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IL TIMEO

Nell'ambito dei dialoghi composti in età avanzata troviamo il "Timeo" , che ha in


comune con tutti gli altri dialoghi della vecchiaia il fatto che si facciano vedere le
idee in una dimensione più dinamica e si evidenzino i rapporti che intercorrono tra
le idee stesse (il "Sofista" ) e tra idee e cose (il "Parmenide" ) , però rispetto alle
altre opere platoniche si differenzia nettamente perchè , dopo il prologo dialogato ,
il grosso dello scritto risulta essere un discorso dottrinario messo in bocca a Timeo (
che dà il nome all' opera ) . Nel "Timeo" si parla in modo particolare del rapporto
idee-cose e Platone si occupa del mondo fisico a tal punto che non è sbagliato
definire il "Timeo" libro fisico (da "fusis", natura). Infatti Platone non si era
ancora praticamente occupato del mondo sensibile se non per affermare che è una
pallida copia del mondo delle idee e per evidenziare la sua inferiorità rispetto al
mondo intellegibile . Dato che era un argomento meno importante e che il
"filosofo" si muove tra le idee , Platone dedicò solo un' opera al mondo sensibile,
che ci viene presentato come "il mondo in cui si muove l'uomo".Il "Timeo" ci viene
da Platone presentato come continuazione della "Repubblica" : è come se dopo
aver parlato dello stato ideale , Platone si cimentasse a descrivesse il mondo fisico in
cui lo stato deve operare.Va poi ricordato che il "Timeo" e il "Crizia" sono i
dialoghi del mito di Atlantide , città nemica della Atene preistorica che era vista
come realizzazione dello stato ideale:chiaramente Atene è collocata in un tempo
senza tempo,è vista come città mitica.Questo mito tutto platonico serve a far
conoscere qualcosa che non è pienamente coglibile con il raziocinio (le idee sono
l'essere pieno e quindi effettivamente conoscibili con la ragione : il mondo sensibile
è in continua mutazione e di conseguenza non è un essere pieno e non può essere
conosciuto con la ragione;così era anche per il mito della caverna in cui si parlava
del bene in sè,che era al di sopra delle idee e quindi non era pienamente conoscibile
con la ragione).Questo mito verosimile viene presentato in un contesto pitagorico (il
protagonista,Timeo,è di Locri , nell'attuale Calabria;non si sa però se codesto
Timeo sia realmente esistito o sia un' invenzione platonica come molti sofisti;fatto
sta che Timeo rappresenta il "pitagorico" )e presenta una cosmogonia (come è nato
il mondo) e una cosmologia (come è fatto il mondo) ; tuttavia egli non é il solo
protagonista del dialogo : accanto a lui infatti troviamo Socrate , Crizia ed
Ermocrate . .Descrivendo la nascita del mondo Platone si serve di una metafora
(ricordiamoci che stiamo parlando di una "opinione vera") biologica : il mondo in
cui viviamo ha un padre e una madre : il padre è il mondo delle idee mentre la
madre è la materia (notare che la parola materia deriva dal latino "mater" =
madre).Secondo Platone il padre fornisce la forma mentre la madre la materia ( a
quei tempi si dava per scontato che l'aspetto più nobile della riproduzione fosse
paterno,mentre l'aspetto materno era ritenuto inferiore sebbene essenziale).Dunque
ci sono questi due elementi , il padre (ricordiamoci che la forma del mondo sensibile
deriva,nella misura in cui ne compartecipa, da quella del mondo intellegibile) e la
madre (Platone per definirla non usa la parola materia,in greco "ule",che verrà poi
introdotta da Aristotele ,ma "concausa",per il fatto che la madre ha un ruolo
secondario rispetto al padre,o "causa necessaria", per il fatto che la materia è la
condizione per la realizzazione di qualcosa:c'è sì il cavallo ideale , ma senza materia
con cui plasmare non si può fare nulla).Tuttavia chiama la madre anche
"ricettacolo delle forme" per il fatto che la materia è il luogo in cui vengono
ricevute le forme , e "spazio" (in greco "kora" = regione , ma con valore astratto =
spazio ) : la parola "kora" dà proprio l'idea dell'estensione pura,senza alcuna
forma (il che comporta il fatto che può assumerle tutte).Sappiamo che le idee sono
fuori dal tempo e dallo spazio : quando un'idea è compartecipata dal mondo
sensibile si cala nello spazio.Tutto il "Timeo" è incentrato sulla necessità di
spiegare il mondo fisico e la sua compartecipazione alle idee:le idee sono perfette ,
le cose no:da un lato si predica il bene (le cose tendono alla perfezione
ideale)dall'altro il male (non riescono ad imitare perfettamente): si crea così una
sorta di ambiguità;si può accettare la frase non platonica "viviamo nel migliore dei
mondi possibili" in quanto il nostro mondo si avvicina più che può a quello
intellegibile.Finora per quel che riguarda l'imperfezione del mondo sensibile ce
l'eravamo cavata dicendo che un'imitazione , per definizione , non è mai
perfetta:ma perchè il mondo non sarà mai perfetto ? Qual è l'ostacolo ? Platone era
del parere che il nostro fosse un mondo buono,ma tuttavia era consapevole della
sua imperfezione . Alla domanda che ci siamo appena posti Platone rispose così :
per lui ciò che impedisce al mondo sensibile di essere perfetto è la materia;perchè il
mondo empirico si realizzi e si plasmi occorre che si realizzi in qualcosa privo di
forma : è come un metallo che deve essere lavorato : se avesse già una sua forma
immutabile non lo si potrebbe lavorare.Quindi la caratteristica della materia è non
avere caratteristiche.Platone dice che il ragionamento che ci porta a conoscere la
materia è "bastardo",impuro , scorretto perchè se ad esempio guardiamo un
cavallo , in realtà conosciamo l'idea : la materia la conosco come ciò che non è
idea:si arriva alla conclusione in modo negativo perchè il ragionamento coglie solo
una caratteristica : la materia non ha forma.Non potrebbe essere "ricettacolo delle
forme" se avesse una forma definita (è come la cera sulla quale si deve attaccare un
sigillo:deve essere molle e senza forma per poter così prendere quella del sigillo).Se
affermiamo che la materia per ricevere le forme non deve avere forme cogliamo
simultaneamente un aspetto positivo e uno negativo : è di fondamentale importanza
ma soffrirà sempre di una deficienza.Consente alla materia di avere forme,ma le
riceverà sempre imperfettamente perchè è priva di forme , disordinata : le si darà
una forma , ma manterrà sempre una componente priva di forma:è proprio questa
componente a rendere il mondo sensibile imperfetto.Quindi la materia è
contemporaneamente un aiuto perchè fa calare le idee nel mondo sensibile ed un
ostacolo perchè , per inclinazione naturale , mantiene una componente di
disordine . Tra gli "agrafa dogmata" (le dottrine non scritte) di Platone troviamo la
diade indefinita , alla quale abbiamo già accennato . Platone è all'ultima fase della
sua riflessione e risulta particolarmente influenzato dai pitagorici ;al vertice della
realtà si trova il principio bipolare,in cui vi sono due poli come in un magnete:e
come un magnete esiste solo quando ci sono un polo negativo e uno positivo che
risultano essere indivisibili.L'uno è il vertice unitario , il due quello molteplice ,
diade indeterminata del piccolo e del grande.Platone ha spiegato che in fondo il
mondo è uno , di parvenza molteplice:non è una dispersione di cose.Ma perchè ,
pur essendo uno , pare essere molteplice ? Come mai l'uno si moltiplica ? Vi sono
due risposte : a) c'è di mezzo la materia , che genera scompiglio ed
indeterminatezza , b) c'è la diade , che genera indeterminazione : se si ha della
materia alla quale dare una forma , la forma stessa determina che essa sia nei suoi
limiti , nè più grande nè più piccola di ciò che è : piccolo e grande sono una coppia
di concetti simmetrici e polari , entrambe indeterminati (c'è sempre qualcosa di più
grande e qualcosa di più piccolo) : ricorda molto il gioco del limite e dell'illimitato
dei pitagorici.La parziale differenza è che più che essere due principi , sono un
principio solo bipolare , altrimenti se il mondo si moltiplicasse significherebbe che i
due principi (uno-diade) devono essere impliciti nella realtà.Nel principio che
genera il mondo (l'uno) ci deve anche essere la diade : l'uno non rimane uno (come
invece era per Parmenide) , ma presentando aspetti molteplici scende di livello :
parte dal bene in sè,passa alle idee e poi si cala al mondo sensibile.se vogliamo,la
materia rappresenta il male in quanto è elemento di disordine della realtà.Pare
quindi che il male stesso sia parte del principio ; in verità c'è il principio da cui si
origina il male , ma il male di per sè all'inizio non c'è : la diade indeterminata sta a
significare che l'uno (il bene in sè) non rimane unitario , ma si cala nelle idee (che
sono tante) prima e nel mondo sensibile poi.E' come se la potenziale negatività della
materia si manifestasse gradualmente : quando è nell'uno non la si vede neppure , è
ben inserita e quasi identificabile con lo stesso uno.Nel mondo delle idee , invece ,
non si è ancora manifestata come male, ma solo come molteplicità (le idee sono
tante , ma ordinate ).Nel mondo sensibile le cose sono molteplici (e si sono
moltiplicate in modo indefinito : mentre l'idea di cavallo è una , i cavalli sono
tantissimi , un numero quasi infinito)e disordinate:la componente di imperfezione è
presente in tutti i livelli , ma man mano che si scende è come se si "inspessisse"
sempre di più.Comunque tutto questo discorso rimane avvolto da un' alone di
mistero un pò perchè non sta scritto da nessuna parte ( nel " Timeo " viene fatta
qualche vaga allusione , ad esempio , quando si dice che la spiegazione della
generazione delle cose verrà trattata con un discorso " non usuale " , che esula
dalla filosofia scritta e che di solito viene solo trattato oralmente ) , un pò perchè
non è pienamente coglibile con la ragione . Dunque il mondo fisico deriva da un
padre (il mondo delle idee) e da una madre (la materia , che è la condizione per
l'esistenza del mondo fisico stesso ma che mantiene comunque una componente di
indeterminazione) : ma cos'è che fa da madiatore tra il mondo delle idee e la
materia ? Cos'è che fa sì che le idee si calino nel mondo sensibile ? Platone mette a
questo punto in gioco la figura del Demiurgo (dal Greco "demos" ,popolo, +
"ergon" , opera, = artigiano).Il Demiurgo è un divino artigiano : è colui che
contemplando le idee plasma la materia sul modello delle idee stesse.Platone
introduce quindi una divinità a tutti gli effetti (fino ad adesso non ne avevamo mai
realmente incontrata una).Il concetto che l'artigiano guardi ad un modello è
tipicamente platonico (e aristotelico): mentre gli artigiani umani guardano ad un
modello che hanno nella loro testa , il Demiurgo guarda ad un qualcosa che è fuori
da lui:dato che le idee sono il bene per la loro categoria , anche il mondo sensibile
dev'essere per forza buono , sebbene indeterminato.Che rapporto intercorre tra le
idee , la materia ed il Demiurgo ? Tutti e tre sono coeterni , sono sempre esistiti.A
differenza della divinità cristiana , che crea il mondo, quella platonica si limita a
plasmarlo e non è onnipotente : ha infatti due limiti : la materia , che gli impedisce
di costruire un mondo perfetto , e le idee , che sono il modello a cui deve per forza
attenersi.Il Demiurgo guarda sì al meglio , ma il suo comportamento è dato da
qualcosa da lui esterno ed indipendente.Nel Medioevo vi fu un grande dibattito
teologico : le cose sono sante perchè piacciono alla divinità o piacciono alla divinità
perchè sono sante ? In altre parole : la divinità è colei che riconosce le cose buone e
le sceglie , o è colei che fa le cose buone ? Per Platone le cose sono buone
intrinsecamente e non perchè c'è chi decide che lo siano : il bene in sè è il criterio
per giudicare tutte le cose che possono essere buone;è buono ciò che partecipa alla
super-idea di bene , come è bello ciò che partecipa all'idea di bellezza.Le idee sono il
modello per gli uomini e per la divinità.Chiaramente la divinità vale di più rispetto
all'uomo : essa riconosce facilmente il bene , mentre gli uomini hanno delle
difficoltà e non sempre ci riescono.Vi fu chi arrivò a dire che ciò che è giusto è
giusto perchè l'ha deciso la divinità.Chiaramente se Platone avesse avuto modo di
prendere parte al dibattito teologico medioevale , avrebbe affermato che le cose
buone piacciono alla divinità perchè sono buone e non avrebbe potuto accettare
l'idea che le cose sono buone perchè piacciono alla divinità. E' corretto affermare
che la divinità per Platone è il Demiurgo solo entro certi limiti : se la divinità per
definizione è il principio supremo , allora la divinità platonica dovrebbe essere il
bene in sè.Se la divinità è principio della realtà , è evidente che non deve dipendere
da nulla : ma il Demiurgo dipende dalla super-idea del bene e dalle altre idee che è
costretto ad imitare : ne consegue che non è indipendente ma è al contrario
limitato.Il bene in sè ,invece,abbiamo visto che è illimitato ed è lui stesso il principio
(bipolare) della realtà.Il concetto di divinità nella tradizione ebraico-cristiana
attinge un pò dal Demiurgo e un pò dalla super-idea del bene.Non a caso nel
Medioevo il "Timeo" (che è appunto il dialogo dove compare il Demiurgo) ,a
differenza degli altri dialoghi platonici, continuò ad essere letto e non cadde in
disuso.Questo perchè il "Timeo" è l'opera platonica più vicina al Cristianesimo :
c'è l'idea della plasmazione , piuttosto vicina a quella della creazione : inoltre la
divinità in un certo momento crea il mondo (la divinità di Aristotele invece fa ben
poco).Va poi ricordato che il Demiurgo è un dio-persona come quello dei
Cristiani.Dietro a questo amore cristiano per il "Timeo" , probabilmente c'è un
fraintendimento : le interpretazioni del "Timeo" sono due e i Cristiani scelsero
probabilmente quella sbagliata.Se si legge il "Timeo" alla lettere si incontra questo
"plasmatore" divino : sembra che il mondo prima non ci sia e che ci sia solo la
materia : si ha l'impressione che ci sia un tempo prima e un tempo dopo . Ma
Platone credeva in ciò che diceva ? Se si legge accuratamente il "Timeo" ci si
accorge che Platone ad un certo punto si pone un quesito : che cos'è il tempo ? Il
Demiurgo tra le varie cose plasma anche gli astri , il cui movimento regolare si
identifica con il tempo , anzi , si può dire che per Platone gli astri non sono altro che
strumenti del tempo . Il tempo viene definito " immagine mobile dell'eternità ":
come il mondo sensibile è imitazione di quello intellegibile (il primo mutevole , il
secondo eterno) , così il tempo è imitazione dell'eternità .Non a caso il tempo viene
identificato con il movimento circolare : se si vuole rappresentare l'eternità con
qualcosa di movimentato , senz'altro ciò che meglio la rappresenta è il cerchio , il
movimento circolare in cui si compie un giro per poi tornare al punto di
partenza:infatti il tempo è caratterizzato dal non essere eternità ma tornare sempre
su se stesso.La cosa più simile a ciò che non si muove mai è quella che torna sempre
su stessa , così come la cosa più simile che l'uomo possa fare per eternarsi è il
riprodursi ciclicamente.Dunque il tempo è la plasmazione dell'eternità ideale da
parte del Demiurgo.La conseguenza è che non c'è un tempo prima del mondo
perchè è solo con la nascita del mondo sensibile che il Demiurgo ha calato nella
realtà sensibile l'imitazione di eternità.Questa è una visione ben diversa da quella
cristiana nella quale la divinità in un certo momento decise di creare il mondo.Va
poi ricordato che Platone stesso all'inizio del "Timeo" dice che si tratta di un mito :
di conseguenza i Cristiani hanno preso per vero qualcosa che Platone stesso dice
non essere vero , ma solo un'immagine che rappresenta la relazione tra mondo
intellegibile e materia.Quindi Platone non credeva assolutamente nella figura del
Demiurgo ed il suo vero dio resta il bene in sè . Oltre ad esprimere la relazione tra
idee e materia , il mito del Demiurgo esprime anche il finalismo : Kant direbbe "è
come se" il mondo fosse stato elaborato da un artigiano.Il mondo sensibile è da
sempre e per sempre un' immagine temporale del mondo delle idee . Abbiamo
citato gli astri : Platone quando volgeva gli occhi al cielo non poteva che restare
sbalordito dalla bellezza del cielo e dei suoi astri , tant' é che era arrivato alla
conclusione che gli astri fossero non solo viventi , ma anche intelligenti , perchè il
loro moto era ai suoi occhi troppo preciso e ordinato per essere frutto del caso .
Platone nel " Timeo " si allontana un pò dalla concezione dell' " Iperuranio "
presente nel " Fedro " e sostiene che gli astri siano le abitazioni delle anime , le
quali , una volta morto il corpo nel quale erano imprigionate , tornano a vivere
ciascuna nell' astro a lei più affine ; nel caso però abbia condotto una vita ingiusta
sarà condannata a reincarnarsi in un corpo e questo processo andrà avanti finchè l'
anima non riuscirà finalmente a vivere una vita giusta . A questo punto Platone
coglie l' occasione per illustrare minuziosamente la struttura del corpo umano e le
sue funzioni ( vedendo il tutto , chiaramente , in una concezione finalistica ) :
abbiamo le orecchie per sentire , la voce per comunicare e la vista per vedere ;
quest' ultima , poi , secondo Platone , é causa per l' uomo della più grande utilità
perchè é proprio grazie alla vista che a suo avviso si può ragionare : il
ragionamento , infatti , incomincia sempre a partire dall' osservazione di qualche
fenomeno ( inoltre é proprio grazie alla vista , come diceva nelle opere della
giovinezza , che cogliamo l' idea del bello , stimolo per sforzarsi a scoprire l' intero
mondo delle idee ) . Tornando al Demiurgo : egli comincia a plasmare nella materia
(che Platone chiama anche "spazio")e arriva a generare tutta la realtà . Platone
dice che la prima cosa che si crea nello spazio sono 4 solidi geometrici
fondamentali : si tratta dei 4 solidi regolari (costituiti da facce uguali tra di
loro).Platone è convinto che si possano ottenere tutti e 4 partendo da un triangolo
rettangolo isoscele:ricombinandolo si possono ottenere vari tipi di figure ( se ne
creerebbero 5 , ma Platone una la scarta).Essi sono il cubo , l'ottaedro , il
tetraedro , l'icosaedro (quello che scarta è il dodecaedro). Questi 4 solidi stanno a
rappresentare i 4 elementi fondamentali di Empedocle (terra , acqua , aria , fuoco ,
che verranno poi anche ripresi da Aristotele ) : ognuno dei 4 elementi di Platone è
costituito da parti minime (non ulteriormente divisibili) e ciascuno è caratterizzato
da una forma : per Platone la terra è il cubo , che suggerisce l'idea di regolarità ,
materialità , stabilità e compattezza . Il fuoco , per esempio, è invece rappresentato
dal tetraedro perchè , dal momento che brucia , deve essere particolarmente
spigoloso (il tetraedro è il più spigoloso) e la forma stessa della fiamma è simile a
quella del tetraedro.Platone ancora una volta prende spunto dalla filosofia dei suoi
precedenti mescolando in questo caso Empedocle a Democrito (che tra le varie cose
riteneva che a stimolare i nostri sensi fossero le determinate forme degli atomi)e ai
Pitagorici (Timeo è pitagorico e le forme degli elementi sono geometriche).Tra
l'altro ci possiamo anche riallacciare alla gerarchia dei livelli della realtà : abbiamo
detto (con l'aiuto del grafico) che i numeri erano a metà strada tra mondo sensibile
e mondo intellegibile ; qui vengono utilizzati come collegamento tra mondo ideale e
materiale.Il Demiurgo plasma quindi l' Universo ed il Sistema (non è molto chiara
la struttura astronomica che attribuisce al Sistema : pare che Platone abbia
superato la teoria geocentrica ; non ammette il movimento di rivoluzione , ma
sembra ammettere quello di rotazione:è la Terra che gira) . Quindi , ricapitolando ,
la causa dell' origine del mondo per Platone é il Bene e la bontà del Demiurgo ( che
plasma le cose per via della sua benevolenza , senza costrizioni ) : il Demiurgo é
buono e da ciò che é buono non può nascere nulla che non sia buono ; il disordine
che vi era in un primo tempo , quindi , il Demiurgo lo trasformò in ordine ( che é
appunto sinonimo di bene ) : Platone dice testualmente : " Dio , volendo che tutte le
cose fossero buone , e che nulla , nella misura del possibile , fosse cattivo ,
prendendo quanto era visibile e che non stava in quiete , ma si muoveva
confusamente e disordinatamente , lo portò dal disordine all' ordine , giudicando
questo assolutamente migliore di quello " . Il Demiurgo , poi , diede intelligenza a
tutte le cose , perchè tutto ciò che é dotato di intelligenza é superiore a ciò che non
lo é : tuttavia é impossibile che l' intelligenza si trovi in cose senz' anima ( le pietre ,
per esempio ) , e così il Demiurgo diede all' intero universo un' anima e non é
quindi sbagliato dire che le pietre sono animate , in quanto facenti parte di questo
grande organismo vivente che chiamiamo " mondo " , che per Platone é l' unico .
Platone introduce quindi il concetto di " anima del mondo " : il mondo delle idee
abbiamo detto che è movimentato , intelligente, vitale: il mondo sensibile , nella
misura in cui il Demiurgo lo plasma , non può che essere simile a quello intellegibile
: ha un' anima sua .L'Universo è un grande essere vivente permeato interamente da
un' anima.Tutto quindi è vitale , sebbene in diverse misure.L'osso è vivo perchè fa
parte di un essere vivente , ma anche la pietra è viva perchè fa parte di questo
grande essere vivente (l'Universo).Platone insiste poi particolarmente sul finalismo
( il cavallo è nato per essere veloce , il cane per fare la guardia...) e sulla stretta
parentela tra uomo e animali (gli animali sono il frutto di incarnazioni infelici delle
anime nell'aldilà : ricordiamoci del mito di Er ; di tutte le incarnazioni , Platone
sostiene che la peggiore , dopo quella di donna e di animale , sia quella dei pesci ) .
Da notare , però , che non é che il Demiurgo prima abbia creato l' universo e solo in
un secondo tempo la sua anima : é l' esatto opposto . Prima di tutto ha creato l'
anima , che essendo così più anziana può facilmente dominare il corpo del mondo
perchè é evidente che chi é anziano può facilmente avere la meglio per virtù ed
esperienza su chi é giovane ; Platone cerca anche di illustrare la struttura di questa
maxi-anima , sostenendo che essa é composta da tre parti , l' Identico , il Diverso e
l' Essere : ogni cosa del mondo , infatti , é ( esiste ) , é identica a se stessa , ma
diversa da tutte le altre .

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