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G.

Leopardi

Schema dei punti da conoscere prima della spiegazione più particolareggiata

1) 1798 (Recanati, Macerata, Marche) – 1837 Torre del Greco, Napoli.


2) OPERE: Canzoni civili e patriottiche/ Piccoli Idilli/ Operette Morali (prosa, nucleo maggiore 1827)/
Grandi Idilli / L’ultimo Leopardi .
Lo Zibaldone di pensieri (prosa) detto lo Zibaldone, raccolta di pensieri su vari argomenti: riflessioni
sulla natura e sulla poesia, considerazioni stilistiche…: compilazione distesa nel tempo/ Epistole.

Di tale punto verranno presentati e/o analizzati pensieri, poesie dei diversi periodi, alcune delle
Operette e l’ultima produzione.

Qui di seguito trovate una sintesi della lezione, su cui eventualmente tornare per chiarimenti e
ripetizioni da subito, chiedendo tutto quanto a ciascuno utile; la finalità è una buona base subito,
esercizio di esposizione orale preciso in modo da essere pronti per interrogazioni orali e scritte.
Seguirà, nella seconda lezione, l’iter delle composizioni dell’autore, previ eventuali chiarimenti da
chiedere.
In questa fase di avvio chiedete anche eventualmente scrivendo, cioè ricorrete a tutte le possibili
modalità per assicurarvi una buona partenza. Se fisserete i concetti fondamentali che seguono,
andrete avanti tranquillamente, con l’unica eventuale difficoltà di esercitare l’esposizione orale
sintetica che servirà anche per l’interrogazione scritta e, inutile dirlo, per esporre davanti a
sconosciuti.

3) FORMAZIONE classicista in letteratura


Illuminista nell’ideologia (materialismo e sensismo, tipici degli ultimi illuministi).

v. Foscolo e Manzoni, se vi ricordate qualcosa, come anche Parini e Alfieri.

4) Il L. rimase ateo per tutta la vita , con due conversioni (parole sue):

dall’erudizione al bello: scoperta della poesia dopo i “sette anni di studio matto e disperatissimo”-
Biblioteca del palazzo)

dal bello al vero: riflessione sulla realtà umana di dolore e infelicità e realizzazione di poesia che fosse
cognizione e ragionamento su tale realtà – attorno al 1819.

(In precedenza aveva avuto inizio il dibattito tra Classicisti e Romantici [ricordare i fondamenti ed
eventualmente chiedere: si ricostruisce il discorso col contributo di tutti durante la lezione] a cui il L. aveva
partecipato prendendo posizione per i classicisti con una lettera, mai pubblicata, alla Biblioteca Italiana, la
rivista dei Classicisti. Successivamente, 1818: Discorso di un italiano sopra la poesia romantica.

Il Conciliatore, rivista dei Romantici, lombardi soprattutto, fondato nel 1818, venne soppresso dalla censura
austriaca dopo un anno di vita).
4 Bis) POESIA, concezione:
- poesia ingenua, quella degli antichi, caratterizzata da belle immagini, basata appunto
sull’immaginazione;

- poesia filosofica, necessaria ai moderni, basata sulla ragione e sulla conoscenza del vero , cioè della
realtà dell’esistenza umana fatta di dolore (compresa la caduta delle illusioni giovanili), sofferenza
e morte.

Tale distinzione nell’opera di Schiller, del 1795.

La poesia detta ingenua è quella che consegue al rapporto felice dell’uomo con la Natura, epoca
nella quale prevaleva nell’umano la sensibilità (v. Vico);

la poesia filosofica è necessaria all’umanità attuale, che ha abbandonato lo stato di natura ed è


caratterizzata dalla prevalenza della ragione sul sentimento (sensibilità, sensazione).

5. NATURA, concezione.

Il L. muta concezione nel corso di breve tempo.


- Natura benigna, amica dell’uomo;
- Natura matrigna, agisce volutamente ai danni dell’uomo stesso procurandogli infelicità e dolore;
- Natura indifferente (Operette morali, Canto notturno), provoca dolore senza alcuna volontà,
secondo un suo proprio meccanismo, per sua stessa struttura, anche catastrofi come un terremoto
(La ginestra).
E’ pertanto necessario che gli uomini non si considerino nemici l’un l’altro, ma comprendano che la
Natura è nemico comune e si alleino contro la sofferenza che provoca sviluppando tra loro la
fratellanza.
Ed ecco che il pessimista L. è appunto pessimista, non certo misantropo, come si può constatare
anche dal tono lieve e delicato di tante poesie precedenti, di reale vicinanza alla sorte che colpisce
tutti quanti vivano oltre la giovinezza (caduta delle speranze e delle illusioni).

6. PESSIMISMO

Distinzione “scolastico-critica”, sempre utile: imparare le denominazioni e il significato, anche da


spiegare.

- storico: l’umanità è infelice perché ha abbandonato l’originario stato di natura (v. Rousseau), cioè
è diventata infelice nel corso del tempo (chiosa che potete tener per voi, a scelta, che aiuta a
comprendere l’aggettivo “storico”;

- cosmico: l’umanità è infelice per sua stessa natura, da sempre (totalità del tempo) ed è anche
infelice qualunque altro essere vivente e forse anche il cosmo (Canto notturno).

La poesia deve dunque diffondere tale conoscenza, cioè il vero (arido vero): caduta delle speranze
e delle illusioni, destino di infelicità e di morte.
Quest’ultima frase è mia, posta qui per racchiudere diversi punti e rimandare ad essi.
7. ROMANTICISMO del L.

Differenza rispetto alla linea romantica affermatasi in Italia (ricordare ed eventualmente chiedere)
sia nelle scelte stilistico-letteraria sia in quelle politiche e religiose.

- la forza immaginativa del pensiero (elemento di fondo dell’idealismo, la filosofia del


Romanticismo), v. poesia Infinito, oltre l’esperienza sensibile , cioè dei sensi, comunque limitata;

la protesta forte e accorata contro la Natura, con atteggiamento “eroico” (titanismo) in ultimo
anche contro la società dell’epoca e le scelte politiche degli intellettuali romantici;

- l’importanza della memoria, nel senso della facoltà di ricordare momenti felici (di solito, infanzia)
e la nostalgia che ciò suscita senza che vi sia rimedio;

- l’importanza data alla Morte e all’Amore, temi romantici, talvolta potenze messe in relazione
(canzone Amore e Morte) e Amore come illusione ultima a cadere (A se stesso, una delle poche
poesie non canzoni in senso metrico, appartenente al periodo ultimo dell’opera e della vita, indicato
dalla critica come “l’ultimo Leopardi” e comprendente anche poesie di satira politica.

8. Classicista?

In realtà le scelte lessicali e metriche sono quelle dell’Arcadia settecentesca, e la libertà formale della canzone
diventa propria del L. al di là dei modelli di canzone recenti (Settecento) e della tradizione risalente al
Petrarca. (Forme metriche della lunga tradizione, dal Medioevo: canzone e sonetto).

Eliminazione sommessa della rima in favore di assonanze e libertà anche ritmica lo rendono precursore,
involontario ma riconoscibile, di tanta poesia nuova del Novecento.

9. Buono, chiaro e fiducioso studio (a.b).

Non essendo poeta, mi limito al calco, ohimé meno suggestivo, di Chiare, fresche e dolci acque (Petrarca).