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PSICOLOGIA DINAMICA Premessa: Freud e il metodo di studio dellinconscio

1) Janet, psichiatra contemporaneo di Charcot. E gi prima di Charcot e di Janet, numerosi scrittori e poeti avevano parlato della vita inconscia. 2) E certamente difficile dare una prova dell'esistenza dell'inconscio e ognuno di noi mostra una comprensibile iniziale diffidenza: un po' per la paura che questo inconscio stia dentro di noi come una specie di orco cattivo, estraneo e incontrollabile, E un mondo ben vivo, con una forte carica emotiva che tende, almeno in certe sue istanze, a emergere alla coscienza tanto pi quando la vigilanza della coscienza si attenua, come nei momenti di stanchezza, nell'umorismo, nell'ipnosi, nei sogni, nei sintomi. 3) Freud cerca allora altre vie, altre finestre, per osservare l'inconscio. Ai racconti ottenuti con l'ipnosi si sostituiscono cos i racconti dei sogni; l'analisi degli atti mancati e dei lapsus offre ulteriori frammenti; il correre delle libere associazioni scopre nuovi nessi simbolici. Certo necessario che il terapeuta sappia offrire questo spazio relazionale e sappia avvertire empaticamente le emozioni del paziente senza confonderle con le proprie: ma questo riguarda la formazione degli psicoterapeuti o, se si vuole, e paradossalmente, la taratura degli strumenti di osservazione 4) Il TRANSFERT. Fra soggetto e oggetto di studio si crea una relazione particolare, una relazione interpersonale, reciproca, carica di valenze psicologiche, di affetti positivi e negativi, di fantasie. Il racconto, il romanzo interiore si allarga inconsapevolmente alla relazione terapeutica e in essa, quasi come in una macchina del tempo, i suoi "personaggi in cerca d'autore" riprendono a vivere le loro emozioni, le loro attese e paure. 5) LEMPATIA . Il terapeuta-ricercatore non misura questi scambi emotivi con appositi strumenti, ma, proprio perch l'oggetto di studio il mondo psichico, lo percepisce direttamente per risonanza, per identificazione. 6) IL CONTRO TRANSFERT.Nel campo clinico che Freud esplora la situazione diversa: la rabbia del paziente suscita direttamente nel terapeuta rabbia, o paura o altre emozioni; anche situazioni pi sfumate,

come la richiesta di dipendenza, magari coperta da atteggiamenti diversi, evocano nel terapeuta una risposta emotiva speculare, ad esempio, l'assunzione di atteggiamenti materni. 6) Alla bipartizione conscia-inconscio, Freud teorizza un'ulteriore tripartizione della psiche: l'Es, l'Io e il Super Io. Queste nuove istanze, sottolineiamo, non si sostituiscono ma si sovrappongono alla precedente bipartizione e consentono, in qualche modo, uno studio ontogenetico dello sviluppo e della crescita delle istanze psichiche che, una volta definite,

Da: C., De Bartolini, G., Rupolo: PSICOLOGIA MEDICA, Casa Editrice Ambrosiana, 2000. pag. 37-64) LA STRUTTURA PSICHICA 3-3-1 Es L'Es l'istanza psichica pi primitiva e pi legata al mondo biologico. Nell'Es trovano luogo le pulsioni. Torneremo in seguito sulle pulsioni; qui basti ricordare che la pulsione la spinta biopsichica ad agire, alla vita. Freud distingue due pulsioni: quella sessuale o creativa equella aggressiva o di morte. 1) La pulsione sessuale o creativa, oltre a essere alla base della sessualit cos come comunemente intesa, anche qualcosa di molto pi ampio: la spinta a creare, a fare,ad agire; la spinta all'amore, all'amicizia, all'incontrarsi, a stare con gli altri,alla socialit, all'altruismo. Ancora, la pulsione sessuale alla base della creativit artistica. 2) La seconda pulsione quella aggressiva o di morte. Molto si discusso per stabilire se sia primaria o secondaria: senza dubbio, vi un'aggressivit che insorge reattivamente alla frustrazione. Ma, secondo Freud, vi anche una spinta primitiva, primaria, originaria, alla morte, alla distruzione, allo scontro, alla crudelt, alla separazione. A volte sembra difficile rintracciare questa pulsione. In realt, basta pensare ai piccoli scontri della vita quotidiana, a certe pratiche sportive come il pugilato, alle comuni competizioni sportive e o ad altre gare e al loro frequente degenerare in comportamenti aggressivi che

superano il limite imposto dalle regole del gioco. O si pensi anche alla criminalit, alla guerra, alla violenza degli scontri politici, ideologici e religiosi. Sul piano della vita interiore, si pensi all'idea romantica del partire, del dissolversi, del sacrificio di s, all'idea stessa del suicidio. Ricordate Otello e Desdemona pi Jago, Tristano e Isotta pi Re Marke, Paolo e Francesca pi Macbeth e Lady Macbeth pi Banquo. importante sottolineare anche che, a livello di Es, nulla si oppone alla realizzazione delle pulsioni. L'Es infatti opera secondo il principio del piacere, cerca cio di ottenere sempre e subito l'appagamento totale. Inoltre l'Es funziona secondo il processo primario: per processo primario intendiamo quel modo pre-logico di associare e connettere immagini e idee, modo in cui manca la negazione, in cui i contrari non si escludono, in cui coesiste senza negarsi la contraddizione. Nel processo primario la rappresentazione avviene per allusione e per analogia, op pure indicando una parte per il tutto. Nel processo primario non esiste il tempo e sono invece possibili meccanismi di condensazione. Ancora, nel processo primario regna il simbolismo, per cui il viaggio pu, ad esempio, rappresentare la morte e il denaro le feci. E insomma la logica che opera nei cartoni animati, nelle fiabe, nei sogni. Inoltre l'Es tende coattivamente a ripetere le precedenti esperienze ed , per la massima parte, inconscio. Abbiamo detto che le pulsioni tendono a esprimersi e a realizzarsi in base al principio del piacere. Quando possibile, quest'espressione e realizzazione diretta. Ma la realt pone degli ostacoli; la realizzazione pu allora avvenire in modo indiretto: pu essere sostituito l'oggetto (ad esempio, a un oggetto eterosessuale pu essere sostituito un oggetto omosessuale); oppure pu essere sostituita l'attivit, per cui all'atto erotico viene sostituita la creazione artistica o lo studio. Inoltre, le pulsioni possono realizzarsi in modo attivo o passivo: per esempio, a pulsione sessuale pu esprimersi nel corteggiamento (attivo) ma altrettanto bene nel farsi corteggiare (passivo); cos come la pulsione

aggressiva pu esprimersi in comportamenti aggressivi e violenti (come il sadismo, ad esempio), ma anche sul versante passivo, vale a dire subendoli masochisticamente e provandone piacere. Non sempre facile vedere come le pulsioni si esprimono. Un modo per capirlo quello di non guardare alle dichiarazioni o alle giustificazioni date dalle persone ma ai risultati che sono invece conseguiti. Quando la realizzazione non possibile nel mondo del reale, nemmeno indirettamente, pu esservi un ripiegamento nei sogni, nelle fantasie, nel mondo della droga o in quello della psicopatologia. Dicevamo che l'Es tende a esprimersi nella realt; ma abbiamo anche sottinteso che di fatto l'Es incapace di agire operativamente ed efficacemente sulla realt, proprio perch mosso dal processo primario e dal principio del piacere. L'istanza psichica deputata al contatto con la realt l'Io. 3-3-2 L'Io riceve la sua energia dalle pulsioni e quindi dall'Es. Funziona secondo il processo secondario, che coincide con il modo di pensare comune, cosciente, cos come lo conosciamo attraverso l'introspezione e attraverso i nostri contatti con gli altri; quella forma di pensiero che segue le consuete leggi della logica e della sintassi. Inoltre l'Io non segue il principio del piacere ma il principio di realt: si rende conto, cio, e tiene conto, degli eventi e sa attendere. Lo scopo dell'Io, inizialmente, quello di permettere l'appagamento delle pulsioni dell'Es, agendo sull'ambiente esterno. Gli strumenti dellIo Per questo fine l'Io ha varie funzioni, la percezione, la memoria, le capacit intellettive, la psicomotricit, il pensiero, la capacit di mantenere l'attenzione, la capacit di collocarsi nel tempo e nello spazio, l'affettivit. attraverso queste funzioni che l'Io in grado di svolgere l'esame di realt e di incidere su essa. Se inizialmente l'Io assoggettato all'Es per il controllo dell'ambiente e in pratica ne l'esecutore, con la comparsa della terza istanza, il Super Io, l'Io si libera dall'assoggettamento all'Es e anzi, in qualche modo, ne diventa il controllore. L'Io diviene cosi l'istanza che controlla l'equilibrio intrapsichico, che media fra Es e Super Io, controllando e tenendo contemporaneamente conto del mondo esterno. A tale scopo l'ansia riveste un ruolo fondamentale

e i meccanismi di difesa sono gli strumenti principali di cui l'Io dispone. Su questo fondamentale e vasto argomento torneremo in seguito. Ricordiamo infine che l'Io non coincide con il conscio e, anche se lo in parte, ESSO MASSIMAMENTE inconscio. 3-3-3 Super lo La terza istanza psichica descritta da Freud il Super Io, che viene a essere il ne. E possibile che esista un senso di giustizia innato originario; ma non vi dubbio che il Super Io si forma in gran parte introiettando le regole, le leggi, il volere imposti dai genitori e dalla societ. Non tuttavia da credere che la forza e la rigidit del Super Io siano in diretto rapporto con la rigidit delle proibizioni esterne. Importa anche la forza con cui le pulsioni cercano di imporsi, di esprimersi; forza con cui il Super Io deve misurarsi. In un certo senso il Super Io diventa il controllore dell'Io, in quanto rappresenta le istanze morali. D'altra parte, per un altro aspetto, esso l'alleato dell'Io nel controllo dell'Es. Il Super Io si affianca all'Io nell' 'auto-osservazione e, a seconda del l'approvazione che concede, regola l'autostima. Dal Super Io nascono cos i sensi di colpa e di inferiorit, il rimorso e il bisogno di punizione. ma, anche, quando c' l'approvazione, il sentimento della gioia e della soddisfazione di s. da notare che la giustizia del Super Io di tipo biblico, rigida, poco incline al perdono, pi portata alla punizione secondo la legge del taglione. Inoltre, il Super Io tende a non discriminare fra desideri e azioni e, se non sono allineati con i suoi dettami, li punisce entrambi. Parallelamente, a volte, si accontenta di buone intenzioni che l'Io si incarica di rinviare all'infinito. chiaro come dall'eccessiva rigidit o dall'eccessiva lassezza del Super Io abbiano origine vari problemi anche psicopatologici. Legati al Super Io sono anche l'ideale dell'Io, cio l'immagine che ognuno vorrebbe raggiungere, e l'immagine di s, cio l'immagine reale che uno ha appunto di s in un determinato momento. Al Super Io anche legato il meccanismo della sublimazione, per cui le p u l si o n i , n o n p o t en d o sem p r e r eal i zzar si n el l a l o r o f o r m a originaria, tendono a manifestarsi in un'espressione accettabile dalle istanze morali. Cos la pulsione sessuale pu, come dicevamo prima, trasformarsi, sublimarsi nell'arte o nel lavoro. Il Super Io ha inoltre importanti rapporti con quella che la psicologia di gruppo e delle masse; con l'adesione alle norme

superegoiche del gruppo che le singole persone attenuano fino a perdere le loro capacit critiche, decisionali, etiche e partecipano ad azioni che individualmente rifiuterebbero. anche da osservare che, anche se ognuno di noi conosce le regole etiche con cui cerca di armonizzarsi e sa quando le segue o le infrange avvertendo la soddisfazione o il rimorso dei suoi atteggiamenti morali, il Super Io tuttavia in gran parte inconscio: agisce cio senza che noi ne abbiamo completa coscienza. Con la teorizzazione della tripartizione psichica, Freud rende comprensibile la conflittualit intrapsichica che non pi fra conscio e inconscio, ma fra istanze che operano con finalit diverse e talora opposte.