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Vittorio Mussino: vittorio.mussino@polito.

it
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Dipartimento di Fisica Politecnico di Torino

FISICA II
(ESERCIZI SVOLTI E COMMENTATI)

Parte 1

Vittorio Mussino: vittorio.mussino@polito.it


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Parte 1

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1) Due cariche puntiformi uguali + q , ferme alla distanza 2d 0 luna dallalta, esercitano unazione sulla
carica + q 0 ferma in un punto dellasse della loro congiungente. Calcolare
La forza complessiva esercitata su + q 0 ,
la posizione nella quale lintensit della forza esercitata risulta massima ed il suo valore.
(rappresentazione 01)
La forza elettrostatica Ft , esercitata dalle due cariche positive + q sulla carica + q 0 , data dalla risultante
delle due forze
Ft ( x ) = F1 + F2
(1)
essendo
1 qq 0
u1
4 0 r 2
1 qq 0

F1 = F2 =

1 qq 0
4 0 r 2
F2 =
u
2

4 0 r 2
Osservando il sistema di riferimento in figura, si deduce che
r 2 = x 2 + d 02
F1 =

u 1 = cos ( ) u x + sin ( ) u y = cos u x sin u y

u 2 = cos u x + sin u y
con

sin =

d0
=
r

d0

x +d
Sostituendo nella relazione (1) si ottiene
(1)

cos =

2
0

Ft ( x ) = F1 + F2 = 2

x
=
r

x
x + d 02
2

1 qq 0
1
x
cos u x =
qq 0
ux
2
2
2 32
4 0 r
2 0
x
+
d
(
)
0

Per calcolare il massimo dellintensit di tale forza, si annulli la derivata prima (rispetto ad x) del modulo
della relazione (1), ossia
dFt ( x )
d 2 2x 2
1
=
=0
qq 0 0
52
dx
2 0
( x2 + d2 )
0

ossia

2
d0
2
In tali punti la forza (1) assume il massimo valore dellintensit
3 qq 0
Fmax =
ux
9 0 d 02
x=

2) Due sferette (uguali per dimensioni e massa), elettrizzate con identica carica + q , sono sospese a fili
indeformabili lunghezza l 0 e massa trascurabile. I punti di sospensione sono posizionati a distanza
2d 0 luno dallaltro e, nella posizione di equilibrio strabile, i fili formano un angolo rispetto alla
verticale. Determinare il valore delle cariche di elettrizzazione.
(rappresentazione 02)
Considerato il sistema di riferimento in figura, su ognuna delle sferette agiscono
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la forza di Coulomb

1 qq
ux
4 0 x 2

FC =
la forza peso

P = mg u y
la tensione

T = Tu
essendo

x = 2d 0 + 2l 0 sin = 2 ( d 0 + l 0 sin )

u = cos + u x + sin + u y = sin u x + cos u y


2

Nella condizione di equilibrio stabile, la risultante delle tre forze deve essere nulla
FC + P + T = 0
e tale relazione vale anche per le componenti
1

qq

(2)
asse x:
T

x ux = 0
4 0 2 ( d + l sin ) 2

0
0

(3)
asse y:
( Ty mg ) u y = 0

Le due componenti della tensione T valgono


Tx = T sin
Dalla (3) si ricava il modulo della tensione

Ty = T cos

mg
cos
e dalla (2) si ricava il valore della carica di elettrizzazione
q = 2 ( d 0 + l 0 sin ) 2 0 mg tan
T=

3) Quattro cariche puntiformi uguali + q sono posizionate ai vertici di un quadrato ideale di lato l 0 .
Calcolare
la forza agente su una qualsiasi delle cariche,
il valore di una carica q 0 , posta al centro del quadrato, affinch la risultante di tutte le forze
agenti su ciascuna carica sia nulla.
(rappresentazione 03)
Dato un sistema di riferimento come in figura, le forze agenti sulla carica + q posta nellorigine sono
1 qq
1 qq
1
qq
F1 =
ux
F3 =
uy
F2 =
u
2
2
4 0 l 2
4 0 l 0
4 0 l 02

essendo il versore u definito dalla relazione


u = cos u x + sin u y =

2
2
ux +
uy
2
2

La forza risultante pari a


Ftot = F1 + F2 + F3 =
con modulo

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8 + 2 q2
(ux + u y )
16 0 l 02

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1+ 4 2 q2
8 0 l 02
Posizionando la carica q 0 al centro del quadrato, affinch non sia esercitata alcuna azione su ognuna delle
cariche + q poste ai vertici del quadrato, deve vale
Ftot =

( Ftot ) x + ( Ftot ) y
2


2 qq 0
(ux + uy )
F =
4 0 l 02

F + Ftot = 0
2
F = 8 + 2 q u + u
( x y)
tot
16 0 l 02

F = Ftot
ossia
1
q0 = q 1+ 4 2
2
4) Tre cariche puntiformi uguali + q sono posizionate ai vertici di un ideale quadrato di lato l 0 .
Calcolare sia il campo sia il potenziale elettrostatico nel vertice libero. Nellipotesi che la carica
puntiforme + q 0 si sposti dallinfinito fino al vertice libero, calcolare il lavoro speso.
(rappresentazione 04)
Dato un sistema di riferimento come in figura, il campo elettrostatico nel vertice libero dato da
(4)
E = E A + E B + E O
con
1 q
1 q
1
q
EA =
ux
EB =
uy
EO =
u
2
2
4 0 l 2
4 0 l 0
4 0 l 02

essendo il versore u definito dalla relazione


u = cos u x + sin u y =

2
2
ux +
uy
2
2

Sostituendo nella (4) i valori si ricava


E =

4+ 2 q
(ux + u y )
16 0 l 02

il cui modulo vale


1+ 2 2 q
8 0 l 02
Per il principio di sovrapposizione degli effetti, il potenziale elettrostatico pari alle somma dei potenziali
elettrostatici determinati dalle tre cariche
(4)
V * = VA + VB + VO
con
1 q
1
q
VA = VB =
VO =
4 0 l0 2
40 l0
2 sostituendo in (4) si ricava
1
q
4+ 2 q
V =
=
4 0 l 0 2
8 0 l 0
E = E 2x + E 2y =

Il lavoro speso per trasferire la carica + q 0 dallinfinito fino al vertice libero vale
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L = q 0 ( V V ) = q 0 V =

4 + 2 qq 0
8 0 l 0

5) Tre cariche puntiformi uguali + q sono posizionate ai vertici di un ideale triangolo equilatero di lato
l 0 . Calcolare sia il potenziale elettrostatico sia la forza agente su ognuna delle cariche. Nellipotesi che
una delle cariche sia libera di muoversi, determinare la sua energia cinetica quando essa si
allontanata fino a non pi risentire alcuna azione da parte del sistema delle cariche.
(rappresentazione 05)
Considerato il riferimento in figura, il potenziale elettrostatico nel vertice C vale
1 q
1 q
VC = VA + VB =
+
4 0 l 0 4 0 l 0
ossia
1 q
VC =
2 0 l 0
Il campo elettrostatico nel punto C la sovrapposizione dei due campi elettrostatici
1 q
1 q
uA
EA =
EB =
uB
2
4 0 l 0
4 0 l 02
essendo i versori definiti da
1
3
u A = cos 60 u x + sin 60 u y = u x +
uy
2
2
1
3
u B = cos ( 90 + 30 ) u x + sin ( 90 + 30 ) u y = u x +
uy
2
2
Il campo E C dato da

3
1 q 1 1
3
3 q
uy
u x +
+
u y =
2
2
4 0 l 0 2 2
2
2
4
l

0
0


e la forza agente sulla carica + q posizionata in C vale
EC = EA + EB =

3 q2
uy
FC = + qE C =
4 0 l 02
Il campo elettrostatico un campo conservativo e quando una delle cariche del sistema si muove,
spostandosi dal vertice nel quale posizionata fino allinfinito (ossia fino in un punto nel quale risulti nulla
lazione del campo elettrostatico generato dalle altre), ad essa applicabile la conservazione dellenergia
meccanica

1 q2
T =0
U C = + qVC =
2 0 l 0
( T + U ) C = ( T + U ) C
T 0
U = 0

1 q2
T = U C =
2 0 l 0
6) Tre cariche puntiformi uguali + q sono posizionate ai vertici di un ideale triangolo equilatero di lato
l 0 . Calcolare sia il potenziale elettrostatico sia il campo elettrostatico al centro del triangolo.
(rappresentazione 06)
Il centro del triangolo un punto equidistante dai tre vertici
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r = rA = rB = rC =
e scegliendo un riferimento come in figura si ricava
1 q
EA =
uA
4 0 r 2
1 q
EB =
uB
4 0 r 2
1 q
EC =
uC
4 0 r 2

l0
3
1 q
4 0 r
1 q
VB =
4 0 r
1 q
VC =
4 0 r
VA =

Osservando che = 30 , i tre versori sono definiti dalle relazioni


3
1
u A = cos u x + sin u y =
ux + uy
2
2
u B = cos (180 ) u x + sin (180 ) u y = cos u x + sin u y =
uC = uy

3
1
ux + uy
2
2

Il potenziale elettrostatico la somma dei tre potenziali


Vtot = VA + VB + VC =

3 q
4 0 r

Ossia
Vtot =

3 3 q
4 0 l 0

Il campo elettrostatico complessivo vale


E tot = E A + E B + E C =

1 q 3
3
1 1

+
u

x
+ 1 u y
4 0 r 2 2
2
2 2

ossia
E tot = 0

7) Dato il riferimento O { x, y} , si consideri un campo elettrostatico piano ed uniforme E 0 = E 0u x .


Calcolare:
la differenza di potenziale fra il punto O ed i generico punto P, posto sulla bisettrice dellangolo
xy , a distanza OP = l 0 ;
il lavoro compiuto per spostare la carica q 0 dal punto O al punto P;
lenergie potenziali elettrostatiche nei punti O e P, stabilendo se abbiano o meno valore differente.
(rappresentazione 07)
La differenza di potenziale fra i punto O e P definita dalla relazione
P
P
2 l0
2
VO VP = E 0 dl = E 0 dl cos 45 = E 0
dl =
E 0l0

O
O
2 0
2
o anche
2
V = VP VO = E 0l 0
2
Essendo il campo elettrostatico conservativo, vale la relazione
E 0 = grad V
e ricordando la definizione delloperatore gradiente, nel presente esercizio a causa della simmetria si ha
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E 0u x =

P
O

dV
ux
dx

dV = E 0 dx = E 0 ds cos 45 = E 0
VP VO = V =

2 l0
ds
2 0

2
E 0l 0
2

come nel caso precedente.


Il lavoro speso per spostare la carica q 0 dal punto O al punto P dato dalla relazione
L OP = F d l = q 0 E 0 d l = q 0 (VO VP ) =
P

UO U P

2
q 0 E 0l 0
2

ossia
2
q 0 E 0l 0 < 0
2
da cui di deduce che ( U O U P ) < 0 , ragion per cui si ha
L OP =

UP < UO
Infatti, la carica q 0 si muoverebbe spontaneamente in verso opposto al campo e per portarla dal punto O
al punto P deve essere spesa energia.
8) Quattro cariche puntiformi uguali + q sono posizionate ai vertici di un quadrato ideale di lato l 0 .
Calcolare
lenergia potenziale elettrostatica del sistema,
il lavoro necessario per spostare la carica posizionata in A fino a P, punto intermedio del alto
opposto.
(rappresentazione 08)
Lenergia potenziale elettrostatica definita dalla relazione
qiq j 1 1 1 q 2 1 1
1 1
q 2
=
+
U=
4
2

2 4 0 i j rij
2 2 4 0 l 0 2 4 0 l 0 2
ossia
4 + 2 q2
U=
8 0 l 0
Essendo il campo elettrostatico conservativo, il lavoro che compie su una carica in moto indipendente dal
percorso seguito. Dalla relazione L AP = + q ( VA VP ) con
VA = 2
VP = 2

1 q
1
q
4+ 2 q
+
=
4 0 l 0 4 0 l 0 2
8 0 l 0

1
q
1
q
5+ 5 q
+
=
4 0 l 0 2 4 0 l 0 5 2 5 0 l 0

e sostituendo si ricava
L AP =

2 +2 5 6 q
20 0
l0

9) Due masse puntiformi, sospese a fili indeformabili di lunghezza l 0 e agganciati ad un medesimo


punto, sono elettrizzate in modo identico. Calcolare il valore delle cariche in condizione di equilibrio.
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(rappresentazione 09)
Scelto un riferimento come in figura, le masse sono assimilabile a pendoli matematici e le forze agenti su
ognuna di essi sono la
1 qq
forza coulombiana
con d 0 = 2l0 sin
Fe =
ux
4 0 d 02
forza peso

P = mgu y

tensione del filo


T = Tu
essendo il versore definito dalla relazione
u = cos ( 90 + ) u x + sin ( 90 + ) u y = sin u x + cos u y

La condizione di equilibrio definita dalla relazione


FC + P + T = 0
che risulta valida anche per le componenti e precisamente
1 qq

componente asse x)
T sin u x = 0

2
4 0 d 0

componente asse y)

( T cos mg ) u y = 0

Si osservi che i valori del seno e del coseno dellangolo valgono


d 2
sin = 0
l0
Dalla componente asse y) si ottiene

cos =

l 02 ( d 0 2 )
l0

mg
cos
e dalla componente asse x) si ricava il valore della carica
q = 4l 0 sin 0 mg tan
T=

A titolo di completezza, il campo elettrostatico nel punto di aggancio dei due fili ha modulo
1 q
EO =
2 0 l 02
Ed il potenziale elettrostatico
1 q
VO =
2 0 l 0
10) Si consideri una sferetta metallica di raggio R posta nellaria. Determinare il massimo valore di
carica superficiale che possibile localizzare senza che scocchi una scintilla. (sia E sc il campo
elettrostatico critico per il quale avviene la scarica).

A causa della simmetria della distribuzione superficiale di carica, il medesimo effetto determinato da una
carica immagine di identico valore posizionata al centro delle sferetta. Considerando la superficie della
sferetta come superficie gaussiana, la legge di Gauss impone
q
E sc = E sc n dS = E sc 4R 2 = max
aria
S
S

( )

E sc =

1 q max
ur
4 aria R 2

essendo il campo a simmetria radiale. Ossia


q max = 4 aria R 2 E sc = aria SE sc
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( )

q max = aria SE sc = aria E sc

Il medesimo risultato si ottiene applicando la relazione che definisce il campo elettrostatico generato da un
conduttore elettrizzato nellaria (teorema di Coulomb)

E = max n
aria
Al valore critico vale E E cr e la densit superficiale di carica vale
q
max = mqx2
4 R
e sostituendo si ricava proprio la relazione precedente.
11) Nellorigine di un sistema di riferimento O { x, y, z} , la carica + q 0 genera nel vuoto il campo
elettrostatico E 0 che esercita unazione sulla carica + q posta a distanza P O = r . Ricavare la forza
di interazione fra le due cariche e dimostrare se tale forza sia o meno conservativa.

La forza coulombiana di interazione fra le cariche data da


1 qq 0
1 qq 0 r
F0 = qE 0 =
ur =
2
4 0 r
4 0 r 2 r
e poich valgono la relazioni
1
d 1
r
=
u r = = gradr
2
r
dr r
r
si pu scrivere
1 qq 0
1
d 1
1
1
qq 0 =
qq 0 grad = grad

4 0
dr r
4 0
r
4 0 r
La relazione che definisce lenergia potenziale elettrostatica di due cariche nel vuoto
1 qq 0
U0 =
4 0 r
quindi sempre possibile esprimere la forza elettrostatica fra due cariche (grandezza vettoriale) come
gradiente dellenergia potenziale elettrostatica (grandezza scalare)
F0 = gradU 0
F0 = qE 0 =

(5)

Il campo elettrostatico E 0 (grandezza vettoriale) si pu esprimere come gradiente del potenziale


elettrostatico V0 (grandezza scalare)
V0 =

1 q0
4 0 r

ossia
E 0 = gradV0

La tabella comparativa la seguente


1 q0
E0 =
ur
4 0 r 2
grad (
V0 =

Parte 1

(q)

1 q0
4 0 r

F0 =

1 qq 0
ur
4 0 r 2

grad (
(q)

10

U0 =

1 qq 0
4 0 r

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Si consideri un potenziale elettrostatico definito dalla relazione


V ( x ) = V0 + kx 4 3

essendo k una costante arbitraria positiva. Il campo elettrostatico vale


d
4
E ( x ) = gradV ( x ) = ( V0 + kx 4 3 ) = kx1 3u x
dx
3
Si consideri un potenziale elettrostatico definito dalla relazione
V ( r ) = kr 2
essendo k una costante arbitraria positiva. Calcolare sia il campo elettrostatico, nel generico punto P di un
riferimento O {x, y, z} a distanza P O = r dallorigine, sia la densit volumica di carica. La distanza r
definita in coordinate cartesiane come r 2 = x 2 + y 2 + z 2 e applicando la definizione di conservativit
(6)

V ( r )
V ( r )
V ( r )
E ( r ) = gradV ( r ) =
ux +
uy +
uz
y
z
x

ossia

V ( r )

=k
( x 2 + y 2 + z 2 ) = 2k x
x
x
V ( r )

= k ( x 2 + y 2 + z 2 ) = 2k y
y
y
V ( r )

= k ( x 2 + y 2 + z 2 ) = 2k z
z
z

Sostituendo nella (6) si ottiene

E ( r ) = 2k ( xu x + yu y + zu z ) = 2k r

con modulo
E ( x, y, z ) = 2k x 2 + y 2 + z 2

La densit volumica di carica deve soddisfare lequazione di Maxwell


E x E y E z
1
divE ( r ) = =
+
+
= 6k
0
x
y
z
ossia
= 6k 0
12) Due sferette conduttrici di massa m con una carica q sono poste su una retta orizzontale a distanza
2d 0 reciprocamente. Una terza sferetta conduttrice, sempre di massa m e carica + q , posta sullasse
della congiungente delle due prime cariche. Sapendo che il sistema posizionato verticalmente,
trovare la posizione di equilibrio.

(rappresentazione 12)
Scelto un riferimento come in figura, si ponga
langolo in A e B,
x = AC = BC la distanza fra le due cariche q e la carica + q ,

sin = OC AC = x 2 d 02 x

cos = OA AC = d 0 x

La carica positiva in C sottoposta allazione delle due forze attrattive


1 q2
1 q2
FA =
F
=
uB
u
A
B
4 0 x 2
4 0 x 2
essendo i due versori
Parte 1

11

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u A = cos (180 ) u x + sin (180 ) u y = cos u x + sin u y

u A = cos u x + sin u y
La forza attrattiva complessiva la risultante delle due forze precedenti
x d0
1 q2
1
sin u y =
q2
uy
2
4 0 x
2 0
x3
e nella condizione di equilibrio detta risultante uguale alla forza peso
F = P
2

(7)

1
q2
2 0
Ponendo =

F = FA + FB = 2

x 2 d 02
= mg
x3

1 q2
, la precedente equazione assume la forma
2 0 mg
(8)

x 3 = x 2 d 02

quadrando la relazione (8) e ponendo ulteriormente y = x 2 , si ricava la funzione da studiare


f ( y ) = y 3 2 y + 2d 0
La ricerca dei valori di massimo e di minimo si attua annullando la derivata prima della funzione
df ( y )
3
= 3y 2 2 = 0
y=

dx
3
e studiando il segno della derivata seconda nei punti di annullamento della derivata prima
d 2f ( y )
= 6y
dy 2

3
f +
> 0
minimo
3

d
3
< 0
massimo
f
2
dy 3
In corrispondenza del massimo si ha d 02 > 2 3 9 e la funzione f ( y ) non interseca alcun punto
d2
dy 2

dellasse delle ascisse: non esistono posizioni di equilibrio stabile. La carica + q cade.
In corrispondenza del massimo si ha d 02 < 2 3 9 e la funzione f ( y ) interseca in due punti lasse delle

ascisse: esistono due posizioni di equilibrio stabile


3
< x2 <
3
In corrispondenza del valore nullo della derivata prima si ha d 02 = 2 3 9 e la funzione f ( y )
0 < x1 <

tangente allasse delle ascisse: esiste una sola posizione di equilibrio stabile.
13) Un condensatore piano, sconnesso dallalimentatore, ha le armature (superficie S e distanza d)
indotte completamente con una densit superficiale di carica . Una lastra conduttrice piana
(spessore s < d ) elettricamente neutra posizionata fra le armature (per non a loro contatto).
Calcolare sia la densit superficiale di carica che compare sulle superfici della lastra sia la differenza
di potenziale fra le armature.
(rappresentazione 13)
Trascurando leffetto di bordo e sconnettendo il condensatore carico dallalimentatore, esiste fra le armature
un campo elettrostatico uniforme dato da
Parte 1

12

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n
0
Quando la lastra conduttrice inserita fra le armature, tale campo determina una rilocalizzazione delle sue
cariche libere poich su di esse agisce una forza
F = eE
Sulla superficie della lastra, prossima allarmatura positiva del condensatore, si localizza un eccesso di
cariche negative che determina una distribuzione superficiale negativa (induzione elettrostatica). Sulla
superficie opposta della lastra si ha una carenza di cariche negative che viene decodificata come
distribuzione di cariche positive. Durante il processo di rilocalizzazione, allinterno della lastra, si genera un
campo elettrostatico E di verso opposto ad E . Quando viene raggiunto lequilibrio elettrostatico si ha
E = E
ed il processo di rilocalizzazione si ferma: sulle superfici della lastra si hanno due distribuzioni superficiali
di carica pari a

Fra le armature del condensatore, in condizione di equilibrio elettrostatico, esiste un campo elettrostatico
nello spazio ( d s ) .
E=

In assenza di lastra conduttrice, fra le armature esiste una differenza di potenziale data da
d

VA VB = E dl = d
0
0
In presenza della lastra conduttrice, la differenza di potenziale fra le armature vale

VA VB = ( d s )
0
14) Il potenziale elettrostatico fra gli elettrodi (superficie S e distanza reciproca d) di un tubo elettronico
dato dalla relazione
V ( x ) = V0 + kx 4 3
Sapendo che gli elettrodi sono contenuti in unampolla nella quale stato fatto il vuoto, calcolare il
campo elettrostatico, la densit volumica di carica ed numero di cariche per unit di superficie fra
gli elettrodi.
(rappresentazione 14)
Nel riferimento in figura, essendo il campo elettrostatico conservativo deve valere la relazione
V ( x )
4
E ( x ) = gradV ( x ) =
= kx1 3 u x
x
3
La densit volumica si ricava applicando la relazione
Ex ( x ) 1
=
divE ( x ) =
x
0
da cui si ricava derivando
4
= 0 kx 2 3
9
La carica contenuta nel volume di spazio fra gli elettrodi vale
d
4
q = ( x ) dW = ( x ) Sdx = 0 kSd1 3
0
3
W
E dividendo tale relazione per la superficie si ricava la densit di carica per unit di superficie
q
4
= = 0 kd1 3
S
3
Parte 1

13

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15) Il nucleo di un atomo di carbonio pu essere rappresentato, in prima approssimazione, con una sfera
di raggio R uniformemente elettrizzata (carica totale Q 0 , essendo e = 1.6 10 19 C la carica
dellelettrone). Un protone (massa m p = 1.67 10 27 kg e carica q p = +1e ) viene accelerato da un
dispositivo, assimilabile ad un condensatore piano fra le cui armature applicata una d.d.p.
V = 6.85 10 5 V . Ipotizzando che il protone parta dal punto A di generazione con velocit iniziale
nulla e che attraversi larmatura forata, posizionata ad una distanza d = 10 10 m dalla superficie del
nucleo di carbonio, calcolare:
la velocit del protone alluscita da B,
il raggio del nucleo di carbonio sapendo che, nelle condizioni indicate, il protone raggiunge la
superficie del nucleo con velocit nulla.
(rappresentazione 15)
Il moto del protone del dispositivo di accelerazione deve soddisfare la conservazione dellenergia
meccanica
( T + U )A = ( T + U )B

essendo

U A = q pV

TA = 0
TB =

1
mp v2
2

UB = 0

Sostituendo tali valori si ricava


v= 2

qp
mp

V = 1.15 107 m s

Nel punto di impatto, sulla superficie del nucleo di carbonio, vale ancora la conservazione dellenergia
meccanica
( T + U )B = ( T + U )P
essendo
TB =

1
m p v 2 = q p V
2

UB =

TP = 0

UP =

1 q pQ0
4 0 d
1 q pQ0
4 0

si osservi che U B < U P e sostituendo si ottiene


Q0d
4 0 d V + Q 0
Poich d >> R , accettabile lapprossimazione U B 0 ed il secondo termine del denominatore diventa
trascurabile. Il raggio del nucleo di carbonio ha valore
Q0d
= 1.26 10 14 m
R
4 0 d V
R=

16) In un riferimento O { x, y} come in figura, si consideri una distribuzione lineare (densit uniforme )
definita fra i valori { , y 0 } e {+ y 0 , + } dellasse y. Calcolare il campo elettrostatico in un punto

dellasse x (il valore del campo risulta funzione di x).


(rappresentazione 16)

Parte 1

14

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Si considerino le due cariche infinitesime dq , poste a distanza y dallorigine O del sistema di


riferimento. I due campi elettrostatici generati nel generico punto P dellasse delle ascisse hanno identico
modulo
1 dq
1 dy
=
dE1 = dE 2 =
2
4 0 r
4 0 r 2
e le loro risultante, per motivi di simmetria, diretta lungo lasse delle ascisse. Si ponga
OP = x la distanza fra origine del riferimento e generico punto P,
r la distanza fra dq ed il punto P,
langolo formato dalle congiungenti le cariche dq con lasse delle ascisse,
0 langolo che sottende lordinata y 0 dal punto P.
Il modulo della risultante dei due campi elettrostatici dE1 e dE 2 vale
dE ( x ) = dE12 + dE 22 = 2dE1 cos

(9)

Attenzione: il contributo della distribuzione { , y 0 } espresso dal termine 2, dalla figura si deduce che

d
cos 2
1 cos 2
x = r cos
=
r2
x2
Sostituendo nella (9) e integrando fra i limiti
y = y0

= 0
y = +
= 2

si ha
1 2
E(x) =
d ( sin )
2 0 r 0
1
E(x) =
[1 sin 0 ]
2 0 r
y = x tan

Poich sin 0 = y 0

dy = x

x 2 + y 02 , la relazione diventa

E(x) =

y0
1
1
2
2 0 r
x + y0

17) Si consideri una distribuzione lineare di cariche positive (densit ) di lunghezza 2d 0 di centro O.
calcolare sulla retta della distribuzione:
il potenziale elettrostatico nel punto A, a distanza x A > d 0 ,

trascurando la distribuzione compresa nel tratto 2x 0 ( < 2d 0 ) e centro O, il potenziale


elettrostatico nel punto B alla distanza x 0 < x B < d 0

(rappresentazione 17)
Fissato un riferimento con origine nel centro O della distribuzione, si consideri la carica dq = dx alla
distanza x < d 0 da O. Il potenziale elettrostatico nel punto A vale (figura a)
1 dx
dVA =
4 0 x A x
ed integrando
+ d0
1
dx

VA =
4 0 d 0 x A x
Parte 1

15

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x + d0
1
ln A
4 0
x A d0
Il campo elettrostatico nel punto A si ottiene applicando il concetto di conservativit
d
V
1
2 0 2 ux
E A = gradVA = A =
x 4 0 x A d 0
Il potenziale elettrostatico nel punto B (figura b) vale
1 dx
1 dx
dVB =
+
4 0 x B x 4 0 x B + x
ed integrando
x0
+ d0
1
dx
1
dx

VB =
d
x

+
0 x
0 x
4 0
4 0
B +x
B x
x x0
x d0
1
VB =
ln B
ln B
4 0
x B d0
xB + x0
VA =

VB =

x 2 x 02
1
ln B
2
4 0
( x B d0 )

18) Calcolare il campo ed il potenziale elettrostatico generato da una distribuzione superficiale di cariche
positive con densit + su una sfera di raggio R.
(rappresentazione 18)
Per motivi di simmetria, il campo elettrostatico presenta una simmetria sferica con verso orientato verso
lesterno e sia n la normale alla superficie sferica di raggio R.
Considerando una superficie gaussiana di raggio r > R , concentrica alla distribuzione, la legge di Gauss
impone
1
E = E est n dS = q int
0
4r2

( )

Essendo E

n , il flusso vale

( )

E = E est 4r 2 =

4R 2
0

da cui
R
= n
0 r
2

E est

per r > R

Quando r = R , si ottiene

ER = n
per r = R
0
Quando r < R , non essendo presenti cariche allinterno della superficie gaussiana, il campo nullo
E int = 0
per r < R
Il campo elettrostatico attraverso la distribuzione superficiale presenta una discontinuit pari a

E = E est E int = n
0
Internamente alla distribuzione il campo elettrostatico nullo, ma non risulta nullo il potenziale
elettrostatico che ha valore costante in tutti i punti e risulta uguale al valore che ha sulla superficie sferica di
raggio r
Quando r = R , si ottiene
Parte 1

16

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Vint V ( R ) = E int dr = 0
R

Vint = V ( R ) =

R
0

per r < R

Quando r > R , si ottiene


Vest V ( R ) = E est dr
e

sostituendo il valore del campo e integrando


R2
Vest =
per r > R
0 r

19) Nel centro di una sfera di raggio R, costituita da un materiale dielettrico omogeneo ed isotropo di
costante dielettrica relativa e , posta una carica + q 0 . Determinare landamento del campo
elettrostatico e del vettore induzione elettrostatica nei punti interni ed esterni della sfera, ipotizzando
che la sfera sia nel vuoto.
La variabile rispetto alla quale determinare quanto richiesto sia r. Data una superficie sferica gaussiana,
concentrica alla sfera data, di raggio
r < R (superficie interna), la legge di Gauss impone che
1
1
q0
E int = E int n dS = E int 4r 2 = q 0 =

e0
4r2

( )

ossia
E int ( r ) =

1 q0
4 e 0 r 2

r > R (superficie esterna), la legge di Gauss impone che

( ) E

E est =

n dS = E est 4r =
2

int

4r2

1
q0
0

ossia
E est ( r ) =

1 q0
4 0 r 2

A causa della simmetria radiale delle linee del campo elettrostatico, i due vettori E ( r ) e D ( r ) risultano
paralleli e concordi e normali alla superficie della sfera di raggio R. Passando dal materiale dielettrico al
vuoto, il vettore induzione dielettrica non presenta discontinuit per le componenti normali. Quindi
D ( r ) = e0E ( r )
ed il suo modulo vale
D(r) =

1 q0
4 r 2

20) Cariche elettriche positive sono uniformemente distribuite con densit volumica + allinterno di
una superficie cilindrica indefinita di raggio R. Determinare sia il potenziale elettrostatico sia la
differenza di potenziale fra lasse del cilindro ed il mantello laterale.
(rappresentazione 20)
Si consideri una superficie gaussiana cilindrica, coassiale con il cilindro dato, di raggio r < R ed altezza
infinitesima dh . Sul mantello di tale superficie il campo elettrostatico ha valore costante e simmetria
cilindrica. La legge di Gauss impone che valga
Parte 1

17

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( )

d E = E n dS = E 2rdh =

1
1
dq = r 2 dh
0
0
dW

Ossia
1
rn
2 0
La differenza di potenziale fra lasse del cilindro di raggio R ed il suo mantello definita da
R
1 2
Vasse Vmantello = E dr =
R
0
4 0
E=

21) Assumendo come riferimento linfinito, calcolare il campo ed il potenziale elettrostatico di una
distribuzione volumica sferica di cariche (densit volumica uniforme + ) di raggio R.
Il campo elettrostatico presenta una simmetria radiale con orientamento verso lesterno. Si consideri una
superficie gaussiana sferica di raggio r, concentrica alla distribuzione: la normale n alla superficie
parallela e concorde con il vettore campo elettrostatico E . La legge di Gauss permette di determinare il
campo elettrostatico nei tre casi:
r < R , il flusso vale
1
1 4
E int = E int n dS = E int 4r 2 = q int = r 3
0
0 3
4r2

( )

da cui
1
rn
per r < R
3 0
Internamente alla distribuzione il campo elettrostatico cresce uniformemente dal valore nullo nel suo
centro fino a raggiungere il massimo valore sulla sua superficie
1
E=
Rn
per r = R
3 0
E int =

r > R , il flusso vale

( ) E

E est =

est

n dS = E est 4r

4r2

1
1 4
q = R 3
0
0 3

da cui
E est =

1 R3
n
3 0 r 2

per r > R

Esternamente alla distribuzione il campo elettrostatico decresce secondo la legge 1 r 2 fino ad annullarsi
allinfinito
La differenza di potenziale definita da
in punti esterni alla distribuzione
r
1 3 r 1
1 R3
V Vest = 0 Vest = E est dr =
R 2 dr =

r
3 0
3 0 r
Vest =

1 R3
3 0 r

per r > R

in punti interni alla distribuzione


V Vint = ( 0 Vsup erficie ) + ( Vsuperficie Vint ) = E est d r + E int dr =

Parte 1

18

1 3 r 1
1 R3
R 2 dr =
r
3 0
3 0 r

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V Vint =

1 3 R 1
1
R 2 dr +
r
3 0
3 0

r
R

r dr

da cui
Vint =

1 2 1 2
R r
2 0
3

sulla superficie della distribuzione


1 2
Vest =
R
3 0

per r < R

per r = R

22) Calcolare la capacit di un condensatore le cui armature sono due sfere conduttrici concentriche
totalmente indotte fra le quali vi il vuoto.
(rappresentazione 22)
Ipotizzando che la distribuzione delle cariche positive sia sullarmatura centrale di raggio R 1 e quella delle
cariche negative sullarmatura esterna di raggio R 2 , la capacit del condensatore definita come
q
C=
(10)
V1 V2
Fra le armature totalmente indotte esiste un campo elettrostatico a simmetria radiale orientato dallarmatura
interna verso quella esterna. Si consideri una superficie gaussiana di raggio R 1 < r < R 2 e la legge di Gauss
relativa a tale superficie impone che
G
1
1 q
E = E 4 r 2 = q
E=
4 0 r 2
0
G
La normale n alla superficie gaussiana risulta parallela e concorde con il campo elettrostatico
G
1 q G
E=
n
4 0 r 2
e la differenza di potenziale fra le armature vale
R2 G
G
q 1
1
q R 2 R1
V1 V2 = E d r =

=
R1
4 0 R 1 R 2 4 0 R 1R 2
Sostituendo tale relazione nella (10) si ottiene
RR
C = 4 0 1 2
R 2 R1
Considerazioni varie
la capacit di un condensatore una propriet geometrica del sistema di conduttori,
se R 1 << R 2 la capacit sarebbe
C  4 0 R 1

( )

se R 1  R 2  R la capacit avrebbe valore

R2
C  4 0
R 2 R1
ricordando che la superficie delle armature S  4R 2 e che la loro distanza d = R 2 R 1 , la capacit del
condensatore sferico assimilabile a quella di un condensatore piano
S
C = 0
d
Il campo elettrostatico manterrebbe il medesimo valore anche nellipotesi che il raggio dellarmatura interna
tendesse a zero. Fra tutti gli assiomi, la legge di Gauss permette di ricavare il campo generato da una carica
puntiforme (appunto R 1 0 ) senza ricorrere alla relazione di Coulomb.
Parte 2

19

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Lunica ipotesi aggiuntiva che la carica puntiforme generi un campo a simmetria radiale.
23) Un condensatore a superfici piane e parallele (con laria come dielettrico) ha capacit C. Mantenendo
costante la carica sulle armature, quando la distanza iniziale fra le armature viene raddoppiata
calcolare la variazione sia del potenziale elettrostatico sia del lavoro speso.

La costante dielettrica relativa dellaria sia a , la capacit del condensatore e la differenza di potenziale fra
le armature sono definite dalle relazioni quando la
distanza fra le armature vale d
S
q
q d
1 q2 1 q2 d
V1 = =
U1 =
=
C1 = a
2 C1 2 a S
d
C1 a S
distanza fra le armature vale 2d

S
q
q 2d
1 q 2 1 q 2 2d
V2 = =
U2 =
=
2 C2 2 a S
2d
C2 a S
La differenza di capacit nei due casi vale
1 S
C = C 2 C1 = a
2 d
La differenza di potenziale subisce una variazione
1
C C
1
V = V2 V1 = q = q 1 2
C1C 2
C 2 C1
C2 = a

q d
a S
La differenza di energia posseduta dal condensatore vale
1 q2 d
U = U 2 U1 =
2 a S

V =

24) Calcolare la capacit equivalente del sistema di condensatori rappresentati in figura e la sua energia.
Determinare inoltre sia la d.d.p. ai capi dei singoli condensatori sia la carica sulle loro armature.
(rappresentazione 24)
Applicando le relazioni per sistemi di condensatori in serie ed in parallelo si ricava
( e)
C123
= C1 + C 2 + C 3
1
1
(e)
C1234
= (e) +
C123 C 4

( )
C 56
= C5 + C 6
1
1
(e)
C 567
= (e) +
C 56 C 7
e

e)
(e)
C (tote) = C1234
+ C (567
=

C 4 ( C1 + C 2 + C3 ) C 7 ( C5 + C 6 )
+
C1 + C 2 + C3 + C 4 C 5 + C 6 + C 7

(e)
( e)
uguale a quella del condensatore equivalente C567
. Le
La d.d.p. ai capi del condensatore equivalente C1234
cariche sulle armature del condensatore
(e)
di capacit C 4 sono uguali a quelle sulle armature del condensatore equivalente C123
q
( e)
C123
= 123 q123 = q 4 = C 4 V
V

Parte 2

20

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V = V123 + V4 V123 = V

C
q4
= V V 123 = V1 = V2 = V3
C4
C4

( e)
di capacit C 7 sono uguali a quelle sulle armature del condensatore equivalente C 56
Sulle armature dei singoli condensatori si hanno le cariche
q1 = C1V123

q123 = q1 + q 2 + q 3 q 2 = C 2 V123
q = C V
3
123
3
e)
si ricava
Con un ragionamento analogo per il condensatore di capacit equivalente C(567

q 56 = q 5 + q 6
Lenergia complessiva del sistema
1
U tot = C(tote ) V
2
25) In un blocco di materiale isolante stata scavata una semisfera di raggio r2 , riempita con un liquido
che presenta unalta resistivit . In tale liquido immerso un elettrodo concentrico semisferico di
raggio r1 < r2 . Calcolare la resistenza di isolamento elettrico della parte di elettrodo immerso nel
liquido e lintensit della corrente circolante attraverso il liquido stesso quando si applica una d.d.p.
V fra gli elettrodi.
(rappresentazione 25)
Applicando la d.d.p. fra gli elettrodi semisferici e concentrici, per motivi di simmetria, le due superfici
bagnate dal liquido sono equipotenziali. Nella regione di spazio compreso fra i due elettrodi, si considerino
due superfici semisferiche concentriche di raggi r1 < r < r2 e r + dr : la resistenza elettrica del liquido
compreso fra tali superfici definita dalla relazione di Ohm
dr
dr
dr
dR = =
=
2
4 r
S
2 r 2
2
Integrando fra i valori minimi e massimi di r, si ricava
r2 dr r2 r1
=
R=
2 r1 r 2 2 r1r2
ed il valore dellintensit della corrente
V 2 r1r2
i=
=
V
R
r2 r1
G
26) Unasta di lunghezza l 0 (resistenza elettrica trascurabile) scorre senza attrito con velocit v su due
guide filiformi parallele conduttrici (resistivit e sezione calibra S) fra le quali interposto un
generatore di forza elettromotrice E (con resistenza interna r). Sapendo che nellintervallo temporale
t = t f t i lasta percorre lo spazio d 0 , calcolare il lavoro compiuta dal generatore durante lo
spostamento. Trascurare i fenomeni di autoinduzione che potrebbero presentarsi a causa della
variazione del flusso magnetico concatenato.

(rappresentazione 26)
Al generico istante t lo spazio percorso dallasta sulle due guide vale x = vt e la corrente circolante nel
circuito vale

Parte 2

21

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E
R tot
essendo la resistenza totale del circuito definita dalla combinazione della resistenza del generatore e della
sbarra
x
R tot = r + 2
S
ossia
S
E
i=
=E
x
r S + 2 vt
r + 2
S
La potenza erogata dal generatore definita da
dL
S
P=
= iE
dL = iE dt = E 2
dt
dt
rS + 2vt
integrando, rispetto alla variabile tempo, fra il valore t i = 0 e t f = d 0 v

i=

L = E 2S

d0
v
0

dt
rS + 2vt

d
E 2S
L=
ln 1 + 2 0
v
rS

27) Due fili conduttori, di lunghezza indefinita e distanti d 0 fra loro, sono posti in un piano verticale.
Sapendo che il conduttore c percorso da una corrente di intensit i 1 , determinare:
lintensit della corrente circolante nel conduttore d affinch il vettore induzione magnetica,
calcolato in C sul prolungamento da A verso B (con BC = d 0 2 ), sia nullo;
per i valori delle intensit precedentemente definite, il vettore induzione magnetica nel punto D
(simmetrico di C dalla parte di A) e nel punto generico E, non appartenente allasse AB.
(rappresentazione 27)
Il vettore induzione magnetica, nel caso di un conduttore filiforme indefinito, dato dalla relazione di BitSavart
i
B= 0
(11)
2 r
La corrente circolante nel conduttore c ha intensit i1 e nel conduttore d intensit i x , nel punto C il
vettore induzione magnetica vale
0 i1 G
G
AC = 3d 0 2
B1 = 2 AC n1
G
G G
BC = B1 + B 2
G
B = 0 i x nG
AC = d 0 2
2
2
2 BC

Dalla figura si osserva che


G
G
n 2 = n1
e uguagliando i moduli si ricava
0 i1
i
= 0 x
2 3 d
2 1 d
0
0
2
2
da cui
1
i x = i1
3
Parte 2

22

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Con identico ragionamento si ricava il valore del vettore induzione magnetica nel punto D
0 i1 G
G
AD = d 0 2
B1 = 2 AC n1
G
G G
B D = B1 + B2
G
B = 0 i x nG
CD = 3d 0 2
2 2 BC 2
e poich i versori sono correlati dalla relazione
G
G
n2 = n1
G
i G i G
BD = 0 1 n1 0 x n1
2 1 d
2 1 d
0
0
2
2
G
i G
8
BD = 0 1 n1
9 d0
Il punto E abbia distanza r1 dal punto A e distanza r2 dal punto B: il vettore induzione magnetica in tale
punto definito da
i G
G
B1 = 0 1 n 1

G
G G
2 r1

B E = B1 + B2
G
B = 0 i x nG = 0 i1 nG
2 2 r2 2 6 r2
il cui modulo vale
i
B E = B1 2 + B2 2 = 0 1 r12 + 9r22
6 r1r2
e la cui direzione quella definita dalla diagonale risultante.
28) Un fascio di protoni, accelerato dalla d.d.p. V = 7 MV , deve essere incurvato di 90 in un tratto
lungo l 0 = 1.5m utilizzando un campo magnetico agente in direzione normale al piano della
traiettoria. Sapendo che la velocit iniziale del fascio nulla, che la carica del protone vale
q = + 1.6 10 19 C e che la sua massa m = 1.7 10 27 kg , determinare il valore del campo magnetico in
modulo, direzione e verso. La permeabilit magnetica del vuoto vale 0 = 4 10 7 ( T m ) A .
(rappresentazione 28)
G
Su ogni singolo protone del fascio il campo magnetico B esercita unazione definita dalla forza di Lorentz
G
G G
FL = qv B
il cui modulo vale
FL = qvBsin = qvB
G
G
Considerando la propriet del prodotto vettoriale, la forza FL normale sia alla velocit v del protone
(ricordare che il vettore velocit risulta essere sempre tangente in ogni punto alla traiettoria percorsa) sia al
G
campo di induzione magnetica B . Il verso diretto verso il centro della traiettoria, che risulta essere una
circonferenza di raggio l 0 . La forza di Lorentz identificabile con la forza centripeta (forza centrale)

FL = qvB = m

v2
l0

q
Bl 0
m
Il calcolo della velocit fattibile applicando il teorema dellenergia cinetica
(12)

Parte 2

v=

23

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1
V
mv 2 0 = qN
2
L
1
mv 2 = q V
2
e, confrontando la (12) con la (13), si ricava il modulo del vettore induzione magnetica
1
m
B=
2 V = 0.25T
l0
q
La direzione imposta obbligatoriamente definita dalle propriet geometriche della forza di Lorentz.
(13)

29) Un fascio costituito da protoni e ioni positivi accelerato, partendo dalla quiete, applicando una
d.d.p. V = 10 4 V .
Dopo una opportuna collimazione, il fascio attraversa una regione di spazio nella quale esiste un
campo di induzione magnetica uniforme (modulo B = 0.1T ), agente ortogonalmente al piano sul
G
quale si muove il fascio. I suoi componenti subiscono lazione di B e si raggruppano in due distinti
fasci che, dopo aver subito una inversione di 180, risultano spaziati di d = 0.14m (i protoni
descrivono una traiettoria semicircolare di raggio minore rispetto a quella descritta dagli ioni).
Poich per i protoni il rapporto carica elettrica/massa vale
qp
= 9.6 10 7 C kg
mp
calcolare il medesimo rapporto per gli ioni del fascio.

(rappresentazione 29)
I componenti del fascio, a causa della d.d.p., acquisiscono una velocit determinabile applicando il teorema
dellenergia cinetica
1
L = q V = mv 2 0
2
Precisamente per
protoni
1
(14)
q p V = m p v 2p
2
ioni
1
(15)
q i V = m i v i2
2
G
Sia i protoni sia gli ioni subiscono lazione del campo B che si identifica con la forza di Lorentz
G
G G
FL = qv B
G G
la quale determina lincurvatura della traiettoria. Poich v B , la traiettoria una circonferenza con raggio
G
calcolabile ricordando che FL uguale alla forza centripeta
protoni
m p v 2p
(16)
q p v p Bsin

=
N
Rp
1
ioni
m i v i2
Ri
1
Uguagliando la (14) con la (16) e la (15) con la (17) si ricava
protoni
(17)

Parte 2

q i v i Bsin
N =

24

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Rp =

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mp
1
V = 0.145 m
2
B
qp

qp
mp

=2

V
2

BR

2
p

= 9.6 10 7

C
kg

ioni
m
1
2 i V
B
qi
Secondo quanto enunciato fra due raggi di curvatura esiste la relazione
Ri =

2R i = 2R P + d
quindi per gli ioni si ricava

Ri = RP +

d
2

qi
V
=2 2 2
mi
B Ri

Il valore del rapporto carica/massa vale


qi
V
C
=2
= 4.8 10 7
2
mi
kg
B2 ( R p + d 2 )

Attenzione: lo ione minimo che soddisfi il valore trovato il deutone (carica q = + 1.6 10 19 C e massa
m = 3.3 10 27 kg ). Tuttavia, ogni ione che abbia un valore del rapporto q m multiplo di quello del deutone
(ad esempio 4 He 2 ionizzato due volte oppure 6 He 3 ionizzato tre volte) soddisfa la relazione: il
procedimento illustrato non permette di selezionare ioni differenti aventi per il medesimo rapporto q m
30) Un filo conduttore sagomato, percorso da una corrente di intensit costante i, posto su un piano
G
normale alla direzione di un campo di induzione magnetica B uniforme. Sapendo che AB = CD = d 0
G
p una semicirconferenza di raggio R, calcolare lazione che il campo B
e che il tratto BC
esercita sul
conduttore (in modulo, direzione e verso).
(rappresentazione 30)
Per comodit si consideri verticale il piano contenete il conduttore. Su ogni suo singolo elemento del
G
conduttore il campo B esercita unazione definita dalla I legge di Laplace e precisamente
G
G
G
G
tratto AB : FAB = i ( B A ) B
FAB = id 0 B u y
(direzione verticale)
G
G
G
tratto BC : dFBC = i dl B
dFBC = iBdl = iBRd u
(direzione radiale)
G
G
G
tratto CD : FCD = i ( D C ) B
FCD = id 0 B u y
(direzione verticale)

Nel tratto BC la forza magnetica ha direzione radiale ed possibile scomporla nella

( FBC ) x = iBR 0 cos d = 0

componete orizzontale ( dFBC ) x = dFBC cos

tale componente non fornisce contributo in quanto fra

{90 ,180 } il medesimo valore negativo.


D

{0,90 }
D

il valore positivo mentre fra

componente verticale ( dFBC ) y = dFBC sin


( FBC ) y = iBR 0 sin d = 2iBR
G
G
G
Quindi si ha FBC = FBC = 2iBR u y e la forza totale la risultante delle tre forze che sono parallele e

( )

concordemente dirette verticalmente verso il basso


G
G
G
G
G
FAD = FAB + FBC + FCD = 2iBR ( d + R ) u y

( )

Parte 2

25

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31) La corrente di intensit costante i 1 fluisce in un filo conduttore rettilineo indefinito e la corrente di
intensit costante i 2 in una spira conduttrice rettangolare ( AB = CD = a e BC = DA = b ). Il filo e la
spira sono complanari, inoltre il lato AB dista d 0 = cost dal filo: calcolare lazione che il campo di
G
induzione magnetica B1 , generato dalla corrente i 1 , esercita sulla spira.

(rappresentazione 31)
G
Il campo B1 definito dalla relazione di Bit-Savart e risulta normale al piano contenete filo e spira.
Lazione che esso esercita su ogni lato della spira calcolabile applicando la I legge di Laplace e cio
i
lato AB : B1 ( d 0 ) = 0 1 = cost
(in quanto il lato ha distanza d 0 = cost dal filo)
2 d 0
G
G
FAB = i 2 ( B A ) B1 ( d 0 )
G
ii G
FAB = 0 1 2 a u x
2 d 0
che risulta essere una forza attrattiva.
lato BC : B1 ( x )
(variabile decrescente passando da B a C)
G
G G
dFBC = i 2 dx B1 ( x )
G
ii
G
(18)
dFBC = 0 1 2 dx u y
2 x

i1
lato CD : B1 ( d 0 + b ) = 0
= cost
(in quanto il lato ha distanza d 0 + b = cost dal filo)
2 d 0 + b
G
G
FCD = i 2 ( D C ) B1 ( d 0 + b )
G
ii
G
FCD = 0 1 2 a u x
2 d 0 + b
che risulta essere una forza repulsiva.
lato DA : B1 ( x )
(variabile crescente passando da D ad A)
G
G G
dFDA = i 2 dx B1 ( x )
G
ii
G
(19)
dFDa = 0 1 2 dx u y
2 x
Le due forze (18) e (19) hanno identica retta di azione, ma sono antiparallele. La loro risultante nulla,
G
quindi non forniscono alcun contributo al calcolo della forza esercitata dal campo B1 sulla spira ed il loro
modulo vale
d0 +b
d 0 + b dx

d +b
FBC =
dFB = 0 i1i 2
= 0 i1i 2 ln 0
= FDA
d0
d0
2
x 2
d0
G
G
Essendo il modulo della forza FCD minore di quello della forza FAB ed avendo la stessa retta di azione, la
G
forza complessiva esercitato dal campo B1 sulla spira di tipo attrattivo e vale
G
G
G

ab
G
Ftot = FAB + FCD = 0 i1i 2
ux
2
d0 (d0 + b)
32) Una rete elettrica costituita da tre fili conduttori rettilinei paralleli e indefiniti. I due fili esterni, a
distanza d 0 luno dallaltro, sono percorsi nello stesso verso da correnti di intensit rispettivamente
i 1 e i 2 , mentre il filo centrale percorso dalla corrente di intensit i 3 nel verso opposto.
Parte 2

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Determinare la posizione di equilibrio del filo centrale e calcolare la forza, per unit di lunghezza,
agente sui due fili esterni.
(rappresentazione 32)
Il filo conduttore centrale abbia distanza x dal primo conduttore, percorso dalla corrente di intensit i1 . I
campi di induzione magnetica, generati dalle correnti di intensit i1 e i 2 , nei punti del conduttore centrale
valgono
G
G
i G

i1 G
B1 ( x ) = 0 1 u z
B2 ( d 0 x ) = 0
uz
2 x
2 d 0 x
G
G
Sullelemento i 3dl = i 3dl u y del conduttore centrale sono esercitate le due forze
G
G
G G
G G
dF13 = i 3dl u y B1 ( x )
dF23 = i 3dl u y B 2 ( d 0 x )
che hanno direzione antiparallela fra loro. Nella condizione di equilibrio, la risultante delle forze
magnetiche agenti sul filo centrale deve essere nulla. Poich i vettori sono normali fra loro
0 i1 0 i1
=
2 x 2 d 0 x
ossia
i
x = d0 1
i1 + i 2

La corrente di intensit i 3 circolante nel conduttore centrale, genera campi di induzione magnetica nei punti
dei due fili esterni di valore
G
G
i G

i1 G
B3 ( d 0 x ) = 0
uz
B3 ( x ) = 0 3 u x
2 d 0 x
2 x
G
e sullelemento d l dei due fili conduttori le due forze magnetiche sono definite dalla I legge di Laplace
G
ii
G G
dF31 = i1dl u y B3 ( x )
dF31 = 0 1 3 dl
2 x
G
G
ii
G
dF32 = i 2 dl u y B3 ( d 0 x )
dF32 = 0 2 3 dl
2 d 0 x
G
Dividendo le due relazioni per d l si ottengono le forze per unit di lunghezza
dF
ii
dF
ii
f 32 = 32 = 0 2 3
f 31 = 31 = 0 1 3
dl
2 x
dl
2 d 0 x
33) Si consideri una spira conduttrice costituita da un arco di raggio r1 e da un altro arco di raggio r2 ,
sottesi entrambi dal medesimo angolo , uniti da due elementi rettilinei di lunghezza l 0 . La spira
percorsa da una corrente di intensit costante i 0 : calcolare il campo di induzione magnetica (in
modulo, direzione e verso) nel centro O di curvatura della spira.
(rappresentazione 33)
G
Il campo di induzione magnetica BO nel punto O ricavabile applicando la seconda relazione di Laplace
G
G 0 dl uG r 0 dl G
dB =
i0
i0 u
=
4
r2
4 r 2
ai singolo rami della spira (principio di sovrapposizione degli effetti).
G
Tratti BC e DA : lelemento infinitesimo d l risulta essere parallelo concorde o discorde rispetto al
G
G
versore u r . Il prodotto vettoriale nullo e nessun contributo fornito al calcolo del campo BO .
G
p : lelemento d l risulta essere normale rispetto al versore uG , inoltre dl = r d
Tratto AB
r

Parte 2

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G
i G
i G
i G
B AB = 0 02 u dl = 0 0 u d = 0 0 u
0
0
4 r1
4 r1
4 r1
G
G
p : lelemento d l risulta essere normale rispetto al versore u , inoltre dl = r d
Tratto CD
r
2
G
0 i0 G 0
0 i0 G
0 i0 G
u
BCD =
u dl =
u d =
4 r12
4 r1 0
4 r1
I due campi risultano antiparalleli fra loro ed essendo BCD > B AB in quanto r1 > r2 , la loro risultante vale
G
G
G
1 1G

BO = B AB + BCD = 0 i 0 u
4 r2 r1
G

r r G
BO = 0 i 0 1 2 u
4
r1r2

34) Un disco isolante di raggio R, elettrizzato uniformemente con cariche positive (densit superficiale di
G
carica
), ruota attorno al suo asse di simmetria con velocit angolare uniforme . Calcolare il
momento di dipolo magnetico di un disco.
0

(rappresentazione 34)
Il principio di equivalenza di Ampre definisce che il momento magnetico di una spira di superficie S,
percorsa da una corrente di intensit i 0 , vale
G
G
m = i 0Sn
G
G
essendo n il versore normale alla spira, orientato concordemente con . Il disco uniformemente
elettrizzato pu essere assimilato ad un insieme di spire circolari concentriche, di raggio ( 0 r R ) e

larghezza infinitesima d r , percorse da correnti di intensit di il cui valore


dq
di =
T
con
2
dq = dSspira = 2rdr
T=

Il momento magnetico della spira vale


G
G
G
d m = dir 2 n = r 3dr n
e integrando tale relazione si ricava il momento magnetico complessivo del disco
R
G 1
G
G
m disco = r 3dr n = R 2
R2 n
N
0
4
S
G
1
G
m disco = R 2 Sn
4


G
G
m disco = iSn

G
1
G
m disco = R 2Sn
4

1
i = R 2
4

35) Un cavo coassiale pu essere schematizzato, in prima approssimazione, come un conduttore filiforme
circondato da un cilindro conduttore coassiale di raggio r. Il cavo coassiale chiuso da un resistore di
resistenza R e inserendo un generatore di f.e.m. E si ha circolazione di una corrente di intensit i fra
il conduttore centrale e quello esterno. Calcolare la forza per unit di superficie che il conduttore
centrale esercita su quello esterno. Si tenga presente che nei due conduttori il verso di circolazione
della corrente opposto.
(rappresentazione 35)
Parte 2

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Potendo approssimare il conduttore esterno con una cilindro di raggio r, si consideri un suo elemento
infinitesimo di superficie dS = ds dh , con ds la lunghezza e d h la larghezza. Tale elemento di superficie
percorso dalle corrente di intensit di che si ricava considerando la proporzione fra la corrente che circola
sulla superficie del mantello cilindrico e quella relativa alla superficie infinitesima
i : di = 2r : dh
i
di =
dh
(20)
2 r
Il valore del vettore di induzione magnetica, generato dalla corrente che percorre il conduttore centrale, nei
punti del mantello della superficie cilindrica esterna approssimabile con la relazione di Bit-Savart
i
B= 0
2 r
G
Su un elemento ds di conduttore cilindrico, percorso dalla corrente (20), detto campo B esercita lazione
G
G G
(21)
dF = dids B
i
i i 0 i
dF =
dhds
B
dS
=
2 r N
2
r
2 r

dS
i
dF
= fS = 0

dS
2 r

Per propriet del prodotto vettoriale la forza data dalla (21) ha direzione radiale rispetto al cavo coassiale e
verso orientato esternamente.
36) Una lastra piana conduttrice di lunghezza infinita e larghezza h percorsa da una corrente di
intensit costante i. Considerando lo spessore della lamina trascurabile, calcolare il campo di
G
induzione magnetica B in un generico punto P del piano mediano della lastra a distanza d da essa.
(rappresentazione 36)
Scegliendo un riferimento O {x, y, z} come in figura, la lastra suddivisibile in un numero infinito di
elementi conduttori rettilinei di larghezza dy , ognuno dei quali percorso dalla corrente di intensit di .
Tale valore ottenibile considerando la proporzione fra la corrente che fluisce sulla lastra e quella che
fluisce nel conduttore infinitesimo
i : di = h : dy
i
(22)
di = dy
h
Il generico elemento conduttore rettilineo (distanza + y dal piano mediano) percorso dalla corrente di
G
intensit di genera nel punto P del piano mediano (a distanza d dal conduttore) il campo di induzione dB
di
dB = 0
2 r
con direzione ed verso definiti dalle propriet geometriche della II relazione di Laplace.
Osservando la figura, si deduce che r cos = d per cui
i
dB P = 0
cos dy
(23)
2 hd
Le due componenti del campo rispetto agli assi y e z valgono
G
G
asse y: dB Py = dB P cos
dB Py = dBP cos u y
(distanza + y da piano mediano)
G
G
G
G
asse z: dB Pz = dB P sin u z
dB Pz = + dB P cos u z
(distanza + y da piano mediano)

La corrente circolante nel conduttore rettilineo, simmetrico a distanza y rispetto al piano mediano,
G
genera anchessa un campo B di valore uguale a quello della (23), ma le sue componenti valgono
Parte 2

29

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G
G
dB Py = dB P cos u y
G
G
dB Pz = dB P cos u z

asse y: dB Py = dB P cos

(distanza y da piano mediano)

asse z: dB Pz = dB P sin
(distanza y da piano mediano)
G
G
Le due componenti dB Pz , essendo antiparallele, si compensano ed il valore del campo di induzione B
G
la risultante delle altre due componenti dB Py
G
G
G
G
dB P = dBPy + dB Py = 2dBP cos u y

e sostituendo la (23)

G
i
G
dB P = 0
cos 2 dy u y
hd

Ricordando che
y = d tan
G
sostituendo in dBP si ricava

dy =

d
d
cos 2

G
i
G
dB P = 0 d u y
h

I limiti di integrazione sono per


=0
y=0
y=h 2

= arctan

h
2d

G
0 i arctan 2dh
G
BP =
d u y

0
h
G
i
h G
B P = 0 arctan u y
h
2d
Quando il punto P distante dalla lamina ( d >> h ), la funzione trigonometrica pu essere approssimata
h
h
arctan

2d 2d
ed il campo di induzione magnetica diventa
G
i G
BP  0 u y
( d >> h )
2 d
37) Un cilindro omogeneo di legno (massa m, raggio R e lunghezza d) appoggiato su un piano liscio,
inclinato di un angolo rispetto allorizzontale. Lungo il piano mediano, parallelo al piano inclinato,
avvolto un filo conduttore in modo da costituire una bobina di N spire tutte uguali. Il sistema
G
immerso in un campo di induzione magnetica B normale al piano orizzontale. Determinare
lintensit della corrente che deve circolare nella bobina affinch il cilindro resti in condizione di
equilibrio stabile sul piano inclinato.
(rappresentazione 37)
Il sistema sostanzialmente un corpo rigido e la sua posizione di equilibrio stabile su piano inclinato
definita dallannullamento della risultante dei momenti meccanici, imputabili allazione
della forza peso (applicata nel punto C del cilindro)
G
della interazione del campo B con il momento magnetico della bobina.
Detti momenti meccanici devono avere lo stesso modulo, ma verso opposto. Rispetto allasse dato dal
segmento di tangenza cilindro/piano, il momento meccanico
G
G
(24)
M O( p ) = ( C O ) P

(imputabile alla forza peso) determina il rotolamento del cilindro verso la base del piano inclinato. Mentre il
momento meccanico
Parte 2

30

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G ( m)

(25)

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Gb G
M O = m( ) B

G
G
(imputabile al momento magnetico) tende a contrastarlo. Essendo m ( b ) = Ni x Sn il momento magnetico
della bobina, il verso di circolazione della corrente di intensit i x deve essere orario affinch si abbia
G m
G p
M O( ) = M O( )
La relazione (25) diventa
G m
G G
(26)
M O( ) = Ni x Sn B
G
con S = 2Rd la superficie della bobina ed n il versore normale, orientato secondo il verso di circolazione
della corrente. Uguagliano i moduli di (24) e (26) si ottiene
mg sin R sin 90D = 2Ni x RBd sin


Pt

ossia
mg
2NBd
G (m)
Il momento meccanico M O anche possibile ricavarlo calcolando la forza magnetica complessiva
G
G
G
G
G
Ftot = FAB + FBC + FCD + FDA
G
dovuta allazione che il campo B esercita sui singoli lati della bobina. Tale azione data dalla I legge di
Laplace
G G
G
F = ix l B
ix =

lato AB = 2R

G
G
FAB = Ni x ( B A ) B

FAB = 2Ni x RB
lato CD = 2R

G
G
FCD = Ni x ( D C ) B

FCD = 2Ni x RB
Le due forze hanno identico modulo, verso opposto e stessa retta di azione. La loro risultante nulla, quindi
G
non forniscono alcun contributo al calcolo di Ftot .
lato BC = d

G
G
FBC = Ni x ( C B ) B

FAB = Ni x Bd
lato DA = d

G
G
FDA = Ni x ( A D ) B

FDA = Ni x Bd
Le due forze hanno identico modulo, verso opposto, differente retta di azione: costituiscono una coppia di
forze le cui componenti tangenti al mantello del cilindro valgono
= FDA
= Ni x Bd sin
FBC
Il momento meccanico di detta coppia di forze
m
R = 2Ni x RBd sin
M (O ) = 2FBC
proprio come ricavato precedentemente.
38) Si considerino due fili conduttori paralleli (distanza d) indefiniti, percorsi da una corrente di identica
G
intensit i costante in verso opposto. Calcolare il valore del campo B nei punti equidistanti dai due
fili conduttori.
Parte 2

31

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(rappresentazione 38)
I punti nei quali deve essere calcolato il campo di induzione magnetica sono quelli della retta, normale alla
congiungente dei due fili conduttori, posta a distanza d 2 da questi. Scelto un sistema di riferimento come
in figura e fissato un punto P a distanza x dallorigine O, si ha
r = x 2 + ( d 2)

G
Il modulo dei campi B ( x ) , generati dalla corrente di identica intensit i circolante nei due conduttori
filiformi, lo stesso e vale
i
B1 ( x ) = B 2 ( x ) = 0
2 r
Il campo complessivo di induzione magnetica la risultante dei due campi
G
G
G
(27)
B ( x ) = B1 ( x ) + B2 ( x )
essendo
G
G
B1x ( x ) = B1 ( x ) cos
B 2x ( x ) = B 2 ( x ) cos
B1 ( x )
B2 ( x )
B1y ( x ) = B1 ( x ) sin
B 2y ( x ) = B 2 ( x ) sin
Per propriet geometriche le due componenti rispetto lasse y risultano opposte fra loro, quindi non
G
forniscono alcun contributo alla determinazione del valore di B ( x ) . Il campo complessivo risulta diretta
lungo lasse x
G
G
G
i
G
B ( x ) = B1x ( x ) + B2x ( x ) = 2 0 cos u x
2 r
con cos = ( d 2 ) r . Sostituendo i valori di r e cos
G

2d G
B(x) = 0 i 2
ux
d + 4x 2
Approssimazioni:
G
i G
quando x = 0 , si ha il valore massimo B ( 0 ) = 2 0 u x
d
G
d G
quando x >> d , si ha B ( x )  0 i 2 u x
2 x
G
quando x , il valore si annulla B ( ) = 0
39) Si consideri un cavo coassiale (un conduttore cilindrico interno di raggio r3 ed una guaina
conduttrice cilindrica esterna coassiale di raggi r1 ed r2 ). Sapendo che la corrente di intensit
costante i circola in verso opposto nei due conduttori, calcolare il modulo del vettore induzione
G
magnetica B ( r ) in funzione della distanza r dal centro del cavo.
(rappresentazione 39)
G
Sezionando il cavo coassiale con un piano normale al suo asse, le linee del campo B ( r ) sono circonferenze

concentriche con centro sullasse del cavo e si ipotizzi che il verso di circolazione della corrente nel
conduttore centrale sia entrante nel piano della figura. Il teorema di Ampre impone che la circuitazione di
G
B ( r ) lungo una circonferenza di raggio r, concentrica con le linee di campo, valga
G
G
B
r

dl
= 2rB ( r ) = 0i ( r )
(
)
v
ossia
(28)
Parte 2

B(r) =

0 i ( r )
2 r
32

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essendo la distanza r variabile fra ( 0 r ) . Conseguentemente il valore del campo di induzione


magnetica risulta funzione della distanza dal centro del cavo coassiale.
0 r r3 : la circonferenza considerata concatena solamente una parte di corrente circolante nel
G
conduttore interno. Ricordando che lintensit della corrente il flusso del vettore densit di corrente j
attraverso una sezione, si ha la proporzione
i : i 3 ( r ) = jr32 : jr 2
ossia si ha
r2
i3 ( r ) = i 2
r3
Sostituendo tale valore nella (28) si ricava

r
B3 ( r ) = 0 i 3 2
2 r3

r3 r r2 : la circonferenza considerata concatena completamente la corrente circolante nel conduttore

interno, quindi i ( r ) = i ed il campo di induzione magnetica vale


B2 ( r ) =
Quando r = r3 si ha B 2 ( r3 ) B3 ( r3 ) .

0 1
i
2 r

r2 r r1 : la circonferenza considerata concatena completamente la corrente circolante nel conduttore


interno ed una parte di quella circolante nella guaina cilindrica esterna. Ricordando che lintensit della
G
corrente il flusso del vettore densit di corrente j attraverso una sezione, si ha la proporzione
i : i1 ( r ) = j ( r12 r22 ) : j ( r 2 r22 )

ossia si ha
i1 ( r ) = i

r 2 r22
r12 r22

Applicando il teorema di Ampre si ricava


G
G
B
r

d
l = 2rB1 ( r ) = 0 i i1 ( r )
(
)
1
v
ossia

0 i i1
2 r

i r2
B1 ( r ) = 0 2 2 1 r
2 r1 r1 r

B1 ( r ) =

Quando r = r2 si ha B1 ( r2 ) B 2 ( r2 ) .

r > r1 : la circonferenza contorna sia la corrente circolante nel conduttore interno sia quella circolante nel
conduttore esterno. Poich il verso di circolazione delle correnti nei due conduttori antiparallelo, il
valore del vettore di induzione magnetica totale nullo in quanto risultante di due vettori antiparalleli
fra loro
G
B0 ( r ) = 0

40) Un lungo solenoide di raggio r0 , composto da n spire per unit di lunghezza, percorso da una
corrente stazionaria di intensit i 0 . Sullasse del solenoide posizionato un filo conduttore rettilineo,
percorso da una corrente stazionaria di intensit i1 . Calcolare il valore di i1 affinch a distanza
G
r = r0 2 = cost il campo B abbia una direzione che formi un angolo = 45D con lasse del solenoide.
Parte 2

33

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(rappresentazione 40)
Allinterno del solenoide, percorso dalla corrente stazionaria di intensit i 0 , il campo di induzione
magnetica vale B0 = n0i 0 uniforme e diretto parallelamente al suo asse. A distanza r = r0 2 dallasse del
G
solenoide, il campo B1 generato dalla corrente stazionaria di intensit i1 vale
i
B1 = 0 1
2 r
G G
G
Essendo i due campi normali fra loro, se il campo di induzione risultante B = B0 + B1 deve formare un
angolo = 45D con lasse del solenoide, i loro moduli devono essere uguali
i
B0 = B1
n 0i 0 = 0 1
2 r
ossia
i1 = n r0i 0
41) Unasta conduttrice rigida, omogenea e di lunghezza l 0 ruota, con attrito trascurabile, attorno ad un
G
asse verticale passante per uno degli estremi con velocit angolare uniforme . Sapendo che il
G
sistema immerso in un campo di induzione magnetica B uniforme e parallelo allasse di rotazione,
calcolare la forza elettromotrice indotta.
(rappresentazione 41)
Lasse di rotazione verticale passi per lestremo H dellasta conduttrice. La velocit periferica dellaltro
estremo K vale
G G G
v = l0
e nel tempo dt lestremo K descrive un arco di circonferenza
ds = l 0 d
mentre lasta spazza larea
1
1
(29)
d = l 0 ds = l 02 d
2
2
G
Il flusso del campo B attraverso a tale area vale
G
G G
1
d B = B
n d = Bd = Bl 02 d
N
2
//
La legge di Faraday- Lentz impone che sia
G
d B
1
d
1
= Bl 02
= Bl 02
Ei =
dt
2
dt
2
e ricordando la definizione di velocit angolare si ricava
1
Ei = Bl 02
2
Il segno negativo conseguente del fatto che il flusso, attraverso allarea spazzata dallasta durante la
G
rotazione, tende ad aumentare nel tempo, ossia d B dt > 0 .

( )

( )

( )

42) Una spira rettangolare ( AB = CD = d 0 , BC = DA = h 0 ) conduttrice (resistenza elettrica R) si


G
allontana con velocit v uniforme da un filo conduttore indefinito, percorso da una corrente
stazionaria di intensit i . Sapendo che un identico piano contiene sia il filo sia la spira, che il lato AD
si mantiene sempre parallelo al filo e che al tempo iniziale t = 0 la spira dista s 0 dal filo, calcolare la
forza elettromotrice indotta nella spira, lintensit della corrente indotta ed il suo verso di
circolazione.
Parte 2

34

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(rappresentazione 42)
Scegliendo un riferimento come in figura, la corrente circolante nel filo conduttore genera un campo di
induzione magnetica in accordo alla legge di Bit-Savart
i
B( x) = 0 0
2 x
G
essendo x la distanza dal filo. Le linee di campo B ( x ) hanno simmetria cilindrica e le superfici di campo
sono le superfici cilindriche che hanno come asse il filo conduttore. Attraverso la superficie = l 0 d 0 della
G
spira il campo B ( x ) definisce il flusso
G
G
G
B ( x ) = B ( x ) n = B ( x )
(30)
G
G
Per quando detto circa la simmetria delle linee di campo, si ha B ( x ) // n .
Attraverso alla superficie della spira, che si allontana dal filo, il flusso (30) non resta costante nel tempo in
G
quanto il modulo di B ( x ) diminuisce secondo la legge 1 x . La legge di Faraday-Lentz impone che si
generi una f.e.m. indotta data dalla relazione
G
d B ( x )
(31)
Ei =
dt
Suddividendo la spira in infiniti elementi di superficie infinitesima d = h 0 dx , attraverso i quali si ha il
flusso infinitesimo
G

dx
(32)
d B ( x ) = B ( x ) d = 0 i 0 h 0
2
x
G
La spira si sposta con velocit v diretta lungo lasse x, quindi al generico tempo t il lato AD si trova nella
posizione x i = s 0 + v t mentre il lato BC nella posizione x f = s 0 + d 0 + v t . Integrando la (32) si ottiene
G
x f dx

B ( x ) = 0 i 0 h 0
xi x
2
G

s + d 0 + vt
v
B ( x ) = 0 i 0 h 0 ln f = 0 i 0 h 0 ln 0
2
v i 2
s0 + vt
Applicando la definizione (31) si ricava la f.e.m. indotta

v
Ei = 0 i 0 h 0 d 0
2
( s 0 + vt )( s 0 + d 0 + vt )
Poich la spira presenta una resistenza elettrica R, essa sede di una corrente indotta di intensit
Ei

d h
v
ii = = 0 i0 0 0
R
2
R ( s 0 + vt )( s 0 + d 0 + vt )
circolante in verso orario: compensazione perch la variazione del flusso negativa (legge di Lentz)
G
d B ( x )
<0
dt
43) Un freno a corrente parassita di Foucault costituito da un disco omogeneo conduttore (resistivit ,
conduttivit = 1 ) di raggio r0 , massa m e spessore d. Il disco ruota con velocit angolare
G
G
uniforme attorno al suo asse di simmetria. Un campo di induzione magnetica B , uniforme e con
direzione parallela allasse di rotazione, applicato su una piccola area quadrata = l 2 della sua
superficie. Sapendo che detta area a distanza r dallasse di rotazione, calcolare il momento
meccanico frenante.
(rappresentazione 43)
Parte 2

35

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Nel tempo dt della rotazione del disco, larea descrive un arco di lunghezza ds = v dt = r0 dt ,
spazzando unarea
d = lds = r0 l dt
G
Attraverso allarea spazzata il campo B definisce un flusso
G
G G
d B = B n d = Bd = Br0 ld t

( )

La cui variazione temporale vale

G
d B

( ) = Br l
0

dt
e per la legge di Faraday-Lentz, si determina la f.e.m. indotta
G
d B
Ei =
= Br0 l
dt
Dal punto di vista elettrico, larea equivalente ad un resistore di lunghezza l e sezione S = ld la cui
resistenza elettrica vale
l
l
1
R = = =
S
ld
d
Lintensit della corrente indotta ha valore
Ei
1
i i = = Br0 ld = Br0 ld
R

G
ed il verso di circolazione quello radiale. Per la I legge di Laplace, il campo B esercita sul resistore
equivalente una forza
G G
G
F = ii l B
G
diretta tangenzialmente al disco in verso opposto a quello del moto (attenzione: lorientamento di l
G G
concorde con il verso di circolazione di i i , quindi l B )

( )

F = i i lB
Il momento meccanico, determinato da detta forza, rispetto allasse di rotazione vale
G G G
M = r F
il cui modulo
M = Fr = ( B 2l 2 r02d )

44) In una spira conduttrice quadrata di lato l = 20cm inserito un condensatore piano (distanza fra le
armature d = 0.5cm , superficie delle armature S = 100cm 2 ). Il sistema trasla rigidamente con
velocit uniforme v = 2m s in un campo di induzione magnetica B = 0.2 T uniforme. Calcolare sia il
campo elettrico fra le armature del condensatore sia la carica depositata su di esse.
(rappresentazione 44)
Nel generico intervallo temporale dt la spira si sposti di un tratto dx = vdt , spazzando larea
d = ldx = lvdt
G
attraverso alla quale il campo B determina il flusso
G
G G
d B = B n d = Blvd t

( )

La legge di Faraday-Lentz definisce una f.e.m. indotta Ei data da


G
d B
Ei =
dt

( )

Parte 2

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ossia

Ei =

G
d B

( ) = Blv

dt
e tale f.e.m. uguale alla differenza di potenziale elettrico V fra le armature del condensatore piano.
Quando il condensatore carico, nella regione di spazio fra di esse esiste un campo elettrico uniforme
(trascurando leffetto di bordo)
Ei = V = Ed
Il modulo del campo elettrico vale
Ei
l
E = = Bv = 40 V m
d
d
e la carica depositata sulle armature si ricava ricordando la definizione di capacit
Q = CV = C Ei q
Q = C Ei = 0 Blv

S
= 3.5 10 12 C
d

45) Un solenoide molto lungo (sezione S ), costituito da n1 spire conduttrici per unit di lunghezza
percorse da una corrente stazionaria di intensit i, circondato coassialmente da un secondo
solenoide costituito da n 2 < n1 spire conduttrici per unit di lunghezza (la resistenza elettrica
complessiva del solenoide esterno sia R ). Sapendo che nellintervallo temporale t la corrente
subisce una variazione temporale, determinare il valore della carica complessiva della corrente di
induzione, circolante nel solenoide esterno, quando lintensit i raddoppia di valore , si annulla o
inverte il valore.
(rappresentazione 45)
Alinterno del solenoide percorso dalla corrente di intensit i, il campo di induzione magnetica vale
B1 = n1 0i

G
e quando nellintervallo temporale t la corrente subisce una variazione, anche il flusso 2 B1 ,

( )

attraverso alla superficie S2 della sezione del solenoide esterno, subisce una variazione.
Per la legge di Faraday-Lentz nel solenoide esterno si determina una f.e.m. indotta (effetto primario) data da
G
2 B1
Ei =
t
con circolazione di una corrente indotta (effetto secondario)
G

B
Ei
q i
2
1
1
=
ii = =
t
t
R
R
La carica complessiva circolante q i (ovviamente correlata alla corrente indotta) vale
G
1
(33)
q i = i i t = 2 B1
R
G
ed il flusso 2 B1 attraverso alla sezione S, dove il campo differente da zero, ha valore
G
G
2 B1 = n 2 B1S = 0 n1n 2Si i
2 B1 = 0 n1n 2Si i

( )

( )

( )

( )

( )

( )

sostituendo nella (33) si ottiene il valore della carica localizzata sulle armature del condensatore
1
q i = i i t = 0 n1n 2Si i
R

Parte 2

37

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t i ) ii
i i = i i
t f ) 2i i

1
R

q i = 0 n1n 2Si i

t i ) ii
i i = i i
t f ) 0
t i ) ii
i i = 2i i
t f ) ii

q i =

1
0 n1n 2Si i
R
1
R

q i = 2 0 n1n 2Si i

46) Unasta omogenea di lunghezza HK = l 0 = 10.8cm (resistenza elettrica R = 415 ) si sposta con
velocit v = 4.86m s su due guide conduttrici parallele (distanza l 0 e resistenza elettrica
trascurabile) indefinite. Sul sistema agisce un campo di induzione magnetica B = 1.18 T , agente
normalmente al piano delle guide. Calcolare:
la f.e.m. indotta e la corrente indotta circolante nellasta,
la potenza elettrica dissipata dalla corrente nellasta,
la forza che dovrebbe essere applicata allasta affinch la sua velocit resti costante,
la potenza meccanica necessaria per lapplicazione della predetta forza.
(rappresentazione 46)
Nellintervallo temporale dt , lasta si sposta di un tratto d x = v dt ed attraverso alla superficie spazzata
dS = l 0 dx = l 0 vdt
G
il campo B definisce il flusso
G
G G
d B = B
n dS = Bl 0 vdt
(34)
N

( )

//

La legge di Faraday-Lentz impone che si generi una f.e.m. indotta


G
d B
Ei =
dt
ossia
G
d B
= Bl 0 v = 0.62V
Ei =
dt
La corrente indotta circolante nellasta vale
Ei
Bl v
i i = = 0 = 1.49V
R
R
il suo verso di circolazione quello orario (legge di Lentz) in quanto la variazione temporale del flusso
G
B aumenta. Si osservi che nellasta lestremo H possiede un potenziale maggiore (+) rispetto a quello

( )

( )

( )

(-) dellestremo K. La potenza dissipata (effetto Joule) vale


Pi = i

( Bl 0 v )
R=

= 0.92W
R
G
Il campo B esercita sullasta HK = l 0 , percorsa dalla corrente indotta, la forza
G
G
F = ii ( K H ) B
2
i

diretta in verso opposto alla direzione del moto. Essendo i due vettori normali fra loro
B 2 l 02
F = iil0B =
v = 0.19 N
R
Affinch la velocit resti costante, allasta deve essere applicata la forza motrice
Parte 2

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G
G B 2 l 02
Fv = F =
v = 0.19 N
R
La potenza meccanica sviluppata dalla forza data da
G dxG G G
dL v d G G
=
= Fv v = Fv v
Pv =
Fv x = Fv
dt
dt
dt N
//

B 2 l 02 v 2 R 2
= ii R
R R
G
Quindi la potenza meccanica sviluppata dalla forza Fv per mantenere la velocit costante uguale a quella
dissipata per effetto Joule dalla corrente indotta
Pv = i i2 R = Pi
Pv =

47) Unasta conduttrice omogenea (lunghezza HK = l 0 , massa m, resistenza elettrica R) vincolata a


muoversi con attrito trascurabile su due guide parallele indefinite (distanza l 0 e resistenza elettrica
trascurabile), collegate ad un generatore di f.e.m. costante E . Sul sistema agisce un campo di
G
induzione magnetica B , agente normalmente al piano delle guide. Calcolare:
G
la velocit v con la quale si muove lasta ed osservare che il suo modulo tende ad un valore
costante,
lintensit della corrente circolante nellasta quando viene raggiunto il valore costante della
velocit.
(rappresentazione 47)
Durante il moto, lasta nel intervallo temporale dt si sposta di un tratto d x = v dt ed attraverso la superficie
spazzata
dS = l 0 dx = l 0 vdt
G
il campo B definisce il flusso
G
G G
(35)
d B = B
n dS = Bl 0 vdt
N

( )

//

La legge di Faraday-Lentz impone che si generi una f.e.m. indotta quando


G
d B
Ei =
dt
e dalla (35) si ricava
G
d B
= Bl 0 v
Ei =
dt
Come effetto secondario della f.e.m. indotta, si genera una corrente indotta i i che si sovrappone alla
corrente i 0 prodotta dal generatore. Il verso di circolazione della corrente indotta quello orario (legge di
G
Lentz) in quanto la variazione temporale del flusso B aumenta. Poich anche il verso di circolazione

( )

( )

( )

della corrente prodotta dal generatore oraria, lintensit complessiva e la somma delle due intensit
E Ei E Bl 0 v
(36)
i = i0 + ii = + =
R R
R
G
Ed il verso di circolazione orario. Il campo B esercita sullasta HK = l 0 , percorsa dalla corrente di
intensit i, la forza
G
G
F = i (K H) B
diretta in verso opposto alla direzione del moto. Essendo i due vettori normali fra loro
Parte 2

39

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E l 0 B l 02 B 2 v
F = il 0 B =
R
e la II legge della dinamica impone che
F E l 0 B l 02 B 2 v
=
m
mR
Quando laccelerazione si annulla, la velocit assume un valore costante (velocit di regime)
E
v reg =
= cost
a=0
l0 B
in tale condizione
la f.e.m. indotta risulta uguale e contraria a quella fornita dal generatore Ei = E ,
a=

sostituendo il valore v reg nella (36) si ricava che la corrente circolante nulla i = 0 .

Osservazione: lo schema di risoluzione proposto pu indurre false considerazioni circa la possibilit di


mantenere la velocit limite senza fornire potenza allasta, staccando il generatore. La spiegazione di tale
fatto riconducibile allapprossimazione di aver trascurato qualsiasi tipologia di forze passive. Nella
realt, anche a velocit di regime deve essere fornita potenza per far circolare corrente di opportuna
intensit in modo che la forza magnetica compensi la risultante delle forze passive.

48) Un filo rettilineo conduttore percorso da una corrente di intensit costante i 0 = 110 A . Ad una
distanza d = 10.2cm , unasta conduttrice di lunghezza HK = l 0 = 9.83cm e resistenza elettrica
R = 415 si muove con velocit v = 4.86m s parallelamente al filo su due guide rettilinee passanti
per gli estremi dallasta. Il sistema considerato complanare e si trova immerso in un campo di
G
induzione magnetica B uniforme, con direzione normale al piano. Trascurando sia le forze passive
sia la resistenza elettrica delle guide, calcolare:
la f.e.m. indotta e la corrente indotta circolante nellasta,
la potenza dissipata per effetto Joule nellasta,
la forza che deve essere applicata allasta per mantenerla in moto uniforme e la potenza
meccanica che deve essere fornita.
(rappresentazione 48)
Scelto un riferimento come in figura, la corrente di intensit i 0 genera un campo di induzione magnetica
secondo la legge di Bit-Savart
i
B( x) = 0 0
2 x
G
Durante il moto dellasta, viene spazzata unarea attraverso alla quale si determina un flusso B che
G
varia nel tempo poich larea spazzata aumenta. A tale d B d t corrisponde una f.e.m. indotta (legge di

( )

( )

Faraday-Lentz) come effetto primario e come effetto secondario inizia a circolare una corrente indotta.
La determinazione della f.e.m. indotta pu essere fatta seguendo due procedimenti differenti.
G
Primo procedimento: le cariche libere dellasta (elettroni) sotto lazione del campo B ( x ) sono
sottoposte alla forza di Lorentz che genera un campo elettromotore
G
G
G
FL
G G
G G
FL = ( e ) v B ( x )
E em =
= v B(x)
( e)

G
Si osservi che il campo elettromotore risulta antiparallelo rispetto alla forza FL . Si definisce f.e.m. la
circuitazione del campo elettromotore: nel presente calcolo la linea chiusa, lungo la quale calcolare
G
lintegrale, il virtuale circuito definito da asta e guide. Oggettivamente, poich il campo E em ha
valore nullo semplicemente nellasta, la circuitazione si riduce ad un integrale di linea
Parte 2

40

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G
G
G
d + l0 G
d + l0 G
G
G
Ei = v E em dl = E em dx = v B ( x ) d x
d

I due vettori del prodotto vettoriale sono normali fra loro, mentre il vettore prodotto e lo spostamento
sono antiparalleli fra loro, quindi
G
G
d + l0 G
d + l0
d
d

dx 0
d
Ei = v B ( x ) dx = vB ( x ) dx = vB ( x ) dx = 0 i 0 v
=
i 0 v ln
d
d
d + l0
d + l0 x

2
2
d + l0




/0

Ei =

0
d
= 2.53V
i 0 v ln
2
d + l0

La corrente indotta ha intensit


ii =

Ei

0 i0
d
v ln
= 6.09 10 4 A
2 R
d + l0

R
ed il verso di circolazione quello orario.
Secondo procedimento: suddividendo larea spazzata in infiniti elementi infinitesimi di valore
G
d = xdx = vtd x , il flusso di B ( x ) attraverso ad essi vale
G
G
G
d B = B ( x ) n d
G
essendo n il versore normale alla superficie, orientato concordemente con il campo
G

dx
d B = B ( x ) d = 0 i 0 vt
2
x
Integrando tale relazione si ricava
G
d + l0 dx

d + l0
B = 0 i 0 vt
= 0 i 0 vt ln
d
d
2
x 2
La legge di Faraday-Lentz definisce la f.e.m. indotta
G
d B
d + l0

Ei =
= 0 i 0 vt ln
dt
2
d

d
Ei = 0 i 0 v ln
= 2.53 10 4 A
2
d + l0
e lintensit della corrente indotta vale
Ei i
d
i i = = 0 0 v ln
= 6.09 10 4 A
R 2 R
d + l0
con verso di circolazione quello orario.
La potenza dissipata per effetto Joule definito dalla relazione
Pv = i i2 R = 1.54 10 7 J
e per ogni singolo elemento d x dellasta, la II legge di Laplace (forza magnetica) ha valore
G
G G
dF = i i dx B ( x )


/0
G
si osservi che lelemento dx orientato secondo il verso di circolazione della corrente indotta.
dF = i i B ( x ) dx

( )

( )

( )

( )

La forza complessiva su tutta lasta si ricava integrando


d + l0 dx

d + l0
F = 0 i 0i i
= 0 i 0i i ln
d
d
2
x
2

d
= 3.1710 8 N
F = 0 i 0i i ln
2
d + l0
Parte 2

41

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Il cui verso opposto alla direzione del moto. Affinch la velocit risulti costante nel tempo, allasta deve
essere applicata una forza
G
G
Fv = F
che implica una potenza meccanica spesa
G dxG G G
dL v d G G
Pv =
=
= Fv v = Fv v
Fv x = Fv
dt
dt
dt N
//

Pv = Fv v = 1.54 10 7 W

49) Una spira conduttrice di forma semicircolare (raggio r e resistenza elettrica R) ruota, con velocit
G
G
angolare uniforme , attorno al suo diametro AB in un campo di induzione magnetica B uniforme e
parallelo al diametro. Calcolare lintensit della corrente indotta e la d.d.p. ai capi del diametro per
effetto della sola forza magnetica.
(rappresentazione 49)
G
Si orienti il versore normale n alla superficie S = r 2 2 della spira normalmente alla direzione del campo
G
B . Il flusso del campo attraverso alla superficie nullo, infatti
G
G G
B =B
nS = 0
N

( )

la f.e.m. indotta (legge di Faraday-Lentz) nulla, come nulla intensit della corrente indotta
ii = 0
Ogni carica libera (elettroni) della spira sottoposta allazione della forza di Lorentz
G
G G
FL = ev B
ed essendo i due vettori normali fra loro, si ha
(37)
FL = ev B
La velocit sempre ortogonale alla spira ed il suo valore dipende dalla distanza che la carica libera ha
dallasse di rotazione. A sua volta tale distanza funzione dellangolo formato fra il diametro ed il raggio r
relativo al punto in cui si trova la carica
h ( ) = r sin
v ( ) = h ( ) = r sin
Il valore della (37)
FL = e rBsin
ed il campo elettromotore associato vale
FL
= e rBsin
e
La d.d.p. fra i due estremi del diametro definita dalla relazione
G
B G
VA VB = E d l
E=

Essendo la variabile di integrazione langolo , allestremo A corrisponde langolo A ( = 0 ) mentre


allaltro estremo del diametro B ( = ) . Risolvendo lintegrale (si osservi dalla figura che lo spostamento
G
d l nei due punti corrispondenti a e 180D ha verso opposto) si ricava che
G
G

VA VB = E d l = e r 2 B sin cos d
0

ossia
VA VB = 0
In tale condizione non si ha alcuna circolazione di corrente nella spira.

Parte 2

42

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50) Nel campo gravitazionale terrestre, si considerino due guide conduttrici (parallele fra loro a distanza
d 0 ) poste su un piano inclinato di un angolo con lorizzontale. La loro parte superiore e collegata
G
tramite un resistore di resistenza R. Il sistema immerso in un campo di induzione magnetica B
uniforme, orientato orizzontalmente come in figura. Una sbarretta conduttrice (massa m e lunghezza
d 0 ) inizia a scendere con velocit iniziale nulla lungo le guide con attrito trascurabile da unaltezza
iniziale h: calcolare la velocit limite (costante) di scorrimento.
(rappresentazione 50)
Nellintervallo temporale dt la sbarretta conduttrice HK spazza larea
d = d 0 vdt
G
attraverso la quale il campo B determina il flusso
G
G G
d B = B nd = Bd 0 v cos dt
G
G
essendo langolo compreso fra B e la normale n dato da

= +
cos = sin
2
G
Il segno meno indica che il flusso di B attraverso larea spazzata entrante
G
d B = Bd 0 v sin dt

( )

( )

La f.e.m. indotta definita dalla legge di Faraday-Lentz


G
d B
Ei =
= Bd 0 v sin
dt
mentre la corrente indotta vale
Ei Bd 0 v
ii = =
sin
R
R
G
Larea spazzata tende ad aumentare per cui d B dt > 0 , quindi per la legge di Lentz la corrente indotta
G
G
deve circolare in verso antiorario per generare un campo Bi antiparallo rispetto a B .
Durante la discesa, le forze agenti sulla sbarretta sono
G
G
la forza peso P = mg (orientata verticalmente verso il basso),
G G
G
la forza magnetica F = ii d 0 B (orientata verticalmente verso lalto)
e la velocit costante di scivolamento viene raggiunta quando
G
G
B2 d 02 v
F = P
sin = mg
R
ossia
mgR
v= 2 2
B d 0 sin

( )

( )

51) Una spira rettangolare rigida ( PQ = RS = a = 20cm , QR = SP = b = 10cm ) costituita da un


materiale conduttore di densit lineare = 5 10 2 g cm ed percorsa da una corrente stazionaria di
intensit i 0 . La spira libera di ruotare, con attrito trascurabile, attorno al lato PQ parallelo allasse
G
G
x del riferimento P { x, y, z} . Quando sulla spira agisce il campo di induzione B = Bu z ( B = 2 10 2 T )
ruota di un angolo = 30D , raggiungendo la posizione di equilibrio.
Essendo la permeabilit magnetica del vuoto 0 = 4 10 7 H m , calcolare:
il valore dellintensit i 0 ,
il lavoro compiuto dalle forze magnetiche durante la rotazione.
Parte 2

43

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(rappresentazione 51)
La risoluzione del problema pu essere eseguita seguendo due procedimenti equivalenti e precisamente
a) La spira possiede un momento magnetico
G
G
G
m = i 0Sn = i 0 ab n
G
ed il campo B esercita unazione su di essa tramite un momento meccanico
G
G G

G
M 1 = m B = i 0 abBsin u x
2



cos

che determina la rotazione attorno allasse fisso PQ.


La forza peso, applicata nel baricentro, definisce anchessa un momento meccanico
G
1G G
b
G
M 2 = b P = mg sin u x
2
2
che tende ad opporsi alla rotazione della spira.
La massa della spira vale
m = ( 2a + 2b ) = 2 ( a + b )
e quando la spira raggiunge la posizione di equilibrio, la risultante dei due momenti meccanici nulla
G
G
M1 + M 2 = 0
La corrente circolante nella spira ha una intensit
g a + b
i0 =
tan = 2.12 A
B a
Durante la rotazione, il momento delle forze magnetiche compie un lavoro

L m = M 1d = i 0 abBsin 30D = 4.24 10 4 J


0

b) Le forze magnetiche agenti sui singoli lati della spira valgono


lato PQ: FPQ = 0 a causa della reazione del vincolo,
G G
G G
G
G
G
G
G
lato QR ed SP: FQR = i 0 b B = i 0 bBsin ( ) u x = i 0 bBsin u x e FSP = i 0 b B = i 0 bBsin u x ; le
due forze si annullano,
G
G G
G
lato RS: FRS = i 0 a B = i 0 aB u y ed il suo momento meccanico rispetto allasse di rotazione
G G
G
G
M 1 = b 2 FRS = i 0 abBcos u x
La forza peso, applicata nel baricentro, definisce anchessa un momento meccanico
G
1G G
b
G
M 2 = b P = mg sin u x
2
2
che tende ad opporsi alla rotazione della spira.
La massa della spira vale
m = ( 2a + 2b ) = 2 ( a + b )
e quando la spira raggiunge la posizione di equilibrio, la risultante dei due momenti meccanici nulla
G
G
M1 + M 2 = 0
Anche con il presente procedimento si ottengono i precedenti risultati.

52) Una bobina formata da N = 20 spire conduttrici, avvolte secondo due semicirconferenze uguali (di
raggio a = 20cm ) posizionate su piani ortogonali fra loro. La bobina ruota con velocit angolare
uniforme = 100 rad s attorno allasse individuato dalla intersezione dei due pini contenenti le spire
ed immersa in un campo uniforme B = 0.5 T , normale allasse di rotazione. Calcolare:
la f.e.m. indotta ed il suo valore massimo,
la potenza media sviluppata se la resistenza totale della bobina R = 10 .
Parte 2

44

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(rappresentazione 52)
G
G
Attraverso alla superficie delle due mezze semicirconferenze il campo B determina un flusso B .
G
G
Definiti con n1 ed n 2 i due versori normali alle due superfici, il flusso vale
G
G G
G G
a 2
a 2

B = N B n1S + B n 2S = NB
cos

t
+
cos
+

t
=
NB
cos ( t ) sin ( t )
(
)
(
)

2
2
2

essendo ( t ) = t a causa della rotazione della bobina. Ricordando che

( )

( )

1
1 1
1

1
cos ( t )
sin ( t ) =
cos ( t ) cos sin ( t ) sin
cos ( t ) sin ( t ) =

2
4
4
2 2
2
2

ossia
1
1

cos ( t ) sin ( t ) =
cos + ( t )
2
2
4

il flusso risulta essere definito dalla relazione


G
G G
G G
a 2

cos + ( t )
B = N B n1S + B n 2S = NB
2
4

La f.e.m. indotta vale


G
d B
a 2

sin + ( t )
= NB
Ei =
dt
2
4

( )

( )

ed il suo massimo valore

( Ei )

max

La potenza media sviluppata risulta essere


P =

a 2
= 22.2 V
2

= NB

(E )

i max

2R

= 24.7 W

53) La spira conduttrice fissa (raggio r1 = 10cm ) percorsa dalla corrente di intensit costante i = 20 A .
Sullasse di tale spira vi il centro di una seconda spira conduttrice che si allontana dallaltra con
velocit v = 3m s uniforme lungo lasse. Calcolare le f.e.m. indotta nella spira mobile quando la
distanza fra le spire d = 5cm .
(rappresentazione 53)
Lasse della spira fissa sia lasse x del riferimento e la corrente circoli in verso orario.
G
Il campo di induzione magnetica B orientato concordemente lungo lasse ed il suo valore nel generico
punto x vale

r1
Bx = 0 i
2 ( r 2 + x 2 )3 2
1

ed il suo flusso attraverso alla superficie S2 = r della spira mobile


G
G G
r1r22
1
2 B x = B x n x S2 = 0 i
32
2
( r12 + x 2 )
2
2

( )

La legge di Faraday-Lentz definisce che la f.e.m. indotta definita dalla relazione


G
G
d 2 Bx
d 2 B x dx
=
Ei =
dt
dx
dt
N

( )

( )

Parte 2

45

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r1r22
3
x
Ei = 0 iv
52
2
(r2 + x2 )
1

quando x = d = 10 cm la f.e.m. indotta risulta avere valore


r1r22
3
d = 4.8610 8 V
Ei = 0 iv
52
2
2
2
(r + x )
1

54) Una spira quadrata conduttrice cade verticalmente per effetto della forza di gravit. Durante in moto
G
verticale passa da una regione di spazio, nella quale agisce un campo B uniforme (con modulo
B = 0.5 T e direzione orizzontale), ad una nella quale non esiste alcun campo.
La massa della spira vale m = 150 g , il lato l 0 = 0.5cm e la resistenza elettrica R = 1.0 . Calcolare:
la velocit limite di caduta della spira quando attraversa il piano di separazione fra le due regioni
di spazio,
lenergia persa per effetto Joule durante lintervallo temporale di attraversamento completo del
piano di separazione fra le due regioni di spazio.
Attenzione: assumere che la velocit della spira, quando raggiunge il piano di separazione fra le due
regioni di spazio, sia quella limite e che essa resti costante durante lintero attraversamento.
(rappresentazione 54)
Assumendo un riferimento con lasse z orientato verso il basso (concorde con la direzione del moto), nel
tempo dt la spira si sposta di un tratto dz = vdt spazzando unarea dS = l 0 dz = vl 0 dt . Il flusso del campo
G
B attraverso a tale superficie vale
G
G G
d B = B
n dS = BdS = Bvl 0 dt
N

( )

//

La legge di Faraday-Lentz definisce che la f.e.m. indotta definita dalla relazione


d ( B)
Ei =
= Bvl 0
dt
e lintensit della corrente indotta vale
Ei
Bvl 0
ii = =
R
R
G
con verso di circolazione antiorario. Su ogni lato della spira il campo B esercita unazione che si esplica
con una forza magnetica definita da
G G
G
dF = i i d l B
ed essendo i vettori normali fra loro, il modulo vale
2
B 2 l 02 v lim
Pi = i i2 R =
R
E nellintervallo temporale t = l 0 v , impiegato dalla spira per il completo attraversamento del piano di
separazione fra le due regioni di spazio, la potenza dissipata ha valore
2
B 2 l 02 v lim
U
= mgl 0 =
= 0.074 J
Pi =
t
R
Il valore corrisponde esattamente alla perdita di energia potenziale e ci non implica alcun aumento di
energia cinetica: tale perdita determina un riscaldamento della spira.

55) Un lungo solenoide, costituito da n spire per unit di lunghezza (raggio R), percorso da una
corrente di intensit costante i 0 . Lungo lasse del solenoide posizionato un filo rettilineo conduttore
percorso da una corrente di intensit costante i x , che circola concordemente con i 0 .
Parte 2

46

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Determinare il valore dellintensit della corrente circolante nel filo rettilineo affinch nei punti a
G
distanza r = R 2 il vettore di induzione magnetica B tot abbia una direzione che formi langolo

= 45D rispetto allasse del solenoide.


(rappresentazione 55)
G
Il campo B1 , nei punti interni al solenoide, ha modulo dato dalla relazione
(38)
B0 = n 0i 0 = cost
(direzione parallela allasse del solenoide)
nellapprossimazione che la lunghezza del solenoide sia assolutamente prevalente rispetto al diametro delle
G
n spire. Il campo B ( r ) , generato dalla corrente di intensit i x circolante nel filo rettilineo, alla distanza
r = R 2 da questo ha modulo definito dalla relazione di Bit-Savart
i
(direzione normale allasse del solenoide)
(39)
B(r) = 0 x
2 r
G
G
G
I due campi sono ortogonali fra loro e poich il campo risultante B tot = B0 + B ( r ) deve formare un angolo

= 45D rispetto allasse, i due moduli (38) e (39) devono essere uguali
0 i x
= n 0i 0
2 r
ossia
i x = n 0 Ri 0
56) Si consideri un elettromagnete con i due poli di forma circolare (raggio r = 0.5m ) posizionati
orizzontalmente e con il polo nord nella posizione inferiore. Trascurando leffetto di bordo, il campo
di induzione magnetica nel volume di spazio fra i poli uniforme e nellintervallo temporale
t = 10s , lintensit del campo varia dal valore B i = 0.1T al valore B f = 1.1T . Calcolare il campo
elettrico indotto fra i due poli.
(rappresentazione 56)
Si consideri una circonferenza di raggio 0 r r (superficie S = r 2 ), coassiale con i due poli e orientata
G
in verso antiorario (coerentemente con la direzione del campo). Il flusso concatenato del campo B subisce
una variazione temporale lineare del tipo B ( t ) = Bi + k t per cui si ha una f.e.m. indotta alla quale
associato un campo elettrico indotto non conservativo
G
B
(42)
Ei =
t
G
G
G
con B = B ( t ) n S
G
Il versore normale n alla superficie contornata dalla circonferenza di raggio r sia orientato concordemente
con lorientamento di della circonferenza.

( )

( )

G
B

( ) = r

t
La (42) si pu scrivere

B ( t )
= r 2 k
t

G
G
Ei = r2 k = v E i dl = E i 2r

ossia
1
Ei = kr
2
Il coefficiente k si ricava ricordando il suo significato, cio
(43)

Parte 3

47

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k=

B B ( t ) Bi
=
= 0.1T
t
t

E la relazione (43) vale numericamente


1
N
E i = kr = 0.05 r
2
C
ora per

r = 0

Ei = 0

N
C

N
C
G
G
Osservazione: avendo orientata la linea chiusa di integrazione in verso antiorario ( n // B ), il segno meno
G
che compare nel valore del campo elettrico indotto indica che E i ha verso orario.

r = r

E i = 2.5 10 2

57) Due guide rettilinee parallele (distanza d 0 = 10cm ) giacciono in un piano normale alla direzione di un
G
campo B (con B = 2 T ) uniforme. Due aste conduttrici AD = BC = d (con resistenza elettrica
rispettivamente R 1 = 5 e R 2 = 10 ) possono muoversi con attrito trascurabile lungo le guide.
Nellipotesi che il resistore con R 1 sia fermo e quello con R 2 si allontani con velocit costante
v = 50cm s , calcolare lintensit ed il verso di circolazione della corrente indotta nel circuito ABCD.
Ripetere il calcolo quando R 2 e fermo ed R 1 si muove con identica velocit.
(rappresentazione 57)
Nel tempo dt il resistore di resistenza R 2 si sposta di un tratto d x = vdt , spazzando larea dS = dvdt
G
attraverso la quale si ha il flusso infinitesimo del campo B dato da
G
G G
d B = B ndS = Bd 0 v dt

( )

La legge di Faraday-Lentz definisce la f.e.m. indotta


G
d B
= Bd 0 v
Ei =
dt
La resistenza complessiva del circuito spira vale R 1 + R 2 e la corrente indotta ha intensit

( )

ii =

Ei

R1 + R 2

= 0.06 A

con circolazione nel verso orario.


Bloccando lasta di resistenza R 2 e muovendo quella di resistenza R 1 , il calcolo dellintensit della
corrente indotta attraverso un analogo procedimento conduce allo stesso risultato.

58) Un lungo solenoide di raggio r0 , costituito da n spire per unit di lunghezza, percorso da una

corrente di intensit variabile secondo la relazione i ( t ) = i 0 cos t (essendo i 0 il massimo valore della

intensit e la pulsazione). Calcolare il campo elettrico indotto in funzione della distanza r dallasse
del solenoide.
(rappresentazione 58)
Il campo di induzione magnetica allinterno del solenoide ha modulo
B ( t ) = n 0i ( t ) = n 0i 0 cos t
ed diretto parallelamente allasse del solenoide. Si considerino i due casi
Parte 3

48

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r < r0 : si consideri una circonferenza di raggio r con il centro sullasse del solenoide. Attraverso alla sua
superficie si ha il flusso
G
B = = B ( t ) r 2

( )

e la legge di Faraday-Lentz definisce la f.e.m. indotta


G
d B
G
G
= v E i d l
Ei =
dt
Calcolando i valori dei due termini si ha
G
G
d B
G
G
2 dB ( t )
= r
= r 2 n 0 sin t
E

d
l = E i 2 r
i
v
dt
dt
e sostituendo si ricava il campo elettrico indotto (non conservativo) allinterno del solenoide
1
E i ( r ) = n 0i 0 r sin t
2
r > r0 : considerando una circonferenza di raggio r, con il centro sullasse del solenoide, attraverso la sua
superficie si ha il flusso
G
B = = B ( t ) r 2 B ( t ) r02
G
in quanto la sezione utile proprio quella del solenoide poich esternamente il campo B e nullo.
Seguendo il procedimento precedente si ricava che il campo elettrico indotto allesterno del solenoide
vale
r2
1
E i ( r ) = n 0i 0 0 sin t
2
r

( )

( )

( )

59) Un cavo coassiale di lunghezza d 0 grande, costituito da due conduttori coassiali di raggio r1 ed
r2 > r1 , percorso da una corrente di intensit costante i (il verso di circolazione opposto nei due
conduttori). Calcolare sia lenergia magnetica, immagazzinata in un tratto d di cavo, sia il valore
della induttanza.
(rappresentazione 59)
Se il verso di circolazione della corrente nel conduttore interno avvenisse da sinistra verso destra (vedere
G
figura), il vettore campo B avrebbe verso orario mentre quello generato dalla corrente di identica intensit
circolante da destra a sinistra nel conduttore esterno avrebbe verso antiorario. Nello spazio esterno al cavo il
G
campo complessivo B tot nullo in quanto generato da due identiche correnti circolanti in verso
antiparallelo. Si consideri una sezione normale del cavo coassiale e sul piano della sezione una
circonferenza di raggio r1 < r < r2 . Applicando il teorema di Ampre, nel caso di fenomeni stazionari, si ha
G
G
B
r

d
l = B ( r ) 2 r = 0i
(
)
v
G
G
con lo spostamento d l parallelo e concorde con B . Ricavando il valore del modulo del campo
i
B(r) = 0
2 r
Considerando plausibile supporre che la maggior parte dellenergia magnetica sia contenuta nello spazio fra
i due conduttori del cavo, la densit di energia magnetica per unit di volume vale
2

dU m 1 B 2 0 i
um =
=
=

dW 2 0 8 2 r
Si consideri una corona cilindrica (a distanza r1 < r < r2 dallasse del cavo) di spessore d r e lunghezza d 0 :
il volume dW = 2rdr d ed in esso lenergia magnetica data da
Parte 3

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2

0 i

dr
2rdr d 0 = 0 i 2 d
2
8 r
4
r
Integrando la (44) fra i valori r1 ed r2 si ricava

r
U m = 0 i 2 d 0 ln 2
4
r1
Il solenoide pu essere considerato un induttore, quindi lenergia magnetica definita dalla relazione
1
U m = Li 2
2
essendo L linduzione dellinduttore. Uguagliando le due relazioni si ottiene

r
L = 0 d 0 ln 2
4
r1
60) Calcolare linduttanza di un solenoide toroidale a sezione rettangolare percorso da una corrente di
intensit costante i. Sia N il numero delle spire di altezza h con r1 il raggio interno ed r2 quello
esterno.

(44)

dU m = u m dW =

(rappresentazione 61)
G
Il campo B diretto lungo lasse del solenoide. Si consideri una circonferenza di raggio r1 < r < r2 con
centro sullasse del solenoide e orientata in funzione del verso del campo. Il teorema di Ampre impone che
per una spira
G G
B
v dl = B2r = 0i
da cui si ottiene

0 i
2 r
Il solenoide formato da N spire uguali, quindi il campo complessivo vale

i
B= 0 N
2 r
ed alla distanza r dallasse del solenoide si consideri la corona circolare di spessore dr . Attraverso alla
superficie dS = 2rdr il flusso del campo B dato da
G
G G
d B = B ndS = BdS = N 0 idr
B=

( )

Poich la spira rettangolare di altezza h, il flusso complessivo del campo per tutta laltezza del solenoide
vale
G
d B = N 0 hid r

( )

e integrando fra il minimo valore r1 ed il massimo valore r2 si ricava


G
r2
B = N 0 hi dr = N 0 hi ( r2 r1 )
r1
G
Il flusso complessivo N B uguale al prodotto dellinduttanza L per la corrente che genera il campo
G
N B = N 2 0 h ( r2 r1 ) i = L i
quindi linduttanza del solenoide ha valore
L = N 2 0 h ( r2 r1 )

( )

( )

( )

61) Calcolare linduttanza per unit di lunghezza di due cilindri conduttori cavi e coassiali,
rispettivamente di raggi r1 ed r2 > r1 e lunghezza h >> ( r1 ,r2 ) . Le estremit dei due cilindri sono
collegate fra loro in modo in modo che la corrente stazionaria di intensit i 0 entri nel cilindro interno
ed esca da quello esterno.
Parte 3

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(rappresentazione 61)
Si consideri una circonferenza di raggio r1 < r < r2 , concentrica con i due cilindri, posizionata nel piano di
una qualsiasi sezione normale del sistema e orientata secondo il verso di circolazione della corrente nel
cilindro interno. Il teorema di Ampre impone che sia
G
G
(45)
v B ( r ) dl = B2r = 0i concatenata
si ricordi che la corrente fluisce sulla superficie dei due cilindri.
Attenzione:
G
se la circonferenza fosse contenuta nel cilindro interno ( r < r1 ), il campo B avrebbe valore nullo in
quanto non si avrebbero correnti concatenate i concatenata = 0 .
se la circonferenza concatenasse il cilindro esterno ( r > r2 ),il campo complessivo avrebbe valore nullo
in quanto risulterebbe dal contributo di due correnti di identica intensit circolanti in verso opposto.
Dalla (45) si ricava il campo di induzione magnetica con modulo pari a
i
i
B ( r ) = 0 concatenata 0 0
2
r
2 r
e verso orario. Il valore equivalente a quello generato da una corrente di intensit i, circolante lungo lasse
del sistema. Attraverso ad una superficie piana dS , (posta a distanza r1 < r < r2 dallasse del sistema) di
altezza dr e di lunghezza h, esiste un flusso
G
G G

dr
d B = B ndS = BdS = Bhdr = 0 hi 0
2
r
G
Il flusso totale B risulta essere proporzionale alla corrente che genera il campo
G
G
B = d B = Li 0

( )

( )

( )

( )

e risolvendo

G
r2 dr

r
B = 0 hi 0
= 0 hi 0 ln 2 = L i 0
r
1
2
r 2
r1
Si definisce induttanza per unit di lunghezza la relazione
L
r
L = = 0 ln 2
h 2 r1
che risulta essere una caratteristica geometrica del sistema.
possibile ricavare tale espressione considerando il volume infinitesimo definito da uno strato cilindrico di
spessore dr e di lunghezza h
dW = 2rhdr
La densit di energia magnetica per unit di volume
dU m 1 B 2
um =
=
dW 2 0
ha valore costante nel volume considerato e lenergia magnetica complessiva, contenuta nel volume
racchiuso fra i due cilindri, vale
r2 dr

r
= 0 i 02 h ln 2
U m = dU m = u m dW = 0 i 02 h
r
1
2
r 2
r1
W
Ricordando che tale energia possibile esprimerla attraverso linduttanza

1
r
U m = Li 2 = 0 i 02 h ln 2
2
2
r1
si ricava il valore dellinduttanza per unita di volume

( )

Parte 3

51

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L =

L 0 r2
ln
=
h 2 r1

62) Un filo indeformabile e di massa trascurabile sostiene una sbarretta omogenea (lunghezza l e massa
m) magnetizzata con il punto di sospensione localizzato allestremit dalla polarit negativa (polo
G
sud). Generando un campo B di intensit uniforme e direzione orizzontale (normale alla
configurazione di equilibrio del sistema nella quale la tensione del filo equilibrata dalla forza peso),
descrivere lazione che viene esercitata sulla sbarretta magnetizzata.
(rappresentazione 63)
G
La magnetizzazione della sbarretta descritta dal suo momento magnetico m , orientato dalla polarit
negativa a quella positiva.
G
G
G G
La presenza del campo B determina un momento meccanico M m = m B che tende a ruotare la sbarretta
G
attorno al punto di sospensione, cercando di allineare m alle linee del campo. Tuttavia la forza peso
G
G
G
P = mg determina, rispetto al medesimo punto di sospensione, un momento meccanico M P che si oppone
al precedente: in condizione di equilibrio detti momenti meccanici hanno identico modulo

M m = mBsin 2 = mB cos

Mm = MP

M = mg l sin
P
2
da cui si ricava
2m B
= arctan
mgl

63) Sul fondo di una vasca piena di acqua (indice di rifrazione n a = 1.33 ) alla profondit h = 2.5 m ,
rispetto al pelo libero, posto un disco di rame. Sopra la superficie dellacqua vi aria (indice di
rifrazione n = 1.00 ) ed osservando la posizione del disco, da un punto posizionato molto vicino alla
normale, la sua profondit sembrerebbe apparentemente diminuire. Determinare detta apparente
profondit.
(rappresentazione 63)
Immaginando la superficie del disco parallela a quella del pelo libero dellacqua, la retta normale identica
per le due superfici. Si consideri un raggio luminoso uscente dalla superficie del disco e sia
langolo che forma con la retta normale (nellacqua),
langolo formato dal raggio luminoso rifratto (uscente dallacqua).
La legge di Snell applicata al sistema impone che sia
n a sin = n sin
La distanza fra la normale ed il punto dal quale emerge nellaria il raggio luminoso vale
(46)
d = h tan
d = z tan
Avendo definito con z la profondit (dal pelo libero dellacqua) dellintersezione del prolungamento del
raggio rifratto con la retta normale. Dalla (46) si ricava
tan
(47)
z=h
tan
che rappresenta appunto la profondit apparente alla quale un osservatore osserverebbe il disco. Per raggi
luminosi prossimi alla retta normale (raggi parassiali) possibile affermare che sin  tan e che  0
(ossia cos  1 ), quindi
Parte 3

52

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sin  tan =

na
sin
n

e sostituendo nella (47) si ricava


z=h

n 1
n
= 1.87 m
h
n a cos
na

64) Una sorgente puntiforme di luce monocromatica posta sul fondo di un recipiente, contenente un
liquido trasparente per unaltezza h = 0.5m , nel centro della base. Il sistema circondato dallaria ed
osservando il pelo libero del liquido si osserva che la luce fuoriesce semplicemente da unarea
circolare di raggio r0 = 0.57 m con centro sulla normale passante per la sorgente. Calcolare langolo
limite o di Brewster sulla superficie di separazione liquido/aria.
(rappresentazione 64)
La legge di Snell per il sistema liquido/aria definisce che
n liq sin liq = n ar sin ar
(48)
e nel caso dellangolo limite si ha

ar =
2
per cui la (48) diventa
n
sin liq = ar
n liq
Poich i raggi escono unicamente dalla superficie r 2 centrata sulla normale, si ha
r0 = h tan liq
r0
= 48D74
h
Assumendo lindice di rifrazione dellaria pari ad uno ( n ar = 1 ), si ricava lindice di rifrazione del liquido
n sin ar
1
n liq = ar
=
= 1.33
sin liq
sin liq
liq = arctn

65) Nellaria (indice di rifrazione n = 1 ) una sottile lamina oleosa di spessore costante (indice di
rifrazione n 0 = 1.32 ) spalmata su una lastra di vetro (indice di rifrazione n v = 1.50 ). Sulla lamina
incide unonda piana monocromatica la cui lunghezza donda pu variare in modo continuo dal
minimo valore m = 485nm al valore massimo M = 679nm . Per il fascio riflesso si osserva una
interferenza totalmente negativa per i due valori estremi delle lunghezze donda, mentre non si
osserva il fenomeno per tutte le altre lunghezze donda comprese. Calcolare lo spessore della lamina
oleosa.
I raggi luminosi subiscono il fenomeno della riflessione sia sulla superficie di separazione aria/lamina
oleosa sia sulla superficie di separazione lamina oleosa/aria. Allinterno della lamina oleosa i raggi
subiscono uno sfasamento complessivo = , che risulta correlato alla differenza di cammino ottico r .
Se lo spessore della lamina fosse d, la condizione di interferenza negativa relativamente alle due lunghezze
donda estreme
1
1

2dn o = k m + m
2dn o = k M + M
(49)
2
2

Non esistendo nessuna lunghezza donda compresa nellintervallo ( m , M ) che soddisfi la condizione di
interferenza negativa, ovviamente non ci sar alcun valore intero di k compreso nellintervallo ( k m , k M ) .
Parte 3

53

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I due valori di k, riferiti ai valori estremi dellintervallo ( m , M ) , sono correlati dalla relazione
(50)
k m = k M +1
e operando sulle (49) e (50) si ricava

d = 643nm

con
km = 3

kM = 2

66) Unonda piana monocromatica di lunghezza = 680nm investe due lastrine di vetro (lunghezza
l = 120nm ) a contatto reciproco in un estremo e distanziate di h = 0.05nm nellaltro. Sapendo che il
sistema immerso nellaria, determinare quante frange di interferenza compaiono sulla intera
lunghezza h.
(rappresentazione 66)
Laria fra le due lastrine costituisce un virtuale cuneo che determina una differenza di cammino ottico r
fra i raggi riflessi dalle due superfici di separazione aria/vetro. Detta differenza di cammino varia con
continuit fra il valore iniziale 0 e quello finale d, per cui si evidenziano frange di interferenza parallele alla
linea di contatto fra le due lastrine. Poich lindice di rifrazione dellaria minore di quello del vetro, una
delle due riflessioni avviene nel mezzo con minore indice di rifrazione ed in tale situazione la differenza di
fase pari a = . La condizione per avere frange luminose visibili
1

2x = k +
2

con
0xh
La prima frangia luminosa si ha per k = 0 , lultima quando x = h al quale corrisponde
h 1
k = 2 = 141
2
Si osservi che nella relazione non compare la lunghezza delle lastrine, quindi il valore massimo
indipendente da l. La spaziatura fra le frange pari a 120 /141 = 0.85 nm .
67) Calcolare lingrandimento lineare di uno specchio piano e di uno specchio sferico convesso,
considerando un oggetto esteso con dimensione lineare l 0 . Dare la rappresentazione grafica di quanto
dedotto.
(rappresentazione 67)
Trattando corpi estesi nel fenomeno della riflessione, si deve tenere presente la convenzione
per un oggetto: la distanza di un suo punto dallasse ottico positiva, se il punto situato sopra lasse
ottico
per unimmagine: la distanza di un suo punto dallasse ottico positiva, se il punto situato sotto lasse
ottico.
Si definisce ingrandimento lineare la relazione
l
I=
l0
essendo l 0 la dimensione lineare delloggetto ed l quella dellimmagine
Specchio piano: considerando la rappresentazione (67), per i triangoli simili ABV e ABV si ricava
AB : AB = AV : AV
AB AV
=
(51)
AB AV
Parte 3

54

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con AB = l 0 e AB = l . Per la convenzione sopracitata, essendo limmagine sopra lasse ottico l < 0 e
lingrandimento vale
l
I sp =
l0
Ponendo AV = p la distanza oggetto/specchio e AV = q quella immagine/specchio, lingrandimento
pu essere riscritto tenendo conto della (51)
l
q
I sp = =
l0
p

Specchio sferico convesso di raggio R: considerando la rappresentazione (67b), per i triangoli simili
ABV e ABV si ricava
AB : AB = AV : AV
AB AV
=
(52)
AB AV
con AB = l 0 e AB = l . Per la convenzione sopracitata, essendo limmagine sopra lasse ottico l < 0 e
lingrandimento vale
l
I sp =
l0
Ponendo AV = p la distanza oggetto/specchio e AV = q quella immagine/specchio, lingrandimento
pu essere riscritto tenendo conto della (52)
l
q
I sp = =
l0
p

68) Un sistema ottico costituito da uno specchio piano e da uno specchio sferico convesso (raggio di
curvatura R = 10cm ) con lo stesso asse ottico. La distanza fra i vertici dei due specchi vale
V1 V2 = d = 30cm . Una sorgente puntiforme monocromatica P, posta a distanza l 0 = 10cm dallo
specchio piano, schermata in modo da inviare luce solamente sullo specchio piano. Fra tutte le
immagini formate dal sistema ottico, calcolare a quale distanza dal vertice V2 dello specchio sferico si
forma limmagine pi vicina.

(rappresentazione 68)
Si consideri un solo raggio luminoso uscente dalla sorgente schermata P e incidente sullo specchio piano e
limmagine P1 situata sullasse ottico, a distanza l 0 dal vertice V1 dello specchio. Il raggio riflesso dallo
specchio piano risulta divergente ed incide sullo specchio sferico convesso: per tale specchio il raggio
risulterebbe provenire dalla sorgente reale P1 , posizionata a distanza p = l 0 + d dal vertice V2 , e formerebbe
limmagine P2 . Lequazione che correla la distanza P1V2 = p (sorgente/specchio) e la distanza P2 V2 = q
(immagine/specchio) con il raggio di curvatura dello specchio
1 1 2
+ =
p q R
Secondo la convenzione dei segni si ha
p>0
q<0
R<0
quindi si ricava
1 1
2
=
p q
R
La distanza dellimmagine virtuale P2 dal vertice V2 dello specchio vale
Parte 3

55

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1 1 2
q = 22.2 cm
= + = 4.5 10 2 cm 1
q p R
I raggi riflessi dallo specchio sferico si possono considerare generati dalla sorgente virtuale P2 e per quelli
sufficientemente parassiali (paralleli allasse ottico) si ha una riflessione da parte dello specchio piano e
formano unimmagine P3 , la cui distanza da V1 maggiore di quella di P1 . A sua volta P3 risulta sorgente
dei raggi ulteriormente riflessi dallo specchio sferico e formeranno limmagine P4 , ad una distanza dal
vertice V2 maggiore rispetto a quella di P2 . Tale processo valido per tutte le successive riflessioni e si
deduce che P2 proprio limmagine che risulta essere pi vicina di tutte al vertice V2 .

69) Ricavare la relazione dellingrandimento lineare per uno specchio sferico


(rappresentazione 69)
Si definisce ingrandimento lineare il rapporto fra la dimensione geometrica l dellimmagine e quella l 0
delloggetto
l
I=
l0
Specchio concavo (rappresentazione 69a): sapendo che vale la convenzione
distanza oggetto/specchio
: p>0
distanza immagine/specchio
: q<0
raggio di curvatura dello specchio
: R<0
dimensione geometrica oggetto
: l0 > 0
dimensione geometrica immagine
: l > 0
Nei due triangoli simili ABC e ABC si ricava
B = AC : AC
AB
N:A
N
l0

AB AB
=
AC AC
l AC VC VA R ( q )
I= =
=
=
l 0 AC VA VC
p ( R )

da cui
qR
p+R
Specchio convesso (rappresentazione 69b): sapendo che vale la convenzione
distanza oggetto/specchio
: p>0
distanza immagine/specchio
: q>0
raggio di curvatura dello specchio
: R >0
dimensione geometrica oggetto
: l0 > 0
dimensione geometrica immagine
: l < 0
Nei due triangoli simili ABC e ABC si ricava
B = AC : AC
AB
N:A
N
I=

l0

AB AB
=
AC AC
l
AC
VC VA
R q
I= =
=
=
l0
p+R
AC
VA + VC
Parte 3

56

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da cui
I=

qR
p+R

70) Si consideri nellaria una sottile lente biconvessa le cui superfici hanno identico raggio di curvatura
R = 10cm . Un oggetto puntiforme, posto sullasse ottico a sinistra della lente alla distanza
p = 4.55cm dal centro, forma unimmagine virtuale alla destra della lente a distanza q = 2p dal
centro sempre sullasse ottico. Calcolare il valore dellindice di rifrazione del vetro della lente.

Lindice di rifrazione del materiale che costituisce la lente sia n e la relazione per le lenti sottili
1
1 1
1
+ = ( n 1)

p q
R1 R 2
essendo per convenzione
distanza oggetto/centro
: p>0
distanza immagine/centro
: q = 2p < 0
raggio di curvatura del primo diottro
: R1 > 0
raggio di curvatura del secondo diottro : R 2 < 0
Poich R 1 = R 2 = R , si ricava lequazione

( n 1)
1 1
+ =2
p q
R
dalla quale si ricava che lindice di rifrazione del materiale vale
R
n = 1+
= 1.55
4p

71) Un tubo cilindrico, contenente un liquido trasparente, racchiuso da una lastra piana e da una lente
sottile biconvessa i cui raggi di curvatura sono identici e valgono R = 30cm (sia la lastra sia la lente
sono di vetro con indice di rifrazione n v = 1.5 ). Il sistema posto nellaria (indice di rifrazione n = 1 )
e posizionando una sorgente puntiforme sullasse ottico del sistema, a distanza p = 44.8cm dal centro
della lente, si osserva che dalla superficie piana escono raggi luminosi tutti paralleli a detto asse.
Calcolare lindice di rifrazione del liquido trasparente.

Poich i raggi luminosi escono dalla lastra piana parallelamente allasse ottico, in quanto la lastra non altera
minimamente la direzione dei raggi incidenti normalmente su di essa, si deduce che i raggi luminosi si
propagano anche nel liquido parallelamente allasse ottico del sistema. Ci implica che la sorgente
puntiforme deve essere posizionata nel fuoco della lente biconvessa sullasse ottico.
Lequazione del
diottro aria/vetro (lente) vale
n nv nv n
(53)
+
=
p q
R
diottro vetro/liquido vale
nv nx nx nv
(54)
+
=
q q
R
Per quanto spiegato prima, nella (54) q = e si ha
n
n nv
(55)
v = x
q
R
ed eliminando la variabile q fra la (53) e la (55) si ricava
Parte 3

57

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R
n x = 2n v 1 + = 1.33
p

72) Un oggetto lineare di lunghezza AB = l 0 = 2cm posizionato su una retta orizzontale nellaria (indice
di rifrazione n = 1 ) con il punto A alla distanza p A = 10cm da una lastra trasparente di spessore
s = 5cm (indice di rifrazione n v = 1.5 ). Calcolare limmagine del punto A ed il valore
dellingrandimento lineare longitudinale del sistema ottico.
(rappresentazione 72)
Posizionando il punto A alla sinistra della lastra piana a distanza AV1 = p A , la sua immagine dovuta al
doppio diottro si ricava considerando il sistema di equazioni
n nv nv n
(56)
+
=
p A q
R
n
n nv
n
+ v =
(57)
s q q A
R
Per la lastra piana R = R = e confrontando le due equazioni fra loro si ricava
s + n vpA
s q
=
qA =
nv
nv
ossia
q A = 13.3cm

e limmagine del punto A si trova alla sinistra del punto V2 . Limmagine del punto B si ricava con un
analogo procedimento e la sua distanza dal punto V2 vale
qB =

s + n v ( p A l0 )
s n vpA
=
nv
nv

e la lunghezza AB = l dellimmagine complessiva data da


1
l = q A q B = ( s + n v p A s n v p A + n v l 0 ) = l 0
nv
Lingrandimento lineare I = l l 0 longitudinale pertanto unitario
l
I = =1
l0
73) Un sistema costituito da un tubo di lunghezza d , contenete un liquido trasparente di indice di
rifrazione n x , chiuso da due lenti uguali piano/convesse di vetro (indice di rifrazione n v ) con identico
raggio di curvatura R. Un fascio luminoso, parallelo allasse ottico del sistema, incide sulla prima
lente e fuoriesce dalla seconda ancora parallelamente allasse ottico. Il sistema posto nellaria
(indice di rifrazione n): determinare lindice di rifrazione del liquido trasparente.
(rappresentazione 73)
Il sistema di equazioni relative alla prima lente (primo diottro)
n nx nx n
(58)
p=
+
=
p q ( + R )
nv
n nv
n
R =
(59)
+ x = x
( q) f 2 ( + R )

Parte 3

58

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essendo f 2 la seconda distanza focale della prima lente, calcolata dal suo centro. Confrontando le equazioni
si ricava
n
n
f 2 = R x
q = R v
n v 1
n v 1
Affinch il fascio luminoso esca dalla seconda lente ancora parallelo allasse ottico, occorre che limmagine
formata dalla prima lente cada esattamente nel primo fuoco f1 della seconda lente. Il sistema di equazioni
relative alla seconda lente (secondo diottro)
nx nv nv nx
R =
(60)
+
=
f1 q ( + R )
nv
n n nv
p =
+ =
( q) p ( R )
Confrontando le equazioni si ricava
n
n
f1 = R x
q = f1 v
n v 1
nx
Analiticamente la condizione che il primo fuoco della seconda lente cada esattamente nel secondo fuoco
della prima lente si esprime come
f 2 + f1 = d
e sostituendo i rispettivi valori si ricava
n
n
R x +R x =d
n v 1
n v 1
Operando si ricava
d
n x = ( n v 1)
2R

(61)

74) Un oggetto puntiforme, posto a distanza p da un obiettivo fotografico costituito da una lente sottile
con diametro (o apertura) pari a d 0 , focalizzato in unimmagine puntiforme su una pellicola piana,
posta a distanza q dallobiettivo. Un altro oggetto puntiforme, localizzato alla distanza p + p dalla
lente, non risulter focalizzato sul piano pellicola in quanto i suoi raggi attraversano il proprio punto
coniugato prima di incidere (o attraversare) la pellicola. In una tale situazione sul piano pellicola si
former un cerchio di confusione: dimostrare che il suo diametro vale
q
d = d0 2 p
p
(rappresentazione 74)

Considerando lasse ottico del sistema, sia


P loggetto puntiforme che forma limmagine puntiforme Q esattamente sul piano pellicola,
P loggetto puntiforme (con tan  PP = p ) che forma limmagine Q non focalizzata sul piano
pellicola,
langolo che il raggio luminoso uscente dalla lente (e che determina limmagine Q ) forma con lasse
ottico.
Il sistema di equazioni relativo a P e P
1 1 1
(62)
P)
+ =
p q f
1
1
1
+
=
(63)
P)
p + p q q f
e tenendo conto che geometricamente si ha
Parte 3

59

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d0
d
QQ = = q tan
= ( q q ) tan
2
2
Considerando raggi luminosi parassiali, tan  per cui si ricava
d0
d
= q
= ( q q )
2
2
ed eliminando langolo fra loro
q
(65)
d  d0
q q
Dalla seconda delle (64) si ha
p q ( p + p )
1
1 1
1
q q =
= +
pq + p p + p 2
q q p q p + p
(64)

q =

q 2p
pq + p p + p 2

Sostituendo nella (65)

q p
q
 d 0 2 p
p ( p + p )
p
Fissati i valori di p e q e considerando come accettabile un cerchio di confusione di diametro d, la
profondit del fuoco p risulta inversamente proporzionale al diametro di apertura della lente
d  d0

p2 d
q d0
Nelle macchine fotografiche, lapertura nota dal rapporto distanza focale/diametro lente anteriore
f
= 1_1.4 _ 2.8_ 5.6 _11_ 22 _ 32 _ "
d

p 

CORREZIONI

Parte 3

60

G
u2

rappresentazione 01

+q

G
F2

G
u1

+ q0

G
Ft

d
r

G
F1

+q

G
uy

G
ux

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 02

2d 0

G
u

2+

l0
G
Ty

G
T

y
G
Tx
x

+q
G
FC

G
P
vittorio.mussino@polito.it

G
uy

G
ux

rappresentazione 03a

B ( +q )

A ( +q )

G
u

l0

l0 2
G
F3

G
Ftot

G
F2

O ( +q )

l0

C ( +q )

G
uy

G
F1

G
ux
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 03b

G
uy
G
ux

l0
G
F

(q0 )

G
Ftot

( + q)

l0

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 04

G
EB

G
uy

G
ux

G
EO

A(+q)

( + q0 )

G
E

G
EA

l0

l0 2

G
u

O(+q)

l0

B(+q)
vittorio.mussino@polito.it

G
EC

120D

G
EA

G
EB

G
uA

G
uB

C ( +q )

rappresentazione 05

l0

60D

l0

G
uy
G
ux
A ( +q )

l0

B ( +q )

vittorio.mussino@polito.it

C ( +q )
G
uB

G
uA

rappresentazione 06

30D

rC
l0

G
EB

l0

G
EA

G
rA

G
EC

G
rB

30D
A ( +q )

G
uC

l0
vittorio.mussino@polito.it

G
uy
B ( +q )

G
ux
1

rappresentazione 07

G
E0
G
E0

G
F

G
dl
q0

G
E0
G
E0

45D

O
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 08

+q

+q

l0
2
A
+q

l0

vittorio.mussino@polito.it

+q

O
rappresentazione 09

G
u

2+

l0

G
Ty

G
T

G
Tx
d0

G
FC

G
P

vittorio.mussino@polito.it

G
uy
G
ux
1

A ( q )

d0

d0

B ( q )

G
uy
G
F

G
FA

G
ux

G
FB
C ( +q )

rappresentazione 12

G
uA

G
uB

180D

G
P
vittorio.mussino@polito.it

+
+

G
E

rappresentazione 13

A
G
E

d
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 14

G
E( x)
G
ux

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 15

(q )
p

G
v

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 16

dq

+ y0

y0

0
0

G
dE 2

G
dE ( x )

G
dE1

G
uy

dq

vittorio.mussino@polito.it

G
ux
1

rappresentazione 17

dq

O
d0

A
+ d0

( figura a )

xA

+ x0

x0
O

dq

dq

+ d0

d0

( figura b )

+x

vittorio.mussino@polito.it

xB

rappresentazione 18

R
dS

G
n
r

vittorio.mussino@polito.it

G
E

rappresentazione 20

( + )
G
n

G
E(r)

R
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 22

R2

G
E

R1

G
E

vittorio.mussino@polito.it

C1
rappresentazione 24

C4

C2

C3

(+)

()

C5
C7

C6

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 25

r2

dr

r1

()

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 26

(tf )

( t i = 0)
d0

B
G
v

l0

A
x

vittorio.mussino@polito.it

G
B2

i1

d0 2

A
G
n2

ix

G
B1

G
B2

r1

d0
G
n1

G
B1

rappresentazione 27

d0

G
B1

B
d0 2

G
BE

r2
B

G
B2
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 28

( V )
l0

G
v

O
G
FL

( + q)

l0

G
v

G
B
vittorio.mussino@polito.it

G
B

rappresentazione 29

G
v

(m )

(mi )

( V )

G
FL

C
d

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 30

G
dl

G
dFBC

G
uy

C
G
FCD

O
d
i

G
B

G
dl

A
G
FAB

G
ux

G
dFBC

G
dFBC

vittorio.mussino@polito.it

G R
dFBC
O

C
1

rappresentazione 31

i1
B

d0

i2
A

D
G
B1 ( d 0 )

G
B1 ( d 0 )

G
ux

G
B1 ( x )

G
uy

G
FAB

G
FCD
G
B1 ( d 0 + b )

d0

G
dl
A
G
dFDA

G
B1 ( d 0 + b )

G
dFBC

CG
dl

G
B1 ( x )

G
B1 ( x )

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 32

G
B2( d0 x)

i1

G
dF23
G
dl

G
B1 ( x )

G
dF13

d0 x
i2

i3
x

G
dF31

G
dl

i1
x

G
B3( d0 x)
G
dl

i3
G
B3( x)

d0 x

vittorio.mussino@polito.it

i2
G
dF23

rappresentazione 33

G
B CD

G
dl

i0
G
u

G
dl

G
dl

G
ur

i0

G
B AB

r2
r1

vittorio.mussino@polito.it

G
dl

rappresentazione 34

dq
r

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 35

G
B

dids

G
dF

r
dh ds

E
+

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 36

d
s

+y

h
r

G
+ dB Pz

G
G dB Py
dB P

G P
dB Pz

G
dB P

G
dB P

d
y
vittorio.mussino@polito.it

+y

y
1

G
B

G
B

G
m
D

ix

ix

G (p)
MO

2R
B
rappresentazione 37a

G (m)
MO
vittorio.mussino@polito.it

G
B

G
B

G
FCD
G
FDA

G
FBC
G
FAB

G
FDA

rappresentazione 37b

FDA

FBC

C
R

G
FBC

O
G
P

vittorio.mussino@polito.it

y
G
uy
rappresentazione 38

r
O

x
r

P
G
ux

G
B1 ( x )

d 2

O
d 2

vittorio.mussino@polito.it

G
B ( x)

x
r

G
B2( x)
1

r1

r2
r3

rappresentazione 39

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 40

G
B0

i1
G
B

G
B0

G
B1

r0
i0

G
B

G
B1

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 41

G
B

l0
ds
G
v

K
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 42

G
uy

G
B ( x)

dx
ii

h0

i
G
v

ii

s0

G
ux

d0
A

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 43a

r0

G
B

d
G

( )
r0
r

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 43b

G
B
l

ii

G
F

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 44

G
B

dx
O
x

G
v

d
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 45

( n2 )

G
B

(S)

( n1 )

vittorio.mussino@polito.it

G
B

rappresentazione 46

dx K ( )

G
v

ii

G
Fv

H(+)

l0
ii

vittorio.mussino@polito.it

G
B

rappresentazione 47

G
i l0

G
B

dx

G
F

G
v

l0

ii
H
i

vittorio.mussino@polito.it

()

(+ )

G
B ( x)

rappresentazione 48

G
B ( x)

d
ii

G
v

l0

G
FL

H
dx
G
v

ii
ii

( x)

dx

vittorio.mussino@polito.it

G
B ( x)
G
dF

G
B

rappresentazione 49

G
n
B

( e)
r

G
dl

G
v

G
dl

h ( )

180D

G
FL

G
FL
vittorio.mussino@polito.it

G
B

rappresentazione 50

= 2+
G
B

(R)

G
B

G
n

G
v

vdt
K

ii

G
n

G
B

G
F

H
G
i i l0

G
v

d0
vittorio.mussino@polito.it

G
P
1

rappresentazione 51

G
uz

G
B

G
uy

G
ux

G
B

G
m

Q
G

S
b2

b1

G
P
vittorio.mussino@polito.it

G
FRS
1

G
B

rappresentazione 52

G
n1

(t)

G
n2

+ (t)
2
G
B

vittorio.mussino@polito.it

G
B

rappresentazione 53

(x)
G
v

G
Bx
x

r1

vittorio.mussino@polito.it

D
rappresentazione 54a

l0

G
B0

dz

G
B

G
B=0

G
n

l0

G
v
z
vittorio.mussino@polito.it

G
FDA

rappresentazione 54b

ii

ii ( A D)

G
i i d lCD

G
B0
G
dFAB

G
B=0

G
dFCD
G
B

G
i i d lAB

G
B

G
B
G
P

l0

ii

l0
z

B
vittorio.mussino@polito.it

i0

ix

G
B(r)

R
i0

G
B tot

rappresentazione 55

45D

ix

i0

G
B0
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 56a

(S)

r
G
n

G
B

(N)

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 56b

G
B
r

G
Ei

G
dl

G
n

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 57

G
B

dx

d0

( R1 )

(R2 )
G
v

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 58

r0

r > r0

r0
r < r0

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 59a

r2

r1

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 59b

r1

r
G
dl

r2

G
B
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 60

r2

G
B

G
dl

dr
r1
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 61a

i
r2

r1

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 61b

h
r

dr

G
dl

G
B
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 62

G
T

()

()

G
B

G
m

(+ )

G
P

G
P
vittorio.mussino@polito.it

(+ )

rappresentazione 63

(n)

( na )

vittorio.mussino@polito.it

r0

rappresentazione 64

( nar )

(n )

ar

ar = 2

liq

liq
h

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 66

( aria )

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 67a

l0

(a )
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 67b

l0

B
l
A

(b )
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 68

V1

P1

l0

V2

P2

l0
d
p
vittorio.mussino@polito.it

q
1

rappresentazione 69a

l0

R
A

(a )

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 69b

l0
B
V

l
A F

(b )

vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 72

(n v )

(n )

A
l0

V1

V2

qA

pA
vittorio.mussino@polito.it

s
1

rappresentazione 73

(nx )

d
vittorio.mussino@polito.it

rappresentazione 74

d0 2

d 2

Q
p

q q

vittorio.mussino@polito.it