugno degli
interpretazione dei testi filosofici, sia della disciplina. Anziché dispensare lo stu- esami di baccalaureato, affronta alcuni temi
all’argomentazione scritta con cui so- dente del primo ciclo universitario da ogni più generali dai titoli: Commencer en phi-
litamente si trova a confrontarsi lo sforzo d’invenzione e di adattamento, una losophie (Cominciare in filosofia), Réus-
studente di filosofia. volta che questi si troverà da solo dinanzi sir l’écrit (riuscire nello scritto), L’oral
ad un esercizio filosofico, questo strumen- peut payer (L’orale può pagare). Nel pri-
Métodologie philosophique nasce dalla to per l’apprendimento della filosofia in- mo di questi articoli l’autore, rinviando
collaborazione fra Dominique Folscheid tende invece avviarlo a filosofare, vale a anche alle prese di posizioni di insegnanti
e Jean-Jacques Wunenburger, docenti dire non solo a porsi in rapporto con una o di filosofia comparse sulla rivista “L’éco-
universitari di filosofia, e dal contributo di più filosofie anteriori, ma anche ad eserci- le des philosophes” (n. 1, giugno 1991,
Philippe Choulet, insegnante nelle classi tarsi a formulare e a risolvere problemi. CRDP de Lille), rileva come abitualmente
preparatorie alle grandes écoles. L’opera La prima parte dell’opera è dedicata al chi insegna filosofia presenti l’avviamen-
vuole anzitutto essere una sistematizzazio- testo filosofico ed affronta i problemi rela- to a questa disciplina come un atto di
ne delle tecniche intellettuali alle quali lo tivi alla lettura, alla spiegazione e al com- rottura, destinato a sorprendere e a stupire
studente è già stato abituato durante l’inse- mento dei testi secondo un approccio di gli allievi per la radicalità delle sue do-
gnamento della filosofia nelle scuole se- analisi progressiva dei diversi livelli di mande. Più che per un gusto dell’origina-
condarie. Poiché tale insegnamento in Fran- difficoltà. Per fare un esempio: il capitolo lità, questo atteggiamento sembra imposto
cia è relegato essenzialmente all’ultimo sulla spiegazione del testo si articola a dalla natura stessa della disciplina: il suo
anno, lo studente che ha sostenuto il “bac- partire da una chiarificazione di ciò che insegnamento infatti non può consistere in
calaureato” (l’esame corrispondente alla non è una spiegazione, distinguendo que- una semplice trasmissione di contenuti del
nostra “maturità”) è in possesso soltanto di st’ultima dal commento, dalla parafrasi e sapere, ma solo nel fare direttamente filo-
una sorta di iniziazione generale alla filo- dalla disamina letterale e minuziosa del sofia con gli allievi. Secondo Charles
sofia, che resta ben lontana dalle esigenze testo, per poi passare ad una chiarificazio- Coutel, professore all’IUFM di Lille, la
di un approfondimento universitario di ne di ciò in cui essa positivamente consiste difficoltà nasce dal fatto che «la filosofia
questa disciplina. Métodologie philosophi- e delle tecniche che consentono di attuarla. non è elementarizzabile». C’è chi ritiene
que si rivolge pertanto agli studenti che si Ma la sezione più ricca della prima parte è indispensabile partire dall’esperienza di-
accingono ad intraprendere il ciclo univer- dedicata alle esercitazioni, dove si esem- retta di vita e riferirsi ai punti di riferimen-
sitario o a frequentare le classi preparatorie plifica l’itinerario teorico attraverso appli- to che sono famigliari allo studente, per
che danno accesso alle grandes écoles. La cazioni relative a testi di Cartesio, di Ari- condurlo progressivamente ad acquisire
struttura del libro, che si articola attraverso stotele, di Platone, di Rousseau. l’attitudine per il discorso filosofico. C’è
sezioni più propriamente teoriche e capito- La seconda parte dell’opera è dedicata alla chi utilizza invece un questionario scritto
li dedicati alle applicazioni e agli esercizi, dissertazione filosofica. Lungi dal costitu- come primo avvio alle grandi questioni del
appare in larga parte finalizzata allo scopo ire un esercizio scolastico di routine, la pensiero filosofico. Qualcun altro imposta
di aiutare lo studente ad affrontare le clas- dissertation diventa per gli autori l’occa- il problema di “cominciare in filosofia” in
siche prove d’esame e di concorso, costitu- sione privilegiata per un pensiero in for- diretto rapporto con la dissertation, con
ite dalla dissertation scritta e dalla prova mazione di mettersi alla prova, di mettersi l’argomentazione scritta intorno a un sog-
specificamente orale. in gioco assumendo dei rischi, operando getto specifico. M. Rizk, per esempio,
Non si è trattato però, specificano gli auto- delle scelte e formulando delle conclusio- ritiene che «l’esercizio della dissertazione

61
DIDATTICA

Dominique Folscheid e Jean-Jacques Wunenburger

obbedisce a delle regole, senza ridursi pe- rapporti personali e sociali. L’idea di fondo nomica e insegnamento dell’etica”. Vener-
raltro a semplice retorica, e che è così che è che la cura del ragionamento morale dì 26 marzo, ore 15: Mario Jori, “Diritto o
gli studenti, in un certo modo, faranno un nell’educazione costituisca una solida ga- giustizia?”. Giovedì 1 aprile, ore 15: Lu-
lavoro filosofico». ranzia che i futuri cittadini sappiano affron- ciana Vigone, “Chiusura del corso”.
Una serie di altri articoli di Pascal, presen- tare le questioni pratiche emergenti da so- Il corso si tiene presso la sede milanese
te nel dossier, mette a fuoco i problemi cietà in rapido sviluppo attraverso un co- dell’Associazione “Politeia”, via Cosimo
interni alla didattica “liceale” della filoso- struttivo spirito di ricerca e collaborazione. del Fante, 13. Per informazioni: tel. 02/
fia in Francia, che in larga misura appare Il corso, che si rivolge a insegnanti di 58.31.39.88.
condizionata dalla preminenza assegnata filosofia, lettere, scienze, diritto, economia
alla dissertation scritta, passaggio necessa- e religione, si articola: a) in un corso di La sezione novarese della Società Fi-
rio per ottenere il baccalauréat. Una parti- base, rivolto a chi si è iscritto per la prima losofica Italiana organizza presso l’Isti-
colare attenzione è dedicata dall’autore alle volta al corso; b) in un corso progredito, tuto Magistrale “Bellini” un corso di
modalità rigorose per impostare la prova rivolto a chi ha frequentato la precedente studio e di aggiornamento sul tema :
orale, in modo che essa sia sottratta ad ogni edizione del corso. La partecipazione, pre- LA FILOSOFIA POLITICA NEL NOVECENTO, aper-
rischio di nozionismo mnemonico. via iscrizione (possono partecipare solo 25 to alla partecipazione gratuita di inse-
corsisti), è gratuita. gnanti, studenti o persone comunque
Questo il programma del corso di base: interessate.
giovedì 17 dicembre 1992, ore 15: Attilio
Agnoletto, Paolo Martelli, Luciana Vi- Il corso, coordinato da Santo Arcoleo, si
Convegni gone, “Apertura del corso”; Carlo Augu- articolerà in sette incontri: sei dedicati alla
sto Viano, “L’etica tra teoria e argomenta- trattazione da parte di un docente universi-
In collaborazione con l’IRRSAE Lom- zione”. Venerdì 15 gennaio 1993, ore 15: tario di un argomento relativo al tema; il
bardia e la Società Filosofica Italiana, Enrico Berti, “Perché e come insegnare settimo dedicato a un seminario volto a
l’Associazione “Politeia” ha organiz- etica”. Venerdì 12 febbraio, ore 15: Paolo verificare le modalità di traduzione didatti-
zato a Milano, a partire dal dicembre Comanducci, “Cognitivismo e non-cogni- ca dei contenuti trattati.
1992 fino al marzo 1993, la II edizione tivismo nel ragionamento pratico”. Vener- Il programma del corso è il seguente: 12
del corso di aggiornamento dal titolo: dì 19 febbraio, ore 15: Maurizio Mori, gennaio, S. Natoli: “La filosofia politica
L’INSEGNAMENTO DELL’ETICA NELLA SCUOLA “Perché si può insegnare l’etica applicata”. del ‘900. Temi e problemi”; 25 gennaio,
MEDIA SUPERIORE. Venerdì 5 marzo, ore 15: Paolo Cattorini, L. Boella: “H. Arendt: l’agire come pre-
“L’insegnamento della bioetica”. Venerdì senza nel mondo”; 16 febbraio, G. Invitto:
Il corso ha lo scopo di dotare i docenti di 19 marzo, ore 15: Sebastiano Maffettone, “L’idea di rivoluzione in Simone Weil”; 9
strumentazione analitica e di informazioni “Teorie normative della politica: una intro- marzo, A. Ferraro: “J. Habermas. Tra
per sviluppare nei giovani la consapevo- duzione”. Venerdì 19 marzo, ore 15: Lo- Marx e la modernità: vitalità del pensiero
lezza del ruolo della valutazione morale nei renzo Sacconi, “Dilemmi della vita eco- critico”; 6 aprile, A. E. Galeotti: “Il neo-
contrattualismo: nuove prospettive sulla
62 giustizia”. Il 20 aprile concluderà il corso
RASSEGNA DELLE RIVISTE

RASSEGNA DELLE RIVISTE

a cura di Silvia Cecchi

REVUE PHILOSOPHIQUE DE LOUVAIN stione, sembra approdare a un’idea tra- La thèse peircienne de l’identité de la pen-
Vol. 90, maggio 1992 scendentale che lo pone in una posizione di sée et du signe, di P. Thibaud: la tesi di
Institut Supérieur de Philosophie transizione tra la kantiana Dissertazione Peirce dell’identità assoluta di segni e pen-
Louvain La Neuve del 1770 e la Critica della ragion pura. siero è al centro della stessa determinazio-
ne del senso della sua nozione di pragmati-
L’unité de l’Etre parménidien, di H. Pa- Le trois images de l’absolu. Contribution a smo.
squa: secondo l’autore, la tesi fondamenta- l’étude de la dernière philosophie de Fi-
le di Parmenide si giustifica solo se l’Esse- chte, di M. Vetö: l’articolo analizza i con- Réalisme et anti-réalisme en logique, di F.
re si identifica con l’Uno. A partire da cetti fondamentali della seconda versione Nef: analisi dell’opera di P. Engel: La nor-
questo presupposto si sviluppa un confron- delle Tatsachen des Bewusstseins (1810- me du vrai. Philosophie de la Logique
to con le più recenti interpretazioni di Par- 1814) di Fichte come chiave di lettura (Paris, Gallimard, 1989)
menide. dell’ultima fase del suo pensiero.
Les figures de l’intersubjectivité . Etude
Le concept de vie dans la Grèce ancienne des Husserliana XIII, XIV, Xv zur Intersu-
et le serment d’Hippocrate di L. R. Ange- bjectivität, di N. Depraz.
letti: la sensibilità nei confronti della vita e
le prescrizioni contro l’aborto sembrano ARCHIVES DE PHILOSOPHIE
indicare un concetto etico della vita in Vol. 55, luglio-settembre 1992
un’epoca pre-cristiana. Beauchesne, Paris
REVUE INTERNATIONALE
Savoir et mort chez F. Rosenzweig, di E. Que reste-t-il de la fondation de la raison?, DE PHILOSOPHIE
Robberechts: dietro il sapere e l’apparenza di J. E. Joos: l’articolo mostra come il Vol. 46, n. 2/1992
di una ricerca di un’armonia logica globa- concetto di dialettica negativa adorniano Universa, Wetteren
lizzante e senza fratture, tipica dell’Occi- sia in realtà un’elaborazione di un aspetto
dente, si celerebbe, secondo Rosenzweig, della filosofia di Kant: i due filosofi condi- Tema: “Montaigne filosofo”
un rifiuto di responsabilità, una fuga da- vidono l’ipotesi della legittimazione razio-
vanti alla vita e all’angoscia per la morte nale come processo infinito. E’ a partire da Une critique du jugement, di E. Baillon: la
che l’attraversa. Scienza e filosofia vorreb- questa stessa interpretazione che Lyotard questione della formulazione dei giudizi di
bero evitare il confronto con l’angoscia e la vede i rapporti tra la legislazione razionale valore è al centro dell’opera e della vita di
morte alla luce di un accordo tra il pensiero e la facoltà di giudicare in Kant. Montaigne.
e un principio di ragione superiore. Quali
sono, allora, le prospettive per la moderni- L’entrelacs du temps, di F. Proust: l’elabo- Montaigne me manque, di M. Conche.
tà? razione di una nuova nozione di storia e di
tempo in Benjamin. L’imagination philosophique de Montai-
gne, di J. P. Dumont: considerazioni sul-
Une philosophie de la grammaire d’après l’amore e sulla morte in Montaigne.
Kant: la Sprachlehre d’A. F. Bernhardi, di
REVUE PHILOSOPHIQUE D. Thouard: uno degli aspetti significativi La déliason secrète, di J. M. Le Lannou:
DE LA FRANCE ET DE L’ETRANGER della critica kantiana ai fondamenti ontolo- una delle più importanti e radicali esperien-
n. 1, gennaio-marzo 1992 gici dell’antica metafisica consiste nell’aver ze di Montaigne nei Saggi é quella dell’al-
PUF, Paris messo in discussione le grammatiche gene- terità come esperienza costitutiva dell’es-
rali del XVII e XVIII sec., che avevano la sere dell’uomo, che apre una nuova inter-
Tema della rivista: “Intorno a Kant”. pretesa di mostrare le leggi universali del pretazione dello statuto della negatività.
linguaggio, indipendentemente dalla diver-
Tetens et la crise de la métaphysique alle- sità delle lingue. Di conseguenza una delle Entretien, di J. G. Poletti e C. Rosset:
mande en 1775, di M. Puech: il breve possibili direzioni delle ricerche di gram- colloquio a proposito di Entretien de Pa-
scritto Über die allgemeine speculativi- matica non poteva che essere l’elaborazio- scal avec M. de Sacy (1655), testo che
sche Philosophie di Johann Nicolas Tetens ne, su fondamenti kantiani, di una reoria evidenzia lo stimolo costante che Montai-
(1775) permette di descrivere la situazione universale del linguaggio in relazione ad gne esercitò su Pascal.
filosofica in Germania in uno dei momenti una grammatica trascendentale delle cate-
più decisivi per la formazione del pensiero gorie. E’ questa appunto la direzione di Montaigne cynique?, di A. Comte Sponvil-
kantiano. La “crisi metafisica” un concetto pensiero assunta dal grammatico e pedago- le: valore e verità nei Saggi.
chiave della filosofia tedesca di questo go A. F. Bernhardi (1769-1820)
periodo e Tetens, nell’affrontare la que-

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RASSEGNA DELLE RIVISTE

DAIMON Heidegger’s autobiographies, di J. Van


n. 4, 1992 Buren: attraverso l’analisi di saggi e corsi
Compobell, Murcia INTERNATIONAL PHILOSOPHICAL heideggeriani recentemente riscoperti, l’ar-
QUARTERLY ticolo vuole mettere in evidenza l’intima
El Parménides de Platón: parricidio o sui- Vol. XXXII, n. 3, settembre 1992 relazione tra gli scritti del primo e dell’ul-
cidio?, di J. Lorite Mena: l’articolo analiz- Fordham University, New York timo Heidegger.
za la struttura interna del Parmenide plato-
nico alla luce di due elementi, il ripiega- Some remarks on the object of physical Lask, Heidegger and the homelessness of
mento su se stesso del pensiero platonico knowledge, di Y. R. Simon: attraverso tre logic, di S. Galt Crowell: dalle prime pub-
come totale autoreferenzialità e la prima scritti, Introduction to metaphysics of know- blicazioni di Heidegger emerge che il cam-
comparsa nel panorama della filosofia oc- ledge (1934), Critique de la connaissance mino della questione dell’Essere passa at-
cidentale di una teoria che si costituisce morale (1934), Prévoir et savoir (1944), traverso una teoria della logica. Particolar-
come sistema. che rappresentano, nel loro insieme, la base mente importante in questa prospettiva è il
della teoria della conoscenza di Yves R. debito che Heidegger ha verso il filosofo
Sabiduría y enseñanza en la Carta VII de Simon, viene analizzato il problema del- neokantiano Emil Lask (1875-1915), da
Platón, di J. De Dios Bares: l’articolo ana- l’oggetto della conoscenza, che ad un pri- cui trae specifici motivi di ordine logico e
lizza la settima lettera di Platone, concen- mo livello di astrazione può essere defini- elementi di teoria del significato. Un’eco di
trandosi, in particolare, sulla differenza tra to, con una terminologia di tradizione to- tale influenza è particolarmente evidente
i contenuti orali e scritti della sua filosofia. mista, ens mobile, ens sensibile, ens mate- nella Habilitationschrift heideggeriana.
riale.
Belleza y terror en Platón, di F. Duque. Essential thinking: reflections on Heideg-
Comprehending Anna Karenina: a test for ger’s Beiträge zur Philosophie, di A. Grie-
Sobre el carácter jurídico de la razón cri- theories of happiness, di D. W. Hudson. der.
tica: logros y perspectivas, di M. Hernan-
dez Marcos: l’articolo intende rivolgersi ad Wittgenstein on voluntary actions, di J. V. Poetizing and thinking in Heidegger’s thou-
un aspetto spesso trascurato del criticismo Arregui: seguendo il pensiero di Wittgen- ght, di T. O’Connor: una riflessione sui
kantiano, la riflessione sulla filosofia del stein l’articolo propone una critica al dua- concetti heideggeriani di Essere, linguag-
diritto. Quest’analisi risulta supportata dal- lismo nell’uomo tra pensare e volere. gio, verità, da cui emerge l’importanza del
la ricerca in merito compiuta da F. Kaulba- rapporto con la poesia.
ch Aristotle’s argument from motion, di J. F.
Mc Niff: l’argomentazione aristotelica cir- Against aesthetics: Heidegger on art, di J.
Schopenhauer y la primera edición de la ca l’esistenza di Dio non può essere inter- Hodge: la riflessione estetica di Heidegger
Crítica de la Razón Pura: los fundamentos pretata come un vero e proprio argomento in rapporto a Nietzsche e contesrtualmente
del nihilismo, di J. L. Villacañas: la relazio- dell’esistenza di Dio o di un’altra entità, alla questione della relazione tra soggetto e
ne tra l’esegesi della Critica della Ragion quanto piuttosto come la dimostrazione oggetto.
Pura compiuta da Schopenhauer e la tradi- dell’esistenza di un qualcosa che governa
zione precedente. l’universo e che è assolutamente immobi-
le.
El ejercicio de la desilusión en la reflexión
crítica de Nietzsche, di R. Avila Crespo. “Inverse Correspondence” in the philo- MAN AND WORLD
sophy of Nishida: the emergence of the Vol. 25, n. 3-4. ottobre 1992
Carlo Michelstaedter y la experiencia del notion, di M. Abe: l’articolo analizza il Kluwer Academic Publishers, Dordrecht
sentido, di C. La Rocca: la finalità fonda- concetto di gyakutaio (“inverse correspon-
mentale della riflessione del filosofo trie- dance”) elaborato da Nishida, pensatore The hermeneutic dimension of social scien-
stino sarebbe la rivendicazione di una for- giapponese (1870-1945), artefice di una ce and its normative foundation, di K. O.
ma di comunicazione umana basata sulla sintesi originale tra filosofia orientale e Apel: la questione della dimensione erme-
categoria della persuasione. occidentale. neutica delle scienze sociali e la sua funzio-
ne normativa è al centro non solo del-
Dios como condición de la racionalidad Music of the spheres: kierkegaardian sel- l’odierno dibattito sulla filosofia delle scien-
según E. Husserl, di A. Garcia Marques. ves and transformations, di E. F. Mooney: ze umane, ma anche della riflessione sui
benché i modelli kierkegaardiani mutuati rapporti tra scienze umane, epistemologia,
Metodología y experiencia hermenéutica, dalla musica siano stati scarsamente presi comunicazione intersoggettiva.
di J. M. Martinez: il campo prioritario che in considerazione dalla critica, l’articolo
accomuna metodologia ed ermeneutica vuole analizzare l’elaborazione del Sé e la Heidegger im Gespräch mit Hegel: zur
sembra essere quello dell’attività prescien- sua trasformazione che Kierkegaard pro- negativität bei Hegel, di W. Biemel.
tifica. L’ermeneutica, come riflessione fi- pone in chiave musicale. La sua analisi del
losofica, mostra i caratteri storici e lingui- Don Giovanni di Mozart è rilevante per la Forgetting remembered, di E. S. Casey:
stici che costituiscono i fondamenti della comprensione della sfera estetica dell’esi- alcune riflessioni sull’oblio, dalle conside-
comprensione. Più che un metodo essa stenza umana. razioni del Gorgia platonico alla specula-
appare quindi come un processo che evi- zione del nostro secolo.
denzia i caratteri della phronesis.
On confronting species-specific skeptici-
sm as we near the end of the twentieth
J. B. S. P. century, di J. M. Edie.
Vol. 23, n. 3, ottobre 1992
University of Manchester, Manchester The primacy of the body, not the primacy of
perception, di E. T. Gendlin: l’articolo ana-
Tema della rivista: “Il primo e l’ultimo lizza in modo critico il legame instaurato da
Heidegger”. Merleau-Ponty tra corpo e linguaggio.

Phenomenological interpretations with


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RASSEGNA DELLE RIVISTE

respect to Aristotle: indication of the her- Gerold Prauss: die Welt und Wir, di B. Habermas a Derrida e la funzione di aper-
meneutical situation, di M. Heidegger (a Sandkaulen: recensione dell’omonimo te- tura al mondo del linguaggio.
cura di M. Baur). sto (J. B. Metzler, Stuttgart, 1990).

Genesis and modern theories of evolution, ZEITSCHRIFT FÜR PHILOSOPHISCHE FILOSOFIA


di K. Hübner: prendendo le mosse dalla FORSCHUNG Vol. XLIII, n. 2, maggio-agosto 1992
constatazione che il desiderio di conoscen- Vol. 46, n. 1, gennaio-marzo 1992 Mursia, Milano
za della genesi e dell’evoluzione dell’uni- Klostermann, Frankfurt a/M,
verso sta alla base di ogni più remota forma Manifesto di un movimento ermeneutico
di espressione dell’uomo, l’articolo analiz- Georgi Schischkoff zum Gedenken (1912- universale, di V. Mathieu: partendo dalla
za più precisamente le teorie di Eigen e 1991), di G. Dontschev. domanda su quale sia lo spazio della filo-
Vollmert ed il complesso rapporto che in- sofia, l’articolo, attraverso una serie di
tercorre tra teologia e scienza. Freiheits “Dialektik” und immanente “Ni- osservazioni sviluppate per punti, pone
cht-Freiheit”, di R. Kühn: l’articolo ana- l’ermeneutica come cuore di tutte le attivi-
Time and space in technological society, di lizza il concetto di situazione nel pensiero tà umane e di ogni possibile forma di filoso-
S, Ijsseling. di Michel Henry, che con Levinas, Ricoeur fare infinito.
e Derrida rappresenta uno dei più autorevo-
Martin Heidegger und der Neukantiani- li fenomenologi francesi. La conciliazione estetica e l’etica, di G.
smus, di E. W. Orth. Gallino: Schiller, l’unità dell’etico e del-
Die Konstitution des Sozialen, di L. Ellri- l’estetico e l’utopia dell’uomo totale.
Against the grain of modernity: the politics ch: i motivi fenomenologici presenti nella
of difference and the conservation of teoria del sistema di Luhmann. Malinconia e nichilismo, di L. Bottani:
“race”, di L. Outlaw: una riflessione sul dalla “ferita mortale”, per cui sia nella
significato filosofico e pratico dei termini Aufforderung zur nationalen Selstbestim- tradizione ebraica, che in quella biblica la
razza e etnia. mung, di P. L. Oesterreich: l’articolo esa- conoscenza rappresenterebbe per l’uomo
mina i Discorsi alla nazione tedesca di uno strumento di perdizione e di possibile
Lavinas on technology and nature, di A. Fichte, soffermandosi sulla curvatura poli- salvazione, emerge la piena consapevolez-
Peperzak: la posizione di Levinas sulla tica della filosofia del linguaggio qui pro- za della propria mortalità, attraverso la
tecnologia, a partire da una rilettura della posta. quale la coscienza perviene con malinco-
riflessione antitecnologica di Heidegger. nia ad abbracciare il nulla come non-senso
Sokratisch-platonische Tradition im ed insignificanza. Da questa coscienza del
Rorty and analytic heideggerian epistemo- “Expertensystem”, di E. Martens. nulla e della morte scaturiscono il pensiero
logy - and Heidegger, di R. C. Scharff. tragico, da un lato, e l’ironia, dall’altro.
On the limits of literalness, di Z. Radman.
The preconscious, the unconscious and the Nota sul “pensiero tragico” di Sergio Gi-
subconscious: a phenomenological expli- Neues über die Erkenntnistheorie Isaac vone, di F. Tomatis: due libri di Givone,
cation, di T. Seebohm: alcuni filosofi riten- Newtons, di E. Dellian. Disincanto del mondo e pensiero tragico
gono che la nozione di inconscio e subcon- (1988) e La questione romantica (1992)
scio non possa essere investigata attraverso rappresentano un tentativo di interpreta-
le tecniche della descrizione fenomenolo- zione della realtà contemporanea alla luce
gica, mentre altri studiosi dell’ultimo Hus- di questioni emergenti all’interno del pen-
serl non concordano con questa posizione. MESOTES siero romantico e tragico.
L’articolo vuole analizzare questo prolema n. 1, 1992
proprio in rapporto a Husserl. Braumüller, Wien Il problema del fondamento e la filosofia
italiana del ‘900, un convegno a Subiaco,
Psychoanalyse und Deutscher Idealismus, di C. Gily Reda: l’omonimo convegno te-
di S. Zizek. nutosi a Subiaco il 28-30 ottobre 1991.

PHILOSOPHISCHE RUNDSCHAU Fantasy and the theory of justice, di R. I poeti nel tempo della povertà, di A. Maz-
Vol. 39, n. 3, 1992 Salecl: attraverso il sostegno delle teorie di zarella: recensione dell’opera di A. Trione:
J. C. B. Mohr, Tübingen Lacan, l’articolo intende mostrare come L’ostinata armonia. Filosofia ed estetica
l’etica dell’utilitarismo si fondi su un’esclu- tra ‘800 e ‘900 (Laterza, Bari, 1992).
Mystik und Philosophie, di R. Margreiter: sione della fantasia e come, in relazione a
l’articolo esamina una serie di testi pubbli- questa esclusione, l’etica liberale sia in
cati negli ultimi anni, relativi al tema della realtà non-liberale.
mistica.
Verkennen, Erkennen, di R. Pfaller: la psi- RIVISTA INTERNAZIONALE
Zwischen Epistemologie und Ethik, di B. canalisi come strumento di una teoria della DI FILOSOFIA DEL DIRITTO
Liebsch: il rapporto tra etica ed epistemo- conoscenza in Bachelard ed Althusser. Vol. LXIX, n. 1, gennaio-marzo 1992
logia in relazione al pensiero di Foucault, Giuffrè, Milano
filosofo a cui sono dedicati molti testi di Zu einer pragmatischen Wahrheitstheorie,
recente pubblicazione in Germania. di F. Tallar. L’universalità dei diritti dell’uomo, di M.
Kriele: le tematiche principali delle recenti
Vom Risiko der Positivität. Philosophieren Philosophie zwischen Rhetorik und Spra- discussioni sull’universalità dei diritti del-
nach dem Tod der Subjects, di R. Koner- chgrammatik, di B. Mikulic: la critica di l’uomo: il relativismo regionale e storico,
smann: analisi dell’attuale discussione fi- la reazione utilitarista, lo Stato e la divisio-
losofica sulla soggettività. ne dei poteri, l’universalità dello Stato.

Linguaggio giuridico e realtà sociale, di


M. La Torre: la critica realistica del concet-

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RASSEGNA DELLE RIVISTE

to di diritto soggettivo: Duguit, Alf Ross, ga- Milano nelle persone di Krämer, Gai-
Karl Olivecrona. ser, Reale, Szlezak. Ad esso segue un’ap- Tra linguistica ed ontologia. Tipi di se-
pendice sulle principali opere afferenti a manticità emergenti dal lessico tomista, di
“Golah”. Il nomos della responsabilità, di questa nuova interpretazione. R. Diodato: vengono qui esposti i risultati
S. Tarter: giustizia e religione ebraica. di una ricerca di classificazione, basata su
IL CANNOCCHIALE Vico e lo spirito intersoggettivo, di G. i diversi tipi di semanticità, di 20173 lem-
n. 1, gennaio-aprile 1992, D’Acunto: l’articolo analizza l’introduzio- mi dell’Index thomosticus che riassumono
Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli ne all’edizione tedesca, per la prima volta integralmente le 147088 forme reperite nel-
integrale, della Scienza nuova (Felix Mei- l’opera di S. Tommaso ed altre opere medie-
La teoria vichiana del linguaggio, di A. M. ner Verlag, Hamburg, 1990). vali.
Jacobelli Isoldi: la riflessione vichiana sul
linguaggio rappresenta un elemento fonda- Inediti leibniziani sulle polemiche trinita-
mentale della sua filosofia, fin dalle prime rie, a cura di M. R. Antognazza: testi leib-
produzioni; centrale è il concetto di vis niziani relativi alla polemica scoppiata nel
veri, cioé l’aspirazione della coscienza ad ITINERARI FILOSOFICI XVII sec. in seguito alla diffusione dell’an-
attingere ad una verità assoluta che coinci- Vol. II, n. 2, gennaio-aprile 1992 titrinitarismo sociniano.
de con Dio e che si manifesta sotto forma di Società Italiana per la Ricerca Filosofica
facoltà poetica. Si delinea quindi una con- Milano La filosofia come musica, di V. Mathieu:
nessione tra lo sviluppo della vita civile e filosofia, musica e i problema del “senso”.
quello del linguaggio, connessione che rap- La caduta della luna. L’esperienza della
presenta uno degli sviluppi più originali del distanza nel XXXVII Canto di Leopardi Fondazione ed applicazione dei principi
pensiero vichiano. “Odi Melisso...”, di A. Carrera: in questo etici. Aspetti del dibattito sulla bioetica, di
canto leopardiano l’autore ritrova un con- A. Pessina.
El principio de perfeccion y la idea de tenuto di pensiero che si riferisce al co-
progreso moral en Leibniz, di C. R. Pana- stituirsi del soggetto umano. Nella rela- Un nuovo commentario filosofico al Par-
dero. zione segnica che lega l’uomo alla luna menide di Platone, di R. Radice: recensio-
ha luogo l’originaria esperienza della ne dell’opera di M. Migliori, Dialettica e
Il concetto di Bildung nella Fenomenolo- distanza che definisce il costituirsi di verità, commentario filosofico al Parmeni-
gia dello Spirito di Hegel, di S. Dallavalle: due enti in quanto tali. de di Platone (Vita e Pensiero, Milano
nonostante la centralità, nella produzione 1990).
hegeliana jenese, del concetto di Bildung, Rythmòs e differenza ontologica. L’evento
la critica non sembra essersi sufficiente- ritmico da Platone a Derrida, di S. Pappa- Dire la differenza con la persona. A propo-
mente soffermata sull’uso che di questo lardo: ripercorrendo, attraverso un’indagi- sito della terza edizione di Essere e Parola
termine fa Hegel in tre contesti semantici ne filologica, la nozione di ritmo dalla di Melchiorre, di U. Regina.
diversi: in un primo senso Bildung signifi- cultura greca fino a Heidegger e Derrida,
ca «un processo di formazione della co- l’articolo intende mostrare come l’ambi-
scienza individuale, dalle forme di cono- zione di questo concetto sia accedere ad
scenza più semplici ed immediate fino alla uno sguardo “altro” dalla metafisica.
scienza ed alla verità»; in un secondo senso FENOMENOLOGIA E SOCIETA’
Bildung é il processo di formazione dell’in- L’orizzonte filosofico della psicologia com- Anno XV, n. 1, 1992,
tera umanità; in un terzo senso Bildung é prensiva di Karl Jaspers: Wilhelm Dilthey Piemme Edizioni, Milano
una categoria di una precisa figura della e Georg Simmel, di F. Paracchini.
Fenomenologia, appartenente allo “spirito Le prime pagine della rivista sono dedicate
che si è reso estraneo a sé”. Se per quanto Filosofia e storia della filosofia in Mario ad un ricordo di Emilio Agazzi a cura di E.
riguarda le prime due accezioni i tratti in Dal Pra. Conversazione con Fulvio Papi, a Mascitelli e N. Bobbio.
comune sono piuttosto evidenti, più com- cura di F. Cassinari.
plessa risulta l’analisi della terza, dove il Oltre la religione e l’illuminismo, di C.
concetto di Bildung appare, “negativamen- Larmore: l’articolo si incentra sulla tesi che
te”, suscettibile di un superamento dialetti- la secolarizzazione rappresenti una sorta di
co. Ciò nonostante l’articolo conclude con logica interna del monoteismo giudaico-
la non contraddittorietà degli usi hegeliani RIVISTA DI FILOSOFIA cristiano.
del concetto di Bildung nell’opera jenese. NEOSCOLASTICA
Anno LXXXIII, n. 4, ottobre-dicembre La decisione di Ulisse. Scelte razionali e
Carlo Michelstaedter e l’esperienza del 1991 scelte morali, di A. Villani: il riferimento al
senso, di C. La Rocca: l’opera del filosofo Vita e Pensiero, Milano mito omerico offre lo spunto per una rifles-
triestino, gli influssi e le influenze. sione sul rapporto tra moralità e razionalità
Una nuova interpretazione delle opere per- nelle scelte individuali e collettive.
Teoresi del fondamento, di P. Miccoli: l’in- dute di Aristotele, di E. Peroli: un recente
dagine sul problema filosofico del fonda- testo di A. P. Bos, Teologia cosmica e Il problema dell’attualità della filosofia
mento rappresenta una tappa ineludibile metacosmica: per una nuova interpreta- pratica aristotelica, di F. Ingravalle: l’area
dell’analisi dell’esperienza conoscitiva zione dei dialoghi perduti di Aristotele tedesca, nel dopoguerra, ha mostrato un
umana ed investe, accanto al piano logico- (Milano 1991) ha definitivamente messo in interesse crescente per la filosofia pratica
gnoseologico, anche quello metafisico ed crisi la tradizionale interpretazione propo- aristotelica, al fine di recuperare nuove
etico. sta fin dal 1923 dallo Jaeger circa lo svilup- basi per una fondazione veritativa della
po evolutivo della filosofia aristotelica. prassi. E’ in quest’ottica che si situa la
La scuola di Tubinga-Milano per una nuo- Questo libro, invece, ricostruendo in ma- corrente “neoaristotelica” della filosofia
va immagine di Platone, di M. Migliori: niera articolata il contenuto delle opere tedesca contemporanea che fa capo a Luh-
l’articolo si propone di inquadrare, anche perdute dello Stagirita, propone la tesi del- mann, Riedel, e Bien, il cui intento non è
da un punto di vista storico, l’interpretazio- l’originalità e dell’autonomia delle rifles- soltanto quello di rivitalizzare la filosofia
ne platonica fornita dalla scuola di Tubin- sioni filosofiche di Aristotele. pratica aristotelica, ma anche quello di in-
terpretarla.
66
RASSEGNA DELLE RIVISTE

di elaborata una teoria “speciale” dell’im-


Pierre Bourdieu. Il punto di vista scolasti- maginazione che ne rivela gli aspetti attivi Note sulla cristologia di Unamuno, di F.
co, a cura di A. Boschetti: il testo qui e multilaterali, anche alla luce della rifles- Gorani.
riportato è la trascrizione di una conferenza sione posteriore.
tenuta nel 1989 a Berlino da P. Bourdieu, Le ragioni della fede nell’ultimo Carlini, di
docente al Collège de France. Circostanze serresiane, di G. Polizzi; L’ori- N. Pascolo.
gine della geometria, di M. Serres; Chiari-
L’antropologia filosofica di Ludwig Bin- menti. Un incontro con Michel Serres, a
swanger, di G. Nardi. cura di G. Polizzi e M. Porro: interpretazio- STUDI KANTIANI
ni dell’opera di Michel Serres, in particola- n. 5, 1992
Il gioco in Gadamer tra rischio e simme- re di Eclaircissements. Cinq entretiens avec Giardini Editori e Stampatori, Pisa
tria di G. Qualizza: se, come sottolinea Bruno Latour (Bourin, Paris, 1992).
Habermas, l’opera di Gadamer rappresen- Sull’uso dei termini “genere” e “specie”
ta uno sforzo di ridurre la portata della nella filosofia di Kant, di S. Marcucci:
critica heideggeriana alla tradizione meta- prendendo spunto dal titolo dato da Kant
fisica, la nozione di gioco svolge un ruolo allo scritto del 1788 Circa l’uso dei princi-
fondamentale nel delineare il nostro rap- IDEE pi teologici in filosofia, l’articolo analizza
porto con l’opera d’arte, la tradizione, il Vol. VII, n. 19, gennaio-aprile 1992 i principi dell’omogeneità, della specificità
linguaggio e l’essere. Attenzione partico- Milella, Lecce e della continuità delle forme in rapporto
lare viene dedicata al concetto gadameria- alla riflessione kantiana intorno alla lette-
no di “stare al gioco”. Il sacro e il divino, di P. de Vitiis: l’articolo ratura naturalistica del tempo.
cerca di individuare i presupposti storici
Hans Blumenberg: per un’estetica del pos- che condizionano il delinearsi del concetto “Apriori” e “trascendentale” nella prima
sibile, di L. A. Terzuolo. di “sacro” a partire da Schleiermacher che, edizione di Kants Theorie der Erfahrung di
in contrasto con Kant, rivendicò per primo H. Cohen, di G. Gigliotti: quest’opera di
Esperienza e metariflessione nel pensiero l’autonomia della religione rispetto all’eti- Cohen del 1871 affronta uno dei nodi cen-
di Giulio Preti, di M. Pavesi. ca. Nel corso del tempo si è poi delineata trali della filosofia kantiana, che, secondo
una posizione scissionista tra” sacro” e alcuni, è rimasto aperto: la connessione tra
“divino”, che rischia di svalutare tutto ciò natura delle forme a priori e modo della
che non è riducibile ad una pura concettua- loro conoscenza.
lità logica, come hanno messo in luce da
AUT AUT Scheler, Heidegger e Gehlen. Teodicea autentica e teodicea storica. Kant
n. 250, luglio-agosto 1992 e Cohen, di A. Poma: l’occasione di questo
La Nuova Italia, Firenze Religione e filosofia in Descartes e Male- scritto è dato dal bicentenario del saggio di
branche, di N. Grimaldi: benchè il grande I. Kant Sull’insuccesso di ogni saggio filo-
L’Essere, un Mac Guffin. Come preservare merito di Cartesio sia stata la descrizione sofico di teodicea (1791-1991).
il desiderio di pensare, di H. Blumenberg: della condizione metafisica dell’uomo, è
come il Mac Guffin di cinematografica stato soprattutto Malebranche ad aver indi- Sulle relazioni tra bene, sommo bene e
memoria induce un accrescimento della viduato nella religione la via che ha aperto necessità e tra contingenza e male nelle
“suspense” dell’azione, così la leggendaria alla filosofia la capacità di comprendere il Vorlesungen kantiane, di P. Colonnello.
seconda parte di Essere e Tempo rappre- senso della condizione umana.
senta una sorta di Mac Guffin della filoso- La teoria kantiana delle leggi fisiche, di S.
fia, in quanto la comprensione dell’Essere La probatività delle cinque vie in S. Tom- Marcucci: recensione dell’opera di V. Mu-
genererebbe solo noia, interrompendo il maso, di F. Fiorentino. droch: Kants Theorie der physikalischen
cammino continuo della filosofia. Gesetze (Walter de Gruyter, Berlin-New
Il bisogno moderno dell’antico e l’incon- York 1987).
Comunità. Appunti sulla permanenza di un tro con la teologia greca, di D. Goldoni: un
mito, di A. Dal Lago: l’articolo si propone cammino a ritroso dalle secche del nichili-
come un esortazione ad una ricerca filoso- smo contemporaneo alla ricerca di una
fica che si incentri non soltanto sulla deli- “verità di vivere” che approda alla teologia
neazione di utopistiche società future o greca, secondo una chiave di lettura già IRIDE
immaginarie società originarie, ma anche adombrata da Jaeger e Pannenberg. n. 8, gennaio-aprile 1992
su un’analisi del mondo e della comunità Ponte alle Grazie, Firenze
attuali. Ricordando Pareyson, di P. Birtolo.
Il relativismo ontologico, di P. Feyera-
La scrittura come esenzione. Montaigne e Ermeneutica filosofica e pluralismo reli- bend: l’articolo analizza il dibattito tra re-
La Boétie, di G. Gabetta: l’articolo esamina gioso, di C. Ciancio: l’ermeneutica come alismo e relativismo a partire dalle indica-
l’ambivalenza interna della scrittura dei possibile via di unificazione del particolare zioni di Parmenide ed Aristotele.
Saggi di Montaigne: da un lato la malinco- e dell’universale è stata al centro del con-
nia per la prematura scomparsa dell’amico vegno: “Cristianesimo e religioni. Filoso- Il fanatico e l’arcangelo. Una critica della
Etienne de La Boétie, dall’altro la goia fia e teologia di fronte alla sfida del plura- meta-etica di R. M. Hare, di S. Nannini.
dello scrivere. lismo” (Torino, 18-19 ottobre 1991).
La svolta linguistica nell’ermeneutica te-
Immaginazione e socialità. Saggio di ma- Ermeneutica e verità, di F. Brezzi: recen- desca contemporanea, di P. Tomasello:
terialismo antropologico, di U. Fadini e G. sione dell’opera di G. Mura: Ermeneutica benché tra tradizione filosofica continenta-
Pascucci: il ruolo che l’immaginazione gio- e verità (Città nuova, Roma 1990). le, legata alla fenomenologia ed all’erme-
ca all’interno dell’opera di Spinoza non è neutica, e tradizione analitica anglosasso-
soltanto di natura conoscitiva, ma anche di ne si sia sempre instaurato un clima di
carattere produttivo, in quanto l’immagi- reciproca indifferenza, di recente, secondo
nazione sembra aprire una dimensione “al- quanto osservato anche da R. Bubner, si è
tra” rispetto a quella consueta. Viene quin-
67
RASSEGNA DELLE RIVISTE

andato affermando un rapporto di mutua la realtà che nel trasformarla. Nel numero automi all’automazione”. L’occasione per
influenza dovuto e al successo all’estero, successivo (aprile-giugno 1992) vengono riflettere sul ruolo della tecnologia e del-
prima che in madrepatria, di autori come affrontate problematiche relative alla filo- l’automazione è stata offerta dal convegno
Frege e Wittgenstein, e alla ricettività mo- sofia francese contemporanea, con partico- organizzato dall’AIMMA (Associazione
strata dall’ermeneutica e dalla fenomeno- lare attenzione alle figure di Bergson, Mer- Industriali Metallurgici, Meccanici ed affi-
logia per le problematiche legate alla filo- leau-Ponty, Sartre, Derrida, Lavelle, Féne- ni) sul tema: “Dagli automati all’automa-
sofia del linguaggio. In quest’ottica, rile- lon, Lequier. zione. Un’aspirazione umana tra mito e
vanti appaiono i contributi di autori come realtà” (Torino, 30 ottobre 1990). La rivista
Habermas, Apel e Tugendhat, legati alla FILOSOFIA OGGI (Vol. XV, n. 58, aprile- pubblica gli interventi al convegno, che
tradizione ermeneutica, ma attenti anche giugno 1992) presenta un interessante in- spaziano dall’antichità al XVIII secolo,
all’influsso della filosofia analitica. tervento di S. A. Salvaggio: De l’état de fino alle considerazione sugli attuali robot.
nature à la société civile: “contrat spe-
Isaiah Berlin tra la filosofia e la storia cial” et intellegibilité de la transition chez INTERSEZIONI (Vol. XII, n. 3, dicembre
delle idee, un’intervista autobiografica a Spinoza. Il numero successivo (Vol. XV, n. 1992, Il Mulino, Bologna) presenta un ar-
cura di S. Lukes. 59, luglio-settembre 1992) presenta un in- ticolo di S. Weber dal titolo Dopo la deco-
tervento di A. Deregibus, Pascal e Descar- struzione, che affronta non tanto proble-
Riflessioni su genere morale e potere: la tes, che propone un confronto tra i due matiche relative alla scomparsa della deco-
cura e il problema morale dell’alterità, di filosofi in merito alla questione morale. Un struzione, o alle sue conseguenze, quanto
J. C. Tronto; Moralità della cura, differen- simile confronto risulta particolarmente tratti salienti e distintivi della decostruzio-
za sessuale e teoria femminista, di M. significativo non soltanto alla luce di una ne stessa, al fine di cogliere con più preci-
Drakopoulou; I due percorsi dello sviluppo comune temperie storica e culturale, ma sione la questione del suo influsso e della
morale: una svolta nel cammino del femmi- anche perchè sull’importante concetto di “scia” che essa ha lasciato. Segnaliamo
nismo?, di P. A. Meyers: motivi del recente “cuore” pascaliano gioca un ruolo rilevan- inoltre un interessante intervento di N. Pol-
dibattito sul rapporto tra donne e morale, te la componente volontaristica cartesiana. lastri: La filosofia della natura é di nuovo
questione fondamentale della prospettiva Segnaliamo inltre l’intervento do P. P. Ot- attuale?. Hegel, la scienza e l’epistemolo-
morale femminista. tonello su Gentile: Gentile: la religione gia contemporanea, che offre una panora-
come morale assoluta. mica dei contributi storiografici alla com-
Spirito e cultura. In margine ad un recente prensione del pensiero hegeliano.
libro di Maurizio Ferraris, di G. Carchia: NUOVA CIVILTA’ DELLE MACCHINE
recensione dell’opera di M. Ferraris: La (Vol. X, n. 2, 1992) propone il tema: “Dagli FILOSOFIA E TEOLOGIA (Vol. IV, n. 2,
filosofia e lo spirito vivente (Laterza, Roma-
Bari 1991).

Sulla storia e l’analisi della filosofia con-


tinentale, di K. Mulligan: l’articolo analiz-
za brevemente le differenze più appari-
scenti tra filosofia analitica e filosofia con-
tinentale a partire dal metodo, dal ruolo
della storia, dall’influsso della filosofia te-
desca.

Agostino, l’anima e la storia, di R. de


Monticelli: recensione dell’opera di R.
Bodei: Ordo amoris (Il Mulino, Bologna
1991).

Differenza e identità personale, di G. Mari:


la “questione del soggetto” nelle due tradi-
zioni postmetafisiche, quella tragica e quella
postmoderna, tradizioni che hanno in co-
mune l’idea di poter pensare le questioni
relative al soggetto indipendentemente dalle
considerazioni sul tempo. La nota intende
appunto integrare tali posizioni con osser-
vazioni di carattere temporale.

LES ETUDES PHILOSOPHIQUES (genna-


io-marzo 1992, PUF, Paris) affronta il tema
della crisi del marxismo. I recenti avveni-
menti storici hanno messo in dicussione i
capisaldi del pensiero di Marx; anche se
oggi non è più possibile definire Marx
come il Copernico dell’economia politica,
secondo l’indicazione di Althusser, senza
dubbio egli fu un pensatore “assetato” di
giustizia, profondo fenomenologo e sagace
analista, più abile, forse, nell’interpretare

68
NOVITA’ IN LIBRERIA

“De generatione animalium” in cui


AA.VV
Arbeit und Humanitat. Wege NOVITA’ IN LIBRERIA Aristotele porta a termine la propria
teoria riproduttiva. Le note spiegano
in eine humane Arbeitsgesellschaft
Schulz-Kirchner, luglio-agosto 1992 le affermazioni di Aristotele e discu-
pp. 176, DM 28 tono le sue idee su questioni impor-
tanti quale la teleologia naturale.
AA.VV.
Transzendentalphilosophie Bartuschat, Wolfgang
und Evolutionstheorie Spinozas Theorie des Menschen
Rodopi, settembre 1992 Meiner, settembre 1992
Dfl. 80 pp.396, DM 128
O.-D. Creutzfeld: Principi dell’orga-
nizzazione cerebrale come condizio- Baule, Bernward
ne della percezione, del pensiero e del Kulturerkenntnis
comportamento. G. Vollmer: E’an- und Kulturbewertung
cora pensabile l’autorganizzazione bei Theodor Lessing
evolutiva nella vita e nella coscienza? Lax, settembre 1992
H. Girndt: Teoria dell’evoluzione e pp.266, DM 44
pensiero trascendentale: compendio
di problemi scientifico-teoretici. W. Ammitzboll, Niels P. Arnauld, Antoine - Nicole, Pierre Baxter, Timothy M. S.
Lütterfelds: L’esperienza idealistica Menschenbild Jourdain, Charles (a cura di) The Cratylus.
ha una base naturalistica? La prima und Erziehungskonseption La Logique ou l’arte de penser Plato’s critique of naming
filosofia trascendentale di Fichte. bei William Godwin. Gallimard, ottobre 1992 Brill, ottobre 1992
Zum sensualistischen pp.404, F 63 pp.200, Dfl 130
AA.VV. und utilitaristischen Charakter Pubblicato per la prima volta nel 1662,
Aggiornamenti sull’idea di “caso” seiner Pädagogik La Logique de Port-Royal è al con- Beare, John I.
Bollati Boringhieri, novembre 1992 G. Olms, luglio-agosto 1992 tempo una grammatica intellettuale e Greek theories of elementary
pp.192, L. 20.000 pp.250, DM 44,80 un compendio dell’epistemologia del cognition. From Alcmaeon to
Onnipresente e inafferrabile, il caso William Godwin (1756-1836), filo- classicismo cartesiano e pascaliano. Aristotle (1906)
sembra farsi beffe del mondo degli sofo e autore di romanzi, biografie, Questo modo di pensare è strutturato Thoemmes Press, novembre 1992
uomini. E’ una realtà oggettiva oppu- opere storiche, libri scolastici e per secondo i quattro aspetti del pensiero pp.366, £ 42
re un effetto della nostra ignoranza? bambini, pose l’informazione, l’edu- razionale: comprendere, giudicare, Saggio sulle teorie greche della co-
Non potendo risolvere l’enigma, la cazione e l’istruzione al centro della dedurre e ordinare. gnizione elementare, da Alcmane ad
scienza tenta di addomesticare il caso. propria filosofia. Aristotele.
In questa serie di quindici conversa- Augias, Jean-Marie
zioni sociologi, linguisti, matematici, Anders, Günther Michel Serres, philosophe occitan Bechtel. W.- Richardson, R. C.
filologi, fisici e filosofi testimoniano Über philosophische Diktion Fédérop, ottobre 1992 Discovering complexity.
della ricchezza di questo concetto che und das Problem pp.167, F 90 Decomposition and localization
è al giorno d’oggi il cardine di un der Popularisierung Michel Serres appartiene con tutto se as strategies in scientific research
nuovo rivoluzionario paradigma Wallstein, luglio-agosto 1992 stesso al pensiero occitano. La terra, Princeton UP, ottobre 1992
scientifico. pp.28, DM 15 i luoghi, i giochi, l’infanzia e l’auten- pp.328, $ 48
ticità, tutto vi riporta. Ma la cosa più Il libro offre un resoconto della sco-
Akerma, Karim Angiulli, Andrea importante, secondo l’autore, è l’ap- perta scientifica che cerca di essere
Der Gewinn des Symbolischen. Gli hegeliani e i positivisti in Italia porto di M. Serres alla cultura occita- psicologicamente e storicamente rea-
Zur Ableitung von Naturtheorie a cura di A. Savorelli na. listico. Prendendo esempi tratti da
aus dem gesellschaftlichen Sein Leo S. Olschki, novembre 1992 numerose scienze vitali questo sag-
in der Tradition kritischerTheorie pp.314, L. 58.000 Bachelard, Gaston gio sulle dinemiche dell’elaborazio-
seit Marx I testi inediti di uno dei protagonisti L’Air et les songes: essai ne di teorie si focalizza su due euristi-
Lit, luglio-agosto 1992 della cultura filosofica italiana dopo sur l’imagination du mouvement che psicologiche, la decomposizione
pp.380, DM 58 l’Unità: un originale percorso intel- LGF, ottobre 1992 e la localizzazione.
lettuale che, dalla riflessione su temi pp.350, F 46
Alexander, Peter etico-politici, approda ad una revi- Bachelard riunisce e interpreta gli Beckmann, Jan P.
Sensationalism and sione critica del positivismo evolu- elementi che compongono quello che Ockham-Bibliographie 1900
scientific explanation zionistico. si potrebbe chiamare lo “psichismo bis 1990
Thoemmes, novembre 1992 aereo”, vale a dire tutto ciò che nello Meiner, settembre 1992
pp.158, £ 12,99 Annas, Julia (a cura di) spirito umano partecipa dei fantasmi pp.167, DM 120
Alexander sostiene in modo convin- Oxford studies in ancient philosophy: legati all’aria e soprattutto il fatto di Il curatore ha ordinato alfabeticamente
cente che il sensazionalismo, con la Vol. X. 1992 volare, oggetto di numerose credenze per autori la bibliografia secondaria,
sua enfasi sul ruolo puramente “de- Clarendon, dicembre 1992 e di innumerevoli elaborazioni poeti- munendo questa edizione di quattro
scrittivo” della scienza, non rende pp.304, £ 35 che. indici (dei nomi, delle opere, sistema-
giustizia al suo ruolo esplicativo, al- Decima pubblicazione annuale (1992) tico e delle cose).
trettanto importante. della serie su antichi saggi di filoso- Balke, F. - Méchoulan, E.
fia, questo volume copre una vasta Wagner, B. (a cura di) Bellebaum, A. (a cura di)
Allen, R.T. gamma di argomenti della filosofia Zeit des Ereignisses - Glückforschung. Eine Symposium
The education of autonomous man. antica e riesamina libri importanti. Ende der Geschichte? Westdt. Verlag, settembre 1992
Historical and critical studies W. Fink, luglio-agosto 1992 pp.200, DM 28
Avebury, settembre 1992 Aristote pp.280, DM 68 Le venerabili teorie filosofiche (mo-
pp. 88, £ 30 Ethique à Nicomaque Dove c’è una teoria sulla fine si inse- rali) e teologiche della fortuna attual-
Il presente studio del moderno pen- trad. dal greco di J. Defradas risce il discorso sul fenomeno. Ciò mente non vengono più sviluppate
siero educazionale mette in relazione intr. e comm. di R. Arnaldez dimostra in modo impressionante l’at- con altrettanto vigore che in altri tem-
certi pensatori e teorie con il profon- Presses-Pocket, luglio-agosto 1992 tuale congiuntura del “fenomeno” in pi. D’altronde, la ricerca sulla fortuna
do cambiamento intervenuto nella F 70 filosofia, sociologia, storiografia e e la soddisfazione nelle scienze so-
concezione che gli uomini hanno di “politica”. ciali di orientamento empirico si
sé (come esseri autodeterminanti e Armour, Leslie espande, mentre al contempo si parla
autolegiferanti) e del mondo. Fra i Being and idea. Balme, D. M. - Gothelf, Allan meno della fortuna come qualità di
filosofi di cui si tratta, Rousseau, Kant, Developments of some themes (a cura di) vita eccetera. Qui si propone un ulte-
Hegel, Froebel, Marx e Nietzsche. in Spinoza and Hegel Aristotle: “De partibus animalium I” riore campo di ricerca sulla fortuna,
Olms, ottobre 1992 and “De generatione animalium I” psicologico e sociopsicologico.
pp.185, DM 39,80 Clarendon, novembre 1992
pp.192, £ 14
La traduzione comprende parte del

68
NOVITA’ IN LIBRERIA

Bellet, Maurice ger significa cercare di tener conto Brzoska, Andreas della scienza naturale stabilita e della
Critique de la raison sourde non solo delle luci ma anche delle Absolutes Sein. Parmenides’ fredda arringa. L’astrofisico Johan-
Desclée de B., luglio-agosto 1992 ombre che ne hanno accompagnato Lehrgedicht und seine nes v. Buttlar si applica al nuovo
pp.207, F 98 l’opera e la vita. Accanto alla rifles- Spiegelung im Sophistes pensiero intuitivo della fisica, per una
Che cos’è la ragione sorda? Quella sione sulla prassi vengono indagati, Lit Verlag, ottobre 1992 comprensione totalizzante dell’uni-
che non sente, che si ripiega su se in questo volume, i problemi connes- pp.184, DM 48,80 verso e della sua legalità, per una
stessa, chiusa sui suoi principi, ostile si con la comprensione del logos e strategia pianificata del cosmo.
a ciò che le è estraneo. della soggettività, il rapporto deco- Buchdahl, Gerd
struttivo-costruttivo instaurato da The dynamics of reason: Byrne, Peter
Benedikt, M. et al. Heidegger con la tradizione e l’oriz- Essays on the structure of The philosophical
Verdrängter Humanismus - zonte in senso lato “religioso” che ne Kant’s philosophy and theoogical foundations of ethi-
verzögerte Aufklärung. caratterizza l’intera evoluzione spe- Blackwell Publishing , ottobre 1992 cs: An introduction to moral theory
Österreische Philosophie zur Zeit culativa. pp.356, £ 45 and its relations to religious belief
der Aufklärung und Revolution Al centro di questo libro sull’inter- Macmillan, ottobre 1992
Turia und Kant, luglio-agosto 1992 Bicchieri, Cristina pretazione della filosofia trascenden- pp.192, £ 40
pp.960, DM 68 Dalla Chiara, Maria Luisa tale di Kant c’è l’assunto che la si Il presente saggio è un’introduzione
Knowledge, belief possa capire meglio dinamicamente. ai problemi della filosofia morale,
Benjamin, Andrew (a cura di) and strategic interaction Si fa uso del processo riduttivo-rea- pensata in particolare per studenti di
Judging Lyotard Cambridge UP, novembre 1992 lizzativo come chiave di interpreta- teologia e di discipline religiose. Esso
Routledge, settembre 1992 pp.544, £ 40 zione delle sezioni più oscure del- offre un resoconto della natura e pro-
pp.224, £ 11 Il libro offre un panorama dell’intera- l’opera di Kant. pone temi di discussione morale e dei
Raccolta di scritti dedicati all’opera zine fra teoria del gioco, logica ed principali tipi di teoria morale della
di Lyotard, che costituisce una valu- epistemologia nei modelli formali di Bucher, Zeno filosofia morale contemporanea.
tazione e una critica della sua opera e conoscenza, credenza, deliberazione Die Abstammung des Menschen
in particolare si sofferma sull’impor- e apprendimento e nel rapporto fra la als naturphilosophisches Problem Campbell, Richard
tanza per Lyotard della questione del teoria decisionale bayesiana e la teo- A cura di G. Witzany Truth and historicity
giudizio e delle sue idee su ciò in un ria del gioco, nonché fra razionalità Königshausen , ottobre 1992 Clarendon, ottobre 1992
contesto kantiano. vincolata e complessità computazio- pp.136, DM 29,80 pp.480, £ 48
nale. Zeno Bucher OSB (1907-1984) è sta- Quest’opera chiarisce il concetto di
Bergson, H. to professore a S.Anselmo, Roma, e verità rintracciandone la storia dagli
Lettere a Xavier Léon e ad altri Binder, Fabian, Valent all’Istituto Filosofico della Facoltà di antichi greci fino all’esistenzialismo,
a cura di Renzo Ragghianti International bibliography Teologia di Salisburgo. Egli ha chia- al marxismo e alla moderna filosofia
Bibliopolis, novembre 1992 of Austrian philosophy 1984-1985 rito che i metodi delle scienze natura- analitica, esponendo le concezioni di
pp. 188, L. 50.000 Ed. Rodopi, luglio-agosto 1992 li non possono essere efficaci per diversi pensatori e illustrando il loro
Le lettere di Bergson a Xavier Léon, pp.300, Dfl 120 l’evoluzione dello spirito umano e impegno nei problemi contempora-
rintracciate presso la biblioteca Victor che non si può rinunciare a un lavoro nei.
Cousin in Sorbona, registrano un in- Böhme, Hartmut di filosofia naturale.
tenso scambio ideale protrattosi per Das andere der Vernunft. Carr, Karen L.
oltre un quarantennio. L’epistolario Zur Entwicklung Burmester, Ute The banalization of nihilism
indugia sulle circostanze che accom- von Rationalitätsstrukturen am Schlagworte der frühen Twentieth-century responses
pagnarono la fondazione e il succes- Beispiel Kants. 2. Auflage deutschen Aufklärung. to meaninglessness
sivo affermarsi della “Revue de Suhrkamp, luglio-agosto 1992 Exemplarische Textanalyse State Univ. of New York Pr.
Métaphysique et de Morale” della pp.516, DM 32 zu Gottfried Wilhelm Leibniz luglio-agosto 1992
Societé Francaise de Philosophie, in Lang, luglio-agosto 1992 pp.142, $ 13
un serrato intreccio tra annotazioni di Brandt, Richard B. pp.446 Dopo una ricognizione storica e con-
cronaca e itinerari speculativi, aperto Morality, utilitarianism and rights cettuale dei cambiamenti subiti dal
ad una fitta rete di collaborazioni in- Cambridge UP, ottobre 1992 Burton, Steven J. (a cura di) nichilismo nell’ultimo secolo, la Carr
ternazionali. pp.400, £ 14 Judging in good faith esamina la diagnosi di Nietzsche del
Richard Brandt è uno dei più eminen- Cambridge UP, novembre 1992 nichilismo come grande crisi della
Bergson, Henri ti e influenti filosofi morali contem- pp.272, £ 32,50 modernità. L’autrice poi mette a con-
Durée et simultanéité poranei. Il presente volume compren- Interessato all’etica delle corti di giu- fronto le risposte al nichilismo dal
PUF, luglio-agosto 1992 de molti classici brani della teoria stizia, Burton analizza il terreno, il primo Karl Barth e da Richard Rorty.
pp.232, F 58 metaetica ed etica normativa. contenuto e la forza del dovere legale
Pubblicata nel 1922, quest’opera pre- e morale di un giudice di sostenere la Centre Culturel International
senta una nuova prova della teoria di Braun, Eberhard legge, e difende due tesi principali: (a cura di)
Bergson della durata, una teoria fon- ”Aufhebung der Philosophen”. prima, quella della “buona fede” lad- Epistémologie et cognition
damentale per la comprensione di tutto Marx und die folgen dove i giudici sono tenuti a sostenere Mardaga, luglio-agosto 1992
il suo pensiero, visto che proprio a J. B. Metzler, ottobre 1992 la legge, e seconda quella della di- F 219
partire da essa si è sviluppata la filo- pp. 428, DM 68 screzione ammissibile. Un testo fondamentale in un’indagi-
sofia dell’intuizione. Si è verificata una frattura rivoluzio- ne a metà strada fra la filosofia e la
naria con la tradizione filosofica. Vi Burwick, Frederick et al. cognizione. Le scienze cognitive sono
Bianco, Franco - Sichirollo, Livio hanno partecipato importanti filoso- (a cura di) discipline che studiano le capacità di
(a cura di) fi, tutti prima di Marx e Nietzsche. The crisis in modernism. formare, integrare o manipolare le
Logica e storia. Scritti in onore Come va pensata questa rivoluziona- Bergson and the vitalist controversy informazioni e le rappresentazioni
di Leo Lugarini ria frattura? Cambridge UP, luglio-agosto 1992 mentali. Esse aprono alla filosofia
Franco Angeli, ottobre 1992 pp.420, £ 50 nuove questioni.
pp.240, L. 35.000 Brendel, Elke Il movimento modernista è stato con-
Nel riunire gli scritti si studiosi italia- Die Wahrheit über den Lügner. siderato la rappresentazione di un Chevalier, Jacques
ni e stranieri sotto il titolo di Logica e Eine philosophisch-logische Analyse punto critico nel pensiero occidenta- Histoire de la pensée
storia i curatori del volume hanno der Antinomie des Lügners le. Il presente volume guarda a quella 3: De Saint Augustin
ritenuto di poter indicare non solo de Gruyter, ottobre 1992 crisi dal punto di vista della sua rein- à Saint Thomas
l’ambito dei problemi affrontati nei pp.230, DM 108 terpretazione delle idee sul vitalismo: 4: De Duns Scoto à Suarez
singoli contributi, ma anche la cer- Indagine storica e sistematica della l’animazione (spirituale o basata su Ed. universitaires
chia tematica cui più intensamente si problematica della verità sull’esem- energie fisiche) dell’universo. luglio-agosto 1992
è rivolta la riflessione di Lugarini. pio dei più noti paradossi della logica pp.306, F 198
filosofica. Monografia scientifica e Buttlar, Johannes v. Uno studio della filosofia dal IV al
Bianco, Franco (a cura di) libro di testo per studenti di grado Gottes Würfel. XII secolo e l’evoluzione della filo-
Heidegger in discussione avanzato. Schicksal oder Zufall sofia dal Medio Evo ai giorni nostri.
Franco Angeli, ottobre 1992 Herbig , luglio-agosto 1992
pp. 368, L. 50.000 pp.272, DM 39,80
Interrogarsi sulla eredità di Heideg- Critica spietata della teoria del caos,

69
NOVITA’ IN LIBRERIA

Chrétien, Jean-Louis combattuto per i diritti civili dedican- de ogni questione di valore. Critchley Delhomme, Jeanne
L’Appel et la réponse do le proprie vite al bene altrui. ritiene che la decostruzione di Derri- Exercise de la pensée
Minuit, ottobre 1992 da possa e in realtà debba essere letta Deux-temps Tierce, ottobre 1992
pp.160, F 129 Collège International de come una richiesta etica, ammesso pp.200, F 130
Attraverso analisi che vanno da Ari- philosophie (Paris) che quell’etica venga interpretata nel Una scelta di articoli per contribuire a
stotele alla fenomenologia contem- Politique et modernité senso che le è dato dall’opera di Levi- far conoscere il pensiero di J. Delhom-
poranea, ecco una riflessione sulla Osiris, luglio-agosto 1992 nas. me. Un pensiero insolito, esigente
bellezza come richiamo, una critica che riconosce come unico compito
del pensiero portata da una voce inte- Collingwood, R. G. Dagognet, François quello di ricordare che l’esercizio della
riore, silenziosa e incorporea, come The new Leviathan: On man, Le corps multiple et un. più estrema lucidità riflessiva costi-
la voce della coscienza, e una descri- society, civilization and barbarism Laboratoires Delagrange tuisce il senso stesso dell’atto di filo-
zione delle funzioni del toccare nel A cura di David Boucher luglio-agosto 1992 sofare.
nostro rapporto con il mondo. Clarendon, novembre 1992 pp.215, F 84
pp.576, £ 45 Perché i filosofi si sono sempre inte- Dell’Utri, Massimo
Clark, Austen Edizione riveduta dell’ultima grande ressati così poco al corpo, preferen- Le vie del realismo
Sensory qualities opera del filosofo oxoniense R. G. dogli la più nobile coscienza? L’auto- Verità, linguaggio e conoscenza
Clarendon, novembre 1992 Collingwood. David Boucher vi ha re riprende questa questione per mez- in H. Putnam
pp.224, £ 25 aggiunto pregevole materiale inedito zo di quattro grandi filosofi, da Plato- Franco Angeli, ottobre 1992
Molti filosofi dubitano che si possa tratto dai manoscritti di Collingwo- ne a Bergson. Al programma degli pp.224, L. 32.000
dare una spiegazione soddisfacente od. studenti al concorso delle scuole di L’opposizione di Hilary Putnam ad
delle qualità sensoriali, di come le commercio. ogni presunta guida assoluta e univo-
cose appaiono, sembrano o impres- Copenhaver, Br. P. (a cura di) ca della conoscenza razionale è radi-
sionano il soggetto che le percepisce. Hermetica. Dalfert, Ingolf U. cata nella salda convinzione che quei
Clark si rivolge a questi problemi Cambridge UP, ottobre 1992 Gott. Philosophisch- concetti abbiano un loro peculiare
apparentemente intrattabili e sugge- pp.380, £ 40 theologische Denkversuch contenuto, le cui possibili descrizioni
risce che in effetti è possibile una L’introduzione di Copenhaver e le J. C. B. Mohr, ottobre 1992 sono calate nella storia e intrise di
soluzione. note forniscono un contesto interpre- pp.280, DM 59 sensibilità, aspettative e valori pro-
tativo che tiene conto dei recenti pro- In che senso si può dire che Dio fondamente umani. Tale convinzione
Cleary, John J. (a cura di) gressi degli studiosi ermetici. esiste? Può Dio agire? Se Dio è onni- è frutto appunto di un graduale pro-
Proceedings potente, può anche peccare? In che cesso di maturazione che avviene sotto
of the Boston area colloquium Copenhaver, Brian P. misura Dio è ovvio? Che cosa biso- il segno del realismo.
in ancient philosophy: Vol. 7 A history of Western philosophy. gna pensare se si vuole pensare Dio?
UP of America, novembre 1992 Vol.3: Renaissance philosophy Demmerlich, Chr.
pp.250, £ 17,50 Oxford Univ., settembre 1992 Dancy, Jonathan et al. Kambartel, Fr. (a cura di)
Il volume contiene scritti e commenti pp.464, £ 10 A companion to epistemology Vernunftkritik nach Hegel.
presentati nel 13º Congresso della Il Rinascimento è visto come un mo- Blackwell Publ., settembre 1992 Beiträge zu Ethik,
zona di Boston sulla Filosofia Antica mento brillante nello sviluppo della pp.352, £ 65 Gerechtigkeitstheorie
nell’anno accademico 1990-91. civiltà occidentale. Ai contributi del- L’epistemologia, la teoria della co- und Normenlogik
la filosofia alla cultura rinascimenta- noscenza e la sua giustificazione, ha Böhlau, ottobre 1992
Cobb-Stevens, Richard le tuttavia è stato dedicato relativa- sempre avuto un’importanza centrale pp.520, DM 140
Taminiaux, Jacques mente poco spazio. Nel volume si nella filosofia. Questa opera di con-
Granel, Gérard et al. tratta di Marsilio Ficino, Justus Lip- sultazione del campo contiene oltre Dilman, Ilham
La Phénoménologie aux confins sius, Erasmo e Machiavelli. 250 articoli che vanno dalle discus- Existentialist critique
TER, luglio-agosto 1992 sioni sommarie a saggi su argomenti of Cartesianism
pp.113, F 69 Cotten, Jean-Pierre attualmente oggetto di dibattito. Macmillan, novembre 1992
Raccolta di quattro saggi che furono Autour de Victor Cousin: pp.200, £ 35
quattro conferenze tenute al Collège une politique de la philosophie Davis, Michael Una discussione delle critiche esi-
International de philosophie nel no- Belles Lettres, luglio-agosto 1992 Aristotle’s “Poetics”: stenzialiste all’epistemologia carte-
vembre 1991. Essi cercano di mostra- pp.237, F 220 The poetry of philosophy siana, lo scetticismo a cui essa porta,
re i limiti del concetto di fenomenolo- Attraverso una serie di saggi, l’autore Rowman & Littlefield, ottobre 1992 la sua concezione oggettivista del-
gia attraverso il pensiero di Husserl, cerca di dimostrare che una “politica pp.256, £ 15,95 l’io, il dualismo e il solipsismo carte-
Heidegger e Wittgenstein. della filosofia” nel XIX secolo fran- Michael Davis qui sostiene in modo siano e la concezione deterministica
cese, non si confonde con una “filo- convincente che oltre a insegnarci della vita umana. Dall’autore di “Mo-
Cody, Michael W. J. sofia politica”, né si può ridurre al qualcosa sulla poesia, la “Poetica” rality and the Inner Life: A Study of
Richardson, R. Lynn portare in luce interessi eminente- contiene un’interpretazione della Plato’s Gorgias”.
Honest government: mente pratici che si possono soddi- struttura comune dell’azione umana
An ethics guide for public service sfare sotto l’egida di un discorso filo- e del pensiero umano che la riporta ad Ditfurth, Hoimar von
Praeger Publishers, novembre 1992 sofico. altri scritti di Aristotele di politica e Das Erbe des Neandertalers.
£ 12,85 morale. Weltbild zwischen Wissenschaft
Il testo è rivolto ha chi ha bisogno di Cottingham, John (a cura di) und Glaube
una vasta valutazione del comporta- The Cambridge companion Davis, Michael Kiepenheur, luglio-agosto 1992
mento etico dei pubblici funzionari e to Descartes To make the punishment f pp.400, DM 39,80
degli impiegati di ogni livello nel Cambridge UP, novembre 1992 fit the crime: Essays In questo saggio, finora inedito nei
governo degli Stati Uniti, Gli autori pp.464, £ 12,95 in the theory of criminal justice suoi libri, su una moderna immagine
esaminano la questione di come gli Questi scritti su Descartes riguardano Westview Press, novembre 1992 del mondo, il grande giornalista scien-
americani potrebbero misurare l’eti- la vita, l’evoluzione del suo pensiero pp.260, £ 33,50 tifico ammonisce i colleghi dal di-
ca routinaria, quotidiana di uomini e e il retroterra intellettuale della sua Analisi dei molti problemi pratici della stacco dell’ignoranza antropocentri-
donne che prestano servizio pubbli- opera. C’è anche una sezione centrale punizione, questo libro sarà utilissi- ca di fronte alla creazione.
co. sulla sua metafisica, in cui si tratta fra mo per filosofi, avvocati e criminolo-
l’altro dell’argomentazione del “co- gi. Fra le questioni discusse, lo stu- Domenach, Jean-Marie
Colby, Ann - Damon, William gito”, delle prove dell’esistenza di pro, le recidive, i tentativi falliti di Une morale sens moralisme
Some do care: Contemporary lives Dio, del circolo cartesiano e altro compiere crimini, la follia criminale Flammarion, ottobre 1992
of moral commitment ancora. e i crimini di stretta responsabilità pp.260, F 120
Free, ottobre 1992 Gli anni ’90 saranno gli anni della
pp.325, £ 16,95 Critchley, Simon Dawes Hicks, G. morale? Secondo l’autore, la morale
Il libro si propone di fornire un reso- The ethics of deconstruction. Berkeley (1932) non ha alcun senso se non confrontata
conto psicologico di 23 esemplari Derrida and Levinas Thoemmes, novembre 1992 a situazioni concrete. Restaurare i
morali contemporanei che hanno dato Blackwell , luglio-agosto 1992 pp.346, £ 16,99 valori e celebrare le virtù non vuol
una guida morale alle comunità per pp.272, £ 14 Un saggio del dottor Dawes Hicks dire esattamente tornare al morali-
tutti gli Stati Uniti. In genere queste L’autore attacca le polemiche secon- che costituisce un esame critico degli smo, che sia di destra o di sinistra?
persone hanno lavorato per i poveri, do le quali l’opera di Derrida sospen- scritti di George Berkeley.

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NOVITA’ IN LIBRERIA

Douglas Geivett, R. Faye, Jean-Pierre (a cura di) Heidegger zur Einführung Nel libro, che avrebbe dovuto nasce-
Sweetman, Brendan L’Europe une: Junius, ottobre 1992 re da un seminario tenuto nel 1982
Contemporary Perspectives les philosophes et l’Europe pp.200, DM 19,80 negli Stati Uniti, Foucault si propo-
on religious epistemology Gallimard, ottobre 1992 Nella sua introduzione Figal cerca di neva di ricostruire «una geneoalogia
Oxford UP, novembre 1992 pp.290, F 75 rintracciare l’origine dei fondamenti di come il sé costituì se stesso in
pp.384, £ 14,95 J.-P. Faye si richiama ai testi dei gran- del pensiero di Heidegger e di evi- soggetto». La morte gli impedì di
Questa antologia contiene 28 saggi di pensatori della storia per commen- denziarne la loro dipendenza recipro- realizzare tale progetto, di cui restano
chiave che rappresentano le correnti tare il gioco filosofico degli avveni- ca. Solo in questa cornice sistematica però i materiali poi scrupolosamente
dominanti nell’epistemologia religio- menti politici contemporanei: Rous- molte delle formulazioni di Heideg- editi da alcuni suoi discepoli.
sa contemporanea. Fra gli approcci seau, Voltaire, Pasolini e soprattutto ger perdono la loro enigmaticità.
discussi la teologia naturale, la fede Nietzsche, che scriveva: l’Europa vie- Fraser, Nancy
razionale basata sull’esperienza reli- ne a noi “lentamente e come esitan- Filodemo Widerspenstige Praktiken.
giosa, la sfida ateistica, il fideismo do” ma “spinta da necessità”. Testimonianze su Socrate Macht, Diskurs, Geschlecht.
wittgensteiniano e l’epistemologia trad. di E. A. Mendéz e A. Angeli Gender Studies
riformata. Ferry, Luc Bibliopolis, ottobre 1992 Suhrkamp, luglio-agosto 1992
Le nouvel ordre écologique: pp.408, L. 160.000 pp.230, DM 16
Drieschner, Michael l’arbre, l’animal et l’homme La critica epicurea a Socrate si inseri- La filosofa Nancy Fraser esplora una
Carl Friedrich von Weizsäcker Grasset, ottobre 1992 sce nella tradizione ostile al filosofo linea di nuovi principi critici di teoria
zur Einführung pp.275, F 115 attestata in Aristofane e in altri poeti della società in Francia, Germania e
Junius, ottobre 1992 Che cosa sappiamo del contesto intel- comici, nella Accusa di Policrate e in America, con un occhio alla teoria e
pp.150, DM 16,80 lettuale nel quale la Germania nazista alcuni allievi di Aristotele. Da questi alla prassi dei movimenti femminili.
Drieschner mette in luce nella propria elaborò le prime grandi leggi sulla emerge che l’antisocratismo epicu-
introduzione l’unità dell’opera di protezione degli animali (1933) e della reo, pur conservando durante l’intero Freudenthal, Gad (a cura di)
Weizsäcker e dimostra quali siano i natura (1935)? Quali sono oggi le percorso storico della scuola il rifiuto Studies on Gersonides: A
suoi contributi alla fisica, alla filoso- motivazioni filosofiche e politiche dei concetti socratici di “filosofia” e fourteenth-century jewish
fia, alla politica e alla religione. delle correnti ecologiche fondamen- di “sapere”, attraversò fasi diverse. philosopher-scientist
taliste? L’autore auspica un’etica del- E. J. Brill, novembre 1992
Echeverria, J. - Ibarra, A. l’ambiente alleata alla democrazia. Fischer, Kuno pp.400, Dfl 150
Mormann, Th. (a cura di) Descartes and his school (1887) Una rassegna completa e una valuta-
The space of mathematics. Feucht, Roland H. Thoemmes Press, novembre 1992 zione dell’opera scientifica di Gerso-
Philosophical, epistemological Die Neoontologie Nicolai pp.610, £ 48 nide, una della più grandi figure del
and historical explorations Hartmanns im Licht der Un’opera sugli eroi della moderna pensiero ebreo medievale. Il volume
de Gruyter, settembre 1992 evolutionären filosofia, compreso Descartes e i suoi adotta un’ampia nozione di scienza
pp.422, DM 228 Erkenntnistheorie seguaci. che comprende, oltre all’astronomia,
Scritti sulla “nuova” teoria della ma- Roderer, ottobre 1992 alla matematica e alla logica, anche la
tematica. In particolare evidenza le pp.300, DM 52 Folina, Janet M. fisica e la filosofia.
questioni concettuali e storiche che Poincaré and the philosophy
pongono la conoscenza matematica Feuerbach, Ludwig of mathematics Friedman, Michael
all’interno del contesto generale del- L’essence du christianisme Macmillan Academic Kant and the exact sciences
la conoscenza (scientifica). A cura di J.-P. Osier settembre 1992 Harvard UP, luglio-agosto 1992
Gallimard, ottobre 1992 pp.224, £ 40 pp.368, $53
Eidam, Heinz F 98 Una ricostruzione della filosofia del- L’autore sostiene che gli sforzi di
Discrimen der Zeit. L’opera di Feuerbach è ancora oggi la matematica antirealista di Henri Kant per arrivare a una metafisica che
Zur Historiographie der Moderne oggetto di scandalo, poiché tratta di Poicaré. fornisse i fondamenti scientifici sono
bei W. Benjamin religione e divide gli uomini. Essa essenziali per comprendere lo svilup-
Königshausen und Neumann costringe a pronunciarsi su quella che Folscheid, Dominique - po del suo pensiero dagli inizi nella
settembre 1992 rimane indubbiamente una questione Wunenburger, Jean-Jacques tesi del 1747 alla “Critica della ragion
pp.494, DM 98 cruciale: per una filosofia religiosa o Méthodologie philosophique pura” fino ai suoi ultimi scritti nel-
Questa estesa e completa monografia per una filosofia coscientemente e PUF, settembre 1992 l’”Opus postumum”.
sulla prima e l’ultima opera di Walter rigorosamente antireligiosa. pp. 384, F 118
Benjamin costituisce al tempo stesso L’apprendimento della filosofia non Friedrichsdorf, Ulf
un contributo al dibattito dei proble- Feyerabend, Paul K. può prescindere dalla lettura, dall’in- Einführung in die klassische
mi filosofici del tempo e della storia. Über die Erkenntnis. terpretazione di testi e dalla riflessio- und intensionale Logik
Zwei Dialoge ne su questioni sempre vive. Per tutti Vieweg, settembre 1992
Campus, ottobre 1992 questi esercizi, qui si troveranno i pp.360, DM 68
Eisner, Gary pp.210, DM 28 fondamenti teorici, i mezzi di appli- Il libro si propone di introdurre anche
Nietzsche: I due dialoghi sono stati tradotti dal- cazione seguiti da esempi nelle situa- il lettore con una scarsa formazione
A philosophical biography l’inglese da Ilse Grimm, il saggio che zioni. matematica alla logica classica biva-
UP of America, ottobre 1992 chiude il volume da Hans Günther lente e ai suoi sviluppi intensionali
pp.206, £ 19,95 Holl. Fotion, Nick - Elfstrom, Gerard come la logica modale, la logica del
Questo studio delle concezioni di Toleration tempo e la logica dinamica.
Nietzsche intreccia le azioni rilevanti Fietz, Rudolf Univ. of Alabama, novembre 1992
nella sua vita così da presentare una Medienphilosophie. Musik, pp.200, £ 21,50 Fromm, Erich
biografia filosofica. La premessa prin- Sprache und Schrift Il libro sostiene che la tolleranza offre Humanismus als reale Utopie.
cipale dell’opera è che solo una simi- bei Friedrich Nietzsche l’utile possibilità di rispondere a si- Der Glaube an den Menschen
le presentazione storica possa dar luo- Königshausen und Neumann tuazioni difficili con un grado di fles- Beltz Quadriga, luglio-agosto 1992
go a una comprensione della persona settembre 1992 sibilità che non è possibile con i con- pp.200, DM 26
di Nietzsche, che fu un filosofo. pp.440, DM 98 cetti dicotomici di bene-male, giusto- L’enorme ricchezza di pensiero di
Per i propri testi, Nietzsche reclama- sbagliato, etica-non etico, destra-si- questo testo finora inedito ci viene
Erdmann, Johann Eduard va un altro modo di scrivere, più nistra. proposta in un’edizione in otto volu-
Grundriß der Geschichte musicale. In questo libro si dimostra me e rappresenta un’indispensabile
der Philosophie. che cosa era secondo Nietzsche l’or- Foucault, Michel integrazione delle opere complete.
Bd. 1: Philosophie des Altertums ganizzazione dei segni e come dun- Tecnologie del sé
und des Mittelalters. que si possano leggere e comprende- Bollati Boringhieri, ottobre 1992 Gabel. Gernot U.
Bd. 2: Philosophie der Neuzeit re i suoi scritti. pp.168, L. 20.000 Sartre. A comprehensive
Klotz, settembre 1992 Verso la fine della sua vita, Foucault bibliography of international
pp.1610, DM 400 Figal, Günter si volse dallo studio delle tecniche del theses and dissertation 1950-1985
potere e del dominio mediante le qua- Ed. Gemini, luglio-agosto 1992
li il “sé” era stato oggettivato, allo pp.70, DM 20
studio di come un individuo interagi-
sce con gli altri e agisce su se stesso. Gähde, U. - Schrader, W. H.

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NOVITA’ IN LIBRERIA

(a cura di) Gerassi, John Il testo esplora le questioni relative Grote, George
Der klassische Utilitarismus. Sartre. alla natura della rappresentazione Plato, and the other companions
Einflüsse - Entwicklungen - Folgen Conscience haie de son siècle nell’arte, chiedendosi per esempio of Sokrates
Akademie, ottobre 1992 Rocher, luglio-agosto 1992 come facciamo a cogliere la somi- Thoemmes Press, novembre 1992
pp.360, DM 78 pp.312, FF 150 glianza nelle caricature o nei ritratti. pp.1888, £ 150
L’autore si rifà a documenti inediti e Presenta poi le tesi e le opinioni con- Uno studio in tre volumi dell’opera di
Gandillac, Maurice de soprattutto su una decina di ore di trastanti di uno storico dell’arte, uno Platone, Socrate e la loro cerchia.
Genèses de la modernité: colloquio con Sartre e i suoi parenti. psicologo e un filosofo.
les douze siècles où se fit Günther, Horst
notre Europe, de La Cité de Dieu Gerhardt, Volker Goodman, L. E. Montaigne. Ein Essay
à La Nouvelle Atlantide Friedrich Nietzsche Avicenna Insel-Vlg., settembre 1992
Cerf, ottobre 1992 C. H. Beck, ottobre 1992 Routledge, ottobre 1992 pp.160, DM 10
pp.670, F 295 pp.180, DM 22 pp.256, 12,99
Le origini spirituali dell’Europa, dal- Volker Gerhardt ci offre un’immagi- Un ritratto filosofico di uno dei gran- Haardt, Alexander
la Città di Dio di Sant’Agostino alla ne completa della vita e delle opere di di metafisici della storia. Avicenna Husserl in Rußland.
Nuova Atlantide di Bacone. La prima Nietzsche, dedicandosi ai primi scrit- viene inserito efficacemente nel con- Phänomenologie der Sprache
parte si ferma all’inizio del XIV seco- ti con altrettanta cura che alle grandi testo storico, ma al contempo si colle- und Kunst bei G. Spet
lo con Lullo, araldo delle utopie del visioni delle ultime opere. gano le sue teorie a centrali questioni und A. Losev
Rinascimento; la seconda annuncia filosofiche contemporanee. W. Fink, settembre 1992
lo sconvolgimento cosmologico che Gerl, Hanna-B. pp.280, DM 68
avrebbe abolito tutti i limiti dell’esten- Nach dem Jahrhundert der Gorby, Ivan Ciò che nel pensiero di Husserl appa-
sione e del tempo. Wölfe. Werte im Aufbruch Pythagore re in dissolvenza, ciò che in lui rima-
Benziger, luglio-agosto 1992 Ed. universitaire, ottobre 1992 ne solo periferico, per i fenomenologi
Gans, Chaim pp.200, DM 29,80 pp.128, F 145 russi si trova al centro della loro ril-
Philosophical anarchism A che cosa si può obbligare tutta Una presentazione di colui che fu fessione.
and political disobedience l’umanità? Quali valori rimangono considerato il padre della filosofia.
Cambridge UP, luglio-agosto 1992 ancora intatti? Quali criteri sono im- L’autore si sofferma soprattutto sul- Habermas, Jürgen
pp.180, £ 28 portanti per una futura cultura della l’influenza di Pitagora sui primi auto- Faktizität und Geltung.
Ispirandosi all’esperienza israeliana vita? Hanna-B. Gerl risponde allo ri cristiani e in particolare sui Padri Beiträge zur Diskurstheorie
di disobbedienza civile motivata da spirito dei tempi moderno, indica la della Chiesa. des Rechts und
differenti visioni morali, l’autore strada nella giungla delle ideologie di des demokratischen Rechtsstaates
espone i principi che secondo lui do- questo secolo e delinea le direttive di Gosepath, Stefan Suhrkamp, luglio-agosto 1992
vrebbero guidare il nostro atteggia- una nuova cultura dell’uomo. Aufgeklärtes Eigeninteresse. pp.500, DM 48
mento verso la legge e l’autorità poli- Eine Theorie theoretischer L’approccio teoretico del discorso era
tica anche fra ideologie contrastanti e Gerlich, Siegfried und praktischer Rationalität fino a questo momento impostato sulla
moralità inconciliabili. Sinn, Unsinn, Sein. Suhrkamp, ottobre 1992 costruzione della volontà individuale
Philosophische Studien pp.380, DM 48 e trovava la sua dimostrazione negli
Gauthier, David - Sugden, Robert über Psychoanalyse, Oggi giorno la razionalità e la ragione ambiti della filosofia morale ed etica.
(a cura di) Dekonstruktion und Genealogie appartengono non solo alla filosofia, Ma lo si può motivare già da un punto
Rationality, justice Passagen-Vlg., ottobre 1992 ma anche al dibattito pubblico sui di vista funzionale, perché la forma
and the social contract: pp.256, DM 55 concetti affini. Sia nel linguaggio di post-tradizionale di una morale fon-
Themes from “Morals by agreement” tutti i giorni che in filosofia però c’è data sui principi è avviata al comple-
Harvester Wheatsheaf, ottobre 1992 Geyer, P. - Hagenbüche, R. poca chiarezza su cosa significhino tamente attraverso il diritto positivo.
pp.192, £ 35 (a cura di) questi concetti. Il presente volume si
Un gruppo di filosofi, economisti e Das Paradox: Signatur occupa di chiarire il concetto di razio- Hagestedt, Jens
teorici politici discute l’opera di Da- der Krise. Eine Herausforderung nalità. Freud und Heidegger.
vid Gauthier, il quale cerca di dimo- des abendländischen Denkens Zum Begriff der Geschichte
strare che l’individuo razionale ac- Stauffenburg, luglio-agosto 1992 Graham, A. C. im Ausgang des
cetterebbe determinate costrizioni pp.671, DM 128 Two chinese philosophers: subjektzentrischen Denkens
morali sulle proprie scelte. Si analiz- The metaphysics W. Fink, ottobre 1992
zano possibilità e limiti di un approc- Gillett, Grant of the brothers Ch’eng pp.380, DM 88
cio contrattuale alle questioni di giu- Representation, Open Court Publ., ottobre 1992 Ciò che dopo Heidegger rende possi-
stizia. meaning and thought pp.230, £ 14,95 bile l’approfondimento della storia
Clarendon, ottobre 1992 I fratelli Ch’eng furono esponenti di della metafisica in una cornice collet-
Geach, Peter pp.232, £ 25 punta del revival neo-confuciano, che tiva è quanto praticato dalla psico-
Mental acts (1971) Il libro esamina il rapporto fra pensie- divenne la dottrina ortodossa di stato, analisi in campo individuale: il supe-
Thoemmes Press, novembre 1992 ro e linguaggio prendendo in consi- usata quindi per educare e forgiare ramento del problema attraverso l’an-
pp.148, £ 10,99 derazione le idee di Kant e di Wit- ideologicamente la classe governan- nullamento dell’amnesia, il ricordo
Scritto in contrasto con il behaviouri- tgenstein oltre a numerosi rami del te cinese. Questo libro analizza i fra- di determinati avvenimenti, che a suo
smo dominante in quel periodo, que- dibattito contemporaneo nell’area del telli Ch’eng e ne esamina la filosofia. tempo non hanno potuto essere espe-
sto libro agile ma acuto sostiene la contenuto mentale. riti adeguatamente.
realtà degli “atti mentali” quali gli atti Grimal, Pierre
di giudizio. Geach prosegue scredi- Goddard, Jean-Christophe Seneca Haksar, Vinit
tando la teoria astrazionista del con- Le Corps Garzanti, ottobre 1992 Invisible selves and practical life
cetto di formazione e criticando la Vrin, luglio-agosto 1992 pp.352, L. 55.000 Edinburgh UP, novembre 1992
teoria relazionale del giudizio di Rus- pp.320, F 144 L’indagine di Grimal si è orientata pp.240, £ 13,95
sell. Esposizione in quindici lezioni delle soprattutto verso il pensiero di Sene- Il testo sostiene che i presupposti del-
tappe principali della storia del pen- ca, la sua adesione convinta e totale la nostra vita morale e pratica hanno
Geliner, Ernest siero del corpo, nella filosofia della alle dottrine stoiche, il suo impegno a un’influenza su quanto crediamo del-
Reason and rationalism conoscenza come in filosofia morale coglierne continuamente i risvolti le persone e dell’identità personale.
Blackwell, luglio-agosto 1992 e politica, estetica, psicoanalisi e fe- morali e pratici. L’autore difende la concezione del-
pp.224, £ 10 nomenologia. Destinato agli allievi l’io indivisibile, servendosi di prove
Un esame della disparità fra la storia delle classi preparatorie delle scuole Grossman, Reinhardt empiriche, dalla schizofrenia a molti
dell’idea di razionalità e ciò che co- di commercio. The existence of the world. casi di personalità multipla.
stituisce e ha costituito il comporta- An introduction to ontology
mento “ragionevole”. L’autore con- Gombridge, E. H. Routledge, luglio-agosto 1992 Hamlyn, D. W.
fronta le idee delle società secolari Hochberg, Julian pp.152, £ 30 Being a philosopher.
con quelle di società dichiaratamen- Black, Max (a cura di) L’autore vede la storia della filosofia The history of a practice
te teocratiche, fra cui quella musul- Art, perception and reality occidentale come una grande batta- Routledge, settembre 1992
mana. The Johns Hopkins , novembre 1992 glia fra naturalisti e ontologisti, ed pp.224, £ 25
pp.146, £ 11,50 esamina i dibattiti che li separano. ”Being a philosopher” esamina le ten-

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NOVITA’ IN LIBRERIA

denze principali della pratica di con- Hayter, Thomas Il poeta Hölderlin influenzò con la Hösle, Vittorio
siderare la filosofia come un’istitu- Remarks on Mr. Hume’s propria opera filosofica la formazio- Praktische Philosophie
zione e osserva come i filosofi venga- Dialogues concerning ne della filosofia postkantiana in modo in der modernen Welt
no visti in tempi diversi, dai greci al natural religion (1780) rilevante. Questo libro mette in luce C. H. Beck, ottobre 1992
medio evo fino ai giorni nostri, in cui Thoemmes, novembre 1992 le concezioni di Hölderlin e la sua pp.200, DM 19,80
la filosofia è entrata a far parte dei pp.80, £ 32 genesi. Nonostante tutte le difficoltà, la filo-
corsi di studio universitari. Analisi dell’opera del filosofo scoz- sofia non può eludere le domande
zese David Hume sulla religione na- Herrmann, Friedrich-W.v. etiche che assillano ogni uomo pen-
Hansen, Chad turale, a opera di Thomas Hayter. Augustinus und die sante di fronte alla crisi ecologica,
A Daoist theory of chinese phänomenologische Frage all’approfondimento del divario fra
thought: Hegel, G. W. F. nach der Zeit primo e e terzo mondo al pericolo di
A philosophical interpretation Vorlesungen. Band 11: Klostermann, ottobre 1992 una guerra nucleare. I saggi qui rac-
Oxford UP, ottobre 1992 Vorlesungen über Logik pp.160, DM 38 colti sono un primo contributo alla
pp.496, £ 50 und Metaphysik riflessione su queste difficoltà.
In un tentativo di rimuovere le barrie- A cura di K. Gloy Hobohm, Carsten
re fra filosofia cinese e mondiale, il Felix Meiner, ottobre 1992 Naturethik - Analyse und Ausblick Huisman, Bruno
presente saggio cerca di presentare pp.327, DM 218 Hochschul-Vlg, ottobre 1992 Ribes, François
una teoria unificata del pensiero cine- Oltre al testo delle lezioni il testo pp.148, DM 36,50 Les philosophes et le corps
se classico. L’autore usa il Taoismo, presenta una prefazione dettagliata, Dunod, ottobre 1992
invece del confucianesimo, come un voluminoso commento storico si- Höffe, O. et al. (a cura di) pp.448, F 160
principio unificante centrale. stematico ai passi e concetti più im- Lexikon der Ethik Rivolto agli studenti delle classi pre-
portanti e una bibliografia competa C. H. Beck, ottobre 1992 paratorie HEC.
Haren, Michael per la prima parte dell’Enciclopedia. pp.300, DM 24
Medieval thought: Completamento delle voci: Antropo- Hume, David
The western intellectual tradition Hegel, G. W. Friedrich centrico - Biocentrico, Discorso eti- Essays on suicide
from antiquity to the 13th century L’Esprit du christianisme co, Dilemmi morali e positivismo del and the immortality of the soul
Macmillan, novembre 1992 Presses-Pocket, ottobre 1992 diritto. A parte ciò c’è una serie di Thoemmes Press, novembre 1992
pp.276, £ 11,99 F 60 nuovi rimandi, fra cui Etica della ri- pp.132, £ 10,99
Questa seconda edizione comprende, Attraverso lo studio del cristianesimo cerca, Dilemma della carcerazione, I “Saggi sul suicidio e sull’immorta-
oltre alla revisione di particolari, e dell’ebraismoHegel pose i grandi Guerra giusta. lità dell’anima” di David Hume ven-
un’ulteriore bibliografia di scuole concetti della sua filosofia. Accom- gono qui ripubblicati con una nuova
primarie e secondarie recenti e un pagnato da un’appendice di commen- Hoffman, Robert introduzione di John Valdimir Price.
nuovo capitolo conclusivo che tira le ti. A portion of reason
somme criticamente e inserisce in un UP of America, novembre 1992 Hüntelmann, Rafael
contesto le implicazioni delle ultime Heil, John pp.394, £ 19,95 Bekennen.
ricerche. The nature of true minds Una raccolta di saggi che esamina Philosophische Meditationen
Cambridge UP, novembre 1992 diversi argomenti nei quali l’irragio- zu einem Grundphänomen
Harris, Errol E. pp.272, £ 12,95 nevolezza o un basso livello di razio- im Ausgang von
The foundations Il volume vuole riconciliare le emer- nalità sostituisce gli slogan o il senti- den Augustinischen ”Confessiones”
of metaphysics in science genti concezioni della mente con il mentalismo per il pensiero sobrio e Centaurus-Vlgs., settembre 1992
Humanitie, dicembre 1992 loro contenuto che, negli ultimi anni, quindi restringe l’azione. Il saggio pp.208, DM 38
pp.528, £ 15,95 sembrava invece inconciliabile. Si difende i valori interconnessi della
In questo testo, l’autore dimostra come esplorano numerose tesi indicando ragionevolezza e della libertà. Husak, Douglas N.
la scienza contemporanea impliche una strada per una sintesi naturalisti- Drugs and rights
una metafisica olistica. La sua posi- ca, che accordi al mentale un posto Honnefelder, L. (a cura di) Cambridge UP, ottobre 1992
zione è sostenuta da tre importanti nel mondo fisico insieme al non-men- Sittliche Lebensform pp.352, £ 12,95
concetti: l’unità del mondo fisico, la tale. und praktische Vernunft In questo testo, l’autore sostiene che
totalità organica della biosfera e il Schöningh, luglio-agosto 1992 la “guerra alla droga” viola i diritti
Principio Antropico. Heiland, Stefan pp.223, DM 28 morali degli adulti che vogliono far
Naturverständnis. Dimensionen uso di droghe per piacere, e che la
Hartmann, Eduard von des menschlichen Naturbezugs Honneth, Axel criminalizzazione contro tale uso sono
Zur Geschichte und Begründung Prefazione di G. Altner Kampf um anerkennung. incompatibili con i diritti morali.
des Pessimismus Wissenschaftl. Buchges. Zur moralischen Grammatik
Klotz, settembre 1992 settembre 1992 sozialer Konflikte Husserl, Edmund
pp.141, DM 49 pp.180, DM 24,80 Suhrkamp, ottobre 1992 Gesammelte Schriften
Dalla ricerca alle risposte la storia pp.280, DM 48 A cura di E. Ströker
Hauerwas, Stanley della filosofia e della scienza vengo- Lo scopo di questo libro è di elabora- Felix Meiner, ottobre 1992
Against the nations: no considerate anche come forme sto- re i fondamenti di una sostanziosa pp.3152, DM 238
War and survival in a liberal society riche dei rapporti fra uomo e natura. teoria normativa della società, par- I testi raccolti in questa edizione si
Univ. of Notre Dame, ottobre 1992 tendo dal modello di pensiero hege- basano sull’edizione critica “Husser-
pp.216, £ 10 Heitsch, Ernst liano di una “lotta per il riconosci- liana” e costituiscono un’edizione
In quanto tentativo dell’autore di ela- Wege zu Platon. mento”, scopo che approda al risulta- definitiva e completa di tutte le opere
borare un’etica tipicamente cristiana, Beiträge zum Verständnis to a cui ha portato la ricerca di Hon- pubblicate da Husserl stesso, a ecce-
questo libro parte da temi generali seines Argumentierens neth sulla “critica del potere”. zione di alcuni piccoli trattati e saggi.
quali “Mantenere teologica l’etica Vandenhoeck & Ruprecht
teologica” e “Mantenere teologica ottobre 1992 Hopkins, James - Savile, Anthony Hütter, A. (a cura di)
l’etica immaginativa” per applicarli pp.160, DM 45 (a cura di) Paradigmenvielfalt
ad argomenti diversi come l’Olocau- Chi viene a contatto con la sua argo- Psychoanalysis, Mind und Wissensintegration.
sto, Jonestown e la guerra nucleare. mentazione ancora oggi non ne rica- and art:Perspectives on Beiträge zur Postmoderne
va solo un piacere intellettuale, ma ne Richard Wollheim im Umkreis
Hauser, Margit guadagna anche in conoscenza pro- Blackwell Publishing, ottobre 1992 von Jean-François Lyotard
Gesellschaftsbild und Frauenrolle prio laddove non si ottiene un risulta- pp.368, £ 40 Passagen-Vlg, ottobre 1992
in der Aufklärung. to chiaro o quello che si ottiene non ci Raccolta di saggi che discute, esami- pp.240, DM 49,80
Zur Herausbildung des egalitären convince più. na e passa in rassegna i risultati rag-
und komplementären giunti da Richard Wollheim nel cam- Iacono, Alfonso M.
Geschlechtsrollenkonzeptes Henrich, Dieter po della psicoanalisi, della mente e Le Fétichisme:
bei Poullain de la Barre Der Grund im Bewußtsein. delle emozioni, dell’arte, della politi- histoire d’un concept
und Rousseau Untersuchungen ca e dei valori analizzando insieme PUF, luglio-agosto 1992
Passagen-Vlg., luglio-agosto 1992 zu Hölderlins Denken l’eterno problema di mente e arte. pp.128, F 45
pp.232, DM 46 - ÖS 320 Klett-Cotta, luglio-agosto 1992 Il feticismo non indica un oggetto
pp.750, DM 96 positivo che può essere isolato una

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volta per tutte, ma un movimento di cipi della teoria dell’oggetto maturo nel contesto fenomenologico, a parti- Tommaso d’Aquino, Thomas Hob-
pensiero (che appartiene ora alla teo- di Meinong. re dall’opera di Husserl, Scheler e bes, Rousseau, Hegel, Nietzsche,
ria, ora alla pratica) del primitivo e Ingarden. Plessner, Jaspers, Arendt, Foucault e
dell’evoluto, dove le procedure del- Jaeschke, W. (a cura di) altri. Prefazione di Panajotis Kon-
l’identificazione sembrano confon- Sinnlichkeit und Rationalität. Kant, Immanuel dylis.
dersi con quelle dell’alienazione. Der Umbruch Kant’s “Introduction
in der Philosophie des 19. Jhdts: to logic” and “Essay Korfmacher, Wolfgang
Imbach, R. (a cura di) Ludwig Feuerbach on the mistaken subtility Ideen und Ideenerkenntnis
Thomas von Aqyuin: Akademie Verlag, ottobre 1992 of the four figures” (1885) in der ästhetischen Theorie
Prologe zu den Aristoteles- pp.212, DM 124 Thoemmes, novembre 1992 Arthur Schopenhauers
Kommentaren pp.108, £ 10,99 Centaurus-Vlgsges, settembre 1992
Klostermann, ottobre 1992 Jaeschke, W. (a cura di) La “Logica” di Kant (1800) è solo un pp.204, DM 58
pp.150, DM 24 Transzendentalphilosophie compendio della comune logica sco-
und Spekulation. Quellen. lastica, chiaramente volta all’insegna- Korte, Eduard
Imhof, Arthur E. Der Streit um di Gestalt mento e di scarsio interesse filosofi- Kulturphilosophie
Die Kunst des Sterbens als einer Ersten Philosophie co. La sua “Introduzione” invece ci und Anthropologie
Modell für ein besseres Leben (1799-1807) offre, in un linguaggio non tecnico, le Kovac, ottobre 1992
Picus-Vlg., settembre 1992 Felix Meiner, ottobre 1992 sue idee su diverse questioni episte- pp.198, DM 79,80
pp.80, DM 14,80 pp.436, DM 136 mologiche.
Il volume si articola in quattro gruppi Koslow, Arnold
Institut für Sozialforschung tematici: Realismo contro idealismo Kant, Immanuel A structuralist theory of logic
(a cura di) trascendentale, idealismo trascenden- Kant on education Cambridge UP, settembre 1992
Kritik und Utopie im Werk tale contro idealismo trascendentale (Über Pädagogik) (1899) pp.416, £ 45
von Herbert Marcuse e assoluto, realismo contro idealismo Thoemmes, novembre 1992 Koslow propone una nuova esposi-
Suhrkamp, ottobre 1992 trascendentale e assoluto, scetticismo pp.146, £ 10,99 zione dei concetti basilari della logi-
pp.408, DM 26 contro idealismo assoluto. Un libro che contiene le idee di Im- ca. Un punto centrale della teoria è
manuel Kant sull’educazione. che essa non richiede che gli elementi
Isak, Rainer Janacek, Karel della logica siano basati su un lin-
Evolution ohne Ziel? Indice delle vite dei Filosofi Kaspar, Rudolf F. guaggio formalizzato, ma utilizza la
Ein interdisziplinärer di Diogene Laerzio Wittgensteins Ästhetik. Eine Studie nozione generica di implicazione
Forschungsbeitrag Leo S. Olschki, novembre 1992 Europa-Vlg., ottobre 1992 come strumento per organizzare i ri-
Herder, settembre 1992 pp. 374, L. 115.000 pp.140, DM 26 sultati formali di vari sistemi logici in
pp.464, DM 56 L’autore presenta il risultato di un’at- modo semplice ma acuto.
tività di studioso di filosofia antica Kenny, Anthony
Ivànka von, Endre protrattasi per più di quarant’anni. Aristotle on the perfect life Kreiner, Armin
Platonismo cristiano. L’Indice costituisce uno strumento Clarendon Press, luglio-agosto 1992 Ende der Wahrheit? Zum
Recezione e trasformazione essenziale nell’indagine filosofica pp.184, £ 22,50 Wahrheitsverständnis in
del Platonismo nella Patristica classica, di cui si avvertiva profonda- Studiando l’”Etica Nicomachea” e Philosophie und Theologie
Vita e Pensiero, ottobre 1992 mente la mancanze. l’”Etica Eudemia” di Aristotele, que- Herder, settembre 1992
Il volume offre il quadro generale più st’opera combina la discussione sco- pp.608, DM 68
soddisfacente e nuovo che negli anni Jeffrey, Richard lastica dei testi greci con la riflessio-
passati sia stato presentato sull’argo- Probability and the art of judgment ne sugli argomenti trattati da Aristo- Krusekamp, Harald
mento, e quindi si impone come un Cambridge UP, luglio-agosto 1992 tele, tenendo conto di come nel post Archäologen der Moderne.
punto di partenza essenziale e vera- pp.264, £ 11 aristotelismo sono stati trattati argo- Zum Verhältnis von Mythos
mente irrinunciabile per chi si occupa Questa raccolta di saggi sulla teoria menti come la vocazione morale o la und Rationalität
di tale tematica. della decisione e la teoria della cono- fortuna morale. in der Kritischen Theorie
scenza abbraccia un periodo di circa Westdt. Vlg., settembre 1992
Ivekovic, Rada trentacinque anni e include quelli che Keown, Damien pp.231, DM 42
Orients: critiques ormai sono alcuni dei lavori classici The nature of Buddhist ethics Il saggio indaga sui rapporti fra mito
de la raison postmoderne nel campo. C’è anche un brano com- Macmillan Acad., settembre 1992 e razionalità nell’opera di Horkhe-
N. Blandin, ottobre 1992 pletamente nuovo, mentre nella mag- pp.240, £ 40 imer, Adorno e Habermas. Si chiari-
pp.192, F 120 gior parte dei casi aggiunge ai vecchi Il presente volume esamina i dati etici sce così che l’attuale deprezzamento
Vari saggi sui dibattiti filosofici esa- saggi qualche nota. di fonte antica e più recente nel tenta- delle forme di pensiero mitico nel-
gonali a proposito del meticciato, tivo di cogliere la natura teoretica l’analisi sociale della teoria critica è
dell’interculturale e del postmoder- Joas, Hans dell’etica buddista e di chiarirne il dovuto ai modelli di pensiero dell’il-
nismo. Die Kreativität des Handelns ruolo. Il libro respinge l’idea che si luminismo europeo.
Suhrkamp, luglio-agosto 1992 tratti di un’etica di valore limitato o
Jacob, Alexander pp.416, DM 56 provvisionale. Kuhn, Rolf
Henry More’s Refutation Il pensiero centrale di questo libro sta Leiblichkeit und Lebendigkeit
of Spinoza nell’affermazione che ai modelli do- Kettern, Bernd Michel Henrys
G. Olms, luglio-agosto 1992 minanti dell’agire razionale e norma- Sozialethik und Gemeinwohl. Lebensphänomenologie
pp.138, DM 58 tivo se ne può aggiungere un terzo, Die Begründung absoluter Subjektivität
Henry More (1614-1687), filosofo per il quale ci si affida al discorso sul einer realistischen Sozialethik als Affektivität
neoplatonico di Cambridge, è stato carattere creativo dell’agire umano. bei Arthur F. Utz Karl Alber, ottobre 1992
fra i primi a smascherare il fonda- Duncker & Hum., settembre 1992 pp.640, DM 178
mento materialistico del sistema filo- Jordan, William pp.194, DM 98
sofico del suo contemporaneo Baru- Ancient Concepts of philosophy Kulke, Chr. - Scheich, E.
ch Spinoza (1632-1677). Routledge, novembre 1992 Kim, Yong I. (a cura di)
pp.224, £ 10,99 Existentielle Bewegung Zwielicht der Vernunft.
Jacquette, Dale In tutto il libro l’opera degli antichi und existentielles Verstehen Die Dialektik der Aufklärung
Meinongian logic: viene inserita nel contesto del pensie- bei Sören Kierkegaard aus der Sicht von Frauen
The semantics of existence ro più recente sulla natura e il valore Roderer, luglio-agosto 1992 Centaurus-Vl, luglio-agosto 1992
and nonexistence della filosofia. Si dimostra che c’è pp.200, DM 48 pp.189, DM 38
Philosophia, novembre 1992 molto da imparare dalle idee degli-
pp.322, £ 53 nantichi sulla vita di un filosofo. Kondylis, Panajotis (a cura di) Kulp, Christopher B.
In risposta al bisogno avvertito da Der Philosoph und die Macht. The end of epistemology:
molti di un riesame dei cardini fonda- Kalinovski, Georges Eine Anthologie Dewey and his current allies
mentali della filosofia di Meinong, Expérience et phénoménologie Junius Vlg., settembre 1992 on the spectator theory of knowledge
questo libro è uno sviluppo revisioni- Ed. univers., luglio-agosto 1992 pp.256, DM 34 Greenwood Press, novembre 1992
sta della logica e della semantica di pp.110, F 140 Un intenso rapporto di tensioni, nelle £ 36,40
Meinong, basata su determinati prin- Il concetto di esperienza analizzato riflessioni di: Platone, Aristotele, Il libro propone un esame degli in-

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fluenti argomenti di John Dewey con- uomini progrediscano per mezzo di Lönheysen, Wolfgang von Manz, Hans-G. v.
tro le teorie tradizionali della cono- stadi gerarchici di evoluzione morale Raffael unter den Philosophen. Fairneß und Vernunftrecht
scenza; in particolare contro la tradi- e biologica, e che l’obiettivo etica Philosophen über Raffael. Olms, ottobre 1992
zionale teoria dello spettatore, la tesi dell’umanità sia di creare un ordine Denkbild und Sprache pp.282, DM 49,80
che conoscere sia un rapporto “con- mondiale che soddisfi a tutti i livelli i der Interpretation
templativo” fondamentalmente pas- bisogni umani e ambientali. Dunker & Humblot, luglio-agosto Mariotte, Edme
sivo fra il conoscente e l’oggetto co- 1992 Roberval, Gilles Personne de
nosciuto. Lerner, M.P. pp.415, DM 68 Picolet, Guy (a cura di)
Tre saggi sulla I quadri di questo artista possono ser- Essai de logique;
Lamarche-Vadel, Gaëtane cosmologia alla fine del Cinquecento vire a interpretare anche le immagini Les principes du devoir
(a cura di) Bibliopolis, ottobre 1992 mentali dei filosofi. Di fronte ai di- et des connaissance humaines
L’humilité: la grandeur de l’intime pp.104, L. 20.000 pinti di un tempo lontano solo il pen- Fayard, ottobre 1992
Autrement, ottobre 1992 Questo volume raccoglie il testo rive- siero può costruire un ponte attraver- pp.206, F 195
pp.189, F 98 duto e annotato di tre conferenze te- so il quale possiamo ancora compren- Edme Mariotte (1620-1684), fisico
Agli antipodi del mondo occidentale nute a Firenze nel giugno 1991 sotto derli superando l’abisso temporale, francese, è noto anche come filosofo.
contemporaneo, l’umiltà elabora un gli auspici dell’Istituto Italiano per visto che la scienza a dispetto della Un testo di logica matematica fra i più
pensiero paradossale, propone un’al- gli Studi Filosofici insieme con l’Isti- molteplicità della sua conoscenza potenti di tutto il XVII secolo.
tra scala di valori, un’altra misura tuto sul Rinascimento e con l’Istituto causale non riesce a fornire spiega-
delle cose. Sul filo dei testi, il filoso- e Museo di Storia delle Scienze. zioni soddisfacenti. Mayer, Hans
fo, il poeta, il caminatore e l’artista Der Zeitgenosse Walter Benjamin
tracciano la linea impercettibile dove Levy, Charles S. Lueken, Geert-Lueke Jüdischer, luglio-agosto 1992
l’insignificante e l’essenziale si riu- Social work ethics on the line Inkommensurabilität als Problem pp.96, DM 24
niscono e si allontanano. Haworth Press, dicembre 1992 rationalen Argumentieren Un saggio presentato da Hans Mayer
pp.138, £ 8,95 Frommann-Holzboog, ottobre 1992 il 15 luglio 1992 per il centesimo
Lance, Pierre Una guida che vuole essere di aiuto pp.410, DM 118 anniversario della nascita di Walter
Au-delà de Nietzsche agli operatori sociali nei dilemmi eti- Benjamin.
L’Ere nouvelle, luglio-agosto 1992 ci e assisterli nell’esercizio nella di- Malebranche, Nicolas de
pp.272, F 125. screzione professionale senza dover Treatise on nature and grace McKirahan, Richard D.
ricorrere esclusivamente ai codici di Clarendon, ottobre 1992 Principles and proofs.
Lanfranconi, Aldo etica professionale a cui essi sono pp.256, £ 30 Aristotle’s theory
Krisis. Eine Lektüre der “Weltalter”. legati. Con 24 descrizioni che rappre- Traduzione di un’opera controversa e of demonstrative science
Texte F. W. J. Schelling sentano situazioni che si incontrano influente di Nicolas Malebranche Princeton UP, settembre 1992
Frommann, luglio-agosto 1992 di frequente. (1638-1715), filosofo francese. Il pp.356, $ 55
pp.380, DM 152 “Trattato” ebbe grande importanza I “Secondi analitici” contengono la
Questo volume è stato presentato dal- Lindberg, David C. nei dibattiti del XVII secolo sulla prima trattazione estesa della natura e
la Schelling-Kommission della Ac- The beginnings of Western natura della grazia divina e della sal- della struttura della scienza nella sto-
cademia bavarese delle scienze. science. The European vezza. La traduzione è accompagnata ria della filosofia. McKirahan tenta
scientific tradition in philosophical, da una sostanziosa ed erudita introdu- un’interpretazioe simpatetica, se-
Laruelle, François religious and institutional context, zione. guendo la guida del testo, piuttosto
Théories des Identités 600 B.C. to A.D. 1450 che imponendovi una cornice con-
PUF, luglio-agosto 1992 Univ. of Chicago Pr., ottobre 1992 Malebranche, Nicolas de temporanea.
pp.320, F 198 pp.424, $ 23 Oeuvres
Le identità, nella scienza e fuori dalla Ampia cronaca dell’evoluzione di A cura di G. Rodis-Lewis Mehring, Reinhard
filosofia, vanno citate al plurale. Vi- idee, pratiche e istituzioni scientifi- Gallimard, ottobre 1992 Heideggers
venti, inalienabili, si perdono nel che dai filosofi greci presocratici agli F 460 Überlieferungsgeschick.
mondo, la storia, il potere, il linguag- scolasti del tardo medio evo. L’apparizione del Trattato della na- Eine dionysische Inszenierung
gio. tura e della grazia, nel 1680, fruttò al Königshausen und Neumann
Linke, Werner suo autore gli attacchi violenti di Ar- ottobre 1992
Lasswitz, Kurd Zum Wandel des Selbstbewußtseins. nauld e soprattutto di Boussuet, che pp.160, DM 34
Die Lehre Kants Anthropologischen Betrachtungen denunciò quesl razionalismo in cui L’abilità di Heidegger di curarsi della
von der Idealität des Raumes Schäuble, ottobre 1992 Dio non era più “l’autore che di un propria tradizione viene raccoman-
und der Zeit pp.120, DM 62 certo ordine generale mentre il resto data e correntemente discussa come
allgemeinverständlich dargestellt si sviluppa come può”. nuovo approccio all’interpretazione
Klotz, settembre 1992 Litschev, A. - Kegler, D. complessiva degli enigmi del pensie-
pp.246, DM 70 (a cura di) Mali, Joseph ro dell’essere, la saga dell’evento.
Abschied vom Marxismus. The rehabilitation of myth.
Laursen, John Christian Sowjetische Philosophie Vico’s “New Science” Miller, Richard W.
The politics of skepticism im Umbruch Cambridge UP, ottobre 1992 Moral differences. Truth,
in the ancients, Montaigne, Rowohlt, luglio- agosto 1992 pp.272, £ 35 justice and conscience
Hume and Kant DM 24,90 Mali sostiene che la Nuova Scienza in a world of conflict
Brill, ottobre 1992 12 testi mostrano le dimensioni di di Vico va interpretata secondo le Princeton UP, luglio-agosto 1992
pp.250, Dfl 100 problemi che in un periodo di rivolgi- chiavi e le regole di interpretazione pp.416, $ 23
menti appaiono con tutti i segnali di dello stesso Vico, soprattutto sulla L’autore, attingendo a diversi campi
Lavelle, Louis una transizione: critica e superamen- sua affermazione che la “chiave di della filosofia e delle scienze sociali,
De l’acte tp dei sistemi totalitari. Indagine sui volta” di questa Nuova Scienza sia la tra cui i suoi lavori precedenti di filo-
Aubier, ottobre 1992 nuovi orientamenti. Spaccatura del scoperta del mito. sofia della scienza, propone un qua-
pp.576, F 195 pensiero e della coscienza storica. dro del nostro accesso alla verità
Pubblicato nel 1937, questo libro vuo- Malpas, J. E. morale e, all’interno di questa corni-
le dimostrare che il pensiero deve Locke, John Donald Davidson ce, elabora una teoria della giustizia e
compiere l’esperienza di uscire dal- Lettres sur la tolérance and the mirror of meaning. una valutazione del ruolo della mora-
l’essere, esperienza alla quale parte- A cura di J.-F. Spitz Holism, truth, interpretation lità nella scelta razionale.
cipa la nostra coscienza. Flammarion, ottobre 1992 Cambridge UP, settembre 1992
pp.288, F 38 pp.296, £ 35 Misrahi, Robert
Lee, Donald C. La società poggia su un contratto e il L’autore ci offre un resoconto della Le corps et l’esprit
Toward a sound world order. sovrano deve obbedire alle leggi; in concezione olistica ed ermeneutica dans la philosophie de Spinoza
A multidimensional, hierarchical caso contrario l’insurrezione del po- dell’interpretazione linguistica di Laborat. Delagrange, ottobre 1992
ethical theory polo è legittima. Così dice John Loc- Davidson e, più in generale, della pp.139, F 74
Greenwood Press, settembre 1992 ke in quest’opera apparsa nel 1689, mente. Spinoza combatté instancabilmente
£ 31,85 un anno prima del Saggio sull’intel- contro il dualismo. Dopo aver critica-
Con i filosofi e gli psicologi da Plato- letto umano. to il dualismo anima-corpo, combatté
ne a Maslow, l’autore ritiene che gli quello interno all’anima: l’opposizio-

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ne tradizionale della volontà e del- sulla concezione platonica di disci- conflitti della sua vita, un’ultima pa- grande categoria filosofica hegeliana
l’intelletto. plina autenticamente razionale (“te- rola dalla sua posizione di filosofo, di “Geist”, per mezzo di quella che
chne”). L’autore dimostra come la psicologo e anti-Cristo. Olson definisce una tesi pneumatolo-
Mitterer, Joseph teoria della reminiscenza, della For- gica. Egli sostiene che l’elaborazione
Das Jenseits der Philosophie. ma come fattore ultimo di spiegazio- Nietzsche, Friedrich Wilhelm di Hegel di una filosofia come pneu-
Wider das dualistische ne e dell’etica platonica dell’ideale Maximes et pensées matologia deriva da una lettura del-
Erkenntnisprinzip umano di bene emergano da condi- A. Silvaire, ottobre 1992 l’interpretazione dialettica luterana
Passagen-Vlg., ottobre 1992 zioni essenziali delle “technai”. F 39 dello spirito.
pp.120, DM 26 Scelta di aforismi sferzanti scritti dal-
Morgenstern, Martin l’autore della Gaia scienza. Otsuru, Tadashi
Mohanty, Jitendra Nath Nicolai Hartmann. Gerechtigkeit und “dike”.
Reason and tradition Grundlinien einer wissenschaftlich Nietzsche, Friedrich Wilhelm Der Denkweg als Selbst-
in indian thought: orientierten Philosophie Ecce homo; Nietzsche Kritik in Heideggers
An essay on the nature Francke, ottobre 1992 contre Wagner Nietzsche-Auslegung
of indian philosophical thinking pp.230, DM 58 A cura di E. Blondel Königshausen und Neumann
Clarendon, ottobre 1992 Flammarion, ottobre 1992 luglio-agosto 1992
pp.320, £ 37,50 Morris, Michael pp.320, F 42 pp.190, DM 44
Il volume esplora il pensiero indiano The good and the true Nel primo libro, testo autobiografico, Il libro è un tentativo di evidenziare la
per mezzo dei concetti fondamentali Clarendon, novembre 1992 Nietzsche rivela la diversità della sua svolta nel pensiero di Heidegger ver-
che lo ispirano. Fra quelli discussi pp.352, £ 37,50 personalità e l’origine della propria so “Sein und Zeit” alla luce dei suoi
coscienza e soggettività, linguaggio e Confrontando la concezione scienti- saggezza. Nel secondo il filosofo in- studi nietzscheani rispetto al tentati-
significato, logica e verità. Per aiuta- fica della natura della realtà, Michael tenta un processo postumo contro il vo sistematico di trovare un’imposta-
re la comprensione, vengono appli- Morris suggerisce che per noi il con- musicista, “colpevole” di aver di- zione per i quesiti sui rapporti fra
cate concezioni della moderna filoso- cetto di possesso, fede e verità hanno sprezzato l’esistenza rifugiandosi nel storia e libertà che non derivano più
fia analitica e fenomenologica occi- senso solo in un’ottica in cui i valori romanticismo e nella tragedia. dall’odierno concetto di autodeter-
dentale. in generale, e il bene morale in parti- minazione.
colare, contino qualcosa come parte Nolte, Ernst
Montaigne, Michel de del mondo. Martin Heidegger. Otto, Stephan
Essais. Politik und Geschichte Giambattista Vico.
Diogenes, ottobre 1992 Mugnai, Massimo im Leben und Denken Lineamenti della sua filosofia
pp.2744, DM 248 Leibniz’s theory of relations Propyläen, settembre 1992 Guida Editori, giugno 1992
Questa edizione riunisce tutti i saggi, Steiner, luglio-agosto 1992 pp.336, DM 39,80 pp.163
una biografia di Montaigne, le sue pp.291, DM 96 Qual’è il motivo per cui Vico fu sco-
lettere, “Von der freiwilligen Dienst- Nussbaum, Martha - Sen, perto solo nel XIX secolo e perché ci
barkeit” di Etienne de la Boéties, le Müller, W. E. Amartya (a cura di) fu bisogno di un altro secolo prima
critiche agli Essais e un dettagliato Schulz, H. H. R. (a cura di) The quality of life che fosse definitivamente tratto fuori
indice analitico delle persone e delle Theologie und Aufklärung. Clarendon, novembre 1992 dal “deserto” in cui visse durante il
parole chiave. Festschrift für Gottfried pp.460, £ 50 suo tempo? Da queste domande muo-
Hornig zum 65. Geburstag Economisti e filosofi di punta com- ve il libro di Stephan Otto che costi-
Montmarquet, James A. Königshausen und Neumann piono il tentativo di definire e misura- tuisce la prima introduzione sistema-
Epistemic virtue settembre 1992 re la qualità di vita. Vengono discussi tica al pensiero vichiano apparsa in
and doxastic responsability pp.446, DM 138 e connessi a questioni pratiche i re- Germania. Sostenuta da un esplicito
Rowman & Littlefield A fronte del giudizio per lo più com- centi sviluppi delle definizioni filo- intento divulgativo, questa introdu-
novembre 1992 plessivamente negativo sull’illumi- sofiche di benessere. zione, che vuole contribuire a porre
pp.188, £ 31,50 nismo, che si rovescia nel suo contra- fine alla «storia dell’oblio cui Vico in
Difendendo un’originale idea sulla rio, i saggi di questo volume si adope- O’Brien, Denis Germania non è stato ancora sottrat-
nostra responsabilità per la convin- rano per raggiungere una chiarifica- Theodicee plotinienne, to», è tuttavia organizzata intorno a
zione e la relazione di tale responsa- zione immanente dello stato di cose theodicee gnostique una proposta interpretativa forte: una
bilità con la giustificazione morale dell’”Illuminismo” nelle differenti E. J. Brill, novembre 1992 lettura in chiave trascendentalista
delle nostre azioni, Montmarquet pre- forme illuministiche della filosofia, pp.128, Dfl 80 della filosofia vichiana che unisce
senta un dettagliato resoconto di al- della teologia e della poesia. Analisi del “Contro gli gnostici” di originalità filosofica e ricostruzione
cuni tratti del carattere intellettuale Plotino, quest’opera sostiene che nei sistematica.
(le virtù epistemiche) e del loro rap- Müller, Wolfgang H. primi trattati delle “Enneadi” Plotino
porto con le credenze di ognuno. Ethik als Wissenschaft propone una teoria della generazione Owens, David
und Rechtsphilosophie della materia dall’anima che poi dà Causes and coincidences
Mooney, Michael nach Immanuel Kant per scontata nei suoi attacchi agli Cambridge UP, settembre 1992
Vico e la tradizione Königshausen und Neumann gnostici. pp.200, £ 30
della retorica ottobre 1992 Owens mette in discussione le idee
Il Mulino, luglio 1992 pp.118, DM 26 Oelmüller, W. (a cura di) associate a Hume, Davidson e Lewis
pp. 362, L. 40.000 Nel presente saggio l’autore dimostra Worüber man nicht schweigen e costruisce una teoria che distingue
L’autore cerca di collocare la rifles- come la morale, nonché il diritto pri- kann. Neue Diskussion la necessità nomologica e la suffi-
sione e l’opera di Giambattista Vico vato, quello penale e quello pubblico zur Theodizeefrage cienza dalle loro controparti logiche,
all’interno di una tradizione retorica si possano formare da un punto di W. Fink, settembre 1992 riuscendo a fornire una soluzione
che affonda le sue radici tanto nel- vista scientifico. pp.317, DM 78 nuova ai maggiori problemi della cau-
l’antichità quanto nella cultura uma- Che cosa possono dire filosofi e teo- salità.
nistica (Aristotele, Cicerone, Quinti- Neumann, Walter G. logi senza minimizzare né rimuove-
liano), secondo la quale la retorica Das Wesen von Geist und Natur. re, senza autoinganno né “inganno Owens, Joseph
stessa è intesa non come dottrina lin- Zur negativen Metaphysik per Dio” (Giobbe) all’anonima, in- Cognition:
guistica accessoria ed esornativa, ma Haag & Herchen, settembre 1992 colpevole e provocata dagli uomini An epistemological inquiry
come cultura attiva portatrice anche pp.256, DM 38 sofferenza nella natura, nella storia e Univ. of Notre Dame, ottobre 1992
di valori etici, sociali e civili. nella convivenza umana? L’introdu- pp.384, £ 11,95
Nietzsche, Friedrich zione al dibattito e il protocollo auto- ”Cognition” è un fondamentale testo
Moravcsik, Julius Ecce homo: How one becomes rizzato di un congresso internaziona- introduttivo per corsi universitari di
Plato and platonism: Plato’s what one is le cercano le risposte a tali domande. filosofia della conoscenza. Joseph
conception of appearance Penguin Books, novembre 1992 Owens qui amplia l’angusta tratta-
and reality in ontology, pp.144, £ 4,99 Olson, Alan M. zione della metafisica che aveva dato
epistemology and ethics Un’autobiografia portata a termine Hegel and the spirit. nel suo libro precedente, “An Ele-
and its modern echoes pochi giorni prima del collasso men- Philosophy as pneumatology mentary Christian Metaphysics”, fa-
Blackwell Publis., ottobre 1992 tale di Nietzsche, e in ogni caso il suo Princeton UP, luglio-agosto 1992 cendone un’epistemologia pienamen-
pp.352, £ 40 ultimo testamento. Si tratta di un som- pp.240, $ 30 te sviluppata.
Il volume si apre con un dibattito mario in cui si ritrovano l’opera e i Il testo indaga sul significato della

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Padgett, Alan impossibile sbagliarsi due volte nello prefazione, “Poscript to Marxism”, e Reeve, C. D. C.
God, eternity stesso modo. un ulteriore saggio bibliografico. Practices of reason.
and the nature of time Aristotle’s “Nicomachean Ethics”
Macmillan Acad., settembre 1992 Picht, Georg Price, John Valdimir Clarendon Press, settembre 1992
pp.208, £ 35 Zukunft und Utopie. The ironic Hume (1965) pp.240, £ 27,50
Analisi e discussione della natura del Einleitung von Heinz Wismann Thoemmes, novembre 1992 Un’esplorazione dei fondamenti epi-
tempo e dell’eternità, focalizzata sul- Klett-Cotta, luglio-agosto 1992 pp.208, £ 32 stemologici, metafisici e psicologici
l’atemporalità di Dio. Dopo aver pre- pp.420, DM 68 Uno studio dell’opera di David Hume, dell’”Etica Nicomachea” di Aristote-
so in esame due teorie del tempo alla Finché vivono, gli uomini sono con- il filosofo e storico scozzese, firmato le. Fra gli argomenti trattati il ruolo
luce della scienza moderna, l’autore dannati al futuro. Allo stanco cinismo da John Valdimir Price, il quale con- dell’”episteme” (la conoscenza scien-
sostiene un concetto “processo” del e alla paura di una generazione, viene clude che il testo da solo non basta a tifica), del “nous” (dialettica e inter-
tempo. qui contrapposto il progetto di una stabilire il significato di un autore. pretazione), della “phronesis” (la sag-
filosofia illuminata che incoraggi gezza pratica) e dell’”eudaimonia”
Panichas, George A. un’azione e un pensiero responsabili. Prigogine, Ilya (la felicità).
The critic as conservator: Stengers, Isabelle
Essays in literature, Pieper, A. (a cura di) Entre le temps et l’eternité Regehly, Thomas
society and culture Geschichte der neueren Ethik. Flammarion, ottobre 1992 Hermeneutische Reflexionen
Catholic University of America Bd. 1: Neuzeit. Bd. 2: Gegenwart pp.222, F 46 über den Gegenstand
dicembre 1992 Francke, ottobre 1992 La filosofia occidentale, da Kant a des Verstehens
pp.262, £ 39,95 pp.32 , DM 32,80 Bergson, si fonda sulla scissione fra Olms, ottobre 1992
Terzo libro di una trilogia. “The Re- un mondo esteriore autonomo e un pp.300, DM 48
verent Discipline”, “The Courage of Plato mondo interiore di libertà e di respon-
Judgement” e quest’ultima raccolta The Republic sabilità. Oggi le immagini di questi Reinecke, Volker
sono tutte critiche non solo della let- Everyman’s Libr., novembre 1992 due mondi convergono, non sono più Kultur und Todesantinomie.
teratura e della critica, ma anche della pp.368, £ 8,99 separabili; la nostra percezione del Die Geschichtsphilosophie
cultura e della società, scritte dalla L’opera di Platone descrive una so- tempo scientifico ne è sconvolta. Franz Borkenaus
tradizione di quella che Edmund Bu- cietà che ad alcuni sembra la comuni- Passagen-Vlg., ottobre 1992
rke chiama “la dissidenza del dissen- tà umana ideale, ad altri un incubo Prini, Pietro pp.240, DM 49,80
so”. totalitario, ma in ogni caso continua a Plotino e la fondazione
sollevare questioni politiche, artisti- dell’umanesimo interiore Renan, Ernst - Retat, Laudyce
Patocka, Jan che, educative e in genere di condotta Vita e Pesiero, 1992 (a cura di)
Introduction di vita. Ripensare Plotino vuol dire oggi ri- Dialogues philosophiques
à la phénoménologie de Husserl trovare la dimensione, la consistenza Ed. du CNRS, ottobre 1992
J. Millon, ottobre 1992 Platon del proprio sé, lontano dalla “coscien- F 135
pp.240, F 120 République za infelice” della separazione di sé da Questi testi sono una testimonianza
Scritto nel 1965-66, il libro è una A cura di E. Chambry sé nel generale appiattimento delle fondamentale del trauma prodotto
messa a punto critica e una contestua- Gallimard, ottobre 1992 tensioni spirituali del nostro tempo. dalla guerra del 1870 e quindi dalla
lizzazione storica dell’opera del fon- F 90 Comune su una certa mentalità intel-
datore della fenomenologia. Le questioni indiscrete e fastidiose Puech, Bernard lettuale del tempo. Nel terzo dialogo
(che cos’è la virtù? il coraggio? la Comprachicos l’immaginazione dei sapienti arriva a
Paul, Dietmar O. pietà?) con le quali Socrate esaspera- Corti, ottobre 1992 una visione allucinata della scienza,
Menschliches va i suoi concittadini sono ancora più pp.217, F 100 creatrice dei miti e di quelle religioni
und Philosophisches oder Der attuali e più imbarazzanti che mai. Per l’autore di questa riflessione sulla a cui sostiene di sostituirsi.
nächste Untergang der Welt filosofia e il suo atto di nascita, ai
Universitas, settembre 1992 Platon giorni nostri bisogna fare ben più che Resch, Robert P.
pp.210, DM 29,80 Apologie de Socrate; leggere fra le righe di un testo di Althusser and the renewal
Anacronistica riflessione di un pen- Criton; Phédon Platone, ma leggere proprio quelle of Marxist social theory
satore erudito e di un buon parlatore, A cura di B. e R. Piettre righe che una certa lettura dimentica. Univ. of California, settembre 1992
che osserva i nostri rapporti odierni e LGF, ottobre 1992 pp.381, $ 48
le nostre teorie, i nostri modi e i nostri pp.382, F 31 Pugliese Carratelli, G. Rasch ci offre un’introduzione vasta
capricci alla luce sorprendente della L’Apologia di Socrate mette in scena Blasucci, L. - Sacarese, G. e tematica all’opera di Althusser, Ni-
filosofia e dell’estetica classica e clas- il famoso processo del grande filoso- Villani, P. cos Poulantzas, Pierre Macherey,
sicista. fo. I tre testi formano un tutt’unico Incontro con Albino Pierro Etienne Balibar, Emmanuel Terray,
che fa luce sulla personalità morale di Bibliopolis, novembre 1992 Terry Eagleton, Goran Therborn,
Peter, Niklaus Socrate, rivelando tutti i temi della pp.61, L. 15.000 Renée Balibar, Perry Anderson, Pier-
Im Shatten der Modernität. sua dottrina: ideale di giustizia, di- Albino Pierro dà testimonianza del re-Philippe Rey, Michel pèchaux, Guy
Franz Overbecks Weg stacco dalla vita e dai beni umani, perenne vigore, in rinnovate forme, Bois e altri.
zur ”Christlichkeit unserer visione del bene supremo, serenità dell’ispirazione poetica animatrice di
heutigen Theologie” dell’anima giusta. scrittori, artisti e pensatori della Ma- Robinson, Daniel N. (a cura di)
J. B. Metzler, ottobre 1992 gna Grecia. L’Istituto Italiano per gli Social discourse
pp.184, DM 48 Pleines, Jürgen E. Studi Filosofici non poteva dimenti- and moral judgement
Il teologo e critico della teologia Over- Studien zur Ethik care un poeta classico del nostro tem- Academic, novembre 1992
beck alla fine del XIX secolo si pone Olms, ottobre 1992 po e intorno a lui si sono pertanto pp.266, £ 34
in una cesura nella quale si incrocia- pp.431, DM 68 riuniti il 12 gennaio 1991, nel Palazzo La presente raccolta di saggi (presen-
no importanti linee di un dibattito di Serra di Cassano, amici devoti per tati a un simposio su costruttivismo
critica della civiltà. In tal modo egli Popper, Karl esprimergli consenso e anmmirazio- sociale e moralità) esplora lo svilup-
costituisce in tempi di rinnovato di- Die offene Gesellschaft ne. Da qui lo spunto del libretto. po della moralità all’interno dell’in-
battito sul moderno una figura inte- und ihre Feinde. dividuo, la sua evoluzione all’interno
ressante sia da un punto di vista stori- Band I: Der Zauber Platons. Rand, Benjamin - della società e il suo posto all’interno
co che sistematico. Band II: Falsche Propheten. Baldwin, James M. (a cura di) della legge.
Hegel. Marx und die Folgen. Bibliography of philosophy,
Piaget, Jean J.C.B. Mohr, luglio-agosto 1992 psychology and cognate Röd, Wolfgang
Sagesse et illusion de la philosophie pp.500, DM 78 subjects (1905): Der Gott der reinen Vernunft.
PUF, luglio-agosto 1992 Part I of volume III of dictionary Die Auseinandersetzung
pp.320, F 64 Popper, Karl of philosophy and psychology um den ontologischen Gottesbeweis
Lo sviluppo della psicologia scienti- Unended quest. Thoemmes Press, novembre 1992 vonn Anselm bis Hegel
fica e di altre scienze che toccano i An intellectual biography pp.570, £ 60 Beck, München ottobre 1992
problemi dello spirito è secondo Pia- Routledge, settembre 1992 Bibliografia della storia della filoso- pp.240, DM 48
get irreversibile, in quanto riposa sul- pp.288, £ 10 fia fino al 1900, il volume risulterà di
la coscienza degli errori che non si A questa edizione della sua autobio- grande aiuto nella ricerca per gli stu-
faranno più poiché nella scienza è grafia Karl Popper ha aggiunto una diosi.

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Rodd, Rosemary Ruprecht, E. und A. approda a una totalità confusa. mostrare come la libertà sociale non
Biology, ethics and animals (a cura di) possa significare immunità dalle pres-
Clarendon, ottobre 1992 Tod und Unsterblichkeit. Schmitz, Heinz-G. sioni sociali.
pp.280, £ 10,95 Texte aus Philosophie, Die Glücklichen
Nel dibattito sui diritti animali, i bio- Theologie und Dichtung und die Unglücklichen. Politische Schopenhauer, Arthur
logi a volte si sentono minacciati dal- vom Mittelalter bis zur Gegenwart. Eudämonologie, ästhetischer Eis éauton (A soi-même)
le critiche all’uso che fanno degli Band 1: Von der Mystik Staat und erhabene Kunst A cura di G. Fillion
animali. Talvolta forse pensano an- des Mittelalters bis zur Aufklärung im Werk Friedrich Schillers Anabase, ottobre 1992
che che la discussione filosofica sugli Urachhaus, settembre 1992 Königshausen und Neumann pp.55, F 65
animali sia a tal punto astratta da pp.600, DM 128 ottobre 1992 In questi appunti intimi, tradotti per la
essere priva di senso. Il libro propone pp.128, DM 29,80 prima volta in francese, Schopenhauer
una trattazione congiunta di biologia Salamun, K. (a cura di) ha riunito per quasi trentacinque anni
e filosofia di questi atteggiamenti. Ideologien und Ideologiekritik Schmitz, Hermann osservazioni su se stesso, riflessioni
Wissenschaftl. Buc., ottobre 1992 Die entfremdete Subjektivität. sull’esistenza e citazioni che corro-
Roethke, Gisela pp.216, DM 36 Von Fichte zu Hegel borano la sua visione pessimista del-
Zur symbolik in Hermann Brochs Si discute dei rapporti fra ideologia e Bouvier, ottobre 1992 l’umanità.
Werken. Platons Höhlengleichnis politica e della tesi della fine delle pp.320, DM 95
als Subtext ideologie, nonché di singoli fenome- Schöttker, Detlev
Francke, luglio-agosto 1992 ni di ideologizzazione in etica, scien- Schmitz-Moormann, K. Walter Benjamin
pp.199, DM 48 za e teologia. (a cura di) J.B. Metzler, luglio-agosto 1992
Schöpfung und Evolution. pp.160, DM 22,80
Rorty, A. O. (a cura di) Schelling, Friedrich W. J. Neue Ansätze zum Dialog
Essays on Aristotle’s poetics System zwischen Theologie Schubert, Elke
Princeton UP, settembre 1992 des transzendentalen Idealismus und Naturwissenschaft. Beiträge Günther Anders
pp.480, $ 24 Prefazione di W. Schulz zu dem Symposium aus Anlaß Rororo, settembre 1992
In questi ventun saggi, filosofi e clas- a cura di H. D. Brandt e P. Müller der 300-Jahr-Feier DM 10,90
sicisti esplorano il corpus dell’opera Felix Meiner, ottobre 1992 der Publikation La sua originale e conseguente opera
di Aristotele cercando di collegare la pp.310, DM 36 der Principia Mathematica Newtons filosofica è a tutt’oggi pressoché inos-
Poetica alle altre concezioni della Con il Sistema dell’idealismo trascen- Patmos-Vlg.,ottobre 1992 servata. Decisiva da questo punto di
psicologia e della storia, etica e poli- dentale (1800) Schelling fondava il pp.168, DM 32,80 vista è la radicalità con cui Anders
tica. programma della propria filosofia. mette in crisi la filosofia occidentale:
Nuova edizione sull’impronta della Schneider, Fridhelm il “Signore della Creazione” non è
Rossetti, L. (a cura di) prima. Die Wahrnehmung l’uomo, ma la tecnica, alla quale egli
Understanding the Phaedrus. der Wirklichkeit. si pone di fronte come essere man-
Proceedings of the II. Scherb, Martin Ein philosophischer Essay chevole e antiquato.
Symposium Platonicum Künstliche und natürliche Sprache. Attempto-Vlg., ottobre 1992
Akademia-Vlg., luglio-agosto 1992 Bemerkungen zur Semantik pp.322, DM 39,80 Schulthess, Peter
pp.328, DM 98. bei Tarski und Wittgenstein Sein, Signifikation und Erkenntnis
Olms, ottobre 1992 Schneider, H. J. bei Wilhelm von Ockham
Rotschild, Kurt W. pp.90, DM 25,80 Inhetveen, R. (a cura di) Akad.-Verlag, luglio-agosto 1992
Ethik und Wirtschaftstheorie Enteignen uns pp.336, DM 74
J.C.B. Mohr, settembre 1992 Scherer, Georg die Wissenschaften?
pp.120, DM 40 Philosophie des Mittelalters Zum Verhältnis zwischen Schüßler, Werner
Spesso etica e scienza economica J. B. Metzler, ottobre 1992 Erfahrung und Empirismus Leibniz’ Auffassung
vengono in conflitto. Rotschild ci pp.160, DM 22,80 W. Fink, settembre 1992 des menschlichen Verstandes
mostra quali elementi etici si celino pp.192, DM 48 (intellectus). Eine Untersuchung
nella teoria economica e perché si Scherer, Klaus (a cura di) Gli autori dimostrano come i metodi zum Standpunktwechsel
generino difficoltà e malintesi nel Justice: oggettivanti portano a risultati insod- zwischen ”système commun”
dibattito etico-economico. Interdisciplinary perspectives disfacenti degli “oggetti” (per esem- und ”système nouveau”
Cambridge UP, ottobre 1992 pio in sociologia e in filosofia della und dem Versuch
Rudolph, E. (a cura di) pp.314, £ 40 politica) ed esplorano anche la speci- ihrer Vermittlung
Die Vernunft und ihr Gott. Il volume mette assieme i principali ficità delle complesse forme di arti- de Gruyter, ottobre 1992
Studien zum Streit zwischen studiosi delle scienze sociali e discute colazione dell’esperienza (etica, este- pp.256, DM 138
Religion und Aufklärung i recenti studi teoretici ed empirici tica, psicoanalisi). Per la prima volta qui viene resa ac-
Klett-Cotta, luglio-agosto 1992 della giustizia, che esaminano la na- cessibile la difficilissima problemati-
pp.147, DM 48 tura della giustizia nelle ottiche attua- Schnelzer, Thomas ca della comprensione nel pensiero di
Chi, nelle grandi contrapposizioni li filosofiche, economiche, legali, Tod als lezte Entsheidung. G. W. Leibniz, nell’ambito della sua
ideologiche del XVIII secolo, ha ri- sociologiche e psicologiche, esplo- Plädoyer für die problematica del punto di vista. L’im-
portato la vittoria? L’Illuminismo in rando possibili linee di convergenza. Endentscheidungshypothese magine consueta di Leibniz ne esce
forma di prassi scientifica non sog- des Ladislaus Boros non poco modificata.
giogata? O la religione, come neces- Schleiermacher, Friedrich Roderer, luglio-agosto 1992
sario soddisfacimento dei bisogni, a Schleiermacher’s introduction pp.140, DM 36 Scott, William R.
superare significativamente la fini- to the Dialogues of Plato (1836) Francis Hutcheson.
tezza dell’esserci? Thoemmes Press, novembre 1992 Schobingen, Jean-Pierre His life, teaching and position
pp.454, £ 48 Miszellen zu Nietzsche. in the history of philosophy (1900)
Ruffing, Rainer Studio della filosofia antica, in parti- Versuche von operationalen Thoemmes, novembre 1992
Agnes Heller. colare di Platone, a opera del filosofo Auslegungen pp.318, £ 14,99
Pluralität und Moral tedesco Friedrich Schleiermacher, che Schwabe, ottobre 1992 Uno studio su Francis Hutcheson dal
Lescke & Budrich, settembre 1992 analizza anche la composizione dei pp.180, DM 43 - Sfr 36 punto di vista della vita, dell’insegna-
pp.172, DM 33 “Dialoghi” platonici. mento e della sua posizione nella sto-
Una presentazione complessiva delle Schoeman, David Ferdinand ria della filosofia. Scott era partito
opere filosofiche e di teoria politica Schmidt-Biggeman, Wilhelm Privacy and social freedom con il modesto progetto di raccoglie-
di Agnes Heller. L’autore mette a Sinn-Welten, Welten-Sinn. Cambridge UP, ottobre 1992 re materiale per un articolo sul perio-
confronto Agnes Heller con Jürgen Eine philosophische Topik pp.240, £ 30 do dublinese di Hutcheson, prima
Habermas, Marianne Gronemeyer e Suhrkamp, luglio-agosto 1992 Il libro attacca la premessa che si della nomina alla cattedra di filosofia
Jean Baudrillard ed espone la partico- pp.180, DM 32 ritrova in molta filosofia morale che morale a Glasgow.
lare proposta della Heller di una teo- Con questo libro Schmidt-Biggeman il controllo sociale in quanto tale sia
ria del moderno. ci offre un rendiconto filosofico. Il una forza intellettualmente e moral- Secret, François
risultato (come al solito, attraverso mente distruttiva. Questa concezione Hermétisme et Kabbale
l’esperienza, il viaggio): una topo- viene sostituita con una visione sulla Bibliopolis,novembre 1992
grafia dei ricordi, che nel complesso natura del carattere sociale che mira a pp.146, L. 22.000

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NOVITA’ IN LIBRERIA

Il tema trattato dall’autore in questo Sholem, Gershom Sorensen, Roy A. di tipo pratico. Il volume presenta
volume è il risultato di numerosi la- Fidelité et utopie Thought experiments un’indagine delle virtù cardinali del
vori, tra i quali anche quello del Prof. Press Pocket, luglio-agosto 1992 Oxford UP, settembre 1992 Buddismo, non limitandosi ad astrar-
Cesare Vasoli. Lo scopo è fornire dei pp.352, £ 40 ne l’idea morale e a filosofeggiare su
chiarimenti su una inchiesta iniziata Siep, Ludwig L’autore presenta una teoria generale di essa.
più di quarant’anni fa e che è stata Praktische Philosophie degli esperimenti del pensiero filoso-
chiamata la “Cabala cristiana”. im deutschen Idealismus fico, descrivendone pregi e difetti. Tanner, John S.
Suhrkamp, ottobre 1992 Egli sostiene che sia possibile com- Anxiety in Eden:
Seidel Menchi, Silvana pp.360, DM 24 prendere questi esperimenti concen- A Kierkegaardian reading
Erasmus als Ketzer: trandosi sulla loro somiglianza con of “Paradise lost”
Reformation und Inquisition Simmons, A. John relativi scientifici. Oxford UP, ottobre 1992
im Italien des 16. Jahrhunderts The Lockean theory of rights pp.256. £ 27,50
E. J. Brill, ottobre 1992 Princeton UP, luglio-agosto 1992 Sowa, Hubert L’autore si serve del pensiero di Kie-
pp.604, Dfl 260 pp.384, $ 50 Krisis der Poiesis. Schaffen rkegaard, in particolare della sua teo-
Basato principalmente sui verbali dei Uno studio vasto e sistematico della und Bewahren als doppelter ria dell’ansia, per proporre una nuova
processi dell’Inquisizione provenienti teoria del diritto di Locke e delle sue Grund im Denken lettura del “Paradiso perduto”. Egli
da ogni parte della penisola, questo potenzialità come autentico contri- Martin Heideggers sostiene che, per Milton e Kierke-
saggio sulla Riforma e sull’Inquisi- buto ai dibattiti contemporanei sui Königshausen und Neumann gaard, la via al peccato o alla salvezza
zione mette in luce l’ampia diffusio- diritti e sul loro posto nella filosofia ottobre 1992 sta nell’ansia, che entrambi includo-
ne delle idee di Erasmo in Italia. Uno politica. Simmons fa ampio riferi- pp.400, DM 78 no nel paradiso.
studio tanto sull’accoglienza di Era- mento a opere pubblicate e non pub-
smo quanto sulla dimensione sociale blicate di Locke. Sprockhoff, Harald von Tegtmeier, Erwin
della Riforma. Naturwissenschaft Grundzüge einer kategorialen
Slater, John G. und christlicher Glaube - Ontologie.
Seifen, Johannes Frohmann, Bernd (a cura di) ein Widerspruch? Dinge, Eigenschaften, Beziehungen,
Der Zufall - Eine Chimäre? Collected papers Fink, luglio-agosto 1992 Sachverhalte
Untersuchungen zum Zufallsbegriff of Bertrand Russell: pp.230, DM 26,80 Karl Alber, ottobre 1992
in der philosophische Tradition Logical and philosophical papers: Sull’esempio dell’evoluzione con la pp.222, DM 68
und bei Gottfried Wilhelm Leibniz Vol. 6 1909-13 sua fase cosmica, chimica e biologica
Akademia-Vlg., ottobre 1992 Routledge, ottobre 1992 e del suo legame con quasi tutti i rami Tejera, V.
pp.260, DM 48 pp.682, £ 95 della scienza naturale, l’autore vor- The city-state foundation
Gli anni presi in esame da questo rebbe dimostrare che è possibile un of western thought
Seifert, Helmut volume della “Raccolta di scritti di incontro delle due discipline fino a UP of America, novembre 1992
Einführung Bertrand Russell” furono fra i più una reale intesa. pp.182, £ 14,95
in die Hermeneutik. produttivi di tutta la carriera di Rus- Le due differenze principali fra la
Die Lehre von der Interpretation sell. Stewart, Melville Y. presente edizione riveduta e la prima
in der Fachwissenschaften The greater good defence: sono l’aggiunta di una sezione del-
Francke, settembre 1992 Slote, Michael An essay on the rationality of faith l’etica di Solone nel capitolo II, e
pp.240, DM 29,80 From morality to virtue Macmillan, ottobre 1992 l’approccio più diretto al discorso del
Oxford UP, ottobre 1992 pp.256, £ 40 visitatore di Elea nel “Politicus” di
Severino, Emanuele pp.320, £ 32,50 Il libro offre definizioni coerenti e Platone.
La bilancia. L’obiettivo principale di questo trat- compatibili di onnipotenza, onni-
Pensiero sul nostro tempo tato è di sostenere che l’”etica della scienza e onnibenevolenza. Ledifese Thomas, Jean-François
Rizzoli, novembre 1992 virtù” dovrebbe essere considerata la del bene maggiore vengono esamina- Simone Weil et Edith Stein:
pp.218, L. 29.000 teoria fondante che può dare una spie- te, rintracciando le derivazioni di un souffrance et malheur
Dagli anni Ottanta la Storia ha subito gazione più soddisfacente di tutta una resoconto di base di tale difesa nei Culture et vérité, ottobre 1992
una velocissima trasformazione; tut- serie di idee sul valore, la scelta, l’ob- principi teistici. Il volume dà poi un
to è in crisi e la stessa filosofia - quasi bligo e l’azione razionale rispetto al- resoconto delle origini del male. Thompson, Paul B.
paralizzata dal crollo del suo ultimo l’etica kantiana, a quella del buon The ethics of trade and aid:
grande sistema - sembra impotente a senso o all’utilitarismo. Stoyan, H. (a cura di) Us food policy, foreign competition
trasmetterci nuove ipotesi, a darci Erklärung im Gespräch - Erklärung and the social contract
risposte che sappiano accompagnarci Smith, C. U. M. im Mensch-Maschine-Dialog. Cambridge UP, ottobre 1992
e aiutarci. In questo libro, Emanuele Problem of mind: Evolution, Veröffentlichungen pp.272, £ 35
Severino ci offre risposte che gettano neuroscience, philosophy eines Symposium L’autore sostituisce al tradizionale
nuova luce su idee, fatti ed eventi che The Athlone Press, novembre 1992 an der TH Darmstadt, Juli 1989 modello militare-territoriale dello sta-
sembrano sfuggire a una qualsiasi pp.320, £ 28 Springer, luglio-agosto 1992 to nazionale il concetto di stato com-
logica, ci parla di come la storia stia Il testo discute il posto della mente pp.149, DM 50 merciale che vede il proprio ruolo in
portandoci al di fuori del nostro pas- nella natura e spiega l’esistenza della Il volume documenta lo stadio della termini di istituzioni internazionali
sato - ad di fuori, cioè, della tradizio- soggettività in un mondo di cose. Fra ricerca nel campo della spiegazione e che stabilizzino e facilitino gli scam-
ne dell’Occidente. le altre pubblicazioni di Smith, “The dello scambio scientifico fra infor- bi culturali, intellettuali e commer-
problem of life: An essay in the ori- matici e filosofi. ciali fra le nazioni.
Shea R., William gins of biological thought” e “Ele-
Interpreting the World ments of molecular neurobiology”. Strawson, P. F. Titze, Hans
Science and Society Analysis and metaphysics. Das philosophische Gesamtwerk
a cura di A. Spadafora Sommerville, Johann P. An introduction to philosophy Band 2: Kausalität in Physik
Science History UP, settembre 1992 Thomas Hobbes. Political Oxford UP, luglio-agosto 1992 und Philosophie
pp.215 ideas in historical context pp.160, £ 8 Schäuble, settembre 1992
Macmillan Education, ottobre 1992 Questo libro sostiene che le tre disci- pp.240, DM 128
Shelton, George pp.256, £ 35 pline tradizionalmente separate della
Morality and sovereignty Attingendo a recenti studi e a quasi metafisica, dell’epistemologia e del- Todorov, Tzvetan
in the philosophy of Hobbes sconosciute fonti del XVII secolo, la logica sono altrettanti aspetti di una Nous et les autres:
Macmillan, ottobre 1992 l’autore pone gli insegnamenti di sola ricerca. la réflexion française
pp.336, £ 47,50 Hobbes sullo “stato di natura”, le sur la diversité humaine
Studio di due punti controversi della origini del governo, il potere dei go- Tachibana, Shundo Seuil, ottobre 1992
filosofia di Hobbes: la moralità e la vernanti, la natura della famiglia e The ethics of Buddhism pp.538, F 55
sovranità. Il saggio distingue fra le altre questioni sullo sfondo del dibat- Curzion Press, ottobre 1992 La relazione fra noi (il gruppo sociale
due versioni di patto proposte da tito contemporaneo. pp.304, £ 10,99 o culturale al quale apparteniamo) e
Hobbes, una delle quali stabilisce un Il libro vuole dimostrare che il Buddi- gli altri (quelli che non ne fanno par-
vero sistema di moralità basato sulla smo, alle sue origini, è una religione te) nei pensatori francesi: da Monte-
regole aurea e l’altro giustifica il po- di grande statura morale e che la squieu a Segalen, da Montaigne a
tere assoluto del sovrano. moralità propugnata dal Buddismo è Lévi-Strauss.

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NOVITA’ IN LIBRERIA

Tozzi, Roberto basa sull’analisi di due casi storici di Watzlawick, Paul Wolbert, Werner
Ciò che è razionale è reale silenzio: Nietzsche e Hölderlin. Vom Unsinn des Sinns Vom Nutzen der Gerechtigkeit.
e ciò che è reale è razionale oder vom Sinn des Unsinns Zur Diskussion um Utilitarismus
Mursia Ed., novembre 1992 Vico, Giambattista Picus Verlag, luglio-agosto 1992 und teleologische Theorie
pp.728, L. 65.000 Autobiografia pp.64, DM 14,80 Herder, settembre 1992
Questo terzo volume dell’Antologia Il Mulino, luglio 1992 Un saggio del brillante filosofo e psi- pp.240, DM 46
dei grandi filosofi copre il periodo Si tratta della ristampa anastatica del- coanalista Paul Watzlawick su una
che va dagli inizi dell’Ottocento al la celebre Vita scritta da Vico in più questione centrale dell’esistenza uma- Wolf, A.
1867, anno di pubblicazione del pri- riprese a partire dal 1725, che senza na: quella del senso e delle sue illu- The oldest biography
mo volume del Capitale di Karl Marx. dubbio costituisce non solo un testo sioni. of Spinoza (1927)
In questi pochi decenni compaiono fondamentale e privilegiato per la Thoemmes, novembre 1992
grandi figure di pensatori che influen- comprensione del suo pensiero, ma Weizsäcker, Carl Fr. von pp.208, £ 36
zeranno profondamente la filosofia anche un notevole modello letterario Zeit und Wissen Prima edizione e traduzione inglese
successiva. Grande protagonista è la che lascerà una traccia indelebile nel- C. Hanser, settembre 1992 dell’anonimo “La vie de feu de Mon-
filosofia di Hegel nel suo affermarsi la storia moderna dell’autobiografia pp.1104, DM 78 sieur de Spinoza”, che dovrebbe con-
come pensiero egemone in Germa- intellettuale. ”Zeit und Wissen” è la summa della tribuire a colmare alcune lacune nella
nia. vita di Carl Fr. von Weizsäcker e al letteratura spinoziana di questo pae-
Volkmann-Schluck, Karl-Heinz contempo il progetto di una filosofia se.
Traub, Hartmut Die Philosophie der Vorsokratiker. futura, una nuova, grande opera.
J.G. Fichtes Populärphilosophie. Der Anfang Wolin, Richard
Eine Untersuchung der abendländischen Metaphysik Wettersten, John R. The terms of cultural criticism.
der populärphilosophischen A cura di P. Kremer The roots of critical rationalism The Frankfurt School,
Schriften Königshausen und Neumann, Edition Rodopi, luglio-agosto 1992 existentialism, poststructuralism
Frommann-Holz., settembre 1992 settembre 1992 pp.250 Dfl 80 Columbia UP, settembre 1992
pp270, DM 84 pp.157, DM 38 Il libro di Wettersten rintraccia le pp.300, $ 44
In questo volume Volkmann-Schluck radici storiche e intellettuali del ra- Le tre scuole si indirizzano tutte al-
Unger, Erich rivela il carattere “originario” del zionalismo critico dai giorni del di- l’evidente collasso della tradizione
Vom Expressionismus pensiero presocratico. Contro le altre battito classico Whewell-Mill all’ope- europea e tutte pongono una sfida
zum Mythos des Hebräertums. interpretazioni che conducono a una ra di Popper. formidabile a eredità dell’Illumini-
Schriften 1909 bis 1931 visione aristotelica dei presocratici, smo quali il liberalismo politico, la
A cura di M. Voigts Volkmann-Schluck dimostra che Wetzel, James ragione strumentale e la soggettività
Königshausen und Neumann l’”inizio” del pensiero presocratico è Augustine and the limits of virtue autopositiva.
ottobre 1992 più ricco di quanto è seguito. Cambridge UP, luglio-agosto 1992
pp.149, DM 49,80 pp.280, £ 32,50 Woods, Michael (a cura di)
Il volume raccoglie saggi ancora par- Walsh, W. H. Il testo valuta lo sviluppo della psico- Aristotle: Eudemian Ethics:
zialmente inediti di Erich Unger del An introduction logia morale di Agostino, dimostran- Books I, II and VIII
periodo fra il 1909 al 1931. Grazie a to the philosophy of history (1961) do che la visione del libero arbitrio Clarendon Press, novembre 1992
questa edizione diviene evidente il Thoemmes, novembre 1992 offerta da Agostino non è stata ap- pp.224, £ 13,95
forte influsso di Unger su Walter pp.176, £ 12,99 prezzata come doveva a causa di Il volume comprende una traduzione
Benjamin e fa di questo testo un indi- Un libro che tratta la logica del pen- un’anacronistica distinzione fra teo- di tre degli otto libri dell’”Etica Eu-
spensabile strumento di ricerca per la siero storico e costituisce anche una logia e filosofia. demia”, insieme a un commento filo-
valutazione dello sviluppo del pen- discussione critica dei vari tentativi sofico su di essi da un punto di vista
siero benjaminiano. di arrivare a una metafisica, o a una Willaschek, Marcus contemporaneo.
interpretazione metafisica della storia. Praktische Vernunft.
Valberg, J. J. Handlungstheorie Wyss, Dieter
The puzzle of experience Ward, Keith und Moralbegründung bei Kant Die Philosophie des Chaos
Clarendon Press, novembre 1992 Defending the soul J. B. Metzler, ottobre 1992 oder das irrationale
pp.240, £ 25 Oneworld Publ., ottobre 1992 pp.332, DM 68 Königshausen und Neumann
Il libro esplora il puzzle dell’espe- pp.176, £ 6,95 La teoria del comportamento è una luglio-agosto 1992
rienza percettuale. Riflettendo sulla L’autore sostiene che la negazione disciplina filosofica relativamente pp. 200, DM 38
nostra esperienza possiamo “ragio- dell’esistenza dell’anima umana ha giovane. Per quanto sorprendente ciò Un’introduzione comprensibile e di
nare” su di essa, oppure “aprirci” a effetti devastanti sulla nostra valuta- possa apparire, dietro la concezione facile lettura alla moderna ricerca sul
essa. Tali riflessioni generano una zione degli esseri umani e dei loro kantiana di una “ragione pura” si na- caos, così come viene affrontata nel
contraddizione sull’oggetto dell’esi- doveri. Riporta le attuali argomenta- sconde già in abbozzo, se non com- campo matematico e fisico, che pre-
stenza. Il volume spiega come e per- zioni scientifiche all’essenzialità e pletamente sviluppata, una teoria del senta il rapporto di questa “teoria”
ché sorge questa contraddizione e presenta un caso convincente che comportamento umano. con la psicoterapia e la psicologia, ma
prende in considerazione le soluzio- contrasta tale negazione. anche con la “filosofia dell’uomo”.
ni. Williams, Robert
Warnke, Georgia Recognition. Zemach, Eddy M.
Valenti, Cesare Justice and interpretation Fichte and Hegel on the other Types. Essays in metaphysics
Dissuasione metafisica Polity Press, settembre 1992 State Univ. of New York Pr. E. J. Brill, ottobre 1992
Franco Angeli, ottobre 1992 pp.220, £ 35 luglio-agosto 1992 pp.320, Dfl 160
pp. 320, L. 40.000 Un esame dei più importanti contri- pp.352, $ 20 Il volume comprende una serie di
Si deve tornare a una ragione-verità buti alla filosofia politica contempo- L’aspetto più saliente di questo libro applicazioni sull’ontologia, filosofia
eticamente “unificata”, pre-moderna ranea, comprendente l’opera di Rawls, è la trattazione estesa e dettagliata del della mente ed estetica, a due tesi
e pre-weberiana? Da qui la “rottura”, Walzer, Dworkin, Taylor, MacIntyre concetto idealista di intersoggettivi- nominalistiche: che tutte le cose che
i due “regni” proposti dall’autore: da e Habermas. Il testo dimostra che il tà, o riconoscimento, raramente stu- incontriamo siano tipi e che le cose
un lato la verità metafisica, metafisi- lavoro di questi autori ha assunto sem- diato nei particolari, pressoché unica siano ontologicamente incomplete e
camente “dissuasa”, immediata ma- pre più un carattere ermeneutico e nelle bibliografie inglesi contempo- quindi possano essere identiche ad
terialità senza spessore e memoria, analizza le implicazioni di questa ranee. altre cose più complete.
dall’altra l’emozione come metafisi- evoluzione.
scamente nascente da una matrice Wilmer, Heiner Ziegler, Walther U.
insersoggettivo-sociale e stante per Washner, R. - von Mystik zwischen Tun Anerkennung
l’intero del mondo umanao, della vita, Borzeszkowski, H.-H. und Denken. Ein neuer Zugang und Nicht-Anerkennung.
della civiltà e cultura. Die Wirklichkeit der Physik. zur Philosophie Maurice Blondels Studien zur Struktur
Studien zu Idealität und Realität Herder, settembre 1992 zwischenmenschlicher.Beziehung
Verstraten, Philippe in einer messenden Wissenschaft pp.277, DM 42 aus symbolischinteraktionistischer
La généalogie de la parole Lang, luglio-agosto 1992 existenz-philosophischer
Osiris, ottobre 1992 pp.362 und dialogischer Sicht
pp.118, F 80 Bouvier, luglio-agosto 1992
Una riflessione genealogica che si pp.262, DM 58

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