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LA COSTITUZIONE DELL’IMPRESA

1. Premessa

Le imprese commerciali appartengono al settore terziario. Il loro obiettivo è l’acquisto e la vendita


di merci, senza effettuare modifiche tecniche al prodotto. Si tratta di aziende di produzione
indiretta, perché svolgono un processo di produzione economica con l’intento di aumentare l’utilità
dei beni mediante il loro trasferimento nel tempo e nello spazio:
- Nel tempo comporta la conservazione delle merci con la loro graduale immissione sul mercato.
- Nello spazio comporta la distribuzione delle merci dai luoghi di produzione ai luoghi di
consumo.
La più grande classificazione delle imprese commerciali si divide in:
- Imprese all’ingrosso: acquistano le merci dai produttori per poi rivenderle alle imprese
trasformatrici, oppure venderle ai commercianti senza passare dal consumatore finale.
- Imprese al dettaglio, acquistano le merci dai produttori per poi rivenderle direttamente
consumatori finali.
Queste imprese al dettaglio si dividono in due tipi:
- piccolo dettaglio, per esempio i negozi di prossimità
- grande dettaglio, per esempio supermercati o ipermercati.

2. La nascita dell’impresa

Prima di creare un’impresa, bisogna svolgere diverse analisi, in modo da decidere in quale settore
concentrarsi e in che luogo bisogna insediare l’azienda. Quindi è essenziale scegliere bene:
- il settore di attività in cui si intende operare: questa scelta deve essere curata dai consumatori
per la domanda e delle imprese presenti per l’offerta.
- il luogo in cui lavorare e il mercato di riferimento a cui rivolgersi: bisogna valutare i fattori che
possono aiutare l’azienda ad inserirsi in un determinato luogo.

3. L’inventario di costituzione

Al momento della costituzione dell’impresa, l’imprenditore deve effettuare un apporto iniziale che
può essere di due tipi:
- disponibilità liquide (il denaro, gli assegni e le circolari) che vengono versate sul conto corrente
bancario dell’azienda.
- in natura, (fabbricati, arredamento, automezzi, merci) che vengono a far parte del patrimoni
dell’impresa. Tutti i beni che sono portati dall’imprenditore devono essere valutati, in quanto
sono privi di prezzo.
Il patrimonio di costituzione è l’insieme degli apporti sia in natura che in denaro, svolti
dall’imprenditore. Il prospetto che mette in evidenza la consistenza è l’inventario di costituzione,
che deve essere trascritto nel libro degli inventari.
Dopo la redazione dell’inventario, l’impresa inizia la tenuta della contabilità generale provvedendo:
- a scegliere degli strumenti, supporti, delle procedure e delle risorse.
- alla numerazione progressiva delle pagine del libro giornale e degli inventari prima di essere
messi in uso.
- alla predisposizione del piano dei conti.
- all’intestazione dei conti di mastro e degli eventuali sottoconti.

4. Gli apporti di disponibilità liquide

La costituzione di un’impresa può avvenire con un apporto di disponibilità liquide. Il valore


dell’apporto viene misurato dal valore del denaro, degli assegni o del credito verso la banca.

5. Gli apporti in natura disgiunti

In alternativa al denaro liquido, l’imprenditore può apportare beni di natura di sua proprietà, che
sono utilizzabili per lo svolgimento dell’impresa. Si tratta di beni che non hanno nessuna
coordinazione economica. La valutazione viene effettuata per ciascun singolo bene, utilizzando il
criterio del prezzo corrente, oppure il criterio del costo di riacquisto.
Nel caso di apporto di disponibilità liquide il patrimoni netto è misurato dall’entrata finanziaria, nel
caso di apporti di natura, il patrimoni netto dipende dal valore attribuito ai beni conferiti.

6. L’acquisto di un azienda

Dopo aver risolto gli adempimenti giuridici e amministrativi, l’imprenditore può scegliere tra le
seguenti alternative:
- procedere all’acquisto dei beni necessari.
- acquistare un’azienda funzionante, già avente una struttura che permette lo svolgimento
dell’attività.
I beni che comprendono il patrimonio aziendale, vengono considerati come un insieme inscindibile
e unitario di elementi. I beni che appartengono all’impresa acquistata costituiscono un apporto
congiunto. L’acquisto di un’azienda già funzionante comporta il pagamento di un prezzo superiore
al patrimonio dell’impresa. La differenza tra il prezzo di cessione dell’azienda e il patrimonio netto
è detto avviamento. L’avviamento è la maggior capacità di produrre un utile che un’azienda già
funzionante possiede rispetto a una di nuova costituzione. Per chi acquista un’azienda già
funzionante, l’avviamento costituisce un’immobilizzazione immateriale.

7. I costi d’impianto

La costituzione di una impresa e l’inizio di una nuova attività, determinano il sostenimento di alcuni
costi che riguardano gli obblighi di registrazione, gli oneri tributari. Questi oneri sono costi a utilità
pluriennale che fanno parte delle immobilizzazioni immateriali. L’avvio dell’impresa porta la
stipulazione di contratti riguardanti l’erogazione di alcuni servizi, come quelli all’acqua, energia
elettrica, al telefono, che richiedono il deposito di cauzione, questo lo troviamo nel conto crediti per
cauzioni.
I costi d’impianto sono documentati dalla parcella emessa dal professionista. I costi d’impianto
possono essere soggetti ad iva o possono essere anche esclusi. L’iva la troviamo nel conto ina
ns/credito. I compensi percepiti dai liberi professionisti sono soggetti a una ritenuta fiscale
d’acconto. Questa ritenuta costituisce un acconto ai fini dell’ imposta su reddito.
L’impresa che opera la ritenuta funge da sostituto d’imposta. Questa ritenuta la troviamo nel conto
debiti per ritenute da versare.
Esempio.

Il 4 marzo la signora Monica Levoni di Torino costituisce l’azienda individuale apportando denaro contante
per 38.000€ e un assegno bancario dell’importo di 140.000€ tratto sul conto corrente personale. Il giorno
seguente l’assegno è 23.000€ in contanti, vengono versati sul conto corrente bancario appositamente aperto
presso la banca x per uso aziendale. Il 12 marzo l’imprenditrice sostiene diversi oneri relativi alla costituzione
dell’azienda.

4/03 Denaro in cassa 38000


Assegni in cassa 140000
Capitale proprio 178000
5/03 Banca x c/c 163000
Denaro in cassa 23000
Assegni in cassa 140000
12/03 Costi di impianto e di 1365
ampl.
Denaro in cassa 1365

Gli acquisti e il loro regolamento

1. Acquisto fattori produttivi.

L’acquisto dei fattori produttivi rappresenta la fase della gestione aziendale in cui l’impresa compie
gli investimenti necessari alla realizzazione del processo produttivo. I fattori produttivi vengono
classificati in: beni strumentali, merci, materie di consumo, e servizi. Il compito di valutare le
offerte dei fornitori è eseguito dalla funzione approvvigionamenti, che si occupa di valutare i prezzi,
la qualità, le condizioni di pagamento, la puntualità delle consegne, l’assistenza post-vendita per
riparazioni e manutenzioni.
La procedura di acquisto si attua in diverse fasi:
1) Trattative: l’impresa invia al fornitore una richiesta di preventivo-offerta e il fornitore risponde
con un’offerta di vendita.
2) Stipulazione del contratto: le parti concludono un contratto di vendita. Si tratta di un contratto
bilaterale, puramente consensuale e a titolo oneroso.
3) Esecuzione del contratto: l’acquisto si conclude con la consegna del bene da parte del venditore
secondo le clausole fissate nel contratto e con il pagamento del prezzo da parte del compratore
secondo le modalità e nei tempi stabiliti nel contratto di vendita.
Quando il contratto finisce diventano essenziali i punti che riguardano il tempo di consegna, il
luogo e il trasporto. Per quanto riguarda il tempo di consegna, esso può essere immediato, pronto o
differito; invece il luogo della consegna e il trasporto possono prevedere:
• Consegna franco partenza(FMV): il venditore consegna la merce al compratore presso il proprio
magazzino. I rischi riguardanti il trasferimento della merce e i costi del traporto sono a carico del
compratore.
• Consegna franco destino(FMC): il venditore consegna la merce presso il magazzino del
compratore. I rischi che riguardano il trasferimento della merce e i costi del trasporto sono a carico
del venditore.
I contraenti possono scegliere un luogo comodo per entrambi per la consegna della merce. Se la
consegna è a mezzo vettore, il contratto di vendita deve prevedere una della seguenti clausole:
• porto franco: quando il pagamento dei costi di trasporto è effettuato dal venditore.
• Porto assegnato: quando il pagamento dei costi è effettuato dal compratore nel luogo di
destinazione della merce.

2. La rilevazione contabile degli acquisti

Le operazioni di acquisto si rilevano in due fasi:


• Ricevimento della fattura: sulla base dei documenti di acquisto pervenuti si rileva nell’aspetto
finanziario il sorgere di debiti v/f e nell’aspetto economico il sostenimento dei costi; le fatture
indicano l’importo dell’IVA, che costituisce un credito del compratore per imposta.
• Regolamento delle fatture: può avvenire con varie modalità e in diversi tempi e riguarda solo
l’aspetto finanziario. Esso porta alla diminuzione dei debiti e una diminuzione di disponibilità
liquide o il sorgere di nuovi debiti.
I conti utilizzati sono diversi a seconda del tipo di fattore acquisito:
• Fattori produttivi a utilità pluriennale: come fabbricati, macchinari, automezzi ecc
• Fattori produttivi d’esercizio: come merci c/acq, costi per servizi ecc.

3. L’acquisto di merci e di materie di consumo

Quando le merci sono consegnate all’impresa si deve:


• Verificare che la quantità di merce pervenuta corrisponda alla quantità ordinata
• Controllare che la qualità della merce equivalga a quella richiesta
Se tutto è in ordine la merce viene immessa nel magazzino dell’impresa. Gli acquisti possono essere
accompagnati dal sostenimento di costi di trasporto, imballaggio, etichettatura ecc.
Nell’acquisto di merci franco partenza:
1. I costi relativi all’acquisto sono sostenuti direttamente dall’acquirente che riceve una fattura dal
fornitore delle merci e una o più fatture dal fornitore dei servizi
2. I costi relativi all’acquisto sono sostenuti dal fornitore ma per contratto sono a carico
dell’acquirente. Nel caso del trasporto il fornitore può effettuarlo direttamente, con proprio
automezzo, oppure indirettamente, appoggiandosi a un corriere. In entrambi i casi il fornitore
addebita in fattura i costi di trasporto forfetariamente (costi nn doc)
3. I costi relativi all’acquisto sono anticipati dal fornitore in nome e per conto dell’acquirente. In
questo caso siamo in presenza di costi documentati, in quanto viene fatta una fattura separata dal
fornitore e rilasciata all’acquirente.
4. Acquisto dei servizi

Un’impresa commerciale acquista dei servizi sostenendo costi di pubblicità, di traporto,


assicurazione, telefonici ecc. Questi costi possono essere registrati nel conto economico come costi
per servizi o nei conti Costi di trasporto, costi postali, Costi per energia ecc.

5. L’acquisto di beni strumentali

L’acquisto di fattori produttivi a utilità pluriennale rappresenta un’operazione di acquisizione di


immobilizzazioni materiali. Tali costi vengono rilevati in dare e danno origine a Variazioni
Economiche riguardanti i costi pluriennali. Sono beni che mantengono la loro utilità per più esercizi
amministrativi. L’acquisto di un’immobilizzazione determina il sorgere di:
• Un costo pluriennale.
• Un credito IVA.
• Un debito verso i fornitori.
Il regolamento delle fatture di acquisto di immobilizzazioni materiali viene distribuito in un arco di
tempo. L’acquisto di beni strumentali è più volte accompagnato dal sostenimento di costi accessori
di acquisto che vengono patrimonializzati e trattati come costi pluriennali.

6. Il regolamento delle fatture di acquisto

Il pagamento delle fatture di acquisto può essere effettuato con vari strumenti: denaro contante,
assegni bancari o circolari, bonifici o giroconti bancari ecc. Si registra in dare i debiti v/f.
L’avvenuto pagamento si registra in avere del conto acceso al mezzo di pagamento utilizzato.
a) Il pagamento con denaro contante viene utilizzato quando venditore e compratore sono presenti
sulla piazza di pagamento e l’importo non è elevato. In questo caso si ha una diminuzione sia del
debito sia del denaro esistente in cassa.
b) Regolamento con assegni bancari: il debitore può emettere assegni utilizzando le sue
disponibilità in c/c bancario, oppure può girare assegni ricevuti da terzi.
c) Regolamento con assegni circolari: gli assegni circolari, da inviare ai fornitori, possono essere
ottenuti versando alla banca emittente l’importo in denaro o contro addebito del c/c presso la banca.
Nel caso di versamento di contanti si ha un aumento di assegni in cassa, e una diminuzione di
denaro. Nel caso di addebito in c/c si ha un amento di assegni in cassa e una diminuzione dei fondi
disponibili in c/c bancario, successivamente si ha una diminuzione dei debiti e una diminuzione
degli assegni in cassa.
d) Regolamento con giroconto in c/c bancario o postale: si ordina a una banca o all’ufficio postale
di eseguire un giroconto a favore del fornitore, contro addebito del proprio c/c.
e) Regolamento con bonifico bancario: si ordina alla banca di far pervenire al fornitore una certa
somma, contro addebito del proprio c/c.
Nel caso in cui, il compratore ottenga degli sconti mercantili condizionati, indicati in fattura, la
differenza tra l’importo dovuto e l’importo pagato costituisce i proventi finanziari diversi.
Nei casi di regolamento differito di una fattura di acquisto, lo strumento di pagamento è costituito
dalle disposizioni elettroniche d’incasso che permettono di incassare i crediti commerciali nei
confronti dei propri clienti, senza emissione di titoli cambiari.
f) Rilascio di cambiali passive: quando il regolamento è differito nel tempo e il debitore non è
considerato affidabile, il fornitore può richiedere al cliente di emettere un pagherò o di accettare una
tratta per rendere più sicura la riscossione del proprio credito. Le cambiali sono titoli di credito
esecutivi con i quali, in caso di mancato pagamento è possibile dar corso a una azione legale per il
recupero del credito. Il regolamento con cambiali passive comporta una riduzione dei debiti e un
aumento delle cambiali passive. Alla scadenza le cambiali passive devono essere pagate.
g) Cessione di cambiali in portafoglio (girata) :con la girata al fornitore diminuiscono i debiti e le
cambiali attive.
Si è stabilito che sui pagamenti effettuati in ritardo decorrono interessi di mora a favore del
creditore dal giorno successivo alla scadenza del termine o, in mancanza di esso, alla scadenza del
termine legale, fissato al 30 giorno successivo al ricevimento della fattura o alla consegna delle
merci. Sugli interessi di mora non viene calcolata l’IVA, in quanto essi sono esclusi dal compito
della base imponibile.

7. I resi e gli abbuoni su acquisti

Se la merce ordinata presenta differenze negative di tipo quantitativo e/o qualitativo rispetto a
quanto richiesto, l’acquirente può:
• Restituire le merci che presentano difetti. In questo caso si hanno dei resi.
• Richiedere degli abbuoni attivi per quelle merci che, pur presentando differenze qualitative
rispetto a quanto contrattato, non presentano mutamenti di destinazione.
Sia i resi sia gli abbuoni sono rettifiche al costo di acquisto delle merci rilevato in precedenza nel
conto economico di reddito acceso ai costi d’esercizio Merci C/acq. Poiché i conti economici di
reddito sono conti unilaterali, tali rettifiche non vanno a ridurre direttamente i costi di acquisto, ma
si rilevano in conti accesi alle rettifiche di costo che funzionano in avere. Quindi, i costi di acquisto
vengono rilevati in dare del conto merci c/acq e le rettifiche in avere. I resi su acquisti si rilevano
nel conto resi su acquisti e gli abbuoni nel conto ribassi e abbuoni attivi. In questo caso, qualora sia
stata già emessa la fattura, il venditore deve rettificarla con una nota di accredito a favore del
compratore. Quindi il venditore può:
• emettere una nota di accredito a favore del compratore, senza calcolare l’iva.
• Emettere una nota di accredito a favore del compratore, con il calcolo dell’iva. In questo caso la
nota di accredito viene detta nota di variazione.
Le note di variazione inviate dai fornitori possono essere annotate dal compratore nei registri iva,
nel registro delle fatture di acquisto e nel registro delle fatture emesse.

8. Il pagamento anticipato

È anticipato il pagamento effettuato al fornitore prima della consegna del bene. L’anticipo può
riguardare tutto l’importo o solo una parte: in quest’ultimo caso il compratore versa un acconto.
Gli acconti vanno contabilizzati nelle immobilizzazioni materiali se riferiti all’acquisto di beni
strumentali, nelle immobilizzazioni immateriali se relativi all’acquisto di fattori produttivi
pluriennali immateriali, o nelle rimanenze nel caso di acquisto di merci. Agli effetti iva, il
pagamento anticipato costituisce un’operazione da assoggettare all’imposta limitatamente
all’importo versato a titolo di acconto, per il quale il fornitore deve emettere specifica fattura al
momento della ricezione dell’acconto con addebito dell’iva relativa. Contabilmente, dal lato del
compratore, l’acquisto di merci con versamento di un acconto dà luogo alle seguenti fasi:
• Invio della somma a titolo di acconto sulla fornitura, che genera un credito da registrare in Dare
del conto Debiti v/f per l’importo dell’acconto comprensivo di IVA. In avere si registra invece
l’uscita del denaro.
• Ricevimento della fattura relativa all’acconto emessa dal venditore. Si avrà in dare del conto
finanziario fornitori c/acconti e l’iva ns/credito invece in avere della situazione finanziaria debiti
v/f.
• Ricevimento della fattura per l’acquisto delle merci e la sua registrazione. Il compratore deve
rilevare la fattura di acquisto che indica il costo complessivo della merce acquistata e l’iva a credito
solo sull’importo residuo. Il debito residuo si trova sottraendo dal totale della fattura l’importo

Esempio.
anticipato in conto merci.
Il 20/09 viene stipulato con la Marelli SPA il contratto per l’acquisto di un macchinario del costo di 75.000€ più
IVA, consegna a 60 giorni. Il contratto prevede il versamento di un acconto pari a un terzo dell’importo
concordato con bonifico bancario; il saldo dovrà essere versato al ricevente della fattura. Il 25/09 il fornitore,
ricevuto l’acconto, invia la relativa fattura n. 324. Il macchinario viene consegnato il 15/11 accompagnato dalla
fattura n 412 che il 20/11 viene regolata con bonifico bancario ordinato alla banca regionale europea.per
entrambi i bonifici la banca applica la commissione di 3,50€. Presentiamo la parte tabellare delle due fatture e le
relative registrazione in PD.
20/09 Debiti v/fornitori 30500
Bre c/c 30500
20/09 Commissioni bancarie 3,50
Bre c/c 3,50
25/09 Fornitori immob. Mat. 25000
c/acconti
Iva ns/credito 5500
Debiti v/fornitori 30500
15/11 Impianti e macchinari 75000
Iva ns/credito 11000
Debiti v/fornitori 61000
Fornitori 25000
immob.mat.C/acconti
20/11 Debiti v/fornitori 61000
Bre c/c 61000
20/11 Commissioni bancarie 3,50
Bre c/c 3,50
Le vendite e il loro regolamento

1. Premessa

La vendita rappresenta il momento in cui l’impresa mette sul mercato le merci della propria
attività. La vendita di questi beni rappresenta l’operazione di disinvestimento, dove l’impresa
recupera i soldi investiti nell’acquisto di fattori produttivi generando un ricavo. L’oggetto della
vendita dipende dall’attività d’impresa:
- Le imprese industriali acquistano materie prime.
- Le imprese di servizi acquistano fattori produttivi.
- Le imprese commerciali acquistano merci che poi andranno rivendute.
Nell’ impresa il compito di stabilire le funzioni e i costi dei prodotti, è affidato alla funzione
marketing.

2. La rilevazione contabile delle vendite

In contabilità le operazioni di vendita le possiamo trovare in due fasi:


- L’emissione delle fatture: si rileva nell’aspetto finanziario la nascita di crediti verso clienti, e
nell’aspetto economico l’acquisizione dei ricavi.
- Il regolamento delle fatture: il regolamento delle vendite avviene in diverse modalità e in diversi
tempi, investendo solo nell’aspetto finanziario.
Invece nella contabilità sezionale delle vendite usiamo solo il conto crediti v/clienti.

3. Le vendite all’ingrosso

Nelle imprese all’ingrosso, in contabilità troviamo distintamente i ricavi di vendita e l’iva a debito.
Le vendite possono richiedere costi accessori, a seconda delle clausole contrattuali. Nei costi di
trasporto possiamo distinguere diversi casi:
- I costi gravano sull’impresa venditrice formando per lei un onere
- I costi sono a carico dell’impresa acquirente, parlando di costi documentati.
- I costi gravano sull’impresa acquirente.

4. Vendite online

La diffusione di internet nei social, ha sviluppato l e-commerce. L’e-commerce può essere:


- indiretto, quando la vendita del bene avviene secondo le modalità tradizionali.
- Diretto, quando la cessione del bene immateriale avviene per via telematica.
La cessione dei beni online viene registrata nel conto economico merci/ vendite online; la cessione
di un servizio online la troviamo nel conto economico servizi c/vendite online.
5. Le vendite al dettaglio

Le imprese al dettaglio operano nei confronti dei consumatori finali. Rispetto alle imprese
all’ingrosso, non hanno l’obbligo di emettere fattura per le merci vendute. Per combattere
l’evasione fiscale i dettaglianti rilasciano al compratore uno scontrino fiscale o la ricevuta fiscale.
Questi devono essere emessi al momento del pagamento cioè alla consegna del bene. Lo scontrino
fiscale viene stampato da alcuni strumenti chiamati registratori di cassa, contenente i dati
identificativi del dettagliante. I commercianti al dettaglio devono tenere il registro dei corrispettivi.

6. ll regolamento delle fatture di vendita

Il regolamento dei crediti v/clienti può essere effettuato in alcuni modi, dando luogo a permutazioni
finanziarie.
- Riscossione con denaro contante. I pagamenti in denaro vengono effettuati per importi inferiori
a 3000€ e per il venditore rappresenta un’entrata di denaro.
- Ricevimento di assegni bancari o circolari. Questi assegni possono essere ricevuti tramite girata,
solo per importi inferiori a 1000€.
- Accreditamento in c/c bancario o postale. Il debitore ordina un bonifico bancario o postale
effettuando un versamento in c/c bancario o postale.
- Emissione di disposizione elettroniche d’incasso: il venditore emette delle disposizioni
elettroniche d’incasso nei riguardi dei suoi clienti.
- Ricevimento di cambiali attive: il venditore di cambiali in portafoglio.
- Emissione di una tratta su un cliente a favore di un fornitore. Con questa operazione l’impresa
venditrice ordina al cliente di pagare un proprio fornitore.

7. I resi e gli abbuoni su vendite

Il venditore emette una nota di accredito a favore del compratore per verificare il ricavo della
vendita. La nota di accredito, se contiene la rettifica dell’iva, viene chiamata nota di variazione. I
conti economici di reddito sono unilaterali. Le eventuali rettifiche ai ricavi di vendita di merci non
vanno a diminuire i ricavi registrati nel conto merci c/vendite, ma si rilevano alle rettifiche di ricavi
che funzionano in dare. I resi su vendite si rilevano nel conto Resi su vendite e gli abbuoni passivi
nel conto Ribassi e abbuoni passivi.

8. Riscossione anticipata

La vendita di merci con riscossione di un acconto da luogo per il venditore alle seguenti fasi:
- Nel momento in cui l’acconto è riscosso, viene registrato in dare nel conto crediti per acconto da
clienti e in avere nel conto clienti c/acconti.
- Riscossione della somma a titolo di acconto sulla fornitura, genera un aumento delle
disponibilità liquide in dare e un debito da registrare in avere, nel conto crediti v/clienti.
- Emissione della fattura relativa all’acconto, mettendo in dare il conto crediti v/clienti e in avere
il conto crediti per acconto da clienti.
- Emissione della fattura per la vendita delle merci, dove l’iva a debito viene calcolata solo sull’
importo residuo.

9. Insolvenze e difficoltà di riscossione dei crediti

Non è sempre possibile riscuotere tutto l’importo dei crediti o delle cambiali attive, dove i clienti
hanno difficoltà a rispettare i loro impegni. I crediti non scaduti li troviamo nei conti crediti v/clienti
e cambiali attive, tutti i crediti non pagati li troviamo nei conti crediti insoluti e cambiali insolute.
Se i crediti si presentano difficile esazione, bisogna passare dall’ufficio legale dell’impresa per
ottenere la riscossione in via giudiziale. Per i crediti, formati da cambiali insolute, costituiscono
titoli esecutivi, dove il creditore può scegliere tra due azioni cambiarie: azione diretta e di regresso.:
- l’azione diretta viene rivolta contro gli obbligati principali.
- L’azione di regresso viene rivolta con gli obblighi di regresso.

10. L’autoconsumo

Quando l’imprenditore prende dalla propria azienda dei beni per uso personale, effettua
un’operazione di autoconsumo. L’imprenditore che effettua l’autoconsumo, se il valore dei beni è
superiore a 25,82€ deve emettere una autofattura in formato elettronico. Il conto crediti v/clienti
riferito al conto economico prelevamenti extragestione, dove vengono rilevati i prelevamenti dia di
beni sia di denaro, effettuati dall’imprenditore per esigenze personali.
Esempio.
Il 3 aprile la ditta mercantile Baldi effettua le seguenti registrazioni in PD:
- Fattura n. 92 emessa il 31 marzo sul cliente Levoni di Torino, relativa a merci per 12.000€, venduta
alla clausola Franco magazzino venditore e consegnata il 20 marzo da Baldi. In fattura sono addebitate
- La ditta Baldi in data 5 aprile riceve in restituzione merce difettosa per 500€ dal cliente Levoni; dopo
5 giorni emette nota di accredito con variazioni di IVA.
- Il successivo 10 aprile la compratrice regola il debito residuo per un terzo con assegno bancario, per
un terzo con emissione di pagherò a 60 giorni.
- Il successivo 31 maggio la ditta Levoni dispone di un bonifico bancario a favore di baldi per quanto
resta ancora da pagare

DATA CONTI DARE AVERE


3/04 Merci/vendite 12000
Rimborsi per trasporti 150
Rimborsi per imballi 100
Iva ns/debito 2450
Crediti v/clienti 14700
8/04 Resi su vendite 500
Iva ns/debito 100
Crediti vs/clienti 600
10/04 Assegni in cassa 4700
Cambiali attive 4700
Crediti v/clienti 9400
31/05 Banca c/c 4700
Crediti v/clienti 4700