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IL SOGNO

La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. leggerli in ordine vivere, sfogliarli a caso
sognare., Arthur Schopenhauer
Trascorriamo un terzo della nostra esistenza dormendo! E il pi delle volte sogniamo!
Gli antichi non consideravano il sogno come un prodotto della psiche, bens come una
manifestazione della divinit. Essi suddividevano i sogni in due fondamentali categorie: la
prima che era influenzata solo dal presente e dal passato, e la seconda che era invece
determinante per il futuro. Rientravano in queste categorie le profezie, la previsione di
eventi imminenti e i sogni simbolici. Con Aristotele il sogno diventa oggetto di psicologia,
non ha origine divina, bens demoniaca, in quanto la natura e tutta la sfera terrena sono
considerate demoniache. Freud comprende che l'origine dell'attivit onirica puramente
psichica ed influenzata da una molteplicit di fattori. Il sogno quindi, la strada principale
per fare un viaggio nellinconscio.
Il mondo del sogno ha eccitato nei secoli la creativit di pittori, poeti e romanzieri. Anche il
cinema ha pi volte attinto a questo tema, come, ad esempio, nel film Inception, del 2010,
che ha portato sullo schermo l'affascinante mondo dei sogni (scritto e diretto da Cristopher
Nolan), la cui trama si svolge per la maggior parte allinterno di sogni condivisi, una sorta
di realt virtuale che collega pi persone che si trovano allinterno del sogno di uno di loro.
Inception riprende alcuni temi che erano stati affrontati in altri grandi film di fantascienza
del passato e parte da una serie di concezioni sul sogno che sono universali, riconosciute
cio da tutte le popolazioni, di qualsiasi cultura, razza e religione facciano parte;
utilizzando ed incrociando queste nozioni di base ottiene una serie di conseguenze che
gli permettono di costruire le regole che governano il mondo di Inception.
La prima concezione che i sogni sembrano perfettamente reali finch stiamo dormendo,
solamente quando ci svegliamo ci rendiamo conto che c'era qualcosa di strano; la
seconda che durante lattivit onirica, la nostra mente crea e percepisce il mondo
fittizio simultaneamente, di continuo e senza interruzioni; la terza che non ci si ricorda
mai esattamente linizio di un sogno, ma ci si ritrova in mezzo a quello che sta
succedendo; la quarta che i tempi nel sogno appaiono dilatati, perch il cervello lavora in
modo estremamente rapido per generare il sogno e renderlo credibile alla nostra
mente.
Il film essenzialmente un action movie di spionaggio, in cui i segreti da estrarre o da
difendere sono sepolti nel subconscio ed i sogni sono lunico mezzo per accedere a
questo livello cos profondo

Freud
"il sogno la strada maestra che conduce alla conoscenza dell'inconscio"
Proprio a questo livello fa riferimento Freud quando parla del contenuto manifesto del
sogno, che il racconto del sogno cos come viene ricordato dal sognatore, la storia che
linconscio ha creato con i suoi periodi sintattici, le sue ambientazioni, e i suoi personaggi,
colori, atmosfere, mentre il contenuto latente del sogno ci che nascosto e deve
esser rivelato, il materiale inconscio, il desiderio represso, il significato del sogno.
La divisione del sogno in contenuto manifesto e contenuto latente viene teorizzata da
Freud nella
Interpretazione dei sogni insieme al concetto di sogno
comerappresentazione mascherata di un desiderio represso.
Freud dopo aver presentato le sue convinzioni sulla attendibilit scientifica del suo metodo
di interpretazione dei sogni, si concentra nellapplicazione della metodologia pratica che
pu rivelare ci che il sogno nasconde.
Facendo questa operazione deve necessariamente definire gli elementi che sta trattando,
e cos nasce la divisione da lui teorizzata in contenuto manifesto e contenuto latente
del sogno.
Questa divisione molto importante in quanto si configura come prima struttura della
metodologia scientifica freudiana, e come procedimento rigoroso e replicabile
nellassegnare un nome agli elementi di base del sogno, con il fine ultimo di applicare la
psicoanalisi a tali elementi e portare alla luce ci che il sogno nasconde: il significato.
Per arrivare a scoprire il contenuto latente del sogno, Freud compie il procedimento
inverso a quello della censura che agisce nellinconscio individuale e che mascherala
pulsione iniziale. Quindi Freud, dalla narrazione del sogno stesso (il contenuto manifesto)
tenta di risalire al desiderio ed alla pulsione che ne lorigine (il contenuto latente).
Anche se questo ci appare oggi scontato o naturale, dobbiamo pensare che fino ad allora,
lavorare con i sogni voleva dire affidarsi alla propria intuizione e sensibilit o
allinterpretazione popolare.
In seguito a questa prima divisione, Freud analizza il meccanismo che dal contenuto
latente porta al contenuto manifesto, e suddivide questo processo di lavoro onirico in tre
fasi: la condensazione, lo spostamento e la rimozione (responsabile della deformazione
nei sogni).
Freud esprime la convinzione che tutti i contenuti latenti siano di origine sessuale frutto di
pulsioni infantili represse, e che si manifestino nel contenuto manifesto come ricordi di
copertura, in seguito amplia la sua visione prendendo in considerazione lidea che i sogni,
oltre ad esprimere pulsioni erotiche, portino alla luce anche impulsi aggressivi repressi.
Il sogno, grazie alla deformazione onirica che maschera i contenuti rimossi, ha un ulteriore
fondamentale fine: proteggere e mantenere il sonno. I sogni impediscono quindi
lirrompere della realt e degli stimoli (sia fisici che esterni che repressi) che possono
essere disturbanti. Tali stimoli, idee o desideri ( contenuto latente) si convertono in
immagini e situazioni ( contenuto manifesto) e queste danno origine ai sogni.
Freud introdusse, quindi, la talking cure ("la cura del parlare, del discorrere"), ovvero
lasciava che i pazienti, opportunamente rilassati e distesi comodamente su un divano
(tramutatosi poi nell'iconografia della psicoanalisi nel famigerato lettino dell'analista),
dessero libero sfogo alle parole e al flusso delle proprie idee, tentando di vincere l'azione
di censura delle tradizioni, della morale e degli imperativi sociali che impedivano ai fatti
raccontati di presentarsi per cio' che erano.

La coscienza di Zeno
il dramma delluomo contemporaneo
La psicoanalisi laspetto caratterizzante, dell'opera dello scrittore triestino Italo Svevo,
La coscienza di Zeno,
Svevo propone un romanzo d'avanguardia di respiro europeo. Per la prima volta le
scoperte del medico viennese Sigmund Freud fanno parte di un testo senza peculiarit
scientifiche: il protagonista, ma non solo lui, si adopera con grande successo ad illustrare
l'enorme variet dell'interventismo inconscio nella vita quotidiana.
Non c' bisogno di arrivare al termine del racconto per scoprire che sogni, errori,
dimenticanze e distrazioni sono tutt'altro che casuali e rispondono piuttosto a motivazioni
fortissime, sebbene inconsce.
Nel romanzo si vuol approfondire il difficile rapporto che Zeno ha con la realt.
Si parte, ma non era poi cos scontato parlando de "la Coscienza", dall'inizio: nella prima
sezione, composta da due brevi prefazioni e un racconto sganciato dal resto della
narrazione , Svevo anticipa il senso dell'intero racconto, riuscendo a racchiudere nella
"famosa, emblematica sigaretta" l'intera gamma delle nevrosi zeniane e a sviluppare
(quasi) tutti i temi che caratterizzeranno le pagine seguenti, sia per quel che riguarda
l'aspetto "micro" (la malattia immaginaria di Zeno) sia per quanto concerne l'aspetto
"macro" (l'ineluttabilit di un'esistenza infelice coinvolge l'intera umanit).
L'analisi del nucleo centrale del romanzo (dalla morte del padre al funerale di Guido)
permette di approfondire, sotto punti di vista differenti, l'incidenza della realt
psicoanalitica nel romanzo, la posizione assunta dal narratore, il peso che la pratica
medica ricopre nella narrazione.
Nel capitolo secondo (Il doppio livello della narrazione) l'attenzione puntata sulla
costruzione a due livelli della storia; rifacendosi ad alcuni celebri saggi critici
l'accostamento tra Zeno e Charlot appare particolarmente azzeccato per spiegare la
"doppia faccia" del protagonista e, di conseguenza, dello stesso resoconto. Se
divertente, lineare e positivo in superficie appare completamente diverso in chiave di
analisi psichica: il diario "doloroso e squallido", la vita di Zeno una schermaglia infinita
di sensi di colpa e repulsioni, di indulgenze e autotutele, di menzogne e dolori
psicosomatici.
Nel terzo capitolo sono approfondite le caratteristiche principali dell'autobiografia, ovvero
la menzogna e la malattia. Di entrambi il consapevole Zeno si serve per "riequilibrare" una
situazione psicologica costantemente instabile; verso gli altri giocoso, sarcastico, talvolta
scaltro; verso se stesso riflessivo, accorto e indulgente. La bugia cos presente in Zeno
che nemmeno in sede di confessione ne sapr fare a meno; un po Svevo un po Freud ci
riveleranno le vere intenzioni del Cosini; l'amore per la cognata Ada non mai tramontato
come invece ribadisce con frequenza eccessiva, e quindi sospetta, lo Zeno narratore cos come l'affetto per la moglie Augusta spacciato, senza nemmeno troppa convinzione
per la verit, per amore; per finire nel caso, emblematico e grottesco, dell'odio per il rivale
Guido, ipocritamente accantonato di fronte agli occhi dei familiari e forse di se stesso, ma
prepotentemente riemerso nella famosa scena dello sbaglio di funerale.
Nell'ultimo capitolo viene dato uno sguardo al rapporto di Svevo con la psicoanalisi di
Freud; non un'adesione incondizionata, tutt'altro. Svevo poco pratico della terapia
analitica, non crede che sia efficace e ritiene la nuova concezione medica utile pi per i
narratori, come allargamento della conoscenza, che non per i dottori. Zeno riflette questa

concezione, si avvicina alla psicoanalisi (l'autobiografia un preludio alla cura) ma poi la


rifiuta, boicotta i metodi di approccio (p.e. inventa un sogno falso) e nega ogni possibile
conclusione.
Cos facendo Svevo garantisce libert d'azione ai suoi personaggi, svincola le
considerazioni dai dogmi freudiani e non tradisce il senso di originalit e incertezza che il
personaggio Zeno, in definitiva, vuol trasmettere.
Virginia Woolf, Mss. Dalloway, La vita un sogno dal quale ci si sveglia morendo
La tecnica narrativa de La coscienza di Zeno stata pi volte paragonata al flusso di
coscienza, tecnica utilizzata da alcuni scrittori nellambito dei romanzi psicologici, come
James Joyce nellUlisse, e Virginia Woolf in Mss. Dalloway.
Il romanzo narra la giornata della signora Dalloway e di altri personaggi che, a turno, si
trovano sia sullo sfondo che in primo piano.
La Woolf fa uso della tecnica del monologo interiore, i moments of being, per descrivere lo
scenario. Un determinato oggetto contiene in s il mistero di un qualsivoglia ricordo
disperso nei meandri dell'inconscio
Il sottile gioco della Woolf - un flusso eterno di ricordi e realt, passeggiata, ricordi e
considerazioni, se, possibilit, domande, risposte, impossibilit della risposta - porta il
romanzo a sfornare un flusso continuo di informazioni gi dall'inizio.
La Woolf presenta tutta la sua societ, quella borghese spicciola, la parte viscida di
Londra, e quella nobile e reale a cui tende tutta la civilt, i sobborghi poveri - quasi
tralasciati, sullo sfondo - la gente infima, i colti, i belli e quelli brutti, orrendi e emarginati
dalla societ.
Il racconto concentrato su un unico giorno (un mercoled di giugno 1923), e un unico
spazio, Londra: una fantasmagoria di strade, sguardi, prospettive e personaggi che si
intrecciano e si toccano per poi perdersi e disperdersi nella splendida e lacerante forza
vitale della grande citt modernista. A contenere questa materia frammentaria e sfuggente
sta un uso magistrale di tempo e spazio, marcati da segnali ricorrenti (il suono del Big
Ben, il canto degli uccelli, il volo dell'aereo sul quale convergono gli sguardi) e, sul piano
della storia, la festa - il ricevimento che Clarissa Dalloway sta preparando per quella calda
sera di giugno. Ma soprattutto la splendida Clarissa - cinquantenne, alto-borghese, una
vita apparentemente dorata e un passato di desideri segreti e negati - il punto di attrazione
di questa pioggia di atomi (come si esprime Virginia Woolf in un famoso saggio) che
attorno a lei e alla sua festa si aggrega e si trova per poi perdersi di nuovo. Clarissa e il
suo "doppio" sconosciuto, Septimus Warren Smith - giovane, povero, reduce allucinato di
una guerra che gli ha sconvolto per sempre la mente e la vita: due esistenze che si
intrecciano e si rispecchiano senza mai incontrarsi, lontane eppure accomunate dal dolore
e dalla paura, della morte e della vita. Dolore e paura di cui si libereranno, alla fine, con
scelte opposte - la morte per Septimus e l'accettazione della vita per Clarissa - che
chiudono il viaggio della coscienza di entrambi e i mille percorsi di quella lunga giornata
londinese.

Il sistema limbico
la memoria, le emozioni, il sogno
La coscienza, secondo studi recenti, ha sede nel sistema libico. costituito dallinsieme
delle strutture cerebrali localizzate nella regione intermedia e profonda del cervello, che
rivestono un ruolo importante nel meccanismo della memoria, delle emozioni e delle
reazioni istintive oltre che nellelaborazione del comportamento. Forma una sorta di anello
continuo di corteccia nella parte interna di ciascun emisfero cerebrale. costituito da
diverse strutture tra cui:
le vie olfattive (la connessione dei bulbi olfattivi al sistema limbico contribuisce a
spiegare perch gli odori evochino risposte emotive e ricordi)

lamigdala temporale (ha influenza sul comportamento e su alcune attivit come


lattrazione sessuale e lalimentazione e su emozioni come lira)

lippocampo (una fascia ricurva di sostanza grigia cerebrale che coinvolta nei
meccanismi di apprendimento e memoria)

i nuclei del setto

la circonvoluzione del cingolo (reazioni istintive), a sua volta, composta da due


circonvoluzioni:corpo
calloso (connette
i
due
emisferi
dellencefalo)
e paraippocampo (insieme ad altre aree influisce sullespressione di emozioni come la
rabbia e la paura)
In particolare, sempre da studi recenti, si visto che lamigdala e lippocampo hanno
implicazioni nella regolazione delle emozioni e nella formazione delle memorie,
rispettivamente, e sono due strutture cerebrali che svolgano durante il sonno funzioni simili
a quelle che svolgono durante la veglia. In tal modo, il ruolo di queste strutture nellattivit
mentale di un individuo sveglio dovrebbe coincidere con quello giocato nella produzione
della specifica attivit mentale del sonno, cio il sogno.

Apuleio, il sogno di Iside


Il sogno come rappresentazione di desiderio reale lo ritroviamo nellundicesimo libro delle
Metamorfosi di Apuleio.
Il romanzo, opera stravagante in 11 libri, forse l'adattamento (almeno nei primi 10) di uno
scritto di Luciano di cui non siamo in possesso, ma del quale ci pervenuto un plagio
intitolato "Lucius o L'asino": si discute se Apuleio abbia seguito il modello solo nella trama
principale, o ne abbia ricavato anche le molte digressioni novellistiche tragiche ed
erotiche. Le "Metamorfosi" gravitano comunque sia nella tradizione della "fabula milesia"
(novelle a carattere erotico e licenzioso)e sia in quella del romanzo greco contemporaneo,
arricchito per dall'originale e determinante elemento magico. Dunque, il magico si alterna
con l'epico (nelle storie, vedremo, dei briganti), col tragico, col comico, in una
sperimentazione di generi diversi (ordinati ovviamente in un unico disegno, con un
impianto strutturale abbastanza rigoroso), che trova corrispondenza nello sperimentalismo
linguistico, nella piena padronanza di diversi registri, variamente combinati nel tessuto
verbale: e il tutto in una lingua, comunque, decisamente "letteraria".
La storia narra di un giovane chiamato Lucio (identificato da Apuleio con lo stesso
narratore), appassionato di magia. Originario di Patrasso, in Grecia, egli si reca per affari
in Tessaglia, paese delle streghe. L, per caso, si trova ad alloggiare in casa del ricco
Milone, la cui moglie Panfila ritenuta una maga: ha la facolt di trasformarsi in uccello.
Lucio vuole imitarla e, valendosi dell'aiuto di una servetta, Fotis, accede alla stanza degli
unguenti magici della donna. Ma sbaglia unguento, e viene trasformato in asino, pur
conservando coscienza ed intelligenza umana. Per una simile disgrazia, il rimedio sarebbe
semplice (gli basterebbe mangiare alcune rose), se un concatenarsi straordinario di
circostanze non gli impedisse di scoprire l'antidoto indispensabile. Rapito da certi ladri
durante la notte stessa della metamorfosi, egli rimane bestia da soma per lunghi mesi, si
trova coinvolto in mille avventure, sottoposto ad infinite angherie e muto testimone dei pi
abietti vizi umani. Nella caverna dei briganti, Lucio ascolta la lunga e bellissima favola di
"Amore e Psiche", narrata da una vecchia ad una fanciulla rapita dai malviventi: la favola
racconta appunto l'avventura di Psiche, l'Anima, innamorata di Eros, dio del desiderio, uno
dei grandi dmoni dell'universo platonico, la quale possiede senza saperlo, nella notte
della propria coscienza, il dio che lei ama, e che per smarrisce per curiosit, per ritrovarlo
poi nel dolore di un'espiazione che le fa attraversare tutti gli "elementi" del mondo. Sconfitti
poi i briganti dal fidanzato della fanciulla, Lucio viene liberato, finch - dopo altre peripezie
- si trova nella regione di Corinto, dove, sempre sotto forma asinina, si addormenta sulla
spiaggia di Cancree e, durante una notte di plenilunio, vede apparire in sogno la dea Iside
che lo conforta, gli annuncia la fine del supplizio e gli indica dove potr trovare le
benefiche rose. Il giorno dopo, il miracolo si compie nel corso di una processione di fedeli
della dea e Lucio, per riconoscenza, si fa iniziare ai misteri di Iside e Osiride.
Il tema del sogno appare nell'undicesimo libro, infatti all'improvviso l'asino si sveglia e
vede sorgere dal mare la luna. Profondamente commosso, le rivolge una preghiera,
chiedendole di potersi liberare della bestia che in lui, oppure di morire. Poi si
riaddormenta. In sogno gli appare Iside,la dea che governa col cenno del capo le vette
luminose della volta celeste, i venti del mare, i silenzi dell'Averno. Iside,la quale afferma di
essere venerata ovunque sotto molteplici forme e con numerosi nomi, (Minerva, Venere,
Diana, Proserpina, Cerere, Giunone, Bellona, Ecate, Rammusia) gli annuncia la fine dei
suoi tormenti: il giorno seguente (il 5 marzo) la festa della dea; Lucio dovr avvicinarsi al

sacerdote e mangiare i petali delle rose della sacra ghirlanda: all'istante ritorner uomo. La
sua vita per cambier del tutto: egli diventer un adepto del culto della dea, che gli
promette beatitudine eterna dopo la morte. L'asino si risveglia: una stupenda giornata
primaverile e tutto permeato di una strana gioia. Durante la processione finalmente Lucio
vede il sacerdote, gli si avvicina e mangia le rose. All'istante ridiventa uomo. Il sacerdote
gli spiega il senso delle sue traverse e lo esorta ad abbracciare la nuova fede. Lucio,
commosso, segue il corteo del "navigium Isidis". Il giovane pu finalmente rivedere i suoi,
da cui era creduto morto; ma tutti i suoi desideri sono rivolti all'iniziazione, che finalmente,
dopo una lunga attesa, avr luogo. Una seconda iniziazione avverr a Roma: Lucio
diverr anche adepto di Osiride. Infine vi sar la terza e definitiva consacrazione di Lucio,
che ora scopre le sue carte e si dice non pi greco, ma originario di Madauro (la
sovrapposizione con l'autore ormai completa); il dio Osiride in persona promette al
giovane una brillante carriera come retore giudiziario e lo esorta a non preoccuparsi delle
calunnie della gente. Lucio, prima di entrare a far parte di un collegio sacerdotale, con
gesto altamente simbolico si rasa i bei riccioli biondi di cui andava tanto fiero.

Il surrealismo
sogno e follia
La parte di noi che emerge durante il sogno, e ci permette di associare libere parole,
pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati, liberamente espressa quando
siamo svegli, alla base del pensiero surrealista.
Il surrealismo un movimento culturale molto diffuso nella cultura del novecento che
nasce come evoluzione del Dadaismo. Ha coinvolto tutte le arti visive, anche letteratura
e cinema, quest'ultimo nato negli anni venti a Parigi, dove, nel 1925 stata allestita la
prima mostra del movimento.
Esso ebbe come principale teorico il poeta Andr Breton, che canalizz la vitalit
distruttiva del dadaismo. Breton fu influenzato dalla lettura de L'interpretazione dei sogni d
i Freud del 1899; dopo averlo letto arriv alla conclusione che era inaccettabile il fatto che
il sogno (e l'inconscio) avesse avuto cos poco spazio nella civilt moderna e pens quindi
di fondare un nuovo movimento artistico e letterario in cui il sogno e l'inconscio avessero
un ruolo fondamentale. Nacque cos il surrealismo, definito nel primo Manifesto del 1924
di Breton:
Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o
la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in
assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione
estetica e morale.
I surrealisti si avvalevano di diverse tecniche per far in modo di attivare il loro inconscio,
una di queste il cadavre exquisi (cadavere squisito), tecnica basata sulla casualit e
sulla coralit, che prevede la collaborazione di pi artisti: uno di essi comincia l'operazione
tracciando un disegno, una figura, che deve essere ignorata dagli altri, poi il foglio deve
essere passato a tutti i partecipanti, uno per uno, i quali a loro volta faranno una figura, e
cos via. Questa tecnica era utilizzata dai surrealisti anche in ambito poetico, ovvero
aggiungendo uno per uno una parola, ignorando lo scopo finale dei singoli. Il nome della
tecnica deriva infatti da una poesia surrealista: "Il cadavere squisito berr il vino nuovo".
Altre tecniche fortemente utilizzate dai pittori di questo movimento sono: il frottage
(strofinamento), il grattage (grattamento, raschiamento), il collage, l'assemblage e il
dripping (Max Ernst il primo ad utilizzare questa tecnica, resa famosa dopo la seconda
guerra mondiale da Jackson Pollock).
Il surrealismo ha tre tematiche principali:

amore, inteso come fulcro della vita


sogno e follia, considerati i mezzi per superare la razionalit
liberazione dell'individuo dalle convenzioni sociali.

Salvador Dal
le immagini nascono dal torbido agitarsi dell inconscio
Uno dei maggiori esponenti del Surrealismo fu Salvador Dal. Dal da all'automatismo
psichico un nome preciso: metodo critico-paranoico. Che cos' dunque questo famoso
metodo paranoico-critico? E'il pittore stesso a spiegarcelo in un saggio "La conquista
dell'irrazionale"(1935),dove descrive le proprie ricerche e afferma:"Tutta la mia
ambizione,sul piano pittorico,consiste nel materializzare con la pi imperialistica smania di
precisione le immagini dell'irrazionalit concreta... che provvisoriamente non sono
spiegabili n riducibili attraverso i sistemi dell'intuizione logica o i meccanismi razionali". E
ancora:"Attivit paranoico-critica:metodo spontaneo di conoscenza irrazionale basato
sull'associazione interpretativo-critica di fenomeni deliranti". Dunque le immagini che
l'artista cerca di fissare sulla tela nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio (la
paranoia) e riescono a prendere forma solo grazie alla razionalizzazione del delirio
(momento critico).
Tra i tanti quadri di Dal, quello che, probabilmente, meglio esprime il tema dell' inconscio
e del paranoico-critico "Sogno causato dal volo di un'ape intorno a una melagrana,un
attimo prima del risveglio"(1944),il cui titolo di per s esplicativo:"Immaginare per la
prima volta la scoperta operata da Freud del sogno tipico di lunga affabulazione
argomentale, conseguenza dell'istantaneit di un incidente che causa il risveglio. Come la
caduta di una barra sul collo del dormiente ne provoca simultaneamente il risveglio e un
lungo sogno culminante nella mannaia della ghigliottina, cos il ronzio dell'ape provoca la
puntura del dardo che risveglier Gala".
Il primo dopoguerra, fine del sogno di un mondo che poteva guardare al proprio futuro
piuttosto che volgersi verso il passato
La matrice del movimento surrealista si trova nellEuropa del primo dopoguerra. La
delusione era lo stato danimo dominante tra gli artisti europei. Deve essersi trattata di
unenorme delusione, dal momento che il caos e la distruzione post-bellica sembravano
lunico risultato di tutte le promesse di progresso che avevano illuso lE
La fine della prima guerra mondiale lasci i paesi belligeranti stremati. Ai contraccolpi
geografici (i morti avevano superato i 10 milioni di unit) si aggiungevano le difficolt
economiche: le industrie che avevano prodotto materiale bellico dovevano essere
riconvertite mentre il bilancio pubblico era stremato da un indebitamento vertiginoso;
questa situazione aliment un forte malessere sociale (di cui l'inflazione e la
disoccupazione dei reduci erano le cause pi rilevanti) e le conseguenze si fecero sentire
sul piano politico, dove alla domanda delle masse popolari di partecipare maggiormente
alla vita politica, fecero riscontro le tendenze di alcuni a risolvere in chiave autoritaria la
crisi del sistema liberale. I sistemi politici dei paesi vincitori trovarono difficolt a governare
ed a risolvere la gravissima crisi economica e sociale esplosa nell'immediato dopoguerra e
trascinatasi per i primi 20 anni. Gli accordi di pace non furono infatti in grado di ricostruire
un nuovo ordine internazionale. Tale difficolt affondava le sue radici nel progressivo
declino economico dell'Europa che divenne economicamente tributaria di altri centri, primo
fra tutti gli USA. Lo stato liberale e la democrazia politica sembrarono incapaci di risolvere
i problemi pi assillanti; ci permise risoluzioni in chiave autoritaria. Anche l'Inghilterra fu in
questo periodo travagliata da lotte sindacali senza precedenti che culminarono nel 1926 in
un grande sciopero di minatori che rischi di far precipitare la situazione politica; il governo

inglese riusc ad incanalare tali proteste entro l'alveo istituzionale. In Francia si assistette
ad una radicalizzazione dello scontro politico e sociale. Negli USA, usciti dalla crisi
economica, prevalsero le tendenze isolazioniste e pi conservatrici, che limitarono
notevolmente il ruolo di questo paese nello scacchiere internazionale. Il timore del
bolscevismo port all'adozione di restrizioni nei confronti dell'emigrazione, considerata
veicolo di infiltrazioni comuniste. Il clima di intolleranza sfoci in provvedimenti repressivi;
uno in particolare fece molto scalpore: la condanna a morte di 2 anarchici italiani, SACCO
e VANZETTI, ingiustamente accusati di un omicidio a sfondo politico. In Germania la crisi
del dopoguerra raggiunse una radicalizzazione estrema. Fu proclamata la Repubblica di
Weimar che afferm l'egemonia della socialdemocrazia. Ma all'interno del movimento
operaio si affermarono anche tendenze rivoluzionarie che si coagularono nel movimento
spartachista. Lo scontro tra il governo e la sinistra raggiunse il suo apice nel 1919 con una
grande manifestazione a Berlino, stroncata nel sangue. Dopo l'episodio si scaten la
controrivoluzione animata dalla formazioni pi reazionarie legate ai circoli militari. Una di
queste, a Monaco, si organizz in Partito Socialista capeggiato da Adolf Hitler che tent un
colpo di stato; il tentativo fall e Hitler fu arrestato. L'episodio fu un chiaro sintomo di una
situazione politica irrimediabilmente deteriorata, quindi di una metamorfosi politica e
ideologica.