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Quando, da ragazzo, ero transitato per una decina di mesi dalla FGCI, le mie frequentazioni erano a livello

dei più giovani e non mi ricordo di aver conosciuto Beppe Antonini.

Il tempo passò; nel ’56 ci furono gli eventi della Polonia e dell’Ungheria ed io aderii alla “Alleanza
Socialista”, fondata da Smith e Averardi, usciti con molti altri dalle fila del PCI.

L’alleanza, nel 1959, confluì nel PSDI, ed io, insieme ad altri quattro compagni, la seguii.

Cominciò, per me, un’altra stagione politica ed iniziai a conoscere molti che costituivano la classe dirigente
politica di Viareggio. Fra questi Beppe Antonini. Beppe l’avevo già favorevolmente osservato nel Consiglio
Comunale, ove sovente interveniva. Per noi giovani seguire le sedute del consiglio era un punto di
conoscenza e di approfondimento. Antonini era anche presidente dell’ANPI.

Nella primavera del 1960 l’ANPI di Viareggio, insieme al Comune, promuove il primo concorso dedicato agli
studenti: “I giovani nella vita pubblica del Paese”. A me lo segnalò Adolfo Lippi. Vi partecipai, e lo vinsi. Non
partecipai alla premiazione poiché, in quel periodo, ero in gita scolastica con l’Istituto Tecnico. Questo
fatto, comunque, mi mise in buona luce con Beppe, che, nei momenti in cui ci si incontrava, mi mostrava
simpatia e considerazione. Entrammo in un clima di cordialità.

Ricordo volentieri un episodio di quegli anni, era il ‘61 o il ’62.

Era il Primo maggio.

Ci incontrammo in passeggiata, poco prima dell’ora di pranzo.

Beppe, sorridendo, mi mostra una bella margherita posta nel bavero della giacca: “E’ primavera...”, mi fa,
ed io gli rispondo: “Si, Beppe, hai un bel fiore, anch’io festeggio la primavera, ma anche il primo maggio” e
gli feci notare il garofano rosso che avevo alla giacca.

“Eh, voi socialisti!”

E scoppiammo a ridere entrambi.

Moreno Bucci