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LICEO "L.

PICCOLO" DI CAPO D'ORLANDO , 5/12/2011

R I N A L D O A N A S T A S I

ARTE

Ogni espressione dell'attivit fantastica, creatrice di bellezza, che si esegue nel suono, nel verso, nel colore, nella pietra, ecc. (musica, canto, poesia, pittura, scultura, architettura, danza, cinema): Enciclopedia filosofica dell'Istituto per la Collaborazione Culturale.
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

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KANT
"Bello ci che piace senza interesse".

"Bello ci che piace universalmente e necessariamente ". "La bellezza di un oggetto implica una finalit senza fine e una regolarit senza legge".
Il genio "la natura che d la regola all'arte".
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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CRITICA DEL GIUDIZIO


La Critica della ragion pura e la Critica della ragion pratica ci hanno rivelato una dualismo: da un lato un mondo fenomenico, governato dal meccanicismo causale; dallaltro il mondo noumenico, governato dalla legge di una volont libera. Nella Critica del giudizio Kant si propone di conciliare questi due mondi e trova unattivit conoscitiva intermedia tra lattivit teoretica e lattivit pratica.
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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Questa attivit il giudizio riflettente che ci fa sentire lideale identit fra meccanicismo causale e libera volont. Oltre al potere di conoscere ed al potere di desiderare vi , quindi, il sentimento del piacere e del dolore. Il giudizio del sentimento non determina gli oggetti n estende la loro conoscenza, ma si trova davanti, gi dati dallintelletto, gli oggetti e su di essi riflette per trovare in riferimento ad essi, il loro universale, cio la finalit.

Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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Per chiarire meglio la differenza, si pu pensare al diverso atteggiamento, poniamo, di un geologo, di un ecologista e di un turista di fronte ad una bella cascata dacqua: per il primo un fenomeno da studiare (Critica della ragion pura), per il secondo una bellezza da salvaguardare (Critica della ragion pratica), per il terzo uno spettacolo che suscita sentimento e piacere indipendente dalla conoscenza scientifica e dalla salvaguardia del fenomeno (Critica del giudizio).
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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I GIUDIZI
La Critica del giudizio si configura come unanalisi dei giudizi riflettenti; giudizi riflettenti che sono una facolt che Kant ritiene intermedia tra la conoscenza e la morale.

Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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GIUDIZIO ESTETICO E TELEOLOGICO


I due tipi fondamentali di giudizio riflettente sono quello estetico e quello teleologico.

Giudizio estetico (= "che concerne la sensazione"): verte sulla bellezza


Giudizio teleologico (="finalistico"): riguarda il discorso sui fini della natura

Entrambi sono giudizi sentimentali puri, cio derivanti a priori dalla nostra mente
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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Riepilogo visivo

Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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PARTIZIONI DELLA CRITICA DEL GIUDIZIO

Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

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LANALISI DEL BELLO ED I CARATTERI SPECIFICI DEL GIUDIZIO ESTETICO


Nella Critica del Giudizio il termine estetica assume il significato di dottrina dellarte e della bellezza. Il bello, per Kant, non ci che comunque piace, ma ci che piace nel giudizio del gusto.
Il giudizio estetico, secondo la tavola delle categorie, si divide in ben quattro definizioni: disinteresse; universalit; finalit senza scopo; necessit extra-logica.
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

KANT
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Secondo la qualit: "Bello ci che piace senza alcun interesse". Secondo la quantit: "Bello ci che piace universalmente e necessariamente ".

Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia"

Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

KANT
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Secondo la relazione: "La bellezza di un oggetto implica una finalit senza fine e una regolarit senza legge" (nel senso che la bellezza non rimanda a concetti precisi e non risulta imprigionabile in schemi conoscitivi). Secondo la modalit: Il bello "ci che, senza concetto, riconosciuto come oggetto di un piacere necessario" (nel senso che il bello si presenta come qualcosa su cui tutti debbono essere d'accordo).
Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009

LA RIVOLUZIONE COPERNICANA ESTETICA


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Il piacevole ci che piace ai sensi nella sensazione. Il piacere quello che scaturisce dalla sola contemplazione della forma di un oggetto. La bellezza libera quella che piace di per s, in forma pura (i fiori, gli uccelli, le conchiglie). La bellezza aderente quella che presuppone un concetto di scopo, che determina ci che la cosa deve essere (la bellezza di una donna, di un uomo, un edificio) Rinaldo Anastasi, "Arte e filosofia" Liceo "Medi" di Barcellona P.G., 2009