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C E S U R E E PO C ALI

di
Silvano Lorenzoni

A Atlantide + Mu
B Iperborea
C Futura fascia continentale / mondo civile
D Lemuria / futuro mondo infero
E Oceano anulare
F Gondwana / mondo infero di allora, adesso Antartide
G Antartide di allora, adesso ingoiata da una specie di super-Antartide

0.
INTRODUZIONE
Lo scrivente, in un suo libro di recente pubblicazione - Cosmologia alternativa (01) - ha fatto il
punto di quella che, in base agli sviluppi che Hugo Dingler aveva applicato alle idee gnoseologiche
di Immanuel Kant, doveva essere la struttura spazio-temporale del cosmo percepito dalluomo
superiore (la sua prigione kantiana). E aveva anche cercato di dare una dimensionalit quantitativa
allo spazio esistenziale dellumano superiore si utilizzavano, a scopo descrittivo, le geometrie non
euclidee per dare unidea di come potesse essere percepito landamento al bordo dello spazio.
Quanto al tempo, la problematica della sua misura era stata affrontata con un discreto dettaglio,
pure senza arrivare ad alcuna conclusione definitiva.
In quel medesimo saggio, lo scrivente aveva abbozzato altre casistiche: (a) come la percezione
analoga del mondo da parte dei componenti di insiemi umani e non umani (insiemi bhleriani), fra
i quali ci sia un alto grado di comprensione reciproca, lascia aperta la possibilit di vedere in
quellinsieme il determinante della dimensione quantitativa dello spazio percepito e nel quale quegli
individui agiscono; (b) si affrontava la tripartizione umana classica (02), corpo, anima, spirito,
sconfinando sia pure limitatamente nel campo della parapsicologia (03), e si dimostrava lassurdit
di confondere la mente con lencefalo: (c) si metteva a fuoco la fenomenologia delle cesure epocali
suggerendo che, dato il legame fra mondo materiale e mondo psichico, uno stravolgimento psichico
di sufficiente entit potrebbe comportare un corrispondente stravolgimento anche nel mondo
materiale.
In questo libro lo scrivente ha la pretesa di portare pi avanti la trattazione delle cesure epocali,
usando lo strumento delle geometrie non euclidee per dare unidea di come possa essere percepito
landamento oltre il bordo del tempo. Questo, comporta, per incominciare, una trattazione pi
dettagliata della temporalit come categoria kantiana e della misura del tempo di quanto non sia
stato fatto nella Cosmologia alternativa. Nel contempo, necessario ampliare e approfondire lo
studio della componente psichica delle cose, estendendo il concetto di tripartizione classica in modo
di trascendere lindividuo singolo per applicarlo a tutto linsieme bhleriano. (E qui affiora
unimportante analogia non identit con il concetto di subconscio collettivo di Carl-Gustav Jung
[4].) Solo cos si potranno interpretare certi ricordi e continuazioni sovraindividuali che scavalcano
le cesure epocali e nel contempo dare ragione del fatto che le lesioni psichiche collettive, se
sufficientemente forti, possano innescare cesure epocali.
Si tenga presente che sia lindividuo umano superiore che, specularmente, linsieme bhleriano al
quale esso appartiene, non sono delle dinoccolate marionette fatte di unanima e un corpo
essenzialmente autonomi e messi insieme simbioticamente. Senza volere qui entrare nella casistica
dello spirito (ci che sta al di fuori e al di sopra di ogni prigione kantiana [5]), lesistenza piena
quella che c quando anima e corpo fanno tuttuno (6). Non a caso nella lingua paleoindoeuropea
non esistevano vocaboli per lanima e il corpo, ma uno solo per la persona, composto
inscindibile di componente psichica e di componente somatica il fantasma un meno rispetto alla
persona vivente. E il mondo dei vivi il mondo per eccellenza, un pi rispetto al mondo dei morti.
Naturalmente, non si ha intenzione di azzardare speculazioni sul perch dellessere, perch ci
siano un mondo somatico e uno animico e presumibilmente un non meglio definibile luogo al di l
e al di sopra di ambedue. Speculare in riguardo ne conveniva anche Julius Evola inutile:
come volere mettere piedi al serpente, come afferma un proverbio giapponese.
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(01) Silvano Lorenzoni, Cosmologia alternativa, Primordia, Milano, 2010. Quanto trattato in questo
testo sviluppava spunti gi pubblicati dallautore in altri due suoi scritti, ormai esauriti: Chronos,
Carpe Librum, Nove, 2001, e Sottomondo, sovramondo e centralit umana, Congresso Occidentale,
Trieste, 2003 (del quale una seconda edizione dovrebbe vedere la luce nel 2011 per i tipi di
Primordia, Milano).
(02) Cfr. Julius Evola, Sintesi di dottrina della razza, Ar, Padova, 1994 (orig. 1941); Mircea Eliade,
Trait dhistoire des rligions, Payot, Paris, 1948.
(03) Su di questo argomento lo scrivente, tempo e circostanze permettendo, ha idea di stendere un
breve scritto specifico.
(04) Su Carl-Gustav Jung, cfr. Peter Waldrich, Grenzgnger der Wissenschaft, Ksel, Mnchen,
1993. Alcuni scritti sintetici di Jung sono di utile consulta: Die Psychologie der unbewussten
Prozesse, 1917, e Die Struktur des Unbewusstes, 1916, ed. it. La Psicologia dellinconscio, Newton,
Roma, 1989; anche: ed.it. Gli Archetipi dellinconscio collettivo, Bollati Boringhieri, Torino, 2002.
(05) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(06) Cfr. Erwin Rohde, Psyche, Mohr, Tbingen, 1925 (orig. 1895), dove riportato il celebre
discorso del fantasma di Achille nella Catabasi di Ulisse che fa parte dellOdissea. Anche: Julius
Evola, La Dottrina del risveglio, Scheiwiller, Milano, 1973 (orig. 1943).

1.
LA CESURA EPOCALE
1.1 Che cosa si deve intendere per una cesura epocale.
Per una cesura epocale si deve intendere una frattura nel tempo cio un momento, nel tempo,
quando il mondo, come visto e percepito da un determinata insieme bhleriano (secondo una sua
propria prigione kantiana e cio una sua spazialit, temporalit, causalit) cessa di sussistere per
venire sostituito da un altro.
Secondo il paradigma interpretativo qui adottato, il mondo, per un determinato insieme
bhleriano, quel sistema (spazio, tempo, causalit) nel quale esso si viene a trovare secondo la
sua kantianit e la cesura epocale comporta un cambiamento nellinsieme bhleriano. Gli
abitanti del nuovo insieme bhleriano, che ha sostituito quello anteriore, ancora legati dalla loro
memoria alla kantianit appena scomparsa, percepiranno il cambiamento come catastrofico o per lo
meno incomprensibile (vedi pi avanti).
Unidea dellandamento di una cesura epocale pu essere data dai fenomeni transienti (non
disgiunti, sul piano temporale, dalla teoria matematica dei frattali) (01) un transiente essendo quel
periodo di tempo che fa da transizione fra una condizione iniziale, di equilibrio, al regime di
raggiunto nuovo equilibrio. Nella teoria dei sistemi si parla generalmente di un sistema dato
(che sempre il medesimo, prima e dopo) che passa dallessere retto da un determinato sistema di
equazioni differenziali a essere retto da un sistema diverso di equazioni differenziali. Bisogna
per tenere in mente che lanalogia fra il cambio di stato del sistema descrivibile per mezzo di un
sistema di equazioni differenziali e una vera cesura epocale solo formale. Lesempio addotto
implica due cose: (a) che landamento del sistema sia osservato da un osservatore posto fuori dal
sistema stesso e (b) che questo osservatore riferisca le sue osservazioni a un progredire
cronologico/tempo che sempre lo stesso o per lo meno, con riferimento al sistema osservato, esista
un percepibile e comprensibile prima e dopo la cesura. Cos, anche se un altro osservatore posto
allinterno del sistema dovesse avere perso ogni memoria della condizione pre-cesura dopo che la
medesima fosse avvenuta, per losservatore posto fuori dal sistema non cambierebbe niente.
Diversa la situazione per un osservatore posto allinterno del sistema cio: del mondo da lui
percepito e con il quale interagisce e che faccia parte del medesimo. Secondo lo schema qui
proposto, in modo che ci possa essere una cesura epocale (sia pure come conseguenza di
cambiamento esistenziale/di prigione kantiana dellumano osservatore) necessario presupporre
una memoria dellosservatore/dellinsieme degli osservatori facenti parte del medesimo insieme
bhleriano. Questo comporta unestensione della causalit temporale di Jakob von xkll (02).
La causalit temporale di Jakob von xkll si riferisce alla condizione per cui il soggetto
kantiano riconosce s stesso lungo il procedere del tempo ed il riconoscere s stesso in modo
totale in ogni istante del procedere del tempo, con tutti i suoi contenuti psicologici (impressioni,
percezioni, sensazioni e anche impressioni di tempi anteriori) ci che sta alla base del fatto
memoria. (La memoria qualcosa che lumano superiore ha in comune con il selvaggio, lanimale
e la pianta; la consapevolezza del futuro e il vivere in funzione del medesimo propria dellumano
superiore [03].) Lo scrivente propone che il fenomeno memoria possa essere esteso agli insiemi
bhleriani, per cui ci possano essere delle memorie collettive dei medesimi. (Questo potrebbe
anche essere visto come un nudo assioma, ma concorda abbastanza bene con le idee di Carl-Gustav
Jung.) Ci sono delle nozioni collettive che possono essere interpretate come ricordi (collettivi) che
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suggeriscono la sussistenza di condizioni altre in tempi anteriori e remoti (il fatto tempo
particolarmente complesso, si veda il prossimo capitolo).
assunto dello scrivente che ci sono nozioni/ricordi che attingono alle cesure epocali del passato;
il che, naturalmente, presuppone che la kantianit delle umanit pre-cesura, ogni volta, non sia stata
eccessivamente diversa da quella delle umanit post-cesura, per quanto la cesura stessa sia venuta a
essere la conseguenza di uno stravolgimento esistenziale rovinoso dellumanit pre-cesura con
conseguente cambiamento nella qualit nellinsieme bhleriano umano superiore. Altrimenti, si
cadrebbe in una situazione per cui le condizioni pre-cesura e la cesura stessa sarebbero
inimmaginabili e inconoscibili per lumanit post-cesura una situazione, quindi, di tempo
troncato/segmentario (04).
opinione dello scrivente che c una sufficiente variet di impronte, sia psichiche che
materiali, delle cesure (che saranno considerate in dettaglio pi avanti), in primis la nozione dei
continenti perduti il cui inabissamento o comunque catastrofica distruzione corrispose ogni volta a
una cesura epocale causata da interazione umano-cosmologica a seguito di uno stravolgimento
psichico/degradazione della corrispondente umanit superiore. Lultima catastrofe del genere
sarebbe stata quella dellinabissamento dellAtlantide, la penultima quella della Lemuria e la
terzultima quella dellAntartide/Gondwana (05). Lo scrivente non conosce alcuna indicazione preantartidea ma cesure epocali ce ne devono essere state in numero infinito e non detto che uno
studio minuzioso e dettagliato della documentazione esistente non potesse fare affiorare indicazioni,
per quanto smozzicate, anche su cesure pre-antartiche.
Chiudiamo questa sezione indicando due casi di memoria individuale che si trasmette attraverso
vere e proprie cesure strutturali, tratti ambedue da dallo studio delletologia degli insetti. Anche se
queste casistiche non sono direttamente correlate al nostro argomento, dimostrano chiaramente che
la memoria pu oltrepassare certe trasformazioni a dir poco traumatiche e fondamentali:
(a) Una certa vespa paralizza un grillo colpendolo in modo esattissimo in determinati gangli
nervosi. Poi essa depone le uova sul grillo paralizzato, che la sua larva divorer vivente dopo la sua
nascita, fino ad arrivare allo stadio adulto. Sembra certo che la larva, divorando il grillo, acquista
una dettagliata conoscenza della sua anatomia che ricorda dopo il trapasso da larva a insetto adulto;
e questa conoscenza permetter alla vespa adulta di colpire un altro grillo in modo perfetto quando
viene il momento di deporre le uova (06):
(b) Le farfalle ricordano esperienze avute quando erano ancora dei bruchi (07).
1.2 Come ci si pu immaginare che venga percepita la cesura epocale.
Sono utili due righe sul modo in cui, presumibilmente, lumano superiore percepir
esistenzialmente la cesura epocale una volta che il punto di rottura sar raggiunto. C da credere
che le forme estreme possano essere:
(a) quella catastrofica, per cui il cambiamento nello spazio e nel tempo esistenziali comporta
ristrutturazioni nel percepibile che avranno il valore di vere e proprie catastrofi, sul tipo
dellinabissamento dellAtlantide,
(b) quella dolce/sorniona: a un certo punto non si riesce pi a collegare il passato con il presente,
le cose si mettono a svolgersi in modo incomprensibile e nel giro di qualche generazione e dopo il
trascorrere di qualche unit di cronologica (anno, per esempio) chi ancora ci sar si sar abituato
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alla nuova condizione. Il cambiamento comunque non sar esente da disordini psicologici e sociali
generalizzati n dalla attualizzazione di un ambiente altro rispetto a quello che la memoria precesura ci ha trasmesso.
Non si escludono, naturalmente,
(c) possibilit miste.
Il caso (b) non mancherebbe di una certa analogia con le fenomenologie del tempo pietrificato,
nonch del tempo accelerato, conosciute dalla psichiatria gerontologica, descritte in modo perfetto
da Alexis Carrel e da Adriano Segatori (08). Quando condizioni psicologiche del genere, per cui
cambia la percezione del tempo, dovessero colpire collettivamente linsieme bhleriano, assumendo
anche un andamento acuto, ci si troverebbe presumibilmente davanti a una casistica del tipo (b).
Viceversa, un assaggio di tipo (a) ci viene presentato da Guillaume Corvus (09). Il Corvus, senza
presupporre alcun cambiamento di prigione kantiana, presenta la possibilit di un collasso
catastrofico della compagine socio-culturale centrata sullumanit superiore attuale; collasso che
potrebbe acquisire gradi variabili di intensit. Le analisi del Corvus hanno unanalogia con la
cesura epocale quale essa presa in considerazione in questo libro e le fenomenologie prospettate
dal Corvus potrebbero anche costituire i prodromi di una cesura. Gli sviluppi matematici di Ren
Thom (cfr. pi sopra) sono indicati esplicitamente dal Corvus come appropriati per la descrizione
delle fenomenologie catastrofiche da lui considerate.
C stato un lettore che in unoccasione ha domandato allo scrivente come si potrebbero
accomodare le strutture molecolari, atomiche, subatomiche, alle cesure epocali. La risposta giusta
che si tratta di un problema falso, in quanto dette strutture non sono altro che concetti di tipo
strumentale usati per assemblare quei modelli matematici che in qualche modo rispecchiano realt
sperimentali/empiriche fattuali e che costituiscono la scienza empirico-matematica (10). N la
soluzione atomica obbligatoria: essa soltanto una moda culturale derivante da uno specifico
processo storico. C uno studio molto profondo dovuto a Kurt Hbner (11) nel quale si descrive il
paradigma interpretativo della realt empirica applicato nel mondo classico e medioevale
(interpretazione mitica di contro a quella razionalistica [si fa per dire] adesso in voga), pure
supponendo che le percezioni grezze/la spazialit e la temporalit delluomo mitico fossero
identiche a quelle delluomo moderno. Non qui il caso di entrare nei dettagli di questo argomento;
sia qui solo ricordato che Hbner dimostra, fra laltro, che sotto un paradigma mitico, la
possibilit dellarricchimento tecnologico del tutto aperta.
1.3 La problematica dellinterpretazione dei residui/impronte post-cesura.
Avendo preso liniziativa di estendere la tripartizione umana classica allinsieme bhleriano
delluomo superiore, e avendo identificato la causa delle cesure epocali ogni volta in uno
stravolgimento psichico del medesimo che poi si riflette anche nel mondo materiale, vale la pena di
soffermarsi sulla componente psichica umana quando si vogliano identificare e interpretare i
residui/impronte lasciati dal mondo pre-cesura in quello post-cesura. Le impronte del mondo
materiale pre-cesura, le impronte psichiche del medesimo e quelle miste saranno esaminate nel
prosieguo cio quei residui delle pre-cesure che le cesure stesse abbiano potuto scavalcare.
Valgono per alcune osservazioni e messe a punto preliminari.
(a) Conoscenza del mondo psichico. Questo un argomento che lo scrivente ha idea di affrontare
in un breve futuro saggio, tempo e circostanze permettendo, come gi indicato in nota pi sopra.
Qui si daranno alcune brevissime indicazioni.
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Laspetto del mondo psichico che interessa al massimo dal punto di vista di quanto qui trattato,
sono le sue interazioni con quello materiale dalle quali scaturisce anche il composto umano e in
particolare quali siano le leggi/i meccanismi (se cos ci si pu esprimere) che reggono
quellinterazione in quei particolari momenti che sono la nascita e la morte fisica dellindividuo.
Questo un aspetto della ricerca psichica che ha ricevuto pochissima attenzione; come altrettanto
poca attenzione ha ricevuto il tentativo si sviscerare la natura/struttura del mondo psichico come
tale almeno per quel che sia dato di capirci. Avendo estrapolato e questo uno dei presupposti
fondamentali di questa trattazione (12) la stratificazione/tripartizione umana allinsieme
bhleriano; ed essendo ovvio che i fenomeni di nascita e morte individuale sono la micro-immagine
delle cesure epocali a livello di ecumene bhleriano,diventa chiaro quanto importanti questi campi
di ricerca psichica potrebbero divenire.
Dagli studi di medicina psicosomatica e di psichiatria non detto che qualche risultato valido non
potrebbe scaturire e difatti, per esempio, Adriano Segatori (13) qualche pertinente risultato lo ha
raggiunto. Ma nel suo insieme il campo della psichiatria stereotipa inficiato da esiziale freudismo
(14), il che fa da blocco a qualsiasi tipo di ricerca intelligente.
La parapsicologia promette di pi a patto di potere vagliare, nella pletora della documentazione
esistente, il valido dal meno valido e ci che pertinente al nostro assunto da ci che non lo . Delle
indicazioni di tipo del tutto generale sono state date dallo scrivente nella sua Cosmologia, dove il
lettore interessato trover anche una bibliografia indicativa. Anche la ricerca parapsicologica ha
subito delle limitazioni. In termini generali, la tendenza adesso quella di cercare di accertare
quelle fenomenologie (non poche, a dire il vero) che si lasciano avvicinare in termini scientifici
standard e in particolare che sono classificabili statisticamente fatti di per s indicativi ma sulla
cui interpretazione non si approfondito. (Quel lato importantissimo della ricerca parapsicologica
che ruota attorno alle esperienze fuori dal corpo e alla complessa fenomenologia della seduta
spiritica stato molto spesso indirizzato a volere dimostrare ipotetiche sopravvivenze postmortem, incastrabili in paradigmi cristianeggianti non scevri da commistioni moralistiche, oppure
riincarnazionistici secondo lidea che della riincarnazione hanno quelli che la prendono come
consolazione-Ersatz al posto della beatitudine eterna.)
Sta di fatto che il mondo psichico non ha niente di sovrannaturale esso fa parte della natura e,
per dirla con Julius Evola, proprio natura per eccellenza. E linsigne parapsicologo Hans Bender
(15) ci dice che il concetto di natura, come inteso al giorno doggi, si limita a quella parte ridotta
della realt che pu essere compresa di spazio e tempo, quindi che un aspetto parziale di una
realt pi amplia. Questo, a parere dello scrivente, potrebbe anzi dovrebbe essere ampliato e
completato asserendo che quella parte ridotta della realt che viene detta natura il contenuto
della prigione kantiana dellosservatore umano superiore con la sua specifica spazialit e
temporalit e nella quale vale una causalit espressa dalla logica aristotelica. Ci sono indicazioni
secondo le quali nel mondo psichico disincarnato potrebbe valere una logica non aristotelica (o
magari varie): e questo non mai stato preso in sufficiente considerazione. Il mondo psichico, in
quanto natura, opinione dello scrivente che deva essere passibile di descrizione/trattamento
matematico, ma che la matematica alluopo appropriata dovrebbe essere una matematica fondata
su una o varie logiche non aristoteliche. Anche se matematici estremamente qualificati (16) hanno
potuto asserire che le logiche non aristoteliche hanno da vedersi come estranee alla matematica,
opinione dello scrivente che questaffermazione dovrebbe essere completata con la precisazione che
la matematica alla quale ci si riferisce quella valida per la nostra prigione kantiana. Per la
descrizione di certe fenomenologie parapsicologiche era stato suggerito (cfr. Cosmologia) che si
potessero utilizzare certe branche di punta della matematica moderna, sul tipo della topologia
differenziale di Ren Thom (o magari le dimensioni frazionarie in uso nella teoria dei frattali). Qui
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vale losservazione che tutte queste teorie sono state sviluppate in base a procedure aristoteliche e
che quindi anche i loro risultati restano chiusi dentro alla nostra specifica prigione kantiana.
Esistono anche delle branche della matematica, sul tipo della statistica/probabilit, la teoria dei
giochi e dellazzardo, ecc. che pure aristoteliche nella loro struttura formale (altrimenti, nella nostra
prigione kantiana, i risultati da loro proposti sarebbero del tutto incomprensibili), sono dirette alla
descrizione di eventi nei quali si percepisce/intuisce che devano avere una logica sottostante (se
cos ci si pu esprimere), la quale per rimane inaccessibile o incomprensibile (17). I risultati
statistici possono essere visti, almeno in certi casi, come la mappatura sul nostro mondo
esistenziale di procedure, magari non-aristoteliche che, di per s, sono obbligatoriamente
incomprensibili. Un riscontro empirico in riguardo c, e sono le intelligenze collettive.
(b) Le intelligenze collettive. Si pu a buon diritto parlare di intelligenze collettive quando ci si
trova di fronte a un aggregato di individui biologicamente definiti ognuno dei quali non esibisce una
intelligenza particolarmente alta, ma laggregato nel suo insieme giudica e agisce dimostrando una
grande intelligenza. Lazione collettive la risultante statistica di un grandissimo numero di azioni
individuali che sembrerebbero essere completamente disordinate e senza coordinamento alcuno. Ci
si trova davanti a un individuo collettivo appartenente a una prigione kantiana almeno
parzialmente divergente da quella umana superiore, la cui mente collettiva funziona in base a
qualche logica non aristotelica e le cui decisioni vengono mappate su di un mondo aristotelico,
secondo procedure che non possono essere descritte da chi sta nella prigione kantiana aristotelica se
non per mezzo di algoritmi statistici (o usando la teoria dei giochi o dellazzardo). Quando HannsHeinz Ewers (18) oppure Kurd Lasswitz (19) tentarono di descrivere il mondo umano superiore
come, secondo loro, avrebbe potuto essere visto e interpretato da una formica (in realt: dal
formicaio, immaginato come psicologicamente individualizzato in ununica formica estremamente
intelligente) non poterono se non ripiegare sullincomprensione assoluta sulla constatazione pura.
Segue un elenco, sicuramente incompleto, delle forme biologiche ad andamento psicologico o
parapsicologico collettivo:
(I) Insetti sociali: formiche, api, termiti. Gi agli inizi del Novecento il medico, poeta e naturalista
sudafricano Eugne Marais (20) aveva indicato come il termitaio, nel suo insieme, avesse un
comportamento che indicava una notevole intelligenza collettiva. Pi recentemente, il
mirmecologo-principe Rmy Chauvin (21) descrisse il comportamento del formicaio nei medesimi
termini, indicando anche che lintelligenza collettiva del medesimo (nonch dellalveare e del
termitaio) la pi grande esistente in natura dopo quella umana.
(II) Lucciole. Certe popolazioni di lucciole del Sud-Est asiatico emettono i loro lampeggiamenti con
una rigorosa simultaneit: un lampeggiamento al secondo con un sincronismo migliore di tre
millisecondi. Misure elettro-fisiologiche indicano che fra uno stimolo visuale e la risposta luminosa
della lucciola singola passano almeno quaranta millisecondi. Quindi: nessun direttore dorchestra.
Siamo davanti a un effetto parapsicologico che si rivela in un comportamento collettivo (22).
(III) Piante. Certe piante, quando sono in gruppo, sono capaci di iniziative collettive sia per evitare
lintrusione nel gruppo di specie diverse che per favorire la diffusione di individui della loro stessa
specie. Queste iniziative sono innescate dalla trasmissione di segnali da pianta a pianta attraverso le
radici, segnali che hanno un effetto statisticamente orientato verso lo scopo utile, come nel caso
degli insetti sociali (23).
(IV) Batteri. accertato che almeno determinati tipi di batteri, quando sono in gruppo, hanno
unintelligenza collettiva che permette loro di prendere decisioni e di pianificare strategie collettive
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scambiandosi segnali chimici che, statisticamente, sono finalizzati a determinati scopi (24). stato
suggerito che per sconfiggere questo tipo di batteri si dovrebbero manomettere i loro segnali
indirizzandoli a prendere decisioni sbagliate (25).
stato segnalato linteressante fatto che delle fenomenologia socio-psicologiche di tipo alveare
si danno anche in certe colonie di mammiferi roditori (cani delle praterie [26], ratti [27]), nonch, in
altri tempi, addirittura in determinati insediamenti umani della Siberia orientale (28).
Il concetto di intelligenza collettiva, intelligenza larvale constatabile ma incomprensibile,
stato utilizzato in alcune opere, anche pregevoli, di narrativa fantastica (29).
(c) Lintersezione delle prigioni kantiane. Lo scrivente ha gi osservato (30) che le prigioni
kantiane delle diverse variet umane, animali, vegetali e (perch no) minerali, anche se
obbligatoriamente trasgredienti quanto alla percezione di tempo e spazio, non lo sono certo per
quel che riguarda linterazione reciproca; e che queste interazioni sono spesso distruttive. In altre
parole, per quel che riguarda, appunto, linterazione reciproca, esiste o pu esistere unintersezione
fra le prigioni kantiane diverse. Un eccellente esempio in riguardo quello proposto da Hugo
Dingler (31) riguardo al formicaio e lumano studioso che sul medesimo fa ricerca (32).
Una conseguenza di questa constatazione che quando la prigione kantiana di un determinato
insieme bhleriano, con tutti i suoi componenti individuali, cambia di qualit (e quando un
insieme bhleriano cambia la sua kantianit ben difficilmente pu essere immaginato che qualcuno
sia lasciato indietro), ci si pu aspettare che le intersezioni della nuova prigione kantiana con altre
gi esistenti possano cambiare (n necessario che quando cambia la prigione kantiana per esempio
umana devano cambiare anche tante altre a essa presupposte coesistenti). Un possibile effetto
sarebbe allora lemergere di nuove specie, percepite occasionalmente anche come mostruose e, in
qualche caso, fattualmente nemiche e pericolose, fatto che accompagnerebbe linsorgere di una
nuova biosfera.
(Pi avanti si dar considerazione, con qualche dettaglio,alla fenomenologia dei residui
subumani, animali, al limite vegetali che in via del tutto naturale possano essere stati lasciati
indietro dalle umanit squassate dalle cesure epocali. In riguardo a quei residui ragionevole
presupporre che le loro prigioni kantiane siano dei sottomultipli di quella che pot essere la prigione
kantiana di precedenti umanit superiori. Ma non assolutamente detto che tutti gli esseri con i
quali luomo superiore odierno ha interazione devano essere residui, materiali, psichici, misti, di
umanit superiori appartenenti a eoni passati. Un interessante autore, Edgar Dacqu [33], sul
quale si ritorner anche pi avanti, ha spesso indicato limportanza delle fiabe quali lasciti psichici
del mondo aurorale e nelle fiabe abbondano i mostri e le condizioni incomprensibili. N manca
una certa analogia fra il mondo delle fiabe e quello degli archetipi dellinconscio collettivo di
Carl-Gustav Jung.)
Un cenno va fatto sulla teoria biologica della vicarianza, proposta dal geobiologo torinese Leone
Croizat (34). Croizat ha dimostrato come la vita biologica vada insieme (non segua) ai
cambiamenti geologici, nel senso che ogni ambiente comporta la vita biologica a esso adatta (qui
Croizat, pure senza menzionarlo, adotta almeno approssimativamente un punto di vista che fu di
Plotino [Enneadi], secondo il quale la natura crea in modo fulmineo): biologia e geologia
evolvono assieme. Limplicazione di questo fatto peraltro, sia ripetuto, assolutamente
documentato che gli ambienti geobiologici sono gi pronti salvo manifestarsi unitariamente a
seconda che se ne presenta loccasione allumano osservatore.

Qui si pu prospettare, in termini del tutto ipotetici, una spiegazione di questo fatto appoggiandosi
sullidea di una variabile kantianit dellumano osservatore (a sua volta facente parte di un suo
specifico insieme bhleriano) idea gi abbozzata dallo scrivente in un suo ormai datato scritto
(35). Se, a seconda che il tempo trascorre (sullargomento tempo, tuttaltro che scontato, cfr. il
prossimo capitolo), si dovesse ammettere che ci sono delle variazioni/derive/oscillazioni
comunque: cambiamenti nella prigione kantiana dellumano osservatore, diverrebbe naturale che
anche il mondo concepito e con il quale si interagisce diverrebbe diverso e senza alcun
intervallo di adattamento/evoluzione.
1.4 Lequilibrio antropocosmico i re.
Lungo tutto il tempo storico o anche mitico conosciuto, risulta che luomo civile ha sempre sentito
esistenzialmente di essere legato agli astri del cielo; e questo legame veniva percepito come duplice.
Da una parte i destini umani venivano messi in relazione con le influenze astrali e da l il
fondamento della scienza astrologica. Dallaltra, lordine cosmico dipendeva dallordine umano
un disordine nella compagine umana superiore doveva comportare uno stravolgimento nel cosmo:
questo, lequilibrio antropocosmico (36). Secondo lottica adottata in questo testo, uno
stravolgimento nellinsieme bhleriano superiore che comporti un cambiamento nella prigione
kantiana del medesimo comporter anche un cambiamento nellordine cosmico, in quanto tale
ordine quello percepito esistenzialmente dalluomo superiore. Non a caso nelle mitologie pagane
si vedeva la Luna (37) sia come causante che come esecutrice delle catastrofi cosmiche. Ci
concorda con il nostro punto di vista, in quanto la Luna che scandisce il tempo e un cambiamento
di prigione kantiana comporta linsorgere di un tempo diverso e non riducibile a quello di prima
(salvo per quel che riguarda la sequenzialit prima-dopo). Quindi, dopo ogni cesura insorge
unaltra Luna.
Il legame uomo-cosmo reso obbligatorio dallo schema della prigione kantiana, per cui uomo e
cosmo non sono autonomi ma formano un insieme inscindibile. Fu sempre Plotino, nelle sue
Enneadi, a notare che se luomo osservante non avesse in s la natura del cosmo che osserva, non
potrebbe percepirlo e questo fu messo in forma poetica da Johann Wolfgang Goethe (38). di
Rudolf Binding il detto secondo il quale Das gttliche aber trage der Mensch in die Welt [luomo
il portatore del divino nel mondo], mentre lo svedese Frithjof Hallman scriveva che Nur die
knnen die Gtter wirklich begreifen die selbst etwas Gttliches in oder an sich haben [soltanto
coloro che hanno in s stessi qualcosa di divino possono capire per davvero gli dei ].
E la persona divina, luomo magico/psichico per eccellenza , in tutte le societ civili fu il re
(39) al quale le collettivit delegavano il compito di tenere lontane le catastrofi cosmiche. In
questo senso, il re veniva a essere un personaggio pi che umano, e nel contempo egli era preposto
a sorvegliare che la condotta dei suoi sudditi fosse confacente a che lordine antropocosmico fosse
mantenuto.
In Europa, la cosmicit della funzione regale attestata gi da Omero e da Esiodo (40) e si
prolunga, passando per gli imperatori romani, fino al Medioevo, con la casistica dei re
taumaturghi (41). In Asia, la troviamo sia nellarea indoeuropea India (42) che nellestremo
Oriente cosmocrati furono gli imperatori della Cina (43) e i re del Tibet (44). In America la
funzione cosmica dei re attestata sia in Per (45) che in Messico (46), dove funzione dello stato
azteca era quella di impedire lirruzione del nulla nel mondo. E garanti dellordine antropocosmico
erano anche i re polinesiani (47). Una funzione cosmica sembrano avere avuto anche i re del
Madagascar (48), terra adesso, e da tanto tempo, prettamente terzomondiale. Per il Madagascar,
10

riguardo sia allantichit del suo popolamento che a tante sue strane caratteristiche culturali e
antropologiche, una terra parecchio misteriosa.
Denis Saurat (49) suggeriva che delle umanit enormemente arcaiche, poste addirittura prima
della penultima cesura epocale, avessero potuto imbrigliare le forze psichiche dei termitai come
aiuto per dirigere il corso degli astri. Questa ipotesi straordinariamente interessante, ma
difficilmente, in riguardo si potr fare unadeguata ricerca.
1.5 Le cesure epocali nel pensiero tradizionalista.
Di cesure epocali o di cicli storico-cosmologici, concetto equivalente in quanto ogni ciclo inizia
e finisce con una cesura parlarono anche i pensatori di area tradizionalista; nel secolo XX
essenzialmente Ren Gunon (di cesure epocali) e Julius Evola (di cicli storico-cosmologici). Si
tratt di due pensatori molto diversi (anche se furono amici e intrattennero unistruttiva
corrispondenza), che in comune ebbero solo il fatto di fare tutti e due riferimento al concetto di
tradizione (quod ubique, quod ab omnibus et quod semper Julius Evola). Si tratta di una casistica
legata a quella terza componente del composto umano (e, secondo lottica adottata in questa sede,
bhleriano), posta al di fuori da ogni prigione kantiana, che ha forse da essere equiparata al
buddistico nirvana (50) e attorno alla quale ruota il fatto religioso. In questo scritto essa non sar
sfiorata che occasionalmente.
Le cesure epocali di Ren Gunon (51) si riferiscono a cambiamenti radicali nel modo di
percepire e di dare considerazione al mondo e al sovramondo (terza componente) nonch alla loro
correlazione, da parte delluomo superiore. Gunon sovrappone un tempo sempre uguale a s stesso
e omologabile a quello umano superiore quale esso adesso (il tempo alcunch di enormemente
complesso, vedi il prossimo capitolo) e le sue cesure epocali avvengono in epoche databili nel
passato secondo questa scala di misura cronologica. Le cesure epocali/barriere temporali di
Gunon vengono da lui poste (a) nel VI secolo avanti Cristo, quando anche la speculazione
metafisica divenne razionalit pura (52); (b) nel V millennio avanti Cristo quando il contatto
esistenziale con ci che sta al di sopra della materialit pura incominci ad andare un poco alla
volta perduto (inizio del vedico Kali-Juga); (c) nel XII XIII millennio avanti Cristo , epoca
dellinabissamento dellAtlantide, ultimo grande cataclisma terrestre. Questo viene citato per dovere
di completezza: Ren Gunon fu un sacerdotalista assoluto, dallo spirito semiticheggiante e in
riguardo a lui lo stesso Julius Evola ebbe a dire che la sua opera, pure ricca di spunti del tutto validi,
non ha valore normativo.
Julius Evola (53), facendo riferimento alla tradizione sapienziale dei popoli civili e soprattutto
indoeuropei, prospetta il susseguirsi di cicli storico-cosmologici separati gli uni dagli altri da cesure
epocali; lultimo ciclo incominci dopo linabissamento dellAtlantide e tenderebbe a chiudersi nei
nostri tempi (vedi pi avanti), anche se non detto che ogni ciclo storico-cosmologico deva
chiudersi in modo catastrofico e definitivo con perdita totale o quasi di memoria di quanto venne
prima. Difatti (si veda pi avanti) le impronte lasciate da ogni ciclo nel seguente sembrerebbero
indicare che questo normalmente il caso. Se la chiusura di un ciclo dovuta alla rottura
dellequilibrio antropocosmico, preceduta e accompagnata da obnubilazione psichica generalizzata
dellecumene bhleriano, allinizio del nuovo ciclo ci si pu aspettare una nuova umanit
superiore/insieme bhleriano con caratteristiche fresche di capacit psichica, certo superiori a
quanto potevano essere alla vigilia del tracollo. Quindi genuina rinascita dellinsieme bhleriano,
analoga alla nascita di ogni singolo, quando in esso si riscontrano potenzialit psichiche potenziate
(54).
11

(01) Si consultino, Ludwig von Bertalanffy, ed. it. Teoria generale dei sistemi, Mondadori, Milano,
1983 (orig. 1969); Ren Thom, ed. it. Stabilit strutturale e morfogenesi, Einaudi, Torino, 1980
(orig. 1972). Uno scorrevole libretto che da una messa a punto abbastanza semplice su questi
difficili argomenti : Tiziano Terranova, Dizionario di realt virtuale e vita artificiale, edizioni
dellOrtica, Bologna, 1995.
(02) Jakob von xkll, Theoretische Biologie, Suhrkamp, Frankfurt am Main, 1973 (orig. 1928);
Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(03) Cfr. Arnold Gehlen, Der Mensch, Athenaion, Frankfurt am Main, 1974 (orig. 1950).
(04) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(05) SullAtlantide ci potrebbero essere fino a 40.000 fra libri e articoli di rivista e giornale; e
sullAtlantide ci sono anche riviste specializzate. Sul resto della casistica dei continenti perduti c
molto meno. Si consultino, Serge Hutin, Hommes et civilisations fantastiques, Jai lu, Paris, 1970;
Silvano Lorenzoni, I Continenti perduti, la Luna e le cesure epocali, Primordia, Milano, 2001;
Roberto Pinotti, Atlantide, il mistero dei continenti perduti, Mondadori, Milano, 2001. Questo libro
riporta la bibliografia sullargomento compilata in russo nel 1968 da Nikolaj irov, poi tradotta in
americano e dallamericano in italiano dal Pinotti. Libro discutibile ma utile come fonte
nozionistica e bibliografica. Cfr. anche Silvano Lorenzoni, Mondo aurorale, Primordia, Milano,
2010.
(06) Cfr. Rmy et Bernadette Chauvin, Le monde animal et ses comportements complexes, Plon,
Paris, 1977.
(07) Cfr. Il quotidiano Libero (Milano) del 6 marzo 2008.
(08) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(09) Guillaume Corvus, La Convergence des catastrophes, Diffusion International dition, Paris,
2004.
(10) Cfr. Hugo Dingler, Geschichte der Naturphilosophie, Junker und Dnnhaupt, Berlin, 1932;
anche Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(11) Kurt Hbner, Die Wahrheit des Mythus, Beck, Mnchen, 1985.
(12) Estrapolazione non certo arbitraria o fuori luogo essa ha delle precise analogie (senza essere
la stessa cosa) con la psicologia dellinconscio collettivo di quel conosciuto psicologo che fu CarlGustav Jung.
(13) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(14) Sul conto del quale si consulti per esempio Herv Ryssen (uno pseudonimo), Psychologie du
judasme, Baskerville, Levalois, 2009. Secondo listituzione psichiatrica ufficiale americana, di
stretta osservanza freudiana, avere una religione (qualsiasi) costituisce una patologia psichica.
(15) Hans Bender, Unser sechster Sinn, Telepathie, Hellsehen, Spuk, Deutsche Verlagsanstalt,
Stuttgart, 1972.
12

(16) Nicolas Bourbaki (pseudonimo collettivo), lments dhistoire des mathmatiques, Hermann,
Paris, 1960.
(17) La teoria della probabilit, iniziata da Blaise Pascal nel Seicento e raffinata da Pierre-Simon de
Laplace nel Settecento, era stata sviluppata con lo scopo di dare una descrizione
dinsieme/macroscopica del comportamento di sistemi costituiti da un numero tanto alto di
componenti da rendere in pratica impossibile seguire il comportamento individuale di ognuno
componenti per i quali per si immaginava/postulava che valessero leggi deterministiche se si fosse
potuto, ipoteticamente, osservarli da vicino. Adesso si tende a vedere nelle leggi statistiche un tipo
specifico di leggi che hanno una validit propria avulsa da qualsiasi determinismo.
(18) Hanns-Heinz Ewers, Ameisen, Georg Mller, Mnchen, 1925.
(19) Kurd Lasswitz, Aus dem Tagebuche einer Ameise, antologia Wissenschaftlich-phantastische
Tiergeschichten, Neues Leben, Berlin, 1985 (orig. 1890).
(20) Eugne Marais, Die siel van die mier, antologia Die beste van Eugne Marais, Rubicon,
Kaapstad (Sud Africa), 1986 (orig. anni Trenta).
(21) Rmy Chauvin, Le monde des fourmis, ditions du Rocher, Monaco, 1969; Les socits
animales, Presses Universitaires de France, Paris, 1982; Dieu des fourmis, dieu des toiles, Belfond,
Paris, 1988.
(22) Cfr. Jean-Marie Bassot, Vers luisants et lucioles, mensile Science, progrs, dcouverte (Paris)
di agosto 1970.
(23) Cfr. I quotidiani Libero (Milano) del 4 maggio 2006; Stuttgarter Zeitung (Stuttgart) del 15
giugno 2007; Die Welt (Berlin) del 16 giugno 2007.
(24) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 12 marzo 2005 e del 22 aprile 2005.
(25) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 2 gennaio 2008.
(26) Notizia data da Giovanni Monastra, Le origini della vita, Il Cerchio, Rimini, 2000.
(27) Robert Sullivan, ed. it. Ratti, ISBN edizioni, Milano, 2007.
(28) Alexej Pawlowitsch Okladnikow, ed. ted. Der Mensch kam aus Sibirien, Molden, Wien, 1974.
(29) Per esempio: John Wyndham (pseudonimo di John Harris), ed. it. Il Giorno dei trifidi,
antologia Universo a sette incognite, Mondadori, Milano, 1970 (orig. 1951); Kenneth Gantz, ed. it.
LAbitatore, Mondadori, Milano, 1974 (orig. 1963).
(30) Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(31) Hugo Dingler, Das Experiment, sein Wesen und Geschichte, Reinhardt, Mnchen, 1928.
(32) stato calcolato che le formiche si contano a milioni di miliardi e costituiscono circa il 10%
della biomassa animale mondiale. Se si dovessero muovere in blocco alla conquista del mondo ci
riuscirebbero certamente. Gi prima della guerra lo scrittore francese Jacques Spitz aveva
13

prospettato, nel suo La guerre des mouches, Gallimard, Paris, 1938, che se le mosche dovessero
organizzarsi per soppiantare luomo, non ci sarebbe scampo possibile.
(33) Edgar Dacqu fu uno scrittore anche molto apprezzato da Julius Evola e le sue opere sono
ricchissime di ottimi spunti, anche se sono inficiate da antroposofia e da gnosticismo
cristianeggiante. La sua opera principale Urzeit, Sage und Menschheit, Oldenbourg,
Mnchen/Berlin, 1928; ma di ottima consulta sono anche Leben als Symbol, Oldenbourg,
Mnchen/Berlin, 1928; Natur und Seele, Oldenbourg, Mnchen/Berlin, 1928; Aus den Tiefen der
Natur, Pfister und Schwab, Bdingen, 1944 e, soprattutto, Die Urgestalt, Insel, Leipzig, 1943.
(34) Leone Croizat onor lo scrivente della sua amicizia verso la fine degli anni Settanta. La sua
teoria esposta e ampliamente documentata nella sua opera principale, Space, time, form, the
biological synthesis, edizione dellautore, Caracas (Venezuela), 1962, che egli scrisse in lingua
americana per cercare di darle una maggiore diffusione senza grande successo. Essendo egli un
antidarwinista militante, fu sempre tenuto al margine della (pseudo)scienza ufficiale.
(35) Silvano Lorenzoni, Chronos, cit.
(36) Su questo argomento lautore aveva pubblicato nel passato un breve libretto ormai esaurito;
Silvano Lorenzoni, Equilibrio antropocosmico e snaturamento del tempo, Primordia, Milano, 2001.
(37) Cfr. Mircea Eliade, Trait, cit.
(38) Wre nicht das Auge sonnenhaft / die Sonne knnte es nie erblicken / lge nicht in uns des
Gottes eigene Kraft / wie knnte uns Gottliches entzcken? [se locchio non avesse una natura
solare / mai esso potrebbe vedere il Sole / se non ci fosse in noi la potenza di un dio / come potrebbe
entusiasmarci la divinit?].
(39) Di ottima consulta generale Mircea Eliade, Histoire des croyances et des ides rligieuses,
Payot, Paris, 1981 (3 voll.).
(40) Cfr. Victor Magnien, Les Mystres dEleusis, Payot, Paris, 1950 (orig. 1938) ed. it. Ar,
Padova, 1996.
(41) Cfr. Jacques Le Goff, ed. it. Il Re nellOccidente medioevale, Laterza, Bari/Roma, 2006; anche
Ernst Kantorowicz, ed. it. Federico secondo di Svevia, ed. it.Garzanti, Milano, 1940 (orig. 1931).
(42) Cfr. Mircea Eliade, Mphistophels et landrogine, Gallimard, Paris, 1962.
(43) Cfr. Paolo Santangelo, Storia della Cina, Newton, Roma, 1994.
(44) Cfr. Alexandra David-Nel, Mystiques et magiciens du Tibet, Plon, Paris, 1968 (orig. 1929).
(45) Cfr. Mario Polia, Gli Inca, Xenia, Milano, 1999.
(46) Cfr. Jacques Soustelle, Les Aztques, Hermann, Paris, 1974; LUnivers des aztques, Hermann,
Paris, 1979.
(47) Cfr. Giovanna Salvioni, LIsola di Pasqua, Xenia, Milano, 1997.
(48) Cfr. Serge Hutin, cit.; Mircea Eliade, Trait, cit.
14

(49) Denis Saurat, La Civilisation des gants et la religion des insects, Jai lu, Paris, 1955.
(50) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(51) Ren Gunon, Le Rgne de la quantit et les signes des temps, Gallimard, Paris, 1950.
Unottima sintesi del pensiero gunoniano su questo argomento stata data da Piero Di Vona sul
mensile Diorama letterario (Firenze) di settembre 1991.
(52) Vi sono momenti nella storia in cui si affermano nuove categorie del pensiero e nel sentire
e quindi nellagire una di queste svolte si verific fra il VIII e il VI secolo a.C. ed ebbe in
questultimo la sua acme Questo fenomeno si manifesta con lo sbocciare e il prevalere
dellintelletto logico-discorsivo di contro allintelligenza intuitiva e ispirativa che aveva prevalso
prima Pio Filippani-Ronconi, Il Buddismo, Newton, Roma, 1994.
(53) Julius Evola, Rivolta contro il mondo moderno, Mediterranee, Roma, 1969 (orig. 1934).
(54) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologie, cit.; Hans Bender, cit.; Jean-Paul Bourre, Les Enfants
extra-sensoriels et leurs pouvoirs, Tchou, Paris, 1978.

15

2.
VALUTAZIONE E MISURA DEL TEMPO
2.1 Definizione del problema.
Lo scrivente, nella sua Cosmologia alternativa, aveva gi dedicato un capitolo al tempo e alla sua
misura. Bisogna sempre fare distinzione fra la misura e la cosa misurata; e la confusione fra luna e
laltra particolarmente nociva e causa di assurdit quando ci si riferisca al tempo (non
accidentale che questo tipo di confusioni siano uno dei cavalli di battaglia
delleinsteinismo-relativit).
(a) Il tempo, direzione pura, (I) inconcepibile, (II) non misurabile. Gi Immanuel Kant aveva
proposto che lunico modo in cui ci si pu rappresentare il tempo nella fattispecie di una linea,
percorribile in una sola direzione (01). Siccome lo spazio esistenziale intrinseco dellumano
superiore quello euclideo risulta che, per convenienza, la linea lungo la quale ci si rappresenta il
tempo rappresentazione sterificata del tempo, che permette anche la sua misura una linea
retta e il tempo rappresentato anchesso euclideo. Una ipotetica rappresentazione del tempo lungo
una linea curva e in particolare un cerchio o altra linea chiusa comporta specifiche conseguenze
sulle quali pi avanti.
(b) La misura del tempo, quindi, solo possibile dopo averlo sterificato, secondo appena
accennato; ed essa avviene mettendo a profitto il fatto che ci sono fenomeni che la memoria
(conseguenza dellxklliana causalit temporale per cui losservatore riconosce s stesso lungo lo
scorrere del tempo) ci indica come ripetitivi cio indistinguibili fra di loro: e a ognuno di loro viene
attribuita convenzionalmente unuguale durata. Questi fatti ripetitivi vengono allora a costituire
segmenti consecutivi di uguale lunghezza sulla linea (retta) che serve di supporto per
rappresentare il decorrere del tempo. (In riguardo, assolutamente fondamentale la percezione della
Luna, le cui fasi vengono a essere il fondamento essenziale di ogni misura del tempo. Tutte le altre
misure cronologiche vengono a essere sottomultipli derivati dalla temporalit lunare.) Questo tipo
di rappresentazione del tempo e la conseguente derivata misura permette di trattarlo
matematicamente come una dimensione spaziale percorribile in una sola direzione ; e questo si
rivelato empiricamente valido per affrontare i problemi ingegneristici (per fare, matematicamente,
predizioni) allinterno della nostra prigione kantiana.
Ma quale possa essere il valore di quel tempo misurato, dipende esclusivamente dalla
temporalit di chi quel tempo vive e misura e a questo punto mancano i mezzi lessicali per potersi
esprimere in modo pi specifico. Quindi questo era gi stato abbozzato dallo scrivente nel suo
Chronos lestrapolazione temporale in termini di tempo esistenziale attuale verso il passato, o
magari verso il futuro, lecita soltanto fino a che ragionevolmente si possa essere sicuri che
cerano/ci saranno esseri umani compartecipi della nostra stessa kantianit. In direzione del passato,
ragionevolmente, fino allultima cesura epocale, corrispondente allinabissamento dellAtlantide
circa 10.000 anni addietro. A volere retrocedere oltre linabissamento dellAtlantide e
presupponendo, pure ragionevolmente, che la freccia del tempo sia rimasta la stessa, da passato a
futuro (su di questo pi avanti) ci si pu riferire soltanto a un prima e un dopo, separati da
intervalli cronologici simbolici non omologabili al nostro tempo vissuto. Cercare di dare una
dimensione quantitativa a quegli intervalli, secondo la nostra temporalit, pu essere un esercizio
anche divertente e spassoso, ma che in fondo non ha alcuna concreta validit. Si questo si era
accorto anche Edgar Dacqu (02) che parlava di una accelerazione del tempo esistenziale, diverso
per chi visse nelle epoche remote e per luomo attuale: ma Edgar Dacqu presumeva che ci fosse, al
16

di l e al di fuori dellumanamente vissuto, un qualche tempo di riferimento. Secondo il punto di


vista adottato in questa sede, invece, ogni tempo deve essere un tempo vissuto altrimenti si nel
non-tempo di quella terza componente del composto umano e bhleriano (03).
Adesso si imposta una moda culturale, le cui origini hanno da vedersi nellistaurarsi del
monoteismo e che impera incontrastata, secondo la quale una non meglio definibile natura,
allumano osservatore assolutamente aliena, ha per una sua intrinseca temporalit che
identicamente quella dellosservatore in questione la soggettivazione dellobiettivo di Ernst
Barthel (04). Questa temporalit sarebbe indefinitamente estrapolabile verso il passato oppure
verso il futuro, e in obbedienza alla quale la natura procede per conto suo indipendentemente
dallesistenza o meno di un osservatore, in quanto questultimo , per definizione, accidentale ad
essa esterno e alieno.
Su di questa base si procede a elaborare le metodologie per la datazione di eventi passati (05). Ci
sono procedure botaniche (studio dei pollini, delle stratificazioni legnose nei tronchi degli alberi,
ecc.), mineralogiche (stratificazioni minerali nelle stalattiti e stalagmiti, ecc.), geologiche
(susseguirsi di depositi di detriti lasciati da ghiacciai, sedimenti lasciati dai fiumi, ecc.),
astronomiche (fondate sulla variazione, presuntamente retta da determinate leggi, nella posizione
degli astri), magnetiche (congelamento del magnetismo di determinati minerali, attribuito a
cambiamenti nellorientamento del magnetismo terrestre) tutti metodi, in ogni caso e per
ammissione di chi li ha sviluppati e di chi li usa, permettono di risalire nella storia passata di
qualche millennio. Per andare pi indietro si mette mano alla misura dei tassi di disintegrazione
radioattiva, metodo ritenuto molto pi sicuro in quanto tali tassi di disintegrazione dovrebbero
essere tetragoni a cambiamenti di temperatura, di magnetizzazione, di legame chimico, ecc. - Si
tratta sempre di estrapolazioni lineari verso il passato di cambiamenti fisici che hanno dimostrato
un determinato andamento cronologico nella durata della vita dello sperimentatore o che
concordano con documentazione proveniente da qualche generazione addietro: non a caso i risultati
sono tanto pi accurati, a detta degli specialisti stessi, quanto pi a noi cronologicamente vicini.
Quanto alle misure radioattive anchesse spesso soggette a ogni tipo di interpretazioni, vedi pi
avanti i tassi di disintegrazione dei preparati radioattivi possono essere influenzati psichicamente
(06), quindi essi potrebbero essere stati altri a seconda delle epoche, improntate da diversi tipi di
comunit bhleriane ammesso che argomentare su misure spaziali o cronologiche di qualsiasi
genere possa avere qualche valore per i tempi precedenti lultima cesura epocale.
Oscar Gonzlez Quevedo (07) ci assicura che le facolt parapsicologiche umane di
retrocognizione e di precognizione hanno unestensione cronologica di pochi secoli. Essendo
probabilmente questa facolt lunico scandaglio cronologico che sia allumano propriamente
intrinseco, si tentati di concludere che la profondit cronologica entro la quale, usando qualsiasi
metodo, ci si pu sentire del tutto al sicuro, sia proprio limitata a qualche secolo.
2.2 Evoluzione.
Delle particolari difficolt vengono a galla quando si voglia applicare la bartheliana
soggettivazione dellobbiettivo alla temporalit della biosfera, della quale fa parte anche la
componente somatica umana, singola e bhleriana. Qui duopo confrontarsi con lidea
dellevoluzione, che deriva dallimmaginarsi (a) un tempo misurabile euclideamente ed
estrapolabile indefinitamente verso il passato, (b) una biosfera cambiante lungo questo asse
temporale (si fa volentieri confusione fra il tempo e la sua misura), per cui le forme biologiche, non
esclusa quella umana, derivano da quelle che le precedettero per filiazione e i discendenti si
scostano morfologicamente dagli antenati in base a meccanismi che vengono inventati a seconda
17

dellimmaginazione o della presa di posizione dottrinale di chi si inventa queste cose. Lalternativa
allevoluzione, anche a volere perseverare in una visione temporale bartheliana, quella di Plotino
e della vicarianza del gi menzionato Leone Croizat: lhabitat e i suoi abitatori si accompagnano
armoniosamente a seconda che il dopo segue cronologicamente al prima, costituendo ununit
inscindibile senza che ci siano adattamenti reciproci, richiedenti durate pi o meno lunghe o
immaginate tali (perch non dovrebbe essere la geologia che si adatta alla biologia? nessun
evoluzionista sembra che lo abbia ancora suggerito). (La biologia e la geologia evolvono
insieme, diceva Croizat, che si autodichiarava evoluzionista, anche se le sue idee erano proprio il
contrario di quelle di qualsiasi visione evoluzionistica.)
In termini generali, le fantasie evoluzionistiche possono essere classificate in due filoni: (a) quello
teleologico monoteistico, sostenuto da cristiani, cristianeggianti, gnostici, teosofi e antroposofi,
ecc., (b) quello bancario-usurocratico (08), detto anche darwinismo, che ancora adesso di stretta
osservanza nella scienza ufficiale e al quale devono aderire o fare finta di aderire coloro che,
nellambito accademico non vogliono rischiare il posto di lavoro e fare carriera. Qualche scienziato
serio e coraggioso comunque c lo stesso, che contesta la dogmatologia darwinista, la quale risulta
erosa sempre di pi (09). In ogni caso, un assunto di base di qualsiasi visione evoluzionistica che
nel mondo biologico ci sono forme pi primitive/semplici e meno primitive/semplici e che quelle
meno primitive devono derivare da quelle pi primitive (si ricordi che per gli evoluzionisti la
biosfera non alcunch di olistico e armonioso, ma un macchinoso procedere biochimico o magari
dialettico) un tempo, adesso meno, si sosteneva che gli organismi animali dovevano discendere
dalle piante.
Lassunto dei teleologo-monoteisti invariabilmente che c un pi o meno imperscrutabile
disegno che fa da motore allevoluzione con lo scopo preciso di raggiungere la pienezza del
creato cio luomo quale noi lo conosciamo (unico essere ad avere uno psichismo veramente
completo [10]), raggiunto il quale scopo o essa si fermerebbe definitivamente o prenderebbe degli
andamenti pi o meno fantasiosi ma in ogni caso del tutto diversi di quanto pot essere il caso
prima di giungere a quella pienezza. A questa linea di pensiero apparteneva anche un grande
etologo, il gi citato Rmy Chauvin (11); e in questo filone pu essere incluso anche Edgar Dacqu
(12). Dacqu proponeva una forma primordiale/Urgestalt (una specie di platonica entelechia) la
quale, procedendo in direzione passato-futuro nel tempo (la cui precisazione, anche per Dacqu, si
dimostra problematica), si lascia indietro le forme animali e vegetali, per raggiungere finalmente
la forma uomo che ha adesso e che rappresenta la fine del percorso evolutivo. Quindi, per Dacqu
a differenza di come se lo immaginava Julius Evola il ciclo storico-cosmologico finisce in
gloria e non chiaro se, more monoteistico, ci si sar fermati a questo punto o se ci sar un
capovolgimento che nuovamente scatener un ciclo analogo. Dacqu un autore ricco di notizie e
di interessantissimi spunti, ma che dal punto di vista dottrinale, appesantito com dalla sua
antroposofia e dal suo gnosticismo cristianeggiante, di dubbio valore.
Vale anche la pena di fare il punto di quali sono i difetti fondamentali dellapproccio darwinistico
il quale tanto pagliaccesco che non meriterebbe neppure un confronto, se non fosse per il fatto
che essendo divenuto moda culturale e uno dei dogmi portanti della modernit, la sua demolizione
sistematica diviene meritoria sia sul piano pratico che su quello dellonest scientifica.
Ancora adesso, a quasi due secoli di distanza dallinizio della cabala darwinistica, la
(pseudo)scienza ufficiale ha per riferimento il dogma di Charles Lyell (1797 1875) secondo il
quale le rocce/formazioni geologiche dovevano essere sempre pi antiche a seconda che si
procedeva in profondit e si dovevano essere formate in un tempo enormemente lungo per
giustapposizione di un numero grandissimo di strati minerali (13). Egli definiva poi i cosiddetti
fossili caratteristici, per cui in ogni strato geologico il grado di complessit (come se la
18

immaginava lui) dei fossili del medesimo pi caratteristici indicavano lantichit dello strato/roccia
(14). Gi Lyell, dunque, gettava le basi di quellargomento circolare per cui la roccia, a seconda
della sua antichit, doveva contenere determinati residui di forme viventi/fossili; e nel contempo i
fossili indicavano lantichit della roccia: levoluzione, in questo modo, si autogiustifica. E
quando qualche ritrovato non coincideva/coincide con lidea evoluzionistica, esso viene
semplicemente e sbrigativamente dichiarato un falso (15).
Nello stesso tempo che falsi sono tutti i ritrovati che tenderebbero a contraddire il dogma,
vengono semplicemente ignorati i fatti catastrofici capaci di scombussolare la cronologia
stratigrafica ufficiale e dei quali c abbondante evidenza. Lo spesso citato Hans-Joachim Zillmer
(che pure accetta lapproccio cronologico bartheliano di cui si parlato) indica come nel passato il
catastrofismo geologico e biologico deva essere stato piuttosto la norma che leccezione e mette
lultima catastrofe globale fra 5.000 e 10.000 anni fa, in certo e qual modo in coincidenza con
linabissamento dellAtlantide (pure adottando un punto di vista molto diverso dal nostro). Maurizio
Blondet (16) descrive un interessante evento, lesplosione del vulcano St. Helens, nellAmerica del
Nord, nel 1980, che in meno di 36 ore diede origine a una stratificazione di depositi minerali
identico a quelli a cui i geologi alla moda attribuiscono milioni di anni.
Inoltre, i tentativi di puntellare le datazioni circolari di Lyell per mezzo dellinfallibile
cronometro radioattivo (e indipendentemente dal fatto che anche quello potrebbe essere stato
falsato psichicamente, vedi pi sopra) si sono dimostrati fallaci (17). Pure ammesso che le misure
dei decadimenti radioattivi siano corrette, la loro interpretazione sempre dubbia, in quanto poggia
su presupposti inverificabili sulle proporzioni iniziali delle diverse sostanze radioattive. Un
esempio specifico quello celeberrimo del carbonio 14 per la datazione di residui organici (18) i
cui risultati dipendono da quale sia stata la presunta concentrazione di carbonio nellatmosfera in
cui gli organismi in questione si sono trovati a vivere. C evidenza che il contenuto di anidride
carbonica nelle atmosfere del passato (neppure remotissimo) possa essere stata molto diversa da
quella che adesso . La datazione dellet della vegetazione lungo le autostrade, usando questo
sistema, sempre errata in ragione del suo eccessivo contenuto di carbonio dovuto allemissione
dei gas di combustione da parte del traffico automotore lungo le medesime.
Altre due insuperabili difficolt per levoluzionismo in generale e per il darwinismo in particolare
sono: (a) la totale mancanza di forme intermedie (anelli di congiunzione) fra le specie. Su di
questo argomento si soffermano sia Giovanni Monastra che Maurizio Blondet (19) e quelle
forme che sono state spacciate per intermedie nel passato si sono dimostrate, quelle s, dei falsi;
(b) i cosiddetti fossili viventi, forme biologiche che, secondo la scala temporale ufficiale, si sono
bloccate nella loro evoluzione ancora in tempi improbabilmente lontani (il peripato, il limulo, il
celacanto, il hoatzin, ecc.). Riguardo a questi esseri stato giustificatamente osservato che non
stata mai proposta alcuna ragione valida (dal punto di vista evoluzionistico) del perch essi non si
siano pi evoluti (20).
Per concludere si vuole dare una panoramica di quellimportante casistica secondo la quale,
quando sia ammesso lo schema cronologico che dice che la natura procede per contro proprio con
un tempo proprio identico a quello esistenziale dellumano osservatore (barthelismo) e anche
che, evoluzionisticamente, le forme biologiche pi primitive (secondo certuni) devono essere
apparse prima di quelle meno primitive (secondo i medesimi), non escluso lumano, ci si trova con
una pletora di ritrovati che non quadrano fatto sistematicamente ignorato dalla (pseudo)scienza
ufficiale.
I ritrovamenti che non quadrano vanno classificati in due tipologie: (a) resti di svariati organismi
(pi o meno primitivi), non esclusi resti umani, vengono trovati assieme, negli stessi strati
19

geologici, mentre evoluzionisticamente sarebbe impossibile che fossero coesistenti. In un caso


specifico fu trovato il tronco di un albero che attraversava diversi strati geologici e quindi,
secondo la cronologia scientifica, quellalbero doveva essere vissuto per diverse centinaia di
milioni di anni (21); (b) in tutte le epoche immaginabili, assieme a trilobiti, paleoinsetti, dinosauri,
ecc. si trovano resti inequivoci di unumanit (in senso lato) sempre capace di una tecnologia pi o
meno avanzata di cui restano le tracce. In riguardo, particolarmente informativo lo spesso citato
Hans-Joachim Zillmer (22), mentre conosciutissima ancora da fine Ottocento quellimpronta di
una mano umana a fianco di quella di una zampa di dinosauro, riportata, per esempio, da Edgar
Dacqu (23).Per quel che riguarda specificamente la paleografia umana e tecnologico-umana, vale
il classico di Michael Cremo e Richard Thompson (24), opera nella quale non solo si dimostra che
luomo, anche secondo la scala cronologica ufficiale deve essere di immemorabile antichit, ma si
mettono a nudo gli imbrogli e anche gli atti arbitrari e anche violenti portati a termine
dallinquisizione darwinistica per sopprimere o falsificare levidenza che avrebbe potuto
contraddire lufficialit nonch per mettere fuori gioco qualsiasi dissenziente o libero pensatore.
2.3 Fantastoria.
In un suo vecchio scritto lautore di queste righe ebbe a dire che ci che si pu vedere come
parte obiettiva di una qualsiasi ricostruzione storica basata su di un qualsiasi tipo di resto
materiale ci che pu essere omologato al tempo esistenziale di chi scrive la storia, cio ci che
lo storico pu rendere descrittivamente immaginabile a dei lettori suoi contemporanei; e ci
dipende in grande misura dallo storico stesso e dalla sua Weltanschauung e questo tanto pi
vero quanto pi si vuole andare a ritroso verso il passato. (25) E unopinione del tutto analoga fu
espressa, per il campo della storia comparata delle religioni, da Mircea Eliade (26).
Il problema della presentazione distorta della storia dei tempi post-Christum stato affrontato in
dettagli da un brillante e poco conosciuto storico, Wilhelm Kammeier (1889 1959) (27). I suoi
studi sono tuttora proseguiti da una Wilhelm Kammeier Verein di Colonia/Kln (28) Kammeier
wohl als der grsste Historiker des 20. Jahrhunderts bezeichnet werden muss [Kammeier deve
essere considerato il pi grande storico del secolo XX ].
Gi il Kammeier affrontava gli ipotetici slittamenti delle datazioni nella stesura ufficiale della
storia medioevale. E pi avanti ancora si spinge un altro ricercatore storico, Heribert Illig (29), che
prosegue lopera di Wilhelm Kammeier. LIllig sostiene che il periodo storico settembre 614
agosto 911 stato interpolato di sana pianta ( dieser Karl der Grosse in Wahrheit Karl der
Fiktive genannt werden darf un muss [ questo Carlo Magno in realt potrebbe e dovrebbe
essere detto Carlo il Fittizio].
Questi esempi dimostrano come lincertezza cronologica possa avvicinarsi molto al nostro tempo,
addirittura nella zona di sicurezza post-ultima cesura. Pur senza volere esprimersi in modo
definitivo in questo pure complesso argomento (le sabbie mobili cronologiche) si tentati di
ridurre la certezza cronologica forse a quei pochi secoli quando ci fa da garante la parapsicologia,
almeno secondo Oscar Gonzlez Quevedo, di cui si parlato pi sopra.
2.4 La freccia del tempo.
In questa sezione si considereranno brevemente alcuni argomenti legati alla problematica della
freccia del tempo, gi considerati pi o meno sommariamente dallo scrivente nel suo Chronos.
Questo sar fatto soprattutto per rendere chiaro a quali complicazioni si pu verosimilmente andare
20

incontro quando non si tenga in considerazione che una cosa il tempo e unaltra la sua misura.
Perch si possa ragionevolmente parlare delluno e dellaltra bisogna che il tempo sia avvicinato
come categoria kantiana propria dellosservatore e sperimentatore la bartheliana soggettivazione
dellobiettivo comporta impensate complicazioni.
Si gi detto, vedi pi sopra, che lunica maniera di rappresentarsi il tempo, direzione pura,
come una linea percorribile in una sola direzione - questo era gi stato visto da Immanuel Kant; e la
rappresentazione come movimento unidirezionale su di una linea comporta la possibilit di
combinare spazio e tempo, fatto postulato da Jakob von xkll come movimento/Bewegung.
Inoltre, la linea del tempo deve essere una linea retta in uno spazio euclideo (che lo spazio
esistenziale dellumano superiore osservante), essendo questo tipo di rappresentazione quello che
permette la sterificazione del tempo secondo una modalit misurabile che ha dimostrato la sua
adeguatezza nel trattamento matematico del tempo come dimensione con risultati concretamente
validi nel campo dellingegneria e quindi dellinterazione dellumano con il mondo. Cio: il tempo
misurato della prigione kantiana dellumano superiore deve essere anchesso euclideo, se quella
misura deve essere utile e significativa. Dal punto di vista esclusivamente teorico si potrebbe
anche procedere a rappresentare il tempo su di una linea curva invece che su di una retta. Se la
curva fosse chiusa, tipo un cerchio, questo comporterebbe la rappresentazione di un tempo che
cambierebbe freccia ogni due epoche specifiche, con la conseguenza di un rimbalzo ogni volta per
una medesima durata, ma senza invecchiamento: una situazione a dir poco paradossale. Se invece
la curva fosse prolungabile ad libitum ma non fosse contenuta tutta in un determinato piano
euclideo e si sviluppasse in uno spazio a pi di due dimensioni, si rischierebbe di cadere nella
casistica dei tempi pluridimensionali, menzionata e brevemente discussa nella Cosmologia
alternativa.
Quando la temporalit esistenziale umana venga barthelianamente proiettata su di una natura
immaginata come disgiunta dallumano osservatore, si apre la porta a strani sviluppi. In quella
natura vengono osservati fenomeni che hanno decorsi deterministici e anche statistici (e anche di
altro tipo, vedi pi avanti, ma per il momento fermiamoci qui). Di questo ultimo tipo sono i processi
termodinamici, e la seconda legge della termodinamica (quella che impedisce la costruzione del
perpetuum mobile di secondo grado) dice che ogni sistema fisico tende, per via naturale con il
trascorrere del tempo, a passare da una condizione di alta polarizzazione/ordine e bassa probabilit
a una di bassa polarizzazione/disordine e alta probabilit - e il concetto di probabilit legato a
quello termodinamico di entropia. Ne segue che un ipotetico osservatore (dalla kantianit umana)
che si ponesse fuori dalla natura e osservasse stati diversi di un medesimo sistema (magari la
natura stessa, nel suo insieme), constatando che la sua entropia cambia in senso crescente secondo
una data sequenza cronologica, egli dovrebbe concludere che gli stati di maggiore entropia sono
posteriori a quelli di minore entropia (cio che la corrispondente freccia del tempo da passato a
futuro). Questa conclusione potrebbe essere del tutto automatica; ed proprio quello che, secondo il
matematico Olivier Costa de Beauregard (30), ogni essere vivente fa, inconsapevolmente, in ogni
istante della sua vita: cos egli regola la sua condotta in base alle condizioni che egli sa che con un
massimo di probabilit prevarranno nel prossimo istante. Questo, in termini tecnici, viene detto
predizione cieca: una forma di predizione cronologica istintiva , sia pure approssimata e a corta
scadenza. Secondo Olivier Costa de Beauregard la ragione per la quale si pu avanzare in una sola
direzione temporale - da passato a futuro, che quella di entropia crescente che lessere umano
e, in generale, linsieme degli esseri viventi, devono stare dietro alla natura/stare in sintonia con la
natura nel suo progredire da bassa ad alta entropia, perch altrimenti la loro vita non sarebbe
possibile. Questo un fatto certo ma, a ben vedere le cose, il Costa de Beauregard non sta dando
alcuna ragione per la specificit della freccia del tempo, ma constatando la sua fattualit. A
volere prendere largomento di Costa de Beauregard come causa effettiva della direzione della
freccia del tempo, passato futuro, allora risulta che percorrere il tempo in direzione contraria,
21

futuro passato, cio in senso di entropia decrescente, renderebbe possibile un processo di


retrodizione cieca, identicamente tanto accurato come quello di predizione cieca, che verrebbe a
essere la sua immagine speculare. Questo renderebbe non solo possibile ma obbligatoria
unesistenza biologica a sua volta immagine speculare di quella vissuta fattualmente sotto le
normali condizioni di esperienza sensoriale di veglia: se linseguimento dellentropia crescente la
ragione per la quale il tempo umano e biologico va da passato a futuro, linseguimento dellentropia
decrescente deve essere causa perch una nostra immagine speculare lo percorra da futuro a
passato. Dunque, secondo questo schema, si in ogni istante confrontati con un altro s stesso che
proviene dalle profondit del futuro e del quale, per, sotto circostanze ordinarie, non si ha
percezione. Eccoci davanti a una fenomenologia allucinante (proprio allucinante, perch nei
fenomeni allucinatori si nel contempo attore e spettatore, agente e agito) identica a quella del
doppio/sosia/Doppelgnger descritta in modo magistrale da Erich T. A. Hoffmann nel suo
straordinario romanzo Die Elixire des Teufels (31).
Una rappresentazione cronologica come quella che deriva dalle argomentazioni di Costa de
Beauregard, per cui si va avanti e nel contempo indietro in ogni istante, verrebbe a corrispondere a
quella su curva chiusa di cui si parlato poco fa. E una rappresentazione del genere potrebbe
rivelarsi utilizzabile per lapproccio cronologico formale a certi sistemi retti da forme specifiche di
causalit cibernetica, cio che si autoregolano in base a un programma informativo a essi e solo a
essi proprio e inerente. Secondo il pregevole biologo Roberto Fondi (32) un sistema del genere
potrebbe essere la biosfera. (Roberto Fondi, nel proporre questa possibilit, fa riferimento a certe
forme standard che, a seconda che scorre il tempo, barthelianamente considerato, si manifestano
come costanti nella biosfera.) Siccome un sistema cibernetico funziona ugualmente bene da passato
a futuro che da futuro a passato (la freccia del tempo dellosservatore non ha alcunch di assoluto
ma una conseguenza del suo adattamento a un ambiente che procede da minore a maggiore
entropia) risulta che anche la biosfera del futuro, per quanto virtuale, ha uninfluenza
sulandamento della biosfera presente, tanto quanto quella del passato (che non virtuale ma
storica, secondo una misura del tempo nel senso di entropia crescente). Queste idee di Roberto
Fondi erano tenute in seria considerazione anche dallo spesso citato Rmy Chauvin (33).
Per concludere, sia qui ricordata unantica, persistente e generalizzata nozione alchemica (34)
secondo la quale i metalli maturerebbero nellutero sotterraneo delle miniere sotto linfluenza
degli astri; per esempio, in un tempo sufficientemente lungo si formerebbe loro per influenza del
Sole, largento per influenza della Luna, ecc. A volere applicare anche in questo caso uno schema
cronologico bidirezionale, diverrebbe lecito immaginarsi gli astri come effetti di maturazione
dovuti a cause ctonie e anche qui si sarebbe, in modo inusitato, davanti a quellabisso
bidirezionale delle cosmologie gnostiche.

22

(01) Jakob von xkll, cit. classificava la possibilit di mettere insieme spazio e tempo
(movimento/Bewegung) come una delle possibilit/causalit fondamentali dellessere senziente, soggetto
alla categorie kantiane di spazio, tempo, causalit.
(02) Edgar Dacqu, Urgestalt, cit.
(03) Il romanziere francese Jacques Spitz, ed. it. LOcchio del purgatorio, Mondadori, Milano, 1985 (orig.
1945) suggeriva che, almeno in certi casi, leffetto mortale dei batteri patogeni fosse dovuto al fatto che essi,
dotati di un tempo proprio accelerato rispetto a quello umano, trascinavano con s il paziente verso il
futuro causando il suo invecchiamento e morte prematura. La penetrazione tentacolare di tempi altri,
con tutte le strane conseguenze del caso, era stata proposta da Ernst Jnger, An der Zeitmauer, Klett,
Stuttgart, 1959 e anche dallo scrittore fantascientifico Alfred Crispin, ed. it. Il Guardiano del tempo,
Garden, Milano, 1991.
(04) Attribuire a una natura immaginata come assolutamente aliena la kantianit di chi la osserva quanto
Ernst Barthel, Vorstellung und Denken, Reinhardt, Mnchen, 1931, chiamava soggettivazione
dellobiettivo.
(05) Di ottimo riferimento in riguardo Herbert Franke, Die Sprache der Vergangenheit, Union, Stuttgart,
1962.
(06) Notizia data da Hans-Peter Waldrich, cit.
(07) Oscar Gonzlez Quevedo, El Rostro oculto de la mente, Sal terrae, Santander, 1971.Negli anni Sessanta
e Settanta lispano-brasiliano Oscar Gonzlez Quevedo fu uno dei principali parapsicologi a livello
mondiale.
(08) Lo scrivente ha fatto uno schizzo abbastanza acuto di questo indirizzo nel suo Il Selvaggio, Ghenos,
Ferrara, 2005. Ma dellusurocratismo di Darwin si era accorto ai tempi suoi anche Friedrich Nietzsche, cfr.
Enrico Goni, Nietzsche e levoluzionismo, Allinsegna del veltro, Parma, 1989.
(09) Ancora di ottima consulta il classico, in lingua italiana, di Giuseppe Sermonti e Roberto Fondi,
Dopo Darwin, Rusconi, Milano, 1980. Pi recenti sono i testi di Giovanni Monastra, cit., Hans-Joachim
Zillmer, Darwins Irrtum, Langen-Mller, Mnchen, 1998; Maurizio Blondet, LUccellosauro e altri animali,
Effedieffe, Milano, 2002.
(10) Cos Rmy Chauvin, La Biologie de lesprit, ditions du Rocher, Monaco, 1990.
(11) Rmy Chauvin, Biologie, cit.; Dieu des fourmis, cit.
(12) Cfr.anche Silvano Lorenzoni, Selvaggio, cit.
(13) Tale Giovanni Arduino (1714 1795) aveva fatto una proposta analoga a quella di Lyell verso met
Settecento, senza per elevarla allo status di dogma. DallArduino Lyell scopiazz lidea senza mai
menzionarlo (cfr. Maurizio Blondet, Uccellosauro, cit.).
(14) Cfr. Maurizio Blondet, Uccellosauro, cit.; Hans-Joachim Zillmer, cit.
(15) Non solo levoluzione in senso generico si autogiustifica in questo modo; si autogiustifica anche il
darwinismo, ormai divenuto dogma. Quando un determinato incomprensibile cambiamento anatomico viene
attribuito a una qualche specie in progresso evolutivo, i darwinisti pontificano che esso deve essere stato
vantaggioso (secondo lottica bancario-usurocratica) anche se non si capisce come (cfr. Hans-Joachim
Zillmer, cit.).

23

(16) Maurizio Blondet, Fossilizzazione, teoria degli strati fossili confutata, su internet, www.effedieffe.com,
4 novembre 2008.
(17) Cfr. Maurizio Blondet su internet, cit.; Uccellosauro, cit.; Hans-Joachim Zillmer, cit.
(18) Cfr. Hans-Joachim Zillmer, cit.
(19) Maurizio Blondet, Uccellosauro, cit.; Giovanni Monastra, cit. Giovanni Monastra propende anche,
documentatamente, per lidea della natura esperimento estetico, di nietzscheana memoria.
(20) Cfr. Maurizio Blondet, Uccellosauro, cit.; Peter Kolosimo (pseudonimo di Pietro Colosimo), Il Pianeta
sconosciuto, Sugarco, Milano, 1977.
(21) Cfr. Hans-Joachim Zillmer, cit.
(22) Ma anche Maurizio Blondet, Uccellosauro, cit., libro diretto pi alla demolizione del darwinismo come
tale che allanalisi dei ritrovati paleontologici. Per chi usi internet, il sito misteri dalla preistoria
allantichit ricco di indicazioni su ritrovati di ogni genere che si pongono fuori dalla cosiddetta scienza
ufficiale.
(23) Edgar Dacqu, Urwelt, cit.
(24) Michael Cremo e Richard Thompson, ed. it. Archeologia proibita, Newton, Roma, 1996.
(25) Silvano Lorenzoni, Chronos, cit.
(26) Mircea Eliade, Initiations, rites, socits secrtes, Gallimard. Paris, 1959.
(27) Le opera complete di Wilhelm Kammeier, in tre volumi (Die Flschung der deutschen Geschichte; Der
zweite grosse Angriff; Die Flschung der Geschichte des Urchristentums) sono state ripubblicate dalla
Verlag fr ganzheitliche Forschung, Vil, 2008 (orig. 1936 1939). Cfr. Anche Gerrit Ullrich, Der
geflschte Mensch, GUWG-Verlag, Kerpen, 2004.
(28) Associazione fondata dal recentemente scomparso Gerrit Ullrich Postfach 45 03 22, D 50878 Kln.
(29) Heribert Illig, Das erfundene Mittelalter, Econ, Dsseldorf, 1996. Heribert Illig anche animatore di
una pubblicazione nel campo del revisionismo nelle cronologie storiche, Zeitsprunge.
(30) Olivier Costa de Beauregard, ed. it. Irreversibilit, entropia, informazione, Di Renzo, Roma, 1994 (orig.
1963).
(31) Erich T. A. Hoffmann, Die Elixire des Teufels, Reclam, Stuttgart, 1975 (orig. 1815). Sia qui brevemente
notato che la qualit del Doppelgnger hoffmanniano parecchio diversa (anche se non completamente
aliena) da quella del sosia/dvojnik di Fjodor Dostojevskij, che si riferisce invece piuttosto a circostanze
psicopatologiche. In riguardo, cfr. Natalie Reber, Studien zum Motiv des Doppelgngers bei Dostojevskij
und E. T. A. Hoffmann, Kommissionsverlag Wilhelm Schmitz, Giessen, 1964.
(32) Roberto Fondi, Organicismo ed evoluzionismo, Il Corallo Settimo Sigillo, Roma, 1984. Lapproccio di
Roberto Fondi poggia sugli studi di Olivier Costa de Beauregard.
(33) Rmy Chauvin, Dieu des fourmis, cit.
(34) Cfr. Mircea Eliade, Forgerons et alchimistes, Flammarion, Paris, 1956, dove citato un importante
trattato in riguardo, il Bergbchlein pubblicato ad Augsburg nel 1505. - Bombast von Hohenheim
Teophrastus Paracelsus parla del trufat occulta virt delle miniere, la quale stimola e predispone ogni

24

metallo al compimento cui destinato, cfr. Gerard Dorn, ed. it. Dizionario paracelsiano, Primordia,
Milano, 2006 (orig. 1587). Anche: Pietro Borrelli, Alchimia, satanismo, Cagliostro, Gattopardo, Roma,
1971.

3.
IMPRONTE DELLE CESURE
3.0 Introduzione.
Si gi menzionato il fatto che perch si possa parlare di cesura necessario che ci sia una
progressione temporale attraverso la medesima per cui ci possa essere un ricordo dei tempi precesura, anche se i tempi in questione dovevano essere qualitativamente diversi di quello di adesso.
Presumere che non ci sia o che non ci possa essere alcun ricordo dei tempi interposti fra le
successive cesure implicherebbe, de facto, una caduta nel tempo segmentario proprio del
monoteismo, per cui sarebbe come se i mondi pre-cesura proprio non fossero mai esistiti. Questo
comporterebbe tutte le difficolt inerenti al volere dare una spiegazione al fatto che detti ricordi
empiricamente ci sono e che in ogni caso, filosoficamente, lidea del tempo segmentario (creazione
ex-nihilo seguita da scomparsa dopo un tempo finito euclideo) insostenibile e porta a unassurdit
dietro laltra (01). In particolare, importante la testimonianza della mitologia, fatto al quale
giustamente faceva spesso riferimento Edgar Dacqu. Inoltre, la storia comparata delle religioni ci
informa che lescatologia di tutte le popolazioni civili coincide nel considerare landamento storico
come legato a quello cosmologico, secondo un andamento ciclico e a gestire ogni capovolgimento
storico e nel contempo cosmologico la Luna, misura del tempo (02). Ogni cambiamento storicocosmologico comporta quindi una variazione nella qualit del tempo.
E parere dello scrivente il lascito pi importante e pi esplicito (e anche pi utilizzabile) che ci
hanno lasciato gli eoni passati proprio il ricordo del loro trascorrere, che ha preso,
psicologicamente, la forma della diffusa e persistente nozione dei continenti perduti/scomparsi,
come conseguenza di svariati e non meglio precisabili cataclismi.
Assodato che il lascito fondamentale delle cesure epocali proprio la nozione/ricordo collettivo
della loro fattualit storica, quando si tratti di affrontare la problematica di quali altre tracce dei
mondi pre-cesura ci possano essere (e a prescindere che non il caso di cercare omologazioni con
gli attuali spazio, tempo, causalit; su di questo si riverr pi avanti), tali tracce devono essere (a)
riconosciute e (b) interpretate. (Sia qui ricordato che Julius Evola [03] indicava acutamente che i
dati per potere dare uninterpretazione al passato che non fosse quella stereotipa delle cattedre
pseudoscientifiche, ci sono; limbarazzo solo la scelta. Ma chi interpreta i lasciti del passato deve
avere una mente libera: i dati in s sono muti, lo studioso che da loro un significato.) E tali tracce
possono essere sia materiali che psichiche che, normalmente, miste questo in ragione della
composizione soma-anima (psiche)-animus (spirito) del composto umano e bhleriano, di cui si
gi spesso parlato.
Dovrebbe essere ovvio che non si propone certo che la componente psichica del composto umano
e quindi anche bhleriano cavalchi o possa cavalcare indenne la cesura epocale. Luomo nuovo,
che accompagnato da una sua specifica prigione kantiana insorge dopo ogni cesura, si distingue da
quello anteriore sia nel soma che nella psiche, la cui qualit, di necessit, sar altra rispetto a
quella che poteva essere prima dello stravolgimento che ha causato la cesura. N si dimentichi che
una componente psichica ce lhanno anche i selvaggi, gli animali, le piante, le cose (04). Ne segue
25

che nessun lascito pu essere considerato come puramente materiale o puramente psichico, ma al
massimo come prevalentemente fisico o psichico oppure, in altre parole, come avente un
interesse pi psichico che fisico o viceversa. A cavalcare le cesure, ammesso che cos ci si possa
esprimere, non pu essere se non quel terzo componente umano/bhleriano che sta al di sopra e al
di fuori di ogni prigione kantiana e quindi anche della categoria tempo.
Qualche osservazione va fatta a proposito del tipo di civilt che ci si pu aspettare sia stata quella
dei tempi immediatamente post-cesura. Sicuramente la cesura si sar rivelata un trauma (come, nel
caso della persona umana, traumatica la nascita fisica) e probabilmente, a livello tecnologico i
primi tempi post-cesura avranno potuto essere di semplicismo anche se non necessariamente
barbari (06). Diverso dovette essere landamento nel campo psichico, di questo si parlato pi
sopra. In qualche modo parallela a questa questione come si possa immaginare la civilt precesura. Difficilmente ci si pu fare unidea in proposito ed eventuali tracce di quei tempi (ma vedi
pi avanti) avranno dovuto subire leffetto distruttivo della cambiata qualit di spazio, tempo,
causalit (ipoteticamente, un invecchiamento accelerato). In ogni caso, lo scrivente si trova
daccordo con Louis Charpentier (07), secondo il quale unalta civilt non deve necessariamente
essere una ad alta tecnologia come quella che lumanit superiore presente ha sviluppato negli
ultimi secoli ( cest une dmarche desprit assez commune notre temps qui refuse tout savoir
ceux qui neurent pas ou nappliqurent pas notre science [ un modo di considerare le cose
molto comune ai nostri tempi quello di rifiutare ogni sapere scientifico a coloro che non ebbero o
non applicarono la nostra scienza]). Quale fosse la civilt pre-cesura (atlantidea, speculare sulle
civilt anteriore a cesure ancora pi lontane ancora pi azzardato) probabilmente impossibile
dire ed pura speculazione immaginarsi le sue possibilit tecniche probabile che il suo lascito
pi percepibile siano i megaliti, su di cui pi avanti.
In ultima, un quesito che affiora spesso quello del se la civilt atlantidea/pre-cesura dovesse
essere immaginata come avente un carattere di universalit oppure no. Che la civilt atlantidea
dovesse ramificata su tutto il globo proposto da non pochi fra i pi validi studiosi di antichit
(08) e a sostegno di questa tesi viene portato anche il fatto delluniversalit del fenomeno
megalitico su tutte le terre emerse (09). Questo tipo di argomentazioni in pro o in contro
possono avere una loro validit solo se si presuppone che lumanit superiore pre-cesura, nella sua
prigione kantiana, percepisse il suo mondo come chiuso (come noi percepiamo il nostro, chiuso e
specificamente sferico) e interagisse con il medesimo in conseguenza. Questo presupposto non
mai reso esplicito da coloro che di questi studi si occupano. opinione dello scrivente che il
presupposto della finitudine del mondo pre-cesura, come percepito dai suoi abitatori, per lo meno
ragionevole, e questo in considerazione del fatto che la misura del tempo presuppone che ci sia una
Luna (che ci doveva essere quindi anche nelle epoche pre-cesura) e che ben difficilmente una Luna
pu essere accomodata in un mondo iperbolico su di questo pi avanti.
In quanto segue vengono elencate quelle che, a parere dello scrivente, sono le tracce del mondo
pre-cesura (lelenco non ha alcuna pretesa di essere totale), classificate in modo approssimato,
come si gi menzionato pi sopra, a seconda che in esse predomini lelemento psichico oppure
quello fisico nel considerare quelle tracce che siano di tipo misto si tenter di avvicinare, sia
pure limitatamente, anche la terza componente del composto umano e bhleriano.
3.1 Tracce psichiche.
Per tracce (prevalentemente) psichiche lo scrivente ha scelto di riferirsi a certe forme dello
psichismo (per le quali, forse, si potrebbe coniare il neologismo di psichemi, nello stesso modo
che nella storia comparata delle religioni si parla di mitologemi) che verosimilmente devono
26

accompagnare la condizione dellesistenza di un osservato e di un osservatore, il quale non scisso


dallosservato e che lo percepisce e agisce con il medesimo secondo la sua particolare prigione
kantiana. Questi psichemi (che hanno una certa analogia ma che non sono la stessa cosa degli
archetipi di Carl-Gustav Jung) vengono a costituire la negazione di qualsiasi fisima evoluzionistica,
anche nel campo della psichicit (nel campo della materialit, se ne gi parlato):
(a)la memoria, fatto sul quale ci si gi dilungati pi sopra. Il ricordo dellesistenza di una
successione di cesure epocali, al quale viene data forma nella nozione dei continenti perduti, della
massima importanza;
(b) lastrologia, come fondamento della quale ha da vedersi la percezione di abitatori/presenze
del mondo psichico a loro volta legate agli astri e della loro azione gli astri, a loro volta, sono
visti non secondo la visione ufficiale moderna ma secondo quanto proposto dallo scrivente nella sua
Cosmologia (10);
(c)lalchimia, che qualcuno ha potuto qualificare come la sorella gemella dellastrologia.
Largomento alchimia particolarmente complesso e se in qualche caso esso ha attinenza con
quella terza componente del composto umano della quale in questa sede non ci si sta occupando in
profondit (11), in altri casi una tecnica che comporta la messa in azione della psichicit
delloperatore, per ottenere la trasmutazione (12), donde la sua parentela con lastrologia. Non a
caso molti fra i pi valenti studiosi di alchimia (13), sia dal punto di vista descrittivo che dal punto
di vista storico, si vedono costretti a porre le sue origini in un remotissimo passato prima
dellinabissamento dellAtlantide;
(d) il comportamento/etologia. Non c dubbio, a parere dello scrivente, che a volere sviscerare gli
studi degli etologi pi seri e validi, sul tipo di Konrad Lorenz, Irenus Eibl-Eibesfeldt, Rmy
Chauvin, dal punto di vista dellottica adottata in questo saggio, ne risulterebbero degli indirizzi
comportamentali negli esseri viventi capaci di gettare luce anche sui tempi pre-cesura. In questa
sede ci si limiter a fare delle osservazioni sul fenomeno schiavit. Il gi citato Louis Charpentier
faceva notare che ci sono certi animali (egli indicava specificamente lelefante e il delfino) che pure
selvatici hanno certi tratti di domesticit che li spinge ad avvicinarsi alluomo o a lasciarsi
facilmente addomesticare; ed egli suggeriva che in tempi pre-atlantidei essi fossero stati animali
fattualmente domestici. Sappiamo anche che la schiavit viene praticata dalle formiche, le quali
rendono schiavi certi altri insetti i quali cercano la condizione di schiavi. E presso gli umani o
considerati tali, stato perfettamente accertato (14) che per certi tipi razziali il sentirsi propriet di
qualcun altro del tutto normale sono gli schiavi per natura, i quali cercano la condizione di
schiavo. Questo tratto comportamentale potrebbe andare insieme allemergere di insiemi biologici
degenerati dopo traumi collettivi somatici ma soprattutto psichici, come quelli che potrebbero
accompagnare una cesura epocale;
(e) la lingua se una volta era nozione generalizzata che la cosiddetta favella fosse prerogativa
umana e che anzi costituisse lo spartiacque fra umanit e animalit, adesso del tutto assodato che
le diverse specie/tipi animali e anche vegetali (e perch no, minerali) hanno le proprie lingue, anche
se, come azzeccatamente afferma Rmy Chauvin (15), la loro conversazione quasi sicuramente
strutturalmente incomprensibile per lumano superiore. Gli studi etologici hanno incominciato a
fare breccia, per esempio, nella lingua di diversi uccelli (16), di primati (17), dei delfini (18), degli
elefanti (19), delle balene (20), delle rane (21), ecc., mentre sono stati identificati anche segnali
linguistici con cui le piante comunicano fra di loro (22). Un fatto estremamente interessante quello
della convergenza delle forme degenerative linguistiche: anche gli esseri umani inferiori, nel loro
processo di animalizzazione (vedi pi avanti), sviluppano forme linguistiche di tipo animalesco.
27

Analogie importanti sono state accertate fra la lingua dei delfini e quella degli indigeni xhosa
dellAfrica meridionale (23);
(f) la scrittura rivela unorigine che va sempre pi a ritroso a seconda che le ricerche
archeologiche si spingono verso linabissamento dellAtlantide; e non c dubbio che lidea di
mettere discorsi per iscritto qualcosa di insito nella psiche umana superiore e che qualcosa che
ha scavalcato la cesura. In riguardo, il lettore si riferisca al gi citato testo dello scrivente, Mondo
aurorale, dove trover anche una utile bibliografia. Qui sia aggiunto: (I) lesistenza di un alfabeto
indoeuropeo, dimostrata per la prima volta da Wilhelm Hauer, il cui lavoro fu per decenni
soppresso, si arricchisce di un numero crescente di prove archeologiche (24); (II) in Asia centrale e
meridionale, nonch in Cina, sempre nuove scritture vengono alla luce, molto pi antiche di quella
sumera (25); (III) vengono trovati altri alfabeti di caverne e megaliti, sul tipo di quelli di Glozel e di
Alvo (26). Questi alfabeti hanno una diffusione mondiale come il mondo adesso percepito,
sfera euclidea sospesa nello spazio euclideo. Questo non manca di un suo significato, vedi pi
avanti;
(g) la religione. Un risultato empirico della ricerca nel campo delletnologia religiosa che tutte le
popolazioni del mondo quale noi lo conosciamo hanno una religione, sia pure diversa a seconda
delle svariate psicologie etniche e razziali (27). da considerare c erto che luomo, in senso lato,
deve costituzionalmente avere una religione. Anche gli animali (e sicuramente le piante e i minerali)
hanno una religione. Questo argomento stato affrontato dallo scrivente in una sua precedente
opera (28); e si tratta di una religiosit che strutturalmente e quasi di sicuro anche storicamente (in
senso lato) viene a essere un fatto involutivo rispetto a quella dellumano superiore e non
indipendente dal decorso storico dei selvaggi, via di mezzo fra lumano e lanimale: su di questo si
ritorner fra poco.
3.2 Tracce psicofisiche.
In questa sezione si tratta di quelle tracce nelle quali lelemento psichico di necessit
inseparabile da un qualche supporto fisico abbastanza bene definibile.
Per incominciare, il caso di considerare la casistica del selvaggio (29) la quale, a ben vedere le
cose, non del tutto disgiunta da quella di certi ecumeni animali sul tipo dei ratti (30). La teoria e la
fenomenologia del selvaggio stata sviluppata con notevole dettaglio dallo scrivente nel suo libro
omonimo appena citato, nel quale dettagliatamente documentata lorigine involutiva dei popoli
incivili del mondo, visti come residui degenerati di popolazioni/ecumeni bhleriani che un tempo
erano stati molto meno incivili (non a caso la loro prigione kantiana un sottomultiplo di quella
dellumano superiore). Secondo il punto di vista adottato in questo saggio nei selvaggi si potrebbe
vedere la componente residuale di umanit che furono superiori, componente massimamente colpita
dagli stravolgimenti psichici che diedero origine e poi accompagnarono la cesura epocale. Non
accidentale che il selvaggio, sia individualmente che collettivamente, ha molto in comune con il
cadavere; e rappresenta una tappa di chi fu umano verso lanimalizzazione prima e poi verso
lestinzione. E una tappa pi avanzata lungo questo percorso potrebbe essere vista nella
brulicanti comunit di ratti che, dotate di organizzazione e di tecnologia sui generis, fanno da
padrone nelle fogne delle degenerescenti megalopoli umane (31).
Nel suo Mondo aurorale lo scrivente suggeriva che le popolazioni terzomondiali (la fascia
infera) potessero essere i residui pi degenerescenti delle genti lemuriane pre-cesura e quindi
ancora semicivili, prima dellinabissamento dellAtlantide, ai bordi del mondo atlantideo. Le estinte
28

popolazioni periantartiche (fascia antartica) erano ipotizzate come un residuo del continente
perduto della Gondwana.
In certe comunit animali, tipo i ratti e forse anche comunit vegetali ci si pu immaginare un
lascito di continenti perduti fra i pi arcaici. Lo studio dei pi infimi e sinistri fra i selvaggi i
ratti, appunto, o altre comunit animali analoghe, non certo agevole, potrebbe rappresentare una
finestra aperta sui mondi anteriori alle pi remote cesure epocali (nel senso di un tempo primadopo).
Del tutto analogo al ratto roditore se ne era accorto anche il romanziere William Tenn, appena
citato il ratto umano, il parassita compulsivo e abilissimo, colui che il darwinismo pone come
corona del creato (32). Ci troviamo qui davanti al supporto fisico/umano di un non meglio
definibile focolaio di infezione psichica, il quale si trascina avanti nel tempo sia allinterno di una
determinata prigione kantiana che scavalcando le cesure, usando supporti sempre variabili.
ipotizzabile che quellascesso psichico sia sempre, anche se sotto manifestazioni diverse, ci che
porta in ogni ciclo storico-cosmologico prima alla degradazione psicologica e poi allo
stravolgimento esistenziale delle umanit superiori, accompagnato finalmente dal cambiamento pi
o meno catastrofico della prigione kantiana. Su di questo argomento si ritorner nel prossimo
capitolo.
La tematica del vampiro (33) non disgiunta da quelle appena presentate . Dario Spada (34) fa il
punto del vampirismo in modo eccellente: (i vampiri sono) entit gi morte che appaiono in corpo
e in spirito (e che quindi non sono fantasmi) e il fatto che succhino il sangue dei viventi (indica) che
possiedono un corpo fisico come fossero vivi; (il vampiro) si trova in uno stato sospeso fra la vita
e la morte: di confine (egli) costretto a nutrirsi di sangue per mantenersi attivo e a
nutrirsi dellanima [psiche] della sua vittima perch il suo impulso quello di tornare a vivere
come un individuo normale; il sangue il cibo del vampiro, ma non si tratta forse di un cibo
virtuale? quello che (il vampiro) realmente cerca la sua voglia di anima [psiche], anima che
cerca di prendere attraverso il sangue; il vampiro beve il sangue per sopravvivere ma nel
contempo beve lanima [psiche] della vittima nellinutile tentativo di tornare umano: da nonmorto a entit viva. (Il vampiro si appropria di una parte della potenza psichica altrui per
rafforzare la propria, cos come ognuno attraverso luso di ricostituenti o con il trapianto di organi
pu rafforzare il proprio soma.) Dario Spada procede poi, su basi strettamente scientifiche, a fare
una classificazione dei vampiri in tipologie che per, secondo lui, sono tutte in via di estinzione.
Inoltre egli ci informa che, secondo valide autorit sullargomento, il vampiro proverrebbe
dallAtlantide (35).
Qui, verosimilmente, siamo davanti a un ente psicofisico che prende forma subito prima della
cesura epocale, la attraversa e poi si estingue, dopo lunga e travagliata esistenza, prima dellavvento
della seguente cesura. Questo potrebbe collimare con una fenomenologia studiata dal medico e
astrologo Hubert Larcher (36). Egli fa una differenza fra la morte funzionale, quando cessano le
normali attivit fisiologiche, e la morte definitiva che avviene quando il corpo entra in
decomposizione; ed egli localizza tutta una serie di casi storici inconfutabili di incorruzione, per
cui corpi funzionalmente morti non vanno incontro alla putrefazione ma, in ragione di qualche
sconosciuto processo, si conservano. Eccoci davanti a quella che Larcher chiama
tanatologia/fisiologia della morte, che si oppone alla dissoluzione del cadavere che in realt
cadavere vero e proprio ancora non . Questa biostasi , ovviamente, una condizione di massima
anomalia e che presumibilmente instabile e vulnerabile.
La genesi del fenomeno vampirico, appoggiandosi sulle tesi di Hubert Larcher, pu essere
immaginata come segue. Una parte dellecumene bhleriano superiore pre-cesura non viene
29

completamente travolto dalla medesima ed esso si viene a trovare nel tempo post-cesura in un
ambiente che non fa per lui e nel quale esso destinato, un poco alla volta, allestinzione. Intanto
tenta di prolungare una sua esistenza infelice e problematica con uno specifico mezzo: il
vampirismo.
3.2 A Nota sulle intelligenze collettive.
Pi sopra si parlato di quelle intelligenze collettive degli insetti sociali ma anche di certi batteri e
alberi che presentano caratteristiche spesso radicalmente diverse dallo psichismo umano superiore,
aristotelico. Ma il modo di percepire e di agire dellumano superiore quello di quello specifico
composto soma-psiche (e anche spirito, ma su questo pi avanti): e c evidenza (almeno fino a
dove si pu arrivare in questo campo) che la componente psichica umana, avulsa dal corpo, possa
essere soggetta a un andamento non-aristotelico, almeno entro certi limiti (37): quindi, avvicinarsi
alla psiche collettiva dellalveare ecc.
Rimane quindi aperta la possibilit che, almeno in qualche caso, le comunit organiche a
intelligenza collettiva possano essere, dal punto di vista psichico, il residuo di unumanit arcaica
di qualche genere. Denis Saurat (38) ipotizzava esplicitamente lesistenza di unumanit
entomomorfa in un imprecisato remotissimo passato.
Lo studio delle intelligenze collettive potrebbe, ipoteticamente, aprire uno spiraglio sulla
conoscenza delle umanit anteriori alle pi antiche cesure e epocali.
3.2 B Nota sul Libro tibetano dei morti.
Il Libro tibetano dei morti/Bardo tdol (39) lesposto pi dettagliato che si conosca
sullitinerario psichico dellanima umana dopo la morte fisica con indicazione delle decisioni che
devono essere prese dalla medesima con lo scopo di raggiungere quel luogo al di l e al di fuori di
ogni prigione kantiana che in fraseologia buddista viene detto nirvana. Il Libro tibetano dei morti
non lunico libro su questo soggetto: diversi itinerari post-mortem sono esplicitati dalla mitologia
classica (40) e messicana (41) nonch nel famoso Libro egiziano dei morti (42). Al Libro tibetano
dei morti vengono attribuite analogie con quello egiziano (con il quale peraltro ha poche affinit
dottrinali: devozionalismo estremo in Egitto, iniziativa in Tibet) nonch con tanti altri testi sul
medesimo argomento (43). Il Libro tibetano dei morti, insieme di dottrine provenienti da luoghi
diversi (India, Asia centrale) conterrebbe insegnamenti di immemorabile antichit (44).
Linformazione contenuta in questo testo, anche difficilmente interpretabile, fa riferimento a
quella terza componente del composto umano e bhleriano, la quale ovviamente al di sopra delle
cesure epocali e le medesime cavalca.
3.3 Le impronte fisiche il mondo pre-cesura.
Per impronte fisiche della cesura si intendono non solo gli oggetti tangibili che per loro natura, o
distribuzione, o ambedue, potrebbero indicare unorigine pre-inabissamento dellAtlantide; ma
anche quelle notizie che, a differenza di quanto riportato fino adesso in questo capitolo, fanno
riferimento a dettagli topografici:

30

(a)la distribuzione delle terre che ci viene tramandata dal ricordo dei continenti perduti
significativo (45). Linabissamento dellAtlantide viene proposto come grosso modo simultaneo a
quello dellIperborea e di Mu. Qui duopo immaginarsi che questi tre continenti fossero
topograficamente contigui il luogo dellIperborea adesso occupato dallOceano boreale Artico
(46);
(b) le conoscenze cartografiche esistenti gi durante lAntichit, il Medioevo e il Rinascimento , in
Europa (47) e non solo (48). Alcune mappe originali possono essere state nella biblioteca di
Alessandria e poi, attraverso Costantinopoli, linformazione corrispondente si presume possa essere
arrivata in Europa (49). La pi importante e conosciuta di queste mappe quella detta di Piri Reis,
nella quale indicata la topografia costiera dellAntartide quale essa sotto la coltre dei ghiacci
(50). Non si dimentichi che la glaciazione dellAntartide in qualche modo collegata con il
cataclisma degli ultimi continenti perduti. Inoltre, tutte queste mappe di origine sconosciuta ma
comunque arcaica si riferiscono a un modo rappresentato come finito e chiuso/sferico in senso
lato: ci ha la sua notevole importanza, fra poco si riverr sullargomento;
(c)la citt portuaria di Tihuanaco e lOceano sulle Ande. Che larcaica citt di Tihuanaco, le cui
rovine stanno adesso sulle Ande boliviane a oltre tremila metri sul livello mare, fosse una citt
portuaria, attestato da tutti gli studi pi approfonditi (51), rafforzati da quelli dellarcheologia del
lago Titicaca (52). Tihuanaco si trova dentro a quella striscia biancastra formata da resti marini che
percorre le Ande a oltre tremila metri (53) e che testimonianza di un oceano, sul quale il porto
principale era proprio Tihuanaco; oceano che doveva, anularmente, girare attorno alla Terra,
percepita come finita e chiusa ellissoidale: anche la sfera un particolare ellissoide. Nella Terra
sferica, come adesso percepita, landamento circolare delloceano spezzato da quella barriera
che sono le Americhe;
(d) la presenza, distribuzione e sottesa tecnologia dei megaliti (54) e altri resti litici ciclopici (55).
La diffusione universale di questi resti favorisce lidea che in un mondo passato che abbia lasciato
la sua impronta in quello presente ci possa essere stata una civilt universale e che quindi anchesso
fosse chiuso questo un fatto che viene spesso a galla. Inoltre, la costruzione dei monumenti litici
in questione sottende delle tecnologie del tutto particolari che, dal punto di vista dellingegneria
attuale, sono difficilmente immaginabili si ricordino, per esempio, il monolito di Baalbek, il pi
grande del mondo, nonch il mistero delle tecnologie peruviane (56). Qui il caso di ricordare di
nuovo lindicazione di Louis Charpentier secondo la quale qualsiasi giudizio su di una tecnologia
del tutto diversa dalla nostra non ha alcun valore, come nessun valore pu avere qualsiasi giudizio
sugli obiettivi perseguiti da una civilt radicalmente diversa da quella che adesso divenuta
predominante nel mondo da noi abitato.
A questo punto, e sulla base di quanto sopra, si pu azzardare la ricostruzione, se cos ci si pu
esprimere, del mondo pre-inabissamento dellAtlantide. Vanno fatte prima delle necessarie
precisazioni.
Luso di una geometria non-euclidea assolutamente ed esclusivamente strumentale, cos come
strumentale fu luso di geometrie non euclidee per quella cosmologia alternativa descritta nel libro
omonimo. Si presume uno spazio comunque a tre dimensioni, per ragioni di convenienza, in ogni
caso la tridimensionalit dello spazio percepito un fatto meno importante della sua euclidicit (e al
momento del salto epocale scade qualsiasi pretesa di conservazione di misure topografiche o
materiali). Inoltre, il mondo qui rappresentato come non-euclideo si presume sia stato percepito dai
suoi abitatori come chiuso e finito un po come adesso la Terra viene percepita come una sfera,
quindi chiusa e finita, sia pure sospesa in uno spazio euclideo. Si gi visto come ogni evidenza
punta verso la finitudine del mondo pre-atlantideo; mentre il presupporre un mondo non31

finito/iperbolico potrebbe comportare difficolt quanto alla Luna a esso corrispondente e quindi
introdurre problemi per quel che riguarda la misura del tempo. Se i nostri predecessori atlantidei e
pre-atlantidei misurarono anchessi il tempo, giocoforza immaginarsi che anche nel loro mondo ci
fosse una e presumibilmente ununica Luna.
Inoltre: se lo spazio esistenziale dellumano superiore lo spazio euclideo, lo spazio ipotizzato
per lumanit superiore pre-cesura era euclideo per la medesima. E lunica tecnologia possibile in
uno spazio euclideo, in quanto lunica compatibile con il medesimo, quella classica (57), della
quale noi ci serviamo nel nostro spazio, per noi euclideo. Anche la nostra tecnologia andrebbe
mappata sullo spazio pre-cesura, non-euclideo secondo la nostra rappresentazione, euclideo per
chi ci stava. Ne risulterebbe che la tecnologia (euclidea per loro, non-euclidea secondo il punto di
vista qui adottato) degli atlantidi avrebbe sicuramente permesso delle prestazioni diverse da quelle
possibili/agevoli per mezzo della nostra nel nostro mondo, alcune delle quali certo interessanti. Per
dare spiegazione a certe possibilit tecniche pre-cesura non quindi forse necessario fare appello a
particolari poteri psichici o alluso di tecniche coinvolgenti logiche non aristoteliche.
In ultima, si ipotizza che andando a ritroso dietro a una certa e quale ennesima cesura ogni traccia
o per lo meno ogni traccia materiale del corrispondente mondo possa essere ormai scomparsa. I
mondi arcaicissimi verrebbero definitivamente inghiottiti da una specie di super-Antartide (58).
Il mondo pre-inabissamento dellAtlantide proposto indicato nellillustrazione.

(01)Cfr., per esempio, Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.


(02) Cfr. Mircea Eliade, Trait, cit. Gli interventi lunari sono del tutto liberi da qualsiasi commistione
moralistica.
(03) Julius Evola, Rivolta, cit.
(04) Cfr., per esempio, Silvano Lorenzoni, Fantasmi animali e vegetali, Primordia, Milano, 2003.
(05) Cfr. Peter Kolosimo, Terra senza tempo, Sugarco, Milano, 1970; James Churchward, ed. fr. Mu, le
continent perdu, Jai lu, Paris, 1969 (orig. 1959).
(06) Cfr., per esempio, Patrick Ferryn et Ivan Verheyden (a cura di), Chroniques des civilisations disparues,
Laffont, Paris, 1976.
(07) Louis Charpentier, Les Gants et le mystre des origines, Laffont, Paris, 1969.
(08) Per esempio, Patrick Ferryn et Ivan Verheyden, cit.; Gilbert Sternhoff und Matthias Kappel,
Gtterwagen und Flugscheiben, Unitall, Salenstein, 2010.
(09) Cfr. Louis Charpentier, cit.; Roberto Pinotti, cit.
(10) Di utile consulta Haziel (pseudonimo di Franois-Bernard Terms) Le monde des anges et des
archanges, Bussire, Paris, 1996; e anche: Will-Erich Peuckert, Astrologie, Kohlhammer, Stuttgart, 1960;
AA.VV. Enciclpdie de la divination, Tchou, Paris, 1965.
(11) Cfr. Julius Evola, La Tradizione ermetica, Mediterranee, Roma, 1971.
(12) Cfr. Mircea Eliade, Forgerons, cit.

32

(13) Per esempio, Jacques Sadoul, Le Trsor des alchimistes, Jai lu, Paris, 1970; Pietro Borrelli, cit.
(14) John Baker, Race, Oxford University Press, Oxford (Inghilterra), 1974.
(15) Rmy Chauvin, Socits, cit.
(16) Cfr. il quotidiano Il Giornale (Milano) del 20 giugno 1997.
(17) Cfr. i quotidiani Il Giornale (Milano) del 29 aprile 1998 e Libero (Milano) del 9 settembre 2004.
(18) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 31 gennaio 2002 e del 15 dicembre 2005.
(19) Cfr. i quotidiani Il Giornale (Milano) del 7 dicembre 2000 e Libero (Milano) dell11 marzo 2004.
(20) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 18 agosto 2004.
(21) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 17 marzo 2006.
(22) Cfr. i quotidiani Libero (Milano) del 4 maggio 2006 e Die Welt (Berlin) del 16 giugno 2007.
(23) Cfr. il quotidiano Libero (Milano) del 15 dicembre 2005.
(24) Miriam Stark (a cura di), Archaeology of Asia, Blackwell, Oxford (Inghilterra), 2005.
(25) Ibid.
(26) Giuseppe Sermonti, LAlfabeto scende dalle stelle, Mimesis, Milano, 2009.
(27) Mircea Eliade, Trait, cit., Histoire, cit.
(28) Silvano Lorenzoni, Religiosit animale, in appendice a Silvano Lorenzoni, Contro il monoteismo,
Ghenos, Ferrara, 2006.
(29) Silvano Lorenzoni, Il Selvaggio, Ghenos, Ferrara, 2005; Mondo aurorale, cit.
(30) Cfr. Robert Sullivan, cit.
(31) Un interessante romanzo di William Tenn, ed. it. Gli uomini nei muri, in Carlo Fruttero e Franco
Lucentini (a cura di), Scendendo, romanzi e racconti di fantascienza sotterranea, Mondadori, Milano 1977
(orig. 1968), descrive come i ratti, parassiti eccellenti e dai cognomi caratteristici, manovrassero per
ampliare la loro area di azione, usando luomo come strumento, addirittura nello spazio cosmico.
(32) Cfr. Herv Ryssen, cit.
(33) Largomento vampiri e vampirismo stato per molto tempo e continua a essere anche una moda
letteraria che accontenta il gusto malato dei nostri tempi. Un buon sopralluogo dellargomento quello di
Massimo Introvigne, La Stirpe di Dracula, Mondadori, Milano, 1977; mentre Mario Barzaghi, Il Vampiro e
il sentimento della modernit, Monteleone, Vibo Valentia, 1996, afferma che lattualit degli argomenti
letterari vampirici risiede nel fatto che il vampiro il simbolo perfetto dei nostri tempi, la cui precipua
caratteristica lorrore. Largomento vasto e attuale, ma pochi, relativamente, gli studi seri sul medesimo.
(34) Red Art e Dario Spada, I Principi della notte, Armenia, Milano, 2009.
(35) Viene citato il vampirologo spagnolo Rafael Pintos Mndez.

33

(36) Hubert Larcher, Le Sang peut-il vaincre la mort?, Gallimard, Paris, 1957.
(37) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.
(38) Denis Saurat, LAtlantide et le rgne des gants, Jai lu, Paris, 1954; Civilisation des gants, cit.
(39) La migliore edizione italiana del Bardo probabilmente quella curata da Giuseppe Tucci, Il Libro
tibetano dei morti, UTET, Torino, 1972. Cfr. anche Alexandra David-Nel, Le Bouddhisme du Bouddha,
ditions du Rocher, Monaco, 1994 (orig. 1934); Julius Evola, Lo Ioga della potenza, Mediterranee, Roma,
1968 (orig. 1949).
(40) Cfr. Erwin Rohde, cit.; Carlo Pascal, LOltretomba dei pagani, I Dioscuri, Genova, 1981 (orig. 1911).
(41) Cfr. Jacques Soustelle, LUnivers des aztques, Hermann, Paris, 1979.
(42) Boris de Rachewiltz (a cura di), Il Libro egiziano degli inferi, Atanor, Roma, 1982.
(43) Un autore spesso citato su questo argomento Edward Conze (non francese ma americanofono), ed. it.
Il Buddhismo, Mondadori, Milano, 1955, il quale per in realt molto poco esplicito e non da riferimenti
bibliografici utilizzabili.
(44) Cfr. Giuseppe Tucci, cit.
(45) Cfr. Silvano Lorenzoni, Mondo aurorale, cit.
(46) In un suo eccellente studio, Lothar Kilian, Zum Ursprung der Indogermanen. Habelt, Bonn, 1988,
indicava come gli indoeuropei che, assieme ai finno-uralici sono la popolazione indicativa dellestremo
Nord, appaiono in una specifica area posta fra il Mare del Nord e la Siberia centrale in tempi protostorici,
ma die Urquelle des Indogermanentums ist archologisch noch nicht zu fassen [ la fonte
dellindoeuropeit non ancora archeologicamente stabilita] forse proprio lIperborea? cfr. Silvano
Lorenzoni, Mondo aurorale, cit.
(47) Cfr. Patrick Ferryn et Ivan Verheyden, cit.; Roberto Pinotti, cit.; Peter Kolosimo, Terra senza tempo,
cit.
(48) Miio Kui, ed. it. Mondi dimenticati, Mediterranee, Roma, 1993 (ma cfr. anche Roberto Pinotti, cit.) ci
informa dellesistenza, in Giappone, di mappe contenenti topografie incredibilmente arcaiche. Anche in
Polinesia ci dovevano essere delle incredibili conoscenze cartografiche: cfr. Silvano Lorenzoni, Mondo
aurorale, cit.; Silvio Zavatti, Dizionario degli esploratori e delle scoperte geografiche, Feltrinelli, Milano,
1967.
(49) Un libro dovuto a un autore americanofono, Gavin Menzies, ed. it. 1421, la Cina scopre lAmerica,
Carocci, Roma, 2002, asserisce che tutte le mappe circolanti in Europa e in Giappone nel Quattrocento
derivavano da originali cinesi, ottenuti durante viaggi esplorativi intrapresi dallallora governo imperiale
cinese, nei primi anni del secolo XV. Ma le corrispondenti mappe dellAntartide non potevano descrivere se
non il limite settentrionale della banchisa polare e non possono essere state loriginale della mappa di Piri
Reis.
(50) Costantino Paglialuga, Alla Scoperta della terra cava, Macro, Diegaro di Cesena, 2002, menziona una
mappa di Bauch del 1737, che mostrerebbe anchessa lAntartide come essa sotto i ghiacci. Questa
mappa potrebbe essere copia di originali pi antichi, ma il Paglialuga non da riferimenti bibliografici.
(51) Cfr. soprattutto Denis Saurat, cit.

34

(52) Cfr. per esempio il quotidiano La Padania (Milano) del 23 novembre 2001.
(53) Cfr. Peter Kolosimo, Il Pianeta sconosciuto, Sugarco, Milano, 1977.
(54) Sul megalitismo in Europa, Asia e Africa, cfr. Ferdinand Niel, Dolmens et menhirs, Presses
Universitaires de France, Paris, 1965; Roger Joussaune, Des Dolmens pour les morts, Hachette, Paris,
1985. Sul megalitismo nellarea del Pacifico, cfr. Roberto Pinotti, cit. Per una visione dinsieme, cfr. Pierre
Carnac, LHistoire commence Bimini, Laffont, Paris, 1972; anche: Silvano Lorenzoni, Mondo aurorale,
cit.
(55) Cfr. Patrick Ferryn et Ivan Verheyden, cit.; Gilbert Sternhoff und Matthias Kappel, cit.
(56) Cfr. Mario Polia, cit. Una strana nozione che circola in Per e che lo scrivente pot apprendere
personalmente nei suoi tempi di viaggiatore e di esploratore, anni Settanta, che gli inca conoscessero una
sostanza (forse di origine vegetale) con la quale essi riuscivano a rammollire temporalmente la pietra.
(57) Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.; Hugo Dingler, cit.
(58) Cfr. Silvano Lorenzoni, Mondo aurorale, cit.

4.
LA CONDIZIONE ATTUALE
4.1 Stravolgimento psicoesistenziale della modernit.
Lumanit superiore contemporanea, sia come individui singoli che come insieme bhleriano, si
trova in una condizione schizofrenica, alla quale essa arrivata attraverso un processo degenerativo
che ha acquistato un andamento accelerato negli ultimi tempi. Si tratta del fatto che luomo si
sdoppia, schizofrenicamente, ponendosi davanti a una natura immaginata come del tutto autonoma
e dotata di leggi ad essa proprie, ma conformi a una kantianit omologabile a quella delluomo
osservante (soggettivazione dellobiettivo, secondo la terminologia di Ernst Barthel, di cui si gi
parlato). Il fatto che, in una seconda tappa, luomo esistenzialmente schizofrenico immagini s
stesso come un sottoprodotto di quel genuino cadavere che la natura come lui se la rappresenta
(questa la pretesa marxiana della materia che diviene autoconsapevole), non cambia niente. E
una condizione psicopatologica generalizzata non lascia presagire niente di buono.
Pi sopra si parlato di un ascesso psichico vagante, foriero di disastri epocali; il quale
ipotizzabile che nel nostro caso si sia prima aggrappato ad un particolare aggancio nel mondo
psicofisico e poi diffuso sotto la forma della religione monoteista (monoteismo ce n uno solo,
lebraismo, gli altri monoteismi sono suoi derivati). (Quando gli ebrei affermano che la loro
missione stata quella di diffondere il monoteismo nel mondo, non fanno altro che unammissione
di colpa.) E la schizofrenia esistenziale/kantiana delluomo superiore moderno conseguenza
della diffusione del monoteismo, induttore di ogni sorta di tare psicologiche. Quando Alain de
Benoist (01) fa risalire la cosiddetta catastrofe ecologica, su di cui pi avanti, al fatto che luomo
che adesso si contrappone a una cadaverica natura divenuto cristiano, dimentica per di dire
che il problema non il cristianesimo (di checch esattamente si possa trattare) in s e per s, ma
il fatto che esso una forma monoteista/ebraica.
Lo scrivente (02) aveva indicato che cera unanalogia per lo meno strana fra il dio (si fa per
dire) monoteista e unindefinita ma conturbante figura descritta in dettaglio da Mircea Eliade, il
35

deus otiosus (03), che storicamente viene spesso a essere il risultato di lobotomia religiosa fra
popolazioni particolarmente degenerate. C perci da credere che a innescare lazione del
monoteismo sia stato un fenomeno patologico fisico e/o psicologico presso una popolazione
predisposta alla degenerazione. Ovviamente si tratta di argomentazioni altamente speculative ma a
volerle accettare, almeno provvisoriamente, come valide, insorge lidea che gli stravolgimenti
psicologici che, ipoteticamente, siano stati forieri di cesure negli eoni del passato, potrebbero essere
stati, ogni volta, innescati da un fenomeno monoteista.
4.2 Conseguenze dello stravolgimento psicoesistenziale.
Gli argomenti che adesso saranno sfiorati erano gi stati affrontati dallo scrivente in un libretto
ormai esaurito (04). In questa sede essi saranno avvicinati in modo pi stretto: si tratta della
cosiddetta catastrofe ecologica e della percezione cambiata e contorta del tempo da parte di tanti
moderni.
La catastrofe ecologica quel fenomeno, a proposito del quale tantissimo si parla e niente si fa,
per cui la biosfera, quale noi la percepiamo, in processo di dissoluzione come conseguenza
dellintervento distruttivo dellumano monoteistizzato. Quando si parla di biosfera bisognerebbe
includere anche lantroposfera, ammesso che come umani devano essere classificati anche certi
subumani: il cosiddetto Terzo Mondo si sta configurando sempre di pi come ununica megabidonville (05) e come ununica mega-nicchia patologica (06); nonch in misura crescente come
una terra di nessuno, ancora di pi di quanto esso potesse essere un paio di secoli addietro. - La
catastrofe ecologica procede secondo tre direzionali, solidali fra di loro, che sono: (a) leffetto serra
(07) che comporta un incontrollato aumento delle temperature, (b) lavvelenamento chimico globale
(08) con tutte le sue conseguenze anche genetiche, (c) la distruzione meccanica, chimica,
termologica, patologica, delle riserve biologiche naturali, contenute di massima nelle foreste
pluviali e nelle barriere coralline dei tropici, ambedue realt destinate alla scomparsa entro pochi
decenni (09). Sotto questo punto di vista, luomo quale esso adesso , un condannato a morte
perch sar un alieno nella biosfera che, secondo lo schema schizofrenico/bartheliano, insorger
fra pochi secoli (10).
convinzione dello scrivente che il disordine ecologico limmagine speculare del disordine
psichico dellumano monoteistizzato; e questo indipendentemente dalle spiegazioni tecniche
messe avanti caso per caso dai detentori della scienza ufficiale e del potere mediatico. Rudolf
Knast (11) era arrivato vicino a una conclusione del genere ancora negli anni Ottanta attraverso la
sua analisi del riflesso sullambiente degli insegnamenti di una specifica scuola ideologica, la
cosiddetta Scuola (ebraica) di Francoforte, improntata di monoteismo spinto. Le analisi del Knast,
anche se si restringono alla Germania, hanno dei meriti del tutto generali, come per esempio quello
di indicare come linquinamento proceda secondo direzionali parallele nellambiente fisico e in
quello psichico, visti quindi come un sistema inscindibile. Sempre in Germania, una recente
statistica diretta a identificare i gruppi pi dannosi allambiente a seconda delle loro preferenze
elettorali/politiche, ha rivelato che i pi accaniti francofortisti, i Grne/Verdi sono i principali
contaminatori ambientali (12).
Laltra casistica caratteristica della modernit la percezione anomala del tempo da parte di un
numero crescente di individui singoli appartenenti allumanit superiore, o che era tale. Una
sfaccettatura di questa casistica quella dellaccelerazione del tempo, che nel singolo subentra
normalmente nellet avanzata (13). E questo, nel singolo, un fenomeno strettamente collegato
alla morte, in quanto collegato al fatto che ognuno, a livello subconscio, sa quando deve morire e
ogni frazione di tempo normale che trascorre una percentuale sempre maggiore del tempo
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normale che al singolo rimane da vivere. Secondo lo scrivente (14), questa conoscenza subconscia
di origine parapsicologica, essendo una forma di precognizione. Certe osservazioni di validi
medici dellanteguerra ne avevano identificato il riflesso anche a livello comportamentale
consapevole anche in soggetti apparentemente ancora lontani dal tracollo biologico si tratta della
Todesahnung [presentimento della morte] di cui parla, per esempio, August Bier (15). A livello
collettivo ognuno che faccia parte della compagine civile o sedicente ancora tale si sar accorto del
fenomeno dellaccelerazione del tempo/accelerazione della storia, per cui tutto va sempre pi in
fretta, in modo incontrollabile (16).
Altro aspetto di cronologia teratologica il blocco del futuro. Sappiamo che selvaggi e animali
mancano della percezione del futuro (e quindi anche della possibilit di pianificare), quindi la loro
cronologia include solo il presente e, limitatamente, il passato. Nel selvaggio ha da vedersi lo
sbocco di un processo degenerativo e un residuo semianimalizzato pre-cesura. Sta di fatto che la
tendenza in politica (17), in economia, in ecologia quella di pianificare per tempi sempre pi brevi
(invece nella Repubblica di Venezia e nella Francia di Jean-Baptiste Colbert si pianificavano i
rimboschimenti con una proiezione verso il futuro di due secoli): lorizzonte cronologico della
modernit tende a zero, equiparandosi a quello dei selvaggi.
Ma non mancano anche altri segnali, a dire poco strani, sul fronte della cronologia: si tratta di un
disordine generalizzato nella percezione cronologica. Mentre la grande maggioranza tira
(ottusamente) a campare, llite (si fa per dire) scientifica dimostra un crescente e sfrenato
pessimismo verso il futuro: a breve scadenza lumanit minacciata di estinzione o comunque da
malanni di ogni genere: buchi neri, surriscaldamento, robot che diventano autonomi, pandemie,
ecc. (18); e il 70% della fantascienza americana si occupa di descrivere il futuro in termini
catastrofistici, quale esso seguir a un incredibile e pure prossimo stravolgimento (19). Esistono
raggruppamenti che, del tutto estraniati dal reale, si affollano attorno al calcolatore elettronico,
visto come nuovo dio o comunque un dispositivo magico-misterico che certuni ipotizzano che
sostituir lumano come signore del mondo (20). Una determinata frangia di costoro si immagina
un futuro da incubo, non particolarmente lontano, quando la tecnologia informatica continuer in
qualche modo per conto proprio per e i pochi umani (se cos ci si pu esprimere) rimasti la
principale occupazione sar il crimine (21). Si potrebbe continuare.
4.3 Conclusioni.
opinione dello scrivente che i presupposti perch ci possa essere quello stravolgimento estremo
della psiche che poi pu innescare una cesura epocale, sono dati. Ma quali vengano a essere le
conseguenze ultime impossibile dire, come impossibile stabilire con un qualsiasi grado di
approssimazione alcun se, alcun quando e alcun come (una cesura epocale comporta uno
stravolgimento sia della spazialit che della temporalit).
Il punto di vista tradizionale (22), che per fa riferimento essenzialmente a quella terza
componente che abbiamo qualche volta menzionato, afferma che siamo vicini alla fine del ciclo
storico-cosmologico (questa unaffermazione del tutto qualitativa, fare previsioni cronometriche
anche approssimate del tutto ozioso, se non proprio impossibile), cio, secondo il punto di vista di
questo scritto, siamo vicini alla rottura dellequilibrio antropocosmico e alla cesura epocale. E il
problema di fondo che si pone a chi con piena consapevolezza va incontro alla fine del ciclo,
sempre secondo il pensiero tradizionale (23), se coloro che hanno vegliato durante la lunga
notte potranno dare la mano a quelli che insorgeranno con il nuovo mattino. In altre parole,
secondo invece il punto di vista qui adottato, quale grado di continuit ci possa essere fra una
sponda e laltra della cesura. E sempre secondo il nostro approccio, se cesura ci sar e di vera
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cesura si tratter, ben difficilmente ci si pu aspettare una qualsivoglia continuit salvo, ovvio,
fare riferimento a quella terza componente di cui questione in ambienti tradizionali.
Possiamo concludere ricordando il gi menzionato Guillaume Corvus, secondo il quale, in ogni
caso, non ci sar niente da perdere o da rimpiangere se questo mondo andr incontro alla sua
rovina.

(01)Alain de Benoist, ed. it. Ecologia e religione, nel mensile Diorama letterario (Firenze) di maggiogiugno 1995. Anche: Philippe Forget, ed. it. Per unecologia dei valori, ibid. Di valido riferimento anche
Alessandra Colla, LUomo eco(il)logico, Barbarossa, Milano, 1994.
(02) Silvano Lorenzoni, Selvaggio, cit.
(03) Cfr., per esempio, Mircea Eliade, Trait, cit.
(04) Silvano Lorenzoni, Equilibrio antropocosmico, cit.
(05) Cfr. Silvio Waldner, La Deformazione della natura, Ar, Padova, 1997.
(06) Cfr. Silvano Lorenzoni, Selvaggio, cit.
(07) Leffetto serra , contrariamente a quanto vanno spesso cianciando certi imbonitori di cervelli, una
conseguenza obbligatoria delle leggi della termodinamica, valide nella nostra prigione kantiana. La
temperatura della Terra salita di almeno 0,6 fra il 1960 e il 2000. Cfr., per esempio, il quotidiano Der
Tagesspiegel (Berlin) del 22 dicembre 2010.
(08) Un ottimo simbolo della condizione immondiziale del mondo adesso vissuto il cosiddetto, in gergo
americanese, Pacific trash vortex [vortice di immondizie del Pacifico]: agglomerato di spazzatura, 80%
plastica, con unestensione da 1 a 10 milioni di kmq e con un peso di 3,5 a 100 milioni di tonnellate. Posto
nel Pacifico settentrionale, esso viene stabilizzato dalla convergenza di correnti oceaniche. La plastica si
degrada molto lentamente. Cfr. Enzo Caprioli nel trimestrale LUomo libero (Milano) di novembre 2010.
(09) Si calcola che scompaiano annualmente circa 30.000 specie cfr. Sergio Benvenuto nel mensile
Diorama letterario (Firenze) di maggio 2000.
(10) Mentre certe specie scompaiono velocemente, dappertutto (forse croizatianamente?) ne insorgono di
nuove o che per lo meno non erano mai state osservate pure in luoghi da molto tempo esplorati: abissi
marini (cfr. i quotidiani La Padania [Milano] del 7 febbraio 2002 e Il Giornale [Milano] del 5 giugno
2006), insetti che cambiano improvvisamente il loro genoma (cfr. il quotidiano Libero [Milano] del 25
maggio 2003), nellArtico (cfr. il quotidiano Libero [Milano] del 19 maggio 2007), nei mari australiani (cfr.
il quotidiano Libero [Milano] del 23 settembre 2008), in Africa centrale (cfr. il quotidiano Die Welt [Berlin]
del 23 febbraio 2001). Intanto gli eucalipti australiani stanno collettivamente invecchiando: la loro vita
media, che fino a recentemente era di oltre 400 anni, calata a 100 anni; cfr. il quotidiano gratuito In Citt
(Vicenza) del 20 ottobre 2010.
(11) Rudolf Knast, Umweltzerstrung und Ideologie, Grabert, Tbingen, 1983.
(12) Cfr. Il quotidiano Die Welt [Berlin] del 17 dicembre 2010.
(13) Cfr. Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.; Adriano Segatori, Il Suicidio, Sensibili alle foglie, Dogliani,
2000. Laltra fenomenologia cronologica che il Segatori attribuisce alla vecchiaia, quella del tempo
pietrificato/statico non ha (ancora), sembra, un riscontro collettivo.

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(14) Silvano Lorenzoni, Cosmologia, cit.


(15) August Bier, Die Seele, Lehmann, Mnchen/Berlin, 1939.
(16) Di discreta utilit un testo di Marshall Mac Luhan, ed. it. Il Villaggio globale, Sugar, Milano, 1992. A
ventanni dalla pubblicazione di questo saggio, le cose si sono notevolmente acuite.
(17) Lecologo- principe della seconda met del secolo XX, Herbert Gruhl, Ein Planet wird geplndert,
Fischer, Frankfurt am Main, 1975, osservava che lorizzonte cronologico del moderno politicante si blocca
alla prossima scadenza elettorale.
(18) Cfr., per esempio, il quotidiano Libero [Milano] del 22 aprile 2005.
(19) Cfr. Daniele Guardamagna, Analisi dellincubo, Bulzoni, Roma, 1980.
(20) Rudy Rucker, citato da David Noble, ed. it. La Religione della tecnologia, Comunit, Torino, 2000.
(21) Questa la visione di William Gibson, ed. it. Neuromante, Nord, Milano, 2000 (orig. 1984). Questo libro,
assieme al film Blade runner sembra sia una delle due pietre miliari del movimento nichilistaletterario-filosofico-artistico cyberpunk. Cfr. anche Piergiorgio Pardo, Il Cyberpunk, Xenia, Milano,
2001.
(22) Cfr. Julius Evola, Rivolta, cit.
(23) Al quale, in certo e qual modo, aderivano anche Ernst Jnger e Martin Heidegger.

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