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Bacone ritiene che la scienza debba assicurare alluomo il dominio sulla natura e quindi il miglioramento delle sue condizioni

di vita. Egli ritiene che il sapere tradizionale sia sterile ed immobile in quanti vincolato al principio dautorit che comporta ladesione al modello offerto da Aristotele; invece le arti meccaniche sono in continuo progresso sulla base del rapporto conoscenza-esperienza e della collaborazione tra gli studiosi, pertanto Bacone afferma che i moderni superano gli antichi perch i primi hanno accumulato maggiori esperienze. Per Bacone vi sono delle finalit inconciliabili tra la magia e la scienza; la magia ha un linguaggio esoterico ed enigmatico e produce falsit e impostura, la scienza ha un linguaggio condiviso e comprensibile e produce benessere e progresso. Il filosofo sostiene che la mente umana debba liberarsi dai suoi errori e pregiudizi (idoli); classificati in: idoli della trib che appartengono a tutti gli uomini che si rapportano ai fenomeni naturali secondo il solo criterio della proprio struttura mentale; idoli della caverna che appartengono ai singoli individui e derivano da ambiente ed educazione; idoli del mercato che derivano dalluso inappropriato delle parole ed infine gli idoli del teatro che derivano dalle antiche dottrine filosofiche espressione di una conoscenza statica e sterile che produce idee false e menzognere. Bacone, inoltre, ritiene che luomo ministro e interprete della natura; infatti pu conoscere e dominare la natura a patto di rispettarne le leggi. Infine lui ritiene che la corretta interpretazione della natura sia possibile sulla base

della induzione, basata sulla osservazione empirica e sulla catalogazione dei fenomeni (le tavole) che consentono alla conoscenza di procedere per gradi sempre sotto controllo sperimentale e di formulare la prima ipotesi da verificare infine con lesperimento cruciale.

Cartesio
Una ragione utile
Cartesio ritiene che la conquista del sapere non sia impossibile a patto che si osservino alcune regole essenziali nella ricerca della verit, che, accessibile allintelletto umano che sappia dotarsi di un adeguato metodo dindagine. Il metodo , dunque, finalizzato alla ricerca della verit nelle scienze.

La ricerca della certezza


Le caratteristiche essenziali del metodo devono basarsi sul rigore del procedimento e sul requisito della semplicit degli oggetti della conoscenza. Per questo lui elabora le quattro regole del metodo: 1) la prima la regola dellevidenza che consiste di accettare come vere solo le idee chiare e distinte; 2) regola dellanalisi, la quale prescrive di dividere ogni problema nelle sue parti elementari; 3) regola della sintesi che prescrive di passare dalla conoscenze pi semplici ed elementari a quelle pi complesse; 4) regola dellenumerazione che prescrive di fare sempre revisioni generali per essere sicuri di non omettere nulla. Alla base di queste regole c lesigenza cartesiana di dare un ordine alla mente nella ricerca della verit.

Il dubbio
Cartesio muove con decisione alla ricerca di un punto di partenza per riedificare ledificio del sapere. Tale punto di partenza identificato nel dubbio metodico: un dubbio universale e totale, che rifiuta ogni opinione che sia anche lontanamente sospettabile di falsit. Per, per Cartesio, dobbiamo essere certi di una cosa: che se noi pensiamo, noi dobbiamo esistere. Nonostante siamo presi dal dubbio universale non possiamo fare a meno di riconoscere che nellattimo in cui noi pensiamo, esistiamo! Questa lunica verit che il dubbio non pu indebolire.

La struttura del cogito


Per capire la struttura del cogito occorre precisare che esso si identifica con lesperienza in atto del pensare. Il cogito cartesiano il frutto di unintuizione della mente, immediata e fulminea che coglie con sicurezza che colui che sta pensando di dubitare di tutto, almeno finch pensa, sicuro di esistere.

Il contrassegno della certezza


La verit del cogito dipende dal fatto che io la intuisco come assolutamente chiara e distinta. Per Cartesio unidea chiara quando balza agli occhi in modo immediato; mentre distinta quando separata da ogni altra e definita in se stessa, in modo tale da non poter essere confusa. Partendo da questo, il filosofo scopre tre tipologie di idee: 1) avventizie (idee che si riferiscono ad oggetti esterni); 2) fattizie (idee inventate da

noi); 3) innate (idee che troviamo in noi ma non possono essere state create n da noi n ci sono prevenute dallesterno).

Lidea di Dio
Tra tutte le idee che troviamo nella nostra mente, soltanto due si presentano assolutamente certe: lidea del cogito e lidea di Dio. Nella nostra mente, sostiene Cartesio, abbiamo lidea di Dio, cio lidea dellessere perfetto ed eterno. Da questo ragionamento Cartesio deduce che lidea di Dio unidea innata, impressa da Dio stesso nella nostra mente (marchio di fabbricazione). Cartesio fornisce un secondo argomento dellesistenza di Dio. Tale argomento consiste nel supporre che Dio non esista e nel chiedersi da cosaltro potrebbe derivare la propria esistenza il soggetto che possiede lidea di Dio, cio lio pensante. Solo Dio pu aver creato luomo che finito pur possedendo lidea dellinfinito. Cartesio fornisce ancora unaltra prova dellesistenza di Dio. Si tratta della prova ontologica; Dio deve esistere necessariamente, perch non possiamo pensare lidea di Dio senza includere lesistenza nella sua natura.

Le altre certezze
Le altre certezze che ci d Cartesio sono lesistenza del mondo e di tutte le altre cose. Il filoso afferma che grazie alla certezza dellesistenza di Dio, pu scoprire un cammino che ci condurr alla conoscenza delle altre cose delluniverso. Questo si attua attraverso tre passaggi. Il primo consiste nel riconoscere che se Dio perfetto non pu che essere anche buono e, dunque, non pu ingannare gli uomini. Il secondo passaggio fa supporre che

noi abbiamo ricevuto da Dio la facolt di giudicare e distinguere il vero dal falso. Il terzo passaggio afferma che lerrore umano non dipende dallintelletto che Dio ci ha donato, ma dalla volont.

Lesistenza del mondo


Dopo la certezza della propria esistenza e dellesistenza di Dio, una terza certezza si rivela agli occhi del filosofo, ossia lesistenza del mondo esterno. Lesistenza di Dio ci garantisce che i nostri sensi non cingannano quando percepiamo le cose fisiche con evidenza e, dunque, che esiste il mondo. Cartesio allorigine della scienza moderna ritiene che la conoscenza scientifica si ottenga attraverso lintelligenza e non i sensi. In secondo luogo, ritiene che loggetto della scienza sia costituito soltanto dalla forma geometrica delle cose fisiche, ossia dallestensione o res extensa. La scienza, infatti, studia solo le propriet stabili e immutabili delle cose.

La res extensa
Il mondo si presenta a Cartesio come materia, cio come una grande cosa estesa (res extensa), contrapposta alla res cogitans, cosa che pensa. La coincidenza della materia con lestensione porta il filosofo a negare la possibilit del vuoto. La materia estesa uniforme e impenetrabile; essa inoltre senza limiti o, secondo la definizione cartesiana, indefinita.

La scienza cartesiana
La riduzione cartesiana della materia a estensione rappresenta unidea di scienza che molti hanno considerato schematica. La fisica cartesiana si pu ricondurre a due principi: la materia inerte e la quantit di moto che Dio vi ha impresso allatto della creazione e che rimane costante. Tale immagine si precisa con la formulazione delle tre leggi che regolano il moto dei corpi: la legge di inerzia, quella del moto rettilineo e quella della conservazione della quantit di moto. Un altro aspetto della modernit di Cartesio rappresentato dalla sua critica al finalismo della natura.

Il meccanicismo
Il termine meccanicismo designa quelle dottrine che considerano la natura come una macchina. Cartesio dice che luniverso fisico pu essere paragonato a una grande macchina, priva di anima e di ogni fine, governata dalla legge dei corpi estesi e in movimento.

La difficile condizione umana


Al primo posto per Cartesio si colloca il pensiero (res cogitans o anima), fondamento di ogni ulteriore certezza, che lautore ritiene non solo immateriale, ma anche realmente distinto dal corpo e dotato di esistenza propria e indipendente. Contrapposta al pensiero la materia o estensione (res extensa), di cui fa parte il corpo. Da questa visione consegue il celebre dualismo cartesiano di corpo e anima; due sostanze totalmente distinte e separate tra loro. La conclusione di

Cartesio che il nostro pensiero possa continuare a esistere anche senza il corpo. Dal suddetto dualismo discende la dottrina del corpo come macchina.

Lanimale come macchina


Cartesio traccia una netta divisione tra luomo e il mondo animale. Luomo, infatti, ha il linguaggio che serve a manifestare il proprio pensiero in modo chiaro e preciso. Per il filosofo le macchine agiscono in modo deterministico, cio sulla base della conformazione dei loro organi, mentre gli uomini sono liberi. Oltre al linguaggio, la differenza pi profonda tra animali e uomo rappresentata dalla ragione.

Le difficolt del dualismo


Il dualismo oltre a urtare contro il senso comune, costituisce un vero nodo problematico per il sistema cartesiano. Cartesio ammise che, pure essendo difficile da spiegarsi, uninterazione tra corpo e anima doveva esserci. Anzi egli fece di pi: cerc di determinare il luogo in cui lanima (o mente) interagisce col corpo, individuandolo allinterno del cervello (nella ghiandola pineale o conarion. Cartesio arriv a questo perch tale ghiandola lunico organo semplice e non doppio, a differenza di tutte le altre parti del cervello.

Le passioni e letica
Nellultima sua opera Cartesio sembra superare il dualismo corpo-anima, per esprimere un visione unitaria delluomo. In questultimo egli distingue due tipi di funzioni: 1) le azioni

dipendono dalla volont e sono liberamente poste allindividuo; e 2) le passioni che sono affezioni involontarie causate nellanima dalle forza meccaniche del corpo. Le passioni si producono nellanima a causa del suo stretto collegamento con il corpo. Esse si generano nellanima, ma la loro causa fuori dellanima. Le passioni, dunque, rendono lanima passiva, in quanto essa le patisce. Il dominio delle passioni richiede che la volont agisca in modo tale da indurre nel corpo un comportamento idoneo a fronteggiare le situazioni della vita, senza permettere alle passioni di sopraffarci. Le passioni in s sono emozioni utili, perch stimolano lanima a ricercare ci che utile per il corpo. Secondo Cartesio, la volont non pu influire direttamente sulle passioni, ma indirettamente, attraverso labitudine alla moderazione. Lanima , dunque, sede di lotta tra le passioni e la ragione. Tra le passioni positive per Cartesio c: la meraviglia (passione fondamentale e nobile) e la passione amorosa, definita come il desiderio che nasce dal gradimento.