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Corso di Formazione Biennale in Terapia Manuale Osteopatica

Il bacino: osso iliaco


I° Parte

A cura di Dott. Francesco Ricciardi


Specialista in Fisiatria
Medico Esperto in Osteopatia
Presidente I.I.T.M.
Vice Presidente AMOI ( Associazione Medici Osteopati Italiani )
RADICI STORICHE DELL’OSTEOPATIA

— IPPOCRATE (460 - 357 A.C. ) PADRE DELLA MEDICINA “manipolazioni


vertebrali erano un’arte di vecchia data “

— ANDREW TAYLOR STILL (1828 - 1917 ): fondò nel 1872 a Kirkwille ( Missouri)
l’AMERICAN SCHOOL OF OSTEOPATHY

—
CONCETTI BASE DELL’OSTEOPATIA

— Unità dell’organismo ( globalità )

— Potere di guarigione della natura

— Sistema muscolo scheletrico ( in rapporto col sistema


neuro-viscerale-ormonale)

— Concetto struttura funzione interdipendenti

— Obiettivo : mantenere le “normali “ condizioni strutturali


COS’E’ L’OSTEOPATIA

Non si cura nulla; l’osteopata si prefigge di ripristinare la mobilità di quelle parti del corpo che
l’hanno persa per cause traumatiche o altro.
“Il movimento è vita e la struttura governa la funzione”è il concetto chiave dell’osteopatia.
In osteopatia si va sempre a ricercare la primarietà del problema, in altre parole si va a capire qual è
la causa reale che sta alla base del sintomo che il paziente manifesta, e non ascoltando il sintomo e
basta.

— Per parlare di ricerca di primarietà del problema, e quindi della disfunzione che sta alla base
di tale problema, bisogna definire la disfunzione, quindi la perdita della funzionalità (non di
patologia poiché non è compito dell’ osteopata fare diagnosi):

— DEFINIZIONE : Disfunzione osteopatica è un evento in grado di determinare una perdita di


mobilità e quindi di equilibrio di una qualsiasi struttura del corpo, dalla quale può scaturire
una conseguente ricaduta sulle altre strutture corporee (organi, apparati,tessuti ecc..).

— Il compito dell’osteopata è quello di individuare la causa scatenante del problema e quindi


ridare mobilità, vita, alla struttura disfunzionale e quindi al corpo_omeostasi.----
EQUILIBRIO FUNZIONALE

— Il concetto è di riportare il corpo alla pace neurologica, quindi all’equilibrio tra afferenze ed
efferenze neurologiche.

— Un’altra cosa fondamentale è la precisione con la quale si deve lavorare; quando l’osteopata
ha individuato la causa della disfunzione e si accinge a normalizzarla, è fondamentale che
agisca solo e soltanto nel punto preciso che ha individuato (es.un’articolazione) e non in
modo generico sul tratto interessato dal problema.
IL BACINO: 2iliaci - Sacro ( coccige )3 articolazioni
Il bacino :GRANDE PELVI e piccola pelvi

— Grande pelvi : ileo –colonna


lombare-legamenti ileolombari e
sacroiliaci ; anteriormente parete
addominale

— Piccola pelvi: sacro-coccige-


lateralmente superficie quadrangolare
che corrisponde al fondo dell’acetabolo-
spina e tuberosità ischiatica unite al
s a c ro d a i l e g s a c ro s p i n o s o e
sacrotuberoso

— Separate dal piano dello stretto


superiore

— parto
Il bacino : morfologia
MASCHILE

— Cuore di carta da gioco

— Più spesso

— Rilievi per inserzioni muscolari più


pronunciati

— Diametri verticali

— Angolo sottopubico 70 °

FEMMINILE

— Forma ovale

— Diametri trasversali con ali iliache inclinate


in fuori

— Angolo sottopubico 110 °


LE ARTICOLAZIONI DEL BACINO:SACROILIACHE – SINFISI
PUBICA –ARTICOLAZIONE LOMBOSACRALE

— Sincondrosi o artrodia atipica

— Superfici ad L rovesciata ( pistola nella


fondina prime 2 dita al contrario ) assi paralleli
a quelli della sinfisi pubica

— Auricole sacrali a forma di semiluna


a concavità posterosuperiore

— Auricola iliaca faccetta convessa

— Rivestite cartilagine ialina (elastica e


resistente alla compressione) sacrale ,
fibrocartilagine iliaca
MEZZI DI UNIONE articolazione sacroiliaca

— due articolazioni del piccolo e


grande braccio

Ognuna con una membrana


sinoviale con liquido sinoviale con
una capsula a formare due cavità
separate da un ammasso fibroso
comunicanti attraverso un foro

— Per scarico pressorio del liquido


importante per lo scivolamento
articolare
MEZZI DI UNIONE :
1) legamenti periferici
2) legamenti a distanza

— SACROILIACI ANTERIOR
Dalla faccia anteriore del sacro lateralmente ai primi
due fori sacrali raggiungono la faccia interna dell’ileo
altri fino alla linea arcuata

SACROILIACI POSTERIORI

Piano superficiale ( a ventaglio vanno dal


bordo post.dell’iliaco ai tubercoli postero-interni
sacrali

Piano medio
Legamento ileotrasversario sacrale
4 Ileotrasversari coniugati ( descritti da
Farabeuf ) che vanno dall’stremità posteriore della
cresta iliaca terminano sui tubercoli coniugati di cui il 2
detto leg zaglas che si fissa al 2 tubercolo coniugato )
Leg sacro spinale bichat dalla SIPS al 3-4 tubercolo
continuandosi verticalmente sul sacrospinoso

Piano profondo leg interossei


piano profondo medio superficiale

legamento anteriore

sezione trasversale
capsula

legamento interosseo
legamenti sacro iliaci posteriori

legamento ileo articolare


capo profondo del grande gluteo

capo superficiale del grande gluteo


MEZZI DI UNIONE :
1) legamenti periferici 2) legamenti a distanza

— SACROSPINOSO o SACROISCHIATICO
— SACROTUBEROSO
— (grande foro ischiatico
— Grande e piccolo nervo ischiatico-
musc.piramidale-nervo gluteo
superiore i vasi glutei superiori e
inferiori -nervo pudendo interno e
vasi omonimi )
— Piccolo foro ischiatico rientra nel
bacino il nervo pudendo interno e i
vasi omonimi e ne esce il
musc.otturatore interno

— LEGAMENTI ILEOLOMBARI
MEZZI DI UNIONE :
1) legamenti periferici 2) legamenti a distanza

— LEGAMENTI
ILEOLOMBARI
— A) superiore (L4)

— B) inferiore (L5 )
(fascio iliaco- fascio sacrale
sul leg sacro-iliaco anteriore
Tensione con 8 °
I MUSCOLI DEL BACINO

— I MOTORI ARTICOLARI

— STRUTTURE MIO-
CONNETTIVALI

— COLLEGAMENTI FASCIALI

— TENSORI FASCIALI

— FUNZIONE STATICA
POSTURALE :CATENE
MIOFASCIALI
SISTEMA FASCIALE POSTERIORE SUPERFICIALE

— FASCIA TORACOLOMBARE

— FASCIA CERVICO DORSALE

— FASCIA INFRASPINATA

— FASCIA DELTOIDEA
STRATO PROFONDO

— FASCIA TORACOLOMBARE
PROFONDA

— FOGLIETTO SUPERFICIALE

— FOGLIETTO PROFONDO

— SEZIONE TRASVERSALE ED I
RAPPORTI CON I LEGAMENTI INTER-
SOVRASPINOSI
SISTEMA FASCIALE DEGLI ARTI INFERIORI

— FASCIA GLUTEA

— FASCIA LATA

— FASCIA RETTO ADDUTTORIA/fascia


quadricipitale/fascia posteriore/BIT laterale

— FASCIA POPLITEA

— FASCIA PERONEALE

— Fascia della loggia tibiale anteriore

— APONEUROSI PLANTARE
La fascia lata o fascia femorale

— Riveste a guisa di manicotto i muscoli


superficiali della coscia. Continuandosi
superiormente con la fascia glutea ed
inferiormente con quella della gamba .

— Dalla sua superficie interna si dipartono 2


setti intermuscolari uno mediale che si
inserisce sul femore dal piccolo trocantere
al tubercolo del grande adduttore ( labbro
mediale della linea aspra ). Uno laterale
che si inserisce dal grande trocantere al
ramo di biforcazione laterale della linea
aspra del femore
STRATO PROFONDO DI INSERZIONE OSSEA

— FASCIA ADDUTTORIA
— Musc. a grande componente
tendinea

— SETTO INTERMUSCOL.
MEDIALE
— SETTO INTERMUSCOL.
LATERALE

breve
— LOGGE FASCIALI DI lungo
RIVESTIMENTO

TFL e sartorio contenuti in uno sdoppiamento della fascia femorale


Bacino = articolazione
— Ossa

— Strutture capsulo-legamentose

— Strutture muscolo-fasciali

— Sistema propriocettivo

— Strutture fasciali : foglietti dinamici di scivolamento e scarico


tensionale

— (Modello di tensegrity( post-graduate course)

— Terapia manuale = trattamento integrato


Il bacino: funzioni
— Contenitore visceri — Strutture fasciali
— Deambulazione
— Inserzione arti inferiori
— Equilibrio statico e
dinamico

— Trasmettere ammortizzare
equilibrare forze e pressioni che gli
giungono

— parto
EQUILIBRIO STATICO EQUILIBRIO DINAMICO

— FORZE ESTRINSECHE : —
FORZE INTRINSECHE :

— GRAVITA‘
— °AZIONE MUSCOLARE
— REAZIONE AL SUOLO °CATENE DI REAZIONE
MIOFASCIALE
EQUILIBRIO STATICO : FORZE ESTRINSECHE
FORZA DI GRAVITA’ REAZIONE AL SUOLO

— Agisce su L5 * 2 componenti coxofemorali


— Lateralmente sacroiliache *una bilancia forza discendente
— Pube sollecitato in trazione *una pubica in compressione
Questo sistema è sottoposto inoltre
ad ulteriori sollecitazioni dall’azione muscolare :
es. Deambulazione ( torsione)
Essendo sottoposto a torsioni ha necessità di

SISTEMI DI AMMORTIZZAMENTO

— PIANO FRONTALE — PUBE


— le forze ascendenti e discendenti si
— PIANO SAGITTALE incontrano nel bacino e lo portano in
rotazione ( anteriore o posteriore ) tale
oscillazione è controllata dalla

COPPIA MUSCOLI
LEGAMENTI

— PIANO — ( bacino anello semichiuso )

ORIZZONTALE forze di torsione durante la


deambulazione ammortizzate dalla
STRUTTURA OSTEOARTICOLARE
EQUILIBRIO DINAMICO :
°FORZE INTRINSECHE

— Azione muscolare
— Il muscolo contraendosi produce una forza che in
genere serve a mobilizzare o a fissare un segmento
articolare
— La contrazione muscolare genera forza e sottopone a
pressioni il cingolo pelvico che le assorbe attraverso
gli ammortizzatori pubico e la deformazione
dell’anello osteoarticolare ( es. deambulazione )

— Reazione tissutale autocorrettiva che tende ad


— Catene di reazione equilibrare una forza di tensione provocata da una
miofasciali lesione osteopatica o da una contrazione muscolare
— Queste tensioni tissutali ( fasce , muscoli , tendini ),
sono presenti anche a riposo e quasi mai avvertite
dal soggetto( es. blocco in flessione reazione
tissutale in estensione , quindi una forza in direzione
opposta a quella che fissa l’articolazione
Catene di reazione miofasciali
— Se da una parte si manifesta una
tensione correttrice in direzione
opposta al blocco, — Ma più spesso l’elasticità viene per
così dire fornita dalle strutture di
una articolazione adiacenti
— dall’altra parte si ha una reazione ( agoniste ) distribuendo così lo
tissutale di adattamento che porta , se stress funzionale su più articolazioni
persiste ad un accorciamento dei determinando delle catene di
tessuti poiché i capi articolari si sono reazione miofasciali che fino a che
avvicinati , adattandosi perciò alla il corpo riesce a compensare
nuova distanza. Ma la diminuita restano asintomatiche oppure se
distanza e quindi l’accorciamento
determina anche una non trattate possono scatenare
lesioni osteopatiche secondarie “ a
distanza “
— perdita di elasticità e motricità nella
struttura miofasciale che perciò diventa
fibrotica e può limitare il movimento di
un’articolazione=

— lesione osteopatica che chiameremo


primaria
Non è possibile separare la forza di tensione tissutale con la reazione tissutale dall’azione
e reazione muscolare
poiché un muscolo è una struttura congiunta fibrocellula muscolare –connettivo

Azione e reazione muscolare nel


dinamismo del bacino
— AGONISTA –ANTAGONISTA
— SINERGIA ANTAGONISTA

— Alcune coppie muscolari:


*ileopsoas –piramidale
*ischiocrurali-quadrato dei lombi –retto femorale
*addominali -adduttori
Ileopsoas : grande psoas ed iliaco

— Origina con una serie di arcate


dalle prime 4 vertebre lombari
( facce laterali processi trasversi ,
dischi interposti)

— Si inserisce piccolo trocantere

— Origina da labbro interno della cresta iliaca


dalle due spine iliache dai 2/3 superiori
della fossa iliaca

— Termina sul piccolo trocantere

— PICCOLO PSOAS dai corpi D12 –L1 =


tende la fascia iliaca
ileopsoas
— Unico
— Evoluzione filogenetica
— Funzione ???
— Flessore
— Adduttore
— Intra o extrarotatore ?

— Il suo tendine terminale va in basso verso l’esterno ed in


avanti poi si riflette sulla testa femorale e va in basso
verso l’esterno ed in dietro fino al piccolo trocantere
— fino a 20°-25° la sua contrazione provoca una
retropulsione sulla testa femorale e rotazione
—
interna
Quindi è un FLEX d’anca è un intrarotatore, ant
— Quando poi nella flessione d’anca il tendine non si avvolge
più intorno alla testa del femore diventa un rotatore
esterno
— Altri sostengono una funzione opposta

— L’azione congiunta con il gran dorsale opposto limita


l’azione di rotazione sul rachide lombare che potrebbe
danneggiare i dischi
— L’arcata dello psoas è costituita dal processo trasverso di
L1 con il corpo di L2, che li mette in correlazione; è
importante poiché condivide la sua inserzione con il
diaframma_quello che succede allo psoas lo soffre anche
il diaframma
— Unico
ileopsoas
— Evoluzione filogenetica
— Funzione ??? Flessore /Adduttore
— Intra o extrarotatore ?

— L’azione congiunta con il gran dorsale opposto limita


l’azione di rotazione sul rachide lombare che potrebbe
danneggiare i dischi

— L’arcata dello psoas è costituita dal processo trasverso di


L1 con il corpo di L2, che li mette in correlazione; è
importante poiché condivide la sua inserzione con il
diaframma_quello che succede allo psoas lo soffre anche
il diaframma
Azione sulla colonna lombare e quindi bacino
BUSQUET

— LORDOSIZZANTE =
catena di reazione
posteriore estensoria del
tronco

• CIFOTIZZANTE = catena

di reazione flessoria anteriore del tronco o


posteriore arti (ischiocrurali)
IPOTESI

— Fasci corti attivati =


iperlordosi

— Fasci lunghi attivati


=delordosi
PIRAMIDALE : il gemello complicato

— Origina dalla faccia anteriore del


sacro lateralmente al 2-3-4 foro
sacrale

— Si inserisce al grande trocantere

— Funzioni :centratore della testa


femorale ; legamento attivo per
il legamento ileofemorale
superiore per evitare l’eccessiva
estensione ( funzione
eccentrica )
PIRAMIDALE : funzioni

— Abduttore –flessore –rotatore


esterno
PSOAS
— Abduttore –estensore –rotatore
interno

— Kapandji

— 0°-60° = abd-fles-rot.ex

— 60° = abd

— >60° =abd-esten-rot.int
ILEOPSOAS-PIRAMIDALE

Piano frontale

— Coppia muscolare che Piano trasversale

regola il movimento
sacro iliaco importante
Test
per disco di L5

Piano sagittale
ERNIA SENZA ERNIA
DOLORE MUSCOLARE CON ERNIA

ILEOPSOAS : RAPPORTI
NERVOSI DIAFRAMMATICI
FASCIALI VISCERALI
DOLOROSO !!!

PIRAMIDALE
RAPPORTI NERVOSI FASCIALI
VISCERALI
Cicatrici /parto cesareo
Interventi chirurgici : isterectomia

TRATTAMENTO MUSCOLARE
NEL DOLORE LOMBOSACRALE
SINDROME DEL PIRIFORME : PSEUDOSCIATICA

— La compressione del muscolo piriforme può


provocare una sintomatologia sciatica con segni
di irritazione radicolari assenti

— Test differenziale:

test lasegue soggetto ha male , si


PIRIFORME
abbassa l’arto inferiore del pz
annullando il dolore a questo punto si Gemello sup
fa fare una extrarot dell’arto al pz se Otturatore
Gemello
interno
ha male è legato al piriforme , si può inferiore
anche portare l’arto del pz in Quadrato del femore
intrarotazione passivamente evocando
il dolor

Variazioni anatomiche!!!
Variazioni anatomiche

Popolazione statunitense:
porzione peronea del n. sciatico
Otturatore esterno dalla circonferenza del foro otturatorio e membrana otturatrice (faccia esterna)
e va verso l’alto verso l’esterno ed in dietro passando sotto il collo del femore e si inserisce
estremità superiore del gran trocantere

— Otturatore interno va dalla parte interna dell’ileo al foro


otturatorio e sulla membrana otturatrice si inserisce sulla
faccia supero interna del gran trocantere accompagnato
superiormente ed inferiormente dai gemelli
— Sono Flessori abduttori rotatori esterni
— Hanno una funzione di stabilizzazione l’otturatore interno si
contrappone all’ileopsoas
— I’otturatore esterno al piriforme
— Gli otturatori sono degli stabilizzatori correggono
parzialmente la rotazione interna e adduzione dell’ileopsoas

— Otturatore esterno influenza l’antiversione del Stabilizzazione testa femorale


bacino ( orientato dall’avanti in dietro )
— Piriforme la retroversione attraverso
esterno
l’estensione sacrale
— Otturatore interno la retroversione
( orientato da dietro in avanti ) retroversor
e
interno

Otturatore interno:
RETROVERSORE
Otturatore esterno: antiversore
Altre coppie muscolari
sinergia antagonista

— Ischiocrurali = retroversori dell’ileo

— Retto femorale=antiversore

Quadrato dei lombi = antiversore


Muscoli glutei
sinergia antagonista intra-muscolo
Medio gluteo

Piccolo gluteo

Grande gluteo
Altre coppie muscolari
sinergia antagonista

— Addominali = retroversori

— Adduttori breve-Lungo = antiversori

— Grande adduttore

GRANDE ADDUTTORE invece formato da tre fasci : primo che dalla parte superiore
della linea aspra va in alto alla parte anteriore della branca ischiopubica , il secondo che
nasce dai 2/ 3 inferiori della linea aspra e va alla parte media della branca ed il terzo
che dal tubercolo del condilo interno alla tuberosità ischiatica quindi posteriormente .
Il primo fascio è un antiversore il terzo un retroversore funzioni che si
bilanciano e che cooperano col secondo fascio nella stabilizzazione
dell’iliaco . Tuttavia la funzione complessiva maggiore è quella di anteversione .
evoluzione filogenetica
Attenzione perché questa resta comunque una interpretazione poiché la funzione di tale gruppo
muscolare è stata senza dubbio sconvolta dal passaggio dalla posizione quadrupedica alla posizione
eretta , nella nostra vita quotidiana non c’è giustificazione ad un apparato muscolare così potente per
una funzione ridotta , in realtà erano nella posizione quadrupedica dei potenti flessori ed estensori
d’anca . Attenzione inoltre , alla loro ipersollecitazione in alcuni sport come il calcio , dove non c’è
forse un gesto tecnico che non coinvolga l’azione degli adduttori

Potenti Flessori-estensori d’anca


Azione e reazione muscolare in catena
sinergia agonista

Antiversori
— Adduttori
— Retto femorale
— Q. dei lombi
iperlordosi lombare
— Quadrato dei lombi
— Retto femorale/adduttori
— Ileopsoas (lordosi bassa)(fasci corti=alta)
— Diaframma (lordosi alta)
Azione e reazione muscolare in catena
sinergia agonista-antagonista es. pubalgia

— Iperfunzione adduttori
(e retto femorale)
— Risposta addominali
— Sinergia quadrato dei lombi
— Risposta ischiocrurali
— Compenso lombo dorsale
— Antiversione bacino per
accorciamento muscolare
retto femorale
— Retroversione per distensione
muscolare retto femorale
e retrazione ischiocrurali
— Calcio = iperfunzione
adduttori =pubalgia
Altro esempio
patologia femoro-rotulea

Retrazione ischiocrurali
Retroversione ileo
Tensione retto femorale
tensore fascia lata
Retrazione tratto ileotibiale =
lateralizzazione rotula
Ma retrazione ischiocrurali
retrazione bicipite femorale
potente muscolo
extrarotatore tibiale che
accentua conflitto femoro-
rotuleo
(Compenso funzionale attraverso
carico cuboideo)
Tensore fascia lata/ bandeletta
ileotibiale
In realtà queste coppie muscolari , sinergiche antagoniste
,concorrono al mantenimento dell’equilibro funzionale del bacino , e
spesso possono essere alla base di restrizione di mobilità.

— Quando un muscolo A si contrae avvicina tra di loro i segmenti di inserzione , ciò


provoca inevitabilmente una reazione nel suo antagonista B che avrà la funzione di
dare la giusta resistenza opposta al movimento consentendo al muscolo A di
svolgere efficacemente la sua funzione .

— Ma questa reazione non si fermerà ad una sola coppia muscolare ma attiverà in


sequenza una serie di muscoli agonisti ed antagonista per rafforzare o contrastare
via via la funzione muscolare del proprio sinergico agonista o antagonista . Si
determinerà così una reazione a cascata ovvero una catena di reazione muscolare o
meglio ancora miofasciale.

Il cingolo pelvico funziona come un complesso integrato in cui


sacro ed ossa iliache si muovono in corrispondenza di tutte le
articolazioni , influenzate dagli arti inferiori , in basso , e dal
rachide cranialmente .