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Esercitazione n° 6 di Meccanica Applicata alle Macchine

Dato un freno a tamburo con due ceppi ad espansione ad accostamento semilibero ed il freno a disco ad
accostamento traslatorio con le seguenti caratteristiche:

Dati freno a tamburo

raggio del tamburo

Distanza articolazione porta ceppo – centro tamburo

Angolo che la congiungente O1O fa con l’asse y

Distanza articolazione ceppo – centro tamburo

Distanza asse cilindretti – centro tamburo

Coefficiente di attrito delle superfici frenanti

Angolo di abbracciamento ceppo/tamburo

Larghezza della superficie frenante del ceppo

Diametro del cilindretto di comando del ceppo

Pressione di esercizio del circuito oleodinamico di comando

1)
· Calcolare il momento frenante complessivo del freno a tamburo
· Disegnare il diagramma delle pressioni
· Calcolare la forza risultante scaricata dal tamburo sul telaio

2)
· Dimensionare il freno a disco in modo tale che abbia pressione massima sulle pastiglie e momento
frenante complessivo uguali a quelli del freno a tamburo prima analizzato, supponendo la medesima
forza di chiusura, un angolo di abbracciamento ed un efficacia frenante di 0.75.
· Calcolare la forza risultante scaricata dal disco sul telaio.
1. Calcolare il momento frenante complessivo del freno a tamburo

Determiniamo il momento frenante calcolando per primo la forza di chiusura Q in quanto conosciamo la
pressione di esercizio del circuito oleodinamico di comando e la superficie su cui agisce tale pressione ;
quindi ci troviamo:

Per il calcolo del momento frenante complessivo , e’ necessario conoscere quale ceppo e’ avvolgente e quale
e’ svolgente e individuare la geometria , quindi i bracci delle forze che possiamo ricavare graficamente a
partire dalla costruzione del cerchio di Romiti il cui raggio è definito dalla seguente espressione:

Il cerchio di Romiti passa inoltre per O, centro di rotazione del tamburo.


Individuato tale cerchio, considerando un qualunque punto appartenente alla circonferenza, tracciata la retta
che congiunge il generico punto con il centro del tamburo O e ruotata tale retta dell’angolo d’attrito
ϕ=arctg(f) in modo tale che la forza tangenziale che si scambiano ceppo e tamburo compia lavoro negativo,
si individua sulla circonferenza di Romiti il punto R*, polo delle risultanti. Inoltre, per l’equilibrio del
ceppo, la risultante, oltre a passare per R*, deve passare anche per A, punto di applicazione della forza che il
portaceppo esercita sul ceppo. Quindi la retta che congiunge poi R* ed A, interseca la circonferenza in E,
punto di applicazione di tutte le forze. Possiamo così individuare la retta d’azione della F n, che coincide con
la retta che congiunge i punti E ed O, la cui distanza dal polo O 1 coincide con il braccio b. Questa retta è
inclinata rispetto all’asse delle x di un angolo γ. La retta che congiunge invece E ed O*, punto
diametralmente opposto ad O sul cerchio di Romiti, coincide con la retta d’azione della F t, la cui distanza da
O1 sarà quindi pari al braccio c. Tutto ciò è valido sia per il ceppo avvolgente che quello svolgente, anche se
i punti E ed R* non risultano simmetrici rispetto all’asse y e di conseguenza i bracci delle forze F n ed Ft da
una parte e dall’altra risultano essere diversi. Per capire il verso di avvolgimento e di svolgimento di ciascun
ceppo, dobbiamo osservare il verso di rotazione di OMEGA : il ceppo di destra e’ svolgente perche’ le forze
tangenziali respingono il ceppo mentre invece in quello di sinistra le forze tendono ad avvicinare il ceppo sul
tamburo quindi agevolano la frenata.
Il momento frenante complessivo sarà quindi dato dalla somma dei due momenti frenanti dei singoli ceppi o,
poiché questi ultimi sono identici per le condizioni da noi imposte, dal doppio dell’aliquota di momento
frenante data da un solo ceppo. Il tutto secondo le seguenti relazioni:

2. Diagramma delle pressioni


Per rappresentare il diagramma delle pressioni in forma polare è necessario individuare la retta di
accostamento l. Questa risulterà inclinata rispetto all’asse x di un certo angolo β, dalla parte del segmento
EO. L’angolo β si ricava dalla seguente relazione:
Tracciata la retta di accostamento è possibile definire il diagramma delle pressioni la cui equazione in forma
polare è in
cui θ è un generico angolo tale

che . La suddetta
equazione rappresenta, in
coordinate polari, una
circonferenza di diametro p0
(che sarà la pmax tra le due pressioni che
agiscono nei due ceppi) avente estremi
del diametro uno nel centro del
tamburo O e l’altro nel punto di
intersezione tra la retta di
accostamento l e la
circonferenza che definisce il
tamburo.
Si riporta il diagramma delle
pressioni in forma polare nella
figura a fine documento (una corrispettiva circonferenza arancione per entrambi i ceppi). Di seguito si
riporta invece il diagramma in forma cartesiana. Da entrambi i diagrammi si evince che la p max non si ha agli
estremi del ceppo ma ad una certa distanza da essi.
3. Calcolo della forza risultante scaricata dal tamburo sul telaio
In fase di frenata sul tamburo vengono applicate delle forze da parte delle ganasce, per mezzo del contatto
fra il tamburo e i due ceppi. Queste forze, se non uguali e opposte, saranno equilibrate da reazioni vincolari
che si sviluppano al livello della coppia rotoidale attraverso cui il tamburo è fissato al telaio. Per il principio
di azione e reazione, il tamburo scaricherà sui ceppi forze uguali e opposte a quelle prima considerate. Per
l’equilibrio del ceppo questa forza si ritroverà nuovamente uguale e contraria a livello del punto A, coppia
rotoidale che collega ceppo e portaceppo. Sul portaceppo si ritroveranno dunque le seguenti forze:
· Q →forza di chiusura, nota in modulo e direzione per ogni portaceppo;
· Fceppo,portaceppo --> ne è nota la direzione, ovvero la retta passante per i punti E ed R *, con R* polo delle
risultanti. È quella di cui ci interessa conoscere il modulo in quando, passando per il ceppo, si scarica
direttamente sul tamburo e poi sul telaio;
· Ftelaio,portaceppo --> nota in direzione, passante per O1 (punto di applicazione) e, per soddisfare la condizione
di equilibrio, per il punto di intersezione delle direzioni delle forze Q e F ceppo,portaceppo. È la reazione
vincolare che il telaio applica ai portaceppi.
Avendo una forza nota e due note in direzione, è possibile chiudere il triangolo di equilibrio per definire i
moduli mancanti per via grafica. Si evince che le forze applicate dai due ceppi al tamburo sono tra loro
uguali e opposte pertanto non è necessario che il telaio reagisca. Il telaio è dunque non sollecitato.