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LA SOCIOLOGIA DELL'ARTE

Possiamo definire la sociologia dell'arte come un disciplina volta allo studio dell'arte e della cultura da un punto di vista sociologico. Sociologia: disciplina che studia i fenomeni della societ umana Soltanto lo 0.5% della produzione sociologica riguarda la sociologia dell'arte. Delimitare il campo della sociologia dell'arte per un'impresa molto difficile, in quanto si tratta di una materia s vicina alle discipline tradizionalmente inerenti al suo oggetto ( storia dell'arte, critica, estetica ) ma anche alle scienze sociali ( antropologia, storia diritto ). GEORGE SIMMEL ( filosofo e sociologo Tedesco ) approfond la questione. Tent di mettere in evidenza il condizionamento sociale dell'arte sopratutto in relazione al Cristinesimo e l'influenza delle visioni del mondo sulle opere d'arte. Not un'affinit l'affinit tra il gusto della simmetria e le forme di governo autoritarie, mentre associ l'asimmetria all'individualismo e alle forme di stato liberali. 3 LIVELLI DI ANALISI NELL'INTERPRETAZIONE DELLE IMMAGINI: ICONICO: dimensione propriamente plastica. ICONOGRAFICO: convenzioni pittoriche che ne permettono l'identificazione. ICONOLOGICO: la visione del mondo sottesa all'immagine.

L'atto fondamentale della sociologia dell'arte quelli di interessarsi all'arte e alla societ. In essa vi la volont di rompere nettamente con la tradizione incentrata sul binomio artisti/opere, introducendo un terzo termine: LA SOCIETA'. 3 GENERAZIONI DELLA SOCIOLOGIA DELL'ARTE: 1 GENERAZIONE - L'ESTETICA SOCIOLOGICA: arte E societ Durante la prima met del XX secolo si manifest la preoccupazione di stabilire un nesso tra arte e societ. Negli anni 30, in parallelo con la corrente marxista, erano stati pubblicati saggi darte dovuti ad alcuni filosofi tedeschi. Parliamo della SCUOLA DI FRANCOFORTE (Adorno e Benjamin). Benjamin riconosce nellarte e nella cultura un mezzo offerto alle masse per affrancarsi dallalienazione della societ.
Questa generazione ha dei punti deboli caratteristici: 1) un feticismo dell'opera, assunta come punto di partenza della riflessione ( altre dimensioni estetiche sono escluse dalla ricerca ) 2) si giunge a postulare una separazione di proncipio tra l'arte e il sociale. 3) tendenza al causalismo ( ridurre qualsiasi riflessione sull'arte a un rapporto di causa ed effetto ).
2 GENERAZIONE - STORIA SOCIALE DELL'ARTE: arte NELLA societ

Preferisce interessarsi all'arte NELLA societ, piuttosto che a gettare un ponte tra le due. Si dedica al contesto della produzione e della ricezione delle opere. Esordisce negli anni 50, e si caratterizza per i metodi di ricerca empirici. ( Inghilterra Italia ). La societ, il contesto, influenzano l'arte e l'artista.
MILLARD MEISS vede ad esempio nella grande peste del 14 sec una condizione esterna determinante per la produzione pittorica in Toscana. Passando dal mecenatismo al contesto e alla ricezione ci si allontanati da un approccio esplicativo incentrato sulle opere, tipico della sociologia dellarte di prima generazione. Adesso per l'analisi non ci si colloca pi a monte, ma a valle, ovvero dalla parte della ricezione. HEINICH ha studiato in prospettiva sociologica il passaggio dal pittore allartista. Ha inteso ripercorrere litinerario che porta alla costruzione di un identit di artista ( attraverso il passaggio di tre regimi di attivit che si sono susseguiti, quello artigianale, quello accademico e quello artistico della vocazione ).

SOCIOLOGIA EMPIRICA: emerge negli anni 60. Si tratta di un tipo di sociologia diversa, detta di investigazione empirica, che si rif a metodi di ricerca moderni, come la statistica e l'etno-metodologia. Cambia anche la problematica presa in esame. Non pi l'arte e la societ, come nella prima generazione. Non pi neanche l'arte nella societ, come fece la seconda. Bens stavolta si indaga l'arte come societ: un insieme di attori, interazioni, e di tutto ci che testo a far esistere quella che chiamiamo arte. L'arte non pi il punto di partenza, ma un punto di arrivo. Un risultato. Ci si interessa a cosa produce l'arte, e cosa essa stessa produca.

RICEZIONE DELL'ARTE Per delineare con maggiore chiarezza la specificit dellapproccio sociologico procederemo a ritroso iniziando dalla RICAZIONE. Uno degli atti fondatori della sociologia dellarte allinizio degli anni 60 consistito nellapplicare alla frequentazione dei musei darte, i metodi di indagine statistica elaborati da LAZARFELD. Questi sondaggi di opinione si sono rivelati preziosi per misurare ci che differenziava i vari comportamenti in funzione delle stratificazioni socio demografiche. Dai risultati di questa indagine empirica, emerso che: Non si pu pi parlare del pubblico in generale, ma DEI pubblici. Non esiste pi un punto di vista globalizzante sul pubblico dell'arte. I pubblici sono differenziati, a seconda delle fasce di appartenenza. Inoltre l'accesso ai musei caratterizzato da una DISUGUAGLIANZA SOCIALE: i musei moltiplicavano gli ostacoli, specie per l'assenza di spiegazioni. Bourdieu sottolinea che anzich essere un rapido accesso all'arte, i musei accentuavano la separazione tra profani e iniziati. La sociologia sceglie di privilegiare le inclinazioni culturali proprie degli attori rispetto alle qualit estetiche inerenti le opere. Da qui partone 2 indirizzi di ricerca. Sociologia del gusto: HABITUS: la condivisione di uno spazio sociale che permette di avere una medesima percezione delle pratiche sociali tra i componenti di una societ. HABITUS di Bourdier: intende la chiave della riproduzione culturale in quanto in grado di generare comportamenti regolari che condizionano la vita sociale . Un insieme coerente di capacit di abitudini che formano lindividuo attraverso un condizionamento non cosciente e linteriorizzazione dei modi di essere propri di un ambiente sociale. Misurazione statistica: si assistito ad una proliferazione di studi sulla frequentazione dei teatri, dei musei ecc. Dal 1960 al 1978 il numero di visite conteggiate nei musei nazionali era raddoppiato. Risultato di due fattori concomitanti linnalzamento del livello di istruzione e laumento dellofferta. Per spiegare tale fenomeno il sociologo ricorre a due interpretazioni: una democratizzazione del pubblico dovuta allaprirsi dei musei a nuove categorie sociali, oppure ad un intensificazione della pratica da parte di queste categorie sociali attirate pi di frequente nei musei sia dal moltiplicarsi delle esposizioni sia allaumento del tempo libero.

MEDIAZIONE: designa tutto ci che interviene tra un opera e la sua ricezione. CATEOGRIE DI MEDIATORI: LE PERSONE: Un opera darte ha il posto che le compete in quanto tale solo in forza di una complessa rete di attori che cooperano tra loro : i mercanti che la commercializzano, i collezionisti che l'acquistano, gli esperti che la identificano, i critici che la commentano, i banditori che la battono all'asta, i conservatori che la trasmettono alla posterit, i restauratori che la ripristinano, i curatori che le espongono e gli storici dell'arte che la descrivono, ecc. LE ISTITUZIONI: un'istituzione pu orientare e trasformare la pratica, lo statuto o la ricezione di un attivit artistica . Anche i musei agiscono sul valore sia economico sia culturale delle opere, mentre le mostre costituiscono la mediazione obbligata che rivela al pubblico un fenomeno culturale predeterminandone la percezione. LE PAROLE E LE COSE: le parole, le immagini e gli oggetti che si frappongono tra un'opera e lo sguardo di chi osserva. La caratteristica di queste mediazioni di essere invisibili e al tempo stesso presenti. La fotografia ha contribuito ad arricchire il nostro personale museo immaginario. Ogni incontro con un'opera gi nutrito da tutte le immagini di altre opere che abbiamo immagazzinato e con le quali stabiliamo una serie di confronti, anche senza rendercene conto. Oggi i fattori che determinano il prezzo di un opera sono molteplici, ma un tempo non era cos. Nel medioevo il pagamento si calcolava in base alla quantit intesa come superficie del dipinto o delle dimensioni della scultura o in casi rarissimi, al massimo in base alla nomea dell'artista. Diversamente da quanto accade con le arti ALLOGRAFICHE, come i libri o la musica, che sono riproducibili all'infinito, per l'arte in senso classico, il denaro non un buon indicatore di valore : le opere di un artista in vita possono essere vendute a poco, ma raggiungere valori elevatissimi dopo la morte. Se si continua a mantenere divisi il polo dellarte (opera) e il polo del sociale (contesto o ricezione) fra i due ci saranno numerosi intermediari. Ma se si accetta larte come societ allora cadono le divisioni e si parla di mediatori non pi di intermediari. Per mediazione si pu intendere tutto ci che si interpone fra lopera e il suo fruitore. In questa prospettiva altri approcci possono fornire un supporto teorico alla nozione di mediazione come il concetto di CAMPO, elaborato da Pierre Bourdieu: La sociologia dei campi non significa solo tenere conto del contesto dell'attivit, ma permette di sdoppiare lo spazio, in uno culturale e uno economico. e la nozione di autonomia relativa, nessun campo del tutto autonomo poich gli attori vivono per forza in numerosi campi.

LA SOCIOLOGIA DEL RICONOSCIMENTO Nata in ambito filosofico con HONNETH e antropologico con TODOROV. Applicata allarte pu fondarsi sul MODELLO DEI CERCHI CONCENTRICI ALAN BOWNESS definisce 4 cerchi: 1 cerchio: composto da chi pratica l'arte. Sono pochi, ma il loro parere conta molto. 2 cerchio: composto da mercanti e collezionisti che operano privatamente, in contatto diretto con gli artisti. 3 cerchio: composto dagli specialisti. Esperti, curatori, cc. Esercitano le loro funzioni lontano dagli artisti. 4 cerchio: composto dal grande pubblico. Importante dal punto di vista quantitativo. Pu essere pi o meno profano. lontano dagli artisti. PRODUZIONE Coloro che producono arte, sono i creatori. Definire un artista insidioso. Ci si scontra con la distinzione tra arti maggiori e arti minori, tra professionisti e amatori ecc. La sociologia delle professioni non torna utile in questo campo. Inoltre l'attivit artistica non passa necessariamente attraverso un insegnamento istituzionalizzato. Una ricerca diretta da Ryamonde Mouline offre una caratterizzazione degli artisti Francesci all'inizio degli anni 80: Pittori e scultori in maggioranza uomini. Spesso autodidatti. Pierre Bourdieu tenta di creare una sociologia dei produttori, cercando di porre i fondamentali di una scienza delle opere in cui il soggetto non sia solo la produzione materiale dell'opera ma anche la produzione del suo valore. Bourdieu non si discosta dal progetto classico rivolto a spiegare lopera darte ma analizza tutto ci che concerne il produttore delle opere. La figura dellartista viene analizzata non pi in quanto individuo con una sua psicologia, come accadeva nell'estetica tradizionale, e nemmeno in quanto membro di una certa classe sociale, come avviene nella tradizione marxista, bens in quanto egli occupa una determinata posizione nel campo di produzione.

ARTISTA: il sostantivo artista si imposto solo alla fine del 18 sec per designare pittori e scultori prima chiamati artigiani. Dallinizio del 19 sec il termine si estende agli interpreti della musica e del teatro e nel 20 sec a quelli del cinema. Levoluzione del termine rispecchia la valorizzazione progressiva della creazione nelle societ occidentali e la tendenza a spostare linteresse dal giudizio estetico sullopera alla persona dellartista. PASSERON assegna alla sociologia dellarte il compito di identificare e spiegare i processi sociali che concorrono a creare il valore artistico delle opere. 2 SIGNIFICATI DI OPERA: Il primo l'oggetto d'arte creato da un autore. Affinch venga rilevata come tale, e non solo come oggetto, occorrono almeno tre condizioni: 1) nessuna funzione se non quella estetica. 2) deve essere firmata. 3) deve essere unica e insostituibilmente originale. ( Heinch 1993 ). Il secondo designa l'insieme delle creazioni attribuite ad un autore. L'insieme aperto quando l'autore ancora in vita e chiuso dopo la morte. Il binomio opera-autore soggetto a molte variazioni che oscillano tra il polo dell'oggetto ( l'opera ) e il polo della persona ( l'autore ). Entrambe, producono due tendenze: FORMALISMO: estetica dell'opera darte. BIOGRAFISMO: la psicologia dietro e della creazione. Pi si sale in alto nella gerarchia dei valori intellettuali, pi si privilegia l'estetico al biografico. L'analisi distaccata, mentre chi ammira il creatore stabilisce con lui un rapporto di empatia. Essendo dunque l'opera a met tra oggetti e persone, la sociologia dovrebbe chiarire prima di tutto a quali condizioni le opere sono state concepite e trattate, tenendo conto ovviamente di tutti gli attori coinvolti. La particolarit della sociologia quella di lavorare a livello del collettivo.

PASSERON assegna alla sociologia dellarte il compito di identificare e spiegare i processi sociali che concorrono a creare il valore artistico delle opere. A tal proposito, vi sono due vie percorribili: ASSIOLOGIA SOCIOLOGICA ( scienza dei valori ): si tenta di dare una ragione sociologica al valore delle opere, spiegando ad esempio la grandezza di un opera con la capacit di trasmettere la sensibilit dell'epoca in cui stata creata. Il rischio quello di limitarsi ad un doppione del lavoro classico svolto dai critici d'arte che gi classificano le opere( approccio dell'estetica sociologica ). RELATIVISMO: si decide di compromettere i confini dell'arte. Non esiste un valore estetico assoluto, poich le produzioni minori hanno la stessa leggittimit delle grandi opere. A cui se ne pu aggiungere una terza, di ispirazione antropologica, che consiste nell'assumere i valori come oggetto di ricerca e non come oggetto di critica ( scelta caratterizzante della seconda opzione ). Cos non si tratta pi di decidere in cosa consiste il valore sociologico di un orinatoio proposto come opera d'arte e neppure se si debba o meno considerarlo tale. Si tratta semplicemente di descrivere le operazioni che permettono agli attori di escluderlo o includerlo nella categoria arte con tanto di giustificazioni a sostegno delle proprie posizioni. Stiamo parlando di RELATIVISMO DESCRITTIVO, perch analizza le variazioni dei valori senza esprimersi sulla loro essenza ( in tal caso parliamo di relativismo normativo ).