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Oleodinamica e Pneumatica 6.

Le valvole proporzionali

Le valvole proporzionali

La sempre più stretta integrazione dell’idraulica con l’elettronica di controllo e


regolazione, ha permesso il passaggio da movimentazioni on-off a movimentazioni
proporzionali al segnale di comando, nonché la possibilità di monitorare
continuamente lo stato di funzionamento degli assi idraulici e dei loro singoli
componenti.
Nella prima parte è stato esaminato il funzionamento dei solenoidi on/off, in cui
l'eccitazione del solenoide fa spostare il cursore della valvola tra le sue due posizioni
estreme. Questo sistema è utilizzato nelle valvole a solenoidi di tipo tradizionale per
fare spostare il cursore in una delle due o tre posizioni possibili. Tuttavia, con le
valvole proporzionali e con le servovalvole è necessario spostare il cursore in un
numero infinito di posizioni intermedie. Nel caso delle valvole direzionali, sarà
possibile controllare sia la direzione sia la portata poiché lo spostamento del cursore
rispetto alla posizione centrale (apertura della valvola) definisce la portata che passa
attraverso la valvola (supponendo costante la caduta di pressione).
Le valvole proporzionali colmano un divario tra le elettrovalvole tradizionali e le
servovalvole.
Come le elettrovalvole tradizionali, quelle proporzionali sono semplici nel disegno e
relativamente di facile manutenzione. Tuttavia, a differenza delle tradizionali
elettrovalvole (con solenoide a corrente continua) che sono di tipo on/off, esse
possono assumere un numero infinito di posizioni controllate, all’interno del loro
campo di lavoro.
Le valvole proporzionali hanno molte delle funzioni di controllo senza la complessità
di progettazione, con bassa capacità di contaminazione ed hanno un minor costo
rispetto alle servovalvole più sofisticate.
Sono utilizzate in applicazioni, dove non è richiesta la prestazione (tempo di risposta
rapida e bassa isteresi, ecc.) di una servovalvola.
Si usano gli stessi simboli visti in precedenza, ma si aggiungono, sopra e sotto al
disegno del cassetto, segmenti orizzontali; per esempio per una valvola 4/3

Elettrovalvole proporzionali
Le valvole proporzionali controllano e variano la pressione, la portata, la direzione,
l’accelerazione e decelerazione di un fluido elettricamente da una posizione remota.

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Esse sono azionate da un solenoide proporzionale, piuttosto che da una forza o una
coppia.
Il funzionamento dei
solenoidi proporzionali è
molto simile a quello dei
solenoidi on/off in
c.c. con l'unica differenza
che la corrente nel
solenoide è variabile per
modificare la forza
esercitata dal solenoide
sul cursore. Nel
solenoide si genera una
forza proporzionale alla
corrente che attraversa la
sua bobina ed è questa forza che sposta il cursore nel corpo della valvola. Il cursore si
sposta finché la reazione della molla non sia uguale alla forza esercitata dal
solenoide. Quindi variando la corrente che percorre il solenoide si potrà spostare in
misura più o meno maggiore il cursore nel corpo della valvola. I solenoidi
proporzionali possono essere usati nei casi in cui sia richiesto un spostamento
relativamente ampio del cursore (fino a 5 mm) ma operano in una sola direzione del
moto, cioè se il cursore deve potersi spostare da entrambe le parti rispetto alla
posizione centrale, bisognerà utilizzare due solenoidi, uno per lato.

Distributore proporzionale a comando diretto


I componenti principali di un distributore proporzionale sono il corpo (1), uno o due
magneti proporzionali (2) con trasduttore di posizione analogico in genere di tipo
induttivo (3), il cursore (4) ed una o più molle di richiamo (5).

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A causa delle forze resistenti statiche e dinamiche presenti nel distributore


l’azionamento diretto è impiegato di norma fino alla grandezza nominale 10. Tale
limitazione corrisponde ad una portata di circa 120 l/min e ad una pressione di
esercizio di 350 bar. I distributori possono essere equipaggiati con un trasduttore per
la retroazione di posizione del cursore. Nei distributori a comando diretto il ricorso
alla retroazione elettrica è raccomandabile perché le forze di disturbo sono
relativamente elevate rispetto alla forza generata dai magneti; con un distributore a
comando diretto privo di trasduttore di posizione anche disponendo di Δp elevati, non
si ottengono aumenti di portata oltre un certo limite perché il cursore tende a portarsi
spontaneamente in posizione centrale per effetto delle forze fluidodinamiche.
L’impiego di un trasduttore incorporato nella valvola proporzionale migliora le
caratteristiche statiche e dinamiche della valvola stessa; così il segnale elettrico
fornito dal trasduttore viene confrontato istante per istante con il segnale di
riferimento impostato e le eventuali differenze vengono quindi corrette
automaticamente dal regolatore elettronico.
Con riferimento alla figura si distinguono tre diverse situazioni:
 a magneti diseccitati il cursore è trattenuto in posizione centrale da una o due
molle di richiamo: i collegamenti tra P, A, B e T sono bloccati;
 eccitando il magnete di sinistra a il cursore viene spinto verso destra
collegando così l’attacco B alla mandata P e l’attacco A allo scarico T.
Quanto più forte è il segnale elettrico proveniente dal circuito di comando
tanto più a destra si sposta il cursore, poiché la corsa è proporzionale al
segnale elettrico. Quanto maggiore è la corsa tanto maggiore diventa la
sezione di passaggio e quindi la portata;
 eccitando il magnete di destra b, il cursore viene spinto verso sinistra
liberando così il passaggio da P verso A e da B verso T. Per la portata valgono
le considerazione fatte al punto precedente.

Forza magnetica costante


Su un solenoide, una forza magnetica viene creata quando una corrente viene fatta
passare attraverso la bobina. Questa forza tira l’armatura del solenoide verso
l’espansione polare. Uno spillo attaccato
all’armatura trasmette poi la forza al cursore
della valvola. Le principali differenze tra
un’elettrovalvola proporzionale e una
convenzionale on/off sono il disegno
dell’armatura, dell’espansione polare e del
tubo guida interno. L’elettromagnete
proporzionale è sagomato in modo da fornire
una forza più costante su tutta la corsa di lavoro del cursore. Nella Figura si può
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vedere che il solenoide proporzionale garantisce una forza costante,


indipendentemente dalla posizione dell’armatura.
La corrente della bobina determina solo la quantità di forza trasmessa al cursore della
valvola. La forza magnetica muove il cursore fino a quando non si raggiunge un
equilibrio tra la forza magnetica e la forza della molla della valvola. Variando la
corrente, il solenoide può forzare il cursore ad assumere una posizione qualsiasi
all’interno del suo campo di lavoro. Quest’operazione è chiamata “risposta della
molla” perché la molla della valvola è l’unica retroazione alla forza magnetica.
Poiché quest’operazione non tiene conto di altre forze che potrebbero influenzare la
posizione del cursore (come ad esempio le forze di attrito e di flusso) non è
appropriata per le applicazioni che richiedono un elevato grado di prestazione della
valvola.

Comandi e dispositivi elettronici associati


Le elettrovalvole
proporzionali sono
usate con
amplificatori a
controllo elettronico,
che forniscono la
potenza necessaria
per azionare la
valvola ed eseguire
funzioni aggiuntive.
Le valvole
proporzionali possono
essere usate in
entrambi i sistemi di
controllo ad anello aperto e chiuso.

Funzioni dell’amplificatore di controllo Diverse importanti funzioni


dell’amplificatore di controllo, come la compensazione della “zona morta”,
l’amplificazione e le oscillazione sono brevemente descritte.
Compensazione della zona morta La “zona morta” è causata principalmente dal
cursore che si sovrappone alle porte delle valvole. Questa sovrapposizione riduce le
perdite del cursore nella posizione neutra, ma questo impone che un certo livello
minimo di segnale deve essere fornito alla valvola prima di che sia possa avere una
apprezzabile portata attraverserà la valvola. La sovrapposizione del cursore è
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mostrata nella
Figura seguente. Il
cursore deve essere
spostato di una
certa quantità
affinché l’olio passi
attraverso la
valvola.
Nell’esempio
illustrato, un
minimale segnale
d’ingresso deve
essere applicato al
solenoide per
spostare il cursore
oltre la regione di
“zona morta” per
consentire il flusso
attraverso la valvola.

Molti amplificatori di valvole proporzionali hanno una compensazione elettricamente


regolabile della zona morta che fa si che il cursore possa saltare tutta la regione di
sovrapposizione quando si raggiunge la tensione di soglia. Quindi il cursore effettua
un salto in dipendenza dalla tensione
di soglia regolata nell’amplificatore.
Il segnale elettrico deve superare
questa soglia di tensione prima che il
cursore sia influenzato. La
compensazione della zona morta
produce il movimento del cursore
mostrato nella seguente figura.
Questa regolazione migliora
notevolmente le prestazioni della
valvola nella regione di zona morta,
spesso producendo risultati quasi
ideali.

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Spieghiamolo nel dettaglio:


Come si è detto nelle valvole i settori pieni del cursore vanno ad aprire o chiudere
totalmente o parzialmente le scanalature anulari praticate sull'alesaggio della valvola,
che sono in comunicazione con l'esterno.
Occorre distinguere diversi casi a seconda della estensione del settore pieno del
cursore rispetto a quella della scanalatura anulare.
Si definisce ricoprimento la semidifferenza tra la larghezza del settore pieno sp del
cursore e la larghezza della scanalatura anulare sa. r = (sp – sa) / 2
Ricoprimento nullo

In tal caso la larghezza del settore pieno è uguale a quello della scanalatura sp=sa ;
r=0
Si Consideri come posizione di riferimento quella nella quale la mezzeria del settore
pieno nella corrispondente mezzeria della scanalatura anulare.
Si indichi con s la traslazione del cursore dalla posizione di riferimento. Sia Q la
portata che trafila tra il settore e la scanalatura.
Per s=0 la portata è nulla; mentre, spostando il cursore da una parte o dall'altra, si ha
un aumento delle portata che trafila in un lato o nell'altro del settore pieno.
Ricoprimento positivo
Il settore pieno del cursore ha una larghezza sp maggiore di quella della scanalatura
anulare sa. Risulta: r = (sp – sa) / 2

In tal caso, rispetto alla posizione di riferimento anzi detta, in un primo tratto dello
spostamento del cursore, la portata di trafilamento tra settore e scanalatura risulta

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nulla; fino a che, effettuato lo spostamento r, in un senso o nell'altro si apre un


passaggio per l'olio verso o l'uscita A o l'uscita B.
Il diagramma spostamento s portata Q presenta un tratto 2r, centrato rispetto alla
origine con portata nulla.
Ricoprimento negativo
La larghezza del settore è inferiore a quella della scanalatura.

In posizione di riferimento, con s=0 si ha un uguale flusso di trafilamento sui due lati
opposti del settore.
Spostando il cursore in un senso, aumenta la portata di trafilamento in un lato del
settore e diminuisce quella sul lato opposto.
Quando lo spostamento risulta s=r allora si ha trafilamento solo in un lato, mentre
diviene nulla la portata che trafila sul lato opposto.
Punto zero
Per effetto dei ricoprimenti nella posizione
centrale vi è una zona morta, in quanto occorre
un minimo valore di corrente affinché si abbia
una portata diversa da zero.
Si determinano dei tempi di attesa necessari
perché il valore della corrente superi la zona
morta.

Guadagno
Il Guadagno di un amplificatore, espresso come un fattore moltiplicativo, è una
misura del rapporto tra il piccolo segnale d’ingresso nell’amplificatore e il grande
flusso di corrente in uscita diretto alla valvola. La tensione di uscita è proporzionale
alla tensione d’ingresso. Pertanto il Guadagno è espresso dalla:
𝑇𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑠𝑐𝑖𝑡𝑎
𝐺𝑢𝑎𝑑𝑎𝑔𝑛𝑜 = 𝐴 =
𝑇𝑒𝑛𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑′𝑖𝑛𝑔𝑟𝑒𝑠𝑠𝑜
Il Guadagno dell’amplificatore può, normalmente, essere dell’ordine di grandezza di
106. In altre parole:
Tensione d’uscita = Tensione d’ingresso x 1,000,000
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Tuttavia, nell’uso reale si hanno Guadagni più piccoli.

Oscillazione
L’oscillazione è un segnale di bassa frequenza (50–100 Hz), e bassa ampiezza in
corrente alternata utilizzato per compensare gli effetti di una condizione nota come
l’isteresi. L’isteresi è causata dall’attrito tra il cursore della valvola proporzionale e il
foro, dalle forze fluidodinamiche che agiscono contro il cursore, dal magnetismo
residuo dell’armatura, dalla forza di
gravità, nonché dalla inerzia del
cursore stesso. L’attrito può essere
influenzato dalla tolleranza di
fabbricazione, dalla dilatazione
termica, dall’usura, dalla viscosità del
fluido, dalla contaminazione e da altri
fattori. Quando c’è attrito in una
valvola proporzionale, la forza
magnetica deve superare la forza
determinata dalla molla del cursore e
la forza di attrito supplementare.
Poiché le forze di attrito non sono
uniformemente distribuite all’interno
della valvola, lo stesso segnale
d’ingresso può produrre una diversa quantità di spostamento del cursore quando il
segnale è in aumento rispetto a quando il segnale diminuisce.
Per ridurre l’isteresi, un segnale in corrente alternata a bassa frequenza oscillante
viene sovrapposto al segnale di uscita in corrente continua alla bobina. Questo
segnale in corrente alternata riduce l’attrito all’interno della valvola con uno
dinamico che è minore dell’attrito statico.

Funzioni Rampa

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Come si è detto, uno dei vantaggi delle valvole proporzionali è che, oltre alla
posizione, può essere controllata elettronicamente anche la velocità del cursore. Ciò
significa che la valvola può controllare anche la velocità, l’accelerazione e la
decelerazione di un elemento finale come un cilindro, un motore idraulico, ecc. Per
controllare la velocità di spostamento del cursore della valvola la bobina della valvola
viene alimentata con un segnale gradualmente in aumento o in diminuzione (funzione
di rampa).
La rampa è illustrata nella figura
seguente. Se viene applicato un
ingresso a gradini all’ingresso
(diagramma in alto), il risultato
sarà una tensione che ha la
forma come quella mostrata nel
diagramma inferiore.
Amplificatori come quello
mostrato in figura contengono
funzioni rampa con
accelerazione e decelerazione
regolabili separatamente; altri
hanno una sola regolazione che
ha lo stesso effetto sia in
accelerazione sia in
decelerazione.

Sistema di Abilitazione
Alcune schede di amplificazione hanno una funzione, che richiede una tensione
specifica per abilitare il collegamento prima della fase di uscita di qualsiasi segnale
da inviare alle bobine della valvola. Questo può essere collegato ad un interruttore di
arresto di emergenza o un’uscita da regolatore programmabile o un relè di controllo
principale in modo che se il segnale di abilitazione è perso, l’amplificatore produce
immediatamente un segnale pari a zero e la valvola risponde di conseguenza.
Normalmente, non è consigliabile che un interruttore di arresto di emergenza sia nella
linea di alimentazione, perché la carica immagazzinata in condensatori può causare
operazioni errate della valvola o mantenere il segnale alla valvola per qualche tempo
dopo che l’interruttore è aperto.

Retroazione della corrente


In un solenoide, il passaggio di una corrente attraverso la bobina genera calore.
Questo calore aumenta la resistenza della bobina. Per esempio una bobina che ha una
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resistenza di 26 Ohm a 20 C° ha una resistenza di 38 Ohm a 85 C°. Quando il


solenoide varia di resistenza, la corrente del solenoide e la taratura della valvola
cambiano. Un aumento del 50 per cento della resistenza della bobina conseguente ad
un riscaldamento della stessa determina e ad una riduzione del 33 percento della
taratura della valvola.
Per compensare l’effetto negativo del riscaldamento delle bobine, alcuni amplificatori
hanno correnti retroattive, in cui viene aggiunto, in serie con la bobina del solenoide,
un resistore di basso valore (1-2 ohm) con una corrente retroattiva. La risposta
dell’amplificatore è presa in un punto intermedio tra la bobina e la resistenza di
retroazione ed inviata alla giunzione. Questo determina che la corrente del solenoide
sia proporzionale alle tensione d’ingresso e indipendente dalla resistenza del
solenoide. In questa maniera si realizza una compensazione della temperatura della
bobina, riducendo l’effetto di spostamento del cursore al variare della temperatura
della bobina.

Controllo ad anello aperto (senza retroazione)


Le elettrovalvole proporzionali e gli amplificatori di controllo elettronici possono
essere utilizzati in sistemi senza retroazione per le applicazioni che richiedono un
controllo dolce della velocità dell’attuatore ma solo un controllo di portata non
particolarmente accurato. Come si può vedere nella figura seguente un dispositivo di
controllo ad anello aperto non ha sensore di posizione per misurare il movimento
effettivo del cursore. Il circuito di regolazione della valvola è spesso chiamato anello
interno. Inoltre, nessun segnale di retroazione è inviato dal motore idraulico
all’amplificatore per un confronto con il segnale di attuazione. Il circuito di
regolazione dell’attuatore è spesso chiamato anello esterno.

Rilevamento della posizione del cursore con il Trasformatore Differenziale


Variabile Lineare
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Quando è necessario un controllo più accurato della posizione del cursore, un sensore
di posizione può essere attaccato al
cursore. Il sensore invia un segnale
alla giunzione tra bobina e
resistore, dove viene confrontato
con il segnale d’ingresso originale.
Questa soluzione migliora
notevolmente le prestazioni della
valvola. Questo sensore è chiamato
Trasformatore Differenziale
Variabile Lineare (LVDT). Il
LVDT invia un segnale di
retroazione all’amplificatore di
controllo, dove viene confrontato
con il segnale d’ingresso. Questo
metodo garantisce un
posizionamento più accurato,
provvedendo ad una correzione
automatica in caso d’irregolarità
riducendo anche l’isteresi. Il LVDT
è il sensore di posizione più
utilizzato con le valvole di tipo a
cursore come le elettrovalvole
proporzionali. Nella Figura, si può
vedere che un LVDT ha una bobina
primaria avvolta attorno ad un nucleo di ferro dolce, con due avvolgimenti secondari
anch’essi avvolti intorno al nucleo.
Il nucleo di ferro è collegato allo spillo di spinta del solenoide.
Un segnale in corrente alternata ad alta frequenza alimenta la bobina primaria.
Quest’alimentatore crea un campo magnetico variabile nel nucleo di ferro, che induce
anche la tensione nei due avvolgimenti secondari del trasformatore mediante
un’azione indotta.
Quando il nucleo è in posizione centrale e le due bobine sono collegate in
opposizione, le tensioni nelle bobine sono bilanciate. Pertanto, le due tensioni si
annullano a vicenda per produrre un’uscita zero. Quando il nucleo di ferro si
allontana dal centro, la tensione indotta in una bobina secondaria aumenta mentre la
tensione nella seconda bobina diminuisce. Questo squilibrio produce un’uscita. La
grandezza del segnale di uscita è proporzionale alla distanza del nucleo di ferro
spostato dal centro, e gli sfasamenti indicano la direzione del movimento del nucleo.
Il segnale di uscita del LVDT viene alimentato da un demodulatore (un raddrizzatore
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sensibile alla fase), che produce una tensione continua che riflette accuratamente la
distanza e la direzione di movimento del nucleo.
Come illustrato nel diagramma a blocchi della figura seguente il segnale d’ingresso
viene inviato prima all’amplificatore, dove la potenza è amplificata.
Successivamente, l’amplificatore emette un segnale al solenoide, che poi trasmette
una forza al cursore
della valvola
proporzionale,
causando il
movimento del
cursore stesso. Poi,
un sensore di
posizione,
tipicamente un
LVDT, rileva
l’effettivo
spostamento del cursore. Il segnale di retroazione (tensione) viene inviato
all’amplificatore. Il segnale di retroazione viene confrontato con il segnale
d’ingresso. La differenza tra i due segnali produce un segnale di errore. Il segnale di
errore lascia il nodo e va all’amplificatore di tensione. L’uscita dell’amplificatore al
solenoide poi cambia per riflettere il nuovo segnale di errore. Questo ciclo continua
fino a quando il segnale di retroazione è equivalente con il segnale d’ingresso, e il
cursore raggiunge la specifica posizione. A causa del fatto che vi è un sensore di
retroazione sulla valvola ma non sull’attuatore (motore idraulico), questo sistema ha
un ciclo interno chiuso ma ciclo di regolazione esterno aperto. Se ci fosse un
dispositivo di retroazione sul motore, e se non ci fosse un sensore di retroazione sul
cursore della valvola, sarebbe considerato un anello di controllo esterno chiuso.

Principi di base delle valvole proporzionali


Una valvola proporzionale deve essere appropriatamente inserita in un circuito per
sfruttarne al meglio le sue capacità. Ciò richiede attenzione a fattori che non sono
presenti nelle valvole on/off, quali la portata e la pressione agenti sulle strozzature
variabili della valvola. Il cursore simmetrico riduce le due vie di portata in maniera
uguale, consentendo alla valvola di realizzare un controllo sia in ingresso che in
uscita. In un cursore asimmetrico, il controllo avviene solo da B a T o da A a T, cioè
solamente in uscita.

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Nella figura seguente


una valvola
proporzionale viene
utilizzata per
controllare un motore
idraulico che ha le aree
uguali per entrambe le
direzioni. Un cursore
simmetrico, che
prevede due restrizioni
in serie con l’attuatore,
è la scelta pratica da utilizzare, in quanto l’area dell’attuatore è uguale in entrambi i
lati.
Quando il cursore della valvola proporzionale è in una posizione tale che il fluido
scorre da P ad A e da B a T il motore gira a velocità costante, e i quattro manometri
mostrati in Figura indicano quanto segue:
P1 – indica la pressione del sistema principale. Di solito determinata dalla valvola di
sicurezza della pompa o dall’impostazione del compensatore.
P2 – indica la pressione necessaria per attivare il carico, più la contropressione sul
motore della porta di uscita.

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P3 – indica la contropressione sul condotto d’uscita del motore creata dalla


restrizione di scarico del flusso B a T attraverso la valvola, più la contropressione nel
tubo del serbatoio.
P4 – indica la contropressione nella linea di ritorno del serbatoio causata da
tubazioni, filtri e altre restrizioni.

Equazioni per la determinazione della portata

Valvole proporzionali per il controllo pressione


Esse servono per la regolazione a distanza della pressione attraverso segnali elettrici
che modificano il valore di pressione. Si può così adeguare la pressione alle esigenze
che di volta in volta si presentano durante un processo di lavorazione.
Le valvole proporzionali per il controllo della pressione che includono le relief e
quelle per la riduzione della pressione adottano le stesse parti del comando
elettronico. Nella maggior parte delle applicazioni la fase pilota è una piccola valvola
controllata elettronicamente, mentre la fase principale è una valvola di sicurezza o
limitatrice dimensionata per la portata richiesta. Tipi di valvole di controllo della
pressione sono:
- le valvole di sicurezza ad ugello;
- valvole di sicurezza ad otturatore con trasformatore differenziale variabile
lineare (LVDT) retroattivo;
- valvole di sicurezza a piastra.
Valvole di sicurezza ad ugello

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Come indicato dalla


valvola di sicurezza ad
ugello illustrata nella
figura seguente un
solenoide proporzionale
è collegato ad un perno,
che poi preme contro
l’ugello della valvola.
La forza che spinge il
perno verso l’ugello è
proporzionale alla
corrente di bobina. Per
aprire la valvola e permettere all’olio di fluire, la pressione del fluido (attacco P) deve
essere superiore alla forza del solenoide sul perno. Cioè:
𝐹𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑒𝑛𝑜𝑖𝑑𝑒
𝑃𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 =
𝐴𝑟𝑒𝑎 𝑢𝑔𝑒𝑙𝑙𝑜

L’apertura dell’ugello deve essere relativamente piccola, perché il solenoide non è in


grado di creare forze elevate. Limitando il diametro dell’ugello tra circa 1 e 2 mm, la
valvola sarà in grado di raggiungere valori di pressione fino a 345 bar. Poiché la
valvola ha una caduta di pressione interna elevata, la valvola di sicurezza ad ugello
non sarà adatta per applicazioni che richiedono valori d’impostazione di pressione
molto basse.
La piccola dimensione della valvola limita anche la sua portata massima di circa 3
l/min. la portata massima relativamente piccola della valvola di sicurezza ad ugello
comporterà il suo utilizzo su una fase principale.
Valvole di sicurezza a piastra
La valvola limitatrice di pressione a piastra ha un’armatura a piastra. Come per le
altre valvole, la corrente passa attraverso la bobina della valvola creando un campo
magnetico. In questa valvola, il campo magnetico tira l’armatura a piastra verso la
bobina. Una piccola sfera di acciaio è tenuta nel centro della piastra, in prossimità
dell’ugello della valvola. Mentre l’armatura è tirata verso la bobina, la sfera di acciaio
al centro dell’armatura e spinta contro l’ugello. Questo riduce o blocca il flusso
attraverso l’ugello. Per creare un flusso attraverso l’ugello, la pressione del fluido
deve essere superiore alla forza creata dalla corrente della bobina. Pertanto, la
corrente della bobina determina la pressione necessaria per consentire il flusso
attraverso l’ugello. Una varietà di sfere e ugelli possono essere montati per differenti
pressioni.

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Uno dei principali vantaggi della valvola


di sicurezza a piastra è l’assenza di molle,
che si traduce in meno isteresi, tempi di
risposta più rapidi e una migliore
risoluzione. Inoltre, quando la piastra
della valvola è eccitata, non c’è contatto
meccanico tra l’armatura della piastra e il
corpo valvola o ugello. Questa valvola è
comunemente utilizzata per controllare la
pressione nelle macchine per lo
stampaggio ad iniezione di plastica.

Elettrovalvola proporzionale ad ugello: questa valvola è la più semplice e meno


costosa delle valvole discusse. È stata progettata per applicazioni che richiedono il
controllo elettronico della pressione di taratura, ma anche applicazioni che richiedono
una bassa isteresi o un alto grado di precisione. La valvola ad ugello può essere
utilizzata per controllare una pompa compensata. Inoltre, questa valvola è adatta per
l’utilizzo in sistemi di controllo della pressione quando viene utilizzato un trasduttore
di pressione che fornisce un segnale di retroazione.
Valvola di sicurezza a piastra: questa può essere utilizzata in applicazioni di
pressione che richiedono una bassa isteresi e un controllo lineare. L’elettronica di
bordo la rendono compatibile con i controlli di un microprocessore.

Valvole proporzionali per il controllo della portata


Le valvole di controllo proporzionale della portata controllano il flusso di un fluido
idraulico. Un solenoide proporzionale varia le impostazioni della valvola per la
velocità dell’attuatore, accelerandola o decelerandola. Le valvole di controllo
proporzionali della portata comprendono valvole a farfalla non retroattive e valvole a
farfalla retroattive.
Valvole a farfalla non retroattive
La valvola a farfalla non
retroattiva è molto simile a una
valvola proporzionale direzionale.
Come illustra la figura la valvola a
farfalla non retroattiva ha una
valvola direzionale a cursore. La
molla è estesa nella posizione di
chiusura. Pertanto, quando non è
eccitata, il cursore della valvola
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blocca tutte le porte per impedire qualsiasi flusso. Quando una corrente viene fatta
passare attraverso il solenoide, la forza magnetica provoca lo spostamento del cursore
attraverso il corpo valvola.
Questo continua fino a quando la forza magnetica e la forza di compensazione della
molla sono equilibrate. Variando la corrente della bobina varia, la posizione del
cursore nonché le sezioni di apertura delle porte che permettono il flusso attraverso la
valvola.
Valvola a farfalla con retroazione
Quando una particolare applicazione richiede meno isteresi, ripetibilità migliore,
tempi di risposta più veloce e una maggiore potenza di una valvola non retroattiva,
può essere utilizzato un sensore di posizione del cursore con una valvola a farfalla. Il
sensore di posizione del cursore invia un segnale retroattivo all’ingresso
dell’amplificatore, migliorando le prestazioni della valvola. Ancora una volta, il
disegno di questa valvola è molto simile ad una valvola di controllo direzionale.
Poiché la posizione del cursore è indipendente da queste forze, non c’è pressione di
compensazione come quella nelle valvole a farfalla non retroattive. Senza alcuna
compensazione, la portata viene determinata solo dal segnale d’ingresso e la caduta di

pressione attraverso la valvola. Il grafico illustra che all’aumentare della portata


attraverso la valvola aumenta anche la caduta di pressione, fino a un punto in cui un
ulteriore aumento della caduta di pressione si traduce in una diminuzione della
portata. A questo punto le forze del flusso (Forze di Bernoulli) sono superiori di
quelle del solenoide.

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