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Inerzia termica della struttura

Si consideri una parete piana sotto le seguenti


g ipotesi semplificative:

• flusso termico di tipo sinusoidale e di direzione perpendicolare alla


superficie
ne
atizzazion

• mezzo isotropo e omogeneo


STIVO

• spessore seminfinito
MICO ES
d Clima

Si imponga
i una condizione
di i iiniziale
i i l spaziale
i l (t
(temperatura
t sulla
ll faccia
f i
esterna, t0) corrispondente ad una forzante esterna del tipo:
mpianti di
CO TERM

t 
t( 0, )  t0  t sen(  )
orso di Im
CARIC
Co

ove si è indicato con  il tempo

la temperatura esterna varia cioè in modo sinusoidale con pulsazione 


attorno al valor medio t0 con una variazione massima t0 sulla
superficie A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Dalla teoria sulla Trasmissione del Calore nel materiale si ottiene una
risposta del tipo:
t ( x, q ) = t0 + Dt0 ⋅ e-γx sen(wq - γx)
ne
atizzazion
STIVO

 2f = pulsazione con f = 1/T0 e con T0 periodo pari a 24 ore;


 =  / 2 a = fattore di attenuazione spaziale;
MICO ES
di Clima

a = /c = diffusività termica del mezzo, in [m²/s], con  e 


conducibilità e densità del mezzo;
 x
x 1 / 2  a sfasamento
sfasamento temporale dell
CO TERM

dell’onda
onda termica trasmessa
trasmessa.
mpianti d

sfasamento
orso di Im
CARIC

forzante esterna

risposta

t t ( x, q )
Co

t attenuazione

t (q )

A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Cioè, l’onda termica sinusoidale in ingresso si modifica all’interno


della parete con effetti di attenuazione e sfasamento che risultano
ne

funzioni delle caratteristiche geometriche e termofisiche del mezzo


atizzazion
STIVO

L'attenuazione dipende principalmente dalla conducibilità mentre


lo sfasamento dalla capacità termica del mezzo.
MICO ES
di Clima

Il comportamento complessivo dipende essenzialmente dal diffusività


termica a
CO TERM
mpianti d

sfasamento
orso di Im
CARIC

forzante esterna

risposta

t t ( x, q )
Co

t attenuazione

t (q )

A. Palombo
Inerzia termica della struttura

La variazione della temperatura ad una distanza x dalla superficie ha lo


stesso periodo della variazione di temperatura imposta alla superficie ma
ha ampiezza decrescente esponenzialmente con la distanza
ne
atizzazion

t
STIVO

Andamento della funzione


t ( x, q ) = t0 + Dt ⋅ e-γx sen(wqq - γx)
MICO ES


d Clima


mpianti di
CO TERM

x
orso di Im
CARIC

t0
Co

Ovviamente il caso di un mezzo non omogeneo e di spessore finito quale


può essere una parete reale multistrato si discosta significativamente da
quello appena considerato
A. Palombo
Inerzia termica della struttura
Si consideri ora il raffreddamento di un corpo avente temperatura iniziale
ti ed immerso in un fluido alla temperatura t∞. Per semplificare la
trattazione si ipotizzi il caso di resistenza interna trascurabile (Bi < 0,10)
(vedi il corso di Fisica Tecnica e Trasmissione del Calore). Durante il
ne
atizzazion

t
transitorio
it i la
l temperatura
t t i t
interna all corpo è uniforme
if ed
d è parii a:
STIVO

t ( )  t  ti  t  e  /
MICO ES
di Clima

Dove: è la costante di tempo


CO TERM
mpianti d

Maggiore
M i è la
l capacità
ità termica
t i d l corpo, maggiore
del i sarà
à il tempo
t di
raffreddamento (o di riscaldamento) e quindi minori saranno le relative
oscillazioni termiche.
orso di Im
CARIC

La costante di tempo può anche scriversi utilizzando l’analogia con i


transitori dei circuiti elettrici, resistenza – capacità:
Co

1
 m  c  RC
 A
Ove nel caso in esame R è la resistenza termica e C è la capacità
termica del corpo.
A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Si consideri ora che il corpo in questione sia un edificio. Si immagini


quindi che quest’ultimo stia subendo un transitorio termico.
Se la sua costante di tempo è pari ad esempio a RC = 5 h, dopo 5 x 5 = 25
ne
atizzazion

ore (poco
( più
iù di un giorno)
i ) l’edificio
l’ difi i sii raffredderà
ff dd à del
d l tutto
t tt (o
( sii riscalderà
i ld à
del tutto).
STIVO

p 5 costanti di tempo
Si ricorda infatti che dopo p il valore finale del
MICO ES
di Clima

transitorio è pari allo 0,763% di quello iniziale. Ciò significa che il


transitorio si è praticamente esaurito.
CO TERM
mpianti d

Se la sua costante di tempo è invece pari a RC = 24 h allora il transitorio


ha bisogno di 5 x 24 = 120 ore, cioè di 5 giorni
Se si considerano nell’edificio le oscillazioni di temperatura nell’arco di una
orso di Im
CARIC

giornata (di giorno si ha riscaldamento e di notte raffreddamento) si nota


che in quest’ultimo caso le oscillazioni di temperatura sono di gran lunga
inferiori rispetto al caso precedente.
Co

Un edificio poco massivo (tipici edifici moderni), quindi, ha oscillazioni


termiche maggiori degli edifici con maggiore massa (come gli edifici
storici) e pertanto nei primi in inverno si avranno temperature minime
più basse e d’estate temperature massime più alte

A. Palombo
Inerzia termica della struttura
Durata del transitorio termico in funzione della costante di tempo

ti = 120
ne

sfera metallica
atizzazion

t [°C] mc = 11,4 J/K


STIVO

100 A = 0,05 W/K


sfera argilla
mc = 5,7
5 7 J/K
MICO ES
di Clima

80
A = 0,05 W/K
60 sfera metallica
CO TERM

 crescenti
mpianti d

mc = 11,4 J/K
40 A = 0,5 W/K
orso di Im
CARIC

t = 20

0
Co

0 100 200 300 400 500


 [s]
Le difficoltà di calcolo sopraggiungono quando si considera il caso reale di
un mezzo non omogeneo, di spessore finito e con Bi > 0,10 quale può
essere ad esempio una parete reale multistrato di un edificio A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Un altro modo di scrivere la costante di tempo è:


ne
atizzazion

1 c
   c V  A 
STIVO

A 
V
MICO ES
di Clima

c oè la
cioè a costa
costante
te d
di te
tempopo è ta
tanto
to maggiore
agg o e qua
quanto
to minore
o e è, a parità
pa tà
CO TERM
mpianti d

del rapporto  c/, il rapporto A/V cioè il rapporto di forma


dell’oggetto.
orso di Im
CARIC

Vantaggi di un basso A/V :


• minor surriscaldamento estivo dovuto alle sollecitazioni esterne
• minor raffreddamento invernale dovuto alle dispersioni di calore
Co

Svantaggi di un basso A/V :


• minor raffreddamento estivo dovuto alle dispersioni del calore
accumulato a causa dei carichi endogeni

A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Si osservi, ad esempio, che l’iglù esquimese ha una forma emisferica.


ne

Per questa geometria il rapporto A/V è il minimo possibile: la sfera


sfera,
atizzazion

infatti, ha il maggior volume a parità di superficie disperdente o, ciò che è


STIVO

lo stesso, la minor superficie disperdente (oppure il maggior transitorio di


raffreddamento)) a p parità di volume
MICO ES
di Clima

D’inverno sono quindi da preferire edifici dalla forma più compatta (edifici
di tipo
p condominiale)) rispetto
p a q
quella movimentata ((singole
g villette)) che
CO TERM
mpianti d

comportano maggiori superficie esterna e quindi maggiori disperdimenti


termici.
orso di Im
CARIC

D’estate invece non è sempre così!


Co

A. Palombo
Inerzia termica della struttura

Un modo
U d per correlare
l il carico
i t
termico
i d ll’ difi i con le
dell’edificio l sue
caratteristiche di isolamento e di accumulo termico è quello di
calcolare la costante di tempo equivalente dell’edificio attraverso la
ne
atizzazion

relazione:
MICO ESSTIVO
di Clima
CO TERM
mpianti d
orso di Im
CARIC
Co

A. Palombo