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Concrete2016 Architettura e Tecnica

CONCRETE 2016
ARCHITETTURA e TECNICA

Termoli
22 e 23 settembre 2016

ANALISI TECNICO-PRESTAZIONALE DELLE TAMPONATURE


PORTATE IN CALCESTRUZZO

Fabio Minutoli

Universit degli Studi di Messina, Messina, Italia


e-mail: fabminutoli@unime.it

Parole chiave: prefabbricazione, pannelli in cls, tamponature portate,

Abstract

Nella definizione progettuale dell'involucro edilizio particolare importanza ha


avuto nel XX secolo la prefabbricazione delle pareti in calcestruzzo, prima
portanti e poi portate, che hanno dovuto soddisfare, oltre le sempre pi
aggiornate esigenze produttive e formali, anche le costanti revisioni normative in
termini energetici e strutturali. Il contributo, dopo una breve analisi storico-
evolutiva delle pareti esterne prefabbricate, focalizza l'attenzione su come la
stratigrafia delle pannellature portate in calcestruzzo non sempre ha risolto le
problematiche relative a peso, spessori, presenza di ponti termici e di fenomeni
condensativi. Vengono quindi analizzate soluzioni corrette che favoriscono
migliori prestazioni termo-igrometriche ottimizzando sia gli spessori sia la facilit
di posa in opera.

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F. Minutoli

1 Premesse storiche

Se nell'immaginario collettivo la prefabbricazione industriale stata sinonimo di


un edificato noncurante degli aspetti formali e deficitario di capacit e
caratteristiche prestazionali energetiche, oggi le politiche ambientali conferiscono
al procedimento costruttivo nuove ricadute sull'attivit edilizia esaltandone le
potenzialit di ridurre scarti, impiego di mano dopera, errori in fase esecutiva, i
costi di produzione. Il concretizzarsi, quindi, di alcuni componenti funzionali
dell'organismo edilizio in tempi precedenti alla loro posa in opera e in contesti al
di fuori della fabrica non solo ha inciso sulle operazioni cantieristiche
semplificando, velocizzando o addirittura eliminando alcune lavorazioni, ma ha
consentito una migliore rispondenza alle normative sui consumi energetici
attraverso pi adatti valori prestazionali termo-igrometrici.
L'occasione di poter codificare il ruolo della prefabbricazione nellevoluzione
tecnologica delle tamponature si presenta negli anni successivi alla seconda
guerra mondiale, per far fronte alla ricostruzione delle abitazioni distrutte e alla
crescente concentrazione demografica nelle aree di sviluppo industriale, quando
la classica ossatura muraria ha lasciato il posto all'omologa ossatura in
conglomerato e alle strutture lineari in calcestruzzo di cemento armato, e si
affermano, prima, le costruzioni a setti eseguiti in cantiere e, successivamente,
gli elementi piani confezionati fuori opera con un notevole risparmio di tempo
nella fase di montaggio1.
In rapporto agli elementi di fabbrica e allopera edilizia nel suo insieme si
sviluppano in Francia negli anni Cinquanta procedimenti costruttivi2 che
consentono la prefabbricazione in stabilimento di pannelli verticali portanti
montati in cantiere per sovrapposizione e giustapposizione. Questi pannelli-
parete, con altezza pari all'interpiano e spessore compreso tra 20 e 25 cm,
presentano un doppio strato resistente in calcestruzzo armato con interposto
isolante e rifinitura per l'applicazione della tinteggiatura. Per esempio nel sistema
Balency-Schuhl i pannelli-parete sono eseguiti in casseforme orizzontali ponendo
in successione gli eventuali serramenti, il rivestimento esterno sul fondo del
cassero, il getto del primo strato resistente di cls, l'armatura con i ganci per il
sollevamento, l'isolante, il secondo strato resistente con le armature
complementari, l'intonaco e la finitura. Seguono una serie di sistemi costruttivi
(Coignet, Costamagna, Barets, Camus, Estiot, Tracoba, solo per citarne alcuni)
che differenziano tutti i grandi pannelli - cos chiamati secondo la terminologia
del Conseil International du Btiment quando hanno altezza pari al piano
dell'edificio - non tanto per la successione stratigrafica o lo spessore, ma per le
diverse correlazioni tra pannello/pannello e pannello/solaio. Indipendentemente
dal tipo di sistema utilizzato era necessario, una volta montati gli elementi in
opera, provvedere ad operazioni di completamento - dalla semplice sigillatura dei
giunti al getto di calcestruzzo per il collegamento delle armature ai componenti
adiacenti - utili a correggere le eventuali difformit di posa, consentire una
migliore planarit, stabilire la continuit ai fini statici: in nessuno dei sistemi

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utilizzati la prefabbricazione dei pannelli parete riesce a eliminare o semplificare


tali problematiche.
Questo tipo di prefabbricazione ebbe comunque una diffusione cos importante
negli anni Sessanta e Settanta da far passare inosservata, almeno in quel
periodo, la produzione seriale in legno e acciaio per la costruzione di case a
schiera e isolate tipiche negli USA e nel nord Europa che garantiva, nella maggior
parte dei casi, livelli prestazionali termici di certo pi soddisfacenti rispetto agli
elementi in calcestruzzo in cui lo strato isolante era assente o di spessore esiguo.

Figura 1: I sistemi Balency, Camus, Coignet, utilizzati per i pannelli parete


impiegati nei primi condomini residenziali prefabbricati (1949-54)

Le limitazioni dimensionali causate dal peso dei pannelli, le difficolt di


manovrabilit e di trasporto, la necessit di commesse tali da bilanciare i notevoli
costi dell'impianto produttivo, ..., hanno evidenziato le problematiche del sistema
costruttivo a pannelli, che per le caratteristiche portanti rinnegava la flessibilit
distributivo-funzionale propria delle contemporanee (ed "emergenti") costruzioni
a scheletro indipendente.
Una prima soluzione apparsa privando la parete della sua funzione portante
rendendola appesa a uno scheletro prefabbricato fuori opera: i pannelli
definiscono cos l'involucro assicurando adeguate capacit di prestazione ai fini
del comfort ambientale e risultano, ai fini della resistenza statica, soltanto
autoportanti.
Questo ha condotto a sistemi a scheletro portante su cui vengono "appesi" gli
elementi verticali di chiusura3, che non necessitano di un intelaiatura secondaria
di sostegno, realizzati con procedimento a fodera in cui lo strato resistente in c.a.
(esterno) posto in aderenza con lisolante e con lo strato di finitura (interno); la
conformazione perimetrale tale da consentire una correlazione a tenuta fra
pannelli contigui tramite guarnizioni e/o sigillanti. La disposizione pi ricorrente
dei pannelli quella in cui laltezza pari alla luce dinterpiano cos da essere
ancorati agli orizzontamenti, mentre meno frequente il caso di pannelli a
sviluppo orizzontale vincolati ai pilastri. I componenti possono essere prodotti in
officina appositamente per uno specifico edificio o non essere legati a priori
allorganismo edilizio e dotati di una flessibilit di utilizzo e di integrazione con gli
altri elementi costruttivi. Lassenza, comunque, di una intelaiatura a montanti e
traversi ha limitato le applicazioni non essendo possibile ottenere una produzione

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F. Minutoli

seriale su basi dimensionali unificate tali da soddisfare unampia gamma di valori


sia in altezza che in larghezza.
Gli evidenti vantaggi del calcestruzzo, di essere forgiabile e di prestarsi alla pi
completa meccanizzazione, sembrano essere recepiti differentemente in Italia
dove le tamponature, di tipo misto latero-cementizio, hanno uno strato esterno,
costituito da pannelli prefabbricati al piano, e uno interno, con
intercapedine/isolante e mattoni forati intonacati realizzati in opera. Esempi di
questo tipo si possono trovare nella Facolt di Ingegneria di Cagliari, su progetto
del 1969 di E. Mandolesi, o nella Torre Velasca a Milano, su progetto del 1957 di
L.B. Belgiojoso, E. Peressutti, E.N. Rogers: in questi casi la parziale
prefabbricazione degli elementi piani verticali oggettivamente non ha
semplificato, nelle lavorazioni, nei tempi e nel montaggio, le operazioni
cantieristiche.

Figura 2: Prefabbricazione al piano dei pannelli in c.a. e fasi di montaggio


(Facolt di Ingegneria a Cagliari e Torre Velasca a Milano)

Qualche anno dopo, sempre in Italia, la tecnologia produttiva dei pannelli


prefabbricati in calcestruzzo armato viene condizionata dal sistema costruttivo
tedesco che negli anni Settanta sperimenta, per eliminare le casserature di
cantiere, una lastra concepita come sovrapposizione di due fodere di calcestruzzo
armate con tralicci metallici. Tali elementi, che riprendono la tecnologia
costruttiva delle prdalles, vengono accoppiati cos da ottenere un pannello il cui
spessore funzione della sezione del traliccio e completati in opera con un getto
in calcestruzzo: si parla quindi di pannelli pieni senza interposto isolante con
valore medio della trasmittanza di 3.70-4.10 W/m2K. Questa tipologia, per
caratteristiche costruttive, non garantisce alcuna prestazione termica affidata
eventualmente a contropareti esterne o interne.

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Successivamente la gamma tipologica si amplia con i pannelli alleggeriti con


materiale plastico espanso discontinuo, costituiti da due strati di circa 5 cm,
interno ed esterno di calcestruzzo armato, separati dallo strato di alleggerimento
(circa 10 cm) e collegati da cordoli perimetrali e setti intermedi in c.a. di
irrigidimento. A causa della non continuit dello strato di alleggerimento,
interrotto in corrispondenza delle nervature, sono presenti ponti termici che
determinano una modesta capacit termica, con valori di trasmittanza di 1.10-
1.60 W/m2K, e una sicura predisposizione alla formazione di condensa
interstiziale.
L'evoluzione stratigrafica del pannello, ma pi precisamente di sistema
produttivo, completata dai pannelli a taglio termico (nelle versioni con fodera
interna a sezione piena o alleggerita o con strato di ventilazione, incorporato
nell'isolante tramite lastre bugnate in materiale plastico), che trovano un impiego
nell'edilizia residenziale grazie ad una significativa riduzione degli spessori delle
fodere esterne e delle nervature per l'utilizzo di calcestruzzi fibrorinforzati e/o di
armature in reti di fibre di carbonio capaci di ridurre lentit del copriferro. Ci ha
consentito una riduzione nell'impiego del quantitativo di calcestruzzo e nel peso
complessivo del pannello con evidenti vantaggi nella movimentazione e posa in
opera; il valore medio della trasmittanza di 0.30-0.61 W/m2K.
In modo graduale i componenti prefabbricati vengono ad essere prodotti secondo
moduli in grado di adattarsi - dimensionalmente, morfologicamente,
funzionalmente e costruttivamente - all'organismo edilizio in cui ne previsto
l'impiego. Si parla quindi, con una locuzione discutibile, di prefabbricazione fuori
standard4 che diversifica tutti i componenti dotati di caratteristiche tecniche,
strutturali ed estetiche al passo con le esigenze normative e architettoniche. Le
tante aziende produttrici offrono unampia gamma, come pi precisamente
chiarito nel successivo paragrafo, di pannelli differenti non solo dal punto di vista
dimensionale e formale ma anche tecnico-prestazionale (pannelli alleggeriti,
sandwich, con materiale riciclato).

2 Tamponature portate

Gli ultimi decreti normativi italiani, emanati il 26 giugno 2015, sulla sostenibilit
dell'involucro edilizio impongono al variare della zona climatica, per l'edificio di
riferimento5, precisi valori di trasmittanza termica delle chiusure verticali opache
e la verifica del coefficiente medio globale di scambio termico HT il cui valore
massimo deve essere inferiore ai limiti riportati dal decreto in funzione della zona
climatica e del fattore di forma S/V dato dal rapporto tra "superficie e volume
riscaldato". Il soddisfacimento contemporaneo di tutti i requisiti richiesti dalle
norme vigenti ha portato inevitabilmente, quale che sia la soluzione tecnica
adoperata, a realizzare, tanto sugli edifici di nuova costruzione quanto sugli
esistenti, chiusure verticali con sezione maggiore rispetto al passato. Questo
extraspessore (dovuto ad interventi di isolamento termico o all'uso di blocchi ad
elevate prestazioni termiche) consentito dalle deroghe sulle procedure di
rilascio di titoli abitativi e sulle distanze minime tra edifici, confini di propriet,
infrastrutture o altezze massime dei fabbricati, previste dalle normative nazionali,
regionali o dai regolamenti edilizi comunali.

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Il dover perseguire a tutti i costi soluzioni progettuali "virtuose", fatte in nome di


una sostenibilit ambientale sempre pi difficilmente raggiungibile, ha
comportato inevitabilmente che numerose amministrazioni pubbliche italiane
riconoscessero nei propri regolamenti6 incentivi - sotto forma di sgravi nel
pagamento degli oneri di urbanizzazione e scomputi nel calcolo della volumetria
per gli extraspessori dei muri perimetrali (ma anche delle chiusure orizzontali
intermedie e di copertura) - per tutti gli interventi in grado di ridurre i consumi
energetici.
Considerato che dal 2019 i valori limite della trasmittanza termica, relativamente
alle superfici opache e trasparenti, dell'edificio di riferimento saranno ancora pi
restrittivi, ci si chiede quanto le sperimentazioni su nuovi materiali, su nuovi
isolanti, su nuove tecniche costruttive dell'involucro possano seguire le
prescrizioni di legge o se sia pi conveniente tornare ad archetipi architettonici
caratterizzati da un rapporto modesto tra proiezione in pianta dell'intero edificio e
proiezione delle murature, negando, in qualche modo, quell'architettura "leggera"
emblema del nostro secolo.
In effetti limpiego di calcestruzzi speciali nei pannelli a taglio termico ha
consentito oggi una diminuzione dello spessore delle fodere, esterna e interna, a
vantaggio di un aumento dello strato coibente e di un comportamento energetico
migliore a parit di spessore complessivo. doveroso precisare che le lacune
teoriche sono particolarmente evidenti laddove il miglioramento termo-
igrometrico-prestazionale dato per scontato o, erroneamente, valutato in
riferimento alle sezioni resistenti pi convenienti con assoluta omissione dello
studio dei fenomeni condensativi7.
L'analisi di oltre venti tipi di pannelli a taglio termico offerti dal mercato, della
letteratura di settore e di alcuni contributi internazionali presenti nelle banche
dati ORCID e Scopus, ha permesso di avere un quadro pi completo su
stratigrafia e comportamento dei pannelli. Nella maggior parte dei casi lo strato
coibente risulta essere passante per garantire la migliore efficienza termica e per
mantenere separati gli strati portante e portato. La successione stratigrafica,
dallinterno (delledificio e del pannello) verso lesterno, pu cos essere
schematizzata:

- fodera interna portante costituita da nervature trasversali e longitudinali di


calcestruzzo armato;
- materiale di alleggerimento posizionato tra le nervature;
- materiale isolante costituito da una o pi lastre di materiale coibente separate
tra loro;
- fodera esterna portata di calcestruzzo armato.

Integrati nei pannelli troviamo i dispositivi di collegamento (vincolati allo strato


portante e alla rete di armatura dello strato portato per sostenerne il carico senza
impedire le dilatazioni/contrazioni8 dello strato appeso) e connettori elastici di
semplice ritenuta al ribaltamento (fissati alla rete elettrosaldata dello strato
appeso in ragione di uno ogni 1-2 m2). In particolare sono stati brevettati diversi
sistemi di connessione, in materiale termoplastico fibrorinforzato, che
contribuiscono a ridurre la trasmittanza termica del pannello di tamponamento,
calcolata secondo la norma EN ISO 6946, ed evitano la creazione di ponti termici.

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Considerato che il materiale di alleggerimento potrebbe provocare, in caso di


incendio, l'esplosione della lastra per un sensibile aumento della pressione
interna, alcuni pannelli sono provvisti di dispositivi in materiale plastico, a
prefissato punto di fusione, tali da consentire la fuoriuscita dellaria.
Analizzate le caratteristiche tecniche di oltre venti pannelli di dimensioni 1000 cm
x 250 cm - per i quali stata assunta una conducibilit termica del calcestruzzo,
per le fodere esterna ed interna, di 2,3 W/m2K - e costituiti da uno strato isolante
e uno di alleggerimento in polistirene estruso con densit rispettivamente di 35
kg/m3 e 15 kg/m3, si riportano nella tabella le successioni stratigrafiche pi
comuni riscontrate e i rispettivi valori di trasmittanza termica; i dati espressi, pur
non potendo essere considerati generali - in quanto la trasmittanza del pannello
fortemente condizionata dalle dimensioni, dalle forometrie, dalla stratigrafia,
dal numero e dalla geometria delle nervature - sono utili per un confronto diretto
tra le diverse tipologie di tamponature portate presenti sul mercato europeo.
Considerato che le recenti sperimentazioni9 hanno certamente confermato le
buone propriet termo-igrometriche dei pannelli prefabbricati in c.a., ed stata
verificata la durabilit degli strati di isolamento/alleggerimento in funzione della
eventuale presenza di condensa (prevista entro certi limiti dalle normative),
necessario far notare come ulteriori margini di miglioramenti sulle capacit
prestazionali possono essere ottenuti, senza stravolgere n le tecniche produttive
attuali delle tamponature portate, n gli spessori, n la successione stratigrafica,
attraverso la progettazione, e attenta integrazione, dei sistemi di collegamento

Figura 3: Caratteristiche tecniche dei pannelli analizzati

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tra la fodera portata esterna e quella interna, in quanto la maggior parte delle
connessioni, interrompendo la continuit dellisolante, crea ponti termici tra lo
strato interno ed esterno del pannello di tamponamento, contribuendo nella
misura significativa del 3-6% ad un aumento della trasmittanza. Inoltre i sistemi
tradizionali richiedono linserimento di giunti in crosta per evitare le fessurazioni
provocate da connessioni rigide che non permettono le libere dilatazioni tra strato
interno ed esterno del pannello dovute a differenze termiche.

La collaborazione intrapresa con la Ruredil S.p.A di San Donato Milanese (MI) nel
2015 ha permesso di approfondire il sistema brevettato Konnector, dai punti di
vista funzionale e prestazionale. Gli elementi in acciaio zincato (perni) di cui
composto sono vincolati allo strato portante e sorreggono il peso dello strato
portato in modo isostatico, assecondando gli spostamenti differenziali di natura
termo-igrometrica di quest'ultimo. Alla base di tali sostegni applicato un
profilato metallico a C (chiamato guida), fissato alla rete di armatura, in grado di
ripartire le spinte orizzontali dovute a vento e urti, di sostenere il carico dello
strato appeso, e di eliminare, durante la fase di getto, qualunque tipo di
movimento del perno, mantenendolo nella posizione verticale.
Una volta eseguito il primo getto di calcestruzzo per la realizzazione dello strato
portato, non appena la guida totalmente annegata, si realizza una cerniera
(sostegno fisso).
Nel caso in cui le dimensioni del pannello siano ridotte preferibile che
l'installazione del sostegno fisso avvenga in prossimit del baricentro dello strato
appeso cos da resistere alle torsioni dovute a brusche manovre durante la
movimentazione. In corrispondenza del perno occorre ridurre lo spessore
dellisolante, ricavando un cilindro di almeno 12 cm di diametro entro cui
posizionata la molla di frettaggio; lo spessore dellisolante nellarea intorno al
sostegno pu essere al massimo di 4 cm, compatibilmente alla portata necessaria
e alla resistenza del calcestruzzo.
In ausilio a questa tipologia di sostegno si prevedono nel pannello uno o pi
sostegni scorrevoli unidirezionali, ottenuti inserendo nella guida un materiale
cedevole (schiuma, teflon) che consente lo scorrimento, fino a 8 mm, del perno e
la dilatazione dello strato appeso.
A seguito della posa in opera dellisolante vengono disposti nel perimetro del
pannello dei connettori C10 o delle forcine o in alternativa, prima del getto dello
strato appeso, delle connessioni continue posizionate insieme ai dispositivi di
sostegno prima trattati: la funzione quella di evitare che lo strato portante si
distacchi da quello portato, favorendo al contempo le eventuali dilatazioni o
contrazioni.
I C10 sono realizzati con funi di acciaio inox, composte da cavi di ridotto
diametro, contenuti in un tubolare in pvc, opportunamente sagomato per
oltrepassare lisolante. I terminali dei connettori fuoriescono dal tubolare in modo
da ancorarsi pi efficacemente al calcestruzzo fresco.
Il connettore accoppiato ad un distanziatore in polistirolo, la cui altezza dipende
dallo spessore dellisolante ed comunque in grado di garantire una distanza
fissa di 10 cm tra le due estremit del connettore. I connettori C10 consentono
uno spostamento relativo tra le due fodere di circa 1 cm.

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Figura 4: Sistema Konnector, posa in opera dei dispositivi di collegamento per un


pannello a taglio termico con fodera esterna alleggerita

Il sistema Konnector stato quindi applicato alle tipologie di pannelli a taglio


termico con fodera interna alleggerita e con intercapedine ventilata nellambito
del programma di ricerca, di pi ampio respiro, sulla sostenibilit, recupero, riuso
dei prodotti in ambito edile. Sono stati quindi valutati, con metodo agli elementi
finiti, i ponti termici dei pannelli prefabbricati riuscendo ad ottenere un adeguato
valore di trasmittanza termica; i valori ottenuti sono stati confrontati con pannelli
di identica successione stratigrafica, stesse dimensioni, stesse condizioni al
contorno ma sistemi di connessione standard (...). La comparazione effettuata ha
messo in evidenza che per qualunque tipo di tamponatura a taglio termico con
fodera interna alleggerita l'incremento prestazionale dei pannelli che utilizzano il
sistema Konnector variabile tra il 4-6%, risultando maggiore laddove la sezione
inferiore; per la tipologia a intercapedine ventilata i risultati sono apprezzabili,
con incrementi prestazionali del 2%, nel caso di lama d'aria da 3 cm, irrilevanti
negli esempi in cui la lama maggiore.
Nella figura 5 sono riportati, oltre al confronto prestazionale per diverse tipologie

Figura 5: Confronto tra sistemi standard e Konnector; andamenti temperature e


flussi termici per pannelli a taglio termico con fodera esterna alleggerita

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e sezioni di pannello, gli andamenti delle temperature e dei flussi termici e


relativi ai ponti termici di un pannello orizzontale delle dimensioni 1000 x 250 cm
spessore 30 cm in cui sono stati inseriti un punto di sostegno fisso in posizione
baricentrica e due punti di sostegno scorrevole, posizionati a circa 100 cm dalle
estremit.

3. Conclusioni

Limpiego delle tamponature prefabbricate in calcestruzzo, supportate da


elementi strutturali in conglomerato cementizio armato o strutture metalliche10,
subordinato alle dimensioni e alla forma dellorganismo edilizio, alla disposizione
e geometria delle bucature, alle caratteristiche estetiche e termo-prestazionali
che si vogliono raggiungere. I grandi pannelli a lastra, descritti nel precedente
paragrafo, trovano una facile applicazione in tutti quegli edifici, generalmente con
ampie superfici verticali, in cui la forma non risulta particolarmente articolata,
mentre quelli con dimensioni ridotte sono destinati a garantire quella ricercatezza
estetica11 propria delle lavorazioni artigianali, oggi poco diffuse. Le lastre in
G.R.F.C. (Glass Fibre Reinforced Concrete) sono un esempio in cui il
conglomerato, costituito da cemento Portland, cristalli di quarzo e fibre di vetro,
additivi chimici specifici ed ossidi, viene stampato per ottenere la finitura
desiderata.
In questultimo caso pi corretto parlare di lastre di finitura, utili a meglio
definire un prospetto, un nodo dangolo, una cornice, mentre le caratteristiche di
isolamento acustico e termico sono demandate ad una parete interna.
Le tamponature portate assolvono invece quel ruolo oggi principalmente svolto
dai sistemi a cappotto, a vture, ventilati, con le difficolt inerenti il peso, il
trasporto, la movimentazione in cantiere.
Tali problematiche sono state in parte risolte dallintroduzione sul mercato di
pannelli multilayer tipo Piz, da considerarsi come valida alternativa, con matrice
cementizia fibrorinforzata, spessori 54/66/89 mm, dimensioni tra i 45 e 135 cm e
peso di circa 20 Kg/m2. Accoppiati ad un pannello isolante con =0,036 W/mK in
polistirene espanso sinterizzato del tipo autoestinguente caricato con grafite
assicurano i valori di trasmittanza paragonabili con quelli della tamponatura a
taglio termico con fodera interna alleggerita. La riduzione del numero dei giunti,
caratteristica dei pannelli di grandi dimensioni, nel caso dei multilayer tipo Piz
risolta con la continuit tra pannelli adiacenti ottenuta da un giunto verticale in
pvc oppure da un profilo omega in alluminio, conformati in modo da evitare
lingresso dellacqua e consentire la migrazione del vapore.

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Bibliografia

[1] AA.VV. Pannello di tamponamento prefabbricato in calcestruzzo armato con rete bilanciata in
fibra di carbonio, in Beton, vol. 12 (2011), pp. 58-66.
[2] Dassori, E.; Morbiducci, R. Costruire larchitettura. Tecniche e tecnologie per il progetto,
Tecniche nuove, Milano, 2010.
[3] Zhu, L.; Hurt, R.; Correia, D.; Boehm, R. Detailed energy saving performance analyses on
thermal mass walls demonstrated in a zero energy house, Energy and Buildings, n. 41 (2009),
pp. 303310.
[4] Mandolesi, E. Edilizia, vol. 1, UTET, Torino, 1978.
[5] Pacheco Torgal, F.; Cabeza, L.F.; Labrincha, J.; de Magalhaes, A. Eco-efficient Construction and
Building Materials, WP, 2013.

Note

1 Il montaggio poteva interessare elementi finiti in ogni loro parte o da completare in opera; la
variazione numerica dei giunti, funzione delle dimensioni dei pannelli, determina nei punti di
connessione problemi di ordine statico e di variazioni termiche, difficilmente superabili con una
collocazione di elementi finiti. Il finissaggio in opera diventa quindi preferibile consentendo di
colmare la eventuale non planarit di posa, di correggere le difformit nei giunti,
2 L'esperienza francese nel campo delle costruzioni in calcestruzzo armato ha di fatto favorito una

graduale sostituzione dei tradizionali setti murari con elementi in calcestruzzo, di modesti spessori,
realizzabili tramite casseforme standard e il brevetto di alcuni procedimenti costruttivi come quelli
Balancy, Camus, Coignet che rientrano nella prefabbricazione industriale.
3 Si ricorda il sistema Thermagard Mark IV, prodotto negli anni Cinquanta dalla ditta inglese

Gardiner, per edifici fino a dieci piani con pilastri in c.c.a. e travi in acciaio; lo scheletro
indipendente prefabbricato fu utilizzato, con pannelli di chiusura in c.c.a., nell'edilizia ospedaliera,
scolastica, residenziale e per l'agricoltura.
4 Cfr. E. Lucchi, Nuova prefabbricazione, in Modulo n. 335 p. 1043, 2007.
5 Con edificio di riferimento o target si intende un edificio identico a quello in esame in termini di

geometria (sagoma, volumi, superficie calpestabile, superfici degli elementi costruttivi e dei
componenti), orientamento, ubicazione territoriale, destinazione duso e situazione al contorno ma
avente caratteristiche termiche e parametri energetici predeterminati conformemente allAllegato 1
del DM 26 giugno 2015.
6 Regione Sicilia (22 aprile 2005, L.R. n. 4): "Non vengono computati ai fini del calcolo del volume

edificato e della superficie coperta complessiva i maggiori spessori delle pareti perimetrali esterne,
nella parte eccedente i 30 cm nel caso di nuove costruzioni e i 50 cm nel caso di recupero di edifici
esistenti fino ad un massimo di ulteriori 20 cm";
Regione Abruzzo (11 ottobre 2002, L.R. n. 22): "Non vanno computati, ai fini del calcolo della
volumetria e della superficie coperta di un edificio, gli extraspessori dei tamponamenti perimetrali e
dei muri perimetrali portanti, superiori a 30 cm e fino ad un massimo di ulteriori 30 cm, nonch dei
tamponamenti orizzontali e dei solai delle costruzioni, superiori, nella parte non strutturale, a 10
cm e fino ad un massimo di ulteriori 15 cm, qualora il maggiore spessore contribuisca in maniera
determinante al miglioramento dei livelli di coibentazione termo-acustica e al contenimento dei
consumi energetici";
Regione Piemonte (28 maggio 2007, L.R. n. 13): "Lo spessore delle murature esterne, tamponature
o muri portanti, superiore ai 30 cm nelle nuove costruzioni, il maggior spessore dei solai e tutti i
maggiori volumi e superfici necessari all'esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico ed
acustico o di inerzia termica non sono considerati nei computi per la determinazione dei volumi,
delle superfici, e nei rapporti di copertura, per la parte eccedente i 30 cm e fino ad un massimo di
ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura e di 15 cm per quelli orizzontali intermedi.
Tali disposizioni valgono anche per le altezze massime, per le distanze dai confini, tra gli edifici,
ferme restando le prescrizioni minime dettate dalla legislazione statale";

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Comune di Roma (20 febbraio 2006, R.E.): "Nel calcolo delle volumetrie degli edifici non vengono
computati, se superiori a 30 cm, gli spessori delle pareti e dei solai, nonch le serre solari e le torri
del vento";
Comune di Ferrara (12 giugno 2006, R.E.): "Per chi raggiunge valori di trasmittanza inferiori a
quelli obbligatori secondo il regolamento edilizio si scomputano 15 cm dai muri perimetrali e 20 cm
dalle altezze";
Comune di Lentate sul Seveso (29 novembre 2006, R.E.): " consentito l'aumento del volume
prodotto dagli aumenti di spessore di murature esterne realizzati per esigenze di isolamento o
inerzia termica o per la realizzazione di pareti ventilate fino a 15 cm per gli edifici esistenti e per
tutto lo spessore eccedente quello convenzionale minimo di 30 cm per quelli di nuova costruzione
fino ad un massimo di ulteriori 25 cm. consentito altres l'aumento di volume prodotto dagli
aumenti di spessore delle solette intermedie per esigenze di isolamento termico e acustico fino a 15
cm per gli edifici esistenti e per tutto lo spessore eccedente quello convenzionale minimo di 30 cm
per quelli di nuova costruzione fino ad un massimo di ulteriori 25 cm".
7 Cfr. E. Dassori, R. Morbiducci, Prestazioni termoigrometriche di pannelli prefabbricati in

calcestruzzo armato, in Industrie Manufatti Cementizi, 2012 n. 25, pp. 10-15.


8 Lirraggiamento solare del pannello a taglio termico, proprio per effetto della presenza

dellisolante, determina una differenza di temperatura tra le due fodere di calcestruzzo di circa 35-
40C: questo si traduce, tenendo conto del coefficiente di dilatazione termica lineare del
calcestruzzo (0.010-0.012 mm/m/C), in un allungamento differenziale dello strato esterno rispetto
a quello interno di 5-6 mm per un pannello di 12 metri di lunghezza.
9 Premac prefabbricati, Arezzo (AR); Zanon prefabbricati, Cittadella (PD); Progress Bauen mit

System, Bressanone (BZ); T Rock, Aosta (AO).


10 I dispositivi di fissaggio tra pannelli e struttura portante devono garantire - oltre la trasmissione

delle sollecitazioni localmente previste, lassorbimento delle tolleranze di produzione degli elementi
e di esecuzione delle unioni e le eventuali deformazioni termiche - il bloccaggio e la possibile
regolazione in tempi anche successivi alla posa. Tali dispositivi meccanici variano per geometria,
dimensione, ancoraggio al calcestruzzo e tecnologia produttiva (a freddo o a caldo).
11 Oggi i trattamenti (meccanici o chimici) realizzati sui pannelli di grandi dimensioni (serigrafati,

acidati, ...) o i rivestimenti in seguito all'applicazione di materiali differenti, hanno contribuito alla
maggiore richiesta delle tamponature portate anche per edifici di carattere residenziale.

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