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Esame scritto Fisica 1 del 9 settembre 2008 - soluzione

Nota: i valori numerici sono diversi nelle varie copie del compito, e quindi qui vengono
indicati i ragionamenti e le formule da utilizzare ma non i risultati numerici.
Problema 1
Domanda 1.
Il problema si aronta considerando le due parti della scala (AC e CE) come corpi
in equilibrio statico, e applicando su ciascuno di essi le condizioni di equilibrio. Queste
richiedono che la somma di tutte le forze esterne agenti e la somma di tutti momenti delle
forze agenti siano nulle.
Come considerazioni preliminari, notiamo che la distanza AE `e pari a 2d, e inoltre che
detto 2 langolo ACE (ossia rappresenta linclinazione di ciascun lato della scala rispetto
alla verticale) si ha d = sin. Inoltre, utilizzeremo un sistema di riferimento con lasse
x orizzontale orientato verso destra nella gura, e lasse y verticale orientato verso lalto.
Lasse z ortogonale al piano della gura non gioca alcun ruolo e non verr`a considerato.
Le forze in gioco sono: le forze normali N
A
ed N
E
applicate dal pavimento sulla scala
nei punti A ed E, verticali e dirette verso lalto; la forza di tensione T, orizzontale, applicata
in B diretta verso destra nella gura; la corrispondente forza di tensione T applicata in
D e diretta verso sinistra; la forza peso mg applicata dalla persona in P, verticale e diretta
verso il basso; la forza F
1
applicata in C dalla parte destra della scala sulla parte sinistra;
la forza F
2
applicata in C dalla parte sinistra della scala sulla parte destra. Per la III
legge di Newton dovr`a essere F
2
= F
1
; conveniamo allora di utilizzare una unica variabile
vettoriale F, e poniamo F
1
= F e F
2
= F. Non `e possibile dire nulla a priori sulla
direzione di questa forza.
Occupiamoci dapprima del lato AC della scala. La somma vettoriale di tutte le forze
agenti su di esso deve annullarsi:
N
A
+T+mg +F = 0
che suddivisa per componenti fornisce
T +F
x
= 0
N
A
mg +F
y
= 0
Per la staticit`a rispetto alle rotazioni, `e conveniente riferirsi ad un asse passante per C in
modo da non dover considerare il momento generato dalla forza F di cui non conosciamo
la direzione. Le altre tre forze generano un corrispondente momento che scriviamo come
forza braccio. Come di consueto, deniremo momenti positivi quelli che tendono a far
ruotare il sistema in senso antiorario attorno allasse e negativi quelli che tendono a farlo
ruotare in senso orario. La condizione che la somma di tutti i momenti sia nulla `e:
N
A
d +T(/2) cos +mga sin = 0
Abbiamo ottenuto tre equazioni per quattro incognite T, F
x
, F
y
e N
A
. Pe risolvere il
problema dobbiamo considerare al tempo stesso anche il lato EC della scala.
Come prima, la somma vettoriale di tutte le forze agenti su questo lato deve annullarsi:
N
E
TF = 0
ovvero per componenti
T F
x
= 0
N
E
F
y
= 0
mentre la staticit`a rispetto a rotazioni attorno ad un asse passante per C impone
N
E
d T(/2) cos = 0
Notiamo che la prima di queste tre equazioni coincide con la prima equazione relativa allal-
tro lato e quindi la ignoreremo. Abbiamo pertanto cinque equazioni per cinque incognite
T, F
x
, F
y
, N
A
e N
E
:
T +F
x
= 0
N
A
mg +F
y
= 0
N
E
F
y
= 0
N
A
d +T(/2) cos +mga sin = 0
N
E
d T(/2) cos = 0
Sostituiamo la seconda equazione con la somma della seconda e della terza, e la quarta
equazione con la somma della quarta e della quinta:
T +F
x
= 0
N
A
+N
E
= mg
N
E
F
y
= 0
(N
A
N
E
)d = mga sin
N
E
d T(/2) cos = 0
Sostituiamo mg N
E
al posto di N
A
nella quarta equazione:
F
x
= T
N
A
= mg N
E
F
y
= N
E
(mg 2N
E
)d = mga sin
N
E
d T(/2) cos = 0
A questo punto la quarta equazione pu`o essere risolta:
N
E
=
mg
2

1
a sin
d

e la seconda ci d`a la risposta alla domanda


N
A
= mg N
E
=
mg
2

1 +
a sin
d

Come ci si sarebbe aspettato, se a = 0 il peso della persona si ripartisce equamente fra i


due punti di appoggio della scala, mentre se a = (P coincidente con A) tutto il peso va a
gravare sul lato sinistro.
Domanda 2.
Noto N
E
, la quinta equazione ci fornisce la tensione:
T =
2N
E
d
cos
= 2N
E
tan
Domanda 3.
Noti N
E
e T, la prima e la terza equazione ci forniscono subito il modulo di F:
F =

F
2
x
+F
2
y
=

T
2
+N
2
E
Notiamo che F
x
< 0, F
y
> 0: la forza che il lato destro nella gura esercita su quello sinistro
in C punta verso lalto e verso sinistra, mentre la forza che il lato sinistro esercita si quello
destro punta verso il basso e verso destra.
Problema 2
Domanda 1.
Il momento di inerzia di un cilindro omogeneo di massa m e raggio R rispetto ad un
asse passante per il suo centro di massa `e
I =
1
2
mR
2
Domanda 2.
Le forze che agiscono sul rullo sono la tensione T, la forza di attrito F
a
(orizzontali), la
forza di gravit`a e la forza normale (verticali). Le ultime due non esercitano alcun momento
che possa causare rotazioni e si compensano sempre perfettamente tra loro. Possiamo
dunque concentrarci sulle sole forze orizzontali.
Orientiamo lasse x orizzontale verso destra nella gura e supponiamo che il rullo si
muova con velocit`a e accelerazione positive, ovvero rotolando in senso orario verso destra
(se tale assunzione fosse errata, un eventuale segno negativo per laccelerazione nale ce lo
rivelerebbe in seguito). Poich`e lattrito si oppone sempre al moto, la forza di attrito dovr`a
essere negativa. Indichiamo dunque la sua componente x con F
a
, dove F
a
`e il modulo
della forza (positivo).
Possiamo scrivere lequazione per il moto del centro di massa del rullo lungo x:
T F
a
= ma
Per quanto riguarda la rotazione, possiamo scegliere se riferirci ad un asse orizzontale
passante per il centro di massa del rullo, o ad un asse di rotazione istantaneo, parallelo al
precedente e in corrispondenza della linea di contatto fra rullo e terreno. Nel primo caso,
orientando lasse di rotazione in modo che esca dal piano della gura, lequazione del moto
(di tipo = I) `e
Tr F
a
R = I
dove `e laccelerazione angolare. Ci si aspetta che F
a
R > Tr in modo che sia negativa
e il rullo rotoli verso destra. Nel secondo caso, lequazione corrispondente, utilizzando il
teorema di Huygens-Steiner, `e
T(R r) = (I +mR
2
)
Una terza equazione connette laccelerazione lineare a con quella angolare nellipotesi
che non vi sia slittamento:
a = R
dove il cambiamento di segno segue dalle convenzioni scelte per lorientamento degli assi.
Abbiamo cos` un sistema di tre equazioni per le tre incognite F
a
, , R:
T F
a
= ma
Tr F
a
R = I
a = R
dove la seconda equazione pu`o essere sostituita con quella relativa alla rotazione attorno
alla linea di contatto senza che la soluzione del sistema cambi. Moltiplicando la prima
equazione per I/mR e sostituendo nella seconda = a/R otteniamo
(T F
a
)
I
mR
=
Ia
R
Tr F
a
R =
Ia
R
che sommate tra loro ci danno una equazione per la sola incognita F
a
:

I
mR
+r

T =

I
mR
+R

F
a
da cui la forza di attrito
F
a
=
I +mrR
I +mR
2
T
Domanda 3.
A questo punto si ottiene immediatamente anche laccelerazione
a =
T F
a
m
=
R(R r)T
I +mR
2
=
2(R r)T
3mR
Constatiamo che si tratta eettivamente di una quantit`a positiva in accordo con lassunzione
iniziale.
Problema 3
Domanda 1.
Introduciamo un sistema di riferimento con lasse x orizzontale diretto verso destra
nella gura, lasse y verticale diretto verso lalto e lorigine nel punto di contatto fra asta
e pavimento. Lunica forza esterna che agisce in direzione x `e quella esercitata durante
lurto. La velocit`a del centro di massa della sbarra passa da 0 a un valore v
0
, che resta poi
costante dopo lurto, tale che (per il teorema dellimpulso)
mv
0
= J =

F dt
ovvero v
0
= J/m.
Domanda 2.
Lunico momento delle forze che agisce attorno allasse di rotazione orizzontale passante
per il centro di massa della sbarra `e quello esercitato durante lurto. Essendo d il braccio
della forza, a tale momento `e associato un impulso angolare

Fd dt = Jd
che per il teorema dellimpulso in versione angolare deve corrispondere alla variazione di
momento angolare complessivo L = I dove I = m
2
/12 `e il momento di inerzia della
sbarra rispetto al suo centro di massa:
I = Jd
da cui
=
Jd
I
=
12Jd
m
2
Domanda 3.
Dopo lurto (che faremo corrispondere a t = 0), il moto dellestremo A dellasta pu`o
essere considerato come la somma del moto di traslazione del centro di massa con il moto
dovuto alla rotazione attorno al centro di massa:
x
A
(t) = v
0
t (/2) sint
y
A
(t) = /2 (1/2)gt
2
+ (/2) cos t
Nella seconda espressione abbiamo supposto il centro di massa in caduta libera sotto
lazione della gravit`a, in accordo con lipotesi che non vi sia pi` u contatto tra sbarra e
pavimento. Le equazioni per la y
A
sono qui riportate per completezza, ma ai ni di questa
domanda la considerazione della sola x
A
`e in realt`a suciente una volta riconosciuto che la
velocit`a lungo y subito dopo lurto `e comunque nulla.
Derivando rispetto al tempo,
v
xA
(t) = v
0
(/2) cos t
v
yA
(t) = gt (/2) sint
e quindi in particolare
v
xA
(0) = v
0
(/2)
v
yA
(0) = 0
subito dopo lurto. Dobbiamo quindi imporre, anch`e tale velocit`a sia nulla, che la distanza
d

dal centro di massa sia tale che


=
Jd

I
=
2v
0

e quindi, ricordato che I = m


2
/12 e v
0
= J/m,
d

=
2v
0
I
J
=
mv
0

6J
=

6
Domanda 4.
Per questa domanda, consideriamo le equazioni del moto per lestremo B dellasta
inizialmente al contatto col pavimento. Analogamente a quanto fatto per A, avremo
x
B
(t) = v
0
t + (/2) sint
y
B
(t) = /2 (1/2)gt
2
(/2) cos t
che procediamo a derivare rispetto al tempo due volte:
v
xB
(t) = v
0
+ (/2) cos t
v
yB
(t) = gt + (/2) sint
a
xB
(t) = (
2
/2) sint
a
yB
(t) = g + (
2
/2) cos t
assumendo che la sbarra non sia a contatto col pavimento e quindi che non vi sia alcuna
forza esercitata su di essa dal pavimento. Tale assunzione `e vera nel primo quarto di giro
purch`e sia sempre y
B
0, essendo y
B
il punto pi` u basso della sbarra. La condizione che
ora stiamo ricercando `e per`o quella in cui tale assunzione non `e vericata n da t = 0, in
modo che la sbarra non si stacchi mai dal pavimento. A t = 0 le equazioni sopra ci dicono
y
B
(0) = 0
v
yB
(0) = 0
a
yB
(0) = g + (
2
/2)
e quindi dobbiamo imporre che sia nulla anche laccelerazione lungo y:

s
=

2g

dove il subindice s indica che questo `e un valore soglia, al di sotto del quale lasta resta a
contatto del pavimento (e le equazioni sopra non valgono pi` u!). Poich`e = Jd/I, questa
si pu`o riscrivere come una condizione sullimpulso:
J
s
=
I
s
d
=
I
d

2g

Possiamo ora vericare che il valore dellimpulso J dato nel problema `e eettivamente
superiore a J
s
, giusticando cos` lassunzione nel testo del problema.
Problema 4
Domanda 1.
In entrambi i comparti il gas occupa inizialmente un volume V
0
= nRT
0
/P
0
. Nel
comparto A avviene una compressione reversibile isoterma alla temperatura T
0
da uno stato
iniziale di volume V
0
e pressione P
0
ad uno stato nale di volume V
A
e pressione P
A
. Per
una tale trasformazione, in cui lenergia interna rimane costante, sul gas viene eettuato un
lavoro L
A
che il gas cede sotto forma di calore Q
A
alla sorgente esterna (acqua+ghiaccio):
Q
A
= L
A
=

V
A
V
0
P dV = nRT
0
ln
V
A
V
0
Tale quantit`a `e per convenzione negativa. Il calore ceduto alla miscela acqua+ghiaccio fa
fondere una massa m di ghiaccio in acqua tale che |Q
A
| = m dove `e il calore latente di
fusione. Si avr`a quindi
|Q
A
| = m = nRT
0
ln
V
0
V
A
da cui
V
A
= V
0
exp

m
nRT
0

Dovendo essere P
A
V
A
= P
0
V
0
, sar`a quindi
P
A
= P
0
exp

m
nRT
0

Domanda 2.
I due comparti, separati da un setto mobile, si devono trovare sempre alla medesima
pressione. Dunque il comparto B nello stato nale ha P
B
= P
A
. In B avviene una compres-
sione reversibile adiabatica durante la quale PV

resta costante (con = 7/5 trattandosi


di un gas biatomico). Sar`a quindi P
B
V

B
= P
0
V

0
da cui
V
B
= V
0

P
0
P
B

1/
= V
0
exp

m
nRT
0

e quindi possiamo calcolare la temperatura T


B
= P
B
V
B
/nR. Con alcuni passaggi algebrici
il risultato si pu`o anche scrivere
T
B
= T
0
exp

m
nC
p
T
0

Domanda 3.
Nella trasformazione adiabatica `e stato eettuato un lavoro L
B
sul gas convertito
interamente in aumento di energia interna del gas:
L
B
= E = nC
v
(T
B
T
0
)
Il lavoro complessivamente eettuato dal pistone sul sistema `e quindi
L = |L
A
| +|L
B
| = m +nC
v
(T
B
T
0
).