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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

TEMPOROMANDIBOLARE

(CONDILARTROSI DOPPIA)

Superfici articolari.

- superficie mandibolare. i due condili della mandibola (22 x 8 mm), convessi, rivestiti di fibrocartilagine.

- superficie temporale. tubercolo articolare (radice trasversa del processo zigomatico) e cavità glenoidea del temporale che formano la fossa mandibolare del temporale (20 x 22 mm).

Disco interarticolare. Dato che le superfici non sono corrispondenti, si modella un disco fibroso ellittico, con il maggior asse tra- sversale. I margini piegano in basso e si fissano sul condilo, quindi nei movimenti articolari il disco fibroso segue sempre la mandibola.

Mezzi di unione. - CAPSULA ARTICOLARE: si inserisce sul margine posteriore del tubercolo articolare, sul fondo della cavità glenoidea anteriormente alla Scissura del Glaser, sul tubercolo zigomatico e sulla spina dello sfenoide. Si fissa sulla faccia anteriore del collo del condilo. La cavità articolare è divisa in due compartimenti non co- municanti: il superiore, tra cranio e disco, e l’inferiore, tra disco e mandibola.

- LEG. LATERALE / TEMPOROMANDIBOLARE: rinforza la capsula ed è il principale mezzo di unione. si inseri-

sce sul tubercolo zigomatico e sulla radice longitudinale del processo zigomatico. Si fissa sulla parte poste- ro-laterale del collo del condilo.

- LEG. MEDIALE: si inserisce sul contorno mediale della cavità glenoidea. Si fissa sulla parte postero-mediale

del collo del condilo.

- LEG. SFENOMANDIBOLARE: si inserisce sul lato esterno della spina dello sfenoide e sulla parte mediale

della Scissura del Glaser. Si fissa sulla spina dello Spix e sulla porzione mandibolare tra questa spina e il margine parotideo dell’osso.

- LEG. STILOMANDIBOLARE: si inserisce sull’apice del processo stiloideo. Si fissa sul margine parotideo (po-

stero-laterale) e sull’angolo inferiore della mandibola.

- LEG. PTERIGOMANDIBOLARE: si inserisce sull’uncino dell’ala mediale del processo pterigoideo dello sfe-

noide. Si fissa sull’estremità posteriore del margine alveolare della mandibola.

Movimenti.

- ABBASSAMENTO e INNALZAMENTO: nell’abbassamento, il mento si abbassa e il condilo scorre in avanti,

abbandonando la cavità glenoidea e ponendosi sotto la radice trasversa dell’arcata zigomatica.

- PROIEZIONE ANTERIORE e POSTERIORE: la mandibola si porta in avanti mantenendo il contatto con il ma-

scellare. I condili abbandonano la cavità glenoidea e si portano sotto il proprio tubercolo articolare.

- LATERALITA’: uno dei due condili, alternativamente il destro o il sinistro, si porta in avanti ponendosi sotto

il tubercolo articolare corrispondente, mentre l’altro è immobile e serve da perno. Il mento si porta dal lato

opposto del condilo che si sposta.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE CON LA TESTA

ATLANTOOCCIPITALE (CONDILO)

Superfici articolari: occipitale. i due condili, convessi sia trasversalmente sia in senso antero-posteriore, guardano in basso, in avanti e lateralmente. Il maggior asse è obliquo da dietro in avanti e in senso latero-mediale; atlante. le due cavità glenoidee, concave in tutte le direzioni, sono rivolte in alto, indietro e medialmente. Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: fasci verticali dal contorno del condilo al contorno della cavità glenoidea corrispondente. La-

teralmente è assai spessa e rafforzata da fasci fibrosi (legamenti laterali).

- LEG. ANTERIORE / MEMBRANA ANTERIORE: lunga 3 o 4 cm, si inserisce sulla parte anteriore del contorno del foro

occipitale e si fissa sul margine superiore dell’arco anteriore dell’atlante.

- LEG. POSTERIORE / MEMBRANA POSTERIORE: più sottile, si inserisce sulla parte posteriore del contorno del foro

occipitale e si fissa sul margine superiore dell’arco posteriore dell’atlante. Movimenti.

- FLESSO-ESTENSIONE: attorno ad un asse trasversale, per la parte più alta delle cavità glenoidee. Nella flessione la testa si inclina in avanti, mentre i condili scorrono all’indietro.

- INCLINAZIONE LATERALE: limitati. L’inclinazione della testa risulta dal movimento della colonna cervicale.

OCCIPITOASSIALE (LEGAMENTOSA)

L’occipitale non è a contatto con l’epistrofeo, non essendoci superfici articolari comuni. Le due ossa sono congiunte da legamenti resistenti che mantengono inoltre il dente nell’anello atlantoideo. Legamenti dall’occipitale al corpo dell’epistrofeo (leg. occipitoassiali p.d.). Formano la membrana tectoria.

- LEG. OCCIPITOASSIALE MEDIANO: banderella fibrosa di 10-12 mm. Si inserisce in alto sulla doccia basilare anterior-

mente al grande forame occipitale. Discende nel canale vertebrale, passa dietro al dente ed al legamento trasverso, e si fissa sulla faccia posteriore del corpo dell’epistrofeo.

- LEG.i OCCIPITOASSIALI LATERALI: (destro e sinistro) fascio fibroso di 5 mm con direzione obliqua. Si inserisce sulle

parti laterali del grande forame occipitale (tra il condilo e il foro dell’ipoglosso) e si fissa sulla faccia posteriore del cor- po dell’asse, lateralmente al leg. occipitoassiale mediano. Le fibre più esterne non risalgono fino all’occipitale, ma si fissano sulle masse laterali dell’atlante, formando un fascio di rinforzo per la parte interna della membrana atlantoas- siale, conosciuto come legamento inferiore di Arnold. Legamenti dall’occipitale al dente dell’epistrofeo (leg. occipitoodontoidei).

- LEG. OCCIPITOODONTOIDEO MEDIO / LEG. SOSPENSORE DEL DENTE / LEG. DELL’APICE DEL DENTE: si inserisce sulla

parte anteriore del foro occipitale e si fissa sull’apice del dente. E’ collocato tra il leg. atlantooccipitale anteriore, che è in avanti, e il legamento trasverso, che è indietro.

- LEG.i OCCIPITOODONTOIDEI LATERALI / LEG. ALARI: (destro e sinistro) brevi e resistenti, nascono sulla faccia media-

le dei condili dell’occipitale e si fissano, con decorso quasi orizzontale, ai lati della metà superiore del dente dell’epistrofeo.

ATLANTOASSIALE LATERALE (ARTRODIA)

Superfici articolari: atlante. faccia inferiore delle masse laterali; asse o epistrofeo. processi articolari superiori. Mezzi di unione.

- LEG. COLLATERALI: membrana fibrosa (a destra e a sinistra) estesa dalla circonferenza della faccetta atlantoidea alla

circonferenza della faccetta assiale. La membrana è molto lassa e permette ampi movimenti. E’ rinforzata medialmen- te dal legamento inferiore di Arnold, dalla faccia posteriore del corpo dell’asse alle masse laterali dell’atlante.

- LEG. ANTERIORE: si inserisce sul margine inferiore e sul tubercolo dell’arco anteriore dell’atlante. Si fissa sulla faccia

anteriore del corpo dell’epistrofeo.

- LEG. POSTERIORE: membranoso, nasce dall’arco e dal tubercolo posteriore dell’atlante e si fissa sulle lamine verte-

brali dell’epistrofeo e sul suo processo spinoso.

ATLANTOASSIALE MEDIANA (TROCOIDE)

Superfici articolari: atlante. anello atlantoideo. Costituito: in avanti, dall’arco anteriore dell’atlante; indietro, da una banderella fibrosa estesa trasversalmente da una massa all’altra, il legamento trasverso, descrivente una curva a con- cavità ventrale. Il legamento trasverso fa parte del legamento cruciforme; epistrofeo. dente, che occupa il centro dell’anello atlantoideo e funziona da perno articolare. La faccia anteriore corrisponde all’arco anteriore dell’atlante, la faccia posteriore al legamento trasverso.

Movimenti del cranio rispetto alla colonna vertebrale L’atlante, unito al cranio, gira attorno al dente dell’epistrofeo. Nella rotazione del cranio, l’asse ed il suo dente restano immobili, mentre le masse laterali dell’atlante scorrono antero-posteriormente. Il movimento di abbassamento è col- legato, a causa della forma convessa delle faccette articolari: quando la testa ruota lateralmente, si abbassa.

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ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE

ART. DEI CORPI VERTEBRALI (SINFISI)

Superfici articolari. Ciascun corpo si articola per mezzo della faccia superiore con la faccia inferiore del cor- po vertebrale soprastante, per mezzo della faccia inferiore con la faccia superiore del corpo vertebrale sot- tostante.

Mezzi di unione.

- DISCHI INTERVERTEBRALI: hanno la conformazione dei segmenti ossei tra cui sono interposti. L’altezza

aumenta dall’alto in basso (regione cervicale: 3 mm. regione toracica: 5 mm. regione lombare: 9 mm). I di- schi si compongono di un nucleo polposo centrale (ovoidale, deformabile e incomprimibile) e di un anello fibroso periferico fibrocartilagineo.

- LEGAMENTO LONGITUDINALE ANTERIORE: nastro sulla faccia anteriore della colonna vertebrale, esteso

dal corpo dell’epistrofeo alla parte superiore del sacro. Si prolunga con un cordone mediano sull’occipitale.

- LEGAMENTO LONGITUDINALE POSTERIORE: collocato nel canale vertebrale, sulla faccia posteriore dei

corpi vertebrali, esteso dal corpo dell’occipitale alla parte superiore del sacro.

ART. DEI PROCESSI ARTICOLARI (ARTRODIE)

Superfici articolari.

- regione cervicale. quasi piane, ovali. Quella della vertebra inferiore è obliqua indietro e in alto; quella del- la vertebra superiore è obliqua in avanti e in basso.

- regione toracica. simili alla regione cervicale.

- regione lombare. disposte in modo che il processo articolare della vertebra sottostante sia laterale al pro- cesso corrispondente della vertebra superiore.

Mezzi di unione. Membrane fibrose rinforzate dal legamento giallo.

UNIONE DELLE LAMINE VERTEBRALI

- LEGAMENTI GIALLI: fasci di fibre elastiche con fibre di tessuto connettivo. Ciascuna lamina vertebrale è

legata a quella contigua da due legamenti rettangolari (destro e sinistro): il margine superiore si fissa sulla faccia anteriore della lamina sovrastante, il margine inferiore si fissa sul margine superiore della lamina sot- tostante. L’estremità laterale corrisponde alla parte posteriore del foro intervertebrale. Ricopre la porzione mediale dei processi articolari, rinforzando la membrana fibrosa. Con l’estremità mediana si uniscono sulla linea mediana, alla base dei processi spinosi.

UNIONE DEI PROCESSI SPINOSI

- LEGAMENTI INTERSPINOSI: setti fibrosi verticali e mediani negli spazi compresi tra i processi spinosi, pro-

lungandosi fino ai legamenti gialli e confondendosi posteriormente con il legamento sopraspinoso.

- LEGAMENTO SOPRASPINOSO: cordone fibroso mediano che si estende sulla colonna vertebrale, aderen-

do agli apici dei processi spinosi. Nella regione cervicale, al di sopra della settima vertebra, diviene triango- lare e termina sulla protuberanza occipitale esterna, prendendo il nome di legamento nucale.

UNIONE DEI PROCESSI TRASVERSI

- LEGAMENTI INTERTRASVERSARI: formazioni fibrose sviluppate soprattutto nella regione lombare. Si inse-

riscono alla base del processo trasverso di una vertebra e si fissano sul tubercolo mammillare e sul processo articolare superiore della vertebra sottostante.

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ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DEL TORACE

COSTOVERTEBRALI

TESTA DELLA COSTA (ARTRODIE)

Superfici articolari.

- superficie costale. due faccette piane nella testa della costa, inclinate e separate da una cresta smussa.

- superficie vertebrale. due faccette simili nei corpi vertebrali appartenenti una alla vertebra che è al disopra e l’altra alla vertebra che è al disotto della costa articolare; separate dal disco intervertebrale corrispondente.

Mezzi di unione.

- LEG. INTEROSSEO: si inserisce sulla cresta orizzontale che divide le faccette costali. Si fissa, confondendosi, sulla par-

te laterale del disco intervertebrale corrispondente.

- LEG. ANTERIORE / RAGGIATO: si inserisce sulla parte anteriore della testa delle coste. Si fissa medialmente, espan-

dendosi a ventaglio, sulla parte laterale della vertebra soprastante, sul disco intervertebrale e sulla parte laterale della vertebra sottostante.

- LEG. POSTERIORE: si inserisce sulla parte postero-superiore del collo della costa. Si fissa sulla faccia porteriore del

corpo vertebrale soprastante e sul disco intervertebrale.

Caratteri propri ad alcune articolazioni. Le articolazioni della prima, undicesima e dodicesima costa si articolano con una sola vertebra.

COSTOTRASVERSARIE (ENARTROSI)

Superfici articolari.

- superficie costale. una faccetta circolare e convessa da parte del tubercolo costale.

- superficie vertebrale. una faccetta concava da parte del processo trasverso.

Mezzi di unione.

- LEG. INTEROSSEO: si inserisce sulla porzione posteriore ed inferiore del collo della costa. Si fissa sulla faccia anteriore

del processo trasverso corrispondente.

- LEG. LATERALE / DEL TUBERCOLO DELLA COSTA: si inserisce sulla parte postero-laterale del tubercolo costale. Si fis-

sa sull’apice del processo trasverso corrispondente.

- LEG. SUPERIORE: dal margine superiore del collo della costa al margine inferiore del processo trasverso.

- LEG. INFERIORE: dal margine inferiore della costa al margine superiore del processo trasverso corrispondente.

- LEG. COSTOLAMELLARE: dal margine superiore della costa al margine inferiore della lamina vertebrale.

Movimenti delle coste. Le coste si innalzano e si abbassano, comportandosi come una leva di 3° genere (fulcro: articolazione. resistenza: e- stremità anteriore della costa. potenza: porzione mediana della costa). Se le coste di innalzano, lo sterno si muove nel- lo stesso senso, allontanandosi dalla colonna vertebrale e aumentando il diametro antero-posteriore del torace.

CONDROCOSTALI (SINCONDROSI)

L’estremità anteriore delle coste presenta una cavità ellissoidale per l’estremità delle cartilagini costali. La saldatura reciproca tra i due pezzi mantiene l’articolazione in sede, insieme al periostio e al pericondrio.

STERNOCOSTALI (ARTRODIE)

Superfici articolari.

- superficie sternale. incisura costale (faccette piane inclinate reciprocamente a formare un angolo diedro).

- superficie costale. faccette rivolte in direzione opposta a formare un cuneo esatto per l’incisura.

Mezzi di unione.

- LEG. INTRARTICOLARE: dall’apice del cuneo alla parte più profonda dell’incisura costale nello sterno.

- LEG. RAGGIATO: dalla cartilagine costale allo sterno.

Caratteri propri ad alcune articolazioni. - PRIMA ARTICOLAZIONE STERNOCOSTALE. Presenza di due legamenti conoidi dalla cartilagine allo sterno. - SETTIMA ARTICOLAZIONE STERNOCOSTALE. Presenza del legamento costoxifoideo (dal margine inferiore della setti- ma cartilagine costale alla faccia anteriore del processo xifoideo)

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ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DELLE OSSA DELLA SPALLA

ART. STERNOCLAVICOLARE (A SELLA)

Superfici articolari.

- superficie sternocostale. sullo sterno, una faccetta oblunga a grande diametro trasversale posta sul lato dell’incisura

giugulare, rivolta in alto e lateralmente (20 x 15 mm), che continua sulla prima cartilagine costale, con una superficie

triangolare piana limitata in senso antero-posteriore dai due legamenti conoidi. Si considera come un angolo diedro rientrante.

- superficie clavicolare. la clavicola medialmente presenta una faccetta a direzione verticale (18 x 14 mm). Si considera come un angolo diedro sporgente. I due diametri maggiori sono perpendicolari tra loro: un disco articolare fibrocartilagineo si interpone. Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: fibrosa, unisce i tre segmenti ossei coinvolti nei loro contorni articolari.

- LEG. ANTERIORE: si inserisce sulla parte anteriore e superiore dell’estremità mediale della clavicola. Si fissa sulla fac-

cia anteriore del manubrio dello sterno, inferiormente alla faccetta articolare.

- LEG. POSTERIORE: si inserisce sulla porzione posteriore e inferiore dell’estremità mediale della clavicola. Si fissa sulla

faccia posteriore del manubrio dello sterno, inferiormente alla faccetta articolare.

- LEG. INTERCLAVICOLARE (SUPERIORE): si inserisce sulla parte superiore dell’estremità mediale della clavicola e si

fissa, mediante le fibre brevi, sulla parte laterale dell’incisura giugulare; mediante le fibre lunghe sulla parte superiore della clavicola opposta.

- LEG. COSTOCLAVICOLARE / ROMBOIDEO: si inserisce sui tre quarti laterali della prima cartilagine costale. Si fissa sul-

la faccia inferiore della clavicola, che presenta una apposita rugosità. Movimenti.

- INNALZAMENTO e ABBASSAMENTO. L’estremità laterale si eleva, mentre quella mediale si abbassa.

- PROIEZIONE ANTERIORE e POSTERIORE. Estremità laterale in avanti, mediale all’indietro.

- CIRCUMDUZIONE. Combinazione dei precedenti. (NON ESEGUE MOVIMENTI DI ROTAZIONE)

ART. ACROMIOCLAVICOLARE (ARTRODIA)

Superfici articolari.

- porzione clavicolare. lateralmente, una faccetta allungata dall’avanti all’indietro, piana.

- porzione acromiale. faccetta analoga sul margine mediale dell’acromion.

Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: dal contorno della faccetta clavicolare al contorno della faccetta acromiale.

- LEG. SUPERIORE: si inserisce sulla faccia superiore dell’acromion e si fissa sulla faccia superiore dell’estremità latera-

le della clavicola. I fasci fibrosi sono trasversali, con notevole resistenza.

- LEG. INFERIORE: più sottile, dalla faccia inferiore dell’acromion alla faccia inferiore della clavicola.

Movimenti.

- SCORRIMENTO e “ALTALENA”. La faccia anteriore della scapola scivola sulla parte corrispondente del torace. L’asse

del movimento passa tra le articolazioni acromioclavicolare e coracoclavicolare. L’angolo laterale e l’angolo superiore della scapola si muovono in senso inverso: il laterale si abbassa quando il superiore si innalza. Il moncone della spalla

subisce gli stessi spostamenti dell’angolo laterale. Innalzando l’angolo superiore, si abbassa il moncone della spalla.

ART. CORACOCLAVICOLARE

La clavicola passa al di sopra del processo coracoideo, e i due segmenti ossei non sono a contatto, ma sono legati a distanza tramite il LEGAMENTO CORACOCLAVICOLARE, formato da due fasci:

- LEG. TRAPEZOIDE: in posizione antero-laterale, è una lamina quadrilatera sul piano sagittale. Si inserisce sulla parte

posteriore del margine mediale del processo coracoideo. Dirigendosi obliquamente, si fissa sulla linea trapezoidea del- la faccia inferiore della clavicola.

- LEG. CONOIDE: in posizione postero-mediale, orientato sul piano frontale, si inserisce tramite il proprio apice sul

processo coracoideo, e si fissa con la base sul tubercolo conoideo situato sul margine posteriore della clavicola, imme- diatamente dietro al legamento trapezoide.

LEGAMENTI PROPRI DELLA SCAPOLA

- LEG. TRASVERSO DELLA SCAPOLA: si inserisce sulla base del processo coracoideo e si fissa sulla parte superiore e po-

steriore dell’incisura della scapola. Serve per la comunicazione tra la fossa sopraspinata e la fossa sottoscapolare. - LEG. CORACOACROMIALE: banderella fibrosa triangolare, diretta dal margine laterale del processo coracoideo all’estremità anteriore dell’acromion, formando con queste due sporgenze ossee la volta coracoacromiale, che sovra- sta l’articolazione della spalla e che impedisce la lussazione verso l’alto della testa dell’omero.

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ARTICOLAZIONI

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SCAPOLO-OMERALE

SPALLA

(ENARTROSI)

Superfici articolari.

- superficie omerale. testa dell’omero rivestita da cartilagine ialina per 2 mm

- superficie scapolare. cavità glenoidea, ovalare, a maggior diametro verticale (35 x 25 mm). Il labbro ante-

riore presenta l’incisura glenoidea; la parte centrale ha una sporgenza chiamata tubercolo glenoideo. Sul contorno si presenta un cordone fibrocartilagineo, il labbro glenoideo, che ingrandisce la cavità ossea. La cavità glenoidea, anche se ingrandita, è comunque troppo piccola per accogliere la testa omerale. Ne ri- sulta quindi solo un combaciamento parziale: una buona parte della testa omerale non è contenuta nella cavità glenoidea, qualunque sia la posizione del braccio.

Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: a forma di manicotto, si attacca superiormente sulla faccia esterna del labbro gle-

noideo e sul contorno del collo della scapola, per fissarsi sul contorno del collo dell’omero. Superficialmen- te, la capsula contrae rapporti con i tendini dei muscoli che si inseriscono sul tubercolo dell’omero (sopra- spinato, sottospinato, piccolo rotondo). La capsula è molto lassa e sottile, permette grande mobilità ma è insufficiente per mantenere le ossa in mutuo rapporto (i muscoli fungono da legamenti attivi). I fasci longi- tudinali costituiscono lo strato superficiale, e vanno dall’inserzione omerale a quella scapolare. Altri tipi di fasci, circolari e obliqui, si trovano su uno strato più profondo.

- LEG. CORACOOMERALE: lamina fibrosa larga e resistente, estesa dalla base e dal margine laterale del pro-

cesso coracoideo al tubercolo maggiore, confondendosi superiormente con la capsula articolare.

- LEG.i GLENOOMERALI: tre nastri fibrosi spessi e resistenti, non isolabili dalla capsula. Si distinguono:

- LEG. GLENOOMERALE SUPERIORE: coperto dal leg. coracoomerale, si inserisce sulla parte superiore del

labbro glenoideo, sopra l’incisura glenoidea. Decorrendo lateralmente, si fissa sull’incisura posta sul col- lo anatomico dell’omero, tra la testa e il tubercolo minore.

- LEG. GLENOOMERALE MEDIO: si inserisce sul cercine glenoideo, vicino al leg. glenoomerale superiore,

e, portandosi obliquamente in basso e lateralmente, si fissa sulla base del tubercolo minore, al disotto del tendine del m.sottoscapolare. Allontanandosi dal leg. superiore, circoscrive uno spazio triangolare con apice verso la cavità glenoidea: è il forame ovale di Weitbrecht (bottoniera del sottoscapolare).

- LEG. GLENOOMERALE INFERIORE: il più lungo, largo e robusto, si origina sul labbro glenoideo e sul

collo della scapola e, portandosi obliquamente in basso e all’infuori, si fissa sulla parte anteriore e poste- riore del collo chirurgico dell’omero.

Movimenti.

- ABDUZIONE e ADDUZIONE. L’omero gira intorno ad un asse che passa per la parte inferiore e laterale

della testa, medialmente al collo chirurgico. Le estremità si muovono in modo opposto: quando l’estremità inferiore si innalza (abduzione), la testa scivola dall’alto in basso sulla cavità glenoidea. Oltre la linea oriz- zontale, si ha una seconda fase dell’abduzione, dovuta all’altalena della scapola con la clavicola, che cambia l’orientamento della cavità glenoidea e, di conseguenza, innalza maggiormente l’omero. Le ossa si muovo-

no simultaneamente e non successivamente.

- FLESSIONE ed ESTENSIONE. Si compiono attorno ad un asse trasversale, per il centro del tubercolo mag-

giore e per la cavità glenoidea. La testa dell’omero ruota in sito, mentre l’estremità distale descrive un cer- chio su un piano parallelo al mediano.

- CIRCUMDUZIONE. Passaggio regolare attraverso i quattro movimenti precedenti.

- ROTAZIONE. Attorno ad un asse verticale, per il centro della testa omerale e per l’epicondilo mediale. Nel-

la rotazione mediale, la testa scorre sulla cavità glenoidea dall’avanti all’indietro, i due tubercoli si portano medialmente e la parte anteriore della capsula si rilassa, mentre si tende quella posteriore.

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OMEROULNARE e OMERORADIALE GOMITO

(TROCLEA)

Superfici articolari.

- estremità distale dell’omero. appiattita dall’avanti all’indietro, con l’asse maggiore (trasversale) diretto obliquamente in senso latero-mediale e leggermente dall’avanti all’indietro. Nella parte mediale, presenta

una puleggia, la troclea omerale; nella parte laterale, un condilo; in mezzo, un solco condilotrocleare. Il tut- to è rivestito da uno strato di 2 mm circa di cartilagine diartrodiale.

- estremità prossimale dell’ulna. corrispondente alla troclea omerale, presenta una incisura trocleare, e-

scavazione semilunare formata in basso ed in avanti dal

dall’olecrano. Uno strato di 1,5 mm di cartilagine ialina riveste la superficie.

processo coronoideo, in alto ed indietro

- estremità prossimale del radio. corrispondente al condilo omerale, presenta una superficie arrotondata

ed incavata “a cupola”, la cavità glenoidea del radio, rivestita da 1,5 mm di cartilagine diartrodiale.

Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: manicotto fibroso, la cui circonferenza superiore corrisponde all’omero, mentre

quella inferiore alle due ossa dell’avambraccio. L’inserzione superiore segue: anteriormente, le fossette coronoidea e sopracondiloidea; posteriormente, il contorno della fossa olecranica; lateralmente, il solco tra epicondilo e condilo; medialmente, l’angolo diedro che separa la troclea dall’epitroclea. L’inserzione infe-

riore si effettua sul margine mediale e laterale dell’incisura trocleare, sulla parte superiore dell’olecrano, sulla faccia anteriore del processo coronoideo, leggermente al disotto del becco; sul radio, si inserisce in- torno al collo, 6 mm al disotto della cavità glenoidea.

- LEG. ANTERIORE / VENTRALE: ricopre la faccia anteriore della capsula. Si inserisce al disopra delle fossette

coronoidea e sopracondiloidea, sulla faccia anteriore dell’epitroclea e sulla parte laterale del condilo. Si fis- sa sull’incisura radiale dell’ulna, nella sua estremità anteriore.

- LEG. POSTERIORE / DORSALE: si inserisce sui lati mediale e laterale della fossa olecranica. Si fissa tramite i

fasci inferiori (omero-olecranici), sui margini dell’olecrano. I superiori (omero-omerali) vanno da un lato

all’altro della fossa olecranica, delimitando un ponte sotto il quale si dispone il fondo cieco della sinoviale.

- LEG. MEDIALE / COLLATERALE ULNARE: più spesso e resistente, cordoniforme, si inserisce sull’epitroclea.

Si fissa sul lato antero-mediale del processo coronoideo (f. anteriore), sul lato mediale del processo coro-

noideo (f.medio), sul lato mediale dell’olecrano (f.posteriore o leg. del Bardinet). Il fascio arciforme o leg. di Cooper si estende dalla base dell’olecrano alla base del processo coronoideo, descrivendo una curva a con- cavità superiore.

- LEG. LATERALE / COLLATERALE RADIALE: nasce sull’epicondilo laterale e raggiunge il radio prossimale

(f.anteriori) e la faccia laterale dell’olecrano (f.posteriori).

Sinoviale. La sinoviale del gomito riempie la membrana fibrosa e termina ai limiti delle cartilagini articolari. Sulla fac- cia anteriore dell’articolazione, tappezza le fossette coronoidea e sopracondiloidea, formando un prolun- gamento chiamato fondo cieco anteriore. Sulla faccia posteriore dell’articolazione tappezza la fossa olecra- nica, formando il fondo cieco posteriore o sottotricipitale.

Movimenti.

- FLESSIONE o ESTENSIONE. Nella flessione, di tipo angolare, l’ulna ed il radio sono uniti e si muovono come

se fossero un osso unico. Essi scorrono dall’indietro in avanti sulla estremità inferiore dell’omero, girando intorno ad un asse che passa per la troclea ed il condilo. L’asse di rotazione si sposta costantemente a misu- ra che si succedono i vari tempi della flessione. Tale spostamento è dovuta alla costituzione della troclea, che descrive un movimento leggermente spiraliforme. L’avambraccio, flettendosi, si avvicina fino ad appli- carsi sul braccio e si porta un po’ medialmente. La mano, quindi, si applica contro il torace e non contro la spalla. Il movimento di flessione misura in media 140°. A movimento avvenuto, l’apice del processo coro- noideo occupa la fossetta coronoidea dell’omero; la testa del radio risale la fossetta sopracondiloidea; il becco dell’olecrano abbandona la fossa olecranica.

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ARTICOLAZIONI

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ARTICOLAZIONI RADIOULNARI

RADIOULNARE PROSSIMALE (TROCOIDE)

Superfici articolari.

- radio. faccetta cilindroide, circonferenza articolare, quasi piana verticalmente, disposta come un orlo sulla testa dell’osso, rivestita da cartilagine diartrodiale di 1,5 mm che si continua con la cavità glenoidea.

- ulna. incisura radiale dell’ulna, laterale all’incisura trocleare con la quale si continua superiormente. E’ un segmento di cilindro cavo, piano verticalmente e concavo orizzontalmente. Allungata dall’avanti all’indietro, misura 12 x 10 mm con il maggior diametro nel senso antero-posteriore. L’estremità anteriore termina a punta e ricorda la figura di una virgola la cui grossa estremità è posteriore.

Le

due faccette articolari corrispondono per la configurazione perfettamente inversa, ma differiscono nell’estensione:

la

faccetta radiale forma un cerchio completo; la ulnare è la sesta parte di circonferenza.

Legamento anulare. L’incisura radiale dell’ulna è ingrandita lateralmente da una formazione fibrosa a semicerchio (leg. anulare) che cir- conda la testa del radio inserendosi anteriormente e posteriormente all’incisura radiale dell’ulna. Alto 10 mm, il mar- gine superiore si confonde con i legamenti del gomito; il margine inferiore, più stretto del superiore, si modella sul col-

lo del radio e lo abbraccia senza aderirvi. Mantiene le epifisi di ulna e radio applicate una contro l’altra e, siccome la

circonferenza inferiore è molto minore si quella superiore, impedisce alla testa del radio di sfuggire in basso.

Mezzi di unione.

- LEG. QUADRATO DI DENUCE’: lamina fibrosa quadrilatera estesa orizzontalmente dall’ulna al radio. Si inserisce me-

dialmente sul margine inferiore dell’incisura radiale dell’ulna; si fissa lateralmente sulla parte corrispondente del collo del radio. Misura 12 mm in lunghezza e in larghezza, e permette un allontanamento considerevole tra i capi ossei. Nel- le posizioni statiche, è rilassato; quando l’avambraccio si mette in pronazione o in supinazione, si avvolge intorno al collo del radio e contribuisce a limitare questi movimenti.

RADIOULNARE DISTALE (TROCOIDE)

Superfici articolari.

- radio. incisura ulnare del radio, lato mediale dell’estremità distale del radio. Segmento di cilindro cavo (16x6 mm).

- ulna. una circonferenza articolare formata da una faccetta supero-laterale, convessa dall’avanti all’indietro, a forma

di cilindro pieno, e da una faccetta inferiore, posta orizzontalmente, guarda verso il carpo ma non ha contatto osseo

con la mano in quanto è separata dal leg. triangolare, che completa la cavità articolare e mantiene le ossa vicine.

Legamento triangolare. Esteso orizzontalmente tra la testa dell’ulna e la prima serie delle ossa del carpo, ha la base sul margine inferiore dell’incisura ulnare del radio e apice medialmente, sull’incisura tra testa dell’ulna e processo stiloideo. Con l’ausilio di questo legamento, l’incisura ulnare diviene un angolo rientrante, mentre la circonferenza ulnare un angolo sporgente.

Mezzi di unione.

- MEMBRANA FIBROSA: si inserisce sul contorno superiore dell’incisura ulnare del radio, sul margine superiore della

circonferenza articolare dell’ulna e si confonde con la capsula dell’articolazione radiocarpica.

- LEG. ANTERIORE: dall’estremità anteriore dell’incisura ulnare del radio alla parte corrispondente dell’ulna.

- LEG. POSTERIORE: dall’estremità posteriore dell’incisura ulnare del radio al processo stiloideo dell’ulna.

MEMBRANA INTEROSSEA DELL’AVAMBRACCIO

L’ulna e il radio, articolati in alto e in basso, sono separati nella parte media da uno spazio ovalare, colmato da una membrana fibrosa chiamata membrana interossea dell’avambraccio. Si inserisce medialmente sul margine interosseo dell’ulna; si fissa lateralmente sul margine interosseo del radio, estendendosi sulla sua faccia anteriore. In alto, si arre- sta 2,5 cm al disotto della tuberosità bicipitale del radio. E’ punto di inserzione per numerosi muscoli e con i suoi orifici permette il passaggio di arterie. Al di sopra della membrana si nota il legamento di Weitbrecht: si inserisce sulla base del processo coronoideo, sul tubercolo sottocoronoideo; si porta obliquamente in basso e lateralmente e si fissa sulla faccia anteriore del radio, al disotto della tuberosità bicipitale.

Movimenti delle articolazioni radioulnari

- PRONAZIONE e SUPINAZIONE. Rotazione del radio intorno all’ulna, e la mano segue il radio negli spostamenti.

Nell’articolazione prossimale, il radio gira in sito, scorrendo sul contorno dell’incisura radiale. L’ulna è fissa. Nell’articolazione distale, il radio trasla poiché l’asse di rotazione passa per la testa dell’ulna. L’estremità distale del

radio arriva ad occupare il lato anteriore e quello mediale della testa dell’ulna. A pronazione compiuta, il radio incrocia l’ulna ad X, senza assumere contatto con essa.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

RADIOCARPICA

POLSO

(CONDILO)

Superfici articolari.

- avambraccio. cavità glenoidea concava, ellissoide col diametro maggiore trasversale tra i due processi sti-

loidei. Composta lateralmente dalla faccia carpica dell’estremità inferiore del radio; medialmente dalla fac- cia inferiore del legamento triangolare. Lateralmente si ha la faccetta scafoidea, medialmente la faccetta semilunare. La parte più mediale del leg. triangolare forma la faccetta piramidale.

- mano. Scafoide, semilunare e piramidale hanno una faccetta articolare convessa, e formano un condilo allungato trasversalmente che si modella esattamente sulla cavità dell’avambraccio.

Mezzi di unione.

-

MEMBRANA FIBROSA: manicotto che si inserisce sul contorno della superficie articolare dell’avambraccio

e

si fissa sulla superficie articolare del condilo del carpo. E’ più spessa avanti che posteriormente.

-

LEG. ANTERIORE / PALMARE: il fascio laterale (radiocarpico) si inserisce sul margine anteriore della fac-

cetta articolare del radio e sulla parte anteriore del processo stiloideo; si fissa sul semilunare, sul piramidale

e sul capitato: si tende con il movimento di supinazione, e trascina tutto il carpo e la mano. Il fascio mediale

(ulnocarpico) si inserisce sulla parte anteriore della fossetta tra testa dell’ulna e processo stiloideo; allar-

gandosi a triangolo, si fissa sulle stessa ossa del fascio radiocarpico: si tende nei movimenti di supinazione, ma siccome si fissa sull’ulna trattiene la mano invece di trascinarla.

- LEG. POSTERIORE / DORSALE: più debole, si inserisce sul margine posteriore della faccetta articolare del

radio e, dirigendosi obliquamente e lateralmente, si fissa sulla faccia posteriore del piramidale. E’ unito alle guaine fibrose dei tendini degli estensori, che lo ricoprono e lo rinforzano: si tende nella pronazione.

- LEG. COLLATERALE ULNARE: nasce sul lato mediale e sull’apide del processo stiloideo dell’ulna; il fascio

anteriore si fissa sul pisiforme, il fascio posteriore si fissa sul piramidale.

- LEG. COLLATERALE RADIALE: a forma di semicono, si inserisce sull’apice del processo stiloideo del radio; si

fissa sul tubercolo dello scafoide, lateralmente alla sua faccetta articolare.

- LEG. RADIOSCAFOSEMILUNARE: a forma di stella a tre punte orientata sul piano sagittale; si inserisce sul-

la parte palmare dell’incisura della cavità glenoidea tra la faccetta scafoidea e quella semilunare.

Movimenti. Possiede i cinque movimenti tipici delle articolazioni condiloidee: flessione, estensione, adduzione, abdu- zione e circumduzione. Sono ampliati da quelli dell’articolazione mediocarpica.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DELLE OSSA DELL’ANCA SACROVERTEBRALE

ART. CON IL CORPO VERTEBRALE (SINFISI)

Superfici articolari. Analoghe a quelle delle vertebre lombari. Corpo vertebrale della quinta vertebra lom- bare e il corpo vertebrale del primo segmento sacrale. Mezzi di unione.

- DISCO INTERVERTEBRALE: il cui margine anteriore corrisponde all’angolo sacrovertebrale (promontorio).

- LEGAMENTO LONGITUDINALE ANTERIORE , LEGAMENTO LONGITUDINALE POSTERIORE

ART. CON I PROCESSI ARTICOLARI (ARTRODIE)

Articolazione tra i processi articolari inferiori della quinta vertebra lombare e i corrispondenti del primo segmento sacrale. Non differiscono da quelle del tratto lombare.

LEGAMENTI A DISTANZA

- LEGAMENTI GIALLI , LEG. INTERSPINOSO , LEG. SOPRASPINOSO

- LEG. SACROVERTEBRALE: si inserisce sulla parte anteriore ed inferiore del processo trasverso della quinta

vertebra lombare. Si fissa alla base del sacro, incrociandosi con il leg. sacroiliaco anteriore.

SACROILIACA (DIARTROANFIARTROSI)

Superfici articolari.

- sacro. faccetta auricolare, semicilindro cavo, concava dorsalmente ed in alto (55 x 25 mm). incavato.

- anca. faccetta auricolare, a semicilindro pieno, che corrisponde esattamente a quella del sacro. in rilievo. Mezzi di unione.

- MEMBRANA FIBROSA: manicotto dal contorno della faccetta auricolare dell’anca al contorno della faccet-

ta auricolare del sacro, è molto breve come in tutte le articolazioni poco mobili ed è rafforzata da molti fa- sci fibrosi.

- LEG. ANTERIORE: fasci raggiati che si inseriscono faccia anteriore del sacro, lateralmente ai primi due fori

sacrali; si fissano sulla fossa iliaca, sulla parte posteriore della linea innominata e sopra la grande incisura ischiatica.

- LEG. POSTERIORE: la porzione interossea è subito dietro l’articolazione, nella parte più profonda: si inseri-

sce sulla tuberosità iliaca e si fissa sulla tuberosità sacrale; la porzione breve forma lo strato superficiale e nasce sulle spine iliache posteriori e dall’incisura interposta per inserirsi sui tubercoli della cresta sacrale la- terale; la porzione lunga forma un fascio che scende verticalmente dalla spina iliaca posteriore superiore alla cresta sacrale laterale.

- LEG. ILEOLOMBARE: si inserisce medialmente sull’apice e sul margine inferiore del processo trasverso del-

la quarta e quinta vertebra lombare e si porta, con direzione raggiata, verso l’osso dell’anca. Le fibre supe- riori si radunano in un cordone che si fissa sulla cresta iliaca; le altre si fissano sulla parte postero-superiore della tuberosità iliaca. Colma lo spazio angolare tra colonna vertebrale e cresta iliaca, completando la pare- te del grande bacino.

SINFISI PUBICA

Superfici articolari. Ciascun osso del pube presenta, nella sua parte mediale, una superficie ellittica (30 x 10 mm) e quando le ossa sono in sito l’interstizio che le separa ha la forma di un cuneo a base anteriore. Mezzi di unione.

- DISCO INTERPUBICO: fibrocartilagineo, colma l’intervallo tra le due ossa.

- MEMBRANA FIBROSA: avvolge la fibrocartilagine interpubica continuandosi con il periostio.

- LEG. SUPERIORE: banderella giallastra che si estende orizzontalmente da un tubercolo pubico all’altro

passando al di sopra dell’articolazione e confondendosi con la membrana fibrosa in basso e con la linea alba in alto.

- LEG. INFERIORE / ARCUATO DEL PUBE: posta al disotto della sinfisi, a forma di mezzaluna, le estremità si

fissano sulla parte mediale del ramo inferiore del pube a destra e a sinistra. Il suo margine inferiore forma una arcata tra le due ossa, chiamata arcata pubica. Pagina 10 di 17

Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

LEGAMENTI SACROISCHIATICI

- LEG. SACROTUBEROSO: si origina dalle due spine iliache posteriori, dalle aree posteriori della faccia glutea

e sul margine corrispondente della colonna sacrococcigea. Da questa inserzione di circa 10 cm il leg. volge

obliquamente in basso e lateralmente, per arrivare sulla piccola incisura ischiatica, dove la sua larghezza è di 1 cm. Allargandosi di nuovo e continuando il suo decorso, raggiunge la tuberosità ischiatica e il margine mediale del ramo dell’ischio, dove le fibre formano un processo falciforme che si confonde con il muscolo otturatore interno. Possiede orifici per alcuni vasi.

- LEG. SACROSPINOSO: anteriore e più piccolo del precedente, è una lamina triangolare. Si inserisce sul

margine del sacro e del coccige, per 3 cm; le fibre convergono verso la spina ischiatica, fissandosi sia sull’apice sia sui margini.

MEMBRANA OTTURATORIA

- MEMBRANA OTTURATORIA: colma il forame dalla parte superiore, quella cioè corrispondente al solco

sottopubico. Si inserisce lateralmente sopra la semicirconferenza laterale del forame sottopubico e si fissa sulla semicirconferenza mediale. Consta di fasci madreperlacei, con differente direzione. E’ ricoperta dal muscolo otturatore interno.

- BENDERELLA SOTTOPUBICA: lamina fibrosa di rinforzo sulla faccia esterna. Si origina lateralmente sul leg.

trasverso dell’acetabolo e sulla sporgenza ossea che limita in alto l’incisura ischio pubica. Si fissa al disotto della spina del pube e sulla membrana otturatoria.

- CANALE OTTURATORIO: il solco otturatorio o doccia sottopubica, la membrana otturatoria e la benderella

sottopubica formano un canale osteofibroso che fa comunicare il bacino con la regione antero-mediale del- la coscia, formando il canale otturatorio o sottopubico, lungo circa 25 mm. Questo canale dà passaggio al nervo otturatore, all’arteria e alla vena otturatoria, immersi in un’atmosfera celluloadiposa.

SACROCOCCIGEA

Superfici articolari.

- superficie sacrale. faccetta ovale con l’asse maggiore diretto trasversalmente, convessa.

- superficie coccigea. faccetta analoga, concava. Mezzi di unione.

- DISCO INTERVERTEBRALE: analogo a quello dell’articolazione sacrovertebrale.

- LEG. ANTERIORE: dalla faccia anteriore del sacro alla faccia anteriore del coccige. Rappresenta morfologi-

camente la porzione inferiore del legamento longitudinale anteriore.

- LEG. POSTERIORE: si inserisce sull’estremità inferiore della cresta sacrale e sui margini laterali dell’incisura

del canale sacrale. Si fissa, tramite due banderelle, sulla faccia posteriore (dorsale) del terzo coccigeo.

- LEG. MEDIALE: dal corno del sacro al corno corrispondente del coccige.

- LEG. MEDIO: dal margine laterale del corno sacrale alla parte posteriore dell’angolo laterale del coccige.

- LEG. LATERALE: dalla parte laterale dell’apice del sacro all’angolo laterale del coccige.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

COXOFEMORALE

ANCA

(ENARTROSI)

Superfici articolari. - testa del femore. sferica e convessa, rappresenta i due terzi di una sfera con raggio di 20-25 mm. La testa femorale è ricoperta da cartilagine ialina di 3 mm, tranne sulla metà anteriore della fossa del leg. rotondo. - acetabolo o cavità cotiloide. sferica e concava, rappresenta la metà di una sfera. E’ circoscritto da un margine circo- lare sottile, chiamato ciglio cotiloideo, e rivestita da cartilagine ialina, il cui spessore, contrariamente a quello della te- sta femorale, aumenta dal centro alla periferia. Vi è una notevole differenza di estensione tra la testa femorale e la cavità acetabolare, ridotta dal labbro acetabolare.

Labbro acetabolare o cercine glenoideo. Cordone fibrocartilagineo di 5 mm disposto ad anello che ingrandisce la cavità. Presenta numerose analogie con il lab- bro glenoideo dell’articolazione della spalla: ha sezione triangolare e prismatica, ed offre una faccia aderente o base in rapporto con il contorno della cavità acetabolare; una faccia esterna che corrisponde alla capsula; una faccia interna che corrisponde alla testa del femore. In corrispondenza delle tre incisure del ciglio acetabolare, il labbro glenoideo si comporta nel modo seguente: discende fino al fondo delle incisure ileopubica ed ileoischiatica e, colmandole, deter- mina la loro scomparsa; sull’incisura ischiopubica dell’acetabolo passa come un ponte da un’estremità all’altra, tra- sformando l’incisura in un orificio metà osseo e metà fibroso (foro ischiopubico) che fa comunicare l’acetabolo con l’esterno. Tale porzione libera del labbro dell’acetabolo passante al disopra dell’incisura si chiama legamento trasver- so dell’acetabolo. Il labbro acetabolare ingrandisce tutta la superficie interna dell’acetabolo, che arriva ai due terzi di una sfera. La circonferenza interna (aderente) è maggiore di quella esterna (libera), che abbraccia la testa del femore e le impedisce di uscire dall’acetabolo, anche se tutti gli altri legamenti sono stati soppressi. Nel trattenere il capo arti- colare, il labbro acetabolare si differenzia dal labbro glenoideo della spalla, che non compie ciò.

Mezzi di unione.

- CAPSULA ARTICOLARE: simile a quella della spalla, è un manicotto che si inserisce medialmente sul contorno della

cavità dell’acetabolo, sul contorno del ciglio acetabolare e sul leg. trasverso dell’acetabolo, e si fissa lateralmente sul femore: anteriormente sulla linea intertrocanterica e su tutto il collo del femore. La membrana è molto più estesa sul-

la faccia anteriore del collo che su quella posteriore, e il terzo laterale della faccia posteriore del collo è costantemente fuori dalla membrana. Perciò, una frattura laterale al collo del femore può essere intracapsulare anteriormente e e- xtracapsulare posteriormente. La capsula è formata da due tipi di fibre: le fibre circolari occupano il piano profondo della membrana e si dirigono perpendicolarmente all’asse del collo, descrivendo un cerchio; nella parte postero- inferiore dell’articolazione formano un fascio regolarmente curvo che abbraccia il collo (leg. anulare di Weber); le fibre longitudinali, superficiali, vanno dall’osso dell’anca al femore, incrociando le precedenti. Contiene la sinoviale.

- LEG. ILEOFEMORALE / AD “Y” DI BIGELOW / DI BERTIN: si origina al disotto della spina iliaca antero-inferiore e, por-

tandosi in basso, si dispiega a ventaglio e si fissa sulla linea intertrocanterica. Il fascio superiore è quasi orizzontale:

costeggia la capsula e si inserisce sul margine anteriore del grande trocantere, sotto il tendine del piccolo gluteo, e li- mita i movimenti di adduzione, estensione e di rotazione laterale. Il fascio inferiore scende verticalmente sul lato an- tero-mediale della capsula e si fissa sulla parte inferiore della linea intertrocanterica, davanti al piccolo trocantere.

- LEG. ISCHIOFEMORALE: situato nella parte posteriore e inferiore dell’articolazione, si inserisce nella doccia sottoace-

tabolare e sulla porzione del ciglio dell’acetabolo. Alcuni fasci si dirigono obliquamente e si fissano sul margine ante- riore della cavità del grande trocantere, altri si confondono con la capsula (leg. ischiocapsulare). Questo legamento limita i movimenti di rotazione mediale del femore.

- LEG. PUBOFEMORALE: dall’eminenza ileopettinea, dalla cresta pettinea e dal ramo orizzontale del pube, le fibre si

portano nella fossetta rugosa davanti al piccolo trocantere. Questo legamento si tende nell’abduzione e limita questo movimento.

- LEG. ROTONDO / DELLA TESTA DEL FEMORE: nastro fibroso di 35 mm all’interno dell’articolazione. Si inserisce dal

lato del femore nella fovea capitis che si trova sulla testa dell’osso. Dal lato dell’anca, si fissa sul legamento trasverso, sull’estremità anteriore dell’incisura dell’acetabolo e all’infuori della cavità acetabolare. E’ il residuo del m. pettineo.

Movimenti.

- FLESSIONE / ESTENSIONE. l’asse trasversale passa per la fovea capitis e l’apice del grande trocantere

- ADDUZIONE / ABDUZIONE. l’asse antero-posteriore passa per il centro della testa che scivola nell’acetabolo.

- CIRCUMDUZIONE. il femore descrive un cono per l’unione dei quattro movimenti precedenti.

- ROTAZIONE. l’asse verticale passa per il collo del femore.

- STATICA DEL TRONCO. il peso del tronco viene dimezzato su ogni arto, e i muscoli sono organi attivi.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

FEMOROTIBIALE

GINOCCHIO

(TROCLEA)

Superfici articolari.

- femore. estremità inferiore. puleggia della troclea femorale: due faccette laterali che inclinandosi l’una

verso l’altra terminano nella gola della troclea. Questo solco, sul piano sagittale, si dirige obliquamente con la puleggia dall’alto in basso e dall’avanti all’indietro; le due faccette trocleari nella parte inferiore dell’osso, fin qui contigue, si separano divergendo e la gola diviene una larga incisura, che divide l’estremità distale del femore in due prominenze, il condilo mediale e il condilo laterale. Entrambi i condili divergono dall’avanti all’indietro: il diametro trasverso è maggiore nella parte posteriore rispetto a quella anteriore. Inoltre, la superficie articolare appartiene prima a un cerchio di raggio assai grande, poi ad un raggio molto più piccolo: il condilo descrive una spirale, e i raggi decrescono dalla parte anteriore alla posteriore (da 40

mm a 18 mm). Il condilo mediale è fortemente spinto dal lato mediale, mentre quello laterale sporge in

senso laterale. Il raggio di curvatura del condilo laterale diminuisce più rapidamente di quello del condilo mediale. Questo associa i movimenti di rotazione a quelli di flessione. La linea di separazione tra la troclea e il condilo è detta linea condilo trocleare. La superficie articolare è rivestita da 3 mm di cartilagine ialina.

- tibia. estremità superiore. Offre due cavità glenoidee: una mediale più lunga e più scavata e una laterale più larga separate dalla eminenza intercondiloidea, che termina in alto con due tubercoli, uno mediale e

uno laterale. Avanti e dietro a questa eminenza si estendono due superfici triangolari: la fossa intercondi-

loidea anteriore e quella posteriore. La superficie è rivestita da cartilagine ialina, con il massimo spessore nella parte mediale delle cavità glenoidee(5 mm), nel punto in cui c’è la massima pressione.

- patella. faccia posteriore. Presenta una superficie articolare allungata in senso trasversale, con 4 mm di cartilagine. La patella è un osso sesamoideo gigante sviluppatosi nel tendine del quadricipite femorale.

Menischi. Le superfici articolari non si corrispondono: i condili sono troppo convessi, e le cavità glenoidee non sono sufficientemente scavate. Perciò si sviluppano su ciascuna cavità glenoidea delle fibrocartilagini ad anello, il cui spessore va diminuendo dalla periferia al centro. Ciò rileva i margini, e aumenta la profondità delle cavi- tà. I menischi, distinti in mediale e laterale, hanno la faccia superiore che si modella con il condilo, e quella inferiore sulla cavità glenoidea. Il mediale è più largo del laterale, e la larghezza media è 10 12 mm. La cir- conferenza esterna aderisce alla membrana fibrosa e ai legamenti collaterali. La circonferenza interna, as- sottigliata, non raggiunge il centro della cavità glenoidea per 6 - 8 mm. Il menisco laterale descrive un cer- chio quasi completo, interrotto solo dalla eminenza intercondiloidea; viene paragonato ad una “O”. Il meni- sco mediale è interrotto per un’estensione maggiore, descrive due terzi di circonferenza e viene paragona- to ad una “C”. I due menischi a mezzaluna presentano ciascuna due estremità o corna, una anteriore e una posteriore dirette verso lo spazio interglenoideo. Il menisco laterale si attacca con il corno anteriore sulla superficie triangolare davanti l’eminenza e sulla faccia laterale del legamento crociato anteriore; con il cor- no posteriore si attacca al tubercolo intercondiloideo mediale. Il menisco mediale si fissa con il corno ante- riore sul margine anteriore della tibia, davanti al legamento crociato anteriore; con il corno posteriore si at- tacca all’area intercondiloidea posteriore, tra il legamento crociato posteriore e l’inserzione del menisco la- terale. I menischi sono riuniti anteriormente con una piccola benderella trasversale, chiamata legamento trasverso, di 5 cm, ricoperta dall’ammasso adiposo anteriore del ginocchio.

Mezzi di unione. - CAPSULA ARTICOLARE: la membrana fibrosa è composta di fibre longitudinali e oblique, a forma di mani- cotto, abbraccia le superfici articolari di femore e tibia. Nella parte anteriore presenta una grande apertura per la patella; nella parte posteriore, in rapporto con la fossa intercondiloidea, la membrana è interrotta e i margini mediale e laterale penetrano nell’incisura intercondiloidea, dove incontrano e si confondono nei legamenti crociati corrispondenti. La capsula aderisce intimamente ai menischi, che la dividono in due parti:

una soprameniscale e una sottomeniscale.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

- LEG. ANTERIORE DELLA PATELLA: nastro fibroso resistente esteso dall’apice della patella alla tuberosità

tibiale. La faccia posteriore corrisponde ad una sinoviale (borsa infrapatellare profonda) che facilita lo scor- rimento del tendine sulla superficie ossea. L’ammasso adiposo anteriore colma lo spazio tra il legamento e l’articolazione, ed è in rapporto con la faccia posteriore del legamento della patella. Le ali della patella o legamenti alari della patella si portano dai margini della patella ai condili femorali, e si distinguono in me- diale e laterale.

- LEG. POSTERIORE / DI WINSLOW: si estende sulla faccia posteriore dell’articolazione. Le due porzioni la-

terali si confondono con la membrana, e formano due gusci fibrosi dietro ai condili che corrispondono ai muscoli gemelli. La porzione mediana corrisponde agli spazi intercondiloidei.

- LEG. COLLATERALE TIBIALE: nastriforme, lungo 10 cm, si inserisce sull’epicondilo mediale e si fissa sulla

parte alta della faccia e del margine mediale della tibia. Stretto all’origine e all’inserzione, raggiunge la mas- sima larghezza al menisco. Le fibre verticali discendono in maniera diretta; le fibre oblique discendenti par- tono dal femore e terminano sulla capsula e sul menisco; le fibre oblique ascendenti dalla tibia risalgono verso la capsula ed il menisco.

- LEG. COLLATERALE FIBULARE: cordonale, lungo 5 cm, si inserisce sull’epicondilo laterale del femore e si

fissa sulla parte anteriore e laterale della testa della fibula, 1 cm davanti al processo stiloideo.

- LEGAMENTI CROCIATI: situati nell’incisura intercondiloidea, si distinguono in base alla posizione all’inserzione tibiale:

- LEG. CROCIATO ANTERIORE: si origina dalla parte antero-mediale della eminenza intercondiloidea del-

la tibia; si dirige in alto, all’indietro e lateralmente, e si fissa sulla parte posteriore della faccia mediale del condilo laterale.

- LEG. CROCIATO POSTERIORE: si origina dall’incisura dietro l’eminenza intercondiloidea della tibia; si

porta in alto, in avanti e medialmente, e si fissa sulla parte anteriore della faccia laterale del condilo me- diale. Può essere rinforzato dal leg. meniscofemorale, che si origina dall’estremità posteriore del meni- sco laterale.

- SINOVIALE: anteriormente: nasce sul margine superiore della troclea femorale, tappezza anteriormente il

femore, si interrompe sul margine superiore della patella e forma un diverticolo a fondo cieco, la borsa si- noviale soprapatellare; riprende sul margine inferiore della patella e incontra l’ammasso adiposo anteriore. Sulla linea mediana, al disopra della rotula, la sinoviale diventa una piega che raggiunge l’incisura intercon- diloidea, costituendo il legamento adiposo. Posteriormente, si applica sulla faccia dei legamenti crociati e raggiunge il legamento posteriore dell’articolazione. La porzione mediana o intercondiloidea del leg. poste-

riore non è rivestita dalla sinoviale; questa non si frappone tra i leg. crociati, ma li applica uno contro l’altro;

i leg. crociati sono situati fuori dalla sinoviale articolare. Lateralmente, segue l’articolazione, interrompen- dosi e rinascendo in corrispondenza dei menischi, generando una porzione soprameniscale e una sottome- niscale. Numerose sono le frange sinoviali.

Movimenti.

- FLESSIONE ED ESTENSIONE. la flessione è sempre legata alla rotazione mediale della tibia; l’estensione è

sempre legata alla rotazione laterale della tibia. L’asse di rotazione si sposta man mano che si esegue il mo- vimento, e questo è una conseguenza delle superfici condiloidee che aumentano il raggio di curvatura dall’indietro in avanti. Il movimento di flessione ad opera delle masse muscolari è di 140°, e questo valore può arrivare a 170° se si porta la gamba in flessione manualmente o tramite il peso del corpo. I condili non

solo ruotano sulle cavità glenoidee, ma anche e soprattutto scorrono mentre si esegue il movimento di ro- tazione: scorrimento e rotazione sono simultanei.

- ROTAZIONE. Oltre alla rotazione combinata, si ha una rotazione indipendente, intorno ad un asse vertica-

le che passa per il tubercolo mediale della eminenza intercondiloidea della tibia. Il condilo laterale, per la

maggiore lunghezza del suo braccio di leva, si sposta più del condilo mediale. Nella rotazione mediale, i leg. crociati tendono ad esagerare il loro incrociamento e, comprimendosi reciprocamente, arrestano il movi- mento. Nella rotazione laterale, i legamenti tendono a scrociarsi, ma il leg. crociato posteriore si tende con

il leg. collaterale fibulare e questo limita.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI TIBIOFIBULARI

TIBIOFIBULARE PROSSIMALE (ARTRODIA)

Superfici articolari.

- tibia. faccetta arrotondata piana, sulla parte superiore della tuberosità laterale, rivolta in basso e lateralmente

- fibula o perone. faccetta simile, all’estremità prossimale, rivolta in senso inverso alla tibiale.

Mezzi di unione.

- MEMBRANA FIBROSA: fortemente tesa, si attacca sul contorno delle superfici articolari; presenta una sinoviale.

- LEG. ANTERIORE DELLA TESTA DELLA FIBULA: fibre oblique dalla faccetta articolare della tibia alla testa della fibula.

- LEG. POSTERIORE DELLA TESTA DELLA FIBULA: dalla parte posteriore della tibia alla corrispondente fibula.

Movimenti. Semplice scorrimento, molto limitato e difficilmente apprezzabile.

TIBIOFIBULARE DISTALE (SINDESMOSI)

Superfici articolari.

- tibia. faccetta concava triangolare e piana verticalmente, corrispondente al mortaio tibiofibulare (20 x 10 mm).

- fibula. superficie inversa, piana dall’alto in bassa e convessa antero-posteriormente con connettivo denso.

Mezzi di unione.

- CAPSULA FIBROSA: sottile, formata dai tre legamenti anteriore, posteriore ed interosseo.

- LEG. ANTERIORE: dal davanti della faccetta articolare della tibia alla parte anteriore del malleolo fibulare.

- LEG. POSTERIORE: dal margine posteriore della faccetta tibiale alla parte posteriore del malleolo fibulare. il suo fa-

scio inferiore ingrandisce il mortaio tibiofibulare e prende parte all’articolazione tibiotarsica.

- LEG. INTEROSSEO: situato nella parte superiore dell’articolazione, si compone di fasci brevi che si portano obliqua-

mente dalla tibia alla fibula e si continuano con la membrana interossea della gamba.

Movimenti. Limitati spostamenti trasversali della fibula rispetto alla tibia, determinati dall’astragalo.

MEMBRANA INTEROSSEA DELLA GAMBA

Analoga a quella del braccio, si inserisce medialmente sul margine laterale della tibia (margine interosseo) e si fissa medialmente sulla cresta longitudinale della fibula (cresta interossea). E’ composta di fasci fibrosi, diretti obliquamen- te dall’alto in basso e in senso medio-laterale.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

TIBIOTARSICA

TALOCRURALE

(TROCLEA)

Superfici articolari.

- piede. faccia superiore dell’astragalo, convessa antero-posteriomente e concava trasversalmente. Presen-

ta una vera troclea, con una gola, due versanti ineguali (il mediale è più stretto) rivolti verso la gola, due margini (il mediale è basso e smusso, il laterale è alto e tagliente). La puleggia è più lunga che larga, e la lar- ghezza diminuisce dall’anteriore (32 mm) al posteriore (26 mm). L’arco descritto dalla gola della troclea è il terzo di una circonferenza di raggio 25 mm. La superficie articolare della puleggia si continua ai lati con due faccette sagittali: la faccetta malleolare mediale e la faccetta malleolare laterale. Cartilagine ialina di 2 mm.

- gamba. la tibia e la fibula, articolate tra loro, formano un mortaio. La parete superiore, concava antero-

posteriormente e convessa trasversalmente, è costituita dalla tibia, le due parti laterali dai malleoli. Si a- datta alla troclea astragalica, ma rappresenta il quinto di una circonferenza di 30 mm di raggio. Quindi, il mortaio è meno esteso nel senso sagittale rispetto alla puleggia, ed esisterà sempre, qualunque sia la posi- zione del piede sulla gamba, una parte della troclea che non è a contatto con la tibia. Cartilagine di 2 mm.

Mezzi di unione.

- MEMBRANA FIBROSA: manicotto che si inserisce sulle due ossa della gamba e sull’astragalo, alla periferia

delle superfici articolari. Molto compatta medialmente e lateralmente, in corrispondenza dei malleoli, è molto lassa anteriormente e posteriormente. Tappezzata dalla sinoviale

- SISTEMA LEGAMENTOSO COLLATERALE LATERALE: tre legamenti indipendenti

- LEG. TALOFIBULARE ANTERIORE: quadrilatero, si inserisce sul margine anteriore del malleolo laterale e

si fissa sulla faccia laterale dell’astragalo davanti alla faccetta articolare.

- LEG. TALOFIBULARE POSTERIORE: più robusto e profondo, si inserisce lateralmente nella fossetta ru-

gosa della parte posteriore del malleolo laterale, si dirige medialmente e si fissa sul tubercolo laterale del processo posteriore dell’astragalo.

- LEG. CALCANEOFIBULARE: tra i precedenti, è un cordone piatto di 4 cm. Si inserisce sul malleolo latera-

le e si fissa sulla faccia laterale del calcagno, 2 cm sopra del processo trocleare.

- SISTEMA LEGAMENTOSO COLLATERALE MEDIALE

- LEG. DELTOIDEO: si inserisce sul margine inferiore del malleolo mediale, le fibre discendono verso il

tarso irradiandosi a ventaglio e: le fibre posteriori (leg. tibiotalare posteriore) si attaccano sul tubercolo

posteriore della faccia mediale dell’astragalo; le fibre anteriori (leg. talonavicolare) si fissano sulla parte mediale del collo dell’astragalo e sulla faccia superiore del navicolare; le fibre mediane si fissano sul sub- stentaculum tali e si fondono con il leg. calcaneonavicolare plantare.

- STRATO PROFONDO: dal malleolo mediale al disotto della faccetta articolare dell’astragalo

Movimenti.

- FLESSIONE ed ESTENSIONE del piede sulla gamba.

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Anatomia

ARTICOLAZIONI

Antonio Nenna

ARTICOLAZIONI DELLE OSSA DEL PIEDE

ART. SOTTOASTRAGALICA (TROCOIDE)

Superfici articolari.

- calcagno. faccetta postero-laterale, forma ovalare, con l’asse maggiore diretto obliquamente in senso medio-laterale

e dall’indietro in avanti; convessa nel senso antero-trasversale, è un segmento di cilindro pieno. - astragalo. forma i-

dentica, è un segmento di cilindro cavo. Le faccette sono separate da una incisura profonda e rugosa, stretta medialmente e larga alle estremità: è il solco dell’astragalo e il solco del calcagno. Con le ossa in mutuo rapporto, i due solchi formano una escavazione profonda, il seno del tarso.

Mezzi di unione.

- MEMBRANA FIBROSA: ampia e lassa, circonda le facce articolari delle due ossa. Con sinoviale.

- LEG. TALOCALCANEARE LATERALE: debole, va obliquamente dalla faccia laterale dell’astragalo alla faccia laterale del

calcagno; è parallelo e posteriore al leg. calcaneofibulare della articolazione tibiotarsica.

- LEG. TALOCALCANEARE POSTERIORE: quadrilatero, dal tubercolo laterale del processo posteriore dell’astragalo alla

parte corrispondente superiore del calcagno.

- LEG. TALOCALCANEARE INTEROSSEO: occupa il seno del tarso, e si estende dal solco del calcagno al solco

dell’astragalo. E’ all’indietro dell’articolazione talocalcaneonavicolare.

ART. MEDIOTARSICA DI CHOPART

Unisce la prima serie delle ossa del tarso alla seconda, e consta di quattro ossa: l’astragalo, il calcagno, il navicolare ed

il cuboide. L’astragalo corrisponde alla faccia posteriore del navicolare, il calcagno alla faccia posteriore del cuboide. Comprende quindi due articolazioni distinte: una mediale o talocalcaneonavicolare; una laterale o calcaneocuboidea.

ART. CALCANEO-CUBOIDEA (A SELLA)

La faccia anteriore del calcagno ha una faccetta verticale, concava dall’alto in basso e in senso medio-laterale. Il cuboi- de oppone una superficie inversa: convessa dall’alto in basso e in senso medio-laterale.

Mezzi di unione propri.

- CAPSULA FIBROSA: sul contorno delle cartilagini articolari.

- LEG. DORSALE: sottile, dal margine superiore della faccetta calcaneare alla faccia dorsale del cuboide

- LEG. PLANTARE / GRANDE LEGAMENTO PLANTARE: resistente, si origina sulla faccia inferiore del calcagno, si dirige

in avanti dividendosi in due piani di fibre sovrapposti: le fibre superficiali (leg. plantare lungo) si fissa sul cuboide e, continuando, termina mediante digitazioni sull’estremità prossimale delle ultime quattro ossa metatarsali; le fibre del- lo strato profondo si porta sulla faccia inferiore del cuboide.

ART. TALO-CALCANEO-NAVICOLARE (ENARTROSI)

L’astragalo presenta una testa oblunga e sporgente, a grande asse obliquo dall’alto in basso e in senso latero-mediale. Viene accolta da una conca costituita da: il calcagno con la superficie antero-mediale della sua faccia superiore; il navi- colare offre una cavità glenoidea posteriormente, meno estesa del necessario per accogliere l’astragalo, che viene in- grandita dalla fibrocartilagine del leg. calcaneonavicolare plantare ed occupa tutto lo spazio che separa il navicolare dal calcagno e dal sostentacolo del talo. Il leg. calcaneonavicolare plantare

Mezzi di unione propri.

- MEMBRANA FIBROSA: sul contorno delle superfici articolari e sul collo dell’astragalo.

- LEG. CALCANEONAVICOLARE DORSALE: nastro fibroso largo e sottile, si estende dalla parte dorsale del collo

dell’astragalo al margine superiore del navicolare.

- LEG. CALCANEONAVICOLARE PLANTARE: ha due ordini di fasci: gli anteriori si fissano sulla faccia inferiore del navico-

lare; i trasversali risalgono sul malleolo tibiale, con il leg. collaterale mediale tibiotarsico.

Mezzi di unione comuni alle due articolazioni.

- LEGAMENTO AD “Y”: chiave dell’articolazione mediotarsica, si inserisce sulla parte anteriore della faccia superiore

del calcagno. Si biforca dopo la sua origine (tipo Y) o sull’origine (tipo V): il fascio mediale (leg. calcaneonavicolare) si porta sulla superficie superiore e laterale del navicolare; il fascio laterale (leg. calcaneocuboideo) si fissa sulla faccia dorsale del cuboide.

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