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Pagina I

Filosofia e cultura

RCS LIBRI EDUCATION SPA

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23-10-2007

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Pagina II

Il progetto dellopera di Antonello La Vergata.


Antonello La Vergata curatore di questo volume e autore dei capitoli: LIlluminismo ( 1-3, 6-7, 9, 12); Rousseau; La
Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese; La scienza del Settecento ( 3) e dei riquadri: Il giansenismo e Port Royal nel capitolo Dio, luomo e la natura; Diderot nel capitolo LIlluminismo.
Paolo Rossi autore dei capitoli: La rivoluzione copernicana; Galilei; Bacone e la nascita della scienza moderna; Il meccanicismo; Vico.
Carlo Altini autore dei capitoli: Hobbes; LIlluminismo ( 4, 10) e dei riquadri: La persecuzione politica e religiosa, Democrazia e realismo politico, Il diritto naturale come potenza nel capitolo Spinoza; Liberalismo, Il lavoro come fondamento della propriet privata nel capitolo Locke; La massoneria nel capitolo LIlluminismo; Contratto/Contrattualismo nel capitolo Rousseau.
Roberto Bond autore dei capitoli: Il Rinascimento; Tra magia e filosofia della natura alle soglie della rivoluzione scientifica;
Cartesio; Spinoza; Locke; Leibniz; LIlluminismo ( 5) e dei riquadri nei capitoli La rivoluzione copernicana; Galilei; Bacone e la
nascita della scienza moderna; Il meccanicismo.
Stefano Brogi autore del capitolo: Dio, luomo e la natura.
Giovanni Cristani autore dei capitoli: LIlluminismo ( 8, 11); La scienza del Settecento ( 1-2, 4-5).
Giuseppe Ferrari autore del capitolo: Riforma protestante e Riforma cattolica.
Claudio Fiocchi autore dei capitoli: LUmanesimo; Il pensiero politico agli inizi dellet moderna.
Paola Giacomoni autrice dei capitoli: Lincontro con il Nuovo Mondo. I filosofi e i selvaggi; Kant.
Chiara Giuntini autrice dei capitoli: Hume; Lanalisi dei sentimenti morali.
Patrizia Becherini autrice del Quadro storico, delle Analisi di un problema, di tutti gli esercizi di Guida allo studio e alla
riflessione e Guida alla lettura.
Pierpaolo Ciccarelli autore dei riquadri presenti nel capitolo Vico; Chiara Calizzi autrice del 4 del capitolo Il Rinascimento; Simone Pollo autore dei riquadri presenti nel capitolo Hume.
Coordinamento editoriale: Paolo M. Mazzoni
Coordinamento redazionale: Federica Benerecetti
Correzione delle bozze: Raffaele DAnna, Camilla Romoli
Ricerca iconografica: Federica Benerecetti, Emiliano Gelli
Impaginazione: Elaboratorio s.a.s. di Stella Fabbri, Firenze, con la collaborazione di Ilaria Bellazzi
Progetto grafico e copertina: Anna Huwyler, Monza
Stampa: Rotolito Lombarda, Pioltello (MI)
In copertina: Augustin Pajou, Blaise Pascal, Parigi, Louvre
Il materiale illustrativo proviene dallarchivio iconografico della Nuova Italia.
Leditore a disposizione degli eventuali aventi causa.
La realizzazione di un libro presenta aspetti complessi e richiede particolare attenzione in tutte le fasi della lavorazione. Revisioni e riletture vengono effettuate pi volte; ci nonostante, sappiamo per esperienza che molto difficile evitare completamente errori o imprecisioni.
Ringraziamo sin da ora chi vorr segnalarli alla redazione.
Per segnalazioni relative al seguente volume scrivere a:
La Nuova Italia/RCS Libri S.p.A. - Redazione Scuole Secondarie di 2 grado
Via E. Codignola, 20 - 50018 Scandicci (FI)
e-mail: angela.barea@rcs.it
Fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dallart. 68, comma 4, della legge 22 aprile 1941 n. 633 ovvero dallaccordo stipulato tra SIAE, AIE, SNS, e CNA, CONFARTIGIANATO, CASA, CLAAI, CONFCOMMERCIO, CONFESERCENTI il 18 dicembre 2000.
Le riproduzioni per uso differente da quello personale potranno avvenire, per un numero di pagine non superiore al 15% del presente volume,
solo a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail segreteria@aidro.org

www.lanuovaitalia.it
ISBN 978-88-22159-13-7
Propriet letteraria riservata
2007 RCS Libri S.p.A., Milano
1a edizione: febbraio 2007
Ristampe
2007
2008

2009

2010

2011

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Pagina III

Antonello La Vergata
Paolo Rossi
Carlo Altini
Roberto Bond
Paola Giacomoni
apparati didattici di

Patrizia Becherini

a cura di

Antonello La Vergata
Franco Trabattoni

Filosofia
e cultura
2

La Nuova Italia

Let moderna

4-09-2007

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Pagina IV

Gli autori di questo volume


Antonello La Vergata professore ordinario di Storia della filosofia allUniversit di Modena e Reggio Emilia. I suoi studi riguardano i rapporti fra filosofia, scienza e ideologie politiche, con particolare riferimento allevoluzionismo e ai temi della guerra, dellaggressivit e dellambiente. Fra le sue
principali pubblicazioni: Lequilibrio e la guerra della natura. Dalla teologia naturale al darwinismo, Napoli,
Morano, 1990; Nonostante Malthus. Fecondit, popolazioni e armonia della natura, 1700-199, Torino, Bollati Boringhieri, 1990; Guerra e darwinismo sociale, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.
Paolo Rossi professore emerito di Storia della filosofia dellUniversit di Firenze, Accademico dei
Lincei, autore di opere tradotte in tutto il mondo. Sono celebri i suoi studi su Bacone, su Vico, sulla
nascita della scienza moderna e sulle arti della memoria.
Carlo Altini tutor della Scuola di Alti Studi della Fondazione San Carlo di Modena. Si occupa di storia
della filosofia politica moderna. Tra le sue opere: Leo Strauss. Linguaggio del potere e linguaggio della filosofia,
Bologna, Il Mulino, 2000; La storia della filosofia come filosofia politica. Carl Schmitt e Leo Strauss lettori di
Thomas Hobbes, Pisa, ETS, 2004; La fbrica de la soberana. Maquiavelo, Hobbes, Spinoza y otros modernos,
Buenos Aires, 2005.

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Roberto Bond professore associato di Storia del pensiero scientifico allUniversit della Calabria. I suoi studi riguardano i rapporti tra scienza e filosofia tra Cinque e Seicento e lipotesi di Gaia. Fra le sue principali
pubblicazioni: Introduzione a Telesio, Roma-Bari, Laterza, 1997; Lonnipresenza di Dio. Saggio su Henry More,
Soveria Mannelli, Rubbettino, 2001; Blu come unarancia. Gaia tra mito e scienza, Torino, Utet Libreria, 2006.

Stefano Brogi ricercatore presso lUniversit di Siena, sede di Arezzo, dove insegna Storia della filosofia. Si occupato soprattutto della cultura filosofica e religiosa dellet moderna. Fra le sue pubblicazioni: Il cerchio delluniverso. Libertinismo, spinozismo e filosofia della natura in Boulainvilliers, Firenze,
Olschki, 1993; Teologia senza verit. Bayle contro i rationaux, Milano, Franco Angeli, 1998; I filosofi e
il male. Storia della teodicea da Platone ad Auschwitz, Milano, Franco Angeli, 2006.
Giovanni Cristani dottore di ricerca in Filosofia allUniversit di Bologna e docente di Storia e Filosofia nella scuola secondaria superiore. Le sue ricerche vertono sul pensiero filosofico e scientifico
settecentesco. Ha pubblicato una monografia su DHolbach e le rivoluzioni del globo. Scienze della Terra
e filosofie della natura nellet dellEncyclopdie, Firenze, Olschki, 2003.
Giuseppe Ferrari dottore di ricerca in Filosofia allUniversit di Modena e docente di Storia e Filosofia nella scuola secondaria superiore. Si occupa di storia della Riforma protestante e di etica
ambientale. Ha curato il volume Martin Lutero. I concili e la chiesa, Claudiana, Torino, 2002.
Claudio Fiocchi assegnista presso la cattedra di Storia della filosofia medievale allUniversit degli Studi
di Milano. Si occupa del pensiero etico e politico medievale. Ha pubblicato: Mala potestas. La tirannia nel
pensiero politico medievale, Bergamo, Lubrina, 2004; Libert a confronto, Milano, Cuem, 2006.

Paola Giacomoni professore associato di Storia della Filosofia allUniversit degli Studi di Trento. Si
occupa di storia delle idee, dei rapporti tra filosofia, scienze e letteratura, di filosofia classica tedesca tra
Ottocento e inizi Novecento. Ha pubblicato, tra laltro, Formazione e trasformazione. Forza e Bildung in W.v.
Humboldt e il suo tempo, Milano, Franco Angeli, 1998; Le forme e il vivente. Morfologia e filosofia della natura in
J.W. Goethe, Napoli, Guida, 1993; Classicit e frammento. Georg Simmel goethiano, Napoli, Guida, 1995; Il labirinto della natura. Paesaggio montano e sublime naturale in et moderna, Milano, Franco Angeli, 2001.
Chiara Giuntini professore ordinario di Storia della filosofia allUniversit di Udine. Le sue ricerche vertono su vari aspetti del pensiero europeo dal Seicento allOttocento, in particolare le correnti del deismo
e del libero pensiero, le tradizioni dellempirismo, della psicologia dellassociazione e della filosofia della
mente nella cultura britannica. Fra le sue principali pubblicazioni: Panteismo e ideologia repubblicana. John
Toland, 1670-1722, Bologna, il Mulino, 1979; Scienza e societ in Inghilterra, dai Puritani a Newton, Torino,
Loescher, 1979; La chimica della mente. Associazione delle idee e scienza della natura umana da Locke a Spencer,
Firenze, Le Lettere, 1995.
Patrizia Becherini insegnante di storia e filosofia nei licei in provincia di Livorno. Svolge attivit di formazione.
autrice del manuale di didattica Insegnare oggi, Firenze, La Nuova Italia, 2005.
IV

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Pagina V

Indice

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Sintesi

34

Guida allo studio e alla riflessione

35

Letture
1. Leonardo Bruni Che cosa studiare per

36

2.

Let moderna

3.
QUADRO STORICO

1.
2.
3.
4.

Le coordinate
Un mondo nuovo
Il secolo di ferro
La parabola dellassolutismo
Let delle rivoluzioni e la fine dellAncien
Rgime
Concetti Mercantilismo. Ancien Rgime.
Giurisdizionalismo

2
2
4
6
8

4.
5.

8
13

1.

16
Luoghi e generi. Dal Quattrocento al Seicento 16
Luoghi e generi. Il Settecento
18

LA FILOSOFIA

1.
2.

LUmanesimo
Caratteri dellUmanesimo
La nascita dellUmanesimo
Protagonisti Quattro grandi umanisti

3.
4.
5.

Il nuovo incontro con la cultura greca


Umanesimo e filologia
Umanesimo e universit
Collegamenti Filologia

6.
7.
8.
9.

Valla e la riforma della filosofia


LUmanesimo civile
Luomo e il fato
Il pensiero politico: dal
repubblicanesimo allesaltazione
del principe
Storie Girolamo Savonarola e la crisi
dellUmanesimo

10.

La formazione delluomo: la pedagogia


Storie Le scuole umanistiche
pi famose

11.
12.

LUmanesimo settentrionale
Erasmo da Rotterdam
Protagonisti Erasmo da Rotterdam

13.

Leredit dellUmanesimo

raggiungere leccellenza
36
Lorenzo Valla Critiche allo stoicismo e
allepicureismo
37
Leon Battista Alberti Luomo nato per usare
i beni terreni, impegnarsi nelle opere
ed essere felice
38
Leonardo Bruni La gloria di Firenze
39
Erasmo da Rotterdam La vita come una
commedia
41

20
20
21
21
22
23
25
25
25
27
28

1.1 Cusano: linfinito e la tolleranza religiosa


1.2 Il dominio di Ermete
1.3 Platonismo ed ermetismo in Ficino
1.4 Pico, la dignit delluomo e la polemica
antiastrologica

2.
3.

Aristotelismo e naturalismo
in Pietro Pomponazzi
La nuova concezione delle arti e
delle tecniche

4.
5.

29
30

Indice

42
43
45
46
48
50

Montaigne e la miseria delluomo


Rinascimento e rivoluzione scientifica
Sintesi

59

Guida allo studio e alla riflessione

61

Letture
1. Niccol Cusano Linfinito, la conoscenza

63

e la dotta ignoranza

30
31
32
32
33

42

51
51
52
53
55
56
57

3.1 Una nuova concezione dellarte


Collegamenti La prospettiva nel Rinascimento
3.2 Leonardo da Vinci tra arte e scienza
3.3 Una nuova concezione delle tecniche

28

Il Rinascimento
Platonismo, ermetismo e
dignit delluomo

63

2. Marisilio Ficino Contro lastrologia


fatalistica

64

3. Giovanni Pico della Mirandola La dignit


delluomo

65

4. Leonardo da Vinci Contro il negromante


e lalchimista

66

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Pagina VI

2.

5. Michel de Montaigne La miseria delluomo


e gli animali
68
INTRECCI Il neoplatonismo rinascimentale

1.
2.

1.

70

Il neoplatonismo nella cultura fiorentina del


Quattrocento
70
La ricezione cinquecentesca del
neoplatonismo ficiniano
71

Riforma protestante
e Riforma cattolica
Lutero

2.
3.

La Riforma radicale: gli anabattisti


Storie Mennoniti e hutteriti

5.

Controriforma e Riforma cattolica


5.1 Il concilio di Trento. Le decisioni
sulla dottrina
Problemi Fondamentalismo
5.2 Il concilio di Trento. Le decisioni
disciplinari
5.3 La Compagnia di Ges e la rinascita
della vita religiosa

6.

4.

5.

75
78
78
79
80
81
81
82

Zwingli
Calvino e la Riforma a Ginevra
3.1 La teologia di Calvino
3.2 Etica e societ

4.

3.

74
74
74

1.1 Da monaco a riformatore


1.2 Il rinnovamento della Chiesa
e della societ

Storie Evangelici, evangelicali, pentecostali

Sintesi

88

Guida allo studio e alla riflessione

89

1.

2.
3.

1.

92
93
94

4.

118

Letture
1. Niccol Machiavelli Come evitare di

120

Niccol Machiavelli Lutilit della storia


Ugo Grozio Diritto naturale e diritto civile
Jean Bodin La sovranit
Tommaso Moro La tolleranza religiosa

96
98

Il pensiero politico agli inizi dellet


moderna
102
La formazione dello Stato moderno
102

VI

120
121
122
124
124

Tra magia e filosofia della natura alle


soglie della rivoluzione scientifica
126
La magia naturale
127
Approfondimenti Leredit della magia
127
Concetti Macrocosmo e microcosmo
128

Il naturalismo di Bernardino Telesio


Giordano Bruno

Tommaso Campanella
4.1 Vita e opere
4.2 Fisica e metafisica
Storie Tommaso Campanella e il supplizio
della veglia
4.3 Religione naturale e cristianesimo

95

Indice

Guida allo studio e alla riflessione

3.1 Vita e opere


Storie Il rogo di Giordano Bruno
3.2 Filosofia e magia
3.3 Religione e morale

5.
ANALISI DI UN PROBLEMA Lo spirito critico

117

Approfondimenti Paracelso e la riforma


della medicina

Letture
91
1. Lutero Cristo nostra giustizia
91
2. Lutero Promuovere listruzione e la scuola 91
3. Calvino Il consolante pensiero della

predestinazone
4. Calvino Unit e libert nella Chiesa
5. Gli anabattisti contro la violenza e lo Stato
6. Il concilio di Trento approva la Vulgata
e la vigilanza sui commentari biblici
7. Dichiarazione congiunta cattolico-luterana
sulla dottrina della giustificazione (1999)

Sintesi

perdere potere

84

Cattolici e protestanti oggi

106
107
Jean Bodin e il potere assoluto del sovrano 108
Storie I monarcomachi
108
Ripensare la societ: lutopia
109
4.1 LUtopia di Tommaso Moro
110
4.2 La Citt del Sole di Tommaso Campanella 111
Approfondimenti La teocrazia universale
111
Storie Brevissima storia delle utopie
112
Il giusnaturalismo e i fondamenti della
comunit politica
113
Protagonisti I giusnaturalisti
113

2.
3.
4.
5.

82
83

85
86
87

Niccol Machiavelli e larte della politica 102


102
103
104

2.1 Un nuovo sguardo sulla politica


Protagonisti Niccol Machiavelli
2.2 Un manuale di governo: Il principe
2.3 La libert repubblicana:
I Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio
2.4 La fortuna di Machiavelli

130
131
133
133
134
135
136
138
138
139
139
142

Leredit del pensiero magico


rinascimentale

143

Collegamenti Freud e linterpretazione


psicoanalitica della magia

144

Sintesi

146

Guida allo studio e alla riflessione

148

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Pagina VII

Letture
149
1. Enrico Cornelio Agrippa Il mago e la magia 149
2. Bernardino Telesio La costanza e

3.
4.
5.
6.

1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.

7.
8.

luniformit della natura


151
Giordano Bruno Universo infinito e mondi
innumerabili
152
Giordano Bruno Il nuovo concetto di materia 155
Tommaso Campanella Il senso delle cose 156
Tommaso Campanella Il mondo come
grande animale e come libro
157

La rivoluzione copernicana
Copernico
La fine di un mondo
Tycho Brahe e la distruzione delle sfere
celesti
Keplero
La concezione delluniverso in Bruno e
Campanella
Innumerevoli mondi in uno spazio infinito
Newton
Protagonisti Isaac Newton
Concetti Linerzia
Approfondimenti La fama di Newton

167
168
168
169
170
171

Sintesi

174

Guida allo studio e alla riflessione

175

Letture
1. Georg Joachim Rheticus La maggiore

177

192
193

Sintesi

194

Guida allo studio e alla riflessione

194

Letture

196
196
197
199
200

1.
2.
3.
4.

159
159
161
163
164

Due nuove scienze


Interpretazioni e polemiche

1.
2.

Il testo dellabiura
La natura e la Scrittura
Roberto Bellarmino La tesi del SantUffizio
La verit copernicana

Bacone e la nascita della scienza


moderna
Arti meccaniche
Francesco Bacone
2.1 La vita e le opere
Approfondimenti Tecnica e filosofia
2.2 La rivalutazione delle arti meccaniche
2.3 Idola, logica, metodo
2.4 Il rifiuto della magia
Approfondimenti Filosofi antichi alla sbarra
2.5 La Nuova Atlantide: scienza e politica
2.6 Ambiguit della tecnica

3.
4.
5.
6.

Scienze galileiane e scienze baconiane


La magia e la scienza: unalternativa e
una scelta
Le accademie e la tolleranza
Lidea di progresso
Sintesi

semplicit
2.
3.
4.
5.

1.
2.

177
Tycho Brahe La negazione delle sfere celesti 178
Keplero I cinque solidi regolari e
la struttura geometrica delluniverso
178
Giordano Bruno Universo infinito e
innumerevoli mondi
179
Isaac Newton Definizioni, assiomi o
leggi del moto
180

Galilei
La vita e le opere
Nuovi strumenti e nuove stelle

182
182
184

Storie Il cannocchiale e le osservazioni


astronomiche

3.
4.
5.
6.

185
La verit della Scrittura e la verit della
scienza
186
Ipoteticismo, realismo, libro della natura 188
Concetti Qualit primarie e secondarie
188
Le maree: la prova fisica della verit
copernicana
190
Sensate esperienze e certe dimostrazioni 191

VII

Guida allo studio e alla riflessione


Letture
1. Francesco Bacone Accendere una luce
2. Francesco Bacone Laraldo del nuovo

sapere
3. Francesco Bacone Gli idola
4. Francesco Bacone Dedalo o le arti
meccaniche
5. Gottfried Wilhelm Leibniz Necessit della
collaborazione tra i dotti e i meccanici
ANALISI DI UN PROBLEMA La ricerca scientifica

1.
2.
3.
4.

Cartesio
Vita e opere
Lalbero della conoscenza
La morale provvisoria
La conoscenza e il metodo
Concetti Il razionalismo

Indice

202
202
203
203
204
204
206
208
209
210
211
212

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213
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219
219
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221
222
224

228
229
230
230
231
232

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5.
6.

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Pagina VIII

Io e Dio nel Discorso


Io e Dio nelle Meditazioni
6.1 Il dubbio e largomento del sogno
6.2 Il Dio ingannatore e il genio maligno
6.3 Io sono, io esisto
6.4 Lio, levidenza e la verit
6.5 Dio esiste e non mi inganna
6.6 Cera, cappelli e mantelli
6.7 Linnatismo
6.8 Lesistenza di Dio e il circolo vizioso

7.
8.

La mente, il corpo e le passioni


La natura e le sue leggi

235
237
237
238
239
239
240
242
242
244
245
246

1.

Storie La persecuzione politica e religiosa

2.
3.
4.
5.
6.
7.

250

Sintesi

307

Sintesi

251

Guida allo studio e alla riflessione

309

Guida allo studio e alla riflessione

253

Letture

Letture

255
255
257
260
261

311
311
312
314
316

La morale provvisoria
Il cogito
La corporeit
La favola

Hobbes
Vita e opere
La filosofia naturale
Problemi Una passeggiata contro il cogito

Lantropologia
La filosofia politica
Approfondimenti Diritto naturale e legge
naturale in Hobbes
Approfondimenti Il Leviatano

5.

303

Spinoza e lo spinozismo

Che cosa ne stato e che cosa ne


di Cartesio

8.

1.
2.
3.
4.

INTRECCI Realt e illusione nellarte e nella letteratura 264

3.
4.

294
294
295
295
296
298
300
301
302

305
306
306

1.
2.
3.
4.

1.
2.

La ricerca del sommo bene


Una sola sostanza
Libert e necessit
La conoscenza
Letica
La difesa della libert
Problemi Dio ferm il Sole? Spinoza e Galilei
sulla Scrittura
Approfondimenti Democrazia e realismo
politico
Concetti Il diritto naturale come potenza

Storie Ho quasi deciso di bruciare tutte le mie


carte
247
Problemi Gli animali sono macchine?
248

9.

Spinoza
Vita e opere

1.
2.

Dopo Hobbes
Sintesi

282

Guida allo studio e alla riflessione

283

Locke
Vita e opere
La teoria liberale dello Stato
Concetti Liberalismo
Approfondimenti Il lavoro come fondamento
della propriet privata

268
268
270
271
273
275
276
277
280

Dio
Il pregiudizio finalistico
I miracoli
Il diritto alla libert

3.
4.

La difesa della tolleranza


Il Saggio sullintelletto umano
4.1 Il rifiuto del dogmatismo innatistico
4.2 Le idee e lesperienza
Concetti Lempirismo
4.3 Le parole
4.4 La conoscenza e la probabilit
Collegamenti La nascita della monarchia
costituzionale inglese

318
318
319
319
320
321
322
323
325
325
327
329
331

Locke: non soltanto autore del Saggio


sullintelletto umano

332

Sintesi

333

Letture

Guida allo studio e alla riflessione

335

1.
2.
3.
4.
5.

Letture

337
337
339
342

5.

285
La concezione della filosofia
285
La sensazione come fonte della conoscenza 285
Lantropologia negativa
287
La creazione dello Stato
290
Il significato della parola Chiesa e
i rapporti tra potere civile e potere ecclesiastico 292

Indice

1. La societ politica
2. La tolleranza
3. Le idee e lesperienza
ANALISI DI UN PROBLEMA La tolleranza

VIII

344

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1.
2.

27-02-2007

1:29

Pagina IX

Il meccanicismo
Il meccanicismo: un metodo e
una filosofia
Macchine, animali, uomini

Concetti Atomismo e corpuscolarismo

348
350
351
351
352

Leibniz: il meccanicismo come


materialismo

354

Sintesi

Approfondimenti La fisiologia meccanicista

3.
4.

1.
2.
3.
4.

Meccanicismo e cristianesimo

6.
7.

Sintesi

411

Guida allo studio e alla riflessione

355

Guida allo studio e alla riflessione

412

Letture
1. Cartesio La macchina del mondo:

357

formazione del Sole e delle stelle


2. Robert Boyle Eccellenza della filosofia
corpuscolare o meccanica

357

Leibniz
Vita e opere
La caratteristica universale
Ritornare al passato e confutare Cartesio
Le monadi
La teoria dellinnatismo e il ruolo
dellesperienza
Le verit di ragione, le verit di fatto e il
principio di ragion sufficiente
Dio, i mondi possibili e il migliore
dei mondi possibili

5.

Letture
414
1. Blaise Pascal La scommessa
414
2. Pierre Bayle I diritti della coscienza errante 415
3. John Toland Una religione senza misteri 418
4. George Berkeley Una nuova dimostrazione

359

dellesistenza di Dio
5. George Berkeley I vantaggi
dellimmaterialismo
6. Lateismo e il materialismo di un testo
clandestino

362
362
363
365
367
369

372

1.
2.
3.

374

4.

Perch esiste il male?


La riscoperta del Leibniz logico

375
376
377

5.
6.

Sintesi

378

Guida allo studio e alla riflessione

380

Letture

382
382
384
386
389

La caratteristica universale
La fonte del male
Le monadi
I corpi sono fenomeni ben fondati

Dio, luomo e la natura


Ragione, storia e rivelazione
Concetti Libertinismo

2.
3.

Storie Le Provinciali di Pascal e la polemica


contro i gesuiti
Collegamenti Pascal e lesistenzialismo
4.3 Berkeley

355

1.
2.
3.
4.

1.

Le risposte apologetiche alla crisi scettica:


Pascal e Berkeley
399
4.1 Scetticismo e fideismo
399
4.2 Pascal
400
Approfondimenti Il giansenismo e Port-Royal 401

Tolleranza e libert di pensiero

Problemi Lottimismo e il problema


del male

8.
9.

4.

402
404
405
408

Concetti Il calcolo infinitesimale

5.

348

Dio e il male
Finalismo e materialismo
Concetti Deismo

371

391
392
393
393
396
398

IX

7.

Indice

422
423

Hume
La vita e le opere
La natura umana e le leggi della mente
Lo scetticismo e il mondo della vita

425
426
426
429
Problemi Le cause dellazione e la libert umana 431
Le passioni e la vita morale
431
Problemi La morale sessuale
434
I criteri del giudizio estetico
434
Il problema della religione
435
Problemi Il problema del suicidio
436
Leredit di Hume
438
Sintesi

440

Guida allo studio e alla riflessione

441

Letture

444
444
445
446
448
449

1.
2.
3.
4.
5.

1.
2.

419

Il concetto di causa
Lidea dellio
La simpatia
La societ e le virt artificiali
Il teismo razionale

Lanalisi dei sentimenti morali


Morale privata e virt pubbliche
La storia della mente e la genesi
dei sentimenti morali

451
452
453

3.
4.
5.
6.

27-02-2007

1:29

Pagina X

La teoria del senso morale


Il primato della coscienza
Adam Smith e letica della simpatia
Sviluppi e metamorfosi del dibattito
sulla morale

455
457
459

Sintesi

463

Guida allo studio e alla riflessione

464

Letture
1. Bernard Mandeville La virt e lorigine

465

della societ

Letture

1. I tre autori: Platone, Tacito, Bacone


2. Gli assiomi o degnit della nuova
scienza della storia

1.

465

Lincontro con il Nuovo Mondo.


I filosofi e i selvaggi
Questioni teologiche e miti filosofici
Immagini ambivalenti

472
472
475

Sintesi

479

Guida allo studio e alla riflessione

480

Letture
1. Tommaso Ortiz Immagini negative

481

3.

1.
2.
3.

4.

Approfondimenti Vico e il diritto: la genesi dei


concetti dalle leggi

4.

La storia: una nuova scienza

7.
8.

9.
10.
11.
12.

493
493

498

Sintesi

499

Guida allo studio e alla riflessione

500

Indice

509
509
511
512
513
514
515

Filantropia e divulgazione

522

Storie La massoneria nel secolo dellIlluminismo 523

489
489
490
491

Fortuna, sfortuna, attualit di Vico

Sensismo, materialismo, ateismo

505
506
507

5.1 Condillac: il sensismo e la critica ai sistemi


metafisici
515
5.2 La Mettrie, Helvtius, dHolbach:
il materialismo
516
Protagonisti Diderot
518
5.3 Diderot: materialismo, ateismo e dinamismo
della natura
519
Approfondimenti Diderot, Bacone e
521
linterpretazione della natura

LEnciclopedia
524
La dimensione politica dellIlluminismo:
riforme, progresso, utopia
526
8.1 Montesquieu
527
Protagonisti Montesquieu
528
8.2 La vocazione riformatrice dellIlluminismo 530
8.3 Utopie politiche
532
La storia e il progresso
533
LIlluminismo tedesco
534
LIlluminismo italiano
535
Leredit dellIlluminismo
536
Sintesi

538

Guida allo studio e alla riflessione

539

Letture
542
1. J. Offroy de la Mettrie Lanima e il pensiero 542
2. Ch.-L Montesquieu La libert politica
e la separazione dei poteri
543
3. J.-B. Le Rond dAlembert Arti liberali
e arti meccaniche
543
4. Denis Diderot Le ipotesi e le congetture 545
5. Denis Diderot Critica del cristianesimo 545
6. E. Bonnot de Condillac La statua di marmo 546

Approfondimenti Alle origini della Scienza nuova


della storia: la distinzione tra ebrei e gentili
494
4.1 I bestioni, la sapienza poetica, il mito
495
4.2 Il linguaggio e la poesia: Omero
496

5.

La tolleranza
Approfondimenti Voltaire e le vittime
dellintolleranza religiosa

481
Bartolom de Las Casas Il selvaggio debole
e mansueto
482
Michel de Montaigne Nuovi popoli,
nuove culture
483
Jean-Jacques Rousseau Il buon selvaggio 485
Denis Diderot Leros liberato
487

Vico
La vita e le opere
Il De ratione e la polemica anticartesiana
Lantica sapienza italica

Il deismo di Voltaire
Approfondimenti Candido

dei selvaggi

4.
5.

Critica della tradizione filosofica


e religiosa
Storie Micromega

6.

3.

LIlluminismo
Ragione ed esperienza
Protagonisti Voltaire

2.

5.

2.

502

461

2. David Hartley Lorigine dei sentimenti


morali dallassociazione delle idee
467
3. Francis Hutcheson Il senso morale
468
4. Joseph Butler La funzione della coscienza 469
5. Adam Smith Lo spettatore imparziale
470

1.
2.

501
501

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12:56

Pagina XI

7. Voltaire La tolleranza e linsegnamento


547
evangelico
8. Voltaire La religione naturale e il deismo 549
550
9. Cesare Beccaria La pena di morte
10. G. E. Lessing Religione naturale e religioni
551
rivelate
11. Paul Henri Thiry dHolbach Teologia e morale 552
12. J.-A.-N. Caritat de Condorcet I progressi
futuri dello spirito umano
553

1.
2.
3.

Rousseau
Vita, opere e personalit
Il Discorso sulle scienze e le arti
Lorigine della disuguaglianza

Il contratto sociale

555
555
559
561

La volont generale
Religione civica e religione naturale
Leducazione dellindividuo
Leredit di Rousseau

568
569
571
572
572
575
576
577

Sintesi

579

Guida allo studio e alla riflessione

580

Concetti Diritto naturale e diritto razionale


Storie Rousseau progettista di costituzioni
Concetti Contratto/Contrattualismo

5.
6.
7.
8.

1.
2.

1.

1.1 Dalla dichiarazione dindipendenza alla


Costituzione federale
1.2 Un nuovo ordine mondiale?
1.3 Che cosa cera di rivoluzionario nella
Rivoluzione americana?
1.4 Problemi nuovi per la teoria politica

3.
4.

2.

La Rivoluzione francese
2.1 La virt repubblicana
2.2 Robespierre
2.3 Conseguenze durature
Concetti Giacobini, girondini e altro.
Terminologia rivoluzionaria

612

Letture

614

La scienza del Settecento


Leredit di Newton
Le scienze della vita

614
615
615
616
619
622

La Rivoluzione francese e la scienza

626
626
629
630
633
635
637
638

Sintesi

640

Guida allo studio e alla riflessione

641

Letture
1. Isaac Newton Il rifiuto delle ipotesi
2. Voltaire Vortici cartesiani e gravitazione

642
642

La scoperta del tempo


La rivoluzione chimica

newtoniana
642
3. G. L. Leclerc de Buffon Il rifiuto della
geologia biblica e il richiamo ai processi
quotidiani di trasformazione
644
4. Denis Diderot La materia vivente
645
5. Antoine-Laurent Lavoisier La nomenclatura
chimica e la nuova definizione
di elemento
645

595
596

1.
2.
3.
4.

605

XI

Guida allo studio e alla riflessione

Protagonisti Antoine-Laurent Lavoisier

5.

595
595

597
599
600
601
601
603

611

Protagonisti Georges-Louis Leclerc de Buffon

582
Incivilimento e corruzione dei costumi
582
Luomo nello stato di natura
584
Lorigine della propriet e il contratto iniquo 586
Il contratto sociale
589
La volont generale e i diritti dei cittadini 591
La professione di fede del vicario savoiardo 593

La Rivoluzione americana
e la Rivoluzione francese
La Rivoluzione americana

Sintesi

ANALISI DI UN PROBLEMA I diritti

Letture

1.
2.
3.
4.
5.
6.

605
606
607

1. La dichiarazione dindipendenza degli


Stati Uniti dAmerica
2. Thomas Jefferson Il diritto degli uomini
allautogoverno e alla felicit
3. La Dichiarazione dei diritti delluomo
e del cittadino
4. Robespierre Virt, democrazia e terrore
5. Robespierre Il culto dellEssere Supremo
come religione repubblicana

Approfondimenti Lideale economico-sociale di


Rousseau
566

4.

2.4 Limiti e contraddizioni


2.5 Dilemmi
2.6 Reazioni alla Rivoluzione francese

Kant
La vita e le opere
Gli scritti precritici?
La svolta del 1770
Un nuovo inizio. La Critica della ragion pura
Concetti Empirico/Puro

Indice

647
648
649
651
653
653

0050.indice_generale.qxd

5.

6.

27-02-2007

1:29

Pagina XII

4.1 Giudizi analitici e giudizi sintetici.


La rivoluzione copernicana di Kant
4.2 LEstetica trascendentale
4.3 LAnalitica trascendentale
4.4 La Dialettica trascendentale

654
657
658
663

Il regno della libert.


La Critica della ragion pratica

667

5.1 Imperativo ipotetico e imperativo


categorico
5.2 Virt e felicit

668
671

La Critica del Giudizio. Un nuovo ambito


di riflessione

Influenza del pensiero di Kant

674
676
677
680
681
682
683
684
684

Sintesi

686

Guida allo studio e alla riflessione

690

6.1 Il giudizio estetico. Il bello


6.2 Il sublime
6.3 Il giudizio teleologico. Lidea di finalit

7.

La politica e la storia
Storie Kant e il dibattito sullIlluminismo
Concetti Luso pubblico della ragione
Problemi Kant e la libert nello Stato

8.

Indice

Letture
693
1. I giudizi sintetici a priori
693
2. La rivoluzione copernicana della filosofia
kantiana
696
3. Estetica e analitica trascendentali
698
4. La deduzione trascendentale delle categorie 701
5. Le idee della ragione
703
6. La libert come chiave di volta del sistema 705
7. Virt e felicit
707
8. Bello e sublime
709
9. Il Newton del filo derba
712
10. Linsocievole socievolezza
712
ANALISI DI UN PROBLEMA La virt

714

INTRECCI Il bello, il pittoresco e il sublime

718

1.
2.
3.
4.

XII

Il bello neoclassico
Il pittoresco
Il sublime
Verso il Romaticismo

718
719
720
721

Indice dei nomi

722

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Pagina 1

Let moderna
RCS LIBRI EDUCATION SPA

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Quadro storico

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Pagina 2

LE COORDINATE

politica

t La flotta
portoghese,
protagonista della
colonizzazione
doltreoceano,
in un dipinto
del XVI secolo.

Il tempo
Tradizionalmente let moderna si fa
iniziare nel 1492, anno del viaggio
transoceanico di Colombo. Tuttavia
negli ultimi cinquanta anni gli storici
hanno proposto anche altre date,
legate a prospettive storiche diverse.
In particolare, dal punto di vista
della storia politica viene
sottolineata limportanza del 1453,
anno in cui termina la guerra dei
Centanni e si formano le prime
monarchie nazionali moderne in
Francia e in Inghilterra; il 1453
anche lanno in cui i Turchi
Ottomani conquistano
Costantinopoli, determinando la
caduta dellImpero bizantino.
Let moderna si chiude con la
rivoluzione francese del 1789, che
segna la fine dellAncien Rgime.
Durante il decennio rivoluzionario,
dal 1789 al 1799, si delineano le basi
ideologiche e sociali dellEuropa
contemporanea.
Let moderna pu essere suddivisa
in alcune fasi:
1453-1550: il Rinascimento,

Let moderna

let delle scoperte geografiche,


della Riforma protestante e della
nascita degli Stati nazionali
1550-1660: il secolo di ferro,
caratterizzato dalle guerre di
religione e dal consolidamento
delle monarchie nazionali
1660-1740: let dellassolutismo
nella maggior parte degli Stati europei
e dellaffermazione della monarchia
costituzionale in Inghilterra
1740-1770: let dellespansione
coloniale e del dispotismo
illuminato
1770-1799: let delle
rivoluzioni (Rivoluzione americana,
Rivoluzione francese e inizio della
rivoluzione industriale), che si chiude
nel 1799 con il colpo di Stato di
Napoleone Bonaparte.

Gli spazi
Let moderna inizia con i viaggi di
esplorazione dellOceano
Atlantico, del quale fino ad allora
erano state percorse solamente le
coste, e la scoperta dellAmerica
nel 1492. Con la colonizzazione
dellAmerica, lEuropa diventa il
centro economico del mondo. Nel
corso del Cinquecento il baricentro
dei traffici commerciali si sposta
dal Mediterraneo allAtlantico, e
quindi al mare del Nord.
Alla met del Seicento il baricentro
dellEuropa si sposta dal
Mediterraneo alla valle del
Reno, che diviene il nuovo fulcro
della potenza politica e militare.
Anche la geografia economica
europea cambia: alla depressione
dellarea meridionale del continente
corrisponde la fioritura dei grandi
circuiti commerciali del nord, con le
citt di Amburgo, Anversa,
Amsterdam, Bordeaux, Francoforte,
Genova, Ginevra, Londra,

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27-02-2007

1:42

Pagina 3

t Il mondo nella seconda met del XVIII secolo.

GROENLANDIA
ALASKA
S S O
R U

R O
P E
M
I

Baia di
Hudson

Montreal

Quebec

New York

OCEANO
AT L A N T I C O

NUOVA SPAGNA
Citt del
Messico

OCEANO
PA C I F I C O

CUBA
ISOLE
HAITI ANTILLE
Caracas
Bogot
GUYANA
NUOVA
GRANADA
Lima
BRASILE
PER
CILE
Santiago

MA
I M P E R O OT TO

NO

IM

RO

Bombay

GAMBIA

Goa

Calcutta
Madras
Ceylon

Macao

GIAPPONE

MOZAMBICO
MADAGASCAR

PA C I F I C O

Manila
FILIPPINE

SUMATRA
Batavia
GIAVA

ANGOLA

MOLUCCHE

OCEANO
INDIANO

Buenos Aires

SE
NE
Pechino

OCEANO

SENEGAL

Rio de Janeiro

PE

CI

AUSTRALIA

Citt del Capo

POSSEDIMENTI COLONIALI:
Portoghesi

Marsiglia, Nantes, Zurigo. Mentre si


amplia linfluenza anglo-francogermanica, lItalia ridotta ad area
periferica.
Tra il XVII e il XVIII secolo la
politica di espansione degli Stati
europei si sposta nei territori
doltremare. Nel 1642 lolandese
Abel Tasman circumnaviga
lAustralia. Nel 1720 il danese
Bering raggiunge lo stretto che porta
il suo nome. Nella seconda met del
Settecento viene completata
lesplorazione del globo
terrestre. Tra il 1768 e il 1770
linglese James Cook scopre
numerose isole dellOceania e
approda sulle coste dellAustralia; nel
1772 oltrepassa il circolo polare
antartico; nel 1778 raggiunge il mar
glaciale Artico. Alle scoperte
geografiche della seconda met del

Spagnoli

Francesi

XVIII secolo si devono le


conoscenze che permetteranno di
organizzare una visione completa del
mondo; il globo terrestre viene diviso
in meridiani e paralleli, vengono
redatte le moderne carte nautiche,
fondate su precise misurazioni e
rigorosi metodi di rappresentazione
cartografica.

La lingua
Fino alla met del Seicento la lingua
della cultura e della scienza
continua ad essere il latino, a cui
per si vanno affiancando sempre
pi le varie lingue nazionali.
A partire dalla met del Seicento, il
francese, grazie al predominio
politico-culturale della Francia,
diviene la lingua egemone della
cultura europea. Il latino
continua a dominare negli ambiti
3

Quadro storico

Olandesi

Inglesi

specialistici e manterr ancora a


lungo il primato nellinsegnamento;
viene usato, oltre che nella
letteratura teologica, anche nel
campo giuridico e scientifico.
Nel Settecento il francese diventa la
lingua delle relazioni
internazionali, il linguaggio
diplomatico per eccellenza. Questo
il risultato delle vittorie di Luigi XIV
e del prestigio culturale che la
Francia ha acquistato sotto il suo
regno. Dopo quello di Utrecht
(1713), infatti, quasi tutti i grandi
trattati del secolo sono redatti in
francese. La sua importanza tale
che spesso viene usato nella
corrispondenza tra i diplomatici e i
loro governi. Il tedesco e il latino
vengono utilizzati soltanto tra gli
Stati dellImpero tedesco e litaliano
nei rapporti con lOriente.

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4-09-2007

16:55

Pagina 4

Un mondo nuovo
Lo spartiacque tra il Medioevo e let moderna segnato da alcuni fenomeni importanti che
avvengono nellarco di novantanni, tra il 1453 e il 1543: a) le esplorazioni geografiche; b) la
formazione dello Stato moderno; c) linvenzione della stampa, che consente lallargamento e la circolazione della cultura; d) la Riforma protestante e la rottura dellunit della
cristianit occidentale; e) la rivoluzione copernicana, che porta a una nuova concezione
delluniverso.

La stampa

Linvenzione della stampa segna una rivoluzione nella comunicazione perch permette la
riproduzione rapida di molti esemplari dello stesso testo. il tedesco Johannes Gutenberg (1400
ca.-1468) che nel 1462 stampa il primo libro, una Bibbia in latino.

Let delle
scoperte
geografiche
(1420-1536)

Con lesplorazione sistematica delle


coste africane, nel 1420, si apre oltre
un secolo di viaggi ed esplorazioni:
let dei grandi navigatori e delle scoperte geografiche. Limpulso dato dallespansione dei Turchi
Ottomani verso il Mediterraneo,
culminata con la caduta di Costantinopoli nel 1453: loccupazione
ottomana di questa base strategica
blocca le vie carovaniere da e per
lOriente e impone la ricerca di vie
marittime alternative. Nel 1492
Colombo approda in America e nel
1521 Magellano porta a termine la i Planisfero del XVI secolo con litinerario del viaggio intorno al
circumnavigazione del globo, mondo compiuto da Magellano.
che dimostra empiricamente la sfericit della Terra. Con le scoperte geografiche inizia una storia mondiale, che intreccia le storie dei vari continenti.

Il Cinquecento,
secolo della
colonizzazione

Mentre il Quattrocento il secolo delle grandi scoperte, il Cinquecento il secolo della colonizzazione, ossia del dominio, militare, economico e ideologico, delle potenze europee sui Paesi colonizzati. LEuropa diventa il centro economico del mondo. Il Nuovo mondo viene
spartito tra Spagna e Portogallo. La Chiesa autorizza la presa di possesso delle nuove terre per
la salvezza delle anime dei popoli barbari, affinch siano vinti e ricondotti alla fede (bolla
Inter Coetera del 1493 e trattato di Tordesillas del 1494).

Il colonialismo

Con la colonizzazione nasce lideologia e la pratica del colonialismo: gli europei assoggettano
intere popolazioni, che considerano incivili e quindi inferiori, con il duplice scopo di civilizzarle e di sfruttarle economicamente: Quando si parla delle terre scoperte da Colombo, si
dovrebbe dire che sono un mondo nuovo, tanto sono lontane, senza traccia di costumi civili
n di religione alcuna, affermava lo storico e geografo italiano Pietro Martire dAngheria
(1459-1526).

Il sistema
mondiale
delleconomia
moderna

Con la scoperta dellAmerica e lo sfruttamento delle risorse del nuovo continente, ha origine il
capitalismo mercantile e finanziario, il cosiddetto protocapitalismo. Leconomia
europea viene a trovarsi al centro di un sistema molto articolato, che lo storico statunitense
Immanuel Wallerstein (1930-) ha chiamato il sistema mondiale capitalistico, basato sulla
subordinazione geografica, economica, sociale e politica fra aree centrali (lEuropa) e aree periferiche (le colonie). Nella stessa Europa il baricentro dei traffici si sposta dal Mediterraneo allAtlantico e quindi al mare del Nord: Venezia perde il suo primato commerciale,
dato dai traffici con lOriente, a favore di Anversa, nel cui porto confluiscono le merci importate dalle Americhe e che diventa il pi importante mercato del mondo.

RCS LIBRI EDUCATION SPA

Una cesura
storica

Let moderna

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1:42

Pagina 5

Le monarchie
nazionali

Anche dal punto di vista politico avviene un cambiamento radicale, che investe principalmente
lEuropa occidentale: la nascita e il consolidamento dello Stato moderno. Con la crisi dei
due poteri universali (il Papato e lImpero), in Francia, in Inghilterra e nella penisola iberica si
rafforzano le monarchie nazionali. In questo periodo si afferma la credenza nel diritto divino dei re. Lo Stato considerato una propriet personale del sovrano (concezione dello Stato
patrimoniale), che accentra nelle sue mani il potere legislativo e quello esecutivo, esercitando
il monopolio della forza legittima (la sovranit).

Laccentramento dei poteri

In Francia la nascita dello Stato moderno il risultato del consolidamento del potere centrale
con la casata regnante dei Valois, in seguito alla guerra dei Centanni e alla spartizione del
potentato della Borgogna (1477). In Inghilterra, dopo un lungo periodo di conflitti, iniziato con
la guerra dei Centanni con la Francia e proseguito con la guerra delle Due Rose (1455-1485) tra
i Lancaster e gli York, la monarchia si rafforza con Enrico VII, che si proclama re nel 1485 e d
inizio alla dinastia dei Tudor. In Spagna il matrimonio tra Isabella di Castiglia e Ferdinando di
Aragona (1469) unifica i regni della penisola iberica in una sola grande nazione. Viene inoltre
completata la Reconquista, con la cacciata dei mori da Granada (1492), ultimo califfato arabo,
quattro mesi dopo lespulsione degli ebrei dal territorio spagnolo. In questi tre Paesi i sovrani
impongono il proprio dominio alle alte gerarchie feudali, anche se queste conservano ancora a
lungo il diritto di condizionare la corona attraverso strumenti come gli Stati generali in Francia,
il Parlamento in Inghilterra e le Cortes in Spagna.

Le strutture
dello Stato
moderno

Il consolidamento del potere dei sovrani avviene attraverso nuove strutture organizzative
centralizzate: una burocrazia gestita attraverso funzionari statali; un sistema fiscale; una
legislazione tendenzialmente uniforme, applicata dalle corti di giustizia; un esercito permanente, che garantisce la stabilit del potere e la difesa dagli attacchi esterni.

Nuove armi
e nuove guerre

Anche lo sviluppo e la diffusione dellartiglieria cambia gradualmente il volto della guerra.


Nessuna citt risulter pi inespugnabile e la cavalleria perder importanza.

La Riforma
protestante

Con la Riforma inaugurata dal monaco agostiniano Martin Lutero (1483-1546) nel 1517, si
produce una frattura allinterno della cristianit. La contrapposizione religiosa si trasforma in un contrasto politico e militare tra i principi tedeschi che sostengono le teorie protestanti
e gli Stati cattolici, guidati da Carlo V dAsburgo, re di Spagna dal 1516 e imperatore dal
1519. La guerra termina con la pace di Augusta (1555), che sancisce per i principi tedeschi la
libert di scelta confessionale tra cattolicesimo e luteranesimo, mentre i sudditi devono aderire
alla religione del principe oppure emigrare.

La Controriforma e la
Riforma
cattolica

Con il Concilio di Trento


(1545-1563) la Chiesa cattolica
tenta di ristabilire il controllo sulla cristianit attraverso la repressione da parte dellInquisizione
e la propaganda del nuovo ordine
dei Gesuiti.

La fine
dellunit della
cristianit

La cristianit ora divisa in tre


Chiese diverse: cattolica, ortodossa e protestante. Tramontato lideale dellunit del mondo cristiano medievale (prima di allora
infatti non si parlava di europei, ma
di cristiani), comincia a delinearsi il
concetto moderno di Europa.

Stato
e religione

i Una delle ultime sedute del Concilio di Trento in un quadro


attribuito al Tiziano, 1563 (Parigi, Museo del Louvre).

Tutti gli Stati nazionali europei dal Quattrocento al Cinquecento mantengono un forte legame con
le gerarchie ecclesiastiche locali, i vescovi e gli arcivescovi. Tuttavia lo Stato moderno tende ad
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u Jacob Fugger II, detto il Ricco, raffigurato in questo acquerello del 1517
insieme al suo capo-contabile, uno dei primi banchieri europei. Limpero
economico della famiglia Fugger era infatti cos vasto che essi divennero in
breve tempo i finanziatori della casa dAsburgo.
affrancarsi dallingerenza del Papato romano, tanto che in
Inghilterra, Danimarca e Svezia sono gli stessi re a introdurre la Riforma. Il processo porta alla costituzione di Chiese
nazionali indipendenti in ambito sia protestante (anglicanesimo in Inghilterra) sia cattolico (gallicanesimo in Francia). Nelle
monarchie nazionali il re controlla la Chiesa e il clero nazionale
sottomesso alla Corona.
Il sistema dei
ceti e il potere
della borghesia

Lo sviluppo delleconomia porta a una notevole mobilit


sociale, che disgrega le rigide strutture medioevali. Le classi
al di sotto della nobilt possono ambire ad elevarsi, sia economicamente sia socialmente. Emergono nuovi ricchi: banchieri, notai, armatori, imprenditori. La societ non pi organizzata per ordini, come nel Medioevo, ma per ceti economici. Pur essendo ancora esclusa dallesercizio attivo dei
diritti politici, la borghesia, grazie al suo potere economico, aumenta la propria influenza,
ricopre funzioni vitali nellapparato pubblico e finanzia con prestiti anche i sovrani.

1543:
la rivoluzione
copernicana

Nel 1543 lastronomo polacco Niccol Copernico (1473-1543) pubblica Sulle rivoluzioni degli
orbi celesti (De revolutionibus orbium coelestium), che espone la teoria eliocentrica: al centro delluniverso non c pi la Terra, ma il Sole. una rivoluzione non soltanto sul piano scientifico,
ma anche culturale e religioso: luomo non pi al centro delluniverso.

Il secolo di ferro

Il tramonto
dellimpero

Con labdicazione nel 1556 di Carlo V dAsburgo, re di Spagna dal 1516 e imperatore dal 1519,
e la divisione dei suoi territori, tramonta definitivamente lultimo sogno universalistico. La pace
di Cateau-Cambrsis (1559), che pone fine alla conflittualit franco-asburgica, sancisce il primato internazionale della Spagna e segna la fine dellindipendenza italiana.

Le guerre
di religione

I contrasti religiosi divampano, non soltanto tra protestanti e cattolici, ma anche tra le Chiese
riformate; le varie confessioni (cio le comunit legate alla stessa fede), infatti, si irrigidiscono
assai presto nei loro dogmi, giungendo a manifestazioni di estrema intolleranza. Tra le confessioni protestanti, il calvinismo, nato a Ginevra con Giovanni Calvino (1509-1564), si diffonde in molte altre nazioni europee: in Scozia nel 1560 John Knox riesce a farlo accettare dal Parlamento; nel 1566 la Confessio Belgica riunisce
tutti i calvinisti dei Paesi Bassi; la Polonia meridionale e la Transilvania diventano roccaforti
delle congregazioni calviniste. I contrasti religiosi portano nella seconda met del Cinquecento
alla lunga serie delle guerre di religione, che
inizialmente colpiscono la Francia e i Paesi Bassi, e nel Seicento dilagano nellintera Europa.

o Quella che passata alla storia come la strage di San


Bartolomeo segna uno dei momenti pi drammatici del
conflitto religioso in Europa: il massacro, compiuto a Parigi
nella notte tra il 23 ed il 24 agosto 1572 dalla fazione
cattolica, caus la morte di migliaia di protestanti ugonotti.
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Nella seconda met del Cinquecento la Francia devastata dalle guerre civili, che prendono
lavvio nel 1559 da una crisi dinastica e contrappongono cattolici e ugonotti (calvinisti francesi:
il termine deriva dal tedesco eidgenossen, confratelli, confederati). Questo periodo turbolento si chiude con leditto di Nantes (1598) promulgato da Enrico IV di Borbone: viene concessa la libert di culto agli ugonotti, pur con alcuni limiti, in varie citt. Leditto costituisce un atto
di tolleranza rivoluzionario per quei tempi.

Unepoca
di intolleranza

La vita interna degli Stati infatti dominata dallintolleranza religiosa e politica. La Chiesa
della Controriforma instaura un clima repressivo. Ne fanno le spese anche liberi pensatori come
Giordano Bruno (1548-1600), arso vivo in seguito a una sentenza del tribunale della Santa
Inquisizione romana, e scienziati come Galileo Galilei (1564-1642), costretto ad abiurare le
sue scoperte rivoluzionarie in campo astronomico.

La Spagna
di Filippo II

Il rafforzamento degli Stati nazionali passa attraverso luniformit e lintransigenza religiose.


LInquisizione viene usata come strumento di controllo politico soprattutto in Spagna, dove
Filippo II (1556-1598) rafforza il proprio potere attraverso la sottomissione del clero e leliminazione di ogni forma di opposizione.

Lascesa
di Olanda
e Inghilterra

La vittoria sui mari dellInghilterra di Elisabetta (1558-1603) contro lInvincibile armata di


Filippo II nel 1588 segna il declino della potenza navale spagnola. LInghilterra e lOlanda, le
due nuove potenze marittime e coloniali, si contendono il primato sui mari. lOlanda
che soppianta Portogallo e Spagna nel controllo commerciale delle colonie e dei traffici marittimi per tutto il Seicento. Amsterdam diventa il baricentro del commercio mondiale.

La guerra
dei Trentanni

La guerra dei Trentanni (1618-1648) travolge lEuropa: dapprima la Spagna e lImpero


asburgico contro la Danimarca, la Svezia e gli Stati tedeschi luterani; poi la Francia cattolica
contro la Spagna e lImpero. La
guerra si conclude con la pace di
Westfalia (1648), che consolida
le posizioni dei protestanti: in
Germania, oltre al luteranesimo,
pu essere professato anche il calvinismo; i prncipi possono scegliere la religione del proprio Stato e i sudditi sono liberi di seguire
la religione della propria famiglia
(se professata da almeno venticinque anni), oppure di abbandonare lo Stato portando con s i propri beni. Viene ratificata lindi- i La cerimonia del giuramento in occasione della pace di Westfalia
un celebre dipinto dellolandese Gerard Terborch (1617-1681),
pendenza dellOlanda calvinista in
conservato alla National Gallery di Londra. Al termine della guerra
e della Svizzera; nasce il regno di e dei successivi trattati, la divisione confessionale in seno allImpero
Prussia.
asburgico diventa definitiva.

Lascesa
della Francia

Dalla guerra esce come potenza dominante la Francia, mentre il ramo spagnolo degli Asburgo
si avvia a un tramonto lento ma inesorabile. Gradualmente il mondo tedesco, frammentato e
permeato da pregiudizi religiosi, assume un ruolo di secondo piano, politico e culturale.

1648: una data


importante

La firma del trattato traccia una cesura tra due epoche: segna la fine delle guerre di religione
con il riconoscimento dellesistenza di diverse confessioni allinterno di uno stesso
Paese; sancisce il principio per cui ogni Stato libero e sovrano; infine stabilisce tra i
diversi Stati una politica di equilibrio per impedire che uno di essi acquisti tanta potenza da
imporsi sugli altri. Con il trattato di Westfalia lo Stato moderno acquista un pieno statuto giuridico internazionale. Il processo di consolidamento compiuto, almeno nei pi importanti
Paesi europei.

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La guerra civile
in Francia

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La stagnazione
economica

A partire dal 1620 si verifica una grave crisi economica, che durer fino al 1740. Ai saccheggi e alle devastazioni della guerra vanno ad aggiungersi ripetute carestie ed epidemie di peste, che travagliano lEuropa
per tutto il secolo, con gravi conseguenze: decremento
demografico; crisi del settore agricolo; generalizzata
depressione delle attivit produttive.

Conflittualit
sociale

Il crescente impoverimento delle masse genera forti tensioni sociali, pi o meno manifeste. Il clima dellepoca
sembra caratterizzato da un generale senso di smarrimento. un mondo che ha messo in discussione certezze
che sembravano consolidate e riferimenti tradizionalmente acquisiti: le forme del potere religioso e politico, cos
come le strutture sociali, sono radicalmente cambiate.

Il consolidamento
di Olanda
e Inghilterra

Il rallentamento del commercio, dovuto al continuo stato


di guerra, e la conseguente crisi del capitalismo commerciale, interessano vaste aree dellEuropa occidentale. Soltanto Olanda e Inghilterra conoscono nel Seicento un
periodo di espansione, con incremento demografico e
fioritura del ceto mercantile e imprenditoriale.

i Ritratto di mercante, del pittore fiammingo


Mabuse (1478-1532). Dal Cinquecento
in poi, il ceto mercantile compare nei ritratti,
a riprova del suo nuovo ruolo in economia
e in politica.

La parabola dellassolutismo

Due modelli
di Stato

Nella seconda met del Seicento si compie il consolidamento dello Stato assoluto. Lesempio tipico la Francia, ma il processo avviene anche in Prussia, Russia, Danimarca e Svezia.
Contemporaneamente, per, si afferma in Inghilterra il modello della monarchia parlamentare costituzionale.

La prima
rivoluzione
inglese
(1642-1649)

Con Giacomo I Stuart (1566-1625), fautore di una svolta assolutistica, in Inghilterra la corona deve
lottare con il Parlamento per la supremazia politica: gli Stuart, cattolici, difendono gli interessi della
vecchia aristocrazia feudale, mentre il Parlamento rappresenta laristocrazia pi dinamica e la borghesia pi ricca di orientamento protestante, dominante
nel Paese. Scoppia una guerra civile tra i Realisti e i
Parlamentaristi, capeggiati da Oliver Cromwell (15991658). Nel 1649 Cromwell, a capo dellesercito, sconfigge
le truppe reali, fa processare, condannare e decapitare
Carlo I Stuart. Latto sancisce la crisi dellidea dellorigine divina del potere monarchico. Cromwell fa proclamare la repubblica e, nel 1653, acquisisce il titolo di
Lord Protettore di Inghilterra, Scozia e Irlanda. Alla sua
morte viene restaurata la monarchia degli Stuart.

La gloriosa
rivoluzione

Per assicurare al Paese un regime di libert civile, con


una svolta costituzionale e politica, laristocrazia e i ceti
medi si uniscono. Con lincruenta gloriosa rivoluzione
del 1688 la corona viene affidata a Guglielmo III di
Orange-Nassau (1650-1702). Con la Dichiarazione
dei diritti (Bill of Rights, 1689) avviene il passaggio alla
monarchia parlamentare costituzionale: latto vincola al consenso del Parlamento lapplicazione o la
sospensione delle leggi e garantisce la libert di fede, di
parola, di discussione e di stampa.
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i Il principe Guglielmo III dOrange, futuro


re Guglielmo dInghilterra, ritratto nel 1677
dal pittore olandese Caspar Netscher in
veste di comandante militare.

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Lassolutismo
monarchico
francese

In Francia con Luigi XIV (1661-1715), il Re Sole, si


consolida il paradigma dello Stato centralizzato e
assolutistico, basato su unidea della sovranit secondo cui il re detiene un potere assoluto, per grazia di
Dio, che non riconosce vincoli legali ( legibus solutus,
non vincolato alle leggi) n deve rendere conto alla
Chiesa o al popolo: Lo Stato sono io, Io sono il Primo Ministro di me stesso, amava ripetere Luigi XIV.
Questo processo avviene attraverso la subordinazione di
tutti i poteri indipendenti, il controllo amministrativo
del territorio, il rilancio delleconomia.

Laccentramento del potere

La nobilt di spada, in cambio della rinuncia allesercizio diretto del potere politico, ottiene tutti i privilegi di
classe: propriet terriera, esenzione dalle imposte, giurisdizione speciale. Lamministrazione viene centralizzata e affidata a una nuova burocrazia attinta dal
ceto medio borghese (gli intendenti).

Luniformit
religiosa

Nel 1685 Luigi XIV revoca leditto di Nantes al fine di eli- i Hyacinthe Rigaud, Ritratto di Luigi XIV,
minare centri di potere diversi da quello dello Stato: una 1701 (Parigi, Museo del Louvre).
fede, un re, una legge (un roi, une foi, une loi) recitava
Jacques-Bnigne Bossuet, predicatore di corte di Luigi XIV, nel 1670. Vengono abolite le concessioni agli ugonotti, proibito il culto protestante e rafforzata la chiesa gallicana. Con lesodo dei calvinisti la Francia perde manodopera specializzata, maestranze preziose e capacit imprenditoriali
vitali, con ingenti danni alleconomia.

La politica
economica

Nello Stato assoluto potenza politica, ricchezza economica e forza militare sono indissolubilmente legate, dal momento che necessario mantenere una corte numerosa, un esercito permanente e un corpo burocratico e diplomatico stabile. Per incrementare la ricchezza, lo Stato controlla, dirige e regolamenta dallalto le attivit economiche.

Il
mercantilismo

Tra Seicento e Settecento, nella politica economica della Francia come degli Stati dellEuropa
occidentale si afferma il mercantilismo: lo Stato interviene per potenziare e proteggere le attivit produttive e commerciali, al fine di rendersi il pi possibile indipendente dallestero. Questa
politica economica al servizio di una politica di potenza che non esita a usare la guerra per
lallargamento dei confini e la difesa contro le mire espansionistiche di altri Stati.

La politica
estera

Nellet di Luigi XIV culmina lascesa coloniale della Francia, iniziata dopo il 1648. LEuropa
scossa dalle tensioni provocate dalle mire egemoniche del re. Dal 1666 al 1713 la Francia in
stato di guerra quasi permanente.

I rapporti
internazionali

Nel 1713 il principio dellequilibrio viene espressamente richiamato nel trattato di Utrecht,
uno dei trattati a conclusione della guerra di successione spagnola (1701-1713). Per la prima
volta un accordo internazionale si propone esplicitamente lobiettivo di assicurare la pace
europea attraverso lequilibrio delle forze. Lopposizione alla supremazia dello Stato pi forte
regola i giochi delle alleanze. Di conseguenza si sviluppa unintensa attivit diplomatica.

Nuovi equilibri

La prima met del Settecento insanguinata da altre due guerre scatenate da questioni
dinastiche, che in realt sono determinate da ambizioni di conquista: la guerra di successione
polacca (1733-1738) e la guerra di successione austriaca (1740-1748). La pace di Aquisgrana,
del 1748, segna il definitivo tramonto della Spagna e laccantonamento delle ambizioni di
potenza della Francia, laffermazione della Russia e della Prussia (divenuta regno nel 1701), ma
soprattutto il rafforzamento dellInghilterra, che amplia i suoi domini coloniali. A consolidare la potenza inglese contribuisce anche lunione delle corone di Inghilterra e Scozia nel
Regno Unito di Gran Bretagna, avvenuta nel 1707.
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u Il dipinto mostra linglese William Penn


(1644-1718) mentre tratta con alcuni
Indiani dAmerica lacquisto del territorio sul
quale avrebbe fondato nel 1682 la colonia
inglese di Pennsylvania e la citt di Filadelfia.

Nuove alleanze

Mentre nella prima met del Settecento si contrappongono la Francia


dei Borboni e gli Asburgo dAustria,
nella seconda met del secolo le
alleanze tradizionali si rovesciano:
Austria, Francia, Russia e Spagna
fronteggiano Inghilterra e Prussia.
Linteresse delle potenze europee si sposta sempre pi sui territori doltremare, che costituiscono zone di sfruttamento delle materie prime a basso costo e mercati per i prodotti nazionali.
La guerra dei Sette anni (1756-1763) fu combattuta su due fronti: in Europa e nelle colonie (nel
Nord America e in India). Con la pace di Parigi del 1763, tra Gran Bretagna, Francia e Spagna,
lasse dellequilibrio si sposta dal continente europeo verso le colonie dAmerica, dAsia e
dAfrica. La fine della guerra sancisce lassoluto primato coloniale e marittimo inglese,
che durer fino alla prima guerra mondiale.

Il dispotismo
illuminato

Nella seconda met del Settecento inizia il processo che in forme diverse porter dallo Stato
assoluto allo Stato liberale dellOttocento. Momento importante di questa transizione lo sviluppo in Europa, tra gli anni Quaranta e gli anni Ottanta del Settecento, dellassolutismo
illuminato, che ha come protagonisti Federico II di Prussia, Maria Teresa e Giuseppe II dAsburgo, Caterina II di Russia. Questi sovrani, detti illuminati, attuano una serie di riforme
volte alla modernizzazione delleconomia e delle istituzioni dello Stato e alla laicizzazione della cultura. LAncien Rgime viene rinnovato eliminando le residue strutture economico-sociali feudali.

Le riforme

Le riforme hanno come obiettivo soprattutto la riduzione dei privilegi locali e delle giurisdizioni
particolari, in vista della centralizzazione dello Stato, che avviene attraverso un apparato
amministrativo efficiente e unitario. Vengono rafforzate le strutture burocratiche e militari,
sono aboliti i privilegi della nobilt e del clero, soprattutto in campo fiscale. attaccata la
propriet terriera ecclesiastica e si afferma il giurisdizionalismo, ossia lestensione della giurisdizione dei sovrani al campo religioso, che ha come effetto anche lespulsione dei gesuiti dai
vari Stati. Le cariche pubbliche vengono aperte a tutti e viene concessa libert di commercio. In
campo sociale, a seconda degli Stati, sono abolite la pena di morte e la tortura, favorite la tolleranza religiosa e la libert di stampa attraverso labolizione della censura, istituite scuole statali.

Il
rafforzamento
della borghesia

Mentre nella Prussia e nella Russia illuminate la nobilt conserver ancora per lungo tempo i
suoi privilegi esclusivi, nellEuropa occidentale si rafforza la borghesia, che rivendica sempre
pi un ruolo attivo nello Stato.

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Le rivoluzioni
borghesi

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Dalla terra
ai mari

Let delle rivoluzioni e la fine dellAncien Rgime


Il Settecento un secolo decisivo per la storia dellOccidente, per i fondamentali mutamenti
nella concezione della politica e per i grandi progressi scientifici e tecnici. Nellultimo
quarto di secolo la rivoluzione industriale, la Rivoluzione americana e la Rivoluzione francese
cambiano radicalmente il volto della societ, i modi della produzione, le istituzioni politiche. Le
rivoluzioni di fine secolo sono rivoluzioni borghesi per limportante ruolo ricoperto dal terzo stato, la borghesia commerciale e finanziaria.
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u La presentazione dei membri


dellAccademia delle Scienze a Luigi XIV,
particolare di un dipinto di Charles Le Brun
(1619-1690) conservato nel Museo
Nazionale di Versailles. Il sovrano francese
prese numerose iniziative in campo artistico
e scientifico, tra le quali appunto la
fondazione nel 1666 dellAccademia delle
Scienze.

I progressi
scientifici
e lo sviluppo
delle scienze
applicate

Nel Settecento sono numerose le scoperte scientifiche e le invenzioni, che vengono divulgate grazie alle pubblicazioni delle accademie scientifiche (come la Royal Society di Londra, nata
nel 1660 per promuovere la ricerca, o la francese Acadmie des sciences del 1666) e, a partire dal
1751, allEnciclopedia delle arti e dei mestieri, curata dagli illuministi Diderot e dAlembert. La divulgazione accelera il progresso scientifico e favorisce la nascita e lo sviluppo di nuove
tecnologie. La tecnologia, fino ad allora basata soprattutto sulla pratica, usufruisce sempre
pi delle acquisizioni e dei metodi della scienza. Si sviluppano le scienze applicate.

La ripresa
delleconomia

Dopo la met del secolo in molte regioni leconomia riprende quota, grazie a condizioni che si
erano venute sviluppando gradualmente, soprattutto in Inghilterra e in Olanda: lallargamento
delleconomia monetaria, lestensione del settore manufatturiero, lo sviluppo di banche, borse e
grandi societ commerciali. Nello stesso periodo i miglioramenti nellalimentazione, la diminuzione delle epidemie e delle carestie, la cessazione delle guerre e laumento delle nascite provocano un incremento demografico: da questo momento la crescita della popolazione in Europa non subir pi flessioni.

La rivoluzione
industriale

Da questo straordinario insieme di fattori positivi scaturiscono profonde trasformazioni economiche e sociali, che portano al fenomeno definito rivoluzione industriale, ossia quel complesso di innovazioni tecnologiche che, sostituendo allabilit umana le macchine e alla fatica
di uomini e animali lenergia inanimata, rendono possibile il passaggio dallartigianato alla
manifattura, dando cos vita a uneconomia moderna, come viene definita dallo storico
David S. Landes (Prometeo liberato, 1993).

Lindustrializzazione
in Inghilterra

Lorigine di questo processo, che avviene dal 1750 al 1850 circa con velocit
diverse a seconda degli Stati, in
Inghilterra. A favorirne lavvio furono
varie condizioni favorevoli: conoscenze scientifiche e tecniche allavanguardia; lincremento demografico, che rende disponibile una notevole
quantit di manodopera e provoca
laumento della domanda interna e di
beni di vario genere; cambiamenti
radicali nel modo di produzione agricolo (la cosiddetta rivoluzione agraria) con conseguente crescita della produttivit della terra; una classe
imprenditoriale con disponibilit di
capitali; un grande sviluppo commerciale estero (Londra al centro
11

i Linterno di una industria tessile inglese di fine Settecento con


i primi esemplari di filatoi meccanici. Numerosi furono i modelli di
queste macchine tessili, inventate durante la rivoluzione industriale.
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degli scambi internazionali e del sistema finanziario e creditizio mondiale); lo sviluppo delle
vie di comunicazione, che rendono pi agevole e meno costoso il trasporto delle materie prime e delle merci; il dominio sociale della classe e della mentalit borghese, con i suoi valori del lavoro e del profitto.
Nuovi
strumenti
di produzione
e nuove forme
di energia

In campo agricolo sono utilizzate nuove macchine. Limpiego del ferro al posto del legno consente una maggiore durata dei macchinari. Il carbone ricavato dalla legna viene sostituito dal
carbon fossile e dal coke. Lacqua, utilizzata in un primo tempo come forza motrice, viene
soppiantata dal vapore. Proprio la scoperta del vapore come fonte di energia, nel 1774, con la
macchina a vapore di Watt, che trasforma lenergia del carbone in energia meccanica,
apre una nuova fase del processo di industrializzazione. Vengono inventate macchine per filare
e per tessere, che trasformano radicalmente i processi produttivi: dal 1778 vengono organizzate
le prime filande su base industriale. Il vapore utilizzato anche nelle fonderie e nel settore minerario, per lestrazione dellacqua e dei minerali dai pozzi. Ma gli impieghi pi rivoluzionari della forza vapore si avranno nel XIX secolo nel settore dei trasporti con i treni e le navi.

La Rivoluzione
americana

Oltreoceano avviene il primo sovvertimento dellAncien Rgime, con la Rivoluzione americana, che nasce dalla richiesta di autonomia politica ed economica delle colonie nei confronti della madrepatria inglese e porta alla nascita degli Stati Uniti nel 1783. Nella Dichiarazione
dindipendenza del 1776 si affermano la sovranit popolare e i diritti naturali inalienabili delluomo: il diritto alla vita, alla libert, alla propriet e anche il diritto alla ricerca della
felicit. Il principio della separazione dei poteri alla base della Costituzione del 1787.

La Rivoluzione
francese

La Rivoluzione francese (1789-1799) segna la fine dellAncien Rgime e lo smantellamento


dello Stato assoluto, con laffermazione, in nome della libert individuale, dei principi che
ancor oggi sono alla base delle moderne democrazie: la sovranit popolare, la separazione dei
poteri e lelettivit delle pubbliche cariche. Nellagosto 1789 lAssemblea costituente decreta la
fine del sistema feudale, con la soppressione di tutti i diritti feudali e labolizione dei privilegi
del clero e della nobilt; quindi approva la Dichiarazione dei diritti delluomo e del cittadino, in cui si proclamano la sovranit popolare, luguaglianza di tutti i cittadini davanti
alla legge, linviolabilit della persona e della propriet, labolizione della schiavit, la libert di
pensiero, parola e religione. Viene instaurata dapprima una monarchia costituzionale (1791),
quindi una repubblica (1792). Con la Costituzione repubblicana del 1793 viene proclamato il
suffragio universale maschile. Con la creazione dello stato civile, viene anche riconosciuto
il diritto individuale di non professare alcuna religione.

u Il dipinto
rappresenta levento
simbolo della
Rivoluzione
francese: la presa e
la distruzione della
Bastiglia da parte
del popolo, il 14
luglio 1789.

Let moderna

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Dal 1795 inizia let del Direttorio. Napoleone Bonaparte (1769-1821), alla testa di un esercito
di volontari, guida, a partire dal 1796, una serie di campagne militari allo scopo di estendere
allintera Europa i principi di libert e uguaglianza affermati dalla Rivoluzione francese. Con il
colpo di Stato del 1799 pone fine allesperienza rivoluzionaria e inizia un regime autoritario,
consacrato nel 1804 con lautoproclamazione a imperatore dei francesi.

Il Codice civile
napoleonico

Limportante eredit lasciata da Napoleone il Codice civile, promulgato nel 1804 e imposto
a tutti i Paesi occupati dalla Francia, che ha consentito lapplicazione dei valori sociali e civili
della Rivoluzione: lintangibilit
della propriet privata, la
libert individuale entro i limiti
della legge, luguaglianza di tutti
i cittadini di fronte alla legge, la
laicit dello Stato. Napoleone
stesso affermer: La mia vera gloria non nelle vittorie militari, ma
nel Codice.

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Napoleone
Bonaparte

u Una copia del Codice civile dei Francesi


appartenuta a Napoleone. Il codice fu un
riferimento per tutti i successivi codici
europei.

Mercantilismo

concetti

Il mercantilismo non fu una


teoria unitaria, ma un insieme
di politiche rivolte a problemi
pratici e concreti. Tuttavia
possibile rintracciare alcuni
elementi comuni alle varie forme di mercantilismo: lo Stato
deve essere popoloso e concentrato
nelle citt; occorre favorire le esportazioni e frenare le importazioni; lemigrazione va incoraggiata solo se vantaggiosa per lo Stato; non si avvantaggia linteresse economico dello Stato
col concedere libert illimitata dazione ai cittadini; gli individui vanno sacrificati per la salvezza statale (ragion di
Stato); i vari Stati sono in competizione tra loro e i loro interessi sono
inconciliabili.

Ancien Rgime
Con lespressione Ancien Rgime ci si
riferisce al modello politico che caratterizza let moderna, in cui centro e fulcro dello Stato la persona
del re. Lespressione fu coniata allepo-

ca della Rivoluzione francese, quando


ormai questo modello politico era al
termine della sua parabola. NellAncien
Rgime la sovranit, cio il diritto di chi
detiene il potere politico e lo esercita
su chi abita in un determinato territorio, appartiene al re. Il re dotato di
un potere a lui derivante per grazia di
Dio (e non per volont del popolo) e
governa per legge in maniera assoluta: da Dio il re, dal re la legge. Scriveva Jacques-Bnigne Bossuet, predicatore di corte di Luigi XIV, nel 1670:
Dio stabilisce i re come suoi ministri
e regna per mezzo di loro sui popoli.
[]; il trono regio non il trono di un
uomo, ma di Dio stesso. evidente da
tutto ci che la persona dei re sacra
e che attentare alla loro persona sacrilegio []. Essi sono sacri per la loro carica, come rappresentanti della
maest divina, deputati dalla Provvidenza allesecuzione dei suoi disegni
(La politica secondo la Sacra Scrittura,
1670).
A livello sociale lAncien Rgime caratterizzato da una divisione in classi

13

Quadro storico

o stati: clero, nobilt e terzo stato (la borghesia, fatta di grandi burocrati, professori, avvocati, mercanti e
imprenditori, artigiani e piccoli commercianti). La disuguaglianza tra le
classi radicale, riconosciuta e teorizzata, a tal punto che la rigida stratificazione della societ in classi corrisponderebbe a unintrinseca differenza di
dignit personale fra gli individui.

Giurisdizionalismo
Questa dottrina politica, che si sviluppa tra il Seicento e il Settecento nei
Paesi cattolici, sostiene la separazione
tra il potere dello Stato e quello della
Chiesa, con la preminenza del potere
laico rispetto a quello curiale ecclesiastico. Influenza lopera dei sovrani illuminati, che aboliscono i principali privilegi ecclesiastici e limitano il potere
della Chiesa al campo spirituale. La
politica giurisdizionalista proseguir
nellOttocento anche nei Paesi in cui
la Chiesa ha ancora grandi poteri, come il Regno di Sardegna e, dal 1861, il
Regno dItalia.

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QUANDO La linea del tempo


1550 Vite dei pi
eccellenti pittori, scultori e
architetti di Vasari

Letteratura
Letteratura

Arte

1581 Gerusalemme
liberata di Tasso
(prima edizione)

1516
Orlando furioso
di Ludovico
Ariosto

1558 Galateo
di Giovanni
della Casa

1592-93
Dottor Faust
di Marlowe

1478 Primavera di Botticelli


1430 Donatello,
David in bronzo

Arte

1495-97 Ultima cena di Leonardo


1508-11 Scuola di Atene di Raffaello

1436 Cappella Brancacci


(Firenze), affreschi di Masaccio

1420-1436
Brunelleschi,
cupola del Duomo
di Firenze

1508-12 Cappella Sistina di Michelangelo

1440-45 Battesimo di Cristo


di Piero della Francesca

1513 Il cavaliere, la morte, il diavolo di Drer

Politica

1559 Indice
dei libri proibiti

Politica

1545-1563
Concilio di Trento
1519 Carlo V
imperatore

1400

1450

1598 editto
di Nantes

1500

1550

16

1492 Cristoforo Colombo


sbarca a San Salvador
1520 rottura di Lutero
con la Chiesa di Roma
1559 pace
di Cateau-Cambrsis

Scienza

1571 sconfitta
dei Turchi
a Lepanto

Scienza

1558 Magia naturalis


di Della Porta

Filosofia

1543 De revolutionibus orbium


coelestium di Copernico;
Tavole anatomiche di Vesalio

Filosofia

1596 Misterium cosmographicum


di Keplero
1600 De magnete
di Gilbert

1471 prima edizione del Corpus


hermeticum tradotto da Ficino
1486 Pico della Mirandola,
Orazione sulla dignit delluomo
1509 Elogio della follia
di Erasmo da Rotterdam
1516 LUtopia di Moro

Let moderna

14

1580 Saggi
di Montaigne

16

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1605-15 Don Chisciotte


di Cervantes
1633 Sonetti di J. Donne

Pagina 15

1705 Favola
delle api
di Mandeville

1719 Robinson Crusoe


di Defoe

1773 I canti di Ossian di McPherson

1726 I viaggi di Gulliver


1773-1831 Faust di Goethe
di Swift

1635 La vita sogno


di Caldern de la Barca

1774 I dolori del giovane Werther


di Goethe; Prometeo di Novalis

1667
Il paradiso perduto
di Milton

1785 Alla gioia di Schiller


1600-1601 Conversione
di San Paolo di Caravaggio

1729 Passione
secondo S. Matteo
di Bach

1621-22 Ratto di Proserpina


di Bernini
1632 Lezione di anatomia
di Rembrandt

1781 Incubo
di Fssli
1764 Storia
dellarte dellantichit
di Winckelmann

1786 Nozze di Figaro


di Mozart
1787 Don Giovanni
di Mozart

1753
La locandiera
di Goldoni

1647 Estasi di Santa Teresa di Bernini

1793 Morte di
Marat di David

1618-1648 guerra dei Trentanni


1642 inizia
la guerra
civile in
Inghilterra

00

1789 inizia la
Rivoluzione francese

1713 trattato
di Utrecht
1689 Bill of Rights
e incoronazione di
Guglielmo III dOrange

1794 reazione
termidoriana
e fine
di Robespierre

1650

1649 Carlo I
viene giustiziato.
Cromwell
proclama la repubblica

1700

1750

1660 viene restaurata


la monarchia in Inghilterra

1643 barometro
a mercurio
di Torricelli

1628 De motu
cordis di Harvey
1620 Novum
Organum
di Bacone

1780 George
Washington eletto
primo presidente

1675 Leibniz inventa il calcolo infinitesimale

1641 Meditazioni metafisiche


di Cartesio

1804-1814
Napoleone
imperatore
dei francesi
1815 sconfitta
di Napoleone
a Waterloo
1789 Trattato
elementare
di chimica
di Lavoisier

1687 Philosophia naturalis principia


mathematica di Newton
1735 classificazione 1769 macchina
1661 Chimico
dei tre regni della
a vapore di Watt
1690
Trattato
sulla
luce
scettico di Boyle
natura di Linneo
di Huygens
1751 primo volume
dellEnciclopedia
di Didedot
e dAlembert

1690 Saggio
sullintelletto umano
di Locke

1651 Leviatano
di Hobbes

1800

1776 dichiarazione di indipendenza


delle 13 colonie sotto
il nome di Stati Uniti dAmerica

1688 Gloriosa
rivoluzione in Inghilterra

1616 primo
processo a
Galileo Galilei

1793-1794
Periodo
del Terrore

dal 1661 Spinoza


lavora allEtica

1737 Trattato sulla


natura umana di Hume

1730 La scienza nuova di Vico

1762 Contratto
sociale
di Rousseau

1720 Monadologia di Leibniz

15

Quadro storico

1790 Critica del


giudizio di Kant
1788 Critica
della ragion pratica
di Kant
1781 Critica della
ragion pura di Kant
1767 Trattato sulla tolleranza
di Voltaire

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LUOGHI E GENERI Dal Quattrocento al Seicento

t Laffresco La
scuola di Atene,
commissionato a
Raffaello dal papa
Giulio II nel 1508,
testimonia la
rinascita e il
ripensamento
della filosofia antica
nella cultura
rinascimentale.
Al centro del dipinto
ci sono Platone (che
ha le sembianze di
Leonardo da Vinci e
ha in mano il Timeo)
e Aristotele
(rappresentato
secondo lideale
delluomo di corte).
Aristotele ha in
mano lEtica
nicomachea, tradotta
dal greco
dallumanista
Leonardo Bruni.

I luoghi della filosofia


Dal XV al XVII secolo continua la
tradizione medievale delle universit.
Si distinguono per la fervente attivit
quelle iberiche (di Coimbra e
Salamanca) e quelle italiane (di
Bologna, Pavia e Padova). Nel
Seicento le universit prosperano
soprattutto in Germania.
In Francia viene istituito nel 1530 il
Collegio dei lettori reali (il futuro
Collegio di Francia), per la
formazione superiore.
Tra Quattrocento e Cinquecento le
corti diventano centri di cultura:
dapprima le corti dei signori italiani
e la corte papale, poi le grandi corti
dei re di Spagna, Francia e
Inghilterra, che ospitano artisti,
letterati, scienziati e filosofi.
Tra la fine del Quattrocento e gli
inizi del Cinquecento nascono e si
sviluppano i cenacoli e le
accademie, luoghi di scambio e
discussione tra gli intellettuali. Tra il
1462 e il 1522 attiva a Firenze
lAccademia fiorentina o
platonica.

Nel Seicento vengono istituite in


ogni parte dEuropa le grandi
accademie scientifiche. Le
maggiori sono in Inghilterra e in
Francia: la Royal Society viene
fondata nel 1660, lAcadmie
Royale des Sciences nasce nel
1666. In Italia, nel 1603 sorge a
Roma lAccademia dei Lincei, nel
1657 a Firenze lAccademia del
Cimento, nel 1663 a Napoli
lAccademia degli Investiganti.
Con la Controriforma si diffondono i
collegi gesuiti del nuovo ordine
religioso approvato nel 1540, la
Compagnia di Ges. Sono scuole di
lite, con discipline codificate nella
ratio studiorum, lordinamento degli
studi approvato nel 1599. Nei collegi
viene utilizzato soprattutto il latino:
infatti, dopo la riforma protestante
luso del latino viene considerato
dalla Chiesa uno strumento
necessario per la difesa del principio
di autorit in materia dottrinale.
Per tutto questo periodo, tuttavia,
molti filosofi elaborano il loro
pensiero al di fuori di ogni istituzione
ufficiale.

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La filosofia

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I generi filosofici
Con la filologia umanista vengono
recuperati molti testi antichi e si
traducono dal greco opere
conosciute soltanto attraverso
traduzioni latine. Leonardo Bruni
traduce lEtica nicomachea (14161417) e la Politica (1435-1438) di
Aristotele. Tra il 1463 e il 1469
Ficino lavora alla versione latina
dellopera completa di Platone,
pubblicata nel 1484.
La stampa produce una vera e
propria rivoluzione culturale. Si
diffonde luso delle illustrazioni (di
botanica, zoologia, anatomia),
Let moderna

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Moro, Bacone,
Hobbes, Locke, Newton

Leibniz

Amsterdam

Frauenburg

o I principali
centri culturali
europei dal Quattro
al Seicento.

Hannover

Londra

Copernico
Spinoza, Cartesio
Keplero

Praga
Parigi

Bruno, Campanella,
Pascal, Malebranche
Bordeaux

Ficino, Machiavelli,
Galilei,
Montaigne
Firenze

Bruno
Napoli
Cosenza

Telesio, Campanella

fondamentali per la divulgazione


delle conoscenze.
Con la Controriforma la
pubblicazione dei libri viene
subordinata allimprimatur, il
permesso della Chiesa. Nel 1559
viene istituito lIndice dei libri
proibiti, considerati contrari
allortodossia cattolica. Sono
condannate allIndice molte opere
filosofiche, ad esempio quelle di
Telesio e di Patrizi e, successivamente,
lintera produzione di Giordano
Bruno.
I protagonisti dellUmanesimo e del
Rinascimento si occupano di
filosofia, ma anche, di volta in volta,
di politica, filologia, architettura,
medicina, astronomia, fisica e
meccanica. Coluccio Salutati,
Leonardo Bruni, Lorenzo Valla,
Leon Battista Alberti, Leonardo da
Vinci, Andrea Vesalio sono solo
alcuni degli esempi.
Si forma gradualmente anche una

comunit internazionale di
scienziati; ne sono testimonianza i
nutriti epistolari dellepoca.
Dalla met del Cinquecento in poi i
testi filosofici vengono scritti sia in
latino, sia nelle lingue nazionali;
spesso le opere vengono tradotte dal
volgare in latino e viceversa.
Con i Saggi (Essais) di Michel de
Montaigne, usciti nel 1580 e nel
1588, nasce un genere che, accanto
al trattato, avr molta fortuna nei
secoli successivi: il saggio, attraverso
il quale lautore espone le sue
riflessioni su un solo argomento o su
vari in forma non sistematica.
Tra Cinquecento e Seicento si
sviluppa anche il genere letterario
dellutopia, che critica la societ del
tempo e delinea una societ giusta. Il
capostipite Utopia (1516) di
Tommaso Moro.

17

La filosofia

i Il sacerdote e umanista moravo Jan Amos


Komensky (il cui nome italianizzato
Comenio, 1592-1658) convinto che il
sapere non debba essere patrimonio di pochi
e che sia possibile insegnare tutto a tutti.
Comenio elabora un metodo innovativo per
lepoca, proponendo testi scolastici universali,
accessibili a tutti, ricchi di agevolazioni
didattiche, tra cui molte illustrazioni e il
ricorso al dialogo e alla drammatizzazione.
convinto che la partecipazione attiva dei
soggetti alla propria formazione faciliti
lapprendimento e che tutti, con il giusto
metodo, possano imparare.

La filosofia

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LUOGHI E GENERI Il Settecento


I luoghi della filosofia
Nel Settecento le accademie si
rafforzano e si specializzano, ma
vengono ormai identificate con la
tradizione e il conformismo.
Lelaborazione delle nuove idee
illuministiche si sviluppa invece in un
vivace dibattito intellettuale, che
avviene nei caff e nei salotti. I
caff pi famosi si trovano a Parigi, a
Londra e a Milano. Tra i pi celebri
ci sono i salotti parigini frequentati
dai philosophes.
Dalla rivista Nouvelles de la
Rpubblique des Lettres (Notizie
della repubblica delle lettere) Pierre
Bayle prefigura una comunit
intellettuale internazionale,
indipendente nel pensiero, ampia e
varia nei suoi interessi, che comunica
preferibilmente in francese. Nel
Settecento lidea della repubblica
delle lettere accomuna molti
intellettuali francesi e inglesi e si
diffonde in altri Paesi dEuropa.
I generi filosofici
Nel Settecento si diffonde luso di
scrivere nelle lingue nazionali.
Aumenta la conoscenza delle lingue
straniere tra gli intellettuali, che
viaggiano e si scambiano visite.
Si diffondono inoltre le traduzioni

da una lingua nazionale allaltra.


Anche gli scambi epistolari si
intensificano notevolmente.
Nascono i primi giornali indirizzati
alla classe media, non pi soltanto ai
savants, i letterati, i dotti, gli
eruditi, a cui si rivolgevano invece
i periodici nati nella seconda met
del Seicento. Lesempio pi
importante, imitato in tutta Europa,
il londinese The Spectator (Lo
spettatore) di Joseph Addison e
Richard Steele, che, tra il 1711 e il
1712 e poi di nuovo nel 1714,
divulga riflessioni filosofiche ed
estetiche, argomenti di morale e di
costume. Scrive Addison: ho
portato la filosofia fuori dagli studi e
dalle biblioteche, dalle scuole e dai
collegi, ad abitare nei circoli e nei
ritrovi, presso le tavole da t o nei
caff (n. 10 del 12 marzo 1711).
Anche in Italia nascono alcune
riviste ispirate allo Spectator. Tra
il 1764 e il 1766 la rivista Il Caff,
fondata da Pietro Verri e da altri
giovani intellettuali riuniti intorno
allAccademia dei Pugni, un
organo di tendenza, espressione
delle idee di un gruppo di
intellettuali, che a sua volta costituir
il modello per buona parte del
giornalismo ottocentesco.

o Linterno di una grande


biblioteca del XVIII secolo
in un acquarello del pittore
bergamasco Giacomo
Quarenghi. Molte furono le
biblioteche pubbliche
fondate nel secolo dei
lumi che offrivano la
consultazione del proprio
patrimonio librario a un
numero di lettori dapprima
esiguo, ma poi sempre
crescente.

Let moderna

18

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Pagina 19

o I principali
centri culturali
europei
del Settecento.

Edimburgo

Hume
Knigsberg

Kant
Encyclopdie,
Voltaire, Rousseau
Parigi

Rousseau
Ginevra
Milano

Montesquieu

Verri, Beccaria

Vico
Napoli

Nel Settecento avvengono grandi


dibattiti pubblici attraverso trattati
o articoli sulle gazzette e sui giornali;
tra gli argomenti: la pubblica
felicit (di cui in Italia discutono, tra
gli altri, Muratori e Verri), oppure
se bisogna ingannare o no il
popolo (in cui intervengono
Condorcet e dAlembert).
In Francia alcuni librai associati
avviano una grande impresa collettiva:
lEncyclopdie (Enciclopedia,
1751-1772), curata da Diderot e
dAlembert, con lintento di offrire
un panorama dei saperi del tempo.
Il Settecento il periodo di massima
diffusione del saggio filosofico. Ma
in questo secolo si sviluppano altri
generi, che costituiscono forme
tipiche dellIlluminismo:

sui ciechi a uso di coloro che vedono di


Diderot (Lettre sur les aveugles
lusage de ceux qui voient, 1749);
il racconto filosofico (conte
philosophique), che espone in forma
narrativa teorie filosofiche, religiose e
politiche; gli esempi pi famosi sono
il Candido (Candide, 1759) di Voltaire
e Jacques il fatalista (Jacques le
fataliste, 1773) di Diderot;

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Bordeaux

il trattato in forma di romanzo,


come lEmilio (mile ou de lducation,
1762) di Jean Jacques Rousseau, che
considerato modello del romanzo
di idee e del Bildungsroman
(romanzo di formazione);
il romanzo epistolare, di cui un
esempio illustre Giulia o la nuova
Eloisa (Julie ou la Nouvelle Hlose,
1761) di Rousseau.

o Nel Settecento si
discuteva
liberamente di
cultura e di politica
nei caff, oltre che
sulle pagine dei
giornali e nei salotti
alla moda.
Nellimmagine,
linterno di un caff
in una stampa
inglese.

il dialogo e lentretien
(colloquio), che riproducono nella
scrittura la forma dialogica del
dibattito delle idee;
la lettera, per esempio la Lettera
19

La filosofia

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CHI ?

DOVE ?

'300
CHI?
DOVE?

COSA?
retorica e
morale
vs
logica e
teologia

Introduzione

LUmanesimo
I

filosofi del tardo Medioevo sono, nella maggior parte dei casi, professori universitari.
Sono, per usare unespressione moderna, intellettuali di professione. Spesso appartengono a
un ordine monastico, o fanno a qualche titolo
parte del mondo ecclesiastico. Insegnano nella facolt
delle arti e in quella di teologia. Leggono e commentano i
testi di Aristotele, che sono la base della fisica e della
metafisica, e le Sentenze di Pietro Lombardo. Fanno uso di
un linguaggio estremamente tecnico e complesso.
Nella seconda met del Trecento per, soprattutto in Italia, nasce una nuova classe intellettuale, meno legata
alle universit. Si tratta di funzionari politici, cancellieri,
segretari, che compiono una scelta culturale diversa
rispetto ai professori universitari. Prediligono infatti gli
studia humanitatis, cio lo studio degli autori classici,
spesso andando a scovarne le opere in archivi, monasteri e
biblioteche e rendendo disponibili scritti che non venivano
letti da secoli. La loro preferenza va alla retorica, piuttosto che alla logica, allo studio della morale piuttosto che
alla teologia. Alla vita contemplativa e di studio chiusa

nelle universit o nelle scholae oppongono la lettura degli


antichi e limpegno nellattivit pubblica. Sono convinti che i testi della classicit vadano letti con strumenti
diversi da quelli tradizionali del commento, in particolare
con laiuto della filologia, cio ricostruendo il testo originario, depurato dalle interpolazioni e dalle interpretazioni
particolari dellepoca medioevale, per comprenderne il
senso alla luce del contesto in cui stato composto.
Dalla lettura degli antichi scaturisce una rivalutazione
delle capacit delluomo e della sua attivit nel mondo.
Gli eroi e gli intellettuali del mondo romano e greco
diventano gli esempi da imitare. Luomo si realizza nelle
opere civili, non solo nello studio e nella vita intellettuale. LUmanesimo, come oggi chiamiamo questo movimento culturale, nasce dunque in polemica con il mondo
delle universit: giudica il suo latino rozzo e considera le
sue discussioni nientaltro che incomprensibili sofisticherie. Mette invece al centro della riflessione luomo, le
sue capacit, la sua formazione, la sua felicit. Non si
sostituisce alle universit, ma le affianca e contribuisce ad
aprire una nuova pagina della cultura europea.

Caratteri dellUmanesimo

Dalla seconda met del Trecento si svilupp, prima in Italia e poi nel resto dEuropa, un importante movimento culturale che impose una nuova visione del mondo e delluomo: lUmanesidove nasce? Italia
mo. Gli intellettuali che ne fecero parte contestarono con forza la cultura allora dominante nelle universit. Gli umanisti (humanistae in latino) si interessarono agli autori dellantichit, soprattutto a quelli che il Medioevo aveva conosciuto meno: Cicerone, Tito Livio, Sallustio, Seneca,
studia humanitatis:
studio degli autori antichi
Stazio, Lucrezio, Platone. Si dedicarono ai cosiddetti studia humanitatis, come veniva chiamato
(filos., storia, letter., retorica)
il patrimonio letterario ereditato dallantichit in contrapposizione allo studio della teolovs
gia. Non si tratta di una contrapposizione rigida, perch molti umanisti si occuparono di questudio della teologia
stioni teologiche; piuttosto un orientamento che mette laccento sul valore delluomo, sulla
sua
capacit di compiere grandi opere e di sollevarsi al di sopra della barbarie, per raggiungere
accento sul VALORE dell'UOMO
risultati degni della sua natura particolare di creatura dotata di intelletto e di libert, grazie ai
e la sua DIGNITA'
quali in grado di modificare il mondo in cui vive. Gli studia humanitatis riguardano discipline
che ancora oggi chiamiamo umanistiche: letteratura, filosofia, storia, retorica Lettura 1 .
Nelle opere degli antichi gli umanisti ricercano sia modelli letterari, soprattutto un latino pi
puro e raffinato di quello in uso negli ambienti universitari, sia modelli morali di comportamento da proporre ai contemporanei.
Gli studia
humanitatis

Il rapporto
con il passato
rifiuto del Medioevo: secoli bui
recupero dell'antichit: modello
da imitare (APICE della Civilt)

Per gli umanisti fondamentale il rapporto con il passato. Con un colpo solo cancellano i lunghi
secoli del Medioevo, che considerano barbarici e decadenti e nei quali ritengono che sia andato perso il valore letterario e morale dellantichit. Giudicano necessario tornare al momento doro dellumanit, cio allantichit classica, modello da imitare e da riproporre nel mondo attuale.
Let moderna

20

DOVE?
scholae
vs
impegno
pubblico
MEZZO?
Filologia

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Lo studio
delle lettere
e la vita attiva
Umanista: non un letterato
un intellettuale impegnato nella societ

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Pagina 21

Allimitazione letteraria si associa limitazione delle virt e dei valori delle grandi personalit del
mondo romano e greco. LUmanesimo ha un forte orientamento civile e politico: guarda
alluomo calato nella storia, nel compimento di imprese che ne esaltano le capacit. Gli umanisti non sono solo letterati: sono intellettuali spesso impegnati in funzioni politiche e vedono
nella storia un campo di azione e di realizzazione delluomo. Assegnano alle lettere compiti
civili, pedagogici, politici, di critica della societ. A se stessi affidano il ruolo di mediatori tra
un passato in cui luomo ha raggiunto lapice delle sue capacit e il presente in cui luomo pu e
deve rinnovare la propria grandezza.

La nascita dellUmanesimo

Perch in Italia

LUmanesimo nasce in Italia. Le ragioni sono molte. Innanzitutto, in Italia si era sviluppata la

Intellettuali
e funzionari
politici

Gli umanisti furono spesso funzionari al servizio di un signore, scrivevano lettere ufficiali e compivano ambasciate. Alcuni furono al servizio della Repubblica di Firenze, come Coluccio
Salutati (1331-1406) e Leonardo Bruni (1374-1444); altri operarono
presso la curia pontificia: lo stesso Bruni, ma anche Pietro Paolo

protagonisti

1) civilt comunale: vita politica


civilt dei comuni, la cui vita politica, culturale ed economica era vivacissima. Erano sorte scuole
vivace
cittadine per la formazione di personale burocratico e politico, in cui si studiavano i classici come
2) scuole cittadine per la formazione
modelli per scrivere lettere, discorsi e altri documenti amministrativi. Era nata una riflessione che
di funzionari dove si studiavano i
analizzava le vicende dei comuni e limpegno nella politica. In seguito, con la nascita delle signorie,
classici
le corti attrassero gli intellettuali; spesso i signori svolsero un ruolo importante nel promuovere lar3) mecenatismo dei signori
4) molte testimonianze dell'antichit te, la cultura, lo studio. Inoltre, in Italia erano molte le testimonianze dellantico impero romano:
romana(scritti, monumenti, arte) monumenti, opere darte, manoscritti, codici. Per la posizione strategica nel Mediterraneo, infine,
5) monopolio dei rapporti con l'Orien lItalia deteneva il monopolio dei rapporti con i paesi del Medio Oriente, e quindi era un facile
te che port molti intellettuali
approdo per gli intellettuali dellimpero bizantino.
bizantini

Quattro grandi umanisti

Francesco Petrarca (1304-1374) fu non solo un


grandissimo poeta, che con il suo Canzoniere ha rappresentato un modello per tutta la poesia dei secoli successivi, ma anche un intellettuale nel senso pi
ampio del termine. Svolse compiti diplomatici per
conto del Papato e successivamente di Giovanni Visconti, signore di Milano. Polemizz con alcuni maestri universitari. Si dedic alla ricerca delle opere degli antichi, scoprendo orazioni ed epistole di Cicerone. Ritenne che
la lettura e il confronto con gli antichi fossero necessari per
rinnovare la cultura. Critic la fisica e le scienze naturali e ritenne che il sapere autentico e utile fosse quello che riguarda luomo, inteso come creatura dotata di ragione, sentimenti e libert. Questa figura di intellettuale, con le sue opere in latino e in volgare, divenne un riferimento fondamentale per la cultura europea dei secoli successivi.
Coluccio Salutati (1331-1406), nato a Stignano in Valdinievole (oggi in provincia di Pistoia), studi a Bologna e si dedic allattivit notarile in diverse citt prima di intraprendere la carriera politica a Firenze, dove fu per molti anni cancelliere del Comune. La carica non gli imped lattivit letteraria e la frequentazione dei circoli culturali del convento del
Santo Spirito e della Villa del Paradiso degli Alberti, fatta costruire dalla potente e ricca famiglia degli Alberti vicino a Fi-

21

renze.Tra le sue opere pi


importanti:La vita mondana
e la vita religiosa (De saeculo
et religione,1381),Il fato,la fortuna e il caso (De fato, fortuna
et casu, 1396-1399), La nobilt
delle leggi e della medicina (De nobilitate legum et medicinae, 1400), Il tiranno (De tyranno, 1400).

i Petrarca in un
affresco di Andrea del
Castagno del 1450
(Legnaia,Villa Carducci).

Leonardo Bruni (1374-1444), nato ad Arezzo, fu per diversi anni al servizio del Papato e nel 1414 raggiunse papa Giovanni XXIII al concilio di Costanza. Fu per molti anni segretario della Repubblica di Firenze. Scrisse numerose opere, tra cui la Storia di Firenze (Historia Florentina),
iniziata nel 1415, e lElogio della citt di Firenze (Laudatio
Florentinae urbis, 1403-1404), tradusse la Politica e lEtica
nicomachea di Aristotele, gli Economici pseudo-aristotelici,
il Fedone, il Gorgia, il Fedro e lApologia di Platone.
Leon Battista Alberti (1404-1472) fu un grande uomo di
lettere e un importantissimo architetto. Lavor presso la curia pontificia, a Firenze e presso i Gonzaga a Mantova. Allopera letteraria affianc lattivit di architetto: a Roma, nella
risistemazione urbanistica della citt, a Firenze, a Mantova e
a Rimini, dove tracci il disegno del Tempio malatestiano.

LUmanesimo

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Vergerio (1370-1444), Poggio Bracciolini (1380-1459), Leon Battista Alberti (1404-1472).


Altri centri della cultura umanistica furono Napoli e le principali citt delle signorie padane:
Milano, Pavia, Verona, Mantova, Bologna, Venezia, Ferrara.

La prima generazione degli umanisti si colloca nella prima met del Quattrocento. I loro punti
di riferimento sono per Francesco Petrarca (1304-1374) e Coluccio Salutati, cio intellettuali del Trecento che si erano distinti sia nellimpegno letterario sia in quello politico. Erano stati
pionieri del recupero dei testi antichi, erano andati nelle biblioteche e nei monasteri alla ricerca di opere scomparse e contenute in manoscritti da tempo dimenticati. Salutati ritrov le
Lettere ai familiari (Familiares) di Cicerone. Anni dopo Poggio Bracciolini trov a Cluny, in Francia, due orazioni di Cicerone; nel monastero
di San Gallo (oggi in Svizzera) recuper la Retorica di Quintiliano. Vennero poi ritrovati altri scritti di Cicerone, come Sulloratore (De
oratore). Queste e altre letture fecero maturare
la consapevolezza della differenza di civilt
tra il mondo antico e il presente, ma fecero nello stesso tempo emergere un desiderio
di emulazione e recupero della grandezza passata.

Il modello
di intellettuale
umanista

Salutati si sforz di conciliare impegno politico e letterario. Contro la tradizione tomistica,


sostenne il valore dellazione rispetto alla
contemplazione, il dovere di impegnarsi
nella vita terrena, e afferm la capacit delluomo di opporsi al destino con le sue forze.
Questo insieme di impegno civile e lette- i Capolettera di un manoscritto quattrocentesco che
rario costitu il modello a cui si ispir il nuo- raffigura un umanista intento a scrivere.
vo gruppo degli umanisti. I temi sviluppati da
Salutati divennero tipici dellUmanesimo e furono ripresi dopo qualche anno da Leonardo Bruni, nei Dialoghi a Pietro Istro (Dialogi ad Petrum Histrum, 1404-1406), e Poggio Bracciolini, nellopera Sullavarizia (De avaritia, 1428-1429). Lo sviluppo di una nuova cultura fu favorito in
qualche caso da istituzioni religiose, come il convento del Santo Spirito di Firenze, dove si
incontravano intellettuali di provenienza diversa. Allinizio del Quattrocento si era ormai creato
un atteggiamento culturale nuovo.

C. Salutati: modello umanista:


1) azione vs contemplazione
2)impegno letterario e civile

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Alla ricerca
delle opere
degli antichi

Il nuovo incontro con la cultura greca

Durante il Medioevo erano stati pochi gli intellettuali in grado di comprendere e tradurre la lingua di Platone e Aristotele. In Italia tra la fine del Trecento e i primi del Quattrocento giunsero
a pi riprese intellettuali bizantini che insegnarono il greco, alcuni su invito degli umani-invitati da umanisti
sti, altri al seguito dellimperatore Giovanni Paleologo durante il concilio di Ferrara nel 1438
-concilio di ferrara
(che prosegu il concilio iniziato a Basilea nel 1431) e quello di Firenze nel 1439 (in cui si tent la
-concilio di firenze
riconciliazione tra la Chiesa occidentale e la Chiesa greca, divise da secoli), altri ancora dopo la
-dopo caduta di Costantinopoli
presa di Costantinopoli (1453) da parte dei turchi. Il primo fu Manuele Crisolora (1350permise la diffusione e la cono- 1415), che insegn a Firenze e a Pavia. Negli anni successivi arrivarono Giorgio Gemisto
scenza del GRECO, fondamenta- (1355-1452), detto Pletone (parola greca dallo stesso significato di Gemisto, cio pieno, ma
le per leggere Platone e Aristotele dal suono simile a quello di Platone); Giorgio Trapezunzio (1395-1484), traduttore dal greco;
Giorgio Scholaris (1405-1472 ca.), detto Gennadio; Teodoro Gaza (1411-1475), giunto in
Italia per il concilio di Ferrara e rimastovi come insegnante e traduttore; Giovanni Argiropulo
(1410-1491), insegnante di greco e traduttore; Giovanni Bessarione (1403-1472), gi vescovo
di Nicea e poi cardinale.
Larrivo
degli intellettuali
bizantini in Italia

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La polemica
sul primato
tra Platone
e Aristotele

Gli intellettuali bizantini diedero vita a una polemica sul primato di Aristotele o Platone,
una discussione che contribu allo studio di questultimo. Nellimpero bizantino, infatti, la
conoscenza di Platone non era venuta meno, a differenza di quanto era avvenuto in Occidente. Pletone e Bessarione affermavano il primato di Platone, perch alcune sue tesi apparivano vicine alle dottrine cristiane riguardanti la trascendenza di Dio, limmortalit dellanima, la
Trinit. Gennadio, Trapezunzio, Gaza sostenevano invece il primato di Aristotele. A Trapezunzio, in particolare, Platone e i suoi seguaci parevano lontani dal cristianesimo, mentre era in Aristotele, al contrario, che si potevano rinvenire dottrine come quella dellimmortalit dellanima.
Non mancarono i tentativi di conciliare Platone e Aristotele: Bessarione mostr come in
entrambi ci fosse un finalismo universale. Anche Giovanni Argiropulo, che tradusse e comment alcune opere di Aristotele, tent di conciliarne il pensiero.

Nuove
traduzioni

Grazie allinsegnamento di questi intellettuali si cominci a leggere le opere di Aristotele e


di Platone nella lingua originale. Vi furono nuove versioni dal greco: Bruni tradusse lEtica e la Politica di Aristotele, il monaco camaldolese Ambrogio Traversari (1386-1439) le Vite
dei filosofi di Diogene Laerzio e i testi dei Padri della Chiesa dOriente. E soprattutto si cominci ad accedere direttamente ai testi di Platone, noto per tutto il Medioevo solo attraverso
un frammento del Timeo, tradotto e commentato nel IV secolo dal neoplatonico cristiano Calcidio, o attraverso fonti di seconda mano: le traduzioni dal greco in latino del Menone e del Fedone,
compiute intorno al 1156 da Enrico Aristippo arcidiacono di Catania, avevano avuto uninfluenza marginale. La riscoperta di Platone sarebbe diventata uno degli ingredienti della cultura
del Rinascimento v. pp. 42-45 e 46-48 .

4
La filologia
come ricerca
della verit
di un testo

In sintesi

Umanesimo e filologia
Con lUmanesimo nasce e si sviluppa la filologia v. riquadro a p. 25 . Gli umanisti cercarono
di trovare e ricostruire il testo originale delle opere antiche, di capire il significato di parole che nel tempo erano state usate in modo diverso. Ma la filologia non fu solo espressione di
erudizione e di amore del passato: nella battaglia culturale in cui gli umanisti si impegnarono, la
filologia divenne uno strumento funzionale alla ricerca della verit delle tesi esposte nelle opere.
Per fare questo, occorreva tenere conto che un testo era stato scritto in un certo periodo storico,
quando vigevano certi usi linguistici e non altri, quando erano circolanti alcune tesi filosofiche e
non altre. Per gli umanisti la comprensione della verit del testo presuppone la comprensione del contesto delle idee e della lingua utilizzata; in caso contrario, la comprensione di un testo falsata. Perci la filologia uno strumento fondamentale per la ricostruzione
del sapere degli antichi.

Umanesimo e filologia
accedere

con
lUmanesimo

nasce

la FILOLOGIA

che consente di

ai testi in lingua originale

comprenderne

la verit
collocandoli nel contesto delle idee
e della lingua utilizzata
nel periodo storico in cui furono scritti

la filologia sviluppa
la consapevolezza storica

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LUmanesimo

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i Allievi di Raffaello, La donazione di Roma, 1517-1524 (Roma, Palazzi Vaticani, Sala di Costantino). L'imperatore Costantino inginocchiato
davanti a papa Silvestro nellatto di offrire la citt di Roma, simboleggiata da una statuetta dorata.
La confutazione
della Donazione
di Costantino

La filologia umanistica diede prova di s in un caso molto importante. Lorenzo Valla (14051457) v. pp. 25-26 dimostr nel 1440 che la cosiddetta Donazione di Costantino era un
documento fasullo. Secondo questo testo, limperatore romano avrebbe donato al Papato
lintero Impero romano dOccidente. Per secoli la Chiesa aveva fatto valere questo documento
come prova del suo primato sul potere temporale dei sovrani. Valla dimostr che il testo non
poteva risalire allepoca di Costantino, perch vi erano usati termini burocratici (come la parola
strapo) che non si riferivano allepoca di Costantino. Inoltre il testo dava per scontata la
supremazia di Roma sulle altre Chiese, che allepoca non si era ancora realizzata.

Filologia e
diritto romano

Anche il Codice giuridico giustinianeo v. vol. I, p. 491 , che continuava a essere preso come
riferimento per la legislazione corrente, fu oggetto di indagine: il giurista Andrea Alciato (14921550), che diede vita allUmanesimo giuridico, adott una prospettiva filologica e storica per
giungere a una corretta comprensione delle parole utilizzate nellopera.

Filologia
e Scritture

Non rimasero immuni dallo studio dei filologi nemmeno le Sacre Scritture. Il fiorentino Aurelio Brandolini (1445-1497) rifiut il tradizionale sistema di lettura allegorica, che interpretava
gli eventi biblici come segni di verit teologiche e morali, e tratt lAntico Testamento come una
cronaca di eventi storici, suscettibile di analisi, correzioni e integrazioni. Sulla base delloriginale greco, Lorenzo Valla corresse il testo allora circolante del Nuovo Testamento, intervenendo in
questioni dottrinali. Di fatto, la filologia si arrogava il diritto di correggere alcuni principi comunemente accolti del cristianesimo.

Il valore
della retorica

Venne inoltre rivalutata la retorica, in contrapposizione alla grammatica e alla logica, le altre
due arti del trivium v. vol. I, p. 459 . Nel tardo Medioevo era studiata soprattutto dai funzionari
dei comuni e delle corti che dovevano scrivere documenti e discorsi. Per gli umanisti la retorica
ha un valore positivo: non infatti uno strumento per manipolare la volont degli uomini, ma
un mezzo per comunicare in modo pi chiaro ed efficace, importantissimo per la convivenza. Perci anche in grado di mostrare che ogni discorso, orale o scritto, vincolato alle
condizioni storiche e agli usi linguistici in cui viene formulato. Da tali convinzioni discese un
atteggiamento critico verso le dispute dialettiche e la logica delle universit, che
apparivano troppo astruse, lontane dal discorso comune.

trivium:
- retorica
-grammatica
- logica

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Filologia

Fino allinvenzione della stampa, poco dopo la


met del XV secolo, i testi venivano scritti a mano:
perci si parla di manoscritti. La forma a libro,
cio con pagine scritte sulle due facciate, piegate e
tagliate in modo simile ai libri moderni, viene indicata con la parola codice (dal latino codex) e si
contrappone alluso antico di papiri avvolti in
rotoli (il volumen).
Durante il Medioevo, la circolazione delle opere era limitata, perch occorreva trascriverle a mano, unoperazione
lunga, faticosa e costosa. Il copista era una vera e propria
professione. Spesso si compilavano raccolte di frasi celebri, le Sentenze. A causa della rarit delle opere, in molti

casi le citazioni venivano fatte a memoria o riprese non


dai testi originari ma da altre fonti. Le trascrizioni inoltre
comportavano errori. Perci i vari manoscritti di uno
stesso testo contengono numerose varianti.
Con lUmanesimo nasce la filologia, la disciplina che mira
a ricostruire la forma originaria di un testo, liberandolo
dagli errori di trascrizione, dalle aggiunte e dai rimaneggiamenti che si sono sovrapposti nel tempo: dal confronto dei manoscritti, il filologo cerca di stabilire il testo originale, in quella che si chiama edizione critica, ledizione
che rende conto delle scelte sulla base della ricostruzione
della tradizione testuale. La filologia si avvale di strumenti
molto diversi: la decifrazione dei manoscritti, la conoscenza delle lingue e del contesto storico.

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collegamenti

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Umanesimo e universit

Critiche
alla cultura
delle
universit

LUmanesimo non pose fine alla cultura delle universit e allo studio di Aristotele secondo i
metodi del tardo Medioevo: la nuova cultura umanistica e la vecchia cultura universitaria convissero, anche se in forte polemica tra loro. Nella cultura dellUmanesimo era, infatti, forte lesigenza di cercare nei testi degli antichi qualcosa che fosse utile per la vita contemporanea: verit
che riguardassero luomo, la sua condotta e la sua felicit. Aristotele, ma soprattutto laristotelismo, furono spesso i suoi bersagli polemici. Gli umanisti rifiutarono la logica barbara dei britanni, cio la logica praticata nelle universit e fortemente influenzata da autori
inglesi come Guglielmo di Ockham, giudicarono assurdo lossequio verso Aristotele, esclusero
dai loro interessi lo studio della fisica, cos sviluppato nelle universit, che per loro era soltanto
un assurdo esercizio terminologico. Considerarono inutili e astratte le polemiche dottrinali e le
infinite discussioni che si svolgevano nelle aule universitarie. Sono posizioni di cui si era gi fatto
portavoce Petrarca alla met del Trecento: lUmanesimo le fece proprie.

Limiti
di Aristotele e
fraintendimenti
dei suoi
interpreti

Bruni sostenne che Aristotele era stato tradito dalle traduzioni latine e reso estraneo a
se stesso. Inoltre, a suo dire, il latino che si usava era talmente imbarbarito che il vero latino
era ormai ignorato. Vi erano aristotelici che non facevano altro che elaborare trappole sofistiche, ripetere formule incomprensibili, sostenendo di conoscere tutto lo scibile. Lo stesso Aristotele, sosteneva Petrarca, era solo un uomo, quindi non aveva potuto capire certe verit. Anche
Valla ridimension limportanza di Aristotele, perch non si era impegnato disse nelle
opere civili che rendono grandi gli uomini. assurdo affermava inoltre che i teologi si mettano a venerare Aristotele come un Dio e dimentichino i Padri della Chiesa.

Umanisti
nelle universit

Tuttavia non bisogna esagerare il contrasto. Infatti, molti umanisti, come Guarino da Verona
(1364-1460), Paolo Vergerio e Vittorino da Feltre (1373-1446), insegnarono nelle universit
discipline come grammatica, retorica e filosofia morale.

6
Critiche
alla filosofia

Valla e la riforma della filosofia


Per molti versi Lorenzo Valla, diviso tra linsegnamento di retorica ed eloquenza e limpiego di
segretario, prima presso Alfonso dAragona di Napoli e poi a Roma come segretario apostolico,
il modello dellintellettuale umanista: attivit politica, ricerca filologica, culto degli antichi,
valorizzazione delluomo sono le componenti fondamentali della sua opera. Valla esprime una
netta condanna della filosofia del tempo e lancia un progetto di riforma. La filosofia infatti ha
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perduto loriginario amore per la sapienza e si trasformata in una sorta di professione, degenerata nel commento dei testi altrui e nelluso di un linguaggio barbaro e
rozzo. Occorre volgersi ad altri modelli, come Cicerone e Platone, che hanno coltivato
insieme lamore per il sapere e quello per lo stile letterario. Valla rimprovera ai suoi contemporanei di essere prigionieri di Aristotele e di ignorare gli altri autori. Ci non significa un rifiuto
della ragione filosofica, ma della maggior parte dei modi in cui si storicamente realizzata. La
condanna di Valla colpisce molti filosofi precristiani (salva Pitagora, Platone e Cicerone) e i loro
epigoni contemporanei, tanto quanto i filosofi del Medievo.
La riforma
della filosofia

Il progetto che Valla intende realizzare una potatura: si tratta cio di togliere ci che in
eccesso, nella filosofia e nella logica. Le trattazioni correnti, piene di distinzioni sofisticate, come
mette in luce nelle sue Dispute dialettiche (Dialecticae disputationes, 1440), gli paiono assurde e
dannose. Valla intende ricostruire la dialettica e, successivamente, la metafisica, la fisica e letica,
superando quello che giudica il vuoto tecnicismo delle formulazioni scolastiche e luso improprio di neologismi che provocano solo confusione. A suo avviso, preferibile tornare al linguaggio naturale usato dai dotti, cio un linguaggio pi vicino a quello corrente e sottoposto alle regole della correttezza e delleleganza.

Lattacco
al linguaggio
della scolastica

necessario ricondurre la dialettica alla retorica. Questultima pu trattare gli stessi temi
della filosofia, ma con un linguaggio al tempo stesso pi chiaro ed elegante. Questa operazione deve essere accompagnata da uno sfoltimento della terminologia scolastica, inutilmente complicata dai maestri universitari. Valla sottopone a una critica serrata il linguaggio
tecnico della logica e della metafisica, sulla base di criteri grammaticali e di correttezza linguistica: termini come ens (ente) o haecceitas v. vol. 1, pp. 547-548 sono oscuri e barbari, anzi sono
in gran parte sciocchi. Dalluso incolto della lingua sarebbero sorti termini a cui non corrisponde nulla. Al termine ens, giudicato troppo astratto e privo di vero significato, Valla preferisce il pi concreto res (cosa). Le sue critiche raggiungono anche la fisica, dove riduce il numero
degli elementi: conservando aria, acqua e terra ed escludendo il fuoco, che secondo lui nasce
dallo scontro tra i corpi.

Una teologia
libera
dalla filosofia

Neppure la teologia viene risparmiata dalla critica per luso di concetti filosofici. Valla rifiuta le
dispute teologiche tipiche delle universit e propugna una teologia che esponga la Bibbia
secondo i metodi degli studia humanitatis. Rimprovera Agostino e Tommaso, i quali
avrebbero commesso errori, non conoscendo il greco in cui scritta la Rivelazione. Rimprovera
a Severino Boezio e Giovanni Damasceno di aver parlato da filosofi in teologia, introducendo la
metafisica e la dialettica in un ambito dal quale dovevano restare fuori e fornendo cos un pessimo esempio agli autori successivi. Per Valla, lo studio della Bibbia deve essere condotto senza
lausilio della filosofia aristotelica e delle sue interpretazioni universitarie. La teologia, come
forma di sapere superiore, non ha bisogno della filosofia. Questo uso indebito non ha fatto
altro che generare eresie.

Letica cristiana
contro
aristotelismo,
stoicismo
ed epicureismo

Il recupero dei classici non esaltazione acritica delle idee e delle figure del passato. Latteggiamento critico si estende anche alletica degli antichi. Nellopera Il vero e il falso bene (De vero falsoque bono, rielaborazione terminata nel 1441 di un dialogo scritto una decina di anni prima),
Valla condanna lo stoicismo e lidea dellautosufficienza del saggio, la dottrina epicurea di Dio e
dellanima, laristotelismo e la dottrina troppo astratta del giusto mezzo. Le tesi di queste filosofie gli paiono insufficienti e contraddittorie. La filosofia non pu pretendere di sostituirsi
alla visione cristiana del mondo. Valla manifesta simpatia per lepicureismo morale che
indica uno scopo per le azioni e le virt umane, il piacere, e non considera assurdamente autosufficiente la virt, come facevano gli stoici. Ripropone la morale cristiana, ma finalizzata
allottenimento della felicit nella vita futura Lettura 2 , e chiama questa felicit con la
parola latina voluptas (mentre nel latino medievale si usa pi spesso beatitudo): non si tratta per
del piacere fisico (come da molti nel Medioevo e in et umanistica veniva inteso il piacere di cui
parlava Epicuro), ma del godimento di Dio.
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LUmanesimo civile

Primato
delle discipline
umanistiche

Per Salutati le discipline umanistiche sono di maggior valore rispetto a quelle fisiche. Infatti i principi sui quali si basano si trovano negli uomini stessi e non fuori: contengono la ragione naturale, che ogni uomo in grado di vedere. Invece, le discipline fisiche
come la medicina sono prive di un saldo fondamento: i loro principi, se viene meno lesperienza, sono incerti e possono ingannare. Inoltre lo studio del diritto e gli studia humanitatis mantengono un legame con il divino,
in quanto la legge naturale stata
impressa nei cuori degli uomini proprio da Dio, mentre le discipline fisiche sono incapaci di cogliere il divino. Il diritto viene rivalutato anche
perch si occupa della vita associata
degli uomini, a differenza delle
discipline scientifiche.

Il contrasto
tra vita attiva
e vita
contemplativa

Un tema molto dibattuto tra gli


umanisti il primato della vita
attiva, cio limpegno nel mondo,
nella vita pubblica, rispetto alla vita
contemplativa, dedicata alla sola
ricerca intellettuale. Gli obiettivi
polemici sono la vita monastica, ma
anche lideale aristotelico dellotium,
del ritiro intellettuale dal mondo. Si
suole designare questo atteggiamento col termine Umanesimo civile.
Sostenitori del primato della vita
attiva sono Coluccio Salutati e Leonardo Bruni. Limpegno lo stile i Particolare dellaffresco con La resurrezione del figlio di Teofilo
di vita proprio delluomo. Salu- 1424-28, di Masaccio e Filippino Lippi, nella cappella Brancacci della
tati per non condanna del tutto la Chiesa del Carmine a Firenze. Luomo seduto che si volge indietro
ritenuto da molti critici Coluccio Salutati.
vita contemplativa, come pu essere
la scelta della vita monastica. Qui lo sforzo non rivolto alla dimensione sociale, ma allintrospezione, che viene intesa come unattivit volta a trovare Dio dentro di s.

Bruni
e la ricchezza

Bruni molto pi deciso di Salutati nel sostenere il primato della vita attiva e nel condannare le
forme di vita contemplativa. Questa valorizzazione della vita civile si estende sia allimportanza della ricchezza come fattore che premia lattivit e come elemento di grandezza di una
citt, sia alla realizzazione di un vincolo di amicizia tra i cittadini. Bruni si ispir allEtica nicomachea e alla Politica di Aristotele, che tradusse dal greco.

Rivalutazione
della vita
contemplativa

In una seconda fase dellUmanesimo, per, la vita contemplativa viene rivalutata.


Questa parabola intellettuale segue da vicino le vicende della storia italiana. Man mano che alle
istituzioni repubblicane si sostituiscono le signorie, nelle quali vi minor possibilit di partecipazione alla vita politica, si fa strada una linea di pensiero che torna a valorizzare il distacco dalla
vita sociale tormentata dagli egoismi e dai contrasti. Poggio Bracciolini, che svolse numerose
mansioni presso la curia pontificia e la Repubblica fiorentina, contrappone alla citt reale la
comunit dei dotti, alle leggi che trattengono la plebaglia la legge iscritta nel cuore dei
saggi. Sulla sua scia si muove anche Giannozzo Manetti (1396-1459), prima attivo a Firenze e
poi a Napoli. I temi dellimpegno e delluomo in grado di dominare la fortuna si ritrovano invece nelle opere di Matteo Palmieri (1406-1475), letterato e uomo politico, e Leon Battista Alberti, ma alternati a considerazioni pi pessimistiche della vita.
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LUmanesimo

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Luomo e il fato
La fiducia nelle capacit delluomo di raggiungere la virt e leccellenza si fa progressivamente
strada nella cultura umanistica e sar uno dei tratti caratterizzanti della civilt del Rinascimento
v. pp. 48-50 . Luomo dotato di virt ritenuto capace di superare i molteplici ostacoli della
fortuna, un termine che allepoca non aveva un valore positivo, ma indicava piuttosto gli
eventi imprevisti che potevano opporsi ai progetti umani. La contrapposizione tra la virt degli
uomini e i beffardi disegni della sorte un tema ricorrente nella cultura umanistica. Era ereditata
dalla cultura romana, nella quale Fortuna era una divinit incostante, pronta a portare gli uomini
in un istante dal successo alla miseria e viceversa. Per gli antichi romani, per, Fortuna poteva
essere domata dalluomo di virt, una tesi che gran parte degli umanisti, come Petrarca, Salutati
e Bruni, fa propria. La lotta contro la sorte ritenuta una caratteristica dei grandi uomini. Grazie alla virt luomo pu avere la meglio sulla Fortuna e raggiungere leccellenza.

Il potere
della fortuna

Il tema della fortuna giustifica la presenza di alcune riflessioni pessimistiche nel pensiero umanistico. il caso di Poggio Bracciolini, che nella Miseria della condizione umana (De miseria humanae conditionis, 1455) sottolinea il potere del fato sulle vicende umane e si chiede per quale
ragione, se non per un destino incostante e malvagio, pu essere terminata una grande civilt
come quella romana.

Alberti e
luomo virtuoso

Novit
dellUmanesimo

9
La libert
repubblicana

Per Leon Battista Alberti la virt trionfa sulla


sorte avversa e fa approdare alla gloria. Gli
uomini sono pienamente responsabili dei loro
beni e dei loro mali. Tiene giogo [= rende servi]
la fortuna solo a chi se gli sottomette, scrive
Alberti: la mancanza di virt a rendere forte il
fato e mandare in rovina gli uomini. A fronte della propria fragilit, gli uomini devono sviluppare
le migliori tendenze della loro natura, facendo
leva sulla forza danimo, che permette di superare
molti ostacoli. La virt, secondo Alberti, azione etica e politica nella citt e nelle relazioni umane. A essa si accompagna la ragione, che
distingue gli uomini dagli animali. La virt crea
un mondo costituito da volont giuste e opere
oneste. La dimensione delluomo limpegno,
perch luomo non nato per marcire giacendo. in questo modo, e non nellisolamento, che
luomo obbedisce nel modo pi profondo alla
volont di Dio e raggiunge la felicit.

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Virt
contro fortuna

i La Fortuna era tradizionalmente personificata


in una donna che muove una ruota attraverso
la quale governa le alterne vicende degli uomini.
La miniatura tratta da un manoscritto francese del
XV secolo (Museo Meermanno,Westreenianum).

Attraverso riflessioni come queste si fanno largo nella cultura dellUmanesimo temi in contrasto
con quelli tradizionali della cultura cristiana: il motivo della fortuna e della responsabilit
umana, che relegano in secondo piano quello della Provvidenza; la considerazione positiva
della ricerca degli onori e della virt civica, condannate dalla Chiesa come forme di
vanit; la fiducia nelle capacit delluomo e la valorizzazione delle opere, in contrasto con limmagine delluomo debole, fragile, incapace, che emergeva spesso dalla letteratura religiosa.

Il pensiero politico: dal repubblicanesimo allesaltazione del principe


Il pensiero politico del primo Umanesimo insiste sul valore della libert repubblicana, indaga
i pericoli a cui questa pu andare incontro e i rimedi da mettere in atto. La concezione della
libert poggia su due idee: lindipendenza da poteri esterni e il regime repubblicano. Il
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regime repubblicano permette a tutti di partecipare alla vita politica e di controllare i governanti. Come dice Bruni, i cittadini sono in questo modo liberi e uguali davanti alla legge e
hanno la piena possibilit di sviluppare le proprie attitudini e la virt. Tale considerazione si
accompagna a unesaltazione di Firenze, che eccelle tra le citt italiane proprio grazie alla
sua libert Lettura 4 . Gli umanisti temono la decadenza della virt civica, lallontanamento dei cittadini dalluso delle armi che garanzia contro la tirannia, con il conseguente
ricorso a milizie mercenarie.
Esaltazione
della Roma
repubblicana

Anche in politica il recupero del passato uno dei motivi ricorrenti. Alla Roma imperiale a cui
si richiamava limpero romano germanico (ancora presente), in et umanistica si sostituisce la
valorizzazione della Roma repubblicana. In Salutati e Bruni questa esaltazione si lega alla
difesa della libert di Firenze, che viene presentata come lerede dei valori della repubblica
romana. Salutati stabilisce una sorta di equazione tra Roma antica, Firenze moderna e libert.
Bruni sottolinea il legame tra la vitalit di una citt e il suo orientamento repubblicano. La forma di governo imperiale invece additata come causa della decadenza dei valori.

I caratteri
del principe

Quando per in Italia si pass dai regimi repubblicani a quelli signorili, gli scritti degli umanisti
mutarono soggetto: Bartolomeo Sacchi (1421-1481), detto Platina, che lavor al servizio del
Papato, Giovanni Pontano (1429-1503), letterato e uomo politico operante a Napoli, il dalmata
Francesco Patrizi (1529-1597), professore di filosofia a Ferrara e a Roma, scrivono opere dedicate alleducazione e alle virt del principe. Tratteggiano lideale politico del principe impegnato nella ricerca della gloria, della fama e dellonore. Il principe deve essere un uomo di
grande virt, in grado di dominare la fortuna mutevole e ingannevole. La virt dunque la capacit in cui luomo esprime il meglio di se stesso. Gli umanisti sostengono che luomo
virtuoso possiede sia le virt cardinali della tradizione (prudenza, temperanza, fortezza e giustizia) sia le virt cristiane (fede, speranza, carit). A queste si aggiungono virt specifiche del principe, come la liberalit e la clemenza. Tale ideale verr criticato da Niccol Machiavelli, che
mostrer le conseguenze dannose delle virt intese in questo modo v. pp. 104-105 . Ma nel
frattempo i tempi erano cambiati: le signorie italiane faticavano a superare una dimensione
locale, mentre in Europa si affermavano gli Stati nazionali. Al loro interno, inoltre, si rivelavano
spesso deboli, travagliate da dissidi e soggette allinfluenza di potenze straniere.

storie

Girolamo Savonarola
e la crisi dellUmanesimo
Molti temi dellUmanesimo vennero presi di mira a
Firenze nello scorcio del secolo. Sul finire del Quattrocento, infatti, il frate domenicano di origine ferrarese Girolamo Savonarola (1452-1498) insistette sulla necessit di una riforma dei costumi. Quando Piero dei Medici venne cacciato da Firenze, il
frate divenne un punto di riferimento per la citt: invit alla
penitenza e prospett la minaccia della punizione divina;
critic linfluenza degli autori pagani nella cultura del tempo. Non pochi intellettuali, tuttavia, si legarono a lui, vedendovi un nuovo Socrate, anzi una guida ispirata da Dio
per una nuova vita. Savonarola inser nelle sue prediche un
elemento nuovo, la riforma della cristianit guidata da
Firenze, che sarebbe stata una sorta di nuova Roma.
Tuttavia, lopposizione del Papato e la perdita del consenso di molti concittadini segnarono la fine di Savonarola.
Scomunicato, arrestato e condannato a morte, fu impiccato e poi arso in Piazza della Signoria.

29

i Girolamo Savonarola arso sul rogo in piazza della Signoria a


Firenze. Il dipinto, anonimo, del XVII secolo, conservato a Firenze,
nel convento di San Marco.

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La formazione delluomo: la pedagogia

Coltivare
la virt

Linsistenza sul valore degli studia humanitatis, sulla figura del buon cittadino, e poi dellottimo
principe, spinge gli umanisti a riflettere sulla formazione del carattere degli uomini. Bruni ritiene che alla base della formazione delluomo debbano esservi lo studio dei classici, la letteratura
e la filosofia, che fanno nascere lamore per la virt. Coltivare la virt e applicarla nella vita
costituivano un principio fondamentale per gli umanisti. In questottica Leon Battista Alberti
(1404-1472), nei Libri della famiglia, esalta la masserizia, la cura della propriet terriera e della casa padronale, come un ambito in cui si sviluppa la virt della moderazione. Nella riflessione di Alberti si intrecciano laspetto etico e quello economico: nello spiegare come vadano
gestite le ricchezze della casa, ripropone il tema stoico dei beni materiali come indifferenti:
non conta il possesso ma luso che se ne fa. Perci sia lavarizia sia lo sperpero vanno condannati. La ricerca del profitto invece lodata, ma deve essere prudente e mai disgiunta dallonest. Virt e razionalit devono dunque essere componenti dellagire umano in ogni ambito,
anche in quello economico Lettura 3 .

Le scuole
degli umanisti

La pedagogia dellUmanesimo assume come scopo il pieno sviluppo delluomo. Perci nascono
scuole per la formazione dei giovani, orientate prevalentemente allo studio della cultura classica
e della retorica v. riquadro . In un secondo tempo gli umanisti sottolineano anche limportanza delleducazione fisica, per impedire al corpo di perdersi nelle mollezze e per allenarsi alle
durezze della vita. Il pubblico a cui queste scuole si rivolgono costituito in prevalenza da giovani delle classi abbienti: nobili, grande borghesia, figli di notai e funzionari pubblici.

Vergerio:
un nuovo tipo
di educazione

Secondo Pier Paolo Vergerio, che insegn logica a Firenze e Roma prima di entrare al servizio
del Papa e poi di re Sigismondo di Ungheria, listruzione impartita al giovane a garantire il
raggiungimento della virt e della sapienza. Nei Nobili costumi (De ingenuis moribus, 1400-1402),
opera che ebbe larga circolazione in Europa, spiega che si deve mirare non a unistruzione specifica, come allepoca erano quelle del futuro ecclesiastico e del futuro nobile, ma a raggiungere leccellenza universale, dedicandosi sia alle lettere sia alle armi.

Fiducia nelle
capacit umane

La convinzione di poter raggiungere un simile traguardo presuppone una visione positiva


della natura e delle capacit delluomo, assai differente dal pessimismo presente in larga
parte della cultura medievale: luomo chiamato a realizzare la propria natura, le proprie capacit, prendendo esempio dai grandi personaggi presenti nei testi dellantichit.

Utilit
della retorica

Il programma di studio prevede la storia, la filosofia morale e leloquenza. Esprime


perci la convinzione dellimportanza degli studia humanitatis e la fiducia nella capacit delluomo di operare nella societ grazie alla padronanza della parola, attraverso
larte della retorica. La retorica giudicata uno strumento di azione
da cui non si pu prescindere nella societ, che sulluso della
parola fondata.

Le scuole umanistiche pi famose

storie

Tra le scuole pi famose vi furono quella di Vittorino da Feltre (1373-1446), a Mantova, e quella
di Guarino da Verona (1364-1460), a Ferrara.
Entrambi erano stati allievi di un altro pedagogista, Giovanni di Conversino (1343-1408).
La scuola di Guarino era dedicata soprattutto allo
studio del mondo classico, al latino e alla retorica.
Agli studi umanistici si affiancava lesercizio fisico: la caccia,
il nuoto, la ginnastica, la danza, che assicuravano lo sviluppo armonico di tutte le capacit delluomo.
La Casa gioiosa, la scuola che Vittorino apr nella villa Zoio-

Let moderna

uPisanello, Medaglia di
Vittorino da Feltre, 1447
(Londra, British Museum).
sa di Mantova, era dedicata soprattutto alla retorica e alla filosofia. Oltre che ai
figli del duca di Mantova, la scuola
era aperta a giovani promettenti, anche con scarsi mezzi
economici. Allo studio dei classici (anche greci) si affiancavano lesercizio fisico, la pittura, il canto. Venivano lette
anche le Sacre Scritture.

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Diffusione
dellUmanesimo
nellEuropa
settentrionale

La diffusione
della
nuova cultura
attraverso
la stampa

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LUmanesimo settentrionale
Nellarco di qualche decennio la cultura umanistica si diffuse oltralpe, in Francia, in Germania,
in Inghilterra. Il cosiddetto umanesimo settentrionale non fu una semplice copia di quello italiano: ne eredit alcuni temi e alcuni caratteri tipici, come la valorizzazione degli studia humanitatis e la critica al sapere delle universit, ma sotto altri aspetti, come nel pensiero politico, ebbe
caratteri specifici. Allorigine dellUmanesimo settentrionale vi furono i soggiorni di insegnamento degli intellettuali italiani allestero, soprattutto alla Sorbona di Parigi, a Oxford e Cambridge, durante i quali essi trasmisero nuove tecniche di lettura dei testi antichi. Inoltre, dal resto
dEuropa, come gi nel Medioevo, arrivavano in Italia molti studenti, soprattutto per apprendere il diritto romano, e questi entrarono in contatto con le nuove tendenze. Cos avvenne nel caso
di Rudolf Bauer (latinizzato in Agricola, 1443-1485), che dallo studio del diritto pass a quello
dei classici e, tornato in Germania, fu uno dei promotori della nuova cultura.
La diffusione della cultura umanistica fu favorita da
una novit tecnologica: linvenzione della stampa. Il
primo libro stampato fu la Bibbia, a opera del tedesco
Johannes Gutenberg (1400 ca.-1468) negli anni tra il
1452 e il 1456. Grazie alla stampa divenne possibile riprodurre un testo in molti esemplari, rendendone pi facile e
rapida la lettura. Vennero ben presto stampati e distribuiti
sia i classici della letteratura latina sia le opere degli umanisti. In pochi decenni nacquero tipografie in molti paesi.
Tra le pi importanti vi fu quella che lumanista italiano
Aldo Manuzio (1450-1515) apr a Venezia. Manuzio diede alle stampe opere greche e latine, pubblic Dante,
Petrarca, scritti in volgare e testi di autori contemporanei.
Per le scelte editoriali, la formazione, i contatti e le collaborazioni, divenne un punto di riferimento per gli
intellettuali di tutta Europa.

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Bud e il
diritto romano

Gli umanisti settentrionali vennero particolarmente colpiti


i Marca tipografica di Aldo Manuzio. Il suo
dal principio di contestualizzazione dei testi applicato al motto
era festina lente,affrettati con
diritto romano e alle Sacre scritture. Il filologo francese calma, ed era rappresentato da unancora
Guillaume Bud (1468-1540) dimostr che il Codice con un delfino; lancora stava a indicare la
giuridico di Giustiniano, ancora considerato fondamen- solidit, il delfino la velocit.
tale per il diritto, era in molte parti corrotto e inesatto,
quindi non pi attuale. Questo atteggiamento, condiviso da molti altri intellettuali, comport
una maggiore attenzione per le leggi e le consuetudini proprie di ogni paese.

Reuchlin
e la Bibbia

Anche la Bibbia venne letta per comprenderne il senso alla luce del contesto storico in cui era
stata redatta. Venne messa in discussione anche la correttezza del testo: il tedesco Johannes
Reuchlin (1455-1522) dimostr che la versione corrente della Bibbia si basava su trascrizioni
greche che avevano interpretato in modo erroneo loriginale ebraico. Ci indusse a uno studio
filologico dei testi e a unanalisi dei contenuti, che costituirono uno dei fenomeni allorigine della Riforma protestante v. pp. 75-77 .

Il pensiero
politico

Nel pensiero politico, lUmanesimo settentrionale non abbracci il tema della libertas tanto caro
a Coluccio Salutati e a Leonardo Bruni, ma si concentr sulla virt del principe o sulla formazione dei suoi cortigiani e collaboratori. Questo si spiega anche con le diverse istituzioni politiche: Inghilterra e Francia erano rette da un regime monarchico; la Germania era divisa
tra principati sottoposti a un imperatore elettivo. Si sottolineava soprattutto il rapporto tra
sapere e azione politica: luomo di cultura doveva essere coinvolto nel governo perch, grazie
alle sue conoscenze, collaborasse per migliorarne lazione.
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Erasmo da Rotterdam
Il pi importante tra gli umanisti dellEuropa settentrionale fu lolandese Erasmo da Rotterdam (1466-1536). In Erasmo il valore degli studia humanitatis si salda con limpegno nella
riforma della morale e dei costumi nella societ, a partire da un recupero dei principi
originari del Vangelo. In ambito teologico, Erasmo abbraccia una visione positiva del
libero arbitrio, grazie al quale luomo ha la capacit di creare le condizioni con cui ricevere la
grazia divina. Rifiuta le sottili discussioni del mondo universitario, che giudica sterili e anzi dannose, per sottolineare invece la necessit di un ritorno ai testi e allo spirito originario del cristianesimo. La sua idea della libert umana richiama la posizione di Pelagio (IV-V secolo), per la
rivalutazione delle capacit umane e del libero arbitrio rispetto alla grazia di Dio v. vol. I, pp.
461-462 , e questo gli verr rimproverato da Lutero v. p. 79 .

Ledizione
del Nuovo
Testamento

Erasmo pubblic una nuova edizione, filologicamente rigorosa, del Nuovo Testamento
(1516), su cui si basano ancor oggi le traduzioni moderne del Vangelo. Questopera, che gli diede grande fama, faceva parte di un progetto generale di ritorno al cristianesimo delle origini.

La critica
della societ

Erasmo fermo nel denunciare i mali del suo tempo. In uno scritto dal titolo provocatorio, lElogio della follia, tutto giocato sul registro dellironia e del paradosso, mette in luce gli errori dei
teologi, dei mercanti, dei monaci, dei nobili, dei giureconsulti e di ogni altra classe o gruppo
sociale. Follia stessa, una sorta di personaggio divino, che critica i comportamenti quotidiani
di chi discute di anticaglie filosofiche, si affanna alla ricerca di denaro, pratica forme puramente
esteriori di religiosit senza una vera adesione al cristianesimo. Come in una sorta di rappresentazione teatrale, la realt quotidiana si rivela follia, anche quando appare come saggezza Lettura 5 . Secondo Erasmo, esiste per unaltra follia, ben diversa: quella degli apostoli e di Cristo stesso, che si fece mettere in croce per salvare lumanit.

Riformare
la Chiesa
dallinterno

Il recupero in chiave cristiana dei temi e dei metodi dellUmanesimo port Erasmo nel pieno del
dibattito sulla riforma della Chiesa, ma in polemica con le posizioni dei protestanti. Erasmo
infatti propugnava una riforma della Chiesa dallinterno, per recuperare i valori evangelici originari contro il formalismo dei riti e lintellettualismo delle dispute dottrinali.

protagonisti

Fiducia
nelluomo

Erasmo da Rotterdam

Nato a Rotterdam nel 1466, prima canonico agostiniano e poi prete, studi a lungo teologia e frequent luniversit di Parigi. Si trasfer in Inghilterra e
a Oxford inizi a studiare il greco. Dopo un soggiorno nei Paesi Bassi e in Italia, prima a Bologna, poi a
Venezia e a Roma, torn in Inghilterra, dove perfezion la conoscenza del greco. Durante la guerra
con la Francia fugg per andare in Germania, dove divenne
consigliere di Carlo dAsburgo, futuro imperatore, e inizi a
interessarsi al pensiero di Lutero e della Riforma, prendendone per distanza. Durante gli ultimi anni, in seguito alle
vicende politiche, cambi pi volte residenza. Mor a Basilea
nel 1536.Tra le sue opere pi importanti vanno segnalati: i
Proverbi (Adagia, 1508), Elogio della follia (Encomium Moriae,
1511), Istruzione del principe cristiano (Institutio principis Christiani. 1516), Il lamento della pace (Quaerela pacis, 1517).

uErasmo da Rotterdam in un dipinto di Hans Holbein il Giovane


(XVI secolo, Parma, Biblioteca Palatina).

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Leredit dellUmanesimo
LUmanesimo ha reso disponibili opere dellantichit classica che lEuropa occidentale
aveva dimenticato o non aveva mai conosciuto, e ha messo a punto un metodo filologico per
leggere queste opere. Il recupero, la ricostruzione, la traduzione dei testi antichi si lega a un altro
importante lascito: il senso storico, con cui gli umanisti sottolineavano la distanza che separa
il mondo contemporaneo dallantichit classica. Ma soprattutto lUmanesimo ha sviluppato un
orientamento di pensiero che pone in primo piano i problemi della convivenza civile e della comunicazione.

Umanesimo
e umanismo

Questa prospettiva avr ampio sviluppo nei secoli successivi. In senso lato, perci, accanto
allUmanesimo storico si pu individuare un umanesimo come atteggiamento generale verso
luomo, le sue possibilit, la sua dignit, di contro a tutte le dottrine filosofiche, religiose o politiche che lo mortificano o disconoscono la sua dignit. Per questa forma di umanesimo stato
coniato il termine umanismo. Da questo orientamento particolare deriva la distinzione presente ancora oggi tra due ordini di studi: gli studi umanistici e gli studi scientifici: i primi
rivolti allo studio delle espressioni letterarie, filosofiche, artistiche delluomo; i secondi allo studio del mondo naturale.

LUmanesimo
e la nascita
della scienza
moderna

Lenorme patrimonio di testi riscoperto dallUmanesimo ha influito sullo sviluppo culturale in


molti campi. Vennero recuperate e tradotte anche opere matematiche, mediche, astronomiche, come i testi di Archimede e gli Elementi di Euclide, la cui lettura stimol gli studi di
matematica e di astronomia. La nascita della scienza moderna ha alle sue origini anche
il confronto con gli antichi. Ad esempio, con la teoria eliocentrica proposta nel 1543, lastronomo polacco Nicol Copernico (1473-1543 v. pp. 159 e segg. ) si richiam al matematico e
astronomo greco Aristarco di Samo (310 ca.-230 ca.), il quale aveva sostenuto che fosse la Terra
a ruotare intorno al Sole e non viceversa v. vol. I, p. 406 : i suoi scritti erano stati tradotti nella
seconda met del XV secolo e venivano discussi nelluniversit di Bologna, che Copernico frequent durante un soggiorno in Italia.

Letture consigliate

Umanesimo
e senso storico

R.H. Bainton, Erasmus of Christedom, New York, C. Scribners sons, 1969; trad. it. di A. Biondi, Erasmo
della cristianit, Firenze, Sansoni, 1989.
S.I. Camporeale, Lorenzo Valla: umanesimo, Riforma e Controriforma: studi e testi, Roma, Edizioni di storia
e letteratura, 2002.
D. Cantimori, Umanesimo e religione nel Rinascimento, Torino, Einaudi, 1975.
D. De Rosa, Coluccio Salutati: il cancelliere e il pensatore politico, Firenze, La Nuova Italia, 1980.
G. Di Napoli, Lorenzo Valla: filosofia e religione nellumanesimo italiano, Roma, Edizioni di storia e
letteratura, 1971.
E. Garin, Lumanesimo italiano: filosofia e vita civile nel Rinascimento (1952), Roma-Bari, Laterza, 1994.
C. Vasoli, Umanesimo e Rinascimento, Palermo, Palumbo, 1969.

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Sintesi

Una nuova visione del mondo e delluomo LUmanesimo un movimento culturale che ha promosso
una rivalutazione delle capacit delluomo e della sua attivit nel mondo. Si sviluppato dalla seconda met del
Trecento nellItalia centro-settentrionale e poi nellEuropa del Nord (Umanesimo settentrionale). Gli intellettuali
che ne animano le vicende muovono dalla contestazione della cultura dominante nelle universit e coltivano gli studia humanitatis (poesia, letteratura, filosofia, storia, retorica), ispirandosi ai modelli della classicit
e scrivendo in un latino pi puro e raffinato rispetto a
quello in uso a quel tempo.

LUMANESIMO ITALIANO
Vita civile e storia Gli umanisti sono di frequente intellettuali impegnati nella pubblica amministrazione dei
Comuni, o funzionari al servizio dei signori con compiti
diplomatici o pedagogici; coltivano lideale della vita
activa, contrapposto a quello della contemplazione.
Linteresse degli umanisti per la storia antica animato
spesso dalla tensione verso le vicende della vita pubblica
a loro contemporanea. Per questo la storia greca e soprattutto quella romana sono considerate custodi di
modelli di virt civili da imitare.
La ricerca delle opere antiche Gli umanisti hanno
il merito di aver riscoperto testi dellantichit classica scomparsi o del tutto dimenticati, come le opere di Cicerone, Lucrezio e Quintiliano, scoperte da Petrarca, Valla
e Bracciolini. Lo studio dei classici suscita negli umanisti il
sentimento dellemulazione intellettuale e stilistica.
Platone e Aristotele Larrivo in Italia degli intellettuali bizantini porta alla riscoperta dei testi di Platone. Si
cominci a leggere le opere di Platone e Aristotele in lingua originale e a tradurle dal greco. Si riaccende la disputa sul primato di Platone o Aristotele, dei quali
si valuta laffinit con il cristianesimo. Aristotele, e pi precisamente laristotelismo scolastico, sono oggetto di
una violenta polemica antiaccademica condotta dagli
umanisti dentro e fuori le universit.
Filologia Gli umanisti danno vita a una nuova disciplina, la filologia, scienza che mira a ristabilire lautenticit dei testi. La filologia studia il loro contesto linguistico e intellettuale ricercandone la lezione pi vicina
alloriginale, e ha svariati campi di applicazione, tra cui
la teologia e il diritto.
Lorenzo Valla: la riforma della filosofia Tra gli
umanisti spicca Lorenzo Valla, il quale auspica una riforLet moderna

ma della filosofia, il cui fine deve essere il puro amore


per la sapienza. Il primo terreno da riformare il linguaggio, che deve diventare pi limpido ed elegante, depurato dai vocaboli barbari e oscuri tipici della filosofia
delle universit. Il secondo quello della teologia, che va
liberata dagli apparati metafisici di derivazione aristotelica; lo studio della Bibbia non pu invece prescindere da
una revisione del testo sulla base dei manoscritti latini e
greci. Infine, letica cristiana ha per Valla valore universale. Il fine della vita la felicit (voluptas) intesa in senso cristiano, come condizione di serenit assoluta e
beatitudine.
La politica Le vicende politiche dellItalia e dellEuropa dal secondo Trecento al primo Cinquecento influenzano il pensiero politico di molti umanisti (Coluccio Salutati, Leonardo Bruni, Niccol Machiavelli). Lideologia
dellumanesimo civile si regge sullesaltazione del modello repubblicano, rappresentato dalla Roma dei
Gracchi e del tribunato della plebe, rinnovato dalla Firenze municipale e repubblicana. La crisi delle libert municipali e lavvento delle signorie generano una contrazione dellumanesimo civile: torna il primato della vita
contemplativa su quella attiva e si prediligono modelli di
principato monarchico. Allesaltazione delle virt del
buon cittadino subentra lesaltazione delle virt del buon
principe.

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Virt e fortuna Lideale della vita attiva e il culto delle virt civili conducono gli umanisti pi eminenti (tra cui
Poggio Bracciolini e Leon Battista Alberti) a una decisa
opposizione alle teorie fatalistiche. La virt consiste
nellazione etica nelle citt e nelle relazioni umane. La volont delluomo in grado di opporsi al fato,
spezzare i lacci della fortuna e costruire un mondo retto
sulla libert e lonest.

LUMANESIMO SETTENTRIONALE

La rivoluzione della stampa Lintroduzione della


stampa rivoluziona la circolazione della cultura. A
pochi decenni dallinvenzione di Johannes Gutenberg
le tipografie e le stamperie proliferano in tutta Europa.
Erasmo da Rotterdam: filologia e riforma Erasmo da Rotterdam pu essere considerato il maggiore
esponente dellUmanesimo settentrionale. Erasmo ha applicato il metodo filologico anche allo studio e alla lettura del Nuovo Testamento (del quale pubblica una
nuova edizione nel 1516). Il suo impegno dottrinario e
teologico trova espressione nella disputa con Lutero
sulla libert del cristiano e sul libero arbitrio. Le tensioni tra il Papato e i principati dellEuropa centrale, seguite
allo scisma luterano, e i conflitti religiosi inducono Erasmo a teorizzare la necessit di una riforma religiosa che
rinnovi il cattolicesimo dallinterno e in modo pacifico.
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17 Come fece Lorenzo Valla a dimostrare che la

Guida allo studio


e alla riflessione

Donazione di Costantino era un falso?

18 Quali critiche muovono gli umanisti alla filosofia?


19 Che cosa significa che gli umanisti sostengono il
primato della vita attiva?

Per studiare

20 Per Valla la teologia non ha bisogno della

1 La .............................................. . la disciplina che

V F
filosofia
perch ...............................................................................

ricostruisce la tradizione dei testi.

2 Allinsegnamento delle universit gli umanisti contrappongono gli .............................

....................................... .

............................................................................................

21 La vita contemplativa completamente

V F
svalutata dagli umanisti
perch ...............................................................................

3 Che cosa cambia nella figura dellintellettuale nel


passaggio dal Medioevo allUmanesimo?

............................................................................................

4 Che cosa si intende con il termine Umanesimo e


che cosa sono gli studia humanitatis?

5 Qual il rapporto tra gli umanisti e la cultura delle


universit?

6 Quali autori studiavano in prevalenza gli umanisti?


7 Quali legami si instaurarono tra le corti signorili e gli
intellettuali?

a
b
c
d

pirronismo
stoicismo
epicureismo
manicheismo

23 Quali umanisti hanno parlato del principe e delle


virt necessarie in politica?

8 Gli umanisti attribuivano grande importanza alla:


a
b
c
d

22 Tra le filosofie antiche, qual la migliore per Valla?

24 Che cosa , secondo Leon Battista Alberti, la


Fortuna e come pu luomo virtuoso contrapporsi
a essa?

logica
dialettica
retorica
teologia

25 Perch Leon Battista Alberti importante per la


pedagogia?

9 A quale epoca del passato guardano con ammirazione


gli umanisti e perch?

26 Delinea il rapporto tra virt e fortuna nella


cultura dellUmanesimo (max 15 righe).

10 Dove nato lUmanesimo? Quali fattori ne hanno


favorito lorigine?

27 Traccia un elenco delle principali novit apportate


dallUmanesimo (max 5 righe).

28 Chi fu il pi importante umanista dellEuropa

11 Lo studio della morale era preferito dagli

V F
umanisti a quello della teologia
perch ...............................................................................
............................................................................................

12 Per gli umanisti non molto importante

V F
il rapporto con il passato
perch ...............................................................................
............................................................................................

settentrionale?

29 Riassumi la posizione di Erasmo in ambito


teologico (max 5 righe).

30 Perch per Erasmo la realt quotidiana follia?


31 Traccia un breve bilancio delle principali eredit
dellUmanesimo (max 10 righe).

13 Francesco Petrarca pu essere considerato

V F
il primo umanista
perch ...............................................................................
............................................................................................

14 Spiega perch furono importanti per lUmanesimo i


concili di Ferrara (1438) e di Firenze (1439) (max 8
righe).

Per riflettere

32 Un evento molto importante per la cultura


occidentale fu larrivo in Italia dei dotti bizantini.
Quando avvenuto e quali conseguenze
ha comportato questo incontro? (max 15 righe)

33 Tra lXI e il XV secolo la funzione dellintellettuale


subisce notevoli mutamenti. Descrivi il diverso
ruolo dellintellettuale nel Medioevo, nel primo
Umanesimo e nellUmanesimo di corte (max
15 righe).

15 Quale fu limportanza della filologia per la cultura


umanistica?

16 Perch gli umanisti rivalutano la retorica?


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LUmanesimo Guida allo studio

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LUmanesimo Letture
LETTURA

Leonardo Bruni Che cosa studiare per raggiungere leccellenza


In questa lettera indirizzata a Battista Malatesta, figlia del conte di Urbino, Leonardo Bruni indica le
materie di studio per chi voglia raggiungere leccellenza intellettuale. Sottolinea come allo studio della
filosofia si debba affiancare quello della letteratura, perch lo stile letterario e la padronanza della lingua sono fondamentali, nonch lo studio della religione.
er uno che tende a raggiungere quella meta1, a cui ora io ti invito, credo che in primo luogo sia
necessaria una conoscenza delle lettere non limitata e superficiale, ma vasta, particolareggiata
e accurata e profonda: senza questo fondamento nessuno pu costruirsi niente di elevato e di
splendido. Uno che privo di questa conoscenza non potr capire abbastanza gli scritti dei dotti, e
se egli di suo scriver qualcosa non potr sfuggire al ridicolo. Per procurarsi questa cultura occorre
certamente un insegnamento, ma ancor pi importa il nostro diligente impegno. Bisogna, dunque,
dire almeno qualcosa riguardo allinsegnamento. Chi non sa, prima di tutto, che la nostra mente
ha bisogno di ricevere da un maestro una, per cos dire, infarinatura ed iniziazione per poter poi
arrivare a conoscere non solo le parti e la loro struttira, ma anche le minuzie e, in un certo senso,
gli elementi del discorso? Nella puerizia2 tutto questo lo afferriamo come in sogno; poi, andati pi
avanti, non so come, che lo richiamiamo su e lo ruminiamo, in modo da estrarne finalmente il succo e il sapore vero. C anche un altro genere pi robusto di insegnamento, e utilissimo non tanto
ai fanciulli, quanto alle persone adulte; quello dei cosiddetti grammatici, i quali, avendone
approfondito con lungo studio i singoli aspetti, hanno elaborato una certa disciplina delle lettere.
In questo gruppo si possono considerare Servio Onorato e Prisciano di Cesarea. Ma, credimi, pi
di tutto conta il nostro impegno. Esso ci rivela e ci mostra non solo le parole e le sillabe, ma i tropi,
le figure, ogni eleganza e bellezza del discorso. questo impegno che ci forma e, in un certo senso,
ci educa; e poi per mezzo di lui impariamo molte cose che un maestro ben difficilmente pu insegnare: il suono, leleganza, la simmetria, la bellezza. Il fondamento di questo impegno sar lapplicarsi alla lettura soltanto dei libri scritti dai migliori e pi stimati scrittori della lingua latina, e il
guardarsi da quelli scritti in modo rozzo e sciatto, come da una disgrazia e da una malattia della
nostra mente. Infatti, la lettura dei libri scritti in maniera grossolana e inadatta comunica i difetti al
lettore e ne guasta la mente con un male simile. La lettura una specie di cibo spirituale, dal quale
viene imbevuta e nutrita la nostra mente. Perci come coloro che hanno cura del loro stomaco,
non gli danno qualunque cibo, cos chi vuol conservare un animo sano, non gli permetter qualunque lettura. La prima attenzione sar quindi quella di leggere esclusivamente gli scritti migliori
e pi stimati; la seconda quella di recepirli con acuto giudizio. Perci chi legge osservi bene la posizione di ciascun termine, il suo significato e il suo valore, sgombri non solo le difficolt pi grosse,
ma anche le pi minute; e poich parecchie sono le particelle del discorso, imparer dalla scuola
limportanza di ciascuna. La pratica del loro uso la deriver dagli autori che legge. Se dunque la
donna si diletter dei libri sacri per conservare nelle lettere la sua elevatezza spirituale, prender
Agostino e Girolamo, bench ce ne siano altri non diversi, come Ambrogio, come Cipriano cartaginese. Ma fra tutti coloro che hanno scritto sulla religione cristiana, si leva ed eccelle, per particolare splendore e per ricchezza di pensiero, Lattanzio Firmiano, senza dubbio il pi eloquente di
tutti i cristiani: la sua fecondia e il suo modo di esprimersi possono benissimo ammaestrare ed alimentare quellingegno di cui sto parlando. Di Lattanzio io preferisco i libri Contro la falsa religione

1. Leccellenza intellettuale.

2. Fanciullezza.
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e quelli Su lira di Dio e Sulla creazione delluomo. Tu leggili, ti prego, se ami le lettere, e ti imbeverai
della loro dolcezza come di nettare e di ambrosia. Se poi ce ne sono tradotti di scrittori greci, come
Gregorio Nazianzeno, o Giovanni Crisostomo, o Basilio il Grande, a mio parere dovresti leggerli:
purch il traduttore li abbia trasportati in latino, e non li abbia piuttosto sconvolti. Se invece si
diletta di scritti secolari, la donna prenda Cicerone: che uomo, o Dio immortale! Di quanta fecondia! Di quanta ricchezza! Come perfetto nelle lettere! Come eccezionale sotto ogni aspetto! Subito dopo di lui ci sar Virgilio, gloria e delizia delle nostre lettere. E poi Livio e Sallustio e altri ancora, poeti e scrittori, verranno dietro in ordine di successione. Di questi autori in primo luogo si
imberr e alimenter, e ogni volta che debba parlare o scrivere star sempre attenta a non usare
parola alcuna che non abbia prima trovato in qualcuno di costoro. Talvolta le sar anche utile leggere ad alta voce. Infatti, non solo nella poesia ma anche nella prosa ci sono certi ritmi e quasi una
musica, percepiti e riconosciuti dalle orecchie, e alcune flessioni e gradazioni, di modo che la voce
ora si abbassa ora si alza; ed ancora membri e incisi e periodi fra s collegati con meravigliosa
armonia: caratteristiche evidenti soprattutto nei migliori scrittori. Nel leggere ad alta voce tutto
ci, lo percepir meglio e ci abituer le orecchie come ad una certa armonia, che poi nello scrivere
avvertir ed imiter. Da una tale lettura imparer a pronunziare col loro tempo esatto le parole, e
a non affrettarsi quando si deve indugiare, e a non indugiare quando si deve affrettarsi.
[L. Bruni, A Battista Malatesta (1424), in Opere letterarie e politiche, a cura di P. Viti, Torino, Utet, 1996, pp. 251-255]

Guida alla lettura


1 Perch lautore loda la perizia nelleloquenza?
2 Deve prevalere la scienza o la perizia nelle lettere (ossia la retorica)?
3 A quali tipi di lettura, secondo Bruni, consigliabile dedicarsi?

LETTURA

Lorenzo Valla Critiche allo stoicismo e allepicureismo

Ne Il vero e il falso bene, Lorenzo Valla critica tanto gli stoici quanto gli epicurei. I primi perch hanno ritenuto che la virt fosse autosufficiente, i secondi perch hanno pensato che il sommo bene fosse il
piacere, ma in questo mondo. Valla rivaluta la morale cristiana che stabilisce un premio, il piacere, ma
lo colloca nei cieli.
uindi, per dare finalmente la mia sentenza, dico cos. Poich i filosofi che hanno predicato
lonest hanno voluto che non ci fossero premi, o solo incerti e vani, dopo questa vita che
viviamo, e hanno posto il sommo bene nellonest, mentre gli Epicurei lhanno posto nel piacere,
pur condannando gli uni e gli altri, mi pronuncio io favore degli Epicurei (non in tuo favore Vegio
n contro di te, Catone1, che siete obbligati dal sacramento di unaltra milizia), e contro gli Stoici,
che condanno per due ragioni: una perch affermano che la virt il sommo bene, laltra perch
hanno mentito, seguendo una vita diversa da quella che professano, lodatori delle virt e amanti
dei piaceri, anche se meno degli altri. Amanti, in ogni caso, della gloria che inseguivano con le
mani e coi piedi. [] Se qualcuno mi chiedesse quale sia stata la prima origine e causa di quella
falsa onest e delle false virt, io penso che ci fu in principio un modo di servire alle cose divine
diverso da quello di comportarsi nei confronti delle cose umane, e gli uomini chiamarono quello
onest e virt, questo utilit. Ma dopo che, lirrompere delle false religioni e per il prevalere dei
vizi, la considerazione delle cose divine cadde in dimenticanza e si restrinse a pochi, rimasero soltanto i nomi delle virt che conservano ancora qualcosa dellantica maest, quando non cadde del
tutto la memoria dei fatti e detti antichi degni di lode: ma tuttavia quasi ombra senza corpo. Queste virt derivate, non sapendo a che cosa riferirle, alcuni, commossi dal loro splendore, dissero che

1. Vegio e Catone, oltre che personaggi


de Il vero e il falso bene, sono contempora-

nei di Valla. Catone Sacco (1349-1463) fu


un giurista di Pavia; Maffeo Vegio (1406-

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1458), fu autore di unopera pedagogica,


il De educatione liberorum.

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erano da desiderarsi per se stesse, in quanto aliene dalle cose terrene, come lo erano state, e tra
costoro i principali furono gli Stoici; altri invece stimarono fossero desiderabili a cagione delle utilit, oltre alle quali nullaltro vedevano, e questi sono in primo luogo gli Epicurei, coi quali daccordo la massima parte dei Gentili2, la quale stim pure che per le stesse utilit fossero da adorarsi
gli dei. Invece la nostra onest, per noi che siamo Cristiani, ci stesso che ho detto esser stata prima e precedentemente, desiderabile non per s, in quanto dura, aspra, difficile, n per i vantaggi,
che sono terreni, ma in quanto costituisce un gradino a quella beatitudine, della quale lanimo o
lanima, liberata da queste membra mortali, fruisce accanto al creatore delle cose, dal quale
venuta. Questa beatitudine chi dubiterebbe di chiamarla, o chi potrebbe chiamarla meglio che
piacere? Con questo nome la trovo chiamata anche, come nella Genesi: paradiso del piacere3,
pure in Ezechiele: pomi ed albero del piacere4 e con espressioni simili quando parla dei beni
divini; e nei Salmi: li berrai dal torrente del piacere5. [] Da ci bisogna intendere che non lonest ma il piacere sia desiderabile per s stesso, tanto da quelli che vogliono essere dilettati in questa vita quanto da quelli che vogliono essere dilettati nella futura. Poich esso duplice, luno ora,
in terra, laltro poi, nei cieli (dico i cieli secondo lusanza nostra, non degli antichi, che hanno pensato ci fosse un cielo solo); luno padre dei vizi, laltro delle virt. Dir pi esplicitamente che tutto ci che si fa non per la speranza di quel piacere futuro ma per la speranza di questo piacere presente, peccato, e non solo nelle cose di rilievo, come quando costruiamo delle case, compriamo
delle terre, ci dedichiamo alla mercatura, contraiamo matrimonio, ma anche nelle cose minime,
come quando mangiamo, dormiamo, camminiamo, parliamo, desideriamo. Per tutte queste cose
che ci sono proposti e un premio e una pena; perci dobbiamo evitare questo piacere se vogliamo
fruire di quello. Di ambedue non possiamo fruire, poich sono contrari tra loro quanto il cielo e la
terra, lanima e il corpo. Ma questo nostro piacere piuttosto incerto e fallace, mentre quello
sicuro e stabile6: n manca in questa vita un piacere probabile, ed il maggiore quello che viene
dalla speranza della futura felicit, quando la mente cosciente del giusto e lanimo assiduo nel considerare le cose divine si dipinge i promessi onori e in qualche modo li fa presenti a s stesso, tanto
pi lieto ed alacre quanto pi numerosi candidati e competitori agli stessi avr veduto.
[L. Valla, Del vero e il falso bene (1441), in Scritti filosofici e religiosi, a cura di G. Radetti,
Firenze, Sansoni, 1953, pp. 197-200]

2. Cio i pagani.
3. Genesi 2, 8 e altrove. Valla interpreta lespressione biblica giardino dellEden,

come giardino delle delizie.

4. Ezechiele 31, 9 e altrove.


5. Salmi 36, 9.

6. Torna in Valla la tradizionale contrapposizione tra i beni del nostro mondo, effimeri e quindi falsi, e i beni della vita celeste.

Guida alla lettura


1 Chi sono i filosofi che inseguono il piacere? E quelli che rincorrono la gloria con le mani e coi piedi?
2 Perch le vere virt, secondo Valla, sono decadute?

LETTURA

Leon Battista Alberti Luomo nato per usare i beni terreni,


impegnarsi nelle opere ed essere felice
Leon Battista Alberti ritiene che la vita delluomo debba essere impegnata nella realizzazione di opere
giuste, al duplice scopo di raggiungere la felicit individuale e di vivere pacificamente insieme agli altri
uomini. Il comportamento smodato e vizioso, invece, destinato a portare allinfelicit chi sceglie questa
strada e anche chi gli vive vicino.
iciamo al nostro proposito che luomo sia posto in vita per usare le cose, per essere virtuoso e diventar felice, imperoch colui el quale si potr dire felice, costui agli uomini sar
buono, e colui el quale ora buono agli uomini, certo, ancora grato a Dio. Chi male usa le
cose nuoce agli uomini e non poco dispiace a Dio; e chi dispiace a Dio stolto se si reputa felice.
Adunque si pu statuire cos: luomo da natura essere atto e fatto a usufruttare le cose, e nato per

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essere felice1. Ma questa felicit da tutti non conosciuta, anzi da diversi diversa stimata. Alcuni
reputano felicit avere bisogno di nulla, e questi cercano le ricchezze, le potenze e amplitudine.
Alcuni stimano a felicit non sentire incarico o dispiacere alcuno, e questi si danno alle delizie e
volutt. Alcuni altri pongono la felicit in luogo pi erto e pi difficile a giugnervi2, ma pi onesto e pi sopra i lascivi appetiti, in essere onorati, stimati dagli altri uomini, e questi intraprendendo le fatiche e gran fatti, le vigilie e virili essercizii. Forse di questi ciascuno pu aggiugnere
non molto discosto dalla felicit adoperandosi con virt, usando le cose con ragione e modo. E
cos adoperando laltre cose insieme a s stessi con temerit e sanza ordine, gli segue molto errore, e tanto pi a lungi si truova addutto errando quanto di s e de doni dIddio peggio meriter
con vizii e impiet. Questo sar quando el vizioso verr n suoi presi essercizii3 pi o manco che
non richiede e patisce lonest e ragione. Volere con avarizia, con brutte arti arricchire; volere
con vizii essere onorato; volere n lascivi ozii non sentire gravezza alcuna, a me pare sia non
altro che disporsi a male usare le cose per nuocere agli uomini, dispiacere a Dio in quel modo ed
essere infelice e misero, la qual cosa molto si debba da ciascuno non in tutto insensato fuggire e
molto pi da coloro i quali vorranno rendere la sua famiglia felice. Cerchino adunque costoro in
prima per s essere felici, poi procureranno la felicit de suoi; e, come dissi, la felicit non si pu
ottenere sanza essercitarsi in buone opere, giuste e virtuose. Sono lopere giuste buone quelle
che non solo nuociono a niuno, ma giovano a non pochissimi. Sono lopere virtuose quelle nelle
quali si truova niuna suspizione n congiunzione di disonest4, e quelle saranno ottime opere, le
quali gioveranno a molti, e quelle fieno virtuosissime le quali non si potranno asseguire sanza
molta virilit e onest. Se pertanto noi abbiamo a prendere essercizio virile e onestissimo, a me
pare si doverr molto bene, innanzi che noi ci dedichiamo ad alcuno fermo essercizio, ripensare
molto ed essaminare con quale ci sia pi facile giugnere verso alla felicit. Ogni uomo non si
truova abile a cos facilmente essere felice. Non fece la natura gli uomini tutti duna compressione5, duno ingegno e duno volere, n tutti a un modo atti e valenti. Anzi volse6 che in quello in
quale io manco, ivi tu supplisca, e in altra cosa manchi la quale sia apresso di quellaltro. Perch
questo? Perchio abbia di te bisogno, tu di colui, colui duno altro, e qualche uno di me, e cos
questo aver bisogno luno uomo dellaltro sia cagione e vinculo a conservarci insieme con publica amicizia e congiunzione. E forse questa necessit fu essordio e principio di fermare le republice7, di costituirvi le leggi molto pi che come diceva... fuoco o dacque essere stato cagione di
tanta fra gli uomini e s con legge, ragione e costumi colligata unione de mortali.
[L.B. Alberti, I libri della famiglia (1433-1441), a cura di R. Romano, A. Tenenti,
F. Furlan, Torino, Einaudi, 1994, pp. 164-166]

1. Si pu stabilire cos: luomo stato fatto dalla natura adatto a usare le cose e a
diventare felice.
2. Raggiungerla.
3. Imprese.

4. Traccia o elementi di disonest o malvagit.


5. Carattere.
6. Volle.

7. Di fondare gli stati. Paradossalmente,


le limitate capacit di ciascuno sono un
fattore positivo, che induce gli uomini a
unirsi e a costituire le comunit politiche.

Guida alla lettura


1 Per quale scopo, secondo Alberti, nato luomo? In che cosa consiste la sua felicit?
2 Qual la funzione della convivenza civile?

LETTURA

Leonardo Bruni La gloria di Firenze


Bruni mette in luce i caratteri positivi del regime popolare che governa Firenze. Grazie a esso, infatti,
sono presenti libert e uguaglianza; la citt ha potuto espandersi e arricchirsi; si trovano a Firenze grandi ingegni. Non perci la monarchia la miglior forma di governo, come una lunga tradizione continuava ad affermare.
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uale citt, dunque, potrebbe essere pi illustre, pi nobile, pi ricolma della gloria degli antichi padri? O quale fra le pi potenti citt potrebbe essere paragonata a questa nostra in tale
genere di lode? Degni di ammirazione anche i nostri antenati, che prendendo per mano questa
citt, la organizzarono e la governarono in modo da non distaccarsi affatto dalla virt di coloro da
cui ebbero origine: i quali, ordinata la repubblica con santissime leggi, la guidarono con tale sapienza da essere di esempio di ben vivere a tutte le altre genti, e da non aver bisogno di ricercare essi
esempi da altri. Inoltre, con impegno continuo, lautorit e il potere o se li conservarono o li accrebbero in maniera che, per quanto resta a memoria di uomo, Firenze non cess mai di essere la principale citt dellEtruria1. Degni di lode sono ancora i cittadini che si trovano al governo nei nostri
tempi, i quali la potenza della citt, ricevuta dai padri, lhanno ancor pi accresciuta, aggiungendo
al nostro dominio, col valore e con le armi, Pisa e alcune altre grandi citt. Ma ora non il tempo di
ricordare guerre e battaglie e serie di imprese: esse richiederebbero una diffusa trattazione e la fatica e limpegno non di un solo giorno ma di molti anni. Lasciando, dunque, da parte, o rimandando,
le vicende esterne, soffermiamoci nellosservare e nel contemplare il corpo stesso, per cos dire, della citt. Noi abbiamo una forma di governo dello Stato attenta il pi possibile alla libert e alla
parit dei cittadini: e questa forma di governo, poich completamente uguale per tutti, si dice
popolare. Noi non sopportiamo nessuno come padrone; noi non siamo sottoposti al potere di
pochi2. Uguale per tutti la libert, la quale ubbidisce soltanto alla legge, senza timore di alcuno.
Uguale per tutti la speranza di raggiungere onori e di elevarsi, purch ci sia limpegno, lingegno e
un modo di vivere saggio e meditato. Virt ed onest ricerca la nostra citt nel suo cittadino. Chiunque possiede tali doti, lo giudica abbastanza idoneo a governare lo Stato. Ma la superbia e larroganza dei pi potenti le odia tanto che nei confronti di questo genere di uomini ha fissato leggi pi
numerose e pi dure che nei confronti di alcun altro, tanto che ha costretto i superbi, dopo che furono domati e stretti, per cos dire, dalle adamantine3 catene delle leggi, ad abbassare finalmente il
collo e ad umiliarsi anchessi fra la gente comune: sicch, ormai, il passaggio dalle pi elevate famiglie alla plebe viene concesso come un grandissimo beneficio. Questa vera libert, questa uguaglianza fra i cittadini: di nessuno temere le forze, di nessuno loffesa; esserci per i cittadini pari diritti
fra di loro, pari possibilit di andare al governo dello Stato. Ora, tutto questo non ci pu essere l
dove uno solo, o pochi, sono al potere. Infatti, quelli che preferiscono la monarchia, sembra che nel
re soltanto trovino quella capacit che non ammettono esserci stata mai in alcun altro. Ma chi ci fu
mai fra i re che tutto abbia fatto per il bene dei sudditi, e niente abbia desiderato per s allinfuori
della nuda gloria del nome? Ne deriva che la lode della monarchia come vana e umbratile e non
limpida e duratura. Ai re, anzi, dice lo storico4, sono pi sospetti i buoni che i cattivi, e a loro la virt
degli altri fa sempre paura. Non molto diversamente avviene in un regime oligarchico. Perci, solo
la forma popolare di governo dello Stato resta legittima: una forma nella quale ci sia vera libert, in
cui ci sia assoluta uguaglianza di diritto per tutti i cittadini, in cui lamore per le virt possa fiorire
senza sospetto. davvero meraviglioso quanto questa facolt di raggiungere onori e la possibilit di
conseguirli, offerte ad un popolo libero, siano capaci di eccitare limpegno dei cittadini. Se si
mostra, infatti, la speranza di raggiungere onori, gli uomini si sollevano e si innalzano; ma se quella
non c si lasciano andare allinerzia. Cos, nella nostra citt, dato che offerta questa speranza e
facolt, non c affatto da meravigliarsi che eccellano gli ingegni e si affermino le attivit.

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[L. Bruni, Orazione funebre per Nanni Strozzi, in Opere letterarie e politiche, cit., pp. 715-719]

1. Antico nome della Toscana.


2. Cio a quello che nella tradizione ari-

stotelica era definito regime oligarchico.


3. Cio di diamante o di acciaio e quindi

Guida alla lettura


1
2
3
4

Perch Firenze sarebbe la principale citt dellEtruria?


Qual il concetto di libert che emerge dalla concezione dellautore?
Qual la forma politica che permette un equo esercizio del potere?
Che cosa sostiene lautore riguardo alla monarchia?

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durissime.
4. Sallustio, La congiura di Catilina, 7.

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LETTURA

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Erasmo da Rotterdam La vita come una commedia


NellElogio della Follia, Erasmo adotta la celebre metafora della vita come teatro per spiegare come la
vita quotidiana sia una sorta di rovesciamento, in cui i nobili hanno comportamenti bestiali, si piangano i morti anche se si dovrebbe ritenere che, andando in paradiso, saranno pi felici ecc. E proprio perch
questa realt follia, chi denunciasse il carattere assurdo e paradossale di tanti comportamenti umani,
sarebbe trattato come un pazzo, al pari di uno spettatore che nel bel mezzo di uno spettacolo teatrale
dicesse a tutti che quelle sul palco non sono altro che maschere, e chi le impersona tuttaltra persona
rispetto al suo personaggio.
tate a sentire dove voglio arrivare. Se uno, mentre gli attori rappresentano un dramma, tentasse di toglier loro la maschera, per mostrarli agli spettatori con le loro facce vere e naturali, non guasterebbe tutta la rappresentazione? Non meriterebbe di esser cacciato dal teatro a
scopate, come un forsennato? Certo, per opera sua tutte le cose piglierebbero un nuovo aspetto,
e chi prima era donna, ora sarebbe uomo1, chi poco fa giovine, subito dopo, vecchio, chi era re
poco prima, si rivelerebbe dimprovviso un mascalzone, chi prima era dio, apparirebbe dimprovviso un poveruomo. Ma... lecito distruggere questinganno? Non si scompiglierebbe tutto
il dramma? Poich proprio questa illusione, questo trucco a tener incatenati gli spettatori... E
la vita umana che altro se non una commedia? In questa gli attori escono in pubblico, celandosi chi sotto una maschera, chi sotto unaltra, e ognuno fa la sua parte, sino a che il direttore li
fa uscir di scena. Spesso per, allo stesso uomo d ordine di ripresentarsi sotto altro travestimento, di modo che chi prima aveva fatto il re con tanto di porpora, ora fa lo schiavettino cencioso.
Tutta la vita non ha alcuna consistenza; ma, tant, questa commedia non si pu rappresentare
altrimenti. Ora, se qualche sapientone, cascato dal cielo, si levasse improvvisamente a gridarci:
Oh! questo signore, che tutti ammirano come un dio, un potente, non neppur un uomo, si
lascia guidare dalle passioni come una bestia; non che uno schiavo della peggior specie, perch
asservito spontaneamente a tanti sconci padroni; ovvero se ad un altro che piangesse la morte del padre, ordinasse: Ridi ormai; tuo padre proprio ora comincia a vivere; questa vita che
viviamo che morte, nientaltro che morte; o ad un terzo poi, che si vanta del proprio stemma,
rivolgesse il titolo di ignobile bastardo, aggiungendogli che ben lungi dal possedere la virt, e
che questa lunica fonte della vera nobilt; se dunque questo sapiente parlasse allo stesso modo
di tutte le altre cose, che altro farebbe se non dar segni a tutti di essere un insensato, un pazzo da
legare? Come non c stoltezza maggiore di una saggezza inopportuna, cos non c maggior
imprudenza di una prudenza distruttrice. Fa molto male chi non si adatta ai tempi e alle circostanze, chi non piglia il panno pel suo verso, chi, dimentico delle regole dei Greci a tavola o
bevi, o va via , pretendesse che la commedia non sia pi commedia. Invece da uomo veramente prudente, una volta che siamo mortali, non aspirare ad una saggezza superiore alla propria sorte. Bisogna rassegnarsi o a chiudere un occhio qualche volta, insieme con tutta limmensa folla degli uomini, ovvero a commettere sfarfalloni2, umanamente. Ma questo, diranno,
sarebbe un agire da dissennati. Non lo negherei, purch daltra parte non si conceda, che tale
la vita, la commedia della vita, che recitiamo.

[Erasmo da Rotterdam, Elogio della pazzia (1511), a cura di T. Fiore,


Torino, Einaudi, 1964, pp. 45-47]

1. Alle donne fu vietata per molto tempo

2. Svarioni, errori.

la carriera di attrice.

Guida alla lettura


1 Perch la vita umana, secondo Erasmo, altro non che una commedia?
2 Perch, a detta di Erasmo, la vita non ha consistenza?
3 Perch fa molto male chi non si adatta ai tempi e alle circostanze?
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Introduzione

Il Rinascimento
T

ermini come Medioevo, Rinascimento o Modernit sono utili perch semplificano il riferimento a determinate epoche
storiche. Tuttavia, per evitare che finiscano col
diventare fuorvianti, il loro uso deve essere
accompagnato dalla consapevolezza che non
sono mai esistite epoche unitarie, con unessenza facilmente individuabile e descrivibile. In particolare, lepoca rinascimentale racchiude una variet di orientamenti
e posizioni tali da rendere disperato qualunque tentativo di sintesi. Questo capitolo si limita quindi a descrivere alcuni tra i numerosi, diversi e a volte contraddittori
aspetti culturali del periodo che chiamiamo Rinascimento, e che abbraccia i secoli XV e XVI.
Nella seconda met del Quattrocento e nel Cinquecento ebbero straordinaria diffusione il platonismo e
lermetismo, anche se non venne meno laristotelismo, che anzi continu a essere dominante nelle universit. Ci fu, grazie al filosofo Marsilio Ficino, la
riscoperta di Platone, che fu tradotto e commentato,
ma interpretato fondamentalmente in chiave neoplatonica. Nellambito del neoplatonismo, furono di grande
rilevanza gli scritti del filosofo e teologo tedesco Niccol Cusano, importante per le sue riflessioni sul concetto di infinito e sul tema della tolleranza religiosa.
Questo periodo fu il tempo dei maghi. Il mondo
magico fu non ai margini, ma al centro della grande
cultura europea. Gli scritti magico-ermetici, a lungo
attribuiti al mitico Ermete Trismegisto, costituirono
allepoca veri e propri successi editoriali. Anche allora,
come oggi, la magia era legata al mondo della superstizione, ma, a differenza di oggi, non era affatto confinata al sapere popolare: infatti, fu al centro degli inte-

1
Il ritorno
di Platone
in chiave
neoplatonica

ressi di grandi filosofi come Giordano Bruno o Tommaso Campanella.


Il Rinascimento fu unepoca di grandi dibattiti. Tra i
principali troviamo quello sullastrologia, della quale
spesso venivano duramente contestati gli esiti deterministici: fu famosa, da questo punto di vista, la polemica di Giovanni Pico della Mirandola, che condann lastrologia in
difesa della libert delluomo. Oppure il dibattito sullanima e sullimmortalit al quale presero parte da un lato
Ficino e dallaltro Pietro Pomponazzi, il maggior esponente dellaristotelismo. Pomponazzi sostenne limpossibilit di produrre argomentazioni razionali che dimostrassero in modo rigoroso la tesi dellimmortalit o la tesi della
mortalit dellanima, finendo per con laffermare la maggiore probabilit della mortalit dellanima.
Uno dei testi pi importanti del Quattrocento fu la
celebre Orazione sulla dignit delluomo di Pico, che,
richiamandosi alla definizione delluomo come grande miracolo contenuta negli scritti ermetici, celebr
la grandezza dellunico essere del creato artefice di se
stesso. Ma uno dei testi pi importanti del Cinquecento furono gli altrettanto celebri Saggi del filosofo francese Michel de Montaigne, che rifiut lidea della
dignit delluomo e sostenne la necessit di parlare
invece di miseria delluomo.
Il Rinascimento fu anche il periodo in cui emerse una
nuova concezione delle arti e delle tecniche (basti
pensare a Leonardo da Vinci): si mise radicalmente
in discussione la contrapposizione tra arti liberali e arti
meccaniche, si sostenne una concezione scientifica
dellarte, si difese la rilevanza della ricerca empirica
e dellosservazione diretta delle cose; tutti aspetti
decisivi e gravidi di conseguenze.

Platonismo, ermetismo e dignit delluomo


La corrente fondamentale della cultura filosofica del Rinascimento fu il platonismo. Nel Medioevo lopera completa di Aristotele fu conosciuta tardi risulta in circolazione soltanto tra la
fine del XII e linizio del XIII secolo ma di Platone si ignor quasi tutto. Lunico testo noto fu
un frammento del Timeo, tradotto e commentato nel IV secolo d.C. dal neoplatonico Calcidio
v. vol. I, p. 465 e pp. 563-564 : le traduzioni dal greco in latino del Menone e del Fedone, compiute intorno al 1156 da Enrico Aristippo, arcidiacono di Catania, ebbero uninfluenza marginale.
La riscoperta e la diffusione di Platone in epoca rinascimentale sono certo legate allarrivo in Italia dei dotti bizantini v. pp. 22-23 , ma furono rese possibili soprattutto dalle traduzioni del filosofo Marsilio Ficino (1433-1499). Tra il 1463 e il 1469, Ficino complet la versione latina del
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corpus platonico, aggiungendo commenti, introduzioni e riassunti. Lopera completa di Platone fu pubblicata nel 1484. Ficino, comunque, non tradusse soltanto Platone, ma anche Plotino, oltre a Porfirio, Giamblico e Proclo v. vol. I, pp. 378-385 e 385-388 . importante ricordarlo per capire un aspetto fondamentale del ritorno di Platone: nonostante la possibilit
di leggere direttamente, o in fedeli traduzioni latine, tutti i testi platonici, il Platone rinascimentale continu a essere interpretato in chiave fondamentalmente neoplatonica.

1.1
La dotta
ignoranza

La grande influenza esercitata dal neoplatonismo nel Quattrocento dovuta soprattutto, da un


lato, a Niccol Cusano (Nikolaus Krebs, detto anche Nikolaus von Kues, 1401-1464), filosofo
e teologo tedesco, divenuto cardinale nel 1448 e vescovo di Bressanone nel 1450, dallaltro al gi
ricordato Marsilio Ficino. Legato per molti aspetti al neoplatonismo fu anche Giovanni Pico
della Mirandola (1463-1494), autore della celebre orazione sulla dignit delluomo, considerata il manifesto della cultura umanistica.

Cusano: linfinito e la tolleranza religiosa


Il pensiero di Cusano, influenzato dalle correnti mistiche legate a Meister Eckhart v. vol. I, p. 464 ,
ma anche dagli studi matematici, importante per le riflessioni, gnoseologiche, teologiche e
cosmologiche, sul concetto di infinito, ma anche per il posto che occupa nella storia della tolleranza religiosa. Nella sua opera maggiore, La dotta ignoranza (De docta ignorantia, 1440), Cusano
sostiene che la ricerca della verit consiste nel paragonare e nel mettere in proporzione lincerto
con il certo. Si pu esprimere un giudizio su ci che ancora non si conosce soltanto mettendolo in
relazione con ci che gi si conosce, ma perch questo sia possibile occorre che ci che ancora
ignoto abbia una qualche proporzionalit, cio unomogeneit, con
ci che gi noto. Linfinito, che non
ha nessuna proporzione col finito,
resta quindi del tutto ignoto. In questo caso non rimane che riconoscere
la propria ignoranza. La forma pi
alta di sapienza per Cusano la
dotta ignoranza, cio la consapevolezza dello scarto ineliminabile tra finito e infinito, tra uomo
e Dio: Tanto pi uno sar dotto,
quanto pi si sapr ignorante. Dio,
che linfinito, il massimo assoluto, ci di cui niente pu essere mag- i Il papa regge i cordoni della berretta di Niccol Cusano perch cambi
giore, un Dio nascosto, che rima- rotta e comunichi ai fedeli la luce della sua saggezza, incisione da
ne inaccessibile e al di l delle umane unopera di Johannes Kymaeus Fuldensis stampata a Wittenberg nel
capacit di comprensione. Linfinit 1539 ca. (Londra, British Museum).
divina pu essere espressa attraverso limmagine, razionalmente incomprensibile, della coincidenza degli opposti. In Dio, massimo e minimo coincidono. Infatti il massimo assoluto, cio
Dio, in atto tutte le cose che possono essere, ogni cosa e il suo contrario. Affermare, ad esempio,
che Dio luce equivale ad affermare che Dio massimamente luce e, al tempo stesso, minimamente luce. Se non fosse cos, il massimo assoluto non sarebbe in atto tutte le cose che possono
essere. Per esprimere questa idea paradossale, Cusano si serve, da buon platonico, di immagini
geometriche. Pensiamo, ad esempio, a una circonferenza massima, cio di diametro infinito: coincide con una linea retta, cio con il suo opposto, come mostra la figura qui sotto.

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Cusano, Ficino,
Pico

i Coincidenza di massimo e minimo allinfinito.


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Il Rinascimento

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La conoscenza
congetturale

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Per usare un altro esempio geometrico, possiamo dire


che la conoscenza umana sta alla verit come il poligono
sta al cerchio: il poligono inscritto sar tanto pi simile al
cerchio quanti pi angoli avr, ma non arriver mai a
essere uguale ad esso. La verit, nella sua purezza,
inattingibile Lettura 1 , quindi, afferma Cusano nelle Congetture (De coniecturis, degli anni 1441-1444), la
nostra conoscenza soltanto congetturale, ipotetica.
Ma riconoscere la natura congetturale della conoscenza
non significa negare ogni validit alle pretese conoscitive
delluomo. Le congetture hanno origine dalla nostra
mente, cos come il mondo ha origine dalla ragione divina infinita. E la nostra mente, che la nobile immagine
di Dio, partecipando secondo le sue possibilit della
fecondit della natura creatrice, ricava da se stessa enti
razionali a similitudine di quelli reali.

i Se aumenta allinfinito il numero degli


angoli del poligono inscritto nella
circonferenza, circonferenza e poligono
tenderanno a coincidere, senza mai
coincidere realmente. Per Cusano la scienza
umana sta alla verit come il poligono sta al
cerchio. La nostra conoscenza, quindi,
soltanto congetturale.

Dio, luomo
e luniverso

Per spiegare il rapporto tra Dio e luniverso, Cusano usa tre


concetti fondamentali: complicazione, esplicazione, contrazione. Dio la complicazione (il verbo latino complico vuol dire piegare, arrotolare) di
tutte le cose, cio contiene in s tutte le cose, cos come lunit numerica la complicazione di
tutti i numeri, il punto la complicazione di tutte le figure geometriche. Dio colui che complica tutto, in quanto tutto in lui, ma anche colui che esplica tutto, in quanto egli stesso
in tutto: tutte le cose sono in Dio e Dio in tutte le cose. Luniverso appunto lesplicazione (il
verbo latino explico vuol dire dispiegare, svolgere) di Dio. Ma luniverso, che non esaurisce
linfinita potenza divina, pu essere definito un Dio contratto: Dio il massimo assoluto, luniverso il massimo contratto, cio presenta linfinito in forma contratta: ad esempio, lunit si
contrae, cio si individualizza, nella pluralit delle singole cose, leternit nella successione temporale e cos via. Come luniverso una contrazione di Dio, cos ciascuna cosa una contrazione delluniverso. Ciascun essere, quindi, riassume Dio e lintero universo. Nelle Congetture, Cusano afferma che luomo dio, anche se non assolutamente, perch uomo. Ed anche
un mondo, ma non contrattamente tutto, perch uomo.

La distruzione
della vecchia
cosmologia

Queste dottrine portano Cusano a rifiutare completamente la cosmologia aristotelico-tolemaica.


Se luniverso lesplicazione di Dio, deve necessariamente essere concepito come infinito. Certo, quella di Dio infinit perfetta, mentre quella delluniverso , pi che infinit, indefinitezza e
indeterminatezza. Come sostiene Cusano nella Dotta ignoranza, sebbene non si possa propriamente dire che luniverso infinito, non lo si pu neppure considerare finito, perch privo dei
termini entro i quali sarebbe racchiuso: infatti, non ha n un centro n una circonferenza.
Contrariamente a quello che si sempre pensato a proposito della Terra, impossibile che esista
un centro fisso e immobile: la quiete assoluta infatti spetta soltanto a Dio, quindi la Terra non pu
essere completamente priva di movimento. Al contrario, la Terra si muove, anche se non d limpressione di farlo: questo dipende unicamente dal fatto che siamo capaci di comprendere il
movimento solo in relazione a qualcosa di fisso. Cusano finisce col rifiutare sia la tradizionale
distinzione tra mondo sublunare (composto dai quattro elementi: terra, acqua, aria, fuoco), e
mondo celeste (composto di etere), sia la tesi secondo cui la vita si troverebbe soltanto sulla Terra.

La tolleranza
religiosa

Nelle opere pi propriamente religiose, le dottrine di Cusano portano a una difesa della tolleranza religiosa. Le riflessioni cusaniane, come quelle contenute nellimportante testo sulla Pace della
fede (De pace fidei), scritto nel settembre del 1453, sono una risposta al problema del rapporto tra
mondo cristiano e mondo islamico: la caduta di Costantinopoli a opera dei turchi, che segn la
fine dellImpero romano dOriente, era avvenuta pochi mesi prima (maggio del 1453). Cusano fu
tra coloro che pensavano che lunico modo per salvare la cristianit fosse la ricerca di un dialogo con i musulmani, nella speranza di una loro conversione o quanto meno di una convivenLet moderna

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za pacifica. Tuttavia il programma di Cusano prevede


non la tolleranza tra fedi diverse, ma il riconoscimento
di ununica religione nella variet dei riti (una
religio in rituum varietate). Dio, che dona vita ed essere,
cercato dagli uomini in modi differenti e con riti differenti. La tolleranza di cui parla Cusano si riferisce ai
riti, non al contenuto della religione, che una sola.
Tra le religioni, infatti, soprattutto tra cristianesimo e
islamismo, esiste una concordanza negli articoli della
fede (unit e trinit di Dio, incarnazione di Cristo e
nascita dalla Vergine, morte, resurrezione e ascensione
al cielo, giudizio finale). Questa concordanza, o la si
constata esistente di fatto, o la si dichiara esistente in
potenza, anche se il non cristiano non ne ha consapevolezza, o la si dimostra razionalmente. Per questi
motivi, difficile avvicinare Cusano allidea di tolleranza che si affermer molto pi tardi v. pp. 408-410 e
513-514 . Ma questo nulla toglie allo spessore delle
pagine cusaniane, che si inseriscono a pieno titolo nella storia della tolleranza religiosa.

1.2

i Ritratto di Niccol Cusano (Nikolaus von


Kues), allaltare della cappella dellOspedale di
Kues, in Germania.

Il dominio di Ermete

Il Corpo
ermetico
e il Picatrix

Il cosiddetto platonismo del Rinascimento fu un fenomeno molto complesso, in cui confluirono elementi diversi. Platone, infatti, fu interpretato soprattutto alla luce degli scritti ermetici, anche questi tradotti da Ficino. Si chiamano cos perch attribuiti fino al XVII secolo al
mitico Ermete Trismegisto, figura leggendaria nata dallidentificazione del dio greco Hermes e di quello egiziano Toth, detto appunto Trismegisto (tre volte grande). Questi scritti, a
lungo ritenuti antichissimi ed espressione delloriginaria rivelazione divina, risalgono in realt
al II-III sec. d.C., sono stati composti da pi autori e sono una combinazione di platonismo e
stoicismo v. vol. I, p. 359 . La loro antichit fu radicalmente messa in discussione soltanto nel
1614 dal filologo Isaac Casaubon (1559-1614), nato a Ginevra da genitori protestanti. Casaubon sostenne che gli scritti attribuiti a Ermete erano opera di autori cristiani e non contenevano dottrine di un antico Egiziano: si basavano invece in parte sugli scritti di Platone e in parte
su testi sacri cristiani. Quello che chiamato Corpo ermetico (Corpus hermeticum) oggi un insieme di diciassette brevi trattati, in lingua greca, a cui si aggiunge lAsclepio (Asclepius), del quale
si conserva soltanto la versione latina. A questi testi, di argomento teologico e filosofico, si
aggiungono quelli pi specificamente di argomento magico, alchimistico e astrologico,
per la maggior parte tramandati ancora una volta sotto il nome di Ermete. Ma bisogna ricordare anche il celebre manuale di magia e astrologia noto col nome di Picatrix (composto nella
Spagna araba alla met dellXI secolo), che, sebbene non attribuito a Ermete, a Ermete si
richiama insistentemente, e che fu ben noto a Ficino: non fu mai stampato, ma durante il XV
e il XVI secolo ebbe grande diffusione manoscritta. Senza dubbio, la rinascita dellermetismo
teologico rafforz linfluenza dellermetismo magico-astrologico. Linteresse per la magia
fu comune, oltre che a Ficino e a Pico, ad altri grandi filosofi dellepoca, come Bruno e Campanella v. pp. 133-143 .

Ermete prima
di Platone

Durante il Rinascimento si era convinti che Ermete Trismegisto fosse una persona realmente
vissuta in tempi antichissimi e autore degli scritti di cui si detto cos, infatti, avevano ritenuto i
principali Padri della Chiesa, come Lattanzio e Agostino. Agostino, ad esempio, aveva affermato che Ermete era vissuto molto prima dei filosofi greci e poco dopo Mos. Per capire la grande influenza esercitata dallermetismo nella cultura del Rinascimento utile ricordare un
aneddoto. Ficino aveva ricevuto lincarico di tradurre le opere platoniche da Cosimo dei Medi45

Il Rinascimento

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o Nella tarsia marmorea del pavimento


del Duomo di Siena, opera di Giovanni
di Stefano del 1488, raffigurato al centro
Ermete Trismegisto che liscrizione in basso
definisce contemporaneo di Mos.
La raffigurazione di Ermete Trismegisto
nelledificio cristiano, cos accentuatamente
vicina allingresso un simbolo di
come il Rinascimento italiano lo
considerava e un preannuncio di quanto
dovesse essere straordinaria la sua fortuna
nel XVI secolo, e anche nel XVII, in tutta
lEuropa (F. A.Yates).

1.3

Platonismo ed ermetismo in Ficino

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ci. Ma nel 1463 Cosimo gli fece sapere che prima degli scritti di Platone avrebbe dovuto tradurre gli scritti di Ermete. Ficino si mise subito a
lavorare: tradusse il Corpo ermetico (che allora comprendeva quattordici trattati), pubblicandolo nel
1471. Come ha scritto una grande
studiosa dellermetismo rinascimentale, linglese Frances A. Yates
(1899-1981), una situazione
straordinaria: ci sono, disponibili, le
opere complete di Platone, ed esse debbono aspettare che Ficino abbia tradotto, sia pure velocemente, Ermete. Il motivo che sia Cosimo sia Ficino credevano, dalla testimonianza dei Padri della Chiesa, che Ermete fosse molto pi antico di Platone. E maggiore antichit significava, per Ficino e per gran parte dei suoi contemporanei, maggiore vicinanza alla Verit.
Ha scritto ancora la Yates: Il rispetto rinascimentale per tutto ci che fosse antico, originario,
remoto, e quindi pi vicino alla verit divina, portava come conseguenza che il Corpus hermeticum venisse tradotto prima della Repubblica o del Simposio platonici. Cos avvenne.

La profonda influenza che Ficino esercit sulla cultura del tempo dovuta allattivit di traduttore di cui si detto. Fu in stretti rapporti con Cosimo dei Medici, signore di Firenze, che voleva
far rivivere lantica Accademia platonica, e si impegn nel recupero della grande tradizione platonica. Ficino la considerava una vera e propria missione, e non per caso si consider uno strumissione di Ficino (data dalla
divina provvidenza):
mento della provvidenza divina. Bisognava ricomporre la divisione che si era consumata
- recupero di Platone
tra filosofia e religione. Fra i popoli antichi, gli stessi uomini erano stati al contempo filosofi e
- ricomposizione della separazione sacerdoti. Pi tardi, invece, filosofia e religione si erano separate, col risultato che la religione era
tra filosofia e religione
stata contaminata dallignoranza e la filosofia dallempiet. Infatti, gli aristotelici, cio quasi tutla filosofia di Platone una
ti i filosofi, rifiutavano la religione considerandola una favola da vecchiette. Per Ficino, la
FILOSOFIA RELIGIOSA
suprema importanza della dottrina platonica consisteva nel suo essere una filosofia religiosa (pia philosophia): la religiosit era il tratto distintivo che faceva delluomo lessere pi perfetto del creato. In particolare, Ficino ravvisava una grande affinit tra la vera filosofia,
quella platonica, e la vera religione, quella cristiana. La sua opera maggiore si intitola,
significativamente, Teologia platonica (Theologia platonica, scritta negli anni 1469-1474 e pubblicata nel 1482), ed dedicata al problema dellimmortalit dellanima, che, nel suo pensiero, fa
tuttuno con il problema dellesistenza di Dio. Le traduzioni e i commenti di Ficino avrebbero
dovuto distogliere gli aristotelici dal considerare la religione una favola.
Una filosofia
religiosa

Let moderna

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Una perenne
rivelazione
IL cammino umano una perenne
RIVELAZIONE DEL VERBO DI
DIO:
il primo della catena ERMETE
da qui di giunge a PLATONE
poi al NEOPLATONISMO
e al CRISTIANESIMO
da questa catena sequenziale
escluso ARISTOTELE

I cinque gradi
dellessere
IL MONDO E' UNA TOTALITA'
UNITARIA, suddivisa in gradi
1) Dio
2) angelo
3) ANIMA (congiunge) COPULA
4) qualit
DEL MONDO
5) corpo
(immortale)

VERITA'=
da Dio deriva la molteplicit
e a Dio essa deve tornare

1:55

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La traduzione ficiniana degli


scritti ermetici ebbe una fortuna
straordinaria. Nella dedica a
Cosimo, Ficino enuncia, con
estrema chiarezza, la tesi di fondo del suo pensiero: una perenne rivelazione del Verbo divino ha accompagnato il cammino
delluomo fin dalla nascita della
sapienza ermetica nellantico
Egitto. Ermete Trismegisto fu
il primo anello di una catena
sapienziale attraverso la qua- i Marsilio Ficino, il primo a sinistra, ritratto insieme a Cristoforo
le la Verit giunse ai filosofi Landino, Angelo Poliziano e Demetrio Calcondila, in un affresco di
greci, a Platone, ai neoplato- Domenico Ghirlandaio, LAnnuncio dellangelo a Zaccaria del 1490 ca.
nici, culminando nel cristia- (Firenze, Santa Maria Novella, Cappella Tornabuoni).
nesimo. Ricordando le testimonianze di Cicerone, Agostino e Lattanzio, Ficino si sofferma su Ermete Trismegisto (filosofo,
sacerdote e re), sulla sua quasi contemporaneit con Mos.
Riconoscere la Verit voleva dire per Ficino rendersi conto che la molteplicit delle cose
riconducibile allUnit divina da cui promana e a cui deve tornare, che il mondo una totalit strutturata ma unitaria, che ogni aspetto della realt rappresenta un grado dellunitaria serie delle cose, e che i singoli gradi di questa serie convergono verso lUnit. Ficino
individua cinque gradi dellessere, corpo, qualit, anima, angelo, Dio, che descrivono lascesa fino allUnit che la ragione della molteplicit. Dio e il corpo sono i due estremi della natura. Posta al centro, lanima che conosce se stessa, le cose divine e le cose naturali comunica
sia con le cose superiori sia con le cose inferiori. Assolve cos una funzione fondamentale:
congiungere gli estremi dellessere producendo lunit del mondo. Di conseguenza
pu essere chiamata centro della natura, intermediaria di tutte le cose, catena del mondo, volto del tutto, nodo e copula del mondo. Essendo autosufficiente, vita e principio
di vita, non pu non essere immortale. Per Ficino, dunque, la parte spirituale delluomo, non
luomo nel suo complesso, il grande miracolo della natura, secondo lespressione di Ermete
richiamata, come vedremo, anche da Pico.

Lattivit con cui lanima assolve la sua funzione mediatrice lamore. Le dottrine dellanima
mediatrice e dellamore caratterizzano il platonismo rinascimentale. Nel De amore (1484-1485)
ficiniano la teoria delleros platonico, inteso come forza grazie alla quale luomo si eleva
l'amore la forza cosmica che lega allAssoluto, viene inserita in una cornice cristiana. Lamore consente lascesa delluoil tutto.
mo a Dio, e lascesa possibile perch lanima ama gi nei corpi lombra di Dio, negli animi
consente l'ascesa a Dio (come in la similitudine di Dio, negli angeli limmagine di Dio e in Dio tutte le cose. Lamore la
Platone consente l'ascesa alle idee)
forza cosmica che lega il tutto: il mondo intero un organismo le cui membra, opera dello
Lanima
e lamore

In sintesi

I gradi dellessere per Ficino


Dio
angelo

GRADI DELLESSERE

ANIMA
qualit
corpo

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Il Rinascimento

lANIMA

copula del mondo,


ossia
intermediaria di tutte le cose

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stesso supremo artefice, sono legate da una scambievole carit, in modo che lamore pu essere
opportunamente definito nodo perpetuo e legame
del mondo.
Animazione,
magia
e astrologia

ILOZOISMO

Il rifiuto
del fatalismo
astrologico
errori del fatalismo:
1) toglie a Dio la provvidenza e
la sua sovranit sull'universo
2) toglie agli angeli la giustizia
3) nega agli uomini la libert

1.4
La concordia
universale
recupera l'idea di Ficino di una
catena sapienziale che inizia con
Ermete.
ma include anche ARISTOTELE

Grande interesse per Aristotele.


Aristotele :
- in accordo col cristianesimo
- in accordo con Platone (le parole
sono diverse ma il significato
filosofico il medesimo)

Riprendendo, infatti un tema che ha avuto una


grande fortuna e che risale al Timeo platonico, Ficino sostiene, soprattutto nellopera Sulla vita (De vita,
1480-1489), che il mondo un grande organismo
vivente, un animale, anzi il pi perfetto tra gli animali. E vive per mezzo di unanima che in contatto con il corpo del mondo attraverso una sostanza intermedia, lo spirito, non diversamente da
quanto avviene nelluomo. Su questo spirito, che,
presente e attivo ovunque, splendente, caldo e vivificante, Ficino fonda la pratica della
medicina magica, che ha lastrologia per ancella. Molti benefici naturali, infatti, che provengono
sia dal corpo del mondo sia dallanima del mondo,
possono essere ottenuti lasciando che lo spirito
penetri in noi: Il mondo vive e respira, e a noi
possibile assorbire il suo spirito, e ci per mezzo
del nostro spirito. Questo conforme per sua stessa natura allo spirito del mondo e lo assorbe attra- i Pagina di un manoscritto miniato del De vita
verso i raggi del Sole e di Giove. E tra le medicine di Marsilio Ficino del 1489 (Firenze, Biblioteca
rinforzate da un certo sostegno celeste e quelle Medicea Laurenziana).
preparate senza tener conto degli astri c la stessa differenza che corre tra il vino e lacqua.
Senza mettere mai in discussione lidea che gli astri esercitassero un influsso sul mondo terrestre,
Ficino rifiutava una particolare versione dellastrologia, quella fatalistica. Qualche anno prima
del testo Sulla vita, aveva scritto una Disputa contro il giudizio degli astrologi (Disputatio contra
iudicium astrologorum, 1477), in cui sosteneva che i giudizi degli astrologi non sono n definitivi
n necessari. Se affermiamo che ogni singolo evento accade necessariamente, per effetto
delle stelle, scrive Ficino, commettiamo tre errori fondamentali. A Dio sottraiamo la provvidenza e la sovranit sulluniverso. Agli angeli togliamo la giustizia: essi infatti faranno muovere
i corpi celesti in modo tale che da quei movimenti derivino tutti i misfatti degli uomini. Agli
uomini, infine, neghiamo la libert. Al centro della Disputa sta appunto la difesa da parte di
Ficino del libero arbitrio Lettura 2 .

Pico, la dignit delluomo e la polemica antiastrologica


Come vedremo alla fine di questo paragrafo, la condanna dellastrologia in difesa della libert
delluomo al centro anche del pensiero di Giovanni Pico della Mirandola (1463-1494), che,
insieme con Ficino, il maggiore filosofo italiano della seconda met del Quattrocento. Pico
condivide con Ficino molti interessi, ma prospetta soluzioni in alcuni casi molto diverse. il
caso della concezione della catena sapienziale, teologica e filosofica, che da Ermete Trismegisto
conduce a Platone e Plotino e che in concordia con il cristianesimo. In Ficino il recupero di
questa antica teologia e del platonismo coincideva con una polemica antiaristotelica. Per Pico,
invece, Aristotele uno degli anelli della catena sapienziale e parte integrante della
tradizione teologica concorde con il cristianesimo. Pico, cos, con pi rigore, finisce col
prospettare una concordia universale. Il suo interesse per Aristotele e per la tradizione aristotelica era stato fortissimo, cos come la convinzione che tra Platone e Aristotele vi fosse una
completa comunanza di significati: considerando le parole non c niente di pi contrastante, ma considerando le cose stesse niente di pi concorde.
Let moderna

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Nel tentativo di dimostrare luniversale concordia dottrinale, Pico, a differenza di Ficino, si


richiam anche alla cabbala (dallebraico qabbalah, che significa letteralmente ricezione).
Con questo termine si indica la tradizione segreta del misticismo ebraico, in particolare il movimento di pensiero diffusosi in Europa a partire dalla fine del XII secolo, in cui confluivano un
aspetto teoretico, legato a uninterpretazione allegorica del testo biblico, e un aspetto pratico,
simile alla magia e basato sulla convinzione del potere sacro della lingua ebraica. Alla cabala
Pico attribu una funzione apologetica rispetto alla religione cristiana: infatti, dichiar di aver
visto nei libri della cabbala non tanto la religione mosaica quanto quella cristiana; gli ebrei
avrebbero potuto essere confutati e convinti con i testi cabbalistici tanto da non avere pi neppure un angolo in cui rifugiarsi. Ma, soprattutto, per Pico la cabbala risaliva allantica tradizione ebraica, era addirittura la rivelazione di Dio a Mos, tramandata oralmente in modo
ininterrotto di generazione in generazione: in quanto vera rivelazione di Dio alluomo e autentica dottrina sulla divinit, era in accordo con il platonismo.

Il convegno
del 1487

Pico cos coltiv il progetto di un convegno, che avrebbe dovuto tenersi a Roma nel 1487, in cui
proclamare solennemente la concordia dottrinale, cio la convergenza di fondo sia delle
diverse correnti filosofiche o teologiche, sia delle diverse fedi o religioni. A tal fine, lanno precedente aveva pubblicato le celebri Tesi (Conclusiones sive Theses DCCCC), una raccolta di
novecento proposizioni, ricavate da fonti arabe, platoniche, aristoteliche, ermetiche e cabbalistiche, in cui sosteneva tra laltro la concordanza tra Platone e Aristotele, Avicenna e Averro, Tommaso e Duns Scoto. Come discorso inaugurale al convegno, Pico aveva preparato laltrettanto
celebre Orazione (rimasta senza titolo e in seguito intitolata De hominis dignitate). Ma lintervento
del papa Innocenzo VIII fece fallire il progetto, e lorazione rimase inedita. La commissione voluta dal papa analizz le Tesi, giudicandone alcune eretiche o sospette di eresia. La difesa di
Pico (lApologia), pubblicata nel 1487, riusc soltanto a irrigidire il papa, che istitu un tribunale di
inquisizione per eresia. Pico si rifugi cos in Francia e, grazie allintervento di Lorenzo il Magnifico, riusc a ottenere il permesso di risiedere a Firenze, dove rimase dal 1488 fino alla morte.

TESI: raccolta di
900 proposizioni tratte da varie
fonti che indicano
la convergenza delle
diverse filosofie e religioni

La dignit
delluomo

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La cabbala

LOrazione sulla dignit delluomo uno dei testi pi importanti del Rinascimento. Pico
si richiama alla definizione, contenuta nellAsclepio ermetico, delluomo come grande miracolo e individua il carattere peculiare delluomo nel fatto che lunico essere del creato ad avere
una natura indeterminata: soltanto luomo ha la possibilit di scegliere la propria natura, di
essere ci che vuole. Alluomo non stato assegnato un posto determinato, n un aspetto
suo proprio, n una prerogativa sua propria, affinch li ottenesse per libera scelta. Luomo
pu degenerare nelle cose inferiori, scendere dalla razionalit al livello di unesistenza
esclusivamente vegetativa o sensitiva, o al contrario rigenerarsi nelle cose superiori, ascendere al livello di unesistenza puramente intellettuale. La grandezza, il miracolo e la dignit
delluomo consistono quindi nel fatto che, unico tra gli esseri di tutto il creato, egli artefice
di se stesso. Luomo un camaleonte, pura libert Lettura 3 .

In sintesi

La dignit delluomo
pu ascendere a unesistenza
puramente intellettuale

Luomo lunica creatura che sceglie la propria natura: artefice di se stesso

pu abbassarsi a unesistenza
esclusivamente vegetativa o sensitiva

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Il Rinascimento

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La polemica
antiastrologica

i Ritratto di
Giovanni Pico della
Mirandola, del XVI
secolo, attribuito a
Michelangelo
Buonarroti (Firenze,
Uffizi).

2
La mortalit
dellanima

1:55

Pagina 50

Coerentemente con questa impostazione, Pico, che distingueva tra falsa scienza astrologica e
astronomia (o astrologia matematica), condusse una polemica molto aspra contro il determinismo astrale e contro la conseguente negazione della libert umana. Questa polemica culmin nelle Dispute contro lastrologia divinatrice (Disputationes adversus
astrologiam divinatricem), pubblicate postume (1496). Come Ficino, e
come del resto tutti i suoi contemporanei, Pico non negava affatto che
il mondo celeste esercitasse un influsso su quello sublunare. Ma con
ci intendeva semplicemente sostenere lesistenza di una causalit
universale e uniforme dovuta alla luce, al calore e al movimento degli
astri: considerati nei loro movimenti regolari e uniformi, gli astri
sono cause fisiche universali. Sono non cause dirette dei fenomeni,
ma cause distanti: gli eventi particolari, le vicende della vita umana
individuale e collettiva non possono essere prodotti da queste cause
universali, ma da cause prossime che operano nel mondo sublunare stesso. Secondo lastrologo, la grandezza di Aristotele causata dal
cielo, dalla configurazione stellare sotto cui Aristotele nato. Pico
risponde risolutamente: Io lo nego. Non tanto per il banale motivo
che molti altri uomini sono nati sotto gli stessi segni pur non essendo
Aristotele, quanto per il fatto che, oltre al cielo che causa universale,
ci sono cause prossime proprie di Aristotele, da cui dipende la sua
grandezza. Lingegno non gli proviene dallastro, ma da Dio, e il corpo non gli deriva dal cielo ma dai suoi genitori. Gli astrologi commettono un duplice errore:
infatti, fanno dipendere dal cielo molte cose che non ne dipendono e pretendono di avere capacit di previsione. Come ha affermato lo storico della filosofia Eugenio Garin (1909-2004), il testo
antiastrologico di Pico fu un gran fatto culturale, soprattutto perch sollecitava a rendersi
conto che lastrologia, che permeava dei suoi concetti il costume e la vita intera, era non tanto
una tecnica della previsione, quanto una concezione generale della realt e della storia. Questo
testo era un grande richiamo alla ragione e alla libert delluomo, e un atto di fede nelle
possibilit della critica e dellindagine storica. Il dibattito sullastrologia finiva col collocarsi accanto allaltro grande dibattito rinascimentale, quello sullanima e sulla sua immortalit,
al quale presero parte da un lato Ficino e dallaltro il maggior esponente dellaristotelismo rinascimentale, Pietro Pomponazzi.

Aristotelismo e naturalismo in Pietro Pomponazzi


La ripresa rinascimentale del platonismo, di cui si sin qui parlato, non segn la fine dellaristotelismo, che anzi continu a dominare nelle universit. I filosofi aristotelici proposero unimmagine della natura intesa come ordine necessario retto da leggi immutabili. Il padovano Jacopo
Zabarella (1533-1589), che aveva studiato logica e filosofia naturale, parlava di una natura
universale, identificandola con lordine di tutte le cose e considerandola sottomessa a leggi.
Di ordine naturale aveva parlato anche, prima di lui, Pietro Pomponazzi (1462-1525), che
aveva insegnato a Padova e a Bologna. La sua importanza legata al Trattato sullimmortalit
dellanima (Tractatus de immortalitate animae), scritto e pubblicato nel 1516, che affrontava con
spregiudicatezza un argomento intorno al quale ruotavano temi filosofici e religiosi di pi
ampio respiro, come quello dei rapporti tra fede e ragione, tra cristianesimo e aristotelismo.
Non per caso il libro fu bruciato pubblicamente a Venezia, e lautore denunciato per eresia.
Pomponazzi afferma che lanima umana ha una dignit e quindi un profumo di immortalit,
ma sostiene che la questione dellimmortalit dellanima (come del resto quella delleternit del
mondo) un problema neutro. infatti impossibile avanzare argomentazioni razionali che
dimostrino in modo rigoroso la tesi dellimmortalit o la tesi della mortalit dellanima. Tuttavia, per Pomponazzi, la mortalit dellanima pi probabile. Discutendo criticamente
Platone e i grandi commentatori di Aristotele, come Averro e Tommaso dAquino, PomponazLet moderna

50

ASTRI:

cause
distanti e
universali
(luce,
calore,
moviment)
cause
prossime
(operano
nel mondo
sub-lunare)

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zi sostiene che la tesi mortalista pi conforme alla ragione, allesperienza e ai testi di Aristotele. Lanima intellettiva delluomo superiore allanima sensitiva degli animali, in quanto capace di conoscere il soprasensibile. Questa capacit, tuttavia, non dimostra la separatezza dellanima rispetto al corpo, dato che, per conoscere, lanima ha in ogni caso bisogno delle immagini che dipendono dai sensi, dunque dal corpo.
Fede e ragione

Pomponazzi sostiene quindi la tesi della separazione tra fede e ragione, giudicate ambiti distinti
e incomunicabili. Limmortalit dellanima un articolo di fede: soltanto in quanto articolo
di fede deve essere creduta, e pu essere creduta anche dal filosofo che, per via razionale, lha giudicata meno probabile della tesi opposta. Viene cos in qualche modo riproposta la celebre dottrina
della doppia verit, attribuita allarabo Averro (1126-1198) e ai cosiddetti averroisti latini v.
vol. I, pp. 582-586 e 634-636 , secondo la quale una tesi pu essere contemporaneamente vera in
teologia e falsa in filosofia, e viceversa. Lobiettivo di Pomponazzi affermare lautonomia della
filosofia dalla religione. Il filosofo pu liberamente indagare la realt con i suoi strumenti, senza
doversi subordinare allautorit della religione.

La morale
naturale

La tesi della mortalit dellanima sembra comportare il pericolo di immoralit, ma per Pomponazzi questa tesi non scalza i fondamenti della morale. La virt premio a se stessa. Nel virtuoso, che ricompensato dalla sua virt e dalla felicit, tutto armonico: egli non teme
niente, non spera niente, invece costante nella prosperit e nelle avversit. Il vizio, invece,
punizione a se stesso. Non c niente di pi infelice e funesto del vizio. Nel vizioso tutto
disarmonico: egli non fedele a nessuno, neppure a se stesso, non sereno. Non quindi
necessario supporre premi o pene in una vita futura.

La religione
come favola

Sicuramente questo non necessario per i filosofi: Ci sono, infatti, uomini onesti e di natura cos
ben formata che sono spinti alla virt soltanto dalla nobilt della virt e si ritraggono dai vizi soltanto per la loro sconcezza. Ma questi uomini sono unesigua minoranza. Per la massa stato necessario parlare di premi eterni e, soprattutto, di pene eterne in grado di incutere davvero paura, dato che gli uomini, se fanno il bene, lo fanno per paura di una pena eterna pi che per la speranza di una ricompensa eterna. Non sono quindi da biasimare coloro che, essendo consapevoli
dellinclinazione umana al male e avendo come obiettivo il vantaggio comune, hanno decretato che lanima immortale senza curarsi della verit, ma preoccupandosi soltanto della rettitudine, allo scopo di indurre gli uomini alla virt. Non sono cio da biasimare i politici, medici delle
anime, che si sono serviti delle religioni, che sono favole, per governare i popoli.

Il determinismo
della natura

La tesi delle religioni come favole per governare i popoli ribadita nello scritto Sugli incantesimi (De incantationibus), composto nel 1520, ma inedito. In questopera Pomponazzi concepisce
la natura come ordine necessario e regolare, da cui dipendono tutti i fenomeni, per spiegare i quali non occorre ipotizzare cause sovrannaturali. La credenza nei miracoli soltanto la
conseguenza dellignoranza delle cause naturali. Secondo Pomponazzi, tutti gli avvenimenti,
comprese le azioni umane, sono determinati dagli influssi astrali: losservazione degli astri
consente dunque la conoscenza di cose mirabili e stupefacenti, e lastrologia permette la
conoscenza non soltanto del futuro, ma anche del presente e del passato. Dalle congiunzioni
astrali dipende anche la storia delle religioni: il cristianesimo, come ogni altro evento e accadimento, ha avuto un inizio e avr una fine.

3
3.1
Vile
meccanico

La nuova concezione delle arti e delle tecniche


Una nuova concezione dellarte
Il Quattrocento e il Cinquecento non sono soltanto i secoli delle grandi discussioni sullanima e
sullimmortalit, sulla dignit delluomo e sulle soluzioni per risolvere i conflitti religiosi, di cui
si sin qui parlato. Sono anche i secoli nei quali si fa strada una nuova concezione delle arti
e delle tecniche che sar decisiva per la nascita della scienza moderna v. pp. 202-203 . Lan51

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QUADRIVIUM

collegamenti

Arte e scienza

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tica distinzione, o meglio contrapposizione, tra arti liberali (grammatica, dialettica, retorica,
geometria, aritmetica, astronomia, musica) e arti meccaniche (ad esempio medicina, architettura, pittura) viene messa in discussione, in vista non tanto di un suo superamento quanto dellinclusione di alcune arti, come la pittura, nel novero delle arti liberali. Per secoli le arti meccaniche sono state presentate come forme inferiori di conoscenza, come attivit indegne di un uomo
libero. Ancora nel Seicento vile meccanico un insulto: in un celebre passo dei Promessi sposi
proprio questa loffesa che il prepotente rivolge, provocandolo a duello, colui che diventer
Fra Cristoforo.
Nel Trecento larte era considerata come unabilit manuale e allartista si dava del tu come ai
domestici. Quasi tutti gli artisti del primo Quattrocento provengono da ambienti artigiani, contadini e piccolo-borghesi: Paolo Uccello (1397-1475) figlio di un barbiere, Andrea del Castagno (1421-1457) di un contadino. Ma a partire dal Quattrocento gli artisti non vengono pi
considerati come semplici artigiani, ma come intellettuali, e i loro trattati non assomigliano a
quelli dei loro predecessori. Gli scritti tecnici medievali contengono dettagliate istruzioni sul
modo di lavorare, sono ricchi di ricette e precetti, ma non contengono la teoria. Come rilev lo
storico dellarte tedesco Erwin Panofsky (1892-1968), i trattati medievali di architettura si limitano a fornire esempi di progetti e costruzioni, ma non mettono a disposizione del lettore una
teoria dellarchitettura, concetti generali sulla cui base egli possa affrontare i problemi non
previsti dallautore. Questo era invece il fine che si proponeva il grande umanista Leon Battista Alberti (1404-1472), filosofo e architetto, che diede inizio a una concezione scientifica
dellarte secondo cui la matematica, come teoria delle proporzioni e teoria della prospettiva
v. riquadro , a fondamento dellopera tanto del pittore quanto dello scienziato. Nel trattato sulla pittura (De pictura, 1435) afferma che il pittore deve essere dotto in tutte le arti liberali, e
in primo luogo deve conoscere la geometria, e nel trattato sullarchitettura (De re aedificatoria,
1452) lelogio della figura dellarchitetto e ingegnere diventa un elogio della tecnica, capace di
spostare enormi masse dacqua, di traforare i monti, di prosciugare le paludi. Alle stesse conclu-

La prospettiva nel Rinascimento

Con il termine prospettiva si intende la scienza


che insegna come rappresentare gli oggetti tridimensionali su una superficie bidimensionale, da un
determinato punto di vista. La prospettiva legata
alla rappresentazione dello spazio: alle diverse concezioni della prospettiva corrispondono altrettante
concezioni dello spazio. Secondo lo storico dellarte tedesco Erwin Panofsky (1892-1968), autore di uno studio fondamentale sulla prospettiva dal titolo La prospettiva
come forma simbolica (Die Perspektive als symbolische
Form, 1927), la prospettiva non un semplice elemento
tecnico dellopera darte, ma un momento stilistico: considerando la prospettiva come una di quelle forme simboliche di cui aveva parlato il filosofo tedesco Ernst Cassirer (1874-1945), Panofsky sostiene che diviene essenziale
per le varie epoche e province dellarte chiedersi non soltanto se conoscano la prospettiva, ma di quale prospettiva
si tratti.
Il termine prospettiva deriva dal latino perspectiva e quindi da perspicere (vedere chiaramente), e traduce il termine
greco optik, la scienza della visione. NellAntichit e nel
Medioevo non si distingueva tra ottica e prospettiva: i trattati di optik e optica dei greci e dei latini e quelli medievali

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esaminano i fenomeni della visione, enunciandoli sotto forma di leggi, senza affrontare mai i problemi della rappresentazione artistica. Nel Rinascimento, da scienza della
visione la prospettiva diventa scienza della rappresentazione artistica. La conoscenza delle leggi della visione continua ovviamente a essere considerata fondamentale, ma il
riferimento a queste leggi serve soltanto come introduzione ai trattati prospettici, ricchi di esempi che illustrano
regole e procedimenti della prospettiva.
La prima formulazione della prospettiva si deve allarchitetto e scultore fiorentino Filippo Brunelleschi (13771446), celebre per i suoi progetti, come quello della cupola
del Duomo di Firenze. Ma la teorizzazione si deve al letterato e architetto Leon Battista Alberti (1404-1472), che fu
anche il primo autore ad affrontare il tema, centrale nel
Rinascimento, della citt ideale.
Sono particolarmente significativi, da questo punto di vista, i
trattati dellarchitetto senese Francesco di Giorgio Martini
(1439-1502), in cui delineata una concezione antropomorfica della citt, modellata sulla forma del corpo umano. La
citt si pone come macrocosmo che presenta precise corrispondenze col microcosmo (v. riquadro a p. 128): la piazza
corrisponde al ventre, il tempio al cuore, la fortezza al capo.
Nellambito della prospettiva, oltre agli scritti di Alberti

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sioni arriv anche il celebre pittore Piero della Francesca (1420 ca.-1492) nel trattato sulla
prospettiva (De perspectiva pingendi, 1475 ca.).
Le botteghe

3.2
Un uomo
poliedrico

In Italia, ha scritto lo storico francese dellarte Andr Chastel (1912-1990), il Quattrocento il


tempo delle botteghe, come ditte organizzate in piccole officine, con direttori e assistenti. Particolarmente importanti furono le botteghe fiorentine, come quella dello scultore e pittore
Andrea del Verrocchio (1435-1488), dove si form Leonardo da Vinci, del quale parleremo nel
prossimo paragrafo. Erano luoghi in cui si tentava di conciliare teoria e pratica, conoscenze teoriche e lavoro manuale. Erano attrezzate per lavori diversi e comprendevano falegnami, doratori, intagliatori.

Leonardo da Vinci tra arte e scienza


Influenzato dal neoplatonismo ma estraneo e anzi critico della magia Lettura 4 , Leonardo
da Vinci (1452-1519) rivolse il suo interesse a una quantit stupefacente di argomenti e di
discipline, e consegn le sue opere a una quantit altrettanto stupefacente di pagine manoscritte. Tra le molte altre cose, fu ingegnere, architetto, inventore, e si occup di anatomia,
meccanica, architettura militare, geologia, idraulica. Ma fu soprattutto pittore: sono suoi
celebri dipinti come la Vergine delle rocce, la Gioconda e la SantAnna. Fu al servizio di Lorenzo
dei Medici, del duca di Milano Ludovico il Moro, di Cesare Borgia, di Giuliano dei Medici
(eletto papa nel 1513 col nome di Leone X) e nel 1517 fu invitato dal re di Francia Francesco
I, che lo volle alla sua corte concedendogli piena libert di dedicarsi agli studi. Il luogo della
sua formazione non era stata luniversit, ma la bottega fiorentina del Verrocchio, dove
aveva appreso i fondamenti di diverse arti, come la pittura, la scultura e loreficeria. Nelle
botteghe fiorentine quattrocentesche, come si detto, si tentava di conciliare teoria e pratica,
conoscenze teoriche e lavoro manuale. Lopera di Leonardo non per caso diventata il simbolo del superamento della contrapposizione tra arti liberali e arti meccaniche.

sono fondamentali le opere di Piero della Francesca (1420


ca-1492), di Leonardo da Vinci (1452-1519) e del celebre
pittore e grafico tedesco Albrecht Drer (1471-1528). La
novit della prospettiva del Rinascimento ha scritto lo
storico dellarte Giulio Carlo Argan (1909-1992) nella sua
celebre Storia dellarte italiana (1968) consiste in due
aspetti. In primo luogo si presenta come una scoperta e
non come uninvenzione: ritrovata negli antichi, dunque
rientra nellambito della cultura umanistica, che vuol far
rinascere la sapienza antica. In secondo luogo si presenta
come sistema unico e non come insieme di sistemi:

identificando prospettiva e ottica, vi sono tante prospettive quante sono (e sono infinite) le condizioni del vedere: si
pu, ad esempio, mettersi davanti o sopra o al centro delle
cose, guardarle secondo angoli e inclinazioni diverse; considerando invece la prospettiva come una rappresentazione razionale del reale o un concetto, questa pluralit
non pi possibile. Secondo Argan, il sistema prospettico del Quattrocento consiste dunque nella riduzione
allunit di tutti i possibili modi di visione: il punto di stazione ideale quello frontale, cio quello che pone come
contrapposti, ma paralleli, il soggetto e loggetto.

i Veduta di citt ideale, di Anonimo fiorentino, o Luciano Laurana, 1480-1490 (Urbino, Galleria Nazionale delle Marche).

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Teoria e pratica

Necessit
e armonia
della natura

La pittura
come scienza

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Leonardo, che conosceva poco il latino e per niente il greco, si definiva provocatoriamente
omo sanza lettere, e contro i letterati, recitatori delle altrui opere, difendeva la legittimit di trattare svariati argomenti nonostante la sua ignoranza dei testi letterari: la verit si
scopre con lesperienza, non con laltrui parola. lesperienza la fonte della conoscenza (la sapienza figliola della sperienza): Se tu dirai che le scienze, che principiano e
finiscono nella mente, abbiano verit, questo non si concede, ma si nega per molte ragioni;
e prima, che in tali discorsi mentali non accade esperienza, senza la quale nulla d di s certezza. Ma allo stesso tempo polemizza con i puri empirici affermando che la natura
piena dinfinite ragioni, che non furon mai in isperienzia. Non vi scienza senza sapere
matematico: Nessuna umana investigazione si pu dimandare [denominare] vera scienza,
se essa non passa per le matematiche dimostrazioni; affidarsi alla pratica senza la scienza sarebbe come pretendere di guidare una nave senza timone o bussola. Leonardo affermava cos la tesi del necessario congiungimento di teoria e pratica.
Lesperienza e la matematica rivelano il carattere oggettivo della natura, che consiste nella sua necessit. Questa infatti maestra e
tutrice della natura, freno e regola eterna: O mirabile Necessit, tu con somma ragione constrigni tutti li effetti a partecipare
delle lor cause, e con somma e inrevocabile legge ogni azione naturale colla brevissima operazione a
te obbedisce. La natura coincide
con la necessit matematica. Comprendere la natura significa comprendere quella proporzione
che si trova nei numeri e nelle misure, ma anche nei suoni, pesi,
tempi, spazi. E la natura regolata dalle stesse leggi che regolano gli
organismi viventi, compreso luomo, che un mondo minore, un
piccolo mondo. Anche le emozioni sono trattate da Leonardo in
modo rigorosamente naturalistico.
Tutti gli ambiti naturali, dal corpo
umano alle ramificazioni degli alberi, manifestano leggi proporzionali e armoniche.

i Sono celebri gli studi di Leonardo sulle proporzioni del corpo


umano e la sua commensurabilit con le forme geometriche
perfette (cerchio e quadrato). Il disegno qui riportato, lUomo
vitruviano, raffigura un uomo dentro un cerchio e un quadrato.
In questo disegno Leonardo svilupp lanalisi dellarchitetto romano
Vitruvio (I secolo a.C.). Luomo nel quadrato ha braccia a squadra
e gambe unite; luomo nel cerchio ha braccia alzate e gambe aperte.
Lorgano maschile il centro del quadrato; lombelico il centro
del cerchio. Il busto entra quattro volte nellaltezza, la testa otto volte,
il volto dieci volte, la mano dieci volte, il piede sette volte, il braccio
quattro volte, e lorecchio entra tre volte nellaltezza del viso.

La creazione artistica, secondo


Leonardo, appartiene alle discipline scientifiche: alla pittura, in
particolare, spetta il titolo di
scienza, com ampiamente argomentato nel Trattato della pittura (compilato da un allievo su passi autentici del maestro e
pubblicato per la prima volta nel 1651). Disprezzare questa, che la regina delle arti, equivale a non amare n la filosofia n la natura: Se tu sprezzerai la pittura, la quale sola
imitatrice di tutte le opere evidenti di natura, per certo tu sprezzerai una sottile invenzione, la quale con filosofica e sottile speculazione considera tutte le qualit delle forme: maLet moderna

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re, siti, piante, animali, erbe, fiori. La riproduzione del mondo naturale presuppone vaste
conoscenze matematiche, anatomiche, naturalistiche. La pittura quindi scienza e legittima figlia di natura perch partorita da essa natura; anzi, meglio sarebbe definirla nipote di natura, perch tutte le cose evidenti sono state partorite dalla natura, dalle quali
cose nata la pittura, la quale in definitiva parente di Dio.

3.3

Potendo ricreare la natura, il pittore appare dotato di poteri divini e signore dogni sorta di gente e di tutte le cose. Tutto in suo potere: se desidera vedere bellezze che lo innamorino o vedere cose mostruose che spaventino, ugualmente libero di generarle; cos
come libero di generare siti deserti, di vedere dalle basse valli gli alti monti, o dagli
alti monti le basse valli. Quindi, conclude Leonardo, ci che nelluniverso per
essenza, presenza o immaginazione, esso [il pittore] lo ha prima nella mente, e poi nelle
mani, e quelle sono di tanta eccellenza, che in pari tempo, generano una proporzionata
armonia in un solo sguardo qual fanno le cose.

Una nuova concezione delle tecniche

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Il pittore come
signore
del mondo

Elogio
della tecnica

Nel corso del Cinquecento molti autori di testi filosofici, letterari e scientifici attribuiscono grande rilevanza alle opere, alla ricerca empirica, allosservazione diretta delle cose. Sostengono che i dotti devono rinunciare al loro tradizionale disdegno per il lavoro manuale, la pratica, le operazioni, e abbandonare una visione meramente contemplativa della conoscenza.
Secondo il filosofo spagnolo Juan Luis Vives (1492-1540), il dotto non deve vergognarsi di
entrare nelle officine ponendo domande agli artigiani e cercando di rendersi conto dei dettagli
della loro opera; i contadini e gli artigiani conoscono la natura molto meglio di tanti rinomati
filosofi. Secondo il celebre scrittore francese Franois Rabelais (1483/1494-1553), lo studio
dellopera degli artigiani indispensabile a uneducazione completa.

Lanatomia
e la pratica
dellautopsia

Lanatomista fiammingo Andrea Vesalio (15141564) autore di uno dei grandi testi della nuova
scienza: La fabbrica del corpo umano (De humani
corporis fabrica, 1543). Laspetto pi importante
di questo testo, che occupa un posto di primo piano nella storia dellanatomia, consiste nel rifiuto
della tradizionale separazione, nella medicina, tra teoria e pratica. Questa separazione
la causa principale della decadenza della teoria
stessa. Larte medica, afferma Vesalio, ha conosciuto una deplorevole divisione. oggi di moda un odioso sistema per cui una persona esegue il sezionamento del corpo umano e unaltra
ne descrive le parti. La persona che si limita a
descrivere appollaiato su un alto pulpito come
una cornacchia e, con fare molto sdegnoso, ripete fino alla monotonia notizie su fatti che non ha
osservato direttamente, ma che ha appreso a memoria da libri di altri o dei quali tiene una descrizione davanti agli occhi. E la persona che esegue il sezionamento non ha la capacit di spiegarlo agli allievi, dato che ignora larte del parlare. Il risultato che ogni cosa viene insegnata male, i giorni vengono sciupati in questioni assurde, e si insegna confusamente agli allievi meno di quanto un macellaio, dal suo bancone, potrebbe insegnare al dottore.
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i Incisione che raffigura il sistema muscolare


umano, tratta dalla Fabbrica del corpo umano di
Andrea Vesalio del 1543.

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I trattati tecnici

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La letteratura quattrocentesca e cinquecentesca ricchissima di trattati tecnici, che hanno la forma a volte di veri e propri manuali, a volte di
sparse riflessioni sui procedimenti
delle varie arti. Questi trattati, che
contengono unappassionata difesa
delle arti dallaccusa di essere indegne e vili, hanno dato un contributo molto importante allincontro
tra sapere scientifico e sapere
tecnico-artigianale e alla nascita
della cooperazione tra scienziati e
tecnici. Possiamo qui ricordare il
trattato di metallurgia (Pirotechnia,
1540) del tecnico minerario senese
Vannoccio Biringuccio (14801539), che fu il primo libro a stampa
su questo argomento; il trattato di
mineralogia (De re metallica, 1556)
del medico tedesco Georg Bauer
(Giorgio Agricola, 1494-1555); il
trattato di meccanica (Mechanicorum liber, 1577) del matematico
Guidobaldo del Monte (15451607); il trattato sulle macchine (Le
diverse et artificiose machine, 1588) del
matematico e ingegnere militare
Agostino Ramelli (1531-1600 ca.).

i La figura, tratta dalle Diverse et artificiose machine (1588) di


Agostino Ramelli, illustra uno dei suoi progetti: la ruota dei libri,
un leggio rotante che consente, senza muoversi, di consultare
contemporaneamente una gran quantit di libri, che a ogni giro si
ripresentano nella stessa posizione in cui sono stati lasciati.

Montaigne e la miseria delluomo

Conoscenza
delluomo
e conoscenza
di s

Gli scritti del filosofo francese Michel de Montaigne (1533-1592) mostrano in modo esemplare la profonda eterogeneit del pensiero del Rinascimento. In polemica con il neoplatonismo di questo periodo, Montaigne capovolge il tema della dignit delluomo e sostiene che
invece necessario parlare di miseria naturale delluomo.
Sono uomo e ritengo che nulla di ci che umano mi sia estraneo: questa sentenza del commediografo latino Terenzio (195 a.C.-159 a.C.), incisa con altre su una delle travi della biblioteca di Montaigne, che fu magistrato e sindaco di Bordeaux, condensa la riflessione filosofica dei
suoi Saggi (Essais, 1580-1588). Al centro di questopera troviamo il tema della conoscenza
delluomo attraverso la conoscenza di s. Montaigne convinto che ogni uomo porti in
s la forma intera della condizione umana, e per questo ne tenta una descrizione attraverso la
descrizione di se stesso, esemplare assai mal formato, senza nessuna pretesa di formare
luomo dicendo come dovrebbe essere. In Montaigne dunque preminente lintento non di
educare, ma di osservare e analizzare la condizione umana.

I Saggi

Montaigne inaugura il genere letterario del saggio, che si presenta come confessione
autobiografica e permette di affrontare gli argomenti in modo problematico. La parola francese essai significava esercizio, prova, tentativo. A questo stile non sistematico di scrittura corrisponde una forma precisa di pensiero che mira alla variet, senza freno e in modo
tumultuoso, che nega ogni certezza e rifiuta il dogmatismo: il mio stile e la mia mente
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scrive Montaigne vanno vagabondando insieme. I


Saggi sono lopera non tanto di un filosofo in senso stretto quanto di un filosofo non premeditato e fortuito.
Scetticismo
e rifiuto
dei pregiudizi

Che cosa so? (Que sais-je?): a questa domanda Montaigne, che aveva letto con cura gli Schizzi pirroniani di
Sesto Empirico v. vol. I, pp. 363-364 , affida il compito
di esprimere il suo fondamentale atteggiamento scettico. Questa domanda rappresenta la presa di coscienza di unignoranza forte e magnanima, che lascia alla
realt i suoi misteri, nei confronti dei quali la ragione si
rivela fragile e impotente: se le forze umane fossero
abbastanza salde e capaci per afferrare la verit con i
nostri propri mezzi, ci sarebbe almeno una cosa creduta da tutti; accade invece che tutto sia dibattuto e controverso. Dato che luomo non pu andare oltre le apparenze, non resta che attenersi ai fatti cos come si offrono nella loro immediatezza. Dobbiamo quindi rifiutare i pregiudizi e la superstizione e non temere di far
professione della nostra ignoranza.

i Michel de Montaigne in un dipinto


di scuola francese della fine del XVI secolo
(Chantilly, Muse Cond).

Saggezza e
miseria
delluomo

Alla convinzione dellimmutabilit e della prevedibilit della condotta umana Montaigne contrappone lesigenza di una conoscenza concreta delluomo, visto come pieno di incoerenze e
contraddizioni. La filosofia ha la prerogativa di mescolarsi ovunque, insegna a vivere,
saggezza che non aspira allimperturbabilit degli stoici, ma accetta senza imbarazzo la sua
mediocrit e la miseria delluomo, contrapposta alla dignit delluomo di cui parlavano
gli umanisti. Montaigne descrive i difetti e le debolezze delluomo, che ondeggiante e vano,
per costringerlo a conoscersi e ad accettare senza riserve la propria natura, occultata dalleducazione e dalla cultura.

La critica allantropocentrismo

In uno dei saggi pi importanti, lApologia di Raymond Sebond, Montaigne equipara listinto
animale alla ragione umana Lettura 5 . Cerca di guarire luomo dalla sua malattia
naturale, cio dalla presunzione di sapere: luomo, la pi calamitosa e fragile di tutte le
creature e al tempo stesso la pi orgogliosa, un mistero a se stesso; e chi non comprende se
stesso che cosa pu comprendere?. La ragione di cui si vanta, infatti, non una guida infallibile, ma presta verosimiglianza a fatti diversi: un vaso a due manici, che si pu prendere a
sinistra e a destra, una spada a doppio taglio e pericolosa, una tintura data in ugual
misura, o quasi, a tutte le nostre opinioni e usanze, di qualsiasi specie siano. Con limmaginazione e per vanit luomo si pone il cielo sotto i piedi e si attribuisce prerogative divine,
nonostante percepisca con chiarezza di essere una creatura attaccata e inchiodata alla peggiore, alla pi morta e putrida parte delluniverso, allultimo piano della casa e al pi lontano dalla
volta celeste.
La critica della presunzione delluomo comporta una rivalutazione degli animali. Questi sono
i fratelli e compagni delluomo: come possiamo affermarne la bestialit? In realt non facciamo altro che separare arbitrariamente noi stessi dalla folla delle altre creature, compresi gli
uomini del Nuovo Mondo che consideriamo barbari e selvaggi: in realt, ognuno chiama barbarie quello che non nei suoi usi v. pp. 473-474 . A Montaigne si ispirer la disputa sullanima
degli animali che percorrer tutto il Seicento e giunger fino allIlluminismo v. p. 515 .

5
Leredit del
Rinascimento

Rinascimento e rivoluzione scientifica


Alcune delle grandi componenti culturali del Rinascimento, ad esempio lermetismo, non hanno mai smesso di esercitare un fascino profondo, e sono oggi tuttaltro che scomparse. Ne parleremo in un altro capitolo v. pp. 143-145 . opportuno qui richiamare limportanza decisiva
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Letture consigliate

che alcuni stili di pensiero, emersi durante il Rinascimento, hanno avuto per la cosiddetta
modernit. Tra questi spicca la nuova concezione delle arti e delle tecniche, che avr
una rilevanza capitale per la nascita della scienza moderna e del modo con cui, anche nel mondo contemporaneo, viene considerata la scienza. A partire dal Quattrocento, in una discussione
che si protrarr in modo intenso fino al Settecento, troviamo unenergica difesa delle arti meccaniche dallaccusa di essere indegne di un uomo libero e un altrettanto energico rifiuto di far
coincidere la cultura con le arti liberali. Questo implicava labbandono della concezione
della scienza come disinteressata contemplazione della verit. Nei trattati tecnici e nelle opere dei filosofi naturali si sostiene che il sapere pubblico e collaborativo, si costruisce nel
tempo grazie a diversi contributi individuali, ha come fine il raggiungimento di risultati che
devono diventare patrimonio non dei singoli, ma della collettivit. Affonda qui le sue radici la
moderna idea di progresso. Tutti questi temi, affermatisi al di fuori della cultura accademica, saranno portati a consapevolezza filosofica dai grandi protagonisti della rivoluzione scientifica v. pp. 159 e segg. .

A. Chastel, Le grand atelier dItalie, Paris, Gallimard, 1965; trad. it. di G. Veronesi, La grande officina. Arte
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E. Garin, Lo zodiaco della vita. La polemica sullastrologia dal Trecento al Cinquecento, Roma-Bari, Laterza,
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pubblicato in tedesco con il titolo di Der italienische Humanismus, 1947).
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vari autori, Il pensiero filosofico di Marsilio Ficino, Firenze, Le Lettere, 1988.
P.O. Kristeller, Aristotelismo e sincretismo nel pensiero di Pietro Pomponazzi, Padova, Antenore, 1983.
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