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1.

IL SISTEMA INFORMATIVO

Art 2555 Codice Civile lazienda il complesso di beni organizzato dallimprenditore per lesercizio dellimpresa. Art 2082 CC imprenditore colui che esercita professionalmente una attivit economica organizzata al fine della produzione e lo scambio di beni e servizi. Il sistema informativo aziendale un sottosistema del sistema impresa e, serve a rilevare quantitativamente e con diverse metodologie il complesso ordinato di informazioni prodotte dallimpresa e finalizzate sia allesterno sia allinterno dellimpresa stessa. Infatti il sistema impresa (art 2082) un insieme di parti interrelate fra di loro da formare un sistema unico complesso. In base allorganizzazione possono esserci diversi settori operativi o aree funzionali o centri di costo.

LA STRUTTURA DEL SISTEMA INFORMATIVO Dati interni ed esterni Organizzazione dei dati raccolti Sintesi dei dati raccolti & Procedure di rilevazione INFORMAZIONI vs linterno e vs lesterno

Le finalit del Sistema Informativo aziendale ed i destinatari interni ed esterni La contabilit generale ed i vari sistemi contabili OPERAZIONI AZIENDALI DATI CO.GE. INFORMAZIONI BILANCIO+ALTRI DATI

LE RILEVAZIONI CONTABILI I limiti della contabilit generale, solo una rilevazione consuntiva! Il conto come strumento di rilevazione, un insieme di scritture relative ad un dato oggetto. Caratteristiche del conto: conti monofase o unilaterali

conti bifase o bilaterali

Il funzionamento dei conti: cosa significa addebitare (fare una scrittura sul Dare) e accreditare (fare una scrittura sul Avere) Il sistema del reddito. Il metodo contabile della partita doppia. METODO= NORME PER LA TENUTA DELLE SCRITTURE SISTEMA= CONTENUTO COMPLESSO DELLE SCRITTURE

Il fondamento logico rappresentato dalla costante uguaglianza tra il Dare e lAvere.

Il diagramma di flusso sar il seguente: VF+ che si compensano con VF-

che misurano

che misurano

VE+

che si compensano con

VE-

Laspetto finanziario (originario) misura laspetto economico! Le tipologie di conti nel sistema del reddito: 1. numerari ( certi, assimilati e presunti) 2. economici Il piano dei conti la struttura portante della CO.GE. e costituisce la guida per la tenuta delle rilevazioni contabili. Il riferimento primario del piano dei conti costituito dal Codice Civile che detta il contenuto minimo. Anche se il CC detta dei contenuti minimi il piano dei conti pu essere personalizzato in base a: 1. 2. 3. 4. Attivit svolta dallazienda; La veste giuridica dellazienda; Casi particolari di bilancio, Particolari esigenze fiscali.

Naturalmente di primaria importanza il livello o grado di analisi che voglio realizzare. Di norma troviamo:

la VOCE, il CONTO il SOTTOCONTO

Il riferimento primario del Piano dei conti costituito dal Codice Civile negli articoli riguardanti il bilancio desercizio 2425/2425. I principali prospetti contabili nel bilancio desercizio sono 1. Lo Stato Patrimoniale, 2. Il Conto Economico I libri contabili: art 2214 CC il libro mastro, art 2216 CC il libro giornale, art 2217 CC il libro degli inventari, il libro dei cespiti ammortizzabili, il libro delle fatture emesse, il libro delle fatture ricevute, altri registri IVA, registri di magazzino, I libri sociali art 2421 CC+ art 2478 CC il libro dei soci, il libro delle adunanze e delle deliberazioni delle assemblee, ecc.),

altri libri che eventualmente sono necessari per il tipo di azienda o per la tipologia di attivit svolta.

2. LE REGISTRAZIONI CONTABILI

Art. 2424 C.C. I conti d'ordine sono i conti che i contabili definiscono di "memoria" e che sono deputati ad accogliere, nellambito del sistema informativo, tutte le poste che non costituiscono costo, ricavo, attivit e passivit. Tali conti accolgono poste che rappresentano in genere potenziali rischi o vantaggi, ma fino a quando le poste sono allocate nei conti dordine significa che non si verificata alcuna variazione patrimoniale e che nessun costo o ricavo ha interessato il conto economico. Non esiste una classificazione o elencazione rigida di tali conti, nella prassi perci si trovano conti dordine denominati e allocati nei modi pi svariati. Quelli pi diffusi evidenziano e tengono memoria: 1. 2. 3. 4. 5. 6. i rischi; gli impegni; il possesso di beni di terzi; i beni propri depositati presso terzi; le riprese fiscali da non dimenticare; quanto altro occorra tenere a memoria.

Lo scopo dellutilizzo di tali conti sia per lazienda sia per i terzi lettori del bilancio ricordare lesistenza di rischi, impegni ecc. in essere alla data di chiusura dellesercizio. Difatti i conti dordine forniscono informazioni fondamentali che occorre conoscere ed analizzare per comprendere appieno la situazione dellimpresa il cui bilancio in esame. Per esempio appare importante sapere se sono state rilasciate garanzie a terzi e per quale ammontare complessivo perch questo dato fondamentale per valutare il rischio cui si va incontro nel caso in cui si faccia credito allimpresa in esame. LA PRIMA NOTA E LE REGISTRAZIONI SUL PIANO DEI CONTI La costituzione di una societ azionisti c/sottoscrizione a Capitale Sociale

I conferimenti dei soci artt. 2343 e ss. C.C. Diversi Cassa Banca Impianti Macchinari a Azionisti c/sottoscrizione

Il costo del personale: la busta paga (liquidazione) Diversi Salari e stipendi Oneri sociali Oneri assistenziali a Diversi Personale c/retribuzioni Debiti vs. Inps Debiti vs. Inail Debiti vs. Sindacati

la busta paga (pagamento) Diversi Personale c/retribuzioni Debiti vs. Inps Debiti vs. Inail Debiti vs. Sindacati a Banca c/c

le trasferte e gli anticipi al personale (cassa e carte di credito) ecc. Anticipi al personale a Cassa

La Cassa: I movimenti di cassa, La quadratura giornaliera

La Banca: I movimenti bancari, La quadratura periodica

Lacquisto e la vendita di beni o servizi Diversi Merci c/acquisti IVA a credito a Debiti vs. fornitori

Crediti vs. clienti

Diversi Merci c/vendite IVA a debito

I resi su acquisti e vendite Debiti vs. fornitori a Diversi Resi su acquisti IVA a credito*

Diversi Resi su vendite IVA a credito*

Crediti vs. clienti

IL CONTRATTO (ATIPICO) DI LEASING Il leasing finanziario. Il leasing finanziario un contratto mediante il quale il Locatore acquista da un Fornitore beni strumentali, mobili o immobili, per concederli in uso (locazione finanziaria) ad una azienda (Conduttore) per un periodo di tempo prefissato e contro il pagamento di un canone periodico. Il contratto prevede inoltre che il Conduttore, al termine del periodo di locazione finanziaria, possa acquisire la propriet dei beni ad un prezzo predeterminato esercitando "l'opzione di acquisto". Il leasing operativo. A differenza della locazione finanziaria, la locazione operativa non prevede, nel suo schema contrattuale tipico, la presenza di tre operatori. Infatti, generalmente, lo stesso produttore del bene che lo concede in locazione a fronte di un canone periodico che corrisponde allentit dei servizi offerti dal bene medesimo e non , quindi, in relazione alla sua durata economica. Il maxicanone ed il diritto di riscatto . Lacquisto di beni in leasing Beni in leasing a Beni in leasing

Pagamento dei canoni Diversi a Canoni di leasing (canone normale o maxicanone) IVA a credito Debiti vs. fornitori

Le differenze contabili tra la normativa nazionale e lo IAS 17 Il sale and lease back. Le operazioni di sale and lease back sono solitamente poste in essere da imprese che possiedono dei beni di valore rilevante, generalmente immobili, e hanno bisogno, al tempo stesso, di liquidit. In pratica, limpresa cede alla societ di leasing la propriet dellimmobile e la societ di leasing concede quello stesso immobile allimpresa cedente con un contratto di locazione finanziaria. Il contratto di factoring, caratteristiche: contratto atipico, simile alla cessione di credito Pro solvendo Pro Soluto

Nel factoring sono quindi coinvolte tre categorie di SOGGETTI : il creditore-cedente, ossia l'impresa che cede i propri crediti; il factor che acquista i crediti dall'impresa, solitamente dopo aver fissato un limite di fido; la clientela dell'impresa che, venuta a conoscenza della cessione, obbligata a pagare direttamente ed esclusivamente al factor.

Tecnicamente il factoring pu assumere diverse CONFIGURAZIONI : Factoring con accredito anticipato (conventional factoring): il factor oltre a garantire un servizio di gestione crediti anticipa al cedente l'80% circa del controvalore dei crediti ceduti, trattenendo la differenza per possibili resi, abbuoni o contestazioni.

Factoring con accredito a scadenza (maturity factoring): il factor svolge essenzialmente un servizio di gestione crediti, il cui importo sar accreditato al cliente solo dopo la data di scadenza degli stessi. Factoring indiretto: l'impostazione del factoring tradizionale rovesciata in quanto cliente del factor lo stesso debitore, e la funzione del factor quella di garantire la solvibilit del debitore. Le registrazioni contabili Crediti vs. societ di factoring a Crediti vs. clienti

Diversi Banca c/c o Factoring c/c Oneri o commissioni di factoring

Crediti vs. societ di factoring

Le operazioni di finanziamento a medio e lungo termine ( i prestiti ed i mutui bancari) Diversi Oneri bancari Banca c/c a Mutui passivi

Lemissione di un prestito obbligazionario Obbligazionisti c/sottoscrizione a Prestiti obbligazionari

Diversi Obbligazionisti c/sottoscrizione Perdita demissione o disaggio demissione

Prestiti obbligazionari

Obbligazionisti c/sottoscrizione

Diversi Prestiti obbligazionari Ricavo o aggio demissione

Il conto Titolo ed il conto Partecipazioni Il conto titoli con o senza separata indicazione degli utili e delle perdite Il conto Partecipazioni al costo o al patrimonio netto (equity method)

I Crediti ed i debiti in valuta estera. Trattamento asimmetrico: utili sperati redditualizzati (C 17-bis CE), ma in sede di distribuzione dellutile dellesercizio si deve vincolare una riserva non distribuibile per limporto degli utili stessi fino al concreto realizzo dellutile. perdite temute redditualizzate (C 17-bis CE).

LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO 1: 1. Lammortamento Lacquisto di beni di utilit pluriennale La tecnica dellammortamento (.lammortamento finanziario) La vendita di beni di utilit pluriennale e i componenti straordinari di reddito

2. L accantonamento: fondo rischi, fondo oscillazione titoli, fondo svalutazione titoli, fondo svalutazione crediti, fondo trattamento di fine rapporto, 3. Le svalutazioni, perdite su crediti, LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO 2: Le scritture di integrazione 1. I ratei attivi e passivi, 2. gli interessi attivi e passivi, 3. le fatture da emettere e le fatture da ricevere. LE SCRITTURE DI ASSESTAMENTO 3: Le scritture di rettifica 1. Le rimanenze (merci, semilavorati, prodotti finiti), 2. i risconti attivi e passivi, 3. i costi ed i ricavi anticipati.

LE IMPOSTE DELLESERCIZIO Lacconto Erario c/acconto imposte a Banca c/c

Il Saldo Imposte e tasse A Diversi Fondo imposte e tasse o debiti tributari Erario c/acconto imposte

La chiusura dei conti La rilevazione del risultato dellesercizio la riapertura dei conti La destinazione del risultato dellesercizio

3. IL CICLO ATTIVO ED IL CICLO PASSIVO

La contabilit delle vendite La contabilit degli acquisti Il Registro Sezionale dei clienti Il Registro Sezionale dei fornitori Il Partitario dei Clienti Il Partitario dei Fornitori Gli incassi dai Clienti I pagamenti ai Fornitori Lo Scadenzario dei Clienti Lo Scadenzario dei Fornitori Laging analysis dei clienti Laging analysis dei fornitori

Lindice di dilazione media degli incassi Crediti vs clienti/Ricavi x365

Lindice di dilazione media dei pagamenti Debiti vs Fornitori/Costi dacquisto x365

Il Flusso di cassa operativo o cash flow operativo Il flusso documentale del ciclo attivo Il flusso documentale del ciclo passivo Preventivi, Ordini e fatture La RDA, lordine e la fattura (il DDT) La fattura, (La ricevuta e lo scontrino fiscale) I vari tipi di fatturazione:

immediata, differita

I termini di registrazione delle fatture Fatture Clienti: -Entro 15 gg dalla data di emissione se immediata -Entro il 15 del mese successivo dalla data di spedizione o consegna se differita Fatture Fornitori: -Entro 1 mese dalla data di ricezione La chiusura delle registrazioni La periodicit mensile e trimestrale Il Volume daffari I contribuenti che nellanno precedente non hanno superato i limiti di : 1) 309.874,14 per le attivit di prestazioni di servizi ovvero 2) 516.456,90 per le altre attivit hanno la possibilit di optare per la liquidazione ed il versamento dellIVA trimestrale versando in aggiunta allimposta gli interessi maturati sulla stessa(art. 7, DPR 542/1999). Gli adempimenti connessi alla fatturazione: 1. Fiscali 2. Previdenziali Il Sistema Sanzionatorio Il Ravvedimento Operoso i ritardi di versamento Iva e ritenute dacconto LIva, definizione e caratteristiche dellimposta Il D.P.R. 26/10/1972 n. 633 Cessioni di beni e prestazioni di servizi sul territorio nazionale Detrazione delliva (limiti oggettivi e soggettivi) Il Registro Iva Vendite o delle fatture emesse Il Registro Iva Acquisti o delle fatture ricevute LIva Ue ed ExtraUe (Cenni) Il Registro riepilogativo dellIva

La Liquidazione: il 15 del mese successivo o il 15 del secondo mese successivo al trimestre (15/5, 15/8, 15/11, 15/2) Il versamento dellimposta: 1. il 16 del mese o trimestre La Liquidazione: Erario c/IVA IVA a debito a a IVA a credito Erario c/IVA

Il versamento dellimposta: Erario c/IVA a Banca c/c

Lacconto Iva (27/12): METODO STORICO: (il pi utilizzato) prevede il versamento mediante F24 pari all88% delliva relativa allultimo mese o trimestre dellanno precedente al lordo dellacconto Iva precedente. METODO PREVISIONALE: prevede il versamento a titolo di acconto iva 2011 mediante F24 pari all88% dell Iva che si prevede di versare per lultima liquidazione del mese di dicembre dellanno precedente per i contribuenti mensili o quella relativa alla dichiarazione annuale per i contribuenti che versano in sede di dichiarazione annuale. METODO OPERAZIONI EFFETTUATE: in questo caso la determinazione analitica e prevede un versamento pari al 100% dellimporto risultante considerando le operazioni dellultimo mese La comunicazione Iva La dichiarazione Iva annuale

4. IL BILANCIO DESERCIZIO

PRINCIPI DI VALUTAZIONE DEL BILANCIO

I postulati del bilancio: gli elementi fondamentali che stanno alla base della redazione del bilancio sono: principi generali (chiarezza, verit e correttezza art 2423 CC)
Art. 2423. Redazione del bilancio [1] Gli amministratori devono redigere il bilancio di esercizio, costituito dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dalla nota integrativa. [2] Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il risultato economico dell'esercizio. [3] Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non sono sufficienti a dare una rappresentazione veritiera e corretta, si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo. [4] Se, in casi eccezionali, l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa deve motivare la deroga e deve indicarne l'influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Gli eventuali utili derivanti dalla deroga devono essere iscritti in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato. [5] Il bilancio deve essere redatto in unit di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che pu essere redatta in migliaia di euro.

principi di redazione (prudenza, continuit, competenza economica, comparabilit, prevalenza della sostanza sulla forma, criterio del costo ed omogeneit art 2423 bis CC)
Art. 2423 bis. Principi di redazione del bilancio 5. Nella redazione del bilancio devono essere osservati i seguenti principi: 1) la valutazione delle voci deve essere fatta secondo prudenza e nella prospettiva della continuazione dell'attivit, nonch tenendo conto della funzione economica dell'elemento dell'attivo o del passivo considerato; 2) si possono indicare esclusivamente gli utili realizzati alla data di chiusura dell'esercizio; 3) si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento; 4) si deve tener conto dei rischi e delle perdite di competenza dell'esercizio, anche se conosciuti dopo la chiusura di questo; 5) gli elementi eterogenei ricompresi nelle singole voci devono essere valutati separatamente; 6) i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all'altro. 6. Deroghe al principio enunciato nel numero 6) del comma precedente sono consentite in casi eccezionali. La nota integrativa deve motivare la deroga e indicarne l'influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale e finanziaria e del risultato economico.

criteri di valutazione art. 2426 CC.


Art. 2426. Criteri di valutazioni - Nelle valutazioni devono essere osservati i seguenti criteri: 1) le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Pu comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene pu essere utilizzato; con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi; 2) il costo delle immobilizzazioni, materiali e immateriali, la cui utilizzazione limitata nel tempo deve essere sistematicamente ammortizzato in ogni esercizio in relazione con la loro residua possibilit di utilizzazione. Eventuali modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa; 3) l'immobilizzazione che, alla data della chiusura dell'esercizio, risulti durevolmente di valore inferiore a quello determinato secondo i numeri 1) e 2) deve essere iscritta a tale minore valore; questo non pu essere mantenuto nei successivi bilanci se sono venuti meno i motivi della

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rettifica effettuata. Per le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate che risultino iscritte per un valore superiore a quello derivante dall'applicazione del criterio di valutazione previsto dal successivo numero 4) o, se non vi sia obbligo di redigere il bilancio consolidato, al valore corrispondente alla frazione di patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa partecipata, la differenza dovr essere motivata nella nota integrativa; le immobilizzazioni consistenti in partecipazioni in imprese controllate o collegate possono essere valutate, con riferimento ad una o pi tra dette imprese, anzich secondo il criterio indicato al numero 1), per un importo pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio delle imprese medesime, detratti i dividendi ed operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato nonch quelle necessarie per il rispetto dei principi indicati negli articoli 2423 e 2423-bis. Quando la partecipazione iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, il costo di acquisto superiore al valore corrispondente del patrimonio netto risultante dall'ultimo bilancio dell'impresa controllata o collegata pu essere iscritto nell'attivo, purch ne siano indicate le ragioni nella nota integrativa. La differenza, per la parte attribuibile a beni ammortizzabili o all'avviamento, deve essere ammortizzata. Negli esercizi successivi le plusvalenze, derivanti dall'applicazione del metodo del patrimonio netto, rispetto al valore indicato nel bilancio dell'esercizio precedente sono iscritte in una riserva non distribuibile; i costi di impianto e di ampliamento, i costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicit aventi utilit pluriennale possono essere iscritti nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale e devono essere ammortizzati entro un periodo non superiore a cinque anni. Fino a che l'ammortamento non completato possono essere distribuiti dividendi solo se residuano riserve disponibili sufficienti a coprire l'ammontare dei costi non ammortizzati; l'avviamento pu essere iscritto nell'attivo con il consenso, ove esistente, del collegio sindacale, se acquisito a titolo oneroso, nei limiti del costo per esso sostenuto e deve essere ammortizzato entro un periodo di cinque anni. E' tuttavia consentito ammortizzare sistematicamente l'avviamento in un periodo limitato di durata superiore, purch esso non superi la durata per l'utilizzazione di questo attivo e ne sia data adeguata motivazione nella nota integrativa; il disaggio su prestiti deve essere iscritto nell'attivo e ammortizzato in ogni esercizio per il periodo di durata del prestito; i crediti devono essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione; (8-bis) le attivit e le passivit in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell'esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l'eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. Le immobilizzazioni materiali, immateriali e quelle finanziarie, costituite da partecipazioni, rilevate al costo, in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell'esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole; le rimanenze, i titoli e le attivit finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni sono iscritti al costo di acquisto o di produzione, calcolato secondo il numero 1), ovvero al valore di realizzazione desumibile dall'andamento del mercato, se minore; tale minor valore non pu essere mantenuto nei successivi bilanci se ne sono venuti meno i motivi. I costi di distribuzione non possono essere computati nel costo di produzione; il costo dei beni fungibili pu essere calcolato col metodo della media ponderata o con quelli: "primo entrato, primo uscito o: "ultimo entrato, primo uscito ; se il valore cos ottenuto differisce in misura apprezzabile dai costi correnti alla chiusura dell'esercizio, la differenza deve essere indicata, per categoria di beni, nella nota integrativa; i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti sulla base dei corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza; le attrezzature industriali e commerciali, le materie prime, sussidiarie e di consumo, possono essere iscritte nell'attivo ad un valore costante qualora siano costantemente rinnovate, e complessivamente di scarsa importanza in rapporto all'attivo di bilancio, semprech non si abbiano variazioni sensibili nella loro entit, valore e composizione.

Il principio della valutazione al costo ha qualche deroga. Le principali sono:

le participazioni: non valutate secondo il patrimonio netto, senn secondo lutile. Le immobilizzazioni finanziarie (IAS 11 e 36): il criterio applicato quello del Fair Value e la tecnica del Impairment Test I crediti valutati al presunto realizzo. LEVOLUZIONE LEGISLATIVA ITALIANA ED INTERNAZIONALE: LEGGI E DIRETTIVE DI RIFERIMENTO

Le principali norme che regolano la contabilit italiana sono: IV Direttiva CEE n.78/660/CEE del 25/07/1978 (conti annuali) VII Direttiva CEE n.83/349/CEE del 13/06/1983 (conti consolidati) Direttiva n.86/635/CEE (conti annuali bancari) Direttiva n.91/674/CEE (conti annuali e consolidati delle assicurazioni)

LItalia si adegua parzialmente solo nel 1991 con il D.lgs. 127/1991 Bilancio Consolidato. Il tentativo di armonizzazione fallisce per : 1. Eccesso di discrezionalit degli stati Membri, 2. Le Direttive erano di carattere generale e non atti specifici, 3. I tempi di recepimento erano troppo lunghi. Lunione Europea cambia strategia e si affida ad organismi privati che gi adottano degli standard internazionali di riferimento. IASB (International accounting standard board), IFRS (International Financial reporting Standards). Nel frattempo emana un nuovo regolamento REG. CEE 1606/2002 (recepito in Italia L.306/2003) ed impone lobbligo per le societ quotate di redigere il bilancio consolidato in base agli IAS/IFRS. Consolidato OBBLIGATORIO Facoltativo Esercizio Facoltativo Facoltativo

Soc. Quotate Societ Non Quotate

LItalia nel 2005 emana il D.lgs. 38/2005 con il quale estende lobbligo di adozione degli IAS/IFRS Consolidato OBBLIGATORIO OBBLIGATORIO Esercizio OBBLIGATORIO Facoltativo

Soc. Quotate Societ Non Quotate

Viene quindi esteso lobbligo a tutte le societ che fanno il bilancio consolidato quotate e non. Mentre resta facoltativa ladozione dei nuovi principi per le societ non quotate che redigono solo il bilancio desercizio. (DOPPIO BINARIO). Naturalmente restano escluse: 1. Le imprese minori cio quelle che redigono il bilancio in forma abbreviata ex art 2435 bis per le quali si applica ancora il riferimento alla IV Direttiva CEE. Le societ che nel primo esercizio o successivamente nei due consecutivi non abbiano superato due dei seguenti limiti Totale attivo patrimoniale 4.400.000 euro Totale dei ricavi delle Vendite 8.800.000 euro Numero medio dei dipendenti 50 unit 2. Le societ assicurative, 3. Le societ non quotate che scelgono di non adottare i nuovi principi

Nel frattempo vengono emanate altre direttive: 1. 65/2001 recepito in Italia tramite il D.lgs. 394/2003 relativo alle banche, alle modifiche informative della nota Integrativa ed agli strumenti finanziari; 2. 51/2003 recepito in Italia tramite il D. lgs. 32/2007 relativo alle banche ed alle assicurazioni nonch ad importanti modifiche della relazione sulla gestione, sulla relazione della societ di revisione ed allarea di consolidamento; 3. 46/2006 recepito in Italia tramite il D.lgs. 173/2008 che reca importanti modifiche ai parametri del bilancio consolidato: Totale dello stato Patrimoniale di 17,5 mln di euro, Totale dei ricavi di 35 mln euro, numero medio dei dipendenti di 250 unit Infine viene emanata la Dir. 2006/43/CE (che modifica la IV e la VII Direttiva CEE) recepita in Italia tramite il D.lgs. 39 del 27/01/2010. Questo nuovo D.lgs. noto come Testo Unico sulla revisione contabile. Riferimenti normativi: Codice civile, normativa europea, Fisco T.U.I.R. Riferimenti prassi contabile: OIC, CNDCR, IASB/IFRS(regole tecnico-ragionieristiche che assolvono a una funzione duplice: interpretare ed integrare le disposizioni di legge). COMPOSIZIONE DEL BILANCIO DESERCIZIO Lart 2423 CC: redazione del bilancio desercizio. I documenti che compongono il bilancio desercizio sono: Stato Patrimoniale (art. 2424 CC), Conto Economico (art. 2425 CC), Nota Integrativa (art. 2427CC), Relazione sulla gestione (art. 2428 CC), Relazione del collegio sindacale (art. 2429 CC), Relazione dei revisori (art. 2409 ter CC) Prospetto delle variazioni delle voci del patrimonio netto Rendiconto finanziario OIC Sono soggette alla normativa civilistica del bilancio: Le societ per azioni (art. 2423 c.c.) Le societ in accomandita per azioni (art. 2454 c.c.) Le societ a responsabilit limitata (art. 2478 bis c.c.) Le mutue assicuratrici (art. 2547 c.c.) I consorzi e le societ consortili con attivit esterna (artt. 2615-bis e ter c.c.) Le societ cooperative (art. 2516 c.c.) Non sono soggetti alla normativa civilistica del bilancio poich sottoposti ad altra normativa specifica: Enti creditizi e aziende di credito Imprese che svolgono in via esclusiva o prevalente attivit finanziarie Imprese di assicurazioni Imprese editrici Aziende municipalizzate Aziende elettriche

Lapprovazione del bilancio da parte dellassemblea deve avvenire: A. entro 4 mesi (30/04/N) dalla chiusura dellesercizio, salvo diversa disposizione statutaria, B. deve essere comunicato al collegio e/o alla societ di revisione entro 30 giorni prima dellapprovazione (31/03/N) insieme alle relazioni dei sindaci e dei revisori il bilancio, C. resta depositato in copia presso la sede della societ nei 15 giorni precedenti lapprovazione affinch i soci possano prenderne visione.

30/09

31/12

31/03 15/04 30/04

30/06

31/12 fine esercizio 31/03 1 mese prima dellapprovazione del bilancio deve essere pronta la relazione dei sindaci e delle societ di revisione. Il CdA accetta il progetto di bilancio (stato patrimoniale + conto economico + nota integrativa + relazioni sindaci e revisori) 15/04 da questa data deve rimanere una copia del progetto di bilancio alla sede della societ affinch i soci possano prendere visione 30/04 approvazione del bilancio 30/06 se lo statuto lo prevede si pu adottare come data di approvazione bilancio 30/09 revisori ad interim per il bilancio dellanno seguente

LA RICLASSIFICAZIONE DEL BILANCIO DESERCIZIO Per lanalisi del bilancio, questo deve essere espresso non nel formato dettato dal codice civile. Si deve rielaborare o riclassificare. Le principali tecniche di analisi sono lanalisi per indici o ratios (indicatori sul stato patrimoniale e il conto economico) e lanalisi per flussi o margini (sono differenziali principalmente dallo stato patrimoniale). Sono utilizzati per esprimere giudizi e fornire valutazioni sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di unimpresa. Alcuni indici riguardano la struttura del bilancio ed altri si confrontano con quelli di anni precedenti. Lanalisi di bilancio per indici si basa sul confronto tra di loro delle voci dello Stato Patrimoniale con quelle del Conto Economico allo scopo di ottenere valori indicativi da cui si possano trarre indicazioni utili per esprimere un giudizio sulla struttura dellazienda, la sua capacit di remunerare i capitali in essa impiegati nonch la sua attitudine alla sopravvivenza. Lanalisi di bilancio per indici dunque una particolare metodologia di analisi, mediante la quale i dati del bilancio sono convertiti da valori assoluti in valori relativi. Essa permette di rendere omogenee le grandezze contenute nei bilanci di esercizio allo scopo di: individuare levoluzione o il trend nel corso del periodo oggetto dellesame aziendale; porre a confronto le previsioni con i consuntivi (raffronto tra budget e bilancio) confrontare i risultati ottenuti in passato dalla stessa impresa oppure con altre imprese operanti nello stesso settore di attivit (confronti con altre imprese).

Tramite questa metodologia possibile esprimere giudizi su alcuni aspetti della gestione aziendale e pi in particolare: liquidit, intesa come capacit dellazienda di generare flussi di entrate in misura sufficiente da coprire i fabbisogni; solidit, intesa come capacit dellazienda di mantenere una struttura finanziaria patrimoniale capace di fronteggiare le mutevoli condizioni esterne ed esterne; redditivit, intesa come capacit della direzione aziendale a trasformare il fatturato, le risorse impiegate e il capitale investito in profitto. Questo tipo di analisi ha dei limiti. Uno dei limiti di queste tecniche che la contabilit generale ha dei valori consultivi non futuri. In primo luogo gli indici sono calcolati sulla base dei dati forniti da uno o pi bilanci, ma come ben si sa questultimi non sono altro che la rappresentazione statica di un ben determinato momento (di solito la data di chiusura dellesercizio) della gestione aziendale, Ma unimpresa in attivit in continuo dinamismo e il bilancio fotografa listante della gestione aziendale solo alla data della sua formazione, per questo motivo lanalisi fatta sulla base di un solo esercizio pu essere distorsiva e assai limitativa. Un ulteriore limite allanalisi di bilancio per indici costituito dal fatto che i bilanci predisposti dalle aziende non sempre sono rappresentazioni reali, basti pensare al valore delle immobilizzazioni spesso acquisite al termine di contratti di leasing al prezzo di riscatto e che quindi non rispecchiano la realt del loro valore. Lobiettivo della riesposizione dei valori del Conto economico consiste nel raggruppare i ricavi e i costi in base alle aree di gestione (tipica, finanziaria, extra-caratteristica, straordinaria) da cui provengono, in modo da fare emergere indicatori di risultato, aggregati e margini intermedi utili per esaminare la redditivit e investigare i fattori che la determinano. Ci sono diverse tecniche standard per la riclassificazione del bilancio. Le tre pi usate sono: Conto economico al VALORE AGGIUNTO Ricavi -Costi materie -Costi per servizi Valore Aggiunto -Costo del Personale M.O.L. (Margine lordo operativo) -Ammortamenti e accantonamenti M.O.N. = E.B.I.T. = R.O. Conto Economico a COSTI FISSI e COSTI VARIABILI Ricavi
-Costi variabili (acquisti, materie,)

Margine di contribuzione -Costi fissi R.O.

Conto Economico COSTO del VENDUTO Ricavi -Costo dei prodotti venduti materie prime personale servizi altri +/-Variazione Rimanenze Margine Lordo industriale -Altri costi R.O. = E.B.I.T

M.O.N. Margine operativo netto E.B.I.T. Earnings Before Interest and Tax R.O. Risultato Operativo C/E al Valore Aggiunto: quello pi frequentemente adottato nella prassi contabile delle aziende italiane medio-grandi. Il valore aggiunto caratteristico si ottiene dalla differenza tra il valore della produzione e il costo dei beni e dei servizi acquistati presso terzi e consumati nella produzione, escludendo quindi i fattori interni, cio considerati facenti parte della struttura dellazienda, e i fattori pubblici.

C/E a Costi Fissi e Costi Variabili: E' una riclassificazione particolarmente utile per l' elaborazione di conti economici previsionali. I costi vengono divisi fra costi variabili (materie prime, costi di trasformazione, costi di commercializzazione) e costi fissi, distinti a loro volta in costi fissi di trasformazione, di amministrazione, costi commerciali. Ci da informazioni su com organizzata la societ. C/E al Costo del Venduto: Importante per le aziende di trasformazione. simile al costo primo. I costi vengono raggruppati in base alla loro destinazione e allocati nelle aree (es: amministrazione- produzione commercializzazione - logistica). Per ogni area verr ulteriormente distinto, il costo del personale, il costo degli ammortamenti, il costo proprio dell'area. Questo tipo di riclassificazione consente di calcolare l'incidenza delle diverse tipologie di costo rispetto al totale e quindi l'efficienza comparata delle diverse aree aziendali. INDICI DI REDDITIVIT Reddito Netto (RN) ROE = Return on Equity = Capitale Netto (CN) il rapporto tra il reddito netto globale risultante dal bilancio (RN), cio dellintera gestione, ed il capitale proprio. Indica quanto pesa la parte extra-gestionale sulla parte gestionale. Gli indici non sono significativi nel loro valore assoluto, ma piuttosto nelle indicazioni che provengono dal loro andamento nel tempo; proprio per questo motivo difficilmente vengono effettuate analisi sui singoli bilanci; si preferisce prendere in considerazione una serie storica di almeno tre anni. Non possibile individuare valori standard, che consentano di distinguere tra aziende sane e aziende destinate al fallimento. Non ha alcun senso osservare un solo indice e trarne conclusioni. Il risultato deve essere maggiore di zero (in caso contrario si tratta di una azienda senza utile o in fase di start up). Le tasse alte affettano al risultato di questo indice. Si pu tecnicamente scomporre in tre: Reddito Operativo (RO) ROE = ROA Totale Attivo (TA) Capitale Netto (CN) Reddito Operativo (RO) Totale Attivo (TA) Reddito Netto (RN)

Dove: Totale Attivo = Capitale Investito RO / TA o CI = ROI / ROA TA o CI / CN leverage (indice di indebitamento; % di debito) RN / RO tasso dincidenza degli oneri e proventi extra-gestione

Reddito Operativo ROI = Return on Investments = Capitale Investito

Il ROI indica la redditivit operativa del capitale investito, cio dellazienda, in rapporto ai mezzi finanziari totali impiegati, depurato della gestione finanziaria, extra-caratteristica, straordinaria e fiscale. In altre parole consente di misurare il ritorno finanziario dellattivit tipica di impresa. Pu cos definirsi: ROI = 0 , reddito operativo nullo; ROI < 0, con reddito operativo negativo e cio con una perdita nella gestione caratteristica; ROI > 0, con reddito operativo positivo, ovvero con un utile operativo. Per essere soddisfacente deve risultare superiore contemporaneamente: al tasso di remunerazione atteso dallazionista ( ROE); al costo medio del denaro preso in prestito (mezzi finanziari di terzi). La misura ottimale dellindice, oltre che essere influenzato sensibilmente dal settore di riferimento, dipender dal livello corrente dei tassi di interesse. La validit di tale indice si misura anche dal confronto con il ROD, cio lindice che misura la capacit dellimpresa di remunerare il capitale di terzi. Inevitabilmente, se lazienda vuole effettuare nuovi investimenti finanziati con capitale di terzi, dovr verificarsi la relazione: ROI > ROD Il Capitale Investito dato dal totale dellattivo al netto delle voci di S.P.: - BIII Immobilizzazioni Finanziarie; - CII Crediti v/ societ controllate e collegate; - CIII Attivit Finanziarie non immobilizzate; - CIV Disponibilit Liquide.

Reddito Operativo ROA = Return on Asset = Totale Attivo Redditivit assoluta del capitale investito. Indica l'efficienza nel governo del capitale investito, indipendentemente dalle modalit di finanziamento. E' un indicatore della economicit della gestione caratteristica (od operativa) La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di redditivit: Il ROI E scomponibile in due sottoindicatori: ROS=Return on Sales= Reddito Operativo/Ricavi=RO/R redditivit delle vendite TURNOVER ASSET=Ricavi/Capitale Investito=R/CI tasso di rientro del Capitale Investito tramite le Vendite La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di redditivit: ROCE= Return on Capital Employed= RO/(TOT Attivo-Passivo Corrente) Oppure RO/(Attivo Fisso+Capitale Circolante Netto) A volte viene indicato come valore medio tra due date per es. inizio e fine esercizio allora viene chiamato ROACE=Return on averaged Capital Employed ROD=Return on debt=Oneri Finanziari/Capitale di terzi Indica lonerosit del Capitale di terzi

Indice di copertura degli Oneri finanziari=RO/OF 15

La riclassificazione del Bilancio desercizio Lanalisi degli impieghi e delle fonti (pagg. ss.) 16 Attivo Cassa e banche Banche Passivo Circolante Crediti Debiti Corrente Rimanenze Attivo Fisso Immobilizzazioni TFR Passivo Finanziamenti Consolidato Capitale Netto Cap.Proprio o netto K proprio totale attivo totale passivo Stato Patrimoniale K t e r z i

La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di composizione patrimoniale: Indice di rigidit degli impieghi = Attivo Fisso/Capitale Investito si scompone in Immobilizzazioni materiali nette/Capitale Investito Immobilizzazioni immateriali nette/Capitale Investito Immobilizzazioni finanziarie/Capitale Investito 17

La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di composizione patrimoniale: Indice di elasticit degli impieghi = Attivo Circolante/Capitale Investito si scompone in Liquidit immediata/Capitale Investito Liquidit differita/Capitale Investito Liquidit immediata + Liquidit differita/Capitale Investito Disponibilit economica(Li+Ld+Rim)/Capitale Investito La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di composizione dellattivo fisso: Immobilizzazioni immateriali nette/Attivo Fisso Immobilizzazioni materiali nette/Attivo Fisso Immobilizzazioni finanziarie/Attivo Fisso Indici di composizione dellattivo circolante: Disponibilit economica/Attivo Circolante Liquidit differite/Attivo Circolante Liquidit immediata/Attivo Circolante La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di Struttura a breve termine: ACID RATIO=Liquidit Immediata/Passivo Corrente QUICK RATIO=Liquidit Differita/Passivo Corrente CURRENT RATIO=Attivo corrente/Passivo Corrente (grado di elasticit dellattivo) La riclassificazione del Bilancio desercizio Indici di Struttura a medio e lungo termine: Indice di Incidenza dei debiti = Totale dei debiti/Totale del passivo Indice di Indebitamento (impropriamente viene chiamato leverage) = Capitale di terzi o di Credito o Totale dei debiti/Capitale Netto Indice di Indipendenza o di autonomia finanziaria = Capitale Netto/Capitale di Credito Indice di elasticit del passivo = Passivo Corrente/Totale del passivo La riclassificazione del Bilancio desercizio Indice di copertura delle Immobilizzazioni: Capitale Netto/Attivo Fisso Oppure Capitale Netto+Passivo Consolidato/Attivo fisso Indici di rotazione o giacenza: Indice di rotazione del magazzino=R/Giacenza media(RF-RI)/2 Indice di giacenza media del magazzino=(RF-RI)/2 x365 gg Indice di rotazione del Capitale Circolante=R/CC cio(AC-PC) Indice di rotazione del Capitale=R/Total Asset Indice di rotazione dei crediti= R/Crediti vs clienti Indice di rotazione dei debiti=Costi acq materie/Debiti vs Fornitori

La riclassificazione del Bilancio desercizio Indice di dilazione media dei crediti vs clienti= Crediti vs Clienti/R x365 gg Indice di dilazione media dei debiti vs forn.= Debiti vs Fornitori/Costi acq. X365 gg. Indici relativi al Costo del Personale: 1. Fatturato pro capite = Fatturato/Numero medio dei dipendenti 2. Valore aggiunto unitario = Valore aggiunto/Numero medio dei dipendenti 3. Costo del lavoro unitario = Costo del lavoro/Numero medio dei dipendenti 4. . ecc.. La riclassificazione del Bilancio desercizio In precedenza avevamo detto che lindice di Indebitamento impropriamente viene chiamato leverage = Capitale di terzi o di Credito o Totale dei debiti/Capitale netto Nella realt il leverage o LEVA FINANZIARIA lindicatore della reattivit del ROE al ROI RN = RO OF x (1-t) Poich ROE = RN/CN allora RN = ROE x CN Poich ROI = RO/CI allora RO = ROI x CI Poich ROD = i = OF/Cap. Credito allora OF = ROD x Cap. Credito Allora ROE x CN = ROI x (CN + Cap Credito) ROD x Cap. Credito x (1-t) Quindi ROE = (ROI + (ROI - i) x Cap.Credito/Capitale Netto)) x (1-t) (ROI-i) = effetto leva semplice (ROI-i) x Cap. Credito/Cap. Netto = effetto leva ponderato Se i = zero allora ROE = zero Se i = ROI allora ROE = (1-t) x i Se ROI > i allora si verifica leffetto leva cio il maggior ricorso allindebitamento ha un effetto moltiplicativo sulla redditivit netta globale La riclassificazione del Bilancio desercizio La leva operativa la reattivit del reddito operativo al variare della quantit prodotta LO = (DRO/RO) / (DQ/Q) Se LO > 1 allaumentare della quantit prodotta il RO aumenta pi che proporzionalmente Se LO < 1 allaumentare della quantit prodotta il RO aumenta meno che proporzionalmente Ma se partiamo dalla break even analysis la LO = MC/RO Quindi la LO tanto pi elevata quanto maggiori saranno i costi fissi! In presenza di elevati CF un aumento della quantit venduta crea delle economie di scala. Ci significa che lazienda ha elevate potenzialit di reddito ma anche potenzialmente molto vulnerabile! Ne consegue che ogni struttura aziendale si contraddistingue per 2 elementi fondamentali: 1) Il Tasso di contribuzione cio MC=R-CV TC=(R-CV)/R cio 1-CV/R 2) Il livello di CF quindi il R di equilibrio sar dato da CF/TC cio CF/1-(CV/R) La riclassificazione del Bilancio desercizio Analisi per margini: MARGINI di STRUTTURA di primo livello Capitale Netto - Attivo Fisso

di secondo livello Capitale Netto + Passivo Consolidato - Attivo Fisso di terzo livello Capitale Netto + Passivo Consolidato (Attivo Fisso + Magazzino Fisso) MARGINI di LIQUIDITA Margine di liquidit = Liquidit Immediata Passivo Corrente Margine di Tesoreria = Liq. Differita Passivo Corrente Capitale Circolante = Attivo Corrente Passivo Corrente In realt + significativo se confrontato tra due periodi D CCN = (AC PC) (AC- PC) anno n anno n-1 Il Rendiconto Finanziario e lo Ias n.7 Il Flusso di Cassa o Cash Flow: USA Il Metodo di calcolo sintetico o indiretto Free Unlevered CF (rettifica dei R e C non monetari) CF operazionale = Utile Ammortamenti - Accantonamenti Ma in realt per noi in Italia indica lautofinanziamento quindi usiamo il metodo diretto Lautofinanziamento dato da: 1)Economica A = R C (RF-RI) 2) Patrimoniale A = D Investimenti (D Cap. Credito + D Cap. Proprio) 3) Economica analitica A = R C + D F. rischi + D F. spese + D F. ammortamento La 1 e la 3 sono = in assenza di ammortamenti ed accantonamenti ITALIA Il Metodo di calcolo analitico o diretto (somma dei R e C monetari) CF = Ricavi + D Rimanenze Costi D Crediti + D Debiti equivale a CF = MOL+- DCCN Il Rendiconto Finanziario Il Flusso di Cassa o Cash Flow: Il Metodo di calcolo sintetico o indiretto (rettifica dei R e C non monetari) CF op. = Utile + D Rimanenze Svalutazioni - Ammortamenti - Accantonamenti D Crediti + D Debiti + saldo area investimenti + saldo area finanziaria = CF Totale Il Metodo di calcolo analitico o diretto (somma dei R e C monetari) CF op. = Somma degli incassi dei ricavi di vendita -Somma delle uscite dei costi di gestione (personale, fornitori, servizi ecc.) + saldo area investimenti + saldo area finanziaria = CF Totale La dichiarazione dei redditi (cenni) Il reddito dimpresa *+ determinato apportando allutile o alla perdita risultante dal Conto Economico, relativo allesercizio chiuso nel periodo dimposta, le variazioni in aumento o in diminuzione conseguenti allapplicazione dei criteri stabiliti nelle successive disposizioni del presente testo unico. (Art. 52 T.U.I.R.) I principi di valutazione artt. 51-80 del T.U.I.R. Dpr 22/12/1986, n. 917 determinazione del reddito dimpresa.

5. LA PROGRAMMAZIONE AZIENDALE

LA PROGRAMMAZIONE AZIENDALE Programmare significa anticipare le decisioni future, cio, fissare gli obiettivi da raggiungere, dare espressione monetaria a tali obiettivi, consentirne il raggiungimento e/o la ridefinizione. La pianificazione aziendale pu essere quindi definita come il sistema operativo attraverso il quale l'azienda definisce i suoi obiettivi, previa analisi della realizzabilit e dei conseguenti vantaggi, e le azioni atte a conseguirli. Gli obiettivi, a loro volta, possono essere definiti come risultati futuri, misurabili, che si prevede di conseguire entro un determinato tempo (il loro orizzonte temporale) Schema logico: DEFINIZIONE OBIETTIVI SVOLGIMENTO OPERAZIONI MISURAZIONE E CONTROLLO Azioni correttive Rivisitazione degli obiettivi La programmazione si pu distinguere in base alla dimensione temporale cui fa riferimento, abbiamo perci: programmazione strategica: traduce i fini aziendali (la mission) in obiettivi strategici, aventi un orizzonte temporale di lungo termine, pluriennale (definizione di strategie di espansione, e/o di concentrazione verticale o orizzontale). Il documento alla base il BUSINESS PLAN. Contempla una serie di accorgimenti molto diversi del budget annuale (per esempio aspetti macroeconomici). programmazione tattica: traduce gli obiettivi strategici in obiettivi tattici, aventi un orizzonte temporale di medio termine (indicativamente da uno a 3-5 anni). PIANO TRIENNALE. programmazione operativa: traduce gli obiettivi tattici in obiettivi operativi (o gestionali) aventi un orizzonte temporale di breve termine (indicativamente non superiore allanno). BUDGET ANNUALE. Correlativamente si parla di piani/programmi strategici, tattici e operativi. Va detto che la suddetta scomposizione in fasi puramente teorica e nella prassi delle singole aziende pu presentarsi con unarticolazione maggiore (evenienza rara) o minore (ad esempio fondendo la fase strategica e quella tattica, come avviene frequentemente). Daltra parte, sempre nella prassi aziendale, la fase di pianificazione operativa normalmente indistinguibile da quella di budgeting, attivit questultima che rappresenta il momento iniziale del controllo di gestione. La pianificazione qualcosa di pi della semplice previsione, volta a formulare ipotesi sulla probabile evoluzione futura dei fenomeni che interessano l'azienda, in assenza di interventi da parte della stessa. Infatti, pur partendo da queste ipotesi, la pianificazione implica la volont di controllare l'evoluzione dei fenomeni e comporta, quindi, l'assunzione di decisioni su:

gli obiettivi che si vogliono conseguire nell'orizzonte temporale considerato, obiettivi che devono essere SMART, acronimo di specific (specifico, non generico), measurable (misurabile), achievable (raggiungibile), realistic (realistico) e time-bound (da raggiungere in un tempo definito); le attivit necessarie per conseguire gli obiettivi e le risorse (umane, materiali, finanziarie ecc.) impiegate per svolgerle;

i tempi, le modalit e l'organizzazione per acquisire - se non gi disponibili - ed impiegare le risorse.

Il processo di pianificazione non obbligatorio per legge. Non ci sono vincoli. Si lavora sul bilancio previsionale, che una rielaborazione o riclassificazione del bilancio desercizio. Il planning non si esaurisce con l'approvazione dei piani: l'andamento della loro attuazione va, infatti, verificato nel tempo, giungendo anche alla revisione o all'aggiornamento degli stessi in caso di eventi rilevanti, quali forti scostamenti non recuperabili, mutamento delle condizioni al contorno, variazioni di strategia ecc. Per i piani a breve termine pu essere formalizzata anche un'attivit di verifica ed aggiornamento periodica, ad esempio trimestrale. La programmazione fa parte del sistema informativo aziendale. chiamata anche contabilit direzionale giacch elaborata per la direzione, per la pressa di decisioni. Viene anche definita come controllo di gestione. GLI STRUMENTI OPERATIVI DEL CONTROLLO DI GESTIONE Il Budget Il Budget a tutti gli effetti un bilancio di previsione e rientra tra gli strumenti fondamentali di programmazione e controllo dell'azienda. Di norma si riferisce all'anno contabile (esercizio) successivo a quello in cui viene elaborato e di solito entro il 31/10. Si fa un bilancio in pre-chiusura con 3 mesi di stima al 30/09, che sar la base del budget. Le principali funzioni del budget oltre ad essere un documento di previsione sono: funzione di direzione. Come strumento di pianificazione, il budget permette inoltre di prevedere i problemi e le difficolt future e di decidere in anticipo le azioni necessarie per contrastarli; funzione di controllo e gestione. Controllare il sistema impresa significa fare in modo che la sua evoluzione segua la traiettoria programmata rappresentata dal budget anche quando si verificano eventi che provochino deviazioni, ponendo in essere le azioni correttive dal percorso prefissato; funzione di motivazione al coordinamento e alla cooperazione. Il budget, in quanto composto da parti coordinate, un importante mezzo organizzativo in quanto contribuisce a rendere massimo il coordinamento, ed automatica la cooperazione al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Nell'ambito dei sistemi di controllo di gestione il budget riveste un ruolo molto importante perch nel suo processo di preparazione: 1. obbliga tutte le aree aziendali a riflettere sulle attivit di propria competenza, impostare programmi e monitorare (controllare continuamente) le attivit quando i programmi diventano operativi; 2. promuove (anche obbliga) la comunicazione tra le diverse aree aziendali e il confronto su fabbisogni spesso contrastanti; 3. fornisce, di conseguenza, dei criteri di valutazione delle performance (necessariamente) condivisi. Le aziende grandi elaborano anche un manuale di budget. Un manuale di budget dovrebbe essere dedicato ad una pluralit di aspetti: 1. la preparazione del budget (forma, distribuzione delle responsabilit); il calendario del budget; 2. la reportistica per la trasmissione dei dati di budget; 3. i rapporti di budget per la direzione (dati di budget, analisi degli scostamenti); 4. la responsabilit per le azioni correttive;

5. le procedure di verifica. Il responsabile del controllo di gestione, e la posizione allinterno dellorganigramma aziendale: Posizione di staff al dg Posizione on line alla daf A volte al posto di un singolo responsabile pu essere conveniente per lazienda costituire un Comitato di budget composto dallamministratore delegato, dai dirigenti, dal controller e dal direttore di budget. Il Comitato di budget e simile al Comitato esecutivo. I compiti principali del Comitato di budget sono: 1. ricevimento e revisione dei dati di budget delle diverse aree; 2. gestione dei conflitti tra le aree stesse; 3. approvazione delle variazioni apportate ai budget; 4. analisi degli scostamenti; 5. approvazione del manuale di budget. Le tecniche di preparazione del budget sono diverse: - budget flessibile (1). la tecnica pi comune. Il budget si pu modificare, non rimane fisso nel tempo. - budget in base zero (2). Quando non si possono fare serie storiche (alla fase di start up). - budget a costi effettivi. In base a certezze. Difficile di usare con grandi numeri. - budget a costi standard. In base a previsioni. La scelta della tecnica pi significativa non pu avvenire a priori ma soltanto calandosi nella realt aziendale specifica. (1) Una caratteristica fondamentale la estrema flessibilit del budget trattandosi infatti di uno strumento di programmazione (piano operativo) a breve termine (massimo 1 anno) pu essere facilmente variato in funzione dei cambiamenti interni e di mercato. Lestremizzazione del budget flessibile rappresentata dal budget mensilizzato. La mensilizzazione del budget fondamentale per esempio nel caso di unazienda che effettua attivit stagionale. Di norma la previsione avviene sulla base dei dati storici. Si ricostruiscono infatti delle serie storiche dellandamento delle voci di maggior interesse e da questi valori si stima una previsione. Esistono dei casi in cui non possibile effettuare tali previsioni ed allora si utilizza la tecnica del budget in base zero (2). una tecnica di programmazione dei costi non parametrici, ossia di quei costi di cui non si pu misurare il risultato (performance), in quanto manca il termine di confronto e quindi il punto di riferimento per valutarne lincidenza. Questa categoria di costi non parametrici e quindi discrezionali viene programmata non sulla base di dati standard ma partendo da zero, ossia senza riallacciarsi a dati storici. Prima di effettuare qualsiasi tipo di previsione necessario fare riferimento a degli indicatori di sintesi delle performance aziendali (key figures) La riclassificazione del bilancio (al valore aggiunto, al costo del venduto, a costi diretti ed indiretti, a costi variabili e costi fissi) Lanalisi del punto di equilibrio o break even point analysis Budget degli investimenti Budget finanziario Budget economico analitico

Budget dellesercizio . Situazione patrimoniale . Situazione economica Il budget economico analitico o operativo parte dalla previsione del budget delle vendite, degli acquisti, della produzione, dei costi del personale, dei servizi ed amministrativi,..(budget settoriali), insieme al budget degli investimenti, e al budget tesoreria o finanziario consente di elaborare il budget generale Le tecniche di stima dei costi sono diverse in base alle configurazioni di costo prescelte A. Il direct costing o contabilit a costi variabili ed B. Il full costing o contabilit a costi pieni C. LAnalisi ABC Activity based costing Una configurazione di costo costituita da una somma progressiva di valori di costo al fine di ottenere informazioni economico-finanziarie che possano essere utili per le decisioni, Le configurazioni di costo possono essere costruite con riferimento a diversi oggetti: es. prodotti, centri di costo, clienti, servizi, Nella configurazione a costi variabili la determinazione del costo di prodotto si basa sulla attribuzione dei soli costi variabili. Il costo perci determinato aggregando costi variabili di produzione a costi commerciali variabili. MATERIE PRIME + MOD + ALTRI COSTI VARIABILI COSTO VARIABILI DEI PRODUZIONE PROVVIGIONI + SCORTE + TRASPORTI COSTO VARIABILE DI COMMERCIALIZZAZIONE A+B) COSTO VARIABILE COMPLESSIVO Nella configurazione a costi pieni la determinazione del costo di prodotto si basa sulla attribuzione allo stesso di tutti i costi diretti e di quote di costi indiretti. Il costo determinato attraverso una progressiva aggregazione di costi di prodotto MATERIE PRIME + Mano dopera diretta + ALTRI COSTI DIRETTI COSTO PRIMO COSTI INDIRETTIDI PRODUZIONE COSTO PIENO INDUSTRIALE COSTIAMMINISTRATIVI + COSTI GENERALI + COSTI COMMERCIALI COSTO PIENO AZIENDALE LANALISI ABC Activity based costing contabilit dei costi basata sulle attivit L'ABC si fonda su una logica che parte dalla seguente constatazione: I prodotti richiedono lo svolgimento di particolari attivit (operative e non), le attivit richiedono I' impiego di risorse. A ci consegue un iter procedurale secondo cui: 1) I costi indiretti delle varie risorse sono imputati in primo luogo alle specifiche attivit. 2) I costi delle Attivit (operative e non) sono imputati ai prodotti. A questo punto ovvio che tutta la metodologia fa perno sul concetto di attivit. Attivit sinonimo di operazioni di gestione.

M. Porter individua i fattori critici di successo business per business scomponendo ogni business in attivit generatrici di valore , a loro volta classificabili cos: attivit primarie (logistica in entrata, produzione, logistica in uscita, marketing e vendite, servizi alla clientela); attivit di supporto (approvvigionamenti, sviluppo della tecnologia, gestione del personale); attivit infrastrutturali di carattere generale (ad es. attivit amministrative). Le attivit generatrici di valore (che compongono la c.d. catena del valore ) cos genericamente classificate vanno poi di volta in volta disaggregate in relazione alle peculiarit del business considerato, in quella determinata azienda In sintesi, le fasi che caratterizzano la metodologia ABC possono essere cosi elencate: 1) imputazione dei costi diretti ai prodotti; 2) imputazione dei costi indiretti alle attivit che ne determinano il sostenimento; 3) individuazione del cost driver immediato di ciascun tipo di attivit; 4) quantificazione attraverso tale unit di misura del volume di attivit relativo a un certo periodo; 5) calcolo del costo per unit di attivit; 6) imputazione dei costi delle attivit ai prodotti, in base al fabbisogno di attivit che ciascuno di essi manifesta I LIMITI DEL BUDGET Le principali limitazioni del budget sono le seguenti: 1 Il controllo budgetario basato su stime: necessario un adeguato criterio per linterpretazione e lutilizzazione dei risultati ; 2 Il budget deve essere continuamente adattato alle mutevoli circostanze: la tecnica delle previsioni deve essere continuamente adattata alle mutevoli condizioni dellazienda; 3 La fase esecutiva del controllo budgetario non avviene automaticamente, occorre limpegno dellorganizzazione per la sua attuazione pratica. I controlli mensili relativi alla corretta imputazione dei ricavi e dei costi 1. Co. Ge. 2. Co. An. Nella realt non sempre necessario arrivare al termine del periodo amministrativo per verificare se gli obiettivi di budget sono stati raggiunti. Esistono infatti una serie di indicatori mensili che consentono di analizzarlo lutilizzo di queste tecniche si definisce budgetary control..(reporting). I report consuntivi ed il confronto con il budget preventivo Consente di correggere tempestivamente le disfunzioni gestionali e di ri-allineare la condotta aziendale rispetto agli obiettivi di budget Consente di avere notizia di fatti nuovi tali da mettere in discussione gli obiettivi ed i programmi di budget Consente di accrescere la valenza comportamentale degli obiettivi di budget laddove venga condotta per centri di responsabilit con lo scopo di individuare i soggetti responsabili delle disfunzioni Lanalisi degli scostamenti o analisi della varianza 1) leffetto prezzo,

2) leffetto quantit, 3) leffetto mix, .esempio Le revisioni periodiche del budget (mensili/trimestrali) I bilanci infrannuali Il forecast come strumento di programmazione infrannuale Il controllo strategico Il Business Plan ed il piano a medio e lungo termine Variabili Micro e Macroeconomiche Il macro-ambiente riguarda tutto quello che l'impresa non pu controllare direttamente: la pubblica amministrazione il clima politico il clima sociale il clima economico il clima culturale Variabili Micro e Macroeconomiche Il micro-ambiente rappresenta in sostanza il campo di battaglia sul quale si cimenter la nuova impresa. clienti concorrenti fornitori intermediari commerciali Sviluppata negli anni 90, la metodologia del Balanced Scorecard (BSC). Il presupposto che: I tradizionali sistemi finanziari di misurazione delle prestazioni e monitoraggio delle strategie dellimpresa si rivelano sempre pi inadeguati a rappresentare in modo corretto la capacit di generare valore nellattuale contesto economico. Oggi diventato un fattore critico di successo la capacit di creare valore e trarre benefici anche dal proprio patrimonio di risorse intangibili. Il Balanced Scorecard (BSC), strumento di sorveglianza strategica ideato nello scorso decennio da due economisti americani Norton e Kaplan, si pone lobiettivo di rimediare ai limiti dei modelli di monitoraggio tradizionale, 1. tradurre le strategie competitive in indicatori di performance (scorecard) e, 2. assicurando lequilibrio (balance) tra le prestazioni di breve termine, misurate attraverso parametri di natura finanziaria, e quei fattori non finanziari che dovrebbero condurre limpresa a prestazioni competitive superiori e sostenibili nel tempo. La struttura del Balanced Scorecard Il Balanced Scorecard suggerisce di guardare lorganizzazione da quattro differenti prospettive: 1. la prospettiva dei clienti;

2. la prospettiva dei processi interni di gestione; 3. la prospettiva dei processi di apprendimento e di crescita; 4. la prospettiva finanziaria. Per ciascuna prospettiva, il metodo richiede di definire dei parametri di misurazione. 1. Nella prospettiva dei clienti, lattenzione sulle performance dellorganizzazione cos come sono percepite dai clienti. Prestazioni scadenti secondo questa prospettiva sono indice di un futuro declino dellimpresa, anche se i risultati finanziari possono apparire buoni. Gli indicatori chiave da utilizzare sono quelli capaci di misurare il grado di soddisfazione del cliente, tasso di acquisizione di nuovi clienti, redditivit per cliente, quota di mercato, ecc. 2. Nella prospettiva dei processi interni di gestione, vengono analizzati e monitorati quei processi che esercitano il maggiore impatto sulla creazione di valore e sul consolidamento delle relazioni di mercato (ad esempio, il processo di innovazione dei prodotti, il processo distributivo, il processo di assistenza postvendita). I parametri da utilizzare misureranno lefficienza ed lefficacia di tali processi, consentendo ai manager di conoscere in ogni momento landamento del business e se i prodotti e i servizi rispondono alle esigenze dei clienti. 3. La prospettiva dei processi di apprendimento e di crescita considera lattitudine dellorganizzazione e dei singoli individui al miglioramento attraverso lapprendimento continuo. Gli indicatori utili a misurare i processi di apprendimento e crescita comprendono il grado di soddisfazione e il tasso di fedelt dei dipendenti, il livello di formazione e il grado di professionalit del personale, la capacit di trasferire la conoscenza e il livello di eccellenza dei sistemi informativi. 4 . La prospettiva finanziaria considera il punto di vista e le aspettative degli azionisti. Il modello di Norton e Kaplan non trascura la necessit di monitorare anche i tradizionali parametri economico-finanziari, ma richiede di bilanciare questo tipo di indicatori con quelli relativi alle altre tre prospettive. Vantaggi e criticit del sistema La costruzione di un sistema di BSC obbliga tutto il personale a inquadrare in modo differente (UNITO) la propria organizzazione. Comporta dei cambiamenti allorganizzazione e richiede che siano sviluppate e introdotte nuove politiche e procedure aziendali. Per molte imprese, questi cambiamenti possono essere delicati e problematici. Quindi la preparazione dellimpresa al cambiamento deve essere graduale per esempio si potrebbe partire dalle sue business unit.