Sei sulla pagina 1di 5

HEGEL Quale critica fondamentale muove Hegel alla cultura filosofica dell'illuminismo?

Periodo storico: fine 700, Rivoluzione francese, caduta delle monarchie Illuminismo: si fonda sulla capacit della ragione di spiegare il mondo e di risolvere i problemi di natura sociale e politica; Per Hegel l'illuminismo sbaglia perch separa e contrappone momenti della realt: sentimento / ragione; individuo / comunit; finito / infinito; uomo / Dio. Hegel cerca al contrario la profonda unit che legano questi opposti e realizza una riconciliazione. In un primo tempo Hegel ammira le divinit della Grecia perch non sono lontane dagli uomini, ma integrate nella vita civile. stato il cristianesimo con la sua divinit superiore ed estranea alla vita degli uomini il responsabile della scissione tra uomo e Dio. In seguito Hegel muta la sua analisi del cristianesimo intravedendo una sorta di comunicazione reciproca fra l'uomo e il divino attraverso la figura di Ges. Che cosa indica l'accusa di formalismo rivolta a Kant e a Fichte? La "riconciliazione" tra le opposizioni della cultura moderna per Hegel il "bisogno della filosofia". la filosofia che deve unire le differenti esperienze individuali e collettive. La filosofia deve quindi essere riformata. Hegel critica quindi sia Kant che Fichte poich nella loro filosofia permangono delle opposizioni che non si risolvono, che non si "riconciliano": a-priori/a-posteriori; fenomeno/ cosa in s; soggetto/oggetto; Io assoluto /molteplicit infinita delle rappresentazioni finite. Per Hegel le filosofie di Kant e Fichte sono viziate dal "formalismo". Il formalismo la tendenza a scomporre e a dividere, in quel tutt'uno che la conoscenza, il soggetto dall'oggetto, l'aspetto formale da quello materiale. L'unit viene divisa in due opposte astrazioni. Quali sono le critiche che Hegel muove all'interpretazione scellinghiana dell'assoluto? L'assoluto di Schelling il principio unico di tutta la realt, l'identit di soggetto e oggetto, finito e infinito, Natura e Spirito. l'Assoluto indifferente. Hegel paragona sarcasticamente l'assoluto di Schelling alla "notte nella quale tutte le vacche sono nere". Questo assoluto un appiattimento dei contorni. In questo modo va persa ogni autonomia e specificit degli opposti. Per Hegel invece l'Assoluto l'Intero, in cui le differenze non sono annientate, e che non Sostanza (statica), ma Soggetto (dinamico), si sviluppa realizzandosi progressivamente, mediante uno sviluppo o un processo articolato in pi momenti o passaggi: pensiero e realt, soggettivit e oggettivit sono momenti di quell'unico processo che l'Assoluto.

L'Assoluto di Hegel = Assoluto come processo Esempio 1: Paragoniamo l'Assoluto (inteso come soggetto e spirito) a noi stessi (soggetto) e al nostro spirito (pensiero). 1- Immaginiamo di pensare nella mente a uno scritto. Non esiste ancora. nella mia mente. puro pensiero, pura soggettivit. mio e basta. 2- Metto su carta questo pensiero. Lo scrivo. Non pi mio, autonomo, diventato qualcosa d'altro. Io posso morire, ma lui rimane. Il mio pensiero si manifestato e mi sta di fronte come oggetto. Hegel direbbe che si oggettivato. 3- Adesso riflettiamo sul fatto che il mio pensiero che ho trasferito sulla carta altro non che il mio pensiero. Che ho prima pensato e che ora si presenta sotto forma di qualcosa di reale, di un oggetto. Questo terzo momento la consapevolezza dell'identit (unit) tra ci che abbiamo pensato e ci che sta scritto sul foglio. Questo lo sviluppo dell'Assoluto di Hegel, questo l'Assoluto come processo. Concepimento (pensiero), manifestazione (oggetto) e presa di coscienza dell'identit tra il s e l'oggetto. Descrivere il significato dei tre concetti hegeliani di tesi, antitesi e sintesi. Questi tre momenti sono la tesi, l'antitesi e la sintesi hegeliane. 1- Tesi: essenza, puro pensiero. L'Assoluto in s. 2- Antitesi: l'essenza, il puro pensiero diviene altro, si aliena e si oggettiva. Per Hegel alienazione significa negazione della semplicit del primo momento (Tesi). una scissione dal nucleo originario. 3-Sintesi: la consapevolezza che l'assoluto ha di se stesso attraverso la sua oggettivazione. Grazie alla sintesi viene negata l'opposizione puro pensiero (tesi) / manifestazione oggettiva (antitesi). Questi opposti ritornano all'unit dell'assoluto. Tesi, antitesi e sintesi costituiscono la dialettica hegeliana. Esempio 2: Tesi: fiore Antitesi: frutto Sintesi: riproduzione della pianta. Il frutto (antitesi) rappresenta la negazione del fiore (tesi) dal quale si sviluppa e la riproduzione della pianta (sintesi) la negazione del frutto (antitesi). Quindi la sintesi la negazione della negazione.

Che cosa indica il concetto hegeliano di fenomenologia dello spirito? L'epoca napoleonica appare a Hegel come un periodo di impetuoso rinnovamento. In questo contesto la filosofia necessaria perch solo la filosofia in grado di comprendere il tempo presente nella sua verit e non nella sua superficiale apparenza. quindi necessario che la coscienza comune (cio l'inadeguata e superficiale visione del mondo) possa elevarsi a un punto di vista filosofico e accedere alla conoscenza filosofica dell'assoluto. Questa ricerca intorno ai passaggi e alle esperienze che la coscienza comune deve compiere per accedere alla conoscenza filosofica dell'assoluto un primo fondamentale tema della Fenomenologia dello spirito. un percorso, un itinerario che la coscienza individuale deve intraprendere per superare le opposizioni tra io e non io, tra soggetto e oggetto per raggiungere alla fine questa identit dialettica tra soggetto e oggetto, che la caratteristica della filosofia di Hegel. Questo percorso di crescita accidentato segnato da esperienze negative e sconfitte. Il termine fenomenologia (dal greco phainomai, manifestarsi, apparire) e logos (discorso scientifico), significa appunto scienza del manifestarsi o del rivelarsi dello spirito, cio della conoscenza filosofica dell'assoluto. il percorso dalla coscienza comune alla conoscenza dell'assoluto. Questo percorso, questo processo dialettico, si divide in sei grandi sezioni:

COSCIENZA

Certezza sensibile Percezione Intelletto

AUTOCOSCIENZA

Dialettica Servo-Padrone Scetticismo La coscienza infelice Ragione osservativa Ragione attiva Individualit in s e per s Eticit Cultura Moralit

RAGIONE

SPIRITO

RELIGIONE

SAPERE ASSOLUTO

COSCIENZA Quali posizioni in merito al problema della conoscenza sono riposte nella triade di certezza sensibile, percezione e intelletto? In questa prima fase il termine coscienza designa il momento in cui l'uomo consapevole dell'esistenza i qualcosa (l'oggetto o mondo) come indipendente da s. Permane la distinzione tra soggetto (coscienza o spirito) e oggetto (mondo o natura). Questa distinzione, questa opposizione, viene dialetticamente superata secondo la consueta scansione triadica tesi-antitesi-sintesi. Le tre fasi della coscienza di Hegel rappresentano tre gradi di conoscenza ovvero tre modi (dal meno adeguato al pi adeguato) in cui l'oggetto conosciuto dal soggetto. 1- la certezza che accompagna la coscienza che la verit stia tutta fuori dalla coscienza, cio nell'oggetto. la certezza sensibile che caratterizza la coscienza comune: la coscienza certa che il dato sensibile immediato rappresenti la verit. Vero ci che ci testimoniano i sensi. 2- Quando questa certezza entra in crisi, si passa alla percezione, cio la negazione della precedente certezza (cio che sia vero quello che ci dicono i sensi). Ora la coscienza ritiene che la verit sia nella cosa percepita (colore, sapore ...). 3- Con la negazione della verit della percezione (che aveva a sua volta negato la certezza sensibile) avviene il passaggio alla terza e conclusiva figura della coscienza, l'intelletto. La coscienza ha la sua verit solo nelle relazioni con le altre cose che un giudizio posto a-priori (non sta dunque nelle cose). In pratica si deve riconoscere che dietro l'oggetto fenomenico non vi alcuna "cosa in s" e che "l'oggetto si risolve nel soggetto" (ovvero che il soggetto, conoscendo l'oggetto, inizia a conoscere se stesso). Ci si eleva dunque dalla coscienza (soggetto che conosce un oggetto indipendente da esso) alla autocoscienza (soggetto che ha s stesso come proprio oggetto poich ritrova se stesso nell'oggetto e non riconosce pi l'oggetto come qualcosa di estraneo).

In che senso, secondo Hegel, la ragione rappresenta il superamento e la sintesi della coscienza e dell'autocoscienza? AUTOCOSCIENZA RAGIONE

L'autocoscienza non ha pi in Hegel il significato di essere coscienti di s, ma acquista un valore sociale e politico. L'autocoscienza si raggiunge infatti solo se si riesce a confrontarci nella nostra particolare esistenza con quella degli altri. Il riconoscimento delle altre autocoscienze non avviene, come aveva inizialmente pensato Hegel, attraverso l'amore, bens attraverso la lotta, il confronto per cui, addirittura alcuni individui arrivano a sfidare la morte per potersi affermare su quelli che hanno paura e finiscono per subordinarsi ai primi. questo il rapporto fenomenologico di "servo-padrone" che si esplica nella dialettica della figura signoria-servit. Il signore, nel rischiare la propria vita pur di affermare la propria indipendenza, ha raggiunto il suo scopo, e impone la propria signoria all'altro, che divenuto il suo servo. Chi si mostrato tanto asservito alla vita, da non averla potuta arrischiare, costretto a soccombere al signore, e a subordinarsi a lui in un rapporto di servit. Successivamente per la situazione si capovolge. Infatti dal lavoro del servo dipende lo stesso mantenimento in vita del signore. Il servo lavorando da al padrone ci di cui ha bisogno. Il padrone non riesce pi a fare a meno del servo. Dunque la subordinazione si rovescia. Il padrone diviene servo poich strettamente legato al lavoro del servo, e il servo diviene padrone (con la sua attivit produttiva) del padrone. Il raggiungimento dell'indipendenza, ultimo dei tre momenti della dialettica servo-padrone, coincide con lo scetticismo. Lo scettico riesce a ignorare totalmente la realt. Tuttavia lo scetticismo si contraddice, poich da un lato lo scettico dubita della realt e dichiara che tutto vano e incerto, mentre dall'altro vorrebbe poter sostenere qualcosa di reale e vero. la coscienza infelice. L'autocoscienza dolorosa consapevolezza della contraddizione, dalla quale la coscienza attraversata, tra identit e differenze. La ragione la certezza della coscienza di essere ogni realt, nel senso appunto di costituire l'essenza di tutte le cose. Sia nella conoscenza scientifica, sia nell'agire pratico, verit dell'oggetto e autocoscienza vengono a coincidere. La ragione rappresenta in questo senso un superamento sia pure parziale dell'opposizione tra coscienza, per cui la verit tutta nell'oggetto, e autocoscienza, che pone la verit nel soggetto e considera l'oggetto inessenziale.