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AGNESE RUSSO

MAT. 489507
TITOLO: Determinazione dei volumi di ossigeno di un campione di acqua
ossigenata commerciale.
OBIETTIVO: Determinare i volumi di ossigeno di un campione di acqua
ossigenata commerciale mediante permanganometria.
CENNI TEORICI: Il perossido di idrogeno, noto anche come acqua ossigenata, è
il più semplice dei perossidi; esso fu sintetizzato per la prima volta nel 1818 da
Louis Jacques Thénard. La sua formula chimica è H2O2.
A temperatura ambiente si presenta con un liquido incolore, acquoso, corrosivo
che emana un caratteristico odore pungente, proprio per questo non viene
utilizzato allo stato puro, ma in soluzione acquosa. Esso si decompone
convertendosi in acqua e ossigeno attraverso la seguente reazione esotermica:
2 H2O2 ⟶ 2 H2O + O2
Lo stato d'ossidazione dell'ossigeno in acqua ossigenata è -1: essendo uno
stato intermedio tra gli stati 0 e -2 il perossido di idrogeno può funzionare sia
da ossidante sia da riducente.
Come ossidante: H2O2 + 2H+ + 2e− → 2H2O
Come riducente: H2O2 → O2 + 2H+ + 2e−

La prima reazione è favorita in ambiente acido, la seconda è favorita in


ambiente basico.
È interessante notare come l'acqua ossigenata che può funzionare da
ossidante o riducente sia estremamente ecologico: infatti quando si comporta
da riducente si ossida a dare ossigeno mentre quando si comporta da
ossidante dà acqua, due composti dotati di potere inquinante nullo. Queste
proprietà hanno fatto sì che alcuni processi chimici industriali) utilizzino l'acqua
ossigenata come reagente in modo da minimizzare il proprio impatto
ambientale.
Per indicare la concentrazione di acqua ossigenata si indicano i cosiddetti
"volumi", che indicano il numero di litri di ossigeno che possono essere
sviluppati in condizioni normali da un litro di soluzione acquosa di H2O2.
In genere i fornitori per laboratori di analisi chimiche indicano la
concentrazione percentuale dell'acqua ossigenata, mentre i produttori di
articoli destinati all'uso domestico indicano i "volumi". Qui di seguito è riportato
un elenco con le due misure di concentrazione a confronto:

 Perossido di idrogeno 3% corrisponde a volumi 10


 Perossido di idrogeno 3,6% corrisponde a volumi 12
 Perossido di idrogeno 10% corrisponde a volumi 34
 Perossido di idrogeno 30% corrisponde a volumi 111
 Perossido di idrogeno 40% corrisponde a volumi 154
Concentrazioni elevate sono molto tossiche, anche letali, soprattutto se il
prodotto è ingerito.
STRUMENTI: Buretta da 25ml o 50ml;
Beuta;
Beker;
Bilancia analitica;
Spatola;
Vetrino ad orologio.
REAGENTI E SOSTANZE: Acqua ossigenata commerciale;
Ossalato di sodio;
Permanganato di potassio 0,1N;
Acido solforico diluito 1:4.
SVOLGIMENTO: Per prima cosa effettuiamo la preparazione delle soluzioni e del
campione;
Per preparare la soluzione di acido solforico 1:4 preleviamo 250ml di acido
solforico concentrato e lo diluiamo in 750ml di acqua deionizzata.
Mentre per preparare il campione effettuiamo una diluzione d20. Prepariamo 1l
di soluzione del campione, prelevando 50ml di H2O2, e li versiamo in un
matraccio da 1l e portiamo a volume con acqua deionizzata.
Infine prepariamo 1l di soluzione di permanganato di potassio 0,1N. Pesiamo
circa 3,2g di KMnO4 e li sciogliamo in 1l di acqua deionizzata. Dopo ciò poniamo
la soluzione su una piastra riscaldante per 30 minuti, in modo da ossidare tutte
le specie riducenti. Infine si filtra mediante un imbuto con della lana di vetro, in
modo da allontanare dell’eventuale biossido di manganese formatosi, e si
lascia raffreddare.
Dopo aver preparato le soluzioni possiamo iniziare la nostra esperienza
effettiva:
Per prima cosa standardizziamo il KMnO4 con il suo standard primario, ovvero
l’ossalato di sodio. Pesiamo circa 0,2010g di ossalato che sono necessari per
titolare 30ml di KMnO4. Versiamo l’ossalato in una beuta, aggiungiamo circa
100ml di acqua deionizzata, 10ml di acido solforico 1:4 e si titola con la
soluzione di permanganato. Aggiungiamo ora 1 goccia di titolante e poniamo la
beuta su una piastra riscaldante finchè la soluzione non diventa incolore, infine
continuiamo la titolazione fin quando la soluzione non si colora di un rosa
chiaro persistente per almeno 30 secondi. Bisogna prestare attenzione a non
riscaldare la beuta oltre i 60°C in quanto a temperature superiori avviene la
decomposizione dell’ossalato. Annotiamo il volume di titolante e determiniamo
la concentrazione della nostra soluzione di permanganato.
Adesso possiamo passare alla titolazione del nostro campione, preparando una
buretta contenente esso, preleviamo dai 15 ai 25ml in una beuta, aggiungiamo
10ml di acido solforico 1:4 e iniziamo a titolare sempre con permanganato,
interrompendo la titolazione non appena la soluzione si sarà colorata di un rosa
chiaro persistente per 30 secondi. Infine annotiamo il volume.

ELABORAZIONE DATI:
CALCOLO TITOLO SOLUZIONE KMnO4:
g Na C O
[ KMn O4 ]= PE 2 2 4

⋅ V KMnO ( L )
Na 2C 2 O 4 4

CALCOLO VOLUMI OSSIGENO:


V KMnO ⋅ N KMnO ⋅PE H O2
g H 2 O 2= 4 4 2

V H O ( L)
2 2

Sapendo che 68g di acqua ossigenata sviluppano una mole di ossigeno che alla
temperatura di 0°C e alla pressione di1atm occupa un volume di 22,414l,
calcoliamo i litri di ossigeno prodotti dalle moli contenute nel nostro campione:
g H O ⋅22,414 L
L ( O 2 )= 2 2

68.04 g
Teniamo conto della diluizione:
LO ⋅1000 ml
L ( O2 )tot = 2

50 ml
[KMnO4]MEDIA: 0,1085N

H2O2 soluzione al 3% VH2O2 VKMnO4 Vol O2


(scad. 30/10/2015)
PROVA 1 20ml 11,7ml 7,11vol

CONSIDERAZIONI RISULTATI: La prova è risultata essere conforme alle nostre


aspettative, nonostante la difficoltà nel leggere il volume di permanganato
utilizzato nelle titolazioni.
TITOLO: Determinazione dei grammi di ossalato di sodio in una soluzione
incognita.
OBIETTIVO: determinare i grammi di ossalato di sodio presenti in una soluzione
a concentrazione incognita.
CENNI TEORICI: L'ossalato di sodio è il sale di sodio dell'acido ossalico. A
temperatura ambiente si presenta come un solido bianco inodore, non volatile,
scarsamente solubile in acqua. È un composto nocivo. Trova impiego come
standard primario in chimica analitica, per esempio nella titolazione di soluzioni
di permanganato. Quando viene usato per standardizzare il permanganato, la
soluzione che contiene l’ossalato deve essere riscaldata in quanto la sua
reazione con il permanganato è lenta a partire.
STRUMENTI: Buretta da 25ml o 50ml;
Beuta;
Beker;
Bilancia analitica;
Spatola;
Vetrino ad orologio.
REAGENTI E SOSTANZE: Acqua ossigenata commerciale;
Ossalato di sodio;
Permanganato di potassio 0,1N;
Acido solforico diluito 1:4.

SVOLGIMENTO: Prepariamo una soluzione di KMnO4 0,10 N e standardizziamo


con ossalato di sodio.
Poi preleviamo un volume noto di soluzione incognita in una beuta,
aggiungiamo qualche goccia di permanganato dalla nostra buretta. Poniamo a
riscaldare la beuta su piastra, stando attenti a non superare i 60°C. Quando la
soluzione si decolorerà prendiamo la beuta e continuiamo a titolare fino a
quando la soluzione non raggiungerà una colorazione rosa chiaro persistente
per 30 secondi. Infine annotiamo il volume di permanganato utilizzato e
calcoliamo i grammi di ossalato presenti nella nostra soluzione con la formula
ELABORAZIONE DATI SPERIMENTALI:
[KMnO4]MEDIA= 0,1085N
g Na C O =[ KMnO4 ] ⋅V ( KMnO ) ⋅ PE ( KMnO )
2 2 4 4 4

ml soluzione mg Na2C2O4
15,5 103,2

CONSIDERAZIONE SUI RISULTATI E ACCORGIMENTI: i risultati ottenuti sono


conformi alle nostre aspettative.