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Corrado Ciompi, sindaco buono per tutte le stagioni e campione

nell'arte di trasformarsi
di Andrea Genovali
Il Biennio rosso 1919/1920 segna, a Viareggio, anche l'inizo di un vero e
proprio filo nero che percorrerà la storia della città dai primi anni Venti fino a
quando riaffiorerà nel 1944 a Liberazione quasi avvenuta.
Il protagonista principale di questo filo nero è l'avvocato Corrado Ciompi.
Siamo a luglio del 1919, precisamente sabato 19 luglio. Uno sciopero politico
proclamato dalla Camera del Lavoro a sostegno delle repubbliche socialiste di
Russia e Ungheria vede una corposa partecipazione degli operai e dei lavoratori
della città che rispondono all'appello lanciato da Manlio Baccelli, segretario
anarchico della Camera del Lavoro cittadina. Ma la risposta delle autorità è
durissima e ingiustificata. Viareggio viene occupata. Non si può entrare né
uscire. Anche i pescatori non possono prendere il mare. La sera c'è il
coprifuoco e camion pieni di militari pattugliano in continuazione la città.
Addirittura una notte si odono colpi di mitragliatrice nelle strade della darsena.
La situazione si fa ancora più dura per chi vive del proprio lavoro.
Nelle file della borghesia locale si decide di contrapporsi senza indugio ai
lavoratori e agli operai. E così, l'avvocato Corrado Ciompi, il notaio Ciro Casella
e il costruttore navale Adolfo Lippi furono fra i protagonisti nel 1919 della
nascita dei "Comitati per la difesa di Viareggio", le cosiddette "Guardie
Bianche", vale a dire un gruppo di cittadini costituito, sostanzialmente, da
studenti e piccolo-medio borghesi che si andarono a contrapporre alle
cosiddette "Guardie Rosse" - composte da calafati, operai e marinai - a
sostegno delle forze dell'ordine. Alcune delle iniziative di queste guardie
bianche furono la richiesta di togliere la tessera annonaria per gli operai che
partecipavano agli scioperi e la sostituzione stessa degli operai in sciopero.
In quel biennio non pochi furono gli scioperi e non poche furono le azioni in cui
queste guardie bianche seppero distinguersi in funzione antioperaia e come
sostegno al padronato cittadino.
Corrado Ciompi con le elezioni del 1921 diviene sindaco della città. Una carica
che ricoprirà fino al 10 aprile del 1923 quando i suoi sodali fascisti lo
minacceranno se non abbandonerà velocemente la sua poltrona di sindaco.
Cosa che avvenne in tempi rapidissimi.
Tutto questo, però, non deve indurre a pensare che Corrado Ciompi, anche se
reazionario, fosse un antifascista della prim'ora. Tuttaltro.
Il 1° novembre del 1922 con la fascia di sindaco e la sua giunta al gran
completo si recò alla stazione di Viareggio, con tanto di banda comunale, per
ricevere gli squadristi fascisti della città di ritorno dalla marcia su Roma. Il capo
dei fascisti, suo collega avvocato Lino Raggiani, vide al suo discendere dal
treno il gonfalone della città e le note di "Giovinezza" intonate dalla banda
comunale.
Il sindaco Ciompi nel suo discorso di bentornati a casa ai fascisti non risparmiò,
oltre ad abbracci calorosi, i complimenti ai "baldi eroi", così li definì,
protagonisti della partecipazione alla marcia. Ovviamente, nel discorso
complimenti e ringraziamenti non vennero lesinati inneggiando al re, ai fascisti,
alla patria.
Malgrado il suo esibito e ostentato fascismo nel 1923 dovette lasciare la sua
poltrona e dileguarsi nell'oblio ventennale della dittatura, da lui così tanto
osannata.
Passano i lunghissimi e feroci anni della dittatura fascista e il Ciompi scompare
dalle cronache della città. Ma, fatalmente, come rappresentante della categoria
dei gattopardi, riappare dal nulla alle cronache cittadine il 13 novembre 1944.
Una data storica per la città perché gli Alleati inglesi guidati da Francis H.
Waldron, Governatore alleato militare designa proprio l'ineffabile Corrado
Ciompi quale sindaco della città. Sì, proprio colui che ricevette in pompa
magna gli squadristi di ritorno dalla marcia su Roma con a capo quel Reggiani
già indicato come uno degli assassini di Nieri e Paolini il 16 maggio 1921 in
Piazza Grande a Viareggio.
La strategia degli Alleati è chiara e uniforme in tutto il territorio italiano:
relegare in un angolo i comunisti. E così mentre in Sicilia vengono designati i
capi mafiosi, in ossequio all'accordo fra il governo statunitense e la mafia italo-
americana che favorì lo sbarco in Sicilia, nel resto del paese vengono riesumati
anche personaggi collusi con il fascismo della prim'ora come Ciompi pur di
penalizzare partigiani e antifascisti veri.
E questa designazione non permetterà al comunista Alessandro Petri (per tutti
Sandrino Petri) di diventare sindaco. Ovviamente, lo diverrà con una specie di
plebiscito popolare pochi mesi dopo con le prime elezioni democratiche e a
suffragio universale della storia italiana.