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SICUREZZA E CONSERVAZIONE

CONSOLIDAMENTO SISMICO DI SOLAI IN LEGNO CON PANNELLI XLAM

A. GUBANA1

1 Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura, Università degli Studi di UDINE

SOMMARIO
La crescente attenzione e sensibilità nei confronti del restauro conservativo ha portato in questi anni alla ricerca di tecniche
meno invasive e reversibili anche per il consolidamento sismico dei solai in legno esistenti. Negli ultimi decenni, in Italia, in
molti interventi di adeguamento e miglioramento sismico sono stati realizzati solai con sezione mista legno-calcestruzzo,
ampiamente studiati sia dal punto di vista analitico che sperimentale. La sezione mista legno-calcestruzzo consente di
incrementare i carichi portati verticali e di realizzare un effetto diaframma rigido nel piano, importante per la trasmissione
delle forze sismiche alle pareti.
La necessità di adottare, negli interventi di restauro degli edifici storici, tecnologie reversibili e a secco suggerisce la
possibilità di utilizzare prodotti innovativi, quali i pannelli a strati incrociati incollati di tavole di legno (XLam), come diaframmi
orizzontali di piano, connessi alle travi esistenti dei solai, al posto della soletta collaborante in calcestruzzo armato.
Trattandosi di un prodotto di recente concezione ancora pochi sono gli studi teorici o sperimentali sul comportamento a taglio
dei pannelli. Recenti prove sperimentali hanno evidenziato che la resistenza a taglio ed il modulo elastico raggiungono valori
tali da giustificare un utilizzo dei pannelli stessi a questo scopo. La realizzazione di un diaframma di piano in legno al posto di
una soletta in calcestruzzo armato determina inoltre un minore incremento dei carichi permanenti e quindi inferiori azioni
sismiche di piano. Inoltre il collegamento dei pannelli alle travi in legno, mediante connettori, permette di realizzare una
sezione mista legno-legno e di incrementare la rigidezza flessionale delle travi di solaio.

ABSTRACT
Cross laminated timber panels are generally used to build walls and floor slabs of wood houses, but they have interesting
mechanical characteristics for strengthening ancient wood floors in restoration interventions and for building new wood-to-
XLam composite section floors. In particular XLam panels can be connected to wood beams to have a floor diaphragm effect
under seismic actions. First results of a series of tests to determine the panel shear behavior show high shear resistance and
huge potential for their use. In the present paper experimental bending tests on wood-to-XLam panel composite section
beams are described. Experimental data show that an interesting increment of bending stiffness can be achieved.

1. INTRODUZIONE

Negli interventi di consolidamento strutturale e miglioramento sismico dei solai in legno, la tecnica di realizzare una sezione
mista con una soletta in calcestruzzo, connessa alla trave in legno, è stata largamente utilizzata negli ultimi decenni e
ampiamente studiata sia dal punto di vista analitico che sperimentale [ 1, 2, 3, 4, 5, 6 ]. La sezione mista legno-calcestruzzo
ha una maggiore rigidezza flessionale rispetto alla sola sezione resistente della trave di legno e quindi risulta possibile
incrementare i carichi portati verticali. Inoltre la soletta in calcestruzzo crea un effetto diaframma rigido nel piano, garantendo,
se adeguatamente collegata alle murature portanti, la trasmissione delle azioni sismiche alle pareti. L'assito dei solai in legno
tradizionali, costituito da tavole affiancate inchiodate alle travi portanti, non è infatti in grado di trasferire adeguatamente i
flussi di taglio nel piano.
SICUREZZA E CONSERVAZIONE

La sempre crescente attenzione e sensibilità nei confronti del restauro conservativo ha portato in questi anni alla ricerca
di tecniche ancora meno invasive e maggiormente reversibili, basate ad esempio sull'uso di lastre in acciaio per garantire
l'effetto diaframma [ 7 ], o sul collegamento delle travi esistenti con altre travi in legno per incrementare i carichi verticali [ 8,
9]. Tutte queste tecniche possono essere in genere utilizzate sia per il rinforzo di solai che per la costruzione di nuovi solai in
legno.
Contemporaneamente sono stati introdotti prodotti innovativi, quali i pannelli a strati incrociati incollati di tavole,
denominati XLam (CrossLam), utilizzati in particolare per la realizzazione di strutture portanti verticali ed orizzontali di edifici
in legno.
La necessità di adottare, negli interventi di restauro degli edifici storici, tecnologie reversibili e a secco suggerisce la
possibilità di utilizzare questi pannelli come diaframmi orizzontali di piano, connessi alle travi esistenti dei solai in legno, al
posto della soletta collaborante in calcestruzzo armato largamente diffusa. Trattandosi di un prodotto di recente concezione
ancora pochi sono gli studi teorici o sperimentali sul comportamento a taglio dei pannelli [ 10, 11, 12 ]. Recenti prove
sperimentali evidenziano che la resistenza a taglio ed il modulo elastico sperimentali raggiungono valori tali da giustificare un
utilizzo dei pannelli stessi a questo scopo. La realizzazione di un diaframma di piano in legno al posto di una soletta in
calcestruzzo armato determina inoltre un minore incremento dei carichi permanenti e quindi inferiori azioni sismiche di piano.
Il collegamento dei pannelli alle travi in legno mediante connettori permette di realizzare una sezione mista legno-legno e
di incrementare la rigidezza flessionale delle travi di solaio. Nel presente lavoro sono illustrati i primi risultati sperimentali su
travi inflesse, realizzate con questa tecnologia, che evidenziano notevoli potenzialità d'uso nel campo del recupero.

2. CARATTERISTICHE GEOMETRICHE E MECCANICHE DEI PANNELLI XLAM

La materia prima impiegata per la produzione dei pannelli XLam è costituita dalle tavole, ottenute segando i tronchi
parallelamente al loro asse. Queste in genere presentano un rapporto larghezza/spessore maggiore di 4 e lunghezza
solitamente pari a 4 metri. Le sezioni trasversali tipiche presentano larghezza da 80 a 240 mm e spessori da 15 a 40 mm. Le
tavole vengono incollate tra loro sul piano orizzontale, tra l'intradosso e l'estradosso di ciascuno strato, consentendo di
realizzare spessori di altezza variabile in funzione del numero degli strati e dell'altezza delle tavole. In direzione longitudinale
le tavole sono collegate da giunti a dita, la lunghezza massima di produzione del pannello può arrivare fino ad 8 m.
Le colle impiegate per la realizzazione dei giunti e per l’incollaggio degli strati sono le stesse usate nel legno lamellare,
ossia adesivi a base di resorcinolo-formaldeide, adesivi a base di melammina-urea-formaldeide, oppure adesivi poliuretanici.
Gli strati esterni hanno le tavole disposte nella direzione della massima lunghezza del pannello, mentre i due strati interni
sono disposti nella direzione ortogonale. La disposizione delle tavole degli strati interni è tale che tutte le fughe di uno strato
sono sormontate da tavole dello strato successivo: questa soluzione consente un'ottima tenuta all'aria. La larghezza dei
pannelli utilizzati è pari a 1300 mm, ma può raggiungere valori maggiori a seconda dell’impianto di produzione (Figura 1 e
Figura 2).
I pannelli sottoposti a prova sono realizzati con legno di abete. La resistenza delle lamelle con cui sono realizzati
risponde alle richieste indicate nella norma EN1194 [14], relativa alle strutture in legno lamellare, per la classe GL24c.
Sono state effettuate prove di caratterizzazione meccanica per la valutazione della resistenza a compressione e a
trazione parallele ed ortogonali alla direzione della fibratura, secondo le indicazioni delle norme EN 408 [15], EN 1194 [14] e
EN 789 [16], ai valori di umidità prescritti.
I risultati medi, ottenuti su una decina di provini per ogni grandezza rilevata, sono indicati in Tabella 1.
SICUREZZA E CONSERVAZIONE

Figura 1: Vista del pannello e principali dimensioni di produzione

Figura 2: Sezioni tipo trasversale e longitudinale del pannello.

Tensione massima Modulo Elastico


MPa MPa
Compressione A alla fibra V c,90= 3.23 Ec,90= 227
Trazione A alla fibra V t,90= 1.49 Et,90= 386
Compressione // alla fibra V c,0= 34.1 Ec,0= 12148
Trazione // alla fibra V t,0= 28.9 Et,0= 13012

Tabella 1: Proprietà meccaniche dei pannelli

3. PROVE A TAGLIO DEI PANNELLI XLAM

I pannelli, con gli spessori e la disposizione delle tavole indicati in Figura 1 e Figura 2, sono stati sottoposti a prove di
taglio nel piano per valutare la resistenza a sforzi tangenziali ed il modulo elastico di taglio [13]. Le prove sono state
effettuate su un banco appositamente studiato e realizzato per sollecitare, in ogni prova, una coppia di pannelli con tensioni
costanti sulle superfici laterali [7]. I risultati ottenuti su 10 coppie di pannelli sono riportati nella Tabella 2. Il valore medio della
resistenza a taglio risulta pari a 3.19 MPa, ed in ogni caso maggiore di 3.06 MPa .
I moduli di elasticità ricavati sperimentalmente hanno una maggiore variabilità, ma questo è un risultato atteso in quanto
la deformazione globale del pannello è influenzata dalla deformazione locale all'interfaccia delle tavole parallele, che non
sono incollate le une alle altre sulle sezioni laterali, ma solo lungo le superfici superiori ed inferiori. Anche per questo motivo i
valori ottenuti sono significativamente minori di quelli del legno (ad esempio per legno lamellare classificato GL24c il modulo
elastico medio di taglio è pari a 590 MPa, secondo EN:1194:1999 [14]), ma sono significativamente migliori di quelli di un
tradizionale assito in legno con tavole chiodate sulle travi.
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Coppie di Tensione tangenziale Modulo di elasticità a


pannelli massima taglio
MPa MPa
A 3.29 419
B 3.22 331
C 3.14 327
D 3.29 346
E 3.33 352
F 3.15 327
G 3.06 332
H 3.22 384
I 3.08 524
L 3.24 506

Tabella 2 : Risultati delle prove sperimentali a taglio sulle coppie di pannelli

Sperimentalmente si è evidenziata una certa duttilità a collasso, dovuta al fatto che questo non interessa improvvisamente
tutta la sezione del pannello, ma avviene tavola dopo tavola . Il diagramma di Figura 3 mostra il legame sperimentale tra la
tensione tangenziale We lo scorrimento J, misurati sulla coppia di pannelli B durante una delle prove. Mentre il pannello B1 è
rimasto praticamente in campo elastico il pannello B2 è collassato con elevate deformazioni.

PANNELLI B1 e B2

3.50

3.00

2.50

2.00
W

1.50

1.00

0.50 PANNELLO B1
PANNELLO B2
0.00
0.000 0.010 0.020 0.030 0.040 0.050
J
Figura 3: Legame sperimentale tensione tangenziale W – scorrimento J

Risultati interessanti si ottengono anche nelle prove cicliche, ove si evidenziano cicli di isteresi e duttilità. Nella Figura 4
sono riportati i risultati sperimentali relativi alle prove cicliche del pannello L1.

PANNELLO L1

3.50
W (MPa)

0.00
-0.02 -0.01 0.00 0.01 0.02

-3.50
J

Figura 4: Legame sperimentale ciclico tensione tangenziale W – scorrimento J


SICUREZZA E CONSERVAZIONE

4. TRAVI A SEZIONE MISTA LEGNO-PANNELLO XLAM

Nell'ottica di un intervento di restauro conservativo dei solai è possibile realizzare una sezione composta collegando la trave
in legno al pannello mediante connettori in acciaio inseriti a secco in fori calibrati sull'estradosso della trave (Figura 5).
Il comportamento flessionale è descrivibile con la teoria della sezioni composte [17], dipende dalla rigidezza della
connessione e risulta quindi intermedio tra i due casi limite di rigidezza nulla (scorrimento libero tra le parti componenti) e
rigidezza infinita (scorrimento nullo e conservazione piana della sezione composta).
Le travi oggetto delle prove sperimentali sono state realizzate utilizzando travi in legno lamellare di classe GL24h e
pannelli a tre strati di 20 mm ciascuno per uno spessore totale di 60 mm. I due strati esterni hanno fibratura nella direzione
dell'asse della trave, mentre lo strato interno è disposto in direzione ortogonale. I pannelli sono realizzati con lamelle che
rispondono alle prescrizioni normative per la classe GL24 [14].

Figura 5: Travi a sezione mista legno-pannello XLam, prima e dopo il montaggio

Le caratteristiche meccaniche del legno delle travi sono indicate nella Tabella 3.

LEGNO (abete rosso)


Resistenza caratteristica a flessione fm,k 24 MPa
Resistenza caratteristica a trazione ft,0,k 16.5 MPa
Modulo di elasticità Ec,0,m 11600 MPa

Tabella 3 : Caratteristiche meccaniche delle travi in lamellare.

Le rigidezze flessionali limite, nell'ipotesi di rigidezza nulla e rigidezza infinita della connessione, sono state valutate per
la sezione delle travi oggetto delle prove sperimentali, dalle dimensioni indicate in Figura 6. Sono stati presi in considerazione
solo gli strati esterni superiore ed inferiore del pannello XLam, aventi le tavole disposte con fibratura parallela all'asse della
trave, trascurando lo strato interno sollecitato in direzione ortogonale alla fibratura. Per il pannello e la trave in lamellare sono
stati utilizzati i moduli elastici indicati nelle Tabelle 1 e 3.

Figura 6 :Dimensioni geometriche della sezione della trave composta e simbologia utilizzata
SICUREZZA E CONSERVAZIONE

Con riferimento alla simbologia usata in Figura 6, la rigidezza flessionale della sezione composta con connessione
infinitamente deformabile è pari a:
EJ 0 ET JT  EP JP =6.60 1011 Nmm2 (1)

essendo ET il modulo elastico della trave, EP il modulo elastico del pannello, JT il momento d'inerzia della trave e JP il
momento d'inerzia del pannello, che dipende dai momenti d'inezia J1 e J2 dei singoli strati .
Per valutare la rigidezza flessionale EJf, nell'ipotesi di connessione infinitamente rigida, è necessario determinare il
baricentro della sezione composta:

§ s · § s · h
E1 A1 ¨¨ h1  h2  1 ¸¸  E 2 A2 ¨¨ h2  2 ¸¸  ET AT 2
© 2 ¹ © 2 ¹ 2
yG 133 mm (2)
¦ E i Ai
i

e quindi la rigidezza con la formula seguente:

EJ f ¦ E i J i  ET AT aT 2  E P AP aP 2 2.18 1012 Nmm2 (3)


i

essendo EiJi le rigidezze flessionali della trave e del pannello, aT la distanza del baricentro della trave da quello della
sezione composta ed aP la distanza del baricentro del pannello da quello della sezione composta.
Il collegamento è stato realizzato con pioli in acciaio Fe 590 a gambo liscio del diametro I =16 mm, di lunghezza pari a
140 mm, che risultano quindi infissi nella trave in fori calibrati per una profondità di 80 mm.
I connettori sono disposti ad interasse variabile, come indicato in Figura 7, con passo ridotto alle estremità, nelle zone di
massimo taglio.

Figura 7: Distribuzione dei connettori lungo l'asse della trave

5. PROVE A FLESSIONE

Le prove a flessione sono state eseguite su 6 travi, sollecitate da 2 carichi concentrati posti ad una distanza dalle
estremità pari ad 1/3 della luce: è stato utilizzato un telaio di contrasto e le sollecitazioni sono state applicate in regime di
controllo degli spostamenti, con un sistema idraulico servocontrollato.
I dati sperimentali sono stati acquisiti elettronicamente, con trasduttori potenziometrici di precisione pari a 1/1000 mm. In
particolare sono stati monitorati il valore della freccia in mezzeria, delle rotazioni e degli scorrimenti trave-pannello alle
estremità della trave.
Lo schema della strumentazione utilizzata e della posizione dei punti di trasmissione del carico è indicato in Figura 8, in
Figura 9 si vede uno dei potenziometri utilizzati per la misura degli scorrimenti tra la trave ed il pannello XLam.
Nei diagrammi di Figura 10 sono rappresentate le curve carico-freccia per le 6 travi a sezione composta oggetto delle
prove sperimentali. Tutte hanno raggiunto il collasso per rottura a trazione delle fibre inferiori o per rottura del giunto a dita
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Figura 8: Posizione dei punti di carico e degli strumenti di acquisizione

Figura 9: Particolare di uno dei potenziometri usati per la misura degli scorrimenti trave-pannello

della trave in lamellare, mentre i pannelli XLam hanno evidenziato una ovalizzazione dei fori in corrispondenza dei perni di
connessione.
In particolare si può notare che tutte le curve presentano una variazione di rigidezza, dovuta al fatto che un iniziale gioco
foro bullone era presente per ragioni costruttive. Solo quindi dopo che questo è stato recuperato si instaura la collaborazione
tra le parti della sezione composta.
Si può osservare inoltre che le prime 3 travi T1, T2, T3 presentano delle rigidezze maggiori delle altre, questo è dovuto al
fatto che sono state realizzate con pannelli nuovi, mentre le travi T4, T5 e T6 sono state costruite riutilizzando i pannelli delle
prove precedenti, che non si erano rotti, ma a fine prova presentavano i fori ovalizzati.
Nella Figura 11, relativa alla Trave 4, sono rappresentati gli scorrimenti misurati in corrispondenza degli appoggi. Anche
in questo grafico si nota come cambia il gradiente della curva dopo il primo millimetro di scorrimento, legato al gioco foro
bullone.
In Tabella 4 sono riportati i valori massimi delle grandezze misurate.
Le rigidezze flessionali sperimentali sono valutate sulla base dei dati acquisiti, confrontando gli stessi con il valore teorico. La
freccia in mezzeria misurata durante la prova è dovuta solo ai carichi concentrati e risulta pari a :

f
P
8 EJ

d12  d1 * d2 2 d1  d2  d12 * 2d1  3d2 / 3  d1 * d2 2 / 2 (4)

essendo P il carico totale trasmesso dall'attuatore idraulico, d1 la distanza del punto di applicazione del carico
dall'appoggio (d1=1.33m – Figura 8) e d2 la distanza tra i due punti di applicazione del carico (d2=1.34m – Figura 8).
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Carico-Freccia

60

EJinf T1 T4 EJ0
50
T6 T3
T2 T5
40
Carico (kN)

30

20

10

0
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Freccia (mm)

Figura 10: Grafici carico-freccia

TRAVE T4

60

50

40
Carico (kN)

30

20

10
SCORRIMENTO SX
SCORRIMENTO DX
0
0 1 2 3 4 5 6
Scorrimenti agli appoggi (mm)

Figura 11: Grafico carico-scorrimento agli appoggi della Trave 4

Carico Freccia Rotazione Rotazione Scorrimento Scorrimento


MAX MAX SX DX SX DX
kN mm rad rad mm mm
T1 53.0 66.7 0.0518 0.0509 3.67 4.14
T2 43.1 50.3 0.0400 0.0386 2.90 2.57
T3 46.0 68.0 0.0520 0.0521 3.52 3.10
T4 50.8 83.8 0.0658 0.0647 5.03 5.37
T5 41.9 53.3 0.0409 0.0413 2.94 2.85
T6 47.2 63.7 0.0491 0.0504 3.54 3.44

Tabella 4: Valori massimi del carico, della freccia, delle rotazioni e degli scorrimenti agli appoggi.
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Inserendo i dati risulta:

P
f 1.134 (5)
EJ

Nella Figura 10 sono riportate anche le rigidezze teoriche nell'ipotesi di assenza di collegamento e di collegamento a
rigidezza infinita. Si nota come nella prima fase di carico, fino a quando non è stato esaurito il gioco foro bullone, il
comportamento della trave composta si avvicina a quello della sezione priva di connessione, mentre successivamente si ha
un incremento di rigidezza.
Le rigidezze valutate sulla base dei dati sperimentali, nella seconda fase di carico, sono riportate in Tabella 5. Viene
anche indicato il rapporto Utra la rigidezza reale del sistema e quella a connessione nulla, ed il valore del coefficiente di
accoppiamentoK quale parametro significativo per indicare la capacità della connessione di limitare lo scorrimento tra gli
elementi componenti la trave composta. Il coefficiente di accoppiamento è definito dalla espressione seguente:

K
EJ reale  EJ 0 (6)
EJ f  EJ 0
Rigidezza flessionale EJreale U EJreale/EJ K
Nmm2
T1 9.16 1011 1.39 0.17
T2 9.33 1011 1.41 0.18
T3 8.42 1011 1.28 0.12
T4 7.30 1011 1.11 0.05
T5 8.68 1011 1.32 0.14
T6 8.06 1011 1.22 0.10

Tabella 5: Valori della rigidezza flessionale

Il rapporto tra la rigidezza flessionale reale e quella in assenza di connessione raggiunge valori fino a U=1.41, è mediamente
inferiore per le travi T4, T5 e T6 in quanto, come già spiegato, queste sono state realizzate riutilizzando i pannelli delle prove
precedenti. Il coefficiente di accoppiamento non raggiunge i valori tipici delle sezioni miste legno-calcestruzzo [18], a causa di
una maggiore deformabilità del pannello nella zona attorno al perno, rispetto alla soletta in calcestruzzo.
Ai livelli di carico di collasso raggiunti in queste prove sperimentali non si sono evidenziate deformazioni rilevanti di rolling
shear negli strati del pannello con fibratura ortogonale all'asse delle travi, come invece avviene nelle prove a flessione sui soli
pannelli. Questo può essere spiegato dal fatto che il collasso è avvenuto lato trave, prima che il pannello raggiungesse livelli
di sollecitazione prossimi alla sua capacità resistente.

6. CONCLUSIONI

Le prove sperimentali di taglio effettuate sui pannelli XLam hanno messo in evidenza interessanti valori di resistenza e
modulo elastico, tali da giustificare un loro utilizzo quali diaframmi rigidi di piano negli edifici storici con solai lignei, dove il
tradizionale assito di tavole inchiodate non è generalmente in grado di trasferire i flussi di taglio nel piano dovuti alle
sollecitazioni sismiche. Per poter svolgere questa funzione i pannelli devono però essere adeguatamente collegati tra loro ed
alle strutture portanti verticali.
Le prove di flessione sulle travi a sezione composta pannelli XLam - travi in lamellare hanno evidenziato possibilità di
utilizzo per il recupero dei solai lignei esistenti.
SICUREZZA E CONSERVAZIONE

Nell'ambito del restauro questo tipo di intervento consente di realizzare una struttura a secco più reversibile della soletta
mista legno-calcestruzzo, rendendo possibile un incremento dei carichi portati rispetto alla capacità dei solai esistenti. Il
minore peso dei pannelli XLam rispetto alla soletta in calcestruzzo consente minori azioni sismiche di piano.
I collassi delle travi a sezione composta sono sempre avvenuti nella trave in lamellare, dimostrando così la capacità del
pannello di collaborare con la sezione della trave in legno, senza precluderne la capacità di resistenza finale.

BIBLIOGRAFIA

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RINGRAZIAMENTI

L'autore desidera ringraziare la Ditta Diemme Legno di Pontebba (UD) che ha finanziato la ricerca sulle prove a taglio dei
pannelli XLam e ha successivamente fornito gratuitamente il legno per le prove sulle travi miste. I costi per la realizzazione
delle travi sono stati coperti da un finanziamento nell'ambito del progetto Reluis, Linea di Ricerca n. 1 "Valutazione e
Riduzione della Vulnerabilità di Edifici in Muratura", Unità di ricerca dell'Università di Brescia, a cui l'autore ha partecipato.